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MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DEL MONDO DEI MOTORI Autorama e il Mondo dei Trasporti presentano

YELLOW settimanale televisivo su Odeon TV Direttore responsabile: Paolo Altieri

Hyundai/140 cavalli per la Tucson

VEGA EDITRICE - ANNO 49 - N. 466 - GENNAIO/FEBBRAIO 2006 - Euro 2,00

Mercedes/Arriva la Classe GL

Piccole ma “ribelli”

Off road La Stella va con brio ovunque (a pag. 6)

䡵 FOCUS BMW

POSTE ITALIANE SPA -SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART.1, COMMA 1, DCB MILANO

Record su record Il 2005 è stato un altro anno di grandi successi per il Bmw Group. Le vendite auto su scala mondiale sono salite di 119.300 unità a complessivamente 1,328 milioni, pari a un aumento di quasi il 10 per cento. Il brand Bmw cresce del 10,1 per cento ed è leader mondiale nei segmenti di riferimento di Serie 3, 5 e 7. Mini supera per la prima volta la soglia delle 200mila unità vendute e RollsRoyce si avvicina a quota mille (a pag. 11)

Fiat/La Panda Cross e la Sedici

(a pag. 20)

(a pag. 5)

䡵 PEUGEOT / Con la nuova 207

La compatta diventa “premium” Un po’ più grande della 206 cui si affianca, il nuovo modello punta a rivaleggiare con la Fiat Grande Punto e con la nuova Renault Clio. Sarà in vendita a partire da maggio e ha un design molto forte, con interni spaziosi e luminosi: volendo potrà avere anche il tetto panoramico PARIGI - Voilà, je suis la Peugeot 207. In attesa del suo debutto in società al Salone di Ginevra, la Peugeot 207 si è mostrata staticamente a metà gennaio a Parigi, e da quello che abbiamo potuto vedere in anteprima è un’auto che ha i numeri giusti per ribattere colpo su colpo a modelli peraltro ricchi di appeal come la Fiat Grande Punto e la nuova Renault Clio, fresca reginetta del titolo di Auto dell’anno 2006. Buon sangue non mente, nel senso che la 207 è la degna erede di due modelli di successo come la 205, prodotta per ben 15 anni, e la 206, apparsa nel 1998 e tuttora in produzione. Tra l’altro con l’apparizione della 207 va detto che la Peugeot ha deciso, con una notevole dose di audacia, di essere pre-

䡵 VOLVO / Con il nuovo 5 cilindri turbodiesel

Per S40 e V50 un “cuore” nuovo con tanta... passione (a pag. 8)

䡵 CITROËN / Al volante della C6

Lusso, fascino e high-tech

(a pag. 3)

sente con ben quattro modelli nel segmento B: la 107, la 1007, la 206 e la 207. La 205, con la sua apparizione, ha in effetti dato vita a un movimento che in quindici anni è diventato un vero e proprio fenomeno. La 205 ha fatto sognare in tutto il mondo molte generazioni di appassionati del piacere automobilistico. Poi dal 1998 è stata la volta della 206, che con le sue tre varianti (berlina a tre e a cinque porte, SW e CC) affascina più di cinque milioni di automobilisti. Oggi alla 206 si affianca (e non la sostituisce) la 207, che rispetto al modello precedente costituisce un vero e proprio salto generazionale. Intanto viene proposta con due frontali diversi, uno “Classic” e uno “Sport”, di-

sponibili sia nella versione a tre che in quella a cinque porte. Poi si distingue per i passaruota scolpiti e per la coda molto bombata. Lunga 4,03 metri, con un passo di 2,54 e larga 1,72, alta 1,47, la 207 è un’auto equilibrata nelle forme ma con una personalità inconfondibile.

Viene proposta con sei motori L’offerta iniziale dei motori a benzina si basa su un 1400 da 75 cavalli, un altro 1400 da 90 cavalli e un 1600 da 110 cavalli. Poi la gamma verrà arricchita da alcune novità dal forte contenuto tecnologico, come i due moPaolo Altieri

(segue a pag. 2)


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Gennaio/Febbraio 2006

La compatta diventa “premium” (segue dalla prima pagina) tori frutto della collaborazione tra la Psa (Peugeot e Citroën) e Bmw, ovvero il 1600 turbo 16 valvole da 150 cavalli e l’altro di pari cilindrato, aspirato, da 115 cavalli. La gamma dei Diesel comprende anch’essa tre propulsori; un 1400 da 70 cavalli, un 1600 da 90 cavalli e un altro 1600 da 110 cavalli con filtro attivo antiparticolato (Fap), che con i suoi 240 Nm di coppia massima (260 con l’overboost attivato) non ha nulla da invidiare ai più veloci propulsori a benzina. Più lunga di 19 cm rispetto alla 206, più larga di 7, più alta di 4 e con un passo

più lungo di 10 cm, la 207 è veramente un gradino al di sopra del modello cui si affianca. Anche nell’abitacolo, non solo in termini di dimensioni ma anche d’impostazione costruttiva, si avverte il salto in avanti rispetto alla 206. La plancia ha forme dolcemente arrotondate e il cruscotto a tre strumenti trae ispirazione da quelli delle moto. La versione base ha la la plancia e i pannelli laterali delle por-

te in plastica rigida. Gli altri allestimenti invece fanno ricorso a un piacevole rivestimento più morbido, che dà un tocco di classe non indifferente all’interno della 207. Per i più raffinati ed esigenti è disponibile, ovviamente come optional, anche l’interno rivestito in pelle.

Anche all’interno ricca personalità Anche nell’interno si ritrovano le combinazioni Sport e Classic di cui abbiamo già parlato riferendoci al frontale. Infatti la prima ha gli strumenti a fondo bianco e la seconda nero, inoltre si può scegliere fra

quando questo numero di autorama andava in stampa. Un fatto è certo: l’offerta della 207 per il mercato italiano verterà sui quattro allestimenti diversi, con proposte di tipo polivalente, casual, classico e sportivo. Dell’ultima gamma farà sicuramente parte la futura GT 1600 con turbocompressore, un arricchimento dell’offerta che è già stato pianificato insieme a un’altra 1600 a 16 valvole, ma aspirata. Questi motori sono frutto di una joint venture fra Psa e Bmw. A bordo non mancano i vani dove riporre gli oggetti (il cassetto portaoggetti ha una capacità di 12,2 litri, e uno speciale condotto colle-

SARÀ PRODOTTA IN TRE STABILIMENTI IN FRANCIA, SPAGNA E SLOVACCHIA

Investimento di un miliardo di euro PARIGI - Il gruppo PSA ha investito oltre un miliardo di euro nella nuova 207. L’obiettivo della produzione per il 2005 è di oltre 500mila esemplari. “La scelta di dar vita a questo nuovo modello - ha detto Frederic Saint-Geours, direttore generale - si spiega anche con la profonda evoluzione di cui è stato oggetto il segmento B. Una lenta evoluzione accompagnata da una moltiplicazione e da una frammentazione dell’offerta, con una proposta di svariate linee di prodotto, il debutto di nuovi concetti e così via”. “Con un aumento del 50 per cento delle vendite nel mondo - dice Christian Peugeot, direttore della comunicazione - a partire dal 1998 e con una crescita delle vendite di modelli del segmento B superiore all’80 per cento, Peugeot si propone oggi come una grande protagonista nel segmento delle compatte”. “Con la 207 - spiega Olivier Thrierr, responsabile del progetto - che affianca la 107, la 1007 e la 206, la Peugeot, oltre ad offrire ben quattro modelli nel segmento B, offre una risposta nuova alle aspettative della clientela”. La nuova Peugeot 207 sarà prodotta a Poissy, a Viaverde in Spagna e in un nuovo impianto a Trnava, in Slovacchia, con non ha nulla a che vedere con quello ceco dove viene invece prodotta la 107. “La forma espressiva e potente della 207 dice Gerard Welter, responsabile dello stile - è stata scolpita con passione dal Centro Stile Peugeot. In una sottile alchimia, i designer hanno saputo conferire un ritmo unico alla 207, in cui si succedono curve dolci e brusche rotture, per creare un’automobile elegante, il cui stile esterno si identifica immediatamente con i canoni estetici Peugeot”. Welter ha poi ricordato come “i passaruota aerodinamici, che si ricollegano ai nostri due prototipi “Picche” e “Quadri”, si associano ai retrovisori esterni del tipo “a bandiera”, che

integrano gli indicatori di direzione laterali supplementari alla base, per sottolineare l’originalità del profilo, mentre le ruote di grande diametro ne accentuano il carattere elegante. Anche le code dei due modelli sono diverse: nella versione Classic lo scudo posteriore dissimula il terminale di scarico, mentre nelle versioni sportive è volutamente incavato per esprimere sportività”. I fanalini posteriori color rubino, molto brillanti, grazie a un procedimento innovativo, accompagnano il movimento dell’auto: corone, ellissi, schermo traforato a effetto diodi. I gruppi ottici posteriori “vivono” e firmano, giorno e notte, l’appartenenza della 207 a un marchio che cattura lo sguardo anche con i fari... La 207 è stata sviluppata a partire dalla piattaforma 1 del Gruppo Psa in modo del tutto originale, adottando un’architettura specifica per la quale sono stati rivisti alcuni dimensionamenti in funzione delle esigenze della tipologia di clientela alla quale sarebbe stata proposta. re fastidiosi abbagliamenti. Un’occhiata al quadro tecnico della 207 è decisamente confortante. All’avantreno troviamo uno schema pseudo McPherson, ulteriormente evoluto rispetto alla 206, con due nuovi triangoli che migliorano la rigidità e il controllo, e barre antirollio con maggiore rigidità e una culla che integra nuovi elementi antiurto. Il retrotreno a traversa deformabile è invece completamente nuovo, con ammortizzatori verticali e articolazioni elastiche di differente rigidità. Vuole offrire una buona sintesi tra piacere di guida, sicurezza passiva e contenimento delle vibrazioni che possono infastidire anche dal punto di cista acustico.

tre volanti diversi, cinque pomelli del cambio, due diverse forme dei sedili, dieci tipi diversi di tessuto di rivestimento, due tonalità (nero o grigio chiaro), due tipi di maniglie e due differenti tipi di pelle (liscia oppure traforata). E si può scegliere anche il tipo della pedaliera: classica oppure in alluminio traforato. I nomi delle versioni destinate al mercato italiano non sono stati ancora decisi

AUTORAMA Mensile di informazione e cultura del mondo dei motori fondato nel 1958 Direttore Responsabile: Paolo Altieri Comitato di Direzione: Paolo Altieri, Raffaello Barbaresi, Valerio Oliveto Art Director: Renato Montino Relazioni Pubbliche: Luisella Crobu Direzione e redazione: Via Ramazzotti, 20 - 20052 Monza Parco (MI) Tel. 039/49.31.01/49.31.02 - Fax 039/49.31.02 Amministrazione: Vega Editrice srl, via Ramazzotti 20, 20052 Monza Parco - Italy, tel. 039-49.31.01/49.31.02, fax 039-49.31.02. PUBBLICITÀ: Co.Prom., via Ramazzotti, 20 - 20052 Monza tel. 039-493101/493103 - fax 039-493102 DIFFUSIONE ABBONAMENTI: Cellofanedit, Cologno Monzese (MI) COMPOSIZIONE E FOTOLITO: Varano Fotocomposizione snc, Busto Garolfo (Milano) STAMPA E LEGATORIA: Ottavio Capriolo spa, Milano Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano n. 133 del 3/4/1969. Una copia Euro 2,00; arretrati il doppio. ABBONAMENTO: annuo Euro 20,00, estero Euro 40,00. Versamento su c/c postale n. 40699209 intestato a Vega Editrice Srl (MI). Per eventuale cambiamento d’indirizzo degli abbonati, accludere 0,50 Euro in francobolli. Poste Italiane Spa -Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art.1, comma 1, DCB Milano Manoscritti e fotografie non richiesti non si restituiscono. Tutti i diritti riservati © by AUTORAMA.

Più grande e più spaziosa della 206, alla quale si affianca, la nuova 207 vanta anche un abitacolo elegante e raffinato, che appare degno di una vettura di segmento superiore.

gato con il climatizzatore consente di tenere al fresco anche la classica bottiglia in plastica di acqua minerale da un litro e mezzo) mentre il bagagliaio ha una capacità minima di 270 litri: la sua forma è regolare e la ruota di scorta è posizionata sotto il pianale. E abbattendo i sedili si può arrivare fino a 923 litri. E a proposito di sedili, le finiture interne sono molto raffinate e i rivestimenti sono di auto da classe superiore. Le nuove offerte in termini di equipaggiamenti sono state pensare per soddisfare anche i sensi: in questo contesto si inseriscono la climatizzazione automatica dual zone, il profumatore di ambiente, l’illuminazione dire-

zionale fissa, l’impianto HiFi JBL abbinato a un accurato comfort acustico e tanti altri accorgimenti per far sentire chi è a bordo come se fosse a casa sua...

Facile da guidare Al posto di guida è facile trovare la posizione ideale, grazie al piantone del volante regolabile in altezza e in profondità (la sua corsa è di circa 40 mm) e al sedile che può scorrere per 230 mm oltre ad alzarsi per 50 mm. Sul passaruota anteriore sinistro è stato ricavato un ampio appoggio per il piede che deve azionare la frizione sulle versioni dotate di cambio manuale e su molte ver-

sioni è previsto un bracciolo centrale tra i due sedili. Il sistema telematico RT3 può essere abbinato a due differenti display, posti al centro del cruscotto: uno in bianco e nero sul quale compaiono i pittogrammi del navigatore satellitare e uno, più sofisticato, a colori, da 7” (16/9) sul quale compare una cartografia e possono essere visualizzati i percorsi, che vengono calcolati automaticamente in funzione delle condizioni del traffico e delle eventuali deviazioni. A seconda delle versioni, il retrovisore interno può essere del tipo elettrocromatico (si trova su molte auto di classe superiore) per cui si adatta automaticamente dal giorno alla notte e per evita-

Brillante e funzionale ma anche molto sicura Il servosterzo elettrico ottimizzato è di tipo “brushless” e modula l’assistenza in modo continuo e indipendentemente dal regime di rotazione del motore. Il diametro di sterzata è contenuto fra 10,4 e 10,6 metri. Tutte le 207 hanno di serie l’Abs con Esp, il ripartitore elettronico di frenata e un dispositivo di assistenza alla frenata. Il cambio può essere manuale o robotizzato 2 Tronic a cinque rapporti, utilizzabile anche in modalità sequenziale. Inoltre non mancano un dispositivo di illuminazione che segue il movimento delle ruote nelle curve e gli airbag frontali e laterali, oltre alle barre intrusione nelle portiere, che proteggono dagli urti laterali. Paolo Altieri


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Gennaio/Febbraio 2006

䡵 CITROËN / Al volante della nuova ammiraglia C6

Il futuro è già incominciato Finalmente è giunto il momento di provare la vettura incaricata di rilanciare il marchio del Double Chevron nella fascia delle alto di gamma. In vendita a partire dal prossimo mese di aprile, viene proposta con un 6 cilindri a benzina 3 litri e con un turbodiesel V6 di 2,7 litri PARIGI - La Citroën per molto tempo era rimasta al di fuori del cosiddetto alto di gamma. Una scelta dettata da esigenze di marketing, ovviamente, anche perché con la fine della XM nel 2001 mancava un modello che potesse ben figurare in questo ambito. La C5 si posizionava infatti un gradino più in basso. Ora questa lacuna viene colmata con la C6, che arriverà in Italia a partire da aprile, e che abbiamo potuto provare in anteprima nei dintorni di Parigi. La gamma iniziale della C6 è composta da due motorizzazioni; un sei cilindri a benzina da tre litri con architettura V6 e un turbodiesel 2.7 V6 Hdi da 208 cavalli. Il bello è che il nome C6 si riallaccia alla storia della Casa francese; già negli Anni 30 questa denominazione individuava una berlina di lusso di questa Casa. Ovviamente è passato molto tempo, e del vecchio modello la nuova C6 riprende solo il nome di questa illustre antenata, trattandosi di una vettura ben più moderna e indiscutibilmente all’avanguardia.

Linea originale e ricca di personalità Assolutamente originale nello stile e ricca di personalità, la nuova C6, un’auto che nella linea si potrebbe definire a metà strada fra la berlina e la coupé, ha tutti i numeri per imporsi in un segmento decisamente importante nell’ambito europeo. La sua linea non passa di certo inosservata, grazie a quel cofano affusolato con il grande double chevron al centro della calandra, i fendinebbia di forma circolare che si inseriscono nella parte inferiore dello scudo, ai lati della presa d’aria, mentre i gruppi ottici anteriori, con fari bi-xeno, che seguono i movimenti delle ruote quando si percorrono le curve, si estendono verso i parafanghi. Nella vista in fiancata spicca la linea di cintura che tende a scendere verso la parte posteriore, mentre nella coda spiccano i gruppi ottici rialzati, posti ai lati dell’originale portellone. Fluida ed elegante, la C6 è indubbiamente equilibrata nelle proporzioni dei vari volumi. Il feeling con le grandi Citroën del passato, la DS, la CX e la XM, evidenziato dagli stessi vertici della Casa francese, qui non è solo formale ma anche sostanziale, nel senso che questa vuole essere un’auto punto di riferimento nel suo segmento di appartenenza. La gestazione progettuale di quest’auto è stata lunga, se si pensa che il prototipo da cui deriva, la Lignage, fu

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metri all’anno. Il turbodiesel sarà invece sicuramente il motore più richiesto in Italia (tra l’altro forse già nel 2006 dovrebbe arrivare anche una versione “business” con il 2200 diesel Hdi Fap e il cambio manuale) e questo 2.7 V6 Hdi con filtro Fap antiparticolato ha le carte in regola per imporsi. Frutto della collaborazione fra Psa e Ford, ha 208 cavalli e soprattutto, come abbiamo detto, ben 440 Nm di coppia massima: tutto questo nell’utilizzo quotidiano della vettura si traduce in una grandissima elasticità e in una grande grinta anche in ripresa, nonostante la scelta di rapporti piuttosto lunghi per contenere i consumi.

Grande coefficiente aerodinamico L’eccellente coefficiente aeridonamico della C6 ovviamente a sua volta contribuisce in modo determinante a mantenere bassi i consumi, anche se va detto che segnali positivi in questo senso sono già venuti da altri modelli prodotti da altre Case che già disponevano di questo motore e che avevamo avuto modo di provare in precedenza. Comunque va detto che sia la versione a benzina che la turbodiesel dipongono di una trasmissione automatica a sei rapporti, che evidenzia grande morbidità nei passaggi da un rapporto all’altro. Saggiamente centellinata nelle sue apparizioni in pubblico (la mostra del cinema di Venezia, la mostra sul Capresentato al Salone di Ginevra del 1999. Un’attesa lunga, indubbiamente, ma evidentemente necessaria per ricostruire pazientemente l’identità di un marchio, modello dopo modello, partendo dalla Xsara Picasso e proseguendo con le varie C5, C3, C2, C4 e C1. La monovolume C8 esisteva già, e adesso la C6 è un altro particolarmente importante tassello in questo senso. E il fatto che la versione definitiva sia rimasta fedele al prototipo di partenza fa capire come alla Citroën abbiano voluto dare vita a un’altra auto assolutamente originale, nel rispetto di quella filosofia che da sempre caratterizza un po’ tutti i modelli di questa Casa. Apriamo la portiera e saliam a bordo. L’abitacolo è un vero salotto: i sedili in morbida pelle sono delle vere e proprie poltrone, e le regolazioni elettriche abbondano ovunque. Tra l’altro le versioni Exclusive volendo possono disporre anche della regolazione elettrica dei sedili posteriori. Un’auto che ti vizia e che ti coccola, in sostanza, e che non ha nulla da invidiare alle più blasonate ammiraglie tedesche. In pochi istanti si trova la posizione di guida più idonea, mentre nella parte centrale della plancia spicca lo schermo del navigatore satellitare. Il cockpit con il quadro strumenti, posto davanti al guidatore, abbandona le classiche lancette a favore di un futuristico indicatore digitale. E la classica ciliegina sulla torta è costituita dalle informazioni sul-

la velocità e sulle indicazioni per la navigazione che vengono proiettate anche sul parabrezza all’altezza degli occhi per evitare pericolose distrazioni. Ma è tempo di verificare su strada le positive impressioni che la C6 dà di sé da ferma. Come spesso avviene parlando di una vettura del double chevron, qui il comfort prevale sulla... sportività, anche se sul piano delle prestazioni va detto che questa ammiraglia non delude assolutamente. Tutt’altro. Per quanto riguarda la sicurezza ricordiamo che questo modello dispone anche del dispositivo che avvisa il guidatore quando si supera la linea di carreggiata (lane keeping) oltre che del cruise control intelligente che avvisa se si sta superando il limite di velocità precedentemente fissato. Dispositivi

questi che la clientela del double chevron aveva già avuto modo di apprezzare in precedenza sulle C4 e C5. Inoltre non mancano sensori di parcheggio e freno di stazionamento elettronico, altre due “chicche” che a ben vedere sono praticamente obbligatorie su un’auto di un così alto lignaggio.

La nuova C6 ha una linea assolutamente inconfondibile e nella vista in fiancata ricorda le grandi Citroën di ieri, dalla DS alla CX. Sotto, il suo abitacolo ha un comfort elevatissimo.

