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X Inside Magazine numero 73

MXGP 2019

Gp Russia - Gp Latvia - Gp Germany

Vertemati Family -Scott Racing Service


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FOTOGRAFIE: Davide Messora Fabio Principe Marco Crivellari Giuseppe Merigo In copertina Tim Gajser Ph. Davide Messora Numero Registro Stampa N° 563 Decreto Presidente Tribunale Novara del 27/05/2013


Editoriale Ragazzi ma cosa sta succendendo nel mondo del Motocross Mondiale e non, ormai siamo arrivati a contare infortunati ad ogni gara, infortuni seri che obbligano piloti a a saltare diverse gare se non adirittura tutto il campionato. Una volta si diceva che ci si faceva male erano piloti non proprio al top ma i vari Cairoli, Desalle, Herlings e tanti altri sono top player, piloti preparati allenati. Cosa vuol dire questo, moto troppo performanti, circuiti troppo veloci.....Sicuramente le 450 di oggi sono moto che vanno fortissimo e più si alza il livello e più aumenta la percentuale di cadute e di conseguenza anche degli infortuni. La soluzione è difficile da trovare perchè come al solito mettere d’accordo tutti è cosa impensabile. Aspettiamo di vedere e capire se per il futuro ci saranno dei cambiamenti. Nella MXGP nel giro di un mese si è stravolto tutto, Gajser è carico a molla ed ha vinto le ultime 4 gare, Cairoli per ora è fermo ai box e altri pretendenti al titolo sono lontani. Ora si va in Indonesia a prendere un pò di caldo!!!! Gasss sempre a manetta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


NUMERO 73


CONTENUTI

Vertemati Family Scott Racing Service MXGP 2019 Gp Germany Gp Latvia Gp Russia


INTERVIEW Testo e Foto Messora

Vertemati


Quando si sente la parola Vertemati vengono alla mente i successi con Smets e le Husaberg ma anche gli anno d’oro della Supermoto. Vertemati non è solo questo è una famiglia da “corsa” alla guida dell’azienda brianzola ci sono Guido e Alvaro e negli ultimi anni i figli joseph e Michael continuano il lavoro nell’officina di famiglia. Quando si entra nella factory di Triuggio si respira passione e profesionalità, i Vertemati non si fermano mai e in cantiere hanno una moto da cross costruita interamente dal telaio al motore la moto sulla carta è pronta, Guido e Alvaro stanno cercando i fondi per poter ultimare la loro creatura a e metterla in moto. Noi abbiamo incontrato Michael che da qualche anno ha deciso di vestire i panni del pilota con le moto costruite a Triuggio, prende parte al Campionato Europeo di Supermoto. Michael prima domanda a brucia pelo come hai deciso di iniziare a correre nella Supermoto?

-”Io ho iniziato con il mini-


cross poi sono passato alla 250, dopo questa esperienza mi sono fermato perché non avevo le possibilità di continuare. Un amico un giorno mi ha detto di provare la Supermoto visto che le moto le avevamo e così insieme a mio papà ho iniziato a girare a Ottobiano e Castelletto e ho capito che la cosa mi piaceva ed ho iniziato con le gare di regionale. Il nome Vertemati non è un fardello pesante?

-”Guarda sotto un certo aspetto potrebbe essere perché la gente pensa che io abbia una ottima moto e tante possibilità economica, invece non è così oggi si fa fatica a reperire i fondi per andare alle gare e per allenarsi ma noi ci proviamo e sono sicuro di arrivare a buoni risultati.” Da piccolo hai vissuto i momenti d’oro della Supermoto, che cosa hai appreso stando vicino a tanti campioni? -”Io vivevo di gare, saltavo

la scuola per andare a vedere questi campioni e poi vivevo in prima persona con


i piloti. Alcuni piloti mi hanno dato molti consigli, Delepine è stato uno di questi, mi ha insegnato molto non solo per le gare ma anche per il metodo di allenamento, ci sentiamo spesso e questo per me è molto importante.” Tu hai potuto correre con la moto dei campioni costruita qualche anno fa e quella dei nostri giorni quali sono le differenze?

