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#1 /2014

www.creamwagon.com


CREAM WAGON #1

DIGITAL MAGAZINE PERIODICO

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Copertina: Ricardo Cavolo


TEAM GIULIA LANCINI: laureata nel 2014 in fotografia presso l’università “LABA” di Brescia. Attualmente opera nel campo musicale

YURIY ZAGRANOVSKYY: Diplomato nel 2012 in grafica. Lavora come freelancer per alcune aziende e dal 2006 si occupa di fotografia art and commerce. CLAUDIO CAMPANA: Diplomato nel 2012 in un istituto grafico. Attualmente studia arti visive al “DAMS” di Bologna.

Vogliamo condividere con voi i nostri interessi e le nostre passioni. Vogliamo lasciarvi trasportare da ciò che ci piace, dalle arti alla musica, dalle culture giovanili alle nuove tendenze e con occhio fresco e attuale riscoprire gusti ormai passati, sempre ingordi di curiosità

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Vik Zagranowski (C)

SOMMARIO JASON FREENY

PAG. 8-9

FRANC DIDIC LOVES A RIPE LAND TO GO PAG. 10-11

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DSA COMMANDO

PAG. 12-14

SUICIDE GIRLS

PAG. 16-18


Vik Zagranowski (C)

SOMMARIO RICARDO CAVOLO

PAG. 20-23

COFFEE.N.TELEVISIØN

PAG. 24-25

MR.TASTE

PAG. 26-27

FRANCESCO BONOMINI “FRASK”

PAG. 28-29

VONTREE

PAG. 30-31

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“Topi e giganti”

“Durante la riparazione annuale, quando la nave è deserta da quel piccolo universo che la popolava, esce dall’acqua, circondata da altre navi, enormi, e gru, ovunque. E al suo interno il meticoloso lavoro, chirurgico, di rimuovere, aggiustare, riportare a nuovo, tra ruote dentate che si muovono come organi interni e tubi che percorrono l’intero scafo, come arterie vitali. Un ecosistema di cavi e acciaio dove ogni piccola lampadina assume un ruolo fondamentale per tutta la nave”

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cit. Vic Zagranowski


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Jason Freeny by Zagranovsky Yuri

Noto scultore e artista Americano. Lo stile del suo lavoro è unico, anche se è influenzata da artisti come Robert Williams, MC Escher, Claes Oldenburg e Andy Warhol.

Nato nel 1970, a Silver Spring nel Maryland ,figlio di una famiglia hippy è il più giovane dei tre fratelli . Jason ha studiato «Industrial Design» al Pratt Institute di Brooklyn NY . Trascorre la maggior parte degli anni 90 in giro per il mondo come muralista e scenografo , Jason è entrato nel dipartimento Eventi Speciali di MTV nel 1997 come designer freelance . Mentre era lì, Jason ha contribuito a progettare e realizzare scenografie , oggetti di scena e opere d’arte personalizzate per MTV Networks, eventi live e produzioni in tutto il mondo . Tra i contributi più riconoscibili di Jason troviamo suoi trofei personalizzati creati per la serie di MTV “Rock - n - Jock “ e “ TRL Awards “.

Jason ha creato il suo primo fictional d’illustrazione di anatomia nel 2000 con la sua rappresentazione del mitologico “ Incubus “. Armato di una giovane e fervida immaginazione , Jason crea opere intelligenti, idee complesse che solleticano l’intelletto attraverso un mix di grafiche forti , anatomia dettagliata , iconografia pop e spirito . Jason lavora a tempo pieno dal 2010 e sul suo tavolo di lavoro si possono tutt’ora vedere gli sviluppi di opere di pura follia dalle gamme e

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e dai colori pazzeschi. Sempre in questo periodo, attraverso una serie di dipinti a mano : “ PinUp” (NSFW ) di illustrazioni a tema , opere d’arte personali , Jason cominciò a raggiungere notorietà finendo sulle pagine di note riviste come Heavy Metal , Juxtapoz Erotica , Penthouse e Time Out New York .

Nel 2012 dopo la nascita di suo figlio, per potergli dedicare tempo, Jason cedette il suo disordinato e “tossico” studio ad altri. Passò così a lavorare in digitale, esprimendosi anche


nella creazione di giocattoli “limited edition”. Anche se tutto questo avviene nell’arco di un solo anno, l’ influenza stilistica di questi due eventi ha avuto un impatto talmente rilevante sulle sue creazioni da generare una miscela surreale dove si scontrano innocenza e scadenza . Vi mostriamo sotto alcune delle sue opere:

Potete visitare la sua pagina ufficiale:

www.moistproduction.com

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Franc Didic Loves A Ripe Land To Go by Zagranovsky Yuri David e Francesco sono le menti dietro una band che spazia liberamente tra ritmiche ambient e suoni puri, completamente indipendenti nella loro ricerca musicale. Immancabilmente accompagnati nei loro live da proiezioni elaborate e suggestive che fanno letteralmente da scenografia alla performance.

