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ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO

NUMERO

443.

GIUGNO 2018

PORTFOLIO: QUINDICI POLTRONCINE PER TUTTI STORIE: LA LEGGENDA DELLA PANTON CHAIR FOCUS: DALL’ARTE LE NUOVE ISPIRAZIONI

NUOVI COLORI NUOVA LUCE

IN EDICOLA DAL 15 GIUGNO 2018

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80443 ISSN 1123-9719

EDIZIONI CONDÉ NAST - € 5,00

Volumi, colori, texture, chiaroscuri per rendere piu “charmant” la casa

INTERNI: A LOS ANGELES, IN MESSICO ALLE PORTE DI ROMA, A CAPRI, IN SICILIA, A LONDRA, IN PROVENZA


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Editoriale.

OPEN MIND

R ACCONTARE IL TEMPO Passione orologiera. Tra le invenzioni dell’uomo la mia prediletta è l’orologio. Perché è una stupefacente sintesi di architettura, design e genio meccanico che ancora oggi lascia allibiti. Ne parliamo in AD Watch, il nostro allegato-regalo. L’OPINIONE Segreti professionali. Per essere buoni architetti va capito che l’architettura è una disciplina umanistica.

La copertina. Nel living di un casale il colore prende vita dalla luce tersa della campagna romana, tanto amata dai pittori dell’800. ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO

NUMERO

443.

GIUGNO 2018

PORTFOLIO: QUINDICI POLTRONCINE PER TUTTI STORIE: LA LEGGENDA DELLA PANTON CHAIR FOCUS: DALL’ARTE LE NUOVE ISPIRAZIONI

NUOVI COLORI NUOVA LUCE Volumi, colori, texture, chiaroscuri per rendere piu “charmant” la casa

c

ominciamo accennando alle case di questo numero che va in edicola mentre l’estate sta per iniziare. Per esempio a un casale del ’600 nella campagna romana il cui motore decorativo è una sorta di ECLETTISMO CROMATICO . Poi c’è una masseria nel Netino che, ristrutturata con moderna sobrietà, sublima la solarità siciliana. E a Noto presentiamo pure una residenza cittadina a Palazzo Astuto: un intervento pieno di vissuto, di esperienza e di memorie che ne ha tratto una Wunderkammer dell’anima. Altrettanto solare. A Capri ci accoglie un luminosissimo buen retiro dalla teatrale aura “marocchina”, sulle colline di Los Angeles abbiamo visitato la megadimora di Kourtney Kardashian, stilista e star del reality televisivo USA, mentre a Mérida, in Messico, documentiamo una villa di stampo coloniale in cui pietra, cromie forti e arredi insoliti ben si compongono in un’eterogenea semplicità. Case disparate, dunque, per luoghi e per mood, ma non messe in pagina a caso: rispondono a un filo conduttore che in questo caso è addirittura bino: il COLORE e la LUCE . «La luce», sosteneva Le Corbusier, «tende a esaltare forme, colori e volumi dell’architettura (che di suo) è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce». Guardando queste case si comprende quanto servano il colore e la luce, soprattutto quella naturale che Gae Aulenti definì “la MIGLIOR LAMPADA mai disegnata”, per dare senso al paesaggio domestico, per fare risaltare l’arredamento, per evocare un’atmosfera. Luce+colore sono la quarta dimensione dell’architettura d’interni e, quando sono in armonia, rendono l’abitare più charmant. Così come fanno le poltroncine di scena nel PORTFOLIO e, illustrati nel FOCUS, gli arredi e i complementi ispirati alle arti, espressioni di una tendenza che si fa via via più forte e che AD segnalava già qualche mese fa. E nelle STORIE un consiglio: il ritratto di un mito, la PANTON CHAIR . Disegnata da Vernon Panton compie cinquant’anni. Bella e futuristica come allora.

80443

IN EDICOLA DAL 9 GIUGNO 2018

ISSN 1123-9719

9 771123 971003

EDIZIONI CONDÉ NAST - € 5,00

ETTORE MOCCHETTI

INTERNI: A LOS ANGELES, IN MESSICO ALLE PORTE DI ROMA, A CAPRI, IN SICILIA, A LONDRA, IN PROVENZA

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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N° 443 — GIUGNO 2018

SOMMARIO. «Una casa può trasmetterci uno stato d’animo che siamo incapaci di crearci da soli». ALAIN DE BOTTON

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DISC OV ERIES .

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Mobili vintage e contemporanei nell’appartamento londinese di BODIL BJERKVIK BLAIN .

HOME —

FOOD DESIGN — La “sogliola mediterranea” di MASSIMO BOTTUR A è un inno all’estro e alla creatività.

L’arte nelle sue diverse forme è di scena a Palermo per la nuova edizione di MANIFESTA .

CULTURE —

AUTOPRODUZIONE — Il SELF-MADE DESIGN , per una nuova generazione di mobili e oggetti. JEWELRY — In mostra a Venezia i gioielli ideati da IGOR MITOR AJ , grande interprete della classicità. STILE — Effetti materici per la nuova collezione di lastre in ceramica king-size di MAR AZZI .

Forme aggressive e massima connettività per l’X2, il nuovo suv compatto di BMW.

MOTORING —

FOTOGR AFIA — Storie di moda e di EMANCIPAZIONE FEMMINILE in una mostra a Milano. NEW CONCEPTS — Grandi firme della moda scelgono l’idea di LUSSO SOSTENIBILE per i loro showroom.

PORT FOL IO.

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QUESTIONI DI COMODITÀ — Una rassegna di POLTRONCINE in cui il design si coniuga

al relax.

Quando varie FORME ESPRESSIVE diventano ispirazione per oggetti e arredi.

L’ARTE È MOBILE —

BACK STAGE .

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TR A ARTE E DESIGN — Dagli interni di AD spunti e suggestioni per RINNOVARE l’arredamento

della casa.

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NUOVI ORIZZONTI — L’olandese BOUKE DE VRIES decostruisce ad arte vasi e piatti, per creare originali manufatti in ceramica.

dedica quattro penne in edizione limitata alla figura di Ludwig II di Baviera.

ART DE VIVRE — MONTBLANC

Un concetto di architettura aumentata per la “Nuvola”, la nuova sede di LAVAZZA .

TENDENZE —

STR ATEGIE — I progetti e le collaborazioni con i grandi nomi del design di ROCHE BOBOIS . YACHT — Una ricognizione ARREDAMENTO NAUTICO .

sul rapporto tra interior design e

LIFESTYLE — Tre artisti per la grafica della prima capsule collection di fragranze ambientali di CULTI . ASTE — Nelle vendite all’incanto l’ARTE INDIANA contemporanea.

è molto richiesta

Alessandro La Spada ha firmato la collezione Illusion di LONGHI .

MADE IN ITALY —

Il mondo di Fiorucci, Art Basel, i capolavori di Cartier e gli altri APPUNTAMENTI da non perdere.

AGENDA —

STORIE .

FOCUS.

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LE STANZE R ACCONTANO — In un libro, un’originale analisi degli interni VISTI DAGLI ARTISTI .

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ROMANZO ITALIANO — Nelle collezioni di MINOTTI l’arredo è sinonimo di stile di vita.

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I SOGNI DI PROMETEO — HERMANN FINSTERLIN , il pittore visionario che

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PLASTIC FANTASTIC — Cinquant’anni fa nasceva la PANTON CHAIR , icona di design.

sognava una nuova architettura.


Italian Masterpieces Divano Let it Be design by Ludovica + Roberto Palomba. Sestiere Castello, Venezia poltronafrau.com


SOM M ARIO.

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LE CASE DEL MESE.

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CI SAR À UNA VOLTA — La tradizione si tinge di modernità in una dimora d’epoca coloniale a MÉRIDA , nello Yucatán. IL LATO PRIVATO DI UNA STAR — Atmosfera eclettica e ricercata nella nuova villa di KOURTNEY KARDASHIAN vicino a LOS ANGELES . IL CASALE A COLORI — Un’architettura del ’600 alle porte di ROMA vive una seconda giovinezza nel segno dell’arte e del design. ECHI DI TERRE LONTANE — Tocchi scenografici e accenni esotici per una casa di CAPRI lontana dagli stereotipi. L’ENERGIA DELLA PIETR A — Uno spirito rigoroso e lineare è la nuova cifra stilistica di un’antica masseria sulle colline di NOTO . LA POETICA DELL’EQUILIBRIO — Nel negozio di Armani/Casa a LONDR A si declina un’elegante filosofia dell’arredamento.

In SICILIA , un ricercato gusto antiquariale in una dimora nella capitale del Barocco.

EFFETTO NOTO —

VIAGGIO IN PROVENZA — A GR ASSE , la bastide in cui nascono le profumate fragranze di Louis Vuitton. ENGLISH TEXTS

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In questo numero. MASSIMO LISTRI Fotografo dall’età di 17 anni, ha realizzato i suoi primi reportage importanti per Franco Maria Ricci. In trent’anni di carriera ha pubblicato settanta libri e organizzato prestigiose mostre.

Un museo da scoprire a Londra? «La Dulwich Picture Gallery nella zona sud-est della città: ha una collezione permanente di oltre 600 dipinti, tra i quali molti capolavori dei maestri europei».

KATE MARTIN Neozelandese, si è trasferita a Londra a 17 anni, immergendosi subito nella fotografia. Dall’industria discografica è passata alla moda, all’interior e ai ritratti. Le sue foto appaiono su Vogue, Harper’s Bazaar, Vanity Fair, Vogue Living, W, Elle Décor e Flaunt.

Una mostra fotografica da non perdere? «Amo andare ogni anno a “Photo London” alla Somerset House».

OLIMPIA ORSINI Romana, è stata prima psicologa, poi scenografa, e infine arredatrice d’interni. Si occupa del progetto a 360 gradi, dal disegno della struttura alla decorazione. Eclettica, ama variare gli stili nelle case che arreda in tutto il mondo, da Roma a Malindi, da Parigi a Crans-sur-Sierre, a Capri.

Un tesoro sconosciuto in Lazio? «Villa Catena a Poli. Fu costruita da papa Innocenzo XIII nel ’500, poi passò ai Torlonia e infine a Dino de Laurentiis (ristrutturata da Renzo Mongiardino) e Silvana Mangano».

R ACHEL BARTOLI

Un hotel a Noto? «Per notti da sogno: Seven Rooms nel famoso Palazzo Nicolaci Villadorata, il Trigona a Palazzo Trigona, il Gagliardi con la sua terrazza mozzafiato e anche il Jacques Garcia Resort, che non ha bisogno di pubblicità».

L’architettura più folle a Los Angeles? «La Helios House: la pompa di benzina progettata da Office dA e Johnston Marklee e realizzata con acciaio riciclato. Un’architettura sorprendente disegnata per un uso quotidiano. È uno degli scenari visivi più sorprendenti della città».

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Eclettico e amato dalle star, è uno dei 100 top interior decorator mondiali per AD. È apparso in oltre 4.000 pubblicazioni internazionali tra cui AD, Vogue e il New York Times.

Arrivata a Noto per caso 12 anni fa da Bologna, nel 2010 ha aperto un negozio di antiquariato. Ora trascorre metà dell’anno in Italia e in Francia in cerca di tesori per la sua galleria e l’altra metà in Sicilia.

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Milanese (ma di stanza a Roma), laureata in architettura al Politecnico di Milano, è specializzata in yacht Interior Design. Come architetto, ha lavorato in tutto il mondo. Come yacht designer, collabora, tra l’altro, con Amels, CRN, Lürssen.

MARTYN LAWRENCE BULLARD

Una passeggiata a Capri? «A Punta Cannone: da qui si ammira il quadro dei Giardini di Augusto, lo scoglio delle sirene e la grotta delle felci. Oppure all’ inizio di via Pizzo Lungo, davanti a una pietra isolana incisa con i versi di Chioma di Capri di Pablo Neruda».

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Ci accontentiamo semplicemente del meglio e creiamo i migliori prodotti editoriali. Per questo abbiamo AD, che da oltre 30 anni racconta le più belle case del mondo, La Cucina Italiana, da oltre 90 anni la guida più autorevole nel mondo del gusto e della tradizione italiana, e Traveller, viaggi straordinari accompagnati da eccezionali reportage fotografici per viaggiare comodamente dalla poltrona di casa. Tradotto in una parola, Qualità. In due parole, Condé Nast.

Direttore Responsabile

ETTORE MOCCHETTI

Art Director GIUSEPPE PINI Caporedattore Attualità MARIO GEROSA Caporedattore, RUBEN MODIGLIANI Caporedattore ELENA DALLORSO Caposervizio Impaginazione FRANCESCA MARINO Vice Caposervizio, MICHELA BUZZONI, MARGHERITA CARRARA Segreteria di Redazione MARIA GRAZIA CECCONELLO Responsabile, FEDERICA CLARI Photo editing Project Consultant RICCARDO BIANCHI New York CHRISTINA NICASTRI Segreteria e Redazione Hanno collaborato: SONIA S. BRAGA, RUGGERO A. CECCHI, NICOLETTA DEL BUONO, FIAMMETTA FADDA, UMBERTA GENTA, GIAMPIERO NEGRETTI, GAIA PASSI, ALESSANDRA QUATTORDIO, BERNARDO RIZZATO, FRANCA ROTTOLA, ALESSANDRA VALLI, GIUSEPPE VIGNA, FRANCESCA VINCI, KATHERINE VOSS, TOMMASO P. ZOCCHI STEPHEN PICCOLO traduzioni, STUDIO DIWA revisione testi Fotografie di: MATTIA AQUILA, GIORGIO BARONI, GIANNI FRANCHELLUCCI, DOUGLAS FRIEDMAN, MASSIMO LISTRI, KATE MARTIN/LIVING INSIDE, DAVIDE BASSOLI elaborazioni fotografiche Direttore Editoriale e Comunicazione Corporate LUCA DINI Direttore Generale Sales & Marketing FRANCESCA AIROLDI Sales & Marketing Advisor ROMANO RUOSI Brand Advertising Director CARLO CLERICI, Advertising Manager CRISTINA RONCAROLO Responsabile Content Experience Unit VALENTINA DI FRANCO, Responsabile Digital Content Unit SILVIA CAVALLI Digital Sales: CARLO CARRETTONI Direttore. Moda e Oggetti Personali: MATTIA MONDANI Direttore Beauty: MARCO RAVASI Direttore. Grandi Mercati: MICHELA ERCOLINI Direttore. Arredo: CARLO CLERICI Direttore Triveneto, Emilia Romagna, Marche: LORIS VARO Area Manager. Toscana, Umbria, Lazio e Sud Italia: ANTONELLA BASILE Area Manager Mercati Esteri: MATTIA MONDANI Direttore. Uffici Pubblicità Estero - Parigi/Londra: ANGELA NEUMANN New York: ALESSANDRO CREMONA. Barcellona: SILVIA FAURÒ. Monaco: FILIPPO LAMI

EDIZIONI CONDÉ NAST S.P.A. Presidente GIAMPAOLO GRANDI Amministratore Delegato FEDELE USAI Direttore Generale DOMENICO NOCCO

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Vice Presidente GIUSEPPE MONDANI, Direttore Centrale Digital MARCO FORMENTO Direttore Circulation ALBERTO CAVARA, Direttore Produzione BRUNO MORONA Direttore Risorse Umane CRISTINA LIPPI, Direttore Amministrazione e Controllo di Gestione LUCA ROLDI Branded Content Director RAFFAELLA BUDA, Digital Marketing: MANUELA MUZZA, Social Media: ROBERTA CIANETTI Digital Product Director: PIETRO TURI, Head of Digital Video RACHELE WILLIG Digital CTO MARCO VIGANÒ, Enterprise CTO AURELIO FERRARI Digital Operations e Content Commerce Director: ROBERTO ALBANI

Sede: 20123 Milano, piazzale Luigi Cadorna 5 - tel. 0285611 - fax 028055716. Padova, via degli Zabarella 113 - tel. 0498455777 fax 0498455700. Bologna, via Carlo Farini 13, Palazzo Zambeccari - tel. 0512750147 - fax 051222099. Roma, via C. Monteverdi 20 tel. 0684046415 - fax 068079249. Parigi/Londra, 3 Avenue Hoche 75008 Paris - tel. 00331-53436975. New York, Spring Place 6, St Johns Lane - New York NY 10013 - tel. 212-3808236. Barcellona, Passeig de Gràcia 8/10, 3° 1a - 08007 Barcelona - tel. 0034932160161 fax 0034933427041. Monaco di Baviera, Eierwiese 5b - 82031 Grünwald - Deutschland - tel. 0049-89-21578970 - fax 0049-89-21578973. Redazione: 20121 MILANO - piazza Castello 21 - tel. 0285611 - fax 0285612698


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SPIRITO MODERNO. Bodil Bjerkvik Blain nella sua casa di Notting Hill. Alle sue spalle, un’opera di Lawrence Weiner (Blain|Southern Gallery). Tavolo Cinderella di Jeroen Verhoeven.


DI S C OVE R I E S .

HOME

Le stanze dell’allegria Si trova nel vivace quartiere londinese di Notting Hill l’appartamento di BODIL BJERKVIK BLAIN , imprenditrice con la passione dell’interior design.

Mix&match. a sinistra: un angolo del soggiorno. Alla parete un’opera di Adam Fuss e, sulla destra, una fotografia di Hiroshi Sugimoto; lampada Potence di Jean Prouvé per Vitra. sopra: il soggiorno è dominato dal muro color blu Klein; l’arredo è un mix di mobili scandinavi, italiani e francesi, perlopiù degli anni Sessanta. Lampadario di Stuart Haygarth. pagina seguente , in alto: la cucina durante il giorno diventa una stanza per meeting e lavoro. Alla parete, l’opera Studio Wall di Keith Tyson. a destra pagina seguente , in basso: l’opera Fucking beautiful di Tim Noble e Sue Webster (Blain|Southern Gallery). Porte Crittall Windows in vetro e acciaio.

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IN CUCINA BALLIAMO, FACCIAMO I COMPITI, GIOCHIAMO CON GLI ANIMALI E INVITIAMO GLI AMICI.

KATE MARTIN/LIVING INSIDE

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a passione per gli interni, l’arte e i mobili antichi l’imprenditrice norvegese Bodil Bjerkvik Blain l’ha ereditata dalla sua famiglia. «Quando ero bambina, i miei genitori costruivano dei piccoli mobili per le mie Barbie. A me non importava molto delle bambole, ma mi piaceva creare per loro delle abitazioni in miniatura». La casa londinese di Bodil è allegra e multiforme: proprio come lei, che dopo una carriera da modella, oggi lavora come consulente di interior design, un’attività che si affianca a quella di titolare del brand di caffè biologico Cru Kafe. Bodil abita con il marito e i figli a Notting Hill, un quartiere che le piace «per le sue case colorate come caramelle, i mercatini, il suono dei tamburi caraibici per strada, i meravigliosi giardini pubblici, i negozi e i posti pittoreschi in cui si può fare colazione». Nel loro appartamento la sua creatività trova la più completa espressione: «Il mio è uno stile eclettico, senza tempo, un classico moderno», spiega. «Adoro gli oggetti d’arte e di design, ma voglio anche che l’ambiente sia personale e vivibile». L’arredamento della casa è un mix&match di mobili scandinavi, italiani e francesi degli anni Sessanta accostati con gusto impeccabile ad arredi contemporanei e a grandi classici del design. Le Clam Chair disegnate dall’architetto danese Philip Arctander e la Bone Chair di Joris Laarman sono «forse i pezzi scultorei più belli della casa», nota Bodil. «Ma chiedermi qual è il mio oggetto preferito sarebbe come  pretendere che scegliessi tra i miei figli».

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ADORO GLI OGGETTI D’ARTE E DI DESIGN. IL MIO È UNO STILE ECLETTICO, SENZA TEMPO, UN CLASSICO MODERNO.

HOME

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Tra i grandi amori di Bodil c’è l’arte, che nella sua casa «ha un ruolo fondamentale. Ho lavorato insieme all’architetto Guy Stanfield per realizzare degli interni che lasciassero spazio alle opere degli artisti». Ne è un esempio il corridoio, che è rimasto quasi spoglio per esaltare il lavoro concettuale di Lawrence Weiner. In cucina, la divertente opera Fucking beautiful di Tim Noble e Sue Webster occupa un’intera parete, illuminando la stanza con neon colorati. In soggiorno, il dipinto dell’artista norvegese Fredrik Værslev «somiglia a un luminoso giorno d’estate». Nell’appartamento londinese il colore s’impone: c’è la parete verde limone dell’angolo tv, dalla quale emerge un quadro del pittore inglese Adam Fuss; c’è il blu elettrico del “muro di Yves Klein” che trasforma il soggiorno in un’esperienza quasi psichedelica; ci sono il bagno giallo e la camera dal verde tenue «ispirata a una gelateria». Ogni ambiente ha una personalità forte, dai contorni ben definiti. Ma è la cucina il cuore della casa. «Ecco perché ho scelto di dedicarle uno degli spazi più grandi, dai soffitti alti. In questa stanza balliamo, cuciniamo, facciamo i compiti, giochiamo con gli animali e invitiamo gli amici. La amo. E mi piace che gli inglesi, spesso, mettano il divano in cucina. È una grande idea». □ GAIA PASSI

Tinte forti. sopra: le Clam Chair di Philip Arctande e alla parete un’opera dell’artista norvegese Fredrik Værslev. a sinistra, in alto: la stanza padronale. a sinistra, in basso: nella sala da bagno c’è anche un antico specchio veneziano. sotto: geometrie di gusto neodéco nell’ingresso.

KATE MARTIN/LIVING INSIDE

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FOOD DESIGN

WHO’S WHO Massimo Bottura, cuoco e patron dell’Osteria Francescana di Modena, dal 2017 firma anche Gucci Osteria a Firenze dentro Museo Gucci. Al top delle più significative valutazioni della critica gastronomica, ha fondato Food for Soul, associazione no profit per combattere lo spreco e aiutare i bisognosi. osteriafrancescana.it

Sogliola 3.0 Come nasce una ricetta “creativa”? MASSIMO BOTTUR A svela la genesi di questo piatto apparentemente enigmatico appena approdato nel suo menu. di FIAMMETTA FADDA

La creatività, come espressione fondante dell’alta cucina contemporanea, a volte lascia perplessi. C’è il cuoco che dice di dialogare con gli ingredienti, quello che si ispira alla pittura e quello la cui ricetta interpreta un profumo o un brano musicale. A uno chef che non ha bisogno di presentazioni in Italia e nel mondo, abbiamo chiesto di raccontare l’iter che conduce a questa suggestiva (e pochissimo riconoscibile) “Sogliola mediterranea”. Tutto inizia con il suo sguardo infantile sul mare di Rimini, meta delle vacanze estive di ogni bambino emiliano (nel caso di Bottura, modenese), e sul pesce dell’Adriatico, sogliole soprattutto, felici abitanti di quei fondali sabbiosi. Molti anni dopo lo sguardo è quello del cuoco che sa padroneggiare le tre classiche tecniche per cucinarle: 1) alla mugnaia, la meunière francese, 2) in scenografica crosta di sale, 3) al cartoccio, con i profumi dei pomodori, dei capperi, delle olive. Su tutto, nel ricordo, si stende l’essenza metafisica del mare, la salsedine, sovrastata dalla sinergia con l’arte contemporanea con cui Bottura convive da sempre. Così, le tre ricette originarie si condensano in una, con i filetti di sogliola nappati da una meunière contemporanea, adagiati su gocce di salse di olive, di pomodoro, di limone. La schiuma salmastra si rapprende in “sfoglie di acqua marina”: una gelatina di acqua salata, alga kombu e agar agar, disidratata e stesa in un foglio sottilissimo strappato con le mani e bruciacchiato. «È un ricordo ispirato alle tele di Alberto Burri, artista dalla forte carica umana ed etica con cui mi sento in sintonia, perché per me non c’è bello se c’è spreco e non c’è buono se non c’è condivisione”».

PAOLO TERZI

Sfogliando il mare. Un foglio di acqua marina disidratata, accartocciata e bruciata, nasconde una sogliola che interpreta tre diverse tecniche di cottura.

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C U LT U R E

La biennale imprevedibile Luoghi inattesi, architettura, botanica, cibo, cinema, design: è Palermo a ospitare l’edizione 2018 di “ MANIFESTA”, piattaforma di dialogo tra arte e società. di ELENA DALLORSO

Edizione diffusa. sopra: il Teatro Garibaldi, sede principale di “Manifesta 12”, con caffetteria e biblioteca. Dal palco n. 10, nel 1862, Garibaldi pronunciò il famoso discorso “O Roma o morte”. a sinistra: le “Sale dell’Alhambra” di Palazzo Forcella De Seta alla Kalsa, uno degli esempi più significativi di eclettismo ottocentesco a Palermo.

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SINCRETISMO PALERMITANO “Manifesta 12” (dal 16 giugno al 4 novembre) si terrà in 15 sedi. Circa 50 artisti si confronteranno con il tema della città come “Giardino Planetario e luogo della coesistenza”, la cui complessità storica, geografica e urbanistica è raccontata nel libro Palermo Atlas (info: manifesta12.org).

creative con il contesto in cui si svolge. Tra le diverse sedi, un discorso a parte merita Palazzo Butera, dove l’artista svizzero Uriel Orlow proietterà la sua video installazione sul valore della memoria e il potere evocativo della botanica: il magnifico edificio affacciato sul Foro Italico, acquistato nel 2016 da Massimo e Francesca Valsecchi, diventerà sede della loro collezione d’arte e perno/catalizzatore di un progetto culturale dinamico esteso all’intera Palermo e da qui all’Europa.

MANIFESTA, CAVE STUDIO

Da sempre Palermo è un laboratorio di differenze, un luogo di incontro di culture, meta di migrazioni e territorio di dominazioni. La posizione geografica della città, crocevia tra tre continenti, ne fa il luogo perfetto per indagare i cambiamenti epocali e mettere in discussione la globalizzazione. “Manifesta 12”, i cui “mediatori creativi” sono l’architetto Ippolito Pestellini Laparelli di OMA, la documentarista Bregtje Van Der Haak, l’artista Andrés Jaque e Mirjam Varadinis della Kunsthaus di Zurigo, metterà a confronto una cinquantina di artisti, in 15 diverse sedi, sul tema della città come Giardino Planetario, cioè luogo della coesistenza, attraverso i linguaggi di architettura, botanica (non a caso l’Orto Botanico è metafora e principale ispirazione di “Manifesta”), informatica, cultura del cibo, documentaristica, cinema, design, letteratura e sociologia. Come per ogni edizione, anche a Palermo la comunità culturale verrà invitata a produrre nuove esperienze


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AU TO PRO D UZ I O N E

Non a caso è il focus dell’apertura della mostra “Storie” al Triennale Design Museum, a cura di Chiara Alessi: Pay per Design. Il mercato del contemporaneo, in cui il design italiano, in tutte le sue molteplici forme, è presentato attraverso vetrine dove i visitatori sperimentano diverse modalità di vendita, acquisto, distribuzione, finanziamento, personalizzazione applicate a progetti degli ultimi anni. È l’espressione di un momento storico: è la seconda vita del design, che si diffonde attraverso i social, la condivisione e programmi open source, si progetta utilizzando nuove tecnologie, comunicazione e artigianalità, si finanzia (anzi, autofinanzia) attraverso crowdfunding e peer production, mantenendo accessibili i costi. Il nuovo design è figlio delle stampanti 3D e si rivolge (oltre a essere ideato) ai prosumers, ovvero ai producers&consumers. E il momento storico è lo stesso che ha dato vita, solo per citare alcune piattaforme, a Operae a Torino; a Milano Makers, che cavalca l’onda della ribellione al sistema produttivo tradizionale e fa conoscere progetti on line secondo 

1 Creatività. 1. La lampada magnetica da parete Piazza di From Lighting, startup nata lo scorso marzo. 2. L’ultima mostra dedicata all’autoproduzione di Milano Makers alla Fabbrica del Vapore. 3. La sedia-sgabello Divid“ del designer Alex Bocchi, presentata al DES-AUT di Brescia.

Self-made design Si chiamano makers e prosumers i creativi che stanno dando vita a una nuova generazione di mobili e oggetti design. DALL’IDEA ALLA PRODUZIONE senza intermediari. di ELENA DALLORSO

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A U TO P RO D U Z I O N E

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ALLA BASE C’È SEMPRE LA CONVINZIONE CHE, SE CONDIVISE, LE IDEE SI DIFFONDONO.

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la convinzione che se condivise le idee si diffondono (alla base anche di Source, Self-Made Design a Firenze); a DESAUT a Brescia; ad A Designer a Day, che all’interno della manifestazione OpenDesign ha promosso giovani designer autoproduttori. Nasce dall’esigenza di sviluppare un progetto con una squadra totalmente coerente, dall’ingegneria alla comunicazione, dal catalogo agli architetti, la startup From Lighting degli industrial designer Cesare Bizzotto e Tobias Nitsche presentata a Venezia lo scorso marzo. Tre le loro lampade, che combinano sperimentazione contemporanea e industria locale. «Non volevamo un’autoproduzione fine a se stessa, ma una vera e propria piccola azienda gestita in toto da noi», spiega Bizzotto. «La volontà di fare un brand nostro risponde alla necessità di creare un microcosmo di professionisti che ci ruota attorno, con cui parlare, in tutte le fasi della produzione, lo stesso linguaggio. Si risparmia sulle figure esterne al progetto, si risparmia sulla tiratura (in questo caso piuttosto limitata, 80 pezzi ognuna), ma l’idea funziona, e andrà avanti».

Tutto sotto controllo. 1. Il tavolino Tristar di Bruno Gregori presentato a Milano Makers. 2. Il cavallo a dondolo e libreria portaoggetti WeWood dello studio Argo4 di Arianna Moretti e Sara Marzi. 3. La lampada-scultura da tavolo Aspect di From Lighting riprende la forma del treppiede. 4. Una tovaglietta della collezione Mise en place di Giada Cavallo.


DI S C OVE R I E S .

J E W E L RY

Microarcheologia scolpita In mostra a Venezia i gioielli di IGOR MITOR AJ replicano su scala minima il classicismo “perduto” della sua scultura. di ALESSANDR A QUATTORDIO

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Un mondo ideale – popolato di figure simboliche (Torso Italico, Centurione, Empreinte o Masque Petit) e divine (Luna o Eros), nonché dei segni del volo verso l’ignoto (Aile) e della sacralità nel quotidiano (Torso Croce) – che accende il dialogo fra antico e moderno. I velari che esaltano le teste vibranti, le fenditure incise su volti e torsi, e le surreali superfetazioni che talvolta emergono, rivelano l’interna, incessante germinazione che elegge il corpo umano a teatro dell’epifania del futuro, misterioso e seducente. Tutti i colori dell’oro. in alto, a sinistra: Luci di Nara, bracciale, oro bianco, cm 6,1x6x8. sopra, a sinistra: Eroe con piede, oro bianco, cm 7x5x3. in alto, a destra: Eros alato, bracciale, oro rosa, cm 5x7x7. a sinistra: Masque Petit, pendente, oro giallo, cm 5,7x7,5x2,2. I pezzi, realizzati in fusione a cera persa e in tiratura limitata, provengono dalla collezione privata dell’artista. In mostra a Venezia, alla Galleria d’Arte Contini, Calle Larga XXII Marzo, San Marco, fino al 15 dicembre. Catalogo Peruzzo Industrie Grafiche, con testo di Ettore Mocchetti.

GIOVANNI RICCI-NOVARA

Enigmatici “relitti” di miti lontani o piuttosto memento dei tempi presenti, che già recano il germe della metamorfosi e della dissoluzione? Di certo icone di grande bellezza. Questo e molto altro rappresentano le opere di Igor Mitoraj (1944-2014), che a Cracovia dal maestro Tadeusz Kantor ereditò l’inclinazione alla riflessione sulla precarietà umana e sull’incorruttibilità dei valori universali, nonché l’intuito scenografico, tanto potente da trasporre sembianze umane in chiave immaginifica e spesso monumentale. Eppure anche le dimensioni minime hanno spesso affascinato lo scultore, come provano i gioielli da lui creati, nell’Atelier Mitoraj di Pietrasanta, a partire dal 1976, anno della sua prima personale presso La Hune a Parigi. Oggi oltre venti di questi ori, che, in nuce, introducono alla cultura classica di Mitoraj, sono presentati da Stefano e Riccarda Contini a Venezia nella mostra “I gioielli di Igor Mitoraj: the Art of Wearing Art”.


ph. Beppe Brancato

collezione INOUT design PAOLA NAVONE www.gervasoni1882.com


DI S C OVE R I E S .

STILE

TILES SHOW Per apprezzare l’effetto in opera della collezione Grande e ammirare speciali performance e decorazioni di ceramica dal vivo, Marazzi ha creato a Milano, in via Borgogna, The Tile Club (a sinistra e sotto), spazio temporaneo ideato dal giovane progettista Matteo Cibic con Studio Blanco. Un salotto per chi ama la ceramica elevata ad arte.

RIVESTIMENTI 4.0 La ceramica offre spunti sempre più performanti per l’ interior design. Come le lastre king-size a effetti materici iperreali della collezione Grande di MAR AZZI . di BERNARDO RIZZATO

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vendo soluzioni come Treverk, Material e D_segni che hanno fatto storia. Ora ci stupisce con la collezione in grès porcellanato Grande che si presenta con formati un tempo neppure immaginabili (cm 160x320 con spessore 6 mm e cm 162x324 con altezza 12 mm), che consentono gli impieghi più diversificati. Non meno d’impatto le finiture: si spazia dal Marble al Concrete, dall’effetto Metal a quelli pietra Stone, Solid Color e tappeto (Carpet, su disegno di Antonio Citterio e Patricia Viel). Tutte sono a loro volta declinate in moltissime sfumature rendendo la collezione l’ideale per creare effetti di continuità o discontinuità visiva su superfici orizzontali e verticali, su elementi d’arredo, top bagno e cucina, piani lavoro, e per soluzioni indoor e outdoor sempre meglio personalizzabili.

Su misura. a sinistra: una soluzione per la cucina compresa l’isola di lavoro: le lastre e i particolari della collezione Grande nella finitura Stone con decoro Ceppo di Grè. Il materiale a effetto “petroso” dà continuità visiva anche verso il paesaggio naturale, all’esterno.

COURTESY MARAZZI

Nell’interior design contemporaneo il ruolo espressivo dell’involucro è tornato a essere fondamentale, non foss’altro perché scegliere la pelle di pareti e pavimenti è, in un certo senso, “per sempre” o quasi, mentre tutto ciò che è mobile si può sempre cambiare. Dunque su questo punto l’attenzione è d’uopo in fase di progetto, e la scelta non è cosa semplice giacché le aziende stanno moltiplicato l’offerta in termini di materiali, formati, performance, di estetica e di posa incrementando sì le opzioni ma pure i “dubbi” per il progettista. Tra i fattori che più hanno contribuito a tale deriva va annoverato l’ampliamento del campo d’impiego della ceramica in virtù di nuove decorazioni della lastra, dagli effetti materici a quelli artistici. Oggi con la ceramica si foderano bagni e cucine e corridoi, ma pure pavimenti e pareti di soggiorni, camere e altri ambienti di pregio della casa. Un’evoluzione che ha visto il Gruppo Marazzi svolgere una indubitabile funzione di traino e di riferimento. Protagonista delle innovazioni di processo che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, il brand emiliano ha detto la sua con forza anche sul versante estetico promuo-


WindFree, gli unici con microfori che diffondono solo il piacere dell’aria. WindFree unità a parete

WindFree cassetta a 1 via

WindFree cassetta a 4 vie da 60 o 90 cm

WindFree, la nuova frontiera della climatizzazione Samsung, propone un innovativo sistema di diffusione dell’aria. Con WindFree il classico getto diretto si trasforma, attraverso migliaia di microfori, in una piacevole brezza diffusa in grado di migliorare il comfort in ufficio come a casa, sia di giorno che durante la notte. Il tutto con la massima silenziosità e la comodità del controllo a distanza wi-fi tramite App.

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Raffrescamento rapido in modalità tradizionale con bocchetta aperta.

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Al raggiungimento della temperatura desiderata, la tecnologia WindFree si attiva automaticamente.

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La bocchetta si chiude. Il fresco continua a diffondersi in modo omogeneo attraverso i microfori.

I microfori diffondono l’aria senza getti diretti

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DI S C OVE R I E S .

M OTO R I N G

CERCHI E PERFORMANCE Sulla X2 si possono montare cerchi dalle forme saettanti, da 16” fino a 20”secondo le versioni. Le minigonne laterali esprimono l’appartenenza stilistica dell’auto alla gamma X. Prestazioni: velocità max con motore a benzina 205 km, consumi su misto ca. 17,9 km/l, emissioni di CO2 121 g/km.

Genio ribelle Ottimo da guidare in città, eccezionale su strada, iperconnesso e supertecnologico, X2 è il nuovo suv compatto di BMW. di TOMMASO P. ZOCCHI Un pugno con il pollice in su che si schiude come per magia e mette in mostra un suv color “oro-galvanizzato” dalle forme rastremate: la dirompente presentazione milanese della nuova BMW X2 non poteva essere più eloquente sul carattere “ribelle” di quest’auto pensata per rompere gli schemi. Il design si impone, la forma stupisce. Subito si nota, stilema esclusivo della X2, la calandra a doppio rene rovesciata che ora si svasa verso il basso, mentre un’emozione dinamica scaturisce dalla compattezza (lunghezza 4,36 m, larghezza 1,83 m, h 1,53 m) dalla linea di cintura alta e dal tetto spiovente. L’abitacolo sfoggia le stesse caratteristiche,

comodissime, di quello della X1, modello sulla cui piattaforma si basa anche X2, un bagagliaio con volume minimo di 470 litri. Massima la connettività fondata su Open Mobility Cloud mediante cui, con apposite app, si possono condividere le destinazioni e la localizzazione, nonché seguire il procedere del percorso, ricevere informazioni sul traffico, avere notizie per eventuali pit stop e vari altri benefit. D’eccellenza le dotazioni strumentali e gli elementi di guida assistita, un vanto della Casa dell’elica. Le motorizzazioni prevedono la versione berlina (1,5 l, 140 Cv) e quella diesel (2,0 e 2,5 l, con 190 e 231 Cv). Prezzo da 33.500 € (X2sDrive 18i).

CREDITI

Linee filanti. in alto: l’aggressivo frontale con calandra a doppio rene rovesciata, novità per BMW. sotto: le fiancate affusolate e il tettuccio spiovente enfatizzano l’aspetto dinamico della vettura. Da notare il logo BMW integrato nella maniglia del portellone.

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Flair sofa, Flair central table, Milwaukee floor lamp.

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DI S C OVE R I E S .

F OTO G R A F I A

Pazza idea. Native Hats, pubblicità per i grandi magazzini Franklin Simon a New York, 1957. a sinistra: Anonimo, Francia, circa 1950. in basso, a sinistra: Anonimo, Marisa Mell nel film Diabolik di Mario Bava, 1968.

WHO’S WHO Cosa ti sei messa in testa! Storie di donne e di cappelli nella photographie anonyme è in mostra allo spazio Alidem di via Galvani 24 a Milano fino al 15 settembre (dal lunedì al venerdì 9.30-13.30 e 14.30-18.30). La mostra è stata ideata da Pompeo Locatelli.

Diametro inverso Una mostra nello spazio ALIDEM, L’ARTE DELLA FOTOGR AFIA a Milano racconta, quasi come un teorema geometrico, la storia del cappello e dell’emancipazione femminile. di ELENA DALLORSO Nella storia dei copricapi femminili, alla diminuzione del diametro del cappello si è sempre associato un aumento del raggio d’azione di chi lo indossava. Che, letto in termini di emancipazione, ha significato per esempio, durante il secolo scorso, il diritto al voto, all’indipendenza economica, al lavoro. “Cosa ti sei messa in testa! Storie di donne e di cappelli nella photographie anonyme” (allo spazio Alidem di Milano fino al 15 settembre) racconta in 180 scatti anonimi le ambizioni femminili soffocate o liberate metaforicamente grazie a un accessorio che è

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sempre stato figlio della sua epoca. Dal cappello di paglia di madame Bovary, simbolo della libertà negata, passando attraverso canotier, velette, cloche e turbanti, si arriva al casco da astronauta di Valentina Tereškova, la prima donna nello spazio. Una storia di conquista di diritti in ambiti di appannaggio solo maschile, che ha una svolta, non solo estetica, nel momento in cui le donne cominciano a indossare con disinvoltura cappelli da uomo (cilindri, bowler, borsalino, cap ecc.). Il prezzo da pagare? Un taglio à la garçonne.


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DI S C OVE R I E S .

N E W CO N C E P T S

Affinità virtuose Anche i grandi brand della moda scelgono un approccio eco-friendly per i loro negozi. Spianando la strada al nuovo trend del LUSSO SOSTENIBILE . di MARIO GEROSA

Shopping e relax. in alto e a destra: gli showroom di Ferragamo a Hong Kong e a Parigi. Entrambi progettati dagli internal teams di Salvatore Ferragamo, si basano sui principi di sostenibilità nel retail.

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tore del Centro studi per la sostenibilità applicata. «È un equivoco in cui è facile cadere. Lusso e cura del benessere sono due concetti molto affini, che si rafforzano reciprocamente: parlando di architettura, la sostenibilità di un interno è un potenziatore dell’idea di lusso. Lo dimostra il lavoro che il nostro Centro ha sviluppato con la Camera Nazionale della Moda Italiana. Con la partecipazione di almeno 

WHO’S WHO Il Centro studi per la sostenibilità applicata, i cui principi sono stati seguiti anche nei progetti di molti showroom d’alta moda, fa parte di Goldmann & Partners, società guidata dall’architetto Isabella Goldmann, con sede nel cuore di Milano.

JIMMY COHRSSEN. GIONATA XERRA. GIULIANO BELLINI

Negli ultimi anni l’idea di sostenibilità si è affermata come un concetto forte, presente in ogni ambito, dal cibo all’uso consapevole dell’energia, fino alla scelta di materiali eco-friendly per la casa. Scelte condivisibili, che non necessariamente rimandano a un’idea di lusso. Anzi, sembrano distanti da quel concetto. «Niente di più sbagliato», corregge Isabella Goldmann, architetto progettista bioclimatico e diret-


Vivere momenti straordinari in ambienti in cui tutto è in perfetta armonia dove le forme sono semplici e chiare.

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N E W CO N C E P T S

15 tra i più importanti brand italiani abbiamo steso le indicazioni per rendere il più possibile sostenibili i loro negozi. Sulla base delle nostre ricerche abbiamo scritto insieme più di 300 pagine di linee guida: i Principi di sostenibilità per il retail, un metodo in cui sono stati raccolti tutti i materiali migliori e le logiche progettuali più appropriate per creare una sensazione di benessere nei negozi. Anche perché è stato scientificamente provato che in un luogo di acquisto l’1% del tempo che si trascorre di più in un negozio corrisponde all’1,3% in più di performance di vendita». Ovviamente questi principi sono perfettamente applicabili anche alle abitazioni. Ma come si traduce, in concreto, questa attenzione alla sostenibilità? «Ci sono vari fattori da considerare, dalle componenti cromatiche, che hanno una forte incidenza sulla psicologia di chi vive in un ambiente, al tipo di luce che entra dalle finestre, alla composizione delle vernici e delle carte da parati. Fondamentale, poi, è la conoscenza del ciclo di vita dei materiali: pensiamo ai legni tropicali, che spesso affrontano un lungo viaggio e quindi vengono imbibiti di antivegetativi che emettono sostanze tossiche per molto tempo. Ma ribadisco, per una casa sostenibile non è necessario optare per i materiali “poveri”: oggi c’è un’offerta così vasta da soddisfare ogni richiesta di maggiore qualità, senza intaccare la libertà creativa dell’architetto. È opportuno cercare materiali con certificazioni di sostenibilità che superino quelle focalizzate sul fabbisogno energetico e che puntino sul percepito di benessere, un upgrade che il committente dovrebbe sempre esigere dagli architetti».

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Tecnologie naturali. sopra: un attico bioclimatico a Milano. Tessuti e vernici scelti con certificazioni di sostenibilità. in basso: una villa bioclimatica a Inveruno. La parete in pietra è un accumulatore termico in inverno: si carica di calore del sole attraverso le finestre e poi lo rilascia lentamente. Il patio al centro della casa svolge la funzione di regolatore termico in inverno e di attivatore della ventilazione naturale in estate. Entrambi i progetti sono di Goldmann & Partners.

COURTESY GOLDMANN & PARTNERS. WOLF HAUS

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CREATORI DI EMOZIONI Negli anni la nostra sapienza artigianale ha incontrato la tecnologia ed è diventata eccellenza del fare. Sistemi di arredamento sartoriali che coniugano radici materiche e design contemporaneo. Saper fare Made In Italy, funzionalità e vocazione internazionale.

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DI S C OVE R I E S .

N U OV I O R IZ ZO N T I

ROTTO È BELLO dà dignità d’arte e valore ai frammenti di vasi, piatti, tazze, teiere, alzate rotte. Decostruendoli in nuove forme. BOUKE DE VRIES

di KATHERINE VOSS

L’arte della ceramica è tornata prepotentemente alla ribalta. In tante maniere. Una di queste, elaborazione dell’antica teoria della rovina, ha come focus il frammento e lo scarto. L’olandese Bouke de Vries, oggi di stanza a Londra, ne è uno dei massimi campioni. Dopo aver studiato conservazione e restauro della ceramica al West Dean College, ha abbracciato la professione del restauratore di porcellane venendo a interrogarsi con crescente insistenza sul tema del valore di un’opera integra e di quello di un artefatto danneggiato. «Perché», si lambiccava, «la Venere di Milo, pur con le braccia mozze, non ha, come si dice, prezzo, mentre una donnina di Meissen appena sbreccata o senza un dito è priva di valore?». Alla fine ha deciso che si 

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Rottura preistorica. sopra: Deconstructed Neolithic Jar, terracotta e mixed media. Come le altre opere qui mostrate, è stata esposta nella mostra “Sometimes I look East, sometimes I look West”, alle Officine Saffi, Milano.

COURTESY BOUKE DE VRIES E OFFICINE SAFFI MILANO

WHO’S WHO Nato a Utrecht (Olanda) nel 1960, studi alla Design Academy Eindhoven, atelier a Londra, Bouke de Vries diventa restauratore di manufatti di porcellana e poi artista dopo aver lavorato nella moda. Di recente, a Milano, la galleria Officine Saffi gli ha dedicato una mostra.


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Design Giorgio Soressi

W W W. C O S TAN T I N I P I E T R O. C O M


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N U OV I O R I Z Z O N T I

trattava di un concetto errato. Così, combinando abilità manuale e temperamento artistico, ha trovato la via per ridare dignità a vasi, piatti, teiere, tazze frantumati nelle piccole catastrofi domestiche. Ne raccoglie i cocci con ricerche certosine e poi non li riassembla negando le tracce del disastro, al contrario li decostruisce e, distanziandoli o trattandoli con la tecnica nipponica Kintsugi che risalda la porcellana con materiali preziosi, ne evidenzia le faglie, li ricompone in nuove forme, allusive di altre

storie: nature morte ispirate ai quadri del ’600 e del ’700, fittili simulacri composti da rotte ceramiche di Delft o ancora “ri-vasi” cinesizzanti, giacché la Cina è, con l’Olanda, il fulcro della sua riflessione. Parla di guerra e di pace (la serie “War and Pieces”), sbeffeggia il mito di Mao, “esplode” vasi antichissimi. Incorpora oggetti della vita quotidiana per enfatizzare la dimensione simbolica contemporanea del manufatto. Forgia un mondo parallelo ove impera la bellezza della distruzione (la definizione è sua).

«UN OGGETTO DANNEGGIATO PUÒ ANCORA ESSERE BELLO COME UNO PERFETTO».

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BOUKE DE VRIES

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Dis-servizio da tè. 1. Deconstructed Han Jar , riassemblaggio di vaso della dinastia Han, II secolo d.C. 2. Goddess of the Fragments, porcellane cinesi del XVIII e XIX secolo e acciaio. 3. Butterfly teapot, da una teiera del 1785.

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HORIZON_sofa MARGOT_armchairs SIRIO_coffee tables design Giuseppe Bavuso

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A RT D E V I V R E Sulle ali del mito. qui sotto: il modello Montblanc Patron of Art Hommage à Ludwig II Limited Edition 4810. Il “WWV 75” inciso sull’anello del cappuccio è il codice del Lohengrin nel catalogo wagneriano. in basso: il modello Patron of Art Hommage à Ludwig II Limited Edition 40 e il pennino decorato del 4810.

Omaggio alla fantasia Con quattro oggetti da scrittura di grande preziosità, ricorda la figura di Ludwig II di Baviera, uno tra i più grandi mecenati della storia.

MONTBLANC

di GIUSEPPE VIGNA

Dal 1995 Montblanc, brand attivo sostenito­ re dell’arte e della cultura, rende omaggio alla figura del mecenate con un premio di grande prestigio, l’Arts Patronage Award assegnato ogni anno dalla Fondazione Culturale Montblanc. E ogni an­ no, in occasione del premio, viene realizzato uno stru­ mento di scrittura prezioso, in edizione limitata, ispirato a un mecenate storico. Quello ricordato nel 2018 è forse uno dei più grandi: Ludwig II di Baviera, personaggio carismatico e sfaccettato. A 15 anni aveva assistito a una rappresentazione del Lohengrin di Richard Wagner. Tre anni dopo incontrava il compositore, di cui fu per tutta la vita un incondizionato sostenitore, finanziando la sua vita e i suoi progetti. Ludwig volle anche la costruzione di palazzi straordinari di cui spesso concepiva perso­ nalmente la decorazione. Macchine sceniche complesse, stupefacenti, che traducevano in realtà una visione ro­ mantica. Perché ognuno di questi progetti era concepito, per usare il termine che proprio Wagner ha contribuito

a diffondere, come “opera d’arte totale”. Gli oggetti speciali prodotti da Mont­ blanc per rendergli omaggio sono quattro e attingono al patrimonio iconografico dei suoi castelli, in un crescendo di sontuosità. Dettagli in oro in­ ciso, rubini e diamanti usati come accenti di luce o come pavé nel modello più esclusivo, raffinati smalti (spesso ulteriormente impreziositi dalla lavorazione guilloché), corone reali poste sulla sommità dei cappucci. Sui pen­ nini sono incisi il profilo di Neuschwanstein, forse il più famoso dei castelli di Ludwig, oppure il disegno di una delle macchine volanti che il sovrano bavarese sognava di installare nelle sue dimore. I quattro modelli hanno un dettaglio in comune: la clip ha una sagoma che ricorda collo e testa del cigno, animale­simbolo di particolare importanza nella vita del re. Il Cavaliere del Cigno, in­ fatti, è il protagonista della leggenda medievale tedesca che aveva ispirato il Lohengrin, e la cui storia Ludwig aveva voluto proprio sulle pareti di Neuschwanstein.

IL RE SOGNATORE La vita da romanzo di LUDWIG II DI BAVIER A , il sovrano che amava più la musica e i suoi castelli dei doveri di Stato.

