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Io Canto. Nuove selezioni a Montesilvano

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La scuola dei talenti Apre il liceo musicale

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Anna D’Abbraccio Una vita per il Cinema

Miti & mode Tutti pazzi per il burlesque


Hesa Talent School magazine

SOMMARIO 4 Io Canto Le nuove selezioni Hesa Talent School – magazine Aprile 2011 Anno I - Numero 1 in attesa di registrazione Diffusione gratuita

6 Anna D’Abbraccio La mia vita per il cinema

Direttore Responsabile Paola Di Brino Consulente Editoriale Valeria De Cecco Editore Hesa srl Stampa Tipografia Brandolini via Aterno 122 Sambuceto di San Giovanni Teatino (Chieti) Direttore Artistico Hesa Talent School Piero Mazzocchetti

9 La scuola dei talenti Apre il liceo musicale Hesa

10 Mazzocchetti a Mostar Un cd per la Bosnia

12 I Grandi della Musica Sulle orme di Beethoven

15 Gli allievi raccontano Presidente Luigi Piero Tulli

Il terremoto e poi un sogno che si avvera

Redazione Corso Umberto 39 65016 Montesilvano (Pescara)

16 Appuntamenti 17 Miti & Mode

Tel. 085 4455117 Fax 085 4455722 e-mail: redazione@hesatalentschool.com

Tutti pazzi per il Burlesque

Responsabile Pubblicità Filomena Cristiani tel. 339 1640641 e-mail: cristianifilomena@yahoo.com A questo numero hanno collaborato: Fabiana Fasciani,Valeria Felicioni, Gennaro Fioccola, Giulia Museo, Nunzia Praticò Le collaborazioni con la rivista Hesa Talent School-magazine s’intendono a titolo gratuito

18 Caro Maestro Piero Mazzocchetti risponde ai lettori

19 Auguri a… 3


Hesa Talent School magazine

Partecipa alle nuove selezioni a Montesilvano

io Canto Isabella Abiuso e Piero Mazzocchetti ti aspettano il 30 aprile e il 1 maggio INFO: tel. 085/4455117

opo lo straordinario successo registrato a febbraio, a grande richiesta i talent scout di Mediaset torneranno il 30 aprile e il 1 maggio alla Hesa Talent School, l'accademia diretta dal tenore Piero Mazzocchetti, per selezionare i ragazzi che vogliono partecipare alla terza edizione di “Io Canto”, il programma televisivo in onda su canale 5, condotto da Gerry Scotti con la regia di Roberto Cenci. Le audizioni si svolgeranno nella sede di Corso Umberto 39, a Montesilvano (Pescara). L’età per partecipare va da un minimo di 6 anni a un massimo di 15. Le selezioni saranno tenute dalla talent scout Isabella Abiuso, affiancata dal maestro Mazzocchetti. “Siamo lieti di ospitare per la seconda volta i selezionatori di Mediaset”, dichiara il tenore, “in questo modo i ra-

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cell. 331/4439567

e-mail: info@hesatalentschool.com

gazzi abruzzesi avranno una nuova chance per far conoscere il loro talento e, al tempo stesso, hanno una possibilità in più per realizzare un sogno”. “Nella nostra regione”, afferma Luigi Piero Tulli, presidente della Hesa Talent School, “ci sono tanti giovani talenti nascosti che, per via della distanza da grandi città come Roma e Milano, non sempre hanno l’opportunità di farsi notare. Questa nuova ondata di selezioni potrà quindi offrire loro una nuova occasione senza essere costretti a dover fare tanti chilometri, con notevole stress fisico ed emotivo che inevitabilmente coinvolge anche i genitori”. Quali caratteristiche devono avere i ragazzi che hanno l’aspirazione di superare il provino? “Devono essere se stessi”, spiega il maestro Maz-

zocchetti, “non devono imitare i loro idoli bensì essere unici nella loro artisticità. Lo studio, l’impegno, la costanza e la passione con la quale si affronta un cammino artistico sono fondamentali per raggiungere un traguardo. Dio dona un talento a ciascuno di noi e la fortuna più grande non è quella di averlo ricevuto, ma di esserne consapevoli”. Le audizioni sono gratuite. I partecipanti dovranno portare un cd audio con 2 basi musicali a scelta. Le iscrizioni scadono il 22 aprile 2011.

Per informazioni telefonare allo 085/4455117 oppure al 331/4439567 e-mail: info@hesatalentschool.com 5


Anna D’Abbraccio

La mia vita per il cinema a volontà di lasciare la sua città, Napoli, per inseguire il suo grande sogno nasce in Anna D'Abbraccio nel momento stesso in cui impara a camminare sulle proprie gambe, rendendosi conto di poter raggiungere altri posti del mondo: all'età di 3 anni. Nella sua valigia un solo grande progetto: quello di entrare a far parte del mondo dello spettacolo come attrice, regista e sceneggiatrice. All'inizio è stata dura, si è dovuta scontrare con tutto e con tutti. Ma alla fine l'ha avuta vinta grazie a quel connubio di tenacia, caparbietà e bravura che la contraddistinguono. Oggi Anna D'Abbraccio è un'affermata insegnante di cinema e teatro. E' stata fondatrice dell'Actor Studio International di Roma. E'docente presso la Hesa Talent School di Montesilvano (Pescara) e, dopo aver già avuto esperienze di insegnamento all'estero con dei master class a Parigi, ora sta per aprire una nuova scuola di recitazione a Londra. Anna D'Abbraccio ha alle spalle anche tre importanti musical di successo tra cui “Lollipop” (1986), il primo ad apparire nel vocabolario dei musical italiani. Ha recitato al fianco di grandi attori come David Niven e Monica Vitti, e registi del calibro di Giorgio Albertazzi. Ma oltre ad essere attrice e regista, Anna è un'affermata autrice di romanzi, nonché poetessa. La sua prima opera si intitola "Sotto il segno di Caino" e vanta la prefazione di Giorgio Albertazzi. Il suo ultimo lavoro è invece "The Cruel Lover" ed è già destinato a diventare un film. Quando ha capito che il mondo del cinema sarebbe entrato a far parte della sua vita? All'età di 6 anni. Essendo molto brava a scuola facevo i compiti in 1 ora e le restanti ore le pas-