Franc Didic? Da dove arriva il nome? Il nome esteso (Franc Didic Loves A Ripe Land To Go) nasce dall’anagramma del nostro nome e cognome, ovvero Francesco Pedrali e David Tognoli. Trovo sia difficile scegliere un nome per la propria band senza incorrere nel rischio di non farselo piacere del tutto, oppure di stancarsene molto presto. Questo gioco di parole in qualche modo riesce a rappresentarci, creando un’unica identità, quasi fisica, anch’essa con nome e cognome. In qualche modo è anche il risultato che tentiamo di raggiungere musicalmente. Quando nasce il gruppo? Io e Francesco abbiamo condiviso numerose esperienze all’interno di gruppi musicali. Durante il periodo con i “Victor H’ego” abbiamo dato vita ad un progetto parallelo chiamato Got on a lividd, con Emanuele Agosti al basso, un tentativo che ha fruttato un buon album e un lungo lavoro in studio che è stato utile per la nostra esperienza (Like a tour of lights). In quel periodo iniziammo a lavorare con l’elettronica sempre più spesso. Nell’autunno del 2012 abbiamo interrotto la collaborazione con Emanuele e sono nati i Franc Didic.

photography of Gloria Pasotti (C)

Il vostro genere non è per niente mainstream, da dove la scelta? In quel momento, nell’autunno 2012, interrompemmo un percorso musicale che già per anni si era snodato fra generi musicali non comunemente esaltati, parlando di mainstream (grunge/post-rock, indie-rock, indietronica ecc. ecc) per cercare di ritrovarci ripartendo da uno stile ambient che avevamo fino a quel punto poco sondato. Questa è stata una cosa positiva, che ci ha aperto nuove strade, senza farci dimenticare quelle da cui stavamo arrivando.

photography of Glora Pasotti (C)

Adesso, usando sempre più ritmiche elettroniche, imbracciamo le nostre chitarre e la ricerca della nostra identità avviene passo dopo passo in modo sempre più definito. Questa è la cosa che ci interessa e che ci riesce di fare. Quanti lavori avete prodotto fino adesso?

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Abbiamo un Ep “fatto in casa”, che risale proprio all’inizio dell’avventura, autunno 2012. È possibile sentirlo in rete a questo indirizzo: https://soundcloud.com/david-tognoli/sets/ franc-didic-loves-a-ripe-land Si tratta di un concept che vuole far pensare appunto ad un principio, un inizio di tutto, in questo caso i 4 elementi sulla terra. È da poco uscito il nostro primo album ufficiale, mixato masterizzato e prodotto da Domenico Vigliotti a Parma. Mezz’ora di musica che si può trovare qui: https://soundcloud.com/david-tognoli/sets/ franc-didic-loves-a-ripe-land-to-go Questo è disponibile inoltre su CD. Nel futuro prossimo abbiamo in previsione altri 5 pezzi autoprodotti, dei B-sides già registrati.

Il nuovo CD dei Franc Didic Loves A Ripe Land To Go

Storie divertenti durante i vostri live? Storie divertenti durante i nostri live, beh, molte piccole cose … niente di particolare che io adesso ricordi. C’è da dire che sebbene il nostro non sia un genere musicale festaiolo, le serate ai nostri concerti sono sempre risultate piacevoli, e noi ci siamo divertiti, anche per questo. Come vedete il futuro del vostro gruppo? Progetti in sviluppo che avete pensato? Ora che il nostro lavoro ufficiale in studio è pronto ci metteremo a far circolare il CD per farlo arrivare ad etichette, locali e riviste, prima che diventi già vecchio (eheh). Un’etichetta parigina si è già interessata a noi, ma dobbiamo ancora fare tutte le valutazioni del caso. Ovviamente altra cosa che ci interessa è maturare altre esperienze live, cosa non del tutto scontata, sia per il nostro genere, sia perché durante i live associamo in modo abbastanza importante la musica a delle videoproiezioni. Non in tutti i posti è possibile. Gusto del gelato preferito? Una banalissima stracciatella, grazie. Basta che sia corretta con del Gran Marnier.

Maggiori informazioni su: https://www.facebook.com/FRANCDIDIC https://soundcloud.com/david-tognoli/sets/ franc-didic-loves-a-ripe-land-to-go

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DSA COMMANDO by Giulia Lancini Rap estremo e sonorità macabre, in una sola parola DSA Commando. Il gruppo nasce nel 2003 nel territorio savonese e per chi non li conoscesse non stiamo parlando del “solito gruppo rap”. Niente macchinoni, niente puttane e soldi, solo tematiche attuali affrontate senza paura di esprimere il proprio pensiero. Un gruppo che nasce dal basso ma che grazie al proprio carisma e alla voglia di comunicare si sta rapidamente diffondendo accumulando approvazioni in tutta Italia. Ma conosciamoli meglio chiacchierando un po’ con loro:

Domanda banale ma neccessaria per chi non vi conosce: chi sono i dsa commando e come nascono? Ci siamo formati nel 2003 dalle ceneri di precedenti progetti, il gruppo è stato fondato da krin183, Heskarioth (mcs) e Sunday ( beatmaker). Qualche anno dopo si sono uniti Hellpacso e MacMyc, presenti nei primi lavori solo come featuring. In 10 anni di attività abbiamo fatto 4 dischi ufficiali ( Requiem, Destroy the Enemy, Retox e le Brigate della Morte) e un demo ( Adrenopromo). Nel 2014 Heskarioth per motivi personali ha lasciato la band, già da un paio di anni non partecipava attivamente alla creazione dei pezzi, le ultime strofe gliele abbiamo estorte con molta fatica, noi quattro stiamo continuando a scrivere e presto faremo uscire un po’ di cose nuove.

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La scelta del nome “Dsa Commando” come è avvenuta? Che significato ha? Il nome del gruppo ha diversi significati, la sigla la usavamo anche da writers, poi quando abbiamo iniziato a suonare volevamo un nome più riconoscibile, allora dopo un sacco di tentativi è uscito “commando”, ci è piaciuto subito per la sua natura guerrafondaia e c’è lo siamo tenuti.

