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Osservatorio FIASO HTA

L’evoluzione dell’HTA a livello aziendale


Osservatorio FIASO HTA L’evoluzione dell’HTA a livello aziendale


Osservatorio FIASO HTA L’evoluzione dell’HTA a livello aziendale ISBN: 978 88 9771 9069 Editore HPS - Health Publishing & Services S.r.l. Piazza Duca d’Aosta 12 – 20124 Milano Tel. 02 2772991 – Fax 02 29526823 Progetto grafico e impaginazione: Studio Priori & C – Milano Studio grafico ninolongo – Gravina di Catania Stampa Finito di stampare nel mese di febbraio 2013 da GECA S.p.A. – Cesano Boscone (MI)


Osservatorio FIASO HTA L’evoluzione dell’HTA a livello aziendale

Premessa – Le ragioni della ricerca Valerio F. Alberti

5

Prefazione – Le ragioni di una collaborazione con FIASO sull’HTA Massimo Scaccabarozzi

7

Protagonisti della ricerca e Ringraziamenti

9

1. Executive Summary

13

1.1. Organizzazione dell’HTA

15

1.2. Osservatorio FIASO sull’HTA

17

1.3. Sintesi dei risultati

23

2. Analisi descrittiva della Survey

25

2.1. HTA come strumento di governo

27

2.2. Organizzazione

29

2.3. HTA: valutazione dei processi, dei risultati e loro gestione

44

2.4. Rapporti con le Regioni

55

2.5. HTA e risorse umane

62

3. Considerazioni conclusive

67

3.1. Sintesi

68

3.2. Ulteriori spunti e prospettive

70


Premessa

5

PREMESSA Le ragioni della ricerca L’attività che FIASO esprime attraverso gli Osservatori, i Laboratori e i Gruppi di Lavoro, di volta in volta dedicati a temi salienti per il Servizio sanitario nazionale (Ssn), ha sempre come obiettivo quello di mettere in condivisione, con tutti gli attori che operano nel sistema, i risultati di ricerca raggiunti, con il fine ultimo di incentivare le buone pratiche e farle assurgere a modello. Anche nel caso dell’Osservatorio FIASO sull’Health Technology Assessment (HTA), grazie alla collaborazione e all’interesse riscontrati in un gran numero di Direzioni strategiche di AA.SS.LL., AA.OO. e – come sono definite nel volume – “altre” strutture (es. IRCCS, Aree Vaste, etc.), la Federazione ha potuto dare il proprio contributo in termini informativi e culturali su un tema che negli ultimi cinque anni circa ha avuto un crescendo di attenzione in tutti gli ambiti attigui a quello sanitario. Le Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie hanno oggi il compito, tra gli altri, di prendere delle decisioni che risultino efficaci e al tempo stesso sostenibili, in ordine all’allocazione delle risorse, al ridimensionamento di alcuni servizi, al governo dell’innovazione tecnologica. Se questo era vero nel 2007, quando i Piani sanitari nazionali hanno cercato di dare impulso alla valutazione sistematica delle tecnologie sanitarie, ciò è ancora più vero oggi, alla luce delle disposizioni di Spending Review calate sulle Aziende del Ssn. Infatti, è fuor di dubbio che l’HTA si sia imposto sul piano internazionale come un approccio utile a dare risposte efficaci ai problemi di governo dell’innovazione tecnologica dei sistemi sanitari in condizioni di sostenibilità economica critica. Si tratta, in sintesi, della gestione di processi di innovazione tecnologica che devono, da ultimo, supportare le decisioni del management e lo devono fare nella direzione di addivenire alle scelte migliori per tutti gli stakeholders del sistema, per i cittadini/utenti, gli operatori coinvolti nel sistema sanitario, i decisori politici e tutti i fornitori. La tematica in questione è stata studiata e approfondita su vari livelli, ma mai ancora dal punto di vista delle Direzioni Generali. È dalla prospettiva agevolata di cui gode FIASO che con questa ricerca abbiamo inteso accendere un faro sull’HTA, e siamo andati a vedere, all’interno delle Direzioni di AA.SS.LL. e AA.OO. (il livello che gli addetti ai lavori chiamano “meso”, per differenziarlo dal “macro” – il livello della programmazione nazionale e regionale – e dal “micro” – quello dei professionisti che quotidianamente sono a contatto con i pazienti), come e fino a che punto, nelle Aziende italiane, si ricorra a questa “tecnologia” multidisciplinare.


6

Premessa

La ricerca condotta da FIASO, con il sostegno di Janssen e il supporto scientifico del Prof. Federico Spandonaro del CEIS Tor Vergata, ha potuto mettere in luce, su un campione rappresentativo per Nord, Centro e Sud Italia, aspetti organizzativi, clinici e gestionali decisamente rilevanti in ordine alla diffusione dell’HTA, al suo utilizzo e alle figure professionali che, nelle Aziende, si occupano di questo tema, del suo sviluppo e della sua implementazione, e quali aspetti della vita quotidiana delle Aziende (tra efficacia, sicurezza, impatto organizzativo, economia sanitaria, risorse umane ed etica) sono valutati ricorrendo allo strumento dell’HTA. È indubbio che lo scenario emerso, analizzate ciascuna delle 78 risposte pervenute dalle Aziende alle altrettante domande della ricerca, sia decisamente eterogeneo, come eterogenea è la Sanità italiana nel suo complesso, fatta di vette d’eccellenza e di situazioni di disagio. Ma proprio per questa ragione non si può non sostenere il ricorso all’HTA, nel quale gli strumenti tecnologici permetterebbero, come è accaduto in altri settori con enorme giovamento, di uniformare un gran numero di attività nella direzione di un patrimonio decisionale comune utile a tutto il management della Sanità pubblica. Valerio F. Alberti Presidente FIASO


7

Prefazione

PREFAZIONE Le ragioni di una collaborazione con FIASO sull’HTA Nei prossimi anni, in ambito sanitario il nostro Paese si troverà per la prima volta a dover garantire gli stessi servizi con minori risorse. Il decreto sulla Spending Review e i successivi provvedimenti hanno agito con tagli lineari sui fattori produttivi del sistema (personale, beni e servizi, tecnologia, infrastrutture). Uno degli strumenti per evitare che le misure adottate incidano inevitabilmente sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è l’utilizzo di un approccio sistematico di Health Technology Assessment (HTA) sia nell’introduzione di terapie innovative, sia nella scelta di disinvestire su servizi inappropriati o obsoleti, che non aggiungono valore alla tutela della salute dei cittadini. Attraverso l’HTA è possibile da subito operare una ridefinizione dei LEA senza incidere negativamente né sul livello organizzativo della Sanità, né tantomeno su quello delle prestazioni sanitarie rivolte alla popolazione. Focalizzandosi sugli effetti clinici, sulla sicurezza, sulla performance tecnica, sul rapporto costo-efficacia, sulle ripercussioni organizzative, etiche, sociali e culturali delle diverse cure, l’HTA si presta a essere applicato a molteplici settori: prestazioni mediche e chirurgiche, tecnologie sanitarie, modalità organizzative e gestionali. Da qui, l’esigenza di fotografare la realtà locale italiana in merito all’utilizzo e allo sviluppo delle politiche sanitarie regionali sul tema dell’HTA. L’indagine conoscitiva oggetto di questa pubblicazione realizzata da Janssen insieme a FIASO, grazie al nuovo progetto di partnership istituzionale siglato di recente, ha delineato una realtà nazionale assai eterogenea, con grandi differenze tra Nord, Centro e Sud, in termini sia di adozione della metodologia, sia di risorse a essa attribuite. La cosa importante è che, per la prima volta, si è voluto realizzare una mappatura strategica, coinvolgendo i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie, figure di fondamentale importanza nel panorama della gestione della sanità, al fine di raccogliere informazioni sostanziali in merito all’utilizzo dell’HTA nelle Aziende Sanitarie stesse e di approfondimento dei modelli organizzativi, alla consistenza tecnico-scientifica degli studi avviati, alle relazioni con le Agenzie regionali, gli Assessorati, nonché alle politiche sanitarie regionali. Massimo Scaccabarozzi Presidente e Amministratore Delegato Janssen Italia


Protagonisti della Ricerca e Ringraziamenti

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PROTAGONISTI DELLA RICERCA E RINGRAZIAMENTI L’Osservatorio FIASO HTA è stato coordinato da un Comitato Strategico composto da Valerio F. Alberti (Direttore Generale ULSS 3 Bassano, Presidente FIASO), Massimo Fabi (Direttore Generale AUSL Parma, Coordinatore regionale FIASO Emilia-Romagna), Monica Piovi (Direttore Generale ESTAV Sud-Est), che si è avvalso della collaborazione di Lorenzo Terranova, Nicola Pinelli e Anna Fabrizi di FIASO e della expertise scientifica del CEIS, Centro di Ricerca di Tor Vergata nelle persone del Prof. Federico Spandonaro, dell’Ing. Daniela d’Angela e della Dr.ssa Cristina Alato. I risultati dell’Osservatorio HTA sono stati preliminarmente discussi in una Consensus Conference organizzata a Roma il 25 ottobre 2012. Viene rivolto un sentito ringraziamento ai partecipanti per il contributo offerto nell’interpretazione dei dati raccolti: • Silvana Barbaro, Direttore di Struttura Complessa AO Città della Salute e della Scienza, Piemonte; • Olivia Leoni, Dirigente medico - Resp. UO Osservatorio farmaci ASL Provincia di Varese, Lombardia; • Emanuela Zandonà, Direttore Tecnostruttura area sistemi di governance APSS Trento, PA di Trento; • Gaddo Flego, Direttore sanitario ASL 4 Chiavarese, Liguria; • Francesco Cardinale, Dirigente medico Presidio Ospedaliero ASL 4 Chiavarese, Liguria; • Federica Ceresa, Ingegnere clinico AUSL Parma, Emilia Romagna; • Marcello Saddemi, Collaboratore tecnico-Ingegnere biomedico Istituto Ortopedico Rizzoli, Emilia Romagna; • Roberto D’Alessandro, Medico Coordinatore Commissione Aziendale Dispositivi Medici AOU Policlinico S. Orsola Malpighi, Emilia Romagna; • Martina Taglioni, Medico Direzione Sanitaria AOU Policlinico S. Orsola Malpighi, Emilia Romagna; • Giuseppe Di Domenica, Dirigente medico - Resp. UOS Qualità, Ares118, Lazio; • Fabrizio Dori, Ingegnere clinico ESTAV Sud-Est, Toscana; • Elena Sladojevich, Ingegnere clinico - Dip. Tecnologie sanitarie ESTAV CentroFirenze, Toscana; • Sara Franchi, AOU Careggi, Toscana; • Roberto Miniati, AOU Careggi, Toscana; • Tiziana Riscaldati, Direttore UOC Simt e ref. Az.le N.O. HTA AUSL Viterbo, Lazio; • Maddalena Illario, Dirigente medico AOU Federico II, Campania; • Stefano Rossi, Direttore Amministrativo ASL Brindisi, Puglia; • Alessandro Caltagirone, Direttore settore tecnico AOU Policlinico G. Martino di Messina, Sicilia; • Giusy Vernaci, Resp. UO di Formazione AOU Policlinico V. Emanuele Catania, Sicilia.


10

Protagonisti della Ricerca e Ringraziamenti

Un ringraziamento va inoltre alle Aziende che hanno risposto alla rilevazione contribuendo a rendere la ricerca autorevole e rappresentativa: • Piemonte - ARESS Piemonte; • Piemonte - ASL BI Piemonte; • Piemonte - ASL TO1; • Piemonte - ASL CN1; • Piemonte - ASL TO3; • Piemonte - AO Ordine Mauriziano;

• Lombardia - IRCSS Policlinico San Matteo Pavia; • Provincia Autonoma di Trento APSS Trento; • Veneto - ULSS 19 Adria; • Veneto - AULSS 5 Ovest Vicentino; • Veneto - IRCSS IOV;

• Piemonte - AOU San Giovanni Battista di Torino;

• Veneto - ULSS6 Vicenza;

• Piemonte - ASL Vercelli;

• Veneto - AOU Padova;

• Valle d’Aosta - AUSL Valle d’Aosta;

• Veneto - ULSS3 Bassano del Grappa;

• Lombardia - AO Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi; • Lombardia - AO Treviglio Caravaggio; • Lombardia - AO Cremona; • Lombardia - ASL Monza e Brianza; • Lombardia - AO Ospedale Maggiore Crema; • Lombardia - Istituti Clinici di Perfezionamento Milano;

• Veneto - ULSS4 Altovicentino;

• Friuli Venezia Giulia AO Ospedali riuniti Trieste; • Friuli Venezia Giulia - AOU S. Maria della Misericordia, Udine; • Friuli Venezia Giulia - ASS1 Triestina; • Friuli Venezia Giulia - ASS4 Medio Friuli; • Liguria - IRCSS AOU San Martino;

• Lombardia - ASL Vallecamonica Sebino;

• Liguria - ASL 1 Imperiese;

• Lombardia - AREU Lombardia;

• Liguria - ASL 4 Chiavarese;

• Lombardia - AO Ospedale Guido Salvini Garbagnate Milanese; • Lombardia - ASL Provincia di Varese; • Lombardia - ASL Provincia di Bergamo; • Lombardia - ULSS 21 Legnano; • Lombardia - AO della Valtellina e della Valchiavenna; • Lombardia - AO San Gerardo Monza; • Lombardia – AO Sant’Anna Como; • Lombardia - AO Provincia di Lecco;

• Liguria - ASL 5 Spezzino; • Liguria - ARS Liguria; • Liguria - ASL 2 Savonese; • Emilia Romagna - AUSL Reggio Emilia; • Emilia Romagna - ASMN Reggio Emilia; • Emilia Romagna - AUSL Parma; • Emilia Romagna - Istituto Ortopedico Rizzoli Bologna; • Emilia Romagna - AUSL Ferrara; • Emilia Romagna - AUSL Imola; • Emilia Romagna - AOU Policlinico Sant’Orsola Malpighi;


11

Protagonisti della Ricerca e Ringraziamenti

• Emilia Romagna - AUSL Piacenza;

• Lazio - ASL Roma E;

• Emilia Romagna - AUSL Bologna;

• Lazio - ASL Roma A;

• Emilia Romagna - AUSL Modena;

• Lazio - AUSL Latina;

• Emilia Romagna - AOU Modena;

• Campania - AOU Federico II;

• Toscana - AOU Meyer Firenze;

• Puglia - AUSL Lecce;

• Toscana - ESTAV Sud-Est;

• Puglia - ASL BR;

• Toscana - ESTAV-Centro;

• Basilicata - ASM Matera;

• Toscana - AOU Senese; • Toscana - ASL 7 Siena; • Toscana - AOU Careggi; • Toscana - ASF Firenze;

• Basilicata - IRCSS CROB; • Calabria - AOU “Mater Domini”; • Sicilia - AOU Policlinico Vittorio Emanuele Catania;

• Marche INRCA - Ancona;

• Sicilia - AO Ospedali Riuniti “Papardo Piemonte” Messina;

• Lazio - AUSL Viterbo;

• Sicilia - ASP Agrigento;

• Lazio - ARES 118;

• Sicilia - AOU G. Martino Messina;

• Lazio - ASL Roma B;

• Sicilia - ASP Siracusa.

