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Le Loro Orme Compilato da Hillary Olsen

Pubblicato da Hillary Olsen Provo, Utah


Copyright Š 2013 Hillary Olsen


Indice La mia testimonianza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . i Geneaologia paterna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ii Geneaologia materna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . iv Freeman Nickerson . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1 Julia Hills Johnson . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5 Lucy Maranda Bailey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Theodore Turley . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13 Emery Barrus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 James Madison Flake e Agnes Haley Love . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 William Greenwood e Ann Hartley . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Ezra T. Clark . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 Lovina Ann Steele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 Bent Rolfsen Larsen . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 Orrin Orlando Barrus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37


La mia testimonianza Hillary Olsen


Sono molto contenta di poter condividere le storie dei miei antenati in questo libro. Essi ci hanno lasciato un retaggio di fede e devozione da seguire. La mia missione mi ha fatto venire il desiderio di conoscere meglio la mia genealogia. Il nostro incarico come missionari è quello di portare la pace e la speranza del Vangelo restaurato alla gente, con la quale condividiamo le verità e la conoscenza che noi consideriamo preziose. Ho visto persone cambiare la propria vita per poter seguire l’esempio di Gesù Cristo. Ho anche avuto modo di sentire tanti membri della chiesa raccontare la storia della propria conversione ed ammiro molto la loro fede. Io sono nata nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ed è forse grazie a questo che la storia della mia conversione è più semplice di quelle che mi capita normalmente di ascoltare. Le mie esperienze nella missione mi hanno fatto sorgere il desiderio di sapere chi fossero i miei antenati che avevano, per primi, accettato il Vangelo di Gesù Cristo perché per loro sicuramente non deve essere stato facile. Ho chiesto a mio padre di mandarmi alcune storie della nostra famiglia— quelle che aveva raccolto fino a quel momento. Mi aspettavo tre o quattro storie, ma egli mi ha mandato più di cento pagine! È stata una bellissima sorpresa. Quando leggo le storie di queste persone speciali io sento nascere dentro il mio cuore un sentimento particolare. Queste persone sono una parte di me e anche se non li ho mai conosciuti, io sono il frutto delle loro scelte, delle loro esperienze e dei loro sacrifici. Loro, come tanti altri, ci hanno lasciato un retaggio di fede e di miracoli. Questo sentimento dentro di me è la consapevolezza e la speranza che i legami familiari sono eterni. Sono legami che né il tempo né la morte possono spezzare. Spero che queste storie possano farci capire il valore di quello che hanno fatto i nostri pionieri predecessori. Mi auguro che, grazie a queste testimonianze, saremo in grado di seguire il loro esempio, lasciando anche noi un retaggio di fede e di speranza ai nostri discendenti e vi lascio queste testimonianze nel nome di Gesù Cristo, amen.

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Geneaologia paterna

James Andrew Olsen

Lynn Jay Olsen

Katie Christensen

Hillary Olsen

Orrin James Olsen

Orrin Orlando Barrus

Merle Barrus

Mary Elizabeth Clark

ii


Lars Olesen

Ole Larsen

Maren Jensen

Anders Christian Olsen Ane E.K. Henricksen Laatz

Jens Engager Nielsen Maren Marie K. Nielsen Ane K. Sorenson Anderson

Christen Jensen Hans Peter Christensen Mette Kjerstine Madsen

Hans Madsen Laura Hansine Madsen Karen Petrina Fredericksen

Emery Barrus Benjamin Franklin Barrus Huldah Abigail Nickerson

Samuel Steele Lovina Ann Steele Elvira Saloma Thayer

Ezra T. Clark Timothy Baldwin Clark Mary Stevenson Clark

William Kelsey Rice Lucy Augusta Rice Lucy Witter Geer

iii

Jochim Henrich Lahtz Anne Elisabeth Kilerich Niels Jensen Engager Karen Marie Larsen Soren Andersen Ane Marie Jensdatter Christen Christensen Anna M. Mortensen Mads Sorensen Karen Olesen Mads Laursen Anna Magrethe Hansen Frederic C. Larsen Bodil Kirstine Hansen Benjamin Barrus Betsey Stebbins Freeman Nickerson Huldah Chapman William Steele Almira Wilcox Hamblin Sabin Thayer Melinda Lovina Kingsbury Timothy Baldwin Clark Polley Keeler Joseph Stevenson Elizabeth Stevens Ira Rice Minerva Saxton Moses Geer Sally Thomas


Geneaologia materna

Archie Robison

Clarence F. Robison

Charlottie E. Larsen

Hillary Olsen

Sandra Jane Robison

Frederick Andrew Turley

Monita Turley

Wilma Caroline Fillerup

iv


Joseph Robison Franklin Alonzo Robison Lucretia Hancock

Joseph Thorpe Lois Thorpe Rebecca Dexter

Joseph Robison Cornelia Guinal Benjamin Hancock Lucretia William Thorpe Sarah Rudkin Thomas Dexter Ann Cotton Lars Olsen

Ole Larsen

Marte Andersen

Bent Rolfsen Larsen Ingebord Marie Rolfsen

Abraham Washburn Lorena Eugenia Washburn Flora Clarinda Gleason

Bendt Rolfsen Gjertrud Maria Wroldsen Daniel Washburn Nancy Ann Wright Joel Gleason Lorena Jane Williams Theodore Turley

Isaac Turley

Frances Amelia Kimberley

Theodore Wilford Turley Sarah Greenwood

William Jordan Flake Mary Agnes Flake Lucy Hannah White

Anders Peter Fillerup Charles Richard Fillerup Caroline Rasmassen

William Derby Johnson Moneta Johnson Charlesetta Prescott Cram

v

William Greenwood Anne Hartley James Madison Flake Agnes Haley Love Samuel Dennis White Mary Hanna Burton Peder Jacobsen Karen Rasmusdatter Rasmus Kruse Rasmussen Anne Jensine Royberg William Derby Johnson, Sr. Jane Cadwallader Brown Charles Sanborn Cram Eliza Jane Prescott


vi


Freeman Nickerson (1778–1847)

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Freeman Nickerson fu battezzato da Zerubbabel Snow ad aprile del 1833. Freeman aveva 55 anni e sentì un forte desiderio di conoscere il profeta Joseph Smith; alcuni mesi dopo il suo battesimo viaggiò da New York a Kirtland, Ohio (più di 250 miglia). Fu un’esperienza molto bella per Freeman. Conobbe il profeta e Sidney Rigdon ed i due dirigenti accettarono di andare con lui in missione in Canada. Freeman li guidò nel suo carro e fu un grande privilegio per lui viaggiare centinaia di chilometri con il profeta e di potergli fare domande ed essere istruito da lui. Fu un’opportunità molto preziosa nella vita di Freeman. Fu il loro collega e li aiutò a predicare il Vangelo. Arrivarono alla casa di Freeman a Perrysburg, New York. Che sorpresa per la sua famiglia! Furono stupiti quando videro il padre arrivare con il profeta Joseph Smith e Sidney Rigdon nel suo carro. Ebbero il privilegio di ospitare questi due uomini di Dio. Tennero una riunione a casa e invitarono tutti i loro amici ed i vicini a sentire il profeta. Joseph Smith e Oliver Cowdery rimasero per alcuni giorni alla casa di Freeman. Durante quel periodo la chiesa fu molto perseguitata e quindi Joseph e Oliver erano molto preoccupati per le loro famiglie. Il 12 ottobre 1833 il profeta Joseph Smith ricevette la rivelazione contenuta in Dottrina e Alleanze 100 alla casa di Freeman Nickerson a Perrysburg, New York. Dopo alcuni giorni durante i quali furono ospitati nella casa dei Nickerson, Joseph, Oliver e Freeman Nickerson andarono in Canada. Nell’arco di due settimane, battezzarono quattordici persone e stabilirono un piccolo ramo. Come presidente di ramo chiamarono Moses Nickerson, il figlio di Freeman. In seguito alla loro missione, centinaia di persone entrarono nella chiesa. Queste esperienze rafforzarono la fede di Freeman e il suo rapporto intimo con il profeta fu una grande benedizione nella sua vita. Si volevano bene e il profeta lo chiamava “Padre Nickerson” perché lo considerava come un padre. Nel novembre del 1839, Freeman e la sua famiglia andarono ad unirsi ai Santi a Nauvoo e vissero felicemente fino al 1844 quando il profeta Joseph Smith e suo fratello Hyrum furono uccisi. I santi furono costretti ad abbandonare le loro case e la loro bella città di Nauvoo. Il tragitto fu interrotto dall’inverno del 1846–47. Costruirono delle case di legno a Sheridan Point, Iowa e rimasero lì per l’inverno.

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Il 22 gennaio 1847, Freeman morì all’età di 67 anni. Ci volle tanta fede per un uomo della sua età per affrontare le sofferenze del deserto. Affrontò queste sofferenze con tanto coraggio e, dopo tante difficoltà, morì fermo nella fede. Sua moglie finì il viaggio con il loro figlio Levi. Tutti i suoi discendenti sono grati per la fede e la dedicazione di Freeman Nickerson e per il retaggio di fede che lasciò alla sua posterità.