Ho avuto l’occasione di vedere un paio di vostri live e tutti e due si sono svolti in un ambito e assieme a gruppi che non hanno niente a che fare con il rap, come mai questa scelta? Come ha reagito il pubblico? Non è stata una scelta nostra, suoniamo dove ci chiamano, anche se sono serate non prettamente hip-hop per noi non fa differenza, ci va bene lo stesso. In questi anni siamo riusciti con il nostro modo di fare, a conquistarci palchi dove nessun gruppo rap aveva mai messo piede, di questo ne andiamo molto fieri. Pensate che con l’avvento dei dsa commando nascerà un nuovo stile di rap? Avete già notato qualcuno che segue le vostre orme? Non ci siamo mai posti il problema, ben venga se questo dovesse succedere. Noi facciamo quello che ci viene più spontaneo, se tutti facessero così probabilmente verrebbero a crearsi molte canzoni originali. Noi abbiamo seguito e continueremo a seguire quello che ci piace, se qualcuno prende ispirazione, vuol dire che quello che facciamo piace e ha un seguito. Che rapporto avete con la vostra città? Com’è la scena rap a Savona? A Savona ci siamo nati e cresciuti, il nostro è un rapporto di odio e amore, sei felice quando te ne vai ma dopo un po’ senti sempre il bisogno di tornarci. Per quanto riguarda la scena noi ci ricordiamo quando un po’ di anni fa eravamo da soli e tutti ci prendevano per il culo quando dicevamo che facevamo rap. In questi anni si


sono formati un po’ di gruppi rap, tipo gli Overkill Army, che spingono i loro pezzi da queste parti. Nelle vostre canzoni si percepiscono varie influenze musicali o mi sbaglio? No non ti sbagli, ognuno di noi è influenzato anche da altri generi musicali, è stato così da sempre. C’è chi ascolta Punk o Metal, chi come Sunday ascolta praticamente tutto ed è un fanatico di robe oscure che nemmeno chi le ha suonante se le ricorda, insomma tra tutti ascoltiamo molta musica che non ha direttamente a che fare con il rap. Sicuramente non ascoltiamo il rap Italiano da molto, sappiamo cosa succede in giro ma visti i contenuti piatti e inutili preferiamo altro.

CD dei DSA COMMANDO - RETOX - GIUGNO 2012

All’interno del gruppo siete in tanti e molto diversi tra di voi, questo crea delle difficoltà o al contrario la diversità collabora alla creazione di un buon prodotto finale? Penso soprattutto ai testi, le tematiche che trattate sono argomenti su cui è difficile avere un pensiero unico, come vi organizzate? Partiamo dal fatto che noi non siamo qui a fare “prodotti”, crediamo che sia un termine che quando si parla di musica andrebbe abolito. Per il resto, quando lavoriamo alla costruzione di un pezzo, tutti collaboriamo allo stesso modo, fino a raggiungere il nostro obiettivo. Di solito

uno di noi scrive per primo e da una traccia a tutti gli altri, di seguito chi trova spunti lo segue, di conseguenza esce il pezzo. Avendo la possibilità, grazie ai live, di girare in vari posti e di conoscere sempre gente nuova, qual è stato il live che nel bene o nel male ricorderete per sempre? In questi anni di vero disagio in giro ne sono successe di tutti i colori, a partire da organizzatori folli che ci hanno fatto fare 50 km per andare a dormire, a chi, promettendo un albergo, in realtà intendeva che lo dovessimo pagare noi. Altre volte è capitato che c’erano talmente tanti gruppi che abbiamo suonato alle 6 del mattino praticamente in post sbornia e devastati (ride). Ci sono stati molti live che ricordiamo con i brividi per aver fatto un pienone e devastato tutto, in ogni caso ci auguriamo che il nostro migliore live sia quello che andremo a fare in futuro. La scena rap si sta diffondendo rapidamente come un virus da qualche anno a questa parte in Italia. Ormai dappertutto si vedono maggiormente ragazzi che tentano, chi bene e chi male, la strada per il successo attraverso il rap. Senza peli sulla lingua cosa ne pensate? Non è la scena rap che si sta diffondendo, sono i ragazzini che stanno buttando pezzi a raffica, sono qui di passaggio e si toglieranno con l’arrivo della prossima moda. I rapper più vecchi ci stanno a questo gioco, sono davvero pochi quelli che si schierano apertamente contro tutte queste buffonate. Se inizi a fare rap per farlo diventare un mestiere non hai capito proprio un cazzo, parentesi, ricordi-

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amoci sempre che questo periodo apparentemente così florido in realtà è fasullo, non è la gente che si è avvicinata al rap, sono i rapper che si sono messi a fare filastrocche su musica da discoteca che non hanno nulla a che fare con l’ hip-hop, dando vita così un’invasione di rap usa e getta azzerando qualsiasi tipo di contenuto. Gli esempi sono bassi, i ragazzini seguono solo il sogno dei soldi e della fama, E’ giusto guadagnare dalla musica soprattutto se vuoi auto produrti, se non hai il grano riesci a fare poco per combattere contro chi ha una major dietro, ma pensare che il rap sia un mezzo per fare soldi distrugge il suo senso primario.

L’ultimo CD dei DSA Commando LE BRIGATE DELLA MORTE

Potete spifferarci qualcosa sui progetti futuri? Ci sarà qualche collaborazione? Attuerete qualche cambiamento? A settembre uscirà Skinwalkers disco solista di MacMyc completamente prodotto da Sunday. Per tutti gli altri progetti potete controllate il sito e la pagina facebook che sono sempre aggiornati. Comunque stiamo lavorando a parecchie cose nuove. Ultima domanda inutile ma d’obbligo per la nostra rivista: il vostro gusto di gelato preferito? HellPacso: Boh è da un pezzo che non mangio un gelato artigianale Sunday: Cioccolato alle mandorle Krin: Cioccolato MacMyc: Amarena

Un saluto ai lettori di Cream Wagon! Bella Cream Wagon, stravecchia vez!!!!