Bastano pochi chilometri al volante per avere la sensazione di viaggiare sul velluto, grazie all’ottimo lavoro svolto dalle sospensioni idropneumatiche con sistema di ammortizzazione di tipo variabile: un’esclusività di questa Casa che avevamo ritrovato su altri modelli famosi e che è stata continua-

mente affinata e perfezionata negli anni. I motori sono all’altezza delle aspettative. Il discorso vale sia per il 3 litri V6 da 215 cavalli che per il 2.7 V6 con doppio turbocompressore. Il primo ha una splendida coppia di ben 290 Nm a soli 3.750 giri, il secondo ne offre addirittura 440 già a 1.900 giri. Fluido e potente, il V6 a benzina spinge generosamente sin dai bassi regimi e in autostrada consente di andare allegramente con un filo di gas, consentendo una grande agilità anche sui percorsi misti, pur tenendo conto delle dimensioni della vettura. Silenziosa e brillante, questa è la versione fatta per chi non bada ai consumi o percorre non molti chilo-

ravaggio a Palazzo Reale a Milano) la C6 ha saputo suscitare la curiosità di una potenziale clientela che adesso, almeno in Italia, dovrà aspettare un paio di mesi prima di acquistarne una, anche se il listino di questo modello è già stato definito da tempo: si parte dai 43.700 euro chiavi in mano della C6 3.0 V6 per proseguire con i 53.160 euro della versione 2.7 V6 Hdi “base”, mentre le ancor più raffinate versioni Exclusive costano rispettivamente 46.500 e 55.960 euro. Prezzi consistenti, certo, ma adeguati alla classe di un’auto di questo livello, e sicuramente competitivi nell’ambito di un rapporto qualitàprezzo di tutto rispetto. Gabriele Mutti


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Gennaio/Febbraio 2006

䡵 FIAT / Avveniristica realizzazione sulla base dell’Iveco LMV

Oltre, l’Hummer made in Italy Al Motor Show di Bologna, con una spettacolare esibizione, è stata presentata la Fiat Oltre, una showcar unica nel suo genere che conferma l’eccellenza tecnologica del Gruppo Fiat anche nel campo delle trazioni integrali e dei grandi fuoristrada. Ma è stato determinante in materia il contributo dell’Iveco destinata a uso come “posto di comando”. Dopo essere stato adottato dall’esercito italiano, il veicolo è risultato vincitore del concorso denominato “FCLV” (Future Command and Liaison Vehicle) e sarà quindi acquisito anche dall’esercito britannico, a conferma delle eccezionali qualità che ha messo in mostra durante i serveri test ai quali è stato sottoposto. L’LMV è disponibile nelle due versioni da 4.704 e da 5.504 mm, con un passo rispettivamente da 3.200 e da 3.500 mm, ha un carico utile che varia da 2,5 a 2,7 tonnellate, un PT di 6,7 tonnellate e una capacità di traino di 2 tonnellate. La velocità massima per entrambe le versioni è di 130 km/h e il motore sviluppa in entrambi i casi 138 kW, pari a 185 cavalli. Il suo propulsore è un Iveco F1C common rail. Sarà prodotta la Fiat Oltre? Visto il successo dell’Hummer nel mondo, verrebbe spostaneo pensare di sì, anche se non si trattereb-

T ORINO - Il Motor Show di Bologna ha tenuto a battesimo la Fiat Oltre, un prototipo di grande 4x4 che ricorda l’Hummer (ma anche volendo le Lamborghini LM 001 e 002) e che nasce sulla base del LMV (Light Multirole Vehicle) di Iveco, il nuovo “off-road” militare dotato di soluzioni tecniche d’avanguardia e che, oltre a essere stato scelto dall’Esercito Italiano, ha vinto il concorso “FCLV” (Future Command and Liaison Vehicle) per British Army. La Fiat Oltre è caratterizzata, all’esterno, da dimensioni generose: è lunga 4.870 mm, alta 2.050 mm, larga 2.200 mm e con un passo di 3.230 mm. Il tutto espresso attraverso uno stile “esuberante”, dettato da una silhouette con passaruota lineari che tagliano la fiancata pulita. Tra l’altro, anche le maniglie delle porte sono incassate, proprio per non costituire un ostacolo durante la marcia in fuoristrada. Insomma, questo concept enfatizza la funzionalità, estremizzata dalle prestazioni del veicolo.

Tipologia “crew-lab” Inoltre, la tipologia “Crew-Cab” (a doppia cabina con cassone aperto) costituisce il connubio perfetto tra la sensazione di dominio sul terreno, all’interno del confortevole abitacolo, e la spartanità di un puro pickup da spedizione. Non ultimo, la struttura tubolare sopra l’abitacolo conferisce all’insieme ancora più solidità, richiamando l’attenzione anche sulla presenza di un roll-bar completo all’interno. Infine, un parasole orientabile alla sommità del parabrezza dona dinamicità a tutto il padiglione, creando un richiamo ai tipici veicoli da ‘traversata’ desertica. Chiara espressione di forza e solidità, quindi, la Fiat Oltre eredita tutte le peculiarità del modello militare a iniziare dalla trasmissione 4x4 permanente che le consente di affrontare qualunque situazione o percorso. Merito anche dell’elevata altezza da terra (50 cm) e di un sistema molto efficiente di sospensioni. Contribuisce, inoltre, alla sua straordinaria capacità di “esploratrice” anche l’inserimento automatico della trazione totale (in base alle necessità del momento). Infine tutti e tre i differenziali sono bloccabili, opportunità che garantisce un’aderenza ottimale delle ruote in tutte le condizioni. Grazie a queste soluzioni la Fiat Oltre può superare una pendenza laterale fino al 40 per cento e pendenze longitudinali dell’80 per cento, oltre a po-

ter affrontare un guado di 85 cm (aumentabile a 1,5 metri con opportune tubazioni di prolunga su aspirazione e scarico). Non ultimo, la show-car adotta pneumatici ad altissime prestazioni Pirelli Scorpion Zero Asimmetrico 315/40R26 XL (Extra Load), ribassati e di concezione ultra sportiva in codice di velocità V. Capace di svolgere molteplici funzioni, quindi, il veicolo che è stato presentato in anteprima mondiale a Bologna è equipaggiato con un motore diesel Iveco F1C “common rail”, dotato di turbocompressore a geometria variabile e intercooler. In dettaglio, si tratta di un “quattro cilindri in linea” da 3000 cc che eroga una potenza massima di 136 KW (185 cv) a 3700 giri ed assicura una coppia elevata di 456 Nm a 1.800 giri/minuto. Abbinato ad un cambio automatico a sei rapporti, il gruppo propulsore spinge lo straordinario veicolo a una velocità massima superiore ai 130 km/h. Va detto che il prototipo Fiat Oltre, che al Motor Show felsineo ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica, pesa (in ordine di marcia e sfruttando tutta la capacità di carico) circa sette tonnellate, può ospitare quattro o cinque persone, a seconda dell’allestimento interno prescelto, con un carico utile complessivo di circa tre tonnellate. Alla realizzazione della Fiat Oltre hanno dato il loro contributo la RRS per l’allestimento del veicolo, la Pirelli ovviamente per i pneumatici, la Sabelt per i sedili

Il prototipo della Fiat Oltre è un’interessante ipotesi di sviluppo di un off-road estremo, che sfrutta le esperienze maturate da Iveco nell’ambito dei mezzi pensati per l’esercito.

e l’Alpine per i sistemi audio video. Ma il contributo maggiore lo ha dato naturalmente l’Iveco, il cui modello LMV, sigla che sta per Light Multirole Vehicle, vale a dire veicolo leggero polivalente, è nato dalla sempre più sentita esigenza di disporre di mezzi adeguatamente protetti per migliorare il livello di sicurezza del personale militare impiegato in teatri di operazione a elevato rischio. Si tratta infatti di un 4 x 4 permanente particolarmente prestante, il cui progetto è stato incentrato sul modo di ottenere la migliore protezione dell’equipaggio. Ciò è stato realizzato sia posizionando opportunamente i principali organi meccanici (tutti spostati nella parte anteriore o posteriore del pia-

nale per evitare che possano trasformarsi in pericolosi proiettili all’atto dell’esplosione di una mina), sia utilizzando vari kit addizionali che, montati sulla versione base, consentono livelli di protezione differenziati sia contro le mine che contro il munizionamento leggero.

Derivato da un mezzo militare Al fine di incrementare le capacità di sopravvivenza del LMV, inoltre, tutti gli accorgimenti sono stati adottati per limitarne le emissioni termiche, sistemando le marmitte e i tubi di scarico all’interno dei longheroni a “c” che costituiscono il telaio della macchina, e la turbina in posizione riparata, sotto il motore; le emissioni acustiche, contenendole a li-

vello delle norme civili, assai più severe di quelle militari, così che l’LMV si presta ottimamente alle missioni di esplorazione grazie alla sua silenziosità; la riflettività radar, ricorrendo a forme smussate e adeguatamente inclinate; la visibilità ottica, producendo un veicolo compatto e adottando accorgimenti particolari per abbattere i riflessi. Per quanto riguarda la possibilità di rispiegamenti lontani, l’LVM può essere facilmente aviotrasportato anche agganciato a elicotteri tipo CH-47C. Nella versione con cabina lunga e passo di 3.200 mm, proposta quale veicolo da ricognizione e piattaforma per sistemi d’arma, l’abitacolo può ospitare fino a 5 militari. La versione con cabina corta e passo lungo (3.500 mm) è invece

be mai di una produzione da grandi numeri. Ma si potrebbe ovviare alla cosa attingendo proprio al grande know how di Iveco in materia di mezzi da produrre in serie piuttosto limitata, se non addirittura su richiesta. La nicchia di mercato c’è e sta crescendo rapidamente. Il know how di chi è stato coinvolto anche, per cui, se sono rose... fioriranno. Anche perché alcuni mercati, come gli Eirati Arabi e alcuni Stati degli Usa, hanno da sempre una particolare predilezione per veicoli di questo tipo. E non a caso si tratta di mercati dove il consumo del propulsore è un fattore che passa assolutamente in secondo piano, e dove contano robustezza, affidabilità e comfort. La stessa estetica conta meno di certe esigenze... tattiche.


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Gennaio/Febbraio 2006

Nate per divertire e sorprendere, le due novelle di casa Fiat confermano di possedere quelle doti e valori iscritti nel DNA del Marchio: design innovativo, tecnologia avanzata e soluzioni intelligenti che migliorano la vita a bordo BALOCCO - Rendere facilmente accessibile dei contenuti e una tecnologia altrimenti riservati a vetture più elitarie, è l’obiettivo che Fiat si è prefissa di raggiungere con il lancio di Panda Cross e Sedici. Queste due vetture si configurano come l’alternativa che fa della “libertà di scelta” l’elemento caratterizzante. L’approccio che Fiat usa per entrare nel mondo dei 4x4, è riuscire a coniugare tutti i vantaggi dei moderni SUV e l’assenza di compromessi rispetto alle vetture più “normali” in termini di dimensioni, prezzo, comfort e consumi. Il percorso progettuale che le caratterizza è imperniato attorno al concetto di fusione di diverse tipologie di vetture: si vuole combinare il piacere di guida e le caratteristiche di handling di una compatta Fiat con le performance fuoristradistiche di uno sport utility vehicle, dando vita a un nuovo concetto di versatilità. Dalla linea compatta, pulita e nell’insieme robusta, concentra nei suoi tratti una doppia valenza che coniuga bellezza e stile con funzionalità. Sono queste le caratteristiche estetiche principali di Fiat Sedici che, nata dalla matita di Giorgetto Giugiaro, svela l’attenzione italiana per i dettagli e le proporzioni.

Un abitacolo molto vivibile Estremamente manovrabile, ben 11 cm inferiore alla media dei SUV compatti, è ottimale per l’utilizzo quotidiano e nonostante i 411 cm di lunghezza, l’abitacolo interno è molto vivibile e spazioso e arricchito da buone doti di silenziosità. Il tunnel centrale è ben studiato e i pulsanti sono molto intuitivi e ben posizionati. Buona anche la qualità delle plastiche impiegate. Il suo comportamento su sede stradale è molto diretto, preciso lo sterzo e pregevole l’assetto in curva. Buona la stabilità anche a elevate velocità. In fuoristrada, l’elemento chiave della vocazione “multipur-

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te che non ha ancora perso la voglia di giocare, Panda Cross è una “small inclusive” capace di unire doti di straordinaria compattezza a prestazioni fuoristradistiche di notevole qualità, dimostrando come la taglia non sia sinonimo di inarrestabilità ed efficienza.

Proiettori sovradimensionati

䡵 FIAT / Panda Cross e Sedici, due “integrali” per tutti

Le piccole ribelli pose”, ovvero la trasmissione integrale adattabile, conferisce trazione anche grazie all’ECCD (sistema elettrico di accoppiamento a frizione multidisco a secco), che modula la coppia trasferendola in base alle necessità di trazione, togliendo d’impaccio l’auto in ogni condizione di terreno. Fiat Sedici adotta un nuovo sistema di “4x4 on demand”, con differenziale centrale e ben tre modalità operative che permettono di trasmettere coppia alle sole due ruote motrici anteriori; di demandare la distribuzione della coppia al comando “auto”, cosicché nel momento in cui dovesse diminuire l’aderenza il sistema regolerebbe autonomamente la distribuzione tra l’asse anteriore e il posteriore; oppure di bloccare la distribuzione di cop-

pia equamente tra asse anteriore e posteriore per garantire massima prontezza nelle condizioni estreme. Le motorizzazioni proposte sono due, entrambe Euro 4: un 1.6 litri da 107 cv (benzina), a cinque rapporti, con coppia massima di 145 Nm a 4.000 giri e un 1.9 litri Multijet 120 cv a sei rapporti, con coppia motrice di 280 Nm. Peccato per il montante anteriore che oscura sensibilmente il campo visivo durante le curve verso sinistra, limitando la percezione della strada e, forse, sarebbero stati più funzionali quattro freni a disco (anziché solo due anteriori), in quanto la frenata a velocità sostenute risulta abbastanza ruvida e il posteriore si alleggerisce un po’ troppo. Nel caso di Panda Cross, l’intenzione alla base del

progetto era quella di fare qualcosa di unico e distintivo, proponendo una vettura del segmento “A” con una

tecnologia del tutto estranea ed innovativa per le caratteristiche di questa categoria di automobili. Nata per gen-

Un carattere “teneramente aggressivo” caratterizza il suo aspetto esteriore: grandi fasce paracolpi, proiettori tondi sovradimensionati, modanature e barre che assieme al paraurti dotato di scudi per la protezione delle componenti meccaniche, dichiarano lo spirito offroad della vettura. Gli interni sono leggermente differenti da quelli della normale Panda 4x4: il piano di seduta del guidatore è infatti più elevato e la plancia si diversifica per il colore nero. Il comportamento in strada è decisamente buono. Risponde bene ai comandi ed è piuttosto stabile anche ad andature abbastanza sostenute. Buone le doti di tenuta in curva. In fuoristrada è praticamente inarrestabile: con un angolo di attacco di circa 24° e di un angolo di uscita di 42° supera praticamente ogni ostacolo; se a questo sommiamo una profondità di guado di circa 30 cm e una pendenza superabile del 55 per cento, ci rendiamo conto delle impensate qualità fuoristradistiche di questo mezzo.

Il segreto del successo di Panda Cross è la trazione integrale permanente, regolata da un giunto viscoso che ripartisce la trazione tra asse anteriore e posteriore in modo ottimale e continuo. Il trasferimento di coppia avviene quindi in modo automatico, se necessario, consentendo un comportamento del tutto simile a un 2WD su strade asfaltate. Ulteriore novità è il sistema LD (blocco differenziale) che agisce frenando le ruote che slittano, trasferendo la coppia sulle altre dello stesso asse. Il motore è un 1.3 litri Multijet Euro 4 da 70 cv, con una coppia massima di 145 Nm, sufficiente per donare alla Panda una discreta ripresa. Peccato per le plastiche della plancia e degli interni, che potrebbero essere di qualità superiore se rapportate ai quasi 18.000 euro di costo del veicolo. Federico Grechi


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Gennaio/Febbraio 2006

䡵 HYUNDAI / Debutta un nuovo motore da 140 cavalli

Tucson: con il cuore si vince La gamma della SUV compatta Hyundai Tucson si conferma in piena sintonia con le tendenze del mercato, e si arricchisce con l’arrivo di un nuovo potente motore a gasolio 2 litri da 140 cv, a normativa Euro 4, che la rende ancora più accattivante MONTEROTONDO DI GAVI - Forte di un successo straordinario anche in Europa, dove ha dato un contributo fondamentale all’aumento delle vendite della marca (+6 per cento rispetto al 2004), Tucson ha conquistato in Italia quote consistenti di mercato, con oltre 8.000 unità commercializzate nel solo 2005, che le hanno permesso di raggiungere il terzo posto assoluto nella classifica dei SUV più venduti. Il segmento 4x4 vede Hyundai protagonista anche nella fascia superiore, con modelli di alto contenuto come Santa Fe e Terracan, vetture che completano un’offerta di vetture a trazione integrale imbattibile in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Considerando che, in particolare sul mercato italiano, le sport utility sono di gran lunga preferite con le motorizzazioni a gasolio,

0 a 100 km/h in 12 secondi, valori che sarebbero già buoni per una berlina o station wagon di classe mediosuperiore. Anche i consumi, inoltre, si mantengono su livelli molto contenuti, con una media di soli 7,1 lt/100 km. Al momento, questo motore risulta essere il migliore del segmento come potenza offerta e, inoltre, riesce anche a essere il più ecologico grazie al filtro antiparticolato, del tipo autorigenerante, di serie, che permette una notevole riduzione delle emissioni nocive. Infatti, Tucson CRDi VGT è uno dei pochissimi SUV che può circolare in molte città durante le giornate di blocco al traffico, grazie al fatto di poter disporre di un motore Euro 4 dotato di filtro antiparticolato. Il CRDi VGT non sostituisce, comunque, il noto pari cilindrata da 112 cv e 245 Nm di coppia, abbinato a un cambio a 5 marce o automaHyundai ha deciso di arricchire la gamma delle versioni diesel della Tucson con un nuovo quattro cilindri due litri dal taglio sportivo dalle caratteristiche tecniche molto avanzate, potente, pulito e dai consumi estremamente ridotti.

Si pone ai vertici della categoria Con una cilindrata di 1.991 cc, basamento in ghisa e testata in alluminio, sistema di alimentazione a iniezione diretta common-rail, a camme in testa e 4 valvole per cilindro, turbocompressore a geometria variabile VGT con intercooler e rispetto delle normative antinquinamento Euro 4 (grazie anche al filtro antiparticolato, del tipo autorigenerante automaticamente e senza bisogno di manutenzione), il debuttante diesel

BEN 8.000 TUCSON CONSEGNATE NEL CORSO DEL 2005

La sport utility piace sempre più MONTEROTONDO DI GAVI - Il segmento dei SUV in Italia è in continua espansione, e lo conferma il fatto che dal 1998 al 2004 si è passati da 63mila a oltre 120mila unità vendute nel 2004, con una quota di mercato che è salita dal 2,5 al 5 per cento. Ne parliamo (nella bella cornice del relais “L’Ostelliere” a Monterotondo di Gavi) con Gianni Cocchi, direttore della comunicazione di Hyundai Automobili Italia, che fa presente come “nel corso del 2005 il trend medio di crescita del segmento è stato pari o superiore al 10 per cento, e gli ultimi dati disponibili riportano come raggiunta e superata la soglia del 6 per cento di quota mercato, con oltre 130mila unità vendute, un ottimo dato se si considera l’andamento generale del mercato dell'auto e la sua fase economica”. Secondo Cocchi questa crescita inarrestabile “è dovuta in buona parte al fatto che nel corso di questi ultimi anni si è assistito a un’evoluzione dell’offerta, presentando vetture sempre più compatte, facile da usare, sicure ed economiche, e che sono state quindi in grado di raccogliere un notevole successo sul mercato. L’obiettivo ragionevole in un futuro abbastanza prossimo è arrivare a una quota di mercato del 10 per cento”. In questo importante segmento Hyundai è da sempre uno dei lea-

Praticamente invariata rispetto alle versioni precedenti, la nuova Hyundai Tucson con motore turbodiesel da 140 cavalli ha ovviamente la sua vera novità sotto il cofano: la gamma è stata ampliata per venire incontro alle esigenze della clientela.

der di mercato: Galloper vende mediamente 15mila unità all’anno, Santa Fé ne totalizza altre 21mila, Terracan 7mila e Tucson quasi 12mila. “Tucson - spiega Cocchi - ha ottenuto risultati positivi in soli 16 mesi di commercializzazione, e con una disponibilità di prodotto spesso deficitaria. Nel corso del 2005 Tucson è stato scelto da oltre 8mila clienti, che lo hanno spinto di forza sul podio, in terza posizione, fra i Suv più desiderati nella nostra Penisola”. Tucson è risultato essere molto apprezzato dalla clientela italiana. “Piace - dice Cocchi - perché la clientela lo sente come studiato e realizzato per soddisfare al meglio tutte le esigenze e le necessità di acquista un veicolo di questo tipo. Inoltre la sua linea riuscita e unica ha esercitato un forte richiamo verso chi è alla ricerca di un Suv in grado di distinguersi fra la massa. A mio avviso è stato anche percepito come una nuova opportunità per chi si è avvicinato per la prima volta a questa tipologia di veicoli. Grazie alle sue dimensioni compatte e alla linea unica e personale, Tucson ci ha permesso di avvicinare al marchio Hyundai una nuova fascia di clienti, più giovani e dinamici. Devo dire che è stato visto spesso come un’alternativa a molte classiche vetture, anche dalla clientela femminile”.

della SUV coreana si pone decisamente ai vertici della categoria per rendimento e prestazioni. La potenza di 140 cv (103 kW) a 4.000 g/m e la coppia di 305 Nm (31,1 kgm) a 2.000 g/m sono valori che rendono il CRDi VGT adatto a un uso polivalente sia su strada che off-road. Accoppiato esclusivamente a un nuovo cambio manuale a 6 rapporti, consente a Tucson di raggiungere i 177 km/h di velocità massima e di accelerare da

tico a 4 rapporti, finora bestseller nella gamma Tucson e accreditato di 168 km/h di punta massima, 13,8 secondi da 0 a 100 km/h e 7,1 lt/100 km nel ciclo di consumo combinato. Nella gamma sono inoltre disponibili due brillanti propulsori a benzina: un 4 cilindri di 1.975 cc, bialbero 16 valvole con variatore di fase continuo CVVT, abbinato a un cambio manuale a 5 marce, da 142 cv e 184 Nm di coppia, per 174 km/h di velo-


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Gennaio/Febbraio 2006 cità massima, accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,3 secondi e consumo medio di 8,2 lt/100km; ed un 6 cilindri a V di 2.656 cc, bialbero 24 valvole, abbinato a un cambio automatico-sequenziale a 4 rapporti, da 175 cv e 241 Nm di coppia, per 180 km/ di punta, passaggio da 0 a 100 km/h in 10,5 secondi e consumo combinato di 10 lt/100km. Con l’arrivo delle nuove versioni la gamma Tucson comprende così otto diversi modelli che si distinguono per l’eccellente rapporto prezzo/contenuti e, tra l’altro, godono di una privilegiata formula di garanzia totale per 3 anni a chilometraggio illimitato e di 6 anni per la corrosione passante.