Da ultimo, grazie alla collaborazione editoriale di HPS - Health Publishing and Services e in particolare a Rosy Bajetti, Caterina Gatti e Domenico Mancini.


1. EXECUTIVE SUMMARY


14

Executive summary

Lo sviluppo di tecnologie innovative nell’ambito delle cure sanitarie, quali nuovi medicinali, dispositivi medici, strumenti diagnostici e procedure chirurgiche, ha portato e porta notevoli benefici per i pazienti, consentendo ai produttori e ai Governi di migliorare l’efficacia, la sicurezza, l’efficienza e la qualità delle cure. Gli importanti risultati avuti in campo sanitario negli ultimi anni nei Paesi economicamente più evoluti si sono tradotti in un notevole aumento dell’aspettativa di vita e in una diminuzione progressiva della mortalità. Questo fenomeno ha a sua volta portato a un aumento delle aspettative dei cittadini. La crescente domanda di nuove soluzioni terapeutiche e di migliori servizi sanitari ha condotto i manager e i politici sanitari a doversi confrontare con sfide sempre più complesse per assicurare, allo stesso tempo, cure innovative e di alta qualità, equilibrio dei budget e in generale dei bilanci, salvaguardia dei principi fondamentali di equità nell’accesso alle cure e di libertà di scelta per i cittadini. Il fenomeno viene esasperato dalla condizione contingente di ristrettezza finanziaria dovuta alla crisi economica in cui versa il nostro Paese e dalle manovre adottate worldwide dai Governi per fare fronte alle esigenze di contenimento della spesa sanitaria. In questo contesto il settore sanitario non può quindi ritenersi esonerato dal dover effettuare una valutazione delle tecnologie: in particolare, è forte l’esigenza di decisioni informate e responsabili in merito all’impiego delle tecnologie sanitarie, sia di quelle già esistenti sia di quelle di nuova introduzione, a supporto di scelte tese a trovare soluzioni ottimali in contesti specifici. L’Health Technology Assessment (HTA) risponde a queste esigenze, ponendosi come metodologia a supporto delle scelte e incidendo direttamente sul processo decisionale. L’HTA consente di compiere scelte di politica sanitaria evidence-based, prevenendo l’erogazione di prestazioni inefficaci, superflue, troppo dispendiose, contenendo così la spesa e migliorando la qualità complessiva dell’assistenza. L’HTA può applicarsi a diversi livelli del sistema sanitario: macro, meso e micro. Il livello macro serve a supportare le scelte di politica sanitaria e di carattere macroeconomico. Il livello cosiddetto meso, noto anche nella letteratura internazionale come Hospital Based HTA (HB-HTA), è finalizzato, in particolare, a sostenere il sistema di governance delle organizzazioni, a diffondere standard assistenziali qualitativi e quantitativi e a favorire il tempestivo trasferimento del macro HTA nei processi assistenziali. Il livello micro riguarda, invece, direttamente il processo decisionale nella conduzione clinica dei reparti. Lo sviluppo del meso e micro HTA nelle Aziende Sanitarie italiane è stato poco studiato: l’Osservatorio FIASO sull’HTA si è proposto l’obiettivo di effettuare una ricognizione dell’esistente, nonché realizzare un confronto fra le realtà aziendali, al fine di diffonderne le migliori pratiche.


Executive summary

15

1.1. Organizzazione dell’HTA Oggi molti Paesi dell’Unione Europea (UE) stanno investendo nell’HTA e nelle attività a esso associate: in Svezia, per esempio, lo Swedish Council on Technology Assessment in Health Care (SBU) viene finanziato con 5 milioni di euro l’anno; nei Paesi Bassi, il Dutch Fund for Investigative Medicine spende ogni anno circa 8,6 milioni di euro per le valutazioni. L’aumento dei fondi stanziati e quindi delle aspettative di razionalizzazione ha determinato la necessità per il processo di HTA di essere sempre più scientificamente valido, trasparente e pratico. Mentre gli obiettivi originari sono comuni a tutte le agenzie di HTA, le strutture e i processi si sono sviluppati diversamente nei vari Paesi. Le variazioni riguardano soprattutto responsabilità e membership, procedure e metodi per la valutazione, applicazione delle evidenze al processo decisionale, disseminazione e implementazione dei risultati, etc. Le attività di HTA in Europa riflettono le differenze tra i sistemi politici e sanitari, che hanno diversi mandati nei differenti contesti nazionali, diversi meccanismi di finanziamento e diversi ruoli nella formazione delle politiche. L’uso dell’HTA a supporto delle decisioni, come anche l’impatto sulla diffusione e sull’impiego delle tecnologie, può essere influenzato da molti fattori, quali il livello delle entrate, i meccanismi di rimborso, i contesti regolatori e le determinanti comportamentali. Inoltre esso riflette i bisogni specifici dei decisori, che variano considerevolmente da Paese a Paese. Nel 2004, su impulso della Commissione Europea, è stato istituito lo European Network of HTA (EUnetHTA), quale coordinatore delle attività dei 27 Paesi membri con l’obiettivo di raggiungere il collegamento internazionale delle agenzie di HTA, degli istituti di ricerca e dei Ministeri della salute, rendendo effettivo lo scambio di informazioni e fornendo supporto alle attività decisionali degli Stati membri. Uno dei risultati più importanti dell’attività della rete è stato il concepimento del cosiddetto core model, ovvero un modello di percorso strutturato di HTA che potesse standardizzare le fasi e i criteri di valutazione. Nel documento redatto viene descritto un modello di processo di valutazione condiviso, sistematico e automatizzato, facilmente adattabile alla valutazione di tutte le tecnologie sanitarie. Scopo non secondario dell’EUnetHTA è promuovere il coordinamento ed evitare duplicazioni, ottimizzando l’uso delle risorse disponibili per l’HTA. Per quanto concerne l’Italia, nel 2003, sulla base di un progetto finanziato dal Ministero che aveva come oggetto la qualità e la sicurezza del Servizio sanitario nazionale (Ssn), è nato in Italia il Network Italiano di Health Technology Assessment (NIHTA), che ha poi formulato nel 2006 la Carta di Trento sulla valutazione delle tecnologie sanitarie in Italia: tale carta contiene principi di riferimento per esperti e policy maker sul tema della valutazione delle tecnologie sanitarie, corpus che nel 2007 è stato adottato a fondamenta della Società Italiana di HTA (SIHTA), Società scientifica multidisciplinare con l’intento di promuovere l’HTA attraverso formazione, eventi e iniziative culturali, e favorire sinergie nazionali e internazionali.


16

Executive summary

L’autonomia regionale vigente in Italia in campo sanitario comporta però diversità nei modelli di HTA utilizzati in tema di livello di gestione, di ambito di applicazione e di risorse coinvolte. I diversi modelli rappresentano spesso, proprio grazie alle loro differenze, una sorta di esperimento spontaneo per testare l’impatto di diverse forme di organizzazione e di offerta dei Servizi Sanitari Regionali. Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 ha individuato la valutazione sistematica delle tecnologie sanitarie come una delle priorità del Ssn rispetto alla quale è necessario sviluppare un coordinamento e una condivisione delle conoscenze disponibili. Per questa ragione, teoricamente, si prevede che lo sviluppo della funzione di coordinamento delle attività di valutazione sia condotto dagli organi tecnici centrali del Ssn, quali l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AgeNaS), l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e l’Istituto superiore di sanità (ISS). Dalla collaborazione tecnica con diverse realtà regionali è nata l’idea, divenuta realtà nell’Accordo di collaborazione (marzo 2010) presentato in sede di Conferenza StatoRegioni, di creare una rete collaborativa (RIHTA) fra le Regioni e l’AgeNaS, che operi su un piano rigorosamente tecnico, per consentire ai professionisti delle strutture tecniche delle Regioni interessate, e a quelli dell’Agenzia, di collaborare insieme nelle attività di valutazione di efficacia e costo-efficacia di tecnologie e interventi sanitari individuati di comune accordo. La rete collaborativa punta inoltre a guardare con particolare attenzione a tutte quelle attività di ricerca e di sviluppo funzionale che fanno riferimento al governo clinico. La RIHTA rappresenta quindi una possibile risposta alla forte esigenza di tutte le Regioni di poter lavorare in rete, utilizzando competenze in grado di offrire il necessario supporto ad affrontare la complessità delle questioni tecniche che attengono alla valutazione di una tecnologia sanitaria. Si pone l’obiettivo di confrontare i piani di lavoro, individuare le tecnologie e gli interventi sanitari di cui le singole Regioni prevedono di doversi occupare nel prossimo futuro, per evitare eventuali duplicazioni, condividere un metodo collaborativo che consenta la divisione dei compiti sulla base dell’expertise già presente sulla rete e sviluppare metodi per adattare a livello regionale valutazioni di tecnologie e interventi sanitari già esistenti a livello nazionale o internazionale. Rimane parzialmente scoperto l’ultimo anello, quello della partecipazione delle singole Aziende e quindi della definizione dei criteri e metodi per evitare duplicazioni e promuovere l’integrazione fra le attività svolte.


17

Executive summary

1.2. Osservatorio FIASO sull’HTA Come anticipato in precedenza, l’indagine conoscitiva condotta dall’Osservatorio FIASO sull’HTA ha avuto come obiettivo la raccolta di informazioni in merito all’utilizzo a livello aziendale dell’HTA, ossia di livello meso e micro delle valutazioni, nonché allo sviluppo delle politiche sanitarie regionali sempre sul tema dell’HTA, al fine di fornire una fotografia della sua implementazione a livello aziendale sul territorio nazionale. L’indagine ha coinvolto un campione di 78 Aziende Sanitarie, di cui 38 Aziende Sanitarie Locali (AA.SS.LL.), 25 Aziende Ospedaliere (AA.OO.), Universitarie e non, e 15 strutture quali IRCCS, ASP, Aree Vaste, etc., di seguito identificate con il termine “Altre”. Di queste, 30 hanno sede nel Nord-Ovest del Paese, 23 nel Nord-Est, 14 nel Centro e 11 nel Sud. Più dell’80% delle strutture ha dichiarato di utilizzare l’HTA: il fenomeno risulta essere più diffuso nelle Aziende delle Regioni del Nord (93,1% delle rispondenti del NordOvest e 87,0% di quelle del Nord-Est), poi in quelle del Centro (71,4%) e infine in quelle del Sud, dove solo il 63,6% delle Aziende ha dichiarato di avvalersi di questo strumento. Le AA.OO. sono quelle che lo utilizzano maggiormente (88,0%), seguite dalle AA.SS.LL. (81,6%) e da “Altre” Aziende (78,6%) (Figura 1.1). Figura 1.1. Percentuale di Aziende che utilizzano l’HTA PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90%

18,4

12,0

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

21,4

90%

80%

80%

70%

70%

60%

60%

50% 40%

81,6

50%

88,0 78,6

30%

40% 20%

10%

10%

TR

ASL

AO

Altro

100%

100%

93,3%

6,9 28,6

87,0

0% TR

36,4

93,1 71,4

30%

20% 0%

13,0

63,6

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

96,7%

100%

100%

Sì No TR = tasso di risposta a ciascuna domanda del questionario

A livello di politiche regionali, si riscontra su tutto il territorio nazionale un’elevata sensibilità al tema, data l’esistenza in quasi tutte le Regioni di documenti di programmazione sanitaria con riferimenti all’HTA, nonostante gli scenari implementativi risultino


18

Executive summary

comunque differenti: mentre nelle Regioni del Nord, al di là del recepimento dei report nazionali, vengono effettuate analisi proprie di HTA, in quelle del Centro, e soprattutto in quelle del Sud, non vengono condotte analisi, bensì prevalentemente declinati studi nazionali o di altre Regioni (Figura 1.2). Figura 1.2. E laborazione di analisi HTA in proprio o declinazione di studi nazionali o regionali PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90% 80%