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Maggiori informazioni su: www.dsacommando.com www.facebook.com/ pages/DSA-COMMANDO/200139228720


AN

GO LO C

ON MU SIG SIC AL LI E

MOGWAI - Rave Tapes (2014) Thievery Corporation - Culture of Fear (2011)

Frank Zappa - Cheap Thrills (1998)

Blur - Modern Life Is Rubbish (1993)

Four teT - Rounds (2003)

Goran Bregović – Alkohol Šljivovica & Champagne (2009)

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Suicide Girls by Giulia Lancini Suicide Girls è un sito softcore che propone fotografie di ragazze appartenenti a diversi stili che spesso richiamano ai modelli di pin-up anni cinquanta. Il sito non si limita ad offrire immagini erotiche di belle ragazze, ma funziona anche come comunità virtuale, ciò include la possibilità di avere un profilo utente e di usufruire di un forum di discussione. Trattandosi di un sito softporn l’accesso ad alcune aree del sito richiede l’iscrizione a pagamento. Il sito nasce dall’idea di Sean Suhi e Missy Suicide alla fine del 2001. Lo scopo iniziale era quello di creare un ambiente virtuale dove le donne potessero decidere come doveva essere rappresentata la propria sessualità. Il concetto base era quello di andare contro al classico stereotipo di donna-playboy, bionda, magra e con il seno rifatto. Le donne sono belle sempre, indipendentemente dalla taglia che portano. La scelta del nome “Suicide Girls” è stato preso dal romanzo Survivor di Chuck Palahniuk. Il termine sta ad indicare tutte quelle ragazze che non rientrano in una corrente di pensiero comune e che non posso quindi essere “catalogate”. Il fenomeno nasce a Portland ma è arrivato fino a noi e per capirlo meglio abbiamo intervistato una Suicide italiana: Belarmina.

Da dove vieni? Vivo in provincia di Bergamo ma vengo dall’Indonesia Da quanto tempo sei una suicide? Diventi SG quando il tuo set viene pubblicato come “Set of the Day”.. prima che ciò avvenga sei una HOPEFUL. Io sono Hopeful da dicembre 2013

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Come hai fatto a diventarlo? E’ facile, basta inviare un modulo che verrà visionato e poi verrai accettata. Quando carichi il primo set sei ufficialmente una HOPEFUL, quindi devi farti conoscere ed essere “attiva” sul sito quasi 24h su 24 così hai la possibilità di diventare “rosa”, ovvero una SUICIDE.

Nome: Jessica Nome d’arte: Belarmina Età: 20

vero una SUICIDE. Diventi Suicide quando, dopo che il tuo Set entra in Member Review, ovvero votato dai membri, ricevi tanti LOVE. Se il tuo Set piace viene pubblicato come set del giorno e cosi diventi “rosa” e ti guadagni i tuoi 500$. Come hai scoperto le SG? Ho scoperto SG online, quindi tramite i social network. Una ragazza di Bergamo era diventata Suicide e ora è conosciutissima, si chiama Mendacia, grazie a lei ho conosciuto il sito.


Cosa vuol dire essere una SG? Una Suicide Girl è una pin up di altri tempi, una modella a tempo pieno ma soprattutto INDIPENDENTE Quali sono le caratteristiche che deve avere una ragazza per diventare SG? Non ci sono caratteristiche, spesso si pensa che una SG debba avere tattoos, piercing oppure capelli di ogni colore, ma non è cosi. Ovviamente devi essere una ragazza abbastanza sveglia ma soprattutto attiva sul sito. Devi essere disinibita nello spogliarti e saper giocare al meglio le tue carte. SG è una community di modelle che vanno contro ad ogni canone, devi essere solo te stessa.

Cosa ne pensano i tuoi amici, il tuo ragazzo e soprattutto i tuoi genitori? I miei amici non pensavano proprio e si sono limitati ad un “WOW”. Alcune mie amiche erano più entusiaste di me e il mio ex ragazzo era per il “gelosia portami via”. Un giorno salgo su Facebook e vedo che mio padre pubblica una foto di una SG con scritto “mazza oh”, al che io gli ho detto “pà guarda che quello è il sito per cui faccio le foto..”. Non ha più pubblicato niente.

Raccontaci del tuo primo photoset: Quando mi hanno chiamata per il primo set ero euforica, poi sono andata in depressione perché il mio corpo non mi piace. Ero li li per disdire tutto. Alla fine ho deciso di andare, Waikiki, la fotografa nonché SG dal 2005, mi ha messo subito a mio agio, non finirò mai di ringraziarla per il suo tempo e per il suo amore. Comunque, in un set si parte vestita per poi finirlo come mamma ci ha fatte.. non dico che ero terrorizzata dalla cosa, forse ero un po’ in imbarazzo. Alla fine le cose si sono rivelate buone, nel senso che mi sono svestita come se stessi entrando in doccia. Com’è il tuo rapporto con le altre SG? Io vedo le altre Sg, ma soprattutto le Hopefuls come delle sorelle.. sono tutte affettuose e ci aiutiamo a vicenda per farci conoscere, ti accolgono come se ti conoscessero da anni. Un consiglio per le ragazze che vorrebbero far parte della community: Iscrivetevi.

