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Quindicinale di calcio... e non solo

Anno V n.7

Direttore Massimo Taggiasco

18 aprile 2013

Tutto in 90 minuti! ON LINE!

Info a pag. 12

MASSIMO TAGGIASCO

Orso Grigio ha portato a casa 6 punti nelle ultime due gare di campionato, pur disputando due partite, a dir poco, piuttosto brutte. Gli esteti del bel calcio storceranno la bocca, ma a noi va bene cosÏ: perdere giocando bene è un piacere da masochisti. Del resto, la legge è sempre quella: primo, non prenderne. E di gol, in queste due ultime gare, non ne abbiamo incassati. In questo modo, nonostante le critiche, giuste, sulla pochezza del gioco dell’Alessandria, un dato è abbastanza chiaro: battendo il Venezia, possiamo tornare in corsa per i play-off. I veneti occupano l’ultima posizione valida per accedere agli spareggi promozione e sono lontani cinque punti, che oggi possono diventare due con altre tre gare ancora da disputare. Tutto può ancora succedere, basta crederci,

L’

basta giocare col cuore. Vogliamo vedere una squadra vera, come pensiamo stia diventando, seppure troppo in ritardo, questa Alessandria. L’entusiasmo del duo Di Masi-Notaristefano sembra avere finalmente segnato un punto di svolta in una stagione che sembrava avviata verso un misero viale del tramonto, senza infamia e, soprattutto, senza lode. Adesso è giunto il momento, per l’Orso Grigio, di tirare fuori gli artigli: tutto in 90 minuti, sperando in qualche passo falso delle dirette concorrenti al vertice. Se non arrivano i tre punti, probabilmente la storia è chiusa. Dobbiamo, finalmente, sconfiggere una delle avversarie nella lotta per i play off, cosa che fino ad ora, in questa stagione, ci è riuscita una sola volta. Ăˆ l’ultima occasione: sarĂ dura, ma non dobbiamo sciuparla! I grandi traguardi richiedono grandi imprese. Tutti insieme, al Moccagatta. HurrĂ  Grigi!

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anno V n.7

HURRÀ GRIGI

GLI AVVERSARI Gli arancioneroverdi hanno una grandissima storia, lunga e gloriosa

Gli anni d’oro del Venezia MARIO BOCCHIO

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La

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2 3 Foto n. 1 La squadra vincitrice della Coppa Italia in posa col trofeo. Questa la formazione: Bacigalupo, Piazza, Di Gennaro, Tortora (capitano), Puppo (il giocatore con più presenze in A -145- del Venezia), Stefanini, Alberti, Loik, Pernigo, Mazzola, Alberico. 2 La consegna della Coppa Italia. 3 Ezio Loik e Valentino Mazzola.

«Il materiale umano era grezzo fino alla più assoluta innocenza: e bisognava imparasse tutto, dal controllo di palla o stop al calcio punta e collo, di piatto, di esterno e così via. I putei de Venexia ghe dava dentro con appassionato fervore, per non dire con rabbia» [Gianni Brera]

30ª GIORNATA

a lin

l Venezia come l’Alessandria. Un blasone di primo livello e gli stessi problemi societari che hanno purtroppo caratterizzato gli anni più recenti. Uno dei migliori periodi della storia del calcio veneziano coincise con la presidenza di Arnaldo Bennati, che ricostruì dalle fondamenta la società neroverde. Dopo aver trovato una nuova sede, anche lo stadio Pierluigi Penzo venne ampliato. Nel campionato 1937-’38, in cui il Venezia giunse ottavo, Bennati gettò le basi della successiva straordinaria stagione facendo seguire giocatori importanti come Tortora e Alberti, che a fine campionato approdarono in laguna. Infatti il campionato 1938-’39 vide il Venezia raggiungere il secondo posto valido per la promozione in A, superando a Bergamo all’ultima giornata proprio la diretta concorrente Atalanta. Il gol della vittoria, segnato davanti a 5.000 tifosi neroverdi, fu di Pernigo, che è tuttora il giocatore lagunare ad aver realizzato il maggior numero di gol (45) nei campionati giocati in serie A. Tornata nella massima serie la squadra viene rinforzata e, dopo essersi presa il lusso di battere sull’isola di Sant’Elena i campioni d’Italia dell’Ambrosiana, concluse onorevolmente il campionato al decimo posto. I neroverdi però colpirono a tal punto la stampa nazionale che per un periodo venne addirittura presa in considerazione la possibilità di trapiantare in nazionale il blocco del Venezia. Quell’anno comunque in azzurro ci arrivò il neroverde Corbelli. Ma questa stagione va ricordata, oltre che per l’arrivo agli ottavi di Coppa Italia, anche per

l’esordio in maglia neroverde del più forte giocatore che abbia indossato la maglia del Venezia: Valentino Mazzola. In servizio militare a Venezia il marinaretto Mazzola fu acquistato dal Venezia dopo essersi messo in luce al campo dei Bacini giocando degli incontri tra rappresentative militari. Nel 1940-’41 esordì così la celebre coppia di mezz’ali formata dal fiumano r Loik, acquistato ca to dal Milan, e Mazzola. Se in campionato i lagunari non andarono oltre il 12º posto, il Venezia però conquistò al Penzo, al termine della doppia sfida finale con la Roma (3-3 nella capitale ed 1-0 a Venezia, gol di Loik), la Coppa Italia, iscrivendo per la prima (e ancora unica) volta il proprio nome nell’albo d’oro dei trofei nazionali. L’anno successivo con il tricolore della Coppa Italia puntato sul petto il Venezia, sostituito il portiere Bacigalupo con Fioravanti, ebbe addirittura lo scudetto a portata di mano. A poche domeniche dal termine i neroverdi ebbero infatti l’occasione di fermare la Roma battendola al Penzo. Ma dopo aver fallito un rigore i lagunari persero incredibilmente la partita compromettendo il campionato, vinto poi dai capitolini con 42 punti davanti al Torino (39) ed al Venezia (38). La vendita, per l’allora esorbitante cifra di un milione, di Loik e Mazzola al Torino e l’abbando-

14 dicembre 1952: Venezia-Alessandria 0-3, . Il veneziano Masetti è anticipato dal grigio Bagliani.

no di Piazza ruppero il ‘giocattolo’ neroverde che la stagione successiva ottenne solo una stentata salvezza, pur raggiungendo ancora una volta la finale di Coppa Italia dove il Venezia venne sconfitto 4-0 a Milano dal Torino. L’anno successivo fu campionato di guerra. I neroverdi vinsero il raggruppamento regionale ed arrivarono fino al torneo finale, vinto dai VV.FF. di La Spezia, dove però vennero fermati dal Torino degli ex Loik e Mazzola. Il calcio nazionale tornaò dopo la guerra con il campionato 1945-’46 Alta Italia. Il Venezia arrivò penultimo davanti alla Sampierdarenese. L’anno successivo ripristinata la serie A, i neroverdi nonostante i 13 gol di Ottino (miglior goleador in una stagione di serie A del Venezia) retrocedettero in B, insieme al Brescia, e il presidente Bennati lasciò definitivamente la presidenza.

31ª GIORNATA (21 aprile - ore 15)

CLASSIFICA

CASALE

BASSANO VIRTUS

1-0

SAVONA

BASSANO VIRTUS

SQUADRE

FANO

SAVONA

2-1

PRO PATRIA

BELLARIA IGEA MARINA

MANTOVA

BELLARIA IGEA

1-1

FORLÌ

MONZA

CASTIGLIONE

3-1

RENATE

PRO PATRIA

RIMINI

V

N

P GF GS DR

PRO PATRIA

55 30 16

7

7 57 35

22

CASALE

SAVONA

54 30 16

6

8 44 26

18

MILAZZO

MANTOVA

RENATE

53 30 17

2 11 54 38

16

3-1

SANTARCANGELO

MONZA

BASSANO VIRTUS

51 30 14

9

7 48 30

18

ALESSANDRIA

0-1

GIACOMENSE

RENATE

UNIONE VENEZIA

51 30 14

9

7 47 38

9

SANTARCANGELO

MILAZZO

3-0

CASTIGLIONE

RIMINI

MONZA (-6)

50 30 15 11

4 46 27

19

VALLÉE D’AOSTE

GIACOMENSE

0-1

ALESSANDRIA

UNIONE VENEZIA

CASTIGLIONE

49 30 13 10

7 34 22

12

UNIONE VENEZIA

FORLÌ

3-0

FANO ALMA JUVENTUS VALLÉE D’AOSTE

ALESSANDRIA

46 30 13

7 10 38 28

10

FORLÌ (-1)

44 30 12

9

9 45 28

17

MANTOVA

41 30 11

8 11 42 50

-8

BELLARIA IGEA

38 30

9 11 10 38 40

-2

8 12 10 31 35

-4

MARCATORI

32ª GIORNATA (28 aprile - ore 15)

P

G

21 reti Francesco VIRDIS

(Savona)

RENATE

ALESSANDRIA

18 reti Andrea GASBARRONI

(Monza)

MANTOVA

CASTIGLIONE

(Renate)

CASALE

FANO ALMA JUVENTUS

SANTARCANGELO

36 30

BELLARIA IGEA

FORLÌ

GIACOMENSE

36 30 10

(Castiglione)

UNIONE VENEZIA

GIACOMENSE

VALLÉE D’AOSTE (-1) 31 30

8

Denis GODEAS

(Unione Venezia)

MONZA

MILAZZO

RIMINI

30 30

6 12 12 30 35

Matteo SERAFINI

(Pro Patria)

BASSANO VIRTUS

PRO PATRIA

FANO (-1)

25 30

6

8 16 33 56 -23

14 reti Valerio ANASTASI

(Santarcangelo)

VALLÉE D’AOSTE

SANTARCANGELO

CASALE (-5)

21 30

6

8 16 30 46 -16

12 reti Sebastian PETRASCU

(Forlì)

RIMINI

SAVONA

MILAZZO

9 30

0

9 21 17 69 -52

Andrea BRIGHENTI

Massimiliano VARRICCHIO (Giacomense) 16 reti Fausto FERRARI

Se volete ricevere ‘Nuovo Hurrà Grigi’ gratis in anteprima sul vostro computer potete richiedere il pdf a bassa risoluzione inviando una mail all’indirizzo: redazione@nuovohurragrigi.com. Già il giovedì che precede le partite in casa il giornale è on-line sulla nostra pagina Facebook

6 14 35 44

-9

8 14 34 56 -22 -5

Promosse in Prima Divisione le prime due e la vincitrice dei play-off. Retrocdono in D le ultime tre, le perdenti dei play-out tra quart’ultima e quint’ultima e la perdente della sfida tra le vincenti dei play-out dei due gironi di Seconda Divisione.


18 apr. 2013

HURRÀ GRIGI

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PUNTO GRIGIO di Giovanni Mediliano

Crederci non costa nulla!

uattro partite alla fine, dodici punti in palio, un paio di scontri diretti, qualche posizione da recuperare per poter ancora sperare che questa stagione regali qualcosa che, intorno a Natale, era follia anche solo pensare. Tanto vale crederci e dare tutto fino a quando la matematica non farà valere la propria legge. Crederci non costa nulla, soprattutto se nella vela grigia soffia un vento che sembra provenire direttamente dalla Dea Fortuna. Nelle ultime due partite, dalle quali dal punto di vista puramente tecnico e spettacolare risulta impresa ardua riuscire a individuare granchè di positivo, sono arrivati sei punti pieni. Il famoso ‘fattore C’ che tanti allenatori famosi hanno sempre inserito tra gli ingredienti indispensabili per ottenere risultati positivi. Se vuol essere un segnale, lo accettiamo volentieri. Ne prendiamo atto e facciamo voti perché la

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Dea bendata non cambi direzione e continui a garantirci il suo aiuto. Sulle maglie dei trionfi di qualche anno fa appariva sempre una grande lettera C: allora era il simbolo della conquista, oggi potrebbe rappresentare il modo attraverso il quale la conquista viene raggiunta. Nella terra di Machiavelli nessuno si scandalizzerebbe. Noi però dobbiamo saperci mettere pure del nostro. Tutti insieme. I giocatori in campo, i tifosi allo stadio, la città intera a sostenere un sogno. Sappiamo tutti perfettamente quali siano gli obiettivi del presidente Di Masi; quanto sarebbe bello, se quella tabella di marcia che dovrebbe portare i Grigi a ruoli di supremazia nell’ambito calcistico regionale, potesse subire un’improvvisa accelerazione, portando già fin da questa stagione Cammaroto e compagni a competere con l’élite della Prima Divisione.

Nelle posizioni di testa, come spesso avviene in questa fase di campionato, c’è chi frena, c’è chi crolla, c’è chi confessa di non avere ambizioni o mezzi per fare il salto: può anche darsi che quel sesto posto venga messo a disposizione di chi arriva al momento giusto con la determinazione, la forza, l’entusiasmo giusto. Forza ragazzi! Credeteci! Date tutto quello che avete in questi ultimi 360 minuti. Forza tifosi, sportivi, appassionati! Venite allo stadio a spingere questi ragazzi a realizzare l’impresa. Forza Alessandria! Ci risolleviAMO anche grazie alle imprese della squadra di calcio. Anche partecipare all’avventura calcistica dei nostri Grigi può essere un modo per contribuire alla rinascita della città. Alessandria-Venezia, una partita che profuma di storia: il primo passo.

