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Grande novità dell’anno 2012

La Guida Turistica del Matese raddoppia! Per offrire ai nostri lettori una varietà di informazioni sempre più precise e mirate a soddisfare le numerose esigenze turistiche dei tanti visitatori che si apprestano a visitare i nostri luoghi, abbiamo deciso di pubblicare due edizioni all’anno della Guida; il criterio adottato, che è anche il più semplice, è quello di proporre una suddivisione “stagionale” dei contenuti, pubblicando un’edizione Primavera-Estate e una Autunno-Inverno, rispettivamente nei mesi di aprile e di ottobre. Una realtà cresciuta nel tempo Nel mese di luglio del 2011, con la pubblicazione della quinta edizione, si concluse il primo ciclo (iniziato nel 2007) del progetto Guida Turistica del Matese, che prevedeva l’edizione annuale della rivista e la costruzione del portale turistico www.montidelmatese.com. Con l’inizio del 2012, arrivano le prime e concrete novità: il restyling completo del sito web, con una grafica più attuale ed una metafora di navigazione più intuitiva e rapida, e il “raddoppio” della Guida, con la pubblicazione di due edizioni semestrali, che saranno confermate anche per l’anno 2013; ma anche un più grande catalogo fotografico, con un’ampia selezione di informazioni turistiche, utili sia a chi si appresta a trascorrere un periodo di vacanze nel territorio matesino, sia a chi decide di venirci a trovare anche solo per una classica giornata all’aria aperta. Insomma, tante nuove ed interessantissime informazioni turistiche, per guidare al meglio i visitatori Alla scoperta del paradiso che ci circonda. La promozione turistica oltre l’informazione Più luoghi da visitare, più redazionali da leggere, più indicazioni sulle strutture di ricezione turistica presenti nel territorio e sulle innumerevoli attività sportive, naturalistiche e ricreative che stanno acquisendo sempre di più il ruolo di protagoniste del nostro tempo libero. Sisto Bucci

In copertina “Discesa dal monte Miletto” foto di Gino Franco

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Rivista Specializzata Turismo, Sport, Natura Periodico di informazioni turistiche del massiccio del Matese Registrazione in corso presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce) Prot. 440/2012 Direttore Responsabile Lorenzo Applauso Editore Sisto Bucci Piedimonte Matese Tel. 0823 787300 Impaginazione e Grafica PeppeRanucci & Partners Caserta Stampa Ikone srl Piedimonte Matese PubblicitĂ Service & Communication srl Piedimonte Matese Tel. 0823 1500064 Numero Verde 800 998609 www.montidelmatese.com info@montidelmatese.com Hanno collaborato Mario L. Capobianco Sara De Balsi Gianni Parisi Yuri Bucci Domenico Pinelli Francesca Varriano Giovanni Capobianco Rocco Corvaglia Eva Maria Giambattista Foto Mario L. Capobianco Sisto Bucci Gianni Parisi Francesco Morgillo Egidio Romano Giovanni Capobianco Aneta Rybaczuk (Elder Graphics)

_______________________ Finito di stampare aprile 2012

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Edizione Primavera Estate 2012

Una guida turistica sempre più al servizio del consumatore Investire nell’editoria, di questi tempi, con la recessione economica che condiziona ogni nostra scelta e ogni obiettivo d’investimento, anche piccolo, significa avere coraggio ma anche idee chiare, strategie d’investimento precise e soprattutto credere nell’obiettivo. La Guida Turistica del Matese, che vive un momento importante nel mercato editoriale, si impone nell’ampio panorama dell’informazione con maggiore incisività e consapevolezza della solidità del progetto perché non si tratta del solito giornale che si legge la mattina e si butta il pomeriggio. La veste editoriale e la grafica sempre più accattivante, l’aumento di un numero all’anno, l’immediato obiettivo a quattro, ovvero un numero per ogni stagione, insieme ai contenuti, fanno di questo periodico uno strumento molto utile per il turismo nel Matese. Una Guida, è proprio il caso di dire, che consente agli amanti di questo settore di potersi muovere agevolmente tra le numerose proposte turistiche. Ma era sempre facile per tutti reperirne una copia? L’editore ha pensato anche a questo, e con questa uscita è possibile trovarla in tutte le strutture di ricezione turistiche, ad un prezzo diciamo politico, rispetto ai costi di un giornale patinato di questo spessore. Così da questo numero, alla cui direzione mi ha voluto l’editore, che ringrazio, la rivista sarà sempre più diffusa, sempre più presente. Questo vuol dire sempre più al servizio del “consumatore” turistico. Aggiungere altro è superfluo. Non resta che prendere una copia e viverla. Certamente, saprà regalarci, con i suoi splendidi itinerari e paesaggi, degli straordinari viaggi nella natura che valgono dieci, cento volte il costo. Alla prossima. Lorenzo Applauso

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SOMMARIO 6 12 18 32 40 46 50 58 66 70 76 84 90 100 108

Il dormitorio delle rondini Il Mercantico di San Lorenzello Comune di Cusano Mutri Comune di Guardiaregia Rafting e canoismo Civita Superiore Comune di Roccamandolfi Alife: la cittĂ fortificata Festa del Catuozzo Sci Club Fondo Matese Comune di Piedimonte Matese Volare liberi sul Matese Gita enogastronomica del Matese in fuoristrada Il Miletto: la scalata in notturna Cartina area del lago Matese

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IL DORMITORIO DELLE RONDINI di Giovanni Capobianco

Aria tiepida, venti caldi, prime fioriture, è l’inverno con la sua gelida ed ovattata atmosfera che ci saluta, lasciando spazio ad una delle stagioni più colorate e vivaci dell’anno: la primavera. Il sole si erge all’orizzonte e l’eterno orologio biologico cronometra le ultime ore prima dell’eso-

do primaverile. I migratori, spinti da segnali messaggeri di tempi propizi, si preparano ad affrontare il lungo viaggio che li porterà verso i quartieri di nidificazione lasciati l’anno precedente. Tra le tante specie migratrici di uccelli, le rondini sono il simbolo della primavera.

Eleganti, numerosissime e travolgenti, con il loro caratteristico verso rendono il cielo più vivo e allegro. Dal cuore dell’Africa, milioni di rondini solcheranno i cieli d’Europa per raggiungere i rispettivi nidi d’amore nei quali concepiranno il loro “futuro”. A metà agosto, dopo l’attività riproduttiva, le rondini adulte e i nuovi nati, saranno pronti oramai per intraprendere il lungo viaggio d’andata verso i cosiddetti quartieri di svernamento (zone più calde in cui trascorrere il periodo invernale). Ultime scorazzate tra i campi di grano presso i nidi; ultime prove tecniche di volo per i neofiti, il viaggio delle amiche rondini, che inizia da ogni parte

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d’Europa, le porterà con tappe intermedie fino all’Africa sub Sahariana. Molte viaggeranno attraverso la Francia occidentale, oltrepassando i Pirenei e scendendo attraverso la Spagna orientale.

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foto di Francesca Buoniconti

Tra i tanti dormitori sulla rotta delle rondini, quello del Matese si è rivelato essere il più importante della Campania ed uno dei più frequentati d’Italia grazie agli studi del progetto

Migrandata Matese 7 | GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2012 PRIMAVERA ESTATE

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Dal 2010 il Matese, e più precisamente il canneto del Lago Matese, è il palcoscenico del campo d’inanellamento a scopo scientifico denominato ‘Migrandata-Matese’. Il campo, realizzato da Legambiente-Ceda Matese e dall’associazione Ardea Onlus, patrocinato dalla Regione Campania settore Ecologia – Rete INFEA, in collaborazione con il Parco Regionale del Matese, viene effettuato per monitorare e raccogliere dati sulla migrazione d’andata dell’avifauna europea. Vengono installati dei transetti di cattura temporanea, costituiti da reti morbide nelle quali gli uccelli vengono catturati. Personale qualificato ed autorizzato dall’ISPRA (Organo tecnico del Ministero dell’Ambiente), effettua le dovute manovre di misurazioni e rilascio degli uccelli preventivamente marcati con un anellino metallico con codice alfa numero, contraddistinguendolo univocamente. Ogni ora viene effettuato il rituale ‘giro alle reti’ per recuperare gli eventuali uccelli catturati. Affascinante e suggestivo fenomeno, che caratterizza il campo, è il momento della ‘rondinata’, ovvero la cattura delle rondini che sostano nel canneto del Lago Matese, tappa divenuta fondamentale durante il lungo viaggio della migrazione. Il campo naturalistico, realizzato dal 20 al 27 agosto 2010

e dal 24 agosto al 2 settembre 2011, ha riscontrato dei risultati notevoli: 5.526 individui appartenenti a 41 specie diverse di uccelli inanellati in due anni, 3 delle quali sono risultate nuove per il Parco Regionale del Matese. Attraverso l’elaborazione dei dati raccolti si sono potute osservare alcune dinamiche importanti per la conservazione delle specie, come verificare nella rondine un significativo calo di giovani fra il 2010 ed il 2011 e nella capinera, una dimensione del corpo minore rispetto a quelle nate in altre località europee. Ma il successo più entusiasmante è stato il numero eccezionale di visitatori, oltre 400, e dei collaboratori volontari che si sono alternati durante i dieci giorni del 2011 (circa 40). L’edizione 2012 di Migrandata Matese si effettuerà nell’ultima decade di agosto e la prima settimana di settembre. Chi fosse interessato a vivere appieno questa fantastica esperienza potrà recarsi ogni sera presso le sponde del Lago Matese e godere di uno spettacolo unico; emozioni difficilmente esprimibili se non vivendole in prima persona.

