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periodico informativo ufficiale IV 2017


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Benvenuto del Presidente

Il Palariccione applaude i migliori

Straordinaria Testimonial HtH

A pelle, scientificamente

The first one, the unforgettable one

Una di famiglia, in HtH

La nuova Agento Pro-A37

Noi accanto ai malati di M.C.S.

HUP! Linea editoriale: House to House S.p.A. Segreteria di redazione a cura di D. Dariol Grafica e stampa a cura di Grafiche Tintoretto

House to House S.p.A. Viale delle Repubblica 22/a - 31020 Villorba - Treviso Numero Verde 800912577 info@housetohouse.eu www.housetohouse.eu

HtH Convention 2017

Senza frontiere, insieme

Agento e Hydra per i non vedenti

Oltre il trucco e la mimica

Vi racconto la mia Convention

H-Lab, dove sviluppiamo potenzialità

Nuovo catalogo prodotti

Tu, il prossimo Leader

Annalisa Delmedico: sentire il team fin nell’anima

La nuova Hydra Pro-H37

Sotto il segno della sensibilità


HtH Meeting: il tuo successo passa da qui Milano - Bari - Treviso - Messina - Cagliari - Roma


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Benvenuto Major Manager

del Presidente

Leading Manager

Ruling Manager

General Manager

Top Manager

Team Leader

Assistant Leader

Dealer

Consultant Developer H-Starter

Fai le tue vendite personali, inserisci nuovi Incaricati nel tuo Team e raggiungi obiettivi sempre più ambiziosi

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aro Collaboratore, desidero condividere anche con te il grande successo che stiamo riscuotendo dopo la grande Convention nazionale di Riccione. È stato fantastico vedere una partecipazione così numerosa, così sentita ed entusiasta da parte dei tantissimi Incaricati arrivati da ogni parte d’Italia, insieme ai loro Team, per vivere da vicino le emozioni e le premiazioni che questa giornata aveva promesso.

Abbiamo respirato come non mai il senso di famiglia, di squadra e di condivisione; valori nei quali credo fortemente e che sono stati il motore che mi ha spinto a partire, da quel garage, per arrivare alla grande Azienda che rappresentiamo oggi. Sono felice di averti fatto conoscere la meravigliosa Manuela Arcuri, nostra nuova Testimonial, entusiasta utilizzatrice di tutti i prodotti HtH e soprattutto delle grandiose novità: la nuova LavaIgienizzatrice Hydra Pro-H37 e la nuova AsciugaStiratrice Agento Pro-A37, i nostri due nuovi gioielli del bucato. Vere e proprie forze della natura che ci confermano ancora una volta come l’Azienda del futuro. E con i nuovi straordinari prodotti di consumo, siamo pronti a soddisfare le esigenze di ogni tipo di Cliente. Insomma, confermiamo ogni giorno di più la nostra forza, la nostra solidità e la sicurezza sulla quale investire il proprio futuro.

Adesso, con questi ricordi ancora vivi nella mente, non possiamo che continuare a cavalcare l’onda d’entusiasmo di quella giornata. Metti in campo tutte le tue energie migliori e tieni gli occhi fissi sul tuo obiettivo, offri la grande opportunità lavorativa a più persone possibili per ingrandire inarrestabilmente il tuo Team.

Desidero che anche tu, il prossimo anno, possa salire sul palco e ricevere l’applauso di tutta la platea. Desidero premiare anche te. Impegnati da subito, questi mesi sono determinanti per qualificarsi al primo grande viaggio HtH. Voglio portare anche te ad Ibiza, il prossimo anno. Desidero con tutto il cuore il tuo successo. Siamo una famiglia, siamo un tutt’uno. I love my Company.

Il Presidente

Nicola Lunardon


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The first one, the unforgettable one HtH porta a Montecarlo i migliori

Principi di Monaco, residenza storica dei Grimaldi dal lontano 1297; c’è stata poi la visita al Museo Oceanografico, fortemente voluto dal Principe Alberto I e inaugurato nel lontano 1910; situato in una location suggestiva, è in assoluto uno dei più belli e ricchi al mondo, considerato un vero e proprio tempio degli oceani. Dopo la cena al Bagatelle, uno dei locali più alla moda e in voga, la serata è continuata al Casino di Montecarlo, considerato il punto di attrazione più noto e affascinante della città.

Regal, buzzing, stunning.3

In foto da sinistra C. Vicentini, S. Colombo, L. Glielmi, C. Negri, D. Venanzetti, D. Costantino, E. Fischi, S. Manera, N. Lunardon

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etti un giorno d’agosto di quest’estate rovente, una

mail che arriva e ti comunica che sei tra i prescelti, tra coloro che si sono aggiudicati il contest del mese di giugno; uno dei migliori, insomma. Pochi secondi per razionalizzare, qualche giorno di tempo per mettere qualcosa in valigia e partire. L’occasione è quella del primo, primissimo viaggio nella storia di HtH.

Destinazione Montecarlo: charming, attractive, welcoming.1 Il viaggio House to House, organizzato dall’Azienda, voleva premiare il lavoro svolto da parte dei migliori Manager e del miglior Incaricato HtH del mese di giugno. Per coloro che hanno avuto il piacere di potervi partecipare, quello dall’1 al 3 settembre scorso è stato ben più di un “long weekend”. È stato definito da più voci, senza tanti giri di parole, l’”unforgettable weekend”, il weekend indimenticabile.

Ogni viaggio è sempre un evento in sé, poiché rappresenta un momento di emozione e di condivisione che inizia già dai preparativi. Per quest’occasione, in particolare, l’Azienda ha voluto far sì che si concretizzasse un evento unico in tutti i sensi: era il primo, e proprio per questo nessun dettaglio doveva essere lasciato al caso, ma doveva rappresentare un segno preciso, un’impronta degna e inconfondibile dello stile HtH. Ecco perché la splendida cornice di Montecarlo: elitaria, ambita, esclusiva. I meritevoli, e fortunati, protagonisti di quest’esperienza, sono stati i Ruling Manager Cristian Vicentini, Donatella Venanzetti, Laura Glielmi e il marito Stefano Colombo, i Top Manager Cristian Negri e Damiana Costantino e la Team Leader Estelle Fischi; l’Azienda li ha individuati sul-

la base del lavoro di reclutamento e di vendita di gruppo svolto appunto nello scorso mese di giugno. Ad accoglierli, nella prestigiosa località della Costa Azzurra, il Presidente Nicola Lunardon e il Direttore Vendite Simone Manera. A bordo di un piccolo van noleggiato per l’occasione, il gruppo ha raggiunto Montecarlo nel pomeriggio di venerdì; quel “we want you”, lo slogan che ci ha accompagnato aspettando la Convention di Riccione, l’hanno fatto loro al punto tale da decidere di farlo campeggiare in bella vista sul van stesso. La location scelta dall’Azienda per il soggiorno è stato il prestigioso Fairmont, hotel da sogno che ha contribuito a coccolare gli ospiti, dimostrandosi prezioso e fidato complice di HtH. Un biglietto di benvenuto da parte del Presidente, insieme ad una bottiglia di Champagne, ha accolto ciascuno di loro. E poi ancora altri, graditi quanto inattesi, omaggi: una bag HtH con all’interno maglietta e occhiali con il logo House to House e una spilla I LOVE MY COMPANY, da indossare durante la successiva giornata di sabato, proprio per consolidare un preciso senso di appartenenza; e poi le fiches, ambitissime, per poter accedere al Casino, luogo simbolo di Montecarlo, e tentare la fortuna. Dopo l’aperitivo in terrazza, la serata è continuata al Buddha Bar, tempio del divertimento in tutto il mondo e uno dei punti di riferimento più esclusivi della città monegasca.

La domenica, prima dei saluti, il Presidente e il Direttore Vendite hanno organizzato un piccolo briefing, regalando poi a ciascuno dei partecipanti una splendida penna Montblanc riportante il logo HtH Montecarlo 2017. Tutto, durante questo “unforgettable weekend”, parlava di House to House: ogni dettaglio è stato curato proprio perché ciascuno respirasse, in ogni momento, il valore dell’Azienda e il senso di appartenenza ad essa. L’hanno confermato i partecipanti, che testimoniano la straordinarietà di questa esperienza e l’importanza di essere riusciti - in pochi giorni - ad approfondire dei legami e consolidarne degli altri, sentendo davvero di aver vissuto un privilegio importante: esserci stati, la prima volta. Con una certezza, condivisa da tutti: che i prossimi viaggi HtH dovranno riuscire ad abbracciare più persone, poiché esperienze tanto entusiasmanti e appaganti meritano di essere vissute da un numero maggiore di Incaricati meritevoli. Crescita e condivisione, in fondo, vogliono dire anche questo. 1

affascinante, attraente, accogliente incantevole, sorprendente, vivace 3 regale, animata, splendida 2

Cristian Vicentini

“Sono in HtH da qualc viaggio ha confermato he anno, e questo il salto di livello fatto dall’Azienda. Siamo tutti sullo stesso yacht!”

Stefano Colombo

e... we want you “Che dire, se non grazie o! al prossimo viaggi a, davvero.” Una bellissima esperienz

Laura Glielmi

ieme a persone, “Eravamo persone ins icabile, mi sono ent im ind hi; non colleg .” ata col coc sentita davvero

Cristian

Negri “Un grazie lo devo al mio team. È stata un’esperienza spettacol so chi mi possa fermare are, non adesso!” Donatella Venanzetti

, emozionante! “Esperienza spettacolarea vissuta. erl av di a sim Sono felicis o team e l’Azienda.” Ringrazio di cuore il mi

Damian

“Bellissima esperienza a Costantino di con in cui tutto era al top divisione, i prossimi viaggi saran . Sia chiaro: no tutti miei!”

Estelle Fischi

ta sentirsi in famiglia “La cosa più bella è sta bellissima, davvero! a tra colleghi. Esperienz Grazie.”

Enchanting, amazing, vibrant.2 Il sabato mattina, con addosso la mise HtH, il gruppo ha fatto una piacevole passeggiata lungo il percorso del circuito automobilistico; un’occhiata ammirata alle vetrine dei marchi più prestigiosi e una alle auto da sogno che si muovevano, fiammanti, tra le vie; la pausa caffè li ha visti, sorridenti e soddisfatti, allo Yacht Club, un must. Dopo un pranzo al Café de Paris, il pomeriggio è stato dedicato alla visita alla Rocca con lo splendido Palazzo dei

In foto una veduta di Montecarlo


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HtH Convention 2017

sponsabile Operations e Industrializzazione del prodotto. Dopo un breve video, un’immersione nel mare delle novità, con l’attesissima presentazione delle nuove linee di prodotto. Seguono tutte un filo preciso, quello della sensibilità; la sensibilità di chi cerca costantemente un equilibrio profondo con la natura, quella che assume tratti patologici o quella di coloro che vogliono prevenire l’insorgenza di particolari patologie e quella dei più piccoli, del loro universo da tutelare. Applauditissime, queste tre linee sono state l’occasione per tessere nuovi e importanti sinergie, che danno ulteriore valore al lavoro di H-Global: importanti associazioni ed enti certificatori hanno sostenuto e supervisionato il progetto, riconoscendone la profonda validità. Abbiamo ritrovato l’ecosostenologo Fabrizio Zago, titolare di Chimica HTS e ideatore dell’ecobiocontrol, che ha confermato l’importanza della direzione intrapresa da parte di HtH; abbiamo conosciuto anche il Dottor Marco Bianchetti, Rappresentante di A.M.I.C.A. e, attraverso un video, la Professoressa Pucci Romano, Presidente di Skineco.

Fare la storia; in un giorno

E poi il catalogo, le nuove salviette, il webshop che si evolve… quante novità!

In foto il pubblico presente in sala

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’evento più atteso dell’anno, per la famiglia House to House, ha rispettato in pieno le aspettative. Quasi mille persone hanno raggiunto il Palariccione, da ogni parte d’Italia, facendone vibrare l’imponente struttura di entusiasmo genuino e contribuendo a fare, di questa giornata, un successo davvero incredibile. I preparativi hanno richiesto un lungo lavoro: un lavoro di coordinazione, di sinergie e di condivisione, voluto proprio per fare in modo che tutto si svolgesse al meglio. Anche il Palariccione parlava di noi: dal logo aziendale sulla facciata dell’edificio fino a quel “we want you”, tutto ha contribuito a creare un fortissimo impatto emotivo. Dopo la registrazione, con la consegna di un braccialetto, e il welcome coffee offerto nello spazio antistante la sala, le persone hanno iniziato ad accedere alla sala, ricevendo in omaggio una penna e un’agendina rigorosamente HtH. Poi il buio, il silenzio; il gruppo Ultranite Crew ha dato il via alla giornata con “bionica”, uno spettacolo dinamico e suggestivo, fatto di musica e giochi di luci in movimento, sullo sfondo completamente nero della sala. A seguire il nuovo jingle, sulle note dei Queen, e la coreografia presentata dai vari Manager. Una raggiante Roberta Ferrari, nostra affezionata madrina, ha dato poi il benvenuto a tutti i presenti, ricordando con piacere le cose che la legano a noi, da tempo: il senso etico, l’attenzione per l’ambiente e la vocazione alla crescita personale, che sposano in pieno anche la sua personale filosofia di vita. Poi l’ingresso di Simone Manera, Direttore Vendite: ritmo e coinvolgimento hanno scaldato la platea, urlando contro il cielo… mille aspettative diverse. Dopo aver ripercorso la

storia dell’Azienda e menzionato la nostra mission, il Direttore Vendite ha ricordato anche quanto sia stato fondamentale, per arrivare al successo, saper comprendere le esigenze e lavorare per proporre le soluzioni migliori. Sul palco con lui, poco dopo, il Presidente Nicola Lunardon ha parlato del 2017 come di un anno di rivoluzione, durante il quale anche la struttura interna dell’Azienda si è organizzata e ristrutturata proprio in vista del grande passo da compiere verso il mercato estero. Una giornata tutta all’insegna delle novità, ad iniziare proprio dai nuovi apparecchi. Un video, dal fortissimo impatto emotivo, ha introdotto le nuove Hydra e Agento, facendo scorrere un brivido - di acqua e di fuoco - che ha coinvolto tutta la platea. Il Presidente Nicola Lunardon, che ha definito l’Azienda la “Apple del bucato”, le ha poi presentate nel dettaglio: tecnologia esclusiva, design innovativo e accattivante, funzionalità d’eccellenza, le nuove Hydra Pro-H37 e Agento Pro-A37 rappresentano un punto di svolta importante, rivoluzionando ancora una volta tutto quanto ruota intorno al mondo del bucato. Lo ha confermato anche Manuela Arcuri, nuova testimonial HtH: con grande entusiasmo e spontaneità, ha confermato come la sua vita sia cambiata da quando utilizza nella sua quotidianità le nostre macchine e i nostri prodotti. Moglie, mamma e donna in carriera, Manuela sa cosa significhi rincorrere il tempo: adesso finalmente riesce a gestire tutto con più facilità, riuscendo a trovare più tempo per se stessa, per il suo adorato Mattia, per il marito, oltre che per gli impegni lavorativi. Abbiamo ritrovato con piacere anche Cristina De Pellegrin, Responsabile R&D di H-Global, e Andrea Zandonà, Re-