-”La differenza è enorme, quella vecchia ha il pds e su quella nuova abbiamo il leveraggio e già questa è una grossa differenza, il pds è molto rigida sul tratto in asfalto invece sulla terra la differenza non è così marcata quindi un paragone vero e proprio non si può fare. Nel 2016 che avevao rotto la mia moto ho corso con la moto ex Chareyre, Husqvarna 2008-2009, e devo dire che è una moto molto buona. Lo stile di guida tra le due moto è diverso?

-”Con la moto del 99 finire una manche da 20 minuti devi essere veramente bravo, la moto non aveva


l’anti saltellamento i freni non erano così performanti, le sospensioni erano durissime, per poter correre con la moto del ‘99 dovevi avere il fisico, oggi le moto sono molto simili tra loro e sono più facili, nell’asfalto non si fa tanta differenza ma la prestazione si fa nello sterrato. Cosa hai visto cambiare di più in questi anni nella supermoto?

-”I piloti sono cambiati, quando ero piccolo ogni team aveva un campione gente con un passato alle spalle, persone che hanno fatto la storia del motocross e che erano passati alla Supermoto, oggi ci sono pochi campioni e tanti ragazzi con grande passione che ci provano. Lo spettacolo è diminuito un sacco, se prendi a paragone due piste Castelletto e Mettet vedi due discipline diverse, il pubblico negli impianti permanenti è quasi a zero nei circuiti cittadini la gente va a vedere le nostre gare.” Secondo te la Supermoto deve tornare in mezzo alla gente?


-”Io prendo ad esempio quello che è stato fatto nel 2015 all’autodromo di Monza con il campionato Italiano la gara è stata fatta nel paddock e la gente a vedere c’era, bisogna fare un passo indietro e tornare sui piazzali.” Molti dei tuoi colleghi però si lamentano dei cittadini perché?

-”Il problema non è colpa dei piloti, oggi tutti sono abituati a correre a Ottobiano e Castelletto per cui se li porti fuori da una condizione conosciuta hanno paura del tombino o del marciapiede perché non sono abituati se prendi ad esempio il campionato Svizzero che è l’opposto, si corre per lo più su cittadini, nessuno si lamenta. C’è sempre tanta gente e c’è entusiasmo. Che futuro può avere la Vertemati in mezzo ai grossi colossi?

-”Secondo me con il prodotto che sta nascendo e facendo le cose con la testa e un passo per volta possiamo fare un buon lavoro, certo non possiamo aspirare a fare i grandi numeri.


Arrivare ad un piccola produzione e andare alle gare con dei buoni piloti per cercare di fare qualche buon risultato. Dove vedi la tua azienda in un futuro?

-”Dico la verità non ci ho mai pensato!! Adesso sono concentrato su quello che sto facendo ora, io penso alle gare ed allenarmi nel migliore dei modi.” Dopo la nostra chiaccherata con Michael ci siamo spostati con Guido Vertemanti per parlare dei progetti futuri. Il nuovo progetto quando è nato e perché?

-”Il progetto è nato perché la nostra moto è arrivata ad avere 19 anni di vita, era ora di cominciare qualcosa di nuovo, finito il lavoro con i Cinesi due anni fa abbiamo deciso di lavorare a tempo pieno e con i nostri mezzi a questo progetto, stiamo andando avanti a piccoli passi ma lo finiremo.” Secondo te entro quando si potrà vedere la moto finita?


-”Abbiamo due possibilità, la prima trovare un partner con un’azienda italiana vendere il progetto e poi portarlo avanti, oppure trovare un fondo di investimento che credo in questo progetto e nel giro di 6 mesi la moto potrebbe essere messa in pista per le prime prove.” C’è la possibilità oggi di trovare un partner che abbia la voglia di buttarsi in un progetto del genere?

-”La gente oggi ha paura, avevo degli amici in Svezia che erano interessati al progetto e volevano finanziarci ma proprio in questi giorni mi hanno comunicato che hanno deciso di investire in un altro settore, edilizia, in cui ci ha creduto di più se non avrebbe finanziato il progetto e questo è la verità. Noi ci crediamo e siamo sicuri di trovare uno “vero” che creda in noi. Voi avete già lavorato con la Cina e guardare ad Oriente?