foto di Ilaria Cammarata

Transetti di cattura

Campo di inanellamento

Misurazioni

Attraversato il Mediterraneo vicino a Gibilterra, raggiungeranno il Marocco. A questo punto inizierà il lungo viaggio attraverso il Deserto del Sahara, continuando verso Sud passando per Algeria, Niger e Ciad oltrepassando l’Equatore e raggiungendo finalmente nel mese di novembre, la Repubblica Democratica del Congo. In parte passeranno lungo la costa ovest dell’Africa per evitare il Deserto del Sahara, mentre altre rondini europee passeranno più a est, scendendo attraverso la valle del Nilo. Importante rotta preferenziale per l’uccello simbolo delle migrazioni è la penisola

italiana. Gran parte delle rondini europee sorvola la nostra penisola prima di effettuare il “grande salto” del Mediterraneo, utilizzando aree umide con presenza di canneto per passare la notte e ripartire alla volta della meta finale il giorno dopo, percorrendo centinaia e centinaia di chilometri, aumentando le loro riserve di grasso che consentiranno di poter effettuare il notevole sforzo. Quanto tempo e perché rimarranno da noi e soprattutto dove andranno quando lasceranno il nostro territorio? Le rondini resteranno nelle regioni dell’Italia meridionale fino a quando non avranno

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accumulato le riserve di grasso necessarie per superare in volo il Mediterraneo ed il Sahara, la maggior parte delle rondini europee trascorre l’inverno in Nigeria. Lo splendido e lussureggiante canneto del lago Matese, lago di natura carsica più alto d’Italia, è il luogo perfetto per ospitare al tramonto l’immane numero di rondini migratrici richiamate dalle regioni limitrofe. Ogni sera di tarda estate, nuvole nere oscurano il cielo: centinaia, migliaia, decine di migliaia di rondini pian piano scendono in picchiata e sfiorano, come onde in piena, le cime del canneto. Una danza armonica formata da correnti di rondini che si apprestano a posarsi lentamente sui gambi. Un vociferare che diventa man mano sempre più intenso, finché l’ultima rondine non ha trovato “ricovero” per passare la nottata. Solo chi ha avuto la fortuna di osservare questo splendido fenomeno può rivivere le entusiasmanti emozioni di quel lasso di tempo, di quel rito estivo molto particolare. La danza a volte è resa più emozionante, per chi la osserva, da chi minaccia il ricovero e il ristoro dalle rondini.Al tramonto, il Lodolaio, esperto rapace cacciatore, interrompe i fiumi di rondini, creando vuoti di luce! Tutto tace con l’avanzare dell’oscurità, finchè riecheggia nell’aria l’inconfondibile verso dell’Allocco.

Falco Lodolaio

Il Matese rappresenta un importantissimo anello di congiunzione tra Europa ed Africa, dove la biodiversità delle rotte migratorie e non solo, s’incontra in palcoscenici naturali, costituiti da faggete, acque limpide e vette splendenti. Un’armonia di ecosistemi che preserva ciò che di meglio c’è da conservare: fauna, flora, paesaggi costantemente oppressi dalla bramosa ed incessante voglia umana di “colonizzare”, ma che in questi luoghi ancora trovano il giusto equilibrio per crescere al meglio. Osservare, ascoltare e vivere appieno le emozioni suscitate dai capolavori della natura, sono lo strumento ideale per poter tramandare alle generazioni future ciò che abbiamo conservato per consentire loro di gioire dei paesaggi e dalla natura che è giunta fino a noi. Informazioni 349 6752761 gio.cap@hotmail.it

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foto di Michele Minotti 006 guida 2012 - 08.indd 10

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IL MERCANTICO di SAN LORENZELLO

L’ultima domenica di ogni mese, San Lorenzello, piccolo borgo matesino della provincia di Benevento, ospita nel suo suggestivo centro storico il “MercAntico”, tradizionale fiera dell’antiquariato e dei prodotti tipici locali. La fiera, com’è consuetudine già da alcuni anni, si svolge in prevalenza all’interno delle antiche e caratteristiche botteghe artigianali che si trovano lungo via Roma e via Sorripe, dove circa venti espositori di mobili e oggetti d’antiquariato offrono ai visitatori il piacere di ammirare i simboli tangibili di un passato anche molto remoto. Gli espositori provengono da varie località della Campania e delle regioni vicine. I turisti, in estate come in inverno, affollano San Lorenzello apprezzandone il paesaggio, l’aria salubre e la bontà dei prodotti tipici locali. Anche questi ultimi, infatti, come i taralli, l’olio ed il vino, possono essere degustati e acquistati dai visitatori del “MercAntico”, grazie alla presenza di appositi stand gastronomici.

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A completare la tradizionale manifestazione, anche una ricca esposizione delle raffinate ceramiche artistiche laurentine, opera di valenti artigiani locali che hanno contribuito a promuovere l’immagine di San Lorenzello anche oltre i confini italiani. Le indiscusse capacità dei maestri ceramisti della zona permettono la realizzazione degli oggetti piÚ disparati: acquasantiere decorate a rilievo con putti e immagini della Madonna e dei Santi; medaglioni e tavolette maiolicate che illustrano momenti di vita religiosa, episodi della vita dei Santi o raccontano la Via Crucis.

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I tipici albarelli da farmacia, piatti monocromi o policromi decorati con stemmi gentilizi o motivi paesaggistici, floreali, faunistici; e poi servizi da tavola, zuppiere, vassoi, mesciroba, rinfrescatoi, fiasche, giare, boccali, lavabi da sacrestia, anfore, orci, bacinelle, versatoi e altro. Le decorazioni vanno dai temi di ispirazione religiosa o naturalistica a soggetti paesistici o allegorici, e i colori tipici spaziano dal giallo intenso al verde ramino, dall’arancio al manganese, nella gamma dal nero al bruno scuro. Nel Settecento, momento d’oro della produzione ceramica a San Lorenzello, intere famiglie si dedicavano a questa arte nelle numerose botteghe del centro urbano e

della periferia. I maestri ceramisti laurentini erano così famosi e apprezzati che alcuni furono chiamati a lavorare nei più prestigiosi atelier dell’epoca.

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San Lorenzello conserva nel tessuto del centro storico il tipico impianto urbanistico medioevale, con suggestivi angoli, piazzette, stradine e sottopassaggi. Il nucleo più antico del paese è adagiato ai piedi del monte Erbano. Scendendo verso il centro storico lungo le caratteristiche stradine si trova, in via Congregazione, la chiesa di Maria Santissima della Sanità, sorta nella seconda decade del diciassettesimo secolo: conserva preziose maioliche del Settecento

e il timpano, opera di Antonio Giustiniano. In via Roma si può visitare la Chiesa Parrocchiale annessa all’ex Convento Carmelitano, un edificio costruito nel 1567 dai Padri Carmelitani, che accolsero il desiderio dei cittadini di avere in paese un luogo sacro per venerare l’immagine della Madonna del Carmelo senza doversi spostare nella vicina Telese. Con il suo chiostro seicentesco, il convento è oggi sede di una mostra permanente di ceramica antica e moderna.

Informazioni

Municipio Tel. 0824 815134 - 0824 815263 www.comunesanlorenzello.it

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BENEVENTO >> CUSANO MUTRI

COMUNE DI

CUSANO MUTRI Sul versante sud-est del Matese, al centro dell’antico Sannio Pentro, tra le tante bellezze che il territorio matesino offre ai suoi visitatori, il comune di Cusano Mutri rappresenta senza dubbio una punta di eccellenza. Incastonato in un’angusta valle sovrastata dalla grandezza del Monte Mutria, il magnifico borgo beneventano si lascia ammirare per la ricchezza del paesaggio naturale, la bellezza del centro storico, la magia di tradizioni che resistono allo scorrere del tempo.