Sapevamo che ci sarebbero stati ospiti di caratura internazionale: ci ha pensato Dario Ballantini, che ha portato al Palariccione, tra noi, un esilarante Donald Trump, uno scatenato Vasco e Gianni Morandi, l’evergreen; momenti di ironia e di spensieratezza quelli che l’imitatore ci ha regalato, interagendo con Roberta Ferrari, vestendo magistralmente panni tanto diversi tra loro. Poi un’emozione particolare, inattesa: abbiamo avuto il piacere di conoscere di persona i Clienti Luciana Dalle Molle e Ruggero Valt, che avevamo intervistato qualche mese fa; accompagnati dal loro labrador, hanno affrontato l’emozione della platea raccontandoci dal vivo la loro esperienza con Agento. Felicissimi, riceveranno in omaggio la nuova Hydra. È stato un piacere avere con noi, anche quest’anno, una Rappresentante di M.S.F.; Arianna Mannini ci ha ringraziato per quello che, concretamente, siamo riusciti a fare con il nostro lavoro: consentire a 5000 bambini l’accesso ad un programma nutrizionale specifico. Nel pomeriggio Morris Borsoi, Responsabile dell’adde-

In foto il Palariccione

stramento commerciale, ha presentato H-Lab e i Coach aziendali, e ha spiegato i dettagli relativi ai nuovissimi HtH Meeting, i corsi di formazione per nuovi e potenziali incaricati, organizzati da HtH. Abbiamo rivisto sul palco Elisa e Stefano Molin, che erano stati premiati come miglior C.A.A. 2016 lo scorso luglio, durante la giornata dedicata proprio ai Centri Assistenza HtH; in quest’occasione hanno nuovamente ringraziato per il riconoscimento, definendolo un onore e una sorpresa, oltre che un piacere. Cos’altro? Le premiazioni! Tantissime, quest’anno. Sono moltissimi i Manager e gli Incaricati che sono saliti, sorpresi ed emozionati, sul palco del Palariccione e che hanno ricevuto l’applauso di tutta la platea. Loro, che sono la linfa di HtH, con le loro parole hanno ripreso perfettamente quella che è la filosofia dell’Azienda ad iniziare proprio dal valore della squadra. Nemmeno la pioggia ha spento l’entusiasmo che ha incendiato il Palariccione; il cielo, un po’ come hanno cantato i Coldplay, ha continuato ad essere pieno di stelle.

In foto il pubblico presente in sala


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Vi racconto la mia Convention

Simone Manera insieme alla famiglia HtH

l palco del Palariccione è stato testimone di molte emozioni durante la Convention. Numerosi i Manager che hanno visto riconosciuto il loro lavoro e che sono saliti sul palco per ricevere l’applauso della platea. Impegno, dedizione e fermezza d’intenti hanno premiato molti di loro. Tra loro anche Annalisa Delmedico, premiata come “1a Top Manager nel 2° trimestre 2017”. Incredula ed emozionatissima, Annalisa ha ricevuto in omaggio un meraviglioso I-Pad personalizzato con il logo HtH. Oltre all’atteggiamento vincente, questi i criteri di valutazione di cui l’Azienda ha tenuto conto e che l’hanno decretata vincitrice: - Punti personali - Punti di team - Reclutamenti personali

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riflettori si sono spenti. Le porte su questa Convention si sono chiuse, ma la musica e le voci le sento ancora. Mentre appoggio giacca e orologio, ancora sento il brivido di questa giornata e ripercorro i tanti frame che l’hanno composta, rivivendo una ad una le emozioni che questa nuova famiglia mi ha regalato. Certo, di Convention ne ho vissute tante… dieci, dodici?... Nemmeno lo ricordo più… Questa è stata speciale, lo ammetto. Un lavoro lungo mesi, la cura maniacale dei dettagli, il desiderio di lasciare il segno. Volevo contribuire a farne qualcosa di memorabile, sentendo addosso, negli ultimi giorni, quella sana dose di paura che ti fa concentrare ancora di più sull’obiettivo.

Questa Convention è stata doppiamente importante: la prima che io ho vissuto in HtH e quella che ha segnato un punto di svolta nella storia dell’Azienda; il lancio delle nuove macchine, due gioielli di cui mi sono innamorato da subito. Sono stato protagonista anch’io quindi, ho contribuito a scrivere una pagina importante, che definisce l’inizio di una nuova era. E poi i prodotti di consumo! Cristina non poteva darmi gioia più grande chiedendomi di portare sul palco i prodotti della Linea Bio! Io che ho fatto di questa filosofia uno stile di vita attento, li ho applauditi da subito, assistendo da vicino alla loro crescita… la scelta grafica dell’etichetta, la curiosità di conoscerne il profumo. Grande, grandissima emozione anche per la presentazione delle altre linee: i video, la poesia… un’immersione nella sensibilità concreta. So che, per questo mondo lavorativo, il momento in cui

Premiata la 1 Top Manager d’Italia nel 2° trimestre 2017

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Milano, 1 ottobre 2017 - ore 21,47

Il Liga non l’ho scelto a caso: sapevo che “Urlando contro il cielo” avrebbe dato una carica al pubblico, schiodando dalle poltrone anche i più pacati, facendo sentire loro lo stesso brivido e la stessa adrenalina che sentivo io. Che bella l’emozione del pubblico: dopo cinque mesi me li sono trovati tutti davanti, finalmente! Con molti avevo parlato al telefono, alcuni li avevo solo sentiti nominare dai rispettivi Recruiter: per questo ho sentito il bisogno di scendere dal palco e avvicinarmi a loro. È stato bello leggere emozione anche nei loro occhi; e aspettative, sogni, fiducia.

Annalisa Delmedico: sentire ila team fin nell’anima

In foto il Direttore Vendite Simone Manera

si riconoscono i risultati delle persone che sono riuscite a farcela è uno dei più vitali: l’applauso della platea parla di un sentimento di condivisione, di appartenenza alla squadra, la propria e quella più grande della famiglia HtH. L’emozione delle persone è importante, è ciò che dà calore a quello che facciamo; eppure, ragazzi, chi se lo sarebbe immaginato di vedere qualcuno emozionato al punto da non riuscire a parlare! La voce che si rompe in gola, le lacrime che non stanno negli occhi… e pensare che sono persone abituate a calcare il palco, a parlare di fronte alla gente. E poi la presentazione del viaggio a Ibiza… La platea ha letteralmente preso il volo, in quel momento! Sono certo che saremo tantissimi, l’estate prossima! Sono felice di aver condiviso questo momento con lo staff; per due giorni ci siamo visti anche al di fuori del contesto aziendale, condividendo il pranzo, la cena. Un dress code più informale ci ha messi tutti vicini, a sorridere e scherzare quando i preparativi ce li eravamo lasciati alle spalle e tutto era pronto per l’indomani! Che squadra fantastica! Il telefono suona… alcune mail e alcuni messaggi non letti mi riportano alla realtà. Sono parole di gratitudine, ricevute da parte di alcuni Manager e Consulenti: nel loro viaggio di ritorno verso casa, molti desiderano spendere due parole per riportare le proprie emozioni, a caldo. Li leggo e vi ritrovo le stesse emozioni che ho vissuto io. Allora sì, davvero la mia prima Convention HtH è stata qualcosa di grande!

“C’è una sola ragione per cui le persone non raggiungono il successo: perché vi rinunciano prima!” Sono Annalisa Delmedico, Top Manager di HtH, Azienda nella quale lavoro da poco più di un anno. Vivo ancora l’emozione della premiazione del 1 ottobre, sul palco di Riccione, per un risultato del tutto inatteso. Colta di sorpresa, ho gioito quando sono stata invitata a salire sul palco, premiata come migliore Top Manager per il 2° trimestre 2017. In quel momento avrei voluto sul palco con me tutta la squadra, perché questo risultato è il successo del team, di tutta la squadra che non smetterò mai di esaltare. Non sempre il successo arriva al primo colpo, le storie di personaggi famosi ce lo insegnano: mai mollare, mai gettare la spugna. Qualcuno diceva: “Ricordate: il fallimento non esiste!” Ma allora? Tutti riescono, tutti avranno successo? No! Il fallimento esiste quando smetti di fare l’ultima telefonata, l’ultimo contatto, l’ultima ricerca! Prima o poi la volontà, l’impegno, la perseveranza verranno premiati! La visione è la meta, gli obiettivi mi tracciano la strada, i no non mi abbattono, sono la normalità, perché so che mi avvicinano ai sì. E tutto questo insieme e dentro al tuo team. Emozioni condivise, sempre: si gioisce per il risultato di uno, si dà supporto per la delusione di un altro, scambi di sguardi d’intesa e di complicità, ci si esalta per il successo di qualcun altro, si accolgono e si fanno crescere i cuccioli, i nuovi arrivati, si sostengono e si incoraggiano i più grandi.

In foto il Pres. N. Lunardon, A. Delmedico, il Dir. Vendite S. Manera

Il team è una grande famiglia, con un’unica visione: portare al successo coloro che lo vogliono davvero! Il segreto del successo, in questo lavoro più che in altri, sta nella costruzione e nel consolidamento del team, strategia che io vivo molto intensamente. Anche Mark Zuckenberg, il grande ideatore di Facebook, è solito ripetere: “Nessuno ce la fa da solo, se vuole creare un’impresa di successo!”; filosofia che io sposo in pieno e su cui si fonda anche la nostra Azienda: House to House premia sempre, infatti, il risultato della squadra, una squadra più grande che diventa una sola grande famiglia! Si possono avere grandi soddisfazioni lavorando da soli, ma essere all’interno di una squadra significa avere a disposizione un patrimonio inestimabile di energia, competenze, idee, visioni e soluzioni differenti, con la grande opportunità di imparare sempre qualcosa di nuovo da ognuno, senza mai dimenticare il piacere di condividere un successo, o l’opportunità di rispondere con la solidarietà di fronte ad un fallimento. Il Manager aiuta i propri collaboratori a diventare dei veri professionisti e a sprigionare il potenziale che è in loro. Il Leader ha una responsabilità ancora più grande: quella di portarli al successo e, focalizzato sugli obiettivi dei propri collaboratori, senza accorgersi realizza anche i propri… e alla fine vince! Così si invera la famosa frase: uno+uno=tre!


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Il Palariccione applaude i migliori House to House premia il successo

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l mondo della vendita diretta vive, nel riconoscimento dei meriti della propria forza vendita, una delle sue note più alte.

A seguire la premiazione di tutti quei Manager che hanno ottenuto i risultati migliori nel periodo gennaio-agosto 2017 in relazione a tre distinti parametri. Per quanto riguarda la raccolta punti di team, sono stati premiati i Ruling Manager Cristian Vicentini (Vr), Laura Glielmi e Stefano Colombo (Bg) - f.5, e Donatella Venanzetti (No) - f.6; a loro sono stati regalati gemelli e bracciali Montblanc personalizzati con il logo HtH. Relativamente alla crescita percentuale del 2017 sullo stesso periodo del 2016, si sono distinti i Ruling Manager Cristian Vicentini (Vr), Michele Giannotta (Vi) - f.7 e la Top Manager Damiana Costantino (Ba) - f.8: un’I-Pad il premio, graditissimo, per il primo, mentre i suoi colleghi hanno ricevuto gemelli e bracciale Montblanc; il tutto rigorosamente personalizzato con il logo aziendale. Per quanto riguarda invece il reclutamento di nuovi incaricati da inserire nel proprio team, HtH ha riconosciuto il lavoro svolto da parte dei Ruling Manager Laura Glielmi, Stefano Colombo (Bg), Francesco Taschin (Tv) - f.9 e dei Top Manager Roberto Zanchettin e Loredana Favarato (Tv) - f.10: il loro impegno e la loro dedizione nel voler proporre l’opportunità di lavoro sono stati premiati con gemelli e bracciali Montblanc su cui è stato apposto il logo HtH.

È così anche in House to House, da sempre. La possibilità di premiare e applaudire il lavoro svolto da parte dei propri Incaricati viene vissuta e respirata fino in fondo: ha il profumo della soddisfazione, della condivisione di un tratto di percorso, della realizzazione di qualcosa. Il riconoscimento formale, davanti al pubblico, è il momento in cui si concretizza l’equazione squadra+impegno=successo: la si rende reale, tangibile, verificabile.

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Il palco del Palariccione si è prestato divinamente, a questo scopo! L’entusiasmo ha caratterizzato tutta la giornata della Convention, con le tante e straordinarie novità presentate. Un’emozione importante, indubbiamente, si è vissuta anche nei tanti momenti dedicati ai riconoscimenti, tutti rigorosamente a sorpresa. Nella mattina è stata la volta di coloro che si sono aggiudicati il concorso di luglio 2017, distinguendosi per la raccolta punti personali e di team e per l’inserimento di nuovi incaricati: sono stati premiati il Ruling Manager Cristian Vicentini (Vr) - foto1, il General Manager Luca Vianello (Tv) - f.2, il Top Manager Cristian Negri (Vb) - f.3, e la Team Leader Stefania Terraroli (Bs) - f.4; emozionati e increduli per questo successo, hanno ricevuto una penna Montblanc marchiata con il logo HtH Riccione. Nel pomeriggio è stata premiata Annalisa Delmedico (Bs), incoronata come Top Manager nel 2° trimestre 2017; emozionata e sempre riconoscente nei confronti del suo team, Annalisa ha ricevuto uno splendido I-Pad personalizzato con il logo HtH.