-”La Cina è ancora prematura per un progetto off-ro-


ad, adesso loro stanno lavorando su aziende che produco oltre le 5000 moto e non si spostano a guardare altrove, per cominciare ci vorrebbe un’azienda simile a quella che è proprietaria della Benelli, ma il loro mercato interno è ancora troppo piccolo per la parte fuoristrada. Nell’ultimo periodo hanno pensato di comprare un prodotto, lo copiano e lo fanno uguale invece di investire in persone e aziende che hanno già una storia alle spalle. La Lifan, grande azinda cinese nella produzione di motoveicoli, ce lo ha detto in faccia che gli conviene comprare un motore fatto in Cina e fare una moto da 27 cv che investire in un progetto come il nostro. Oggi tu mi dici che la Cina è come in Italia nelle anni 60?

-”In Cina ci sono circa 200 aziende, di cui una 10 che costruiscono milioni di veicoli, ci sono gruppi che hanno anche partnership con colossi tipo la Grand River Group che producono più di 6 milioni di veicoli all’anno e noi non li conosciamo neanche. Hanno anche


provato a fare la moto da velocità con un progetto di Witteven ma senza grosso successo. Guido come ultima domanda ci dici quale è la parte più difficile da progettare in un moto?

-”La cosa più difficile è il motore, ma anche la ciclistica non è da meno, certo il fascione di fare un motore che va forte è qualcosa di emozionante ma se non si ha una buona ciclistica per poter scaricare a terra i cavalli diventa un problema. Mentre ci salutiamo Giudo ci dice che la Vertemati vuole ripartire dal Motocross, il loro motore è stato pensato sulla base del 450 per poi passare al 350 ed arrivare al 250, questo è un motore moderno. Ringraziamo la famiglia Vertemati per averci accolto in casa loro e averci fatto passare un giornata da ricordare, noi aspettiamo con ansia la nuova moto.


TEST Testo e Foto Messora

Scott Racing Service


Scott Racing Service Nelle ultime gare di questo campionato del Mondo 2019 abbiamo potuto toccare con mano e da molto vicino quello che fa un adetto al racing service di una grande azienda. Michele Bianchi lavora per Scott sui campi di gara. Michele segue in prima persona gli atleti che usano le maschere dell’azienda Svizzera. Per la prima volta abbiamo potuto capire quali sono i suoi compiti del responsabile che gestisce un parte tecnica dell’abbigliamento da cross e dopo il casco è un elemento fondamentale. Siamo stati tre Gp a stretto contatto con Bianchi e siamo riusciti a capire con mano il delicato lavoro che fa Michele, a parte che gira per il mondo con due borsoni pieni di maschere, lenti a strappo e roll-off cioè tutto quanto un pilota può avere bisogno durante un fine settimana di gare. Michele non porta solo in giro il materiale ma per


diversi piloti prepara le maschere per tutto il fine settimana e non solo, noi pensavamo che gli occhiali li tenevano i piloti invece dopo ogni giornata Michele recupera i materiale usato lo controlla e durante la settimana lava tutto e prepara tutto per la gara successiva. Il suo lavoro comprende anche la scelta del colore per un perfetto abbinamento e farsi trovare pronto sotto il podio per dare la maschere da indossare per le celebrazioni. Michele prepara le maschere per i piloti del team Husqvarna Factory e per Kawasaki F&H e Bud, Prado invece preferisce fare tutto da solo. Il suo lavoro è meticoloso, tre occhiali per il sabato e tre per la domenica, ogni pilota ha le sue esigenze, Jasikonis ad esempio per la manche di qualifica della Lettonia ha chiesto lente scura e 28 lenti a strappo. Durante le serate prima delle gare abbiamo potuto ammirare con che cura e meticolosità prende la


maschera pulisce la lente la controlla o la cambia, applica le lenti a strappo, imbusta la maschera e scrive per quale sessione serve. Serviti e riveriti! Ciao Michele come sei arrivato a essere racing service scott? La figura di Racing Service sono riuscito a trovarla tramite due miei cari amici, Stefano Gallo e Matteo Papini, con cui ho sempre girato in bici e che come me sono grandi appassionati di Motocross. Un giorno Matteo mi chiamo dicendomi appunto che Marco Galli, Motorsport Marketing Coordinator di Scott Sports SA, stava cercando un ragazzo appassionato dell’ambiente motocross e che conoscesse bene l’inglese per iniziare un progetto di racing service alle gare di mondiale di motocross. Io ho accettato subito la proposta, e dopo un colloquio con Marco per conoscerci di persona ho iniziato subito a lavorare a partire da GP di Arco di Trento 2018.


