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Numero - Number 2 2011


cartier.com

Puja1137HasslerMag470x310_Mise en page 1 24/02/11 12:02 Pagina 1

Roma - Via Condotti, 83 - Tel. 06 69 67 51

CrĂŠation Haute Joaillerie


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Roma - Via Condotti, 83 - Tel. 06 69 67 51

CrĂŠation Haute Joaillerie


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sommario | contents

Editoriale Editorial

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La storia dell’Hassler The Hassler’s history La Dinastia Bucher - Wirth The Bucher - Wirth Dynasty

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Roma Antica Ancient Rome La tutela del patrimonio artistico italiano The protection of Italy’s artistic heritage

24

Roma Antica Ancient Rome Il Padre dei Restauri The Father of Restorations

26

Roma Antica Ancient Rome Acriter et fideliter

32

Roma classica Classical Rome Un chiostro di luce A cloister of light

38

Roma contemporanea Contemporary Rome MAXXI-laboratorio di modernità MAXXI-laboratory of modernity

44

Personaggio Character Liv Ullmann Una musa del cinema A muse of Cinema

The Kitchens of the Hassler 48

Gusto Gourmet Le cucine dell’Hassler The Hassler’s kitchens

6 La Dinastia Bucher - Wirth The Bucher Wirth Dynasty

18 La tutela del patrimonio artistico italiano The protection of Italy’s artistic heritage

48 Le cucine dell’Hassler

58 Intervista con l’enologo

Interview with the enologist

58

Mondo vino World of wine Intervista con l’enologo Jean-Claude Berrouet Interview with the enologist Jean-Claude Berrouet

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Appuntamenti Appointments Appuntamenti a Roma Rome’s appointments

contents

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sommario

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editoriale | editorial

editoriale editorial Nel cuore di Roma editoriale di Roberto Wirth Presidente e Direttore Generale President and Managing Director

È

un vero piacere per me darvi il benvenuto all'Hotel Hassler, che dirigo ormai da quasi trent’anni. L'Hassler non è solo un grande hotel che deve essere gestito con professionalità, ma è soprattutto una ragione di vita, una passione che quotidianamente si alimenta e si fortifica. Il prestigio dell'Hotel è una voce che riecheggia in tutto il mondo, e di questo, ovviamente, ne siamo fieri. Ma il nostro orgoglio è prima di tutto quello di rendere il vostro soggiorno nella Città Eterna un'avventura indimenticabile. È un compito difficile, ne siamo consapevoli. Ma la nostra anima è forte e inconfondibile, così come unica e immortale è Roma, la città che ci ospita e che ogni giorno ci regala il suo fascino senza tempo. Per raccontarvi Roma e il mondo del nostro hotel abbiamo ideato Hassler Life. Nelle pagine del nostro magazine troverete tutto quello che c'è da sapere sulla Capitale e suoi gioielli, introdotti da illustri personaggi della cultura italiana e internazionale che abbiamo avuto l'onore di incontrare per voi. E troverete anche la descrizione delle tante esclusive offerte che l’Hassler propone ai suoi ospiti. Rinnovandovi il più caloroso benvenuto nel nostro albergo vi auguro uno splendido soggiorno nella Città Eterna.

In the heart of Rome

I

t is a great pleasure for me to welcome you to the Hotel Hassler, which i have been running for almost thirty years. The Hassler is not only a great hotel which must be exceptionally managed, but it is principally a way of life, a passion that fuels and grows stronger each day. The Hotel’s prestige is a voice that echoes throughout the world, and of this, of course, we are proud. But our wish is first of all to make your stay in the Eternal City an unforgettable adventure. We are aware that it is a difficult task. But our spirit is strong and unmistakable, as unique and immortal as is Rome, the city that hosts us, and offers us its timeless charm every day. To narrate Rome and the world of our hotel, we have created Hassler Life. In the pages of our magazine you will find everything you need to know about the Capital and its gems, introduced by illustrious people from the world of italian and international culture, that we have had the honor to meet for you. And you will also find a description of the many exclusive offers which the Hassler presents to its guests. Renewing the warmest welcome to our hotel, I wish you a wonderful stay in the Eternal City.

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la storia dell’Hassler | the Hassler’s history

Oscar Wirth

La dinastia Bucher-Wirth Una grande tradizione alberghiera

The Bucher-Wirth Dynasty A Great Hotelier Tradition di Vivian Barsanti

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ituato in cima alla Scalinata di Piazza di Spagna, lo storico Hotel Hassler Roma è oggi di proprietà e diretta da Roberto E. Wirth, quinta generazione di una grande dinastia di albergatori svizzeri la cui sto-

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T

he historic Hotel Hassler Roma at the top of the Spanish Steps, is owned and managed by Roberto E. Wirth, fifth generation of a great dynasty of Swiss hoteliers, whose history dates back two centuries. It


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la storia dell’Hassler | the Hassler’s history

ria inizia due secoli fa. Si può dire infatti che possedevano la prima catena di alberghi al mondo per via dei numerosi hotel che facevano parte delle proprietà del bis-bisnonno di Roberto Wirth. Franz-Josef Bucher, uno dei pionieri dell’industria alberghiera europea, nacque il 17 gennaio 1834 a Kerns nel cantone di Oberwalden, vicino a Lucerna, in Svizzera. I suoi genitori, Sebastian, agricoltore e consigliere della cittadina, e Theresia Durrer, figlia di un proprietario terriero della zona, lo iscrissero alla scuola comunale di Kerns e successivamente alla scuola reale del collegio di Sarnen. Presto però il giovane Bucher dovette abbandonare gli studi per aiutare la madre, rimasta vedova, a gestire le proprietà della famiglia. La mancanza di un’approfondita istruzione scolastica non gli impedì tuttavia di diventare poco a poco un grande imprenditore. Pochi anni dopo conobbe Josef Durrer, con il quale fece amicizia. Insieme i due fondarono la ditta “Bucher & Durrer”, un’impresa di costruzioni, che gestiva segherie e qualche anno dopo, nel 1868, i due soci aprirono a Kagiswil, vicino a Lucerna, una fabbrica di parquet e legname da costruzione. Bucher, che nel frattempo si era sposato due volte ed aveva avuto già 11 di quelli che poi sarebbero stati 16 figli, nel 1871 acquistò la Trittalp, una zona ancora intatta ed inaccessibile sul Burgenberg, in Svizzera, dove vi costruì a sue spese una strada che conduceva alla cima e con il materiale risultante dalla costruzione della strada, costruì il Grand Hotel Bürgenstock, che inaugurò nel 1873. Negli anni a seguire, aggiunse il Park Hotel, il Palace Hotel, la seggiovia dell’Hammetschwand, tuttora la seggiovia più alta d’Europa e la ferrovia del Bürgenstock. Era solo l’inizio dell’attività alberghiera di FranzJosef Bucher che nel 1879, acquistò una compartecipazione nell’Hotel de la Mediterranée di Pegli, in Liguria, e nel 1883 prese in gestione l’Hotel Europe a Lucerna. Intanto, la ditta Bucher & Durrer, sotto la direzione di Durrer estese le sue attività di commercio e lavorazione del legno all’Europa Sudorientale, inaugurando una ditta di parquet e mobili in legno in Romania che presto diventerà il fornitore ufficiale di mobili di tutte le più famose famiglie aristocratiche d’Europa. La Bucher & Durrer inoltre, dette inizio anche alla costruzione di strade, funicolari (per esempio quella del-

Franz-Josef Bucher

can indeed be said that they possessed the first hotel chain in the world due to the sheer number of hotels that were part of Roberto Wirth’s great-great grandfather’s possessions. Franz-Josef Bucher, one of the pioneers of the hotel industry in Europe, was born on January 17, 1834 in Kerns, near Lucerne in Switzerland, son of Sebastian, farmer and town-hall counsellor, and Theresia Durrer, daughter of an affluent landowner and banker. He began his school education locally and then moved to the near-by town of Sarnen to pursue his secondary degree. Upon his father’s death, young Bucher had to leave school in order to help his mother manage the family estate. This lack of an in-depth HasslerLife | 7


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L’Hassler nei primi ‘900 - The Hassler, early 1900s

la Stazione di Lugano), seggiovie (Monte San Salvatore, Stanserhorn e Mont Pelerin) e tram. Nel 1888 i due soci costruirono la prima funicolare elettrica che collegava Kehrsiten alla sommità del Burgenstock e a Genova Franz-Josef Bucher costruì il tunnel che tuttora porta dalla stazione al centro della città, impiantò una funicolare nel porto e costruì il primo sistema tranviario della città. Tuttavia la vera passione di Franz-Josef Bucher erano gli alberghi e quest’uomo così lungimirante prestò capì che gli hotel in città sarebbero stati più redditizi di quelli nei luoghi di villeggiatura, pertanto, nel 1890 inviò il genero Heinrich Wirth, di cui si parlerà più avanti, a Roma per prendere in gestione l’Albergo Minerva. Pochi anni dopo, decise di acquistare l’Hotel Quirinale di Roma (costruito nel 1874) che divenne di sua proprietà nel 1894, dopo lunghe trattative, per 2 milioni di lire. Sempre convinto del maggior valore degli hotel di città, nel 1897 acquistò e ristrutturò un edificio situato vicino alla stazione centrale di Milano, il Grand Hotel Palace e un paio di anni dopo, nel 1899 acquistò

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school education did not, however, prevent him from becoming a great entrepreneur. The turning point in Bucher’s life occurred when he met Josef Durrer, with whom he soon became close friends. Together they founded “Bucher & Durrer”, a construction firm running sawmills. Some time later, in 1868, the two partners opened in Kagiswil, near Lucerne, a factory producing parquetry and timber. Bucher, who in the meanwhile had married twice and had already 11 of his 16 children, in 1871 bought the Trittalp, an intact and inaccessible area on the Burgenberg in Switzerland where he built, at his own expense, a road to the summit. With the material resulting from the construction of the road, he built the Grand Hotel Buergenstock, which he inaugurated in 1873. In the following years, he added the Park Hotel, the Palace Hotel, and the Hammetschwand which is still the highest chair-lift in Europe, and the Buergenstock railway. This was just the beginning of FranzJosef Bucher’s hotel industry. In 1879, he started to


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Audrey Hepburn

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Gregory Peck

una parte dell’Hotel “Du Parc” a Lugano che era in origine un convento di frati minori. Pochi anni dopo l’hotel divenne totalmente di proprietà di Bucher e nel 1903, dopo la ristrutturazione attuata dal figlio Alfred fu riaperto con il nome di Grand Hotel Palace. Non contento dell’espansione del suo impero in Italia, Bucher decise di acquistare un terreno al Cairo sul quale, nel 1905, eresse l’Hotel Semiramis che fu inaugurato nell’autunno del 1906. Purtroppo Franz-Josef Bucher non potè godere del successo del suo primo hotel fuori dall’Europa, in quanto morì il 6 Ottobre 1906 al Cairo, proprio a ridosso dell’inaugurazione, per una polmonite forse causata dal clima a lui non confacente. Verso il 1883 entrò a far parte del “clan” Bucher un uomo che, seppur membro acquisito della famiglia, giocherà un ruolo di fondamentale importanza nel destino della famiglia: Heinrich Gottlob Wirth. Egli fu considerato da Franz-Josef Bucher come un figlio e fu il solo che veramente ne seguì le orme. HasslerLife | 10

expand, buying a partnership in the Hotel de la Méditerranée in Liguria, a lovely region in Northern Italy, and starting to operate, in 1883, the Hotel Europe in Lucerne. In the meanwhile, under Josef Durrer’s direction, the Bucher & Durrer firm expanded its wood-related commercial activities to South-Eastern Europe, inaugurating a parquetry and wooden-furniture firm in Romania that was soon to become the official provider of furniture to the most famous noble families across Europe. Moreover, the Bucher & Durrer firm started to build roads, inclines (for instance the incline of the Lugano railway station), chair-lifts (Mount San Salvatore, Stanserhorn and Mont Pelerin, in Switzerland) and tramways. In 1888 the two partners also built the first electric incline connecting the small village of Kehrsiten to the top of Buergenstock. In Genoa, Italy, Franz-Josef Bucher built the tunnel that still links the railway station to the city centre, an incline in the port and started the first tramway system of the city. Franz-Josef Bucher’s real passion, however, remained the hotel business, and he soon realized that city hotels were much more profitable than those situated in resort places. Therefore, in 1890 he sent his sonin-law, Heinrich Wirth, to Rome as the manager of the Hotel Minerva, located in the city’s center. A few years later, he decided to buy the Hotel Quirinale in Rome (built in 1874), finally purchasing it in 1894 for 2 million lire after lengthy negotiations. Bucher’s belief that city hotels were more valuable led him to buy and restore, in 1897, a building situated near the Central Railway station in Milan, the Grand Hotel Palace. A couple of years later he bought first some shares, and then the entire property of the Hotel du Parc in Lugano, which after restoration in 1903, was opened with the name of Grand Hotel Palace. Bucher was still not satisfied with the expansion of his empire and decided to buy some land in Cairo, Egypt, where in 1905 he built the Hotel Semiramis that was inaugurated in 1906. Unfortunately though, Franz-Josef Bucher could not appreciate the success of his first hotel outside Europe, since he died of pneumonia on October 6,


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Roberto E. Wirth con il premio “Independent Hotelier of the World 2005” assegnato dalla rivista Hotels. Roberto E. Wirth with the “Independent Hotelier of the World 2005” award, assigned by Hotels magazine.


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Il Generale Eisenhower durante la sua permanenza all’Hassler, circa 1946 General Eisenhower during his stay at the Hassler, around 1946

Heinrich Wirth nacque a Maulach, nel Wuerttenberg, in Germania, il 6 Settembre del 1858 da Friedrich Heinrich Wirth e Magdalena Hanselmann. Era il secondo di 10 fratelli, e frequentò dapprima una scuola in un paese vicino, poi la scuola media a Crailsheim e infine la secondaria a Kirchfeld. Dopo alcuni anni di apprendistato in varie locande della zona e sul lago di Ginevra, Heinrich, spinto dal padre che temeva che il figlio potesse essere arruolato e mandato in guerra, partì per l’Inghilterra al seguito di due gentildonne che aveva conosciuto sul lago di Ginevra. In Inghilterra lavorò come domestico per le due signore per circa otto mesi dopodiché accettò altri lavori a Londra, al Midland Hotel e in altri locali. Si fermò nella capitale inglese fino al 1877 quando lasciò l’Inghilterra per tornare in Germania, dove fu assunto come cameriere all’Hotel du Nord a Colonia. Successivamente, Heinrich lavorò per il Baur au Lac a Zurigo e all’inizio del 1879 si recò a Roma dove iniziò a lavorare come cameriere del ristorante dell’Hotel Quirinale. Ancora non sapeva quanto quest’albergo sarebbe stato parte della sua vita. Infatti, all’epoca l’hotel non era anHasslerLife | 12

1906, the day before the inauguration of the hotel. Around 1883, a young man who was to play a relevant role in the family’s destiny started to work for Bucher: his name was Heinrich Gottlob Wirth. Franz-Josef Bucher considered him as one of his own children and he was the one who really followed Bucher’s steps. Heinrich Wirth was born in Maulach, in the German Wuerttenberg region, on September 6, 1858. He was the second of 10 children and after graduating from school, he started his apprenticeship in some inns around his hometown and on the lake of Geneva. There he met a couple of English ladies who asked him to become their butler and follow them to London. Thus he started his travels around Europe, which brought him to Cologne, Zurich and Rome. In Rome he worked as a waiter at the Hotel Quirinale, which did not belong to Bucher yet. Wirth could not imagine at that time the importance that that hotel was to play in his life. Wirth’s thirst for experience would not allow him to stay for too long in the same place, therefore after


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Roberto Wirth davanti alla Rolls Royce Roberto Wirth and his Rolls Royce

cora dei Bucher che lo avrebbero acquistato nel 1894. Dopo il soggiorno romano, Heinrich si trasferì prima a Bologna dove lavorò come maitre d’hotel per l’Hotel Brun e poi a Lucerna presso lo Schweizerhof. Infine nel 1883 iniziò a lavorare presso l’Hotel Méditerranée di Pegli in Liguria intrecciando così il suo destino a quello dei Bucher. Nel 1887 infatti, Heinrich Wirth sposò Cristina Bucher, figlia di Franz-Josef, che aveva conosciuto all’Hotel Mediterranée, dove Cristina lavorava in dispensa. Gli sposi rimasero a Pegli, spostandosi al Buergenstock d’estate, fino al 1890 quando Wirth fu mandato a Roma dal suocero per prendere in gestione l’hotel Minerva. Nel frattempo Heinrich e Cristina avevano avuto i loro primi due figli, Roberto (1888) ed Elsa (1890). In Italia, Heinrich gestiva tutto il lavoro per conto del suocero che aveva imparato un’unica parola in italiano, “subito” che ben rappresentava il suo desiderio di agire e ottenere tutto immediatamente: per questo fu chiamato dai suoi dipendenti “Signor Subito”. Nell’ estate del 1893 nacque a Buergenstock il terzogenito di Heinrich e Cristina Wirth, Oscar.