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Tutti hanno voluto spendere parole di ringraziamento per la propria squadra, consapevoli del fatto che solo il lavoro di ogni singolo Incaricato ha potuto rendere possibile il loro successo! Con qualche lacrima, inaspettata: l’emozione si misura anche così, quando è autentica! Rinnoviamo l’applauso quindi e i complimenti a tutti i premiati!

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Una di famiglia, in HtH

Una chiacchierata con Roberta Ferrari Com’è cambiata la tua vita, da quando hai i nostri prodotti in casa?

Sono rinata a vita nuova. Ho sempre avuto un’asciugatrice in casa, in realtà - sono nata in Svizzera e lì è un elettrodomestico molto diffuso - ma ogni volta era una tragedia, i capi uscivano disastrati; l’AsciugaStiratrice Agento invece mi ha aiutato moltissimo, mi permette di avere i capi asciutti, morbidissimi e soprattutto stirati! Uso sempre anche i detergenti, li adoro: sono straordinari e non vedo l’ora di conoscere anche i nuovi prodotti! Con Agento in casa non devo più pensare all’impegno del bucato, ho più tempo a disposizione e preferisco passarlo con mia figlia.

In foto Roberta Ferrari, madrina HtH

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oberta Ferrari, madrina storica di HtH, anche quest’anno è stata nostra compagna di viaggio in occasione della Convention di Riccione. Instancabile, sempre sorridente e splendida, ha accettato di rispondere a qualche domanda nel pomeriggio di sabato, durante le ultimissime prove.

Ciao Roberta, anche quest’anno con noi per l’evento più importante; come stai vivendo quest’esperienza?

Con grande entusiasmo, devo dire la verità. Ormai HtH per me è una vera e propria famiglia; sono orgogliosa di farne parte e di essere qui con voi… sono molto emozionata, perché finalmente conoscerò anch’io tutte le novità!

Cosa ti ha avvicinato ad HtH?

Beh, devo dire che è stato tutto molto spontaneo: io sono un’amante dell’ambiente, adoro gli animali, sono vegetariana; in House to House il senso etico e il rispetto per la natura sono un aspetto fondamentale e questa è stata certamente la calamita che mi ha avvicinato a voi e che mi tiene legata tuttora, a distanza di tempo.

Le brillano gli occhi quando parla di Iris, piccola star di casa. Quattordici anni e una grande timidezza, Roberta ne è innamorata e orgogliosa. Iris ha un suo canale youtube, nato quasi per gioco un paio d’anni fa, con piccoli video girati dalla sua stanza, in casa; oggi il canale di Iris ha centinaia di migliaia di iscritti e milioni di visualizzazioni. Roberta è convinta che la chiave del suo successo siano state la spontaneità e la genuinità: il pubblico ha apprezzato il suo viso acqua e sapone, la semplicità e l’immediatezza che comunica. Iris ha un’ottima agenzia che la segue, che misura il successo sulle spalle dei suoi 14 anni; Roberta è fiera, fierissima di sua figlia, ma sa bene che questa è un’età molto delicata anche senza il successo, per cui vuole seguirla in ogni momento: è giusto che colga l’opportunità che la vita le ha offerto e che si viva questo momento, ma senza rinunciare ai ritmi della sua vita, senza trovarsi invischiata in qualcosa di troppo grande per la sua adolescenza.

Ti conosciamo come professionista, ma di te, come persona, non sappiamo molto. Chi è Roberta?

Sono una persona molto, molto sensibile; col tempo ho imparato a diventare determinata, puntando sempre sull’assertività, mai sull’imposizione. Amo svegliarmi la mattina e fare tutto con passione: la metto in ogni cosa, nel lavoro e nella vita, non potrei mai fare qualcosa senza sentire dentro un’emozione. Amo gli animali; ho un cane - Perla - che adoro: pensa che ha vissuto 10 anni in un canile, e quando l’ho portata a casa con noi è stata per molto tempo sotto la scrivania. E poi ho una particolare empatia, avverto l’essenza più profonda delle persone; a volte capita che poi, conoscendola, una persona mi si riveli diversa rispetto a quello che avevo percepito all’inizio e lì mi assumo l’impegno di cambiare idea… non sono una che si fossilizzi sui pregiudizi.

In foto Roberta Ferrari insieme al Direttore Vendite Simone Manera

Cosa ti appassiona di più, nel tuo lavoro?

L’amore del pubblico certamente è la gratificazione più grande. Il pubblico sa essere, se vuole, molto critico e ci mette niente per toglierti valore; riconoscere invece un sorriso spontaneo di apprezzamento, quando incontro le persone, mi dà la misura del giudizio positivo di cui godo, come persona e come professionista.

guire: la mia e quella di Iris. Ma ho la grande fortuna, con il lavoro che faccio, di poter gestire in autonomia il tempo, senza vincoli troppo stretti. Riconosco che è un grandissimo vantaggio, da una parte perché mi dà la serenità di gestirmi le mie giornate, dall’altra perché riesco a sentirlo davvero mio, il tempo, e questo ha un valore inestimabile! Poi con Agento…

Tre parole con cui definisci il tuo approccio al lavoro.

Un sogno nel cassetto, ce l’hai?

Rigore… beh, sono nata in Svizzera dopotutto, solarità e innovazione; non potrei mai fare le stesse cose tutti i santi giorni, davvero non sarebbe nelle mie corde. E poi credo fermamente nel valore della coerenza e della sincerità.

La serenità per mia figlia prima di tutto: se è serena lei, di conseguenza lo sono anch’io. Non sono materialista, non amo far dipendere la mia vita e le mie emozioni dal valore delle cose che mi circondano. La serenità e l’affetto sincero di una famiglia sono il bene più grande.

Che obiettivi hai per il tuo futuro lavorativo? Dove ti vedremo impegnata?

E qui Roberta si lascia andare, parlandoci della sorella, del legame che le unisce e svelando con una certa emozione quanto sia stata difficile la perdita dei genitori qualche mese fa, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Un dolore grande, ma anche la consapevolezza di essere stata testimone di un amore d’altri tempi. Pensa ad Iris, che ha vinto la sua timidezza in modo del tutto inatteso e a cui si è spalancato il mondo, poco dopo che sono mancati i nonni a cui era legatissima. No, non può essere un caso, Roberta ne è sicura.

Ho una laurea in psicologia, la mia vera e propria passione, e mi affascina in particolare il mondo che si spalanca dietro al rapporto genitori-figli. Seguirò quindi uno spazio all’interno di un blog che si chiama figli felici; l’occhio non sarà quello clinico della professionista di psicologia, ma quello più emozionale e pratico della mamma. I temi saranno vari e tutti attualissimi: dal bullismo all’adolescenza, sarà un punto di confronto per coloro che vogliono facilitare il percorso che l’evoluzione dei figli inevitabilmente comporta. Ho scelto di lasciare il lavoro in RAI a Roma e rimanere a Milano: ci saranno varie ospitate che mi permetteranno di lavorare senza allontanarmi troppo da casa. E poi… beh, poi c’è dell’altro… ma non voglio svelare di più.

Presentatrice, compagna e mamma. Come riesci a conciliare lavoro e vita privata? Ammetto che non è facile, ho una doppia agenda da se-

Poi qualcuno la chiama, le prove l’attendono. Con il suo sorriso incontrastato Roberta riprende il lavoro: è una donna dalla professionalità spiccata e precisa, di un’eleganza straordinaria, come ci ha dimostrato ancora una volta durante la giornata della Convention.

Grazie Roberta! Felici di averti avuta con noi!


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Senza frontiere, insieme

• interventi chirurgici, di cui più della metà riguardano parti cesarei; • presa in carico delle vittime di violenza sessuale; • formazione del personale sanitario locale;

Quello che facciamo grazie a te www.medicisenzafrontiere.it

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In foto Arianna Mannini, rappresentante di M.S.F.

uando le realtà sono troppo lontane rispetto a noi, nel tempo e nello spazio, a volte può essere difficile averne un’idea precisa. Tutto diventa quasi astratto e rischia di sembrare, nella peggiore delle ipotesi, perfino irreale. Poi ci sono quei mondi che esistono proprio per farci conoscere quelle realtà, per avvicinare le quotidianità di ciascuno e per tessere dei legami: è un lavoro tutt’altro che semplice, il loro, perché si scontra spesso con pregiudizi e luoghi comuni duri a morire. House to House, in qualità di Azienda senza frontiere, ha sposato ormai da due anni i progetti di Medici senza Frontiere. E, con grande piacere, abbiamo avuto con noi una loro Rappresentante, a Riccione. Arianna Mannini, oltre a spiegarci e mostrarci quello che concretamente abbiamo contribuito a fare, ci ha ringraziato più volte sottolineando quando il contributo di ciascun incaricato sia stato fondamentale per raggiungere traguardi tanto importanti. Ma qual è il mondo a cui M.S.F. ci ha avvicinato? E in che modo contribuiamo noi a migliorarlo, quel mondo? Masisi, regione del Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo, Africa equatoriale. Masisi è un villaggio ingabbiato da molto tempo in un conflitto che vede contrapposti diversi gruppi armati e che costringe la popolazione ad una situazione di grave disagio: mancano cibo e cure mediche

essenziali. La quotidianità è sinonimo di privazione: saccheggi, traumi, violenze e molestie di ogni genere espongono la popolazione ad uno stato di forte stress fisico, psicologico ed emotivo. E proprio grazie a quei principi straordinariamente importanti, che le riconoscono indipendenza, neutralità e imparzialità, M.S.F. è tra le poche organizzazioni che possono accedere a questa regione, il Nord Kivu, portando il suo contributo concreto e tangibile. Se molte altre organizzazioni umanitarie si sono fermate a Goma, a circa 80 km da Masisi, M.S.F. si è spinta oltre, abolendo quel confine denso, fatto di paura, che il buonsenso imporrebbe di non varcare per nessuna ragione al mondo. Poco importa se gli spostamenti sono proibitivi e tutt’altro che semplici. La realtà ha il volto vulnerabile di donne, bambini, anziani e malati di AIDS; anche patologie come diarrea e infezioni respiratorie, possono avere in queste aree conseguenze mortali se non adeguatamente trattate; il clima - particolarmente umido e molto freddo durante la notte - contribuisce al diffondersi di epidemie. L’assistenza sanitaria di M.S.F. è fondamentale: va dall’emergenza pediatrica e ostetrica, passando per le cure mediche e psicologiche prestate alle vittime di violenza sessuale. Le strutture di riferimento • l’ospedale di Masisi: l’unico in tutto il distretto, è specializzato nella chirurgia e nelle cure ostetriche. M.S.F. ne gestisce tutti i reparti e offre servizi di assistenza in ginecologia, pediatria e traumatologia; il Villaggio delle Donne si trova al suo interno, con 76 posti letto, e offre sostegno alle donne con gravidanza a rischio o con precedenti di aborto. Vi si effettuano anche attività di prevenzione per evitare la trasmissione dell’HIV dalla madre al bambino durante la gestazione, mentre un trattamento di profilassi e monitoraggio viene effettuato, dopo i sei mesi di vita, su bambini nati da madri sieropositive, con l’obiettivo

duplice di far nascere bambini sani e garantire un futuro a chi non lo è. • la clinica di Masisi: a supporto dell’ospedale, offre consultazioni neonatali e assistenza sanitaria di base. • la clinica di Nyabiondo: un punto d’appoggio, vicino a Masisi, per cure ambulatoriali e operazioni chirurgiche. L’anno passato Nel 2016 si è concluso il piano triennale di ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale di Masisi, che ha visto aumentare il numero di posti letto e migliorare la qualità dei servizi, a fronte di un aumento di pazienti che necessitano e richiedono aiuto. In un’ottica volta ad ottimizzare le risorse di cui dispone, M.S.F. non intende ampliare ulteriormente l’ospedale, ma preferisce puntare sul miglioramento dei servizi - limitandosi a realizzare eventualmente strutture temporanee, con posti letto aggiuntivi in caso di epidemie o picchi di malaria - e pianificare l’ampliamento delle cliniche di Masisi e di Nyabiondo in modo da capillarizzare la distribuzione del servizio sul territorio. Rimarrà invariato il servizio di cliniche mobili, che consente a M.S.F. di raggiungere anche le località più remote o assistere le persone che sono impossibilitate a muoversi. Nemmeno le pessime condizioni delle strade e il rischio di imbattersi in milizie armate scoraggiano gli operatori di M.S.F.: l’abbiamo visto nel video proiettato a Riccione, nulla li ferma quando qualcuno ha bisogno! L’anno in corso Sono molte le attività messe in atto per il 2017 • cure per le vittime del conflitto in corso e per le patologie più frequenti; • trattamento per tutte le malattie a potenziale epidemico, con l’avvio di capillari attività di vaccinazione di massa e interventi mirati nei campi rifugiati;

Quello che riusciamo a fare, proprio grazie a te! Nello specifico, i progetti che House to House ha sposato sono due: • la cura della malnutrizione infantile: contribuiamo a garantire dosi di cibo terapeutico pronto all’uso (una pasta medicamentale con più di 40 elementi nutrizionali), che consentono a 5000 bambini gravemente malnutriti - sotto i 5 anni di età - di poter seguire un protocollo terapeutico per diversi mesi. • “la rosa di Masisi”: Maman Agathe non è solo una consulente, ma un punto di riferimento fondamentale per le donne con gravidanze ad alto rischio; il suo vivace camice rosa e la sua voce calda accolgono, presso il Village de Femmes, donne la cui gravidanza rappresenta un percorso ad ostacoli; noi contribuiamo a garantire un parto sicuro a oltre 4000 donne e a salvare la vita ai loro bambini.