100% 13,9 5,6 5,6

70% 60%

38,9

21,7

23,1

13,0 4,3

43,5

40% 36,1

17,4 ASL

AO

94,7%

92,0%

Sì, elabora solo proprie analisi

Altro 86,7%

25,0

46,4

16,7

60% 50%

10% 0% TR

11,1

43,5 41,7

33,3

42,9

20% 23,1

3,6 7,1

44,4 13,0

30%

10%

TR

21,7

80%

40%

30%

0%

90% 70%

53,8

50%

20%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

21,7

16,7

11,1

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

93,3%

85,7%

81,8%

Sì, elabora solo proprie analisi, ma declinando studi di altre Regioni o nazionali

Sì, elabora proprie analisi, o in proprio o declinando studi di altre Regioni o nazionali

Sì, non predispone proprie analisi, ma declina studi di altre Regioni o nazionali

No

Questo dato potrebbe in parte spiegare l’elevato utilizzo nelle Aziende del Nord dei report HTA regionali, soprattutto nelle AA.OO., nonostante quasi tutte le Aziende (97,3%) abbiano dichiarato di conoscere l’esistenza dei report delle istituzioni nazionali. Più dell’80% delle AA.SS.LL. e delle AA.OO. del Nord (prevalentemente Nord‑Est) e del Centro ritiene che i report di HTA siano utili e possano essere implementati nelle loro attività; minore è invece l’utilità percepita da parte delle “Altre” strutture, probabilmente anche a causa di una scarsa adattabilità alle loro attività (si tratta di Aziende “speciali” quali IRCCS, Aree Vaste, etc.) (Figura 1.3). In queste ripartizioni si riscontra anche una condivisione fra Aziende dei report prodotti, pur se di modesta entità e limitata prevalentemente alle AA.SS.LL. Diverso è lo scenario al Sud, dove solo la metà delle Aziende dichiara di potere implementare a livello aziendale le indicazioni regionali ed è poco diffuso il fenomeno della condivisione tra Aziende: il 77,8% di queste dichiara che non esiste alcuna condivisione. In questa ripartizione si riscontra anche una minore sensibilità a recepire a livello regionale risultati di analisi condotte a livello aziendale: solo il 44,4% delle Aziende dichiara che vengono recepite. Di poco superiore è la sensibilità in quelle del Centro, mentre è invece elevata quella riscontrata nel Nord‑Est del Paese.


19

Executive summary

Figura 1.3. L ivello di uso/condivisione dei report di HTA prodotti da altre Aziende della Regione PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90% 80%

2,6

100%

4,5

34,2

40,9

38,5

TR

26,1

31,0

41,7 77,8

50%

44,7 45,5

53,8

20% 0%

80% 60%

30% 10%

3,4

70%

60% 40%

4,3

90%

70% 50%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

43,5

40%

51,7 58,3

30% 20%

18,4

9,1

7,7

ASL

AO

Altro

100%

88,0%

86,7%

Elevato

Basso

26,1

10% 0% TR

22,2

13,8

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

96,7%

85,7%

81,8%

Non esiste condivisione

Non sa

In merito alla formalizzazione dell’HTA nelle singole Aziende, solo nel 32,9% di queste, per la maggior parte AA.SS.LL. localizzate al Centro e al Nord, si registrano Unità Operative o nuclei di esperti per l’HTA istituzionalizzati; nelle altre si tratta di soluzioni non ufficialmente identificate (Figura 1.4). Figura 1.4. E sistenza di una Unità o di un nucleo di esperti di HTA (anche non formalizzata/o) PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

5,3

90%

13,2

80% 70% 60%

100% 29,2

21,4

41,7

50,0

60%

30%

30%

0% TR

43,5

50,0

48,3

30,0

20% 29,2

28,6

ASL

AO

Altro

100%

96,0%

93,3%

10%

40,0

50% 40%

36,8

14,3

17,2

17,4

80%

40% 20%

3,4

4,3

90% 70%

44,7

50%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

Sì formalizzata/o

34,8

31,0

35,7

30,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

96,7%

100%

90,9%

10% 0% TR

Sì non formalizzata/o

No

Altro


20

Executive summary

Poco più di un terzo delle Aziende intervistate si avvale anche di risorse esterne per l’espletamento di attività di HTA: quasi la metà di quelle del Nord e del Centro, e soprattutto di quelle classificate come “Altre” strutture. La tendenza all’esternalizzazione del servizio da parte di queste ultime giustifica anche il limitato utilizzo che fanno dei report e il ridotto contributo del management aziendale (Direzione Generale/Amministrativa e Sanitaria) nelle decisioni finali di HTA; la valutazione della proposta in questo tipo di Aziende viene invece fatta prevalentemente dai Responsabili dell’Unità Operativa HTA (Figura 1.5). Figura 1.5. Figura che propone la valutazione HTA all’interno dell’Azienda PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90%

5,7 2,9 2,9

9,1

60%

100%

9,1

90%

9,1

80% 70%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

54,5

60% 50%

40%

40%

30%

30%

42,9

45,5 27,3

10% 0% TR

ASL

AO

Altro

92,1%

88,0%

73,3%

Spontanea Spontanea + Organo di valutazione interno + soggetto esterno

9,1 37,5

70%

50%

20%

3,8 7,7

80%

45,5 45,7

4,3 13,0

20% 10% 0% TR

52,2

54,5 62,5

46,2 30,4

36,4

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

86,7%

78,6%

72,7%

Organo di valutazione interno Spontanea + Organo di valutazione interno

42,3

Soggetto esterno Organo di valutazione interno + soggetto esterno

Nelle AA.SS.LL. e nelle AA.OO., soprattutto nelle Regioni del Nord e del Sud, il ruolo del management aziendale sia nella fase di valutazione della proposta sia nella decisione finale risulta invece dominante. Nonostante l’istituzionalizzazione dell’attività di HTA in diverse Aziende, pochissime dispongono di personale dedicato a tempo pieno a queste attività (1 Unità a tempo pieno in alcune AA.OO.): la maggior parte dichiara di avere al più da 1 a 5 unità di personale a tempo parziale. Il coordinamento delle attività è affidato prevalentemente ai Direttori Sanitari, soprattutto nelle AA.OO. (Figura 1.6). Inoltre, nelle Aziende rispondenti del Centro e del Nord il coordinamento viene affidato anche agli Ingegneri Clinici e, in quelle del Nord, anche ai Farmacisti Ospedalieri. Nelle “Altre” Aziende è molto ridimensionato il coordinamento da parte della Direzione Sanitaria, lasciando spazio al Servizio di Ingegneria Clinica; nella realtà del Sud il coordinamento è prevalentemente affidato al Direttore Sanitario.


21

Executive summary

Figura 1.6. Soggetti preposti al coordinamento delle attività di HTA PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

18,8

90%

22,2

80% 70%

80%

27,8

60%

30,0

50% 40% 30%

38,9

25,0

20% 10% 0% TR

50% 40%

10,0

20%

6,3 6,3 3,1 ASL

5,6 5,6 AO

Altro

84,2%

72,0%

66,7%

Direttore Farmacia Ospedaliera Direttore Sanitario

10% 0% TR

34,8

36,4

18,2

30,4

28,6

71,4

9,1

10,5 5,3 5,3 5,3 Nord-Est

13 4,3 Nord-Ovest

Centro

Sud

82,6%

76,7%

78,6%

63,6%

Direttore Ingegneria Clinica Responsabile Area Qualità

18,2

36,8

30%

30,0

17,4 36,8

70%

40,6

60%

90%

30,0

18,2

Direttore Area Amministrativa Altro

Più Responsabili

Simmetricamente, anche le risorse finanziarie destinate dalle Aziende per tali attività sono residuali: le Aziende del Nord-Est dichiarano di mettere a disposizione un budget per queste attività di importo compreso fra 3.000 e 40.000 euro (Figura 1.7). Figura 1.7. Risorse finanziarie (in € l’anno) a disposizione per l’HTA PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

100%

11,1

90% 42,9

80% 70%

11,1

90% 50,0

33,3

60%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

80% 70% 50%

42,9

30% 10%

50,0

ASL

TR

18,4% 0

50,0

50,0

50,0

50,0

50,0

Nord-Ovest

Centro

Sud

20,0%

14,3%

18,2%

16,7 16,7

50,0

30% 20% 10%

14,3

0%

16,7

40% 44,4

20%

12,5

60%

50% 40%

12,5

AO 36,0% 3.000-40.000

Altro 13,3% 70.000-200.000

0% TR

25,0 Nord-Est 34,8%

Oltre 200.000

Non previste

Non quantificate


22

Executive summary

Tutte le Aziende, indipendentemente dalla tipologia, sono concordi nel voler formare e quindi affidare la gestione delle attività di HTA a figure professionali quali Farmacisti, Ingegneri Clinici e Medici di Direzione Sanitaria: le Aziende del Nord prediligono le figure cliniche e amministrative, quelle del Centro e del Sud le figure tecniche (Ingegneri Clinici e Farmacisti). Questo dato lascia probabilmente trasparire una differente idea di ambito di applicazione dell’HTA: per alcuni di supporto all’approvvigionamento dei beni (acquisto di nuove apparecchiature elettromedicali, medical device, etc.), specialmente al Centro e al Sud, per altri di supporto alla valutazione dei percorsi clinici (utilizzo di un nuovo farmaco nella terapia, nuovo percorso assistenziale per il paziente, etc.) e amministrativi, soprattutto al Nord (Figura 1.8). Figura 1.8. Risorse da formare come esperti HTA all’interno dell’Azienda (ogni Azienda ha potuto indicare più di una figura professionale) PER TIPOLOGIA DI AZIENDA

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

21,3 21,3 12,0

29,3

41,3

40,0

18,7 13,3 16,0 22,7 12,0

5,3 10,7 10,7 6,7 16,0

26,7 28,0

38,7

TR

AO

Altro

98,7%

98,7%

Ingegneri Clinici

Direttore/Responsabile Dipartimento

16,0

22,7

18,7 12,0

33,3

32,0

26,7

TR

5,3 6,7 9,3 5,3 13,3 13,3 13,3

33,3

24,0

16,0

ASL

26,7

14,7

26,7

16,0

29,3

98,7% Farmacisti

Percentuale

Percentuale

28,0

8,0 6,7 8,0 6,7 10,7 13,3 12,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

98,7%

98,7%

98,7%

Medici Direzione Sanitaria

Referente Qualità

Responsabile Controllo Gestione

Altri tecnici laureati

Quasi tutte le Aziende, soprattutto localizzate al Nord e al Centro, ritengono che sia più utile adottare una formazione per chi si deve occupare di HTA di tipo misto, ovvero combinando corsi ad hoc con scambi di esperienze; solo le AA.SS.LL. e la maggior parte delle Aziende del Sud esprimono una maggiore preferenza per i corsi ad hoc. Dato probabilmente da attribuire a una consapevolezza di un deficit culturale sul tema e di ritardo implementativo che rende difficile il confronto con altre realtà, e quindi anche una sorta di scetticismo nel “fare rete”, considerazione che trova conforto anche nella quasi assente condivisione inter-aziendale dei report prodotti, precedentemente riportata.


Executive summary

23

1.3. Sintesi dei risultati Lo scenario emerso dall’analisi dei dati dell’Osservatorio riporta quindi una situazione a livello nazionale sicuramente molto eterogenea, in termini sia di politiche regionali sia di politiche aziendali, lasciando comunque alcuni punti non chiariti che potrebbero essere oggetto di ulteriori approfondimenti. Tra questi si può citare l’esigenza di integrare l’analisi della struttura dell’HTA nelle singole Regioni, dal punto di vista normativo e operativo: per esempio, la forte carenza di attività di HTA emersa dallo studio nelle Aziende meridionali – che potrebbe far pensare a una mancanza da parte dei loro manager – potrebbe invece essere dovuta alla presenza di normative che accentrano le attività a livello regionale. Analogamente, la verifica della presenza di fondi specifici a livello regionale per queste attività, che sicuramente ne facilitano l’implementazione da parte delle Aziende, può condizionare lo sviluppo dell’HTA; ancora, la decorrenza delle normative che prevedono l’istituzione dell’HTA, che magari potrebbero giustificare il ritardo delle Aziende in alcune Regioni; infine, se sia stato definito a livello regionale l’ambito di applicazione, approfondendo anche il ruolo delle agenzie regionali preposte a effettuare attività di HTA, etc. Altri aspetti rilevanti di approfondimento riguardano i metodi di condivisione e formalizzazione dei processi di HTA fra e nelle Aziende: esigenza imprescindibile in una fase di passaggio dalla speculazione teorica alla pratica implementazione della funzione aziendale. Altro aspetto da approfondire è quello dei fabbisogni formativi, che appare strategico e allo stesso tempo diversificato per tipologia di Azienda e localizzazione geografica; infine, va ricordato come il ruolo delle risorse finanziarie appaia fondamentale, in quanto evidentemente condiziona le possibilità di concreto sviluppo della funzione. In definitiva, emerge come il processo sia ancora agli esordi, mostrando un’evoluzione a macchia di leopardo: per questo le Aziende partecipanti al progetto condividono l’esigenza di strutturare una rete di interscambio delle esperienze, come anche di sviluppare una metodologia consolidata di meso HTA, capace di indirizzare efficientemente le (scarse) risorse verso le aree di maggiore priorità, evitando le inutili duplicazioni.


