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IL RILIEVO DI GALLUS AI MUSEI CAPITOLINI

rinvenimento, Stefano Bizzarri, amministratore dei beni Sforza Cesarini a Genzano e Civita Lavinia, si era recato la notte stessa nella vigna del Marcone e aveva scoperto che era stato trovato un “marmo finissimo in quadro […] nel qual marmo vi è scolpita e incavata una dea o sia Reggina di basso rilievo, che nella mano destra rilevata tiene un fiore o sia palma intagliata nel marmo stesso, nella mano sinistra tiene una tazza che dimostra esser piena di frutta, in petto dalla stessa parte sinistra vicino il braccio tiene rilevato come un scettro, dal collo pende una picciola catena, la testa è scuoperta, ma di bellissima struttura, dalla parte sinistra di d.o marmo si vede scolpita prima una figura, che io precisam.e non so che sia, ma ha forma di compasso, appresso si vedono rilevati due istrom.i musicali, e in fine poi un altro ordegno di figura rotonda e per esser sopravenuta la notte e per esser la statua sporcata di terra non ho potuto riprenderne bene tutte le cose distintam.e […].”23. Con queste parole che descrivono il rilievo precisamente, seppur in modo rozzo24, può essere del tutto abbandonata qualsiasi ipotesi su una sua possibile provenienza da Roma. Il Bizzarri nel corso del sopralluogo aveva scoperto anche che erano stati già presi accordi per far portare il rilievo di nascosto a Velletri25, tentativo fallito perché era stata utilizzata una Vd. DELLA GIOVAMPAOLA cs. Parafrasando la descrizione del Bizzarri, riportata supra, il rilievo, di forma quadrangolare, entro cornice alto cm 119 e largo altrettanto raffigura un personaggio in abiti sacerdotali che nella mano destra sollevata tiene una melagrana e tre ramoscelli forse di mirto e nella sinistra protesa una coppa colma di frutta; sulla spalla sinistra è appoggiato un flagello con astragali, ornato alle due estremità con testine di Zeus Idaios, sul petto è un pendaglio a forma di naiskos su cui è raffigurato il busto di Attis; il volto glabro è incorniciato da una pettinatura femminile con scriminatura centrale e ciocche ondulate; all’esterno della nicchia in cui è raffigurato il sacerdote alla sua sinistra sono gli strumenti di culto usati nei riti di Cibele, ossia un tamburello, un flauto dritto e uno curvo incrociati e la cista mistica. Per l’analisi del rilievo vd. da ultimo ENSOLI 2000, p. 515 n. 142. 25 In questo fallito tentativo di vendita clandestina fu coinvolto il Portoghesino, nome con cui era noto a Roma fra’ Giuseppe Maria Figueiredo Fonseca da Evora, ministro generale dei Frati minori, 23 24

Horti Hesperidum, II, 2012, 1

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I Della Giovampaola, La provenienza del rilievo di Gallus ai Musei Capitolini  

Horti Hesperidum, II, 2012, 1

I Della Giovampaola, La provenienza del rilievo di Gallus ai Musei Capitolini  

Horti Hesperidum, II, 2012, 1

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