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GIOVEDÌ 2 DICEMBRE 2010 ANNO 135 - N. 286

In Italia con "Sette" EURO

Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 6339 Servizio Clienti - Tel. 02 63797510

Fondato nel 1876 La condanna del poliziotto

«Fu omicidio volontario» Sparò al tifoso: 9 anni e 4 mesi di Marco Gasperetti a pagina 25

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

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www.corriere.it Il concorso Sessanta progetti per la ripresa

Con Sette I Classici: «Pensieri» di Blaise Pascal

di Isidoro Trovato a pagina 39

Oggi in edicola a 1 euro più il prezzo del quotidiano

FIDUCIA E DISCIPLINA CON GLI E-BONDS

Nuove rivelazioni di Wikileaks: così l’ambasciatore Spogli raccontava gli intrecci tra politica e affari

TITOLI EUROPEI IN AIUTO ALL’EURO

Italia-Russia, tutti i dossier Usa

di MARIO MONTI

Retroscena, sospetti e accuse sui rapporti di Berlusconi con Putin

mercati sono all’attacco, l’Unione Europea è in difesa. Essa ha vinto alcune battaglie, ma rischia di perdere la guerra. Le decisioni dei governi, riuniti nel Consiglio, non producono durevolmente sui mercati gli effetti sperati. La Banca Centrale Europea si vede costretta a rimediare con interventi a sostegno dei titoli di Stato. Alla lunga, essi riporterebbero alla subordinazione della politica monetaria alla politica di bilancio, con il pericolo dell’inflazione: due mali che l’unione monetaria pensava di avere debellato. È urgente che la Ue riprenda l’iniziativa. Ha a disposizione uno strumento attivabile in tempi brevi, con due grossi vantaggi: aiuterebbe a superare la crisi dell’euro e, al tempo stesso, a sviluppare l’integrazione finanziaria. Si tratta dell’emissione in comune di titoli in euro (E-bonds) mediante un’Agenzia Europea per il Debito. L’idea che la Ue emetta eurobonds per finanziare investimenti di interesse europeo non è nuova. Venne lanciata da Jacques Delors negli anni Ottanta e ripresa in varie occasioni — tra gli altri, autorevolmente, da Giulio Tremonti — però finora non ha trovato adeguata attuazione. Ma gli E-bonds di cui parlo risponderebbero a una logica diversa. Sarebbero uno strumento non per finanziare nuove spese (di investimento), ma per mettere in comune una parte della gestione del debito pubblico dei diversi Stati. Nel rapporto «Una nuova strategia per il mercato unico», presentato al presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso nel maggio scorso, proposi di ricorrere all’emissione in comune di E-bonds per ovviare alla frammentazione del mercato obbligazionario europeo. Con emissioni esclusiva-

mente a livello nazionale, il mercato non ha la trasparenza e la liquidità che, data la sua dimensione complessiva, potrebbe avere. Ciò comporta inconvenienti per gli Stati, per i risparmiatori, per le imprese. Per ovviare alla frammentazione, si proponeva di creare un nuovo mercato europeo con una dimensione mondiale. Il rapporto, predisposto nei mesi in cui esplodeva la crisi greca, teneva presenti aspetti che avrebbero poi assunto grande rilievo, in particolare nelle preoccupazioni della Germania. Qualsiasi soluzione deve evitare che i Paesi con una politica di bilancio responsabile siano costretti a salvare, in un modo o nell’altro, gli Stati «indisciplinati». In aggiunta a una vigilanza multilaterale più efficace, imponendo una disciplina di mercato più rigorosa ai governi meno oculati si gestirebbe meglio il moral hazard. L’assunzione di prestiti su vasta scala tramite un organismo europeo e la successiva erogazione di prestiti agli Stati membri possono rappresentare una soluzione equilibrata. I prestiti agli Stati membri non dovrebbero superare una determinata percentuale del Pil del Paese (la stessa per tutti gli Stati membri) di modo che, per il loro fabbisogno di finanziamento non coperto da questo meccanismo, i governi continuerebbero a emettere il proprio debito nazionale per il quale rimarrebbero individualmente responsabili. Gli Stati membri che, grazie a questo meccanismo, avrebbero accesso a finanziamenti meno onerosi, considererebbero l’organismo europeo un creditore privilegiato rispetto ai detentori del loro debito flottante sul mercato e ciò aumenterebbe la possibilità di un’inadempienza limitata a quest’ultimo debito.

di GUIDO OLIMPIO

«E’ l’amico migliore»

Nuove rivelazioni di Wikileaks sulle relazioni Italia-Russia. Resi noti i dossier degli Stati Uniti su retroscena, sospetti e accuse sui rapporti di Berlusconi con Putin. Ad allarmare Washington gli intrecci tra politica e affari e il patto sull’energia tra Mosca e Roma. Nel gennaio 2009 l’allora ambasciatore americano Spogli sottolinea come il premier italiano apprezzi «lo stile macho e autoritario» del leader russo. Il diplomatico riferisce anche che Berlusconi «né accetta, né chiede consigli» sulla politica verso la Russia.

La Clinton ricuce: elogi al Cavaliere

Giannelli

Stop ai lavori

Camera ferma fino al 13: si aspetta la fiducia Tutti a casa: la Camera resterà chiusa dal 6 al 13 dicembre, quando riaprirà per discutere sul voto di sfiducia al governo. La richiesta del Pdl è stata approvata anche da Futuro e libertà. Le opposizioni: così slitta anche la mozione di sfiducia a Bondi. DA PAGINA 8 A PAGINA 11

Baccaro, Breda, Di Caro, M. Franco Martirano, Trocino, Zuccolini A PAGINA 46 commento di Andrea Balzanetti

ALLE PAGINE 5 E 6

Tensione a Montecitorio. Napolitano: rispettare la sua volontà

Università

Polemica sull’eutanasia dopo la morte di Monicelli

GLI AIUTINI A MISTER CEPU E ALLE CASSE DEI PARTITI

Hillary Clinton non è seconda a nessuno. Al vertice Osce di Astana, previsto da mesi ma diventato prezioso per la sua involontaria tempestività, il segretario di Stato ha distribuito sorrisi e cordialità come mai prima la si era vista fare.

La tragica fine di Mario Monicelli sembra destinata a riaccendere la polemica sull’eutanasia. Un'avvisaglia dello scontro si è già avuta ieri mattina a Montecitorio con un duro scambio di battute tra la radicale Rita Bernardini e la centrista Paola Binetti. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla camera ardente allestita alla Casa del Cinema per rendere l’ultimo saluto a Monicelli, che si è suicidato a 95 anni lanciandosi dalla finestra dell’ospedale, ha affermato con chiarezza che bisogna rispettare la decisione del regista: «Monicelli se n'è andato — ha detto — con un’ultima manifestazione forte della sua personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare».

CONTINUA A PAGINA 46 — ALLE PAGINE 2 E 3 Dragosei, Galluzzo

ALLE PAGINE 12 E 13

ANSA / LIVIO ANTICOLI

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1,50

UN’ALLEANZA DA RINSALDARE di FRANCO VENTURINI

si tratta di ricucire gli strappi provocati Q uando da Wikileaks con alleati e amici degli Usa,

Due grandi filosofi e il suicidio

Severino: quando tutto sarà inutile io chiederò di poter morire di DANIELA MONTI A PAGINA 13

Reale: la risposta la dà già Platone, la vita non è proprietà nostra di GIAN GUIDO VECCHI A PAGINA 13

Calabrò, Palma, Pappagallo

CONTINUA A PAGINA 33

Dal 9 dicembre arriva l’esame di italiano

di SERGIO RIZZO

N

on è vero che con la riforma dell’università ci rimettono tutti. C’è qualcuno che ci guadagna: sono gli atenei «telematici», le università che laureano a distanza, le quali potranno accedere alla quota di fondi destinata agli istituti non statali «in base al merito». Non una distribuzione a pioggia, sia chiaro. Deciderà il ministero, sulla base delle indicazioni di «consulenti». Ma che questa sia altra benzina sul fuoco non c’è ombra di dubbio. CONTINUA ALLE PAGINE 14 E 15

Argentieri, L. Salvia

L’indicazione della Commissione bipartisan

«Basterà farsi capire» Austerity americana: Il test per gli stranieri in pensione a 69 anni di FABRIZIO CACCIA

N

iente paura, «basterà capire e farsi capire. A voce e per iscritto, su temi che riguardano la vita di tutti i giorni». È la rassicurazione del ministero dell’Interno agli stranieri perché, dal 9 dicembre prossimo, scattano i test di italiano per coloro che intendono richiedere il documento per soggiornanti di lungo periodo. A PAGINA 28

di MASSIMO GAGGI

Quel no allo sciopero del calcio

Chiellini, esempio virtuoso T di DARIO DI VICO

anche nel mondo del calcio si sta lentamente Q ualcosa muovendo. Le prese di posizione di Giorgio Chiellini

e Gianluigi Buffon, contrarie allo sciopero indetto dai calciatori, indicano un cambio di mentalità. Il riconoscimento che di fronte alla Grande Crisi non possono più esistere zone franche, tantomeno se sono popolate da giovani milionari strapagati a prescindere dai risultati. CONTINUA A PAGINA 46 — SERVIZI ALLE PAGINE 56 E 57

agli e sacrifici, l’America sceglie l’austerity per risanare i conti pubblici. La proposta, dal titolo «Il momento della verità», è della Commissione bipartisan sulla responsabilità fiscale. Tra le misure, l’innalzamento dell’età pensionabile a 69 anni e l’eliminazione di circa 1.000 miliardi di dollari di sgravi fiscali l’anno. A PAGINA 33

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

I rapporti internazionali

Hillary elogia Berlusconi «Il nostro amico migliore» Al summit Osce, la diplomazia del dopo Wikileaks MOSCA — Ci sono tutti in questo vertice organizzato nella capitale del Kazakhstan nata dal nulla per volere del suo padre/presidente Nursultan Nazarbayev. Dal cardinal Bertone per il Vaticano ad Aleksandr Lukashenko, in passato definito l'ultimo dittatore d'Europa ma corteggiato da Stati Uniti e Unione Europea da quando è ai ferri corti con la Russia di Vladimir Putin. E naturalmente alla riunione dell'Osce, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, è arrivato anche il segretario di Stato americano Hillary Clinton, che per la prima volta dopo la bufera WikiLeaks si trova accanto a tutti quei personaggi che i suoi diplomatici hanno sbeffeggiato e criticato. Così Astana serve soprattutto a ricucire e a spiegare in una serie di incontri bilaterali. Innanzitutto quello con Silvio Berlusconi

che si era fatto una risata di fronte alle affermazioni dell'incaricata d'affari dell'ambasciata Usa a Roma. In una dichiarazione davanti alle telecamere, la Clinton ha detto che gli Stati Uniti «non hanno amico migliore. Non c'è nessuno che appoggia la politica americana

Strappi da ricucire Il segretario di Stato ha visto molti dei leader messi a nudo nei file riservati Usa: dalla Merkel a Medvedev consistentemente come il primo ministro Silvio Berlusconi». Sarà pure visto a volte come «avvocato difensore della Russia di Putin», ma al Dipartimento di Stato hanno, ufficialmente, un'altra idea: le amministrazioni Usa, «tanto quelle

repubblicane che quelle democratiche, sanno di poter contare sul sostegno del primo ministro alle scelte politiche e ai valori che l'Italia e gli Stati Uniti condividono». Alla Clinton sono toccate anche tante altre iniziative per riparare i guasti. Con la cancelliera Angela Merkel, con lo stesso Nazarbayev, da molti etichettato come un tiranno ma che garantisce la stabilità in un paese ricco di gas e petrolio fondamentale per gli assetti dell'Asia Centrale. Poi con il vice premier britannico Nick Clegg e con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, al quale Clinton ha forse spiegato come venga vista esattamente in America la relazione tra Batman e Robin (ai quali sono stati paragonati Putin e il presidente Dmitrij Medvedev). Non è arrivato ad Astana il presidente francese Nicolas Sarkozy

e la cosa avrebbe irritato i kazaki. Nessun incontro della Clinton, naturalmente, con Lukashenko, anche se il riavvicinamento è evidente. La Bielorussia ha appena aderito (assieme all'Ucraina e al Kazakhstan) al progetto americano per l'eliminazione dei depositi di scorie di uranio arricchito. Con Mosca sembra che il processo di reset delle relazioni avviato dall'amministrazione Obama e dalla Nato vada avanti. Ma i problemi da risolvere sono molti. Non a caso ieri Putin ha ripetuto che se non si troverà un'intesa sullo scudo missilistico, «si tornerà alla corsa agli armamenti». Collaborazione, dunque, ma con un occhio a quella che è da sempre la priorità del Cremlino: la difesa intransigente dei suoi interessi nazionali.

Fabrizio Dragosei © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dietro le quinte Il segretario di Stato rassicura il Cavaliere: «Quei giudizi dell’ambasciata non sono stati firmati né da Obama né da me»

La soddisfazione del premier: il caso è chiuso E’ stata fatta piazza pulita delle più recenti incomprensioni DAL NOSTRO INVIATO

ASTANA (Kazakhstan) - «Sono giudizi che né io né Obama condividiamo, nel modo più assoluto, e infatti sotto a quei documenti non troverai mai la mia né tantomeno la firma di Barack». Non chiede scusa Hillary Clinton, sarebbe troppo e non appartiene al linguaggio e alla dinamiche della diplomazia, anche ai più alti livelli, ma nell’incontro che ieri pomeriggio il numero due della Casa Bianca ha cercato e ovviamente ottenuto, ha espresso parole e argomenti che in sostanza risuonano come una sorta di scuse. Voleva che Berlusconi le ascoltasse dalla sua voce, ha chiesto per questo l’incontro con il Cavaliere, il faccia a faccia è stata abba-

stanza lungo per considerare, a detta del Presidente del Consiglio, il caso come chiuso. Certo al Cavaliere non ha fatto piacere leggere le rivelazioni di Wikileaks, l’eco che hanno avuto, ma sa benissimo che i dispacci diplomatici trasmettono parte del clima che si respira nel Paese in cui vengono scritti. Su questo punto sia Hillary e il Cavaliere si sono fatti una risata, utile per alleggerire un’atmosfera che altrimenti poteva essere ingessata. Del resto la Clinton ha avuto gioco facile nel sottolineare che fra migliaia e migliaia di documenti interni poche righe di una funzionaria non rappresentano certo il giudizio che alla Casa Bianca hanno dell’alleato. Ma dopo aver detto questo si è spinta anche più in

Stretta Hillary Clinton e Berlusconi

Se ti lamenti dei tuoi dipendenti, cambiali. In meglio.

là, giudicando l’operato del Cavaliere non soltanto di fronte a questa amministrazione, ma estendendolo alle due precedenti: «Non abbiamo amico migliore. Non solo per la generosità dell’impegno in Afghanistan. Nessuno sostiene l'amministrazione americana con la stessa coerenza con la quale in questi anni Berlusconi ha sostenuto le amministrazioni Bush, Clinton e Obama». Parole che pesano, che possono anche essere utili a rabbonire, ma che certamente resteranno agli atti. Fanno anche piazza pulita delle più recenti incomprensioni fra Casa Bianca e Palazzo Chigi, incomprensioni innescate dal progetto di gasdotto italo-russo (Gazprom-Eni), sulle quali si è molto speculato, che alla fine sembrano state derubricate a materia di divergenza quasi fisiologica, non più in grado di incrinare le relazioni bilaterali. Nel progetto South Stream, concorrente del simile Nabucco, supportato invece da americani ed

riavvicinare Mosca all’Europa, il tuo ruolo di mediatore in molti casi, come in Georgia, ti è riconosciuto». Unione europea, molte novità hanBerlusconi ha ascoltato più che no affievolito le frizioni esistenti: parlato. Se voleva dei chiarimenti entreranno i francesi, con Edf, for- li ha ottenuti, a stretto giro, al più se anche i tedeschi, insomma non alto livello possibile. La stretta di è più soltanto Roma che fa l’oc- mano e gli abbracci immortalati chiolino e presunte mire espansio- dai fotografi suggellano un clima nistiche (attraverso il gas) di Vladi- diverso da quello si respira fuori mir Putin. Questo la Clinton lo sa dal palazzo del vertice, dove una bene, come sa che l’Eni si è spesa tormenta di neve copre di bianco negli ultimi tempi per rendere me- tutta la città. Fa risalire la temperatura del rapporto con la Casa Bianca anche anni fa Hillary Clinton un ricordo persoè diventata segretario nale di Hillary: di Stato americano «Ero anche io a Napoli nel 94 e no concorrenziali i due progetti. quello che successe mi rattristò Insomma ce n’è abbastanza per molto». Quello che successe fu un rivedere un giudizio. E non per avviso di garanzia in diretta monnulla ieri pomeriggio, a margine diale. Berlusconi apprezza, sorridel vertice Osce, Hillary Clinton de, è acqua passata, dice, anche se ha voluto dire al Cavaliere che in Italia, da allora, è cambiato mol«non c’è alcuna preoccupazione to poco, aggiunge alla fine, con per quello che stai facendo con la amarezza. Marco Galluzzo Russia, anzi in molti casi le tue © RIPRODUZIONE RISERVATA iniziative sono servite a tutti e a

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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Summit Leader al vertice Osce di Astana, Kazakhstan

Rivelazioni Per gli americani è «autoritario e iper-sensibile alle critiche»

Le passioni di Sarkozy e la sua cerchia di «yes men» Quando il presidente inseguì un coniglio all’Eliseo menticabile di Sarkozy che corre per prendere il cane che corre dietro il coniglio mentre Louis rideva fino alle lacrime».

WASHINGTON – In quello che ormai è il «romanzo diplomatico» di Wikileaks c’è molto spazio per il presidente francese Sarkozy, il premier turco Erdogan e i mercenari della Blackwater. Fascino francese Il vicesegretario di stato americano Mark Pekala descrive così Nicolas Sarkozy al presidente Obama: «Pragmatico, brillante, impaziente, non diplomatico, innovativo, affascinante, visceralmente filo-americano». Elogi accompagnati da timori: «Un presidente autoritario, ipersensibile alle critiche, che si affida troppo a una cerchia di “yes men” che hanno paura di contraddirlo». In una nota si aggiunge che i ministri temono persino di «andare in vacanza». Sarkozy, prosegue la nota, lascia «che le sue passioni private mettano a rischio il suo lavoro».

L’intervento

La politica degli Usa è pubblica e trasparente Contano le dichiarazioni di DAVID H. THORNE

classificate. Non si tratta solo di un attacco agli interessi della politica estera americaItalia e gli Stati Uniti, due grandi de- na. È un attacco all'intera comunità internamocrazie alleate e amiche, hanno zionale, ad alleanze e partnership, colloqui da sempre relazioni solide. Apprez- e negoziati che salvaguardano la sicurezza ziamo profondamente il sostegno ricevuto globale e promuovono il benessere econodal Presidente del Consiglio Berlusconi e mico. Nel diffondere informazioni riservadal suo governo. Insieme, abbiamo affron- te ottenute illegalmente, Wikileaks mette a tato numerose sfide comuni a livello globa- repentaglio non soltanto fondamentali relale, dalla ripresa economica alla lotta al ter- zioni tra governi, ma anche la vita e il lavororismo e all'impegno per la pace e la stabi- ro di molte persone. Le conversazioni dei lità in Afghanistan. È stato motivo di gran- diplomatici statunitensi con operatori umade orgoglio per me quando il Presidente nitari, giornalisti, leader religiosi e altri inObama, nel corso dei recenti vertici Nato e dividui che non fanno parte di un governo Usa-Ue a Lisbona, ha espressamente elogia- si basano su fiducia e riservatezza. Rivelare to l'Italia per il suo rilevante contributo ai l'identità di questi interlocutori può avere gravi ripercussioni: arresti, torture e persinostri sforzi congiunti. Gli Stati Uniti contano su partner come no la morte. È importante sottolineare che i docul'Italia per mantenere stabilità e pace nel menti diplomatici interni non rappresentano la politica estera ufficiale Diplomatico David H. Thorne, 66 di un governo. Per quananni, ex finanziere, dall’agosto 2009 è to riguarda gli Stati Uniambasciatore americano a Roma. ti, essi costituiscono Aveva già vissuto in Italia negli anni uno dei tanti elementi 50 e 60. È fratello gemello di Julia che contribuiscono a deThorne, prima moglie di John Kerry finire le nostre politiche, che vengono poi mondo. Nessun Paese, nemmeno l'Ameri- stabilite dal Presidente e dal Segretario di ca, può affrontare da solo in maniera effica- Stato. La nostra politica è pubblica e traspace le sfide odierne. È per questo motivo che rente. È composta da azioni e dichiarazioil Presidente Obama e il Segretario di Stato ni, come quella rilasciata ieri dal Segretario Hillary Clinton hanno messo in primo pia- Clinton durante il vertice OSCE in cui ha no l'impegno a rafforzare le relazioni dell' ringraziato il presidente del consiglio BerluAmerica sulla scena internazionale. Lavo- sconi per la sua leadership. Ciò che questa riamo per consolidare le nostre partner- mole di documenti mostra è il fatto che gli ship già esistenti e per costruirne di nuove. americani stanno svolgendo il lavoro che In veste di Ambasciatore americano in Ita- ci si aspetta. Collaboriamo con i nostri partlia, sono orgoglioso di far parte di questo ner nel mondo per risolvere gravi problegrande sforzo e di collaborare con questo mi di carattere pratico: mettere in sicurezgoverno e gli italiani, i politici, gli imprenditori e tanti altri rappresentanti della so- za materiali pericolosi, lottare contro la malavita organizzata, aiutare i difensori dei dicietà civile. Negli ultimi giorni abbiamo visto docu- ritti umani, rafforzare le nostre alleanze e menti che affermano di contenere rapporti assicurare la stabilità economica a livello dei nostri diplomatici in vari Paesi del mon- globale. Il governo italiano è consapevole do e altri documenti su conversazioni pri- di tutto questo. Concordo pienamente con vate tra interlocutori interni ed esterni ai il Ministro degli Esteri Frattini sul fatto che governi. Alcuni di questi sarebbero presun- nulla può scalfire l'eccellente rapporto tra i ti rapporti provenienti dall'Ambasciata Usa nostri due Paesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA in Italia. Gli Stati Uniti condannano fermaAmbasciatore degli Stati Uniti in Italia mente la diffusione illegale di informazioni

L'

Il divorzio Primavera del 2007, finisce il matrimonio tra Sarkozy e Cecilia. Commento americano: «Il recente divorzio solleva interrogativi sulla sua capacità di mantenere l’equilibrio e la capacità di mettere a fuoco. (Sarkozy) Ha parlato della sua dipendenza da Cecilia, «la mia fonte di forza e il mio tallone d’Achille». Gli Usa si interessano anche del matrimonio con Carla Bruni: «Con un grande errore di calcolo nella gestione della sua immagine, Sarkozy ha strombazzato ai media la sua relazione miliardaria con l’ex top model e attuale première dame, Carla Bruni Tedeschi… I media si sono presi la vendetta raffigurando un Sarkozy volgare, insicuro, ado-

Affari turchi Nel dicembre del 2004, l’allora ambasciatore statunitense in Turchia, Eric Edelman, riporta: «Siamo stati informati da due fonti che Erdogan ha otto conti in banche svizzere». Il diplomatico aggiunge che le spiegazioni sulle origini della sua ricchezza non appaiono convincenti. In un altro cablo si sostiene che Erdogan «odia Israele». Ieri, il premier turco ha reagito con veemenza: non ho conti all’estero. «Se voi provate queste accuse – ha affermato rivolgendosi alla stampa – sono pronto a dimettermi. Ma voi fareste lo stesso?».

In marcia Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Reuters)

rante della celebrità, concentrato solo su stesso e le luci della ribalta». Nell’analisi statunitense l’unione Sarkozy-Bruni, in alcune situazioni, garantisce «un enorme vantaggio» per il presidente, vista la grande popolarità dell’ex modella. Il coniglio È il 2006, Sarkozy, all’epoca ministro dell’Interno, riceve

l’ambasciatore americano Craig Stapleton. E subito dopo chiama il figlio Louis, 9 anni, che sta giocando in un cortile. «Louis è apparso all’ingresso seguito da un cagnolino e con in braccio un grosso coniglio. (Il bimbo, ndr) per dare la mano all’ambasciatore è costretto a mettere per terra il coniglio e a quel punto il cane inizia a inseguirlo dall’ingresso fino all’ufficio di Sarkozy. La cosa ha creato lo spettacolo indi-

I conti di Erdogan Un dispaccio del 2004: «Erdogan ha 8 conti in banche svizzere... Odia Israele»

Lotta ai pirati «La società di sicurezza Blackwater non vuole fare prigionieri ma userà una forza letale contro i corsari»

I pirati Nel febbraio 2009, la società di sicurezza «Blackwater» cerca di inserirsi nella lotta ai pirati in Somalia e «arma» una nave con mitragliatrici, drone e una trentina di uomini. L’ambasciatore statunitense a Gibuti segnala: «La Blackwater non intende fare prigionieri ma userà, se necessario, una forza letale contro i corsari». La missione non è mai partita, però sulla nave – la McArthur – non sono mancati episodi da altri tempi. Il capitano, secondo una denuncia di uno dei marinai, aveva ordinato che lo «mettessero ai ferri» perché aveva osato rilasciare un’intervista a un quotidiano. Un altro membro dell’equipaggio ha rivelato di aver subito discriminazione razziale da parte dei compagni.

Guido Olimpio ©

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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DATE 2009

I documenti

I rapporti del Cavaliere con il Cremlino di Putin Politica e affari nel file dell’ambasciatore Spogli WASHINGTON — Lo stretto vincolo Putin-Berlusconi e il patto sull’energia Russia-Italia allarmano Washington. Nel gennaio del 2009 – si legge in uno dei documenti diffusi da Wikileaks - l’allora ambasciatore americano Spogli è severo nel suo giudizio e sottolinea come il presidente del Consiglio italiano apprezzi «lo stile macho e autoritario» del leader russo. Il diplomatico riferisce anche che, da tutti i colloqui avuti con fonti italiane (dal Ministero degli Esteri al Pdl), è evidente che è solo Berlusconi a decidere sulla politica verso la Russia. «L’ambasciatore della Georgia a Roma – scrive Spogli – ci ha riferito che il suo governo ritiene che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale su ogni pipeline sviluppata da Gazprom in coordinamento con l’Eni». Sempre nel cablo, gli americani sostengono che quando affrontano la questione con esponenti del Pdl la risposta è sempre la stessa: «La figura chiave è Valentino Valentini».

Guido Olimpio © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Berlusconi ammira l’autoritario Putin» office, the MFA, PM's erlocutors - in Berlusconi determines int r ou of l Al rt that r 7. (C/NF) even ENI - repo ither seeking no PdL party, and Russia single-handedly, ne confront the to on nt y ta lic luc po are re Italy's sel. Virtually all In November accepting coun is at his worst on Russia. which, inter he in en ce wh en en er s conf PM ev disastrous pres expansion, recognition of 2008, after a ribed NATO as "U.S. sc de PM e th issile defense alia, dence, and m ials did a classic en ep ind 's vo Koso I offic ns, MFA and PM of Russia, GO provocations" r. In response to our objectio rather than lf, ve se co him dan PM e ck th t du directed us to had angered no staff sheepishly asant news to him that he Contact Group e ple th un of e rs th be er liv em m de r d Poles. Even icans but othe only the Amer not t mention the Czechs an Berlusconi on , on for the Balkans its to wielding no influence ly, former VP m ber visit to Ita and FM Frattini ad an early Septem blic Russia. During ed Frattini on Italy's very pu bdued Frattini nt su Cheney confro on the Georgia conflict. A e issue, he e th unhelpful stanc he had strong opinions on m the PM. ile fro noted that, wh ived his marching orders ce nevertheless re

3. (C/NF) Mentre molti intellettuali europei di sinistra riconoscevano che - a parte il suo approccio autoritario nel governare - la Russia di Putin somigliava poco agli ideali comunisti - questo non ha dissuaso i comunisti italiani e altri politici di sinistra dall’essere apertamente pro-Russia sulla base della solidarietà ideologica. Questo, combinato con l’età avanzata dei politici italiani di alto livello (65-70) impedisce a molti dell’estrema sinistra nello spettro politico italiano di andare oltre una visione del mondo nata (e apparentemente congelata) durante la Guerra Fredda. 4. (C/NF) Durante la Guerra Fredda, gli interessi degli affari italiani hanno spesso costeggiato la linea di quel che era appropriato nel loro perseguimento del mercato sovietico. Dopo il collasso dell’Unione sovietica, l’esplosione del benessere in Russia ha creato una grande domanda di oggetti di lusso, esclusivi, dall’Italia. Dal 1998 al 2007 le esportazioni italiane in Russia crebbero del 230%, da 2,7 miliardi di euro a 9,5 miliardi. Molti degli uomini d’affari italiani iniziarono a vedere la Russia come un mercato senza limiti che potevano compensare la perdita di esportazioni in altri paesi. Questi uomini d’affari hanno mantenuto forti legami con politici di destra orientati al libero mercato, incluso il patron più in vista del business italiano: il premier Silvio Berlusconi. 5. (C/NF) (...) Nel recente passato Putin ha tenuto più incontri bilaterali con primi ministri italiani che con qualsiasi altro leader mondiale. E’ stato il primo leader a incontrare Berlusconi dopo le elezioni del 2008, andando a trovarlo in Sardegna addirittura prima che giurasse. Berlusconi crede che Putin sia suo personale amico e continua ad avere più contatti con Putin che con qualsiasi altro leader mondiale. Durante la crisi della Georgia, Berlusconi parlò con Putin quotidianamente per una settimana. La base di questa amicizia è difficile da stabilire ma molti interlocutori ci hanno detto che Berlusconi crede che Putin, un «tycoon», ha più fiducia in Berlusconi che in qualunque leader europeo (...)Berlusconi ammira lo stile macho, decisionista e autoritario del suo modo di governare(...)

«Il premier e i suoi traggono profitti personali» 6. (S/NF) I nostri contatti sia nell’opposizione di centro sinistra Pd che nel Pdl di Berlusconi hanno portato a conclusioni nefaste. Essi credono che Berlusconi e i suoi amici intimi si stiano approfittando personalmente e in maniera molto abile di molti degli accordi energetici tra l’Italia e la Russia. L’ambasciatore georgiano a Roma ci ha detto che il governo della Georgia crede che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale di profitti sui gasdotti costruiti da Gazprom insieme all’Eni. Quando solleviamo la questione della Russia con i nostri contatti nel Pdl loro di solito ci fanno il nome di Valentino Valentini, un membro del Parlamento e una specie di figura ombra che lavora come uomo chiave di Berlusconi in Russia sebbene non abbia neanche una segretaria. Valentini, che parla russo e va in Russia molte volte al mese, appare molto spesso al fianco di Berlusconi quando incontra altri leader mondiali. Non è chiaro cosa faccia a Mosca durante le sue frequenti visite ma si dice che curi gli interessi commerciali di Berlusconi nel Paese. 7. (C/NF) Tutti i nostri interlocutori — al ministero degli Esteri, nell’ufficio del premier, nel Pdl e anche nell’Eni — raccontano che Berlusconi decide la politica italiana sulla Russia da solo, senza cercare o accettare consigli. Tutti sono riluttanti ad affrontarlo anche quando sta dando il suo peggio sulla Russia. Nel novembre del 2008, dopo una conferenza

-01-26 11 :48:00 SOURCE Em bassy Rom e CLASSIFIC ATION SEC RET//NOFO RN SECRET SECTION 01 OF 05 ROM E 000097 NOFORN SIPDIS DEPT FOR

INR/I E.O. 1295 8: TAGS: PREL DECL: 01/19/2019 , SUBJECT: PGOV, ENRG, EPET ,R IT (C-RE8-026 ALY-RUSSIA RELATIO S, IT NS: THE VI 75) EW FROM ROME REF: A) 08 STATE 1343 86 B) ROM E 451 Classified By: center-left Ronald P. Spogli, A mbassador PD , for reason s 1.4 (b), (d ROME 0000 ).6. (S/NF) Contacts in 0097 002 both the op OF 005 position party and B erlusconi's that Berlusc own PdL pa on between Ita i and his cronies ar rty, however, have hi nt e ly promised B and Russia. The Geo profiting personally ed at a more nefario an us connec er rg tio ENI. Whene lusconi a percentage ian ambassador in d handsomely from many of th n. They believe R ve e energy de have usua r we raise the issue of profits from any pi ome has told us that lly pointed pe th of e lin R G es us O G si de a and the P believes Pu als veloped by us to Valent operates as tin with Gaz in speaker w Berluscon's key man o Valentini, a membe our contacts in PdL, prom in coordinatio has ho n r on Russia, meets othe travels to Russia se albeit with of parliament and so Berlusconi's own part with ve m no r y, rumored to world leaders. What ral times per month, staff or even a secr ewhat shadowy figur they e he et fr be a multilingu looking after Berlu does in Moscow du equently appears at ary. Valentini, a Rus who sian sc Ber rin al former in terpreter, cl oni's business intere g his frequent visits lusconi's side when sts is un he ose to Berlu sconi with in Russia. Our contac clear but he is wid el regard to R ussia, but ts uniformly deem Va y not a polic lentini, person.

stampa disastrosa nella quale, tra l’altro, il premier ha descritto l’allargamento della Nato, il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo e lo scudo missilistico come «provocazioni americane» alla Russia, i funzionari del governo italiano hanno messo la testa sotto la sabbia. In risposta alle nostre obiezioni il ministero degli Affari Esteri e lo staff del primo ministro ci hanno mandato direttamente dal premier, invece che portagli la cattiva notizia che le sue parole avevano contrariato non solo gli americani ma anche gli altri membri del gruppo di contatto per i Balcani, per non menzionare i Cechi e i Polacchi. Anche il ministro degli Esteri Frattini ammette di non esercitare alcuna influenza su Berlusconi sulla Russia.

Soldi Lo stralcio in cui l’ambasciatore georgiano a Roma riferisce di credere che Putin abbia promesso a Berlusconi profitti sui gasdotti costruiti da Gazprom insieme all’Eni.

Unico Sopra lo stralcio del testo in cui Spogli riporta le lamentele su Berlusconi che non accetta alcun consiglio riguardo alla politica estera con la Russia, anche il ministro Frattini ammette davanti al vicepresidente Cheney di non avere alcuna voce in capitolo sulla Russia

«Frattini è visto dai più solo come messaggero» 8. (C/NF) Berlusconi tratta la politica russa come tratta gli affari interni italiani - tatticamente e giorno per giorno. Il suo desiderio più impellente è di rimanere nelle grazie di Putin e ha spesso dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli erano state passate direttamente da Putin. Un esempio: nei giorni successivi alla crisi della Georgia, Berlusconi ha cominciato a dire che la Georgia era l’aggressore e che il governo della Georgia era responsabile per la morte di centinaia di civili nell’Ossezia del Sud. 9. (C/NF) Capire chi potrebbe avere qualche influenza sulla politica di Berlusconi in Russia non è un compito facile. Una cosa comunque è certa - non le istituzioni di politica estera del governo italiano. Frattini è visto dai più come il messaggero di Berlusconi per quanto riguarda la Russia, infatti si è definito tale con il vicepresidente Cheney durante la sua visita a Roma nel settembre del 2008.

8. (C/NF) D is as he does tressingly, Berluscon and day-to his domestic political i treats Russia policy -d affairs - ta ctically His overwhe ay. graces, an lming desire is to rem d he has fr ai n in Putin's good equently vo declarations ic Putin. One that have been pass ed opinions and such exam ed to him di crisis, Berlu ple: in the rectly by af Georgia wassconi began (and cont termath of the Georg ia in th ue e s) ag to gres in responsibl e for severa sor and that the GO sist that G was Ossetia. l hundred ci vilian deaths in South No Institutio nal Leader ship on Rus sia

Sforzi Nello stralcio qui sopra si racconta degli sforzi compiuti da Berlusconi per entrare nelle grazie di Putin diventando il portavoce delle istanze russe nella Ue

«Il bisogno di energia che crea dipendenza» 10. (C/NF) Nel 2008 il ministero degli Affari Esteri ha cercato di produrre una strategia di politica estera per il governo italiano. In un paper intitolato «Rapporto 2020» il ministero degli Affari Esteri sottolineava il bisogno di cercare «una relazione privilegiata» con Mosca per sopperire a una preoccupazione crescente: quella dell’energia 15. (C/NF) L’Italia non è sicuramente ignara dei pericoli insiti nella sua dipendenza dalla Russia e sta facendo quello che può per evitare di aumentare la quantità di energia che prende dalla Russia. Non appena tornato al potere Berlusconi annunciò il ritorno al nucleare. Ma il progetto richiederà grandi spese, un impegno di lungo termine e la soluzione di alcuni problemi ambientali. 16. (C/NF) La combinazione di simpatia, dipendenza dall’energia, mancanza di influenza istituzionale e la relazione personale tra Putin e Berlusconi forniscono alla Russia un alleato affidabile, disponibile a lavorare all’interno della Ue in favore della Russia. Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Primo Piano

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

I documenti

Energia e accordi, i sospetti degli americani I dossier dei diplomatici Usa analizzano la rete di alleanze tra Roma e Mosca WASHINGTON — Frustrazione e irritazione per essere «tenuti all’oscuro» o informati a cose fatte. Da un secondo cablo — reso noto da Wikileaks — la diplomazia americana raccoglie i commenti dei funzionari italiani davanti alle iniziative individuali di Silvio Berlusconi nel rapporto speciale con Mosca. Di fatto l’ambasciata italiana era l’ultima a sapere perché c’era una «linea diretta» tra i due leader. In un documento si cita anche il caso del rappresentante dell’Eni a Mosca, Ernesto Ferlenghi che, nonostante i buoni rapporti con gli americani, ad un certo punto rifiuta un incontro. Questo documento, come un altro scritto dall’allora ambasciatore statunitense Spogli (era il 2009), è stato pubblicato dal sito del New York Times. Sul quotidiano britannico The Guardian compaiono invece rivelazioni tratte da Wikileaks su corruzione, rapporto mafia russa e potere, servizi segreti. In-

«Quel legame diretto tra i due leader»

teressante il file legato al caso Litvinienko, l’ex agente ucciso con il polonio a Londra. Daniel Fried, nel 2006 assistente del segretario di Stato Usa, incontra il consigliere diplomatico del presidente francese Chirac, Gourdault-Montagne. Per l’americano l’eliminazione di Litvinienko ha avuto il via libera di Vladimir Putin. Il suo interlocutore, invece, assume una «posizione difensiva» e tende ad escludere la responsabilità del Cremlino. Piuttosto pensa all’azione di «elementi criminali», forse nell’ambito di una guerra tra servizi. Fried replica che tali gruppi criminali non avrebbero potuto agire «senza l’approvazione di Putin stesso, tantomeno in Gran Bretagna». In un terzo documento si parla, infine, dei rapporti tra grandi organizzazioni mafiose russe e il settore dell’energia.

Contatti Qui sotto due cable confidenziali: sul rapporto tra Berlusconi e Putin; sui contatti tra Eni, Russia e Turchia. A destra, i file sul caso Litvinenko

G.O. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Controllano patrimoni nelle rispettive economie» (C/NF) MOSCOW 00000266 002 OF 002 Sui temi più importanti sembra che le relazioni economiche tra Russia e Italia siano condotte in prima persona dai due premier che hanno una linea diretta tra loro e controllano allo stesso tempo alcuni dei più grandi patrimoni delle loro rispettive economie. A qualsiasi scopo siano dirette le loro attività, è molto probabile che i due non si stiano basando soltanto su calcoli commerciali o di mero profitto. Come il nostro stesso contatto ha riconosciuto -- «sembra che ogni cosa che avviene ai livelli più bassi sia soltanto per puro spettacolo». Beyrle

Report A destra, il report al Dipartimento di Stato americano sulla linea diretta tra Putin e Berlusconi e su come i due controllino in prima persona, escludendo quindi i collaboratori, i più grandi patrimoni delle rispettive economie. Il documento è classificato come confidenziale e da non far vedere a persone straniere

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«Gli scambi azionari tra Gazprom, Eni ed Enel e la divisione degli assets della Yukos» (C/NF) --- ha detto che l’ambasciata italiana sta organizzando una visita di una delegazione per il commercio e l’investimento nella città di Novy Urengoi, nella regione di Yamal, il luogo che è stato prescelto dalla Severenergia, una joint-venture tra Gazprom, l’Eni, l’E-

nel. Gazprom ha comprato un pacchetto d’azioni di Severenergia dall’Eni e dall’Enel, che hanno permesso a Severenergia di acquisire alcune delle proprietà della ex compagnia petrolifera Yukos durante l’asta per la bancarotta.

(C/NF) --- (protetto) il 4 febbraio, durante un pranzo, ci ha detto che l’ambasciata e il ministro degli Esteri spesso vengono a sapere di rimando di conversazioni tra Putin e Berlusconi. --- ci ha espresso la sua frustrazione sulla «linea diretta» del Primo ministro che spesso lascia l’ambasciata all’oscuro. Il ministro degli Esteri e l’ambasciata vengono informati di un’azione da intraprendere senza essere messi a conoscenza del retroscena, l’unica cosa che viene loro detta è che Putin e Berlusconi si sono messi d’accordo sulla tal questione. --- ha spiegato che mentre questa relazione così stretta non è ideale dal punto di vista della burocrazia può essere a volte utile. Ha citato il caso della vendita a Gazprom da parte di Eni del suo 20% di azioni della Gazpromneft. Ha detto che Gazprom voleva pagare meno del prezzo di mercato ma che alla fine ha cambiato idea dopo che Berlusconi aveva fatto pressioni su Putin.

Il caso Litvinenko e le ombre su Putin

«South Stream e Samsun-Ceyhan»

Dan Fried (assistente segretario di Stato) nel suo incontro col consigliere diplomatico di Chirac Maurice Gourdault-Montagne si è focalizzato sulla Russia, con la Francia in una posizione difensiva. Fried ha commentato che la tendenza a breve termine in Russia è negativa, annotando le crescenti indicazioni che l’indagine britannica sull’uccisione di Litvinenko potrebbe ben indicare un qualche coinvolgimento russo. MGM ha richiamato l’attenzione sulla dichiarazione di Chirac per incoraggiare i russi a cooperare nell’inchiesta. Si è chiesto ad alta voce chi potesse aver dato l’ordine, ma speculava che l’omicidio probabilmente coinvolgeva una resa dei conti fra servizi piuttosto che un ordine diretto dal Cremlino. Fried, facendo notare l’attenzione di Putin ai dettagli, aveva dubitato che elementi dei servizi segreti potessero operare, soprattutto in Gran Bretagna, senza che Putin ne fosse a conoscenza. Descrivendo l’attuale atmosfera come strana, descriveva la Russia come sempre più fiduciosa di sé, al punto di sfiorare l’arroganza. Il direttore della radio indipendente Eco di Mosca, Aleksandr Venediktov, come molti altri, legava l’uccisione di Litvinenko con quella della Politkovskaja. Venediktov legava entrambi i delitti a elmenti in pensione dell’ex Kgb o agenti dell’intelligence militare controllati da forze o dentro o fuori dal Cremlino. Putin, secondo Venediktov, è ben cosciente del gioco, ma non è in grado di fermarlo, in parte perché non è sicuro sui responsabili. Venediktov condivide l’opinione che Putin tiene in conto la sua reputazione in Occidente, e che sabotarla è un modo per fargli riconsiderare la sua decisione di lasciare il Cremlino nel 2008.

4. (C/NF) –––– ha rilevato che l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni e «noi» (presumibilmente il governo italiano) sono in costante contatto con il vicepremier russo e «zar dell’energia» Igor Sechin. –––– osserva che ultimamente le discussioni vertono su un legame d’affare tra South Stream e il progetto Samsun-Ceyhan, il gasdotto turco di cui L’Eni è partner operativo. Ha spiegato che l’Eni e il suo partner turco (che ha detto essere il genero del premier turco Erdogan) necessita del petrolio russo per trasformare in realtà Samsun-Ceyhan, mentre Gazprom ha bisogno della cooperazione turca per procedere con South Stream.

--------------Stay Make Putin ------------

e or tions to roguforces two assassina pegged the nce agents controlled by thought, is tov dik ne Ve ) tov ige ell dik 3. (C p it; . Putin, Vene or military int retired FSB or without the Kremlin d, but is powerless to sto either within the game being playe om to hold responsible. Putin of well aware use he is not certain whrally-held view here that one in part becasubscribed to the gene d that sabotaging it is lin in Venediktov putation in the West, an cision to leave the Krem values his re g him reconsider his de path to havin 2008.

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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Primo Piano

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Crisi Il Cavaliere

Se sui temi seri che riguardano i cittadini si trovasse una soluzione forse migliorerebbe la politica del nostro Paese Gianni Letta

«Vado avanti, no alle manovre di palazzo» Berlusconi: fiducia ampia o voto. Casini: da noi mozione anti premier. Vertice con Fini e Rutelli ROMA — Continua, giorno dopo giorno, la sua strategia d’attacco. Avverte: «Senza una fiducia forte si va al voto». Denuncia le «manovre di palazzo altrui». E annuncia un’offensiva in Rete: news su iPhone e iPad. Insomma, è un Silvio Berlusconi che non sembra credere più di tanto al dialogo, alla possibilità di riaprire la strada ad una trattativa con finiani e Udc. Proprio nel giorno in cui Gianni Letta tesse le lodi delle soluzioni bipartisan: «Se, sui temi seri che riguardano i nostri cittadini, si discutesse e si trovasse una soluzione al di là degli schieramenti, forse migliorerebbe la politica del nostro Paese e ci guadagnerebbero i cittadini». Ma il Cavaliere, quando invia messaggi sui siti dei suoi

fans, è sempre all’attacco. E anche questa volta non si smentisce con www.forzasilvio.it, in vista del voto di fiducia del 14 dicembre: «Noi siamo "il governo del fare". Lo abbiamo dimostrato anche in queste ultime difficili settimane, lavorando per portare a compimento i cinque punti di programma sui quali abbiamo avuto la fiducia alla fine di settembre, conseguendo importanti successi in politica estera, intervenendo, tra mille difficoltà, per risolvere la nuova emergenza rifiuti di Napoli, approvando alla Camera la riforma dell’Università: lasciamo agli altri le manovre e gli agguati di Palazzo». Che sarebbero quelli di Udc e Fli. «O ci sarà una maggioranza forte e consistente — ribadisce — o si andrà a votare».

Ma il Cavaliere già si prepara alla possibile campagna elettorale promuovendo un’offensiva comunicativa sull’attività dell’esecutivo che utilizzerà anche le «armi» di Facebook, iPad e cellulare: trasmetterà in rete

Vincino

«le news del governo del fare», scaricabili gratuitamente online, per avere ogni giorno informazioni, commenti e notizie sull’attività di governo. Sul fronte centrista però si sta già preparando la con-

troffensiva. Pier Ferdinando Casini si è visto ieri con i suoi parlamentari che gli hanno dato ampio mandato per presentare la mozione di sfiducia contro il governo: «Una strada obbligata», dice il leader dell’Udc, ricordando che il suo gruppo ha già votato 37 volte contro la tenuta del governo. E spiega che l’idea è quella di creare «un’area di responsabilità», insieme al terzo polo in costruzione. Tant’è vero che oggi si incontrerà con Gianfranco Fini (Fli) e Francesco Rutelli (Api) proprio per parlare di una possibile mozione di sfiducia comune. E ieri sera al Tg2 il coordinatore del partito Adolfo Urso avvertiva che le possibilità di un accordo sono a portata di mano: «Se nulla accade, e temo che nulla accadrà, pre-

senteremo verosimilmente una mozione di sfiducia perché vogliamo imprimere una svolta nel governo». Certo, insiste Casini, «se Berlusconi si dimettesse prima del voto di sfiducia, sarebbe un gesto che apprezzerei molto».

Roberto Zuccolini

La celebrazione

Ricordo di Almirante Senza l’erede

«Almirante l’Arcitaliano», documentario di Massimo Magliaro, ha riunito ieri sera a Roma i big della vecchia An: La Russa, Gasparri, Alemanno (nella foto con donna Assunta e il ministro Bondi). Non c’era l’«erede» del leader msi, Gianfranco Fini.

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La Nota di Massimo Franco

Il terzo polo cerca di rendere inevitabile la crisi di governo

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Un viaggio in un istante

al modo in cui evoca ed esorcizza «agguati e manovre di Palazzo», si intuisce che Silvio Berlusconi li vede; e soprattutto li teme. Il premier ha paura di ritrovarsi il 14 dicembre senza più maggioranza; e di dovere affrontare quel «partito trasversale della paura» che premerà per evitare a qualunque costo elezioni anticipate. Pier Ferdinando Casini si candida a regista dell’operazione, anticipando che presenterà una mozione di sfiducia insieme al Fli di Gianfranco Fini ed all’Api di Francesco Rutelli: l’aspirante «terzo polo» che si riunirà oggi. Vuole fare «di tutto per non andare alle urne e perché ci sia un governo serio». Ed evoca l’emergenza economica europea come la vera ragione per scongiurare la fine della legislatura. Ma riuscire a indurre alle dimissioni l’attuale presidente del Consiglio appare altamente improbabile. L’idea di «una sorpresa», come viene definita la possibilità che nasca in Parlamento una maggioranza non appena il governo Berlusconi entra in crisi, è suggestiva e insieme prevista: al punto che Pdl e Lega stanno preparando le contromisure. La stessa decisione di chiudere per una settimana il Parlamento, dal 6 al 13 dicembre, sembra rispondere alla voglia di eliminare altri incidenti e sospendere la guerra di logoramento nel centrodestra. Con quali esiti, tuttavia, rimane poco chiaro. Il premier e Umberto Bossi ripetono come un mantra che il 14 il governo riavrà la fiducia. E da allora Premier e Lega si inizierà una fase due destinata, probabilmente, a portare il Paese alle eleinsistono: dopo zioni. Può sembrare contraddittorio, questo esecutivo perché chi riceve il mandato parlamentare per andare avanti non dosolo le elezioni vrebbe invocare il ricorso alle urne. anticipate Ma Berlusconi e la Lega vogliono non solo contare i voti ma anche «pesarli» politicamente. Si tratta di capire se saranno un segnale di «via libera» o una trappola. Tranne che nella Lega, si indovinano esitazioni trasversali. A preoccupare è la prospettiva di un’opinione pubblica irritata dal ricorso al voto anticipato, e attirata dall’astensionismo. Per questo palazzo Chigi preannuncia una «campagna di verità» su quanto il «governo del fare» ha realizzato. In previsione di una rottura, cerca di cancellare l’immagine di una coalizione immobile e litigiosa, trasmessa dall’inizio dell’estate in poi. Lo stesso messaggio di stima per il Cavaliere, ricevuto dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, è usato per attenuare l’imbarazzo: quel rapporto troppo stretto col presidente russo Vladimir Putin, poco apprezzato oltre Atlantico ed ufficializzato alle rivelazioni di Wikileaks. Sono i contorni di un’operazione che tiene d’occhio il 14 dicembre, ma anche la campagna elettorale. Si vuole dare la sensazione della continuità spezzata da alleati infidi; e di un controllo sui conti pubblici da parte del governo che la speculazione internazionale potrebbe mettere in tensione. Comunque il destino dell’Italia, avverte il presidente del Senato, Renato Schifani, presentando un libro PhotoAnsa sul Mediterraneo, è in mano alla Bce, più che agli istituti di emissione nazionali. La vera «sorpresa», insomma, potrebbe essere dettata dagli imperativi economici più che dalla sfiducia ufficializzata ieri da Casini.

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Primo Piano

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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E’ scandaloso che la Camera la settimana prossima non lavori in un momento di crisi economica come questo Antonio Di Pietro

Il caso La protesta dell’opposizione: uno schiaffo a chi lavora

Sicurezza, trattativa Pdl-finiani A Montecitorio stop fino al 13 La decisione presa per evitare «incidenti» prima del discorso del Cavaliere Dialogo tra (ex) alleati Italo Bocchino con il ministro Roberto Maroni ieri alla Camera. Sotto, il capogruppo di Fli accarezza il ministro Gelmini che parla con gli altri finiani Granata e Menia

ROMA — Per evitare altri incidenti parlamentari, la maggioranza ha chiesto di interrompere i lavori della Camera fino al 13 dicembre, il giorno in cui è previsto il discorso di Silvio Berlusconi in vista del voto sulla mozione di sfiducia calendarizzato per il 14 a mezzogiorno. Così, quando mancano ancora 12 giorni al d-day, Fabrizio Cicchitto (Pdl) annuncia che «è meglio non affrontare questioni delicate in Aula». Ma davanti alla decisione della conferenza dei capigruppo di con-

gelare le sedute Antonio Di Pietro alza la voce più degli altri e parla di «schiaffo a chi lavora». Il Senato, invece, è chiamato a una settimana di superlavoro con la legge di stabilità (la finanziaria) che dovrebbe essere votata entro l’8 dicembre. Eppure la richiesta della maggioranza di votare prima del 14 anche la riforma Gelmini ha già scatenato la capogruppo Anna Finocchiaro (Pd) che minaccia di «far saltare il calendario sulla legge di stabilità» se il governo insiste con l’accelerazione sull’università. Ieri, comunque, alla Camera si è avuta la dimostrazione plastica che lo stop ai lavori chiesto da Cicchitto sia vero ossigeno per l’asse Pdl-Lega. Sul ddl di conversione del decreto legge sicurezza, il testo sponsorizzato dal ministro Maroni, la maggioranza ha rischiato di cadere sull’articolo 8, quello sui «sindaci sceriffo». Pd, Idv, Udc, Api e Fli stavano per infilzare la maggioranza quando il presentatore di uno degli emendamenti soppressivi, il finiano Silvano Moffa, ha teso la mano alla maggioranza offrendo una sospensione dei lavori

per un approfondimento della questione. Tutti hanno pensato a un colpo d’ala delle colombe di Fli, di cui Moffa è autorevole esponente, in contrasto con i falchi guidati dai Briguglio e dai Granata. Invece erano tutti d’accordo sulla mossa tattica: Giorgio Conte ha usato parole durissime contro la norma che avrebbe sminuito la figura dei prefetti sottoponendola ai «sindaci sceriffo», annunciando il voto con le opposizioni. Ma Moffa ha fatto un rapido dietro-

Rischi Ieri la maggioranza ha rischiato di cadere sui «sindaci sceriffo». Poi c’è stata la mediazione front e, a quel punto, anche l’Udc è stata al gioco votando la sospensione. Dopo la rapida riscrittura della norma (che meglio specifica l’autonomia dei prefetti nel disporre l’impiego delle forze di polizia) è dunque scoppiata la pace nella maggioranza.

Invece nel comitato per il controllo dei servizi segreti non c’è pace. Il presidente Massimo D’Alema chiede di nuovo che Silvio Berlusconi riferisca sulle misure di sicurezza che regolano le sue giornate ma il Pdl continua a fare muro e, anzi, con Gaetano Quagliariello propone che il Copasir non venga convocato fino al 14 dicembre. «Valuterò», fa sapere D’Alema. Invece ai famigliari delle vittime delle stragi che chiedono la rimodulazione del segreto di Stato, con un appello sottoscritto da 40 mila persone, D’Alema ha dato una prima risposta: «In Italia ci sono 108 archivi segreti inaccessibili e labirintici sparsi in varie sedi dei servizi. Le carte, dopo una selezione, dovrebbero finire al Dis e poi quelle vecchie di 40 anni all’Archivio di Stato...». Ma è ancora scarsa la collaborazione di Aisi e Aise.

Dino Martirano © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL COMMENTO di Andrea Balzanetti nelle Idee&opinioni

I numeri Sotto osservazione 4 futuristi e i 6 radicali

Sfida chiave alla Camera Tra incerti e battitori liberi in gioco una decina di voti ROMA — L’unica cosa certa è che si vota il 14 dicembre. Per il resto, la sorte delle mozioni di sfiducia, e dunque del governo, è appesa a una serie di variabili che si intrecciano in maniera imponderabile, rendendo complicata ogni previsione e incerto ogni numero: crisi economica, tenuta di Futuro e libertà, compattezza del nascente Terzo Polo, cambi di casacche, campagna acquisti e, dulcis in fundo, nuove rivelazioni di Wikileaks. La partita si gioca alla Camera, visto che al Senato la maggioranza di Silvio Berlusconi non dovrebbe avere problemi. A Montecitorio si fronteggiano due blocchi: da una parte Lega e Pdl (294 deputati), dall’altra Pd e Idv (230). A spalleggiare l’esecutivo attuale ci sono gli undici deputati di Noi Sud e Pid (i Popolari per l’Italia di Domani), oltre a Francesco Pionati, Francesco Nucara, Bruno Cesario. In tutto 308 dati per «sicuri» mentre il quorum è 316. Determinante sarà quindi l’atteggiamento del nascente Terzo Polo, composto da cinque partiti: Fli, Udc, Api, Mpa e Liberaldemocratici. Che sembrano orientati, ma c’è anche chi frena, a presentare una comune mozione di sfiducia, accanto a quella Pd-Idv. Ma una decina almeno di incerti e «cani sciolti» rischiano di risultare determinanti. Per Nucara, la data cruciale è lunedì: «Se l’Ecofin dovesse avvertire l’Italia che ci sono rischi per la stabilità del Paese, qualcuno ci potrebbe ripensare. Penso a Pier Ferdinando Casini». Che però, dopo aver riunito i suoi, ha annunciato che presenterà una mozione di sfiducia. Il leader

Udc assicura la compattezza dei suoi: «Non ci saranno defezioni, saremo al 100 per cento: quando si vota l’atto più importante del governo, non si può far finta di ammalarsi». Oggi è previsto un incontro tra Casini, Fini e Rutelli per decidere sulla mozione di sfiducia. Non è un mistero, però, che un gruppetto di deputati sia poco propenso a votarla. I pasdaran, come Fabio Granata, hanno già minacciato espulsioni in caso di dissociazione. Cosa faranno i dialoganti Roberto Menia, Giuseppe Consolo, Catia Polidori e Silvano

Moffa? Menia: «Prenderemo una decisione insieme e la seguiremo tutti. Basta con il giochetto dei buoni e cattivi». Consolo è aperturista: «Siam tra coloro che son sospesi». E non dà per scontato il voto favorevole alla mozione: «Valuteremo cosa dice Berlusconi in aula: se fa un discorso serio e costruttivo, come credo, o se ci chiamerà traditori. Noi stiamo qui con la fede: io ho la febbre e sono in Aula, a combattere». Tra le assenze possibili, non diplomatiche, quella di un’altra finiana, Giulia Cosenza, che aspetta un figlio. Sarà presente di sicuro, invece,

Con la maggioranza

Incerti

Verso il sì alla sfiducia

A fianco, il repubblicano Francesco Nucara

A fianco Rita Bernardini: i radicali sono incerti

Paolo Guzzanti ha firmato la mozione

Sopra, Giuseppe Angeli: è passato da Fli al Pdl

Massimo Calearo sembra orientato verso il sostegno

Per Sigfried Brugger l’Svp si asterrà o voterà contro

I Pid (foto, Pippo Gianni) daranno il loro sostegno

Consolo (Fli): «Siam tra coloro che son sospesi»

Fabio Granata (Fli) è tra chi appoggia la sfiducia

Massimo Calearo, prima nel gruppo Pd, poi Api e ora nel Misto: «Che farò? Deciderò al secondo giro, voglio prima vedere cosa fanno gli altri». La sua posizione, però, pare piuttosto chiara: «Mi viene da ridere quando sento che in casa nostra si parla del premier solo per le donne. Poi ascolto la Clinton e dice una cosa molto diversa. Noi siamo a rischio Portogallo, non possiamo parlare solo dei problemi di una persona. L’Italia che soffre pensa al lavoro e alla cassa integrazione». Come finirà? «A parte quelli che avranno crisi intestinali e quelli che hanno paura di andare a casa, c’è da pensare al bene comune. Non sarà una passeggiata, ma neanche una débacle». I due esponenti della Svp probabilmente si asterranno, come conferma Siegfried Brugger: «Non vedo possibile un voto a favore. Restiamo fuori dai giochi, come sempre: o astensione o voto contrario». Più inquieti i tre Liberaldemocratici. Daniela Melchiorre: «Decideremo insieme al terzo polo moderato». Italo Tanoni: «A oggi mi sembra che non ci siano incertezze per una nostra mozione di sfiducia. Berlusconi? Non ho motivo di parlare con lui: ho già detto "no grazie" in passato. E comunque, secondo me non arriva a 310 voti». Più favorevole al governo il terzo, Maurizio Grassano, anche se Tanoni assicura: «Non voleva votare una mozione del Pd, ma se presentiamo la nostra voterà con noi». Infine i radicali. Marco Pannella non ha escluso il voto a favore del governo e oggi una delegazione radicale incontrerà Ignazio La Russa. Rita Bernardini: «Vedremo, noi siamo per il dialogo: è l’essenza della democrazia, mica è solo mercimonio. A noi interessa parlare. Del resto se Pannella parlava con Almirante, non vedo perché ora non dovremmo parlare con La Russa». Forse qualche elettore del Pd, partito nel quale siete stati eletti, rimarrebbe deluso: «Anche noi siamo delusi dal Pd: ci considera marginale ed è preso da altri problemi, che non coincidono con quelli del Paese».

Alessandro Trocino © RIPRODUZIONE RISERVATA

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10 Primo Piano

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Crisi Gli scenari

Chiediamo un nuovo programma per affrontare la crisi economica e una nuova legge elettorale Adolfo Urso

Il Pdl si prepara a gestire la «fase due»

la bussola

della crisi

Il leader udc blinda i suoi e costringe i finiani a schierarsi ROMA — L’unico segnale di tregua è la decisione comune dei capigruppo di chiudere Montecitorio fino al 13 dicembre. Ma per il resto, la giornata di ieri ha segnato un altro passo avanti in quella guerra di posizione e di trincea che porterà, a meno di improbabili colpi di scena, allo showdown del 14 dicembre. E dunque alla conta decisiva. Quella che ormai sembra sfumare è l’ipotesi di una trattativa alla luce del sole che porti ad un accordo prima del voto: «Fino al 14 — spiega un ministro — tutti rimarremo sulle nostre posizioni: noi diremo "o maggioranza forte o voto" e lavoreremo per conquistare voti alla Camera, loro induriranno i toni e presenteranno assieme la mozione di sfiducia». Ma alle Camere, il consiglio che i berlusconiani stanno dando al loro leader è di non «fornire alcun pretesto per la rottura, non dobbiamo ricompattare gli indecisi dando ai finiani dei "traditori"...». Se poi l’invito alla responsabilità che Berlusconi lancerà si trasformerà in una qualche apertura alle richieste dei finiani — che come spiega Adolfo Urso restano quelle di Bastia Umbra, un «nuovo programma per affrontare la crisi economica e una nuova legge elettorale» — lo si vedrà solo all’ultimo

Verdini (Pdl)

«Il Tg1 deve essere berlusconiano» MILANO — «Difendo Minzolini. Il Tg1 deve essere berlusconiano»: lo ha dichiarato il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, a Un giorno da pecora. «È uno scandalo: qualunque canale e qualunque trasmissione sono antiberlusconiani — ha detto Verdini —. Quindi se qualcuno è filoberlusconiano, ben venga. Qualcuno deve pur farlo». Il coordinatore ha anche sostenuto che «oltre al telegiornale della prima rete, l’unico contenitore favorevole al governo è quello condotto da Emilio Fede». E il giudizio di Verdini sui talk show politici e sui programmi come Annozero e Vieni via con me è netto: «La noia è la caratteristica di tutte le trasmissioni che parlano male di Berlusconi».

Opposizioni Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini ieri alla Camera

momento. In quel caso, il Fli potrebbe anche astenersi, o non partecipare al voto, ma solo «per aprire alla fase due», come dice Pasquale Viespoli. Che prevede le dimissioni del premier e un nuovo governo, magari allargato all’Udc. Ed è appunto proprio l’Udc il partito che ieri ha compiuto la mossa più importante della giornata. Casini — che nel Pdl consideravano pronto a concedere qualche defezione tra i suoi per permettere a Berlusco-

ni di ottenere una fiducia risicata — se mai ha avuto in mente questo gioco, ora ha deciso di cambiarlo. Annunciando infatti la presentazione di una mozione di sfiducia, spiegando che chiunque dei suoi non si presentasse al voto «sarebbe espulso», e dicendosi, riservatamente, certo che alla fine «alle elezioni anticipate non si andrà» — e che anche in quel caso per lui cambierebbe poco perché i suoi li riporterebbe tutti in Parlamento con gli interessi — il leader cen-

Consigli I berlusconiani al leader: non dare pretesti per la rottura

Ipotesi Se Berlusconi sarà sconfitto è difficile ipotizzare un «bis»

di Paola Di Caro

trista si rimette al centro dei giochi e costringe un Fli ancora in difficoltà a seguirlo. Sì, perché tra i finiani resiste un’area recalcitrante a votare la sfiducia, che forse avrebbe avuto bisogno di più tempo per decidere il da farsi. Ma con l’annuncio di Casini (che per presentare la mozione ha bisogno di 63 firme, e quindi dell’apporto del Fli), costringe i futuristi ad accodarsi per non restare nella terra di nessuno e a rischiare di perdere qualche pezzo e di finire sconfitti nella partita, se Berlusconi alla fine ottenesse la fiducia. Timori che Italo Bocchino esorcizza: «Da qui al 13 manca tanto, tutto può succedere...». Ma gli scenari per il dopo 14 dicembre, dicono tutti, sono ormai solo due: se Berlusconi otterrà la fiducia anche con un governo di minoranza, a lui resterà il pallino o per rilanciare il suo governo o per portare lui, da premier, il Paese alle elezioni. Se sarà sconfitto, sarà più difficile un Berlusconi bis e si aprirebbe qualche possibilità per formare un altro governo. Scenario che Fini e Casini auspicano, ma che non dipenderebbe da loro: «Chi deciderà come finirà — dice un finiano — saranno due signori: Berlusconi e Napolitano».