DeA 100 (Ricevuta alla casa di Freeman) 1 In verità così dice il Signore, amici miei, Sidney e Joseph: le vostre famiglie stanno bene; esse sono nelle mie mani e io farò con loro come mi sembra opportuno, poiché in me v’è ogni potere. 2 Seguitemi dunque e ascoltate il consiglio che vi darò. 3 Sì, ecco, ho molte persone in questo luogo e nelle regioni qui attorno; e una porta utile deve essere aperta nelle regioni qui attorno, in queste terre dell’Est. 4 Per questo io, il Signore, vi ho permesso di venire in questo luogo, poiché così mi era opportuno per la salvezza delle anime. 5 Perciò in verità vi dico: alzate la voce verso questa gente; dite i pensieri che ni metterò nel cuore, e non sarete confusi dinanzi agli uomini; 6 Poiché vi sarà dato nell’ora stessa, sì, nel momento stesso, ciò che dovrete dire.

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7 Ma vi do il comandamento di proclamare qualunque cosa proclamiate in nome mio, con solennità e cuore, in spirito di mitezza, in ogni cosa. 8 E vi faccio questa promessa: che fin quanto farete così, lo Spirito Santo sarà riversato per portare testimonianza di tutte quante le cose che direte. 9 E mi è opportuno che tu, mio servitore Sidney, sia un portavoce verso questa gente; sì, in verità ti ordinerò a questa chiamata, ossia di essere un portavoce per il mio servitore Joseph. 10 E a lui darò il potere di essere possente nella testimonianza. 11 E a te darò il potere di essere possente nell’esporre tutte le scritture, affinché tu possa essere un portavoce per lui; ed egli sarà per te un rivelatore, affinché tu possa conoscere la certezza di ogni cosa relativa alle cose del mio regno sulla terra.


12 Perciò, continuate il vostro viaggio e che il vostro cuore gioisca; poiché, ecco, io sarò con voi, sì, fino alla fine. 13 Ed ora vi do una parola riguardo a Sion. Sion sarà redenta, sebbene essa sia castigata per una breve stagione. 14 I tuoi fratelli, i miei servitori Orson Hyde e John Gould sono nelle mie mani; e fin quanto rispetteranno i miei comandamenti saranno salvati.

15 Perciò, che il vostro cuore sia confortato; poiché ogni cosa coopererà al bene di coloro che camminano rettamente e per la santificazione delle chiesa. 16 Poiché io mi susciterò un popolo puro che mi servirà in rettitudine. 17 E tutti coloro che invocano il nome del Signore e rispettano i suoi comandamenti saranno salvati. Così sia. Amen.

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Julia Hills Johnson (1783–1853)

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Julia Hills Johnson nacque il 26 settembre 1783 a Upton, Massachusetts, figlia di Joseph e Esther Ellis Hills. Suo padre morì quando Julia aveva solo quattro anni e sua madre, una giovane vedova con tre bambini piccoli si risposò nel 1793 con Enoch Forbush. Da quando era piccola, Julia era molto portata per la lingua inglese, come anche sua madre. Crebbe in una famiglia molto religiosa e frequentò la chiesa presbiteriana dove studiava la Bibbia insieme alla sua famiglia. A 17 anni, Julia conobbe Ezekiel Johnson e loro si sposarono il 12 gennaio 1801. Ezekiel fu descritto come una persona di altezza media, rubusto e con capelli biondi e occhi celesti. Julia invece era alta e energica, con una buona postura, capelli neri e occhi scuri. Erano opposti in tanti modi. L’istruzione religiosa di Julia aveva inculcato in lei un desiderio di confidare sempre nel Signore. Dopo otto anni di matrimonio, Julia e Ezekiel, con i loro sei figli, si trasferirono a Pomfret nello stato di New York. Julia scrisse le sue impressioni sulla nuova zona in una lettera a sua madre: “Questo è un bellissimo paese e noi abbiamo deciso di rimanerci a lungo . . . il terreno è buono per coltivare grano, mais e ogni tipo di frutta . . . Noi vogliamo stabilirci qui. Il Signore sa quello che è meglio per noi e io seguirò la sua volontà. Solo lui sa se noi ci rivedremo su questa terra. Spero che possiamo mettere la nostra fiducia in Lui e riconciliarci alla Sua volontà. Tutte le cose si coordinano per quelli che lo amano. Se noi siamo afflitti è per il nostro bene perché Egli non si compiace ad affliggere i Suoi figli. Pertanto, affidiamoci al Signore perché Lui ha detto: ‘Quelli che confidano nell’Eterno sono come il monte di Sion, che non può essere smosso . . . ’ Spero che ci vedremo di nuovo fra alcuni anni, ma la vita non è mai sicura. Io sarò sempre la vostra figlia affettuosa. Julia Johnson” Julia e Ezekiel ebbero una famiglia numerosa, e Julia diceva sempre che ogni bambino era un’aggiunta cara e preziosa che trovava il suo posto permanente nel suo cuore. Julia insegnava ai suoi figli a lavorare duramente. Coltivavano la terra, tessevano stoffa, facevano la cera, lavoravano con i ferri e facevano il sapone. I figli svilupparono un amore per la terra grazie alla loro madre. Nella sua vita, Julia ebbe tante tribolazioni tra le quali, la perdita di un figlio che aveva solo 4 mesi, di nome Elmer. Un’altra figlia, Nancy, ebbe un incidente tragico in cui cadde da un cavallo e si ruppe l’anca. A quell’epoca

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non c’erano le procedure mediche per aiutarla, e rimase invalida da quell’incidente. Riusciva a camminare solo con le stampelle, ma era molto doloroso. Nancy aveva 27 anni al tempo dell’incidente. Julia era molto devota alla Chiesa Presbiteriana e lei ed i suoi figli frequentavano la chiesa e leggevano la Bibbia regolarmente. Nel 1831 Joel e David, i figli più grandi, andarono a vivere in Ohio. Lì incontrarono i missionari mormoni. All’inizio, Joel e David non erano interessati a questa nuova religione, ma dopo aver frequentato alcune riunioni e quando avevano imparato i principi della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, seppero che era vera e si battezzarono. Joel voleva condividere il Vangelo restaurato con la sua famiglia e quindi mandò loro una lettera e una copia del Libro di Mormon. Julia era disperata quando sentì che i suoi figli si erano uniti ad una nuova chiesa. Ella scrisse una lettera ai suoi figli “perduti” e disse: “Miei cari figli, voglio parlarvi, ma non esistono parole sufficienti per descrivere i miei sentimenti . . . desidero vedere tutti i miei figli seguire la religione pura e quando ho sentito che voi avevate abbracciato una nuova dottrina, temo che voi siate stati ingannati.” Con il Libro di Mormon in mano, Julia, i suoi figli più grandi e alcuni amici intimi si radunarono di nascosto per trovare gli errori in quella religione nuova. Non ci riuscirono. Invece si meravigliarono della semplicità e della purezza del Libro di Mormon. Poco tempo dopo, Joel e David tornarono a casa e dopo il loro ritorno gli anziani James Brackenbury e Jabez Durfee andarono a trovare la famiglia Johnson. Gli anziano testimoniarono con convinzione e con potere della veridicità del Libro di Mormon. Nel 1832, Julia Hills Johnson si battezzò con alcuni dei suoi figli. Purtroppo Ezekiel non volle battezzarsi e non consentì ai figli più piccoli di battezzarsi. La famiglia si trasferì a Kirtland, Ohio per unirsi agli altri membri della chiesa. Ezekiel fu sempre un uomo giusto e leale, ma nonostante gli sforzi della famiglia e persino una visita dal profeta Joseph Smith, Ezekiel rimase contro la chiesa a causa di un malinteso. A motivo della nuova religione nella sua famiglia, Ezekiel rifiutò di unirsi a Julia e agli altri figli a Kirtland e andò invece a vivere con una delle loro figlie sposate in una città vicino a Kirtland. Julia quindi fu costretta a prendere su di sé la piena responsabilità di allevare la sua famiglia numerosa. A quel tempo, il primo tempio della Chiesa