Rome he moved to Bologna and then to Lucerne where he worked at the Schweizerhof. Finally, in 1883 he started to work at the Hotel de la Méditerranée in Liguria, Italy, thus intertwining his destiny with that of the Buchers. In 1887 he married Cristina Bucher, daughter of Franz-Josef. In 1890, Heinrich was sent by his father-in-law to Rome, to manage the Hotel Minerva. The young couple already had two children: Roberto (1888) and Elsa (1890). In Rome, Heinrich managed the hotel on behalf of his father-in-law who had learned only one word in Italian: “Subito”, which means “immediately”. He was a man of character who did not want to wait to have his wishes accomplished. From then on, in Italy, Franz-Josef Bucher was known as Signor Subito. In the Summer of 1893, Cristina and Heinrich’s third child was born: Oscar. After managing the Hotel Minerva for four years, Heinrich Wirth moved to Buergenstock with his family to supervise the works that would unite the Restaurant with the Park Hotel and later that same year, 1894, he returned to Rome to manage the Hotel Quirinale which had been recently bought by his father-in-law, Franz Josef Bucher. Under the direction of Heinrich Wirth, it soon became one of the most prestigious hotels of the Italian capital. Unfortunately, on January 28, 1905, Cristina Bucher died in Rome of heart failure. The children, who were still very young, were deeply marked by this great bereavement. For Heinrich Wirth, Cristina’s death not only meant the loss of his beloved wife, but also the loss of a capable partner. He had to solve a series of organizational problems quickly: in Buergenstock for instance, Cristina managed the Park Hotel and the Banhofrestaurant, while Heinrich directed the Palace. Now, Heinrich had to find the right substitute to help him manage both family and business. This situation forced him to remarry after only two years from Cristina’s death, with a Swiss teacher of Italian origins: Alberta Wally. The couple had two children: Alberto, born in Lucerne in 1910 and Lotty, who was born in Rome in 1916. The 1920s brought several difficulties to Heinrich Wirth due to many disagreements with Bucher-Durrer AG, the company in charge of the Franz-Josef HasslerLife | 13


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Lasciata la gestione dell’albergo Minerva nel 1894 la famiglia Wirth si trasferì in autunno a Buergenstock dove Heinrich si occupò dei lavori che dovevano unire il Ristorante con il Park Hotel e pochi mesi più tardi, Heinrich rientrò a Roma per assumere la direzione dell’Hotel Quirinale, appena acquistato dal suocero dopo lunghe trattative. Sotto la sua direzione l’hotel prosperò e divenne ben presto e per tanti anni uno degli alberghi più prestigiosi della città. Sfortunatamente, il 28 Gennaio 1905, Cristina Bucher morì a Roma per insufficienza cardiaca. I figli erano ancora adolescenti e furono molto segnati da questo grave lutto. Per Heinrich Wirth fu un duro colpo: oltre al dolore per la perdita della giovane moglie tanto amata, dovette anche cercare di risolvere una serie di problemi di carattere organizzativo: infatti a Burgenstock, la moglie Cristina si occupava del Park Hotel e del Banhofrestaurant, mentre lui gestiva il Palace. Doveva trovare una degna sostituta che lo aiutasse a gestire sia la famiglia che il lavoro. Questa situazione lo spinse a prendere la decisione di risposarsi dopo solo due anni con un’insegnante HasslerLife | 14

Bucher estate, created after Bucher’s death. Wirth advised his children against dealing with the family group since he could not envisage a future for the company. As a matter of fact, in 1921, he made his son Oscar sign a partnership with Franz Nistelweck, an old friend of his, son-in-law of Albert Hassler, the founder of the Hotel Hassler, with the purpose of reopening a hotel situated in the Ludovisi quarter, in Rome, the well-known Hotel Eden. Also the other children had followed the family’s tradition in the hotel business: Roberto undertook the management of the Hotel Palace in Milan that had been sold by Bucher-Durrer AG, while Elsa married Bernhard Anton Bossi and together with him worked first at the Grand Hotel de la Méditerranée and then, with her father’s help, bought the Hotel Regina Palace in Stresa, on the Lake Maggiore, in Northern Italy. In the meanwhile Heinrich Wirth, having realized that the Bucher-Durrer AG was going to go through difficult times in the immediate post-war period, decided


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Un particolare dell’Hassler Bar - A detail of the Hassler Bar

liceale del cantone di Berna, Alberta Wally, figlia anch’essa di un albergatore, Johann Albert Wally. La coppia ebbe due figli: Albert, nato a Lucerna nel 1910 e Lotty, nata a Roma nel 1916. Gli anni 20 furono piuttosto difficili per Heinrich Wirth a causa di svariati dissidi con ciò che rimaneva della Bucher-Durrer AG, la società che amministrava i beni lasciati da Franz-Josef, tanto che suggerì ai figli di non legarsi al gruppo di famiglia in quanto non vedeva più alcun futuro per la società. Infatti, nel 1921, fece stipulare dal figlio Oscar, un contratto di società con Franz Nistelweck, un suo amico di lunga data, genero di Alberto Hassler (fondatore dell’Hotel Hassler), per la riattivazione dell’Hotel Eden. Anche gli altri figli avevano seguito le tradizioni di famiglia in campo alberghiero, Roberto nel 1919, prese in gestione l’Hotel Palace di Milano, venduto dalla Bucher-Durrer AG, mentre Elsa, sposò nel 1914 Bernhard Anton Bossi, e insieme a lui dapprima lavorò al Grand Hotel Mediterranée di Pegli fino a quando nel 1917 il padre Heinrich Wirth li aiutò ad acquistare l’Hotel Regina Palace di Stresa, poco prima che il Mediterranée fosse anch’esso venduto. Nel frattempo, Heinrich Wirth avendo capito che le il primo periodo dopoguerra avrebbe creato difficoltà per la Bucher-Durrer, aveva acquistato in società con un tedesco che da anni viveva a Roma, l’Hotel Victoria, situato alle porte della Villa Borghese. Egli desiderava assicurare così il futuro suo e della sua seconda famiglia: la moglie Alberta ed i figli Alberto e Lotty. Nel 1949, dieci anni dopo la morte di Heinrich, Alberto Wirth sciolse la società e rimase unico proprietario dell’hotel. Il figlio Oscar seguì le orme paterne a Roma lavorando inizialmente all’Hotel Eden e dal 1936 anche all’Hotel Hassler, di cui era diventato co-proprietario e direttore generale dopo la morte del fondatore, Alberto Hassler, suocero di Nistelweck. L’Hotel situato sulla sommità di Trinità dei Monti sarebbe presto diventato uno dei punti di riferimento dell’ospitalità internazionale ma aveva bisogno di essere ristrutturato. Nel 1939 dunque Oscar Wirth dette inizio all’opera di demolizione e ricostruzione, quasi integrale dell’Hassler che fu terminata solo grazie alla lungimiranza e alla testar-

to buy, together with a gentleman of German origins who lived in Rome, the Hotel Victoria near Via Veneto, bordering the Borghese Gardens. He wanted to assure his own future and that of his new family: his wife Alberta and his children Alberto and Lotty. In 1949, ten years after Heinrich Wirth’s death, the hotel was completely taken over by Alberto Wirth who became the sole proprietor. Heinrich Wirth’s third child, Oscar, followed in his father’s footsteps in Rome, working at the Hotel Eden, and also at the Hotel Hassler as partner of Franz Nistelweck since the early 1920s, of which he then became co-proprietor and General Manager in 1936, after the death of its founder Alberto Hassler, father-in-law of Franz Nistelweck. The hotel located at the top of the Spanish Steps had all the necessary requirements to become one of the most important hotels in Rome, but strongly needed to be restructured. Therefore, in 1939 Oscar Wirth demolished the building almost entirely in order to rebuild it anew. It is only due to Oscar’s stubbornness that the Hassler can now be admired as it is: in fact Oscar Wirth had to fight against government officers who did not want to grant the permission for the reconstruction of the building. At the end of World War II, the hotel was requisitioned by the U.S. Air-Force and became their headquarters in Rome. It was not until 1947 that the Hassler was finally re-opened to its clients, with Oscar Wirth as its General Manager. In 1949, during a trip to New York, Oscar Wirth met his cousin Carmen Bucher, great-grand-daughter of Franz-Josef Bucher and fell in love with her. In August of the same year, the two got married, thus linking for the second time in less than a century the destinies of two great hotelier families. In May 1950, their first son Roberto was born and he is one of the few descendants of the Bucher-Wirth family still at the head of a prestigious hotel such as the Hassler. Two years later his brother Peter was born, currently living abroad and active in the hotel business, and a few years later his sister Cristina, who unfortunately HasslerLife | 15


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La facciata principale dell'hotel Hassler Front of the Hassler and main entrance

daggine di Oscar Wirth che lottò assiduamente contro pezzi grossi del governo di allora che non volevano permettere la ricostruzione dell’immobile. Alla fine della guerra l’hotel fu requisito dagli alleati che vi installarono il comando supremo delle forze aeree e solo nel 1947 l’albergo fu riaperto ai civili, e Oscar Wirth ne iniziò la gestione. Nel 1949 Oscar Wirth si recò per un viaggio di lavoro a New York dove si innamorò di Carmen Bucher, figlia di Otto, bis-nipote di Franz-Josef. Nell’agosto dello stesso anno la coppia si sposò unendo quindi per la seconda volta in meno di un secolo i destini di due grandi famiglie di albergatori e nel maggio del 1950 nacque Roberto Wirth, uno dei pochi discendenti della famiglia Bucher Wirth ancora a capo di un’attività alberghiera prestigiosa come l’Hassler. Due anni dopo nacque il fratello Peter, che oggi vive all’estero e rimane attivo nel settore alberghiero, e alcuni anni dopo la sorellina Cristina, purtroppo deceduta in tenera età. Nel 1964 Oscar Wirth e i discendenti di Franz Nistelweck decisero di separarsi: Oscar Wirth acquistò interamente l’Hassler mentre gli eredi di Nistelweck mantennero la proprietà dell’Eden. HasslerLife | 16

L'Hotel Hassler sullo sfondo di Trinità dei Monti The Hotel Hassler and Trinità dei Monti in the backround

passed away at a young age. In 1964 Oscar Wirth and Franz Nistelweck’s descendants decided to split: Oscar Wirth became the sole owner of the Hassler, while Nistelweck’s heirs kept the property of the Hotel Eden. The Hotel Hassler now belongs entirely to Roberto E. Wirth, who manages it with great care and considers the Hassler his passion, home and family heritage. His commitment, dedication and personal touch are what have led the hotel to achieve its position as one of Europe’s top hotels and the preferred destination for the elite society’s sojourns in Rome. Since Roberto Wirth was born profoundly deaf, he has been very active in various associations that strive to improve conditions for the deaf. He is the founder of the Roberto Wirth Fund Onlus, a nonprofit organization that provides scholarships, professional training workshops, and internships for deaf educators who work with deaf children. He also sponsors several other philanthropic associations as well as those of culture and the arts. In the past Mr. Wirth has received numerous person-


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L’Hotel Hassler è ora interamente di proprietà di Roberto E. Wirth che gestisce l’albergo con grande cura e che lo considera la sua passione, la sua casa e l’eredità di famiglia. Il suo impegno, la sua dedizione e il suo tocco personale rappresentano ciò che ha permesso all’hotel di raggiungere la sua posizione come uno dei migliori hotel d’Europa e meta preferita dei viaggi a Roma. Poiché Roberto Wirth è nato sordo profondo, è molto attivo in varie associazioni che migliorano la condizione di vita con chi è nato con problemi dell’udito. Ha creato la Roberto Wirth Fund, un’associazione Onlus che si occupa di fornire un’adeguata formazione a bambini di età prescolare per facilitare il loro ingresso nella scuola alla pari con i loro coetanei udenti, ed anche di fornire a giovani sordi una adeguata preparazione al lavoro per renderli in grado di intraprendere la carriera che desiderano. Roberto Wirth ha inoltre vinto numerosi premi nel passato, tra cui i più recenti: nel 2005 è stato premiato come “Independent Hotelier of the World 2005”dalla rivista HOTELS, una delle pubblicazioni più prestigiose e uno dei più alti riconoscimenti internazionali nel settore alberghiero. Nel febbraio 2006 ha ricevuto dal sindaco di Roma il Premio in Economia dal Campidoglio, uno dei riconoscimenti più alti dati dal Comune di Roma. Questo premio riconosce al Sig. Wirth che il suo lavoro e quello della sua famiglia ha reso l’Hassler un simbolo dell’ospitalità romana. Il 24 marzo 2006 ha inoltre ricevuto dal vice sindaco il premio "Marco Aurelio" 2006 per il Turismo. Questo è un prestigioso riconoscimento che il vice sindaco assegna agli operatori che si sono distinti per l'attività compiuta nel settore del turismo romano, per sottolineare l'importanza del turismo per la vita economica e sociale della capitale d'Italia. Nel maggio 2009 gli viene assegnata una laurea ad honorem in scienze umanistiche da parte della Gallaudet University a Washington, DC, che si aggiunge alla laurea ad honorem in scienze umanistiche già ricevuta dalla Lynn University in Florida nel maggio 2006 in riconoscimento del successo ottenuto nel settore alberghiero. Nulla viene trascurato all’Hassler e la dedizione di Roberto Wirth nel prendersi cura dei dettagli che rendono speciali i soggiorni dei suoi illustri ospiti, continuano a decretare l’Hassler l’albergo più leggendario della Città Eterna.