Il tempo che verrà HtH è orgogliosa di aver fatto tanta strada accanto a M.S.F., sostenendone l’intervento lì dove è davvero necessario. Non una goccia che si perde nell’oceano, ma progetti precisi e razionali, che permettono di dare il giusto peso ad ogni singolo euro investito. Ricordiamolo sempre e con orgoglio! Diciamolo al nostro Cliente che, con l’acquisto di un apparecchio o di ogni altro prodotto HtH, anche lui porta concretamente il suo contributo alla scelta solidale dell’Azienda, che devolverà parte del ricavato a sostegno di questi progetti di vitale importanza. Migliorare la qualità della vita è possibile. Farlo tutti e farlo insieme è meglio!


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H-Lab, dove sviluppiamo potenzialità Il futuro dell’Accademia HtH

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ouse to House da sempre considera la formazione come qualcosa di imprescindibile. Ogni incaricato sa che, dal momento stesso in cui entra a far parte della famiglia HtH, dovrà imparare a gestire il proprio tempo - avendo anche la libertà di poterlo fare - tenendo sempre presente che dovranno esserci degli spazi importanti da dedicare proprio alla formazione. Un incaricato House to House, qualunque sia il suo passato lavorativo, qualunque sia il motivo che l’ha avvicinato a questo mondo e qualunque progetto abbia in mente, dovrà puntare tutto su se stesso e la formazione, in tal senso, acquista un valore assoluto. Ogni incaricato House to House deve entrare preparato in casa di un potenziale Cliente, saper fornire con le dovute competenze tutte le informazioni necessarie, risolvere eventuali dubbi in modo chiaro ed esaustivo e dimostrare una professionalità a tutto tondo; questo soprattutto grazie ad una curiosità personale che lo spinge ad ampliare in continuazione le proprie conoscenze, diventando il primo formatore di se stesso. La formazione è quindi, per House to House, una conditio sine qua non. I progetti dell’Azienda in tal senso sono sempre stati chiari e ambiziosi. Fino a oggi si sono periodicamente svolti numerosi workshop formativi in tutto il territorio nazionale, tenuti dai diversi Formatori aziendali, che hanno via via permesso a migliaia di persone di avvicinarsi alla nostra realtà. C’era però voglia di cambiare il passo, per dare un’impronta nuova alla formazione stessa. HtH ha lavorato per mesi per portare avanti un progetto preciso, i cui contorni sono stati delineati proprio in occasione dell’HtH Convention 2017.

In foto tutti i Coach HtH insieme sul palco del Palariccione

Nasce H-Lab, vero e proprio laboratorio di formazione con lo scopo di supportare la crescita e lo sviluppo professionale e personale di ogni incaricato. Un laboratorio che diventa vera e propria accademia di formazione e che opera attraverso strumenti studiati ad hoc e percorsi formativi precisi, con i quali si forniscono le nozioni necessarie a conoscere a fondo tutta la gamma di prodotti HtH. Ma non solo; a questo si affianca un percorso che diventa di crescita a tutto tondo, grazie all’acquisizione di nozioni che consentono a ciascuno di poter operare con successo sul mercato, sviluppando competenze specifiche e crescenti. H-Lab quindi vuole trasmettere il know-how aziendale, quel sapere che diventa garanzia di successo e di gratificazione; attraverso corsi di vario livello, studiati appositamente per le diverse qualifiche e tesi allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno, House to House riesce ad uniformare al meglio la formazione stessa, dando un’immagine unica e condivisa ed evitando la frammentazione che fino ad oggi la caratterizzava. Nascono gli HtH Meeting, l’evoluzione dei workshop per come eravamo abituati a conoscerli. Da sempre biglietto da visita importante dell’Azien-

da, si ristrutturano in una formula migliore, creando finalmente sinergia tra i diversi team attraverso dei meeting che, oltre a proporre l’opportunità lavorativa con una migliore valorizzazione del brand, diventano anche importante momento di incontro e di condivisione. Squadra vuol dire anche questo. Per cominciare, sono state scelte quindi sei località, in base a dei precisi criteri che riguardavano la presenza di incaricati sul territorio, le potenzialità di sviluppo e la maggior facilità di raggiungimento. Oltre a Treviso, prima in ordine di tempo a dare inizio a questa nuova era accademica per HtH, i meeting si terranno nelle città di Milano, Roma, Bari, Messina e Cagliari; a novembre, dopo la prima data a Treviso, seguiranno altre date con cadenza mensile nelle diverse città. Ma non ci si ferma, perché H-Lab sta già lavorando per individuare location adeguate, in altre otto città, con l’obiettivo di coprire entro il 2018 tutto il territorio nazionale. Cambia la scuola, cambia l’approccio, cambiano anche gli insegnanti: nasce infatti il Coach HtH, una nuova figura professionale che sostituisce il Formatore, e che assume su di sé in tutto e per tutto i valori, la politica e l’etica che contraddistinguono l’Azienda. Esempio di lealtà e dotato di uno spiccato senso di appartenenza,

il Coach diventa un’importante figura di riferimento: è il vincente, colui che è riuscito a conseguire un successo e che ha portato altri a raggiungere il proprio.

Questi i Coach: Bonotto Giampaolo - foto 1, Busato Alberto - f.2, Costantino Damiana - f.3, De Poli Francesco - f.4, Delmedico Annalisa - f.5, Ferro Salvatore f.6, Galanti Chiara - f.7, Giannotta Michele - f.8, Glielmi Laura e Colombo Stefano - f.9, Lo Turco Olivia - f.10, Negri Cristian - f.11, Polloni Roberto - f.12, Rota Paolo - f.13, Stifanelli Bruno - f.14, Taglianetti Roberto - f.15, Taschin Francesco - f.16, Venanzetti Donatella - f.17, Vianello Luca - f.18, Vicentini Cristian - f.19 e Zanchettin Roberto - f.20. H-Lab dà quindi un valore aggiunto importante a tutta la formazione aziendale, anche grazie al loro prezioso contributo: un lavoro fatto d’intesa e di sinergia, per una crescita collettiva.

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La nuova Hydra Pro-H37

Pulito vero in un batter d’occhio

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’è un elemento che diventa segno distintivo, in HtH, ed è il valore che diamo ai suggerimenti che le Clienti ci danno, ogni giorno; per loro è il manifestarsi di un disagio, l’espressione di una linea di preferenza, mentre per noi è molto di più: è una sfida nuova, una prospettiva che spalanca verso opportunità che siamo felici di cogliere. La lavatrice è, al giorno d’oggi, l’unico elettrodomestico considerato indispensabile. Il più usato, il più amato, che diventa spesso il più odiato: lavatrici con programmi inutili e con tempi di funzionamento inspiegabilmente lunghi per risultati spesso sotto il livello di aspettativa; l’obsolescenza programmata, che stabilisce una durata indirettamente proporzionale all’evolvere della tecnologia; o l’assistenza, latitante spesso proprio nel momento del bisogno. Hydra ha soddisfatto moltissime Clienti, ma in questi tre anni non ci siamo fermati e abbiamo continuato a migliorarla per fare in modo che non avesse nulla in meno di Agento, sotto tutti gli aspetti. Ecco perché nasce Hydra Pro-H37, la straordinaria LavaIgienizzatrice di HtH. La conferma al fatto che un buon lavaggio può essere considerato tale solamente quando non lascia dietro di sé alcun dubbio. LavaIgienizzatrice significa sostanza, realtà che non teme paragoni; Pro-H37 è la sigla che serve a definirne l’identità, il made in Italy una garanzia ulteriore. Una struttura dal design accattivante e moderno, in silver opaco con componenti nero lucido e un display touch screen. Hydra è dotata di TOTAL SMART ELECTRONICS®, un’elettronica esclusiva che assiste la Cliente e che opera in autonomia al posto suo. E poi l’EXTRA HYGIENE SYSTEM® che assicura, grazie all’importante quantità d’acqua utilizzata e al getto frontale, una profonda pulizia delle fibre e, di conseguenza, un abbattimento importante di polveri, acari e allergeni. Ci sono poi una serie di opzioni che possono aumentare l’effetto igienizzante: risciacqui aggiuntivi, una maggiore quantità d’acqua da impiegare o una maggiore intensità di lavaggio; opzioni che servono ad avvicinare Hydra alle esigenze di ciascuna Cliente, misurandola ogni volta con realtà diverse… sarà bello metterla alla prova! Una pulizia profonda che vede l’acqua protagonista indiscussa: assolutamente senza sprechi, ma usando quella che davvero serve e riducendo di conseguenza i dosaggi di detersivo; un sensore antischiuma, se ne rileva tracce, avvia automaticamente dei risciacqui aggiuntivi.

RISULTATO Lavaggio tradizionale

con LavaIgienizzatrice Hydra

RIDUCE L’ 80% DELLE PIEGHE L’EXTRA VAPOR SYSTEM®? La coccola di vapore che, grazie alla speciale movimentazione del cesto, si prende cura del bucato per trenta minuti alla fine di ogni ciclo, fino a quando non viene estratto: questo permette di mantenere le fibre dei tessuti ben distese, con un abbattimento dell’80% delle pieghe presenti. In quanto ad efficienza ed ecologia si è puntato al massimo: Hydra è straordinaria già a freddo o a basse temperature, consentendo di lavare bene, senza sprechi di energia. Componenti esclusivi, che contribuiscono a farne una campionessa di robustezza: il motore advanced inverter - silenziosissimo e affidabile, con 10 anni di garanzia, il cesto in acciaio antiallergico, la guarnizione antimuffa, la resistenza con rivestimento termico protettivo in nichel. L’oblò è stato rialzato, per facilitare l’inserimento del bucato nel cesto e la sua estrazione. Fino a 9 chili di capienza, 5 anni di garanzia, per 17 anni di soddisfazioni quotidiane. Un unico selettore, per la scelta del programma ideale; in funzione del carico di volta in volta inserito, la tecnologia regolerà automaticamente i tempi di lavaggio e il livello di centrifuga, lasciando la libertà di inserire eventuali opzioni; si può posticipare la partenza, fino a 24 ore, in funzione dei propri impegni. L’abbiamo dotata dell’esclusivo linguaggio Braille, in collaborazione con l’U.I.C.I., per rendere completamente autonomo l’utilizzo anche per le persone non vedenti. E poi il ciclo notte, per farla funzionare nel momento migliore: Hydra compie il suo dovere nella fascia oraria più conveniente, senza disturbare il sonno di nessuno… le cose straordinarie, d’altronde, avvengono quasi sempre in silenzio! Tutto si sposa con una facilità di utilizzo e una comodità inimmaginabili, per una macchina in grado di garantire prestazioni tanto eccellenti. Allora benvenuta Hydra, sei pronta a diventare la miglior alleata delle donne italiane?

Lava. Igienizza.


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Straordinaria Testimonial HtH

Abbiamo migliorato la vita di Manuela Arcuri

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plendida Testimonial House to House, Manuela Arcuri è entrata a far parte della nostra grande famiglia. Era con noi al Palariccione, lo scorso 1 ottobre, in occasione dell’HtH Convention. Sul palco insieme al nostro Presidente Nicola Lunardon, che ha definito un vero amico, Manuela ha raccontato con entusiasmo e con spontaneità come la sua vita sia cambiata da quando ha conosciuto i nostri prodotti: li ha provati in prima persona, prima che uscissero: questa è stata per noi una conferma del loro successo. Mamma attenta di uno splendido bambino di 3 anni, Mattia, e con un marito che ha diversi problemi di allergie, Manuela ha riscontrato un cambiamento in positivo, un netto miglioramento della qualità di vita della sua famiglia. Non solo: adesso ha più tempo a disposizione, da dedicare a se stessa, alla sua famiglia e al lavoro. Hydra Pro-H37 e Agento Pro-A37 hanno rivoluzionato la sua vita, dandole la certezza assoluta che i suoi capi sono davvero puliti in profondità, igienizzati a fondo, sia in fase di lavaggio che in fase di asciugatura. La serenità di poter tirar fuori i panni suoi e quelli dei propri cari, poterli piegare e riporre le dà la gioia impagabile di non buttar via 2-3 ore di fatica inutile ogni santo giorno. E per una donna in carriera come lei, sempre piena di mille impegni, questo è un fattore impagabile! Un fattore che ha sottolineato più volte, una volta scesa dal palco, durante l’intervista che gentilmente ci ha concesso dietro le quinte, prima di partire per tornare alla sua vita frenetica. Manuela, raccontaci un po’ di te, del tuo ruolo di mamma e di come sia cambiata la tua vita da quando è arrivato Mattia? Beh, il ruolo di mamma ha cambiato notevolmente la mia vita; Mattia ha 3 anni ormai e da quando è arrivato lui tutto ha assunto una dimensione nuova. Ammetto che sono una mamma molto attenta, molto protettiva con mio figlio. Certo, la mia vita artistica è il pilastro e mi impegna molto; ammetto che conciliare tutto non è sempre facile. Per questo con l’arrivo di Mattia mi sono resa conto di quanto sia importante il tempo, ho imparato a dargli un valore nuovo. Confesso che da quando ho conosciuto Nicola, che ormai considero un amico, e da quando ho in casa i prodotti House to House riesco a risparmiarne molto: 2-3 ore al giorno sono tantissime, e poterle final-

In foto il Pres. Nicola Lunardon insieme a Manuela Arcuri

In foto Manuela Arcuri, nuova Testimonial HtH

mente dedicare a me stessa o a mio figlio è stata una conquista importante. Sono felicissima dei prodotti che ho in casa, mi hanno davvero rivoluzionato la vita! Nicola lo adoro… trovo che sia una persona straordinaria, un vero e proprio fenomeno della natura. È riuscito a realizzare qualcosa di incredibile, di unico che può davvero aiutare in modo concreto la vita di tutte le donne che lavorano! Com’è iniziata la tua carriera? Ho iniziato a 15 anni, come modella. Poi ho fatto vari provini per il cinema: piccoli ruoli in realtà, con spazi via via sempre più grandi e più importanti; diciamo che ho fatto la giusta gavetta, nessuno mi ha mai regalato nulla e sono molto orgogliosa di questo. E poi nel tempo sono arrivate le numerose fiction, che mi hanno dato maggiore notorietà. La cosa che amo di più nel mio lavoro è poter vestire i panni di persone diverse, misurarmi con storie ed emozioni diverse dalle mie. Riuscire ad immedesimarmi nel personaggio, provare dentro le sue emozioni è la parte più bella di questo lavoro. I personaggi che ho interpretato sono sempre donne comuni

che poi si trasformano, nell’evoluzione della storia, in eroine straordinarie: penso a “Il peccato e la vergogna”, “Pupetta Maresca” ma poi ce ne sono state anche molte altre.