DETTO FUORI DAI DENTI di Mario Bocchio

Senza una vittoria contro il Venezia, campane a morto per l’Orso Grigio Prima con un rigore, poi con una rete all’86’ (finalizzazione su suggerimento di Ferretti): Casale e Rimini sono state sconfitte, entrambe per 1-0, da Fanucchi. L’Alessandria, pur non entusiasmando nel gioco, ha portato a casa 6 punti, che servono a tenere in vita il filo della speranza di agguantare i playoff. A nostro avviso però, i giochi per designare la griglia di chi affiancherà Pro Patria e Savona nella promozione paiono pressoché fatti. Da qui sino alla fine dovrebbe essere un duello limitato a Renate (53 punti), Bassano e Venezia (51), Monza (50). I Grigi sono attualmente ottavi con 46 punti, preceduti dal Castiglione a quota 49. Alla conclusione della regular season mancano appena quattro partite, durante le quali i ragazzi di Mister Notaristefano cercheranno di annullare lo svantaggio di 4 lunghezze dall’ultimo posto utile, occupato, come detto dal Monza, che ha dovuto subire la penalizzazione di ben 6 punti. E domenica è in programma proprio lo scontro diretto, per il quale è tassativamente obbligatorio l’1 in schedina. In caso di pareggio, per l’Orso Grigio suonerebbero definitivamente le campane a morto a suggellare il fallimento della stagione. Solo in caso di successo contro i lagunari infatti, potremo ancora sbizzarrirci nelle

ipotesi. Guardando il calendario, ci attenderà un’altra sfida “tosta”, la trasferta a Renate, quindi andrà in scena l’ultima prestazione casalinga contro il Mantova il 5 maggio, in attesa, sette giorni dopo, della chiusura del campionato in casa del Bellaria Igea Marina. Il fattore-campo oggi dovrebbe favorire i Grigi, considerando che da quando c’è Notaristefano in panchina su tre partite sono arrivate due vittorie. Rimane però la obiettiva constatazione che è proprio l’Alessandria la vera delusione del torneo: era considerata in estate fra le favorite per vincere il girone, rischia invece di restare esclusa anche dagli spareggi promozione. La squadra per alimentare le speranze è costretta a un finale in cosiddetta apnea. Gli errori del passato purtroppo sono un macigno troppo severo da sopportare e da metabolizzare; per il futuro ci rimane solo la fiducia nella programmazione societaria della nuova presidenza di patròn Di Masi. Sull’onda dei risultati ottenuti dopo l’incarico affidato a Egidio Notaristefano, subentrato a Giovanni Cusatis lo

scorso 19 marzo, lo stesso presidente parrebbe intenzionato ad affidare proprio al tecnico ex-Novara, Spal e Carpi un progetto a lungo termine.

PARLA L’ORSO di Beatrice Bruno

Macchina da gol Eccoci qua. Ennesima partita. Ennesima vittoria. Ennesimo... gol di Jacopo Fanucchi! Ebbene si, in due partite ha siglato ben due gol. Senza contare i 9 della stagione precedente e la decina di quest’anno. Mamma mia, quanti! Forse il più emozionante fu quello del centenario, casualmente contro il Rimini (io sostengo questa teoria: dopo essersi presi tre gol in tre partite dal nostro bomber hanno deciso di fargliela pagare con un ‘simpaticissimo’ pugno). L’unica nota stonata? A far compagnia al gol di Fanucchi, il 18 febbraio 2012 c’era anche la rete di Artico, IL BOMBER. E.. Facendo un salto nel passato ancora più remoto possiamo vedere che in 5 stagioni al Figline ha insaccato 18 palloni; nella stagione 2019-2011 sempre 9 reti totalizzate. Una carriera entusiasmante, che vede protagoniste squadre di alti livelli come l’Empoli, il Prato e lo stesso Pisa... Ma che ha come eroe il nostro Jacopo. Una vera e propria macchina da gol. Un temibile avversario. Un imprevedibile attaccante. Un agile giocatore. Un astuto compagno di reparto. Tutto ciò che serve per far funzionare al meglio il nostro attacco. Avendo provato così tanta gioia, regalata dalla classe questo ragazzo, ci auguriamo di averlo ancora per molto, al fine di rendere il nostro attacco da altra categoria per riuscire a sterminare tutte le squadre che rimangono da affrontare. Forza Jacopo, forza ragazzi.. NOI CI CREDIAMO!

Ogni volta è così Siamo stati ovunque, al vostro fianco. Tessera del tifoso? Non serve. Perché chi ha degli ideali li deve rispettare, è giusto che sia così. Ma chi, come i lavoratori full time, come gli studenti immersi nell’epica, come i diffidati o i non tesserati, o come semplicemente i tifosi che non hanno voluto andare in trasferta, non ha la possibilità di seguire i Grigi come vorrebbe, si accontenta. Li seguiamo con la mente e soprattutto con il cuore. Altro che vasche in Corso Roma, altro che giretti tra le bancarelle, altro che il pranzetto dalla mamma. In casa, in macchina o al bar. Con le dita che picchiettano sul tavolo o sul volante a causa dell’ansia. Non vogliamo parlare con nessuno, non vogliamo ascoltare nessuno, non vogliamo che nessuno ci cerchi. In quei novanta minuti noi non esistiamo per il resto del mondo. In quei novanta minuti respiriamo SOLO per i Grigi. Probabilmente la parte più bella è quando i ragazzi scendono in campo... Si prova quel brivido lungo la schiena, come se fossimo lì. I telecronisti che descrivono accuratamente il colore delle divise. Noi che ci immaginiamo un ingresso in campo imponente come quello al Mocca, perché sappiamo che i nostri amici, più fortunati di noi, sono presenti e fanno il tifo anche da parte nostra. Poi il fischio d’inizio, sotto le formazioni degli inviati. L’esclamazione: ‘È iniziata!’. L’ansia trasmessa dalle pubblicità o dagli aggiornamenti di altre partite. Si ha sempre il presentimento che in quella manciata di secondi possa succedere qualcosa di importante, di fondamentale, di necessario. La gelosia che si prova quando si sentono frasi tipo ‘il fallo non c’era’ o ‘era fuorigioco’ oppure ‘mannaggia che occasione sprecata!’, perché si ha voglia di vedere, di dare la propria opinione, di sapere veramente se era un fallo, un fuorigioco o un’occasione buttata via. Quando i ragazzi segnano e non si capisce come si sia svolta l’azione perché i telecronisti presi dall’affanno e dall’agitazione dovuta al contropiede improvviso non sono riusciti a descriverla dettagliatamente... Ma solo con un ‘Tizio, passaggio per Caio e GOOOL!’... E tu vorresti sapere come, dove, quando e perché. Vorresti sapere se il passaggio era preciso, se quel giocatore era in una posizione per tirare anche in porta e mille altre cose. Ma lì non è colpa dei giornalisti, lì sono la curiosità e la passione che subentrano e diventano inarrestabili. Poi quel’ È FINITA!’, l’amarezza di quando si spegne la radio e sembra che tutto sia già svanito. Sembra che quei novanta minuti siano passati in un baleno e che la magia della domenica sia già scomparsa. Finisce quel momento quando la mamma ti chiama e ti ricorda che devi ripassare Omero per l’interrogazione del lunedì, quando ti chiama la fidanzata e ti dice che alle 20.00 sarà da te, quanto arrivi a casa dei tuoi e ti tempestano di domande inutili e di circostanza. Quando però si è su un piatto di pasta fumante, davanti alla televisione o nel letto a leggere un libro, ritornano in mente le emozioni di qualche ora prima e si pensa a cosa cavolo ci succeda in quei minuti, in cui non conosciamo nessuno, non interagiamo con nessuno e non vogliamo nessuno al di fuori dell’Alessandria Calcio.


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anno V n.7

HURRÀ GRIGI

A TUTTOCAMPO di Gianmaria Zanier

Fabio Roselli I miei vissuti sempre di uando Rino Gaetano scrisse ‘Nunterreggae più’ avevo cinque anni. Come sarà sicuramente accaduto a tanti miei coetanei, mi fu anche regalato il ‘45 giri’ di questo brano, in cui il geniale cantautore calabrese (un po’ come nei precedenti ‘Il cielo è sempre più blu’ e ‘Aida’) riuscì a raccontare mirabilmente un momento tutt’altro che semplice della nostra recente storia nazionale. Una canzone davvero particolare ‘Nunterreggae più’: non solo perchè all’epoca rappresentò un felice incontro tra la tradizione cantautorale nostrana e le nuove influenze ‘reggae’ che stavano nascendo in quegli anni (valga per tutti, l’esempio di Bob Marley), ma anche per una curiosa filastrocca contenuta all’interno del chilometrico testo che molti over 35 appassionati di calcio ricordano molto bene ancora oggi: ‘...Avvocato Agnelli, Umberto Agnelli... Susanna Agnelli, Monti Pirelli dribbla Causio che passa a Tardelli... Musiello, Antognoni, Zaccarelli Gianni Brera, Bearzot... Monzon, Panatta, Rivera, D’Ambrosio Lauda, Thoeni, Maurizio Costanzo, Mike Bongiorno, Villaggio, Raffa, Guccini...’ Anno di grazia, 1978. All’epoca i grigi (guarda caso) stavano vivendo l’ennesima fase ‘interlocutoria’, grazie alla discussa ge*L’offerta è valida solo su vetture disponibili e fino ad esaurimento scorte, escluso il prezzo del passaggio/messa su strada.

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stione di Bruno Cavallo, e proprio a metà di quell’anno venne effettuata la divisione della vecchia Serie C (proprio la stessa che, salvo cambiamenti dell’ultima ora, dovrebbe tornare l’anno prossimo) in Serie C/1 e C/2. Mi è sembrato giusto citare il cantautore calabrese e contestualizzare il momento storico vissuto all’epoca per introdurre la storia di Fabio Roselli, che nel ‘78 non era ancora nato (accadrà 5 anni dopo, esattamente il 12 Aprile 1983, ad Acri, in provincia di Cosenza), ma che, nei suoi trent’anni appena compiuti, ha sempre vissuto dentro e fuori il rettangolo di gioco da vero ‘combattente’, con grande slancio vitale e un po’ di disincantato realismo calabrese: giusto per citare un altro verso della canzone di Rino Gaetano, con ‘più prosa che poesia’. Insomma, viste anche le altalenanti vicissitudini accadute alla nostra squadra grigia nel corso degli ultimi anni, e riprendendo spunto dalla recente chiacchierata con Capitan Cammaroto, chi più di Fabio Roselli saprebbe rendere meglio l’idea del giocatore con in testa l’’elmetto’ e le inseparabili scarpe con i tacchetti ai piedi, con cui ha percorso chilometri e chilometri di strada durante ogni ‘battaglia’? «È vero, da poco ho compiuto trent’anni, e quindi, facendo un piccolo bilan-

cio, posso dirti che questo è proprio il mio modo di vivere il calcio: spero di poterlo fare ancora il più a lungo possibile». Torniamo alla partita giocata contro il Rimini domenica scorsa e, soprattutto, al concitatissimo finale dopo il gol realizzato da Fanucchi. Inanzitutto, cerchiamo di sdrammatizzare un po’ la situazione (e ce n’è davvero bisogno, visto quello che è successo sia a Jacopo in campo alla fine della partita, sia ai colleghi Fausto Mamberti e Matteo Serra presenti in tribuna, subito dopo il gol del vantaggio grigio...), e poi proviamo a sintetizzare: Fanucchi sempre ‘letale’ contro il Rimini (dopo il gol fatto nella partita del Centenario e quello realizzato il primo minuto nella gara di andata) e vittoria fondamentale per continuare a sperare... «In effetti, a parte il risultato, che però è stato davvero importantissimo, per noi non è stata una bella partita: alla fine c’è stato molto nervosismo e questo dispiace, anche se a volte può capitare... Comunque era troppo importante tornare da Rimini con un’altra vittoria, dopo quella conquistata la domenica precedente contro il Casale! Del resto, in certi momenti del-

trent’anni corsa

la stagione, è fondamentale ottenere i tre punti pur non giocando un calcio particolarmente spettacolare... Anche perché, magari tante volte abbiamo giocato molto meglio, ma alla fine non abbiamo raccolto nulla, come ad esempio nella partita giocata recentemente contro il Monza, o nella gara del girone di andata a Savona...» A proposito del Savona, dopo l’ultima gara disputata contro i liguri al Mocca, hai giustamente ricordato come questo sia davvero l’anno Virdis, mentre quando eravate insieme a Legnano invece... «...non ha segnato tutti i gol che ha realizzato quest’anno. È vero, ma è un po’ la situazione che vivono spesso gli attaccanti: un anno magari faticano a segnare e poi, nella stagione successiva, riescono a buttarla sempre dentro... Nel caso di Virdis, effettivamente, sembra che la sua sia proprio un’annata particolarmente felice: probabilmente sarà maturato, diventando magari più ‘cinico’ sotto rete, e poi avrà trovato una squadra che ha

valorizzato in modo particolare il suo tipo di gioco...» Restando su un discorso tattico, e tornando al momento attuale vissuto dai grigi, come va con la nuova disposizione tattica richiesta da Mister Notaristefano ? «È un modulo diverso, rispetto a quello attuato da Mister Cusatis, più ‘coperto’: chiaramente, ci vorrà ancora un po’ di tempo per perfezionare determinati meccanismi, ma durante gli allenamenti noi ce la stiamo mettendo tutta per mettere in pratica ciò che Mister Notaristefano ci sta chiedendo. Ad esempio, nella partita che citavo prima contro il Monza, pur avendo giocato per molto tempo in 10 contro 11, penso che questo si sia visto in molti momenti della gara...» Cambiando argomento, come abbiamo segnalato anche sulle pagine di ‘Hurrà grigi’, sta proseguendo con successo l’iniziativa ‘GiocAlmocca’ fortemente voluta dall’Alessandria Calcio: recentemente, insieme a Servili, tu sei stato uno dei calciatori ‘testimonial’ presso la scuola Elementare Morbelli... «È stata una bellissima esperienza: sono stato molto contento di aver contribuito, nel mio piccolo, magari a fare avvicinare qualche bambino al mondo dello sport ! Quella mattina c’era davvero tanto entu-

siasmo quando io e Servili abbiamo parlato della nostra esperienza di calciatori, dell’importanza di determinati valori nello sport, ecc. Del resto Alessandria è una città che tiene tantissimo al calcio e allo sport in genere, c’è tantissimo calore, proprio come succede al sud...» Ma... dì la verità, Fabio: c’è stato un momento, nei tuoi quasi 15 anni di carriera, in cui avrai pensato dentro di te ‘Oggi ho fatto più fatica a correre’, ‘Non avevo particolarmente voglia di fare tutti quei chilometri’ o, tanto per tornare al tormentone citato poc’anzi... ‘Nunterraggae più’ ? (Sorride, N.d.A.) «Mah... per quanto mi riguarda, io non mi stancherò mai di correre dietro ad un pallone ! Prima parlavamo dei bambini e dei ragazzi delle scuole elementari e medie... Ecco: io sin da bambino sognavo di diventare un giocatore: sono riuscito a realizzare questo sogno e quindi per me il calcio è tutto!» Grazie per la chiacchierata: ora hai giustamente ripreso un po’ di fiato per l’intervista, ma non stancarti mai di correre, perchè i tuoi polmoni e le tue gambe sono fondamentali per il centrocampo grigio... «...Non c’è problema: ho ancora tanto fiato a disposizione... Grazie a te e un saluto a tutti i tifosi grigi!»