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savo in una sala cinematografica. I suoi genitori erano contenti della sua scelta? I miei genitori mi hanno sempre ostacolata perché, visti i miei ottimi risultati al Liceo Classico, speravano che avrei intrapreso una carriera diversa, nonostante fossero entrambi artisti: mio padre era un violinista e mia madre una pittrice. Lei ha sei figli. Che rapporto ha con loro per quanto riguarda l'aspetto professionale? Un rapporto molto conflittuale, perché io sono una perfezionista e non accetto che nemmeno uno dei miei figli si affidi al colpo di fortuna o alla bellezza fisica. Li ha incoraggiati a seguire le sue orme oppure ha preferito dissuaderli nell'imitarla? Li ho incoraggiati a tal punto che la nostra casa era a metà tra un set cinematografico e un teatro. Tutta la nostra vita veniva messa in secondo piano rispetto alle idee creative. Infatti, quando ci fu la convocazione di mia figlia Mariangela da parte di Giorgio Strehler e avevamo a disposizione soltanto una notte, tutti i miei figli non poterono tornare a casa a dormire; fu vietato entrare e per tutta la notte, nonostante avessero chiamato la polizia, noi continuammo a fare le nostre prove con un risultato esaltante: Strehler fece delle critiche irripetibili, talmente erano belle, sia all'interpretazione di mia figlia sia al modo originale con cui avevo diretto il monologo di Blanche DuBois. Per quanti anni ha fatto l'attrice? Pochi anni, perché sono capitata nel periodo del '68-'70 e non mi piaceva ciò che si faceva in quell'epoca. Quindi, incoraggiata anche dal giudizio di Strehler, ho dato

Anna D’Abbraccio con gli allievi del suo corso alla Hesa Talent School


Hesa Talent School magazine la priorità al mio secondo talento: la regia. Perché ha deciso di dedicarsi all'insegnamento? Perché, dopo ricerche e studi portati avanti nei miei viaggi in diversi Paesi del mondo, studiando con Peter Brook, Krotoski, Eduardo De Filippo e Strasberg, credo di aver formulato una metodologia che potrebbe mettere in crisi l'attore americano, nel senso che finalmente l'attore italiano potrebbe ridiventare il primo al mondo, cosa che adesso non è. Chi l'ha spinta a preferire il cinema al teatro? Il fatto che il cinema è immortale, perché si può rivedere sempre. In teatro, quando è finita l'ultima replica, si smonta tutto, sparisce tutto e questo non mi piace. Ha avuto dei modelli ai quali ispirarsi? Si, ovviamente, ma in generale mi sono ispirata al nostro primo cinema, quello fatto da Zeffirelli, Visconti, Fellini. Quello era un grande cinema! E poi ho cominciato ad amare il cinema americano perché credo che riesca ad unire le due esigenze umane: quella del divertimento e quella dell'esaltazione...e poi anche la cultura. Credo che gli americani riescano a fare davvero bene il cinema. Secondo lei, tutti possono intraprendere la carriera di attore o ci sono particolari lati del carattere che è necessario avere? Per diventare grandi attori ci vogliono particolari lati del carattere. Ci vogliono particolari talenti che ti dà Madre Natura. Ma diventare attore nel senso di lavoratore dello spettacolo dignitoso, e non indegno come sono molti nostri attori, si può, frequentando ottime scuole; ma purtroppo in Italia si contano sulla punta delle prime 2-3 dita. Quanti alunni, una volta finito il suo corso di cinema, hanno intrapreso la carriera di attore? E quanti veramente hanno ascoltato i suoi consigli? Parecchi attori hanno seguito i miei insegnamenti, altri invece si sono lasciati convincere dai genitori a cambiare professione, così come avevano desiderato dall'inizio, perché i genitori italiani sono sempre in opposizione con il mestiere dell'attore. E quindi sì, sono venuti fuori dei ragazzi bravi, come ad esempio Barbara De Rossi, Mietta, Mariangela D'Abbraccio, Rocco

Papaleo. Anche Paolo Bonolis è stato mio allievo per poco tempo: lui aveva un grande talento per la commedia brillante e l'ha dimostrato. Poi Patrizia Pellegrino, che ora fa la produttrice, e tanti altri che non ricordo. Alcuni allievi hanno avuto un momento di gloria, verso gli anni '70'80 in un genere di cinema che, a un certo punto, è sparito e quindi sono spariti anche loro. Quali sono i suoi attori preferiti e perché? Sono parecchi. Tutti quelli della vecchia generazione americana mi piacevano molto ma quelli della nuova generazione li trovo fantastici. Ritengo che sia molto mal usato, tranne che nel primo film della saga di Twilight, Robert Pattinson: un grandissimo talento che solo la regista Catherine Hardwicke è riuscita a mettere in luce come talento attoriale; penso che in mano a un grande regista farebbe cose eccezionali. Come pure un Di Caprio, che non ha certo bisogno delle mie lodi, o un Johnny Depp: sono attori bravissimi e affermati. Da cosa capisce se la persona che ha davanti potrà un domani diventare un nome importante? Lo capisco dalla sua ambizione. Senza ambizione il talento non serve a niente, l'insegnamento nemmeno. Ci vogliono ambizione e coraggio.