Compatta e funzionale Compatta negli ingombri esterni, al pari di una normale auto di segmento C (lunghezza di 4,32 metri e larghezza di 1,79), e soltanto un po’ più alta (1,68 metri, che diventano 1,73 con i mancorrenti sul tetto), Tucson non ha difficoltà a muoversi in ambito cittadino, mentre si dimostra maneggevole e perfettamente a suo agio anche su una strada di campagna non asfaltata o su percorsi di montagna ricchi di curve. Ma la versatilità della SUV Hyundai si evidenzia anche nello studio funzionale dell’abitacolo, con doti di modulabilità e di sfruttamento degli spazi paragonabili a quelle di una station-wagon o di una monovolume di classe media. Il passo di 2,63 metri e gli attenti studi ergonomici consentono di ospitare senza problemi 5 persone e i loro bagagli, grazie a un vano con capacità di 540 litri, ampliabile fino a 1375, accessibile sollevando il grande portellone posteriore o attraverso il lunotto apribile separatamente quando i colli non sono troppo pesanti. I sedili posteriori sono a ribaltamento frazionato (60/40) e si può creare, facilmente e con una sola mossa, un’ampia superficie del tutto piatta e completamente sfruttabile. Rete e ganci fermacarico contribuiscono, inoltre, a sistemare in ordine e in sicurezza qualsiasi tipo di oggetto evitando gli scorrimenti e numerosi sono i vani supplementari, come vaschette, cassetti, tasche, portabicchieri-lattine, a conferma dell’attenzione rivolta alle esigenze dei passeggeri. Anche il comfort è fra i punti di forza di Tucson, perfettamente in linea con berline e wagon della stessa categoria. Sedili regolabili ben imbottiti e avvolgenti, disposizione razionale dei comandi sulla consolle centrale, assetto al volante regolabile e comodo per tutti. L’ambiente interno, tra l’altro, è rifinito con estrema cura, utilizzando plastiche ben trattate, tessuti robusti e pelle per volante, pomello del cambio e parte della selleria sulle versioni Dynamic. Lungo l’elenco degli accessori di serie già sul modello d’ingresso Active (dal climatizzatore ai cerchi in lega leggera, al sistema audio con lettore CD/MP3, ai retrovisori esterni a regolazione elettrica riscaldabili,

ai vetri atermici oscurati, all’antifurto con telecomando). Alle doti di tenuta e stabilità della Tucson contribuiscono poi le sofisticate sospensioni a quattro ruote indipendenti montate su telaietti ausiliari, McPherson all’avantreno e Dual Link al retrotreno, con alta capacità di assorbimento e, al tempo stesso, in grado di garantire la massima stabilità. I pneumatici sono da 215/65 R16 per l’allestimento Active e 235/60 R16 per quello Dynamic, in entrambi i casi montati su cerchi in lega leggera. Lo sterzo, a cremagliera, con servocomando ha, inoltre, un rapporto di demoltiplicazione molto diretto (appena 3,06 giri del volante per la sterzata completa) e consente un raggio di volta contenuto in soli 5,4 metri. Secondo la tradizione Hyundai, anche Tucson è frutto di una progettazione che ha messo al primo posto la sicurezza, sia passiva che attiva. La SUV della casa coreana offre, infatti, oltre ad una scocca realizzata in conformità alle norme più severe, un abitacolo protetto da 6 airbag (2 frontali, 2 laterali anteriori e 2 a tendina anteriori e posteriori), ed equipaggiato con cinture a tre punti di ancoraggio (pretensionate e a ritenzione programmata le anteriori). L’impianto frenante è a quattro dischi (gli anteriori autoventilanti) con ABS e ripartitore elettronico EBD, mentre della dotazione di serie dell’intera gamma fa parte il sistema integrato di controllo della trazione e della stabilità (TCS+ESP).

Raffinato sistema di trazione integrale Auto “trasversale”, Tucson ha la sua punta di diamante tecnologica nel raffinato sistema di trazione integrale InterActive Torque Management a controllo elettronico, che funziona secondo il principio TOD (Torque On Demand), letteralmente “coppia a richiesta”. In condizioni di aderenza normali e seguendo tratti rettilinei, la SUV Hyundai si comporta come una trazione anteriore, limitando consumi e rumorosità senza l’intervento superfluo di una trasmissione della coppia anche alle ruote posteriori. Quando però la vettura percorre una curva o il sistema rileva una differenza di aderenza tra avantreno e retrotreno, il giunto centrale a controllo elettronico, integrato nel differenziale posteriore, provvede a trasferire parte della coppia alle ruote posteriori fino a un massimo del 50 per cento. Nel caso occorra affrontare tratti fuoristrada di un certo impegno o fondi a bassa aderenza, come quelli innevati, la trazione integrale può essere inserita semplicemente azionando un tasto sulla plancia, e resta in funzione fino a una velocità di 40 km/h. Se, invece, la differenza di aderenza interessa le ruote di uno stesso asse, quella più veloce e in situazione più critica viene frenata dall’intervento del controllo di trazione TCS integrato nell’ESP, disinseribile con un pulsante sulla plancia. Paolo Altieri

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䡵 KIA / Tolti a Detroit i veli a un prototipo crossover

Soul, sport utility da guerre stellari La Casa coreana ha colto tutti di sorpresa presentando un veicolo dalle forme originali e accattivanti, con un’espressione quasi da robot nel frontale e molte soluzioni interessanti in termini di funzionalità. Un’automobile maneggevole e brillante che sa destreggiarsi molto bene anche in città

DETROIT - Poche auto possono vantare una personalità spiccata come la Kia Soul, il prototipo di sport utility presentato in anteprima al Salone di Detroit. Un’auto che si presenta con un corpo vettura essenziale e stilizzato, ideale per un SUV compatto, destinato sia al trasporto di quello che serve per le vacanze in montagna che per sfidare il traffico più convulso nei centri urbani. Archiettura e impostazione del Soul, un’auto che si distingue per la carreggiata particolarmente generosa, ne riflettono il carattere sportivo. Il parabrezza avvolge completamente i montanti, i cerchi trasmettono un’immagine di forza e potenza, i proiettori anteriori stilizzati e il tetto inclinato contribuiscono a comunicare un’immagine atletica destinata ad appagare quella clientela che privilegia uno stile di vita dinamico e giovanile. Il tetto inclinato integra uno speciale tettuccio panoramico a trasparenza variabile. La sezione anteriore scorre indietro bloccandosi sulla posteriore, consentendo una marcia a cielo aperto di cui possono beneficiare tanto i passeggeri anteriori che quelli posteriori. Inoltre, sempre sul tetto, due eleganti barre portatutto, sistemate in senso trasversale, consentono di fissare eventuali oggetti da trasportare fuori dall’abitacolo. In un’insolita combinazione simmetrica, i fari anteriori integrano, al di sotto dei proiettori, anche le griglie di accesso dell’aria, secondo uno schema già anticipato su un altro concept, la Mesa, che coniuga funzionalità ed eleganza.

Lo scudo protettivo anteriore, che svolge ovviamente anche una funzione di paraurti, è realizzato in materiale nero opaco e integra i fendinebbia. Le prese d’aria laterali conferiscono carattere al veicolo e migliorano il raffreddamento del vano motore. La costruzione delle fiancate del Soul è stata realizzata all’insegna della massima sicurezza per i passeggeri, consentendo al tempo stesso la realizzazione di portiere “Freestyle”, che si aprono a libro, sono prive di montanti e agevolano al massimo l’accessibilità a bordo e la discesa dal veicolo. Lo scudo protettivo posteriore, realizzato in materia-

le antiriflettente, incornicia la targa e supporta un portellone ad apertura motorizzata, comandabile dalla plancia. Il portellone è realizzato in un esclusivo compartimento scatolato monoblocco, capace di contenere tutto il necessario per un’attività sportiva e dinamica. Realizzato come se fosse... una cassetta per la posta, può ospitare indumenti bagnati o un paio di scarpe inzaccherate che non si vogliono portare nell’abitacolo e persino uno skateboard. Nel concepire l’abitacolo si è data grande importanza all’impianto Hi-Fi. Il cruscotto è stato progettato intorno agli altoparlanti frontali, mentre un computer no-

Qui sopra, la caratteristica apertura “ad armadio” della Kia Soul, un prototipo ricco di soluzioni innovative e funzionali.

tebook con monitor multifunzione, ospitato nel vano portaguanti, completa il sistema d’intrattenimento multimediale. Il notebook scorre su guide e può essere posizionato a portata di mano, tanto del guidatore che del passeggero. L’impianto multimediale adotta tecnologie Bluetooth e MP3 e dispone di alcune porte USB, di Wi-Fi e di collegamenti telematici. I monitor per i videogame sono ripiegabili, come sugli aerei, nella consolle centrale e possono essere spostati per tutta la lunghezza dell’abitacolo, per essere utilizzati tanti dai passeggeri anteriori che da quelli posteriori.

Illuminazione regolabile Un’altra peculiarità della Soul è l’illuminazione regolabile dell’abitacolo. Al posto della classica luce proiettata da una plafoniera centrale sono presenti degli elementi luminosi che incorniciano ogni sezione del tettuccio trasparente. Lo stesso tipo di illuminazione è realizzato nei pannelli delle porte e ricorda quella delle limousine, conferendo al Soul una connotazione più “urbana” e colloquiale. La forma del veicolo evidenzia una notevole abitabilità, considerati gli ingombri esterni. Il Soul è grande e pratico all’interno, con un’elevata modularità dello spazio disponibile, ed è configurabile in diverse modalità d’impiego. Due sedili anatomici assicurano la migliore stabilità e un elevato comfort di marcia al guidatore e al passeggero anteriore, mentre i posteriori, totalmente abbattibili. Questo prototipo dispone della trazione anteriore (ma è ovviamente è già prevista una versione 4x4) ed è spinto da un quattro cilindri in linea di due litri alimentato a benzina. La trasmissione si basa su un cambio automatico a cinque rapporti con possibilità di comando manuale sequenziale e con adaptive cruise control, per una guida particolarmente dinamica e brillante, ma al tempo stesso sicura, attenta e confortevole. L’auto è lunga 4.040 mm, larga 1.850, alta 1.620 e con un passo di 2.550 mm. I cerchi in alluminio sono da 20 pollici e i pneumatici sono del tipo 245/45 R 20. Gianni Monaco


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䡵 VOLVO / Il motore D5 da 180 cv equipaggia le S40 e V50

Per automobilisti esigenti Il costruttore svedese introduce l’innovativo turbodiesel cinque cilindri anche sui modelli S40 berlina e V50 Station Wagon. Il D5, con una cilindrata di 2.4 litri e una potenza di 180 cv, rappresenta l’offerta di punta per la gamma diesel dei due modelli. In estate equipaggerà anche la nuova C70 Convertibile, che verrà lanciata sul mercato la prossima primavera BOLOGNA - Gli automobilisti più esigenti saranno soddisfatti. Volvo introduce il nuovo motore D5 anche sui modelli di segmento medio, S40 berlina e V50 Station Wagon, dimostrando nei fatti di essere in grado come costruttore di offrire una combinazione unica di grandi motori diesel in un corpo vettura compatto. Potenza e coppia elevate danno come risultato una guida briosa e gratificante a qualsiasi regime, e con emissioni sempre assai contenute. Inizialmente, il motore viene proposto in accoppiamento con un cambio automatico a cinque rapporti, impostato per garantire un’accelerazione vigorosa ma fluida e progressiva. Il motore D5 fa parte della nuova generazione di motori a gasolio a cinque cilindri introdotti da Volvo Cars a inizio 2005 sui modelli più grandi della sua gamma, ovvero S60, V70, XC70 e XC90. Il D5 verrà montato anche sulla nuova C70 Convertibile e l’obiettivo di produzione annuale per i tre modelli è di 10.000 unità. Nel caso di S40 e V50, questo significa che il D5 rappresenterà circa il 10 per cento delle vendite totali delle versioni diesel per i due modelli in Europa. Rispetto alla prima generazione, il nuovo motore è stato sottoposto a una completa revisione di progetto, per ottenere prestazioni più elevate e una maggior guidabilità. Un lavoro che ha portato anche e soprattutto a un notevole calo delle emissioni. Per installare il cinque cilindri D5 nel vano motore delle S40 e V50, più piccolo rispetto a quello dei modelli large, i tecnici Volvo hanno modificato alcuni criteri di montaggio e la maggior parte dei dispositivi ausiliari. Per esempio, è stato integrato il collettore e il turbocompressore in una sola unità. Montato dunque in posi-

La V50 è uno dei modelli Volvo di maggior successo sul mercato italiano, con l’arrivo del nuovo motore a cinque cilindri turbodiesel, sotto a destra, esalta ulteriormente il suo appeal presso la clientela della nostra Penisola.

zione trasversale, il D5, con una cilindrata di 2.4 litri, rappresenta l’offerta di punta per la gamma diesel dei modelli S40 e V50. In precedenza, erano già disponibili due motorizzazioni quattro cilindri da 1.6 e 2 litri, rispettivamente da 109 e 136 cv. Il D5 ha una potenza massima di 132 kW/180 cv che gli consente di spingere facilmente la vettura fino alle velocità più elevate.

Un’offerta di punta La vigorosa coppia sviluppata, pari a 350 Nm, genera una notevole prontezza di risposta all’acceleratore, sia a regimi bassi sia a quelli più alti. La S40 D5 accelera da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi, la V50 in 8,6 secondi. Il consumo si rivela modesto: nel ciclo misto, il D5 percorre 100 km con 7 litri di gasolio. Il telaio, con sospensioni anteriori Mac-

dei gas di scarico. Un sistema di pre-riscaldamento controllato elettronicamente riduce i tempi di riscaldamento e facilita l’avviamento a freddo. Il D5 dispone dell’ultima generazione di sistemi di gestione. Le elevate capacità d’intervento e il grande numero di sensori garantiscono una regolazione estremamente precisa di tutte le funzioni. Tra le caratteristiche da segnalare, la valvola a farfalla e la valvola EGR (Exhaust Gas Recirculation) a controllo elettronico, per assicurare un impeccabile controllo dell’immissione d’aria e del ricircolo dei gas di scarico. Un radiatore EGR abbassa inoltre la temperatura di combustione al fine di ridurre ulteriormente le emissioni. Il convertitore catalitico è installato in posizione vicina al motore, in modo da velocizzare il riscaldamento iniziale e il fil-

Pherson e asse posteriore Multilink, è stato messo a punto per offrire il massimo comfort di guida. E ad aumentare ulteriormente la sensazione di facilità di guida provvede il cambio automatico a cinque rapporti. Il D5 dispone dell’ultima generazione di turbocompressori a controllo elettronico, per una regolazione rapida e precisa della pressione di sovralimentazione. La girante di grandi dimensioni fornisce coppia e potenza elevate. I condotti variabili sono angolati per rendere più efficace il flusso dei gas e ottenere così un’efficienza ottimale. Tutte queste caratteristiche si traducono in un’accelerazione pronta e decisa nonché in prestazioni velocistiche di tutto rispetto. L’alloggiamento del turbo è raffreddato ad acqua, soluzione inedita per un motore turbodiesel. Il sistema raffredda il turbocompressore appena il motore viene spento, un accorgimento particolarmente importante in caso di soste brevi dopo una guida prolungata ad alte velocità. Il turbo a controllo elettronico eroga potenza in maniera fluida e progressiva, aumentando la sensazione di elevato comfort di guida. All’interno della camera di combustione dei cilindri l’aria dà origine a un vortice. Con l’ausilio di una valvola a farfalla, la turbolenza viene controllata uniformemente. Ciò consente di regolare al meglio la combustione, che si adatta così in maniera ottimale alle condizio-

ni di guida e al carico del motore. Le grandi camere di combustione forniscono una compressione ridotta, favorendo così prestazioni elevate e basse emissioni.

Iniezione con turbolenza variabile Il sistema di alimentazione presenta iniettori a sette ugelli, soluzione che consente di nebulizzare finemente il carburante, a tutto vantaggio della combustione. Il ciclo di iniezione si svolge in tre fasi: pre-iniezione, iniezione principale e post-iniezione. L’ultima fase aiuta a bruciare le polveri sottili

traggio dei gas di scarico. La sonda lambda di cui è dotato regola con precisione assoluta sia la miscela di carburante sia le emissioni. Sul D5 è di serie il filtro per il particolato. Il dispositivo elimina le particelle incombuste dai gas di scarico in modo efficace, neutralizzandone oltre il 95 per cento. Il filtro è di tipo CDPF (Coated Diesel Particulate Filter). Uno speciale rivestimento aiuta a bruciare le particelle incombuste e per questo il carburante non richiede additivi né si rende necessaria alcuna manutenzione. La combustione delle particelle sottili, che dura


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Gennaio/Febbraio 2006 circa 20 minuti, inizia automaticamente ogni 500-1000 chilometri, in funzione delle condizioni di guida. Nel 2005, le vendite di S40 e V50 hanno rappresentato in Italia un totale di circa 11.500 unità (ovvero oltre la metà del volume totale di Volvo Auto Italia). Di queste, 10mila unità sono date dalle motorizzazioni turbodiesel. All’interno dei volumi diesel, il 70 per cento è stato ottenuto dal motore 2.0D da 136 cv, il rimanente 30 per cento dal 1.6 da 110 cv. I volumi complessivi di S40 e V50 previsti per il 2006 sono analoghi. Ma al loro in-

䡵 Jaguar / La XJ “lunga”

terno vanno considerate le circa 1.000 S40/V50 D5 che Volvo Auto Italia conta di vendere nel corso dell’anno e che rappresenteranno il 10 per cento del totale vendite delle versioni diesel per i due modelli. Con la commercializzazione delle versioni D5, il mix di vendita si modificherà in questo modo: 60 per cento appannaggio delle versioni 2.0, 30 per cento per le 1.6 e appunto 10 per cento per le D5. Indicativamente, la S40 D5 costerà circa 30.000 euro, mentre la V50 D5 si aggirerà intorno ai 31.500 euro. Nel corso della primave-

PARTNERSHIP DI VOLVO ITALIA CON L’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Voglia di cultura e di ricerca BOLOGNA - Volvo Auto Italia e Alma Mater Studiorum-Università di Bologna hanno firmato un accordo di collaborazione triennale che si articolerà su diversi fronti e per vari progetti specifici in tre campi di applicazione: cultura, formazione e ricerca. “Si tratta di un accordo senza precedenti per Volvo Auto Italia - ha dichiarato Pascal Bellemans, Presidente e Amministratore Delegato della filiale italiana della Casa svedese - fin dalla propria creazione, a metà degli anni Settanta, la sede di Volvo in Italia si è distinta come una delle realtà imprenditoriali di maggior rilievo fra quelle operanti sul territorio bolognese. Volvo Auto Italia partecipa già attivamente a iniziative volte a valorizzare la città, il suo patrimonio culturale e la sua cultura civica. L’accordo con l’Università di Bologna costituisce al tempo stesso una naturale conseguenza di tale politica aziendale e uno straordinario risultato, del quale siamo orgogliosi”. L’accordo è uno dei punti qualificanti di un progetto a più ampio respiro, articolato e sviluppato su un arco temporale medio-lungo di tre anni attraverso il quale Volvo Auto Italia intende rafforzare la propria presenza nel contesto della città di Bologna. Per quanto riguarda l’area Cultura, Volvo Auto Italia sostiene UniBoCultura - l’ufficio facente capo al Dipartimento Comunicazione dell’Università che promuove e coordina tutte le attività di tipo culturale e artistico che nascono in ambito universitario - mettendo a disposizione un contributo annuale da utilizzarsi come Borsa di Studio per laureando o laureato in area umanistica che possa così lavorare e formarsi nell’ambito dell’organizzazione e comunicazione dei progetti culturali. Volvo Auto Italia è inoltre partner unico di AlmaJazz, il primo festival italiano delle orchestre jazz di estrazione universitaria. L’evento, promosso dall’Università di Bologna attraverso UniBoCultura e Alma Entertainment, è in programma nei giorni 12-14 maggio 2006 e porterà a Bologna big band provenienti da atenei di tutta Europa. Centocinquanta i musicisti coinvolti, provenienti da sette Paesi europei. È previ-

sta l’istituzione di un premio speciale “Volvo-Il motore del Jazz” per la migliore big band. Per quanto riguarda l’area Formazione, Volvo entra nel Business Network di Alma Graduate School, ovvero nella rete di imprese e aziende che collaborano con la Scuola allo sviluppo di eventi, programmi e ricerche. Alma Graduate School è un consorzio guidato dall’Università di Bologna ed eroga Master in Business Administration ed Executive MBA. Nell’area Ricerca, Volvo Auto Italia finanzia la ricerca per lo sviluppo del progetto Mobilis, modello fisico-matematico capace di studiare, descrivere e simulare la mobilità, messo a punto dal Gruppo di Fisica della Città appartenente al Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna. Mobilis costituisce uno strumento per pensare o progettare una mobilità sostenibile applicabile su varie scale. Nella concezione del progetto Mobilis, la mobilità è pensata a partire dal singolo e la Mobilità Sostenibile non è definita solo dal ridotto impatto ambientale, bensì anche dalla possibilità di muoversi in modo fluido ed efficiente grazie all’interazione di tutti gli elementi di mobilità. Il sostegno al progetto è previsto su un arco di tempo che va dal 2005 al 2007. In questo ambito, si prospetta una possibile collaborazione scientifica fra il Gruppo di Ricerca dell’Università di Bologna responsabile del progetto e strutture di ricerca avanzata di Volvo Cars; ma, soprattutto, Volvo Auto Italia finanzierà la realizzazione di uno specifico progetto di applicazione di questo modello a intelligenza artificiale dedicato alla mobilità universitaria. Progetto che sarà sviluppato a partire dal gennaio 2006. Volvo Auto Italia è stata inoltre partner unico del convegno internazionale Physics And The City, promosso dall’Università di Bologna nei giorni 15-17 dicembre 2005 a Bologna. Il convegno ha raccolto nel capoluogo emiliano esponenti internazionali del mondo della fisica, dell’urbanistica, dei trasporti e ha affrontato il tema della e-governance della mobilità urbana. fa.bas.

