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giovedì 16 febbraio 2017 anno 121 - numero 40 euro 1,50

IL GIOIELLO JUVE Dybala: «Firmo e... batto Del Piero nelle sostituzioni»

IL TALISMANO INTER Riecco Perisic Se segna lui non c’è sconfitta

DALLA VITE, DELLA VALLE A PAGINA 18

BREGA A PAGINA 19

Tablet gothic heavy cp 8 Regular

CHAMPIONS: 3-1 AL BERNABEU

TEMPESTA

REAL

LA SCOPERTA MILAN Vero o falso 9: Montella alle prese con un bel rebus

Tablet gothic heavy cp 8 Regular rosa uno

BIANCHIN A PAGINA 20

IL COMMENTO di Alessandro de Calò 25

PERCHÉ DELEGITTIMARE ADESSO IL TECNICO? Non puoi pensare di uscire indenne dal Bernabeu, contro questo Real, senza fare la partita perfetta. Insigne, all’inizio, indica una strada possibile per ribaltare i rapporti di forza. Ma il Real di Zizou la chiude e il risultato finale è la normalità. L'ARTICOLO A PAGINA 25

SUL NAPOLI DE LAURENTIIS ATTACCA SARRI «NON HA SFRUTTATO LA ROSA»

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

Andata ottavi: Insigne illude, poi troppa paura e il Madrid fa il tris. Al San Paolo serve l’impresa. Il presidente scatenato: «Mancata la cazzimma napoletana»

La rabbia di Dries Mertens, 29 anni: il belga, nel finale, ha fallito una clamorosa palla-gol BOCCI, CENITI, MALFITANO, G. MONTI, RICCI, SCHIANCHI, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 10

Il Bayern demolisce l’Arsenal: 5-1 Crisi Barça: Luis Enrique è solo ARCHETTI, LONGO A PAGINA 11

IL ROMPIPALLONE di Gene Gnocchi

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di Bebe Vio

CECCHINI, ELEFANTE ALLE PAGINE 14-15

Dopo la batosta subita dal Psg, per la frustrazione Suarez è andato al Louvre e ha morsicato la Gioconda.

STORIE E PERSONAGGI DA NON PERDERE

IL DIARIO 1

Coppa Italia di basket A Rimini l’Olimpia per il bis Repesa punta sugli azzurri

70 2 1 6>

DI SCHIAVI ALLE PAGINE 32-33

9 771120 506000

2

Brignone, Goggia, Moelgg e Bassino: donne giganti per un sogno mondiale POLI PAG. 34-35, COMMENTO DI ROCCA PAG. 25

IO, CENERENTOLA AL BALLO DELLE STELLE Bebe Vio, 19, con Usain Bolt alla serata di Montecarlo

3

Stasera tocca a Fiorentina e Roma Che esami in Europa League

Domani lo speciale volley Tutto su Trento-Modena e gli ingaggi dei campioni INSERTO DI 8 PAGINE


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Champions League R Andata ottavi di finale

LA PARTITA

Dura Realtà

Magia di Insigne Il Napoli si illude poi dilaga il Real Ma non è finita 1Benzema, Kroos e Casemiro ribaltano la partita. Azzurri impauriti e imprecisi. Gli spagnoli dominano, sprecano e concedono. Il vero Napoli al San Paolo può rimontare. Con un Milik in più 1

LA SITUAZIONE AZZURRI QUALIFICATI SE AL SAN PAOLO BATTONO 2-0 IL REAL

3

Sebastiano Vernazza INVIATO A MADRID Twitter @SebVernazza

N 2

 1 Juan Carlos, 79 anni, ex re di Spagna (nel giugno 2014 ha abdicato in favore del figlio Felipe) seduto in tribuna al Bernabeu accanto ad Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli GETTY  2 Nel palco d’onore c’era anche il tennista Rafa Nadal (con padre e sorella), grande tifoso del Real Madrid. Sotto di lui anche un sostenitore napoletano mostra con orgoglio la sciarpa azzurra GETTY  3 Il saluto tra Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, e Zinedine Zidane, tecnico del Real LAPRESSE

on tutto è perduto, molto è compromes­ so. Il gol in trasferta – la grande illusione della magia di Insi­ gne in apertura di match – tiene vivo il Napoli in vista del ritorno al San Paolo. Per eliminare il Re­ al servirà un 2­0 e non è detto che non ci si riesca, una statisti­ ca fa coraggio: per 6 volte il Ma­ drid in Europa ha vinto l’andata col risultato di 3­1 e per 4 volte è uscito al ritorno. Il senso della partita al Bernabeu è però chia­ ro: il gioco di Sarri, per quanto collaudato e bello, non ha com­ pensato il dislivello tecnico, la netta superiorità di piedi dei madridisti, né ha bilanciato la sconfinata attitudine del Real a maneggiare tensioni e abilità che sfide del genere impongono.

 Il Napoli per qualificarsi ai quarti deve vincere 2-0 al San Paolo oppure con uno scarto di minimo tre reti se il Real segna al San Paolo. Col 3-1 supplementari e poi rigori

Al Bernabeu han­ no vinto i gioca­ tori, i tre gol dei «blancos» sono stati figli di gioca­ te scintillanti. Questo non significa che il «sar­ rismo» abbia fatto splash: per esempio, seppure di un’unghia il possesso palla è andato agli ospiti (50,2 a 49,8). E’ stata que­ stione di testa, di gambe treme­ bonde che a un dato momento non assecondavano più gli im­ pulsi. Una volta di più è mancato Hamsik, latitante in «leader­ ship» quando l’asticella si alza.

ARROGANZA E CASTIGO Napo­ li stordito ai blocchi di partenza, poco ci è mancato che in poco più di venti secondi Benzema andasse in gol, bravo Reina a re­ spingere. Gli azzurri, ieri in ne­ ro totale, hanno avuto bisogno di qualche minuto di assesta­ mento per metabolizzare la pa­ ura della scenografia, il monu­

mentale impe­ tuoso Bernabeu. La furia del Real si è subito tra­ sformata in arro­ ganza e gli dei hanno punito la superbia ma­ dridista. E’ probabile che in av­ vicinamento alla partita Zidane abbia fatto una testa così ai suoi giocatori sull’apertura alare dei «sarriani», sulla loro capacità di allargarsi, tagliare, convergere. Come è come non è, in avvio le maglie dei quattro difensori di Zizou erano molto larghe, sbi­ lanciate verso i lati. Davanti a Navas si creavano voragini, tra Varane e Ramos scorreva un fiume, e alla prima occasione il Napoli è andato all’incasso. Toc­ co profondo di Hamsik per Insi­ gne lanciato in una delle sue «deviazioni centrali». Lorenzito da 35 metri non ha neppure stoppato, ha visto il portiere fuori dalla porta e di prima ha infilato in buca. Gol a due facce,


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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1 I primi 90’ sono andati via: il Napoli aspettava da mesi questa serata, che era iniziata nel migliore dei modi, con la perla di Insigne a illuminare il Bernabeu. Poi, però, è emersa l’infinita qualità del Real Madrid: ma il discorso qualificazione non è chiuso, anche se il 7 marzo servirà un’impresa

Insigne, Mertens, Hamsik: la delusione dei giocatori del Napoli; sullo sfondo, la gioia del Real REUTERS

REAL MADRID

NAPOLI

PRIMO TEMPO

3 1

1’ Subito Reina Il Real parte aggressivo: dopo 22 secondi, sinistro di Benzema, respinta a mano aperta del portiere spagnolo. 8’ GOL INSIGNE All’improvviso, Napoli in vantaggio: Hamsik pesca il numero 24, che vede Navas fuori dai pali e lo beffa da 40 metri. 17’ Ramos come un treno Primo ammonito del match: Sergio Ramos entra in ritardo su Diawara e si becca il giallo

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Insigne (N) all’8’, Benzema (R) al 19’ p.t.; Kroos (R) al 4’, Casemiro (R) al 9’ s.t.

19’ GOL BENZEMA Pareggio del Real Madrid: cross di esterno destro di Carvajal e puntuale il colpo di testa ravvicinato del francese.

REAL MADRID (4-3-3) Navas; Carvajal, Varane, Ramos (dal 26’ s.t. Pepe), Marcelo; Modric, Casemiro, Kroos; J. Rodriguez (dal 31’ s.t. Lucas Vazquez), Benzema (dal 36’ s.t. Morata), C. Ronaldo PANCHINA Casilla, Nacho, Kovacic, Isco ALLENATORE Zidane BARICENTRO MEDIO 53,5 METRI CAMBI DI SISTEMA nessuno ESPULSI nessuno AMMONITI Ramos e Modric per gioco scorretto

27’ Ronaldo spara alto Occasionissima per il Real: tocco in verticale di Modric per CR7, che di sinistro non inquadra la porta. 32’ Hamsik a lato Torna a farsi vedere il Napoli: assist di Insigne per lo slovacco, il cui sinistro finisce un metro oltre il palo del Real. 42’ Benzema, quasi doppietta Da Ronaldo al francese, che supera Reina in uscita: la palla tocca l’esterno del palo e finisce fuori.

SECONDO TEMPO 4’ GOL KROOS Ronaldo lascia sul posto Koulibaly con un gioco di prestigio: assist per il tedesco che di piatto batte Reina.

NAPOLI (4-3-3) Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zielinski (dal 30’ s.t. Allan), Diawara, Hamsik (dal 38’ s.t. Milik); Callejon, Mertens, Insigne PANCHINA Rafael, Giaccherini, Jorginho, Maggio, Maksimovic ALLENATORE Sarri BARICENTRO BASSO 49 METRI CAMBI DI SISTEMA dal 38’ s.t. 4-2-3-1 ESPULSI nessuno AMMONITI Zielinski e Mertens per gioco scorretto

Hamsik e Zielinski soverchiati in mezzo al campo: la chiave della gara è qui una certa incapa­ cità di lettura dei movimenti al­ trui. Magra con­ solazione, sotto altri aspetti non c’è stato confronto. Per esempio si è perso il conto delle occasio­ ni create dai madridisti, mentre si fa presto a riepilogare il fattu­ rato offensivo degli azzurri: il colpo di Lorenzito e la rete divo­ rata da Mertens, a due passi dal­ la porta, sul 3­1, gol che avreb­ be riaperto di molto il discorso qualificazione. Prendersela con Sarri, come ha fatto il suo presi­ dente a caldo, non ci pare che abbia molto senso. A questi li­ velli il gioco da solo non basta, ci vogliono i grandi giocatori e il Real ne ha in pancia tanti più del Napoli.

os e Casemiro come «banderil­ las», e qui bisogna sottolineare le reti bianche, tutte esplicative del senso generale dell’incon­ tro. L’1­1 di Benzema è nato da un fantastico cross d’esterno di Carvajal. Il 2­1 di Kroos è sgor­ gato da una classica inarrestabi­ le discesa di CR7. Il 3­1 ha avuto le sembianze di un gran tiro a scendere di Casemiro e ne ap­ profittiamo per rivolgere pub­ bliche scuse al brasiliano, fret­ tolosamente catalogato alla vo­ ce Dunga, Gattuso & affini. I to­ reri del Real sono stati Modric e Kroos, centrocampisti domi­ nanti. Le mezzali di Zizou han­ no soverchiato Hamsik e Zielin­ ski. Non per caso, crediamo, i due cambi di Sarri si sono scari­ cati su quelle posizioni: lo slo­ vacco ha fatto spazio a Milik, al rientro dopo 4 mesi. Al Napoli sono mancati gli «huevos», co­ me chiamano in Spagna gli at­ tributi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

21’ Mira imprecisa Benzema stavolta veste i panni dell’uomo assist: Ronaldo gira di prima di sinistro, ma calcia alle stelle. 23’ Napoli si dispera Lancio di Diawara a pescare Callejon, assist per Mertens che da centro area calcia incredibilmente alto. 36’ Callejon, in fuorigioco Gol annullato al Napoli: cross di Diawara, torre di Insigne e lo spagnolo mette in rete. Tutto inutile.

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IL TABELLONE

LA MOVIOLA di FRANCESCO CENITI

RITORNO 8 marzo BENFICA (Por)

1-0

-

BORUSSIA D. (Ger)

PSG (Fra)

4-0

-

BARCELLONA (Spa)

CALLEJON OFFSIDE OK TOGLIERE IL 3-2

ANDATA Ieri - RITORNO 7 marzo REAL MADRID (Spa)

3-1

-

NAPOLI (ITA)

BAYERN (Ger)

5-1

-

ARSENAL (Ing)

ANDATA 21 febbraio - RITORNO 15 marzo B. LEVERKUSEN (Ger)

-

-

ATL. MADRID (Spa)

MANCHESTER CITY (Ing)

-

-

MONACO (Fra)

ANDATA 22 febbraio - RITORNO 14 marzo PORTO (Por)

-

-

JUVENTUS (ITA)

SIVIGLIA (Spa)

-

-

LEICESTER (Ing)

QUARTI

SEMIFINALI

Andata 11-12 aprile Ritorno 18-19 aprile

Andata 2-3 maggio Ritorno 9-10 maggio

€14.99

DA SOL I

LA CORRIDA Il Real è risalito dall’intervallo col cipiglio del torero che vuole (s)finire il to­ ro: 10’ di corrida, coi gol di Kro­

POSTI ASSEGNATI

17’ Ghoulam non spaventa Calcio di punizione a giro dell’algerino, la palla non si abbassa a sufficienza per centrare lo specchio.

39’ Riecco Milik Quattro mesi dopo l’infortunio, il polacco torna in campo: gli fa spazio Hamsik.

Già sei volte il Real ha vinto 3-1 l’andata: e quattro volte poi è stato eliminato...

SVEGLIA E RISVEGLIO Lo 0­1 di Insigne ha ri­ portato i madridisti sulla terra, li ha convinti di quanto Zidane avesse ragione a temere que­ st’avversario. Sveglia e risve­ glio. Il Madrid si è scrollato di dosso la boria e non ha insegui­ to il Napoli sul terreno del gio­ co, perché sul quel piano avreb­ be perso di netto. L’ha messa sulla tecnica pura nell’alta velo­ cità, è andato a solleticare i «sarriani» negli uno contro uno e qui è venuta fuori la differen­ za di piedi. Il pari di Benzema è stato un passaggio intermedio, il peggio per Sarri sarebbe ve­ nuto poi. Il Napoli si è difeso con l’atteggiamento, linea alta sen­ za paura. Bianchi di frequente in fuorigioco: 7 volte, tantissi­ me nel football di oggi, segno di

9’ GOL CASEMIRO Terzo gol del Real Madrid, un gol straordinario: il brasiliano colpisce perfettamente al volo e fa ancora secco Reina.

ARBITRO Skomina (Slovenia) NOTE spettatori 78.000, incasso non comunicato. Tiri in porta 6 (un palo)-1 Tiri fuori 13-3. Angoli 5-1. In fuorigioco 7-1. Recuperi: p.t. 0’, s.t. 3’

PRIMO ROUND

di bellissima fat­ tura e però inde­ cente per manca­ ta opposizione.

8’ Ci prova Marcelo Altra chance per il Real Madrid: il terzino brasiliano scarica il sinistro dal limite, che finisce alto.

FINALE 3 giugno a Cardiff

GDS

 Non complicata la serata di Skomina (arbitro sloveno che parla in modo perfetto l’italiano), ma qualcosa non torna: severi e anche oltre i gialli mostrati a Zielinski (scivolata pulita sul pallone, poi tocca pure Casemiro) e Mertens (fallo normale su Casemiro), mentre nel Real cartellino risparmiato a Rodriguez e Casemiro. Per il resto, regalato un angolo agli spagnoli nel primo tempo ed è netto nella ripresa l’offside di Callejon che segna l’inutile 3-2, giustamente annullato.


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Anelli doppia lastra in oro rosa e bianco con sagome in pavé di brillanti.


Champions League R Andata ottavi di finale

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

LE PAGELLE di FILIPPO MARIA RICCI e MIMMO MALFITANO

7

5

CARVAJAL Il cross d’esterno per il gol di Benzema è una meraviglia. Sesto assist stagionale, difende anche bene: non giocava da un mese.

VARANE Sul gol di Insigne si fa trascinare fuori posizione da Mertens e viene infilato malamente. Poi barcolla ancora. Anello debole.

 CONTRASTI 2  LANCI 2  PASSAGGI 52

 RECUPERI 3  LANCI 8  PASSAGGI 40

6

6

RAMOS Ammonito rapidamente per un’entrata su Diawara, mostra qualche sbavatura ed esce, acciaccato, insolitamente presto.

MARCELO In fase difensiva controlla bene Callejon, cosa che ne limita l’abituale spirito offensivo. Sbaglia malamente il quarto gol.

 RECUPERI 9  LANCI 5  PASSAGGI 51

 CROSS 2  CONTRASTI 1  PASSAGGI 48

7

7

MODRIC Quando il Madrid soffre il geometra disegna e dà sicurezza. Frena Hamsik, offre un assist sprecato da Ronaldo. Fondamentale.

CASEMIRO Il rude brasiliano inizia ballando tra i piccoletti del Napoli. Poi ferma tutto, inizia a recuperare palloni e si regala un gol spettacolare.

 TIRI 2  RECUPERI 8  PASSAGGI 78

 TIRI 1  RECUPERI 7  PASSAGGI 43

7

5,5

REAL MADRID

NAPOLI

7

5,5

5,5

PERLA CASEMIRO, MODRIC SICURO MA RONALDO È ANCORA A SECCO

ZIELINSKI TIMOROSO, AHI ALBIOL GHOULAM FATICA, DIAWARA TIENE

IL TECNICO

IL TECNICO

ZINEDINE ZIDANE S’inventa una sola mossa, James Rodriguez per Lucas Vazquez, e non è che sia una genialata. Il Madrid prende ancora gol e si tira su solo grazie alla grande classe dei suoi centrocampisti. Zizou ringrazia e gestisce. Per ora basta.

MAURIZIO SARRI Alla fine s’è dovuto arrendere alla migliore qualità tecnica del Real. Il risultato finale gli permetterà di giocarsela al San Paolo, la qualificazione. Ma a Napoli ci vorrà maggiore carattere.

6,5 IL MIGLIORE

KARIM BENZEMA Al Bernabeu lo criticano e lo fischiano, lui segna, prende un palo e arriva al sesto posto tra i cannonieri di Champions, 51 gol in 89 partite. Superato Pippo Inzaghi, raggiunto Henry. Bella risposta.

LORENZO INSIGNE Un gol da cineteca, con un tocco di prima dopo aver intravisto il portiere fuori dai pali. Una giocata da campione vero. Poi Carvajal prevale, ma l’impegno non manca.

7,5

 TIRI 1  SPONDE 3  DRIBBLING 0

IL PEGGIORE

IL PEGGIORE

KEYLOR NAVAS Insigne lo vede distratto nella terra di nessuno e lo brucia con intelligenza. Poi serata placida e un bello stop a Mertens ma se il Napoli torna a casa con un pizzico di vita è solo colpa sua.

RAUL ALBIOL Consente a Benzema di staccare sul gol del pareggio, mentre sbaglia il tempo dell’anticipo in un paio di occasioni. L’ex ha lasciato a desiderare.

 PARATE 1  RINVII 11  TIRI SUBITI 6

6,5

5

HYSAJ Ha l’avversario peggiore, Ronaldo, che gli va via a ogni accelerazione. Resta costretto nella propria metà campo e spinge poco.

 PARATE 3  RINVII 11  PRESE ALTE 1

 CONTRASTI 1  CROSS 0  PASSAGGI 36

5

5

6

IL MIGLIORE

 TIRI 5  SPONDE 0  DRIBBLING 0

5,5

REINA Pronti via, vero prodigio sul tocco di Benzema. Incerto sul gol del pari, quando accenna l’uscita per poi rientrare tra i pali.

 RECUPERI 4  LANCI 3  PASSAGGI 39

SKOMINA La partita scorre via senza sussulti: non c’è alcuna decisione controversa, appaiono giusto un paio di sbavature su un angolo regalato al Madrid e una mano di Zielisnki. Poca cosa. PAPROTNIK 5,5 - VUKAN 6 JUG 5,5 - VINCIC 6

6,5

5

KOULIBALY Il giochino di Ronaldo, sul secondo gol, lo lascia sulle gambe. Per il resto, si arrangia come può in raddoppio su Benzema.

GHOULAM Sulla fascia sinistra fatica, la velocità di James Rodriguez gli crea qualche problema nella fase di recupero: la sua spinta è mancata.

 RECUPERI 8  LANCI 1  PASSAGGI 30

 CONTRASTI 0  CROSSI 5  PASSAGGI 45

5

6

ZIELINSKI La notte del Bernabeu gli incute timore. Sbaglia diversi appoggi e non prende Kroos sul gol. Il tedesco gli lascia giocare pochi palloni.

DIAWARA È il più giovane, ma è l’unico in mezzo che non si nasconde. Gioca con autorità, ma è troppo solo contro la mediana avversaria.

 TIRI 0  RECUPERI 4  PASSAGGI 38

 TIRI 0  RECUPERI 5  PASSAGGI 87

5,5

5,5

KROOS Prima affidabile, poi letale. Governa in mezzo e segna il primo gol europeo col Madrid: piatto di gran classe.

J. RODRIGUEZ La scelta a sorpresa della serata visto che in Liga è stato titolare 4 volte. Non combina granché e sbaglia un gol.

HAMSIK Lodevole la palla in corridoio per Insigne. Cerca di avviare l’azione ma Modric è un osso duro, non lo molla di un solo metro.

CALLEJON Non c’è neanche lui, tenta qualche inserimento senza grandi pretese. Marcelo prende le misure e anticipa le sue giocate.

 TIRI 1  RECUPERI 6  PASSAGGI 55

 TIRI 1  CROSS 5  DRIBBLING 0

 TIRI 1  RECUPERI 4  PASSAGGI 68

 TIRI 0  CROSS 2  DRIBBLING 0

6

6

5

5,5

RONALDO Dopo 5 anni non segna in una gara degli ottavi. Sbaglia due reti, una facile, ma contribuisce con stile al gol di Kroos.

PEPE Riappare per gli ultimi 20 minuti chiudendo un periodo di assenza iniziato il 10 dicembre. Non fa danni.

MERTENS Non è una serata a lui congeniale. Ha sul piede un pallone godibile per rimettere in gioco il risultato, ma lo sbaglia clamorosamente.

ALLAN Kroos è incontenibile anche per lui. I suoi movimenti sono abbastanza lenti e prevedibili.

 TIRI 2  SPONDE 2  DRIBBLING 5

 RECUPERI 3  LANCI 2  PASSAGGI 9

 TIRI 2  SPONDE 3  DRIBBLING 0

 TIRI 0  RECUPERI 1  PASSAGGI 14

6

6

s.v.

L. VAZQUEZ Doveva essere titolare, gli tocca solo l’ultimo quarto d’ora. Ha una sola palla buona, viene fermato.

MORATA Zidane lo usa per gli ultimi 10’: Alvaro vuol giocare di più ma non è così semplice, Benzema gli chiude spazi.

MILIK La migliore notizia della serata è il suo ritorno in campo dopo quattro mesi dall’operazione al ginocchio.

 TIRI 0  RECUPERI 2  PASSAGGI 9

 TIRI 0  SPONDE 1  PASSAGGI 6

 TIRI 0  SPONDE 0  DRIBBLING 0


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Champions League R Andata ottavi di finale

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

IL PERSONAGGIO 1

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 1 Il settore ospiti del Bernabeu, occupato da tanti tifosi del Napoli, sparsi comunque in tutto lo stadio LAPRESSE  2 Cristiano Ronaldo, 32 anni, fa festa con Sergio Ramos e Modric AFP  3 La splendida parabola disegnata all’8’ del primo tempo da Insigne, vista dalla prospettiva di Keylor Navas, sorpreso dal tiro da fuori REUTERS  4 Gli spagnoli Callejon e Reina si consolano dopo il k.o. REUTERS

fL’AZZURRO AL BERNABEU

OTTO ANNI DOPO PIRLO

«Il Real ha 18 fenomeni» Insigne fa come loro, ma il gol resta un lampo Alessandra Bocci INVIATA A MADRID

I

llusionista, ovvero perso­ naggio che tira fuori coni­ gli bianchi dal cilindro, inganna elegantemente la platea, nasconde carte, ad­ dormenta e risveglia, trova e nasconde, lavora con gli oc­ chi, gli arti, il cervello per cre­ are magie o presunte tali. Lo­ renzo Insigne al Bernabeu ha creato magia vera, ha fatto vo­ lare le speranze dei napoleta­ ni come le colombe dei presti­ giatori, e alla fine non si è dato per vinto. «Al di là del risulta­ to abbiamo fatto una grande partita, abbiamo lottato fino alla fine, e al San Paolo lotte­ remo per ribaltare il risultato. Abbiamo fatto tanto, il Real è il Real, è la squadra campione di tutto, ha diciotto fenome­ ni». Anche lui è un po’ feno­ meno, a modo suo. Un piccolo fenomeno di 1,63, solo due centimetri di separazione da Diego Maradona che negli spogliatoi prima della partita l’ha incoraggiato. Insigne è il ragazzo di Napoli, l’unico na­ poletano della rosa a parte il terzo portiere. «Da me si aspettano sempre tanto». È vero, ma non per questo si scoraggia. Non si scoraggiava nemmeno quando era piccolo e trascinava il papà per tutta Napoli perché voleva le scarpe uguali a quelle di Ronaldo, in­ teso come Nazario da Lima. Ieri invece dopo il primo tem­ po si è scambiato la maglia con il divo Ronaldo, quello che segnava sempre agli otta­ vi di finale e questa volta è ri­

masto a secco. Mica come In­ signe, con quel gol favoloso che già dopo pochi minuti re­ gnava su YouTube. SPERANZE Ci sono voluti 2674 giorni per rivedere un gol di un italiano al Bernabeu, in Champions League. L’ulti­ mo era stato Andrea Pirlo, gol favoloso anche quello, che aveva portato in dote al Milan di Leonardo un pareggio poi lievitato in successo grazie a una doppietta di Pato. È arri­ vato il gol di un altro italiano, è mancata la vittoria, un pen­ siero che il Napoli ha accarez­ zato per undici minuti, fino al gol di Benzema, il risveglio del Madrid che ha buttato sul prato il suo campionario di fi­ nezze tecniche e ha banchet­ tato a lungo, ma non abba­ stanza per chiudere in manie­ ra perentoria la partita. Così almeno la vede Lorenzo, il ra­ gazzo che a volte ha pensato di smettere quando lo scarta­

ABBIAMO LOTTATO FINO ALLA FINE E LO FAREMO PURE AL SAN PAOLO LA DIFFERENZA NON È COSÌ AMPIA PROVEREMO A PASSARE IL TURNO LORENZO INSIGNE ATTACCANTE NAPOLI

CORAGGIO Insigne se l’è gio­ cata nello stadio che ha riser­ vato standing ovation a Ale Del Piero, il suo idolo di quan­ do era bambino, quello al qua­ le avrebbe chiesto volentieri l’autografo. Se l’è giocata sen­ za spaventarsi per i canti clas­ sici, l’Hala Madrid, le coreo­ grafie bianche come merin­ ghe e elaborate come un cupcake. Se l’è giocata sapen­ do che c’era Maradona a guar­ darlo, insieme a tanti altri na­ poletani importanti, e che non poteva essere, e non sarebbe stata, una serata come le al­ tre. Insigne è abituato alle il­ lusioni e alle disillusioni, gli era successo anche all’Euro­ peo l’estate scorsa, e chissà quante altre volte prima, a partire da quei provini d’in­ fanzia con le grandi squadre del Nord. È rimasto a Napoli, è diventato grande con il Napo­ li, con le teorie di Sarri e pri­ ma ancora di Mazzarri e Beni­ IL NUMERO tez. Tutta gente un po’ dura, che sembra che vo­ glia inquadrarti, ma alla fine, as­ sicura lui, ti la­ scia libero di i mesi passati creare. E Insi­ dall’ultimo gol gne ci è riuscito di un italiano al Real al Bernabeu, in in Champions: segnò una serata che Pirlo nell’ottobre ‘09 ha portato illu­ sione, ma anche la voglia di provarci ancora. «Abbiamo fatto qualche erro­ re ma non ci arrendiamo, da­ remo il massimo al San Pao­ lo». Insigne ci crede ancora, ha visto che fare gol al Berna­ beu si può, con quella faccia tosta che il suo allenatore è pronto a riconoscergli. Faccia tosta, tatuaggi ovunque, ma­ glie e scarpe di grandi gioca­ tori, consigli del mito dei miti. Tutta roba che resta nella vali­ gia di Insigne. La cosa più im­ portante però è quella magia che ha tirato fuori al Berna­ beu, che è un po’ illusione, ma è anche molto vera.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

1Gol da fuoriclasse nello stadio che si era alzato in piedi per Del Piero, l’idolo di infanzia

vano perché era bravo ma pic­ colino, e ha imparato a non ar­ rendersi. «Siamo stati umili ma lucidi, abbiamo fatto una grande partita e proveremo a passare il turno perché non è finita. La differenza non è così ampia, al di là del risultato l’abbiamo giocata».

LA SUA PARTITA AI RAGGI X TOCCHI PER ZONA

Il colore è più intenso nelle zone in cui ci sono stati più tocchi di palla ATTACCO

1

2

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3

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7

10 10

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7

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3

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3

2 1

1 1 1

1

PASSAGGI POSITIVI

NEGATIVI

71

13

LANCI POSITIVI 3 CROSS 2 SPONDE

3

OCCASIONI CREATE 3 PALLE RECUPERATE

PERSE

11

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TIRI NELLO SPECCHIO

1

FUORI

1

IL SUO GOL

8’ PT

1

GOL

INFO GDS - DATI OPTA

1All’intervallo ha scambiato L’esultanza di Lorenzo Insigne, 25 anni, dopo il gol dell’1-0 LAPRESSE

la maglia con Ronaldo: il 7 marzo proverà a farlo piangere


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Champions League R Andata ottavi di finale

LE PAROLE

De Laurentiis vs Sarri Il presidente attacca «Non ha sfruttato le risorse della rosa È mancata la grinta» Il tecnico Maurizio Sarri, 58 anni, alla seconda stagione sulla panchina del Napoli IPP

Aurelio De Laurentiis, 67 anni, presidente del Napoli, ieri a Madrid insieme con Diego Maradona LAPRESSE

Il tecnico replica «Dica ciò che vuole A Castelvolturno lavoro e decido io»

1Dopo il k.o. il numero uno è duro:

1«A qualche giovane giocare

«Solo Insigne con la cazzimma napoletana. Le scelte vanno costruite e anticipate nel tempo» Mimmo Malfitano INVIATO A MADRID

L

a sconfitta gli è bruciata parecchio, tant’è che a fine partita Auelio De Laurenti­ is s’è lasciato andare ad uno sfo­ go duro, che ha investito Mauri­ zio Sarri: «Ai ragazzi è mancata la cazzimma, l’unico che ce l’aveva era Insigne. Gli altri non esistevano, bloccati dal mostro sacro. Ma il Real non ha fatto una grande partita, solo che noi siamo stati inadeguati. E c’è an­ data pure bene, potevano farne 5. Al ritorno vedremo, nulla è perso. Poi, ora è inutile dire che avrebbe potuto giocare questo giocatore al posto di quello, ma sono decisioni che lascio all’al­ lenatore anche perché altri­ menti potrebbe andare ancor più in confusione». PRESUNTUOSI Non ha rispar­ miato rimproveri, dunque. E non solo all’allenatore. «Quan­ do si è giovani bisogna mettere da parte la presunzione, ma il fatto è che non c’era proprio la squadra, non voglio parlare di singoli. La cazzimma d’oro va a Insigne per il gol che ha saputo fare». S’è soffermato sull’ester­

no napoletano, ma il suo bersa­ glio è stato Sarri. «Se non aves­ simo avuto l’incidente di Milik forse avremmo visto un’altra partita. Ma non mi fate dare consigli all’allenatore, non ho condiviso certe scelte, ma le tengo per me. La sperimenta­ zione va bene per capire la pro­ pria forza, non si può fare come quando c’era Mazzarri, per in­ tenderci. Qui si cerca di difen­ dere le proprie posizioni men­ tre c’è una sola posizione da di­ fendere: quella della società. I nuovi acquisti? C’è bisogno di due­tre partite per capire, inve­ ce qui si arriverà a fine campio­ nato e qualche rinforzo non avrà mai giocato. Alcune scon­ fitte fanno bene per capire dove si può andare». DIFFERENZE Anche sulla diffe­

NON HO CONDIVISO CERTE SUE SCELTE, MA LE TENGO PER ME AURELIO DE LAURENTIIS SU MAURIZIO SARRI

renza di budget tra le due socie­ tà De Laurentiis è stato durissi­ mo. «Non credo ci sia questa grossa differenza di qualità as­ soluta, anche se al Real guada­ gnano cifre assurde. Rispetto a Mazzarri il monte stipendi è au­ mentato del 100 per cento. Non possiamo pensare di vincere sempre con la linea alta. Ma questa sconfitta ci può aiutare a crescere. Noi abbiamo giocatori che ci invidiano tutti, infatti ci stanno sollecitando con offerte anche se noi ci teniamo tutti». FUTURO «Mi è stato chiesto di Ibrahimovic. Rispondo no gra­ zie, è un giocatore anziano, se venisse, vorrebbe sempre gioca­ re. Io lo vedrei bene come alle­ natore del Napoli». Una rispo­ sta piccata, che avvalora ancora di più la critica feroce contro Sarri. De Laurentiis poi è ritor­ nato sul ruolo da affidare a Ma­ radona. «È arrivato apposita­ mente da Buenos Aires, lo rin­ grazio di essere stato con noi. Presto sarà l’ambasciatore del Napoli. Le sue notizie private non mi interessano», ha detto il presidente che ha parlato a lun­ go con Valter Veltroni, suo ospi­ te, sui problemi del calcio italia­ no. «Il sistema vive un comuni­ smo senza precedenti. Si vuole accontentare tutti, ma non si accontenta nessuno. Bisogne­ rebbe fare una nuova legge su­ gli stadi. E creare il vero cam­ pionato europeo, con le cinque nazioni più importanti: Spa­ gna, Francia, Germania, Inghil­ terra e Italia». © RIPRODUZIONE RISERVATA

al Bernabeu forse non ha fatto bene. Milik? Non può dare di più. Ce la giochiamo al San Paolo» INVIATO A MADRID

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a resa c’è stata. E le cri­ tiche del presidente so­ no arrivate forti e chia­ re. E’ bastato che il Real des­ se un’accelerazione per mandare all’aria il pareggio tenuto in piedi per tutto il primo tempo. E’ nella ripre­ sa che il Napoli è finito schiacciato nella propria metà campo. Hamsik, Al­ biol, Koulibaly, Mertens, hanno giocato con evidente timore, commettendo errori che sono costati cari. S’è do­ vuto arrendere Maurizio Sarri alla maggiore qualità tecnica del Real. Ma non tut­ to è compromesso. Nella ga­ ra di ritorno, in programma il 7 marzo, il risultato può essere ribaltato, ma ci vorrà la vera cazzimma, così come ha chiesto De Laurentiis, perché al Bernabeu la faccia tosta ostentata dall’allena­ tore non s’è vista per niente. «E’ difficile valutare la grin­ ta, la cazzimma di una squa­ dra che sbaglia troppo dal punto di vista tecnico – spie­ ga Sarri rispondendo a di­ stanza al presidente –. Per­

devamo sempre palla al secon­ do passaggio. Certo che a qual­ che giovane giocare in questo stadio non ha fatto benissimo: si è pagato qualcosa, ma si cre­ sce così». CRITICHE Ne ha dette tante, De Laurentiis, contro il suo allena­ tore, mettendone in discussio­ ne le scelte. «Ci sono io tutti i giorni a Castelvolturno e sono io a decidere, poi il presidente può dire ciò che pensa, anche se preferisco che lo dica a me. Ho fatto giocare anche a Milik, portato in panchina per 10­15 minuti, perché non può darci ancora di più», ha ribattuto il tecnico non alimentando la po­ lemica che, sicuramente, avrà un seguito nel privato: in effet­ ti, non c’è mai stata troppa sim­ patia tra Sarri e il suo presiden­

L’INTERVENTO DI DIEGO EFFICACE: NON A CASO FATTI BENE I PRIMI 15’ MAURIZIO SARRI SUL DISCORSO DI MARADONA

te, che alla prima occasione uti­ le non gli ha risparmiato nulla. IL RITORNO Nulla è comunque perduto, soprattutto se il Napo­ li saprà far valere la proprio forza a Fuorigrotta. Secondo Sarri, la sua squadra può com­ petere con le grandi del calcio internazionale. «Contraria­ mente al risultato direi di sì, il Real ha fatto una delle migliori partite degli ultimi mesi. Non siamo ancora lì, ma neanche lontanissimi», ha osservato l’al­ lenatore, tenendo in piedi quel­ la spavalderia che non è piaciu­ ta al suo presidente. Adesso ci sarà da preparare la gara di ri­ torno, ci vorrà una vera impre­ sa per ribaltare il 3­1. «A diffe­ renza di quello che facciamo solitamente abbiamo perso troppi palloni in uscita e non puoi concederli a questi gioca­ tori. Poi c’è stata anche una prodezza loro e lì c’è poco da fare. Dovevamo consegnare meno palloni così facili, ma perdendo così tante volte palla era difficile ripartire. Di fronte c’era la squadra più forte del mondo. Al ritorno impostere­ mo la gara per vincere 2­0 (dice sorridendo, ndr) ma bisogna vedere se saranno d’accordo, ricordate che c’è sempre un av­ versario. Ci giocheremo tutte le possibilità che abbiamo», ha detto l’allenatore, che dovrà ar­ chiviare in fretta il k.o., perché domenica il Napoli giocherà a Verona con il Chievo, e non po­ trà sbagliare nuovamente. mi.mal. © RIPRODUZIONE RISERVATA


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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1Dopo la partita, il confronto verbale, più che tra i due allenatori, è stato - a distanza televisiva - tra Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri. Il presidente ai microfoni di Mediaset ha criticato l’atteggiamento del Napoli, l’allenatore azzurro gli ha replicato con toni decisi

fAREA TECNICA

L’ALLENATORE DEL REAL MADRID

ZIDANE «TROPPI ERRORI, SFIDA APERTA, ABBIAMO IL 50% DI POSSIBILITÀ» Filippo Maria Ricci CORRISPONDENTE DA MADRID @filippomricci

Z

idane quando giocava in Italia con la Juve non ha mai perso col Napoli, 3 vittorie e 3 pareggi, e ora è arri­ vato anche lo scalpo da allena­ tore. Che segue le due vittorie sulla panchina del Madrid del­ lo scorso anno con la Roma: Ita­ lia querida per il francese, che da noi ha appreso tante cose co­ me ci ha detto martedì con one­ sta riconoscenza. QUALCHE RAMMARICO Però la sfida è aperta, e Zizou non si fi­ da. «Avrei preferito non pren­ dere gol. Il 3­1 è un risultato lo­ gico per come è andata la parti­ ta ma non è né sufficiente né definitivo. È un buon punteg­ gio ma in tutta sincerità avrei preferito segnare di più perché le occasioni le abbiamo avute, e contro abbiamo una grande squadra che ti può fare male in ogni momento. Mi dispiace che entrando così bene in partita come abbiamo fatto ci abbiano segnato subito. Poi fortunata­ mente abbiamo pareggiato ra­ pidamente e segnato ancora ma la sfida resta aperta: io dico che abbiamo ancora il 50% di possibilità di passare, quindi vale lo stesso per il Napoli. Dob­ biamo andare al San Paolo e ci aspetta una serata difficile, ci complicheranno la vita». SEGNA SEMPRE Il Madrid di Zi­ dane è insicuro, non trasforma la superiorità in dominio come ci diceva alla vigilia l’ex blanco Rafa Martin Vazquez, però è talmente pieno di classe che i singoli arrivano dove il gruppo balbetta. Così il Real Zizou è andato a segno per la quarantu­ nesima partita consecutiva, 36 su 36 in questa stagione (con 104 gol, e bestiale media di 3,1). Nella sua storia la Casa Blanca è arrivata a 41 tre volte, l’ultima 5 anni fa con Mou­ rinho, e non ha mai superato la barriera. Vedremo sabato con l’Espanyol se Zidane si prende­ rà anche questo record. IL SOGNO Però la rete di Insi­

SERGIO ERA ACCIACCATO DALL’INIZIO E GIÀ AMMONITO ZINEDINE ZIDANE SUL CAMBIO DI RAMOS

Il tecnico dei Blancos: «Il 3-1 è un buon punteggio ma il Napoli è una grande squadra che può farti male in ogni momento»

gne, fiammella che scalda il freddo napoletano, è la dodice­ sima incassata nelle ultime 8 uscite del Madrid, che que­ st’anno non ha concesso gol so­ lo 8 volte su 36. Il problema è che Zizou sa che a Florentino Perez e al madridismo tutto la Champions genera grande ecci­ tazione, e la possibilità di por­

tare il Madrid a vincere per pri­ mo due Champions consecuti­ ve è un’attrazione enorme. In Champions Zidane ha giocato 14 partite perdendone una, senza danni. ELOGI PER BENZEMA Raul Gonzalez Blanco, non uno qualsiasi ma autentico mito del

madridismo, commentando la partita per la tv spagnola ha detto che Karim Benzema, spesso fischiato e in generale poco considerato dal Berna­ beu, è stato il migliore del Ma­ drid. Zizou sorride: «Karim ha dimostrato che ha grande per­ sonalità e che nei momenti di difficolta, come queste settima­ ne passate tra qualche critica, sa rispondere nel modo miglio­ re: segnando. Mi sarebbe pia­ ciuto che avesse fatto due reti perché se lo meritava, ma ha preso il palo. E poi non sono so­ lo i gol che fa: quando si muove è un pericolo costante e aiuta tutti i compagni». Le ultime pa­ role sono per il capitano Ra­ mos: «Sergio è uscito perché era acciaccato dall’inizio, e poi era già ammonito».

KARIM RISPONDE ALLE CRITICHE NEL MODO MIGLIORE: SEGNANDO ZINEDINE ZIDANE SU BENZEMA


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Champions League R Andata ottavi di finale

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

DENTRO LA SFIDA Lite con Rocio, discorso da guru Diego resta Diego 1Aggredisce la compagna, poi pranza col Real e carica il Napoli. E alla fine: «Non siamo morti»

Diego Maradona nello spogliatoio del Napoli e poi in tribuna al Bernabeu con la fidanzata Rocio REUTERS

Mimmo Malfitano INVIATO A MADRID

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i è tinto di giallo il sog­ giorno madrileno di Die­ go Armando Maradona. Le ore di vigilia della sfida Re­ al­Napoli sono state caratteriz­ zate dall’aggressione alla com­ REAL MADRID

BARICENTRO

NAPOLI

MEDIO 53,5 metri 12

4 1

5

pagna Rocio: momenti di ten­ sione sfociati nella lite al termi­ ne della quale Maradona ha aggredito la donna in preda a un attacco di gelosia. Il tutto è avvenuto durante la notte di martedì. Sono stati momenti di grande concitazione, che han­ no costretto il direttore del Mi­ rasierra, l’hotel che ha ospitato

8 14

19

1

POSSESSO PALLA

7 9

6 49,8%

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ALBERGO & STADIO La giorna­ ta di Maradona è comunque trascorsa senza ulteriori risvol­ ti legati alla vicenda. Non es­ sendoci stata una denuncia, probabilmente la questione verrà archiviata senza conse­ guenze. In difesa di Maradona è intervenuto Diego Junior, il figlio riconosciuto dopo tren­ t’anni, presente al litigio: «Con Rocio si è solo alzata un po’ troppo la voce nei pressi della reception in mattinata. Il caso come spesso accade è stato montato ad arte dai media spa­ gnoli». Dal caso in albergo al campo. Sì, perché Maradona è tornato protagonista diretta­ mente nella pancia del Berna­ beu, quando – come si era au­ gurato Sarri alla vigilia – Mara­ dona si è presentato nello spo­ gliatoio del Napoli per incoraggiare la squadra. Diego ha parlato per cinque minuti e le sue parole sono state ascol­ tate dai giocatori e da Sarri in assoluto silenzio. Il discorso non è servito per l’impresa, ma ha sancito ufficialmente il ri­ torno di Maradona nel Napoli. Con tanto di messaggio di in­ coraggiamento alla fine, tra­ mite i social: «Abbiamo avuto la possibilità di fare il 3­2 con Mertens... ma non siamo mor­ ti. Sono fiducioso per la partita di ritorno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PARERE DELL’EX BRUNO GIORDANO EX ATTACCANTE

«Qualche chance al ritorno c’è ancora Spagnoli da paura, Benzema super» (g.m.) «Quando Mertens ha alzato sulla traversa il pallone che avrebbe riaperto la gara ho rivisto la stessa scena di trent’anni fa quando anche io al Bernabeu sbagliai una occasione simile. Purtroppo, ne pagammo le conseguenze al ritorno». Bruno Giordano soffre ancora. Al ritorno? «Servirà la partita perfetta. Comunque, il risultato lascia qualche speranza. Il Napoli ha ancora qualche chance».  Poteva andare meglio o il risultato rispecchia la gara? «Ad un certo punto ho temuto l’imbarcata, il Napoli è stato bravo a reggere dopo aver incassato un tremendo uno-due in avvio di ripresa. Quando è iniziato il secondo tempo sembrava che gli azzurri stessero iniziando a palleggiare bene, poi il Real ha preso il sopravvento e allora c’era il rischio di crollare. Se non è successo è stato anche per la bravura del Napoli. E per Cristiano Ronaldo che non era in serata. Ho visto in grande spolvero la squadra di Zidane. Non si era espressa a questi

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ANGOLI

5

il Napoli e la famiglia dell’ex Pibe de Oro, a chiedere l’inter­ vento della polizia. Ieri, di buon mattino, Maradona è sta­ to ascoltato dalla Guardia Civil che sta indagando sui motivi dell’aggressione, peraltro smentita dalla stessa Rocio. La notizia ha creato imbarazzo negli ambienti del Napoli: De

Laurentiis ha atteso che la que­ stione sfumasse per incontrarsi con Maradona e andare al pranzo ufficiale della Uefa. Un appuntamento a cui Diego ha partecipato come ambasciato­ re del club azzurro e della città nel mondo.

50,2%

2

9

12

574 10

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PASSAGGI EFFETTUATI

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livelli di recente. Ha pressato molto in alto e sfoderato giocate di grande qualità. Il Napoli poteva fare qualcosa di più, ma non credo molto. Mi sembra che bisogna tener conto del fatto che a livello internazionale si gioca ad altissima intensità. Il Real è certamente abituato a farlo, il Napoli meno».  Con Milik al ritorno potrebbe essere una gara tatticamente diversa? «Vedremo, di sicuro a Madrid serviva maggiore cinismo e invece il Napoli non ha concretizzato il 100% delle situazioni che ha creato. Al San Paolo bisognerà essere più precisi anche sotto porta, a prescindere da chi sarà il centravanti che Sarri schiererà».  A proposito di nove, come ha visto Benzema? «È uno che ha fatto andare via da Madrid il centravanti più forte del nostro campionato, Higuain. Mi stupisco che ogni volta la gente si stupisca delle qualità di Benzema. Un bomber che gioca per la squadra». © RIPRODUZIONE RISERVATA

TIRI NELLO SPECCHIO

FALLI FATTI

DRIBBLING

PALLE INTERCETTATE

33

20 14

88,2%

2

7

PASSAGGI RIUSCITI

4

2

BASSO 49 metri

BARICENTRO

42 17 24 31

84,5%

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INFOGRAFICA GAZZETTA DELLO SPORT - DATI OPTA

fLA PARTITA AI RAGGI X

Andrea Schianchi

I singoli battono il gruppo A Il Real vince tutti i duelli e Modric è un vero re 1La manovra del Napoli non decolla: gli spagnoli dominano in mezzo al campo e creano le opportunità per andare in gol LA MOSSA TATTICA

DIAWARA

HAMSIK

INSIGNE: palloni recuperati 11 HAMSIK: palloni toccati 84 INSIGNE MERTENS: sponde 8 CALLEJON: falli subiti 3

ZIELINSKI

MERTENS CALLEJON

PASSAGGIO MOVIMENTO INFO GAZZETTA DELLO SPORT

l Bernabeu si gioca a pallone e si fa... filoso­ fia. Nel senso che si sfi­ dano due modi opposti di in­ tendere il calcio: da una parte il Napoli di Sarri che punta tut­ to sul collettivo, sulla manovra veloce e sincronizzata, sugli in­ terscambi e sull’applicazione meticolosa di un disegno pre­ parato negli allenamenti; dal­ l’altra il Real Madrid che si ba­ sa sull’eccezionale qualità dei singoli, da Cristiano Ronaldo a Benzema, da Kroos a Modric, sull’imprevedibilità, sulla fan­ tasia e, pure, sull’esperienza. Già, perché per giocare a certi livelli, in un ambiente caldo co­ me quello del Bernabeu, con la pressione che sale a mille, ser­ vono doti psicologiche non in­ differenti. Logico che, sotto questo aspetto, i blancos siano nettamente superiori: oltre ad essere detentori del trofeo, so­ no abituati a calcare palcosce­ nici tanto importanti. SINGOLI E GRUPPO La partita la vince il Real Madrid, perché i singoli fanno la differenza, mentre l’orchestra del Napoli non riesce quasi mai a suonare una musica piacevole. Ciò non significa che la filosofia «indi­ viduale» sia superiore a quella «collettiva», tuttavia dice una cosa che, troppo spesso, viene sottovalutata e nascosta dietro

moduli, schemi e altre diavole­ un’altra volta suggerisce il pas­ rie: se i singoli sono di elevata saggio profondo. E’ un autenti­ qualità, indipendentemente co metronomo e, in mancanza dalla tattica che si sceglie, è più di uno spartito chiaro e defini­ facile giocare bene e vincere. to (perché il Real non ce l’ha, Sembra una banalità, però a avendo scelto la supremazia volte conviene ripetere il con­ dell’individuo su quella del cetto. Prendete uno come Mo­ gruppo), un uomo così risulta dric, ad esempio. O uno come fondamentale. Qualche nume­ Kroos. Il Napoli non li ha, il Re­ ro per capirci: tocca 99 palloni, al Madrid sì. Qui sta la diffe­ è il più cercato dai compagni; renza. Poi ci si può soffermare effettua 85 passaggi (quasi tut­ a discutere di grinta, di atteg­ ti in zona offensiva) e ne sba­ giamento, di gioco propositivo glia soltanto 7; recupera 8 pal­ e di amenità va­ loni e ne inter­ rie, ma il noccio­ cetta 3; infine lo della questio­ IL NUMERO sono 8 i suoi lan­ ne è questo: il ci smarcanti e gap di qualità, quasi sempre si tra il gruppo di tratta di illumi­ Sarri e quello di nazioni che ac­ Zidane, è enor­ cecano la difesa me. i tocchi di Modric. Il del Napoli.

