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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO FACOLTA’ DI SCIENZE MOTORIE Corso di Scienze Motorie, Sport e Salute

BEACH HANDBALL COME MEZZO DI ALLENAMENTO PER LA PALLAMANO

Relatore: Davide Malfa Tesi di: Daniele Scalco Anno accademico 2014/2015

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INDICE •

INTRODUZIONE

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STORIA DEL BEACH HANDBALL

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BREVI CENNI DEL REGOLAMENTO

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Terreno e attrezzi di gioco

Regole

Punteggio

Fasi e tempi della partita

L'ALLENAMENTO SULLA SABBIA ◦

Impellizzeri F. M. (2008)

Mirzaei B. (2013)

Bartali A. (2015)

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VALORI FISIOLOGICI A CONFRONTO

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VANTAGGI PER I GIOCATORI NELLA PRATICA DEL

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BEACH HANDBALL •

INFORTUNI

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CONCLUSIONI

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BIBLIOGRAFIA

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INTRODUZIONE

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La pallamano è uno degli sport più praticati al mondo, è molto dinamico e spettacolare, ma nonostante ciò in Italia non è molto diffuso e il livello delle squadre italiane è decisamente inferiore rispetto a molte altre squadre d'Europa. Per questo motivo ho deciso di pensare ad un modo per cercare di far conoscere meglio questo sport e al tempo stesso di migliorare la condizione fisica e coordinativa dei giocatori ed è così che sono arrivato al beach handball. Esso però è uno sporto molto recente, non ancora molto diffuso ma in grande espansione, riguardo il quale sono stati eseguiti pochi lavori e la cui bibliografia è molto esigua, ho dovuto quindi fare affidamento ad articoli e studi vari presi su Internet.

STORIA DEL BEACH HANDBALL

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Il beach handball è uno sport che si è diffuso recentemente e attualmente è praticato da circa 400.000 persone, principalmente nella stagione estiva, per lo più da giocatori di pallamano. I primi riferimenti al beach handball si hanno negli anni 80 del 1900 in Olanda e in Italia e ciò è strano poiché è uno sport che ha origini nella pallamano che però non è molto diffusa in questi due stati. Il beach handball è diventato ufficialmente uno sport nel 1992 grazie a Luciano Bartolini un docente del C.O.N.I. appartenente alla FIGH, la Federazione Italiana Giuoco Handball, che scrisse il primo regolamento e da quel momento si propagò abbastanza velocemente in tutta Italia. Lo sport fu inventato su idea del Professor Briani del C.O.N.I., vedendo la grande diffusione che ebbe il beach-volley in quegli anni, cercando di incentivare e far conoscere la pallamano. Nel settembre dello stesso anno Gianni Buttarelli e Franco Schiano fondarono il C.O.H.B., il Comitato Organizzatore Handball Beach che fu la prima organizzazione in tutto il mondo a rappresentare questo sport e sempre nello stesso anno a Sant'Antonio di Ponza, una piccola isola a sud dell'Italia, prese luogo il primo torneo con cinque squadre partecipanti. In seguito il beach handball si iniziò a diffondere nel resto d'Europa, prime fra tutte Spagna, Francia e Portogallo. Nel 1993 si disputò il primo campionato internazionale a Roma, mentre l'anno seguente ci fu il primo torneo internazionale che si svolse a Rio de Janeiro e Buenos Aires, incentivando enormemente la diffusione dello sport. Nel maggio del 1994 fu riconosciuto ufficialmente dall'I.H.F., la Federazione Internazionale di Pallamano. Le Federazioni dei vari Stati però avevano delle regole non uniformi, almeno fino al 2002, anno in cui la Federazione Europea di Pallamano, grazie all'aiuto dell'arbitro internazionale Giampiero Masi, redasse le Regole per tutti i Tornei e le Competizioni. Questo fu un passo molto importante per l'evoluzione del beach handball, perché è dal regolamento che nascono i vari modi di giocare e infatti, in

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seguito, nacquero le prime strategie, come ad esempio quella di sostituire un portiere con un altro giocatore con una maglia diversa. Questo sport ormai si è diffuso in tutto il mondo e a partire dal 2004 si svolgono anche i campionati mondiali, avvenuti anche quest'anno a Budapest (5° posto per le donne italiane) e l'obiettivo attuale ora è la sua inclusione in una delle prossime Olimpiadi.