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È anche blindata Roma - Jaguar presenta una versione XJ Passo Lungo Blindata (XJ LWB Armoured), la prima realizzata direttamente da Jaguar, che aggiunge sicurezza nel soddisfare le esigenze dell’utilizzo giornaliero, senza compromettere le capacità della vettura. Questa lussuosa vettura offre protezione da attacchi con armi da fuoco ed esplosivo, rapine, tentativi di sequestro o di rimozione, divenendo un’ulteriore scelta per capi di stato o di governo, uomini d’affari di alto profilo, diplomatici e celebrità di tutto il mondo. Esteriormente la nuova XJ Passo Lungo Blindata è virtualmente identica alla XJ di serie, offrendo la più assoluta discrezione ai proprietari. Ma le apparenze ingannano: infatti, la XJ LWB Armoured è estremamente corazzata, grazie a significative modifiche come i vetri laminati anti-proiettile, una protezione del sottoscocca, un’armatura in acciaio e pneumatici run flat. Il telaio della XJ Armoured è stato ampiamente adattato per compensare l’ulteriore peso e uno stile di guida potenzialmente più aggressivo grazie ad ammortizzatori e molle rinforzate, garantendo che la vettura sia agile e sicura da guidare come la versione di serie, sebbene molto più leggera delle vetture blindate della concorrenza. La scatola guida ad assistenza variabile (VAPS) è stata completamente rimessa a punto, con una maggiore potenza del flusso della pressione della pompa dello sterzo, per reallineare lo sforzo dello sterzo alla maggiore massa della vettura blindata. Anteriormente la vettura monta pinze freno monoblocco a 6 pistoncini, mentre posteriormente pinze freno monoblocco a 4 pistoncini, insieme a pastiglie freno in materiale di attrito ad alte prestazioni e dischi freno ventilati più larghi. Le originali sospensioni ad aria sono state sostituite con sospensioni passive a causa della massa aggiuntiva. La vettura è equipaggiata con ammortizzatori Bilstein B46 specificatamente rinforzati e tarati ed eccezionali molle Eibach realizzate in una lega al silicone estremamente resistente. Una combinazione messa a punto per ottimizzare il giusto equilibrio tra marcia, comfort e controllo della scocca. Progettata per offrire la massima protezione al guidatore e ai passeggeri, la XJ LWB Armoured monta numerosi equipaggiamenti per la protezione, per rendere ogni viaggio il più sicuro. I vetri al borosilicato antiproiettile sono stati realizzati per resistere agli assalti con pistole e fucili. La carrozzeria blindata è rinforzata con acciaio a prova di proiettile, mentre il sottoscocca è rivestito da una protezione di materiale in fibra di Kevlar high-tech. La XJ Passo Lungo Blindata offre una completa protezione da assalti portati con armi da fuoco e dalle esplosioni laterali, grazie al suo design che previene la penetrazione all’interno dell’abitacolo di schegge o frammenti di esplosivo. Così come Jaguar è conosciuta per

ra verrà lanciata la C70 Convertibile con motori cinque cilindri a benzina, con potenze che vanno dai 140 cv del 2.4 ai 220 del T5. Successivamente, con l’inizio dell’estate, sarà disponibile anche la motorizzazione D5. I prezzi sono compresi tra circa 36.000 e 45.000 euro. Per la nuova Volvo C70 Convertibile le previsioni di vendita sul mercato italiano sono di 1.000 vetture per il 2006. Della precedente C70, nella doppia versione Coupé e Cabrio, uscita di produzione nel luglio 2005, sono stati venduti 50.000 esemplari nell’arco dei nove anni di vita del modello. In Italia, le vendite nel periodo sono state pari a circa 3.500 unità, con una prevalenza delle versioni Coupé. Gli anni in cui sono stati ottenuti i volumi maggiori sono stati il 1998 e il 1999, con una media di 800 vetture l’anno. Volvo Auto Italia ha chiuso il 2005 con circa 20.500 vetture vendute, con una penetrazione pari allo 0,9 per cento. Ciò si traduce in un incremento dell’1,5 per cento rispetto al 2004. Ad aver dato il maggior contributo ai fini di questo risultato sono state la V50 (9.000 unità) e la XC90 con 3.500 unità. La linea XC 90 e 70 è quella che ha tratto il maggior beneficio dall’introduzione del nuovo motore cinque cilindri turbodiesel D5 da 185 cv al punto che XC90 e XC70 insieme, con 5.000 auto complessive, sono seconde solo a V50 in termini di volumi di vendita. Come dire che il 4x4 Volvo piace anche da noi... Fabio Basilico

il design e la realizzazione di vetture di lusso, Centigon è sinonimo, in tutto il mondo, di competenza per la blindature delle vetture. La XJ LWB Armoured è stata sviluppata attraverso un processo di completa integrazione delle operazione di design e ingegnerizzazione tra Jaguar e Centigon, grazie a un intensivo programma di prove, combinato ai severi controlli di qualità e ai parametri fissati da Jaguar. La vettura è stata sottoposta numerose prove balistiche ed esplosive dalla QinetiQ, un’agenzia indipendente, ed è stata accreditata dei livelli BR5 e BR6 della normative europea EN 1063. Come prima vettura blindata interamente costruita e garantita da Jaguar Cars, i potenziali clienti avranno l’assicurazione del totale supporto della fabbrica al momento dell’acquisto e durante tutto il ciclo di vita della vettura. Il nuovo programma Jaguar di supporto post-vendita globale offre un elevato livello di assistenza sino nelle regioni più remote. Sono previste quattro visite programmate all’anno da parte di un tecnico specializzato Jaguar per assicurare la più completa soddisfazione del cliente, oltre a garantire che la vettura sia mantenuta allo standard più alto possibile. Gli pneumatici run flat, in caso di foratura o sgonfiamento, permettono al guidatore di viaggiare in sicurezza per 50 chilometri, sino a una velocità massima di 80 km/h. Altri equipaggiamenti riguardanti la sicurezza includono un sistema di scarico antimanomissione, un sistema d’intercomunicazione, un serbatoio benzina autosigillato, l’abitacolo con un proprio sistema di fornitura di ossigeno e un tetto corazzato al titanio. Nick Youdan, Direttore Vendite Globale delle Vetture Blindate, ha detto: “Affrontare i rischi reali nella vita di tutti i giorni sta divenendo sempre più un luogo comune. La nuova XJ Passo Lungo Blindata è stata realizzata per combinare il design e la tecnica di una vettura di lusso con equipaggiamenti tecnologici e di protezione. Ogni cosa è stata predisposta per rendere ogni viaggio il più sicuro possibile, e grazie al motore V8, che assicura una potente accelerazione, e pneumatici run flat di serie, tirarsi fuori dai guai velocemente non sarà più un problema”. Per i proprietari della XJ Passo Lungo Blindata saranno predisposti appositi programmi di addestramento, per aiutarli a capire le differenze nelle caratteristiche di maneggevolezza della vettura che un tale alto livello di protezione comporta.


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Gennaio/Febbraio 2006 fondamentale, lo sviluppo tecnologico in funzione dei problemi energetici e della sicurezza. “Da un’analisi statistica - ha sottolineato Raymond Freyman, Direttore Ricerca e Sviluppo Bmw Group - si rileva che tutti gli incidenti che avvengono nel corso di un anno in Germania, siano per il 50 per cento riconducibili al fatto che il guidatore non dispone di un’informazione sufficiente.

SAN DONATO MILANESE - L’evoluzione tecnologica di questo ultimo secolo ha straordinariamente modificato la cultura, i costumi e i bisogni dell’umanità civilmente ed economicamente progredita. Lo scenario che si presenta ai nostri occhi, rivela un sempre crescente livello di opportuni strumenti al servizio delle attività e delle esigenze delle persone e della conoscenza. La rivoluzione telematica, legata all’innovazione tecnologica, ha condizionato tutti i settori della vita sociale ed economica, e il settore automobilistico è un chiaro esempio di come sia indispensabile che l’applicazione di tale tecnologia si estenda sempre più specificamente alle sue prerogative, e renda sempre maggiori servizi all’utenza. Se in un primo momento la telematica di bordo costituiva un elemento di originalità tra le molteplici proposte optionali, adesso è diventata un servizio sempre più richiesto dagli auto-

Il ruolo delle informazioni In altre parole, se egli avesse tempestivamente acquisito dati circostanziali determinanti, l’incidente non si sarebbe verificato, o la sua gravità sarebbe stata ridotta sensibilmente. Quindi è necessario far giungere al guidatore a bordo della vettura il maggior numero di informazioni possibili per garantire una guida più sicura”. Da questo, nasce inevitabilmente una considerazione: tempestare di infor-

䡵 BMW / Tecnologie telematiche per una guida “informata”

Una vera rivoluzione

Idee a confronto in un seminario che esamina il cambiamento dello stile di vita, la necessità di adeguate risposte nel prodotto automobilistico, e la vetrina di Bmw sui moderni dispositivi telematici mobilisti. L’approfondimento delle tematiche legate allo sviluppo telematico nel settore automobilistico, ha è avvenuto in occasione del Seminario Innovazione, che anno dopo anno, Bmw promuove per fornire i risultati del proprio operato alla stampa ed agli addetti ai lavori, al quale ha partecipato una qualificata selezione di docenti universitari della Bocconi, del Politecnico di Milano, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Università degli Studi di Milano e Milano Bicocca, ed esperti del settore, che ha consentito un dibattito e un confronto estremamente interessante su questo tema.

Una gamma completa di servizi Orientata da sempre verso questa direzione, Bmw è la prima Casa automobilistica in Italia a fornire una gamma completa di servizi telematici integrati sulle nuove vetture. “Con lo sviluppo del progetto ConnectedDrive - ha dichiarato Gianni Oliosi, direttore Comunicazione e P.R. Bmw Group Italia - avviato in forma sperimentale alla fine degli Anni ’90 e applicato ormai nella produzione in serie, ci siamo proposti di delineare una nuova filosofia di guida, favorendo la connessione e l’interazione reciproca fra guidatore, vettura ed ambiente circostante allo scopo di assicurare un maggiore piacere di guida, comfort e un alto livello di sicurezza”. In sostanza, Bmw ConnectedDrive è un nuovo concetto di mobilità intelligente e informata che migliora in modo rilevante

la qualità della guida. Il ConnectedDrive si concretizza, in due diversi aspetti della guida. Da un lato, con l’ausilio di sistemi di assistenza alla guida propriamente intesa, dall’altro, con l’offerta di prodotti che forniscono, con l’integrazione di infrastrutture telematiche, centrali operative e sistemi informativi, servizi di assistenza esterni supplementari, collegati ai dispositivi presenti sulla vettura. Tra i primi ricordiamo quelli già disponibili attualmente sulle vetture Bmw di serie. L’Active Cruise Control (ACC), è il sistema che permette la regolazione attiva della velocità di crociera e assiste il guidatore nell’osservare l’opportuna distanza di sicurezza dai veicoli che precedono, sistema che, con l’ausilio di un sensore radar, risulta particolarmente utile soprattutto in autostrada e nelle situazioni di traffico intenso. L’Adaptive Light Control (ALC) è la rivoluzionaria tecnologia dell’illuminazione adattiva, che in curva consente di illuminare la carreggiata tenendo conto, in tempo reale, dell’angolo di sterzata impostato, aumentando il campo visivo e contribuendo in modo significativo alla sicurezza nella guida notturna. L’Head Up Dispay invece, è il dispositivo, di derivazione aeronautica, che visualizza le informazioni che servono alla guida sul parabrezza dell’auto, nel diretto campo visivo del guidatore, grazie a un proiettore montato sopra il cruscotto, evitando al conducente di distogliere lo sguardo dalla strada. A questi si aggiungono inoltre, vari dispositivi elettronici per la maggiore aderenza al suo-

lo, in curva o sul bagnato, dei pneumatici. Il “sesto senso” che il ConnectedDrive introduce nella percezione della guida si completa con la possibilità d’interazione con l’ambiente esterno, fornendo gli strumenti per estendere la partecipazione del guidatore anche ad attività esogene la guida, attraverso servizi d’infomobilità, ora disponibili anche nel mercato italiano. I tre prodotti Bmw che consentono questa interazione sono Bmw Assist, Bmw Online e Bmw Tracking.

notiziari vari, e avere anche informazioni generali su luoghi, come una guida che mette a disposizione commenti e consigli utili, sem-

Risulta evidente come un’offerta così specifica possa rappresentare una delle chiavi fondamentali per il raggiungimento e il manteni-

Raymond Freyman, direttore ricerca e sviluppo Bmw Group. Sotto, una schermata del sistema di informazioni Bmw.

pre 24 ore su 24. Il sistema Bmw Tracking, invece, è un modo sicuro ed efficace per proteggere la propria auto. Si basa su un contatore satellitare che non effettua la sola localizzazione, ma grazie a una serie di servizi telematici integrati e centrali operative, consente l’invio della segnalazione in automatico al cellulare del proprietario che in caso di furto confermerà l’invio della segnalazione alle forze dell’ordine pubbliche e private. Questo sistema, riconosciuto dal Ministero delle Attività Produttive e dal CESTAR (Centro Studi Auto Riparazioni) come piattaforma per l’aumento della sicurezza stradale, si fonda sulla sinergia tra centro servizi e terminale installato sull’auto, e collabora con le compagnie di assicurazione anche per la ricostruzione della dinamica di eventuali sinistri, offrendo la possibilità, secondo la provincia di appartenenza, di usufruire di sconti sulle polizze furto, incendio ed RC Auto.

mento della leadership tecnologica per la Casa Tedesca. “Questi prodotti, tecnologicamente all’avanguardia, e di evidente contenuto telematico sono frutto - ha affermato Wolfang Burger, Responsabile Gestione Innovazioni e Controllo Componenti - di una strategia innovativa che si propone di anticipare le caratteristiche individuate come il futuro trend delle vetture destinate a imporsi sul mercato e dell’impegno di avviare un processo d’innovazione che riduca i tempi che intercorrono tra il momento dell’ideazione e quello della realizzazione; che attraverso un’efficiente organizzazione, consenta a tutte le divisioni Bmw di operare congiuntamente e trasversalmente, al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse, materiali, umane e temporali e che diventi una cultura dell’innovazione comune all’intera organizzazione e presente in tutti i collaboratori”. La conferenza ha posto inoltre, quale problematica

mazioni un guidatore non potrebbe risultare dispersivo o addirittura pericoloso? E l’intervento di Holger Jeebe, Responsabile Bmw ConnectedDrive, chiarisce il concetto: “Prevediamo che in futuro, la connessione sarà ancora più articolata, con informazioni maggiori sull’ambiente, banda larga per maggiori dati in tempi più brevi e più servizi a comando vocale. Ma non come elemento di “distrazione” dalla guida, bensì come “raccomandazioni” utili e pertinenti. Informazione giusta al momento giusto. ConnectedDrive è un primo passo verso un’informazione selezionata e la possibilità di scegliere il servizio giusto e adeguato alle varie situazioni”. Il miglioramento della mobilità, come obiettivo concretamente perseguibile, trova nella tecnologia ConnectedDrive un valido contributo e un promettente strumento d’innovazione al concetto di guida. Lorella Grazi

Il guidatore non è mai solo In caso d’incidente o guasto meccanico, Bmw Assist interviene in aiuto del guidatore che, automaticamente o manualmente, può contattare una centrale operativa disponibile 24 ore su 24, per richiedere assistenza o informazioni utili, attraverso un telefono Bmw e un navigatore di tipo Professional o Business. La chiamata d’emergenza si attiva automaticamente in caso di apertura dell’airbag, stabilendo una connessione vocale tra la centrale operativa e l’abitacolo ed avvia la procedura di soccorso immediato in mancanza di risposta del conducente. Bmw Online, invece, comprende una serie di servizi basati sul portale esclusivo Bmw a cui è possibile accedere utilizzando lo schermo 16:9 della propria vettura dotata di sistema di navigazione. In tempo reale, l’automobilista può così accedere alle informazioni in rete su svariati argomenti e aggiornarsi su politica, sport, economia, meteo, spettacolo o


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Continua escalation per Bmw, Mini e Rolls-Royce

RECORD SU RECORD Il 2005 è stato un altro anno di grandi successi per il Bmw Group. Le vendite auto su scala mondiale sono salite di 119.300 unità a complessivamente 1,328 milioni, pari a un aumento di quasi il 10 per cento. Il brand Bmw cresce del 10,1 per cento ed è leader mondiale nei segmenti di riferimento di Serie 3, 5 e 7. Mini supera per la prima volta la soglia delle 200mila unità vendute e Rolls-Royce si avvicina a quota mille MONACO DI BAVIERA - “Ci aspettiamo che il Gruppo Bmw mantenga anche nel 2006 il suo trend di crescita. Quindi puntiamo ad aumentare ulteriormente il nostro volume di vendite e a raggiungere quest’anno nuovi livelli record”. Le parole che Helmut Panke, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Bmw AG, ha riferito in occasione del Salone dell’Auto di Detroit, testimoniano chiaramente del clima di motivato ottimismo che regna nel Gruppo tedesco. Il 2005 è stato infatti un anno di grande successo per il Bmw Group. Le vendite auto su scala mondiale sono salite di 119.300 unità a complessivamente 1,328 milioni. Ciò corrisponde a un ragguardevole aumento del 9,9 percento. Un risultato che rappresenta il nuovo record commerciale del gruppo tedesco. “La crescita pari al 10,1 per cento del marchio Bmw - ha detto ancora il numero del Bmw Group - conferma la validità del portafoglio prodotti del marchio Bmw. Nel 2005 il brand Bmw è leader mondiale nei segmenti di riferimento di Bmw Serie 3, Bmw Serie 5 e Bmw Serie 7. Oltre alla Bmw X3, anche la Bmw Serie 1 e la Bmw Serie 6 sono state disponibili per la prima volta nell’intero arco dell’anno. Questi modelli hanno così dato un contributo positivo all’evoluzione del marchio Bmw nel 2005, confermando in questo modo anche la validità di questa strategia di espansione”. Anche Mini è cresciuta visibilmente, superando per la prima volta la soglia delle 200.000 unità vendute nel corso di un anno. “Per quanto riguarda Rolls-Royce - ha proseguito il dottor Panke - nel lungo termine è nostro obiettivo vendere 1.000 unità del marchio su scala mondiale. L’anno scorso non abbiamo raggiunto questo traguardo. Però ci stiamo gradualmente avvicinando a questo obiettivo. Nel 2005 il marchio Rolls-Royce ha messo in commercio quasi 800 Phantom in tutto il mondo e la Phantom è oggi leader nel suo segmento di riferimento”. Anche nel 2006, l’attività commerciale del

a cura di FABIO BASILICO Bmw Group procederà sulla strada della crescita. “Abbiamo l’obiettivo di aumentare ulteriormente il livello delle vendite e di raggiungere un nuovo record nel 2006 - ha precisato Helmut Panke - La base dei successi dell’esercizio 2006 si fonderà su un solido e ampio portafoglio marchi e prodotti. Operiamo, infatti, con tre brand forti e molti prodotti attraenti che vengono richieHelmut Panke, Presidente sti da clienti in tutto il del CdA della Bmw AG mondo”. Questo anno, al centro dello stand Bmw al Salone di Detroit, c’erano tre importanti e interessanti novità: la Bmw Z4 Roadster restyling, la Bmw Z4 M Roadster e la Bmw Z4 Concept Car, che dà un’idea del design della nuova Bmw Z4 Coupé che debutterà a metà anno. La Z4 M Roadster e la Z4 Roadster restyling hanno festeggiato proprio a Detroit la loro prima mondiale. “Tutti i prodotti nuovi del marchio Bmw dimostrano che non abbiamo rallentato il passo - ha aggiunto Helmut Panke sia il Bmw Group nel suo insieme che il brand Bmw in particolare continuano a viaggiare a gonfie vele. Penso che proprio le automobili presentate per la prima volta allo stand Bmw di Detroit sottolineino in modo visivo quanto affermato.