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18 apr. 2013

HURRÀ GRIGI

5 PROMOZIONI GLI STUDENTI ENTRERANNO GRATIS

Alessandria-Venezia, opportunità e sconti

EVENTO Inaugurata la nuova edicola carto-boutique di via Maria Bensi

La Coccinella vola nella Scatola Magica

a fornitissima edicola carto-boutique ‘La Coccinella’, da qualche anno ‘perla’ del centro Dea di Alessandria, per la vivacità e l’assortimento delle sue proposte, è ‘volata’, diventando ancora più grande, nella nuova sede di via Maria Bensi 55 (quartiere Cristo) e ‘La Scatola Magica’ è il nome dell’esercizio, ‘battezzato’ martedì scorso con un bagno di folla. Una bella giornata di sole ha illuminato l’inaugurazione e la nuova stagione dell’edicola carto-boutique, che propone ancora inediti servizi e rinnova l’invito per la prenotazione di libri di te-

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L’Alessandria calcio, in vista della gara di domenica prossima col Venezia, ha prevista una serie di importanti opportunità per i suoi tifosi e il suo pubblico. Come per il derby col Casale saranno ospiti del Moccagatta gli allievi delle scuole coinvolte nel progetto GiocALMocca e precisamente le Scuole elementari Bovio e Morbelli e la Media Alfieri di Spinetta. Gli studenti entreranno gratuitamente, mentre i loro accompagnatori usufruiranno della riduzione del 50% sul biglietto di rettilineo. È prevista poi una promozione per le famiglie, con la possibilità per ogni tifoso di portare con sè un famigliare che usufruirà di uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto, opzione questa utilizzabile in ogni settore del campo. Alla gara, oltre alle Giovanili dell’Alessandria che assistono di norma alle gare interne, se non impegnate a loro volta in tornei o campionato, sono stati invitati anche i calciatori di 4 settori giovanili della città (Aurora, Don Bosco, Cabanette e Promesse del Pallone), che potranno entrare gratuitamente, con l’opportunità del 50% di riduzione per il loro accompagnatore. L’Alessandria, in questo caso, raccomanda alle società invitate di far pervenire gli elenchi dei giovani e dei loro accompagnatori entro venerdi’pomeriggio per provvedere alla compilazione dei biglietti. Le altre società della città saranno invece coinvolte per la partita col Mantova. Per tutti i tifosi presenti, senza distinzione di posti e settori, è prevista poi una sorpresa ulteriore con l’estrazione di materiale tecnico ufficiale della società, dalle maglie alle tute alle polo. La Società invita tutti a partecipare alla partita col Venezia invitando tifosi e sostenitori a consultare il proprio sito www.alessandriacalcio.it su cui saranno pubblicati eventuali news e aggiornamenti.

Nuovo Hurrà Grigi Corso Roma 85 15121 Alessandria Tel./Fax 0131 267842 Registrazione al Tribunale di Alessandria n. 627 del 28 sett. 2009 Proprietà Vento Largo di Cinzia Ariatti Corso Roma 85 - 15121 Alessandria

Stampa Aga Grafica Corso Carlo Brunet 13 - 12100 Cuneo Tel. 0171 695997 info@nuovohurragrigi.com redazione@nuovohurragrigi.com pubblicita@nuovohurragrigi.com

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anno V n.7

HURRÀ GRIGI

L’ORSO GRIGIO RACCONTA / 1 di Mario Bocchio

Due oriundi davvero terribili ella centenaria storia dei Grigi, c’è stato anche spazio per i cosiddetto oriundi. Questo termine ha sempre indicato chi, nato in un determinato luogo, ha genitori o antenati emigrati da un altro paese. Impropriamente si può chiamare anche ‘emigrato di seconda generazione’. In ambito sportivo la parola designa uno sportivo che rappresenta una selezione nazionale pur essendo nativo di un altro paese. È un termine usato correntemente in tutto il mondo generalmente per riferirsi ad americani: sudamericani nel calcio e nel rugby, nordamericani in hockey su ghiaccio e baseball poi naturalizzati italiani o spagnoli. Il termine ebbe diffusione in Italia con questo significato quando i regolamenti calcistici furono modificati per consentire a ‘stelle’ sudamericane di poter giocare in Italia in squadre di club e nella Nazionale azzurra. Probabilmente il caso più noto fu quello dell’argentino Omar Sívori, insieme a quello dell’uruguayano Schiaffino.

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«L’uomo ch’è venuto da lontano ha la genialità di uno Schiaffino ma religiosamente tocca il pane e guarda le sue stelle uruguaiane. Ah Sudamerica... »

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[Paolo Conte, Sud America]

Juan Carlo Tacchi, argentino di Basalvibaso, resterà per sempre negli annali del calcio alessandrino per l’indimenticabile incontro disputato al ‘Moccagatta’, il 20 settembre 1959, contro il Milan. Era la prima giornata di campionato, ad Alessandria i Grigi iniziarono la stagione con i primi della classe, i rossoneri campioni d’Italia. Tre reti dell’ala grigia misero al tappeto il Milan nonostante il momentaneo pareggio di Altafini nel primo tempo. Tacchi giunse ad Alessandria dopo una parentesi al Torino, dove approdò proveniente dal Ferrocarril di Punta Oeste. Era arrivato in Italia nel 1956 a 24 anni, due stagioni con i granata per un totale di 48 presenze e dieci reti, in una prima linea composta da atleti del calibro di Ricagni, Arce, Jeppson e Armano. Un vero folletto in campo, velocissimo ed imprevedibile, quando riceveva la palla riusciva ad imbastire velocissimi slalom che portavano scompiglio nelle difese avversarie. Abile nelle le punizioni col suo tiro potente e altrettanto morbido e ingannevole, quando calciava i tiri dalla bandierina del corner. Il Torino lo cedette all’Alessandria perché Tacchi aveva subito un serio infortunio ed in riva al Tanaro riuscì a trovare il clima giusto e quasi subito le simpatie del pubblico. Al termine del campionato 1958-’59 con nove reti risultò il capocannoniere della squadra. Ancora un campionato in grigio: trenta presenze e otto reti all’attivo: la squadra però retrocesse in serie B. Venne ceduto al Napoli, dove giocò sino alla stagione 1965-’66, facendo propria la Coppa Italia 1961-’62.

Foto n. 1 Tacchi è festeggiato dai compagni per la storica tripletta al Milan. 2 La grinta di Tacchi in una fotografia dell’epoca. 3 L’Alessandria 1959-’60 che retrocesse in serie B. In piedi, da sinistra: Arbizzani, Migliavacca, Rivera, Pedroni, Filini, Girardo. Accosciati: Giacomazzi, Maccacaro, Raimondi, Snidero e Tacchi. 4 L’argentino Juan Carlos Tacchi, controllato da Greco, segna il gol del pareggio per l’Alessandria contro il Bologna l’11 ottobre 1959 (Alessandria-Bologna 1-1). 5 Pelè con Lojacono in occasione dell’amichevole di lusso Alessandria-Santos al ‘Moccagatta’. 6 I Grigi in Serie B nel 1965-’66. In piedi, da sinistra: Soncini, Oldani, Nicolè, Migliavacca, Melideo, Tagnin. Accosciati: Lojacono, Di Cristofari, Griffi, Nobili e Gori. 7 1960-’61, la Roma all’’Olimpico’ prima della partita contro l’Udinese. La foto riporta le firme autografe dei giocatori; Lojacono è il primo accosciato, partendo da destra. 8 Una formazione della Fiorentina. In piedi da sinistra: Chiappella, Fantini, Bartoli, Benetti, Segato e Petris. Accosciati: Lojacono, Orzan, Gratton, Robotti e Sarti. Enzo Robotti, alessandrino, fu anche lui un prodotto di questa terra che calcisticamente è stata alquanto fertile: si è affermato nel calcio italiano pur non avendo legato le sue imprese direttamente ai Grigi.

Calciatore estroverso e a volte abulico, ma dotato di vero estro, Tacchi non ebbe la fortuna di altri oriundi che riuscirono a vestire la maglia azzurra della Nazionale italiana. Venne convocato nel periodo torinese ma non scese mai in campo. Giocò comunque nella rappresentativa della Lega italiana che nel novembre 1960 affrontò la Lega inglese. L’incontro terminò 4-2 per l’Italia e fu proprio Tacchi a mettere a segno il primo gol, al quinto minuto, proprio con un diabolico tiro dal corner. Come volevasi dimostrare.

«Ramón al cuore!...» Un altro ‘big’ quando giunse ad Alessandria pareva sulla strada del tramonto, ma invece ritrovò, come per incanto, una seconda giovinezza. Nel 1965-’66, dopo otto partite senza successi, arrivarono Lojacono e l’attaccante Nicolè. Francisco Ramón Lojacono giunse in Italia nel 1956-’57 contattato dal Milan che poi, per via dell’esuberanza di stranieri, lo girò al Lanerossi Vicenza. Proveniente dalla squadra argentina del San Lorenzo de Almagro, la stessa per cui fa il tifo Papa Francesco, come tanti altri oriundi che all’epoca cercarono fortuna e gloria nel nostro

campionato, si mise subito in evidenza per le sue doti calcistiche: classe e potenza nel tiro. 18 presenze e 10 reti furono il suo biglietto da visita che indusse i dirigenti della Fiorentina ad acquistarlo. Nella squadra gigliata Lojacono disputò tre stagioni e fu questo anche il suo periodo migliore come calciatore. Si meritò infatti la convocazione in Nazionale azzurra e al suo esordio contro la Spagna a Roma, il 28 febbraio 1959, mise a segno la rete del pareggio italiano. Per due anni restò nel giro azzurro disputando 8 gare nella Nazionale A e 2 nella Rappresentativa B segnando in totale 5 gol. Perse l’occasione dopo aver partecipato alle eliminatorie di disputare in azzurro il Mondiale in Cile nel 1962. Ormai pareva stesse iniziando il periodo discendente. Infatti Lojacono dopo tre anni di permanenza in viola si trasferì alla Roma (56 presenze e 22 reti in tre campionati). Purtroppo l’aria capitolina danneggiò il bravo Ramón che si lasciò coinvolgere dalla ‘dolce vita’. A nulla servì il suo ritorno a Firenze ed il successivo passaggio alla Sampdoria. A questo punto della carriera il trentenne italo-argentino venne ceduto proprio ai Grigi (ottobre 1965) insieme ad un altro grande decaduto, l’ex ju-

ventino Bruno Nicolè. I Grigi avendo perso per dissapori economici Lorenzo Bettini cercarono validi elementi per risalire in serie A. In una stagione che non risultò tra le migliori, Ramón ritrovò la voglia di giocare e alla fine con le sue 4 reti contribuì alla salvezza della squadra. La stagione successiva per l’Alessandria fu disastrosa e la squadra retrocesse in C. In questo campionato il vecchio campione si rivitalizzò, imponendosi in fase di regia e come realizzatore: 14 furono i gol messi a segno. Ultimo campionato quello 1968-’69 per il funambolico Ramón, che si adattò nel ruolo di libero e con la sua classe ed il suo potente tiro riuscì a gonfiare le reti avversarie per 10 volte. Lasciò l’Alessandria per un’ultima stagione al Legnano, dopo di che si dedicò alla carriera da allenatore. Ma per i tifosi grigi resterà sempre nella mente il grido di ‘Ramon al cuore!’, urlato dagli spalti del ‘Moccagatta’ quando l’asso italo-argentino trafiggeva con i suoi imparabili tiri i portieri avversari. Ad Alessandria divenne l’anima dello spogliatoio e in campo, a volte, dava di stomaco. All’inizio i tifosi pensavano ad una sua emotività, ma la vera causa era ben altra. La squadra di solito pranzava al ‘Napoleon’, a

lui aprirono un conto aperto da Rosina, in piazza Goito (oggi Don Soria), un posto dove si mangiava bene, ma mica tanto leggero. In campo a volte dopo aver fatto uno scatto, Lojacono doveva andare in un angolo e liberarsi con le dita in gola. Però che calciatore, soprattutto sui tiri da fermo. Da Rosina qualche volta arrivava anche con Claudia Mori, con la quale ebbe una galeotta storia d’amore. Lojacono stesso, con l’aiuto di Mario Pietruzzi, nel già citato torneo 1968’69 assolse il doppio compito di giocatore-allenatore. Purtroppo brillarono i pareggi al punto che l’Alessandria fu la compagine che terminò settima con il maggior numero di risultati di parità, ben 16. Lojacono fu anche protagonista di uno storico e al tempo stesso curioso episodio con l’immenso Edson Arantes do Nascimento, meglio noto come Pelè. In occasione del mai dimenticato incontro amichevole Alessandria-Santos sul prato del ‘Moccagatta’ l’asso brasiliano prima del fischio d’inizio disse a Lojacono il minuto esatto e le modalità con cui avrebbe segnato. L’oriundo rise, ma non aveva fatto i conti con una classe degna degli dei. Naturalmente tutto si avverò come aveva predetto O’Rey.