BREVI CENNI DEL REGOLAMENTO Terreno e attrezzi di gioco

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Si gioca in un campo dalle misure di 27x12m con un terreno piano ricoperto da almeno 40cm di sabbia fine. Esso comprende un'Area di gioco e due Aree di porta, e di fianco ai lati lunghi del campo è presente una zona libera larga tre metri in cui avvengono le sostituzioni (portieri e giocatori hanno due zone di cambio differenti), ogni squadra ha un lato intero. Le Aree di porta misurano 6x12m e in esse giocano i portieri a difesa delle porte (3x2m), mentre gli altri giocatori stanno nell'Area di gioco che misura 15x12m. Le varie aree sono delimitate da delle righe larghe 8cm, che sono iscritte nel terreno di gioco, ovvero ne fanno parte. L'attrezzo di gioco è una palla rotonda di gomma antiscivolo, per gli uomini pesa fra i 350 e i 370g e ha una circonferenza fra i 54 e i 56cm, mentre per le donne pesa fra i 280 e i 300 g e ha una circonferenza fra i 50 e i 52cm e dietro ogni porta viene posizionata un'altra palla che viene utilizzata, a seguito del comando dell'arbitro, dal portiere per rimpiazzare velocemente quella in gioco quando essa esce dal campo per evitare momenti di pausa.

Regole

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Una squadra è composta al massimo da 8 giocatori e in campo ne scendono tre più un portiere, le sostituzioni sono illimitate e possono essere fatte in ogni momento e sono presenti due arbitri che assicurano il regolare svolgimento della partita. Il portiere può toccare la palla con qualunque parte del corpo mentre è all'interno dell'area di porta (se esce senza essere in possesso della palla, diventa un giocatore come gli altri), gli altri giocatori possono toccare la palla dalle ginocchia in su e la palla può essere tenuta in mano per un massimo di 3'' e non si possono fare più di 3 passi con la palla in mano. Durante lo svolgimento della partita non è permesso bloccare l'avversario con braccia, mani o gambe e in presenza di infrazioni si eseguono dei tiri liberi o dei tiri dai 6m in base alla gravità dell'infrazione e/o un'eventuale esclusione temporanea di 1' dal campo di gioco (massimo due). Il beach handball è uno sport molto dinamico, grazie anche alla regola del Gioco Passivo che viene fischiato quando una squadra non fa evidenti tentativi di attaccare o tirare in porta, e quindi si ha il cambio del possesso della palla. Punteggio La peculiarità di questo sport è il punteggio, infatti se si fa un goal normale si riceve un punto, se invece si mette a segno un goal spettacolare (segnalato dal gesto dell'arbitro di continua rotazione dell'arto superiore per avanti-alto-dietro) si totalizzano due punti. Un goal è ritenuto spettacolare se eseguito con un gesto tecnico-coordinativo elevato, generalmente si fanno tiri al volo o salti con una rotazione di 360° attorno all'asse longitudinale. Anche i goal eseguiti dal portiere e quelli realizzati in caso di punizione dai 6m valgono due punti. Fasi e tempi della partita Ad inizio partita il lancio della moneta decide il campo e le aree di sostituzione delle squadre.

