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Consistevano principalmente di pelli di uccelli esotici provenienti dal cuore della foresta pluviale, e io penavo al pensiero di come fossero finite nei miei cassetti. In generale, divenne dolorosamente ovvio che c’erano un sacco di cose che non sapevo dei miei materiali per montare le mosche. Questo mi angustiava – e continua ad angustiarmi. Per esempio, io tuttora non so se certi animali sono stati cacciati solo per produrre materiali per costruire mosche artificiali e quali siano i metodi di caccia usati. Non ho idea se la produzione di penne del collo manipolate geneticamente sia irreprensibile dal punto di vista etico. E non ho neppure idea se l’uso di certi materiali classici per la costruzione crei una richiesta artificiale di specie tropicali d’uccelli in pericolo… I PESCATORI A MOSCA E I COSTRUTTORI DI MOSCHE sono persone particolarmente attente, che apprezzano la bellezza esistente in Natura in tutte le sue forme. Oltretutto, la maggior parte di noi è così consapevole delle problematiche ecologiche da attivarsi per cause ambientali e azioni finalizzati a incrementare le riserve ittiche – e non da ultimo il benessere degli animali. Comunque, quando si tratta di materiali per costruire mosche artificiali, è difficile capire quando agire e come reagire. Nel corso degli anni ho cominciato a usare materiali sintetici in misura sempre maggiore, e adesso quando compro materiali naturali mi accerto di essere sicuro al 100% che provengano da specie animali non in pericolo, uccise e trattate degnamente. (A questo riguardo serve avere amici che siano avidi cacciatori). Inoltre, ho cominciato a fare domande spinose ai venditori al dettaglio e ai produttori dei materiali da costruzione – non solo per diventare io stesso un po’ più colto, ma anche per far sapere agli attori del mercato che responsabilità hanno in termini di benessere animale e conservazione delle specie. Non sta certo a me decidere come si debbano comportare gli altri, ma credo che in ogni circostanza sia utile essere un po’ critici e scettici rispetto a quelle cose che non

sono caratterizzate da una perfetta trasparenza. Tenetelo dunque a mente la prossima volta che sedete al vostro banco di costruzione o fate capolino nel negozietto del posto. La consapevolezza comincia con la curiosità! Usate le alternative sintetiche. Ci sono un sacco di materiali da costruzione che si possono evitare. Per esempio, ci sono oggigiorno così tanti differenti materiali da dubbing sul mercato che ha poco senso comprarli naturali. Lo stesso vale per tanti materiali per costruire le ali. Polar Aire e Poly Bear sono giusto due esempi che imitano perfettamente le lunghe fibre lucide di un vero orso polare. Più o meno allo stesso modo, le ali di volpe polare possono essere facilmente sostituite da fibre polari senza per questo diminuire l’efficacia delle mosche che ne risultano. In linea generale, ci sono tantissime alternative sintetiche ai materiali naturali esistenti, sono facili da procurarsi e non costano molto. Oggi si possono trovare persino piume sintetiche di gallo della giungla di altissima qualità – per esempio il ProSportfisher Pro Jungle Cock HD. Si tratta di una piuma realistica come una foto, stampata su piccole lamine di plastica, che, oltre a durare più a lungo delle piume naturali, è anche più economica. Fate attenzione! Specialmente i costruttori di mosche da salmone hanno a che fare con un sacco di materiali esotici che provengono da animali protetti o in pericolo – in particolare uccelli. Cites, che è un’organizzazione basata su un trattato internazionale del 1973 per la protezione delle specie gravemente minacciate, opera per fermare il commercio illegale di animali, pellicce, pelli e simili. Certifica diversi materiali per la costruzione delle mosche da salmone, il che significa che – quando si acquista, per esempio, un collo certificato da Cites – si può stare assolutamente certi che i materiali sono ecosostenibili. È il caso di uccelli quali il gallo della giungla, la cornacchia indiana, la faraona vulturnina, il tragopano satiro, l’argo e lo speroniere di Palawan – giusto per menzionarne alcuni.

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H2omagazine winter 2013