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Il tuo gusto di gelato preferito? Chi ha detto che mi piace il gelato? Un saluto ai lettori di Cream Wagon: BaciBaci

Maggiori informazioni su: https://suicidegirls.com https://suicidegirls.com/members/belarmina/

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GELATO FATTO IN CASA (senza gelatiera) Ingredienti: -4 uova -200 grammi di zucchero -1 litro di panna preparazione: -Dividere i tuorli dagli albumi -Unire lo zucchero ai tuorli -Lavorare bene fino a formare una crema -Montare a neve gli albumi -Montare la panna e unirla alla crema di tuorli -Mettere la crema in un contenitore raffreddato precedentemente in freezer -Mettere il gelato in freezer dove lo lasceremo per circa 4 ore, avendo l’attenzione di tirarlo fuori almeno tre volte, ogni 45 minuti, per mescolarlo, in modo da rompere i cristalli di ghiaccio e lasciare congelare il preparato in modo che rimanga cremoso e morbido. NON RESTA CHE GUSTARLO!

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Ricardo Cavolo by Red Era from PolpettaMag

“Ricardo Cavolo rappresenta tutto ciò che è fuori dal comune” Ricardo Cavolo racconta storie di personaggi strani, ispirandosi alla vita quotidiana e alla simbologia dei tatuaggi. Lo conobbi quando vivevo a Madrid, lui lavorava per una agenzia pubblicitaria e pubblicava schizzi nel suo blog. Rimasi colpita dal suo modo di vedere le cose: erano come disegni da bambini, ma per i grandi. Nel giro di pochi anni è diventato un illustratore professionista apprezzato a livello internazionale. Il suo mondo è fatto di fuoco, creature fantastiche e colori forti, caratteristiche che definiscono il suo stile personale e unico, che nasce dalla sua insaziabile sete di novità. All’epoca gli chiesi di disegnare i miei tatuaggi e per questo gli sono particolarmente legata. E’ un amico, un maestro, un gran lavoratore e un Artista con la A maiuscola. Come è cambiata la tua vita da quando hai cominciato il tuo lavoro di illustratore freelance ad oggi? Bè diciamo che non è cambiata troppo. Continuo a lavorare quasi tutte le ore del giorno e mantengo sempre lo stesso entusiasmo degli inizi. Anzi adesso che sono riuscito a ottenere ciò che volevo e tutto ciò è diventato realtà, ho ancora più entusiasmo per lasciare che le cose rimangano così. Credo che se ti rilassi e abbassi il ritmo, questo si nota nel risultato finale. E’ vero che ora mi vengono affidati progetti che inizialmente erano più complicati da ottenere, però credo che l’essenziale si mantenga intatto. Dagli inizi ad oggi hai cambiato diversi stili. Per esempio l’idea di fare disegni anatomici da dove nasce? Credo sia interessante stare sempre in movimento costante per quanto riguarda lo stile. Non che sia da cambiare spesso, però mi sembra più interessante una carriera professionale se si presentano diversi paesaggi. La cosa interessante è che mentre si cambiano e si evolvono stili dif-

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ferenti, lo spirito si mantiene sempre lo stesso. Ho iniziato con i disegni anatomici perché mi piacciono molto le illustrazioni tecniche e descrittive, di cose irreali nel mio caso. Il disegno anatomico sta alla base del tuo libro (El desorganismo de Daniel Johnston). Parlaci un po’ di questo progetto. Quando ho scoperto Daniel Johnston mi è arrivato diretto al cuore e ho deciso di rendergli omaggio e allo stesso tempo dimostrargli affetto con un fumetto. Volevo dimostrargli quanto importante fosse stato nella mia carriera.


Se non sbaglio hai anche incontrato Daniel Johnston di persona. Com’è andata? Si, ho avuto la possibilità di incontrarlo e chiacchierare con lui. Qualcuno gli ha fatto arrivare notizia del fumetto durante la sua permanenza a Barcellona e anche io mi trovavo lì per il suo concerto. E così Daniel si è messo in contatto con me per chiedermi di vederlo, voleva ringraziarmi di persona per avergli dedicato un fumetto. Mi ha detto che era il più bello che gli avessero mai fatto e che avremmo dovuto lavorare insieme. Così per me si è realizzato un sogno, e vedere che ho provocato tanto entusiasmo in lui è stato il massimo. Parlaci del tuo processo creativo. Come comincia e come si conclude? Il primo passo sta nel dedicare un po’ di tempo alla riflessione. Prima di prendere in mano la matita ho bisogno di avere la storia già chiara nella mia mente. Poi sempre succede che aggiungo modifiche al progetto da cui ero partito, e questo lo rende più divertente, però ho bisogno di una base già pensata. Poi mi dedico a mettere tutto su carta e continuo fino alla fine. Poi come ti dicevo mi piace aggiungere dettagli o cambiare particolari che si rendono necessari mano a mano che cresce il disegno. Tra i tuoi ultimi lavori troviamo collaborazioni con FC Barcelona. So che sei anche un accanito tifoso, come è andata quando hai saputo che avresti lavorato per loro?

Io adoro il calcio, sono un appassionato. Ho sempre pensato che se non mi fosse riuscito questo mestiere, avrei tentato di fare qualcosa relazionato al calcio. Guardo parecchie partite di tutto il mondo, leggo molto di calcio e sono tifoso del FC Barcelona. Così quando mi hanno chiesto di dipingere i muri dei loro spogliatoi non ci potevo credere. E’ stato uno dei migliori progetti per cui ho lavorato. E soprattutto ho avuto la possibilità di conoscere i giocatori di persona. Hai disegnato anche murales per un negozio di Covent Garden a Londra, uno nel centro commerciale Lafayette a Parigi e altri muri in giro per il mondo. Che differenza trovi nell’arte “di strada” rispetto a quella su carta? Si ho cominciato da un paio d’anni a sviluppare progetti di murales e devo dire che mi fanno impazzire. Voglio farne molti di più. E’ un tipo di lavoro differente rispetto allo stare seduto al tavolo disegnando. Nel murales entri a far parte anche tu del tuo pezzo. Costruisci una storia a grandezza naturale, mentre su carta è tutto più riflessivo. Però mi stregano entrambe, sono fortunato ad aver la possibilità di lavorare in entrambe i modi.

