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IL RILIEVO DI GALLUS AI MUSEI CAPITOLINI

incremento delle testimonianze archeologiche nel corso del II sec. d.C.50. Allo stesso periodo del resto si ascrive anche la statua di Cibele rinvenuta al confine dell’ager Lanuvinus51 (fig. 6), presso Torre del Padiglione (fig. 7), databile alla prima metà inoltrata del II sec. d.C., che documenta la diffusione del culto metroaco lungo le più importanti direttrici viarie52. 8.3), non abbia promosso anche quello della Magna Mater nella stessa città, oltre a quello di Iuno Sospita (BEAUJEU 1955, p. 293). 50 Per una sintesi sulla diffusione del culto della Magna Mater vd. M. P. Muzzioli supra. 51 Ci si riferisce all’estensione dell’ager Lanuvinus proposta dal Galieti nel 1933 (1933, pp. 143-148 fig. 2) sulla base delle fonti e dei ritrovamenti epigrafici e da allora accolta nella letteratura scientifica, i cui limiti sono stati individuati a nord, al confine con l’ager Aricinus, lungo il fosso di Fontana di Papa e le pendici meridionali del lago di Nemi fino alla Macchia della Cavalleria, a ovest, ai confini dei territori di Aricia e di Ardea, a Monte Giove, a est, al confine con l’ager Veliternus, lungo i fossi della Pilara, di S. Gennaro, dei Prefetti e di Spaccasassi, a sud, al confine col territorio di Satricum, lungo il fosso di Carroceto. 52 Il luogo di culto individuato presso Torre del Padiglione è situato lungo le direttrici Lanuvio-Anzio e Roma-Satricum; vd. QUILICI 1999, pp. 93-112, con bibl. prec., in part. pp. 106-107; ID. 2004, pp. 224-231. Una situazione analoga si riscontra in località Soleluna/Solluna posta nell’ager Veliternus quasi al confine con l’ager Lanuvinus nel punto di incontro tra la via Appia antica e la via Mactorina, odonimo noto da un’iscrizione ivi rinvenuta (NARDINI 1918; Suppl. It. 2, pp. 49-51 n. 13; VINCIOTTI 2004, in part. pp. 247-248 con bibl. prec.; LILLI 2008, passim), importante arteria di collegamento tra Velletri e Satricum. Presso questo nodo stradale, in cui è stato proposto di ubicare la mutatio ad Sponsas nota dall’Itinerario Burdigalense al miglio XXV (MUCCI 1975 con bibl. prec.; inoltre CROGIEZ 1990, pp. 101-102; LILLI 2008, pp. 910-913 n. 1287), nel 1922, in occasione dello scavo di un cimitero cristiano (NARDINI 1918; MANCINI 1924; BOLOGNA 2004, pp. 173-174; DE FRANCESCO 2004, pp. 50-52, 183; VINCIOTTI 2004, p. 245; LILLI 2008, pp. 915-918 nn. 1293-1299), è stata rinvenuta un’iscrizione funeraria di un sacerdote della Magna Mater (MANCINI 1924, p. 349; Suppl. It. 2, p. 49. n. 12; da ultimo LILLI 2008, p. 919 n. 1304), che, sebbene non in giacitura primaria, sembra costituire una conferma della presenza in questo luogo di un santuario indiziato anche dal toponimo Soleluna/Solluna che conserverebbe per l’appunto il ricordo del culto al Sole e alla Luna, identificati in via ipotetica col culto di Apollo e Diana, ma interpretabili anche come attributi cosmici di Cibele, a cui, in base alla scoperta di una dedica rinvenuta in

Horti Hesperidum, II, 2012, 1

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I Della Giovampaola, La provenienza del rilievo di Gallus ai Musei Capitolini  

Horti Hesperidum, II, 2012, 1

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