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era in fase di costruzione a Kirtland e la famiglia di Julia diede tutto ciò che aveva per aiutare. Fecero grandi lavori insieme agli altri fratelli e sorelle della Chiesa per costruire il tempio , la casa del Signore. Julia si occupò di fornire cibo e vestiti agli operai e lo considerò un privilegio. I suoi figli lavorarono tanto e purtroppo, a causa del maltempo e del duro lavoro, due di loro, David e Seth, contrassero tubercolosi e morirono quando erano ancora molto giovani. Julia provò un grande dolore alla morte dei suoi figli, ma non si lamentò mai e non perse mai la sua fede malgrado tutte le sofferenze. Sapeva che il Signore aveva un piano per lei e per la sua famiglia e confidava in Lui. Il suo desiderio più grande era che i suoi familiari conoscessero la gioia del Vangelo. Non perse mai l’opportunità di condividere la sua testimonianza del Libro di Mormon con gli altri. Julia e la sua famiglia erano amici del profeta Joseph Smith e della sua famiglia e Joseph Smith un giorno diede a Julia una benedizione. Egli le disse: “Per la tua fedeltà e per l’accettazione di una dottrina così impopolare e per aver portato una famiglia così numerosa nella Chiesa, quando la corona sarà pronta per te nel mondo eterno, ciascuno dei tuoi gioielli (i tuoi figli) sarà lì con te.” Questa promessa le portò tanto conforto negli anni successivi perché perse sei figli nei suoi primi dieci anni di permanenza nella chiesa. In quegli anni Ezekiel rimase fermamente contro la chiesa anche se Julia e tutti i loro figli erano membri molto attivi della chiesa. Egli cambiò, però, dopo la morte del profeta Joseph Smith e di suo fratello Hyrum perché vide l’ingiustizia e la violenza verso questa comunità di persone che erano i suoi amici nonostante non appartenesse alla chiesa. Benjamin Johnson, uno dei figli, disse: “Il martirio del profeta fece nascere un nuovo spirito e un nuovo sentimento nel cuore di mio padre. Voleva giustizia e giurò che avrebbe difeso e protetto sempre i santi.” Le persecuzioni in quel periodo divennero molto pesanti e nel 1846 i santi lasciarono Nauvoo e cominciarono il viaggo verso l’Ovest. Un figlio e un genero di Julia rimasero a Nauvoo perché a loro vennero affidate le chiavi del tempio di Nauvoo e la responsibilità di esserne custodi per un certo periodo di tempo. Altri figli si stabilirono in Nebraska temporaneament, ma col tempo tutti i figli di Julia e Ezekiel andarono nello Utah. Ezekiel e Julia morirono prima di fare il viaggo a Salt Lake City.

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Prima di morire Ezekiel decise di rimanere a Nauvoo anche se era pericoloso a causa dei facinarosi che minacciavano gli abitanti che erano rimasti. Una sera, gli giunse notizia che un gruppo di facinarosi violenti si stava avvicinando alla città e egli andò da solo ad incontrarli. Gli comandò di fermarsi e li minacciò con così tanta forza che i facinarosi si spaventarono e non tentarono più di entrare nella città quella sera. Sfortunatamente da quel giorno in poi Ezekiel ebbe dei nemici pericolosi e alcuni mesi dopo, questo gruppo tornò e gli fecero tanto male dal quale non si riprese mai. Lui era un uomo diverso e desiderava battezzarsi. Ne parlò con la sua famiglia, ma morì prima di poter fare l’ordinanza del battesimo per se stesso. Julia morì a Council Bluffs in Nebraska di vecchiaia e dopo la sua morte tutti i suoi figli andarono nello Utah e continuarono a servire il Signore e a vivere il Vangelo come Julia aveva sempre insegnato loro di fare. Julia e Ezekiel lasciarono alla loro grande posterità un esempio di coraggio e di fede nel Signore che continuerà a vivere per sempre.

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Lucy Maranda Bailey (1790–1874)

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Lucy Maranda Bailey nacque a New York City il 16 febbraio del 1790, figlia di Mary Carter e Samuel Bailey. Erano una famiglia molto religiosa e devoti studenti della Bibbia. Non essendo riusciti a trovare una chiesa che corrispondesse alla chiesa stabilita da Gesù Cristo quando era sulla terra, non si erano uniti a nessuna religione. Un giorno William, il maggiore della famiglia, decise di scoprire personalmente se una delle chiese dell’epoca fosse vera. Credeva che l’unica risposta sarebbe arrivata tramite la preghiera e il digiuno. Dopo tanti giorni di digiuno, sua madre e sua moglie divennero preoccupate per la sua condizione indebolita, e provarono a convincerlo a finire il suo digiuno. William rifiutò di fare ciò. Poi provarono a fargli mangiare quello che gli piaceva. Diventato debole, William bevve un po’ di latte, continuando così per sei settimane. Una notte, mentre pregava, sentì una voce che gli disse che la vera chiesa di Dio non era presente sulla terra ma che sarebbe stata restaurata; gli disse pure che non sarebbe successo durante la sua vita terrena, ma che Lucy, la sua sorellina, avrebbe visto la chiesa restaurata, avrebbe accettato il Vangelo e sarebbe stata un membro fedele per il resto della sua vita. Alcuni anni dopo quest’esperienza, William morì. Lucy si sposò con John Griggs White. Nel 1835 si trasferirono con la loro famiglia e andarono a Fairport, Ohio, una città vicino a Kirtland. In questo periodo, si sentiva parlare molto della “Bibbia di Smith.” Un giorno John tornò da lavoro e disse a Lucy che alcuni loro amici che avevano conosciuto a New York si erano stabiliti a Kirtland e si erano uniti ai Mormoni. John decise di andare a Kirtland a parlare con loro riguardo a questo libro e lui disse: “Se l’onesto John Smith mi dice che il Libro di Mormon è vero, gli crederò perché non l’ho mai sentito mentire in vita sua.” L’indomani John andò a Kirtland e incontrò i suoi amici, e loro gli parlarono del Libro di Mormon. Prima che andasse via gli diedero una copia da portare a casa. Arrivato a casa, insieme a Lucy lessero i libro e prima di finirlo già seppero che era vero e che avevano trovato la vera chiesa e gioirono insieme. Purtroppo non tutti i loro figli erano d’accordo. Infatti solo quattro dei loro nove figli accettarono il Vangelo, e quando giunse il tempo di andare

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nello Utah insieme agli altri santi, cinque dei loro figli si rifiutavano di andare. E quindi Lucy a malincuore salutò i suoi beneamati figli e non li vide mai piÚ. Nello Utah Lucy e John istruirono il resto dei loro figli nella chiesa e crebbero una posterità molto forte e devota alla chiesa.

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Theodore Turley (1801–1872)

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Thedore Turley nacque il 10 aprile del 1801 a Birmingham, Inghilterra. A 14 anni fece un tirocinio come fabbro. Lo fece per 7 anni. Nel 1818 mentre faceva il tirocinio cominciò pure a servire come pastore metodista e svolse quell’incarico per quasi 20 anni. Sposò Frances Amelia Kimberly il 26 novembre 1821. Creò un’azienda di stampe industriali che fallì nel 1825. Il suo socio scappò con i soldi e Theodore rimase con il debito dell’azienda da pagare. Non fu in grado di farlo e quindi aveva due opzioni: o andare in carcere o emigrare in Canada. Insieme con la moglie ed i loro due figli, Theodore attraversò l’Oceano Atlantico e si stabilì in Canada, dove lavorava come armaiolo. Nel 1836 Parley P. Pratt andò in missione. Prima di partire ricevette una benedizione da parte di Heber C. Kimball; nella benedizione Heber disse: “Tu andrai nel Canada del nord, sì, nella città di Toronto, la capitale, e lì troverai un popolo preparato per la pienezza del Vangelo. Ti accoglieranno e tra loro tu organizzerai la Chiesa che si diffonderà nelle regioni circostanti e tanti avranno una conoscenza della verità e saranno riempiti di gioia. Dai frutti di questa missione, la pienezza del Vangelo sarà proclamata in Inghilterra e un buon lavoro sarà svolto in quella terra.” Durante quella missione, Parley P. Pratt battezzò tanti notevoli santi come John Taylor e sua moglie, Isaac Russell, Joseph Fielding, Mary Fielding, ecc. Poco tempo dopo il suo battesimo, Isaac Russell cominciò a condividere il Vangelo e a fare del proselitismo nei paesini vicini. Andò da Theodore e lo informò che gli era stato comunicato in sogno che avrebbe dovuto andare a casa sua per predicare. L’insegnamento di Isaac ebbe una grande influenza su Theodore e Frances, che accettarono subito il Vangelo e si battezzarono il 1 marzo 1837. Le promesse ricevute nella benedizione di Heber C. Kimball si realizzarono: c’era un popolo pronto ad accettare il Vangelo. Inoltre Joseph Fielding, John Goodson, John Taylor e Isaac Russell furono i primi missionari in Inghilterra a cui successivamente si aggiunsero John Taylor, Samuel Mulliner e Theodore Turley. Theodore andò a Kirtland nel 1837 e ricevette la sua benedizione patriarcale da Joseph Smith, Sr. Quando i santi si trasferirono in Missouri, Theodore e la sua famiglia li raggiunsero. Questo fu un periodo brutto per i membri della Chiesa. C’era tanta sofferenza e tanta ingiustizia e Theodore fu eletto in dei comitati per

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risolvere tali ingiustizie e alcuni gravi problemi sorti con il governo del Missouri. Theodore e Heber C. Kmball andarono a visitare Joseph Smith al carcere di Liberty, ma le guardie non permisero loro di entrare. Si parlarono attraverso le grandi sbarre di ferro e Joseph disse ai due uomini di stare di buon animo dicendo loro: “Noi saremo liberati; solo il braccio di Dio ci può liberare adesso. Dite ai fratelli di stare di buon animo e di fuggire con gli altri fratelli della Chiesa al più presto.” Quella settimana, tutte le famiglie che erano rimaste nella città di Far West cominciarono l’esodo verso Quincy, nell’Illinois. A Theodore fu affidato l’incarico di portare cibo a queste famiglie indigenti. Theodore con sua moglie ed i loro figli viaggiarono per più di 300 chilometri fino a Quincy, dove Theodore partecipò al primo rilevamento topografico della città di Nauvoo. La casa di Theodore fu la prima in tutta la città. Avere una casa fu una grande benedizione per la sua famiglia perché era da 13 settimane che non avevano un tetto sotto il quale dormire.