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Quale messaggio vuoi comunicare attraverso i tuoi disegni? Non pretendo di comunicare un messaggio concreto con il mio lavoro. Cerco più di creare storie di strani personaggi che intrattengano gli spettatori. Quali sono le maggiori difficoltà per un artista oggi? E se hai qualche consiglio per i giovani artisti. Non se chiamarle difficoltà. Però per esempio bisogna tenere conto che siamo in molti a cercare di dedicarci a questo mestiere. In principio è buono, perché si genera tutto un universo di persone che fanno cose molto molto interessanti, però allo stesso tempo siamo di più a puntare sugli stessi progetti. Dall’altro lato questa faccenda della crisi serve come scusa a molti affinché si assumano meno illustratori e li si paghi molto male. Non mi riesce molto bene di dar consigli… Però so che ci sono tre cose che con me hanno funzionato e continuano a farlo: lavorare, lavorare e lavorare. Bisogna stare nello studio a fare cose continuamente, per imparare e produrre talmente tanto che la gente deve rendersi conto di te e della montagna di disegni che stai creando.

E che fai nel poco tempo libero che ti rimane? Vado in bici ogni giorno. Andare di paese in paese sul lungomare fa parecchio bene alla mente. E quando riesco a trovare un po’ di tempo mi piace un sacco rilassarmi con i vide-

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giochi. Mi separano completamente dal mondo del disegno e così riposo i neuroni.

Bè a questo punto possiamo dire che ce l’hai fatta, che sei riuscito a realizzare i tuoi sogni? O hai altri sogni nel cassetto? Diciamo che guadagnarmi da vivere disegnando e dipingendo per me significa realizzare il mio primo sogno professionale. Mi piacerebbe provare anche nel mondo della moda… cominciare con qualcosa di piccolo, però almeno provarci. Ultima domanda: perché hai lasciato Madrid per Brighton? Mi è sempre piaciuta molto l’Inghilterra, e nella mia mente sapevo che un giorno ci avrei vissuto. E adesso è il momento giusto. Madrid ha molte cose buone, ma a Brighton sono davvero felice! Maggiori informazioni su: www.ricardocavolo.com https://www.facebook.com/ricardocavolo


Altre opere di Ricardo Cavolo

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COFFEE.N.TELEVISIØN by Claudio Campana Situato alle pendici della splendida Bergamo alta e considerato dalla rivista Rolling Stone come uno dei più interessanti negozi indipendenti d’Europa, si trova Coffee and Televison. Una vetrina su un mondo in costante evoluzione dove passioni e idee prendono forma e sostanza sotto la guida dei due fondatori e proprietari: Parlateci un attimo di voi, chi siete e cosa fate per vivere? Siamo Nicoletta e Alberto, marito e moglie, genitori di una piccola baby, proprietari di Coffee.n.television shop , dj, fondatori di alcune club night come WATG, STAY CALMO e di St. Agostino MARKET a Bergamo. Come nasce Coffee and Tv e da quali passioni? Coffee nasce otto anni fa come negozio vintage e spazio polifunzionale dove musica, abiti, magazine ed eventi, si fondono in un unico progetto. Con il tempo il vintage lascia spazio a giovani brand indipendenti, italiani e non, sempre con il suo spirito fresco e dinamico come cuore pulsante, punto di partenza di tutti i progetti paralleli musicali ad esso legati. Parlando di moda, quali sono state le vostre influenze maggiori in questi ultimi anni? Lavorando in questa dimensione siamo soggetti a moltissimi stimoli e siamo influenzati da mondi a volte contrapposti, dal mondo casual inglese, alla scuola belga, al Made in Italy sartoriale, ma la nostra proposta non è legata a uno stile unico, piuttosto a un unico spirito.

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Alberto e Nicoletta Chi viene da voi non trova solo capi di abbigliamento ma molto di più. Dove andate a pescare tutta la mercanzia? Quando possiamo viaggiamo, questo ci da sempre nuove energie, idee e risorse, ma anche online, leggendo, interagendo troviamo sempre qualcosa di interessante. Essere curiosi è la prima nostra risorsa, credo. La top 5 dei brand più fighi? MARIOS, maria stempera petrovic, Damir Doma, saturdays NY, Lazy oaf. Avete qualche consiglio da darci per questa estate? In estate o in inverno vestitevi per voi stessi e non per gli altri.


Come ci si trova in Italia con un’attività come la vostra? Io credo che l’Italia sia pronta ad accogliere questo tipo di discorso, il problema è la situazione in generale. Certo spingere certi marchi in una città piccola come Bergamo non è facile, ma abbiamo notato un’apertura sempre più grande verso il nostro progetto e ne siamo felici.

Ho letto su facebook che la vostra mission è “eat some icecreams + sell dreams”, a parte sottoscrivere i gelati, come con i sogni? Posso dire che abbiamo realizzato molti sogni per ora, ma ne abbiamo ancora molti e speriamo di averne sempre di più , perché ci servono a non fermarci e a migliorarci al fine di raggiungerli.

Che mi dite del Made in Italy? Anche se sembra assurdo io credo che ci sia una rinascita del Made in Italy. Questa crisi se non altro servirà a spazzare via la mediocrità e lasciare spazio alla qualità. Certo ci vorrà del tempo,ma noi crediamo molto in questa cosa e la sosteniamo da sempre.