In questa edizione del Salone - ha detto ancora il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Bmw AG - abbiamo posto un accento particolare allo stand Bmw, proponendo tre nuovi modelli Bmw Z4. Si tratta di modelli che incarnano in un modo molto particolare il contenuto tecnologico e il fascino del marchio Bmw”. Intanto, Bmw Group, DaimlerChrysler AG e General Motors Corporation hanno deciso di unire coerentemente il loro know-how per sviluppare in maniera efficiente e accelerata i sistemi di propulsione ibrida di domani. “Dato però - ha continuato il dottor Panke - che anche la tecnologia ibrida copre soltanto una parte della richiesta di mobilità da parte dei nostri utenti, abbiamo deciso di seguire un approccio più vasto. Il nostro progetto Bmw Concept X3 EfficientDynamics contiene un pacchetto di soluzioni propulsive. L’insieme di questi interventi esalta le virtù tipicamente Bmw, cioè dinamismo e potenza associate a un utilizzo decisamente più efficace del carburante. La base di tutti gli interventi è costituita da un motore a combustione interna altamente efficace. Infatti, attraverso l’innovativa tecnologia d’iniezione della benzina “High Precision Injection” siamo riusciti a sviluppare un sistema finora sconosciuto che ci permette di ottimizzare la riduzione dei consumi in maniera ottimale. La “High Precision Injection” sarà disponibile sui mercati nei prossimi anni”. In aggiunta, la Concept Car Bmw ha un cambio di velocità attivo, che in pratica, durante la fase di frenata, recupera energia. L’energia così accumulata in condensatori high performance, nei cosiddetti supercap, è successivamente riutilizzata dal cambio attivo durante la fase di accelerazione. La Bmw Concept X3 EfficientDynamics non verrà costruita in serie in questa configurazione. Tuttavia il progetto permette di dare un’interpretazione dello sviluppo futuro in questo settore.


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NEL 2005 LE VENDITE MONDIALI A 1.328.000 UNITÀ, CON UN AUMENTO DEL 9,9 PER CENTO

Tutti i numeri del successo Le scelte produttive fatte dal Gruppo bavarese si sono rivelate vincenti a livello mondiale. La Bmw è oggi il produttore di maggior successo di auto del segmento premium. La società nel 2005 è cresciuta più del mercato e dei suoi concorrenti MONACO DI BAVIERA - Il marchio Bmw ha consuntivato un totale vendite di 1.126.800 unità (+10,1 per cento), Mini di 200.400 unità (+8,7 per cento), Rolls-Royce di 796 unità della Phantom. Positivi anche i risultati della divisione moto, che ha consegnato nel mondo 97.500 veicoli, il 5,6 per cento in più del 2004 Cifre che si commentano da sole. Il Gruppo Bmw ha aumentato in maniera consistente (+9,9 per cento) le sue vendite nel 2005, con 1.328.000 automobili consegnate in tutto il mondo (nel 2004 erano state consolidate 1.208.700 unità). Il marchio Bmw, con 1.126.800 veicoli venduti, ha superato del 10,1 per cento il numero registrato nell’anno precedente (1.023.600). Le vendite del marchio Mini sono cresciute dell’8,7 per cento rispetto alle 184.400 unità del 2004: per la prima volta, è stata superata la soglia delle 200mila unità, raggiungendo le 200.400. Con 796 Phantom consegnate, il marchio Rolls-Royce ha di poco superato il livello di vendite dell’anno precedente (792).

Con le cifre appena presentate, il Gruppo Bmw risulta il produttore di maggiore successo di auto del segmento premium. La società tedesca è cresciuta nel suo complesso nel 2005 più del mercato e anche più dei suoi diretti concorrenti. Le serie di punta di Bmw - la Serie 3, la Serie 5 e la Serie 7 - sono ciascuna al top dei rispettivi segmenti in tutto il mondo per quanto riguarda i volumi di vendita. La vettura più venduta del Gruppo Bmw è la nuova Serie 3 berlina. Con 229.900 unità consegnate dal suo lancio sul mercato nel marzo 2005, rap-

presenta il 17 per cento delle vendite totali del Gruppo Bmw nell’anno da poco conclusosi. La Serie 5, con 228.400 vetture vendute, ha mantenuto gli alti livelli raggiunti l’anno precedente (229.600 unità, con un leggerissimo calo dello 0,5 per cento). Il marchio Bmw è al vertice anche nel segmento delle berline di lusso: le vendite della Bmw Serie 7 sono aumentate del 5 per cento rispetto all’anno precedente (47.700) raggiungendo le 50.100 unità. La Bmw X3 ha vissuto una forte crescita rispetto all’anno precedente, con un aumento del

10 per cento e 110.700 veicoli consegnati (l’anno precedente erano stati 92.250). Allo stesso tempo, la sua sorella maggiore, la Bmw X5, al sesto anno dal suo lancio nel dicembre 1999, ha quasi raggiunto gli alti livelli di vendite dell’anno precedente (105.000 unità, -3,3 per cento) con 101.500 veicoli venduti. Il 2005 è stato anche il primo anno intero di presenza della Bmw Serie 1 sul mercato. Con questo veicolo premium l’azienda di Monaco di Baviera è entrata nel settembre 2004 nel segmento delle compatte dominato da

costruttori generalisti. Per questo prodotto c’è una considerevole richiesta: nel 2005, le vendite hanno raggiunto le 149.500 unità. Anche la Serie 6 ha fatto registrare un forte incremento, con un 10,9 per cento in più e 23.340 unità rispetto all’anno precedente (21.040). Sempre nell’anno di riferimento, sono stati venduti 28.900 esemplari della Bmw Z4 Roadster rispetto alle 38.900 unità del 2004 (-25,7 per cento). In termini di vendite riferite ai singoli paesi, gli Stati Uniti sono rimasti al vertice della graduatoria nel 2005, con 307mila auto-

mobili del Gruppo Bmw vendute (anno precedente: 296.100, +3,7 per cento). Gli Usa sono seguiti da vicino dalla Germania, con un totale di 295.900 veicoli venduti (anno precedente: 283.600, +4,3 per cento). Seguono il Regno Unito, con 162.550 consegne (anno precedente: 150.900, +7,7 per cento), l’Italia con 92.038 (79.883, +15,2 per cento) e il Giappone con 58.800 (51.800, +13,5 per cento). Per quanto riguarda il settore moto, Bmw Motorrad ha consegnato nel mondo 97.500 veicoli, il 5,6 per cento in più rispetto al 2004.

Gruppo Bmw i numeri del 2005 GENNAIO-DICEMBRE 2005 Gruppo Bmw Auto 1.328.000 Bmw 1.126.800 Mini 200.400 Rolls-Royce 796 Bmw Moto 97.500

VAR. % SU 2004 +9,9% +10,1% +8,7% +0,9% +5,6%


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Tre esempi del grande successo Bmw sui più importanti mercati mondiali: a sinistra, la Serie 3 berlina, molto apprezzata in Italia; sopra, la 5 Touring; sotto, l’ammiraglia Serie 7.

SERIE 3, 5 E 7: TRE MODELLI DALLE GRANDI CIFRE

Se le scelte sono vincenti Apprezzate a livello mondiale, queste auto hanno saputo farsi largo in segmenti particolarmente combattuti, distinguendosi per la linea elegante, i contenuti della meccanica, le prestazioni e il grande rispetto dell’ambiente MONACO DI BAVIERA - La gamma di auto Bmw, includendo ovviamente anche la Mini, è una delle più complete e più apprezzate al mondo. Dalla compatta Serie 1 alle sportivissime 6 Coupé e Roadster, è in grado di soddisfare ogni esigenza. Ma i suoi capisaldi sono le Serie 3, 5 e 7. Vediamole in dettaglio.

La Serie 3 a 229.900 unità La quinta generazione della Serie 3 berlina - l’auto più venduta del Gruppo Bmw - alza ulteriormente l’asticella del salto tecnologico. Apprezzata da oltre trent’anni per essere la migliore della categoria, la nuova Serie 3 vanta un’enorme ricchezza di innovazioni in materia di propulsione, autotelaio e comfort. La gamma motorizzazioni parte dal modello base 318i quattro cilindri con potenza di 95 kW/129 cv a 5.750 giri/min e coppia massima di 180 Nm a 3.250 giri/min. Si prosegue con il quattro cilindri 320i che eroga 110 kW/150 cv a 6.200 giri/min e 200 Nm a

3.600 giri/min, quindi con il sei cilindri 325i da 160 kW/218 cv a 6.500 giri/min e coppia massima di 250 Nm tra 2.750 e 4.250 giri/min e quindi con il sei cilindri 330i da 190 kW/258 cv e coppia massima di 300 Nm continuamente disponibile tra 2.500 e 4.000 giri/min. Tra le tante dotazioni, di serie o in optional, la Serie 3 propone lo sterzo attivo Bmw per i modelli a sei cilindri e la più recente generazione del DSC (controllo elettronico della stabilità). La Serie 3 è anche proposta in versione Touring, giunta alla quarta generazione. La Touring della nuova generazione è stata immessa sul mercato con tre motorizzazioni a benzina 320i, 325i, 330 i - e due diesel - 320d e 330d. Seguiranno i quattro cilindri 318i e 318d.

La Serie 5 a 228.400 unità La nuova Serie 5 berlina e Touring afferma nuovi standard prestazionali in termini di comfort e dinamismo, finora impensabili per una vettura del suo segmen-

to. In nome del proverbiale “piacere di guidare” BMW, gli ingegneri della Casa tedesca hanno applicato soluzioni innovative e creato un prodotto che apre nuove prospettive all’automobilista del terzo millennio. Basti pensare ai dispositivi di assistenza alla guida di cui può essere dotata, come per esempio l’Active Steering, un sistema a controllo elettronico che modifica la rigidità dello sterzo a seconda delle situazioni di guida, o l’Head-Up Display, che consente al guidatore di decidere in qualsiasi momento quali informazioni ricevere direttamente sul parabrezza, o anche l’Active Cruise Control, grazie al quale si può impostare in automatico la velocità di marcia e la distanza prescelta. La Serie 5 è attualmente proposta con un’ampia gamma di motorizzazioni: 523i da 177 cv, 525i da 218 cv, 530i da 258 cv, 540i da 306 cv, 550i da 367 cv, 520d da 163 cv, 525d da 177 cv, 530d da 231 cv e 535d da 272 cv. I modelli 525xi, 530xi e 530xd sono dotati della trazione integrale intelligente

Bmw xDrive che non si limita ad assicurare una trazione straordinaria anche in condizioni eccezionali ma introduce nel segmento delle vetture a trazione integrale nuove frontiere di dinamica, sicurezza e agilità.

La Serie 7 a 50.100 unità Sul mercato dalla scorsa primavera, la nuova Serie 7 (solo automatica) definisce nuovamente i parametri di riferimento nel segmento delle ammiraglie di lusso. Il modello conferma nuovamente la propria ambizione

a occupare il primo posto nella categoria di appartenenza attraverso un aumento sensibile delle prestazioni mantenendo costanti i consumi o, in parte, riducendoli, ottimizzando l’autotelaio, il sistema di comando iDrive e gli equipaggiamenti. Grazie alla raffinata rivisitazione del design anche l’immagine dell’automobile esprime maggior dinamismo e sportività. Ad eccezione del propulsore V12 al top della gamma della 760i/Li, la Serie 7 viene dotata di una gamma di motori quasi interamente nuova. Tra i modelli con motore a benzina otto

cilindri le 750i/Li e 740i/Li sostituiscono i modelli 745i/Li e 735i/Li. La 740d lascia il posto alla 745d con un nuovo motore diesel otto cilindri a V. Il motore diesel sei cilindri in linea della 730d è stato completamente rivisitato. La 730i/Li viene equipaggiata con il motore a benzina sei cilindri in linea della 630i con basamento in magnesio/alluminio. I propulsori di distinguono per la loro elevata potenza specifica, la fruibilità in un’ampia fascia di regimi, un andamento più pieno della coppia, la rotondità di funzionamento e consumi moderati.

Nuovi motori in arrivo MONACO DI BAVIERA - Nel futuro della Bmw figurano nuovi propulsori che sono frutto di una joint venture con il Gruppo Psa, che come è noto racchiude Peugeot e Citroën: il primo risultato di questa “santa alleanza” sono i 1600 in versione aspirata e turbo, entrambi a sedici valvole che saranno montati sulla nuova Peugeot 207 in un prossimo ampliamento della gamma di questo modello. Ma anche la Mini e probabilmente la Serie 1

dovrebbero avvalersi di queste unità che si distinguono per un interessante rapporto fra le prestazioni, i consumi e il rispetto dell’ambiente. In sostanza questi nuovi propulsori dovrebbero subentrare al “vecchio” 1600, frutto di una presistente unione con DaimlerChrysler e che viene montato attualmente su alcune versioni della Mini e sull’allestimento più economico della PT Cruiser, la 1600, disponibile come Classic e Touring.


AUTORAMA

FOCUS

REGISTRATO ANCHE IN ITALIA UN NUOVO PRIMATO DI VENDITE

Obiettivo quota centomila Nonostante le difficoltà di approvvigionamento di alcuni modelli di succcesso come la Mini, la filiazione italiana della Casa bavarese ha chiuso il 2005 mettendo a segno la miglior performance di sempre in termini di vendite. E punta a progredire ulteriormente SAN DONATO MILANESE - Marco Saltalamacchia, Presidente e Amministratore Delegato del Bmw Group Italia traccia il bilancio di un’annata contrassegnata dalla miglior performance di sempre nella storia dell’azienda. Le vendite complessive hanno superato le 92mila unità. Il Bmw Group Italia ha chiuso il 2005 con un nuovo primato in termini di vendite, conseguendo la miglior performance di sempre nella storia dell’azienda. “Nei dodici mesi dell’anno appena conclusosi - dice Marco Saltalamacchia, Presidente e Amministratore Delegato del Bmw Group Italia - sono state vendute complessiva-

mente 92.038 vetture dei marchi Bmw e Mini. La crescita rispetto al 2004, quando furono consegnate 79.883 Bmw e Mini, è stata del 15,2 per cento”. Nella ripartizione per marca, sono state consegnate ai clienti 70.101 Bmw, in crescita del 21,87 per cento rispetto al 2004, e 21.937 Mini, con una sostanziale conferma del dato dell’anno precedente (22.360 unità) a fronte di una ridotta disponibilità di prodotto determinata dall’aumento dei paesi in cui Mini è commercializzata (dai 50 del 2001 agli 84 attuali) e al successo della motorizzazione diesel che ha allungato i tempi di con-

Bmw Group Italia i numeri del 2005 GENNAIO-DICEMBRE 2005 Gruppo Bmw Auto 92.038 Bmw 70.101 Mini 21.937 Bmw Moto 12.962

VAR. % SU 2004 +15,2% +21,87% -1,89% +2,8%

segna data la limitata disponibilità di prodotto”. Grazie a questi risultati, la quota di mercato di Bmw sul mercato italiano è passata dal 2,54 per cento del 2004 al 3,14 per cento del 2005, mentre quella di Mini è dello 0,98 per cento. Anno record anche per Bmw Motorrad che segna il miglior anno in termini di immatricolazione con 12.962 motociclette, 2,8 per cento in più rispetto al 2004 e una quota di mercato dell’8,7 per cento. “Il dato del 2005 - prosegue il dottor Saltalamacchia - conferma un trend di crescita costante per il Bmw Group Italia che è passato dalle 30mila unità del 1995

alle 44mila del 2000 fino ad arrivare al risultato di oggi, che rappresenta un record storico. Il risultato del marchio Bmw è stato determinato dalla brillante performance di tutta la gamma, con alcuni dati da sottolineare. La Serie 1, pur essendo una vettura completamente nuova per il Gruppo, ha immediatamente riscosso grande successo presso il pubblico italiano, con 12.790 unità vendute. La Serie 3 berlina ha riaffermato la leadership nel segmento delle berline premium con 14. 694 unità. Analogo discorso vale per la Serie 5 Touring che con 7.620 unità ha confermato il primato nel segmento di appar-

tenenza. Tra le ammiraglie del mercato premium, la Serie 7 è stata la regina con 870 unità vendute. Da ultimo va segnalata la performance della Bmw X3 che con 10.801 unità si è imposta alla concorrenza e ha fatto segnare un incremento del 60 per cento rispetto all’anno precedente”. Per quanto riguarda Mini nella ripartizione per modelli, la versione più gradita resta la Mini One diesel con il 36,5 per cento, seguita dalla Cooper (26 per cento) e dalla Cooper S (11 per cento). La Mini Cabrio, nelle tre versioni One, Cooper e Cooper S, ha rappresentato l’11,7 per cento. Bmw Motorrad segna un significativo quinto posto in classifica con la R 1200 GS immatricolando 4.095 moto nel 2005. Sempre positivo il risultato della R 1150 R che sfiora le 2mila unità immatricolate. Abbiamo confermato la leadership all’interno del segmento oltre 750 cc con il 22,2 per cento di quota di mercato. “Con un bilancio del genere - conclude Marco Saltalamacchia - siamo sicuramente soddisfatti ma non

Marco Saltalamacchia, Presidente e Amministratore Delegato del Bmw Group Italia.

possiamo certo sederci sugli allori. Il mercato dell’automobile sta diventando un terreno di battaglia sempre più difficile e questo richiede impegno continuo sotto ogni punto di vista. È vero che la Casa madre ci mette a disposizione prodotti sempre più competitivi, di qualità e rispondenti ad ogni singolo segmento di mercato, ma noi dobbiamo operare per far sì che la clientela sia soddisfatta non solo per i contenuti dell’auto che ha scelto ma anche per la qualità del servizio che la rete di Bmw Group deve assicurare per qualunque esigenza del cliente. Di qui il costante impegno a investire in strutture e risorse umane capaci di rispondere al meglio alle attese dei nostri clienti. Quanto al 2006, evidentemente contiamo di superare il traguardo delle 100mila vetture vendute il che significa che bisogna continuare a lavorare con entusiasmo e professionalità”.


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䡵 BMW / Detroit ha celebrato le novità della sportivissima tedesca

Mille modi di dire Z4

Il più famoso appuntamento automobilistico dell’anno nel continente americano, il Salone di Detroit, ha offerto lo sfondo per due anteprime mondiali Bmw: la nuova Z4 Roadster prodotta nello stabilimento statunitense di Spartanburg e la potente Z4 M Roadster della Bmw M DETROIT - La Bmw Z4 Roadster inizia il 2006 con una serie di ritocchi stilistici che ne accentuano la dinamica. Il divertimento di guida cresce soprattutto grazie alle innovazioni nascoste sotto il cofano motore. I propulsori a quattro e sei cilindri montati nella Z4 Roadster convincono nelle rispettive categorie di potenza per uno piegamento di potenza mai raggiunto in passato. Il nuovo 3 litri sei cilindri della 3.0 si definisce un nuovo punto di riferimento a livello di rotondità di funzionamento e dinamica. Inoltre, offre un’elevata potenza per litro di cilindrata, un ottimo rapporto peso/potenza e il più basso consumo specifico. Il motore eroga 195 kW/ 265 cv a 6.600 giri/min, raggiunge un regime massimo di 7.000 giri/min, la coppia massima di 315 Nm è disponibile permanentemente a patire da 2.500 giri/min. Per il cliente, la caratteristica che lo differenzia di più dal motore precedente è la risposta sportiva, spontanea e una sonorità corposa che si sviluppa a ogni richiesta di potenza, ma anche l’elevata rotondità di funzionamento nei viaggi rilassati.

Grande piacere di guidare Ovviamente, una potenza elevata e un peso contenuto si ripercuotono direttamente sulle prestazioni e l’efficienza. La Z4 Roadster 3.0 si accelera da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, la velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h e il consumo è di 8,6 litri/100 km. L’offerta di motorizzazioni a sei cilindri viene completata da due propulsori dalla cilindrata di 2,5 litri: nel confronto con la concorrenza, la Z4 Roadster 2.5si con 160 kw/218 cv appartiene ai modelli più potenti. La coppia massima di 250 Nm è disponibile costantemente tra i 2.750 e i 4.250 giri/min, l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in soli 6,5 secondi. La velocità massima è di 240 km/h, mentre il consumo di carburante è di 8,4 litri ogni 100 chilometri. La seconda variante della Z4 Roadster 2.5si con motore da 2.5 litri offre 130 kW/177 cv e una

A parte il motore, solo pochi particolari come i cerchi, distinguono la Z4 sopra dalla sportivissima M, sotto a sinistra.

coppia massima di 230 Nm e sostituisce la Z4 Roadster 2.2i. Il motore maggiorato offre al cliente una coppia e potenza superiori che si traducono in un’accelerazione più grintosa dai regimi bassi. I dati prestazionali sono presto detti: da 0 a 100 km/h in 7,1 secondi, velocità massima di 229 km/h, consumo di 8,2 litri/100 km. Anche il quattro cilindri in linea da 2 litri che eroga 110 kW/150 cv a 6.200 giri/min e una coppia massima di 200 Nm a 3.600 giri/min promette dinamica sportiva e divertimento di guida senza limiti: lo sprint da fermo a 100 km/h lo assolve in solo 8,2 secondi, la velocità massima raggiunge i 220 km/h; il consumo è di 7,5 litri di benzina su 100 chilometri. Tutte le Z4 Roadster sono equipaggiate con un cambio a sei rapporti dalle cambiate brevi e sportive che offre un’elevata rotondità di funzionamento e un azionamento preciso della leva centrale del cambio. Un altro highlight della Z4 Roadster 3.0si e 2.5si è il nuovo cambio automatico a sei rapporti con paddles al volante. Un motore del tutto particolare montato in un automobile straordinaria: un ab-

binamento che crea il fascino senza pari della nuova Z4 M Roadster. Il sei cilindri in linea M dalla potenza di 252 kW/343 cv a 7.900 giri/min, una cilindrata di 3.2 litri e

una coppia di 365 Nm a 4.900 giri/min, consente alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in 5 secondi e di raggiungere una velocità massima bloccata elettronicamen-

te a 250 km/h. In una sportiva, i pregi di un motore a regimi elevati si abbinano perfettamente a una trasmissione corta al ponte, così che la coppia motore disponibile

viene trasformata in una spinta ottimale alle ruote posteriori. L’abbinamento di coppia conica e differenziale M e cambio manuale a sei rapporti è ideale. Cambiate brevi e grintose, elevata silenziosità di funzionamento, una leva del cambio dagli innesti precisi che fornisce un feedback immediato che è stata inserita la marcia giusta: sono queste le principali caratteristiche del cambio.