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IL BORGO Cusano Mutri, che fa parte del club “I borghi più belli d’Italia”, vanta un centro storico capace di soddisfare le aspettative del visitatore più esigente. Tra i tanti monumenti di interesse storico-artistico si distingue la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Si tratta della più antica chiesa di Cusano. Edificata nel 550, subì numerose

ricostruzioni e venne riconsacrata l’ultima volta nel 1626. All’interno della chiesa, dietro l’altare maggiore, si trova un pregevole esemplare ligneo, testimonianza dell’influsso dell’arte barocco-bizantina sulla nostra arte religiosa. Conosciuta comunemente come “icona”, si tratta in realtà di una serie di immagini. È un complesso di sculture con colonne di ordine dorico-ionico, in parte dorato, in parte smaltato. L’opera, di notevoli dimensioni (10 x 7 metri), raffigura in alto l’Eterno Padre e l’Epifania, in basso la Sacra Famiglia contornata da Angeli. Ai lati sono rappresentati due Re Magi a cavallo. In una nicchia al centro si trova il busto di Santa Chiara, omaggio alla marchesa Chiara Origlia, che donò l’opera alla Chiesa. Nelle due nicchie laterali vi sono a destra San Paolo e a sinistra San Pietro, in grandezza superiore al naturale. L’opera venne eseguita dal mastro Domenico De Luca nel 1661.

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BENEVENTO >> CUSANO MUTRI

GLI EVENTI SAGRA DEI FUNGHI Tra le sagre che nel corso dell’anno si tengono nel comune di Cusano Mutri la più conosciuta è sicuramente la sagra dei funghi, che si svolge ogni anno dal quarto fine settimana di settembre al primo fine settimana di ottobre. L’evento celebra il protagonista assoluto della cucina cusanese: il Boletus Edulis, comunemente conosciuto come fungo porcino. Durante lo svolgimento della sagra, il visitatore ha la possibilità di degustare una lunga serie di pietanze

tradizionali, preparate con sapienza dai ristoratori locali, tutte a base del delizioso fungo. Espressione di una perfetta sinergia tra tradizione e divertimento, gastronomia e cultura, la sagra è anche l’occasione per visitare il Museo Civico del Territorio e una serie di mostre tematiche.

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SAGRA DEI PRODOTTI TIPICI La sagra dei prodotti tipici, che si svolgerà quest’anno dal 21 al 24 giugno (data da confermare), rappresenta un ulteriore momento di promozione e valorizzazione dei prodotti gastronomici tipici del Matese in generale e del comune di Cusano Mutri in particolare: tanti primi piatti che ricordano i

sapori di un tempo, carni di animali allevati nei pascoli di montagna, salumi, formaggi, prodotti da forno e infine dolci, frutta e conserve. La sagra dei prodotti tipici presenta un’offerta gastronomica così ampia e differenziata da essere in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.

SAGRA DELLE CASTAGNE A Civitella Licinio, frazione del comune di Cusano Mutri, si tiene ogni anno nel terzo fine settimana di ottobre la sagra delle castagne, evento che richiama numerosi amanti di questo frutto.

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Nel corso di questo evento, il visitatore ha la possibilità di degustare numerosi piatti a base di castagne provenienti dai vasti castagneti che circondano Civitella Licinio.

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INFIORATA Uno degli eventi più significativi e caratteristici che si tengono nel corso dell’anno nel comune di Cusano Mutri è sicuramente l’“Infiorata”. In occasione della festa del Corpus Domini, la comunità cusanese si prodiga nella creazione di rappresentazioni religiose realizzate al suolo con l’utilizzo di fiori, foglie, bacche, grano e terra. Durante la manifestazione, Cusano si riempie di tappeti di fiori che suggellano la solennità della festa, dando luogo ad un’atmosfera particolarmente suggestiva. La bellezza delle rappresentazioni, frutto della capacità e della sapienza degli artisti cusanesi, fanno dell’“Infiorata” una vera e propria mostra a cielo aperto.

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MOSTRA CANINA PASTORE MAREMMANO ABRUZZESE Il cane da pastore maremmano abruzzese accompagna l’uomo da tempi remoti, soprattutto per la guardia delle greggi e delle proprietà. Le origini vanno ricercate nei cani da pastore tuttora utilizzati in Abruzzo, dove ancora oggi prospera la pastorizia, e in quelli un tempo presenti nella Maremma toscana e laziale. Con la transumanza delle greggi da una regione all’altra, iniziò un naturale processo di fusione delle due razze, che nel corso degli anni, in particolare dopo il 1860, ha portato ai risultati che oggi tutti possono ammirare. La mostra che si svolge nel comune di Cusano Mutri nasce da una vecchia passione dell’organizzatore, Liberato Mongillo, che da oltre 25 anni si dedica a questa magnifica razza canina; grazie all’amicizia ventennale che lo lega al Segretario Nazionale del Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese, ha permesso a Cusano Mutri di diventare, dal 2010, uno dei pochi raduni di questa razza che si svolgono in Italia. Alla prima edizione hanno partecipato circa 50 esemplari, un vero record, secondo soltanto a quello di Santa Jona di Ovindoli, in Abruzzo, patria di questo magnifico cane. Chi desidera approfondire la conoscenza con il pastore maremmano abruzzese, può visitare il sito www.cpma.it Quest’anno è prevista la terza edizione della mostra (ma la data è ancora incerta), che vedrà ancora una volta la partecipazione di allevatori e proprietari provenienti da tutta Italia.

“Esiste un posto, dove il tempo non conta, contano i momenti, i particolari... Un posto dove i sapori di una volta hanno una splendida cornice di una natura accogliente e incontaminata. Uno scenario che rapisce i sensi, un luogo caldo di sapori antichi e ingredienti selezionati, cucinati con infinita passione. Lasciatevi andare, versatevi un calice di buon vino rosso e assaporate ogni momento di questa atmosfera familiare e confortevole” Trattoria Masella - Ospitalità in b&b masseria Masella - Via Pezzalonga, 42 - Cerreto Sannita (Bn) info: cuocomasella@libero.it | tel.0824 861975 | www.trattoriamasella.it

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Chiuso il giovedi e la domenica sera

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ITINERARI TURISTICI

FORRE DI LAVELLE Il sentiero che in parte attraversa le Forre di Lavelle percorre l’incisione valliva, versante monte Cigno, del torrente Titerno, un corpo idrico che forma suggestivi salti dalle bianche rocce calcaree con cascatelle spumeggianti, gorgoglii e piccoli vortici. Durante il percorso, oltre alla magnificenza del paesaggio, il visitatore avrà la possibilità di ammirare la prosperosa fauna locale composta da usignoli, picchi, cuculi, falchi, tassi, scoiattoli, faine, donnole, martore, ricci, volpi.

MINIERE DI BAUXITE Il Matese orientale, ed in particolare il territorio che ricade nel comune di Cusano Mutri, sono caratterizzati da una serie di affioramenti bauxitici. Agli inizi del Novecento, la società “Cusano Mutri” prima, e la società “Montecatini” poi, realizzarono numerose gallerie e cunicoli atti all’estrazione della bauxite. La miniera di Fosso Calvaruso fa parte di questa serie di gallerie. Questa si trova nella porzione orientale del Massiccio montuoso del Matese, ad occidente dell’abitato di Cusano Mutri. L’apertura al pubblico del sito minerario dà la possibilità ai visitatori di rivivere le emozioni e le sensazioni di quanti un tempo lavorarono all’estrazione della bauxite.

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BENEVENTO >> CUSANO MUTRI

MONTE CALVARIO Il sentiero che conduce alla sommità del monte Calvario è raggiungibile dal centro abitato di Cusano Mutri tramite l’antica strada Calvaruso ed inizia laddove quest’ultima non è più carrabile. Lungo il percorso, si trovano numerose cappelle votive e le edicole della Via Crucis con pannelli ceramici raffiguranti le varie stazioni.

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L’ascesa al monte Calvario offre al visitatore la possibilità di immergersi in un percorso spirituale, dai tratti sempre più forti man mano che si avanza nel cammino; l’esperienza è favorita dal paesaggio circostante, che induce sentimenti di pace e di tranquillità nell’animo di coloro che ascendono al monte.

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MONTE MUTRIA Il monte Mutria è una delle vette più alte del Massiccio del Matese; con la sua altezza massima di 1823 metri, sovrasta tutta la vallata di Cusano Mutri. L’escursione alla vetta del monte Mutria offre sensazioni uniche, specialmente se effettuata all’alba di una giornata tersa. Una volta giunti in vetta, con le condizioni del tempo favorevoli, si ha la possibilità di ammirare “i due mari”, ovvero il mar Tirreno il mare Adriatico. Inutile sottolineare che oltre all’incantevole bellezza del paesaggio che si offre alla vista dalla privilegiata prospettiva della vetta del Mutria, tutto il percorso di salita è immerso in uno scenario naturale unico.

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Emergenza Sanitaria 118 26 | GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2012 PRIMAVERA ESTATE

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Matese Explora Matese Explora nasce da un’idea di Liberato, Jenny e del loro carissimo amico Massimo Altieri, accomunati da un’unica grande passione per la natura. Il posto in cui vivono è davvero meraviglioso, e nasconde una serie infinita di percorsi e luoghi che meritano di essere visitati e soprattutto protetti. Basta allontanarsi di qualche minuto dal centro del paese e percorrendo dei sentieri sterrati ci si immerge nel verde dei boschi che rappresentano un vero patrimonio per tutti. E’ possibile effettuare escursioni in qualunque periodo dell’anno, tenendo ovviamente conto delle condizioni meteo, che in montagna, soprattutto durante l’inverno, sono molto variabili. Il periodo migliore, che coniuga divertimento e sicurezza, è certamente dalla primavera in poi, quando le giornate più lunghe e soleggiate permettono di trascorrere in piena serenità, momenti davvero particolari a pieno contatto con la natura.