Un sogno nel cassetto, ce l’hai? Continuare così. Sono felice di come stanno andando le cose e posso solo augurarmi che tutto continui così.

Hai iniziato a misurarti anche con il teatro; che emozione ti dà il contatto del pubblico? Straordinaria: il teatro mi dà una gratificazione immediata e il calore del palcoscenico è impagabile. Il teatro, per definizione, non ammette repliche: se va bene, va bene, ma se va male, va male… non c’è possibilità di replicare, di rimediare al danno, cosa che invece il cinema o la televisione ti consentono di fare. Il teatro è la prova del nove, per un artista, la conferma del talento e della bravura. Ma io amo le sfide, mi emozionano, mi piace misurarmi sempre con qualcosa di nuovo.

Due parole che definiscano il tuo approccio al lavoro. Il credere nel ruolo da interpretare, profondamente. Se non comprendi fino in fondo il personaggio che devi interpretare e se non credi in quello che davvero rappresenta, non riuscirai mai a passare al pubblico alcuna emozione. E la pazienza. I tempi dello spettacolo a volte possono essere davvero molto, molto lunghi! Inizi la mattina e non sai mai a che ora si possa finire; per questo la pazienza è fondamentale, ce ne vuole tanta in questo mondo... bisogna essere in grado di saper aspettare.

Quand’eri piccola, cosa immaginavi che avresti fatto da grande? In realtà ero molto timida, ma desideravo far parte di questo mondo, l’ho sempre voluto; ed è bello pensare che è accaduto tutto in modo naturale, senza forzature… questo significa che era la strada giusta. Il tuo più grande pregio? E il difetto peggiore? Il pregio è certamente la determinazione, è fondamentale con il lavoro che faccio… se non ci fosse una buona dose di determinazione o di caparbietà difficilmente si arriva al successo; il difetto è l’emotività, mi rendo conto che a volte mi penalizza molto… vorrei essere capace di lasciarmi scivolare di dosso le cose, sarebbe tutto molto più semplice se riuscissi a farlo.

Il tuo prossimo impegno? Puoi anticiparci qualcosa? Certo, molto volentieri! Ad ottobre inizio a girare “Donna d’onore”, per Mediaset. Ancora una volta vestirò i panni di una donna combattiva, forte, determinata e pronta a tutto. Sono otto puntate in tutto, una bella storia che il mio pubblico potrà vedere in televisione nell’autunno prossimo. Manuela poi se ne va… ci sono molti altri impegni che l’attendono e deve scappare. Ha un volto disteso. Il sorriso solare conferma la gioia di questa giornata, il fatto di essere entrata a far parte di una grande famiglia che l’ha accolta a braccia aperte. Grazie Manuela, benvenuta in HtH!


La nuova Agento Pro-A37 Il futuro nei tuoi panni

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Come asciughi abitualmente?

bbiamo voluto che anche Agento, il nostro fiore all’occhiello, puntasse oltre se stessa. Sono stati compiuti importanti passi in avanti, che hanno migliorato qualcosa che era già di per sé eccellente. Agento è nata per proporre alle donne una soluzione che alleviasse le loro fatiche, risolvesse la frenesia delle loro giornate, facesse risparmiare tempo e restituisse loro un senso di benessere; che significasse, insomma, miglioramento tangibile della qualità di vita. Ogni giorno, milioni di donne impegnano il loro tempo con le fatiche legate al bucato: ecco che tra uno stendino in corridoio e uno al sole, tra un carico da ripiegare e uno da stirare, tra l’umidità e il disordine, tra la polvere e gli scherzi del meteo… ad un certo punto si è fatta largo lei, Agento, che ha prospettato uno stile di vita completamente nuovo. Le donne sono riuscite a migliorare concretamente la loro vita, riducendo notevolmente la fatica che quella lunga trafila legata al bucato comportava e riscoprendo il valore del proprio tempo libero! Via gli stendini, via la polvere e l’umidità; ridotte all’osso anche le ore da dedicare allo stiro, con un notevole beneficio per il fisico e una piacevole sorpresa in bolletta. Ma allora, cosa c’era bisogno di migliorare ancora? Ecco che l’AsciugaStiratrice Agento Pro-A37 migliora l’eccellenza, confermandosi frutto di un’invenzione tutta italiana e del suo incontrastato know-how. Un restyling completo, che parte dal design moderno e accattivante in silver opaco, con componenti color nero lucido. Passi da gigante che migliorano l’asciugatura e lo stiro, con prove bucato che confermano oltre un 93% di distensione delle pieghe dei tessuti. In lei lavorano in perfetta sinergia due diverse tecnologie, le migliori: il DOUBLE POWER TECNOLOGY® consente di avere i migliori risultati in termini di asciugatura e di stiratura, riducendo al minimo i consumi e dando la possibilità a più elettrodomestici di lavorare contemporaneamente. Materiali importanti, quelli scelti, che garantiscono non solo ottime prestazioni nell’immediato ma, soprattutto, straordinaria resa nel tempo. Tutto diventa semplice grazie ad un’elettronica esclusiva, TOTAL SMART ELECTRONICS®, che assiste il Cliente in modo intelligente e che opera in totale autonomia al posto suo grazie al display touch screen. L’innovativo STOP STIRO SYSTEM 3® consente a tre metri cubi d’aria ambientale di entrare nel cesto; la nuvola di vapore che si crea va ad aprire le fibre dei tessuti, pulendoli in profondità e distendendo le pieghe presenti; un effetto stiratura straordinario che lascia senza fiato! Lo STOP ALLERGY SYSTEM® garantirà capi perfettamente e profondamente igienizzati, trattenendo acari e polveri presenti nei tessuti grazie alla doppia filtrazione dell’aria, con il conseguente abbattimento della carica batterica fino al 99,99% e un’importante purificazione

RISULTATO Asciugatura tradizionale

con AsciugaStiratrice Agento

RIDUCE DEL 93 % IL TEMPO DI STIRATURA

dell’aria domestica. Vantaggi e benefici che Ecam Ricert ha attestato. E poi i dettagli, come ad esempio il cesto a convessità diffuse, con rotazione a inversione temporizzata, e le pale: un modo per coccolare con maggiore delicatezza i capi che vengono inseriti all’interno. Migliora anche la capacità di condensazione, che riduce sensibilmente l’umidità percepita nell’ambiente esterno. Come in Hydra, anche in Agento l’oblò è rialzato per garantire una maggiore comodità sia in fase di inserimento che di estrazione del bucato. Nella parte interna dell’oblò si trova il contenitore per l’acqua: toglierlo e svuotarlo sarà più comodo, più veloce e non comporterà alcuno sforzo del polso o del braccio. Un unico selettore consente di scegliere il programma più indicato e la tecnologia con la quale far lavorare Agento; i programmi eco consentono un maggiore risparmio energetico, a parità di resa finale. Le temperature, rispetto al modello precedente, sono più contenute: circa 20° in meno, a garantire una delicatezza maggiore per risultati eccezionali, in un tempo di circa un’ora, con consumi inferiori ai 25 centesimi per ciclo. Ritroviamo il programma refresh, con il quale è possibile arieggiare in pochi minuti tutti quei capi che hanno preso odore o polvere, evitando lavaggi inutili. Abbiamo voluto lasciare alle Clienti la possibilità di personalizzarla, potendo regolare di volta in volta determinati parametri in funzione di esigenze specifiche: ecco che è possibile scegliere il livello di asciugatura che più accontenta i propri gusti o ritardare la partenza programmata fino a ventiquattr’ore. Un passo in avanti è stato fatto decidendo di prendersi cura del bucato anche in quel tempo di attesa: Agento lo coccola fino al momento della partenza e, alla fine del ciclo, lo mantiene in movimento per cinque ore grazie al sistema di antipiega automatica, fino a quando non viene estratto. Anche Agento, come Hydra, ha tra le sue opzioni l’esclusivo linguaggio Braille: una versione studiata da House to House in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi, consente anche ai non vedenti di poter utilizzare in autonomia la nostra AsciugaStiratrice e godere dei suoi straordinari vantaggi. Benvenuta allora anche ad Agento Pro-A37! Benvenuto futuro!

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Asciuga. Igienizza. Stira.


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Agento e Hydra per i non vedenti

persone; per quanto riguarda le persone nate cieche, ci spiega Simone, tutto dipende dall’ambiente familiare in cui sono cresciute: se la famiglia ha sempre cercato di spronare all’autonomia, un cieco riesce a vivere una certa indipendenza, mentre invece dove si è cresciuti protetti da una campana di vetro ecco che nel momento in cui manca la famiglia manca letteralmente il terreno sotto i piedi e tutto diventa molto più difficile. Il fatto di non aver mai visto, nella vita, non fa percepire una mancanza di qualcosa, perché

Non siamo sordi alla cecità www.uiciechi.it

Ma quali sono le dimensioni, in Italia? I dati ISTAT più recenti risalgono al 2012 e parlano di circa 325.000 ciechi totali, in calo rispetto alle 362.000 unità del 2005; relativamente invece agli ipovedenti, l’ISTAT non ha dati precisi, ma si stima che possano essere più di un milione e mezzo; se il primo dato cala, grazie alla prevenzione, il secondo è invece destinato a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione, con un conseguente aumento di persone che vedono progressivamente compromessa la propria capacità visiva.

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In foto Simone Dal Maso, rappresentante U.I.C.I.

rediamo fortemente che per essere un’Azienda del futuro sia necessario saper guardare sì avanti, ma con una prospettiva dal raggio molto ampio, avendo anche il coraggio, se serve, di scardinare paletti e ridisegnare nuovi percorsi. È quello che abbiamo fatto decidendo di pensare, in fase di progettazione delle nuove Hydra e Agento, alle persone cieche e ipovedenti: volevamo dare loro la possibilità di essere autonome in tutto e per tutto di fronte alle nostre macchine, senza limitazioni. È a loro quindi che ci siamo affidati, sia per capire cosa fosse loro necessario sia perché ci aiutassero a realizzarlo al meglio: abbiamo preso contatti con l’U.I.C.I., Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus, che ha abbracciato con entusiasmo il progetto, manifestando un sincero apprezzamento. L’U.I.C.I. nasce a Genova nel 1920, per iniziativa di un gruppo di non vedenti guidati da Aurelio Nicolodi, un giovane ufficiale che aveva perso la vista durante la prima guerra mondiale; c’era il desiderio di integrarsi nella società, veder riconosciuti dei diritti e allontanare lo spettro del pietismo. Oggi l’Unione è un ente morale con personalità giuridica di diritto privato, a cui è affidata la rappresentanza e la tutela degli interessi morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti, sia nei confronti della Pubblica Amministrazione che delle realtà private.

Ci faceva piacere poter sentire, dalla viva voce di un rappresentante dell’Unione, quali siano i contorni della loro realtà e come stiano mutando nel tempo. Abbiamo conosciuto Simone Dal Maso, giovane di Padova, cieco dalla nascita, che ci ha guidato in questo progetto. Simone dedica il suo tempo all’interno dell’U.I.C.I. come volontario; si occupa di accessibilità ai siti web, verificando la fruibilità dei servizi e delle informazioni, sensibilizzando e cercando di sollecitare tutte quelle realtà in cui manca attenzione ad imboccare questo sentiero. L’obiettivo è quello di rendere loro accessibile e fruibile tutto ciò che il web mette a disposizione: non ci sia un distinguo tra chi vede e chi non vede o vede poco, ma ci siano canali e strumenti che consentano l’accesso, senza discriminazioni, che siano a loro dimensione e che favoriscano quel processo di inclusione che ha portato alla nascita dell’U.I.C.I. stessa. Strumenti che diventino vere e proprie chiavi di lettura dedicate, che tengano conto dei passi da gigante della tecnologia e che siano sempre pronti ad evolvere, senza mai lasciar indietro nessuno. Tutto è certamente molto più semplice da quando esistono applicazioni che consentono di leggere la scadenza dei medicinali, avviare una lavatrice o guardare la TV.