Le vostre attività non si limitano a Coffee and Television ma siete una coppia carica di progetti. Potete dirci qualcosa di più? Qualche anticipazione per l’estate? Le nostre serate “clubbing” sono in stand by fino a settembre, ma presto inizierà Very Nice, il nostro appuntamento settimanale con djset sulle mura della città e a breve partiremo con St,Agostino MARKET, in una nuova location che per ora è ancora segreta. Dal momento che siamo diventati genitori abbiamo in cantiere un nuovissimo progetto legato ai bambini in relazione al design e al food...sarà una bella sfida ma vogliamo provarci.

Secondo voi le culture giovanili in Italia come si rapportano con le nuove tendenze? Le consumano molto velocemente, le assorbono e rielaborano trasformandole per poi buttarle, ma infondo le “tendenze” sono brevi e veloci in quanto tali.

Ultima domanda. Qual’è il vostro gusto preferito? (gelato) Pistacchio salato, non ci sono dubbi in proposito.

Contatti: COFFEE.N.TELEVISIØN Via San Bernardino 22 / b 24100 Bergamo - Italy phone: + 39.035.240178 web: www.coffeentelevision.com

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Pigre riflessioni su ciò che mi circonda Beh non è che io da dentro un furgone dei gelati possa dirvi come andranno le tendenze del futuro, ma di cose ne ho viste, e gusti di gelati ne ho provati molti, tanto è vero che mi chiamo Mr. Taste; perciò quanto meno provo a fare un quadro della situazione. La nostra attualità cari miei è quella che è, inutile illustrare il fatto che stiamo barcollando ubriachi sul filo di un rasoio, oltretutto comprato a due spicci dai cinesi, per non dire che la parola più inflazionata è la parola "crisi" seguita da "selfie". Non so cosa sia peggio. Siamo proprio noi la generazione radioattiva, nata a cavallo tra '80 e '90. Se ci pensate ci hanno cresciuto davanti a tv con tanto di tubo catodico, le nostre belle scuole erano imbottite di economico rivestimento in amianto e nel frattempo si votava Silvio a tutto spiano, come se non ci fosse un domani (Silvio: nome che cadrà in disuso, vedasi anche Benito e Adolfo). Ma il domani è arrivato e, nonostante non ci siamo liberati di quella fantastica gente che ha cercato di ucciderci o di farci scappare all'estero, siamo ancora qui. E non siamo una generazione "choosy" oppure sdraiata (come nel best seller di Serra), anzi per altri aspetti è un ottimo tempo per noi giovani: siamo di sicuro i più istruiti, con mille lauree, master, seminari, praticantati, erasmus ecc… siamo anche figli della ryan air che ci ha permesso già alla nostra età di viaggiare più di chiunque altro; siamo tra gli italiani quelli che di sicuro parlano più inglese e siamo quindi la prima generazione realmente europea e dovremmo sentirci tale. C'è una cosa che però sfugge agli occhi di molti che ci osservano, come se fossimo degli acari sul loro divano Ikea. Ciò che sfugge è la moda. Niente come la moda descrive una generazione, le dà forza e un' identità. Vivere la moda è vivere l'attualità nella sua interezza, sentirsi parte di un epoca. Ed è proprio così che dobbiamo sentirci parte degli anni '10: la moda attuale parla di futuro, parla di ambiente e parla di riciclo, distinguendoci così dagli autodistruttivi grunge anni '90, e dal clubbing sfrenato e sintetico anni zero. Siamo consapevoli di essere frutto di esperienze passate e quindi di poter prendere decisioni in base a ciò che la storia ci insegna. Come l'arte musicale del djing, che spopola sempre più, noi siamo in grado di mixare tecniche passate, come il vinile ,a tecnologie futuriste. Riportiamo questa

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arte anche nel vestire, consapevoli di quelli che sono stati gli stili alla fine del '900, ora siamo liberi di poter shekerare il vintage a capi d'avanguardia. In più abbiamo legato la moda all'ambiente: adesso è figo riciclare, ovvero rispettare la terra cercando di riempire sempre meno il nostro sacco dell'indifferenziata. Siamo attenti alla provenienza del nostro cibo (km 0) favorendo così l'economia locale e artigianale che, come ci insegna l'economista Keynes, è la chiave dell'equilibrio di mercato (in parole semplici prezzi più bassi). Abbiamo anche un' occhio di riguardo alla mobilità, mai come adesso trattiamo le nostre bici come delle fedelissime compagne di vita, cercando di spostarci per la città ad emissioni zero. E siamo di sicuro anche più attenti alla libera espressione dell'essere,parliamo più che in passato dei diritti dei gay e della botanica illegale, giusto per citare due esempi. Ovviamente non metto in dubbio che a volte, come tutte le mode, ci possa essere l'esasperazione (hip)sterica di questo nuovo modo di vivere cool, ma ciò non toglie che le intenzioni rimangano buone. In conclusione ragazzi, io credo che le nostre tendenze ci stiano indicando la giusta direzione, non dico che la strada da percorrere sia facile e libera da ostacoli, anzi bisogna rimboccarsi le maniche e spalare tanta cacca. Vorrei che in futuro quando si parlerà degli anni '10 ognuno si senta parte di qualcosa che in un modo o nell'altro ha lasciato una eredità più amena di quella che è stata lasciata a noi. Detto questo ragazzi, torno ai miei gelati colorati. Mr. Taste