I NOSTRI QUAD 1 BRITECH 180 SPORT 3 LINHAI GOON 260 2X4 ° 2 LINHAI MUDDY 300 4X4 ° 2 ARTIC CAT 250 2X4 ° 1 LINHAI CUV 4X4 ° 1 LINHAI DRAGON FLY 400 4X4 ° °

EQUIPAGGIAMENTO FORNITO IN SEDE

Per poter partecipare alle escursioni è necessario avere la maggiore età e essere in possesso della patente di guida B I minorenni potranno partecipare solo come passeggeri dopo apposita dichiarazione di responsabilita’ da parte del conducente

CASCO SOTTOCASCO IGIENICO ° GUANTI ° ABBIGLIAMENTO ANTIPIOGGIA ANTIFANGO ° °

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA GRUPPI MAX 8 PERSONE – 4 QUAD ° DURATA ESCURSIONE – CIRCA 2 ORE ° DIFFICOLTA’ – A SECONDA DEI PERCORSI CHE VERRANNO SCELTI DALLA GUIDA ° °

Liberato Mongillo | CuSano MuTrI INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI 335 6351327 - 333 8412322 - 0824 862193 www.matesexplora.it | matesexplora@alice.it

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Il rifugio del massaro Nel pianoro di Campitello di Sepino, a circa 1400 metri di altitudine, la famiglia Palladino si dedica da generazioni all’allevamento di bovini e suini allo stato brado, portando avanti giorno per

una volta raggiunta l’azienda. La genuinità dei prodotti è garantita: tutte le mucche vivono allo stato semibrado e si alimentano nei vasti pascoli incontaminati di alta quota, quindi il latte - munto

giorno la storica azienda che si estende per circa 75 ettari. Le mucche dell’allevamento producono un latte molto particolare, che dona ai formaggi che ne derivano un aroma e un sapore che li distingue da tutti gli altri. Caciocavalli, formaggi, ricotte, burro e burrini sono il risultato, da assaggiare

due volte al giorno - è genuino al cento per cento. La certezza della qualità dei prodotti derivati dal latte vale ovviamente anche per tutte le carni, che l’agriturismo propone soprattutto cucinate alla brace nella caratteristica sala ristorazione. L’azienda agrituristica dispone anche di aree attrezzate per campeggio

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e pic-nic, dotate di tavoli, panche e barbecue, per consentire anche grigliate completamente autonome. In tutta l’area circostante, la presenza di numerosi sentieri permette ai più volenterosi di effettuare passeggiate nei boschi, che nella bella stagione regalano anche numerosi prodotti come fragoline, lamponi, erbe aromatiche e funghi. Per chi lo desidera, si possono organizzare delle vere e proprie escursioni, anche di un’intera giornata, non solo di trekking ma anche con mountain bike. A fare da cornice all’azienda è la famosa Oasi del WWF “Guardiaregia-Campochiaro”, che con oltre 2.200 ettari di estensione è la seconda in Italia.

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Per l’acquisto dei prodotti e per il soggiorno nell’agriturismo è gradita la prenotazione. Periodo di apertura: da metà maggio a fine ottobre (chiuso il lunedì) Località Campitello di Sepino (Cb) Tel. 0874 790243 – 0874 785231 Cell. 339 6934698 – 333 3621149

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CAMPOBASSO >> GUARDIAREGIA

di Eva Maria Giambattista

foto di Mario Gravina

COMUNE DI

GUARDIAREGIA La data delle origini del centro urbano di Guardiaregia non ha certezza, in quanto tutti i documenti storici andarono perduti nel 1805 a causa di un fortissimo terremoto che seminò lutti e rovine in tutta la regione Molise che successivamente, nel 1860, venne incorporata al Regno d’Italia. Le ipotesi e la leggenda, tuttavia, fanno risalire le origini del paese al fiero popolo Sannita. I Sanniti, infatti, abitavano la zona gravitante attorno al massiccio del Matese fino a quando Roma conquistò questo territorio e Augusto gli diede il nome di IV Regione. Guerriero Sannita

Informazioni

www.comune.guardiaregia.cb.it Municipio tel. 0874 785131 comune.guardiaregia@virgilio.it 32 | GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2012 PRIMAVERA ESTATE

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foto di Mario Gravina

Il vastissimo territorio del comune, va dalla pianura ai boschi di alta montagna che sono ricchi di tanti prodotti della natura che generosamente offre una grande varietĂ di erbe aromatiche e medicinali, fragoline,

Cascata San Nicola

lamponi, mirtilli e tanti altri frutti; incontrastato re dei prodotti del bosco è il fungo porcino che nel Matese assume una profumazione ed una consistenza che lo distingue da tutti gli altri.

Punto di osservazione

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CAMPOBASSO >> GUARDIAREGIA

Di notevole interesse naturalistico e scientifico è l’Oasi Naturale di Guardiaregia L’Oasi WWF denominata GuardiaregiaCampochiaro, offre spettacolari fenomeni carsici, come il Canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola e alcune grotte, tra le quali spiccano per importanza internazionale, gli abissi di Pozzo della

Neve (profondità -1048 m.) e Cul di Bove (profondità -913 m.) che sono tra i più profondi d’Europa, molto conosciuti dagli speleologi che vi si recano ogni estate attirati dalle condizioni molto particolari, infatti sono abissi molto tecnici, ricchi di salti, meandri, condotte, laghi, cascate e frane; per scendere sul fondo e risalire in superficie, cosa che ben pochi riescono a fare, anche a grotta già attrezzata, sono necessarie circa trenta ore.

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Gli operatori del WWF, che si occupano dell’oasi, promuovono programmi finalizzati alla conoscenza del territorio ma anche alla sensibilizzazione dei ragazzi verso la tutela dell’ambiente e la conservazione degli ecosistemi. In ogni periodo dell’anno si offrono, ai ragazzi ed agli insegnanti, con l’ausilio di personale qualificato ed esperto nel settore della didattica, della progettazione e dell’escursionismo, interessanti opportunità di conoscere da vicino l’ambiente naturale ma anche le interazioni fra questo e la storia e la cultura delle popolazioni locali. Particolarmente interessante per le scolaresche è l’escursione lungo il sentiero natura San Nicola, attrezzato con pannelli informativi didattici. Alla fine del sentiero si arriva al punto di osservazione, con vista sulla cascata di San Nicola ed il canyon del torrente Quirino.

Aperta tutto l’anno il martedì, giovedì, sabato e domenica Visite guidate su prenotazione Centro Visite WWF Tel. 338 3673035 (guardia Oasi) guardiaregia-campochiaro@wwf.it

San Nicola

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CAMPOBASSO >> GUARDIAREGIA

I Tre Frati Nel vasto territorio del comune di Guardiaregia, vi sono tanti sentieri che si prestano ad escursioni in natura. Tra i più interessanti, spicca il sentiero Tre Frati, che porta nel cuore della faggeta di monte Mutria alla scoperta degli enormi faggi secolari chiamati “I Tre Frati”.

FORNO A LEGNA ANNA GIANNANTONIO Nel rispetto della tradizione culinaria di Guardiaregia, tramandata da diverse generazioni, nel forno Giannantonio si continua a produrre pane, pizza e ciabatte, utilizzando quasi esclusivamente metodi manuali lasciando al minimo indispensabile l’uso di attrezzature meccaniche. La farina utilizzata, proviene da un piccolo mulino gestito a conduzione familiare che macina il grano prodotto nei propri terreni o comunque grano coltivato nella zona di Guardiaregia. La squisita e inimitabile pizza al taglio, si può gustare anche sul posto, grazie ad una piccola area ristoro appositamente preparata.

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Contrada Formelle - Guardiaregia (Cb) Recapiti Telefonici: 329 7330536 – 328 7275035

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Il Santo Patrono di Guardiaregia è San Nicola di Bari che si festeggia tre volte l’anno. Il 9 maggio ricorre la traslazione della salma da Mira (località della Turchia che nel III° secolo d.C. ha dato i natali al Santo) a Bari; il 31 maggio è il patrocinio e unità dei cristiani mentre il 6 dicembre è la festa liturgica; praticamente il giorno della morte del Santo. Il 5 dicembre, inoltre, in onore del Santo si svolge anche la tradizionale sagra dei fagioli che richiama nel nostro piccolo paese numerosi visitatori.