Theodore Turley venne chiamato in missione Theodore fu chiamato ad accompagnare i Dodici Apostoli in missione nelle isole britanniche il 2 luglio 1839, quando la Prima Presidenza lo mise a parte come missionario. Cinque giorni dopo ci fu una riunione per i dirigenti della Chiesa ed il profeta Joseph Smith disse: “Fratelli, qualora vi metteranno in prigione, ricordate che vostro fratello Joseph è stato incarcerato prima di voi; qualora vi troverete dove potrete vedere i vostri fratelli solo attraverso le sbarre a causa del Vangelo di Gesù Cristo, ricordate che il fratello Joseph ci si è già trovato prima di voi”. Queste parole si rivelarono poi molto significative per la missione di Theodore Turley. Purtroppo quasi ogni membro del Quorum dei Dodici Apostoli e delle loro famiglie si ammalò e ci furono grandi afflizioni prima della loro partenza in missione. Theodore e cinque dei suoi figli si ammalarono di una forte febbre e sua moglie soffrì molto anche per le tante difficoltà che aveva affrontato. A causa di un’infezione, Theodore aveva anche una gamba gonfia al punto da non poterla metterla a terra. Lui chiese ai suoi colleghi una

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benedizione e l’indomani partì per la missione in Inghilterra con l’anziano George A. Smith e un altro collega, Reuben Hedlock. Tutti e tre stavano ancora male e Theodore era così debole che non riusciva ancora a camminare. Gli altri lo presero dal suo letto e lo misero nel carro. Molto presto raggiunsero gli altri membri del Quorum dei Dodici Apostoli che si erano fermati anche loro a causa della propria malattia. Si fermarono a Kirtland e visitarono il tempio lì. In quell’occasione, Theodore ricevette la sua dotazione. Ci vollero tre mesi per viaggiare da Nauvoo fino a New York, facendo affidamento sull’ospitalità delle persone che avrebbero incontrato come chiesto dal Signore. Il viaggio sulla nave fu difficile a causa del mare tempestoso e del mal di mare, ma arrivarono sani e salvi. Una volta in Inghilterra, incontrarono altri che erano già lì in missione e mentre andavano alle città alle quali erano stati assegnati, Theodore e Wilford Woodruff si fermarono alla casa di un ricco contadino, William Benbow. Il signor Benbow e la sua famiglia accolsero i due missionari e tennero una pubblica riunione nelle vicinanze della loro casa. Dopo la riunione, due delle persone presenti chiesero di essere battezzate. Dopo due settimane in Inghilterra, Theodore andò a Birmingham, la sua città di nascita. Poco tempo dopo ebbe modo di rivedere i suoi parenti ed i suoi amici che non vedeva da quindici anni. Visitò i suoi genitori, una sorella, un fratello, ed altri suoi conoscenti e fu bellissimo vedere nuovamente la sua famiglia e predicare loro il Vangelo. Egli scrisse nel suo diario: “Prego che il Signore mi dia la capacità di far comprendere ai miei parenti le cose del Signore nella loro realtà”. Poiché era interessato al benessere dei suoi antenati defunti, prese nota dei nomi e delle date di svariati di essi chiedendoli ai suoi familiari. Predicò alle persone di Birmingham e scrisse una lettera alla sua cognata di Londra, ciò che si rivelò fruttuoso perché Mary Ann Allgood fu la prima persona a Londra che accettò i missionari. Purtroppo gli altri della sua famiglia furono restii ad accettare il suo messaggio. Questo lo rattristò molto e scrisse nel suo diario: “Stamattina mi sono deciso a lasciare i miei amici per andare a predicare il Vangelo nel mondo. I miei parenti non sono disposti ad accettare il mio messaggio, così prego Dio affinché apra i loro occhi in modo che possano rendersi conto della loro situazione e dei privilegi che Dio offre

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loro”. Quindi egli continuava dicendo: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua” (Marco 6:4). Theodore, dopo aver svolto per un po’ la missione, andò con il suo collega di missione Wilford Woodruff. Quest’ultimo partì per il Sud per predicare dove i missionari non avevano predicato prima. Lì trovò grande successo, battezzando centinaia di persone, mentre Theodore continuò il lavoro a Strattfordshire. Lavorò duramente e con successo fino al marzo del 1840, quando fu accusato da un membro di un’altra chiesa di non aver saldato un debito quindici anni addietro ed a causa dei pregiudizi che esistevano in quel periodo nei confronti della Chiesa, e per tale motivo, fu condannato ed incarcerato. Theodore soffrì molto in carcere in quanto non gli davano da mangiare e, sebbene fosse possibile per i carcerati comprarne, lui non aveva soldi e così rimase a digiuno per quasi quattro giorni. Quando le sorelle della Chiesa che erano in zona ne vennero a conoscenza, camminarono per più di venti chilometri e gli portarono del denaro. Anche un signore anziano con il bastone andò a trovarlo diverse volte a piedi dalla vicina città al carcere per portargli da mangiare. Le circostanze erano terribili ma Theodore cercò sempre di avere fede nel Signore. L’incarcerazione di Theodore fu l’adempimento della profezia di Joseph Smith: “Fratelli, qualora vi metteranno in prigione, ricordate che vostro fratello Joseph è stato incarcerato prima di voi; qualora vi troverete dove potrete vedere i vostri fratelli solo attraverso le sbarre a causa del Vangelo di Gesù Cristo, ricordate che il fratello Joseph ci si è già trovato prima di voi.” Theodore avrebbe desiderato tanto continuare la sua missione e soffrì molto per il fatto che era stata interrotta. Tuttavia predicò agli altri prigionieri e i membri della Chiesa che erano nella zona vennero a trovarlo. Finalmente, dopo più di sette settimane di prigione, Theodore fu liberato grazie agli sforzi di suo fratello John. Theodore riprese subito a predicare e dopo alcuni mesi gli Apostoli gli chiesero di accompagnare due gruppi di santi in America. C’erano 41 persone nel primo gruppo. Una volta condotto a destinazione, il gruppo fu lasciato da Theodore che tornò in Inghilterra. Per condurre a destinazione il secondo gruppo Theodore attraversò nuovamente l’oceano per tornare nuovamente in Inghilterra, prese il gruppo e condusse anche questo in America fino alla città di Nauvoo.

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Il ritorno di Theodore e l’esodo dei santi: Il suo ritorno fu bellissimo e la sua famiglia era molto felice. Col tempo, ripresero la vita normale e Theodore aprì un’attività come fabbro e armaiolo. Le cose andavano bene per Theodore e la sua famiglia, i quali godevano delle benedizioni del Signore e crescevano insieme agli altri membri della Chiesa. Questo periodo di pace purtroppo giunse a termine nel 1840, quando i santi furono costretti a lasciare la loro città e le loro case per fuggire verso ovest. Avevano già sopportato tante sofferenze e difficoltà, ma erano poca cosa in confronto al dispiacere profondo che avrebbero dovuto sopportare durante il viaggio verso Salt Lake City: il tempo era brutto ed era la primavera del 1846. Faceva freddo e tutto era umido ed in queste condizioni ebbero grossi problemi nell’attraversare con il carro fango e acqua alta. Inoltre, a causa di tali condizioni, vi furono gravi problemi di salute un po’ per tutti i membri della Chiesa e specialmente la famiglia Turley. Da quando lasciarono Nauvoo fino a quando arrivarono a Salt Lake City le perdite umane furono immense: sette figli, un nipote e due mogli morirono durante l’esodo. Un’altra moglie morì subito dopo l’arrivo a Salt Lake City e la quarta moglie, che era in attesa di un altro figlio, decise di tornare a Nauvoo a metà del viaggio, dove partorì una figlia e non fu più rivista. In totale, Theodore perse 13 membri della sua famiglia, 6 dei quali furono sepolti in tombe prive di iscrizioni sulle praterie dell’Iowa, altri 8 a Winter Quarters, nel Nebraska, e una moglie a Salt Lake City. Il profeta Brigham Young dichiarò martiri della Chiesa quelli che morirono a Winter Quarters e vi testimonio che questo è vero. Theodore rimase a Winter Quarters per due anni e mezzo perché ebbe modo di scoprire che come fabbro era importante per sé e per la comunità al fine di produrre carri e altri beni che in quel periodo erano necessari ai pionieri diretti a Salt Lake City. Nel 1849 Theodire con i suoi 6 figli orfani di madre si unì alla spedizione di membri diretti ad ovest verso Salt Lake City. Si risposò e visse il resto della sua vita nello Utah. Non finì mai di servire il Signore ed il suo servizio continuò fino alla sua morte nel 1872.