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Quella di Ludwig Otto Friedrich Wilhelm von Wittelsbach, salito al trono di Baviera come Ludwig II, è stata una vita breve ma straordinaria. Nato nel 1845, viene incoronato sovrano a 18 anni, alla morte del padre. La Prussia domina la scena, l’epoca dell’indipendenza bavarese sta finendo. Ma Ludwig si fa costruire palazzi sontuosi, in magnifico isolamento. Dichiarato pazzo, viene trasferito al castello di Berg, dove muore a soli 41 anni, nel corso di una passeggiata notturna. Una fine ancora avvolta nel mistero.


CLASSICS OF TOMORROW


DI S C OVE R I E S .

TENDENZE

In scena. a sinistra: una prospettiva di ingranaggi e di vecchi orologi nel ristorante Condividere, i cui ambienti sono stati ideati da Dante Ferretti, scenografo più volte premiato con l’Oscar. sotto: un altro scorcio del ristorante, che si trova nel complesso della “Nuvola”, a Torino, nel quartiere Aurora.

OLTRE IL PROGETTO La nuova sede di LAVAZZA a Torino si fonda su un concept multidisciplinare che ha dato vita a un’ idea di “architettura aumentata”. di MARIO GEROSA In un’epoca in cui si parla tanto di realtà aumentata, i più innovativi spazi del lavoro e del divertimento possono contare su un’idea di “architettura aumentata”, in cui il progetto viene rafforzato da un’ulteriore serie di componenti, artistiche, ludiche e culturali. È quanto succede nella “Nuvola”, il complesso ideato da Cino Zucchi che ospita la nuova sede della Lavazza a Torino. Voluta dalla storica azienda del caffè, la “Nuvola” si basa su un approccio interdisciplinare che ha visto coinvolti grandi professionisti cui è stato affidato il compito di elaborare i concept dei vari spazi. Tra questi, il Museo Lavazza, ideato da Ralph Appelbaum, personaggio di riferimento per la progettazione di spazi espositivi, che ha dato vita a un percorso sensoriale ed emotivo dove si passa da riproduzioni in scala gigante degli eroi dei Caroselli d’antan a postazioni interattive che raccontano come nasce una tazzina di caffè. L’architettura si confronta con altre

suggestioni d’autore nel ristorante gourmet Condividere, il cui concept è di Ferran Adrià, guru dell’alta gastronomia, e i cui interni sono firmati da Dante Ferretti, scenografo premio Oscar. «Avevo in mente un ristorante che evocasse la fabbrica del caffè», spiega Ferretti, che artisticamente si definisce “un megalomane massimalista”. «Così, ricordando il mio lavoro per il film Hugo Cabret, ho creato pareti composte da ingranaggi e ho messo dei tubi colorati lungo i soffitti». È nato un ambiente «dall’aria moderna ma antica», reso ancor più vivace da graffiti metropolitani.

La “Nuvola” di Lavazza è stata concepita anche come un AGGREGATORE SOCIALE , con vari luoghi da fruire e da vivere. LUOGHI DA CONDIVIDERE . Per la “Nuvola” Cino Zucchi ha concepito un progetto articolato e flessibile, aperto alla città: il complesso comprende anche una serie di spazi pubblici, che vanno dalla grande piazza al Museo Lavazza, all’ex centrale elettrica destinata a ospitare eventi e mostre. «Questo è il secolo della rigenerazione», spiega Zucchi. «Si riscopre la ricchezza dello scambio nella città, e questo luogo è importante per le relazioni che vi si possono instaurare. I vari edifici si affacciano su uno spazio aperto pubblico che funge da catalizzatore, uno spazio di tutti».

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ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

sopra: l’architetto Cino Zucchi,

che ha firmato il progetto. a sinistra: la scala nell’headquarters di Lavazza.

©ANDREA GUERMANI. ©ANDREA MARTIRADONNA

UNO SPAZIO DI RELAZIONI


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S T R AT E G I E

La forza del disegno. Console Outline, disegnata da Cédric Ragot, in vetro e acciaio. Per Roche Bobois, Ragot ha disegnato anche il tavolino Majordome, uno dei vincitori del Wallpaper* Design Award nel 2008.

Invenzioni a più voci Armonizzare il lavoro di big del design e di giovani progettisti. Incontrare persone e idee nuove. Provare punti di vista diversi. Per NICOLAS ROCHE , direttore delle collezioni dell’azienda di famiglia, Roche Bobois, questa è la chiave dell’evoluzione. di RUBEN MODIGLIANI

WHO’S WHO Nicolas Roche, nato nel 1960, si è diplomato in architettura a 25 anni all’École du Louvre. Ha esercitato la professione prima da solo poi associato dello studio Jeux de Plans (1990-2005). Nel 2006 è entrato da Roche Bobois, azienda di famiglia, dove dirige le collezioni Les Contemporains.

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PRESSWALL.FR

Jean Nouvel, Jean Paul Gaultier, Marcel Wanders, Christian Lacroix, Ora-Ïto: l’elenco dei personaggi che hanno collaborato con Roche Bobois è lungo. E originale, perché dà spazio a visioni anche molto diverse tra loro: dall’esuberanza decorativa al progetto di stampo architettonico. Dal design industriale alla moda. Una capacità di confrontarsi con estetiche diverse che si incontra di rado. «Non c’è dietro una strategia, è semplicemente nel nostro Dna», spiega Nicolas Roche, direttore delle collezioni contemporanee dell’azienda. «La nostra storia inizia nel 1960, quando abbiamo cominciato a importare mobili scandinavi per venderli in Francia. Presto il pubblico ha iniziato a chiederci un prodotto più esclusivo: è stato allora che abbiamo cominciato a far produrre delle cose su disegno». Il catalogo così si arricchisce, si amplia. Nascono progetti coraggiosi che, in alcuni casi, diventano dei classici come il Mah Jong di Hans Hopfer, divano raso terra ideato nel 1970 e che continua a essere uno straordinario long seller, con una gamma di rivestimenti che si evolve nel tempo: uno dei più recenti è quello ideato da Kenzo Takada, coloratissimo e orientale. «Lavorare 


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S T R AT E G I E Protagonisti. a sinistra: il tavolo Li-Da, progettato da Jean Nouvel, è una reinterpretazione del tavolo da pranzo orientale. Dove il colore gioca un ruolo essenziale. qui sotto: Wonder Cabinet fa parte della collezione Globe Trotter disegnata da Marcel Wanders e lanciata ad aprile durante la Milano Design Week. in basso: il sistema Mah Jong con i rivestimenti ideati da Kenzo Takada e ispirati agli antichi kimono.

con designer sempre nuovi è un modo per ampliare i nostri confini, tentando anche strade che sulle prime ci possono sembrare strane», prosegue Roche. «Penso, per esempio, a Fossile, modulo in terracotta con cui comporre scaffalature ideato da Fred Sionis, Jérôme Garzon e Mostapha El Oulhani: un oggetto dall’estetica molto particolare, lontana dal nostro mood. Ma proprio per questo interessante. Abbiamo bisogno di uscire dai sentieri battuti. È così che abbiamo fatto incontri che si sono poi rivelati strategici come quello con Cédric Ragot, designer che ci ha dato una grande spinta a livello di crescita progettuale». Una ricerca di menti nuove che non si ferma mai, molto orientata verso i giovani. Ma ci sono anche collaborazioni con progettisti affermati. Come Marcel Wanders, che per Roche Bobois ha disegnato un’intera “collezione nella collezione” fatta di mobili e complementi d’arredo che non a caso è stata presentata durante la Milano Design Week con un evento autonomo nell’ambito del Fuorisalone, mentre le altre novità dell’azienda erano presentate all’interno della Fiera. «Mi piace lavorare con tante teste diverse. C’è chi ama progettare col metallo, chi preferisce il legno. Mi piace assecondare queste affinità, credo che diano valore. Le varie idee poi si fondono in una collezione. È così che riusciamo ad avere varietà, che è fondamentale».

GASTON BERGERET

«ABBIAMO BISOGNO DI USCIRE DAI SENTIERI BATTUTI, È NEL NOSTRO DNA. ANCHE TENTANDO STRADE CHE MAGARI CI SEMBRANO STRANE».

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DI S C OVE R I E S .

YAC H T

NAUTICA DOMANI Nei Cantieri Benetti di Viareggio è di recente andata in scena una VIVACE CONVERSAZIONE incentrata sul rapporto, anche in prospettiva, tra il design e l’arredamento degli yacht. Presenti progettisti, imprenditori e manager. Non sono mancati gli spunti costruttivi. di RUGGERO A. CECCHI

UN PROFICUO GIRO D’ORIZZONTE Alcuni protagonisti dell’ incontro: da destra Philippe Briand, yacht designer, Riccardo Bonadeo, commodoro dello Yacht Club Costa Smeraldo, Ettore Mocchetti, Francesco Casoli, presidente Gruppo Elica, e Matteo Marzotto, manager. Per l’occasione è stato presentato un report sullo stato della nautica da diporto italiana: promettente, con produzione +14% su base annua. Notizie dal mare. in alto: la darsena di Viareggio, ribalta di VYR 2018. a destra: l’allestimento presso i Cantieri Benetti.

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La recente “Design Conference - Come il design sta cambiando l’abitare a terra e a bordo” ospitata nei Cantieri Benetti nell’ambito della tre giorni viareggina di “VYR - Versilia Yachting Rendez-vous” (22.000 presenze in totale), si è rivelata uno snodo importante e fertile di spunti per capire in che termini va evolvendo il rapporto tra interior design e architettura navale. Moderata da Ettore Mocchetti, direttore di AD e grande appassionato di barche, la conversazione ha coinvolto progettisti, imprenditori, manager, nomi di peso che a diverso titolo gravitano in questo settore produttivo: Duilio Boffi, Aldo Drudi, Frank Laupman, Igor Lobanov, Giulia Molteni e Niccolò Ricci, e ancora Riccardo Bonadeo, Philippe Briand, Luca Dini, Enrico Lumini, Matteo Marzotto e Francesco Casoli. Come ha commentato Giovanna Vitelli, vicepresidente di Nautica Italiana e del Gruppo Azimut Benetti: «In questa sede che ha scritto pagine di rilievo nella storia del design nautico, abbiamo voluto che la contaminazione tra esperienze e voci differenti fosse il sale di un confronto tra designer, imprenditori e manager provenienti da molteplici contesti, rivelatosi assai costruttivo». Dal canto suo Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana, ha chiosato così il successo dell’appuntamento: «Il livello degli interventi e il loro riscontro rappresentano uno stimolo a replicare questo incontro, unico nel suo genere, anche nelle prossime edizioni del Versilia Yachting Rendez-vous».


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HOMESOFTHOME Un lifestyle dalle atmosfere abitative conviviali per una collezione raffinata e dal design confortevole. Una sintesi di ricerca e creativitĂ con una produzione 100% made in Italy. Arlon divano e madia design Matteo Thun & Antonio Rodriguez. Karin poltrona, Stum tavolini e Syon tappeto design Setsu & Shinobu Ito.


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LIFESTYLE

WHO’S WHO Fondatore di Culti nel 1989 e oggi suo art director, Alessandro Agrati dice a proposito della collezione Culti Illustrators: «L’arte del profumare è l’arte di illustrare. Un modo inedito di vestire l’unicità profumiera di Culti in cui l’eccellenza olfattiva è interpretata ad arte con una ispirata, libera visione. Un connubio di personalità e bellezza».

Fragranti decori I profumi d’ambiente diventano anche un fatto d’arte. Per nobilitare la grafica della sua prima capsule collection, CULTI si è affidata all’estro e all’ inventiva di tre noti artisti.

Tra i segni che connotano l’abitare contemporaneo c’è la cura riservata alle sollecitazioni sensoriali. Tra queste quelle che attengono all’olfatto stanno ricevendo sempre maggiore attenzione. Le fragranze ambientali hanno oggi uno status scientifico a cui si associa una ricerca estetica molto pronunciata. In questo ambito Culti è in prima linea. Azienda giovane e dinamica, offre diffusori che sono ben più di profumi per la casa, sono un fatto culturale evocando ricordi, aumentando il comfort, e regalando all’ambiente note anche d’arte. Ideata da Alessandro Agrati, art director dell’azienda, lo testimonia Culti Illustrators la prima capsule collection della Casa che ha coinvolto nella rivisitazione della grafica della linea Classic, tre ben noti artisti: con echi alla Matisse, Luca Font ha disegnato Sunbath per la fragranza Mareminerale; Marco Goran Romano uno stilizzato Paesaggio per Aramara; e Natalia Resmini Unghie rosse, prezioso arricchimento del profumo Tessuto. Per fare l’ambiente ancora più bello.

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ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

Più che profumi. in alto: profumo Mareminerale: diffusore ambiente con tappo in acero naturale, fascio di midollini (anche hi-tech) per il rilascio continuo della fragranza, e decoro marinaro Sunbath di Luca Font ispirato alla pittura di Matisse. sopra, a sinistra: è il viso di una giovane in parte coperto da una mano dalle unghie laccate il fresco decoro scelto da Natalia Resmini per l’essenza ambiente Tessuto. sopra, a destra: Marco Goran Romano ha scelto un paesaggio stilizzato per illustrare il flacone della fragranza Aramara.

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ASTE

L’incanto globale Il vintage d’autore di Ignazio Gardella e Max Ingrand e la crescita dell’ ARTE INDIANA contemporanea. di UMBERTA GENTA

Culture. a sinistra: una delle due poltrone Digamma di Ignazio Gardella proposte dalla casa d’aste Il Ponte. La stima per la coppia è 14.000-16.000 euro. sopra: una lampada di Max Ingrand, 12.000-15.000 euro (Cambi). in alto: Untitled (Falling Figure) dell’artista indiano Tyeb Mehta, 1992 (Christie’s).

È un momento d’oro per l’arte indiana. In particolare sono molto richiesti i quadri moderni e contemporanei. Lo confermano, oltre all’espandersi delle principali case d’aste internazionali sul territorio indiano, i risultati delle vendite: come i 10,4 milioni di dollari totalizzati lo scorso settembre dall’“Evening Sale” di Saffronart, casa d’aste con sede a Mumbai, specializzata nelle aste online. Gli artisti più ricercati (spesso con prezzi da record) sono i maestri dell’astrattismo indiano, come Syed Haider Raza, V.S. Gaitonde, Tyeb Mehta, il cui dipinto del 1992 Untitled (Falling

figure) (stima 1,4-2 milioni di euro) è tra i top lot dell’attesissima asta di Christie’s “South Asian Modern + Contemporary Art”, il 12 giugno a Londra. A Milano invece, sfilano i pezzi più eleganti del design d’autore del ’900: da una lampada con inserto in cristallo di Max Ingrand per FontanaArte del 1950, star dell’asta “Fine Design” di Cambi il 21 giugno, a una coppia di poltrone con poggiapiedi Digamma di Ignazio Gardella per Gavina del 1957, da scoprire presso Il Ponte il 19 e 20 giugno (“Arti Decorative del 900 e Design”).

IN ITALIA 11 GIUGNO

12 GIUGNO

13 GIUGNO

14 GIUGNO

15 GIUGNO

• PANDOLFINI Centro Svizzero, via Palestro 2, Milano Arte moderna e contemporanea

• IL PONTE via Pontaccio 12, Milano Arte moderna e contemporanea

• BOETTO Mura dello Zerbino 10R, Genova

• BOLAFFI Grand Hotel et de Milan, via Manzoni 29, Milano Libri rari e autografi

• WANNENES Piazza Campetto 2, Genova

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Gioielli

Asian Art


Per chi ama il benessere e la raffinatezza un materasso Simmons è di casa. Lo straordinario comfort e l’incomparabile fascino assicurano un riposo impareggiabile. La cura meticolosa dei dettagli, la scelta dei materiali più nobili e la manifattura artigianale più scrupolosa, esclusivamente made in Italy, sono gli elementi caratterizzanti dell’indiscussa qualità Simmons. Perchè i materassi non sono tutti uguali e per dormire bene c’è bisogno di Simmons.

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M A D E I N I TA LY

Armonia nel living. a sinistra: fa parte della nuova collezione Illusion disegnata da Alessandro La Spada, il sistema-divano Fold valorizzato dai tagli trasversali che ne percorrono l’imbottitura esterna facendo affiorare sezioni in metallo. Della stessa collezione sono i raffinati tavolini poligonali Tiles. in basso: Andrea Longhi, direttore produzione, marketing e amministratore delegato dell’azienda.

Pensati per stare insieme Alfiere del made in Brianza più vero, con gli arredi della collezione Illusion LONGHI esprime una moderna visione del lusso in sintonia con il gusto conviviale di oggi. di BERNARDO RIZZATO

Una poltrona di culto prodotta dal 1965: si chiama ELDA ed la firma è di JOE COLOMBO. Joe Colombo disegnò la Elda nel 1963: fu tra i suoi primi progetti entrati in produzione. Presentava molte innovazioni come la forma da astronave, la struttura e la scocca in fibra di vetro da uno stampo in poliuretano. Il nome era quello della moglie di Colombo. Faceva parte del décor della serie Tv sci-fi Spazio 1999, mentre in 007 La spia che mi amava era la poltrona del cattivo di turno.

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mira a rendere ogni singolo arredo, – complementi, pareti scorrevoli in vetro, porte d’arredamento, sedute – parte di un’idea globale di luxury interior coordinata, sobria e insieme brillante. Tra i punti che distinguono l’azienda di Meda è anche la capacità non da poco di valorizzare l’artigianalità e il saper fare a fianco di una produzione industriale d’avanguardia. Sono tutti valori pensati per un pubblico alto che si trovano espressi alla perfezione nella nuova collezione Illusion, composta dal divano Fold e dai tavolini Tiles firmati da un designer fuori dagli schemi qual è Alessandro La Spada.

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UN CLASSICO FUTURIBILE

Ci sono oggetti che non tramontano mai. Come la Elda (box a lato), una poltrona che, a oltre mezzo secolo dalla comparsa, continua a essere un cult per gli appassionati delle arti applicate. Concentrato di novità tecnologiche e di eleganza stilistica, immaginifica ma ben legata alle esigenze dell’abitare, per Longhi, che la produce oggi (inizialmente a costruirla era Comfort), è una sorta di metafora del proprio spirito imprenditoriale, ne incarna l’approccio strategico e produttivo che combina alta qualità dei materiali, impeccabilità delle lavorazioni, personalizzazione del prodotto, una ricerca che


Per noi l’importante è offrirvi la migliore qualità di lavaggio Materiali di grande qualità, selezionati da oltre 60 anni senza compromessi, per offrire risultati eccellenti. Finiture curate nei minimi particolari. Ingegneria unica. Design scandinavo: puro, sofisticato, funzionale. ASKO produce una gamma completa di elettrodomestici per la cucina e per la cura dei vostri capi d’abbigliamento. WWW.BSDSPA.IT


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AG E N DA

OMAGGIO A UN VISIONARIO Ca’ Pesaro, Venezia

dal 23 giugno 2018 al 6 gennaio 2019 Uno spirito libero si riconosce dalle idee: è il caso di Elio Fiorucci, che ha rivoluzionato la moda, democratizzandola. Nella mostra “Epoca Fiorucci” si racconta il suo universo creativo e il sodalizio con artisti e architetti cui affidò il total look di negozi e campagne pubblicitarie (a destra, un poster del 1974).

COME SCULTURE The Design Museum, Londra

f ino al 7 ottobre

VETRINA PLANETARIA Messe Basel, Basilea

dal 14 al 17 giugno Art Basel, la fiera d’arte moderna e contemporanea più attesa, torna con 290 gallerie da 35 Paesi. Tra gli highlight, la sezione “Statements”, che vanta 18 stand monografici con opere di talenti emergenti, e “Feature”, dedicata a progetti di artisti consolidati. A destra, Table 4 di Alex Katz, 1960.

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IMMAGINARI A CONFRONTO La moda all’avanguardia, la grande arte, il design pionieristico. Diverse discipline si relazionano e si stimolano tra di loro, regalandosi reciproche suggestioni, e creando una NUOVA VISIONE del mondo. di SONIA S. BR AGA

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©GILLES BENSIMON/TRUNK ARCHIVE. ©GALLERIA MONICA DE CARDENAS

A pochi mesi dalla morte, la retrospettiva “Azzedine Alaïa: The Couturier” sintetizza in sessanta abiti iconici il percorso creativo dell’estroso stilista tunisino, i cui abiti sono concepiti come eleganti sculture di stoffe preziose.


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AG E N DA

ESERCIZI DI STILE Design Museum Holon, Holon (Israele)

dal 6 giugno al 27 ottobre “Sagmeister & Walsh: A Retrospective” presenta l’attività dello studio creativo guidato da Stefan Sagmeister e Jessica Walsh, designer e art director sempre a caccia di nuove idee. Il gusto per l’innovazione è nel dna della loro agenzia, che crea campagne di comunicazione visiva, libri, video, progetti sperimentali. UNITI PER LA RICERCA The Mall Big Spaces, piazza Lina Bo Bardi 1, Milano

dal 6 al 9 giugno Con il progetto “Convivio & More” torna a Milano Convivio, la più importante mostra-mercato benefica promossa dal mondo della moda: quattro giorni di eventi e shopping solidale il cui ricavato sarà destinato all’associazione no-profit Anlaids. La campagna di Convivio 2018 è illustrata da fotografie di Steven Meisel.

MONDO PREZIOSO NGA, National Gallery of Australia, Canberra

f ino al 22 luglio “Cartier: The Exhibition” mette in scena oltre 300 tra gioielli, orologi e ornamenti, con capolavori d’arte orafa, come la tiara indossata da Kate Middleton per il suo matrimonio, e pezzi iconici indossati da Grace Kelly, Elizabeth Taylor, Grace di Monaco.

AFFINITÀ ELETTIVE Palazzo Ducale di Sassuolo, Modena

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L’incontro tra architettura e paesaggio è protagonista degli scatti dell’americano Lawrence Beck, che arriva in Italia con la personale “Dialogo con l’antico”. Otto fotografie di grande formato dedicate ai giardini storici italiani si rapportano alle raccolte d’arte antica custodite nel Palazzo Ducale di Sassuolo.

©JOHANNES VAM ASSEM PER DROOG. ©CARTIER. SONNABEND GALLERY, NEW YORK

dal 1° giugno al 2 settembre Si sfoglia. sopra: la Darwin chair di Stefan Sagmeister, composta da una serie di fogli con decori diversi, da cambiare a piacimento. qui a destra: Palazzo Ducale di Sassuolo III (Peschiera) di Lawrence Beck, 2017. a destra: spilla Flamingo di Cartier, 1940.


T Tower

Design Matteo thun & antonio RoDRiguez

T Tower rappresenta l’evoluzione di Serie T, l’iconico radiatore nato dalla prima collaborazione tra Antrax IT e Matteo Thun & Antonio Rodriguez. La più riconosciuta ‘sezione di calore’ a forma di ‘T’ si apre a una nuova creatività progettuale e diventa autoportante. Il corpo scaldante si ‘libera’ dal tradizionale posizionamento a parete e diventa un vero e proprio complemento d’arredo, straordinariamente versatile, capace di coniugare senso estetico, prestazioni termiche e risparmio energetico.

Radiatore in alluminio riciclabile Basso contenuto d’acqua Alta efficienza termica 200 varianti cromatiche

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RADIATORI D’ARREDO

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Design to Shape Light

NJP - Design: nendo PH 5 - Design: Poul Henningsen Panthella MINI Chrome - Design: Verner Panton

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Contemporary Wallpaper design: Lorenzo De Grandis / Essential Wallpaper design: Studiopepe

NEW EXPRESSIONS FOR INTERIOR DECORATION

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PORTFOLIO. Questioni di comoditˆ Per la lettura, il riposo o la conversazione, poltroncine dalle linee ergonomiche in materiali soffici e naturali, che garantiscono un appoggio sicuro e il massimo comfort. Servizio di NICOLETTA DEL BUONO elaborazione fotografica di DAVIDE BASSOLI

LEGGERA MA SOLIDA. Di Mauro Lipparini per Arketipo Firenze, la poltroncina Juno ha i piedi a traliccio in tondino di ferro, la scocca in poliuretano, l’imbottitura di schienale e braccioli in cotone, piuma d’oca e poliestere. Da 2.000 €. ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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Alf DaFrŽ

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Magis

A SBALZO. Poltrona lounge Shift di Alf DaFré, qui con poggiapiedi, caratterizzata dallo sbalzo posteriore del sedile. In frassino, con seduta e schienale in tessuto. 1.215 €.

Ditre TOTAL RELAX. Compatta e geometrica, la poltrona Nathy di Ditre Italia ha la struttura in massello con finitura rovere grigio e lo schienale posteriore in cuoio. 2.284 €.

GEOMETRICA. Poltrona Brut di Konstantin Grcic per Magis, in ghisa verniciata al poliestere con cuscini in poliuretano sfoderabili in tessuti di Kvadrat. Da 2.159 €.


PORTFOLIO.

Il design NORDICO predilige linee essenziali e legni naturali, traendo ispirazione dalle forme organiche: fiori, foglie, animali marini e terrestri. Senza dimenticare però l’aspetto funzionale.

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Infiniti A CONCHIGLIA. 4. In legno multistrato 3D di rovere naturale o noce, Kram di Thomas Pedersen per Infiniti ha il telaio in acciaio cromato o verniciato opaco. Da 793 €.

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PORTFOLIO.

Il fascino discreto della classica POLTRONA A POZZETTO: un caldo abbraccio che dona conforto e protezione e al tempo stesso invita al gossip e alla convivialità.

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Arflex IN COPPIA. Duo composto da Jules (viola, da 1.544 €) & Jim (rossa, da 1.930 €) di Claesson Koivisto Rune per Arflex, in metallo, legno, poliuretano, con fodere in tessuto o pelle.


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Donghia D’AUTORE. Club chair Curve disegnata negli anni ’50 da Ico Parisi e rieditata da Donghia by Rubelli, con base, anche girevole, in metallo o acero. Prezzo da definire.

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Manualità sartoriale A COROLLA. Lounge chair Desire di Giorgio Soressi per Costantini Pietro, qui in velluto viola e con struttura in faggio a finitura Sand lucido. Prezzo da definire.

Désirée DI DESIGN. Di Setsu & Shinobu Ito per Désireé, la poltroncina Alasia, in legno o metallo, ha la base in frassino tinto caffè e il rivestimento sfoderabile. 1.670 €.

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Per interni MORBIDA. Ha il cuscino di seduta-schienale in vera pelle color quarzo e la struttura in metallo color ferro naturale la poltroncina di Dialma Brown. Il suo prezzo è 1.110 €.

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Per esterni ERGONOMICA. Disegnata da Gordon Guillaumier per Roda, la lounge chair per outdoor Laze ha la scocca in tubolare di acciaio inox e l’intreccio in poliestere. Prezzo da definire.

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Per esterni A MARGHERITA. Di Velichko Velikov per Lago, la poltroncina Lastika outdoor è costituita da un telaio in tubolare metallico e da 40 nastri elastici. Da 453 €.


PORTFOLIO.

Se previste anche per l’outdoor, le poltroncine sono realizzate in MATERIALI IMMARCESCIBILI , resistenti a sole e intemperie. E talvolta sono dotate di copertura per l’inverno.

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Per esterni DI DESIGN. Progettata da Paola Navone per Baxter, la poltroncina Manila in tubolare di rame acidato e giunco di Manila è adatta per esterni e interni. Prezzo da definire.

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PORTFOLIO.

Materiali preziosi e lavorazioni artigianali o MANUALI: torniture, laccature, intagli e lucidature.

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Philosophy DIVANO A UN POSTO. Katherine di Roberto Serio per Philosophy Outdoor, con struttura in acciaio a finitura galvanica oro e rivestimento Soft Touch. 3.660 €.

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Morelato TORNITA. Lounge chair Joyce di Libero Rutilo per Morelato, in massello di frassino tornito, con seduta e schienale in pelle. Il suo prezzo è 2.100 €.


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UNA TENDENZA RACCONTATA ATTRAVERSO OGGETTI, STORIE E LUOGHI.

FOCUS.

L’ARTE È MOBILE Eclettico e immaginifico, il visual artist catalano David Moreno ha realizzato l’opera Floating Favelas II, con cannucce d’acero e argento color corallo. 62x42x25 cm, Benjamin Eck Galerie, 2.100 €.

Pittura, scultura, architettura, cinema e teatro seducono e ispirano il design. Con insolite, affascinanti, spesso provocatorie proposte domestiche. servizio a cura di NICOLETTA DEL BUONO e ALESSANDR A VALLI


FOCUS.

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ARS VIVENDI al Salone del Mobile 2018 arriva la conferma che la tendenza di portare l’arte in casa anche attraverso i mobili è davvero forte, come avevamo anticipato nel numero di aprile di AD. Del resto è una corrente progettuale che ha radici lontane: nella sua versione contemporanea guarda come antesignano a Dino Gavina che negli anni ’60 e ’70 fece disegnare mobili a Sebastián Matta e tradusse in arredi le opere di Man Ray e Meret Oppenheim. Della lezione dell’eterodosso intellettual-imprenditore bolognese si nutrono prima la diatriba tra arte e design, tra pezzo unico e serialità, tra mano intelligente e industria, e poi l’odierno successo della design art, che mette d’accordo i due poli della questione, e la voglia di designer e aziende di imprimere un segno artistico agli arredi e complementi che ci circondano e usiamo tutti i giorni così da conferire loro una nuova nobiltà. Sedute, tavoli, luci, ma pure accessori vari, in guisa di archi e colonne, come si sarebbe detto negli anni ’30, diventano personaggi teatrali, architetture, pezzi da galleria d’arte, neosculture. Il paesaggio domestico sta cambiando, con arte e con l’arte… □

D Gli indirizzi delle aziende si trovano a pag. 192.

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1 – Di Emanuele Pangrazi per Wonderbold, nuovo brand di arredi dedicati all’arte, il cabinet della collezione The Beetles con macrostampe di insetti. Su e-commerce, prezzo a richiesta. 2 – Si rifà a Mondrian la lampada On Lines di Jean Nouvel per Nemo, prezzo da definire. • 3 – Come un reperto architettonico, il contenitore in rovere crudo sabbiato della linea Bassorilievi di Luca Scacchetti per Vittorio Grifoni è ornato da lesene e fregi “incompleti” in rovere crudo intagliato a mano. Prezzo da definire. 4 – Vaso Ionico in ceramica opaca di Valerio Sommella per Calligaris Code, 119 €. • 5 – Di Maria Pergay per Demisch Danant e la mostra itinerante “Nomad”, Secret Cube è in acciaio inox con foglie in rame e bronzo e led interni. Prezzo a richiesta.

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In casa all’aria aperta

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Archi & colonne 1 – Contenitore laccato della linea Doris, che riprende le scanalature dello stile dorico. Di Emmemobili, da 10.600 €. • 2 – Tavolino Colosseo, in poliuretano rigido, verniciato in 16 colori lucidi: di Naoto Fukasawa per B&B Italia, da 880 €. • 3 – Seduta di ispirazione africana della collezione Territorio, di Cara \ Davide per Design Language. Prezzo a richiesta. • 4 –Orologio da muro Roma, retrosabbiato, specchio nella finitura fumé. Di Riflessi, 597,80 €. • 5 – Per animali domestici, la casetta Touffu di Violeta A. Weishaupt e Manel J. Ibáñez per Diabla, fatta di pannelli in laminato fenolico assemblabili a incastro, da 322 €.

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Gli indirizzi delle aziende si trovano a pag. 192.

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ARCHITETTURA DA INDOSSARE Traggono spunto da disegni di Carlo Scarpa I GIOIELLI in vari materiali di Elviro Di Meo & Antonio Rossetti: un omaggio ai grandi artisti del passato.

a sinistra: anello in metacrilato Omaggio

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a Carlo Scarpa di Elviro Di Meo & Antonio Rossetti, prezzo a richiesta.

YARI MIELE

Rivisita il mondo del fashion design e della gioielleria, ed è frutto del lavoro di due architetti, Elviro Di Meo e Antonio Rossetti: Omaggio a Carlo Scarpa è composta da vari pezzi, e trae ispirazione dal disegno dell’artista veneziano per il giardino di Palazzo Querini Stampalia, nella città della Laguna. Un’interpretazione inedita, della cultura del progetto.


NASCE LA PRIMA COLLEZIONE IN & OUTDOOR FILOMAESTRO. QUANDO IL DESIGN INCONTRA L’INNOVAZIONE.

Da una fibra unica, la fibra Bibielle, nasce un tappeto unico come Filomaestro. Ideale per gli spazi interni, ma anche per gli esterni. È il design che incontra l’innovazione. È Filomaestro. Inspiring Carpeting. Per tutti quelli che credono che, senza ispirazione, non ci sia passione, non ci sia bellezza. Design: Caterina Bilabini - www.filomaestro.com

SHOWROOM - VIA DELLA SPIGA, 33 - MILANO


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SCAMBIO CREATIVO Designer, maestri, artigiani e artisti per celebrare un ELOGIO alla manualità.

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Prodotta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’A rte, la terza edizione di “Doppia Firma. Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato” è stata presentata a Villa Mozart durante il Salone del Mobile. Tra gli autori: la spagnola Pepa Reverter e Mario Bertolin delle Ceramiche Artistiche 3B di Nove, qui fotografati con una loro opera da Laila Pozzo.

1 – Fa parte della collezione Globe Trotter firmata da Marcel Wanders per Roche Bobois il tavolino della serie Chess in legno massiccio. Da 1.570 €. • 2 – Pouf componibile imbottito Arkad di Zilio A&C, disegnato da Note Design Studio, ispirato al mondo dell’architettura. 1.446 €. • 3 – Mobile libreria modulare Cabinet de Curiosité, di Fabrice Berrux per Bonaldo, da 2.564 €. 4 – Posacenere “a scalinata” di Pelleh Studio, presentato allo scorso Fuori Salone. Prezzo da definire. • 5 – Coffee table Atlas, in bronzo e vetro di Murano, ispirato al mito di Atlantide, di Hillsideout, duo formato da Andrea Zambelli e Nat Wilms. Prezzo a richiesta.

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AZIONA LA TUA ESPERIENZA DOCCIA GROHE SMARTCONTROL

Scegli il getto, regola l’intensità e salva le impostazioni. Tutto con un solo controllo. Aziona il getto che preferisci premendo il pulsante e giralo sino a raggiungere l’intensità che desideri. Una reale innovazione “tutto in uno” che rende la doccia un vero piacere. grohe.it


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Gli indirizzi delle aziende si trovano a pag. 192.

3 1 – Lampadario Temple di Kacper Hamilton per Priveekollektie e la mostra itinerante “Nomad”, prezzo a richiesta. • 2 – Contenitore componibile della serie Ziqqurat, nella versione a righe, in bi-laminato, realizzato da Driade, con vano centrale a giorno. Da 5.490 €. • 3 – Tappeto con motivi architettonici Paradox della Limited Edition di Illulian, 550 € al metro quadrato. • 4 – Un Souvenir de Milan al Fuorisalone del Brera Design District: la paletta scacciamosche Bye Bye Fly di Giulio Iacchetti, a forma di piantina di Milano, prezzo da definire.

SIAMO CIÒ CHE FACCIAMO I pezzi di Nathalie Du Pasquier alla MOSTRA ÒMaterialism” da Post Design. Mobili, ceramiche, tappeti, disegni; una raccolta di creazioni di Nathalie Du Pasquier e George Sowden, tra i membri fondatori di Memphis, presenti alla prima esposizione del gruppo nel 1981, che hanno continuato, dopo il suo scioglimento, a lavorare fra arte e design: la mostra “Materialism”, durante l’ultima Design Week milanese, ha raccolto i loro lavori.

4 sopra: Granito,

mobile contenitore di Nathalie Du Pasquier alla mostra “Materialism” da Post Design, edizione limitata a 25 pezzi, 13.750 €. 

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Un mondo dipinto 1 – Si chiama Silenziosa la credenza in legno lucidato decorata da Alessandro Mendini e combinata in modo solidale con una scultura di Mimmo Paladino. Per Cleto Munari, limited edition, prezzo a richiesta. 2 – Lampada da parete Caravaggio, parte di un trittico ispirato a dipinti di Caravaggio, di Cox London, in bronzo e silver plated con bulbi in vetro, 4.756 € a elemento. • 3 – Specchio formato da pezzi in colori diversi, con una cornice in gomma iniettata, della collezione Vitrail disegnata da Inga Sempé per Magis, prezzo da definire. • 4 – Paravento Machu Picchu con disegni di Esther Lopez, di Hamilton Conte, Paris, da 4.398 ¤.

UN ’700 INEDITO Rivisitano i dipinti del Tiepolo i TAPPETI di Alessandra Baldereschi per Nodus. La designer Alessandra Baldereschi ha sviluppato uno studio su uno dei complementi d’arredo oggi più graditi, stando all’ultimo Salone del Mobile. I tappeti vivono un momento d’oro, quelli di Baldereschi per Nodus attingono all’arte di Giambattista Tiepolo: dal dipinto omonimo Gloria d’Angeli (sotto) della collezione ”700 Veneziano, 4.880 €.

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Gli indirizzi delle aziende si trovano a pag. 192.

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1 – Lampada Basilica di Alexander Lamont, frutto di ispirazioni che fondono Oriente e Occidente, prezzo da definire. • 2 – Non semplici vasi bensì oggetti poetici i pezzi della collezione Le Morandine by Sonia Pedrazzini, ispirati alle bottiglie dipinte da Giorgio Morandi, prezzi a richiesta. • 3 – Nasce dall’incontro fra Seby Di Mauro di Pietra Colata e Andrea Branciforti, il set da tavola composto da portapane, sottobicchiere e sottopiatto (qui accanto) Casting e Agate, in pietra lavica decorata, da 70 €. • 4 – Tappeto in lana annodato a mano di Nathalie Du Pasquier per Post Design, edizione limitata in 36 pezzi, 3.380 €. • 5 – Astrattismi geometrici sulle piastrelle di Scheltens & Abbenes per Mutina, prezzi a posa.

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ART À PORTER 5

Deriva dalla collaborazione fra Pijama e Waxman Brothers, un marchio, quest’ultimo, italiano, ma nato a Parigi, la capsule collection che comprende una serie di prodotti iconici, dallo zainetto alla mascherina, dalla pochette al marsupio, proposti nello stesso tessuto Wax, in un’esplosione di blu e oro. a destra: Backpack mini, di Pijama e Waxman

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Brothers, il suo prezzo è 80 €.

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DELFINO SISTO LEGNANI E MARCO CAPPELLETTI

Le linee e il neoprene di Pijama incontrano I TESSUTI AFRICANI di Waxman Brothers.


FRIGORIFERO IN ECO MALTA: MATERIA, TECNOLOGIA, INNOVAZIONE E ARTIGIANALITË

Tel O2 66O47147 info@frigo2OOO.it frigo2OOO.it


FOCUS.

Scenografie domestiche

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1 – Toilette-scrivania, Lady, della collezione Cinecittà di Rubelli Casa, prezzo a richiesta. 2 – Vaso disegnato da Jaime Hayon per Bosa: Takuya Double Vase, il suo prezzo è 535 €. • 3 – Credenza in edizione limitata Honeycomb, in materiali diversi, legno, foglia oro e rame, lacca lucida, acciaio, di Royal Stranger, da 27.700 €. • 4 – Specchi in vetro intagliato Scena di Nikolai Kotlarczyk per Portego, ispirati ai lavori del Palladio e realizzati con tradizionali tecniche muranesi. Riprendono il tema della prospettiva, e dell’effetto teatrale e illusionistico, che spesso si trovano nell’architettura veneta. Da 1.800 €.

Gli indirizzi delle aziende si trovano a pag. 192.

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a sinistra: specchio

extrachiaro bisellato Marcel di Adele-C, 2.135 €.

HOME THEATRE L’arte del quotidiano, ossia l’estetica che sposa il comfort: gli arredi EMOZIONALI di Adele-C. Creazioni versatili e fantasiose, duttili e colorate per una casa-galleria del quotidiano, quelle realizzate da Adele-C. Come, tra le altre, lo specchio da parete Marcel, sontuoso e scenografico, composto da diverse superfici sfaccettate e riflettenti. Il supporto è in lamiera d’acciaio piegata, saldata e verniciata in colore titanio.

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THE OUTDOOR ALCHEMIST

Outdoor Alchemy è la ricerca di un rapporto armonico tra natura e spazi da vivere. In questa filosofia, Maestro è il progetto di punta: la possibilità di scegliere tra due tipi di copertura - telo scorrevole o lamelle orientabili - lo rendono unico per versatilità d’impiego. Performance, estetica e un altro punto di vista: questa è per Corradi l’interpretazione dello spazio esterno.

www.corradi.eu


FOCUS.

Gli indirizzi delle aziende si trovano a pag. 192.

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Metti una scultura a casa 1 – Il tavolo Beaune è un pezzo “made to order” della capsule collection di Thierry Lemaire per Fendi Casa. Prezzo a richiesta. • 2 – Poltroncina Masters di Philippe Starck ed Eugeni Quitllet per Kartell, reinterpretata da Jean Nouvel, per un’iniziativa a scopo benefico. 3 –Scultura Before the Beginning di Marcantonio R. Malerba per Rossana Orlandi: un bimbo regge un lampadario stile Maria Teresa, prezzo a richiesta. 4 – Sedia Portaritratti di Gaetano Pesce: simbolica, alta 4 metri, con un assemblaggio di volti di varie etnie, alla Design Week milanese.

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SCOLPITE NEL CRISTALLO Trasparenze di Murano e FORME nei pezzi soffiati a bocca di Ctrlzak per JCP.

PRIMORDIALI

Si collocano a pieno titolo nel catalogo ricco di suggestioni del marchio JCP, creato da Livio Ballabio, con la direzione artistica di Ctrlzak i vasi Glome, in cristallo di Murano, sorretti da una base metallica. Pezzi unici, fra arte e design, come tutta la produzione di questo brand dal percorso audace e innovativo.

sopra: vaso della serie Glome, di

Ctrlzak per JCP, da 1.075 € circa.

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«AD» PER MINI LIVING

Minimo spazio, massimo comfort CON MINI LIVING – BUILT BY ALL LA CASA AUTOMOBILISTICA È ALLA RICERCA DI NUOVE STRADE. PERCHÉ, IN VISTA DELLA CRESCENTE URBANIZZAZIONE, I MODELLI E LA PARTECIPAZIONE CONCERNENTI L’ABITARE HANNO IMPORTANZA PARI ALLA MOBILITÀ.

A ciascuno la sua casa. Colorata, semplice, pronta al cambiamento: ognuno può disegnare la propria unità abitativa MINI LIVING scegliendo tra una grande varietà di componenti differenti.

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d aprile, coloro che hanno vissuto la Milano Design Week hanno potuto ammirare la terza installazione di MINI LIVING. In collaborazione con lo studio di progettazione Studiomama di Londra, MINI ha allestito, in un excomplesso industriale, quattro esempi di unità abitative con tagli da 15 a 20 metri quadrati molto differenti per layout, colori e materiali per quattro diversi tipi di abitanti, e complete di aree comuni come cucina, atrio e area fitness. Un’installazione che contiene anche un quid di visionarietà perché, oltre a presentare inediti arredi multifunzionali salvaspazio, mette in condizione chi vive nelle unità abitative di diventare lui stesso designer e ideare il proprio modello di casa da sogno. Il primo vero progetto di costruzione di MINI LIVING, che proprio in questo momento è in esecuzione a Shanghai recuperando un edificio industriale dismesso, mostra come tali "microquartieri domestici" non siano una utopia irrealizzabile, bensì una valida risposta creativa da parte dell´architettura alle superfici urbane utilizzabili sempre più ridotte. Nel caso della megalopoli cinese si stanno predisponendo, e saranno pronti nel 2019, 50 appartamenti più aree comuni, dal centro culturale alla urban farming sul tetto. Come accadde con la prima MINI nel1959, le soluzioni di MINI riescono a utilizzare al meglio e creativamente lo spazio scarso disponibile. Sempre in perfetta sintonia con le esigenze dei residenti e promuovendo un dialogo fecondo tra di loro. mini.com/living

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SUAVE NEW IN&OUTDOOR COLLECTION

by Marcel Wanders

vondom.com


CASE.

MATTIA AQUILA

Questo mese AD visita una dimora d’epoca coloniale in MESSICO, la nuova villa di Kourtney Kardashian vicino a LOS ANGELES , un casale ricco di arte e design alle porte di ROMA , una residenza di CAPRI con vista sui faraglioni. E poi, a NOTO e sulle sue colline, una masseria e un’antica architettura riportata a nuova vita, a LONDRA il negozio di Armani/Casa, e a GRASSE la bastide in cui nascono i profumi di Louis Vuitton.

In una masseria siciliana i colori della tradizione si coniugano con accenni all’esotismo e al design. Knotted Chair di Marcel Wanders per Cappellini, porta indiana dell’800.


Ci sarà una volta A MÉRIDA , nella penisola dello Yucatán, una casa d’epoca coloniale testimonia lo spirito autentico della tradizione messicana e allo stesso modo declina un’originale idea di modernità.

progetto di MANOLO MESTRE testo di MARIO GEROSA fotografie di MASSIMO LISTRI

Souvenir. a destra: un ambiente indipendente contiguo alla casa, adibito a spazio relax, con l’acqua della piscina che fluisce in una piccola vasca interna. L’amaca è stata comprata nel corso di un viaggio nel parco nazionale di Canaima, in Venezuela.

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volte in architettura la semplicità vince. È il caso di questa antica dimora a Mérida, in Messico, nella penisola dello Yucatán, che si distingue per la linearità dei suoi spazi, che ne fanno una residenza dallo spirito moderno. Si tratta di una casa legata al retaggio del periodo coloniale della città messicana, che conobbe il suo massimo sviluppo nel diciannovesimo secolo, quando il centro storico era popolato da facoltosi imprenditori che avevano fatto fortuna con il commercio del sisal, “l’oro verde”, una fibra tessile richiesta sui mercati di tutto il mondo e ottenuta dalla pianta di agave, utilizzata per creare gomene per le navi, funi, ceste, borse e amache. Risalgono a quel periodo le ville eleganti che si affacciano sul Paseo de Montejo, commissionate dai ricchi tycoon locali agli architetti parigini à la page. Quella residenza, che rimanda a un periodo importante della capitale dello Yucatán, è contraddistinta da un grande nitore nelle proporzioni, e da un utilizzo sapiente dei materiali. Un equilibrio che si coglie anche nella combinazione tra la struttura più vetusta e la facciata, rifatta negli anni Venti, contraddistinta dalle rigorose geometrie degli anni ruggenti del jazz. Una natura composita che l’attuale proprietario, l’architetto Manolo Mestre, ha saputo valorizzare con gusto e sensibilità. «Quando si trattò di ristrutturare la casa, proposi a una delle mie sorelle di condividere con me questa nuova avventura. Accettò con entusiasmo e così iniziarono i lavori». Prendeva così inizio la nuova vita di quell’architettura nel barrio di Santiago, un quartiere a breve distanza dal centro storico di Mérida, non lontano dalle piazze e dalle cattedrali d’epoca coloniale. «Innanzitutto decidemmo di aggiungere un secondo piano alla casa, per ospitare due camere da letto, e di far realizzare una nuova costruzione nel patio, dove allestire un’ampia sala da pranzo», nota Mestre, che, ovunque fosse possibile, ha cercato di 

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A cena fuori. a sinistra: la sala da pranzo è ospitata in una costruzione fatta realizzare ex novo, nel patio, dall’architetto. I tavoli, in legno massello, dalle forme scultoree, sono stati disegnati da Manolo Mestre, mentre le sedie sono quelle tipiche della zona di Mérida. Il pavimento è rivestito con piastrelle in cemento.

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valorizzare le preesistenze. Ne è un esempio la ruvida parete in pietra di un ambiente attiguo alla residenza, venuta alla luce dopo aver scrostato l’intonaco, trovato in pessime condizioni. È uno degli elementi che caratterizzano il progetto, dove i materiali hanno un ruolo di primo piano. In altre stanze «l’intonaco è stato rifatto usando la tecnica originale, a base di materiali naturali, che dà un risultato simile al tadelakt marocchino». Ai pavimenti, con i loro vivaci grafismi, è stato delegato il compito di movimentare questa narrazione architettonica. In ogni caso si tratta di disegni moderni che rimandano alle geometrie e ai colori della tradizione. Allo stesso modo, l’architetto ha saputo anche dare il giusto rilievo a una pittura murale ispirata

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all’arte Maya che adorna uno degli interni. «Risale agli anni Cinquanta, e fu realizzata da uno dei precedenti proprietari, un pittore scenografo che lavorò anche a Hollywood». In tal modo, grazie a un sapiente gioco di affinità e di contrasti, ogni ambiente di questa casa declina al meglio il gusto della storia e della tradizione. E proprio per non turbare questo equilibrio, l’architetto ha scelto una serie di arredi dalle forme semplici, quasi archetipiche, in sintonia con lo spirito dell’architettura. I divani bassi, i tavoli dai volumi scultorei ideati dallo stesso Mestre, i lavabi in pietra volutamente grezzi creano un perfetto controcanto con le opere d’arte, scelte con cura (spiccano, tra queste, i dipinti di Henrique Oliveira e di Guillermo Roel), e con gli oggetti che raccontano storie di 

Geometrie. sopra: nel soggiorno spicca un’opera di Henrique Oliveira acquistata alla Biennale di San Paolo, in Brasile. Accanto al divano, una collezione di croci antiche. I tavoli sono su disegno dell’architetto. pagina seguente: in alto, vasellame artigianale proveniente dallo Stato del Michoacán. In basso, un angolo della cucina e una statuina raffigurante Santiago Matamoros.


Agli oggetti e ai tessuti è riservato il compito di conferire una nota vivace agli ambienti, caratterizzati da tenui colori caldi.

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Alla maniera dei Maya. pagina precedente: un ambiente arricchito da un dipinto che riecheggia l’arte dei Maya, realizzato da uno dei precedenti proprietari della casa, che negli anni Cinquanta lavorò a Hollywood come pittore scenografo. Il tavolo è degli anni Venti. sopra: la camera degli ospiti. Il letto è stato realizzato su disegno dell’architetto. Sul daybed c’è un tessuto proveniente dal Mali. Il dipinto è di Guillermo Roel.

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artigianato e di devozione. Curiosando negli angoli della casa si possono apprezzare molti dettagli curiosi, quali l’amaca comprata nel corso di un viaggio in Venezuela, i crocefissi antichi d’epoca coloniale, il vasellame proveniente dallo Stato messicano di Michoacán, le sedie di manifattura locale. L’involucro architettonico appare quindi come il perfetto contenitore per ricordi e collezioni. Per quanto concerne l’esterno, come spiega

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l’architetto, «sono stati mantenuti soltanto tre alberi di avocado, e gli spazi rimanenti sono stati arricchiti con varie specie di vegetazione locale». E anche qui, ovviamente, continua il dialogo tra la natura, l’architettura e la vocazione artigianale del luogo: una amaca realizzata con fibre di sanseveria evoca idealmente questa corrispondenza di intenti, che prende vita in una casa eclettica nella sua apparente semplicità. FINE


Nella casa, che risponde perfettamente ai canoni del genius loci, si sente molto anche la presenza incombente della natura, protagonista ovunque.

Essenziale. sopra: ancora l’ambiente in cui defluisce l’acqua della piscina. La poltroncina è degli anni ‘50. Alla parete, un antico pentolone di rame. in alto a destra: palme e piante tropicali nel patio. a lato: la piscina in giardino.