L’Associazione Turistica Proloco di Guardiaregia nacque nel 1994 per volontà di alcuni giovani che si erano prefissati l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali ed enogastronomiche presenti sul territorio. L’attività svolta e il notevole impegno della popolazione hanno fatto si che nel corso di questi diciotto anni di attività ininterrotta, siano state create manifestazioni che ogni anno attirano nel nostro paese alcune migliaia di persone. Il fiore all’occhiello di queste attività è senza dubbio la Festa della Montagna che si svolge nel mese di luglio e prevede attività all’aria aperta, giochi popolari, intrattenimenti musicali ed ovviamente l’immancabile degustazione dei prodotti tipici locali. Altra manifestazione notevolmente cresciuta e migliorata di anno in anno è l’Estemporanea di Pittura che nel mese di agosto attira visitatori da ogni dove. La Proloco, inoltre, in collaborazione con l’Associazione culturale e ricreativa “Tre Frati” ogni anno propone nel mese di giugno i festeggiamenti in onore di

Sant’Antonio da Padova e nel mese di agosto la festività di Santa Maria; anche in queste occasioni tutti gli sforzi sono concentrati per soddisfare i visitatori più esigenti. Nel mese di novembre in onore di San Martino, per tre giorni è possibile grazie alla manifestazione Cantine Divine, visitare il centro storico del paese e allo stesso tempo degustare i prodotti tipici locali e divertirsi con spettacoli itineranti e giocolieri vari. Il 28 e 29 luglio 2012 si terrà il raduno degli alpini sezione Molise organizzato dalla Pro Loco e dal Gruppo Alpini Guardiaregia.

Informazioni 389 5956400 Eva Direttivo Pro Loco 348 5556250 Gianluca Presidente Pro loco 329 3140950 Giancarlo Direttivo Pro Loco

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Verso la fine degli anni ’60 il maestro di musica Clemente Colucci con la collaborazione di altri giovani del posto, diede vita ad un gruppo folkloristico che ancora oggi prosegue la sua attività. Grazie alle tradizioni tramandate dai nostri avi, il maestro ha tradotto in musica, canti e balli, quello che loro quotidianamente svolgevano. La tenacia che ha sempre contraddistinto i componenti del gruppo nel passato li ha portati ad essere presenti in diversi raduni nazionali ed internazionali. Addirittura premiati per uno dei migliori costumi folkloristici in Italia; in effetti il nostro costume si rifà agli abiti indossati dai guardioli alla fine dell’ottocento. E’ un costume spettacolare e ha diverse peculiarità quella più importante è senza dubbio

la presenza dello spillone, una spilla in argento lavorata in filigrana che veniva usata anche come arma da difesa. Attualmente il gruppo è composto da giovani che guidati dal loro presidente Sampogna Giuseppe continuano a far rivivere le antiche tradizioni della nostra terra. Evento molto importante nel mese di agosto è il Festival del Folklore che vanta la presenza di gruppi nazionali ed internazionali.

informazioni 389 7933154 Giuseppe Sampogna Presidente 320 2514093 Filomena Giannantonio Direttivo 329 7794111 Eva Giambattista Direttivo

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Azienda agricola II Grifone

L’azienda agricola II Grifone nasce nei primi anni ‘80 e da allora alleva allo stato semi-brado, maiali da salumi delle razze pesanti ed i famosi maiali neri “Casertani”. La razza Casertana, unica autoctona, recentemente è stata rivalutata per gli ottimi salumi che ne derivano. Oltre all’allevamento, l’azienda si occupa della produzione e stagionatura di ottimi formaggi: pecorini, caprini, caciocavalli... L’agriturismo II Grifone, ricavato in un antico casale, ristrutturato da pochissimo, aperto dal 2006, è situato all’entrata del paese; è specializzato nella preparazione di piatti tipici nel rispetto della tradizione culinaria locale. Tutti i piatti proposti, sono conditi con l’olio D.O.P. prodotto negli uliveti di proprietà. Contrada Mencaro - Guardiaregia (CB) TEL. 0874 785352 Cell. 328 2866592 - 320 6708282 www.agriturismoilgrifone.it

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RAFTING E CANOISMO SUL FIUME BIFERNO di Francesca Varriano - foto di Francesco Morgillo e Egidio Romano

Un antico canto popolare dal titolo Mulise Biélle Mì recita: “Tu tiè na cosc’ta che va canesciuta, tiè lu Befierne che po’ jésse vita, tiè le Mainarde che le sampugnare, e lu Matése che le pecurare…” Questi versi condensano le peculiarità della regione Molise, una terra in cui sono rinvenibili sia il paesaggio montuoso che quello costiero. Sebbene non ancora opportunamente resa nota nelle sue caratteristiche paesaggistiche, la bellezza delle montagne e del mare di questa terra gode di una certa risonanza anche fuori regione. È meno nota, invece, la terza risorsa molisana, momento di congiunzione tra i suoi rilievi e il suo litorale: il fiume Biferno. Il Biferno è il solo fiume del Molise il cui percorso si snoda sull’intero territorio regionale. Il corso d’acqua, lungo 93 chilometri, nasce dalle sorgenti della Majella, di Santa Maria dei Rivoli, delle Pietre Cadute e di Rio Freddo ai piedi della catena montuosa del Matese, presso la città di Bojano.

Le sorgenti assicurano al fiume una portata d’acqua alquanto regolare, soprattutto nel primo tratto. Il flusso del Biferno è inoltre rinvigorito dalle acque di diversi affluenti e da una serie di altri torrenti che lo accompagnano sino alla foce, dopo l’immissione nel lago artificiale di Guardialfiera. Da alcuni anni a questa parte, il corso d’acqua è stato riscoperto nella sua profonda autenticità. I cultori dei paesaggi ameni e incontaminati hanno iniziato ad apprezzare fortemente la sua natura straordinaria e la ricchezza dell’ecosistema in cui è immerso. Di recente, numerosi appassionati hanno iniziato a percorrere il fiume a bordo di canoe, inaugurando la stagione delle Passeggiate sul fiume.

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C

La tipologia di canoa utilizzata è quella canadese, a due postazioni, in cui ciascuno dei due canoisti utilizza una pagaia con un’unica pala. I percorsi privilegiati sono due e prevedono la partenza dal Calderari (affluente del Biferno) o dalla sorgente Pietre Cadute con successiva immissione nel fiume principale. La canoa consente di scoprire il corso d’acqua nei suoi angoli più nascosti ed affascinanti ed è un’imbarcazione adeguata a soddisfare le esigenze di adulti e bambini: rappresenta il punto di incontro tra i diversi interessi all’interno delle famiglie, anche in vacanza, e consente la combinazione di tranquillità e divertimento.

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Per chi desidera invece sperimentare un’attività che assicura scariche adrenaliniche più consistenti, a seguito dello scioglimento dei nevai del Matese, è possibile dare alle “passeggiate” sul Biferno una connotazione più avventurosa, praticando il rafting. Si tratta di una discesa fluviale, realizzata su un gommone inaffondabile e autosvuotante con un numero di postazioni che varia da quattro a otto. Il gommone si muove tra le rapide grazie alle pagaie in dotazione dell’equipaggio; a scopo di sicurezza sono previsti mute, giubbotti ad alto galleggiamento e caschi. Il rafting, che dal 25 giugno 2010 è ufficialmente riconosciuto dal CONI come disciplina sportiva asso-

ciata alla Federazione Italiana Canoa Kayak (F.I.C.K.), viene praticato sul fiume molisano nella zona che va da Colle D’Anchise a Busso. Nell’area matesina, e soprattutto a Bojano, la gestione del calendario delle escursioni sul Biferno è attualmente ad appannaggio dell’associazione Molise Avventura, che si occupa di fornire tutte le attrezzature necessarie per la discesa. L’intento dei soci è quello di creare un circuito di persone interessate a dare il giusto valore alle risorse naturali della zona, con particolare riferimento al patrimonio fluviale della regione ed eventualmente di curare la realizzazione di percorsi navigabili che interessino nuovi tratti del fiume.

www.moliseavventura.it

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Benvenuto Turista!!! Ricorda che sei tanto più gradito, quanto più contribuisci a mantenere il Matese Pulito

Invitiamo tutti i vacanzieri a non abbandonare i propri rifiuti nei prati o nei boschi, ma di lasciarli negli appositi contenitori. Meglio ancora sarebbe portare i rifiuti a casa propria, così da non gravare sui costi di smaltimento dei piccoli comuni matesini.

“Se ti ha fatto piacere trovare il Matese pulito, non lasciarlo pieno di rifiuti, così, chi verrà dopo di te, potrà a sua volta esserne contento”.