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Anna D’Abbraccio

Hesa Talent School

La mia vita per il cinema

Quali sono i consigli che si sente di dare a chi vuole a tutti i costi intraprendere questo percorso, anche se lei intuisce che non ha nessun requisito per poterlo fare? Se uno intraprende questo percorso pensando di entrare nella più difficile università del mondo o in un convento in cui si dovrà dedicare solo alla venerazione di Dio, se ha questo tipo di cosa diventerà comunque un attore bravo, bravissimo: un grande attore, pur avendo poco talento. Ma se lo farà superficialmente, come un "dopo-lavoro" tanto per passare un po' di ore al pomeriggio, allora anche con grande talento ma con questo tipo di mentalità, non arriverà da nessuna parte. Ha aiutato qualche suo alunno nei vari provini? No, io non li aiuto perché non hanno bisogno di aiuto. I miei allievi quando vanno ai provini lasciano senza fiato chi li provina, quindi non ho mai dovuto aiutarli. Ho dovuto soltanto accompagnarli e godermi la scena. Ha qualche rimpianto?

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No, non ho nessun rimpianto perché penso di essere stata super fortunata perché tutto quello che ho voluto alla fine si è realizzato e adesso che sono protesa a lanciare questo mio romanzo, "The Cruel Lover", e farlo diventare un film hollywoodiano, sono abbastanza convinta che ci riuscirò, quindi rimpianti proprio no. A chi si sente di dover dire grazie? Poiché il mio talento è stato sempre ignorato da tutte le istituzioni preposte, che non hanno mai riconosciuto il fatto che sono stata la prima docente di Cinema con metodo americano dagli anni '70, precedendo di ben 10/12 anni la famosa scuola di Saranno Famosi ('80/'84) con la quale ho avuto anche uno scambio culturale incontrando personalmente Gene Anthony Ray, essendo stata la prima a portare il musical in Italia precedendo Saverio Marconi, credo proprio di dover ringraziare solo il mio coraggio, la mia determinazione. In breve, con un atto di presunzione forse eccessivo, penso di dover ringraziare solo me stessa. Fabiana Fasciani

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Fa crescere il tuo talento

A Montesilvano

Liceo Musicale Hesa asce a Montesilvano (Pescara) il Liceo Musicale Hesa. La nuova scuola rappresenta una costola dell’accademia di musica, cinema e teatro diretta dal tenore Piero Mazzocchetti, e offre un percorso di studi altamente qualificato a tutti i giovani che vogliono approfondire la loro passione per la musica. Il liceo, che ha già avviato il riconoscimento della parità scolastica per l’anno 2011-2012, aprirà i battenti a settembre nella prestigiosa sede di Corso Umberto 39, colmando quel vuoto formativo determinato dalla riforma dei Conservatori destinati a diventare delle vere e proprie facoltà universitarie. In questo modo, tanti ragazzi, terminata la scuola media, avranno l’opportunità di avere una preparazione culturale comune a tutti gli indirizzi liceali, alla quale si aggiunge lo studio della musica.

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Oltre alle materie obbligatorie, quali letteratura italiana, lingua straniera, matematica e informatica, fisica, biologia, scienze motorie, storia dell’arte, storia della musica, esecuzio-

ne e interpretazione, composizione e tecnologie musicali, per il primo anno sono previsti corsi di canto, chitarra, clarinetto, sassofono, flauto, tromba, percussioni, pianoforte, violino, violoncello e jazz. A questi si aggiungono laboratori di musicoterapia, popular music e improvvisazione. Al termine dei cinque anni, verrà rilasciato il diploma di maturità liceale, con esami in sede, valido per l’accesso a tutte le facoltà universitarie e ai Conservatori. La scuola dispone di una sala d’incisione dove gli studenti potranno registrare le loro opere sotto la guida di docenti altamente specializzati che avranno anche il compito di selezionare i talenti e promuoverli nei circuiti musicali nazionali. Il liceo Hesa, inoltre, prepara al perfezionamento conclusivo degli studi musicali presso i corsi accademici del Conservatorio. Per informazioni e iscrizioni: tel. 085 4455117 oppure 331 4439567, e-mail: info@hesatalentschool.com