Paola Di Caro

Con l’annuncio della presentazione della mozione di sfiducia dell’Udc si fa, per dirla con Bersani, «chiarezza» sulla crisi

◗ Trattative in stallo La mossa di Casini, che oggi incontrerà Fini e Rutelli, spinge Fli a formalizzare una sfiducia al governo finora solo annunciata. È il segnale che, fino al dopo 14 dicembre, molto difficilmente si potrà intavolare una trattativa per un Berlusconi bis o per una tregua che rimandi il redde rationem

◗ Conta drammatica A meno di mosse dell’ultima ora di Berlusconi — che resta fermo nel no a «manovre di palazzo» e nell’aut aut «o questo governo o il voto» — l’esito della legislatura si deciderà sulla base di pochi numeri. Quelli che alla Camera potrebbero concedere al premier una fiducia piena, un governo di minoranza o decretarne la fine

◗ L’altro governo Se Berlusconi ce la farà, potrà cercare un’intesa con Fli e Udc da una posizione di forza. Altrimenti, tornerebbe l’ipotesi di un governo di responsabilità alternativo al voto

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Primo Piano 11

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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Le istituzioni Il Colle

Il Quirinale al Csm «Serve più cautela nel difendere i pm»

Il sondaggio

Fioroni scuote il Pd «Tra le partite Iva neanche il 20% voterebbe per noi»

ciatura all’«istituto», ma il suggerimento a utilizzarlo con serenità e responsabilità, oltre lo spirito di difesa corporativa, dato il «delicatissimo» momento. Perché — si sottolinea — il Csm deve «svolgere esclusivamente le alte funzioni attribuitegli dalla Costituzione». Astenendosi quindi da iniziative che possano avere un’impronta politica e che in quanto tali «alimentano polemiche dannose per le istituzioni». Una linea largamente lodata dal Pdl. Fabrizio Cicchitto ha parlato di «considerazioni molto ragionevoli».

ROMA — Appena il 19,4 per cento. Tanto raccoglie il Pd tra i lavoratori autonomi, secondo il sondaggio di Key Research presentato in un incontro promosso dall’associazione «Liberi dai forti», con Enrico Gasparra, Beppe Fioroni, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini. Un dato impietoso, specie se confrontato con quello del Pdl: è pronto a ridare fiducia a Silvio Berlusconi il 31,5% degli intervistati. Una lontananza del mondo delle partite Iva dal Pd che secondo Fioroni è motivata dall’assenza di scelte chiare da parte del partito guidato da Pier Luigi Bersani: «C’è l’idea di un Pd di parte, che si preoccupa solo di fare contento un sindacato o i lavoratori: serve un nuovo patto con l’Italia profonda e laboriosa. Prima di pensare alle alleanze elettorali dobbiamo pensare a con quale parte dell’Italia allearci». Raffaele Bonanni ha sottolineato come la Cisl sia «contraria a chi propone lo schema «lavoratori da una parte e imprese dall’altra». Quando è nato il Pd — ha aggiunto — ho guardato con molta simpatia al progetto che metteva insieme le due culture, cattolica e socialista» e Walter Veltroni da segretario. E racconta di avere sempre consigliato di «guardare alle piccole e medie imprese, e ai lavoratori».

Marzio Breda

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«Troppe pratiche a tutela». Il Pdl applaude ROMA — Uno strumento del quale — secondo alcuni — negli ultimi anni si è abusato, inflazionandolo. Un «istituto» cui la magistratura è spesso ricorsa anche per casi piuttosto generici, in risposta a quelli che si potrebbero definire rumori di fondo più che accuse mirate a singole persone. Un mezzo di difesa che in qualche circostanza si è rivelato motore di nuove polemiche. Sono questi gli snodi critici delle cosiddette «pratiche a tutela», sulle quali il presidente della Repubblica ha lanciato ieri un richiamo affinché siano rispettati limiti istituzionali e sobrietà da parte del Csm. Lo ha fatto con una lettera inviata al suo vice a Palazzo dei Marescialli, Michele Vietti, in replica alla nota indirizzatagli da alcuni consiglieri laici espressione della maggioranza (Marini, Brigandì, Palumbo, Romano e Zanon) che, manifestando «vivo sconcerto», avevano chiesto un suo intervento il 9 novembre scorso. Quel giorno i giornali riferirono di una spaccatura nell’organo di

autogoverno dei giudici a proposito di una pratica a tutela per Fabio De Pasquale, pm nel processo Mills che vede Berlusconi imputato e che era stato oggetto di pesanti insulti («famigerato») da parte del premier il 3 ottobre durante una festa del Pdl, nella quale le toghe furono definite una «associazione a delinquere». La pratica per De Pasquale, chiesta dai consiglieri togati, era stata invece aspramente contestata dai laici eletti dal centrodestra.

La polemica Il caso originato dagli attacchi di Berlusconi a De Pasquale, pm del processo Mills La contestazione Dopo l’avvio della pratica a tutela del magistrato, la protesta dei laici del centrodestra al Csm

Scrive ora Giorgio Napolitano, esprimendo il proprio allarme: «In una delicatissima fase della vita istituzionale, la mia responsabilità di capo dello Stato deve prevalere rispetto a interventi su questioni che riguardano la dialettica interna al Consiglio. Mi appello perciò al senso di responsabilità di tutti invitando al riserbo, ad evitare il verificarsi di situazioni che possono creare inopportune tensioni». Temi «delicati e complessi», spiega il presidente, quelli «delle pratiche a tutela e delle anticipazioni di stampa su procedure consiliari non ancora definite». Temi, ricorda, su cui a suo tempo «intervenne più volte il vicepresidente del Csm Nicola Mancino». Tanto che a suo avviso si «potrebbe rendere opportuna l’introduzione, nel regolamento interno, di ulteriori, specifiche previsioni che modifichino l’attuale disciplina, al fine di scongiurare questo grave inconveniente». Lo stesso Napolitano, aggiunge la lettera, aveva già «espresso perplessità sulla na-

I fatti

Il 3 ottobre, a una festa del Pdl a Milano, il premier definisce le toghe una «associazione a delinquere» e il pm De Pasquale «famigerato». Il 9 novembre il Csm avvia la pratica a tutela del magistrato, tra le proteste dei laici del centrodestra, che chiedono l’intervento del Colle (nella foto, Napolitano con il vicepresidente del Csm Vietti)

tura e sull’efficacia di un istituto che si risolve in una dichiarazione unilaterale esposta al rischio di un’ulteriore spirale polemica». Proprio per questo, fin dai suoi primi interventi al Consiglio superiore, il capo dello Stato aveva «invitato a una riflessione sui limiti dell’istituto e sulla necessità di un’espressa disciplina». Un invito, conclude, al quale aveva fatto seguito, nel 2009, «l’inserimento nel regolamento interno di un’apposita norma, che gli stessi firmatari della nota potranno eventualmente proporre di sottoporre a revisione». In definitiva: nessuna boc-

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Il caso Sovrintendenza e Rai bocciano le iniziative più dure. Un successo la manifestazione comune degli edili

Costruttori in piazza, cartelloni e spot censurati Imprenditori e muratori insieme, ma senza gli slogan contro «lo Stato che non paga» ROMA — «Lo Stato non paga. Il Paese chiude». Lo slogan, affiancato dall’immagine di un operaio edile con il caschetto giallo e il capo chino, avrebbe dovuto campeggiare su un megacartellone a piazza Venezia, a due passi dalla residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Un messaggio per pubblicizzare la manifestazione del settore edile, tenutasi ieri a piazza Montecitorio dove, fianco a fianco, per la prima volta, sono scesi imprenditori in grisaglia e operai in tuta, accomunati dalla crisi. Uno slogan duro e diretto, quello scelto dall’Ance, l’associazione dei costruttori, per comunicare il disagio per i mancati pagamenti della pubblica amministrazione, e che però a piazza Venezia non è mai comparso. «Il cartellone è stato bocciato dalla Sovrintendenza — spiegano con un certo sconcerto all’Ance — perché l’immagine non era ritenuta in linea con i criteri della postazione. Insomma, a quanto abbiamo capito, sarebbe stato un messaggio offensivo in un luogo come quello, attraversato tutti i giorni da tanti turisti». Ma offensivo per chi? I costruttori le conclusioni non le tirano. Certo è che al posto del cartellone con lo slogan che chiamava in causa lo Stato (non il governo), la Sovrintendenza ne ha accettato un altro, con l’immagine di un uomo e una donna con il caschetto insieme con una bambina e la dicitura, forse più rassicurante, «Il futuro si costruisce insieme». Ma non finisce qui. Anche lo spot radiofonico della mani-

In strada e sui muri Imprenditori e operai in piazza Montecitorio. A sinistra il manifesto Ance: «Spariti 250 mila posti di lavoro nell’edilizia. Guardiamo in faccia la crisi»

festazione non ha avuto maggior fortuna, essendo stato rifiutato dalla Rai. «Bocciato perché non abbastanza neutro» dicono increduli i costruttori mostrando il testo dello spot in cui, su un sottofondo di rumori da cantiere, una voce maschile dice: «Tagliamo gli sprechi. Battiamo sui pagamenti. Tiriamo su l’edilizia». E poi: «Il futuro si costruisce insie-

me. Roma, 1 dicembre, con Ance alla manifestazione nazionale degli stati generali delle costruzioni per sostenere lavoratori e imprese». Ma per Rai Trade, la società cui il gruppo televisivo pubblico ha delegato il controllo degli spot, il messaggio dei costruttori «non è conforme» all’articolo 2 del codice di autoregolamentazione. Il quale reci-

P. Co.

ta: «La pubblicità avente finalità commerciali deve rispettare principi di neutralità ideologica e quindi non deve contenere valutazioni e apprezzamenti su problemi aventi natura di carattere ideologico, religioso, politico, sindacale e giudiziario». L’amministratore delegato Carlo Nardello spiega: «A nessuno fa piacere rifiutare uno spot di questi tempi, ma questo le sembra un messaggio commerciale? Cosa vende?». L’Ance ci ha rinunciato, mandando lo spot su Radio 24. «La manifestazione è stata un successo, ed è quello che conta» commenta il presidente Paolo Buzzetti. Ieri le associazioni e i sindacati di categoria sono stati ricevuti dal sottosegretario Gianni Letta e dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. «La situazione politica è incerta, lo comprendiamo — dice Buzzetti — ma superata questa fase non ci accontenteremo del tavolo istituzionale. Vogliamo fatti, altrimenti la mobilitazione sarà ancora più dura». Tra i temi sul tavolo c’è anche la ricostruzione in Abruzzo per la quale i costruttori hanno chiesto a Letta norme certe e trasparenti.

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Antonella Baccaro

Con i politici Il presidente Ance Paolo Buzzetti ieri è stato raggiunto in piazza da Maurizio Gasparri, Pdl, e da Pier Luigi Bersani e Anna Finocchiaro del Pd

Digitale, i paletti per la trasmissione dello stesso contenuto su diverse emittenti

Le tv locali: il governo blocca i nuovi network ROMA — «Io non capisco questo accanimento. Non vedo a chi possiamo dare fastidio? Dicono a Mediaset... Ma Mediaset ormai ha tutto, perché dovrebbe temerci?» Giorgio Tacchino è un imprenditore televisivo molto esuberante, è il proprietario di Teleradiocity Piemonte-Italia 7 Gold. Ed è anche il vicepresidente dell’Associazione tv locali della Frt, Federazione radio televisioni. Oggi il presidente dell’Associazione, Maurizio Giunco (Espansione Tv) annuncerà le sue polemiche dimissioni dal Consiglio di amministrazione di Dgtvi, l’associazione per lo sviluppo della tv digitale terrestre presieduta da Andrea Ambrogetti di

Mediaset. La ragione è legata al comma 16 del maxiemendamento presentato dal governo alla Finanziaria. La norma impone al ministero dello Sviluppo economico e all’Autorità per le telecomunicazioni di fissare nuovi obblighi per le tv locali titolari di frequenze digitali. Obblighi legati alla «valorizzazione e alla promozione delle culture locali» con tempi ben precisi. Di fatto, così interpretano alla Frt-tv locali, l’impossibilità di dar vita a un nuovo network nazionale digitale col trasporto simultaneo dello stesso contenuto (fornito dagli editori dei singoli settori, per esempio quello musicale) su diverse emittenti. Giunco non commenta,

invece Tacchino è molto esplicito: «Noi rappresentiamo una fetta consistente dell’industria televisiva, contiamo circa cinquecento televisioni locali tra grandi, medie e piccole, abbiamo più di ottomila addetti e assicuriamo un’informazione capillare sul territorio. Ora questo divieto, quando i giochi sono ormai fatti e soprattutto dopo che noi abbiamo affrontato una serie di fortissimi investimenti tecnologici, significa voler affossare ogni possibile sviluppo di questo settore». A chi potrebbero dare fastidio, questi nuovi network, Tacchino? «Lo ripeto, non lo so. Il sistema potrebbe impensierire Mediaset solo se sbarcasse un Murdoch. Ma quel signore mi sembra già impegnatissimo in Sky Italia...».

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12 Primo Piano

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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La morte di Monicelli

Napolitano: volontà estrema da rispettare Ma su Monicelli tensione alla Camera

n’è andato con ❜❜ Sequest’ultima manifestazione della sua personalità, con un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare

L’omaggio del capo dello Stato. Eutanasia, duello Bernardini-Binetti ROMA — Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, alla camera ardente allestita alla Casa del Cinema per rendere l’ultimo saluto a Mario Monicelli che si è suicidato a 95 anni gettandosi dalla finestra della sua stanza d’ospedale, afferma con chiarezza che bisogna rispettare la decisione del regista: «Monicelli se n’è andato — dice — con un’ultima manifestazione forte della sua personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare. È stato un grande del cinema, non solo italiano, e un uomo meraviglioso». «Mi attengo all’invito, come sempre molto saggio, del presidente della Repubblica: ci vuole rispetto», conferma il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta. Ma la tragica fine di Monicelli sembra comunque destinata a riaccendere la polemica sull’eutanasia. La commemorazione del regista a Montecitorio (lì proprio dove si è «arenato» il progetto di legge sul testamento biologico, preparato al Senato dopo la morte di Eluana Englaro) si è trasformato in uno scontro sull’eutanasia con un duro scambio di accuse tra la radicale Rita Bernardini e la centrista Pa-

ola Binetti. «Per porre fine a una vita che non riteneva più di dover continuare — ha sottolineato la Bernardini — Monicelli ha scelto il suicidio, buttandosi da un balcone. Semplicemente, voglio dire che l’Aula dovrebbe avviare una riflessione su come alcune persone che non ce la fanno più siano costrette a lasciare la vita, anziché morire con i propri familiari vicini, con il metodo della dolce morte». La replica della Binetti è stata veemente: «Basta con spot a favore dell’eutanasia partendo da episodi di uomini disperati: Monicelli era stato lasciato solo, il suo è un gesto tremendo di solitudine non di libertà». Un giudizio niente affatto condiviso dal medico curante del regista, Danilo Nuccetelli, secondo cui il gesto di Monicelli è stato di «drammatica razionalità». «Noi ci vedevamo quasi quotidianamente e non aveva mai

Il governo Il sottosegretario Gianni Letta: mi attengo all’invito del Presidente, ci vuole rispetto

espresso né idee di suicidio, né segni di depressione, né si sentiva abbandonato», racconta. Poi sottolinea che la moglie del regista era uscita dall’ospedale poco prima che si gettasse nel vuoto, aggiungendo: «Era ben consapevole che, vista l’ipocrisia imperante, la dolce morte era facilmente praticabile. I politici, da una parte e dall’altra, in particolare la Binetti, farebbero bene — conclude il medico — a lasciarlo in pace». Il regista era stato salutato in Aula con un lungo applauso. «Mario era un italiano con la schiena dritta — ha detto Walter Veltroni — non gli piaceva l’Italia di oggi, la mortificazione della sua vita culturale. Mario pensava che ribellarsi fosse giusto e aveva detto poco tempo fa, in un incontro con gli studenti, "sovvertite, protestate, voi che siete giovani"». Parole che il deputato della Lega, Massimo Polledri, ha definito «un elogio del suicidio». Simile il commento del ministro Gianfranco Rotondi: «Temo che si trasmetta un messaggio non di carità ma di ammiccamento alle scelte assolutamente non esemplari, nel senso che non debbono essere un esem-

pio, penso all’impatto che tutto ciò ha sui giovanissimi». Per una pura coincidenza, nelle stesse ore è stato presentato, sempre alla Camera, dall’ex ministro Ronchi, da altri tre deputati finiani (Menia, Di Biagio, Buonfiglio) e dal promotore Roberto Rosso un manifesto sui valori sottoscritto da tutti i senatori futuristi e dai quattro quinti dei deputati. In esso si afferma, tra l’altro, la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale, senza accanimento terapeutico. Commentando la morte di Monicelli, Rosso ha detto che «il gesto disperato di un anziano non può essere rivendicato come

un’elegia alla scelta prometeica dell’essere umano di togliersi la vita». Comunque le polemiche sono destinate a continuare. Oggi la Binetti presenterà il suo nuovo libro sul «consenso informato», sul rapporto medico-paziente, su morte e vita, un incontro cui parteciperà alla sua prima uscita pubblica monsignor Ignazio Carrasco, il nuovo presidente della Pontificia accademia per la vita, il cardiologo Raffaele Calabrò (relatore al Senato sul testamento biologico) e Di Virgilio, ex presidente dei Medici cattolici.

M.Antonietta Calabrò © RIPRODUZIONE RISERVATA

La giornata e le polemiche in Aula

Il ricordo e il dibattito a Montecitorio

1

Ieri la Camera ha ricordato Mario Monicelli con un applauso unanime. La commemorazione del regista, suicida in ospedale, ha dato via a un dibattito sul fine vita

Le parole di Fini e quelle di Veltroni

2

Fini ha ricordato «un personaggio illustre» mentre per Veltroni Monicelli «ha vissuto e non si è lasciato vivere, non si è lasciato morire: ha deciso di andarsene»

L’intervento radicale sulla «dolce morte»

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I centristi accusano: spot pro eutanasia

Le polemiche partono dopo le parole di Rita Bernardini, radicale: «Riflettiamo su come Monicelli ha posto fine alla sua vita invece di morire vicino ai suoi con la dolce morte»

4

Subito replica Paola Binetti, Udc: «Basta spot pro eutanasia, Monicelli era stato lasciato solo da tutti: il suo è un gesto tremendo di solitudine non di libertà»

La camera ardente Scola: non è morto, ha scelto di andarsene

Il cinema in fila per salutarlo «Era il più giovane di tutti noi» ROMA — Applausi, qualche pugno chiuso e un grido: «Grazie, ci hai fatto divertire». Sono le 10.35 di ieri quando sotto un sole timido, spuntato dopo giorni di pioggia, il carro funebre con la bara di Mario Monicelli lascia piazza Madonna dei Monti, a pochi metri dalla casa del regista di Brancaleone, «I soliti ignoti» e mille altri film ormai entrati nella memoria collettiva degli italiani. Nessun funerale, così avrebbe voluto lui, solo il saluto del suo rione. Pochi i volti noti nella piazzetta in cui era facile incontrarlo a passeggiare, quasi sempre da solo: «Stava male Mario, non ci vedeva più, non poteva più leggere, né vedere la tv. Non ce la faceva più, lo capisco — ricorda Paolo Villaggio, commosso —. Ha voluto decidere della sua vita, fino alla fine». La seconda tappa dell’addio a Monicelli prevede la camera ardente alla Casa del Cinema, a Villa Borghese: lì c’è il suo mondo, il cinema e la gente comune che è venuta a salutarlo. La bara arriva intorno alle 11, fra i primi a entrare ci sono Enrico Montesano («E’ stato imprevedibile, come sempre») e Giuliano Montaldo: «Era il più giovane di tutti noi, anche adesso. Graffiante, ironico, non sapeva stare zitto se qualcosa non gli andava bene. Ricordo una volta, qualche anno fa mi fece una sfuriata delle sue: aveva visto che mia moglie camminava con il bastone dopo una caduta. Mi chiese cosa le era successo e poi se la prese

con me, "E tu dov’eri? Perché l’hai lasciata sola?"». Pupi Avati si mette in fila tra il pubblico e ricorda: «Era il 1968, il mio primo film, "Balsamus", non era andato bene. Ma lui mi fece sapere che gli era piaciuto e lo difese. Ero solo un regista bolognese di provincia, mi colpì molto che un grande cineasta come lui prendesse al cuore la mia prima opera. E poi siamo diventati amici e vicini di casa per 20 anni, in via del Babuino». Dentro la camera ardente, allestita nella sala Grande, a ricevere gli ospiti ci sono le tre figlie di Monicelli, Martina, Ottavia e la ventunenne Rosa, avuta dall’ultima compagna Chiara Rapaccini, il figlio di Marti-

Il saluto della strada Uno striscione sui muri di Roma dedicato a Mario Monicelli: «Ignoti, borghesi, ladri e marchesi... Hai raccontato tutti noi. Ciao Mario» (Foto Omniroma)

na, Tommaso, e il nipote Niccolò, figlio di uno dei fratelli del regista, Mino. La gente continua a affluire nella sala, tanto che a tratti i custodi devono chiudere le porta per evitare il sovraffollamento. Vittorio Cecchi Gori arriva da solo e sospira ricordando «il mondo fatato di quel grande cinema che non c’è più». Anche Lina Sastri sorride a ricordarlo: «Purtroppo non ho mai lavorato con lui, ma abito anch’io a Monti, lo incontravo spesso, mi sembrava di conoscerlo da sempre». Passano i fratelli Taviani, i Vanzina, Paolo Virzì, Ettore Scola: «Mario? Non è morto, ha scelto di andarsene». Mario Martone arriva nel pomeriggio: «Era un maestro, aldilà del

cinema. Aveva raggiunto una sua luminosità etica, parlava con i suoi comportamenti. La sua scelta finale? Io lo immagino in volo, non a terra». Stamattina il regista sarà cremato nel cimitero di Prima Porta.

Ester Palma © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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Dio ha creato la natura, non la tecnica. Eluana e Welby? Sacrosanto dare ragione alla natura Giovanni Reale

Reale «Male dell’anima, ma non si condanna l’uomo»

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Legge contraddittoria: non punisce il suicidio non riuscito ma punisce il medico che aiuta Emanuele Severino

Severino «Superare le contraddizioni della legge»

«Platone insegna: «Quando tutto la vita non è sarà ormai inutile di nostra proprietà» chiederò di morire»

L’addio Dall’alto in basso: Napolitano, la vedova Monicelli Chiara Rapaccini ed Ettore Scola; Gianni Letta; Paolo Villaggio; Rosa, la figlia di Monicelli, con Pupi Avati; Paolo Virzì e Giuliano Montaldo

CITTÀ DEL VATICANO — «Vede, il male del nostro tempo l’aveva drammaticamente anticipato Jean-Paul Sartre più di sessant’anni fa: "L’inferno sono gli altri". L’incapacità di vedere l’altro, di capirlo, di accoglierlo. E di amarlo». Il filosofo Giovanni Reale, tra i massimi studiosi del pensiero antico, l’uomo al quale Wojtyla affidò i propri scritti filosofici e poetici, ha appena curato per Bompiani la pubblicazione del Commento al Vangelo di Giovanni di Sant’Agostino. E parte da qui, per riflettere sul suicidio di Mario Monicelli e le polemiche che lo hanno seguito: «Pensi all’episodio dell’adultera. Quelli che vogliono lapidarla l’hanno pensata bene, sono sicuri che la risposta di Gesù sarà sbagliata: se dice sì, ne esce distrutta la sua figura di uomo buono; se dice no, lo condannano per aver violato la legge. Ma lui dice: chi è senza peccato scagli la prima pietra. E quando tutti se ne sono andati si rivolge alla donna: va’, e non peccare più». Perché ne parla, professore? «Perché in troppi si avverte una trasformazione paradigmatica delle due posizioni, libertà di scelta e difesa a oltranza della vita. Una riduzione del problema in un senso o nell’altro che fa cadere in errore entrambi. E crea l’impossibilità di una communicatio idiomatum, di ogni confronto». Il presidente Napolitano ha parlato di «un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare». «Sì, questo è giusto: il rispetto. Che non significa né condanna né approvazione: ma capire l’altro, la sua sofferenza, anche se l’altro non ha la fede, la prospettiva di Cristo. Capire l’altro. Soffrire con lui. Senza mai condannare: non si giudica la persona, il Vangelo dice di amare anche il tuo nemico! Semmai, si giudica il comportamento». E il suicidio? «Lo ritengo un male dell’anima. Qui tocchiamo un problema dell’uomo contemporaneo: l’irreligiosità, la perdita del legame col divino, del senso della sacralità della vita. La risposta più bella la offre Platone, nel Fedone: la vita non è di tua proprietà, ti è stata data, solo il dio può decidere quando togliertela». Ma alla fine del «Fedone», Socrate beve il «pharmacon», la cicuta... «Perché scappare sarebbe una violenza: o riesco a convincere i giudici oppure, per coerenza, accetto la condanna. Platone è il primo a parlare di sacralità della vita. Più tardi, nella Repubblica, di-

rà che chi è molto malato non deve pesare sullo Stato: ma si mette dal punto di vista della politica, e la politica non può avere il senso della sacralità, sta in una dimensione più bassa. Di qui le contraddizioni dei Parlamenti, quando vogliono legiferare su vita e morte». Anche fuori dal Parlamento, in verità, la confusione è tanta. Ha seguito le polemiche per la presenza della vedova Welby e di Beppino Englaro a «Vieni via con me?» «Parlavo di riduzionismo e di errori: la tecnica cresciuta a dismisura ha inglobato anche il sacro e il religioso. Prendiamo il caso Welby: non è stata eutanasia, è chiarissimo. Parlarne è un errore di ermeneutica. Lo dissi anche allora: diverso è darsi la morte o, invece, accettare la morte inevitabile. Guai a trasferire la "sacralità" dalla vita alla tecnica! Quell’uomo era rimasto ostaggio di un macchina. Ma Dio ha creato la natura, non la tecnica: quella è un prodotto dell’uomo. E nel caso di Welby, come per Eluana, era sacrosanto dare ragione alla natura». E quelli che vanno avanti? «Non è che io neghi il diritto di chi re-

Giovanni Reale Filosofo, 79 anni, tra i massimi studiosi del pensiero antico, insegna alla facoltà di filosofia del San Raffaele

siste. Però non lo si può imporre a nessuna persona. Anche se qualche prelato è caduto nell’errore, vittima del paradigma scientistico-tecnologico». La Chiesa sbagliò a negare i funerali a Welby? «Certo che sì: l’amore doveva prevalere. Ma non è stata la Chiesa, che ha un’esperienza grandiosa. Ha sbagliato chi lo decise, e non per cattiveria: è caduto vittima del paradigma scientistico». Il cardinale Ravasi ha ricordato come sui «temi ultimi» si debba «riproporre ininterrottamente la questione». È possibile il dialogo? «Sì, anche se molto difficile. Occorre che le parti riconoscano anzitutto la sacralità o almeno il rispetto della vita, sapendo che la sofferenza e la morte ne sono parte e ci riguardano tutti. Camus, che si diceva ateo, dava la risposta più profonda all’"uomo in rivolta" contro il dolore e la morte: non possiamo più prendercela con Dio, perché si è fatto uomo e ha preso su di sé i nostri mali».

Gian Guido Vecchi © RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO — «Fra due giorni sarà un anno e tre mesi che mia moglie è morta. Un tumore. Ero deciso a farla morire in casa, nella sua casa, anche se a Brescia siamo fortunati: esiste la "Domus Salutis" tenuta dalle Ancelle della Carità. Mi convinsero che era nell’interesse di Esterina tenerla ricoverata per qualche tempo. Poi, considerando il suo stato di salute, avrei deciso se portarla a casa. Dopo un mese costatai che per lei era un bene rimanere lì. Mia moglie si affidava alle mie decisioni, anche perché alla "Domus" si trovava bene. Credo che la competenza di questo istituto si sia mostrata soprattutto nella capacità di dosare in modo adeguato la somministrazione della morfina. Mia moglie andava addormentandosi un poco alla volta. Quando videro che ogni alimentazione per via endovenosa sarebbe stata inutile, la sospesero. Loro, io e i miei figli le davamo un po’ d’acqua, che beveva volentieri. Esterina è morta senza soffrire — per quanto noi possiamo saperne». Il filosofo Emanuele Severino, 81 anni, parla al telefono dalla sua casa di Brescia. «Ho già detto a suor Giusy — che con il professore Zaninetta guida la Domus ed è a sua volta docente all’Università Cattolica — che quando toccherà a me, vorrò andare da loro per morire come è morta mia moglie. Si è detta d’accordo. Ma c’è chi non sopporta di morire in questo modo. Non c’è ovunque una Domus come quella di Brescia. C’è invece una legislazione in base alla quale è possibile incriminare i medici per omicidio quando si ritiene che essi abbiano sospeso un’assistenza che ancora non era accanimento terapeutico. Chi stabilisce quando esso incomincia? Che fare quando i medici hanno paura o si adeguano in coscienza alle direttive della Chiesa o mascherano con queste direttive la loro paura per altro legittima?». Lei condanna il gesto di Mario Monicelli? «Condannare non fa parte della logica del mio discorso filosofico. Mi sembra d’altra parte che abbia più della nobiltà che del suo contrario. Ho sempre trovato contraddittoria una legislazione che non punisce il suicidio non riuscito, tentato da chi aveva la capacità di compierlo; e invece punisce il medico che rispetto a uno che non abbia la capacità di farlo (è il caso Welby) lo aiuta ad

uccidersi. Con la conseguenza che, quando il medico non intende essere incriminato, il suicidio di questo secondo candidato alla morte è reso impossibile. Questa legislazione impedisce che i cittadini siano uguali di fronte alla legge. Con una legge che invece li rendesse uguali, Monicelli non sarebbe morto in questo modo, doppiamente tragico». Serviva un gesto così drammatico perché tornasse ad essere pronunciata nelle stanze della politica la parola eutanasia. Perché? «Perché l’attuale legislazione è tollerata dalla Chiesa, e ci sono molti interessi a non infastidire la Chiesa. E chi, affetto da male irreversibile e ormai incosciente, ha lasciato scritto o comunicato a persone di sua fiducia che quando non fosse più in grado di alimentarsi da solo desidera che anche l’alimentazione artificiale venga sospesa e sia lasciato morire? (È quanto chiederò alla Domus). Si dice che a queste sue disposizioni non si può dar corso perché nulla assicura che nel frattempo l’interessato non abbia cambiato parere. Ma si dimentica che, d’altra parte, non c’è nem-

Emanuele Severino Filosofo, 81 anni, insegna all’Università Vita-Salute San Raffaele ed è professore emerito a Ca’ Foscari

meno nulla che assicuri che, invece, il parere l’ha cambiato. Chi lo assiste si trova quindi dinnanzi a due possibilità equivalenti, e, se non ci sono altri indizi, perché scartare e non far valere l’unico indizio che si ha a disposizione, cioè la volontà che costui ha a suo tempo espresso? Anche per questo il testamento biologico è indispensabile». Si ha l’impressione che sia faziosa — quasi fanatica — la contrapposizione fra laici e credenti. Non può esistere un terreno che non sposi né la tesi dei primi, né quella dei secondi? «Anch’io ho la sensazione che ci sia del fanatismo, ma quando uno si trova in mezzo a situazioni di questo tipo è difficile non lasciarsi prendere la mano. Il suicidio è immorale e, oltre che colpa, è reato? Se la maggioranza degli elettori ne fosse convinta dovrebbe però evitare la contraddizione che sopra ho indicato. Se una legge è contraddittoria è anche anticostituzionale — ammesso e non concesso che la nostra Costituzione non contenga contraddizioni».

Daniela Monti © RIPRODUZIONE RISERVATA

La legge L’intervento del ministro dopo lo stop di Lombardia ed Emilia Romagna

Terapia del dolore, Fazio evita il no delle Regioni Cure palliative e terapia del dolore, da tumore e non. Italia da sempre in ritardo, per cultura generale e mancanza di adeguata formazione medica. E radicata cultura «oppiofobica», ossia i tanti pregiudizi sull’uso di farmaci antidolore come la morfina e simili. Paure e pregiudizi. Finalmente, dopo anni di tante parole e pochi fatti, una legge sta cambiando le regole in Italia. Varata nove mesi fa, bipartisan, regola la rete di cure palliative per i malati terminali e la terapia del dolore cronico. E, unica e d’avanguardia, riconosce il diritto dei bambini malati a non soffrire: la cura del dolore in età pediatrica. Ma l’altro ieri, questa legge svolta, la numero 38 di que-

st’anno, ha rischiato un ritardo nella sua applicazione, nel suo avvio a livello nazionale. E lo ha rischiato a causa delle linee guida generali presentate alla Conferenza Stato-Regioni. I funzionari di due «potenti» realtà sanitarie italiane hanno considerato alcuni dettagli in contrasto con l’autonomia regionale: Lombardia ed Emilia Romagna contro il lavoro ministeriale. Mesi di lavoro da buttare al vento proprio in prossimità dell’audizione in Parlamento per presentare lo stato dell’arte dell’applicazione della legge. E dopo aver superato la sperimentazione pilota in cinque Regioni, dopo aver superato l’ostacolo Tremonti sulla ripartizione economica, dopo

aver superato i tavoli tecnici tra ministero dell’Università e quello della Salute. Mesi e mesi di lavoro all’aria per pastoie burocratiche. La paura è durata poco più di 24 ore. Il ministro Ferruccio Fazio, che nella lotta al dolore ha individuato una delle priorità del suo mandato, sarebbe intervenuto in modo deciso facendo rientrare i veti delle due Regioni. Anche perché quelle linee guida sa-

Le cure Le linee guida del ministero sulle cure palliative ora potranno essere applicate

rebbero potute passare, dato il loro contenuto generale, anche senza essere sottoposte alla valutazione della Conferenza Stato-Regioni. Ieri mattina, però, ancora non si sapeva l’esito della «mediazione» e Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative, docente di anestesia e rianimazione a Parma, tra i «padri» della legge 38, era amareggiato: «Purtroppo ieri, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, le linee guida già approvate non hanno avuto il via libera a causa di una contestazione sull’autonomia regionale. Prendo atto con sorpresa e amarezza di questo passo, che riporta l’appli-

cazione della Legge 38 indietro di 6 mesi. Potevamo essere operativi nel giro di poche settimane; ora ciò non sarà possibile e il lavoro svolto finora dal ministero della Salute e dalla Commissione dolore rischia di essere vanificato. La mancata applicazione delle linee guida per l’attuazione della legge 38 ha come uniche vittime i pazienti con dolore cronico e i malati terminali». Un duro sfogo durante la prima conferenza, a Milano, della neonata associazione di pazienti «Vivere senza dolore» che riunisce varie realtà di malati e familiari. Fanelli non sapeva ancora che Fazio era all’opera.

Mario Pappagallo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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14 Primo Piano

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Università La legge

4.500 I professori che non verrebbero assunti (2001-2013) se non passasse la riforma per l’inutilizzabilità del fondo

«Atenei, subito la riforma o saltano concorsi e fondi»

80.000 Gli euro di danni stimati dal Comune di Milano al termine dei cortei di protesta degli studenti

Corsa del governo per il voto al Senato. Ma il Pd frena ROMA — Il governo e la maggioranza premono per approvare definitivamente la riforma dell’Università prima del 14 dicembre, giorno in cui Silvio Berlusconi si presenterà in Parlamento per chiedere la fiducia. Dopo il «sì» della Camera di due giorni fa, stamattina la conferenza dei capigruppo deciderà quando mettere il ddl Gelmini all’ordine del giorno del Senato. E sarà un braccio di ferro. Anna Finocchiaro — presidente dei senatori pd — vuole che la questione venga discussa dopo il 14 dicembre. «Altrimenti — avverte — facciamo saltare l’accordo sulla legge di Stabilità», cioè la decisione di approvare la Finanziaria prima del dibattito sulla fiducia al governo, come chiesto dal capo dello Stato. Ma la maggioranza vuole chiudere prima, anche perché nessuno sa se dopo il voto di fiducia il governo ci sarà oppure no. Per questo il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini dice che «l’approvazione è urgente, altrimenti sono a rischio concorsi e finanziamenti». Cosa salterebbe senza il via libera alla riforma che studenti e ricercatori continuano a contestare? Non partirebbero i con-

corsi per professori associati (4.500 in tre anni) infilati nel disegno di legge per provare a placare la protesta dei ricercatori, anche se in ogni caso bisognerà aspettare i decreti attuativi. Non si potrebbero bandire nemmeno i concorsi per ricercatori, visto che le regole in vigore scadono alla fine del 2010, cioè fra un mese, e la maggioranza ha bocciato la proposta del Pd di prorogarle in attesa di quelle nuove. Non ci sarebbero nemmeno gli scatti di merito che, su proposta del gruppo dei finiani, prenderebbero il posto di quelli di anzianità già cancellati fino al 2013. In realtà in gio-

I rettori Il presidente della Crui, Decleva: facciamo appello al senso di responsabilità dei politici La Confindustria La presidente Marcegaglia: le nuove norme devono velocemente diventare legge

co ci potrebbe essere ancora di più. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha detto più volte che il sistema delle università sarebbe stato rifinanziato a patto di approvare la riforma. Nella legge di stabilità, per gli atenei, c’è un miliardo di euro che non elimina i tagli già decisi in passato ma che è necessario per tenere in piedi il sistema. Cosa succederebbe ai fondi per l’Università se si dovesse votare la legge di stabilità prima della riforma? Sensibile a questa pressione il presidente della Crui, la conferenza dei rettori, torna a far sentire la sua voce a sostegno dell’approvazione: «Suscita allarme ed apprensione — dice Enrico Decleva — il fatto che il dibattito possa slittare. Si può solo fare appello al senso di responsabilità di tutti i gruppi politici». Una posizione che, come già avvenuto più volte in questi giorni, viene condivisa dalla presidente di Confindustria: «Il senso dell’interesse generale — dice Emma Marcegaglia — deve prevalere sulle litigiosità e sui calcoli politici. La riforma deve seguire un percorso veloce e diventare subito legge». Ma siamo ancora al muro contro muro. I sinda-

Assemblea Gli studenti riuniti all’Accademia di Brera

cati e le associazioni dei ricercatori continuano a chiedere il ritiro della riforma, come chi ancora ieri ha manifestato in piazza. Al ritiro non crede nessuno ma adesso la partita si gioca tutta sui tempi. Se il Pd dovesse insistere per far discutere il ddl Gelmini dopo il 14 dicembre, la maggioranza non esclude di mettere la fiducia sulla legge di Stabilità. Così farebbe cadere tutti gli emendamenti e accorcerebbe i tempi del dibattito. Con il risultato di aprire una nuova finestra nel calendario dei lavori dove infilare la riforma dell’Università prima del voto di fiducia sul governo. Per recuperare qualcosa sul calendario è possibile che il Senato lavori anche l’8 dicembre, festa dell’Immacolata. Oggi la conferenza dei capigruppo discuterà di calendario e precedenze ma è chiaro che sul tavolo non c’è solo la riforma dell’Università. E la questione da accademica è diventata tutta politica.

Lorenzo Salvia © RIPRODUZIONE RISERVATA

8 Gli anni di contratti a tempo per i ricercatori secondo la riforma: poi, o si diventa associati o si abbandona

Gli atenei

Gli aiutini per legge a mister Cepu e alle casse dei partiti SEGUE DALLA PRIMA

Ministro Mariastella Gelmini (Photoviews)

Anche perché, dice Walter Tocci, dal ministro Mariastella Gelmini starebbe arrivando un altro «regaluccio» a queste università. E ben più grosso. Il deputato del Pd ha denunciato che nella bozza di decreto «per la programmazione» inviato

dal ministro alla Conferenza dei rettori per il parere di rito c’è una norma che consente alle «telematiche» di trasformarsi su loro proposta in «normali» università non statali (come la Bocconi). Tanto basta a Tocci per individuare il principale beneficiario di questa metamorfosi: «Il Cepu, che potrebbe entrare nel siste-

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L’appello Suscita allarme il fatto che il dibattito possa slittare. Si può solo fare appello al senso di responsabilità di tutti Enrico Decleva presidente Crui

Le proteste Da Milano a Reggio Calabria, studenti ancora sui tetti

Occupazione e blitz la polizia circonda l’Accademia di Brera Cartelli per l’elemosina contro i tagli

ma universitario trasformando la sua telematica E-Campus in università non statale autorizzata a svolgere sia didattica a distanza sia quella tradizionale». Una provocazione che il deputato del Pd, durante la discussione alla Camera, butta lì. Senza mancare di sottolineare «la comunanza di interessi e di sentimenti che intercorrono fra il presidente del Cepu e il presidente del Consiglio». Già. Risale alla memoria la visita di Silvio Berlusconi, a luglio, alla E-Campus di Novedrate (ricordate le sue parole? «Dicono che sono circondato da veline, da belle senza cervello. Ecco, queste ragazze sono tutte belle, laureate con il massimo dei voti e non assomigliano certo a Rosy Bindi»). Soprattutto, però, viene in mente l’idea che Francesco Polidori ha presentato ad agosto a Berlusconi, quella di mettere a disposizione del premier la rete del Cepu per raccogliere consensi. Ecco che cosa ha detto lui stesso a Francesco Manacorda della Stampa: «Noi vendiamo formazione, dai corsi di recupero, all’inglese, all’università. Loro vendono politica. Ma in fondo il metodo

Il caso

La denuncia Walter Tocci, deputato del Pd, ha denunciato che nella bozza di decreto «per la programmazione» inviato dal ministro Gelmini alla Conferenza dei rettori per il parere di rito c’è una norma che consente alle università «telematiche» di trasformarsi su loro proposta in «normali» università non statali (come la Bocconi) L’ipotesi Il Cepu potrebbe entrare nel sistema

Catia Polidori, è anche rimasto fedele a Berlusconi, con il quale, peraltro, è pure socio in quell’ateneo. Perché l’8% appartiene a Fininvest servizi, e un altro 8% a Mediolanum comunicazione, controllata dalla holding che fa capo a Ennio Doris e al premier. Al di là di questi dettagli, non è un mistero che la nascita delle università telematiche, avvenuta al tempo di Letizia Moratti ministro dell’Istruzione abbia sempre suscitato molte perplessità anche fuori del mondo politico e della sinistra. Il Comitato per la valutazione del sistema universitario, ad esempio, non ha mai nascosto la propria diffidenza. Giustificata? Basta dire che gli undici atenei telematici esistenti messi insieme, ovvero l’11,5% delle università italiane (95 in tutto) hanno appena sette professori ordinari. Sette su 18.861: uno di loro è il commissario dell’Alitalia Augusto Fantozzi, alla telematica Giustino Fortunato. Come fanno allora a garantire le lezioni a distanza? Un caso per tutti: dalla banca dati del Comitato di valutazione si ricava che il corpo do-

MILANO — «La speranza è un filo che non sempre riesce a essere spezzato». E gli studenti, i ricercatori, i precari dell’università lo vogliono dimostrare a tutti i costi: «La riforma è passata alla Camera? C’è ancora il passaggio in Senato e, soprattutto, la fiducia al governo Berlusconi». In altre parole: «Noi non ci fermiamo. L’attenzione deve rimanere alta». Così continuano le azioni di protesta, seppure in tono minore rispetto ai giorni passati. Da Torino a Palermo. Da Nord a Sud. La giornata comincia a Milano. All’alba gli studenti dell’Accademia di Brera decidono di occupare. Prima un’aula, poi, intorno a mezzogiorno, bloccano gli ingressi del palazzo. Sede anche della Pinacoteca e dell’Osservatorio. «Da qui non passa più nessuno», spiegano. Non un visitatore, nemmeno un turista. Interviene anche il direttore Gastone Mariani: «Dovete rispettare le altre istituzioni. Loro con la vostra pro-

testa non c’entrano nulla». E intanto i ragazzi spiegano: «I tagli ci mettono in ginocchio. Siamo già in una situazione di grande difficoltà. La riforma non fa altro che peggiorare le cose». Molti i professori che sostengono l’iniziativa: «Siamo un’Accademia conosciuta in tutto il mondo. Eppure non abbiamo fondi. E paghiamo i nostri precari con le rette». Proprio per questo i «futuri artisti» decidono di portare la protesta fuori dalle mura dell’Acca-

All’estero Della protesta degli universitari italiani contro la riforma Gelmini ne parla anche la stampa estera e la notizia degli scontri finisce in prima pagina sul «New York Times» di ieri. Nella foto pubblicata, un giovane bolognese mentre sferra un calcio contro un poliziotto, con casco, scudo e manganello

demia. Un cartello appeso al collo e la scritta: «Povero studente affamato». In una trentina riescono a fermare il traffico di via Pontaccio. Bussano sul vetro di ogni automobile: «Mi dia un euro, voglio studiare». Sono le 18.30. Al ritorno, però, il palazzo è circondato dalla polizia in tenuta anti-sommossa. Alla fine non ci sarà nessuno scontro con le forze dell’ordine. Così come nel resto d’Italia. Nonostante le mobilitazioni. A Bologna gli studenti invadono Palazzo d’Accursio. Dopo un breve corteo, alcuni manifestanti scavalcano il cancello della sede del Comune, subito dopo aprono le finestre per far entrare gli altri rimasti ad aspettare. Saliti al primo piano, srotolano gli striscioni. «È un assedio». A Roma, intanto, occupano il rettorato di Tor Vergata e il dipartimento Dams di Roma 3. A Napoli, invece, invasa la stazione centrale, con disagi alla circolazione dei treni. A Torino l’occupazione di Palazzo Nuovo continua a oltranza. Poi ci sono ancora Padova, Catania, Cagliari. Ancora iniziative nelle scuole, sui tetti o nelle stazioni. Anche gli studenti in Erasmus manifestano come possono il loro dissenso. Chi credeva che dopo l’approvazione ci sarebbe stata una tregua, è stato smentito. Anzi, gli studenti rilanciano. In testa hanno già nuove date. L’appuntamento è il 9 dicembre. Stesso slogan: «La gente come noi non molla mai».

Benedetta Argentieri © RIPRODUZIONE RISERVATA

La trasformazione Una norma consente alle università telematiche di trasformarsi in normali atenei non statali

non cambia e per me è un’occasione di business come le altre. Bisogna bussare a tutte le porte, ci vuole pressing e motivazione. Bisogna partire dalla sezione elettorale, ogni sezione in media 300 famiglie, e da lì scendere fino alla singola famiglia...». E poi, chissà, si prendono anche due piccioni con la stessa fava. Un voto e un cliente. La sintonia di «Mister Cepu» con il Cavaliere è forte e ben radicata. Fin dalla discesa in campo del 1994. Anche se non si è mai tradotta in un seggio alla Camera o al Senato. Sua cugina Catia Polidori, invece, è stata messa in lista ed è diventata parlamentare del Popolo della libertà nel 2008. Salvo poi passare con i finiani di Futuro e libertà. Capita anche nelle migliori famiglie. C’è da dire che Tocci si è fermato al Cepu, ma avrebbe potuto continuare, tanti sono gli spunti offerti dalle società che sono nell’affare delle società telematiche e perciò destinatarie dei «regalucci». L’università San Raffaele di Roma, per esempio. Azionista di controllo è il gruppo Tosinvest fondato dal re delle cliniche convenzionate con la sanità pubblica, Antonio Angelucci neodeputato del Pdl: partito che ha sostenuto e votato compatto la legge Gelmini. Poteva forse lui essere assalito da qualche dubbio? Diversamente da

universitario trasformando la sua telematica E-Campus in università non statale autorizzata a svolgere sia didattica a distanza sia quella tradizionale Il legame La sintonia tra Francesco Polidori, fondatore di Cepu, e il premier Berlusconi è forte e radicata fin dal 1994, anno della discesa in campo. Lo scorso agosto, Polidori ha proposto a Berlusconi di mettere a disposizione la rete del Cepu per raccogliere consensi

cente della Uninettuno è composto da 20 ricercatori a tempo determinato. Una categoria duramente colpita dall’ultima beffa dei politici. Perché mentre si apriva alle università telematiche lo spiraglio per accedere ai fondi pubblici, la Camera bocciava un emendamento proposto da Bruno Tabacci e Marco Calgaro che puntava a dirottare 20 milioni l’anno dall’esorbitante fondo per i rimborsi elettorali dei partiti agli stipendi dei ricercatori. Una folta pattuglia di «oppositori» rigorosamente bipartisan (Fli, Udc, Mpa e Pd) ha affondato il nuovo emendamento astenendosi o votando insieme al blocco, compattissimo, composto da Pdl e Lega. È stato il terzo salvataggio del finanziamento pubblico dei partiti nel giro di pochi mesi. Nella manovra di maggio il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva tagliato del 50% i rimborsi elettorali. Quel taglio era stato prima ridotto al 20%, poi al 10%. Al Senato, durante la discussione della riforma dell’Università approvata ieri dalla Camera, Francesco Rutelli era riuscito a far passare sotto il naso ai suoi colleghi una norma pressoché identica a quella proposta martedì, che destinava ai ricercatori il 20% dei soldi pubblici riservati ai partiti. Che però, alla Camera non si sono fatti cogliere di sorpresa e hanno provveduto a eliminare l’articolo dal testo. Prima di bloccare l’emendamento Tabacci. Imbarazzi? Nemmeno a parlarne. E ti pareva...

Sergio Rizzo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Esteri Sfida Socialisti spiazzati: contro Sarkozy perse già nel 2007

La Royal decide per sé e per gli altri «Voglio l’Eliseo»

Controversa Ségolène Royal, 57 anni, nel 2006 vinse le primarie dei socialisti e si candidò alle presidenziali contro Sarkozy, perdendo. Nel 2008 battuta dalla Aubry per la guida del partito, ora si è ora candidata alle presidenziali 2012 senza rispettare il patto con i vertici del partito per una decisione comune

«Strauss-Kahn può farmi da premier» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Chi sono

Socialisti eccellenti E possibili candidati

Dominique Strauss-Kahn 61 anni, avvocato, politico socialista, più volte ministro, attuale direttore del Fondo monetario. Candidatosi alle primarie del partito nel 2006, ottenne solo il 20% contro il 60% della Royal, poi battuta da Sarkozy. Il suo mandato al Fmi scade nel 2012 ma potrebbe dimettersi prima per partecipare alle elezioni francesi nello stesso anno

Martine Aubry 60 anni, figlia dell’ex ministro e presidente della Commissione Ue Jacques Delors, è stata nominata segretario del Partito socialista francese nel 2008 battendo la Royal. Già sindaco di Lille e due volte ministro, è nota anche per la legge sulle 35 ore lavorative. Potrebbe candidarsi nel 2012

PARIGI — L’accordo era stato apparentemente preso, «non ci faremo la guerra», nessuna candidatura l’uno contro l’altro, basta con le guerre fratricide all’interno del partito socialista, aveva annunciato in tv la segretaria Martine Aubry il 25 novembre scorso, alludendo a un patto tra lei stessa, Ségolène Royal e il grande esiliato a Washington Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Detto fatto, la Royal non solo rompe gli indugi e si candida ufficialmente alle presidenziali del 2012 (prima tra i pezzi grossi del Ps), ma si improvvisa anche voce di Strauss-Kahn, interpretandone i silenzi e le indecisioni. Dsk tace? Ci pensa lei a spiegare che cosa ha in mente. Dopo la sconfitta del 2007 (perse onorevolmente 46% a 54% contro Nicolas Sarkozy), la Royal ci riprova e immagina già un «ticket» presidenziale con Strauss-Kahn come suo primo ministro. «Vedremo con Dominique quale sarà il miglior "dispositivo vincente"», dice con tipica espressione da Royal. «Abbiamo bisogno della competenza di Dominique». «Dominique sarebbe il miglior premier che la Francia possa desiderare», aggiunge. Ma chi le ha detto che «Dominique», qualora decidesse di lasciare Washington, si accontenterebbe di fare solo il suo primo ministro, e non il presidente della Repubblica? Il 61enne avvocato poliglotta (inglese, tedesco, spagnolo e arabo), leader dell’ala modernizzatrice e liberista, potrebbe anche puntare a un nuovo mandato al Fmi, è vero. È quello che spera il suo potenziale rivale Nicolas Sarkozy, che lo teme — Dsk è in testa nei sondaggi con oltre il 60 per cento di gradimento — e che la scorsa setti-

mana lo ha accolto all’Eliseo con la pompa di solito riservata ai capi di Stato. Strauss-Kahn non si è fatto incantare e ha pronunciato il suo breve discorso da economista con le mani in tasca, rifiutando di farsi ingabbiare nel ruolo del grande tecnocrate distante dal popolo. Poi al settimanale tedesco Stern ha dichiarato che resterà fino alla fine del suo mandato (2012) al Fmi, ma pochi ci hanno creduto. Ségolène però è tra questi, e ieri

Tregua rotta Ségolène rompe la tregua con i suoi due principali contendenti: il direttore del Fmi e il segretario del Ps Aubry

ha ribadito con generosità un po’ sospetta che «dobbiamo lasciarlo libero e rispettare le sue scelte, se non vuole candidarsi...». Nel 2007, sconfitto alle primarie, Strauss-Kahn accettò di aiutare Ségolène in campagna elettorale ma con palese svogliatezza, e non si è mai curato

di nascondere troppo la sua scarsa stima nei confronti della collega di partito. Ieri la conferma dai cable di Wikileaks pubblicati su Le Monde: durante un incontro con l’ambasciatore americano, Strauss-Kahn definì la popolarità della Royal il risultato di «un’allucinazione collettiva», predicendo la sua scon-

fitta nel confronto con Sarkozy. Quanto a lui, gli americani osservarono allora che «è il più capace dei candidati socialisti» per l’Eliseo ma «non ha l’entusiasmo necessario per vincere». La storia rischia di ripetersi.

Stefano Montefiori © RIPRODUZIONE RISERVATA

Islamisti e laici

Egitto, l’opposizione si ritira dal secondo turno delle elezioni IL CAIRO — (c.zec.) Le due principali forze della sempre più debole opposizione egiziana hanno deciso ieri di ritirarsi dal secondo turno delle politiche, domenica prossima, per protestare contro i pesantissimi brogli che avevano segnato un loro crollo nel primo turno di cinque giorni fa. Ovvero: il partito del raìs Hosni Mubarak, Ndp, correrà di fatto da solo e si aggiudicherà quasi tutti i 508 deputati del prossimo Parlamento. In quello uscente i Fratelli musulmani ne contavano 88, mentre lo storico partito liberale laico Wafd ne aveva 12. Tra i 221 seggi già assegnati ben 209 sono andati al Ndp, due al Wafd e nessuno alla Fratellanza. In entrambe le forze qualche candidato era stato ammasso al ballottaggio, da cui ora si ritirerà. Il voto (senza osservatori internazionali e pochissimi locali, e con il nuovo divieto ai giudici di monitorare i seggi) era stato boicottato da molti partiti minori e dalla stragrande maggioranza degli elettori. Anche la campagna elettorale è stata segnata da arresti e infinite illegalità per garantire l’assoluta vittoria del Ndp. Per molti analisti, Mubarak con la nuova ondata repressiva ha voluto testare possibili reazioni internazionali (finora ben poche) e prepararsi alle presidenziali 2011 a cui potrebbe ricandidarsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Esteri 19

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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La storia Ron Carlson, fratello della donna assassinata da Carla Tucker, testimonial della «Città per la Vita»

Teheran

Pena di morte, la «vittima» perdona «Starò sempre dalla tua parte, anche se hai ucciso mia sorella» ROMA — Da dodici anni Ron Carlson gira il mondo con una cartellina rossa nella quale c’è tutto quello che vuoi sapere. Tu chiedi e lui apre la cartellina e mostra, spiega, racconta. Fa male ancora parlarne ma non si tira indietro. C’è la foto di Deborah, la sua bella e giovanissima sorella, ammazzata con 27 colpi di vanga da Karla Tucker; c’è il passo del Vangelo, Matteo capitolo sei, versetti 9-15, che parla di perdono e che ha illuminato Ron fino a cambiargli la vita, a lui che pensava fosse «giusto ammazzarli quegli assassini»; ci sono i riferimenti al sito Internet (www.deathpenaltyperspective.com) che ti invita ripetutamente a consultare e che s’è costruito tutto da solo, sette giorni dopo l’esecuzione capitale di Karla, alla quale lui, primo caso in America, ha assistito insieme alla famiglia dell’assassina invece che ai suoi parenti. Perché Ron aveva perdonato e a Karla, negli anni che è andato a trovarla prima dell’iniezione letale, ripeteva la promessa: «Se ti ammazzano, starò dalla tua parte». Ron è a Roma, per la prima volta in Italia, assieme a tanti altri testimoni. Sono testimoni importanti, quelli che ospita la Comunità di Sant’Egidio in questi giorni di celebrazioni della Giornata internazionale «Città per la Vita. Città contro la Pena

La vicenda

Perdono Ron Carlson è tra quei familiari delle vittime che ha perdonato la donna, Karla Tucker (foto), che uccise sua sorella

Illuminato Il Colosseo è stato acceso l’altra notte per la giornata contro la Pena di morte

Esecuzione Ron ha assistito all’esecuzione di Karla insieme alla famiglia dell’assassina invece che ai suoi parenti Vendetta Ron ha smesso di desiderare la vendetta quando ha guardato l’assassina come una persona

di morte». Sono familiari di vittime che hanno perdonato e che adesso combattono giorno dopo giorno perché la pena capitale sia cancellata dalla faccia della Terra. E sono, altri, scampati per miracolo ad un’esecuzione ingiusta, come Derrick Jamison,

per 20 anni nel braccio della morte e poi nel 2005 riconosciuto innocente. In America ad oggi sono 140 gli ex condannati a morte riconosciuti innocenti. «L’11 novembre scorso sono stati 107 all’Onu i voti a favore della nuova Risoluzione per una moratoria universale

delle esecuzioni capitali — dice Mario Marazziti della Comunità di Sant’Egidio —. I contrari 38 e gli astenuti 36. Un grande successo che si legge non solo nel voto favorevole in più ma anche, e forse soprattutto, negli 8 voti contrari in meno». L’edizione di quest’anno del-

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I dati

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Le esecuzioni Nel 2009 le esecuzioni sono avvenute in 18 Paesi, 714 le persone giustiziate

La Cina Pechino è il Paese che manda a morte più persone ogni anno (più di mille nel 2009)

Moratoria Dal 2007 ad oggi l’Onu ha approvato tre risoluzioni per una moratoria della pena di morte

la Giornata internazionale ha raccolto l’adesione di 1300 città nel mondo, 500 in Italia, di cui 61 capitali in ben 83 Paesi di ogni continente. Il Colosseo è stato, come ogni anno, illuminato come simbolo di questo appuntamento. «Scrivete, raccontate», dice Ron seduto sulla poltrona di un appartamento messo a disposizione da un amico della Comunità di Sant’Egidio. La sua vita è una continua testimonianza, un continuo racconto. L’avrà ripetuto chissà quante volte eppure ancora si velano di lacrime gli occhi quando spiega come ha cambiato idea su Karla Tucker, l’assassina di sua sorella Deborah, la dolce Deborah che gli aveva fatto da madre quando era morta la loro da piccoli. Quando racconta come, per lui, Karla ha smesso di essere una «carnefice» ed è tornata ad essere solo «una persona». «Ho deciso di andarla a trovare in prigione, la prima volta. Da tempo ci pensavo, da quando avevo intrapreso il mio cammino di conversione e mi ero avvicinato a Gesù. Ma non mi decidevo. Poi andai: chiesi di parlare con Karla senza dire chi fossi. Di là dal vetro Karla mi guardò dritta negli occhi e mi chiese: Tu chi sei? Sono il fratello di Deborah, risposi. Chi sei? Ripetè Karla. Suo fratello, dissi. E lei scoppiò a piangere. Da quel giorno ho smesso di desiderare la vendetta».

Mariolina Iossa

Impiccata Shahla per l’omicidio della rivale in amore TEHERAN — Shahla Jahed è stata impiccata ieri all'alba. L'iraniana 40enne riconosciuta colpevole di avere ucciso a coltellate la moglie del suo amante, un ex calciatore della nazionale, è «stata giustiziata a Evin dopo otto anni di carcere», ha detto il suo avvocato, Abdolsamad Khoramshahi. Alla vigilia dell’esecuzione Amnesty e altre organizzazioni per i diritti umani avevano scongiurato le autorità iraniane di sospendere l'esecuzione, affermando che c'erano «buone ragioni per credere che potrebbe essere stata condannata a torto». Già due volte la sentenza era stata sospesa e riesaminata, l’ultima in febbraio. La donna aveva prima confessato e poi negato di avere ucciso nel 2003 la moglie di Nasser Mohammad-Khani, membro della nazionale alla fine degli anni '80, di cui era «moglie temporanea», ovvero «amante legale» per il diritto sciita. Secondo l'agenzia Irna, poco prima dell'esecuzione Shahla ha pregato tranquillamente, poi ha iniziato a piangere e gridare chiedendo di non essere uccisa. All'esecuzione ha assistito anche Khani, e il figlio della vittima ha sfilato la sedia da sotto i suoi piedi dopo che le era stata messa la corda al collo.

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Gaza Haniyeh: accetteremmo la volontà dei palestinesi

Apertura di Hamas a Israele: accordo dopo il referendum DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Chi è

Il primo ministro di Hamas a Gaza Ex braccio destro di Yassin Ismail Haniyeh 47 anni, palestinese, sposato con sette figli e laureato in arabo, è uno dei massimi esponenti di Hamas che governa la Striscia di Gaza. Già braccio destro del leader Ahmed Yassin, fu eletto nel 2006 primo ministro dell’Autorità Palestinese dopo le elezioni vinte da Hamas. La sua carica non è però riconosciuta da Fatah e dal presidente Abu Mazen che nel 2007 lo dichiarò deposto

sto; e già l’ex presidente Carter, dopo un incontro a Damasco, assicurò che Hamas era pronta a un accordo di pace «da sottoporre all’approvazione dei palestinesi, anche nel caso il risultato fosse in disaccordo con le sue idee» (ci pensò Khaled Meshaal, capo siriano, a prendere subito le distanze). È lo stesso leader di Gaza, poi, a precisare che «non esiste la soluzione dei due Stati, perché Israele vuole la terra, la pace, la sicurezza tutt’insieme, e questo non è possibile». Ecco così che le reazioni sono gelide: «Nulla di nuovo — commenta da Gerusalemme un portavoce di Netanyahu —. Un linguaggio doppio. Haniyeh non dice mai che gli basterebbe uno Stato vicino a Israele. Dice che lo accetterebbe. Ed è molto diverso. Perché ha sempre spiegato che uno Stato palestinese nei confini del ’67 è solo il primo passo: l’obiettivo finale è uno Stato islamista che rimpiazzi Israele». La sortita di Haniyeh, forse, si spiega con l’ansia di mandare segnali. All’Europa perché i suoi ministri, quando vengono (com’è appena venuto Frattini), «accettino d’incontrare il governo eletto». Ai qaedisti, dei quali nega disperatamente la presenza nella Striscia. E a Israele, dal quale dice di temere nuove bombe. Nei giorni scorsi, raccontano dal Fatah, in una casa di Jenin s’è bevuto un insolito caffè: c'erano uomini di Hamas e dello Shin Bet, i servizi israeliani. E i toni erano morbidi, anche lì.