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L’ORSO GRIGIO RACCONTA / 2 di Mario Bocchio

Si risorge con Renzo Melani otto la guida tecnica dell’espertissimo fiorentino Renzo Melani avviene la resurrezione, anche se il tecnico fiorentino priva la tifoseria di quello che è un vero e proprio idolo, Ciccio Marescalco, ceduto in corso d’opera al Novara. Difesa incrollabile, gioco essenziale ma concreto: sono queste le armi di un’Alessandria spietata. L’atto finale è un’autentica apoteosi: il piccolo stadio di Stradella trabocca di tifosi giunti da Alessandria con ogni mezzo. 21 maggio 1989: il 3-1sull’Oltrepò si legge C1! Ci ricordiamo ancora una delle scene di giubilo, che pare come l’atto dell’esorcista davanti alla presenza diabolica: l’abbraccio di Casale a Ferretti mentre Briata esulta rivolto ai tifosi. Purtroppo l’anno seguente si ritorna nel solito incubo. Ma come è possibile? A sei giornate dal termine, con la squadra tecnicamente salva, Melani se ne va e le redini vengono affidate al solito Colombo, in un’alternativa costruita tutta in casa. Retrocessione. Solita infame C2. Amisano passa la mano a Vittorio Fioretti, già a capo del Venezia, che però riesce ad assemblare uno degli organici in assoluto più belli che si siano mai visti. È grazie all’impegno e al gioco di gente come Accardi, Bencina, Zanuttig e Mariani che i Grigi dominano il campionato con una trionfale cavalcata. Il forte Capitan Dino Galparoli, ex stella dell’Udinese

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La scheda dei Grigi 1988-’89 Maggiori presenze in campionato: Tortora (33), miglior marcatore in campionato: Ferretti (8). ORGANIGRAMMA SOCIETARIO Presidente: Gino Amisano, Vicepresidente: Sergio Puppo, Consiglieri: Renzo Baucia, Franco Gatti, Mario Musso, Giovanni Peverati. Segretario: Gianfranco Coscia. Addetto stampa: Roberto Zaino. AREA TECNICA Allenatore: Renzo Melani; allenatore in 2ª: Antonio Colombo. AREA SANITARIA Medico sociale: Luigi Mazza; massaggiatore: Vincenzo Pescolla.

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1 L’Alessandria che ha ottenuto il 2° posto nel campionato di serie C2 1988-’89. In piedi, da sinistra: Lazzaroni, S. Ferretti, Meazza, Guerra, Manetti, Carrara, Lo Garzo, Guida, Riccarand. Seduti: Bartolini, Zamparutti, Ferrarese, l’allenatore ‘in seconda’ Colombo, l’allenatore Melani, il massaggiatore Pescolla, Tardini, Casale. Accosciati: Briata, tortora, Zaffiri, Vescovo, Brilli e Montone. 2 1990-’91, i Grigi vincono il torneo di C2. In piedi, partendo da sionistra: Benzina, accardi, Zanuttig, Torri, Bianchet, Mazzeri. Accosciati: Venturi, Mazzeo, Briata, Galparoli e Mariani. 3 Il 21 maggio 1989, con il 3-1 rifilato a Stradella all’Oltrepò, l’Alessandria ritorna in C1. La gioia di Briata, Casale e Sergio Ferretti.

LA ROSA PORTIERI Alessandro Lazzarini, Iliano Riccarand. DIFENSORI Mirco Brilli, Maurizio Ferrarese, Marcello Grandi, Marco Guerra, Maurizio Manetti, Luca Meazza, Andrea Vescovo. CENTROCAMPISTI Luca Bartolini, Luciano Benetti, Roberto Briata, Marco Carrara, Sergio Ferretti, Cisco Guida, Pasquale Logarzo, Fabrizio Mastini, Alessandro Moretto, Fabrizio Tardini, Aurelio Zamparutti. ATTACCANTI Claudio Casale, Franco Marescalco, Angelo Montrone, Giovanni Rossi, Giuseppe Tortora, Simone Zaffiri.

in Serie A, il 2 giugno 1991, dopo l’1-0 sul Novara, può finalmente urlare a tutti che la corsa è finita. Un grande merito va riconosciu-

to anche all’allenatore, Giuseppe ‘Tato’ Sabadini che prima di appendere le scarpette al chiodo aveva illuminato la platea di Ca-

tanzaro in quelle che furono squadre indimenticabili con i vari Ranieri, Santarini, Peccenini, Braglia e Palanca.

Andata 1ª giornata Ritorno

Andata 2ª giornata Ritorno

Andata 3ª giornata Ritorno

Andata 4ª giornata Ritorno

Andata 5ª giornata Ritorno

11 set. 1988 15 gen. 1989 0-0 Alessandria-Poggibonsi 0-1 0-2 Cuoiopelli-Casale 0-2 1-0 Olbia-Massese 1-1 3-1 Oltrepò-Ilva Maddalena 0-1 1-0 Pontedera-Tempio 3-2 0-0 Rondinella-Pro Vercelli 0-0 0-1 Siena-Pavia 0-0 1-1 Sorso-Sarzanese 0-2 0-0 Vogherese-Cecina 2-1

18 set. 1988 22 gen. 1989 2-0 Casale-Olbia 0-0 0-1 Cecina-Alessandria 0-1 Tortora Casale 1-1 Ilva Maddalena-Siena 0-2 0-0 Massese-Pontedera 1-0 1-0 Pavia-Cuoiopelli 0-0 1-0 Poggibonsi-Rondinella 2-1 6-2 Pro Vercelli-Sorso 2-0 0-0 Sarzanese-Oltrepò 1-2 1-1 Tempio-Vogherese 1-5

25 set. 1988 5 feb. 1989 2-0 Alessandria-Sarzanese 0-0 Marescalco 2 1-0 Cuoiopelli-Ilva Maddalena 1-1 0-2 Olbia-Tempio 0-0 2-0 Oltrepò-Pro Vercelli 0-1 1-1 Pontedera-Poggibonsi 0-1 0-1 Rondinella-Pavia 0-1 4-3 Siena-Cecina 0-0 2-3 Sorso-Massese 0-2 1-3 Vogherese-Casale 0-1

2 ott. 1988 12 feb. 1989 2-2 Casale-Massese 1-1 0-0 Cecina-Olbia 1-1 4-0 Ilva Maddalena-Sorso 1-2 1-1 Pavia-Pontedera 0-0 2-0 Poggibonsi-Cuoiopelli 2-3 1-2 Pro Vercelli-Siena 0-2 2-1 Sarzanese-Rondinella 0-0 1-1 Tempio-Oltrepò 1-2 1-2 Vogherese-Alessandria 0-2 Ferretti, Carrara, Marescalco Ferrarese

9 ott. 1988 19 feb. 1989 0-2 Casale-Pavia 1-1 0-0 Cuoiopelli-Tempio 1-1 1-3 Massese-Sarzanese 1-1 0-1 Olbia-Alessandria 0-0 Carrara 1-0 Oltrepò-Cecina 0-2 1-1 Poggibonsi-Pro Vercelli 0-1 2-0 Pontedera-Ilva Maddalena 0-0 3-1 Rondinella-Vogherese 2-2 1-1 Sorso-Siena 1-3

Andata 6ª giornata Ritorno

Andata 7ª giornata Ritorno

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Andata 9ª giornata Ritorno

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16 ott. 1988 5 mar. 1989 1-0 Alessandria-Rondinella 1-1 Rossi Tortora 0-0 Cecina-Poggibonsi 0-0 2-0 Ilva Maddalena-Casale 0-2 4-1 Oltrepò-Sorso 2-0 2-1 Pro Vercelli-Cuoiopelli 1-1 3-2 Sarzanese-Pontedera 2-2 3-1 Siena-Massese 0-2 1-0 Tempio-Pavia 0-1 0-0 Vogherese-Olbia 0-2

23 ott. 1988 12 mar. 1989 0-0 Casale-Cecina 0-0 0-0 Cuoiopelli-Alessandria 0-2 Briata, Casale 0-0 Ilva Maddalena-Tempio 0-1 0-0 Massese-Pro Vercelli 2-2 0-0 Pavia-Oltrepò 1-1 1-0 Poggibonsi-Sarzanese 0-0 1-1 Pontedera-Vogherese 0-0 1-1 Rondinella-Siena 0-2 0-0 Sorso-Olbia 0-0

30 ott. 1988 19 mar. 1989 0-0 Alessandria-Casale 0-0 1-1 Cecina-Rondinella 0-3 1-0 Olbia-Pontedera 2-2 6-0 Oltrepò-Massese 1-0 0-0 Pro Vercelli-Ilva Maddalena 0-2 1-0 Sarzanese-Pavia 0-1 2-0 Siena-Tempio 0-0 1-1 Sorso-Cuoiopelli 0-1 2-1 Vogherese-Poggibonsi 1-4

6 nov. 1988 25 mar. 1989 1-0 Casale-Oltrepò 0-0 1-1 Cuoiopelli-Olbia 0-0 2-0 Ilva Maddal.-Alessandria 0-1 Ferretti 2-0 Massese-Cecina 0-1 1-0 Pavia-Vogherese 0-0 3-0 Poggibonsi Siena 1-1 0-0 Pontedera-Rondinella 1-2 1-0 Pro Vercelli-Sarzanese 2-2 5-0 Tempio-Sorso 1-0

13 nov. 1988 20 apr. 1989 1-1 Alessandria-Pro Vercelli 2-1 Casale Ferretti 2 2-0 Cecina-Pontedera 0-0 3-2 Massese-Ilva Maddalena 2-1 2-1 Olbia-Pavia 0-1 3-0 Oltrepò-Poggibonsi 1-1 1-0 Rondinella-Tempio 0-1 1-0 Sarzanese-Cuoiopelli 0-1 2-0 Siena-Vogherese 2-1 0-1 Sorso-Casale 0-1

Andata 11ª giornata Ritorno

Andata 12ª giornata Ritorno

Andata 13ª giornata Ritorno

Andata 14ª giornata Ritorno

Andata 15ª giornata Ritorno

20 nov. 1988 16 apr. 1989 1-1 Casale-Pro Vercelli 1-0 0-0 Cuoiopelli-Massese 1-1 0-0 Ilva Maddalena-Olbia 0-0 0-0 Pavia-Alessandria 0-1 Gabetta (aut.) 1-0 Poggibonsi-Sorso 3-1 1-1 Pontedera-Siena 1-2 2-0 Rondinella-Oltrepò 0-1 0-0 Tempio-Cecina 0-1 1-1 Vogherese-Sarzanese 1-0

27 nov. 1988 23 apr. 1989 1-0 Alessandria-Tempio 0-0 M. Guerra 2-1 Cecina-Cuoiopelli 0-0 1-0 Massese-Poggibonsi 2-1 1-0 Olbia-Rondinella 0-0 2-0 Oltrepò-Vogherese 1-2 1-0 Pro Vercelli-Pavia 0-1 2-0 Sarzanese-Ilva Maddalena 0-0 1-2 Siena-Casale 0-0 1-2 Sorso-Pontedera 3-9

4 dic. 1988 30 apr. 1989 1-0 Casale-Sarzanese 0-0 0-0 Cuoiopelli-Oltrepò 1-2 2-0 Olbia-Siena 1-2 0-0 Pavia-Cecina 2-2 2-0 Poggibonsi-Ilva Maddalena 2-3 1-4 Pontedera-Alessandria 0-2 Tortora, Casale, Ferretti, Bartolini, Tardini Bartolini 0-4 Rondinella-Massese 0-1 1-0 Tempio-Pro Vercelli 1-1 1-0 Vogherese-Sorso 3-0

11 dic. 1988 14 mag. 1989 1-0 Casale-Poggibonsi 0-0 1-0 Cuoiopelli-Vogherese 0-0 6-2 Ilva Maddalena-Pavia 2-0 4-1 Massese-Tempio 2-3 1-1 Oltrepò-Olbia 0-1 0-0 Pro Vercelli-Pontedera 1-0 1-0 Sarzanese-Cecina 0-0 0-0 Siena-Alessandria 0-0 0-3 Sorso-Rondinella 0-1

18 dic. 1988 21 mag. 1989 1-1 Alessandria-Oltrepò 3-1 Ferrarese Ferretti 2, Casale 2-0 Cecina-Sorso 2-0 0-1 Olbia-Pro Vercelli 0-1 1-1 Pavia-Poggibonsi 0-0 1-1 Pontedera-Cuoiopelli 0-0 3-1 Rondinella-Ilva Maddalena 0-0 3-0 Siena-Sarzanese 1-2 1-1 Tempio-Casale 0-1 2-2 Vogherese-Massese 0-4

Andata 16ª giornata Ritorno

Andata 17ª giornata Ritorno

SERIE C2 1988-’89 - CLASSIFICA FINALE DEL GIRONE A

1 gen. 1989 28 mag. 1989 1-1 Casale-Pontedera 2-0 0-0 Cuoiopelli-Rondinella 0-2 1-1 Ilva Maddalena-Cecina 0-1 1-0 Massese-Alessandria 1-1 Tortora 0-0 Oltrepò-Siena 0-0 2-1 Poggibonsi-Olbia 1-1 1-0 Pro Vercelli-Vogherese 0-2 1-0 Sarzanese-Tempio 1-1 0-2 Sorso-Pavia 0-1

8 gen. 1989 4 giu. 1989 2-0 Alessandria-Sorso 0-0 Briata, Ferretti 0-0 Cecina-Pro Vercelli 1-1 0-0 Olbia-Sarzanese 1-1 1-0 Pavia-Massese 1-1 2-2 Pontedera-Oltrepò 1-0 1-1 Rondinella-Casale 0-3 0-0 Siena-Cuoiopelli 1-1 1-0 Tempio-Poggibonsi 0-2 1-0 Vogherese-Ilva Maddalena 0-3

Oltrepò-Alessandria, decisiva per la promozione: il rigore trasformato da Ferretti al 77’

Casale Alessandria Siena Pavia Oltrepò Poggibonsi Massese ‘82 Pro Vercelli Sarzanese

Pt 48 47 41 40 38 38 37 36 35

G 34 34 34 34 34 34 34 34 34

V 16 16 13 13 13 13 14 11 10

N P GF GS 16 2 33 13 Cecina 15 3 32 12 Olbia 15 6 39 27 Rondinella 14 7 25 21 Tempio 12 9 40 26 Pontedera 12 9 37 27 Cuoiopelli 12 8 48 38 Ilva 14 9 29 27 Vogherese 15 9 28 28 Sorso

Pt 34 33 30 30 29 29 28 28 8

G V N P GF GS 34 8 18 8 23 22 34 7 19 8 20 21 34 9 12 13 29 31 34 9 12 13 27 33 34 6 17 11 36 40 34 5 19 10 18 28 34 9 10 15 35 35 34 9 10 15 31 44 34 1 6 27 16 73