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Emery Barrus (1809–1899)

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Emery Barrus nacque l’8 aprile 1809 a Hanover Chautaqua, New York. Nel 1833 Emery lavorava come fattore alla fattoria di Freeman Nickerson e frequentava sua figlia, Huldah Abigail Nickerson. Conobbe la chiesa quando il profeta Joseph Smith e Oliver Cowdery vennero alla casa dei Nickerson. Joseph e Oliver rimasero lì per un po’ di tempo e in seguito Emery e la famiglia di Freeman si battezzarono. Il 18 dicembre 1833 Emery e Huldah si sposarono e iniziarono una vita insieme. Ebbero dei figli, e dopo sei anni di matrimonio si trasferirono con i loro tre figli e la famiglia di Huldah a Nauvoo. Per i primi quattro anni, la vita a Nauvoo era tranquilla, ma nel 1844, il profeta Joseph Smith e suo fratello Hyrum furono uccisi a Carthage Jail. Dopo il martirio le persecuzioni peggiorarono; i conflitti diventarono così intensi che nel 1845 i santi decisero di lasciare le loro case e la loro bella città di Nauvoo. Fecero i preparativi per il lungo viaggio. Emery aveva una segheria su un’isola nel Mississippi e Emery e Huldah si trasferirono lì. Huldah aiutò Emery a tagliare il legno per costruire i carri; insieme, Emery e Huldah costruirono tanti carri per il tragitto. Emery e Huldah ed i loro figli accompagnarono la famiglia di Huldah, ma arrivarono a Winter Quarters troppo tardi per unirsi agli altri pionieri e quinidi si stabilirono lì per l’inverno. Costruirono una casa e rimasero a Winter Quarters per sei anni. Nell’ottobre del 1853 arrivarono nello Utah a si stabilirono nella città di Grantsville. Emery e Huldah continuarono a servire gli altri e a servire la chiesa. Vissero a Grantsville per il resto della loro vita.

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James Madison Flake Agnes Haley Love (1815–1850) (1819–1855)

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James Madison Flake era il primo figilo di Jordan and Faithy Hannah Flake. Nacque il 22 giugno 1815 in una piantagione nel Sud degli Stati Uniti. Conobbe Agnes Love di cui si innamorò subito e che sposò il 2 ottobre 1838. Fu un matrimonio molto elegante perché tutti e due venivano da famiglie molto importanti. Al loro matrimonio ricevettero tanti regali tra i quali c’erano due schiavi africani. Si chiamavano Liz e Green. Nuova terra era disponilbile nello stato del Mississippi e quindi si trasferirono lì. James acquistò un grande appezzamento di terra e stabilì una piantagione di cotone. Vivevano bene lì. Famiglia, parenti e amici vennero anche a stabilirsi in Mississippi con James e Agnes. James lavorava duramente ed ebbe molto successo. Prosperavano ed erano molto ricchi. Nell’autunno del 1843, la vita di Agnes e James cambiò per sempre. Anziano Benjamin Clapp, un convertito di Wilford Woodruff e David Patten venne alla casa dei Flake. Portò con sé la Bibbia ed il Libro di Mormon. James e Agnes non erano interessati al suo messaggio, ma li ospitarono comunque, come richiedeva l’ospitalità del Sud. Dopo alcune settimane, i loro cuori furono toccati dallo spirito e si battezzarono. Le loro famiglie ed i loro amici li abbandonarono, ma loro rimasero fermi nella loro devozione alla chiesa restuarata. Un po’ di tempo dopo, James fece conoscere la chiesa ai suoi schiavi e Green si battezzò nel 1844. I Flake decisero di andare a Nauvoo per unirsi ai membri là. Liberarono i loro schiavi, e Liz e Green scelsero di andare con la famiglia a Nauvoo. Una volta a Nauvoo, James ebbe il privilegio di conoscere il profeta Joseph Smith e ricevette la sua benedizione patriarcale da Hyrum Smith solo poche settimane prima del martirio. La famiglia si stabilì a Nauvoo durante il periodo di grandi persecuzioni. Due dei loro giovani figli, Thomas e Richmond, morirono lì. Un altro figlio, Samuel, nacque alcuni mesi prima dell’esodo. Nel 1846, James, Agnes e la loro famiglia lasciarono Nauvoo. Attraversarono lo stato dell’Iowa e arrivarono a Winter Quarters e trovarono rifugio in delle buche. Quell’inverno, Agnes partorì ed ebbe un figlio, Frederick, che morì alla nascita. Pochi mesi dopo, il suo cuore si spezzò di nuovo quando il piccolo Samuel morì. Quell’anno James aiutò a piantare mais ed altro cibo con i suoi muli e provvedette a dare del cibo ai santi affamati.

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Quando il profeta Brigham young preparò tutto per la prima compagnia di pionieri aveva bisogno di buoni buoi e carri. James rimase a Winter Quarters per continuare il lavoro di coltivazione, ma mandò i suoi buoi e il suo carro con Green. Green guidò il profeta Brigham Young nel carro di James fino a Salt Lake City. Il 4 aprile 1848, Agnes partorì di nuovo. Questa volta tutto andò bene e nacque una figlia, Sarah. La sua nascita riempì di gioia il cuore di Agnes. James piantò più cibo e poi partì con la sua famiglia e un gruppo di pionieri. Il loro figlio William aveva solo nove anni. Lui, insieme a Liz, l’ex-schiava, camminò e guidò i bovini fino allo Utah. Durante il viaggio, William fu battazzato da suo padre nel fiume. Arrivarono a Salt Lake City nell’ottobre del 1848. Negli anni seguenti William aiutò suo padre a guidare le mucche e a coltivare il terreno. Egli vide lo sciame dei grilli neri che mangiarono il loro raccolto. Aiutò nella difesa senza speranza di salvare il raccolto. Vide pure la risposta alle loro preghiere quando vennero i gabbiani a mangiare tutti i grilli. Nel 1850, James fu chiamato ad andare in California per aiutare i poveri santi che erano sbarcati lì e per portarli nello Utah. James viaggiò con due apostoli, Anziani Amasa Lyman e Charles C. Rich. Attraversando il deserto Mohave, non ebbero acqua. Crollarono sotto il sole forte. Anziano Rich si inginnochiò e supplicò il Signore di salvarli. L’Anziano Rich disse ai suoi colleghi di stendere una tela e di prepararsi a prendere acqua. Una piccola nuvola apparve nell’ovest e si avvicinò agli stanchi viaggiatori. La pioggia cadde fino a quando non ebbero bevuto e riempito tutti i loro contenitori. Il sole tornò e non c’era nessuna traccia di pioggia. James e i suoi colleghi continuarono verso California lodando Dio per averli salvati. Una volta arrivati in California, la compagnia andò verso nord. La sella du un uomo nel gruppo si ruppe e James gli diede la sua sella e continuò con la sella rotta. Purtroppo il suo mulo si spaventò e quando saltò in aria, James cadde a terra e morì spezzandosi il collo. I suoi colleghi lo seppellirono lungo il sentiero in California. Dopo la morte tragica di suo marito, Agnes rimase vedova a trent’anni. In sei anni di appartanenza alla chiesa la sua vita era cambiata da una vita di ricchezze e tanti servitori ad una vita di povertà a malattia. Aveva perso la sua ricchezza, la sua salute, suo marito e quattro figli.

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Un anno dopo, Agnes e la sua famiglia andarono in California con una compagnia per aiutare quelli che arrivavano con le navi. Augustus Love, il fratello minore di Agnes, che era venuto in California cercando oro, venne a trovare sua sorella. Lui rimase scioccato quando trovò Agnes: una vedova che viveva in povertà e che soffriva di tubercolosi. Augustus la supplicò di tornare con lui alla casa dei genitori nel Sud. Avrebbe potuto avere servitori, cure mediche e avrebbe potuto crescere i suoi figli con buone opportunità di eduzione. Doveva solo rinnegare la sua religione. Agnes rispose: “Tu mi chiedi di lasciare troppe cose, più del sangue della mia vita. Io preferirei consumare le mie unghie lavorando per sostenere i miei figli piuttosto che portarli via della chiesa che so essere vera.” Augustus le disse che se avesse mai cambiato idea lei avrebbe potuto e lui sarebbe venuto a prenderla. Agnes morì in povertà a 35 anni. L’unica cosa che lasciò ai suoi figli orfani fu un retaggio di fede nel Signore Gesù Cristo più forte della morte.