Francesco Battistini

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GERUSALEMME — Rispolvera la grisaglia. E convoca le testate di mezzo mondo. Coi fiori gialli sul tavolo e i grappoli di microfoni. «Grazie d'essere qui...». Parla Ismail Haniyeh, e già questa è una notizia: il medico di Gaza che governa Hamas non ama le conferenze stampa, temendo i missili israeliani che possono colpirlo — come già gli accadde — e i siluri degli amici siriani che lo smentiscono, come spesso gli accade. Il capo della Striscia ha tre cose da dire, però, e nel suo ufficio di Gaza City vuole si sentano bene. Primo: «In caso d’accordo con Israele, accetteremmo il risultato d’un referendum fra i palestinesi di Gaza, della Cisgiordania e della diaspora, anche se questo fosse diverso dalle nostre idee e princìpi». Secondo: «In questo accordo accetteremmo uno Stato palestinese entro i confini del 1967, con Gerusalemme capitale, il rilascio dei prigionieri palestinesi e la soluzione della questione dei profughi». Terzo: «Fosse vero quel che esce da Wikileaks», e cioè che nel 2008 Abu Mazen fu avvertito dagl’israeliani della guerra imminente nella Striscia, ma evitò d’informarne i palestinesi, «il dialogo col suo partito, il Fatah, dovrebbe fermarsi qui». Il messaggio non è nel contenuto: è nel tono. Più morbi-

do. Meno ultimativo. Quel che fa subito pensare alla svolta moderata d’un movimento che non ha mai riconosciuto Israele e, dalla presa di Gaza, nemmeno l’Autorità palestinese. In realtà, dalle parole esce poco di nuovo: già nel «documento d’intesa nazionale» del 2006, Hamas chiedeva i confini del ’67 e tutto il re-

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Cronache

I rilievi Il muretto crollato nella Casa del Piccolo Lupanare

Beni culturali La sovrintendenza: la malta indebolita a causa dell’acqua

Pompei, continuano i crolli Giù due muri per la pioggia Accuse a Bondi da Pd e Idv. Lui: spaventose strumentalizzazioni DAL NOSTRO INVIATO

POMPEI (Napoli) — Altri due muri crollati negli scavi antichi. Sembra un bollettino di guerra. C’è chi evoca gli ultimi giorni di Pompei. Ma la tristezza è che le rovine di quella Pompei stavano qui integre da oltre duemila anni, prima di una serie di crolli, sempre più ravvicinati. Quattro soltanto nell’ultimo mese. Le due pareti trovate frantumate ieri mattina non poggiavano su nessun terrapieno inzuppato d’acqua. Erano muri divisori, semplicemente. Uno, sulla via Stabiana, era il muro di una bottega. L’altro, dietro la Casa del Centenario,

era quello della Casa del Piccolo Lupanare. Quasi dieci metri lineari di pietre antiche andati in briciole. «Un muro grezzo di opera incerta e una parete di accesso di un piccolo ambiente laterale di una casa chiusa al pubblico», minimizza Jeanette Papadopoulos, soprintendente a Pompei ancora per ventiquattro ore, do-

L’allarme del sindaco D’Alessio: «L’unica cosa fatta è stata mettere una recinzione intorno alle rovine delle rovine»

po soli due mesi di una gerenza che già si sapeva sarebbe stata così provvisoria. Afferma Papadopoulos: «Si tratta di episodi possibili nel corso di un vasto sito archeologico di duemila anni, soprattutto in condizioni climatiche come quelle di questi giorni che non devono generare allarmismi». Claudio D’Alessio, sindaco di Pompei, non la pensa così. È stato lui ieri mattina a dare l’allarme per i nuovi crolli nella città antica. È lui adesso che allarga le braccia, disarmato, lan-

presenta

ciando accuse pesanti e circostanziate. «La verità è che a Pompei non si è fatto nulla per mettere in sicurezza gli scavi antichi — dice —, nemmeno dopo il 6 novembre, quando è venuta giù la Schola Armatorum. Almeno in questa occasione si sarebbe dovuto intervenire immediatamente per prevenire nuovi crolli. E invece non si è fatto altro che mettere una rete di recinzione attorno alle rovine delle rovine. Punto». Dopo la Schola Armatorum è crollato un muro in vicolo del-

l’Ifigenia, contiguo. Poi martedì scorso è crollata un’altra parete dentro la Casa del Moralista, questa volta distante. Come, del resto, sono distanti dalla Schola i nuovi muri crollati ieri, circa cinquecento metri in linea d’aria. E adesso la paura è che il ritornello delle frantumazioni possa divenire una litania quotidiana. Un bollettino di una guerra che nasce dall’incuria, appunto. Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di questi crolli non ne vuole sentire parlare. «Quella su Pompei è una spaventosa strumentalizzazione fatta dalla sinistra», commenta senza voler dire altro sui nuovi due muri che, secondo le ricostruzioni della soprintendenza, sarebbero venuti giù sempre per colpa della pioggia. «A fronte di questi disastri il ministro Sandro Bondi sta cercando di costituire una fondazione privata», denuncia Matteo Orfini, responsabile della cultura del Pd. E aggiunge: «La fondazione è un progetto quantomeno strampalato ed è evidente che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di inadeguatezza dei vertici politici del ministero». «Come i muri degli scavi, anche la credibilità di Bondi si sta sgretolando», chiosa Felice Belisario, capogruppo Idv al Senato. Dure anche le reazioni del sindacato. Antonio Pepe del coordinamento Cisl dei siti: «Tutti i 44 ettari di Pompei sono a rischio. Non viene più fatta la manutenzione ordinaria. Avevamo manodopera specializzata, non esiste più. Siamo rimasti senza restauratori».

Alessandra Arachi

I precedenti

Un mese di disastri L’allarme nel sito archeologico scatta il 6 novembre, con il primo drammatico crollo nella Domus dei Gladiatori (sotto): l’edificio era stato costruito negli ultimi anni di Pompei, e tra il 1940 e il 1950 era stato dotato di una copertura nuova che le mura non hanno più retto. L’11 novembre è la volta dell’adiacente Casa del Moralista

Gli altri danneggiamenti Proprio la Casa del Moralista è colpita nuovamente due giorni fa, il 30 novembre: è ormai chiaro che le piogge battenti stanno ulteriormente aggravando la condizione del sito. Ieri, l’ultimo aggiornamento: un duplice crollo, due muri che cedono, nella Casa del Piccolo Lupanare (vicino alla Casa del Centenario, su via di Nola) e in una bottega nei pressi di via Stabiana

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Maltempo all’Aquila

Allagate le abitazioni del dopo terremoto New Town Le strade allagate nelle abitazioni del progetto Case a Sassa, a L’Aquila (foto «Il Centro», Raniero Pizzi)

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Neve, gelo e pioggia. È stata una giornata di maltempo, ieri, in tutto il Centro-Nord. La situazione più critica all’Aquila dove il sindaco Massimo Cialente ha deciso di garantire ai cittadini, rimasti vittime del terremoto del 2009 e che già godono dei benefici assistenziali post-sisma, la possibilità di essere ospitati in alberghi per superare questi giorni di emergenza maltempo. È la risposta dell’amministrazione aquilana alla difficile situazione causata dalla pioggia continua che ha allagato alcune strade della città ed ha fatto straripare il fiume Aterno in più punti. Ieri pomeriggio proprio per l’esondazione dell’Aterno è stato necessario evacuare 200 persone (sistemate anche loro in alberghi) nelle frazioni di San Vittorino e Cansatessa. Anche nel Lazio l’Aniene ha rotto gli argini: a Treve (Frosinone) e ad Agosta, vicino a Subiaco (Roma) inondando i campi, mentre su tutto l’arco alpino (specie in Valtellina) è caduta neve in abbondanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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? Cronache 23

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Il «Corriere» I nelle piazze: idee, quesiti e proposte

l Corriere della Sera nelle piazze di Napoli. Da ieri nella città ancora invasa da oltre duemila tonnellate di rifiuti, siamo presenti per raccogliere non solo la rabbia e gli sfoghi dei napoletani, ma anche e soprattutto le loro proposte e le idee per uscire dall’ennesima emergenza. E ancora le domande che i cittadini vorrebbero porre alle istituzioni, dalle quali — dopo la pubblicazione nei prossimi giorni di un ampio resoconto dell’iniziativa — ci aspettiamo di ricevere risposte esaurienti. Ieri un gazebo è stato allestito in piazza dei Martiri, oggi l’appuntamento è in piazza Dante, dalle 10 alle 18, e domani (stesso orario) in via Scarlatti al Vomero. Per chi non può venire, c’è sempre l’opportunità di scrivere. Come hanno fatto già molti cittadini attraverso lettere ed email. Una delle ultime arrivate colpisce per il coraggio dell’autocritica: «Bisogna rimettere in moto la città dalle piccole incombenze», ci scrive il lettore. «Il rispetto degli orari di deposito dei rifiuti, il regolamento per il passeggio degli animali, il favorire l’attraversamento dei pedoni sulle strisce pedonali etc... Solo così è possibile “cambiare strada”, cambiando prima mentalità».

Le domande dei cittadini a cura di FULVIO BUFI

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Napoli La città e l’immondizia

DAL NOSTRO INVIATO

NAPOLI — L’ultimo tradimento può stare tutto in un’immagine: due carrozzine scassate e due vecchi tappeti sdruciti, là, sopra una pila di rifiuti in cima a Posillipo. In salsa sciué sciué, è la vecchia teoria dei vetri rotti di Wilson e Kelling (se non li riparate subito alla prima finestra, presto tutte le altre finestre del palazzo verranno spaccate dai vandali). Ma Stefano Caldoro, che da veterano del quartiere ci segnala la scena, se ne fa un baffo dei criminologi americani, e perde un po’ della sua proverbiale pazienza: «Chi ce l’ha messa quella roba? Non potevano tenersela a casa altri dieci gior-

Il risveglio (lento) della società civile Anche Posillipo è tra le vittime dei rifiuti L’inutile corteo di mamme e professionisti D’Amato: chi salva Napoli, cambia l’Italia

Bisognava sciogliere i Comuni in ritardo con la differenziata?

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Il quesito è posto da Davide Fabiano, 23 anni, laureato in Scienze Politiche, che abita a Ercolano

do. Un dirigente di spicco del vecchio Pci come Andrea Geremicca, che si attribuisce «litigi trentennali con Bassolino», sostiene che nei gravi peccati del Le tonnellate bassolinismo vada annoverato «l’assordi rifiuti a terra ancora presenti bimento di larghi settori della borghesia tra consigli d’amministrazione e cona Napoli sulenze»: «S’è persa autonomia, questa è una città invertebrata». Antonio D’Amato, se gli si chiede dove sia la borghesia napoletana, si gira sornione come a cercarla, chiacchierando col cronista in un salone dell’hotel Vesuvio. Ma è uno dei rari grandi borghesi della città e può permettersi di scherzarci su. «Napoli è l’inizio e la fine del Mezzogiorno, chi salva Napoli si piglia l’Italia e la cambia», dice poi, serissimo. In città cominciano a essere contestati per strada «l’amatissimo» Berlusconi e il ben più defilato Casini, quasi tutti i Via Caracciolo Attori e passanti si abbracciano nella foto di Luciano Romano. È uno degli scatti della mostra «’O vero! Napoli nel mirino», che s’inaugura domani al Madre politici nazionali rischiano pernacchie, e tirano venti opponi?»; perché certo qua i lazzari della Sa- attimo i panni da governatore: «Ci fareb- valzer della mondezza, ma prova a tuosti, orgoglio neo-borbonico e persino senità c’entrano poco o nulla, al massimo be molto comodo avere qualcuno che ci nare come un tempo l’ultimo pate ’e Naduzione leghista: «Ho amici avvocati uno può prendersela con qualche filippi- pungolasse». Già, e magari dicesse «al- pule, prima osannato e poi costretto a che mi dicono voterebbero per Maroni no a servizio su una delle terrazze della la munnezza ci pensiamo noi privati», tapparsi in casa per un anno: «Adesso I militari e Bossi se si presentassero qui, come sficollina più famosa della città, sicuro di eh? «Mah, qui lo schema è sempre lo viene fuori tutto. Dicevano che avevano impegnati da, protesta estrema», sospira Geremicsbattere comunque, risalendo la gerar- stesso, classe dirigente mai organizzata fatto il miracolo… Io nel 2008 dicevo sì a Napoli chia, contro la vituperata borghesia na- e richiamo al popolo: è stato così a vari a qualunque sito, ci mettevo la faccia, nelle operazioni ca. Persino Passione di Turturro è stato un pugno nello stomaco, l’ultimo subpoletana. «I cumuli di munnezza giusti- livelli e in vari campi, con Lauro e Ange- possibile che nessuno si prenda la re- di raccolta ficano chiunque, anche i signori della lo Manna, Maradona e Antonio Bassoli- sponsabilità di una discarica, adesso?». dell’immondizia buglio. Tra tante pulsioni sommerse, D’Amato sembra uno degli ultimi leader Capita, in questa città di paradossi, Napoli bene, a mollarci sopra qualun- no». Pare lo schema preferito da Berluagganciati alla razionalità. Molti lo vorsconi: «…che infatti a Napoli è amatissi- che il laurismo possa beneficiare di que cosa». rebbero nei panni del salvatore della paDomenica s’è fatta viva la cosiddetta mo», ridacchia Caldoro, sempre sotto- qualche rilettura meno preconcetta tria (oggi partenopea, domani chissà) («L’altra metà della storia» di Marco Desocietà civile, qualche centinaio di pro- voce. ma lui scuote la testa, come gli uomini Non ride per niente Bassolino, inve- marco è in questo senso un testo coragfessionisti e mamme in marcia fino a assennati devono, in certi casi: «Faccio piazza Plebiscito per protestare coi sac- ce. Davanti ai fedelissimi della fondazio- gioso), e che il bassolinismo ne prenda l’imprenditore, non posso». Poi qualcochetti della differenziata in pugno. E ne Sudd se la piglia con «i neoascari che il posto soprattutto nell’immaginario sa la dice: «Io certe notti sogno di fare il proprio da Posillipo è sceso un corteo cercano di scaricare tutto sulle classi di- della parte politica cui appartenne Bassindaco, sogno di girare con duecento («apolitico e apartitico»), guidato da un rigenti meridionali, politici, ma pure solino, il Pci: la borghesia napoletana macchine della polizia e di recuperare alavvocato tosto al grido di «Napoli puli- professionisti e imprenditori, come se oscilla come un pendolo tra questi estrela città un quartiere dopo l’altro…». ta». Tra forum e associazioni, primi se- tutto questo non fosse sintomo di crisi mi, qui dove quasi tutto è plebeo anche Sogni, appunto, ma il rapporto con la gni di risveglio borghese, certo. Tutta- delle classi dirigenti nazionali!». Ha an- in letteratura, tranne «Ferito a morte» sfera onirica è uno dei modi attraverso i via non abbastanza forti per sanare una cora addosso accuse pesanti proprio sul di La Capria e certe commedie di Eduarquali viene rivelata la verità dai napoleferita che secondo Raffaele La Capria ritani che non a caso fanno della Smorfia sale al massacro controrivoluzionario un universo realissimo. Per le elezioni del 1799, alla strage che una città cupaBruxelles che verranno, molti altri puntano su Mamente sanfedista fece delle proprie intelra Carfagna. Narrano che la pulzella berligenze migliori e dunque della sua poslusconiana abbia stregato in un solo mesibile classe dirigente la quale, da allora, eting cinquanta imprenditori prima ha sempre tenuto con prudenza la testa scettici, alla faccia di Nick Cosentino al riparo. Proprio domenica, tuttavia, in che non l’ama. I rifiuti pesano, e peseun intensissimo articolo sul Corriere, La attuazione di un piano». Le autorità campane BRUXELLES — Il decreto sui rifiuti adottato ranno, sulle scelte di una certa Napoli. Capria ha voluto chiedere perdono alla dall’Italia non è sufficiente per venire incontro hanno ancora 20 giorni per presentare il piano. «Si tratta prima di tutto di rifiuti morasua Napoli «per quello che ti abbiamo Del resto, ha annunciato la Buccella, il alle richieste della Commissione Ue, serve un li», sorride D’Amato. Ed è certo vero. fatto noi della borghesia cittadina», riaimpegno delle autorità campane. «Per eseguire commissario Ue all’ambiente Potocnik a Ma certe sere in centro, i fortunati borprendo il dibattito. Sicché qui la storia febbraio sarà a Napoli. «È molto preoccupato, la sentenza della Corte di giustizia dell’Ue sui ghesi in grado di prenotarsi il viaggio di corre, sterza e si rovescia, talvolta. perché da marzo, quando si è pronunciata la rifiuti in Campania — ha detto il direttore Natale devono scavalcare un guardrail «Beh, quella del ’99 è una vicenda che Corte Ue, non ha visto intrapresa nessuna all’Ambiente, Pia Bucella — è necessaria di sacchetti neri lungo dieci metri per arha segnato una spaccatura, certo», mediazione concreta». L’avvertimento: «Se le sue l’attuazione di un piano di gestione regionale rivare alle vetrine di «Crociere Grimalta il filosofo Biagio De Giovanni: «Ma la attese non verranno rispettate non esiterà a dei rifiuti. Il decreto adottato dal governo non di»: dieci metri, per ora, molto materiadebolezza politica della borghesia è enlanciare il primo avvertimento di una nuova rientra direttamente nell’esecuzione della li, come è destino che sia, nella città più demica, da troppo non c’è segno di viprocedura d’infrazione». sentenza della Corte, ma ben venga se carnale d’Italia. ta». Davanti a un caffè, al bar dell’hotel contribuisce a facilitare l’iter di adozione e © RIPRODUZIONE RISERVATA Goffredo Buccini Paradiso, l’«antinapoletano» Caldoro (timido, taciturno, preciso) rimette per un © RIPRODUZIONE RISERVATA

2.200

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«Il decreto non basta, serve il piano operativo»

La domanda fa riferimento al decreto del governo Berlusconi durante l’emergenza rifiuti a Napoli nel 2008, che prevedeva il commissariamento dei Comuni inadempienti nell’avvio della raccolta differenziata. Il provvedimento è stato adottato in provincia di Caserta, ma non a Napoli. Quando era ancora in carica, Bertolaso non ha mai spiegato il perché. È un dato certo, però, che più volte Berlusconi ha attribuito al sindaco Iervolino le responsabilità della nuova emergenza. Se non fosse stata ancora in carica, accusarla sarebbe risultato più difficile.

Ma perché Napoli non può sversare nelle altre province?

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Il quesito è posto da Elisabetta Di Pinto, 34 anni, infermiera in una clinica privata, abitante nel quartiere Scampia La legge prevede che ogni provincia sversi i rifiuti all’interno del proprio territorio, e Napoli ha a disposizione soltanto la discarica di Chiaiano. In realtà per far fronte all’attuale emergenza si è fatto ricorso alle discariche di Savignano Irpino (Avellino) e di Sant’Arcangelo Trimonte (Benevento). Ma si è trattato di deroghe possibili soltanto in un momento di crisi acuta, e non si potrà in alcun modo rendere stabile l’utilizzo degli altri impianti della Campania per sversare la spazzatura di Napoli.

Chi potrà liberarci da tutte le ecoballe di Taverna del Re?

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Il quesito è posto da Salvatore Piccirillo, 50 anni, autista in una azienda di trasporto pubblico. Abita a Giugliano Taverna del Re è un’area che si trova dove abita chi ha posto la domanda. Vi sono stoccate sette milioni di ecoballe non a norma, perché prima di imballare i rifiuti non è stata separata adeguatamente la frazione umida da quella secca. La presenza dell’umido rende impossibile che quel genere di rifiuti sia smaltito nel termovalorizzatore di Acerra né in quelli che saranno realizzati a Napoli e Salerno. Bisognerà costruirne uno con caratteristiche tecniche specifiche, e poi per bruciare le ecoballe occorreranno almeno quindici anni.

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Cronache 25

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

La sentenza d’appello Spaccarotella: non mi sento un assassino, spero nella Cassazione

Enav e il «depistaggio»

Sandri, fu omicidio volontario

All’agente 9 anni e 4 mesi. La famiglia del tifoso: giustizia fatta FIRENZE — Omicidio volontario. La sentenza della corte d’Assise d’appello di Firenze ribalta il giudizio di primo grado (6 anni per omicidio colposo) nei confronti di Luigi Spaccarotella, l’agente della Polstrada di Arezzo che l’11 novembre del 2007 alla stazione di servizio dell’Autosole di Badia al Pino (Arezzo), sparò e uccise il tifoso della Lazio Gabriele Sandri, 26 anni, e lo condanna a 9 anni e 4 mesi di carcere (e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici) riconoscendo le attenuanti generiche e i benefici di un rito abbreviato negato nella fase preliminare del dibattimento. I giudici di secondo grado fiorentini, presieduti da Emilio Gironi, hanno ac-

Martini e la «botta»: «Solo una chiacchiera che girava in Parlamento»

Alemanno Il sindaco di Roma: a nessuno è consentito di stroncare una vita con atti indegni del proprio ruolo cettato la tesi del pg Aldo Giubilaro: l’agente Spaccarotella, sparando ad altezza d’uomo e dalla parte opposta della carreggiata contro l’auto dove si trovavano alcuni tifosi tra i quali Sandri, non voleva uccidere, ma si assunse quel rischio in un «momento d’impeto». Dunque non ci fu colpa, ma dolo se pur mitigato dall’eventualità del rischio. L’accusa aveva chiesto una condanna a 14 anni, inferiore di 7 anni al minimo previsto dal reato di omicidio volontario, proprio perché aveva riconosciuto la non volontà di assassinare Sandri, ma allo stesso tempo aveva dimostrato l’insostenibile leggerezza di un’accusa di omicidio colposo, lo stesso che si applica negli incidenti stradali. No, quel gesto di Spaccarotella, assurdo e incomprensibile, hanno sentenziato i giudici, non poteva passare per un tragico incidente. «Spaccarotella, premendo il grilletto, non poteva non sapere che avrebbe potuto causare la morte di qualcuno», aveva denunciato nella requisitoria il pg Giubilaro. Per la difesa,

che aveva chiesto una riduzione della condanna per omicidio colposo, invece, quel colpo fatale sarebbe partito accidentalmente dall’arma dell’agente e deviato da una rete metallica di recinzione. Alla lettura della sentenza i genitori di Gabriele sono scoppiati in lacrime. «Oggi finalmente mi sento orgoglioso di essere italiano — ha commentato Giorgio Sandri — è stata la verità storica dei fatti. Nostro figlio non c’è più, ma dopo tre anni possiamo sperare di avere un po’ di serenità». Nonostante la commozione, Daniela, la madre di Gabriele, ha avuto parole di pietà per l’omicida del figlio: «Alla lettura della sentenza ho pensato a lui. Forse adesso possiamo pensare di perdonarlo anche se Spaccarotella non ha mai avuto gesti di comprensione verso la nostra famiglia». Il fratello Cristiano, avvocato: «È stata ristabilita una giustizia giusta». Luigi Spaccarotella non ha partecipato all’udienza e ha saputo della sentenza al tele-

La Lav e i circhi

Al Colosseo la protesta animalista

Mascherati da tigri e leoni per una legge in favore di un «circo più umano» e per la liberazione di oltre 2.000 animali «detenuti». L’iniziativa, ieri al Colosseo a Roma, è della Lav. Presente il ministro del Turismo, Brambilla.

Da Cracco a Santini

In crociera con i grandi chef

fono dall’avvocato Federico Bagattini. «Sono sgomento, non mi sento un assassino, ma non perdo la fiducia nella giustizia e la speranza che la Cassazione», ha commentato l’agente che adesso non potrà beneficiare dell’assistenza sociale e rischia di scontare la pena in carcere. L’avvocato di Spaccarotella ha detto di essere fiducioso in un diverso giu-

dizio da parte della Cassazione alla quale si appellerà. «Oggi cambia qualcosa in profondità nel rapporto che c’è fra i ragazzi che vanno allo stadio e il mondo della giustizia — ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno — questa sentenza sottolinea che a nessuno è consentito stroncare una vita umana con atti indegni del

proprio ruolo». Valter Veltroni ha definito la sentenza «equilibrata e capace di ristabilire un principio di verità è giustizia». Per il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, la condanna di Spaccarotella «è un segnale che va nella direzione che tutti avevamo auspicato».

Marco Gasperetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA — «Quello che ho detto durante la telefonata con il mio amico Lorenzo Borgogni era una chiacchiera che girava in ambienti parlamentari. Non ricordo chi me l’avesse riferita». Così, interrogato dai magistrati, il presidente di Enav Luigi Martini ha cercato di sminuire la conversazione d’inizio estate con il capo delle relazioni esterne di Finmeccanica al quale aveva detto «arriverà una botta della Guardia di Finanza e il fascicolo passerà di mano», parlando esplicitamente del procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo titolare dell’inchiesta su Finmeccanica. Su questo presunto boicottaggio sta indagando la Procura di Perugia che ha ascoltato anche Capaldo come parte lesa e adesso dovrà verificare quali possano essere questi «ambienti parlamentari» dei quali parla Martini. Si avvelena il clima intorno all’inchiesta sulle false fatturazioni che Finmeccanica e Enav avrebbero utilizzato per creare «fondi neri» e poi pagare tangenti a manager e politici. Perché i pubblici ministeri sono convinti che fosse stato messo in atto un tentativo per fermare gli accertamenti. All’epoca della telefonata intercettata non era infatti stata avviata alcuna altra indagine, ma un mese fa un’informativa della Guardia di Finanza ha sollecitato la Procura di Roma ad avviare accertamenti sull’Ente di assistenza al volo proprio riguardo alla regolarità dei bilanci. Sono due le ipotesi che vengono ora esplorate. Forse quegli «ambienti parlamentari» di cui parla Martini speravano che nella nuova inchiesta, in cui si ipotizza il reato di corruzione, sarebbero potuti confluire anche gli atti relativi a Finmeccanica facendo così perdere a Capaldo l’esclusiva titolarità del fascicolo. Oppure, ed è questa la seconda possibilità, che qualcuno avesse deciso di denunciare il procuratore aggiunto rendendolo «incompatibile» con l’indagine. E dunque adesso si dovrà verificare se siano stati presentati esposti nei suoi confronti, anche tenendo conto che Capaldo all’inizio della scorsa estate, cioè all’epoca della telefonata tra Martini e Protagonisti Borgogni, aveva concentrato la sua attenzione Lorenzo Borgogni, sull’indagine contro la manager cosiddetta «P3» che Finmeccanica. Sopra coinvolge tra gli altri il il titolo, Luigi Martini faccendiere Flavio Carboni, i presidente Enav politici del Pdl Denis Verdini e Marcello dell’Utri, oltre a numerose personalità, scatenando fortissime polemiche. Borgogni, ascoltato dal procuratore di Perugia Giacomo Fumu due giorni fa, ha spiegato di non aver dato alcuna importanza a quanto gli era stato riferito da Martini «perché l’ho giudicato con la consueta diffidenza nei confronti della miriade di pettegolezzi che giravano sull’argomento». E il suo avvocato Renato Borzone aggiunge che «all’epoca il mio cliente non era stato neppure convocato come testimone, cosa che accadde nelle settimane successive». Attualmente i due manager sono invece indagati nell’ambito degli accertamenti sulla contabilità occulta che sarebbe stata creata per il pagamento delle mazzette. E proprio di questo è tornato ieri a parlare in carcere, di fronte a Capaldo, il consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola che, assistito dal professor Franco Coppi, ha accettato di collaborare con gli inquirenti. In una nota ufficiale Finmeccanica smentisce di aver «mai promosso o auspicato alcuna azione di boicottaggio o depistaggio». Dirama un comunicato anche la Procura di Roma per ribadire «l’assoluto apprezzamento di tutti i magistrati dell’ufficio per l’attività svolta dalla Guardia di Finanza e che prosegue le indagini in corso sull’Enav», così specificando che la titolarità della delega su Finmeccanica resta esclusivamente ai carabinieri del Ros.

F.Sar.

MILANO — Quattro ristoranti tra i più famosi al mondo prepareranno i menu di Natale e Capodanno a bordo di cinque navi Costa Crociere. Sono tutti all’insegna della cucina italiana: Cracco di Milano, Santini di Londra, Le Stresa di Parigi e San Pietro di New York. La compagnia ha organizzato l’evento come un omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia. L’anteprima stasera da Cracco.

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Cronache 27

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Orvieto Il diacono si è lanciato dalla rupe. Il vescovo e la Santa Sede: divergenze di valutazione

Suicida per il sacerdozio negato

La lettera: era tutta la mia vita. Per il Vaticano era immaturo ROMA — «Era una persona meravigliosa. Non era né gay, né pedofilo. Non aveva cattive amicizie. Niente di niente. Voleva fare il prete. Da sempre. Qualcuno glielo ha impedito. Ora ne deve rispondere davanti a Dio». Ippazio Seidita è sconvolto. Suo cugino, Luca Seidita, diacono di 29 anni di Matino, in provincia di Lecce, martedì sera si è gettato dalla rupe di Orvieto. Perché la Santa Sede lo aveva ritenuto «non maturo» per diventare prete. In un biglietto di addio, scritto al computer e stampato prima di uccidersi, il diacono aveva scritto: «Volevo diventare sacerdote. Tutta la mia vita è stata dedicata a questo. Mi è stato negato». Eppure la valutazione negativa non era condivisa affatto dal vescovo di Orvieto, monsignor Giovanni Scanavino, che aveva preso Luca Seidita come suo assistente e lo riteneva, invece, «pronto». Lo stesso vescovo ieri ha parlato di «divergenze di valutazione» e ha ricostruito gli ultimi, disperati, istanti di vita di Luca. Lunedì era arrivato dalla Santa Sede il fax che bloccava l’ordinazione. «Cosa ho fatto? Ditemi che cosa ho fatto...» aveva gridato Luca. E martedì, insieme al vescovo, era stato in Vaticano per trovare una soluzione. Invano. Così verso le 21.30 ha raggiunto il punto più alto delle mura medievali di Orvieto, teatro già di altri suicidi. Ha gettato giù l’ombrello e si è buttato. Un volo di trenta metri. Simile a quello della sua can-

Con il vescovo Un’immagine recente del diacono Luca Seidita accanto al vescovo Giovanni Scanavino

zone preferita: «Mi fido di te», di Jovanotti. Ci hanno ripensato, commossi, ieri i suoi parrocchiani a quella canzone che lui usava per invitarli all’amore di Dio. «Fidarsi — aveva scritto sul sito della parrocchia — è una delle cose di cui abbiamo più bisogno e che più ci costa fare. Come la vertigine che prova chi si sdraia sul burrone. Quello che più ci terrorizza alla fine è ciò che più ci attrae». E ancora: «Mi fido di te. Mai pensato di provarci con il buon Dio? Ha ali forti, credetemi. Auguri per la vostra vita».

Ultimo di quattro figli, ieri Luca ha avuto l’estremo incontro con la mamma, che due settimane fa aveva perso il marito a seguito di una lunga malattia. Con il vescovo lei ha puntato il dito contro i «nemici» di suo figlio. Quelli che avevano taglia-

La famiglia Il cugino: non era gay e neppure pedofilo, non aveva cattive amicizie, voleva solo fare il prete

to le radici al suo sogno, con voci malevole sulle sue inclinazioni e su cattive amicizie. E quelli che gli avevano impedito di fare il prete. In mattinata il vescovo aveva escluso di essere mai stato a conoscenza che Luca fosse omosessuale. E aveva specificato che «un tale aspetto non emerge dai documenti in possesso dei seminari». Mandato via prima dal seminario di Molfetta, poi da Fermo, aveva concluso gli studi all’Università Lateranense. «C’erano problemi di carattere e il suo scarso amore

per lo studio» aveva ricordato il vescovo che però «aveva recuperato». Uno «stop» dalla Santa Sede c’era stato anche per il passaggio a diacono. Poi superato. Per l’ordinazione c’era già una data: il 7 dicembre. Ma martedì, poche ore prima del suicidio, la diocesi di Orvieto aveva reso noto che l’ordinazione era stata sospesa e rimandata «per diretto intervento della Santa Sede». Nel comunicato anche la preghiera affinché Luca si potesse «riprendere da questa grande prova». Ma lui non si è ripreso. Il motivo lo ha messo nero su bianco: quel «no» al suo sacerdozio. Nell’ultimo messaggio Luca chiede alle persone «sulla terra di pregare per lui» e al Signore di perdonarlo. Dice di essere cosciente della propria fragilità. Ringrazia il vescovo, chiamandolo «padre Giovanni». E chiede scusa ai familiari. Ma perché un simile diniego? «Si tratta di un sacramento e la Santa Sede non può dare spiegazioni sul perché venga dato o non dato. Noi non diciamo niente e non abbiamo niente da dire», spiega il portavoce Vaticano padre Lombardi. Ma la famiglia di Luca vuole sapere di più. Il cugino Ippazio lo dice chiaramente: «Non riusciamo a spiegarci perché non l’hanno voluto. Potevano chiedere qui. Tutti gli volevano bene. Magari fosse rimasto qui da noi».

Virginia Piccolillo © RIPRODUZIONE RISERVATA

La ragazzina sparita Famiglia, scuola e palestra: nessun contatto sospetto dall’analisi dei tabulati

Il mini mondo di Yara Nel suo telefonino soltanto dieci numeri

La felpa Il giorno in cui è sparita, venerdì 26 novembre, Yara Gambirasio indossava la felpa che porta in questa fotografia. Nell’altra immagine il papà, Fulvio, geometra che lavora in una azienda della zona (Foto Cavicchi)

DAI NOSTRI INVIATI

BREMBATE DI SOPRA (Bergamo) — Dieci numeri di telefono nel cellulare, non di più: il mondo di Yara Gambirasio era tutto in quei contatti racchiusi tra famiglia, scuola e palestra, senza nessun segreto nascosto nei tabulati o nei file informatici. È uno dei pochi elementi che trapela al quinto giorno d’indagini senza una vera traccia utile a ritrovare la giovane, nonostante le centinaia di volontari che (anche ieri) hanno battuto le campagne attorno a Brembate sfidando pioggia, neve a temperature rigide (mai oltre i 5 gradi). Dai tabulati telefonici emerge che i numeri memorizzati sul cellulare (marca LG) di Yara Gambirasio sono poco più di una manciata e sempre gli stessi. Questo, da un lato, conferma il profilo della ragazza (lineare e riservata) e dall’altro sembra tagliar fuori definitivamente l’ipotesi di amicizie clandestine e una fuga volontaria. Tra i più ripetuti, c’è il numero di papà Fulvio e mamma Maura, l’ultima ad aver fatto squillare il cellulare di Yara venerdì 26 (alle 18.49) all’uscita dalla palestra. Inutilmente: dopo due squilli, l’apparecchio era risultato sganciato dalla linea telefonica, forse spento da qualcuno oppure scarico. Pochi minuti prima era partito un sms di Yara in risposta alla sua compagna di ginnastica ritmica: «Ci vediamo alla ga-

ra di domenica!». Un altro tra i numeri più digitati da Yara. Ogni spunto viene considerato utile per imprimere una svolta tanto alle ricerche della ragazza quanto alle indagini sulla sua sparizione. Ma il fatto che ieri pomeriggio il sindaco Diego Locatelli abbia lanciato pubblicamente un appello

Niente fiaccolata È stata scartata l’idea di una fiaccolata di solidarietà, il paese si riunirà sabato sera per una veglia di preghiera

perché chi sa o vede qualcosa in questi giorni si presenti ai carabinieri lascia intendere che al momento non ci sono elementi concreti in mano agli inquirenti. Un sussulto si è vissuto solo ieri mattina quando carabinieri e vigili del fuoco, poco prima delle 11, hanno fatto sgomberare all’improvviso il centro sportivo abitualmente frequentato da Yara. Palestra, piscina, spogliatoi, persino il bar e la casa del custode sono stati battuti palmo a palmo alla ricerca di indizi o tracce organiche della ragazza. Ma il bilancio, dopo tre ore di lavoro, è stato nullo.

Il libro dell’Ansa presentato al Senato

Il foto racconto del 2010 Una sintesi fotografica e un bilancio giornalistico dell’anno che sta per chiudersi: è il libro «PhotoAnsa2010», dedicato al Mediterraneo. È stato presentato ieri a Roma, a Palazzo Giustiniani, dal presidente dell’Ansa Giulio Anselmi e dal direttore dell’Ansa Luigi Contu. C’erano il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu, l’ex segretario del Pd Walter Veltroni e Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. (Nella foto il barcone di clandestini arenato al largo di Latina il 5 ottobre scorso)

Era corsa voce che il controllo fosse scattato in seguito a una lettera anonima giunta in municipio, circostanza smentita dal sindaco. In serata il pm Letizia Ruggeri ha fatto sapere che quel blitz è frutto di un decreto di perquisizione firmato da lei stessa. Oggi le ricerche riprenderanno: l’intero territorio tra l’Adda e il Brembo è stato diviso in zone ciascuna delle quali sarà affidata a una squadra di volontari o a nuclei delle Forze dell’ordine. Verranno risentiti testimoni e vicini della famiglia Gambirasio; secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere nuovamente convocato Enrico Tironi, il giovane che domenica sera si era presentato davanti alle telecamere raccontando di aver visto Yara salire su un’auto con due uomini; salvo poi rimangiarsi tutto una volta interrogato dai carabinieri. La famiglia ieri ha fatto scudo attorno al ragazzo. «Mio figlio ha fatto una sciocchezza raccontando quelle cose — dice la madre — ma è un ragazzo a posto». La gente di Brembate e dei paesi vicini, intanto, continua a preferire la riservatezza e dedicare i suoi sforzi alle ricerche nella neve e nel fango. Scartata l’idea di fare una fiaccolata pubblica, gli abitanti del paese si ritroveranno di nuovo sabato sera in chiesa per una veglia di preghiera.

Claudio Del Frate Ilaria Sacchettoni © RIPRODUZIONE RISERVATA

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28 Cronache

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

Immigrati Le domande dal 9 dicembre. Richiesta una comprensione elementare. In caso di bocciatura ci si potrà ripresentare

«Quanti figli hai?», il test d’italiano per stranieri Via alle prove per chi chiede il soggiorno di lungo periodo. Interessati in 80 mila ROMA — Entrate in una bottega da barbiere, se vi capita. In una di quelle gestite oggi da immigrati, spesso bengalesi. Se ne trovano, ad esempio, nei quartieri popolari di Roma. Ebbene, là dentro scoprirete che il «figaro» di Dacca comunica coi suoi clienti, non solo romani e connazionali ma anche cinesi e arabi, usando l’italiano. Il fenomeno meriterebbe l’attenzione di un linguista: l’italiano come esperanto. Chissà quale sarà l’evoluzione di questa nuova lingua «in progress», frutto di così tante e recenti contaminazioni. Di sicuro, il processo d’integrazione passa anche attraverso la comprensione reciproca ed è per questo che dal prossimo 9 dicembre diverrà operativo il decreto del 4 giugno scorso del ministero dell’Interno, che introduce il test obbligatorio di lingua italiana per gli stranieri. Attenzione, però. La novità riguarderà per ora «solo» gli stranieri «regolarmente» presenti in Italia «da almeno 5 anni», che abbiano compiuto i 14 anni di età e che vogliano richiedere il rilascio del cosiddetto «permesso CE per soggiornanti di lungo periodo», il documento cioè che rispetto al normale permesso di soggiorno è invece «a tempo indeterminato» e rappresenta, perciò, una specie di anticamera per arrivare, dopo 10 anni di legale residenza in Italia, ad acquisire il sospirato status di cittadini. Sono esclusi comunque dal test gli immigrati che dimostrino (con titoli di studio o professionali) di avere già una buona conoscenza della lingua italiana. E le persone affette da gravi patologie o handicap. Però niente panico, raccomanda il ministero, che negli ultimi giorni sta registrando un cospicuo aumento delle domande tra quelli — in Italia sono circa 60-80 mila — che, avendo i requisiti per richiedere il permesso in questione, stanno cercando di presentare la documentazione prima della data fatidica, con l’obiettivo di sfuggire all’esame. E invece «niente paura e nessuna fretta», ripete ancora il viceprefetto Daniela Parisi, del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale. Innanzitutto, perché il 9 dicembre si parte — è vero — ma non occorre precipitarsi. Chi già tra una settimana, infatti, vorrà presentare la sua domanda di partecipazione al test, verrà poi convocato dalla

Prefettura entro 60 giorni (due mesi!), perciò i primi esami d’italiano si terranno solo a gennaio-febbraio 2011 e, in caso di esito negativo, lo straniero potrà comunque ripetere la prova effettuando una nuova richiesta. Insomma, la «bocciatura» non comporterà alcunché di drammatico. Inoltre, il test non è di quelli insuperabili. Si basa sulla «comprensione di brevi testi, frasi ed espressioni di uso frequente» (un po’ come nella bottega del barbiere di Dacca...) con un livello di difficoltà pari a quello «A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento», terminologia burocratica che però dal ministero dell’Istruzione (partner dell’iniziativa) decriptano agevolmente: «Lo straniero dovrà dimostrare di essere in grado di capire e farsi capire, a voce e per iscritto, su temi che riguardano la vita di tutti i giorni». E fanno esempi rassicuranti. A gennaio poi uscirà una vera e propria «Guida al Test», con gli indirizzi standard forniti dagli «enti certificatori» (Università di Roma Tre, Università di Perugia, Università di Siena e Dante Alighieri). Un vademecum, però, è già disponibile oggi. La richiesta di partecipazione va fatta via web (ma lo straniero a digiuno di internet potrà sempre rivolgersi ai vari patronati). L’immigrato si registrerà all’indirizzo previsto (http://testitaliano.interno.it) ed entro 60 giorni riceverà «per posta» la convocazione della Prefettura. «Il test sarà gratuito — assicura il viceprefetto Parisi — e si svolgerà nelle scuole. Ognuno verrà convocato nel-

Come funziona Chi deve sostenerlo Gli stranieri con più di 14 anni, in Italia da almeno 5 anni già con permesso di soggiorno in corso di validità. È obbligatorio dal 9 dicembre 2010. La richiesta si fa su http://testitaliano.interno.it. L’esito Se è positivo o se si attesta che lo straniero ha già una buona conoscenza della lingua, la Questura rilascia il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo

l’istituto più vicino a casa, secondo il Cap indicato nella domanda». Sostenuta la prova, collegandosi dopo pochi giorni allo stesso indirizzo web l’immigrato ne potrà conoscere l’esito. E se l’avrà superata (ottenendo almeno l’80 per cento del punteggio complessivo) non riceverà un diploma ma potrà, a quel punto, presentare la sua domanda per avere il permesso per soggiornanti alla Questura, che vaglierà la sussistenza degli altri requisiti: reddito e alloggio idoneo, certificato del casellario giudiziale...

Fabrizio Caccia

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Chiesa La battaglia di Alessandra Bernaroli: perfino per la Chiesa non è nullo

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Legge sulle quote rosa Inizia la volata finale

M.A.C.

Il marito cambia sesso I giudici: matrimonio valido

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A Montecitorio

ROMA — Volata finale del progetto di legge sulle cosiddette «quote rosa» nei consigli di amministrazione. Il testo unificato bipartisan di Lella Golfo (Pdl) e di Alessia Mosca (Pd) — che prevede tra l’altro che «il riparto degli amministratori sia effettuato in base a un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi» e in particolare che al «genere meno rappresentato» sia assegnato «almeno un terzo degli amministratori eletti» — entro la prossima settimana avrà il via libera della Camera e passerà al Senato. Questa mattina infatti la Commissione Finanze di Montecitorio recepirà i pareri positivi del ministero dell’Economia e di quello della Giustizia e procederà all’esame in sede legislativa. Il parere di Tremonti è subordinato all’inserimento di tre emendamenti che secondo i tecnici non cambiano l'impianto del testo che prevede anche come sanzione che decadano dalla carica i componenti eletti in consigli di amministrazione che non rispettano il criterio di riparto. Allo stesso tempo viene mantenuto l'arco temporale di tre mandati consecutivi per l'applicazione della norma. «Siamo vicini a una vera e propria svolta epocale», ha dichiarato la Golfo.

Modena L’anagrafe aveva modificato lo stato in «separato»

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poi gli organi genitali e infine alcuni tratti del volto) e ratificata con tanto di sentenza del tribunale. Sembrava fatta. Lei e lei. Coppia liberamente assortita. Ma non avevano fatto i conti con la burocrazia. «Prima — racconta Bernaroli — scopriamo che l’anagrafe di Bologna, come conseguenza del cambio di sesso, ha modificato il mio stato di famiglia, facendomi risultare separato da mia moglie, addirittura con due indirizzi diversi, nonostante noi si viva sotto lo stesso tetto». E sorprese arrivano anche da Finale Emilia, il comune del Modenese dove la coppia si era sposata nel 2005: «Ci accorgiamo — prosegue Bernaroli — che l’atto di matrimonio è stato di fatto annullato». E che il Viminale, interpellato sul caso dai due Comuni, ha avallato la cancellazione sul-

MODENA — Lei e lei sotto lo stesso tetto. A tutti gli effetti sposati: marito e moglie. Anche se nel frattempo lui è diventato una lei, i due hanno diritto ad essere considerati coniugi. Una sentenza di tribunale, emessa a fine ottobre dalla seconda sezione civile di Modena, ha infatti stabilito che il cambio di sesso di uno dei coniugi non comporta l’automatico scioglimento né la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Una sentenza che apre un ventaglio di riflessioni, e non solo di ordine giuridico. E che dà torto, oltre che al ministero degli Interni, rappresentato dall’Avvocatura dello Stato, anche agli ufficiali di stato civile dei comuni di Bologna e Finale Emilia che, in una serie di documenti (carta d’identità e stato di famiglia) richiesti dalla coppia, nel prendere atto del cambiamento di sesso di lui, avevano automaticamente decretato la cancellazione delle nozze. Un atto illegittimo, secondo il tribunale modenese, dato che il vincolo matrimoniale può essere sciolto solo su richiesta di una delle parti e comunque occorre Alessandra Bernaroli (Borella/Eikon) una specifica sentenla base della legge 164 dell’82, za. Una prima vittoria per Ales- secondo la quale il cambiamensandra (fu Alessandro) Bernaro- to di sesso «può» essere causa li, che da anni lotta per difende- di scioglimento del matrimore l’integrità del suo matrimo- nio. Proprio a quel «può» si è nio: lei (ex lui) e la moglie. Ha aggrappato Bernaroli, assistito 39 anni, Bernaroli, e in questa dall’avvocato Anna Tonioni e battaglia ci ha sempre messo la dai legali della Rete Lenford delfaccia: «Lotto per la mia vita — l’Avvocatura dei Diritti: «Certo, spiega al Corriere di Bologna — la legge dice che "può" essere ma anche per le tante coppie causa di scioglimento, non che che si trovano in situazioni ana- lo debba essere d’ufficio. Guarloghe». Impiegato in banca (e di, siamo al paradosso: perfino segretario di un sindacato), ha per la Chiesa il mio matrimonio deciso di diventare donna quan- è valido, visto che non riconodo si è accorto, racconta, «di es- sce il cambio di sesso. Possibile sere un transessuale, che non è che un’istituzione come il miniuna moda, ma una precisa pato- stero si debba accanire contro logia riconosciuta dall’Organiz- una famiglia?». Prossimo zazione mondiale della sanità e round in appello, dove ha fatto per questo curata con specifi- ricorso il Viminale. E Bernaroli, che cure». Ne ha parlato con la consapevole dell’alta infiammamoglie e insieme hanno affron- bilità sociale e politica del tetato un lungo cammino. Era il ma, mette avanti le mani: «At2008 quando Alessandro è di- tenzione: qui non si parla di ventato a tutti gli effetti Ales- nozze tra omosessuali, vietate sandra: una trasformazione ot- in Italia, ma di un matrimonio tenuta con una raffica di inter- transessuale...». Francesco Alberti venti chirurgici effettuati in mezzo mondo (prima la voce, © RIPRODUZIONE RISERVATA Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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30 Cronache

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

Cyrano de Bergerac Rossana si innamorerà (troppo tardi) del poeta spadaccino (qui interpretato da Belmondo), nonostante il suo naso smisurato

Insicurezze e rivincite dal teatro al cinema

Ugly Betty Si chiama Betty Suarez la «bruttina di successo» protagonista dell’omonima serie, arrivata in Italia nel 2007

Milano

Benetton, showroom e vetrine interattive

L’eleganza del riccio Nel bestseller di Muriel Barbery, la sciatta Renée (nel film è Josiane Balasko) conquista il signor Ozu con la sua sensibilità e cultura

Società L’antropologo: entrare in conflitto con il loro narcisismo li porta a emarginarsi

I ragazzi e la paura di non piacere Se la bruttezza diventa malattia Adolescenti in crisi: «Oggi le amicizie dipendono dall’aspetto» MILANO — «C’è uno specie di orco dentro di me che sa sempre cosa vuole e non è mai contento, è insaziabile…». Filippo, 17 anni, soffre di dismorfofobia: «È la paura di essere brutto, di esporsi allo sguardo degli altri come se ci si trovasse sempre in un tribunale», spiega l’antropologo Marino Niola. È la malattia generata dalla società dei consumi e dell’immagine. «Chi non ha la fortuna di nascere bello o almeno di sentirsi in pace con il proprio narcisismo, ha il diritto/dovere di fare qualcosa per migliorarsi» continua lo studioso. «Una volta si chiamava costruzione di sé ed era un lungo, faticoso processo di crescita personale. Oggi si chiama più materialisticamente "ricostruzione". E i sacerdoti di questa transustanziazione del corpo in immagine sono i chirurghi estetici». Lo dicono i dati della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica: in Italia c’è un intervento ogni due minuti circa (297mila nel 2009). «Ci si rifà il seno, poi i glutei, alla ricerca di una perfettibilità che diventa l’obiettivo», dice la psicologa Anna Salvo, alla qua-

Qui Lina

di LINA SOTIS

Mosca. Nel famoso calendario Pirelli, niente Eros. Il dio non va in trasferta, si trova benissimo in Italia dove ha molto da fare linasotis@gmail.com

le Filippo si è rivolto per curare la sua anima malata di inadeguatezza. «Mettere sotto processo il proprio corpo e avere paura di essere sgradevoli, non accettati, è tipico dell’adolescenza, si tratta del rapporto profondo tra sé e il proprio corpo — prosegue — Ma l’imperativo di bellezza che si è imposto nella nostra cultura lo rende più complesso. Il dovere categorico di essere belli tende a trasferire tutto sul piano reale "...e allora userò tutti i mezzi a mia disposizione per cercare di somigliare a quell’immagine ideale con cui la società mi martella"». Gli adolescenti sono più esposti alla malattia della bruttezza, ma in una società colpita dalla sindrome da adolescenza protratta, la dismorfofobia si diffonde, tanto da far lanciare al chirurgo plastico Roy De Vita l’invettiva contro i mascheroni: «Mi fa impressione vedere certe donne rifatte che sembrano sorelle. Mi fa senso l’omologazione dei labbroni a canotto e gli zigomi in cui quasi si legge la marca delle protesi, come quelli di Nina Senicar». Nina incarna la bellezza contemporanea, all’ora di cena appare in uno spot. «La bellezza è sintonizzata sui modelli esaltati dalla tv, una bomba che gasa il cervello — osserva Oliviero Toscani —. Belli per l’immaginario collettivo sono i Corona, le veline. Chiunque non sia omologato a quei canoni si sente tagliato fuori dall’amore degli altri ed escluso dal successo, sempre più identificabile con l’idea astratta di bellezza. Non solo sei brutto, sei sfigato». «Sfigato» è il marchio indelebile che relega l’orco all’emarginazione. «Il brutto in volto ma simpatico si salva. Il grasso no. Se poi sei grasso e sotto il metro e settanta, e pure vestito ma-

le, non hai speranza», conferma Marco Virtuani, 17enne studente al liceo Carducci di Milano. «Si creano i gruppi in base all’aspetto fisico!», aggiunge Pietro Rebosio, 17 anni, liceo scientifico Cremona, t-shirt aderente che esalta i bicipiti costruiti con 10 ore di palestra e 2 ore di corsa a settimana. «Si parla tanto di discriminazione dei gay ma loro sono ammirati e spesso corteggiati anche dalle ragazze per l’aspetto curato, così come i ragazzi dalla pelle nera, preferiti a noi soprattutto se con tartaruga in vista», continua Marco. «Io da adolescente potevo essere brutto, oggi non si può essere brutti senza scompensi, perché la cultura decide la modalità di socializzazione — ha detto in più occasioni il filosofo Umberto Galimberti —. I modelli culturali di bellezza determinano la possibilità che abbiamo di comunicare in termini di

L’omologazione Il chirurgo estetico: «Mi fa impressione la voglia di omologarsi ritoccando labbra e zigomi»

Hanno detto

❜❜

Oliviero Toscani Questa ricerca ossessiva del consenso estetico porta dritti alla mediocrità

❜❜ Umberto Galimberti

I modelli culturali di bellezza determinano la possibilità di venire accettati o rifiutati

accettazione o rifiuto». «Per inseguire l’ideale di bellezza si fanno di tutto — prosegue Toscani —: piercing, tatuaggi, naso, seni, con madri consenzienti perché vogliono farli diventare quello che a loro non è riuscito. È il dilemma della generazione John Lennon: ha inventato il giovanilismo e ucciso la vecchiaia. Le femministe potevano esprimersi nella loro bruttezza. Oggi no. Si vive in uno stato di paura di non essere accettati e questa ricerca del consenso anche estetico porta dritti alla mediocrità». Il corpo è diventato il nuovo status symbol scrive l’Herald Tribune, che etichetta questo scorcio di secolo come la mass-medicalizzazione della bellezza. «Ma questo è già un corpo alienato, guardato come altro da sé — conclude Galimberti —. Ci porta a credere che la bellezza esteriore sia più importante del carattere. Siamo indotti a percepirci con gli occhi degli altri». Simili a prodotti di consumo.

MILANO — Sbarcano le catene americane. Il fast fashion svedese e spagnolo incalza. La moda democratica italiana targata Benetton contrattacca sul campo che negli Anni ’80, con le sue campagne irriverenti (targate Oliviero Toscani) la rese un fenomeno unico: la comunicazione. Altra era. Oggi che Internet ha cambiato l’architettura sociale dei Paesi, i creativi della Benetton puntano sulla moda interattiva. Scovano i nuovi volti lanciando casting in una community che sfrutta il web (Facebook, Twitter, YouTube).

La moda interattiva intercetta così, in tempo reale, le piccole idee che nascono spontaneamente tra i giovani. Anche dal confronto tra lo stile di un ragazzo thailandese e quello di uno francese prende vita la moda dei tre marchi che coprono le varie generazioni, United Colors of Benetton, Sisley e Playlife. La moda virtuale si trasforma in pantaloni, maglie, giacche, cappotti, grazie al saper fare italiano. Una qualità che i compratori devono poter toccare con mano. E così, il gruppo trevigiano questa sera festeggia l’apertura del nuovo showroom, nel palazzo Stampa-Soncino, nel cuore di Milano. La facciata neoclassica convive con gli open space dal design pulito di Piero Lissoni, autore anche del rinnovo di alcuni negozi. E proprio dagli store parte la nuova sfida della comunicazione del gruppo guidato da Alessandro Benetton. Prende il via da Milano, Francoforte, Monaco, Barcellona, Mosca, il progetto «Benetton live» che trasforma le vetrine in grandi videowall (nella foto, Milano): canali di informazione per avvicinare mondi lontani.

Maria Teresa Veneziani

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Economia FTSE MIB La settimana

Indici delle Borse

Intesa Sanpaolo La settimana

Cambi

Titoli di Stato Titolo

FTSE MIB

19.566,06 2,41% 

FTSE It.All Share20.251,21 2,37% 

Londra

5.642,50 2,07% 

1 euro

Francoforte

6.866,63 2,66% 

1 euro 110,3700 yen

1,25% 

3.669,29 1,63% 

1 euro

0,8393 sterline

0,19% 

23.249,80 1,05% 

1 euro

1,3178 fr. sv.

1,44% 

FTSE It.Star

10.834,11 1,53% 

Parigi (Cac40)

Dow Jones

11.255,78 2,27% 

Hong Kong

1,3115 dollari

0,90% 

Nasdaq

2.549,43 2,05% 

Tokio (Nikkei)

9.988,05 0,51% 

1 euro

9,1540 cor.sve. -0,19% 

S&P 500

1.206,07 2,16% 

Madrid

9.678,40 4,44% 

1 euro

1,3360 dol.can. 0,40% 

La lente IL NOBEL VUOLE PER L’ITALIA UN ANTITRUST ALLA ROOSEVELT

P

er far crescere l’Italia ci vorrebbe una scossa alla politica economica analoga a quella decisa da Franklin Roosevelt nel 1939 quando abolì i cartelli e il protezionismo nati col New Deal, rilanciò la concorrenza e le leggi antitrust, convinse gli imprenditori che si erano trasferiti in Inghilterra a tornare. La ricetta funzionò, negli Usa produttività e occupazione si impennarono e ben presto i nove anni di Grande Depressione furono solo un ricordo. Il consiglio a imitare Roosevelt arriva dal premio Nobel Edward Prescott subito "sottoscritto" dall’ex commissario europeo e presidente della Bocconi Mario Monti. Al convegno "Dove va l’economia?" Monti ha spiegato che il governo ha fatto bene a controllare i conti, ma sarebbe stato meglio realizzare lo stesso le riforme «sbloccando una serie di privilegi che ingessano il Paese». Per superare la crisi ci vuole più tempo del previsto. Lo ammette il direttore esecutivo del Fmi Arrigo Sadun rischiando di andare in rotta di collisione con le più rosee previsioni dei suoi colleghi di Washington. Se passano le nuove regole di Maastricht contro il debito, il conto salato per l’Italia lo prepara Luigi Spaventa: «Il Tesoro dovrà generare un avanzo primario del 7-8%».

Roberto Bagnoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ced.

Quot. Rend. eff. 01-12 netto %

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Btp 01-01/08/11 5,250% 101,94 Btp 07-15/04/12 4,000% 101,79

Titolo

Ced.

Quot. Rend. eff. 01-12 netto %

Btp 04-01/02/20 4,500% 100,90

3,85

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Btp 07-15/09/23 2,600%

94,19

4,50

2,14

Btp 98-01/11/29 5,250% 101,78

4,50

Btp 02-01/02/13 4,750% 104,06 Btp 04-15/09/14 2,150% 100,33

2,22 3,09

Btp 04-01/02/15 4,250% 103,12

2,93

Btp 02-01/02/33 5,750% 106,61 Btp 03-01/08/34 5,000% 97,22 Cct 04-01/05/11 0,750% 99,85

4,60 4,62 1,68

Btp 02-01/08/17 5,250% 107,53 Btp 08-01/08/18 4,500% 102,29 Btp 08-15/09/19 2,350% 96,38

3,34 3,62 4,18

Cct 05-01/11/12 0,750% Cct 07-01/12/14 0,890% Ctz 09-31/03/11 -

2,65 2,78 1,50

Btp 99-01/11/10

98,28 96,35 99,45

Crisi Riunione al Tesoro del Comitato di stabilità finanziaria

Tregua su euro e bond «Banche italiane solide, possono fronteggiare situazioni di tensione» Milano recupera il 2,4%, la moneta unica risale a 1,31 ROMA - Il sistema finanziario e bancario italiano «è solido» ed è in grado di «fronteggiare le situazioni di tensione» sui mercati. In una giornata caratterizzata dall’allentamento della speculazione sui titoli di Stato dei paesi europei, Italia compresa, arriva il comunicato rassicurante del Comitato per la stabilità finanziaria convocato d’urgenza dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Il messaggio è stringato ma significativo sia quando definisce lo scenario di turbolenza solo come «un contesto di accresciuta volatilità» dei mercati, sia quando, appunto conferma «la solidità intrinseca» del sistema. La preoccupazione, dunque, resta ma i toni per descriverla sono tutt’altro che aspri. Anche se non mancano momenti di incertezza, sull’onda di alcune indiscrezioni su valutazioni allarmate di Tremonti, prontamente smentite dal Dicastero di via XX Settembre, trapelate dall’incontro del ministro coi presidenti delle Regioni seguito alla riunione del comitato. L’Italia, dice il comitato anticrisi, non corre dunque grossi rischi. Perlomeno per il momento. A star peggio, ora, dopo l’Irlan-

174 punti, il differenziale tra il rendimento del Btp e del Bund

406 punti, lo spread tra il titolo di riferimento portoghese e il Bund

da, è il Portogallo. Ad attenuare la portata dell’attacco speculativo sull’euro è anche il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla Luiss. «Le cose si sono tranquillizzate», afferma dando conto del «miglioramento» dello spread dei titoli pubblici italiani rispetto a quelli di uguale durata tedeschi. Ed in effetti sin dall’inizio della giornata, forse anche per la fiacchezza dell’andamento dell’asta di titoli tedeschi, il differenziale dei rendimenti del Btp decennale con quelli del Bund di uguale durata scende a 174 punti rispetto ai 202 registrati il giorno prima. Diminuisce anche lo spread del decennale spagnolo che si attesta a 254 centesimi. Mentre quello belga si riporta a 120 punti basi e il portoghese si ferma a 406. L’allentamento delle tensioni sui titoli pubblici allevia anche le pressioni sull’euro che risale a quota

Le mosse della Bce La Bce pronta a intervenire. Il differenziale dei Btp con i titoli di Stato tedeschi scende a 174 punti.

1,31 dollari. Le Borse ripartono e Piazza Affari guadagno il 2,4%. La tregua delle speculazioni sembra legata anche alle attese per l’azione della Bce, che dopo le rassicurazioni del suo presidente Jean-Claude Trichet, dovrebbe confermare oggi al termine del Consiglio direttivo l’attuale livello dei tassi ma anche il programma di acquisto di titoli pubblici dei paesi europei in difficoltà, magari con l’annuncio di nuovi e più decisi interventi. Oltre che con un rinvio del piano di exit strategy. Positivi, per la tenuta delle banche italiane, sono comunque anche i dati che diffonde l’Abi nel corso di un convegno sui nuovi parametri di Basilea3. Si tratta della buona qualità degli attivi in portafoglio delle banche italiane rispetto a quelle del resto d’Europa. Ed anche della migliore resistenza a possibili crisi, come dimostrano, secondo il direttore generale dell’associazione, Giovanni Sabatini, i risultati degli stress test: di fronte ad un peggioramento dello scenario il Tier1 (capitale primario) delle banche italiane scende di 1,6 punti contro l'1,98 della media Ue .

Stefania Tamburello © RIPRODUZIONE RISERVATA

Conti pubblici

Il gettito fiscale tiene, il deficit migliora Vertice Tremonti-Regioni ROMA - Le entrate fiscali tengono, la spesa pubblica cresce di meno ed i conti pubblici italiani continuano lentamente a migliorare. Nei primi undici mesi il fabbisogno del settore statale, che con una certa approssimazione indica il disavanzo pubblico, è stato inferiore di 12 miliardi di euro allo stesso periodo dell’anno scorso. Il mese di novembre si è chiuso con un saldo negativo di 5 miliardi, 200 milioni di meno rispetto al novembre 2009. Un risultato, spiega il Tesoro, che si deve al «buon andamento complessivo delle entrate fiscali», tale da compensare anche il venir meno dei quasi 500 milioni incassati nel 2009 dalla Ue per il terremoto d’Abruzzo, e da una dinamica più contenuta delle spese, soprattutto nel comparto degli enti locali.

Nei primi undici mesi, dunque, il fabbisogno complessivo si è fermato a 76,9 miliardi di euro, abbastanza lontano dagli 88,7 miliardi dello stesso periodo 2010. Ed è un dato che lascia ben sperare sulla chiusura dei conti pubblici del 2010, visto che l’obiettivo del governo è un fabbiso-

4,5

miliardi di euro Il taglio ai trasferimenti statali alle Regioni previsto per il 2011

gno di 84,5 miliardi di euro per l’intero 2010 (5,4% del prodotto interno lordo, in calo rispetto agli 87,9 miliardi del 2009, pari al 5,8% del pil), e che il mese di dicembre, almeno negli ultimi anni, si è chiuso con un avanzo, anche se modesto. Ed è anche un dato che, se si vuole, conferma l’irrazionalità dei mercati sottolineata ieri

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Economia 33

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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Il rapporto Meno spese militari e dipendenti federali per riordinare la «casa fiscale»

In Spagna

La stretta di Zapatero: privatizza le lotterie e taglia i sussidi di disoccupazione (e. ro.) Zapatero ha fatto i compiti a casa, come si dice in Spagna. E la Borsa riprende subito quota con un +4,44%. L'Ibex ha guadagnato 411,20 punti in una giornata, il secondo maggior rialzo dell'anno, proprio come sperava il presidente del governo che ieri, per cercare di calmare i mercati, ha annunciato le misure anticrisi, all'ordine del giorno del consiglio dei ministri di domani. I primi a ricevere cattive notizie sono stati i disoccupati di lungo corso: da febbraio, quando scadrà l'ultima di

dal Financial Times in un editoriale intitolato «La tempesta dell’eurozona si dirige verso l’Italia». In cui si fanno tanti complimenti al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si dà atto delle migliori condizioni strutturali dell’economia italiana rispetto a quella di tanti altri Paesi europei, ma si conclude sostenendo che «seppur senza colpa», l’Italia sarebbe esposta a grandi rischi se la speculazione dovesse attaccare, dopo Grecia e Irlanda, un paese ben più costoso da salvare (anche per la quota del conto che ricadrebbe su di noi), come la Spagna. Dal Tesoro, oltre alla diffusione dei dati sui conti, come da calendario, non arrivano commenti. Tremonti è partito ieri per la Cina, ma si sa che il ministro è in costante contatto con Bruxelles e le altre capitali europee. Ieri i suoi uffici hanno smentito alcune frasi a lui attribuite dalle agenzie di stampa («ci aspetta un fine settimana imprevedibile, perché la situazione è indecifrabile») nel corso del vertice con i governatori regionali. Ma chi lo ha visto e sentito in queste ore non può dire che il ministro non sia preoccupato per gli sviluppi internazionali, che potrebbero richiedere anche un anticipo della riunione dei ministri delle Finanze della zona euro in programma lunedì. Alla manovra aggiuntiva da «6-7 miliardi di euro» che l’opposizione ritiene ormai inevitabile, al Tesoro non danno grande credito. Per adesso, rispetto agli obiettivi che il governo si è dato, non c’è nessuno scostamento tale da richiedere una manovra correttiva. Resta il fatto che la situazione è delicata, e che quanto meno per prudenza ci siano tutte le ragioni, dal punto di vista del Tesoro, per tenere ancor più stretti i cordoni della finanza pubblica. E dunque di respingere ogni nuovo tentativo di forzare la blindatura del bilancio. I governatori ieri sono tornati a chiedere al ministro di eliminare il taglio di 4,5 miliardi previsto per il 2011 ai trasferimenti alle Regioni, per loro insostenibile, ed hanno fatto appello al Parlamento. Facendo breccia nei finiani che, se sono ormai rassegnati a veder passare la legge di stabilità al Senato senza altre modifiche (oggi è atteso il sì della Commissione Bilancio), stanno puntando l’ultimo provvedimento utile dell’anno, il decreto «milleproroghe» per caricarci sopra tutte le loro richieste rimaste inesaudite. Tra le quali da ieri sono spuntate anche le rivendicazioni delle Regioni.