Quanto hai dovuto lavorare per arrivare a preparare una maschera perfetta? Inizialmente l’idea con Marco era quella di fare semplice supporto ai piloti portando alle gare materiali di cui potessero aver bisogno. Pian piano nel frattempo ho iniziato ad avere più confidenza nel montare le mascherine e a partire da quest’anno, un po’ di mia iniziativa, ho deciso di iniziare subito a fare un full racing service ai piloti, preparando le maschere per ogni gara a praticamente tutti i piloti su contratto che corrono nell’MXGP e MX2. La maschera perfetta, che più da soddisfazione, sono i Roll-off. Ma la soddisfazione non sta tanto nel momento in cui la monti ma nella performance che da durante la gara nelle peggiori delle condizioni possibili. A Mantova ad esempio vedere tutti i piloti Scott finire la manche con ancora la maschera addosso e i roll off


perfettamente funzionanti è stata una soddisfazione e un buonissimo campo di prova per guadagnarmi la fiducia dei piloti. Quali sono le difficoltà maggiori nell’assemblarla? Per i tear off la maggiore difficoltà sta nel fatto che, dopo che si montano 30/40 maschere sulle 60 che preparo a weekend, i pollici iniziano a fare male e a spellarsi a causa del continuo fissaggio delle laminate sugli appositi pin. Adesso con il tempo per fortuna si stanno formando i “calli da montatore di maschere” ma all’inizio era doloroso! Per i Roll-off invece posizionare il rullino nella maniera corretta diciamo che è la parte fondamentale e quindi più delicata del lavoro. Il pilota più esigente con cui devi lavorare? Arminas Jasikonis penso sia uno dei più esigenti, ma più che esigente lo


definirei come quello che usa senza dubbio il maggior numero di laminate (4 pacchi da 7 tear off, totale di 28 tear off a maschera da gara) e spesso preferisce anche avere la doppia lente al posto della singola. Diciamo che sarebbe il nemico numero uno degli ambientalisti ecco ahaha Potrei definire anche me stesso il più esigente in assoluto, perché infatti esigo sempre la perfezione nelle maschere che preparo. Le faccio come se dovessi essere io a correre e spesso finisco per essere quasi fin troppo maniacale. La richiesta più strana che hai avuto? La richiesta più strana penso sia stata quella di Moreau, che una volta mi ha chiesto di preparargli una maschera da gara con lente cromata e 21 tear off. Nessuno al mondiale corre con lente cromata dato che solitamente fa apparire tutto di un colore più blu che potrebbe causare riflessi, per questo


mi sembrava strana come richiesta. Alla fine infatti l’ho convinto ad optare per una lente scura normale. Non ti mai sentito sotto pressione durante una manche visto che la maschera è una delle cose più importanti per un pilota? Mi capita spesso e sembra ridicolo dirlo, ma non è scontato pensare quanto sia importante una maschera per un pilota e quanta responsabilità ci sia nel prepararla a piloti che corrono in mondiale di motocross... non proprio garette della domenica ecco. Per ora tutto è sempre andato bene e le maschere sono sempre perfette, ovviamente non solo grazie a me ma anche alla ottima qualità di maschere prodotte interamente in Europa e molto resistenti. Spero quindi che tutto possa continuare nei migliori dei modi.


RACE

Testo Davide Pizzighello - Foto Messora


GP of GERMANY


Lo sloveno Gajser vince entrambe le manches: con Cairoli assente per infortunio è tutto troppo semplice per lui. Prado determinato a confermare il titolo MX2.