2. ANALISI DESCRITTIVA DELLA SURVEY


26

Analisi descrittiva della survey

Il questionario è stato inviato a 260 Aziende Sanitarie: 145 AA.SS.LL., 59 AA.OO., 31 Aziende Ospedaliere Universitarie (AA.OO.UU.) e 25 “Altre” Aziende tra cui IRCCS, oltre ad Agenzie Regionali Sanitarie e Provinciali, Aziende di Area Vasta ed ESTAV (Figura 2.1). Figura 2.1. Rispondenti al questionario per tipologia di Azienda 100% 90% 80%

40,0

70% 60%

72,2

73,8

50% 40% 30%

60,0

20% 10% 0%

26,2

27,8

ASL

AO Risposta

Altro

Nessuna risposta

Il 30,0% delle Aziende coinvolte ha risposto al questionario, in particolare il 26,2% delle AA.SS.LL., il 27,8% delle AA.OO. e AA.OO.UU. e il 60,0% delle Aziende afferenti alla categoria “Altre”. Di seguito, per ogni singola domanda, si riporta una sintesi esplicativa delle risposte ottenute, con alcuni commenti a corredo.


27

Analisi descrittiva della survey

2.1. HTA come strumento di governo Al fine di valutare il livello di conoscenza dell’HTA quale strumento di governo nelle Aziende è stato richiesto loro di esprimere quale fosse la più attinente tra le tre definizioni di seguito riportate. La maggior parte delle Aziende rispondenti (65,4%) ha ritenuto che la definizione più attinente fosse quella relativa alla definizione 1 ovvero “l’HTA è un processo multidisciplinare che sintetizza informazioni su temi medici, sociali, economici ed etici relativi all’utilizzo di una tecnologia sanitaria in modo sistematico, trasparente e imparziale. Figura 2.2. Definizione di HTA reputata più attinente in relazione alla funzione attualmente ricoperta (per le definizioni vedi testo) 70% 60%

TR 100%

50% 40% 30%

65,4

20% 21,8

10% 0%

6,4 Definizione 1

Definizione 2

Definizione 3

5,1

1,3

Definizione 1 e 3

Definizione 2 e 3

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90% 80% 70%

10,5 13,2 5,3

60%

100%

4,0 32,0

26,7 6,7

30%

90% 80%

13,0

70%

8,7

7,1 7,1

6,7

28,6

56,0

66,7

30%

10%

10% ASL

AO

Altro

100%

100%

100%

Definizione 1

Definizione 2

0% TR Definizione 3

27,3

7,1

40%

71,1

20%

TR

23,3

50%

20% 0%

13,0

60%

8,0

50% 40%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

65,2

72,7

70,0 50,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

100%

100%

100%

Definizioni 1 e 3

Definizioni 2 e 3


28

Analisi descrittiva della survey

Lo scopo è formulare politiche sanitarie al fine di realizzare più valore nel breve e lungo periodo dell’applicazione di una innovazione in Sanità (innovazione tecnologica, innovazione organizzativa, innovazione gestionale, etc.)”; il 21,8%, invece, ha ritenuto che fosse la definizione 3 la più attinente, ovvero “l’HTA ha lo scopo di valutare uno o più programmi alternativi attraverso un confronto tra i costi e i risultati (analisi costi-benefici, costi-efficacia, costi-utilità) esaminando anche gli impatti organizzativi, gli effetti sulle scelte dei cittadini, gli aspetti etici”; una piccola quota, il 6,4%, ha ritenuto come più attinente la definizione 2, ovvero “l’HTA è uno strumento multidisciplinare di analisi delle politiche che esamina le implicazioni mediche, economiche, sociali ed etiche del valore incrementale, la diffusione e l’uso di una tecnologia medica nella cura della salute”; una quota residuale di Aziende, complessivamente pari al 6,4% del campione, ritiene che la definizione più attinente di HTA sia la combinazione della prima e della terza definizione e della seconda e della terza (5,1% e 1,3%, rispettivamente). In particolare, la definizione 1 è stata ritenuta maggiormente attinente soprattutto dalle AA.SS.LL. (il 71,1% delle rispondenti), poi dalle “Altre” Aziende (66,7%) e infine dalle AA.OO. (56,0%); la definizione 2 è stata invece preferita soprattutto dalle AA.OO. (8,0%), poi dalle “Altre” Aziende (6,7%) e infine dalle AA.SS.LL. (5,3%); la definizione 3, invece, è stata considerata attinente soprattutto dalle AA.OO. (32,0%) e dalle “Altre” Aziende (26,7%); minima è stata la quota di AA.SS.LL. rispondenti che ha sostenuto ciò (13,2%). La preferenza per la combinazione tra la prima e la terza definizione di HTA è stata espressa solo dalle AA.SS.LL. (10,5%) e quella per la combinazione tra la seconda e la terza solo dalle AA.OO. (4,0%). Analizzando il dato in riferimento all’afferenza geografica delle Aziende si riscontra che la maggior parte di quelle del Nord-Est, il 65,2%, reputa maggiormente attinente la definizione 1, il 13,0% la definizione 3, il 13,0% la combinazione tra la prima e la terza e solo una piccola quota, pari all’8,7%, ha preferito la seconda; una situazione analoga è stata riscontrata nel Nord-Ovest: ovvero il 70,0% delle Aziende rispondenti ha ritenuto può pertinente la definizione 1, il 23,3% la definizione 3 e il 6,7% la definizione 2. Anche le Aziende del Centro, pur se in minore misura, pari al 50,0%, hanno ritenuto la prima definizione la più pertinente, il 28,6% ha preferito la terza e il 21,3% la seconda, la combinazione della prima e della terza e della seconda con la terza. Al Sud è stata invece preferita dal 72,7% delle Aziende rispondenti la prima definizione e solo dal 27,3% la terza.


29

Analisi descrittiva della survey

2.2. Organizzazione Al fine di rilevare il quadro organizzativo dell’HTA a livello aziendale, si è poi proceduto con una rilevazione del suo eventuale utilizzo quale strumento di governo, della sua formalizzazione, delle figure professionali preposte al suo coordinamento e di quelle coinvolte nell’implementazione delle attività; questo anche al fine di individuare eventuali differenze legate alla tipologia di struttura e alla ripartizione geografica di afferenza. Figura 2.3. Utilizzo dell’HTA nell’Azienda 90% 80%

TR 100%

70% 60% 50%

83,1

40% 30% 20% 10%

16,9

0%

No

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90%

18,4

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

12,0 21,4

90%

80%

80%

70%

70%

60%

60%

50% 40%

81,6

78,6

40% 30%

20%

20%

10%

10%

TR

ASL

AO

Altro

100%

100%

93,3%

0% TR Sì No

6,9 28,6

50%

88,0

30%

0%

13,0

87,0

36,4

93,1 71,4

63,6

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

96,7%

100%

100%


30

Analisi descrittiva della survey

L’83,1% delle Aziende rispondenti ha dichiarato di utilizzare l’HTA: è uno strumento diffuso soprattutto nelle AA.OO., infatti l’88,0% di queste lo utilizza, a seguire nelle AA.SS.LL. (81,6%) e nelle “Altre” Aziende (78,6%). Nel Nord-Ovest viene utilizzato dal 93,1% delle Aziende rispondenti, nel Nord-Est dall’87,0% e nel Centro dal 71,4%; risulta invece essere poco utilizzato nelle Aziende del Sud: solo il 63,6% di queste lo adotta.


31

Analisi descrittiva della survey

In merito all’eventuale formalizzazione dell’HTA, da un punto di vista amministrativo all’interno delle Aziende è emerso che nel 32,9% delle Aziende rispondenti esiste ed è formalizzata/o un’Unità di HTA o un nucleo di esperti di HTA, nel 44,7% esiste ma non è formalizzata/o; nel 2,6% delle Aziende viene invece svolta all’interno di altre Unità Operative esistenti quali: il nucleo di valutazione degli investimenti, il nucleo per l’appropriatezza e l’impiego dei dispositivi medici, l’ingegneria clinica e le strutture di ricerca e innovazione a supporto del Collegio di Direzione, la Commissione Aziendale per i Dispositivi Medici (CADM); non è invece presente un’Unità di HTA o un nucleo di esperti di HTA nel 19,7% delle Aziende rispondenti. Figura 2.4. Esistenza nell’Azienda di un’Unità di HTA o di un nucleo di esperti di HTA (anche non formalizzata/o) 50% 45% 40%

TR 97,4%

35% 30% 25%

44,7

20%

32,9

15% 10%

19,7

5%

0%

2,6 Sì, formalizzata/o

Sì, non formalizzata/o

No

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

5,3

90%

13,2

80% 70% 60%

21,4

90% 80%

41,7

50,0

60% 40%

30%

30% 36,8

0% TR

20% 29,2

28,6

ASL

AO

Altro

100%

96,0%

93,3%

10%

17,4

3,4 17,2

Sì formalizzata/o

43,5

14,3 40,0

48,3

50,0

50%

40% 20%

4,3

70%

44,7

50%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

29,2

Altro

30,0

34,8

31,0

35,7

30,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

96,7%

100%

90,9%

No

Altro

10% 0% TR

Sì non formalizzata/o


32

Analisi descrittiva della survey

Quasi la metà (44,7%) delle AA.SS.LL. rispondenti dichiara che viene effettuata un’attività di HTA ma che non è formalizzata, il 36,8% dichiara che esiste un’Unità di HTA o un nucleo di esperti di HTA ed è formalizzata/o e il 13,2% che non esiste. In particolare, il 41,7% delle AA.OO. rispondenti dichiara che esiste un’attività di HTA ma che non è formalizzata, nel 29,2% esiste un’Unità di HTA o un nucleo di esperti di HTA; in quasi un terzo (29,2%) delle AA.OO., invece, non esiste un’attività di HTA. Nel 78,6% delle “Altre” Aziende esiste un’attività di HTA: nel 50,0% non è formalizzata e nel 28,6% lo è; risulta invece essere assente nel 21,4% delle realtà. A livello territoriale si riscontra che la ripartizione con la maggiore presenza di attività di HTA a livello aziendale è il Centro: l’85,7% delle sue Aziende rispondenti ha dichiarato la sua esistenza, anche se solo nel 35,7% dei casi risulta essere formalizzata come Unità o gruppo di esperti; il 14,3% delle Aziende di questa ripartizione ha invece dichiarato la non esistenza dell’HTA nella sua realtà. Anche dalle Aziende del Nord-Ovest è stata dichiarata un’elevata presenza di HTA: il 79,3% di queste ha dichiarato la sua presenza, anche se solo nel 31,0% c’è una sua formalizzazione; il 17,2% di queste dichiara, invece, che non esiste. Nel Nord-Est l’HTA esiste nel 78,3% delle Aziende rispondenti, anche se in questo caso, in analogia con quanto riscontrato nelle realtà del Nord-Ovest, prevale la quota di Aziende nelle quali non è formalizzata (43,5% delle Aziende del Nord-Est); nel 17,4% l’HTA non esiste. Delle realtà rispondenti del Sud, invece, solo il 60,0% ha dichiarato l’esistenza dell’HTA nella sua Azienda, e nella metà di queste non è formalizzata.


33

Analisi descrittiva della survey

Nel 35,0% delle Aziende ove è presente un’Unità di HTA formalizzata o un gruppo di esperti, il coordinamento è affidato a figure dirigenziali quali il Direttore dell’UO di Epidemiologia, il Responsabile dell’UO governo clinico, il Direttore dell’area sistemi di governance, etc.; nel 26,7% delle Aziende è affidato al Direttore Sanitario, nel 10,0% al Responsabile del Servizio di Ingegneria Clinica e in una piccola quota di Aziende, pari al 3,3%, al Direttore di Farmacia Ospedaliera e al Direttore Amministrativo; il 21,7% delle Aziende rispondenti ha invece dichiarato di affidare il coordinamento dell’attività di HTA a più figure professionali. In nessuna realtà il coordinamento viene affidato al Responsabile aziendale dell’Area Qualità. Figura 2.5. Coordinatore dell’Unità di HTA 40% 35% 30%

TR 76,9%

25% 20%

35,0

15%

26,7

21,7

10% 5% 0%

10,0 3,3

3,3

Direttore Farmacia Ospedaliera

Direttore Ingegneria Clinica

Direttore Area Amministrativa

0,0 Direttore Sanitario

Responsabile Area Qualità

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90%

60%

22,2

40,6

25,0

TR

90% 80%

38,9

10,0 30,0

6,3 6,3 3,1 ASL

5,6 5,6 AO

Altro

84,2%

72,0%

66,7%

Direttore Farmacia Ospedaliera Direttore Sanitario

60% 50% 40%

10% 0% TR

34,8

36,4

18,2

30,4

28,6

71,4

9,1

10,5 5,3 5,3 5,3 Nord-Est

13 4,3 Nord-Ovest

Centro

Sud

82,6%

76,7%

78,6%

63,6%

Direttore Ingegneria Clinica Responsabile Area Qualità

18,2

36,8

30% 20%

17,4 36,8

70%

20% 0%

30,0

30,0

40%

10%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

27,8

50% 30%

Più Responsabili

100% 18,8

80% 70%

Altro

18,2

Direttore Area Amministrativa Altro

Più Responsabili


34

Analisi descrittiva della survey

Nelle AA.SS.LL. prevale il coordinamento da parte dei Direttori di UU.OO. quali epidemiologia, governo clinico, etc. (40,6%), seguito da quello del Direttore Sanitario, che avviene nel 25,0% delle rispondenti; solo il 3,1% delle AA.SS.LL. affida il coordinamento al Responsabile della Farmacia Ospedaliera; il 12,6% al Responsabile del Servizio di Ingegneria Clinica e ai Direttori di Area Amministrativa; il 18,8% affida invece il coordinamento dell’HTA a più responsabili. Nelle AA.OO. prevale la figura del Direttore Sanitario quale coordinatore delle attività di HTA (nel 38,9% delle rispondenti); nel 27,8% dei casi il coordinamento è invece affidato ai Responsabili di altre UU.OO.; nessuna Azienda Ospedaliera rispondente lo affida a Direttori di Area Amministrativa. Nelle “Altre” Aziende, invece, l’Unità o il nucleo di esperti di HTA viene coordinata/o nella stessa misura (pari al 30,0%) dal Direttore dell’Ingegneria Clinica, da più Responsabili e da Responsabili di altre UU.OO.; solo nel 10,0% delle Aziende rispondenti il coordinamento viene effettuato dal Direttore Sanitario. Nel 36,8% delle Aziende rispondenti del Nord-Est, in cui esiste un’Unità di HTA o un nucleo di esperti di HTA, l’attività viene coordinata dai Responsabili di altre UU.OO., nel 10,5% dal Direttore Sanitario, nel 5,3% dal Direttore della Farmacia Ospedaliera, nel 5,3% dal Direttore dell’Ingegneria Clinica, nel 5,3% dai Direttori di Area Amministrativa. In più di un terzo di queste Aziende (36,8%) il coordinamento è affidato a più Responsabili. Tra le realtà aziendali del Centro il 36,4% affida il coordinamento ai Responsabili di altre UU.OO., il 18,2% lo affida al Direttore Sanitario, una stessa quota al Direttore dell’Ingegneria Clinica. Il 18,2% delle Aziende dichiara di affidarlo a più Responsabili, nessuna invece a Direttori di Farmacia Ospedaliera e ai Responsabili dell’Area Qualità. Il 71,4% delle Aziende rispondenti del Sud, con un’Unità di HTA formalizzata, affida il coordinamento della stessa al Direttore Sanitario; il 28,6% ai Direttori di altre UU.OO.


