Page 164

in un luogo deserto, silenzioso, dalla bellezza folgorante. Che ci ha stregate immediatamente. Tanto che ho acquistato una piccola casa anch’io». È stato l’inizio di una passione ancora in pieno fulgore. A quella prima casa ne sono seguite altre, e nel 2010 ha aperto una galleria di antiquariato. «Così mi sono inventata una scusa per venire qui più spesso in questo luogo incantato», continua Rachel. «È stato un colpo di testa fatto con l’entusiasmo di chi non riflette tanto, ma osa seguendo il cuore. E questo amore è stato immediatamente contraccambiato dalla città e dai suoi meravigliosi abitanti, i siciliani, e soprattutto dai suoi turisti e da tutte le persone che qui hanno deciso di avere una seconda casa. E così adesso passo sei mesi all’anno in giro per l’Italia e la Francia a cercare cose per la stagione netina, che per me comincia a Pasqua e finisce a ottobre. Non so per quanto tempo ancora potrò farlo (non essendo più una ragazza) ma per il momento la passione non sta ancora scemando. Al limite, forse, un po’ di più i muscoli quando sposto e carico le cose...». La costruzione di queste pagine, come spesso succede a Noto, ha una storia dove si intrecciano ricchezza, decadenza, rina-

scita. Si tratta di un “basso”, antica rimessa per carrozze con annessa stalla, di palazzo Astuto. Siamo giusto alle spalle della cattedrale, nella strada (via Cavour) che può a buon diritto essere chiamata “dei palazzi”: qui sorgono quelli voluti dalle famiglie Trigona, Castelluccio, Nicolaci. Una mattina all’alba Rachel è nel terrazzo di casa, giusto qui davanti, per bagnare le piante. E vede che nel basso, da tempo utilizzato come ristorante, è in atto un trasloco. Contatta la proprietà, ottiene lo spazio. Insieme all’architetto Corrado Papa si mette a lavorare eliminando strati, alla ricerca dell’antico: sono state tolte le piastrelle in grès e sostituite con altre in ceramica di Caltagirone o con pietra pece d’epoca; le volte in muratura, che erano state dipinte color arancio, sono tornate a un colore naturale; quelle in pietra pazientemente ripulite. Ed è riemersa la magia di questi spazi. Ha preso forma così uno ambiente di grande impatto scenografico che assolve anche a una funzione pratica: è una sorta di deposito, di annesso al negozio di antichità di Rachel. E infatti l’arredamento cambia in continuazione, qui praticamente tutto è in vendita. «È un modo che ho trovato per esporre mobili di dimensioni importanti, che altrimenti nella bottega non entrerebbero», spiega. Lo stile degli arredi è eclettico ma con misura, e rispecchia in pieno il gusto della padrona di casa. Una Wunderkammer garbata dove trovano posto tele e mobili antichi ma anche recuperi che danno origine a oggetti suggestivi (un esempio: le nasse in rete metallica usate per la pesca trasformate in portacandele). Una sensazione di meraviglia che si manifesta già all’ingresso: uno spazio dalla volta a botte in pietra con due panchette fronteggianti e rivestite in damasco giallo oro, un antico ombrello siciliano da parata e, a fare da quinta divisoria dall’ambiente successivo, un albero di ciliegio che sorge dal pavimento dove ogni fiore è una corolla di cristalli trasparenti con al centro un Led. Del resto è così che Rachel vede Noto: come una fonte di continua meraviglia. «Non è un caso se qui stanno aprendo alberghi magnifici, dove passare notti da sogno: Seven Rooms a palazzo Nicolaci, il resort creato da Jacques Garcia...», conclude. «Così in città arrivano persone interessanti, meravigliose. Entrano in negozio spinti dalla curiosità o per chiedere informazioni che sono felicissima di dare. Perché Noto è un luogo generoso, che offre tanto. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Ed è così che ti conquista». FINE

Atmosfere. in alto: la cucina è stata realizzata di recente seguendo lo stile tradizionale del luogo. Sul tavolo piemontese del ’900 una coppia di candelabri francesi. Alla finestra e sul vecchio tavolo da falegname, due teste di Caltagirone non smaltate. pagina seguente: in camera, a sinistra, un letto “à rouleaux” francese in ciliegio. La cornice dello specchio è una vecchia porta proveniente da un palazzo vicino a Parma.

162

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

Profile for Franc22

Azsdxxsaa123  

Azsdxxsaa123  

Profile for himail9
Advertisement