Mario Sensini © RIPRODUZIONE RISERVATA

In Cina

una serie di proroghe, smetteranno di ricevere il sussidio di 426 euro al mese. Inoltre, per stimolare gli investimenti, entrano in vigore agevolazioni fiscali per le piccole e medie imprese. La riduzione fiscale riguarderà le imprese che fatturano fino a 300 mila euro, mentre attualmente la base imponibile doveva essere entro i 120 mila. Cesserà anche l'obbligo, per società e lavoratori autonomi, di pagare una quota alle Camere di Commercio. E si potranno creare nuove imprese nel giro di 24 ore, con un massimo di 100 euro di costi. Altri 14 miliardi di euro, il governo socialista spagnolo conta di recuperarli privatizzando il 30% della Lotteria e dei Giochi di Stato e il 49% della società Aena che gestisce i grandi aeroporti di Madrid e Barcellona. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il commento

I titoli europei SEGUE DALLA PRIMA

Nuove prove di dialogo tra Cina, Europa e Stati Uniti. Al massimo livello politico e, come da copione, rigidamente a porte chiuse. Parte oggi a Pechino la due giorni di dibattito dell’Aspen China Trialogue, alla quale parteciperanno tra gli altri anche il ministro dell’Economia, Giulio

Tremonti e il presidente della Fiat, John Elkann. Il seminario è organizzato dall’Aspen Italia, di cui Tremonti è presidente, dalla Fondazione Italia Cina e dalla Scuola Centrale del Partito Comunista cinese, di cui il ministro è già stato ospite, per una lezione, lo scorso anno.

A sua volta, questo potrebbe aumentare la pressione di mercato (e il rendimento) sul debito flottante, dando agli Stati membri un maggiore incentivo a ridurre rapidamente tale debito mediante sane politiche di bilancio. In settembre, al convegno Ambrosetti di Cernobbio, Yves Leterme, primo ministro del Belgio, Paese che fino a fine anno esercita la presidenza del Consiglio Ecofin e degli altri Consigli, ha sostenuto questa proposta. Alla luce delle drammatiche vicende successive, si può ritenere che un percorso di uscita dalla crisi che utilizzi agli E-bonds avrebbe chiari vantaggi, rispetto al tortuoso meccanismo delle «clausole di azione collettiva» che, secondo le decisioni dell’Eurogruppo, dovrebbero applicarsi a tutte le emissioni di titoli degli Stati della zona euro che avverranno dal giugno 2013 in poi (chiarimento introdotto per rassicurare un po’ i mercati, turbati dalle precedenti dichiarazioni del cancelliere Merkel). Vari studi, in particolare uno predisposto presso Bruegel, il think-tank con sede a Bruxelles, hanno nel frattempo approfondito gli aspetti tecnici e operativi degli E-bonds. Il tema è stato oggetto, nelle ultime settimane, di esame e discussione anche nelle sedi governative di vari Stati membri. Intervenendo al Parlamento europeo nei giorni scorsi, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha detto di non escludere l’eventualità che i governi della zona euro emettano titoli in comune. Sotto l’impulso della crisi, e per dominarla in una logica di mercato ma senza cedere — come è in parte avvenuto finora — alle pressioni della speculazione, il Consiglio Ecofin e poi il Consiglio europeo del 15 dicembre darebbero un forte segnale se decidessero che, entro la fine del 2012, l’Agenzia per il Debito (che potrebbe operare presso la European Financial Stability Facility recentemente istituita) emetta E-bonds per un totale, ad esempio, del 40% del Pil di ciascun Paese. Ciò potrebbe avvenire annunciando che l’Agenzia finanzierà tutte le nuove emissioni fino a fine 2012, il che le isolerebbe dall’evoluzione del mercato secondario; e che l’Agenzia offrirà swaps nel mercato secondario tra i propri titoli e quelli in circolazione emessi dagli Stati membri, ovviamente mediante asta allo sconto. Ma potrebbe la Germania accettare un tale progetto? Il tema, cruciale, veniva già affrontato nel rapporto di maggio a Barroso. Anche alla luce degli avvenimenti successivi, non dovrebbe essere impossibile convincere le autorità tedesche di due vantaggi specifici per il loro Paese: non perderebbero, né in termini assoluti né in termini relativi, i vantaggi di cui godono oggi nel mercato come Stato più affidabile; e si troverebbero a guidare un processo di grande importanza politica ed economica per l’Europa, orientandolo in funzione del suo desiderio di garantire una disciplina di bilancio più rigorosa nella Ue.

Gli Usa scoprono l’austerity Età pensionabile a 69 anni Congresso diviso sul piano antideficit da 4.000 miliardi di dollari DAL NOSTRO INVIATO

NEW YORK - Quattromila miliardi di dollari di tagli di spesa e maggiori entrate fiscali nei prossimi dieci anni per bloccare l'esplosione del debito pubblico Usa e riportarlo al 60% del Pil entro il 2023. Il piano pubblicato ieri (prima ancora di voltarlo) dalla Commissione «bipartisan» incaricata da Obama di proporre una ricetta antideficit efficace e percorribile, non verrà di certo recepito per intero e tradotto in legge dal Congresso. I primi a saperlo sono i due copresidenti, il democratico Erskine Bowles e il repubblicano Alan Simpson che, presentando questo documento di 59 pagine, si sono detti consapevoli che da domani un'infinità di «lobby», categorie e gruppi di interesse toccati dalle misure proposte, cercheranno di bloccare tutto. Eppure questo Rapporto sulla Responsabilità Fiscale viene già considerato come uno spartiacque politico, indipendentemente da come voteranno venerdì i 18 commissari. Per obbligare il Congresso a recepire le misure e a voltarle servirebbero 14 «sì», ma si sa già che sei dei membri dell' organismo non sono disposti a sottoscriverne le conclusioni. Tutti, però, concordano sull'analisi iniziale sull'entità e la gravità del fenomeno che deve essere affrontato. E' per questo che il rap-

porto assume fin dal suo titolo - ni (l'ultimo gradino nel 2075), ri«Il momento della verità» - il va- duzione del 10% del numero di lore di un documento storico, di dipendenti federali (senza blocsvolta. Da domani nessuno potrà chi del «turn over» ma rimpiazcontinuare a parlare - come è sta- zando, d'ora in poi, solo due imto fatto tante volte anche nella re- piegati pubblici su tre che escocente campagna elettorale - del no dai ranghi). E poi, tagli radicacontenimento del deficit pubbli- li delle spese discrezionali del co come di un problema non ur- Congresso, un forte contenimengente o che può essere affronta- to della erogazioni per la sanità pubblica per gli anziani (Medicato con misure limitate. «Non so quanti voti avremo» re) e un aumento del prelievo fiha detto ieri il democratico Bow- scale (1.700 dollari l'anno in più les, «ma so di certo che da oggi risulta evidente a tutti che il problema è reale, grave e non rinviabile. Che tutte le soluzioni possibile sono dolorose: non abbiamo davanti scelte facili». Prima erano singoli economisti a sostenerlo. Oggi lo ammette un organismo politico nel Commissione «bipartisan» quale siedono parla- Da sinistra, il democratico Erskine mentari dei due Bowles e il repubblicano Alan Simpson schieramenti, compresi alcuni degli uomini-chiave del partito repubblicano sui conti pubblici. A impressionare non sono tanto le singole misure quanto la massa complessiva di cose miliardi di dollari che andrebbero fatte per rimetteIl debito pubblico re in ordine la «casa fiscale» dedegli Stati Uniti nell’anno gli americani: drastica riduzione fiscale 2010, terminato delle spese militari, innalzamenlo scorso 30 settembre to dell'età pensionabile a 69 an-

13.800

per il contribuente medio) come risultante della cancellazione di un gran numero di detrazioni e deduzioni fiscali e di un contenimento delle aliquote fiscali sul reddito (quella federale massima non dovrebbe superare il 29%). Oggi la spesa federale ha raggiunto il 24% del Pil (il livello più elevato dalla Seconda Guerra mondiale) mentre le entrate fiscali sono scese al 15% del reddito nazionale: un livello così basso era stato toccato solo nel 1950. Continuando così, scrivono i commissari, entro 10-15 anni gli Usa si troveranno nelle condizioni della Grecia o dell'Irlanda. Per riequilibrare la situazione le spese dovranno scendere al 22% del Pil e le entrate salire al 21. Un piano che infrange il «tabù» antitasse dei repubblicani che hanno promesso agli elettori «Stato minimo» e pochi tributi (anche se nel piano le entrate salgono riducendo le esenzioni, non con nuovi tributi). Nonostante ciò, le reazioni più dure, per ora, non vengono dai conservatori ma dalla sinistra progressista che non accetta tagli di spesa così drastici: sostiene che sono socialmente insostenibili e rischiano di trascinare il Paese in una fase prolungata di stagnazione-recessione.

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

ASL LECCE

REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE DELL’ALBO FORNITORI ISMA-ISTITUTI DI SANTA MARIA IN AQUIRO ROMA Si comunica che nel sito web dell’IPAB - Istituti di Santa Maria in Aquiro - www.isma.roma.it, all’Albo dell’Ente e presso l’Albo Pretorio del Comune di Roma, è pubblicato il nuovo Regolamento per la formazione dell’Albo Fornitori per l’acquisizione di beni e la fornitura di servizi e lavori, di cui all’art. 125 del D.lgs. 163/2001, e i relativi allegati. IL SEGRETARIO GENERALE - Avv. Maria Capozza



intestabile solo ai minori da 0 a 16 anni e mezzo scade al compimento del 18° anno di età offre un capitale rivalutato in funzione dellʼetà del minore al momento della sottoscrizione

 

durata massima: 10 anni dalla data di sottoscrizione capitale rivalutato sulla base dell’Indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (ISTAT FOI) Tassi reali annui lordi (%) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Esemplificazione del tasso di rendimento effettivo a scadenza al variare dell’inflazione Tasso di inflazione medio (%)

1,05 1,15 1,40 0,50 0,50 0,50 0,50 0,50 0,50 0,50

0* 1,00 2,00 3,00 4,00

Tasso di rendimento effettivo a scadenza lordo (%) netto (%) 0,71 1,41 2,12 2,81 3,51

0,62 1,25 1,87 2,50 3,13

BFP INDICIZZATO A SCADENZA - SERIE X07 Premio massimo: 14% del capitale investito 

 



1 2 3 4 5

0,95 0,95 0,95 0,95 0,95

minore o uguale;

Tasso nominale lordo su base annua (%)

1 2 3

0,95 1,35 1,75

1 2 3 4 5

Tassi nominali annui lordi (%) 6 1,85 11 2,75 7 1,90 12 2,80 8 1,95 13 3,00 9 2,00 14 3,00 10 2,15 15 3,50

1,00 1,10 1,35 1,50 1,65

16 17 18 19 20

3,50 3,50 4,50 4,50 4,50

“BFP Premia ” - SERIE P39  

durata massima: 7 anni dalla data di sottoscrizione premi al compimento del 2°, 3°, 4°, 5°, 6° e 7° anno, in funzione dell'andamento dell'Indice azionario EURO STOXX 50

Scadenze premi anno periodo compiuto 2° 3° 4° 5° 6° 7°

dicembre 2012 dicembre 2013 dicembre 2014 dicembre 2015 dicembre 2016 dicembre 2017

Premio eventuale % 4,00 2,50 3,00 3,50 4,00 4,50

Variazione dellʼIndice % 20 * 10 10 10 10 10

Tasso effettivo di rendimento lordo min % max % 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00

2,96 3,09 3,25 3,42 3,58 3,73

LIBRETTI DI RISPARMIO Tassi di rendimento lordi (%) dal 1° settembre 2010 Libretti Nominativi

Esemplificazione per il calcolo del premio a scadenza Variazione Premio a scadenza dell’Indice sul valore nominale di riferimento (%) del buono (%) 0* 16 28 *

Semestre

durata massima: 20 anni dalla data di sottoscrizione

premio legato allʼandamento dellʼIndice azionario EURO STOXX 50 durata massima: 5 anni dalla data di sottoscrizione rendimento minimo annuo lordo a scadenza: 0,95% Tassi nominali annui lordi (%)

*

durata massima: 18 mesi dalla data di sottoscrizione

BFP ORDINARIO VENTENNALE - SERIE B74

BFP INDICIZZATO ALL’INFLAZIONE ITALIANA - SERIE J07

VI

AVVISO PUBBLICO



VI

ISMA - ISTITUTI DI S. MARIA IN AQUIRO Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza

BFP A 18 MESI - SERIE D12 

VI

CONI SERVIZI SPA ESTRATTO AVVISO DI GARA La CONI Servizi Spa - Foro Italico - Roma tel. 06 36851, telegrafo CONI ROMA - telex n. 612534 CONIRO I, telefax n. 06036857365, indice una procedura aperta (R.A. 060/10/PA) relativa all’affidamento della fornitura di gas metano per i vari siti di Coni Servizi Spa dal 1 aprile 2011 al 31 marzo 2012. La gara sarà regolata dal D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e dal Regolamento per la stipulazione dei contratti della CONI Servizi Spa e verrà aggiudicata secondo quanto disposto dall’art. 82 del citato D.lgs 163/2006. Il bando in versione integrale pubblicato sulla G.U.R.I. n. 139, del 1 dicembre 2010 è reperibile presso - Direzione Gestione Patrimonio e Consulenze Impianti Sportivi - Acquisti - Stadio Olimpico ingresso 18, Curva Sud- 00194 Roma - tel. 06 36857634 - fax 06 36857365 e sul sito www.coni.it. Le offerte dovranno pervenire entro il termine perentorio delle ore 12:00 del 26 gennaio 2011. Per ogni informazione relativa alla gara, gli interessati si potranno rivolgere al suddetto ufficio. L’AMMINISTRATORE DELEGATO Raffaele Pagnozzi

ISMETT ISTITUTO MEDITERRANEO PER I TRAPIANTI E TERAPIE AD ALTA SPECIALIZZAZIONE PALERMO E’ indetta procedura aperta, ai sensi del D. Leg.vo n.163/06 e s.m.i. per l’affidamento del servizio di fornitura a noleggio e lavaggio di biancheria piana, divise e camici occorrente a Ismett srl per il periodo di cinque anni (Numero gara: 614365; Codice CIG: 05712702EA). L’importo presunto quinquennale complessivo massimo del servizio è di euro 1.402.000,00 oltre IVA ed il contratto è eventualmente rinnovabile per un periodo di ulteriori 5 anni. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12,00 del giorno 24 gennaio 2011. L’apertura delle buste avverrà il giorno 26 gennaio 2011 alle ore 10,00. I rappresentanti delle imprese che ne hanno interesse possono presenziare. Il bando integrale di gara, inviato alla G.U.U.E. il 18 novembre 2010, verrà pubblicato sulla G.U.R.S.. Gli interessati possono scaricare gratuitamente il bando integrale, il capitolato di gara e relativi allegati dal sito internet www.ismett.edu. Direttore dell’Istituto Prof. Bruno Gridelli

BFP DEDICATO AI MINORI - SERIE M54 

IV IV IV IV IV IV

Il Comune di Torre del Greco rende noto che è indetto concorso pubblico, per soli esami, per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di tre Coordinatori di Vigilanza, categoria D, posizione economica D1. La scandenza del termine di presentazione delle domande è fissata in trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - 4^ serie speciale - “Concorsi”, ossia il 23.12.2010. Il testo integrale del bando e lo schema della domanda di partecipazione sono reperibili all’albo pretorio e sul sito web istituzionale del comune di Torre del Greco (NA) www.comune.torredelgreco.na.it. Per informazioni tel. 081/8830774 e 081/8830729.

EMISSIONE DICEMBRE 2010: SERIE M54 - J07 - X07 - D12 - B74 - P39

I BFP sono garantiti dallo Stato italiano, esenti da spese e commissioni, disponibili presso tutti gli uffici postali. Sono rimborsabili in anticipo con restituzione del capitale investito e, al termine del periodo di infruttiferità, anche degli interessi maturati e degli eventuali premi.

IV

COMUNE DI TORRE DEL GRECO (NA)

CASSA DEPOSITI e PRESTITI spa BUONI FRUTTIFERI POSTALI (BFP) E LIBRETTI DI RISPARMIO

IV

ESTRATTO DI AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO 1) Ente Appaltante: Aeroporti di Roma S.p.A. - Via dell’Aeroporto di Fiumicino n. 320 - 00054 - Fiumicino (RM) - Telefono 0039/06/65951, Fax 0039/06/65954384, http://www.adr.it. 2) Appalto di fornitura: Noleggio operativo a lungo termine di n. 149 veicoli, nuovi di fabbrica, senza conducente. Importo “a base d'asta” pari a € 1.250.000,00. 3) Aggiudicatario: Arval Service Lease Italia S.p.A. con sede in Scandicci (Fi), Via Pisana 314/B, cap 50018 - Italia, con un importo “a corpo” pari a € 985.104,00. 4) L’avviso integrale è stato inviato all’Ufficio delle Pubblicazioni Ufficiali dell’Unione Europea il 18/11/2010 ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 5^ Serie Speciale n. 139 del 01/12/2010. Aeroporti di Roma S.p.A. Direttore Servizi Centrali e Sviluppo Immobiliare Guido Massimo Mannella

SERVIZIO SANITARIO DELLA PUGLIA AREA GESTIONE PATRIMONIO Piazza Bottazzi, 1 - 73100 Lecce Tel. 0832.21.58.27 - Fax 0832.21.57.86 e-mail: patrimonio@ausl.le.it AVVISO per “DIALOGO TECNICO” Questa Azienda intende dotarsi di una “rete ecocardiografica integrata territoriale”, composta non solo dalle apparecchiature ecocardiografiche (entry level) per il fabbisogno del territorio, ma anche dall’insieme dei dispositivi (hardware e software) atti a realizzare una infrastruttura geografica di interconnessione dei singoli dispositivi e dei relativi servizi. Volendo valutare l’aspetto tecnico realizzativo e gestionale del sistema, in considerazione della complessità e della varietà delle soluzioni tecnologiche presenti sul mercato, questa Azienda, in esecuzione della Delibera del Direttore Generale n. 3141 del 27.10.2010, ha ritenuto di avviare un “Dialogo Tecnico”, previsto dall’VIII Considerando della Direttiva 2004/18/CE del 31.03.2004, al fine di poter raccogliere, con gli operatori interessati, utili informazioni per definire le specifiche tecniche per la preparazione dell’eventuale Capitolato tecnico di gara. L’istituto del “Dialogo Tecnico”, previsto dall’VIII Considerando della Direttiva 2004/18/CE del 31.03.2004, riveste carattere sperimentale ed il relativo oggetto ha un interesse puramente informativo, non costituendo impegno alcuno circa il proseguo della procedura. Si precisa, altresì, che per l’eventuale prestazione di consulenza fornita in sede di dialogo tecnico, non è previsto compenso né pretesa assimilabile in relazione alla eventuale successiva gara d’appalto. A tal fine le ditte che operano nel settore sono invitate a manifestare il proprio interesse e disponibilità ad un incontro con l’Amministrazione precedente finalizzato a un confronto tecnico - realizzativo e gestionale sulla materia in oggetto. Le manifestazioni di interesse degli operatori economici disponibili dovranno pervenire in busta chiusa, entro e non oltre il 15.12.2010 presso l’Ufficio Protocollo dell’AREA GESIONE DEL PATRIMONIO - ASL LECCE - Piazza Bottazzi, 1 - 73100 LECCE (farà fede la data di ricezione del protocollo ASL LE). Sul plico dovrà essere riportata la seguente dicitura: “Avviso per Dialogo Tecnico sistema integrato rete ecocardiografica territoriale ASL LE”. Gli operatori economici che presenteranno nei termini la manifestazione di interesse saranno convocati a mezzo fax presso l’Area Gestione del Patrimonio ed invitati a condividere le regole secondo cui si svolgerà la procedura di dialogo tecnico prima che questa sia avviata. Ulteriori informazioni potranno essere richieste: all’Area Gestione del Patrimonio, avv. Dolores Indraccolo, al numero di telefono 0832.215937; all’Area Gestione Tecnica, Ing. Massimo Marra, al numero di telefono 0832.215120. Il Dirigente dell’Area Gestione Tecnica Ing. Fiorenzo Pisanello Il Dirigente dell’Area Gestione del Patrimonio Avv. Anna Rita Dell’Anna

0 8 14

Ordinari Giallo Ordinari Oro **

0,50 1,00

Giudiziari

0,85

Ordinari

0,35

Io cresco Io conosco Io capisco

Minori

1,15 1,15 1,15

Libretti al Portatore ** Ai risparmiatori che nel corso del 2009 hanno incrementato la giacenza media sul Libretto di oltre il 35% rispetto allʼanno precedente, è assegnata la classe di rendimento “Oro”, che prevede una maggiorazione dello 0,50% rispetto alla classe di rendimento “Giallo”.

maggiore o uguale

- Gazzetta Ufficiale n° 280 del 30/11/10 Con lʼemissione dei BFP di dicembre 2010 non sono più sottoscrivibili i BFP delle serie M53 - J06 - X06 - D11 - B73 - P38

www.cassaddpp.it

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO AVVISO DI GARA Amministrazione aggiudicatrice: Provincia autonoma di Bolzano, Ufficio appalti, via Crispi 2, 39100 BOLZANO. Codice gara: “EV – Ausbau LS 57 St. Martin in Thurn 23.03.P.57.2 - 114/2010“. Codice CIG: 057187562C. Oggetto dell’appalto: sistemazione S.P. 57 S. Martino in Badia km 4,0-5,5 ca. (Comune di S. Martino in Badia). Importo complessivo appalto: € 650.746,43 (IVA esclusa). Tipo di procedura: procedura aperta. Criteri di aggiudicazione: prezzo più basso. Termine richiesta documentazione gara: 05.01.2011 ore 12. Termine ricezione offerte: 12.01.2011 ore 12. Data apertura offerta: 18.01.2011 ore 9.30. Altre informazioni: www.bandi-altoadige.it Il direttore d’Ufficio Dott. Georg Tengler

Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reparto Autonomo - Servizio Amministrativo Sezione Contratti ESITO DI GARA Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 138 del 29.11.2010 - 5ˆ Serie Speciale “Contratti Pubblici” è stato pubblicato l’esito di due distinte gare per la fornitura di materiali di vestiario ed equipaggiamento. I rispettivi esiti di gara possono essere visionati, altresì, presso questo Comando Generale - Ufficio Relazioni con il Pubblico, Piazza Bligny, n. 2 Roma, ovvero sui siti internet www.carabinieri.it sez. “Le gare d’appalto” e www.serviziocontrattipubblici.it. d’ordine Il Capo del Servizio Amministrativo

Per la pubblicità legale e finanziaria rivolgersi a: Via Mecenate, 91 20138 Milano Tel. 02 5095 6665 02 5095 6256 Fax 02 5095 6282

Vico II San Nicola alla Dogana, 9 80133 Napoli Tel. 081 49 777 11 Fax 081 49 777 12

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Economia 35

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Ligresti Le valutazioni di Unicredit sul consorzio di garanzia per la ricapitalizzazione del gruppo

Confcommercio

Premafin cambia il piano sui debiti «Condizioni migliori con l’aumento di capitale». La holding cede il 6%, balzo di Fonsai MILANO — La lettera di Premafin è arrivata alle banche, e in primo luogo a Unicredit che ha ruolo di capofila, ieri mattina: la holding di Salvatore Ligresti propone che il riscadenziamento del debito per 322 milioni venga rivisto alla luce dei benefici dell’aumento di capitale, con un rimborso automatico di 40 milioni che di fatto rimodula le rate rispetto al programma già negoziato in settembre. Dalla società che controlla Fonsai è arrivata dunque ieri mattina una proposta migliorativa per le banche creditrici, con l’utilizzo per il rimborso di una parte dell’aumento di capitale da 225 milioni, previsto per far entrare Groupama in Premafin con il 17%. Aumento interamente garantito da Credit Suisse, come quello di Fondiaria Sai da 460 milioni. La novità potrebbe quindi accelerare l’iter di approvazione del riscadenziamento, già deliberato da alcuni istituti sulla base dell’accordo raggiunto a settembre. Al pool, del quale Unicredit con 110 milioni di esposizione su 322 è il maggior protagonista, partecipano Mediobanca, Intesa, Cariparma, Interbanca, Banco Popolare e Bpm. Il piano di settembre prevedeva il congelamento delle rate del 2010 e 2011, rimborsi per 15 e 35 milioni nel 2012 e 2013 e una maxi rata finale da 288 milioni, che includeva anche un ulteriore nuovo finanzia-

Consumi, la fiducia di Sangalli

mento da 15 milioni. La nuova proposta di Premafin mantiene il congelamento per quest’anno, un rimborso di 40 milioni ad aumento effettuato e quindi prevedibilmente nel 2011, rate invariate per i due anni successivi, e un maxi rimborso finale ridotto a 233 milioni, perché vanno detratti i 40 già restituiti grazie all’aumento e i 15 di nuova finanza non più necessari. È chiaro che la proposta è

anche frutto di contatti precedenti, ma a questo punto le banche devono riportare il documento nei comitati e nei Consigli. Il cammino, visto che un accordo era già stato raggiunto in

La novità Nel piano viene previsto un rimborso di 40 milioni grazie all’aumento

settembre e che la proposta di Premafin è migliorativa per gli istituti, potrebbe essere spedito e concludersi prima di Natale. Di fatto poi il nuovo riscadenziamento lega il debito all’aumento che per gli istituti, visto che si tratta di una ricapitalizzazione fra Premafin e Fonsai di quasi 700 milioni già garantita da Credit Suisse (altre banche, a partire da Unicredit, stanno valutando la partecipazione al consorzio), migliora il merito

Principi contabili

Guatri: in maggio l’Organismo di valutazione Capofila Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit. L’esposizione della banca su Premafin è di 110 milioni di euro sul totale di 322

L’Organismo italiano di valutazione dovrebbe essere costituito entro maggio 2011. Lo indica il piano presentato ieri dal comitato promotore presieduto da Luigi Guatri e Piergaetano Marchetti a Banca d’Italia, Consob, Isvap, Borsa italiana, Abi, Ania, Assonime, Assirevi, Aiaf, Andaf e dottori commercialisti. Spiega Guatri che l’Oiv sarà uno «standard setter con due obiettivi principali:

dialogare con gli altri organismi internazionali e creare un corpus di principi di valutazione di riferimento per esperti di valutazione, esperti contabili, revisori, direttori finanziari, sindaci e amministratori, nonché l’individuazione di standard di competenze professionali e di un codice etico per gli esperti di valutazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

di credito. L’aumento e l’ingresso di Groupama sono vincolati al fatto che i francesi non debbano lanciare opa su Premafin o Fonsai, in caso contrario la compagnia d’oltralpe si ritirerebbe dalla partita, elemento di incertezza che ha spinto Standard & Poor's a comunicare ieri la valutazione di un possibile taglio di rating a Fonsai e Milano. Il quesito sull’offerta pubblica potrebbe essere depositato in Consob tra domani e dopo. Teoricamente i tempi a disposizione sono lunghi, visto che le assemblee straordinarie sono previste tra gennaio e febbraio 2011 e le operazioni sono in calendario entro l’estate del prossimo anno. Però una certezza su questo punto renderebbe meno «potente» la speculazione: ieri Fonsai, che ha beneficiato delle vendite immobiliari rese note martedì sera, ha fatto un balzo del 6,13%, mentre Premafin ha perso il 5,89%.

Sergio Bocconi

ROMA — Non sarà un Natale «freddo» per i consumi. Lo assicura, e un po’ lo spera, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli (foto), commentando i dati diffusi ieri dall’Ufficio studi sulle prossime feste. Alle spese natalizie saranno destinati in media, per famiglia, 1.337 euro, al netto dell’inflazione, l’1,2% in meno, cioè 17 euro, rispetto al 2009. In aumento è invece la massa complessiva delle tredicesime in arrivo: saranno pari a 33,6 miliardi, +1,2% rispetto al 2009. Le preferenze degli italiani andranno soprattutto verso gli alimentari e la tecnologia. «La recessione è alle spalle — afferma Sangalli —: il consolidamento della propensione ai consumi e della fiducia delle famiglie deve essere al centro dell’azione di governo, attraverso l'avanzamento delle riforme, in particolare della riforma fiscale, con la semplificazione e la riduzione della pressione delle tasse». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commercio Il consuntivo McArthur Glen

E.On esce da Gazprom Ceduta la quota

Outlet oltre la crisi con i turisti da Mosca

FRANCOFORTE — Il numero uno dell’energia E.On volta pagina. E cede per 3,4 miliardi il suo pacchetto del 3,5% in Gazprom (il 2,7% alla banca russa Vse e lo 0,8% sul mercato), con una plusvalenza di circa 2,5 miliardi di euro. Con questo passo il nuovo Ceo di E.On Johannes Teissen mette in pratica la nuova strategia di cessione di partecipazioni per 15 miliardi nei prossimi tre an-

Le tappe

Gli inizi Il gruppo tedesco Ruhrgas, acquistato poi da E.On, aveva cominciato a investire in Gazprom (nella foto il presidente Alexei Miller) nel 1998. La partecipazione era arrivata al 6,4% nel 2006 ni e punta a investire nei paesi ad alta crescita extraeuropei e ad abbattere il debito da 45 miliardi. Tuttavia, nonostante le assicurazioni del colosso tedesco, sulla prosecuzione degli investimenti in Russia, taluni osservatori interpretano il disimpegno come un riflesso del raffreddamento delle relazioni economiche fra la Germania e la Russia, emerse dopo il recente incontro a Berlino fra la can-

celliera Angela Merkel e il premier russo Vladimir Putin. La quota azionaria detenuta da E.On in Gazprom era stata acquisita per gradi a partire dal ’98, fino al 6,4% nel 2006 (e poi quasi dimezzata), a suggello dell’amicizia fra Germania e Russia. Ma ora Teissen punta più sulla costruzione e la gestione delle centrali energetiche nei paesi emergenti. E ieri ha precisato che la cessione «non cambia nulla nella strategia» con Mosca, dove rimarrà «un investitore attivo» (possiede quote in Yuzhno Russkoye e nelle centrali elettriche Ogk-4). Gli esperti si attendevano che E.On avrebbe tenuto almeno una quota simbolica di Gazprom, che è il primo fornitore di gas di Berlino. E si chiedono ora quale sarà l’effetto sulle condizioni dei contratti di lungo termine con Gazprom per la fornitura di gas, in via di definizione con la controllata E.On-Ruhrgas. Probabilmente, il disimpegno di E.On è stato negoziato settimana scorsa nell’incontro piuttosto freddo fra la cancelliera Merkel e il premier Putin. Il quale, secondo indiscrezioni, aveva fortemente criticato il disimpegno di E.On, in un incontro con industriali tedeschi. E aveva preferito cenare con l’amico ed ex cancelliere Gerhard Schröder, capo-controllore della pipeline Northstream, controllata da Gazprom e partecipata da E.On e Basf, ancor prima di incontrare il governo tedesco.

Marika de Feo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Energia Alleanza russo-tedesca

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MILANO — La crisi dei consumi? Non per gli outlet. Il 2010 è stato un anno boom per McArthur Glen, che in Italia gestisce i centri di Serravalle, Barberino, Noventa di Piave, Castel Romano e Marcianise. Il fatturato è salito del 16%, a 649 milioni di euro (+5% escludendo Marcianise, che nel 2009 non c’era); e i visitatori a 15 milioni (+20%). Merito dei prezzi bassi, ma soprattutto dei turisti russi, cresciuti fino all’85%: «Hanno compensato il calo dei consumi delle famiglie italiane», dice Roberto Meneghesso. Ex Metro, Standa e UniEuro, si definisce «un uomo di retail» ed è il nuovo country manager per l’Italia. In carica dal 20 settembre, sostituisce Luigi Battuello, ora direttore commerciale di Linate e Malpensa. La sua nomina «è il nuovo corso», dice: perché orienta «verso la relazione con il cliente» McArthur Glen, che incassa affittando gli immobili ai negozianti (da Armani a Loro Piana, da Prada a Ferré) e finora ha avuto ha il core business nel mattone. Ora la priorità sono i corsi di formazione al personale, innanzitutto d’inglese. Del resto i turisti stanno diventando i maggiori clienti: anche per accordi con tour operator e società di crociere, e una presenza commerciale negli aeroporti di Napoli, Venezia, Glasgow, Porto. «La crescita è stata preparata», dice il manager. A Serravalle, per esempio, l’apripista nato dieci anni fa, viene ormai dal turismo il 16% del fatturato, pari a 40 milioni; e i russi sono il 51% dei turisti, +85%. In generale, lo scontrino medio degli stranieri supera i 400 euro. Una soddisfazione per l’azionista, la britannica Henderson,

presieduta da Rupert Pennant-Rea, ex direttore dell’Economist ed ex vicegovernatore della Banca d’Inghilterra. L’italiano Corrado Fratini che fondò Serravalle, ex padrone dei jeans Rifle, socio di Cai-Alitalia, è ormai presente, al 33%, solo a Noventa e Marcianise. Più Barberino, che dovrebbe lasciare entro l’anno.

Alessandra Puato © RIPRODUZIONE RISERVATA

Boom di visitatori

Percassi apre in Sicilia (a.jac.) Battesimo record per il Sicilia Fashion Village. L’outlet (il primo nell’isola) che il gruppo Percassi ha appena inaugurato ad Agira (Enna), nello scorso fine settimana, ha realizzato un afflusso di 67 mila visitatori. I negozi (120) gestiti direttamente dalle case madri (da Giorgio Armani a Versace a Ermenegildo Zegna) venderanno i prodotti della stagione precedente con sconti tutto l’anno dal 30 al 70%. A regime in primavera con 160 negozi, «ci aspettiamo di diventare un punto di riferimento europeo con un flusso annuo di 3-4 milioni di visitatori» dice Antonio Percassi, che prevede la creazione di 600 posti di lavoro più 200 nell’indotto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Economia 37

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

I costruttori La quota italiana del Lingotto al 28,5%. Stretta su Mirafiori

Internet

Auto, il mercato cade ancora Vendite Fiat in calo del 26%

La «regina della rete» lascia Morgan Stanley È conosciuta come «The Queen of Net», la regina della rete, e ora si appresta a iniziare una nuova avventura professionale. Rigorosamente legata al mondo del web. L’analista Mary Meeker, che negli anni ’90 fu tra i primi a prevedere la bolla di internet, lascia la banca d’affari americana Morgan Stanley per la società di venture capital Kleiner Perkins Caufield & Byers, nota per i suoi investimenti in aziende come Amazon.com e Google. La Meeker, dopo 20 anni in Morgan Stanley, si occuperà di approfondire le opportunità di investimento del web.

A novembre immatricolazioni giù del 21%, ai livelli del 1995 Assolombarda

Intesa Sanpaolo 1 miliardo per le «pmi» MILANO — Accordo bis tra Assolombarda e Intesa Sanpaolo che per il secondo anno mette sul piatto un miliardo di euro a servizio delle piccole imprese. L’obiettivo è di assistere al meglio le piccole e medie aziende della provincia di Milano attraverso: linee di credito aggiuntivo per gli insoluti, programmi di ricapitalizzazione per il rafforzamento patrimoniale, rinvio rate su mutui e leasing.

MILANO — Un altro crollo. Pesante. Non quanto a ottobre, con quel record del 28%. Ma anche novembre si porta via oltre un quinto del mercato dell’auto: — 21,13%. Il bilancio dell’intero 2010 limiterà i danni grazie agli effetti del primo trimestre, con le ultime code degli «aiuti». Resta in rosso, però: nei primi undici mesi siamo già a —8,22%, per fine anno (stime Promotor) la previsione arriva al 9,4%. Significherà vendite complessive non superiori a 1,955 milioni di vetture. Livelli, come sottolinea il presidente Anfia Eugenio Razelli, «che ci riportano al 1994-1995». E senza che si vedano segnali di ripresa (peraltro leggera) almeno fino alla primavera 2011. La bufera, che continua a investire tutta Europa (Spagna giù del 25,5%, Francia dell’11%), non risparmia quasi

nessuno. Soprattutto tra i costruttori con le gamme a suo tempo più beneficiate degli ecoincentivi. Fiat ne fa parte e conferma il trend del mercato. Perde ancora più della media, pur se il suo —26% non è il dato peggiore e permette al Lingotto di riportare la quota al 28,5% dal 27,5% di ottobre (un anno fa era comunque al 30,4%). Conferma anche, il lieve recupero, come siano i nuovi prodotti a consentire di attenuare i contraccolpi: e se a Torino dà buoni segnali la Punto My Life, è la Giulietta il vero fenomeno controcorrente. È ormai stabilmente tra le auto più vendute del segmento C. E il suo successo consente all’Alfa di fare meglio anche degli altri brand premium: +16,3%. Il quadro generale resta tuttavia pesante. E la Fiat, il «mercato piatto» del 2011, lo affron-

terà senza vere novità. Quelle arriveranno nel 2012. Il prossimo, sarà l’anno degli investimenti. E molto dipenderà dalle trattive con il sindacato. Oggi entra nel vivo il confronto per Mirafiori: su turni e newco tutte le sigle (tranne Fismic) hanno qualcosa da smussare, ma la promessa quasi generale è di continuare a oltranza, puntare a un’ipotesi di intesa addirittura nel weekend, avviare le assemblee già la prossima settimana. Il nodo restano i rapporti tra la Fiom e «gli altri». Forse

non si ripeterà totalmente il copione Pomigliano, ma le contrapposizioni restano. Forti. E questa volta rischiano di spaccare la stessa Fiom: tra i torinesi, la linea non sembra così rigida come a livello nazionale. Mentre qui si tratta, Sergio Marchionne prosegue a Londra il road show per lo spin off. E riprecisa le tappe che entro il 2013 consentiranno al Lingotto di salire gratis dal 20% al 35% in Chrysler (che ieri ha annunciato un nuovo aumento del 17% nelle immatricolazio-

ni). Le condizioni per ricevere le prime due tranche del 5% (motori Fire, vendite extra Nafta e distribuzione in Sudamerica) dovrebbero essere rispettate già nel 2011. Per la terza (auto a basso consumo di produzione Chrysler su piattaforma Fiat) restano i tre anni di tempo: se si sforasse la scadenza un’opzione call consentirebbe comunque l’acquisto della quota. Cui, tra il 2013 e il 2016, potrà aggiungersi l’ultimo 16%.

Raffaella Polato © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il rapporto Inps

Due pensioni su tre sotto i mille euro ROMA — A 15 anni dalla riforma Dini, appena il 5% delle pensioni Inps in pagamento (che sono in tutto 18,2 milioni) è stato calcolato in parte o in tutto col sistema «contributivo» introdotto dal primo gennaio 1996. Il 95% è stato invece liquidato col più vantaggioso sistema «retributivo», che si applica integralmente a tutti i lavoratori che avevano almeno 18 anni di contributi al momento della Dini. Il dato, contenuto nel Bilancio sociale dell’Inps presentato ieri, dimostra quanto sia lenta la transizione al contributivo, il meccanismo di calcolo che lega l’importo della pensione ai versamenti fatti e che dovrebbe garantire l’equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Equilibrio che sarà il frutto di un deciso alleggerimento delle pensioni. Che si comincia a vedere in altri dati contenuti nello stesso rapporto. Così, prendendo le 344 mila pensioni liquidate nel 2009 ai lavoratori dipendenti, si vede che le 278 mila calcolate col retributivo hanno un importo medio di 987 euro al mese mentre le 61 mila calcolate col sistema «misto» (retributivo sui versamenti fino al 1995 e contributivo sui successivi) si aggirano sui 583 euro. Una così forte differenza spiegano però i tecnici dell’Inps è dovuta al fatto che mentre nelle pensioni retributive ci sono anche quelle di anzianità con almeno 35 anni di contributi, in quelle miste no perché al massimo possono Le pensioni esserci 30 anni di calcolate in versamenti (17 prima tutto o in parte del ’95 e 13 dopo). Col con la Dini passare degli anni, aggiungono, quando anche nel misto finiranno pensioni con storia contributiva piena la differenza sarà minore e la perdita rispetto al retributivo oscillerà intorno al 10%. Molto più alta sarà la perdita per le pensioni tutte contributive, cioè per chi ha cominciato a lavorare nel 1996, ma qui bisognerà aspettare un paio di decenni. Presentando il rapporto il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha annunciato che entro la fine del 2011 tutte le domande per la pensione le altre prestazioni erogate potrebbero dover essere presentate esclusivamente on line, personalmente o attraverso i patronati. Obiettivo: velocizzare le pratiche. Il presidente e il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, hanno sottolineato anche i risultati ottenuti sul fronte delle pensioni di invalidità. Nel 2010 le domande sono diminuite del 20%, anche in seguito alle ripetute campagne di controlli su quelle vigenti per ridurre il fenomeno dei falsi invalidi. Infine, il rapporto mostra che su 13,9 milioni di pensionati Inps il 28,4% (3,9 milioni) prende un assegno inferiore a 500 euro al mese e il 62,6% (8,6 milioni) meno di mille euro.

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Enrico Marro © RIPRODUZIONE RISERVATA

La proposta Pd

«I contributi? Per i figli» (r. ba.) I genitori che hanno 40 anni di versamenti e i requisiti per andare in pensione possono continuare a lavorare — se l’impresa è d’accordo — e dirottare i contributi previdenziali ai figli disoccupati o precari per almeno tre annualità. Se si tratta di lavori usuranti il versamento al figlio è del 100% altrimenti si limita al 60% e il resto va in un fondo per sostegno al welfare. La proposta di legge — definita dagli ideatori un «vero e proprio patto generazionale» — è bipartisan, firmata dal deputato Pd Guglielmo Vaccaro e dal collega Pdl Raffaello Vignali. Verrà al più presto presentata alla Camera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Economia 39

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Il premio

Tessuti autopulenti e videogiochi Sessanta idee per la ripresa Per l’ottava edizione del «Pni» in gara 44 università e 60 progetti MILANO — Tessuti «ceramizzati» in grado di autopulirsi se esposti alla luce, nuove molecole per la cura del dolore cronico, videogiochi che si modificano a seconda della forza degli avversari. Benvenuti al «Premio nazionale per l’innovazione», il campionato italiano delle idee nate all'interno di atenei e centri di ricerca, che si sfideranno domani a Palermo in occasione della finale 2010. Il Pni, giunto ormai alla sua ottava edizione, è la più significativa manifestazione nazionale che contribuisce alla creazione di giovane impresa proveniente da attività di ricerca ed è organizzato dall’Università degli Studi di Palermo e da PniCube, l'associazione degli incubatori e delle business plan competition accademiche italiane. A Palermo confluiscono 60 concorrenti selezionati da 44 Università italiane e dal Cnr che proveranno ad aggiudicarsi uno dei tre premi (il primo prevede 50 mila euro) messi in palio da Intesa San Paolo. «Dal 2003 a oggi — spiega Gianni Lorenzoni, presidente di PniCube — il Pni ha contribuito a rafforzare la consapevolezza da parte degli atenei e dei centri di ricerca pubblici circa l'importanza della trasformazione della ricerca verso attività applicative che ne valorizzano il contenuto

Panorama

Domani a Palermo la presentazione delle migliori start-up universitarie

I protagonisti

Tessuti «ceramizzati» I ricercatori Zoli, Costa e Ossani hanno creato tessuti in grado di autopulirsi se esposti alla luce

Panoptes Daniele Sarazzi (al centro) è uno dei quattro ricercatori palermitani che ha ideato la piattaforma software

Emotica Games La start up creata nel Politecnico di Milano dai dottorandi Simone Tognetti e Maurizio Garbarino

di conoscenza». È in un simile contesto che nascono realtà come «Emotica games», una start up creata nel Politecnico di Milano da due giovani dottorandi che hanno sperimentato una visiera per amanti

di video giochi che ne misura battito cardiaco ed emotività. «È un sistema — spiega Simone Tognetti — per adeguare la difficoltà o la velocità del gioco alle caratteristiche emotive dei giocatori. Lo stiamo proponendo ai pro-

duttori di giochi e sembra possa funzionare». Un trampolino per passare dall’Università al mondo dell’impresa. Un salto abbastanza collaudato se è vero che in questi anni il mondo generato dal Pni ha raggiunto un fattu-

«Il Mondo»

La pagella al ministro dell’Economia

Promosso a pieni voti sulla tenuta dei conti pubblici; bocciato sulla capacità di stimolare l’economia; sufficienza sul recupero dell’evasione; scarso sulla politica bancaria: voto finale 7 meno. È la pagella che una decina di economisti ha dato al ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Lo scrive Il Mondo nella sua copertina, in uscita domani con il Corriere della Sera.

rato complessivo di 77.846 milioni di euro, coinvolto 1.462 addetti, registrato 134 brevetti, fatto nascere 336 imprese di cui 298 sono attive. «Siamo onorati di ospitare l’edizione di quest’anno — dice Roberto Lagalla, rettore dell’Università di Palermo — Per certi versi si tratta anche di un riconoscimento al lavoro fatto in questa realtà. Grazie all'incubatore d'impresa gestito dal Consorzio Arca, infatti, a Palermo sono nate circa 30 imprese start-up ed è stato creato un valore di quasi 3 milioni di euro». E la tradizione continua visto che in gara domani c’è anche «Panoptes», una piattaforma software, creata da quattro ricercatori palermitani, che sono riusciti a montare strumenti di misura per il telerilevamento e la fotogrammetria aerea su dei droni. «I droni sono piccoli veicoli telecomandati e senza pilota — spiega Claudia Spinnato, fisico e imprenditore — i nostri dispositivi permetteranno di effettuare telerilevamenti per beni culturali, agricoltura e pubblica sicurezza a costi ridotti rispetto a quelli proposti da chi svolge lo stesso servizio con gli aerei». Del resto non è più una novità scoprire che il Sud rappresenta un serbatoio essenziale di progetti e idee. Resta però ancora forte la difficoltà a tradurre le idee in impresa. «Non a caso il messaggio che vogliamo trasmettere ai giovani meridionali con il Pni — ribadisce Giovanni Perrone, delegato del rettore di Palermo per Pni 2010 — è che ricerca e imprenditorialità formano un binomio possibile per costruire il futuro anche nel mezzogiorno d’Italia». E questa sì, è un’idea che meriterebbe un premio.

Isidoro Trovato

Ici, il filo diretto di CorrierEconomia con i lettori Nuovo appuntamento con «Filo diretto», lo sportello di consulenza telefonica sull’Ici (scadenza 16 dicembre) organizzato da «CorrierEconomia» e Associazione italiana dottori commercialisti. Per chiarire i propri dubbi si può telefonare oggi dalle 18 alle 20 al numero 02/29.00.97.28 Fallimento Ventaglio: Kuoni compra «Best tours» per 700 mila euro, il tour operator coinvolto nel fallimento della controllante Viaggi del Ventaglio. Kuoni Italia mira a raggiungere il raddoppio del fatturato entro il prossimo triennio. Porsche, stop della settimana corta in vista dell’aumento della produzione. Il presidente del consiglio di fabbrica della società, Uwe Hueck (foto), ha annunciato che saranno ripristinati i normali turni di lavoro nello stabilimento principale in Germania (a Zuffenhausen, Stoccarda), dove l’anno scorso era stata introdotta la «settimana corta» per far fronte al calo della domanda, e prevede di aumentare la produzione all’inizio del 2011. Indesit, ricollocazione per oltre 300 persone su un totale di 510 occupati dei due stabilimenti di cui è prevista la chiusura. Arenaways, deliberato l’aumento di capitale da 2 a 5 milioni. L’azienda piemontese ha lanciato nei giorni scorsi il primo servizio di trasporto passeggeri privato sulla tratta Torino-Milano. Chiusura in forte rialzo per il petrolio ieri a New York, dove le quotazioni sono cresciute del 3,1% a 86,75 dollari al barile.

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Nome A&M Garanzia 1+ A A&M Garanzia 1+ A&M Incremento e Garanzia 5+ A A&M Incremento e Garanzia 5+ A&M Rivalutazione 10+ A A&M Rivalutazione 10+

AcomeA SGR - numero di tel. 800.89.39.89 info@acomea.it 30/11 EUR 11,584 AcomeA America 30/11 EUR 3,665 AcomeA Bilanciato 30/11 EUR 12,570 AcomeA Eurobbligazionario 30/11 EUR 10,142 AcomeA Europa 30/11 EUR 3,503 AcomeA FdF Pacifico 30/11 EUR 6,522 AcomeA FdF Paesi Emergenti 30/11 EUR 8,343 AcomeA Globale 30/11 EUR 15,919 AcomeA Italia 30/11 EUR 11,429 AcomeA Liquidità 3,679 AcomeA Multi Fd Linea Aggressiva 30/11 EUR 4,598 AcomeA Multi Fd Linea Dinamica 30/11 EUR 5,063 AcomeA Multi Fd Linea Prudente 30/11 EUR 6,585 AcomeA Obbligazionario Corporate 30/11 EUR 8,053 AcomeA Obbligaz. Internazionale 30/11 EUR 30/11 EUR 17,310 AcomeA Performance

AKROS ABSOLUTE RETURN AKROS DYNAMIC AKROS MARKET NEUTRAL AKROS LONG/SHORT EQUITY

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498515,389 479590,331 493472,931 499938,232

Data Valuta 29/10 29/10 29/10 29/10 29/10 29/10

EUR EUR EUR EUR EUR EUR

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Quota/pre.

12,520 12,483 11,028 10,993 12,450 12,269

12,486 12,449 10,932 10,897 12,361 12,187

496130,978 476987,385 491924,321 496629,745

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Amundi Absolute Amundi Azioni QEuro Amundi Breve Termine Amundi Corporate 3 anni Amundi Corporate Giugno 2012 Amundi Dynamic Allocation Amundi EONIA Amundi Equipe 1 Amundi Equipe 2 Amundi Equipe 3 Amundi Equipe 4 Amundi Eureka BRIC Ripresa 2014 Amundi Eureka China Double Win Amundi Eureka Cina Ripresa 2015 Amundi Eureka Doppia Opp 2014 Amundi Eureka Double Call Amundi Eureka Double Win Amundi Eureka Double Win 2013 Amundi Eureka Dragon Amundi Eureka Oriente 2015 Amundi Eureka Ripresa 2014 Amundi Eureka Ripresa Due 2014 Amundi Eureka Settori 2016 Amundi Eureka USA 2015 Amundi Europe Equity Amundi For. E. Eq. Op. 2013 Amundi For. E. Eq. Op. Due 2013 Amundi For. Em.MktEq.R.2014 Amundi For. Gar. Hi. Div. 2014 Amundi Form Gar.E.Mk.Eq.R 2013 Amundi Form Gar.Eq.R.DUE 2013 Amundi Form Gar.Eq.Recall 2013 Amundi Form Gar.Mer.Emergenti Amundi Form Garantita 2012 Amundi Form Garantita 2013 Amundi Form Garantita Due 2013 Amundi Form Priv.Div.Opportunity Amundi Global Emerging Equity Amundi Global Equity Amundi Liquidità Amundi Obbligazionario Euro Amundi Pacific Equity Amundi Più Amundi Premium Power Amundi Private Alfa 2007 Amundi QBalanced Amundi QReturn Amundi USA Equity Unibanca Plus

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EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

5,268 12,292 7,423 102,131 5,057 5,248 101,967 5,255 5,203 5,199 4,868 5,411 5,728 5,081 5,160 5,408 5,631 4,927 6,274 4,980 5,259 4,948 4,848 4,933 4,348 4,490 4,517 5,037 4,862 5,015 4,890 4,905 5,710 5,062 4,944 4,929 4,971 5,393 4,530 8,947 5,486 4,974 5,640 5,170 4,847 8,449 5,513 4,471 5,280

Numero Verde 800 255783 info@animasgr.it - www.animasgr.it 30/11 EUR 4,091 Anima America 30/11 EUR 6,356 Anima Asia 30/11 EUR 6,168 Anima Convertibile 30/11 EUR 10,843 Anima Emerging Markets 30/11 EUR 4,165 Anima Europa 30/11 EUR 14,059 Anima Fondattivo 30/11 EUR 20,064 Anima Fondimpiego 30/11 EUR 13,088 Anima Fondo Trading 30/11 EUR 6,609 Anima Liquidità 30/11 EUR 7,059 Anima Obbligaz Euro 30/11 EUR 9,233 Americhe 30/11 EUR 7,375 Corporate Bd 30/11 EUR 6,437 Emerging Markets Bd 30/11 EUR 7,631 Emerging Markets Eq 30/11 EUR 4,342 Euroland 30/11 EUR 12,876 Europa 30/11 EUR 7,622 Europe Bd 30/11 EUR 2,879 Flessibile 30/11 EUR 7,586 Fondo Liquidità 30/11 EUR 7,087 Iniziativa Europa 30/11 EUR 12,844 Internazionale 30/11 EUR 14,451 Italia 30/11 EUR 5,613 Mix 30/11 EUR 12,052 Monetario 30/11 EUR 5,836 Obiettivo Rendimento 30/11 EUR 5,135 Pacifico 30/11 EUR 10,152 Pianeta 30/11 EUR 6,555 Premium 30/11 EUR 7,736 Risparmio 30/11 EUR 10,141 Sforzesco 30/11 EUR 6,863 Tesoreria F.per le Imprese 30/11 EUR 20,030 Valore Globale 30/11 EUR 34,901 Visconteo 30/11 EUR 4,739 Capitale Piu' C.Azionario 30/11 EUR 5,284 Capitale Piu' C.Bilanc. 15 30/11 EUR 5,039 Capitale Piu' C.Bilanc. 30 30/11 EUR 5,456 Capitale Piu' C.Obbligaz. 30/11 EUR 5,456 Managers & Co. Comp.30 30/11 EUR 5,195 Managers & Co. Comp.50 30/11 EUR 4,714 Managers & Co. Comp.70 30/11 EUR 4,295 Managers & Co. Comp.90

495147,792 598756,028 441014,843 568315,294 530931,457 396905,723 553389,930 726831,791

5,285 12,545 7,433 101,935 5,051 5,279 101,970 5,254 5,204 5,199 4,870 5,402 5,780 5,081 5,224 5,388 5,658 4,955 6,260 4,991 5,275 4,973 4,872 4,947 4,373 4,505 4,532 5,041 4,854 5,007 4,873 4,894 5,703 5,056 4,936 4,918 4,967 5,382 4,529 8,956 5,503 4,931 5,641 5,177 4,855 8,512 5,531 4,499 5,282

4,127 6,394 6,214 10,807 4,185 14,116 20,138 13,158 6,624 7,099 9,222 7,409 6,465 7,608 4,364 12,928 7,618 2,886 7,596 7,102 12,838 14,569 5,626 12,093 5,854 5,136 10,091 6,565 7,755 10,150 6,886 20,100 34,986 4,751 5,297 5,055 5,468 5,450 5,192 4,710 4,294

FONDO PENSIONE APERTO ARTI & MESTIERI A&M Conservazione 3+ A A&M Conservazione 3+ A&M Crescita 25+ A A&M Crescita 25+

29/10 29/10 29/10 29/10

EUR EUR EUR EUR

13,532 13,404 10,506 10,325

Data Valuta

Quota/od.

Quota/pre.

www.ersel.it 11,508 3,651 12,626 10,160 3,489 6,474 8,323 16,041 11,473 3,662 4,580 5,057 6,603 8,054 17,361

AZIMUT SGR - tel.02.88981 www.azimut.it - info@azimut.it 29/11 EUR 22,925 Azimut Bilanciato 29/11 EUR 6,344 Azimut Formula 1 Alp +20 29/11 EUR 6,396 Azimut Formula 1 Conserv 29/11 EUR 6,721 Azimut Formula 1 Hi. Risk 29/11 EUR 6,611 Azimut Formula 1 Low Risk 29/11 EUR 6,417 Azimut Formula 1 Risk 29/11 EUR 12,220 Azimut Garanzia 29/11 EUR 9,613 Azimut Prev. Com. Crescita 29/11 EUR 10,844 Azimut Prev. Com. Equilibrato 29/11 EUR 9,737 Azimut Prev. Com. Garantito 29/11 EUR 11,443 Azimut Prev. Com. Protetto 29/11 EUR 7,600 Azimut Scudo 29/11 EUR 15,492 Azimut Reddito Euro 29/11 EUR 6,081 Azimut Reddito Usa 29/11 EUR 7,840 Azimut Solidity 29/11 EUR 5,127 Azimut Strategic Trend 29/11 EUR 9,293 Azimut Trend America 29/11 EUR 11,609 Azimut Trend Europa 29/11 EUR 14,561 Azimut Trend Italia 29/11 EUR 6,627 Azimut Trend Pacifico 29/11 EUR 8,851 Azimut Trend Tassi 29/11 EUR 19,439 Azimut Trend

Ersel Multi-Strategy HIGH CI A Ersel Multi-Strategy HIGH CI B Ersel Multi-Strategy MED CI A Ersel Multi-Strategy MED CI B Hedgersel 23,194 6,355 6,402 6,793 6,620 6,481 12,253 9,666 10,890 9,798 11,468 7,637 15,550 6,024 7,871 5,157 9,251 11,827 14,825 6,567 8,878 19,571

AZ FUND MANAGEMENT SA

www.gestiellehedge.it 31/10 EUR 496235,039 G. Hedge Credit Fund 31/10 EUR 605809,600 G. Hedge High Volatility 31/10 EUR 443954,344 G. Hedge Long Short World 31/10 EUR 573430,061 G. Hedge Low Volatility 31/10 EUR 535266,061 G. Hedge Multi- Strategy 31/10 EUR 399175,544 G. Hedge Opportunity 31/10 EUR 556003,944 G. Hedge Concentr Low 1 31/10 EUR 731145,205 G. Hedge Concentr Medium 1

Nome

13,519 13,395 10,336 10,162

AZ F. Active Selection AZ F. Active Strategy AZ F. Alpha Man. Credit AZ F. Alpha Man. Equity AZ F. Alpha Man. Them. AZ F. American Trend AZ F. Asset Plus AZ F. Asset Power AZ F. Best Bond AZ F. Best Equity AZ F. Bond Trend AZ F. Bot Plus AZ F. Commodity Trading AZ F. Conservative AZ F. Corporate Premium AZ F. Dividend Premium AZ F. Emer. Mkt Asia AZ F. Emer. Mkt Europe AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. AZ F. European Dynamic AZ F. European Trend AZ F. Formula 1 Absolute AZ F. Formula 1 Alpha Plus AZ F. Formula 1 Alpha Plus 20 AZ F. Formula 1 Conserv. AZ F. Formula 1 Dynamic Trading AZ F. Income AZ F. Institutional Target AZ F. Italian Trend AZ F. Opportunities AZ F. Pacific Trend AZ F. Qbond AZ F. QProtection AZ F. Qtrend AZ F. Reserve Short Term AZ F. Solidity AZ F. Strategic Trend AZ F. Trend AZ F. US Income

Carige Azionario America Carige Azionario Europa Carige Azionario Internazionale Carige Azionario Italia Carige Bilanciato 10 Carige Bilanciato 30 Carige Bilanciato 50 Carige Corporate Euro Carige Flessibile Carige Flessibile Piu' Carige Liquidita Euro Carige Monetario Euro Carige Obblig Euro Carige Obblig Euro Lungo Termine Carige Obblig Internazionale

29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/10 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11

29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

4,912 4,949 4,974 4,537 3,634 2,382 5,297 5,104 5,057 5,159 5,342 5,139 5,035 5,593 5,008 5,105 6,293 4,444 7,318 4,506 2,886 4,670 5,303 4,481 4,749 5,440 5,521 4,973 2,997 4,319 3,870 5,004 4,779 5,058 6,025 5,316 4,689 4,276 6,053

4,940 4,947 4,985 4,527 3,626 2,369 5,296 5,100 5,046 5,144 5,358 5,150 5,028 5,617 5,017 5,123 6,223 4,474 7,311 4,564 2,944 4,724 5,297 4,491 4,755 5,427 5,547 4,988 3,057 4,323 3,828 5,012 4,790 5,138 6,039 5,335 4,723 4,311 5,996

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

2,529 5,463 6,887 4,909 5,508 5,201 5,908 6,641 5,247 4,513 6,346 11,716 10,901 5,674 6,116

2,526 5,550 6,882 5,011 5,547 5,251 5,987 6,649 5,250 4,521 6,346 11,715 10,914 5,691 6,103

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

13,710 13,553 11,215 11,101 10,577 10,300 12,803 12,581

13,745 13,591 11,201 11,090 10,428 10,162 12,775 12,559

Fondo Pensione Aperto Carige Difesa Classe A Difesa Obiettivo TFR Classe A Obiettivo TFR Rivalutazione Classe A Rivalutazione Valorizzazione Classe A Valorizzazione

29/10 29/10 29/10 29/10 29/10 29/10 29/10 29/10

Num tel: 178 311 01 00 www.compamfund.com - info@compamfund.com 29/11 USD 1264,828 1267,246 Bluesky Global Strategy A 29/11 EUR 1158,492 1159,213 Bond Euro A 29/11 EUR 1134,062 1134,801 Bond Euro B 24/11 EUR 1183,111 1194,076 Bond Risk A 24/11 EUR 1153,153 1163,938 Bond Risk B 1375,472 1374,724 CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A 24/11 EUR 1342,812 1342,184 CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B 24/11 EUR 29/11 EUR 1164,314 1187,677 European Equity A 29/11 EUR 1120,270 1142,805 European Equity B 26/11 EUR 110,328 110,293 Multiman. Bal. A 26/11 EUR 111,446 111,414 Multiman. Bal. M 80,370 80,542 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 24/11 EUR 81,731 81,894 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 24/11 EUR 24/11 EUR 108,548 108,989 Multiman.Target Alpha A

30/09 30/09 30/09 30/09 15/11

EUR EUR EUR EUR EUR

589729,624 589299,161 618338,160 617888,403 693247,103

578464,565 578077,827 613048,464 612644,678 694833,046

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

77,340 115,400 129,600 152,580 96,370 96,600 84,810 85,880 110,660 103,190 112,690 87,790

77,100 116,200 130,490 153,590 96,400 96,690 85,090 86,250 110,760 104,580 112,220 88,310

30/11 30/11 30/11 29/11 30/11 30/11 30/11 24/11 29/11 29/11 30/11 30/11 30/11 30/11 29/11 29/11 26/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11

EUR EUR EUR EUR EUR JPY USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

100,290 94,160 105,560 78,300 86,790 6328,320 101,980 107,550 123,060 101,630 109,030 89,640 100,640 100,980 98,130 84,840 100,000 88,530 75,680 95,970 103,540 137,190

100,200 94,060 105,460 78,620 87,220 6414,550 102,690 107,400 123,080 101,660 109,470 90,010 100,640 100,980 97,780 84,820 100,260 88,700 75,190 95,340 103,440 137,040

DB Platinum IV Balanced Curr Harv. Euro R1C Balanced Curr Harv. Euro R1C A Balanced Curr Harv. Euro R2C Croci Alpha Pairs Sect Euro R1C Croci Euro R1C B Croci Japan R1C B Croci US R1C B Dyn. Alt. Port. R2C Dyn. Bd Plus R1C Dyn. Bd Plus R1C A Dyn. Bd Stabilität Plus R1C Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A Dyn. Cash R1C Dyn. Cash R1C A Dyn. ETF Selector 3 R1C A Dyn. ETF Selector 6 R1C A Dyn. ETF Selector 8 R1C A Eur.Top Stars Fd R1C A Long Short Momen. R1C Long Short Momen. R1C A Sovereign Plus Sovereign Plus R1C

Quota/od.

Quota/pre.

