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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO FACOLTA’ DI SCIENZE MOTORIE Corso di Scienze Motorie, Sport e Salute

L’AVVIAMENTO DELLA PALLAMANO NELLA SCUOLA PRIMARIA

Relatore: Davide Malfa Tesi di: Davide Barbaglia Anno accademico 2016/2017

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INDICE INTRODUZIONE PROGETTO SCUOLA LA PALLAMANO NELLA SCUOLA PRIMARIA COS’È LA PALLAMANO REGOLE FONDAMENTALI MINIHANDBALL OBIETTIVI CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

INTRODUZIONE Le attività motorie rappresentano un momento importante del complessivo processo di crescita dei giovani in quanto aiutano a prevenire e superare forme di disagio e criticità, aiutano nello sviluppo dello schema motorio e nella costruzione del loro processo di socializzazione, i ragazzi, inoltre, apprendono il rispetto dei ruoli e delle regole iniziando a valutare le proprie capacità in funzione degli obiettivi che vengono loro proposti; per questo è bene sfruttare il fascino dello sport per permettere ai bambini di compiere gioiosamente attività che favoriscano il passaggio da movimenti grossolani a movimenti sempre più economici ed efficaci, armonici e gratificanti. Secondo questi principi “The Intenational Handball Federation” ha lanciato un corso di formazione in tutto il mondo e un programma di formazione per gli insegnanti nelle scuole.

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Secondo il motto "Fun, passion and health", gli esperti della scuola IHF competenti, in una prima fase, conducono i corsi di comportamento per gli insegnanti per bambini da 5 a 11 anni in tutti i continenti. Questi corsi dovrebbero contribuire a rendere la pallamano parte integrante del programma di studi in educazione fisica anche in età precoce, aumentare l'impegno per questo sport e aprire la strada ad un coinvolgimento nella pallamano anche in età adulta. “Quando si tratta di insegnare ai bambini di età compresa tra 6 e 10 lo sport della pallamano, quello che dovrebbe essere previsto è il fondamento per l'amore di questo sport e non per uno stile di vita subito competitivo”. Questo è il messaggio principale di "The education of handball in little pupillage - a methodoligica handbook for the education of 6 to 10 year old children" edito dall’ allenatore ungherese Gyula Zsiga. PROGETTO SCUOLA Durante gli ultimi anni, la pallamano è diventato un gioco ad alta velocità, moderno e attraente, affascinando sempre più persone, quindi, è importante per il futuro beneficiare della popolarità di questo sport al fine di ottenere, in particolare, nei bambini a scuola interesse per la pallamano. Grazie a questo le federazioni nazionali, tra cui anche la “Federazione Italiana Giuoco Handball”, hanno avviato progetti per le scuole primarie e secondarie di I grado per l’insegnamento della pallamano, sfruttando il concetto di “giocosport”, ossia perseguire un obiettivo legato al concetto di sport nel rispetto del bisogno vitale del bambino: il gioco. La pallamano, come sport di squadra, aiuta nel raggiungimento di obiettivi sia educativi che di sviluppo, sia individuali che sociali. Lo scopo è di favorire e diffondere già nella

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Scuola Primaria comportamenti leali e costruttivi, stimolando la partecipazione attiva e responsabile all’attività motoria; non rientra nello scopo creare dei campioni o esasperare l’agonismo nei bambini, già in molti casi fin troppo presente. Le indicazioni dei programmi di educazione motoria nella scuola elementare precisano che le attività motorie, per rispettare la loro funzionalità didattica e per influire su tutte le dimensioni della personalità, devono essere praticate in forma ludica, variata, polivalente e partecipata. La dimensione ludica sarà raggiunta più facilmente attraverso: ➢

il piacere di conoscere se stesso, il proprio corpo, le proprie capacità motorie, gli

altri; ➢

la conoscenza dell’ambiente e dei diversi attrezzi utilizzabili nei giochi motori (coni,

cerchi, ostacoli, ecc); ➢

il gusto di giocare con un compagno, scegliendo come tramite la palla;

la scoperta del confronto attraverso una competizione sana che abbia come

obiettivi il rispetto degli altri, delle regole e la ricerca dei limiti: i bambini devono giocare e misurarsi con i compagni, non contro di essi; ➢

la percezione del proprio corpo in un continuo evolversi di situazioni, durante lo

svolgimento di una partita.