Heinrich Wirth

al awards, the most recent being: “Independent Hotelier of the World 2005” by HOTELS magazine, one of the most prestigious publications in the hospitality industry; the Prize for Economic Achievement by Rome’s City Government in an event presided by the city’s mayor (February 2006); the "Marco Aurelio" 2006 prize for Tourism from the Rome’s vice mayor - this prestigious award recognizes those who have distinguished themselves in the Roman tourism sector, emphasizing the importance that tourism has for the economic and social life of Italy’s capital. In May 2009 he was awarded an Honorary Degree in Humane Letters from Gallaudet University in Washington, DC, in addition to the Honorary Doctorate degree in Humane Letters he received in May 2006 from Lynn University in recognition of outstanding achievements in the hotel industry. Nothing is left to chance at the Hassler, and Roberto Wirth’s dedication in taking care of the details that make his illustrious guests’ stays special, continues to make the Hassler the Eternal City’s legendary hotel. HasslerLife | 17


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Conversazione con Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani

Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani - Director of the Vatican Museums

A conversation with Antonio Paolucci, Director of the Vatican Museums

La tutela del patrimonio artistico italiano The protection of Italy’s artistic heritage di Francesco D’Aniello


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Roma antica | ancient Rome

Cortile della Pigna

L’

articolo 101 del Decreto Legislativo 2004 sul Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio definisce il museo come “una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e studio”. Antonio Paolucci, direttore di una delle raccolte d’arte tra le più grandi al mondo, ci regala la sua personale interpretazione: “Un museo, e le opere d’arte al suo interno, servono a trasformare le plebi in cittadini. Da esseri inconsapevoli a persone consapevoli della loro storia e del loro patrimonio”. Nel 2007 Paolucci, riminese classe 1939, è stato nominato dal Papa Direttore dei Musei Vaticani. Il suo percorso professionale inizia nel 1964, anno in cui si laurea in Storia dell’Arte con Roberto Longhi, uno dei più apprezzati critici d’arte che l’Italia abbia mai avuto, proseguendo dal 1969 al Ministero della Pubblica Istruzione e dal 1980 alla Soprintendenza di città come Venezia, Verona, Mantova e Firenze. Un’escalation continua che nel 1995 lo vede Ministro dei Beni Culturali per il governo allora presieduto da Lamberto Dini. Nel suo curriculum figura anche il coordinamento, assieme a Salvatore Settis, dei lavori del

A

rticle 101 of the 2004 Legislative Decree on the Code of Cultural and Landscape Heritage defines the museum as "a permanent structure which acquires, conserves, orders and exhibits cultural goods with purposes of education and study”. Antonio Paolucci, director of one of the largest art collections in the world, gives us his personal interpretation: "A museum and all the art works within it, can turn the plebeians into citizens. From unaware creatures to people conscious of their history and heritage”. Paolucci, born in Rimini in 1939, was appointed Director of the Vatican Museums by the Pope in 2007. His career began in 1964, when he graduated in art history with Roberto Longhi, one of the most respected art critics Italy has ever had, proceeding in 1969 to the Ministry of Education and in 1980 to the Superintendence of cities such as Venice, Verona, Mantua and Florence. A continuous escalation that brought him to the appointment as Minister of Cultural Heritage in 1995 for the government then headed by Lamberto Dini. His résumé also includes the coordination, along with Salvatore Settis, of projects by the SupeHasslerLife | 19


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Cappella Sistina, Perugino, Storie di Cristo: Battesimo di Cristo 1481/1483 - Sistine Chapel, Perugino, Stories of Christ: Baptism of Christ 1481/1483

Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici nonché la carica di Commissario Straordinario del Governo Dini per il restauro della Basilica di San Francesco d’Assisi dopo il sisma del 1997. Impossibile, incontrandolo nel suo studio all’interno dei Musei Vaticani, non affrontare con lui il delicato tema della gestione del patrimonio artistico culturale italiano che, per dirla con le parole dello stesso Salvatore Settis “non è mai stato minacciato quanto oggi, nemmeno durante guerre o invasioni: perché oggi la minaccia viene dall’interno dello Stato, le cannonate dalle pagine della Gazzetta Ufficiale” (Italia Spa. L’assalto al patrimonio culturale, Einaudi 2002).

rior Council for Cultural and Landscape Heritage, as well as the office of Special Commissioner, during the Dini government, for the restoration of the Basilica of St. Francis of Assisi after the 1997 earthquake. Meeting him in his office inside the Vatican Museums, it is impossible to not tackle the delicate issue of managing the Italian cultural heritage which, using the same words of Salvatore Settis, "was never threatened as today, not even during wars or invasion: because now the threat comes from the State, the cannon shots from the pages of the Official Gazette "(Italia Spa. L’assalto al patrimonio culturale, Einaudi 2002).

Direttore, come è cambiata la gestione del patrimonio artistico italiano dagli Anni ‘60? Ci sono stati solo passi indietro. Il momento migliore per il governo dei Beni Culturali è stato il periodo dagli Anni ‘30 a tutti i ‘50, quando c’era ed era perfettamente funzionante il sistema delle Soprintendenze come prefettura della tutela. In questa maniera si governava il patrimonio culturale ovunque distribuito e comunque posseduto. Noi Italiani abbiamo avuto, agli inizi del ‘900, le migliori

Director, how has the management of Italian artistic heritage changed from the 60s? It has been moving backwards. The best time period for Cultural Heritage management was from the '30s to the '50s, when the system of Superintendence as a prefecture of protection existed and functioned perfectly. It was possible to manage the cultural heritage distributed wherever and however possessed. We Italians have created in the early 20th century, the best protection laws

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Braccio Nuovo, Augusto di Prima Porta, primi decenni I sec. d.C. Braccio Nuovo, Augustus of Prima Porta, first decades of the I century d.C

Museo Pio Clementino, Cortile Ottagono, Apollo del Belvedere (part.) II sec. Pio Clementine Museum, Octagonal Courtyard, Apollo del Belvedere (detail), II century

leggi della tutela in assoluto in tutto il mondo. Poi tutto questo si è gradualmente degradato. Inoltre oggi c’è il fenomeno molto serio dell’invecchiamento del personale della tutela. Non si fanno più concorsi e se si fanno sono rarissimi. L’età media dei funzionari nelle Soprintendenze è intorno ai cinquanta anni. Mancano i quarantenni e i trentenni ovvero gli anni più efficaci e produttivi. C’è stato contestualmente lo scadimento delle scuole e delle Università. Fino agli Anni ‘30 e i ‘60 avevamo le migliori Università mentre oggi questo non lo possiamo più dire.

in the whole world. Then the situation gradually deteriorated. In addition, today there is the very serious phenomenon of ageing in the protection personnel. There are no more competitive entrance examination or they are very rare. The average age of officials at the Superintendence is fifty years old. There is a lack of thirty and forty-year-olds, effective and productive ages. At the same time, there was a deterioration of schools and universities. Until the '30s and '60s we had the best universities, but presently that cannot be stated anymore.

Difesa, tutela o valorizzazione? Tutelare e valorizzare. Ma troppo spesso il binomio tutela/valorizzazione si è risolto in un ossimoro, una contraddizione in termini perché in nome della valorizzazione si è di fatto rovinato, fatto danni a volte anche in perfetta buona fede. Quanti sindaci per amore del loro paese hanno distrutto paesaggi incontaminati o fatto costruire orrende conurbazioni. Cito sempre un dato terrificante: se facciamo uguale a 1 il costruito in Italia dal ‘500 a.C. fino al Forum Mussolini all’Eur, quello che abbiamo edificato negli ultimi anni tra supermercati, centri commerciali,

Defence, protection or enhancement? Protect and enhance. But too often the combination conservation/enhancement has turned into an oxymoron, a contradiction in terms because in the name of enhancement damage was done, and sometimes in good faith. How many mayors destroyed unspoiled landscapes or built horrible conurbations for the sake of their country? I always cite a terrifying fact: if we imagine as 1 what was built from '500 b.C. to the Mussolini Forum in the Eur district, all we have built in recent years, among supermarkets, shopping malls, streets and HasslerLife | 21


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Stanze di Raffaello , Raffaello Sanzio, Incendio di Borgo e Incoronazione di Carlo Magno - Rafael’s Rooms, Raffaello Sanzio, Fire in Borgo e Incoronazione di Carlo Magno 1512-1517

strade, quartieri periferici è uguale a 9. Negli ultimi 60 anni si è costruito nove volte di più di quello che fatto nei precedenti due millenni e mezzo. Per di più con una popolazione che è rimasta pressappoco la stessa o è aumentata relativamente poco. Tutto ciò fa capire la follia che ha governato lo sviluppo economico.

suburbs is equal to nine. In the last 60 years we have built nine times more than we did in the previous two and a half millennia. Moreover, with a population that has remained roughly the same or has increased, in relative terms, very little. All these facts hint at the madness that has governed economic development.

Seppur facenti parte della Città Stato Vaticano, i Musei che lei dirige si aggiungono allo sterminato patrimonio dell’arte italiana. Quali sono i segreti di una macchina così ben oliata? I Musei Vaticani, che ogni anno chiudono i bilanci con un consistente attivo, sono una macchina composta da 619 dipendenti. Ci sono diverse professionalità come storici dell’arte, bibliotecari, archeologi, egittologi, etruscologi, restauratori e molti altri. Numeroso è il personale addetto alla custodia di chilometri di gallerie e centinaia di sale; personale amministrativo e giovani che curano la didattica. Credo possa essere considerata come un’industria medio-grande. Abbiamo 4.700.000 di visitatori l’anno, che potremmo definire un “turistificio”.

Although they are part of the Vatican City State, the Museums that you direct add to the endless heritage of Italian art. What are the secrets of this well oiled machine? The Vatican Museums every year turn out a positive balance, and are a machine made up of 619 employees. There are different professions such as art historians, librarians, archaeologists, Egyptologists, Etrurianists, restorers and many more. The staff responsible for hundreds of kilometres of tunnels and rooms is very large; administrative staff and young people who take care of didactics. I think it can be considered as a medium-to-large industry. We have 4,700,000 visitors a year, so we might call it a “touristmill”.

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Roma antica | ancient Rome

Taking into consideration that you can daily view such a vast collection, you may have certain preferences. Which are the works you are most fond of? The Raffaello’s fresco paintings, the museum arrangement in the Statues Gallery, the Braccio Nuovo by Canova, frescoes by Beato Angelico, the late antique or early Christian gold glasses: not even the British Museum holds this many. And then the greek-roman sculptures. Few people know that there are more naked men and women here than in any other museums. And that speaks volumes about the wisdom of the Church, which has adopted the classical world, sanctifying it and placing it within museums. What advice can you give the Hassler Hotel’s customers, who love art and who want to take advantage of the beauties of Rome? I can give few tips: staying at the Hassler Hotel, they can enjoy the best view of Rome. What more could they want? They should thank the Lord who gave them eyes to see such a wonders.

Cappella Sistina - Sistine Chapel

Avendo sotto gli occhi ogni giorno una collezione così vasta avrà certo delle debolezze. Quali sono le opere alle quali è più affezionato? Gli affreschi di Raffaello, l’allestimento museografico nella Galleria delle Statue, per il Braccio Nuovo di Canova, gli affreschi del Beato Angelico, i vetri dorati tardo antichi o paleocristiani: neanche al British Museum ce ne sono tanti. E poi le sculture greco-romane. Pochi sanno che ci sono più uomini e donne nudi qui che in tutti gli altri musei. E questo la dice lunga sulla sapienza della Chiesa, che ha fatto proprio il mondo classico, santificandolo e collocandolo all’interno dei musei. Che consiglio può dare ai clienti dell’Hotel Hassler che amano l’arte e vogliono approfittare della vasta scelta che Roma offre? Posso dare ben pochi consigli: alloggiando all’Hotel Hassler possono godere della vista di Roma più bella che ci sia. Cosa vogliono di più? Devono ringraziare il Signore che ha dato loro gli occhi per guardare una simile meraviglia. HasslerLife | 23


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Il Padre dei Restauri The Father of Restorations Incontriamo Padre Mark Haydu LC, direttore internazionale dei Patrons of The Arts dei Musei Vaticani A meeting with Father Mark Haydu LC, the International Director of the Patrons of the Arts in the Vatican Museums di Massimiliano Soze

C

hi sono i Patrons of The Arts? Da molti anni ormai, un gruppo di benefattori che aiutano i Musei Vaticani elargendo fondi per il restauro di questo patrimonio dell'UmanitĂ . Ăˆ una famiglia con una tradizione molto lunga e resistente, che lavora insieme alla figura del Pontefice per conservare il tesoro culturale conservato nei Musei.

W

ho are the Patrons of the Arts? A long standing group of benefactors who help the Vatican Museums fund the restoration of this part of the patrimony of humanity. It is a family with a very long and steady tradition, working alongside the Pope to preserve the cultural treasures contained in the Vatican Museums.


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Roma antica | ancient Rome

Sul sito www.vatican-patrons.org c'è una sezione chiamata "Becoming a Patron". Questo vuol dire che tutti noi possiamo diventare dei Patrons dei Musei Vaticani, e cioè partecipare attivamente alla conservazione di una larga parte della cultura mondiale. E' vero, chiunque può diventare un Patron. Di solito sono persone affini alla missione della Chiesa, ma non tutti sono cattolici. Come laici, riconoscono il grande valore e la leadership della Chiesa in campo culturale e artistico e vogliano contribuire a la preservazione di questa cultura. Patrons provengano di tutte le parti del mondo ma soprattutto dell’America del Nord.

On www.vatican-patrons.org there is a section named "Becoming a Patron". Does this mean that all of us can become Patrons of the Vatican Museums and actively participate in the conservation of a large part of the world’s artistic heritage? Yes, that’s right, anyone can become a Patron. Usually they are people close to the Church’s mission, but not all are Catholic. As laymen, they recognize the great value and leadership of the Church in the cultural and artistic fields and they wish to contribute to the preservation of this legacy. Patrons come from all over the world with most members hailing from North America.

Da uomo della Chiesa, considera il suo ufficio come un lavoro o come una missione? Io cerco di fare un lavoro di sostegno economico all'opera di restauro dei Musei attraverso i Patrons, e quindi c'è ovviamente l'aspetto finanziario di cui mi devo prendere cura. Ma la mia motivazione principale, e quella di tanti dei nostri Patrons, deriva da una visione anche spirituale. Vogliamo mantenere le opere il più vicino possibile al loro antico splendore non solo per la fruizione delle migliaia di turisti che ogni giorno arrivano ai Musei, ma anche e soprattutto perché siamo dei veri amanti dell'arte e della verità su Dio che esse comunicano. Per fortuna il mio non è un lavoro difficile. L'arte è bellezza che convince da se. E’ capace di attirare per il suo valore intrinsecamente spirituale. La bellezza è un modo privilegiato per entrare nel cuore delle persone. Tanti visitatori che sono lontani dalla fede o l'hanno dimenticata nella quotidianità della vita, riscoprono nella visita a Roma ed ai Musei Vaticani un aspetto molto prezioso, molto importante per vivere pienamente. Nella Città Eterna e nei Musei, tante persone ritrovano questa Bellezza. E in qualche maniera, i Patrons contribuiscono a questo.

As a man of the Church, do you see your office as a job or as a mission? My work primarily entails the financial support of the conservation work of the Museums through the Patrons, so obviously I need to take care of the economical aspect. But my main motivation, as is with many of our Patrons’, comes from a vision that is also spiritual. We want to preserve these works of art as close to their original splendor as possible for the thousands of tourists that each day visit the Museums, but above all because we love art and love the truth it conveys about God. Luckily my job is not a difficult one. Art is a beauty that persuades on it own. It is able to attract because of its intrinsic spiritual value. Beauty has a privileged access to people’s hearts. Many visitors that are distant from faith or have put it out of their minds due to daily routine, visit Rome and the Vatican Museums, and rediscover this precious facet which is so important for us to be fully alive. In the Eternal City and in the Museums, many people find that long lost beauty. And in some manner, the Patrons contribute to this.