01/12 01/12 01/12 01/12 01/12 01/12 01/12 01/12 01/12 01/12

EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR

11,100 11,580 10,619 10,798 12,828 10,955 9,020 26,570 10,380 8,120

10,960 11,540 10,560 10,733 12,826 10,983 8,930 26,490 10,330 8,120

30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11

USD USD JPY JPY USD USD

31,150 31,540 1623,000 656,000 34,310 16,900

31,220 31,690 1639,000 663,000 34,300 16,840

30/11 EUR 30/11 USD 30/11 USD

1,118 1,664 1,000

1,118 1,664 1,000

Invesco Funds II Global Small Cap Value R Global Value Eq. R Japanese Eq. Advantage R Japanese Value Eq. R US Small Cap Growth R US Value Eq. R Euro Liquidity US Dollar Liquidity US Dollar Treasury

Duemme Sicav Asian Equities C Bond Euro Area C Bond Inflation Linked C Corporate Bond Euro C Dynamic Allocation Equity Opportunity C Euro Equities C Euro Investments C Flexible Strategies C Global Allocation C Gov Bond Euro Medium Term C Italian Stocks Money Market C Private Equity Strategies C Revenues C Strategic Portfolio C Trading US Equities C Usa Short Term C

30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11

JPY EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD USD

5975,000 137,280 99,090 119,400 86,740 107,410 86,220 100,690 93,350 100,800 115,640 67,870 104,950 87,880 100,180 94,020 105,720 101,190 112,270

5968,000 137,770 99,450 119,540 88,330 108,350 87,910 101,300 92,960 100,960 116,300 69,200 105,030 88,090 100,360 94,720 106,040 101,850 112,240

Duemme Sgr Duemme Hedge Dynamic Duemme Hedge Performance Duemme Hedge Protection

30/09 EUR 409734,689 400683,787 30/09 EUR 565288,454 555203,763 30/09 EUR 563090,501 559924,437

www.eurizoncapital.it tel. 02 88101 29/11 EUR Eurizon Az Alto Divid Eur 29/11 EUR Eurizon Az Asia Nuove Econom. 29/11 EUR Eurizon Az Energie Mat Pr 29/11 EUR Eurizon Az Europa Multiman 29/11 EUR Eurizon Az Italia 130/30 29/11 EUR Eurizon Az Mondo Multiman 29/11 EUR Eurizon Az Salute E Amb 29/11 EUR Eurizon Az Teconol Avanz 29/11 EUR Eurizon Azioni Finanza 29/11 EUR Eurizon Azioni PMI America 29/11 EUR Eurizon Azioni PMI Italia 29/11 EUR Eurizon Azioni PMI Europa 29/11 EUR Eurizon Bilanc Euro Multiman 29/11 EUR Eurizon Diversificato Etico 29/11 EUR Eurizon Focus Az America 29/11 EUR Eurizon Focus Az Europa 29/11 EUR Eurizon Focus Az Internaz 29/11 EUR Eurizon Focus Az Italia 29/11 EUR Eurizon Focus Az Paesi Em 29/11 EUR Eurizon Focus Azioni Euro 29/11 EUR Eurizon Focus Azioni Pacifico Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 29/11 EUR 29/11 EUR Eurizon Focus Far I T 07 29/11 EUR Eurizon Focus Gar 06/2012 29/11 EUR Eurizon Focus Gar 09/2012 29/11 EUR Eurizon Focus Gar 12/2012 29/11 EUR Eurizon Focus Gar 03/2013 29/11 EUR Eurizon Focus Gar I Sem 06 29/11 EUR Eurizon Focus Gar II Sem 06 29/11 EUR Eurizon Focus Gar II T 07 29/11 EUR Eurizon Focus Gar III T 07 29/11 EUR Eurizon Focus Gar IV T 07 29/11 EUR Eurizon Focus Ob Eur Corp 29/11 EUR Eurizon Focus Obbl Cedola 29/11 EUR Eurizon Focus Obbl Emerg 29/11 EUR Eurizon Focus Obbl Euro 29/11 EUR Eurizon Focus Obbl Euro BT 29/11 EUR Eurizon Focus Obbl Euro HY 29/11 EUR Eurizon Focus Pr Dinamico 29/11 EUR Eurizon Focus Pr Moderato 29/11 EUR Eurizon Focus Pr Prudente 29/11 EUR Eurizon Focus Rend As 2 A 29/11 EUR Eurizon Focus Rend As 3 A 29/11 EUR Eurizon Focus Rend As 5 A 29/11 EUR Eurizon Focus Tesoreria Dollar 29/11 USD Eurizon Focus Tesoreria Dollar 29/11 EUR Eurizon Focus Tesoreria Euro A 29/11 EUR Eurizon Focus Tesoreria Euro B 29/11 EUR Eurizon Liquidita' A 29/11 EUR Eurizon Liquidita' B 29/11 EUR Eurizon Obbl Etico 29/11 EUR Eurizon Obbl Euro Corp BT 29/11 EUR Eurizon Obbl Internazionali 29/11 EUR Eurizon Obiettivo Rendimento 29/11 EUR Eurizon Rendita 29/11 EUR Eurizon Soluzione 10 29/11 EUR Eurizon Soluzione 40 29/11 EUR Eurizon Soluzione 60 29/11 EUR Eurizon Team 1 29/11 EUR Eurizon Team 2 29/11 EUR Eurizon Team 3 29/11 EUR Eurizon Team 4 29/11 EUR Eurizon Team 5 29/11 EUR Intesa Cass Centro Prot Din 29/11 EUR Passadore Monetario 29/11 EUR Teodorico Monetario 29/11 EUR Unibanca Azionario Europa 29/11 EUR Unibanca Monetario 29/11 EUR Unibanca Obbligaz Euro

24,446 11,495 9,403 5,716 15,770 3,460 14,934 4,097 17,156 22,163 4,441 8,673 35,817 7,894 8,935 8,213 7,487 11,289 9,691 13,174 4,138 5,017 5,131 5,083 5,056 5,064 5,093 5,278 5,227 5,092 4,929 5,175 5,641 6,066 11,680 13,928 14,990 7,466 5,401 5,390 5,458 5,237 5,468 4,914 12,638 16,540 7,628 7,679 7,245 7,429 5,426 7,520 8,718 8,113 5,915 6,850 6,188 24,407 5,979 5,669 4,771 4,068 3,941 5,686 7,059 7,406 6,053 5,678 5,746

24,963 11,328 9,396 5,749 16,113 3,457 14,922 4,084 17,059 21,993 4,510 8,761 35,962 7,914 8,877 8,336 7,474 11,530 9,603 13,451 4,087 5,040 5,140 5,100 5,075 5,086 5,117 5,281 5,230 5,103 4,938 5,184 5,653 6,081 11,713 13,979 15,038 7,489 5,416 5,401 5,467 5,243 5,479 4,914 12,528 16,556 7,639 7,691 7,255 7,440 5,447 7,527 8,701 8,113 5,941 6,866 6,188 24,374 5,988 5,686 4,789 4,087 3,959 5,695 7,078 7,423 6,147 5,694 5,771

European Eq Rel Value I Strategic Trend

19/11 EUR 05/11 EUR

Tel: 848 58 58 20 Sito web: www.ingdirect.it 30/11 EUR Dividendo Arancio 30/11 EUR Convertibile Arancio 30/11 EUR Euro Arancio 30/11 EUR Bilancio Arancio 24/11 EUR Borsa Protetta Agosto 24/11 EUR Borsa Protetta Febbraio 24/11 EUR Borsa Protetta Maggio 24/11 EUR Borsa Protetta Novembre 30/11 EUR Inflazione Più Arancio 30/11 EUR Mattone Arancio 30/11 EUR Profilo Dinamico Arancio 30/11 EUR Profilo Equilibrato Arancio 30/11 EUR Profilo Moderato Arancio 30/11 EUR Top Italia Arancio

100,520 111,710

100,410 111,730

38,900 51,660 54,220 47,430 52,540 51,750 54,360 51,710 49,030 34,810 54,750 53,220 51,250 44,080

38,960 51,580 54,170 47,360 52,650 51,780 54,550 51,850 49,020 35,140 54,990 53,410 51,450 44,530

La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia è disponibile sul sito www.invesco.it

Invesco Funds Asia Consumer Demand E

Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.invescopowershares.net 30/11 EUR 6,235 Dynamic US Market 30/11 EUR 40,066 EQQQ 30/11 EUR 101,289 EuroMTS Cash 3 Months 30/11 EUR 5,325 FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap 30/11 EUR 8,897 FTSE RAFI Dev. 1000 Fund 30/11 EUR 8,755 FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm 30/11 EUR 7,570 FTSE RAFI Emerging Mkts 30/11 EUR 7,185 FTSE RAFI Europe 30/11 EUR 16,249 FTSE RAFI Hong Kong China 30/11 EUR 5,104 FTSE RAFI Italy 30 30/11 EUR 7,071 FTSE RAFI Switzerland 30/11 EUR 6,646 FTSE RAFI US 1000 9,056 Global Agriculture NASDAQ OMX 30/11 EUR 30/11 EUR 4,789 Global Clean Energy 30/11 EUR 5,921 Global Listed Private Eq. 30/11 EUR 9,717 MENA NASDAQ OMX 30/11 EUR 7,795 Palisades Global Water

6,242 40,363 101,312 5,318 8,911 8,771 7,566 7,208 16,162 5,160 7,103 6,646 9,043 4,764 5,930 9,717 7,834

Nome Italian Selection I Liquidity A Liquidity I Multimanager American Eq.A Multimanager American Eq.I Multimanager Asia Pacific Eq.A Multimanager Asia Pacific Eq.I Multimanager Emerg.Mkts Eq.A Multimanager Emerg.Mkts Eq.I Multimanager European Eq.A Multimanager European Eq.I Strategic A Strategic I

Data Valuta 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

Quota/od.

Quota/pre.

5,231 5,284 5,324 3,605 3,718 4,468 4,587 4,622 4,720 3,642 3,739 4,910 5,016

5,260 5,287 5,327 3,559 3,670 4,462 4,580 4,597 4,694 3,614 3,710 4,908 5,013

Nome

Data Valuta 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11

US Dollar Bond A hdg US Dollar Bond A US Dollar Liquidity A US Large Cap A US Large Cap A US Large Cap EUR hedged A US Small & Mid-Cap Equ A US Small & Mid-Cap Equ A US Smaller Companies A

EUR USD USD EUR USD EUR EUR USD USD

Quota/od.

Quota/pre.

126,840 18,660 105,260 49,440 64,370 85,680 109,130 142,690 72,490

126,630 18,630 105,240 49,470 65,020 86,540 109,420 144,420 73,190

*I LIVELLI DI PROTEZIONE RELATIVI AI FONDI DEFENSIVE SONO CONSULTABILI SUL SITO INTERNET WWW.SCHRODERS.IT

Tel: 02 77718.1 www.kairospartners.com

01/12 EUR

9,690

9,560

www.sorgentegroup.com www.oysterfunds.com 29/11 EUR 152,470 Absolute Return Italy 29/11 EUR 165,500 Asia Opportunities EUR2 29/11 USD 167,310 Asia Opportunities USD2 29/11 EUR 160,400 Credit Opportunities EUR2 29/11 EUR 229,610 Diversified EUR 29/11 EUR 117,350 Emerg. Mkts Dynamic EUR2 29/11 USD 123,170 Emerg. Mkts Dynamic USD2 29/11 EUR 150,734 Euro Liquidity 29/11 EUR 199,510 European Corporate Bonds 29/11 EUR 192,910 European Fixed Income 29/11 EUR 284,030 European Opportunit EUR 29/11 EUR 159,240 European Opportunit EUR2 29/11 EUR 266,700 European Small Cap EUR 29/11 EUR 193,410 Global Convertibles EUR 29/11 USD 190,100 Global Convertibles USD 29/11 EUR 78,810 Global Warming EUR 29/11 EUR 27,480 Italian Opportunities EUR 29/11 EUR 197,500 Italian Value EUR 29/11 EUR 122,760 Japan Opportunities EUR 29/11 JPY 11777,000 Japan Opportunities JPY 29/11 EUR 157,060 Market Neutral EUR 29/11 EUR 89,260 Oncology Fd EUR 29/11 USD 140,210 Oncology Fd USD 29/11 USD 315,020 US Dollar Bonds 29/11 EUR 98,990 US Dynamic EUR 29/11 USD 102,400 US Dynamic USD 29/11 USD 173,960 US Small Cap USD 29/11 EUR 134,570 US Value EUR 29/11 USD 134,590 US Value USD 29/11 EUR 140,320 World Opportunities EUR 29/11 USD 289,360 World Opportunities USD 25/11 EUR 998,230 3A Dynamic UCITS Fund EUR

153,960 164,050 165,930 160,400 229,870 117,430 123,350 150,680 200,050 193,400 287,890 161,710 270,370 193,850 190,660 79,700 28,030 201,470 121,850 11696,000 157,060 89,880 141,280 315,020 99,130 102,620 173,800 134,610 134,690 140,470 289,800 998,230

KAIROS PARTNERS SGR Kairos Asia A Kairos Asia I Kairos Div. + I Kairos Div. + P Kairos Equity A Kairos Fix. Inc. A Kairos Fix. Inc. I Kairos Italia A Kairos Low Vol. I A Kairos Low Vol. I B Kairos Low Vol. I I Kairos Low Vol. II A Kairos Low Vol. II B Kairos Low Vol. II I Kairos Medium Term A Kairos Multi-Str. A Kairos Multi-Str. B Kairos Multi-Str. I Kairos Global Kairos Income Kairos Small Cap

30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 15/11 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/09 30/11 30/11 30/11

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

618178,111 521058,656 517179,632 722345,753 558117,214 496178,772 555333,708 721838,423 495673,774 502512,683 533129,235 494585,941 501593,631 534358,976 754561,646 541958,039 501598,454 5,707 6,696 9,405

593685,737 511118,574 507482,312 703688,116 552932,763 491580,372 552938,077 717020,883 492553,580 499174,474 529617,400 491514,643 498313,313 522702,128 738373,410 530636,248 490711,220 5,729 6,699 9,406

KAIROS INTERNATIONAL SICAV KIS - Ambiente A KIS - Ambiente I KIS - America A KIS - Asia A KIS - Credit A KIS - Credit I KIS - Dynamic A KIS - Dynamic D KIS - Dynamic I KIS - Dynamic X KIS - Fl. Equity A KIS - Fl. Equity D KIS - Fl. Equity I KIS - Fl. Equity X KIS - Income A KIS - Income D KIS - Income I KIS - Income X KIS - Long - Short A KIS - Long - Short D KIS - Long - Short I KIS - Long - Short X KIS - Sm. Cap A KIS - Sm. Cap D KIS - Sm. Cap I KIS - Sm. Cap X KIS - Target 2014 X KIS - Trading A KIS - Trading D KIS - Trading I KIS - Trading X KIS - Trend I

29/11 29/11 26/11 26/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 21/06 26/11 26/11 26/11 26/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 26/11

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

99,920 99,940 136,550 124,480 109,240 109,420 117,150 116,200 117,290 117,770 78,920 76,730 78,950 79,670 105,830 104,030 106,630 107,500 107,810 106,960 107,860 108,440 88,750 88,350 88,920 89,720 106,880 99,790 98,960 99,960 100,340 100,660

100,300 100,320 136,990 126,160 109,320 109,500 117,080 116,130 117,220 117,700 79,070 76,890 79,100 79,820 105,870 104,070 106,670 107,500 107,940 107,090 107,990 108,550 89,340 88,940 89,520 90,310 106,960 102,360 101,510 102,540 102,920 101,440

ASIAN OPP CAP RET EUR DYNAMIC GROWTH RET EUR EUROPEAN BOND CAP INST FLEX DUR CAP RET EUR A FLEX STRATEGY RET EUR HIGH GRWTH CAP RET EUR ITALY CAP RET A EUR

30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

8,290 856,020 911,170 1144,930 102,660 74,710 20,620

8,310 864,210 910,320 1145,650 102,860 75,490 20,730

29/10 EUR 532172,161 516232,923 29/10 EUR 6785,159 6631,697

DB Platinum 29/11 30/11 30/11 30/11 29/11 29/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11 30/11

Data Valuta

Asia Infrastructure E Balanced-Risk Allocation E Em. Local Cur. Debt E Em. Local Cur. Debt A-Distr.M Euro Corp. Bond E Euro Corp. Bond A-Distr. M Gold & Precious Metals E Greater China Eq. E Pan European Eq. E Pan European Structured Eq. E

Invesco Stic Tel. 02/88219.1 - direzione@gruppoesperia.com www.gruppoesperia.com

EQUITY- I ABS- I

Agriculture Euro R1C A Branchen Stars R1C Branchen Stars R1C A Comm Euro R1C A Comm Harvest R1C E Comm Harvest R3C E Croci Alpha II R1D Croci Alpha R2C Croci Wld Giants R1C A Dyn Aktien Pl R1C A Dyn Bd Alpha R1C A Liq Alpha Euro4TotRet R1C A

Nome

www.newmillenniumsicav.com Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475 30/11 EUR 109,720 110,360 NM Augustum Beatrice Eq Fd A 30/11 EUR 159,090 159,760 NM Augustum Corp Bd A 30/11 EUR 130,660 131,180 NM Augustum High Qual Bd A 79,830 80,310 NM Augustum Pan European Eq A 30/11 EUR 30/11 EUR 128,540 129,080 NM Euro Bonds Short Term A 30/11 EUR 37,640 37,990 NM Euro Equities A 30/11 EUR 52,120 52,220 NM Global Equities A 102,590 102,730 NM Inflation Linked Bond Europe A 30/11 EUR 30/11 EUR 114,670 114,680 NM Large Europe Corp A 30/11 EUR 120,710 121,060 NM Previra World Cons A 30/11 EUR 78,650 78,620 NM Q7 Active Eq. Int. A 30/11 EUR 100,380 99,590 NM Q7 Alpha Balanced A 26/11 EUR 108,120 107,130 NM Q7 Globalflex A 26/11 EUR 114,450 114,540 NM Total Return Flexible A

Numero verde 800 124811 www.nextampartners.com-info@nextampartners.com 30/11 EUR 6,115 6,126 Nextam Bilanciato 30/11 EUR 4,773 4,781 Nextam Flessibile 30/11 EUR 5,970 5,984 Nextam Obblig. Misto

NEXTAM PARTNERS SICAV AAM Pro Select A AAM Pro Select I Citic Securities China A Citic Securities China I Fidela A Fidela I Income A Income I International Equity A International Equity I Italian Selection A

29/11 29/11 25/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11 29/11

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

4,844 4,878 5,016 5,263 5,344 5,353 5,381 5,381 5,193

4,846 4,880 5,236 5,348 5,357 5,357 5,356 5,222

Tel: 0041916403780 www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com 01/12 EUR 95,740 PS - Absolute Return 01/12 EUR 100,650 PS - Absolute Return B 30/11 EUR 100,790 PS - Best Global Managers A 30/11 EUR 101,380 PS - Best Global Managers B 01/12 EUR 138,810 PS - Bond Opportunities 01/12 EUR 102,550 PS - Bond Opportunities B 01/12 EUR 113,630 PS - Inter. Equity Quant A 01/12 EUR 113,430 PS - Inter. Equity Quant B 30/11 EUR 118,260 PS - Liquidity 01/12 EUR 90,260 PS - Market Neutral 01/12 EUR 85,520 PS - Market Neutral B 01/12 EUR 96,430 PS - Opportunistic Growth 01/12 EUR 79,920 PS - Strategic Colibrì 30/11 EUR 103,500 PS - Titan Aggressive 30/11 EUR 99,220 PS - Titan Conservative 01/12 EUR 100,550 PS - Valeur Income 30/11 EUR 98,360 PS - Value 30/11 EUR 99,620 PS - Value B

96,100 101,040 100,890 101,460 139,240 102,860 113,030 112,840 118,270 90,080 85,340 96,390 82,930 104,710 99,970 100,640 98,170 99,420

Numero Verde 800-533377 - www.schroders.it Schroder International Selection Fund SICAV 30/11 USD 119,210 Asia Pacific Property Sec. A 30/11 USD 12,420 Asian Bond Abs.Re. A 30/11 USD 108,290 Asian Convertible Bd A 30/11 EUR 108,620 Asian Convertible Bd A Hd 30/11 USD 19,270 Asian Equity Yield A 30/11 USD 181,200 Asian Smaller Companies A 30/11 EUR 156,220 BRIC (BR,RU,IN,CH) A 30/11 USD 203,040 BRIC (BR,RU,IN,CH) A 30/11 USD 252,810 China Opportunities A 30/11 EUR 17,760 Em. Eur. Dbt Abs. Ret. A 30/11 EUR 28,120 Em. Mkts Dbt Ab.Ret.EUR Hdg A 30/11 EUR 18,490 Emerging Asia A 30/11 USD 24,040 Emerging Asia A 30/11 EUR 21,880 Emerging Europe A 30/11 EUR 9,720 Emerging Markets A 30/11 USD 12,670 Emerging Markets A 30/11 USD 26,140 Emerging Mkts Dbt Abs Ret A 30/11 EUR 24,920 EURO Active Value A 30/11 EUR 15,490 EURO Bond A 30/11 EUR 15,940 EURO Corporate Bond A 30/11 EUR 2,760 EURO Dynamic Growth A 30/11 EUR 19,100 EURO Equity A 30/11 EUR 8,580 EURO Government Bond A 30/11 EUR 121,320 EURO Liquidity A 30/11 EUR 6,710 EURO Short Term Bond A 30/11 EUR 18,290 European Allocation A 30/11 EUR 9,480 European Defensive A* 30/11 EUR 70,850 European Dividend Max. A 30/11 EUR 55,570 European Dividend Max. A 30/11 EUR 37,250 European Equity Alpha A 30/11 EUR 10,900 European Equity Yield A 30/11 EUR 146,500 European Large Cap A 30/11 EUR 19,930 European Smaller Comp A 30/11 EUR 97,270 European Special Sit A 30/11 USD 14,260 Glb Emer Mkt Opps A 30/11 EUR 14,180 Glb Emer Mkt Opps EUR A 30/11 USD 10,650 Global Bond A 30/11 USD 104,550 Global Convertible Bd A 30/11 EUR 103,220 Global Convertible Bd A Hd 30/11 EUR 127,020 Global Corp B Eur Hedge A 30/11 EUR 8,090 Global Clim.ChgeEq.A hdg 30/11 USD 8,330 Global Clim.ChgeEq.A 30/11 USD 8,590 Global Corporate A 30/11 EUR 106,790 Global Credit Duration A 30/11 USD 6,920 Global Div.Maximiser A 30/11 USD 5,320 Global Div.Maximiser A 30/11 USD 36,040 Global Energy A 30/11 USD 14,160 Global Equity A 30/11 EUR 93,910 Global Equity Alpha A 30/11 USD 122,220 Global Equity Alpha A 30/11 EUR 78,230 Global Equity Yield A 30/11 USD 101,700 Global Equity Yield A 30/11 USD 30,230 Global High Yield A 30/11 EUR 28,760 Global HYield EUR Hedge A 30/11 USD 25,460 Global Infl L B USD Hed A 30/11 EUR 24,910 Global Infl Linked Bond A 30/11 USD 108,900 Global Prop Securities A 30/11 EUR 103,030 Global Prop. Sec. EUR Hdgd A 30/11 USD 112,930 Global Smal Companies A 30/11 USD 38,980 Greater China A 30/11 USD 133,140 Indian Equity A 30/11 EUR 20,230 Italian Equity A 30/11 JPY 539,040 Japanese Equity A 30/11 EUR 55,270 Japanese Equity EUR Hdgd A 30/11 JPY 733,450 Japanese Large Cap A 30/11 JPY 51,030 Japanese Smal Companies A 30/11 EUR 41,980 Latin American Fund A 30/11 USD 54,910 Latin American Fund A 30/11 USD 8,860 Middle East A 30/11 EUR 8,140 Pacific Equity A 30/11 USD 10,600 Pacific Equity A 30/11 EUR 101,060 QEP Global Quant Act Val A 30/11 USD 132,490 QEP Global Quant Act Val A 30/11 EUR 126,330 Strategic B Euro Hedged A 30/11 USD 132,610 Strategic Bond A 30/11 CHF 26,870 Swiss Equity A 30/11 CHF 114,700 Swiss Equity Opps A 30/11 CHF 22,680 Swiss Small & Mid Cap A 30/11 GBP 2,870 UK Equity A 30/11 USD 96,260 US All Cap A

119,990 12,330 108,310 108,640 19,460 180,490 155,440 203,960 253,990 17,780 28,160 18,440 24,210 21,830 9,690 12,750 26,180 25,510 15,470 16,010 2,820 19,490 8,610 121,320 6,710 18,480 9,570 71,530 56,110 37,780 11,030 148,240 20,050 98,130 14,380 14,160 10,670 104,810 103,470 127,000 8,180 8,480 8,590 107,100 6,990 5,380 36,100 14,330 94,060 123,580 78,380 102,860 30,280 28,810 25,500 24,950 109,480 103,580 114,500 39,160 132,650 20,760 548,230 56,230 746,930 51,810 41,620 54,950 8,910 8,140 10,700 101,450 134,270 126,490 132,780 27,220 116,110 22,840 2,910 97,370

Fondo Donatello-Michelangelo Due Fondo Donatello-Tulipano Fondo Donatello-Margherita Fondo Donatello-David Baglioni Caravaggio di Sorgente SGR

30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06

EUR 56242,509 53356,770 EUR 50282,489 49261,948 EUR 27332,950 26502,119 EUR 57301,183 55927,623 EUR 131978,535 124270,074 3083,178 3175,541 EUR

Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi

Bim Az. Small Cap Italia Bim Azionario Europa Bim Azionario Globale Bim Azionario Italia Bim Azionario USA Bim Bilanciato Bim Corporate Mix Bim Flessibile Bim Obblig. Breve Term. Bim Obblig. Globale Bim Obbligazionario Euro Sicav Asia Flessibile Sicav Az. Italia Small Cap Sicav Azionario Euro Sicav Azionario Intern. Sicav Azionario Italia Sicav Bil.Equ. Italia Sicav Bond Flessibile Sicav Fortissimo Sicav Italia Flessibile Sicav Monetario Sicav Obblig. Area Europa Sicav Patrimonio Globale Sicav Patrimonio G. Reddito Synergia Azionario Europa Synergia Azionario Globale Synergia Azionario Italia Synergia Az. Small Cap Italia Synergia Azionario USA Synergia Bilanciato 15 Synergia Bilanciato 30 Synergia Bilanciato 50 Synergia Monetaria Synergia Obbl. Corporate Synergia Obbl. Euro B.T. Synergia Obbl. Euro M.T. Synergia Tesoreria Synergia Total Return Symphonia MS Adagio Symphonia MS America Symphonia MS Asia Symphonia MS Europa Symphonia MS Largo Symphonia MS P. Emer. Symphonia MS Vivace

Tel: 800/614614 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR 30/11 EUR

Tel. 02 - 430241 www.ubipramerica.it 30/11 EUR UBI Pr. Active Beta 30/11 EUR UBI Pr. Active Duration 30/11 EUR UBI Pr. Alpha Equity 30/11 EUR UBI Pr. Azionario Etico 30/11 EUR UBI Pr. Azioni Euro 30/11 EUR UBI Pr. Azioni Europa 30/11 EUR UBI Pr. Azioni Globali 30/11 EUR UBI Pr. Azioni Italia 30/11 EUR UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. 30/11 EUR UBI Pr. Azioni Pacifico 30/11 EUR UBI Pr. Azioni USA UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. 30/11 EUR 30/11 EUR UBI Pr. Euro B.T. 30/11 EUR UBI Pr. Euro Cash 30/11 EUR UBI Pr. Euro Corporate 30/11 EUR UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. 30/11 EUR UBI Pr. Obblig. Dollari 30/11 EUR UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. 30/11 EUR UBI Pr. Obblig. Globali 30/11 EUR UBI Pr. Obblig. Globali Corp. 30/11 EUR UBI Pr. Portafoglio Aggressivo 30/11 EUR UBI Pr. Portafoglio Dinamico 30/11 EUR UBI Pr. Portafoglio Moderato 30/11 EUR UBI Pr. Portafoglio Prudente 30/11 EUR UBI Pr. Privilege 1 30/11 EUR UBI Pr. Privilege 2 30/11 EUR UBI Pr. Privilege 3 30/11 EUR UBI Pr. Privilege 4 30/11 EUR UBI Pr. Privilege 5 30/11 EUR UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A 30/11 EUR UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B 30/11 EUR UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico 30/11 EUR UBI Pr. Total Return Prudente

www.vitruviussicav.com 30/11 EUR Asian Equity B 30/11 USD Asian Equity B 30/11 USD Capital Opportunities 30/11 EUR Capital Opportunities Hdg 30/11 USD Emerg Mkts Equity 30/11 EUR Emerg Mkts Equity Hdg 30/11 EUR European Equity 30/11 EUR Greater China Equity 30/11 USD Greater China Equity 30/11 USD Growth Opportunities 30/11 EUR Growth Opportunities Hdg 30/11 EUR Italian Equity 30/11 JPY Japanese Equity 30/11 EUR Japanese Equity Hdg 30/11 EUR Reserve Liquidity 30/11 CHF Swiss Equity 30/11 EUR Swiss Equity Hdg 30/11 USD US Equity 30/11 EUR US Equity Hdg

8a+ Eiger 8a+ Gran Paradiso 8a+ Latemar 8a+ Matterhorn 8a+ Monviso

6,679 9,446 3,854 6,355 6,074 21,896 5,536 3,833 6,509 6,038 6,901 6,390 3,469 5,271 6,472 9,818 5,193 5,195 2,661 4,774 7,416 9,526 5,103 7,053 5,884 6,043 5,376 5,348 6,332 5,258 5,426 5,611 4,991 5,426 5,040 5,183 5,026 5,240 5,965 4,086 5,479 5,473 5,791 13,860 5,334

6,706 9,485 3,867 6,400 6,083 21,934 5,540 3,825 6,523 6,009 6,910 6,366 3,481 5,315 6,474 9,888 5,216 5,202 2,668 4,787 7,431 9,534 5,111 7,066 5,910 6,068 5,415 5,373 6,347 5,269 5,440 5,626 5,004 5,428 5,049 5,188 5,039 5,247 5,957 4,064 5,456 5,504 5,783 13,735 5,330

4,640 5,652 5,119 4,764 5,485 5,864 4,495 4,622 11,362 6,717 4,180 5,785 6,734 7,261 7,849 6,952 5,349 9,072 5,988 6,967 5,249 5,616 5,963 6,128 5,596 5,601 5,500 5,221 4,974 5,127 5,149 4,933 10,548

4,651 5,647 5,115 4,797 5,525 5,862 4,500 4,662 11,348 6,733 4,185 5,799 6,743 7,277 7,854 6,960 5,318 9,109 5,963 6,965 5,262 5,614 5,955 6,121 5,610 5,622 5,524 5,257 5,014 5,134 5,156 4,945 10,557

74,300 103,110 89,400 83,900 456,460 452,410 212,510 90,530 128,970 52,430 58,300 79,510 89,870 118,410 118,130 110,300 83,350 102,970 115,560

74,520 103,390 90,000 84,470 458,290 454,370 212,520 91,060 129,680 53,030 58,970 80,480 91,290 120,290 118,140 110,870 83,780 103,890 116,590

Tel 0332 251411 www.ottoapiu.it 30/11 EUR 4,499 4,521 30/11 EUR 5,323 5,315 30/11 EUR 5,112 5,124 19/11 EUR 578212,629 579223,673 30/11 EUR 5,181 5,179

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Quota/od. = Quota odierna

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Economia/Mercati Finanziari 41

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Piazza Affari RIMBALZO DELLE BORSE EXOR E FIAT IN RECUPERO di GIACOMO FERRARI

L

e misure di austerity annunciate dalla Spagna, accompagnate nel pomeriggio da alcuni indicatori Usa migliori delle attese (in particolare per quanto riguarda la produttività, l’occupazione nel settore privato e le spese per costruzioni), hanno favorito il rimbalzo dei listini europei. Anche Piazza Affari ha recuperato terreno, con l’indice Ftse-Mib che ha segnato un progresso del 2,41%. Ben più della media sono cresciuti molti titoli compresi nel paniere delle blue-chips, a cominciare da Unicredit, che ha recuperato il 6,51%. Tra i bancari bene anche Ubi Banca (+4,07%), mentre Fonsai ha interrotto la serie dei ribassi realizzando, con un +6,13%, il secondo miglior risultato fra i 40 valori principali, dovuto anche all’effetto delle ricoperture. Ancora in sofferenza, invece, Premafin, che controlla la compagnia assicurativa della famiglia Ligresti e che ieri ha presentato alle banche creditrici una nuova proposta per riscadenziare il debito: il titolo ha ceduto infatti il 5,89%. Si sono ripresi, infine, i titoli del gruppo Agnelli, con Exor in crescita del 4,43% e Fiat del 4,63% nonostante l’ennesimo arretramento del mercato italiano dell’auto (ma i dati di vendita di novembre sono stati diffusi a contrattazioni terminate). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Borsa Italiana Nome Titolo

Tel.

A A.S. Roma .....................(ASR) A2A .......................................(A2A) Acea......................................(ACE) Acegas-Aps...........................(AEG) Acotel Group * ......................(ACO) Acque Potabili .......................(ACP) Acsm ....................................(ACS) AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) Aedes * ...................................(AE) Aedes 14w *.....................(WAE14) Aeffe *...................................(AEF) Aicon * ...................................(AIC) Alerion ..................................(ARN) Amplifon...............................(AMP) Ansaldo Sts *.........................(STS) Antichi Pell ..............................(AP) Apulia Pront...........................(APP) Arena ....................................(ARE) Arkimedica ...........................(AKM) Ascopiave *...........................(ASC) Astaldi * ................................(AST) Atlantia ..................................(ATL) Autogrill ................................(AGL) Autostrada To-Mi .....................(AT) Autostrade Mer. ................(AUTME) Azimut..................................(AZM) B B&C Speakers ...............(BEC) Banca Generali .....................(BGN) Banca Ifis *...............................(IF) Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) Banco Popolare .......................(BP) Banco Popolare w10.........(WBP10) Basicnet................................(BAN) Bastogi......................................(B) BB Biotech *............................(BB) Bca Carige ............................(CRG) Bca Carige r........................(CRGR) Bca Finnat * ..........................(BFE) Bca Intermobiliare .................(BIM) Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) Bca Pop.Milano......................(PMI) Bca Pop.Milano 13w .......(WPMI13) Bca Pop.Spoleto ....................(SPO) Bca Profilo ............................(PRO) Bco Desio-Brianza ................(BDB) Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) Bco Santander ....................(SANT) Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) Bee Team ..............................(BET) Beghelli ...................................(BE) Benetton Group .....................(BEN) Beni Stabili ...........................(BNS) Best Union Co......................(BEST) Bialetti Industrie *...................(BIA) Biancamano *.......................(BCM) Biesse * ................................(BSS) Bioera.....................................(BIE) Boero Bart.............................(BOE) Bolzoni *................................(BLZ) Bon.Ferraresi...........................(BF) Borgosesia..............................(BO) Borgosesia rnc......................(BOR) Brembo * ..............................(BRE) Brioschi..................................(BRI) Bulgari ..................................(BUL) Buone Società .......................(LBS) Buongiorno *.........................(BNG) Buzzi Unicem ........................(BZU) Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) C Cad It *..........................(CAD) Cairo Comm. *........................(CAI) Caleffi....................................(CLF) Caltagirone ..........................(CALT) Caltagirone Ed.......................(CED) Camfin .................................(CMF) Camfin 09-11 w ............(WCMF11) Campari ................................(CPR) Cape Live ................................(CL) Carraro ...............................(CARR) Cattolica As.........................(CASS) CDC ......................................(CDC) Cell Therap...........................(CTIC) Cembre * .............................(CMB) Cementir *............................(CEM) Cent. Latte Torino * ................(CLT) Ceram. Ricchetti.....................(RIC) CHL.......................................(CHL) CIA .........................................(CIA) Ciccolella ................................(CC) Cir..........................................(CIR) Class Editori ..........................(CLE) Cobra * .................................(COB) Cofide ...................................(COF) Cogeme Set ..........................(COG) Conafi Prestito' .....................(CNP) Cred. Artigiano ......................(CRA) Cred. Bergamasco...................(CB) Cred. Emiliano .........................(CE)

Sussurri & Grida

I conti Stm li fa Parigi. Ma servono anche a Cassa Depositi (g.str.) Nuovo movimento in vista nel capitale di StMicroelectronics. Il fondo pubblico francese Fonds strategique d’investissement ha infatti proposto ad Areva — così scrive il quotidiano Les Echos — di rilevare il 14% di St dal colosso nucleare per 700 milioni. E questo mentre, in Italia, una quota simile di St sta per passare di mano, con un più ampio «swap», dalla Cassa depositi al Ministero dell’Economia. La Cdp ha infatti in portafoglio 14% di St e sta per cedere al Tesoro questa e altre quote (il 35% di Poste e il 17% in Enel) in cambio del valore corrispondente in azioni Eni. In attesa di un decreto ministeriale che definisca i termini dello «swap» e, quindi, quante saranno le azioni Eni che riceverà la Cassa. Questo dipende, naturalmente, dalla valutazione delle quote che saranno cedute. E quei 700 milioni proposti ad Areva potrebbero dare una mano con i numeri. L’offerta del fondo francese viaggia però sotto i valori del mercato: il 14% di St, oggi, in Borsa vale circa 880 milioni. Tanto che Anne Lauvergeon, numero uno di Areva, «non sembra convinta dall’offerta» stando alle indiscrezioni di stampa. Chissà che cosa ne pensano in Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Terre rare, l’alternativa alla Cina si chiama Estonia (g.str.) Si chiamano lantanio, cerio, praseodimio e neodimio. In breve, «terre rare». In totale sono 17 elemen-

I maxi prestiti della Fed, cronaca di un salvataggio. Banca per banca

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nome Titolo

1,085 1,006 8,405 4,010 38,880 1,500 1,057 11,390 0,185 0,042 0,407 0,208 0,493 3,695 10,090 0,468 0,359 0,026 0,381 1,574 4,407 15,080 9,985 9,915 21,000 6,250 3,470 8,655 5,270 9,215 6,270 3,285 0,002 2,888 1,460 46,660 1,598 2,590 0,518 4,165 3,022 2,690 1,600 3,428 0,411 3,800 3,688 7,735 9,170 0,381 0,558 4,718 0,682 1,430 0,319 1,328 4,840 — 19,000 2,160 27,920 1,228 1,400 7,680 0,141 7,685 0,397 1,090 7,395 4,482 4,065 2,507 1,050 1,780 1,560 0,352 0,060 4,638 0,172 2,980 17,540 1,689 0,286 5,955 1,909 2,390 0,221 0,134 0,291 0,638 1,408 0,427 1,433 0,602 0,358 1,000 1,209 21,690 4,322

Cred. Valtellinese .................(CVAL) Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) Crespi ...................................(CRE) Csp .......................................(CSP) D D'Amico *........................(DIS) Dada * ....................................(DA) Damiani *.............................(DMN) Danieli ..................................(DAN) Danieli rnc ..........................(DANR) Datalogic * ............................(DAL) De'Longhi .............................(DLG) Dea Capital *.........................(DEA) Diasorin *...............................(DIA) Digital Bros *..........................(DIB) Dmail Group * ......................(DMA) DMT * ..................................(DMT) E Edison ............................(EDN) Edison r ..............................(EDNR) EEMS * ...............................(EEMS) El.En. * ..................................(ELN) Elica * ...................................(ELC) Emak * ...................................(EM) Enel.....................................(ENEL) Enel Green Pw....................(EGPW) Enervit ..................................(ENV) Engineering * ........................(ENG) Eni .........................................(ENI) Erg........................................(ERG) Erg Renew ............................(EGR) Ergy Capital...........................(ECA) Ergy Capital 11w ................(WECA) Ergy Capital 16w ............(WECA16) Esprinet * ..............................(PRT) Eurotech * .............................(ETH) Eutelia ...................................(EUT)

+26,09 -31,52 +12,07 -1,29 -45,60 -21,67 -1,77 -20,29 -16,09 -36,15 -20,51 -34,15 +2,32 +22,05 -9,17 -40,41 -15,55 -30,35 -47,12 +3,83 -28,28 -14,27 +12,32 -6,46 +31,25 -36,18 +38,80 +9,05 -4,74 -12,49 -13,87 -37,79 -97,15 +46,57 -33,49 -9,85 -14,59 -12,58 -14,74 +29,75 -24,39 -47,51 -66,56 -28,29 -39,54 -10,75 -10,61 -34,50 -12,08 -22,87 -19,13 -24,88 +14,54 -2,19 -35,81 -10,27 -12,16 — -5,00 +49,48 -19,89 -10,04 +3,55 +46,85 -36,04 +30,81 -1,37 -8,09 -35,70 -40,15 -27,41 -17,24 -0,94 -27,35 -11,01 +12,30 +11,85 +26,79 -47,87 +29,57 -25,74 -18,80 -63,91 +25,63 -42,67 -1,24 -53,09 -27,55 -3,00 -33,89 -24,67 -37,28 -28,44 -9,89 -62,71 -16,71 -34,40 -5,70 -21,55

0,679 0,987 7,210 3,700 36,730 1,479 0,840 10,640 0,177 0,039 0,287 0,208 0,475 2,910 8,945 0,444 0,340 0,024 0,381 1,483 3,958 13,676 8,160 8,990 15,940 6,140 2,500 6,298 4,906 7,945 5,900 3,175 0,002 1,915 1,450 39,880 1,475 2,510 0,488 3,132 2,995 2,650 1,510 3,428 0,398 3,600 3,570 7,300 8,855 0,346 0,550 4,503 0,538 1,070 0,306 1,254 4,630 — 19,000 1,365 27,750 0,881 1,080 4,450 0,138 5,335 0,390 0,798 7,160 4,197 3,865 2,150 0,951 1,758 1,560 0,240 0,029 3,510 0,161 2,210 16,500 1,550 0,255 4,428 1,785 2,300 0,220 0,120 0,272 0,632 1,328 0,427 1,047 0,584 0,358 0,772 1,190 20,510 4,043

1,240 1,469 9,300 4,750 72,810 1,915 1,165 14,550 0,253 0,087 0,538 0,351 0,639 4,190 12,867 0,785 0,458 0,039 0,740 1,700 6,195 18,095 10,480 11,590 24,410 9,838 3,770 9,645 6,033 11,362 7,630 5,454 0,083 3,290 2,240 52,180 2,022 2,990 0,619 4,295 4,210 5,455 5,288 4,800 0,679 4,345 4,125 12,000 10,980 0,500 0,753 6,700 0,745 1,617 0,640 1,565 6,610 — 21,500 2,175 35,200 1,420 1,530 8,280 0,239 7,935 0,748 1,235 12,120 7,670 5,875 3,223 1,149 2,450 2,180 0,430 0,087 4,660 0,420 3,055 24,330 2,470 0,848 6,145 3,345 2,783 0,530 0,191 0,328 1,042 1,918 0,697 2,170 0,794 0,960 1,200 1,909 25,800 5,755

144,0 3137,0 1790,8 220,0 158,5 54,1 81,0 102,9 133,5 — 43,2 22,6 217,2 798,5 1207,9 20,3 81,9 33,1 33,4 370,3 427,5 9080,3 2530,4 867,5 91,8 890,9 37,7 942,0 282,4 2316,5 1909,3 2085,0 — 175,0 25,5 — 2557,6 451,3 185,3 649,1 227,0 1101,8 — 102,5 278,5 438,2 47,0 — 60,2 26,4 110,4 845,3 1228,9 13,3 23,8 44,6 131,1 — 82,7 55,9 158,0 84,0 1,3 508,3 109,6 2287,9 4,2 114,8 1214,3 180,8 35,9 194,9 13,1 208,3 192,1 232,7 — 2662,4 8,7 129,8 938,5 20,6 — 99,7 296,4 23,5 18,3 20,1 26,2 115,1 1104,4 44,7 30,5 426,1 22,1 45,6 341,8 1308,2 1402,0

Tel.

Exor ......................................(EXO) Exor prv.................................(EXP) Exor risp................................(EXR) Exprivia *...............................(XPR) F Falck Renewables * ........(FKR) Fastweb ...............................(FWB) Fiat............................................(F) Fiat prv....................................(FP) Fiat rnc....................................(FR) Fidia * ...................................(FDA) Fiera Milano * .........................(FM) Finarte C.Aste .......................(FCD) Finmeccanica........................(FNC) FNM .....................................(FNM) Fondiaria-Sai .........................(FSA) Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) Fullsix....................................(FUL) G Gabetti Pro.S. .................(GAB) Gabetti Pro.S. 13w .........(WGAB13) Gas Plus................................(GSP) Gefran * ..................................(GE) Gemina ................................(GEM) Gemina rnc ........................(GEMR) Generali ....................................(G) Geox .....................................(GEO) Gewiss .................................(GEW) Granitifiandre *......................(GRF) Greenvision ............................(VIS) Gruppo Coin..........................(GCN) Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) Gruppo Minerali M...............(GMM) H Hera...............................(HER) I I Grandi Viaggi .................(IGV) IGD *......................................(IGD) Il Sole 24 Ore ........................(S24)

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Nome Titolo

3,107 — 0,264 0,144 1,025 0,940 5,120 0,850 20,480 11,020 5,860 5,325 1,137 29,800 1,287 2,628 13,130 0,802 1,241 1,377 12,660 1,380 4,350 3,680 1,540 1,200 20,710 15,560 9,740 0,591 0,410 0,023 0,110 5,480 1,872 —

Ima * .....................................(IMA) 13,850 +1,84 +7,45 12,860 15,200 470,7 Immsi ....................................(IMS) 0,800 +1,27 -5,55 0,688 0,947 272,7 Impregilo................................(IPG) 2,015 +1,31 -20,36 1,813 2,600 809,2 Impregilo rnc........................(IPGR) 7,660 -0,39 -9,88 7,410 8,750 12,3 Indesit....................................(IND) 8,345 +6,31 +4,25 7,520 10,390 925,7 Indesit rnc ...........................(INDR) 6,975 — -9,36 6,745 8,560 3,5 Intek.......................................(ITK) 0,364 +2,39 +15,23 0,315 0,629 46,4 Intek 11w ..........................(WIT11) 0,025 — -16,95 0,023 0,092 — Intek r ................................(ITKRP) 0,700 — +14,23 0,604 0,970 3,8 Interpump * ..............................(IP) 4,912 +3,04 +34,87 3,145 5,025 475,1 Interpump 12 w * ..............(WIP12) 0,478 +2,25+106,12 0,222 0,689 — Intesa Sanpaolo......................(ISP) 2,060 +2,74 -34,91 1,968 3,203 24316,0 Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) 1,715 +4,00 -27,71 1,555 2,485 1584,9 Invest e Sviluppo ....................(IES) 0,012 +2,56 -58,02 0,011 0,037 14,3 Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) 0,003 +3,23 -64,44 0,003 0,014 — Irce *......................................(IRC) 1,426 -0,14 -8,35 1,300 1,590 38,6 Iren ........................................(IRE) 1,138 +0,26 -15,89 1,135 1,522 1344,7 Isagro * ..................................(ISG) 3,155 -3,52 -9,34 2,360 3,705 56,5 IT WAY * ................................(ITW) 2,910 — -19,17 2,740 3,793 12,7 Italcementi................................(IT) 5,380 +0,47 -44,91 5,355 10,250 958,5 Italcementi rnc .......................(ITR) 3,090 +2,32 -40,58 3,020 5,445 324,8 Italmobiliare...........................(ITM) 24,990 +8,65 -21,19 20,380 33,000 525,3 Italmobiliare rnc...................(ITMR) 15,290 +4,73 -33,55 14,600 23,480 245,5 IW Bank...................................(IW) 1,863 +0,16 -5,34 1,420 2,000 136,9 J Juventus FC * ...............(JUVE) 0,900 -0,28 -0,39 0,770 0,984 181,0 62,8 K K.R.Energy......................(KRE) 0,066 +1,71 -56,18 0,048 0,199 K.R.Energy 12w..............(WKRE12) 0,022 — -75,23 0,021 0,087 — Kerself ..................................(KRS) 1,830 +26,29 -78,86 1,449 9,100 28,0 Kinexia..................................(KNX) 1,760 +0,57 -19,91 1,750 2,880 37,8 KME Group ...........................(KME) 0,312 +2,30 -0,48 0,257 0,364 140,0 KME Group 09w.............(WKME09) 0,012 -18,54 -56,07 0,010 0,040 — KME Group 11w.............(WKME11) 0,015 — — 0,008 0,026 — KME Group rnc ...................(KMER) 0,570 +1,42 +4,05 0,500 0,685 24,8 54,9 L La Doria *..........................(LD) 1,770 +0,11 -17,87 1,636 2,480 Landi Renzo *..........................(LR) 2,775 +1,19 -20,54 2,650 3,990 309,5 Lazio .....................................(SSL) 0,901 +2,39+163,07 0,300 1,550 61,2

21,210 17,010 16,870 0,945 2,152 17,940 13,340 9,245 9,310 2,902 4,290 — 8,675 0,483 5,455 3,328 1,067 0,326 0,099 3,913 3,940 0,511 1,055 13,770 3,612 3,830 2,685 5,105 7,480 1,728 4,390 1,410 0,821 1,350 1,186

+3,24 — +18,96 +0,21 +0,49 +1,02 +2,86 +4,62 +2,50 +2,04 +0,34 +4,11 +1,43 -0,33 -2,79 — -1,13 -0,93 +2,14 +2,68 +0,88 — -0,68 +1,66 +1,32 -1,23 -0,43 +0,39 +1,35 +0,17 +2,37 -6,12 -18,44 +2,53 +1,52 —

-45,19 — — -31,43 +35,58 -14,36 -12,10 -19,55 +11,24 +14,67 +43,45 +66,67 -10,47 +18,73 -44,29 -49,62 -19,40 -25,19 -6,27 +10,51 +5,41 -28,87 +22,88 -9,75 — -16,67 -25,32 -14,03 -2,06 -12,38 -15,14 -77,84 — -41,76 -35,28 —

3,010 0,010 0,235 0,140 0,750 0,930 3,260 0,740 13,780 7,570 2,980 2,800 1,119 23,310 1,219 2,628 11,010 0,798 1,215 1,028 10,710 1,380 3,485 3,433 1,510 1,103 18,800 14,610 9,180 0,580 0,397 0,019 0,115 5,345 1,757 —

5,720 722,3 0,404 — 0,513 — 0,245 8,6 1,230 34,4 1,378 139,5 6,055 81,3 1,067 69,4 21,190 830,1 11,370 442,5 5,900 341,4 5,325 791,0 1,374 349,4 34,170 1643,9 2,335 18,3 5,750 19,9 17,600 149,2 1,151 4193,1 1,551 137,2 1,719 59,4 14,040 60,7 2,000 85,6 4,543 120,2 4,230 34361,8 1,615 7580,0 1,480 21,4 27,800 259,4 18,560 62265,7 10,790 1458,5 0,977 56,8 1,148 38,1 0,250 — 0,285 — 9,870 282,6 2,910 66,0 — —

+4,43 +53,25 10,860 21,860 3350,0 +4,23+122,64 6,075 17,800 1284,7 +2,00 +67,20 8,170 17,940 154,3 +0,53 -23,17 0,785 1,260 48,9 -1,82 -41,55 1,900 3,880 148,2 -0,33 -7,76 10,750 19,450 1429,1 +4,63 +27,17 7,730 13,650 14324,4 +3,70 +49,47 4,648 9,525 942,9 +4,55 +44,34 4,933 9,545 735,2 -2,27 -36,63 2,860 4,700 15,1 +0,23 -5,30 3,800 5,000 181,5 — — — — — -0,34 -22,61 7,835 11,320 5031,2 -1,13 -18,43 0,480 0,600 120,9 +6,13 -51,21 5,140 12,100 667,0 +6,23 -58,01 3,132 8,235 139,0 -2,11 -12,18 1,050 1,232 11,9 -1,36 -49,30 0,307 0,655 29,0 — -28,52 0,081 0,143 — -5,27 -36,38 3,913 6,480 178,7 +0,25 +77,68 2,015 3,960 56,1 +1,89 -11,74 0,450 0,670 743,7 -0,28 -36,83 0,999 1,720 4,0 +2,00 -27,26 13,500 19,190 21339,4 +2,48 -25,32 3,433 5,375 926,8 — +39,40 2,605 4,390 456,0 +1,32 -24,26 2,618 3,815 98,8 -0,20 -17,86 4,275 7,350 30,3 +2,68 +65,85 3,990 7,815 1041,0 +2,67 -25,76 1,422 2,428 693,4 +2,81 -7,53 4,250 5,510 25,8 -0,07 -12,96 1,343 1,746 1571,6 -3,07 -16,87 0,811 1,049 36,9 +4,65 -15,31 1,046 1,594 410,7 -1,58 -38,26 1,186 1,969 52,0

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Lottomatica ...........................(LTO) 9,510 +0,58 -32,84 9,455 14,790 Luxottica ...............................(LUX) 20,430 +0,10 +11,40 17,820 21,890 M Maire Tecnimont ..............(MT) 3,107 +2,98 +24,92 2,268 3,275 Management e C. .................(MEC) 0,213 +0,09 +49,26 0,129 0,213 Marcolin ...............................(MCL) 3,410 +1,79+125,98 1,311 3,500 Mariella Burani FG * ...........(MBFG) — — — — — MARR * ..............................(MARR) 8,010 +0,50 +34,51 5,885 8,010 Mediacontech ......................(MCH) 2,400 -5,33 -27,27 2,400 3,395 Mediaset ................................(MS) 4,430 +3,93 -23,69 4,263 6,485 Mediobanca............................(MB) 6,545 +3,23 -21,90 5,765 8,830 Mediobanca 11w.............(WMB11) 0,012 +4,20 -88,97 0,013 0,152 Mediolanum .........................(MED) 3,045 -0,08 -31,80 2,915 4,548 Meridiana Fly........................(MEF) 0,042 +4,53 -63,68 0,040 0,120 Meridie ...................................(ME) 0,280 +7,29 -53,26 0,261 0,600 Meridie 11w ....................(WME11) 0,010 — -62,26 0,010 0,027 Mid Industry Cap ...................(MIC) 10,000 +1,01 -34,64 9,900 15,490 Milano Ass...............................(MI) 1,065 +6,39 -47,73 1,001 2,178 Milano Ass. rnc......................(MIR) 1,219 +8,84 -45,46 1,120 2,400 Mirato * ................................(MRT) — — — — — Mittel.....................................(MIT) 3,098 +2,48 -23,71 2,870 4,160 MolMed ...............................(MLM) 0,325 +1,88 -73,60 0,319 1,294 Mondadori..............................(MN) 2,470 +3,46 -23,29 2,188 3,220 Mondo HE.............................(MHE) 0,139 +1,68 -16,74 0,105 0,176 Mondo Tv * ...........................(MTV) 5,095 +1,95 -31,33 4,840 8,365 Monrif..................................(MON) 0,406 -1,10 -9,89 0,400 0,485 Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,852 +3,34 -31,18 0,825 1,331 Montefibre ..............................(MF) 0,135 +0,90 -4,79 0,122 0,201 Montefibre rnc....................(MFNC) 0,289 -0,34 +13,33 0,255 0,523 Monti Ascensori....................(MSA) 0,645 +1,10 -54,71 0,638 1,460 Mutuionline *........................(MOL) 5,155 +0,19 -8,11 4,720 5,949 N Nice *............................(NICE) 2,878 -0,60 -4,08 2,500 3,195 Noemalife .............................(NOE) 6,450 — +17,49 5,450 6,590 Novare ....................................(NR) — — — — — O Olidata ............................(OLI) 0,534 +2,99 +7,01 0,340 0,980 P Panariagroup * ...............(PAN) 1,569 +1,75 -15,96 1,542 2,240

1607,9 9534,8 990,9 100,8 208,5 — 535,0 44,7 5185,5 5608,6 — 2242,5 57,3 12,8 — 37,4 586,8 35,9 — 213,1 67,5 633,4 2,8 22,4 60,6 4624,5 17,7 7,5 8,7 204,1 334,9 27,9 — 18,1 71,2

Nome Titolo

Tel.

Parmalat ................................(PLT) Parmalat 15w ................(WPLT15) Piaggio ...................................(PIA) Pierrel ...................................(PRL) Pierrel 12w.....................(WPRL12) Pininfarina ............................(PINF) Piquadro .................................(PQ) Pirelli & C. ...............................(PC) Pirelli & C. rnc .......................(PCP) Poligr. S.Faustino *.................(PSF) Poligrafici Editoriale...............(POL) Poltrona Frau.........................(PFG) Pramac .................................(PRA) Prelios...................................(PRS) Premafin Finanziaria ................(PF) Premuda .................................(PR) Prima Industrie * ....................(PRI) Prima Industrie 13w *......(WPRI13) Prysmian ...............................(PRY) R R. De Medici * .................(RM) R. Ginori 1735.........................(RG) R. Ginori 1735 11w ..........(WRG11) Ratti ......................................(RAT) RCF .......................................(RCF) RCS Mediagroup ...................(RCS) RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) RDB * ...................................(RDB) Realty Vailog............................(IIN) Recordati *............................(REC) Reply * ..................................(REY) Retelit.....................................(LIT) Retelit 11w ......................(WLIT11) Risanamento...........................(RN) Rosss....................................(ROS) S Sabaf S.p.a. * .................(SAB) Sadi .......................................(SSI) Saes *.....................................(SG) Saes rnc *.............................(SGR) Safilo Group...........................(SFL) Saipem.................................(SPM) Saipem risp........................(SPMR) Saras ....................................(SRS) Sat ........................................(SAT) Save....................................(SAVE) Screen Service......................(SSB) Seat PG...................................(PG) Seat PG r ..............................(PGR) Servizi Italia * .........................(SRI) Seteco International * ............(STC) SIAS .......................................(SIS) Snai ......................................(SNA) Snam Gas .............................(SRG) Snia ........................................(SN) Snia 10w .........................(WSN10) Socotherm.............................(SCT) Sogefi *...................................(SO) Sol ........................................(SOL) Sopaf.....................................(SPF) Sorin.....................................(SRN) Stefanel * ............................(STEF) Stefanel risp * ...................(STEFR) STMicroelectr. ......................(STM) T Tamburi ...........................(TIP) Tamburi 13w ...................(WTIP13) TAS .......................................(TAS) Telecom IT ..............................(TIT) Telecom IT Media .................(TME) Telecom IT Media rnc .........(TMER) Telecom IT rnc......................(TITR) Tenaris ..................................(TEN) Terna ....................................(TRN) TerniEnergia ..........................(TER) Tesmec * ...............................(TES) Tiscali.....................................(TIS) Tiscali 14w ......................(WTIS14) Tod's.....................................(TOD) Toscana Fin .............................(TF) Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) TXT e-solution *.....................(TXT) U UBI Banca .......................(UBI) UBI Banca 11w................(WUBI11) Uni Land ...............................(UNL) Unicredit ...............................(UCG) Unicredit risp ......................(UCGR) Unipol ....................................(UNI) Unipol 13w......................(WUNI13) Unipol prv ............................(UNIP) Unipol prv 13w...............(WUNP13) V Valsoia...........................(VLS) Viaggi Ventaglio .....................(VVE) Vianini Industria......................(VIN) Vianini Lavori.........................(VLA) Vittoria Ass. *.........................(VAS) Y Yoox *...........................(YOOX) Yorkville Bhn ...........................(BY) Z Zignago Vetro *.................(ZV) Zucchi...................................(ZUC) Zucchi rnc...........................(ZUCR)

1,930 0,929 2,388 3,300 — 3,118 1,785 6,075 5,715 9,025 0,490 0,860 0,887 0,414 0,751 0,740 6,220 0,879 12,420 0,245 0,041 — 0,154 0,900 0,979 0,700 2,007 2,425 6,845 17,780 0,344 0,046 0,214 1,348 23,480 0,394 6,440 4,730 11,890 32,920 — 1,373 10,290 7,160 0,585 0,085 — 6,095 — 6,970 2,705 3,638 — — — 2,313 4,900 0,083 1,690 0,500 — 6,945 1,380 0,195 2,615 0,982 0,241 0,321 0,820 16,750 3,100 3,440 0,630 0,077 0,002 80,170 1,467 9,615 5,260 6,645 0,005 0,473 1,588 1,836 0,451 0,023 0,346 0,023 4,077 — 1,270 3,650 3,710 7,750 0,063 4,723 0,440 0,486

B.O.T.

Valuta al 03-12-10

15.12.10 14.01.11 15.02.11 15.03.11 15.04.11 16.05.11

12 42 74 102 133 164

99,974 99,911 99,739 99,596 99,451 99,202

Rend. 0,68 1,17 1,34 1,40 1,61

Scadenza Giorni Pr.Netto 15.06.11 15.07.11 15.08.11 15.09.11 14.10.11 15.11.11

194 224 255 286 315 347

99,026 98,807 98,448 98,237 98,047 97,952

+0,73 -3,02 +0,22 -6,16 +4,83 +18,78 +2,09 -23,52 — — -0,87 +4,97 +1,13 +55,90 +3,76 +33,86 +5,06 +19,33 +0,28 -23,19 -2,58 +8,77 +3,61 +2,44 +2,37 -10,85 +6,70 -23,26 -5,89 -28,39 +7,49 -28,63 -2,66 -21,27 -12,97 — +1,39 -1,90 +2,59 -1,29 +2,02 -60,36 — — -0,06 -43,88 +4,96 -4,76 +1,61 -23,49 +0,36 -9,68 -0,62 -11,95 +4,75 +1,46 +3,17 +29,64 +2,07 +11,61 +1,78 -21,82 -4,17 -56,19 +1,32 -50,05 +3,61 +7,15 +0,90 +41,96 +1,68 -16,53 +4,72 +5,57 +0,21 -12,97 -2,30 +48,69 +2,68 +34,09 — — +2,46 -38,71 -0,10 -2,65 -0,56 +21,05 -1,85 -15,16 +1,31 -48,01 — — — +16,76 — — +2,80 +4,19 +1,31 -9,30 -0,61 +5,36 — — — — — — +1,43 +8,06 +2,08 +22,42 +10,53 -33,31 +2,42 +29,01 +2,04 -74,76 — — +0,73 +7,18 -0,07 +13,93 — — +14,95+109,23 +3,42 -9,62 +1,26 -53,96 — -49,17 +1,67 +5,88 +3,27 +8,63 -1,82 +4,11 — +80,20 +2,27 — +0,52 -54,34 — -55,10 +1,62 +56,39 +0,96 +18,12 +1,21 -16,83 +1,45 -20,90 +4,07 -35,11 +11,63 -90,36 -2,37 -50,05 +6,51 -30,41 +4,32 -33,30 +2,15 -47,41 +6,60 — +2,52 -37,64 +2,22 — +1,94 -8,16 — — — -9,29 — -22,96 -0,27 -3,89 +8,39 +36,20 +2,10 -65,43 +1,67 +19,56 — -1,79 -0,41 -15,92

1,724 0,741 1,778 3,170 — 1,630 1,029 3,795 4,409 9,000 0,422 0,667 0,867 0,313 0,751 0,688 6,220 0,856 11,270 0,171 0,040 — 0,148 0,710 0,905 0,612 1,849 1,770 5,065 14,940 0,326 0,044 0,212 0,650 15,170 0,388 4,740 3,760 6,090 23,160 — 1,333 8,460 5,780 0,550 0,084 — 4,770 — 6,205 2,200 3,223 — — — 1,791 3,690 0,061 1,190 0,490 — 5,240 1,149 0,046 0,862 0,887 0,168 0,305 0,715 13,120 2,865 1,705 0,560 0,077 0,002 43,540 1,234 8,450 5,060 6,385 0,004 0,473 1,491 1,760 0,442 0,010 0,338 0,007 3,848 — 1,246 3,650 3,428 5,095 0,062 3,780 0,389 0,470

2,127 1,093 2,663 5,600 — 3,750 1,930 6,260 6,075 12,240 0,541 0,910 2,280 0,540 1,075 1,040 9,450 2,905 15,810 0,274 0,111 — 0,300 1,000 1,437 0,822 2,400 2,650 7,300 17,950 0,465 0,137 0,434 1,860 24,000 0,513 7,085 5,600 12,870 33,400 — 2,305 10,720 8,000 0,739 0,206 — 6,200 — 7,475 3,140 3,893 — — — 2,498 4,997 0,130 1,754 5,610 — 7,910 1,402 0,406 2,615 1,146 0,529 0,780 0,899 17,370 3,393 4,900 0,697 0,186 0,005 80,170 1,490 13,200 7,155 10,500 0,050 0,947 2,310 2,900 0,864 0,035 0,570 0,032 4,680 — 1,478 4,737 4,032 8,020 0,188 5,000 0,645 0,650

3323,5 — 874,6 49,4 — 93,2 89,0 2861,7 68,5 10,7 64,7 118,2 27,0 336,0 320,4 102,0 54,2 — 2253,2 90,6 18,6 — 41,8 28,3 716,8 20,7 90,5 55,4 1427,6 162,1 54,3 — 57,4 15,4 269,0 35,9 92,6 35,1 675,1 14365,2 — 1287,9 101,5 393,2 80,5 161,5 — 98,4 — 1573,5 318,6 12986,8 — — — 266,3 439,2 33,9 789,8 42,3 — — 183,8 — 4,6 13113,0 347,3 1,8 4938,4 — 6253,0 96,5 66,4 144,6 — 2443,3 44,9 611,7 13,5 4202,5 — 76,0 29919,9 43,9 946,3 — 446,8 — 42,6 — 37,9 159,1 247,0 393,4 4,4 375,6 10,7 1,6

* Titolo appartenente al segmento Star.

Rend. 1,68 1,79 2,07 2,11 2,12 1,97

Euribor Periodo 1 sett. 1 mese 2 mesi 3 mesi 4 mesi 5 mesi 6 mesi

Monete auree

Oro 01 dic

T. 360

T. 365

Periodo

T.360

T.365

01 dic

0,606 0,812 0,915 1,026 1,082 1,162 1,258

0,614 0,823 0,928 1,040 1,097 1,178 1,275

7 mesi 8 mesi 9 mesi 10 mesi 11 mesi 12 mesi

1,301 1,345 1,398 1,436 1,482 1,528

1,319 1,364 1,417 1,456 1,503 1,549

Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano Marengo Svizzero Marengo Francese

Denaro Lettera 227,24 255,39 227,24 255,39 227,24 255,49 945,12 1.065,97 179,99 200,90 178,44 200,90 178,44 200,90

Oro Milano (Euro/gr.)

Tassi Mattino

Sera

34,63

34,30

Oro Londra (usd/oncia) 1.391,50 1.385,50 Argento Milano (Euro/kg.)

— 740,23

Platino Milano (Euro/gr.)

43,14

Palladio Milano (Euro/gr.)