35

Analisi descrittiva della survey

In merito alla disponibilità di personale coinvolto nelle attività di HTA, dall’analisi dei dati si evince che non c’è personale coinvolto a tempo pieno in queste attività in quasi la metà (42,9%) delle Aziende rispondenti, nel 28,6% c’è solo una persona, nel 14,3% ce ne sono tre, nel 9,5% cinque e solo nel 4,8% nove. Analizzando il personale a tempo pieno a disposizione per l’HTA, in base alla tipologia di Azienda, è possibile osservare come il 50,0% delle AA.SS.LL. non dedichi alcuna figura professionale a tempo pieno a queste attività, il 37,5% dedichi da 1 a 3 persone e il 12,5% più di 3; più della metà delle AA.OO. (55,6%) impiega a tempo pieno per questa attività da 1 a 3 persone, l’11,1% più di 3 e il 33,3% nessuna persona. Figura 2.6. Personale a tempo pieno 50% TR 26,9%

40% 30% 42,9

20%

42,9

10%

14,3

0% 0 persone

1-3 persone

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90%

12,5

11,1

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

25,0

80% 70%

90%

37,5

70% 55,6

25,0

60%

50%

50%

40%

40%

33,3 25,0

50,0

50,0

62,5

66,7

30% 20%

33,3

10%

TR

50,0

50,0

20% 0%

12,5

12,5

80%

60%

30%

> 3 persone

50,0 37,5

10%

ASL

AO

Altro

21,1%

36,0%

26,7% 0 persone

0% TR 1-3 persone

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

34,8%

26,7%

21,4%

18,2%

> 3 persone


36

Analisi descrittiva della survey

La metà delle “Altre” Aziende non impiega alcuna persona, il 25,0% ne impiega da 1 a 3 e il restante 25,0% più di 3. A livello territoriale è possibile notare come il 62,5% delle Aziende del Nord-Ovest non dedichi alcuna persona a tempo pieno ad attività di HTA, il 25,0% ne dedichi da 1 a 3 e solo il 12,5% più di 3. Nel Nord-Est è invece minore la quota di Aziende che non dedicano alcuna persona a tempo pieno (37,5%), la metà ne dedica da 1 e 3 e il restante 12,5% più di 3. Tutte le Aziende rispondenti del Centro dedicano almeno una figura a tempo pieno per attività di HTA: il 66,7% ne dedica da 1 a 3 e il 33,3% più di 3. Al Sud, invece, solo la metà delle Aziende dedica personale a tempo pieno a questa attività e si tratta di una sola Unità.


37

Analisi descrittiva della survey

Tutte le Aziende che hanno dichiarato di effettuare attività di HTA dispongono invece di personale coinvolto a tempo parziale: il 70,8% di queste dedica da 1 e 5 persone, il 20,8% da 6 a 15, il 4,2% più di 15 e una piccola quota, pari al 4,2%, ne coinvolge un numero variabile. In particolare, il 72,7% delle AA.SS.LL. mette a disposizione a tempo parziale da 1 a 5 unità, il 22,7% da 6 a 15; il 56,3% delle AA.OO. ne mette a disposizione meno di 6, il 25,0% tra 6 e 15 e il restante 12,5% più di 15. Nel 90,0% delle “Altre” Aziende vengono impiegate da 1 a 5 unità di personale e solo nel 10,0% più di 5. Figura 2.7. Personale a tempo parziale 80% 70% TR 61,5%

60% 50% 40%

70,8

30% 20% 20,8

10% 0% Da 1 a 5 persone

Da 6 a 15 persone

4,2

4,2

> 15 persone

Personale variabile

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

4,5

90% 80%

22,7

70%

6,3

10,0

12,5

100% 90% 80% 70%

25,0

60% 90,0

5,6 28,6

27,8

20,0

100

50%

56,3

30%

20%

20%

10%

10%

TR

6,7

40%

72,7

30%

0%

13,3

60%

50% 40%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

ASL

AO

Altro

57,9%

64,0%

66,7%

Da 1 a 5 persone

Da 6 a 15 persone

0% TR

60,0

71,4

66,7

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

65,2%

60,0%

57,1%

63,6%

> 15 persone

Personale variabile


38

Analisi descrittiva della survey

Nel 60,0% delle Aziende del Nord-Est sono coinvolte da 1 a 5 persone a tempo parziale per l’HTA, nel 20,0% da 6 a 15 e nel 6,7% oltre 15 persone; il 13,3% impiega, invece, un numero variabile di persone. Il 66,7% delle Aziende del Nord-Ovest dedica da 1 a 5 persone, il 27,8% da 6 a 15 e il 5,6% più di 15 persone. Tutte le Aziende del Centro impiegano da 1 a 5 persone a tempo parziale ad attività di HTA, così come il 71,4% di quelle del Sud: solo il 28,6% di queste ultime ne impiega da 6 a 15.


39

Analisi descrittiva della survey

In merito alle eventuali risorse finanziarie messe a disposizione dall’Azienda per l’implementazione di attività di HTA, ricordando che le risposte pervenute sono poche – circa il 30% –, fra le Aziende che hanno risposto il 33,3% dichiara di avere un budget annuale per l’HTA compreso tra € 3.000 ed € 40.000, il 16,7% tra € 70.000 ed € 200.000 euro e l’11,1% oltre € 200.000, il 27,8% non mette a budget alcuna risorsa per l’HTA. Figura 2.8. Risorse finanziarie (in € l’anno) 40% 35% TR 23,1% 30% 25% 20%

33,3

15%

27,8

10%

16,7 11,1

5%

5,6

5,6

Non previste

Non quantificate

0% 0

3.00040.000

70.000200.000

Oltre 200.000

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

100%

11,1

90% 42,9

80% 70%

11,1

90% 50,0

80%

50% 42,9

30% 10%

50,0

TR 0

50,0

50,0

50,0

50,0

50,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

34,8%

20,0%

14,3%

18,2%

16,7 16,7

50,0

30% 20% 10%

14,3

0%

16,7

40% 44,4

20%

12,5

60%

50% 40%

12,5

70%

33,3

60%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

ASL

AO

Altro

18,4%

36,0%

13,3%

3.000-40.000

70.000-200.000

0% TR

25,0

Oltre 200.000

Non previste

Non quantificate


40

Analisi descrittiva della survey

Il 42,9% delle AA.SS.LL. mette a disposizione un budget compreso tra € 3.000 ed € 40.000, la stessa quota ne destina uno compreso tra € 70.000 ed € 200.000; il 14,3% di questa tipologia di Aziende non destina alcuna risorsa all’HTA. Anche il 44,4% delle AA.OO. non destina alcuna risorsa finanziaria aziendale all’HTA, il 33,3% destina un budget annuale compreso tra € 3.000 ed € 40.000, l’11,1% ne destina invece oltre € 200.000. Il 50,0% delle “Altre” Aziende non riesce a quantificare il budget destinato ad attività di HTA, la restante parte dichiara di destinare più di € 200.000. Al Nord-Est il 50,0% delle Aziende mette a disposizione per l’HTA un budget compreso tra € 3.000 ed € 40.000, il 12,5% uno tra € 70.000 ed € 200.000 e il 25,0% non destina invece alcuna risorsa finanziaria. Nel Nord-Ovest il 16,7% delle Aziende mette a diposizione tra € 3.000 ed € 40.000, il 16,7% tra € 70.000 ed € 200.000. Tutte le Aziende del Centro e del Sud hanno destinato, invece, un budget ad attività di HTA: il 50,0% di quelle del Centro ne mette a disposizione uno compreso tra € 70.000 ed € 200.000, la restante parte più di € 200.000; il 50,0% di quelle del Sud destina invece ad attività di HTA un budget compreso tra € 3.000 ed € 40.000 e l’altro 50,0% più di € 200.000.


41

Analisi descrittiva della survey

Relativamente alla percezione da parte del management aziendale (Direttore Sanitario e Direttore Amministrativo) del livello di collaborazione esistente tra le diverse figure professionali coinvolte nelle attività di HTA, il 57,6% ritiene che sia medio, il 33,3% che sia alto e solo il 9,1% lo ritiene basso. In particolare, il 60,6% dei Direttori Sanitari/Amministrativi di AA.SS.LL. ritiene che il livello di collaborazione sia medio, il 30,3% che sia alto. Nelle AA.OO., invece, il 42,9% dei Direttori Sanitari/Amministrativi reputa alto il livello di collaborazione, il 52,4% lo considera medio e il 4,8% basso. Nelle “Altre” Aziende rispondenti il 25,0% reputa il livello di collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte nel processo di HTA alto, il 58,3% medio e il 16,7% basso. Figura 2.9. Livello generale di collaborazione 60% TR 84,6%

50% 40% 57,6

30% 20%

33,3

10% 9,1 0%

Alto

Medio

Basso

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90%

9,1

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

4,8

16,7

60%

52,4

70%

60,6

58,3

50%

40%

40%

0% TR

18,2

25,0

65,4 54,5 50,0

30%

30% 10%

52,4

60%

50%

20%

3,8

80%

80% 70%

4,8

90%

42,9

20%

30,3

25,0

ASL

AO

Altro

86,8%

84,0%

80,0% Alto

42,9

10% 0% TR Medio

30,8

27,3

25,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

91,3%

86,7%

78,6%

72,7%

Basso


42

Analisi descrittiva della survey

Dal 42,9% delle Aziende del Nord-Est il livello di collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte nel processo di HTA è considerato alto, dal 52,4% medio e dal 4,8% basso. Il 65,4% delle Aziende del Nord-Ovest lo considera medio, il 30,8% alto e solo il 3,8% basso. Al Centro, invece, il 54,5% delle Aziende reputa che il livello di collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte nel processo dell’HTA sia medio, il 27,3% che sia alto e il 18,2% che sia basso. La metà delle Aziende del Sud ritiene che ci sia un livello medio di collaborazione, la restante parte si ripartisce equamente tra il considerarlo basso e alto.