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Acriter et fideliter

Con coraggio e fedeltà le guardie svizzere proteggono il Papa da 505 anni Swiss Guards have protected the Pope with courage and loyalty for 505 years di Francesco D’Aniello


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Più che per professione, gli uomini con l'alabarda svolgono i loro compiti per vocazione, come ci dice Daniel Rudolf Anrig, 34° Oberst della storia

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are la guardia svizzera è una missione, non una professione”. Nella perentorietà di questa affermazione, proferita da Richter al professor Langdon nelle prime battute del film “Angeli e Demoni” di Ron Howard, c’è tutto quel che bisogna sapere su una delle figure più affascinanti della Roma vaticana: la Guardia Svizzera. Variopinti e solo apparentemente anacronistici, i componenti del corpo armato al servizio del Santo Padre non sono solo i moderni detentori di una tradizione, ma bensì di una missione cominciata più di 500 anni fa con Giulio II, il “Papa Guerriero”.

More than a profession, the men with the halberd carry out their tasks by vocation, as tells us Daniel Rudolf Anrig, history’s 34th Oberst

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eing a Swiss Guard is a mission, not a profession”. In the peremptory nature of this statement, uttered by Richter to professor Langdon in the early cues of Ron Howard’s "Angels and Demons", there is all we need to know about one of the most fascinating figures of the Vatican Rome: the Swiss Guard. Colorful and seemingly anachronistic, members of the armed corps in the service of the Holy Father aren’t only the modern keepers of a tradition, but rather of a mission that began over 500 years ago with Julius II, the "Warrior Pope". HasslerLife | 27


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Da sinistra a destra, un sergente e un soldato della Guardia Svizzera - Left to right, a sergeant and a soldier of the Swiss Guard

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Il 34° Oberst Daniel Rudolf Anrig - The 34th Oberst Daniel Rudolf Anrig

Una scorta armata in un turbolento Risorgimento che già nel 1527 li vede dare la vita per salvare quella di Clemente VII durante il famigerato Sacco di Roma. Da una battaglia a un’altra attraverso i secoli fino al Risorgimento e alla controversa repressione dei moti nazionali. Da allora la Guardia Svizzera serve pacificamente il Pontefice. Dal 1970 sono sparite le armi a vista i presidi vengono garantiti con l'elegante e simbolica alabarda (e...con spray al peperoncino!), in un'Era in cui ormai la vita del Papa non corre alcun rischio. Il 34esimo “Oberst”, Colonnello Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, è Daniel Rudolf Anrig. Ha 39 anni, è sposato con quattro figli e per definire ciò che fa e cosa rappresenta usa un termine forte ma estremamente eloquente: “Essere nella Guardia Svizzera è una vocazione. Ci vuole vocazione per prestare un servizio totale come questo al Santo Padre. Mi trovo completamente d’accordo con la frase del film ‘Angeli e Demoni’. Deve essere così, altrimenti non si fa”. L’ufficio del comandante non è grande né sfarzoso ma dalle pareti ci si sente osservati dai ritratti di tutti gli Oberst della storia, dai quali Anrig prende ispirazione nell'esercizio delle sue funzioni.

An armed escort that in 1557, during a turbulent Risorgimento, gives its life to save Clement VII during the infamous Sack of Rome. From one battle to another, through the centuries, to the Risorgimento and the controversial repression of national risings. Since then, the Swiss Guard peacefully serve the Pope. In 1970 weapons disappear and garrisons are guaranteed by the elegant and symbolic halberd (and with pepper spray!), in an era in which the Pope’s life runs no risk.The 34th “Oberst”, Colonel Commander of the Papal Swiss Guard, is Daniel Rudolf Anrig. He is 39 years old, married with four children, and in order to define what he does, and what he represents, he uses a strong but extremely eloquent term: “Being in the Swiss Guard is a vocation. To provide total service like this to the Holy Father takes a vocation. I completely agree with the phrase of the movie “Angels and Demons”. It must be so, otherwise you can’t do it. The office of the commander isn’t large or luxurious but you can feel yourself observed by the portraits of all the Obersts of history, from which Anrig takes inspiration while carrying out his duties.

Colonnello Comandante Anrig, qual è esattamente il ruolo della Guardia Svizzera Pontificia? “Inizialmente il corpo nasce per dare sicurezza al Papa e alle sue residenze. Essenzialmente il nostro ruolo è rimasto invariato. Ma dalla nascita dello Stato Pontificio abbiamo anche il compito di curare gli ingressi tra l’Italia e

Commander Colonel Anrig, what exactly is the role of the Papal Swiss Guard? "Initially, the corps were created to provide protection for the Pope and his residences. Essentially, our role is unchanged. But from the origin of the Papal State we also have the task of controlling passages between Italy HasslerLife | 29


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Un gruppo di soldati sull'attenti con la divisa da lavoro - A group of soldiers stands in position while wearing their regular uniform

lo Stato Vaticano. Collaboriamo con la gendarmeria vaticana, con la polizia e con i carabinieri”.

and the Vatican State. We collaborate with the Vatican Gendarmerie, Police and Carabinieri".

Quali sono i requisiti necessari per far parte del corpo? “Come si evince bisogna essere svizzeri e cattolici. Poi occorre aver prestato servizio militare nell’esercito elvetico, essere celibe (il matrimonio è ammesso solo per i caporali ed i gradi superiori, n.d.r.) ed essere…abbastanza alti (non meno di 174cm, n.d.r.). Ma non è solo una questione di requisiti fisici e professionali. Per far parte del corpo ci vuole impegno intenso, regolarità, serietà, rispetto e disponibilità massima”.

What are the necessary requirements to be part of the corps? It is necessary to be Swiss and Catholic. Then it’s required to have been in the Swiss Army, to be single (marriage is allowed only for Corporals or higher ranks) and to be quite tall (no less than 174 cm.). But it is not just a matter of physical and professional requirements. To be part of the corps, you need an intense commitment, constancy, reliability, respect and maximum availability.

Un paio di curiosità sulla vostra divisa e sul numero dei componenti del corpo. “Inevitabilmente la nostra divisa suscita sempre molto interesse e molta curiosità. Quella dei soldati è la più visibile e caratteristica. Porta i colori blu, rosso e arancione, che sono gli stessi della famiglia Medici, di cui Clemente VII, il papa del sacco di Roma del 1527, faceva parte. Ma non c’è solo quella: c’è una divisa da lavoro blu, una per i sergenti nera e rossa e una per le feste color rosso porpora. Per quel che attiene al numero dei componenti siamo 110. E’ il numero giu-

A couple of interesting tidbits about your uniform and the number of members of the corps. “Inevitably, our uniform always arouses interest and curiosity. The uniform of the soldiers is the most visible and characteristic. It bears blue, red and orange colors, which are the same colors of the Medici family, of which Clement VII was a member. He was Pope during the Sack of Rome in 1527. But there isn’t only that one: there is a blue work uniform, a black and red one for sergeants and a purple one for celebrations. Regarding the number of members, we are

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Roma antica | ancient Rome

Alcune delle antiche corazze conservate nell'armeria della caserma risalgono al XVII - Some of the ancient armors conserved in the armory date back to the XVII century

sto per il lavoro da svolgere, anche considerando gli alloggi di cui disponiamo. Il ricambio annuo è di circa 30 unità provenienti dalla Svizzera. Abbiamo bisogno di nuove giovani leve per essere sempre pronti e in forma in quanto l’allenamento e la condizione fisica sono molto importanti per il corretto svolgimento delle nostre funzioni”.

110. It’s the right number for this kind of job, considering the accommodations that we have. The annual turnover is of about 30 units coming from Switzerland. We need new young conscripts to be always ready and in top shape, because training and physical condition are very important for the proper performance of our functions”.

Acriter et fideliter. E’ il motto della Guardia Svizzera Pontificia. “Proprio così. Con coraggio e fedeltà. Sono convinto che una volta Guardia Svizzera si è sempre Guardia Svizzera. E’ un atto di cuore e personalmente ho sempre testimoniato la mia fede e la mia vicinanza alla Chiesa durante la mia vita privata e sul lavoro. Sono sempre a disposizione e le mie motivazioni sono molto forti”.

Acriter et fideliter. It is the motto of the Papal Swiss Guard. Exactly. With courage and loyalty. I am convinced that once you are a Swiss Guard, you’ll be a Swiss Guard for ever. It is an act of heart and I personally have always proved my faith and my closeness to the Church in my private life and at work. I’m always on hand and my motivations are very strong.

Quest’anno la Guardia Svizzera compie 505 anni (1506 la data di nascita). Una grande responsabilità per lei che è il Colonnello Comandante. “L’Oberst deve indicare la rotta. La responsabilità più importante è quella della storia e devo mantenerla, come mi ricordano i ritratti dei miei predecessori in questo ufficio. E speriamo che la Guardia Svizzera viva a lungo”.

This year, the Swiss Guard turns 505 years (date of birth: 1506). A great responsibility for you, the Colonel Commandant. The Oberst must indicate the route. History is the most important responsibility and I have to keep it, as all the portraits of my predecessors in this office remind me every day. And let’s wish a long life to the Swiss Guard. HasslerLife | 31


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Roma classica | classical Rome

Un chiostro di luce A cloister of light Intervista al direttore del Chiostro del Bramante, Laura De Marco An interview with the Chiostro del Bramante’s Director Laura De Marco di Nicola Cordone

U

na mattina grigia. Un giorno in cui l’umore e il cielo si contendevano l’oscurità. Le strade accoglienti e l’umanità variopinta della città eterna rimanevano inspiegabilmente indifferenti. L’aria fredda di un inverno lungo a morire sembrava voler congelare quelle emozioni non ancora sopite. Poi d’improvviso, come un raggio di luce diafana nella notte più lugubre, Roma ci avvolse del consueto abbraccio materno e rassicurante; proprio mentre esploravamo le viscere che conducevano al suo cuore, al Centro della capitale e della Storia. Le antiche vestigia della Città effusero insperato vigore ai passi prima incerti e tremebondi, mentre l’occhio placò il suo inquieto errare di fronte alla raffinata linearità e all’ordine rigoroso ed elegante di un’opera d’eccezione: il Chiostro del Bramante, ancella della Basilica di Santa Maria della Pace, dove albergano

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grey morning. A day where state of mind and sky contend the obscurity. The usually welcoming streets and colored population of the eternal city remain inexplicably indifferent. The cold air of a long winter seems to freeze silent emotions. Then, all of a sudden, like a diaphanous ray of sunshine through the darkest of nights, Rome awakens and embraces us in her customary maternal warmth as we explore the hidden streets that lead to her heart, to the center of the Capital and of History. The ancient relics of the city infuse our hesitant steps with unexpected strength while our eyes finally rest on the refined linear and rigorous order of an exceptional accomplishment; the Chiostro del Bramante (Cloister by the Bramante), serving the Basilica of Santa Maria della Pace, where Raffaello’s divine sibyls re-


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Roma classica | classical Rome

Le atmosfere sognanti di un capolavoro dell'architettura capitolina, adibito a museo dal 1996, anno in cui il DART ne ha preso la gestione The contemplative atmospheres of a masterpiece of Roman architecture, turned into a museum in 1996, managed by DART

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Roma classica | classical Rome

le divine sibille di Raffaello. Osservando il portico a quattro archi per ogni lato con pilastri in stile ionico e il loggiato superiore composito, con pilastri a sostegno e colonne corinzie alternati, due parole ci vennero in mente come echi di lontane reminiscenze: equilibrio ed armonia. Principi riconducibili, se la memoria non inganna, a quell’ideale di classicità cui sovente si ispira l’architettura rinascimentale e che l’artista di Fermignano recupera dopo la parentesi gotico decorativa del periodo milanese. L’estetica del Chiostro sembra parlare un linguaggio semplice e netto, privo di orpelli eppure estremamente variegato, reso omogeneo da un’illuminante visione d’insieme. D’un tratto nuove energie iniziarono a fibrillare, la fantasia a risorgere e una piacevole sensazione di pacatezza d’animo a vivificare l’epidermide. Noi, che avevamo smesso di credere alle straordinarie potenzialità terapeutiche e alle qualità edificanti dell’arte con l”A” maiuscola, dovemmo ricrederci. Volevamo, a quel punto, sapere qualcosa in più sul quel luogo magico. Volevamo scoprire, prima di tutto, quale ruolo svolge oggi all’interno dell’industria culturale capitolina. E dunque abbiamo incontrato Laura De Marco, presidente del DART, società che si occupa dell’organizzazione di mostre ed eventi al Chiostro del Bramante. Dott.ssa De Marco, può spiegarci brevemente cos'è il DART? E' una società privata, gestita da privati, che dal 1996 gestisce il Chiostro del Bramante. Il Chiostro nasce da un'idea del DART, nel senso che questa opera d'arte si trova a Roma dal millecinquecento, da quando il Bramante lo ha progettato ed è di proprietà del Vicariato di Roma: è una proprietà privata e, come tale, è sempre rimasta accessibile in base a quelle che erano le possibilità del Vicariato di aprirlo o meno. Da quando lo abbiamo in gestione noi, cioè dal 1996, il Chiostro del Bramante è diventato fruibile a tutti. Quali sono stati i motivi che vi hanno indotto a scegliere proprio il Chiostro del Bramante come spazio privilegiato e cornice ideale delle vostre attività culturali? In realtà non siamo stati noi a scegliere il Chiostro, ma è il Chiostro che ha scelto il DART (sorride per la benevola provocazione). E quindi vedendo questo spazio, quando ancora non c'era nulla, cioè esisteva Il Chiostro e una serie di spazi annessi, immediatamente è venuta l'idea per la sua naturale struttura che potesse essere il luogo ideale per ospitare delle mostre. Delle grandi mostre. HasslerLife | 34

side. As we observe the grand portico framed by four arches per side, the ionic columns and the superior balconies, sustaining pillars and alternate Corinthian columns, two words come to mind, like echoes of a distant memory: balance and harmony. Principles that lead to that ideal renaissance classicism that the artist from Fermignano recovers after his brief gothic phase in Milan. The aesthetics of the Cloister seem to speak a simple and unruffled idiom, drained of useless embellishments but simultaneously varied, and made complete by an illuminating vision of togetherness. All of a sudden new energy emerges, with a gratifying sensation of spiritual wellness. We, who had lost belief in the extraordinary therapeutical potential and enlightening qualities of Art, have to think again. We must, at this point, learn more about this magical location. We want to discover just what this place offers Rome’s cultural industry. So we meet Laura De Marco, director of DART, in charge of organizing art exhibitions and events at the Chiostro del Bramante.