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William Greenwood Ann Hartley (1819–1899) (1821–1897)

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William Greenwood, Jr. nacque il 4 marzo 1819 a Heptonstall, England, il decimo di dodici figli nella sua famiglia. Ann Hartley nacque il 26 luglio 1821 a Burntley, English, la seconda di sette fligli. Il padre di Ann era un tessitore in una fabbrica. In quell’epoca anche i bambini lavoravano i telai e allora il padre di Ann la portava sulle spalle a lavorare quando era ancora molto piccola. Lei non dimenticò mai le grida degli altri bambini arrivando alla fabbrica presto nella mattina. Ann diventò molto brava quando era più grande, e conobbe William Greenwood che era un supervisore alla fabbrica. I due giovani si innamorarono e si sposarono il 24 novembre 1839. Nello stesso periodo, Ann incontrò i missionari mormoni e si interessò subito al loro messaggio. Aveva paura di riferire questo fatto a suo marito e ai suoi genitori perché non pensava che loro avrebbero accettato una nuova fede. Perciò Ann andava da sola ad ascoltare il Vangelo e ad imparare i principi di esso. William diventò curioso e la seguì una sera. Ascoltò attentamente e anche lui si interessò molto. D’allora in poi frequentavano sempre le riunioni della chiesa insieme. La famiglia di Ann non era d’accordo con il suo battesimo, ma lei si battezzò lo stesso l’8 settembre 1840. Benché nessuno della famiglia di Ann si unisse alla chiesa, non era sola. William si battezzò nel giugno del 1841 insieme ai suoi genitori ed ai suoi fratelli. Decisero di immigrare in America subito per unirsi ai santi nell’Illinois. Arrivarono in America il 9 novembre e si stabilirono vicino a Nauvoo. La loro prima bambina nacque il 2 aprile 1842. Quell’autunno, nell’arco di nove settimane, sette membri della famiglia di William morirono, inclusi i suoi genitori, molto probabilmente di colera. Questo fu un periodo molto difficile per Ann. A parte le morti nella famiglia, le condizioni di vita allora erano anche molto dure. I genitori di Ann mandarono i fondi affinché William, Ann e la piccola Martha potessero tornare in Inghilterra nel 1843. Martha morì l’anno dopo e nello stesso anno, nacque la seconda figlia, Sarah. Un altro figlio, Foster, nacque nel 1847, ma lui morì nel 1848. La famiglia desiderava riunirsi con i santi e quindi andarono un’altra volta in America. Ebbero un altro figlio una volta che si erano stabiliti nell’Illinois. All’epoca la maggior parte dei santi aveva già fatto il tragitto

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allo Utah. Nel maggio del 1852, i Greenwood partirono insieme ai fratelli di William e le loro famiglie. Ann partorì nel carro il 27 luglio quando erano a metà strada e continuò nel carro per alcune settimane dopo il parto. Un giorno i buoi si spaventarono e fuggirono disordinatamente con lei ed i suoi piccoli bambini dentro il carro. Ann prese le redini e parlò dolcemente fino a quando i buoi si calmarono. Che esperienza! Arrivarono a Salt Lake City il 5 novembre 1852, ma dopo tre settimane furono chiamati ad andare in missione nel Sud dello Utah per estrarre minerali grezzi. Non avevano casa per un anno e vivevano in una caverna. Un’altra figlia, Mary Ann, nacque il 9 maggio 1855 a Cedar City. Le condizioni di vita erano dure: poco cibo, acqua sporca e molestia dagli Indiani. Nel maggio del 1856 la famiglia di Ann e William si trasferì a Beaver, Utah. Erano tra i primi cittadini e dormirono nei carri per i primi mesi fino a quando avevano costruito delle case molto primitive. Lì aiutarono i cittadini di Beaver ad aprire una fabbrica di tessuto. Grazie ai loro talenti con il tessuto, William e Ann furono un grande aiuto. Ebbero gli ultimi cinque figli a Beaver dei quali tutti sopravvissero tranne una, che morì all’età di 10 mesi. È chiaro che Ann era una madre molto brava perché tanti bambini morivano in quei giorni. Ann e William crebbero i loro figli con amore e con fede nel Signore. Ann morì di vecchiaia all’età di 76 anni. Due anni dopo, William fece un incidente e morì.

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Ezra T. Clark (1823–1901)

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Ezra T. Clark nacque il 23 novembre 1823 nello stato dell’Illinois, decimo figlio di Timothy e Polly Clark. Il nonno di Ezra fu soldato nella Guerra d’Indipendenza e suo padre, Timothy Baldwin Clark, fu soldato nella Guerra del 1812 e si arruolò nella Guerra di Black Hawk. Quando Ezra aveva 12 anni, lui e la sua famiglia conobbero la chiesa e si battezzarono. Si trasferirono poi in Missouri, vicino alla città di Independence. Nella sua adolescenza vide tante persecuzioni e sofferenze.Un giorno mentre sua madre faceva una riunione della chiesa, i facinorosi rubarono il suo cavallo. Suo padre fu incarcerato, ma a motivo della sua età liberato. Anche Ezra fu arrestato, ma la sua giovane età lo salvò dall’incarcerazione. Suo cognato fu incarcerato per otto mesi e soffrì tante ingiustizie simili a quelle che subirono il Profeta Joseph Smith e i suoi colleghi. Nel 1838, dopo tante difficoltà, I santi (all’epoca circa 12000) furono cacciati dallo stato del Missouri. I cittadini dell’Illinois ebbero compassione nei confronti degli indigenti pionieri e li lasciarono stabilire a Nauvoo. Il tempio ebbe sempre un ruolo molto importante nella vita di Ezra. Nel 1841, Ezra fu presente alla cerimonia del posizionamento della pietra angolare del tempio di Nauvoo. Ezra aveva allora 18 anni. Il profeta chiese contributi per la costruzione del tempio e il giovane Ezra si avvicinò e gli diede tutto quello che aveva—il suo ultimo dollaro. Joseph Smith guardò il contributo e poi guardò questo ragazzo. Gli promise: “Ragazzo, a te non mancheranno mai le necessità della vita né soldi.” Ezra sposò Mary Stevensen e insieme vissero tanti bei momenti, ma anche tanta tristezza a Nauvoo. Dopo il martirio di Joseph e Hyrum loro furono presenti con gli altri santi quando i corpi dell’amato profeta e suo fratello furono portati a Nauvoo. Dissero che una così grande processione di santi in lutto non sarebbe mai stata dimenticata. Ezra e Mary assistettero alla speciale conferenza durante la quale Brigham Young parlò come se fosse il profeta Joseph Smith (con la voce e l’aspetto del profeta Joseph Smith). Ezra disse che fu una forte prova della divina chiamata di Brigham Young. Presidente Young continuò il lavoro della costruzione del tempio perché sapeva quanto fossero importanti le ordinanze del tempio. Il tempio di Nauvoo fu dedicato il 5 aprile 1845. Nell’arco di tre mesi, mille persone, inclusi Ezra e Mary, ricevettero le ordinanze del tempio.

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Tre giorni dopo che i santi cominciarono il loro esodo da Nauvoo, Ezra e Mary attraversarono il Fiume Mississippi e tornarono a Nauvoo per essere suggellati insieme il 6 febbraio 1846. Mary era incinta di sette mesi. Il 6 febbraio fu l’ultimo giorno in cui le ordinanze del tempio furono celebrate. Tre giorni dopo i facinorosi appiccarono fuoco al tetto del tempio che si incendiò. Quel giorno, Ezra e Mary stabilirono un legame che i facinorosi non avrebbero potuto mai spezzare. Insieme agli altri pionieri fecero il lungo viaggio da Nauvoo fino a Salt Lake City. Lui e la sua famiglia si stabilirono vicino a Salk Lake City. Nel 1850, il suo servizio missionario cominciò. Fu chiamato a servire in Inghilterra. Tornò dopo un anno a motivo di conflitti tra il governo americano e la chiesa. Svolse altre missioni incluse chiamate nell’Est degli Stati Uniti, Idaho, Canada, Oregon ed altri posti. Nel 1894 fu chiamato come patriarca e impartì benedizioni patriarcali a tutta la sua famiglia e a tanti amici. Visse una vita di servizio e obbedienza sempre ringraziando il Signore per quello che aveva.

Ezra T. Clark portò la sua testimonianza: Morì il 17 ottobre 1901, ma prima di morire disse le seguenti parole ad una riunione familiare: “Vi porto questa mia testimonianza. Ho sentito il profeta Joseph predicare tante volte; ho ascoltato il suo ultimo sermone: l’ho sentito testimoniare della veridicità del lavoro che Dio l’aveva chiamato a fare. Disse anche che il Signore non aveva mai permesso che i suoi nemici lo uccidessero perché il suo lavoro non era compiuto fino a poco tempo prima. Stabilì le fondamenta di quest’opera e conferì la responsabilità del Sacerdozio ai Dodici . . . Loro avrebbero continuato in maniera trionfante l’opera che sarebbe andata avanti più velocemente rispetto a prima. Io sono uno che ha sentito la sua voce e so che parlava come un angelo del cielo. So che lui era un profeta di Dio. L’ho sentito profetizzare tante volte e ho visto le sue profezie adempiersi. Gli ho stretto la mano e lui mi ha dato una benedizione; io ho sentito l’influenza e il potere del Signore scendere su di lui e su di me. Non ho mai dimenticato quella benedizione, da quel giorno fino ad oggi, e non la dimenticherò mai.