La FIGH continua a rivolgere particolare attenzione ed impegno allo sviluppo qualitativo dell’attività giovanile per corrispondere, con le proprie proposte, alle esigenze formative dei bambini, ragazzi in età scolare. Il Progetto vuole offrire proposte operative concrete, riconoscendo alla Scuola il ruolo di

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“Centro di aggregazione culturale e sociale del territorio”. Esso intende certificare la reale possibilità di collaborazione tra il Mondo della Scuola ed il Mondo dello Sport, e costituisce un valido esempio di percorso educativo che valorizza la motricità come elemento essenziale dello sviluppo integrale della personalità e la pratica sportiva anche come strumento di benessere fisico. Per tali scopi la FIGH intende coinvolgere il numero più ampio di Scuole con le quali riuscire ad avvicinare i giovani studenti ad uno stile di vita il più sano possibile per la realizzazione del perfetto equilibrio tra adeguata attività motoria e corretta alimentazione. Frequentare il Centro Sportivo Scolastico della propria Scuola deve, tra l’altro, significare: ➢

considerare chi gioca in un’altra squadra non come avversario ma come partner;

attuare ogni comportamento nel rispetto delle regole;

essere modesti quando si vince;

aiutare un giocatore più debole;

rifiutare un vantaggio non equo.

LA PALLAMANO NELLA SCUOLA PRIMARIA Il progetto per le scuole per l’insegnamento della pallamano tiene conto del riferimento didattico, e il bambino sarà al centro delle attività proposte in quanto: l’alunno è il protagonista, la palla da pallamano è lo strumento di gioco, la tecnica si insegna e si apprende attraverso il gioco, il divertimento del bambino viene prima di tutto. Quindi inizialmente le lezioni partiranno dalla psicomotricità, ossia la disciplina educativa, rieducativa e terapeutica che si modella sul gioco spontaneo e sull’espressività dei bambini, i quali vivono e sperimentano in prima persona azioni e relazioni. Terminata

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questa fase con la conoscenza del corpo, si passerà all’introduzione degli Schemi Motori di Base attraverso giochi e proposte ludiche; Il bambino apprende più facilmente attraverso il vissuto e la sperimentazione, il provare e riprovare il più possibile, senza distogliere l’attenzione da tali schemi, in un secondo momento verrà introdotto il concetto di tecnica per mezzo di giochi collaborativi e di confronto: si parte con proposte semplici che tutti possono eseguire, per rafforzare la consapevolezza delle proprie capacità, fino ad arrivare all’evoluzione da facile a difficile introducendo correzioni individuali. Infine si introdurrà la tattica con il gioco finale che stimolerà il bambino e il ragazzo grazie all’introduzione di nuove regole che aumenteranno progressivamente fino al numero necessario a svolgere l’attività programmata di squadra. Fase1: psicomotricità, conoscenza del corpo generale, conoscenza degli analizzatori, soprattutto l’analizzatore visivo, tattile, uditivo. Fase2: schemi motori di base. Fase3: a)gioco sport; b)da gioco semplice con 2 regole a gioco semplice con 4 regole per arrivare al c)gioco semplice con più regole. Fase4: imparare a giocare a pallamano; a) esercizi complessi, b) esercizi complessi uno a uno; ed infine c)esercizi complessi di squadra. Prendendo come spunto lo schema nella pagina precedente, ecco lo sviluppo: ➢

Classi Prime (Fase 1 e 2)

Classi Seconde (Fase 2 e 3a)

Classi Terze (Fase 2 e 3b)

Classe Quarte (Fase 2 e 3c)

Classi Quinte (Fase 4a)

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COS’È LA PALLAMANO La pallamano è uno sport di squadra giocato su campi rettangolari con lati di 40 e 20 m. Viene definito il più veloce gioco di squadra con la palla. È uno sport indoor, ma ne esiste una versione giocata sulla sabbia: beach handball. La pallamano è uno sport che contrappone due squadre di sette giocatori, sei giocatori in movimento e un portiere, il portiere può anche agire come un giocatore di campo. I giocatori possono essere sostituiti in qualsiasi momento durante il gioco. Le porte si trovano all’interno dell’area di porta e sono alte 2 metri per 3 metri di larghezza, Ogni partita si disputa in due tempi di trenta minuti ciascuno. Lo scopo del gioco è segnare il massimo dei gol nella porta avversaria.