MXGP: In un GP un po’ sottotono per le assenze dei due ufficiali KTM (Lupino, che si sta riprendendo da un bruttissimo infortunio, e Desalle, anche lui uscito malconcio dal GP russo) brilla Tim Gajser come ci aspettavamo. Bene le Yamaha subito dietro con Seewer, Tonus e Febvre. Peccato per Lieber, vittima di una caduta nel finale quando era secondo alle spalle di Gajser. In gara 2 brutta caduta al via per Febvre, che comunque riesce a rimontare fino alla dodicesima posizione; vince Gajser, quindi Jonass e Tonus. Il nostro Ivo Monticelli è decimo. Gara 1 MXGP: 1. Tim Gaj-


ser (Honda), 2. Arnaud Tonus (Yamaha) 3. Jeremy Seewer (Yamaha) Gara 2 MXGP: 1. Tim Gajser (Honda), 2. Pauls Jonass (Husqvarna) 3. Arnaud Tonus (Yamaha) Classifica di Giornata MXGP: 1. Tim Gajser (Honda) 50 pt., 2. Arnaud Tonus (Yamaha) 42 pt., 3. Gautier Paulin (Yamaha) 34 pt. Campionato MXGP: 1. Tim Gajser (Honda) 441 pt., 2. Antonio Cairoli (Ktm) 358 pt., 3. Jeremy Seewer (Yamaha) 289 pt. MX2: Prado non intende mollare e fa capire senza ombra di dubbio la volontĂ di riconfermarsi campione del mondo e lo fa vincendo entrambe le manches. Seconda piazza per il francese della KTM Tom Vialle e terzo il tedesco in verde Henry Jacobi. Solo quarto Olsen a 44 lunghezze dal leader di campionato. Undicesima posizione il


nostro Michele Cervellin (Yamaha), proprio davanti a Morgan Lesiardo (KTM). Ventinovesimo Joakin Furbetta (Husqvarna). In gara 2 lo spagnolo della KTM ha chiuso con 14.3 sul francese Mathys Boisrame, al terzo posto Tom Vialle, quarta piazza per il danese Thomas Kjer Olsen. Ottava posizione per il nostro Michele Cervellin, dodicesima posizione per Morgan Lesiardo e ventisettesimo Joakin Furbetta.


Race testo Davide Pizzighello e foto Davide Messora


Gp of Latvia


Lo sloveno vince gara 2 che, a parità di punteggio, gli regala il gradino più alto del podio; Herlings combina un guaio, cade nel giro di riscaldamento, si frattura la caviglia, ma prende il via della manche e vince: un alieno! Prado ipoteca il titolo MX2. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); MXGP. Si continua con la sfortuna in MXGP, dopo i guai di Russia per Lupino (frattura sterno e 4 vertebre), Desalle (tibia e perone, già operato) e Bobryshev (frattura tibia oltre ai legamenti del polso già lesionati ed in attesa di intervento chirurgico); KTM lascia Kegums con i suoi assi infortunati: Jeffrey Herlings si frattura la caviglia e Tony Cairoli si lussa la spalla durante il primo giro di gara 2. Come già detto Herlings, alla seconda gara dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori dal mondiale, trionfa in gara 1 sulla sabbia lettone battagliando con un superlativo Arnaud Tonus, che ha guidato in testa per parecchi giri. Terzo un febbricitante ed acciaccato Tony Cairoli, dopo i postumi della botta


rimediata in Russia: stringe i denti e guida alla grande, tenendo a bada la furia di Romain Febvre, che sferra diversi attacchi e chiude quarto. Jeremy Seewer chiude quinto e la tabella rossa Tim Gajser chiude solo sesto, ma non è al 100%. Il nostro Ivo Monticelli chiude decimo dando un segnale forte per le selezioni del motocross delle nazioni. In gara 2 Herlings non scende in pista, Seewer parte a razzo e domina per 11 giri, Tonus è subito alle sue spalle guidando la Yamaha in maniera efficace, ma dopo 5 giri viene passato da un Tim Gajser deciso a mettere punti fondamentali tra lui e Cairoli. Cairoli appunto: il siciliano è settimo alla prima curva, rimonta in terza posizione, ma dopo poche curve perde il posteriore della sua KTM e cade sbattendo violentemente la spalla. Una sfortuna dietro l’altra per l’alfiere del team De Carli. Gajser quindi prende la testa del gruppo inanellando giri veloci a raffica, alle sue spalle è lotta Yamaha tra Seewer, Tonus e Febvre ed è proprio quest’ultimo a guadagnarsi il secondo posto