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La scrivania del presidente. Kourtney Kardashian, imprenditrice, attrice, protagonista del reality Al passo con i Kardashian. Con Honey, il volpino di Pomerania della figlia Penelope. pagina seguente: lo studio. Camino disegnato da Richard Landry, architetto della villa, poltroncine di Pierre Jeanneret (Rago Auctions), scrivania di Jules Leleu appartenuta al presidente francese François Mitterrand, piantana a tre bracci di Lucca Antiques, foto di Jesse Alexander (Fahey Klein Gallery).

Il lato privato di una star

A CALABASAS, vicino a Los Angeles, ecco la nuova villa di KOURTNEY KARDASHIAN, la star del reality. Per vivere un’intimità familiare lontana dai riflettori dello showbiz. interior design di MARTYN L . BULLARD testo di NICOLETTA DEL BUONO — fotografie di DOUGLAS FRIEDMAN

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CREDITI

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i Kourtney Kardashian sappiamo, o almeno crediamo di sapere, tutto. Non per altro, ma perché dal 2007, con l’intera famiglia, madre, sorelle, figli, mariti, fidanzati e amanti compresi, è protagonista in tv di un reality show “esistenziale” intitolato Al passo con i Kardashian che ne segue le vicende quotidiane (in Italia le prime sei stagioni sono state trasmesse da E! Entertainment). Della sua casa di Calabasas però non si sa molto. Una lacuna che colmiamo volentieri in queste pagine grazie al contributo di Martyn L. Bullard, il celebre progettista che ne ha curato l’interior design. Inglese trapiantato a Los Angeles, nominato da Architectural Digest tra i top interior designer del mondo, Bullard è a sua volta personaggio televisivo di spicco essendo la star di un programma di culto come Million Dollar Decorators. Racconta: «La villa si trova a Calabasas, una cittadina di ventimila abitanti nella contea di Los Angeles, una sorta di enclave dei big dello sport e dello showbiz. Kourtney me ne ha parlato la prima volta durante una delle sue famose cene di Natale. Mi disse che sarebbe stata felice di sviluppare il progetto di interni con me. Siamo amici da oltre dieci anni e quel gesto di fiducia 

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Home theatre. sopra: la terrazza della suite padronale. Chaise longue su misura come lo specchio con cornice di ferro, sedute in rattan, da Niche. a destra: la “screening room”. Alla parete scamosciata, applique di Charlotte Perriand (Rago Auctions), sofà e console di Martyn L. Bullard, sgabelli di Lucca Antiques, tappeto di Anthony Monaco.

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«Conosco Kourtney da più di dieci anni. È stato molto facile andare d’accordo con lei».

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Eclettismo di ricerca. a sinistra: l’ingresso, manifesto anni ’20 di Henri Le Monnier e vecchio mobile classificatore in rovere. in basso: la cucina è uno spazio versatile. Lampade a sospensione di Arteluce, elementi cucine di Dornbracht, frigorifero Sub-zero, sgabelli di Alison Berger (Holly Hunt), cappa, mobili contenitori e isole con top di Caesarstone su disegno di MLB. pagina seguente: la sala da pranzo. Sulla tavola di MLB, servizio di Hermès, bicchieri di Riedel e Ralph Lauren, argenteria di Christofle. Poltrone di Pierre Jeanneret, opera di Roy Lichtenstein, tappeto Antique Mansour Rug.

mi ha molto onorato. Kourtney è una grande appassionata di design e ciò ci ha reciprocamente stimolati nel corso del lavoro, cementando nel contempo la nostra amicizia, il che è sempre bello. Prima che la comprasse Kourtney, la villa era appartenuta a un giocatore di basket che l’aveva dimensionata sulla base della sua stazza da gigante. Kourtney invece non è molto alta e quindi in vari punti si sono dovute ridurre le proporzioni. In realtà non abbiamo demolito alcun muro, abbiamo solo lavorato all’interno degli spazi disegnati da Richard Landry, l’architetto, rimosso e rifatto alcuni mobili strutturali, ridipinto alcune stanze con sfumature di bianco e grigio scuro, perché Kourtney preferisce i toni neutri. Abbiamo ridisegnato la vecchia sala giochi per creare una sala di proiezione con un’acustica e uno schermo all’avanguardia, poi abbiamo trasformato una camera da letto in una sala giochi completa di un palcoscenico per bambini e una parete “artistica” in gesso studiata per incoraggiare la creatività, un posto ideale per “fare famiglia”». Ha parlato dei bambini, Kourtney ha tre figli, due maschi, Mason e Reign, e una femmina, Penelope: ne ha tenuto conto nella redazione del progetto? «Per assicurarsi che la casa fosse il più possibile adatta ai piccoli, era fondamentale considerare lo spazio nella sua interezza in modo che essi potessero correre e giocare con facilità, senza troppi ostacoli e impedimenti. Per prevenire o ridurre i possibili incidenti dovuti alla loro vivacità abbiamo scelto tessuti morbidi e durevoli, e mobili robusti dai bordi smussati». Ci sono molti poli d’attrazione nella casa, uno di questi è la camera padronale. «La master suite è contigua alla grande terrazza che caratterizza la villa. È il “santuario” di Kourtney e l’unico vero spazio privato della casa, per questo l’abbiamo reso molto personale e pieno di cose che lei ama, come la fotografia di Brian Bowen che la ritrae incinta di Reign. Ogni dettaglio ha un suo perché. La palette dalle tonalità neutre è stata ideata per il completo relax psicofisico. Gli armadi sono stati progettati su misura, le lampade di metallo sono italiane anni ’50. Il letto è fatto su misura con una dimensione di 2,10 m per 2,10 m per offrire il massimo comfort. Personalizzate anche la biancheria da letto di Scandia e il copriletto di Frette. Abbiamo rivestito la sedia francese degli anni ’40 con lana mohair di Loro Piana mentre il tavolo degli anni ’50 è firmato Osvaldo Borsani. E per esporre la nutrita collezione di scarpe di Kourtney, Richard Landry e il suo studio hanno 

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Buon riposo. pagina precedente, in senso orario: la camera degli ospiti con letto di MLB, lampada Atollo di Vico Magistretti (Oluce). Tessuti Dedar per i cuscini, biancheria Fendi; la stanza del primogenito Mason: rivestimento del soffitto di Ralph Lauren, letti di Restoration Hardware; il bagno padronale: rubinetteria Kalista, sanitari di Kohler; la “scarpiera” di Kourtney, design Richard Landry Architects. a destra: il mezzanino.

appositamente creato un mobile in rovere». Un altro pièce de résistance è la cucina. «È il cuore della casa. A Kourtney piace molto cucinare e lo fa insieme ai figli, alla tata e, ovviamente, al cuoco. La cucina ha diverse aree per mangiare, tra il bancone e il tavolo della colazione, dove la famiglia si riunisce per quei pasti informali che connotano l’odierna vita quotidiana. L’aggiunta di pezzi unici e opere d’arte serve per incorporare anche qui il genius della casa. Ma il progetto tiene conto pure della passione di Kourtney per la convivialità. In casa c’è un flusso costante di persone, parenti, amici, e nei fine settimana si organizzano barbecue e feste in piscina. La cucina e, di riverbero, il grande tavolo della zona pranzo sono perfetti per tali occasioni e soprattutto per il Natale quando si radunano qui tutti i Kardashian. Il tavolo da pranzo è su mio disegno e trovo che si abbini alla perfezione alla collezione di poltrone originali di Pierre Jeanneret (collega di Le Corbusier), i cui cuscini in pelle Cortina introducono un tocco di colore in sintonia con quelli dei Roy Lichtenstein appesi alle pareti. In generale la scelta degli arredi è stata molto accurata, attingendo da case d’asta e rivenditori di tutto il Paese. Ci sono pezzi importanti di Pierre Jeanneret, Jules Leleu (la scrivania nello studio appartenuta al presidente francese François Mitterrand), Rick Owens, Charlotte Perriand, Oscar Niemeyer, Jean Prouvé, Osvaldo Borsani e Jean-Michel Frank, Vico Magistretti, insomma la crème del design del ’900». Anche l’arte ha un ruolo importante nel creare l’atmosfera della villa? «Sì, è presente ma con giudizio. Kourtney voleva una casa molto classica e insieme moderna, che consentisse di esporre opere contemporanee senza che ciò rendesse la scena domestica il surrogato di una galleria d’arte. Ci sono pezzi importanti di Richard Serra, Damien Hirst, Doug Aitken e Roy Lichtenstein,

per dirne alcuni, più un ricco florilegio di fotografie: ma si è badato a spaziarli con agio affinché non comunicassero, con il loro affastellamento, l’ansia dell’horror vacui tipica del collezionista». Com’è nello stile di Bullard, in casa si respira un’atmosfera eclettica, sofisticata, una ricercatezza mai ingombrante, un po’ legata al mood del Modern Mid-Century, lo stile degli anni ’50 e ’60. «Volevo che per Kourtney e la famiglia la villa rappresentasse davvero un nuovo inizio, un rifugio intimo, ma pure aperto agli amici, confortevole per chi ci abita e per gli ospiti. Un’espressione pubblica e privata dello stile di Kourtney, del suo gusto raffinato e libero, orientato al lusso esclusivo e alla modernità». FINE

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IL CASALE A COLORI

In una residenza del ’600 alle porte di Roma lo spirito classico della tradizione viene rivisitato grazie a un uso sapiente dei CROMATISMI che caratterizzano le stanze. In tal modo prende forma una serie di ambienti di gusto eclettico, dove una vivace tavolozza è il motore di una continua ricerca di assonanze e affinità tra mobili, oggetti e dettagli legati al senso del passato. progetto di LAUR A SESSA — testo di MARIO GEROSA fotografie di GIORGIO BARONI


D’atmosfera. a sinistra: la piscina della residenza, circondata da un ampio giardino. La casa, che si trova a Poli, un borgo nei pressi di Roma, tra Tivoli e Palestrina, venne realizzata nel XVII secolo. Gli arredi a bordo piscina sono di Glyn Peter Machin, i lettini di Unopiù, le lanterne sono state acquistate da un antiquario di Marrakech. I vasi, come i rivestimenti in cotto dei pavimenti, sono di Manetti Gusmano & figli.

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o si potrebbe definire un casale a colori. In questa residenza a Poli, un paesino a due passi da Roma noto per aver dato i natali a Papa Innocenzo XIII, il gusto della tradizione viene ripensato con estro, attingendo con gusto alla scala cromatica, utilizzando una tavolozza inconsueta per questa tipologia architettonica. Infatti, in genere, si dice casale e si pensa a una fisionomia ben definita, dove i colori caldi del legno si sposano alle pareti imbiancate a calce, a fare da sfondo a un repertorio consolidato di arredi rustici e di strumenti agricoli messi in bella mostra a far da contorno. Ebbene, qui è tutto un altro discorso. Si sente la mano dell’architetto, il gusto sicuro di chi non ha paura di sovvertire con eleganza i canoni consolidati dell’interior design, per dare un’impronta del tutto personale, azzardando, puntando sulla contaminazione di stili, e vincendo questa difficile sfida. Laura Sessa, architetto, yacht designer di fama internazionale, quando ha deciso di ristrutturare questo casale del ’600, non aveva 

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Rosso e blu. a sinistra: il soggiorno è dominato da una grande opera di Marco Del Re. I divani, su disegno, con tessuti di Loro Piana, sono realizzati da Tappezzeria Ravasi. Le lampade rosse sono di Hervé Van der Straeten, il quadro a destra è di Susan Shup. in alto: un altro ambiente. Specchio di Van der Straeten, lampade vintage.

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«La casa è perennemente in movimento. Continuo a spostare i quadri, ma anche i mobili e le lampade da un piano all’altro, da un locale all’altro, creando così ambienti sempre diversi». dubbi, non era sufficiente dar vita a un giudizioso recupero della struttura, che richiedeva un importante lavoro di restauro. Si doveva creare qualcosa di unico, di speciale. E il punto di partenza è stato proprio il senso per gli abbinamenti cromatici, che sono ben presto diventati la cifra stilistica della residenza. «Sono appassionata dai colori e dalle loro combinazioni da sempre», spiega Laura Sessa, che ha creato una serie di ambienti molto ben caratterizzati: il soggiorno, per esempio, è giocato sulle note dominanti del rosso e del blu, che ritornano nei divani, nelle poltrone e negli oggetti, in un rincorrersi di tonalità, che appaga l’occhio, che continua a cercare conferme di queste affinità. Lo stesso discorso si sviluppa nella sala da pranzo, dove attorno al tavolo sono disposte sedie con rivestimenti bicromatici, giallo e bianco, rosso e bianco, viola e bianco, in un fraseggio di colori che introduce una brillante idea di musicalità nell’ambiente. Questa piacevole idea di assonanze ha un’ulteriore declinazione nella

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Le stanze dei libri. in alto: in un corridoio una credenza dell’800 contrasta con il design moderno di uno specchio di Hervé Van der Straeten. sotto: la sala da pranzo. Il tavolo è circondato da sedie di Promemoria personalizzate dall’architetto. pagina seguente: ancora la sala da pranzo. Alla parete, un dipinto di Marcel Reynaud. Lampade a sospensione Flûte di Franco Raggi per FontanaArte.


camera da letto, che strizza l’occhio allo stile Hamptons, con le pareti decorate con grandi strisce bianche e blu, che trovano un’idea di contrasto nel letto dalla struttura color rosso. E non finisce qui. Le armonie cromatiche degli arredi e delle finiture vengono richiamate e valorizzate dalle tante opere d’arte disseminate nella casa. E viene spontaneo chiedersi se questa composizione cromatica sia derivata proprio dalla presenza dei dipinti che spiccano nelle stanze, oppure se sia il contrario. Come spiega l’architetto, «i dipinti sono stati posizionati in un secondo tempo». Non solo. La loro presenza, in perfetta sintonia con i cromatismi dei vari ambienti, talvolta, da soli, rimettono in gioco la fisionomia della residenza, suddivisa su due piani. «La casa è perennemente in movimento», aggiunge l’architetto. «Continuo a spostare i quadri, ma anche i mobili e le lampade da un piano all’altro, da un locale all’altro, creando così ambienti sempre diversi». Un desiderio continuo di cambiamento che riflette l’indole curiosa e il tempe-

ramento eclettico della padrona di casa, che qui ha anche il suo studio di architettura. Lo si capisce dai tanti libri che tappezzano le pareti della casa e che raccontano molteplici interessi. «Adoro i libri, e non solo quelli che riguardano il mondo dell’architettura e degli interni, ma anche quelli sui giardini, la moda, la pittura, la ceramica e l’argenteria. Anche quelli di cucina. Insomma, tutto quello che ruota intorno alla casa». Da questa presentazione emerge quindi un’idea di un casale inedito, allegro e vivace, che in primis racconta la personalità estrosa della sua proprietaria. Ma resta da dire dell’aspetto più tipico di questa residenza, che conserva comunque uno stretto legame con la tradizione: una volta apprezzate le scelte più innovative, si colgono infatti i dettagli, più classici, dal pavimento in cotto alle massicce travi in legno dei soffitti, particolari che ben si integrano con le scelte più moderne e rendono il casale un esempio di capacità di innovare rispettando il senso del passato. FINE

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Hamptons style. sopra: letti in ferro battuto di artigianato toscano in una camera degli ospiti. sotto, a sinistra: un quadro di Marco Del Re sovrasta uno scrittoio degli anni Cinquanta in una camera da letto. sotto, a destra: su un tavolino, spicca la radio Cubo di Marco Zanuso e Richard Sapper per Brionvega. pagina precedente: un’altra camera degli ospiti, in stile Hamptons, con quadri e cuscini di gusto marinaro. I letti sono su disegno, realizzati da Tappezzeria Ravasi. Gli accenni allo stile nautico, tanto presenti nella casa, si legano all’attività della proprietaria, architetto, molto nota come yacht designer.

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Echi di terre lontane Una candida casa caprese a Marina Piccola, con una spettacolare vista sui FARAGLIONI , è stata ridisegnata con sensibilità romantica e decorata con l’aiuto di artigiani locali con tocchi scenografici e tanti richiami al Marocco e all’Africa del Nord.

progetto e interior design di OLIMPIA ORSINI testo di NICOLETTA DEL BUONO fotografie di GIANNI FR ANCHELLUCCI

Arabesque. Il salotto-ingresso della casa sui faraglioni sistemata da Olimpia Orsini: Marina Piccola pare quasi entrare dalla scaletta. Soffitti decorati in gesso da artigiani capresi, baule del ’700, come i divani francesi, coperta berbera dell’800, lanterna e tavolino marocchini. Sul baule una borsa in paglia reca il nome della designer che ha voluto così firmare il suo lavoro.

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Capri ci andava da anni per le vacanze con il suo compagno. Nell’isola trovava quella magia di cui aveva tanto bisogno la sua anima vitalistica, quella che aveva stregato e strega tante menti d’ingegno. Il vento salso che sale dal mare, l’acqua di cristallo, il rincorrersi, nel silenzio antico, delle voci dei tanti che l’hanno amata, Compton Mackenzie, Krupp, Douglas, Marinetti, Malaparte: come sottrarsi alla malia di questo scoglio cortesemente scagliato dalle divinità davanti a Partenope? Ci andava, ma non aveva casa sua. Finché un giorno, scendendo la Via Krupp verso Marina Piccola, vide un cartello: vendesi diceva, ed era appeso a una candida casa con tanto verde sopra e i faraglioni in vista. Chiese e le dissero che l’avevano messo appena appena: il tempo di infischiarsene del parere del marito e del figlio («ma è una casa per topi!») e di sistemare le cose e la dimora era nelle sue mani. Ora ci voleva un progetto d’interni per renderla davvero sua. Ma per questo c’era l’amica Olimpia Orsini, intelligenza e temperamento sulfureo quanto il suo, una uguale voglia di immediatezza, di emozione, di immersioni esoteriche, di libertà dalle fredde costrizioni dell’intelletto. Ragionando con la progettista romana, venne fuori subito una comune idiosincrasia per lo stile caprese, per le sue forme sottili, come anoressiche, per i suoi colori diventati nel tempo scontati e muti al sentimento, per i suoi faretti che rendono la

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Calma e gesso. pagina precedente: sotto soffitti voltati a vela di artigiani capresi su progetto della Orsini, il camino in gesso, pure su disegno. Nel camino, conchiglia in bronzo e pantofole marocchine. Spicca uno specchio francese dell’800; sulla cornice, due candelabri e due babbucce persiane su alari in ferro. Sedie in ferro francesi. sopra: tela dipinta con lampadario Luigi XVI di Stefania Mura, gabbia dell’800, come la sedia indiana e la lampada italiana sul tavolino marocchino.

Oggetti marocchini e teli dipinti usati come scenografiche quinte, in un gioco di illusioni che porta altrove, o che fa entrare altri mondi tra le bianche pareti: per essere a Capri, ma non in una casa caprese. luce inespressiva. Dice Orsini: «Era una specie di caverna, tre finestre, e sopra ciuffi di rovi che limitavano la vista, insomma una situazione invereconda. Eppure l’ho subito sentita come fosse mia, tant’è che vi ho lasciato una borsa di paglia con la mia firma per dire: sono stata qui. Non so come e perché ho reagito in questo modo. Mi intriga ciò che avverto ma che non vedo subito, mi piace scoprirlo. Parlando, assorbendo il contesto, la bellezza di Marina Piccola, guardando i faraglioni incorniciati, intrappolati, verrebbe da dire, tra le colonne capresi del terrazzo, ho capito che la soluzione era di fare di questa casa una specie di viaggio, un viaggio restando dentro le sue mura rassicuranti che il caso aveva affidato alla mia cura, al mio amore». Un viaggio dove? «In Marocco, gli stilemi dell’architettura islamica, l’alfiz, l’arco arabo, le texture, gli stucchi, i colori, persino gli abiti, le babbucce... volevo portare qui tutto questo. Nel segno del cosmopolitismo e della contaminazione». Detto così sembra un gioco, in realtà non è stato facile. «C’è stato molto da fare per rendere la casa ciò che sognava la proprietaria. Anzi all’inizio non era nemmeno una casa, era uno stanzone. Per dargli forma abitabile si sono dovuti tirare su dei tramezzi, abbiamo creato dei soffitti a vela o modanati, i pavimenti sono stati rivestiti con

la pietra e il legno, la cucina l’ho disegnata ex novo come molti arredi. Il bagno, nuovo, è unico perché non c’era modo di farne un altro, così ci siamo inventati un doppio ingresso giacché deve servire le due stanze da letto». L’esotismo è evocato anche dai dettagli. Come l’orientalismo della tela-tenda decorata con il motivo di un lampadario Luigi XVI da Stefania Mura, che scherma, verso il soggiorno, la cucina aperta. O, in salotto, la coperta distesa, sopra il divano, che altro non è che il pesante vello indossato d’inverno dai pastori marocchini dell’Atlante per proteggersi dal freddo. E poi le gabbie per uccelli, le lanterne, la specchiera sopra il camino in gesso, ideato dalla Orsini, il cielino che veglia sul letto della camera padronale, l’imponente poltrona del Kenya nella stanza degli ospiti, gli acquerelli orientalisti, “parole” decorative tipiche del linguaggio creativo della progettista. E ancora c’è il contatto con il mare a ribadire il sentimento del viaggio in Marocco che la casa vuole ispirare. A concretizzarlo è la grande terrazza che una grata, altro Orsini’s touch, ripartisce in area solarium e, coperta e con cucina, area relax. Una dimora romantica e teatrale, piena di vita. Dove senti battere dappertutto un cuore zingaro. Anzi due, quelli di Orsini e della proprietaria. FINE

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ÂŤVolevo fare della casa un viaggio nello spirito del MaroccoÂť. Olimpia Orsini


Juta e oro. Nella camera degli ospiti, poltrona keniota dell’800, come il tavolo dorato, e sofà in juta con passamaneria dorata. pagina precedente, in alto, a sinistra: la cucina su disegno con lampadario di spirito gustaviano in lamierino dorato, tavolo in marmo e ghisa italiano. in alto, a destra: la stanza degli ospiti. Specchio italiano dell’800, sormontato da un vecchio sari, ali del ’700 dorate, tavolino dell’800. in basso, a sinistra: la camera padronale. Letto su disegno con cielino ricavato da un pulpito del ’700, alla parete acquerello orientalista e pantofola marocchina, come la lanterna nella nicchia. in basso, a destra: nel bagno stampe dell’800 e applique in cristallo e legno dorato del ’700; porta azzurra marocchina, lavello in marmo bianco assoluto. Il cuore disegnato è un’altra firma di Olimpia Orsini.

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In&out. pagina precedente: la cucina estiva con mobile in ferro su disegno decorato con motivi marocchini; alla parete fotografie d’epoca di donne africane. Sedia rivestita in juta presa da un vecchio sacco da caffè, antica lanterna giapponese, tende in lino bianco. sopra: sul terrazzo, la zona relax con vista sui faraglioni e grande tatami tra le colonne capresi; mobiletto azzurro di recupero, lanterna cinese dell’800. sotto: sul terrazzo, a sinistra, tavolo da macelleria francese dell’800, vasi italiani e lanterna marocchina, tutto dell’800.

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Come una volta. L’ingresso principale della masseria, costruita all’inizio del Novecento con pietra da taglio. A destra, su un piano roccioso che è la base di tutto l’edificio, si vede la panca “araba” il cui schienale è un muretto a secco. Si tratta di un restauro filologico in cui sono stati utilizzati materiali locali e tecniche attuali per il recupero delle murature e successivo consolidamento.

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L’ENERGIA DELLA PIETRA Sulle colline di NOTO , un recupero filologico restituisce un’antica masseria al palcoscenico di muretti a secco, mare turchese e architetture barocche a cui appartiene. progetto e interior design di GIANLUCA ROSSI testo di ELENA DALLORSO — fotografie di MATTIA AQUILA


Epoche. sopra: scultura di un artista afro-francese che recupera legni sulle spiagge. A sinistra, bozzetto di Giorgio Zamboni per una scultura in rame da realizzarsi a Dubai. a destra: poltrone del 1975 in tessuto, chaise longue LC4 di Le Corbusier (Cassina), tavolo da oppio indocinese del 1920, vasi di Stefania Vasques e Moro in ceramica di Caltagirone. In angolo, Big foot di Viabizzuno, tappeto di GT design.

li antichi architravi litici dell’edificio principale riportano la data del 1890 quale origine della casa La balza del lupo sulla collina di Pantanello, a due passi da Noto. Ai primi due edifici, nel tempo, ne sono stati accorpati altri, secondo il costume delle campagne che prevedeva, a ogni matrimonio di figlio, l’aggiunta di una stanza per la nuova famiglia. L’ultimo ampliamento è però recente, e si deve al nuovo proprietario, l’architetto bolognese Gianluca Rossi. «Da anni volevo uno spazio per me, e l’ho cercato prima in Toscana, per arrivare poi in Sicilia, la regione di mio nonno. Qui la natura è selvaggia, il mare è vicinissimo e la terra esercita un richiamo potente, ancestrale, quello che mi ha conquistato». Nel 2008, quando ha acquistato la proprietà, tutto era in rovina: gli edifici ridotti a ruderi, i tetti in canne crollati, alcuni muri danneggiati, il mandorleto e l’oliveto inselvatichiti. Ma l’insieme era armonico e conservava un orgoglio proprio, una fierezza, un impatto severo e pieno di energia. Il recupero è iniziato nel 2010, secondo un rigore architettonico e decorativo filologico: «Le strutture – 

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Commistioni. sopra: poltrona anni ’70 in pelle, pouf in legno nordamericani davanti al camino. Tavolino in metallo bianco disegnato per Marazzi con piano in ceramica SistemA Marazzi ceramiche, tappeto magrebino. Sullo sfondo libreria inizio ’900 in noce e sedie cinesi del 1910. a sinistra: in cucina, tavolo Leonardo di Achille Castiglioni, sedie Eu/phoria di Paola Navone (Eumenes), frigo Smeg, mobile nordeuropeo anni ’50 in legno e radica, quadro in ferro di Antonino Sciortino. La cucina è in acciaio corten su disegno. pagina seguente: poltrona 1975 in tessuto, tavolino Attila di Philippe Starck (Kartell), lampada in appoggio scandinava, foglia in rame di Giorgio Zamboni.

quattro, ovvero la masseria principale e tre piccole dépendance – sono basse, solide, appoggiate, direi ancorate, alla roccia. Ci siamo limitati a consolidare le fondazioni. I muri a secco in pietra di modica originali, con il loro spessore da 80 cm/1 metro per tenere fuori il caldo d’estate e dentro d’inverno, sono stati mantenuti, noi ci siamo limitati a saturare eventuali vuoti con il cocciopesto», spiega l’architetto. «Anche la tinteggiatura è in calce, come si faceva in passato». Chilometri di muretti a secco si snodano per tutti i dislivelli della collina (la proprietà è di 22 ettari, il 60 per cento occupato dalla macchia mediterranea e lo spazio restante da un mandorleto, un uliveto e un boschetto di carrubi), descrivendo e delimitando porzioni di terreno: venivano usati per le coltivazioni oppure per il contenimento degli animali e ora ricamano le colline evocando il passato rurale della masseria. Lo spazio, intorno alla casa, è immenso, un teatro naturale i cui confini sono tracciati dall’azzurro del mare della riserva di Vendicari, dalle cupole barocche di Noto e da una specie di canyon (in 

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Antichi mestieri. sopra: nella camera padronale, copriletto di GT design, lampada sospesa realizzata con una nassa da pesca, porta cesellata a mano con inserti in ottone di fine Ottocento proveniente dal Rajasthan. Poltrona Knotted di Marcel Wanders (Cappellini) in filo e fibra di carbonio. a destra: nella sala da bagno padronale, scaletta in legno di ulivo, porzione di cornice fine ’700 in foglia d’oro, lavabo in muratura in opera su disegno con resina di cemento sul top. Sul piano scrigno da viaggio con cassetti in legno di rosa (Cina 1910). Lampada sul pavimento in legno di ulivo e rete da pesca, luce sospesa vintage anni ’40. pagina seguente: la piscina (14x3) con lastrico in pietra di Modica bocciardata, gazebo in ferro con canniccio ombreggiante.

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All’inizio tutto era in rovina: gli edifici ridotti a ruderi, i tetti in canne crollati, i muri danneggiati, mandorli e olivi inselvatichiti. Ma l’insieme era armonico, fiero, severo, pieno di energia. realtà un’antichissima cava che, a partire dall’età del ferro, è stata usata come necropoli), dove trovano riparo gli animali selvatici. Nella corte interna ci sono due antiche cisterne a bulbo di cipolla per la raccolta dell’acqua piovana alla quale si aggiunge, grazie alla trivellazione del terreno, quella della falda a 200 metri di profondità. «L’outdoor sconfina nell’indoor, non potrebbe essere altrimenti, con un paesaggio di questa potenza», spiega Rossi. Filo conduttore dell’interior design lo stesso rispettoso rigore del restauro strutturale. Racconta Rossi: «Quando sono arrivato qui, mi ha colpito l’estrema semplicità degli arredi. La cucina era realizzata con un piano di mattoni, il tavolo fatto da un’asse di legno montata sui ferri di un letto, le sedie impagliate. Non avrei mai potuto sostituirla con pensili moderni, anonimi. Così ho affiancato lastre di ferro arrugginito su cui poggiano i piani cottura al legno di un vecchio mobile scandinavo e all’acciaio di un frigorifero Smeg un po’ vintage: l’unione di un materiale scabroso e duro come il corten e la morbidezza del legno creano un insieme armonioso». Lo stesso tipo di commistione è il leitmotiv del décor di ogni ambiente: così, per esempio, sempre in cucina, accanto ai piani su disegno si trovano il tavolo Leonardo

di Achille Castiglioni («viene dal mio primo studio, l’ho comprato con i soldi della mia prima commissione») e le sedie di Paola Navone che l’architetto aveva utilizzato per un allestimento al Superstudio durante il Fuorisalone; oppure, nella stanza padronale una porta cesellata a mano con inserti in ottone di fine ’800 proveniente dal Rajasthan convive con la poltroncina Knotted di Marcel Wanders e con una lampada realizzata con una nassa da pesca. «Tutto quello che c’è in casa l’ho comprato in giro per il mondo o “recuperato” da clienti che non ne apprezzavano il valore, come le bellissime poltrone anni ’70 della sala. Mi sono sempre innamorato dei pezzi che mi davano emozioni, che avessero storie da raccontare. Così li prendevo e li depositavo in attesa di individuare un luogo come questo che li contenesse. Ora tutti hanno trovato qui il loro posto perfetto». Che, nonostante le ragguardevoli dimensioni dell’insieme, continua a dare l’idea di una piccola casa immersa, quasi un po’ persa, in un paesaggio mediterraneo. Nel rispetto dell’ambiente, infatti, l’architetto ha costruito il volume in addizione al nucleo centrale (la sala invernale) nella parte posteriore della masseria, che si sviluppa salendo verso la collina, nascosta agli occhi di chi arriva. FINE

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La poetica dell’equilibrio A Londra, nel negozio ARMANI/CASA , ogni ambiente racconta un gusto per un lusso sobrio ed essenziale, che si esprime con forme pure e materiali ricercati. testo di GAIA PASSI — fotografie di MASSIMO LISTRI

Genihil iunt mint dic tempor rehenet lam veriaep udicae non EVIDENZIARE , dusequ atissim exeriberem eat acerspero mo toris assi tectatius es autet volupeos progetto di ICFGHFGHFGHJISI — interior design di OFGHFGHJGHJSI testo di NIRTYRTYONO — fotografie di GGHJFGHJFTYSO


STEFANO GUINDANI

Stile di vita. pagina precedente : Giorgio Armani nel negozio Armani/Casa di Sloane Street, a Londra. Coffee table componibile Norigami, scatole Neuen e lampada Nema nella versione limited edition in selenite. sopra: uno spazio curvilineo collega la boutique Giorgio Armani e il negozio Armani/Casa: qui sono esposti i tessuti Armani/Casa Exclusive Textiles by Rubelli e carte da parati Armani/Casa Exclusive Wallcoverings Collection in collaboration with Jannelli&Volpi.

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bito e abitare. Moda e interior design. Sono le due anime di Giorgio Armani: mondi profondamente affini in cui, da oltre quarant’anni, si esprime la sua filosofia di vita. Per la prima volta, a Londra, lo stilista racchiude in un unico spazio le collezioni moda e casa: in Sloane Street, prestigiosa via che attraversa il cuore della capitale inglese, hanno aperto le boutique Giorgio Armani e Armani/ Casa. L’ambiente originario, completamente rinnovato, collega i due punti vendita situati uno accanto all’altro e uniti da un lungo corridoio curvilineo. Il nuovo concept è stato studiato personalmente dallo stilista in collaborazione con il suo team di architetti: «L’equilibrio tra la ricercatezza di materiali, la preziosità delle finiture e l’atmosfera calda e raffinata è il filo conduttore che lega i due ambienti», ha spiegato Giorgio Armani. La passione per il design d’interni affonda le radici nell’amore per le sue case: Milano e Broni, Antigua e Pantelleria, Forte dei Marmi e l’Engadina. Ciascuna è stata scelta, progettata e arredata con la dedizione e la cura per il dettaglio che contraddistinguono ogni progetto dello stilista. L’ispirazione arriva dal “genius loci”, lo spi- 

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Lusso discreto. a sinistra: al centro della sala, uno degli ambienti del negozio londinese Armani/Casa, la poltroncina Margot con il suo pouf. Il design degli espositori in legno è dinamico ed essenziale e riflette l’idea di un progetto in continua evoluzione. La Logo Lamp, simbolo del marchio, è riprodotta sulla carta da parati. Il negozio si sviluppa su una superficie di 200 metri quadrati. in alto: il divano Canaletto arreda il soggiorno. In vetrina, una Logo Lamp poggia sulla console Matrix, al centro, lampada Hollywood su tavolini Galassia.

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Come un atelier. Altri ambienti del negozio Armani/Casa. sopra: mobile bar Club in lacca oceano, tavolo Jingo, seduta Giotto in tessuto Faro, lampada Aladino, vasi Halcon. sotto: paravento da esposizione (non in collezione) in carta da parati Gion, della nuova linea Refined structure 2 Armani/Casa Exclusive Wallcoverings Collection in collaboration with Jannelli&Volpi. Tavolo Trocadero in acero con top in lino, sedie Dalia in velluto Cordoba, lampada Tersilla. Le pareti sono rivestite in seta stampata, le pavimentazioni sono in marmo e onice. a destra: un dettaglio del tavolo da pranzo Trocadero apparecchiato. Il mobile sulla destra è il bar cabinet Jazz. Gli spazi sono definiti da teli doppi di fine rete metallica color platino a tutta altezza, elemento che crea leggere divisioni tra le diverse ambientazioni.

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rito del luogo, che si mescola con citazioni orientali, arredi art déco, pezzi d’arte contemporanea, ricordi di viaggio e di vita. La casa intesa come rifugio e luogo dell’anima. Nel 2000, Giorgio Armani ha deciso di condividere con il mondo il suo “sogno dell’abitare”, con l’apertura del primo negozio Armani/Casa in via Manzoni 31, a Milano. Oggi il brand è presente con 41 punti vendita in 29 Paesi. «Il design di interni mi appassiona da sempre», spiega lo stilista. «Le forme pure e l’alta artigianalità, il gusto della sobrietà e del lusso discreto sono i medesimi della mia moda». Dall’abito all’abitare: due facce della stessa medaglia, espressioni tangibili della nostra personalità. Vestire Armani significa scegliere un’eleganza senza compromessi, un comfort senza ostentazione; così, vivere in una casa Armani vuol dire circondarsi di una bellezza luminosa e ovattata, fatta di colori tenui, luci soffuse e materiali preziosi.

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Il senso della misura. sopra: in un altro ambiente del negozio Armani/Casa, attorno al tavolo Great, sedie Rima in tessuto Hadley, centrotavola Erika. pagina seguente: l’allestimento della camera da letto, con il letto Martin in tessuto Melbourne, comodino Milton in tessuto Shagreen, lampada Jaime in vetro di Murano, appendiabiti Tao. I tavolini sulla destra sono Galassia nella versione in pelle.

Il negozio Armani/Casa di Sloane Street si sviluppa su una superficie complessiva di 200 metri quadrati ed è collegato all’adiacente boutique Giorgio Armani attraverso uno spazio con pareti curve in cui sono esposti tessuti, tappeti e carte da parati, realizzati dallo stilista in collaborazione con storici brand del settore, come Rubelli per il tessile e Jannelli&Volpi per la collezione wallpaper. Il concept riprende la palette cromatica


Colori tenui, luci soffuse, mobili che declinano un’elegante filosofia dell’arredamento si ritrovano nelle varie stanze del negozio, che evoca l’idea di una casa ideale. del punto vendita di abbigliamento, assicurando un senso di uniforme continuità e un passaggio naturale tra gli ambienti. Come in una casa, il negozio si articola in stanze arredate con gusto impeccabile: il salotto e la sala da pranzo con la tavola apparecchiata, lo studio, la camera da letto. Gli spazi sono definiti da doppi teli di fine rete metallica color platino, elemento impalpabile che crea leggere divisioni tra le diverse ambientazioni. «È uno spazio che ricorda un atelier, raffinato, fluido e versatile», aggiunge lo stilista. Un’apposita area è dedicata alla presentazione dei progetti dell’Interior Design Studio, il servizio di design di interni creato nel 2004 da Giorgio Armani per realizzare con il suo team case private, ma anche yacht, aerei e complessi residenziali in tutto il mondo. Accanto ad Armani/Casa, la boutique Giorgio Armani si sviluppa su 800 metri quadrati disposti su tre piani: l’ingres-

so, dedicato alle collezioni accessori, espone occhiali, orologi e prodotti beauty. Una scala dalla struttura lieve conduce al piano superiore, dove si trovano le linee donna e la selezione Giorgio Armani New Normal. Il piano interrato è destinato all’uomo con una parte dedicata esclusivamente al servizio made to measure. Il nuovo progetto di Giorgio Armani è stato celebrato con un opening in grande stile, lo scorso mese di aprile: un vero e proprio trunk show che si è concluso con una serata al Tramp, celebre club londinese trasformato per l’occasione in un pop up di Giorgio’s, l’appuntamento all’A rmani/Privé nightclub dedicato ai soci. L’evento ha chiamato a raccolta celebrità e amici dello stilista, tra cui Cate Blanchett, Clive Owen ed Eva Riccobono. Ancora una volta, Armani stupisce e incanta con una visione che va ben oltre la moda, diventando stile di vita. FINE

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Spazi antichi. a sinistra: la corte interna del palazzo. In primo piano un antico carretto da capra, pensato per due bambini. Alla scala sono appese due nasse da pesca oggi usate come lanterne. pagina seguente: in una stanza affacciata sul cortile, un letto pieghevole in ferro. Sulla console in ferro battuto, un busto in cera del XIX secolo. Piedistallo barocco, bilancia antica di provenienza siciliana.

Effetto Noto In una delle vie più belle della CAPITALE DEL BAROCCO, il “basso” di un palazzo storico, in origine una rimessa per carrozze, è stato trasformato in un luogo pieno di magia. Grazie a un attento lavoro di restauro. E a sapienti accostamenti di oggetti, creati da un’antiquaria innamorata di questa città. progetto di CORR ADO PAPA — interior design di R ACHEL BARTOLI testo di RUBEN MODIGLIANI — fotografie di MATTIA AQUILA

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TITOLO BLA SÃ’LKD


Tocchi di magia. sopra: davanti a un accesso al cortile, una serie di tavolini impilabili francesi del primo Novecento, dipinti a motivi floreali. a destra, in alto: nella sala da pranzo è stata ricavata una nicchia con un’altra sala da pranzo ma in miniatura, da bambola (un pezzo d’epoca). a destra, in basso: l’ingresso della casa. Panca laccata veneziana, ritratto di nobildonna del XVIII secolo, lavamano francese in peltro. pagina precedente: in sala da pranzo c’è la riproduzione di un albero di ciliegio (acquistato da Oui, a Bologna), dove ogni fiore è una minuscola luce Led. La tavola è apparecchiata con argenteria emiliana e piatti decorati Cardiff. Sul fondo si vede la porta d’ingresso.

oto è fatta di palazzi, di chiese, di strade in pendenza, di campanili. Di una monumentalità barocca e di sprazzi di natura rigogliosa che si vedono non appena il punto di vista si sposta un po’ in alto. «Ma c’è molto di più: secondo me sono le sue vite passate, le tracce delle persone che qui hanno abitato nel corso dei secoli. Un’energia che non puoi non sentire. Noto è un cuore pulsante, una città che ti cattura, ti strega. Per poi non lasciarti più». A parlare così è Rachel Bartoli, la padrona di casa dello spazio che pubblichiamo in queste pagine. Un luogo fuori dal comune, come lo è la città in cui si trova, capolavoro del Barocco, di cui è spesso definita “la capitale”. Rachel, francese ma da più di quarant’anni di base a Bologna (dove ha famiglia e dove lavora nel campo delle antichità), l’ha scoperta dodici anni fa. «Accompagnavo un’amica che voleva acquistare qui un immobile per investimento», racconta. «Lei non guidava e aveva chiesto a me di accompagnarla. Arrivammo in piena notte 

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in un luogo deserto, silenzioso, dalla bellezza folgorante. Che ci ha stregate immediatamente. Tanto che ho acquistato una piccola casa anch’io». È stato l’inizio di una passione ancora in pieno fulgore. A quella prima casa ne sono seguite altre, e nel 2010 ha aperto una galleria di antiquariato. «Così mi sono inventata una scusa per venire qui più spesso in questo luogo incantato», continua Rachel. «È stato un colpo di testa fatto con l’entusiasmo di chi non riflette tanto, ma osa seguendo il cuore. E questo amore è stato immediatamente contraccambiato dalla città e dai suoi meravigliosi abitanti, i siciliani, e soprattutto dai suoi turisti e da tutte le persone che qui hanno deciso di avere una seconda casa. E così adesso passo sei mesi all’anno in giro per l’Italia e la Francia a cercare cose per la stagione netina, che per me comincia a Pasqua e finisce a ottobre. Non so per quanto tempo ancora potrò farlo (non essendo più una ragazza) ma per il momento la passione non sta ancora scemando. Al limite, forse, un po’ di più i muscoli quando sposto e carico le cose...». La costruzione di queste pagine, come spesso succede a Noto, ha una storia dove si intrecciano ricchezza, decadenza, rina-

scita. Si tratta di un “basso”, antica rimessa per carrozze con annessa stalla, di palazzo Astuto. Siamo giusto alle spalle della cattedrale, nella strada (via Cavour) che può a buon diritto essere chiamata “dei palazzi”: qui sorgono quelli voluti dalle famiglie Trigona, Castelluccio, Nicolaci. Una mattina all’alba Rachel è nel terrazzo di casa, giusto qui davanti, per bagnare le piante. E vede che nel basso, da tempo utilizzato come ristorante, è in atto un trasloco. Contatta la proprietà, ottiene lo spazio. Insieme all’architetto Corrado Papa si mette a lavorare eliminando strati, alla ricerca dell’antico: sono state tolte le piastrelle in grès e sostituite con altre in ceramica di Caltagirone o con pietra pece d’epoca; le volte in muratura, che erano state dipinte color arancio, sono tornate a un colore naturale; quelle in pietra pazientemente ripulite. Ed è riemersa la magia di questi spazi. Ha preso forma così uno ambiente di grande impatto scenografico che assolve anche a una funzione pratica: è una sorta di deposito, di annesso al negozio di antichità di Rachel. E infatti l’arredamento cambia in continuazione, qui praticamente tutto è in vendita. «È un modo che ho trovato per esporre mobili di dimensioni importanti, che altrimenti nella bottega non entrerebbero», spiega. Lo stile degli arredi è eclettico ma con misura, e rispecchia in pieno il gusto della padrona di casa. Una Wunderkammer garbata dove trovano posto tele e mobili antichi ma anche recuperi che danno origine a oggetti suggestivi (un esempio: le nasse in rete metallica usate per la pesca trasformate in portacandele). Una sensazione di meraviglia che si manifesta già all’ingresso: uno spazio dalla volta a botte in pietra con due panchette fronteggianti e rivestite in damasco giallo oro, un antico ombrello siciliano da parata e, a fare da quinta divisoria dall’ambiente successivo, un albero di ciliegio che sorge dal pavimento dove ogni fiore è una corolla di cristalli trasparenti con al centro un Led. Del resto è così che Rachel vede Noto: come una fonte di continua meraviglia. «Non è un caso se qui stanno aprendo alberghi magnifici, dove passare notti da sogno: Seven Rooms a palazzo Nicolaci, il resort creato da Jacques Garcia...», conclude. «Così in città arrivano persone interessanti, meravigliose. Entrano in negozio spinti dalla curiosità o per chiedere informazioni che sono felicissima di dare. Perché Noto è un luogo generoso, che offre tanto. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Ed è così che ti conquista». FINE

Atmosfere. in alto: la cucina è stata realizzata di recente seguendo lo stile tradizionale del luogo. Sul tavolo piemontese del ’900 una coppia di candelabri francesi. Alla finestra e sul vecchio tavolo da falegname, due teste di Caltagirone non smaltate. pagina seguente: in camera, a sinistra, un letto “à rouleaux” francese in ciliegio. La cornice dello specchio è una vecchia porta proveniente da un palazzo vicino a Parma.

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Una Wunderkammer garbata dove trovano posto tele e mobili antichi. Ma anche oggetti di recupero affascinanti e pieni di poesia: come le vecchie nasse da pesca in rete metallica trasformate in lanterne.


Viaggio in Provenza testo di ELENA DALLORSO — fotografie di MASSIMO LISTRI

In un’antica bastide di GRASSE , arredata come una casa di campagna e immersa in un parco profumato, il Maître Parfumeur di Louis Vuitton crea le fragranze della Maison.

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Casa di campagna. Il giardino di Les Fontaines Parfumées, disegnato da Jean Mus. pagina precedente, in alto: l’entrata della bastide. Bauli vintage Louis Vuitton, foto d’epoca, tavolino di Angelo Mangiarotti. pagina precedente, in basso: le boccette dei profumi Louis Vuitton, disegnate da Marc Newson, sono ricaricabili alle “fontane” presenti in ogni boutique del marchio.

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Mondi lontani. sopra: in una delle sale della bastide, guardaroba, cappelliere e bauli Louis Vuitton sottolineano il tema del viaggio. sotto, a sinistra: Cocoon dei Fratelli Campana, fa parte degli Objets Nomades di Louis Vuitton. Ăˆ in fibra di vetro rivestita in pelle imbottita e traforata. sotto, a destra: nel salotto, il camino originale è stato restaurato. pagina seguente: la rotonda art dĂŠco, con le vetrate originali e la fontana profumata perfettamente funzionante. Ăˆ stata integrata alla costruzione originaria degli anni Venti.

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i passava davanti ogni mattina, mentre andava a scuola Jacques Cavallier Belletrud, senza sapere che dietro quei cancelli di ferro battuto un giorno ci sarebbero stati il suo ufficio e il suo atelier. La tenuta chiamata Les Fontaines Parfumées, all’interno di Villa Vauthier, era, all’epoca, soltanto un’antica bastide lasciata andare. Aveva perduto anche la funzione di centro profumiero che aveva avuto negli anni ’20 quando, nella rotonda, era stata costruita una fontana da cui, a seconda della stagione, sgorgavano essenze diverse create dai maîtres di Grasse: mimosa in gennaio, violetta in febbraio, boccioli primaverili in aprile, rose in maggio e gelsomino fino all’autunno. Dal 2013, dopo

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l’acquisizione da parte di Louis Vuitton e un anno di restauri, Les Fontaines Parfumées è diventato il centro olfattorio creativo della Maison e del gruppo LVMH (oltre all’atelier del Maître Parfumeur di Louis Vuitton si trova anche quello di François Demachy, creatore delle fragranze Christian Dior). Qui, dal lancio della prima collezione nel 2016, si inventano e si distillano le fragranze Louis Vuitton, tutte legate, come ogni oggetto della Maison, al viaggio, reale o emozionale, interiore, metaforico, perfino immateriale. Da qui, tra pochi giorni, uscirà anche la prima collezione di profumi maschili, dedicati a uomini amanti dell’avventura e della scoperta: L’ immensité, Nouveau Monde, Orage, Sur la Route, Au Hasard. Le boccette essenziali, disegnate da Marc Newson, sono ricaricabili nelle boutique Louis Vuitton, 

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tutte dotate di una fontana che ricorda quella della bastide di Grasse dove nel secolo scorso i clienti attingevano i profumi dalla fonte. Il luogo in cui il processo creativo si compone è al secondo piano, nell’atelier di Cavallier, dove, in stanze refrigerate costruite su misura come celle per i vini, vengono conservate le essenze. A collegare il piano terra della bastide del XVII secolo, aperto al pubblico (con un salone, una sala da pranzo, un giardino d’inverno nella rotonda integrata alla costruzione originaria che negli anni Venti fungeva da negozio, una biblioteca e una cucina per gli ospiti), con gli altri piani, una scala maestosa. Mille i metri quadrati dell’edificio principale, poi un vecchio frantoio trasformato nel centro di training per il personale e, tutto intorno, un grandioso giardino olfattorio disegnato dall’architetto del verde Jean Mus, anche lui originario di Grasse: oltre 350 essenze, divise tra 500 piante di rose centifolia, mille cespugli di gelsomino di Sicilia, aranci, aranci amari, mandarini, cedri, limoni, bergamotti di Calabria, violette, lavanda, timo, mughetto e più di 20 varietà di menta, fiori esotici provenienti dall’India e dal Sud America. Un eden provenzale. FINE

Nucleo creativo. sopra: lo studio di Jacques Cavallier Belletrud, figlio d’arte (anche suo padre era profumiere a Grasse), nominato Maître Parfumeur di Louis Vuitton nel 2012. a sinistra: linee pulite senza decorazioni tranne i caratteri neri sul vetro trasparente per le boccette di Marc Newson. Il packaging della scatola cilindrica bianca e oro replica il design di quello della prima fragranza Louis Vuitton, Je Tu Il del 1928 (non più esistente).

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Ideas for My Home

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SUGGERIMENTI, INDIRIZZI, CURIOSITÀ, DETTAGLI: DIETRO LE QUINTE DI AD.

BACKSTAGE. PAG. 156 Divanetto in ferro battuto verniciato di nero, di Maisons du Monde, ideale anche per outdoor. 300 € circa.

UN’ESTATE A COLORI. ETNICA E LUDICA Pezzi ispirati alle tradizioni MEDITERR ANEA , nordica, orientale: declinati in tinte forti. Il respiro del Mare Nostrum, che bagna Capri e la Sicilia così come la Provenza; ma anche quello del Pacifico, di Los Angeles, del Golfo del Messico. E la quiete bucolica, della Campagna Romana... Dalle dimore pubblicate in questo numero, dalle ville affacciate sulle onde o immerse nel verde, dai casali, dalle architetture netine, possiamo trarre tanti spunti per rinfrescare il makeup alle nostre case: arredi in ferro di sapore vintage, piatti e ciotole vivaci, oggetti d’arte, mobili classici e pezzi di design. NICOLETTA DEL BUONO

PAG. 106 Fanno parte della collezione Krenit di Herbert Krenchel per Normann Copenhagen, le ciotole in acciaio smaltato in vari colori. Da 12,50 €.

