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domenica 6 febbraio 2011

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Valorizzazione del sito archeologico di Lido Silvana A proporre il progetto l’associazione culturale “Minerva”

Un progetto di riqualificazione del sito archeologico di Lido Silvana è stato redatto nelle scorse settimane dall’associazione culturale Minerva, costituita da un gruppo di laureandi iscritti alla facoltà di Beni Culturali – indirizzo archeologico – presso l’Università di Bologna (sede distaccata di Ravenna). Il sito si estende su un vasto territorio adiacente al mare, di competenza del Demanio Marittimo, nella zona della spiaggia “Lo Scoglio”, passando per l’area privata dell’ex campeggio. Pur in una pessima condizione di conservazione, dovuta in gran parte all’erosione della costa, alla moltitudine di bagnanti della stagione estiva e all’incendio della pineta, sono visibili alcune strutture murarie, pavimenti e vasche termali in coccio pesto che confermano l’esistenza di un insediamento di epoca romana. “Soltanto un lavoro di tipo

Il prossimo numero de “il taccuino” sarà in distribuzione domenica 6 marzo 2011

archeologico, eseguito in maniera molto critica, può sciogliere i molteplici dubbi circa l’utilizzo di questo complesso» riferisce al nostro giornale Cristiana Margherita, giovane pulsanese che assieme ai colleghi Tommaso Saccone e Maria Teresa Gatto costituiscono il gruppo ideatore dell’iniziativa, supportato anche dal dottorando Enrico Ravaioli e dai collaboratori arch. Madine Lucaselli, dott.ssa Annunziata Filomeno, dott.ssa Federica Boschi per le analisi geofisiche e dr. Massimiliano Montanari per le ricostruzioni tridimensionali”. Come intendete dare avvio al progetto? “Per prima cosa, intendiamo eseguire un’indagine con tecnologia georadar per individuare in maniera non invasiva le strutture sepolte e gli eventuali ambienti sotterranei di cui si intuisce già l’esistenza. In tal modo, avremo una mappatura precisa di tutta l’area e sapremo con assoluta certezza dove procedere con l’attività di scavo stratigrafico”. Perché è così importante eseguire uno scavo? “Una campagna di scavo, con relativi rilievi topografici planoaltimetrici, permette di documentare accuratamente l’attuale stato di conservazione del sito, verificare la sua reale funzione e capire meglio il ruolo di Pulsano nel periodo magno-greco e romano. Gli scavi, da effettuare prima o dopo la stagione balneare, dureranno all’incirca seiotto settimane”. Dopo l’elaborazione dei dati, è

prevista la fase di valorizzazione. “In loco, si propone l’allestimento di un percorso didattico-turistico con pannelli illustrativi della storia del sito e delle indagini svolte e la realizzazione di una passerella sopraelevata per consentire sia l’accesso alla spiaggia che la visione delle strutture ritrovate. Inoltre l’associazione intende promuovere la realizzazione di un polo museale all’interno del Convento costituito da un sezione espositiva con tutti i materiali provenienti dagli scavi di Lido Silvana e di Torre Castelluccia (ora in deposito nel Museo Nazionale di Taranto) e da una sezione multimediale con ricostruzione 3D delle bellezze archeologiche pulsanesi”. Come vi muoverete da un punto di vista organizzativo ed economico? “Abbiamo già ottenuto il patrocinio morale e il partenariato dal Comune di Pulsano, dalla Provincia di Taranto e dall’associazione culturale “La ‘Ngegna”. Puntiamo ad ottenere il sostegno da parte di altre istituzioni e associazioni del territorio al fine di poter prender parte ai diversi bandi proposti da

interessati”. Quali difficoltà state trovando? “Dovremo attivare un canale di comunicazione con la Soprintendenza archeologica di Taranto e con il proprietario dell’ex camping. Per quest’ultimo il sindaco Ecclesia si è mostrato disposto ad aiutarci. Vorrei specificare, però, che alla realizzazione dell’intero progetto si può arrivare per tappe, poco alla volta, anche con modalità differenti. Si potrebbe, ad esempio, indurre la nostra università ad attuare una campagna di scavo nell’ambito delle proprie attività didattiche, con conseguenti abbattimenti di costi e tempi. Per Pulsano sarebbe una grande opportunità poter ospitare equipe di specialisti nel settore archeologico, offrendo nel contempo un’occasione di formazione a molti studenti. Ecco perché è indispensabile il supporto di tutte le organizzazioni locali. Chiunque, a qualsiasi titolo, fosse interessato all’iniziativa può contattarci tramite il nostro sito web (www.minervas sociazione.it) e la pagina facebook (MinervAssociazione)”. Insomma, un’ambiziosa idea

istituti bancari, fondazioni e grandi aziende nazionali per sostenere i costi dell’operazione. Purtroppo, non abbiamo potuto partecipare all’ultimo bando della Fondazione Telecom Italia (diversamente da un altro nostro progetto presentato in Emilia Romagna) perché, al momento della scadenza, non erano a nostra diposizione tutti i pareri degli enti

di sviluppo culturale e turistico del nostro territorio, diversa dai propositi di cementificazione e radicale trasformazione dell’assetto della nostra litoranea, pensata da un gruppo di intraprendenti e dinamici ragazzi che desiderano trovare spazio e mettere la loro professionalità a disposizione del paese.

Dario Durante

IL TACCUINO 06 - 02 - 11  
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