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croato è stato un

REGISTA Detto A centrocampo che il Real non è autentico gli spagnoli do­ ancora al massi­ dominatore in minano grazie ai mo della forma e mezzo al campo. duelli individua­ spesso soffre li: vincono gli quando viene attaccato soprat­ uno­contro­uno e creano la su­ tutto sull’esterno, visto che gli periorità numerica. Modric attaccanti rientrano raramen­ surclassa Hamsik, Kroos co­ te, va anche sottolineato come stringe sulla difensiva Zielinski al momento, in campo euro­ e Casemiro, oltre a chiudere i peo, ci siano pochi registi del varchi davanti alla retroguar­ livello di Modric. Il croato è im­ dia, è pronto a dettare i tempi pressionante per intensità, in­ del pressing su Diawara che ha telligenza tattica e capacità di il compito di iniziare l’azione distribuire il gioco con rapidità del Napoli. Il reparto centrale e saggezza. Una volta tocca degli spagnoli, dunque, è il se­ corto, un’altra volta sceglie il greto di questo successo. Lì la lancio lungo; una volta chiede qualità abbonda. al compagno il triangolo, © RIPRODUZIONE RISERVATA


Champions League R Andata ottavi di finale BAYERN

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ARSENAL

1

1

2

FRECCIA LAHM VIDAL VERO PLAY ÖZIL SCOMPARE DISASTRO GIBBS

BAYERN (4-2-3-1) Neuer; Lahm, Martinez, Hummels, Alaba; X. Alonso, Vidal; Robben (dal 43’ s.t. Rafinha), T. Alcantara, D. Costa (dal 38’ s.t. Kimmich); Lewandowski (dal 41’ s.t. Müller). PANCHINA Ulreich, Bernat, Coman, Sanches. ALLENATORE Ancelotti. ESPULSI nessuno. AMMONITI Hummels, Lahm per gioco scorretto.

BAYERN

THIAGO ALCANTARA

3

 1 La gioia di Robert Lewandowski, 28 anni, festeggiato da Arturo Vidal, 29, dopo il gol del 2-1: è l’inizio della goleada del Bayern GETTY  2 Il 4-1 di Thiago Alcantara, 25: per lo spagnolo serata con doppietta AFP  3 La delusione di Alexis Sanchez, 28, autore del gol dell’Arsenal GETTY

1L’Arsenal regge un tempo: Sanchez risponde a Robben, poi i bavaresi dilagano con Lewandowski, Alcantara (2) e Müller

N

ella sedicesima vittoria interna consecutiva in Champions del Bayern, la prova di forza vale più del re­ cord allungato. L’assicurazione sul passaggio del turno non è mai assoluta, ma insomma, do­ po questa ennesima lezione non si vede come Arsene Wenger possa rimettere in piedi una squadra sparita e accartocciata come quella presentata qui. Co­ me dice Carlo Ancelotti, questo è soltanto il primo round, ma si dovrebbe chiamare il k.o. tecni­ co. Si nota questa convinzione quando Lahm si fa ammonire verso la fine per scontare la squalifica a Londra. Era diffida­ to, pensa già ai quarti. Ancora una volta il Bayern dimostra di trovarsi a suo agio con l’Arsenal. Non soltanto per le due recenti eliminazioni agli ottavi, nel

2013 e 2014, ma pure per un co­ stante governo del match senza che l’opposizione possa infasti­ dire se non per un breve periodo dopo mezz’ora, causa anche un rigore contestato. I MOTIVI Ma è soprattutto la ri­ sposta ai mugugni del campio­ nato che deve far riflettere la concorrenza europea: sarà an­ che poco spettacolare nella quo­ tidianità della Bundesliga, ma quando arrivano i momenti de­ cisivi, vedi il 3­0 di dicembre sul Lipsia che lo affiancava in testa alla classifica, Ancelotti non si fa incartare. Dopo il quinto gol, se­ gnato da Müller appena entrato (toh, la rete è quasi una sorpre­ sa) anche l’allenatore simbolo della tranquillità si lascia andare all’urlo collettivo. Perché stavol­ ta si stavano complicando le co­ se, dopo il pareggio dell’Arsenal; ma nella ripresa rabbia, caratte­ re e tecnica hanno portato i rossi sul 5­1, con margine pure per in­

crementare la differenza. Anche l’ultima volta che passò dall’are­ na bavarese, Wenger venne sti­ rato senza pietà: un 5­1 nel no­ vembre 2015 che rispecchiava per bellezza e tecnica tutta la spumeggiante era di Pep Guar­ diola. Esteticamente uno dei punti più alti del catalano a Mo­ naco, anche se l’Arsenal era in super emergenza. Stavolta i Gunners sono quasi al completo e lo show accomuna il nuovo al­ lenatore a quello partito per Manchester. ERRORE E RISCATTO Soltanto in una fase il Bayern sembra in difficoltà. Sfruttando le paure dell’Arsenal, si mette subito nel­ la posizione più comoda perché la rete di Robben dopo 11’, con un meraviglioso diagonale di si­ nistro sull’incrocio lontano, sembra la giusta conseguenza del dominio iniziale, atteggia­ mento che prosegue fino al pri­ mo sbaglio. Ancelotti ha ricor­

LA STRISCIA

16

le vittorie casalinghe consecutive del Bayern in Champions: il record assoluto è di 21, sempre del Bayern dal ‘69 all’81

Carlo Ancelotti, 57 anni

dato spesso che «nella prima parte della stagione si possono commettere errori, nella secon­ da no». Siccome quest’ultima è già in corso, un maldestro tenta­ tivo di respinta di Lewandowski diventa un calcio a Koscielny e il rigore. Che viene molto conte­ stato, perché il francese entra con la gamba alta. Ma non è que­ sta la mancanza peggiore dei rossi, bensì la pessima copertura sullo stesso Sanchez. Perché Neuer gli devia il tiro ma il cile­ no ha altri due tentativi per se­ gnare sulla respinta. Il secondo è quello giusto. E come si riscatta Lewa? Scrivendo la sentenza dei due centri successivi: il primo di testa, tutto suo; il secondo con un colpo di tacco che mette Thiago in porta per il 3­1. Poi lo spagnolo centra la doppietta (deviazione di Xhaka) e offre il 5­1 a Müller. ARSENAL SPARITO C’è un terri­ bile squarcio sulla sinistra del­ l’Arsenal e Wenger non riesce mai a metterci rimedio. Gibbs e Iwobi vengono doppiati conti­ nuamente da Robben e Lahm, gli interni non collaborano, anzi spesso si scansano e il Bayern esagera crudelmente. Quando esce Koscielny per infortunio a inizio ripresa è il segno della re­ sa, né Mustafi né Gabriel posso­ no fermare i tedeschi incattiviti. Se davanti Sanchez si accende nel periodo migliore, ma dura poco, Özil non si mette mai in moto. E Ancelotti se la gode. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI ALLENATORI

Ancelotti: «Bravi». Wenger: «Crollo mentale» 1Carletto soddisfatto ma prudente:

con lo stesso spirito. Credo che questa sia la migliore partita della mia gestione». Soddisfat­ to anche Karl­Heinz Rumme­ nigge: «Sono sorpreso, non mi aspettavo una differenza di rendimento così netta. Noi ab­ biamo una mentalità eccezio­ nale».

«Non è ancora finita». Il francese sincero: «Non siamo stati al loro livello» Davide Longo

«I

l risultato è ovviamen­ te molto importante, ma non è ancora fat­ ta». Mai come in questa situa­ zione quella di Carlo Ancelotti sembra una frase di circostan­ za. Il tecnico del Bayern si gode una serata che scaccia via le ombre di un periodo poco bril­ lante e dimostra ancora una volta che quando il gioco si fa duro la sua squadra risponde

8 Il «dieci» atletico e raffinato, ancora una volta da trequartista, sembra cauto all’inizio però guida la vendetta nella ripresa: due reti e un assist.

Bentornato super Bayern Manita in faccia a Wenger INVIATO A MONACO (GERMANIA)

8 IL MIGLIORE

ARSENAL (4-2-3-1) Ospina; Bellerin, Mustafi, Koscielny (dal 4’ s.t. Gabriel), Gibbs; Coquelin (dal 32’ s.t. Giroud), Xhaka; OxladeChamberlain, Özil, Iwobi (dal 21’ s.t. Walcott); Sanchez. PANCHINA Cech, Monreal, Elneny, Welbeck. ALLENATORE Wenger. ESPULSI nessuno. AMMONITI Mustafi, Sanchez, Xhaka per gioco scorretto.

Pierfrancesco Archetti

LE PAGELLE di P.F.A.

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Robben (B) all’11’, Sanchez (A) al 30’ p.t.; Lewandowski (B) all’8’, T. Alcantara (B) all’11’ e al 18’, Müller (B) al 43’ s.t.

ARBITRO Mazic (Ser) NOTE Spettatori 70 mila circa, incasso non comunicato. Tiri in porta 11-5. Tiri fuori 6-1. Angoli 9-2. In fuorigioco 3-2. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 3’.

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

presente. «Sono molto conten­ to – prosegue Ancelotti – per­ ché questa sera abbiamo gioca­ to con il giusto equilibrio chiu­ dendo bene tutti gli spazi e sfruttando quelli che abbiamo trovato. Abbiamo avuto una grande qualità nel gioco offen­ sivo e siamo stati costantemen­ te pericolosi. Soprattutto nel secondo tempo abbiamo gioca­ to un calcio fantastico e adesso abbiamo un vantaggio enor­ me, ma a Londra dovremo gio­ care con la stessa intensità e

La delusione di Wenger AP

SBANDAMENTO L’unica fase della partita nella quale si è vi­ sta qualche sbavatura è stata la fine del primo tempo, dopo il rigore del pareggio dell’Arse­ nal. «Fino a quel momento ave­ vamo fatto molto bene – con­ ferma capitan Lahm – ma non eravamo riusciti a concretizza­ re. Il loro gol ci ha fatto perdere per qualche minuto il controllo

della partita, ma nella ripresa siamo entrati in campo deter­ minati e siamo stato davvero eccezionali, uno spettacolo». DELUSIONE WENGER Tutt’altro clima in casa Arsenal: i Gun­ ners sono vicinissimi alla setti­ ma eliminazione consecutiva negli ottavi di finale, la terza per mano del Bayern. «Siamo crollati mentalmente – ammet­ te Wenger a fine gara –. Abbia­ mo pagato caro l’infortunio di Koscielny, ma non cerco scuse: loro hanno giocato bene e noi non siamo stati capaci di stare al loro livello. Il terzo gol poi ci ha ucciso e non siamo stati ca­ paci di rispondere». © RIPRODUZIONE RISERVATA

NEUER 7 Grandioso sul rigore, non come i compagni. LAHM 8 Potrebbe essere la sua ultima esibizione interna in Champions, ma non si fa legare da pensieri cupi, passa sempre a destra. Un assist per il 2-1. Ammonizione studiata. MARTINEZ 6,5 Boateng può recuperare con calma, lo spagnolo è sempre robusto e deciso. HUMMELS 6,5 Sanchez gli ronza intorno e lui lo stende: giallo già al 26’, dopo è pulito. ALABA 6,5 Mette spesso il naso davanti, Ox lo segue a uomo. Ma la sua fascia è la più coperta. X. ALONSO 6,5 Gli manca reattività sulla respinta del rigore, poi mostra giocate lineari. VIDAL 7 È il vero play, fa girare palla e va anche all’inserimento: Lewa non sfrutta un suo assist. ROBBEN 8 Per le serate di gala dimentica gli acciacchi, punta chiunque gli stia intorno. Il suo gol è la specialità della casa, il tipico gol alla Robben. (Rafinha s.v.) D. COSTA 7 Ribery è sempre ai box, lui non si estranea a sinistra. Sfiora un altro gol (Kimmich s.v.) LEWANDOWSKI 7,5 Colpevole sul rigore, si arrabbia e si riscatta: più del gol del 2-1 è spettacolare l’assist di tacco per il 3-1. MÜLLER 6,5 Entra e segna. Ci voleva. ALL. ANCELOTTI 8 Festeggia pure lui, il successo è meritato.

ARSENAL

4 IL MIGLIORE LAURENT KOSCIELNY

6 Un tempo poi si fa male e l’Arsenal crolla: prima ferma una volta Lewandowski che fila in porta, poi è svelto nel prendersi il rigore anticipando l’attaccante. OSPINA 5,5 Portiere di Champions al posto di Cech, spesso goffo, almeno evita con alcuni tuffi un risultato extralarge. BELLERIN 5,5 Candidato alla successione di Lahm, non impressiona i bavaresi, anche se la sua fascia è la meno battuta. MUSTAFI 5 Lewandowski è troppo per lui. Ammonito al 15’, il polacco gli salta in testa per il 2-1. GABRIEL 5 Dentro per l’infortunio di Koscielny. Guarda i rossi che vanno in porta. GIBBS 4 Preferito a Monreal per intercettare Robben: stracciato. COQUELIN 5 Cerca di levare campo a Thiago, senza riuscirci. (Giroud s.v.) XHAKA 5 Fermo in Inghilterra per quattro giornate di squalifica, rientra in Europa e paga lo stop. OXLADE-CHAMBERLAIN 5 Limita Alaba. Erroraccio sul 5-1. ÖZIL 4,5 Fermo senza disturbare quando Robben pennella, tira su Neuer il 2-1. Consueta mancanza di coraggio quando conta. IWOBI 4 Dovrebbe far sembrare anziano il quasi pensionato Lahm e garantire copertura a Gibbs. Non ci riesce mai. WALCOTT 5,5 Dà il cambio a Iwobi sul 4-1, poco da segnalare. SANCHEZ 5,5 Fa ammonire Hummels, è testardo sul rigore. Poi sparisce. ALL. WENGER 4 Non trova mai un rimedio ai buchi a sinistra. MAZIC Pareri discordi sul rigore, non considera pericolosa l’entrata di Koscielny. Giudica involontari un mani di Bellerin in area e di Gibbs sulla linea. Altri dubbi. RISTIC 6 - DJURDJEVIC 6 GRUJIC 6 - DJOKIC 6

5,5


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L’EQUIPE

Protagonisti del trionfo

Storico poker siete prodigiosi Una vittoria senza precedenti  Sotto la regia di Verratti: Di Maria (doppietta), Draxler e Cavani hanno annichilito il Barcellona di Messi & Co.

LA SENTINELLA  Adrien Rabiot A 21 anni già una star: grande fisico e sorprendente rapidità

L’esultanza dei giocatori del Psg a fine partita: dopo il 4-0 in casa, i parigini «vedono» i quarti di finale di Champions League AFP

IL GRANDE TESSITORE  Marco Verratti Straordinario lavoro di tagliae-cuci in mezzo al campo

Miracolo a Parigi I fenomeni del Psg eroi delle banlieue 1Da Rabiot a Draxler e Kimpembe, impresa da baby

LA SORPRESA  Presnel Kimpembe Altro 21enne che gioca come un veterano, chiedere a Messi

E nelle periferie si placano i venti di rivolta sociale Fabio Bianchi Alessandro Grandesso PARIGI

IL CONDOTTIERO  Unai Emery Ottimo lavoro del basco nel preparare e gestire il match

E

venne la Primavera, vesti­ ta di blu. Persino il cielo sopra Parigi si è adeguato, dopo l’impresa dei baby cava­ lieri. Un sole che scalda, un’aria frizzante e fresca, una giornata che da queste parti si godono raramente. Anche il tempo sarà stato influenzato dai sorrisi lar­ ghi della gente e dall’euforia dei tifosi che hanno dormito con la divisa addosso e la porta­ no ancora adesso. Perché Il Psg con quel sonoro, meraviglio­ so 4­0 al Barcellona, ha fatto un pezzetto di storia e por­ tato un po’ d’allegria di cui Parigi, ma diremmo l’inte­ ra Francia dell’incertezza politica pre elezioni, ha bisogno. Piace pensare che per un momento i muri di Marine Le Pen siano stati sbriciolati dalla multietnica im­ presa, che gli incidenti nelle banlieue (già 245 arresti) dopo il pestaggio dell’innocente ra­ gazzo di colore da parte della

polizia, in quelle banlieue dove gli immigrati respinti alle fron­ tiere tornano a vivere, si plachi­ no pensando alla gioia di un pallone che rotola dalla loro parte. Il Psg delle cento etnie come spiraglio di pax sociale e speranza per il futuro.

fantasia operaia al potere. Fa sorridere ora pensare che l’am­ biente non lo amava. Un po’ co­ me Di Maria, che molti voleva­ no in partenza a gennaio. Angel il «vecchietto» è stato il braccio, pardon il piede, della vittoria. II vecchietto Cavani (10 gol nel­ le ultime 7 gare) la ciliegina. RIVOLUZIONE FRANCESE? Nel Ma l’impresa l’hanno costruita calcio, invece, il Emery e i giovani Psg con questa con il loro entu­ lezione alla ENTUSIASMO siasmo già pieno (ex?) squadra Per coraggio, di personalità. più for te del Senza i due Thia­ mondo ha aperto Emery ricorda go­senatori, Sil­ una breccia nella Sarri. Verratti: «A va e Motta, il tec­ solita dittatura volte sembravamo nico ha messo a delle solite note. 15 contro 11. Il mio centro difesa I titoloni si spre­ futuro? Qui...» Prensel Kimpem­ cano da una par­ be, 21 anni. Beh te («Magici», all’esordio in «Prodigiosi») e dall’altra («Di­ Champions ha cancellato Sua­ strutti»). Il dogma del tiki taka rez e fatto fare la figura del cal­ violato è una spruzzata di novi­ ciatore normale pure a Messi. tà di cui, francamente, nel cal­ Al posto di Motta, ecco Adrien cio si sentiva il bisogno. Il Psg si Rabiot, altro 21enne, che a cen­ propone come forza nuova e trocampo è stato monumenta­ nel modo più bello: a tutta gio­ le. Anche sulle fasce Emery ha ventù, ritmo e fantasia. Sono optato per freschezza e aggres­ baby i cavalieri che fecero l’im­ sività. Spazio al belga Meunier presa, e il condottiero Emery (25) e Kurzawa (24). E nel fi­ assomiglia parecchio al nostro nale è pure entrato Nkunku, 19 Sarri, nell’idea di gioco e nella anni, prodotto del vivaio come

Kimpembe e Rabiot. Se ci ag­ giungiamo l’immarcabile Drax­ ler (23), Marquinhos (22), Ver­ ratti e Lucas (24), capite bene le prospettive del Psg. I dirigen­ ti qatarioti avevano sempre professato la formula campioni e vivaio. Ma sembrava un’uto­ pia, perché i Coman se ne anda­ vano piuttosto che crescere in casa. Invece... Il patron Nasser Al­Khelaifi gongola: «Partita magnifica, incredibile, impos­ sibile pensare ora di poter esse­ re eliminati. È il risultato di 5 anni di lavoro e il bello è che la squadra è il presente ma anche il futuro». GUIDA VERRATTI Come dargli torto? Emery dal canto suo dice che «la sfida non è finita» per­ ché conosce bene le potenziali­ tà del Barça, d’altronde l’ha battuto solo 2 volte su 24 sfide. Ma è orgoglioso del Psg «che ha giocato una gara completa. I ra­ gazzi sono stati magnifici». Tra questi c’è «Marchinos» Verratti, beniamino del pubblico e or­ mai, a soli 24 anni, leader in questo Psg. Dice: «Sono felice, gare come questa ti danno una fiducia incredibile. Rabiot è stato fenomenale, come altri. Ma questa è stata una vittoria fantastica di squadra, a volte sembravamo giocare in 15, era­ vamo sempre 2 contro 1. Vitto­ ria storica per il Psg e per noi giocatori, che ricorderemo a lungo». Gare così ti fanno pen­ sare al futuro diversamente: «Fa piacere che grandi squadre si interessino a te. Ma io ho sempre pensato di far parte di un grandissimo progetto e gare così dimostrano che siamo sul­ la strada giusta. Possiamo arri­ vare ai livelli delle più forti che sono Barcellona, Real, Bayern e anche la Juve. E spero di vince­ re qualcosa d’importante qui». Il vento pare che soffi proprio in quella direzione.

LE PARISIEN

Angel mette le ali Il Psg ora ci crede Nuovi equilibri europei  «Quattro colpi di cannone hanno scosso il Parco dei Principi: il Psg da outsider a favorito della Champions»

LE FIGARO

Un Psg su di giri schiaccia il Barça Catalani umiliati a Parigi  «Solo il Milan e il Bayern avevano maltrattato così pesantemente i catalani»

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LA CURIOSITÀ

Vuoi vincere la Champions? Liberati di Ibrahimovic 1Inter e Barcellona campioni d’Europa

ter, e dopo aver affondata l’Ibra­Barça in semifinale.

l’anno dopo aver ceduto lo svedese. Che se n’è appena andato da Parigi... Alex Frosio

Z

latan Ibrahimovic ha una discreta considerazione di se stesso. Una volta dis­ se ad Ancelotti: «Credi in Dio?». Alla risposta affermati­ va aggiunse: «Bene, se credi in me allora puoi anche rilassar­ ti». I paragoni esagerati fanno parte della fenomenologia di Zlatan. L’accostamento più az­ zeccato, in ambito calcistico, sembra però ormai avvicinarsi

sempre più al gatto nero. Vuoi vincere la Champions? Cedi Ibrahimovic. «Sono qui per vincere la Cham­ pions» potrebbe essere l’epitaf­ fio sportivo dell’onnipotente (ma mica tanto) Ibra. Lo disse quando lasciò l’Inter per il Bar­ cellona, storia dell’estate 2009: catalani campioni d’Eu­ ropa in carica, la macchina perfetta di Guardiola. L’uomo che inizia per Z la inceppò. La Coppona finisce proprio all’In­

Zlatan Ibrahimovic, oggi al Manchester United con le maglie di Inter, Barcellona e Psg. Lo svedese compirà 36 anni in ottobre

BARÇA E PSG Qualche mese dopo Zlatan firma per il Milan, promette un più vago «voglio vincere tutto» ma il finale non cambia. Coi rossoneri fa poca strada ­ eliminato dal Tot­ tenham negli ottavi di finale, con una delle tante scene mute di Ibrahimovic nell’eliminazio­ ne diretta europea ­, la Cham­ pions invece va ­ indovina a chi? ­ al Barcellona de­Zlata­ nizzato e sempre più spettaco­ lare. Ibra non impara, non an­ cora. Gli sceicchi sbarcati a Pa­ rigi lo coprono d’oro e nel­ l’estate 2012 lo svedese con la nuova maglia del Psg ribadi­

sce: «Sono qui per vincere la Champions». Purtroppo per il Milan, è l’unico «buco» nella storia travagliata di Ibra con l’Europa che conta, quella che ha fatto nascere su facebook il gruppo «Zlatan ha una relazio­ ne complicata con: Champions League». Ma siamo ai giorni nostri. Ibra torna da Mou­ rinho, stavolta al Manchester United. Che gioca in Europa League, quindi il proclama gli resta sulla lingua. Il «suo» Psg invece è in Champions, batte 4­0 il Barcellona, diventa una seria pretendente alla Coppa con le grandi orecchie. Magari non la vincerà, ok. Ma di sicuro non la vincerà Ibra... © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Protagonisti del crollo

Disastro MUNDO DEPORTIVO  Il Mundo Deportivo di Barcellona sceglie una formula semplice per descrivere la serata dei catalani: «Disastro»

NODO CONTRATTO  Messi La star argentina va a scadenza a giugno 2018 AP

La delusione dei giocatori del Barça dopo la disfatta di Parigi: i catalani non perdevano 4-0 in Champions dall’aprile 2013 contro il Bayern IPP

Filippo Maria Ricci

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Emery distrugge il Barcellona MARCA  Il quotidiano di Madrid titola: «Emery distrugge il Barça». Sottotitolo: «Paris SaintGermain superiore in tutto»

3

Sinistro totale AS  Gioco di parole di As: «Sinistro totale» alludendo anche al piede di Di Maria che ha steso il Barça

CORRISPONDENTE DA MADRID

A

vvertenza. Dare per mor­ ta una squadra che in at­ tacco ha tre sgherri come Messi, Suarez e Neymar e che una ventina di mesi fa ha vinto il «triplete» è sempre un azzardo. Però è evidente che la sconfitta di Parigi per il Barcellona segna quello che in Spagna viene defi­ nito «un antes y un despues», uno spartiacque le cui conse­ guenze sono tutte da vedere. Può essere una crisi, può diven­ tare una catastrofe di propor­ zioni bibliche se Leo Messi do­ vesse andar via. Intanto ieri c’è stato un duro confronto fra staff tecnico e senatori, in cui si è analizzata la disfatta parigina. MALI NON CURATI Gli elementi che hanno portato a questa si­ tuazione sono molteplici. I mali erano evidenti e non sono stati curati. Una dirigenza preoccu­ pata a fare business (il Barça è arrivato a un fatturato di 620,2 milioni di euro, superando il Madrid...) e non in grado di sup­ plire al Peccato Originale, la pensione di Xavi, e di offrire a Messi il rinnovo adeguato. Un allenatore con un carattere più spigoloso di un dodecaedro. Una stella argentina che sa co­ municare solo sul prato. Una cantera che dopo aver prodotto i vari Xavi, Iniesta, Messi, Piqué e Busquets sembra essersi pro­ sciugata. Un combattivo gruppo di puristi fedeli al verbo scolpito sulle sacre tavole da Johan Cruijff e predicato da Pep Guar­ diola per i quali ogni lancio lun­ go è una bestemmia. DUE PADRONI Il problema è che tutte queste forze, elementi, ideologie devono convivere. Finché si vince la pace armata sopravvive. Le prime 4 sconfitte stagionali e alcuni pareggini po­

17-19 FEBBRAIO

Barça, resa dei conti I senatori duri con Luis Enrique

DIRIGENZA SOTTO TIRO  Bartomeu Come fatturato Barça meglio del Real, ma sul mercato...AP

1 Faccia a faccia dopo il k.o. di Parigi e Messi annulla il viaggio in Egitto su consiglio del club co brillanti avevano messo in mortale a Luis Enrique». Di nuo­ evidenza delle crepe, il 4­0 pari­ vo, come per il discorso fatto dal­ gino ha fatto crollare l’edificio. la Cope, il ragionamento è ridut­ La radio Cope ha subito detto tivo perché i due giocatori, cre­ che i giocatori sono stanchi di sciuti a pane e tiqui­taka e vinci­ Luis Enrique. È un concetto op­ tori di tutto, esprimono un portunistico e in parte limitato: malessere che condivide lo stes­ perché questi sono gli stessi gio­ so Luis Enrique. Come si vive catori che giusto un paio di setti­ senza Xavi? Perché pur presa­ mane fa hanno eliminato l’Atle­ gendo la fine di un ciclo bisogna tico Madrid in ricordare che Lu­ Copa del Rey. Il cho è stato capace malessere è più QUANTI ERRORI di tirar su il Barça profondo e com­ Tutto è cominciato dalle macerie se­ plesso. In questo guite all’addio di momento con la dall’addio di Xavi, Pep, alla morte di dirigenza che mai sostituito: Vilanova e al disa­ non dirige, un po’ i dirigenti hanno stro del Tata Mar­ fatua e soprattut­ pensato solo tino (scelto da to poco rispettata questa dirigen­ a fare business e considerata, il za), portando il Barça è nelle ma­ Barça al suo se­ ni di due persone: Luis Enrique condo «triplete» in appena 12 e Leo Messi. E provate voi a im­ mesi. maginarvi un dialogo tra i due se ce la fate. MESSI IN SCADENZA E tornia­ mo alla dirigenza. Che continua SENZA GIOCO Martedì a Parigi a sorridere mentre il tempo Busquets e Iniesta, non proprio scorre e alla fine del contratto di due qualsiasi, hanno ammesso Leo mancano 16 mesi e mezzo. pubblicamente che c’è un proble­ Come si sia potuti arrivare a ma di gioco. L’interpretazione questa situazione potenzial­ immediata, populistica è la se­ mente disastrosa (pensate se guente: «Hanno dato un colpo Messi decidesse di non rinnova­

re e di andar via a costo zero tra un anno) è difficile da capire. Leo sta zitto, e il suo silenzio è assordante. Perché ora non si tratta solo di convincerlo a fir­ mare coprendolo di soldi, biso­ gna pure convincerlo che il Barça non è alla fine del ciclo. E ieri il club gli ha consigliato di annullare il viaggio in Egitto, per un impegno promozionale. QUALE ALLENATORE? E come fai a convincere Messi se non sai nemmeno chi sarà l’allenatore a luglio? Luis Enrique ha il con­ tratto in scadenza a giugno. Può restare, o no. Le alternative più gettonate sono Ernesto Val­ verde e Jorge Sampaoli, en­ trambi legati a club che non li vogliono mollare. Questa poi è la dirigenza che ha preso Arda Turan e Andre Gomes pensando che po­ tessero sostituire Iniesta, sacrilegio, senza rimboc­ carsi le maniche per capire come fare per sopperire al­ l’addio di Xavi. Il caos si è im­ padronito del Barça, solo Messi può riportare l’ordine. E non è detto che ne abbia voglia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SENZA GIOCO  Iniesta Busquets e Iniesta: «C’è un problema nel nostro gioco» AP RESTERÀ?  Luis Enrique 46 anni: le alternative sono Valverde e Sampaoli AFP


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Europa League R Andata sedicesimi di finale

Bernardeschi e Fiorentina Una prova di maturità per l’Europa

IL TABELLONE SEDICESIMI DI FINALE ANDATA OGGI RITORNO mercoledì 22 e giovedì 23 febbraio Krasnodar (Rus) – Fenerbahce (Tur) Az Alkmaar (Ola) – Lione (Fra) Borussia M. (Ger) – FIORENTINA Rostov (Rus) – Sparta Praga (R. Cec) Gent (Bel) – Tottenham (Ing) Olympiacos (Gre) – Osmanlispor (Tur) Celta (Spa) – Shakhtar (Ucr) Ludogorets (Bul) – Copenaghen (Dan) Astra (Rom) – Genk (Bel)

mai. Non tutto e però molto in Andrea Elefante quattro giorni, prima il Borus­ sia e poi il Milan: «Non so se sia INVIATO A MÖNCHENGLADBACH una settimana decisiva per il entitré anni oggi: l’età nostro futuro — dice Bernar­ della qualità ribelle che deschi — ma so che abbiamo Federico Bernardeschi voglia di giocare queste partite sta imparando a recintare, da e che è bello poterle giocare. giovane­vecchio talento arri­ Ma anche provare a stare in vato finalmente alla stagione corsa dappertutto: la priorità del decollo. Quattordici anni oggi è solo il Borussia, teniamo nel 2008: l’età del tifoso che tantissimo pure all’Europa Le­ ama e ancora sogna di essere ague». Berna è tipo da scom­ lui amato, un giorno. Era il messe: ha voluto la maglia nu­ tempo in cui Berna alternava mero 10 dopo aver chiesto per­ una maglia vio­ messo e un gior­ la delle giovanili no vorrà anche e una sciarpa vi­ IL NUMERO la fascia da capi­ ola al collo tano, se gli sarà quando la Fio­ permesso (dal rentina, ai rigori club e dal mer­ contro i Ran­ cato, dove il suo gers, vide sbri­ nome è tutt’altro ciolarsi il castel­ I gol di Bernardeschi che sussurrato). lo della finale di in sedici presenze Nel frattempo, Coppa Uefa. Al­ ha fatto vincere lora si chiamava in Europa League, una sfida a Pan­ ancora così: og­ ma soltanto una taleo Corvino. Il gi ha cambiato in questa edizione d.g. aveva pun­ nome, ma resta tato secco sui un sogno da provare a rico­ suoi 10 gol in campionato, è struire. già passato a riscuotere — ma da chi non vuole dirlo — e pe­ LA SFIDA DI CORVINO La Fio­ rò a Federico non dovrà nulla: rentina, Bernardeschi e l’Euro­ quest’anno aspettarsi la dop­ pa League. È una scommessa pia cifra da lui era la normali­ che scorre su binari paralleli: tà. Quella che l’ha aiutato a ri­ assicurarsi anche la prossima trovare dopo che la scorsa correndo in campionato da qui estate, tornato a casa, aveva ri­ alla fine e intanto provare a trovato quel ragazzo a suo prendersi questa, che non si sa tempo cresciuto come un fi­

Paok (Gre) – Schalke (Ger) H. Beer-Sheva (Isr) – Besiktas (Tur)

V

7

QUI BORUSSIA

Hecking e i precedenti italiani: «Da Inter e Napoli ho imparato»  MÖNCHENGLADBACH (GER) L’equivoco era dietro l’angolo, Hecking ci ha tenuto a precisare: «Dicendo che con la Fiorentina sarà un giorno di festa non intendevo che sarà facile affrontarla. Da Inter (eliminata) e Napoli (eliminato il suo Wolsburg) ho imparato che le vostre squadre sono forti tatticamente, ma anche

tecnicamente. Noi siamo in ottime condizioni, mentre Raffael no». Il centravanti (problemi muscolari) non ci sarà. Alternative: una prima punta (Hahn), o Stindl e Hazard a turno nel ruolo di trequartista dietro un «finto nove». a.e. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Villarreal (Spa) – ROMA Manchester Utd (Ing) – St-Etienne (Fra) Anderlecht (Bel) – Zenit (Rus) Legia (Pol) – Ajax (Ola) Athletic (Spa) – Apoel (Cip)

OTTAVI DI FINALE

QUARTI DI FINALE

Andata 9 marzo Ritorno 16 marzo

Andata 13 aprile Ritorno 20 aprile

SEMIFINALI

Andata 4 maggio Ritorno 11 maggio

FINALE

24 maggio (Stoccolma)

Federico Bernardeschi, 23 anni, cresciuto nel vivaio Fiorentina GETTY

1Il 10 viola oggi compie 23 anni «Si cresce velocemente soltanto con la testa sempre connessa» glioccio con la cresta e un po’ troppo mechato. SQUALIFICA Da allora sono successe un sacco di cose: Ber­ nardeschi ha convinto Sousa (e il c.t. Ventura), si è preso la Fio­ rentina, ne incarna l’anima ita­ liana fatta di ragazzi (lui, Chie­ sa, Babacar) che oggi sono ri­ sorse tecniche ma anche eco­ nomiche. Ne è diventato un pezzo d’anima importante. Lo sarà anche stasera, e non solo perché domenica contro il Mi­ lan sarà squalificato: «E mi di­ spiace tanto, ma non sto qui a dire se quell’ammonizione fos­ se giusta o sbagliata: ormai è andata». C’è un’altra sfida da lanciare a se stesso, visto che fi­ nora in Europa non è stato scintillante come in Italia: sei presenze su sei (ma solo tre da titolare) e appena un gol in ca­ sa contro il Paok Salonicco, per di più superfluo. STADIO CALDO Segnarne uno

stasera difficilmente sarebbe inutile: la strada per fare stra­ da in Europa League passa dal Borussia Park forse anche più di quanto si possa credere. «Sappiamo che ci aspetta uno stadio molto caldo: servirà la migliore Fiorentina, serviran­ no le nostre idee di gioco e tut­ to quello che sappiamo fare. Ovvero provare a vincere: gio­ chiamo sempre così, anche in trasferta». Servirà un altro se­ gnale di Bernardeschi, e quello sì che sarebbe un bel autorega­ lo di compleanno: «Per l’evolu­ zione di un giovane è fonda­ mentale ogni partita, e soprat­ tutto come la affronta mental­ mente. In cer te serate l’adrenalina ce l’hai già dentro: è avere sempre la testa connes­ sa al cento per cento che fa la differenza. È così che si cresce bene e velocemente». È così che la qualità non si sente mai prigioniera, tantomeno dentro il recinto della maturità.

GDS

COSÌ A MÖNCHENGLADBACH, ORE 19 BORUSSIA M. 4-2-3-1

FIORENTINA 3-4-2-1

17 WENDT

4 VESTERGAARD

16 TELLO 19 JOHNSON 8 DAHOUD 13

SOMMER

24 JANTSCHKE

6 SANCHEZ 5 BADELJ

1 3 CHRISTENSEN

20 BORJA VALERO

10

9

2

12 G.RODRIGUEZ TATARUSANU

STINDL HAZARD KALINIC 6 KRAMER

8 VECINO 7 HERMANN

ALLENATORE Hecking PANCHINA: 21 Sippel, 27 Korb, 14 Schulz, 5 Strobl, 22 Benes, 28 Hahn, 9 N. Drmic SQUALIFICATI: nessuno DIFFIDATI: Dahoud INDISPONIBILI: Raffael

10 BERNARDESCHI

13 ASTORI

15 MAXI OLIVERA

ALLENATORE Sousa PANCHINA: 57 Sportiello, 40 Tomovic, 31 Milic, 19 Cristoforo, 21 Saponara, 72 Ilicic, 30 Babacar SQUALIFICATI: Chiesa DIFFIDATI: Sanchez INDISPONIBILI: nessuno

ARBITRO Gil Manzano(Spa) GUARDALINEE Nevado Rodriguez-Yuste (Spa) QUARTO UOMO Rodriguez (Spa) ADDIZIONALI Del Cerro-Sanchez Martinez (Spa) TV Sky Sport 1 HD e Sky Calcio 1 HD INTERNET www.gazzetta.it CENTIMETRI

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IL TECNICO VIOLA

Sousa va all’attacco: «Chi passa il turno arriva in fondo» 1Il portoghese chiede ai suoi ragazzi ambizione e coraggio contro i tedeschi, che hanno vinto le ultime tre gare di fila INVIATO A MÖNCHENGLADBACH

S

e davvero il futuro viola di Sousa è legato ai risul­ tati come lui ama ripetere — e non è così facile crederlo — questa doppia sfida con il Bo­ russia potrà cominciare a dire verità importanti. In un senso o nell’altro. «Perché questa — di­ ce il portoghese — è una delle sfide più belle di questi sedice­ simi di Europa League, e chi passerà avrà molte chance di

arrivare fino in fondo. Siamo a un momento importante della stagione: per noi, ma anche per il calcio italiano». Sfida incer­ tissima, ma con una certezza sullo sfondo: nessuno come lui, che vent’anni fa con l’altro Bo­ russia (Dortmund) ha toccato vette fra le più alte della sua carriera da giocatore (una Champions e una Coppa Inter­ continentale), può respirare senza paura di intossicarsi quell’aria tedesca che invece al­ la Fiorentina va di traverso da

un sacco di tempo. E questo Bo­ russia Moenchengladbach, dal­ l’arrivo di Hecking, sembra es­ sersi purificato i polmoni dopo aver sentito addirittura puzza di retrocessione.

vincere contro qualunque av­ versaria. Lo dico dall’anno scorso: vincere porta l’abitudi­ ne di vincere. Affrontare ogni partita con la stessa mentalità aiuta a portare questa cultura».

BORUSSIA TOP Tre vittorie di fila dopo un pareggio, due gol subiti nelle ultime cinque parti­ te (compresa la Coppa di Ger­ mania), uno stadio da 50.000, ma non di soli numeri vive il nuovo corso inaugurato dall’ex tecnico del Wolsburg. «L’analisi della nostra avversaria — dice Sousa — è facile: squadra di al­ tissimo livello. Ma noi voglia­ mo essere noi stessi, al nostro livello migliore: quando ci arri­ viamo, possiamo competere e

MANTRA Ambizione e corag­ gio, Sousa lo ripete come un mantra. L’ambizione che «deve far catalogare come provinciale il sentirsi forti per aver battuto la Juventus». Come dire: non da certi risultati si giudica un lavoro. E neanche dai giocatori che si decide di impiegare. Sta­ sera Hecking, mancandogli Raffael, potrebbe non usare un centravanti vero, «ma anche senza una punta pesante i risul­ tati non sono cambiati. Squa­

SE GIOCHIAMO AL NOSTRO LIVELLO POSSIAMO VINCERE CONTRO TUTTI PAULO SOUSA TECNICO DELLA FIORENTINA

dra disciplinata e motivata, il loro campionato gli consente di tenere sempre ritmi alti: corro­ no, pressano, difendono bene, chiudono gli spazi fra le linee stando corti, hanno un’intensi­ tà nella transizione altissima, dall’inizio alla fine». Quanto al­ la Fiorentina, «la base della for­ mazione sarà la solita: non è il sistema di gioco che cambia i nostri principi». Dunque San­ chez favorito su Tomovic e un dubbio per la sostituzione di Chiesa: Tello — e probabilmen­ te non cambierebbe assetto — oppure Cristoforo alle spalle di Kalinic, a quel punto con Ber­ nardeschi più decentrato. a.e. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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–. Giocano bene, in modo com­ patto sia in attacco che in dife­ sa, con un’uscita veloce della palla. Io li conosco. Hanno buo­ ni calciatori, senza contare che giocano in uno stadio molto bello dove il pubblico si sente. Negli ultimi 15 anni, poi, hanno maturato tanta esperienza di LA «SUA» COPPA Champions ed Europa League». Di sicuro, però, il Villarreal non è in grande forma, visto che hanno vinto una sola le Europa League vinte da Fazio (2014 delle ultime 9 «Ho no­ e 2016) col Siviglia. partite. tato che hanno Nel 2007, pur in sofferto meno rosa, non giocò mai con una grande come il Siviglia che col Malaga, ma può capita­ re. Comunque sappiamo come affrontare questa doppia sfida, perché non dobbiamo dimenti­ care che si gioca sui 180’. Obiet­ tivi? Siamo preparati per gioca­ re tutte e tre le competizioni e le Il difensore argentino Federico Fazio, 29 anni, ha giocato 43 partite a livello europeo GETTY IMAGES vorremmo vincere tutte. Certo, l’Europa League è importante e sappiamo che tutti quanti – noi e i tifosi – vorremmo imporci. Una cosa è certa, siamo venuti per vincere: prima qui a Villar­ real e poi la Coppa».

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Comandante Fazio «Roma, ti guido io verso la Coppa» Massimo Cecchini

COSÌ A VILA-REAL, ORE 21.05 VILLARREAL 4-4-2

ROMA 3-4-2-1

11 8 JAUME COSTA DOS SANTOS

6 VICTOR RUIZ

13 BRUNO PERES 17

14 TRIGUEROS

BAKAMBU

1

11 SALAH

44 MANOLAS 16 DE ROSSI

20 FAZIO

9 DZEKO

ASENJO 5 MUSACCHIO

INVIATO A VILA-REAL (SPAGNA)

21 BRUNO

18 SANSONE

2 19 MARIO GASPAR CASTILLEJO

ALLENATORE Escribà PANCHINA: 13 Andres Fernandez, 3 Jose Angel, 12 Álvaro, 20 Soriano, 7 Cheryshev, 9 Soldado, 15 Adrián López SQUALIFICATI: nessuno DIFFIDATI: Dos Santos, Victor Ruiz, Rukavina, Santos Borré INDISPONIBILI: nessuno

19 ALISSON

6 STROOTMAN 2 RÜDIGER

4 NAINGGOLAN 33 EMERSON

ALLENATORE Spalletti PANCHINA: 1 Szczesny, 3 Juan Jesus, 21 Mario Rui, 5 Paredes, 8 Perotti, 92 El Shaarawy, 10 Totti SQUALIFICATI: nessuno DIFFIDATI: Paredes INDISPONIBILI: Florenzi (da verificare), Grenier (non schierabile)

ARBITRO Makkelie (Ola) ASSISTENTI Diks-Steegstra (Ola) ADDIZIONALI Blom-Jochem (Ola) QUARTO UOMO Vries (Ola) TV diretta su Sky Sport 1 HD e Tv8 INTERNET www.gazzetta.it GDS

F

ra trenta giorni saranno trenta. Gli anni. Un’età che racconta abbastanza di ciascuno e consente quei bi­ lanci che servono per rilanciare ambizioni. Federico Fazio li compirà il prossimo 17 marzo e – in tema di valutazioni – sicu­ ramente l’Europa League è una delle cose della vita che sarà in­ casellata tra le cose positive. Col Siviglia, infatti, il difensore ha già vinto la manifestazione per due volte (2014 e 2016, nel 2007 era in rosa ma non giocò neppure un minuto) e ha tutta l’intenzione di fare il tris. Inuti­ le dire come il Villarreal non sia affatto d’accordo. OBIETTIVO VITTORIA «Quella di Escribà è una buona squadra – spiega il Comandante, so­ prannome che si attaglia bene al suo modo di guidare la difesa

VOGLIA D’AZZURRO Con que­ ste premesse, non sorprende che un giocatore dal carattere di Fazio non si accontenti di giocare solo nei club. Ha voglia di palcoscenici più importanti, quelli che solo una Nazionale sa dare. «In Argentina non sono passato per un club importante – aveva detto a «Ultimo Uomo» – magari la gente non ha avuto modo di conoscermi davvero. Mi dispiace non aver avuto l’op­ portunità di dimostrare il mio valore. Ci sono molte partite da giocare, però forse il c.t. vuole avere il suo gruppo ben forma­ to». Per questo ieri è tornato ad aprire all’azzurro, visto che con la Nazionale maggiore del suo Paese ha giocato solo tre ami­ chevoli e quindi potrebbe esse­ re chiamato dall’Italia. «Ho passaporto, nome, cognome e sangue italiano. Se Ventura chiamasse, sentirei quello che ha da dire e ne sarei onorato. Quella italiana è una grande Nazionale, con molta storia». Impressioni? Con la voglia di rinnovamento che ha Ventura, difficile che ceda alla tentazio­ ne di chiamare un trentenne «straniero», sia pure di eccel­ lente curriculum, ma un Co­ mandante fa bene a pensare sempre in grande, e su tutti i fronti. Il Villarreal è avvisato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

1Il difensore ha già vinto il trofeo col Siviglia: «Il Villarreal gioca bene ma sappiamo come si batte»

fMANCHESTER UTD-ST. ETIENNE

Paul vs Florentin Sfida tra Pogba «Un vero sogno» Iacopo Iandiorio

«S

e arriva lanciato e c’è da fargli un tackle, non mi tirerò indie­ tro. Certo, cercherò di non far­ gli male, è mio fratello. Ma se c’è da fargli fallo, lo farò!». Pa­ role di Florentin Pogba, 26 an­ ni, difensore del St. Etienne e soprattutto fratello maggiore di Paul, il Polpo, passato in

estate dalla Juve al Manchester United per 105 milioni di euro tutto compreso. I due fratelli stasera si incontreranno per la prima volta in un match uffi­ ciale all’Old Trafford di Man­ chester nell’andata dei sedice­ simi di Europa League. «Sì, è un sogno che si realizza», ha detto Florentin al Guardian l’altro ie­ ri. «Con Paul non siamo mai stati neanche nella stessa squa­ dra, nemmeno nelle giovanili.

Pogba contro: a sinistra Paul, 23, a destra Florentin, 26. I due fratelli si sfidano in Manchester United-Saint Etienne GETTY/LAPRESSE

Ovvio, giocavamo tra di noi per strada: c’era un campetto pro­ prio di fronte a casa e ci anda­ vamo ogni giorno. All’inizio Paul giocava con i ragazzi della sua età, perché avevamo una regola fra noi della zona: mai prendere in squadra ragazzi

più piccoli di oltre 2 anni e lui è minore di noi di 3. Ma Paul con i pari età non si divertiva e pre­ sto si unì a noi. È sempre stato molto bravo tecnicamente, an­ che se all’inizio era meno robu­ sto dei ragazzi più grandi e lo spingevano via».