Il prototipo Bmw Z4 Coupé La Z4 M Roadster è equipaggiata di un blocco variabile del differenziale M, noto dalla M3, che varia il bloccaggio a seconda del regime di rotazione del motore e le conferisce sia un’elevata stabilità che una trazione ottimale, soprattutto all’uscita delle curve. Quando la guida è fortemente sportiva oppure il fondo stradale presenta dei coefficienti d’attrito elevati, il sistema assiste il pilota esperto nel potenziare i pregi della trazione posteriore. Quando le condizioni della strada sono difficili, per esempio con coefficienti d’attrito differenti tra il bordo e la sezione centrale della carreggiata - fenomeno frequente in inverno - il sistema conferisce alla Z4 Roadster una trazione particolarmente alta anche nelle situazioni più difficili. Un’altra novità della Bmw a Detroit è il prototipo della Z4 Coupé, che ha affascinato i visitatori con la sua linea moderna e accattivante. Con questo studio la Bmw definisce nuovi trend a livello di stile, concetto e tecnica. La Z4 Coupé è la prefigurazione di una futura auto a due porte.

MINI / DOPO IL SUCCESSO ALLA RASSEGNA AMERICANA

La Concept entra in produzione MONACO DI BAVIER - La Mini Concept esposta al Salone di Detroit, e denominata appunto “Mini Concept Detroit”, sarà prodotta in serie e introdotta sul mercato entro la fine del 2008. La conferma di questa notizia arriva dalle parole di Michael Ganal, membro del board Bmw AG, che, in occasione del recente salone internazionale di Detroit ha presentato al pubblico e alla stampa il prossimo modello della famiglia Mini nelle vesti di concept car. “Già da tempo avevamo ipotizzato di allargare la famiglia Mini - ha detto Ganal - ed è quindi giunto il momento per lanciare un modello nuovo, che ripropone le qualità tipiche della Minii, pur essendo singolare e diverso. Si tratta di una vettura che associa le tipiche qualità e caratteristiche centrali della Mini come design, go-kart feeling e personalizzazione, a una funzionalità con forte valore aggiunto. Un modello che si addice ancora di più allo stile di vita avventuriero ed estroverso di chi la guida. Nel giro dei prossimi tre anni vedremo sulle nostre strade una macchina di serie comparabile all’odierna concept car”. La Mini Concept Detroit esposta al North American International Auto Show è il modello evoluto dei prototipi già presentati con successo a settembre e ottobre ai rispettivi saloni internazionali di Francoforte e Tokio. La nuova versione, allestita a Detroit secondo il tema dello sport invernale, è uno studio di design che interpreta il concetto di mobilità secondo lo spirito “Go sports!” dei trendsetter Mini all’inizio del XXI secolo. Questo prototipo si ispira alle antenate storiche degli anni Sessanta, quando la Mini Traveller e i suoi modelli successivi esprimevano uno stile di vita nuovo e attivo votato alla mobilità. In particolare, il modello presentato ha proposto un’estetica dinamica, un ambiente interno sportivo e uno sfruttamento versatile e intelligente degli spazi, grazie soprattutto al capiente bagagliaio e agli innovativi sistemi di box porta-tutto come lo Sports Utility Box e il Roof Box. Pensata per ospitare comodamente quattro persone, la Mini Concept Detroit soddisfa pienamente l’idea della macchina “piccola ma molto capiente”, senza dimenticare le elevate prestazioni sportive del motore, essendo equipaggiata con il motore di una Mini Cooper S. La Mini Concept Detroit si presenta tesa e muscolosa. Le arcate dei passaruota, la linea di spalla e il powerdome colpiscono e sono quasi spettacolari. Il prototipo comunica un messaggio chiaro: la vettura ha carattere, è elegante e, grazie all’eliminazione del secondo montante, trasmette un’immagine di spaziosità nota solo dalle coupé e dalle cabrio. Un aspetto centrale nello sviluppo della Mini Concept Detroit è stato

quello di rendere semplice e lineare l’accesso e il caricamento della vettura. Ed è per questo motivo che tutte e quattro le portiere (conducente/ passeggero/bagagliaio) sono dotate di cerniere con cinematica a pantografo che ruotano in parallelo lateralmente e in avanti con un singolo movimento, offrendo così il massimo accesso all’interno della vettura. I finestrini laterali posteriori sono scorrevoli e possono essere aperti elettricamente. Il piano di carico nella Mini Concept Detroit è corredato di un Cargobox regolabile con coperchio estendibile verso l’esterno, così da facilitare l’accesso al bagagliaio. Inoltre, sollevandolo, il coperchio trasparente del Cargobox funge anche da divisorio tra i passeggeri e il compartimento bagagli. Anche la sezione posteriore del tetto è apribile, utilizzabile quindi per il carico bagagli. Lo Sports Utility Box è un compartimento di carico multifunzionale inserito nell’apertura creata dai finestrini laterali posteriori. Lo Sports Utility Box ha delle alette mobili che permettono un comodo caricamento e scaricamento sia dall’esterno che dall’interno della vettura, facilitando anche il passaggio di oggetti da una parte all’altra. Il Roof Box è un sistema analogo concepito per il boccaporto di carico nel tetto. La Mini Concept Detroit si presenta in una luce argento brillante. Degli accenti in rosso e blu conferiscono allo studio un’aria molto dinamica. La modanatura a nastro sopra i longheroni e i passaruota sono realizzati in neoprene elastico. Quando si aprono le portiere, salta immediatamente all’occhio la spaziosità del concetto “Floating Elements”. I sedili sembrano “sospesi” sul tunnel centrale e anche la plancia “fluttuante” con il “Center Speedo” l’elemento centrale girevole con visualizzazione analogica e digitale - accentua l’impressione di spazio. La Mini Concept Detroit è concepita per accogliere comodamente quattro persone; l’accesso nella zona posteriore è facilitato dai sedili anteriori girevoli. Gli schienali dei sedili posteriori, a loro volta, si ripiegano individualmente, formando una superficie a filo con il fondo del compartimento bagagli. La particolare pelle bianca utilizzata per gli interni accentua l’impressione di modernità, trasmettendo un’atmosfera di spaziosità, di design e ambiente sofisticati. Una struttura in fibra di vetro intrecciata e rivestita in alluminio copre la parte interna dei pannelli delle portiere, mentre un look simile alla fibra di carbonio mette in risalto la zona gambe e si armonizza perfettamente con i tappettini di nylon tessuto in una vivace tonalità blu, ripresa anche nei sedili e nei poggiabraccia.


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ROMA - Poco meno di settant’anni fa nell’hangar di Trollhättan, in Svezia, Saab terminava la costruzione del suo primo aeroplano, e dieci anni dopo dava inizio alla progettazione della sua prima automobile. Oggi, a distanza di mezzo secolo e dopo aver costruito quattro milioni di auto, la linea di modelli Saab si arricchisce con la 9-7X, primo SUV targato Saab, e con la nuova 9-5 BioPower, dotata di un motore 2.000 E85 a etanolo, in anteprima per l’Italia all’esposizione bolognese dello scorso dicembre, affiancate dalle nuove 9-5 Berlina e Wagon, e dalla 9-3 nella versione SportHatch e Cabriolet.

9-7X, ovvero il SUV di lusso Frutto di un’approfondita indagine di mercato, la Saab 9-7X si colloca in uno dei segmenti automobilistici di maggiore interesse e in evidente evoluzione, quello dei SUV Mid-Luxury, che dalle 50.000 unità annue del 1997 è passato alle oltre 400.000 unità dello scorso 2005, e nel quale la casa Svedese fa oggi, con la 9-7X, il suo primo ingresso nel mercato italiano dopo il debutto del 2004 negli Usa. Sviluppata sul progetto architettonico GMT360 di General Motors, Saab 9-7X è la sintesi della fusione di due differenti concezioni automobilistiche, quella americana e quella tipicamente svedese, compromesso evidente sia a livello tecnico che stilistico. Ha un passo di 2.869 mm, una lunghezza complessiva di 4.912 mm e una capacità di carico massima, con il sedile posteriore abbassato, di 2.268 litri. Il frontale, decisamente aggressivo, è dominato dalla calandra a tre lobi e la vetrata laterale oscurata con terzo montante verniciato a vista, sportività assolutamente rimarcata dai pronunciati passaruota e dai pneumatici radiali extra large 255/55R18 all season di Dunlop. L’abitacolo presenta una strumentazione angolata verso il guidatore, con comandi pratici ed essenziali dalle linee pulite, in linea con la filosofia del brand svedese, e che tuttavia richiamano in maniera evidente la componentistica GM. Design ergonomico per i sedili, con ampie imbottiture e riscaldamento elettrico, posizionabili elettrica-

䡵 SAAB / Una gamma di automobili sempre più ricca

Pronte per il decollo Con la presentazione di due esemplari inediti, Saab completa la propria gamma di prodotti, realizzando un’interessante vetrina e una linea di modelli pronta a prendersi un posto di tutto rispetto nel poliedrico mercato del 2006 mente dai comandi che ne memorizzano i dati e volante sportivo a tre razze con comandi inseriti per le funzioni di uso più frequente. Il piacere di guida e la funzionalità di questa Sport Utility è garantito dalla particolare tecnica adottata per le sospensioni che impiega anteriormente una doppia molla a spirale corta e posteriormente ammortizzatori multilink ad aria, a doppio braccio e controllati elettronicamente. L’elevata rigidità torsionale del telaio conferisce alle sospensioni sportività e precisione nel controllo, anche in condizio-

ni di pieno carico o con rimorchio. Il rischio di slittamento è notevolmente ridotto grazie allo StabiliTrak, il dispositivo che potenzia la trazione integrale e la supporta, in caso di sterzate su fondi scivolosi, frenando i pneumatici in maniera differenziata ed interagendo se necessario sul comando di accelerazione, oltre a distribuire la forza motrice alla ruota con la tenuta migliore, limitando la perdita di aderenza. Il potente sistema frenante, inoltre, dotato di dischi autoventilati maggiorati, offre un’elevata capacità di arresto e un’immeIn questa pagina alcune viste del SUV in salsa Saab, la 9-7X, destinata ad aprire nuove prospettive di mercato a livello mondiale. Particolarmente curate le finiture degli interni.

diata risposta al pedale del freno. Le motorizzazioni della Saab 9-7X si presentano in due versioni benzina, entrambe realizzate in alluminio, con trasmissione automatica a quattro rapporti controllata elettronicamente. Il 4,2 litri L6 da 290 cv (205 kW) sviluppa una coppia massima a 4.800 giri di 375 Nm, mentre il V8 da 5,3 litri ha una potenza di 300 cv (224 kW) e una coppia di 447 Nm a 4.000 giri. L’impiego della lega leggera per i propulsori riduce il peso della parte anteriore della vettura, favorendo le prestazioni sportive e riducendo al minimo le vibrazioni ed il ru-

more. La trasmissione automatica permette di esprimere una coppia elevata per una rapida accelerazione durante i cambi di marcia, mentre la tecnologia DOD (Displacement on Demand) aiuta a ridurre il consumo di carburante utilizzando solo metà dei cilindri del motore V8 durante la maggior parte delle normali condizioni di guida, riattivandoli automaticamente quando il conducente sia in condizioni di dover disporre della potenza totale del motore. Le dotazioni in tema di sicurezza della Saab 9-5X offrono di serie Airbag frontali a doppio stadio, un siste-

ma di rilevamento per la protezione antiribaltamento, airbag laterali e cuscini antiurto per le ginocchia, oltre all’ABS e al già citato sistema di controllo della stabilità StabiliTrak.

9-5 Berlina e Wagon con il DNA Saab I modelli quattro porte e station dell’ammiraglia svedese si chiamano 9-5 Berlina e Wagon, e rappresentano tutta la determinazione, per il nordico satellite della General Motors, di non lasciare questo segmento in pasto ai marchi più conosciuti e blasonati. Rinnovatissime, sia dentro che fuori, realiz-


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Gennaio/Febbraio 2006

particolarmente brillante. Con la sua linea imponente, che però mantiene i tratti personalissimi e molto slanciati di una berlina a cinque porte, Saab SportHatch è l’unica vettura del segmento che possa disporre di un 6 cilindri turbo benzina, versione al vertice di una gamma che con sei motorizzazioni e una dettagliata offerta di equipaggiamenti, si caratterizza per fascino sportivo ed estrema funzionalità. Il design esterno è completamente inedito, fatta eccezione per il frontale e gli allestimenti, identici alla berlina 9-3 SportSedan, della quale mantiene, il passo, le dotazioni e l’agile comportamento su strada. Difficile resistere alla tentazione, quando la versatilità e la praticità di una station wazano l’obiettivo di coniugare eleganza e funzionalità, sportività e sicurezza, mantenendo i geni assolutamente inconfondibili del DNA della Saab. Il frontale, completamente ridisegnato, conferisce alla 9-5 una linea decisamente più slanciata e accattivante, facendo propri i motivi proposti con il prototipo 9X, con un nuovo design del gruppo ottico, anteriore e posteriore, fortemente lanciato verso un look moderno e dinamico. L’interno della nuova Saab 9-5 rimarca l’ispirazione aeronautica e il concetto di ergonomicità, dominato dal tema “Black Room”, che uniforma moquette, modanature sulla plancia, rivestimento del montante del tet-

offre potenza e valori di coppia molto elevati a regimi medi, apprezzabili tanto nella guida urbana quanto nelle lunghe percorrenze. Sono disponibili in Italia negli allestimenti Linear e Vector con motori turbo benzina 2.0t da 150 cv (110 kW), 2.3t da 185 cv (136 kW), 2.3T da 220 cv (162 kW) e turbodiesel common-rail 1.9 TiD da 150 cv (191 kW). Proprio il turbodiesel, di concezione avanzata e dotato di Common-rail di seconda generazione, con iniezione diretta multipla, doppio albero a camme in testa e turbina a geometria variabile, garantisce ottime prestazioni e consumi contenuti e inoltre si propone con uno speciale filtro antiparticolato che

La 9-3 Cabriolet, modello di successo

prestazioni migliori. Questo grazie a un sistema di gestione del motore Trionic che permette di trarre il massimo vantaggio, ovvero maggior potenza, dall’alto numero di ottani del bioetanolo, e che a fronte di 150 cv e 240 Nm di coppia sviluppati da un motore a benzina 2.0, può fornirne, sempre con un 2.0, rispettivamente 180 cv e 280 Nm qualora impieghi E85.

9-3 SportHatch, dinamismo giovane E’ la nuova station wagon di categoria medio-superiore, con la quale Saab fa il suo ingresso nel segmento e che ha già raccolto consensi di pubblico assolutamente rilevanti, merito di un aspetto sportivo e dinamico, e un comportamento su strada to, fermaporta e scomparti portaoggetti in un nero d’atmosfera sportiva, sul quale risaltano le nuove finiture, i nuovi sistemi audio e comunicazione mobile, e un nuovo climatizzatore automatico bi-zone. Assale anteriore McPherson e posteriore multilink si confermano come una scelta vincente per sospensioni che assicurino il più alto livello di controllo, e allo scopo di ottimizzare agilità e stabilità, sono state ritarate molle, ammortizzatori e barre stabilizzatrici, mentre nella versione Aero, l’intero autoltelaio si modifica in un assetto ancora più sportivo. La sezione motoristica è un’esperienza interamente dedicata al Turbo. Sia nelle versioni benzina che diesel,

non richiede alcuna manutenzione né additivi, e che riduce le emissioni di CO2 nel rispetto dei parametri Euro 4. Nella versione Areo, la nuova Saab 9-5 si propone con un propulsore estremamente potente che è l’edizione evoluta del 2.3 TS turbo benzina, caratterizzato da prestazioni decisamente elevate, con una potenza di 260 cv e una coppia di 350 Nm a soli 1.900 giri/min.

9-5 BioPower: occhio all’ambiente Con la Saab 9-5 BioPower l’innovazione è colossale, perchè si propone un cambiamento radicale che coinvolge abitudini, stili di vita e concezioni socio-economiche, in ragione della neces-

al top della gamma il nuovo 2.800 V6 Turbo benzina, interamente in alluminio, nella versione da 250 cv (184 kW) per l’edizione Aero, e da 230 cv per Arc e Vector. Meno “spinto” (si fa per dire) il 2.000 turbo benzina, 4 cilindri, anch’esso in alluminio, da 150 cv, 175 cv e 210 cv, infine il 1.800 benzina da 122 cv (90 kW). Due le motorizzazioni turbodiesel, un 1.900, in versione da 8 valvole da 120 cv, e 16 valvole da 150 cv, entrambi common-rail di seconda generazione, con iniezione diretta multipla, turbina a geometria variabile VNT, e filtro antiparticolato omologato Euro 4. Trasmissione automatica con azionamento manuale sequenziale Saab Sentronic e, a richiesta, comandi al volante. Per il 2.8 V6 Turbo benzina, e 1.9 TiD turbodiesel, cambio a 6 marce (o 5+2 per il 210 cv, con due marce intermedie sul kickdown). Cambio manuale a 6 marce di serie con le motorizzazioni 2.8 V6 Turbo e con i 1.9 turbodiesel, a richiesta nel benzina da 210 cv.

sità di operare nella direzione delle energie alternative e quindi nell’alternativa ai tradizionali carburanti per l’alimentazione dei veicoli. In questo caso l’alternativa è rappresentata dal Bioetanolo, estratto da vari tipi di biomassa (residui di legname, canna da zucchero, barbabietole) che può essere miscelato con benzina per sviluppare un carburante energetico rispettoso dell’ambiente e che prende il nome di E85 (85 per cento etanolo / 15 per cento benzina). La Saab 9-5 BioPower ha le medesime prerogative stilistiche e strutturali delle altre Saab 9-5 e offre lo stesso piacere di guida, con la novità sostanziale di essere non solo molto più ecologica, ma anche di poter offrire

gon si sposano con tanta disinvoltura al piacere di una guida divertente. Un ripasso dei principali equipaggiamenti della gamma 9-3 per una visione d’insieme: sistema di geometria delle sospensioni ReAxs, per l’interazione tra sterzo, sospensioni anteriori e assale multilink che consentono alle ruote posteriori di sterzare lievemente in curva; oltre all’ABS, l’EBA - assistenza alla frenata d’emergenza, l’EDB - ripartitore elettronico della forza frenante, CBC integrato nell’ESP - per il controllo della frenata in curva, il TCS - sistema per il controllo della trazione, fari Bi-xenon e per la 9-3 SprtHatch una serie di soluzioni intelligenti e supporti per carico e trasporto di ogni tipo. Le motorizzazioni vedono

Mantiene tutte le prerogative della gamma 9-3, la cabriolet di terza generazione della Saab, che si attualizza ed addolcisce le proprie linee, in sintonia con il trend delle vetture sportive moderne. Con il fascino del design scandinavo, il piacere di guida, l’efficienza e la praticità di una quattro posti, la 9-3 Cabriolet è da sempre la decapottabile di lusso preferita dal pubblico italiano. Una concezione, quella della Casa svedese, di auto scoperte utilizzabili in tutte le stagioni, che si fa forte dei risultati della progettazione che da oltre vent’anni mantiene la propria leadership in questo segmento. L’alto livello di rigidità strutturale, la qualità dei materiali, il comfort di marcia e di sicurezza hanno valso alla 9-3 Cabrio il riconoscimento delle 5 stelle ottenute (come del resto tutti i modelli Saab) nelle prove Euro NCAP. Motorizzazioni a benzina che partono da un “tranquillo” 1.8t da 110 cv, e, passando per un 2.0t da 175 cv e un 2.0 Turbo da 210 cv, arrivano all’esuberante 2.8 V6 Turbo già illustrato in precedenza. Lorella Grazi

Carrellata sulla gamma Saab 2006: dall’alto, la grande berlina 9-5, la 9-3 cabrio vista di tre quarti posteriore, la 9-3 a tre volumi e ancora la 9-3 cabrio (nel 2006 arriverà la diesel).


18 AUTORAMA

Gennaio/Febbraio 2006

䡵 FORD / Sul mercato la nuova generazione della Fiesta

Protagonista sempre alla moda È la vettura estera più venduta in Italia e con la nuova generazione diventa ancora più ricca, giovane e moderna. Per la prima volta su un modello del segmento B ci sono tecnologie finora riservate a vetture di segmento superiore

Modello storico di successo per la Ford, la Fiesta è stata oggetto di continue evoluzioni e affinamenti. La gamma 2006 la rende ancora più accattivante e sportiva.