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Mazzocchetti, D’Annunzio e Tosti in un cd di Paola Di Brino i comm’a nu sciurillo… tu tiene na vucchella, nu poco pucurillo, appassuliatella”. “A vucchella” di Gabriele D’Annunzio, musicata da Francesco Paolo Tosti, è uno dei tredici brani contenuti nel cd che sarà registrato entro l’estate dal tenore Piero Mazzocchetti con l’Orchestra Sinfonica di Stato della città di Mostar, in Bosnia-Erzegovina. Il cd rappresenta un evento unico nella storia della discografia internazionale: per la prima volta un tenore abruzzese interpreterà i testi del Vate con le arie più celebri del musicista ortonese. Un inedito sodalizio artistico all’insegna della terra d’Abruzzo e dei suoi figli più preziosi. L’orchestrazione e la direzione saranno curate da un altro abruzzese, il maestro Nicolas Giusti. “Il cd verrà distribuito in Italia e nei paesi dell’area balcanica. Il ricavato”, spiega Mazzocchetti, “sarà devoluto in favore dei bambini che vivono in condizioni di profondo disagio, a partire dai piccoli della Bosnia dove sono ancora evidenti le ferite della guerra”. Tra i progetti del tenore c’è anche quello di avviare scambi culturali tra gli allievi della Hesa Talent School, l’accademia da lui diretta, e i ragazzi dei Balcani. Un saggio delle sue qualità artistiche è stato offerto da Mazzocchetti il 25 febbraio scorso, quando è stato ospite d’onore della manifestazione organizzata al teatro di Mostar dal "Corriere delle Sera", quotidiano nazionale della Bosnia-Erzegovina e della Croazia, per consegnare il premio "Timbro d'Oro", il più importante riconoscimento istituzionale dell'intera area balcanica. Con lui c’erano il presidente della Hesa Talent School, Luigi Piero Tulli, e il direttore d’orche-

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stra Nicolas Giusti. L’evento ha costituito l’occasione per confermare e approfondire i rapporti economici, istituzionali e culturali tra la Bosnia-Erzegovina e la Regione Abruzzo rappresentata dal vice presidente Alfredo Castiglione che ha ricevuto l’ambito premio dalle mani del Ministro del Tesoro bosniaco, Dragan Vrankic. Questa la motivazione: “Per l'alto ed importante lavoro intessuto dall'assessorato allo Sviluppo economico, e quindi dalla Regione Abruzzo, per l'integrazione economica dei Balcani, a partire dalla Bosnia Erzegovina, opera iniziata con la sottoscrizione di diversi protocolli e per essere stata l'Abruzzo la prima Regione italiana ad aver partecipato alla più importante manifestazione fieristica dei Balcani, per aver avviato le procedure per l'attivazione del volo aereo Pescara-Mostar e per aver dato la possibilità a diverse imprese abruzzesi di impiantare attività economiche in Bosnia e nei Paesi limitrofi". Analoghi riconoscimenti sono andati, tra gli altri, al presidente della Croazia, Ivo Josipovic, a quello della Macedonia, Gjorge Ivanov, al presidente della Bosnia Erzegovina, Nebojsa Radmanovic, e al Nunzio apostolico di Bosnia, Alessandro Derico. Nel corso della kermesse, il tenore abruzzese ha offerto il meglio del suo straordinario repertorio canoro. “La manifestazione”, ha scritto il Corriere della Sera che nella precedente edizione aveva ospitato Andrea Bocelli come padrino dell’evento, “è stata ingrandita da uno spettacolo accompagnato da uno dei tenori più famosi nel mondo, Piero Mazzocchetti, che ancora una volta ha dimostrato perché la critica mondiale l’ha definito come l’erede di Luciano Pavarotti. Dopo le sue due interpretazioni, “Nessun dorma”


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Il sindaco di Mostar, Mazzocchetti, Castiglione e i presidenti di Croazia, Macedonia e Bosnia

Cena di gala a Mostar, a sinistra, l’interprete Maria, Tulli, Mazzocchetti, Giusti e Castiglione

e “O’ sole mio”, il pubblico nell’anfiteatro e davanti ai teleschermi, è rimasto incantato dalla sua performance”. Rientrato in Italia dopo la toccante esperienza in una terra che risente ancora dei danni della guerra, Mazzocchetti ha ricevuto dall’assessore regionale alla cultura, Luigi De Fanis, una targa riconoscimento per l’impegno culturale svolto attraverso la diffusione del bel canto di fronte alle platee di tutto il mondo. Un attestato di gratitudine è stato conferito anche a Sladam Topuzovic, consulente dell'assessorato per la cooperazione nell'area balcanica, arrivato a 23 anni in Italia per sottoporsi a cure adeguate dopo essere stato colpito da una granata. Sladam, tra l’altro, si sta adoperando per portare in Abruzzo due medici e due infermieri che svolgeranno un tirocinio di due mesi al fine di apportare un valido contributo nei reparti di ematologia e oncologia

pediatrica della Bosnia. "Siamo convinti”, afferma il vice presidente Castiglione, “che l'Europa riesca a mantenere la coesione sociale ed economica fintanto che ci sarà stabilità e coesione economica e sociale anche nei Paesi della regione balcanica che, non a caso, si apprestano ad entrare nell'Unione europea beneficiando dell'Obiettivo 1 e consentendo, così, a molte delle nostre piccole e medie imprese di avere ulteriori opportunità di investimento e di crescita”. Castiglione ribadisce gli sforzi e le attività propedeutiche che la Regione sta compiendo per l'attivazione del volo che collegherà Pescara a Mostar, città ad una ventina di chilometri dal santuario di Medjugorje, dove ogni anno si recano in pellegrinaggio circa 650mila italiani. E molto presto arriverà il cd targato Mazzocchetti-D’Annunzio-Tosti come importante contributo alla diffusione della cultura italiana nell’area balcanica.