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Quali sono le iniziative che caratterizzano il percorso culturale finora intrapreso dalla vostra società? Fondamentalmente la nostra attività principale è quella dell'organizzazione di grandi mostre internazionali: dal '96 ad oggi ne sono state fatte tantissime, circa due l'anno, a carattere internazionale con prestiti da tutti i musei più importanti del mondo, dal Louvre alla National Gallery di Londra, dal museo di San Pietroburgo all'Hermitage... insomma da tutti i musei più importanti. Affianco all'attività principale, cioè a quella delle grandi mostre, ci sono tutta una serie di iniziative collaterali. A suo giudizio, quali sono stati, storicamente, gli allestimenti e le mostre più rilevanti in termini di prestigio, valore artistico, impegno economico e affluenza di pubblico? In termini di affluenza di pubblico la mostra che ha avuto più successo è stata quella di Andy Wharol, l'ultima. Ne abbiamo fatte due: una è stata proprio quella di apertura, nel 1996. Per festeggiare i dieci anni del Chiostro nel 2006, abbiamo riproposto una bellissima mostra dell'artista statunitense che ha avuto un successo incre-

Ms. De Marco, can you please explain DART? DART is a private company, which manages the Chiostro del Bramante since 1996. The Cloister is born from a DART idea, in the sense that this art masterpiece is located in Rome since the fifteen hundreds, since Bramante designed it, and it is property of the Vicariate of Rome. Being a private property it was accessible based on the Vicariate’s opening hours. Since we have become responsible for the Cloister, that is, since 1996, the Chiostro del Bramante has become more accessible to all. What are the reasons behind selecting the Chiostro del Bramante as a privileged location and ideal setting for your cultural activities? Actually, we did not choose the Chiostro, but the Chiostro chose DART (she smiles at her benevolent provocation). Just the Cloister itself existed with its series of connecting areas, and we immediately had the idea that this structure could be the ideal place to host exhibitions. Grand exhibitions. HasslerLife | 35


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La Sala delle Sibille - The Room of the Sybils

dibile. Gli allestimenti più costosi sono gli allestimenti delle mostre dove ci sono molti oggetti: abbiamo fatto il Liberty in Italia, il Decò, il Giulio Cesare, sono mostre in cui oltre agli oli ci sono molti oggetti; monili ad esempio, come nel caso di Giulio Cesare. Chiaramente gli allestimenti sono più costosi, più imponenti, perchè bisogna costruire, far realizzare bacheche, teche: è molto più impegnativo. Non sempre però questo corrisponde a un ritorno di pubblico. Non è detto che la mostra più costosa sia quella che abbia un richiamo di pubblico più grande. Come sa, l'Hotel Hassler vanta una prestigiosa clientela molto interessata ai progetti culturali della nostra città e soprattutto ama Roma come capitale della cultura. Ricorda in particolare alcuni ospiti illustri che hanno partecipato ai vostri eventi? Che impressioni avete registrato? Da Silvio Berlusconi ai presidenti della Repubblica Ciampi e Napolitano...potrei farle un elenco infinito. Non so, le dico gli ultimi: alla mostra sui pittori veneti è venuto Umberto Bossi, poi i ministri Alfano e Brunetta. Abbiamo avuto in passato Sophia Loren, per citare anche personagHasslerLife | 36

What initiatives have made up the cultural accomplishments of your organization? Our activity consists mainly in organizing grand International exhibitions. Since 1996 we have organized many, about two per year, internationally renowned, with masterpieces coming from the most important museums in the world. I will cite a few: from the Louvre to London’s National Gallery, from the Museum of St. Petersburg to the Hermitage. Alongside these grand exhibitions, there are also a series of collateral initiatives. In your opinion, which installments and exhibitions have had more importance historically and artistically, in terms also of economical investment and affluence of the public? In terms of affluence, the exhibition that had more success was Andy Warhol’s. We had two: the first was during the opening, in 1996. To celebrate 10 years of the Cloister in 2006, we revived a beautiful exhibition of this American artist, and it was an incredible success. Exhibitions in which there are many objects require


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La caffetteria nel loggiato superiore del Chiostro The cafeteria in the Cloister's superior lodge

more expensive mountings: we did the Italian Liberty, the Décor, the Julius Caesar… Exhibitions where, in addition to oils, there are many objects; such as jewels, as in the case of Julius Caesar. Mountings are clearly more expensive, more impressive because you have to build, to create showcases and shrines: it’s much more demanding for us. However, this doesn’t always correspond to a crowd-puller. It’s not a fact that the most expensive exhibition should have the largest audience.

gi del mondo dello spettacolo e della cultura. Mariangela Melato, Gianni Agnelli (in incognito)…

As you know, the Hotel Hassler boasts a prestigious clientele that is very interested in the cultural projects of our city and especially loves Rome as culture’s capital. Do you remember some famous guests who have participated in your events? What kind of impression did you record? From Silvio Berlusconi to the presidents Ciampi and Napolitano… I could draw up an endless list. Well, I’ll give you the latest ones: Umberto Bossi came to the Venetian painters exhibition, just before the two ministers Alfano and Brunetta. To quote some personalities from the world of entertainment and culture, we hosted Sophia Loren, Mariangela Melato and Gianni Agnelli (who was incognito).

Nei confronti della clientela "illustre", che magari per motivi personali, di ordine pubblico o per altre ragioni, non può approfittare dei consueti orari di apertura, come vi comportate? Ci sono delle facilitazioni? Veniamo molto incontro a queste situazioni e siamo in grado di poterci muovere come meglio crediamo e come vogliamo. C'è capitato spessissimo di fare delle aperture straordinarie se ci vengono richieste.

How do you behave towards “illustrious” clientele that perhaps cannot take advantage of the usual opening hours, maybe for personal or public policy reasons or for other causes? Are there facilities? We often try to provide solutions to these situations and operate as best as we can. On request, we often organize special openings.

Un'ultima domanda un pò bizzarra. E' mai stata vittima della sindrome di Sthendal o ha mai assistito a crisi psicotiche del genere? Assistito no. Vittima... beh mi è capitato nella vita di essere davanti a dei capolavori talmente belli e importanti che si riesce a capire cos'è la sindrome di Sthendal. Proprio avuta no, anche perchè sono un'italiana, una romana e quindi siamo molto abituati: nasciamo con l'arte e la cultura nel sangue, però gli stranieri rimangono davvero estasiati!

A last bizarre question: have you ever been victim of the Stendhal syndrome or have you ever witnessed a such a psychotic crisis? Well, I have never witnessed a crisis, but it has happened in my life to find myself in front of such great and important masterpieces and I understand what the Stendhal Syndrome is. I have never had it because I’m Italian and Roman, so we are very accustomed: we are born with art and culture in our blood… But foreigners are always thrilled! HasslerLife | 37


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MAXXI-laboratorio di modernità MAXXI-laboratory of modernity Un progetto che trasgredisce l’idea di edificio-museo A project that transgresses the idea of a museum-building

di Silvia Rossicone

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Una strategia culturale che produce un cantiere iperattivo di creatività. Il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è il più innovativo polo espositivo nazionale dedicato alla’arte e all’architettura contemporanea A cultural strategy that produces a hyperactive yard of creativity. The MAXXI, National Museum of XXI Century Arts, is the most innovative national exhibition centre dedicated to contemporary art and architecture

Anna Mattirolo, direttrice del MAXXI - MAXXI Director

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MAXXI, photo Bernard Touillon, courtesy Fondazione MAXXI

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e è vero che l’arte è stata tradizionalmente relegata in spazi privilegiati nel quale la società riflette se stessa e riflette su se stessa, viene da chiedersi in che modo la trasformazione dei luoghi specifici dell’arte abbia seguito le trasformazioni della civiltà, e soprattutto quali siano e come siano concepiti, oggi, gli spazi deputati all’arte. Il merito delle avanguardie di inizio secolo è stato quello di innescare una rivoluzione sociologica che ha portato l’arte fuori dal museo, in luoghi “altri” in cui fruire di un’esperienza estetica calata nella vita e nella realtà contingente. L’eredità di tale sconvolgimento culturale è la radice, ormai lontana, di un atteggiamento assolutamente moderno della creazione artistica e della progettazione, che punta a fare dell’oggetto estetico una componente magnetica che calamita l’attenzione, attrae i dati della percezione e riqualifica l’ambiente in cui è inserito in senso del tutto nuovo. Giocando sul contrasto sensibile fra volumi aggettanti e spazialità sinuose il MAXXI, progetto di Zaha Hadid, dilata l’esperienza estetica del visitatore, invitato non più,

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f it is true that art has traditionally been relegated into privileged spaces in which society reflects itself and reflects upon itself, one wonders how the transformation of specific art locations has followed the transformation of civilization, and above all, today, what are the spaces assigned to art and how they are designed. The avant-garde merits of the beginning of the century were to trigger a sociological revolution that has brought art outside the museum, to other places, where it is possible to enjoy an aesthetic experience in life and contingent reality. The legacy of this cultural upheaval is the origin, now distant, of an absolutely modern attitude towards artistic creation and design, aiming to make the aesthetic object a magnet for attention, attracting perceptive information and upgrading the environment in a completely new way. Playing on the sensible contrast between projecting volumes and sinuous spaces, the MAXXI, designed by Zaha Hadid, expands the aesthetic experience of the visitor, invited not only to lapse into a contemplative


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solo, ad abbandonarsi all’esperienza di contemplazione delle opere esposte, ma a diventare parte attiva e critica in una suggestiva trama di percorsi intrecciati. La fluidità delle linee strutturali rispecchia, d’altronde, i valori della stessa strategia multidisciplinare del MAXXI, che si propone, in sintesi, come uno spazio aperto nel quale circolano, si intersecano e si sovrappongono spunti e voci eterogenei del panorama dell’arte e dell’architettura. La direttrice del MAXXI, Anna Mattirolo, ci ha illustrato, nello specifico, in che modo idea progettuale e missione culturale si integrano e cooperano, dando vita a una realtà museografica che proietta a tutti gli effetti Roma nel novero delle grandi capitali dell’arte contemporanea.

experience of the exhibited works, but to become an active and critical element in a suggestive weave of interlacing paths. The fluidity of structural lines also reflects the values of the MAXXI’s multidisciplinary strategy, which proposes to be an open space where heterogeneous cues and voices of contemporary art and architecture circulate, intersect and overlap. The director of the MAXXI, Anna Mattirolo, specifically explained to us how the planning idea and the cultural mission are integrated and can cooperate, creating a museological reality that places Rome on the list of contemporary art’s great capitals.

Il MAXXI è reduce da due prestigiosi riconoscimenti internazionali, a ottobre lo Stirling Prize del Royal Institute of British Architects e a novembre 2010 il premio del World Architecture Festival di Barcellona, come miglior edificio del 2010. A un anno dall’inaugurazione, il progetto di Zaha Hadid non cessa di riscuotere grandi consensi: in cosa risiede la qualità vincente di un’opera architettonica che continua a stupire e affascinare? L’architettura del MAXXI è un elemento essenziale del suo volersi porre fuori dagli schemi e proporsi come punto di partenza per una nuova pratica museografica. Ventisettemila metri quadri di superficie che costituiscono una eccitante sfida per gli allestimenti, per le sue forme scorrevoli e sinuose che dialogano sia con le opere della nostra collezione che con quelle che di volta in volta accogliamo in relazione alle nostre mostre. Visitare il MAXXI diventa un’esperienza totalizzante.

The MAXXI has received two prestigious international awards, the Stirling Prize of the Royal Institute of British Architects in October and the “best building 2010” prize of the World Architecture Festival in Barcelona, in November 2010. A year after its inauguration, Zaha Hadid’s project continues to collect great successes: what lies beneath the winning quality of an architectural work that continues to amaze and fascinate? The architecture of the MAXXI is an essential element in being the mould-breaker and point of departure of a new museological experience. Twenty-seven thousand square meters make an exciting challenge for mountings, because of the smooth-flowing and sinuous forms that interact with the works in our collection and with those that we accommodate from time to time in relation to our exhibitions. Visiting the MAXXI becomes an all-encompassing experience.

Qual è la strategia culturale di un’istituzione che vuole superare la concezione tradizionale di museo e proporsi come moderno spazio sperimentale e multifunzionale? Le nostre mostre, le opere della collezione, gli eventi che organizziamo sono la conferma della nostra ricerca nel voler creare e mettere a disposizione del pubblico uno spazio che ospiti una programmazione culturale multidisciplinare in grado di rispondere alle esigenze di un pubblico nuovo e pronto a ricevere continui stimoli. L’eterogeneità di linguaggi di cui il museo si vuole fare interprete, non può prescindere dalla collaborazione di figure esterne, studiosi e specializzati .

What is the cultural strategy of an institution that wants to overcome the concept of a traditional museum and offer itself as a modern and multipurpose experimental space? Our exhibitions, the collection’s work and the events we organize are a confirmation of our pursuit to create and make available to the public a space that can host a multidisciplinary cultural programming, able to meet the needs of a new public, ready to receive continuous stimuli. The diversity of languages the museum wants to be the interpreter of cannot disregard the collaboration of outside figures, scientists and specialists.

Il museo ospita una sezione di architettura e una di arte che si propongono di fornire un punto di vista sem-

The museum hosts an architecture section and an art one, that seek to provide an updated point of view HasslerLife | 41


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pre aggiornato dello sviluppo attuale delle due discipline. Come sono organizzate le due collezioni e in che modo si intersecano per offrire una vetrina di respiro internazionale alla sperimentazione italiana? Il MAXXI Arte e il MAXXI Architettura sono due musei che hanno collezioni separate e che, pur lavorando autonomamente, vivono in continua sinergia. Il nostro staff si confronta continuamente sui problemi e le esigenze delle due sezioni e ciclicamente le Direzioni si riuniscono per discutere ed incrociare i nostri programmi, soprattutto per il tema dello spazio e dell’architettura. Per quanto riguarda il settore Arte, il nostro strumento principale di promozione e diffusione della giovane arte contemporanea italiana all’estero è certamente il Premio Italia Arte Contemporanea. Il Premio, ispirato a quelli internazionali dedicati all’arte emergente, ambisce a diventare il più importante riconoscimento nazionale per gli artisti residenti in Italia, e uno strumento di promozione di questi ultimi a livello internazionale. Nella propria filosofia espositiva, il MAXXI riconosce all’arte e all’architettura italiana una centralità particolare. Cosa significa, per un’istituzione culturale, essere portavoce internazionale dell’attualità dell’arte italiana, mediando fra eredità del passato e sperimentazione moderna? Si tratta chiaramente di una grossa responsabilità ma anche di una sfida che viviamo con entusiasmo. Ci preme infatti trasmettere con la nostra attività espositiva e di ricerca un doppio messaggio sia a livello nazionale che internazionale, di promozione dell’arte italiana (tra tradizione e modernità) e di stimolo per le ricerche presenti e future. Per questo abbiamo pensato di lavorare su tre modalità espositive: i “FOCUS” - mostre la cui centralità ricade sulla collezione permanente; pensate come punti di arrivo e di partenza in un percorso storico/cronologico in sviluppo - ; le “COINCIDENZE” mostre pensate come punti di incontro tra diverse modalità della produzione artistica; e le mostre “MONOGRAFICHE”. Per quanto riguarda queste ultime credo che un modo per incrementare il fattore “italianità”, nonché naturalmente l’eredità del passato in rapporto alla modernità, è di sviluppare progetti in collaborazione con altri musei stranieri come sta accadendo con la mostra di Pistoletto con il Philadelphia Museum of Art. L’Hotel Hassler rappresenta una meta di passaggio per uomini d’affari e alte professionalità che soggiorHasslerLife | 42

on the current development of these two disciplines. How are the two collections organized and how are they intertwined to offer an international wideranging showcase for Italian experimentation? MAXXI Art and MAXXI Architecture are two museums that have separate collections but live in constant synergy, although they work autonomously. Our staff constantly confronts problems and needs of the two sections and management meets periodically to discuss and to combine our programs, especially on the issue of space and architecture. As for the Art sector, our main tool of promotion and diffusion of young Italian contemporary art abroad is certainly the “Italia Arte Contemporanea” award. This prize, inspired by international awards dedicated to budding art, aims to become the most important national award for artists with Italian residency, and an international promotion tool. In its expositive philosophy, the MAXXI gives a special centrality to Italian art and architecture. Being a cultural institution, what does it mean to be the international representative of Italian art actual-


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ity, mediating past heritage with modern experimentation? This is clearly a big responsibility but it is also a challenge that we are living with enthusiasm. With our exhibition and research activity we want to convey a double message, both national and international, about Italian art promotion (between tradition and modernity) and about the stimulus of present and future researches. For this reason we decided to work with three exposition protocols: the "FOCUS" – where centrality falls on the permanent collection; designed as points of arrival and departure in a developing historical/chronological path- ; the "COINCIDENZE" designed as a common ground for different modes of the artistic production; and the “MONOGRAFICHE” exhibitions. Regarding the latter ones I think that a way to increase the 'Italian Spirit' and the legacy of the past in relation to modernity, is to develop collaborative projects with other foreign museums as is happening with the exhibition of Pistoletto with the Philadelphia Museum of Art. MAXXI photo Bernard Touillon courtesy Fondazione MAXXI

nano nella capitale solo per brevi periodi. Si può pensare a iniziative mirate, che vadano incontro alle esigenze di una clientela interessata, ma spesso limitata da orari e impegni professionali? Il MAXXI si rivolge a tutto il pubblico interessato all’arte contemporanea e quindi cerchiamo di rispondere con la maggior sollecitudine alle esigenze dei nostri visitatori. Proprio per questo, il Dipartimento di Educazione del museo lavora incessantemente sulla nostra offerta culturale, predisponendo visite individuali e di gruppo dedicate alla collezione, alle mostre, all’architettura del museo, attività e laboratori sempre rinnovati e che fino ad oggi hanno dato riscontri più che positivi.