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del 1991: lui doveva andare in vacanza e mi chiese se potevo sostituirlo per le partite amichevoli e di Coppa Italia. Successivamente, qualche volta mi capitò di leggere nuovamente le formazioni al suo posto, anche se in quel periodo io facevo più che altro le telecronache per alcune televisioni private (ad esempio Primantenna, dove ho commentato anche Alessandria-Novara nell’anno di Sabadini) e lavoravo in varie emittenti radiofoniche come Radio Cosmo e Radio Delta. È quindi dalla fine degli anni ‘90 che ho iniziato ad essere uno degli speaker con una certa regolarità... Io e Carlo siamo sempre qui tutti e due: lui vuole che sia io a leggere le formazioni (Camurati sorride, ricordando quasi con candore di aver già compiuto 63 anni, N.d.A.), ma io continuo a considerarlo tuttora uno degli speaker del Moccagatta e, soprattutto, un amico e un maestro». Com’è cambiato, nel corso del tempo, il vostro modo di introdurre la giornata sportiva, e, soprattutto, di scandire le formazioni poco prima dell’entrata in campo dei giocatori? C.C. «Sicuramente, il mio era uno stile più tradizionale, formale: ovviamente, i tempi sono un po’ cambiati e giustamente Mauro dà un po’ più di enfasi e di vivacità, soprattutto per ciò riguarda la lettura della formazioni...» M.B: «Beh, certo: in effetti, l’intenzione è proprio quella... Non dimentichiamo infatti un fattore molto importante: soprattutto nei primi anni in cui c’era Carlo, spesso il Moccagatta era affollato

anche da 10.000 persone (se non di più), mentre io invece ho vissuto anche gli anni dell’eccellenza. Essendoci magari solo 200 o 300 persone presenti, dovevo per forza dare un po’ di carica all’ambiente, altrimenti gli spettatori rischiavano di addormentarsi...» Nonostanze le inevitabili differenze tra i vostri due ‘stili’, c’è però un elemento che sicuramente vi accomuna: la famosa ‘erre’ alessandrina... (Risate generali, N.d.A.) C.C. «Ah, beh... Su questo non c’è dubbio!» M.B: (Pronunciando la frase con particolare orgoglio, N.d.A.) «Direi anzi che è obbligatoria, altrimenti non puoi fare lo speaker in questo stadio! Pensa che quando ero a Salerno per fare il militare, mi hanno chiesto come mi chiamassi: appena hanno sentito l’unica ‘r’ pronunciata nella mia breve risposta ‘Mi chiamo Bavastri’, mi hanno subito detto ‘Tu sei di Alessandria!’» Un elemento di novità relativamente recente, è rappresentato dal momento in cui i grigi segnano un gol: voi pronunciate due o tre volte soltanto il nome del giocatore autore della rete, e il pubblico, come in un tacito accordo, replica urlando gioiosamente e a squarciagola il relativo cognome... M.B: «Guarda, io posso dirti una cosa: il primo nome di un

giocatore che ho nominato dopo un gol segnato è stato quello di Montante, mi sembra nel 2005, quando i grigi erano in eccellenza. Fu una cosa che mi venne spontanea: soltanto in seguito mi fu riferito che la stessa cosa accadeva a Torino, nel corso delle partite della Juve, anche se io, allora, non ne ero ancora al corrente...» C’è purtroppo il contraltare di quanto appena detto: nel caso di un gol segnato dalla squadra avversaria, pur con il massimo rispetto sportivo dell’avversario, il vostro annuncio è dato in maniera molto più sobria e sbrigativa, quasi a volere esorcizzare la paura che il risultato finale possa concludersi per i grigi in maniera sfavorevole... M.B: «È vero: diciamo che in quel caso, a prevalere è la fredda cronaca...» Posso farvi una confessione? Ben venga la novità dell’annuncio dell’autore di una rete con la relativa ripetizione del cognome del calciatore, ma spero che anche in futuro non verranno mai introdotti anche qui da noi quegli insoppartabili stacchetti da discoteca presenti in altri stadi d’Italia: come ha acutamente osservato il già citato Mauro Risciglione, ‘il Mocca è una sorta di chiesa o di tempio che non può e non deve essere profanato in nessun modo, a meno che sia perfettamente consono...’ M.B: «Sono d’accordo. Onesta-

uadre o g e sq g i ell i n id

fatale come una semplice frase come questa, nonostante siano passati ormai tanti anni, riesca ancora a trasmettere a tutti i tifosi grigi sempre la solita, grandissima, emozione. Ed è ancora più degno di rilievo come, insieme a pochissime altre cose (gli spalti del glorioso Mocca, le maglie grigie dal numero 1 al numero 11, il calore degli Ultras ‘74, il palazzo seminascosto dietro i cartelloni pubblicitari dei distinti, l’orologio del campanile che - guardando dalla curva nord verso la direzione opposta -, sembra quasi nascondersi dietro la ‘torretta’), possa rappresentare uno degli ingredienti imprescindibili per consumare domenicalmente il rituale laico e collettivo che tutti noi ben conosciamo. Per questo motivo, sono stato davvero particolarmente contento, lo scorso 7 aprile, di avere avuto il privilegio di assistere al pre-partita della gara contro il Casale proprio nella famosa cabina insieme ai due ‘speaker’ storici dei grigi: Carlo Camurati e Mauro Bavastri. Nel ringraziare Mauro Risciglione dell’ufficio stampa dell’Alessandria Calcio, che non solo ha reso possibile questa intervista, ma è stato, a sua volta, anche ‘voce’ di alcuni recenti incontri disputati contro il Fano e la Giacomense, vogliamo ripercorrere un po’ la vostra storia di ‘speaker’? Mauro Bavastri: «Beh, io cedo subito la parola a Carlo, dato che lui è la voce storica del Moccagatta...» Carlo Camurati: «Devo dire che è passato un po’ di tempo dalla mia prima volta da speaker... Bisogna infatti risalire al 1975, nella stagione dopo la retrocessione dalla Serie B. In quel periodo facevo parte del club ‘Alè grigi’ degli Orti, in cui c’era anche Italo Bertassello, che era poi il tifoso che ‘dava il la’ allo storico coro ‘Grigi, grigi, grigi!’, a cui tutti gli altri rispondevano appunto ‘Olé, olé, olé!’ Ritrovandoci sempre presso il Bar Tabaccheria Oddone, avevamo preparato un inno e volevamo farlo ascoltare ai dirigenti, o comunque a qualche responsabile per sapere se si potesse effettivamente trasmettere dagli altoparlanti dello stadio. Una domenica mi presentai qui con l’incisione di questo inno su una musicassetta ed ebbi modo di parlare con l’agente della ‘Publilancio’ di Milano, che allora gestiva la pubblicità di vari stadi, tra cui anche quello di Alessandria. Combinazione, quel giorno lo ‘speaker’ abituale non c’era, essendo stato mandato da un’altra parte. Quando chiesi al rappresentante della Publilancio di poter far trasmettere l’inno mi rispose: ‘Va bene, ma già che c’è, potrebbe leggere anche alcuni comunicati commerciali?’ A farla breve, dopo una prova velocissima a microfono spento, mi ritrovai ad essere il nuovo speaker del Moccagatta!» M.B: «Pensa che quando io ero un ragazzino, e venivo allo stadio da semplice ‘tifoso’, sentendo Carlo che leggeva le formazioni, pensavo spesso dentro di me: ‘Però, un giorno piacerebbe anche a me leggere le formazioni! Poi sono passati alcuni anni, durante i quali ci siamo conosciuti personalmente, ovviamente qui all Moccagatta. Arriviamo all’estate

È

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HURRÀ GRIGI

mente, per ciò che riguarda gli eventuali ‘stacchetti’, non credo che qui potrà mai accadere... Di una cosa sono però molto orgoglioso: di essere stato lo speaker del Centenario e di aver dato la possibilità ai tifosi di urlare i cognomi di Artico e Fanucchi, quando hanno segnato nella storica gara giocata contro il Rimini!» Il ‘clima’ creatosi in pochi minuto all’interno della cabina è particolarmente piacevole... Tra una domanda e l’altra, è arrivata l’ora di controllare il volume del microfono: è davvero una sensazione particolare sentire la voce di Mauro seduto ad un metro da me e cogliere contemporaneamente il riverbero delle sue parole che si espandono in tempo reale per tutto lo stadio! M.B: «Prova... Uno, due, tre... Prova... Si !» Nel frattempo, complice anche la trasmissione attraverso gli altoparlanti dei quattro inni ufficiali dei grigi (l’indimenticabile Forza grigi di Franco Rangone, ‘L’inno dei grigi’ di Claudio Damiani e le due versioni del più recente ‘Noi abbiamo i grigi nel cuore’ scritto da Cristiano Macrì nel 1995 - con Notaristefano e i suoi ex compagni da una parte, e Artico, Zappella, Cretaz & co. dall’altra, ottimamente supportati dai ‘Grey Project’), mi viene spontaneo ricordare qualche altra curiosità ‘storica’: A proposito, che fine ha fatto la candela ‘umana’ Lodge per auto che un po’ di anni fa faceva sempre il giro del campo? Ricordo che, una delle ultime volte, era una giornata freddissima e l’uomo che era nascosto sotto la candela fu purtroppo fatto bersaglio di un discreto lancio di


18 apr. 2013 palle di neve... Non se la sarĂ mica presa, vero? (Ridiamo tutti e tre di gusto, N.d.A.) C.C. ÂŤSperiamo proprio di no! E comunque quella lampadina ne ha fatti davvero tanti di giri intorno al campo...Âť Ed esistono ancora l’amaro Jagermeister, l’Asti Cinzano e le bottigliette di grappa molto piccole che vendevano la Signora Lombardi e la sua simpaticissima madre (quest’ultima era per me davvero una sorta di nonna ‘acquisita’) nel bar sotto la tribuna? E come non nominare l’indimenticabile orologio ‘Bulova Accutron’? M.B: ÂŤIl mitico Signor Bulova Accutron! C’era anche l’altra sera al Teatro San Francesco, nel corso della serata fatta in onore di Andrea Servili...Âť C.C. ÂŤQuella pubblicitĂ  dell’orologio non potrei mai dimenticarla... Anche perchĂŠ il titolare è un mio omonimo, chiamandosi anche lui Camurati: non siamo parenti, ma ormai ci conosciamo davvero da tanti anniÂť. Il tempo scorre inesorabile, soprattutto nei momenti in cui le emozioni ti arrivano direttamente al cuore e poi si riverberano in tutto il corpo, lasciandoti quella piacevole sensazione che, quelli che la sanno sempre un po’ piĂš lunga, definirebbero un po’ prosaicamente ‘da pelle d’oca’. Ma l’occasione è troppo ‘ghiotta’ e quindi non posso lasciarmela sfuggire: approfitto dunque dei pochi minuti ancora a disposizione per riprendere la serie delle domande, sapendo giĂ  che le relative risposte diventeranno sicuramente il ‘piatto forte’ di questa intervista. A questo punto, vista la vostra contemporanea presenza, mi permettete di fare un gioco? Qual è la formazione che avete letto alla quale siete piĂš affezionati? C.C. ÂŤEh, questa è davvero una bella domanda: del resto, quanti grandi giocatori hanno calcato il prato del Moccagatta in questi anni! Però, ripensandoci bene, ho un piccolo rimpianto: avendo ini-

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HURRĂ€ GRIGI ziato l’attivitĂ di speaker nel 1975, pur non avendo perso quasi mai una partita dei grigi dal 1960 ad oggi (compresa la stagione in cui Fanello fu capocannoniere), non ho mai potuto leggere ‘ufficialmente’ l’ultima formazione che andò in Serie B: quella per intenderci che nel ‘73 vinse contro il Parma con il gol di Salvadori, davanti a 17.000 tifosi in delirio...Âť ...Beh, anche se sono passati un po’ di anni, nel nostro piccolo possiamo rimediare oggi, ricordandola a tutti i tifosi grigi che leggeranno questa intervista... C.C. ÂŤCertamente... Dunque, la formazione era ‘Pozzani, Maldera, Di Brino; Berta, Paparelli, Mayer, Vanzini, Salvadori, Bianchi, Lorenzetti, Musa’. SarĂ  la suggestione di un passato glorioso, oppure l’emozione nel risentire dalla voce storica di Camurati i nomi di una formazione che è rimasta storica... fatto sta che tra i presenti l’atmosfera si ‘riscalda’, se possibile, ancora di piĂš! Interviene, a questo punto Mauro Bavastri, che si rivolge sorridendo in modo volutamente ‘sornione’ al sottoscritto: M.B: ÂŤBeh, penso che anche se allora eri solo un bambino, ti ricorderai ancora la formazione della promozione in C/1 dell’80/81...Âť Come no, scherzi? Allora vi dico quella della gara vinta per 2-0 contro la Lucchese: ‘Zanier, Fabris, Poli; Burroni, Soncini, Gaudenzi; Calisti, Maniscalco, Pasquali, Piccotti, Zerbio’ (Colusso quel giorno era in panchina). Quella partita non la ricordo molto bene solo per il goliardico funerale alla Lucchese inscenato dagli Ultras Grigi alla fine della gara, ma anche per un altro particolare che mi sembra particolarmente appropriato citare in questo contesto. Quel giorno mio padre era capitano, e io, poco prima dell’inizio della gara, scesi dalla tribuna e mi sistemai proprio qui davanti per salutarlo (indico la rete di recinzione dietro alla quale ci sono le scale che collegano gli spogliatoi al campo

del Mocca, N.d.A.). Nel momento della lettura delle formazioni, mi venne spontaneo girarmi e scoprire la presenza di questa cabina... Ebbene, è stato proprio in quel momento che ho capito da dove provenisse la misteriosa voce irradiata dagli altoparlanti: era, appunto, quella di Carlo Camurati!Âť C.C. ÂŤAh, si? Mi fa piacere... (Sorride, N.d.A.) Certo che quegli anni sono stati davvero molto intensi... basti pensare che nel giro di poco tempo da Alessandria passarono (o ritornarono) grandi giocatori come Manueli, Scarrone, Gregucci, Carrera, Camolese e, ovviamente, il grande Ciccio Marescalco! Facendo un breve salto in avanti, devo dire che mi entusiasmò molto anche la squadra che sfiorò la Serie B negli anni ‘90: Notaristefano, Ferrarese, Avallone, Fontana, Fresta, Califano: ma questo è giĂ un periodo in cui era Mauro a leggere con piĂš frequenza le formazioni...Âť M.B: ÂŤMa sempre alternandomi volentieri con te: anche perchĂŠ qualche piccolo inconveniente, è inutile negarlo, in tutti questi anni è capitato. Come quella volta in cui la partita era quasi finita: un istante prima di comunicare il recupero, mi passò davanti un dirigente della squadra. Un attimo di distrazione davvero fatale, perchĂŠ senza neanche accorgermene, suscitando l’ilaritĂ  generale, dissi al microfono la seguente frase: ‘Il direttore sportivo ha decretato tre minuti di ricupero...’ Oppure quella volta in cui, prima di un amichevole, feci tardi in pizzeria con gli amici, perchĂŠ mi avevano comunicato che la partita doveva cominciare in ritardo a causa di uno sciopero, che poi invece non ci fu: alla fine, arrivai davvero all’ultimo secondo e pronunciai le formazioni tutto d’un fiato, rischiando letteralmente di soffocare...Âť (Risate generali, N.d.A) Comunque, scherzi a parte, anche tu Mauro avrai ben scolpite nella mente e nel cuore alcune giornate in particolare... M.B: ÂŤIn effetti, quando ripenso ai minuti immediatamente pre-