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I Grandi della Musica

Sulle orme di Beethoven S

ciarpe, vestiti, scarpe, cappello, soldi, documenti, credo di aver preso tutto. La valigia è pronta, ma stavolta non rappresenta un percorso, bensì un magico kit di viaggio che mi accompagnerà in un luogo da me tanto desiderato, sognato, segreto: la casa del grande maestro Ludwig van Beethoven. Nelle grigie e fredde giornate di dicembre, infatti, decisi con gli amici di partire per Frankfurt am Main, stupenda città tedesca sul fiume Meno. Atterrammo nel pomeriggio dopo un breve volo in un aeroporto dislocato a due ore di pullman dal centro urbano. Una fitta coltre di nebbia mista a neve rendeva il paesaggio serale ancora più affascinante e magico di come era realmente. Stupendi edifici in stile gotico, tra cui il teatro della città e diverse chiese protestanti affiancate a grattacieli insormontabili che facevano proliferare in me tanti pensieri, tante emozioni, tutte riferite alla musica. Dopo aver raggiunto l’albergo, realizzai che poche ore ormai mi separavano dal mattino seguente, dal tanto sospirato viaggio per Bonn, città in cui il grande Beethoven aveva trascorso una parte importante della sua vita. Avrei potuto guardare ciò che i suoi occhi (il più delle volte in preda a ordinaria follia ed ira) avevano ammirato, e solo questo pensiero mi impediva di prendere sonno. Mi svegliai all’alba, scrutai un timido raggio di sole che si stagliava tra le nubi dense e mi sentii straordinariamente sereno. Svegliai gli amici che avevano deciso di accompagnarmi in questa avventura. Uscimmo, e una volta raggiunta la stazione capii che il viaggio in treno sarebbe stato abbastanza lungo, ma posso assicurarvi che per me quelle ore furono interminabili. Arrivati a Bonn iniziò una debole nevicata, faceva molto freddo, ma io mi sentivo tanto accaldato. Finalmente quella musica che ti trapassa l’anima e che ti travolge quando la suoni, aveva un’origine che io avrei potuto os-

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servare da vicino: la casa del grande maestro Ludwig van Beethoven. Bonn era una piccola e graziosa città barocca di fine ‘700, situata ai bordi del fiume Reno. La vita si svolgeva intorno alla corte del principe che sosteneva compagnie teatrali e grandi gruppi musicali. Fu proprio Johann, uomo di grande ambizione nonché padre di Beethoven, ad iniziare ad intraprendere la carriera musicale nella corte. Ed è proprio per merito suo che, alla tenera età di 6 anni, il piccolo Ludwig aveva come unico svago il clavicembalo. L’ottuso padre infatti, tornando a casa a mezzanotte, lo trascinava giù dal letto e lo costringeva ad esercitarsi. Come per tutti i grandi artisti, i terribili sforzi solitari della gioventù forgiarono un carattere tenace che permise a Beethoven di studiare a soli 8 anni viola e violino, di completare a 12 anni 3 sonate per piano e di entrare a 14 anni nella corte del principe. Perfino Mozart rimase talmente colpito che disse ai suoi amici: “Questo ragazzo in futuro darà al mondo qualcosa di cui parlare”. Entrare nella sua casa rappresentò per me un tuffo nel passato, un’immedesimazione in una civiltà a cavallo del romanticismo ma ancora ancorata al classicismo, che il grande maestro avrebbe percorso e attraverso il quale riuscì a comunicare stati interiori ed eventi fino ad allora mai descritti dalla musica. Entrammo nella sua casa natale che offre una delle testimonianze più importanti della vita artistica e umana di Beethoven, un luogo di ricordi non solo unico ma anche il più grande al mondo. Questa casa gialla circondata da un piccolo cortile ricco di statue, offre la possibilità di visitare diverse stanze che si sviluppano su 3 piani e che sono principalmente suddivise per età e contenuti. Al piano terra c’è uno studio digitale attrezzato con computer muniti di cuffie che offrono la possibilità di ascoltare le opere di Beethoven e


di osservare tanti documenti delle sue raccolte, delle sue lettere e partiture attraverso esposizioni virtuali. Ma ciò che io desideravo ardentemente era poter vedere il luogo in cui Beethoven suonava il suo pianoforte. Con curiosità e spinto da un vortice di emozioni, salii prima degli altri al primo piano. C’erano 6 stanze e, sulle basse pareti classicheggianti, si mostrarono ai miei occhi diversi quadri che riproponevano la storia della sua famiglia, a cominciare dal nonno che ricopriva il prestigioso incarico di maestro della cappella di corte del principe elettore di Colonia. Ma la prima testimonianza di Ludwig si trova all’interno di un annuncio per un concerto di Colonia per il quale si suppose che il padre stesso avesse indicato per suo figlio un’età inferiore a quella reale con l’intenzione di attirare maggiore attenzione. Sulle pareti di una stanza vicina c’è un quadro raffigurante la vita che Beethoven faceva durante la sua permanenza a Bonn, che spesso era solitaria ma arricchita dalla presenza della famiglia Breuming di cui ci sono numerosi ritratti. Ludwig non fu solo maestro di pianoforte e amico dei figli, ma soprattutto trovò nella loro madre, dopo la morte della propria, conforto ed educazione culturale. All’età di soli 10 anni Beethoven suonava l’organo. Non sapevo che lo strumento era stato distrutto durante la 2° guerra mondiale ma la sua tastiera storica era stata affidata in precedenza al Beethoven Haus quando l’organo venne ristrutturato. Nel 1794 Beethoven si stabilì definitivamente a Vienna e non rivide mai più la sua città natale. Salimmo al secondo piano, e la prima cosa che vidi fu un camino grande, ornato con intarsi dorati, ma nel contempo freddo, perché ormai della famiglia che un tempo