PAG. 116 Disegnato da Jean Nouvel per Bottega Ghianda, il forziere Enigme à tics è realizzato in legno di pero. Il suo prezzo è 35.400 €.

PAG. 116 Un emblema intramontabile di Vico Magistretti per Oluce: la lampada da tavolo Atollo, in alluminio verniciato nero e oro. Da 828 €.

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BACK STAGE .

PAG. 106 Mosaico Granada Bianco disegnato da Alessandro Mendini per Bisazza ed eseguito con tessere in vetro. Anche in Grigio, Nero e Oro. Prezzi a posa.

PAG. 106 Fioriera sospesa Louis della linea Alchemy di Kenneth Cobonpue, di ispirazione orientale: in alluminio, con finitura in rame. Prezzo da definire.

PAG. 156 A 3 posti, il divano Albert di Annibale Colombo ha la struttura in rovere massiccio e il rivestimento in velluto. Prezzo da definire.

NATURALIA (da pag. 132)

ETÀ DEL BRONZO Candelieri ARDENTI che paiono usciti dalla fucina di Vulcano. Come un groviglio di rovi, il candeliere Burning Bush è un’opera di Michele Oka Doner per la performance “Bringing the Fire” tenuta alla David Gill Gallery di Londra lo scorso marzo. Ancora una volta l’artista americana manifesta e conferma il proprio interesse per la natura, che influenza e informa il suo vocabolario estetico. Le sue creazioni sono viluppi di rami tradotti nel bronzo, accesi dal fuoco che appare come presenza rituale. NDB

PAG. 106 Componibile come si vuole, il sofà Self-made Seat è un progetto di Matali Crasset per Campeggi. 197 € per l’elemento a bracciolo, 215 € per il sedile.

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Metallici. sopra: Burning Bush di Michele O. Doner, David Gill Gallery, prezzo a richiesta.


BACK STAGE .

PAG. 116 Di Patricia Urquiola per B&B Italia, sedia outdoor Crinoline con struttura in alluminio bianco e intreccio come un’ampia gonna. Da 1.322 €.

PAG. 116 Contenitore Quarzo di Nathalie Du Pasquier, linea Materialism di Post Design al Salone 2018, in legno laccato e serigrafato e laminato plastico, edizione limitata a 25 pezzi. 5.900 €.

PAG. 156 Di Cantori, il coffee table Svevo, con piano ovale in marmo Mistic Brown e base in ferro pieno decorata a mano e finita in foglia d’argento. 2.780 €.

Mitologica. a sinistra: Testa di Athena di Roberto Giovannini, da 1.280 €.

CLASSICISMI (da pag. 156)

REPLICHE D’ARTE L’antichità classica scolpita nel legno, ma con EFFETTO MARMO.

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Intagliata nel legno massiccio a effetto marmo, con finitura Florence, la Testa di Athena, collezione Classico Grecia di Roberto Giovannini, si ispira a una replica romana di una Athena di Timotheos visibile alla Gipsoteca Fiorentina, e fa parte di una suggestiva linea di statuaria che va a completare il ricco catalogo di arredi, complementi e oggettistica di impronta classica o tradizionale del brand toscano. NICOLETTA DEL BUONO

PAG. 106 Tavolino-pouf Lizzy di Flamant, realizzato con doghe di solido teak, etnico e ideale anche per esterni. Il suo prezzo è 390 €.


Con la garanzia del massimo lusso e assoluto comfort per un sonno magnifico, un letto Vispring è la scelta perfetta per tutti quelli che apprezzano la parte migliore della vita. Fate visita al vostro rivenditore Vispring di zona: CATTOLICA, BalducciFlex - COLNAGO (CORNATE D‘ADDA), Villa Ezio Arredamenti - COSTA BISSARA, Fontana Arredamenti - EMPOLI, Casa Del Materasso - FIRENZE, Casa Del Materasso GEMONA NEL FRIULI, Cumini Casa – LANA B. MERANO, Lebensraum Home Interior - MILANO, i.Vigna dal 1960, Villa Luxury Beds - MARZOCCA, La Boutique del Materasso 2 - PORTO MANTOVANO, Area In - PREGANZIOL, Casa del Materasso - ROMA, Casa da Campo, Demaso Loretta - SAN LORENZO DI SEBATO, Hotel Textil - SANTA GIUSTINA IN COLLE, Arredamenti Martelozzo - SEREGNO, Letti & Letti Mambretti - SIRMIONE (BS), Store Arredamento e Design - TREVENZUOLO, Squassabia Group - VIAREGGIO, Tappezzeria Martinelli

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COURTESY PACI CONTEMPORARY GALLERY, BRESCIA-PORTO CERVO, IT

STORIE

SURREALE QUOTIDIANO Un’atmosfera ludica e surreale nell’installazione The Green House di Sandy Skoglund, 1990.

PAESAGGI DOMESTICI, MAESTRI, ICONE E VISIONARI

INTERNI D’ARTISTA

70 ANNI DI ITALIAN STYLE

ARCHITETTURE ESPRESSIONISTE

RIVOLUZIONE DI PLASTICA

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STORI E .

Le stanze raccontano Gli interni, anche quelli più familiari, celano un’ identità segreta e poetica, rivelata dallo sguardo degli artisti. Questa visione è al centro di un libro che delinea una nuova GEOGR AFIA DELL’ABITARE . di MARIO GEROSA

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COURTESY ROBERT GLIGOROV. COURTESY PACI CONTEMPORARY GALLERY, BRESCIA-PORTO CERVO, IT. COURTESY BERTOZZI & CASONI. COURTESY GESTALT GALLERY PIETRASANTA & GALLERIA PACK MILANO

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a sempre la casa è un universo complesso, la cui personalità si sviluppa ben oltre l’idea di decorazione, che pur ne rappresenta un aspetto fondamentale. Gli interni sono espressione di chi li abita, sono scrigni di memorie e di stratificazioni di ricordi, sono catalizzatori di emozioni, e spesso diventano la materia privilegiata per gli artisti, che li trasfigurano sulla tela o all’interno di complesse installazioni. Il mondo nascosto delle case, analizzato secondo una visione trasversale, è stato studiato da Chiara Fagone, architetto e docente di storia dell’arte contemporanea, autrice del libro Geografia di un interno (Milieu Edizioni, 35 euro). Come recita il sottotitolo, “Luoghi dell’abitare e ricerca artistica tra memoria e rappresentazione”, il volume punta a una definizione a 360 gradi della casa, letta attraverso una ricca selezione di opere di maestri di ieri e di oggi, da Jan Vermeer a Dan Flavin. Stanze, mobili, interni e architetture compongono un affresco concettuale suddiviso per categorie, tra cui la stanza come microcosmo in cui viaggiare, lo spazio della creazione e la casa-museo. Il filo conduttore è la capacità degli artisti di ricreare la casa, evidenziandone la personalità. «Lo spazio domestico può divenire il tramite di una fantasia in grado di confondere le coordinate spaziali della stanza e delle sue presenze», spiega Fagone, che nel libro sottolinea come la trasfigurazione estetica degli interni possa dare origine a visioni volutamente destabilizzanti e inattese. «L’opera, immagine fotografica, installazione o scultura, rappresenta un’oscillazione rispetto ai percorsi del

consueto e del quotidiano. Una prospettiva spesso inquieta e surreale che va a sovvertire l’immaginario rassicurante della casa e dei suoi ambienti, possibilità che il cinema continua a sperimentare». Ci si rende conto di ciò sfogliando il volume, che appare come un dettagliato atlante dell’abitare poetico, dove si passa dalle stanze di Van Gogh alle scene della Finestra sul cortile di Hitchcock, dagli interni fantastici di Sandy Skoglund alle fugaci visioni di interni di Fragonard. Notevole rilievo ha la fotografia che, ben lungi dal creare un duplicato degli interni, li racconta in maniera emozionale. «In particolare la staged photography rende possibile la ricomposizione di un contesto, appositamente progettato e allestito, per costruire scene di grande impatto come anche immagini di sottile e pervasiva ambiguità», continua Fagone. «La prerogativa della fotografia di essere una attendibile riproduzione della realtà viene utilizzata da alcuni autori per creare immagini accattivanti, suggestive allucinazioni come perturbanti scenari di vita; spazi manipolati, mondi quotidiani contraffatti. Inquietanti visioni o curiosi miraggi si trasformano in scenari plausibili». FINE

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Il gusto dell’insolito. 1. Il tuffatore in casa di Elena di Robert Gligorov, 2001. 2. Circulation Desk - The City di Lori Nix, 2012. 3. Intervallo di Bertozzi & Casoni, 2010. Sono alcune delle opere che compongono il ricco apparato iconografico di Geografia di un interno di Chiara Fagone.

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STORI E .

Romanzo italiano Azienda familiare per eccellenza, campione di made in Italy e Italian Style, da 70 anni MINOTTI crea non tanto arredi, ma collezioni che donano alla casa atmosfere speciali. di RICCARDO BIANCHI

TRIS D’ASSI Renato Minotti, a sinistra, e Roberto Minotti, a destra: sono loro oggi alla guida della società fondata da loro padre Alberto nel 1948 e nella quale lavorano adesso anche i figli Alessandro, Alessio e Susanna. Con loro è Rodolfo Dordoni che dal 1998 coordina, come art director, le collezioni dell’azienda.

Qualità nel tempo. in alto: negli anni ’60 l’architetto e designer Gigi Radice progettò la poltrona con pouf e il divano Albert rieditati nel 2018. pagina seguente: una delle qualità che rendono speciali le creazioni Minotti è l’eccellenza delle lavorazioni rigorosamente made in Italy. Qui una saldatura di precisione sulla poltrona Colette.

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MATTIA AQUILA. COURTESY MINOTTI

A

lessandro Zaltron, curatore della collana “Romanzi d’impresa” per Franco Angeli e autore di Di domenica, mai, una volta ha scritto: «Le descrizioni delle aziende tendono a omologarle, è la loro storia che le differenzia una dall’altra e rende unica ciascuna di esse. Le storie costruiscono e definiscono la vera essenza delle imprese, per questo vanno raccontate». Ed è per questo che la storia di Minotti, azienda mobiliera di Meda specializzata in imbottiti ma non solo, va raccontata. Nel suo piccolo è in effetti una saga, ha i suoi capitoli, i suoi protagonisti, l’epica, i dolori, i successi, un suo plot avvincente. Inizia nel 1948, mentre prendeva le mosse la Ricostruzione postbellica in un clima di vivifica volontà di rinascita. Il primo personaggio a entrare in scena è Alberto Minotti, il fondatore. Per raccontarlo ci vengono in aiuto i suoi figli Renato e Roberto, che dal 1991, quando lui è scomparso prematuramente, guidano l’impresa: «Anche se eravamo molto giovani, in fabbrica ci andavamo spesso e lo vedevamo al lavoro. Era un uomo sorprendente. Aveva un forte senso del dovere e un grande rispetto per gli altri. Da quando siamo entrati in azienda ci ha sempre lasciati liberi di esprimerci. Questo ci ha fatto capire l’importanza, il peso e la gratificazione della responsabilità».

Grazie alla sua visione, alle sue strategie la società da laboratorio artigiano diventa industria senza tuttavia mai perdere il gusto del fatto ad arte e il piacere della manualità. Un savoir-faire che sarà il fil rouge di un’evoluzione che conduce l’azienda ad avvicinarsi allo stile moderno. Negli anni ‘60 si instaura una collaborazione importante con Gigi Radice. Dice Roberto Minotti: «Come nostro padre, Gigi, un architetto visionario, trasmetteva carisma. Aveva uno spiccato talento artistico, era un ottimo pittore e un maestro nella caricatura. E naturalmente un designer di genio, con uno stile a mezza strada tra Frank Lloyd Wright e Gio Ponti. I pezzi che disegnò per noi vanno oggi in asta a prezzi incredibili: è uno dei motivi per cui quest’anno abbiamo deciso di rieditarne alcuni». La “strategia dei progettisti” si sviluppa, la scuderia Minotti cresce anche con lo scopo di intercettare il gusto internazionale: tra gli anni ’70 e ’80 collaborano con l’impresa Riccardo Salvini e Sergio Moscheni, e poi, con l’ingresso in azienda di Renato e Roberto, si aggiungono Giuseppe Bavuso, Antonello Mosca, Giuseppe Viganò e Studio Opera, sempre perseguendo una modernità che fa capo all’originale claim “Classici oggi. Classici domani”. Nel 1991, in seguito a un arresto cardiaco, scompare Alberto Minotti: per Renato e Roberto è uno shock terribile, il papà era 

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STORI E .

«QUALITÀ SUPERIORE, STILE UNICO, ALTO CONTENUTO SARTORIALE. E TUTTO MADE IN ITALY. ECCO LA NOSTRA FILOSOFIA».

2012

RENATO E ROBERTO MINOTTI

un timoniere, una guida, un consigliere, un amico insostituibile. Come farne a meno? «Eravamo disorientati», ricordano Renato e Roberto, «poi, anche grazie al sostegno della mamma – dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, per noi non c’è detto più vero – abbiamo trovato la forza, l’energia, la voglia di continuare. Ci siamo detti: facciamo qualcosa per cui nostro padre possa essere orgoglioso». E così è stato, la family company ha continuato a crescere: in famiglia. Nel 1996 viene costituito il Minotti Studio, cuore e mente dell’azienda, oggi composto da 28 persone con abilità e competenze differenti, che spaziano dall’architettura al design d’interni, dalla prototipazione all’ingegnerizzazione, dalla grafica al visual, dal marketing alla comunicazione. Nel 1998 si apre un altro capitolo ed è una svolta. Sale alla ribalta un nuovo

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personaggio: Rodolfo Dordoni, classe 1954, designer e architetto della cosiddetta generazione di mezzo, quella succeduta ai Magistretti e agli Zanuso. Dicono i Minotti: «Percepivamo il rischio di assuefarci al “se va bene perché cambiare?”. Ma questo per un’azienda può essere un ostacolo alla crescita. Occorre sempre seminare con coraggio ed avere una visione lungimirante se si vuole prosperare. E, nel nostro caso, ciò significava una strategia creativa e produttiva a lungo termine. Volevamo legarci a un designer per un programma che durasse nel tempo e che non si basasse su singoli prodotti, ma che li vedesse come parti di una narrazione. La scelta è caduta su Dordoni. Lo seguivamo da tempo, ci convincevano il suo lavoro, il suo modo di pensare, l’eleganza essenziale, discreta dei suoi pezzi. Gli abbiamo proposto

COURTESY MINOTTI

2004

2010


2013

2017

Timeline. Ecco in successione alcuni pezzi disegnati da Rodolfo Dordoni, in veste di art director di lungo corso dell’azienda briantea. Da sinistra: pouf-tavolino Cesar, oggetto scultura, diventato nel tempo un’icona; sistema di sedute Andersen dalle linee in equilibrio tra design e classicità; poltrona e pouf Prince ispirate al Bel Design anni ‘50 e disponibili con varie finiture in tessuto e in pelle; poltrona Warhol “Dark Brown” in Iroko tinto marrone, simbolo dell’ingresso strutturato di Minotti nel settore outdoor; sistema di sedute Lawrence: versatile, con un esprit classico-moderno, adatto ad ambienti differenti per gusto e per stile.

un contratto di collaborazione di cinque anni come art director. Dopo vent’anni la collaborazione continua: segno che era l’uomo giusto». È l’inizio di una lunga stagione che arriva ai giorni nostri, fertile di idee, contraddistinta da una serie di best seller come i sistemi di sedute Pollock, Hamilton, Andersen, Freeman, Lawrence o le poltrone Jensen e Prince. Un’era di scelte azzeccate, di prorompente sviluppo, di conquista di mercati lontani, l’America, la Russia, l’Estremo Oriente, con flagship store e negozi monomarca. Anche l’outdoor e il contract vengono approcciati e con ottimi riscontri. Il segreto? Lo svela Dordoni: «Un po’ come l’haute couture, di anno in anno ragioniamo per temi, che so “Non Stop Music” oppure la “One World Collection”, la “Home Anthology”: non pensiamo al singolo prodotto, ma piuttosto a

un mood che evoca uno stile di vita, un’atmosfera. Scegliamo volumi, colori, legni, metalli, pelli e tessuti per dar vita a uno stile timeless e insieme identitario, che non si esaurisca nel giro di una stagione ma che si possa implementare costantemente». Nel frattempo, sotto la sua regia, si guarda avanti, si inaugurano nuove divisioni (Minotti Hospitality), ci si apre ad altre collaborazioni: Christophe Delcourt (bellissima e premiata la seduta Fil Noir), Marcio Kogan, Nendo si cimentano, riuscendo ad apportare all’azienda linfa e sensibilità nuove e differenti, con i codici e i valori Minotti: innovazione, sartorialità, servizio, alta qualità, alta artigianalità, alta tecnologia. Quelli che, insieme alla puntualità, non sono mai cambiati e che sono ancora i più adatti e vincenti per affrontare ogni possibile futuro. FINE

COME ESSERE A CASA Minotti Studio ha immaginato un BUILDING per la collezione 2018 destinata al mondo dell’Hospitality. Una torre di parallelepipedi tra loro sfalsati e dal sentimento zen con accenti all’essenzialismo scandinavo e giapponese: è l’architettura con un mix di funzioni legate all’alta hôtellerie e al residenziale (il modello si rifà a strutture esistenti) e con una texture interna di ricercata e materica sobrietà, immaginata e raccontata con rendering iperrealisti da Minotti Studio per mostrare gli elementi d’arredo delle collezioni indoor e outdoor 2018 opportunamente elaborati al fine di rispondere alle esigenze del settore Hospitality. Uno spazio “vivente” che bene enfatizza il Minotti’s touch e la sua capacità di ispirare architetti e arredatori.

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WHO’S WHO Hermann Finsterlin (Monaco di Baviera, 1887-Stoccarda, 1973) fu pittore, architetto, saggista, poeta, inventore di giochi per ragazzi, compositore. Genio eclettico, esponente dell’Espressionismo e utopista, divenne noto negli anni ’20 per i suoi visionari progetti architettonicimai tuttavia realizzati. Negli anni ‘30 fu interpellato per alcuni progetti di ville rimasti sulla carta: da allora si dedicò essenzialmente alla pittura.

I sogni di Prometeo Dal 1918 agli anni ’30 HERMANN FINSTERLIN stupì l’architettura con progetti visionari che traevano spunto dalle forme e dai moti della natura per indicare uno stile di abitare più giocoso e lirico. A lungo dimenticato, ha ispirato archistar come Philip Johnson e Frank O. Gehry. di ALESSANDR A QUATTORDIO

FOTO CANINI, LA SPEZIA

Abitare il futuro. in alto: Autoritratto, 1963. Pastello. sotto: La Casa della Cometa, anni ’20. Legno. La chiocciola come modello di costruzione “organica”, la cometa come simbolo del dinamismo del cosmo. a destra: Senza titolo, 1922, pastello acquerellato in cui una catena montuosa si trasfigura in edificio fantastico.

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STORI E .

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Titolo didascalia. 1. Aquamus, quam,

soffrivo di una strana avversione, inesplicabile, per l’abitare vendunt ma nullabo. Adipsan dandiaero in cubi, per superfici e angoli e per le2. casse da eoggetti quispiane dolor mil ipit, cumque rae cullo eturibu sdaera nonsequ atisquo quidcase sdaera domestici, alias mobili… cominciavo a progettare nate nonsequ atisquo quidelles el explita sa dalle mie fantasticherie. Creazioni pazze». Le sue missive, firdolestium aut debite t es similit assimi, mate Prometeo, inneggiano, in aun crescendo d’invenzioni tra od qui dipsum facimus remolo eiunti con il lirico e il mitico-filosofico, al valore dell’Intuizione e della 3. eum q eturibuAtquodi ommoditat. Rio Fantasia. Nell’aprile del ’19prae Gropius presenta laccum quaranta suoi omnisque lam, conectem schizzi architettonici alla Galerie Neumann di Berlino nella utasperum excerna turio. Ut quibus “Esposizione per architetti ignoti” Finsterlin commenta: secaborita atiumequi nonsequiBus mosa «Era plabore, omnimus alitioelles el explita sa opere l’epoca delle cose nuove come mai prima né dopo. Le mie dolestium aut a debite es similit assimi,artista furono lodate anche dagli operai». Ma tchi era questo che amava il Barocco e i templi indiani, che rifiutava il Razionalismo e poneva l’uomo al centro della sua ricerca progettando case come “emanazioni” del grembo materno della Terra? Nato a Monaco di Baviera nel 1887, proveniva da una famiglia abbiente: il padre Robert era un imprenditore chimico, la madre Bertha von Berüff l’erede di una casata di pittori di corte. Da ragazzo visse in un palazzo neorinascimentale 

CREDITI

er l’architettura tedesca il primo dopoguerra fu un periodo di fermento. Ad alimentare quel clima fu anche Die gläserne Kette, la catena di vetro, una specie di posta segreta creata da Bruno Taut e usata da una dozzina di progettisti per scambiare opinioni sul mondo e sui modi del costruire: lo Storicismo, ma pure lo Ju1 rifuggivano 2 gendstil e la la Secessione. Amavano la trasparenza del vetro e la plasticità del cemento, 3 4 loro faro era lo scrittore espressionista Paul Scheerbart che pubblicava nel 1914 L’architettura di vetro. Fra gli scriventi, che si firmavano con pseudonimi come Glas (vetro, Taut), Mass (misura, Gropius), Zacken (denti, Luckhardt), c’era la crème della futura architettura tedesca, ma c’era anche Hermann Finsterlin, pittore visionario che sognava edifici dalle forme ultraorganiche. Nel 1918 invia a Gropius una dozzina di disegni di architettura e il futuro direttore del Bauhaus ne rimane folgorato. Come ricorda Giacomo Ricci nel bel libro Hermann Finsterlin. Dal «gioco di stile» all’architettura marsupiale, Finsterlin spiegava: «In quel periodo

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STORI E .

«DENTRO LA NUOVA CASA NON CI SI SENTIRÀ MERI INQUILINI DI UNA FIABESCA DRUSA DI CRISTALLO, MA ABITANTI DI UN ORGANISMO…».

FOTO CANINI, LA SPEZIA

HERMANN FINSTERLIN (1887-1973)

Oltre la Natura. Le architetture inventate da Hermann Finsterlin sono mutevoli come organismi in evoluzione. in alto e sopra: Studio per una casa (Locanda), 1920, disegno a matite colorate, e modello in gesso. a destra: nell’acquerello Casa Rossa, 1925, l’architettura è concepita come una scultura rocciosa. pagina seguente, in alto: Glas, 1920, progetto ad acquerello per un edificio d’ispirazione vegetale a fungo. pagina seguente, in basso: Senza titolo, 1970, disegno per una costruzione in forma di alga, medusa o diatomea. Finsterlin immaginava che le sue creazioni potessero essere realizzate in ferro, cemento, vetro o, come i templi Indù, in pietra.

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con un grande giardino, studiò medicina, chimica, fisica, filosofia, indologia e pittura (con Franz von Stuck). Poi si stabilì in montagna, a Berchtesgaden dedicandosi all’“architettura del futuro”, diviso tra la neoromantica fascinazione per il Watzmann, massiccia vetta delle Alpi salisburghesi, e la passione per le creature minime del mondo vegetale e animale instillatagli da Ernst Haeckel, famoso biologo, zoologo e filosofo. Fu così che Finsterlin, mixando le audacie dell’Espressionismo pittorico e le bizzarrie biomorfe dello Jugendstil, iniziò a raffigurare, in largo anticipo sui tempi, costruzioni di aspetto organico: «La mia architettura poggia su una via di mezzo fra il cristallo e l’amorfo. Non si fraintenda però l’espressione organica. Da nulla siamo tanto lontani quanto dalla concezione di una Natura come artista o dalla imitazione di forme organiche naturalisticamente intese». Per lui, che amava definirsi il “Darwin” dell’architettura, costruire significava modellare

l’uomo, tenendo conto dei continui mutamenti cui è sottoposto: stupisce la consonanza formale tra il suo lavoro e quello di un futurista suo coevo, il livornese Virgilio Marchi: ma questa è un’altra storia che racconteremo in un prossimo AD). Intanto pubblicava saggi sulla rivista Frühlicht, fondata da Taut nel 1920, confermando la propensione per le dissertazioni immaginifiche. Nello scritto L’Ottavo Giorno (1920) dichiarava con toni messianici: «Costruire è tutto, è amore, testimonianza, lotta, movimento, padre e figlio, è il simbolo più sacro di tutto ciò che è sacro». Nell’ideare le case la sua esuberante immaginazione lo induceva a trasgredire simmetrie e geometria euclidea. Solo così, sosteneva, «la casa diventa un’esperienza vitale, una specie di madre marsupiale che ci protegge». Nel ’24, sul numero dedicatogli dalla rivista olandese d’architettura e arredamento d’avanguardia Wendingen, apparve il suo scritto-manifesto Casa-Nova corredato dai suoi meravigliosi disegni: a riprova del peso intellettuale delle sue idee. Nel ’32, chiamato da Hannes Meyer, tenne affollate conferenze al Bauhaus: fu il canto del cigno. L’anno dopo i nazisti chiusero l’istituto e per lui fu l’oblio. Tornato alla pittura, nel dopoguerra conobbe una certa fama come dimostra il fitto palmarès di mostre, ma dopo la morte, nel 1973, fu nuovamente dimenticato. Fino a una nuova riscoperta a opera di due archistar: Philip Johnson (l’edificio Da Monsta nel complesso della sua Glass House è un chiaro omaggio a Finsterlin) e Frank O. Gehry (vedi Makers of 20th Century Modern Architecture). FINE

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STORI E .

Plastic fantastic

Nel 1968 veniva presentata al pubblico PANTON CHAIR , la prima sedia al mondo in plastica stampata a iniezione. Una rivoluzione pop. di RUBEN MODIGLIANI

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ei primi anni ’60 il progettista danese Verner Panton e sua moglie Marianne giravano l’Europa con una sedia sul sedile posteriore dell’auto: era come una grande S, un’unica sagoma curva. Non si era mai visto niente del genere. «Durante il nostro primo anno insieme abbiamo viaggiato molto alla ricerca di un’azienda capace di metterla in produzione», ricorda lei oggi. «Rolf Fehlbaum, di Vitra, fu il primo a credere nell’idea. E così iniziò il difficile processo di industrializzazione del progetto». Era il 1963. A Panton l’idea di una sedia in plastica impilabile era venuta osservando dei secchi messi uno nell’altro, i primi disegni risalgono agli anni ’50. Nel frattempo lui era diventato una star, il suo gusto per il colore, la plastica (allora un materiale giovane) e le geometrie pure stava facendo scuola. Ed era diventato uno stile di vita: «Casa nostra era

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piena di mobili insoliti: sculture di specchio, torri su cui sedersi o arrampicarsi», racconta Marianne. Alla fiera di Colonia, nel 1968, la sedia viene presentata al pubblico. Arrivano subito successo e premi. E uno status di oggetto al tempo stesso popolare e d’avanguardia: per poterla realizzare esattamente secondo le linee guida studiate da Panton, Vitra ha dovuto aspettare il 1999. «Non sono sicura», conclude Marianne Panton, «ma credo che i progetti di Verner fossero semplicemente in anticipo di cinquant’anni». E forse, anche per questo, senza tempo. FINE +Visione. in alto: un interno 100% Panton: oltre alla Panton Chair, sono suoi anche il tavolo, il tappeto e i moduli decorativi a parete. qui accanto: Rolf Fehlbaum, in giacca, e Verner Panton (con la barba) esaminano un prototipo. Per i 50 anni della sedia, Vitra la propone in due versioni speciali: Chrome, effetto specchio, e Glow, che nel buio emette una luce blu.


L’INGREDIENTE DELLA CERAMICA ITALIANA CHE FA LA DIFFERENZA SONO LE SOLUZIONI DI DAVIDE PER L’ARCHITETTURA.

CERAMICS OF ITALY. ITALIANS MAKE THE DIFFERENCE. L’ingrediente della ceramica italiana che fa la differenza sono gli italiani. Come Davide, che ogni giorno si confronta con gli architetti per aiutarli a immaginare nuove soluzioni per i loro progetti. Solo i più importanti produttori italiani di ceramica - piastrelle, sanitari e stoviglie - possono fregiarsi del riconoscimento Ceramics of Italy, garanzia di qualità, design e stile italiano. Per questo chiedi sempre il marchio Ceramics of Italy, sinonimo di eccellenza della ceramica in tutto il mondo.

ceramica.info

Ceramics of Italy, promosso da Confindustria Ceramica - l’Associazione dell’industria ceramica italiana - è il marchio settoriale di Edi.Cer. S.p.A. società organizzatrice di Cersaie (Salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno Bologna, 24-28 settembre 2018 - www.cersaie.it).


ENGLISH TEXTS. p.108

A time will come

IN MÉRIDA, ON THE YUCATÁN PENINSULA, A COLONIAL HOUSE BEARS WITNESS TO THE AUTHENTIC MEXICAN SPIRIT. words MARIO GEROSA – photos MASSIMO LISTRI Sometimes simplicity takes charge. As in this historic dwelling in Mérida, Mexico, on the Yucatán Peninsula, whose linear spaces make it a residence with a modern spirit. This city flourished in colonial times, in the 19th century, when elegant villas were built along Paseo de Montejo, commissioned by wealthy locals to stylish Parisian architects. It stands out for its clear proportions and appropriate use of materials, in a balance seen in the combination of the older structure with the facade that was revised in the 1920s. The present owner, the architect Manolo Mestre, has conserved this hybrid nature with taste and sensitivity. The renovated house is near the historical center of Mérida, not far from the plazas and cathedrals of the colonial era. «We decided to add a second level for two bedrooms, and a new volume on the patio for a large dining room», Mestre says. The finer existing features have been conserved, like the rugged stone wall that came to light after removing the decaying stucco. The floors feature a lively graphic design, with modern lines that establish close ties with the geometric forms and colors of the tradition. One outstanding feature is a mural based on Mayan art in one of the rooms, dating back to the 1950s, when it was made by a previous owner, a set painter working in Hollywood. The furnishings also have simple, almost archetypal forms, with low divans and sculptural tables designed by Mestre, in perfect counterpoint with carefully selected works of art (including paintings by Henrique Oliveira and Guillermo Roel). Intriguing details include a hammock from Venezuela, antique crucifixes, and Michoacán pottery.

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The private side of stardom

AT CALABASAS, NEAR LOS ANGELES, THE NEW VILLA OF KOURTNEY KARDASHIAN, A STAR OF REALITY SHOWS. words NICOLETTA DEL BUONO – photos DOUGLAS FRIEDMAN The home of Kourtney Kardashian in Calabasas features interior design by Martyn L. Bullard, the renowned English designer residing in Los Angeles, selected by Architectural Digest as one of the top interior designers in the world. The house has many high points, one of which is the master bedroom. «The suite faces the large terrace, and it is the only truly private space in the house, made very personal by many of Kourtney’s favorite things, like the photograph by Brian Bowen taken when she was pregnant with Reign. Relaxing neutral colors have been chosen for the custom wardrobes, with Italian metal lamps from the 1950s. The personalized bedding is by Scandia, with a bedspread by Frette. The French chair from the 1940s is covered in Loro Piana mohair, while the table is a 1950s piece by Osvaldo Borsani». Another pièce de résistance is the kitchen. «It is the heart of the house. There are various areas for informal snacks and meals. Design one-offs and artworks add unique personality to the spaces. Kourtney’s passion for entertaining makes this house a constant flow of people, relatives, friends, arriving for barbecues and poolside parties. I designed the large dining table myself, and I think it goes perfectly with the collection of original chairs by Pierre Jeanneret. The Cortina leather cushions add a touch of color, in tune with the works by Roy Lichtenstein on the walls. The furnishings include important pieces by Pierre Jeanneret, Jules Leleu (the desk in the study belonged to the French president François Mitterrand), Rick Owens, Charlotte Perriand, Oscar Niemeyer, Jean Prouvé, Osvaldo Borsani, Jean-Michel Frank, Vico Magistretti… in short, the best

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of the 20th century». Art has an major role in creating the atmosphere, with remarkable creations by Richard Serra, Damien Hirst, Doug Aitken, among others, and many works of fine photography». In typical Bullard style, the house has an eclectic, sophisticated atmosphere, linked to the mood of Mid-Century Modern. «I wanted the villa to be a new beginning for Kourtney and her family, an intimate refuge but open to friends, offering exquisite comfort. A public and private expression of Kourtney’s style, her refined taste, oriented towards exclusive luxury and modernity».

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Farmstead of colors

IN A RESIDENCE FROM THE 1600S AT THE GATES OF ROME, THE CLASSICAL SPIRIT IS REINTERPRETED THANKS TO USE OF COLORS. words MARIO GEROSA – photos GIORGIO BARONI A farmstead of colors. This residence in Poli, a town near Rome, rethinks the tradition with flair, thanks to unusual colors for this type of architectural setting. Laura Sessa, architect and internationally renowned yacht designer, has approached the renovation of this 17th-century farmhouse as something more than a structural update. She wanted to create something unique and special, relying on an infallible instinct for color combinations. The living area features dominant notes of red and blue, also in the sofas, armchairs and objects. Around the dining room table the chairs have twotone covers in yellow and white, red and white, violet and white, in a case of fluid, almost musical phrasing. The harmonies continue in the bedroom, with a hint of Hamptons style, where the walls have large white and blue stripes, in contrast with the red structure of the bed. Many works of art add other hues throughout the house. «The interiors are constantly in motion», says Sessa. «I keep moving the paintings, furnishings and lamps from one of the two levels to the other, from one room to another, creating different settings». A desire for change that reflects her curiosity and eclecticism. The walls are lined with books. «I adore books, not just on architecture and interior design, but also those on gardens, fashion, painting, crafts. Even cookbooks. In short, anything that has to do with the home». Beyond the innovative touches, the house conserves close ties with tradition: as seen in the details, from the terracotta floors to the massive wooden beams of the ceilings, features that are skillfully combined with more modern choices.

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Echoes of faraway places

A HOUSE IN CAPRI, REDESIGNED WITH A ROMANTIC TOUCH AND DECORATED WITH THE HELP OF LOCAL ARTISANS. words NICOLETTA DEL BUONO – photos GIANNI FR ANCHELLUCCI The owner of this house had enjoyed many vacations in Capri, but she had no home of her own there. One day, walking down Via Krupp towards Marina Piccola, she saw a for-sale sign that had just been posted, In spite of her family’s objections she bought the place, which needed substantial renovations. She called her friend Olimpia Orsini and they got to work. Orsini: «It was a sort of cavern, with three windows, with brambles blocking the views. Yet it immediately felt like home, though I’m not sure why. Studying the context, the vista with the Faraglioni, the terrace with its columns, I understood that the solution was to make the house into a sort of voyage». A voyage at home, but in what direction? «To Morocco, the features of Islamic architecture, but with a cosmopolitan approach, of contamination». It sounds like a lark, but it was not so easy. «First of all, it wasn’t even a house, more like one big room. We had to insert dividers, creating new ceilings,


covering the floors in stone and wood. I designed the custom kitchen, and many of the furnishings». The details add exotic touches, like the oriental image of a curtain decorated with the motif of a Louis XVI chandelier by Stefania Mura, screening off the open kitchen. Or the birdcages, lanterns, and the mirror over the plaster fireplace, designed by Orsini.

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The energy of stone

NEAR NOTO, A CONSERVATIVE RENOVATION OF AN OLD FARMHOUSE IN A CONTEXT OF NATURE AND ARCHITECTURE. words ELENA DALLORSO – photos MATTIA AQUILA The old stone architraves of the main building bear the date 1890, indicating the origin of the complex on the hill of Pantanello, near Noto. Other volumes had been added over time. The latest is very recent, the work of the architect Gianluca Rossi from Bologna. «This is a place of wild nature, with the sea very close by. It casts an ancestral spell». In 2008, when he purchased the property, it was in ruins. But there was something harmonious, a sort of pride and energy. Renovation began in 2010, with a philological approach: «The four separate structures are low, solid. We simply reinforced their foundations. The original stone walls are thick, to keep out the summer heat, and for warmth in the winter», the architect says. The space around the house is immense, with fine views of the sea and the Vendicari Nature Reserve, the Baroque cupolas of Noto, and a sort of canyon (actually a very old quarry). The interior design continues the theme of conservation and rigor. «When I first arrived, I was struck by the extreme simplicity of the furnishings. The kitchen had a brick counter, the table was a wooden board placed on a metal bedframe. I couldn’t possibly ruin the effect with anonymous modern cabinets. So I combined rusted iron sheets on which to place stovetops with the wood of an old Scandinavian cabinet and the steel of a vintage Smeg fridge». Such mixtures are everywhere: still in the kitchen, the custom counters are joined by the Leonardo table by Achille Castiglioni and chairs by Paola Navone; in the master bedroom a handcarved door with brass inserts from Rajasthan coexists with the Knotted Chair by Marcel Wanders and a lamp made from a fishing trap.

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The poetics of balance

IN THE ARMANI/CASA STORE IN LONDON, EVERY SPACE NARRATES A TASTE FOR ESSENTIAL POISE AND REFINED MATERIALS. words GAIA PASSI – photos MASSIMO LISTRI Fashion and living, the two focal points of Giorgio Armani: worlds with deep affinities, sharing the same philosophy. In London, he has combined the two in a single location for the first time, on Sloane Street. The renovated space contains the two points of sale, side by side, connected by a long curved corridor. The new concept has been personally developed by Armani in collaboration with his team of architects: «The balance of refined materials, precious finishes and warm atmosphere is the key shared by the two spaces», Armani explains. In 2000 the experience of decorating his many homes prompted him to share his “dream habitat” with the rest of the world, opening the first Armani/Casa store at Via Manzoni 31 in Milan. Today the brand has 41 stores in 29 countries. Armani/Casa on Sloane Street has an overall area of 200 square meters, and is connected to the adjacent Giorgio Armani boutique by a space with curved walls for the display of fabrics, carpets and wallpapers. A special area is set aside for the projects of the Interior Design Studio, created in 2004 by Giorgio Armani to furnish private homes, but also yachts, airplanes and residential complexes around the world.

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Noto effect

IN THE BAROQUE CAPITAL, A FORMER CARRIAGE HOUSE HAS BEEN TRANSFORMED INTO A PLACE FULL OF MAGIC. words RUBEN MODIGLIANI – photos MATTIA AQUILA Noto is made of palaces, churches, sloping streets, Baroque architecture and flourishing nature. «It is a city that seduces you and never lets you go», says Rachel Bartoli, owner of the space shown here. Rachel, from France but residing in Bologna for many years, discovered it 12 years ago. She came here with a friend who wanted to invest in real estate, and in the process she made an investment herself. That first house was followed by others, and in 2010 she opened a gallery trading in antiques. The space in question is a “basso”, namely an old carriage house with stables, of Palazzo Astuto, just behind the cathedral. One morning from her terrace Rachel saw a moving van nearby, as she was watering her plants. She made inquiries and bought the space that had been a restaurant. Together with the architect Corrado Papa, she began work, eliminating layers, searching for origins: stoneware tile was removed and replaced by Caltagirone ceramics or antique pietra pece; the masonry vaults, painted orange, returned to their natural hue. And the magic was revealed. The result is a space of great visual impact with a practical function as an annex for Rachel’s antique store. The furnishings are constantly changing, since practically everything is on sale. The style is eclectic, a genteel Wunderkammer for antique paintings and furniture, but also for evocative salvaged objects. In the entrance, with stone barrel vaults, a sofa and a bench face each other, covered in gold damask, with an antique Sicilian wall-mounted umbrella stand. This zone is divided from the next space by a cherry tree rising from the ground, where each blossom is made with transparent crystals containing LEDs.

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Voyage in Provence

THE MAÎTRE PARFUMEUR OF LOUIS VUITTON CREATES THE BRAND’S SCENTS IN AN OLD BASTIDE IN GRASSE. words ELENA DALLORSO – photos MASSIMO LISTRI Jacques Cavallier Belletrud passed by here every morning on the way to school, unaware that behind those iron gates he would one day have an office and atelier. The estate known as Les Fontaines Parfumées, inside Villa Vauthier, was simply a dilapidated old bastide. It had lost its function in the world of perfume that dated back to the 1920s, when a fountain was built, sparkling with the fragrances created by the local maîtres: mimosa in January, violet in February, spring blossoms in April, roses in May, jasmine until the fall. In 2013 Louis Vuitton purchased the site, and after a year of restoration it has become the creative perfume center of the Maison and the LVMH group (besides the atelier of the Maître Parfumeur of Louis Vuitton, it contains that of François Demachy, creator of fragrances for Christian Dior). The first collection of men’s fragrances is about to be unveiled: L’Immensité, Nouveau Monde, Orage, Sur la Route, Au Hasard. The essential bottles designed by Marc Newson can be refilled in Louis Vuitton boutiques, all with fountains like that of the bastide in Grasse, where during the last century clients could take their perfumes directly from the source. The creative focal point is on the second floor, in Cavallier’s atelier, where refrigerated facilities conserve the various ingredients. The ground floor of the 17th century bastide is open to the public (with a hall, a dining room, a winter garden, a library and a kitchen), and connected to the other levels by a majestic staircase. All around, visitors can enjoy a marvelous olfactory garden designed by the landscape architect Jean Mus, another Grasse native. THE END

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AD.

INDIRIZZI

DISCOVERIES da pag. 23: ALIDEM, alidem.com; BMW, bmw.it; CULTI, culti.com; GUCCI, gucci. com; LAVAZZA, lavazza.it; LONGHI, longhi.it; MARAZZI, marazzi.it; MONTBLANC, montblanc.com; OFFICINE SAFFI, officinesaffi.com; ROCHE BOBOIS, roche-bobois.com

ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO Condé Nast International Chairman and Chief Executive: Jonathan Newhouse President: Wolfgang Blau The Condé Nast International Group of Brands includes:

PORTFOLIO da pag. 77: ALF DAFRÉ, alfdafre.it; ARFLEX, arflex.it; ARKETIPO FIRENZE, arketipo. com; BAXTER baxter.it; COSTANTINI PIETRO, costantinipietro.com; DÉSIRÉE, gruppoeuromobil.com; DIALMA BROWN, dialmabrown.it; DITRE ITALIA, ditreitalia.com; DONGHIA BY RUBELLI, rubelli.com/ it; INFINITI, infinitidesign.it; LAGO, lago.it; MAGIS, magisdesign. com/it; MORELATO, morelato.it; PHILOSOPHY OUTDOOR, philosophyoutdoor.com; RODA, srodaonline.com/it

FOCUS da pag. 92: ADELE-C, adele-c.it; ALEXANDER LAMONT, alexanderlamont.com; B&B ITALIA, bebitalia.com; BENJAMIN ECK GALERIE, benjamin-eck. com; BONALDO, bonaldo.it; BOSA, bosatrade.com; CALLIGARIS, calligaris.com; CLETO MUNARI, cletomunari.com; COX LONDON, coxlondon.com; DAVID MORENO, davidmoreno.es; DEMISCH DANANT, demischdanant.com; DIABLA, gandiablasco.com; DOPPIA FIRMA, doppiafirma.com; DRIADE, driade.com; ELVIRO DI MEO & ANTONIO ROSSETTI, gioielli2000.com; EMMEMOBILI, emmemobili.it; FENDI CASA, fendi.com; FONDAZIONE COLOGNI, fondazionecologni.it; GIULIO IACCHETTI, giulioiacchetti.com; HAMILTON CONTE, hamiltonconte. com; HILLSIDEOUT, hillsideout.com; ILLULIAN, illulian.com/it; JCP, jcpuniverse.com; KACPER HAMILTON, kacperhamilton.com; KARTELL, kartell.com/it; MAGIS, magisdesign.com/it; MUTINA, mutina.it; NEMO, nemolighting.com; NODUS, nodusrug.it; PIETRA COLATA, pietracolata. com; PIJAMA, pijama.it; PORTEGO, portego.it; POST DESIGN, memphismilano.com; PRIVEEKOLLEKTIE, priveekollektie.art; RIFLESSI, riflessi.it; ROCHE BOBOIS, roche-bobois.com; ROSSANA ORLANDI, rossanaorlandi. com; ROYAL STRANGER, royalstranger.com; RUBELLI CASA, rubelli.com; SONIA PEDRAZZINI, soniapedrazzini.it; VITTORIO GRIFONI, grifoni.it; WONDERBOLD, wonderbold.com; ZILIO A&C, zilioaldo.it

BACKSTAGE da pag. 169: ALESSIO SARRI, alessiosarri.com; ANDREA FANFANI, andreafanfani. it; ANNIBALE COLOMBO, annibalecolombo.com; ANTONELLA VILLANOVA, antonellavillanova.it; B&B ITALIA, bebitalia.com/it; BISAZZA, bisazza.com; BOTTEGA GHIANDA, bottegaghianda.com; CAMPEGGI, campeggisrl.it; CANTORI, cantori.it; DAVID GILL GALLERY, davidgillgallery.com; FLAMANT, flamant.com; KENNETH COBONPUE, kennethcobonpue.com; MAISONS DU MONDE, maisonsdumonde.com;; NORMANN COPENHAGEN, normann-copenhagen.com; OLUCE, oluce. com; POST DESIGN, memphis-milano.com; ROBERTO GIOVANNINI, robertogiovannini.com ERR ATA CORRIGE: Sul numero 442 di AD Maggio 2018, a pagina 100, la lampada Giravolta prodotta da Pedrali è stata disegnata da Basaglia+Rota Nodari Architetti Associati. A proposito del sommario a pagina 139 del numero 442 di AD si precisa che la Maison Fendi non è stata coinvolta nella realizzazione dello yacht Invictus 370GT Special Edition, essendo da tempo stata acquisita dal gruppo LVMH.

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UK Vogue, House & Garden, Brides, Tatler, The World of Interiors, GQ, Vanity Fair, Condé Nast Traveller, Glamour, Condé Nast Johansens, GQ Style, Love, Wired, Condé Nast College of Fashion & Design, Ars Technica France Vogue, Vogue Hommes, AD, Glamour, Vogue Collections, GQ, AD Collector, Vanity Fair, GQ Le Manuel du Style, Glamour Style Italy Vogue, Glamour, AD, Condé Nast Traveller, GQ, Vanity Fair, Wired, La Cucina Italiana Germany Vogue, GQ, AD, Glamour, GQ Style, Wired Spain Vogue, GQ, Vogue Novias, Vogue Niños, Condé Nast Traveler, Vogue Colecciones, Vogue Belleza, Glamour, AD, Vanity Fair Japan Vogue, GQ, Vogue Girl, Wired, Vogue Wedding Taiwan Vogue, GQ, Interculture Mexico and Latin America Vogue Mexico and Latin America, Glamour Mexico, AD Mexico, GQ Mexico and Latin America, Vanity Fair Mexico India Vogue, GQ, Condé Nast Traveller, AD Published under Joint Venture: Brazil: Vogue, Casa Vogue, GQ, Glamour Russia: Vogue, GQ, AD, Glamour, GQ Style, Tatler, Glamour Style Book Published under License or Copyright Cooperation: Australia: Vogue, Vogue Living, GQ Bulgaria: Glamour China: Vogue, AD, Condé Nast Traveler, GQ, GQ Style, Brides, Condé Nast Center of Fashion & Design, Vogue Me Czech Republic and Slovakia: La Cucina Italiana Hungary: Glamour Iceland: Glamour Korea: Vogue, GQ, Allure, W Middle East: Vogue, Condé Nast Traveller, AD, Vogue Café at The Dubai Mall Poland: Glamour Portugal: Vogue, GQ Romania: Glamour Russia: Vogue Café Moscow, Tatler Club Moscow South Africa: House & Garden, GQ, Glamour, House & Garden Gourmet, GQ Style, Glamour Hair The Netherlands: Vogue, Glamour, Vogue The Book, Vogue Man, Vogue Living Thailand: Vogue, GQ, Vogue Lounge Bangkok Turkey: Vogue, GQ Ukraine: Vogue, Vogue Café Kiev Condé Nast USA President and Chief Executive Officer: Robert A. Sauerberg, Jr. Artistic Director: Anna Wintour Vogue, Vanity Fair, Glamour, Brides, Self, GQ, GQ Style, The New Yorker, Condé Nast Traveler, Allure, AD, Bon Appétit, Epicurious, Wired, W, Golf Digest, Golf World, Teen Vogue, Ars Technica, The Scene, Pitchfork, Backchannel

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Editoriale.

B

Ettore Mocchetti durante una visita all’LHC del Cern dove, operando su tempi infinitesimali, si dà la caccia alle particelle subatomiche che costituiscono la materia, dal bosone ai neutrini, di cui si è scoperta proprio in questi giorni la natura trasformista (vedi la Storia a pagina 116).

aselworld e, prima, il SIHH di Ginevra hanno come al solito,reso palesi i trend in atto nel mondo dell’orologio. Per primo la TENUTA dei marchi grandissimi come Rolex (arrivato a 5 miliardi di euro di fatturato): la Casa conosciuta e che fa status, che investe in superqualità e non in numeri rinforza il proprio appeal. Interessante a tal proposito una ricerca che ha mostrato come il primo motivo di acquisto di un orologio sia il DESIGN (42%), quindi la familiarità con la marca (37%) e da ultimo il prezzo. Tornando ai Saloni, è emersa l’ indicazione, dopo un biennio di forte sofferenza, di una RIPRESINA dell’orologio Swiss made che è il termometro della salute del settore producendo, sì, solo il 2,5% (30 milioni di pezzi) di tutti gli orologi nel mondo, ma coprendo oltre il 50% del mercato orologiero mondiale in termini di valore: nel 2017 ha messo a segno un +2,7% con grandi affari soprattutto nel Far East, con meno pezzi venduti, ma con un prezzo medio per singolo segnatempo sensibilmente aumentato. Una tendenza positiva che dovrebbe consolidarsi nel 2018 e che si spera investa anche l’Italia dove invece il mercato mostra ancora un certo affanno, escluso quello di nicchia e dei grandi collezionisti. Ancora va segnalato il fenomeno dello SMARTWATCH , l’orologio connesso e intelligente, che, sempre più performante

ed esteticamente simile al meccanico, incombe minaccioso sul segmento orologiero del massmarket facendo tremare la posizione di molti popular brand: nel 2017 le sue vendite nel mondo, spinte da Apple, hanno superato il numero degli orologi prodotti in Svizzera. Sul piano estetico arriva la conferma della volontà di contenere la dimensione delle casse, e della scelta di dare sempre maggiore spazio all’ HERITAGE , con molte Maison, che, forti di un anniversario o una ricorrenza, propongono la REPLICA di loro bestseller o di intere collezioni rivisti l’uno e le altre in qualche dettaglio di peso con piccole ma significative modifiche. Dopo i fuochi d’artificio dello scorso anno, segnano abbastanza il passo le complicazioni (ma si sono viste fior di eccezioni), mentre nel campo del SEMPRE PIÙ SOTTILE la competizione è molto accesa e ha portato il record di spessore per un automatico a soli 4,3 mm. Di tutto questo e di molto altro parla AD WATCH : illustrando i pezzi-icona 2018 dell’Alta Orologeria, censendo, per categorie, i migliori segnatempo visti ai Saloni, annotando i mille eventi che ruotano attorno all’universo orologiero e raccontando le storie, davvero suggestive, di una ventina di orologi e dei brand che li producono. ETTORE MOCCHETTI

REALI AL 100% La barra qui sopra, che troverete posizionata nella scheda tecnica degli orologi, rappresenta la misura reale della cassa. Il segmento tra due pallini corrisponde a 10 mm. Tutti gli orologi corredati di scheda tecnica sono riprodotti nella loro misura reale.