9 cedenti alla gara dei play-off di ritorno contro la Salernitana, riprovo sempre una grande sensazione... (Mauro fa un lungo sospiro, che decrive piĂš di qualsiasi aggettivo le emozioni provate quel 5 giugno 2011, N.d.A.) ...Quel giorno, l’adrenalina accumulata in certi momenti mi fece letteralmente tremare la voce! Lo stadio era di nuovo pieno di tifosi come tanti anni prima e la lettura delle formazioni fu davvero emozionante: ‘Servili, Romeo, Ghinassi; Cammaroto, Damonte, Bonomi; Negrini, Camillucci, Scappini, Martini, Croce’. Però, ripensandoci bene, forse la partita che ho ‘sentito’ di piĂš è stata quella contro l’Olbia, nel 2009, valevole per la semifinale dei play-off per salire in C/1. Tornando infatti al discorso relativo alla segnalazione del marcatore di un gol segnato (in quel caso si trattò di Mauro Briano), ricordo che ad un certo punto mi mancò addirittura il fiato... (Come giustamente ricordato nella cronaca presente sul sito tifoalessandria.com, quella partita terminò 1-0, con un ‘boato del pubblico’, nel momento in cui ‘lo speaker del Moccagatta’ annunciò anche ‘la retrocessione della Valenzana’, N.d.A) ...E la stessa sensazione l’ho provata anche dopo il gol del 2-1 segnato all’89° dai grigi al Verona, nell’anno di Sarri: mi vengono ancora adesso i brividi a ripensare all’urlo ‘Fabiooooo’ fatto dentro il microfono... soprattutto quando, subito dopo, ho sentito dall’altra parte tutto lo stadio che rispondeva ‘Articooooo!!!!!’ Sono davvero emozioni incredibili, per me è stato un po’ come segnare un gol! C.C. ÂŤAnche per questo, il Moccagatta è uno stadio davvero speciale, perchĂŠ ti sa regalare emozioni davvero fortissime e uniche nel loro genere...Âť M.B: ÂŤAssolutamente! Un’ultima cosa che mi fa particolarmente piacere ricordare, è stato quando qualche anno fa l’Alessandria ha giocato a Ivrea per alcune partite, causa l’indisponibilitĂ del nostro stadio. Probabilmente tutti

si aspettavano la voce ‘anonima’ dello speaker del posto, visto che, appena ho pronunciato le prime parole al microfono, il pubblico iniziò a sorridere e ad applaudire... Come a dire: ‘Sembra davvero di essere davvero al Moccagatta: ma allora siamo a casa!’ ...Sono sincero: non potrò mai dimenticarlo!Âť Concludendo questa bellissima galleria dei ricordi, cos’altro posso aggiungere? Mah... negli ultimi anni sono stati introdotte le casse automatiche nei supermercati, i caselli autostradali con le voci giĂ registrate per introdurre il biglietto, i telepass e i bancomat ad ogni angolo di strada: speriamo che almeno la vostra voce possa continuare a regalarci tantissime emozioni ancora a lungo ! (Questa volta le voci dei due speaker riecheggiano praticamente all’unisono, N.d.A.)Âť...Beh, lo speriamo anche noi!Âť Sono le 14.30 circa: è dunque Mauro Bavastri ad aprire ufficialmente la giornata del 66° derby tra Alessandria e Casale. Orgoglioso di essere in una postazione privilegiata e consapevole di aver vissuto in prima persona quello che Erwing Goffman avrebbe definito il mix perfetto tra ‘ribalta e retroscena’, resto ancora qualche minuto ad ascoltare la voce inconfondibile di Mauro che, attraverso il microfono, arriva in tempo reale a tutti gli spettatori presenti. Sono praticamente in procinto di uscire dalla postazione, quando qualcuno bussa alla porticina del gabbiotto: non credo quasi ai miei occhi quando vedo comparire di fronte a me un ‘Personaggio’ davvero S-P-E-C-I-A-L-E ! Lui dice di essere passato solo per salutarci e per fare gli auguri allo speaker di oggi per i cinquant’anni che compirĂ  il prossimo lunedĂŹ 22 aprile... Eppure, ho l’impressione che potrĂ  rilasciarci sicuramente anche qualche altra dichiarazione davvero molto importante: scopriamolo insieme nel prossimo numero.

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HURRÀ GRIGI

GIOVANI Il CONI ha conferito il prestigioso riconoscimento alla società salesiana

La Don Bosco è ‘Stella d’Oro’ ra felice ed emozionato don Claudio quando ha chiesto a tutto il ‘mondo Don Bosco’, riunito nella palestra dell’impianto di Corso Acqui, di fare un grande applauso per la ‘Stella d’oro al merito sportivo’ che il Coni ha conferito alla società salesiana per il grande impegno sportivo e sociale portato avanti in questi oltre 60 anni di attività. «Impegno che - ha ricordato Roberto Pareti, ex presidente provinciale del Coni, che tanta parte ha avuto sia nella storia della Don Bosco, sia nell’assegnazione di questo riconoscimento - si è sempre svolto, a Santa Maria di Castello come al Cristo, in quartieri in cui saper garantire ai giovani motivi di aggregazione e di crescita ha rappresentato un grandissimo merito. Questa onorificenza, quindi è quanto mai meritata!» Il presidente Masin, i dirigenti Paolucci, Massaro, Calabrese, tutti gli allenatori e i ragazzi che vestono la maglia gialloverde hanno festeggiato, insieme con genitori, parenti e amici, questo grande momento, a cui, a testimonianza della volontà di formare ‘uomini’ e non solo calciatori, è stata affiancata una costruttiva e utile iniziativa, realizzata in collaborazione con la Banca Popolare di Novara. Il dottor Paolo Arrobio, accompagnato da un nutrito gruppo di lavoro della Banca, ha infatti proposto a tutti i ragazzi delle squadre della Don Bosco l’apertura di un libretto personale di risparmio, sul quale, d’intesa tra l’istituto di credito e la società, verrà depositata una prima cifra di 50 euro, stimolo e incentivo per comprendere l’importanza del risparmio. Il dottor Arrobio ha espresso la grande soddisfazione che deriva alla BPN da questa iniziativa:

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L’ANGOLO DEL DIALETTO di Luciano Olivieri

Lisandria ant el cor

«È un momento di grande difficoltà economica, che rende sempre più difficile anche fare sport: questi dirigenti svolgono un’importante opera di volontariato che mira a insegnare calcio ma anche a indicare una strada di comportamenti corretti nei confronti della società. Siamo orgogliosi, come Banca, di poter dare il nostro contributo.» Il momento di festa si è chiuso poi con l’intervento, a nome di tutti coloro che operano all’interno della società, da parte di Angelo Fiore, punto di riferimento riconosciuto della Don Bosco, che ha ricordato come «questa Stella d’Oro rappresenti ‘il riconoscimento non solo per i numerosi e importanti successi ottenuti dal 1951 a oggi, ma anche e soprattutto per la realizzazione di una

sana politica giovanile, improntata sul valore educativo dello sport». Fiore ha poi voluto ringraziare il Coni per la concessione di questo importante riconoscimento e la Banca Popolare di Novara, nuova compagna di viaggio in un’iniziativa che conferma la bontà delle scelte societarie. «L’attribuzione di questo premio ha proseguito Fiore - è stata la classica ciliegina sulla torta giunta al momento giusto, a voler sottolineare una fase delicata di rinnovamento, tuttora in corso, della società, a seguito della crisi gestionale che ha caratterizzato gli anni passati. Essa rappresenta il giusto premio per tutti coloro che in sessant’anni di attività hanno speso con entusiasmo le loro migliori energie a favore dei giovani, ma anche un importante stimolo

a continuare l’opera di rinascita e di rilancio attuale. Alla Don Bosco - ha proclamato con il suo solito entusiasmo - si respira un’aria diversa che sa di serenità, amicizia, rispetto, fiducia, collaborazione, ma soprattutto chiarezza: i valori che hanno portato alla consegna di questa meravigliosa stella ma che ci sembrava di aver smarrito. La Don Bosco è pronta per riproporsi rinnovata, con una linea di condotta comportamentale chiara, ben definita e inflessibile. Tocca a noi garantire la realizzazione di questo percorso, sempre rivolto ai nostri giovani, alla loro educazione e formazione seguendo i principi di Don Bosco. Il futuro è nostro, con Don Bosco al nostro fianco!». E con gli applausi di tutto il mondo salesiano alessandrino.

At uard andrumentaja dop la noc pasaja ansema, t’at ei nenta ancur svigiaja e tucheti ...a l’è in problema! Um ven voja ‘d careseti, per me, t’al sai, t’ei l’unica al mond ma ...a j’ò poura ‘d svigeti da is sogn tant prufond! U j’è ancora cuch mument per armanni sul con té: quandi ch’a s’ousa po la gent at pos ammache salutè. Son tanc’ani ch’a s’aurma ben e tant che la noc ant u ciar la mor at la digh pianen pianen: «A j’ò té, Lisandria, ant el cor!»

Alessandria nel cuore Ti guardo addormentata dopo la notte passata assieme. Non ti sei ancora svegliata e toccarti ...è un problema! Mi viene voglia di accarezzarti, per me, lo sai, sei l’unica al mondo ma ho paura di svegliarti da quel sonno tanto profondo! C’è ancora qualche momento per restare solo con te: quando si alza poi la gente, ti posso soltanto salutare. Sono tanti anni che ci vogliamo bene e mentre la notte nella luce muore te lo dico sottovoce: «Ho te, Alessandria, nel cuore!»

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18 apr. 2013

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SPECIAL BASKET Gli atleti del Cissaca si impongono per la terza volta a Torino

Bulls, Campioni allo Specchio

[foto di Alessandra Caneva]

mperdibile appuntamento sotto la Mole per i Tori domenica scorsa in occasione del Trofeo ‘Campioni allo Specchio’, giunto alla 20ª edizione per la regia dell’ASD Pandha. I Bulls si presentano a Torino animati da un forte desiderio di rivalsa per una stagione sicuramente di buon livello, ma leggermente al di sotto delle aspettative: alla palestra ‘Drovetti’ gli uomini di coach Petrozzi vogliono riconquistare l’oro già ottenuto nel 2007 e nel 2012. Ai nastri di partenza otto formazioni suddivise in due gironi di livello omogeneno. Il primo impegno contro la formazione di casa del Pandha non rappresenta un’incognita per i Tori che conoscono alla perfezione pregi e difetti degli avversari. La partenza sprint dei mandrogni incanala subito il match sui binari di un netto predominio sotto le plance: l’astigiano Stefano Fea, rientrato in organico dopo

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un lungo periodo di inattività, domina a rimbalzo e apre il contropiede per Fishta, top scorer dell’incontro con una percentuale al tiro superiore al 70%. Il vantaggio in doppia cifra all’intervallo lungo offre allo staff tecnico la possibilità di schierare tutto il roster a disposizione che risponde alla grande soprattutto nell’ultima frazione di gioco: +18 alla sirena per i Bulls con la testa già all’incontro che da lì a poco li vedrà opposti alla ‘Polisportiva Sole’ di Lissone. La vittoria significherebbe per i mandrogni la settima finalissima in nove partecipazioni. Il grande equilibrio delle fasi iniziali è rotto dal play Kondi che suona la carica sfruttando il pick and roll con il centro Stasio autore di una prova di livello assoluto. Difesa aggressiva e attenta scelta degli schemi di attacco portano al +10 finale che significa accesso al match che vale l’oro. L’ultimo ostacolo è rappresentato dall’ASD ‘Conte Verde’ di Rivoli. Il match si presenta sulla carta molto impegnativo in virtù della doppia sconfitta patita nello Special Basket 2013 nella pallacanestro unificata da Zanda e compagni. Si parte con una zona 3-2 con Fea molto alto per cercare di limitare la guardia Bertinetti principale bocca da fuoco avversaria dalla distanza. L’approccio tattico e mentale all’incontro dà subito i suoi frutti: break di 9 a zero che i Tori conservano sino a metà gara. Al rientro in campo dopo l’intervallo lungo la stanchezza comincia a farsi sentire. Le percentuali nel colorato diminuiscono leggermente e allora Petrozzi prova la carta Caruso, atleta un po’ discontinuo, ma capace di fare la differenza. I suoi 4 punti messi a referto in meno di 30’ aprono la strada ai Bulls che giocano ‘in controllo’ l’ultima frazione e portano a casa la vittoria (+8) che significa gradino alto del podio. In campo anche Dell’Ernia e Pravatà. Durante la cerimonia di chiusura al portacolori mandrogno Stefano Fea è stato consegnato il riconoscimento di ‘Atleta Più’ della manifestazione, a conferma dell’ottima prestazione fornita al servizio della squadra. Dopo la vittoria nelle edizioni 2007 e 2012 i Tori entrano nuovamente nell’albo d’oro della manifestazione rafforzando nel Team la consapevolezza di aver fatto un grosso passo avanti nella costruzione di un gruppo di atleti giovani e motivati. Ora si torna in palestra per gli allenamenti in preparazione ad un giugno che si preannuncia ricchissimo di impegni per l’apertura della stagione estiva nei playground di tutta Italia con un’attenzione particolare alla ‘24 Ore’ di Borgo Rovereto e al Trofeo ‘Armana’ di Tortona, due appuntamenti imperdibili per gli amanti del basket della nostra provincia.