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PANIFICIO PRIOLO

Dal 1900 il Panificio, Biscottificio, Pasticceria Priolo Nino investe sulla salute dei propri clienti con

prodotti sani e genuini, attraverso tecniche che negli anni si sono adeguate al mondo del lavoro sempre più avanzato. Vasto assortimento di pane, biscotti, pasticceria fresca e secca, torte e pizze per tutti i gusti. “Specialità di Bojano” da 4 generazioni distribuite nei 3 punti vendita di Bojano e Campobasso. Il pane è salute, la salute è ricchezza Via Colonno 42/48 - Bojano (CB) Tel. + 39 0874 781019 | Corso Amatuzio 30 - Bojano (CB) Tel. + 39 0874 781296 Via Romagnoli 10 - Campobasso Tel. +39 0874 91195 - www.panificiopriolo.it

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CAMPOBASSO >> BOJANO >> CIVITA SUPERIORE

di Francesca Varriano foto di Francesco Morgillo e Massimo Martusciello

COMUNE DI BOJANO

CIVITA SUPERIORE Il comune di Bojano è dominato dall’antico borgo medievale di Civita Superiore, frazione distante circa quattro chilometri dall’abitato e posizionata su un colle, alla cui sommità si trovano i ruderi del Castello Pandone. Il borgo è in buono stato di conservazione e offre la possibilità di addentrarsi nei vicoli che intrecciano uno scenario suggestivo. Il borgo medievale rappresenta il punto di snodo di diversi sentieri, praticabili dagli amanti del trekking e della mountain bike, che denotano la vocazione fortemente turistica dei luoghi che si innestano sul versante settentrionale, settore orientale della catena montuosa matesina. L’area è adeguatamente tracciata sulla Carta CAI (Club Alpino Italiano) del Matese, sviluppata su base IGM (Istituto Geografico Militare), che ne illustra le vie percorribili e che

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è stata realizzata in collaborazione con gli iscritti della sottosezione CAI di Bojano. Più nel dettaglio, imboccando a Bojano la strada provinciale 100 e proseguendo in direzione del borgo, è possibile addentrarsi nel primo sentiero, che in parte si sovrappone alla strada stessa, sulla destra, poco prima di giungere alla Chiesa di San Michele. Il sentiero, individuato con la dicitura 112 BT, conduce alla statua della Madonna delle Nevi, situata in una nicchia di roccia. Una volta oltrepassata la Madonna delle Nevi, ci si immette nuovamente sulla strada asfaltata e infine in una strada sterrata

che ha il suo punto di arrivo nella piazza di Civita Superiore. L’itinerario è di carattere turistico e non richiede un equipaggiamento particolare all’infuori di adeguate scarpe da trekking. Giunti nel borgo, si può sperimentare il piacere di esplorare altri percorsi. Abbandonando il belvedere di Civita e ripercorrendo al contrario (stavolta in discesa) per un breve tratto la SP 100, è possibile deviare il cammino a destra, lungo la strada di Sant’Egidio, che dopo circa 200 metri consente di imboccare un altro sentiero. Questo, opportunamente evidenziato da

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Chiesa di San Michele

Eremo di Sant’Egidio

segnali orizzontali, attraversa nel primo tratto un castagneto, aggira il Monte Crocella e, dopo aver condotto alla cosiddetta Fontana dei Lontri, si arresta all’Eremo di Sant’Egidio. L’itinerario, ben noto alla popolazione locale, prende il nome di “sentiero di Don Geppino” e corrisponde alla dicitura CAI 114 BT. Questo percorso presenta una certa difficoltà per gli escursionisti, per cui si richiede a coloro che sono intenzionati a intraprenderlo un livello maggiore di esperienza, senso di orientamento e conoscenza del territorio.

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Ruderi del Castello Pandone

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Infine, per completare la mappa dei percorsi che l’escursionista può affrontare nei dintorni del borgo medievale, è opportuno citare il Calle che costeggia il crinale della catena montuosa, collegando il borgo normanno di Civita al comune di San Polo Matese. Si tratta di una strada utilizzata in epoca medievale per dar luogo a scambi commerciali tra i due centri abitati. Il visitatore, prima di raggiungere San Polo, ha la possibilità di visitare il sito archeologico di Monte La Costa, in cui il paleontologo di fama internazionale Michele Mainelli ha compiuto importanti studi sulle rudiste (fossili di molluschi). Nella parte finale del sentiero, in prossimità del monte Costa, si rinviene una sorgente denominata Fonte Giardino, anticamente utilizzata come punto di ristoro durante la transumanza.

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ISERNIA >> ROCCAMANDOLFI

COMUNE DI

ROCCAMANDOLFI Piccole strade, scalini scoscesi, muriccioli cadenti, minuscole piazze che si aprono tra i vicoletti, storia e leggende, boschi, montagne e sentieri arditi… in una parola: Roccamandolfi. La parte vecchia dell’abitato si distende lungo un costone sulla cui sommità si scorgono i resti di una fortezza di origine longobarda.

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Forse le origini dell’abitato risalgono all’epoca della decadenza romana, ma il nome ha indubbia derivazione longobarda: Roccamagenula nel XII secolo, Rocca Raginulfo nel XIII, Rocca Manolfa e Rocca Ginulfo nel XVII; dal 1737 in poi, il paese viene indicato definitivamente come Roccamandolfi.

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LA FORTEZZA Il rudere del castello di Roccamandolfi sorge a 1.080 metri di altitudine e rappresenta uno dei più importanti manufatti fortificati del Molise di epoca medievale. Molto probabilmente fu eretto nella metà del X secolo ad opera del nobile longobardo Maginulfo. La fortezza venne attaccata e devastata nel 1223 per ordine di Federico II di Svevia, per stanarvi Tommaso da Celano, conte del Molise che si era ribellato all’imperatore.

COSTUME TRADIZIONALE Roccamandolfi vanta un costume tradizionale di rara bellezza, in particolare quello femminile: la “mappa” con lo spillone in argento col pomo lavorato in filigrana , le “ciappe”, il “laccio” lunghissimo in oro, la “presentosa”, i lunghi orecchini, le innumerevoli spille e ninnoli ne fanno un abito, oltre che caratteristico, molto prezioso.

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ISERNIA >> ROCCAMANDOLFI

AREA PROTETTA TORRENTE CALLORA L’area gestita dalla sezione di Isernia di Italia Nostra, comprende il corso superiore del torrente Callora, che si sviluppa alle spalle dell’abitato di Roccamandolfi, al di sotto della fortezza medioevale. E’ un ambiente dalla bellezza intatta e selvaggia in cui il fiume, che ha carattere stagionale, scorre tra ripide pareti a tratti inaccessibili dividendosi in mille rivoli e precipitando da scivoli e cascate con salti di notevole altezza. Alle pareti rocciose si abbarbicano piante di leccio; nelle zone a bosco crescono il carpino nero, l’ornello, il maggiociondolo, qualche varietà di acero e il sorbo montano. Fra le essenze floreali danno bella mostra di sé i bucaneve, i crochi, i gigli rossi, le campanule e le scabiose, che creano un ambiente adatto a una numerosa varietà di farfalle. Tra le rupi si trovano a proprio agio il corvo imperiale, il gheppio, il colombaccio, la civetta; nella vegetazione svolazzano fringuelli, merli, ghiandaie e si può osservare il picchio verde, mentre a terra si muovono la volpe, il ghiro, la faina e il moscardino. Il torrente Callora, nei periodi di acqua abbondante, diventa un vero punto di riferimento per gli amanti del canyoning che raggiungono Roccamandolfi da tutta Italia. Il canyoning (o torrentismo) consiste nella discesa a piedi di corsi d’acqua che scorrono all’interno di strette gole profondamente scavate nella roccia e caratterizzati da portata ridotta e forte pendenza. Proprio per queste caratteristiche le rive dei torrenti adatti alla pratica del canyoning risultano inaccessibili, una volta intrapresa la discesa non è assolutamente possibile ritornare indietro, ma solo proseguire fino all’uscita.

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IL PONTE TIBETANO Il ponte tibetano realizzato dal Comune di Roccamandolfi, nei pressi dell’antico castello medioevale (sentiero dei fringuelli), costruito da una ditta molisana, è un piccolo capolavoro di ingegneria e carpenteria metallica . Un esempio concreto di valorizzazione del suggestivo paesaggio carsico molisano.

LA CROCE STAZIONARIA Al centro del paese, sotto un arco rinascimentale, vi è una croce stazionaria in pietra, che è il più antico monumento presente. Nel Medioevo era molto in uso innalzare croci nelle piazze, vicino alle chiese, all’entrata del paese, al confine tra due paesi o tra due proprietà o nei luoghi dove si tenevano adunanze pubbliche, fiere e mercati. La croce ha i bracci di uguale lunghezza ed è inserita in una cornice circolare lavorata a foglie geometriche fortemente incise che creano nitidi effetti chiaroscurali. Su una delle due facce Cristo è in croce, sull’altra è seduto sul trono nell’atto di benedire. Al

di sopra del crocifisso è scolpito un angelo ad ali spiegate. Una colonna con ampia base rotonda, composta da quattro ordini di pietra sovrapposti, fa da sostegno a quest’opera che deve considerarsi dell’Alto Medioevo, anche se alcuni caratteri, quali la mancanza di proporzioni, potrebbero collocarla in epoca anteriore. La particolarità di questo monumento è legata all’abbigliamento del Cristo che, a differenza di quanto accade generalmente nell’iconografia cristiana, indossa delle braghe a mezza gamba: si tratta di un’eccezione che non trova riscontro in nessun’altra rappresentazione della crocifissione.