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IL TECNICO

Ansia Spalletti «Florenzi? Temo l’intervento bis» 1Dal k.o. alla coppa: «Dovremo provare a fare gol Niente turnover: ci sarà con il Toro»

Luciano Spalletti, 57 GETTY INVIATO A VILA-REAL

L

a notte spagnola co­ mincia con una favola a cui manca il lieto fine. L’Europa League, per un at­ timo, è solo un rumore di fondo, visto che il centro della scena lo prende la rica­ duta di Florenzi. «Ieri (mar­ tedì, ndr) Alessandro mi ha detto che gli faceva male il ginocchio operato – spiega Luciano Spalletti –. Mi è pre­ so lo sgomento, perché ha avuto un trauma distorsivo e c’è il rischio di complicazio­ ni. Ci siamo sentiti anche di sera e gli faceva ancora male e così stamattina (ieri, ndr). Venerdì farà altri accerta­ menti, ma temo di tutto, an­ che una nuova operazione. Il mio pensiero va al ragazzo prima che al calciatore. E sì che ne avrei bisogno di uno come lui, visto che in quel ruolo ora ho solo Bruno Pe­ res». Le sensazioni quindi paiono negative e il rischio di un nuovo intervento ai le­ gamenti del ginocchio sini­ stro, operato a fine ottobre, è grande. La sua stagione è a rischio. FARE GOL Ma l’Europa Lea­ gue non attende e così l’alle­ natore sa voltare pagina e, annunciato che giocherà Alisson al posto di Szczesny («Ma in futuro si vedrà»), spiega con chiarezza: «Sarà un esame importante. Il Vil­ larreal è forte. Hanno avuto qualche inciampo, ma può

MATHIAS Florentin e Paul so­ no in trepidazione per la sfi­ da: «Ci abbiamo scherzato su, mandandoci messaggi come “Occhio che la partita si avvicina”. Essere il “fratel­ lo di” non mi disturba, sono orgoglioso della mia famiglia e di Paul, anche se da ragaz­ zo io tifavo per l’Arsenal. Co­ sa ci unisce? La determina­ zione, la voglia di non perde­ re mai, la rabbia e la grinta». Florentin e il suo gemello Mathias, oggi attaccante del­ lo Sparta Rotterdam in Ere­ divisie, sono nati a Conakry, in Guinea (e trasferitisi in Francia con i genitori ad ap­ pena 8 mesi) e hanno scelto di giocare per la nazionale africana (e Flo è un ex Under 20 francese). Paul, invece, ha scelto i Bleus, anche perché nato dopo il trasferimento della famiglia Pogba in Fran­ cia, a Roissy­en­Brie, 30 km a

succedere di giocare meglio con le grandi che con le piccole. Hanno ottimi giocatori e pren­ dono pochissimi gol. Visti i tan­ ti impegni, farò un turnover ra­ gionato, ma a partire dalla prossima gara di campionato (Torino, ndr), lì si interverrà in maniera massiccia sulla forma­ zione». Il Villarreal cede lo scet­ tro della favorita alla Roma, ma Spalletti non ci sta. «Questa partita sarebbe stato meglio di­ sputarla più in là. Si tratta di due squadre forti, anche loro sono tra le favorite per la cop­ pa. Non si possono nascondere, altrimenti non avrebbero sosti­ tuito Marcelino. Comunque, bi­ sogna essere bravi già nella pri­ ma partita. Il Villarreal si chiu­ de e riparte, il ritorno potrebbe essere più difficile, perciò dob­ biamo provare a fare gol – me­ glio se più di uno – ricordando però che sono bravi nelle ripar­ tenze. Ma io e i giocatori non possiamo nasconderci: portia­ mo il nome di Roma». ma. cec. © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUI VILLARREAL

Fiducia Sansone «Nessuna paura Passiamo noi»  (f.m.r.) «Non ho timore della Roma così come non abbiamo paura di nessuno. Se offriremo il nostro miglior livello possiamo passare». Questo il messaggio di ottimismo trasmesso da Nicola Sansone, centravanti del Villarreal ed ex Sassuolo, alla vigilia della sfida con la Roma. «Ovviamente conosco bene la squadra di Spalletti, ci ho giocato contro tante volte: sono forti e quest’anno rispetto al passato sono migliorati parecchio in difesa. Ma anche noi siamo forti e stiamo bene. Per questo penso che sarà una bella sfida e un grande spettacolo. Noi in difficoltà? Non direi. Difendiamo bene e magari quello che ci sta mancando è il gol: penso che arriverà perché stiamo giocando bene e creando occasioni. Ho buone sensazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

est di Parigi. Florentin e Ma­ thias hanno giocato insieme nelle giovanili del Celta Vigo dai 16 ai 18 anni, poi si sono divisi. Flo al Sedan e dal 2013 al St. Etienne; Mat in Galles, e poi anche a Pescara nel 2014, in Scozia e da ago­ sto scorso in Olanda. DICE MOU Ieri anche Mou­ rinho, il tecnico di Paul, ci ha scherzato su: «Ne ho parlato con Paul ma in modo diver­ tente. Penso sia bello, un de­ stino affascinante affrontare un fratello. Ma la mamma dei Pogba sarà un po’ nei pa­ sticci, è impossibile per lei scegliere. Paul mi ha detto che lei tiferà per un pareggio ma comunque vada, fra una settimana, un figlio sarà feli­ ce e l’altro triste». E comun­ que vada ci sarà un Pogba agli ottavi di Europa League. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT


Calcio R La Nazionale

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

PROGETTO AZZURRO

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CONTENUTO PREMIUM

LE NAZIONALI DI OGGI E DOMANI RUSSIA 2018 I PROBABILI 30

FLORENZI ZAPPACOSTA (Conti)

I PROBABILI 22 PER LO STAGE

BUFFON DONNARUMMA PERIN (Marchetti)

BONUCCI BARZAGLI (Rugani)

DE SCIGLIO DARMIAN CHIELLINI (Spinazzola) ROMAGNOLI

MARCHISIO DE ROSSI GAGLIARDINI

VERRATTI PAROLO

CANDREVA BERNARDESCHI (Berardi)

BELOTTI (Pavoletti)

INSIGNE BONAVENTURA (Politano) IMMOBILE EDER

Prima del Mondiale ogni federazione dovrà comunicare almeno 30 giocatori, da ridurre poi a 23 (in maiuscolo). Sono sotto osservazione anche: Caldara, Astori (D); Benassi, Sturaro, Pellegrini (C); Verdi, Gabbiadini, El Shaarawy (A)

CONTI ZAMPANO

CRAGNO MERET

IZZO (Camporese Calabresi)

L’ITALIA DOPO IL MONDIALE SPINAZZOLA BARRECA

CALDARA BIRAGHI GAGLIARDINI PELLEGRINI

CATALDI LOCATELLI

FLORENZI ZAPPACOSTA CONTI

DI FRANCESCO CAPRARI

LAPADULA INGLESE

PETAGNA FALCINELLI BERARDI VERDI

Sabato Ventura comunicherà la lista dei 22 giovani per lo stage della prossima settimana a Coverciano: nel campo i probabili. Sotto osservazione anche Sportiello (P), Di Marco e Vicari (D), Mazzitelli (C)

DONNARUMMA PERIN CRAGNO

BONUCCI RUGANI

SPINAZZOLA DE SCIGLIO ROMAGNOLI CALDARA

VERRATTI PELLEGRINI BERNARDESCHI MARCHISIO BENASSI INSIGNE GAGLIARDINI IMMOBILE EL SHAARAWY LOCATELLI VERDI BELOTTI PETAGNA BERARDI CHIESA CANDREVA

L’Italia del futuro sta nascendo in questi tempi e sarà la sintesi di quella attuale e dei giovani al lavoro negli stage. Sempre se naturalmente Buffon, Chiellini, De Rossi e c. si faranno da parte… GDS

Italia passi nel futuro

LA LINEA VERDE GLI STAGE, I CLUB LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DI VENTURA

DA GAGLIARDINI A LOCATELLI, LA NUOVA GENERAZIONE TORNA AL LAVORO COL C.T. DA MARTEDÌ A COVERCIANO. PER CRESCERE. OBIETTIVO RUSSIA E NON SOLO TUTTE LE CIFRE DEL C.T.

Vittorie Pareggi

3

2

6

PARTITE

Sconfitte

1

12 7 I gol fatti

I gol subiti

3

I moduli schierati 3-5-2 Francia Israele Spagna Macedonia

(1-3) (3-1) (1-1) (3-2)

4-2-4 Liechtenstein (4-0) 3-4-3 Germania (0-0)

27,4 L’età media dei convocati

3

I giocatori di B allo stage

L’IDEA «CANTERA» Il pericolo infatti è in agguato: l’illusione che siano già fenomeni. No, non lo sono ancora, non tutti (ma­ e il 1917 è l’anno che ri­ gari Donnarumma sì...). Devo­ voluzionò il mondo, il no crescere, fare esperienza, 2017 potrebbe essere prepararsi per la Nazionale. In più modestamente quello che questo scenario s’è ben inca­ ha cambiato l’Italia del calcio. strato Gian Piero Ventura che il Poco tempo fa sembrava che presidente Tavecchio aveva il futuro fosse apocalittico. scelto «perché sa lavorare con i «Americano» Pirlo, ultratren­ giovani». Nessuno dei due s’im­ tenni Buffon, Barzagli, Chiel­ maginava però questa genera­ zione­X. Il 23 agosto il nuovo lini e De Rossi, c.t. aveva lancia­ poca roba dalle to l’idea della giovani genera­ VENTURA «cantera» e la zioni (escluso il Gazzetta aveva giovane «vec­ «Questo progetto scritto: «Una bel­ chio» Verratti) e un’Under 21 al­ non è figlio del caso. la partenza. Spe­ riamo non la fac­ l’apparenza non Ho studiato quello ciano finire come epocale. All’im­ che fa la Germania» le idee di Conte». provviso i tac­ Meno diplomati­ cuini degli os­ «Un alto dirigente co, più vicino al servatori si so­ principio «o tutto no riempiti di della A mi ha detto o niente», Conte nomi dalle pro­ d’aver capito: per s’era visto sbatte­ spettive poten­ me è un successo» re in faccia pa­ zialmente illi­ mitate: Bernardeschi e Don­ recchie porte. Ventura ha lavo­ narumma i primi, poi Roma­ rato più sottotraccia e ha incon­ gnoli, Rugani, il fenomeno trato tutte le 20 squadre per annunciato (e atteso) Berar­ spiegare il progetto (comin­ di, Gagliardini, quindi Meret, ciando il 2 agosto proprio dalla Conti, Spinazzola, Barreca, Juve che era forse l’ostacolo più Pellegrini, Benassi, Mazzitel­ complicato). Alle perplessità li, Locatelli, Verdi, Petagna, preventive di Andrea Agnelli, Di Francesco, il baby Chiesa e Ventura aveva risposto: «Tene­ qualcuno pensa già a Kean... tevi pure Barzagli e Bonucci. Questione astrale, investi­ Negli stage io voglio vedere Ru­ menti, coincidenze: sarebbe gani». consigliabile non correre troppo, ma non si può negare STAGE PER PREPARARSI Ven­ la svolta generazionale. I ra­ tura ha pensato agli stage come gazzi ci sono, ora non spre­ fase di crescita per la Nazionale. Un po come quei club che, fin chiamo questo bendiddio.

L’ANTICIPAZIONE di FABIO LICARI

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dalle giovanili, preparano i ra­ gazzi a giocare come la prima squadra. Scelto il modulo (4­ 2­4), con il 3­5­2 sempre utile in emergenza, e aspettando di po­ ter usare anche il 4­3­3 quando le mezzali diventeranno «adul­ te», Ventura ha programmato queste «due giorni» a Covercia­ no: 48 ore di full immersion nel nuovo sistema. Perché, al mo­ mento della chiamata, i giovani siano già pronti e non strabuzzi­ no gli occhi se viene chiesto loro un movimento sconosciuto.

AUMENTO VALORE Le società hanno detto sì: hanno capito l’importanza della Nazionale per tutto il movimento. L’Italia forse non sarà più la squadra di nessuno. I rapporti con i club sono cordiali al momento. Il c.t., dall’alto dei suoi 69 anni, parla ai ragazzi anche da padre in colloqui personali perché a quell’età le problematiche sono speciali. E poi diciamolo: la chiamata può fare comodo alle società e cambiare la valutazio­ ne di un giocatore. Gagliardini sarebbe arrivato comunque, ma la convocazione a sorpresa di no­ IL NUMERO vembre (Spagna e Macedonia) ha svelato un giova­ ne che non tutti conoscevano. E che l’Inter paghe­ rà in totale 28 i convocati di milioni. «Questo Ventura nelle progetto non è fi­ 6 partite della sua glio del caso — gestione (22 alla ricorda Ventura prima convocazione) —. Mi ero infor­ mato sulla Ger­ mania: la federazione paga i club per disporre dei giocatori e farli allenare col sistema di Low. Lo stage per noi ha lo stesso va­ lore». Il c.t. non rivela il nome, ma confessa che «un dirigente molto importante di A mi ha detto: “Adesso mi è tutto chiaro, ti aiuteremo”. Per me è stato un successo».

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FALCINELLI «OSSERVATO» Sa­ bato le convocazioni per lo sta­ ge di martedì. Con gli annun­ ciati Berardi, Verdi e Spinazzo­ la ci sarebbe stato anche Chiesa se non avesse avuto l’impegno in Euroleague con la Fiorenti­ na. Saranno confermati Ga­

gliardini (sempre per il famoso percorso di crescita, anche se è già tra i «grandi») e Locatelli. Sono sotto osservazione Falci­ nelli, Di Francesco e i difensori di Serie B Calabresi, Camporese e Vicari.

IL FUTURO Tra noi e il Mondiale c’è la Spagna e, nel caso peggio­ re, i playoff. Comunque nel 2018 i c.t. qualificati dovranno comunicare alla Fifa un lista di almeno 30 nomi prima di sce­ gliere i 23. Per cui è sulla lista ampia che lavorerà Ventura. E in questa lista possono entrare almeno Conti, Rugani, Spinaz­ zola, Berardi. Ma il 2018 non può essere l’unico obiettivo. Dalla sintesi tra l’Italia di oggi e i giovani degli stage nascerà l’Italia post­Mondiale. Possia­ mo divertirci a schierare un campetto (vedi grafico in alto), ma di sicuro la scelta sembra ampia e qualificata. Se si conti­ nua così c’è un futuro. Speria­ mo che a nessuno venga in mente di rompere un meccani­ smo che promette. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AGENDA AZZURRA NEL 2017 Ecco l’agenda degli impegni dell’Italia durante il 2017. FEBBRAIO 21-22 Stage a Coverciano MARZO 24 ITALIA-Albania (QM, Palermo) 28 Olanda-ITALIA (Ami., Amsterdam) APRILE 11-12 Stage a Coverciano MAGGIO 2-3 Stage a Coverciano 29-30 Stage a Coverciano 31 ITALIA SPERIMENTALE-San Marino (Bologna/Empoli) GIUGNO 7 ITALIA-Uruguay (Ami., Nizza) 11 ITALIA-Liechtenstein (QM, Udine) SETTEMBRE 2 Spagna-ITALIA (QM) 5 ITALIA-Israele (QM, Reggio Emilia) OTTOBRE 6 ITALIA-Malta (QM) 9 Albania-ITALIA (QM) NOVEMBRE 10 e 14 Amichevoli/Playoff DICEMBRE 1° Sorteggio Russia 2018 a Mosca


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Serie A R Gli uomini chiave

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Doppia-mente Juve Marchisio-Khedira I due cervelloni per guidare la fuga

MANCA IL GOL Claudio Mar­ chisio ­ che nei giorni scorsi ha fatto il telecronista in dialetto piemontese per J­tv ­ domenica scorsa ha appunto piazzato l’assist per il primo gol di Hi­ guain: palla profonda, alla Pja­ nic (che non c’era). La sua mis­ sione, ora, è non avere ricadute proprio per poter dare una sterzata al sistema: e mentre in Champions ha segnato un gol (a Siviglia, «Una liberazio­ ne» disse lui), ecco che in campionato non è anco­ ra successo. La gara contro il Palermo po­ trebbe essere il palco­ scenico buono.

1Il Principino cresce, il tedesco è una certezza Allegri tira a lucido le colonne per il gran finale calcistica, ovvio. Un anno fa sa­ cramentava per i tanti stop, quest’anno potrebbe stare fer­ orse ancora insieme, co­ mo ma solo perché... non sta me a Cagliari. O for­ fermo mai. «Khedira ­ ha se no, considerato raccontato il tecnico che Pjanic è ancora in della Juventus ­ gioca dubbio. Una cosa, da anni a due, è tor­ però, è certa: Sami nato mezzala come Khedira (l’impre­ in gioventù. Con Pog­ scindibile) e Claudio ba poteva fare la pri­ Marchisio (il Principi­ ma mezzala, un lavoro no) saranno le che fa ora in ge­ armi in più di stione della par­ questo finale in GLI SCENARI tita. Se la partita cui tutto dovrà Contro il Cagliari va a 30 all’ora lui volgere al bello. va a 31, se a 50 Hanno mente e hanno giocato vicini, va a 51. E’ bravo forza, visione e domani il tedesco in questo. Sulla spessore, cari­ potrebbe rifiatare condizione fisica sma e capacità i dati ci dicono gestionale: nel Conte vorrebbe bene». Se c’è un nuovo centro­ giocatore che campo a due, l’azzurro al Chelsea, Max non vuole Max Allegri li ge­ Khedira piace in Mls veder mancare è stirà. Uno o l’al­ Ma resteranno proprio il tede­ tro, ma anche sco che sta mo­ messi vicini fanno la loro gran­ strando una resistenza pazze­ dissima figura. Al Sant’Elia, il sca: gestisce le «sfuriate» offen­ tedesco ha «scolarizzato» il de­ sive di Pjanic, si scambia con butto nel 4­2­3­1 di Marchisio. lui quando il bosniaco resta da­ Lo ha «protetto», e Claudio è vanti alla difesa da solo e lui va andato a fare l’assist del primo a fare proprio la mezzala inter­ gol. Insomma: su due così ­ ventista. mente ed esperienza ­ Allegri baserà la volata lunga 4 mesi. LA PANCA E’ NOTIZIA Contro il Palermo ­ domani ­ potrebbe VIVA LA RESISTENZA La nuo­ anche rifiatare, e sarebbe una va vita di Sami Khedira è nota: notizia visto che l’ultima pan­

Matteo Dalla Vite

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china è stato un intermezzo ra­ pido fra presenze consecutive. L’ultima volta in cui Sami è ri­ stato a sedere è stato l’11 gen­ naio, contro l’Atalanta e in Coppa Italia. Ha 28 presenze ­ più di ogni bianconero ­ e ha giocato con a fianco tutti, uno alla volta, quindi con Marchi­ sio, Pjanic, Rincon e Sturaro. SLIDING DOORS Insomma: se una volta Marchisio era l’intoc­ cabile e Khedira era più fuori che dentro, ecco che adesso il ruolo si è momentaneamente ribaltato. Sliding doors. Mar­ chisio è tornato titolare a Ca­ gliari dopo panchine e una non­convocazione. Questione gestionale post­infortunio e rientro, come spiegò lo stesso Allegri. Pareva che Marchisio col 4­2­ 3­1 non potesse aver niente a che fare, ma siccome è Marchi­ sio questo problema non sussi­ ste. Il suo ritorno calibrato, do­ sato, è programmazione pura: in questa volatona finale che sta per aprirsi, Allegri vuole tutti i propri effettivi, e ancor più coloro che ­ come Marchi­ sio ­ hanno la forza di decidere situazioni e partite. Per questo il Principino può diventare l’ar­ ma in più di questa Juventus, quella che per certi versi è stata finora Khedira.

7

 gare da titolare in questa Serie A di Claudio Marchisio, 31 anni: tra i centrocampisti solo Lemina e Sturaro (6) ne hanno di meno LAPRESSE

28

 presenze da titolare di Sami Khedira, 29 anni, nel 2016-17, il primo dei bianconeri; 2391 minuti giocati contro i 1921 di tutta la scorsa annata GETTY

L’ARGENTINO

ad Allegri di togliermi sempre per superare quel record». Ale è arrivato a 20, lui è a 11 Fabiana Della Valle

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aulo Dybala ci scherza su: «Mi spiace non essere stato sostituito contro il Crotone, perché prima della partita mi avevano parlato del record di cambi di Del Piero e io ci tengo a batterlo: qui è diffici­ le superare primati di assist, gol e scudetti vinti, perché ci sono giocatori che ne hanno fatti tantissimi, penso che chie­ derò al mister di togliermi sem­ pre alla fine della partita, così potrò superare Ale». Lo dice con il sorriso sulle labbra, du­ rante un’intervista a Sky, e su­ bito dopo ai microfoni di Me­ diaset fa mea culpa per quella mano non data ad Allegri dopo

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MERCATO

Dybala sostituito? Lui ci scherza su «Rinnovo e poi supero Del Piero» 1Paulo: «Chiederò

LI CERCANO ALL’ESTERO Dall’Inghilterra, intanto, accostano Marchisio alle vo­ lontà future di Antonio Conte per il Chelsea da Champions che verrà. La capacità di esse­ re giocatore universale di cen­ trocampo ha ovviamente ascendenti nell’ex c.t. dell’Ita­ lia. L’ipotesi che Claudio possa lasciare l’Italia è attualmente molto lontana, perché Claudio non ha intenzione di mollare la squadra in cui è cresciuto. Però da quelle parti ne parla­ no, e le antenne vanno tenute dritte. E Sami? Ha il dono del­ la sincerità («Abbiamo fatto partite più spettacolari» disse dopo la vittoria sull’Inter; «Ba­ sta parlare di Pogba» ammonì tutti dopo il k.o. di Firenze) e un contratto che scade nel 2019: si è parlato della possibi­ lità che la Juve gli allungasse di un anno l’accordo con l’ulti­ mo legato alle presenze, ma al momento non ci sono avvisa­ glie in questo senso. Sami compirà trent’anni ad aprile e sulle sue tracce si sono mossi alcuni club della MLS ameri­ cana. Ma tutto sta a capire quanto il tedesco abbia voglia di abbandonare il calcio conti­ nentale: una cosa è certa, per Allegri è fondamentale. Come Marchisio. La gestione della volata finale dipende anche da loro, dai due Cervelloni.

il cambio di Reggio Emilia: «E’ tutto chiarito, non c’è stato bi­ sogno di parole, ho capito di aver sbagliato perché queste sono cose che fanno male al calcio e non lo rifarò». POCHI GOL, TANTI ASSIST Del Piero arrivò a 20 sostituzioni con Capello nel campionato 2004­05, Dybala per ora è a quota 11, ma pare aver supera­ to il trauma da «Perché tocca sempre a me?». Si consola con gli assist e con i gol che spera riarriveranno presto, magari già domani contro il Palermo, visto che alla sua unica ex ita­ liana non ha ancora mai segna­ to. «Con il nuovo modulo sono cresciuto nel modo di far gioca­ re la squadra, Allegri mi chiede di indietreggiare un po’, di non essere troppo chiuso tra le linee e io lo faccio. Adesso siamo tan­ ti in attacco e in questo periodo stiamo affrontando squadre che ci aspettano. Per prendere la palla come piace a me devo arretrare sulla linea dei centro­ campisti e cercare di girare die­ tro alla palla o tentare l’imbu­

Paulo Dybala, 23 anni, finora ha segnato 5 gol in campionato ANSA

RSulla mano non data a Max: «Ho sbagliato, non lo rifarò. Contratto? Siamo vicini»

cata per gli attaccanti che fan­ no i movimenti. Questo mi por­ ta ad essere più lontano dalla porta. Le occasioni le ho avute, sono stato sfortunato a Crotone con il salvataggio sulla linea e contro l’Inter. Io però sono tranquillo, perché sento che sto giocando bene e che sono utile per la squadra». A Cagliari avrebbe potuto segnare di testa se Rafael non avesse fatto un

miracolo, si è consolato serven­ do a Higuain il pallone del 2­0. Se le reti sono meno della metà rispetto allo stesso periodo del campionato scorso (5 quest’an­ no, 13 nel 2015­16), Paulo è terzo nella classifica biancone­ ra degli assist serviti in Serie A: 3, meglio hanno fatto solo Cua­ drado (4) e Pjanic (5). Domani ci sarà riposo per qualcuna del­ le cinque stelle (di sicuro per Mandzukic, che è squalificato), Dybala spera che non tocchi a lui, perché già all’andata gioca­ ta alla Favorita è rimasto in panchina per tutta la partita (turnover pre­Champions Lea­ gue) e ci tiene ad affrontare molti ex compagni.

Dal San Paolo: «Offerta Juve per Lyanco»

RINNOVO VICINO Un anno e mezzo fa, quando arrivò a Tori­ no, probabilmente non imma­ ginava di diventare così presto uno dei pilastri della Juventus. Tanto da meritare un prolunga­ mento del contratto (dal 2020 al 2021) con sostanzioso ritoc­ co dell’ingaggio: dopo la firma guadagnerà quasi quanto Hi­ guain (che prende 7,5 milioni). «Siamo molto vicini al rinnovo — ha spiegato Dybala —. Il mio procuratore deve atterrare in Italia per parlare delle ultime cose con Marotta. Devono met­ tersi d’accordo loro, la disponi­ bilità da parte nostra c’è».

 «Sono già al lavoro per rientrare il prima possibile»: con questo tweet ieri Giorgio Chiellini ha voluto rassicurare i tifosi, che traducono quel «prima possibile» con «in tempo per la Champions». Chiellini si è fatto male nell’ultima gara col Cagliari, si parla di trauma distrattivo del flessore della coscia destra con tempi da valutare. Stesso infortunio di Barzagli, che si è fermato a Crotone ed è anche lui a rischio per l’andata degli ottavi col Porto (mercoledì 22). Ieri Pjanic ha fatto lavoro a parte ma aumentando l’intensità: col Palermo potrebbe riposare. Intanto il presidente del San Paolo ha confermato l’interesse della Juventus per Lyanco: «Abbiamo ricevuto un’offerta ufficiale della Juventus per Lyanco — ha detto Carlos Augusto Barros Silva —. Inoltre c’è stata una proposta dell’Atletico Madrid arrivata per iscritto. Siamo pronti a trattare con entrambi». Il difensore ‘97, è valutato 8-9 milioni di euro.

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Serie A R La scelta

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Matteo Brega MILANO

 I gol stagionali di Perisic, tutti realizzati in campionato. Ha segnato una sola doppietta, a Udine, poi gol a Juve, Bologna, Crotone, Milan e Chievo

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arte dei miei sogni si sono realizzati: gio­ co per la Croazia e per l’Inter». Ivan Perisic sveste i panni del croato­tedesco inte­ gerrimo sul posto di lavoro e lascia emergere il lato adole­ scenziale durante un’intervista alla Fifa. Padre, calciatore, ala, sognatore, sogno. Il croato tor­ nerà domenica a disposizione di Stefano Pioli per la trasferta di Bologna dopo aver scontato un turno di squalifica a causa di un parere personale sul­ l’operato di Rizzoli ritenuto ec­ cessivo dall’arbitro emiliano durante la sfida con la Juve. GOL PESANTI Per il tecnico ne­ razzurro sarà come ritrovare una fetta consistente dell’Inter di quest’anno. I 7 gol segnati dal croato – tutti in campiona­ to – riassumono una stagione fatta di acuti elevati per un gio­ catore che è diventato come un talismano. Nelle sei partite in cui ha segnato, l’Inter non ha mai perso: 4 vittorie e 2 pareg­ gi. Quando lui esulta, il morale dell’Inter resta alto. Un po’ co­ me il suo busto mentre corre, una caratteristica estetica che lo rende facilmente individua­ bile. Il suo rientro sulla sinistra consentirà a Pioli di ritrovare il baricentro dell’esterno con An­ tonio Candreva a destra. Sem­ bra un paradosso, ma è così. I nerazzurri «pendono in equili­ brio sugli esterni» dove gli aghi pungono e rammendano. Peri­ sic è uno dei migliori crossatori del campionato e i dati Opta che raccolgono i suoi numeri stagionali ricordano che ne produce 5,55 a partita. Un’enormità se paragonati a chi, nel suo ruolo, ne effettua mediamen­ te 1,25 ogni usci­ ta. Il lavoro, per lui, non è mai stato un proble­ ma. Fin da quando si trasferì all’Hajduk Spalato ha accom­ pagnato il lavoro «ufficiale» del club con quello di un alle­ natore personale per puntella­ re la preparazione e affinare i dettagli. Adesso, arrivato a questo livello di carriera, l’at­ tenzione di Ivan si sta specia­ lizzando sulla parte tattica. «La Bundesliga ti concede più spa­ zi e forse è un campionato più

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 Le partite di Perisic con l’Inter tra campionato (22), Europa League (5) e Coppa Italia (1). Rientrerà domenica a Bologna dopo un turno di squalifica

0 Sopra Ivan Perisic, 28 anni, impegnato in una sforbiciata durante un allenamento alla Pinetina. Sotto Eder, 30, e Rodrigo Palacio, 35 GETTY

Perisic si riprende l’Inter Pioli ha l’uomo dei sogni

1Il croato torna dopo la squalifica post Juve: «Ormai ho capito la A» Eder è destinato a fare il «falso nove», c’è la panchina per Palacio adatto alle mie caratteristiche – ha spiegato alla Fifa –, ma sto migliorando molto qui in Italia anche se si gioca un calcio diverso. Non c’è molto cam­ po per le giocate indivi­ duali, è più tattico il cam­ pionato». Chi «gode» maggiormente del la­ voro di Perisic è Mau­ ro Icardi, il punto fi­ nale della manovra di Pioli. «Ha caratteristiche spettacolari – ha spiegato il ca­ pitano –, sa sempre quello che deve fare con la palla, a me ba­ sta attaccare lo spazio, il primo palo». MILANO Quando, nell’estate del 2015, l’Inter decise di pun­ tare su di lui, lo fece perché convinta di aumentare il livello della rosa. «Non ho impiegato

molto a dire sì all’Inter – rivela Perisic – perché è un grande club, con una grande storia e che ha vinto la Champions nel 2010. Noi dobbiamo lavorare per riportare la squadra a quei livelli. E poi Milano è una città fantastica. Non ho mai avuto la possibilità di vivere in un posto così spettacolare, i miei figli so­ no entusiasti». Leonardo e Ma­ nuela, le sue passioni (il basket lo mettiamo un gradino sotto giustamente), li porta tatuati sulle scarpe da gioco. FUTURO Pagato 17 milioni da Wolfsburg, è diventato un’at­ trazione specialmente per i club della Premier League. Su Perisic, infatti, si sono mosse diverse squadre negli ultimi dodici mesi. Il futuro di Ivan è tutto da scrivere. Le sue qualità

innegabili ne fanno un punto fermo di questa Inter, ma chis­ sà che per fare spazio a nuovi ingressi «offensivi» non si decida di sedersi a un ta­ volo con possibili acqui­ renti e verificarne la pos­ sibile vendita. Uno sce­ nario non impossibile. Lontano, dai contorni poco definiti, ma non del tutto impossibile. Le possibilità economiche di Zhang Jindong, proprietario di Suning, sono formidabili. Ma questo non significa che l’Inter possa trattenere tutti i suoi campioni. Anche per necessità numeriche. Come ha ricordato Pioli appena arrivato, una rosa – per essere allenata adeguata­ mente – deve essere composta da 24­25 elementi, non di più. Il sacrificato dunque potrebbe

VERSO BOLOGNA

e Brozovic out, Medel e Miranda diffidati: ipotesi Gagliardini-Joao MILANO

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ondogbia squalificato, Medel diffidato, Brozo­ vic indisponibile e Bane­ ga appena rientrato da un pro­ blema al ginocchio. Stefano Pioli ha iniziato ieri a studiare la soluzione in vista del Bolo­ gna. Il nodo, in questa situazio­ ne, è il centrocampo. Il reparto nevralgico da costruire per af­ frontare la squadra di Roberto Donadoni passerà attraverso il pettine di una serie di oggettive difficoltà. Settimana prossima arriverà la Roma al Meazza e l’allenatore emiliano dovrà te­ nere in considerazione anche questo aspetto. Nonostante do­ po la vittoria contro l’Empoli abbia voluto sottolineare che

 Le sconfitte dell’Inter quando Perisic fa gol. Se il croato segna, l’Inter vince (in quattro occasioni) o pareggia (due volte, contro il Milan e il Bologna)

essere lui. Intanto, però, l’Inter beneficia del suo lavoro sulla fascia sinistra. Là dove Eder domenica scorsa ha tolto la ter­ ra sotto i piedi dei giocatori dell’Empoli e dove a Bologna tornerà il titolare. Eder, così, potrebbe essere spostato più al centro per un lavoro da «falso nueve». Non tanto nel concetto di posizione, ma di spazio oc­ cupato. Con Rodrigo Palacio che potrebbe finire in panchi­ na pronto per subentrare in ca­ so di necessità. NAZIONALE Perisic avrà come obiettivo non solo il traguardo­ Champions con l’Inter ma pure quello della qualificazione al prossimo Mondiale con la Croazia. «Non vogliamo ripetere gli errori del passato – analizza il croato – durante la cor­ sa alla qualificazione. Dobbiamo restare con­ centrati e non perdere l’occasione di andare in Russia tra un anno e mez­ zo». Effettivamente, dopo l’eliminazione all’ultimo Euro­ peo in favore del Portogallo poi campione negli ottavi al sup­ plementare, il rischio di «bru­ ciare» una generazione di ta­ lenti è enorme. Serve concen­ trazione, sull’Inter e sulla Cro­ azia, per tenere accesi i sogni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IN VISTA DEL BIG MATCH

Per la Roma ci saranno Zhang e Thohir

Rompicapo centrocampo tra guai fisici e disciplinari 1Kondogbia

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sceglierà la formazione del Dal­ l’Ara senza guardare in faccia ai diffidati, Pioli qualche pensiero lo farà perché oltre a Medel, an­ che Miranda rientra nella lista degli «allertati». Due terzi della difesa a tre rischiano di saltare la gara contro la formazione di Luciano Spalletti e in quel caso Pioli dovrebbe tornare alla di­ fesa a quattro affiancando a Murillo uno tra Andreolli, Sain­ sbury o l’adattato D’Ambrosio. DAVANTI ALLA DIFESA Fanta­ calcio, o comunque ipotesi molto lontana. Il discorso della difesa si lega indissolubilmente con quello del centrocampo. Senza Kondogbia, con il quale si era trovato un certo equili­ brio, Pioli continua a meditare di spostare Medel al fianco di Gagliardini. Avanzare il cileno sulla mediana potrebbe com­ portare l’aumento del rischio di incrociare un cartellino giallo. È la legge dei grandi numeri: la zona centrale del campo porta più contrasti, più palloni gioca­ ti e di conseguenza aumenta le possibilità di scontrarsi. I conti però non fanno parte né del

 Per il big match di domenica 26 contro la Roma ci saranno anche il patron Zhang Jindong e il presidente Erick Thohir. Non mancheranno al Meazza i due vertici nerazzurri per sostenere la squadra di Stefano Pioli contro una diretta concorrente per la corsa a un posto in Champions League. I loro arrivi a Milano sono legati ai rispettivi impegni di lavoro, ma entrambi ci saranno al Meazza.

pensiero di Pioli né del partico­ lare momento dell’Inter che de­ ve vincere e presentarsi allo scontro diretto contro la Roma con altri tre punti. Magari met­ tendo anche un po’ di pressione visto che i nerazzurri gioche­ ranno alle 12.30 al Dall’Ara mentre i giallorossi scenderan­ no in campo all’Olimpico di Ro­ ma contro il Torino alle 18. QUALE SOLUZIONE? Quali so­ luzioni dunque per Pioli? Se si parte dal 3­4­2­1 degli ultimi tempi è probabile che rischi Medel al fianco di Gagliardini con Candreva a destra e alle spalle di Eder (in vantaggio su Palacio) la coppia Joao Mario­ Perisic. Ieri alla Pinetina, du­ rante i primi accenni di prove tattiche, l’allenatore ha provato anche Andreolli nel pacchetto arretrato. Una soluzione che parte comunque in seconda fila per adesso. L’alternativa alla formazione appena descritta è quella di una diga davanti alla difesa formata da Joao Mario e Gagliardini. Una pista che por­ terebbe però meno filtro in ca­ so di ripiegamenti improvvisi

visto che ci sarebbe spazio an­ che per Banega. Altrimenti si potrebbe tornare alla difesa a quattro pura, scegliendo maga­ ri di tenere in panchina Miran­ da e sistemare Medel al fianco di Murillo. Pioli continuerà a provare anche questa mattina partendo dal presupposto che cambiare troppo potrebbe esse­ re controproducente. m.b.

D.C. UNITED In attesa degli sviluppi sulla questione Meazza tra Inter e Milan, Thohir ha chiuso l’accordo con Audi per la sponsorizzazione del nuovo impianto dei D.C. United. Il presidente nerazzurro, managing partner del club americano con Jason Levien, avrebbe concluso il contratto con la casa automobilistica tedesca per 12 anni. Lo stadio, che avrà una capienza di 20 mila posti, si chiamerà «Audi Field». I lavori finiranno nell’aprile 2018.

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Joao Miranda, 32 anni, a colloquio con Gary Medel, 29 GETTY

RPioli insiste sulla difesa a tre Alternativa il ritorno di Gary sulla mediana


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Serie A R Il ragazzo rampante

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Quiz Deulofeu È 9: vero o falso? Montella studia, il Milan aspetta

COME GIOCA IL MILAN CON DEULOFEU 4-3-3 ESTERNO DONNARUMMA ABATE PALETTA ROMAGNOLI DE SCIGLIO KUCKA SUSO

DONNARUMMA ABATE PALETTA ROMAGNOLI DE SCIGLIO KUCKA

Il suo tecnico nella cantera: «Uno contro uno è il top» @lucabianchin7

L’

associazione mondiale numeri 9 ha stracciato la domanda di ammissione al club di Gerard Deulofeu. Lu­ nedì sera, contro la Lazio, Geri più che un «falso 9» è stato un 9 di cartapesta: travestimento fallito. Deulofeu non è stato ne­ gativo, semplicemente non è stato un centravanti: zero azio­ ni significative in area, pochi movimenti da attaccante cen­ trale, tanto istinto. «Deu» è an­ dato dove lo portava il cuore: a sinistra. Ha giocato buona par­ te dei suoi palloni da quella parte, anche prima che Lapa­ dula entrasse per occupare l’area. La sua azione più fre­ quente è stato il classico passo indietro da punta di manovra. Geri arretrava, chiedeva palla e la giocava: a volte faceva la sponda, altre puntava la porta e proponeva l’uno­due a un compagno. Spesso, in spagno­ lo, a Suso. A inizio secondo tempo Deulofeu si è anche vi­ sto largo a sinistra, in posizione da terzino: addirittura, rientra­ va per chiudere su Felipe An­ derson. Eppure...

LOCATELLI PASALIC

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I SUOI TOCCHI PER ZONA CON L’EVERTON Il colore è più intenso nelle zone in cui ci sono stati più tocchi di palla

LA SCELTA Eppure l’esperi­ mento del Milan leggero, senza Bacca e Lapadula, può restare d’attualità. Quando Basta ha perso palla nella sua metà cam­ po ­ sciagurato ­ Deulofeu era in zona. L’ha rubata lui e, se so­ lo Ocampos gliel’avesse restitu­ ita, forse oggi parleremmo di Deulofeu in gol alla prima da centravanti. Montella a tre giorni da Milan­Fiorentina, il posticipo di domenica sera, inevitabilmente ci pensa. Me­ glio Bacca, Lapadula o Deulo­ feu?

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I SUOI TOCCHI PER ZONA CONTRO LA LAZIO ATTACCO

Gerard Deulofeu Lazaro, 22 anni, nato in Catalogna NEWPHOTOPRESS

L’ESPERTO Gerard non ha gros­ se ansie. Ha detto «per me è im­ portante soprattutto giocare» e per quello non ci sono proble­ mi: un posto da esterno di sini­ stra o da centravanti, per lui c’è. Il punto semmai è capire se può rendere da attaccante cen­ trale. Per provare a capire, si può chiamare in Austria. Oscar Garcia Junyent è primo in cam­ pionato con il Red Bull Sali­ sburgo ma a inizio decennio al­ lenava Deulofeu nelle giovanili del Barcellona. Il «falso 9» mo­ derno l’hanno inventato lì e Oscar ha dovuto insegnare co­ me si gioca in quella posizione. «Gerard attaccante centrale?

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IL MILAN CON DEULOFEU CENTRAVANTI 4-3-3

1L’efficacia del catalano dipende dai compagni Luca Bianchin

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PER TALENTO, GERARD È UNO DEI MIGLIORI CHE ABBIA MAI AVUTO PUÒ FARE LA PRIMA PUNTA, MA INUTILE CERCARLO CON I CROSS ALTI OSCAR GARCIA JUNYENT ALLENATORE SALISBURGO

Sì, può farlo. Per talento, è uno dei tre migliori che io abbia al­ lenato a Barcellona. Se parlia­ mo di uno contro uno, il top mai avuto: meglio di Rafinha, Icardi e tutti gli altri. Certo, la sua partita da falso 9 dipende dalla squadra». Dipende da Ocampos e Suso. Dipende da Montella. Sempre Oscar: «Se il Milan crossa dal fondo, è chia­ ro che Deulofeu non può essere utile. Devono cercarlo palla a terra e dargli spazio per punta­ re l’avversario diretto». LA TESTA Il resto starà a Geri e alla sua testa. Oscar dice che a

Barcellona, anni fa, c’era chi giudicava Deulofeu «un caso perso», per colpa di un atteg­ giamento un po’... troppo sicu­ ro di sé. Esagerati. I tifosi del Milan sono sicuri del contrario: dopo l’assist a Pasalic di Bolo­ gna, sono innamorati persi. A San Valentino, Deulofeu ha po­ stato una foto della compagna con i classici auguri in spagno­ lo. I milanisti non sono gelosi ma preferiscono quando punta Maietta, fa un tunnel a Krafth e poi si collega a Twitter per poe­ tare in italiano, come la scorsa settimana: «Bravo Squadra!!».

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Bacca intanto «sente» la crisi: 5 tiri in 45 giorni

1Terza scelta con la Lazio, Carlos ha cifre inferiori agli attaccanti delle big italiane. Domenica sera prima chance di riscatto

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asperini, allenatore del momento, anni fa dice­ va: «Mio padre aveva un criterio semplice per giudicare i giocatori. “È bon” o “Non è bon”. Non si sbagliava mica tanto». Come dire, cerchiamo di parlare più spesso di qualità dei giocatori: è buono, cioè forte, o non è buono. Per Car­ los Bacca, nonostante le criti­ che collettive dell’ultimo peri­ odo, ci sono pochi dubbi: «è bon». Altrimenti non si segna­ no 7 gol in due edizioni di Eu­ ropa League consecutive. Al­ trimenti non si decide una fi­ nale europea con due gol. Quelle due azioni però aiuta­ no a capire. Contro il Dnipro, nella finale 2015, Bacca ha se­ gnato... alla Bacca. Palla in verticale, fuorigioco evi­ tato, scatto e uno contro uno col por­ tiere. Ci siamo disa­ bituati a vederlo co­ sì. OPINIONI Bacca lu­ nedì sera è stata la terza scelta per il ruolo di attaccante centrale. Deulofeu era il titolare, Lapa­ dula il primo cambio. Non il massimo per il morale. Il pubblico, che a San Siro ten­ de a fischiarlo, si è diviso da tempo. Carlos è in crisi? È un

giocatore sopravvalutato? È uno dei problemi del Milan? Difficile dirlo, ma le posizioni sono definite. Attacchi dei cri­ tici: ha avuto tante occasioni, non le ha quasi mai sfruttate. Difesa degli appassionati del 70: quei due palloni della fina­ le 2015, a Milano non passano quasi mai. Il Milan non riesce a mandarlo in porta in verticale e Bacca non lo aiuta: nell’ulti­ mo periodo i suoi gol da uomo d’area ­ un tocco sotto porta, un cross girato sul primo palo, una deviazione sporca ­ si ve­ dono raramente. Carlos Bacca, 30 anni AP

I COLLEGHI Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, am­ ministratore delegato e diret­ tore sportivo designato del Milan cinese, ieri sera erano all’Allianz Arena per Bayern­ Arsenal. Si sono goduti Lewandowski ma non è que­ sto il punto: non erano lì per comprare un centravanti. Il punto è che Bacca nel 2017, senza arrivare ai top europei, ha numeri inferiori a tutti i centravanti delle squadre ita­ liane di alta classifica. I tiri in porta, solo 5 in un mese e mez­ zo, colpiscono più di tutto. Im­ mobile ha il doppio dei suoi ti­ ri, Dzeko addirittura più del triplo, addirittura Mertens ar­ riva in area molto più di lui (dati Opta). Anche Petagna lo batte nettamente per tiri in porta (7), occasioni create (13), palloni gio­ cati in area (47). Per ora rendono più di lui. I gol, che in questo gioco con­ tano più di tutto, sbilan­ ciano il confronto: da Capodanno, esclu­ dendo i rigori, sono 1 per Bacca e Icar­ di, 2 per Immobile, 5 per Mertens e Dzeko, 8 per Hi­ guain. Lui, senza discussioni, molto «bon». l.b. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CONFRONTO CON GLI ATTACCANTI TOP DI A GONZALO HIGUAIN JUVE

EDIN DZEKO ROMA

DRIES MERTENS NAPOLI

MAURO ICARDI INTER

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Serie A R L’intervista

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Portiere e cameraman Rafael conquista Cagliari

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1L’estremo difensore rossoblù è stato promosso titolare dopo l’uscita di Storari : «Mi porto la telecamera al campo e la sera mi rivedo a casa»  1 Luciano Zauri, 39 anni, finora è stato il vice di Massimo Oddo  2 Zdenek Zeman, 69, ultima esperienza in panchina, dopo la serie A di Cagliari, in Svizzera a Lugano GETTY IMAGES/LAPRESSE

Francesco Velluzzi INVIATO A CAGLIARI

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ivincite? «Macché». Sasso­ lini? «Ma no». Rabbia? «Proprio no». A quasi 35 anni Rafael si è preso la porta del Cagliari e il Cagliari si è preso lui, rinnovandogli il contratto lunedì dopo la gara contro la Juve e la splendida parata su Dybala. «Mi fa piacere che abbiano scelto l’uo­ mo», e il tweet del presidente Giu­ lini («Grande Rafa, avanti insie­ me») gli ha dato una carica enor­ me. Rafael è di­ IL NUMERO verso da tanti altri calciatori: è laure­ ato in economia. è figlio di due inge­ gneri, è cresciuto nel Santos. «Ogni le partite giocate tanto Pelè veniva in campionato da Rafael, 34 anni, portiere brasiliano di San Paolo, è al Cagliari dal gennaio 2016 LAPRESSE al campo. Ho stu­ diato nell’univer­ Rafael, 9 da titolare. nitori. Imparo a Cosa le ha detto Rastelli il 22 disità del presiden­ Ha subito 14 gol gestire le emozio­ cembre quando le ha dato la porta DOMENICA C’È LA ROMA te. Dopo il biennio e parato un rigore ni. La difesa si gui­ del Cagliari? ho optato per il da con serenità, «Me lo ha detto il giorno prima marketing, ma per ora voglio solo Magari Bruno Alves ha bisogno di della gara col Sassuolo. Mi ha fare il portiere». maggior carica, altri di più tran­ chiamato e mi ha detto “Mi fido di quillità». te, ti vedo pronto”». E si vede. Il 3 marzo farà 35 anni e lei è tornato titolare in A. Davvero Quanti uomini in barriera? Lei è molto unito col gruppo e ha  TORINO (f.t.) Piove sul nessuna rivincita, neppure verso il «Di solito quattro più uno, ma bi­ un amico vero, Diego Farias, brasibagnato, in casa granata. Verona che a dicembre 2015 l’ave- sogna stare attenti agli avversari liano come lei... Domenica c’è la Roma e va giubilata dopo una brutta gara in mezzo». «Ci conosciamo da quando lui era Mihajlovic dovrà fare i conti col Frosinone? al Chievo e io al Verona: mangia­ con numerose defezioni in «Ho sempre creduto in me stesso e Cosa ha imparato a 34 anni e cosa vamo nello stesso ristorante. Ora difesa e a centrocampo. mi sono impegnato tanto. La mia le ha dato David Dei, allenatore dei lo facciamo qui, allo Smel, la casa Dietro mancherà Castan, la felicità è far parte di un gruppo di portieri? dei brasiliani. Anzi, devo organiz­ cui assenza si aggiunge a 24 persone dove tutti si aiutano. «Ho imparato a lavorare di più, ad zarmi: dopo il rinnovo devo offri­ quelle scontate di Rossettini Davvero non ce l’ho con il Verona, arrivare prima al campo, a fare re la cena a tutti». e Carlao. Guai anche in ho passato otto anni bellissimi, ho una seduta in più in palestra, se­ mezzo, dove mancheranno tanti amici, la vita va avanti». guo un nutrizionista che non mi E siete single entrambi, avete più Obi e Valdifiori. L’ex interista priva di niente, ma mi dà le quan­ ragazze voi di Borriello... col Pescara ha riportato una Eppure Giulini e Setti per certi ver- tità giuste. Dei mi fa vedere tanti (ride) «Sto bene così, ho convissu­ lesione di secondo grado alla si sembrano simili... Giovani, pas- filmati, non solo di rigori. E porto to per un po’ (a Verona), ma dico coscia sinistra, dovrà curarsi sionali, vicini alla squadra. al campo una telecamera con la sempre meglio solo che male ac­ per un mese e mezzo, due. «Giulini mi ha conquistato con quale riprendo l’allenamento, poi compagnato...». Valdifiori, invece, ieri ha una telefonata, col suo progetto torno a casa e lo rivedo. Per tirare dovuto interrompere in ambizioso di società, stadio, so­ fuori le cose migliori». Cosa deve avere una donna per anticipo l’allenamento per gni. E’ innamorato del calcio e ge­ conquistarla? una profonda ferita alla stisce una società sana. Ho accet­ «Deve essere sincera». caviglia sinistra che ha tato subito nel gennaio 2016. Setti necessitato anche di alcuni lo conosco meno, a Verona ho Meglio pensare al Cagliari punti di sutura e che lo avuto più presidenti». «Dobbiamo fare punti e credere in costringerà a rimanere a quel che ha chiesto il presidente guardare per almeno una La sua filosofia quasi zen sembra (arrivare tra il 10° e il 12° posto), settimana. In campo, essere la base: mai un attacco a abbiamo giocatori importanti. dunque, Miha schiererà un qualcuno, neppure tante urla in Dobbiamo consolidare la salvez­ reparto giovanissimo con campo quando guida la difesa... za, ma arrivando cattivi a Genova Benassi, il confermato Lukic «Sono sempre stato così, è quel RAFAEL con la Samp». e il 24enne Baselli nei panni che mi hanno insegnato i miei ge­ PORTIERE CAGLIARI © RIPRODUZIONE RISERVATA di uomo più esperto.