lo accendeva si è persa ogni traccia. E proprio voltandomi che mi trovai faccia a faccia con il grande musicista: il busto di un artista eroico la cui vita creativa si svolse con la forza di un dramma. Il calco del volto, considerato una riproduzione fedele delle fattezze del compositore, impersonava il contrasto tra fisico e spirituale, tra bene e male, tra angelo e demone. Un individuo dai tratti forti, quasi sempre burbero, insoddisfatto e carico d’ira. Nella vetrina di destra trovai dei cornetti acustici, testimonianza della sua sordità, ma non appena girai lo sguardo mi accorsi di due grandi pianoforti ligneii maestosi, affascinanti, storici, magnifici. E’ difficile pensare come un’apparente pazzo, allucinante, folle, potesse, in preda a geni di ispirazione ed al suo lavoro, creare, suonare, stupire. Il pianoforte del 1817 fu un regalo che il fabbricante di pianoforti londinese Broad Wood regalò a Beethoven e del quale stavo ammirando un modello identico. Nonostante la mia passione per Beethoven, non ho mai saputo niente dei misteriosi amori che egli coltivava, ma me ne feci un’idea leggendo la lettera d’amore rivolta alla sua “immortale amata”, forse Giulietta Guicciardi, una delle donne di cui era innamorato e alla quale dedicò la sonata per pianoforte opera 27 n°2, “Il chiaro di luna”. L’ultimo scritto di Beethoven è il suo testamento, eseguito 3 giorni prima della sua morte, dove, nonostante la trasparenza della grafia, emerge il suo deplorevole stato fisico. Un grande artista divenuto sordo all’età di 26 anni, che cercava di compensare l’amore e l’affetto che gli erano mancati in famiglia con la musica. Un padre alcolista e severo, una madre morta troppo presto, una famiglia da mantenere a soli 18 anni, le lunghe ore solitarie passate sui tasti del pianoforte, forgiarono un carattere di ferro,

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Hesa Talent School magazine I Grandi della Musica

la vita divenne per lui un atto di eroismo in cui un uomo deve soffrire per poter arrivare, ma niente poteva spaventare un Titano. Ciò che mi ha sempre colpito era il modo in cui affrontava il suo stato di sordità, il suo tormento e forte angoscia, oltre al precario stato di salute fatto di cefalee, infiammazioni, asma. A tutto questo si aggiungevano la derisione e la povertà. Salimmo a questo punto nella soffitta della sua casa natale, che come in un percorso cronologico dal basso verso l’alto, raccoglieva le ultime rappresentazioni sulla sua morte, avvenuta a Vienna il 26 marzo del 1827 e a cui parteciparono oltre 20.000 persone. In questa stanza vidi la contrapposizione tra la vita e la morte: in questa soffitta, che secondo quanto riportato dai registri, rappresenta il luogo in cui Beethoven fu dato alla luce nel 1770, era presente anche la sua maschera mortuaria eseguita 12 ore dopo la sua morte, prima che il cadavere fosse sottoposto ad autopsia craniale per esaminare l’origine della sua sordità. D’altronde “il grande architetto” non si smentì neanche in punto di morte: la sua malattia finale coincise con un violento scoppio d’ira. Man mano che la rabbia lo pervadeva, orribili dolori lo facevano piegare su se stesso e i suoi piedi si gonfiarono enormemente, così il resto del suo corpo si riempì totalmente di acqua che i dottori ebbero paura che scoppiasse. A seguito di un’incisione, un violento spruzzo d’acqua attraversò la stanza, e dopo una seconda e terza incisione, alla quarta un amico disse che ormai il fluido drenato dal corpo aveva bagnato metà del pavimento. Beethoven smise di sperare, entrò in coma e 3 ore dopo, senza preavviso, un colpo di fulmine accese la camera della morte: un fragore di tuono spaventò gli amici che sedevano con l’uomo morente. Beethoven aprì gli occhi, alzò la mano destra e stringendo il pugno guardò in alto per diversi secondi con un’espressione di sfida e minaccia. Il suo pugno ricadde. Era morto. Questa esperienza indimenticabile, ogni minimo angolo della sua casa significa per me minuti, passi di una vita che avrebbe influenzato tutta l’umanità, ancora oggi. La musica di Beethoven fu segno di cambiamento, di un’esperienza sospesa e poi riscattata. Un grazie dal profondo del cuore al grande Maestro Enzo Cantagallo che mi segue nei miei studi classici di pianoforte e nella mia passione per Ludwig van Beethoven. Gennaro Fioccola