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Due giorni dopo, il profeta è stato ucciso e due o tre settimane dopo quando i santi hanno tenuto una conferenza, Brigham Young è diventato il dirigente della chiesa. Voglio testimoniare che lui ha parlato come Joseph paralava: la stessa voce, gli stessi gesti, la stessa statura, e io porto questa testimonianza a tutto il mondo e ai miei figli e ai figli dei miei figli. Porto testimonianza anche che quest’opera è l’opera di Dio e che andrà avanti come ha fatto da quel giorno fino ad oggi. Non mi sono mai alllontanato e mi sono sempre dilettato a seguire i consigli dei Suoi servitori in ogni cosa. Ho subito tante privazioni e tante momenti di sofferenza nel deserto, e io so che gli uomini che sono a capo della chiesa sono uomini di Dio. So che quelli che ci dirigono oggi sono chiamati da Dio. Voglio dire ai miei figli e ai figli dei miei figli che se scelgono il giusto e osservano i commandamenti di Dio, nessuna buona cosa mancherà mai loro. Loro avranno una testimonianza che Dio ha stabilito quets’opera e che andrà avanti e coloro che aiuteranno con il suo avanzamento saranno innalzati, mentre coloro che combattono contro di essa cadranno. Voglio portare questa testimonianza e lasciarla per il beneficio dei miei figli e dei figli dei miei figli, perché mi rendo conto che mi rimane poco tempo da vivere qui sulla terra. Ho passato il mio settantasettesimo anno ed è stato un mio piacere conoscere il profeta e gli apostoli e so che sono detentori del suo santo Sacerdozio di Melchisedec. Lascio questa tesimonianza e voglio che sia scritta affinché i miei figli e i figli dei miei figli sappiano che io ho compiuto il mio lavoro e porto questa tesimonianza a loro e a tutto il mondo nel nome di Gesù Cristo. Amen.

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Lovina Ann Steele (1844–1925)

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Lovina Ann Steele nacque a Nauvoo, Illinois il 29 settembre 1844. Era la prima figlia di Samuel e Alvira Steele. Nacque in un periodo difficile per i primi santi, solo tre mesi dopo il martirio di Joseph Smith. I suoi genitori erano nuovi convertiti alla chiesa e furono abbandonati dalle loro famiglie e dagli amici a motivo della loro nuova fede. Fu davvero un periodo di grandi prove e tanti membri si allontanarono dalla chiesa. Da piccola, Lovina conobbe la sofferenza. Dopo essere stati costretti a lasciare la loro casa a Nauvoo, andarono a Fort Des Moines, Iowa. Nel 1849, quando Lovina aveva solo cinque anni, sua madre abbandonò la famiglia e la chiesa. Da allora, ella non vide più sua madre. Per essere così giovane, Lovina aveva tante responsabilità. Suo fratello, Albert, aveva solo un anno e mezzo e Lovina si dovette assumere anche la responsabilità di prendersi cura di lui. Nonostante tutte le prove, suo padre rimase fedele alla chiesa e alla famiglia. Nel 1851, quando Lovina avevo solo otto anni, e Albert ne aveva 4, il padre cominciò a fare i preparativi per andare a Salt Lake City. Era urgente, però, che lui arrivasse il più presto possibile e quindi fu costretto ad andare prima e a lasciare i suoi figli al fratello e sorella Hill, amici della chiesa. Loro dovevano partire poco dopo con un’altra compagnia. La separazione fu molto difficile per il padre e i suoi figli. All’insaputa di Samuel, e sfortunatamente per Lovina e Albert, fratello e sorella Hill lasciarono la chiesa. Abbandonarono i due bambini e presero con loro tutto quello che Samuel aveva lasciato per i suoi figli, inclusi i buoi e un carro. Da soli e indigenti, una brava famiglia offrì di condividere il loro cibo con loro e di accompagnarli. Non c’era spazio nel loro carro per i bambini e quindi Lovina e Albert furono costretti a fare il viaggio lungo a piedi e quasi da soli. A causa della sua età giovane e condizione indebolita, Albert spesso non riusciva a camminare da solo. Trovando forza nel suo amore per suo fratello e nella sua fede nel Signore, Lovina lo portò sulle spalle per quasi tutto il viaggio attraverso le pianure polverose. Fu la sua testimonianza sulla verità dell’opera del Signore ed il suo impegno di seguire il profeta, che aiutò questa ragazza a fare delle cose straordinarie. Le sue sono orme di fede e di speranza per la sua posterità da seguire.

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Bent Rolfsen Larsen (1845–1926)

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Il 24 settembre 1845 a Risor in Norvegia, Bent Rolfsen Larsen nacque. La sua famiglia abitava vicino al porto e quindi lui da piccolo aveva un amore per il mare e per le navi. Suo nonno, Bent Rolfsen, costruiva le navi. Bent e suo fratello, Andrew, andavano nella piccola barca della famiglia a raccogliere lo scarto del legname per usare come legna da ardere. In un’occasione, quando era molto piccolo, cadde nell’acqua e andò sotto . Suo zio lo vide cadere e saltò in una barca e con un gancio a manico lungo trasse Bent dall’acqua. Quando l’aveva rianimato, lo zio disse e Bent di tornare a casa e di dire alla mamma che lei doveva prendersi cura di suo figli perché Bent era morto quel giorno quando lo zio l’aveva tratto dal fondo del mare, e lo zio l’aveva risuscitato. Bent amava l’acqua e le navi. Infatti, da piccolo saliva a bordo di ogni nave che arrivava al porto e, con il permesso del capitano, si arrampicava sugli alberi più alti. All’età di quattordici anni, si imbarcò con suo zio su una barca che si chiamava Dorothea. Bent lavorava come marinaio. Andarono prima in Inghilterra, poi a Philadelphia (USA) e poi in Svezia. Nel 1860 Bent naufragò vicino alla costiera della Russia. La nave affondò nella notte e il capitano e l’equipaggio raggiunsero la spiaggia nelle barche di salvataggio all’alba. Lo Zar era lì per ispezionare il suo esercito. Il giovane Bent riuscì ad inserirsi il modo tale che fosse al fianco dello Zar per un po’ di tempo. Bent e suo zio tornarono in Norvegia quell’anno. Negli anni a seguire fece simili viaggi su altre navi. Andò in Svezia, Francia, Indie Occidentali, Canada, Spagna e nel Baltico. Nel 1863 il giovane Bent, a 18 anni, tornò a casa per Natale. Quando arrivò a casa, trovò i missionari Mormoni e non fu contento. Sua nonna Rolfsen e le sue zie erano tutte molto attive nella chiesa; furono tra i primi membri della chiesa a Risor in Norvegia. I suoi genitori, Ole e Maria, si erano battezzati a luglio di quell’anno. Ci volle tempo per Bent. Nell’estate del 1864 andò in Francia tre volte e in Olanda una volta e poi si battezzò il 10 settembre 1864. Il 18 aprile 1865, la famiglia Larsen lasciò Risor per trasferirsi nello Utah. Arrivarono prima a Chicago e rimasero lì per lavorare un periodo prima di unirsi all’ultima compagnia mandata dalla chiesa per accompagnare gli emigrati nello Utah. Una volta arrivati, si stabilirono a Fountain Green, nella

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parte sud dello Utah. Bent si sposò ed ebbe una vita felice con la sua famiglia perché lavoravano e crescevano. Il 6 luglio 1881 ricevette una sorpresa: una chiamata dal Presidente John Taylor di partire per la missione in Norvegia. Aveva poco più di un mese per sistemare tutti i suoi affari. Vendette una porzione della sua fattoria e partì il 12 agosto 1881. Svolse una bella missione di successo. Un giorno ad un battesimo nel mare, Bent si tagliò il piede su un pezzo di vetro. A quell’epoca c’erano tante persecuzioni contro la chiesa e quindi non poteva andare dal dottore. Il piede diventò infetto ed era molto doloroso. Un membro della chiesa lo ospitò e lo curò fino a quando si riprese nuovamente. Dopo quell’incidente aveva una grande cicatrice sul piede, e ;e scarpe sfregavano sempre contro la cicatrice causandogli grandi calli per il resto della sua vita. Inoltre durante la sua missione, contrasse asma bronchiale e non si riprese mai. Ne soffrì per 45 anni. Suo figlio disse: “Mio padre perdette la sua salute e le sue ricchezze durante la sua missione, ma non perdette mai la sua fede. La tenne forte fino alla fine.” Nel 1883 Bent tornò a casa. 503 santi scandinavi emigrarono a Sion insieme ai missionari. Cambiarono nave in Inghilterra a lì furono raggiunti da 171 membri inglesi. Erano in totale 678 santi e 44 missionari. Il 20 giugno 1883, arrivarono in America. Il suo ritorno a casa fu bellissimo. Sua moglie, Lorena, aveva avuto un bambino alcuni mesi dopo che lui era partito in missione. Suo figlio, Bent Franklin, aveva 14 mesi quando suo padre lo vide per la prima volta. Per il resto della sua vita, Bent si dedicò alla sua famiglia e al servizio degli altri. Servì tanti anni al tempio e in diversi incarichi nella chiesa. Lasciò un retaggio di fede e di servizio consacrato. Morì di polmonite il 7 novembre 1926.