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Valdifiori out Castan pure Toro nei guai

GIULINI MI HA AFFASCINATO. HO CAPITO CHE CREDE NEGLI UOMINI VERI

VERSO LE ELEZIONI FIGC

Lnd con Tavecchio E oggi la Lega Pro candiderà Abodi Alessandro Catapano ROMA

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diciotto giorni dal voto, il gioco si è fatto già du­ ro. Da ieri, per dire, Car­ lo Tavecchio medita se rivolge­ re un appello a tutte le parti in causa – sfidante, elettori, ad­ detti ai lavori – perché ogni di­ chiarazione di voto, in qualun­ que direzione, venga rispetta­ ta, soprattutto se frutto di scel­ te autonome, basate sulla condivisione di programmi, e non diventi il pretesto per at­ taccare o, peggio, denigrare lo

schieramento avverso. Invito doveroso. In questo senso, le dichiarazioni di Damiano Tom­ masi, dopo l’endorsement di Ulivieri per l’attuale presidente federale, sono state effettiva­ mente più forti di quanto ci si attendesse. Ma forte, evidente­ mente, deve essere stata la de­ lusione di Tommasi per la scel­ ta degli Allenatori. PROVE DI FORZA La campagna elettorale, si sa, non è materia per stomaci delicati. A pochi giorni dal traguardo, è il mo­ mento delle prove di forza. Ieri, è stato ancora il turno di Carlo

Tavecchio. Il presidente della Lnd Cosimo Sibilia – che oggi incontrerà il ministro dello Sport Luca Lotti per avviare un percorso comune di riforme del settore dilettantistico – ha riunito a Genova i sette presi­ denti dei Comitati del Nord, che gli hanno assicurato pieno sostegno all’attuale numero uno federale. «I Dilettanti, che col 34% rappresentano la mag­ gioranza relativa, hanno biso­ gno che Tavecchio resti presi­ dente federale», ha detto Sibi­ lia. Oggi, invece, sarà il turno di Andrea Abodi. L’assemblea di Lega Pro (17% dei voti) lo candiderà ufficialmente alla presidenza federale, probabil­ mente in modo molto compat­ to, garantendogli quel palco­ scenico che la sua Lega di B, più titubante di quanto sperasse, non gli ha potuto dare tre gior­ ni fa. Il presidente Gravina in­ viterà le sue società a scegliere Abodi, per «provare a riforma­ re il calcio italiano – ha già det­ to in più di un’occasione –, in­

nanzitutto riequilibrando le ri­ sorse in campo, con l’obiettivo di accorciare le distanze tra la ricca Serie A e il resto del mon­ do». Il successo della prova di forza di Abodi, annunciato tra i presenti, dipenderà dal nume­ ro di firme raccolte per lui da Gravina: probabile che siano l’ampia maggioranza della Le­ ga Pro. Un bel segnale, ma non un’assicurazione sulla vita. LUNEDÌ LA SERIE A Abodi e Ta­ vecchio lo sanno. Fino alla mat­ tina del 6 marzo, non potranno dare nulla per scontato. Lune­ dì, con l’assemblea della Lega di A, il prossimo passaggio im­ portante, con un’altra verifica delle forze in campo. Lì, Tavec­ chio dovrebbe giocare in casa, con almeno i due terzi delle so­ cietà. Ma Abodi, che per anni ha coltivato l’ambizione di gui­ dare la Confindustria del pallo­ ne, lavorerà per pescare qual­ cosa, soprattutto tra le medio­ piccole. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Partita a scacchi È rebus Zeman, Pescara in attesa 1Oggi la decisione del boemo. Zauri con il Genoa, Liverani piano-B Orlando D’Angelo PESCARA

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a storia si ripete: il Pe­ scara ancora una volta lega il suo destino alla scelta di Zeman, il tecnico della fantastica promozione del 2012. Dopo il pranzo di ieri in un ristorante del quartiere Fleming, a Roma, in cui il boemo ha incontra­ to il presidente Sebastiani e il direttore Pavone, la pazza idea (100mila euro per le ultime 14 giornate di Serie A, 400mila bonus compresi per la prossima stagione in serie B) della nuova zeman­ landia in riva all’Adriatico non è naufragata del tutto ma è appesa a un filo. Peppi­ no Pavone, gia artefice del Fogia dei miracoli assieme a Zeman, ha avuto il mandato dal club di continuare a cor­ teggiare il tecnico di Praga per convincerlo a sposare nuovamente la causa del Pescara per la prossima sta­ gione. Dopo aver incassato già diversi rifiuti da parte del boemo, Sebastiani spera di rifare il matrimonio che nel 2012 portò alla grande cavalcata verso la A. Zeman ieri non era del tutto con­ vinto convinto delle pro­

spettive di rilancio del Pescara nel prossimo torneo. Ci sareb­ bero degli ostacoli da supera­ re: il presidente vorrebbe il bo­ emo e il vice Cangelosi alle sue dipendenze, il tecnico di Praga preferirebbe avere anche Mo­ dica. Zeman ha anche chiesto esplicite garanzie riguardo al­ l’autonomia tecnica e nella co­ struzione del Pescara che ver­ rà. Niente intromissioni, no a giocatori non adatti tecnica­ mente e fisicamente ai suoi metodi di lavoro. «Se c’è la pos­ sibilità di tornare ad allenare il Pescara? Tutto può succede­ re... Non mi sbilancio perché ora non c’è da sbilanciarsi», co­ sì il boemo. «Zeman al momen­ to sembra più una soluzione in ottica futura, per ora lo esclu­ derei», aveva invece dichiarato il presidente. Insomma una partita a scacchi che potrebbe concludersi oggi. TOCCA A ZAURI La squadra, in­ tanto, ha continuato a lavorare alle dipendenze di Zauri al Poggio degli ulivi in vista della partita di domenica: l’abruzze­ se, ex terzino della Lazio, gui­ derà i biancazzurri con il tutor Nobili col Genoa. Il tandem po­ trebbe traghettare la squadra fino a giugno (quattro anni fa Nobili fece lo stesso con l’esor­ diente Bucchi), soprattutto se nelle prossime ore Zeman do­ vesse aprire alla sua prossima esperienza pescarese, accet­ tando di seguire e guidare dal­ l’alto (della tribuna) la squa­ dra nelle ultime 14 partite. Re­ sta in piedi l’ipotesi Liverani, mentre sono ormai archiviate le idee Zambrotta e Gregucci. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CLASSIFICA SQUADRE

JUVENTUS ROMA NAPOLI INTER ATALANTA LAZIO MILAN FIORENTINA TORINO SAMPDORIA CHIEVO UDINESE SASSUOLO BOLOGNA CAGLIARI GENOA EMPOLI PALERMO CROTONE PESCARA

PT

60 53 51 45 45 44 41 40 35 33 32 29 27 27 27 25 22 14 13 9

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

S

24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24 24

20 17 15 14 14 13 12 11 9 9 9 8 8 7 8 6 5 3 3 1

0 2 6 3 3 5 5 7 8 6 5 5 3 6 3 7 7 5 4 6

4 5 3 7 7 6 7 6 7 9 10 11 13 11 13 11 12 16 17 17

49 50 57 39 39 42 34 41 45 29 25 27 33 23 32 27 14 20 20 22

16 21 26 24 26 28 28 33 36 30 31 32 40 37 50 35 33 45 42 55

CHAMPIONS PRELIMINARI DI CHAMPIONS EUROPA LEAGUE RETROCESSIONI

a

25 GIORNATA DOMANI JUVENTUS-PALERMO ore 20.45 (1-0) SABATO 18 FEBBRAIO ATALANTA-CROTONE ore 18 (3-1) EMPOLI-LAZIO ore 20.45 (0-2) DOMENICA 19 FEBBRAIO ore 15 BOLOGNA-INTER ore 12.30 (1-1) CHIEVO-NAPOLI (0-2) PESCARA-GENOA (1-1) SAMPDORIA-CAGLIARI (2-1) UDINESE-SASSUOLO (0-1) ROMA-TORINO ore 18 (1-3) MILAN-FIORENTINA ore 20.45 (0-0)

MARCATORI 18 RETI Higuain (Juventus); Dzeko (1, Roma). 17 RETI Belotti (1, Torino). 16 RETI Mertens (1, Napoli). 15 RETI Icardi (1, Inter). 12 RETI Immobile (3, Lazio). 10 RETI Borriello (Cagliari); Bernardeschi (3) e Kalinic (1, Fiorentina); Simeone (1, Genoa); Iago Falque (2, Torino). 9 RETI Gomez (1, Atalanta); Hamsik (Napoli); Nestorovski (Palermo); Muriel (3, Sampdoria); Thereau (1, Udinese). 8 RETI Falcinelli (1, Crotone); Bacca (3, Milan); Callejon (Napoli); Salah (Roma).


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT


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Champions, la sconfitta del Napoli

La vignetta

La questione arbitrale

DELEGITTIMARE SARRI MA PERCHE’ ADESSO?

di Stefano Frosini

MANI, NON MANI SOSPETTI E FATALITA’

IL COMMENTO di ALESSANDRO DE CALÒ twitter: @AdeCal

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on puoi pensare di uscire indenne dal Bernabeu, contro questo Real, senza fare la partita perfetta, il capolavoro della vita. Insigne, dopo pochi minuti trova la porta con un colpo di genio. La sua è una scorciatoia coraggiosa che indica una strada possibile, forse l’unica per ribaltare i rapporti di forza. Il Real di Zizou la chiude e il risultato finale è la normalità. Forse la predica lasciata fare a Maradona, negli spogliatoi, poco prima che i giocatori entrassero in campo, può essere stato un boomerang per Hamsik e compagni. Può aver scalfito il peso abitualmente assoluto del verbo di Maurizio Sarri (e le parole di De Laurentiis nel dopo match dilatano il dubbio e allargano il solco). Diego è Diego, ma Sarri è il valore aggiunto capace – finora – di moltiplicare con il suo gioco la somma delle qualità individuali della squadra. Ha senso un «processo» pubblico prima del ritorno? Certo che no, anche se stavolta il Napoli non ha giocato come sa. Lo strappo va ricucito. Per tutto il primo tempo i blancos di Zidane hanno fatto la partita pressando alto e in modo organizzato: ritmo molto intenso, almeno quattro fonti di gioco (Marcelo, Kroos, Modric, Benzema) per lanciare Cristiano Ronaldo. CR7 è al 50 per cento della condizione, fosse stato bene saremo qui a parlare di qualcos’altro. Non dimentichiamo che Higuain a Madrid era una riserva, e invece a Napoli valeva come San Gennaro. Il 3­1 è una normalità che non chiude il conto, ma al San Paolo serve un’impresa storica per rovesciare la situazione. Il Napoli deve giocarsela in modo più aggressivo e coraggioso, trovare altre scorciatoie tipo quella di Insigne. La qualità e

la condizione fisica fanno la differenza. Questa è una Champions che spacca. Il 5­1 del Bayern di Carlo Ancelotti sull’Arsenal toglie virtualmente di mezzo i Gunners dall’Europa. Probabilmente questo torneo ci metterà davanti a altre sorprese. Intanto, da martedì notte, il Paris­ St. Germain è un iceberg che galleggia sull’orizzonte delle big d’Europa, Juve compresa. Avevamo previsto che Verratti, Cavani e compagni potessero fare male al Barça, visto il lavoro fatto in questi mesi da Unai Emery. Avevamo anche ricordato – nella vigilia del match di Parigi – che il Barcellona ha smesso di dominare le partite, che non ha più il gioco rotondo di un tempo e si muove in un mare di dubbi quando viene messo sotto pressione. Non erano previste le proporzioni del crollo. Personalmente, l’impatto del Parco dei Principi mi ha fatto rivivere quello di Nino Benvenuti contro Carlos Monzon. È roba premoderna, parliamo di quasi mezzo secolo fa: ero un ragazzino, ma me la ricordo bene quella vertigine mossa dallo stupore di trovarsi di fronte a una realtà capovolta. Benvenuti difendeva il titolo di campione del mondo, Monzon era il numero sei degli sfidanti. Ma sul ring l’argentino era un martello, troppo più forte. Nella storia del Barcellona, il 4­0 suggerisce tradizionalmente la fine di un ciclo. Ad Atene, nel 1994 contro il Milan, era arrivato al capolinea il Dream Team di Cruijff; nel 2013 a Monaco, col Bayern, si era conclusa l’epoca «guardiolista» anche se in panca c’era Tito Villanova. Stavolta il Barça non ha indovinato gli acquisti, dalla cantera non escono più fenomeni, ha perso il suo stile. A meno di un’inverosimile remontada, l’8 marzo al Camp Nou, è difficile che Luis Enrique possa continuare oltre giugno. Sono dieci anni che il Barcellona non esce dalla Champions agli ottavi. Per forza qualcosa dovrà succedere.

LA ROVESCIATA di ROBERTO BECCANTINI

Twitter

LEONARDO BONUCCI Difensore Juve  Laggiù da qualche parte ci dovrebbero essere i campi da calcio!!! Buongiorno da Vinovo… @bonucci_leo19

GREGORIO PALTRINIERI Nuotatore  Ultimi giorni in Florida. Spero di rincontrare questo baby alligatore che strozzai 2 anni fa per scusarmi. @greg_palt

GIANMARCO POZZECCO Allenatore di basket  BASO semplicemente BASO. Tu, Menego e pochi altri... CAMPIONE VERO!!! @theoriginalpoz

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I

l fanciullino pascoliano che agita le fantasie di noi degenti del mani­comio è entrato in crisi di fronte al gol di guanto che Alexis Sanchez ha inflitto, sabato scorso, allo Hull City di Andrea Ranocchia. Altro che braccino corto. Il braccio era alto, distante dal corpo. E dal momento che il destino non aveva impegni, l’Arsenal ha poi raddoppiato, agli sgoccioli degli sgoccioli, su rigore propiziato da una «parata» di Sam Clucas e trasformato dall’attaccante cileno. Arbitrava Mark Clattenburg, colui che diresse la finale di Champions, a San Siro, tra Real e Atletico, e l’epilogo dell’Europeo tra Francia e Portogallo. Uno dei migliori, uno dei più strani. Quando Dimitri Payet speronò il ginocchio di Cristiano Ronaldo, allo Stade de France, non fischiò nemmeno la punizione. Scritto che all’Emirates Stadium ci sono state più proteste in curva contro Arsène Wenger che in campo contro la «manina de Dios» sbucata dalla storia di una mischia (e non dalla mischia della storia, come nel caso di Diego Armando Maradona a Città del Messico), tutto ciò premesso, resta l’episodio. Clamoroso, comunque lo si voglia processare: con le attenuanti generiche della involontarietà, ammessa anche per i gol realizzati e non esclusivamente evitati, o con l’aggravante della malizia mascherata come istinto, come riflesso pavloviano. Era da annullare: a maggior ragione, se tradotto con la formula del «fare volume», passaggio caro al vocabolario di Pierluigi Collina (che, su questi argomenti, vale l’Accademia della Crusca. O almeno dovrebbe). C’è dell’altro. Al 37’ del primo tempo di Leicester­Manchester United, sul risultato di 0­0,

Anthony Taylor ha punito con un pavido giallo un’entrataccia di Juan Mata su Jamie Vardy. Avete presente la martellata di Rodrigo De Paul a Mattia De Sciglio in Udinese­Milan, risolta da Luca Banti con la stessa tariffa? Moltiplicatela per due. Lo United avrebbe poi vinto di goleada (3­0), e l’Udinese, proprio con una rete di De Paul, in volata (2­1). Nei nostri cortili, in attesa degli occhi della Var (Video assistant referees), gli arbitri continuano a sbagliare in una nuvola di sospetti, dietrologie sparse e sproloqui in differita (Marcello Nicchi, Nicola Rizzoli). Per paradosso, in Premier è l’eccesso opposto che contribuisce a portare i direttori di gara verso una quantità, e qualità, di errori dalle dimensioni oggettivamente significative. Intendo, per eccesso opposto, la tendenza ad accettare qualsiasi scelta, persino la più stravagante, quel fair play che non deriva soltanto dalle frasi fatte, ma da una visione dello sport che fatica a piegarsi alla dittatura delle moviole e alle leggi, spicce, dei pub. Insomma: noi, fin troppo complottisti; loro, fin troppo fatalisti. A meno che non si tocchi l’orgoglio patrio. L’Italia è attratta dalle risse di condominio e per questo discute ancora il «gol di Turone», relativo a Juventus­Roma del 10 maggio 1981, mentre a Londra e dintorni vince l’interesse nazionale e, di conseguenza, ci si indigna per il gol di Frank Lampard sfuggito ai radar della terna in Germania­Inghilterra del Mondiale 2010. Se la Fifa (di Joseph Blatter, all’epoca) arrivò ad adottare la goal line technology, si deve proprio alla reazione, burrascosa, della Federazione inglese e alla spinta degli sponsor, stanchi di abbinare fior di quattrini a sgorbi così grossolani. Rimane, sullo sfondo, la mano di Sanchez. Il pericolo non è il limbo che ci separa dal supporto televisivo. Il rischio è la suggestione del gesto inconsapevole. E allora, ciao Var. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Oggi a St. Moritz il gigante femminile

FORZA RAGAZZE, DOMINATE ANCHE LA NEVE MONDIALE L’INTERVENTO di GIORGIO ROCCA Ex slalomista azzurro

O

ra c’è poco da pensare, dobbiamo fare in modo di digerire questa pista, questa neve. Finora mi sembra che sia mancato soprattutto questo, in particolare nella velocità,

non siamo riusciti a trovare il giusto compromesso tra cattiveria e scorrevolezza. I rimpianti maggiori sono per la Goggia in discesa. E’ stata ingenua, si è fatta vincere dalla foga di mettersi in posizione. Tra 5 anni sicuramente non rifarà quell’errore, intanto ha buttato un’occasione. Forse ha bisogno di qualcuno che la aiuti a contenere la grinta, ma senza spegnerla, senza farla ragionare troppo, perché è grazie a quella che ha raccolto tutti questi podi. Scia meglio di tutte. Appena imparerà dove può

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togliere un po’ il piede dall’acceleratore, non smetterà più di vincere. Come ha dimostrato il Team Event di martedì, qualche volta conta di più la grinta che la tecnica. Oggi dobbiamo ricordarcelo nella gara che più di tutte ci vede favoriti. Cominciamo con le prove tecniche e col gigante femminile in cui presentiamo la squadra più forte. Spero che la rivalità interna non danneggi le nostre, avere compagne forti è sempre un vantaggio da sfruttare. E’ una carta importante per conquistare la prima medaglia,

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così come lo slalom di domenica. Nei giorni scorsi sono stato a Livigno dove si allenava Gross, ha lavorato sulle partenze in piano, come quello che si troverà qui. Non sarà semplice vincere, perché la facilità della pista appiattirà i valori e non ci sono solo Kristoffersen e Hirscher a potercela fare. Noi, oltre a Moelgg e Gross, abbiamo l’outsider Razzoli che su una pista così può andare forte. Per farcela bisogna partire a manetta e poi cambiare modalità, quando c’è il muretto. E sotto non devi dormire: nelle analisi dello slalom della combinata, Hirscher è stato perfettino ma nelle ultime 7 porte ha perso 4 decimi. La tecnica non basta.

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Serie B e Lega Pro R Violenza

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PUGNI E CALCI ALL’AUTO DI TONI E SETTI 1 La sequenza dell’assalto di sabato ad Avellino nel disegno di Rinaldi 2 Luca Toni, 39 anni 3 Maurizio Setti, 53 anni ANSA

Avellino, otto Daspo «Era premeditato l’agguato al Verona»

gruppo di ultrà alla rotonda di via de Gasperi, con il chiaro fi­ ne di intercettare e porre in es­ sere atti di violenza verso auto­ vetture dei tifosi del Verona e, nel contempo, assicurare “co­ pertura” e impunità agli autori materiali del gesto violento, rendendo complicata l’indivi­ duazione di singole responsa­ bilità in una massa di persone». Decimata la Curva Sud visto che, seppur non siano stati resi noti i nomi, i provvedimenti in via ufficiosa riguardano tutti i cosiddetti «senatori» della tifo­ seria. Inoltre, è stata sospesa la Fontana-Zappella licenza di pubblico esercizio a un’attività commerciale, che si tto denunce e Daspo e trova nei pressi del punto dove chiusura per sette giorni è avvenuto il fattaccio, per aver di un’attività commer­ somministrato bevande alcoli­ ciale: lo ha stabilito la Questura che ai tifosi «contribuendo al­ di Avellino dopo l’atto teppisti­ l’allentamento dei freni inibito­ co di sabato contro i dirigenti ri e favorendo la commissione del Verona, tra i quali Luca To­ di condotte violente», come ni, prima del match contro viene specificato dalla Questu­ l’Avellino, e che aveva portato ra. Al titolare dell’esercizio, alla rottura del inoltre, è stata vetro anteriore comminata una dell’auto dove LE REAZIONI sanzione ammi­ erano seduti il Il club veneto: «La nistrativa per presidente Mau­ non aver ottem­ rizio Setti e il di­ ricostruzione dei perato al divieto rettore operativo fatti di Toni e Setti di vendita di be­ Francesco Barre­ è stata confermata» vande in botti­ si. La Digos ha glie di vetro, così depositato l’in­ Niente trasferta a come disposto formativa in Pro­ dall’ordinanza cura per la de­ Cittadella per i tifosi del sindaco. nuncia in stato di irpini e per la Sud L’Osser vator io libertà di otto ul­ c’è rischio chiusura nazionale sulle trà dell’Avellino manifestazioni per i reati di violenza privata e sportive ha proposto al Casms, danneggiamento con l’emissio­ che oggi ratificherà, di vietare ne di Daspo, alcuni con pena ai tifosi dell’Avellino la trasferta massima di otto anni e obbligo di sabato a Cittadella, mentre di firma. per Avellino­Vicenza si espri­ merà la prossima settimana, LA RICOSTRUZIONE Ad aggra­ ma nel frattempo ha imposto al vare la situazione la premedita­ club di aspettare a mettere in zione ipotizzata dalla Questu­ vendita biglietti di curva Sud. ra, che sottolinea: «La ricostru­ zione dei fatti ha permesso di REAZIONI DA VERONA Per ipotizzare carattere preordina­ l’Hellas parla Francesco Barre­ to dell’assembramento del si, direttore operativo, che

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Il vetro del finestrino dell’automobile di Toni e Setti in frantumi

CONFERMATI DAL GIP

Venezia, divieto di stadio per i 12 che ferirono due tifosi del Parma  VENEZIA Il gip ha confermato i 12 Daspo agli ultrà del Venezia per l’aggressione ad alcuni tifosi del Parma, il 29 gennaio scorso. Era stato il questore, Angelo Sanna, a firmare il divieto dopo che la Digos aveva identificato gli autori degli incidenti avvenuti in due diversi momenti, lontano dallo stadio. Nelle aggressioni

erano rimasti feriti due tifosi emiliani. Il presunto capo ultrà, con alle spalle altri tre Daspo e precedenti penali, dovrà stare lontano dagli avvenimenti sportivi per 5 anni, un anno in meno per altri due indagati, per altri tre il provvedimento si è fermato a 3 anni, per due a un anno.

1La Questura: «Tutto studiato E la massa dei tifosi ha coperto i responsabili dell’aggressione» commenta: «Prendiamo atto delle decisioni adottate dalla Questura di Avellino in merito al grave atto che ci ha visti coin­ volti nel prepartita di sabato scorso, che risultano conformi alle dichiarazioni rese sulle modalità dell’aggressione dal presidente Setti e da Luca Toni. Inoltre ringraziamo la Questu­ ra per l’impegno profuso in questa prima fase di indagini». Lo stesso Barresi era sulla vet­ tura presa d’assalto e danneg­ giata fuori dal Partenio, con Setti, Toni e un amico dello stesso ex attaccante, e ora con­ sigliere d’amministrazione del Verona, che era alla guida del mezzo coinvolto, e che ha subi­ to presentato denuncia dopo il fatto. Resta sempre al vaglio l’ipotesi, più che concreta, di sporgere querela per quanto accaduto. Il legale dell’Hellas, l’avvocato Stefano Fanini, di concerto con la dirigenza del club, sta approntando la docu­ mentazione necessaria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL GIUDICE DI B Mengoni fermato per una giornata assieme a Catellani MILANO Il giudice ha fermato per una giornata Mengoni (Ascoli) e, dopo un controllo sulle diffide, anche Catellani (Entella). LA SITUAZIONE Così dopo 25 turni: Frosinone p. 47; Verona 45; Spal 44; Benevento (-1) 43; Cittadella 39; Perugia 38; Spezia 37; Entella e Bari 34; Ascoli e Carpi 33; Novara e Salernitana 31; Avellino 29; Cesena e Brescia 28; Pisa e Vicenza 27; Latina 26; Pro Vercelli 25; Ternana 23; Trapani 21. Domani, ore 20.30 Latina-Novara (22); sabato, ore 15 Bari-Ternana (0-0), Carpi-Brescia (2-2), Cittadella-Avellino (1-0), Perugia-Entella (1-2), Pro VercelliBenevento (1-1), Salernitana-Cesena (00), Spezia-Trapani (0-0), Vicenza-Ascoli (0-2); domenica, ore 15 Pisa-Frosinone (0-0); lunedì, ore 20.30 Verona-Spal (3-1). MERCATO Il Frosinone ha preso fino a giugno 2018 il terzino croato Petar Mamic, ex Dinamo Zagabria 

DOPO UN TENTATIVO DI RAPINA

Colpo di fucile contro la casa del vice presidente del Foggia  FOGGIA (e.l.) Atto intimidatorio e tentativo di rapina nei confronti di Massimo Curci, vice presidente del Foggia. L’imprenditore è riuscito a sfuggire a quattro malviventi, che incappucciati hanno provato a bloccarlo sotto casa a Carapelle (Foggia).

Subito dopo è stato esploso un colpo di fucile contro la saracinesca del garage. Sul fatto indagano i carabinieri. Lo stesso imprenditore ieri ha escluso collegamenti con l’attività da dirigente. «Non c’entra nulla il Foggia – ha dichiarato – sono episodi spiacevoli collegati alla criminalità».

Lega Pro R Il personaggio

Nzola, il gigante che ricorda Weah e piace alla Viola 1Col Francavilla ha fatto 8 gol tra canti religiosi e polpette Nicolò Schira

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i chiama M’Bala Nzola, sembra Weah, ma si ispi­ ra a Benzema. Il centra­ vanti franco­angolano è la grande rivelazione della Lega Pro. Già otto reti sinora per il ventenne gigante d’ebano del Francavilla, arrampicatasi al quinto posto del girone C. NUOVO WEAH Il d.s. biancaz­ zurro Trinchera in estate l’ha scovato nella Sertanense (Se­ rie C portoghese) e dopo la doppietta al Matera l’ha acco­ stato al Pallone d’oro nel 1995: «Weah è stato un grandissimo.

Lui, Drogba, Eto’o e Kalou sono dei miti per noi africani, ma il mio calciatore preferito – rac­ conta rigorosamente in france­ se Nzola – è Benzema. Mi pia­ cerebbe diventare forte come lui». Il paragone con l’ex golea­ dor del Milan spopola anche sui social per via della rete in coast to coast di domenica scorsa: «La più difficile però è stata quella su punizione. Non le tiro quasi mai e non ci sono abituato...». Sorriso sulle lab­ bra per la punta nata a Troyes: «Da piccolo giocavo a pallone con gli amici del quartiere, ma ero convinto di poter diventare un professionista. Ho iniziato con l’Estac e sono cresciuto in Francia, però mi sento più le­ gato all’Angola. E un giorno vorrei giocare nella nazionale del paese dei miei genitori». L’Italia era nel suo destino: «Da bambino guardavo sempre la Serie A in televisione e punta­

SOCIETÀ Caos Maceratese: spuntano dei debiti, lotta tra presidenti MACERATA (m.g.) Spuntano creditori e debiti imprevisti nella Maceratese per diverse centinaia di migliaia di euro. E si profila un braccio di ferro senza esclusione di colpi tra l’attuale presidente Filippo Spalletta e Maria Francesca Tardella, che ha ceduto il club in novembre. C’è il rischio che la parola passi ai legali per chiarire la vicenda che disorienta la tifoseria. 

M’Bala Nzola, 20 anni, attaccante del Francavilla EVANGELISTA

vo a giocarci. Seguivo le partite del Milan: mi piacevano molto Sheva, Ibra e Pato». ITALIA MON AMOUR Con mi­ ster Calabro il feeling è stato immediato: «Gli devo molto. Mi aiuta molto in campo e so­ prattutto fuori. Dice che sono da Serie A? Mi vuole bene, ma devo ancora lavorare parec­ chio per arrivare a quel livel­ lo». La Fiorentina intanto l’ha già prenotato per l’estate: «Mi fa piacere l’interessamento di un club così importante, ma penso solo al Francavilla». La colonna sonora dei suoi gol è sorprendente come lui: «Ascol­ to musica religiosa, però ogni

tanto anche un po’ di rap fran­ cese». L’ambientamento in Sa­ lento va a gonfie vele: «Mi tro­ vo molto bene in Italia. Impaz­ zisco per la vostra cucina: vado matto per la carbonara e le pol­ pette. Sono un casalingo. Esco solo per fare delle passeggiate in riva al mare, altrimenti sto in casa a guardare la tv e gioca­ re alla playstation. Mi sono cre­ ato a Fifa e gioco con il Chel­ sea. Sarebbe bello se succedes­ se davvero: sogno di sentire la musichetta della Champions League». A Londra c’è un tecni­ co salentino doc come Antonio Conte. Chissà che non ci faccia un pensierino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

JUVE STABIA (g.esp.) Il patron Franco Manniello è stato assolto con formula piena dal Tribunale di Torre Annunziata dall’accusa di frode sportiva per Juve StabiaSorrento del 2009. Per il pm Manniello aveva avuto un ruolo nella combine che coinvolse il portiere Spadavecchia (Sorrento). LA SITUAZIONE Così dopo 25 giornate e il prossimo turno: GIRONE A Alessandria p. 56; Livorno e Arezzo 49; Cremonese 47; Como 39; Lucchese (-1), Giana e Renate 37; Viterbese 35; Piacenza 34; Siena 32; Olbia 31; Pro Piacenza e Pistoiese 29; Carrarese 26; Pontedera, Tuttocuoio e Lupa Roma 25; Prato 19; Racing Club 17. Sabato, ore 14.30 Racing ClubComo (1-2); domenica, ore 14.30 Livorno-Giana (2-2), Olbia-Piacenza

(1-2) e Viterbese-Lupa Roma (1-0); ore 16.30 Lucchese-Pontedera (4-2), Prato-Renate (0-2), Pro PiacenzaArezzo (0-1) e Tuttocuoio-Carrarese (11); ore 20.30 Pistoiese-Siena (1-1); lunedì, ore 20.45 CremoneseAlessandria (1-1, Rai Sport 1). GIRONE B Venezia p. 52; Parma 49; Padova 46; Pordenone* 45; Reggiana 44; Gubbio 42; Bassano 40; Sambenedettese 38; Feralpi Salò 35; AlbinoLeffe 33; Santarcangelo e Maceratese (-2) 31; Südtirol 28; Forlì 26; Modena 25; Mantova e Ancona 23; Lumezzane 22; Teramo* 20; Fano 19. (*una partita in meno). Sabato, ore 14.30 Venezia-Pordenone (0-1); domenica, ore 14.30 AnconaSantarcangelo (0-0), Bassano-Modena (0-0), Forlì-Feralpi Salò (0-5), GubbioAlbinoLeffe (2-1), Mantova-Padova (00), Parma-Sambenedettese (2-2) e Teramo-Südtirol (1-1); ore 18.30 Maceratese-Fano (0-0) e ReggianaLumezzane (0-0). GIRONE C Lecce p. 52; Foggia 50; Matera 49; Juve Stabia 44; Francavilla 42; Cosenza 38; Fidelis Andria 37; Catania (-7) 35; Fondi (-1) 34; Casertana (-2) 33; Siracusa 32; Monopoli 29; Paganese e Messina 27; Taranto 24; Reggina 23; Akragas e Catanzaro 21; Vibonese 19; Melfi (-1) 17. Sabato, ore 14.30 Catania-Taranto (00), Fondi-Monopoli (0-1), FrancavillaCosenza (0-1), Paganese-Messina (20), Siracusa-Melfi (2-2) e ViboneseJuve Stabia (0-3); ore 16.30 Catanzaro-Akragas (0-0) e RegginaLecce (0-1); ore 20.30 Fidelis AndriaCasertana (0-0) e Foggia-Matera (1-1).


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Ciclismo R In Spagna

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1Ruta del Sol,

CONTO ALLA ROVESCIA

Le 78 maglie rosa di Merckx dal 1968 al 1974

prima tappa da grande show. Alberto al debutto è una furia in salita. Il piemontese 4°

 Mancano 78 giorni al via del Giro numero 100, venerdì 5 maggio da Alghero. Il numero 78 è legato a Eddy Merckx: tante sono le maglie rosa conquistate dal Cannibale, re di 5 Giri, dal 1968 (Novara) al 1974 (Milano). Nessuno come lui.

DAL MONDO IL SINDACATO DEI CORRIDORI

Bugno, ultimatum all’Uci «Stop ai freni a disco O tutti o nessuno»

Luca Gialanella

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lberto è al debutto sta­ gionale. Maglia della Trek­Segafredo, rossa come la muleta del torero. Si presenta con una bici con sfu­ matore rosa (Giro), gialle (Tour) e rosse (Vuelta), per ri­ cordare a tutti che è uno dei sei della Tripla Corona. La voglia di dimostrare che a 34 anni può ancora vincere. Alejandro invece ha già corso e vinto. Nella Vuelta Murcia, a casa sua, là dove Marco Panta­ ni si provava in primavera per capire se l’inverno era stato buono, domenica scorsa stacca tutti e trionfa dopo 70 chilo­ metri di fuga solitaria. E’ a quo­ ta 98. Soprattutto, si considera il più forte della sua generazio­ ne, lui capace di vincere i giri (Vuelta, 3° al Giro e al Tour) e tre Liegi­Bastogne­Liegi. UNICI Alberto è Contador. Alejandro è Valverde. I gran­ dissimi di Spagna degli ultimi dieci anni. Sì, era proprio il 2007 quando Alberto vinceva il suo primo Tour. Una vita (sportiva) di sfide. Amatissi­ mi, entrambi. Anche se Valver­ de, come Pantani, non ha mai voluto lasciare il suo Paese e a Murcia è il punto di riferimen­ to di generazioni di ragazzini. Ebbene, è bastata la prima tap­ pa della Ruta del Sol, in Anda­ lusia, l’Alto de Monachil (8 km all’8%) nel finale, l’arrivo a Granada, per trasformare una giornata di preparazione di metà febbraio in un duello fa­ melico per la vittoria. A 34 km dall’arrivo, inizia il Monachil. Contador si scatena come una furia. Valverde lo ri­ prende. Ci riprova, Alberto. E’ il più forte in salita. In mezzo, ci sono Rosa (ottimo al debut­ to), Landa, Poels, Izaguirre (gregario di Nibali), Uran, Pi­ not, Barguil. In cima, Valverde

fLA STORIA

Alberto Contador, 34, attacca sull’Alto de Monachil con Valverde, Rosa e Izaguirre BETTINI

Valverde fa 99 Che battaglia con Contador E Rosa tra i big

A GRANADA Alejandro Valverde, murciano di 36 anni, batte Poels, Reichenbach, Rosa, Izaguirre e Contador. Pro’ dal 2002, ha 99 successi BETTINI

lo prende e si butta in discesa. «Sul mio computerino ho visto 88 km all’ora», racconta Rosa. Contador non ci sta, e lo riac­ ciuffa a 10 km dall’arrivo. Val­ verde non collabora, Alberto si arrabbia: «Ma ognuno ha le sue strategie. In ogni caso devo essere contento di quello che ho fatto». Rientrano anche Po­ els, Rosa, Reichenbach e Iza­ guirre. Con un arrivo così, Val­ verde è l’Imbatido, l’imbattibi­ le. Poels ci prova, Alejandro lo batte; poi Reichenbach e Rosa, Contador sesto. E a 5” Pinot batte Landa, Uran e Barguil. Che giornata. Valverde è a quota 99: «Non potevo cominciare meglio. Sa­ pevo che Contador stava bene, ha mostrato che voleva com­ battere quando ha preso il co­

mando della corsa con i suoi uomini. Quando siamo rimasti in due, è stato davvero dura, i suoi attacchi non mi facevano respirare. Così ho aspettato che rientrassero da dietro: è la vittoria che conta». Ottimo il debutto di Diego Rosa con il Team Sky: «Non è male questo inizio, vero? Vuol dire che ho lavorato bene in inverno. Sa­ pevo di stare bene, e ci tenevo tanto, anche per la squadra. Ero molto motivato». Sulla sfi­ da Valverde­Contador aggiun­ ge: «Avevamo capito subito che avrebbero attaccato. E una volta accesa, la miccia non si spegne». Oggi il primo dei due arrivi in salita: sono 7 km. ALGARVE: GAVIRIA Continua a vincere in modo impressio­ nante Fernando Gaviria, il co­ lombiano della Quick Step­ Floors già primo in due tappe del Tour San Juan (Arg). Nella volata di Lagos, prima tappa della Vuelta Algarve in Porto­ gallo, supera Greipel, Bouhan­ ni, Groenewegen e Degenkolb: 7° Trentin, 8° Pasqualon.

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Sanremo 2003: Paolo Bettini vince davanti a Mirko Celestino e Luca Paolini (che esulta). A destra, il comasco, 40 anni BETTINI

Celestino, che ha vissuto una bella parentesi in azzurro pro­ prio nella Mtb Marathon (ar­ gento 2010 e bronzo 2011 ai Mondiali), è stato nominato c.t. del settore fuoristrada. Ritrovarsi, 14 anni dopo. Paoli­ ni ora gestisce un bar a Como: «Io la bici ce l’ho dentro. Vole­

1 Il comasco ha firmato con la Torpado: obiettivo Mondiale Marathon. E in quella Sanremo 2003...

vo chiudere il ciclo della mia esperienza nel ciclismo in sel­ la. Ero pronto a correre ancora tra i pro’, ma dopo la squalifica volevo proposte di qualità. Mi avevano cercato anche tour operator, alcune offerte erano interessanti. La Torpado mi ha chiamato, mi ha fatto piacere. Era un’occasione alla quale non potevo dire di no. Chiude­ rò con un numero sulla maglia. L’obiettivo sono i Mondiali Ma­ rathon in mountain bike il 26 giugno in Germania. Il percor­ so non è impossibile per noi stradisti. Io sono cresciuto con

Marcel Kittel con i freni a disco al DubaiTour BETTINI  Era chiaro che il problema sarebbe scoppiato. Le vittorie di Boonen e Kittel con le bici con i freni a disco. La consultazione del Cpa, il sindacato mondiale dei corridori. Infine la lettera del suo presidente Gianni Bugno all’Uci, della quale la Gazzetta aveva dato due giorni fa l’anticipazione. Il destinatario è la Commissione materiali, presieduta da Mike Barfield. Scrive Bugno: «La maggior parte dei corridori non è favorevole ai test con biciclette dotate di freni a disco, a meno che non siano garantite tutte le condizioni di sicurezza richieste dai ciclisti professionisti». Le condizioni erano 3: dischi con bordo arrotondato; protetti da un carter di sicurezza; tutti i corridori al via di una competizione equipaggiati con lo stesso sistema, per avere la stessa performance di frenata. E siccome quest’ultima non è ancora soddisfatta, Bugno chiede «lo stop ai test in gara. E’ una questione di sicurezza».

WEEKEND RCS SPORT

Strade Bianche by Trek Boom domenica 5 marzo: al via 5000 cicloamatori

OMAN: BENE ARU Colpo vin­ cente del belga Ben Hermans (Bmc) nella seconda tappa del Tour of Oman. Sull’arrivo in leggera salita anticipa Rui Co­ sta e Fuglsang, ed è anche lea­ der; settimo a 7” Fabio Aru (Astana), migliore degli italia­ ni e ora sesto nella generale a 17” dal belga. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolini correrà in mountain bike con Celestino c.t.: lo allena Bettini

re amici che si ritrovano dopo 14 anni. Milano­ Sanremo 2003: Luca Pao­ lini trasforma la discesa del Poggio in una pista da moto­ cross, lo seguono un altro spe­ cialista come Mirko Celestino e il capitano Paolo Bettini, che trionfa in via Roma. Il ligure è secondo, il comasco terzo alza le braccia come se avesse vinto. SFIDA Adesso il professioni­ smo è lontano per tutti e tre. In sella ne resta soltanto uno, ed è Paolini. Stavolta la sua sfida si chiama mountain bike. A 40 anni, il comasco ha firmato per la Torpado, storico marchio padovano (nasce nel 1895): brand di Cicli Esperia (ne fan­ no parte anche le bici Fondri­ est), ora Torpado ha un team di cross country e uno di Mara­ thon. Paolo Bettini sarà l’alle­ natore di Paolini: il livornese è diventato testimonial Techno­ gym con il nuovo rivoluziona­ rio sistema Mycycling, allena­ mento indoor e a distanza, tut­ to gestito da una App. E Mirko

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la Bmx, e la mtb l’ho sempre usata per allenarmi». E qui si intreccia il discorso con Celestino. Una telefonata al c.t., capire se ci sono vincoli per la convocazione in maglia azzurra, visto il suo stop per 18 mesi per cocaina («violazione non intenzionale») dopo la po­ sitività al Tour 2015. «Mirko è un c.t., non ci possono più esse­ re rapporti di amicizia. Mi ha detto che non ci sono preclu­ sioni. Cercherò di farmi trova­ re pronto». E poi c’è Paolo Bet­ tini, «io e lui siamo come fratel­ li. Venerdì (domani, ndr) an­ drò da lui per un test. Non voglio prendere in giro nessu­ no, né la Torpado che sento co­ me una famiglia, né Mirko o Paolo. Riprendere a correre e avere un obiettivo come il Mondiale vuol dire rimettersi in gioco. Il mio recupero fisico è totale, completo. Certo, se penso alla Sanremo... Quante sfide insieme. Adesso uniamo le forze. E’ ancora più bello». l. gial. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Una foto della Gran Fondo Strade Bianche 2016  Il successo era assicurato. La Strade Bianche è entrata nel WorldTour e sabato 4 marzo avrà al via ben 21 squadre: record. Il giorno dopo, la Gran Fondo Strade Bianche by Trek, organizzata da Rcs Sport/Rcs Active Team, che si corre sugli stessi sterrati senesi, segna un altro primato: 5000 cicloamatori, il 30% dall’estero. Raddoppiato il numero del 2016. Ci saranno Cancellara e i corridori della Trek-Segafredo. Due percorsi: il Medio di 77 km con 6 settori di sterrato, e la Gran Fondo di 129 km, 1350 metri di dislivello e 30 km di strade bianche (8 settori).

PISTA A CALI, IN COLOMBIA

Da domani torna la Coppa Tra gli azzurri c’è Ganna

Rio 2016: Ganna, Consonni, Bertazzo e Lamon BETTINI  Da domani a domenica torna la Coppa del Mondo su pista a Cali, in Colombia. I c.t. Marco Villa e Dino Salvoldi hanno convocato: Uomini — Liam Bertazzo, Francesco Ceci, Filippo Ganna, Francesco Lamon, Davide Plebani e Michele Scartezzini Donne — Maila Andreotti, Rachele Barbieri, Beatrice Bartelloni, Simona Frapporti, Francesca Pattaro, Silvia Valsecchi e Miriam Vece.


MotoGP R Test in Australia

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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 1. Maverick Viñales, 22 anni, debuttante in Yamaha: ieri 4° tempo con la gomma dura e già le prime schermaglie con il neo compagno Valentino Rossi;  2. Valentino Rossi, compie 38 anni oggi, ieri ha firmato il secondo tempo, ma con la gomma morbida;  3. Jorge Lorenzo, 29 anni, per lui ieri solo 11° tempo;  4. Andrea Iannone, 26 anni, prima stagione alla Suzuki, ieri ha chiuso col 3° tempo MILAGRO-GETTY IMAGES-IPP

È già inseguimento a Marquez

1L’iridato: «E non siamo al top». Viñales unico a reggere l’urto. Ecco come stanno i migliori Paolo Gozzi PHILLIP ISLAND (AUSTRALIA)

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i dice che i tempi d’inver­ no contino quanto le amichevoli estive. Poco o niente, soprattutto a Phillip Island dove meteo, vento e temperature d’asfalto cambia­ no repentinamente. Ma mai generalizzare. Perché i test ci stanno offrendo una fotografia nitida della MotoGP che scatte­ rà il 26 marzo in Qatar.

braccio di ferro in famiglia nel finale di giornata ha dovuto montare la gomma soffice. Ma in un modo o nell’altro il vec­ chio leone, 38 anni oggi, c’è sempre. Esperienza, classe e fame agonistica: sul giro secco Marquez è vicinissimo. In gare che si annunciano battaglie, partire in prima fila sarà decisi­ vo.

3° IANNONE SUZUKI - 1’29”926 Il giro secco (3° tempo) è una specialità della casa ma non 1° MARQUEZ basterà. Nella prima giornata HONDA - 1’29”497 la Suzuki ha navigato lontano Chi sperava che dalle posizioni di la Honda si fosse rango e si è rifat­ messa di nuovo PROVE ta sotto solo con nei guai come gli la morbida. Ser­ inverni prece­ ve un passo denti si sbaglia. avanti tecnico, Perché a cinque cioè più motore giornate di pro­ e altri piccoli ve (due in Au­ Dopo l’Australia dettagli, per im­ stralia, tre in Qa­ restano altri tre pensierire dav­ tar 10­12 marzo) vero Honda, la RC213V ha già giorni di test, in Yamaha e Duca­ il motore defini­ Qatar, dal 10 al 12 ti. L’abruzzese tivo e sta facen­ marzo però c’è. do passi da gi­ gante con l’elettronica. «Il pro­ 4° VINALES pulsore è più dolce ai bassi rè­ YAMAHA - 1’29”989 g i m i e h a p i ù p ote n z a È stato l’unico a reggere l’urto massima, detta così sembra di Marquez: 8 giri in 1’30” bas­ perfetto ma non lo è ancora» so, due 1’29”. E non ha usato la gigioneggia Marquez. Il mi­ gomma soffice. Il neoacquisto glior tempo, identico al giro ve­ non ha paura di Rossi, a metà loce della gara dell’ottobre sessione ha pure rallentato vi­ scorso, impressiona meno del stosamente per non dare la scia ritmo gara: 12 passaggi in all’ex mentore, adesso scomo­ 1’30” basso e due puntate in do compagno di box. Prime 1’29”. A 23 anni ha già vinto 5 schermaglie di un confronto Mondiali e il 6° è alla portata. interno che farà scintille. La Mostruoso. Yamaha lo sta assecondando alla perfezione: il telaio 2017 2° ROSSI sembra meglio del vecchio, la YAMAHA - 1’29”683 YZR­M1 è più potente e ma­ Valentino non ha il passo gara neggevole. Da Mondiale al pri­ dei ragazzi terribili Marc & Ma­ mo colpo? Marquez permet­ verick e per vincere il primo tendo...

cialisti della gomma soffice, il tedesco in arrivo dalla Moto2 si sta imponendo come miglior debuttante. Con la Yamaha della satellite Tech 3 va forte e non sbaglia, destando sorpre­ sa. 11° LORENZO DUCATI - 1’30”631 La posizione non inganni, il maiorchino sta prendendo le misure alla Ducati e al momen­ to giusto il matrimonio del se­ colo (24 milioni in due anni!) darà frutti. Alla Ducati manca­ no le ali, vietate per regola­ mento, ma il motore è super. Su piste come Phillip Island, o in Qatar, il 5 volte Mondiale avrà il jolly nel mazzo.

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Marc Marquez, compirà 24 anni domani, campione del Mondo 2016, è già l’uomo da battere GETTY IMAGES

5° CRUTCHLOW HONDA LCR - 1’30”065 In Australia il coriaceo britan­ nico va fortissimo, ma con la Honda satellite (team LCR) non sarà scontato ripetere le due vittorie del 2016. Con un livello così alto e maggiore sta­ bilità tecnica (elettronica e gomme più collaudate), sarà difficile rivedere nove vincito­ ri. Più facile che siano i soliti 3­4 a spartirsi la torta. 6° PETRUCCI DUCATI PRAMAC - 1’30”262 Ha salvato il bilancio con la soffice, ma le prove australiane non sono cominciate benissi­ mo. Disporre della Ducati

GP17 (team Pramac) sembra­ va la svolta e invece il ternano non sta volando. Forse non è ancora al top della condizione fisica. Per arrivare dove vuole lui, cioè vicino al podio, biso­ gnerà sgomitare parecchio. 8° DOVIZIOSO DUCATI - 1’30”410 Andrea prosegue il lavoro di apprendistato alla GP17, senza andare ancora alla ricerca del tempo. L’espressione soddi­ sfatta, però, conferma che que­ sta Ducati si farà valere. 10° FOLGER YAMAHA TECH 3 - 1’30”578 Superato nel finale dai 3­4 spe­

24 ore di Le Mans Fisichella riprova su Ferrari 488  Giancarlo Fisichella alla 24 Ore di Le Mans per l’8ª volta in carriera, gara che ha già vinto 2 volte con Ferrari in GTE Pro nel 2012 e 2014. Nel 2017 sarà sempre al volante di una Ferrari 488 GTE del team Risi con Toni Vilander. GHIOTTO IN GP2 (a.g) Luca Ghiotto per il 2° anno in GP2, sarà col team Russian Time con Artem Markelov

14° A. ESPARGARO APRILIA - 1’30”802 L’Aprilia RS­GP è andata assai forte in Malesia, pagando ap­ pena 7 decimi alla Yamaha di Viñales. Con un motore più po­ tente e affinamenti vari, Noale sta lentamente risalendo la corrente, ben assecondata dal­ lo spagnolo ex Suzuki, pilota determinato e preciso. Per con­ quistarsi un posto fisso nei pri­ mi dieci serve un altro passo. Il precampionato non è ancora finito. 17° P. ESPARGARO KTM - 1’31”200 Debuttare in MotoGP non è fa­ cile, ma la KTM è arrivata a suon di proclami per adesso ca­ duti clamorosamente nel vuo­ to. In Malesia la 4 cilindri au­ striaca non si è vista e in Au­ stralia Espargaro si è preso 1”7 secondi, un’enormità. Per non parlare del britannico Bradley Smith che continua a girare in tempi da Supersport. Come ne usciranno? © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Mondomotori R Auto

LA SCHEDA VW GOLF 1.5 TSI EVO ACT SPORT BLUEMOTION

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MOTORE TURBODIESEL POTENZA 150 CV CILINDRATA 1.461 CMC COPPIA 250 NM A 1.500 GIRI/MIN LUNGH-LARG.ALT 4.260-1.790-1.490 MM PASSO 2.720 MM PESO 1.242 KG VELOCITÀ 216 KM/H ACCELERAZIONE 0-100 KM/H 8,3” CONSUMO MEDIO 5,1 L-100 KM CAMBIO MANUALE A 6 RAPPORTI CAPIENZA BAGAGLIAIO DA 308 A 1.270 LITRI PREZZO 26.150 EURO

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IL NOSTRO GIUDIZIO

Sì Infotainment Siamo all’inizio del salto di qualità, ma il nuovo sistema Discover Pro con comandi gestuali, è un plus importante Gamma Mancava un TSI entry level ed è arrivato

No Posteriore Convincono i gruppi ottici a Led sul frontale, meno sulla coda Prezzo Mai stata economica, si sapeva. Però adesso è quasi «premium», se si considera l’equipaggiamento di serie

VW Golf, icona senza fine Più bella e ipertecnologica 1Fra le novità del restyling di questa settima generazione, un sistema multimediale con lavora anche con comandi gestuali e la guida assistita Maurizio Bertera PALMA DI MAIORCA (SPAGNA)

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uto che (stra)vince non si cambia. O meglio si cambia, ritoccandola appena nel design e immetten­ do un contenuto non indiffe­ rente di tecnologia. Però Golf era e Golf resta, anche per un semplice dato: se nell’anno peggiore della storia recente per Volkswagen ne sono state vendute quasi un milione nel mondo, evidentemente stra­ volgerla sarebbe delirante.

RITOCCHI SOFT Ecco perchè il restyling della settima gene­ razione ha comportato ester­ namente la modifica leggera solo a paraurti, fari e fanali. Questi ultimi sono a led, men­ tre i proiettori anteriori offro­ no l’illuminazione a diodi per le luci diurne e, a richiesta, per anabbaglianti e abba­ glianti. Gli stessi aggiorna­ menti si ritrovano ovviamen­ te anche nella versione wa­ gon, la Golf Variant, proposta a 650 euro in più. All’interno dell’abitacolo, più che i nuovi rivestimenti dei sedili, a spic­

care sono — nelle versioni più ricche — il cruscotto intera­ mente digitale e il sistema multimediale Discover Pro (al prezzo di circa 2.000 euro, a richiesta), gestibile anche con comandi gestuali. Passando, cioè, la mano da destra a sini­ stra (o viceversa) davanti allo schermo di 9,2 pollici si sfo­ gliano le pagine dei menù o si cambiano le stazioni radio.