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AD WATCH 2018

SOMMARIO. «Il tempo è un’illusione». ALBERT EINSTEIN

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DISC OV ERIES .

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IC ON E DI ST IL E .

DETTAGLI DI STILE — I Classic Tour di BREGUET celebrano le eccellenze artigianali e manifatturiere.

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Savoir-faire e materiali pregiati per gli orologi di HERMÈS e di R ADO . ARTIGIANATO & DESIGN —

Prezzi da record per gli OROLOGI DELLE STAR venduti all’incanto.

ASTE —

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Collezioni, nuovi modelli e boutique per quattro celebri MAISON .

FASHION —

Le MER AVIGLIE MECCANICHE stupiscono anche nell’era del digitale.

AUTOMI —

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CODICI ESTETICI — Gli orologi con le lettere di QLOCKTWO e i 175 della GIOIELLERIA GOBBI .

MECCANISMI COMPLESSI — Gli orologi e un gioiello di PARMIGIANI FLEURIER . GR ANDI PASSIONI — GAGÀ MILANO R J il personaggio di Spider-Man.

del QUIRINALE

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ATL A N TE . Classici, sportivi, subacquei, eleganti, complicati, fashion, gioiello, connessi. Dai Saloni di Ginevra e Basilea le NOVITÀ 2018 in 75 orologi. CRONOMETRI E CRONOGRAFI, LA RICERCA DELLA PRECISIONE JET SET E GIOIELLI PENSATI PER I CODICI DELL’ELEGANZA GLI SPORTIVI MULTIFUNZIONALI E DISINVOLTI SUBACQUEI RESISTENTI FINO A 1.000 METRI DI PROFONDITÀ FREE STYLE DI TUTTO E DI PIÙ, PER OGNI GUSTO SIAMO CONNESSI SMARTWATCH SEMPRE PIÙ PERFORMANTI FASHION I SEGNATEMPO DELLE GRANDI CASE DI MODA

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GLI INDIRIZZI

celebra l’Inter,

LO SAI CHE? — Curiosi MODI DI DIRE derivati da termini ricorrenti nel mondo dei segnatempo.

CELEBRITIES Jake Gyllenhaal, una delle grandi star hollywoodiane del nostro tempo, è stato scelto da Cartier come testimonial per la nuova versione del Santos, un classico tra i classici. L’eredità del grande volatore a pag 64

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Assembliamo ogni singolo orologio due volte. Perché la perfezione richiede tempo.

Per noi la perfezione è una questione di principio. Ecco perché, per principio,

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due volte. Pertanto, dopo che l’orologio 1815 Calendario Annuale è stato as-

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Il nuovo Santos di CARTIER rivisita un classico ispirato all’epopea del volo.

UN’IMPRESA ARDITA —

SWING TIME — Il Big Bang Unico Golf di HUBLOT è un utile partner per gli appassionati del green. L’ELEGANZA SOTTILE — Con il suo spessore ridottissimo l’Altiplano Ultimate 910P di PIAGET è un capolavoro da primato. SIGNORE DEGLI ABISSI — Ci si immerge fino a 300 metri di profondità con il BR03-92 di BELL & ROSS .

Richiami stilistici a una celebre scuderia di Formula 1 per il nuovo RM 11-03 McLaren di RICHARD MILLE .

BOLIDE DA POLSO —

ha creato una replica nelle versioni da tasca e da polso dello storico Savonnette Pocket.

IN DISCHI CIFR ATI — IWC

FATTORE H 2 O — Una ricca tradizione per gli orologi di OMEGA pensati per chi vuole scoprire i fondali marini. ACCIAIO R ARO — Il 1815 “Homage to Walter Lange”, un ricercato segnatempo in acciaio di A. LANGE & SÖHNE . IL ROSSO & IL BLU — Fin dagli anni ’50 il Gmt-Master di ROLEX si è guadagnato lo statuto di grande classico. TR A LE NUVOLE — Rendono omaggio allo spirito dei primi voli in mongolfiera cinque segnatempo di VACHERON CONSTANTIN . ANDARE AL MASSIMO — Tre cronografi nati BAUME & MERCIER e Indian Motorcycle.

Il Monsieur da tasca di CHANEL celebra la forza e la maestosità del re dei felini.

SOTTO IL SEGNO DEL LEONE —

LANCETTE LANCIATE — ROGER DUBUIS e Pirelli per due nuovi segnatempo ispirati al mondo della Formula 1. LA TR ADIZIONE NUOVA — Nei modelli di MONTBLANC rivive l’autorevole eredità orologiera di Minerva.

Tanti record nel campo dell’ultrapiatto per la linea Finissimo della collezione Octo di BULGARI .

FATTI PER VINCERE —

SULLE ALI DELLA TRADIZIONE — Le imprese dei pionieri dell’aeronautica ispirano il Big Crown D.26 286 HB-RAG di ORIS.

Raffinate complicazioni meccaniche e una veste di grande impatto per gli orologi PATEK PHILIPPE .

UN TEMPIO CUBISTA —

IN GAR A CON IL TEMPO — CHOPARD presenta tre nuovi modelli per gentlemen driver ispirati alla Mille Miglia.

Massimo Bottura, chef pluristellato, è protagonista di una nuova puntata dei PANER AI TR AITS .

IL TIMING DELLO CHEF —

ha realizzato una collezione ispirata ai Polaris Memovox del 1968.

50 DI QUESTE ORE — JAEGER-LECOULTRE

Arte contemporanea, scienza e tecnologia in un’ambiziosa opera promossa da AUDEMARS PIGUET.

STRINGHE ATOMICHE —

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Direttore Responsabile

ETTORE MOCCHETTI

Art Director GIUSEPPE PINI Caporedattore Attualità MARIO GEROSA Caporedattore, RUBEN MODIGLIANI Caporedattore ELENA DALLORSO Caposervizio Impaginazione FRANCESCA MARINO Vice Caposervizio, MICHELA BUZZONI, MARGHERITA CARRARA Segreteria di Redazione MARIA GRAZIA CECCONELLO Responsabile, FEDERICA CLARI Photo editing Project Consultant RICCARDO BIANCHI New York CHRISTINA NICASTRI Segreteria e Redazione Hanno collaborato: ENZO BONFANTI, ALBERTO BRIGIDINI, PAOLO DE VECCHI, MARC LANDERS, GIAMPIERO NEGRETTI, MICHELE WEISS STUDIO DIWA revisione testi Illustrazioni di: MAURO GATTI, CRISTIANO LISSONI Direttore Editoriale e Comunicazione Corporate LUCA DINI Direttore Generale Sales & Marketing FRANCESCA AIROLDI Sales & Marketing Advisor ROMANO RUOSI Brand Advertising Director CARLO CLERICI, Advertising Manager CRISTINA RONCAROLO Responsabile Content Experience Unit VALENTINA DI FRANCO, Responsabile Digital Content Unit SILVIA CAVALLI

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EDIZIONI CONDÉ NAST S.P.A. Presidente GIAMPAOLO GRANDI Amministratore Delegato FEDELE USAI Direttore Generale DOMENICO NOCCO Vice Presidente GIUSEPPE MONDANI, Direttore Centrale Digital MARCO FORMENTO Direttore Circulation ALBERTO CAVARA, Direttore Produzione BRUNO MORONA Direttore Risorse Umane CRISTINA LIPPI, Direttore Amministrazione e Controllo di Gestione LUCA ROLDI Branded Content Director RAFFAELLA BUDA, Digital Marketing: MANUELA MUZZA, Social Media: ROBERTA CIANETTI Digital Product Director: PIETRO TURI, Head of Digital Video RACHELE WILLIG Digital CTO MARCO VIGANÒ, Enterprise CTO AURELIO FERRARI Digital Operations e Content Commerce Director: ROBERTO ALBANI

Sede: 20123 Milano, piazzale Luigi Cadorna 5 - tel. 0285611 - fax 028055716. Padova, via degli Zabarella 113 - tel. 0498455777 fax 0498455700. Bologna, via Carlo Farini 13, Palazzo Zambeccari - tel. 0512750147 - fax 051222099. Roma, via C. Monteverdi 20 tel. 0684046415 - fax 068079249. Parigi/Londra, 3 Avenue Hoche 75008 Paris - tel. 00331-53436975. New York, Spring Place 6, St Johns Lane - New York NY 10013 - tel. 212-3808236. Barcellona, Passeig de Gràcia 8/10, 3° 1a - 08007 Barcelona - tel. 0034932160161 fax 0034933427041. Monaco di Baviera, Eierwiese 5b - 82031 Grünwald - Deutschland - tel. 0049-89-21578970 - fax 0049-89-21578973. Redazione: 20121 MILANO - piazza Castello 21 - tel. 0285611 - fax 0285612698


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DISCOVERIES. testi di ENZO BONFANTI, ELENA DALLORSO, MARIO GEROSA, RUBEN MODIGLIANI, GIAMPIERO NEGRETTI, MICHELE WEISS

IL SOLE E LA COMETA Un segnatempo d’eccezione per giocare con il cosmo Un nuovo complicato: Lady Arpels Planétarium, poetica e geniale creazione di Van Cleef & Arpels.


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D E T TAG L I D I S T I L E

L’arte di essere un gentleman Un nuovo modo per far conoscere i propri e la propria storia: piacerebbe all’orologiaio che inventò il tourbillon.

SEGNATEMPO

Da Ginevra, passando per Londra, Milano, Madrid, Monaco e Tokyo: il tour dell’eleganza di Breguet.

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a Maison Breguet ha portato in diverse città del mondo l’evento “Classic Tour” con l’obiettivo di presentare ai suoi ospiti un orologio particolare per ogni tappa e altre eccellenze artigianali impegnate, come Breguet, a migliorare l’art de vivre del perfetto gentiluomo.

sopra:

il famoso orologio da tasca N° 4691 attualmente nel museo Breguet che, nel 1831, fu venduto a Lord Conway. Un ultrapiatto e ultra complicato con ripetizione a mezzi quarti, equazione del tempo e indicazione delle fasi lunari e della riserva di carica.

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braham-Louis Breguet a cavallo tra 1700 e 1800 è stato il più grande orologiaio dell’epoca, e tuttora è considerato il più grande di sempre. A lui si devono alcune scoperte tecniche, come il tourbillon, che hanno fatto la storia delle lancette. Per proseguire la tradizione la Maison che orgogliosamente ne porta il nome continua la sua opera senza tradire gli aspetti fondamentali del suo passato. A cominciare dalle lancette dalla cosiddetta forma

Estrasse il più delizioso orologio piatto che Breguet avesse mai costruito: Ma guarda, sono le undici, sono stato mattiniero.

Honoré de Balzac, Eugénie Grandet (1833)

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à pomme évidée, disegnate dallo stesso Breguet che le presentò nel 1783. Solitamente in acciaio azzurrato o in oro, per il mondo dell’orologeria rappresentano una soluzione estetica ormai chiamata universalmente lancetta Breguet. Inoltre, visto che all’epoca le sue opere erano copiatissime (e contraffatte), lo stesso orologiaio decise di inserire in ogni quadrante una firma segreta visibile solo in una particolare condizione di luce, ma anche di dotare ogni modello di un numero: una volta arrivati al numero 5.000 si ripartiva da 1. La Maison, nel 2018, continua a seguire tutti questi particolari e lavora anche per far scoprire il proprio universo e le realtà a esso affini. Come avviene per il “Classic Tour”, un evento che l’azienda ha portato in diverse città mondiali presentando ai propri ospiti non solo i suoi orologi, ma anche eccellenze artigianali e manifatturiere del luogo.

Breguet Classique Extra-Plate 5157 Cassa in oro rosa di 38 mm di diametro Movimento meccanico a carica automatica Quadrante in oro argentato inciso a mano Cinturino in alligatore con fibbia ad ardiglione Segni particolari il calibro con spirale in silicio è numerato e firmato Breguet Prezzo 18.600 euro


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Via Pietro Verri, 7 20121 Milano +39 02 76 20 81 www.pisaorologeria.com


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A RT I G IA N ATO & D E S I G N

Hermès Arceau Pocket Millefiori Cassa in oro bianco, 48 mm Quadrante in cristallo realizzato dalla Cristalleria Saint-Louis Movimento a carica automatica di manifattura Segni particolari il laccio in pelle di alligatore nero Prezzo su richiesta

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La tecnica utilizzata dalla Cristalleria Saint-Louis per realizzare il quadrante è chiamata Millefiori (1): il cristallo incandescente (2) viene mixato a un particolare colore nero che il vetraio elabora fino a comporre il motivo a scaglie di alligatore.

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Forgiato a fuoco

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a quando è entrata nel mondo delle lancette, la Maison francese Hermès ha puntato immediatamente verso un approccio all’oggetto che fosse il più tradizionale e rispettoso possibile della lunga tradizione orologiera svizzera, tanto da essere tra i brand che espongono nell’esclusivo Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra, ma conservando il suo tocco inconfondibile. Una visione

Rado True Thinline Nature Collection

Il disegno della natura

Cassa 39 mm in ceramica marrone per la versione Earth, blu per la Water, verde per la Leaf Movimento Eta al quarzo Quadrante in madreperla. Impermeabilità fino a 30 metri di profondità Segni particolari lo spessore della cassa è di soli 5 mm Prezzo 2.070 €

Materiali originali, modelli lineari: il brand svizzero R ADO si ispira agli elementi per una nuova collezione.

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ado è da sempre all’avanguardia nella produzione di segnatempo in ceramica. Anche la nuova collezione True Thinline Nature Collection, ispirata ad alcuni elementi naturali (come acqua e terra), ha casse e bracciali in ceramica colorata e quadranti in madreperla. Inoltre, frutto della partnership con il network Grandi Giardini Italiani è stato realizzato anche il modello Leaf (foglia) in verde e con un quadrante in madreperla su cui è stata stampata la struttura di una foglia.

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perfettamente dimostrata dall’Arceau Pocket Millefiori, un orologio da taschino realizzato in soli due pezzi con cassa in oro bianco che, all’evenienza, può diventare anche un ciondolo. L’esclusività di questo segnatempo arriva dal quadrante in cristallo lavorato artigianalmente dalla storica cristalleria francese Saint-Louis (fondata nel 1586), fino a creare un motivo che richiama le scaglie di un alligatore.

Giardini creativi. sopra: il modello Leaf della collezione True Thinline Nature Collection, in ceramica verde con quadrante in madreperla, è nato dalla collaborazione della casa orologiera Rado con Grandi Giardini Italiani.


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ASTE

A tempo di rock. a destra: l’orologio Omega con la lunetta ornata di diamanti donato nel 1960 a Elvis Presley dalla sua casa discografica per festeggiare i 75 milioni di dischi venduti.

AL POLSO DELLE STAR, NELLE TECHE DEI CONNAISSEUR

di ENZO BONFANTI

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el 1960 la casa discografica di Elvis Presley regalò al cantante un modello di Omega per festeggiare l’invidiabile traguardo di 75 milioni di dischi venduti. Era un orologio speciale, con la lunetta ornata da 44 diamanti e il fondello con incisa la scritta: “To Elvis, 75 Million records, Rca Victor, 12-25-60”. Autenticato da alcune foto in cui Elvis lo indossa e da un certificato firmato a Jimmy Velvet, fondatore e ceo dell’Elvis Presley Museum alla Graceland Mansion di Memphis, questo orologio è storicamente considerato come L’ORA DEL MITO

Top lot. a destra: il Rolex Daytona di Paul Newman (qui a destra) è sempre stato molto ambito dai collezionisti. Recentemente la famiglia di Newman ha deciso di metterlo all’incanto per finanziare le iniziative della Nell Newman Foundation: il 26 ottobre scorso a New York, in un’asta di Phillips e Bacs & Russo, è stato aggiudicato a 15,5 milioni di dollari.

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il segnatempo più significativo mai appartenuto a Presley (che ha avuto anche altri Omega, soprattutto durante il periodo in cui era sotto le armi), è stato venduto a un’asta di segnatempo che si è svolta recentemente a Ginevra alla cifra di 1,5 milioni di franchi svizzeri: il massimo mai raggiunto da un modello della Maison elvetica. Ed è stata la stessa azienda ad assicurarselo per esporlo insieme ai suoi altri pezzi storici nel suo museo di Bienne, in Svizzera, pronto ad accogliere, oltre che gli appassionati di orologeria, anche tutti i fan di Elvis.

IL CALENDARIO 13 GIUGNO • CHRISTIE’S 20 Rockefeller Center New York Una serata di orologi eccezionali 18-25 GIUGNO • SOTHEBY’S Asta online Orologi 20 GIUGNO • BONHAMS 101 New Bond Street Londra Orologi e orologi da polso 13 LUGLIO • WANNENES Monte Carlo Bay Hotel & Resort Monte Carlo Gioielli e orologi 17- 18 LUGLIO • ARTCURIAL Hotel Hermitage Monte Carlo Orologi da collezione, “Il tempo è femminile”

GETTY IMAGES. CONTRASTO

Sempre molto desiderati dai collezionisti, gli OROLOGI DEI DIVI sono rarissimi. E quando vanno all’ incanto totalizzano cifre da record che ne premiano l’unicità.


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FA S H I O N & CO.

Ispirazione di casa U

n anno dopo il suo esordio, l’orologio Opera Cuff di Buccellati aggiunge due nuovi modelli alla collezione che si ispira al logo della Maison. L’orologio Opera con cassa in diamanti (337 per 2,85 carati) riprende tecniche e stile tipici del marchio: ogni diamante viene incastonato a mano e il cinturino è ricoperto in pelle di coccodrillo. La versione Opera Engraved ha invece un cinturino cuff in oro giallo, inciso con la tecnica del “rigato” e decorato con incisioni a “ornato”. La cassa è impreziosita da un’incisione a “graffito” e il quadrante in madreperla ha, al centro, il logo della Maison. Sulla superficie del cinturino si alternano piccoli fiori formati da quattro castoni in oro bianco e diamanti e palline in oro bianco. Sulla cassa, 167 diamanti (2,93 carati). Il quadrante è in madreperla con logo in oro.

I signori del cielo Nel 1918 i segnatempo HAMILTON scandiscono l’ora ufficiale nei primi servizi di posta aerea USA. Oggi una minicollezione festeggia questo anniversario.

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Buccellati Opera Cuff Engraved e Opera Cuff Cassa a quattro archi, 28x36 mm Movimento al quarzo svizzero Quadrante in madreperla il primo, con 337 diamanti il secondo Vetro zaffiro antiriflesso Segni particolari cinturino in oro giallo inciso a rigato e con castoni il primo, ricoperto di pelle di coccodrillo il secondo Prezzo da 49.000 e 34.500 €

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ancaster, Pennsylvania. Qui nel 1892 nasceva una manifattura orologiera, la Hamilton Watch Company. La sua produzione consisteva in modelli da tasca, tanto affidabili e accurati da diventare, vent’anni dopo, i segnatempo ufficiali della rete ferroviaria americana. In quegli anni si stava sviluppando a passi da gigante anche l’aviazione: era il 1918 quando gli orologi sono scelti quali dispositivi di cronometraggio ufficiale per i primi servizi di posta aerea tra Washington DC, Filadelfia e New York. Cent’anni dopo, la collezione Khaki Pilot 2018 propone orologi da piloti che sono un connubio tra spirito americano e precisione svizzera (il marchio oggi fa parte di Swatch Group). Quadranti estremamente leggibili e datario a ore 12 ricordano gli strumenti delle cabine di pilotaggio. E i cinturini, in pelle dall’aspetto vissuto, rievocano i giubbotti dei piloti. Una combinazione di fascino. Alta quota. in alto: un’immagine pubblicitaria Hamilton del 1929. sopra il titolo: uno dei tre modelli della collezione Khaki Pilot 2018. Per tutti la cassa è in acciaio marrone scuro con trattamento PVD. a destra: in questa inserzione del 1938 Hamilton annuncia la collaborazione con United Air Lines sui voli coast-to-coast.

Hamilton Khaki Pilot Day Date Auto Cassa 42 mm in acciaio Movimento automatico H-40 con riserva di carica di 80 ore e funzione giorno e data Quadrante nero Vetro zaffiro Cinturino in pelle con stampaggio a caldo e fibbia a forma di H Prezzo 895 €


L’indirizzo giusto La nuova boutique VACHERON CONSTANTIN dentro Pisa Orologeria è disegnata per creare legami speciali con gli appassionati.

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pre all’interno di Pisa Orologeria in via Verri a Milano la boutique di Vacheron Constantin. A curare gli spazi è stato l’architetto Filippo Gabbiani di Kokai Studios che li ha disegnati in modo da fare vivere un’esperienza totalmente immersiva nel mondo della Maison. «Questa boutique ha l’obiettivo di creare un legame speciale con clienti e appassionati», spiega Marco Pagani, brand manager di Vacheron Constantin Italia. «Celebriamo questo momento insieme a Pisa Orologeria che è sempre stata un partner d’eccezione nel valorizzare la nostra Maison con spazi dedicati in cui presentare le nostre collezioni e l’alta orologeria in generale».

Per intenditori. a destra: uno schizzo della facciata degli spazi di Vacheron Constantin dentro Pisa Orologeria a Milano

È tutto cristallo quello che luccica cintilla in ogni sua sfaccettatura la collezione Crystal Lake di Swarovski. Per un motivo molto semplice: il quadrante è composto partendo da un pezzo unico di cristallo zaffiro, incastonato direttamente nella cassa lucida e rotonda di 35 mm di diametro. Questa nuova linea di orologi solotempo (Swiss Made) è composta da otto modelli con bracciali in metallo o cinturini in pelle e con il vetro in differenti tonalità monocromatiche come il grigio, l’argento o il dorato. Sulla superficie, riflettente come quella di un lago ghiacciato, è “appoggiato” il cigno della Maison.

S a lato:

tre modelli della collezione Swarovski Crystal Lake, con il cristallo zaffiro blu, argento e dorato.

Swarovski Crystal Lake Cassa 35 mm in acciaio Movimento al quarzo. Quadrante in cristallo zaffiro lavorato Segni particolari diversi colori per il cristallo, con cinturino in pelle o a bracciale Prezzo da 279 € LA COLLEZIONE CRYSTAL LAKE È COSTITUITA DA OTTO MODELLI DI OROLOGI SOLOTEMPO

Lusso responsabile Da luglio, solo oro etico al 100 per cento per Chopard.

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al prossimo luglio Chopard utilizzerà solo oro etico al 100% per le sue creazioni, sia orologiere sia di alta gioielleria. Per oro etico si intende quello acquistato solamente da fonti responsabili, cioè da produttori di cui sia stata verificata la conformità agli standard ambientali e sociali di Fairmined e Fairtrade. Oro che viene estratto solo da piccole miniere aderenti alla Swiss Better Gold Association e oro che si attiene alle regole della Chain of Custody dell’RJC (Responsible Jewellery Council). Questa importante iniziativa è la conclusione di un progetto che Chopard ha iniziato da diversi anni e che pone la Maison in prima linea per un futuro responsabile del lusso.

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AU TO M I

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PRODIGI TECNICI CHE RIESCONO A STUPIRE NELL’ERA DEL DIGITALE

Autografi meccanici Le elaborate macchine in grado di tracciare la firma del loro proprietario sono VIRTUOSISTICI esempi di microingegneria che attualizzano un’antica tradizione. di GIAMPIERO NEGRETTI

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on è uno strumento per misurare il tempo, ma nasce proprio dalla competenza in fatto di orologeria di un genio della meccanica vissuto quasi tre secoli fa: Pierre Jaquet-Droz, un costruttore di automi e di altri mirabili congegni che destarono meraviglia in tutta Europa. E anche la Signing Machine – presentata quest’anno dalla manifattura Jaquet Droz per il 280° anniversario del marchio – è una meraviglia in quanto è una macchina che a comando riproduce, nero su bianco è il caso di dirlo, la firma del proprietario e il tutto avviene meccanicamente, mettendo in moto una serie di ruote, leve e ingranaggi, proprio come in un orologio. La creazione che potremmo considerare antesignana della Signing Machine è lo Scrivano, un automa androide alto un’ottantina di centimetri e fabbricato tra il 1768 e il 1772, che era in grado di scrivere, dopo aver intinto una penna d’oca nel calamaio, brevi frasi che potevano essere cambiate procedendo a una riprogrammazione. Insieme con il Musicista, il Disegnatore – altri androidi, oggi esposti al Museo d’arte e di storia di

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Grandi firme. a sinistra: la Signing Machine di Jaquet Droz è composta da 585 pezzi. al centro: a sinistra: lo Scrivano, l’automa creato nel ’700 da Pierre Jaquet-Droz. in basso: il Precious Signature di Harry Winston, con la penna fornita in dotazione.

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Neuchâtel e il cui nome fa già capire che cosa erano capaci di fare – lo Scrivano venne portato in giro per mezza Europa, in una tournée che permise a Jaquet-Droz di conquistare fama internazionale. Una prima moderna versione di automa non androide che “firma” fu realizzata dalla manifattura Droz nel 2011, si trattava però di una struttura abbastanza voluminosa, paragonabile per dimensioni a due scatole da scarpe sovrapposte, mentre la nuova Signing Machine è portatile e misurando 158 x 82 mm è grande all’incirca come due mazzi appaiati di carte francesi. Il funzionamento è semplice: una volta caricata la molla che mette in moto i

585 pezzi che compongono la macchina e dopo aver premuto un pulsante (1), dalla cassa fuoriesce un piccolo braccio telescopico (2) all’estremità del quale va inserita una penna fornita in dotazione. Si aziona poi un altro pulsante (3) e la penna comincia a muoversi tracciando su un foglio la firma: nell’esemplare dimostrativo l’autografo è quello di Jaquet-Droz, ma all’atto della vendita la macchina viene programmata (a mano) per riprodurre la firma voluta. Per sicurezza, il proprietario ogni volta che vuole apporre la firma per attivare la macchina deve inserire un codice numerico a 4 cifre. La cassa è in acciaio con dettagli in oro rosa o in legno e l’oggetto viene fornito con una custodia in pelle. L’automa figura anche nel listino di Harry Winston, con il Precious Signature: in questo caso, però, è interpretato con lo sfarzo degno di un maharajah. La cassa – un po’ più grande (19 cm di lunghezza) – è in oro bianco e zalium (lega esclusiva a base di zirconio) ed è decorata da pannelli in opale con 542 diamanti e due zaffiri: sulla parte superiore reca, inoltre, un orologio che però essendo al quarzo non è collegato al meccanismo. Una meraviglia meccanica in grado di stupire anche come prezzo, da 381.000 euro per la versione più semplice in acciaio.


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CO D I C I E S T E T I C I

Il quadrato parlante Vincitore di oltre 20 premi di design, ecco le creazioni di Qlocktwo che introduce gli orologi che, CON LE LETTERE , dicono che ore sono.

L’OROLOGIO RIESCE A “PARLARE” GRAZIE A UN QUADRANTE FORMATO DA 110 LETTERE

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idea alla base della tedesca Qlocktwo è quella che l’orologio indichi l’ora coi caratteri alfabetici. Il tutto è reso possibile da un modulo di illuminazione posizionato dietro al quadrante in cui si trovano 110 lettere tagliate direttamente nel metallo. Per sapere che ore sono, basta premere un pulsante e, se sono le 8.30, sul quadrante apparirà la scritta: “sono le otto e mezza”. Le lettere esprimono l’ora ogni cinque minuti, mentre a indicare i minuti intermedi ci sono quattro punti retroilluminati posizionati negli angoli. Diverse le lingue disponibili nelle versioni Qlocktwo Classic (da tavolo o da parete), Qlocktwo Large (destinato solo alla parete), il Qlocktwo Touch (da tavolo e con sveglia) e i modelli da polso Qlocktwo W35 e Qlocktwo W39 in due misure differenti.

QLOCKTWO Qlocktwo W35 Pure Black Cassa in acciaio 35 o 39 mm Alimentazione a batteria Quadrante in acciaio, con dietro un modulo di illuminazione brevettato. Disponibile nelle versioni da tavolo, da parete e da polso (con cinturino in pelle o braccialato) Prezzo da 690 euro circa

Dimmi l’ora. sopra: le lettere illuminate descrivono l’ora a intervalli di cinque minuti.

Con classe, da 175 anni Tradizione. a sinistra: Serena Pozzolini Gobbi; nella tela Raimondo Gobbi, il fondatore della gioielleria. a destra: l’ingresso su corso Vittorio Emanuele II. sotto: pendente e orecchini della nuova linea Gobbi di gioielli.

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fine 2017 ha spento ben 175 candeline la storica Gioielleria Gobbi di corso Vittorio Emanuele II 15, a due passi da piazza San Babila nel cuore di Milano. Vera e propria istituzione orologiera milanese è attualmente gestita da Serena Pozzolini Gobbi, sesta generazione di un’azienda a conduzione famigliare che distribuisce top

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brand come Patek Philippe, Rolex e Tudor. In occasione delle celebrazioni dell’anno scorso (che si sono svolte in un esclusivissima serata nel Cortile della Rocchetta all’interno del Castello Sforzesco), Gobbi ha anche lanciato una linea di gioielli ispirata alla spirale, uno dei meccanismi più importanti del movimento di un segnatempo meccanico.


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TRENDS Durante la tappa romana della Formula E, Papa Francesco ha benedetto una vettura (1). Alberto di Monaco ha fatto un giro del circuito (2). Inoltre, Tag Heuer è diventata partner anche del Giro E: il giro d’Italia su e-bike (3).

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Campionato green Il mondo dei MOTORI non può mancare tra le collaborazioni sportive di TAG HEUER . Anche se sono elettrici e danno vita al mondiale di Formula E.

N Tag Heuer Connected Modular Cassa in titanio annerito in pvd e lunetta in ceramica nera, 41 o 45 mm Processore Intel e compatibile con iOS S e Android 4.4 o superiore. Display touch con riconoscimento impronte digitali Segni particolari app dedicate per personalizzare il quadrante Prezzo 2.650 euro

ata nel 2014 la Formula E (E sta per elettricità) ha tra i suoi fondatori Tag Heuer. La Maison è da sempre impegnata nel mondo dei motori e non ha fatto mancare il suo coinvolgimento come official timekeeper anche in questo rivoluzionario campionato del mondo con vetture a motore elettrico che, oltre ad avere tra i suoi piloti volti già visti in Formula 1, ha il valore aggiunto di poter correre in circuiti cittadini: Hong Kong, Mexico City, Parigi, Berlino, New York e Roma. Il 14 aprile le strade della capitale hanno ospitato la tappa italiana di questo mondiale green che si è rivelata un successo, con tanto di benedizione fatta da Papa Francesco. L’avventura nella Formula E per Tag Heuer continuerà: al Salone dell’Auto di Ginevra, ha annunciato il rinnovo della partnership.

Nel segno dell’innovazione

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ra le tante novità che ha portato Breitling verso il nuovo corso dettato dall’arrivo del Ceo Georges Kern (a destra), sicuramente c’ è stata la convinzione che il brand non dovesse essere percepito solo per il suo legame con il mondo dell’aviazione. In questa direzione si colloca l’annuncio da parte di Kern, a inizio anno, della partnership tra la Maison orologiera e la storica fabbrica di motociclette Norton: «Entrambe le aziende sono innovative, imprenditoriali e hanno un grande passato. Ma allo stesso tempo guardiamo avanti, verso quello che in Breitling abbiamo chiamato futuro leggendario».

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BREITLING E NORTON MOTORCYCLES INSIEME PER UN FUTURO LEGGENDARIO

Oltre al mondo dei motori, con Norton e Bentley, Breitling si sta attrezzando per visitarne altri, istituendo varie Squad, di cui fanno parte attualmente surfisti, esploratori, atleti e anche attori di fama, del calibro di Brad Pitt.


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PI A N E TA T E R R A

Planetario. Le ore sono indicate da un’emisfera dipinta come la Terra con una Luna che le ruota intorno. Le funzioni dell’orologio: ore, minuti retrogradi, secondi nel tourbillon volante double-face, fase lunare di precisione, data retrograda double-face, riserva di carica. Più un calendario perpetuo nella parte posteriore del quadrante.

Il cielo in 46,3 millimetri

UN INCREDIBILE CONCENTRATO DI SOGNO E DI TECNOLOGIA

L’ultimo gioiello nato in casa BOVET 1822 mostra il passare del tempo attraverso i movimenti di Terra, Luna e Sole. Un miracolo da polso.

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n planetario al polso, con la Terra che indica le ore, la Luna che le gira intorno esattamente in 29,53 giorni (come quella vera) e il Sole è un tourbillon volante. La Terra, superficie emisferica che ruota in 24 ore, è dipinta a mano con oceani, montagne e boschi minuziosamente dettagliati. Alla sua base una scala graduata indica l’ora mediante una lancetta di titanio lucido collocata tra il tourbillon e il globo terrestre. Per rendere unico ognuno dei 60 pezzi in cui questo oggetto magico è stato realizzato, al collezionista viene fatto scegliere l’orientamento della mappa della Terra, in modo che il luogo prescelto sia collocato sull’asse Terra-Sole quando il segnatempo indica mezzogiorno. Il massimo del “su misura”.

Bovet 1822 Récital 22 Grand Récital Cassa 46.3 mm in oro rosso o platino Movimento meccanico a carica manuale, riserva di carica 9 giorni Quadrante le 24 ore sono indicate da una Terra emisferica Segni particolari in 60 esemplari, con cinque elementi protetti da brevetto Prezzo 462.000 € (oro rosso), 493.700 € (platino)

Sostenere il domani Un premio importante, voluto da HAUSMANN & CO. e Patek Philippe, promuove i giovani talenti. E contribuisce alla ricerca sull’energia. 2

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a VI edizione del Premio Hausmann & Co. - Patek Philippe, che ogni anno viene riconosciuto a giovani talenti, quest’anno è andato a un gruppo di ricercatori dell’ENEA, l’Agenzia nazionale per nuove tecnologie, energia e lo sviluppo sostenibile. Oltre alla consegna del premio, avvenuta il 4 giugno, sono stati investiti anche 20mila euro per la creazione di un nuovo polo formativo per studenti e ricercatori nel Centro Ricerche laboratorio dell’ENEA alla Casaccia, nei pressi di Roma, denominato “Campus delle energie”. Una scuola-laboratorio per costruire il futuro.

1 Energia. Il Premio Hausmann & Co. Patek Philippe, alla sua sesta edizione, è andato a sette ricercatori under 40 dell’ENEA. 1. Il Centro Ricerche ENEA Casaccia. 2. Francesco Hausmann e Benedetto Mauro, amministratori di Hausmann & Co. 3. Due modelli esclusivi della linea Hausmann & Co.


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DI S C OVE R I E S .

M E CC A N I S M I CO M PL E S S I

Il tesoro del presidente Antichi, preziosissimi e perfettamente funzionanti. Molti degli oltre 200 orologi della collezione del QUIRINALE sono adesso in mostra.

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orse non tutti sanno che al Palazzo del Quirinale è presente una straordinaria collezione composta da oltre 200 orologi da tavolo e da parete con secoli di storia e perfettamente funzionanti, grazie al lavoro che giornalmente è operato da maestri orologiai ed ebanisti. Fino al primo luglio, 48 di questi orologi, prevalentemente di origine francese risalenti al periodo tra fine del XVII e la fine del XIX secolo (c’è anche la cassa realizzata prima del 1692 dalla Manifattura Granducale fiorentina per Cosimo III dei Medici), saranno esposti al pubblico nella mostra “Segnare le ore. Gli orologi del Quirinale” alla Palazzina Gregoriana del Palazzo del Quirinale. A corredo della

mostra, incisioni a stampa tratte dal volume dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert sui meccanismi di orologeria. Viene anche esposto un orologio “esploso”, cioè smontato, il cui meccanismo, della fine del XVII secolo e realizzato da Gilles Martinot, testimonia la complessità degli ingranaggi. La mostra è curata da Marco Lattanzi, storico dell’arte presso l’Area tutela e valorizzazione del Patrimonio artistico del Segretariato generale della presidenza della Repubblica.

Anno Kalpa: un nuovo gioiello per la collezione del 2018.

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er Parmigiani Fleurier il 2018 è stato l’anno della collezione Kalpa, con la cassa dalla forma tonneau presentata per la prima volta nel 2001. Il masterpiece della rinnovata linea è il modello Kalpa Chronor che si distingue per avere un movimento di manifattura automatico in oro rosa 18 carati, materiale difficile da utilizzare in un calibro per via della sua malleabilità. Inoltre, il quadrante nero mostra le indicazioni del cronografo e del datario. Parmigiani Fleurier Kalpa Chronor

NICCOLÒ ARA.

Fino al primo luglio nella Palazzina Gregoriana del Palazzo del Quirinale si può visitare la mostra “Segnare le ore. Gli orologi del Quirinale” che espone una selezione di 48 modelli della collezione del Quirinale.

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DI S C OVE R I E S .

G R A N D I PA S S I O N I

sopra: il capitano dell’Inter Mauro Icardi alla soirée di presentazione della partnership con Gagà Milano e, a sinistra, mentre segna un gol alla Juve.

Inter Time I centodieci anni della squadra nerazzurra celebrati dal suo official timekepeer con una SERIE SPECIALE di orologi in edizione limitata.

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agà Milano è stato l’official timekeeper delle partite giocate a San Siro dall’Inter nell’ultimo campionato di Serie A. Il legame del brand con la “beneamata” ha dato vita agli orologi ufficiali dedicati ai 110 anni della squadra milanese. Una collezione formata da tre orologi, con casse in carbonio con venature blu, in acciaio annerito o in acciaio. Le forme extra large (46 mm di diametro per la

Gagà Milano Inter 110 Anniversary

cassa) e la corona posizionata a ore 12 sono le classiche delle creazioni di Gagà Milano. Completano gli orologi i movimenti a carica automatica Swiss made, visibili attraverso il fondello trasparente. Ogni versione è in edizione limitata. Il colore nerazzurro decora ogni modello con la firma celebrativa “110 Anniversary” sul quadrante, dove spicca il logo del club, che ritorna nella scatola in legno in cui è venduto ogni modello.

UN’ALTRA ICONA DELLA CULTURA POP DIVENTA PROTAGONISTA DI UN OROLOGIO MECCANICO

Cassa in carbonio con venature blu e anse in acciaio annerito, 46 mm Movimento meccanico a carica automatica Quadrante nero con logo dell’Inter, numeri applicati in blu e lancette nerazzurre Cinturino nero in pelle con cuciture blu Segni particolari sul fondello trasparente si trova lo stemma dell’Inter Prezzo 2.500 €

Un eroe in città Un orologio meccanico batte l’ora dell’Uomo Ragno. Non un gadget per appassionati Marvel, ma un SEGNATEMPO con le caratteristiche dell’orologeria tradizionale.

D RJ RJ X Spider-Man Cassa in acciaio annerito, 48 mm Movimento meccanico a carica manuale Quadrante scheletrato con logo Spider-Man in rosso Cinturino in gomma Segni particolari motivo a ragnatela sul fondello trasparente Prezzo 20.960 € circa

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opo aver realizzato gli orologi ufficiali di Batman, Hello Kitty e dei videogiochi che hanno fatto la storia negli anni ’80 come Space Invaders, Donkey Kong e Pac-Man (segnatempo che non sono dei gadget per nostalgici o appassionati, ma veri orologi con materiali e meccanismi nel solco dell’orologeria tradizionale), RJ ha creato il modello di Spider-Man. Solo 75 esemplari con il logo rosso del supereroe inserito in un quadrante scheletrato tanto che, grazie al movimento a vista, sembra che si trovi sospeso su una ragnatela.

Ragnatela. a sinistra: il nuovo segnatempo RJ X Spider-Man dedicato al supereroe Marvel. È stato prodotto in una serie limitata di 75 esemplari.


DI S C OVE R I E S .

LO SA I C H E ?

L’orologio, inventore di linguaggio

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Non sono in molti a saperlo, ma svariati MODI DI DIRE derivano da termini e locuzioni usati nel campo dei segnatempo.

giudiziarie o forensi – anche se poi erano impiegate pure per calcolare il tempo delle “prestazioni” delle donnine di malaffare – e a esse, per esempio, si riferiva Cicerone di GIAMPIERO NEGRETTI quando, per rimarcare come un oratore divagasse troppo senza mai giungere a una conclusione, diceva “aquam perdere” (2). on ci facciamo caso o non Va detto anche che quelle ad acqua sono le ce lo siamo mai chiesto, ma vere clessidre, mentre il nome corretto di diversi modi di dire e parole quelle a sabbia, adottate molti che normalmente usiamo derivano dal mondo dell’orologeria o comunque secoli dopo, è “clepsamie”. Deriva, invece, dai primi dai modi di misurare il tempo. orologi meccanici la frase “essere giù di corda” (3) che Tra le parole più comuni, per esempio, vi indica di trovarsi senza forze. è “siesta”: il riposino postprandiale il cui All’epoca, e siamo nel XIIInome viene da hora sexta, ovvero la sesta ora, che, secondo le ore canoniche medievali XIV secolo, la forza motrice degli orologi era solo la gravità, (e anche quelle in vigore nell’antica con uno o più pesi collegati al Roma), andava dal nostro mezzogiorno, meccanismo e che scendendo momento di mettersi a tavola, fino al lo facevano funzionare: giunti a fondo corsa, però, se non si provvedeva a riportarli in alto – cosa che avveniva issandoli a forza di braccia e tirando la corda cui erano agganciati – l’orologio non aveva più forza motrice e si fermava. E da qui viene anche il “dare la corda”, usato dai nostri nonni fino a non moltissimi anni fa non solo per caricare la pendola domestica a pesi, ma anche i cipolloni da tasca che avevano la carica a molla. Sempre dagli orologi discende il detto, che primo pomeriggio. Anche la locuzione non ha bisogno di spiegazioni, “fare le “essere agli sgoccioli” (1) deriva dal passato e da un passato ancora più remoto: ore piccole” (4). Queste, però, in passato erano molto meno antelucane di quelle nell’antica Grecia, infatti, e poi anche nell’Urbe, il tempo a disposizione per udienze, dibattiti, spettacoli e così via era misurato con una clessidra ad acqua. Si trattava di un’ampollina, riempita d’acqua e con un foro alla base, da cui il liquido fuoriusciva goccia dopo goccia e quando il flusso stava per esaurirsi ecco che ci si trovava agli sgoccioli perché il tempo a disposizione stava per terminare. Molto usate a Roma, venivano chiamate clessidre

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odierne: il quadrante degli orologi più antichi, infatti, era impostato in 24 ore, suddivise in 12 del giorno e altrettante della notte: le 24, però, corrispondevano al tramonto, che poteva variare in funzione delle stagioni e così la terza o quarta ora della notte, come troviamo spesso scritto nei testi rinascimentali, potevano corrispondere alle nostre 19 o 20, ed erano, quindi, molto meno “piccole” di quelle odierne che sono nel cuore della notte. Pure portare il “cappello sulle ventitré” è collegato all’orologio: le 23, sempre sui segnatempo più antichi, corrispondevano a poco prima del tramonto, quando il sole era basso e accecava, così il cappello veniva portato di sghembo, in modo che la tesa riparasse dall’abbagliamento. Un altro termine che sembra

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non aver nulla a che fare con gli orologi e invece lo è strettamente è “sconcerto” (5). Si riferisce alle campane su torri e chiese che rintoccavano a festa, o chiamavano alle funzioni, oppure segnalavano qualche evento importante. Poteva, infatti, capitare che i rintocchi non si succedessero a tempo, o che si accavallassero, producendo suoni disarmonici: non un concerto, quindi, ma uno “sconcerto” che sconcertava chi lo udiva.

ILLUSTRAZIONI CRISTIANO LISSONI

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Con il tempo questo cronografo in bronzo invecchierà diventando unico come colui che lo ha ispirato: Carl Brashear, il primo Palombaro afro-americano amputato della marina statunitense. Un promemoria quotidiano dell’immenso potenziale umano.

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AD WATCH CHOICE I CAMPIONI DELL’ ALTA OROLOGERIA

Icone di stile Fanno status, sono il sogno dei collezionisti. Rappresentano l’emblema e il vanto delle più importanti Maison orologiere: ecco i grandi SEGNATEMPO … senza tempo.

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L E I CO N E TRIPLE SPLIT È PROPOSTO IN TIRATURA LIMITATA A 100 PEZZI

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FLASH Il movimento richiede grande maestria e precisione nel montaggio e nella regolazione. Gestire in simultanea tre lancette non è semplice né facile.

A.Lange & Söhne, Triple Split

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nche quest’anno al SIHH di Ginevra, la manifattura sassone ha presentato in tiratura limitata un modello dalle caratteristiche eccezionali: il cronografo Triple Split, versione molto più sofisticata del Double Split uscito nel 2004. Dotato anche della funzione flyback, questo orologio è il primo cronografo che permette di misurare i tempi intermedi e addizionali di due eventi che hanno inizio nello stesso

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momento, come, per esempio, il distacco giro per giro e poi finale tra due vetture in pista o tra due atleti, con una misurazione compresa tra un sesto di secondo fino a un massimo di 12 ore. Ma è possibile anche misurare la durata di due eventi che iniziano in successione, come un viaggio di andata e ritorno, oppure i tempi di due ciclisti in una gara a cronometro. Sul quadrante in argento massiccio del nuovo modello operano tre coppie di lancette

sovrapposte che si trovano al centro e nei quadrantini a ore 3 (i minuti) e a ore 12 (le ore), mentre il quadrantino a ore 9 è per i secondi sempre in movimento e quello in basso e indica la riserva di carica. Con la cassa (43,2 mm) in oro bianco – al pari delle lancette di ore e minuti e degli indici – l’orologio monta un calibro di manifattura a carica manuale e sviluppato appositamente e decorato a mano. 142.500 euro


FLASH Per accompagnarsi in modo coordinato al colore del quadrante, il cinturino è proposto in caucciù grigio.

LA GHIERA GIREVOLE COI RIFERIMENTI AI TEMPI DI IMMERSIONE È INTERNA ALLA CASSA

Audemars Piguet, Royal Oak Offshore Diver

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ineare ma, nello stesso tempo, fuori dal coro: è questa la caratteristica principale del nuovo modello subacqueo che la manifattura di Le Brassus ha presentato per celebrare i 25 anni della collezione Offshore. Venne infatti lanciata nel 1993, a 21 anni di distanza dal Royal Oak, il modello che ruppe tutti gli schemi in fatto di orologi d’alta gamma. Riprendendo in pieno i tratti somatici più innovativi del progenitore, gli Offshore

sono caratterizzati dalla sportività più accentuata, come sono i cronografi e gli orologi subacquei. Ed è a quest’ultima tipologia che appartiene il modello qui illustrato: lineare in quanto mantiene i codici e la classe della famiglia; fuori dal coro per via dei colori che ai consueti blu e nero del quadrante sostituisce il grigio con lavorazione Grande Tapisserie. Insolita anche la ghiera girevole con i riferimenti per le immersioni: interna alla cassa è

2 azionabile con la corona a ore 10, il che ne impedisce spostamenti accidentali. Con la cassa (42 mm) in oro rosa, la lunetta in titanio e le due corone (a vite) ricoperte di ceramica, l’orologio ha indici e lancette in oro rosa ed è a tenuta stagna fino a 300 metri. Il movimento è il collaudato calibro di manifattura 3120: a carica automatica ha il rotore in oro visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro. 33.700 euro

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L E I CO N E LE LOSANGHE INDICANO LA CARICA DELLA SUONERIA

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FLASH Molto particolari i numeri romani: incisi su placchette in oro bianco che sono poi applicate sul quadrante. Il movimento è un pregevole calibro di manifattura con spirale e àncora in silicio.

Breguet, Marine Allarme Musicale

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ra i molti riconoscimenti AbrahamLouis Breguet ebbe anche, nel 1815, quello di Orologiaio della Marina Reale ed è riferendosi a questo incarico che la Maison ha da tempo in listino una collezione dedicata al mondo del mare. È la Marine, di cui è stato recentemente presentato un modello molto particolare disponibile in oro bianco e rosa, o in titanio (sopra). Le sue caratteristiche sono quelle di indicare un secondo fuso orario e di avere

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anche l’allarme: funzione che permette di impostare un’ora – per esempio, per un appuntamento o per la sveglia – la cui scadenza viene ricordata con una suoneria. Per impostare la suoneria si agisce, tramite una delle corone, sul quadrante ausiliario a ore 3 e quando questa è attivata nella finestra sotto le 12 appare una campana, simile per forma a quelle che scandivano i turni di guardia sulle navi. Inoltre, la riserva di carica disponibile per l’allarme è

visualizzata dalla corta lancetta che indica le 3 losanghe poste a sinistra, in alto. Nel quadrante ausiliario a ore 9 è invece visualizzato il secondo fuso orario, anch’esso regolabile con una delle corone. Con la cassa (40 mm) in titanio impermeabile fino a 50 metri, l’orologio ha quadrante in oro color ardesia e numeri romani luminescenti come le lancette di ore e minuti. 28.300 euro


FLASH Il centro del quadrante con lavorazione soleil a contrasto con la fascia bicolore di giorno/notte.

PROFONDA LA ZIGRINATURA SULLA GHIERA GIREVOLE

Breitling, Navitimer 8 Unitime

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volta importante per la casa di Grenchen che rilancia e amplia la collezione nata sulla scia del Navitimer: uno dei modelli cult della storia dell’orologeria da polso. Vide la luce nel 1954: progettato per i piloti d’aereo, era il primo orologio dotato di regolo calcolatore con due scale logaritmiche che permettevano di calcolare velocità medie, distanze, consumi ecc. Il nuovo modello non ha il regolo calcolatore, ma offre

un’altra funzione utile per chi si muove spesso tra i continenti: le ore del mondo, o tempo universale. Nel nome compare il numero 8 in ricordo dell’Huit Aviation Department, la produzione che la Casa sviluppò nel 1938 per orologi aeronautici, gran parte dei quali avevano la carica che durava 8 giorni. Con la cassa (43 mm) in acciaio e la lunetta girevole a scatti con indicatore di riferimento per memorizzare qualche evento, il nuovo orologio offre in

4 simultanea l’orario delle città e delle località corrispondenti ai 24 fusi orari mediante l’anello con riportate le località che ruota in senso antiorario in 24 ore ed è suddiviso (in blu e in nero) per le ore del giorno e della notte. Impermeabile fino a 100 metri, il modello – un ponte tra il passato e il futuro della gamma Navitimer – impiega un calibro automatico e di manifattura con il certificato cronometrico Cosc. 7.400 euro

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L E I CO N E

FLASH Ponti e ruote del movimento di colore grigio per non creare troppo contrasto col nero opaco della cassa. Il fondello reca un’apertura a forma del portale della storica boutique in via Condotti.