The Hotel Hassler is a popular destination for businessmen and high level personalities that stay in the capital even for short periods. Can you think of some targeted initiatives that meet the needs of this type of clientele, who are often limited by time and professional commitments? The MAXXI addresses a public interested in contemporary art and so we try to respond with utmost attentiveness to our visitors’ needs. For this reason, the Department of Education of the museum is constantly working on our cultural offer, arranging individual and group tours of the collections, exhibitions, the museum’s architecture, activities and to costantly updated workshops from which we have had a lot of positive feedback.

L’Hotel Hassler vanta una clientela internazionale affascinata dal patrimonio artistico italiano e aperta alla sperimentazione contemporanea. Quale invito speciale può rivolgere il MAXXI ai nostri ospiti? Il MAXXI è uno spazio non conforme, non convenzionale, libero da restrizioni formali che finalmente concede il respiro necessario all’arte più attuale e a chi voglia conoscerla o approfondirla. Impossibile venire a Roma senza visitarlo.

The Hotel Hassler boasts an international clientele fascinated by Italian artistic heritage and open to contemporary experimentation. What special invitation can the MAXXI make to our customers guests? The MAXXI is a nonstandard and unconventional space, free from formal restrictions and it finally allows contemporary art the necessary breath, especially for those who wish to deepen their knowledge of it. Impossible to come to Rome without visiting it. HasslerLife | 43


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Liv Ullmann - Collezione Premium Archive


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Liv Ullmann Una musa del cinema One of cinema’s muses Abbiamo incontrato la grande attrice norvegese, nata a Tokyo nel 1938, ospite storico e d’eccezione dell’Hassler Hotel, che parla della sua vita nell’arte e per l’arte. Born in Tokyo in 1938, Liv Ullmann is one of the Hassler’s longstanding and extraordinary guests. She tells us about her life within art and for art. di Vivian Barsanti - foto Getty images

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n saggio di recitazione può durare anche solo tre minuti: centottanta secondi sono anzi un tempo infinito per misurare il talento, quando questo sembra non conoscere limiti. Bastano infatti pochi istanti al grande attore per raccontare un moto dell’anima, per rivelare il quid di un personaggio e per accarezzare le corde più intime di chi osserva e ascolta, traducendo in mimica ed espressione corporea un breve e dolente viaggio nei sentimenti. Attimi fulminei di verità e rivelazione che non si dimenticano, come i primi piani di Liv Ullman in Persona innanzi all’attrice-specchio Bibi Anderson, immortalati dallo sguardo tagliente e impietoso di Ingmar Bergman, amante, marito, amico e maestro d’arte dell’immensa attrice norvegese, candidata all’Oscar e vincitrice del Golden Globe, premiata con il David di Donatello e il “Pasinetti” alla Mostra del Cinema di Venezia. Dal 1996 l’unica vera musa ispiratrice del regista di “Sussuri

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n acting recital can last merely three minutes: one hundred and eighty seconds are in fact an infinite time in which to measure talent, when one’s talent has no limits. Few seconds are what a great actor needs to describe his soul’s exercise, to reveal the quid of a character, to stroke the most intimate chords of the observer and listener, to translate into mimic and physical expression a brief and heartfelt journey into emotions. Split-second moments of truth and revelation that one cannot forget, such as the closeups of Liv Ullmann in Persona, reflected by actress Bibi Anderson, eternalized by the cutting and ruthless eye of Ingmar Bergman, lover, husband, friend and maestro of the grand Norwegian actress, nominated for the Oscar and winner of a Golden Globe, awarded with the David di Donatello and the “Pasinetti” at the Venice Film Festival. The only real inspiration and muse of the director of HasslerLife | 45


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Liv Ullmann film da attrice / acted in Persona (1966) The Passion Of Anna (1969) The Emigrants (1970) Cries and Whispers (1972) Scenes of a Marriage (1973) Face to Face (1976) Autumn Sonata (1978) Richard's Things (1980) Farewell Moscow (1986); Speriamo che sia femmina (1986)

film da regista / films directed Private Confessions (1996) Faithless (2000)

premi / awards Golden Globe Award for Best Actress (1971) David di Donatello Award for Best Foreign Actress (1973-1978-1987) National Society of Film Critics Award for Best Actress (1968-1973) Nominated Academy Award for Best Actress (1971) Amanda Awards, Norway (1992)

Liv Ullmann - Collezione WireImage

e Grida” ha deciso di abbandonare la recitazione. Dirige “Conversazioni private” e, di seguito, “l’Infedele” , mettendo a frutto i risultati di un lavoro trentennale al fianco di registi come Anderson, Buñuel e i nostri Monicelli e Bolognini. Quando ne ha l’occasione, Liv torna in Italia, terra che brulica di ricordi e di cui è innamorata: l’Hotel Hassler fa parte della sua storia.

“Cries and Whispers”, Liv Ullmann decides to abandon acting in 1996. She then directs “Private Confessions”, and “Faithless”, putting to use her career of thirty years with directors such as Anderson, Buñuel, and the Italian Monicelli and Bolognini. Whenever she has the chance, Liv visits Italy, a land filled with memories, a land she loves: even the Hotel Hassler is part of her personal history.

Se non fosse diventata un’attrice, quale carriera avrebbe intrapreso? Da bambina desideravo diventare una veterinaria… era una mia fantasia, ma non avevo mai considerato l’aspetto medico di quella professione. In realtà, ho sempre saputo che sarei diventata un’attrice e mi considero fortunata ad aver avere avuto una carriera e aver potuto vivere di questa mia passione. Non ho mai pensato a un altro lavoro. Amo tutto ciò che è creativo, ho anche scritto diversi libri e diretto dei film… tutti aspetti che rappresentano un’estensione della mia espressione creativa.

If you had not become an actress, what would you have been in life? When I was little, I used to think I wanted to become a veterinarian…it was a fun dream, and I didn’t really consider the medical side of it! But in reality, I knew I wanted to be an actress from very early on, and I have been lucky to be able to make a career of and live on what I loved the most. I never considered doing anything else. I also love the whole creative package, I have written several books and have directed films…these are all extensions of my creative expression.

Aveva già visitato Roma? Se sì, cosa apprezza maggiormente della città? Sono stata a Roma molte volte, sia per lavoro che per diletto. L’Hotel Hassler è in assoluto il luogo che preferisco

Have you been to Rome before? If so, what is your favourite thing about this city? I have been to Rome many times, both for work and for pleasure. I would say the Hotel Hassler is my favourite

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Liv Ullmann, Collezione Archive Photos, Scena dal film di Ingmar Bergman, 'Persona', 1967 - Still from director Ingmar Bergman's film 'Persona', 1967

di più della città! Poi, ovviamente, c‘è San Pietro, ma quando non è affollata dai turisti… L’ho visitata spesso con Ingmar Bergman (padre di sua figlia Linn) quando eravamo qui a Roma. Amo molto anche la gentilezza e il calore della gente di questa città.

place in the city! Then, I also like to sit in St. Peter’s when there are not too many people there…I used to often go sit there with Ingmar Bergman [father to her daughter Linn] when we were in Rome. I also like the kindness and warmth of the people in this city.

Avendo frequentato per molto tempo l’Hassler, cosa ha apprezzato maggiormente della sua permanenza qui? L’Hassler è davvero il mio hotel ideale! Se dovessi dare un voto, in una scala da 1 a 100, gli assegnerei senza alcun dubbio 110 e lode! Tutto qui è pensato con la massima cura, dai dettagli nelle stanze, al personale che ci accoglie… La prima volta che mi fermai qui fu 43 anni fa e in quell’occasione ebbi il piacere di conoscere la madre di Roberto Wirth, Carmen. Nel corso dei miei viaggi, non ho mai incontrato una simile cura per i dettagli. Roberto sta davvero raggiungendo la perfezione con questo hotel! Quando vengo all’Hassler, per me è come tornare in famiglia; tutti sono così affettuosi che non ho l’impressione di trovarmi in un hotel. Anche quando ero impegnata a Roma per le riprese di un film, facevo sempre un salto qui per assaporare un Bellini con le patatine… In tutti questi anni hanno conservato l’amore per la qualità, la cura per le stanze e l’alto livello dello staff di servizio.

Having stayed at the Hassler, what did you like best about your stay here? The Hassler really is my dream hotel! If I had to choose on a scale between 1 and 100, I would place it at 110 on the happiness scale! Everything is always thought out so well, the details in our room, the people who greet us…I was here 43 years ago the first time, and I knew Roberto Wirth’s mother, Carmen, very well. Never in my travels have I seen this kind of attention to detail! Roberto is really taking this hotel toward perfection! I feel like coming back to my family when I return to the Hassler, everyone is so welcoming that I really do not feel like a hotel guest. Even when I used to work on a movie in Rome, I would always come by here and have a Bellini with potato chips… In all these years they have never given up the quality and care of the rooms and the staff’s service. HasslerLife | 47


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Le cucine dell’Hassler Roma The kitchens of the Hassler Roma Tre Cucine e tre Bar per un tris di degustazioni Three Cuisines and three bars to suit all tastes di Vivian Barsanti

ImĂ go, panorama


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Ristorante Salone Eva - Salone Eva Restaurant

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'Hassler Roma offre ai suoi ospiti una vasta scelta di ghiotte esperienze rigorosamente italiane, al fine di soddisfare gusti e stati d'animo diversi. Gli ospiti avranno solo l’imbarazzo della scelta, potendo infatti optare tra ben tre splendidi bar e ristoranti durante il proprio soggiorno romano. L’Imàgo, lo spettacolare ristorante panoramico stellato Michelin situato al sesto piano dell’Hassler Roma, offre una vista mozzafiato dei monumenti, delle chiese e dei tetti di Roma, con la Basilica di San Pietro e la Chiesa di

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he Hassler Roma gives its guests an ample selection of gourmand experiences, in order to cater to many tastes and moods, as long as they are Italian. Three beautiful restaurants and bars are what guests can choose from while in Rome, providing the “imbarazzo della scelta” (embarrassment of the choice”) as the Italians say. Imàgo, the Hassler’s spectacular Michelin-starred panoramic restaurant on the 6th floor, offers a breathtaking view over the monuments, churches and rooftops of Rome, with St.


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Trinità dei Monti in primo piano. Una vista come nessun altra pari solo alla cucina superlativa dello Chef Francesco Apreda (nato a Napoli il 18 gennaio 1974), che ha scoperto presto il suo amore per la cucina, trasformandola in una passione che lo accompagna da tutta la vita. Imàgo è una tradizione di famiglia. Il primo ristorante panoramico a Roma è stato aperto da Oscar Wirth nel 1956 e chiamato il "Roof Restaurant". Cinquant'anni dopo, il figlio di Oscar, Roberto E. Wirth, l'attuale presidente e amministratore delegato dell’Hassler, operò una completa rielaborazione, e inaugurò il ristorante per la seconda volta col nuovo nome di Imàgo nel dicembre 2006. Il nome deriva dal latino "immagine", e suggerisce la visione, il sogno, l’apparizione, la vista del pensiero e della memoria. E 'certamente un luogo dove vista e gusto si combinano per creare un'esperienza culinaria unica. Il rinnovamento dell’Imago è stato concepito per permettere agli ospiti di godere ancora di più del panorama che solo questo luogo unico è in grado di offrire. Le ampie vetrate, la cura nel posizionamento dei tavoli a specchio, la finestra che affaccia sull’angolo pasticceria della cucina e che conduce l'occhio verso la Chiesa di Trinità dei Monti e i giardini di Villa Borghese. Tutti questi elementi sono stati scelti per esaltare questo straordinario scenario. L'esperienza sensoriale è da considerare completa solo dopo aver assaporato una delle creazioni dello chef Francesco Apreda. La sua cucina è una contemporanea interpretazione dei piatti regionali italiani, uno stile unico che abbina superbamente ingredienti semplici, freschi e locali, con sapori sofisticati e sfumature a volte prese in prestito dalla cucina etnica di altri paesi. Due menu in particolare, come le capesante impanate

Peter’s Basilica and the Church of Trinità dei Monti clearly in the foreground. A view like no other matched only by the superlative cuisine of Chef Francesco Apreda (born in Naples on January 18, 1974), who discovered his love for cooking early on, transforming it into a life-long passion. Imàgo is a family affair. Rome’s first panoramic restaurant was opened by Oscar Wirth in 1956 and named the “Roof Restaurant”. Fifty years later, Oscar’s son Roberto E. Wirth, the Hassler’s current President and Managing Director, decided for a complete makeover, and inaugurated the restaurant for the second time with its new name Imàgo in December 2006. The name derives from the Latin “image”, and suggests vision, dream, apparition, view, thought, and memory. It certainly is a place where view and taste combine to create a unique culinary experience. Imàgo’s restyling was conceived in order to allow guests to enjoy even more fully the panorama that only this unique location can offer. The large windows, the carefully-positioned mirrored tables, the window onto the kitchen’s pastry corner that leads the eye toward the view of the Church of Trinità dei Monti and Villa Borghese gardens, all of these elements were chosen to emphasize the incomparable view. The sensorial experience is complete only after savoring one of Chef Francesco Apreda’s creations. His cuisine is a contemporary take on Italian regional dishes, a unique style that superbly matches simple, fresh and local ingredients with sophisticated flavours and sometimes also nuances borrowed from the ethnic cuisines of other countries. Two menu favourites such as the Breaded sea scallops stuffed with buffalo

Il pane dell’Imàgo Ogni mattina intorno alle 7:00 il fragrante profumo del pane appena sfornato inizia a riempire la cucina, quando i primi croissant e filoni di pane vengono preparati per la prima colazione dell’intero albergo. Poi di nuovo intorno alle ore 16:00, un delizioso assortimento di pane viene preparato giusto in tempo per la cena al ristorante. La grande cura e la passione sono solo due degli ingredienti che compongono il pane dell’Imàgo…ogni giorno troverete sui tavoli le seguenti stuzzicanti prelibatezze a porzione nei loro cestini riscaldati: grissini al pomodoro e origano, pane integrale con uvetta, noci con crosta di porridge, pane alle cipolle rosse e vino rosso, pane Carasau, focaccine al rosmarino e cristalli di sale, pane all’olio e semi di sesamo, pane integrale ai semi di girasole, cornetti al burro e semi di finocchio, e panini timo limone e olive nere.