18,44

Italia Area Euro Canada Danimarca Finlandia

Sconto

Interv

1,00

1,00 1,00 0,00 0,75 1,00

1,00 1,00 0,75 1,00

Borse Estere

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz A New York valori espressi in dollari, a Londra Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni in pence, a Zurigo in franchi svizzeri (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano

Scadenza Giorni Pr.Netto

(f. fub.) Sono migliaia di transazioni per un totale di 3.300 miliardi di dollari in circa due anni e mezzo. Ma alla fine, la Federal Reserve non ha mai perso denaro neppure su una di queste. Sono i programmi di prestiti lanciati dalla banca centrale Usa per aiutare le istituzioni finanziarie, i fondi di investimento e anche alcune imprese industriali ad attraversare il credit crunch del 2007-2009. Il Dodd-Franck Act, la riforma finanziaria, obbliga la Fed a fare trasparenza sulle controparti delle sue finestre speciali di credito. E dalla frequenza dell’accesso, si desume chi era più in affanno sulla liquidità. Morgan Stanley per esempio ha utilizzato 212 volte fra marzo 2008 e marzo 2009, rivelando le sue difficoltà. Goldman Sachs ha preso i prestiti d’emergenza ben 84 volte. Ma accanto a Citigroup, Jp Morgan e il resto di Wall Street, nelle liste figurano anche grandi gruppi non finanziari come McDonalds, Verizon e la stessa General Electric. Non mancano poi istituzioni pubbliche come la Banca centrale europea che presso la Fed si approvvigionava direttamente in dollari. Ieri il presidente della Federal Reserve di Dallas Richard Fischer ha difeso le azioni della banca centrale, ma ha anche fatto capire quanto siano state essenziali a salvare alcune istituzioni finanziarie. «Ci siamo buttati nella battaglia - ha detto -. Abbiamo assunto rischi enormi con il denaro della gente e alla fine non abbiamo perso un solo centesimo».

Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro) +1,78 +1,93 -0,65 +0,06 +5,85 -1,19 -0,75 -0,70 +0,87 +2,72 +6,96 +0,19 +0,61 +1,03 +1,82 +3,89 +5,44 +0,39 -3,91 -2,24 +3,40 +0,07 +1,37 +1,38 -0,33 +1,79 +2,21 +4,91 +0,76 +0,88 +6,27 +3,22 -5,56 +0,43 -2,67 +0,91 +6,53 +0,58 -0,48 — -0,41 +1,51 +2,76 -3,11 +0,61 +3,54 +3,29 +5,96 +2,63 +3,25 +0,81 +4,78 +8,35 -0,56 +4,25 +2,79 +2,33 — — -0,69 +0,61 -4,29 +4,01 +1,92 +2,62 +3,29 — +1,30 +2,85 +3,76 — +1,31 -2,78 +1,25 -0,64 +3,38 +4,14 +1,59 +2,76 +7,48 +6,30 -0,65 +6,13 +0,93 +6,95 +3,80 +0,45 +1,90 +1,39 +0,95 +1,37 -2,63 -1,17 +3,00 -3,37 +2,51 +1,60 +5,75 +5,88

ti. E servono per produrre il Blackberry, l’iPod, i motori di auto ibride, le turbine eoliche, i radar, i sistemi missilistici e tanti altri prodotti ad alta tecnologia. In piccole quantità, ma indispensabili. Con un effetto, a sorpresa, da Pechino a Tallinn, capitale dell’Estonia. La decisione cinese di tagliare le quote all’export per le «terre rare», infatti, si sta rivelando una buona notizia per la piccola industria Silmet in Estonia a cui si rivolgono imprese high-tech di tutto il mondo duramente colpite dal taglio delle esportazioni di Pechino. «A meno che la Cina non cambi le quote, i prezzi dei metalli delle "terre rare" saranno almeno il doppio per il prossimo anno» ha detto il Ceo della Silmet David O’Brock. «Non siamo mai stati in grado di tenere il passo con la domanda», ha aggiunto. La Cina controlla il 97% della produzione mondiale di queste terre rare, 124.000 tonnellate nel 2009, secondo l’esperto di Commerzbank Daniel Briesemann. Il taglio dell’export deciso da Pechino ha portato a una naturale impennata dei prezzi. Inoltre, ulteriori «limiti» alle esportazioni dovrebbero arrivare nel 2011. E Pechino sembra poi voler consolidare il numero di produttori di terre rare a soli 20 entro il 2015, concentrando così più potere sul versante dell’offerta. La fabbrica Silmet, che si trova in una cittadina a nord-est di Sillamae in Estonia, produce 3.000 tonnellate di «terre rare» per anno, ovvero circa il 2% delle forniture globali annuali.

Francia Giappone G.B. USA Svezia

Sconto

Interv

1,00

1,00 0,10 0,50 0,25 1,00

0,30 0,00 0,75 1,00

indici

MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 01-12 Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 335,80 Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87,53 Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2565,84 DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 266,98 DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2721,87 DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 267,11 DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2526,22 FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2264,41 Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 23249,80 Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 29299,15 Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5642,50 Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 9678,40 Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 373,61 Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 3181,94 Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4676,81 Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 13148,35 Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2705,14 Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6409,70

var.% +2,56 +1,02 +2,38 +2,61 +2,67 +2,02 +1,96 +2,04 +1,05 +1,76 +2,07 +4,44 +3,42 +1,18 +0,01 +1,51 +3,74 +1,54

selezione FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 01-12 Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85,98 Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57,18 Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44,79 Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60,90 Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 5,73 Deutsche Bank n . . . . . . . . . . . . . . 37,67 Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 12,44 Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . 10,05 Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 16,92 Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 40,93 Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57,00 Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61,30 Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88,09 Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 108,80

var.% +1,75 +2,20 +0,10 +5,13 +2,10 +2,94 +0,77 +1,86 +3,20 +3,88 +3,15 +5,96 +4,51 +4,51

PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 01-12 Air France . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13,88 Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91,19 Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,04 Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,42 Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46,55 Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,69 Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,90 Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67,45 Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 65,15 Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 9,84 Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45,78 France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 15,77 Havas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,45 L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82,50 Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53,40 Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,96 Renault. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,45 Saint-Gobain . . . . . . . . . . . . . . . . . 35,08 Sanofi-Synthelab . . . . . . . . . . . . . . 47,80 Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 37,31 Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 49,30 Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,62

var.% +3,04 +1,10 +0,96 +3,25 +2,08 +0,60 -5,61 -0,56 -0,52 +4,18 +1,45 +1,09 +1,02 +0,70 +2,46 +4,33 +5,13 +1,62 +2,62 +4,51 +1,52 +0,82

NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 01-12 Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 176,55 American Express . . . . . . . . . . . . . 44,30 Apple Comp Inc . . . . . . . . . . . . . . 316,40 At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28,28 Bank of America . . . . . . . . . . . . . . 11,29 Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65,72 Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,57 Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . . 87,45 Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 19,32 Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4,30 Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 64,70 Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 77,23 Dow Chemical. . . . . . . . . . . . . . . . 32,42 DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,35 Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 71,33 Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16,46 General Electric . . . . . . . . . . . . . . . 16,30 Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 158,45 Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 42,57 Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50,88 Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 144,41 Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 3,07 Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21,48 Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 62,42 JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,15 Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 69,40 Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 26,81 McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 79,29 Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 35,06 Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,04 Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 61,73 Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 24,92 Motorola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8,02 Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 87,64 Occidental Pet. . . . . . . . . . . . . . . . 90,25 Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16,72 Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 62,15 Texas Instruments . . . . . . . . . . . . . 32,58 Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,09 Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 50,29 Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,12 Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74,30 Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,76 Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16,15

var.% +0,66 +2,50 +1,69 +1,76 +3,11 +3,06 +3,05 +3,37 +0,84 +2,38 +2,42 +0,89 +3,98 +2,89 +2,54 +3,26 +2,97 +1,48 +1,53 +2,35 +2,09 +0,99 +1,52 +1,41 +2,06 +2,00 +0,90 +1,26 +1,71 +3,10 +3,02 +1,88 +4,70 +1,75 +2,36 +2,64 +1,77 +2,45 +2,50 +3,46 +1,67 +1,78 +2,62 +2,12

LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 01-12 3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 306,30 Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2891,00 AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 3059,00 B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 721,45 Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 266,55 BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 430,69 British Airways . . . . . . . . . . . . . . 261,90 British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 169,60 Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1025,00 Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1231,00 Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 384,70 Pearson Plc. . . . . . . . . . . . . . . . . 957,00 Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 599,00 Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 618,00 Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 123,90 Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 40,00 Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1649,00 Unilever Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1777,00 Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 161,50

var.% +2,65 +2,50 +2,12 +0,13 +4,06 +1,11 +2,46 -0,24 +2,91 +1,57 +3,25 +3,35 +5,46 +1,48 +3,16 +6,41 +3,32 +0,47

ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 01-12 Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,15 Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54,20 Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,47

var.% +1,10 +1,78 +2,93

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

IN PAGINA

Tolstoj e lo scopo dell’arte di MATTEO COLLURA Quasi settantenne, Lev Tolstoj si propose d’individuare il senso dell’arte per definirne — religiosamente, come usava fare per ogni sua attività spirituale e fisica — lo scopo ultimo, vale a dire

l’utilità. Ne venne fuori un libro che, oggi, si può leggere come una confessione o lo sfogo di uno scrittore che vede nell’arte a lui contemporanea tante occasioni sprecate nel cammino verso il raggiungimento del bene. In Che cos’è l’arte? (Donzelli, introduzione di Pietro Montani, traduzione e note di Filippo Frassati, pp. 249, € 17,50), Tolstoj spiega innanzitutto che cosa essa non è, basandosi sui giudizi della critica da egli il più delle

volte considerata superficiale. Valutare un’opera d’arte secondo la verosimiglianza dei particolari, per Tolstoj è «come giudicare le qualità nutritive di un cibo in base alla sua esteriorità». Proprio perché nutrimento spirituale, utopisticamente l’arte può servire a unire in pace gli uomini e a eliminare la violenza. In questo, secondo Tolstoj, fallirono, tra gli altri, Baudelaire e Beethoven. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cultura

Giorgio Caproni, lettere all’asta Un carteggio inedito di Giorgio Caproni (1912-1990, nella foto) sarà messo all’asta sabato 4 dicembre a Roma da Bloomsbury (a Palazzo Colonna). Si tratta di 24 lettere autografe dell’autore de Il muro di terra e di Allegretto con brio indirizzate a Biagio Marin e di una lettera del poeta friulano a Caproni. Stima di partenza del lotto tra 3.000 e 5.000 euro.

Letture Esce da Nutrimenti «Un uomo a pezzi», romanzo d’esordio dello scrittore afroamericano che ha vinto il premio letterario più ricco del mondo

«Il nero della pelle, colore della rabbia»

Michael Thomas e l’integrazione razziale: vite in bilico tra vittimismo e voglia di riscatto di PAOLO GIORDANO

«L

a discriminazione non esiste quasi più». L’intolleranza razziale è un tema fuori moda. Se viene sollevato in un dibattito pubblico è facile che la reazione sia di insofferenza, quasi a dire: «davvero stiamo parlando ancora di questo?». Si preferisce discutere degli spinosi aspetti logistici che l’integrazione fra i popoli impone, dando per assodata la pari dignità degli stessi. Come se, almeno da un punto di vista teorico, quanto andava risolto fosse stato effettivamente risolto: un lessico politicamente corretto si è affinato e consolidato in tutti gli ambienti, gli atteggiamenti di superiorità verso altre etnie — laddove c’erano — hanno assunto la forma inattaccabile della condiscendenza, gli Stati Uniti esibiscono il primo Presidente afroamericano e sulla copertina del sussidiario di prima elementare di mia nipote compaiono, nell’ordine, una bambina asiatica, due bambini bianchi «standard» (di cui uno con i capelli rossi) e uno riccioluto di colore. Eppure, di tanto in tanto, arriva ancora una doccia fredda, soprattutto dal Nord America che fa dell’integrazione un pilastro della società e un vanto personale. È stato il caso di Beduina (Alicia Erian, Adelphi), che raccontava il razzismo latente nella media borghesia americana attraverso gli occhi di un’adolescente di padre libanese, così come di Precious, il film pluripremiato tratto dal libro di Sapphire (Fandango), ora nelle sale italiane, la cui vicenda raccapricciante — una ragazzina di colore nel quartiere nero di Harlem, vittima di violenze e incesti — sfiora i limiti dell’indicibilità. Ora Nutrimenti porta in Italia Un uomo a pezzi di Michael Thomas, un romanzo corposo, brillante e trasgressivo, dove lo sguardo sulla tanto sbandierata integrazione non è quello ingenuo e corrompitore di un adolescente, bensì quello di un afroamericano adulto. Non ci è dato conoscere il suo nome. Sappiamo che è un trentacinquenne di colore e che permette agli altri di chiamarlo come pare a loro: Teddy, Sonny, Ismaele... perché correggerli gli sembra uno sforzo inutile o perché non si sente degno di rivendicare un nome per sé. Abita nel «regno delle ombre di Brooklyn», ma è cresciuto a Boston e ha l’impressione di avere subito, a un certo punto della vita, «un danno irreparabile». Stabilire esattamente quando, tuttavia, non è facile: è stato me-

Simboli Una statua raffigurante Rosa Louise Parks (19132005) nel Civil Rights Institute di Birmingham. La Parks è stata una figura simbolo del movimento per i diritti civili Usa: nel 1955 rifiutò di cedere il posto sull’autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus di Montgomery (foto Raymond Gehman / Corbis)

Paure

❜❜

I bambini «coloured» servono solo da esperienze culturali per quelli bianchi

nato con una prolunga elettrica dalla madre alco- gio dei mobili, ma per la capacità di esprimere i lizzata, è diventato un alcolista a sua volta prima pensieri che gli affollano la testa durante simili imdei quattordici anni, si è disintossicato, ha vinto pieghi. Difficile immaginare che il suo prossimo una borsa di studio e l’ha persa per avere preso a romanzo avrà lo stesso impeto disperato, ora che pugni un bianco, è entrato a Harvard ma non ha ha vinto il premio letterario più remunerativo al concluso la tesi «perché, a meno di fingere, che mondo, l’Impac Dublin Literary Award, del valore cazzo si può mai dire di definitivo sulle cose?». di centomila euro, e con esso un po’ di meritata Allora ha cercato fortuna come cantante e come tranquillità. Proprio lui, che al suo protagonista discrittore, fallendo, e svolto i lavori più disparati, silluso fa dire: «Volevo che la scrittura avesse un ha sposato una Wasp, Claire, che è sicuro di non effetto su di me, (...) ma la scrittura non ha mai fatto niente per me». meritare e insieme hanno avuto tre Di sicuro, però, un romanzo di bambini. Lui stesso non sa se l’insuccesso e un premio non sono baquietudine che lo porta ogni volta Personaggi stati a Michael Thomas per liberarsi a distruggere tutto sia la stessa indell’idea che essere un nero in Occinata in ogni essere umano o piuttodente sia un handicap insormontasto la conseguenza del suo essere bile, un peccato originale: subito un maschio di colore in una sociedopo la consegna dell’Impac non si tà dominata dai bianchi. è trattenuto dal sollevare il dubbio Adesso, la vita gli si sta chiudenche la sua vittoria non fosse dovuta do attorno di nuovo. Mancano i solesclusivamente ai meriti, ma che aldi per la retta scolastica dei figli e tre ragioni, extraletterarie, avessero per l’affitto di un nuovo appartacontribuito. mento. Claire si è trasferita dalla È proprio il modo in cui avrebbe madre con i bambini, lasciandolo reagito il suo alter ego letterario solo a New York, una puzzolente Il libro di Michael Sonny-Teddy-Ismaele: non acconinospitale New York, con quattro Thomas Un uomo a tentarsi delle apparenze, fiutare le giorni di tempo per risolvere la sipezzi è edito da ipocrisie anche laddove non semtuazione. «Inventati qualcosa» gli Nutrimenti (traduzione brano esistere, diffidare delle conha detto. Così, ha inizio la piccola di Letizia Sacchini, pp. quiste, tutte, non pensare che un odissea urbana di Teddy-Son496, e 19,50). Thomas bambino di colore sulla copertina ny-Ismaele, «un povero ragazzo ne(foto) è nato a Boston del sussidiario equivalga al superaro di intelligenza superiore alla menel 1967. Con questo mento delle diseguaglianze razziali, dia e senza deformità fisiche» alla libro ha vinto l’Impac non riconoscerlo neppure come la ricerca disperata di dodicimila dolDublin Literary Award base di un possibile miglioramenlari, avvolto dagli spettri di un pas2009, il premio to. Secondo il pessimista uomo a sato disastroso. letterario più ricco del pezzi, «i bambini neri fungono da Un uomo a pezzi riflette puntualmondo, battendo autori esperienze culturali per quelli bianmente nella scrittura gli stati emotidel calibro di Philip chi». Fine. La sua consapevolezza di vi del protagonista: la frenesia, lo Roth e Doris Lessing uno squilibrio sconfina nell’abbanscoramento, la rabbia, i rigurgiti di dono al vittimismo e l’essere nero, orgoglio. Talvolta è ironico, perfino sarcastico, e talvolta scivola nel lamento. Possiede da difficoltà oggettiva dovuta alla società, diviene la vitalità di un libro scritto nei ritagli di tempo, una gabbia mentale: l’emarginazione imposta dalcon le dita impolverate e callose di chi svolge lavo- la società si traduce in auto-emarginazione. La difri manuali, in piedi, un attimo prima di recarsi al fidenza si estende perfino agli affetti prossimi, alla nuovo impiego, distratto dalle urla dei bambini donna, Claire, che lo ama incondizionatamente che scorrazzano intorno al tavolo. L’abitudine de- ma non sarà mai in grado di capirlo perché divergli scrittori di elencare nel risvolto di copertina i sa, privilegiata, bianca: «Probabilmente ti guarda mestieri umili sperimentati prima della pubblica- e pensa: questo proprio non lo capisco. Ma dentro zione è mendace o ridicola nella maggior parte dei di sé sa, come tutti gli altri — che lo ammettano o casi, ma per Michael Thomas — «allenatore di cal- no —, che il punto è il colore della pelle». Sonny-Teddy-Ismaele non cambierà idea fino alcio e baseball, fornaio, cameriere, muratore, fattorino, cantautore» — siamo certi che corrisponda la fine. Al professor Pincus, che aveva creduto in al vero, non solo per la precisione con cui descrive lui, confesserà: «Tutti coloro che ne avevano il dile tecniche di sverniciatura degli infissi e montag- ritto o la facoltà hanno fatto del loro meglio per

Parole

❜❜

Hanno fatto il possibile per integrarmi. Ma non è servito a niente

assimilarmi, per integrarmi. Non ha mai funzionato. È questo il cuore della resistenza, tenere duro in vista di tempi migliori: ho sempre pensato che fosse questo il significato dell’essere nero, o dell’essere diverso, o di qualsiasi altro aggettivo mi si possa appiccicare addosso». Un uomo a pezzi comincia con l’immagine di un pesce rosso, Thomas Fragola. Che il suo nome coincida con il cognome dell’autore non sembra affatto una coincidenza. Thomas Fragola è serafico, rassegnato. Quando viene estratto dall’acqua, si dimena per un po’ nel retino, ma si arrende in fretta. «Non riesco a immaginarlo combattere contro un altro pesce, specialmente contro uno della sua stessa specie». È nato intrappolato in una boccia di vetro, sembra possedere la consapevolezza che non ne uscirà mai e quindi non si agita, non lotta. Ciò che non sa distinguere, ciò che non può distinguere, è se qualcuno l’abbia rinchiuso nella boccia o se la boccia sia soprattutto una sua invenzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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44 Cultura

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

Stagioni Il critico bolognese si congeda dall’accademia con due libri

Ritratto

Barilli, un’«autobiografia» nel segno dell’Avanguardia

«Autoritratto» di Renato Barilli (Bologna 1935), docente di Estetica e critico d’arte e di letteratura

Dal Gruppo 63 a Pascoli: quel che resta degli anni 70 di PIERLUIGI PANZA

G

Irregolare

iunto a un passaggio significativo del suo lungo girovagare tra le arti moderne e contemporanee, ovvero la pensione (che per i professori universitari pre-riforma giunge a 75 anni!), Renato Barilli rifiuta il tipico Festschrift dedicato al docente di fama che si congeda e preferisce una quasi autobiografia, ripubblicando in un libro articoli e brevi saggi di sessant’anni di critica militante (Autoritratto a stampa, Fausto Lupetti editore). Seguire la parabola di uno studioso come Barilli fa prendere coscienza della ipervalutazione della critica avvenuta tra gli anni Cinquanta e Settanta nel nostro Paese e, di contro, la precipitosa sottovalutazione, e direi quasi cancellazione, nei successivi e contemporanei anni. Barilli si forma con Anceschi negli anni Cinquanta intorno alla rivista «Il Verri» dando vita a battaglie culturali per l’affermazione di un’arte e di una letteratura d’avanguardia e impegnate. Ciò si traduce in un sostegno per l’arte Informale, la body-art e l’arte tecnologica e, per quanto riguarda la letteratura, in un apprezzamento del Nouveau Roman, con il cui capofila, Alain Robbe-Grillet, intrattiene un lungo sodalizio intellettuale. In Italia il sostegno di Barilli va alla Neoavanguardia di cui è partecipe, cioè alle sperimentazioni linguistiche e visuali dei vari Sanguineti, Balestrini e del Gruppo 63. C’è anche Umberto Eco, in quegli anni, a combattere queste «rivoluzionarie» battaglie culturali che, per quanto rivoluzionarie, sono premiate dalla politica accademica, visto che entrambi diventano cattedratici a Bologna. Da qui promuovono lo sviluppo del Dams, un corso di laurea figlio di quella stagione. Il Dams intuisce infatti che siamo nell’età delle comunicazioni e della spettacolarizzazione delle merci, ma pare non preoccuparsi del fatto che ciò non può trasformarsi in una professione per gli studenti. Tanto che lo stesso Barilli, in un passaggio dell’Autoritratto, parla di «impallidimento della stella del Dams». Pure la Neoavanguardia, dopo la stagione rovente, anche sul

] In occasione del congedo dall’attività accademica, lo storico e critico d’arte e letterario Renato Barilli ha pubblicato due libri: «Autoritratto a stampa», Fausto Lupetti editore, pagine 506, e 20 e «La narrativa europea in età moderna», Bompiani editore, pp. 500, e 23.

piano sociale, degli anni Settanta perde forza, nonostante alcuni tentativi di rilancio negli anni Novanta. E a quel punto si allentano anche i sodalizi bolognesi: c’è chi diventa scrittore borghese post-modern (come Eco con Il nome della rosa) e chi si rifugia negli studi storici, come Barilli, che prende a rivolgersi «persino» a Giovanni Pascoli, nonché a Kafka. Sono gli anni in cui maturano i suoi grandi studi letterari, ora riassunti in un secondo libro che lo stesso Barilli ha dato alle stampe in contemporanea al precedente, intitolato La narrativa europea in età moderna (Bompiani), che è l’estensione in chiave continentale del suo precedente testo Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna (2003). In questo libro trovano forma definitiva alcuni studi iniziati negli anni Ottanta, che rispettano due basi metodologiche mai abbandonate: lo studio strutturale e l’approccio comparativistico. Questo approccio consente a Barilli un confronto per paragoni tra gli scrittori degli ultimi due secoli. Barilli prende in considerazione la narrativa senza esclusione di genere per tutto l’arco del «moderno», termine che viene definito tra la nascita dell’Illuminismo e l’avvento del-

Parabole La narrativa degli ultimi due secoli ha tracciato rendiconti esaurienti dell’epica dell’individuo borghese, con un gran numero di varianti

le Avanguardie. Gli autori vengono letti in rapporto alle dinamiche sociali in cui maturano le loro opere, tanto che questo testo potrebbe essere letto in parallelo con La cultura degli Europei dall’800 ad oggi di Donald Sassoon: ove Sassoon offre al lettore i dati socio-economici della cultura borghese e di massa, Barilli offre la parallela lettura critica del fenomeno narrativo. Fenomeno che prende il via in Inghilterra con Robinson Crusoe di Defoe, quindi — passando da Balzac a Dostoevskij, da Tolstoj a Proust — si

snoda secondo due filoni: l’ascesa dell’individuo borghese, con le sue paure e i suoi interessi egoistici da un lato e, dall’altro, il progressivo affacciarsi (che da Freud in poi diventerà trainante) del «rivolo sotterraneo» dell’inconscio. Ciò diventa elemento di riconoscimento della narrativa europea in Joyce, Proust e Kafka. Questo libro mostra come Barilli abbia continuato a lavorare su due piani: quello degli studi storici e quello della critica operativa condotta sulle maggiori testate italiane — dal «Corriere della Sera» al «Resto del Carlino», dall’«Avanti», all’«Unità», a «Tuttolibri». Critica operativa che ha interessato soprattutto i fenomeni artistici, dalle ormai lontane «scoperte» di Gino De Dominicis e Jeff Koons alle battaglie per il sostegno per la Body-art e la videoart. Nonostante questi due libri definitivi, ben mille pagine pubblicate in contemporanea, non crediamo che Barilli, d’ora in poi, intenda sedersi ai giardinetti. Continuerà il suo lavoro anche se le scoperte, le passioni e gli strumenti critici messi a punto anche da lui negli anni Sessanta e Settanta appaiono oggi non tanto superati teoricamente, quanto inapplicabili, vetusti, senza riscontri fattuali e pragmatici. La lingua globale di Internet e i suoi metodi hanno mandato in soffitta le sperimentazioni delle neoavanguardie, Wikipedia ha mortificato gli strumenti critici e i social network hanno disciolto nell’acido della solitudine ogni confronto collettivo. Per crederci qualcuno ci ha creduto a una rivoluzione letteraria e sociale. Ma di quegli anni «formidabili» restano Eco che scrive Il cimitero di Praga e le pagine di Barilli su Pascoli e Kafka. © RIPRODUZIONE RISERVATA

] Tra gli altri testi: «Per un’estetica mondana», Il Mulino, 1964, «Comicità di Kafka», Bompiani, 1982, «Pascoli», La nuova Italia, 1986, «La neoavanguardia italiana», Il Mulino, 1995, «Storia dell’arte contemporanea», Bollati Boringhieri, 2007

Memoria L’almanacco di Tettamanti

Quando gli italiani sognavano la 600 di PAOLO FOSCHINI

«L’

arroganza da sola è una pistola scarica». E poi si gira e se ne va, domani ne dirà un’altra: è un peccato che Franco Tettamanti lo conoscano personalmente solo quelli che lo conoscono. Giornalista da una vita, e ormai da anni al «Corriere», è uno di quelli che hanno il dono di esser nati con l’aforisma nel sangue. Ce ne sono pochi, e sono quelli che, se ne avessero voglia, saprebbero scrivere Guerra e pace in trenta parole. Lui è riuscito a raccontare un secolo, il Nove-

Vita milanese La prima moto Gilera il bandito Cavallero e i Beatles al Vigorelli cento intero, in infinite fotoricordo da una cartella l’una: provare per credere, ne vale la pena. Peschiamo a caso. Uno può certamente parlare dell’Italia della 600: ma se la descrive attraverso un tizio in poltrona che nel 1955 la sogna guardando Lascia o raddoppia, è un’altra cosa. Si può certamente dire che il Novecento è iniziato nel segno della velocità: ma se invece si fa un’inquadratura sulla «prima monocilindrica Gilera, nata in una bottega milanese di corso XXII Marzo nel 1909», è un’altra cosa. Si può

certamente raccontare la Resistenza: ma se si ingrandisce il primo piano della partigiana Lia nell’istante preciso in cui quella «raffica la colpisce al petto, mentre sta andando all’ospedale Niguarda», è un’altra cosa. Tettamanti al «Corriere» lo fa da cinque anni, ogni mercoledì trenta righe che sono un acquerello: da Diabolik al Quartetto Cetra, dal bandito Cavallero al Vigorelli dei Beatles, dalla bomba di via Palestro a «Vincenzina e la fabbrica», dalla Milano «noir» di Scerbanenco all’omicidio di Fausto e Iaio, così cinque anni per cinquantadue settimane. Il risultato è la raccolta di queste Cose dell’altro secolo, finalmente riunite in volume (Arterigere, pp. 438, e 15), che tutto infine sono tranne che preistoria, visto che dentro «c’eravamo anche noi — come ricorda Giangiacomo Schiavi in prefazione — con un futuro davanti che si chiamava Duemila: ora divenuto passato, senza che quasi ce ne siamo accorti». Il «Secolo breve», lo aveva chiamato Eric Hobsbawm: raccontato da un giornalista-poeta sembra infinito. E infatti Tettamanti, per fortuna, continua a raccontarlo. Ogni mercoledì in cronaca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

R Il libro sarà presentato domani alle 18 presso la Biblioteca Civica di Varese (via Sacco 9). Intervengono: Giangiacomo Schiavi, Diego Pisati, Cesare Chiericati Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Cultura 45

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Chiesa Un secolo e mezzo fa nasceva il giornale del Vaticano in polemica con il Risorgimento

Sussurri e grida dalla Santa Sede «L’Osservatore Romano» da foglio di battaglia a voce autorevole di ALBERTO MELLONI

«D

Il Papa

opo i gravissimi avvenimenti di cui è stata teatro questa Eterna Città, parve in sulle prime ad alcuno che la nostra missione fosse compiuta»: così s’apriva, il 17 ottobre 1870, l’editoriale dell’«Osservatore Romano». Il giornale, dopo nove anni di vita, sembrava infatti aver concluso la propria parabola in un periodo più breve di quello toccato in sorte agli altri organi di stampa dello Stato della Chiesa. Il «Diario di Roma» aveva chiuso una lunga carriera nel 1848. «Il Giornale di Roma», voce ufficiale del papato, sarebbe scomparso nel 1870. L’effimero «Il Costituzionale Romano» era durato qualche semestre; e un periodico dal titolo identico, «Osservatore Romano», era cessato nel 1852 dopo essere stato per poco un quotidiano. A ragione dunque, dopo la caduta della città del Papa, si poteva temere che il giornale, fondato a luglio del 1861, avesse esaurito la sua battaglia. Era stato fondato da due romagnoli papalini, che avevano riparato a Roma dopo l’annessione della loro terra al regno sabaudo, in attesa della rivincita mai giunta: Giuseppe Bastia e Nicola Zanchini avevano trovato appoggio in un funzionario del governo papale, Marcantonio Pacelli, e avevano dato vita a un «foglio» di quattro pagine. Avrebbe potuto chiamarsi «L’Amico della Verità - giornale politico-morale» e sarà invece «L’Osservatore Romano - quotidiano politico-religioso». Un quotidiano di battaglia e di polemica antirisorgimentale di vibrante faziosità, poi organo della neutralità vaticana durante i tormentati anni fra e dentro due guerre mondiali, supporto di celebri dorsi come il domenicale di Enrico Zuppi, comunque specchio della politica interna ed estera della segreteria di Stato dalla quale «in certa misura dipende». «In certa misura dipende»: scriveva così il cardinal Montini nel 1961, celebrando il centenario del quotidiano nel quale avevano lavorato uomini come Igino Giordani e Guido Gonella, formati di quel crogiuolo politico-culturale di universitari di cui era stato il perno prima e dopo il suo allontanamento — allora era diretto da Raimondo Manzini, figlio di quell’istituto secolare, la Compagnia di San Paolo, che don Giovanni Rossi aveva fatto nascere a Milano nel 1920, non senza fatiche e immeritate pene. Il futuro Paolo VI, con la sua prosa cesellata, sottolineava il carattere unico di quella testata in un articolo che ora riappare fra i saggi che ne anticipano l’anniversario tondo. Singolarissimo giornale. I 150 anni dell’Osservatore Romano, esce infatti oggi per i

Giovanni XXIII davanti alle pagine dell’«Osservatore» composte in piombo, 31 marzo 1959

tipi di Umberto Allemandi, prefato da Franco Frattini e Gianni Letta, e curato da Giovanni Maria Vian, attuale direttore del quotidiano, e da Antonio Zanardi Landi, il diplomatico italiano che ha fatto della nostra ambasciata presso la Santa Sede un cantiere di discussione intellettuale e dialogo culturale di cui tutti, di qua e di là dal Tevere, non possono che essergli grati in questi giorni in cui chiude la sua missione. Il volume offre quasi una piccola antologia

Presentazione a Roma

Unicità di un quotidiano Si tiene oggi a Roma nei locali dell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, la presentazione del libro a più voci Singolarissimo giornale. I 150 anni dell’«Osservatore Romano» (Allemandi &C., pagine 283, € 30) a cura di Antonio Zanardi Landi e Giovanni Maria Il capo dello Vian. Intervengono il cardinale Gianfranco Ravasi, il sottosegretario alla presidenza Stato del Consiglio Gianni Letta e l’ambasciatore Giorgio Napolitano Boris Biancheri.

dell’«Osservatore». Antologia celebrativa, com’è ovvio che sia per un compleanno: dunque nulla sui «Punti fermi» con i quali, a dispetto della volontà papale, si cercava di sbarrare la via al centrosinistra di Aldo Moro; nulla sull’amarezza di Papa Giovanni al quale fu negato di pubblicare il resoconto della sua conversazione con il genero di Krusciov («ai miei tempi, un desiderio del Papa...», annoterà il pontefice); e via dicendo. Eppure un primo tentativo di leggere i quadranti su cui si muove questa sonda profonda degli umori e degli uomini vaticani: così Gianpaolo Romanato ricorda i truci articoli nei quali si elencano la prematura scomparsa e i lutti dei nemici di Pio IX e l’editoriale che rende omaggio alla salma di Cavour. Ennio Di Nolfo evoca i rapporti con gli Usa, Silvio Ferrari quelli con Israele e Andrea Riccardi quelli con l’Urss — a partire dal titolo netto con il quale l’«Osservatore» del 1917 annuncia «la Russia è sparita». Altri saggi toccano i temi caldi del giudizio sul nazismo con Roberto Pertici, sul fascismo della Conciliazione con Giovanni B. Varnier e con Pietro Pastorelli l’impatto del caso Hochhuth. Altri saggi di Giuseppe Dalla Torre e Sergio Romano impreziosiscono il tomo e non ultimo Carlo Cardia ripercorre gli articoli concernenti il rapporto con la Repubblica, ricordando i netti interventi che, sotto la direzione di Mario Agnes, il giornale dedica alla Lega del 1994 (alla quale l’autore attribuisce un impegno a «tutelare l’identità culturale e religiosa italiana rispetto a derive multiculturaliste» che non sempre i lettori dell’«Osservatore» avranno visto riconosciuto): per finire esaminando da vicino il riguardo costante che il quotidiano vaticano ha avuto per il presidente Giorgio Napolitano, stella fissa anche per la politica vaticana nei sussulti politici che ne stanno segnando il settennato. Un lavoro dunque che invita a guardare all’«Osservatore Romano» non solo come a un segmento dell’editoria, ma come ad una fonte storica la cui parola, per tornare a Montini conta se e quando riesce a dire «una parola sua, viva, nuova geniale. E soprattutto vera. Soprattutto buona». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Unità «Il sangue del Sud» di Giordano Bruno Guerri: i falsi fondamenti di un’operazione culturale

Parlar bene dei briganti una moda che fa male alla riflessione storica di LUCIANO CANFORA

D

opo i libri di Pansa, sembra una ricetta di successo scrivere saggi di storia o di ambiziosa «antistoria» fondati sullo schema «il sangue di…». Dopo quello dei «vinti», ora c’è quello «del Sud». Il sangue del Sud è il titolo del volume garbatamente narrativo, ma storiograficamente non innovativo, che Giordano Bruno Guerri ha dedicato alla riesposizione sommaria della ben nota vicenda del brigantaggio meridionale contro lo Stato unitario italiano (Mondadori, pagine 300, e 20). Al tempo nostro abbiamo avuto un gigantesco esempio di «brigantaggio» sanfedista-oscurantista: i talebani dell’Afghanistan. Contro di loro fallì la guerra condotta dall’Urss in nome di una liberazione che doveva imporsi dall’alto e ad opera di una minoranza (modello giacobino). Gli Stati Uniti appoggiarono quella guerriglia sanfedista pensando (e il calcolo parve riuscire) di colpire a morte l’avversario sovietico. Ma ora si trovano essi stessi alla vigilia di una ritirata umiliante dall’Afghanistan dopo una guerra decennale ai talebani, che rischia di trascinarsi ancora. Anche per il brigantaggio meridionale non mancarono aiuti esterni miranti a mettere in difficoltà il neonato Stato unitario italiano. E anche per questo i

briganti meridionali inneggianti al Papa e al re borbone si illudevano di replicare il successo di «fra Diavolo» e del cardinale Ruffo, loro capo e mentore, del 1799. Non tutte le Vandee sono destinate a vincere. La repressione della Francia, prima repubblicana poi imperiale, contro la Vandea fu ferocissima e per un certo tempo parve aver ragione dell’avversario. Non sappiamo quale sarà l’esito in Cecenia. Certo colpisce quanta simpatia susciti «il vandeano altrui»: la guerriglia cecena è guardata, non di ra-

Un gruppo di tre briganti meridionali

do, in Occidente con tenerezza da quelli stessi che orripilano dinanzi alla guerriglia talebana e ne chiedono l’estirpazione. Ma, nel caso della storia d’Italia, sa davvero di falso e anacronistico tutto

Torino

Il premio «Pannunzio» a Ostellino «Un chierico che non ha tradito»: così la giuria del premio «Pannunzio 2010» definisce Piero Ostellino nelle motivazioni con cui gli ha assegnato il riconoscimento. L’editorialista del «Corriere», si legge ancora nelle motivazioni, «è uno straordinario protagonista del dibattito politico-culturale e rappresenta una grande lezione di liberalismo inteso come rifiuto delle certezze ideologiche in nome di una

indipendenza di giudizio, fondata sul dubbio e sul costante confronto tra opinioni diverse». Il premio vinto da Ostellino, istituito dal Centro Pannunzio di Torino per iniziativa di Mario Soldati e Mino Maccari, è stato assegnato in precedenza a grandi firme del giornalismo come Enzo Bettiza, Igor Man, Paolo Mieli, Indro Montanelli, Alberto Ronchey, Giovanni Spadolini, Barbara Spinelli.

questo rigurgito di simpatia per un fenomeno che — va ricordato — non nasceva solo dal sanfedismo duro a morire ma anche dall’incapacità della classe dirigente sabauda di affrontare politicamente i problemi derivanti dall’annessione del Sud. Falso, perché assunto con intento strumentale dalla «cultura» secessionista leghista; anacronistico, perché finge di non vedere che, almeno dalla Liberazione in poi, cioè da 65 anni, tutto è mutato nel Meridione d’Italia: magari in modi sconcertanti e imprevisti; ma il nostro presente, nel Meridione d’Italia, non ha più nulla a che fare col mondo e la cultura che causò la ribellione di 150 anni fa. E 65 anni sono un pezzo enorme, quasi la metà, dei 150 trascorsi dall’epoca di quel conflitto, nato perdente e cinicamente alimentato (e oggi strumentalmente evocato). Altri malanni si sono venuti affermando, che si ramificano tentacolarmente ben oltre le regioni meridionali. Perciò fa un po’ senso vedere coloro che vorrebbero attuare, e ogni tanto minacciano di attuare, la «secessione» nordista versar (metaforiche) lacrime sui briganti anti-unitari del 1861 e seguenti. È oltre tutto la conferma, a tacer d’altro, di una preoccupante incultura storica. Questo gioco strumentale determina una insensata partita a ruoli capovolti: che vede coloro che dovrebbero essere gli eredi della riflessione gramsciana sulla «questione meridionale» (non priva di cenni, molto equilibrati, al fenomeno del brigantaggio) incapaci di riappropriarsi di tale preziosa loro matrice e ripiegare invece su di una generica, quanto acritica, retorica risorgimentale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

Idee&opinioni

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COREA DEL NORD E ARMI NUCLEARI

Sono ormai otto mesi che il Parlamento italiano è di fatto immobilizzato (da quella mattina di aprile quando Berlusconi e Fini, in diretta tv, si insultarono davanti a tutto il partito). Pochissimi provvedimenti approvati, in pratica solo decreti legge o altri atti dovuti. Ma, almeno formalmente, veniva salvata la faccia con regolari sedute di aula e commissioni (quasi sempre inutili) regolarmente convocate. Ieri, invece, c’è stato un salto di qualità in basso: la conferenza dei capigruppo della Camera, su proposta di Pdl e con l’appoggio di Lega e Futuro e libertà, ha deciso di non lavorare la prossima settimana. La Camera chiude, si prega ripassare dal 13 dicembre. La motivazione lascia molto perplessi. Visto che il 14 dicembre ci sarà il voto di fiducia sul governo, allora sospendiamo i lavori parlamentari. Ha spiegato il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto: «È meglio non affrontare questioni delicate in Aula». E questioni delicate da affrontare la prossima settimana ce ne erano: le mozioni per il ritiro delle deleghe al ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, e per la sfiducia al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Ebbene, di tutto

questo se ne parlerà forse il prossimo anno, ammesso che il governo superi la prova del 14 dicembre. Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha finito con il prendere atto della grave decisione: «Noi abbiamo fatto presente che sarebbe stato opportuno mantenere il calendario fissato». Sferzante Di Pietro: «Pausa scandalosa, schiaffo a chi lavora». Anche perché va rimarcato che i deputati, quando la loro azienda chiude come in questi giorni, non vanno certo in cassa integrazione. Eppure anche loro sono dei dipendenti, i dipendenti del popolo che li ha eletti. E oggi si riunisce la conferenza dei capigruppo del Senato per risolvere un’importante questione: il destino della riforma dell’università, unico provvedimento di peso all’esame del Parlamento. Le posizioni di partenza non sono di buon auspicio. Il Pd la vuole discutere dopo il 14 dicembre, minacciando in caso contrario di bloccare la legge di stabilità. Non sappiamo come andrà finire questo ennesimo scontro. Speriamo solo che non decidano di chiudere anche il Senato.

Andrea Balzanetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

GOOGLE E L’AFFARE GROUPON IL GIGANTE CERCA LE REALTÀ LOCALI

A parte l’età, 29 anni, Andrew Mason, il prossimo miliardario delle dotcom (fondatore di Groupon che sta per essere acquistata da Google per una cifra record), somiglia molto poco ai suoi colleghi che hanno creato PayPal, eBay o YouTube. Niente Silicon Valley o West Coast: è di Pittsburgh, Pennsylvania, ha fatto l’università a Chicago dove ha anche costruito la sua società. E niente studi matematici, di finanza o computer science: alla Northwestern University ha frequentato corsi di musica. È arrivato al software per caso, aiutando alcuni amici. Anche l’affare Groupon ha aspetti fuori dal comune: stando alle cifre diffuse in questi giorni (la stampa Usa parla di oltre 5 miliardi che verranno pagati per la società specializzata in buoni-sconto per gli acquisti in una fittissima rete di piccoli esercizi commerciali, più 700 milioni di bonus per i suoi dirigenti) siamo davanti alla più grossa acquisizione della storia di Google. Per questa società, che ha appena due anni di vita e un fatturato di 600 milioni di dollari, il gruppo fondato da Larry Page e Sergey Brin si accingerebbe, insomma, a investire più del triplo della cifra sborsata nel 2006 per l’ac-

quisizione di YouTube, il doppio di quanto speso un anno dopo per il gigante della pubblicità digitale DoubleClick. Una scelta già criticata dagli analisti e che lascia perplessi molti azionisti, ma che rientra in un trend sempre più chiaro: Google, che ha costruito il suo successo sulla ricerca di ogni tipo di informazione in rete, sta spostando sempre più il suo baricentro dal search (che rimane importante, anche come traino degli altri business) alla pubblicità e alle vendite online. Google è già un gigante mondiale della pubblicità, ma gli mancava una presenza capillare nelle piccole realtà locali. Groupon serve a questo. E intanto, dopo alcuni rinvii, il gruppo californiano è pronto a entrare anche nella vendita degli eBook: Google Edition dovrebbe cominciare a fare concorrenza ad Amazon e agli altri distributori di libri digitali già a Natale negli Usa e a marzo nel resto del mondo. La virtualità del search rimane il fiore all’occhiello del gruppo, ma per crescere (e combattere l’erosione prodotta dalle reti sociali come Facebook), servono business più «tangibili».

Massimo Gaggi © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL NO DI CHIELLINI ALLO SCIOPERO VALORE DI UN GESTO RESPONSABILE SEGUE DALLA PRIMA

Da anni il calcio sta subendo le conseguenze della sentenza Bosman. Una liberalizzazione anomala perché invece di aprire il mercato ha massimizzato il potere di uno solo dei soggetti in campo, i calciatori, e ha finito per creare quella che potremmo chiamare una «bolla retributiva». Ci sarebbe voluta in questi anni un’autoriforma che riequilibrasse per tempo diritti e doveri, stipendi e ricavi, ma né le società né le associazioni di rappresentanza hanno avuto la lungimiranza e la forza per costruirla. Ora però i nodi sono venuti al pettine, i maggiori club del mondo hanno contratto maxidebiti che non sanno come ripianare e continuano a spendere più di due terzi delle loro entrate per pagare i divi del pallone. Un’industria così è condannata al default, è solo questione di tempo. Le leggi dell’economia non perdonano. Le autorità internazionali parlano da tempo di adottare regole di fair play finanziario e conseguenti sanzioni per gli inadempienti, ma per ora sono solo delle intenzioni che inevitabilmente sarebbe-

ro calate dall’alto e come tali destinate a incontrare forti resistenze. Se però nel frattempo club e calciatori cominciano a sperimentare nuove formule, ecco che tutto diventa più semplice o comunque meno complicato. Si può creare un cortocircuito positivo tra normative internazionali e comportamenti degli operatori. Lo sciopero dei calciatori italiani tenta di impedire tutto ciò, è l’estremo tentativo di conservare lo status quo dei privilegi, di impedire la discontinuità. E allora il valore del gesto di Chiellini sta proprio qui, indica ai giovani colleghi un’altra strada, quella della ragionevolezza e della responsabilità. Lo stopper della Juventus avrebbe, per età e quotazione di mercato, la possibilità di esercitare al massimo la sua forza negoziale (magari prospettando l’ipotesi di trasferirsi all’estero), invece ha scelto, qualche giorno fa, di firmare con la società un contratto che, tra le altre cose, lega la paga ai risultati del club. Sgonfiare la bolla di Bosman si può.

Dario Di Vico

ddivico@rcs.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

I fantasmi della guerra fredda che rivivono a Pyongyang di ANDRÉ GLUCKSMANN

A

torto si suppone che la Corea del Nord rappresenti un’eccezione assoluta, un residuo perfettamente anacronistico delle più folli dittature del secolo scorso. Certo, Pyongyang è un museo di storia vivente e le immagini che offre insegnano ai bambini delle scuole, nel mondo intero, quel che furono i cortei obbligatori, di massa, militari e ginnici, della Piazza Rossa, di Norimberga e Berlino, Pechino, Tirana, L’Avana o Addis Abeba. Tuttavia non è solo il passato che conviene evocare, ma le peggiori prospettive dell’avvenire. Attraverso i sanguinosi avvertimenti che sconvolgono Seul e spaventano Tokio — terza potenza economica mondiale —, bisogna imparare di nuovo a «pensare l’impensabile», come tentarono di fare gli strateghi di cinquant’anni fa. Benché si sia voltata la pagina della guerra fredda la proliferazione nucleare procura tuttora angoscia. Il regime comunista della Corea svela, per oggi e per domani, lo spaventoso privilegio che il possesso (confessato o no, supposto o reale) di armi di distruzione di massa conferisce. Milosevic, che non ne possedeva, dopo dieci anni di esitazioni fu bombardato, poi arrestato e condannato per pulizia etnica in Bosnia e nel Kosovo. La Russia, dove i silos atomici abbondano, ha ricevuto solo deboli rimostranze per le sue offensive genocidarie nel Caucaso. Ancora una volta vale il due pesi e due misure, abbiamo capito la lezione. Pyongyang ostenta un arsenale più che minaccioso per i suoi vicini — Seul è alla portata dei cannoni, Tokio a quella dei missili — e di conseguenza si sente autorizzata a minacciare e a ricattare. Kim padre e figlio ritengono che tutto sia loro permesso. Chi detiene una capacità di distruzione generalizzata pretende di beneficiare dell’immunità. Nel 1945 la duplice rivelazione di Auschwitz e di Hiroshima pose l’umanità di fronte all’orizzonte della propria distruzione. Fu giocoforza convenire che una pulsione genocidaria covava nei cinque continenti, coperta e alimentata da diversi alibi ideologici e religiosi. La capacità tecnologica di farla finita aggrava il quadro della situazione. Da mezzo secolo la «proliferazione nucleare» è una minaccia per ragioni non solo aritmetiche (più si è folli meno si ride). L’ombrello nucleare attribuisce ai despoti il potere di massacrare i loro sudditi (per primi) e i loro vicini senza l’intervento di nessuna grande potenza, nemmeno di coalizioni, Nato o Onu. Quando i Paesi fascisti diventano democratici, con la libertà ritrovata abbandonano le loro pretese e trascurano i preparativi nucleari. Viva il Bra-

BEPPE GIACOBBE

LA CAMERA CHIUSA UNA SETTIMANA UN SALTO (IN BASSO) DI QUALITÀ

sile e l’Argentina! Quando i Paesi vogliono rafforzare o perpetuare la propria tirannide, ricorrono all’armamento nucleare (come l’Iran, a cui Kim-sole-rosso, predatore solidale, consegna i propri missili a lunga gittata capaci di raggiungere l’Europa). Oggi proliferazione nucleare e programmazione totalitaria vanno di pari passo. Molto più di un mostro preistorico, la Corea del Nord incarna l’incubo di un futuro che rischia di sfuggirci. Non ci illudiamo che l’attuale ordine del mondo multipolare blocchi automaticamente eventualità sinistre. Un «piccolo» Stato nucleare come la Corea comunista è lungi dall’apparire isolato. È una pedina che uno o più padrini manipolano, anche se non la controllano in maniera totale e integrale. La Cina, così «saggia» e produttiva, utilizza l’agitatore nord coreano per minacciare, quando ritiene sia il caso, indirettamente, il resto del mondo, per poi farsi avanti come Paese indispensabile per ristabilire l’ordine e la pace. «Guardate come sono forte, cosa fareste senza di me?». In questo, nulla di originale: i diplomatici definiscono questa strategia «la razionalità dell’irrazionale», come gli ubriachi che esclamano «tenetemi o faccio un macello». In un confronto cronico con gli Stati Uniti, la Cina, a suo piacimento, allenta o meno le briglie al proprio impetuoso vassallo. La capacità di nuocere dei «piccoli» Stati pirata e la volontà di potenza dei «grandi», rappresentanti permanenti del Consiglio di sicurezza, si completano spesso a vicenda. Rendendo visita per la prima volta a George Bush jr, Vladimir Putin fece una deviazione e si recò dai Kim, per portare a Washington la buona notizia che il suo debitore coreano comunista sarebbe rimasto tranquillo. Il presi-

dente degli Stati Uniti gli credette e in fondo ai suoi occhi scorse il cielo immacolato. Il 29 novembre 2010, la voce del padrone, l’agenzia d’informazione russa Novosti, intitola un dispaccio «La Corea del Nord risponde alla violenza con la violenza», giustificando (per atavismo?) le bravate guerresche dell’ex partner dell’Unione Sovietica. Quanto alla Cina, che calma la propria creatura dopo averla lasciata abbaiare, si erge a guardiano della pace… fino al giorno in cui il cane morderà più gravemente del previsto. Barack Obama si è compiaciuto nel prometterci «un mondo senza armi nucleari» ed ecco il sognatore rituffarsi nel Mar Giallo, mobilitando la propria flotta per manovre dissuasive perfettamente necessarie, ma estranee al mood della grande promessa. Certo, aveva avvertito che l’entrata serafica nel sublime paradiso denuclearizzato probabilmente non si sarebbe verificata nell’arco della sua vita. Fatto sta che aveva semplificato abusivamente il problema. Il disporre di un’arma «assoluta», di distruzione di massa (atomica, biologica, chimica), garantisce una spessissima corazza a tutti i «rinoceronti» rossi, neri o verdi. L’impunità della Corea del Nord suscita invidie. La Corea del Nord può far fuori i propri sudditi a milioni e regnare con la carestia o i campi di concentramento, senza che l’opinione pubblica mondiale si scomponga, senza che le nostre istituzioni internazionali intervengano. Che a Obama piaccia o meno, l’incontro fra la pulsione di Auschwitz e la capacità di Hiroshima, la fusione del nucleare militare e dell’ambizione totalitaria minacciano, oggi come ieri, l’umile sopravvivenza dei bipedi implumi. Traduzione di Daniela Maggioni © RIPRODUZIONE RISERVATA

STATI UNITI E ITALIA DOPO WIKILEAKS

Un’alleanza da rinsaldare di FRANCO VENTURINI SEGUE DALLA PRIMA

Ed era nelle cose che a Silvio Berlusconi, il più sbeffeggiato dei leader europei nelle carte di Wikileaks, venisse data una patente di prima classe. «L’America non ha amico migliore di lui», ha detto Hillary. E benché il nostro presidente del Consiglio non sia stato l’unico partecipante toccato dalla grazia statunitense, le parole impegnative utilizzate dalla Clinton meritano qualche riflessione che poi, al pari di buona parte degli scoop di Wikileaks, non rivela gran che di nuovo. Non è certamente sfuggito a Washington che i dispetti del signor Assange hanno provocato in Italia reazioni ben più vivaci di quelle registrate nelle altre capitali europee (ieri Hillary ha visto anche Angela Merkel, mentre Sarkozy ha preferito l’assenza). La circostanza è spiegabile con la nostra rissosità permanente, ma anche perché viviamo una campagna elettorale virtuale e una ulteriore destabilizzazione potrebbe esercitare qualche influenza negativa sull’avvicinamento alle nostre sponde della crisi dell’euro. Maggiori i danni maggiore la riparazione, deve essersi detta la Clinton. Una seconda e cruciale spiegazione dell’enfasi ricucitrice del Segretario di Stato riguar-

da la nuova fase che i rapporti tra Italia e Usa attraversano all’interno della scontata cornice di continuità nell’amicizia e nella alleanza. Con George Bush, è arcinoto, Berlusconi aveva uno stretto rapporto personale. Eppure è l’ambasciatore Usa di quel periodo, come ha scritto ieri il Corriere, a dirsi contrariato per le iniziative di Berlusconi all’indomani del conflitto in Georgia. Nulla di strano, dal momento che Bush, rapporti personali o no, non gradì affatto le mosse pacificatrici e per lui troppo filo-russe di Sarkozy e di Berlusconi. Oggi le cose stanno in modo diverso. Non perché siano sparite certe preoccupazioni americane su Berlusconi (eccessiva intimità politica con i dirigenti moscoviti, accentuazione della dipendenza dalle forniture energetiche russe, apparente sudditanza nei confronti di Gheddafi, comportamenti che il linguaggio diplomatico definirebbe imprevedibili), ma piuttosto perché sono cambiate le priorità e le politiche dell’Amministrazione statunitense. Così, l’Italia conta oggi in America soprattutto per la sua presenza militare in Afghanistan e la sua volontà di proseguire nella missione. Tutto il resto viene dopo, e sottovoce. Così, la stessa Russia che nei dispacci di Wikileaks viene descritta come uno Stato mafioso oggi è utile anch’essa in Afghanistan, oltre che nel tentativo di creare senza

troppa ostilità uno «scudo» anti-balistico. Perciò alla Russia Obama tende la mano, e con Mosca prosegue la politica del reset. Il pragmatismo degli interessi e delle conseguenti politiche, insomma, è cosa diversa dai singoli dispacci dei diplomatici. È questo, in definitiva, che la Clinton ha voluto ribadire a Berlusconi. Magari augurandosi, ma questo non lo avrà detto, che la permanenza italiana in Afghanistan non diventi argomento di una eventuale campagna elettorale. A che punto siamo, allora, con le ricadute delle fughe di notizie firmate Wikileaks? Nei rapporti Usa-Italia dopo ieri ve ne saranno poche, salvo una certa maggior prudenza nel parlare con i diplomatici Usa. Altrove, dal Pakistan alla Turchia e soprattutto nello scacchiere Iran-Golfo Persico, Julian Assange ha fatto più danni. E poi è in arrivo un nuovo Congresso che potrà più facilmente disturbare Obama (e ancor più Hillary Clinton, s’intende). Quello di un regolamento di conti contro Obama e i suoi collaboratori rimane, volendo trovarne uno, il «complotto» più verosimile. Certo, qualcosa è cambiato, ma non c’è stato e non ci sarà nessun 11 settembre della diplomazia. Almeno fino a quando Wikileaks non diffonderà le opinioni dei diplomatici francesi, tedeschi e inglesi sugli americani. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Lettere al Corriere

IL PROBLEMA DEI COMUNI CHE VOGLIONO CAMBIARE CASA

Risponde Sergio Romano Il 25 novembre si sono riuniti a Milano alcuni rappresentanti di 545 comuni delle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, pronti a chiedere un referendum, per aderire alle regioni confinanti di Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Fra l’altro i sindaci di Piemonte, Lombardia e Veneto chiedono pari opportunità, per fermare gli emigranti alla ricerca di tasse più contenute e servizi efficienti, altrimenti i loro territori si impoveriscono. Quale migliore occasione per abolire finalmente una situazione di privilegio, diventata attualmente assolutamente anacronistica? Attilio Lucchini attiliolucchini@ hotmail.it

Caro Lucchini, i sembra che la sua lettera sollevi questioni diverse. La prima, proposta in passato da molti lettori, concerne la compatibilità degli statuti speciali, concessi ad alcune regioni italiane, con il nuovo federalismo fiscale che dovrebbe essere applicato nei prossimi anni a tutta la penisola. Il presidente della provincia di Trento (di fatto una regione a statuto speciale) ha già risposto nelle scorse settimane sostenendo che il problema non è soltanto di redditi e denaro. Secondo Lorenzo Dellai, se ho ben capito la sua tesi, lo statuto dell’Alto Adige riconosce il particolare carattere di una provincia che ha avuto, anche prima del Risorgimento, un profilo politico e sociale diverso da quello delle altre regioni della penisola. Trento sarebbe italiana, in al-

SISTEMA MONETARIO

moneta unica, e se ne deve essere giustamente orgogliosi.

L’aiuto tedesco Caro Romano, l’ultima crisi della nostra moneta (cito date, cifre e fatti a memoria) è iniziata nel settembre 1992 con l’uscita dal «serpente monetario» — con un rapporto di cambio di circa 600 Lit/Dm — a cui seguì il rientro, nell’autunno 1996, a una parità di 1000 Lit/Dm che si mantenne poi stabile nei limiti di variazione consentiti, fino all’introduzione dell’euro. Ricordo anche una drammatica punta negativa di circa 1350 Lit/Dm, credo dell’aprile 1995. Il salvataggio della nostra moneta fu effettuato con intervento diretto della Germania, attraverso la Bundesbank, contro la garanzia della nostra riserva aurea presso Bankitalia. Si trattava quindi di garanzie reali, con clausole esecutive prestabilite, secondo il sacrosanto principio che i debiti li paga chi li contrae. L’Italia adempì ai propri obblighi nei tempi necessari per l’appuntamento con la

Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a: «Lettere al Corriere» Corriere della Sera via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79

M

Romano Boldorini romano.boldorini@ fastwebnet.it

Nel 1992 uscimmo dal Sistema monetario europeo perché la Germania aiutò la Francia, ma non l’Italia. L’aiuto tedesco, contro il deposito in Germania di una parte del nostro oro, risale al 1974 quando il cancelliere era Helmut Schmidt.

SECONDO LA MATEMATICA

La situazione politica I nostri conti pubblici sono migliori di quelli di altri Paesi, le banche sono solide e il debito privato è basso. Ma «le speculazioni dei mercati e le incertezze politiche sul futuro

La tua opinione su corriere.it

tre parole, ma in modo alquanto diverso da quello di altre città italiane e avrebbe quindi diritto a un’autonomia che riconosca tale differenza. Potremmo rispondere che le particolari prerogative del Trentino furono ottenute soprattutto grazie alle concessioni che il governo italiano dovette fare alla provincia di Bolzano. Ma Dellai, a sua volta, potrebbe rispondere, con un certo fondamento, che Trento ha vissuto per secoli, molto più di qualsiasi altra città italiana, nell’ambito del Sacro Romano Impero, e che la costituzione italiana dovrebbe tenerne conto. È un argomento storico e culturale,

della coalizione al governo di Berlusconi stanno aumentando i timori di contagio»: questo scrive il Financial Times, che aggiunge: il punto debole italiano, tuttavia, è la stabilità politica in vista delle mozioni di fiducia (al Senato) e sfiducia (alla Camera) del 14 dicembre. La crisi politica potrebbe portare a un aumento del debito italiano provocando una fase di crisi più grave». Guardando alla «matematica» resto dell’opinione che cambiando l’ordine dei fattori (gli uomini politici) il prodotto non cambia; anzi, non vorrei

R

Sì 9,9

che mescolando e rimescolando i fattori (finiani o non con l'opposizione) l'«intruglio» facesse nascere uno «sgorbio» ingovernabile.

RIFLESSIONI

Decimo Pilotto Tombolo (Pd)

CORTE EUROPEA DI GIUSTIZIA

La sentenza sugli stipendi Mentre in Europa si tagliano le spese, gli stipendi del personale Ue aumentano e una sentenza della Corte di Giustizia europea difende l'aumento annuale del 3,7% dall’attacco degli Stati membri. Eppure si tratta già di stipendi d'oro: da 2600 a 18mila euro al mese. E con benefici fiscali.

superare quel paio d’anni d’attesa per qualunque organo (oltre tre per alcuni). Sul Corriere del 21 novembre, il prof. Giuseppe Remuzzi ci ha addirittura informati che, purtroppo, anche utilizzando tutti i reni possibili, non si riuscirebbe a coprire tutto il fabbisogno! Mario Grosso, Gallarate (Va)

Leggi elettorali e partiti Un lettore si chiede (giustamente) perché dai sei partiti votati in Parlamento si è arrivati ora a diciannove, calpestando lo spirito del maggioritario e del bipolarismo (Corriere, 27 novembre). La risposta è questa: le leggi elettorali-truffa offendono la funzione dei partiti che,

Roberto Marzocchi rgm46@libero.it

R

No

Interventi & Repliche Mi riferisco alla lettera del presidente dell’Aido (Corriere, 26 novembre) e alla lettera «Donazione di organi ed età anagrafica» (Corriere, 24 novembre). Io, 69enne, sono iscritto all’Aido da una ventina d’anni e nell’occasione, iscrissi con mia moglie, pure la figlia di 7 anni. Anche se la scienza è riuscita ad aumentare di molto l’età per un utile trapianto, le liste d’attesa sono sempre quelle e anzi pare che le cose siano un po’ peggiorate. Io ritengo che non occorra una «donazione»: lo Stato dovrebbe, con una legge, disporre l’automatico intervento all’accertamento della «morte cerebrale». Si avrebbe un notevole vantaggio sociale col salvataggio di persone destinate a morire solo perché non riescono a

per ragioni di convenienza, fare parte. Il problema è già stato sollevato e discusso quando in alcuni comuni, fra cui quello di Cortina, è stata avanzata la proposta di un referendum sul passaggio alla regione del Trentino Alto Adige. Credo che in questo caso i referendum dovrebbero essere due: quello del comune che vuole andarsene e quello della regione che dovrebbe accoglierlo. Ma anche questa prospettiva mi sembra poco ragionevole. In uno Stato federale tutti sono liberi di scegliere la città in cui desiderano abitare. Ma non credo che dovrebbero avere il diritto di portare con sé la casa in cui abitano, i campi di cui sono proprietari e l’intero comune. Gli uomini hanno le gambe e hanno il diritto di usarle liberamente; i comuni, a mio avviso, no.

SUL WEB Risposte alle 19 di ieri

Calciatori in sciopero: non giocheranno le partite di campionato dell’11 e 12 dicembre. Hanno ragione?

Le donazioni di organi

piuttosto che politico ed economico, simile a quello che potrebbe essere avanzato in Francia dalla Savoia, dalla Corsica, dalla contea di Nizza e dall’Alsazia. Ma non credo che Parigi sarebbe disposta a prenderlo in considerazione. La seconda questione concerne la possibilità che alcune regioni del Nord si accordino per creare una sorta di barriera contro l’immigrazione (di altri cittadini italiani?). Se questa fosse la loro intenzione assisteremmo a una secessione di fatto. Non può esservi federalismo là dove alcune regioni trattano i cittadini delle altre alla stregua di stranieri. La mobilità, all’interno di uno Stato federale, deve essere assicurata e garantita. La terza questione infine è quella del volontario trasferimento di un comune dalla sua regione a un’altra con cui confina e di cui preferisce,

90,1

La domanda di oggi Secondo Astra-Ricerche quest’anno circa la metà degli italiani taglierà le spese natalizie. Lo farete anche voi?