MOLTEPLICI LE SFACCETTATURE DI CASSA E LUNETTA

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PRIMUS INTER PARES Octo Finissimo di Bulgari è una collezione di orologi da primato. Dei loro record in fatto di sottigliezza si racconta nelle STORIE a pagina 98

Bulgari, Octo Finissimo Tourbillon Automatic

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n altro record mondiale per la casa fondata a Roma dal greco Sotirio Bulgari: questo è il quarto conquistato e la categoria è quella degli orologi automatici e con tourbillon. La corsa all’extrapiatto ebbe vertici parossistici negli anni ’80, quando furono prodotti orologi al quarzo dallo spessore inferiore al millimetro. Oggi però la gara si svolge sul fronte degli orologi meccanici,

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come è questo esclusivo modello Octo. Con la cassa (42 mm) in titanio sabbiato e dallo spessore totale di 3,95 mm, l’orologio mantiene inalterato il Dna della famiglia, con una serie di sfaccettature e di angoli che creano profondità e giochi di luce. Il calibro – di manifattura e con uno spessore di appena 1,95 mm – è automatico e ha il rotore – in oro bianco e alluminio – inserito nel movimento stesso, così da

non aumentarne lo spessore. Il tourbillon è del tipo volante in quanto sorretto da un unico elemento. L’assenza del quadrante consente di vedere gran parte del movimento, con in basso il tourbillon, in alto il bariletto di carica e sulla destra la serie di ruote e leve per la regolazione delle lancette e la trasmissione del treno del tempo integrato. 125.000 euro


LA MORBIDA CURVATURA DEI FIANCHI DELLA CASSA ANCORA SUL SANTOS Delle altre versioni di questo modello iconico presentate quest’anno ai Saloni orologieri si parla a pagina 64 dove si accenna anche alla sua storia

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FLASH Le due “guance” sono state poste intorno alla corona per proteggerla da urti accidentali. L’orologio ha movimento automatico in-house ed è impermeabile sino a -100 m.

Cartier, Santos de Cartier

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l Santos è una leggenda. Esordì nel 1904 come pezzo unico destinato al pioniere dell’aviazione, il brasiliano Alberto Santos-Dumont (da qui il nome), per entrare poi successivamente in produzione. Quest’anno la sua collezione è stata rinnovata e notevolmente ampliata, apportando al design originale alcuni ritocchi, assottigliando la cassa e ridefinendo le proporzioni, il che l’ha

reso più moderno e più confortevole al polso. È disponibile in due misure di cassa, la media (35,1 x 41,9 mm) e la grande (39,8 x 48,5 mm) e si può scegliere tra l’acciaio, l’acciaio abbinato all’oro e l’oro rosa o giallo. Illustrato è il modello medio in acciaio e oro (assolutamente identico al fratello maggiore che però ha in più il datario), la cui dimensione è definibile unisex. Il design è stato modificato, in

particolare, nella lunetta, che è stata sagomata e allargata e su cui spiccano 8 viti: un elemento identitario che riprende i rivetti stile aeronautico dei primi modelli. Viti anche sul bracciale che è doppiamente brevettato: è infatti facilmente intercambiabile con un cinturino in pelle (fornito con l’orologio) ed è regolabile in lunghezza. 8.950 euro

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L E I CO N E SUL QUADRANTE LA MINUTERIA COSIDDETTA A BINARIO

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FLASH Sotto il contatore cronografico delle ore il nome del modello intitolato al Mantovano volante. In cuoio anticato il cinturino, ma è disponibile anche il bracciale in acciaio.

Eberhard & Co, Nuvolari Legend

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a esordito una trentina di anni fa la collezione che la Maison (sponsor, tra l’altro, del Gran Premio Nuvolari) ha intitolato al grande campione mantovano detto il Nivola, un vero mito dell’automobilismo. Strumenti simbolo della velocità, i cronografi costituiscono il fulcro della collezione e non fa eccezione quest’ultimo modello che si segnala per il design molto anni ’30, il periodo d’oro del pilota. Il look vintage

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riguarda, soprattutto, la grafica dei numeri arabi (rivestiti di materiale luminescente come le lancette) e la scala tachimetrica, che, come si usava spesso all’epoca, si sviluppa con andamento a chiocciola ed è situata nel centro del quadrante, anziché lungo il bordo esterno. Sempre sul quadrante, accanto alle iniziali del pilota racchiuse nella sagoma di una tartaruga (era il suo simbolo portafortuna), appaiono i due quadrantini ausiliari, con in alto il contatore

dei minuti e in basso quello delle ore (fino a 12) trascorsi dall’inizio della misurazione. Con lunghe anse, la cassa è realizzata in acciaio satinato ed è disponibile in due misure (39,5 e 43 mm). In vista, attraverso il fondello in vetro zaffiro, il movimento a carica automatica, sul cui rotore si trova un motivo in oro che riproduce un particolare dell’Alfa Romeo Tipo 12 C, partner di tante vittorie di Nuvolari. Da 3.640 euro


FLASH Oltre ai ponti a freccia, la struttura del movimento ha un design che la fa quasi sembrare una moderna installazione artistica.

GLI INDICI SONO SOSTENUTI DALL’ANELLO ESTERNO ATTORNO AL QUADRANTE

Girard-Perregaux, Classic Bridges

È

un saggio di architettura meccanica questo modello della manifattura di La Chaux-deFonds. Nuovo, ma al tempo stesso antico, riprende la caratteristica che rese celebre i suoi antenati tra il 1867 e il 1890, quando Constant Girard realizzò una ventina di orologi con tourbillon e dalla struttura assolutamente rivoluzionaria per gli schemi del tempo, in quanto il movimento era imperniato su tre ponti in oro e a

forma di freccia. Uno schema inedito, e perdipiù molto elegante, che poi è stato ereditato anche dai modelli da polso, in cui, però, i caratteristici ponti a forma di freccia possono anche essere due o uno solo. L’orologio illustrato, ultimo nato della linea, è un solo tempo senza tourbillon e con due ponti: tutta la parte meccanica è visibile sia attraverso il fondello trasparente, che dalla parte anteriore, priva di quadrante e dove gli indici sono sospesi

8 a un anello lungo il bordo. In alto, come due occhi: a sinistra il microrotore di carica e, a destra, il bariletto dove si svolge e avvolge la molla. Il ponte inferiore sostiene il bilanciere, mentre su quello superiore sono imperniate le lancette, luminescenti come gli indici. Con la cassa in oro rosa che si può scegliere tra due misure (45 e 40 mm), il modello è animato da un calibro in-house a carica automatica. Da 33.900 euro

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L E I CO N E CERAMICA, RESINA E TITANIO PER UNA CREAZIONE DI GRANDE IMPATTO

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FLASH Sotto la luce appare nero il materiale che, però, al buio rende visibili i numeri e le lancette. Il cinturino è di caucciù rosso e nero strutturato a righe. Orologio in limited edition a 500 pezzi.

Hublot, Big Bang Unico Red Magic

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on può non balzare all’occhio il rosso acceso di questo sportivo modello di cronografo d’alta gamma realizzato – primo al mondo con questa tonalità così vivida – in ceramica. La colorazione, ideata e prodotta nel reparto R&S della Maison, è il frutto di 4 anni di studi che riguardano il metodo di produzione, un procedimento tenuto segreto e che consiste nella fusione dei materiali a una certa pressione e a una

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determinata temperatura, in modo che la ceramica venga sinterizzata senza, però, che brucino i pigmenti. Il risultato, oltre al colore, è quello di una ceramica con una durezza di circa il 20% superiore rispetto a una ceramica tradizionale. La cassa (45 mm) ha la forma classica della linea Big Bang e reca alcuni dettagli, come le “guance” laterali in resina composita nera, mentre le classiche viti con testa a forma di H sono in titanio trattato nero. Sotto

il vetro zaffiro, il quadrante è composto in pratica solo dai contatori e dai numeri che, come le lancette, recano una striscia di materiale nero luminescente. Al di sotto appare il movimento, con in primo piano, in basso, la ruota a colonne della cronografia e, a ore 3, la finestrella con il datario. Impermeabile fino a 10 metri e dotato di funzione flyback, il cronografo ha un calibro automatico di manifattura. 25.900 euro


FLASH Le sottili lancette sono del tipo a foglia, come quelle che venivano molto spesso usate sui modelli da tasca. In edizione limitata a 2.000 esemplari.

CARATTERISTICA DEL MODELLO LA GRANDE LEGGIBILITÀ DEL QUADRANTE

IWC, Portugieser Chronograph Edition 150 Years

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a Maison – ubicata a Sciaffusa, in Svizzera, ma fondata da un americano – ha compiuto 150 anni e per la ricorrenza ha lanciato 27 nuovi modelli, tutti in edizione limitata. Il cronografo illustrato trae nome e origine dalla fine degli anni ’30, fu infatti allora che due commercianti portoghesi d’orologeria si recarono nella manifattura per chiedere un orologio da polso e in acciaio che fosse però dotato di un movimento

preciso come un cronometro da bordo: la Casa soddisfece la domanda montando sull’orologio uno sperimentato calibro da tasca, cosa che spiega le grandi dimensioni che aveva l’orologio per l’epoca. Nacque così il modello – rieditato dagli anni ’90 – detto Portugieser: termine tedesco scelto per uniformare la definizione nei vari Paesi (infatti, fino a poco tempo fa in Italia era conosciuto e indicato nei listini come Portoghese). L’orologio ha la cassa (41

10 mm) in acciaio lucido, pulsanti a pompa e quadrante blu (ma è disponibile anche bianco) con indici e cifre stampate e base laccata. Due i quadranti ausiliari: in alto quello del contatore dei minuti (fino a 30), in basso quello per i piccoli secondi. Particolare il movimento automatico e di manifattura, con il rotore che carica la molla per mezzo di due cricchetti bidirezionali. L’orologio ha il fondello trasparente. 8.000 euro

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L E I CO N E I PRIMI 50 ANNI Della storia di questo orologio ormai di culto, e dei nuovi modelli della collezione cui fa capo presentata quest’anno si scrive a pagina 112

LA LUNETTA LUCIDA SPICCA SULLA CASSA IN ACCIAIO SATINATO

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FLASH Il quadrante è strutturato su tre livelli e ha due zone che sono girevoli e una fissa. Ogni orologio viene testato per 1.000 ore prima della messa in commercio.

Jaeger-LeCoultre, Polaris Memovox

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el 50° anniversario della nascita del modello – un orologio subacqueo dotato anche di suoneria – la manifattura di Le Sentier ne ha presentato una fedelissima riedizione. Era il 1968 quando, proseguendo sulla strada intrapresa con il Deep Sea Memovox del 1959 – primo subacqueo con suoneria – la Casa ne propose una versione perfezionata e la chiamò Polaris Memovox. Prodotto in oltre 1.700

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esemplari, si affermò per tecnica ed estetica: aveva, infatti, il datario, la carica automatica, la tenuta stagna era fino a -200 metri e la cassa aveva un triplo fondo per migliorare la propagazione del suono nell’acqua. Sono caratteristiche che ritroviamo in questa riedizione in tiratura limitata a 1.000 esemplari. La cassa (42 mm) in acciaio ha le stesse misure dell’antenato e così vale per il quadrante, con indici trapezoidali e numeri

luminescenti con colorazione vaniglia vintage. Il quadrante è a tre lunette: quella più interna serve a puntare la sveglia; quella mediana, fissa, reca la numerazione, l’ esterna, girevole, per impostare i tempi di immersione. Diverso il disegno delle tre corone: in alto c’è quella della suoneria; al centro quella dei tempi e in basso quella per regolare l’ora. Movimento automatico in-house e suoneria con gong. 13.100 euro


FLASH La lavorazione del quadrante crea giochi di luce e un particolare effetto di profondità. Riserva di carica di 64 ore, cinturino in pelle o bracciale metallico.

ESTREMAMENTE CLASSICA LA FORMA DELLA CASSA E DELLE ANSE

Longines, Calendario annuale

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ontinua l’ampliamento della Master Collection, caratterizzata da una linearità estrema e da forme classiche e così il nuovo modello presentato sembra un orologio minimale, un solo tempo e con due semplici finestrelle sul quadrante: invece appartiene alla categoria dei complicati. Si tratta, infatti, di un calendario annuale, specialità che appare per la prima volta in oltre 150 anni di vita nei listini della Casa. La funzione fa

sì che il calendario dell’orologio richieda di essere regolato solo una volta l’anno, e più precisamente il primo di marzo, in quanto tutta la sincronizzazione annuale dipende dalla lunghezza di febbraio. Con la cassa (40 mm) in acciaio lucido, il modello presenta un quadrante (nero o argentato) ben visibile con la superficie mossa grazie alla lavorazione a motivo grain d’orge, i numeri stampati e le lancette azzurrate. Sotto la clessidra alata, simbolo

12 della Maison, sono le due finestrelle con le indicazioni di mese e data: il tutto all’insegna di una sobrietà esemplare, dove anche la scritta che attesta la caratteristica tecnica principale dell’orologio è tutt’altro che appariscente. Il “motore” – visibile attraverso il fondello trasparente – è un calibro a carica automatica prodotto dalla Eta (grande azienda di movimenti) in esclusiva per Longines. 1.900 euro (indicativo)

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L E I CO N E UN BREVETTO PERMETTE DI SOSTITUIRE IL CINTURINO (CAUCCIÙ, PELLE O TESSUTO) SENZA USARE ALCUN STRUMENTO

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FLASH La sottile lunetta fa apparire più grande il quadrante. La lancetta del secondo fuso orario termina, a ricordare il marchio della Casa, con la lettera V.

Louis Vuitton, Tambour Moon Blue

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l modello compie 15 anni e va dato atto alla Maison di essere riuscita nel 2003 a ideare un orologio dal design originale – cosa difficile di questi tempi – e che non è né la riedizione di qualche segnatempo del passato, né si ispira a qualcosa di attuale ma già visto. È la cassa con la sua forma cilindrica, che ricorda proprio quella di un tamburo. L’elemento che però caratterizza l’orologio, rispetto alla prima versione, è

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la struttura della cassa, che, leggermente mutata, digrada verso il basso divenendo concava, anziché convessa. Disponibile in acciaio o in acciaio e oro, l’orologio (diametro di 41,5 mm) è dotato di un secondo fuso orario, il che ci rimanda alla vocazione originaria della Casa, che divenne grande e famosa per gli articoli da viaggio. Caratterizzato dal colore blu e con la parte centrale lavorata tipo Damier canvas, il quadrante ha la

lancetta con la grande punta gialla che, ruotando in 24 ore, fornisce l’indicazione del fuso prescelto sull’anello interno. Impermeabile fino a -50 metri, l’orologio impiega un movimento meccanico automatico e, grazie a un dispositivo brevettato, il cinturino in caucciù può essere facilmente sostituito. Disponibile solo presso le boutique Louis Vuitton. 3.900 euro.


FLASH La cassa racchiude un movimento automatico con parti dello scappamento in silicio e 3 giorni di autonomia di marcia.

LA CASSA MANTIENE LA CARATTERISTICA FORMA DETTA A CUSCINO

Officine Panerai, Luminor Due 3 Days Automatic

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areri discordanti alla presentazione di questo modello nel corso del SIHH 2018 di Ginevra e c’è chi ha gridato al tradimento soprattutto per le nuove dimensioni scelte per la cassa: 38 (come illustrato) o 42 mm. La prima è una misura al di fuori dalla tradizione della Casa che ci ha abituato a orologi di 47 e più millimetri di diametro. Con la riduzione si è voluto probabilmente

allargare la platea degli acquirenti, fornendo un orologio iconico e con una storia quasi leggendaria sia alle signore, sia al pubblico orientale che ha polsi più piccoli di quelli europei e americani. Indubbiamente la misura ridotta ha migliorato la portabilità dell’orologio (che ora trova posto anche sotto il polsino della camicia), anche perché è stato diminuito pure lo spessore della cassa che dai 16 mm dei primi

14 modelli militari è passata a 11,2. Per quasi tutto il resto l’orologio mantiene i codici Panerai: quadrante a sandwich con i numeri luminescenti scavati, piccoli secondi a ore 9 e, soprattutto, il caratteristico ponte a leva che protegge la corona. Cambia però l’impermeabilità, ora limitata a -30 metri, anche per via del fondello applicato a pressione anziché essere serrato a vite. 5.900 euro

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L E I CO N E VIENE DAL PASSATO LA FORMA BOMBATA DEL QUADRANTE

FLASH

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La scritta Co-axial indica un tipo di scappamento esclusivo e sviluppato dalla Casa. Viene venduto in una confezione speciale in pelle con un altro cinturino e lo strumento per cambiarli.

Omega, Seamaster 1948 Limited Edition

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ato sulla scia di un orologio militare – quello fornito tra il 1940 e il ’45 alla Raf e ad altre forze britanniche – il modello venne presentato nel 1948, dando il via a una collezione che, pur mantenendo le caratteristiche originarie di affidabilità e robustezza, sciorinava una estetica meno militaresca, più consona al mercato civile. Oggi quel primo modello postbellico rivive in due versioni che sono quasi identiche tranne

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che per una caratteristica: una, infatti, ha la lancetta dei secondi al centro del quadrante e l’altra (qui illustrata), invece, ha i piccoli secondi in basso. L’orologio, perfetto per chi ama i modelli d’epoca, ha diversi particolari interessanti, come il quadrante argentato che è bombato e reca numeri e indici applicati in rilievo e sottili lancette a foglia. La cassa (38 mm) in acciaio ha la lunetta spazzolata ed è impermeabile fino a -60 metri come in origine. Un design rétro

abbinato, però, a un movimento di ultima generazione: un calibro di manifattura automatico e dotato di certificazione Master Chronometer che riguarda la precisione di marcia, e altre esclusività. Il fondello trasparente reca sul bordo la scritta Limited Edition (1.948 esemplari) e il numero di tiratura dell’orologio, mentre sul vetro zaffiro sono incise le sagome di un motoscafo e di un velivolo. 6.300 euro


FLASH Il quadrante sembra bombato ma si tratta di un effetto dato dal tipo di lavorazione. L’orologio è fornito di due cinturini, uno nero, l’altro arancione.

IL CINTURINO ARANCIONE “SDRAMMATIZZA” L’IMPORTANZA DEL MODELLO

Patek Philippe, Aquanaut Chronograph

L’

orologio fu creato nel 1997 per affiancare sul fronte della sportività il famoso e impegnativo – anche come costo – modello Nautilus. Frutto della passione per la vela del presidente della manifattura ginevrina, l’Aquanaut ebbe il battesimo proprio al Circolo nautico di Ginevra e venne poi sviluppato, dando vita a una nutrita collezione culminata, quest’anno, con il primo modello di cronografo. In

acciaio, e con superfici lucide e satinate, la cassa (42,2 mm) è di forma ottagonale ma con gli angoli molto addolciti e con i pulsanti rettangolari ben inseriti nel suo profilo. Nero e con base in ottone, il quadrante è lavorato in rilievo e ha indici, numeri e lancette luminescenti realizzati in oro bianco. Sul bordo esterno si trova la minuteria dove gli intervalli di un quarto di secondo sono evidenziati in arancione, lo stesso colore della lancetta cronografica

16 e del contatore dei minuti (fino a 60), che a sua volta riprende il profilo ottagonale della cassa. Impermeabile fino a -120 metri, il modello ha funzione flyback e impiega un calibro di manifattura a carica automatica di qualità con Sigillo Patek Philippe, caratterizzato dall’innesto del cronografo senza attriti, il che permette di far funzionare a lancetta centrale, come se fosse una normale lancetta dei secondi. 43.700 euro

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L E I CO N E LA GHIERA GIREVOLE COMPIE UNA ROTAZIONE CON 60 SCATTI

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FLASH Modello destinato a diventare oggetto di culto e di collezionismo per la particolare colorazione del quadrante.

Rolex, Oyster Perpetual Deepsea

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voluzione ancora più specializzata, dei famosi Submariner e SeaDweller, il modello Deepsea nell’ultima versione è stato modificato ridisegnando le anse, i fianchi della cassa e il bracciale. A tenuta stagna fino a -3.900 metri di profondità, l’orologio presenta molte esclusività riguardo i materiali e la tecnica. Dal diametro di 44 mm, è realizzato in Oystersteel (un acciaio esclusivo e brevettato) e ha lunetta girevole

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unidirezionale con l’anello in materiale ceramico su cui i numeri e i riferimenti sono impressi con deposito al platino. Sul quadrante – dégradé e dal colore che sfuma dal blu profondo al nero – gli indici rotondi a bicchierino e le lancette luminescenti sono in oro bianco. Trattandosi di un modello subacqueo professionale è dotato della valvola per far fuoriuscire il gas elio senza provocare danni durante la fase di decompressione. Il vetro zaffiro bombato

è spesso ben 5,5 mm per resistere alla grande pressione, il calibro automatico di manifattura con scappamento brevettato antimagnetico certificato Cronometro Superlativo (scarto di marcia tra -2/+2 secondi/giorno). Un modello che definire poderoso è poco, in cui è stato perfezionato pure il bracciale, che ha un doppio sistema brevettato di allungamento per indossare l’orologio sopra la muta. 11.700 euro


FLASH Bene in evidenza sul quadrante il regolatore a tourbillon che ruota su se stesso in un minuto.

ANCHE I CONTATORI HANNO I RIFERIMENTI LUMINESCENTI

TAG Heuer, Carrera Tourbillon Chrono (Tête de Vipère)

È

il primo cronografo della Maison che si fregia della “Testa di Vipera”, nome curioso che si riferisce al punzone apposto dall’Osservatorio di Besançon, in Francia. L’Osservatorio, ovvero l’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure, è il solo organismo pubblico indipendente in grado di eseguire il controllo dei cronometri e di rilasciare un certificato che attesta la qualità costruttiva e la precisione dell’orologio, che nella sua

veste definitiva, ovvero completo di cassa, vetro e quadrante, viene sottoposto a una serie di test – in 5 posizioni e a tre diverse temperature – della durata di 16 giorni. Realizzato in tiratura limitata di 155 esemplari, il modello illustrato riunisce diverse specificità: è, infatti, un cronografo dotato di regolatore tourbillon e con il certificato ufficiale di cronometro. La cassa (45 mm), la lunetta – con impressa la scala tachimetrica – e le anse sono in

18 ceramica color blu notte, mentre corona e pulsanti sono in acciaio annerito. Il quadrante scheletrato reca indici e lancette luminescenti e presenta due contatori cronografici. Impermeabile fino a -100 metri, l’orologio impiega un calibro a carica automatica e il fondello in vetro zaffiro fa vedere il punzone “Testa di Vipera” impresso su un ponte del movimento. 18.550 euro

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L E I CO N E

IL QUADRANTE È SUDDIVISO IN QUATTRO SETTORI DI TONALITÀ DIVERSE

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FLASH Giorno e mese indicati digitalmente nelle finestrelle, mentre la data è visualizzata con la lancetta centrale.

Vacheron Constantin, ‘56 Calendario Completo

È

la manifattura più antica del mondo e avendo accumulato oltre 260 anni di attività può contare su un patrimonio storico vastissimo cui ispirarsi per creare modelli nuovi e classici allo stesso tempo. L’ultima collezione si rifà, come dice il nome, a un modello del 1956 molto emblematico per la Casa perché era il primo automatico a essere introdotto sul mercato. La gamma si compone di tre modelli, disponibili sia in oro che in acciaio,

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e quello illustrato è il più ricercato e ricco di funzioni. Si tratta, infatti, di un calendario completo con fasi lunari di precisione, in cui la data è indicata dalla lancetta centrale brunita. La cassa (40 mm) è in oro rosa e guardandola attentamente si nota come gli attacchi delle anse riproducano mezzo braccio della Croce di Malta, il simbolo della Maison e anche l’elemento caratterizzante del modello originario. Il quadrante, opalino nella parte centrale

e con effetto soleil in quella esterna, è impostato a settori e ha numeri e indici in oro luminescenti, come le lancette. In oro anche il disco lunare. Un’altra caratteristica è il vetro zaffiro, molto sporgente sulla lunetta, come era quello in plexiglas del 1956. Il movimento è un calibro automatico e di manifattura, con la massa oscillante in oro visibile attraverso il fondello, che reca impresso il Punzone di Ginevra. 35.900 euro


FLASH Opposta alla corona di regolazione c’è, fissata alla cassa, la placchetta con l’identificazione del modello. Numeri e lancette sono fortemente luminescenti.

ACCIAIO CON ASPETTO “VISSUTO” PER LA CASSA

Zenith, Pilot Type 20 Chronograph Ton-Up Black

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mponente e con un quadrante rétro da strumentazione di bordo sembra proprio, e lo dice anche il nome, un orologio da pilota d’aereo. In effetti era stato creato proprio per loro, ma in questa nuova versione è stato invece dedicato ai Café racer, piloti di motociclette – veicoli che in genere venivano spogliati di tutto il superfluo – che si misurano in brevi corse per poi ritrovarsi al bar. Ton-Up, invece, si riferisce a come erano chiamati i più

veloci dei primi Café racer. L’orologio è un cronografo caratterizzato dalla cassa (45 mm) realizzata in acciaio invecchiato e annerito, un elemento che, insieme alla corona a cipolla, ne rafforza l’aspetto d’antan. Con il quadrantino ausiliario dei piccoli secondi al 9 e quello a ore 3 del contatore cronografico dei minuti (fino a 30), anche l’impostazione generale del quadrante evoca il passato. Moderno, invece, il movimento di manifattura, che

20 costituisce una delle ultime versioni dell’El Primero, il primo calibro cronografico automatico mai realizzato la cui particolarità è anche quella di lavorare ad alta frequenza per misure al decimo di secondo. Stagno fino a -100 metri e con il fondello su cui è inciso un rocker con la sua moto, questo particolare modello è completato da un cinturino in nabuk oleato con la fodera in caucciù. 7.500 euro

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STORIE. La corsa al sempre “più sottile”, i quadranti smaltati, il rilancio delle collezioni-mito rivedute e corrette, il segnatempo come scorecard per i golfisti, il Tempo e le particelle subatomiche, i materiali tecnici e il trionfo della ceramica, le liaison estetiche con auto, moto e aeroplani. Personaggi, aneddoti, racconti da un mondo esclusivo che per comun denominatore ha gli orologi.

RADIOGRAFIA DI UN’ECCELLENZA L’orologio Boy-Friend Squelette è proposto da Chanel è in tre versioni: piccola, media, grande. Con movimento scheletrato Boy-Friend, di manifattura Chanel calibro 3 visibile sul dritto e sul rovescio. Impermeabile fino a 3 bar.


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Un’impresa ardita

Con il nuovo SANTOS DE CARTIER la Maison francese ritorna alle origini di un mito orologiero del primo Novecento. Le linee e l’audacia originaria dell’iconico segnatempo nato per celebrare l’epopea del volo sono sempre quelle ispirate dall’eroe aviatore Alberto Santos-Dumont, e il cuore tecnologico è uno scrigno di soluzioni all’avanguardia. testo di MICHELE WEISS

L’utilizzo di componenti amagnetici in nickel-fosforo per i meccanismi dello scappamento e del movimento e una fibbia realizzata in una lega paramagnetica integrata alla cassa permetto al calibro 1847 MC del Santos di resistere ai forti campi magnetici cui può essere esposto un orologio.

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V Volto moderno. Dai Segreti di Brokeback Mountain alle gelide pareti dell’Everest fino al noir di Animali Notturni: Jake Gyllenhaal, 37enne rampante star hollywoodiana, respira cinema fin dall’infanzia, districandosi tra i ruoli drammatici e quelli di intrepido eroe pronto a tutto. La summa la vedremo in Stronger, il suo prossimo film, ispirato a un uomo che ha perso le gambe nell’attentato alla maratona di Boston del 2013: una storia d’amore e di riscatto. Cartier l’ha scelto come volto del nuovo Santos per la dedizione con cui segue ogni passione, anche questa nuova orologiera.

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IL DETTAGLIO Le 8 VITI della lunetta riprendono, in nuova versione, il modello classico. Della versione 2018 del SANTOS e delle sue novità si parla A PAGINA

Fedele a se stesso

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n questa foto d’epoca (sopra) Alberto Santos-Dumont, inventore di ben ventidue tra apparecchi e dirigibili, è alle prese con un test per lo storico volo del 1906 alle porte di Parigi. L’impresa fu celebrata dal primo orologio da polso maschile di Cartier. a sinistra: nel nuovo Santos si nota la

rivisitazione del caratteristico design ergonomico dell’orologio. Si distingue la forma della cassa squadrata (1), con il caratteristico design moderno della lunetta con otto viti (2), che non muta a seconda del modello, proposto in due dimensioni: medio (35 mm) o grande (39 mm).

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V 1

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Funzionale Il bracciale del nuovo Santos dispone di cinturini in acciaio, oro, pelle di vitello o di alligatore, tutti intercambiabili. Con il sistema QuickSwitch (1) si può cambiare con grande facilità il tipo di bracciale.Il sistema SmartLink (2) permette di regolare la lunghezza del bracciale. In ogni maglia c’è un pulsantino che permette di estrarre la barretta di fissaggio e di aggiungere o togliere uno più elementi.

Un classico si rinnova

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reato negli anni ‘80 e salutato da un successo travolgente, il Panthère de Cartier con la sua cassa rettangolare arrotondata esprimeva la quintessenza del design aggressivo e ricercato della Maison. Rilanciato da poco, è in oro rosa, giallo o bianco, tempestato di diamanti come un gioiello sensuale. Cartier New Panthere de Cartier

i tempi delle prime imprese dell’aviazione a inizio Novecento, uno dei pionieri del volo fu il brasiliano Alberto Santos-Dumont, già celebre per aver “circumnavigato” la Tour Eiffel con un dirigibile di sua invenzione. Grande amico di Louis Cartier, patron dell’omonima casa di gioielli e orologi, gli confidò che per la prossima, arditissima, impresa - il primo volo da terra con un aereo di sua invenzione - avrebbe avuto bisogno di un orologio moderno, comodo e rapido da leggere in volo. Cartier non se lo fece ripetere due volte e, raccolta la sfida, tornò dall’amico con quello che sarebbe passato alla storia come il primo modello di segnatempo maschile da polso: il Santos 100. Cartier aveva già in animo di rivoluzionare l’orologeria, ma il progetto dell’aviatore gli diede l’occasione per sovvertire le convenzioni estetiche dell’epoca: la forma era quadrata e non più tonda e soprattutto, il cinturino era di pelle. Correva l’anno 1906: l’aviatore riuscì col suo aeroplano di seta, il 14-bis “Uccello da preda”, a sorvolare per una sessantina di metri il pratone del parco di Bagatelle mentre l’orologio che portava il suo nome divenne l’icona dei tempi moderni. All’ultima Baselworld la Maison della pantera ha lanciato il nuovo Santos, che non tradisce l’originale: sulla cassa, di forma squadrata come l’originale, il design della lunetta è slanciato e più ergonomico. Grazie al sistema invisibile “QuickSwitch” il bracciale è intercambiabile con un click, mentre l’altro brevetto “SmartLink” consente di regolarne la lunghezza. Il nuovo e sottile calibro automatico 1847 MC, invece, in uno spessore minimo assicura impermeabilità fino a 100 metri e una grande resistenza alle perturbazioni dei campi magnetici della nostra epoca. FINE

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Cassa 20 x 35 mm in oro rosa 18 carati ornata di diamanti taglio brillante (sopra) 22 x 30 mm in oro bianco rodiato 18 carati ornata di diamanti taglio brillante (sotto) Movimento al quarzo ad alta precisione Quadrante argentato Vetro zaffiro Segni particolari l’orologio-gioiello Cartier Prezzo da 33.000 €

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Swing time Con il Big Bang Unico Golf HUBLOT ha creato un segnatempo che sembra un cronografo, ma in realtà è un utile partner per i golfisti. Leggerissimo, segna il succedersi delle buche, il numero di colpi effettuati per ciascuna di esse e lo score totale. 3 di GIAMPIERO NEGRETTI

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V Beato tra le palline. sopra: sul quadrante nero opaco spiccano gli indici e lancette trattati in modo da risultare luminescenti (1). La scheletratura (2) mette in risalto il movimento senza disturbare la lettura dei contatori e delle ore. Il motivo decorativo (3) di cassa, anse e lunetta riprende la texture delle palline da golf ed è ottenuto con l’ultimo strato di finitura in Texalium, una fibra di esclusiva Hublot. Testimonial dell’orologio è Dustin Johnson, attuale n. 2 del ranking mondiale del golf.

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spressione di eleganza e performance per antonomasia, il mondo dei golfisti non vedeva un orologio meccanico (al quarzo ce ne sono parecchi) specificamente a esso dedicato dal tempo del Gérald Genta Golf Ball & Stroke Counters. Ora arriva Hublot a colmare la lacuna con il Big Bang Unico Golf. Disegnato da Jaermann & Stübi, consente di visualizzare il numero dei colpi effettuati per ogni buca e anche il conteggio totale quando si è terminato il percorso. Perdipiù è leggerissimo sul polso e non ostacola il movimento. La cassa è realizzata in Texalium, un materiale particolare ed esclusivo della Maison: un composto ricavato da una fusione tra fibra di vetro e carbonio che unisce resistenza e leggerezza: il peso della cassa è di soli 98 grammi. L’aspetto del modello sembra quello di un cronografo, invece i pulsanti servono a contare i colpi. A ore due quello a forma di putter attiva il conteggio dei colpi nella finestrella con fondo giallo (a ore 3), mentre al 9 è indicato il numero della buca in corso. Con il pulsante a ore 4 si passa alla buca successiva: il contatore giallo si azzera per poi ricominciare il conteggio. Il contatore a ore 6, a sua volta, tiene conto dello score totale e premendo il pulsante a forma di tee (all’8) tutto si resetta (si blocca ruotandolo). Il movimento, automatico e di manifattura, è una derivazione dal calibro Unico cronografico e i suoi componenti sono visibili attraverso il quadrante scheletrato con indici e lancette fosforescenti. L’orologio viene fornito con due cinturini rapidamente intercambiabili: uno in pelle bianca su caucciù che ricorda il guanto da golf, e l’altro in velcro nero, comodo da allacciare al polso. FINE

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Un “crono caddie” tra ore e score Hublot Big Bang Unico Golf Cassa 45 mm in Texalium, peso 98 g Movimento meccanico di manifattura MHUB1580 derivato dall’Unico Quadrante nero opaco, indici e lancette a luminescenza bianca Vetro zaffiro antiriflesso Segni particolari impermeabile fino a 10 bar, riserva di carica 72 ore Prezzo da 31.000 €

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CONTACOLPI Pulsante a forma di putter, realizzato in titanio con inserti di caucciĂš: serve per contare il numero di colpi in cui si effettua una buca.

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PARZIALE E TOTALE Il numero progressivo dei colpi per singola buca compare nella finestrella a ore 3, mentre quella a ore 6 segnala lo score complessivo.

3 BUCA DOPO BUCA Pulsante che segna il procedere delle buche lungo il percorso: il numero della buca compare nel contatore a ore 9


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LA STORICA ISCRIZIONE PIAGET AUTOMATIC È UN OMAGGIO AL PRIMO ULTRAPIATTO DELLA CASA

Componenti del primatista. Nel disegno di progetto si riconoscono alcuni elementi fondamentali di Altiplano Ultimate Automatic 910P: il contatore ore/minuti decentrato, i ponti smussati con satinatura effetto soleil, i meccanismi del calibro 910P a vista. pagina seguente : Ultimate è un perfetto compagno per un uomo dinamico e sicuro di sé, elegante ma senza eccessi e sempre attento ai dettagli.

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Spessore. 4,3 mm: è l’orologio da polso più sottile finora realizzato.


L’eleganza sottile Altiplano Ultimate 910P di PIAGET è l’orologio meccanico a carica automatica più sottile al mondo. Soluzioni tecniche “impossibili” e un aspetto ricercato in soli 4,3 millimetri di spessore. testo di ALBERTO BRIGIDINI

pessore=sottile è un’equazione chiave per comprendere il mondo di Piaget, manifattura fondata nel 1874 in Svizzera a La Côteaux-Fées. Momento cruciale in questo inseguimento dell’altezza zero fu il 1957 anno in cui la Maison lanciò il calibro a carica manuale 9P che sfoggiava un spessore da record di soli 2 mm: caratteristica rivelatasi anche in seguito fondamentale per permettere a Piaget di distinguersi con inediti canoni stilistici ispirati a minimalismo e sobria eleganza. Qualità che non mancano mai di attrarre collezionisti, appassionati e celebrità di tutto il mondo. Per festeggiare i 60 anni del modello Altiplano che montava appunto il calibro ultrapiatto 9P, Piaget presenta ora Altiplano Ultimate Automatic 910P, un gioiello di eccellenza tecnica con ruotismi che non superano 0,12 mm, per un incredibile record di sottigliezza della cassa: 4,3 mm. Per raggiungere questo traguardo i maestri orologiai hanno progettato

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il movimento e la cassa come una singola entità nella quale la cassa ha anche la funzione di platina a cui sono stati fissati i componenti. L’“architettura” prevede la costruzione capovolta del movimento con due ponti fissati lato quadrante, una scelta che contribuisce all’inimitabile estetica dell’orologio. Inoltre per risparmiare spazio, l’intero meccanismo e le lancette sono contenuti nello spessore del bilanciere con un contatore ore e minuti decentrato. Una somma di virtuosismi tecnici che prova una volta di più la maestria ingegneristica e l’eleganza ideativa di Piaget qui sottolineate anche da finiture di assoluto livello. Un esempio? I ponti smussati e scheletrati, che consentono una visione ancora migliore del meccanismo che pulsa, hanno una sontuosa satinatura effetto soleil. Siglerà questo orologio la fine della sfida sugli spessori orologieri? No. Piaget ha già allo studio infatti Altiplano Ultimate Concept, prodigio tecnico ed estetico con uno spessore totale di 2 mm: come tre unghie sovrapposte, un niente! FINE

Piaget Altiplano Ultimate 910P Cassa 41 mm in oro rosa 18K (anche in versione oro bianco) Movimento calibro meccanico a carica automatica di manifattura Piaget 910P con massa oscillante in oro 22K trattata in Pvd nero Quadrante ore e minuti decentrati a ore 10 con indici in oro rosa Cinturino nero in alligatore Prezzo (antetasse) 24.000 € in oro rosa; 24.700 € in oro bianco

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Signore degli abissi

Il sigillo del palombaro

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orte, inalterabile e con un allure vintage, BR03-92 Diver Bronze ha cassa e lunetta in bronzo (sopra), materiale usato per i mitici caschi dei palombari, la cui incisione è riportata sul fondello (sotto).

Con le nuove versioni di BR03-92, eccellente orologio studiato per esplorare i fondali marini fino a 300 metri di profondità, BELL & ROSS implementa la sua Diver Collection. Una famiglia di strumenti da immersione altamente professionali. di ALBERTO BRIGIDINI

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Bell & Ross BR03-92 Diver Bronze Cassa 42 mm in bronzo lucido-satinato. Lunetta girevole unidirezionale graduata 60’ in bronzo massiccio Movimento meccanico automatico BR-CAL.302 Quadrante nero, indici e lancette scheletrate con inserti dorati, e riempiti con Superluminova Prezzo 3.800 €

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Per essere un vero subacqueo. Per ottenere il titolo di orologio subacqueo esiste un regolamento ufficiale (norma ISO 6425) che ne stabilisce i criteri indispensabili: impermeabilità fino ad almeno 100 m di profondità (10 bars), presenza di lunetta segnatempo di immersione girevole

unidirezionale con scala graduata, indicatore di funzione e punti di riferimento luminescenti, leggibilità al buio (sotto, il BR03-92 Diver Blue), protezione antiurto e antimagnetica. Una serie di requisiti tecnici che gli orologi della Diver Collection di Bell & Ross superano brillantemente.


ules Verne in Ventimila leghe sotto i mari descriveva così le profondità marine «È suprema tranquillità. Lì soltanto c’è indipendenza, lì sono libero!». Sensazioni uniche provate da chiunque si sia immerso negli abissi almeno una volta. Ma il diver sa bene che il mare è tanto seducente quanto spietato. E quindi va affrontato con cautela. Proprio per soddisfare al massimo le esigenze di sicurezza dei sub, Bell & Ross propone ora una collezione di orologi subacquei che ribadisce il suo know how negli strumenti professionali da immersione. Erede dell’Hydromax lanciato nel 1997 e della gamma BR02 del 2007: il BR03-92 Diver, concepito nel 2017 con la sua iconica forma quadrata, si presenta ora nelle due nuove versioni Diver Blue e Diver Bronze. Come tutti gli orologi Bell & Ross dedicati alla Marina e all’Aeronautica che sono progettati per funzionare in condizioni ambientali estreme, anche i Diver sono sviluppati per rispondere al meglio al contesto in cui debbono operare: ben leggibili, precisi, affidabili e con un tocco

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SOLUZIONE DI SICUREZZA La perfetta tenuta stagna del BR03-92 Diver Bronze (lo stesso vale per la versione Blue) è garantita anche dal dispositivo proteggi-corona realizzato con un inserto in caucciù impermeabile e antiurto.

di design originale. Sportivo e nel colore dell’elemento marino, il Diver Blue esprime massima leggibilità grazie agli indici ricoperti in Superluminova bianco con lancetta delle ore gialla che perde di intensità con il diminuire della luce sott’acqua, il che permette di aver migliore lettura dei minuti, un dato fondamentale per la sicurezza del sub. Il Diver Bronze è invece un’edizione limitata a 999 esemplari, omaggio all’epopea delle esplorazioni sottomarine grazie a cassa e lunetta in bronzo, materiale un tempo impiegato per i caschi dei palombari, la cui effige è incisa sul fondello. FINE

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Bolide da polso Il nuovo RM 11-03 McLaren, realizzato da RICHARD MILLE insieme al glorioso team di Formula 1. Un orologio in edizione limitata che presenta tanti richiami stilistici alle vetture della scuderia arancione, meccanica evoluta e materiali utilizzati nel mondo delle quattro ruote di altissimo livello. di ENZO BONFANTI

LA SUPERFICIE È COMPOSTA DA VARI STRATI OTTENUTI CON FIBRA DI CARBONIO E FILAMENTI DI SILICIO 74

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Stilemi da corsa. Sketch di progetto dell’insieme pulsanti e corona di carica: evidenti i richiami alla vettura impegnata nel mondiale di Formula 1.

ichard Mille è un vero team di Formula 1 dell’orologeria. La storia di questo affermato seppur giovane brand parla da sola. Ha realizzato orologi sportivi moderni e al tempo stesso complicati, frutto dell’utilizzo di materiali e soluzioni tecniche innovativi, che poi ha fatto testare realmente sul campo da atleti di livello mondiale (il pilota ex Ferrari Felipe Massa, il re del tennis Rafael Nadal, tra gli altri), dimostrando la grande resistenza dei suoi modelli e conquistandosi in pochi anni una solida reputazione nel settore. Una delle ultime partnership importanti realizzate con il mondo dello sport, nel 2017, ha portato Richard Mille a Woking, in Inghilterra, sede della storica scuderia McLaren di Formula 1 (12 mondiali piloti e 8 mondiali costruttori in palmarès). Le due aziende hanno collaborato alla creazione del modello RM 11-03 McLaren, lanciato in occasione dell’88° Salone dell’Auto di Ginevra. Si tratta di un segnatempo in edizione limitata a 500 esemplari ultraleggero grazie a una cassa in Carbon TPT® con inserti in Quartz TPT arancione (il colore del team inglese) e le funzioni cronografiche azionate dai pulsanti in titanio. FINE

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V Tecnica e stile. a sinistra: il movimento RMAC3, con due bariletti in parallelo e gestito da un bilanciere a inerzia variabile, ha un’autonomia di 55 ore. sotto: la corona di carica in titanio grado 5 è un chiaro richiamo ai cerchioni e agli pneumatici della supercar 720S McLaren, mentre i pulsanti cronografici in titanio ne riecheggiano i fari. Sulla lunetta inserti in titanio con logo McLaren.

Richard Mille Rm 11-03 McLaren Cassa 44.5 X 49.94 mm in Carbon TPT® con inserti in Quartz TPT arancioneo Movimento cronografo RMAC3 con funzione flyback a carica automatica Quadrante scheletrato con indicazioni cronografiche e datario a finestrella Segni particolari calibro con ponti e platina in titanio annerito in PVD Prezzo 199.500 €

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Il Savonnette Pocket da tasca nacque nel 1884 quando IWC decise di produrre i primi orologi “a saltarello”, brevetto dell’orologiaio salisburghese Josef Pallweber. Un’innovazione che al posto delle lancette prevedeva dei dischi con i numeri di ore e minuti. Rivoluzionaria ma con il problema che il meccanismo di avanzamento dei dischi consumava troppa energia. Malgrado il boom iniziale con 20.000 pezzi venduti, il Savonnette non riuscì a sfondare e nel 1890 la produzione fu interrotta. IWC gli dedica ora un tributo proponendone una replica fedele con l’aggiunta di scritte esplicative hours e minutes (in alto).

In dischi cifrati Correva il 1868 quando un bizzarro americano fondò in Svizzera una fabbrica di orologi innovativa. Nacque così IWC , casa che in 150 anni di attività ha prodotto molti modelli paradigmatici. Come il Savonnette Pocket (1884), primo segnatempo digitale replicato oggi in versioni da polso e da tasca. di MICHELE WEISS

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a foto d’epoca che vedete a sinistra è perfetta per spiegare con quale filosofia nel 1868 un imprenditore di Boston decise di fondare a Schaffhausen, pittoresca città sul fiume Reno, una fabbrica di orologi. Florentine Ariosto Jones aveva in mente di fabbricare segnatempo di qualità ineccepibile coniugando la tipica sapienza industriale americana al savoir-faire orologiero delle maestranze svizzere. La cosa funzionò e nel giro di un decennio la ditta IWC–International Watch Company arrivò a produrre quasi diecimila meccanismi all’anno, cifra rilevante per l’epoca. La volontà di innovare non venne meno dopo che il brand passò nel 1880 a una famiglia locale: l’orologio emblematico di quegli anni è il Savonnette Pocket, forse anche troppo rivoluzionario, il primo modello “digitale” della storia. Basato sul sistema Pallweber “ad affissione digitale”, invece delle lancette indicava ore e minuti con grandi numeri su dischi rotanti. Dopo il successo iniziale, il Savonnette cadde in disuso per l’elevato consumo energetico dell’ingegnoso meccanismo: IWC oggi lo celebra con il Tribute to Pallweber, un’edizione limitata a 50 esemplari con cassa in oro rosso 18 carati decorata con lavorazione guilloché a mano e catena. Accompagnata dalla versione da polso in platino (25 pezzi), oro rosso (200) e acciaio (500). Successivamente l’azienda cambiò di proprietà altre volte, ma mantenne sempre lo spirito sperimentatore degli albori, distinguendosi per i modelli da polso avveniristici degli anni ’30 del Novecento, come il Pilot o il Portugieser, anch’essi celebrati per i 150 anni del marchio con edizioni limitate di pregio. Ma i successi della Maison di Schaffhausen sono proseguiti anche dopo, con il Calibro 85, primo movimento automatico in-house, e l’Aquatimer, primo amatissimo subacqueo. E tanti altri ancora... FINE

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IL PRIMO MODELLO DA POLSO IWC CON L’INDICAZIONE DIGITALE DELLE ORE E DEI MINUTI

Ruotismi a sŽ Nella cassa di 45 mm è la soluzione al problema del superconsumo energetico che affliggeva il Savonnette: il nuovo calibro di manifattura 94200 si basa su un ruotismo separato che garantisce ottima precisione di marcia e 60 ore di autonomia.

a sinistra: siamo in un reparto

della fabbrica IWC negli anni tra le due guerre. in basso: trofeo d’epoca di IWC con in evidenza un movimento della casa.

Il fondello trasparente svela l’innovativo movimento del Tribute to Pallweber con ruotismo separato provvisto di un suo bariletto

IWC Tribute to Pallweber Cassa 45 mm in acciaio Movimento meccanico a carica manuale con calibro in-house 94200 Quadrante blu laccato Vetro zaffiro Segni particolari medaglione anniversario in oro sul movimento Prezzo da 23.600 €


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V Il precursore. Negli anni ’30 tutte le grandi aziende dell’orologeria cercavano di creare uno strumento impermeabile e capace di resistere a pressioni elevate, con l’obiettivo di aggiudicarsi le commesse militari. È lavorando in questo ambito che Omega, nel 1932, brevetta il suo primo subacqueo. Il principio era geniale: proteggere il meccanismo inserendolo in una controcassa in acciaio. Nasceva così l’Omega Marine. Impermeabile fino a una pressione di 13,5 atmosfere (135 metri), il prodotto venne subito accolto con entusiasmo e fu il primo di una lunga serie di orologi pensati per un uso militare. Charles William Beebe, l’inventore della batisfera, nel 1936 lo definì «un vero passo avanti per la scienza orologiera».

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Fattore H2O Nel 1932 OMEGA brevetta un segnatempo per le immersioni profonde, il primo pensato per la produzione in serie. Era l’inizio di una serie di modelli di successo, con testimonial di grande carisma (tra cui un agente segreto icona di stile). Una storia che oggi ha 14 nuovi capitoli. di GIUSEPPE VIGNA


li orologi sono nati come macchine eccezionalmente complesse e in pari misura delicate. Ma nei primi decenni del XX secolo si sono trovati a dover crescere. La spinta fu essenzialmente dettata dalle esigenze militari: le truppe di terra, d’aria e d’acqua avevano bisogno di segnatempo capaci di resistere a condizioni estreme. Gli orologi subacquei sono nati tra le due guerre mondiali. Il primo a essere commercializzato fu l’Omega Marine, da un brevetto depositato nel 1932. Per la casa è stato il primo di una lunga serie di progetti pensati per un uso sottomarino, a profondità sempre maggiori. Nel 1957 nasce il Seamaster 300, il primo che la casa pensa per i sub professionisti. Negli anni ’70 l’oceanografo Jacques Yves Cousteau utilizza il Seamaster 600 durante una serie di esperimenti di immersione a lunga durata. Nel 1981 il grande apneista Jacques Mayol ha al polso un Seamaster 120m “Plongeur De Luxe”. Curiosità: dal 1995 James Bond ha sempre al polso un Seamaster, e la Maison ha anche realizzato dei modelli in edizione limitata in omaggio al personaggio creato da Ian Fleming. La storia oggi si arricchisce di nuovi capitoli: un restyling del Seamaster Professional Diver 300M (vedi a fianco) e una riedizione-anniversario del Seamaster 1948. Il mito continua. FINE

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Profondo blu. 1. Jacques Mayol, mito dell’immersiome in apnea. Quando, nel 1981, scende in apnea fino a 101 metri ha al polso un Seamaster 120m “Plongeur De Luxe”. 2. Nel 1957 nasce il Seamaster 300, il primo Omega per sub professionisti. Lo adotterà, in seguito, anche la Marina britannica. 3. L’Omega Marine in dettaglio. Il movimento è da 19,4 millimetri di diametro, con la corona di carica posizionata a ore 12 in modo da entrare nella controcassa.

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25 anni sopra e sotto le onde

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el 1993 nasce il Seamaster Professional Diver 300M, e nel tempo conquista una larga schiera di appassionati. Per i suoi 25 anni viene riproposto in una collezione di 14 nuovi modelli, 6 in acciaio e 8 in un mix oro/acciaio. La ghiera girevole (4) è in ceramica, con scala d’immersione in Ceragold o in smalto bianco. E il fondello svela attraverso un vetro zaffiro il movimento (5), approvato dal METAS.