43

Analisi descrittiva della survey

In merito all’eventuale coinvolgimento di figure professionali esterne all’Azienda nelle attività di HTA, più della metà (56,9%) delle Aziende rispondenti dichiara di non avvalersi di figure esterne. Solo nelle “Altre” Aziende prevale la quota di quelle (66,7%) che si avvalgono di figure esterne per implementare attività di HTA, mentre nelle AA.SS.LL. e nelle AA.OO. questa rappresenta, rispettivamente, il 38,7% e il 36,4%. Nel Nord-Est e nel Centro prevale la quota di Aziende che si avvalgono di figure esterne (rispettivamente il 60,0% e il 54,5%), mentre nel Nord-Ovest e nel Sud queste rappresentano, rispettivamente, il 28,0% e il 33,3%. Figura 2.10. Esistenza di soggetti esterni all’Azienda coinvolti nel processo di HTA 60% 55%

TR 83,3%

50% 45% 40% 35%

56,9

30% 25%

43,1

20% 15% 10% 5% 0%

No

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

100%

100%

90%

90% 33,3

80% 70%

61,3

70%

63,6

60%

40%

66,7

30%

60,0

30% 38,7

20%

36,4

10%

TR

66,7

72,0

50%

40%

0%

45,5

60%

50%

20%

40,0

80%

AO

Altro

81,6%

88,0%

80,0%

0%

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

87,0%

83,3%

78,6%

81,8%

TR Sì

33,3

28,0

10% ASL

54,5

No


44

Analisi descrittiva della survey

2.3. HTA: valutazione dei processi, dei risultati e loro gestione Il 97,3% dei rispondenti è a conoscenza dell’esistenza di report prodotti da soggetti istituzionali italiani [Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AgeNaS) o Regione] e solo il 2,7% non lo è. In particolare, ne sono a conoscenza tutte le AA.SS.LL., il 95,8% delle AA.OO. e il 92,9% delle “Altre” Aziende. Tutte le Aziende del Nord-Ovest e del Centro, il 95,7% di quelle del Nord-Est e il 90,0% di quelle del Sud ne sono a conoscenza. Figura 2.11. Conoscenza dell’esistenza di report prodotti da soggetti istituzionali italiani 100% 90%

TR 96,2%

80% 70% 60% 97,3

50% 40% 30% 20% 10%

2,7

0% Sì

No

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

4,2

90%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

7,1

80%

80%

70%

70%

60%

60%

50%

100,0

40%

95,8

50%

92,9

30%

20%

20%

10%

10%

TR

ASL

AO

Altro

97,4%

96,0%

93,3%

10,0

95,7

100,0

100,0

90,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

96,7%

92,9%

90,9%

40%

30%

0%

4,3

90%

0% TR Sì

No


45

Analisi descrittiva della survey

Negli ultimi 3 anni, nel 17,2% delle Aziende si è utilizzato almeno una volta un report di un soggetto istituzionale, considerandolo appropriato e quindi utilizzabile per supportare le decisioni strategiche; nel 25,9% delle Aziende l’utilizzo sale a 2-5 volte e nel 6,9% sino a una decina di volte; il 25,9% delle Aziende non li ha mai utilizzati. Il 28,1% delle AA.SS.LL. non lo ha mai utilizzato, il 25,0% lo ha utilizzato tra 2 e 5 volte e il 18,8% una sola volta. Figura 2.12. N. di volte in cui, negli ultimi 3 anni, il report di un soggetto istituzionale è stato considerato appropriato e quindi utilizzato nelle decisioni strategiche 30% TR 74,4%

25% 20% 15%

25,9

25,9 10%

17,2

13,8 10,3

5% 6,9 0% Almeno 1

Tra 2 e 5

Una decina

Numerose/sempre/ varie volte

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

80% 70% 60% 50% 40% 30%

15,8 28,1

5,3

10,5

12,5 3,1

31,6

25,0

10% 0% TR

80%

42,9

70%

21,1

18,8

44,4

40%

14,3

26,9

7,7

20% 10% 0%

AO

Altro

84,2%

76,0%

46,7% Tra 2 e 5

TR

25,0 16,7 16,7

25,0

16,7

19,2

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

78,3%

86,7%

57,1%

54,5%

Una decina Altro

50,0

7,7

23,1

30%

14,3

37,5

15,4

50%

ASL

Almeno 1

11,1

60% 14,3

14,3

20%

11,1 5,6 11,1

90%

15,8

12,5

Nessuna

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

100% 90%

Altro

Nessuna

16,7

12,5

Numerose/sempre/varie volte


46

Analisi descrittiva della survey

La consultazione dei report risulta invece molto diffusa nelle AA.OO.: il 31,6% di queste li ha utilizzati da 2 a 5 volte, il 21,1% una sola volta, il 10,5% una decina di volte e il 15,8% mai. Infine, nelle “Altre� Aziende per il 14,3%, rispettivamente una, tra 2 e 5 volte e una decina di volte e per il 42,9% mai. Il 44,4% delle Aziende del Nord-Est lo ha utilizzato da 2 a 5 volte, il 16,7% almeno una volta, il 22,2% almeno dieci volte; l’11,1% non lo ha mai utilizzato. Il 23,1% delle Aziende del Nord-Ovest lo ha utilizzato da 2 a 5 volte, il 19,2% almeno una volta, il 23,1% almeno dieci volte; il 26,9% non lo ha mai utilizzato. Spostandosi al Centro e al Sud aumenta la quota di Aziende che non lo hanno mai utilizzato.


47

Analisi descrittiva della survey

L’istanza di proposta di una valutazione dell’HTA all’interno dell’Azienda per il 41,2% dei rispondenti è spontanea, per il 47,1% delle Aziende parte da un Organo di valutazione interno e nel 2,9% da un soggetto esterno. Nelle AA.SS.LL. l’istanza è spontanea nel 42,9% dei casi, parte da un Organo di valutazione interno nel 45,7%. Figura 2.13. Promozione dell’istanza di proposta di una valutazione dell’HTA all’interno dell’Azienda 50% 45% 40%

TR 87,2%

35% 30% 25%

47,1

41,2

20% 15% 10% 5% 0%

Spontanea

Organo di valutazione interno

2,9

4,4

2,9

1,5

Soggetto esterno

Spontanea + Organo di valutazione interno + soggetto esterno

Spontanea + Organo di valutazione interno

Organo di valutazione interno + soggetto esterno

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90%

5,7 2,9 2,9

9,1

9,1

80% 70% 60%

9,1

90%

54,5

60% 50%

40%

40%

30%

30%

42,9

45,5 27,3

10% 0% TR

ASL

AO

Altro

92,1%

88,0%

73,3%

Spontanea Spontanea + Organo di valutazione interno + soggetto esterno

3,8 7,7

9,1

80%

50%

20%

4,3 13,0

37,5

70%

45,5 45,7

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

20% 10% 0% TR

52,2

42,3

54,5 62,5

46,2 30,4

36,4

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

86,7%

78,6%

72,7%

Organo di valutazione interno Spontanea + Organo di valutazione interno

Soggetto esterno Organo di valutazione interno + soggetto esterno


48

Analisi descrittiva della survey

Nel 45,5% delle AA.OO. l’istanza di proposta è spontanea e nel 45,5% viene avviata da un organismo di valutazione interno. Nel 27,3% delle “Altre” Aziende l’istanza è spontanea, nel 63,6% parte da un Organo di valutazione interno o da un soggetto esterno (54,5% e 9,1%, rispettivamente). L’istanza di proposta di una valutazione di HTA all’interno dell’Azienda è spontanea nel 30,4% delle Aziende del Nord-Est, nel 46,2% di quelle del Nord-Ovest, nel 36,4% di quelle del Centro e nel 62,5% di quelle del Sud. Parte invece da un Organo di valutazione interno nel 52,2% delle Aziende del Nord-Est, nel 42,3% di quelle del NordOvest, nel 54,5% di quelle del Centro e nel 37,5% di quelle del Sud.


49

Analisi descrittiva della survey

La proposta di una valutazione dell’HTA all’interno dell’Azienda viene valutata nel 28,4% delle Aziende rispondenti dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, nel 9,0% dal Responsabile dell’Unità Operativa dell’HTA, nel 6,0% dal Direttore del Dipartimento o di UOC e nel 28,4% da altri soggetti (nucleo operativo per l’HTA aziendale, Ufficio Qualità aziendale, Collegio di Direzione/CADM, Direttore del Servizio di Ingegneria Clinica, Direttore della Farmacia Ospedaliera); nel 28,4% delle Aziende rispondenti la proposta viene valutata da più soggetti contemporaneamente. Figura 2.14. Soggetto che valuta la proposta di una valutazione dell’HTA all’interno dell’Azienda 30% 25%

TR 85,9%

20% 28,4

15%

28,4

28,4

Altro

Più soggetti

10% 5%

9,0

6,0

0% Direzione Generale e/o Sanitaria/ Amministrativa

Responsabile UO HTA

Direttore Dipartimento o UOC

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

100% 90% 80%

34,3

70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% TR

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

22,7

20,0

80%

25,7

4,5

50,0

13,6 8,6 5,7 25,7

36,4

40% 10,0 20,0

ASL

AO

Altro

92,1%

88,0%

66,7%

30% 20% 10% 0% TR

Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa Direttore Dipartimento o UOC

37,5

30,8

60% 50%

36,4

40,9

70%

22,7

12,5

19,2

90%

18,2 27,3 4,5

11,5

9,1

7,7

27,3 30,8

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

95,7%

86,7%

78,6%

72,7%

9,1

Responsabile UO HTA Altro

50,0

27,3

Più soggetti


50

Analisi descrittiva della survey

Nel 25,7% delle AA.SS.LL. la proposta di una valutazione dell’HTA viene valutata dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, nel 5,7% dal Responsabile dell’Unità Operativa dell’HTA, nell’8,6% dal Direttore di Dipartimento o di UOC, nel 25,7% da altri soggetti; nel 34,3% viene invece effettuata da più soggetti contemporaneamente. Nelle AA.OO. la proposta di valutazione HTA viene valutata nel 36,4% dei casi dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, nel 13,6% dal Responsabile dell’Unità Operativa dell’HTA, nel 4,5% dal Direttore di Dipartimento o di UOC e nel 22,7% da altri soggetti e da più soggetti contemporaneamente. Infine, nel 20,0% delle “Altre” Aziende la valutazione della proposta è effettuata dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, nel 10,0% dal Responsabile dell’Unità Operativa dell’HTA, nel 50,0% da altri soggetti e nel 20,0% da più soggetti contemporaneamente. Analizzando il dato a livello territoriale emerge che nel 27,3% delle Aziende rispondenti del Nord-Est la proposta viene valutata dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/ Amministrativa, nel 4,5% dal Responsabile dell’Unità Operativa dell’HTA, nel 27,3% da altri soggetti e nel 40,9% da più soggetti contemporaneamente. Nel Nord-Ovest, invece, viene valutata per il 30,8% dei casi dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, per il 7,7% dal Responsabile dell’Unità Operativa dell’HTA, per l’11,5% dal Direttore di Dipartimento o di UOC, per il 30,8% da altri soggetti e per il 19,2% da più soggetti contemporaneamente. Nelle Aziende del Centro, per il 9,1% dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, per il 27,3% dal Responsabile dell’Unità Operativa dell’HTA, per il 9,1% dal Direttore di Dipartimento o di UOC, per il 18,2% da altri soggetti e per il 36,4% da più soggetti contemporaneamente. Nella metà delle Aziende rispondenti del Sud la valutazione della proposta viene effettuata dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, nel 37,5% da altri soggetti e nel 12,5% da più soggetti contemporaneamente.


51

Analisi descrittiva della survey

Una volta effettuata la valutazione di HTA, la decisione finale viene generalmente presa, nel 79,4% delle Aziende rispondenti, dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa e solo nel 10,3% da altri soggetti (Commissione Aziendale HTA, Direzione Generale per CADM, Direzione Sanitaria, Collegio di Direzione, etc.) o da più soggetti contemporaneamente (Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, Responsabile dell’Unità Operativa di HTA e da altri soggetti). Nelle AA.SS.LL., nella maggior parte delle Aziende rispondenti (80,6%) la decisione finale viene presa dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, nell’8,3% da altri soggetti e nell’11,1% da più soggetti contemporaneamente. Figura 2.15. Soggetto che prende la decisione finale 80% 70%

TR 87,2%

60% 50% 79,4

40% 30% 20% 10%

0,0

10,3

10,3

Responsabile UO HTA

Altro

Più soggetti

0% Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90% 80%

11,1 8,3

100%

4,5 13,6

20,0 10,0

70%

40%

90% 80% 70%

80,6

81,8

70,0

40% 30%

20%

20%

10%

10%

TR

9,1

19,2

8,7

50%

30%

0%

3,8 21,7

60%

60% 50%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

ASL

AO

Altro

94,7%

88,0%

66,7%

Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa

0% TR

76,9

90,9

100,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

86,7%

78,6%

72,7%

69,6

Responsabile UO HTA

Altro

Più soggetti


52

Analisi descrittiva della survey

Nelle AA.OO., invece, la decisione finale viene presa nell’81,8% dei casi dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa, nel 4,5% da più soggetti contemporaneamente e nel 13,6% da altri soggetti. Nelle “Altre” Aziende, per il 70,0% dei casi dalla Direzione Generale e/o Sanitaria/ Amministrativa, per il 20,0% da più soggetti contemporaneamente e per il 10,0% da altri soggetti. La Direzione Generale e/o Sanitaria/Amministrativa prende la decisione finale nel 69,6% delle Aziende rispondenti del Nord-Est, nel 76,9% delle Aziende del NordOvest, nel 90,9% di quelle al Centro e in tutte quelle del Sud. La prendono invece altri soggetti nell’8,7% delle Aziende del Nord-Est e nel 19,2% delle Aziende del Nord-Ovest, mentre viene presa da più soggetti contemporaneamente nel 21,7% delle Aziende del Nord-Est, dal 3,8% delle Aziende del Nord-Ovest e dal 9,1% di quelle del Centro.