MINIHANDBALL La pallamano, è uno sport di squadra molto dinamico, di contatto, ma anche basato sui principi del "fair play". Le "regole del gioco" ufficiali sono elaborati dalla Federazione

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Internazionale Handball (IHF). Il Minihandball 4 + 1 è il gioco di pallamano per i bambini, ragazzi e ragazze giocano Insieme; i bambini giocano su un campo più piccolo rispetto agli adulti e usano un pallone più leggero e più piccolo e anche le porte sono più piccole Quando si insegna la pallamano a scuola è ovviamente necessario conoscere i principi fondamentali delle regole. Ma è importante adeguare, semplificare e modificare questi principi fondamentali per facilitare l’apprendimento ai bambini. Il campo di gioco, di solito, misura 40 metri in lunghezza e 20 metri in larghezza; i principianti dovrebbero comunque iniziare a giocare a pallamano su campi da gioco più piccoli e con una riduzione del numero di giocatori per aumentare il numero di situazioni in cui vanno al tiro, in modo che gli studenti possano avere una sensazione di successo. Per esempio si può dividere il campo in modo che il lato lungo del campo di pallamano sia diviso in tre piccoli campi da gioco (circa. 20 x 13 m), su cui i principianti possono giocare 4 contro 4 più portieri. Fino a tre campi più piccoli possono essere costruiti su un campo di pallamano di gioco, il vantaggio è che più studenti hanno la possibilità di giocare nello stesso tempo. Oltre ad adeguare la misure del campo da gioco bisogno adeguare e differenziare anche gli strumenti che si usano come i palloni, quelli particolarmente adatti per i principianti sono palloni morbidi, e soprattutto

usare palloni le cui dimensioni corrispondono alla

dimensione delle mani dei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni facilitandone l’apprendimento, inoltre all'inizio, come aiuto per l’apprendimento, si possono utilizzare palloni differenti da quelli per la pallamano, in quanto migliora le capacità di coordinazione e soprattutto la sensibilità per la palla.

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Sviluppo dei bambini è ben noto che la capacità di movimento dipende dello sviluppo del sistema nervoso centrale; lo sviluppo del sistema nervoso centrale segue un modello specifico e il processo è influenzato da ciò che si percepisce; vi è una stretta connessione tra lo sviluppo della percezione e le funzioni motorie e anche questo sviluppo segue un modello specifico; lo sviluppo può avvenire rapidamente o lentamente, i bambini si sviluppano a diverse velocità; i bambini che iniziano la scuola hanno gli schemi motori di base come: strisciare, arrampicarsi, camminare, correre, saltare e lanciare, il presupposto per lo sviluppo delle funzioni motorie è, che i bambini devono esporsi a quante più esperienze possibili, il sistema nervoso centrale che controlla i movimenti è completamente sviluppato all'età di 10 e 12 anni, quindi è importante tenere conto di certi fattori: ➢

durante lo sviluppo il bambino alterna periodi di crescita ponderale a periodi di

crescita staturale; ➢

lo scatto di crescita avviene appena prima della pubertà;

le ragazze, generalmente, si sviluppano e maturano prima dei ragazzi;

la forza muscolare aumenta circa un anno dopo l'inizio della pubertà;

dai 10 anni il bambino è in grado di imparare abilità tecnico-tattiche;

l’allenamento di resistenza può essere meno efficace nel corso pubertà;

lo sviluppo del bambino, naturalmente, è un prodotto di diversi fattori (funzioni

motorie, mentalità, linguaggio, sensi e pensieri). Quindi per il raggiungimento degli obiettivi specifici si raccomanda, per l'insegnamento della pallamano nella scuola primaria, di tener conto delle competenze tecniche e tattiche nelle varie categorie d'età: età inferiore a 8 anni, esercizi atti alla gestione della palla, al

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prendere, al lanciare, al giocare insieme, al tirare. Di età inferiore ai 10 anni, sempre esercizi di gestione della palla, afferrare, lanciare, dribbling, tiro, passaggio e finte; giocare insieme; prendere decisioni 2 contro 1; posizionamento tatticamente intelligente; situazioni di 1 contro 1; situazione di cooperazione difensiva.