Ma quali sono le difficoltà maggiori da superare, nella quotidianità? Con un certo rammarico, Simone parla di una realtà paradossale: se da una parte la tecnologia ha aperto prospettive impensabili fino a qualche decina di anni fa, esistono realtà in cui si regredisce, cozzando contro un muro di gomma. Accade tanto nella scuola quanto nel mondo del lavoro: libri di testo che conten-

gono immagini che non possono essere lette da un sintetizzatore vocale, moduli che non possono essere compilati in autonomia… paletti che trasformano la quotidianità di un cieco o di un ipovedente in un percorso ad ostacoli. Simone ricorda come l’Unione si sia battuta nel tempo per promuovere e sostenere leggi che favorissero l’inserimento delle persone cieche nel mondo del lavoro; questo ha consentito a moltissime persone di ritagliarsi uno spazio lavorando come centralinisti, massofisioterapisti o musicisti. Ma i tempi evolvono e quella del centralinista, per esempio, è una realtà destinata a sfumare via, rimpiazzata proprio della tecnologia; moltissimi, ricorda Simone - che ci confida di essere diplomato lui stesso al Conservatorio, in pianoforte - gli insegnanti di musica ciechi che fino agli anni ottanta mettevano a disposizione le proprie doti. Adesso c’è una sorta di vuoto legislativo che lascia spiazzati, che non prevede come un tempo posti di lavoro con accessibilità facilitate; un qualunque call center, ad esempio, o una qualunque azienda in cui il software impiegato non sia misurato in funzione delle persone cieche e/o ipovedenti, taglia automaticamente fuori una risorsa, proibendole di fatto di potersi integrare. Parla proprio di potenziale che una persona non può esprimere, Simone: dietro una disabilità visiva ci sono persone abili, capaci ed estremamente intuitive. Ecco che lui allora cerca di sensibilizzare, avvicinando mondi diversi. Ma le realtà sorde alle loro richieste sono molte, e i nomi che fa, senza alcun pelo sulla lingua, sono disarmanti: aziende molto, troppo note che, alle sue richieste, hanno risposto con categorici “No, non siamo interessati a voi!” o con porte sbattute in faccia. Troppo oneroso o complicato il lavoro da fare, più facile rinunciare ad offrire un servizio migliore. E poi ci sono le barriere di ogni tipo, non solo architettoniche. Simone segue con orgoglio due portali dedicati ai non vedenti: nvapple.it, in cui un team di cinque persone dà informazioni sul mondo Apple, e nvda.it; lui è il referente italiano di questo progetto australiano, gratuito, dedicato invece all’ambiente Windows. Quali sono le paure più comuni che vive una persona cieca? Serve fare un distinguo tra due categorie di

In foto i Clienti Luciana e Ruggero, ospiti alla Convention, con il Top M. R. Polloni

non si sa cosa sia quel qualcosa. Per chi invece cieco lo diventa, le cose sono diverse; c’è una prima fase, terribile, in cui la persona sa a cosa rinuncia e lo scoglio da superare è enorme; passata quella prima fase, paradossalmente, le cose diventano più facili: c’è una memoria visiva degli spazi, dei gesti e dei movimenti da compiere (anche mettere semplicemente il sale sulla pasta o preparare un piatto, per esempio) che il cervello non cancella e che diventa un riferimento importante; più difficile, per molti di loro, affinare l’udito e il tatto, che invece è estremamente sottile nelle persone nate cieche. Se un tempo quindi l’Unione si limitava a guidare i propri iscritti nei corridoi bui della burocrazia, ecco che i nuovi tempi e le nuove tecnologie portano a dover porre l’attenzione altrove; l’obiettivo rimane sempre lo stesso: il pieno rispetto di quel criterio di inclusione che è alla sua stessa base. A maggior ragione siamo felici quindi di questa nuova sinergia: ascoltare significa anche agire in modo concreto, andando incontro e avvicinando.


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Nuovo catalogo prodotti

Come utilizzarlo per avere risultati

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i sono storie che meritano di essere raccontate più di altre. E di finire magari su un libro, perché no?

Il catalogo prodotti si presenta con una veste assolutamente nuova. Abbiamo voluto dargli un’impronta raffinata, moderna, che esaltasse la parte emozionale e che riuscisse a far passare allo stesso tempo dei messaggi precisi; volevamo farne uno strumento di conoscenza e di formazione, oltre che di vendita. Per questo abbiamo voluto porre un’attenzione particolare su forma comunicativa e contenuti, così da offrire uno strumento ricco che permettesse, al Consulente prima e al Cliente poi, di comprendere il reale valore dell’intera proposta; eravamo certi che riuscire a spiegare le peculiarità dell’intera gamma di prodotti, considerati premium sia per la qualità delle materie prime impiegate sia per la fascia prezzo in cui si collocano sul mercato, fosse la chiave di volta che avrebbe permesso a chiunque di riconoscerne il valore. Capire le fondamenta su cui posa ciascun prodotto consente di capirne anche il reale valore e, di conseguenza, il posizionamento sul mercato. Con un orgoglio: non c’è, ad oggi, alcuna azienda in Italia che possa vantare una gamma di prodotti che raggiunga questa eccellenza qualitativa; era fondamentale quindi mettere tra le mani della forza vendita uno strumento che l’aiutasse a passare questo messaggio ai potenziali Clienti. Abbiamo scelto di dare a ogni concetto il giusto respiro, con immagini e testi studiati ad hoc. Qua

e là delle pagine spot, nelle quali predomina l’immediatezza di un’immagine e la sua forza evocativa: scene di spensierata quotidianità, di sorrisi che non conoscono fatica, con un breve testo a contorno per marcare i punti di forza che di volta in volta si volevano evidenziare: ecco, fare il bucato diventa davvero un piacere! Tutto si muove sulle note della naturalità, filosofia che abbiamo sposato con entusiasmo e che continuiamo a fare nostra, ogni giorno. Sulle singole linee di prodotto abbiamo fatto un respiro profondo e ci siamo presi tutto il tempo e lo spazio necessari a far comprendere la straordinarietà di ogni linea e di ogni singolo prodotto, nel modo di volta in volta più opportuno. L’obiettivo era dare alle persone (incaricati e Clienti) la risposta precisa alla loro esigenza specifica, anche a fronte di un’offerta ampliata. Abbiamo colto l’occasione che il catalogo ci offriva, ossia quella di poter dire. Per questo non ci siamo accontentati di singole frasi, ma abbiamo dato ai concetti un respiro maggiore, spiegando peculiarità, caratteristiche e identità, cucendo addosso ad ogni prodotto un abito diverso. L’abbiamo voluto senza prezzi (il listino è a parte), perché non volevamo che questo fosse un elemento che distogliesse l’attenzione; è evidente che poi, a fronte di informazioni valorizzate nella maniera corretta, il prezzo non rappresenta più un limite, ma diventa conferma di un valore. E, per la prima volta, consumabili e macchine insieme: una sinergia che muove verso un’unica direzione. Ecco che allora il nuovo catalogo prodotti si conferma uno straordinario strumento di formazione, oltre che di presentazione dei prodotti e di vendita: averlo, conoscerlo e farlo proprio sono le chiavi che permetteranno di sfruttarne il massimo potenziale e veder arrivare, poco dopo, risultati straordinari! Non c’è alcuna fretta di uscire da questa storia, di sapere come va a finire… ogni pagina va respirata fino in fondo, ogni prodotto va annusato e, in alcuni casi, anche ascoltato: ha molto da raccontare!

Il primo grande viaggio per tutta la famiglia HtH. Vogliamo portare con noi moltissimi Incaricati, che potranno vivere questa esperienza insieme al Presidente e alla Direzione. Qualificati anche tu, nel periodo che va da ottobre 2017 fino a febbraio 2018. In area privata, nella sezione news, la locandina con tutti i dettagli delle modalità di qualificazione.


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Sotto il segno della sensibilità

Le nuove linee di cosmetici per il bucato

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a presenza di H-Global, il comitato scientifico di House to House, contribuisce a portare in Azienda impulsi e stimoli nuovi, che hanno saputo spalancare, nel tempo, orizzonti molto interessanti. È un lavoro preciso, quello di H-Global, che inizia ben prima della formulazione e della realizzazione dei prodotti e che ha nell’ascolto il suo punto di partenza, il suo motivo di esistere. Non c’è decisione che venga presa arbitrariamente, non c’è scelta che avvenga per impulso: tutto è pensato e ponderato a lungo, frutto di un’analisi attenta dei bisogni, più o meno espliciti, dei Clienti. Questa sua filosofia di approccio consente poi ad HtH di proporre ogni volta soluzioni specifiche che rispondano a richieste precise con prodotti mirati, mai generici. Una filosofia vincente, come conferma il trend più che positivo che stanno dimostrando le diverse linee di prodotti per il bucato proposte nel corso del tempo. Durante la Convention di Riccione abbiamo avuto modo di conoscere, finalmente, il frutto degli ultimi mesi di lavoro, con le ultimissime novità. Ma se il lavoro di H-Global, da sempre, si svolge seguendo un filo conduttore preciso, che ha nella cura per i tessuti, per l’ambiente e per la persona la sua ragione d’essere, ecco che in quest’occasione abbiamo voluto spostare il focus verso la cura della persona, metterla al centro della scena, renderla protagonista assoluta e prestare ascolto alle sue esigenze. Questo ha consentito a Cristina De Pellegrin, Responsabile di H-Global e ad Andrea Zandonà, Responsabile Operations e Industrializzazione del prodotto, di poter sviluppare delle linee di prodotto straordinarie e innovative, che camminano tutte su un sentiero ancora poco battuto, dal punto di vista della detergenza: quello della sensibilità; una sensibilità dalle sfaccettature diverse e a tratti complesse, a cui HtH si è voluta avvicinare in punta di piedi, ma con determinazione. In quest’occasione si parla, in modo particolare, di sensibilità cutanea: un disagio molto diffuso, causato da diversi fattori scatenanti e che comporta una serie di disturbi e di patologie. Ecco che è nato quindi il desiderio di riuscire a trovare una soluzione che consentisse di migliorare la quotidianità di coloro che vivono questo disagio, con prodotti che avessero un’elevata compatibilità cutanea e, allo stesso tempo, soddisfacessero coloro che, pur non avendo problemi, scelgono di utilizzare nella loro quotidianità solo prodotti con un elevato profilo ecologico, misurando sul concetto di benessere ogni loro scelta di vita. Questo cammino intrapreso da parte di House to House

cura posta nella scelta degli ingredienti. Ipoallergenici, i prodotti non contengono sensibilizzanti o metalli di alcun tipo: solo una delicata profumazione di rosa.

In foto Andrea Zandonà e Cristina De Pellegrin

ha avuto il plauso e il pieno sostegno di Fabrizio Zago che, in occasione della Convention, ha ribadito quanto sia importante continuare a parlare di ecologia fino a consumarne la parola, se serve; un’ecologia che abbia carattere etico, sociale e che veda nella convivialità il suo punto di concretezza più lampante. Anche Skineco entra a far parte del Comitato scientifico, validando a pieno titolo l’ecodermocompatibilità dei nostri prodotti. Ma come si è concretizzato, il lavoro di House to House? Pensando anzitutto alla sensibilità di chi cerca, nella sua quotidianità, un punto di equilibrio con il tutto e che fa della coerenza uno dei suoi principi di vita più importanti. La sensibilità di chi fa propri, fino in fondo, i concetti di benessere, di ecologia, di naturalità e di sostenibilità. Ecco allora nascere la Linea Bio, dedicata proprio a coloro che amano circondarsi di prodotti di nicchia, ricercati, dagli ingredienti esclusivi e di provenienza rigorosamente ecologica. Con bio bucato e bio delicato dedicati alla detergenza, e bio balsamo dedicato al trattamento dei tessuti, Bio ambisce a diventare la linea di punta, il fiore all’occhiello dell’intera gamma di detergenti HtH. Sono stati scelti ingredienti lavanti provenienti dal mondo cosmetico, per garantire una delicatezza e una compatibilità cutanea inimmaginabili per una linea di prodotti dalle prestazioni di lavaggio così marcate; delicatezza sulla pelle che si sposa perfettamente con la delicatezza riservata alle fibre dei tessuti. Una passeggiata nella natura incontaminata, dove incontrare e raccogliere estratti di fiori di camomilla, saponine naturali e proteine del grano: solo elementi di pregio, che fanno di questa una linea raffinata, a conferma della

Poi l’essenza del lavaggio per antonomasia, con la Linea Zero%. Una coppia di prodotti, bucato zero% e balsamo zero %, pensati per soddisfare le aspettative e i bisogni di coloro che, per necessità o per precisa volontà, ricercano un lavaggio efficace e, allo stesso tempo, sostenibile fin nell’anima. La Linea Zero% garantisce infatti la massima tollerabilità cutanea, proprio grazie agli ingredienti contenuti e scelti con estrema attenzione. Via il profumo, via i coloranti, via le sostanze volatili, via i sensibilizzanti, via i metalli: abbiamo scelto di abbandonare tutti quei fronzoli che potessero essere motivo di allergia o irritazione, impiegando attivo lavante che garantisce una bassa formazione di schiuma, per un risciacquo veloce e sicuro. Prodotti adatti ad ogni tipo di tessuto ed efficaci anche a basse temperature. Linea Zero% è stata pensata e realizzata per coloro che hanno una pelle particolarmente delicata, per i malati di M.C.S., ma anche per tutti coloro che vogliono coccolare se stessi e i propri capi con prodotti che profumino solo di delicatezza, evitando l’esposizione a sostanze potenzialmente dannose e scongiurando l’insorgere di problemi.

E poi ci sono loro, i piccoli di casa. La terza nota di questa sinfonia prende forma con la linea Bebè. Prodotti straordinari, bebè pulito e bebè morbido, che dedicano un’attenzione speciale proprio a tutti i capi dei bambini. Il loro è un equilibrio in divenire, in cui la pelle delicata e sensibile, le difese immunitarie ancora tutte da costruire fanno nascere l’esigenza di prodotti che, pur garantendo i principi di igiene e di rispetto dei tessuti, siano davvero una carezza sul loro corpo. Adatti ad ogni tessuto, sono prodotti ipoallergenici e dalla profumazione delicatissima, senza alcun tipo di sensibilizzante e arricchiti con ingredienti di pregio tra cui le proteine del cotone e gli estratti dei fiori del cotone nordico; ideali per pulire anche le macchie più ostinate ed impegnative, tipiche dei loro capi, e garantire un’igiene profonda, sicura e senza equivoci, coccolando con un unico gesto le fibre dei tessuti e la loro pelle delicata.

Per ognuna di queste linee sono state fatte anche delle precise scelte grafiche, che servono a distinguerle in maniera netta dalle linee precedenti, contribuendo a dare a ciascuna di loro un’identità precisa e definita. Leggerezza nelle tonalità di colore e nella scelta del carattere, delicatezza negli elementi grafici e negli effetti sfumati, piccoli cuori che vogliono significare coccola, carezza. Cambiano aspetto anche i flaconi: alcuni lasciano intravedere in trasparenza il contenuto, altri vogliono ricordare un prodotto per la cura del corpo; tutti mantengono le caratteristiche che consentono di facilitarne il processo di riciclo per farli diventare, un domani, qualcos’altro nel modo meno impattante possibile per l’ambiente. Anche questi sono dettagli su cui House to House, grazie ad H-Global, ha voluto mantenere alta l’attenzione proprio per tenere fede alla linea etica che la contraddistingue. Perché la sensibilità che ascolta diventa sensibilità che crea.


