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Speciale Musei del Vino


Per chi, dopo aver visitato le luminose viuzze che ad Alberobello serpeggiano tra le architetture dei trulli, non sia ancora sazio di immagini e di sensazioni particolari, non resta che includere nel suo itinerario una visita al Museo del Vino allestito all’interno della Cantina Albea. Fortemente voluto dal cav. Renzini, il Mastro Dante televisivo, che ha rilevato la storica Cantina Albea, il Museo è un tributo alla cultu-

ra enologica ed agricola di questo territorio e di tutta la Puglia; è collocato negli ampi spazi del piano superiore della cantina, interessante esempio di architettura industriale del XX secolo e ne e’ parte integrante. Il visitatore ha modo di apprezzare, mettendo a confronto i vecchi attrezzi agricoli e le moderne tecnologie della cantina, l’evoluzione che ha segnato la crescita ed il miglioramento della produzione dei vini pugliesi.

I Musei del vino

di Claudio Sisto (Direttore Tecnico Cantine Museo Albea)

Il Museo del Vino e dell’arte contadina di Alberobello

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Visita istruttiva e gradevole perché si può ammirare una ricca raccolta di antichi strumenti agricoli, alcuni dei quali dello stesso tipo in uso prima della nascita di Cristo e ancora utilizzati fino a qualche decennio fa. Insieme a vanghe, zappe, forche, gioghi, che recano i segni del faticoso lavoro dei contadini pugliesi ed a tini, torchi e botti, dove aleggia ancora il profumo del mosto e del vino, c’è anche una ricca documentazione fotografica, che conduce il visitatore attraverso un itinerario visivo mettendolo a conoscenza delle varie tecniche di

vinificazione adottate in passato fino ad arrivare a quelle raffinate e sofisticate del giorno d’oggi. Il Museo del Vino della Cantina Albea, può considerarsi a tutti gli effetti il simbolo del rinascimento enologico pugliese che ha porta-

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to ai massimi vertici i suoi vini eccellenti, oltre a rivalutare le tante peculiarita’ di un territorio nato per produrre vino e gente ricca di una cultura millenaria di esperti coltivatori. Il Museo è aperto a tutti, ma in particolare vuol sollecitare l’interesse dei più giovani e ridestare negli anziani vecchie memorie appena sbiadite che non devono perdersi nel tempo; costoro riconosceranno lungo il percorso, le fasi della loro vita e i segni della fatica che ha segnato la loro crescita, quando il lavoro della potatura delle viti, la raccolta dell’uva, la cantina e la cura dei terreni, richiedevano un’enorme sforzo fisico, non sempre compensato da risultati soddisfacenti. E’ una struttura viva ed in continua crescita, grazie al contributo di quanti mettono a disposizione, attraverso donazioni, importanti reperti storici del passato e materiale documentario che rendono sempre piu’ interessante questa iniziativa culturale che sta diventando una meta per i tanti turisti e studiosi che visitano Alberobello e la splendida Valle d’Itria. Per info: Museo del Vino e dell’Arte Contadina - Via Due Macelli, 2 - Alberobello (BA) Tel. 080.4323548 - www.albeavini.com

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Potrebbe sembrare un postulato scontato quello sul turismo del vino, ma sono fermamente convinto che molte aziende del Sud Italia e soprattutto di Puglia, regione in cui lavoro e vivo, non hanno ancora percepito che la salvezza del loro fatturato e soprattutto della loro immagine sta nella considerazione che il marketing del turismo del vino non è semplicemente un modo per arrotondare il fatturato, bensì la via d’uscita per salvarlo, consolidarlo e differenziarlo; aumentando la liquidità la cui mancanza oggi mette in crisi molte aziende viti-vinicole. Credo sia assolutamente da dimenticare in questo momento storico l’idea di fare delle nostre cantine una “griffe dell’enologia”, di chiuderci al loro interno come nei palazzi inaccessibili degli zar e di dedicare solo qualche giornata,

magari durante cantine aperte, ai comuni enoappassionati per visitare le nostre aziende agghindate a festa per l’occasione. Al contrario è necessario abbracciare l’idea che mettere al centro della nostra attività il turista, il consumatore finale sia l’unica strada per accrescere la promozione del brand, oltre che la definizione mirata delle nostre etichette e soprattutto la crescita di un business soprattutto quando correlato a una serie di attività connesse. Prima tra tutte la ristorazione del circondario, che deve percepire l’attività continua per tutto l’anno delle cantine come una azione strategica per i loro affari e non un’attività concorrenziale nei loro confronti. Investire nelle nostre cantine al fine di valorizzare gli spazi, organizzare visite ai nostri vi-

