Page 170

tutte dotate di una fontana che ricorda quella della bastide di Grasse dove nel secolo scorso i clienti attingevano i profumi dalla fonte. Il luogo in cui il processo creativo si compone è al secondo piano, nell’atelier di Cavallier, dove, in stanze refrigerate costruite su misura come celle per i vini, vengono conservate le essenze. A collegare il piano terra della bastide del XVII secolo, aperto al pubblico (con un salone, una sala da pranzo, un giardino d’inverno nella rotonda integrata alla costruzione originaria che negli anni Venti fungeva da negozio, una biblioteca e una cucina per gli ospiti), con gli altri piani, una scala maestosa. Mille i metri quadrati dell’edificio principale, poi un vecchio frantoio trasformato nel centro di training per il personale e, tutto intorno, un grandioso giardino olfattorio disegnato dall’architetto del verde Jean Mus, anche lui originario di Grasse: oltre 350 essenze, divise tra 500 piante di rose centifolia, mille cespugli di gelsomino di Sicilia, aranci, aranci amari, mandarini, cedri, limoni, bergamotti di Calabria, violette, lavanda, timo, mughetto e più di 20 varietà di menta, fiori esotici provenienti dall’India e dal Sud America. Un eden provenzale. FINE

Nucleo creativo. sopra: lo studio di Jacques Cavallier Belletrud, figlio d’arte (anche suo padre era profumiere a Grasse), nominato Maître Parfumeur di Louis Vuitton nel 2012. a sinistra: linee pulite senza decorazioni tranne i caratteri neri sul vetro trasparente per le boccette di Marc Newson. Il packaging della scatola cilindrica bianca e oro replica il design di quello della prima fragranza Louis Vuitton, Je Tu Il del 1928 (non più esistente).

168

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

Profile for Franc22

Azsdxxsaa123  

Azsdxxsaa123  

Profile for himail9
Advertisement