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A pelle, scientificamente HtH entra nel mondo Skineco www.skineco.org www.ecobiocontrol.bio

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ontinua il percorso che vede H-Global, il comitato scientifico di HtH, tessere legami nuovi e costruttivi con realtà esterne a quella aziendale. Abbiamo infatti scelto di sottoporre i nostri prodotti ad un team di dermatologi, affinché fosse valutata la loro compatibilità cutanea, e ad esperti in materia di ambiente, affinché fosse misurato il profilo ecologico che li contraddistingue. Ecco che, con le nuove linee di prodotto, entriamo a far parte della famiglia Skineco. Abbiamo conosciuto la Prof.ssa Pucci Romano - Presidente di Skineco - durante la Convention, grazie ad un video attraverso il quale ci ha spiegato il concetto di ecodermocompatibilità. La risentiamo a distanza di qualche giorno; insieme a lei e al loro coordinatore per la comunicazione, il Dott. Federico Pasquino, conosciamo più da vicino il loro mondo e ciò che fanno tutti i giorni. Skineco è un’Associazione scientifica, che non ha scopo di lucro e che nasce nel 2008, per volontà della stessa Professoressa e di una sua collega, la scomparsa Riccarda Serri. “Una follia”, la definisce sorridendo, “ci prendevano per pazze!”; ammette che è stata molto dura all’inizio. L’idea è nata dal desiderio e dalla necessità di coniugare per la prima volta due concetti importanti che riguardano la sicurezza di un cosmetico: da una parte la sua composizione ecologica, o addirittura eco-biologica, dall’altra la sua dermocompatibilità. Va bene che un prodotto abbia un buon profilo ecologico, meglio ancora se di provenienza biologica, ma come si comporta poi questo sulla nostra pelle? Ecco che allora ambiente e persona si sovrappongono, per la prima volta, proprio grazie al concetto di ecodermocompatibiltà. Tutto parte da una considerazione semplice, che un numero sempre crescente di studi testimonia e che Skineco conferma: ciò che fa male all’ambiente fa male anche alla pelle; e viceversa. Ma le aziende che, per vocazione etica, scelgono di interfacciarsi con Skineco sono molteplici e non si limitano alla sola cosmetica, anzi! Il concetto di ecodermocompatibilità è a tutto tondo, ampio, e abbraccia tutto quanto entra a contatto - anche indirettamente - con la pelle: tessuti, coloranti, scarpe, detergenti (sia per la casa che per il bucato), parquet… Il procedimento di validazione da parte di Skineco, ci spiega il Dottor Pasquino, si muove per tappe precise, che in-

In foto la Professoressa Pucci Romano, Presidente Skineco

dividuano prima di tutto un principio di ecocompatibilità dell’azienda in questione, in base al quale almeno l’80% della sua produzione si muova in una direzione precisa; a seguire si procede con test atti a valutare la tossicità del prodotto sulla pelle da una parte e la sua validità dall’altra. Con Skineco opera un board composto in gran parte da dermatologi; addetti ai lavori quindi, che mettono a disposizione le proprie competenze per portare avanti un processo di tutela del consumatore. La mission di allora è ancora chiara, e molto ambiziosa: ridare, in un certo senso, dignità alla pelle. Sottolineano entrambi più volte, la Professoressa Romano e il Dottor Pasquino, quanto sia limitante considerare la pelle come un semplice involucro: la pelle è un vero e proprio organo, il più esteso del corpo, tra l’altro. Una sorta di terra di confine, un filtro che opera in entrata e in uscita, un filtro vivo, che assorbe e che reagisce a ciò che assorbe. “È la pelle che ci dice come stiamo!”, ripete più volte la Professoressa. Un esempio? Possiamo stendere una qualunque sostanza su una parete e difficilmente accade qualcosa; possiamo stendere quella stessa sostanza sulla pelle e sicuramente accade qualcosa: nel bene o nel male, qualcosa accade, c’è una reazione.

E qui emergono i paradossi. Se esistono numerosi marchi che certificano la valenza ecologia o eco-biologica di un determinato prodotto, non c’è alcuna normativa che certifichi la biodegradabilità delle sostanze impiegate in ambito cosmetico: vige il buco normativo. Come se ambiente e persona non fossero correlati. Scopriamo che ci sono sostanze utilizzate per realizzare detergenti per la casa che sono state bocciate dal marchio Ecolabel, ma che ritroviamo, indisturbate, presenti nei cosmetici; sostanze con cui non possiamo lavare i pavimenti, perché inquinanti, ma che possiamo stendere sulla nostra pelle. Per i cosmetici la normativa europea prevede il solo codice I.N.C.I. (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), che però non sempre i dermatologi sono in grado di leggere e interpretare. Come può un consumatore comune quindi imparare a districarsi in questo ginepraio? Ecco che allora ritroviamo il lavoro iniziato, anni fa, da Fabrizio Zago e portato avanti con dedizione certosina: il suo biodizionario, diventato da poco Ecobiocontrol, è ad oggi l’unica arma in mano al consumatore; i pallini colorati consentono una lettura chiara anche ai non addetti ai lavori. La Professoressa ribadisce l’importanza del principio di precauzione, in base al quale in mancanza di certezza sulla tossicità di una data sostanza il consumatore accorto deve evitarne l’uso. Parla anche della sua battaglia per portare avanti una proposta di legge sulla cosmesi sostenibile, proprio per colmare quel buco normativo e avvicinare l’Italia ad alcuni dei Paesi europei più virtuosi, in tal senso, come Germania e Francia. Una proposta che è passata alla Camera, riscuotendo un successo bipartsan, ma che non è poi passata al Senato anche a causa di pressioni da parte di Cosmetica Italia, che tiene le redini del settore e che ha remato contro. Rimangono due cose: il vuoto normativo e la mancanza di volontà da parte delle istituzioni di tutelare la pelle. Skineco vuole comunque dare una prospettiva nuova al mondo cosmetico; un mondo in evoluzione, che muove ogni anno numeri importanti a livello mondiale (circa 2 milioni di tonnellate a livello europeo) e che, pare, non è stato scalfito più di tanto dalla crisi economica che ci siamo lasciati alle spalle. Anche per questo è importante creare consapevolezza, in un momento in cui si assiste ad un costante e progressivo aumento di un’attenzione al benessere, sia da parte del consumatore che da parte delle aziende che cavalcano l’onda. Skineco coinvolge il mondo dei dermatologi e quello dei farmacisti, in modo tale da raggiungere il consumatore finale. E proprio per creare una consapevolezza diffusa, Skineco è in prima linea con attività di divulgazione: il Dottor Pasquino parla di corsi dedicati

proprio ai dermatologi, affinché la loro visione non si limiti a quella prettamente medica (dermatologica), ma si apra anche a quella cosmetica. E poi campagne di sensibilizzazione e di formazione, o conferenze stampa, lezioni presso Università. Quali sono, oggi, i problemi dermatologici più comuni, derivanti proprio dall’uso di prodotti considerati poco o per nulla ecodermocompatibili, o causati dall’inquinamento atmosferico? La Professoressa Romano parla di aumento importante di persone affette da dermatiti atopiche o irritative, oltre a problemi cutanei diversi. Ma non solo: molti prodotti cosmetici contengono petrolati, parabeni, conservanti e sostanze che agiscono come disturbatori endocrini; e ancora i VOC, che contribuiscono a ossidare le cellule della pelle… parla con rammarico la Professoressa di un suo progetto di studio che voleva approfondire i danni causati proprio dall’inquinamento ambientale; un appello caduto nel vuoto, poiché nessuno ha voluto finanziare il progetto che avrebbe, tra l’altro, potuto dare lavoro a qualche precario per un certo tempo. Ma quanta strada c’è ancora da fare, in questo senso? Tanta, tantissima. La Professoressa Romano sa di aver ottenuto un decimo di ciò che aveva proposto, ma si sente passione nella sua voce, la passione autentica di chi crede davvero nella battaglia che ha coraggiosamente deciso di intraprendere, anni fa. Anche a costo di togliere tempo alla sua attività personale, passando le giornate in treno tra una conferenza e una lezione all’Università. C’è un ultimo appello, sentito, ad un approccio etico che veda nella sostenibilità il motore trainante.


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Noi accanto ai malati di M.C.S. Le sentinelle dell’umanità www.infoamica.it

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ensibili, troppo sensibili per questo mondo. Che poi è l’unico a disposizione. Per ogni malato di M.C.S. (Multiple Chemical Sensitivity) c’è sempre un prima e un dopo, un a.C. e un d.C., un momento esatto che segna un punto di non ritorno e l’inizio di una strada tutta in salita. A Riccione abbiamo avuto ospite il Dottor Marco Bianchetti, rappresentante di A.M.I.C.A. (Ass.ne per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale) che ci ha avvicinato a questa realtà; poco prima avevamo visto il mondo con gli occhi di un malato di M.C.S.; abbiamo respirato le sue emozioni, le sue paure e sentito il battito del suo cuore grazie alla poesia di Francesca Romana Orlando, Vicepresidente di A.M.I.C.A., che non ha potuto essere presente a causa delle proporzioni dell’evento: un’esposizione a rumori che la sua sensibilità non sarebbe stata in grado di gestire. A.M.I.C.A. nasce nel 2003, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la consapevolezza rispetto ai tanti problemi di salute causati dall’esposizione ai campi elettromagnetici e alle sostanze chimiche presenti nell’ambiente e nei prodotti di uso comune. Si impegna ogni giorno per il riconoscimento a livello nazionale della M.C.S., dell’Elettrosensibilità e della Sindrome da Sensibilità Centrale, collaborando in tal senso con diverse associazioni. Rientrato a Roma, il Dottor Bianchetti ha piacere di dedicarci altro tempo; lo fa partendo da lontano, dall’acronimo che per primo ha dato dei contorni al disagio: T.I.L.T. (Toxicant Induced Lost of Tolerance) una perdita di tolleranza alle sostanze chimiche che disegnava, allo stesso tempo, una situazione in cui l’organismo viveva uno stato di tilt. Siamo abituati a considerare la sensibilità come un pregio; ma come si vive con una sensibilità dai tratti patologici? Scopriamo che la sensibilità è un elemento che caratterizza spesso il malato, ben prima dell’insorgere dei disagi e del manifestarsi dei sintomi: una sorta di delicatezza d’animo innata, emozionale, le cui sfaccettature indefinite si intrecciano ai diversi fattori esterni (chimico, ambientale, elettromagnetico…) con reazioni sempre diverse. Con un

rose e approfondite indagini, alcune di origine genetica, altre che vanno ad analizzare la presenza di metalli pesanti o di sostanze plastiche nel sangue; molte di queste non si svolgono in Italia, per cui bisogna mandare i campioni all’estero e attendere. Dopo il verdetto, da una parte c’è il sollievo per essere riusciti a dare un nome ai disagi, dall’altra si spalanca il dramma che nasce dalla consapevolezza di essere affetti da qualcosa per cui non c’è cura. La vita si stravolge, rivoluzionandosi a 360 gradi: si perde il lavoro, si perdono gli affetti, si azzera la vita sociale, ci si allontana da tutto cercando uno spazio che sia a propria dimensione. La persona affetta da M.C.S. impara a vedere se stessa come un barile, che nell’a.C. era ancora mezzo vuoto e che poi si è via via riempito fino ad intossicarsi; dal momento 0, lo scopo principale della vita del malato sarà prendersi cura di quel barile, disintossicandolo e imparando a riempirlo di ciò che gli fa bene.

In foto A. Zandonà, il Dott. M. Bianchetti, S. Manera, C. De Pellegrin

paradosso: se da una parte c’è una (neanche tanto sotterranea) tendenza a considerare la M.C.S. come qualcosa che ha natura psicologica, dall’altra gli endocrinologi sostengono che si nasca con l’E.H.S., (Elettroipersensibilità) e che sia questa forse a dotare le persone di quel sesto senso, quell’empatia non comune che caratterizza alcuni esseri umani. La definizione scientifica di M.C.S. parla di una sindrome considerata immunotossica, neurotossica e infiammatoria; sindrome che manifesta una vera e propria costellazione di sintomi di natura diversa come reazione a quelle che vengono definite offese ambientali: smog, petrolio e derivati, solventi, pesticidi, radioattività; ma anche, più semplicemente, un tessuto, un notebook, un rumore, una cena. I sintomi? I più diversi: mal di testa, fatica cronica, perdita di memoria o di lucidità, insonnia, dolori, problemi respiratori o dermatologici. Il Professor Genovesi, del Policlinico Umberto I° di Roma, stima che in Italia circa l’1-2% della popolazione ne sia affetto, con una maggior incidenza della malattia (a livello mondiale) sulle donne (3/1); c’è poi un popolo - indefinito e indefinibile - di non diagnosticati: persone che trascorrono anni di pellegrinaggio tra uno specialista e l’altro, lamentando disagi a cui nessuno è in grado di dare spiegazioni certe, capendone le ragioni e trovandovi rimedio. Chi invece riesce a imboccare il canale giusto dovrà compiere un percorso tortuoso prima di arrivare alla diagnosi; un percorso che comprende nume-

La disintossicazione ha nell’evitamento il suo passaggio forzato: individuato l’elemento o gli elementi causa dell’alterazione, egli sa che deve evitare di stabilire ancora un contatto, sia esso per inalazione, ingestione o contatto fisico. La condivisione tra malati può essere solo empatica, poiché non ci sono situazioni uguali: ogni malato sa di essere un caso unico al mondo. Le terapie di supporto alla disintossicazione possono prevedere saune, massaggi linfatici, alcuni tipi di sport (se l’ambiente sportivo lo consente) e sedute di meditazione, che aiutano anche a rafforzare la tenuta psicologica della persona; a questo si aggiunge uno stile di vita che punta all’integrazione di vitamine e minerali e a una dieta rigorosamente biologica. È un esercizio quotidiano, in cui è proibito abbassare la guardia, e attraverso il quale si comprende quanto la salute sia un fragile equilibrio in cui sistema immunitario, endocrino e neurologico sono strettamente correlati. Ironizza amaramente il Dottor Bianchetti, parlando della sua malattia: “è una sindrome per ricchi!”. I costi in realtà sono molto importanti, per curarsi (a pagamento) si è costretti a volare (ma non sempre un malato può prendere un aereo) a Londra, Madrid oppure oltreoceano, sposare per necessità uno stile di vita (costoso) che non tutti si possono permettere. Tessuti di un certo tipo, mobili e pitture per pareti che non contengano formaldeide non sono una richiesta capricciosa. Le A.S.L. non riconoscono, a livello nazionale, alcuna invalidità civile, e per molte persone che vivono in condizioni economiche al limite la situazione diventa drammatica. E poi la frammentazione, tutta italiana, per cui alcune Regioni la riconoscono e altre no.