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Per iniziare l'arbitro effettua a centro campo il lancio in alto della palla con due giocatori, uno per squadra, che cercano di contendersi la palla (come nella palla contesa del più popolare basket). Si gioca in due tempi da 10' con una pausa in mezzo da 5', a fine primo tempo si cambia campo, ma non le aree di sostituzione e ogni squadra ha diritto ad un timeout di 1' per ogni tempo di gioco. In caso di pareggio alla fine di un tempo si esegue il Golden Goal, ovvero vince la squadra che segna per prima. Nel caso che i due tempi vengano vinti uno per squadra si passa agli Shoot Out in cui si scelgono 5 giocatori per squadra che faranno una sorta di 1vs1 col portiere avversario. Lo Shoot Out viene fatto col giocatore che, partendo con un piede sull'incrocio fra la linea di porta e la linea laterale, passa la palla al proprio portiere il quale entro tre secondi potrà tirare nella porta avversaria o ripassare la palla al proprio compagno che cercherà di segnare (durante i vari passaggi non è permesso che la palla tocchi il terreno). Vince chi segna più goal, in caso di pareggio si continua finché una squadra non avrà realizzato un punto in più rispetto all'altra a parità di tentativi eseguiti.

L'ALLENAMENTO SULLA SABBIA Nonostante il beach handball sia nato sul modello della pallamano e siano due sport molto simili fra di loro, sono presenti delle sostanziali differenze, prima fra tutte la diversità dei

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terreni di gioco, che rispettivamente sono sabbia e parquet o materiale sintetico, poiché su due terreni differenti si avranno due diversi modelli biomeccanici e bioenergetici. Essendo il beach handball uno sport molto recente non sono stati fatti molti studi al riguardo, riporto ora i principali da me analizzati: Impellizzeri F. M. (2008) Impellizzeri e altri hanno eseguito degli studi per verificare la differenza di un allenamento pliometrico svolto sulla sabbia rispetto ad uno sull'erba e per fare ciò hanno preso trentasette giocatori di calcio, diciotto si sono allenati sull'erba e gli altri diciannove sulla sabbia. Il lavoro è durato quattro settimane e ad ogni seduta sono stati eseguiti dei test con lo squat jump e il counter movement jump e si è misurato l'indolenzimento muscolare mediante l'utilizzo della scala Likert. Alla fine di interessante è emerso che entrambi i gruppi sono migliorati, ma in modo diverso: per quanto riguarda il counter movement jump il gruppo sull'erba è migliorato maggiormente, mentre il gruppo sulla sabbia ha mostrato un miglioramento maggiore nello squat jump e per di più è risultato provare un indolenzimento muscolare minore. Mirzaei B. (2013) In un altro studio, svolto da Mirzaei B. e altri, si è voluta dimostrare l'efficacia dell'allenamento con depth jump e counter movement jump sulla sabbia. I partecipanti a questo lavoro furono ventisette maschi, divisi in tre gruppi da nove persone ciascuno. Un gruppo era di controllo, uno ha eseguito il depth jump da un piano alto 45cm e l'ultimo il counter

movement

jump,

entrambi

massimali.

Tutti

i

gruppi

hanno

eseguito

un'elettromiografia al retto femorale e al vasto mediale durante una massima contrazione volontaria isometrica e il test del vertical jump 48 ore prima e 48 ore dopo le sei settimane

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di allenamento. Alla fine è emerso che l'attività elettromiografica del retto femorale e del vasto mediale e la prestazione nel vertical jump nei due gruppi che si sono allenati sono aumentate in modo significativo rispetto al gruppo di controllo e che non ci sono sostanziali differenze fra i due tipi di esercizio (+15% per il depth jump e +13,5% per counter movement jump). Questo studio ha quindi dimostrato che l'allenamento su terreno sabbioso porta ad adattamenti neuromuscolari migliorando il reclutamento delle unità motorie e l'espressione di forza. Bartali A. (2015) Anche Alberto Bartali, preparatore atletico della squadra di calcio della Sampdoria, a partire dal 2007, ha iniziato ad utilizzare l'allenamento sulla sabbia all'interno della sua metodologia dell'allenamento sebbene all'inizio non fosse favorevole a ciò. Questo perché l'azione di spinta dell'arto inferiore sulla sabbia non è uguale e la parte prossimale dell'alluce tende ad affondare. In compenso sulla sabbia i tendini rotuleo e achilleo durante i balzi sono sollecitati in modo decisamente inferiore e quindi durante la stagione non bisogna ridurre le quantità per evitare dei danni come avverrebbe nel caso di un allenamento su terreno rigido. E per ovviare al problema iniziale, ovvero all'affondamento del piede nel terreno che porta ad un tempo di contrazione più lungo e ad un successivo ridotto sviluppo della forza, Bartali consiglia che l'allenamento sulla sabbia sia seguito da trenta minuti di esercitazioni di coordinazione e rapidità su terreno erboso.