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Francesco Bonomini “FRASK” by Giulia Lancini Francesco Bonomini, 21 anni, in arte Frask. Nasce e vive a Brescia, frequenta il liceo artistico Olivieri dove sviluppa la sua passione per l’arte e per il disegno. Da due anni a questa parte scopre la passione per il disegno di personaggi oscuri e inquietanti, i suoi soggetti sono spesso pagliacci, vampiri, mostri e robot. Questi personaggi pur variando tra loro sono legati da caratteristiche estetiche simili, gli occhi sono sgranati e vuoti, spesso accompagnati da sorrisi sforzati, inquietanti qualvolta decorati da denti appuntiti e minacciosi. Un insieme di caratteristiche che a volte si contraddicono, ma è proprio da questi accostamenti dissonanti che nasce l’affascinate inquietudine dei disegni di Frask. Dopo una chiacchierata con Francesco scopro che tutti i suoi disegni hanno un riferimento comune che nemmeno l’artista stesso conosce e nascono dall’ispirazione di film horror e splatter, generi che Frask ha sempre amato. Durante la nostra giornata al parco abbiamo parlato di un sacco di cose, da come l’arte sia cambiata nel corso degli anni, all’infinità di materiali utilizzabili per produrre arte. Siamo passati dal suo bisogno estremo di disegnare ogni singolo giorno, fino al suo sogno di riuscire a organizzare una mostra dei suoi lavori e di poter diventare un giorno un illustratore grafico di libri per bambini.

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Ora però voglio passare la parola a Frask che ci spiegherà il significato di alcuni dei suoi disegni.

Rappresenta la paura di essere ciò che si è. La faccia aperta del mostro rappresenta l’essere. Il soggetto è ricoperto di materiale organico che crea una sorta di coperta sotto la quale ci si può nascondere. La paura e l’angoscia vengono identificate con le zampe da ragno.


Rappresenta la dipendenza dal gioco, una “serpica” dipendenza indentificata dalla pedina tenuta in mano dal mostro e dall’abbigliamento del soggetto che ricorda i personaggi delle carte. Tutto il significato dell’opera è concentrato più sulla persona dipendente che sulla dipendenza stessa.

Rappresenta semplicemente la follia. In questo caso il soggetto preso da pazzia è una ragazza e il suo squilibrio si manifesta sotto forma di nube maligna. Inquietanti ed enigmatici i disegni di Frask, passerei ora a guardarli immaginandomi quali significati reconditi sono celati dietro a quei visi spiritati. Se anche voi come me siete stati colpiti dalle sue opere, visitate la sua pagina Facebook per poter vedere altri suoi lavori e (non penso ci sia bisogno di dirlo), LIKE IT! https://www.facebook.com/pagesFrask/427449517354828?fref=ts

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VONTREE by Zagranovsky Yuri Vontree è l’incontro di quattro creativi uniti da un progetto che intreccia interior design, arte e artigianato. Ogni componente del gruppo proviene da una propria precisa e definita formazione artistica e lavorativa che fornisce all’anima del (designer e consulente d’arte); Enrico gruppo un tratto unico e inconfondibile: Fogliata (designer e web designer); Mauro Scaini (artigiano). Francesco Betti (artista); Emiliano Bona

Quando nasce Vontree? Nasce un anno fa. Da dove prendete il nome? Da un gioco di parole nato durante una discussione sul regista Lars Von Trier. Usando il legno abbiamo pensato di chiamarci L’AsseVonTree creando un neologismo multilingua. Poi lo abbiamo ridotto a Vontree.. Chi e il fondatore? Un gruppo di amici amanti dell’arte e del design: Mauro Scaini, 35 anni, Enrico Fogliata e Francesco Betti 34 anni, Emiliano Bona 33 anni. Cosa fate nella vita,a parte questo progetto?

Quanto è stato difficile o facile, aprire uno studio di creazione mobili,o come si chiama il vostro nido,dal punto di vista professionale? E’ duro e contorto, nessuno ti aiuta anzi, tendono a complicare tutto quanto. Cosa avete prodotto fino adesso? Abbiamo prodotto linee di mobili con uso di materiali poveri, ferro e legno e cemento. I prodotti sono stati esposti in numerose mostre ed eventi che continuano a richiederci. Qual’è il progetto che ha avuto più successo di altri? Quello che non abbiamo ancora creato ovviamente

Mauro Scaini: ha lavorato per anni negli allestimenti di mostre. Emiliano Bona: consulente d’arte contemporanea e titolare del marchio sbobina|design. Enrico Fogliata: direttore e fondatore dello studio di comunicazione Studio Molecola. Francesco Betti: pittore e maschera.

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Boris


Come vedete il futuro del Vontree? Talmente roseo e positivo che quasi quasi ci viene voglia di comprarci un’isola tutta per noi già da adesso.

Maggiori informazioni su: www.vontree.it https://www.facebook.com/vontreedesign

Il vostro gusto di gelato preferito? Non il tuo. (?! :)

Alcuni prodotti Vontree

Ubu

Zazie

Godot

Sancho

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PROSSIMI EVENTI Holi Fusion Festival Torino Torino (Italia) , 12 luglio. www.holifusion.com

Boom Festival Idanha-a-nova Lake (Portogallo) dal 4 al 11 agosto www.boomfestival.org

Sziget Festival Budapest (Ungheria), dal 11 al 18 Agosto www.szigetfestival.com

Burning Man Black Rock (Stati Uniti) dal 25 agosto al 1 settembre www.burningman.com

COSA TI SEI PERSO Rock In Idro 2014 Bologna, dal 30 maggio al 2 giugno PhotoFestival 2014 Milano, dal 28 aprile al 16 giugno

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Si ringraziano per la disponibilitĂ : Jason Freeny, Frank Didic, DSA Commando, Belarmina, Ricardo Cavolo, Coffee N Television, Francesco Bonomini, Vontree. Un particolare ringraziamento va a polpettamag.com per la gentile concessione.


Cream wagon numero #1