REGOLE BASE PER IL MINIHANDBALL Regole base per insegnare a giocare a pallamano, quindi semplificate in modo che siano di facile comprensione e facili da ricordare per i bambini. Se sei in possesso della palla ➢

è permesso fare uno, due o tre passi con la palla in mano e poi tirare la palla in

porta o passarla; ➢

è permesso palleggiare tutte le volte che si desidera, ma quando si ferma il

palleggio non è consentito riprenderlo; ➢

se si prende la palla con entrambe le mani è permesso passare ad un compagno di

squadra; ➢

non è permesso di tenere in mano la palla per più di 3 secondi.

Se effettui un tiro verso la porta ➢

si può volare in area di porta con la palla in mano, se si salta prima di entrare

nell'area di porta; ➢

non è permesso entrare nell’area di porta con la palla in mano.

Se sei un attaccante e hai un avversario ➢

non è permesso portare la palla verso il volto del tuo avversario;

è consentito proteggere la palla con il corpo, ma non è consentito scontrarsi con

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l’avversario con la palla in mano. Se sei un difensore ➢

non è permesso spingere o tenere l'avversario;

non è consentito stare dentro l'area di porta o di attraversarla mentre si difende

non è permesso colpire la palla dalle mani del tuo avversario;

non è permesso strappare la palla dalle mani dell’avversario;

non è permesso interferire con il tuo avversario usando i piedi.

Se sei un portiere ➢

è permesso utilizzare tutte le parti del corpo per colpire la palla;

è consentito lasciare l'area di porta per prendere la palla;

è permesso passare la palla fuori dell'area di porta a uno dei tuoi compagni di

squadra; ➢

non è permesso portare la palla da fuori a dentro l’area di porta, e neanche si

ricevere un passaggio del tuo compagno di squadra quando sei nell’area di porta; ➢

non è permesso lasciare l'area di porta con la palla tra tue mani.

OBBIETTIVI Obbiettivi generali Attraverso gli organi della senso percezione, i vari analizzatori: ottico, acustico, vestibolare, cinestetico e tattile. Obbiettivi specifici Gli obiettivi specifici per i bambini consistono nell’insegnamento dei fondamentali della pallamano, quindi innanzitutto il controllo della palla, insegnare la corretta tecnica della

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presa e della ricezione, del palleggio, del passaggio, del tiro e della parata e infine la tattica base dell’attacco e della difesa in modo da arrivare a giocare la partita. 1.Conoscenza attrezzo palla da pallamano: Ball Handling Il controllo della palla in ogni situazione è il fondamentale principe della pallamano. Controllare la palla senza dover sprecare energie nervose consente di dirigere l’attenzione sugli elementi di gioco. Quando si gioca, o si svolgono esercitazioni tattiche, solo un giocatore alla volta, su 14,

è in possesso di palla. Per poter svolgere esercitazioni

produttive finalizzate al miglioramento del controllo bisogna quindi che in allenamento si possa avere a disposizione un pallone per ogni allievo o, almeno, uno ogni due allievi. Gli esercizi di ball handling migliorano la confidenza e la creatività e possono essere proposti anche come riscaldamento con l’obiettivo di migliorare la motricità fine e veloce delle mani e delle dita. 2.Presa e ricezione la presa La presa è il modo con il quale si mantiene il possesso della palla. Si può effettuare a due e a una mano. Le dita avvolgono la palla senza artigliarla. Pollice e mignolo sostengono la palla ai lati. La ricezione La ricezione è il modo in cui si entra in possesso della palla. Le braccia sono in direzione del pallone, e le dita, leggermente abdotte, a formare un imbuto. Il contatto viene ammortizzato avvicinando la palla al corpo: portarsi subito in posizione attiva effettuando un caricamento per la via più breve. Nella ricezione alta le dita e i pollici sono contrapposti, mentre nella ricezione bassa la