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Gli allievi raccontano

Il terremoto e poi un sogno che si avvera ome raccontare della mia avventura alla Hesa Talent School? Bisogna partire dall’inizio. Prima di tutto ciao. Mi chiamo Giulia Museo e sono dell’Aquila. Ebbene sì L’Aquila, quella magnifica città dove il sisma del 6 aprile 2009 ha distrutto tutti i luoghi della mia infanzia: la mia casa, la mia scuola, le vie del centro a me care, le chiese, i palazzi… i miei ricordi. Quella sera io c’ero. Nessuno poteva mai immaginare quello che sarebbe accaduto. Era tutto perfetto nella sua normalità. Una tranquilla domenica di aprile. Alle 23.30 c’è stata la prima scossa che ha messo in allarme tutta la popolazione. E infine quella finale. Che potrei definire come il grido di un orco che si trova nelle fiabe. L’orco però questa volta ha portato via con sé, ingiustamente, la vita di tanti. Uomini, donne e bimbi innocenti. Tutti fuggivano dalle case che crollavano. Urla, grida, pianti, ambulanze a sirene spiegate nelle strade di una città buia che il silenzio avrebbe avvolto, di lì a poco, definitivamente. Anche noi siamo fuggiti da quella guerra dichiarata dalla forza indomabile della natura. Ho trascorso con mamma e papà un anno a Pietransieri, frazione di Roccaraso, a casa

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di amici fantastici. Siamo stati accolti con affetto da tutta la comunità. Successivamente con la mia famiglia mi sono trasferita a Castel di Sangro dove oggi frequento il I Liceo Scientifico. Proprio a Castello è iniziata la mia avventura musicale. Ho conosciuto Maurizio Pallotta in una manifestazione canora alla quale ho partecipato. Lui, avendo notato la mia passione per il canto, mi ha parlato dell'Accademia Hesa Talent School proponendomi di iscrivermi. Ero felicissima all’idea di poter imparare a cantare con il famoso tenore e Maestro Piero Mazzocchetti che tante volte avevo seguito in televisione! Il mio primo giorno in Accademia lo potrei definire unico e stupendo. Io con Piero Mazzocchetti? Incredibile ragazzi! Un sogno. Devo molto alla Hesa Talent School ed alla musica che mi ha dato la forza ed il coraggio di ripartire dando, nuovamente, un senso alla mia vita dopo quel maledetto 6 aprile 2009. Un grazie di cuore a Piero, Nicolas, Paola, Enzo, Luigi, Nunzia. Con voi, ne sono sicura, il mio sogno può diventare realtà. Vi voglio bene. Giulia Museo

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Appuntamenti

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8 Aprile. Concerto di Caparezza al Palaroma di Montesilvano, ore 21.30. Biglietti: € 15. Info: prevendite abituali a Montesilvano.

di Avezzano. Riconoscimento nazionale di cultura, televisione, giornalismo, teatro, danza, arte e spettacolo. Ingresso libero.

8 Aprile. Concerto di Max Gazzè al Teatro Comunale di Teramo, ore 21. Biglietti: € 18, € 23, € 28. Info e prevendite: botteghino del teatro o acquisto on line nei siti Live Ticket e Booking Show.

20 Aprile. Concerto di Patty Pravo al Palasport di Viale XXV Aprile a Sulmona. Biglietti: Platea numerata I settore € 49, II settore € 39; Galleria I settore € 29, II settore € 24; Palchetti € 24. Prevendite abituali.

13 Aprile. Concerto della PFM al Teatro Comunale di Ortona, ore 21.30. Biglietti: € 23, € 28, € 33, € 39. Info e prevendite: botteghino del teatro.

29 Aprile. Concerto di Piero Mazzocchetti al Teatro Comunale “Riccitelli” di Teramo, ore 21,30. Biglietti: € 15, € 20, € 25. Info: tel. 085 4455117, 339 3634562.

15-16 Aprile. XVII Edizione del Premio Civiltà dei Marsi presso il Castello Orsini Colonna

Se vuoi segnalare un evento scrivi a: redazione@hesatalentschool.com


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Miti & Mode

Tutti pazzi per il Burlesque iume, pizzi, lingerie, tacchi alti e rossetto rosso sono ingredienti fondamentali per la creazione di uno stuzzicante stile di vita che sta contagiando letteralmente ogni tipo di donna. Di che stiamo parlando? Ma del burlesque, naturalmente. Il burlesque nasce come uno spettacolo che parodiava il mondo, in particolar modo le classi altolocate, diffondendosi soprattutto negli Usa e in Gran Bretagna dagli anni Venti agli anni Cinquanta. Aveva come protagoniste donne in abiti provocanti e succinti, come non si era abituati a vedere all’epoca. Ma pian piano venne messo da parte con l’avvento della televisione che proponeva modelli di donne sempre più “svelate”. Oggi torna alla ribalta in grande stile, conquistando il genere femminile nella sua grandissima varietà. Ebbene sì, il burlesque è diventato ai nostri giorni un modo di essere, uno stile fatto su misura per la donna, per disinibirla e renderla orgogliosa di se stessa, del suo corpo e delle sue forme, che, infatti, è meglio se sono accentuate e generose. Basta guardare la fantastica e sofisticata Dita Von Teese, simbolo del burlesque di oggi, o meglio ancora, la vera icona, la star degli anni Cinquanta: Betty Page. E’ come un gioco fatto di lustrini e autoi-

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ronia, seducente per gli uomini e gratificante per le donne, che con la loro piccante esibizione sfidano il falso moralismo di oggi, così tanto diffuso, senza mai spogliarsi del tutto. Il burlesque è un vero e proprio smacco morale alla tradizione delle magrissime modelle senza curve e dà vita a un eccitante e spumeggiante show pieno di sorprese e divertimento con un pizzico di sensualità, in un “vedo-non vedo” che rende tutto più intrigante ed elettrizzante, distaccandosi dal semplice e più volgare striptease. Ciò che particolarmente contraddistingue il burlesque da qualsiasi altra manifestazione del corpo femminile, è la rivincita che le donne si prendono in un mondo ancora troppo maschilista, abituato a vedere la donna come oggetto. Dunque, questa tendenza finisce per avere un’influenza importante e positiva sulla società odierna, esaltando le diversità, permettendo alle donne di mettersi in gioco senza temere il giudizio altrui, rendendole capaci di divertirsi proponendo una caricatura dell’epoca in cui viviamo composta da immagini troppo spesso surreali e false, ma facendolo sempre con un sorriso e ironica semplicità. Valeria Felicioni