durante la tornata finale. Classifica di Giornata MXGP: 1. Tim Gajser (Honda) 40 pt., 2. Romain Febvre (Yamaha) 40 pt., 3. Arnaud Tonus (Yamaha) 40 pt. Classifica di Campionato MXGP: 1. Tim Gajser (Honda) 391 pt., 2. Antonio Cairoli (Ktm) 358 pt., 3. Jeremy Seewer (Yamaha) 256 pt MX2: Jorge Prado, la promessa del motocross del futuro in forza alla KTM ufficiale, fa “ALL IN�, vincendo la qualifica e trionfando in entrambe le manches. In gran forma Jago Geerts che guadagna la seconda posizione in gara 1 ai danni di Thomas Olsen, quindi Ben Watson e Maxime Renaux. Buona ottava posizione per il nostro Cervellin. In gara 2 Prado saluta tutti e se ne va indisturbato, Geerts a 2 giri dal termine beffa Olsen che chiude terzo, Watson fa quarto e Adam Sterry chiude la top 5. Il Cerve fa decimo e ottavo di giornata.


Race testo Davide Pizzighello e foto Davide Messora


Gp of Russia


Lo sloveno vince entrambe le manches prendendo la tabella rossa di leader, Cairoli cade durante le qualifiche, si ritira e chiude un disgraziato GP in ottava posizione. Herlings rientra nel mondiale e fa 4°. Prado vince in MX2.

MXGP: Gajser ci prende gusto a far doppiette manco fosse una 500 del ’72. Lo sloveno, che ha già dimostrato in passato di essere un gran pilota, approfitta del momento no di Tony Cairoli e passa in testa al mondiale con 13 punti di vantaggio. Partenza difficoltosa per Cairoli che parte dalla 25ª postazione al cancelletto, si tocca con un altro avversario, deve rimontare e soprattutto ritrovare la serenità e la grinta degli anni passati. Chiude 12° limitando i danni. Decisamente meglio in gara 2, dove il nove volte campione del mondo chiude in 4ª posizione. Chiudono il podio di giornata i due portacolori di casa Yamaha, Tonus e Seewer. Infermeria piena per questo GP con Desalle che si frat-


tura tibia e perone, il nostro Lupino che si frattura 4 vertebre e lo sterno e che fa rientro in Italia con 24 ore di ritardo e rimane in osservazione, Bobryshev si frattura la tibia della gamba destra oltre ai legamenti del polso già lesionati ed in attesa di intervento chirurgico. Classifica di Giornata MXGP: 1. Tim Gajser (Honda) 50 pt., 2. Arnaud Tonus (Yamaha) 44 pt., 3. Jeremy Seewer (Yamaha) 36 pt. Classifica di Campionato MXGP: 1. Tim Gajser (Honda) 351 pt., 2. Antonio Cairoli (Ktm) 338 pt., 3. Gautier Paulin (Yamaha) 231 pt MX2: Un’altra doppietta per il pilota Jorge Prado; nella prima heat lo spagnolo conquista il successo dopo una bella rimonta, nella seconda fa il “Prado” dominando dall’inizio alla fine. Dietro di lui, Thomas Kjer Olsen (Husqvarna) e Jago Geerts (Yamaha). il nostro poliziotto Michele Cervellin (Yamaha), in gara 1 chiude 9° e poi ottimo 4°, salutando la Russia nella top 5. Per l’europeo 250, Alberto Forato (Husqvarna) è 14° in


gara-1 e 4° in gara-2, chiudendo 8° ma secondo in campionato, scavalcato da Stephen Rubini (Honda) di soli due punti. Roan Van De Moosdijk (Kawasaki) vince il GP. Classifica di Giornata MX2: Jorge Prado (Ktm) 50 pt., 2. Thomas Kjer Olsen (Husqvarna) 44 pt., 3. Jago Geerts (Yamaha) 40 pt. Classifica di Campionato MX2: 1. Jorge Prado (Ktm) 347 pt., 2. Thomas Kjer Olsen (Husqvarna) 327 pt., 3. Jago Geerts (Yamaha) 257 pt.


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