FONDATO NEL 1876 DIRETTORE RESPONSABILE

S.p.A. AMMINISTRAZIONE

I giorni 29 e 30 novembre sono stati dedicati alla lotta alla contraffazione. La suddetta campagna è stata a mio avviso parzialmente vanificata dal fatto che l’organizzazione ha distribuito come gadget delle magliette con l’etichetta «made in Marocco». Contemporaneamente, abbiamo un costante aumento della disoccupazione: a quando, allora, l’invito a comprare il «made in Italy»? Alberto Bagnoli, Milano

Centrali nucleari: basta terrorismo Sul Corriere dell’1 dicembre il professor Umberto Veronesi ha detto: «Potrei tranquillamente dormire in camera con le scorie radioattive». Speriamo che gli antinuclearisti la smettano di fare del terrorismo: le centrali nucleari sono una dura e triste necessità. L’importante è costruirle seguendo una tecnica collaudata, in tempi economicamente convenienti: più tempo ci si mette, più aumentano i costi indiretti. Mario Scrawls, San Donato Milanese

Sede legale: Via Angelo Rizzoli, 8 - Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 139 del 30 giugno 1948 Responsabile del trattamento dei dati (D. Lgs. 196/2003): Ferruccio de Bortoli privacy.corsera@rcs.it - fax 02-6205 8011 © COPYRIGHT RCS QUOTIDIANI S.P.A.

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Giulio Lattanzi

No alle contraffazioni

Dal 9 dicembre il permesso di soggiorno sarà concesso solo agli immigrati che dimostreranno di conoscere la nostra lingua (Corriere, 1 dicembre 2010). Già adesso un immigrato (clandestino, ovviamente) deve provare di avere un lavoro e un’abitazione dignitosa. Tuttavia nulla verrà insegnato a questi poveracci sfruttati in nero e tenuti lontano dalle loro famiglie. È noto, d’altra parte, che la maggior parte dei laureati e dei diplomati italiani non è in

Piergaetano Marchetti

DIRETTORE GENERALE SETTORE QUOTIDIANI ITALIA

SÌ AL «MADE IN ITALY»

I permessi agli immigrati

CONDIRETTORE

Antonio Macaluso Daniele Manca Giangiacomo Schiavi Barbara Stefanelli

Franco Marabini framabini@gmail.com

grado di scrivere una lettera o una relazione in un italiano accettabile, perché la qualità dell’insegnamento da noi lascia molto a desiderare. Mario Bocci, Milano

CONSIGLIO DI PRESIDENTE

VICEDIRETTORI

Forti tagli sono stati fatti ai bilanci della sanità, del trasporto pubblico, della ricerca, della scuola, ma alcun taglio è stato fatto al numero di politici, ai loro stipendi e benefit e ai costosissimi uffici che lo Stato fornisce loro. Quanto dovrà durare ancora questo andazzo?

per loro natura, devono rappresentare le diverse «parti» della società, che sono inevitabilmente numerose. Ed è giusto, quindi, che la natura si ribelli agli artifizi. Marco Preioni, Domodossola (Vb)

Ferruccio de Bortoli Luciano Fontana

Sacrifici solo per alcuni

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Italians di Beppe Severgnini

V come «vuvuzela» L’alfabeto del 2010

C

orriere.it ha lanciato un sondaggio sulle parole del 2010. Al momento di scrivere, 56.242 partecipanti. La ricerca non ha valore statistico, ma resta interessante. Nessuno può votare due volte, infatti, e nessuno deve votare. Se lo fa, è perché ha qualcosa in testa. Cerchiamo di capire cosa. Vuvuzela 19%. È curioso che l’orrenda trombetta, sperimentata di persona in Sudafrica, guidi la classifica. Verrebbe da pensare: gli italiani vogliono accantonare un Mondiale presuntuoso e disastroso (il secondo aggettivo è una conseguenza del primo). Invece no. L’idea che un tubo di plastica possa diventare protagonista ha colpito l’immaginazione. Se in un raptus estivo l’avete acquistato, non buttatelo: è perfetto per svegliare i ragazzi la domenica mattina. Futuristi 18.5%. Nessuno sa quali siano i fini di Fini, ma le finezze senza fine dei finiani finiscono per lasciare il segno. Continuo a pensare che l’appellativo «futurista» stia meglio a Boccioni che a Bocchino, ma non posso negare che la pattuglia dissidente sia politicamente interessante. Berlusconi scopre la concorrenza interna; e la cosa non gli piace. Resta da capire dove fossero i futuristi nel passato. Non passato remoto. Passato prossimo. Diciamo: dal 1994 al 2010. Triplete 18.4%. D’accordo: è stato anche il mio voto. Infantile? Certo. Ma cercate di capirci. La nostra gioia perfetta è cristallizzata in una parola che resterà un piccolo incubo sportivo per tanti avversari: una vittoIl sondaggio ria così è esponenziale, e difficidel Corriere.it lissima da replicare. Lo sa anche Mourinho, nostro amatissisulle parole mo bulletto. Con noi tre allori dell’anno: (l’ultimo a Madrid), con loro pere (a Barcellona). da iPad a triplete cinque Bunga Bunga 16.3%. Ripetizione etnica, ipnotica e onomatopeica. L’avesse tirata fuori apposta, Ruby sarebbe un genio del marketing. Anche Nadia non se la cava male. In una frase ha riassunto la recente storia politica: «Mi ha detto: "Sono il sogno degli italiani, sono il Presidente"». E se l’uomo al cellulare avesse ragione? Marea nera 7.9%. Chi possiede una sensibilità ambientale sarà turbato: una festicciola ad Arcore viene giudicata più importante di un disastro in America?! La spiegazione è ovvia: la Brianza è più vicina della Louisiana. Minatori 7.3%. Anche il Cile è distante: ma il lieto fine piace sempre, nei film come nella realtà. Figuriamoci quando la realtà somiglia a un film. iPad 6.6%. Il più sexy tra i giocattoli per adulti, e non è neppure venduto nei sex shop. Cricca 3.7%. Il malaffare non supera la barriera del 4%. Ci hanno steso a furia di sbadigli. Montecarlo 1.4%. L’appartamento più famoso degli anni Duemila, e non sappiamo neppure se ha i doppi servizi. Tea Party 0.8%. La destra americana, almeno, beve tè. La nostra le beve tutte.

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Vauro

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nomia del CorMez. e 0,80 + e 0,40; m/m/v/d Corsera + CorMez. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Veneto, non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorVen. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Trentino Alto Adige, non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. A Bologna e prov. non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorBo e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera + Sette + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera + Io Donna + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67. A Firenze e prov. non acquistabili separati: l/m/m/v/d Corsera + CorFi e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera + Sette + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera + Io Donna + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67.

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Spettacoli L’anteprima A Londra il terzo episodio della saga che ha già incassato oltre un miliardo di euro. La regina Elisabetta in platea

Vascello Due immagini di «Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero», di Michael Apted

Il mondo di Narnia in 3D: un veliero per i piccoli eroi Il regista: emozioni forti nella lotta tra bene e male LONDRA — La storia è quella del magico mondo dell’immaginazione dei bambini e, per una serata, Leicester square, nel cuore di Londra, si è tinta dei colori del regno di Narnia: sotto un’inaspettata coltre di neve vera, fontane ghiacciate, statue e l’immancabile tappeto rosso delle grandi occasioni, una passerella percorsa — evento più unico che raro — non solo dalle teste coronate dell’universo inventato dallo scrittore C. S. Lewis, ma anche dalla regina in persona, Elisabetta II. La sovrana, accompagnata dal principe Filippo, è giunta avvolta in un lungo scialle grigio ad assistere alla prima di I viaggi del veliero, terzo episodio di una serie che sinora ha realizzato al botteghino vendite da oltre un miliardo di euro. Una tradizione, quella della prima reale, che risale al 1946, ovvero proprio a quel dopoguerra durante il quale vennero partoriti anche i sette romanzi del ciclo. «È un film per tutti», ha spiegato il regi-

sta Michael Apted, cui è stato affidato il progetto. «È pieno di emozioni forti, che alla fine è quello che piace». Rendere sul grande schermo un libro che ha appassionato due generazioni è sempre rischioso, ma i critici inglesi hanno riservato a I viaggi del veliero giudizi prettamente positivi. La storia d’altron-

de, già avvincente di suo, è arricchita da effetti speciali straordinari. Aslan, il leone parlante che nell’edizione inglese si avvale della meravigliosa voce di Liam Neeson, sembra tangibile grazie anche al fatto che per la prima volta nella serie è stato usata la tecnologia 3D (anche la regina, così, ha indossato gli occhialini appositi per guar-

Incontro La regina Elisabetta II stringe la mano agli attori Anna Popplewell e Will Poulter: anche la sovrana, accompagnata dal consorte, duca di Edimburgo, ha assistito alla première mondiale di ieri; il film uscirà nelle sale italiane il 17 dicembre

dare il film). Il topolino guerriero Reepicheep ha le espressioni di un attore vero, mentre le onde dell’oceano orientale di Narnia sembrano inghiottire non solo i personaggi, ma anche il pubblico. È sott’acqua, infatti, che iniziano le avventure dei piccoli eroi del film. Lucy ed Edmund Pevensie sono rimasti in Gran Bretagna con gli zii e un cugino mentre i genitori e i fratelli maggiori si sono trasferiti negli Stati Uniti. Si sentono soli, tenuti lontani dalla famiglia dalla guerra e dalla difficoltà di attraversare l’Atlantico, ma in loro aiuto, come già in precedenza, arriva il mondo di Narnia, un universo dove i due ragazzini non sono più comuni mortali bensì altezze reali. È un dipinto raffigurante un vascello su un mare in tempesta a risucchiarli nella terra di Aslan: eccoli riuniti a re Caspian e alla sua banda di strani esseri. Questa volta, assieme a Lucy ed Edmund, parte anche Eustachio Clarence Scrubb, il cugino che nella realtà è dispettoso e lagnoso e che nel mondo magico si trova, almeno inizialmente, a essere l’anello debole della catena. È a lui che è affidato uno dei messaggi principali del film: il potere dell’altruismo, del coraggio, del bene contro il male. Al termine della pellicola il povero Eustachio si riscatta. Sarà lui, nei prossimi episodi, a salvaguardare Narnia dai suoi nemici. Lucy ed Edmund, come già i fratelli Susan e Peter prima di loro, stanno crescendo. Presto non potranno più visitare l’universo

Capitoli

La saga «Le cronache di Narnia» è una serie di sette romanzi fantasy per ragazzi di C. S. Lewis. Il film è il terzo capitolo

La trama Edmund (Skandar Keynes) e Lucy Pevensie (Georgie Henley), con il cugino Eustace (Will Poulter) sono risucchiati nel dipinto di un veliero: i tre ragazzi si ritrovano a bordo dell’imbarcazione dove li aspetta, tra gli altri, re Caspian (Ben Barnes)

che ha popolato la loro infanzia. Per Lucy in particolare è una nozione difficile da accettare: è lei, nei libri di Lewis così come nei film, a scoprire la terra di Narnia per prima e a farla conoscere ai fratelli. Un viaggio, questo, che è stato enorme per il personaggio così come per la giovane attrice che lo interpreta, Georgie Henley. Oggi ha 15 anni, ne aveva solo sette quando ha cominciato a vestire i panni di Lucy. Come con i protagonisti di Harry Potter, il pubblico l’ha vista crescere. Adesso che non è più una bambina, per la stampa è la prossima Emma Watson. «È un paragone che mi fa piacere per via dell’intelligenza e della bravura di Emma, ma non credo che sia completamente veritiero», ha sottolineato in occasione della prima con una certa modestia. «Di sicuro non mi vedo a fare campagne pubblicitarie per stilisti, mi piace troppo mangiare, non sopporterei di dover stare a dieta». La carriera, invece, accenna a decollare: in cantiere Georgie ha due progetti, uno negli Stati Uniti e uno in Gran Bretagna. «Cosa che renderà difficile continuare ad andare a scuola», ha fatto notare senza particolare dispiacere.

Paola De Carolis © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Spettacoli 51

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

La rassegna di Torino In concorso «Four Lions» dell’inglese Chris Morris, autore Bbc

Riso amaro (ma un po’ inquietante)

Gruppo Da sinistra: Nigel Lindsay, il debuttante Arsher Ali, Riz Ahmed e Kayvan Novak sono i protagonisti di «Four Lions», diretto da Chris Morris su un gruppo di improvvisati e piuttosto goffi terroristi che vivono in una cittadina inglese; la pellicola sarà nelle sale a gennaio

di PAOLO MEREGHETTI

S

i ride amaro con due storie farsesche che non si preoccupano del «buon gusto» (e questo non è certo un male) ma che finiscono per toccare anche qualche nervo scoperto (e qui le reazioni sono più complicate). Cominciamo da Vampires del belga Vincent Lannoo. Il regista viene dalla pubblicità e dai videoclip e balza subito all'occhio il gusto della provocazione e dell'assurdo in questo finto documentario tivù sulla comunità dei succhiasangue belgi: entriamo nelle loro case, scopriamo regole e tabù, assistiamo alle lezioni scolastiche (come si morde una carotide, come ci si diverte a un film horror), siamo messi a parte della convivenza con polizia e autorità, eccetera. A volte si ride, a volte viene da ammirare l'abilità del regista nello smontare le letture più o meno sofisticate con cui di solito si accolgono film e storie di questo genere, anche se alla fine (nonostante il divertente «esilio» dei vampiri in Canada) il gioco gira un po' a vuoto e non sempre le invenzioni tengono alte sia l'attenzione che il piacere. Si ride anche in Four Lions di Chris Morris che tallona un gruppo di jhadisti in Gran Bretagna, decisi a farsi saltare in aria per il bene della causa. Sono esaltati, pasticcioni, litigiosi e confusi e ogni loro decisione (compreso andare in un campo d'addestramento afghano) finisce nel peggiore dei modi possibili. Eppure, quando li vedi maneggiare goffamente esplosivi preparati in casa o li segui nei tentativi di diventare bombe viventi, fai fatica a collegarti alla grande tradizione delle commedie nere Ealing (tipo La signora omicidi) o all'irriverenza dei Monty Python e pensi che forse ironizzare su certi argomenti non è proprio la soluzione migliore. Non si ride per niente nell'argentino Por tu culpa di Anahí Berneri, dove una madre che porta in ospedale il bambino caduto dal letto è sospettata di maltrattamenti: un tema tutt'altro che trascurabile (la paura di molte donne di essere «inadeguate» ai compiti) ma trattato in maniera un po' facile e superficiale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Brevi

Martiri per caso e rap: l’umorismo in nero dei terroristi pasticcioni «Il mio film ispirato da un fatto di cronaca» DAL NOSTRO INVIATO

Il regista TORINO — Mujahiddin? Ma «Soltanto chi non fammi il piacere, direbbe Totò. vedrà la pellicola Niente drammi, stavolta tra i film in concorso al Festival di potrà pensare Torino si ride sotto la barba fol- che ho offeso l'Islam» ta dei terroristi. Ma non fatelo sapere a Osama Bin Laden. Four Lions è la storia di un gruppo di martiri per caso, aspiranti suicidi della domenica in una non precisata città inglese, paese che s'accolla la responsabilità del progetto, ché gli integralisti islamici non sono campioni di umorismo. Il regista Chris Morris non ha ricreato un fatto di cronaca, benché da essa sia stato ispirato: «Ho letto di un piano per speronare una nave da guerra USA. Di notte, con il bersaglio ormeggiato a largo, la cellula si è radunata sul molo, ha fatto scivolare in acqua una barca, l'ha caricata di esplosivo. Solo che per un errore ad affondare sono stati loro». Morris (un nome come autore radiofonico alla BBC), dice che le cause discusse «all'Alta Corte di Giustizia e gli incontri con i musulmani non hanno fatto che confermare quell'impressione. Vanno nei campi di addestramento e si dimenticano come costruire le bombe, parlano di chi è più figo tra Bin

Maschilismo «Nel fanatismo esistono lati comici: dal maschilismo alla magniloquenza»

Laden e Johnny Depp». In effetti, i nostri leoni senza criniera si paragonano a un Rambo pachistano. Ma anche i poliziotti inglesi sono pallide controfigure di Scotland Yard. Scavalcando il grande Nord, più irriverente delle vignette satiriche danesi su Maometto, o del documentario contro il Corano dell'olandese Geert Wilders intitolato Fitna («discordia» in arabo), Morris si colloca a metà strada tra il nonsense delirante dei Monthy Python e la goffa inadeguatezza di Mr Bean. Dei protagonisti, per gli inglesi Nigel Lindsay è un volto familiare, gli altri di matrice tea-

Sospesa la fiction «Due mamme di troppo» È stata sospesa la fiction originariamente prevista per il venerdì sera di Canale 5 «Due mamme di troppo», con protagonisti Giorgio Pasotti, Sabrina Impacciatore, Lunetta Savino e Angela Finocchiaro. Al suo posto, fanno sapere da Mediaset, andrà in onda un film e nelle settimane successive un doppio appuntamento con la serie «I Cesaroni». Nella prima puntata, andata in onda venerdì scorso, la fiction aveva registrato 3.094.000 spettatori. La decisione della sospensione è nata, aggiungono da Mediaset, «per salvaguardare un buon prodotto».

DOMANI DA PARAGONE

Aldo Busi torna in Rai nove mesi dopo l’Isola

Goffo fanatismo Adeel Akhtar è un altro dei protagonisti del film che sbeffeggia il fanatismo islamico attraverso le imprese di questi aspiranti martiri

trale sono Riz Ahmed, Kayvan Novak, Adeel Akhtar e il debuttante Arsher Ali, lauree a Oxford e sudditi di Sua Maestà a dispetto dei cognomi, ma buona fortuna a tutti con i Fratelli musulmani. Il film (da gennaio nelle sale per Videa) comincia con la banda che registra un videomessaggio come quelli tragici di Al Qaeda. Tra le mani il messaggero di Allah stringe non il Kalashnikov ma un piccolo fucile giocattolo, il regista dice che si può ovviare avvicinando la cinepresina. E per camuffare voci e volti, fanno l'accento dei ribelli dell'Ira coprendosi la barba ispi-

L’autografo di «The Times They Are A-Changin»

Asta: testo di Dylan a 300 mila dollari WASHINGTON — Il 10 dicembre Sotheby’s a New York metterà all’asta il testo originale, autografo, di «The Times They are A-Changin», una delle canzoni più famose di Bob Dylan (foto). Il manoscritto, un foglietto di quaderno con su scritti a matita quattro versi, risale al 1964. Si pensa che possa

CON PASOTTI E IMPACCIATORE

essere venduto a 300 mila dollari (circa 228 mila euro). Assieme a «Blowin’ in the Wind», «The Times They are A-Changin» è considerata una sorta di inno generazionale degli anni ’60-’70. È tra le canzoni più cantate nei movimenti di protesta giovanile, pacifisti e per i diritti civili.

da con le mani. Le prove tecniche di terrorismo di questi sciroccati che non sanno nemmeno da quale orizzonte sorga la Mecca e che trasformano la guerra santa in un rap («combatti con ardore/muori pensando al dolore...»), volgono in farsa il fanatismo cieco di che non vede la realtà per quello che è. Anche se il finale di chi cerca la bella morte è tutto fuorché lieto. Morris mette le mani avanti finché può: «Il film non è razzista, non attacca una cultura. Io dico che uccidere non è una grande idea. Soltanto chi non vedrà il film potrà pensare che ho offeso l'Islam. Noi tentiamo di far ridere, di sorprendere, perfino di emozionare. Non c'è bisogno di prendersi gioco della fede islamica per sbeffeggiare chi vuole assoggettare il mondo alla sharia ma non riesce a farlo a casa sua perché la moglie non glielo permette». «Nel terrorismo esistono lati comici da analizzare, magniloquenza, ambizione, incompetenza, maschilismo, complessi di superiorità e di inferiorità», dicono i due sceneggiatori, Sam Bain e Jesse Armstrong. I due avevano contribuito al film Bruno di Sacha Baron Cohen. E dunque si capisce dove si è andati a parare.

Valerio Cappelli

Nove mesi dopo la sua espulsione dall’«Isola dei Famosi», Aldo Busi torna in Rai. Ad aprirgli la porta, Gianluigi Paragone che lo ha invitato alla puntata di «L’ultima parola» in onda domani alle 23.30 su Raidue. Lo rivela Sorrisi.com, il sito di Tv Sorrisi e Canzoni. Paragone, conduttore del talk show e vicedirettore di Raidue, ha dovuto prima convincere il direttore di Raidue Massimo Liofredi e il direttore generale della Rai Mauro Masi. Busi mancava dai teleschermi da marzo, quando, in collegamento dal Nicaragua, litigò in diretta con Mara Venier.

IERI A ROMA

Mino Damato, stella battezzata col suo nome Da ieri Mino Damato, giornalista da poco scomparso, è anche il nome di un nuovo corpo celeste scoperto da astrofili italiani. Ieri l’ufficializzazione «per i grandi meriti scientifici che ha conseguito con i suoi programmi» durante una serata all’Auditorium Parco della Musica di Roma. La serata, organizzata dalla fondazione Bambini in Emergenza, è stata condotta da Paola Saluzzi e ha visto fra gli ospiti Kataklò, Franco Nero e Rutger Hauer. Ieri è stato presentato anche un premio, intitolato al giornalista, rivolto a giovani meritevoli nella ricerca scientifica.

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Spettacoli 53

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Verso la «prima» Il regista e le accuse della protagonista Waltraud Meier

Dal 6 dicembre

«Scala, nella mia Valchiria non solo effetti speciali»

Rai3, tornano le «indagini» di Lucarelli ROMA — Carlo Lucarelli torna su Raitre dal 6 dicembre in prima serata con «Lucarelli racconta». Un percorso di indagini e ricostruzioni per raccontare, attraverso le storie, alcune delle più intricate vicende italiane. Cinque nuovi casi della nostra storia recente: «La mala del Brenta», «La quarta mafia», «La morte sul lavoro», «Nelle mani dello Stato» e «La trattativa». Tutti fatti che, troppo spesso, rimangono

Cassiers si difende. Cantanti influenzati, salta la prova aperta MILANO — «Sono stupito dalle parole della signora Meier. In tutti questi giorni di prove non ho mai avuto il minimo sentore di malumori di sorta. Tutto si è svolto in un clima di serenità e collaborazione. Le persone che stanno in scena, attori o cantanti che siano, per me sono il primo pensiero...». Guy Cassiers, 50 anni, belga, regista della Valchiria che il 7 dicembre aprirà la stagione della Scala, Daniel Barenboim sul podio, risponde il giorno dopo alle dichiarazioni del mezzosoprano tedesco protagonista dell’opera di Wagner, che si era pubblicamente lamentata di una regia a suo dire troppo attenta alla parte visiva e poco alla recitazione e ai cantanti. «Come potrei? Non sono affatto un regista video, come è stato detto. Al contrario vengo dal teatro, ad Anversa ho una mia compagnia, il Toneelhuis, con cui ho messo in scena molti testi contemporanei e anche Proust e Musil. Il nostro gruppo sperimenta ogni forma d’arte, prosa, musica, mimo, danza... Anche le nuove tecnologie, naturalmente. Fanno parte dei nostri tempi, della nostra storia. Un teatro totale. Proprio come voleva Wagner. Ed è quello che cerco di ricreare per questa Tetralogia scaligera». Forse però tanti effetti speciali, tanto impazzare di computer,

In scena

L’opera «Die Walküre» racconta il fatale intreccio fra il mondo degli dei, Wotan e la valchiria Brünnhilde, e quello umano degli eroi, di Siegmund e di Sieglinde

Il cast Alla regia Guy Cassiers (foto), sul podio Daniel Barenboim e nel cast Nina Stemme (Brünnhilde), Waltraud Meier (Sieglinde), Vitalij Kowaljow (Wotan) e Ekaterina Gubanova (Fricka)

faticano a coniugarsi con il cesello delle emozioni, dei sentimenti, che richiede la lirica. Waltraud Meier, ma anche l’altro grande cantante wagneriano, sir John Tomlinson, interprete di Hunding, hanno parlato di una forzata semplificazione dei ruoli, di sentirsi ingabbiati dalle esigenze della videocamera, delle luci... Insofferenze e disagi che ieri hanno fatto nascere qualche sospetto all’annuncio che la pro-

va generale aperta si era ridotta a una prova d’insieme, solo secondo e terzo atto, e a porte chiuse. In realtà, vista la doppia «prima», il 4 per i giovani e il 7 (Sant’Ambrogio), i cantanti avrebbero voluto risparmiarsi. L’altro giorno la stessa Meier e il suo partner, il tenore Simon O’Neill, avevano confessato una fastidiosa laringite, alimentata dai continui ab-

bracci previsti nella loro lunga, scabrosa, scena d’amore del primo atto. «Una scena molto intensa che i due interpretano magistralmente — prosegue Cassiers —. Waltraud è una tale maestra nel ruolo di Sieglinde che non credo abbia bisogno di alcun suggerimento. D’altra parte non sono un regista che dice: devi fare così. Io cerco di dare una visione generale di come intendo l’opera, di suggerire delle situazioni. Sta poi agli interpreti trovare il loro personaggio. Io sono una guida, non un tiranno». Quel che conta, ribadisce, è «far capire bene allo spettatore ciò che accade in scena e coinvolgerlo nelle emozioni della musica». Certo, rispetto all’Oro del Reno (primo titolo della Tetralogia, firmato da Cassiers alla Scala lo scorso maggio) qui l’atmosfera sarà molto diversa. «Là dominava il sole, tutto era chiaro. Valchiria invece è sotto il segno della luna, delle ombre, di quello che succede nel buio. E nel buio le persone appaiono a volte molto grandi, a volte molto piccole... Allucinazioni rese possibili da immagini e proiezioni». Il fantastico affresco del Ring, la parabola dell’oro che scalza l’amore, era anche un’amara riflessione su una società capitalistica malata. «Che oggi più che mai sembra rispec-

Eroina Il mezzosoprano tedesco Waltraud Meier, 54 anni

chiarsi nel monito wagneriano. Nel conflitto tra classi sociali e tra padri e figli. Nella guerra, il crollo degli ideali, il fondamentalismo, la sfiducia nella politica, la crisi delle regole... Tutto è nel Ring. I lampi della scena iniziale potrebbero far pensare alle bombe in Iraq. E Wotan che non lascia mai la sua lancia è l’emblema di un potere che si aggrappa

disperato a se stesso per non cadere. Réne Pape, che avrebbe dovuto interpretarlo (al suo posto canterà Vitalij Kowaljow) sosteneva che gli ricordava Putin». E lei? «Troppo facile. Io penso che Wotan è dentro di noi. Ciascuno nasconde il suo pezzetto».

Giuseppina Manin

nascosti o vengono archiviati, dove la storia del crimine si intreccia alle vicende di chi al crimine si contrappone o di chi fatalmente ne rimane vittima. Ogni puntata avrà un prologo e un epilogo, con un’intervista di Lucarelli a un personaggio che introduce e chiude il tema trattato nella puntata. Tra i personaggi lo scrittore Andrea Camilleri, il giallista Massimo Carlotto, il cantautore Daniele Silvestri e don Luigi Ciotti.

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Spettacoli 55

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Le iniziative del Corriere

Le date

Da oggi «Io non so parlar d’amore» (prefazione Claudia Mori)

Adriano

In edicola Da oggi con il «Corriere» i quattordici dischi più significativi del Molleggiato

Le grandi canzoni di Celentano per una lunga biografia in musica

Le date

Dal 20 gennaio «Dormi amore la situazione non è buona»

Ogni album con una prefazione d’autore, da Benigni a Fo Dal 9 dicembre «Azzurro» (Roberto Benigni)

Dal 16 dicembre «Esco di rado e parlo ancora meno» (V. Cerami)

Dal 23 dicembre «Il ragazzo della via Gluck» (Dario Fo)

Dal 30 dicembre «Per sempre» (Giuliano Ferrara)

Dal 6 gennaio «Soli» (Tonino Guerra)

L’uscita

La collana dedicata alla musica di Adriano Celentano parte oggi con «Io non so parlar d’amore», disco del 1999: quattordici album in edicola ogni settimana con il «Corriere della Sera» a 9,99 euro oltre il prezzo del giornale

Star Adriano Celentano è nato a Milano il 6 gennaio 1938

no Guerra, Paolo Conte, Fernanda Pivano, Liliana Cavani, Alda Merini, Furio Colombo, Marco Paolini e Walter Veltroni. Con questa selezione di album — mancano alcune cose degli esordi, i live, le colonne sonore e i dischi di cover — la panoramica sulla carriera di Celentano è completa. Riordinando cronologicamente la collana si parte con il 1966 e «Il ragazzo della via Gluck», album che prendeva il titolo dalla canzone che Adriano portò a Sanremo quello stesso anno e che raccoglieva molti pezzi già usciti in precedenza. La title track è un brano che contiene uno dei temi forti del Celentano-pensiero: la sensibilità ecologista colpita dalla cementificazione delle periferia milanese. Canzone tanto forte che nella prefazione Dario Fo se la immagina universale e cantata in dialetto milanese, napoletano e in francese. Proseguendo cronologicamente c’è un altro passo fondamentale: 1969, «Azzurro», il brano scritto da Paolo Conte. Per Benigni una canzone «bella come un chilo di albicocche», così intensa che andrebbe «proibita per legge». Gli anni Settanta sono fotografati da «I mali del secolo» (1972) in cui canta di menzogne, ecologia e droga; «Geppo il folle» (1978)colonna sonora dell’omonimo film sulla fama, e «Soli» (1979) dove spicca l’omonima canzone scritta da Cutugno. Gli Anni Ottanta sono rappresentati da «Uh... uh...» (1982), in parte legato al film Bingo bongo, e «La pubblica ottusità» (1987) che esce in parallelo a Fantastico 8, quello del grande successo e delle polemiche per le dichiarazioni sul referendum sulla caccia. Negli Anni Novanta Adriano si definisce «Il re degli ignoranti» (1991), pubblica «Arrivano gli uomini» e con «Io non so parlar d’amore» (1999) apre la collaborazione con Mogol e Gianni Bella che prosegue in ««Esco di rado e parlo ancora meno» (2000), «Per sempre» (2002), «C’è sempre un motivo» (2004) e nell’ultimo capitolo della raccolta «Dormi amore, la situazione non è buona» del 2007.

A. Laf.

Dal 27 gennaio «I mali del secolo» (Fernanda Pivano)

Dal 3 febbraio «Il re degli ignoranti» (Liliana Cavani)

Dal 10 febbraio «La pubblica ottusità» (Alda Merini)

Dal 17 febbraio «Arrivano gli uomini» (Furio Colombo)

Dal 24 febbraio «Uh... Uh...» (Marco Paolini)

Dal 3 marzo «Geppo il folle» (Walter Veltroni)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

©TCFHE

Dal 13 gennaio «C’è sempre un motivo» (Paolo Conte)

MILANO — Potrebbe anche cantare l’elenco telefonico. Qualche anno fa in un’intervista Paolo Conte si espresse così su Adriano Celentano, celebrando la capacità del Molleggiato, così spiegò, di rendere intellegibile qualsiasi testo. Potrebbero sembrare carinerie fra due personaggi che fanno lo stesso mestiere, legati per di più dal fatto che uno è l’autore di uno dei più grandi successi della canzone italiana, «Azzurro», e l’altro è l’interprete che l’ha portato al successo. Conflitto d’interessi a parte, in quel giudizio dello chansonnier astigiano sta la chiave per capire il cantante milanese: uno che con delle «canzonette» (in senso leggero) è riuscito a far passare di tutto, amore, impegno e nonsense. A partire da oggi si può ricostruire la carriera di Adriano con il Corriere della Sera. Fino al 3 marzo, ogni settimana sarà in edicola con il quotidiano uno dei quattordici album più significativi della carriera dell’artista nato il 6 gennaio 1938. La prima uscita è «Io non so parlar d’amore», album del 1999 che segnò la nascita di un proficuo periodo di collaborazione con Mogol e Gianni Bella: si potrà acquistare in edicola, come tutti gli altri dischi della collana, al prezzo di 9,99 euro oltre al costo del giornale. In omaggio con il primo numero ci sarà anche un cofanetto creato per raccogliere tutte le uscite. Questa collana è la riedizione di una già pubblicata nel 2007 dal Corriere. Per questo ritorno è stata completamente rivisitata la veste grafica ed è stato adottato anche un formato classico, da un volumetto con le dimensioni di un libro si è passati all’ingombro classico dei cd. Per ciascuno degli album di questa collezione, eccezione fatta per l’ultimo «Dormi amore, la situazione non è buona», uscito nel 2008, nel libretto viene anche riproposta la prefazione d’autore di quella prima pubblicazione. Grandi nomi che hanno raccontato il loro modo di vedere Celentano. Quella del primo titolo è a firma di Claudia Mori, un dolce messaggio d’amore per il marito e compagno di avventure artistiche. «Tu sai parlare d’amore a tutti e di questo ne ho sempre un po’ sofferto», gli scrive. Le altre sono di Roberto Benigni, Vincenzo Cerami, Dario Fo, Giuliano Ferrara, Toni-

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Sport

La Uefa infierisce su Cartu

Una giornata di squalifica e 10 mila euro di multa. È la pena inflitta dalla disciplinare dell’Uefa a Sorin Cartu, ex allenatore del Cluj, per avere mandato in frantumi la struttura in plexiglass della sua panchina durante un match di Champions League perso per 1-0 in casa del Basilea. Cartu aveva distrutto la panchina con un calcio, che gli era costato il posto di lavoro. La disciplinare, spietata, ha anche ordinato all’ex allenatore del Cluj di risarcire il danno arrecato al Basilea.

Mediazione L’attività del Coni Rischio Il calendario di serie A per evitare il blocco dell’11 e 12 potrebbe andare in tilt

La fronda Chiellini & Buffon: no allo sciopero La Lega studia le contromosse per neutralizzare la protesta

ROMA — Alla fine, se non verrà trovato un accordo in extremis, tutti i 600 giocatori della Lega di serie A sciopereranno l’11 e il 12 dicembre, facendo rinviare le partite della sedicesima giornata. Ma al di là dell’ostentata sicurezza di Sergio Campana, leader storico dell’Aic, il sindacato non è compatto. Giorgio Chiellini, uno dei leader della Juventus e pilastro della nazionale, si adegua ma non condivide: «Come appassionato di sport e come calciatore, mi auguro che si trovino altri strumenti per proseguire il confronto». Giorgione dalla Polonia, dove ieri sera ha giocato in Europa League, ricorda di aver sempre sostenuto l’Aic, ma trova esagerato bloccare il campionato. «Penalizzeremmo i tifosi che sono la base di questo sport». Con lui Gigi Buffon, altro simbolo del nostro calcio e, non per caso, anche lui della Juventus, società in prima linea nel voler riformare

l’accordo collettivo: «Lo sciopero è un estremismo da usare in casi eccezionali. Esistono altre forme di protesta, altrettanto efficaci e significative». Buffon fa parte dell’Anc (Associazione nazionale calciatori), il nuovo sindacato che conta 60 iscritti (solo 30 di serie A), tutti sulla linea del portiere bianconero: «Scioperiamo perché in questo momento c’è bisogno di unità». Ma la Lega, in questi giorni, intensificherà gli sforzi per mandare all’aria la protesta. Domani mattina alle 11, nella sede milanese di via Rosellini, il presidente Maurizio Beretta dirigerà un’assemblea informale

Oggi l’Alta corte Campana ci prova: «Speriamo sempre che la controversia venga risolta». Oggi parere dell’Alta corte

per stabilire la strategia. Di sicuro le società non faranno giocare i ragazzi della primavera al posto dei titolari. Ma qualcosa i club stanno studiando. Anche perché il calendario rischia di andare in tilt visto che di mezzo ci sono gli ottavi di coppa Italia. La serie A potrebbe scegliere lo scontro precettando i giocatori (ma è improbabile) o recuperando la giornata dello sciopero il 22 dicembre anziché il 19 gennaio, rovinando le ferie dei giocatori. Ma si lavora per riaprire le trattative. Perché nessuno vuole lo sciopero. Neppure Campana: «Noi speriamo che la controversia venga risolta. I tempi per tornare indietro ci sono». Giancarlo Abete, presidente della Federazione, non si arrende nonostante gli schiaffi rimediati in questi giorni: «Speriamo ancora di arrivare ad una soluzione». Ieri, nell’aula Giunta del Coni, al Foro italico, le rappresentative dell’Aic (Cam-

Francesco Rotondi «Non tutti sono nababbi»

600 I giocatori della Lega di serie A che l’11 e il 12 dicembre faranno sciopero bloccando la 16ª giornata di campionato

pana, il segretario Grazioli e il vicepresidente Grosso) e della Lega (il presidente Beretta, Lotito e l’avvocato Briamonte) sono state ricevute dall’Alta corte di giustizia del Coni che, per il momento, non si è espressa. Lo farà oggi, quasi certamente. Il sindacato non è commissariabile, la Lega si. Ma è probabile che, proprio attraverso il Coni, si arrivi alla soluzione di mediazione. Ora tutto ruota intorno al famoso settimo punto,

quello relativo ai fuori rosa. «Accettarlo significherebbe spalancare le porte ai trasferimenti coatti», spiega l’avvocato Leo Grosso. Cioè il punto 8, vietato dalle norme Fifa e, più in generale, da quelle giuridiche. «Perché se un giocatore viene costretto ad allenarsi da solo può decidere di dire si ad un trasferimento che, in condizioni normali, rifiuterebbe», chiude Grosso. Il Coni potrebbe fornire ai duellanti la via

Leandro Cantamessa «Protesta immotivata»

«Aberrazioni giuridiche «Accordo necessario La categoria va tutelata» I calciatori sbagliano» be di un contratto aperto in cui il calciatore dà un assenso anticipato al suo trasferimento. Nel particolare, o la norma prevede degli indici che stabiliscano la parità di livello tra due club oppure siamo solo ai discorsi astratti. Ad esempio, qual è una squadra di pari livello del Chievo?». Altro punto caldo dello scontro è il settimo, quello degli allenamenti separati. Qualcuno sospetta la volontà di un mobbing mascherato. «In effetti un uso strumentale della norma rischia di favorire un abuso di posizioFrancesco Rotondi ne dominante da parte Avvocato esperto di diritto dell’allenatore e della del lavoro e docente di diritto società che potrebbe del lavoro e relazioni industriali. poi tradursi in comporÈ anche autore di numerose tamenti vessatori. Qui pubblicazioni in tema di lavoro comunque si impone e di problemi sindacali una precisazione...». Sarebbe? «Io fondo le mie valutazioni partendiritti della categoria e la possibilità che essa venga tutelata. La media de- do da un principio generale e cioè che gli stipendi del Lecce è tra gli 80 e i questi signori, i calciatori, sono lavora120 mila euro annui. E del resto mica tori subordinati. Quindi i casi sono tutti i lavoratori comuni guadagnano due: o si riforma l’intero sistema opmille euro al mese. Attorno a questa pure i calciatori nello specifico hanno vicenda si è fatta troppa demagogia». ragione da vendere. E trovo strumenI presidenti vorrebbero avere la tale che in prima pagina si sbattano le possibilità di trasferire un giocatore foto di Robinho e di Ronaldinho e a un club dello stesso livello, il cosid- non quelle, che so, di Giuliatto del Lecce oppure di Parolo del Cesena» detto punto 8 della trattativa. a.co. «Questa è una vera e propria aberrazione giuridica. In pratica si trattereb© RIPRODUZIONE RISERVATA MILANO — Avvocato Francesco Rotondi, esperto di diritto del lavoro, ha visto come è stato accolto lo sciopero dei calciatori? Con paroloni di tipo intimidatorio, prepotente, arrogante, pazzesco... «Di per sé lo sciopero non è mai pazzesco. È uno strumento previsto per la tutela dei presunti diritti». Ma i calciatori in fondo sono dei privilegiati. «Il fatto che tra i calciatori ci siano dei nababbi non modifica i presunti

che ogni squadra ha, o, meglio, deve avere, a causa dei tanti infortuni e delle squalifiche». I calciatori temono che così, con gruppi separati in allenamento, si mascherino casi di mobbing. Hanno ragione? «No davvero. A me sembra una visione un po’ paranoica. Nessuno si allenerebbe con il portinaio, ma, tutti, con tecnici di prima categoria. E questo esclude il mobbing. La chiusura dell’Assocalciatori su questo è sbagliata, non giuridicamente motivata e arLeandro Cantamessa rivo a dire irragionevoAvvocato e consigliere le». del Milan. È autore Per quanto riguarcon Giovanni Maria Riccio da il cosiddetto «trae Giovanni Sciancalepore del sferimento coatto», manuale «Lineamenti di diritto ci sono delle ragioni sportivo» edito da Giuffré (Ansa) in più? «Qui l’atteggiamensa, "no assoluto a discutere su 2 e di- to dei calciatori è meno ingiustificasponibilità a discutere sugli altri". to sotto il profilo dello stretto diritPoi si è alzata dal tavolo. Non è un to, anche se non so come la norma modo brillante di porsi, mi pare...». sia stata effettivamente formulata e E dei due punti più discussi cosa il mio giudizio sul punto è dunque sospeso. Resta comunque il giudizio ne pensa? «Partiamo da quello che prevede negativo di fondo. C’è un contratto allenamenti separati, per ovviare al da firmare e bisogna trovare un acproblema delle rose allargate. La rigi- cordo. Non ci si può alzare dal tavoda resistenza dell’Aic significa man- lo e sbattere la porta. È, fra l’altro, tenere in vita una regola anacronisti- gravemente ineducato». Paolo Tomaselli ca e non realizzabile nel quotidiano, considerato il numero dei giocatori © RIPRODUZIONE RISERVATA MILANO — Avvocato Leandro Cantamessa, consigliere del Milan, lo sciopero dei calciatori ha basi solide? «Premesso che non sto seguendo la vicenda direttamente e se è vero quanto mi è stato riferito "dall’interno", credo che un addebito debba senz’altro muoversi all’Assocalciatori». Ovvero? «L’Aic non ha detto "no a 2 punti e sì agli altri 6", ma, che è cosa diver-

d’uscita. Un compromesso che darebbe a entrambe le parti la possibilità di soddisfare i propri interessi. Come? Nel nuovo contratto non verrebbe più scritto che è vietato fare allenare i giocatori da soli o in gruppi ristretti, lasciando ai club libertà d’azione. Allo stesso tempo l’Aic otterrebbe una protezione anti mobbing dalla Federcalcio attraverso le Noif, cioè le norme che regolano il funzionamento del nostro calcio. Una sorta di barriera contro gli eventuali giochetti di Lotito e degli altri presidenti. È una possibilità. La sola, al momento, per scongiurare lo sciopero che fa infuriare i tifosi di tutta Italia. Ma il tempo stringe. Perché sui famosi sei punti c’è la volontà di trattare, ma non l’accordo. E perché per introdurre una nuova norma serve l’approvazione del Consiglio federale e la benedizione del Coni.

Le tappe Il primo scontro Il 10 settembre l’Aic aveva già proclamato uno sciopero contro le proposte avanzate dalla Lega in 8 punti: il 13 c’era stato il primo incontro tra Aic e Lega in Figc. Il 21 il sindacato sospende lo sciopero, a patto che non si discuta di «fuori rosa» e «trasferimenti coatti» Il muro contro muro Il 9 novembre l’assemblea di Lega boccia la proposta di Abete di discutere su 6 degli 8 punti. Le ultime mediazioni fanno salire il tono dello scontro: l’Aic proclama lo sciopero della A per l’11 e 12 dicembre. Domattina a Milano il presidente di Lega Beretta studierà le contromosse con le società: dalla precettazione al recupero del turno il 22 dicembre

Alessandro Bocci © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sport 57

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

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60

A Birmingham scontri tra tifosi e polizia

Gli iscritti al sindacato alternativo Anc critico nei confronti dello sciopero

BIRMINGHAM — Nel giorno in cui concorre per l’assegnazione del Mondiale, l’Inghilterra rivede immagini a cui non era più abituata: nel derby di Coppa tra Birmingham e Aston Villa (2-1) allo stadio St Andrews i tifosi locali hanno invaso il campo dopo la vittoria, lanciando fumogeni. Quelli dell’Aston Villa hanno risposto lanciando oggetti e seggiolini. In mezzo la polizia ha cercato di riportare la calma.

Partita doppia Tra scandali e giochi politici la Fifa designerà gli organizzatori Scettico Giorgio Chiellini (LaPresse)

Si assegnano due Mondiali ma il calcio conta poco Lotta senza esclusione di colpi per le edizioni 2018 e 2022 DAL NOSTRO INVIATO

Contrario Gianluigi Buffon (LaPresse)

Mediatore Giancarlo Abete (Ansa)

Quei grotteschi divieti

di ALBERTO COSTA

T

ra le decisioni prese dal Casms (il Comitato di analisi per la sicurezza sulle manifestazioni sportive) spiccano i divieti imposti alle tifoserie di Inter e Brescia a seguire le proprie squadre del cuore impegnate rispettivamente a Roma con la Lazio (domani) e a San Siro con il Milan (sabato). Scelte grottesche perché quello che è notorio nella repubblica del pallone evidentemente è sconosciuto al trust di pensatori voluto dal Viminale: che, nonostante lo scudetto perduto all’Olimpico da Cuper e Ronaldo il 5 maggio 2002, tra interisti e laziali corra buon sangue lo

sanno pure agli asili nido, ma quello che è veramente incredibile resta lo stop imposto ai bresciani al Meazza. Il gemellaggio tra Milan e Brescia è infatti solido, cementato dal tempo e dai precedenti, e che il Casms, al di là del nome orripilante e della pomposa composizione del suo organico (vi figurano perfino generali di brigata) non sia a conoscenza di quello di cui è chiamato a trattare è l’ennesima conferma di come in Italia si proceda a spanne. Ci si lamenta degli stadi vuoti? E allora loro, quelli del Casms, boicottano pure le partite sicure al 100 per 100. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ZURIGO — In uno dei momenti più cupi della storia recente della Fifa, attraversata dal vento di nuovi scandali, fra sospetti di corruzione e infinite polemiche, oggi alle 16 il Comitato esecutivo designerà i Paesi destinati ad organizzare il Mondiale 2018 (Inghilterra, Russia più Spagna/Portogallo e Olanda/Belgio) e quello del 2022, vietato all’Europa (Australia, Corea del Sud, Giappone, Usa e Qatar). Quella che si combatte in queste ore è una battaglia senza esclusione di colpi, nel totale disprezzo dell’etica e dello sport. L’unica certezza è che il calcio conta poco o nulla e non soltanto perché i dossier sono tutti (o quasi) validi. La differenza la faranno le promesse (pecuniarie), che sono state o saranno avanzate ai componenti dell’Esecutivo, con pochissime eccezioni (europee), a cominciare da Platini. Il presidente Uefa e vice della Fifa ha proposto venti giorni fa pubblicamente che, a partire dal 2026, la sede del Mondiale venga scelta dall’intero congresso (206 delegati). Affidare la scelta ai 22 uomini dell’Esecutivo, in gran parte molto chiacchierati (due, Temarii di Tahiti e Adamu, nigeriano, sono stati sospesi, dopo la denuncia del Sunday Times) è un modo per aprire le porte a metodi da basso impero, anche perché, si sa, tutti tengono famiglia. In più Blatter, che regna sulla Fifa dall’8 giugno ’98, ha avuto la geniale idea di raddoppiare per la prima volta il numero delle edizioni del Mondiale da assegnare, arrivando addirittura al 2022. Il fatto che fra sette mesi si voterà per la sua rielezione (a 74 anni non ha intenzione di farsi da parte), e che il suo voto è l’unico che può valere doppio, aiuta ad aumentare i cattivi pensieri. L’estraneità del calcio, come scelta tecnica, in questa due giorni zurighese, è dimostrato dal fatto che esiste un soli-

mondo: ieri, giorno dedicato alle candidature del 2022, oltre all’Emiro del Qatar, Hamad, e al primo ministro della Corea del Sud, Kim Hwang-sik, è salito sul palco addirittura Bill Clinton, per chiedere che la Fifa scelga gli Usa, presentando anche il telemessaggio di Obama. La presentazione più sobria è stata quella dell’Australia, che dunque non ha alcuna speranza di farcela, perché, dicono, «è un Paese troppo lontano». Questa mattina tocca al poker di candidati al Mondiale 2018. L’Inghilterra, che ci crede, dopo averlo organizzato soltanto una volta (nel ’66), manda in campo un tridente d’attacco: David Cameron, il principe William e David Beckham, ma teme di pagare dazio, per le rivelazioni del Sunday Times e della Bbc Panorama, che è tornata su vecchie donazioni (si fa per dire) fatte dieci anni fa a tre membri dell’attuale Esecutivo (Teixeira, Hayatou e Leoz). Anche per questo Cameron ieri ha incontrato sette membri dell’Esecutivo: non solo Blatter, ma anche Hayatou, Lefkaritis, Warner, Blazer, Hammam e Anouma, mentre il principe William ha parlato a lungo con il paraguaiano Leoz, uomo potentissimo per il numero di voti che può muove-

Futuro indoor e Qatar Blatter attirato da un torneo indoor: un cartello tra Spagna/Portogallo 2018 e Qatar 2022

do partito all’interno dell’Esecutivo pronto a votare per il Qatar, Paese emergente nello sport, che propone soltanto stadi e centri di allenamento al coperto con aria condizionata, e soggiorno per i tifosi al seguito a non meno di 50˚ all’ombra. Lo stesso Blatter è attirato dall’idea di un Mondiale indoor, mentre si è fatta strada la convinzione o la certezza di un cartello fra Qatar 2022 e Spagna/Portogallo 2018. Il presidente è riuscito a trasformare la Coppa del mondo in un’occasione d’oro per tutti, anche per chi lo organizza, e non è un caso che si siano mobilitati in forma diretta o indiretta i potenti del

re. La candidatura di Spagna/Portogallo sarà sostenuta da Zapatero e Socrates; Olanda/Belgio puntano sui loro primi ministri. Tutta questa mobilitazione ha suscitato l’ira di Putin, che, dopo essersi presentato in Guatemala nel 2007, per ottenere i Giochi invernali del 2014, questa volta ha preferito astenersi, di fronte «ad una concorrenza sleale nella preparazione del voto. L’Esecutivo deve lavorare in pace». La Russia è molto quotata e i casi sono due: o Putin, dopo aver parlato a lungo al telefono con Blatter, non è venuto a Zurigo perché ha già sistemato tutto a suo favore, oppure ha capito che tutto è stato sistemato, ma in senso opposto ed è inutile fare una brutta figura. Del resto questa è la Fifa modello Blatter, il presidente che ha centuplicato i ricavi e che promette ricchezza a tutti in cambio di un voto.

Fabio Monti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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58 Sport

Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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Europa League Su un campo impossibile, i bianconeri sciupano troppe occasioni: è il quinto pareggio su 5 gare

Le altre

La Juventus si perde sotto la neve

Sampdoria k.o. Tocca a Napoli e Palermo

A Poznan finisce 1-1, ma Iaquinta non basta per evitare l’eliminazione DAL NOSTRO INVIATO

POZNAN — Artjoms Rudnevs è un ragazzo lettone di 22 anni che, quando sarà nonno, in notti di tregenda come queste, mentre ulula la tempesta e si sta tutti intorno al camino dove scoppietta un bel fuoco (se ci fossero il delegato Uefa di Lech Poznan-Juve, il grasso tedesco Thomas Weyhing e l’arbitro spagnolo Fernando Teixeira Vitienes ci si radunerebbe sotto un abete, a meno 30) racconterà ai suoi nipoti dei quattro gol in due partite che condannano Madama a uscire dall’Europa League. Non basta il quinto pareggio (di Iaquinta, nel finale su assist di Krasic) in cinque incontri: ogni tanto bisogna vincere. E, sempre a proposito di storie, Alberto Libertazzi, classe ’92, bomber della Primavera, non segna al suo esordio con l’incredibile rete qualificazione: il suo colpo di testa nel finale, che avrebbe tenuto in vita le speranze, non è abbastanza angolato. Così se ne va la coppa minore. A dicembre, un anno fa, proprio di questi tempi evaporò la Champions League. I rimpianti, onestamente, furono più stordenti. Qui lasciano cicatrici meno evidenti, anche perché le condizioni in cui è maturato l’ennesimo pareggio europeo sono spaventose. La gara va in scena mentre infuria la bufera, ben oltre il limite consentito dalla decenza. Quelli

che hanno storto, giustamente, i commenti per Brescia-Genoa si dovrebbero fare un giro qui, in questo stadio dove gli spettatori saltano tutti per novanta minuti più recuperi e, al gol polacco, te li ritrovi pure in braccio. Non stanno mai fermi anche perché chi si blocca, muore. Delneri, davanti alla panchina, sembra un protagonista de «La tenda rossa». Un allenatore italiano con i dopo-

Lech Poznan Juventus

1 1

Marcatori: Rudnevs 12’ p.t.; Iaquinta 38’ s.t. LECH POZNAN (4-2-3-1): Kotorowski 6; Wojtkowiak 6, Bosacki 5,5, Arboleda 5, Henriquez 6; Injac 6, Djurdjevic 6; Peszko 6, Stilic 6 (Kaminski s.v. 37’ s.t.) Krivets 6,5 (Kikut 5,5 9’ s.t.); Rudnevs 7 (Mozdzen 5 16’ s.t.). All.: Bakero 6,5 JUVENTUS (4-4-2): Manninger 6,5; Camilleri 6, Bonucci 6, Chiellini 5,5, Traoré 5 (Libertazzi s.v. 35’ s.t.); Krasic 6, Sissoko 6,5 (Felipe Melo s.v. 30’ s.t.), Marchisio 7, Pepe 5,5 (Lanzafame s.v. 22’ s.t.); Iaquinta 6,5, Del Piero 5. All.: Delneri 6 Arbitro: T. Vitienes (Spagna) 3 Recuperi: 1’ più 3’

sci non l’avevamo mai visto, ma c’è sempre una prima volta nella vita. Fascia, passamontagna, calzamaglia, pancera dottor Gibaud, tutto il campionario anti-gelo viene schierato. Marotta chiede di non giocare prima della partita.. Senza successo. Delneri: «Un campo impraticabile non dà gioia a chi deve giocare a calcio. Però la Juve ha avuto le sue occasioni. Non rimprovero nulla ai ragazzi. Ci peserà per Catania? Chiedete all’Uefa». L’onestà dell’allenatore non esclude la domanda: come è possibile questo scempio europeo? Su questo campo si riesce a imbastire qualcosa per una mezzora, poi è già tanto se si riesce a stare in piedi. E nel periodo in cui il pallone non è color salmone alla griglia non è neanche una brutta Juve, quella che reagisce al gol di Rudnevs (colpo di testa in anticipo su Chiellini, ahia) al 12’ del primo tempo. Ha molte occasioni: due con Bonucci, una con Chiellini, una con Pepe. E nel secondo tempo, dopo un paio di azioni di rimessa del Lech che si avvicina al raddoppio, è Del Piero (che dice: «Non ho mai giocato in condizioni atmosferiche del genere») a divorarsi il pareggio di testa. Insomma, la Juve dimostra, come aveva detto, di non essere venuta in gita, facendo tutto il possibile su questo terreno. Il resto è tormenta, vergogna per chi ha permesso questo spettacolo e

Gruppo A Juve eliminata: se dovesse raggiungere il Lech, sarebbe esclusa per gli scontri diretti (3-3 a Torino, 1-1 ieri a Poznan). V Man. City-Salisburgo 3-0 V Lech-JUVENTUS 1-1 Classifica: Manchester City 10; Lech 8; JUVENTUS 5; Salisburgo 2 Gruppo I Eliminata anche la Sampdoria, battuta in casa dal Psv Eindhoven (gol di Pazzini al 42’ p.t. e Toivonen al 6’ e 45’ s.t. V SAMPDORIA-Psv 1-2 V Metalist-Debrecen 2-1 Classifica: Psv Eindhoven 13; Metalist 10; SAMPDORIA 5; Debrecen 0

Bufera Vincenzo Iaquinta segna il gol del pareggio bianconero che non evita l’eliminazione (Reuters)

voglia di qualcosa di caldo. Però anche le lamentazioni hanno un limite. La Juventus si è infilata da sola in questo imbuto gelido e inospitale. Non è la prima volta che Madama gioca in un dicembre freddo shocking. Accadde nel 1995 a Bucarest (con viaggio allucinante alla vigilia: scalo a Sofia causa neve, ritorno a Torino; arrivo nella capitale romena solo qualche ora prima della par-

tita) e anche due anni fa a San Pietroburgo non faceva tanto più caldo di qua. Solo per fare due esempi. Il problema è che nelle due occasioni menzionate si trattava praticamente di un’amichevole con la Juve già qualificata (si trattava di Champions League). Questa volta, invece, a causa della propria nequizia (per ammissione dello stesso Chiellini), si è venuta a giocare

l’Europa nelle condizioni peggiori. Per dirla con la saggezza antica: chi è causa del suo mal, pianga se stesso. E, beffa dopo il danno, i primi due gol del Manchester City che condanna la Juventus all’oblio europeo li segna il grande nemico dei tifosi bianconeri, Mario Balotelli. Lui sì che, tra due settimane, verrà in gita a Torino.

Roberto Perrone

Così oggi Gruppo K V Utrecht-NAPOLI (ore 19, Premium Calcio) V Steaua Bucarest-Liverpool Classifica: Liverpool 8; Steaua 5; NAPOLI e Utrecht 3 Gruppo F V Cska Mosca-Losanna V PALERMO-Sparta Praga (ore 21.05, Premium Calcio) Classifica: Cska Mosca 12; Sparta Praga 7; PALERMO 3; Losanna 1 Coppa Italia Quarto turno: Bari-Livorno 4-1 Il tabellone degli ottavi: Napoli-Bologna, Inter-Genoa, Roma-Lazio, Juventus-Catania, Palermo-Chievo, Parma-Fiorentina, Milan-Bari, Sampdoria-Udinese

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Basket James a Cleveland da avversario: accoglienza pesante

LeBron, il «codardo» nell’inferno di casa DAL NOSTRO INVIATO

CLEVELAND — Quanto saranno duri e incattiviti stasera i tifosi dei Cavalieri dell’Ohio? E quale atteggiamento adotterà lui, provocazione o remissione? Il ritorno di LeBron Raymone James a Cleveland da nemico, anzi peggio, come uno che non ha avuto rispetto della terra natia (è originario di Akron, a 40 miglia dalla città della siderurgia) e che non ha anticipato al club che l’ha consacrato la scelta di trasferirsi ai Miami Heat, preferendo invece lo show di una diretta tv, si fonda su due domande simmetriche. E su una paura di fondo, che un grande ex del basket professionistico, Reggie Miller, spiega bene: «Ho vissuto anch’io qualcosa di analogo, ma me la sono cavata con dei ‘‘buuuuu’’. Non credo che LeBron riceverà solo dei ‘‘buuuuu’’, ma non vorrei che ci fossero insulti razzisti o alla famiglia». Razzismo: parola che fa venire i brividi e che molti usarono per spiegare le critiche mosse al predestinato dei canestri nel giorno passato alla storia come quello della Decisione. Al giocatore, comunque, Miller dà un consiglio: «Abbracci gli ex sostenitori. E allo stesso tempo giochi come un mascalzone». Sferzata dal freddo e dalla neve, ma confortata dai dati di una ripresa economica che l’hanno fatta avanzare fino al decimo posto tra le cinquanta aree metropolitane degli Usa, Cleveland vive con apparente calma l’avvicinamento a «The Day». I Cavs, salvo sorprese, non hanno in programma gesti

distensivi, tipo proporre un riassunto filmato di 7 stagioni e 548 incontri di militanza di James, culminati, quale miglior risultato, nella finale 2007 (persa). Sotto l’anonima quotidianità di Cleveland cova un rancore a cinque cifre, le 20000 persone attese alla Quickloans Arena. Martedì il secco k.o. casalingo contro i Boston Celtics ha confermato che la squadra s’è indebolita e che quanto promesso ai sostenitori da Dan Gilbert, un padrone inferocito («Vi giuro che conquisteremo un titolo prima di quel codardo»), reste-

Tifo contro Miami contro i Cavaliers Bosh: «Stasera ci aspetta qualcosa mai vista prima»

rà lo sfogo nato dalla frustrazione. Però quella di stasera è una sfida senza tempo e, in teoria, senza pronostico: «Vincere sarebbe il nostro regalo di Natale» assicura Gilbert. Intanto tutto il basket «pro» si sta interrogando su «come sarà». Charles Barkley, altro nome storico, continua a criticare «il modo in cui James ha trattato i Cavs». Vince Carter, stella di Orlando, la gira sul sociale: «LeBron era l’eroe di tanti giovani dell’Ohio. Vederlo andare via è stato un colpo duro. Adesso l’idolo è diventato un bastardo». Chris Bosh, altro acquisto illustre di Miami, non è tranquillo: «Ci aspetta qualcosa che non abbiamo mai visto prima». Infine, Shaquille O’Neal. Atterrato in estate a Boston, lasciando a sua volta i Cavs (ma senza «casi»), è divertito da un dettaglio: James prima delle partite è soli-

Eurolega

Siena passa ai Top 16 Oggi Milano e Roma Siena è sempre Siena. Battendo per 90-72 il Lietuvos Vilnius, il Montepaschi ha messo al sicuro la qualificazione alle Top 16 dell’Eurolega, in testa con 6 vittorie e 1 sconfitta nel girone C, quello dei campioni d’Europa del Barcellona. Stasera in campo le altre due italiane: delicata trasferta per l’Armani Jeans Milano, che in Slovenia affronta l’Olimpia Lubiana che nel girone D precede la squadra di Bucchi di una vittoria: Milano è terza, quindi non può perdere altro terreno. Partita da vincere anche per la Lottomatica Roma, che ospita il Charleroi per mantenere il terzo posto nel girone B.

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Sport 59

Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Rossoneri Galliani a carte scoperte

Inter Vincere, la missione per Benitez

Milan choc «Ci interessa Balotelli»

Moratti «Il Mondiale vale 10»

Mario: «Torno presto»

«Ibra ha sbagliato anno»

MILANO — «Non penso che il Manchester City venda Mario Balotelli, un giocatore bravo, simpatico e un po’ milanista. Ha firmato 4 mesi fa con gli inglesi per 5 anni e non credo che il City lo lasci andare via, ma se così dovesse essere ci saremo anche noi. Di certo se la coppia Ibra-Balotelli si riformerà, avverrà al Milan e non al Manchester». Parole e intenti di Adriano Galliani che — durante la presentazione del rinnovo dell’accordo di partnership con Compass, società del gruppo Mediobanca che dal 2006 ha realizzato la Carta Viva Milan — non ha nascosto il proprio gradimento per l’ex nerazzurro, finito alla corte di Roberto Mancini quest’estate dietro il pagamento di 28 milioni di euro. Peccato che il contratto relativo alla sua cessione contenesse una speciale clausola, vale a dire il diritto di prelazione da parte dell’Inter nell’ipotesi di un nuovo trasferimento. «C’è una clausola ma non è opponibile a terzi» confessa l’informatissimo ad rossonero. Dall’Inghilterra Supermario ha telefonato nelle ultime ore agli amici in Italia promettendo a mezza voce «torno presto». L’ipotesi è clamorosa, quanto meno suggestiva, di certo com-

plicata da realizzare. Sia per una questione economica sia per una questione tecnica (Roberto Mancini non si priverebbe a cuor leggero dell’attaccante che ha fortissimamente voluto). Balotelli al Milan nella prossima finestra di mercato resta al momento un meraviglioso sogno da accarezzare ma dopo l’operazione Ibrahimovic (gestito dallo stesso procuratore del bresciano, ovvero Mino Raiola) nulla sembra più impossibile. Del resto il Milan che gioisce per risultati sportivi e commerciali («abbiamo ottenuto il record di tutti i tempi a livello di fatturato: siamo cresciuti del 15-20%» ricorda Galliani) ha la necessità di sostituire Filippo Inzaghi, out per tutta la stagione. «Se ci sarà la possibilità arriverà un attaccante, qualcuno che riterremo all’altezza. Benzema? Il mio amico Florentino ha detto che non lo vende a gennaio. Matri? Non lo abbiamo mai chiesto

La promessa «Non credo che il City intenda cederlo dopo pochi mesi, ma nel caso ci saremo anche noi»

e non lo faremo perché Cellino non cede i suoi giocatori a stagione in corso» dichiara Adriano Galliani. Ronaldinho è triste. «Deve convincere il suo allenatore a farlo giocare. Il tecnico decide chi mandare in campo. La questione Ronaldinho non è un problema della società». Rivela che Pato andrà in North Carolina a metà dicembre dal professor Garnett della Duke University «per capire come sia stato possibile essere fermo 152 giorni nel 2010» e confessa di essere stato «a un millimetro da Xavi, che poi rinnovò con il Barcellona». Ovvero la squadra più bella del mondo. Ma il Milan dei mediani può batterla? «Mica giocano così 12 mesi l’anno...».