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ripiene di mozzarella di bufala, foglie di sedano e tartufo nero oppure i Fusilloni con ragù di quaglia "Carbonara Style" rappresentano in pieno quest'unione di tradizione e sapori raffinati. La meravigliosa vista del ristorante panoramico Hassler è stata ammirata dalle più grandi personalità del ventesimo secolo, compresi reali, celebrità del cinema, musicisti, scrittori e politici. John Fitzgerald Kennedy, Grace Kelly, Audrey Hepburn, Federico Fellini, e Igor Stravinskji sono solo alcuni dei grandi nomi di clienti abituali che hanno varcato la soglia del ristorante. All'interno dell’ Imàgo vi è un incredibile ed intimo cocktail bar, con soffici divani rosso scuro e sgabelli ricoperti di velluto. Il Sommelier serve ostriche fresche e champagne, tartine e vini, mentre gli ospiti possono godere dell’intera vista di Roma dalle ampie finestre panoramiche. Avviandosi verso il piano terra dell’Hassler, gli ospiti potranno trovare il ristorante Salone Eva, con eleganti rossi pompeiani ed un arredamento classico, una biblioteca antica ed un orologio del XVIII secolo posto su un incantevole caminetto: il luogo ideale per tè e pasticcini, o per uno spuntino dopo teatro. Il Salone Eva offre anche la prima colazione, pranzo e cena, con serate accompagnate da rilassante musica dal vivo. E’aperto durante i mesi più freddi di autunno, inverno e parte di primavera. Il Bar Hassler, adiacente al Salone Eva, è il luogo perfetto per un aperitivo o per un drink dopo cena. In un ambiente di lusso arredato con classici divani in pelle rosso scuro e con un lucente bar in mogano, gli ospiti potranno godere dell'atmosfera rilassante, per poi essere serviti dal capo barman. Una volta la princi-

Imàgo’s Bread Each morning at around 7:00am the fragrant smell of freshlybaked bread begins to fill the kitchen, as the first croissants and loaves are prepared for the hotel’s breakfast. Then again at 4:00pm, delicious bread assortments are expressly made in time for dinner. Great care and passion are only two of the ingredients that go into Imàgo’s bread...On any day you will find on each table the following single-portion, mouthwatering delicacies in their heated bread baskets: tomato and oregano breadsticks, whole-wheat raisin and walnut bread with porridge crust (a favorite among Hassler guests), red onion and wine bread, Sardinian Carasau bread, rosemary and salt-crystal focaccia bread, sesame-seed and olive oil bread, whole-wheat bread with sunflower seeds, croissants with butter and fennel seeds, lemon-thyme and black olive bread.

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mozzarella, celery leaves and black truffle or the Fusilloni pasta with quail ragoût “Carbonara Style” symbolize this union of tradition and refined flavors.The Hassler’s panoramic restaurant has called the greatest personalities from the 20th Century to admire its view, including royalty, film celebrities, musicians, authors and politicians. John Fitzgerald Kennedy, Grace Kelly, Audrey Hepburn, Federico Fellini, and Igor Stravinskji are only a few of the great names of regular guests who have crossed the restaurant’s threshold. Within Imàgo, there is a spectacular and intimate cocktail bar, with plush dark-red sofas and velvet-covered bar stools, for those in the know. The Sommelier serves up fresh oysters and Champagne, canapés and wines, while guests gaze out over the entire city of Rome from the large panoramic windows. Making one’s way down to the ground floor of the Hassler, patrons will find the Salone Eva Restaurant, with its elegant Pompeian reds and ochres and its classical décor, an antique library and a charming fireplace with an 18th-century mantelpiece clock. The Salone Eva is the ideal venue for tea and pastries, or an after-theater snack, and also offers breakfast, lunch and dinner from morning til night, accompanied by live piano music in the evenings. It is open throughout the colder months of Fall, Winter and part of Spring. The Hassler Bar, adjacent to the Salone Eva, is the perfect place for an aperitif or an after-dinner-drink. In a luxurious setting decorated with classic dark-red leather sofas and a beautiful dark, gleaming, mahogany bar, patrons enjoy the relaxing atmosphere while being attended to by the Head Barman. Princess Diana once confessed to


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Chef Francesco Apreda


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pessa Diana confessò al signor Wirth di aver gustato qui uno dei migliori Bellini mai provati. Uno dei segreti della ricetta Hassler è quello di utilizzare solo la polpa di pesca più vicino alla scorza, più dolce e più gustosa rispetto a quella più interna. Un altro imperdibile cocktail è il "Veruschka", di invenzione Hassler, un mix tonificante di spremuta di melograno, vodka e spumante italiano, chiamato così da Roberto Wirth dopo la nascita di sua figlia, (una di due gemelli) nel marzo 1992. Durante i mesi più caldi, il Salone Eva chiude per far spazio al giardino Palm Court Restaurant & Bar, un’intima, oasi verde nel cuore dell’albergo. Circondato da edera e manufatti romani, il Palm Court offre un servizio per tutto il corso della giornata: prima colazione a buffet, caffè con cornetti fatti in casa, pranzi leggeri a base di insalate, gelati e cocktail durante la serata, accompagnati da musica dal vivo al pianoforte, così come la cena e lo spuntino del dopo teatro. Il Palm Court è il luogo ideale per un drink con gli amici, dove potersi incontrare senza alcun disturbo. Arricchito con piante e fiori, l’ambiente rimane fresco anche in piena estate, e la sera i suoi tavoli a lume di candela ispirano romanticismo. Lo chef Francesco Apreda crea i menu per il Salone Eva e il Palm Court, differenziandolo da Imàgo con una attenta scelta di piatti della tradizione italiana, quali: insalata di pollo con patate e avocado, fusilli con pomodori Pachino e basilico, branzino al forno con pata-

Imàgo

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Mr. Wirth that she had enjoyed one of the world’s best "Bellinis" here. One of the secrets of the Hassler’s version is to use only the peach flesh closest to the skin, sweeter and tastier than the rest. Another irresistible is the Hassler’s original "Veruschka," an invigorating mix of freshlysqueezed pomegranate juice and sparkling Italian wine, named after the birth of his daughter (one of two twins) in March 1992. During the warmer months, the Salone Eva closes in order for the Palm Court garden Restaurant & Bar to open, an intimate, green oasis in the heart of the hotel. Surrounded by ivy and Roman artefacts, the Palm Court offers service all day long: full buffet breakfast, cof-

Ristorante Salone Eva - Salone Eva Restaurant


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te e peperoni o la costoletta d'agnello con pane di segale e menta. Anche il tiramisù Hassler è imperdibile! Uscendo dall’ingresso principale dell’Hassler e girando a destra, dopo aver passato l'obelisco di Piazza Trinità dei Monti, si incontra presto l'ingresso di una favolosa terrazza che si affaccia sulla Chiesa di Trinità dei Monti, su Piazza di Spagna e sui pittoreschi tetti di Roma: benvenuti a Il Palazzetto, un hotel, ristorante e wine bar, creato dal presidente e direttore generale dell’Hassler Roberto Wirth. L’esclusiva posizione della terrazza al quinto piano permette agli ospiti di gustare drink contornati dalla ricca

fee with home-made cornetti, light salad lunches, ice creams, and cocktails in the evening accompanied by live piano music, as well as dinner and after-theatre snacks. The Palm Court is the ideal rendezvous for a drink with friends, a place to meet undisturbed, in the same way one would entertain in an elegant home. Brimming with plants and flowers, it remains cool even in the height of summer, and in the evening its candlelit tables invite romance. Executive Chef Francesco Apreda creates the menus for the Salone Eva and the Palm Court, differentiating it from Imàgo with a careful choice of traditional Italian dishes such as: Chicken salad with potatoes and avoca-

Gnocchi di patate e barbabietole rosse, goccia di sedano e gorgonzola - Potato and beetroot gnocchi, celery and gorgonzola drops

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do, Fusilli pasta with baby tomatoes-on-the-vine and basil, Baked sea bass with potatoes and peppers or the Lamb cutlet with rye bread and mint. The Hassler tiramisù is also a must! Heading out of the Hassler’s front doors and turning right, passing the obelisk on Piazza Trinità dei Monti, one soon encounters the entrance to a fabulous terrace which faces the Trinità dei Monti Church and overlooks the Spanish Steps and Rome’s picturesque rooftops: welcome to Il Palazzetto, a hotel, restaurant and wine bar, created by the Hassler’s President and Managing Director Roberto Wirth. The fifth floor terrace’s unique vantage point allows guests to enjoy drinks and cocktails surrounded by the city’s rich history. Making one’s way down to the fourth-floor terrace, guests find the perfect place to sit and people-watch as they have a light salad lunch, and in the evening a romantic dinner by candle-light. Il Palazzetto’s second-floor restaurant hosts indoor seating in the home-like spaces of the Library room, the Sitting room (with a fireplace), and HasslerLife | 56


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gusto | gourmet Il Palazzetto Restaurant and Wine Bar

the secret Garden (covered and surrounded by greenery). Adjacent to the Sitting room, Il Palazzetto Wine Bar, with its retro-illuminated bar area and dark red décor sets the tone for an informal after-work drink among friends. Chef Alessandro Stefoni, under the guidance of the Hassler’s Executive Chef Apreda, dishes up classic Italian fare with a Roman imprint, such as the delicious Spaghetti cacio e pepe or the Tagliolini alla Carbonara. Lunch and dinner, served either on the panoramic terrace or in one of the second-floor rooms, is always a culinary experience marked by the use of the freshest seasonal ingredients!

storia della città. Arrivando alla terrazza del quarto piano, gli ospiti raggiungono il luogo ideale per sedersi e gustare una leggera insalata a pranzo, e la sera una romantica cena a lume di candela. Il ristorante al secondo piano de Il Palazzetto ospita posti a sedere in ambienti casalinghi come la biblioteca, il salotto (con camino), e il Giardino segreto (coperto e circondato dal verde). Adiacente al Salotto, Il Palazzetto Wine Bar, con la sua area bar retro-illuminata e decorazioni rosso scuro dà il tono adatto per un drink tra amici dopo il lavoro. Lo chef Alessandro Stefoni, sotto la guida dello chef esecutivo Apreda, prepara i piatti classici italiani con una impronta romana, come i deliziosi spaghetti cacio e pepe o i tagliolini alla carbonara. Pranzo e cena, serviti entrambi sulla terrazza panoramica o in una delle stanze al secondo piano, sono un'esperienza culinaria caratterizzata dall'uso di ingredienti freschi di stagione! HasslerLife | 57


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Intervista con l’enologo Interview with the enologist

Jean-Claude Berrouet di Vivian Barsanti

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Jean-Claude Berrouet at the Hassler, foto Diego Pignatelli

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in dal secolo scorso l’Hassler vede entrare dalle sue porte girevoli numerose celebrità, scrittori, artisti e persone di fama mondiale. Durante una visita a Roma, soggiornando presso l’Hassler, ci ha dedicato un po’ del suo tempo Jean-Claude Berrouet, Maestro Vinificatore dello Château Petrus, che nel corso della sua carriera ha contribuito alla creazione di alcuni fra i più pregiati vini del mondo, incentrando la produzione del vino sul “terroir” – il legame che unisce la natura del terreno al tipo di vino prodotto – e non sulla moda. Monsieur Berrouet, qual è la sua filosofia per creare un buon vino? Un buon vino deve raccontare la storia del suo Paese e possedere una forte personalità. Un vino diviene buono perché in questo mondo esistono delle diversità e, quindi, per confronto, comunica più emozioni di un vino di qualità inferiore. Nel 1964 ho creato la riserva Petrus, un vino unico che possiede delle caratteristiche particolari, riconosciute in tutto il mondo. Il Presidente Kennedy rese famoso il Petrus nel 1960 poiché era il vino che preferiva ordinare nei ristoranti di New York. In quel periodo il Petrus era più rinomato negli Stati Uniti che in Francia. Un buon vino possiede una forte personalità e racconta la storia della regione di provenienza e del suo clima. Se in seguito quel vino diviene di moda, è universalmente riconosciuto come buono. Il

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rom over a century the Hassler has seen countless celebrities, writers, artists and world-renown personalities enter through its revolving glass doors. On one such visit, we were able to request and receive the attention and precious time of Jean-Claude Berrouet, the Master Winemaker at Château Petrus, who in his lifetime helped develop some of the world’s most sought-after wines, focusing on making wines tied to “terroir” - the link between the nature of a soil and the type of wine produced - and not fashion.

Monsieur Berrouet, what it your philosophy for making good wine? A good wine is one that tells the story of its country, and that has a big personality. A wine becomes a good wine because in the world of wine there is diversity, and therefore, by comparison, it conveys more than one that is less good. In 1964 I made the Petrus vintage…Petrus is unique, it has certain characteristics which are recognized the world over. President Kennedy made Petrus famous in the 1960s as it was his favorite wine to order in a New York restaurant where he was a patron. During this period, Petrus was more known in the United States than in France. A good wine has a strong personality and tells the history of its region and climate. If it then becomes fashionable, it becomes also generally acHasslerLife | 59


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Petrus è un vino moderno. In passato ho prodotto un vino chiamato Dominus presso la Napa Valley. La sua prima vendemmia avvenne nel 1983. Lo concepii seguendo la filosofia e la strategia francese, affinché avesse una sua anima ben riconoscibile. Il vino era composto da uve cresciute all’interno della tenuta Dominus e potemmo osservare che, in effetti, aveva una sua personalità e un gusto particolare. Oggi quel vino ha ottenuto un ottimo successo anche grazie al marketing. Cosa rende un vino ottimo? È essenziale un ingrediente: le temps, il tempo. Il giudice è sempre il tempo. Oggi il vino è soggetto a molte critiche, ovviamente soggettive. Per ragioni di mercato, oggi esistono troppi vini giovani in termini di colore, tannino e alcol. Per me un buon vino è esattamente l’opposto, come i grandi compositori quali Mozart e Wagner, di cui oggi riconosciamo l’immortalità. Sono necessari tempi lunghi per poter assaporare la complessità di un vino. E i “tempi lunghi” sono in netto contrasto con il marketing. Qual è il suo vino italiano preferito e perché? È difficile dirlo perché non conosco abbastanza i vini italiani. Amo i vini toscani, come il Chianti Classico. Racchiude l’anima dell’Italia… la dolcezza della cultuHasslerLife | 60

knowledged as a good wine. Petrus is a modern wine that appeals to modern wines. In the past I made a wine called Dominus, in Napa Valley. The first vintage was in 1983. I made it, however, with French philosophy and strategy, so as to create an entity in its own right. The wine was made with grapes only grown on the Dominus estate, and we observed that it did indeed have its own personality and particular taste. Today it is also a wine that has achieved success, also due to marketing. What is the test for a wine to be considered great? To consider a wine great, there is a great need for one thing: le temps, time. The judge is always time. Today there is a lot of critique regarding wine, subjective of course. For business reasons, today we get too many young wines, such as in terms of color, tannin, and alcohol. For me a great wine is the opposite, like Mozart, Wagner etc. It takes a long time to test the complexity of a wine. And a “long time” is in direct contrast to marketing. What is your favorite Italian wine and why? It is difficult to say because I don’t know enough of Italian wine. I love the Tuscan wines such as the Chi-