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Dove mangiare

Caro Maestro... Piero Mazzocchetti risponde ai lettori La musica linguaggio universale Caro Maestro, mi chiamo Laura e sono una delle prime allieve che è entrata a far parte della sua meravigliosa famiglia musicale. E’ tanto che volevo farle questa domanda: visti i suoi numerosi viaggi, mi chiedevo se ha appreso metodologie di canto diverse o se la musica è davvero un linguaggio universale che tutti usano allo stesso modo? Laura Nornita Le metodologie di canto sono in linea di massima le stesse ormai da secoli. Ovvio che ogni singolo individuo le applica a seconda della propria identità artistica. La musica è di certo un linguaggio universale grazie soprattutto alle molteplici interpretazioni che gli artisti concedono ed è impensabile poter interpretare l’arte in un solo modo nonostante il metodo sia lo stesso.

L’ispirazione nella lirica Caro Maestro, amo la musica lirica e ho intrapreso nella sua scuola un percorso di studio per seguire la mia passione, tutti sappiamo che l’enciclopedia lirica è molto vasta ma secondo lei da quali opere possiamo attingere maggiore ispirazione e insegnamento? Brigida Salcuni Il gusto musicale di ognuno di noi determina una nostra playlist naturale. Le emozioni tuttavia che ogni giorno si susseguono nel nostro cammino creano una variazione straordinaria continua nell’ascolto musicale quotidiano. Lo stato d’animo gioca un ruolo importante nella scelta delle varie opere liriche: per esempio uno spirito romantico sceglierà e prediligerà Puccini rispetto a Verdi e così via. Se vuoi inviare una lettera al Maestro Piero Mazzocchetti, scrivi a: redazione@hesatalentschool.com

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Auguri a...

a cura di Nunzia Praticò

Mirko Crispi, nato il 1 Aprile 1978. Tanti auguri di cuore dai dirigenti, dagli allievi e dagli insegnanti della Hesa Talent School.

Andrea Piazza, nato il 1 Aprile 2000. Buon compleanno dai dirigenti, dagli allievi e dagli insegnanti della Hesa Talent School. Possa il tuo percorso appena iniziato in compagnia della musica brillare della melodia più bella.

Daria Mancipinto, nata il 2 Aprile 1995. Tanti auguri di buon compleanno da tutto lo staff della Hesa Talent School. Che il suono della tua voce illumini sempre il tuo sorriso perché la musica è vita.

Federica Dalena, nata il 5 Aprile 1998. Tanti auguri di cuore dai dirigenti, dagli allievi e dagli insegnanti della Hesa Talent School. Buon viaggio in musica!

Mario Di Peco, nato il 9 Aprile 1982. Gli allievi dell’Accademia, i docenti, il presidente e tutto lo staff della Hesa Talent School augurano a Mario un felice compleanno.

Giulia Museo, nata il 10 Aprile 1996. Gli allievi dell’ Accademia, i docenti, il presidente e tutto lo staff della Hesa Talent School augurano a Giulia un felice compleanno. Che il bianco luminoso delle piste da sci, insieme al dolce suono della tua voce, possa illuminare sempre la tua vita.

Roberta Bellante, nata il 12 Aprile 1997. Tanti auguri di cuore dai dirigenti, dagli allievi e dagli insegnanti della Hesa Talent School.

Emmanuele Leone, nato il 14 Aprile 2001. Gli allievi dell’Accademia, i docenti, il presidente e tutto lo staff della Hesa Talent School augurano a Emmanuele un felice compleanno. Che la tua passione porti al tuo cuore tanta felicità. Gianluca Museo, nato il 16 Aprile 1962. Avvocato, tanti auguri di buon compleanno dagli allievi dell’Accademia, dai docenti, dal presidente e da tutto lo staff della Hesa Talent School. Che il codice universale del canto detti legge nel tuo cuore riempiendolo di fortuna e serenità.

Noemi Di Carlantonio, nata il 19 Aprile 1996. Tanti auguri di cuore dai dirigenti, dagli allievi e dagli insegnanti della Hesa Talent School. Buon compleanno Noemi! Irina Sinekopova, nata il 29 Aprile. Gli allievi dell’Accademia, i docenti, il presidente e tutto lo staff della Hesa Talent School augurano a Irina un buon compleanno! La danza è una canzone del corpo e camminando sulle punte incontrerai presto il successo della vita.


Accademia della Musica, del Cinema e del Teatro

Canto lirico, pop, jazz Musica classica e leggera Armonia e composizione Direzione d’orchestra Recitazione (cinema, teatro, musical) Dizione Danza (classica, moderna, jazz, hip hop)

Informazioni e iscrizioni: HESA s.r.l. - 65015 Montesilvano (Pe) Corso Umberto, 39 Tel. 085 44 55 117 - Fax 085 44 55 722 Tel. 331 44 39 567 E-mail: info@hesatalentschool.com www.hesatalentschool.com


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