53

Analisi descrittiva della survey

Il reperimento delle informazioni iniziali necessarie per avviare uno studio di HTA ha un forte impatto in termini di organizzazione, richiedendo preliminarmente o contestualmente l’avvio di altri progetti (es. avvio di contabilità analitica) o la ricerca di informazioni per l’85,5% dei rispondenti; solo il 14,5% ritiene che richieda poco tempo, perché il sistema informativo aziendale è già in grado di offrire gran parte delle osservazioni richieste. Figura 2.16. Quanto richiede in termini di riorganizzazione di alcuni processi il riperimento delle informazioni per avviare uno studio di HTA? 60% 50%

TR 88,5%

40% 55,1

30% 20% 27,5

10% 0%

14,5 Molto, ha comportato l’avvio di altri programmi

Molto, ma informazioni già disponibili internamente

Poco

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100% 90% 80%

5,6

8,7

19,4 40,0 69,6

60%

0% TR

100%

4,3

90%

17,4

3,8

9,1

22,2

27,3

70% 50%

56,5

69,2

21,7

26,9

Nord-Est 100%

44,4 27,3

40% 50,0

30% 10%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

60%

50,0

40% 20%

Molto

80%

70% 50%

10,0

2,9

30% 20%

25,0

21,7

ASL

AO

Altro

94,7%

92,0%

66,7%

Molto, ha comportato l’avvio di altri programmi

10% 0% TR

36,4

33,3

Nord-Ovest

Centro

Sud

86,7%

78,6%

81,8%

Molto, ma informazioni già disponibili internamente

Poco

Molto


54

Analisi descrittiva della survey

Nelle AA.SS.LL., per l’80,6% dei rispondenti il reperimento delle informazioni iniziali richiede molto impegno; maggiore è invece la quota di AA.OO. rispondenti che ritiene ciò: il 91,3%. Il 10,0% delle altre Aziende sostiene che la procedura richieda poco tempo. A livello territoriale, la risposta è che l’impegno è “molto” nell’82,5% e 96,1% delle Aziende del Nord-Est e Nord-Ovest, nel 77,7% di quelle del Sud e nel 72,8% di quelle del Centro; viene invece considerato minimo l’impegno dal 17,4% delle Aziende del Nord-Est, dal 3,8% di quelle del Nord-Ovest, dal 27,3% delle Aziende del Centro e dal 22,2% di quelle del Sud.


55

Analisi descrittiva della survey

2.4. Rapporti con le Regioni In merito all’organizzazione delle attività di HTA e alle modalità di implementazione di studi a livello regionale, il 27,8% dei rispondenti ha dichiarato che la propria Regione elabora solo proprie analisi di HTA; il 43,1% che la propria Regione integra i propri Figura 2.17. La Regione elabora proprie analisi di HTA o più semplicemente riporta analisi macroregionali o nazionali? 45% 40%

TR 92,3%

35% 30% 25%

43,1

20% 15%

27,8

10%

18,1

5%

6,9

4,2

0% Sì, elabora solo proprie analisi

Sì, elabora proprie Sì, elabora proprie analisi, ma declinando analisi, o in proprio studi di altre Regioni o o declinando studi nazionali di altre Regioni o nazionali

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA

80%

13,9 5,6 5,6

70% 60% 50%

21,7 13,0

70%

4,3

60%

43,5

53,8

TR

21,7 13,0

3,6 7,1

17,4

23,1

ASL

AO

Altro

94,7%

92,0%

86,7%

Sì, elabora solo proprie analisi

10% 0% TR

16,7 11,1 41,7 33,3

42,9

20%

36,1

25,0 44,4

46,4

43,5

30%

10% 0%

50% 40%

30% 20%

90% 80%

38,9

40%

23,1

No

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

100% 90%

Sì, non predispone proprie analisi, ma declina studi di altre Regioni o nazionali

21,7

16,7

11,1

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

93,3%

85,7%

81,8%

Sì, elabora proprie analisi, ma declinando studi di altre Regioni o nazionali

Sì, elabora proprie analisi, o in proprio o declinando studi di altre Regioni o nazionali

Sì, non predispone proprie analisi, ma declina studi di altre Regioni o nazionali

No


56

Analisi descrittiva della survey

studi con quelli di altre Regioni o nazionali; il 6,9%, dichiara, invece, che la propria Regione non predispone proprie analisi, ma declina solo studi di altre Regioni o nazionali; il 18,1% sostiene, invece, che la propria Regione non effettui alcuna analisi di HTA. Il 21,7% delle AA.OO. rispondenti ha dichiarato che la sua Regione non elabora proprie analisi di HTA, così come il 13,9% delle AA.SS.LL. e il 23,1% delle “Altre”: si tratta del 21,7% delle Aziende del Nord-Est, del 3,6% di quelle del Nord-Ovest, del 25,0% di quelle del Centro e del 44,4% di quelle del Sud. Il 36,1%, il 17,4% e il 23,1%, rispettivamente, di AA.SS.LL., AA.OO. e “Altre” effettuano, invece, analisi proprie di HTA; queste rappresentano il 21,7% delle rispondenti del Nord-Est, il 42,9% di quelle del Nord-Ovest, il 16,7% di quelle del Centro e l’11,1% di quelle del Sud.


57

Analisi descrittiva della survey

Il grado di autonomia aziendale nei confronti delle eventuali decisioni regionali sul tema dell’HTA è considerato elevato dal 23,6% delle Aziende rispondenti, medio dal 43,1% e basso dalle restanti. In particolare, è ritenuto elevato dal 22,2% delle AA.SS.LL., dal 21,7% delle AA.OO. e dal 30,8% delle “Altre”; medio dal 41,7% delle AA.SS.LL., dal 52,2% delle AA.OO. e dal 30,8% delle “Altre”; basso dal 36,1% delle AA.SS.LL., dal 26,1% delle AA.OO. e dal 38,5% delle “Altre”. Figura 2.18. Grado di autonomia dell’Azienda rispetto a un’eventuale decisione regionale basata sull’HTA 45% TR 92,3%

40% 35% 30% 25% 43,1

20%

33,3

15% 23,6

10% 5% 0%

Alto

Medio

Basso

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

100%

100%

90% 80%

36,1

26,1

90% 38,5

70%

60% 52,2

50% 41,7

30,8

20%

20%

TR

22,2

45,5 39,3

40% 30%

0%

33,3 60,0

50%

30%

10%

32,1

70%

60%

40%

22,7

80%

21,7

30,8

ASL

AO

Altro

94,7%

92,0%

86,7% Alto

10% 0% TR Medio

58,3 30,0 31,8

28,6 8,3

10,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

95,7%

93,3%

85,7%

90,9%

Basso


58

Analisi descrittiva della survey

Nelle Aziende del Sud prevale la quota di quelle che ritengono che la loro autonomia sia minima rispetto alla Regione, mentre in quelle del Centro prevale la quota di chi ritiene che ci sia un livello medio di autonomia; da quelle del Nord viene tendenzialmente dichiarato un livello di autonomia medio-alto.


59

Analisi descrittiva della survey

In merito all’eventuale presa in considerazione da parte della Regione di studi di HTA condotti a livello aziendale che diano luogo a un cambiamento delle modalità di erogazione di un servizio oppure a una scelta differente di beni/servizi da acquistare oppure alla modifica di un processo produttivo, il 57,4% dei rispondenti ritiene che se ne tenga conto e il 13,2% che invece non vengano presi in considerazione; queste ultime rappresentano, rispettivamente, l’8,8%, il 21,7% e il 9,1% di AA.SS.LL., AA.OO. e “Altre” Aziende rispondenti. Figura 2.19. La Regione – nella sua funzione di programmazione sanitaria – tiene conto di eventuali risultati dell’HTA nell’eventualità che un’analisi di HTA prodotta nell’Azienda dia luogo a un cambiamento delle modalità di erogazione di un servizio oppure a una scelta differente di beni/servizi da acquistare oppure alla modificazione di un processo produttivo? 60% TR 87,2%

50% 57,4

40% 30% 20%

29,4

10%

13,2

0% Sì

No

Altro

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

100% 90% 80% 70% 60%

32,4 8,8

21,7 36,4

90%

18,2

80%

4,5

70%

21,7

50%

40%

40% 58,8

56,5

20%

20%

10%

10%

0% TR

ASL

AO

Altro

89,5%

92,0%

73,3% Sì

0% TR No

33,3

22,2

18,5 77,3 60,0

30%

54,5

30,0 10,0

60%

9,1

50% 30%

37,0

44,4

44,4

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

95,7%

90,0%

71,4%

81,8%

Altro


60

Analisi descrittiva della survey

A livello territoriale ritengono che la Regione tenga conto di eventuali risultati dell’HTA il 77,3% dei rispondenti delle Aziende del Nord-Est, il 44,4% di quelle del Nord-Ovest, il 60,0% di quelle del Centro, il 44,4% di quelle del Sud; non ritengono che la Regione ne tenga conto il 4,5% delle Aziende rispondenti del Nord-Est, il 18,5% di quelle del Nord-Ovest, il 10,0% di quelle del Centro e il 22,2% di quelle del Sud.


61

Analisi descrittiva della survey

Il 94,7% delle Aziende rispondenti ha dichiarato che nella loro Regione sono presenti norme, piani sanitari, progetti di governo clinico, etc., con riferimento ad attività di HTA. Si tratta di tutte le Aziende del Nord-Ovest, del 91,3% di quelle del Nord-Est, del 92,3% di quelle del Centro e del 90,0% di quelle del Sud. Figura 2.20. R  iferimenti all’HTA nelle norme di programmazione regionali 100% 90% 80%

TR 96,2%

70% 60% 94,7

50% 40% 30% 20% 10%

5,3

0% Sì

No

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

5,3

4,3

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

7,1

90%

90%

80%

80%

70%

70%

60%

60%

50%

94,7

95,7

40%

50%

92,9

40%

30%

30%

20%

20%

10%

10%

0% TR

ASL

AO

Altro

100%

92,0%

93,3%

0% TR Sì

No

8,7

91,3

100,0

7,7

10,0

92,3

90,0

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

100%

96,7%

92,9%

90,9%


62

Analisi descrittiva della survey

2.5. HTA e risorse umane Circa la modalità di svolgimento della formazione dei professionisti aziendali da coinvolgere nelle attività di HTA, la maggior parte dei rispondenti, pari al 73,8%, ritiene che le forme miste, ovvero la coesistenza di corsi ad hoc, scambio di esperienze, sollecitazione interna e altro ancora, siano le più efficaci; il 24,6% ritiene invece che siano da preferirsi i corsi ad hoc. Figura 2.21. Esigenze formative delle figure che all’interno dell’Azienda svolgono HTA 80% 70%

TR 95,3%

60% 50% 40%

73,8

30% 20% 24,6

10%

0,0

1,6

Scambio di esperienze

Altro

0% Corsi ad hoc

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

100%

100%

90%

90%

80%

80%

70%

50%

72,7 86,2

40%

73,3

73,1 100,0

40%

4,8

30%

20%

27,3

13,8

10%

55,6

3,8

20%

38,1

0% TR

60% 50%

30%

10%

44,4

70%

57,1

60%

Miste

26,7

23,1

Nord-Est

Nord-Ovest

Centro

Sud

93,7%

96,3%

100%

90,0%

0% ASL

AO

Altro

100%

91,3%

91,7%

Corsi ad hoc

TR

Scambio di esperienze

Altro

Miste


Analisi descrittiva della survey

63

Le forme miste vengono preferite dall’86,2% delle AA.SS.LL., dal 57,1% delle AA.OO. e dal 72,7% delle “Altre”. I corsi ad hoc vengono preferiti dal 38,1% delle AA.OO., dal 13,8% delle AA.SS.LL. e dal 27,3% delle “Altre”. A livello territoriale tutte le Aziende rispondenti del Centro preferiscono metodi di formazione misti, così come il 73,3%, il 73,1% e il 44,4% di quelle del Nord-Est, del NordOvest e del Sud, rispettivamente. I corsi ad hoc vengono preferiti soprattutto dalle realtà del Sud (55,6%), dal 26,7% di quelle del Nord-Est e dal 23,1% di quelle del Nord-Ovest.


64

Analisi descrittiva della survey

L’84,0% delle Aziende rispondenti ritiene che le figure da formare quali esperti di HTA nelle Aziende debbano essere i Farmacisti, gli Ingegneri Clinici e i Medici di Direzione Sanitaria, il 62,7% che vengano formati i Direttori di Dipartimento, il 48,0% i Responsabili del controllo di gestione; per il 46,7% la formazione deve invece essere rivolta ai Responsabili dell’Area Qualità. Figura 2.22. Risorse da formare come esperti HTA all’interno dell’Azienda (ogni Azienda ha potuto indicare più di una figura professionale) 100% 90%

TR 96,2%

80% 70% 60% 50% 40%

84,0

84,0

84,0 62,7

30%

48,0

46,7

20%

40,0

10% 0% Farmacisti

Ingegneri Clinici

Medici Direzione Sanitaria

Referente Qualità

Direttore/ Responsabile Dipartimento

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA

Responsabile Controllo Gestione

Altri tecnici laureati

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

21,3 21,3 12,0

29,3

41,3

16,0 22,7 12,0 5,3 10,7 10,7 6,7 16,0

26,7 40,0 28,0 38,7

TR

29,3

Altro

98,7%

98,7%

98,7%

Ingegneri Clinici

Direttore/Responsabile Dipartimento

16,0

22,7

18,7 12,0

33,3

TR

5,3 6,7 9,3 5,3 13,3 13,3

8,0 6,7 8,0 6,7 10,7 13,3 12,0

Nord-Ovest

Centro

Sud

98,7%

98,7%

98,7%

33,3

24,0

16,0

AO

26,7

14,7

26,7

16,0

ASL

Farmacisti

Percentuale

Percentuale

28,0

18,7 13,3

26,7

32,0

Nord-Est 100%

13,3

Medici Direzione Sanitaria

Referente Qualità

Responsabile Controllo Gestione

Altri tecnici laureati


Analisi descrittiva della survey

65

Il 41,3% e il 40,0% delle AA.SS.LL. ritengono che debbano essere formati, rispettivamente, gli Ingegneri Clinici e i Medici di Direzione Sanitaria; le AA.OO. soprattutto Farmacisti e Ingegneri Clinici (rispettivamente, il 29,3% e il 28,0% delle Aziende rispondenti). In tutte le ripartizioni, anche se in misura diversa, le Aziende rispondenti sono concordi nel formare quali esperti di HTA all’interno dell’Azienda soprattutto i Farmacisti, gli Ingegneri Clinici e i Medici di Direzione Sanitaria.