BEST SELLER

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I milioni di «Golf» che sono state prodotte nella storia della vettura, pari a una vettura assemblata ogni quaranta secondi

SEMPRE PIU’ SICURA Al de­ butto anche diversi sistemi di sicurezza: dalla frenata di emergenza a bassa velocità,

in grado di riconoscere anche i pedoni, all’Emergency As­ sist, la funzione che in caso di malore del conducente fa ac­ costare l’auto e la rallenta au­ tonomamente. GUIDA ASSISTITA Per l’assi­ stenza alla guida, abbiamo te­ stato la marcia semiautono­ ma nel traffico: la nuova Golf è in grado di seguire la colon­ na di macchine, adeguando la velocità (fino a fermarsi e a ri­ partire) e sterzando, fermo restando che il guidatore de­ ve tenere almeno una mano

PORSCHE

La Panamera 4 diventa ibrida e si regala un look tutto nuovo Alessandro Giudice

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l Salone di Shangai del 2009 Porsche stupì il mondo dell’auto pre­ sentando una berlina a quat­ tro porte. Era il sogno di Fer­ dinand Porsche — si disse — e infatti il debutto della Pana­ mera combaciò con il centesi­ mo anniversario della nascita del fondatore. Che sarebbe stato sicuramente orgoglioso di un prodotto profondamen­ te Porsche nell’anima e nella dinamica di guida, nonostan­ te le dimensioni e i quattro posti. IBRIDO DERIVATO E oggi, otto anni e oltre 150 mila esempla­ ri dopo, Panamera si rinnova nello stile, facendo sua l’este­ tica 911 per una coda final­ mente grintosa e accattivante, ed anche nella tecnica, che si esprime nell’inedita ibrida a trazione integrale. Un sistema di origine più che nobile, visto

IL NOSTRO GIUDIZIO

Sì Dinamica di guida E’ da sportiva vera, piacevole e agile nonostante le dimensioni Comfort Silenziosa, non solo con l’elettrico

No Posto guida Un po’ infossato, considerate le dimensioni da tenere d’occhio Funzionalità Alcuni comandi poco intuitivi

Il motore elettrico si ricarica completamente in meno di sei ore

che deriva dalla 918 Spyder, supercar a tiratura limitata da 887 Cv e 345 km/h, che alla Panamera 4 E­Hybrid ha tra­ smesso soprattutto la strate­ gia di funzionamento. Il moto­ re elettrico opera infatti con il V6 biturbo a benzina da subito (nella precedente versione si doveva premere l’80% del pe­ dale per metterlo in funzio­

ne), dando immediatamente quella spinta aggiuntiva in grado di proiettare la berlina di Zuffenhausen a 100 all’ora in soli 4,6 secondi. CHE SCATTO Un tempo da sportiva di razza, che racconta di una dinamica orientata alla performance e che si percepi­ sce specialmente con le moda­

lità «Sport» e «Sport Plus». La sensazione che si prova al vo­ lante della quattro porte è di essere su una 911 Turbo: la funzione di boost del motore elettrico è evidente special­ mente in partenza. La spinta è progressiva e la trazione inte­ grale, supportata dal cambio PDK a 8 rapporti (una novità per Panamera) e da un assetto piuttosto rigido, provvede a mantenere stabile la traietto­ ria e costante la distribuzione della coppia motrice. Che ga­ rantisce un comportamento abbastanza neutro, per fortu­ na senza gli eccessi di una sportiva estrema, visto che le dimensioni vicine ai 5 metri, il passo lungo e le quasi 2,2 ton­ nellate di peso richiedono una certa assuefazione alla guida. ELETTRICA A 140 ORARI Oltre alle prestazioni «da Porsche», la quattro porte tedesca è an­ che virtuosa: può viaggiare in modalità completamente elet­ trica per 50 km (40% di auto­ nomia in più rispetto al passa­ to) fino a 140 km/h. Un tra­ guardo dovuto al potenzia­ mento della batteria al litio, capace di ricaricarsi comple­ tamente in meno di 6 ore con una normale presa da 230 V. Un gioiello da 111.522 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SCHEDA PORSCHE PANAMERA 4 E-HYBRID

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MOTORE TERMICO 6 CILINDRI A V BITURBO CILINDRATA 2.894 CMC POTENZA 426 CV COPPIA 700 NM MOTORE ELETTRICO SINCRONO A MAGNETI PERMANENTI CAMBIO PDK A DOPPIA FRIZIONE A 8 MARCE TRAZIONE INTEGRALE ATTIVA PESO 2.170 KG LUNGH-LARG-ALT 5.049-1.937-1.423 MM EMISSIONI CO2 56 G/KM VELOCITÀ 278 KM/H ACCELERAZIONE 0-100 KM/H 4,6” PREZZO 111.522 EURO

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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RENAULT

La Clio è risparmiosa Pieno a 18 euro con il Gpl LA SCHEDA 3

RENAULT CLIO TCE 90 GPL ZEN

Renault Clio, da quattro anni è l’auto straniera più venduta in Italia

 1. Dopo il restyling sono stati modificati paraurti, fari e fanali;  2. Il posteriore della vettura esalta il carattere sportivo della Golf;  3. Gli interni sono molto curati: si nota il sistema multimediale Discover Pro

sul volante. Molto efficiente, quanto il cambio DSG, ulte­ riormente perfezionato. PER TUTTI I GUSTI La gamma motori benzina, tutti turbo e a iniezione diretta, parte dal 1.0 TSI rispettivamente da 85 Cv e 110 Cv, passa per il 1.4 TSI da 125 Cv e si chiude con il nuovo propulsore 1.5 TSI Evo in grado di erogare 150 Cv, che nella prova su strada si è rivelato fluido nel­ l’erogazione e silenziosissi­ mo. Per chi ama le alte pre­ stazioni, non mancherà la GTI Performance da 245 Cv, ben 15 in più del modello precedente al restyling. Non cambia invece la potenza (184 Cv) della versione GTD. Tra i turbodiesel, con­ fermati il 1.6 TDI da 90 Cv, oppure da 115 Cv (5 più di prima), e il 2.0 TDI da 150 Cv. I PREZZI Detto che la gamma è in via di completamento, i prezzi sono «da Golf». Basta guardare le entry level, con l’equipaggiamento Trendli­ ne: 20.150 euro per la 1.0 TSI da 85 Cv, 23.050 euro per la 1.6 TDI da 90 Cv e la

1.4 TGI (metano/benzina) da 110 Cv. Salendo nella gamma si arriva sino a sfio­ rare i 33 mila euro per la «Golf» top di gamma diesel. A proposito di versioni, nel restyling la Casa tedesca ha rimesso in ordine la gamma, facendo sparire la Comfortli­ ne: ora troviamo la già citata Trendline, oltre alle Busi­ ness, Sport, Highline, Execu­ tive e GTD. DA RECORD A loro andrà dunque il compito, ormai tra poche settimane, di prose­ guire una storia a dir poco unica al mondo che ha por­ tato a vendere sino ad oggi il numero incredibile di 33 mi­ lioni di unità dalle fabbriche della Volkswagen. Tradotto in altri numeri, vuole dire avere fatto uscire dalle linee di produzione una Golf ogni quaranta secondi. E forse questo dato, ancor più delle vetture prodotte nella storia di uno dei modelli­simbolo della Casa, aiuta a compren­ dere appieno la grandezza di questa vettura: anche questo è, non a caso, un record sen­ za dubbio inavvicinabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

È Tamberi il testimonial della Serie 5  Gianmarco Tamberi, l’italiano che vola più in alto di tutti, campione europeo e mondiale (indoor) di salto in alto, entra a far parte della scuderia di Bmw Italia come testimonial per il lancio della nuova serie 5. Ha partecipato alla serata milanese nel city center di via De Amicis con Fabio Volo e l’a.d. di Bmw Milano Maurizio Ambrosini. «Zanardi mi ha dedicato la sua medaglia d’oro olimpica, ora sogno di poter salire in macchina con lui», ha detto.

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MOTORE BENZINA E GPL CILINDRATA 898 CMC POTENZA 0 CV A 5.000 GIRI COPPIA 140 NM A 2.500 GIRI CAMBIO MANUALE A 5 MARCE DIMENSIONI (LUNG/LARG/ALT) 4.060 MM/1.730/ 1.450 MM POSTI 5 PESO 1.164 KG BAGAGLIAIO DA 300 A 1146 LITRI TRAZIONE ANTERIORE VELOCITA’ 182 KMH ACCELERAZIONE 0-100 KMH 12,2 SECONDI CONSUMO MEDIO 4,7 LITRI PER 100 KM EMISSIONI CO2 106 G/KM CLASSIFICAZIONE EURO 6 PREZZO 16.850 EURO DISPONIBILITÀ DAL 25/2

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IL NOSTRO GIUDIZIO

Sì Guidabilità Il turbo consente di viaggiare a un buon ritmo sul misto Consumi Il valore aggiunto della vettura

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Tamberi, Ambrosini e Volo

No station wagon Il nuovo motore turbo GPL è disponibile solo sulla berlina Prezzi versioni GPL Variano fino a 6 mila euro rispetto a Clio e Sandero

Corrado Canali

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brillante e silenziosa, ma anche votata al rispar­ mio. Così si presenta la nuova Clio Turbo a Gpl col moto­ re 1200 cmc da Cv 90 che offre la doppia alimentazione a benzina e Gpl. Si tratta dello stesso pro­ pulsore disponibile sulla «cugi­ na» Dacia Sandero, entrambi i brand come è noto fanno parte dello stesso Gruppo e dunque sfruttano le sinergie, ma la Clio è tutta un’altra macchina. Del re­ sto l’anno scorso è stata la vettu­ ra straniera più venduta in Italia, cosa che si ripete da quattro an­ ni. Ora con l’arrivo del Gpl la Clio va alla conquista di chi pur senza rinunciare a buone presta­ zioni non disdegna un’auto dai bassi consumi e delle emissioni inquinanti contenute. TURBO ECONOMICO Il segreto? Abbinare la potenza del Turbo all’economicità del GPL. L’auto­ nomia dichiarata fra Gpl e benzi­ na supera di gran lunga la soglia dei 500 km. La Clio è, inoltre, equipaggiata col sistema Start&Stop che garantisce un ul­ teriore risparmio nelle soste cit­ tadine e che quando si riaccende permette di ripartire con la stes­ sa alimentazione con cui si è fer­ mata, dunque anche col Gpl. La Clio sarà in vendita con la nuova motorizzazione a Gpl a partire dal 25 febbraio, ma soltanto con

la carrozzeria berlina e nelle ver­ sioni Life ad un prezzo a partire da 15.350 euro e Zen a 16.850 euro. PIÙ CONNESSA Il differenziale di prezzo fra le equivalenti ver­ sione a benzina è di circa 1.500 euro, ampiamente ammortizza­ bili dal basso costo del GPL: un pieno costa 18 euro. La nuova Clio Turbo Gpl completa così la gamma della quarta generazio­ ne della compatta Renault lan­ ciata nel 2012 e ristilizzata l’an­ no scorso con l’introduzione di inedite soluzioni estetiche come la nuova firma luminosa dei fari anteriori e l’inedita griglia del frontale, oltre che con gli interni rinnovati con materiali «soft touch» e alle sellerie sportive in velluto. Ma anche con nuove do­ tazioni hi­tech come l’infotain­ ment abbinato alla Radio R&GO, allo Smart Nav Evolution o R­Link Evolution pensate so­ prattutto per i più giovani. In­ somma una Renault Clio che è sempre più ‘«connessa». Insieme alla versione a Gpl l’offerta della Renault Clio si arricchisce pro­ prio in questi giorni anche di una versione top di gamma, la Exci­ te, con allestimenti da autentica ammiraglia come i sedili in pelle e il climatizzatore automatico, in vendita da 18.350 euro per il modello a benzina da 90 Cv e da 20.350 euro per la variante tur­ bodiesel da 90 Cv. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Moto R Superbike

Honda, una Fireblade da record La 4 cilindri 1000 più leggera sti di moto sportive, eppure la nuova CBR1000RR sembra es­ sere immune al problema.

Rispetto alla precedente generazione, adesso pesa 14 kg in meno

Stefano Cordara

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opo 25 anni di onorata carriera, 470.000 moto vendute, e 13 generazio­ ni, la Honda Fireblade resta fe­ dele all’idea originaria, quella del «total control» che Tadao Baba lanciò con la prima, miti­ ca, CBR900RR Fireblade.

L’INTUIZIONE Allora mentre tutti cercavano cavalli e mu­ scoli, lui pensò di realizzare una moto meno potente, ma molto più leggera delle altre, conscio che i vantaggi dati dal risparmio di peso non possono essere compensati dal sempli­ ce aumento dei cavalli. Aveva ragione. Oggi è ancora il peso il nemico principale dei progetti­

CURA DIMAGRANTE L’atten­ zione maniacale che i tecnici Honda hanno riservato alla lo­ ro superbike (lavorando addi­ rittura sugli spessori delle pla­ stiche o sulla lunghezza delle viti) e il massiccio utilizzo di materiali nobili (il serbatoio in titanio della SP è una primizia assoluta tra le moto di serie) ha consentito un risparmio di pe­ so di ben 15 kg rispetto alla precedente versione. Ora la bi­ lancia si ferma a 195 kg in ordi­ ne di marcia, mentre la poten­ za del quattro cilindri sale a 192 Cv. Numeri che proiettano la CBR nell’olimpo delle Super­ bike, e la certificano come la 4 cilindri 1000 più leggera sul mercato. Il motore ora si fregia di una dotazione elettronica a livello delle migliori concor­ renti, dei 5 riding mode che ge­ stiscono i settaggi di controllo

IL NOSTRO GIUDIZIO

Sì Leggerezza Il peso è realmente ridotto, la maneggevolezza da primato Erogazione Buona la pastosità di erogazione

No ABS Non disattivabile e privo di una mappatura specifica per la pista Allungo E’ inferiore alle concorrenti

di trazione, risposta motore, freno motore e ABS con funzio­ ne «cornering» (funziona an­ che a moto piegata). Tre le ver­ sioni della SBK Honda attese sul mercato sul mercato: la CBR1000RR è la cosiddetta «versione d’accesso» a 18.790 euro. A 23.590 euro c’è la CBR1000RR SP dotata di cam­ bio elettronico, pinze Brembo e sospensioni Ohlins. La CBR1000RR SP2 è la versione omologata per correre e sarà realizzata in 500 unità. SU STRADA Leggera, maneg­ gevole, facile. Il Dna delle CBR è rimasto intatto, anche nel motore che ha sicuramente mi­ gliorato la potenza, ma ha so­ prattutto mantenuto il gran ti­ ro ai medi regimi, mentre l’al­ lungo non è fenomenale. Una sportiva estrema che tuttavia mette a proprio agio il pilota consentendogli di girare su rit­ mi molto elevati per molti giri senza stancarsi. L’elettronica di controllo funziona molto bene. Facile muoversi attraverso i va­ ri riding mode. Il potenziale della CBR10000RR è davvero alto; restando sulla moto di se­ rie è però l’ABS — non disatti­ vabile — a mostrare qualche li­ mite nella guida più spinta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SCHEDA HONDA CBR1000 FIREBLADE RR

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MOTORE QUATTRO CILINDRI IN LINEA DA 999 CMC QUATTRO VALVOLE ALIMENTAZIONE INIEZIONE ELETTRONICA POTENZA 192 CV (141 KW) A 13.000 GIRI/MIN COPPIA MASSIMA 111 NM A 11.000 GIRI TELAIO DOPPIO TRAVE IN ALLUMINIO PESO 195 KG IN ORDINE DI MARCIA INTERASSE 1.408 MM ALTEZZA SELLA 832 MM SOSPENSIONI ANTERIORE FORCELLA ROVESCIATA (ELETTR. SU SP); POSTERIORE FORCELLONE CON MONO AMMORTIZZATORE (ELETTR. SU SP)

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Basket R Final Eight a Rimini

Coppa Italia Milano Repesa rilancia «Siamo favoriti e con gli italiani apriremo un ciclo» Vincenzo Di Schiavi

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L’EUROLEGA? IL CIBONA ARRIVÒ A 10 K.O. E DUE ANNI DOPO LA VINSE... JASMIN REPESA 55 ANNI

caccia del quarto suc­ cesso consecutivo, dopo Coppa Italia e scudetto 2016 e Supercoppa italiana 2017, Jasmin Repesa si tuffa nella Final Eight di Rimini, ba­ gnata ora da un mare placido e accogliente. I giorni della bur­ rasca, quando la risacca degli eventi sembrava aver scara­ ventato il coach croato in balia dei flutti, sono lontani. Dimen­ ticati no, ma spostati nel baule della memoria chiuso a doppia mandata: «Del passato non vorrei parlare, abbiamo una coppa da conquistare e un fu­ turo tutto da scrivere» dice il coach di Milano, alla vigilia dell’incrocio con Brindisi del guru Sacchetti. Che Repesa af­ fronterà, molto probabilmen­ te, senza Kruno Simon, afflitto

da un problema alla schiena, leader conclamato di un grup­ po anarchico e riottoso a Nata­ le e ora diventato creta nelle mani di un vasaio. Repesa, eccoci alla Coppa Italia, uno degli obiettivi che Milano non può fallire. Come ci arrivate? «Con l’esigenza di dover con­ fermare tutto. Siamo migliora­ ti tantissimo, i progressi sono innegabili ed evidenti. L’unico aspetto che mi preoccupa è la discontinuità, i buchi mentali che quasi sempre ci accompa­ gnano. Se eliminiamo quelli, possiamo essere ottimisti, al­ trimenti diventa tutto molto pericoloso». Milano ha trovato la chimica che l’ha resa competitiva ovunque. Qual è stata la svolta? «Il lavoro fatto in palestra e la

consapevolezza che con quello si può arrivare ovunque». Pascolo ha detto che la sofferenza delle dieci sconfitte di fila in Eurolega, vi ha compattati. Lì è nato il gruppo. «È stato un periodo molto, molto difficile. Con poche cer­ tezze e un mucchio di voci su di noi. Tutti a cercare risposte a

GRISSIN BON-BETALAND, ORE 18

EA7-CANTINE DUE PALME, ORE 20.45

Reggio col giramondo Capo c’è, 9 anni dopo

Brindisi, il black power per fermare l’Olimpia

DELLA VALLE VS DIENER Amedeo Della Valle, 23 anni, ala di Reggio e Drake Diener, 35, ala di Capo d’Orlando CIAMILLO

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ontro Capo d’Orlando in salsa slava, Reggio Emi­ lia, la squadra più autar­ chica del campionato, sfodera un vero giramondo, Jawad Wil­ liams, per un quarto di finale meno scontato di quanto sembri anche dopo il colpo di Reggio a Venezia e lo scivolone interno dei siciliani contro Trento. Sa­ ranno dunque Grissin Bon e Be­ taland ad inaugurare la Coppa Italia nella sua nuova veste rimi­ nese. NOVITÀ La Reggiana è la sua quattordicesima squadra in do­ dici stagioni, impilate in tre Continenti e nove Paesi diversi. Jawad Williams, ala forte 33enne, proveniente dall’Aek, va a implementare il reparto lunghi di Menetti, in costante evoluzione: «Ho ricevuto una calda accoglienza da tutti — racconta il lungo americano —, al primo allenamento col grup­ po mi sono sentito subito a casa. Servirà un po’ di tempo per inse­ rirmi ma mi sento già parte di questa famiglia. Sono carico, motivato e pronto a scendere in campo per questa la Final Ei­

ght». Il coach reggiano dovrà ancora fare a meno di Stefa­ no Gentile, mentre Capo d’Orlando torna in Coppa Ita­ lia dopo nove anni con lo spi­ rito giusto: «Approcciamo a questa partita contro Reggio con grande determinazione e voglia, perché credo che le Final Eight le abbiamo con­ quistate con merito — riflet­ te Gennaro Di Carlo, coach dei siciliani —. Partecipere­ mo al gran ballo non da Ce­ nerentola, ma da protagoni­ sti, consapevoli che si tratta di un risultato che renderà gli orlandini orgogliosi di noi. Sono fiducioso, abbiamo le armi per giocarcela, saremo al completo perché ci sarà an­ che Sandro Nicevic, il quale apporto sarà utile e determi­ nante per continuare a so­ gnare. Io considero le Final Eight una tappa intermedia del nostro percorso». QUINTETTI Reggio Emilia: Needham, Kaukenas, Della Valle, Polonara, Cervi. Capo d’Orlando: Ivanovic, Stojanovic, Diener, Archie, Delas. ALLENATORI Reggio Emilia: Massimiliano Menetti (bilancio in Coppa Italia 2 vinte-4 perse, zero titoli). Capo d’Orlando: Gennaro Di Carlo (debuttante in Coppa Italia). SCONTRI DIRETTI 2016-17 Decima g.: Reggio Emilia-Capo d’Orlando 80-70. ALLE FINAL EIGHT Reggio Emilia: ‘16 quarti, ‘15 semifinale, ‘14 semifinale, ‘13 quarti. Capo d’Orlando: ‘08 quarti.

MCLEAN VS M’BAYE Jamel McLean, 28 anni, pivot di Milano e Amath M’Baye, 27 anni, pivot di Brindisi CIAMILLO

C

on uno sponsor ad hoc, in attesa di chiarire il fu­ turo con quello storico «voglio tranquillizzare i tifosi — ha detto il presidente Mari­ no —, con Enel stiamo lavoran­ do per il rinnovo», Brindisi pro­ verà a regalare ai propri tifosi la grande sorpresa del torneo. Sono loro a dover rompere il ghiaccio con Milano, la strafa­ vorita. PERCENTUALI Tutti gli indica­ tori, tecnici e non, dicono Mila­ no dunque e lo stesso Meo Sac­ chetti, che con la Coppa Italia ha un feeling particolare, non si concede più del 10 per cento di possibilità. «Le precedenti edizioni delle Final Eight a cui abbiamo partecipato negli scorsi anni ci evocano grandi ricordi che rimarranno indele­ bili nelle menti dei tifosi bian­ coazzurri. Abbiamo conquista­ to tutti insieme grandi vittorie, centrato due semifinali e sfio­ rato la finalissima» ricorda in­ vece il numero uno del club. Nella sfida di campionato, al Forum due mesi fa, i pugliesi squadernarono trenta minuti di qualità non banale, sull’asse

Moore­Scott­Carter, trittico di quel drappello di stranie­ ri che Jasmin Repesa non intende sottovalutare. A co­ minciare da M’Baye, tra i più prolifici del campionato e già al centro di alcune tra­ me di mercato, per finire col talento sempreverde del vecchio Goss. Contro Bre­ scia, invece, Milano si è go­ duta il miglior Cinciarini della stagione, quello che ora vorrebbe alzare la cop­ pa da capitano: «Siamo i de­ tentori del trofeo e voglia­ mo confermarci: l’obiettivo è scontato, ma non è sconta­ to vincere. In Eurolega di re­ cente abbiamo fatto meglio sul piano del gioco, siamo in salute come squadra e dun­ que la Coppa arriva al mo­ mento giusto. Ma è una competizione particolare, in cui non puoi sbagliare». QUINTETTI Milano: Hickman, Kalnietis, Sanders, Macvan, Raduljica. Brindisi: Moore, Scott, Cardillo, Carter, M’Baye. ALLENATORI Milano: Jasmin Repesa (4 vinte-5 perse, 1 vittoria). Brindisi: Romeo Sacchetti (7 vinte-3 perse, 2 vittorie). SCONTRI DIRETTI 2016-17 Dodicesima g.: Milano-Brindisi 99-86. ALLE FINAL EIGHT Milano: ‘16 campione, ‘15 finale, ‘14 quarti, ‘13 quarti, ’12 semifinale, ‘11 quarti, ‘10 quarti, ‘07 semifinale, ‘06 quarti, ‘05 quarti, ‘03 quarti. Brindisi: ‘15 semifinale, ‘14 semifinale, ‘13 quarti.

tanti, troppi perché, col merca­ to a soffiare cambiamenti di tutti i tipi. Non è stato facile per i giocatori e neppure per l’allenatore, ma ora non vorrei più parlare del passato, prefe­ risco guardare avanti». Cinciarini, Fontecchio, Pascolo e un po’ meno Abass. Il gruppo degli italiani comunque sta ve-

nendo fuori. «Per noi è un aspetto straim­ portante, direi fondamentale. Spalato, Cibona, Partizan, Pa­ nathinaikos, Olympiacos: non ricordo in Europa, negli ultimi 30 anni, una squadra che abbia vinto senza basarsi su un grup­ po di giocatori indigeni di alto livello. E siccome non possia­ mo prendere i migliori gioca­

DOMENICA ALLE 18 LA FINALE QUARTI

QUARTI -

1. Milano Oggi

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8. Brindisi

FINALE

Domenica, 19 febbraio RIMINI

SEMIFINALI

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Venezia .2

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Brescia .7

Domani

SEMIFINALI

Sabato

4. Reggio Emilia

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Sabato

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Oggi 5. Capo d’Orlando -

Avellino .3 Domani

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Sassari .6 GDS

LA GUIDA Diretta su Rai Sport Domenica gara da 3 e delle schiacciate (f.p.) Scattano questo pomeriggio al PalaFiera di Rimini le Final Eight PosteMobile di Coppa Italia. Oggi: Grissin Bon Reggio Emilia-Betaland Capo d’Orlando (ore 18, Rai Sport); EA7 Milano-Cantine Due Palme Brindisi (ore 20.45, Rai Sport). Reggio sempre senza Stefano Gentile che sta recuperando dal problema alla caviglia, ma con Jawad Williams pronta all’esordio. Domani gli altri due quarti: Sidigas Avellino-Banco di Sardegna Sassari (ore 18, Rai Sport) e Umana Venezia-Germani Brescia (ore 

20.45, Rai Sport HD). Sabato le semifinali (ore 17.30 e 20.45). La finale, sempre su Rai Sport, è in programma domenica alle ore 18. GLI EVENTI Prima della finale, tra i tanti eventi che faranno da cornice alla quattro giorni riminese i giocatori delle squadre che non prendono parte alle Final Eight daranno vita alla gara del tiro da 3 punti (si sfidano Alibegovic, Baldi Rossi, Ceron, Daniele Cinciarini, Dominique Johnson, Mian, Petteway, Pilepic) e a quella delle schiacciate (tra Gaspardo, Moraschini, Putney e Pelle: i quattro sono stati scelti nei giorni scorsi attraverso un sondaggio su gazzetta.it). Ingresso gratuito dalle ore 15.


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

vuole il bis 1Il coach cerca il quarto trofeo Rakim Sanders, 27 anni, ala di Milano, mvp delle ultime Final Eight con Milano CIAMILLO

con l’Olimpia: «I progressi sono innegabili, la crescita degli azzurri è fondamentale anche per il futuro in Europa» club. Se pensiamo di vincere solo cambiando gli stranieri, non vinceremo mai».

Da slavo ci spieghi come si costruiscono questi giocatori. IL NUMERO «Lavorando sul­ la tecnica e sulla comprensione del gioco, con obiettivi altissi­ mi, già nei vivai, Le coppe Italia vinte ma senza fer­ marsi lì. Il pro­ da Milano che è cesso è molto campione in carica. più lungo di Guidano Treviso e quanto si creda. V.Bologna con 8 Non ser vono giocatori vin­ centi a 17­18 anni, ma dopo».

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tori italiani perché sono fuori portata, allora li dobbiamo co­ struire. Da questo punto di vi­ sta è una stagione di transizio­ ne. Stiamo lavorando per il fu­ turo: vogliamo creare un grup­ po di italiani molto competitivo a cui aggiungere stranieri di valore nel lungo periodo. Peraltro è ciò che ci insegna la storia del nostro

Senza stelle, comunque, pare impossibile pensare un’Eurolega di altissimo livello. «Non sono d’accordo. Intanto chiariamo un concetto: esisto­ no stelle mediatiche, teoriche e reali. Queste ultime sono po­ chissime e non sono più quelle di una volta: di giocatori come Sabonis e Kukoc che, da soli, possono cambiare il destino di una squadra e portarla subito ai vertici non ne vedo più. Pe­ raltro l’Nba se li prende sem­ pre prima. Prendete Dragan

SIDIGAS-BANCO DI SARDEGNA, DOMANI ORE 18

Bender: è un ‘97 ed è già a Pho­ enix. Milano intende battere un’altra strada: per noi la stella è la squadra. Deve essere ta­ lentuosa e dura, come storica­ mente piace a questa piazza». Contento di Fontecchio? «Ha fatto progressi enormi, ma deve avere più fame e determi­ nazione. Non deve mai essere soddisfatto di se stesso». Raduljica, invece, è un problema? «No, non lo è. Poteva e doveva fare meglio ma non è l’unico colpevole. Gli chiedo più at­ tenzione nel lavoro di tutti i giorni. È lì che, qualche volta, è mancato». Il percorso in Eurolega cosa le ha insegnato? «Che nel 1983 il Cibona ha

HA FATTO GRANDI PROGRESSI MA LO VOGLIO PIÙ DURO E CATTIVO JASMIN REPESA SU SIMONE FONTECCHIO

NBA

chiuso la Coppa Campioni con 0 vittorie e 10 sconfitte e due anni dopo l’ha vinta perché sa­ peva cosa voleva e dove stava andando. Due vittorie in più o in meno, quest’anno, non avrebbero cambiato il nostro destino. Battere l’Efes e restare in corsa per l’ottavo posto ci avrebbe dato chance di vittoria finale? Secondo me no. Direi impossibile. Sono altri gli aspetti che io considero. Dopo due mesi pessimi, al Forum ho visto sempre 10­12 mila perso­ ne. Questo è il risvolto più im­ portante perché c’è un ricono­ scimento e un attaccamento che va al di là delle vicende del momento. Secondo: abbiamo due­tre ragazzi che, sfruttan­ do questa esperienza, sono cresciuti in maniera significati­ va. E loro sono il nostro futu­ ro». Per concludere, cosa la preoccupa della gara di stasera? «Brindisi è una squadra talen­ tuosa: penso a M’Baye, Goss, che se lo fai tirare comodo può farne 20, Carter, un lungo che tira da tre. Se gli concediamo il talento diventano pericolosi, se invece il nostro approccio è quello dell’anno scorso, inutile negare che siamo i favoriti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

POTEVA E DOVEVA FARE DI PIÙ MA NON È L’UNICO COLPEVOLE IL COACH EA7 SU MIROSLAV RADULJICA

UMANA-GERMANI, DOMANI ORE 20.45

Avellino aspetta Logan Venezia, quanti acciacchi Sassari in gran forma Vitali, la mente di Brescia

RAGLAND VS STIPCEVIC Joe Ragland, 27 anni, guardia di Avellino, e Rok Stipcevic,30 anni, guardia di Sassari CIAMILLO

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l più affascinante dei quarti di finale perché mette di fronte quella che appare essere la sfidante più solida e quadrata di Milano, non che quella che l’ha sfidata nelle ulti­ me due finali (Coppa Italia e Supercoppa 2016, entrambe vinte dall’Olimpia), Avellino, e quella che arriva a Rimini nel miglior stato di forma, avendo vinto 7 delle ultime 8 partite di campionato, Sassari. VIA LIBERA La grande novità è l’ingaggio di David Logan da parte della Sidigas, dato per fatto due settimane fa, poi tra­ montato prima che l’avvicen­ damento sulla panchina della ormai ex squadra dell’ex play sassarese, il Lietuvos Vilnius, con la partenza di Pacesas e l’arrivo di Kurtinaitis portasse nuovamente al via libera per il passaggio alla Scandone. Non potrà scendere in campo doma­ ni perché non è stato tesserato in tempo utile ma potrebbe far­ lo in caso di passaggio in semi­ finale dei lupi. La Dinamo, che giocherà con la maglia rosa in onore del 100° Giro d’Italia che partirà da Alghero, già vincitri­

ce del trofeo 2 e 3 anni fa, punta a rifare il colpaccio. «La componente bella di queste manifestazioni è che non sai mai che tipo di emo­ tività scaturisce quando ti trovi a giocare in una situa­ zione in cui tutta la pallaca­ nestro importante ti sta guardando – spiega Pasqui­ ni, tecnico del Banco arriva­ to alla 6a Final Eight conse­ cutiva –. E’ è una componen­ te molto importante, poi si passa al piccolo dettaglio, che è l’elemento che fa mag­ giormente la differenza, perché in queste gare ogni errore vale doppio. Il valore di Avellino lo conosciamo, sia per caratteristiche della squadra sia per le caratteri­ stiche dei singoli giocatori, per cui ci dobbiamo concen­ trare su questi piccoli aspetti e particolari». QUINTETTI Avellino: Ragland, Obasohan, Thomas, Leunen, Fesenko. Sassari: Bell, Lacey, Sacchetti, Devecchi, Lydeka. ALLENATORI Avellino: Pino Sacripanti (bilancio in Coppa Italia 7 vinte-8 perse, zero titoli). Sassari: Federico Pasquini (debuttante in Coppa Italia). SCONTRI DIRETTI 2016-17 Ottava g.: Sassari-Avellino 70-75. ALLE FINAL EIGHT Avellino: ‘16 finale, ‘15 quarti, ‘12 quarti, ‘11 semifinale, ‘10 semifinale, ‘09 quarti, 08 campione. Sassari: ‘16 quarti, ‘15 campione, ‘14 campione, ‘13 semifinale, ‘12 quarti.

HAYNES VS L.VITALI MarQuez Haynes, 30 anni, guardia della Reyer, e Luca Vitali, 30 anni, guardia di Brescia CIAM

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iano a dare per scontato un quarto che sulla carta potrebbe sembrare sbi­ lanciato. Venezia è una delle big del campionato, Brescia la neopromossa rivelazione. La tentazione di credere che la Le­ onessa arrivi in Romagna già appagata dalla sola qualifica­ zione, la prima nella sua storia, da è forte, ma sbagliata. Anche perché la Reyer non è in un grande momento di forma, avendo perso 3 gare di fila in campionato, che diventano 4 se contiamo anche quella di Champions, ed ha tanti infortu­ ni con cui fare i conti. ESPERIENZA A guidare la Ger­ mani sarà Luca Vitali, che ha dalla sua l’esperienza di sette Final Eight giocate con Siena, Montegranaro (2), Bologna, Venezia e Cremona (2). «La Fi­ nal Eight è il premio al lavoro che tutti svolgiamo quotidiana­ mente – ha detto coach Andrea Diana ­. Come gruppo siamo cresciuti faticando ogni giorno, con l’intento di dimostrare che la piazza di Brescia è solida e ambiziosa. Andiamo a Rimini con grande orgoglio e cerchere­

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mo di fare del nostro meglio contro Venezia, che è una squa­ dra di alto livello». «Non ci arri­ viamo in un buon momento, con Haynes e Peric che si sono fermati per problemi fisici – spiega invece De Raffaele – So­ no recuperabili ma non riuscia­ mo ad allenarci al completo. Fil­ loy resterà in dubbio sino all’ul­ timo. Di certo non saremo re­ missivi e non ci piangeremo addosso. Niente scuse, niente alibi, andiamo a Rimini arrab­ biati per quanto ci sta accaden­ do, servirà per aggredire la par­ tita perché tutto quello che ab­ biamo fatto sin qui ce lo siamo meritati. Si assegna un trofeo ma per ora concentriamoci solo su Brescia, squadra atipica che gioca un buon basket, con tanta zona e difese tattiche. Sarà im­ portante leggere le situazioni e limitare Luca Vitali che innesca tutti». Venezia punta a vincere un quarto per la prima volta: sin qui ha sempre perso nei 4 precedenti degli ultimi 5 anni.

Love sotto i ferri Ibaka a Toronto La corsa per l’Est si fa intrigante 1Cavs senza l’ala per 40 giorni: ora i Raptors con l’ex Thunder e Boston puntano alla vetta

Kevin Love, 28 anni, ala pivot di Cleveland REUTERS

Massimo Oriani

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el giro di poche ore il panorama della Ea­ stern Conference è cambiato drasticamente. Due i fattori scatenanti: l’in­ fortunio di Kevin Love, ala dei Cavs, e lo scambio che ha portato Serge Ibaka da Or­ lando a Toronto. Chi «ri­ schia» di uscirne avvantag­ giata è Boston, che vede la concorrente numero 1 per il primato a Est menomata e soprattutto diventa l’unica contender a poter puntare a un big senza essere costretta a cedere un giocatore di egual valore, grazie alle nu­ merose scelte che può met­ tere sul piatto, ai contratti in scadenza che può cedere e allo spazio a disposizione sotto il tetto salariale. GINOCCHIO Love dovrà star fuori circa 6 settimane dopo essersi sottoposto a inter­ vento di pulizia al ginocchio sinistro. Dovesse tener fede alle previsioni, l’ex Timbe­ rwolf rientrerebbe a 2 setti­ mane dall’inizio dei playoff. I Cavs hanno un bilancio di 38 vinte e 16 perse, mentre i Celtics, al 2° posto, erano a 36­19 prima della sfida di ie­ ri notte in casa con Philadel­ phia. Margine non del tutto rassicurante. I Raptors sono al 5° posto con 33­24 ma

FUTURO I Celtics hanno in ma­ no il loro futuro. Da qui alla chiusura del mercato di giovedì 23 i biancoverdi dovranno deci­ dere se puntare a una stella (Jimmy Butler?) senza però ce­ dere pezzi importanti del nu­ cleo che sta facendo faville que­ st’anno e puntare alla testa di serie n.1 a Est, o continuare con questo gruppo e sperare di tro­ vare i Cavs non al top nei playoff, magari con LeBron sfi­ nito dopo una stagione regola­ re nella quale è sin qui il più 2° utilizzato della lega con 37.6 minuti a gara (dietro a Lowry con 37.7), destinati probabil­ mente ad aumentare con l’as­ senza di Love. Boston ha il ca­ lendario più facile tra le 30 squadre Nba da qui alla fine (Cleveland ha invece il 15°), e la differenza tra primo e secon­ do posto storicamente è note­ vole. Dall’83­84, primo anno con l’attuale format dei playoff, il team col miglior bilancio è ar­ rivato in finale il 56% delle vol­ te, contro il 27.3% della secon­ da. DRAFT La squadra di Danny Ainge ha la chance più unica che rara di conquistare il nume­ ro uno del tabellone a Est e allo stesso tempo avere anche la pri­ ma scelta assoluta al draft, vi­ sto che quella dei Nets, ultimi con distacco abissale dalla pe­ nultima, andrà ai Celtics in vir­ tù dello scambio che portò Gar­ nett e Pierce a Brooklyn nel 2013. La lotteria darà loro il 25% di chance di chiamare per primi alle scelte di giugno. Una chip in più da mettere sul piatto nel caso Boston decida di ce­ derla e di puntare al bersaglio grosso quest’anno. Ovvero per­ dere in finale coi Warriors... © RIPRODUZIONE RISERVATA

TACCUINO INCHIESTA «TIME OUT»

QUINTETTI Venezia: Haynes, McGeee, Bramos, Peric, Hagins. Brescia: Luca Vitali, Moore, Moss, Landry, Berggren. ALLENATORI Venezia: Walter De Raffaele (bilancio in Coppa Italia 0 vinte-1 persa). Brescia: Andrea Diana (debuttante in Coppa Italia). SCONTRI DIRETTI 2016-17 Dodicesima g.: Venezia-Brescia 75-70. ALLE FINAL EIGHT Venezia: 2012 quarti, 2014 quarti, 2015 quarti, 2016 quarti. Brescia: prima partecipazione.

hanno perso 11 delle ultime 15 partite (anche loro sono scesi in campo nella notte contro Char­ lotte) e hanno quindi deciso di giocarsi il jolly puntando su un giocatore come il 27enne lungo congolese sicuramente in decli­ no rispetto agli anni dei Thun­ der ma ancora in grado di fare la sua parte sotto canestro. Il ri­ schio è che, essendo in scaden­ za di contratto a giugno, i cana­ desi lo perdano dopo pochi me­ si, anche se la dirigenza dei Raptors ha detto di volergli pro­ porre un rinnovo pluriennale Senza dimenticare che la con­ tropartita andata ai Magic è stata modesta (Terrence Ross e una prima scelta, la più bassa tra quelle a disposizione di To­ ronto, nel prossimo draft).

Caso-Siena dal gup  (g.n.) Oggi alle 11 udienza preliminare dell’inchiesta «Time Out» sui conti della fallita Mens Sana Basket: 14 gli indagati, tra cui l’ex n. 1 del club Ferdinando Minucci, per 33 reati dall’associazione a delinquere alla bancarotta fraudolenta. Dal gup sono in programma le eccezioni e le costituzioni di parte civile, poi in una futura udienza i riti alternativi ed eventuali rinvii a

giudizio. Fissata per il 3 marzo l’udienza al collegio di garanzia del Coni contro la revoca dei titoli e le sanzioni ai dirigenti.

EUROLEGA DONNE

Schio k.o. in Russia  Nella 13a giornata, Schio sconfitta in casa della Dinamo Kursk 70-64 (Miyem 18, Bestagno 15). La Beretta ha ora un bilancio di 6-7. Per qualificarsi ai quarti dovrà battere Praga all’ultima giornata o sperare in un k.o. di Montpellier a Cracovia.


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Sci R Mondiali di St. Moritz

I PIÙ E I MENO DELLE OTTO FAVORITE

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alla leggerezza della Bri­ gnone alla forza della Rebensburg, dalla classe della Fenninger all’aggressività della Goggia, ecco i più e i me­ no delle 8 favorite secondo il capoallenatore azzurro Matteo Guadagnini. Con la Worley che sembra non avere punti deboli.

FEDERICA BRIGNONE I PIÙ Gigantista di eccellenza, bravissima a tagliare la neve con lo spigolo, su questa neve può dare di più grazie alla leggerezza. I MENO Ogni tanto si inclina troppo con la spalla sinistra che si abbassa: in questa stagione le è costato tante uscite.

MARTA BASSINO I PIÙ Leggera sulla neve, perfetta nel taglio con gli spigoli. È una gigantista molto equilibrata con un perfetto parallelismo degli sci. I MENO Il fisico si deve ancora rinforzare, ma con il suo stile non viene penalizzata dalla carenza di chili e muscoli.

MANUELA MOELGG I PIÙ Matura e brava ad affrontare tutte le condizioni, è tornata sul podio a Semmering raccogliendo i frutti della tenacia che ha sempre dimostrato. I MENO Sempre pronta per gli eventi importanti, arriva con un problema agli addominali.

SOFIA GOGGIA I PIÙ Molto equilibrata e centrale, in questa stagione ha dimostrato uno stato mentale e fisico perfetto. I MENO Più cattiva delle compagne sullo spigolo, la sua aggressività sulla neve la fa rendere di più su piste dure e qui potrebbe pagare.

TESSA WORLEY I PIÙ La tecnica allo stato puro, spigolo perfetto, fisico che si è rafforzato negli ultimi anni. La frequentazione del superG l’ha aiutata a dosare ancora di più lo spigolo in curva. I MENO La francese non ha punti deboli, è in grado di essere veloce in tutte le pendenze e su ogni tipo di neve.

VIKTORIA REBENSBURG I PIÙ La tedesca è la Kjus del femminile. Scia con la stessa forza del norvegese. Nei movimenti sugli sci ha una perfetta simmetria del corpo. I MENO Molto dolce sulla neve, la sua azione non è sempre continua. Fatica soprattutto sui cambi di ritmo.

MIKAELA SHIFFRIN I PIÙ La statunitense è una forza della natura, una sciatrice costruita dalla A alla Z. I MENO In gigante deve ancora completarsi, non è ancora perfetta, deve dosare di più la forza, spesso scia troppo sullo spigolo come in slalom.

ANNA FENNINGER I PIÙ L’austriaca è la classe fatta persona, riesce ad adattarsi con naturalezza a ogni tipo di pendenza e di neve. I MENO Di ritorno dall’infortunio fa più fatica sul ripido e sul ghiaccio, ma potrebbe essere favorita su questa neve non ghiacciata.

Italia Ultima

chiamata Brignone e le donne giganti «La rivalità mi dà la carica» 1Goggia, Bassino e Moelgg tutte sul podio nella stagione, ma Federica è la sola ad aver vinto: «In squadra si cresce. La mia favorita? Worley» qui è un’altra storia».

Marisa Poli INVIATA A ST. MORITZ (SVIZZERA)

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Come arriva a questo gigante? «Sono contenta dei due giorni di lavoro a Madesimo, non fa­ cevo gigante da più di 20 gior­ ni, da quando avevo vinto a Plan de Corones. Ho ritrovato subito le sensazioni giuste».

ltima chiamata. L’Italia del gigante femminile manda in pista oggi la squadra più forte del mondo. Con i podi di Coppa di Marta Bassino, di Sofia Goggia e Manue­ Come ci si prepala Moelgg, la ve­ HA DETTO ra per una pista terana che si pre­ «Rispetto all’argento come questa, non senta a St. Mori­ tanto ripida? tz per l’ultimo di Garmisch 2011 «A Madesimo i Mondiale con un sono una sciatrice movimenti del problema fisico diversa, completa» terreno sono più che non l’ha fatta o meno gli stessi, allenare nell’ulti­ «La pista? Per la solo che là la pi­ ma settimana. sta era ghiaccia­ Con la vittoria di sicurezza andrebbe ta e qui non ne Coppa di Federi­ barrata, la neve hanno voluto sa­ ca Brignone che molle è pericolosa» pere di barrare. ha già ha testato Un peccato». la neve dei Mondiali in superG e combinata. Tesa al punto giu­ Arrivare dopo il successo di sto, Fede ha in curriculum l’ar­ Plan de Corones aiuta? gento iridato di sei anni fa a «Se sei in un momento di confi­ Garmisch. denza è tutto di guadagnato. «Sono una sciatrice diversa, ora Ma ai Mondiali devi cercare di mi sono allargata ad altre disci­ farti scorrere le cose addosso». pline, penso di essere più com­ pleta. Là è stato bellissimo ma Ricordi degli altri Mondiali?

«Mi ricordo il sole di Vail, mi era piaciuto tantissimo il con­ torno, non il risultato (fuori nella 1a manche). Poi certo, il podio di Garmisch resta nel cuore. Qui in più c’è questa cosa di fare tante gare, a me è sem­ pre piaciuto, già dai Mondiali jr facevo tutto. Avercela fatta qualificandomi grazie ai risul­ tati per superG e combinata è un orgoglio. Rappresentare il proprio Paese è speciale». Chi vincerà secondo lei? «La Worley e tutte quelle che vogliono andare forte. Io? Non voglio mettermi pressione. So­ no veramente venuta qui per godermi l’evento. Finora, a par­ te Plan de Corones, in gigante non sono riuscita a dare il mas­ simo. Ma per me è stata comun­ que una stagione speciale, un 14° posto in discesa per tanti non vorrà dire nulla, ma per me sì». La velocità resta nei progetti? «Sì, mi diverto molto con la ve­ locità e poi vedo i miglioramen­ ti. Per me è meno faticosa ri­ spetto al gigante, quando lo

La valdostana Federica Brignone (26 anni, 3 vittorie in coppa del Mondo e un argento in gigante ai Mondiali 2011) con Alberto Tomba

LA GUIDA In tv alle 9.45 e 13 Goggia parte col 3 Bassino 5, Brignone 6 GIGANTE DONNE (ore 9.45 e 13). Pettorali: 1 Worley (Fra), 2 Rebensburg (Ger), 3 Goggia, 4 Shiffrin (Usa), 5 Bassino, 6 Brignone, 7 Drev (Slo), 8 Loeseth (Nor), 9 Kirchgasser (Aut), 10 Moelgg, 11 Mowinckel (Nor), 12

Weirather (Lie), 13 Brunner (Aut), 14 Gagnon (Can), 15 Wild (Svi), 16 Vlhova (Slk), 17 Hansdotter (Sve), 18 Stuhec (Slo), 19 Hector (Sve), 22 FenningerVeith (Aut). IN TV Dir. RaiSport ed Eurosport 1. DOMANI Gigante uomini (ore 9.45 e 13). Italiani: Eisath, Moelgg, Tonetti, Maurberger. SABATO Slalom donne (9.45 e 13). Italiane: Costazza, I. Curtoni, Moelgg. DOMENICA Slalom uomini (9.45 e 13). Italiani: Moelgg, Gross, Thaler, Razzoli.

LO SKIMAN

Brunelli al servizio di due campionesse «Bassino principessa Goggia? Harleysta»

ST. MORITZ (SVIZZERA)

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1«Marta è sensibile nella preparazione degli sci Sofia vuole attrezzi che aiutino se è disordinata»

Marta Bassino, 20, 3a in Coppa a Soelden e a Plan de Corones

a principessa e l’harleysta. Sono Marta Bassino e So­ fia Goggia secondo il loro skiman in comune, Federico Brunelli, uno dei più titolati della categoria grazie agli un­ dici podi raccolti finora dalle due «clienti» azzurre. Milane­ se, trasferito in Val d’Aosta da ragazzino per diventare sciato­ re e poi skiman a 18 anni dopo un infortunio che gli è costato la carriera, Brunelli descrive così le due: «Conosco Marta da anni, ho praticamente comin­ ciato con lei. Dalla scorsa sta­ gione lavoro anche con Sofia. Marta è la principessa per co­ me scia e per come è lei anche

fuori dalle piste, Sofia è l’har­ leysta per lo stesso motivo. So­ no agli opposti e lo sanno. Ma in allenamento una sprona l’al­ tra, cercano sempre di superar­ si. E per me preparare gli sci vuol dire scendere in pista con loro». TEST Bassino e Goggia hanno due stili che si rispecchiano an­ che in due paia di sci dalle ca­ ratteristiche completamente diverse: «La Bax preferisce uno sci molto facile, ma che spinga tanto. Sofia anche lei vuole un attrezzo che giri facile, ma che la aiuti anche quando è un po’ disordinata». E dalle due Fede Brunelli ha le indicazioni per preparare gli sci da gara. «C’è chi sente di più e chi sente di


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ST. MORITZ (SVIZZERA)

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a chiamano la pulce, Tessa Worley, perché col suo metro e 57 centimetri è una delle più piccine della cop­ pa del Mondo. La chiamano gi­ gante, la 27enne francese del Gran Bonnard, perché per tutti è semplicemente la migliore della specialità. «La più brava, il gigante è armonia e lei lo in­ terpreta così» la coccola Tina Maze da iridata in carica. «Lei è il gigante» per Sofia Goggia. PADRONA Dopo aver chiuso se­ sta a Soelden ha collezionato tre successi e tre secondi posti, con una sicurezza che si è co­ struita superando il momento più difficile della carriera. Nel­ l’inverno successivo all’oro ai Mondiali di Schladming 2013, quando sembrava lanciata ver­ so un’altra stagione vincente, la francese con papà australia­ no (enologo di fama) si ruppe il crociato del ginocchio destro nello slalom di Courchevel. Per tornare a sciare ha impiegato 10 mesi, per tornare sul podio c’è voluto molto di più. «Ho do­ vuto aspettare tre stagioni per faccio mi viene male dapper­ tutto. Mentalmente è più fati­ coso il gigante e ancora di più lo slalom». Che si è portata da leggere qui? «Ora sto leggendo Il curioso ca­ so di Harry Quebert, mi piace molto. Poi in hotel su Netflix guardo diverse serie, in inglese. Per allenare un po’ le lingue». C’è stata polemica per la preparazione delle piste, lei che ne pensa? «Alcuni sballano per questa ne­ ve facile, ma per la sicurezza e per avere delle belle gare ci vor­ rebbe la neve barrata. Dobbia­ mo sperare che vada bene e che la pista non si rovini come nello slalom della combinata. Siamo ai Mondiali, dovrebbe essere la gara a chi va più forte. Invece con questa neve aggressiva è molto pericoloso». Si sente pronta a salvare il medagliere azzurro? «I miei Mondiali sono comin­ ciati il primo giorno con il su­ perG, non è che sono venuta qui solo per il gigante». La rivalità in squadra aiuta o è un problema? «Ci siamo allenate tanto insie­ me e la rivalità aiuta, perché nessuna vuole stare dietro e questo ti aiuta a migliorare». Chi è la sua preferita in gigante? «Mi piace tantissimo come scia Tessa Worley. È molto competi­ tiva ed è un’amica. Abbiamo co­ minciato a fare le gare insieme, da ragazzine. Tra di noi c’è ri­ spetto, stima. Alla partenza ci auguriamo sempre buona for­ tuna. Mi piace molto come atle­ ta, penso che lei sia la più forte quest’anno in gigante». © RIPRODUZIONE RISERVATA

meno le differenze — spiega lo skiman azzurro —. Per i feed­ back sui materiali Marta è mol­ to sensibile, Sofia un po’ di me­ no». NEVE Non è stato semplice tro­ vare la via giusta sulla neve di St. Moritz: «È una neve che era stata trattata con l’acqua prima dei Mondiali, poi è nevicato, poi l’hanno spaccata. Con le macchine il grano della neve si è arrotondato, è diverso da quello che troviamo qui di soli­ to. Ormai gli sci per la gara so­ no pronti, mancano solo gli ul­ timi. In questi giorni ho cercato di tenerle serene, la tensione dei Mondiali si sente». ma.po. © RIPRODUZIONE RISERVATA

dare il massimo, ad attaccare, a raggiungere il limite. Ma tutti hanno una possibilità. L’impor­ tante è arrivare con la fiducia di poter far bene, i risultati di quest’anno mi aiutano».

