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IL RILIEVO DI GALLUS AI MUSEI CAPITOLINI

fino quasi a cadere nell’oblio. Col tempo infatti, per un processo di semplificazione delle informazioni, non essenziali ai fini della comprensione dell’iconografia, è prevalsa come indicazione della sua provenienza la cosiddetta villa degli Antonini presso Lanuvio5, le cui rovine all’epoca del rinvenimento, nel XVIII sec., ricadevano in terreni di proprietà della famiglia Sforza Cesarini, che per l’appunto donò il rilievo ai Musei Capitolini, come indica l’iscrizione sulla cornice “Ex Dono Ducis Sfortiae Sfortiae”. Più recentemente, rilevandone l’incongruità con l’apparato decorativo di una villa residenziale6, è stato ipotizzato che il rilievo, che sarebbe votivo, sarebbe stato rinvenuto non a Lanuvio bensì a Roma, in una delle tante proprietà urbane degli Sforza Cesarini, come ad esempio l’orto a Marmorata ai piedi dell’Aventino, in cui nel 1702 si rinvenne una dedica votiva a Cibele7. In sostanza, come spesso accade con i reperti rinvenuti nei secoli passati, oggetto di collezionismo per il loro valore intrinseco, gradatamente nel corso del tempo se ne è perduta la nozione della provenienza8, nonostante in questo caso particolarmente fortunato ne sia stata data notizia a stampa all’epoca del rinvenimento.

Tale confusione si registra fin dal XVIII sec.; su questo aspetto vd. infra. Pertinenza all’arredo peraltro mai proposta in modo esplicito nella storia degli studi diversamente da quanto si evince in BALDASSARRI 2008, p. 104 (sebbene forse talvolta adombrata come in COLBURN 1914, p. 23 o in CASSIERI-GHINI 1990 o in BELLINI 1995, p. 597, ove il rilievo è elencato tra i reperti provenienti dai resti della cosiddetta villa degli Antonini, talora messo in relazione alla diffusione del culto in età antonina, mentre, a ragione, più spesso è stato considerato di ambito funerario e semmai se ne è indicata la provenienza dai pressi della suddetta villa). 7 L’ipotesi è stata cautamente avanzata da P. Baldassarri (2008, p. 104 e in part. pp. 113-144 nota 31) sulla base della coincidenza della proprietà Sforza Cesarini per entrambi i reperti. Sul luogo di rinvenimento della dedica a Cibele vd. Ficoroni in FEA 1790, p. CXXVII n. 24, luogo in cui recentemente è stata ipotizzata, sulla base di altre argomentazioni, l’esistenza di un luogo di culto della Magna Mater (D’ALESSIO 2008). 8 Vd. supra. 5 6

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I Della Giovampaola, La provenienza del rilievo di Gallus ai Musei Capitolini  

Horti Hesperidum, II, 2012, 1

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