SCI GIOCHI STUDENTESCHI A BARDONECCHIA

Morselli e Guazzotti trionfano nel Gigante Assegnati i titoli provinciali di sci dei Giochi sportivi studenteschi. A Bardonecchia, sulla pista del Melzet, il gigante femminile Allieve è stato vinto da Alessia Morselli, che ha preceduto la compagna di scuola (entrambe studiano al ‘Sobrero’ di Casale) Martina Giordano. Medglia di bronzo per Camilla Priarone (‘Parodi’ di Acqui) che ha preceduto Alice Venturelli (‘Vinci’ di Alessandria). Fra i maschi, tripletta del ‘Sobrero Casale’ con Lorenzo Guazzotti che ha preceduto Andrea Degiovanni e Tommaso Ranco, quarto Federico Tobia (‘Parodi’), Nella classifica a squadre, fra le ragazze affermazione del ‘Parodi’ sul ‘Sobrero’ che si è rifatto fra i ragazzi precedendo il ‘Galilei’ di Alessandria. Fra gli atleti diversamente abili, successo di Gianluca Perrone (‘Vinci’, sezione Migliara).

DUATHLON FRECCE BIANCHE, SUCCESSO A SANTENA

Vince Guido Cognetto Nella prima e vera giornata primaverile del 2013, Guido Cognetto, master astigiano in forza alla nostra compagine, si laurea campione regionale di categoria (M4) al Duathlon Sprint di Santena (TO). La gara, che assegnava i titoli regionali, vedeva alla partenza la crema del duathlon italiano, preannunciando una competizione dai toni tecnico agonistici altissimi. Nonostante una preparazione non al top, a causa di un infortunio, che ha richiesto tempi di recupero abbastanza lunghi, l’inarrestabile Guido, in una combattutissima gara, condotta magistralmente su tutte le frazioni, si portava sul gradino più alto del podio di categoria (1°M4 e 34° assoluto) indossando la maglia di Campione regionale Piemonte 2013. Con lui al traguardo Ivan Perri 33° assoluto (9° S3), Riccardo Marino 44°(6°M1) e Marco Novella 67° (10° M1).

KUNG FU BEN 47 MEDAGLIE NELLE SPECIALITÀ SANDA E WUSHU TRADIZIONALE E MODERNO

L’Accademia Kodokan saccheggia Ovada Il Kung Fu Team dell’Accademia Kodokan di Alessandria è imbattibile anche nel 2° torneo Nazionale Sanda Light e Wushu Moderno patrocinato dalla federazione Fiwuk-Coni che si è tenuto al Palazzetto dello Sport di Ovada domenica 7 aprile. Al Torneo della Fiwuk il Kodokan di Alessandria e il ‘Knights of Strom Academy’ di Ovada, Team organizzatrice, erano le uniche società partecipanti tesserate Fiwuk della provincia di Alessandria e si sono confrontati con gli altri otto Team provenienti dal Piemonte e Liguria, nel Wushu Kung Fu, l’Arte Marziale Cinese, nelle specialità di Tao Lu Moderno (forme codificate mani nude e armi) e il Sanda (combattimento), specialità riconosciute a livello internazionale dalla Federazione Iwuf, nonché in lizza tra le sette discipline sportive candidate ad accedere nel 2020 quale sport Olimpico. Il Maestro Capo Scuola Gianluca D’Agostino si è affidato ai suoi trenta allievi più esperti, capitanati dal pluricampione Nazionale Stefano Gallinaro,

aspirante cintura nera, e guidati dai coach Luigi Orlando e Volker Maskaj, che hanno conquistato ben 47 medaglie: 25 ori, 14 argenti e 8 bronzi, consentendo ancora una volta al Kung Fu Kodokan di piazzarsi al primo posto della classifica generale, al primo posto nel Wushu Moderno, al primo posto nel light Sanda categorie Esordienti, Speranze e Juniores e al 3° posto light Sanda categoria Seniores, dove le assenze degli atleti del valore di Alessia D’Agostino, infortunata nel combattimento a Ferno, Davide Varnero, Eduard Nizamov e Andrea Lombardo hanno influito nell’acquisizione dei punti per la Squadra Seniores. Nel Light Sanda, combattimento che prevede tecniche di pugilato, di kick boxing e proiezione, che fanno questa disciplina marziale tra le più completi Arte di Combattimento, gli

allievi del Maestro D’Agostino si aggiudicano ben 15 ori con performance di alto livello da parte dei bambini e ragazzi del vivaio e dei più esperti juniores e seniores: Davide Lombadi (Pulcini), Alessandro Piras (Bambini), Luca Orabona (Esordienti), Edoardo Demicheli (Ragazzi), Matteo Stramesi, (Bambini), Marie Lys Foco (Esordienti), Yuri Bergamasco (Cadetti), Edoardo Piras (Ragazzi+50 kg), Octavian Tudose (Speranze), Sonia D’Agostino (Speranze), Matteo Testardini ( Juniores 45-50 kg), Daniele Vercellese (Junio-

res 40-45 kg), Giorgia Piceni (Juniores 70-75 kg), Giada Angiolini (Seniores 6065 kg), Stefano Gallinaro (Seniores 85-90 kg). Sei sono gli argenti di Aurelio Barzizza (Esordienti), Sara Straneo (Speranze), Giulia Mercer ( Juniores), Jason Rascon (Juniores), Daniele Orabona (Seniores 65-70 Kg). Quattro le medaglie di bronzo per Andrea Giacobbe (Esordienti), Federico D’Alessandro (Speranze), Federica Ruffato (Speranze) e Francesco Stefanelli (Seniores 70-75 kg). Dopo i combattimenti gli Allievi del Maestro D’Ago-

stino primeggiano e ricevono forti applausi dal pubblico presente sugli spalti del palasport anche nel Wushu Moderno nelle specialità Nan Quan (boxe del sud) e Nan Gun (Bastone del sud) con dieci medaglie d’oro per Alessandro Piras, Edoardo Demicheli, Daniele Orabona, Marie Lys Foco, Matteo Testardini, Roscica Gunasekera, Sara Straneo, Yuri Bergamasco e di nuovo per Sara Straneo nel bastone, otto argenti Tao Lu mani nude per Yuri Bergamasco, Andrea Giacobbe, Daniele Vercellese, Federica Ruffato, Giorgia Piceni, e nel bastone Alessandro Piras, Andrea Giacobbe e Daniele Orabona, infine quattro bronzi per Edoardo Piras, che è bronzo in tutte e due le discipline e per Giada Angiolini, Giulia Mercer nelle mani nude. Prossimo appuntamento del Kung Fu Team del Kodokan, pri-

ma delle finali Nazionali Pwka e Msp di Riccione in programma il 22 e 23 giugno, è fissato per il 20 aprile a Soverato (CZ) d al 6° Torneo Nazionale ‘Drago di Primavera’, e il 25-26 maggio presso il palasport di Alessandria per il 3° Stage nazionale Pwka di Wushu Moderno con lo studio della forma codificata intermedia del Bastone (Nan Gun). Il Maestro D’Agostino, orgoglioso dei successi dei suoi ragazzi sia nel circuito professionale Pwka che in quello della federazione Fiwuk-Coni, dice: «I quel di Ovada ci siamo confrontati con altre scuole tutte tesserate Fiwuk-Coni, dimostrando ancora una volta la bontà e l’alta qualità della tecnica che ormai abbiamo raggiunto sia nello studio e divulgazione che nelle competizioni del Sanda e del Wushu tradizionale e Moderno, disciplina questa che se sarà scelta quale specialità Olimpica, sarà finalmente data la giusta considerazione alla millenaria Arte Marziale Cinese, spettacolare,efficace, completa, educativa e formativa».


GIOVANILI Allievi Regionali ‘97 in testa al girone

Ecco gli undici leoni che cerchiamo!

BEATRICE BRUNO

abato 13 aprile, ho avuto il piacere di assistere al match Alessandria-Europa Alba disputato dai ragazzi classe 1997, (primi in classifica con un

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HURRÀ GRIGI

distacco di tredici punti dalla seconda) grazie alla disponibilità di alcuni miei amici. Oltre all’emozione provata vedendoli correre con la maglia dei miei beniamini, mi sono davvero sorpresa. Una squadra che mette davvero pau-

ra. Ragazzi che sembrano una cosa sola. Uniti, aggressivi, determinati, assetati di vittoria e affamati di punti. Ragazzi che corrono, sudano, si infangano la maglia per i loro, anzi, per i nostri colori. Hanno giocato una bellis-

sima partita con un avversario temibile, ma che è stato neutralizzati dopo pochissimi minuti. 6-0 il risultato finale, che conferma ancora di più la classe e la grinta di questi giovani. Altro che Fanucchi, Cammaroto e Roselli... Chiarlo, Amello e Casone! Guidati dall’inarrestabile capitano Limone, centrocampista per eccellenza. Con la maglia rossa, quella ancora del centenario, hanno dimostrato di valere tanto. Oltre al divertimento assicurato, ho potuto vedere in campo un mio grandissimo amico, che andando in scuole diverse non ho più potuto incontrare. Un ragazzo bravissimo, cresciuto nel nostro vivaio ma che da qualche anno giocava nel grande Toro. per questa stagione però, Federico è stato ceduto in prestito alla sua squadra del cuore: l’Alessandria. E nonostante sia entrato nel secondo tempo ha disputato una partita da vero orso grigio. Con la speranza di vedere questi adolescenti dalle grandissime qualità e dalle importanti potenzialità pestare l’erba del Moccagatta con gli spalti che urlano i loro nomi, mi auguro che i Grigi più anziani riescano a raggiungere i sospiratissimi playoff.

SCUOLE INCONTRI A SPINETTA MARENGO E AL ‘MORBELLI’

GiocaAlmocca continua Come già riportato nell’ultimo numero di ‘Hurrà grigi’, l’iniziativa promossa dall’Alessandria Calcio prosegue senza sosta. Lo scorso 4 aprile, infatti, l’Addetto Stampa Gigi Poggio, il Direttore commerciale Luca Borio, il Dirigente Federico Vaio, il Direttore Sportivo Massimiliano Menegatti e i due giovani aggregati alla prima squadra Bongiovanni e

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Robotti, si sono recati a Spinetta Marengo per incontrare una specialissima platea composta esclusivamente da bambini e ragazzi, trasmettere la passione del calcio e diffondere i veri valori dello sport. Successivamente, il 9 Aprile, insieme a Gigi Poggio, Federico Vaio e Luca Borio, i bambini della scuola Elementare Morbelli hanno potuto incontrare anche i due giocatori Servili e Roselli, che, oltre a raccontare la loro storia di atleti, hanno anche firmato e regalato tanti palloni per la gioia di tutti i presenti. [gmz]

Nasce il museo virtuale dei Grigi

È da pochi giorni online il nuovo sito sulla storia dell’Alessandria calcio che viene raccontata attraverso le immagini più’ suggestive degli ultimi cento anni. Il museo vuole rappresentare un ponte virtuale tra un passato leggendario e un futuro che ci auspichiamo di grandi successi. Intere generazioni di tifosi, in Alessandria e in tutta la provincia, sono cresciute nel mito dell’Orso Grigio e questo nostro piccolo contributo speriamo possa far innamorare ancora tanti giovani che rimangono la linfa vitale del calcio. Il progetto è solo agli inizi e soprattutto gli ultimi decenni verranno completati con molte nuove immagini. Tutto il materiale è originale e proviene da collezioni private. Il sito si avvale del contributo dei più importanti storici dei Grigi. Nei mesi a venire ci saranno altre novità che renderanno ancora più affascinante navigare attraverso le imprese di questo sodalizio che ha scritto pagine indelebili della storia del calcio italiano e altre è pronto a scriverne. Veniteci a trovare all’indirizzo www.museogrigio.it

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circolo enogastronomico culturale

RISTORANTE Situato a pochi passi dal centro storico della città, l’orsetto goloso fa della convivenza tra antico e moderno la sua caratteristica distintiva.

I piatti della cucina tradizionale coesistono infatti con la continua ricerca di nuovi sapori da inserire nel solco della tradizione, mantenendone la natura, ma svecchiandone l’identità. Questo stile unico traspare anche Venerdì e sabato sera dal design delle sale che compongono dalle 19.00 il locale.

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seguiti dalla cena con menu rinnovati e sempre più golosi! Venite a godervi uno dei nostri piatti accompagnato dai vini della nostra selezione e fatevi conquistare dall’atmosfera.

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Uno stile moderno e raffinato , che fa da contrasto alla semplicità delle altre, an tiche cantine adibite per accogliere i clienti che prefer iscono lasciarsi immergere da un’atmosfera più rustica , magari sorseggiando un bicchiere di vino provenie nte dalla nostra selezione. Qualsiasi possano essere le vostre preferenze, Il nostro obiettivo è quello di farvi sentire a vostro agio garantendovi un servizio acc urato e disinvolto.

Situato a pochi passi dal centro storico della città, l’orsetto goloso fa della convivenza tra antico e moderno la sua caratteristica distintiva. I piatti della cucina tradizionale coesistono infatti con la continua ricerca di nuovi sapori da inserire nel solco della tradizione, mantenendone la natura, ma svecchiandone l’identità. Potrete dunque gustare le ricette che caratterizzano, la nostra Italia e in particolare le specialità della nostra regione. Il nostro locale, farà delle usanze, il vostro più appetitoso e invitante desiderio. Inoltre l’Orsetto Goloso offre anche la possibilità di organizzare eventi di ogni genere e serate a tema. Non privatevi di una serata, all’insegna del buon gusto e della tranquillità (culinaria e non).

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GINNASTICA ARTISTICA Don Bosco Cup: ben 29 atleti qualificati alle finali nazionali

A Pesaro con il Pgs Vela Jump 1° prova Femminile Regionale San Maurizio Canavese 16-17 febbraio

2° prova Maschile Regionale San Maurizio Canavese 16 marzo 2013

SUPERMINI Serena Lumia è 4°a trave e 7° nella classifica generale; Sara Mirone è 5° a trampolino e 8° nlla generale MINI D Greta Bertassello conquista il 3° miglior punteggio a corpo libero ma poiché il parimerito favorisce la ginnasta più giovane passa al 4° posto, è 4° al trampolino e 5° in classifica generale. PROPAGANDA D Giulia Hristova conquista l’oro a corpo libero ed è 9° nella generale; Alice Vardaro è oro al trampolino. PROPAGANDA C Rossella Nicosia sale sul podio classificandosi 3° alla trave e 10° nella generale.