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Orrin Orlando Barrus (1870–1958)

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Orrin Orlando Barrus, figlio di Benjamin Franklin Barrus e Lovina Ann Steele, nacque nel 1870 a Grantsville, Utah. Era il quarto di undici figli e da età piccola imparò l’importanza del duro lavoro. I tempi furono difficili e c’erano pochi soldi. Qui di seguito sono due storie dalla sua missione svolta nelle isole di Samoa:

Orrin Orlando ricevette il dono delle lingue: “Avevo sempre avuto un desiderio di svolgere una missione e quindi all’età di ventitre anni, accettai una chiamata a servire in Samoa. Il 18 agosto 1893 mi imbarcai con dodici altri anziani per le isole polinesiane. Io ero l’unico destinato a Samoa. Dopo due settimane di viaggio su un mare agittato arrivammo a Fangali’i, Samoa, dove c’era l’ufficio della missione e vidi per la prima volta il verde smeraldo dell’isola. Mi fu affidato di pitturare la chiesa e l’ufficio della missione. Ci vollero due o tre mesi per finire il lavoro. A tal punto non avevo imparato a parlare la lingua; non sapevo neanche chiedere qualcosa da mangiare o da bere. Quasi tre mesi dopo il mio arrivo in queste isole meravigliosamente verdi, fui mandato a Tutuila a lavorare con Anziano Frank Vancott. Anziano Vancott era già stato nella missione da più di due anni e parlava la lingua fluentemente. Dopo alcuni giorni tenemmo una riunione di testimonianze dov’erano presenti trenta nativi dell’isola. Posso vederli ancora oggi, ciascuno seduto su uno stuoino a gambe incrociate per terra poiché non usavano sedie o panchine. Anziano Vancott si alzò e disse qualcosa che io non capii perché parlava nella lingua samoana. I nativi cominciarono ad alzarsi per portare testimonianza e quindi supposi che lui avesse detto loro di fare ciò. Prima di partire da casa avevo ricevuto la mia benedizione patriarchale. Il patriarca mi disse: ‘Ti sarà dato il dono della lingua samoana e la parlerai correntemente.’ E poi quando arrivai a Salt Lake City, l’apostolo Heber J. Grant mi mise a parte. Nella benedizione mi disse: ‘Andrai in pace e tornerai in sicurezza e ti sarà dato il dono della lingua e la parlerai correntemente.’ In quel momento quella promessa del Signore si adempì. Dopo trenta minuti io fui così riempito dello spirito che non potei rimanere seduto. Sembrava che qualcuno mi avesse preso dai capelli e mi stesse trascinando.

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Cominciai a parlare ai nativi nella loro lingua. Tutti furono sorpresi, specialmente io perché fino a quel punto non avevo capito niente di quello che avevano detto gli altri. Le prime parole che mi furono date vennero da Apocalisse 14:6. Dopo aver citato questo versetto io dissi: ‘Quest’angelo è venuto sulla terra a visitare un ragazzo di nome Joseph Smith. Ha restaurato il vangelo eterno e io sono venuto qui da 7.000 chilometri per dirvelo.’ Parlai per venti minuti e avrei potuto continuare, ma il tempo era già esaurito. Quando mi sedetti, Anziano Vancott si alzò e disse: ‘Anziano Barrus ha parlato tramite il dono delle lingue. È lo stesso dono che fu dato il giorno della Pentecoste, quando Pietro si alzò e parlò alla moltitudine e ognuno capì nella propria lingua.’ Fu stranissimo perché adesso io riuscivo a capire, mentre prima, non avevo capito nulla. Alla fine della riuntione, tutti i nativi vennero da me e mi dissero che parlavo la loro lingua come loro stessi. E così furono adempiute le promesse del patriarca e del Presidente Heber J. Grant, che io avrei ricevuto il dono delle lingue. Questo dono è rimasto con me fino al presente [1935, 41 anni dopo]. Quando tornai nello Utah, mi sentivo perso quando dovevo parlare l’inglese, poiché ormai parlavo molto più correntemente in Samoano perché Dio mi aveva dato il dono della lingua esattamente come il Suo profeta aveva promesso.”

Orrin Orlando fu salvato dal mare: “Avevamo un appuntamento per tenere una riunione ad Aunu’u, un’isola a distanza di tre chilometri da Tutuila. Andai, insieme a due nativi, ad un insediamento vicino a procurare una barca per fare il viaggio, ma non trovammo niente. E quindi intraprendemmo il viaggio con una canoa. La canoa era lunga quattro metri e larga meno di un metro. Per fare questo viaggio avremmo dovuto attraversare uno spazio nella barriera corallina. Il passaggio di quest’apertura era sempre molto pericoloso, perché le onde erano enormi e la barriera faceva turbinare il mare come l’inferno di Dante. Ci sarebbe voluto un equipaggio con tanta esperienza per riuscire a gestire questa fase del viaggio. Sebbene i miei due colleghi nativi fossero

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esperti, io ne sapevo poco a niente di come si pagaia una canoa. Era importantissimo che noi raggiungessimo la cresta dell’onda al momento giusto, altrimenti la canoa si sarebbe capovolta. Nel punto più violento del passagio, non riuscimmo a raggiungere la cresta a di conseguenza la canoa si capovolse più volte. I miei colleghi gridarono: ‘Aggrappati alla barca, Anziano Barrus!’ Io non ascoltai. Pensai di essere abbastanza esperto nel nuotare, perché avevo già nuotato con per distanze lungue e quindi ignorai le loro istruzioni e nuotai verso la spiaggia, che era ad un quarto di chilometro distante. Dopo aver nuotato con tutta la mia forza per trenta minuti, scoprii che mi ero allontanato invence di avvicinarmi. La marea mi portava lontano dalla spiaggia. Mi sforzai al massimo e dopo un po’ di tempo ero sfinito. Cominciai ad andare giù nelle profondità del mare. Mentre andavo sempre più giù pensai ai miei genitori a casa e mi chiedevo se avrebbero mai trovato il mio corpo o se invece gli squali mi avvrebbero mangiato. Pensai alla mia vita e la mia memoria fu risvegliata in quei momenti. Pensai che quelli fossero i miei ultimi momenti. All’improvviso pensai alle parole che il Presidente Heber J. Grant me aveva detto quando mi mise a parte. Mi disse: ‘Tu andrai in pace e tornerai il sicurezza.’ Presi coraggio da questa promessa e allora feci una preghiera nel mio cuore dicendo: ‘O Dio, salvami!’ Immediatamente cominciai a salire in superficie, ma sembrava che non ci sarei mai arrivato. Appena uscito dall’acqua, un’onda grandissima mi prese e mi portò verso la spiaggia con grande velocità. L’onda mi lasciò su una roccia di coralla che emergeva dall’acqua. Vidi i miei colleghi ed altri che animosamente mi indicavano di andare verso di loro. Seguii le loro indicazioni e nuotai per gli ultimi metri che mi separavano dalla spiaggia. Appena arrivato sulla spiaggia, mi inginocchiai nella sabbia e ringraziai il Signore per avermi salvato la vita. Gli promisi che avrei sempre portato testimonianza che mi aveva preso dalle profondità del mare e che mi aveva portato alla spiaggia. Ho sempre mantenuto questa promessa e ho sempre raccontato quest’esperienza quando ho ritenuto giusto farlo. I miei due collegih si erano aggrappati alla canoa e avevano usato una conchiglia per sgottare l’acqua dalla conoa. Tornarono alla spiaggia molto prima di me.

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Non so per quanto tempo sono stato nell’acqua, ma mi sembravano ore e so che il Signore mi risparmiò la vita. Mandò una grande onda per portarmi alla spiaggia. Quest’onda si formò molto più lontano dalla spiaggia delle altre. Forse il Signore aveva un altro piano per la mia vita. Questo fu più di quarant’anni fa e da allora mi sono sposato e ho aiutato mia moglie a crescere nove figli e insieme abbiamo svolto una missione nel Sud degli Stati Uniti pressi gli Indiana di Catawba. Ho anche servito circi dodici anni come vescovo e sono un lavoratore al tempio di Logan da più di vent’anni. La mia missione qui sulla terra ancora non è compiuta. Io continuerò a lavorare per il Signore per il resto dei miei giorni.”

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