In foto il Dott. Marco Bianchetti, rappresentante di A.M.I.C.A.

Solo un pronto soccorso, a Ostia, con un protocollo preciso per accogliere i malati di M.C.S.: molto poco. E si stupisce il Dottor Bianchetti di come non si incentivino i giovani medici a raggiungere Londra, Madrid o Dallas per studiare e importare protocolli di successo: se un domani il S.S.N. riconoscesse finalmente quanto A.M.I.C.A. chiede da tempo, il territorio sarebbe totalmente impreparato… strutture, strumenti, medici, un mondo tutto da creare. Il malato ha come unica prospettiva il presente, A.M.I.C.A. si batte per fare dei passi in avanti e per cercare di creare consapevolezza, soprattutto sulla base del principio di precauzione: finché non ho certezza che una data sostanza sia dannosa o meno, scelgo di tutelarmi evitandone l’uso. Allora ecco la spiegazione di tutto: l’inquinamento ha assunto dimensioni importanti, l’evoluzione della tecnologia è stata veloce, repentina e indirettamente proporzionale alla capacità di comprenderne gli effetti nel lungo tempo. Che la strada imboccata sia rischiosa, forse, ce lo dicono proprio loro, le sentinelle dell’umanità. A maggior ragione siamo quindi felici di esserci avvicinati, grazie ad H-Global, a loro: una sensibilità alla sensibilità che è stata apprezzata da alcuni membri di A.M.I.C.A. anche a livello pratico, con l’utilizzo in fase di sperimentazione e di realizzazione dei prodotti della Linea Zero%, con un riscontro più che positivo.


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Oltre il trucco e la mimica

Dario Ballantini ospite all’HtH Convention

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a uno strano effetto vedere un volto che si trasforma, un uomo che dipinge su se stesso le fragilità degli altri, mentre ti racconta di sé. Dario Ballantini era con noi durante la Convention di Riccione, ci ha intrattenuti vestendo i panni di Donald Trump, Vasco Rossi e Gianni Morandi. Tra un personaggio e l’altro, ha dato la sua disponibilità a un’intervista, per raccontarci qualcosa di sé. Sul palco, poco prima, era Vasco; in camerino si sta preparando per il personaggio successivo. La prima domanda, che voleva essere quasi una provocazione, acquista inaspettatamente un senso. Dario buongiorno; chi ho davanti in questo momento? Eh… (e ride) sono in una terra di mezzo; ma fa parte di me, del mio modo di essere. Lo sono forse sempre, in una terra di mezzo: viaggio moltissimo in treno, e ammetto che al di là della partenza e della meta, sono uno che ama vivere anche il viaggio e tutto quello che comporta. Raccontaci un po’ di te. Sono una persona in continua interrogazione, su tutto. Sento sempre un bisogno profondo di osservare, sviscerare tutto, tutto (gesticola con le mani, come se cercasse di sbrogliare una matassa di fili sottili): le cose, le persone; devo sempre analizzare ogni situazione, ogni cosa, ogni persona, tutto. Passo il tempo ad interrogarmi e a riflettere molto anche sulle persone: un’empatia che apre, certo, ma che mi condiziona fin troppo, a dir il vero. Sei anche un famoso e apprezzato pittore; cosa esprimi nei tuoi quadri? Il volto umano, in particolare l’enigma dell’essere umano, il mistero più profondo che c’è in lui. Cos’è nato prima, il pittore o l’imitatore? Sono quasi coetanei, in un certo senso. Ho scelto di frequentare il liceo artistico perché amavo disegnare e poi lì si è manifestata anche questa dote per l’imitazione. Sei anche figlio d’arte… Sì. Mio padre dipingeva, ma ha smesso quando sono nato io, mentre mio nonno recitava in compagnie filodrammatiche, poi ha rinunciato.

In foto Dario Ballantini, ospite della Convention

C’è qualcosa che accomuna i personaggi che imiti a quelli che ritrai nei tuoi quadri? La debolezza, la fragilità che c’è sotto la scorza dei forti; amo mettere a nudo la parte debole di ciascuno, mostrarla. Valentino, per esempio, è vittima della malattia del bello e della perfezione; o ancora Morandi… perché Morandi incoraggia sempre? Perché è un debole: ha bisogno di incoraggiare gli altri perché così riesce ad incoraggiare se stesso, in fondo. Ma qual è la caratteristica che più ti colpisce in una persona, quella che ti spinge a farla diventare personaggio? Ci sveli i segreti? Come nasce un personaggio e quante ore di lavoro ci sono dietro, per crearlo? Cerco sempre il punto di debolezza di ciascuno; li osservo in video, li ascolto a lungo; qui mi aiuta questa mia dote di analizzare a fondo i dettagli, anche le cose più piccole. Alcuni li sento subito, per altri ci vuole più tempo, ma lo studio del personaggio è certamente una parte importante. Osservarli vuol dire anche entrare nei loro panni e vivere le emozioni che ne conseguono; la Brambilla, per esempio… è normale che se cammini per ore sui tacchi, con le sue mise e con quei lunghi capelli rossi, capisci anche il senso di incertezza che in qualche modo la pervade: lì viene fuori il suo punto di debolezza e io mi annullo per diventare lei.

Ce n’è uno a cui sei più legato? Valentino, certamente. Ho iniziato “Striscia”, con Antonio Ricci, e proponevo diverse imitazioni… Gino Paoli, La Russa, Cecchi Gori; erano perfetti ma non se li filava nessuno. Poi l’idea, proprio con Valentino, di portarli in strada, in mezzo alla gente. Questo mi ha dato maggiore visibilità, notorietà e ha letteralmente aperto la strada a moltissimi altri personaggi; allora sono andato anche a ripescare quelli a cui fino a prima non dava valore nessuno ed ecco che questa è stata la chiave giusta, anche loro hanno avuto un loro spazio. Alcuni nascono e muoiono in poco tempo, perché seguono la storia dei rispettivi, quelli veri (pensa alla Cancellieri o ad altri politici-meteora, per esempio), altri sono intramontabili. Il tempo passa, i tratti sul suo viso aumentano e iniziano ad avere un senso: una pennellata sul collo, una sulla guancia, un segno di matita qua e là, mentre continua a svelarsi. Qual è quello che ti è riuscito meglio? Gino Paoli… pensa che una volta suo figlio mi ha confuso con lui; è stato strano per tutti poi rendersi conto dell’errore, anche per me. Poi Nanni Moretti… non mi vogliono più vedere a Cannes, dopo che sulla croisette mi hanno confuso e accolto come il vero Nanni Moretti… lì a Cannes c’ho proprio il bollino rosso, c’ho (ed esce tutta la toscanità). Certamente anche Morandi è riuscito bene, o il Papa… il Papa, ma tu pensa che a volte mi capita di trovare fedeli, magari turisti stranieri, che mi guardano come in adorazione, con la fede più pura negli occhi! E lì… come fai, come fai a dirgli che non sei il Papa, lì che fai… te ne vai e cambi strada. E l’amore del pubblico, in qualche modo, a volte mi confonde. Ce n’è uno che non rifaresti, se tornassi indietro? Mah, Giulia Bongiorno… non mi ha dato tanto, è durata poco. O Cecchi Gori, nemmeno lui forse rifarei più. Coi ma e coi se non si fa la storia, ma se non fossi stato attore, imitatore o pittore, cosa saresti oggi? Psicologo, certamente. Ai tempi in cui frequentavo il

liceo, dopo il biennio avrei dovuto scegliere se fare psicologia o belle arti; è stato un insegnante a farmi notare che avevo una buona mano, che sapevo disegnare già a penna senza l’uso della matita: questo mi ha portato a scegliere le belle arti e ad arrivare dove sono oggi. Il tuo peggior difetto e il più grande pregio, quali sono? Il difetto è la pesantezza che deriva dall’andare sempre a sviscerare ogni cosa, il pregio è la passione che nutro per l’essere umano, per il valore che riscopro in ogni persona; e poi il fatto che, tutto sommato, sono rimasto sempre uguale a me stesso. Tre parole con cui definisci il tuo approccio nei confronti della vita, lavorativa o personale. La curiosità, lo svisceramento - quello c’è sempre - e la libertà, che poi spesso tanto libertà non è, perché ci rende vittime di noi stessi… (la riflessione porterebbe lontano, il tono della voce cambia e Dario si limita ad un gesto con la mano, come a dire “sai cosa intendo, inutile parlarne”). Hai esposto molto, negli ultimi anni; in Italia, in Europa e anche negli USA. Dove porterai le tue opere, dove sarà possibile ammirarle da vicino, per chi volesse? A Varese, a dicembre; a Bergamo, a febbraio. E a Palermo. L’uomo continua a trasformarsi, vestendo un poco alla volta un volto nuovo. Dietro le quinte Dario Ballantini è un uomo che non ti aspetti, dalla profondità quasi disarmante, che poco c’entra con quello che normalmente siamo abituati a vedere e ad applaudire. Ecco che poi, quando sul palco Gianni Morandi incita col suo “dai, dai che ce la fai!”, tutto ha un sapore diverso. Grazie Dario per la chiacchierata e per aver portato una ventata di allegria al Palariccione!


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Tu, il prossimo Leader

Il tuo successo è anche quello degli altri

Le buone regole per diventare un leader HtH di successo • Sii un esempio In foto tutti i Top Manager House to House, insieme al Presidente N. Lunardon e al Direttore Vendite S. Manera

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a credenza, diffusa per lungo tempo, diceva più o meno così: leader si nasce, non si diventa.

Sosteneva in sostanza che se non si ha il carisma non si possa nemmeno lontanamente immaginare di acquisirlo; che se ci hanno cucito addosso l’etichetta del gregario, quella ci rimarrà attaccata addosso per sempre. Forse è così. Ma è anche vero che un paziente quanto intenso lavoro su se stessi può portare a stravolgimenti importanti, ad evoluzioni impensate. Sono sempre di più le persone che decidono di avvicinarsi a corsi di crescita personale; e non sempre sono manager di multinazionali o personalità di particolare spicco, anzi! Spesso sono persone comuni che, magari durante uno stato di disagio importante, avvertono la necessità di iniziare a compiere un lavoro su se stessi, un percorso tanto impegnativo quanto affascinante.

Dove porterà? Da cosa nasce cosa. E la sola consapevolezza è un primo, importante passo.

Il “rischio” è che si sviluppi un potenziale che non si sospettava di avere, che si superino delle paure o dei blocchi che tengono ancorati al passato con catene pesanti, che si evolva verso il sé più profondo. Ecco il bruco che diventa farfalla, il gregario che si riscopre leader. Che si tratti del mondo del lavoro, oppure della scuola, dello sport o della famiglia, ogni ambiente in cui viviamo ci costringe, per forza di cose, ad interagire con gli altri: quanto più queste interazioni sono positive e costruttive, tanto più contribuiamo al benessere nostro e delle persone che sono intorno a noi. Maggiore è la nostra capacità di creare valore in un determinato gruppo tanto più possiamo definirci dei veri leader. Ma, una volta diventati leader, come si diventa leader di successo? Cosa deve fare un consulente House to House per poter arricchire se stesso e, di riflesso, ogni singolo individuo che appartiene al suo team?

Non basta conoscere le regole, le nozioni, padroneggiare le informazioni: bisogna anche dimostrare quello che siamo; coerenza e buon esempio prima di ogni altra cosa! Noi non siamo solo quello che diciamo, ma anche, e soprattutto, quello che facciamo.

• Credi nelle persone e motivale con entusiasmo Le persone vedono in te un leader, e ripongono in te la loro fiducia! Ripagale allo stesso modo, dimostrando fiducia in ciò che vogliono poter fare, nelle loro capacità e potenzialità, e negli obiettivi che intendono raggiungere.

• Riunisciti periodicamente con il tuo team L’unione fa la forza! Rinsalda le alleanze, ogni giorno: questo consente a ciascuno di avere dei riferimenti precisi; il confrontare le esperienze reciproche e condividerle è il segreto della coesione, della forza di un team di successo.

• Genera un ambiente positivo e risolvi subito ogni conflitto Al bando le critiche negative e non costruttive: non servono a nessuno! Non importa quanti siano i membri del tuo equipaggio, ma è fondamentale che remino tutti nella stessa direzione. Agisci ogni giorno perché la direzione sia chiara e sia la stessa per tutti: il vento sarà favorevole per forza!

• Stabilisci obiettivi chiari e raggiungibili per tutto il team Punto di partenza, strategia e punto di arrivo sempre ben in mente! Ciascuno deve aver chiaro il proprio obiettivo, tutti devono aver chiaro quello comune. Quando il lavoro viene pianificato nei dettagli e ciascuno compie la sua parte, la meta sarà certamente un successo.

• Favorisci il lavoro di gruppo e la condivisione di strategie vincenti Dai a ciascuno il suo spazio! Ognuno darà un contributo importante, che sarà valore aggiunto per tutto il team. Nessuno riesce a fare grandi cose, da solo, ma insieme si può diventare una potenza straordinaria e unica.

• Crea nuovi leader

Il segreto della vittoria è la condivisione! Non limitarti al tuo successo più immediato, ma guarda avanti, proiettati nel futuro dando la possibilità ad altre persone di vivere la tua crescita e le tue soddisfazioni. Solo allora avrai vinto per davvero!

L’evoluzione quindi non avviene in pochi giorni, ma è un processo lento, frutto di un lavoro attento e costante che inizia da dentro e che spalanca a prospettive dal potenziale straordinario. Quello che può avvenire dopo si chiama futuro. Adesso sì, che sei un leader di successo!


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S abato 16 D icembre 2017 P alazzo b orgheSe F irenze


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