Turismo del vino

di Claudio Sisto (Direttore Tecnico Cantine Museo Albea)

Il turismo salverà le nostre cantine

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gneti, far partecipare il consumatore finale alle attività in vigna o in cantina per tutto l’anno è una soluzione per moltiplicare un fatturato immediato e certo. Le sinergie commerciali con tutte quelle attività che accrescono l’accesso alle cantine, devono essere cercate e gestite con massima attenzione, dal tradizionale corso di cucina e gastronomia tipica con abbinamenti ai vini, a serate di musica e teatro, spettacoli, cerimonie e congressi, Iniziative varie che leghino le nostre aziende non semplicemente a un sito produttivo quanto a un centro emozionale che sul filo dell’enogastronomia accolga il consumatore, turista quanto cittadino del posto e lo indirizzi in percorsi di gusto, cultura e intrattenimento che inevitabilmente comunicato con diverse lingue tutto ciò che circonda un calice di vino, che verrà poi acquistato, apprezzato e promosso ad amici e parenti. Le nostre cantine diventano luogo di incontro, di cultura gastronomica, di storia della civiltà contadina e momento di ricordo e di memoria, quindi momento di riflessione antropologica e sociale. L’aumento delle vendite dirette, legato all’introito derivante da iniziative collaterali di spettacolo, didattica e per chi può farlo di vero e proprio turismo rurale e gastronomico non è un disperdere le energie, al contrario è il modo per aumentare liquidità immediata e indirettamente di sottolineare il legame della vinicola al proprio territorio di appartenenza e alimentare un interesse socio-culturale che aumenterà di conseguenza il valore del brand, oltre che a consolidare i rapporti con le aziende collaterali alla nostra attività. Non dobbiamo dimenticare l’aiuto che in Italia il Movimento Turismo del Vino può dare alle nostre aziende. Il settore del turismo enologico vanta infatti un giro d’affari di 2,5 miliardi con una presenza di 3,5 milioni di visitatori.

Questi numeri ci devono far riflettere sulle potenzialità di questo settore e di pari passo spostare i nostri investimenti in tale direzione. Regaliamo ai nostri clienti tre giorni tra i trulli della Valle d’Itria, in città patrimonio Unesco quali Alberobello, o tra i vigneti ad Alberello nel Salento o ai piedi del Castel del Monte, dove i vini pugliesi saranno protagonisti e veicolo per

Claudio Sisto, Direttore Tecnico Cantine Museo Albea

conoscere la nostra ristorazione, la nostra ospitalità e la nostra cultura. L’enogastronomia turistica è dunque la parola d’ordine per affrontare questo momento di grossi cambiamenti, direi senza dubbio di rivoluzione nel nostro settore che ci chiede risposte diverse da quelle sin qui conosciute, risposte manageriali che chiudano la pagina degli arricchimenti e delle iper produzioni di massa per aprire a una produzione di qualità consapevole e dagli standard elevati, ma accessibili.

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della Redazione

Novità in cantina

I nuovi nati di Cantina Albea

Ad Alberobello, nell’Eno-azienda del cavalier Dante Renzini, hanno visto la luce del bicchiere quattro vini che formano la linea “Due Trulli Selezione”, al debutto a Prowein, a Dusseldorf, e a Vinitaly, a Verona. Dopo tante ricerche effettuate e suggerimenti ricevuti, anche l’ultimo vino, concepito nella Cantina - Museo Albea ad Alberobello (Ba), è stato battezzato con un nome ad hoc, scelto dal titolare in persona, Dante Renzini, che racconta: «Appena prodotto, ho chiamato il Verdeca semplicemente “Albea”, ma poi ho pensato che la sua delicatezza ed eleganza meritavano un appellativo più appropriato che rendesse inconfondibile questo “nettare di Bacco”, derivato dal vitigno base delle Doc

Locorotondo e Martina. Ispirandomi alle caratteristiche del territorio d’origine e alla struttura del vino, chiaro e fresco, ho voluto denominarlo “Trullo Bianco”, anche in onore del simbolo di questo lembo di Puglia». Ma dalle vigne di Mastro Dante in Valle d’Itria, sono nati recentemente altri vini “blasonati”, come riferisce l’enologo Claudio Sisto, responsabile di Albea: «Oltre al bianco Verdeca, abbiamo messo a punto tre vini rosso-rubino: il Nero di Troia Igp Puglia “Nero Lucente”, aromatico e con ottimo corpo e buona persistenza; il Negroamaro Salento Igp “Sole del Sud”, di media struttura e con nota amarognola, e il Primitivo Salento Igp “Nobile Latino”, corposo, pieno e vellutato. Con que-