VALORI FISIOLOGICI A CONFRONTO Riporto ora di seguito alcuni fra i valori fisiologici che ho preso da alcuni studi fatti sui due sport e vediamo le differenze. Nella pallamano la frequenza cardiaca media è di circa

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145bpm con dei picchi attorno ai 190, mentre nel beach handball è di 171bpm con dei picchi fino a 200. La FC è maggiore nei giocatori di beach handball poiché sulla sabbia i movimenti sono meno efficienti rispetto che quelli eseguiti su un terreno rigido, quale è quello della pallamano indoor, perché parte del lavoro meccanico viene utilizzato per stabilizzare il piede e si ha quindi un'intensità e un dispendio energetico superiore. Dagli studi che ho analizzato è risultato inoltre che nel beach il lattato misurato raggiunge in media i 7mmol/l (varia molto di partita in partita e in base al ruolo), e quindi lo si può considerare uno sport anaerobico alattacido essendo un valore non molto alto, mentre è maggiore nei giocatori di pallamano che raggiungono gli 11mmmol/l, valore superiore probabilmente perché i tempi di gioco sono più lunghi, due tempi da trenta minuti. Per quanto riguarda il valore del VO2max raggiunto è molto simile nelle due discipline e si aggira attorno ai 50-55ml*kg-1*min-1. Comunque i vari valori non sono da prendere come assoluti, ma solo in modo esemplificativo, dal momento in cui in entrambi gli sport questi valori cambiano molto in base alla squadra, ai moduli usati e alle partite prese in considerazione.

VANTAGGI PER I GIOCATORI NELLA PRATICA DEL BEACH HANDBALL

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Riportiamo ora i vari vantaggi che un giocatore di pallamano riceve dalla pratica del beach handball. Si dice che per avere una buona squadra bisogna avere un buon portiere innanzitutto, perciò partiamo da esso: giocando su terreno sabbioso i salti e gli spostamenti che il portiere esegue sono indeboliti poiché i piedi tendono ad affondare nella sabbia e quindi per evitare di subire un goal deve anticipare il tiro dell'attaccante e la capacità di anticipo è molto importante in un portiere di pallamano, soprattutto in caso di un contropiede avversario. La palla utilizzata nel beach handball inoltre è più morbida rispetto a quelle utilizzate nell'indoor e questo permette ai portieri di avere meno paura di esserne colpito, in particolare per i giocatori principianti alle prime armi che devono prendere confidenza con il ruolo. Il campo da beach è lungo poco più della metà rispetto a quello indoor e quindi si potrà sviluppare maggiormente la capacità di lancio nella breve e media distanza e valendo il goal del portiere un punteggio doppio e sostituendo il portiere con un altro giocatore ci si focalizzerà maggiormente sui tiri diretti in porta, sulla visione di gioco e sul giocare la palla velocemente. Per quanto riguarda i difensori, sempre per la qualità del terreno, si tenderà a sviluppare maggiormente la capacità di anticipazione e a migliorare la velocità degli arti inferiori. Giocando solitamente in inferiorità numerica la difesa deve essere in grado di