C ASTELLAMMARE DI S TABIA Cinque generazioni in trent’anni. Fiesta si è conquistata un ruolo da protagonista nel competitivo segmento B e in virtù dei suoi successi (in Italia, primo mercato europeo, è stata venduta in 1.600.000 unità sulle complessive 12 milioni mondiali distribuite in oltre 30 Paesi) continua il suo cammino evolutivo. Arriva sul mercato la sesta generazione, concepita con una precisa mission: mantenere il design al passo con i tempi, confrontarsi con la grande offensiva di novità e la forte competizione nel segmento di riferimento, avvicinare ancora di più Fiesta ai giovani e al pubblico femminile. La storia della compatta Ford iniziata nel 1976 - è contrassegnata da riconoscimenti per design, qualità di guida e tecnologia. Nel 2005 Fiesta è risultata la vettura estera più venduta in Italia con circa 70mila unità commercializzate. La forza del diesel TDCi ha consentito, solo nell’anno appena concluso, di vendere 42.300 unità dotate di questa motorizzazione (69 per cento del mix totale). “Oggi, la nuova generazione Fiesta - dice Massimo Pasanisi, presidente e amministratore delegato di Ford Italia - si presenta con ancora più stile e personalità per incontrate, una volta di più, i giovani, le donne e una clientela più sofisticata, che negli ultimi due anni ha dato prova di apprezzare in misura crescente questa “icona” di casa Ford. Alle tradizionali aree d’eccellenza come la qualità di guida, la sicurezza e il valore, si aggiungono, oggi rafforzate,

quelle del design, del comfort e della tecnologia, con miglioramenti che hanno l’obiettivo di far competere al massimo livello la vettura, di renderla più vivace e divertente”. Fiesta non è più solo una scelta razionale, basata sull’innegabile efficienza nei consumi, ma sempre più anche emozione ed esclusività. Nuovi colori, interni completamente ridisegnati, materiali sofisticati, nuova ergonomia, voice control interattivo e connessione MP3 sono solo alcuni degli elementi di miglioramento.

I punti di forza del nuovo design Fiesta propone cinque nuovi colori di tendenza: grigio mare, verde apple, viola, rosso tango e giallo sublime. Questi colori possono essere scelti in modo coordi-

nato con i nuovi colori della plancia, a sua volta rinnovata e realizzata con “getto sagomato”, ancora più soffice al tatto ed ergonomica. L’intervento sul design e l’ergonomia è completo anche per quanto riguarda le varie componenti del cruscotto, dalla strumentazione alla consolle, ora perfettamente integrata, ai materiali e al disegno di tessuti e sedili. Nuovo il disegno dei gruppi ottici anteriori (a tre elementi) e posteriori (con elementi tondeggianti), più dinamici e raffinati, dei paraurti, delle modanature laterali e della mascherina anteriore, inconfondibilmente Ford. “L’attenzione per lo stile e il colore è accompagnata da un scelta unica in campo tecnologico - continua il dottor Pasanisi - la nuova generazione Fiesta ha un nuovo computer di bordo, che per-

mette di personalizzare le impostazioni di molte funzioni dell’auto. Oltre a informare, tra le altre cose, su autonomia, velocità media, consumo di carburante, è prevista l’esclusiva funzione che consente l’accensione delle luci d’emergenza automatica in caso di frenata brusca: un’innovazione semplice e fondamentale al servizio di una maggiore sicurezza su strada”. Il nuovo impianto audio è il primo ad alta tecnologia su una vettura di questo tipo, con il suo sistema 2x17 watt e 4x17 watt in uscita, con nuovo decoder RDS perfezionato. Un’altra esclusiva è il connettore in plancia per lettori portatili MP3: per la prima volta una vettura di questa categoria esce direttamente dalla fabbrica con questo dispositivo tecnologico. Il comfort di bordo di Fiesta si arricchisce con

l’opzione dell’accensione automatica dei fari, dei tergicristalli ad azionamento automatico e degli specchietti ripiegabili elettricamente, utili in fase di parcheggio. Anche fuori dall’auto c’è un’importante novità tecnologica: l’Home Safe Lights, ovvero la possibilità di ritardare a piacimento lo spegnimento dei fari, dopo aver chiuso la vettura, che consente di avere luce per qualche minuto in più e raggiungere così in sicurezza la destinazione finale. Ma non è finita qui. Tutto si potrà fare con la voce, attraverso il Voice Control interativo, unico anch’esso in questo segmento, che permette di comandare con la voce, radio, CD, climatizzatore e sistema Bluetooth, senza distogliere l’attenzione dalla guida.

Qualità dinamiche Nell’abitacolo della nuova Fiesta è possibile avere una temperatura sempre costante, per viaggi comodi e rilassati in ogni stagione. È sufficiente impostare una temperatura compresa tra 16° C e 28° C e il sistema EATC rileverà le condizioni dell’abitacolo e manterrà il valore impostato. Di particolare utilità la possibilità di comandare l’apertura e la chiusura degli specchietti con un interruttore all’interno dell’abitacolo. Gli stessi specchietti si ripiegano automaticamente quando viene azionata la chiusura centralizzata: un’intelligente soluzione per evitare possibili danneggiamenti dovuti al traffico esterno.

La gamma motorizzazioni della nuova Fiesta prevede quattro unità a benzina - 1.2 da 75 cv, 1.4 da 80 cv, 1.6 da 100 cv e 2.0 da 150 cv - e due motori diesel - 1.4 TDCi da 68 cv e 1.6 TDCi da 90 Cv. Le versioni a tre e cinque porte sono cinque: Fiesta, l’elegante Ghia e le più sportive e dinamiche Titanium, S e ST. Le ultime due versioni, S e ST, vengono offerte solo con carrozzeria tre porte. I prezzi vanno dai 10.650 euro della Fiesta 1.2 tre porte ai 16.450 euro della ST 2.0 tre porte. Sul fronte della sicurezza la nuova Fiesta propone airbag lato guida e passeggero e airbag laterali e a tendina, cinture di sicurezza con pretensionatori, struttura a deformazione programmata e barre antintrusione, pedaliera collassabile, ABS con EBD, ESP con EBA. “Fiesta rappresenta la grande tradizione Ford sempre al passo con i tempi conclude il presidente di Ford Italia - è la vettura estera più venduta in Italia e con la nuova generazione diventa ancora più ricca, giovane e moderna. Per la prima volta su una vettura di segmento B ci sono tecnologie finora riservate a vetture di segmento superiore. Gli obiettivi di Ford Italia sono di consegnare entro marzo 2006 un totale di 25mila nuove Fiesta, che diventeranno 70mila nell’intero anno, pari a una quota di mercato del 3,2 per cento. Il mix di vendita sarà per il 70 per cento appannaggio delle versioni con motorizzazione TDCi”. Come dire che da noi il diesel tira sempre... M.S. Altieri


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Gennaio/Febbraio 2006 V ERONA - Un’apparizione a Francoforte, tanto per darsi il lustro dell’anteprima, e poi subito lo show motoristico di Bologna, debutto obbligato per le esibizioni inedite, tanto più atteso quanto più emozionanti si preannunciano le promesse. La versione più dinamica della gamma Altea si contraddistingue con la sigla FR (Formula Racing), firma già utilizzata per le versioni “scalpitanti” degli altri modelli della Casa spagnola come Ibiza e Leon, e che ridisegna linee e allestimenti con i particolari propri delle vetture sportive. Il design grintoso è in primo luogo sottolineato dal frontale con una presa d’aria inferiore di grandi dimensioni, protetta da una griglia a nido d’ape, e si evidenzia posteriormente con la sezione centrale verniciata di nero con terminale di scarico cromato nella parte sinistra. Sulle fiancate, slanciate anteriormente verso il basso a conferire una forma leggermente cuneiforme, rivela il suo intento spregiudicato con la scritta TDI verniciata di rosso, e gusci dei retrovisori in tinta argento satinato, esaltato ancor più dall’alloggiamento di cerchi in lega 7J x 17” a cinque razze, pensati per ospitare pneumatici 225/45 R 17. Di chiara ispirazione sportiva, come tutti i modelli contraddistinti dal sigillo FR, anche l’abitacolo, con i rivestimenti in pelle, presente nei pannelli interni delle porte, nella leva del

FIAT GRANDE PUNTO

Per i giovani

䡵 SEAT / Come Ibiza e Leon anche Altea in versione FR

Sangue caliente La proposta “emocionante” è interpretata da una nuova Altea in versione sportiva, con un inedito motore 2.0 TDI con potenza di 170 cavalli e con un look da divoratrice d’asfalto. Via alle vendite a partire da questo mese namento, questa motorizzazione adotta anche un filtro antiparticolato DPF che non necessita di manutenzione o additivi, equipaggiamento che costituisce una novità assoluta su una vettura Seat, e denota particolare riguardo anche alla protezione ambientale. Allo scopo di una migliore gestione della potenza del propulsore, è stato ritoccato anche il telaio, che già si avvale dell’Agile Chassis o DSR (Dynamic Steering Response) è cioè un sistema che combina una particolare taratura delle sospensioni (con ammortizzatori rigidi e molle più flessibili), silentblocks molto solidi e un programma elettronico di

Pensata chiaramente per chi punta su una media compatta ma decisamente sportiva, la nuova Altea FR si distingue anche per i sedili sportivi di forma semianatomica, a destra.

cambio, nei poggiatesta e nei sedili che hanno la parte superiore dello schienale in tessuto (e immancabile logo FR ricamato). La plancia portastrumenti ripropone il grigio/nero metallizzato delle cromature, e nuova anche la strumentazione a sfondo bianco con contagiri centrale. La particolare attenzione nell’accostamento dei materiali conferisce all’habitat interno della vettura la personalità dinamica che è la caratteristica principale dell’Altea FR, senza tralasciare l’importanza del comfort garantito da numerosi

accorgimenti di carattere strutturale, come ad esempio la conformazione delle sedute che, nonostante la foggia sportiva, offrono un’importante sostegno laterale. L’anima vibrante di questa “ragazzaccia” è un quattro cilindri 2 litri TDI da 170 cv (125 kW), abbinato a un cambio manuale a sei marce specificatamente sviluppato per questo modello, nell’attesa di un prossimo automatico DSG a doppia frizione già abbinato alla precedente Altea 2.0 TDI DSG. Questo propulsore è in grado di rag-

giungere la velocità massima di 208 km/h e i 100 km/h in soli 8,6 secondi, erogando una coppia massima di 350 Nm tra i 1.800 ed i 2.500 giri. A generare questo sensibile aumento della potenza è l’ottimizzata geometria del turbocompressore che incrementa la portata del sistema d’iniezione ad alta pressione PPD (Piezo-Pompa-Iniettore) con l’introduzione di un nuovo sistema shut-off per la chiusura dei condotti di aspirazione. Pur risultando già conforme alle normative Euro 4, in materia di disposizioni antinqui-

regolazione della servoassiatenza in funzione della velocità di marcia e della rapidità di rotazione del volante. Il risultato è una traiettoria molto più precisa e una risposta più rapida alle richieste del guidatore, che mai come in una vettura sportiva rappresentano prerogative di sostanziale rilevanza. La presenza dell’ESP è una garanzia ulteriore per assicurare la stabilità in caso di errori di guida, e l’impianto frenate con dischi autoventilati controllati da ABS è stato ridefinito su di una concezione ancora più sportiva. La Seat Altea FR sarà disponibile dai concessionari italiani a partire da febbraio 2006. lo.gra.

TORINO - Per i giovani con più voglia di emozione che soldi in banca è stato pensato New Speed, il pacchetto su misura che Sava, la finanziaria della Fiat ha messo a... punto per la Grande Punto: si tratta del PuntoBag, un accattivante zainetto a marchio Fiat bianco e blu, stile vintage - riservato esclusivamente a quanti acquisteranno questo modello avvalendosi di un finanziamento della Casa automobilistica torinese. All’interno del loro PuntoBag i giovanissimi, i neopatentati e comunque le ragazze e i ragazzi fino a 25 anni trovano dunque New Speed, che include due novità per due grandi vantaggi. In primo luogo, un finanziamento ad anticipo zero fino a 72 mesi rimborsabile attraverso rate modulari e crescenti in corrispondenza della crescente capacità di spesa. E, soprattutto, l’assicurazione obbligatoria RC Auto per un anno a un costo finanziato imbattibile che permette un risparmio fino al 70 per cento, un vantaggio notevole se consideriamo che l’assicurazione è un costo ineliminabile che pesa moltissimo sulle tasche degli automobilisti più giovani. New Speed prevede anche una polizza Furto/Incendio completa, finanziata per tutta la durata del contratto, con un’ampia copertura in caso di danno totale o parziale. Nel PuntoBag c’è anche il Mobility Pack in omaggio, che significa un unico numero verde per richiedere assistenza stradale attiva 24 ore su 24, in grado di risolvere qualsiasi contrattempo anche in caso mancanza di carburante e perdita delle chiavi.

NISSAN ITALIA

Cambi ai vertici ROMA - La Nissan Italia ha annunciato una serie di avvicendamenti nel suo team manageriale. Nello specifico, Andrea Alessi assume il ruolo di Direttore Vendite; Marco Toro quello di Direttore Post Vendita; Jordi Vila Onses è il nuvo Direttore Qualità e Sviluppo Rete. Andrea Alessi, 42 anni è in Nissan Italia dal 1992. Laureato in ingegneria, inizia la sua carriera presso la Direzione Post Vendita e dopo un breve periodo in Nissan Europe, passa al marketing di prodotto di Nissan Italia nel 1999. Nel 2001 affronta nuovamente un’esperienza presso la sede centrale europea, occupandosi dello sviluppo di progetti strategici per il miglioramento dei processi. Nel 2004 rientra in Nissan Italia come Responsabile della Direzione Sviluppo Rete e Vendita Flotte, e da luglio 2004 ha ricoperto la posizione di Direttore Post Vendita. Marco Toro, ingegnere, 38 anni, entra in Nissan Italia nel 1994. Dopo un’esperienza nella Direzione Post Vendita, passa nel 2000 alla Direzione Risorse Umane per poi approdare alla Direzione Vendite. Nel 2003 si trasferisce in Nissan Europe dove per due anni lavora nell’ambito dello Sviluppo Rete. Tornato in Nissan Italia nel 2005, gli viene affidata la neonata Direzione Qualità, ora ampliata per contenere anche lo Sviluppo Rete. Jordi Vila Onses, spagnolo, 42 anni, vanta una lunga esperienza in Nissan. Laureato in legge all’Università di Barcellona, entra in Nissan Motor Iberica nel 1989 nel Sales & Marketing. Nel 1995 passa al settore vendita dei veicoli commerciali per poi trasferirsi nel 1997 alla sede centrale, dove ricopre diversi incarichi nelle vendite e nel marketing a livello europeo. Nel 2004 viene nominato Direttore Vendite di Nissan Italia.


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Gennaio/Febbraio 2006

Con la Classe GL, Mercedes-Benz fissa un nuovo parametro di riferimento nel segmento di mercato dei SUV di lusso. Questo esclusivo fuoristrada a sette posti sorprende per un’eccellente dinamica di marcia sia su strada che lontano dalle strade asfaltate

za in fase di spunto e l’Offroad-ABS aiutano il guidatore a tenere la Classe GL sempre sotto controllo anche in fuoristrada. Inoltre, il pacchetto tecnico Offroad/Pro di serie su tutti i modelli ECE consente alla Classe GL di affrontare anche le condizioni più estreme di marcia sullo sterrato. Il pacchetto comprende tra l’altro un ripartitore di coppia a doppio stadio con rapporto di riduzione per la marcia fuoristrada e bloccaggi del differenziale al 100 per cento per il ripartitore di coppia e l’asse posteriore. Il sistema Airmatic, espressamente modificato per un tipo di impiego più impegnativo, consente di aumentare l’altezza libera dal suolo, secondo necessità, fino a un massimo di 307 millimetri, incrementando la profondità di guado a 600 millimetri.

Grande comfort di marcia La moderna gamma di motori garantisce a tutti i modelli della Classe GL un eccellente comfort di marcia e ottime prestazioni, assicurando al tempo stesso consumi contenuti rispetto ad altri veicoli di questa categoria. La gamma di motorizzazioni diesel, oltre al V6 da 165 kW/224 cv della GL

䡵 MERCEDES / Con la nuova Classe GL

SUV, la Stella brilla ancora di più STOCCARDA - La nuova Mercedes Classe GL segna un’altra pietra miliare nell’ambito dei Suv, e non lascia alcun dubbio sulle sue aspirazioni di conquistare un segmento di mercato altamente competitivo. Il suo linguaggio stilistico trasmette forza ed esclusività. Linee levigate e potenti, sagomati elementi cuneiformi e dettagli incisivi conferiscono a questo esclusivo fuoristrada un’immagine di dinamicità anche da fermo. L’ampia carrozzeria (5.088 mm di lunghezza, 1.920 mm di larghezza, 1.840 mm di altezza) appare perfettamente proporzionata.

Materiali pregiati nell’abitacolo L’abitacolo è impreziosito con materiali pregiati, che creano la tipica atmosfera di benessere MercedesBenz, e offre il massimo spazio fino a sette passeggeri. A bordo della Classe GL il comfort è sempre di prima classe: sia per un breve giro in città che durante un lungo tragitto di centinaia di chilometri, o un’escursione su terreni impervi. I passeggeri godono sempre di un’ampia libertà di movimento, anche sui comodi sedili individuali della terza fila posteriore. La distanza dalla fila centrale è di 815 mm, mentre lo spazio libero all’altezza della testa corrisponde a 979 mm. In caso di necessità, i sedili singoli posteriori possono essere abbattuti elettricamente, con la pressione di un pulsante, sia singolarmente che insie-

me, ottenendo così una superficie di carico completamente piana. Nella configurazione a cinque posti, la capacità del bagagliaio è pari a 1240 litri: un vero punto di riferimento in questa categoria. Classe GL può offrire un volume di carico massimo di 2300 litri; in tal caso, la lunghezza del vano bagagli corrisponde a 2128 mm. In sintonia con le molteplici possibilità di impiego di questo versatile fuoristrada, il climatizzatore automatico Thermatic, di serie sulla GL 320 CDI, offre a tutti e sette i passeggeri una temperatura sempre gradevole, in pieno inverno come nelle giornate più calde. Le versioni con motorizzazione V8, vale a dire i modelli GL 420 CDI, GL 450 e GL 500, sono equipaggiate di

serie con il climatizzatore multizona Comfort Matic, che offre livelli di comfort ancora più elevati. Altri equipaggiamenti interni di serie comprendono, tra gli altri, rivestimenti in pelle “Artico”, sedili anteriori regolabili elettricamente e un tetto trasparente panoramico sopra la terza fila di sedili. La nuova Classe GL beneficia pienamente dei vantaggi della carrozzeria autoportante, coniugando una robustezza ottimale con un’intelligente struttura leggera in acciaio. Il risultato è un’eccellente sicurezza passiva. La cellula dell’abitacolo ad alta resistenza, insieme alle zone di deformazione anteriori e posteriori, costituiscono una base efficace per i sistemi di protezione degli occupanti, che tra l’altro

comprendono airbag adattivi a doppio stadio lato guida e passeggero anteriore; sidebag anteriori di serie, a richiesta per la fila centrale di sedili; windowbag per tutte e tre le file di sedili, dal montante anteriore all’ultimo posteriore; poggiatesta attivi Neck-Pro lato guida e passeggero anteriore (a richiesta) e cinture di sicurezza a 3 punti per tutti e sette i sedili; pretensionatori e limitatori adattivi della forza di ritenuta per i passeggeri anteriori e per i posti esterni della fila centrale. A questo punto è evidente che la nuova Classe GL non si limita solo ad avere tutti i requisiti per essere considerata lo stato dell’arte dei SUV di lusso, ma addirittura li esalta, ridefinendoli ad un livello ancora più

A dispetto del nome, la nuova Classe GL per ora si affianca alla storica Classe G, la mitica “Gelaendewagen”: “La produrremo finchè ce la chiedono”, dicono in DaimlerChrysler.

elevato. Finora il marchio di garanzia dei fuoristrada Mercedes-Benz sono state le caratteristiche di massima solidità, robustezza e lunga durata senza compromessi. Non è infatti casuale la denominazione del modello, che richiama il leggendario precursore di tutti i fuoristrada Mercedes-Benz: Classe G. Questo “evergreen” del fuoristrada, nel frattempo, sta entrando nel suo ventiseiesimo anno di produzione e continuerà a essere commercializzato a fianco della nuova Classe GL (a dispetto di chi ipotizzava che la GL la sostituisse). La trazione integrale permanente 4Matic Mercedes-Benz assicura alla Classe GL una dinamica di marcia eccellente in qualsiasi condizione. Insieme alle sospensioni pneumatiche di serie Airmatic, al preciso servosterzo parametrico e al sistema di sospensioni adattive ADS, anch’esse di serie, l’imponente GL (passo 3.075 mm) riesce a garantire una straordinaria maneggevolezza. Altrettanto notevoli risultano le caratteristiche di marcia nell’esercizio con rimorchio, grazie al sistema TSA (Trailer Stability Assist), componente dell’ESP, che previene le situazioni di marcia critiche con un rimorchio al seguito attraverso interventi frenanti mirati, mentre alla compensazione totalmente automatica di livello provvede l’Airmatic. Speciali dotazioni per la marcia off-road, come il Downhill Speed Regulation (DSR), il sistema di assisten-

320 CDI, comprende il nuovo potente V8 della GL 420 CDI, che eroga 225 kW/306 cv e mette a disposizione una coppia massima di 700 Nm. Entrambi questi motori diesel rispettano i limiti di emissione Euro 4. In aggiunta al nuovo motore da 5,5 litri della GL 500 da 285 kW/388 cv, introdotto recentemente sulla nuova Classe S, celebra la sua anteprima mondiale su Classe GL anche il secondo propulsore di questa moderna famiglia di motori V8. Sulla GL 450, il motore ha invece una cilindrata di 4,6 litri ed eroga 250 kW/340 cv. Entrambe queste motorizzazioni rispettano i limiti di emissione Euro 4. Tutte le versioni della GL sono equipaggiate di serie con il cambio automatico a sette marce 7G-Tronic con Direct Select. Le eccellenti prestazioni e i consumi contenuti della vettura sono il frutto di un perfetto connubio tra motori ultramoderni, cambio 7G-Tronic ed una catena cinematica ottimizzata in termini di attrito. Un importante fattore consiste anche nel peso complessivo relativamente contenuto (ottenuto grazie alla carrozzeria autoportante) e a un coefficiente aerodinamico (Cx 0,37) eccellente per una vettura di proporzioni così ragguardevoli. La nuova Mercedes-Benz Classe GL sarà disponibile in America già in primavera, mentre la clientela europea potrà cominciare a guidare questo modello da settembre del 2006. Beba Tancredi


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Gennaio/Febbraio 2006 ROMA - L’idea di un cuscino gonfiabile ripiegato, che in caso di pericolo si gonfia automaticamente, era stata già oggetto di studio e lavoro negli anni Cinquanta, epoca in cui le problematiche dell’incolumità fisica degli occupanti di un’automobile, erano sicuramente molto meno prioritarie di altre, ma che si intuiva sarebbero diventate innegabili, in ragione dello sviluppo sociale ed economico che il mondo intero stava intraprendendo. Nel 1953 il tedesco Walter Linderer e l’americano John W. Hedrik furono i primi a brevettare il risultato dello studio di progettazione di un dispositivo, a grandi linee, corrispondente a quell’idea, ma le tecniche conosciute a quell’epoca non ne consentivano la realizzazione. La rapida crescita del mercato automobilistico, legato al progresso degli anni sessanta, e il conseguente vertiginoso aumento di sinistri stradali, tuttavia, imposero di concentrare l’attenzione sul tema della sicurezza, tanto che negli Stati Uniti, a partire dal 1969, l’intero settore dei trasporti fu sensibilizzato e regolamentato da leggi che prescrivevano sistemi di protezione automatica sulle vetture.