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ste bottiglie abbiamo così completato la nuova linea “Due Trulli Selezione”, contraddistinta appunto in etichetta dall’immagine della tipica costruzione di Alberobello». Per gli ultimi “arrivati” in Casa Renzini nemmeno il tempo di sostare in Cantina che già si profilano all’orizzonte uscite importanti, al seguito dell’instancabile ambasciatore dell’Alta Enogastronomia made in Italy, sempre con la valigia in mano: «Per un degno battesimo del “Trullo Bianco” e il debutto della linea “Due Trulli Selezione”, niente di meglio di Dusseldorf dove eravamo presenti, anche con i nostri salumi, alla Fiera Prowein - rivela Dante Renzini - I prodotti d’alta norcineria a marchio accompagneranno le etichette di Albea anche a Verona, al Vinitaly, dal 25 al 28 marzo». Alla manifestazione della città veneta, Verdeca & Co. saranno tra i protagonisti di una giornata molto particolare, sulla quale Claudio Sisto fornisce un’anticipazione: «Alla Fiera di Verona, il martedì 27 marzo sarà dedicato all”enogastronomia turistica”, in collaborazione con l’Associazione Ristoratori di Alberobello e un tour operator del paese. “Il comune obiettivo è quello di rafforzare l’acquisto del vino attraverso la vendita del suo territorio ai turisti, unendo la qualità dei vini Al-

bea alla eccellenza e alla tradizione della gastronomia locale. Nella giornata, i piatti tipici di Alberobello saranno abbinati ai nostri vini e verranno proposti pacchetti turistici relativi alla zona, comprensivi di soggiorno in un trullo e di visita alla cantina e al museo».

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di CIno Tortorella

Iniziative

Incontri e iniziative al Museo del Vino Dante Renzini ha chiesto a Cino Tortorella, il Direttore Editoriale di “Gustare l’Italia”, di assumere la direzione del Museo del Vino. Cino ha accettato con entusiasmo perchè è da sempre interessato al mondo dell’enogastronomia; è certo più noto come autore, regista e presentatore di numerose trasmissioni televisive di successo (Chissà chi lo sa, il Dirodorlando, Bravo Bravissimo, lo Zecchino d’Oro, la Bustarella, Giococittà e molte altre) ma pochi sanno che è anche un raffinato gourmet e giornalista gastronomico. Ha curato per 12 anni la rubrica “Il pranzo di Babette” sulla rivista “Grand Gourmet”, ha fondato e diretto il mensile “Sapori d’Italia”, ha firmato al regia di molte trasmissioni di cucina sulla Rai, Italia 1 e Antenna 3. Fra poco uscirà il suo libro “Regalati un sorriso (anche a tavola)”. Tortorella con l’equipe di “Gustare l’Italia” e “Radio Globale” (radio ufficiale della Cina gestita dalla Idini Consulting), si è messo subito al lavoro e sta preparando alcune interessanti iniziative che coinvolgeranno l’Amministrazione Comunale di Alberobello, la

Provincia di Bari, la Regione Puglia e le più importanti tv locali. Alcune di queste iniziative verranno presentate durante i giorni del Vinitaly (Verona: 25-28 marzo) e pubblicizzate sul sito www.gustarelitalia.it. Eccone alcune qui di seguito:

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“Perché anche la Gola?” È una proposta indirizzata alle autorità religiose per cancellare la Gola dai vizi capitali. Il Museo del vino riprende la crociata iniziata da Lionel Poilane, un panettiere francese inventore della famosa “baguette”, che voleva presentare al Papa la petizione “De la Question Gourmande” che implorava il Vaticano di depennare la Gola dai peccati capitali. Non senza valide argomentazioni: si tratta di una colpa che nemmeno appare nel decalogo che Dio presentò a Mosè sul monte Sinai: fu inserita tra i peccati solo nel V° secolo dal monaco Giovanni Cassiano che aveva individuato otto “vizi” capitali, quelli che senza un duro e sofferto perntimento portano diritti all’inferno: Lussuria - Ira - Invidia - Superbia -

14/15 Aprile

Avarizia - Accidia Tristezza e Gola. Qualche secolo dopo Tommaso d’Aquino ne introdusse ufficialmente nel Catechismo soltanto sette, eliminando la Tristezza. Non tutti i suoi confratelli però furono d’accordo; niente da obiettare sulla Lussuria, che spesso degenera nell’abiezione, nella violenza, nella prevaricazione sui più deboli; tutti d’accordo sull’Ira, che provoca guerre e delitti, sull’Invidia, sulla