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valutare bene i componenti della squadra avversaria per marcare con maggior attenzione i giocatori più pericolosi della squadra avversaria cercando di anticipare e di intercettare la palla. Nel beach handball ai difensori non è permesso usare le braccia per difendere, mentre nella pallamano sì e i falli permessi sono molto più duri quindi ci si concentrerà su una difesa “pulita” e su un miglior posizionamento in campo e i giocatori attaccanti si faranno quindi male meno frequentemente. Per quanto riguarda l'attacco i fattori positivi sono molto importanti: in primis si tende ad avere un gioco veloce senza palleggi, quest'ultimi sebbene siano permessi dal regolamento data la natura del terreno non sono convenienti da fare, e ciò aiuta soprattutto i giocatori non molto esperti nella pallamano che in genere palleggiano sempre. Essendoci poi dei tiri acrobatici che valgono due punti anziché uno, si porrà in primo piano l'aspetto coordinativo e si avrà meno paura di cadere sul suolo grazie alla sabbia che attutisce eventuali cadute. Infine, data la natura del terreno, l'allenamento risulterà avere un carattere propriocettivo migliorando l'accuratezza e la qualità del movimento e ne potranno giovare anche eventuali atleti in fase di recupero da un trauma. I vantaggi positivi, inoltre, non si limitano ai soli giocatori, bensì anche ai loro coach dal momento in cui la filosofia del beach handball si basa sul fair play e i comportamenti antisportivi (sia da parte dei giocatori che dei relativi coach) sono puniti severamente.

INFORTUNI Manavis K. e altri, nel 2007, hanno effettuato un esperimento per vedere l'incidenza delle lesioni che si hanno nel beach handball. Per fare ciò hanno preso 96 giocatori, tutti

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appartenenti alle squadre nazionali che hanno partecipato al Campionato Europeo svoltosi a Misano Adriatico nel 2007. A ciascun atleta è stato fornito un questionario da compilare, riguardante le lesioni, che hanno subito negli ultimi due anni durante allenamenti e competizioni, che hanno causato la mancata partecipazione ad almeno un giorno di allenamento o partita. Le lesioni subite sono state divise in quattro differenti gradi in base all'assenza degli atleti sul campo da gioco: leggere (meno di una settimana, 14,2%), moderate (1-2 settimane, 0%), serie (2-4 settimane, 71,4%) e gravi (più di 4 settimane, 14,2%). Dalla ricerca è emerso che il 14,2% dei partecipanti ha subito due lesioni in due anni e il 71% delle lesioni totali le hanno riportate per lo più i portieri e i centro-dietro principalmente agli arti inferiori e coinvolgevano in particolare le articolazioni e i tendini. Il 71,4% di queste lesioni sono state causate da un contatto violento fra i giocatori, principalmente nelle fasi offensive delle partite. Il 57,1% di coloro i quali hanno riportato una lesione grave sono tornati a giocare e il 92,8% non ha avuto più ricadute dopo la ripresa dell'attività. Nella pallamano indoor invece l'incidenza delle lesioni è più sono più del doppio, questo a causa del regolamento che permette i contatti fra i giocatori e spesso sono molto violenti. Per capirci meglio basta pensare agli Europei femminili del 2008 durante i quali sono stati fatti 94 referti di gara, 68 dei quali (72,3%) contenevano una denuncia d'infortunio, e ci sono stati casi ben peggiori. Da ciò si deduce che il beach handball è molto più sicuro e si può far praticare con più facilità anche a giocatori che sono in fase di recupero. CONCLUSIONI Da quanto è stato riportato in questo elaborato si è ricavato che il beach handball è un mezzo utile al nostro primo scopo di allenare i giocatori appartenenti al mondo della

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pallamano in quanto è indubbiamente utile nella formazione e preparazione di un atleta poiché ne migliora notevolmente gli aspetti coordinativi e tecnici, il reclutamento delle unità motorie ed aiuta il potenziamento degli arti inferiori e favorisce il loro eventuale recupero. Non bisogna tralasciare anche il fatto che è una variante di allenamento molto più divertente e motivante per gli atleti e che grazie alla sua superiore spettacolarità è in grado attrarre più atleti nel magnifico mondo della pallamano.

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