Municipio tel. 0865 816133 fax 0865 816473 comuneroccamandolfi@interfree.it; comuneroccamandolfi@tiscali.it; www.comune.roccamandolfi.is.it Pro Loco tel. 0865 816361- 0865 816524 - 328 3738729 - 328 0235295 - www.prolocoroccamandolfi.it Facebook Pro Loco Per Roccamandolfi

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CENTRO ESTETICO

L’Oasi

del Benessere

Grazie alle specializzazioni nel campo del maquillage, ottenute negli anni dopo la frequentazione di molteplici corsi di aggiornamento, Maria Zazzarino, titolare del centro, è stata chiamata per far parte del gruppo delle truccatrici ufficiali della manifestazione internazionale di bellezza Miss Italia 2011

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Il Centro Estetico Oasi del Benessere, è diventato il punto di riferimento per quelle persone che hanno capito che la cura del proprio corpo non è solo una questione di estetica, ma soprattutto, significa che essere soddisfatti del proprio corpo porta a raggiungere un benessere psico-

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Storia

lla L’angolo dean ni Parisi di Gi

Alife

LA CITTÀ FORTIFICATA Le fonti storiche non ci fanno sapere con esattezza se l’antica città sannitica di ALIPHA fosse circondata da mura prima della conquista romana. Sappiamo però, che essa, insieme a tutta la popolazione di stirpe sannitica, fu tenacemente in lotta con Roma per l’egemonia nel meridione d’Italia. Nelle cosiddette guerre sannitiche vi furono diversi episodi che portarono il territorio alifano e quello di altri centri sannitici come Rufrae (Presenzano), Callifae (Roccavecchia di Pratella) ed altri territori, ad essere conquistati e perduti diverse volte nella sanguinosa lotta fra Romani e Sanniti. La definitiva vittoria delle aquile di Roma avvenne nel 268 a.C. La popolazione sannitica alifana fu soggiogata e fu incorporata nella Tribù Teretina, la città ebbe la concessione della “civitas sine suffragio”, divenendo sede di una “Praefectura”. Con la conquista Romana del territorio alifano, seguì un periodo di pace.

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In età Sillana vi fu il trasferimento di una colonia di ex legionari e in questo periodo la città si dotò di una cinta muraria contemporaneamente ad una nuova sistemazione dei terreni agricoli facenti parte del suo territorio, attraverso la centuriazione, cioè la spartizione dei terreni in parti regolari da affidare agli ex legionari. Al centro della vallata sorse la nuova

ALLIFAE, difesa da un poderoso circuito murario di forma rettangolare, con gli angoli arrotondati e realizzato nel rude “opus incertum”, una delle diverse tecniche murarie, frutto dell’ingegneria militare romana. Infatti lo schema costruttivo dell’antica Allifae, ricalca il “castrum”, ossia il tipico accampamento militare romano che, costruito in maniera veloce per offrire una

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momentanea difesa dell’esercito, poteva, secondo i vari casi, divenire successivamente definitiva pianta progettuale per la città che da questi prendeva spunto. La cortina esterna in “opus incertum” delle mura cittadine, prevedeva internamente un nucleo cementizio in malta calcarea che dava alla possente murazione lo spessore di due metri e mezzo. La grande muraglia era, inoltre, intervallata da bastioni circolari e quadrati che offrivano un’ulteriore difesa contro gli assalitori; quattro porte urbiche con stipiti in blocchi isodomi in pietra fiancheggiate da bastioni quadrati si aprivano al centro dei rispettivi lati. Lungo tutto il perimetro delle mura, sia esternamente che internamente, vi era una zona dove era tassativamente vietato impiantarvi at-

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tività agricole o costruire edifici ed era considerata sacra ed inviolabile; essa si chiamava “pomerium”: le magnifiche monumentali Porte sovrastate da archi a pieno centro, montati su candidi blocchi calcarei, offrivano uno spettacolo di suggestiva e nel contempo possente armonia architettonica che vedeva emergere dalla massa frastagliata e indistinta del grigiore calcareo dell’ “opus incertum” il monumentale biancore, che quasi come un “Arco di Trionfo” accoglieva chi entrava nella Città fortificata. Ai lati delle Porte, i possenti bastioni quadrati offrivano un’ulteriore difesa per la presenza di potenti macchine da guerra, le temibili catapulte romane, armate con proiettili sferici in pietra insieme alle micidiali balestre che scagliavano dardi metallici.

Nel XIX secolo, l’archeologo tedesco Theodor Mommsen provvide a far cerchiare con un anello di ferro la torre di sud-ovest, la più grande di quelle rimaste, forse il mastio del castello.

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I legionari, sempre di guardia alle porte, erano addetti alle “cataractae”: pesanti grate metalliche che azionate da argani scendevano a chiudere le porte.

All’asse stradale principale della città, chiamato decumano massimo, corrispondeva: la Porta Urbica Orientale o Porta Praetoria (l’attuale Porta Napoli), dalla parte opposta la Porta Urbica Occidentale o Porta Decumana (l’attuale Porta Roma); all’asse secondario, chiamato cardine massimo corrispondeva la Porta Urbica Meridionale o Porta Principalis Sinixtra (l’attuale Porta Fiume) e dalla parte opposta, la Porta Urbica Settentrionale o Porta Principalis Dex-

tra (l’attuale Porta Piedimonte). Le suddette porte erano realizzate con il sistema a “cavedium”, un particolare sistema architettonico che prevedeva, oltre la porta principale, una doppia porta, per offrire una ulteriore difesa sui punti più delicati della possente murazione che, in origine, era provvista alla sommità di merli, lungo tutto il suo notevole perimetro che si estendeva linearmente per quasi due chilometri e per un’ altezza di circa 12 metri.

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Due immagini di Porta Napoli

Le mura, grazie al loro notevole spessore, erano provviste di camminamenti per il movimento delle milizie, dove si accedeva tramite scale in legno. All’interno delle mura è racchiusa un’area di circa 220.000 mq, dove ancora oggi si conserva inalterato l’antico impianto urbanistico, con strade che si incrociano ad angolo retto suddividendo la città in quattro settori. La strada che congiunge Porta Napoli con Porta Roma era detta “decumanus maximus”, mentre quella che congiunge Porta Fiume con Porta Piedimonte era detta “cardo maximus”. Nei quattro settori divisi dai decumani e cardini maggiori e minori, con strade parallele ed ortogonali, che si incrociavano ad angolo retto formando dei rettangoli chiamati “insulae”, sorgevano edifici pubblici e spazi per abitazioni private. Alla caduta dell’Impero Romano tutte le strutture della città caddero in un desolante abbandono, così come accadde per le Porta Roma

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Porta Fiume e un particolare di un rilievo di età Augustea

Porta Piedimonte

opere idrauliche e di bonifica di quel “Ager Allifanus” (campagna alifana) definito fino al tracollo imperiale: “Splendente del sorriso di Bacco”(Silio Italico). Anche le mura subirono la stessa sorte di abbandono e di distruzione seguita alla caduta dell’Impero Romano. Le Mura Romane di Alife furono una efficace difesa della Città ed assolsero al loro compito egregiamente ben oltre l’età romana, divenendo baluardo difensivo per i successivi dominatori Longobardi e Normanni. Solo l’invenzione delle armi da fuoco decretò la fine delle città fortificate.

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Ercole pastore del caucaso | 7 anni

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Il nostro Affittacamere “Il Posto al Sole” si trova nel cuore del piccolo centro storico di una antica grande città, Alife. Offriamo un’oasi di tranquillità nella cornice tipica di un paesino rurale. Troverete un ambiente molto curato e allo stesso tempo informale, in cui si privilegia il contatto umano. Our guest house “Il Posto al Sole” (“A place in the sun”) is situated in the very heart of a quaint town center of a great historical city, Alife. We offer an oasis of peace and tranquillity in the setting of a typical rural town, where you will be delighted to discover a very special and friendly atmosphere. Per info e prenotazioni / For info and bookings +39 0823 783459 - +39 0823 789565 | Via San Francesco, 30 - ALIFE (Caserta) Italy

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FESTA DEL CATUOZZO Nel rione Vallata del comune di Piedimonte Matese, da alcuni anni si svolge un evento che riporta alle origini dell’antica tradizione dei “Carbonai” - con la messa in opera del “Catuozzo” a la rielaborazione della “capanna” - una vera e propria copia di quella che per tantissimi anni è stata la casa degli “uomini neri”, con annessa mostra degli utensili utilizzati a quei tempi. La festa del Catuozzo, in località Pioppetelli, richiama un numero sempre crescente di curiosi e festaioli, perché si sa, che dove c’è festa c’è di sicuro del buon cibo accompagnato sempre da ottimo vino. Questa festa, giunta alla terza edizione, viene organizzata dall’Associazione “Gli amici del Catuozzo”, i quali sono riusciti a riproporre con cura e lodevole passione, il lavoro, la vita quotidiana e le tradizioni del carbonai del Matese. Il mestiere del carbonaio infatti, è molto antico e diffuso ancora oggi nell’Italia appenninica; in passato era importante perchè offriva una fonte di energia sia per un uso domestico che industriale. Fino a cinquant’anni fà, prima della diffusione degli idrocarburi il carbone vegetale serviva come combustibile per cucinare nelle “fornacelle” di mattoni o di ceramica e per riscaldamento nei bracieri. Gli addetti alla lavorazione del carbone, appartengono quasi sempre alle stesse famiglie, in quanto si tramandano la difficile e dura arte del taglio e della cottura dei legni, di padre in figlio.