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gamba corrispondente alla direzione della palla è arretrata. Gli avambracci e polsi sono avvicinati, le dita rivolte in basso, i pollici divergenti. Gli errori più frequenti sono: braccia troppo piegate o troppo estese, gomiti rigidi, palla ricevuta troppo vicino al corpo, dita tese o in direzione della palla. 3.Palleggio Il palleggio è il fondamentale tecnico che consente il possesso della palla senza limitazioni, da fermi o in movimento. La palla va fatta rimbalzare al suolo con continuità e mano sopra. E’ proibito accompagnare la palla nel movimento di palleggio; è indispensabile che ogni giocatore conosca alla perfezione tale gesto tecnico e lo padroneggi in tutte le sue espressioni sia con la mano dominante che con l’altra.. In relazione all’obiettivo, il palleggio viene utilizzato nelle seguenti forme: il palleggio normale (spinta del pallone da una altezza corrispondente al bacino) usato per mantenere il possesso di palla, in genere senza avanzamento, nella impostazione di una fase di attacco; il palleggio basso (esecuzione all’altezza della coscia o del ginocchio) usato quando si è pressati da un avversario e la palla va protetta sia con il braccio controlaterale che con il corpo, l’ esecuzione bassa è indispensabile perché il momento più vantaggioso per l’avversario per impadronirsi della palla è quando questa ha lasciato la mano del palleggiatore, il palleggio basso diminuisce il tempo utile per l’azione del difensore; il palleggio alto (il pallone è spinto in avanti dall’altezza della spalla) utilizzato, infine, quando si ha necessità di spostarsi il più velocemente possibile (esempio in contropiede) e non si è pressati da vicino da un avversario. L’inclinazione del pallone spinto in avanti con una azione vigorosa, consente di effettuare più passi tra un palleggio e l’altro e quindi di tenere una velocità di spostamento elevata.

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4.Passaggio L’aspetto più importante di un attacco in velocità è l’abilità dei giocatori di passarsi la palla velocemente e con efficacia. Un passaggio deve essere preciso, rapido e indirizzato alla persona giusta nel momento giusto. L’accuratezza del passaggio consente al ricevente di poter continuare fluidamente l’azione; la rapidità impedisce l’intervento dei difensori. Il timing e la scelta del compagno cui passare sono in relazione alla posizione degli attaccanti e dei difensori e alla capacità di tenere elevata la minaccia. Il passaggio è collegato alla ricezione e permette di raccordare in modo finalizzato le varie azioni. L’abilità, la varietà, il timing, l’imprevedibilità determinano il livello di collaborazione efficace tra i giocatori. Il passaggio generalmente viene eseguito ad una sola mano, ma il regolamento non pone limiti alla modalità di esecuzione. Un giocatore deve essere in grado di eseguire passaggi da fermo e in movimento, frontali, laterali, diagonali, dietro, in appoggio, in salto e al volo, da vicino, da lontano, diretti e con rimbalzo. La posizione di partenza: il gomito più alto o alla stessa altezza della spalla, la palla più alta della testa, il palmo della mano è orientato in fuori, l’angolo braccio-avambraccio è superiore ai 90°, arto inferiore sinistro avanti se si passa con il braccio destro e viceversa, il braccio opposto è semiflesso davanti al busto, il busto non è frontale, ma ruotato, il piede opposto al braccio di tiro è orientato nella direzione del passaggio e il piede arretrato è trasversale. L’esecuzione: il gomito rimane leggermente flesso e il palmo della mano si orienta nella direzione di lancio, il peso del corpo passa dalla gamba posteriore a quella anteriore, il busto ruota fino a trovarsi frontale, al termine del passaggio il braccio non va frenato bruscamente e la mano si trova flessa in basso.

