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Commistioni. sopra: poltrona anni ’70 in pelle, pouf in legno nordamericani davanti al camino. Tavolino in metallo bianco disegnato per Marazzi con piano in ceramica SistemA Marazzi ceramiche, tappeto magrebino. Sullo sfondo libreria inizio ’900 in noce e sedie cinesi del 1910. a sinistra: in cucina, tavolo Leonardo di Achille Castiglioni, sedie Eu/phoria di Paola Navone (Eumenes), frigo Smeg, mobile nordeuropeo anni ’50 in legno e radica, quadro in ferro di Antonino Sciortino. La cucina è in acciaio corten su disegno. pagina seguente: poltrona 1975 in tessuto, tavolino Attila di Philippe Starck (Kartell), lampada in appoggio scandinava, foglia in rame di Giorgio Zamboni.

quattro, ovvero la masseria principale e tre piccole dépendance – sono basse, solide, appoggiate, direi ancorate, alla roccia. Ci siamo limitati a consolidare le fondazioni. I muri a secco in pietra di modica originali, con il loro spessore da 80 cm/1 metro per tenere fuori il caldo d’estate e dentro d’inverno, sono stati mantenuti, noi ci siamo limitati a saturare eventuali vuoti con il cocciopesto», spiega l’architetto. «Anche la tinteggiatura è in calce, come si faceva in passato». Chilometri di muretti a secco si snodano per tutti i dislivelli della collina (la proprietà è di 22 ettari, il 60 per cento occupato dalla macchia mediterranea e lo spazio restante da un mandorleto, un uliveto e un boschetto di carrubi), descrivendo e delimitando porzioni di terreno: venivano usati per le coltivazioni oppure per il contenimento degli animali e ora ricamano le colline evocando il passato rurale della masseria. Lo spazio, intorno alla casa, è immenso, un teatro naturale i cui confini sono tracciati dall’azzurro del mare della riserva di Vendicari, dalle cupole barocche di Noto e da una specie di canyon (in 

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ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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