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ra italiana, la nuance. Il Chianti Classico è delicato e ha un cuore poetico. Perché decise di diventare produttore di vino? Mio nonno materno era un piccolo commerciante di vini a Bordeaux. Quando avevo sette anni, lavorai con lui per un giorno. Fu allora che decisi la mia professione. Divenni enologo e studiai all’Università di Bordeaux. Iniziai la mia attività a Château Petrus a ventidue anni e i Moueix (proprietari della tenuta) divennero come una famiglia. Produrre vini è solitamente una tradizione familiare? Il Petrus fu davvero l’inizio della mia attività di produttore di vini, giacché mio padre era un poeta. Dal novembre 2008, comunque, mio figlio è responsabile della produzione del Petrus. Quindi, in un certo senso, sì, è spesso è una tradizione di famiglia. Adesso sarà lui a occuparsi dell’intera produzione; io resterò come semplice consulente.

anti Classico. It is the soul of Italy…the sweetness of the Italian culture, the nuance. The Chianti Classico is light, and there is a poem inside. What first made you interested in becoming a wine maker? It is very difficult to say because I don’t know enough of Italian wine. I love the area of Piemonte for classic wines such as the Chianti Classico. It is the soul of Italy…the sweetness of the Italian culture, the nuance. The Chianti Classico is light, and there is a poem inside. Is winemaking generally a family tradition? Petrus was really the beginning of winemaking for me, as my father was a poet. My son, however, is in charge of Petrus winemaking as of November 2008, so in a sense yes, it often is a family tradition. He will be taking over completely and I will remain as a consultant. Jean-Claude Berrouet with Roberto Wirth, foto Diego Pignatelli

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La Executive Jet è leader mondiale nel settore del noleggio di aerei privati. Grazie alle sua flotta dotata di oltre 5000 velivoli risponde con efficienza e rapidità a tutte le richieste dei loro clienti. Intervista con il direttore commerciale Giovanni Barbitta.

Un jet per tutti i gusti A jet for every palate Executive Jet is world leader in the field of private jet rental. Thanks to a fleet of over 5.000 aircrafts it can respond efficiently and rapidly to all client demands. Interviewing Giovanni Barbitta Sales Managing Director. Nata dall'idea di alcuni imprenditori già impegnati nel settore aeronautico, in pochi anni la Executive Jet si è imposta nel mercato del noleggio di jet privati grazie all'efficienza e alla professionalità del gruppo. Una fitta rete di canali preferenziali di operatori e di fornitori fidelizzati, la conoscenza del settore, la flotta di oltre 5000 velivoli sparsi nei più importanti hub ed aeroporti del pianeta, la passione per il volo e la cura nella gestione delle richieste del cliente sono i punti di forza di quest'azienda tutta italiana con base a Padova, da dove la Executive Jet coordina le sue attività. Abbiamo incontrato Giovanni Barbitta, direttore commerciale della Executive Jet, che ci ha illustrato alcuni segreti della sua professione.

informazione pubblicitaria

La Executive Jet Charter è una società italiana con centro a Padova e con aerei basati nei principali aeroporti internazionali. Un lavoro, il vostro, in cui dovete conciliare efficienza, comfort e cordialità in modo eccelso, e nel quale la concorrenza è molto qualificata. Perché scegliere la Executive Jet? E' vero, la concorrenza è tanta, ma a livello professionale posso assicurare che dietro Executive Jet c'è un personale molto qualificato perché proveniente dal settore Aeronautico. Inoltre, a differenza di molti nostri competitors che hanno un numero limitato di jet da offrire, grazie agli accordi commerciali intrapresi con numerose aziende del settore, possiamo offrire qualsiasi tipo di aereo, da qualsiasi aeroporto, per qualsiasi destinazione. Ma credo che il nostro punto di forza maggiore sia l'assistenza costante al cliente e la rapidità con la quale mettiamo a disposizione i nostri servizi. Avete a disposizione una flotta di circa 5000 velivoli, dal piccolo turboelica al jet intercontinentale. Fra questi, qual è l'apparecchio che vi viene richiesto maggiormente e perché? Ogni aereo della nostra flotta risponde a peculiari richieste da parte dei clienti. Il Citation Jet 2, da 7 posti, è ideale per fare brevi viaggi ad un costo quotato contenuto. Il Citation XLS, da otto posti, è un velivolo dalle performance eccezionali e dal grande comfort. Per le tratte transoceaniche infine, i nostri clienti scelgono il Falcon 900 (12 posti) o il Gulstream V (16 posti), apparecchi lussuosi e di grandi dimensioni. Ovviamente tutti i jet hanno il loro punto di forza. Dipende da cosa viene richiesto, ma noi suggeriamo sempre le soluzioni più idonee. HasslerLife | 62

Born from the dream of entrepreneurs already connected to the aviation industry, in just a few years Executive Jet has imposed itself on the private jet rental market, thanks to the efficiency and professionalism of its group. A well concocted net of preferential channels and dependable suppliers, expertise of the aviation world, a fleet of over 5000 aircrafts scattered in the most important hubs and airports of the world, a passion for flying and a special care in treating client demands, are the main strengths of this all Italian company based in Padua, from which Executive Jet coordinates all its activities. We met with Giovanni Barbitta, Sales Managing Director, who illustrated some of the secrets of his profession. Executive Jet is an Italian company based in Padua, with airplanes placed in the main international airports. A job, yours, where you must reconcile efficiency, comfort and cordiality exceptionally, and where competition is very qualified. Why choose Executive Jet? Yes, competition is fierce, but on a professional level Executive Jet can assure highly qualified personnel, deriving from the Aviation industry. Furthermore, we differ from our competitors because they have a limited number of jets to offer. Thanks to commercial agreements with numerous specialized aviation companies, we can offer any kind of aircraft, from any airport, for any destination. But I think that our major strength is constant customer care and speediness in supplying out services. You have a fleet of over 5000 aircrafts, from the smaller turboprop to the intercontinental jet. Which aircraft is the most requested, and why? Each one of the aircrafts from our fleet can fulfill specific customer requests. The 7 placer Citation Jet 2 is ideal for short and non-expensive trips. The 8 placer Citation XLS is an aircraft with exceptional performances and great comfort. For transoceanic journeys, our clients choose the Falcon 900 (12 placer) and the Gulstream (16 placer), luxurious and grand aircrafts. Naturally, every jet has its own characteristic. It all depends on the individual needs, and we always suggest the most ideal solution.


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appuntamenti | appointments

Appuntamenti a Roma nel 2011 Appointments in Rome in 2011 Musica - Music

Giovanni Allevi Auditorium Parco della Musica

La macchina dello Stato Archivio Centrale dello Stato

Pino Daniele Auditorium Conciliazione

2 agosto I August 2nd

17 marzo - novembre I March 17th to November

Musica sotto il cielo stellato Villa Torlonia

2 aprile I April 2nd

luglio - agosto I July through August

David Crosby & Graham Nash Teatro Sistina 2 novembre I November 2nd

Laura Pausini Palalottomatica 31 dicembre - 6 gennaio 2012 I December 31st to January 6th 2012

Jovanotti Stadio Olimpico 8 - 9 luglio I July 8th and 9th

Van Der Graaf Generator Auditorium Parco della Musica

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Fabri Fibra Ippodromo delle Capannelle

4 aprile I April 4th

9 luglio I July 9th

Subsonica PalaLottomatica

Chemical Brothers Ippodromo delle Capannelle

7 aprile I April 7th

13 luglio I July 13th

Charles Aznavour Accademia Santa Cecilia

Elton John Auditorium Parco della Musica

13 aprile I April 13th

13 luglio I July 13th

17 marzo - novembre I March 17th to November

Alle radici dell’identità nazionale Vittoriano 17 marzo - novembre I March 17th to November

Natale all'auditorium Auditorium Parco della Musica dicembre - gennaio 2012 I December through January 2012

Mostre - Exhibitions Lorenzo Lotto Scuderie del Quirinale 2 marzo/12 giugnoI March 2nd to June 12th

Tutt’altra Italia io sognavo… Castel S. Angelo fino al 3 aprile I until April 3rd

Karl Lagerfeld Chiostro del Bramante

Premiata Forneria Marconi Teatro Sistina

L’unificazione monetaria italiana Palazzo delle Esposizioni

“Mostra delle Regioni” il Vittoriano, il Palazzo di Giustizia,Valle Giulia 27 marzo - 3 luglio I March 27th to July 3rd

fino al 10 aprile I until April 10th

18 aprile I April 18th

Universo Rietveld MaXXI

Gianna Nannini PalaLottomatica

Caravaggio. Una Vita dal Vero Sant'Ivo alla Sapienza

14 aprile - 10 luglio I April 14th to July 10th

11 febbraio - 15 maggio I February 11th to May 15th

Roma Caput Mundi The Eternale Musical Teatro Sistina

Inquadrare il moderno. Architettura e Fotografia in Italia 1926-1065 MaXXI

Unicità d’Italia. 50 anni di saper fare italiano Palazzo delle Esposizioni e Macrofuture

8 maggio I May 8th

fino al 22 maggio I until May 22nd

aprile - luglio I April through July

Dan Perjovschi Macro

Architettare l’Unità Acquario Romano

fino al 12 giugno I until June 12th

25 aprile/24 maggio I April 25th to May 24th

3 maggio I May 3rd

Voca People Auditorium Conciliazione 10 maggio I May 10th

Ben Harper & Robert Plan Ippodromo delle Capannelle 19 luglio I July 19th

Nathalie Auditorium Parco della Musica 15 maggio I May 15th

Jamiroquai Ippodromo delle Capannelle 22 luglio I July 22nd

Gotan Project Palacisalfa 16 maggio I May 16th

Jack Johnson Ippodromo delle Capannelle 23 luglio I July 23rd

La Battaglia di Legnano Teatro dell'Opera 23 -30 maggio I May 23rd to May 30th

Lou Reed Auditorium Parco della Musica 25 luglio I July 25th

La Boheme Regia di Franco Zeffirelli Teatro dell'Opera

Sting Auditorium Parco della Musica

Tamara De Lempicka. La Regina del Moderno Complesso del Vittoriano

Roma Wine Festival Città del Gusto

16 - 26 giugno I June 16th to June 26th

30 luglio I July 30th

11 marzo - 3 luglio I March 11th to July 3rd

8 - 9 maggio I May 8th and 9th

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appuntamenti | appointments

Moa Casa Fiera di Roma

Fiesta Ippodromo delle Capannelle

aprile - maggio I April through May

giugno - agosto I June through August

Il Bacio di Francesco Hayez. Un capolavoro per l’Italia

Romaeuropa Festival Auditorium Parco della Musica

2 giugno I June 2nd

settembre - dicembre I September through December

RomFinale della Coppa del Centocinquantenario Stadio Olimpico 29 maggio I May 29

numero 2 - 2011 Registrazione presso il Tribunale di Roma al n. 76/2011 del 16-03-2011

Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra San Pietro 26 ottobre - 22 novembre I October 26th to November 22nd

Festival Internazionale del Film Auditorium Parco della Musica 27 ottobre - 4 novembre I October 27th to November 4th

Fantafestival Cinema Embassy, Aquila, Trevi 25 maggio-6 giugno I May 25th to June 6th

Numero - Number 2 2011

Piazza di Siena Villa Borghese maggio I May

Direttore responsabile Matteo Cirelli

Teatro – Theatre

Direttore editoriale Davide Campanella

La Bella e la Bestia Teatro Brancaccio

Coordinatore editoriale Vivian Barsanti

fino al 29 maggio I until May 29th

I padri fondatori Palazzo Madama

Enrico Brignano Pala Lottomatica

7 giugno/1 agosto I June 7th to August 1rst

12 - 17 aprile I April 12th to April 17th

Luigi Calamatta. Tra arte, azione e propaganda politica per l'Italia libera e unita Calcografia nazionale 20 settembre - novembre I September 20th through November

100 Presepi Sala del Bramante novembre - gennaio 2012 I November through January 2012

Festa delle Forze Armate 4 novembre I November 4th

La Resistibile ascesa di Arturo Ui Teatro Argentina 29 aprile I April 29th

Flashdance – Il musical Teatro Olimpico 13 aprile/22 maggioIApril 13th to May 22nd

Eventi – Events The Road to Contemporary Art Varie sedi – various locations 5 - 8 maggio I May 5th to May 8th

Editore Hassler Roma S.p.A. Piazza Trinità dei Monti, 6 00187 Roma

Sport

La Traviata Salone Margherita

Compeed Golden Gala Stadio Olimpico

21 maggio-23 luglio I May 21st to July 23rd

26 maggio I May 26th

Festa della Repubblica Cerimonie militari presso il Vittoriano 2 giugno I June 2nd

Direttore commerciale Sabrina Zappia Art director Marta Centra Redazione Nicola Cordone, Francesco D’Aniello, Silvia Rossicone, Massimiliano Soze Traduzioni Claudio Perlini Realizzazione ed Organizzazione CITYnet Creative Agency Via Cherubini, 4 00135 Roma Tel. + 39 06 33252960 Fax. + 39 06 96708632 www.citynetonline.it Stampa Silvestro Chiricozzi Srl Via Bonaventura Cerretti, 45 00167 Roma

Gigi Proietti Teatro Sistina 26 maggio - 2 luglio I May 26th to July 2nd

Internazionali Bnl d'Italia Foro Italico Roma Vintage Parco San Sebastiano

7 - 15 maggio I May 7th to May 15th

giugno - agosto I June through August

Isola del Cinema Isola Tiberina

Race for the Cure - Susan G. Komen Italia per la lotta ai tumori del seno Terme di Caracalla

giugno - agosto I June through August

20 - 22 Maggio I May 20th to May 22nd

HasslerLife | 64

info www.comune.roma.it www.fondazionemaxxi.it www.macro.roma.museum www.chiostrodelbramante.it mv.vatican.va www.operaroma.it www.auditorium.com www.auditoriumconciliazione.it

Finito di stampare aprile 2011 Diritti d’Autore Riservati © copyright 2011 A norma della legge sul diritto d’autore è vietata la riproduzione di questa rivista o di parte di essa con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie o altro senza il consenso scritto di Hassler Roma SpA. According to copyright law, no part of this publication may be reproduced in any form or by any means, electronic, mechanical, photocopy or otherwise, without the prior consent of Hassler Roma SpA.


EXPRESSION OF A LIFESTYLE

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Set in its own picturesque park, the Baur au Lac overlooks both the lake and the Alps and yet is only a few minutes’ walk from Zurich’s financial district and the world-famous Bahnhofstrasse shopping street. Discerning international guests value its attentive personal service, luxurious accomodation, sumptuous restaurants and magnificent banqueting facilities – and have done so for over 165 years. Baur au Lac – the place to stay in Zurich

Baur au Lac . Talstrasse 1 . CH - 8001 Zurich . Switzerland Phone +41 (0)44 220 50 20 . Fax +41 (0)44 220 50 44 . reservation@bauraulac.ch . www.bauraulac.ch .

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Hassler Life magazine no. 2, 2011