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Superbia, sull’Avarizia che uccide la solidarietà e la generosità; ci fu qualche perplessità sull’Accidia, che è generata dalla noia, dallo scoraggiamento, dalla solitudine, ma è difficile che provochi danni se non a se stessi. Ma perché - si chiesero in molti - considerare mortale il peccato di Gola? Che male si fa - si domandarono - a gustare con piacere i doni che la Natura elargisce con generosità? Perché mettere sullo stesso piano un delitto provocato dall’Invidia o dalla Superbia e il godimento di un cibo mangiato in allegria con amici e magari seguito da canti e danze e invenzioni poetiche? Tutto però fu inutile: per l’autore della “Summa Teologiae” i Peccati Capitali dovevano essere sette e sette rimasero, compresa la Gola. Nei secoli che seguirono molti preti si dimenticarono di comminare recite di pateravegloria a chi confessava il peccato di aver mangiato con avidità un cosciotto di agnello o un piatto di agnolotti e molti Vescovi, Cardinali e perfino Papi sono stati colti dal dubbio se la Gola fosse da considerare un “peccato” e per giunta - “capitale”.

Nessuno è però mai intervenuto a correggere la decisione di Tommaso, forse anche per rispetto, dal momento che era stato anche santificato. Noi di “Gustare l’Italia”, organo ufficiale del Museo del Vino, siamo giunti alla conclusione

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che 600 anni dopo la decisione di San Tommaso sia giunta l’ora di fare qualcosa di concreto e di definitivo per riparare a questa che - secondo noi - è un’ingiustizia e pensiamo che, proprio come era già accaduto per la Tristezza, sarebbe opportuno cancellare dai Peccati Capitali la Gola, che nei secoli ha dato gioia, ha invitato all’amore, alla poesia, alla bellezza. Dal 14 al 15 aprile, la settimana dopo Pasqua, a Quaresima ultimata, avrà luogo al museo di Alberobello l’iniziativa “Perchè anche la

gola?” durante la quale si inviteranno le Autorità religiose a prendere in considerazione la proposta del panettiere Poilane e cancellare la Gola dai peccati capitali. Verranno invitate importanti autorità religiose e personaggi della cultura che dibatteranno la questione e si confronteranno in una tavola rotonda sul tema. Nel corso della manifestazione, si procederà alla raccolta di cibi che verranno inviati ai bambini di una comunità tenuta da religiosi in un paese del terzo mondo.

“Mostra del libro di enogastronomia” - 25/27 Maggio Verranno presentate le pubblicazioni più importanti edite dal 2011 e nei primi mesi del 2012. Una giuria di esperti avrà individuato la pubblicazione migliore il cui autore sarà invitato a ricevere il premio. Verrà premiato anche il vincitore dell’iniziativa “Il vino in pentola” che sarà intitolato a Vincenzo Buonasissi, il maestro e critico di enogastronomia autore di mol-

ti libri e autore e presentatore della rubrica di gastronomia della trasmissione l’”Almanacco del Giorno Dopo”. Questa iniziativa sarà pubblicizzata durante il Vinitaly e in seguito attraverso i vari siti web invitando tutti a inviare al Museo la ricetta di un piatto che abbia fra i suoi ingredienti (non necesariamente quello principale) anche il vino.

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“I giorni del peperoncino”(da un’idea di Cino Tortorella) - 22/24 Giugno In occasione del Vinitaly verrà lanciato il referendum “Il peperoncino d’Italia 2012”, per indicare il personaggio che per carattere, personalità e temperamento sia meritevole di questo titolo “piccante”. Lo scorso anno il titolo se lo aggiudicò Vittorio Sgarbi; quest’anno dovrà essere individuato fra una rosa dei seguenti personaggi selezionati dagli organizzatori e indicati in rigoroso ordine alfabetico: Aldo (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo), Renzo Arbore, Lino Banfi, Roberto Benigni, Claudio Bisio, Giuseppe Cruciani, Geppi Cucciari, Elio (delle storie Tese), Vittorio Feltri, Rino Gattuso, Ezio Greggio, Michelle Hunziker, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, Luciana Littizzetto, Gualtiero Marchesi, Marco Pannella, Daniela Santanchè, Roberto Saviano, Marco Travaglio, Simona Ventura. Le votazioni, libere a tutti, possono essere indirizzate alla mail info@lineaeditoriale.it e si concluderanno il 31 maggio.