Pulce Worley 157 cm di classe e leggerezza «Bisogna osare» rientrare tra le migliori, perché ho sbagliato. Non avevo ascol­ tato il mio corpo, poi con calma ho capito che dovevo curare di più la preparazione. Con il fisi­ co al top, scio meglio, ho più fi­ ducia, sento che posso rischia­ re al cento per cento». La sua ricetta per i Mondiali è sempli­ ce: «Bisogna osare. Per questa gara si deve aspettare due an­ ni, hai addosso gli occhi di tutti e io ho la fortuna di arrivarci nello stato di forma migliore». PURGATORIO In queste stagio­ ni, prima di tornare sul podio a Killington lo scorso dicembre,

la Worley si è migliorata in su­ perG. La confidenza con la ve­ locità l’ha aiutata a perfezio­ narsi anche in gigante, dove è diventata se possibile ancora più leggera e precisa nel dosare lo spigolo in curva. Dopo una stagione di dubbi per le intro­ missioni della famiglia nelle questioni tecniche si è affidata agli allenatori della federazio­ ne e ora non vuol sentire parla­ re di pressioni: «Ci prepariamo tutto l’anno per la coppa del Mondo, qui sai che in una gara secca può succedere di tutto, è già capitato in passato. L’atmo­ sfera che c’è intorno ti spinge a

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Tessa Worley, 27 anni EXPA

1Figlia di un enologo australiano, la francese è al top dopo 3 stagioni: «Ho fiducia e mi diverto»

INVERNO La Worley ha impa­ rato a sciare in Nuova Zelanda, dove i suoi genitori (ora sepa­ rati) facevano i maestri di sci. Dall’anno scorso vive con il compagno di squadra Julien Li­ zeroux, 37 anni, a cui è legata da tempo. «Viviamo le stesse cose — spiega —, condividia­ mo le nostre esperienze. È im­ portante avere qualcuno che ti capisce perfettamente». Spiega Gianluca Rulfi, tecnico delle polivalenti: «La Worley è molto stabile, regolare su qualsiasi pi­ sta. Come atteggiamento, co­ me sciata. È molto raccolta e ha un tempismo perfetto». Per il gigante non fa pronostici, ma rivela i suoi rituali. «Il mio ski­ man mi chiede di mettere pri­ ma lo scarpone sinistro e poi il destro. Ma è un gioco tra di noi, se tutto non è come previsto non è che mi blocco. Il brutto è alle spalle, ora mi diverto». ma.po. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Pallavolo R Champions League

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Nuoto R In Australia

Civitanova vince in Coppa Con Berlino si gioca la testa

Follie Hackett E la famiglia lo fa arrestare

1Faticoso il successo sul Liberec: con i tedeschi, in casa, c’è in palio il primato LIBEREC

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CIVITANOVA

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(25-22, 28-30, 23-25, 14-25) DUKLA LIBEREC: Janouch 3, Galabov 18, Vesely 8, Patucha 14, Krisko 1, Leikep 8; Kopacek (L), Stolc 11, Piskacek, Spravka. Ne Krama, Kunc (L), Stanek, Duchac. All. Nekola. LUBE CIVITANOVA: Kaliberda 6, Stankovic 9, Sokolov 18, Cebulj 5, Candellaro 8, Christenson 1; Grebennikov (L), Juantorena 18, Kovar 6, Corvetta, Pesaresi. Ne Casadei. All. Blengini. ARBITRI: Ujhazi (Ung) e Zenovich (Rus). NOTE Spettatori 3045. Durata set 29’, 37’, 29’, 19’; totale 114’. Dukla: bs 21, v. 5, m. 6, e. 31; Lube: bs. 15, v. 5, m. 14, e. 27.

Mauro Giustozzi

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issione compiuta per Civitanova che vincen­ do a Liberec si lascia aperta la porta del primo posto nel girone che si giocherà nello spareggio casalingo con Berli­ no. In una sfida da montagne russe la squadra di Blengini ha sofferto oltre il dovuto al co­ spetto di un avversario oramai

fuori dai giochi che ha però im­ pegnato a fondo una Lube che è dovuta ricorrere alla classe di Juantorena (deludente Cebulj) e all’equilibrio di Kovar inizial­ mente in panchina per venire a capo di una gara più complicata del previsto. Osmany si è con­ fermato tassello insostituibile (62% in attacco 4 ace e 1 muro) assecondato dalla potenza di Sokolov (50%). Decisivi poi i tanti muri della Lube, la metà firmati dai centrali. Così come l’innesto di Corvetta per Chri­ stenson, dal terzo set in avanti, ha consentito a Civitanova di uscire da una situazione di grande difficoltà. «Soffrire così è la dimostrazione che se non giochi al massimo la differenza tecnica tra le squadre non si ve­ de. – ha dettio Blengini ­. Bravi a chiudere a nostro favore il se­ condo set e a rimontare il terzo: abbiamo portato a casa questa vittoria per giocarci ora il primo posto. Questa Lube è fatta da tutti titolari, vedi Corvetta, un giocatore prezioso e di qualità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

FORUM E domani con Gazzetta V come Volley

Stefano Arcobelli

E

Osmany Juantorena, 31 anni, in attacco a Liberec in Champions CEV

L’ALTRA ITALIANA Perugia k.o. 3-2 ma resta in testa ROESELARE–PERUGIA 3-2 (25-18, 20-25, 20-25, 25-22, 1513) KNACK ROESELARE: D’Hulst 1, Orczyk 10, Coolman 18, Tuerlinckx 24, Van Hirtum 8, Fornes 9; Dejonckheere (L), Trinidad 4, Claes 1, Verhanneman. N.e. Konings, Van De Velde. All. Rousseaux. SIR SICOMA COLUSSI PERUGIA: Russell 19, Birarelli 11, Mitic 4, Berger 17, Podrascanin 9, Chernokozhev 19; Tosi (L), Della Lunga 3, Buti 2. N.e. Zaytsev, Franceschini, Bari (L). All.Bernardi.

ARBITRI: Simonovska (Monte) e Hudik (R.Cec) Note Spettatori 2200 circa. Durata set: 31’, 27’, 26’, 32, 24’. Tot. 140’. Knack: battute sbagliate 11, vincenti 4, muri 8, errori 19. Sir Sicoma: b.s. 13, v. 15, m. 11, e. 30. ROESELARE (BEL) (an.me.) Non è bastato a Perugia dominare per lunghi tratti la gara per andare a vincere, pur trovandosi avanti sul 5-9 nel tie break. Alcune decisioni arbitrali hanno innervosito la squadra e i belgi ne hanno approfittato, chiudendo un erriore di attacco di Birarelli. Bernardi aveva comunque lasciato a casa De Cecco ed Atanasijevic ed ha tenuto a riposo Zaytsev. Buone indicazioni da Berger (5 ace) e dal gigante opposto bulgaro Chernokhozev.

A-1 DONNE, 17a GIORNATA

ra «il nuotatore perfetto, l’atleta ideale» per Roso­ lino. Fu lui a cancellare lo storico record mondiale di Giorgio Lamberti nei 200 sl. Un marziano del mezzofondo. Un uomo di 36 anni, ora, di­ sperato: se il padre, ex detecti­ ve, è stato costretto a chiama­ re la polizia di Gold Coast, perché il figlio Grant Hackett, biolimpionico e 10 volte cam­ pione del mondo, mercoledì era «in preda al delirio, alle declamazioni, a comporta­ menti distruttivi in casa» vuol dire che la situazione non era più gestibile. INCONTROLLABILE Lo stesso fratello Craig, ha aggiunto «che abbiamo fatto tutto il possibile ma la situazione era diventata incontrollabile con le nostre mani, Grant è com­ pletamente un’altra persona, il corpo è lo stesso, ma la testa e l’anima no». Parole durissi­ me, pronunciate nello scon­ forto, ed a quel punto persino l’arresto è sembrato il male minore per bloccare le manie distruttive dell’ex padrone dei 1500, soprannominato The Machine, che da quando ha di­ vorziato dalla moglie cantan­ te Candice Alley è finito in preda all’alcol, alla depressio­ ne, ai sonniferi, al punto da aver distrutto una camera di

un hotel di Melbourne e di aver dimenticato lì il figlio. RIENTRO Finito nel 2014 in una clinica in California per disintos­ sicarsi, il leggendario australiano aveva ritrovato nel nuoto la disci­ plina. L’agonismo come unica ri­ sposta alle cattive tentazioni: ai Mondiali di Kazan 2015 era riu­ scito a rientrare nella 4x200, e sperava di tornare in nazionale per i Giochi di Rio 2016, ma il meccanismo spietato dei trials lo ha lasciato fuori dall’Olimpiade. E Grant è tornato ad autodistrug­ gersi, cominciando a fare matta­ ne già al rientro dalle selezioni di Adelaide, in aereo, perché ubria­ co. Si era scusato con il passegge­ ro con cui aveva litigato: «Sono imbarazzato delle mie azioni, mi dispiace». Ieri, non ha opposto re­ sistenza agli agenti. Gli australia­ ni nutrono grande affetto per lui: «Questo non è Grant». La fami­ glia dice che recuperarlo non sarà veloce nè facile, viste le ricadute. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Grant Hackett, 36, australiano

IL CASO

Rullo Conegliano. Monza impresa TACCUINO Piacenza-Trento derby in Coppa Cev A-1 FEMMINILE PROSSIMO TURNO Domenica 17: Club Italia Crai-Imoco Conegliano (15); Bisonte Firenze-Pomì Casalmaggiore (il 2 marzo); Liu Jo Modena-Igor Gorgonzola Novara (sabato ore 20.30); Unet Yamamay Busto-Savino Del Bene Scandicci (18); Saugella Monza-Foppapedretti Bergamo; Metalleghe MontichiariSudtirol Bolzano. CLASSIFICA Conegliano 43; Casalmaggiore 39; Novara 35; Bergamo 32; Scandicci 29; Busto 25; Bolzano 23; Modena 22; Firenze 20; Monza 16; Montichiari 12; Crai 10. COPPE (a.a) In Coppa Cev la Diatec Trentino e la Lpr Piacenza accedono ai quarti dove saranno avversarie. Novi Sad (Ser)-Lpr Piacenza 0-3 (1925, 23-25, 22-25; and.0-3), Diatec Trentino-Sastamala (Fin) 3-1 (22-25, 30-28, 25-12, 25-20; and. 3-0). 1-15 marzo Piacenza-Trento Champions Girone A: Mosca (Rus)Istanbul 3-0 (25-21, 25-22, 27-25). Classifica: Kedzierzyn 5-0; Mosca 3-2; Istanbul, Maaseik 1-4. Girone B: Berlino-Resovia (Pol) 3-2, Liberec (R.Cec)-Lube Civitanova 1-3. Classifica: Civitanova, Berlino 4-1; Resovia 2-3; Liberec 0-5. Girone C: Smirne-Friedrichshafen (Ger) 3-2 (25-22, 25-27, 26-24, 21-25, 15-10), Parigi-Kazan 0-3 (19-25, 21-25, 20-25). Classifica: Kazan 5-0; Smirne 4-1; Friedrichshafen 1-4; Parigi 0-4. Girone D: Azimut Modena-Belchatow (Pol) 3-1, Craiova (Rom)-Lubiana (Slo) 3-1 (25-19, 27-29, 25-21, 25-23). Classifica: Modena 5-0; Craiova, Belchatow 2-3; Lubiana 1-4. Girone E: Roeselare (Bel)-Sir Safety Perugia 3-2, Ankara (Tur)-Belgorod (Rus) 3-2 (25-19, 22-25, 25-14, 22-25, 15-8). Classifica: Perugia 4-1; Roeselare 3-2; Belgorod 2-3; Ankara 1-4.

NOVARA

0

CASALMAGGIORE 3

BERGAMO

3

CONEGLIANO

3

BUSTO ARSIZIO

MONTICHIARI

0

1

(21-25, 18-25, 21-25)

(25-23, 25-16, 16-25, 25-17)

(25-15, 25-21, 25-13)

IGOR GORGONZOLA NOVARA: Plak 5, Bonifacio, Barun 17, Piccinini 12, Chirichella 9, Dijkema 3; Sansonna (L), Cambi, Zannoni, Donà, Alberti. N.e. Barcellini. All. Fenoglio.

POMI’ CASALMAGGIORE: Lloyd 4, Bosetti 20, Gibbemeyer 8, Fabris 15, Tirozzi 17, Stevanovic 6; Sirressi (L), Guerra, Turlea 1. N.e. Bacchi, Peric, Zuleta, Gibertini (L). All. Caprara.

FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Gennari 9, Paggi 13, Partenio 4, Sylla 20, Guiggi 11, Lo Bianco 1, Cardullo (L), Suelen, Civitico. N.e. Mori e Venturini. All. Lavarini.

UNET YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Martinez 16, Pisani 7, Diouf 23, Fiorin 5, Berti 5, Signorile; Witkowska (L), Vasilantonaki, Moneta, Spirito (L). N.e. Stufi, Cialfi, Badini, Negretti. All. Mencarelli.

METALLEGHE MONTICHIARI: Dalia 1, Busa 4, Lualdi 2, Malagurski 12, Nikolic 11, Gioli 4, Ruzzini (L), Gravesteijn 3. N.e. Domenighini, Efimienko, Boldini e Aquilino. All. Barbieri

ARBITRI: Bellini e Rolla. NOTE Spett. 2500. Durata set: 30’, 23’, 23’, 25’; tot: 101’. Pomì: b.s. 5, v. 9, m. 9, e. 14. : b.s. 9, v. 1, m. 10, e. 5. T.G.: Bosetti 6, Tirozzi 5, Martinez 4, Sirressi 3, Pisani 2, Gibbemeyer 1. (gio.gar.)

ARBITRI: Spinnicchia, Sessolo NOTE Spett. 1137, inc. 10.009 e. D.s.: 25’, 29’, 20’ tot. 74’. Bergamo: b.s. 2, v. 3, m. 7, e. 12. Metalleghe: b.s. 7, v. 2, m. 4, e. 17. T.G. 6 Paggi 5 Sylla 4 Lo Bianco 3 Cardullo 2 Guiggi 1 Malagurski. (f.e.)

IMOCO CONEGLIANO: Folie 8, Ortolani 12, Robinson 11, De Kruijf 13, Skorupa, Fawcett 13; De Gennaro (L), Cella, Barazza, Malinov. N.e. Danesi, Fiori, Costagrande. All. Mazzanti. ARBITRI: Sobrero, Piperata. NOTE Spett. 2500. Durata set: 27’, 21’, 24’; tot. 72’. Igor: b.s. 6, v. 3, m. 4, e. 10. Imoco: b.s. 8, v. 1, m. 7, e. 2 T.G.: 6 Fawcett, 5 De Kruijf, 4 Barun, 3 Ortolani, 2 Skorupa, 1 Piccinini. (a.cri.)

Michael Phelps, 31 anni, americano, 28 medaglie olimpiche AFP

SCANDICCI

3

MODENA

0

BOLZANO

3

CLUB ITALIA

0

MONZA

3

FIRENZE

2

(25-14, 25-22, 25-15)

(13-25, 23-25, 21-25)

(26-24, 18-25, 23-25, 25-21, 15-9)

SAVINO DEL BENE SCANDICCI: Loda 10, Adenizia 11, Havlickova 15, Cruz 10, Arrighetti 8, Rondon 2; Merlo (L), Crisanti 1, Scacchetti. N.e. Casillo, Zago, Giampietri, Meijners. All. Beltrami.

LIU-JO NORDMECCANICA: C. Bosetti 2, Heyrman 5, Ferretti, Ozsoy 15, Belien 1, Brakocevic 14; Leonardi (L), Marcon 3, Bianchini, Garzaro 6, Valeriano. N.e. Caracuta, Petrucci. All. Gaspari.

SUDTIROL BOLZANO: Papa 11, Bauer 5, Pincerato 3, Bartsch 20, Zambelli 11, Popovic-Gamma 23; Bruno (L), Ikic, Spinello. N.e. Bertone, Matuszkova. All. Salvagni.

CLUB ITALIA CRAI: Melli 1, Botezat 5, Piani, Egonu 13, Mancini 2, Morello; De Bortoli (L), Ferrara (L), Enweonwu 5, Perinelli 7, Lubian 1, Arciprete 1, Cortella 1. N.e. Bulovic. All. Lucchi.

SAUGELLA TEAM MONZA: Eckermann 10, Candi 8, Tomsia 17, Begic 10, Aelbrecht 13, Dall’Igna 1; Arcangeli (L), Segura, Bezarevic, Nicoletti. N.e. Balboni, Devetag, Lussana (L2). All. Delmati.

ARBITRI: Saltalippi, Turtù. NOTE Spett. 900. D.s. 19’, 27’, 24’: tot. 72’. Scandicci: b.s. 9, v. 6, m. 11, e. 16. C.Italia: b.s. 13, v. 3, m.3, e.18. T.G. 6 Havlickova, 5 Adenizia, 4 Egonu, 3 Rondon, 2 Merlo, 1 Arrighetti. a.p.)

ARBITRI: Oranelli e Feriozzi. NOTE Spett. 800. Durata set 23’, 29’, 25’; tot. 77’. Modena: b.s. 5, v. 5, m. 1, e. 5. Monza b.s. 3, v. 4, m. 10, e. 7. T.G.: 6 Tomsia, 5 Aelbrecht, 4 Eckerman, 3 Begic, 2 Candi, 1 Brakocevic. (p.r.)

IL BISONTE FIRENZE: Bayramova 9, Melandri 4, Sorokaite 25, Enright 13, Calloni 13, Bechis 3; Parrocchiale (L), Bonciani, Pietrelli 4. N.e. Brussa, Norgini, Repice. All. Bracci. ARBITRI: Lot e Cerra. NOTE Durata set: 30’, 23’, 31’, 32’, 15’; tot. 131’. Sudtirol: b.s. 12, v. 7, m. 10, e. 31. Il Bisonte: b.s. 3, v. 8, m. 8, e. 35. T.G.: 6 Popovic-Gamma, 5 Zambelli, 4 Pincerato, 3 Sorokaite, 2 Calloni, 1 Bartsch. (niba)

Phelps e gli hacker La strana esenzione

C’

è anche il nome di Michael Phelps nel­ l’elenco di Fancy be­ ars, il gruppo di hacker russi che hanno violato la banca dati dell’Usada, l’agenzia antidoping americana. Nel modulo firmato il 13 aprile 2016 dal più decorato cam­ pione olimpico (28 meda­ glie, 23 ori) ritiratosi a 31 anni dopo Rio, Phelps aveva dichiarato di aver preso 3 pastiglie di gabapentin du­ rante il meeting di Mesa, in Arizona. Si tratta di un far­ maco che è un antiepilettico, formalmente non doping, ma che rientra nell’elenco delle sostanze vietate per i cavalli, stilato dalla Federa­ zione internazionale di ippi­ ca. FARMACO Il gabapentin, pe­ rò, ha un altro principio atti­ vo: aiuta a ridurre gli effetti di spasmi muscolari ricor­ renti dopo allenamenti pe­ santi. Perché Phelps ha as­ sunto un farmaco del gene­ re? Mistero. Il nuotatore non è epilettico: i medici racco­

mandano ai soggetti affetti an­ che sporadicamente da questa malattia di nuotare sotto super­ visione rigorosa. Di questa vi­ cenda Michael, non ha parlato martedì a Montecarlo in occa­ sione dei Laureus Awards, vin­ to insieme alla ginnasta Simo­ ne Biles, tra gli altri nomi forti che fanno parte della lista del­ l’Usada hackerata. ALTRI CASI Pure la ginnasta aveva firmato il «declaration use» a fini terapeutici di 15 grammi di focalina (metilfeni­ dato e anfetamine vietate), con tanto di esenzione medica fino al 2018. Altri nomi forti nella li­ sta: il ciclista inglese Bradley Wiggins, il tennista spagnolo Rafa Nadal, il mezzofondista inglese Moh Farah, il cestista serbo Milosh Teodosic. Nel do­ cumento fornito da Fancy Bears c’è pure il lottatore russo Habib Nurmagomedov, che il 16 apri­ le 2016 a Tampa dichiarava che 5 giorni prima del match con Darrel Horcher ha assunto un un concentrato di proteine del latte filtrate, ovvero impoverite di lattosio, grassi e colesterolo.


Paralimpici R Dopo il premio di Montecarlo

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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IO, BOLT E PHELPS LA STELLA CHE NON TI ASPETTI LA TERZA ITALIANA L’altra sera Beatrice Vio, 20 anni a marzo, è stata premiata a Monaco con il Laureus, gli Oscar dello Sport, è la terza italiana a riceverlo: nel 2005 era toccato ad Alex Zanardi e nel 2011 a Valentino Rossi. Dopo questa grande esperienza ha accettato di scrivere per Gazzetta di BEBE VIO

S

ono appena tornata da Montecarlo, dove ho parte­ cipato insieme a papà e a mio fratello Nico alla cerimonia dei Laureus World Sports Awar­ ds, gli Oscar dello sport mondia­ le. Vorrei cercare di buttare giù i ricordi e le emozioni di questa giornata fantastica, ma non è fa­ cile, è stato tutto così assurdo... Già mi sembrava incredibile che mi avessero invitata tra i nomi­ nati come miglior atleta paralim­ pico. Ma che addirittura avrei potuto vincere non era minima­ mente pensabile. Fin da quando siamo arrivati in hotel non vede­ vo l’ora di incontrare qualcuno dei super personaggi che c’erano, per farmi un bel selfie, ma non ne ho trovati e temevo che sarei tor­

nata a casa a mani vuote. Poi, la sera, la grande festa. Ci hanno portati in un posto fantastico, in una bellissima sala con delle gran tavolate apparecchiate e lì ho cominciato a scattare foto... Quando poi è iniziata la serata sono arrivati i premiati: Simone Biles, miglior atleta donna; Mi­ chael Phelps, miglior ritorno del­ l’anno; Nico Rosberg, rivelazio­ ne; Usain Bolt, miglior atleta uo­ mo... non so se mi spiego. Quan­ do sono arrivati ad annunciare il premio dove ero in nomination mi guardavo intorno per capire chi sarebbe stato il fortunato/a e quando Seedorf ha detto Beatrice Vio sono rimasta di sasso. Io? Ma state scherzando?! ALZATI Oh cacchio, Bebe alzati, mi sono detta, vai sul palco e sor­ ridi, e soprattutto non incespica­

re sul vestito facendo le scale, sen­ nò sai che figurone in mondovi­ sione! Sul palco c’era Ale Del Pie­ ro che mi aspettava per premiarmi, mi ha detto delle pa­ role molto carine e mi ha dato in mano il premio. Ammazza quan­ to pesava, mi si stava staccando il braccio, ho preferito ridarglielo per fare il discorso. Già, il discor­ so, il problema è che non lo me lo ero preparato. Tutti se lo erano preparato, tranne la sottoscritta. Papà a tavola me lo aveva anche detto di pensare a qualcosa al vo­ lo, ma mi sembrava impossibile potessi vincere e la ritenevo una perdita di tempo, io dovevo fare i selfie! Ero emozionatissima, ho detto le prime cose che mi sono venute in mente, ma non era faci­ le. Avevo dei personaggioni a po­ chi metri da me che mi guardava­ no fissa: Bolt, Phelps, il Principe

2

3

1. Tutti i premiati in una sorta di selfie collettivo con la sala dello Sporting come sfondo. 2. Bebe e la statuetta. 3. Il selfie di Bolt

di Monaco, Hugh Grant, che pre­ sentava la serata! Almeno sono riuscita a ringraziare la mia squadra di scherma e la mia fa­ miglia, che senza di loro non ar­ riverei da nessuna parte. RANIERI Quando sono tornata al tavolo c’era Claudio Ranieri emozionato in lacrime (lui e la moglie sono veramente carini) e li è partita una mega standing ovation che non si sarebbe aspet­ tato nessuno. Tutti in piedi ad ap­ plaudirmi, e non si fermavano più... che vergogna! Mi sembrava di essere Cenerentola al ballo, con il mio bel vestitino rosso e le mie scarpette da principessa. Scarpette per modo di dire, pri­ ma, durante il red carpet, mi ero messe le «mie» scarpe da ginna­ stica, le lame da corsa, belle tec­ nologiche e aggressive. Poi du­ rante la cena, per essere più co­ moda, le nuovissime VaporMax

che gli amici della Nike mi hanno fatto indossare in esclusiva, an­ cora prima che escano sul merca­ to. Insomma, è stata una serata pazzesca dove ho anche conosciu­ to un sacco di persone carine, da Seedorf (mi è piaciuto moltissi­ mo) a Fabio Capello, che sembra serio e invece è veramente cordia­ le e gentile, dal simpaticissimo Gullit a Rosberg, che ha detto del­ le belle parole su di me mentre era sul palco e lo premiavano, da Phelps a Giacomo Agostini, che io neanche sapevo chi fosse, ma è stato troppo gentile. E poi i Prin­ cipi, i vari Vip, i personaggi dello sport da tutto il mondo... mi sa che questa serata me la ricorderò a lungo. Vabbé, ora si riparte, do­ mani si va a Eger, in Ungheria, per disputare la prima Coppa del Mondo della stagione, e cerchia­ mo di meritarci tutti questi com­ plimenti...Un megabbraccio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MI SEMBRAVA DI ESSERE CENERENTOLA AL BALLO, CON IL MIO BEL VESTITINO ROSSO E LE SCARPETTE DA PRINCIPESSA


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1MEDAGLIE AZZURRE Sono 22 le medaglie mondiali dell’Italia ai Mondiali di biathlon: quella

TUTTENOTIZIE

di Alexia Runggaldier è la terza individuale femminile (prima di lei Oberhofer a Konttiolhati 2015 mass start, Dorothea Wierer Oslo 2016 nella 10 km ins., oltre a due podi in staffetta

BIATHLON: MONDIALI

Il bronzo perfetto della Runggaldier: è rivincita Italia 1Dopo i due quarti posti, Alexia sul podio nella 15 km come in Coppa: «Il poligono è la mia forza» LA GUIDA IERI Donne. 15 km individuale: 1. Dahlmeier (Ger) 34’07”9 (1 errore); 2. Koukalova (R.Cec) a 17”9 (1); 3. Alexia Runggaldier (Ita) a 1’20”2 (0); 4. Laukkanen (Fin) a 1’33”0 (1); 5. Avvakumova (S.Cor) a 1’33”1 (0); 6. Dunklee (Usa) a 2’06”8 (2); 7. Hammerschmidt (Ger) 2’27”5 (2); 8. Hinz (Ger) a 2’45”5(2); 9. Dzhima (Ucr) a 2’4621 (2); 10. Pidhrushna (Ucr) a 2’54”6 (2); 16. Wierer (Ita) a 3’06”9 (3); 36. Vittozzi a 3’50”9 (3); 54. Sanfilippo (Ita) a 5’57”8 (5). Coppa del Mondo: 1. Dahlmeier (Ger) 843; 2. Koukalova (R.Cec) 814; 3. Makarainen (Fin) 728; 4. Dorin (Fra) 675; 5. Wierer 542. Coppa Individuale (finale). 1. Dahlmeier (Ger) 180; 2. Hinz (Ger) 103; 3. Runggaldier 96. OGGI Ore 14.30 (diretta Eurosport 1): individuale uomini (20 km). Azzurri: Dominik Windisch, Lukas Hofer, Montello, Bormolini.

TENNIS

Stefano Arcobelli

N

el festival della panzer tri­d’oro Laura Dahlme­ ier, sbuca Alexia Rung­ galdier, la biathleta dal tiro per­ fetto: da due gare non sbaglia un colpo. Ieri, nella 15 km indivi­ duale, ha confezionato la sor­ presa azzurra dopo due quarti posti ed un bottino rosa soddi­ sfacente. La medaglia sfuggita alla staffetta mista, a Lisa Vittoz­ zi e Federica Sanfilippo, e mai accarezzata da una Dorothea Wierer poco precisa sulla neve austriaca di Hochfilzen, è invece nelle mani di questa gardenese che vive a Caldaro. Un bronzo ri­ camando sulla neve dopo averlo pensato all’uncinetto, una delle sue passioni da venticinquenne che non si nasconde nel coltiva­ re un hobby da nonna. E’ un bronzo che brilla di bellezza an­

GOLF

tica, dietro la ceca Gabriela Koukalova, l’unica che ha battu­ to la germanica in occasione del­ la sprint dei nostri rimpianti. CHE SERIE Impeccabile nelle 4 serie al poligono, guerriera nel­ l’ultimo giro quando bisognava fare i conti con la stanchezza, niente ieri poteva frenare l’az­ zurra, ispirata e lanciata nella specialità dal 3° posto in Coppa del Mondo ad Anterselva il 19 gennaio, quando sul podio salì con la Dahlmeier e la francese Chevalier. Presagio di questo gemma mondiale, ha aperto una prospettiva lungimirante nella testa di Alexia, le ha accresciuto la consapevolezza, le ha dato gli spunti e i punti di riferimento su come si gareggia per raccoglie­ re: impresa difficilissima ai Mondiali, dove un 4° posto non serve. «Il podio in Coppa mi ha dato soprattutto fiducia, mi ha

Alexia Runggaldier, 25 anni, vive a Caldaro (Bz): un podio in Coppa

«HO FATTO DISCESA E FONDO MA SPARARE È PIÙ EMOZIONANTE» ALEXIA RUNGGALDIER BRONZO NELLA 15 KM INS.

Paolo Lorenzi, 35 anni AFP  Si ferma all’esordio il cammino di Fabio Fognini all’Atp 250 di Buenos Aires (Arg, 546.680 dollari, terra), battuto al primo turno dallo spagnolo Robredo, che gioca con ranking protetto. Fuori ieri anche Paolo Lorenzi con l’austriaco Melzer. Nulla da fare per Roberta Vinci nel match in 2 giornate (interrotto per pioggia) contro Laureen Davis a Doha (Qat, 776.000 dollari, cemento). Uomini. Buenos Aires, 1° turno: Schwartzman (Arg) b. Bagnis (Arg) 6-1 6-4; GIANNESSI b. Dutra Silva (Bra) 5-7 7-6(6) 6-4; Robredo (Spa) b. FOGNINI 6-4 6-3; Melzer (Aut) b. LORENZI 6-3 6-3. 2° Turno: Ramos (Spa) b. Mayer (Arg) 6-7 (4) 7-6 1-0 rit. Donne. Doha, 1° turno: Davis (Usa) b. VINCI 6-2 6-3; Wozniacki (Dan) b. Bertens (Ola) 6-2 6-3; Kasatkina (Rus) b. Begu (Rom) 3-6 6-1 7-5; Vesnina (Rus) b. McHale (Usa) 5-7 6-3 7-6(7). 2° turno: Puig (P.Rico) b. Putintseva (Kaz) 6-2 4-6 2-1 rit.; Cibulkova (Slk) b. Pavlyuchenkova (Rus) 7-5 2-6 6-2; Zhang (Cina) b. Muguruza (Spa) 7-6(3) 3-6 7-5; .

Molinari gioca al Riviera Woods si ferma  Francesco Molinari torna in campo nel Genesis Open, torneo del Pga Tour in programma al Riviera CC di Pacific Palisades in California. Il field è importante per la presenza dell’australiano Jason Day, numero uno mondiale e avviato al pieno recupero dopo lo stop per infortunio, del giapponese Hideki Matsuyama e di Jordan Spieth, vincitori delle ultime due gare (Phoenix Open e Pebble Beach Pro Am), ed entrambi in un momento di grande forma come lo spagnolo Sergio Garcia, a segno nel Dubai Desert Classic (European Tour). Doveva essere in gara Tiger Woods, che ha dato forfeit per i soliti problemi alla schiena: l’annullamento della conferenza stampa in programma per mercoledì ha rimesso in moto le voci sul suo futuro. Lo statunitense sta provando a ricostruire la propria carriera dopo che una serie di interventi alla schiena lo hanno tenuto fermo per più di un anno.

Francesco Molinari, 34 anni

fatto capire che avrei potuto emergere davvero». E questa medaglia le fa maturare anche il podio finale nella Coppa di spe­ cialità. Ora Alexia vorrebbe solo completare l’opera con la meda­ glia di gruppo. Ora Alexia è la terza azzurra sul podio iridato dopo Karin Oberhofer e la Wie­ rer, argento 2016. Ora Alexia è una non pentita ex discesista che papà indirizzò prima al fon­ do e poi al biathlon: «Poi mi dis­ se “vuoi sparare?” e gli dissi sì senza pensarci, è davvero emo­ zionante ma non c’è un vero mo­ tivo per cui decisi di diventare biathleta, mi piace e basta».

ATLETICA BOXE

Lorenzi, Fognini e Vinci, tutti fuori al 1° turno

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Lilesa ritrova la famiglia dopo la protesta

Lilesa con moglie e figli AP L’argento olimpico della maratona di Rio, il 27enne etiope Feyisa Lilesa che aveva varcato il traguardo con le mani incrociate in appoggio al contenzioso della sua etnia Oromia col governo, si è riunito con la famiglia. Lilesa non è tornato in Etiopia dopo i Giochi per stabilirsi a Flagstafff in Arizona. Martedì all’aeroporto di Miami, nel giorno di San Valentino, grazie a un visto speciale ha rivisto dopo sei mesi la moglie e i figli Soko (6 anni) e Sora (3).  KUCHINA 1.96 (si.g.) A San Pietroburgo (Rus), 1.96 in alto di Maria Kuchina (3 n. a 2.02). Uomini. Asta: Morgunov 5.70; Zhelyabin 5.70. Peso: Afonin 21.04; Lesnoy 20.80. Donne. Sivkova 7”20.  PISTA MONDO (si.g.) A Offenburg (Ger), 84.78 nel giavellotto di Johannes Vetter. A Montego Bay (Giam). Uomini. Lungo: Gayle 8.00 (0.0). A L’Avana (Cuba). Uomini. Triplo: Martinez 17.07 (-0.1). Donne. Disco: Perez 63.07. A Adler (Rus). Uomini. Disco: Butenko 65.07. A Johannesburg (Saf). Uomini. 300: Munyai (j) 32”87.

ROY JONES (r.g.) Domani a Wilmington (Usa), Roy Jones jr. (Usa 64-9) 38 anni, iridato in quattro categorie, affronta Bobby Gunn (Usa 21-6-1), 43 anni, per la cintura Wbf dei massimi leggeri vacante. Se vince, Jones difenderà la cintura a Mosca in estate.  MUSEO (m.moro.) Ad Assisi (Pg) il 24 febbraio si inaugura il primo Museo del Pugilato in Italia, ideato nel 2004 da Mario Pescante su richiesta di Franco Falcinelli con la disponibilità del comune di Assisi (5 piani nella ex Montedison). In mostra anche il ring dove hanno combattuto Stecca, Damiani, Musone, e guantoni, divise anche di ori olimpici, biblioteca. videoteca e uno spazio per la boxe femminile. 

CANOA SLALOM IN AUSTRALIA Da domani primo appuntamento stagionale con l’Australian Open a Penrith. Coi big (l’olimpionico K1 Joe Clarke il campione del mondo Jiri Prskavec,) gli azzurri Zeno e Raffaello Ivaldi, Paolo Ceccon, Niccolò Ferrari e Chiara Sabattini. 

IPPICA IERI 6-4-5-9-14 A Padova (m 1640): 1 Star del Pino (René Legati) 1.16.2; 2 Rosemary; 3 Tinta Light; 4 Rumex di Casei; 5 Onda degli Ulivi; Tot.: 5,62; 2,45, 1,31, 3,25 (21,94). Quinté: 16.775,94; quarté: 641,17; tris: 148,65  QUINTÉ All’Arcoveggio (inizio 15.35) scegliamo Singer del Ronco (14), Puntarenas Ranch (15), Ravenna (4), Token Bi (18), Mambo Blue Chip (12) e Tina Pan (5).  SI CORRE ANCHE Trotto: Albenga (15.50) e Foggia (15.25). 

NUOTO MIRESSI (al.f.) Alessandro Miressi vince i 100 sl a Fiume (Cro, 50 m) in 49”57. Uomini: 200 sl Senor 1’50”84. Donne: 100-200 fa Facchini 1’01”56, 2’14”73.  A SYDNEY (al.f.) Park Tae Hwan si è trasferito a Sydney per preparare i Mondiali di Budapest: dopo i disastrosi Giochi e tre titoli iridati in corta, sarà allenato dall’australiano Tim Lane. 

A ROMA Da domani alla Fiera di Roma «Cavalli a Roma», Salone del Cavallo e dell'equitazione, con gare di salto ostacoli, reining, monta da lavoro, attacchi e Team Penning.

HOCKEY GHIACCIO ALPS (m.l.) Seconda fase, oggi 6a giornata. Master Round: Jesenice-Asiago (18.30); Renon-Val Pusteria (19.30). Qual. Round A: Salisb+urgo B-Fassa (19.30); Gardena-Bregenzerwald (20.30). Qual. B: Zell am See-Egna (19.30); Klagenfurt B-Vipiteno (19.30). Class. Master: Renon 17; Val Pusteria 13; Asiago 10; Jesenice, Lustenau* 9; Feldkirch* 6. Qual. A: Cortina** 12; Gardena* 11; Salisb. B** 9; Fassa 6; Bregenzerwald 3. (*1 in meno, ** 2 in meno). B: Zell am See 16; Egna* 12; Vipiteno* 11; Kitzbühel 6; Klagenfurt B**1. (*1 in meno, **1 in più) 

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Romania-Serbia 4-9, GermaniaSlovacchia 9-8 rig. Clas.: Serbia 11; Slovacchia 5; Germania, Romania 4. Gir. B: Grecia-Croazia 10-8, Francia-Olanda 6-7. Clas.: Croazia, Grecia 9; Olanda 6; Francia 0.

RUGBY ZEBRE, ECCO TOBIAS (ma.p.) Nuovo tallonatore per le Zebre: il sudafricano Sidney Tobias, 28 anni tra un mese, figlio di Errol, primo giocatore di colore negli Springboks nel 1981. L’innesto si è reso necessario dopo l’addio a Festuccia, con Manici ancora in recupero e D’Apice non al meglio.  LAIDLAW ROTTO (ro.pa.) Sei Nazioni finito per il n.9 e capitano della Scozia Greig Laidlaw per via della lesione ai legamenti della caviglia destra patita domenica.  DOPING (i.m.) Gian Luca Cammi, estremo del Lyons Piacenza (Eccellenza), è stato sospeso d perché positivo a un metabolita della cocaina il 28 gennaio.

SPORT INVERNALI PALLANUOTO 

WORLD LEAGUE Il 4° turno. Gir. A:

EQUITAZIONE 

UNCINETTO Una gara contro se stessa prima che contro le avversarie: «Sì, è la prova più massacrante perché per lun­ ghi tratti devi rimanere con­ centrata su di te, non ci sono trenini come in altri format quando puoi gestire anche i riferimenti con le altre». Co­ m’è sentirsi perfetta col fucile in mano? «E’ vero, il tiro è il mio forte ma non è che anche al poligono non abbia alti e bassi, se non hai la testa e poi ti sorreggi sugli sci». In un certo senso prima delle uma­ ne: «Davanti ci sono solo due fenomenali atlete, è bello sta­ re dietro quelle due fortissi­ me». Ha una sorella più gio­ vane (Carmen) che pratica il biathlon, un fratello (Mat­ teo) che fa il muratore e le spiega quant’è più dura la vi­ ta oltre lo sport, da due anni ha lasciato la Val Gardena per Caldaro e s’è fortificata alla Polizia di Moena: «L’allena­ mento con i fondisti mi ha cambiata, è stato il mio salto di qualità, la Wierer è un ido­ lo per me». Adesso è un conti­ nuo raccontarsi: «Che meda­ glia, non riesco ancora a capi­ re cosa ho fatto, ma ho cerca­ to solo di fare la mia gara ed è venuto fuori un capolavoro anche se non mi sentivo be­ nissimo sugli sci, ha funzio­ nato anche il pettorale 70. Al­ tre volte ci ero andata vicina ma non era come stavolta». Cosa vorrà fare da grande ol­ tre l’uncinetto? «Già, sono co­ me una nonna, ma studio scienze della formazione. Mi piacerebbe fare la maestra al­ l’asilo o all’elementari. Ma c’è tempo». Ora sono i giorni per sciare e sparare.

IPPICA: CARRIERA FINITA

Princess Grif farà la mamma  Il Prix de France di domenica scorsa è stata l’ultima corsa in carriera della Varennina Princess Grif, che orà sarà messa in razza e sarà «presentata» a Muscle Hill. La portacolori dei Biasuzzi, che ha 8 anni, ha vinto in carriera 940mila euro. L’ultimo suo grande acuto è stato il Gran Premio delle Nazioni dello scorso novembre alla Maura. In precedenza aveva vinto a ripetizione in Italia (Europa e Triossi le perle), a Vincennes e in giro per l’Europa come a Mons, in Belgio, nel GP de la Wallonie.

COPPE DI SALTO Coppe del Mondo di salto a Pyeongchang (S.Cor). Uomini: 1. Kraft (Aut) 293.5; 2. Wellinger (Ger) 279.8; 3. Stoch (Pol) 268.2. CdM: 1. Stoch 1240; 2. Kraft 1140. Donne: 1. Ito (Gia) 234.4; 2. Takanashi (Gia) 224.9, 3. Klinec (Slo) 218.7. CdM: 1. Takanashi 1275; 2. Ito 1028.  CINQUINA EYOF (s.f.) Ieri al 13° EYOF invernale di Erzurum (Tur) a medaglia Daniel Grassi, e Lucrezia Gennaro, argento e bronzo nel pattinaggio di figura, poi bronzo in short track per Melissa Tunno e Luca Spechenhauser, e nello slalom (sci) per Lara Della Mea. 

TENNIS ROTTERDAM Uomini, a Rotterdam (Ola, 1.725.000 dollari, vel.indoor). 1° turno: Goffin (Bel) b. Kuznetson (Rus) 6-3; Gasquet (Fra) b. Troicki (Ser) 6-4 6-2; Dimitrov (Bul) b. M.Zverev (Ger) 6-7 (4) 6-2 6-4; Thiem (Aut) b. A.Zverev (Ger) 3-6 6-3 6-4. 2° turno: Herbert (Fra) b. Donskoy (Rus) 6-2 7-6(4); Klizan (Slk) b. Kohlschreiber (Ger) 6-7(5) 6-4 6-1. 


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La chiesa di Santo Stefano di Lavagna strapiena dentro e fuori per il funerale del 16enne che si è suicidato davanti agli occhi dei genitori

La mamma di Giò ci dice che ai nostri ragazzi serve una vita più vera? 1Si è rivolta alla Finanza per farlo smettere di fumare hashish, lui si è ucciso a 16 anni. «Cercate la straordinarietà in voi, non in una canna» IL FATTO DEL GIORNO IL DISCORSO AL FUNERALE di GIORGIO DELL’ARTI gda@vespina.com

La madre di Giò, il ragazzo di sedici anni che si è buttato dal terzo piano per la vergogna d’essere stato sorpreso con dieci grammi di hashish, ha parlato sulla bara del figlio, ieri mattina nella chiesa di Santo Stefano di Lavagna, un comune di dodicimila abitan­ ti del centro metropolitano di Genova. La chiesa era piena dei compagni, di scuola o di giochi, del suicida, ed è a loro che la signora si è rivolta. Va­ le la pena di riferire il suo di­ scorso, interrotto un paio di volte dallo sforzo di trattene­ re le lacrime.

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Sentiamo. «(...) In ognuno di voi sono presenti dei talenti che vi rendono unici e irripetibili. E avete il dovere di farli emergere e di svilupparli. Là fuori c’è inve­ ce qualcuno che vuole soffocarvi facendovi credere che sia nor­ male fumare una canna, norma­ le farlo fino a sballarsi, normale andare sempre oltre. Diventate piuttosto i veri protagonisti della vostra vita e cercate la straordi­ narietà. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi invece che mandarvi faccine su Whatsapp. Straordi­ nario è avere il coraggio di dire a una ragazza “sei bella” invece di nascondersi dietro alle domande preconfezionate di Ask. Straor­ dinario è chiedere aiuto quando proprio vi sembra che non ci sia via d’uscita. Straordinario è ave­ re il coraggio di dire ciò che sa­ pete. Per Giò è troppo tardi, ma potrebbe non esserlo per molti di voi. Fatelo. A noi genitori invece il compito di capire che la sfida educativa non si vince da soli, nell’intimità delle nostre fami­ glie, soprattutto quando questa diventa connivenza per difende­

re una facciata. Facciamo rete, aiutiamoci tra noi, non c’è vergo­ gna se non nel silenzio. Uniamo­ ci. Un pensiero particolare va al­ la Guardia di finanza. Grazie per aver ascoltato l’urlo di dispera­ zione di una madre che non po­ teva accettare di vedere suo fi­ glio perdersi e ha provato con ogni mezzo di combattere la guerra contro la dipendenza pri­ ma che fosse troppo tardi. Non c’è colpa né giudizio nell’impon­ derabile e dall’imponderabile

PERDONAMI SE NON HO COLMATO QUEL VUOTO CHE TI PORTAVI DENTRO ANTONELLA RICCARDI MAMMA DI GIÒ

non può che scaturire linfa nuo­ va e ancora più energia per la lotta contro il male».

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Impressionante. Il discorso della madre, An­ tonella Riccardi, è tanto più impressionante se si pensa che è stata lei, la mattina di lune­ dì, a presentarsi nella sede della Guardia di finanza e a denuncia­ re lo spaccio di hashish fuori e dentro il liceo scientifico­sporti­ vo di Chiavari. A seguito di que­ sta denuncia, i finanzieri si sono presentati a scuola, hanno atteso il ragazzo all’uscita, si sono fatti consegnare i dodici grammi di hashish che aveva in tasca, poi lo hanno accompagnato a casa, an­ che perché lui stesso aveva con­ fessato di avere, in camera sua, altri dieci grammi di erba. Erano in casa, la madre e il figlio seduti sul divano, davanti a loro i due finanzieri quando Giò si è alzato, dicendo di voler prendere una boccata d’aria. Invece ha aperto la porta­finestra del balcone e s’è buttato di sotto. L’elicottero mandato a prenderlo sul marcia­ piede di piazza Torino ha rinun­ ciato al trasporto: Giò è spirato

Sono stretto tra queste due considerazioni: non ha esagerato la madre a chiamare i finanzieri? Non ha tuttavia ragione nel dire quello che ha detto ieri in chiesa? Il discorso di ieri è impressio­ nante perché fuori dal tempo e in controtendenza rispetto a tutto quello che viene detto da tanti intorno ai nostri figli e alle loro inevitabili libertà. La signora ci invita singhioz­ zando a recuperare una vita vera di sentimenti e di pudo­ re. La signora ci invita a un bagno di severità, alla fuga dal paese dei finti balocchi che ci circondano. Cellulari, computer, videogiochi sono all’origine di una solitudine quale nessuna generazione precedente ha forse provato. Internet può essere la via più facile per chiudersi in se stes­ si. Ho letto che alcuni politici, di cui preferisco non fare i no­ mi, hanno colto la palla al balzo per definire «indispen­ sabile» la legge di liberalizza­ zione delle droghe leggere. Uno sfruttamento ripugnante di una tragedia troppo gran­ de per le loro piccole anime. Lo diciamo mentre concor­ diamo sulla liberalizzazione, che però con questo caso non c’entra. Ci si aspetterebbe dalla politica, piuttosto, un’iniziativa forte per com­ battere la diffusione delle droghe a scuola, problema gravissimo.

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Chi era Giò? Era un ragazzone alto e forte, molto popolare a Lavagna, difensore di talento nelle giovanili dell’Entella calcio. Si strologa sulla possi­ bilità che fosse terrorizzato dal fatto che la madre avreb­ be potuto proibirgli il pallo­ ne, dopo una sequenza di brutti voti e la faccenda del­ l’hashish. La Guardia di fi­ nanza ha agito secondo routi­ ne. I genitori l’hanno ringra­ ziata anche con un manife­ sto.

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Volevo sapere se Giò aveva problemi. Una sua compagna di scuola ha detto: «Lo conosce­ vo dalla quinta elementare, per anni abbiamo condiviso centri estivi e settimane bian­ che. C’era un malessere che lo tormentava. Con me ha fat­ to un discorso generale, sen­ za parlare di fatti specifici. Ri­ cordo una sua frase: “Tanto finisce tutto male”». Un’altra compagna di classe: «Lo co­ noscevo bene. A volte diceva che era stanco di vivere. Era molto intelligente. Nonostan­ te l’aria da spaccone era capa­ ce di fare discorsi profondi come nessun altro».