Monica Colombo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Bomber Mario Balotelli è sempre nei desideri del Milan. Se il City vorrà privarsi del suo attaccante, ha detto Galliani, il Milan è senz’altro interessato. «E se Supermario giocherà assieme a Ibra sarà solo per venire al Milan» (Ansa)

MILANO - Abu Dhabi è un sogno in giornate come quella di ieri. Molto meteorologico e poco calcistico. Per la neve che copre i campi di Appiano e perché è dura pensare al Mondiale per club se prima devi giocare a Roma con la Lazio (domani) e a Brema con il Werder (il 7) una partita di Champions solo in teoria inutile. Ma l’argomento del «media day» è la coppa che una volta si chiamava Intercontinentale, che l’Inter vinse nel ’64 e nel ’65 e che proverà a rivincere tra il 15 (semifinale) e il 18 dicembre (finale probabilmente contro l’International di Porto Alegre). «Non è più come una volta, ma l’emozione sarà la stessa — spiega il presidente Massimo Moratti seduto tra capitan Zanetti, alla sua destra, e Rafa Benitez —. A me, poi, questo trofeo ricorda un po’ di cose che ho vissuto da ragazzo. Rappresenta un punto di arrivo, ma anche un piedistallo per il futuro. Mi spiace che non ci siano più Facchetti e Prisco, avrebbero vissuto questa occasione come un premio». Ricordi, emozioni e futuro. «Comunque vada a finire ad Abu Dhabi, i programmi non cambieranno. Alla fine si tratta di una partita. Prestigiosa, im-

portante, ma pur sempre una partita dalla quale non puoi trarre giudizi definitivi. Sono convinto che la squadra sia forte, ho molta fiducia in questo gruppo. Se poi ci accorgeremo che occorre intervenire, lo faremo, d’accordo con l’allenatore, a gennaio. Anche se, lo ripeto, a parte Samuel non vedo buchi da tappare». È di umore discreto il presidente. Sorride quando gli riportano una stravagante dichiarazione di Ibrahimovic («Non ho ancora capito perché l’Inter mi ha venduto»): «Chissà com’era la domanda... Non so, però a me Ibra è simpatico. Credo che i compagni siano stati felici di come è andata a finire l’anno scorso. Non era andato via per vincere la Champions? Beh, non ha scelto l’anno giusto». Non rimbalza la domanda sui meriti di Mourinho: «Se vinceremo la Coppa del Mondo sarà merito di tutti e quindi ringrazierò

Il ricordo «Mi spiace per Facchetti e Prisco, avrebbero vissuto questa occasione come un premio»

Mourinho e Benitez». E assicura di aver seguito Barcellona-Real come osservatore neutrale e non come tifoso di Mou: «Aspettavo una partita tra due squadre alla pari, ma la partita non c’è stata». Anche se poi una cosa di fatto consolatoria per il suo ex allenatore la dice: «Anche noi, quando siamo andati a Barcellona la prima volta abbiamo avuto dei problemi, poi, però... Il calcio è così...». Si interrompe e chiede a Benitez: «Ma noi siamo pronti a battere il Barcellona?». Rafa se la cava con un sorriso, e poco dopo riceve dal presidente la mission: «Ho dato 6,5 alla squadra, se arriverà la coppa il voto aumenterà di 3,5 punti». Più chiaro di così.

Domenico Calcagno © RIPRODUZIONE RISERVATA

Patron Massimo Moratti ha rinnovato la fiducia in Benitez. «Se ci sono da fare degli interventi importanti, interessanti e utili, — ha poi affermato il presidente — sono pronto ad intervenire. Sentirò l'allenatore e decideremo insieme» (Andreoli)

Ritorno Sale la febbre dei tifosi per il ritorno di LeBron James a Cleveland. Nella foto a fianco alcuni degli striscioni apparsi martedì durante la partita persa in casa dai Cavs contro i Celtics. Sotto il campione in azione. LeBron pare intenzionato a ripetere il tradizionale lancio di borotalco verso i suoi supporter (Nba, Reuters)

to lanciare per aria un pugno della colofonia che usa contro il sudore delle mani. È un rito abituale, ma è probabile che stasera venga letto come un’offesa: «Voglio vedere se lo farà», ridacchia Shaq. «Ci penserò su, ma credo che non rinuncerò» gli comunica l’interessato. E Wade aggiunge: «Se LeBron si tira indietro, provvedo io». In tema di provocazioni, il lancio della colofonia è inserito al quinto posto tra i dieci gesti che James dovrebbe compiere per essere ancora più odiato.

Armonia

Alonso, veleno su Massa «Mai avuto un gap così» MADRID — Fernando Alonso, in una intervista all’emittente spagnola Radio Onda Cero, ha ritracciato un quadretto felice della sua esperienza ferrarista: «È stato un anno meraviglioso per me. Mi ritirerò da ferrarista? Sì e penso di poter correre ancora per 10 anni». Diverso il suo giudizio sulla McLaren: «Non ci tornerei mai». Gli è stato chiesto anche di Flavio Briatore: «Lavorare ancora con lui? Chissà». Ha accennato, esagerando col veleno, anche al duello stravinto contro Massa: «È probabilmente il gap più grande che abbia mai avuto con un compagno di squadra».

Un decalogo dell’incazzatura che, tra l’altro, prevede: vincere (numero 1); segnarne dai 30 ai 50 (numero 2); insultare Drew Carey, attore, beniamino della città (numero 3); ricordare che il fiume Cuyahoga si incendia spesso a causa dell’inquinamento, una cosa che manda in bestia quelli di Cleveland (numero 8). Ma quanto LeBron starà pensando a tutto ciò? È un’altra bella domanda, posto che il Dream Team di Miami non sta funzionando secondo le aspettative (sconfitte impreviste e chimica lontana) e che James è nella burrasca perché sabato, mentre a Dallas maturava una batosta, ha dato una spallata — forse non involontaria — al contestato allenatore Erik Spoelstra. Eppure, negli scarni commenti, LeBron ammette «che sarà un momento speciale», anche se «alla fine si tratterà solo di una partita». Il ramoscello d’olivo per i fan di un tempo non manca: «Li ringrazierò per il sostegno di tanti anni». La Nba si augura che basti: Cleveland-Miami rischia infatti di rompere una barriera storica, quella del tifo al limite duro, ma civile, nello sport professionistico americano.

Flavio Vanetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

Luciano ed Elena Scalia partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa del

Giuseppe Sena con grande affetto ricorda commosso l'illustre e caro collega ed amico

prof. avv. Berardino Libonati

Avv. Prof. Duccio Libonati

- Roma, 2 dicembre 2010. Partecipano al lutto: r Alfredo Malguzzi, Malguzzi e Associati, collaboratori e dipendenti tutti. Franco Pontani con profonda tristezza partecipa al dolore dei familiari e ricorda con rimpianto il maestro e amico

avv. prof. Duccio Libonati - Milano, 1 dicembre 2010. Giuseppe e Andrea Guarino ricordano con pianto sommesso

Duccio Libonati Maestro insigne e amico carissimo. - Roma, 2 dicembre 2010. Giuseppe Portale si unisce al dolore della signora Maria Luisa e partecipa al lutto della comunità scientifica dei giuscommercialisti per la perdita del

del quale ha sempre ammirato le brillanti doti. - Milano, 1 dicembre 2010. Partecipano al lutto: r Paola Tarchini. r Giancarlo Del Corno.

Gli amici e i colleghi dell'Associazione Gian Franco Campobasso per lo studio del diritto commerciale e bancario si uniscono al dolore della famiglia e degli allievi, ed al cordoglio della comunità scientifica per la scomparsa del

Prof. Berardino Libonati Maestro del diritto commerciale, insigne studioso e docente universitario. - Napoli, 30 novembre 2010. Giuseppe Lombardi ricorda con vivo affetto l'

Alessandro Castellano si unisce al dolore della famiglia per la scomparsa di

Berardino Libonati - Roma, 2 dicembre 2010. Antonio Venditti rimpiange con antico profondo affetto l'amico sincero di tutta una lunga vita

prof. avv.

Duccio Libonati - Napoli, 1 dicembre 2010. L'Avvocato Marco De Luca ricorda con profonda commozione l'amico

Duccio Libonati

avv. prof. Berardino Libonati grande avvocato e gentiluomo. - Milano, 1 dicembre 2010. Il Professor Vittorio Grilli, Direttore Generale del Tesoro e i Dirigenti Generali del Dipartimento del Tesoro partecipano con profonda commozione al lutto della famiglia per la scomparsa del

Prof. Berardino Libonati

prof. Berardino Libonati insigne studioso del diritto commerciale. - Bologna, 1 dicembre 2010.

studioso autorevole, professionista di alto profilo, amico generoso e uomo di raffinata cultura. - Milano, 1 dicembre 2010.

Umberto Tombari ricorda con profonda commozione il

Adriano Vanzetti con i suoi collaboratori e i redattori della Giurisprudenza Annotata di Diritto Industriale partecipa addolorato al lutto per la morte dell'amico

Piangono con affetto e profonda gratitudine la scomparsa del

e non dimenticherà mai il suo esempio e i suoi insegnamenti. - Firenze, 1 dicembre 2010.

Prof. Berardino Libonati grande maestro del diritto: Giovanni Figà-Talamanca, Laura Schiuma, Luigi Salamone, Maurizio Sciuto, Sara Romano, Maura Carcea, Maurizio Onza, Katrin Martucci, Roberta Colaiori, Emiliano Marchisio. - Roma, 1 dicembre 2010. Claudio Tatozzi e Anna Pellegrini partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa del

Prof. Berardino Libonati ricordandone con rimpianto, la figura di insigne giurista. - Milano, 1 dicembre 2010. Fausto Rapisarda partecipa commosso al dolore della famiglia per l'improvvisa scomparsa dell'esimio

Prof. Avv. Berardino Libonati maestro di diritto e di vita. - Milano, 1 dicembre 2010. Giovanni Fiori ricorda commosso il

Prof. Berardino Libonati illustre giurista, uomo di grande equilibrio e umanità, un esempio per tutti. - Roma, 1 dicembre 2010. Vincenzo Cerulli Irelli, Mario Libertini, Massimo Luciani, Giuseppe Santoro Passarelli, Giuliana Scognamiglio, Paolo Spada si uniscono alla signora Maria Luisa, ai familiari e agli allievi tutti nel dolore per la scomparsa dell'indimenticabile collega e Maestro

Prof. Duccio Libonati - Roma, 1 dicembre 2010. Piero Schlesinger piange con tristezza la improvvisa scomparsa di

Duccio Libonati ricordandolo con affettuosa malinconia nella sua eccezionale capacità di sviluppare acute risposte e vivace ottimismo pure di fronte a momenti di delicatezza o difficoltà. - Milano, 1 dicembre 2010. Profondamente rattristato, Niccolò Salanitro prende parte al dolore dei familiari per l'improvvisa scomparsa dell'insigne Maestro del diritto commerciale

Berardino Libonati per tanti anni amico carissimo sempre affettuoso e generoso. - Catania, 1 dicembre 2010. Giuseppe Rescio si stringe con affetto ai cari amici Giuseppe Ferri e Giuseppe Guizzi nel dolore per la perdita del

Prof. Berardino Libonati geniale maestro del diritto commerciale. - Milano, 1 dicembre 2010.

Prof. Berardino Libonati Federico Martorano piange l'improvvisa scomparsa dell'amico

Duccio Libonati ricordandone la profonda cultura e la grande umanità. - Napoli, 1 dicembre 2010. Paolo Montalenti partecipa commosso al dolore della famiglia, degli allievi e degli amici per l'improvvisa scomparsa del

prof. avv. Berardino Libonati - Torino, 1 dicembre 2010. Marcello Franco, sorpreso e commosso per la scomparsa del

prof. avv. Berardino Libonati ricorda l'amico caro e l'illustre collega e giurista. - Milano, 1 dicembre 2010.

prof. avv. Duccio Libonati - Milano, 1 dicembre 2010. Guido Carlo Alleva e Francesca Ghetti partecipano al dolore della famiglia e di tutto il foro italiano per la perdita del

prof. Berardino Libonati - Milano, 1 dicembre 2010. Alessandro Munari, con tutti i soci e colleghi di studio, si associa al dolore della famiglia per la improvvisa scomparsa del

Prof. Avv. Berardino Libonati ricordandone le grandi doti di giurista e avvocato. - Milano, 1 dicembre 2010. Il Presidente Professore Avvocato Pietro Perlingieri e il Consiglio di Amministrazione delle Edizioni Scientifiche Italiane ESI SpA partecipano al dolore della moglie Maria Luisa per l'improvvisa scomparsa dell'illustre Maestro e amico

Prof. Avv. Duccio Libonati - Napoli, 1 dicembre 2010.

Federico Briolini, Monia Buta, Mario Campobasso, Gabriella Iermano, Manlio Lubrano, Gian Maria Palmieri, Andrea Pisani Massamormile, Luca Pisani, Massimo Rubino de Ritis, Renato Santagata e Giuseppe Santoni partecipano commossi al dolore della famiglia e degli allievi per l'improvvisa scomparsa del

I soci e gli avvocati dello Studio Legale Caravita di Toritto & Associati partecipano al dolore della famiglia e della comunità scientifica per la scomparsa del

Prof. Avv. Berardino Libonati

Prof. Avv. Berardino Libonati

- Roma, 1 dicembre 2010.

ricordandone le grandi doti umane e di insigne Maestro del diritto commerciale. - Roma, 1 dicembre 2010.

La moglie Giuliana, i figli Goffredo e Fulvia annunciano con tristezza la scomparsa del loro caro

Carlo d'Urso, Luigi Arturo Bianchi e Francesco Gatti ricordano con commozione ed affetto l'amico

Duccio Libonati e partecipano al dolore della signora Maria Luisa e dei familiari tutti. - Milano, 1 dicembre 2010. Partecipano al lutto: r I soci ed i collaboratori dello Studio d'Urso Gatti e Bianchi. Massimo e Pietro Piccin, e il personale di redazione della Piccin Nuova Libraria, partecipano con profondo cordoglio al grande dolore dei familiari per l'improvvisa scomparsa del

Mentore Manoni - Cinisello Balsamo, 1 dicembre 2010. Il Consiglio d'Amministrazione ed i dipendenti della Rescali Inox di Targoviste si uniscono al lutto della famiglia per la perdita del loro Presidente

Mentore (Rino) Manoni

Berardino Libonati

Gianbenso Borgognoni Vimercati e Giorgio Romano ricordano con affetto l'amico e maestro

Duccio Libonati guida nella professione e nella vita, uomo generoso e vitale che lascia un vuoto incolmabile nel nostro cuore.- Partecipano tutti i componenti dello Studio Borgognoni Vimercati, Romano & Partners. - Roma, 2 dicembre 2010.

I funerali si terranno oggi 2 dicembre 2010 a Roma, alle ore 11 presso la Basilica di San Lorenzo fuori le mura, al Verano.- Angela, Gida e Gianluca. - Roma, 1 dicembre 2010. La Direzione Regionale ANAS per la Sicilia si stringe commossa al dolore di Angela, Gida, Gianluca e Federica, per la dipartita del caro

Michele - Roma, 1 dicembre 2010. La perdita dell'indimenticabile e sincero amico

Michele lascia un vuoto incolmabile.- Grazie.- Ugo, Grazia, Federico, Dario e Luca. - Roma, 1 dicembre 2010. Ci stringiamo a voi in questo tragico evento.Noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere

Michele le sue qualità e la sua forza, proprio per il rispetto che gli dobbiamo, cercheremo di fare modello del suo ricordo.- Uniti al vostro dolore.- Paola e Cesare. - Roma, 30 novembre 2010. Vi sono vicino nel momento del dolore

Michele ci mancherà, maestro dagli occhi intensi, guida forte ed umana, riparo da tutti i venti, ironico interprete di una grande prova d'autore.- Giuseppe Ferrara. - Trieste, 1 dicembre 2010. Gli amici della CISL del Compartimento del Friuli Venezia Giulia si associano al dolore della famiglia per l'improvvisa scomparsa dell'amico

Michele - Trieste, 1 dicembre 2010.

Attilio, Rosi e Daniele ricordano con affetto

Rino e sono vicini alla famiglia Manoni in questo triste momento. - Vimercate, 1 dicembre 2010. Le amche di

Ivana Fasoli ricordano la sua forza d'animo, il coraggio, la generosità e le sue doti di imprenditrice, di moglie e di madre.- Si stringono affettuosamente a Emanuela e Piergiorgio in questo tristissimo momento.- Enrica Barenghi, Buby Bernardini, Gemma Colombo, Marinella Capua, Silvana Fiolini, Daniela Javarone, Paola Neri, Maria Luisa Passera, Daria Pesce, Tiziana Piccino. - Milano, 1 dicembre 2010.

I figli Claudio, Luciano, Marco e Alberto con Daniela, Vanessa, Paola e Patrizia, annunciano la perdita del caro papà

Gianfranco Colombo I funerali si svolgeranno in Biassono venerdì 3 dicembre alle ore 14 nella parrocchia di San Martino.- Un particolare ringraziamento a tutto il personale medico e infermieristico del Reparto Nefrologia dell'Ospedale San Gerardo di Monza. - Biassono, 2 dicembre 2010. Caro nonno

Franco i tuoi adorati nipoti Carlotta, Edoardo, Matteo, Andrea, Matilde, Federico, Luca e Alessandro, si stringono a te con un forte abbraccio. - Biassono, 2 dicembre 2010. Tonio e Tonia con Enrico e Maurizio Cortis, si uniscono al dolore di Claudio e Daniela per la perdita del caro

Franco e partecipano al cordoglio di tutta la famiglia Colombo. - Biassono, 2 dicembre 2010. Armando e Laura sono vicini a Claudio e famiglia nel momento della morte del caro papà

sig. Gianfranco Colombo - Milano, 2 dicembre 2010. Andrea e Lella, Antonio e Alessandra, Carlo e Silvia, Paolo e Giulia, Roberto e Patrizia sono vicini a Claudio Daniela Carlotta e Dodo per la perdita dell'amato

Gianfranco Colombo - Monza, 1 dicembre 2010. Maddalena, Barbara, Nicola, Sara, Marco, Sabrina, Tania e Pietro partecipano al lutto di Alberto Colombo e di tutta la sua famiglia per la perdita dell'amato padre

Gianfranco - Milano, 1 dicembre 2010.

Il personale del Compartimento Anas del Friuli Venezia Giulia esprime le più sentite condoglianze alla famiglia dell'amato e stimatissimo

Michele Salvino - Trieste, 1 dicembre 2010. La Fit Cisl Anas Veneto si unisce al dolore dei familiari per la perdita del caro indimenticabile

Michele Salvino - Venezia, 1 dicembre 2010. Un caro affettuoso saluto all'amico

Michele Salvino La Segreteria Nazionale e le strutture tutte della Fit Cisl ne piangono la prematura scomparsa stringendosi alla famiglia nel cordoglio unanime.- Ne ricordiamo l'impegno, la competenza, la disponibilità, il sorriso, il garbo che ne ha sempre contraddistinto l'operato nei lunghi anni trascorsi nell'organizzazione, durante i quali si è distinto per passione, equilibrio, umanità.- Una persona preziosa per tutti, ed in particolare per iscritti e lavoratori dell'Anas che lo hanno visto protagonista di ogni trasformazione e sconsolati lo abbracciano per l'ultima volta.- Testimone di valori profondi che lo hanno accompagnato passo dopo passo nei diversi incarichi assolti nel sindacato, sino a Segretario Nazionale della Fit Cisl per molti anni.- Claudio Claudiani e la Segreteria Nazionale Fit Cisl. - Roma, 30 novembre 2010.

- Targoviste, 1 dicembre 2010. Partecipano al lutto: r Attilio Manduzio. r Mihaela Barloiu. r Claudio Manoni. r Riccardo Ceccatelli. r Daniele Manduzio. r Sorin Chirtesiu.

Professore Emerito

giurista insigne e Direttore della Rivista del Diritto Commerciale e del Diritto Generale delle Obbligazioni. - Padova, 1 dicembre 2010.

Michele Salvino

- Roma, 30 novembre 2010. La Direzione di Giurisprudenza Commerciale prende parte al dolore della famiglia per l'improvvisa scomparsa del

partecipando al dolore dei familiari e di quanti gli volevano bene. - Milano, 1 dicembre 2010.

Prof. Avv. Berardino Libonati

Improvvisamente è venuto a mancare all'affetto dei suoi cari

La Fit Cisl dell'Anas della Sicilia piange l'amico

Michele Salvino il quale lascia un incolmabile vuoto non solo nella memoria di tutti noi ma anche soprattutto in seno alla stessa organizzazione sindacale nella quale ha scritto pagine memorabili di storia. - Palermo, 1 dicembre 2010. Cara Ornella, don Luigi, con i Sigilli e i Raffaeliani tutti, ti stringe fortemente al cuore in un abbraccio affettuoso e consolante in questo tuo terribile momento per la perdita di

Giovanni Don Luigi Verzé. - Milano, 1 dicembre 2010. Il Direttore Scientifico Maria Grazia Roncarolo, il Direttore Operativo Maurizio Savi, la comunità scientifica e tutto lo staff della ricerca dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano sono vicini alla Dottoressa Ornella Melogli per la scomparsa di

Giovanni Scaglioni - Milano, 2 dicembre 2010.

Il Consiglio di Amministrazione, i dipendenti e collaboratori della società Lagare SpA sono vicini al dottor Marco Colombo per la scomparsa del padre

Il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Giovanni Bazoli, il Presidente del Consiglio di Gestione Andrea Beltratti, il Consigliere Delegato Corrado Passera, il Direttore Generale Vicario Marco Morelli e il Direttore Generale Gaetano Miccichè, anche a nome degli altri componenti degli organi collegiali di Intesa Sanpaolo S.p.A., partecipano con profondo cordoglio al lutto della famiglia per la scomparsa del Dottor

Mario Paolillo a lungo Presidente del Collegio Sindacale di Sanpaolo IMI S.p.A. - Torino - Milano, 1 dicembre 2010. Il Presidente Salvatore Maccarone, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale Matteo Colafrancesco, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il management, i dipendenti e i promotori finanziari di Banca Fideuram si uniscono con affetto al dolore della famiglia per la scomparsa del

Dott. Mario Paolillo ricordandone le profonde doti umane e professionali, la capacità di consiglio, la costante partecipazione competente e discreta allo sviluppo del gruppo Banca Fideuram. - Roma, 1 dicembre 2010. Il Presidente Enrico Fioravanti, l'Amministratore Delegato Matteo Colafrancesco, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il management, i dipendenti e i promotori finanziari di Sanpaolo Invest SIM si uniscono al cordoglio della famiglia Paolillo per la scomparsa del

Dott. Mario Paolillo

Silvano e Giuliana abbracciano con affetto di sempre Carla e Nicoletta per la dipartita di

Renato Ricci

Luca Morrone Credevo, lasciando Milano, di soffrire meno, non rivedendo luoghi e persone a te cari; invece anche qui, dove sei stato raramente, mi ritrovo sempre a pensarti e il cuore si riempie d'immutato dolore.- Mi manchi tremendamente!!!- Mamma e Walterino. - Prunetto, 2 dicembre 2010. Ringraziamo commossi per la sincera partecipazione al dolore per la scomparsa del nostro papà

Marcello Falco I figli, le nuore, i nipoti. - Legnano, 2 dicembre 2010.

nel ventesimo anniversario della scomparsa. - Milano, 2 dicembre 2010.

Dott. Mario Paolillo ricordando le sue qualità personali e professionali al servizio delle istituzioni. - Roma, 1 dicembre 2010.

- Milano, 1 dicembre 2010.

Gianfranco

Silvio Tronchetti Provera la famiglia lo ricorda con profondo amore.- Una Santa Messa verrà celebrata il 3 dicembre 2010 alle ore 16,30 nel santuario di Santa Maria delle Grazie in corso Magenta a Milano. - Milano, 2 dicembre 2010.

Il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, il Direttore Generale Fabrizio Saccomanni, i Vice Direttori Generali Ignazio Visco, Giovanni Carosio, Anna Maria Tarantola, il Consiglio Superiore e il Collegio dei Sindaci partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa del

Partecipano al lutto: r Malguzzi e Associati collaboratori e dipendenti tutti.

- Monza, 1 dicembre 2010.

Nel quattordicesimo anniversario della scomparsa di

Antonio con Alba, Enrico e Alberto ricordano con immutato affetto e rimpianto il caro papà e nonno

Hans Fazzari, "Serate Musicali", memore di anni migliori che consentirono lotte comuni e comuni illusioni musicali ricorda il leggendario

Il Presidente, i Consiglieri, i soci ed il personale del Golf Club Milano porgono le più sentite condoglianze al Consigliere Claudio Maria Colombo per la scomparsa del caro papà

Cesare Maria Giannotti

autorevole Presidente del Collegio Sindacale, ricordandone con grande commozione e gratitudine, l'impegno e la preziosa collaborazione profusa. - Roma, 1 dicembre 2010.

- Milano, 1 dicembre 2010.

dott. Gianfranco Colombo

Patrizia e Andrea piangono la scomparsa di Amici e conoscenti potranno unirsi ai familiari per un ultimo saluto domani alle 11 presso la parrocchia di San Crisogono piazza Sonnino. - Roma, 2 dicembre 2010.

Barone

Francesco Agnello

Prof. Enrico Moretti 1993 - 2010

Professor

Ermanno Marchionna I figli e i suoi cari lo ricordano con immutato affetto. - Milano, 2 dicembre 2010. 1982 - 2010

Riccardo Leonetti non passa giorno senza il ricordo del tuo sorriso, Massimo Giovanardi. - Milano, 2 dicembre 2010. 2 dicembre 2005 - 2 dicembre 2010

L'Ordine degli Avvocati di Milano sentitamente partecipa al lutto dei familiari per la scomparsa dell'

Avv. Maurizio Angelino

Giovanna Melega Grandi Con immenso amore e immutato rimpianto Franca ricorda la sua cara mamma. - Milano - Crevalcore, 2 dicembre 2010.

- Milano, 1 dicembre 2010. Amici e colleghi di Ds Medigroup sono vicini a Barbara e famiglia per la perdita del suo caro papà

Franco Da Prat

- Milano, 1 dicembre 2010.

- Milano, 2 dicembre 2010.

Partecipano al lutto: r Anna Malberti. r Ignazio e Mercedes Bernasconi.

Anna e Gianriccardo partecipano al dolore dell'amico Walter e della sua famiglia per la scomparsa della sua amata mamma

Vicino con affetto all'amica di sempre Carlina Ricci per la scomparsa di

- Milano, 1 dicembre 2010.

2007 - 2010

Luigi Rossi ti ricordo con immenso affetto e tanto rimpianto.Tua moglie Mirella. - Biassono, 2 dicembre 2010. La famiglia ringrazia con affetto tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore per la perdita del caro

Roberto Tacchella

Claudia Penati Verri

- Forte dei Marmi, 2 dicembre 2010.

Renato Boris Apostoloff. - Milano, 1 dicembre 2010. Edi e Roberto partecipano di vero cuore al grave dolore di Carla per la scomparsa dell'amato marito

Renato Ricci di cui ricorderanno il profondo senso dell'onore e la infaticabile laboriosità. - Milano - Monza, 2 dicembre 2010. Carlo e Rodolfo De Benedetti ricordano con affettuoso rimpianto il

Commendatore

Renato Ricci indomito imprenditore e fedele compagno di strada. - Milano, 2 dicembre 2010.

Mariano Vaccino Ci ha lasciati improvvisamente, ne dà triste annuncio la moglie Floriana.- Le esequie avranno luogo oggi 2 dicembre alle ore 11 presso la chiesa di San Camillo de Lellis a Roma.- Un ringraziamento a tutti coloro che vorranno partecipare al grande dolore. - Roma, 2 dicembre 2010.

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Il Tempo

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Tempo stabile, ma con nebbie e nubi basse fra la Russia e il Baltico settentrionale. Condizioni di maltempo nel resto del continente, con nevicate sui Paesi dell’Est, il Baltico meridionale, i settori Nord di Polonia, Germania, Francia e Spagna, il Benelux, la Gran Bretagna meridionale e l’Austria. Piogge e rovesci, invece, fra il Centrosud Italia e i Balcani. Clima gelido con temperature sottozero, anche durante il giorno, su gran parte dei Paesi centrosettentrionali.

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LE TEMPERATURE DI OGGI Palermo

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17 Catanzaro

18 Palermo

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Bucarest

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Ankara 25-30

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Tunisi

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Napoli

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Berna

19

Algeri SITUAZIONE 24 17 La perturbazione che ieri ha investito l’Italia si è allontanata verso i Balcani, ma l’aria fredda che la segue porterà, oggi e domani, ancora instabilità soprattutto nelle PROSSIMI GIORNI DOMANI regioni tirreniche e ancora un po’ di neve a quote Domani: piogge su Toscana, Lazio, collinari al Nordest. Le temperature sono in calo Campania, Calabria e Isole, al mattino da oggi al Sud e domani anche al Centro; le nevianche sull’alto Adriatico. Neve a bascate sull’Appennino Centrale domani si spingeranno sa quota al mattino su Est Alpi e a infatti fino a quote piuttosto basse. Sabato prevalenza 300 m in Veneto e Friuli; in Appennidi bel tempo, ma con il rischio di nebbie e gelate diffuse no neve dai 600-800 m, ma di sera al Nord. Domenica nubi in aumento quasi ovunque, con anche sotto i 500 m in Toscana, possibili nevicate a bassa quota al Nordovest. Emilia e Umbria. Temperature IL TEMPO OGGI in calo, gelate al Nord. SabaMigliora al Nordovest, con banchi di nebbia al mattino in to: nubi in Emilia Romagna, Piemonte e più nubi in Lombardia, con qualche nevicata Marche, Lazio, Puglia e Sarsulle Alpi. Poche nuvole in Emilia Romagna, medio Adriatidegna; piogge in Calabria e co, bassa Calabria e Sicilia. Nuvoloso altrove, con piogge in basso Lazio. Soleggiato nel Friuli Venezia Giulia, zone interne e tirreniche del Centrosud e resto d’Italia, con banchi Sardegna; neve a 400-500 m al Nordest, 1300 m in Abruzzo. di nebbia al Nord. Gior- DOMENICA In serata temporali su Toscana, Lazio e Campania; piogge fino nata fredda; Maestrale a Romagna e Marche; possibili rovesci nevosi a bassa quota su al Sud. Domenica: nuEst Lombardia e Veneto. Temperature: in calo al Centrosud, in voloso. Deboli nevicate rialzo al Nord, dove però continua il freddo. Venti: moderati da al Nordovest, piogge in Sudovest, forti su Mar Ligure, alto Tirreno e Canale di Sardegna. Toscana. Lunedì: malMari: molto mossi quelli di Ponente. tempo al Centronord.

Potenza

Aosta

-5

Parigi

Kiev

Bassa Pressione

-9

Praga

Londra

-1

Varsavia

-12

-6

Amsterdam

Barcellona

ROMA

4

Berlino

1

5

Lisbona

0-5

2

Dublino

L’Aquila

-5-0

-3

Copenaghen

2

Madrid

Campobasso

0 Stoccolma

Perugia

3

Helsinki

-8 Edimburgo

Alta Pressione

30-35 Fronte Occluso

>35

SABATO

LUNEDÌ

LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA min

Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano

+7 -2 +11 +1 -2

max

+9 +2 +22 +3 +1

P V N P V

Brescia Cagliari Campobasso Catania Crotone

min

max

0 +14 +12 +18 +17

+2 +18 +14 +25 +21

V P P C N

min

max

-1 +6 +3 +6 +2

+2 +9 +7 +7 +15

Cuneo Firenze Genova Imperia L’Aquila

N P P P P

Lecce Messina Milano Napoli Olbia

min

max

+17 +20 +1 +16 +10

+20 +25 +2 +19 +18

N N V P P

Palermo Parma Perugia Pescara Pisa

Sudoku Diabolico 6

7 3 5

5 Puzzles by Pappocom

9 4 3 8 1

7 5 8 1 6 9 2 2 8 6

6

Altri giochi su www.corriere.it

9 5 1 6

Come si gioca Bisogna riempire la griglia in modo che ogni riga, colonna e riquadro contengano una sola volta i numeri da 1 a 9

2

3 6 4 9 7 2 8 1 5

1 2 9 8 6 5 4 7 3

5 7 8 1 4 3 9 6 2

8 9 5 7 2 6 1 3 4

2 1 7 4 3 9 6 5 8

6 4 3 5 1 8 7 2 9

9 8 2 6 5 1 3 4 7

7 3 6 2 8 4 5 9 1

4 5 1 3 9 7 2 8 6

max

+24 +1 +16 +23 +10

P V R N P

Potenza R. Calabria Rimini Roma Torino

min

max

+14 +21 +5 +9 +1

+17 +24 +6 +18 +3

Oggi in edicola con il Corriere I successi di Celentano: prima uscita

LA SOLUZIONE DI IERI

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Da oggi disponibile con il Corriere della Sera la prima uscita della serie dedicata ai successi di Adriano Celentano: «Io non so parlar d’amore». Cofanetto in omaggio.

P C P P P

min

max

-2 +4 +4 +2 +2

0 +11 +5 +5 +3

Trento Trieste Udine Venezia Verona

V P P P V

LEGENDA : S = Sereno C = Coperto P = Pioggia V = Neve

N = Nuvoloso R = Rovesci T = Temporale B = Nebbia

Oggi su www.corriere.it Videoreportage

Animali

Yara scomparsa

Save the dogs

Corriere tv

Gli inviati di Corriere.it a Brembate: il punto sulle indagini

In Romania riparte la strage dei cani randagi

Ligabue Night Live

La critica

Anteprima

Televisioni

Mad Men

L’appuntamento con la videorubrica di Aldo Grasso

Pubblicità e anni 60: i primi minuti della quarta stagione

Videogiochi

L’iniziativa

Vita digitale

Natale con i lettori

Assassin’s Creed scala le classifiche: il blog di Federico Cella

Inviate a Corriere.it le vostre foto e i vostri racconti

Esclusivo appuntamento con la danza: «Certe Notti», lo spettacolo di Mauro Bigonzetti su canzoni e poesie di Ligabue Online dalle 21.15 danza, musica, video e parole

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

Programmi Tv Teleraccomando

Rai1 di Maria Volpe

PER CONOSCERE

Arbore, quando Tornano i cattivi lo show è qualità pubblicitari

«…A lunga durata» è un titolo evocativo.... Perchè Renzo Arbore (foto) effettivamente è un artista a lunghissima durata. Giusto dunque che la nuova rete della Rai dedichi a lui il primo appuntamento del giovedì sera sugli show di qualità. Nella prima parte Arbore viene raccontato da ospiti «eccellenti» come Banfi, Verdone, Proietti. Nella seconda parte della serata, con la complicità di Elio e le Storie Tese, andrà in onda «DOC Memories», una selezione delle più belle puntate del programma musicale di Arbore dedicato alla musica live.

Quarta stagione del telefilm di culto ambientata nella New York degli anni '60. I protagonisti sono i creativi di Madison Avenue, centro nevralgico della creatività dell'epoca. Da queste menti ciniche, creative e politicamente scorrette è nata la pubblicità americana. A fare da sfondo, l'America degli anni '60 attraversata dal movimento di lotta non violenta di Martin Luther King e sconvolta dall'attentato a J.F. Kennedy. Nella nuova stagione ritroviamo il creativo Don Draper (Jon Hamm, foto) alle prese con una nuova vita da single.

A lunga durata Rai5, ore 21

Mad men FX, ore 23

Film e programmi Lo strano mondo del custode Pasotti

Eastwood sul ring con Hilary Swank

Ogni notte Martino (Giorgio Pasotti, nella foto con Francesca Inaudi) custode del Museo del Cinema di Torino, vaga nelle sale come in un mondo tutto suo. Dopo mezzanotte Retequattro, ore 23.50

Un vecchio allenatore (Clint Eastwood) si prende carico di una ragazza (Hilary Swank, foto insieme) povera ma decisa a boxare. Tra loro si instaurerà un rapporto padre-figlia. Million Dollar Baby Raitre, ore 21.05

Fiat e Università: i temi di Santoro

Indagini sul dna per David Caruso

La crisi globale impone al Sistema Italia di cambiare. La ricetta di Marchionne per il futuro della Fiat e la riforma Gelmini dell’Università: Santoro ne parla con Castelli, Rutelli, Landini. Annozero Raidue, ore 21.05

Due episodi del telefilm che va a caccia di tracce di dna. Horatio (David Caruso) prima indaga sulla morte di un immigrato iraniano. Poi di tre studenti uccisi. Csi: Miami Italia 1, ore 21.10

Rai3

Rete4

Canale5

Italia1

La7

MTv

rai.it

rai.it

rai.it

mediaset.it/rete4

mediaset.it/canale5

mediaset.it/italia1

la7.it

6.00 EURONEWS. Attualità 6.10 QUARK ATLANTE IMMAGINI DAL PIANETA. Documentario 6.30 TG 1. 6.45 UNOMATTINA. Attualità 10.00 VERDETTO FINALE. Attualità 10.50 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità CHE TEMPO FA. 11.00 TG 1. 11.05 OCCHIO ALLA SPESA. Attualità 12.00 LA PROVA DEL CUOCO. Variet 13.30 TELEGIORNALE. 14.00 TG 1 ECONOMIA. Attualità TG1 FOCUS. Attualità 14.10 BONTÀ LORO. Attualità 14.40 SE... A CASA DI PAOLA. Talk show. Con Paola Perego 16.10 LA VITA IN DIRETTA. Attualità. Con Lamberto Sposini, Mara Venier. Nel programma: Tg Parlamento; Tg 1; Che tempo fa 18.50 L’EREDITÀ. Quiz. Con Carlo Conti SERA 20.00 TELEGIORNALE. 20.30 SOLITI IGNOTI. Varietà 21.10 DON MATTEO 7. Miniserie. Con Terence Hill, Nino Frassica TG1 60 SECONDI. 23.30 PORTA A PORTA. Attualità

6.00 THE LOVE BOAT. Telefilm 6.55 LE NUOVE AVVENTURE DI BRACCIO DI FERRO. Cartoni 7.00 CARTOON FLAKES. Ragazzi 9.45 CULT BOOK. Attualità METEO 2. 10.00 TG2PUNTO.IT. Attualità 11.00 I FATTI VOSTRI. Attualità 13.00 TG 2 GIORNO. 13.30 TG 2 COSTUME E SOCIETÀ. Attualità 13.50 MEDICINA 33. Rubrica di attualità medica 14.00 POMERIGGIO SUL 2. Attualità 16.10 LA SIGNORA IN GIALLO. Telefilm 17.00 NUMB3RS. Telefilm 17.45 TG 2 FLASH L.I.S. METEO 2. 17.50 RAI TG SPORT. 18.15 TG 2. 18.45 LAW & ORDER. Telefilm. Con S. Epatha Merkerson, Jerry Orbach, Sam Waterston 19.30 SQUADRA SPECIALE COBRA 11. Telefilm

6.00 RAI NEWS 24. Attualità 6.30 IL CAFFÈ DI CORRADINO MINEO. Attualità 7.00 TGR BUONGIORNO ITALIA. Attualità 7.30 TGR BUONGIORNO REGIONE. Attualità 8.00 RAI 150 ANNI. LA STORIA SIAMO NOI. Attualità 9.00 FIGU - ALBUM DI PERSONE NOTEVOLI. Attualità 9.05 AGORÀ. Attualità 11.00 APPRESCINDERE. Talk show 12.00 TG 3. RAI SPORT NOTIZIE. METEO 3. 12.25 TG 3 FUORI TG. Att. 12.45 LE STORIE - DIARIO ITALIANO. Attualità 13.10 JULIA. Telefilm 14.00 TGR. TGR METEO. 14.20 TG 3. METEO 3. 14.50 TGR LEONARDO. Att. 15.00 TG 3 L.I.S. 15.05 LA STRADA PER AVONLEA. Telefilm 15.50 GT RAGAZZI. 16.00 COSE DELL’ALTRO GEO. Varietà 17.40 GEO & GEO. Doc. 19.00 TG 3. 19.30 TGR. TGR METEO.

6.55 CHARLIE’S ANGELS. Telefilm 7.55 STARSKY E HUTCH. Telefilm 8.50 HUNTER. Telefilm 10.15 CARABINIERI. Telefilm 11.30 TG 4 - TELEGIORNALE. Nel programma: Meteo; Vie d’Italia 12.00 WOLFF - UN POLIZIOTTO A BERLINO. Telefilm 12.55 DETECTIVE IN CORSIA. Telefilm 13.50 IL TRIBUNALE DI FORUM ANTEPRIMA. Attualità 14.05 IL TRIBUNALE DI FORUM. Attualità 15.10 HAMBURG DISTRETTO 21. Telefilm 16.20 FILM DETECTIVE’S STORY. (Giallo, Usa, 1966). Regia di Jack Smight. Con Paul Newman, Lauren Bacall, Shelley Winters. 18.55 TG 4 - TELEGIORNALE. Nel programma: Meteo 19.35 TEMPESTA D’AMORE. Soap

6.00 TG 5 PRIMA PAGINA. Attualità. Nel programma: Traffico; Meteo 5; Borse e Monete 8.00 TG 5 MATTINA. 8.40 MATTINO CINQUE. Varietà. Con Federica Panicucci, Paolo Del Debbio. Nel programma: Grande Fratello Pillole; Tg 5 Ore 10 11.00 FORUM. Attualità. Con Rita Dalla Chiesa 13.00 TG 5. Nel programma: Meteo 5 13.40 BEAUTIFUL. Soap Opera 14.05 GRANDE FRATELLO PILLOLE. Reality 14.10 CENTOVETRINE. Soap 14.45 UOMINI E DONNE. Talk show. Con Maria De Filippi 16.15 AMICI. Reality 16.55 POMERIGGIO CINQUE. Varietà. Con Barbara D’Urso. Nel programma: Tg 5 minuti 18.50 CHI VUOL ESSERE MILIONARIO. Quiz. Con Gerry Scotti

6.00 WILLY IL PRINCIPE DI BEL AIR. Serie 6.40 CARTONI ANIMATI 8.40 SMALLVILLE. Telefilm 10.30 TERMINATOR: THE SARAH CONNOR CHRONICLES. Telefilm. Con Lena Headey, Thomas Dekker, Summer Glau 11.25 HEROES. Telefilm. Con Jack Coleman, Hayden Panettiere 12.25 STUDIO APERTO. Nel programma: Meteo 13.00 STUDIO SPORT. 13.40 COTTO E MANGIATO. 13.50 I SIMPSON. Cartoni 14.20 MY NAME IS EARL. Telefilm. Con Jason Lee, Ethan Suplee, Jaime Pressly 14.50 CAMERA CAFÉ. Serie 15.30 CAMERA CAFÉ RISTRETTO. Serie 15.40 CARTONI ANIMATI 16.40 IL MONDO DI PATTY. Telenovela 17.35 UGLY BETTY. Telefilm 18.30 STUDIO APERTO. Nel programma: Meteo 19.00 STUDIO SPORT. 19.30 I SIMPSON. Cartoni 19.55 THE BIG BANG THEORY. Serie

6.00 TG LA7. 7.00 OMNIBUS. Attualità 9.55 (AH)IPIROSO. Attualità 10.50 LIFE. Attualità 11.30 ULTIME DAL CIELO. Telefilm. Con Kyle Chandler, Shanesia Davis-Williams 12.35 JAG - AVVOCATI IN DIVISA. Telefilm. Con David James Elliott, Catherine Bell, John M. Jackson 13.30 TG LA7. 13.55 FILM I TRE DELLA CROCE DEL SUD. (Commedia, Usa, 1963). Regia di John Ford. Con John Wayne, Lee Marvin, Jack Warden. 16.00 ATLANTIDE - STORIE DI UOMINI E DI MONDI. Documentario 18.00 ADVENTURE INC. Telefilm. Con Michael Biehn, Karen Cliche, Jesse Nilsson 19.00 THE DISTRICT. Telefilm. Con Craig T. Nelson, Jonathan LaPaglia

20.25 ESTRAZIONI DEL LOTTO. Varietà 20.30 TG 2 20.30. 21.05 SPAZIO SANTORO ANNOZERO. Attualità. Con Michele Santoro 23.20 TG 2. TG 2 PUNTO DI VISTA. Attualità

20.00 BLOB. Attualità 20.10 SECONDE CHANCE. Telefilm 20.35 UN POSTO AL SOLE. Soap 21.05 FILM MILLION DOLLAR BABY. (Dramm., Usa, 2004). Di C. Eastwood. Con C. Eastwood, H. Swank.

20.30 WALKER TEXAS RANGER. Telefilm 21.10 FILM IL PRIMO CAVALIERE. (Avv., Usa, 1995). Di Jerry Zucker. Con Sean Connery, Richard Gere, Julia Ormond 23.45 CINEMA FESTIVAL. Varietà

20.00 TG 5. Nel programma: Meteo 5 20.30 STRISCIA LA NOTIZIA. Tg Satirico 21.10 CHI HA INCASTRATO PETER PAN? - IL MEGLIO. Varietà. Con Paolo Bonolis 23.30 EROS - ALI E RADICI. Musica

20.30 TRASFORMAT. Quiz. Con Enrico Papi 21.10 C.S.I. MIAMI. Telefilm. Con David Caruso, Emily Procter, Adam Rodriguez 23.05 UEFA EUROPA LEAGUE - SPECIALE. Rubrica sportiva

20.00 TG LA7. 20.30 OTTO E MEZZO. Attualità. Con Lilli Gruber 21.10 LA VALIGIA DEI SOGNI SPECIALE. Attualità. Con Simone Annichiarico

1.05 TG 1 - NOTTE. TG1 FOCUS. Attualità 1.35 CHE TEMPO FA. 1.40 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità

23.35 RAI 150 ANNI. LA STORIA SIAMO NOI. Attualità 0.35 RITRATTI MUSICALI. Attualità. Con Cristina Ravot

23.25 PARLA CON ME. Talk show 24.00 TG3 LINEA NOTTE. 0.10 TG REGIONE. 1.00 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità

23.50 FILM DOPO MEZZANOTTE. (Commedia, Italia, 2004). Di Davide Ferrario. Con Giorgio Pasotti

1.30 TG 5 NOTTE. Nel programma: Meteo 5 2.00 STRISCIA LA NOTIZIA. Tg Satirico. Con Ezio Greggio, Enzo Iacchetti

23.50 THE MENTALIST. Telefilm. Con Simon Baker, Robin Tunney, Tim Kang 1.35 FLASH FORWARD. Telefilm

21.30 FILM I SOLITI IGNOTI. (Commedia, Italia, 1958). Regia di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman

PREMIUM GALLERY

Digitale Terrestre

PER DISTRARSI

Rai2

RAI 4

14.50 UN’ARIDA STAGIONE BIANCA. Film Studio Universal 15.15 THE MIDDLE. Telefilm JOI 15.18 VERONICA MARS I. Telefilm MYA 15.43 THE MENTALIST. Telefilm JOI 15.45 HEROES 3. Telefilm STEEL 16.24 LE REGOLE DEL GIOCO. Film Premium Cinema 16.31 MONK VI. Telefilm JOI 16.35 MISS CONCEPTION. Film MYA 16.35 FRINGE II. Telefilm STEEL 16.40 UNDER THE INFLUENCE. Show Studio Universal 17.15 HOLLYWOOD SUL TEVERE. Documentario Studio Universal 17.18 MIAMI MEDICAL. Telefilm JOI 17.25 WEST WING 6. Telefilm STEEL 18.04 MIAMI MEDICAL. Telefilm JOI 18.15 DISTRETTO DI POLIZIA 5. Telefilm STEEL 18.23 UNA DONNA MOLTO SPECIALE. Film MYA 18.33 FALSO TRACCIATO. Film Premium Cinema 18.35 BALLE SPAZIALI. Film Studio Universal

18.44 ULTRA. Documentario JOI 18.55 THE MIDDLE. Telefilm JOI 19.10 DISTRETTO DI POLIZIA 5. Telefilm STEEL 19.22 PACKED TO THE RAFTERS III. Telefilm JOI 20.10 FRINGE II. Telefilm STEEL 20.12 GOSSIP GIRL III. Telefilm MYA 20.13 LAW & ORDER: UNITÀ SPECIALE XI. Telefilm JOI 20.25 TALK OF FAME I. Show Studio Universal 21.00 CHICAGO. Film Premium Cinema 21.00 RUBICON I. Telefilm JOI 21.00 NANCY DREW. Film MYA 21.00 BATMAN. Film STEEL 21.00 1408. Film Studio Universal 21.48 RUBICON I. Telefilm JOI 22.46 ROYAL PAINS II. Telefilm JOI 22.52 GREY’S ANATOMY V. Telefilm MYA 23.00 BASTARDI SENZA GLORIA. Film Premium Cinema 23.00 BOYZ’N THE HOOD - STRADE VIOLENTE. Film Studio Universal

13.15 14.00 14.50 15.35 16.20 17.10 18.00 18.45 19.30 20.20 21.10 22.50 23.15

ROSWELL II. Serie STREGHE III. Serie LOST. Serie ALIAS II. Serie HIGH SCHOOL TEAM IV. Serie STREGHE III. Serie EUREKA III. Serie PRIMEVAL III. Serie ALIAS II. Serie LOST II. Serie SUPERNATURAL IV. Serie EUREKA SEVEN. Cartoni SOUL EATER. Cartoni

DAHLIA TV 15.50 SERIE A: Bologna - Chievo. Calcio Nel programma: Dahlia Flash DAHLIA SPORT 17.00 WORLD’S TOUGHEST COPS. XTREME Reality 19.00 DAHLIA NFL. Rubrica sportiva DAHLIA SPORT 19.00 THE PHONE AUSTRALIA. Attualità XTREME 20.20 ARSENAL TV: Aston Villa Arsenal. Calcio DAHLIA SPORT XTREME 23.00 SLOPESTYLE. Sport

mtv.it 9.00 10.00 12.05 13.05 13.30 14.05 15.05 16.00 17.00 19.05 19.30 20.00 21.00 22.00 22.30

TEEN MOM. Varietà ONLY HITS. Musica TOP 50. Musica TAKING THE STAGE. Telefilm TEEN CRIBS. Varietà TEEN MOM. Varietà THE CITY. Telefilm MY TRL VIDEO. Musica ONLY HITS. Musica SEX WITH... MOM AND DAD. Varietà SPECIALE MTV NEWS. THE CITY. Telefilm GREEK. Serie THE INBETWEENERS. Telefilm THE INBETWEENERS. Telefilm

Deejay TV 12.00 DEEJAY HITS. Musicale 13.30 THE CLUB. Musicale 14.00 DEEJAY NEWS BEAT. Musicale 15.00 THE FLOW. Musicale 16.00 DVJ POP. Musicale 17.00 ROCK DEEJAY. Musicale 18.00 ROCK DEEJAY BEFORE & AFTER. Musicale 18.30 DEEJAY NEWS BEAT. Musicale 19.35 SHUFFOLATO. Musicale 19.50 POP-APP. Musicale 20.30 NIENTOLOGY. Varietà 21.00 JACK ON TOUR. Musicale 22.00 DEEJAY CHIAMA ITALIA. Varietà 23.30 ODD JOB JACK. Cartoni 24.00 SHUFFOLATO. Musicale 1.00 THE CLUB. Musicale

Brad Pitt guida la caccia ai nazisti

Lucy Liu affronta Antonio Banderas

Nella Francia occupata dai nazisti, si incrociano le storie di una giovane che assiste all’uccisione di tutta la sua famiglia e medita vendetta e quella di un gruppo di soldati (capitanati da Brad Pitt, foto) incaricati di uccidere senza pietà i soldati tedeschi. Bastardi senza gloria Premium Cinema, ore 23

Tra i servizi segreti internazionali circola voce dell’esistenza di un microcongegno in grado di mettere a segno il delitto perfetto provocando, a comando, la morte per infarto. Due agenti (Lucy Liu e Antonio Banderas, foto) si trovano uno contro l’altra. Ballistic Cinema Emotion, ore 21

LEONARDO BAZZARO ARCHIVIO GENERALE La Galleria d'Arte Ambrosiana informa che l'Archivio ha in preparazione la più completa e aggiornata monografia dedicata all'artista milanese Leonardo Bazzaro (1853 - 1937). I proprietari delle opere che volessero pubblicare i propri dipinti a titolo gratuito, sono pregati di contattare gli autori del volume.

SI GARANTISCE LA MASSIMA RISERVATEZZA E DISCREZIONE ARCHIVIO GENERALE DELLE OPERE DI LEONARDO BAZZARO c/o Galleria d'Arte Ambrosiana Via V.Monti, 2 - 20123 Milano - Tel. 02.863885 - Mobile 347.9334397 www.leonardobazzaro.com - info@galleriambrosiana.com Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Corriere della Sera Giovedì 2 Dicembre 2010

Dal Satellite Film e programmi Liam Neeson deve salvare la figlia

Un ex agente segreto (Liam Neeson, foto) deve portare a termine una missione molto delicata: salvare sua figlia finita in un pericoloso giro che sfrutta ragazzine. Io vi troverò Sky Cinema Max, ore 21

A lezione di look e moda con Giusi Ferrè

Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv

Cinema

Sport

12.35 ISPETTORE BRANNIGAN, LA MORTE SEGUE LA TUA OMBRA Poliziesco diretto da Douglas Hickox, con un John Wayne tra i poliziotti britannici. MGM 13.55 QUATTRO TOCCHI DI CAMPANA Film prodotto dalla tribù indiana dei Jacarilla Apaches. Con Raf Vallone. Sky Cinema Classics 14.30 JAMAICA COP Caraibi. Il capo della polizia Xavier Quinn (D. Washington) indaga su un omicidio. Il principale indiziato è un suo caro amico. MGM 15.30 ANGELICA E IL GRAN SULTANO Ultimo film (il quinto) della serie incentrata sulle avventure di Angelica (M. Mercier), rapita e venduta come schiava ad Algeri. Sky Cinema Classics 16.10 OFFRESI AMORE TENERAMENTE La storia di Cassie, una ragazza madre con un lavoro modesto che sogna di diventare un’attrice teatrale. MGM 17.20 LA DURA VERITÀ Abby, produttrice televisiva, e Mike, conduttore di un suo programma, decidono di sfidarsi sui migliori metodi sentimentali... Sky Cinema 1 HD 18.55 DEFIANCE - I GIORNI DEL CORAGGIO Seconda guerra mondiale: tre fratelli ebrei scappano dalla Polonia occupata dai nazisti e si rifugiano nella foresta bielorussa. Sky Cinema Hits HD

19.00 WILD TARGET La storia di Victor, Rose e Tony, diversi ma disonesti allo stesso modo. Gangster movie divertente e strampalato. Sky Cinema 1 HD 21.00 LA CRUNA DELL’AGO D. Sutherland è una spia nazista che riesce a rubare i piani dello sbarco in Normandia. Film tratto dall’omonimo romanzo di K. Follett. MGM FIORE DI CACTUS Julian (W. Matthau), dentista e scapolo per vocazione, finge di essere sposato per non subire le avance della giovane Toni (G. Hawn). Sky Cinema Classics HANNAH MONTANA - THE MOVIE Dalla famosa serie televisiva lanciata da Disney Channel e diventata fenomeno planetario degli under 14, un film con M. Cyrus. Sky Cinema Family BELLAMY La tranquilla vita del commissario Bellamy viene sconvolta dall’arrivo del fratello, meschino ed invidioso. Sky Cinema Mania IO VI TROVERÒ Pellicola d’azione prodotta e sceneggiata da Luc Besson e interpretata da L. Neeson, nelle vesti di un agente segreto. Sky Cinema Max HD 21.15 HOT CHICK - UNA BIONDA ESPLOSIVA Una mattina Jessica, la ragazza più bella e popolare della scuola, si risveglia nel corpo dell’ultratrentenne Clive (R. Schneider). E viceversa. Sky Cinema Hits HD

22.40 THE CONTRACT Frank Carden (M. Freeman), assassino addestrato dal governo e ora “libero professionista”, viene arrestato da un poliziotto ordinario. Sky Cinema Max HD 22.55 CAPITALISM: A LOVE STORY Il documentario di Michael Moore racconta di come il capitalismo abbia avuto controverse ripercussioni sull’America. Sky Cinema 1 HD 23.10 DIETRO LE LINEE NEMICHE III MISSIONE COLOMBIA I Navy Seals del tenente Sean Macklin intervegono in Colombia dove i signori della droga organizzano incontri clandestini nella giungla. Sky Cinema Hits HD 0.15 BRIDE WARS - LA MIA MIGLIOR NEMICA Liv (K. Hudson) ed Emma (A. Hathaway) sono da sempre amiche. Il momento del matrimonio arriva ma, lo celebrano lo stesso giorno... Sky Cinema Family 0.20 DEMONIACA Ambientato in Namibia, narra la fuga di un serial killer. Ispirato all’animismo della tradizione africana. Sky Cinema Max HD 0.40 JFK - AMORI DI UN PRESIDENTE Washington, 1963. Mentre impazza la crisi cubana, il tredicenne e solitario Adam Stafford ha problemi di adolescente timido e insicuro. Sky Cinema Mania

15.00 SCI ALPINO: GARE FEMMINILI RaiSport 1 15.30 CALCIO: ASSEGNAZIONE FIFA WORLD CUP 2018/2022 Diretta Sky Sport 1 HD 16.00 CALCIO: CERIMONIA D’ASSEGNAZIONE MONDIALI 2018-2022 FIFA World Cup. Diretta RaiSport 1 17.00 RUGBY: GALLES - NUOVA ZELANDA Test Match Sky Sport 2 HD 17.15 BIATHLON: PROVA INDIVIDUALE Coppa del Mondo Maschile. Diretta Eurosport 18.00 BASKET: FABI MONTEGRANARO ARMANI JEANS MILANO Serie A Sky Sport 2 HD 19.00 WRESTLING: EP. 22 WWE Experience Sky Sport 2 HD 19.45 RUNNING: THE R.U.N. Docu-fiction RaiSport 1 20.15 HOCKEY SU GHIACCIO: HC VALPELLICE ARCE - HC VAL PUSTERIA Campionato Italiano. Diretta RaiSport 1 20.45 BASKET: VIRTUS ROMA CHARLEROI Eurolega. Diretta Sport Italia 22.05 CALCIO: TUTTI I GOL DEL MONDIALE Sky Sport 1 HD 22.10 BASKET: MEMPHIS GRIZZLIES LOS ANGELES LAKERS NBA Sky Sport 2 HD 23.00 BOWLING: CAMPIONATO ITALIANO RaiSport 1

Serie Tv

Intrattenimento

Ragazzi

Documentari

14.00 SCUOLA DI SPIE (M.I. HIGH) II Rai Gulp 15.00 LA VITA SECONDO JIM Fox HD 16.00 SONNY TRA LE STELLE Disney Channel 17.35 DESPERATE HOUSEWIVES Fox Life 18.05 MODERN FAMILY Fox HD 19.10 HANNAH MONTANA Disney Channel 20.00 LAW & ORDER Fox Crime HD 21.00 ROMANZO CRIMINALE 2 Sky Cinema 1 HD 21.50 C.S.I. NEW YORK Fox Crime HD 21.55 STRICTLY CONFIDENTIAL CONFESSIONI PERICOLOSE Jimmy 22.00 GLEE Fox HD 22.15 FIORE E TINELLI Disney Channel

14.50 QUELLI DELL’INTERVALLO Disney Channel 15.35 LA PRINCIPESSA TRISTE LEI 16.40 UNA FAMIGLIA A DIETA - IL VERDETTO Fox Life 17.10 10 ANNI PIÙ GIOVANE: LA SFIDA LEI 18.00 AMERICA’S NEXT TOP MODEL Sky Uno 19.55 NON DITELO ALLA SPOSA! LEI 20.00 AL PASSO CON I KARDASHIAN E! 21.10 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno 21.55 MISSIONE: SEDUZIONE LEI 22.00 MAKE ME A SUPERMODEL AUSTRALIA E! 22.05 QUELLI DELL’INTERVALLO Disney Channel 23.00 DAVID LETTERMAN SHOW Sky Uno

14.00 A TUTTO REALITY: AZIONE! K2 15.00 CODE LYOKO II Rai Gulp 15.10 POKÉMON DP: BATTLE DIMENSION K2 16.00 MISSIONE CUCCIOLI DeAkids 16.35 BEN 10: FORZA ALIENA Cartoon Network 17.00 LEONE IL CANE FIFONE Cartoon Network 18.20 TEEN DAYS Rai Gulp 19.10 BLUE DRAGON Cartoon Network 20.05 THE GARFIELD SHOW Boomerang 20.10 DUE FANTAGENITORI K2 20.50 LE AVVENTURE DI BILLY & MANDY Cartoon Network 20.55 MISSIONE CUCCIOLI DeAkids 21.00 LA PANTERA ROSA & CO. Boomerang 21.25 THE GARFIELD SHOW Boomerang

14.15 PROFESSIONE PERICOLO National Geographic 15.45 L’UOMO DEI LEONI Sky Uno 16.10 GLI EROI DEL GHIACCIO History Channel 17.00 SPEED OF LIFE Discovery Channel HD 18.05 A CACCIA DI MOSTRI History Channel 19.00 BUONGIORNO AFGHANISTAN DIARIO DI FABIO CARESSA Sky Uno 20.10 INDAGINI AD ALTA QUOTA National Geographic 21.00 TOP GEAR Discovery Channel HD 22.00 DEADLIEST CATCH Discovery Channel HD 22.05 L’UNIVERSO DI STEPHEN HAWKING Discovery Science

RADIO 2 rai.it 13.00 28 MINUTI. 13.35 UN GIORNO DA PECORA. 15.00 COSÌ PARLÒ ZAP MANGUSTA. 15.15 OTTOVOLANTE. 16.00 TAXI DRIVER. 17.00 610 (SEI UNO ZERO). 18.00 CATERPILLAR. 19.50 DECANTER. 20.53 ITALIA150. BAZ, VIAGGIO NELLA STORIA.

RADIO 3 rai.it 13.00 LA BARCACCIA. 14.00 ALZA IL VOLUME. 15.00 FAHRENHEIT. 16.00 AD ALTA VOCE. 18.00 SEI GRADI. UNA MUSICA DOPO L’ALTRA. 18.55 RADIO 3 SUITE. 19.00 IL CARTELLONE. 23.20 RADIO3 SUITE: TRE SOLDI. 24.00 IL RACCONTO DELLA MEZZANOTTE.

RMC radiomontecarlo.net 7.00 SI SALVI CHI PUÒ E. MARTELLI, D. VILLA. 9.00 ALFONSO SIGNORINI SHOW. 10.00 IN TEMPO REALE M. SALA, M. VENEGONI. 13.00 IN THE MUSIC LUCILLA AGOSTI. 15.00 IN THE MUSIC PATTY FARCHETTO. 18.00 ANTEPRIMA NEWS MASSIMO VALLI. 20.00 MAURIZIO DI MAGGIO. 22.00 MONTE CARLO NIGHTS NICK NIGHTFLY.

Torna il docu-reality che insegna alle donne a scegliere il look adatto per ogni occasione. A muoverne le fila, la spietata giornalista e critica di moda che ha fatto dello stile il suo modus vivendi: Giusi Ferrè (foto). Io donna buccia di banana Lei (canale 125), ore 21

Michael Moore svela le cause della crisi

Il regista Michael Moore (al centro nella foto) torna a lavare i panni sporchi economici americani in pubblico e ci svela altarini disgustosi. La conclusione? Siamo messi male. Capitalism: a love story Sky Cinema 1, ore 22.55

Miley Cyrus, la serie tv diventa un film Dalla serie tv al cinema. Miley Stewart (Miley Cyrus) è divisa fra scuola, amici e la vita segreta da popstar col nome Hannah Montana. Il padre la riporta coi piedi per terra portandola in una piccola città. Hannah Montana - The Movie Sky Cinema Family, ore 21

A fil di rete di Aldo Grasso

Eduardo «tradotto» per la televisione

C

he strana operazione. Uno dei capolavori di Eduardo De Filippo, Filumena Marturano viene tradotto in italiano (da Gualtiero Pierce e da Massimo Ranieri). E fin qui niente di male, anche Shakespeare viene tradotto, anche Eduardo è stato tradotto in inglese. Del resto, l’opera vanta alcuni film in italiano: quello dello stesso Eduardo, quello di De Sica con la Loren e Mastroianni, Matrimonio all’italiana (non alla napoletana). La bizzarria, se Vincitori e vinti mai, è costituita dal fatto che Ranieri recita con accento napoletano e Mariangela MelaMassimo Ranieri to in italiano, ma con un teLa tv-teatro sto che ha conservato la strutbatte la tura sintattica del dialetto. tv-commedia. Si dice che il teatro in tv sia Vince la serata morto; pace all’anima sua. Si del martedì il film dice che il killer sia stato l’Auper la tv «Filumena ditel; ingiustizia è fatta. Si diMarturano», ce che la cultura ne soffra; cocon Massimo Ranieri me una vedova inconsolabie Mariangela Melato: le. Il teatro non è morto (bagli spettatori di Raiuno sti pensare all’Orlando furiosono 5.714.000, 20,4% so di Ronconi, a Vajont di Padi share olini e a tutti i suoi epigoni), si è trasformato, abita ora alClaudio tri generi, come il talk o il reaAmendola lity. La commedia Ancora una volta, questa familiare edizione di Filumena Martubattuta dalla rano rivela come in video tv-teatro. Tiene i suoi ogni gesto «teatrale» diventi affezionati la fiction troppo amplificato, ogni intoseriale «I Cesaroni», nazione appaia troppo esagecon Claudio Amendola: rata, ogni sguardo sia troppo a seguire il prime time intimidatorio; il teatro «classidi Canale 5 ci sono co» in tv è condannato al risi5.087.000 spettatori, bile apostolato della rilettura, 18,1% di share della riproposta, della rivisitazione (Ranieri indossa la maschera di Eduardo, baffetti compresi e sostiene, bontà sua, che «portare il teatro in tv significa restituire il maltolto al pubblico televisivo». Sarà.) In aggiunta, c’è solo da ricordare che la Melato è una grande signora della scena e Ranieri resta pur sempre un cantante prestato al palcoscenico. P.S. Vogliamo dire che il più straordinario spettacolo televisivo dell’anno e, per ora, del secolo, è stata la «vittoria perfetta» del Barcellona sul Real Madrid conquistata lunedì sera? E noi, per un maledetto senso del dovere, l’abbiamo potuta vedere solo in differita. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giovedì 2 Dicembre 2010 Corriere della Sera

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