Il personaggio più votato verrà invitato al Alberobello in occasione de “I giorni del peperoncino” realizzati dal Museo del Vino in collaborazione con l’”Accademia del peperoncino”, e in una serata in suo onore si aggiudicherà il titolo e un premio consistente nel corrispettivo del suo peso non in diamanti, secondo l’usanza dell’Aga Khan, ma in qualcosa di molto più prezioso: i prodotti tradizionali della gastronomia pugliese come olio, vini, formaggi, salumi, frutta, dolci e, naturalmente, tanto peperoncino. Nei tre giorni si terrà ad Alberobello una mostra di prodotti a base di peperoncino e i ristoranti della zona presenteranno nei loro menù i piatti più prelibati con il piccante frutto.

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“Ricordatevi del Sud” -

A partire dal mese di ottobre riappariranno nelle librerie le guide enogastronomiche (dalla Michelin all’Espresso, al Gambero Rosso e così via). Da tempo il mensile “Gustare l’Italia”, organo ufficiale del Museo del vino di Alberobello, denuncia la mancanza di attenzione di queste pubblicazioni nei confronti del Sud; i ristoranti del Meridione sono regolarmente ignorati o sottovalutati con un danno per l’Economia e il Turismo di regioni per le quali si dovrebbe avere un occhio di riguardo non essendo certo le più ricche e felici del Paese. È un fatto che un locale famoso per la piacevolezza della sua cucina faccia aumentare il movimento turistico e sia di conseguenza un incremento per l’economia. L’iniziativa “Ricordatevi del Sud” si rivolge agli ispettori delle varie Guide che spesso usano per il Meridione un metro di giudizio del tutto diverso che per il Nord, con valutazioni superficiali o addirittura false (è più facile per molti ispettori andare da Milano a Pizzighetto-

7/8 settembre

ne (Cremona) piuttosto che avventurarsi fino a Canicattì (Agrigento) o a Noci (Bari) e molti giudizi vengono dati per sentito dire rimasticando cose scritte da altri o ripetendo quelli scritti anni prima). Si inviteranno al Museo del vino i più importanti critici gastronomici del Meridione e personaggi del mondo politico; insieme si stilerà un documento da far arrivare alle direzioni delle più importanti Guide perché nelle pubblicazioni che stanno per venire alla luce sia dato all’enogastronomia del Sud lo spazio che si merita.

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“Finiamola!” È un’iniziativa del Museo del vino di Alberobello che inizierà in occasione del Vinitaly e coinvolgerà tutte le aziende produttrici di spumanti. È un invito ai campioni sportivi di smettere la demenziale consuetudine di spruzzare spumanti e champagne addosso ai presenti: sono prodotti troppo preziosi per essere trattati in questo modo: le buone bollicine si devono bere, non buttare via. La Cantina Albea si rivolge ai campioni sportivi per invitarli a festeggiare i loro successi con acqua minerale gassata e si impegna a far avere, a chi accetterà, un certo numero delle preziose bottiglie del suo spumante e invita tutti gli altri produttori a seguirne l’esempio.

“Premio Marco Polo” In collaborazione con “Radio Globale” e “Gustare l’Italia”, il Museo del Vino lancia l’iniziativa “Premio Marco Polo” che verrà conferito a partire da quest’anno al personaggio che

avrà contribuito a stabilire rapporti di collaborazione tra Italia e Cina per quanto riguarda il mondo dell’enogastronomia. Il premio quest’anno verrà attribuito al prof. Massimo Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena che con Antonello Maietta, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier e Claudio Galletti, presidente dell’Ente Vini - Enoteca Italiana, ha firmato il protocollo d’intesa per fornire classi di sommelier cinesi “Made in Italy” in Cina e scuole per la formazione tecnica e culturale al vino italiano a Shanghai e Pechino, sedi del progetto “100 enoteche Italiane”.

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“Crackle”! Da qualche tempo è a disposizione di chiunque il social network Twitter, così chiamato dal verbo inglese “to tweet” che significa “cinguettare”. Al Museo del Vino dell’Albea di Alberobello si è pensato che spesso sia necessario invece “gracchiare” e si sta perciò predisponendo con esperti di informatica il social network Crackle che in inglese significa appunto “gracchiare” e lo metterà a disposizione di tutti coloro che desiderano disapprovare, contestare, criticare, proporre, suggerire, lagnarsi, segnalare, intervenire specialemente su problemi che riguardano la gastronomia, il turismo e la salute. Queste sono le prime iniziative che “Gustare l’Italia” si impegna a realizzare in collaborazione con il Museo del Vino di Alberobello.

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SPECIALE MUSEO DEL VINO ALBEA