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Omega Seamaster Diver 300M Cassa in acciaio, 42 mm Movimento co-assiale Master Chronometer 8800, riserva di carica di 55 ore, alta resistenza ai campi magnetici Quadrante in ceramica (ZrO2) spazzolata e incisa al laser, indici e lancette in Super-LumiNova® a emissione blu o verde Vetro zaffiro antigraffio e antiriflesso Prezzo 4.500 € 3 5

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Acciaio raro Gli orologi A. Lange & Söhne di regola vengono realizzati con i metalli più pregiati, dall’oro al platino. Però sul mercato ci sono anche rarissimi esemplari in acciaio. Uno di questi è il 1815 “HOMAGE TO WALTER LANGE”, che ha totalizzato una quotazione da record in asta a Ginevra. di MARIO GEROSA

V Top lot. a sinistra:

Aurel Bacs, uno dei massimi esperti mondiali di orologi, durante l’asta in cui è stato aggiudicato il 1815 “Homage to Walter Lange”. a destra e sopra: 1. con un pulsante a ore due si può avviare e fermare la lancetta dei secondi. 2. Il movimento comprende 253 componenti. 3. La frequenza del bilanciere è di 21.600 alternanze/ora.

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iù di 700mila euro, per l’esattezza 713.627, sono stati pagati per il 1815 “Homage to Walter Lange”, un A. Lange & Söhne con cassa in acciaio andato in asta a Ginevra il 13 maggio, in una vendita di Phillips in collaborazione con Bacs & Russo. Una cifra da record, il valore più alto mai raggiunto a un’asta da un orologio da polso Lange. Il motivo? Paradossalmente il fatto che quell’orologio non è realizzato in un metallo prezioso, bensì semplicemente in acciaio. Una ragione c’è: gli esemplari in acciaio di A. Lange & Sohne sono rarissimi. La manifattura tedesca ha sempre scelto di produrre quasi esclusivamente orologi in metalli preziosi, e i pochissimi modelli che sfuggono alla regola

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sono assai ambiti. Nel 1952 Walter Lange produsse una quindicina di pezzi di un orologio da tasca in acciaio, così come un orologio da polso. Poi, nel 1998 Fabio Bertini fece realizzare per Pisa Orologeria un Tourbillon e un Lange 1 in acciaio, il primo in un solo esemplare, l’altro in un numero limitato di esemplari. «Avevo il desiderio di proporre qualcosa che restasse nella memoria», spiega Bertini. «Orologi unici che suscitassero interesse nel mondo dei collezionisti». Date queste premesse, c’era molta attesa per quest’asta, che ha visto protagonista il 1815 “Homage to Walter Lange”, dedicato al fondatore dell’azienda, morto nel 2017. Quel modello è stato realizzato anche in tre edizioni limitate, che si affiancano all’unico esemplare in acciaio: 145 esemplari in oro bianco, 90 in oro rosa e 27 in oro giallo. FINE

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Total black. La versione in acciaio del 1815 “Homage to Walter Lange”. Ha il quadrante smaltato nero e, sempre nero, il cinturino di alligatore.

Complicazioni d’autore Un orologio pensato come omaggio a Walter Lange, il fondatore della Maison, doveva tener conto di una delle sue complicazioni preferite: il secondo saltante. Con questa funzionalità la lancetta dei secondi (1) si muove a scatti secchi, e non progressivamente. Nel quadrante ausiliario (2), una piccola lancetta dei secondi riproduce la frequenza del bilanciere.

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A. Lange & Söhne 1815 “Homage to Walter Lange” Cassa 40,5 mm: altezza 10,7 mm Movimento calibro di Manifattura Lange L 1924 decorato e montato a mano Quadrante argento massiccio, argenté Vetro zaffiro (durezza 9) Segni particolari disponibile con cassa in oro giallo, in oro bianco o in oro rosa. Prezzo 48.200 €

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Rarità. Una foto d’archivio di un orologio da polso da uomo in acciaio realizzato nel 1952 e firmato “Lange Vorm. Glashütte”.

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La lunetta è girevole in entrambe le direzioni e funziona a scatto, in modo da assicurare precisione e affidabilità.

Le 24 ore riportate sulla lunetta possono indicare un fuso orario addizionale rispetto ai due indicati dalle lancette.

Questo importante elemento funzionale ha raggiunto oggi lucentezza e resistenza grazie all’utilizzo di ceramica.

Il Rosso & il Blu La lunetta bicolore, originariamente rossa e blu, mentre nelle ultime versioni è anche nera e marrone, è la caratteristica più appariscente della collezione Gmt-Master di ROLEX , il segnatempo che, con la sua estetica e funzionalità, dagli anni ’50 ai giorni nostri ha scritto un nuovo capitolo dell’orologeria da viaggio. di PAOLO DE VECCHI

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Dal primo GMT al primo GMT II Ingegnose soluzioni per padroneggiare le ore del mondo

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ltre che sulle novità di mercato in senso stretto, è consuetudine di Rolex lavorare su innovazioni tecnologiche ed estetiche spesso non appariscenti, ma continue, nel segno del costante miglioramento della qualità e delle prestazioni dei propri orologi. E la certificazione cronometrica al 100% dell’intera gamma Oyster, garanzia di affidabilità e precisione, sono solo alcuni dei risultati di questa politica. Ma da qualche anno a questa parte il marchio con la corona mette mano a una delle proprie più iconiche collezioni, scegliendola sempre nel momento culminante delle aspettative da parte di appassionati, collezionisti e addetti ai lavori, rinnovandola completamente e rilanciandola. Dando valore al futuro, ma senza mai oscurare il passato, strategia che sta alla base del successo dell’impresa fondata a Ginevra, durante i primi anni del ‘900 dal britannico Hans Wilsdorf. E quest’anno la scelta del rinnovamento Rolex è andata a tutto vantaggio della collezione Gmt-Master che, in fatto di modernità, è altamente rappresentativa. Con il lancio del primo modello di questa fortunata serie, la Maison entra nel merito di una nuova categoria di orologi da viaggio, reinventandola e stabilendo, per affidabilità, impatto estetico e semplicità funzionale, un paradigma per il 

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Elegante, impermeabile, sempre in evoluzione. pagina precedente: la tipica lunetta bicolore graduata con le 24 ore che caratterizza fin dalla nascita la serie Gmt-Master di Rolex, che nella dicitura da catalogo aggiunge le parole Oyster e Perpetual, per indicare l’impermeabilità e la carica automatica. in alto: la versione 2018 di questo iconico orologio da viaggio, con cassa in acciaio e bracciale Jubilé. a destra, dall’alto: il primo Gmt-Master del 1955 e il primo Gmt-Master II del 1982.

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La prima versione dell’orologio da viaggio di Rolex venne presentata con il nome di Oyster Perpetual Gmt-Master (1) nel 1955, diventando subito un oggetto di culto tra i grandi viaggiatori e i piloti d’aeronautica. La prima importante evoluzione di questo orologio avvenne nel 1982, con l’introduzione di un nuovo movimento che permise di regolare la lancetta delle ore indipendentemente da quella dei minuti e delle 24 ore. Un importante traguardo tecnico, che venne sottolineato battezzando l’orologio Gmt-Master II (2).

Ora locale 04:10 New York (Stati Uniti) Ora di riferimento 10:10 Ginevra (Svizzera)

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sotto: il disco brevettato per la lunetta graduata del fuso orario addizionale e girevole in entrambi i sensi è fatto di una ceramica particolarmente dura e resistente, con colori inalterabili.

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Bellezza bicolore e inalterabile Un materiale inedito: la ceramica

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La lunetta bicolore girevole e graduata con le 24 ore è realizzata con uno speciale processo brevettato La lunetta girevole graduata con le 24 ore contraddistingue la linea Gmt-Masterdi Rolex, facendone una delle collezioni più iconiche della Maison. Dal 2013 è realizzata in ceramica miscelando in primis polveri (zirconia o allumina) e leganti organici (1) per poi effettuare lo stampaggio a pressione (2) cui seguono la sbozzatura (con eliminazione a caldo dei leganti), l’ impregnatura bicolore del semilavorato (3-4) e quindi un trattamento termico (fino a 1600° C) che serve anche a fissare i colori definitivi (5). Rettificazione (6) colorazione degli indici mediante la tecnica PVD (7), e lucidatura (8) concludono il processo brevettato con il nome Cerachrom.

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DAVID CHIPPERFIELD, UN MAESTRO Dopo Gehry e Foster, dopo Zumthor e Libeskind che nel passato si sono assunti il ruolo di tutor nell’ambito progetto culturale “Mentor & Protégé” di Rolex, nel 2016/2017 è stata la volta dell’archistar inglese Sir David Chipperfield a essere coinvolto nell’iniziativa “guidando” il giovane architetto svizzero Simon Kretz nello sviluppo di un ambizioso progetto a scala urbana a Londra. In tale veste di “maestro” ha presenziato all’inaugurazione della edizione 2018 della Biennale d’Architettura di Venezia della quale Rolex è sponsor ufficiale.

Novità da Baselworld

L futuro. Il suo nome stesso riporta al mondo dei viaggi e, in particolare, ai piloti aeronautici di lunga percorrenza. Il Greenwich Mean Time (la sigla Gmt, appunto), ovvero il Tempo Medio di Greenwich, storicamente rappresenta il meridiano di origine per il calcolo della longitudine e della suddivisione dei fusi orari attorno al globo terrestre. E l’Oyster Perpetual Gmt-Master consente di leggere simultaneamente sul quadrante l’orario di due differenti fusi orari, solitamente quelli di partenza e destinazione. Ma la lunetta girevole graduata con le 24 ore, adeguatamente manovrata in corrispondenza della lancetta delle ore, fornisce pure un terzo fuso orario. Entriamo nel dettaglio: le lancette delle ore, dei minuti e dei secondi, che indicano l’ora locale (quella del luogo in cui si trova chi indossa l’orologio) sono accompagnate da una lancetta supplementare a punta triangolare, che compie un giro del quadrante in 24 ore e da una lunetta girevole bidirezionale con disco graduato 24 ore in ceramica colorata. La lancetta supplementare indica l’ora di riferimento (quella di casa per esempio), che si legge sulla graduazione della lunetta quando quest’ultima si trova in posizione neutra, ossia con il triangolo in corrispondenza di ore 12. In viaggio, l’ora locale può essere regolata con facilità, a salti di un’ora, grazie a un meccanismo comandato dalla corona di carica. La regolazione della lancetta delle ore avviene in modo indipendente dalla lancetta dei minuti e da quella dei secondi, senza incidere minimamente sulla lancetta delle 24 ore (visualizzazione dell’ora di riferimento). In questo modo, il viaggiatore è in grado di conoscere in qualsiasi momento, simultaneamente, l’ora del luogo in cui si trova (ora locale) e l’ora di casa (fuso orario di riferimento). Tramite la lunetta girevole, inoltre, è possibile indicare l’ora di un altro fuso orario. In questo caso, l’ora di riferimento non è più indicata e la lancetta 24 ore serve per la lettura dell’ora del nuovo fuso orario sulla graduazione della lunetta. Affinché la lunetta compia perfettamente la propria funzione, Rolex ha sviluppato un sistema innovativo di rotazione dotato di una molla che consente spostamenti netti e simmetrici in entrambi i sensi di rotazione da una all’altra delle 24 posizioni orarie. FINE

a più importante e attesa novità Rolex al Salone di Basilea 2018 è stato il consistente ampliamento della gamma del Gmt-Master II, sottoposta a un’evoluzione sia tecnica sia estetica come mai era avvenuto in passato. In primis un movimento d’ultima generazione, poi la tipica lunetta graduata rossa e blu che assume anche l’inedita colorazione marrone e nera, infine l’adozione su questa, considerata una delle più emblematiche collezioni del marchio con la corona, del bracciale Jubilé (1) e dell’oro Everose (2).

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Alta meccanica. L’organo regolatore del meccanismo è formato da un grande bilanciere e da una spirale insensibile a campi magnetici e sbalzi termici.

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Rolex Oyster Perpetual Gmt-Master II Cassa 40 mm in acciaio Oystersteel o acciaio Oystersteel e oro Everose Movimento meccanico a carica automatica di manifattura calibro 3285 Quadrante laccato con indici Chromalight ad alta leggibilità Vetro zaffiro Prezzo in acciaio Oystersteel 8.600 €, in acciaio Oystersteel e oro Everose 13.100 €

LA SPIRALE PARACHROM È IN UNA LEGA BREVETTATA DI NIOBIO, ZIRCONIO E OSSIGENO ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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LA SMALTATURA plique-à-jour ricorda quella cloisonné ma non ha supporto.

Tra le nuvole

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uesto orologio celebra l’aerostiere Blanchard e la sua invenzione di un dispositivo per orientare la traiettoria della mongolfiera. Sul quadrante si distingue chiaramente l’ingegnoso sistema di ali.

Vacheron Constantin Métiers d’Art Les Aérostiers Paris 1784 Cassa 40 mm, in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica Quadrante mongolfiere in oro incise a mano. Cielo in smalto plique-à-jour Vetro zaffiro. Impermeabilità testata alla pressione di 3 bar Segni particolari edizione limitata di cinque esemplari numerati Prezzo da 150.000 €

LE MONGOLFIERE sono incise a mano con la tecnica ramolayé che crea effetti a rilievo.


Tempus volat

L’ANELLO che racchiude lo smalto è inciso con un motivo ispirato alle funi della mongolfiera.

Con cinque segnatempo in edizione limitata e numerata, VACHERON CONSTANTIN celebra i primi voli in mongolfiera. Affidando ai suoi maîtres d’art la perfetta riproduzione in miniatura degli aerostati. di ELENA DALLORSO

V La realizzazione di ogni mongolfiera della collezione Métiers d’Art Les Aérostiers ha richiesto tre settimane di lavorazione: la tecnica ramolayé è irreversibile e presume una grande perizia da parte dell’incisore. Per prima cosa si tracciano i volumi a puntasecca, poi si scolpisce la massa, intagliando le curve, il cesto e le funi della mongolfiera. Il livello della finitura diventa sempre più sofisticato e crea giochi di luce.

ra il 1783 e il 1785 i cieli francesi furono solcati dal volo delle prime mongolfiere. Versailles, poi Parigi, Bordeaux e Bagnols accolsero sbalordite gli esperimenti dei fratelli de Montgolfier e la loro spinta alla conquista del cielo, figlia di un’epoca, l’Illuminismo, vibrante, nuova, sperimentatrice. Vacheron Constantin dedica la collezione Métiers d’Art Les Aérostiers proprio a quegli eventi: sul quadrante degli orologi i maestri incisori della Maison riproducono in miniatura la rappresentazione storico-simbolica di quei voli. Sullo sfondo impreziosito da una delicata incisione ramolayé Ω tecnica che consiste nell’eliminare il materiale per creare effetti a rilievo, per la prima volta impiegata da Vacheron Constantin Ω e decorato con lo

T JOHANN SAUTY

LA CASSA, in oro bianco, diametro 40 mm, è spessa 13 mm. Il fondello in vetro zaffiro è trasparente.

smalto traslucido plique-à-jour (che dà l’effetto di una vetrata in miniatura) si stagliano magnifiche mongolfiere d’oro incise e microscolpite a mano. L’anello interno che racchiude lo smalto è a sua volta inciso con un motivo ispirato alle funi della mongolfiera. Il calibro utilizzato è quello di manifattura 2460 G4/1 a carica automatica che anima speciali visualizzazioni e che non prevede l’utilizzo delle lancette. La particolarità è la modalità di lettura dell’ora che per via del decoro al centro del quadrante non viene fatta tramite le lancette, bensì mediante due finestrelle ton sur ton rispetto al disco. Infatti ore, minuti, giorno della settimana e data sono indicati da quattro dischi, i primi due con visualizzazione continua, gli altri due con visualizzazione saltante. La massa oscillante d’oro, incisa e arrotondata per questa nuova collezione, richiama la sagoma di una mongolfiera. FINE

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Andare al massimo Dalla partnership tra BAUME & MERCIER e Indian Motorcycle, la casa motociclistica più antica d’America, nascono tre cronografi che celebrano il record di velocità di Burt Munro. testo di MARC LANDERS

V Frecce indiane. 1967, Burt Munro con una Scout del 1920, elaborata porta il record di velocità (tuttora imbattuto) per moto fino a 1000 cc a 295,46 km/h. Una storia leggendaria raccontata nel film Indian-La Grande Sfida con Anthony Hopkins. pagina seguente in alto: Lee Munro in sella a una Indian Scout tenta di infrangere (senza successo) il record della categoria MPS-G 1.350 cc sulla pista di Bonneville Salt Flats.

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Ispirato alle due ruote

Tutto in famiglia. nella foto e sotto: 50 anni dopo l’impresa di Burt, Lee Munro ha provato a ripeterne le gesta. Senza il successo dello zio, però.

LEE MUNRO: «NON HO FATTO IL PRIMATO MA È STATA UNA DELLE COSE PIÙ BELLE DELLA MIA VITA».

Baume & Mercier Clifton Club Indian Legend Tribute

i vive più in cinque minuti a tutto gas su una moto, di quanto non faccia certa gente in una vita intera». Questa la filosofia di Burt Munro, epico motociclista neozelandese entrato nella storia per aver stabilito nel 1967 il record di velocità (184 miglia orarie, oltre 295 km/h) per moto di cilindrata fino a 1.000 cc, un primato ancora imbattuto. Quel traguardo Burt lo raggiunse in sella a una Scout, uno dei celebri modelli di Indian Motorcycle, leggendaria casa americana fondata nel 1901. Per celebrare il mito della velocità, lo spirito d’avventura e i momenti memorabili della vita, Baume & Mercier ha suggellato una collaborazione straordinaria con Indian. Il risultato è una serie di tre cronografi in limited edition ispirati all’essenza pura del motociclismo e frutto della maestria artigianale della Maison fondata nel 1830 a Les Bois. Il primo dei tre, Clifton Club Indian Burt

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Munro Tribute, è un omaggio al 50° anniversario del record stabilito da Munro di cui evoca la grinta e la determinazione. Prodotto in 1967 esemplari, come l’anno del primato, si distingue per il dettaglio del numero fortunato di Munro, il 35, posizionato a ore 9 e sottolineato da una fascia nera che riproduce quella presente sul telaio della sua moto. Altre finezze ispirate alle moto Indian sono la “I” nel contrappeso della lancetta dei secondi del cronografo, mentre sulla scala tachimetrica della lunetta della cassa è in evidenza il record di velocità, 184 miglia orarie. Il mito di Indian Motorcycle è evocato anche negli altri due cronografi della serie speciale, i Clifton Club Indian Legend Tribute con cassa da 44 mm in acciaio inossidabile e calibro a carica automatica Valjoux 7750, prodotti in 1901 esemplari ciascuno. Ma se il primo è ispirato alla livrea di Indian Scout, il secondo rispecchia il design più muscoloso della Chief, icona a due ruote con motore bicilindrico a V. FINE

Marchio di fabbrica Sul fondello della cassa è inciso il famoso copricapo indiano, logo della Indian Motorcycle Company, insieme al numero dell’esemplare: “one out of 1967”.

Cassa in acciaio, 44 mm Movimento a carica automatica Valjoux 7750, riserva di carica 48 ore Quadrante grigio opalino con contatori cronografici in colimaçonné nella versione Scout (sopra); nero opalino con contatori argenté per il Chief (sotto) Prezzo 3.700 €

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Sotto il segno del leone Sempre più a suo agio nell’orologeria maschile, CHANEL presenta un pezzo unico al confine tra tempo e opera d’arte. Il Monsieur da tasca, il primo mai realizzato dalla Maison, è un inno alla forza audace e maestosa del re dei felini, amatissimo da Coco. di MICHELE WEISS

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Come un quadro I canoni estetici di Chanel declinati in versione tasca Sofisticato. Qui accanto un bozzetto del Monsieur de Chanel in versione tasca, un quadro-orologio concepito come un’opera d’arte unica per definire una nuova estetica maschile. Arco in oro bianco a 18 carati e ossidiana nera, leone e catena (1) in oro bianco 18 carati e rivestimento in Hyceram nero; cassa (2) sempre in oro bianco impreziosita da 57 diamanti taglio baguette (3), lancette in oro bianco. Di pregio anche il movimento (4) di manifattura Chanel Calibro 2.2 nero a carica manuale con riserva 48 ore: ideato per andare un passo oltre il Calibro 2, già vincitore del Grand Prix de l’Horlogerie de Genève, rappresenta l’adattamento alla collezione di punta maschile Monsieur de Chanel.

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Luce e tenebre

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ome una scultura, il Monsieur de Chanel versione tasca si esalta nel gioco di contrasti dei materiali offerto dalle soluzioni hi tech impiegate: oro bianco, diamanti, ossidiana nera e il nuovo materiale Hyceram, che offre il fascino della ceramica abbinato a durezza e resistenza eccezionali. Un orologio-opera d’arte in raffinato equilibrio tra luce e tenebre.

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2 Chanel Monsieur Pocket Cassa 40 mm in oro bianco 18 carati e 57 diamanti taglio baguette Movimento meccanico scheletrato a carica manuale Quadrante nero scheletrato Vetro zaffiro Segni particolari pezzo unico Prezzo da 690.000 €

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Gentlemen only l nuovo Monsieur de Chanel è pensato per un gentleman che chiede al suo orologio il tocco in più per definire stile ed eleganza. Le virtù della mascolinità, secondo la maison, sono espresse dal leone, presente al centro del quadrante ma anche dalla preziosità del Calibro 1, il primo movimento meccanico di Alta Orologeria in-house con due complicazioni integrate: ora saltante istantanea e minuti retrogradi a 240.

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Chanel Monsieur de Chanel Cassa 40 mm in oro beige a 18 carati Movimento meccanico manuale con 2 complicazioni integrate Quadrante smalto nero Grand Feu Vetro zaffiro Segni particolari miniatura del leone in oro beige a 18 carati Prezzo da 80.000 €

oco Chanel prendeva seriamente simboli e numeri. E l’astrologia esprimeva bene gli arcani legami tra il cosmo e le persone, a tal punto che usò proprio lo zodiaco per descrivere un tratto peculiare del proprio carattere: «Sono nata sotto il segno del Leone e uso i miei artigli per evitare che la gente mi faccia del male, ma credetemi, soffro di più nel graffiare che nell’essere graffiata». Non esiste bellezza senza forza per Mademoiselle Coco, e l’audace e istintuale ambivalenza del leone ne divenne presto il segno distintivo, tanto che il suo appartamento parigino traboccava di sculture e richiami leonini mentre Venezia, col Leone di San Marco, divenne la sua città-totem. Il re dei felini, ça vas sans dire, ha furoreggiato in moltissime sue creazioni, tra borse e gioielli, e da ultimo anche negli orologi, passione ancora recente della maison

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benché già foriera di successi. E all’ultimo Baselworld il leone ha fatto irruzione nella collezione Monsieur, che si è fregiata così di un esemplare unico da tasca dotato di una nuova, affascinante, versione del Calibro 2 di manifattura Chanel, vincitore nel 2017 del Grand Prix de l’Horlogerie de Genève: il 2.2 scheletrato nero, primo orologio da tasca della maison, che troneggia sospeso in un arco di ossidiana nera e oro bianco, a eternare l’alleanza fragile tra tempo e bellezza. Una vera opera d’arte con le lancette. Un leone fiammante svetta al centro del quadrante nero nella nuova collezione Monsieur da polso, limitata a 20 pezzi, che ospita il Calibro 1, il primo movimento meccanico di alta orologeria di manifattura Chanel con due complicazioni integrate: ora saltante istantanea e minuti retrogradi a 240. Tra i segni distintivi, quadrante in smalto nero Grand Feu con la miniatura leonina rifinita a mano in oro beige, per un’eleganza maschile che non teme la forza. FINE

V Savoir-faire. in alto: il disegno illustra l’eleganza discreta del nuovo movimento scheletrato di Alta Orologeria Calibro 3, segno distintivo del Boy-Friend scheletrato (1), novità dell’ultimo Baselworld e sviluppato in-house negli ultimi tre anni per il pubblico femminile. A tal fine, i ponti sono nella parte posteriore, per mostrare il cuore pulsante dell’orologio, come sospeso nella cassa ottagonale. pagina seguente in alto: con piccoli strumenti (2) i maestri orafi Chanel preparano il pavé di Mademoiselle Privé 2018, il primo Chanel con un movimento di manifattura, il Calibro 2.1 Camélia scheletrato: come gli altri orologi-gioiello della maison è disegnato dallo Studio Creativo di Orologeria Chanel e assemblato in Svizzera.

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La signora delle camelie Assemblato dai maestri artigiani Chanel: smaltatori, incisori, incastonatori, il Mademoiselle Privé è un compendio di Métiers d’Art.

Alta visibilità. Il Boy-Friend svela il suo movimento, sia sul dritto sia sul rovescio.

Ogni cosa è illuminata. Pavé di diamanti sul quadrante scheletrato.

Matelassé. Motivo simbolo di Chanel dal 1955, riveste tailleur, borse, orologi e gioielli.

Chanel Code Coco

Chanel Boy-Friend

Chanel Mademoiselle Privé

Cassa 21.5 x 38.1 mm in acciaio Movimento al quarzo ad alta precisione Quadrante quadranti laccati neri, uno con 1 diamante taglio princess Vetro zaffiro Segni particolari l’orologio gioiello-Chanel Prezzo da 5.850 €

Cassa 28.6 x 37 mm e lunetta in oro beige 18 carati Movimento scheletrato meccanico manuale Quadrante scheletrato con lancette placcate in oro beige Vetro zaffiro Prezzo da 36.500 € (46.200 € con diamanti)

Cassa 37.5 mm in oro bianco a 18 carati con 60 diamanti taglio brillante Movimento meccanico manuale scheletrato manifattura Quadrante scheletrato con diamanti Segni particolari scheletrato a forma di camelia Prezzo da 90.000 € ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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Lancette lanciate Dalla partnership tra ROGER DUBUIS e PIRELLI nascono due nuovi orologi super sportivi che evocano subito i circuiti di Formula 1. di ENZO BONFANTI IL CINTURINO DI QUESTI MODELLI HA UN SITEMA DI SGANCIAMENTO VELOCE, COME AL PIT STOP 94

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Un stile molto ingegneristico

Lewis Hamilton trionfa nel Gran Premio di Monaco 2016.

a qualche anno fornitore unico delle scuderie della Formula 1 è Pirelli che dal 2017 ha stretto una partnership con la maison orologiera Roger Dubuis, la quale quest’anno ha presentato due nuovi orologi nella collezione Excalibur Spider Pirelli, nella versione Automatic Skeleton. Design ultra sportivo, con casse di 45 mm di diametro in titanio annerito con trattamento DLC (diamond

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like carbon), quadrante scheletrato attraverso il quale è possibile osservare la complessa architettura del movimento automatico di manifattura con micro rotore. Sulla lunetta i numeri e la corona sono colorati: bianco per il primo modello, blu per il secondo. Colori che ritornano sul cinturino in gomma realizzato con pezzi originali (sono certificati da Pirelli) di pneumatici che hanno vinto un Gran Premio durante il mondiale di F1. Inoltre ogni modello è dotato di un sistema di sganciamento veloce del cinturino: come in un pit stop. FINE

V Motorsport. a sinistra: l’Excalibur al polso di un addetto di gara durante un pit-stop. sotto: dopo Pirelli, Roger Dubuis ha messo un altro tassello importante al suo impegno iniziando una collaborazione con Lamborghini Squadra Corse come main sponsor del Lamborghini Super Trofeo, e poi realizzando degli orologi in serie limitatissima come l’Excalibur Aventador S Blue (a pag 128) e Pink Gold.

Roger Dubuis Excalibur Spider Pirelli Automatic Skeleton Cassa 45 mm in titanio annerito DLC Movimento movimento automatico di manifattura con micro rotore Quadrante scheletrato Vetro zaffiro antiriflesso Segni particolari cinturino in gomma di pneumatici che hanno vinto un Gran Premio (certificati da Pirelli) Prezzo da 73.500 €

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All’interno del Montblanc 1858 Pocket Watch limited edition pulsa il calibro Montblanc MB M16.24, movimento di cronografo monopulsante (1) realizzato interamente a mano. Da notare il ponte a V con l’iconica freccia Minerva (2). Aprendo il fondello l’orologio svela una bussola (3) posizionabile orizzontalmente su una mappa. a sinistra: la manifattura di Le Locle (l’altra è a Villeret), è il centro di eccellenza dei segnatempo Montblanc dove l’orologeria incontra le più avanzate tecnologie e procedendo dai prototipi sino all’assemblaggio finale. in basso: una fase del montaggio manuale del

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Altezza. Il calibro ha uno spessore inferiore ai 10 mm.

La tradizione nuova

La preziosa eredità orologiera di Minerva, storica casa fondata nel 1858, dopo 160 anni vive e si rinnova nell’alta orologeria MONTBLANC . Come testimonia la collezione 2018 messa a punto dalla Maison di Le Locle. di BRIGIDA ALBERTINI

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1858 POCKET WATCH EVOCA I MODELLI IDEATI DA MINERVA NEGLI ANNI ’20 PER LE SPEDIZIONI ALPINISTICHE

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Pocket Watch: un tributo all’eredità di Minerva Un cronografo monopulsante un po’ rétro progettato per le spedizioni alpinistiche.

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appresentazione dell’essenza della nuova collezione, Pocket Watch è un orologio multifunzione (da tasca, ma anche da tavolo e da polso) abbinato a una bussola integrata cui è possibile accedere aprendone il fondello. Al suo interno pulsa il calibro di Manifattura Montblanc MB M16.24, splendido movimento di cronografo monopulsante eseguito a mano con l’iconico ponte a V e la freccia Minerva. Il quadrante è in dumortierite, un minerale all’origine di colore blu, che offre massima leggibilità anche di notte.

n 2018 davvero speciale per Montblanc che, in concomitanza con i 160 anni della storica manifattura Minerva specializzata in complicazioni e oggi integrata nel suo gruppo, ha attinto al suo savoir-faire per dare corpo a una serie di orologi da collezione. Cinque modelli ispirati alla produzione Minerva degli anni ’20 e ’30 principalmente dedicata alle spedizioni alpinistiche e quindi pensati per l’utilizzo in condizioni estreme. I nuovi Montblanc 1858 incarnano quello spirito avventuroso rivisitato in chiave contemporanea, combinando diversi fattori: le complicazioni di manifattura e innovative come il Worldtime Geosphere, il design rivisitato con soluzioni tipo le anse assottigliate e i quadranti con colori in deciso contrasto, le casse di diverse dimensioni e i materiali dal sapore vintage, in primis il bronzo e la pelle di vitello anticata dei cinturini. La collezione Montblanc 1858 è composta da cinque referenze d’eccellenza: Automatic, omaggio all’essenza vintage con cassa ridotta a 40 mm; Automatic Chronograph, con cassa in acciaio o in bronzo da 42 mm, quintessenza di precisione e robustezza; Geosphere, ispirato alle epiche spedizioni alpine con una nuovissima complicazione di Manifattura; Monopusher Chronograph da 40 mm, tributo allo storico cronografo monopulsante Minerva 13.20 del 1920, in edizione limitata a 100 esemplari. E per finire una vera gemma: il nuovo Pocket Watch un multifunzione da tasca anch’esso in limited edition da 100 pezzi. Un gioiello di versatilità che si trasforma in segnatempo da tavolo oppure in versione da polso con cinturino in pelle di vitello effetto anticato. FINE

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Grazie allo speciale supporto 1858 Pocket Watch diventa un segnatempo da tavolo.

Montblanc 1858 Pocket Watch Limited Edition 100 Cassa 60 mm in titanio, con scala pulsometrica incisa Movimento MB M16.24 cronografo monopulsante a carica manuale Quadrante Dumortierite blu, numeri arabi, indici, lancetta rossa delle ore rivestiti in Super-LumiNova® Segni particolari limited edition 100 esemplari Prezzo 49.200 €

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Speciale. Bilanciere a inerzia variabile che non necessita di racchetta.

Ben carico. Il bariletto, con 3 cuscinetti ai bordi, per una riserva di carica di 55 ore.

4 OROLOGI DA RECORD! Il primo lo avete visto a pag. 46

V Gli esordi. Apparso nel 2012, Octo fa parlare presto di sé. Nel 2013 è suo il prestigioso Watch World Awards conferito a New Delhi dal Chitralekha Group, mentre già nel 2014 inaugura, con Octo Finissimo Tourbillon (sotto), la linea Finissimo. Il modello ha un movimento Tourbillon “volano” ultrapiatto di soli 1,95 mm, più sottile di una moneta da 20 centesimi.

Fatti per vincere In pochi anni BULGARI , con la linea Finissimo della collezione Octo, ha conquistato una serie di record nel campo dell’ultrapiatto. Ecco le fasi salienti di questo percorso, a iniziare dagli esordi a Roma con la scenografica presentazione allo Stadio dei Marmi. di ALESSANDR A QUATTORDIO

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Meccanismo e cassa uniti per ridurre lo spessore

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Con 249 componenti, Octo Finissimo Tourbillon (a sinistra), movimento di manifattura, coniuga la creatività italiana con la precisione svizzera. Lo spessore minimo del calibro Finissimo Tourbillon, in una cassa in platino spessa 5 mm, preannuncia un futuro di successi per la linea Octo. A Baselworld 2016 Octo Finissimo Ripetizione Minuti è il nuovo ultrapiatto di Bulgari (sopra). Il titanio della cassa permette di migliorare la resa della suoneria. Sotto gli indici forati s’intravede il meccanismo (a destra).

Octo Finissimo Ripetizione Minuti Movimento di manifattura minuti ultrapiatto h 3,12 mm, meccanico a carica manuale. Cassa in titanio.

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state 2012, nasce una nuova stella nel firmamento dell’orologeria: si tratta di Octo con cassa ottagonale finemente sagomata, tanto da raggiungere le 110 sfaccettature. È Bulgari a presentarlo in una location simbolica: lo Stadio dei Marmi di Roma, imponente con 64 statue di atleti a ritmarne il coronamento, perfetto nelle proporzioni. Così come si mostra perfetto Octo, maschile d’ispirazione architettonica, che già l’anno seguente conquista il Watch World Awards nella categoria Miglior Design. Ma il punto di svolta giunge nel 2014 quando, con l’esordio della linea Finissimo, appare Octo Finissimo Tourbillon, ed è subito

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record. Nei suoi 5 millimetri di spessore e 40 di diametro, l’orologio in platino racchiude il meccanismo Tourbillon “volano” ultrapiatto: altezza solo 1,95 mm: il più sottile sul mercato. Poi, nel 2016 Bulgari mette a punto Octo Finissimo Ripetizione Minuti (1), che è riconosciuto da Robb Report come miglior ultrapiatto dell’anno nei Best of the Best Awards (secondo record). Nuovi limiti tecnici sono raggiunti l’anno dopo da Octo Finissimo Automatico (2) calibro BV L 138, il cui movimento è spesso 2,23 mm (terzo record), che vince l’ iF Design Award - iF Gold Award 2018. E infine oggi: a completare una storia breve ma intensa, ecco l’Octo Finissimo Tourbillon Automatico in titanio. Altro record, il quarto, con i suoi 3,95 mm d’impareggiabile finezza. FINE

Nell’Octo Finissimo Automatico Movimento in-house a carica automatica 2,23 mm di spessore, con microrotore in platino. Cassa e bracciale in titanio.

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Sulle ali della tradizione Con il Big Crown D.26 286 HB-RAG di ORIS ritorna in auge un modello degli anni Trenta che trae origine dall’affascinante epopea dei pionieri dell’aeronautica. Un orologio iconico che lega il suo nome a quello di un velivolo che continua a regalare emozioni. di MARIO GEROSA

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Ancora in volo Stirpe da primato per il D.26

Il protagonista. Sul fondello, il Dewoitine D.26 e il numero dell’edizione limitata.

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Progettato dall’ingegnere francese Émile Dewoitine, il Dewoitine D.26 era una variante del D.27, il primo aereo monoscocca mai realizzato. Nel 1931 il governo svizzero lo scelse per il proprio esercito. Il Dewoitine D.26 HB RAG, il primo degli 11 apparecchi entrati in servizio, per molti anni fu utilizzato per l’addestramento dei piloti. Dal 2015 è stato preso in carico dal club Hangar 31, che lo mantiene in perfetta efficienza.


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Faedi ipsum volupta Spitiam sit, siminctias dolorero endi tem ut ium ra nestiunt, sente voluptatibus rem. Custisquam quatur sus.Untur si as doluptatus doloribusam, quid magniae si dolorrum quossec atempor poritatur aut utem etur aspitatem ea quo int estrument que vende velenis voluptu stiumque int.Nes ea et

er vocazione Oris ha sempre sentito una forte affinità con il mondo dell’aviazione. Negli anni Dieci del ventesimo secolo venne realizzato il primo orologio della Manifattura svizzera che rendeva omaggio all’epopea del volo, seguito a breve distanza dal primo orologio da polso pensato espressamente per i piloti degli aerei. Un’affinità che si è subito tradotta in un codice di stile, e che ha dato vita a forme eleganti e al contempo sportive, come testimoniano i segnatempo della famiglia Big Crown. Questa linea emblematica, lanciata nel 1938 e tuttora molto apprezzata dai collezionisti, è caratterizzata da una cospicua corona di dimensioni tali da consentire ai piloti di regolarla anche “a mano guantata” durante il volo. Oggi Oris ha deciso di produrre in edizione limitata (1931 esemplari) una replica fedele del Big Crown del 1938. Con questo modello, chiamato Big Crown D.26 286 HB-

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RAG, la casa di Hölstein, che collabora con varie organizzazioni no profit impegnate a mantenere in vita vecchi apparecchi che hanno fatto la storia dell’aeronautica, vuole rendere omaggio al Dewoitine D.26, un aereo degli anni Trenta che viene mantenuto in funzione dal club svizzero Hangar 31, un gruppo di appassionati la cui opera di salvaguardia dei velivoli del passato è apprezzata anche da Oris. «Siamo entusiasti di poter supportare il lavoro di Hangar 31 per preservare il Dewoitine D.26 e di conservare l’eredità di questo importante velivolo», ha dichiarato Ulrich W. Herzog, presidente di Oris. Questa nuova edizione del Big Crown riprende fedelmente il design e le caratteristiche del suo illustre predecessore come la lancetta centrale a puntatore della data, una complicazione ricorrente nei segnatempo della Maison svizzera. Si ispira proprio alle finiture del cockpit del D.26 il quadrante verde dell’orologio, che ha un cinturino in pelle marrone. FINE


Sempre avanti. Il concetto di “High-Mech”, di meccanica di alta precisione degli orologi dal rotore rosso, si applica anche al nuovo Big Crown, che coniuga la storia a una tecnologia di precisione avanzata.

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Oris, celebrata manifattura svizzera, dal 1904, data della fondazione, ha visto succedersi le sperimentazioni e le innovazioni tecniche. Nel dna della manifattura ci sono anche le affinità con il mondo dello sport e dell’alta velocità, che hanno dato vita a vari modelli dallo stile grintoso, come il BC3 automatico, dal quadrante rigoroso, e l’Oris TT1 con la lunetta in caucciù, o la linea Oris Williams, dedicata alla scuderia di Formula 1. Dal 2002 il rotore rosso è il marchio di fabbrica degli orologi Oris, che nel 1990 ha coniato lo slogan “High-Mech” per sancire la qualità dei propri movimenti meccanici (1). pagina precedente, in basso: l’Oris Big Crown D.26 è elegante e sottile anche di profilo.

Oggi come allora Nel 1938 veniva presentato per la prima volta l’Oris Big Crown (a sinistra), che si distingueva per la complicazione della data a puntatore. A distanza di 80 anni, la Maison orologiera propone una replica fedele (a destra) di quel segnatempo. Oris Big Crown D.26 286 HB-RAG Oris Limited Edition Cassa 40 mm. Composita con corona avvitata, in acciaio inossidabile Movimento automatico con funzioni di data a puntatore Quadrante verde con numeri arabi stampati in Super-LumiNova® Vetro cristallo zaffiro ricurvo su entrambi i lati con rivestimento antiriflesso all’interno Segni particolari edizione limitata a 1931 esemplari Prezzo 1.850 euro


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Patek Philippe Pendulette Cubist Phantasy Cassa a tempietto, smaltata “Grand Feu Cloisonné”, 12,8x21,35 mm (a destra nella dimensione reale) Movimento calibro 38.65 mm meccanico ricaricato da un motore elettrico, 50 ore di riserva di carica Quadrante circolo orario con lancette e cifre Breguet Segni particolari pezzo unico con decori ispirati all’arte cubista Prezzo su richiesta

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Un tempio cubista La rinomata perizia di PATEK PHILIPPE nelle complicazioni meccaniche ha il suo contraltare estetico nel sapiente e fantasioso uso di varie tecniche decorative di casse e quadranti, tra le quali eccelle la smaltatura. di PAOLO DE VECCHI

al punto di vista storico, Ginevra è da sempre la patria della miniatura su smalto, un’arte che a fronte di una grande perizia e di un’immensa pazienza – oltre a mano ferma per dipingere con minuscoli pennelli, e occhi acuti per riempire con esattezza superfici di proporzioni minime – assicura ampia soddisfazione professionale da parte di chi la esegue e profondo godimento estetico da parte di chi ne entra in possesso. Anche sotto forma di orologio, giacché la molto ginevrina arte degli smalti può essere applicata su svariati

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Le pendolette della collezione Dome Table Clock sono un tema ricorrente nella produzione di Patek Philippe e ogni anno viene proposta una serie con soggetti differenti. Per il 2018 il tema degli smalti si ispira all’arte moderna: Cubist Fantasy. Raccontato impiegando, su dimensioni minime, la tecnica dello smalto “Grand Feu Cloisonné”.

manufatti, dai gioielli agli accessori personali, arrivando appunto ai segnatempo. E per chiudere questo circolo virtuoso, proprio nella città di Calvino ha sede – dal 1839 e lungo le sponde del Lago Lemano – Patek Philippe, considerata da appassionati, collezionisti e addetti ai lavori, la più aristocratica e prestigiosa manifattura del settore. E lo smalto applicato sui quadranti degli orologi da polso o sulle casse dei modelli da tasca, così come sulle ben più ampie superfici delle famose pendolette, è una delle sue più peculiari specialità. Dal punto di vista estetico, sicuramente la sua specialità in assoluto. I soggetti decorativi preferiti di Patek Philippe sono le vedute o soggetti tratti dal mondo dell’arte (per il 2018 il Cubismo) e della natura, con riferimento alla fauna e alla botanica, ma non sono rare anche collezioni che raffigurano il globo terrestre o temi di fantasia. La tradizione e la perizia nelle lavorazioni in miniatura ha recentemente condotto la Maison a sperimentare anche la lacca e l’intarsio come è il caso dell’orologio Calatrava Swiss Alps. FINE

L’ora delle Alpi l set di due modelli Calatrava limited edition è stato tra le più sorprendenti novità presentate in marzo a Baselworld, il salone orologiero di Basilea. Il soggetto delle Alpi svizzere, scalate comprese, è stato magnificamente e realisticamente interpretato mediante l’intarsio in legno.

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Patek Philippe Calatrava Swiss Alps Cassa 38.6 mm in oro bianco Movimento meccanico a carica automatica calibro 240 Quadrante legno intarsiato Vetro zaffiro su quadrante e fondo cassa Segni particolari sul quadrante, da 162 a 195 impiallacciature con 80 intarsi realizzati impiegando da 22 a 27 differenti varietà di legno Prezzo su richiesta

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Celebrativo. Sul fondo cassa e sul quadrante, una dicitura e il logo della gara ricordano la partnership con la Mille Miglia.

Spirito sportivo 30 anni insieme. a s an as t r a: in una foto del 1957, la Porsche di Umberto Maglioli al traguardo della Mille Miglia, che ogni anno vede competere 400 auto su un percorso che va da Brescia a Roma, e ritorno. s ot t oa a das t r a: il Mille Miglia 2018 Race Edition di Chopard, che celebra i 30 anni del connubio di Chopard con la gara, di cui dal 1988 la Maison è partner e cronometrista ufficiale. In questo segnatempo tutto ricorda il mondo delle corse: il quadrante bouchonné evoca il design dei cruscotti, la parte superiore del cinturino in pelle richiama i sedili vintage, la parte inferiore ha la texture degli pneumatici Dunlop anni ’60.

Chopard Mille Miglia 2018 Race Edition Cassa 42 mm, in acciaio Movimento meccanico cronografo a carica automatica Quadrante antracite bouchonné Vetro zaffiro antiriflesso Segni particolari 1.000 esemplari in acciaio e 100 in oro rosa 18 carati e acciaio Prezzo 5.170 € (acciaio) e 7.350 € (oro rosa e acciaio)

In gara con il tempo In occasione del trentesimo anniversario della partnership con la Mille Miglia, CHOPARD presenta tre nuovi modelli dedicati ai gentlemen driver. Orologi che evocano la passione per l’automobilismo e per la “corsa più bella del mondo”. di MARIO GEROSA

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iù che una gara la Mille Miglia è una sorta di leggenda. «Corsa pazza, estenuante, senza soste, per campagne e città, sui monti e in riva al mare, di giorno e di notte. Nastri stradali che si snodano sotto le rombanti macchine, occhi che non si chiudono nel sonno, volti che non tremano, piloti dai nervi d’acciaio». Così Giuseppe Tonelli descriveva la Mille Miglia sulla Stampa, in un articolo del 1927, l’anno in cui debuttò questa grande avventura automobilistica, definita “la corsa più bella del mondo” da Enzo Ferrari e omaggiata da Federico Fellini in Amarcord. Un evento senza pari che si replicò per 30 anni, fino al 1957, e che dal 1977 rivive come gara di regolarità, cui possono partecipare soltanto le auto che hanno corso una competizione tra il 1927 e il 1957. Un evento molto seguito dagli appassionati, acclamato da un pubblico entusiasta, che si snoda attraverso oltre duecento città del Nord e del Centro Italia, secondo un percorso che varia ogni anno. Quella corsa, che evoca un mondo di stile, velocità ed eleganza, ha legato il suo nome a quello di Chopard, che dal 1988 è cronometrista ufficiale della gara, che comprende un percorso di 1.600 km da Brescia a Roma e ritorno. Questo legame, dovuto anche alla passione di Karl-Friedrich Scheufele, co-presidente di Chopard, per le auto da collezione, ha dato vita alla linea degli orologi Mille Miglia della Maison svizzera. «Gli amanti delle belle auto hanno spesso un debole per gli orologi preziosi, e viceversa», ha detto Scheufele. «In questi due settori, la precisione estrema e l’eleganza sportiva sono fondamentali». A ogni edizione della Mille Miglia, la collezione si arricchisce di nuovi modelli. Sono tre gli orologi s presentati quest’anno. Il Mille Miglia 2018 Race Edition, che interpreta con sobrietà e gusto classico d’impronta vintage lo spirito sportivo della gara, si distingue per il quadrante bouchonné e per i contatori argenté azzurrati. Fa parte delle novità anche il Mille Miglia Racing Colours, un cronografo realizzato in cinque edizioni limitate, nei colori dei diversi Paesi che tradizionalmente prendono parte alla Mille Miglia: Rosso Corsa per l’Italia, Speed Silver per la Germania, British Racing Green, Vintage Blue per la Francia e Speed Yellow per il Belgio. Il terzo modello è il Mille Miglia GTS Power Control Grigio Speciale, un orologio dal temperamento deciso, con il quadrante color grigio antracite e cinturino realizzato con lo stesso tessuto delle tute dei piloti. FINE

P Sf ida a colori

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al 1903, nelle corse la livrea di ogni auto aveva un colore diverso a seconda della nazionalità: per l’Italia il rosso corsa , il verde per le auto inglesi, argento per le tedesche, giallo per le vetture belghe, blu per le francesi. I cronografi Mille Miglia Racing Colours, riedizione di una collezione storica, sono realizzati in cinque colori, in modo che gli appassionati possano abbinare la tuta a uno dei quadranti.

Chopard Mille Miglia Racing Colours Cassa 42 mm, in acciaio Movimento meccanico cronografo a carica automatica Quadrante laccato o satinato circolare Vetro zaffiro antiriflesso Segni particolari cinque edizioni limitate in acciaio di 300 esemplari ciascuna Prezzo 5.380 €

I Mille Miglia Racing Colours hanno caratteri sottili e contatori che rimandano ai cruscotti (1) delle auto d’epoca, quadrante laccato o satinato, logo Mille Miglia rosso, corona a vite in acciaio con volante (2).

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Al polso dei piloti. Nel Mille Miglia GTS Power Control Grigio Speciale il classico spirito “classic racing” si esprime nelle linee decise e nei dettagli che rimandano a quelli dei cruscotti anni ’50.

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Robusto ed elegante, il Mille Miglia GTS Power Control Grigio Speciale rappresenta un’ulteriore declinazione dello spirito della celebre gara automobilistica. Molti sono i riferimenti al mondo delle corse, a iniziare dall’indicatore della riserva di carica (1), che si ispira ai contatori dei bolidi che si sfidano nella competizione. L’iscrizione BresciaRoma-Brescia, le tre tappe della Mille Miglia, incornicia il movimento Chopard (2), protetto dal cristallo colorato. L’estremità della lancetta dei secondi e il logo Mille Miglia (3) sono color rosso corsa.

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Chopard Mille Miglia GTS Power Control Grigio Speciale Cassa 43 mm, in titanio Movimento meccanico a carica automatica Quadrante grigio antracite rutenio grené Vetro zaffiro antiriflesso Segni particolari realizzato in 1.000 esemplari. Cinturino in tessuto Cordura utilizzato per le tute dei piloti Prezzo 7.560 €

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Massimo Bottura Al primo posto nei World’s 50 Best Restaurants 2016. «Il mio ingrediente segreto è l’innovazione». Che nasce dal meglio della tradizione.

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odenese doc, apprende la cucina emiliana in casa e nella trattoria che apre a Campazzo. Approfondisce quella francese con Georges Cogny e Alain Ducasse e quella molecolare con Ferran Adrià. Nel 1995 rileva una trattoria tradizionale nel cuore di Modena: l’Osteria Francescana. Nel 2011, sempre a Modena, apre il ristorante Franceschetta58. Per Expo 2015 realizza il Refettorio Ambrosiano, modello di moltissimi altri refettori solidali. Con la moglie fonda Food for Soul, per creare e sostenere cucine di comunità nel mondo e combattere gli sprechi alimentari. Lo scorso gennaio ha aperto la Gucci Osteria nel Gucci Garden a Firenze.

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Il timing dello chef È lo chef Massimo Bottura, tre stelle Michelin con la sua Osteria Francescana di Modena, il nuovo protagonista della serie PANERAI TRAITS , video dedicati all’eccellenza, alla passione, alla ricerca e all’ innovazione che accomunano i talenti scelti dalla Maison orologiera e i suoi tratti distintivi. di ELENA DALLORSO


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Materie eccellenti. Tre momenti del video di Panerai Traits: Massimo Bottura filmato nella cucina dell’Osteria Francescana e al mercato Albinelli di Modena.

a bambino, Massimo Bottura adorava le lasagne di sua mamma, ma pretendeva di mangiare soltanto la parte croccante della sfoglia. Oggi, ad anni e tre stelle Michelin di distanza, la “crunchy lasagna” è uno dei piatti più richiesti nel ristorante Osteria Francescana a Modena, premiato nel 2016 come il migliore al mondo da The World’s 50 Best Restaurants. Nella sua cucina la tradizione italiana e le materie prime eccellenti della “food valley” d’Italia, ovvero la regione in cui si trova Modena, si evolvono all’insegna della ricerca e del miglioramento continui: «Abbiamo la necessità di preservare e quella di rinnovare. Guardo al passato in modo critico, non nostalgico.