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Un errore molto frequente nei bambini consiste nel passare con l’arto inferiore avanti sbagliato, e la ragione di ciò è che non sono ancora completamente sviluppati a livello coordinativo; ma devono , il più velocemente possibile, imparare la tecnica giusta perchè essenziale per imparare poi tecniche di tiro complesse. Un altro comune errore da parte degli studenti è che passano con il gomito troppo basso e troppo vicino al corpo. Questo dovrebbe essere corretto come appena possibile. 5.Tiro Il tiro è l’elemento tecnico caratterizzante della pallamano. Saper far tutto bene ed essere poco efficaci nel tiro, infatti, non fa vincere le partite. Esso rappresenta, inoltre, l’elemento motivante del gioco, soprattutto in età giovanile. Quando si tratta di tirare gli aspetti tattici sono importanti per un giocatore, analizzare se c'è la possibilità di segnare, se sì, decido di tirare: quindi scegliere il tipo di tiro, dove tirare e la traiettoria del palla. Si può concordare che il tiro è, nella sua struttura, simile al passaggio, e quindi anche gli errori che si manifestano nel passaggio si ritrovano anche nel tiro; la differenza è l’azione del tronco e dei lombi che è molto più potente: la forza (ma è più corretto parlare di velocità) del tiro è condizionata dalla distanza di partenza della palla, dalla distanza di rilascio del pallone, dalla coerenza della traiettoria di tiro, dall’azione del polso e delle dita, dalla rincorsa e arco di forza. Nella pallamano esistono dei tiri fondamentali che, tuttavia, in dipendenza della rincorsa, dei cambi di ritmo, dell’ atteggiamento del corpo e del braccio di tiro, del movimento del polso che determina la traiettoria finale, tutti elementi a loro volta condizionati dall’atteggiamento del difensore e del portiere, possono dare origine a una grandissima varietà di esecuzione.

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I tiri fondamentali si dividono in: tiro in appoggio, tiro in elevazione, tiro in salto, tiro in caduta, tiro lob (pallonetto) e tiro spin (girella). 6.Parata All'età dai 5 ai 9 anni gli studenti dovrebbero, in linea di principio, provare a giocare in tutte le posizioni nella squadra, tra cui la posizione di portiere. In questo modo guadagnano l'esperienza e la comprensione dei diversi compiti in tutte le posizioni; il portiere può essere divertente per un bambino ma può essere anche piuttosto spaventoso per alcuni studenti, quindi non forzare un bambino se non vuole. All'età di 10 a 11 si può iniziare la formazione delle competenze più specifiche per i portieri: movimenti nella area di porta, posizionamento, parata con un braccio, con entrambe le braccia, con il gambe e con le braccia e le gambe. 7.Attacco Competenze attacco base Le azioni tattiche di un giocatore in attacco a livello individuale sono sostanzialmente: riuscire a smarcarsi, smarcare un compagno di squadra, superare l'avversario, creare lo spazio per il tiro, per farlo bisogna attirare l'attenzione dei compagni di squadra, spostarsi nello spazio libero, avere tempismo oltre che padroneggiare le tecniche di presa e ricezione, del passare, fintare e tirare. È ovvio che le principali abilità per un giocatore di pallamano sono la capacità di ricevere e passare la palla, i giocatori devono essere in grado di ricevere e passare in molte situazioni differenti: da fermi, mentre si corre, si salta, o pressato da un difensore e molte volte quando è in situazioni di disequilibrio. 8.Difesa