Propaganda B Alessio Mattu è Campione Regionale 2013, grazie all’oro al suolo, all’argento al volteggio, al trampolino è argento. Daniele Spaziani, si fa onore nonostante i problemi al ginocchio, è 3° in classifica con un bronzo al volteggio e un bronzo al trampolino dove ottiene lo stesso punteggio di Mattu ma passa al terzo posto perché nel pari merito è avvantaggiato l’atleta più giovane, al suolo è 4°. Lorenzo Cresta si aggiudica il 9° posto. Mini B Folco Ferraris non può terminare la gara per un infortunio, fortunatamente si risolverà presto, ma si aggiudica l’11° posto. Promo Supermini Alla sua prima gara Fran-

cesco Omodeo sale sul podio ottenendo il 3° posto al trampolino, è 5° in classifica generale. Promo Mini Bravissimo anche Davide Demicheli che è 3° al volteggio e 7° in classifica, e per lui è solo la seconda gara! Gli atleti iscritti erano 112. Folco Ferraris, Alessio Mattu, Lorenzo Cresta e Daniele Spaziani si sono così guadagnati la partecipazione alla finale nazionale che si terrà a Pesaro dal 3 al 5 maggio 2013.

2° prova Femminile Regionale San Maurizio Canavese 24-25 marzo 2013 SUPERMINI (che non partecipa alla gara nazionale) Serena Lumia è 3° alla trave e 7° in classifica generale; Alessia Mestriner è 4° a trave e11° nella generale; Sara Mirone ottiene l’8° posto. MINI D Greta Bertassello è 5° a trave e 5° in classifica. Bella gara an-

Giulia Hristova oro a corpo libero Francesca Ugioli

U15B Silvia Romeo è 4° a parallele e 5° al volteggio U17B Chiara Zoccarato è 4° alla trave e 4° in classifica generale; Francesca Ugioli 8° e Vittoria Porta 9°. SENIOR B Martina Pugliese è 3° a volteggio e 4° nella classifica generale. SENIOR C Selene Foco sale due volte sul podio, è oro alla trave e argento in classifica generale. OVER A2 Elena Caselli è 4° a volteggio e 8° nella generale; Giudi Trovò la segue al 9° posto.

Le nostre atlete si sono cimentate poi nella seconda regionale, il confronto tra le due gare (si tiene conto, per ogni atleta, della gara con punteggio più alto) dà origine alla classifica per la qualifica alla finale nazionale che quest’anno si svolgerà a Pesaro dal 1 al 5 maggio.

Promo 17 marzo 2013 S. Maurizio Canav. SUPERMINI 2004/05 Rebecca Orecchia è 3° e ottiene il 2° miglior punteggio al trampolino; Morgana Spadavecchia è 9°. SUPERMINI 2006/07 Ginevra Bennati si aggiudica il 7° posto e Giulia Pasquali l’11°. PROPAGANDA Benedetta Talpo è 3° in classifica generale e si aggiudica l’oro alla trave e l’argento al trampolino; Elisa Panizza si classifica 5° con un bronzo al trampolino; Cecilia Magnone è 6° ed è argento alla trave. U15/U17 Federica Lupo è 7° con un argento al trampolino. Congratulazioni a tutte le atlete: Rebecca Ferrari, Lucia Astori, Benedetta Armano, Emma Repetto, Sofia Assandro, Emma Canestri, Maria Chiara Monti, Emma Tartara, Elena Dalera, Alessia Furcas, Benedetta Visca, Camilla Ricci, Martina Ricci, Giulia Nano, Charlotte Vergnes, Sonja Gjinaj, Maria Navone, Ameli Cruz, Violetta Saggini, Francesca Rovida, Sara Ricaldone, Matilde Dotto, Elisa Goglino, Claudia Caligaris,

Giudi Trovò Sara Laurenti, Maddalena Morello, Chiara Munzittu, Eleonora Margarina, Paola Rebora, Irene Devasini. Alessio Mattu Martina Pugliese

che per Alice Minardi, Giulia Roveta, Camilla Boido e Chiara Molina. PROPAGANDA D: Giada Zucca è argento a trave; Giulia Hristova si aggiudica il 9° posto nella generale, insieme a Giulia a Pesaro anche Martina De Bianchi, Alice Vardaro, Benedetta Panizza, Arianna Ferraris ed Ester Grassano. U15 D Elisa e Dalila Francese, da brave gemelle arrivano a pari merito e si qualificano per la finale. PROPAGANDA C Rossella Nicosia si aggiudica il 3° posto al volteggio e 4° a corpo libero, in questa gara è 8°; Nunzia D’Angelo è 9°, Greta Cavallaro 12°, bene anche per Carlotta Maestri e Annet Moscatello. U17eSENIOR C Selene Foco è oro a trave e bronzo nella generale ed Erica Romeo è 4° a parallele, bene anche per Catrin Nicosia. U15 B Silvia Romeo è argento alle parallele, Chiara Rena ottiene il terzo miglior punteggio a trave ma slitta al 5° posto per il pari merito che favorisce le a più giovane, ed è 9° nella generale Adele Decarolis con un’ottima gara si qualifica per la finale nazionale. U17 B Chiara Zoccarato è 5° a corpo libero, 5° a parallele e 7° nella generale; Francesca Ugioli è 4° a trave e 11° nella gen. seguita da Vittoria Porta che è quinta al volteggio;

Alessio Mattu e Daniele Spaziani

Alessia Daprà alle parallele è 4ª. A2 OVER Si fanno onore le nostre tre atlete che si sono cimentate nel programma A2: Beatrica Vona è 4° al volteggio, Giudi Trovò 4° a corpo libero e 6° nella generale, Elena Caselli conquista il bronzo alla trave ed è 5° nella generale. SENIOR B Chiudiamo in bellezza con Martina Pugliese che questa volta ha davvero esagerato: oro in questa seconda regionale; oro alla trave; argento al volteggio; bronzo alle parallele; bronzo nella classifica che tiene conto delle due gare regionali per la qualifica a Pesaro. Hanno partecipato 451 atlete.

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18 apr. 2013

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IL PERSONAGGIO A PALAZZO CUTTICA FINO AL PROSSIMO 18 MAGGIO

Mario Annone e la sua arte Parlare di Annone è sempre piacevole in quanto i suoi lavori possono ritenersi completi; sa trattare con la stessa delicatezza tanto l’incisione quanto la pittura, com’è possibile verificare in tutti i suoi quadri esposti nelle sale di palazzo Cuttica, quasi un filo conduttore fra l’inciso ed il dipinto. La minuzia dei suoi lavori emerge dai delicati tratti, come ebbi già avuto occasione di soffermare la mia attenzione parecchi anni or sono. La mano di Mario tende a risaltare le figure di fiori, insieme agli scorci di paesaggi,

pur soffermandosi a trarre l’essenzialità del soggetto, con la sfumatura, nei contorni, non necessariamente importanti; piuttosto sa focalizzare la concentrazione sul soggetto per lui importante, quale fulcro essenziale della sua opera. Tutta la sua creatività nasce, si sviluppa in tutta la sua estensione. Anzi pare voglia lasciare all’osservatore la facoltà di immaginare come meglio crede, stuzzicando la fantasia. La forza artistica dei suoi quadri è concentrata tutta sul disegno, con le diverse gradazioni nei co-

lori, meglio sa distinguersi nel bianco e nero, laddove ricalca, con maggior perizia i giochi d’ombra, amalgamati sia nella figura stessa, come nei contorni risaltando l’essenzialità le forme, senza toglier nulla al soggetto ritratto, piuttosto arricchendolo. I lavori usciti dalla sua fantasia parlano di casa nostra, coglie le cose vicino a noi, incastonate nel nostro paesaggio da cui sa scegliere i migliori argomenti per fermare l’immagine suggerita dalla sua sensibilità di artista. [Franco Montaldo]

ECHI DI VIAGGIO di Simonetta Gorsegno

Il deserto inciso

une, sabbia e sete. Per molti il deserto è proprio questo. Un universo muto e immobile di ripetuti granelli di sabbia. Un labirinto inospitale in cui è difficile sopravvivere e quasi impossibile orientarsi. Un paesaggio monocromatico replicato all’infinito in cui sembrerà di non allontanarsi mai dal punto di partenza, nonostante le faticose attraversate, in cammello o in fuoristrada, dicano il contrario. Le dune e la sabbia sono entrate a far parte del nostro immaginario collettivo, così come le leggende degli intrepidi condottieri che, alla testa di lunghe carovane beduine, sopravvivevano alle tempeste di sabbia e ai miraggi che il caldo riservava loro. Eppure il deserto si manifesta non solo sotto forma di solitudine e desolazione. Sa parlare all’uomo e, avventurandosi al suo interno, si potrà imparare a conoscerlo e a scoprire i suoi segreti. In Libia, nel deserto dell’Akacus, tra le pareti di basalto che si innalzano quasi a sfiorare il cielo, sotto archi naturali di roccia o al riparo su pareti di arenaria, l’uomo primitivo ha inciso la sua vita sulle linee di diverse ere geologiche con l’unico mezzo di comunicazione del tempo: i graffiti. Intere pareti ricoperte da pitture rupestri si contendono diversi spazi temporali. I

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nostri antenati hanno inciso la loro storia, risalente oltre quarantamila anni fa estraendo dalle pareti di roccia i colori per poterle narrare: il rosso, l’ocra, il giallo . Dalla pietra e dai minerali contenuti si ricavava una diversa sfumatura di colore, ma anche l’era geologica contribuiva a donare alla pietra colori differenti. Dalle tecniche usate e dagli influssi di stile con cui l’uomo primitivo pitturava, gli storici sono risaliti alla datazione precisa dei diversi stadi della preistoria. Anche le rappresentazioni sceniche hanno avuto notevole importanza per comprendere il periodo in cui avevano vissuto. Si parla di uomini contemporanei all’Homo Sapiens. Si ricordano almeno tre periodi pittorici importanti: la grande fauna selvaggia, il periodo delle teste rotonde e il periodo pastorale. Oggi i cicli pittorici sono tutelati dall’Unesco e rientrano nel Patrimonio dell’Umanità. Per poter esplorare i diversi siti rupestri disseminati nel cuore del deserto mi avvalgo di una guida Tuareg. Il copricapo blu che indossa e il suo viso imperscrutabile gli conferiscono fascino in abbondanza. Alla guida del quattro per quattro, con veterana esperienza, affronta le piste di sabbia da vero professionista e, lanciando l’autovettura a velocità sostenuta, sa-

le e scende dalle dune con disinvoltura. Io però ho il fiato sospeso ma l’esperienza è davvero esilarante. Il fuoristrada si ferma di continuo. Ogni qualvolta ci sia un sito da visitare. Le soste sono davvero moltissime. Nel raggio di una manciata di chilometri non si contano le opere a cielo aperto: tutte estremamente interessanti e da conoscere da vicino. All’ombra di un anfratto che coniuga il passato remoto mi incanto dinanzi alle scene di caccia e di vita familiare del periodo pastorale, il più fiorente nel dare il giusto risalto ai particolari. Perfettamente intatti i colori mentre le opere, si distinguono per maestria e contenuti; come se il tempo non fosse trascorso. Dell’artista, vissuto migliaia di anni or sono, spicca il tocco artistico e di fine fattura. Lo immagino ancora irsuto, dalle sembianze scimmiesche chino sulla parete a illustrare ogni momento della sua giornata. Non lo sa, ma il suo bisogno di comunicare espresso con la pittura è la chiave che apre le porte all’eternità delle sue opere. Preservati dal clima arido e dai ripari, i graffiti suggellarono con il tempo l’eredità ai posteri. E ora io sono qui che attentamente li guardo. Ecco un gruppo di pastori attorno al fuoco e una donna intenta alla cucina. C’è poi un’immagine dal valore più intimo in cui vengono ritratti uomini intenti alla loro pulizia del corpo. Uno si annoda i capelli, dopo averli pettinati, in un’acconciatura a cimiero. La scena della caccia è ricca di simbolismi e a prima vista alquanto paradossale. L’omino è piccolissimo e gracile. Rincorre una preda, forse un bovide, molto più grande di lui. Nel linguaggio dipinto e in tutte le opere conservate, traspaiono emozioni e inquietudini, come parti dominanti della natura dell’uomo. Nel dipingere le dimensioni dell’uomo e della bestia l’artista vuole comunicarci l’incertezza del risultato finale come pure la fragilità della vita e quanto si sia impreparati ad affrontarla. Ieri come oggi.

I PALLINI di Puppigallo

Oblivion Nel complesso non è male, nonostante attinga da varie fonti filmiche (Moon, Independence day nella soluzione e un pizzico di buon vecchio Hal 9000). A salvare in parte la pellicola sono, la buona confezione e il discreto ritmo, che consente allo spettatore di continuare a seguire le vicissitudini del protagonista (un Cruise in parte) senza spazientirsi troppo, nonostante le trovate non siano certo numerose. Nota di merito per i droni da guardia, che tendono a non riconoscere gli alleati (Cruise fatica a farsi identificare). Peccato per gli ultimi fotogrammi, con evitabile contentino.

Jimmy Bobo Bullet to the Head L’unico motivo per vedere questa a dir poco mediocre pellicola è Stallone, che invecchiando migliora (a modo suo, naturalmente, come Bobo), quasi fosse un buon vino. Peccato però che i suoi personaggi finiscano spesso in sceneggiature di rara banalità, con cattivi a dir poco insignificanti (solo pompati; zero carisma) e spalle ectoplasmiche, come l’asiatico piazzato lì giusto per fargli da stampella, da informatore cellularico interattivo e da bersaglio. Troppo poco, nonostante qualche simpatico siparietto e un po’ di piacevole azione violenta.

Il cacciatore di giganti Ennesimo filmetto fantasy su una secondaria leggenda, qui reinterpretata (non male quando, col passare dei secoli, la storia viene via via cambiata da chi la racconta). I gigantici effetti sono discreti, nonostante resti quel vago sentore di pupazzoni non certo realistici (non solo a causa delle dimensioni e delle fattezze). Se poi aggiungiamo, una storia piuttosto misera e poche, buone idee, il risultato non può che essere mediocre. In più, gli attori sembrano adeguarsi al copione, apparendo genuini più o meno come i digitali gigantoni super zotici. P.S. 3D abbastanza superfluo.

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Alessandria-Venezia  

I Grigi contro gli arancioneroverdi

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