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SUICIDA PER I VIDEO HOT

Il caso Tiziana a una svolta Dal telefonino nuovi indizi

A

desso potrebbe esserci una svolta. Ha fatto mol­ to discutere il caso di Ti­ ziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli che si tolse la vita il 13 settembre scorso dopo la diffusione in rete, a sua insaputa, di alcuni video hard. Le indagini della Procura di Na­ poli hanno subito un’accelerata e si potrà finalmente stabilire se qualcuno ha spinto Tiziana ver­ so il suicidio. Molti elementi utili potrebbero infatti essere contenuti nel telefonino della donna, nelle conversazioni sul­ le piattaforme di messaggisti­ ca, soprattutto dopo che aveva preferito chiudere il suo profilo Facebook. Gli inquirenti aveva­ no annunciato la richiesta alla Apple — attraverso una rogato­ ria — di sbloccare il cellulare. Ma i carabinieri napoletani del­ la sezione cyber­crime sono riusciti lo stesso ad estrapolare alcuni file risalenti alle ore pre­ cedenti alla morte. «Ora ci aspettiamo sviluppi, speriamo importanti», spiega il procura­ tore di Napoli Nord Francesco Greco, che coordina le indagi­ ni. «Alcune settimane fa aveva­ mo deciso di non dar seguito al­ la rogatoria internazionale da inviare all’autorità americana affinché costringesse la Apple a sbloccare l’iPhone di Tiziana, perché ciò avrebbe allungato di molto di tempi: grazie ai cara­ binieri abbiamo aggirato l’osta­ colo». E mentre la famiglia di Tiziana spera di ottenere giusti­ zia, è atteso l’esito del reclamo inviato il 16 dicembre scorso al Garante della Privacy con la ri­ chiesta di rimuovere i video dai motori di ricerca e dai siti por­ no, un centinaio, che ancora contengono pagine associate ai video girati dalla ragazza e che consentono di vederli. Nei prossimi giorni intanto gli in­ quirenti di Napoli Nord senti­ ranno, come persone informate sui fatti, amici e conoscenti di Tiziana, con cui la ragazza po­ trebbe aver scambiato messag­ gi prima di morire.

Tiziana Cantone aveva 31 anni

NOTIZIE TASCABILI IL PRESIDENTE USA CON NETANYAHU

Trump su Israele «Uno Stato o due per me è lo stesso»  È bastato un incontro, il primo tra Trump presidente e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per cancellare la posizione di Obama e di chi lo ha preceduto. Alla Casa Bianca Donald Trump ha infatti dichiarato a proposito di Israele e Palestina: «Guardo ai due Stati, guardo a uno Stato. Mi piace quello che piace a entrambe le parti e posso vivere con entrambe le soluzioni», invitando poi le parti a trovare un accordo e limitandosi a un «vorrei vedere Israele contenersi un po’ sugli insediamenti». Del resto, come ha ammesso anche Netanyahu, sono «amici da una vita» e il pensiero di

Benjamin Netanyahu e Donald Trump alla Casa Bianca Trump è chiarissimo: «Per noi il legame con Israele è indistruttibile», tanto da prendere le distanza dall’Onu in merito alle «azioni unilaterali e ingiuste» e ribadire che tutelerà Israele anche dalle «ambizioni nucleari dell’Iran», con il quale si è stretto «uno degli accordi peggiori che io abbia mai visto».

OGGI IL VOTO FINALE

CONDANNA CONFERMATA

Decreto banche, ok dalla Camera tra le polemiche

Il delitto Ceste: in appello 30 anni per il marito

 Il decreto Salva-risparmio ha incassato ieri anche il secondo ok alla fiducia (340 sì e 126 no) e oggi, col voto finale alla Camera, diventerà legge. Tra le principali modifiche al decreto, che istituisce un fondo da 20 miliardi, quella di pubblicare non i nomi dei debitori, ma solo i «profili di rischio e meriti di credito» di chi ha ricevuto prestiti sopra l’1% del patrimonio netto delle banche che chiedono il sostegno pubblico. Una decisione che ha suscitato non poche polemiche. Inoltre sarà dato ai risparmiatori delle 4 banche più tempo per chiedere i rimborsi ed è prevista una maggiore diluizione dei vecchi soci e obbligazionisti.

Raffaele Marra, 44 anni ANSA

CONSIGLIAVA LA RAGGI

Roma, Marra verso il giudizio immediato  I pm, visti gli elementi raccolti, valutano la possibilità di chiedere il giudizio immediato per Raffaele Marra, ex capo del personale del Comune di Roma e l’imprenditore Sergio Scarpellini. Ciò darebbe modo di saltare l’udienza preliminare e andare direttamente in aula per il processo.

 È stato il marito, Michele Buoninconti ad avere ucciso la moglie, Elena Ceste, scomparsa da Costigliole d’Asti il 24 gennaio 2014 e ritrovata senza vita in un rigagnolo a poche centinaia di metri da casa il 18 ottobre successivo. A stabilirlo, ieri, è stata Corte d’Assise d’Appello di Torino, che ha confermato i trent’anni di carcere inflitti in primo grado. L’uomo, che è stato arrestato il 29 gennaio 2015, è recluso a Verbania. Dopo la lettura della sentenza, i genitori di Elena sono scoppiati in lacrime. «Contenti? Non si può essere contenti per l’omicidio di una figlia», è stata la risposta di uno dei loro avvocati.


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Sos pensioni «Patrimonio Inps in rosso» È la prima volta

CONGRESSO SÌ O NO

Orfini “reggente” Ultimi tentativi per evitare la scissione del Pd 1Renzi: «Venite, ci sarà confronto» ma gli oppositori si compattano: «Partito personale»

1Per la Corte dei Conti è urgente «una nuova governance» dell’Ente Elisabetta Esposito

L’

forma della governance» del­ l’Inps.

allarme è di quelli che ri­ LE RISPOSTE Una posizione schiano di togliere il son­ molto dura dunque, a cui sono no a milioni di italiani. però seguite immediatamente Perché in ballo non c’è solo il le reazioni del ministro del La­ presente, ma so­ voro Poletti e del prattutto una presidente Inps lunga fetta di fu­ LA CHIAVE Boeri. Il primo turo. Ieri la Cor­ Poletti e Boeri ha affermato te dei Conti ha che «il sistema annunciato che frenano: «Sistema previdenziale è nel 2016, «per previdenziale assolutamente effetto di un peg­ assolutamente sostenibile», gioramento dei sostenibile, non sono tanto che a que­ risultati previ­ previsti interventi» sto proposito sionali assestati «non sono previ­ dell’anno, con sti interventi» un risultato economico negati­ da parte del governo. «Il bilan­ vo di 7,65 miliardi, il patrimo­ cio dello Stato — ha aggiunto nio netto dell’Inps sarà, per la — garantisce la copertura di prima volta dalla nascita del­ queste situazioni». Anche Boe­ l’ente, negativo per ­1,73 mi­ ri ha voluto di tranquillizzare liardi». Una situazione che, co­ gli italiani, cercando di fare me si legge nella relazione sul chiarezza sull’analisi diffusa bilancio dell’Istituto, fa ritene­ ieri: «La Corte dei Conti non re «non procrastinabile una ri­ lancia alcun allarme sui bilan­

-1,73 21  Il patrimonio netto dell’Inps sarà per la prima volta negativo per 1,73 miliardi, in seguito al peggioramento dei risultati previsionali assestati del 2016

 Le pensioni vigenti sono oltre 21 milioni, di cui circa l’82% previdenziali. Nel corso del 2015 sono state liquidate 1.243.320 nuove prestazioni

ci. Si tratta di una questione contabile. Bisogna sempre ri­ cordare ai cittadini che l’Inps opera per conto dello Stato. Le prestazioni sono garantite dal­ lo Stato. Di conseguenza, ciò che conta non è il bilancio del­ l’Inps, ma dello Stato. Inoltre, i consuntivi contenuti nel rap­ porto in questione sono già in­ corporati nelle stime del disa­ vanzo e del debito pubblico. In sostanza, non ci sono novità. Il disavanzo dell’Inps deriva uni­ camente da ritardi nei trasferi­ menti dello Stato che vengono anticipati dall’Inps e poi ripia­ nati di nuovo dallo Stato. È già successo tante volte». Quindi,

facendo eco a Poletti, ha con­ cluso: «Ci sono sicuramente dei problemi, ma il nostro si­ stema è comunque molto più sostenibile di quelli di altri Pa­ esi». Più agitati i sindacati. «In sei anni, comprese le previsio­ ni per il 2017 — ha commenta­ to Gian Paolo Patta, membro del Civ Inps in quota Cgil — so­ no andati in fumo 50 miliardi di patrimonio dell’Inps. A fine 2011 l’Istituto aveva un attivo patrimoniale di 41,2 miliardi e a fine 2017 si prevede un patri­ monio negativo di 7,8 miliardi. È urgente intervenire sui fondi dissestati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL SISMA, ALL’UE LE STIME DEI DANNI SONO 23 MILIARDI I danni del terremoto che negli ultimi 6 mesi ha devastato il Centro Italia ammontano a 23 miliardi di euro: è la stima inviata dalla Protezione Civile all’Europa, per attivare il fondo di solidarietà. Una cifra che corrisponde all’1,4% del Pil del Paese, sette volte più di quanto chiesto dall’Ue all’Italia per l’aggiustamento dei conti.

Riscossione Sicilia «Gli appalti qui sono tutti truccati»  È un quadro di corruzione devastante quello che emerge dalle parole dall’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, davanti alla Commissione Antimafia. «Abbiamo segnalato all’Anac la irregolarità di tutti gli appalti siciliani. In Sicilia poi non è mai pervenuta una sola istanza di regolarizzazione fiscale all’esattoria, sono tutte autocertificazioni. Abbiamo preso un campione: sono tutte false», ha detto, sottolineando che all’atto del suo insediamento Riscossione Sicilia incassava solo l’8% di quanto avrebbe dovuto a causa di mafia, massoneria e grandi capitali.

Antonio Fiumefreddo ANSA

I

l giorno dopo dell’uscita pubblica di Pier Luigi Bersani («La scissione del Pd c’è già stata, da Renzi solo dita negli occhi»), si cer­ ca di ricomporre la questio­ ne, di riaggiustare il giocat­ tolo, in vista dell’assemblea di sabato e domenica. Ma non sembra che, al momen­ to, il segretario e i Matteo boys abbiano trovato il ma­ stice adatto. Renzi non ci sta a passare alla storia per il rottamatore del Pd e nella sua enews settimanale scri­ ve: «Il verbo del congresso non è andatevene, ma veni­ te. Non sarà scontro sulle poltrone ma confronto delle idee». Non sembra aver cam­ biato posizione sui tempi e le modalità del congresso, pe­ rò. Seppure appaia ormai scontato che non sarà lui a condurre da segretario alla resa dei conti congressuale. Domenica annuncerà le di­ missioni, lasciando la “reg­ genza” al presidente Matteo Orfini. «Voglio togliere ogni alibi. E anche se il grido “congresso o scissione” sem­ bra un ricatto morale, accet­ tiamo di nuovo il congresso dicendoci: ragazzi, dobbia­ mo essere responsabili » insi­ ste ancora Renzi nella enews, per poi raggiungere Milano e incontrare la direzione me­ tropolitana. MEDIATORI Dovrà fare i conti con gli oppositori, con­ vinti che a cercare la rottura sia proprio Renzi, tanto da

Anche Microsoft prende casa nella Milano delle archistar Spazi hi-tech e aperti alla città

Gli interni della nuova sede di Microsoft Italia  Si chiama Microsoft House, è stata inaugurata ieri ed è solo l’ultimo tassello della Milano tutta grattacieli e archistar, con un investimento da dieci milioni (più altri dieci all’anno di spese e indotto). Dopo Samsung e Google (e in attesa di Amazon), così, anche la multinazionale creatura di Bill Gates sposta la propria sede nel «nuovo centro» della capitale morale cresciuto nella zona Garibaldi. Un edificio con grandi vetrate, soluzioni ipertecnologiche e pezzi di design rigorosamente italiano, progettato dallo studio austriaco Herzog&De Meuron, gemello di quello già occupato dalla Fondazione Feltrinelli e pronto ad accogliere 200 mila visitatori all’anno, a cominciare da scuole e mondo delle start up. Non solo un ambiente di lavoro. «Questo è uno spazio aperto — ha detto l’a.d. Carlo Purassanta —, tutti possono vedere dentro, tutti possono entrare. Anche in questa maniera vogliamo aiutare l’Italia nel suo essenziale sviluppo digitale».

Matteo Renzi ieri ha incontrato il Pd milanese LAPRESSE

aver fissato per il 10 marzo a To­ rino una sua convention. Nelle stesse ore della visita milanese, per esempio, Massimo D’Alema in un convegno romano, dice­ va: «Il partito che guidavo ave­ va 650 mila iscritti. Poi ci siamo fusi per fare una cosa più gran­ de. E ora sono 180 mila: eviden­ temente il contenitore deve avere un buco». Mentre Enrico Rossi, Michele Emiliano e Ro­ berto Speranza, i tre candidati alternativi, con una nota con­ giunta gelano l’ex premier, par­ lando di «trasformazione del Partito democratico nel Partito di Renzi, un partito personale e leaderistico» e convocano un’iniziativa unitaria per saba­ to sera. A tentare la mediazione restano Maurizio Martina e Pie­ ro Fassino, proponendo che la Convenzione nazionale, previ­ sta dalle regole del Pd prima del congresso, si trasformi in una Convenzione programmatica in cui confrontarsi e discutere. Ad applaudire è il ministro Andrea Orlando («Apprezzo»), uno di quei “renziani di mezzo” a cui Bersani aveva consigliato: «Chi ha buon senso ce lo metta». m.arc. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MISTERO SULLE DUE KILLER UCCISE

Kim e il giallo nordcoreano Per il delitto del fratellastro c’è un arresto in Malesia

È

sempre più un giallo la morte di Kim Jong­ nam, fratellastro del leader supremo della Corea del Nord Kim Jong­un, ucci­ so lunedì da due donne per sospetto avvelenamento al­ l’aeroporto di Kuala Lum­ pur. Ieri si era diffusa la no­ tizia del ritrovamento dei corpi delle due sospette, ma l’unica certezza al momen­ to è l’arresto che la polizia malese ha effettuato ieri: si tratta di una vietnamita che sarebbe stata fermata sem­ pre all’aeroporto. Secondo quanto riferito dalle autori­ tà, è una 28enne di nome Doan Thi Huong ed è stata identificata grazie alle tele­ camere a circuito chiuso dello scalo. La polizia ha confermato poi di «essere alla ricerche di altri stranie­ ri» e che la vittima è morta per uno spray chimico sul

volto, la cui natura non è stata ancora accertata, che gli avrebbe causato un infarto. IL CORPO Per saperne di più bi­ sognerà attendere l’esito del­

Una delle due donne sospettate dell’omicidio di Kim Jongnam EPA

l’autopsia, effettuata ieri a Kuala Lumpur, nonostante i funzionari nordcoreani arriva­ ti in Malesia pretendessero la restituzione del corpo. Da un primo esame non sono emerse con chiarezza le cause del de­ cesso. Le informazioni, come sempre avviene quando c’è di mezzo la Corea del Nord, sono ancora molto confuso. C’è per­ sino chi contnua a dubitare dell’identità della vittima, che con sé aveva un documento nordcoreano a nome Kim Chol. LE ACCUSE L’omicidio ha avuto inevitabili effetti politici. Kim Jong­un aveva sempre ostaco­ lato il fratellastro, un tempo considerato principale erede di Kim Jong­il, padre di entram­ bi, e costretto poi a vivere tra Hong Kong, Macao e Pechino. E adesso la Corea del Sud, che ha convocato un vertice di emergenza dell’esecutivo, non esita a definire questa morte «brutale e disumana» e a pun­ tare il dito direttamente su Pyongyang. L’intelligence di Seul è convinta che l’uomo sia stato avvelenato su richiesta diretta di Kim Jong­un, che avrebbe emesso da anni un «ordine permanente» per ucci­ dere Kim Jong­nam.


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1Al via da Acireale fIL TOUR NEI PALASPORT dopo il rinvio per i problemi alla voce Prima parte più teatrale con tutti i brani del nuovo album, poi le hit del passato

PILOTA IMPRUDENTE

Ford sbaglia atterraggio: strage sfiorata

MADE IN ITALY 2017

 Questa volta è stato davvero fortunato. Harrison Ford ha rischiato di causare un incidente aereo che poteva trasformarsi in una vera tragedia. L’attore stava cercando di atterrare con il suo velivolo provato al John Wayne Airport nell’Orange County, ma ha sbagliato pista d’atterraggio e ha sfiorato un velivolo di linea dell’American Airlines con 116 persone a bordo. Solo all’ultimo con una manovra repentina è riuscito a evitare il peggio. Le autorità stanno indagando sul caso. Ford è stato coinvolto in diversi incidenti aerei, l’ultimo nel marzo 2015 quando fu costretto ad atterrare su un campo da golf.

Nazareno Orlandi ACIREALE (CATANIA)

I

fan del Liga stiano tran­ quilli: la sua voce funziona benissimo. «Ho rischiato di dover stare fermo per sei mesi, era la prima volta che mi veniva un’edema alle corde vo­ cali. Colpa di un virus influen­ zale. Ho riposato e fatto tutti i controlli, sono ancora conva­ lescente ma contento di come ho cantato». Ligabue ha ritro­ vato la voce e l’ha data a chi non ne ha: il suo alter ego Riko. L’uomo arrabbiato col mondo e in crisi di mezza età, trait d’union di Made in Italy. C’è lui al centro dello show pronto a infiammare i pala­ sport italiani. CONCEPT Se l’album è un con­ cept, lo è pure il live che il roc­ ker emiliano replicherà in 55 date, le prime martedì e ieri sera ad Acireale (Catania) do­ po i rinvii di Jesolo e Roma. Forte impatto visual con le im­ magini fluo sullo schermo fun­ zionali al racconto, una scalet­ ta coraggiosa e un pubblico sempre più giovane a sgolarsi coi successi vecchi e nuovi. Equamente divisi. Perché a questo punto Ligabue può per­ mettersi di sperimentare. Di evitare un tour celebrativo e scegliere strade meno como­ de. Di scoprire quale sia l’effet­ to di suonare quattordici pezzi del nuovo album (tutti), trac­ cia dopo traccia nell’esatto or­

Un’immagine della prima tappa di «Made in Italy 2017»: il tour di Ligabue nei palasport è partito martedì da Acireale (Catania) IOTTI

Rock, energia e ribellione Il live di Liga è come un film PER UNA SOLA SERA

Pure Williams nella reunion dei Take That  I Take That saranno al gran completo, almeno per una sera. Anche Robbie Williams, fresco di esibizione sanremese, ha infatti accettato di riunirsi al mitico gruppo inglese. Gary Barlow, Mark Owen e Howard Donald hanno già pianificato il tour senza Robbie, che adesso ha però confermato che il 25 febbraio salirà sul palco con i suoi ex colleghi per l’ultima puntata del talent della Bbc «Let It Shine», in cui sarà anche giudice ospite. Il talent sta selezionando cantanti per un futuro musical basato proprio sui brani dei Take That.

SON CONTENTO DI COME HO CANTATO. UN NUOVO FILM? LA POSSIBILITÀ C’È LUCIANO LIGABUE CANTANTE

dine, e di trasformarsi in voce narrante della storia di Riko, così uguale e così diverso da lui. «Due spettacoli in uno: la prima parte è al limite del tea­ trale, la seconda è il nostro pa­ ne», ricapitola Ligabue, a tavo­ la, terminata la prima serata. «So che corriamo rischi se suo­ niamo integralmente il disco: 11 pezzi su 14 non sono mai passati in radio. Ma è il modo giusto per proporlo». ROCKTELLING Storytelling e rock. Energia e riflessione. Riko (da Riccardo, il secondo nome di Luciano) è nascosto dentro tutte le canzoni. Liga­ bue, che è meno arrabbiato di Riko, accompagna i fan nella scoperta dell’antieroe ferito e frustrato dalle ingiustizie so­ ciali ed economiche. Vista l’età media della platea, c’è da chie­ dersi se tutti riescano a seguir­ lo fino in fondo mentre si sca­ tenano con G come Giungla o È venerdì, non mi rompete i co­ glioni. Il «To be continued...»

OROSCOPO LE PAGELLE di ANTONIO CAPITANI 21/4 - 20/5 TORO

21/5 - 21/6 GEMELLI

22/6 - 22/7 CANCRO

23/7 - 23/8 LEONE

24/8 - 22/9 VERGINE

6-

6

6

8

6

7,5

Fra voi e gli altri aleggiano scissioni, Manco foste il Pd. Calmatevi. Senza fare gli sfigati, nemmeno in amore, perché non lo siete. No fornication.

Distratti e noiosini come sarete, potreste spingere la gente a farvi in carpione. Ma tanto voi vi salvate lo stesso. Ok il lavoro e l’amor suino.

Intelligenza e stile vi caratterizzano. Così, anche per questo, lavoro e amore vanno a spieghed velas e lo sport e la fornicazion divertono tanto.

Il malumore c’è. In ogni ambito. Ma potete comunque salvare capra, cavoli e glutei. Anche suinamente parlando. Siate un cicinìn più pratici.

Luna ottima per la vita sociale, lo sport e i viaggi. Il lavoro con Giove che da oggi vi sostiene per un anno spacca, amor e sudombelico trionfano.

23/9 - 22/10 BILANCIA

23/10 - 22/11 SCORPIONE

23/11 - 21/12 SAGITTARIO

22/12 - 20/1 CAPRICORNO

21/1 - 19/2 ACQUARIO

20/2 - 20/3 PESCI

7-

7,5

6

7+

6

7,5

Potete concedervi il meglio della vita, immergendovi nell’edonismo e scacciando lo sfigopessimismo. Amor e pure fornicazion però stenticchiano.

GAZZA METEO

a cura di 3BMETEO.COM

Giornata serena, soprattutto nel privato. Ma anche nel lavoro, specie se dovete avviare e seminare. Siete fighissimi e cuccate muy facilmente.

OGGI Milano

MAX 16° MIN 4°

Dovervela sbrigare da soli vi stanca. Però vi conviene, in ogni consesso. Gli zebedei, comunque, vi girano come fresbee. Ma c’è pastura suina.

Roma

MAX 14° MIN 5°

Amici e sostenitori fanno la vostra fortuna. Ma anche tenacia, charme e faccia di glutei vi giovano. Amore ni, fornicazione e movida modestine.

DOMANI Milano MAX 14° MIN 5°

Roma

MAX 14° MIN 5°

che spunta sullo schermo alla fine della prima metà dà fiato all’idea di tornare a girare un film a quindici anni dall’ultimo (Da zero a dieci): «Sì, il film è una possibilità», ammette. «Adesso la storia c’è, ma ci vuole tanta pazienza perché ti tiene un anno lontano dalle scene». Nella seconda parte del live, via la giacca, resta in maniche corte e parte il viag­ gio tra le hit di sempre, quelle da urlare a memoria. Marlon Brando è sempre lui fa decolla­ re l’euforia. Spiccano le versio­ ni acustiche di Non è tempo per noi e Lambrusco & pop corn e il medley­omaggio ai suoi miti Bon Dylan, The Who o Patti Smith sullo strumentale di Pic­ cola stella senza cielo: «Lo face­ vamo nel 1990, ci piaceva l’idea di riproporlo». Niente stadi o megaraduni, quest’an­ no solo palasport. Il 27 aprile nella sua Reggio Emilia suone­ rà per beneficenza. Riko, di si­ curo, applaudirà.

La fortuna oggi sta nelle piccole cose, non negli eccessi. La giornata è comunque sfigopendula. E il sudombelico scalpita, ma forse non espleta.

Siete coriacei, fighi e destinati al successo. Saturno invita però a non dire parole di troppo. Manco nelle suine intimità, gustose comunque.

DOPODOMANI Milano Roma MAX 12° MIN 5°

MAX 13° MIN 8°

clic  «Made in Italy 2017» è il tour di Ligabue nei palasport di tutta Italia in cui il rocker presenta i brani contenuti nel nuovo disco (l’undicesimo di inediti e ventesimo della carriera). Sono 55 le date in programma nei palazzetti di 26 città fino a maggio. Dopo l’ultima delle tre tappe in programma domani sera ad Acireale (Ct), il Liga è atteso a Reggio Calabria (il 20 e 21 febbraio) e a Bari (il 23, 24 e 25).

MENU DIETETICI MA DI GUSTO: LA SFIDA È DURA Torna come ogni giovedì su Sky Uno l’appuntamento con «MasterChef» e questa volta per gli 8 concorrenti rimasti in gara la prova sarà davvero dura: nella prima Mistery Box dovranno soddisfare l’esigente palato di Antonino Cannavacciuolo con un menù a base di ingredienti dietetici... L’Invention Test sarà invece un omaggio a Joe Bastianich e alla cucina made in Usa. DA VEDERE STASERA SU SKY UNO HD ALLE 21.15

Alla Berlinale in un biopic la vita di Bocelli  Arriva al Festival di Berlino (sezione vendite del mercato), «The Music of Silence», il film ispirato alla vita di Andrea Bocelli e tratto dall’autobiografia edita da DeAgostini nel 1999. Tra l’altro il biopic ha anche conquistato la copertina della testata «Just Cinema International». I protagonisti? Antonio Banderas sarà il mentore e Toby Sebastian («Game of Thrones») diventerà il tenore italiano. La pellicola è diretta da Michael Radford, il regista che portò Massimo Troisi alla fama internazionale con «Il postino». Il film contiene anche brani inediti che Bocelli ha composto da giovanissimo.

LO SPORT IN TV CALCIO

«MASTERCHEF» SU SKY UNO

Harrison Ford ha 74 anni AP

FESTIVAL DEL CINEMA

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CONSIGLI

21/3 - 20/4 ARIETE Rimuginare, scavare e trivellarvi serve solo a farvi stare male. E a rendervi simpatici come una Tares. State su e siate strateghi. Suinally too.

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KRASNODAR FENERBAHCE Europa League 17.00 - SKY SPORT 3 GENT - TOTTENHAM Europa League 19.00 - SKY SPORT 3, SKY CALCIO 2 BORUSSIA M. FIORENTINA Europa League 19.00 - SKY SPORT 1 , SKY CALCIO 4 MANCHESTER UNITED SAINT-ETIENNE Europa League 21.05 - SKY SPORT 3, SKY CALCIO 2 VILLARREAL - ROMA Europa League 21.05 - SKY SPORT 1, TV 8

BASKET

GRISSIN BON REGGIO EMILIA-BETALAND CAPO D’ORLANDO Final Eight Coppa Italia 18.00 - RAISPORT 1 EA7 EMPORIO ARMANI MILANO-CANTINE DUE PALME BRINDISI Final Eight Coppa Italia 20.45 - RAISPORT 1 CHICAGO BULLS BOSTON CELTICS NBA 2.00 - SKY SPORT 2

BIATHLON

GENESIS OPEN US PGA Tour 1ª giornata. Da Pacific Palisades, Usa 21.00 - SKY SPORT 2

BILIARDO

COPPA DEL MONDO HS 140. Da Pyeong Chang, Corea del Sud 10.45 - EUROSPORT

MONDIALE Individuale maschile. Da Hochfilzen, Austria 14.00 - EUROSPORT HOME NATION SERIES Welsh Open 4ª giornata. Da Cardiff, Galles 14.00 - EUROSPORT 2 HOME NATION SERIES Welsh Open 4ª giornata. Da Cardiff, Galles 20.00 - EUROSPORT

CICLISMO

GIRO DI ANDALUSIA Torredonjimeno - Real Mancha, 177,9 km. 2ª tappa 15.30 - EUROSPORT 2 GIRO DELL’ALGARVE Lagoa - Alto Da Foia, 189,3 km. 2ª tappa 17.00 - EUROSPORT 2

FRECCETTE

DARTS PREMIER LEAGUE Da Leeds 20.00 - FOX SPORTS

GOLF

WORLD SUPER 6 PERTH PGA European Tour 1ª giornata. Da Perth, Asutralia 6.00 - SKY SPORT 2

SALTOCONSCI

SCIALPINO

MONDIALE Slalom Gigante Femminile. 1ª manche. Da St. Moritz, Svizzera 9.30 - EUROSPORT, RAISPORT 1 MONDIALE Slalom Gigante Femminile. 2ª manche. Da St. Moritz, Svizzera 12.45 - EUROSPORT, RAISPORT 1

TENNIS

ATP 500 ROTTERDAM 4ª giornata 11.00 - SUPER TENNIS WTA DOHA 4ª giornata 13.30 - SUPER TENNIS ATP 500 ROTTERDAM 4ª giornata 19.30 - SUPER TENNIS ATP 250 BUENOS AIRES 6ª giornata 22.45 - SUPER TENNIS


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Non chiamateli secondi fALISSON

coppa, quelle «calde» tipo il derby, Spalletti continuerà ad affidarsi ad Alisson o dirotterà le sue scelte sulla soluzione che ritiene più affidabile? Di mez­ zo, infatti, ci sono due coppe che la Roma punta a vincere. Magari più la Coppa Italia che l’Europa League, non fosse al­ tro perché l’eventuale strada per alzare il trofeo è sensibil­ mente più corta (3 partite con­ tro le 9 europee). Ed a Trigoria sanno bene tutti che un succes­ so cambierebbe la percezione esterna del club, oltre che rega­ lare serenità (e gioia) all’am­ biente giallorosso.

OGGI IN EUROPA LEAGUE Alisson, 24 anni, portiere brasiliano della Roma GETTY IMAGES

LA COPPA È SUA MA DA STASERA CON LA ROMA È CACCIA AL DERBY Spalletti non ha regalato certezze sulle scelte future extra campionato: il brasiliano vuole garantirsi la fiducia Andrea Pugliese ROMA

P

ortiere di coppe. Sì, ma per quanto? Perché è sta­ to lo stesso Luciano Spal­ letti a non regalare certezze sul futuro: «Domani (oggi, ndr) gioca Alisson, più avanti si ve­ drà». E allora si può dire che proprio stasera in Spagna ini­ zia la stagione 2.0 del portiere brasiliano. Nel senso che fino ad ora ha giocato in tutto 8 par­ tite (6 in Europa League e due

in Coppa Italia, con un bilancio personale di 8 reti subite), tutti impegni però di secondo piano. O giù di lì. Da oggi, invece, si fa sul serio. In Europa e in Italia. Ed Alisson dovrà conquistarsi sul campo la conferma per le partite che contano. IL DUALISMO Non è un miste­ ro, infatti, che tra i due portieri a disposizione Spalletti preferi­ sca il polacco Szczesny, quello a cui ha affidato le sorti del cam­ pionato. Non perché il tecnico giallorosso non nutra fiducia e stima per Alisson, anzi. Ma Szc­ zesny per lui è un’altra cosa, tanto da averne chiesto forte­ mente la conferma al club, aspettandolo anche a lungo la scorsa estate. Ed allora il gran­ de dubbio, alla fine, è proprio questo. Quando arriveranno le partite che contano anche in

L’OBIETTIVO Insomma, un mi­ ni­rebus. Anche se poi uno bra­ vo a poterlo risolvere c’è ecco­ me. Ed è proprio Alisson, il por­ tiere di coppa (almeno per ora). Se il brasiliano, infatti, piazzerà subito una o due pre­ stazioni d’autore, allora le pos­ sibilità che sia lui ad andare fi­ no in fondo ci sono. E non sono neanche poche, visto il debito di riconoscenza che Spalletti nutre nei suoi confronti per la serietà e l’impegno profuso du­ rante questa stagione (oltre al­ la qualità tecnica, ovviamente). Alisson, ovviamente, ci tiene. E molto, anche per confermare un po’ a tutti che il portiere del futuro a Roma può essere pro­ prio lui, il titolare della nazio­ nale brasiliana. «L’Europa Lea­ gue? Solo i perdenti sottovalu­ tano certe competizioni, i vin­ centi non lo fanno mai – ha detto tempo fa –. È una coppa che la Roma non ha mai con­ quistato e c’è solo una cosa che fa restare un calciatore nella storia di una squadra: vincere». LA DEDICA Ecco, l’obiettivo al­ lora è quello. Ad iniziare pro­ prio dalla Spagna, per l’andata dei sedicesimi di finale. Avver­ sario di lusso, visto che il Villar­ real ha trascorsi importanti e blasone da difendere. Non at­ traversa un buon momento, è vero. Ma l’errore più grande sa­ rebbe proprio quello di sottova­ lutare el submarino amarillo. Come per Alisson sarebbe inve­ ce quello di cedere alla pressio­ ne. Se riuscirà a gestirla, sarà lui il portiere di coppa fino in fondo. E se dovesse arrivare an­ che un trofeo, la dedica è già pronta: per la piccola Helena, la dolce bimba in arrivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

fSTRAKOSHA SABATO A EMPOLI

Thomas Strakosha, 21, portiere albanese della Lazio LAPRESSE

VICE MARCHETTI PER IL PRESENTE E PER IL FUTURO LA LAZIO CI PENSA A giorni allungherà il contratto, dalla prossima stagione potrebbe essere lui il portiere titolare biancoceleste Stefano Cieri ROMA

D

a quarto portiere a (quasi) primo. Per il presente e per il futu­ ro. Per Thomas Strakosha le sorprese non finiscono più. A luglio era la quarta scelta per la porta biancoceleste, dietro Marchetti, Berisha e Vargic. Sette mesi dopo è di­ ventato la validissima alter­ nativa al titolare Marchetti, che ha già sostituito in 8

clic CLAUSOLA RESCISSORIA PER CONVINCERE KEITA A DIRE SÌ AL RINNOVO  Una clausola rescissoria come ultimo tentativo per sbloccare la trattativa per il rinnovo contrattuale di Keita. Il senegalese ha finora rifiutato tutte le proposte avanzate dalla Lazio, forse con l’obiettivo di andare a scadenza nel 2018. E allora ecco l’idea: siglare un contratto con clausola rescissoria non troppo alta (tra i 20 e i 30 milioni) in modo che il giocatore possa liberarsi in caso di richieste. Ma Keita per ora nicchia.

partite di campionato (7 da ti­ tolare e 1 da subentrato) senza farlo mai rimpiangere. E che sostituirà ancora sabato ad Empoli e forse anche nella suc­ cessiva partita all'Olimpico con l’Udinese. L’infortunio di Mar­ chetti dopo avergli fatto ritro­ vare il Milan (nella gara di an­ data con i rossoneri a San Siro Strakosha debuttò in A) gli «re­ galerà» nuove occasioni per di­ mostrare il suo valore. IL FUTURO E’ QUI Operazione che finora il portiere albanese ha svolto bene. Lo dicono i nu­ meri. Nelle otto partite giocate con Strakosha la Lazio ha vinto cinque volte, pareggiato una e perso due, con una media di 2 punti per gara. Sono state 6 le reti subite da Strakosha (meno di una gara) e la sua media vo­ to è stata di 6,12. Non ha avuto molto fortuna nelle ultime due prestazioni (sconfitta col Chie­ vo e pari col Milan), ma le beffe maturate in queste due partite non sono ascrivibili a suoi erro­ ri. Strakosha è stato prima una piacevole sorpresa, poi sempre più una certezza. Al punto da fr sorgere un dubbio in società: e se fosse lui il portiere del futu­ ro? Non è un mistero che i diri­ genti biancocelesti stiano pen­ sando da mesi al dopo­Mar­ chetti, sia per l’età del portiere titolare (che ha da poco com­ piuto 34 anni) sia per i suoi fre­ quenti guai fisici. Per questo l’estate scorsa si era pensato di «promuovere» Berisha, ipotesi poi rientrata anche perché In­ zaghi ha preferito puntare sul giocatore veneto. Ma la prossi­ ma estate il problema della successione tra i pali si ripro­ porrà. E se Strakosha continue­ rà ad esprimersi su questi livel­ li il favorito potrebbe essere proprio lui. RINNOVO IN ARRIVO La socie­ tà intanto si tutela: nei prossi­ mi giorni sarà annunciato l’ac­ cordo per il rinnovo del con­ tratto del portiere albanese. Quello attuale scade a giugno e va dunque immediatamente aggiornato. Ma la nuova inte­ sa, che avrà durata quinquen­ nale, è già stata trovata e va so­ lo ratificata. Conterrà anche un discreto adeguamento eco­ nomico che dovrebbe far lievi­ tare l'ingaggio annuale del gio­ catore fino a 500 mila euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TOR DI VALLE

Raggi: «Accordo per un grande stadio»

1La sindaca conferma: «Nessuna colata di cemento, lavoriamo per dare ai romani un impianto all’altezza» Alessandro Catapano ROMA

V

edove di Berdini all’at­ tacco. Nulla di imprevi­ sto, il giorno dopo l’inte­ sa di massima sullo stadio della Roma a Tor di Valle, che ha pro­ vocato l’uscita dalla Giunta del­ l’assessore all’Urbanistica. DA MATTINA A SERA Ampia­ mente previsto anche il tentati­

vo di Virginia Raggi di smarcar­ si dalle grida delle vedove, che la accusano di aver autorizzato la colata di cemento contro cui il suo ex assessore ha strenua­ mente ma vanamente combat­ tuto. «Non c’è nessun accordo e non ci sarà alcuna colata di ce­ mento», ha esordito così, in mattinata, la sindaca. Per poi proseguire più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, con un post sul blog di Grillo: «Nel progetto che ereditiamo ci sia­

Raggi con il vice Bergamo, cui ha affidato il dossier stadio OMNIROMA

mo trovati un iter già avanzato e quasi a conclusione che, in al­ tre parole, significa: causa mul­ timilionaria all’orizzonte che la società potrebbe intentare con­ tro il Comune di Roma, per via degli atti amministrativi com­ piuti dalla giunta Marino in ac­ cordo col Pd». Quasi una presa di distanza, che in serata la sin­ daca ha parzialmente corretto, nella direzione di un accordo comunque molto vicino con i soggetti proponenti: «Quando

si parlava di Olimpiadi, tutti con il dito puntato contro la giunta capitolina. Oggi, di fron­ te alla volontà di trovare un ac­ cordo per dare ai romani una struttura sportiva all’altezza del millennio e delle grandi ca­ pitali europee – ha scritto la Raggi – il dito è sempre puntato contro di noi. Insomma, co­ munque vada, siamo sempre additati». Il messaggio, stavol­ ta, deve essere arrivato forte e chiaro anche negli States. Pal­ lotta può sorridere: senza le at­ tese autorizzazioni per lo sta­ dio, infatti, probabilmente non resterebbe che un nuovo au­ mento di capitale per far fronte agli impegni presi con Gold­ man Sachs. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BIANCONERI

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Basket R Parla il patron

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Toti rilancia e promette «Una Virtus da Serie A»

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NOTIZIE PALLANUOTO

Vis Nova stangata

1«Autoretrocessione triste ma inevitabile Però ora possiamo crescere e durare» 3

Fabrizio Cicciarelli

«H

o ritrovato l’entu­ siasmo per conti­ nuare e guardare alla Serie A». Così Claudio Toti, presidente della Virtus Roma, aveva rotto un lungo si­ lenzio giusto un paio di setti­ mane fa. Un silenzio che face­ va rumore, mentre la Virtus annaspava in A2 dopo una do­ lorosa autoretrocessione. Do­ po mesi sofferti però, Toti sembra pronto a rilanciare. Presidente, solo 4 anni fa il Palazzetto era sold out per i playoff, adesso le prospettive sono cambiate. Quanto le manca quell’entusiasmo? «Non mi manca, perché attor­ no a questa squadra c’è una passione decisamente impor­ tante e la crescita del 28% del pubblico lo testimonia. Maga­ ri mi manca il palcoscenico della Serie A e dei playoff. Speriamo di riuscire a centra­ re i playoff e toglierci le soddi­ sfazioni che meritiamo». Dal 2000 al 2017, la Virtus per

lei è un bel pezzo di vita. Qual è il momento che più le è rimasto nel cuore? «Sicuramente le due finali, la prima delle quali atti alla ma­ no forse doveva finire diversa­ mente, le Top16 di Eurolega e l’aver riportato Roma fra le grandi della pallacanestro eu­ ropea. Ma più di tutti spero mi resterà nel cuore quello che dovremo ancora fare, credo molto in questa squadra e in questo nuovo corso». Oggi si riparte dai giovani. Ci racconta questa nuova Virtus? «E’ una Virtus ideata con un programma ben preciso: dare spazio ai giovani e farli cresce­ re, con l’aiuto dell’HSC, il no­ stro vivaio, creando nel tempo un nucleo di squadra che po­ trà rimanere insieme per più anni. Corbani ha creato una forte identità di squadra, è de­ cisamente una Virtus costruita per crescere e durare nel tem­ po». Eppure l’estate, tra iscrizioni e main sponsor, non prometteva niente di buono. E ora c’è anche il lodo Triche. Come l’ha vissuto

D

iciassette anni compiuti lo scorso 19 gennaio e numero 1 al mondo della sua classe (2000) nello slalom. Il sublacense Riccardo Allegri­ ni, atleta della SS Lazio, è en­ trato da questa stagione nel cir­ cuito internazionale della FIS, confermando le qualità e i ri­ sultati che aveva fatto registra­ re tra i più giovani. Ricomincia­ re da zero, anzi dai 999 punti di classifica da scalare, è molto più impegnativo, anche perché ad aiutarlo per ora c’è solo l’Atomic come attrezzatura e la Monini con una piccola sponso­ rizzazione. Dopo metà della sua prima stagione però, è già il numero 932 al mondo in sla­ lom e 1235 in gigante.

Ritorna il campionato  (g.l.g.) Dopo il 6 Nazioni, ritorna il campionato. Sabato alle 15 prima giornata di ritorno. Le romane hanno un compito difficile, in particolare la Lazio in trasferta a Padova contro il Petrarca. Le Fiamme Oro giocano in casa contro il Viadana (anticipo alle 14).  1 Il patron della Virtus Roma, Claudio Toti, 63 anni  2 Il serbo Dejan Bodiroga, 43 anni, alla Virtus dal 2005 al 2007  3 L’attuale allenatore, Fabio Corbani, 51 anni: è l’uomo della rinascita CIAMILLO-CASTORIA

RALLY

questo inizio di stagione? «Non bene, perché è stata dav­ vero una serie di eventi che avrebbero tramortito chiun­ que. Per di più in ognuna di queste vicende la Virtus è sem­ pre dalla parte della ragione, cosa che acuisce il dispiacere. Sono contento che il sotto­ scritto, squadra e staff dirigen­ ziale si siano compattati con­ centrandosi solo sul campo».

 (g.sca.) Una nuova avventura si prospetta per Max Rendina nel FIA European Rally Championship 2017. Una voglia di nuovi stimoli da parte del pilota romano e le scelte aziendali della Motorsport Italia porteranno all’esordio nel campionato europeo rally. Assieme al suo co-pilota Emanuele Inglesi il driver capitolino sarà al via di questa edizione su una Skoda Fabia R5 di Motorsport Italia.

L’autoretrocessione è stata una pagina triste, per lei e per i

tifosi. Un anno e mezzo dopo, lo rifarebbe ancora? «È stata una decisione molto sofferta, per me in primis, ma senza quella decisione oggi non ci sarebbe più la Virtus. Purtroppo non c’era un’altra alternativa». Quando rivedremo la Virtus in Serie A? «Stiamo lavorando per far sì che questo possa essere il no­ stro obiettivo nel breve perio­ do. Abbiamo passione e voglia

Allegrini insegue un sogno «Esordio in Coppa Europa» L’ALLENATORE «C’è ancora tan­ to da lavorare, ma l’esordio nel circuito FIS è stato positivo». A parlare è Andrea Truddaiu, co­ ach di Riccardo da quando ha iniziato. «Bisogna mettere in conto che non solo ci si con­ fronta con i più grandi, ma che si parte con pettorali che non permettono risultati di vertice. Essere il miglior 2000 al mondo in slalom è un ottimo risultato, ma lo dobbiamo considerare un primo gradino. Sono con­ vinto che anche in gigante ab­ bia le qualità per diventare un ottimo polivalente».

 La trasferta di Bogliasco costa caro alla Roma Vis Nova, che dopo la sconfitta (12-9) aveva fatto ricorso per presunta irregolarità del campo. Il ricorso è stato respinto in quanto infondato, e sono arrivate pure le squalifiche: tre giornate al tecnico Ciocchetti («comportamento reiteratamente ingiurioso») e sospensione fino al 27 febbraio per il presidente Ferraro («comportamento insubordinato»).

RUGBY

di provarci, stiamo cercando le risorse e i partner che ci so­ stengano. Per far questo biso­ gna avere basi solide e giovani capaci di crescere, senza di­ menticarci il necessario soste­ gno della città e delle istituzio­ ni, iniziando dall’avere la pos­ sibilità di giocare in un Palaz­ zetto all’altezza di una città come Roma. A Roma continua a mancare un impianto sporti­ vo moderno che serva a tra­ sformare la partita in evento». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sci R Il numero 1 al mondo classe 2000 nello slalom Antonio Maggiora

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Riccardo Allegrini, 17 anni, in azione nello slalom

Rendina all’Europeo

ATLETICA TRA REALTÁ E SOGNO A 11 an­ ni, Riccardo aveva già fissato come punto d’arrivo la Coppa del Mondo e, un passo alla vol­ ta, si sta avvicinando a questo traguardo. «Il primo obiettivo, quello di abbassare il punteg­ gio FIS è stato raggiunto. Ades­ so a breve (marzo) ci sono i campionati italiani di categoria (Aspiranti ndr) e vorrei una medaglia». E poi? «Sono già sotto i 50 punti FIS in entrambe le discipline, per cui spero di ar­ rivare sotto i 40 punti e magari entrare il prossimo anno in un corpo militare». C’è spazio per i sogni. «Stenmark a 18 anni ha esordito in Coppa del Mondo. È anche vero che la concorrenza all’epoca era diversa. Esordire in Coppa Europa sarebbe dav­ vero un traguardo fantastico». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roma-Ostia, c’è la Console Tutti di corsa il 12 marzo  (g.l.g.) In rampa di lancio la Roma-Ostia. La mezza maratona romana giunta alla sua 43a edizione, chiude infatti oggi le iscrizioni e sono più di 10.000 ad essere riusciti ad accaparrarsi un ambito pettorale per la corsa cara a Luciano Duchi. diventata nel tempo una classica e la più partecipata mezza in Italia e tra le prime sei in Europa. Si ripeterà il 12 marzo anche l’esperienza della non competitiva sui 5 chilometri per i meno allenati e comunque per chi vuole limitarsi a fare una passeggiata salutare senza dover soffrire i lunghi rettilinei della Cristoforo Colombo. Sarà al solito dominio africano specie tra gli uomini, mentre fra le donne c’è uno spicchio di azzurro con la bravissima Rosaria Console che ha dimostrato di essere in ottima condizione. Mamma di due splendidi bambini, l’atleta delle Fiamme Gialle è alla sua nona partecipazione e vanta una vittoria e tre secondi posti. Dovrebbe essere una protagonista.


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Salò, condita dall’esordio di Sodinha, ha fatto tornare deci­ ne di tifosi a seguire anche gli allenamenti.

I NUMERI

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UNA FAMIGLIA Da qui a fine maggio il Mantova lotterà per la salvezza. Quello tra la città e il brasiliano è un feeling scoc­ cato al primo incontro. «Sono stato accolto da una splendida famiglia, il gruppo è unito e mi hanno permesso di inserirmi nel migliore dei modi», dice Fe­ lipe. Un abbraccio che mancava a entrambe le parti. Il calciato­ re bisognoso di una strada mor­ bida per riprendere il cammino e il Mantova per riprendere fi­ ducia dopo l’ennesimo ribalto­ ne societario e una situazione di classifica non tranquillizzan­ te. Lungo i campi del Te, alla ri­ presa c’era anche qualche bam­ bino. Sodinha genera empatia: l’eco nazionale garantita dal personaggio brasiliano fin qui si è dimostrata prezioso carbu­ rante per tutto l’ambiente. Lo spogliatoio non è eccezione.

 Le squadre italiane che hanno tesserato Sodinha: Udinese, Bari, Paganese, Portogruaro, Triestina, Brescia, Trapani e Mantova.

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 Le reti segnate in Italia da Sodinha. Tutte durante la sua militanza nel Brescia, durata dalla stagione 2012 a quella del 2015.

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 Le squadre brasiliane in cui ha giocato Sodinha: nel Paulista a inizio carriera (2006-2007) segnando una rete e nel Cearà (2013) con un gol all’attivo.