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Competenze difesa base Le azioni tattiche in difesa sono principalmente di riconquistare il possesso della palla e evitare che l’attaccante effettui un tiro, i mezzi tattici individuali per farlo sono di riuscire a intercettare i passaggi, prevedendo la traiettoria e rapidità di movimento, non perdere di vista il proprio difensore e il giocatore con la palla, monitorare costantemente le azioni e la posizioni degli avversari e saper affrontare l’avversario. Si può dire che nella pallamano si "difende con i piedi " il che significa che se non si è veloce di gambe e se non si muovono i piedi in modo appropriato, sarà difficile essere un buon difensore. Il lavoro che si fa con le braccia è, ovviamente, altrettanto importante, in molte azioni di difesa si usano le braccia: stoppare, intercettare e bloccare la palla, affrontare l'avversario, infatti agitando le braccia si può ridurne il campo visivo. La posizione di base di difesa: entrambi i piedi per terra leggermente divaricati, gambe leggermente piegate busto leggermente inclinato in avanti e le braccia semiflesse per avanti-fuori-basso, con le mani aperte. Il peso del corpo sugli avampiedi e ben distribuito sugli appoggi, la posizione deve essere ben bilanciata. Quando un difensore si muove è importante rimanere con le gambe leggermente piegate e fare piccoli e veloci passi, avere sempre entrambi i piedi per terra evitando di saltare, spostarsi con i piedi paralleli senza incrociare le gambe, tenere sollevate le braccia, sguardo alto e non guardare i piedi. I giocatori devono imparare ciò che è consentito e non consentito in queste situazioni e che le tecniche opportune da utilizzare. Per fronteggiare bisogna stare in posizione di difesa in equilibrio, tra l’opponente e la porta. Contro un attaccante di mano destra, alzare il braccio sinistro e braccio destro sul fianco dell'avversario.

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9.Attacco/difesa: le fasi di attacco e difesa 10.Partita BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA -Federazione Italiana Gioco Handball “Progetto di centri scolastici di giocosport”, CONI -International Handball Federation, handball at school “Teaching Handball at school” -International Handball Federation, handball at school “Learn, live & play with the ihf youngsters” -Gyula Zsiga "The education of handball in little pupillage - a methodoligica handbook for the education of 6 to 10 year old children" -Armin Emrich, Spielend “Handball lernen” praxisbucher sport, Limpert -Cervar L. “ La pallamano secondo me” – CONI SdS – Roma 1998 -AA.VV. “ Basic Handball 1,2” E.H.F. Methods Commission – AVIS Werbung 2000 -Currel J.J., Landurè P. “ Handball” Edition Milan 1996 -De Dios Roman J. “ Guia metodologica de Balonmano” Gymnos Editorial – Madrid 1989 -Pareschi L., Bartolini L. “ Dal giocosport alla pallamano” FIGH-CONI 1997 -Tassinari D “ L’Istruttore di base” CONI FIGH 1997 -Starosta W., Hirtz P. “Periodi sensibili e sviluppo della coordinazione motoria” S.d.S. 9. 1990 -Sanchez F. “Memoria del curso de methodologia de la iniciacìon en Balonmano”Venezuela 97 -Verchoshanskij Y. “ Concetti di base della teoria e metoodologia dell’allenamento” S.d.S. 2003 -Corrado Beccarini e Claudio Mantovani, (2011) Insegnare lo sport

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-Guido Brunetti, (2012) Allenare l'atleta -Sergio Dovesi, (2013) Dispensa di pallamano -Maurice Pièron , (1989) Metodologia dell’insegnamento dell’educazione fisica e dell’attività sportiva (Società Stampa Sportiva – Roma) -V.N: Platonov, (1996) Allenamento Sportivo, teoria e metodologia -Federazione Italiana Gioco Handball autori vari, (1996) Progetti di centri scolastici di gioco sport. (Scuola dello Sport CONI) -Federaciòn espanola de balonmano,(1999), Iniciacion al Balonmano -Federazione italiana giuoco handball (1999), Guida per l’istruttore di base (Scuola Sport CONI) -Maurizio Mondoni, Il mini basket -D. Tassinari, V. Saulle, V. Francese, (1990) Quaderno tecnico di pallamano -B. Balboni e A. Dispenza, (1999) Movimento + sport = salute, Le basi del movimentohttp://www.figh.it/ -http://.figh.it/progetto-scuola/ -http://www.figh.it/la-pallamano-giochi-ed-esercizi-propedeutici/ -http://www.eurohandball.com/ -http://mermbers.ehf.eu/community/2014_MiniHandball-V2/EHF_MiniHandbal_v2.html -http://ihf.info/en-us/handballatschool.aspx -http://activities.eurohandball.com/article/26540 -http://home.eurohandball.com/ehf_files/Publikation/WP_Petronijevic_Minihandball

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Tesi davide barbaglia  

L’AVVIAMENTO DELLA PALLAMANO NELLA SCUOLA PRIMARIA

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