66

Analisi descrittiva della survey

In merito alla disponibilità da parte delle Aziende di condividere gli studi prodotti con la FIASO, quasi tutte le Aziende rispondenti (il 97,3%) sarebbero favorevoli a farlo; in particolare, il 94,7% delle AA.SS.LL. e tutte le AA.OO. e le “Altre”. Tutte le Aziende del Centro e del Sud sarebbero disposte alla condivisione degli studi prodotti, quasi tutte quelle del Nord-Est e del Nord-Ovest, rispettivamente 95,7% e 96,3%. Figura 2.23. Sarebbe disponibile a condividere eventuali studi prodotti dall’Azienda da Lei diretta? 100% 90% 80%

TR 94,9%

70% 60% 97,3

50% 40% 30% 20% 10%

2,7

0%

No

PER TIPOLOGIA DI AZIENDA 100%

PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA 100%

5,3

90%

90%

80%

80%

70%

70%

60%

60%

50%

94,7

100,0

40%

30%

30%

20%

20%

10%

10%

TR

ASL

AO

Altro

100%

96,0%

80,0%

3,7

95,7

96,3

Nord-Est 100%

50%

100,0

40%

0%

4,3

0% TR Sì

No

100,0

100,0

Nord-Ovest

Centro

Sud

90,0%

100%

90,9%


3. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


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Considerazioni conclusive

3.1. Sintesi La risposta al questionario appare certamente buona sia quantitativamente che qualitativamente. Cercando di esemplificare le principali evidenze emergenti, si può iniziare con il dire che nella scelta sulla definizione più corretta di Health Technology Assessment (HTA) le risposte si dividono in due opzioni: una parte (maggioritaria) pone l’accento sul processo, ovvero sull’istanza di trasparenza insita nell’HTA; segue da vicino l’enfasi sull’esigenza di valutazione economica che, come era lecito aspettarsi, è prescelta più frequentemente nelle Aziende Ospedaliere (AA.OO.), che sono certamente quelle più esposte ai vincoli economici. Si noti che la definizione più orientata a focalizzarsi sull’aspetto della multidisciplinarietà è quella più spesso scartata. L’utilizzo dell’HTA è sulla carta ampio: oltre l’80% delle Aziende, più le AA.OO. che le ASL, e più al Nord che nel Meridione Solo un terzo delle strutture, però, formalizza un ufficio per l’HTA: questa volta più frequentemente nelle Aziende Sanitarie Locali (AA.SS.LL.) e più al Centro e al Nord‑Est del Paese. Il coordinamento è prevalentemente attribuito al Direttore Sanitario e, a seguire, a un Ingegnere Clinico o un Farmacista. Al Sud è prevalente la scelta del Direttore Sanitario, al Centro degli Ingegneri; in modo meno intuitivo prevale la scelta del Direttore Sanitario più negli ospedali che nelle AA.SS.LL. A conferma del fatto che la diffusione strutturale dell’HTA è minore di quanto segnalato dalla risposta sul suo utilizzo, quasi nessuna Azienda ha Unità di personale a tempo pieno assegnata all’HTA; raramente una persona, più frequentemente nelle AA.OO. e geograficamente nelle Aziende del Centro del Paese. Generalmente vengono dichiarate 1‑5 risorse umane assegnate a tempo parziale alla funzione. Simmetricamente, il budget per la funzione di HTA di fatto al più raggiunge € 30/40.000 annui (un po’ più al Nord‑Est). Passando agli esiti, la prima osservazione necessaria è che solo un terzo dei rispondenti è soddisfatto dei livelli di collaborazione tra professionisti implicati nel processo. La soddisfazione è maggiore nelle AA.OO. e nel Nord‑Est. Soggetti esterni all’Azienda sono maggiormente coinvolti nel processo da parte delle Aziende del Nord‑Ovest. La maggior parte dei rispondenti è a conoscenza e conscia della disponibilità di report istituzionali nazionali, ma poi il loro utilizzo risulta limitato, anche qui con un netto gradiente a sfavore del Sud. La proposta di iniziare la valutazione viene dall’Unità interna, ma in oltre un terzo dei casi è del tutto spontanea. La validità della proposta è invece valutata prevalentemente dalla Direzione Sanitaria, con un’eccezione al Centro, dove lo fa direttamente il Responsabile della funzione. Rimane alla Direzione Sanitaria la responsabilità della decisione finale. I rispondenti concordano sul fatto che l’impegno per reperire le informazioni necessarie a sviluppare l’HTA è rilevante.


Considerazioni conclusive

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Nei rapporti fra Regione e Aziende, premesso che la maggior parte dei rispondenti è conscia del fatto che la Regione sviluppa proprie valutazioni, spesso integrate con quelle di altre Istituzioni, le Aziende ritengono di avere un’autonomia media rispetto alle valutazioni regionali, e di ritorno solo il 50% ritiene che i risultati di un’eventuale valutazione aziendale verranno recepiti regionalmente; il Sud risulta mediamente più scettico. In prospettiva, sulle necessità di formazione legate all’HTA i rispondenti si distribuiscono equamente tra le varie opzioni (corsi, scambi, forme miste, etc.) e distribuiscono abbastanza equamente le necessità tra le varie figure professionali, citando anche figure quali Responsabili della Qualità e Responsabili del Controllo di Gestione. Sull’utilità dell’HTA i rispondenti sono concordi, almeno a livello di AA.SS.LL. e AA.OO., ma solo la metà ritiene utilizzabili le indicazioni regionali e anche meno valuta positivamente gli scambi con Regioni diverse. Inoltre, quasi tutti valutano positivamente la costituzione di una banca dati da parte di FIASO. In conclusione, la funzione di HTA nelle Aziende sembra diffusa ma poco strutturata, con risorse scarse (sia umane sia finanziarie) e normalmente aggregate temporaneamente intorno al problema specifico. Esigenze particolari che emergono dall’analisi delle risposte aperte e delle figure coinvolte appaiono legate essenzialmente alle scelte di acquisto a cui le Aziende sono chiamate. Di conseguenza, in molti casi sembra esservi una sovrapposizione fra analisi di HTA e valutazioni finanziarie di budget impact. Fattori critici del processo sembrano essere la collaborazione dei professionisti e la carenza di informazioni necessarie. Il rapporto con la Regione è sospeso: le Aziende riconoscono il ruolo istituzionale della Regione, ma ritengono poco utile il supporto che ne ricevono. La carenza complessiva del processo è testimoniata anche dalle evidenze prodotte, che paiono non essere recepite in toto dai livelli di governo superiore. In altri termini, sembra percepito come ampiamente incompiuto il modello di rete per l’HTA, a livello sia nazionale sia regionale. Dai dati acquisiti e dal feedback ottenuto dai referenti aziendali durante gli incontri dedicati, è emersa l’esigenza di porre le basi per l’identificazione di una metodologia HTA condivisa con la costituzione di una rete dedicata tra le Aziende.


70

Considerazioni conclusive

3.2. Ulteriori spunti e prospettive Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è oggi chiamato ad adottare approcci innovativi utili a incrementare il livello di efficacia nell’utilizzo delle risorse disponibili per garantirsi la propria sostenibilità. Le tecnologie sanitarie sono strumenti abilitanti per l’efficacia delle cure ed è necessario incrementare la capacità del sistema di favorire l’introduzione di tecnologie sicure e costo-efficaci e di accelerare i processi di dismissione di quelle che invece sono obsolete o che non generano più valore al fine di liberare risorse per l’innovazione. Le esperienze internazionali suggeriscono l’importanza della creazione di collaborazioni per la produzione di evidenze a supporto delle decisioni. A livello europeo, la Joint Action EUNetHTA sta dimostrando l’utilità di una collaborazione continentale sul tema dell’HTA. Allo stesso tempo, tuttavia, alcune delle dimensioni valutative (es. l’impatto organizzativo) non possono prescindere da un’analisi svolta all’interno dei contesti istituzionali di riferimento. Ci si chiede, però, quale specifico contributo i diversi livelli istituzionali (europeo, nazionale, regionale e locale) possano e debbano dare ai processi di HTA. Alcune evidenze (Report HTA, World Wide Survey on Hospital Based HTA, 2008) mostrano che il contributo delle strutture ospedaliere ai processi di HTA può avvenire secondo modelli e procedure differenziati. È evidente, però, che il contributo fornito da questo livello (sia in termini di produzione di dati ed evidenze che di contributo alle valutazioni) dovrebbe evitare qualsiasi duplicazione e avvenire attraverso basi metodologiche comuni e uno stretto legame con i livelli superiori del sistema. Lo scenario emerso dall’analisi dei dati dell’Osservatorio riporta il quadro di una situazione nazionale sicuramente molto eterogenea, in termini sia di politiche regionali sia di politiche aziendali, lasciando comunque alcuni punti non chiariti che potrebbero essere oggetto di ulteriori approfondimenti. Di seguito si riassumono alcune prime suggestioni di ulteriore sviluppo dell’analisi. Fabbisogni formativi Nelle risposte emerge anche la necessità di una più diffusa conoscenza dell’HTA e di rendere alcuni strumenti maggiormente fruibili per i decisori aziendali e regionali. Per rendere coerente l’evoluzione dell’HTA occorre avviare un percorso culturale e operativo per integrare la conoscenza tecnico‑sanitaria con quella economica e gestionale e favorire un approccio multidisciplinare. Condivisione dell’HTA nelle Aziende Dall’analisi dei risultati appare consolidato l’uso di strumenti di valutazione delle tecnologie. Connesso a ciò si ha la percezione di trovarsi in una fase di evoluzione decisiva: da un utilizzo sperimentale della tecnologia esistente si sta passando a un utilizzo diffuso. Questo significa, in altre parole, la necessità di una condivisione di studi di HTA realizzati da fonti di tipo aziendale o macro‑aziendale che siano in grado di offrire risultati e spunti facilmente estendibili ad altre Aziende. A conferma di ciò, le risposte date sottolineano che il fabbisogno informativo emergente debba essere immediatamente utilizzabile in altre realtà. L’esigenza emersa dall’indagine trova conferma anche nell’Atto di indirizzo del Ministero


Considerazioni conclusive

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della salute per il triennio 2013‑2015, pubblicato nell’ottobre 2012, pur se limitatamente ai dispositivi medici, in cui sono previste la diffusione di logiche e strumenti di governo adottati (es. osservatori delle tecnologie) e relative ricadute e una condivisione di dati e informazioni prodotti dalle valutazioni di HTA dei dispositivi medici al fine di diffondere nel Ssn quelli con maggiore costo-efficacia, favorendo la contrazione della spesa prevista dagli ultimi decreti legislativi (DL n. 95/2012 c.d. Spending Review, DL n. 158/2012 c.d. Patto di stabilità). Un altro aspetto riguarda la necessità di una formalizzazione dell’utilizzo degli studi di HTA. Vi è in alcune risposte l’esigenza, proprio in funzione di una scelta tempestiva, di definire alcune priorità nelle valutazioni, che fra l’altro sono di carattere gestionale. Per esempio, sapere qual è il numero minimo (mensile o annuale) di operazioni per dispositivo medico per realizzare un equilibrio economico, conoscere le prospettive di sviluppo del dispositivo medico (una sorta di horizon scanning molto semplificato), comprendere le implicazioni organizzative dovute all’introduzione del dispositivo medico. È evidente che emerge la necessità di un report di HTA che copra anche questi spazi, spesso non toccati negli studi, con un’impronta più generale (svolti a livello di Agenzia regolatoria o di Università). Rete tra le Aziende sanitarie appoggiate su coordinamento regionale/nazionale Per facilitare l’introduzione sostenibile delle innovazioni in ambito sanitario si può puntare sulla creazione di una rete nazionale di HTA tra Aziende Sanitarie finalizzata a contribuire al trasferimento tecnologico e a uno sviluppo socioeconomico basato sulla società della conoscenza e dell’innovazione. Si tratta del mandato conferito a FIASO dalle 80 Aziende Sanitarie e Ospedaliere partecipanti alla ricerca ribadito anche nel corso della Consensus Conference sui risultati organizzata alla fine di ottobre 2012. Occorre innanzitutto individuare lo specifico contributo che le Aziende Sanitarie possono dare a un framework nazionale per l’HTA in grado di integrare il livello nazionale, regionale e locale. La rete deve permettere la condivisione di strumenti e competenze dedicate a facilitare l’implementazione di un modello organizzativo condiviso e coerente di HTA, a supporto dell’introduzione delle innovazioni nel settore sanitario. A partire dall’analisi qualitativa dei prodotti di HTA attualmente generati nei diversi contesti aziendali, possono costruirsi le basi metodologiche per l’adozione delle logiche di HTA a supporto delle decisioni e così restituire al sistema approcci metodologici condivisi per utilizzare prodotti di HTA realizzati a livello nazionale e regionale ai fini della generazione di evidenze utili alla decisione a livello aziendale. La creazione di un network a supporto della metodologia HTA su scala nazionale mira a contribuire alla condivisione delle risorse, valorizzando le competenze e gli strumenti già disponibili, facilitandone l’esportazione presso le realtà meno evolute. La rete deve proporre l’uso dell’HTA a supporto del processo decisionale e della trasparenza nell’allocazione sostenibile delle risorse. La metodologia HTA, come metodo di lavoro applicato, rappresenta anche una straordinaria opportunità di clinical governance, favorendo le collaborazioni interprofessionali, e una visione puntata sull’efficacia e sull’appropriatezza dell’uso delle innovazioni tecnologiche.


Grazie al grant educazionale non vincolante di


Levoluzione dell'Hta a livello aziendale