䡵 MERCEDES-BENZ / L’airbag festeggia il quarto di secolo

Il salvavita

Per la Casa di Stoccarda è uno degli anniversari più significativi, quello che celebra i 25 anni dall’entrata in produzione in serie del più importante dispositivo di sicurezza passiva introdotto negli equipaggiamenti automobilistici, a cui va il merito di aver salvato migliaia di vite umane

Il ruolo-chiave dei vari sensori

Le prime ricerche nel lontano 1967 Nei laboratori della Mercedes-Benz, già dal 1967 si stavano sperimentando le tecniche che avrebbero consentito la realizzazione dell’airbag, e il pionieristico impegno della Casa di Stoccarda, testimoniato anche dall’evoluzione anticipata della tecnica impiegata ai fini della sicurezza, come la zona di deformazione, lo sterzo con piantone di sicurezza, i pretensionatori, il sistema antibloccaggio ABS e altre ideazioni Mercedes, non è sempre stato privo di ostacoli. Basti pensare che l’obbligo dell’istallazione dell’airbag lato guida sulle auto, prescritto dalle autorità americane dal 1° gennaio 1973, a seguito di grosse polemiche riferite alla pericolosità di questo dispositivo, fu inizialmente prorogato al 1976, e rimandato fino al 1993, scoraggiando notevolmente l’interesse in questa direzione. Malgrado questo, la potenzialità derivante dallo sviluppo di questo concetto, per i ricercatori Mercedes, restò sempre fondamentale, per cui, a prescindere dalle perplessità del mercato statunitense, la Casa tedesca decise nel 1974 di proseguire nella progettazione e nella produzione dell’airbag in serie, facendo ricorso a tutta la conoscenza disponibile. “Abbiamo fatto ricorso alla tecnica missilistica”, ricorda Helmut Patzel, uno dei padri dell’airbag ed esperto di cariche pirotecniche, “abbiamo seguito il principio dei razzi che ricevono la loro spinta dal gas che fuoriesce, con la differenza che dovevamo rinchiudere il gas in un cuscino gonfiabile”. Teoria apparentemente semplice, che invece ha significato una sfida tecnologica continua ed estremamente impegnativa,

do altresì gli urti contro i montanti, l’intelaiatura del tetto o con altri oggetti che potrebbero penetrare nell’abitacolo. Per le vetture cabrio e le roadster, sulle quali non è possibile l’istallazione del windowbag, è invece previsto un cuscino laterale gonfiabile, alloggiato negli schienali dei sedili anteriori e di forma asimmetrica, che assolve sia alla protezione della testa che del torace (Head/Thorax-Bag). Sia gli airgbag frontali, che quelli laterali, rispondono oggi, a un complesso sistema elettronico, estremamente sensibile e sofisticato. L’affinamento delle tecniche e l’applicazione dei moderni ritrovati scientifici alle peculiarità automobilistiche, soprattutto in tema di sicurezza, rappresentano per Mercedes-Benz un cardine basilare delle ricerche e dello sviluppo progettuale, al pari della meccanica e del design.

In alto e qui sotto, alcuni esempi di airbag montati sui modelli della gamma Mercedes-Benz; qui sopra, uno dei tanti crash-test ai quali è stata sottoposta l’attuale generazione della Classe C prima che il modello fosse posto in vendita.

che nell’applicazione ha presentato progressive problematiche di ogni ordine e grado, a partire dall’attivazione tramite dei sensori, alla generazione del gas, o che rimandavano alla resistenza allo strappo del tessuto del cuscino, piuttosto che alla tollerabilità per l’udito e alla compatibilità in genere con la salute di chi guida. Ogni sperimentazione, equiparandosi alle tecniche missilistiche, fu sottoposta dalle autorità competenti, a specifici corsi di preparazione per gli addetti. A seguito del monitoraggio delle emissioni generate dall’apertura dell’airbag, il propellente liquido fu sostituito con un propellente solido, compresso sotto forma di pa-

stiglie di acido di sodio, nitrato di potassio e sabbia che rilascia prevalentemente residui non dannosi di azoto e minime quantità di idrogeno e ossigeno. Fugata anche l’ipotesi di un’involontaria attivazione dell’airbag, ma solo dopo migliaia di prove su carrello, centinaia di crash-test su vetture complete e altrettante prove collaudate su strada e fuoristrada, con milioni di chilometri percorsi per accertare che i sensori assolvessero al delicato compito dell’opportuna attivazione, in pochi millesimi di secondo, a temperature diversissime, in condizioni variabili e per molto tempo. Davvero una prova di elettronica ai limiti della scienza.

Finalmente nel 1980, l’airbag fece la sua première mondiale, debuttando come dispositivo di serie in una berlina della Classe S, ma il cammino era solo cominciato, e da allora ogni successivo equipaggiamento ha visto un progressivo perfezionamento di questo dispositivo di sicurezza e l’estensione del suo impiego a tutti i modelli MercedesBenz. Nel 1988 fu introdotto l’airbag lato passeggero, e nel 1992 anch’esso fece parte della dotazione di serie. L’airbag laterale, sidebag, fa il suo ingresso invece nel più vicino 1995, sulla Classe E, superando nuovamente se stesso in fatto di parametri tecnici, infatti, se il tempo di attivazione di

un’airbag frontale è di 40 millesimi di secondo, quello laterale si deve attivare entro 20 millesimi di secondo dall’impatto. Il nuovo impegno trova il suo giustificativo nel completamento di quelle che sono le altre misure di sicurezza laterali, come gli elementi di rinforzo trasversali nella carrozzeria, l’inserimento di speciali profilati tubolari nelle porte e l’impiego di serrature e cerniere più resistenti. Successivamente, in seguito alla considerazione della pericolosità, in caso di incidente, del frantumarsi del finestrino, Mercedes introduce il Windowbag, un cuscino a tendina che si apre davanti alla superficie dei vetri laterali, impeden-

Gli airbag laterali vengono attivati da una centralina elettronica che capta i segnali inviati da sensori satellitari che forniscono informazioni rapide e precise su eventuali collisioni nel settore delle porte. Quelli frontali, sono in grado di adattarsi sia alla dinamica di un sinistro, sia alle caratteristiche degli occupanti. Particolari sensori possono attivarsi in due stadi differenti, secondo la gravità dell’impatto, capaci di elaborare i dati rilevati grazie a dispositivi computerizzati. Questa tecnologia “adattiva” è la nuova tendenza in campo di tecnica per la sicurezza, che in sostanza, è in grado di “percepire” le componenti variabili di una situazione di rischio e vi adatta il funzionamento dei dispositivi. Offerto in esclusiva mondiale unicamente da Mercedes-Benz, questo sistema preventivo di protezione degli occupanti PRE-SAFE(r), riconoscere anticipatamente situazioni di marcia critiche e prepara gli occupanti e il veicolo a un possibile incidente, aumentando ulteriormente l’efficacia protettiva di cinture e airbag. Numerosi test effettuati con la nuova Classe S, hanno dimostrato l’efficacia delle funzioni PRE-SAFE(r), e ribadito l’importanza di svilupparne opportunamente le peculiarità, tant’è che per il futuro l’intento è quello di avere a disposizione quante più informazioni possibili sulla contingente situazione a rischio. Questi dati possono essere rilevati con la moderna tecnica di sensori radar, recentemente inaugurati sulla nuova Classe S, per ciò che riguarda l’ambiente esterno alla vettura, e sensori ancora più sofisticati che possano personalizzarsi agli occupanti del veicolo sulla base di dati “biometrici” che tengano conto di statura, sesso, peso ecc. Anche la sicurezza, quindi, vuole per Mercedes-Benz diventare specifica e “su misura” al pari di ogni altra prerogativa e caratteristica automobilistica. Lorella Grazi


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Gennaio/Febbraio 2006 za di Mert si fonde perfettamente con l’estrosità di Marcus e il risultato è un elegantissimo e personalissimo approccio all’arte fotografica: provocanti e opulenti, gli scatti principalmente in bianco e nero (uniche eccezioni i tenui sprazzi di colore nella cover e nei mesi di marzo e novembre) evocano atmosfere newtoniane e rappresentano una donna inebriante e peccaminosa. “Tutto gravita intorno alle modelle e c’è una grande libertà, creiamo immagini che non hanno regole attorno a sé”,

䡵 THE CAL 2006 / Sei bellezze “libere e potenti”

Trasgressione nella tradizione Seduzione e libertà di espressione sono le protagoniste della nuova edizione del mitico “The Cal”, ambientata negli straordinari scenari offerti da Cap d’Antibes e dalla Costa Azzurra. I fotografi Mert Alas e Marcus Piggott hanno ritratto un gruppo di donne straordinarie per bellezza e sensualità, tra cui Jennifer Lopez e Kate Moss PARIGI - È stata definita la più trasgressiva delle edizioni. E se da oltre 40 anni non c’è inizio d’anno senza il colpo di scena offerto dal Calendario Pirelli, c’è da credere che l’edizione 2006 del mitico “The Cal” avrà un motivo in più per essere ricordata. Oggetto di culto per gli amanti della fotografia, della bellezza e dell’evoluzione del costume, il Calendario 2006 è stato realizzato dal rodato due anglo-turco Mert Alas e Marcus Piggott, fotografi di fama internazionale specializzati nei ritratti femminili. Il nuovo Calendario è ambientato nella suggestiva cornice anni ’60 della Costa Azzurra e ha per interpreti sei donne straordinarie sia per bellezza che per sensualità:

Jennifer Lopez, al debutto in “The Cal”, Gisele Bundchen, già scelta per l’edizione del 2001 di Mario Testino, Guinevere Van Seenus, Kate Moss, che esordì nel 1994 con la celebre edizione firmata da Herb Ritts, Karen Elson, presente giovanissima nel Calendario 1999 di Herb Ritts e in quello del 2001 di Mario Testino, Natalia Vodianova, che debuttò nel 2003 con Bruce Weber e continuò nel 2004 con il Calendario di Nick Knight. Donne icone del nostro tempo, ritratte nude, sexy e bellissime in 27 scatti che lasciano il segno. Seduzione e libertà di espressione sono le protagoniste assolute del Calendario Pirelli 2006, il cui filo conduttore è riassunto dall’e-

spressione “libres et puissantes”. Consapevoli della loro fama e dello loro bellezza, le sei modelle si sentono libere di spogliarsi e apparire sensuali e intriganti. Il corpo è ritratto come libero strumento di potenza: la sensualità diventa un delfino al guinzaglio o una gatta imprigionata tra le braccia nude di una maliziosa fanciulla. Mert Alas e Marcus Piggott, nati entrambi nel 1971, rispettivamente in Turchia e Galles, si sono incontrati per la rima volta in Inghilterra nel 1994 dopo aver lavorato per un breve periodo in ambiti completamente diversi, il primo nella musica classica e il secondo nel disegno grafico. Marcus era un assistente fotografo e Mert un modellato-

re di foto di moda. Dopo aver lavorato insieme nell’ambito della fotografia, decisero di dare vita a un team inseparabile. Quando hanno mostrato i loro primi scatti al giornale di moda londinese “Dazed and Confused”, ne hanno subito conquistato la prima pagina. Conosciuti per i ritratti a donne sofisticate e potenti, le immagini di Alas e Piggott donano una grazia e una perfezione inconfondibile ai manifesti pubblicitari. “La differenza tra noi e altri fotografi è che noi ci teniamo molto all’aspetto”, dice Alas. “Noi passiamo la maggior parte del tempo nei camerini del trucco a lavorare sui capelli, alle prese più con il look che con gli aspetti più tecnici. La

componente tecnica influisce soltanto per il 50 per cento sul risultato finale”. Il loro team lavora oggi per riviste come Vogue Usa, Voglie Italia, W Magazine, Pop Magazine, Numero e Arena Homme Plus. Tra i loro clienti si annoverano importanti marchi della moda come Louis Vuitton, Missoni, Giorgio Armani, Roberto Cavalli, Fendi e Miu Miu. Hanno creato immagini per case di profumi come Gucci, Yves St Laurent, Givenchy e Lancôme. Inoltre, Alas e Piggott hanno lavorato con celebrità quali Madonna, Bjork, Charlotte Rampling, Kylie Minogue e ancora una volta Jennifer Lopez. Per The Cal 2006 il duo si è avvalso di uno stile innovativo e versatile. La risolutez-

ha sottolineato Mert Alas. “La lavorazione degli scatti è stata un’esperienza in cui tutto è apparso molto naturale e fluido”, ha aggiunto Marcus Piggott. Raffinati e straordinari gli scenari offerti per le location da Cap d’Antibes e dalla Costa Azzurra: il mare, gli scogli a strapiombo sull’acqua, lussuose imbarcazioni ed eleganti ville con sontuosi giardini fanno da sfondo a questa edizione del Calendario. L’acqua diventa un elemento dominante che esalta la brillantezza della pelle e crea straordinari giochi di luce sui corpi bagnati, rendendo le immagini particolarmente voluttuose e accattivanti. Il bianco e nero forte e seduttivo amplifica e comple-


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Gennaio/Febbraio 2006 ta gli effetti del mare. Le fotografie sono moderne, originali e al contempo richiamano gli anni ’60 e ’70, in un mix di tradizione e innovazione attraverso il quale i due fotografi imprimono la loro identità al Calendario rendendo allo stesso tempo omaggio al suo significato storico e al mito che lo ha accompagnato negli anni. Il lancio del Calendario Pirelli 2006 coincide con la nascita di www.pirellical.com, il nuovo portale dedicato a “The Cal” che raccoglie 42 anni di storia della fotografia. A tre anni dal varo del primo sito ufficiale, il mito del “dodici mesi” Pirelli si rinnova anche on line con contenuti sempre più esclusivi. Fabio Basilico

UNA COLLEZIONE DI BELLEZZE

Jennifer, Kate e le altre PARIGI - Come sempre, sono loro le dive indiscusse del Calendario Pirelli. Donne dal fascino sensuale e disarmante, rappresentanti di un universo femminile che è insieme realtà e sogno. Le bellissime dell’edizione 2006 sono sei: Jennifer Lopez, Gisele Bundchen, Guinevere Van Seenus, Kate Moss, Karen Elson e Natalia Vodianova. Jennifer Lopez - Artista dal talento poliedrico, ha ottenuto un grandissimo successo sia nell’ambito del cinema sia in quello della moda e della musica. Jennifer ha recitato ultimamente con Richard Gere in “Shall We Dance?” e attualmente sta girando e producendo “Bordertown” insieme al direttore di “Selena” Gregory Nava. Quest’ultimo film viene prodotto dalla casa di produzione Nuyorican che appartiene alla stessa Jennifer. Tra i progetti futuri spicca il film “An Unfinished Life” con Robert Redford, in cui Jennifer interpreta il ruolo di una madre single ingannata dal suocero. Cresciuta nel Bronx, dopo la maturità conseguita nel 1987 inizia a lavorare in uno studio legale ma contemporaneamente, la sera, continua a frequentare la scuola di danza. Dopo aver ottenuto una borsa di studio in una scuola di danza di Manhattan, un anno e mezzo dopo ottiene un ruolo come una delle “Fly Girls” nel pezzo “In Living Color”. Seguono una serie di piccoli ruoli meno importanti e nel 1995 appare nel suo primo pezzo importante, il criticato Mi Famiglia. Nello stesso anno fa una comparsa in “Money Train” con Wesley Snipes e Woody Harrelson. La grande occasione arriva nel 1997 con il ruolo principale in “Selena”, film biografico sulla cantante pop Selena Quintillana Perez. Per questa interpretazione Jennifer riceve moltissimi elogi e diventa l’attrice latino-americana più pagata di tutti i tempi. Nel 1999 ha pubblicato il suo primo album Latin pop “On the 6”. Kate Moss - È una delle modelle più famose e di successo del mondo, con una carriera che ha attraversato una quindicina d’anni. Nata a Londra, viene scoperta nel 1988 all’aeroporto JFK di New York dalla Storm Model Management MD Sarah Doukas. Nel 1992 si lega con un contratto a Calvin Klein e ne diviene il volto per sei anni. Durante la sua carriera è apparsa nelle campagne pubblicitarie della maggior parte dei brand più importanti del mondo tra cui L’Oreal, Louis Vuitton, Yves St Laurent, Dolce & Gabbana, Cerrutti, Dior, Loewe, Versace, Fendi e Gucci. Kate continua a essere uno dei volti più richiesti del mondo. Lavora regolarmente con Vogue Inghilterra - che le ha dedicato più copertine di qualunque altra modella - e Vogue Usa, Harpers Bazar, Dazed and Confused, ID, Numero e W magazine. Kate ha esordito nel Calendario Pirelli nel 1994 con la famosa edizione firmata da Herb Ritts.

Gisele Bundchen - Gisele ha infiammato il mondo della moda come nessun’altra modella negli ultimi anni. Nata in un piccolo villaggio del Brasile del Sud, Gisele è apparsa sulla copertina di tutte le più importanti riviste di moda del mondo ed è sempre molto richiesta dalle grandi case di moda, dagli editori e dai fotografi. Vogue Magazine l’ha nominata modella del millennio e si è riferito a lei come “il ritorno della ragazza sexy”. Ha lavorato con i migliori fotografi del mondo come Mario Testino, Steven Meisel, Nick Knight, Steven Klein, Craig McDean, Michael Thompson, Mert & Marcus, Rankin, Inez & Vinoodth, Alex Cayley, Solve Sundsbo, Regan Cameron, solo per citarne alcuni. Oltre all’attività di modella, Gisele ha anche debuttato come attrice in “Taxi”, una commedia dove ricopre il ruolo di leader di una banda di rapinatori di banca. Gisele è già stata scelta per “The Cal” 2001 di Mario Testino. Guinevere Van Seenus - Ha trascorso i suoi primi anni di vita a Washington D.C.. Mentre frequenta il liceo si trasferisce a Santa Barbara in California, dove si iscrive a una piccola scuola di modelle. Non molto tempo dopo si sposta a New York per proseguire la sua carriera a tempo pieno. Grazie alla sua bellezza fuori dal comune e al suo carattere estroverso, Guinevere ha ottenuto velocemente un grandissimo successo. Molti fotografi hanno catturato il look moderno della modella americana, che è stata nominata nel 1996 modella dell’anno per i Vogue VH1 Fashion Awards. Guinevere ha una madre attrice che le è stata di grande aiuto e ha anche una grande passione per la pittura che le ha consentito di raggiungere grande successo nel suo mestiere. Karen Elson - Modella inglese, Karen è stata inizialmente scoperta nelle strade della sua città natale, Bolton. Ha cominciato la sua brillante carriera grazie a un incontro fortuito con Steven Meisel. Sotto la sua influenza, Karen si crea un look molto particolare e caratteristico contraddistinto dall’eliminazione delle sopraciglia e dall’austero taglio di capelli. Un look che le ha fatto guadagnare il soprannome di “beautiful freak”. Ha anche lavorato per le maggiori campagne pubblicitarie di Chanel, Versace, Lacroix e Moschino. Recentemente descritta come “l’essenza dell’eleganza ribelle”, questa è la terza volta che Karen posa per il Calendario Pirelli dopo l’edizione del 1999 di Herb Ritts e del 2001 di Mario Testino. Natalia Vodianova - A causa della storia della sua vita - da un’infanzia in povertà alla ribalta internazionale - Natalia è una delle modelli più discusse degli ultimi anni. Nata in Russia, prima di essere scoperta da un talent scout, ha gestito un negozio di frutta e verdura con la madre. Si trasferisce dunque a Parigi dove comincia una buona ma lenta carriera fino a quando viene scoperta e scelta da Tom Ford come il nuovo volto di Gucci. Oggi è ritenuta la modella più importante del mondo grazie alle campagne pubblicitarie più richieste: Calvin Klein e L’Oreal. Questa è la terza volta che Natalia posa per il Calendario Pirelli, dopo l’edizione del 2003 con Bruce Weber e l’edizione 2004 con Nick Knight.


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