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i passava davanti ogni mattina, mentre andava a scuola Jacques Cavallier Belletrud, senza sapere che dietro quei cancelli di ferro battuto un giorno ci sarebbero stati il suo ufficio e il suo atelier. La tenuta chiamata Les Fontaines Parfumées, all’interno di Villa Vauthier, era, all’epoca, soltanto un’antica bastide lasciata andare. Aveva perduto anche la funzione di centro profumiero che aveva avuto negli anni ’20 quando, nella rotonda, era stata costruita una fontana da cui, a seconda della stagione, sgorgavano essenze diverse create dai maîtres di Grasse: mimosa in gennaio, violetta in febbraio, boccioli primaverili in aprile, rose in maggio e gelsomino fino all’autunno. Dal 2013, dopo

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l’acquisizione da parte di Louis Vuitton e un anno di restauri, Les Fontaines Parfumées è diventato il centro olfattorio creativo della Maison e del gruppo LVMH (oltre all’atelier del Maître Parfumeur di Louis Vuitton si trova anche quello di François Demachy, creatore delle fragranze Christian Dior). Qui, dal lancio della prima collezione nel 2016, si inventano e si distillano le fragranze Louis Vuitton, tutte legate, come ogni oggetto della Maison, al viaggio, reale o emozionale, interiore, metaforico, perfino immateriale. Da qui, tra pochi giorni, uscirà anche la prima collezione di profumi maschili, dedicati a uomini amanti dell’avventura e della scoperta: L’ immensité, Nouveau Monde, Orage, Sur la Route, Au Hasard. Le boccette essenziali, disegnate da Marc Newson, sono ricaricabili nelle boutique Louis Vuitton, 

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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