D Panerai Tuttonero - Luminor 1950 3 Days GMT Automatic Ceramica Cassa 44 mm Movimento meccanico a carica manuale, calibro P.9001/B Quadrante nero con numeri arabi e indici luminescenti Vetro zaffiro Segni particolari orologio e cinturino sono integralmente realizzati in ceramica nera opaca Prezzo da 12.276 €

Per innovare, bisogna prendere il meglio dal passato e portarlo nel futuro», dice nel film della serie Panerai Traits di cui è protagonista. Dopo il campione del mondo di apnea Guillaume Néry che racconta il suo legame col mare, il fondatore di Yatzer.com Costas Voyatzis che parla della purezza del design e il fotografo americano Jason M. Peterson alla ricerca della luce perfetta, lo chef si concentra sul concetto di innovazione e spiega, con al polso un Tuttonero - Luminor 1950 3 Days GMT Automatic Ceramica (segnatempo che mette insieme grande tradizione orologiera, design Panerai e materiali e soluzioni tecniche d’avanguardia), il significato del suo motto “tradizione in innovazione”. I quattro talenti scelti da Panerai raccontano se stessi e le proprie passioni in perfetta coerenza con l’identità della marca. FINE

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STORI E .

Sul quadrante. Cerchi concentrici: uno centrale con finitura soleil, uno esterno con finitura grené e indicazione di ore e minuti, e uno interno con finitura opalina sulla lunetta girevole.

Visibilità garantita anche al buio. Le lancette sono rivestite di Super-LumiNova®.

Sovrascrittura. Il logo Jaeger-LeCoultre, i numeri arabi e gli indici trapezoidali sono applicati.

50 di queste ore Per festeggiare il primo mezzo secolo di un’icona di precisione, la Maison JAEGER-LE COULTRE presenta un’intera nuova collezione di segnatempo. Che si ispirano al Polaris Memovox del 1968, reinterpretandone l’estetica e le funzioni in chiave contemporanea. di ELENA DALLORSO

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Strumentazione di bordo: motori, acciaio e precisione Dagli anni ’30 in poi JaegerLeCoultre è legato al mondo delle auto e delle moto (a iniziare dalla Aston Martin). Cronografo. Jaeger-LeCoultre è un brand da sempre legato al mondo dei motori. Sui cruscotti di molte auto e moto d’epoca era montata strumentazione Jaeger, alla quale si ispirano i bozzetti per la realizzazione del nuovo cronografo Polaris 42 mm. Ha infatti una lunetta con scala tachimetrica che consente di determinare la velocità su una data distanza, funzione perfetta da utilizzare in un circuito o per tenere traccia della propria velocità in autostrada. I pulsanti sono stati ridisegnati per garantire una migliore presa, mentre la lunetta sottile alleggerisce il design del quadrante. I quadranti secondari hanno indici oversize triangolari che assicurano una chiara e rapida lettura.

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MINIMI DETTAGLI Una fase di assemblaggio del nuovo orologio Jaeger-LeCoultre Polaris. Tutti i movimenti meccanici sono realizzati in-house.

Dalla passione per le esplorazioni (subacquee) nasce il Polaris Memovox. Nel 1968 Jaeger-LeCoultre disegna un quadrante supersportivo, con i numeri e le lancette rivestiti in materiale luminescente. Nel 2018 questo design ha ispirato una nuova collezione di Polaris.

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Zoom. I fondelli dei modelli della nuova collezione riflettono la maestria artigianale orologiera che caratterizza la realizzazione dei movimenti, con una massa oscillante impreziosita dal logo Jaeger-LeCoultre. Le casse si distinguono per il connubio di superfici satinate e lucidate a mano, con anse appuntite e lunette rotonde e sottili.


icorda, avvisa e sveglia, recitava nel impermeabile, evita che il meccanismo entri in contatto 1950 una pubblicità del Memovox, con l’acqua. Il terzo, con 16 aperture, consente di percepiappena lanciato sul mercato da Ja- re perfettamente la suoneria sott’acqua. Nel 1968 questo eger-LeCoultre. Erano gli anni della Polaris Memovox acquisisce un quadrante supersportivo. ripresa economica e il Memovox, la Ed è a quest’orologio che si ispira, 50 anni dopo, la nuovoce della memoria, era stato pensato va collezione (in edizione limitata) Polaris di Jaeger-Leper ricordare agli uomini d’affari le Coultre. Non soltanto omaggio, ma reinterpretazione in riunioni e gli appuntamenti grazie alla funzione suoneria. chiave contemporanea dell’icona di un tempo. Cinque i segnatempo della collezione: un modello automatiCon la mondiale diffusione delle ricerche sottomarine, co a tre lancette, un cronografo, un cronografo l’orologio si fa sempre più tecnico, fino a introdurSERIE con indicazione dei 24 fusi orari e due modelre una suoneria che sia udibile anche sott’acLIMITATA li vintage: Jaeger-LeCoultre Polaris Date e qua. Il meccanismo è sorprendente: per evi-

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La versione 2018 del POLARIS MEMOVOX è prodotta in una serie limitata di 1.000 esemplari.

tare che il suono della sveglia venga attutito dal contatto con la muta da sub, viene sviluppato un fondello triplo. Il primo fondello, in bronzo, fa risuonare la sveglia. Il secondo,

A PAGINA

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Jaeger-LeCoultre Polaris Memovox in cui il trattamento luminescente Super-LumiNova® ha una colorazione vintage vaniglia che riprende il Trizio del Memovox Polaris. FINE

Quadrante in sfumature antracite e cinturino in vitello patinato, per l’orologio Jaeger-LeCoultre Polaris Chronograph (1). Il quadrante è leggibile anche al buio grazie alla finitura luminescente che riveste lancette, indici e numeri. Tre le finiture: opalina sul rehaut, granulata sugli indici e a raggi di sole al centro. La lunetta e il bordo della cassa sono lucidi, le superfici piatte sono spazzolate. Il Polaris Chronograph in acciaio (da 10.462 €) con quadrante blu sfumato e bracciale in acciaio (2). Jaeger-LeCoultre Polaris WT (3) cronografo in-house con la complicazione con i fusi orari del mondo. Il retro (4) del cronografo Polaris in acciaio con calibro di manifattura.

Complicazione pratica, look sportivo e dettagli vintage

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Jaeger-LeCoultre Polaris Chronograph

Jaeger-LeCoultre Polaris Polaris Chronograph World Time

Cassa 42 mm Movimento automatico, carica meccanica Jaeger-LeCoultre Calibro 751H Quadrante nero, cifre bianche luminescenti Vetro zaffiro Segni particolari impermeabile fino a 10 bars Prezzo da 9.788 €

Cassa 44 mm, titanio Movimento automatico, carica meccanica, Jaeger-LeCoultre Calibro 752A Quadrante nero, cifre bianche luminescenti Vetro zaffiro Segni particolari corona aggiuntiva a ore 10 per impostare il disco rotante e visualizzare l’orario di altre 23 città del mondo Prezzo da 14.228 €

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R E P O R T E X C L U S I V E

Stringhe atomiche 116

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Cacciatore di particelle Esplorare i segreti dell’Universo

COURTESY CERN, ARTISTS E AUDEMARS PIGUET

Conferme o affinamento della teoria del Modello Standard, e ricerche per nuove ipotesi fisiche. ATLAS è uno dei sei rivelatori di particelle (ALICE, ATLAS, CMS, TOTEM, LHCf e LHCb) costruiti al Cern di Ginevra per l’acceleratore di particelle Large Hadron Collider (LHC). Misura 46 metri di lunghezza per un diametro di 25 metri e pesa circa 7.000 tonnellate. Al progetto hanno partecipato circa 3.000 tra scienziati e ingegneri, di 182 istituti di 38 nazioni diverse. Terminata la sua costruzione nel 2008, nel 2009 si sono registrate le prime collisioni fra particelle. ATLAS è progettato per ricercare particelle pesanti mai individuate con gli acceleratori precedenti a minore intensità di energia, al fine di validare il Modello Standard o per ipotizzare nuove teorie fisiche. Uno degli obiettivi di ATLAS, in particolare, era proprio quello di cercare l’ultimo pezzo mancante del Modello Standard, il bosone di Higgs. È costituito da una serie di cilindri concentrici costruiti attorno al punto di interazione, in cui collidono i fasci di protoni dell’LHC.

✽ Il rivelatore di particelle ATLAS è lungo 46 metri per un diametro di 25 metri e pesa circa 7.000 tonnellate.

La Commissione artistica AUDEMARS PIGUET anticipa ad AD, in esclusiva, l’opera che verrà svelata ad Art Basel. Un dialogo tra arte contemporanea, scienza e alta orologeria. testo di RICCARDO BIANCHI ed ELENA DALLORSO

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Il fascino sfuggente dei dati scientifici. Con la forma di un grande cilindro illuminato e avvolto dal suono prodotto dai dati, Halo trascina lo spettatore al proprio centro, dove le correnti di dati prodotte dalla collisione delle particelle trovano accoglienza. Mónica Bello, Curatrice ospite commissione d’arte HALO MIMA LA NATURA CILINDRICA DELL’ATLAS COMPRESE LE STRINGHE ESTERNE

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i chiama Halo, e ha a che fare con la fisica sub-nucleare. Nasce dalla residenza artistica al Cern nel 2015 del duo Semiconductor (Ruth Jarman e Joe Gerhardt, appena entrati a far parte, insieme a Mónica Bello, curatrice e Head of Arts al Cern di Ginevra, della Commissione artistica di Audemars Piguet): un’opera immersiva in cui il pubblico ha l’impressione di trovarsi di fronte all’Universo un attimo prima o un attimo dopo il Big Bang. «Abbiamo cominciato a riflettere sui dati che gli scienziati raccolgono, sulla forma che possono avere e come possono essere organizzati perché le persone ne abbiano esperienza», dicono i Semiconductor. «Ogni evento “visibile” è generato dalla collisione di due particelle e da esso emergono particelle successive. Ognuno di questi eventi avviene quasi alla velocità della luce e noi abbiamo lavorato con 60 di essi, rallentandoli al punto di renderli percepibili. Gli scienziati ci hanno sempre detto che questo genere di collisione si è presumibilmente verificato durante il Big Bang». L’idea è piaciuta, e gli artisti hanno collocato il visitatore all’inizio dell’Universo, in un tempo impossibile da immaginare. La struttura dell’installazione è direttamente dipendente dall’hardware della strumentazione, mima la natura cilindrica dell’ATLAS (uno dei sei rivelatori di particelle costruiti per il Large Hadron Collider del Cern) e le stringhe di rame che circondano l’opera rendono possibile la riproduzione del suono da un rivelatore di particelle. «Abbiamo avuto bisogno di moltissimo supporto anche solo per immaginare di realizzare un’opera d’arte con l’ATLAS», dicono gli artisti. «Il fisico Mark Sutton del Cern ci ha spiegato come tra-

S


durre gli strati della natura in puri dati e ci ha suggerito che forma fisica potrebbero assumere, prima che vengano elaborati». L’idea che tutti noi abbiamo dei fenomeni sub-atomici è che avvengano nel totale silenzio, ma Halo dà loro un suono. Sono espressione di accadimenti naturali che noi, a causa delle nostre percezioni limitate, non possiamo vedere, sentire o sperimentare. Interessati ai processi e agli strumenti scientifici, i Semiconductor hanno iniziato la loro pratica artistica circa venti anni fa: «Avendo trascorso molto tempo nei laboratori con gli scienziati abbiamo cominciato a porci e a porre loro domande sempre più filosofiche, perché abbiamo notato una firma umana nel processo di captazione e ci siamo interrogati su come la scienza possa mediare la natura. Halo è un’installazione immersiva, lo spettatore la completa entrandoci. Vogliamo che la gente sperimenti i dati, così che essi trascendano il significato scientifico e diventino un fenomeno a sé. Siamo interessati alla materialità dei dati. Suono e immagine nascono dalla stessa informazione e in questo senso è l’immagine a creare il suono» (che assomiglia a quello di un “repetition minute!). I Semiconductor non si fermano ad Halo: sempre al Cern hanno in programma un’opera d’arte cinematografica sul posto dell’uomo nella natura, che attualmente fa parte di uno show al Le Lieu Unique a Nantes. Poi c’è un’altra opera filmica, girata alla stazione di telecomunicazioni Goonhilly Earth Station in Cornovaglia, che indaga su quale sia il posto dell’uomo nel tempo e nello spazio. L’ultima curiosità è necessaria: tra le tracce delle traiettorie delle particelle, per caso vi siete imbattuti in quella del bosone? «Impossibile a dirsi, fino a quando le ricerche scientifiche non arriveranno alla fine del lunghissimo processo di analisi dei dati». FINE

Con il colore del cosmo

Audemars Piguet Jules Audemars Cassa in platino 950, 43 mm Movimento ripetizione minuti, ore, minuti e piccoli secondi Quadrante in smalto blu fumé, numeri romani e indici in smalto bianco, lancette in oro bianco Vetro zaffiro con trattamento antiriflesso Segni particolari la complicazione «Supersonnerie» Prezzo da 349.597 €

V Oltre i sensi. sopra: Halo, l’installazione creata dal duo di artisti britannici Semiconductor, ha un’altezza di 4 metri e una circonferenza di 10 m. pagina precedente, in alto: le immagini prodotte elaborando i dati relativi allo spazio del Cern. al centro: una delle fasi di progettazione di Halo. in basso: i Semiconductor, ovvero Ruth Jarman e Joe Gerhardt, con la curatrice ospite della quarta Commissione artistica Audemars Piguet, Mónica Bello (al centro).

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Tutti i bambini hanno dei sogni. Realizzarli per alcuni conta di piĂš. I VORRE

RE A T N E V DI UNA

ESSA

IP PRINC

Samanta, 5 anni, Leucemia Linfoblastica Acuta

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Atlante. Classici, sportivi, subacquei, eleganti, complicati, fashion, gioiello, connessi. Le NOVITÀ 2018 in 75 orologi. Dai Saloni di Ginevra e Basilea. servizio a cura di GIAMPIERO NEGRETTI , DANIELA FAGNOLA

e MICHELE WEISS illustrazioni di MAURO GATTI

UN GMT DI CLASSE TUDOR Black Bay GMT Il besteseller subacqueo della Maison della Rosa acquista la funzione “ore del mondo”.

Cassa 41 mm in acciaio finitura lucida e satinata Movimento meccanico automatico con rotore bidirezionale, calibro di

manifattura MT5652 (COSC) Quadrante nero Vetro zaffiro bombato Lunetta girevole bidirezionale con 48 tacche in acciaio

Bracciale rivettato in acciaio satinato o cinturino in cuoio Segni particolari impermeabile fino a 20 bar Prezzo 3.710 euro ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A N T E A T L

Con massima precisione Atleti e allenatori, registi e montatori di cinema, musicisti, pasticcieri e chissà quanti altri, lo sanno bene: la precisione nella misurazione del tempo è fondamentale nella loro professione.

A. Lange&Sohne 1815 Cronografo

Audemars Piguet Royal Oak Offshore Cronografo

Cassa 39,5 mm in oro rosa Movimento calibro L951.5 a carica manuale con riserva di carica 60 ore preciso al quinto di secondo Quadrante argenté Vetro zaffiro Cinturino in pelle di alligatore Segni particolari funzione flyback e scala pulsometrica Prezzo 50.200 euro

Cassa 42 mm in acciaio, fondello in vetro zaffiro con trattamento antiriflesso Movimento automatico, riserva di carica 50 ore Quadrante blu con motivo “Méga Tapisserie”, contatori blu, lancette Royal Oak in oro bianco Vetro zaffiro Segni particolari ceramica blu Prezzo 26.500 euro

Bovet Amadeo Fleurier Virtuoso V

Breitling Navitimer 8 Cronografo

De Bethune DB25 Starry Varius

Cassa 43,5 mm in oro bianco Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ore saltanti, minuti retrogradi, piccoli secondi e indicazione dell’autonomia Quadrante con lacca traslucida, guilloché Segni particolari cassa brevettata per convertirlo in orologio da tasca o da tavolo, sul retro riporta un secondo fuso orario con indicazione decentrata Prezzo 72.100 euro

Cassa 43 mm in acciaio Movimento automatico calibro Breitling B01 Quadrante blu Vetro zaffiro Cinturino in pelle con fibbia ad ardiglione Segni particolari giorni della settimana, il calendario a finestrella, certificazione COSC. Prezzo 7.000 euro

Cassa 42 mm in titanio (Grado 5) Movimento meccanico a carica manuale, calibro DB2005 visibile dal fondello Quadrante in titanio blu lucidato, lunetta in tonalità argento Vetro zaffiro Cinturino in pelle di alligatore Segni particolari personalizzabile con la scelta delle stelle sul quadrante, ispirato alla fantascienza Prezzo 60.000 euro

CRONOMETRI E CRONOGRAFI

sono la risposta a questa necessità anche perché oggi riescono ad apprezzare il centesimo di secondo.


Ferdinand Berthoud Cronometro FB 1R.6-1

Glashütte Senator Cosmopolite

Greubel Forsey Différentiel d’Égalité

Cassa 44 mm in acciaio inox cementato Movimento meccanico a carica manuale calibro FB-T.FC.R Quadrante piastra del regolatore in alpacca rodiata nera satinata a mano Cinturino in pelle di alligatore della Louisiana Segni particolari ispirato agli orologi da marina del XVIII secolo, certificazione COSC, limited edition a 20 esemplari Prezzo 238.500 euro

Cassa 44 mm in acciaio, corona con logo a doppia G Movimento automatico, secondo fuso orario con ore e minuti Quadrante vernice bianca, cifre arabe blu Vetro zaffiro Cinturino in pelle di alligatore della Louisiana Segni particolari sofisticato meccanismo per visualizzare i fusi orari Prezzo 21.600 euro

Cassa 44 mm in oro bianco Movimento manuale “Differenziale d’identità”, con riserva di carica 60 ore Quadrante scheletrato, sul movimento si vedono il meccanismo stop/azzeramento e le iscrizioni celebrative Vetro zaffiro Segni particolari integra la complicazione dei secondi morti, limited edition Prezzo 220.000 euro

Longines Conquest V.H.P.

Mido Multifort Cronometro

Cassa 42 mm in acciaio Movimento al quarzo Quadrante blu con indici rivestiti con Super-LumiNova® Vetro zaffiro Cinturino in caucciù blu con tripla chiusura déployante di sicurezza Segni particolari data a ore 4 (con calendario perpetuo) Prezzo 1.410 euro

Cassa 42 mm in acciaio 316L con trattamento PVD nero Movimento automatico Mido Calibro 80 Si (base ETA C07.821) Quadrante Nero con finitura a Côtes de Genève ampie Vetro zaffiro Cinturino in tessuto con inserti in caucciù, chiusura fibbia déployante Segni particolari certificazione COSC Prezzo 1.220 euro

Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano sempre l’ora sbagliata, e persino chi è al corrente che solo il suo orologio segna l’ora giusta si conforma a tale bizzarro comportamento.

Arthur Schopenauer (1788-1860), filosofo


A N T E A T L

Cassa 42 mm titanio con rivestimento in carburo di titanio nero (PVD) Movimento calibro Porsche Design WERK 01.200, funzione flyback Quadrante in carbonio con indici bianchi lancetta del cronografo rossa Vetro zaffiro Cinturino in pelle nera Segni particolari primo calibro automatico Porsche Design, certificato COSC Prezzo 6.250 euro

Porsche Design Chronotimer Flyback Special Edition

Quando un uomo siede vicino a una ragazza carina per un’ora, gli sembra che sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa accesa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività. Albert Einstein (1879-1955), fisico, ideatore della Teoria della Relatività, premio Nobel nel 1921

Ressence Type 12 RS Cassa 41 mm in acciaio Movimento meccanico automatico, con sistema di ricarica manuale e di rimessa all’ora tramite leva (sul fondello) Quadrante soleil Vetro zaffiro Cinturino in pelle di struzzo Segni particolari l’indicazione di ore, minuti, secondi e giorni della settimana su dischi rotanti, stagno fino a 1 bar Prezzo 17.900 euro

Seiko Grand Seiko 20° Anniversario di 9S VFA

Urwerk UR-210 Black Hawk

Van Cleef & Arpels Midnight Heure d’ ici et Heure d’ailleurs

Cassa 39,5 mm in platino 950 lucidatura Zaratsu Movimento Grand Seiko calibro 9S85 Hi-Beat 36000 Quadrante bianco guilloché Vetro zaffiro Cinturino in pelle di coccodrillo Segni particolari certificazione “Very Fine Adjusted”, limited edition a 20 pezzi per il 20° anniversario del calibro 9S85VFA Prezzo 53.000 euro

Cassa 43,8 in platino e titanio Dlc nero Movimento meccanico automatico con regolazione a turbine, indicazione a satelliti delle ore e retrograda di minuti, indicazione dell’autonomia residua e dell’efficienza della ricarica Vetro zaffiro Cinturino in tessuto e pelle Segni particolari edizione limitata a 25 esemplari Prezzo 166.000 euro

Cassa 42 mm in oro rosa Movimento meccanico automatico con doppio fuso orario, ore saltanti e minuti retrogradi Quadrante guilloché Vetro zaffiro anche sul fondello Cinturino in pelle di alligatore Segni particolari l’impeccabile eleganza, accentuata dal nome scritto in corsivo sul quadrante Prezzo 22.550 euro


High society Una serata di gala, un evento mondano, un invito importante: tutte occasioni in cui ciò che indossiamo deve mostrare con eleganza chi siamo. E in tal senso, soprattutto al femminile, l’orologio dice molto: essendo elemento del dress code che attira l’attenzione, ha il compito di asserire il nostro esser parte della SOCIETÀ CHE CONTA .

Breguet Reine de Naples 8908

Bulgari Serpenti Twist your Time

Cassa 28,45 mm in oro rosa con diamanti (in totale 0,83 ct) Movimento meccanico a carica automatica, indicazione dell’autonomia residua, fasi di luna e piccoli secondi Quadrante in madreperla di Tahiti Cinturino in raso Segni particolari le indicazioni decentrate, ispirate all’orologio realizzato da A.L. Breguet nel 1818 per Carolina Murat Prezzo 35.700 euro

Cassa 27 mm in oro rosa Movimento al quarzo Swiss made Quadrante laccato Vetro zaffiro Bracciale a catenelle in oro rosa, intercambiabile Segni particolari il bracciale, sottile e flessibile, può essere facilmente sostituito da un cinturino in pelle colorata Prezzo 15.600 euro

De Grisogono Allegra 25

Dolce&Gabbana Sofia

Harry Winston Emerald

Cassa 41,7 mm in oro rosa con diamanti “serti neige” (4,3 ct in totale) Movimento al quarzo Swiss made Quadrante madreperla Vetro zaffiro Cinturino in galuchat Segni particolari celebrativo del 25° anniversario della Maison Prezzo 49.900 euro

Cassa 24 mm in acciaio con diamanti (in totale 0,38 ct) Movimento al quarzo Swiss made Quadrante in madreperla Vetro zaffiro sfaccettato Cinturino in raso di seta Segni particolari il motivo leopardato del cinturino decisamente fashion Prezzo 1.950 euro

Cassa 17,8 mm in oro bianco con diamanti (0,60 ct in totale) Movimento al quarzo Swiss made Quadrante in madreperla con diamanti e zaffiri rosa Vetro zaffiro Cinturino in satin, a doppio giro Segni particolari la forma, simile al taglio smeraldo di una gemma (il preferito di Mr. Winston) Prezzo 13.800 euro


A N T E A T L

Spirito competitivo

Hermès Arceau Cavales

Patek Philippe Ladies Chronograph Ref. 7150

Cassa 28 mm in acciaio con diamanti (0,45 ct in totale) Movimento al quarzo Swiss made Quadrante champlevé e lacca Vetro zaffiro Cinturino in pelle di alligatore Segni particolari il decoro equestre, ispirato a un motivo tipico della Maison Prezzo 8.000 euro

Cassa 38 mm in oro rosa con diamanti (0,99 ct in totale) Movimento meccanico a carica manuale, cronografo con secondi continui e autonomia di 65 ore Quadrante opalino argenté con scala tachimetrica Cinturino in pelle di alligatore Segni particolari il Sigillo Patek Philippe, garanzia di precisione e qualità Prezzo 77.400 euro

Col termine SPORTIVO, oltre che riferirsi a chi pratica uno sport, il vocabolario del quotidiano allude a una persona che ha l’animo del gentleman ma non ama ostentarlo. Il “suo” orologio è di sicuro tra questi. Disinvolto, performante, distingue sfoggiando funzioni utili per divertirsi e per la vita di tutti i giorni.

Cassa 25,6 mm in oro bianco con diamanti (1,53 ct) Movimento al quarzo Swiss made Quadrante guilloché Vetro zaffiro Cinturino in satin Segni particolari è la quintessenza dell’orologio femminile da sera Prezzo 17.900 euro

Tiffany & Co. Tiffany Cocktail

Chiedete a un selvaggio che cosa fa muovere il vostro orologio, vi risponderà: «Uno spirito». Chiedete ai nostri savi che cosa fa muovere l’universo: vi risponderanno: «Uno spirito». Paul-Henri Thiry d’Holbach (1723-1789), filosofo, enciclopedista, autore de Il buon senso (1772)

Bell&Ross BR V2-94 Racing Bird Cassa 41 mm in acciaio lucido-satinato Movimento calibro BR-CAL.301 meccanico automatico Quadrante bianco con numeri verniciati blu Vetro zaffiro Cinturino in pelle di vitello blu foderato di arancione. Segni particolari edizione limitata a 999 esemplari Prezzo 3.990 euro


Corum Admiral AC-One 45 Squelette

Frederique Constant Vintage Rally Healey Chronograph

Jaeger-LeCoultre Reverso Tribute Small Seconds

Cassa 45 mm in titanio PVD nero, impermeabile fino a 30 bar Movimento meccanico a carica automatica, scheletrato, con datario Vetro zaffiro, anche sul fondello Cinturino in gomma vulcanizzata Segni particolari i due dischi della data, scheletrati, con i numeri in colore contrasto, edizione limitata a 288 esemplari Prezzo 9.900 euro

Cassa 42 mm in acciaio 316L Movimento cronografo automatico con 46 ore di riserva di carica Quadrante verde (o silver) Vetro zaffiro Cinturino in pelle verde con impunture a contrasto in bianco e tipica lavorazione da rally Segni particolari edizione limitata a 2.888 pezzi Prezzo 1.345 euro

Cassa 27,4x45,6 mm in acciaio Movimento meccanico calibro 822/2 di manifattura a carica manuale Quadrante blu effetto soleil, lancette a bastone Vetro zaffiro Cinturino in pelle Segni particolari impermeabile fino a 3 bar Prezzo 6.900 euro

Laurent Ferrier Galet Traveller

Locman Ducati

Maserati Trimarano

Cassa 41 mm in oro bianco o in oro rosso Movimento calibre LF230.01 chronometer certificato dall’Osservatorio di Besançon Quadrante color blu mezzanotte (disponibili altre finiture) Vetro cristallo zaffiro Cinturino marrone o nero in pelle di alligatore Prezzo 46.670 euro (in oro bianco), 49.270 euro (in oro rosso)

Cassa 38 in acciaio e titanio Movimento meccanico automatico, rielaborato dalla Scuola Italiana di Orologeria dell’Elba Quadrante in fibra di carbonio Cinturino in silicone Segni particolari realizzato in collaborazione con Ducati, impermeabile fino a 10 bar, edizione limitata a 1.000 esemplari Prezzo 695 euro

Cassa 41 mm bianca in fibra di vetro Movimento al quarzo Quadrante bianco guilloché Cinturino NATO in tessuto ripstop grigio Segni particolari edizione limitata a 2.000 esemplari dedicata al trimarano Maserati Multi 70 Prezzo 349 euro


A N T E A T L

Montblanc 1858 Geosphere

Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time

Rado HyperChrome Match Point

Cassa 42 mm in bronzo,finiture pregiate Movimento meccanico a carica automatica Quadrante nero Vetro zaffiro Cinturino Bund in pelle di vitello anticata con impunture beige Segni particolari nuova complicazione di ora universale con due emisferi tridimensionali ruotanti Prezzo 6.000 euro

Cassa 42 mm in oro rosa Movimento meccanico a carica automatica Quadrante bruno soleil, sfumato nero, cifre applicate in oro con rivestimento luminescente Vetro zaffiro Cinturino in pelle di vitello bruno vintage, fibbia ad ardiglione con ponte Segni particolari indicazione giorno/notte locale e “di casa” a finestrella Prezzo 43.931 euro

Cassa 45 mm in ceramica opaca hi-tech al plasma Movimento automatico con riserva di carica di 42 ore Quadrante blu e argento Vetro zaffiro Bracciale a 3 file con maglie laterali in ceramica hi-tech al plasma Segni particolari limited edition a 999 pezzi Prezzo 4.650 euro

Richard Mille 53-01 Pablo Mac Donough

Roger Dubuis Lamborghini Excalibur Aventador S

Sector Collezione SGE 650

Cassa 44,5 mm in Carbonio TPT® Movimento meccanico di manifattura a carica manuale Quadrante scheletrato Vetro zaffiro laminato Cinturino in silicone blu Segni particolari “indistruttibile”, in edizione limitata a 30 esemplari Prezzo 957.000 euro

Cassa 45 mm in carbonio Movimento meccanico a carica manuale con doppi bilanceri a spirale Quadrante scheletrato in carbonio con lancette in oro annerite in PVC Vetro zaffiro Cinturino in caucciù e Alcantara® Segni particolari edizione limitata a 88 esemplari Prezzo 214.000 euro

Cassa 42 mm in acciaio con lunetta girevole in alluminio Movimento cronografo Quadrante blu Vetro zaffiro Bracciale in acciaio inox Segni particolari riedizione del modello usato da Patrick de Gayardon, il leggendario skisurfer estremo, stagno fino a 10 bar Prezzo 269 euro


Tempo d’abissi

Cassa 42 mm in plastica Movimento al quarzo Quadrante nero Vetro zaffiro Cinturino in silicone nero Segni particolari funzione cronografo e datario Prezzo 105 euro

Tissot T-Race Marc Márquez

Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe Day Date 70s

Cassa 43 mm in acciaio 316L con trattamento PVD nero e grigio Movimento al quarzo Quadrante antracite Vetro zaffiro Cinturino in caucciù con dettagli sintetici Segni particolari edizione limitata a 4.999 pezzi con il numero di gara di Marc Márquez, 4 volte campione del mondo di MotoGP Prezzo 730 euro

Cassa 43 mm in acciaio Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con 5 giorni di autonomia, indicazione del giorno della settimana e della data Quadrante sfumato Vetro zaffiro, anche sul fondello Cinturino in pelle patinata Segni particolari impermeabile fino a 30 bar Prezzo 12.080 euro

Bell & Ross BR V2-92 Steel Heritage Cassa 41 mm in acciaio Movimento meccanico a carica automatica con datario Quadrante opaco Vetro zaffiro bombato Cinturino in caucciù Segni particolari il color “seppia” di lancette, numeri e indici, che sembra una patina creata dal tempo, impermeabile fino a 10 bar Prezzo 2.900 euro

L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quelle che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.

Swatch X-District Black

Quando ci si immerge nelle profondità marine si entra in un’altra dimensione in cui la fisiologia non ci lascia restare a lungo. Per ricordarci la drammatica importanza che qui ha il Tempo sono stati creati orologi SUBACQUEI capaci di resistere alle pressioni altissime dell’acqua e di avvertirci quando è il momento di riemergere.

Leonardo da Vinci (1452-1519), inventore, ingegnere, artista, scrittore


A N T E A T L

Bulova Oceanographer

Citizen Promaster Super Titanium Diver

Officine Panerai Luminor Submersible 1950 Carbotech

Cassa 44 mm in acciaio Movimento Miyota automatico Quadrante nero opaco con dicitura “snorkel 666 feet”, lunetta bicolore girevole monodirezionale indicizzata a 60 click Vetro zaffiro con bolla-lente ingranditrice su datario Bracciale in acciaio Segni particolari impermeabile fino a 20 bar Prezzo 500 euro

Cassa 43,5 mm in Super Titanium Movimento Eco-Drive, a carica luce, con autonomia di 8 mesi e datario Quadrante opaco Bracciale in Super-Titanio Segni particolari è realizzato in un titanio esclusivo, indurito dal trattamento brevettato Duratect, impermeabile fino a 20 bar Prezzo 348 euro

Cassa 47 mm in Carbotech Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con autonomia di 3 giorni, piccoli secondi e datario Quadrante opaco Vetro zaffiro Cinturino in gomma Segni particolari il Carbotech, materiale inedito per l’orologeria base di fibra di carbonio, stagno fino a 30 bar Prezzo 16.600 euro

Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più.

Paul Picot Plongeur C-Type Black Phantom

Philip Watch Sealion

Cassa 43 mm in acciaio annerito Movimento meccanico a carica automatica con datario Quadrante decorato Vetro zaffiro Cinturino in caucciù Segni particolari total look nero con effetti tono su tono, impermeabile fino a 30 bar Prezzo 2.960 euro

Cassa 42 mm in acciaio Movimento meccanico a carica automatica, con datario Quadrante opaco Bracciale in acciaio, estensibile Segni particolari è l’erede di una collezione storica, impermeabile fino a 30 bar e con valvola di decompressione, edizione limitata a 300 esemplari Prezzo 790 euro

Sant’Agostino d’Ippona (354-430), filosofo, teologo, vescovo, Padre della Chiesa


A ciascuno il suo

Tudor Black Bay Fifty-Eight Cassa 39 mm in acciaio Movimento meccanico automatico di manifattura, con componenti in silicio, autonomia di 70 ore, datario e certificato di cronometro COSC Quadrante mat Vetro zaffiro Bracciale in acciaio Segni particolari prende ispirazione da un modello del 1958, stagno fino a 30 bar Prezzo 3.400 euro

Oggi si parla tanto di omologazione e di perdita di identità: non è forse vero che gli smartphone hanno tutti la stessa sagoma squadrata? L’orologio, invece, è INDIVIDUALISTA . Pur se domina la forma tonda, mostra una salutare inclinazione alla “cronodiversità” entro la quale ognuno può scegliere la propria.

Citizen Eco-Drive One Cassa 37 mm (2,98 mm di spessore) in Cermet con lunetta in Altic (materiali leggeri e ultraresistenti, a base di ceramica) Movimento Eco-Drive, a carica luce, con autonomia di un anno, spessore 1 mm Quadrante in vetro zaffiro nero Cinturino in pelle di coccodrillo Segni particolari è sottilissimo, edizione limitata a 1.000 esemplari, in vendita dall’autunno Prezzo 5.000 euro

Ulysse Nardin Diver Deep Dive

D1 Milano P701

Gagà Milano Manuale 48MM Chrono Neymar Jr.

Cassa 46 mm in titanio Movimento meccanico automatico di manifattura, con componenti in silicio, piccoli secondi e datario Quadrante con motivo squalo martello Vetro zaffiro Cinturino in caucciù, estensibile Segni particolari impermeabile fino a 100 bar, edizione limitata a 300 esemplari Prezzo 12.000 euro

Cassa 41,5 mm in acciaio color oro rosa Movimento meccanico a carica automatica, di costruzione giapponese, con datario Quadrante mat Vetro zaffiro Cinturino in gomma Segni particolari lunetta ottagonale, che rimanda a nobili precedenti, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 565 euro

Cassa 48 mm in acciaio con trattamento IP nero Movimento cronografo al quarzo con datario Quadrante spazzolato arricchito con pietre naturali Cinturino in silicone Segni particolari gli oblò nella carrure, con pietre naturali che fluttuano all’interno, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 1.390 euro


A N T E A T L Giuliano Mazzuoli Manometro

G-Shock Kolor

Terra Cielo Mare Orienteering Concrete

Cassa 45 mm in acciaio Movimento meccanico a carica automatica Quadrante laccato Vetro zaffiro Cinturino in pelle, realizzato artigianalmente in Toscana Segni particolari grazie al design particolare è già diventato un “classico” intramontabile, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 2.500 euro

Cassa 43,2 mm in acciaio Ip oro Movimento al quarzo, a ricarica solare, multifunzione, con connessione Bluetooth e smartphone Display digitale Cinturino in resina Segni particolari per il 35° anniversario del marchio, stagno fino a 20 bar. In collaborazione col fashion brand Kolor Prezzo 699 euro

Cassa 44 mm in titanio Movimento meccanico a carica automatica Quadrante in cemento inciso al laser Vetro zaffiro Cinturino Nato in una nuova fibra di carbonio, brevettata Segni particolari è un “mancino” dotato di bussola solare, regolabile con la corona a ore 2, impermeabile fino a 10 bar Prezzo 3.050 euro

Cassa 42 mm in acciaio Movimento meccanico a carica automatica con autonomia di 80 ore e datario Quadrante soleil e lavorato a “Clou de Paris” Vetro zaffiro Bracciale in acciaio Segni particolari il movimento Powermatic 80, ideato e costruito in esclusiva, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 820 euro

Il tempo è morto fintanto che è scandito da piccoli ingranaggi. È soltanto quando l’orologio si ferma, che il tempo prende vita.

Tissot Chemin des Tourelles Powermatic 80

William Faulkner (1897-1962), scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, poeta premio Nobel nel 1949

Wyler Vetta Heavy Duty Cassa 40 mm in acciaio Movimento meccanico a carica automatica con datario Quadrante soleil Bracciale in acciaio Segni particolari reinterpreta un modello degli anni Quaranta in chiave contemporanea, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 595 euro


È l’ora della connessione Macchina del tempo per eccellenza, l’orologio è ora diventato intelligente. Guadagnandosi il nome di SMARTWATCH . Connettendosi all’ infinite informazioni e alle app che corrono sulla Rete, si è fatto barometro, altimetro, termometro, allarme, gestisce training e appuntamenti. E perfino il sonno.

Alpina AlpinerX

Casio Pro Trek

Cassa 45 mm in fibra di vetro nera e acciaio inossidabile Movimento MMT-283-1 Smartwatch Quadrante nero con finitura opaca e indici e lancette luminescenti Cinturino in caucciù di vari colori Segni particolari connessione wireless; tra le funzioni: monitoraggio attività e sonno, doppio fuso orario, allarmi, termometro, altimetro, bussola, cronometro Prezzo da 770 euro

Cassa 57,7x61,7 mm in resina Sistema operativo Wear OS di Google Connettività wireless Bluetooth Segni particolari l’impiego del dispositivo richiede uno smartphone con le seguenti specifiche: AndroidTM Smartphone con AndroidTM versione 4.3 o successiva; iOS con i modelli con iOS 9 o versione successiva; e iPhone 5 o successivo; dotato di altimetro, accelerometro, bussola Prezzo 399 euro

Diesel Smartwatch Touchscreen

Emporio Armani ART 3022

Fossil Q Explorist

Cassa 48 mm in acciaio Sis. operativo Android™ OS 4.3 e versioni successive, iPhone 5 e versioni successive / iOS 9+ Quadrante nero Vetro zaffiro Cinturino silicone rosso Segni particolari ricarica wireless personalizzata, accelerometro e giroscopio Prezzo 349 euro

Cassa 42 mm in acetato con finitura bianca o lucida Movimento ibrido/due sfere/seo Quadrante bianco o opaco Segni particolari sincronizzazione wireless per regolazione data fuso orario, stagno fino a 3 bar Funzioni secondo fuso orario, sveglia, monitoraggio attività e sonno, notifiche, gestione della musica Prezzo 229 euro

Cassa 46 mm in acciaio Connettività wireless Bluetooth Quadrante touchscreen, personalizzabile anche con foto Facebook e Instagram Segni particolari compatibile con Android 4.4 e versioni successive e iPhone 5/iOS 9.3 e versioni successive; funzioni sveglia, speaker, fusi orari, monitoraggio attività Prezzo 279 euro


A N T E A T L

Fashion al polso

L’eleganza non è eleganza se al polso manca l’orologio. Sa dare il tocco in più che fa la differenza. È un assioma, uno status che la MODA ha ben compreso tant’è che a ogni stagione le Case presentano i loro segnatempo. Belli e democratici.

Calvin Klein Watches Calvin Klein full moon

Cluse La Garçonne

Emporio Armani AR11124

Cassa 42 mm in acciaio con trattamento oro rosa in PVD Movimento al quarzo Swiss made Quadrante mat Cinturino in pelle Segni particolari l’assoluta purezza del design Prezzo 239 euro

Cassa 28,5 mm in acciaio placcato oro rosa Movimento al quarzo Quadrante opalino Bracciale in acciaio placcato oro rosa a maglia milanese Segni particolari l’ispirazione anni Cinquanta Prezzo 100 euro

Cassa 32 mm in acciaio e acetato trasparente e argentato Movimento al quarzo Quadrante opaco Cinturino in pelle Segni particolari il look siderale dalla femminilità “spaziale” Prezzo 279 euro

Fendi Timepieces Run Away

Furla Furla Pin

Gagà Milano Manuale 40MM Floating

Gucci G-Frame

Cassa 36 mm in acciaio Movimento al quarzo Swiss made Quadrante opalino Vetro zaffiro con lettera F in acciaio PVD oro rosa Cinturino in pelle di vitello Dolce T Fendi Segni particolari coordinato all’omonima linea di accessori Prezzo 995 euro

Cassa 31 mm in acciaio con trattamento oro rosa in PVD Movimento al quarzo Quadrante soleil Cinturino in pelle Segni particolari i charms intercambiabili sul cinturino, da comporre a piacere, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 179 euro

Cassa 40 mm in acciaio placcato oro rosa Movimento al quarzo Swiss made Quadrante in madreperla con pietre naturali mobili Cinturino in pelle Segni particolari la corona al 12, derivata dai modelli da tasca d’antan Prezzo 790 euro

Cassa 21 in acciaio Movimento al quarzo Swiss made Quadrante in madreperla Vetro zaffiro Cinturino in tessuto, intercambiabile Segni particolari l’iconico motivo Web a tre colori del brand Prezzo 950 euro


Gli psicologi spesso mi fanno pensare agli orologiai esperti nello smontare, montare e rimontare un orologio che si dimenticano di guardare l’ora che indica.

Louis Erard Romance 4 Seasons

Michael Kors Portia

Morellato Time Ninfa

Cassa 30 mm in acciaio Movimento al quarzo Swiss made Quadrante in madreperla Vetro zaffiro Cinturino a doppio giro, in pelle, intercambiabile Segni particolari in vendita con altri 3 cinturini e un bracciale in maglia milanese, stagno a 5 bar Prezzo 795 euro

Cassa 37 mm in acciaio Ip oro rosa Movimento al quarzo Quadrante soleil Cinturino in pelle con dettagli in acciaio Ip oro rosa Segni particolari i fiori in 3D applicati sul cinturino, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 249 euro

Cassa 36 mm in acciaio con trattamento PVD oro rosa Movimento al quarzo Quadrante soleil Cinturino in pelle Segni particolari il decoro floreale, effetto velluto Prezzo 99 euro

Obaku Lys Granite

Salvatore Ferragamo Timepieces Fiore

Trussardi T-Evolution Lady

Versace V-Circle Tribute Edition

Cassa 32,5 mm in acciaio Ip oro rosa Movimento al quarzo Quadrante mat Bracciale in acciaio Ip grigio a maglia milanese Segni particolari la ricarica solare, che evita la periodica sostituzione della batteria Prezzo 179 euro

Cassa 24 mm in acciaio, con lunetta laccata Movimento al quarzo Swiss made Quadrante decorato Cinturino a doppio giro, in pelle di vitello con borchie Segni particolari il design ispirato al tacco di una calzatura del 1947, stagno fino a 5 bar Prezzo 650 euro

Cassa 36 mm in acciaio, Movimento al quarzo Quadrante madreperla Cinturino in pelle, intercambiabile con un cinturino Nato in tessuto (incluso) Segni particolari il contrappeso della lancetta dei secondi, personalizzato dal logo, impermeabile fino a 5 bar Prezzo 159 euro

Cassa 38 mm in acciaio Ip oro Movimento al quarzo Swiss made Quadrante con motivo a V intrecciate Vetro zaffiro Cinturino in pelle stampata Segni particolari la stampa Wild Baroque, da un motivo di Gianni Versace del 1992 Prezzo 590 euro

Henri de Régnier (1864-1936), scrittore e poeta


A D WA T C H .

INDIRIZZI

A. LANGE & SÖHNE alange-soehne.com ALPINA alpinawatches.com AUDEMARS PIGUET audemarspiguet.com BAUME & MERCIER baume-et-mercier.it BELL & ROSS bellross.com BLANCPAIN blancpain.com BOVET bovet.com BREGUET breguet.com/it BREIL breil.com/it BREITLING breitling.com/it BUCCELLATI buccellati.com/it BULGARI bulgari.com BULOVA bulova.com CALVIN KLEIN calvinklein.it CARTIER cartier.it CASIO casio-europe.com/it CHANEL chanel.com CHOPARD chopard.it CITIZEN citizen.it CLUSE clusewatches.com CORUM corum.ch D1 MILANO eu.d1milano.com DE BETHUNE debethune.ch DE GRISOGONO degrisogono.com DIESEL WATCHES diesel.com EBERHARD & CO eberhard-co-watches.ch EMPORIO ARMANI armani.com FENDI TIMEPIECES fendi.com FOSSIL fossil.com FREDERIQUE CONSTANT frederiqueconstant.co FURLA WATCHES furla.com GAGÀ MILANO gagamilano.com GIRARD-PERREGAUX girard-perregaux.com GIULIANO MAZZUOLI giulianomazzuoli.it GOBBI 1842 gobbi1842.com G-SHOCK g-shock.eu/it GLASHÜTTE glashuette-original.com GREUBEL FORSEYgreubelforsey.com GUCCI gucci.com HAMILTON hamiltonwatch.com HARRY WINSTON harrywinston.com HAUSMANN & CO. hausmann-co.com HERMÈS hermes.com HIP HOP hiphopwatches.it IWC iwc.com

JAQUET DROZ jaquet-droz.com JAEGER-LECOULTRE jaeger-lecoultre.com LOCMAN locman.it LONGINES longines.it LOUIS ERARD montres-louiserard.ch LOUIS VUITTON longines.it LUCIEN ROCHAT lucienrochat.it MASERATI COLLECTION maseratistore.com MICHAEL KORS michaelkors.it MIDO midowatches.com MONTBLANC montblanc.com MORELLATO TIME morellato.com OBAKU obaku.com OFFICINE PANERAI panerai.com/it OMEGA omegawatches.com ORIS oris.ch PARMIGIANI FLEURIER parmigiani.com PATEK PHILIPPE patek.com PERRELET perrelet.com PHILIP WATCH philipwatch.net PINKO TIME pinko.com PISA OROLOGERIA pisaorologeria.com/it PORSCHE DESIGN porsche-design.com RADO rado.com RESSENCE ressencewatches.com RICHARD MILLE richardmille.com RJ WATCHES rjwatches.com ROGER DUBUIS rogerdubuis.com ROLEX rolex.com SALVATORE FERRAGAMO ferragamo.com SECTOR NO LIMITS sectornolimits.com SEIKO WATCH seikowatches.com SWAROVSKI swarovski.com SWATCH swatch.com TAG HEUER tagheuer.com TERRA CIELO MARE terracielomare.it TIFFANY & CO. tiffany.it TISSOT tissotwatches.com TRUSSARDI trussardi.com TUDOR tudorwatch.com ULYSSE NARDIN ulysse-nardin.com URWERK urwerk.com VACHERON CONSTANTIN vacheron-constantin.com VERSACE versace.com/it WYLER VETTA wylervetta.com ZENITH zenith-watches.com.

LA CASSA IN ORO ROSA È DECORATA CON INCISIONI ESEGUITE A MANO

NEWSFLASH

ECHI DI SICILIA Si chiama Gattopardo il nuovo femminile di Dolce & Gabbana. Ha cassa di 34 mm in oro rosa a 18 carati, quadrante in madreperla blu (a sinistra), rosa (a destra), ecinturino in pelle di alligatore con fibbia in oro rosa. Prezzo 14.500 €. Solo nelle boutique Dolce & Gabbana.

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Condé Nast International Chairman and Chief Executive: Jonathan Newhouse President: Wolfgang Blau The Condé Nast International Group of Brands includes: UK Vogue, House & Garden, Brides, Tatler, The World of Interiors, GQ, Vanity Fair, Condé Nast Traveller, Glamour, Condé Nast Johansens, GQ Style, Love, Wired, Condé Nast College of Fashion & Design, Ars Technica France Vogue, Vogue Hommes, AD, Glamour, Vogue Collections, GQ, AD Collector, Vanity Fair, GQ Le Manuel du Style, Glamour Style Italy Vogue, Glamour, AD, Condé Nast Traveller, GQ, Vanity Fair, Wired, La Cucina Italiana Germany Vogue, GQ, AD, Glamour, GQ Style, Wired Spain Vogue, GQ, Vogue Novias, Vogue Niños, Condé Nast Traveler, Vogue Colecciones, Vogue Belleza, Glamour, AD, Vanity Fair Japan Vogue, GQ, Vogue Girl, Wired, Vogue Wedding Taiwan Vogue, GQ, Interculture Mexico and Latin America Vogue Mexico and Latin America, Glamour Mexico, AD Mexico, GQ Mexico and Latin America, Vanity Fair Mexico India Vogue, GQ, Condé Nast Traveller, AD Published under Joint Venture: Brazil: Vogue, Casa Vogue, GQ, Glamour Russia: Vogue, GQ, AD, Glamour, GQ Style, Tatler, Glamour Style Book Published under License or Copyright Cooperation: Australia: Vogue, Vogue Living, GQ Bulgaria: Glamour China: Vogue, AD, Condé Nast Traveler, GQ, GQ Style, Brides, Condé Nast Center of Fashion & Design, Vogue Me Czech Republic and Slovakia: La Cucina Italiana Hungary: Glamour Iceland: Glamour Korea: Vogue, GQ, Allure, W Middle East: Vogue, Condé Nast Traveller, AD, Vogue Café at The Dubai Mall Poland: Glamour Portugal: Vogue, GQ Romania: Glamour Russia: Vogue Café Moscow, Tatler Club Moscow South Africa: House & Garden, GQ, Glamour, House & Garden Gourmet, GQ Style, Glamour Hair The Netherlands: Vogue, Glamour, Vogue The Book, Vogue Man, Vogue Living Thailand: Vogue, GQ, Vogue Lounge Bangkok Turkey: Vogue, GQ Ukraine: Vogue, Vogue Café Kiev Condé Nast USA President and Chief Executive Officer: Robert A. Sauerberg, Jr. Artistic Director: Anna Wintour Vogue, Vanity Fair, Glamour, Brides, Self, GQ, GQ Style, The New Yorker, Condé Nast Traveler, Allure, AD, Bon Appétit, Epicurious, Wired, W, Golf Digest, Golf World, Teen Vogue, Ars Technica, The Scene, Pitchfork, Backchannel

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