Felipe Sodinha, 28 anni, nella vittoria del Mantova in casa della FeralpiSalò LAPRESSE

Umiltà e piccole magie Sodinha a Mantova è già uno di famiglia 1Domenica 18’ in campo e 2 tocchi d’autore. Tifosi per lui agli allenamenti e mister Graziani rivela: «È un esempio per tutti» Matteo Bursi

S

i può ripartire dopo le difficoltà e generare en­ tusiasmo, inimmaginabi­ le e stridente rispetto alla defi­ citaria posizione di classifica. 449 giorni dopo l’ultima gara giocata, Felipe Sodinha è tor­ nato ad essere calciatore da quella fugace apparizione al 91’ di Trapani­Modena del 21 novembre 2015. Si perse, diede l’addio al calcio. Quindici mesi più tardi, in Feralpisalò­Manto­ va è tornato in campo per la pri­ ma partita della sua seconda esistenza. Subentrato a gara in

corso, ma con dinamiche oppo­ ste. Al ventisettesimo della ri­ presa, il minuto della riparten­ za. Sodinha si è presentato de­ liziando il suo nuovo pubblico. Sono bastati due momenti, due invenzioni che hanno messo Guazzo davanti al portiere, per capire che è tornato con un pi­ glio diverso. Due cristalline espressioni di un talento mai messo in discussione, che servi­ vano al brasiliano quanto al­ l’ambiente mantovano per rial­ zare la testa. ENTUSIASMO Il suo arrivo ha riportato interesse sul Centrale Te. La vittoria del Mantova a

Sodinha con l’allenatore Gabriele Graziani LAPRESSE

IL MISTER Gabriele Graziani lo allena da meno di due settima­ ne ma ha già le idee chiare: «Fe­ lipe è un ragazzo solare, si fa voler bene da tutti. Ha tanta vo­ glia di tornare protagonista, esattamente come il Mantova vuole rialzarsi e risalire in clas­ sifica. E’ divenuto emblema della piazza». Ripartire assie­ me, anche se il cammino intra­ preso è solo all’inizio: «A livello fisico c’è ancora tanto da fare, al momento non ha i novanta minuti nelle gambe. Tecnica­ mente però è indiscutibile». Durante gli allenamenti qual­ che compagno lo stuzzica, sot­ tolineando come con quei piedi avrebbe dovuto fare tutta un’al­ tra carriera. Felipe lavora, la conversione di ritorno dal Bra­ sile passa per fatti concreti. «Sta dimostrando un’umiltà in­ credibile», confida il capitano Gaetano Caridi. «Arriva sem­ pre in anticipo agli allenamenti e dopo le sedute torna a lavora­ re con esercizi fisici. Avercene di esempi così. Sta dando il massimo, si rende conto del­ l’occasione che gli è capitata e si applica senza soste». La corsa salvezza dei biancorossi spera di trarne giovamento anche in termini di punti e classifica: «Non c’entra nulla con la cate­ goria, l’auspicio è di goderne per il massimo minutaggio pos­ sibile perché ci può dare un grosso aiuto». Si sono presi per mano, ora Mantova e Sodinha sognano di rinascere assieme. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CAMPAGNA #OLTRE

«Alla Stramilano per fare correre anche i disabili» 1Giusy Versace è testimonial «Abbattiamo le barriere mentali e facciamo squadra»

Giusy Versace agli ultimi Europei di atletica

Annabella D’Argento

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omenica 19 marzo torna uno degli ap­ puntamenti podistici più amati dai mi­ lanesi, quello con la Stramilano. Alla partenza della 46a edizione migliaia di volti, storie e voci per una giornata di sport e diver­ timento ma soprattutto di condivisione di tra­ guardi che partono dai 5 km (della Stramila­ nina), proseguono con i 10 e i 21dell’Half Ma­ rathon ma che vanno anche oltre. Come quel­ lo rappresentato quest’anno dalla madrina dell’evento Giusy Versace, atleta paralimpica testimonial della campagna #OLTRE del Gruppo Mediobanca che alla Stramilano con il suo team di dipendenti avrà il compito di attivare una staffetta solidale per aiutare Di­ sabili no limits, la Onlus fondata nel 2011 e presieduta proprio da Giusy Versace. OBIETTIVI «Sono felice che il Gruppo abbia sposato questo progetto decidendo di presta­ re le proprie gambe a chi non ce le ha più o non può usarle — dice la Versace — L’obietti­ vo è duplice: abbattere le barriere mentali nei confronti dell’handicap e fare squadra per far arrivare il messaggio che insieme si può anda­ re oltre e grazie a una raccolta fondi, speria­ mo importante, riuscire a regalare un’oppor­ tunità di vita migliore grazie allo sport». Op­ portunità che è stata data a Constantin, un ra­ gazzo amputato che non potendo permettersi una protesi adeguata, l’anno scorso ha corso la Stramilano con le stampelle e un arto solo. Quest’anno correrà con la protesi che l’asso­ ciazione Disabili no limits gli ha donato. Per sostenere l’iniziativa è attiva la piattaforma di crowdfunding su https://derev.com/ gruppomediobanca4disabilinolimits © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sport estremo R

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«Di corsa in Alaska coi lupi a -35 gradi»

1Da Saronno alla ultramaratona (domenica) di

350 miglia. Omar Mohamed Ali: «Sfida a se stessi» Lorenzo Pardini

«È

una gara che devi vin­ cere contro te stesso, perché sei da solo contro la natura». Omar Moha­ med Ali sa quello che troverà in Alaska: il freddo glaciale, con la temperatura in media che è sot­ to i 35 gradi sotto zero, oltre al rischio d’incontrare i lupi. Que­ sto e altro da domenica attende il 33enne di Saronno che, con l’amico emiliano Davide Ugoli­ ni, parteciperà all’Iditasport Extreme 350. La competizione, giunta alla 20a edizione e aper­ ta solo a undici intrepidi, si svolgerà nel cuore dell’Alaska in un ambiente estremo, sullo stesso tracciato della mitica Idi­ tarod, una gara di cani da slitta che ha ispirato vari film.

Una partenza della gara, che si può effettuare a piedi, in bici o sugli sci. Qui sopra Omar Mohamed Ali (anche a destra) e Davide Ugolini

AUTONOMIA Qui Omar, classe 1983 adottivo di Saronno, do­ vrà affrontare 350 miglia di corsa in completa autonomia, ma l’ultramaratona è aperta anche alle bici o agli sci. Per prepararsi, Omar si è allenato nella palestra Kick and Punch di Pieve Emanuele, alle porte di Milano, gestita dall’ex campio­ ne del mondo di kickboxing An­ gelo Valente. «Conosco Angelo da molto tempo — spiega Omar — e so quanto sia vasta la sua competenza in ambito sporti­

vo. Condivido con lui la passio­ ne per gli sport da ring e ho pra­ ticato anche il pugilato. L’Idita­ sport Extreme 350 è una gara di resistenza in cui si è in com­ petizione in primo luogo con se stessi. Io e Davide pensiamo di completare il percorso in sette o otto giorni. Siamo stati invitati perché abbiamo partecipato a numerose competizioni simili». Il varesino non è nuovo a que­ ste imprese: lo scorso anno, Omar e Davide parteciparono alla Yukon Arctic Ultra, un per­

MILANO NEWS LA NOVITÀ

Le palme e i banani da ieri mattina in piazza Duomo FOTOGRAMMA

Palme e banani in piazza Duomo Sala: «Certo che Milano osa... »  (f.cuo.) Ieri mattina i milanesi si sono svegliati con palme e banani in piazza Duomo. Erano stati piantumati nella notte da Sturbucks, il marchio internazionale del caffè che tra pochi mesi aprirà il primo negozio in Italia proprio a Milano. Il bando per la sponsorizzazione dell’area verde è stato vinto dalla società che si è anche impegnata alla manutenzione per i prossimi tre anni. Gli alberi espiantati sono stati spostati tra via Salomone e parco Galli e tra via Gonin e via Giordani. Nelle aiuole saranno piantate anche sempreverdi e graminacee che fioriscono in varie stagioni dell’anno, così da assicurare sempre anche una fioritura colorata. Il sindaco, Giuseppe Sala, ha affidato a Instagram la sua impressione: «Milano si risveglia con palme e banani in piazza Duomo. Come nella tradizione ottocentesca. Buona o cattiva idea? Certo che Milano osa eh…». Il sindaco ha dichiarato anche: «Da cittadino sospendo il giudizio: vediamo quando sarà finito il lavoro».

LA SICUREZZA

Un drone con visione notturna Il Comune stanzia 135mila euro  (f.cuo.) Un drone con visione notturna sarà a disposizione della Polizia locale di Milano per sorvegliare le strade, anche le più «difficili», senza correre alcun rischio. Il Comune ha deciso di stanziare 135mila euro ma anche di partecipare a un bando regionale che consentirà di reperire altri 80mila euro. Con questi 215mila euro si acquisteranno il drone, che volerà sui cieli di Milano senza che nessuno se ne accorga, e 50 «Body cam», ossia dispositivi cellulari attraverso cui le forze dell’ordine potranno guardare in tempo reale le immagini catturate.

corso di 300 miglia, nelle terre selvagge canadesi, trainando ognuno una slitta di 22 kg con­ tenente il necessario per so­ pravvivere: «Abbiamo comple­ tato il percorso in 7 giorni e 12 ore — conclude —. Per la Idita­ sport Extreme 350, in un conte­ sto come quello offerto dalle competizioni di ultrarunning, stanchezza, paura, freddo, fa­ me e sete si vincono con l’alle­ namento fisico e, soprattutto, mentale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Agenda e risultati R

MOUNTAIN BIKE

L’ingegner Ragnoli punta al Mondiale

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ella sede di Scott Ita­ lia ad Albino (Bg) presentati i team che rappresenteranno il mar­ chio elvetico­statunitense nel 2017. Allo Scott Racing Team del settore mtb e già riferimento a livello nazio­ nale, capitanato dal brescia­ no Juri Ragnoli campione italiano in carica, si affianca il nuovo Team Scott Gran­ fondo. Squadra amatoriale con cui l’azienda entra nel settore road delle granfondo con otto atleti, tra i quali il veneziano Igor Zanetti, vin­ citore di 9 gare la scorsa sta­ gione. Attesissimo nella mtb Ragnoli, classe 1989, resi­ dente in Franciacorta con una laurea in Ingegneria dei materiali a Brescia e due an­ ni da ricercatore alle spalle. «Obiettivi? Onorare questa maglia e riconquistare il ti­ tolo italiano. E poi crescere nelle corse Uci Marathon italiane. Punto inoltre al Mondiale a Singer, Germa­ nia, del prossimo giugno». Giulio Masperi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Juri Ragnoli, 27 anni MASPERI

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ATLETICA CROSS PER TUTTI (gi.ro.) Quarta tappa del Cross per tutti 2017 domenica con ritrovo alle 8 al Bosco Urbano di Lissone di via Bottego 80 e inizio gare alle 9. Attesi oltre 1500 atleti fra cui anche un paio di rientri di atleti elite come Nicole Reina (Cus Pro Patria) ed Ahmed El Mazoury (Fiamme Gialle) che deve avere il nullaosta federale. 

CICLISMO AZZURRI IN PISTA (d.vig.) Da domani a domenica terza e penultima prova della Coppa del Mondo su pista a Cali, Colombia, con Francesco Lamon (Colpack), Davide Plebani (Beltrami Tas Argon 18), Simona Frapporti (Fiamme Azzurre), Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi (Bepink Cogeas), e Miriam Vece (Valcar Pbm). 

HOCKEY GHIACCIO MILANO IN COPPA (gi.pr.) All’Agorà si gioca Milano-Appiano, gara d’andata della semifinale di Coppa Italia. Ingaggio ore 20.30, biglietto unico 9 euro, gratis under 12. Ritorno ad Appiano (Bz) domenica ore 18.30. L’altra semifinale è Fiemme-Pergine. 

NUOTO CAMPIONI A MILANO (al.f.) Prime adesioni dai big per il trofeo Città di Milano (10-11 marzo) alla piscina Samuele di via Mecenate (domenica giornata dedicata ai giovani): già confermati Federica Pellegrini, Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti. 

SPORT INVERNALI SCI DI FONDO REGIONALE (s.s.) Sabato e domenica a Spiazzi di Gromo (Bg) si assegnano i titoli di campione regionale nella specialità individuale e inseguimento in tecnica libera e in tecnica classica. L’evento assegnerà il primo trofeo Giacomo Ciavatta, in pista le categorie under 14, under 16, under 18, under 20 e seniores. 

TENNIS I TORNEI (ga.ri.) Il milanese Fabrizio Ornago avanza a Murcia (Spa, 15 mila $) battendo l’iberico Martinez Portero 6-2 2-6 7-5. Bene ad Hammamet (Tun, 15 mila $) il vigevanese Filippo Baldi, 63 6-3 al serbo Cacic, e il bergamasco acquisito Ljubomir Celebic, 6-0 6-0 al bulgaro Khachatryan. In Tunisia, tra le donne, k.o. la milanese Federica Prati: 6-4 6-2 dall’egiziana Samir. A Perth (Aus, 25 mila $) fuori la monzese Georgia Brescia, 6-4 6-2 dalla slovena Zidansek. 

TENNIS

Itf di Bergamo: le lombarde eliminate al secondo turno  (ga.ri.) Al 2° turno del torneo Itf di Bergamo (15 mila dollari), la brianzola Martina Spigarelli cede alla belga Scholsen (6-4 4-6 6-2), la romana Martina Di Giuseppe batte la milanese Alberta Brianti (6-4 7-6) e la rumena Simion si libera della

bergamasca Camilla Scala (6-3 7-6). Fuori la brianzola Martina Colmegna (3-6 7-5 6-4 da Giulia Gatto Monticone) e l’elvetica di base a Milano Susan Bandecchi (6-1 6-1 dalla polacca Swiatek). Bene la toscana Tatiana Pieri: 63 6-1 alla georgiana Gorgodze. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

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LA CURIOSITÀ

Quei tre blitz in casa Juve

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 1 Il mediano Alessandro Gazzi, 34 anni GETTY  2 Haitam Aleesami, 25, esterno mancino LAPRESSE  3 La punta Norbert Balogh, 20 GETTY

Fermare la Juve: Lopez già studia i cambi giusti 1Aleesami terzino al posto di Pezzella k.o., Gazzi in mediana e Balogh in attacco nel Palermo a Torino Fabrizio Vitale PALERMO

L’

impegno con la Signora potrebbe richiedere un vestito diverso. Un po’ per necessità, un po’ per scelta, domani sera contro la Juven­ tus, è possibile che il Palermo cambi interpreti, e perché no, magari anche modulo. La sfida dello Stadium propone una sceneggiatura alla Davide con­ tro Golia, ma se variazioni ci sa­ ranno non è a fini sparagnini in vista del match successivo con la Samp. Diego Lopez vuole provare a mettere in difficoltà gli uomini di Allegri, che qual­ che assenza pesante la contano (Barzagli e Chiellini in difesa e

Mandzukic in attacco), ma de­ ve fare ancora qualche valuta­ zione che potrebbe portare a qualche nuovo inserimento nell’undici titolare. STOP FORZATO Di sicuro torne­ rà dal primo minuto Aleesami. Pezzella ha dovuto alzare ban­ diera bianca a causa di una le­ sione di secondo grado del ret­ to femorale della gamba sini­ stra, procurato nel finale del match contro l’Atalanta. Il ter­ zino napoletano ne avrà alme­ no per un mese. Tocca, quindi, di nuovo all’esterno norvegese che non scende in campo dal­ l’inizio da cinque gare, ovvero dalla sfida di Empoli. Aleesami aveva iniziato la stagione in modo convincente, ma ha con­

cluso il girone di andata in net­ to calo di forma. Non è escluso che in virtù di questo cambio forzato Lopez non stia conside­ rando anche una variazione di modulo col passaggio al 3­4­3, dal momento che l’ex Goteborg ogni volta che è stato schierato in una difesa a quattro è andato in grande sofferenza nella fase di copertura, mentre ha dato sempre il meglio di sé come esterno puro. Con due allena­ menti da fare quello di questa mattina a Palermo e quello di domani a Torino non è detto che l’allenatore non possa rive­ dere qualcosa. IN MEZZO Ma le novità potreb­ bero non finire qui e sarebbero dettate da valutazioni tecniche

 PALERMO Una volta, nemmeno tanto tempo fa, anche la Juventus non faceva paura. Il Palermo andava a Torino e vinceva. È accaduto per tre volte consecutive tra la stagione 2008-09 e la stagione 2010-11. Certo, era una Juventus in fase di ricostruzione, dopo la retrocessione in Serie B per le vicende di calciopoli. I rosanero iniziarono la serie il 5 ottobre 2008 vincendo 2-1, grazie alle reti di Miccoli e Mchedlidze, per i bianconeri segnò Del Piero. Più netto il punteggio il 28 febbraio 2010: 2-0, grazie a Miccoli e Budan. Mentre il 23 settembre 2010 il Palermo si impose per 31 con i gol di Pastore, Ilicic e Bovo. Di Iaquinta il gol dei bianconeri. Altri tempi. f.v.

come a centrocampo, dove Gazzi potrebbe rilevare Jajalo, soprattutto dopo la prova scon­ certante offerta contro l’Ata­ lanta nella quale ne ha combi­ nate di tutti i colori favorendo almeno un gol degli avversari. Concedergli un turno di riposo potrebbe fare bene anche allo stesso bosniaco per ricaricare le batterie e darebbe all’assetto centrale del Palermo maggiore solidità con l’ex Torino posizio­ nato davanti alla difesa come argine a frenare le incursioni bianconere. L’ORA DI BALOGH? Se Gazzi si gioca una chance, lo stesso può dirsi anche per Balogh, non tanto al posto di Nestorovski, quanto per una maglia sugli esterni del tridente. L’unghere­ se domenica nei minuti finali ha centrato anche un palo al culmine di un paio di giocate interessanti. I maggiori indizia­ ti per fargli spazio sono Trajko­ vski, davvero impalpabile con­ tro l’Atalanta ed Embalo. Per Balogh sarebbe una storia che si ripete, visto che all’andata al Barbera venne scelto da De Zer­ bi come terminale offensivo al posto di Nestorovski. Col lun­ gagnone ungherese il Palermo riuscì a mettere in difficoltà i bianconeri che alla fine vinsero grazie a un autogol di Goldani­ ga. Un girone dopo i paragoni sono difficili, ma dopo che il Palermo ha fermato il Napoli in casa, sognare non costa nulla. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CON L’ATALANTA

Crotone apre le ali In ballo Stoian Acosty e Tonev

Aleksandăr Tonev, 27 anni, esterno del Crotone LAPRESSE

Luigi Saporito CROTONE

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ulla da perdere e tut­ to da guadagnare. La trasferta del Crotone, penultimo in classifica, a Bergamo contro una super­ lanciatissima Atalanta met­ te i rossoblù nelle condizio­ ni di evitare di fare calcoli e previsioni. Il pronostico non lascia scampo ai calabresi ma mai dare nulla per scon­ tato. Piuttosto il tecnico Da­ vide Nicola dovrà comincia­ re a risolvere qualche pro­ blema all’interno della sua squadra. Soprattutto quelli di natura fisica e legati ai mali di stagione. SPERANZA SVEDESE Intan­ to le probabilità di poter re­ cuperare il nazionale svede­ se Marcus Rohdén sono au­ mentate rispetto a domeni­ ca scorsa. Ma non abbastanza da poter indur­ re i medici a dare l’ok al suo utilizzo. Il centrocampista, che ha dovuto saltare Ju­ ventus e Roma, è sulla via del completo recupero an­ che se per la gara di Berga­ mo appare ancora difficile un suo impiego. Tuttavia, con ogni probabilità, l’ex centrocampista dell’Elfborg salirà sull’aereo insieme ai suoi compagni con la spe­ ranza di poter sedere quan­ tomeno in panchina.

ESAMI Il romeno Adrian Sto­ ian, titolarissimo contro la Ro­ ma a poche ore dall’inizio della gara ma che ha dovuto gettare la spugna per un attacco in­ fluenzale, è tornato a galoppa­ re col resto della squadra per la gioia del tecnico che adesso può davvero scegliere per quel che riguarda i ruoli di esterni. IN CORSA Sono tre i giocatori che si contendono due maglie e oltre a Stoian scalpita anche il ghanese Boadu Maxwell Aco­ sty (ex Latina), che contro la Roma ha offerto una buona prestazione, e anche il ritorno a pieno regime dell’altro nazio­ nale, il bulgaro Aleksandar To­ nev, mette nelle condizioni il tecnico Nicola di poter avere più alternative a sua disposi­ zione. C’è da capire invece se l’allenatore rossoblù vorrà ri­ proporre lo stesso modulo vi­ sto all’opera contro la Roma, con l’utilizzo del belga Noe Dussenne fin dall’inizio, con una difesa che prevede tre uo­ mini e con Aleandro Rosi e Dja­ mel Mesbah sulle fasce ma pronti a dare una mano in tutte e due le fasi. A centrocampo dovrebbe cambiare poco e la buona prova di Lorenzo Crise­ tig non crea ulteriori disagi, a parte l’assenza di Rohdén. An­ drej Kotnik, l’ultimo arrivato in casa Crotone, sembra non ave­ re molte chance nell’undici ti­ tolare. Magari a gara in corso, come a Palermo. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Lega Pro R Le scelte

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CLUB IN SUBBUGLIO

Giovanni Finocchiaro CATANIA

Messina «gioca» Vuole agevolare l’arrivo di Proto

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a difesa a quattro sarà una certezza nel cammino del nuovo Catania. I rossazzur­ ri tornano allo schema tradizio­ nale e Mario Petrone, che ha pre­ so il posto di Pino Rigoli anche ieri ha insistito sullo stesso pun­ to, variando centrocampo e set­ tore offensivo. Sono di nuovo tutti in ballo, i calciatori rossaz­ zurri. Petrone accenna: «Lavo­ riamo a un ritmo molto intenso, per affrontare le partite offrendo il giusto impatto. La Lega Pro è un campionato molto equilibra­ to, nell’ultimo mese i pronostici sono saltati, basti pensare al suc­ cesso del Taranto, prossimo av­ versario, nei confronti del Fog­ gia. Dunque dovremo dare il massimo e anche di più». Difesa a quattro, ma sabato senza Ber­ gamelli squalificato e Baldan­ zeddu che sta recuperando da un infortunio (ieri si è allenato a parte insieme a Di Cecco, altro difensore che avrebbe potuto sopperire visto che è un jolly). Dunque davanti a Pisseri dovreb­ bero essere proposti Parisi, Drausio, Marchese, Djordjevic. BALLOTTAGGI Se a centrocam­ po il Catania dovesse conferma­ re lo schieramento tradizionale, lo storico 4­3­3, ci sarebbe spa­ zio, partendo da destra, per Bia­ gianti, Scoppa e per uno tra Di Grazia e Fornito, con Mazzarani, Tavares, (o Pozzebon) e Russot­ to in avanti. Anche in questo caso, però, Petrone potreb­ be variare schema: «Po­ tremmo alternare i prota­ gonisti a seconda delle esigenze dell’avversario». Oppure, nel 4­2­3­1, messo da parte Scoppa per una mediana di lot­ tatori come Biagianti e Bucolo, in avanti ci sa­

Piero Rizzo MESSINA

C’ Il centrocampista Andrea Mazzarani, 29 LAPRESSE

Demiro Pozzebon, 28, punta: un gol col Catania al Matera LAPRESSE

Il Catania di Petrone? Riparte dalla difesa a 4

1Negli altri settori sarà determinante Mazzarani: nel 4-3-3 con Tavares e Russotto, nel 4-2-3-1 con Pozzebon davanti rebbe la possibilità di piazzare Mazzarani dietro Pozzebon, con Russotto e Di Grazia (o Tava­ res) laterali. Insomma come ha detto martedì in occasio­ ne della prima conferenza, Pe­ trone: «Pozzebon e Tavares possono anche giocare insie­ me dal primo istante», ma si po­ trebbe anche ipotizzare una staf­ fetta al centro dell’area avversa­ ria per cambiare passo al mo­ Mario Petrone, mento giusto. Le prove continuano senza sosta. 43 LP

LA SFIDA Infatti ieri il Catania, al termine della doppia sedu­ ta, ha dato vita a una partitella in famiglia nel ritiro di Torre del Grifo, monopolizzata dalla tripletta di uno scatenato Ta­ vares, ma anche dai gol di Di Grazia, Pozzebon e Drausio. A parte hanno girato Baldanzed­ du e Di Cecco che difficilmente potranno essere schierati sa­ bato contro il Taranto. Squali­ ficato Bergamelli, dovrebbero rientrare a pieno regime sia

Russotto in attacco che Djor­ djevic sulla fascia sinistra della retroguardia. Oggi l’allena­ mento pomeridiano scioglierà alcune incognite in questo sen­ so. Petrone vuole tutti quanti al top della forma fisica per schierare la formazione mi­ gliore esordendo con un suc­ cesso che è fondamentale per riprendere la rincorsa verso una posizione migliore dei playoff.

INCONTRO Ieri, a Giardini Naxos, Lucarelli, Musacci, De Vito, Madonia e Berardi hanno incontrato l’imprenditore, che ha confermato la disponibilità a prendere subito il club. La formula rimarrebbe per buona parte quella proposta il 2 gennaio e firmata da Stracuzzi: Proto avrebbe la gestione del club, ma non più da a.d., come in origine, ma da presidente. I soci rimarrebbero formalmente in carica fino al 30 giugno, ma verrebbero esautorati di ogni potere. Proto, però, non intende avere al­ tri contatti con gli attuali proprietari dopo es­ sere stato messo da parte a gennaio. A con­ durre la partita è Lello Manfredi, ex d.g. del Messina pronto a tornare. I soci, ormai alle corde, sono pronti al passo indietro.

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Serie B R Sabato a La Spezia

IL NUOVO ALLENATORE

Erra al Catanzaro «Svolta in 13 gare» Andrea Celia Magno CATANZARO

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a ripartenza. In tre giorni Alessandro Erra s’è ripreso il Catanzaro. Ritornato sulla «sua» panchina dopo l’al­ lontanamento di Zavettieri (fa­ tale la sconfitta di Messina), il tecnico salernitano vuole rial­ lacciare il discorso bruscamen­ te interrotto con l’esonero del 10 agosto. E salvare il club, co­ me l’anno scorso, evitando i playout. Le divergenze sul mer­ cato fra lui e il d.s. Preiti, sfocia­ te nello scontro verbale che ne aveva causato il licenziamento, paiono acqua passata: «Le per­ sone intelligenti sanno supera­ re gli equivoci in pochi secondi e andare oltre alcune situazioni anche un po’ futili. Pure con la squadra è bastato uno sguardo per capirsi», dice Erra durante la presentazione ufficiale. Ac­ canto a lui il d.s. e il vicepresi­ dente Gessica Cosentino. «Mi ha fatto un enorme piacere che la società abbia pensato a me per provare a uscire da una si­ tuazione che è delicata, ma non è compromessa», sottolinea il coach: «C’è poco tempo a di­ sposizione, il margine d’errore è minimo e sulle mie spalle sen­ to una grossa responsabilità, ma le possibilità di salvezza so­ no concrete, con l’unità fra tut­ te le componenti, estrema de­ terminazione, coraggio e quel­ la sana follia necessaria quan­ do si deve rincorrere, possiamo farcela». SCOSSA La proprietà chiede a Erra la scossa che non ha dato Zavettieri: «Che ha fatto la stes­

è di uno stato di crisi che sfocerà nel mancato pagamento degli stipendi entro i termini, cioè oggi. Appare lon­ tana anche l’ipotesi che il Messina regolarizzi la posizione sulla fideiussione: quella spedita in Lega è stata considerata irregolare a causa del mancato pagamento del premio alla com­ pagnia con cui il club ha stipulato il contratto. Le cordate rappresentate da Massone e Gera­ ce ieri hanno tentato un ultimo abboccamen­ to, con una mail a Natale Stracuzzi a cui han­ no chiesto di mettere da parte ogni interesse personale. In soldoni, i due gruppi vorrebbero rilevare il 100% del club e riformare un Cda presieduto da Massone con la partecipazione dei calabresi e un rappresentante dei tifosi. Questa, però, è un’ipotesi ormai scavalcata dai fatti. La squadra è in subbuglio – non è stata organizzata la trasferta di Pagani –, ma l’indirizzo del gruppo è netto: fungere dai in­ termediario per la cessione a Franco Proto.

sa media punti di Somma con il doppio delle partite – precisa Gessica Cosentino –. Ha avuto fino all’ultimo la nostra fiducia, ma era indispensabile voltare pagina e ritrovare armonia per centrare l’obiettivo». Il Catan­ zaro si gioca il suo futuro in 13 partite. «Ed è giusto che lo fac­ cia con Erra in panchina», ag­ giunge Preiti: «Ripartiamo con sei mesi di ritardo, ma ci rimet­ tiamo sulla strada tracciata in­ sieme fra maggio e giugno, il passato l’abbiamo chiarito in pochi secondi, ora pensiamo solo al presente e a raggiungere la salvezza». PROVE GENERALI Prima della presentazione prove generali dell’undici che sabato affronte­ rà l’Akragas al Ceravolo (ore 16.30): l’amichevole con la Berretti è finita 4­0 (in gol Sa­ rao, Gomez, Icardi e Zanini) e ha chiarito ogni dubbio sull’as­ setto tattico che verrà impiega­ to in campionato (4­3­1­2). Due i ballottaggi: Carcione e Maita per il vertice basso del rombo, Basrak (favorito) e Cunzi al posto dello squalifica­ to Sarao in attacco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Erra, 43 LAPRESSE

NOTIZIE VIBONESE

REGGINA

6 gol alla Promosport Partitella in famiglia Provato il tridente Zeman mischia le carte Recuperato Minarini De Vito favorito

Ritorna Nizzetto «Trapani, ti salvi» Franco Cammarasana TRAPANI

(mi.fa.) Test infrasettimanale per la Vibonese che ieri pomeriggio ha affrontato e battuto in amichevole la Promosport al “Riga” di Sant’Eufemia di Lamezia. A segno Saraniti, Sowe e Cogliati nel primo tempo, Bubas, Yabre e Scapellato nella ripresa. Campilongo ha provato il tridente puro con Cogliati e Sowe ai fianchi di Saraniti. Al posto dello squalificato Viola ha invece giocato Legras. Recuperato completamente Minarini, in campo nella ripresa assieme a tutti gli altri.

SIRACUSA

Santurro in gruppo Riecco Sciannamè De Silvestro in avanti (f.g.) Il portiere Santurro ha ripreso ad allenarsi con i compagni dopo aver saltato l’allenamento di martedì per un problema alla coscia. In gruppo nel Siracusa pure il difensore Sciannamè che sempre martedì pomeriggio non aveva concluso l’allenamento per una ginocchiata rimediata alla coscia dopo uno scontro di gioco. Ieri allo stadio “De Simone” gli azzurri hanno sostenuto la partitella in famiglia con Sottil che ha provato l’undici anti-Melfi. L’esterno offensivo De Silvestro è in vantaggio sul brasiliano Azzi.

(l.v) Nemmeno il tempo di metabolizzare il pareggio al San Vito con il Cosenza, con tanto di rammarico, che la Reggina é proiettata al delicato incontro di sabato pomeriggio (16:30) al Granillo contro la capolista Lecce. Ieri Zeman ha fatto svolgere la consueta partitella in famiglia senza dare indicazioni sull’undici che metterà in campo. Rientra Bangu dopo 4 turni di squalifica, mentre Bianchimano dovrà scontare l’ultimo. Schieramento che potrebbe subire qualche variazione in difesa con De Vito al posto di Gianola.

AKRAGAS

Anche Siepe s’allena Provati gli schemi Oggi incontro coi tifosi (s.m.) Prosegue Serena la preparazione dell’Akragas. Ieri seduta dedicata a lavoro tecnicotattico con richiamo di schemi. Provati anche calci da fermo e frazioni di partita tra difensori ed attaccanti. Tutti presenti anche Siepe che Martedì aveva lavorato a parte.Stamattina nuova seduta e domani rifinitura all’Esseneto con conferenza stampa dell’allenatore Lello Di Napoli e del portiere Pane. Nel pomeriggio partenza per Catanzaro. Oggi alle 17.30 presso il centro “Città dei Templi” i migliori giocatori del derby Pane, Pezzella e Salvemini incontreranno i tifosi.

«C

i crediamo, e dob­ biamo farlo fino alla fine, perché per adesso non abbiamo fat­ to niente»: sarà anche vero ciò che ripete Luca Nizzetto, il traguardo è lontanissimo e la strada piena di ostacoli. Ma qualcosa il Trapani già l’ha fatto in questo inizio del girone di ritorno. In quattro partite ha conquistato 8 punti, come Avellino e Spal. Meglio hanno fatto solo Spe­ zia e Frosinone (9). A Trapa­ ni pertanto si è tornati a spe­ rare e, soprattutto, a creder­ ci. Per raggiungere quota 50 (ma anche 48 potrebbe ba­ stare) e avere la certezza della salvezza occorrono al­ tri 29 punti, da conquistare in 17 partite, una media di 1,70 punti a partita. Un’im­ presa, ma non impossibile. IN FORMA Proprio lo Spe­ zia, una delle squadre al mo­ mento più in forma, sarà l’avversario di sabato. Al Pic­ co, i granata vantano una tradizione favorevole: lo scorso anno hanno vinto i quattro confronti con la squadra ligure, semifinali playoff comprese, ma quella è storia del passato. La squa­ dra di Mimmo Di Carlo, rin­ forzata a gennaio con gli ar­ rivi di Fabbrini e Giannetti, viaggia come un treno e con­ tro il Trapani scenderà in campo anche col dente av­ velenato. Per l’occasione

Nizzetto, che ha scontato la squalifica, torna a disposizione di Calori che così potrà dispor­ re di un’altra pedina di espe­ rienza in mediana. SOFFERENZA Il centrocampista veronese sabato ha sofferto da­ vanti alla tv nel seguire Ascoli­ Trapani, col pareggio rimedia­ to a tempo scaduto con il gol dell’esordiente Manconi: «So­ no contento per i ragazzi, lo staff, per i tifosi. I compagni hanno giocato col cuore, con la testa e con le gambe. Un’altra dimostrazione che la squadra ci crede. Vederli esultare dopo un’andata piena di delusioni, vedere la gente sorridere, è sta­ to bellissimo. Penso che siamo tornati un blocco unico, com­ posto da squadra e tifosi. Qual­ cosa che si costruisce anche fuori dal campo, con la voglia di stare insieme, di lottare per un unico obiettivo anche se dif­ ficile. Sabato altra tappa fonda­ mentale nel nostro cammino, ma la strada imboccata è quella giusta, dobbiamo portarla avanti lottando come nelle ulti­ me partite». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Nizzetto, 30 anni LAPRESSE


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT


GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Bari, lo stadio per amico È il fortino di Colantuono

1Al San Nicola i biancorossi hanno conquistato 25 punti su 34 totali: 15 su 18 col tecnico romano. Ora bisogna cambiare passo in trasferta

18), racimolati in 12 partite. ALTRA CATEGORIA Ha visto nascere il San Nicola nel 1990. Vi ha giocato per 3 anni, prima di chiudere altrove la sua bril­ lante carriera. Giovanni Lose­ to, fra gli stretti collaboratori di campo di Colantuono, ogni sabato continua a provare i bri­ vidi dello stadio, seduto a po­ chi passi dalla panchina. Da barese doc conosce i battiti del­ la tifoseria biancorossa. «È di un’altra categoria – dice l’ex capitano del Bari, che oggi fe­ steggia 54 anni –. In casa siamo molto produttivi, anche grazie al loro sostegno. I nostri tifosi si fanno sentire. E sono tanti, oltre 10.000 abbonati (10.350 per l’esattezza, ndr.). Quanti club di serie A possono vantare gli stessi numeri?». «Quelli del­ la mia età – spiega Loseto – so­ no rimasti legati al ricordo del

8 I tifosi del Bari in curva nord al San Nicola e l’esultanza dei giocatori biancorossi dopo il gol di Floro Flores contro il Vicenza LAPRESSE

Franco Cirici BARI

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magici effetti del San Nico­ la. Quelli che hanno spinto il Bari fino all’ottavo posto. Gli stessi che occorrono per stendere la Ternana e per non perdere di vista il primo vago­ ne della classifica. In un cam­ pionato con poche certezze as­ solute, i biancorossi ne hanno acquisite un paio: in casa van­ no forte, mentre in trasferta viaggiano sempre con il freno a mano tirato. Come se fossero

due squadre diverse, se avesse­ ro anime e volti ben distinti. Il margine di miglioramento per Colantuono e il suo staff sarà portare il Bari, in tempo utile, ad un rendimento tanto co­ stante quanto alto. A prescin­ dere dal fattore campo. LEONI E comunque fra 48 ore il copione impone a Floro Flores e soci di confermarsi leoni al San Nicola, dove hanno con­ quistato 25 punti sui 34 com­ plessivi (il 73%): 7 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, con una media vicina ai 2 punti a parti­

ta. Un andamento cresciuto vi­ stosamente con il passare del tempo. I biancorossi erano par­ titi fra grandi fatiche, perden­ do (male) 2 delle prime 3 sfide casalinghe stagionali, contro le matricole Cittadella e Bene­ vento. In seguito, però, non hanno più sbagliato. La ten­ denza a esaltarsi al San Nicola si è addirittura rafforzata, con l’arrivo in panchina di Colan­ tuono. Di lusso il bottino inter­ no del tecnico romano: 4 vitto­ rie e 3 pari, 10 reti fatte e 4 su­ bite. In casa il suo Bari ha con­ quistato l’83% dei punti (15 su

I NOSTRI TIFOSI SONO DI UN’ALTRA CATEGORIA. E IN CAMPO I GIOCATORI LI SENTONO, ECCOME GIOVANNI LOSETO COLLABORATORE COLANTUONO

 Le sfide casalinghe che affronterà il Bari sino a fine campionato: contro Ternana, Brescia, Frosinone, Novara, Latina, Verona, Pisa e Ascoli

vecchio stadio Della Vittoria. Era più piccolo, le gradinate erano molto più vicine al ret­ tangolo di gioco. Il San Nicola ha altre caratteristiche. Quan­ do ci sono 15.000 persone, sembra quasi vuoto. Eppure, vi assicuro, fa sempre un certo ef­ fetto. Lo avvertono i nostri ra­ gazzi, ma anche gli avversari. Sarebbe bello riuscire a riem­ pirlo come 3 anni fa, nella sta­ gione in cui sfiorammo la pro­ mozione. Basterebbe conti­ nuare sulla scia del bel primo tempo di Cesena». © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL CAMPO

Con la Ternana sarà un 4-3-3?  BARI (f.c.) Colantuono recupera sia Macek che Furlan. Entrambi hanno partecipato al test di ieri pomeriggio con la squadra Primavera (3-0 per i titolari). A due giorni dalla sfida con la Ternana, cresce il numero delle possibili opzioni a disposizione del tecnico: sono fuori causa solo Martinho e Ivan. Sembra tutto deciso soltanto in retroguardia, con Micai tra i pali, Tonucci e Capradossi centrali, Sabelli e Morleo difensori di fascia. IL MODULO Ieri Colantuono ha provato nel primo tempo un 4-3-3, con Macek, Basha e Salzano a centrocampo, schierando il tridente offensivo Galano-RaicevicFloro Flores. Nella ripresa sono stati utilizzati tutti gli altri. Ogni ipotesi è valida, ma difficilmente il tecnico rinuncerà all’apporto di Ciccio Brienza. Nella formazione di partenza, peraltro, non è da escludere il rilancio dell’esterno Parigini, ex Perugia. INCONTRO Riprendono oggi gli appuntamenti fra il club biancorosso e gli studenti di Bari e provincia, nell’ambito del progetto «SportivaMente Biancorossi». In programma alle ore 10.00 presso l’Istituto Giulio Cesare di Bari un incontro con Basha e Tonucci sul tema «Sport e Legalità, rispetto delle regole». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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PER TE, SOLO INCUBI

D’AUTORE


Lega Pro R Dopo due sconfitte consecutive

«Matera, rialzati Il primo posto è lì Subito tre punti»

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LA TENTATA RAPINA

GIÀ IN RITIRO

Senza Rubin idea Gerbo Prevendita oltre 10.000 FOGGIA

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1Armellino è fiducioso: «Ci gira male, ma passerà» Infantino: «Auteri sa come si vincono i campionati»

IO CREDO ANCORA NELLA PROMOZIONE DIRETTA IN SERIE B Gli ultrà del Matera nella partita con la Virtus Francavilla LAPRESSE

Franco Toritto MATERA

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l Matera è pronto a ripren­ dere la corsa che porta al primo posto. Il Matera pro­ va a rialzarsi dopo due scivolo­ ni consecutivi. L’ultimo, contro la Virtus Francavilla, è costato anche l’imbattibilità casalinga. La truppa di Gaetano Auteri ci crede e non è affatto disunita. Vuole ripartire con l’intento di non mollare la corsa verso la vetta. Un obiettivo ancora alla portata, visto che le tre batti­ strada del raggruppamento si ritrovano in un fazzoletto di punti: Lecce 52, Foggia 50 e biancazzurri lucani fermi da due turni a quota 49. STOP IN CASA «Possiamo ri­ metterci in carreggiata vincen­ do a Foggia – dice Marco Ar­ mellino, esterno di centrocam­ po col vizio del gol, per lui 7 centri –. In tal caso, dimenti­ cheremmo il passato recente, cioè i due passi falsi consecuti­ vi. Riprenderemmo tranquilla­

MARCO ARMELLINO CENTROCAMPISTA MATERA

mente la corsa verso il primo niera, sta smaltendo l’infortu­ posto». Si rimette sulle tracce nio. «Mi sono fatto male una dello stop a Catania: «Lì la decina di giorni fa, procuran­ sconfitta ci poteva stare. Ab­ domi lo stiramento al retto fe­ biamo giocato male su un cam­ morale destro. Spero di recu­ po impossibile. Peraltro, il loro perare tra un paio di settimane. raddoppio è nato da un mio Intanto, faccio riabilitazione». clamoroso autogol. Insomma, È possibile una ripartenza del quando gira male non c’è nien­ Matera? «Non ho dubbi: lavo­ te da fare. Vice­ rando sodo du­ versa, l’altra sera rante la settima­ in casa abbiamo LA NOVITÀ na e i consigli del fatto la partita, Ieri si è allenato tecnico, che è creando tanto, abituato a vince­ ma raccogliendo l’attaccante re in campionati, molto poco a dif­ moldavo Milinceanu, possiamo farce­ ferenza dei pu­ ex Dinamo Bucarest la. Il Foggia? Di gliesi». Sabato fronte ci saranno l’impegno a Fog­ Il tecnico valuterà due squadre che gia. «Sulla carta, si giocano il cam­ è la squadra più il giocatore, classe pionato. Come forte di tutte – fa ’92: poi il club di sempre, provere­ notare Armelli­ Columella deciderà mo a imporre il no –. Io, comun­ nostro gioco». que, ci credo alla conquista del­ la promozione senza i playoff. IN PROVA Ieri si è allenato con Il campionato è lungo. Certo, i biancazzurri l’attaccante mol­ dobbiamo sbancare Foggia per davo Nicolae Milinceanu (‘92). dare un grosso segnale». Nell’ultima stagione ha giocato nella Dinamo Bucarest. L’ulti­ ANCORA FERMO Saveriano In­ ma parola spetterà ad Auteri. fantino, il bomber vecchia ma­ © RIPRODUZIONE RISERVATA

VERSO IL RECUPERO

Massimo Curci, vicepresidente del Foggia, dopo l’aggressione CAUTILLO

Curci non molla «Resta la paura Ora forza Foggia» 1Il commento del vicepresidente «Il calcio estraneo Gesto criminale» Emanuele Losapio FOGGIA

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on ha alcuna inten­ zione di mollare ma tanta voglia di anda­ re avanti il vicepresidente del Foggia, Massimo Curci, dopo la tentata rapina del­ l’altra sera. Quattro malvi­ venti incappucciati, a bordo di una Lancia Delta, hanno provato a fermarlo sotto ca­ sa a Carapelle, dove vive con la famiglia. Il dirigente ros­ sonero ha commentato così il grave episodio: «Ho avuto paura, non ti aspetteresti mai una situazione simile. Ho avuto la capacità di re­ stare lucido e riuscire a sfug­ gire ai malviventi che erano armati. Lo sparo contro il garage è stato un gesto di in­ timidazione, a casa c’erano mia moglie e mio figlio an­ che loro molto impauriti». INDAGINE Un episodio cir­ coscritto, la Procura e i cara­ binieri indagano sul tentati­

NIPOTE... D’ARTE

Lecce, allarme rientrato Paolucci punta Catania Caturano-gol ce la farà «Taranto, non fermarti» Marco Errico LECCE

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embra rientrato l’allarme Caturano in casa Lecce. Ieri l’attaccante è tornato in campo a Martignano (dove la squadra è stata incitata da un folto gruppo di tifosi), dopo aver saltato la doppia seduta di martedì per sintomi influenza­ li. Il capocannoniere ha svolto, comunque, un lavoro differen­ ziato, insieme a Ciancio, pure lui a riposo due giorni fa per febbre. Caturano dovrebbe es­ sere disponibile per la trasferta a Reggio Calabria. Gli ultimi dubbi saranno sciolti stamatti­ na, quando la squadra si mette­ rà in viaggio dopo la rifinitura a porte chiuse al Via del Mare. DECISIVO La sensazione è che alla fine Caturano partirà con i compagni per la Calabria. Del resto, già sabato aveva giocato regolarmente contro il Siracu­ sa, dopo una settimana tor­ mentata per un risentimento al

ginocchio destro, risultando decisivo con la trasformazione del rigore che aveva portato il Lecce in vantaggio. Difficile ri­ nunciare al suo apporto, visto che il contributo del ragazzo di Scampia è determinante. In ogni caso è pronto Marconi, che scalpita in attesa del debut­ to da titolare dopo lo scorcio di partita a Caserta. L’APPELLO Dal club di via Co­ stadura parte un appello ai tifo­ si, dopo l’ennesima multa da 4.000 euro per«“accensione di fumogeni e scoppio di un petar­ do». In una nota ufficiale, i diri­ genti sottolineano che «la so­ cietà al momento ha pagato per le gare disputate in casa 18.000 euro, imputabili direttamente alla condotta dei propri tifosi. Si esorta a non reiterare simili comportamenti, che potrebbe­ ro compromettere il prosieguo del campionato, con il rischio di disputare a porte chiuse o in campo neutro partite che po­ trebbero essere decisive». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Carrieri TARANTO

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o zio Silvio imperversa­ va sulla fascia destra d’attacco nel Taranto degli anni Ottanta. Ora Lo­ renzo Paolucci, 20 anni, pro­ va a emulare quel brillante percorso in maglia rossoblù. Il nipote... d’arte ha giocato 13 delle ultime 14 gare da ti­ tolare, striscia sporcata solo da una giornata di squalifi­ ca. «Non mi aspettavo di gio­ care con questa continuità. Provo a sfruttare le mie qua­ lità e gli allenatori che si so­ no succeduti mi hanno dato fiducia. Taranto può essere un trampolino ideale». CHE MOTIVATORE L’ultimo tecnico, Salvatore Ciullo, ha esordito con il botto. Paoluc­ ci spiega le ragioni di questo inizio folgorante. «Non è una questione di lavorare di più, perché lo facevamo già con le precedenti gestioni –

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dice il centrocampista –. Ciullo ci ha dato grandi motivazioni. Siamo cambiati nello spirito. Ci vuole aggressivi e con la voglia di lottare su ogni pallone». La vittoria sul Foggia, nell’ultimo turno di campionato, è stata forse resa meno dolce dai suc­ cessi esterni delle concorrenti Vibonese e Akragas. Per Pao­ lucci fa poca differenza. «Era importante vincere per il no­ stro morale. Alle altre non pen­ siamo, dobbiamo seguire il no­ stro cammino che ci deve por­ tare alla salvezza». Un cammi­ no che sabato porta a Catania. «Sarà dura anche perché loro hanno cambiato da poco alle­ natore e sappiamo quanto que­ sto possa dare una scossa. Noi andremo per vincere e se non sarà possibile sarebbe utile por­ tare a casa un punto. Rispettan­ do un avversario che a inizio di stagione è partito con obiettivi molto ambiziosi». Ieri test con­ tro la Berretti con poker di reti: a segno Magnaghi (doppietta), Magri e Lo Sicco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

vo di rapina a Curci, che detie­ ne il 50% di quote del Foggia. «Mi sento di escludere collega­ menti con il calcio – prosegue –, sono avvenimenti collegati alla criminalità. Voglia di mollare? Sicuramente non ne ho, anzi voglio andare avanti con i miei progetti. Certo, resta la paura, ma confido nel lavoro della giu­ stizia e delle forze dell’ordine». Sabato sera Curci con la fami­ glia sarà allo stadio per Foggia­ Matera. «Saremo tutti allo Zac­ cheria a tifare come sempre. È una partita molto importante anche se non credo decisiva per la vittoria finale. Ho smaltito un po’ la rabbia della sconfitta col Taranto. Confido nei ragaz­ zi e sono convinto che vorranno riscattarsi immediatamente». SOLIDARIETÀ Infine, il club rossonero ha voluto esprimere solidarietà alla famiglia Curci dopo l’accaduto: «La famiglia Sannella, insieme a tutti i com­ ponenti del Foggia Calcio, ma­ nifesta piena e assoluta solida­ rietà nei confronti della fami­ glia Curci in merito al terribile atto di criminalità subito – si legge nel la nota ufficiale –, con la speranza che certi episodi, che contribuiscono di fatto ad una limitazione di crescita del nostro territorio, non si verifi­ chino più in futuro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

n ritiro con due giorni d’anticipo per isolarsi in vista della super sfida con il Matera, sabato sera. Il Foggia è a caccia di riscatto dopo il derby perso a Taran­ to. Stroppa fa quadrato at­ torno ai suoi, non vuole che le pressioni dello scontro di­ retto possano creare diffi­ coltà al gruppo. Non saran­ no a disposizione i due bra­ siliani Angelo e Empereur, entrambi a Cesena a curare i rispettivi infortuni. Il centra­ le tornerà a Foggia questo fi­ ne settimana, per aggregarsi al resto della squadra. Dubbi sulla presenza di Rubin, Agnelli e Maza: i tre stanno lavorando a parte e giorno per giorno si valutano le condizioni per capire chi po­ ter recuperare per il Matera. LE SCELTE La presenza o me­ no di Rubin condizionerà una serie di scelte in difesa, dove potrebbe essere adat­ tato come esterno Gerbo. In attacco, al posto di Maza, si giocano una maglia Chiricò e Di Piazza, con quest’ultimo che parte favorito. Infine, va a gonfie vele la prevendita. Superata ieri (nel giorno di apertura dei botteghini) la soglia dei 10.000 spettatori, tra abbonanti e paganti: con il Matera si potrebbero supe­ rare i 14.000 allo Zaccheria. Sarebbe la prima volta que­ st’anno e un record per que­ sto campionato. e.l. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Gerbo, 27 anni

NOTIZIE MONOPOLI

Si valuta Ghosheh  (l.s.) È stato il secondo giorno di lavoro per il nuovo tecnico Bucaro. Assenti il terzino Carissoni e la punta Montini, mentre ha lavorato a parte il centrocampista Ricucci. Fermo l’attaccante Genchi. Al Veneziani si è rivisto il difensore Ghosheh, lo scorso anno in biancoverde. Non scende in campo dal 7 ottobre 2015, quando si infortunò sul campo neutro di Trapani nella gara persa con l’Akragas 2-1. Era svincolato dal Monopoli al termine della passata stagione. Il club sta pensando a lui per la sostituzione di Bacchetti, per il quale i tempi di recupero si sono allungati.

V. FRANCAVILLA

Difesa da ridisegnare  (g.a.) Saranno assenti due terzi della difesa titolare della Virtus Francavilla nello scontro diretto con il Cosenza (sabato, ore 14.30) allo stadio Giovanni Paolo II. Non ci saranno Abruzzese

(squalificato) e Faisca (infortunato al tendine d’Achille destro): il portoghese, fermo ai box ormai da un paio di settimane, è l’unico infortunato tra le fila biancazzurre. Calabro dovrà rinunciare anche a Nzola (squalificato) e si prepara a lanciare Ayina dal primo minuto al fianco di Abate, a segno in casa da 4 partite consecutive. Oggi seduta di allenamento in mattinata.

ANDRIA

Piccinni, altri due anni  (g.e.) Accolta con soddisfazione dalla tifoseria andriese la notizia che la società ha rinnovato per altri due anni il contratto con Marco Piccinni, uno dei punti di forza nelle ultime stagioni. Al terzo campionato consecutivo con la Fidelis, il centrocampista barese, 29 anni, è uno dei pochi superstiti della formazione che ha vinto il campionato di serie D due stagioni fa. Ma non potrà festeggiare in campo il nuovo accordo perché, squalificato, salterà la sfida di sabato con la Casertana. Al suo posto potrebbe giocare Minicucci.


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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA GAZZETTA DELLO SPORT


La gazzetta dello sport con edizioni locali 16 febbraio 2017