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Piedimonte Matese dall’1 al 23 settembre 2012

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AZIENDA AGRICOLA

GIOVANNI CRISPINO Le vere carni genuine del Matese L’azienda Crispino, una delle più apprezzate e conosciute del territorio, si estende per oltre sei ettari che comprendono le stalle - dove vengono allevati bovini, principalmente di razza Marchigiana, e suini di razze diverse, con una particolare predilezione per il maiale Nero Casertano - e i terreni che sono destinati a coltivazione di mais, orzo e altri cereali con i quali vengono nutriti tutti i capi dell’allevamento. Grazie a queste caratteristiche di coltivazione e di allevamento sul posto, si può affermare che tutte le carni prodotte dell’azienda sono a chilometri zero.

Nel periodo estivo, presso lo spaccio aziendale di via Pizzone, si può approfittare del servizio di “braceria”, per gustare, nella suggestiva atmosfera delle sere d’estate, i sapori delle carni matesine con la tenerezza che le contraddistingue, consumando sul posto oppure portando a casa, già arrostiti, i tagli di carne che più si gradiscono.

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La Bottega del Gusto… e porti in tavola il buon sapore di una volta!

Principale punto vendita dell’azienda Crispino è lo Spaccio aziendale di via Pizzone, dove sono disponibili i migliori tagli di carne.

Nel centro urbano di Piedimonte Matese, troviamo La Bottega del Gusto, uno dei più rinomati market della zona, il cui banco macelleria offre esclusivamente le carni prodotte dall’azienda Crispino; Un ambiente accogliente, con il personale sempre attento a soddisfare ogni esigenza del cliente, con gentilezza e cordialità. Nel reparto della gastronomia, si trova ogni giorno una grande varietà di prodotti sempre freschi, appena cucinati da mani sapienti secondo la vecchia tradizione, e piatti pronti che racchiudono tutto il gusto e la genuinità dei sapori di un tempo ormai passato. L’assortimento disponibile, principalmente costituito da prodotti tipici del Matese, è costantemente arricchito per accontentare il palato dei clienti più esigenti.

Produzione propria di prosciutti e insaccati Aperti anche la domenica mattina Azienda Agricola Giovanni Crispino - Spaccio Aziendale - Via Pizzone, 8 - Tel. 389 9895596 La Bottega del Gusto - Via Matese, 7 - Tel. 0823 785696 - Piedimonte Matese (Ce)

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sci club FONDO MATESE

O L O S N NO E V E N E SCI Dopo il lungo e freddo inverno, è arrivata la primavera; si scioglie la neve, tutto si trasforma, il bianco diventa arcobaleno e il paesaggio cambia… e cambiano le attività dello Sci Club Fondo Matese. Sci, scarponi, ciaspole in ordine negli scaffali e via con le scarpe da trekking per effettuare fantastiche escursioni attraverso i numerosi sentieri del Matese; le attività bianche, diventano verdi.

Si tinge di verde anche il progetto “Ambiente fino in fondo” riservato agli alunni delle scuole di 1° e 2° grado; obiettivo invernale: l’apprendimento della tecnica di base dello sci di fondo, obiettivo estivo: la conoscenza del territorio e della sua biodiversità, con l’organizzazione di passeggiate tra i boschi, sedute di BIRDWATCHING con la partecipazione di esperti ornitologi,

LABORATORI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE alla scoperta della ricchissima flora che colora, profuma e risveglia sia gli animi che il nostro territorio, dei prodotti del sottobosco e delle essenze aromatiche ed officinali che migliorano il proprio benessere fisico e mentale, alla ricerca delle tracce della fauna del Matese: volpe, tasso, faina e lo splendido ed elusivo lupo.

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L’attività motoria in ambiente naturale, in particolare nelle immense faggete e nei pianori del Matese diventa l’obiettivo principale delle ESCURSIONI, delle sedute di NORDIC WALKING, ORIENTEERING, PERCORSI BENESSERE consistenti in passeggiate non impegnative per il consolidamento degli schemi motori di base quali camminare, correre, saltare, lanciare ecc… L’attività prevede momenti di sosta per apprendere la corretta esecuzione degli esercizi di respirazione, praticare ginnastica a corpo libero o con ausilio di piccoli attrezzi catalogati e occasionali per un potenzia-

mento generale, eseguire piccoli percorsi con balzi, saltelli, lanci per migliorare la propria coordinazione motoria, la corretta deambulazione in terreni vari e accidentati, il proprio equilibrio. Il TREKKING più importante organizzato dal Fondo Matese, in collaborazione con Associazione Turistica Territoriale – Guida Turistica del Matese, sono senza dubbio le notturne al monte Miletto e al monte Gallinola. L’appuntamento per le notturne del 2012 è, rispettivamente, alla luna piena del 3 luglio e a quella del 2 agosto. (A pag. 100 il racconto dell’edizione 2011)

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A fine estate inizia poi la preparazione per le attività invernali con sedute e allenamenti di SKIROLL, PAT T I N AG G I O, CORSA IN MONTAGNA. Nel periodo estivo l’associazione intensifica l’attività di volontariato che ha lo scopo di informare, educare, sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e del territorio i numerosi frequentatori del Matese. Ciò avviene, in collaborazione con L’Ente Parco

Regionale del Matese, Comunità Montana del Matese e i comuni di Piedimonte Matese, Castello del Matese, San Gregorio Matese mediante la distribuzione di volantini informativi e interventi diretti sul campo. Lo scopo è quello di evitare principalmente l’abbandono indiscriminato di rifiuti, suggerendo ai vacanzieri di riportare con sé quelli prodotti durante la loro permanenza, evitare l’accensioni di fuochi nel bosco a ridosso dei faggi e utilizzare il barbecue in zona aperta, non accedere con automezzi e moto nelle aree verdi provocando solchi e buche a danno dei pascoli.

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Fin dalla sua costituzione nel 1998, lo Sci Club Fondo Matese ha prestato particolare attenzione alle persone con disabilità, offrendo ad associazioni e gruppi operanti in questo settore, ma anche individualmen-

te, la professionalità dello staff dirigenziale e di tutti i soci volontari, nonché le proprie attrezzature, per la fruizione della montagna organizzando anche visite guidate e attività ludiche e ricreative.

La fase più importante di questa attività, è stata senza dubbio la collaborazione al progetto MontabilmenteMare 2009, promosso dagli Uffici Ambito C6 Piedimonte Matese, Comune capofila, C7 Caserta e C9 Mondragone e finanziato dalla Regione Campania. Una piccola parte dei finanziamenti, su proposta dello Sci Club Fondo Matese e sulla base dei consensi molto

positivi avuti dagli utenti per le attività proposte e il loro svolgimento, sono stati destinati alla realizzazione dello chalet in legno, completo di spogliatoio e bagno chimico per disabili, l’unico a Bocca della Selva. La struttura, attualmente in affidamento all’Associazione, è messa a disposizione per l’accoglienza giornaliera dei visitatori diversamente abili.

Tel. e fax 0823 911344 Cell. 368 7398441 Mario Cell. 333 6090588 Netta www.sciclubfondomatese.it fondomatese@virgilio.it

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COMUNE DI

PIEDIMONTE MATESE

Si rinnova l’appuntamento con la manifestazione ciclistica “Gran Fondo del Volturno”, giunta quest’anno alla quinta edizione. Si tratta di una kermesse nata al fine di sostenere lo sviluppo turistico ed economico di Terra di Lavoro, in particolare della zona del Matese, che può contare sulle bellezze naturali da far invidia alle migliori città turistiche d’Italia. Per questo motivo l’associazione onlus Centoeventi, in collaborazione con le testate giornalistiche Cronache di Caserta

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e Cronache di Napoli e il Comune di Piedimonte Matese, organizza da ormai quattro anni la gara ciclistica che quest’anno è già programmata per il giorno 27 Maggio 2012 - “5a GRAN FONDO DEL VOLTURNO”. La manifestazione ciclistica, che prevede la partecipazione di almeno 500 atleti provenienti da tutta Italia, partirà proprio dal comune di Piedimonte Matese e attraverserà oltre venti paesi del comprensorio matesino. Si tratta di una gara nazionale, valevole per il campionato italiano e che attirerà a Piedimonte Matese alcune migliaia di persone, con notevoli vantaggi anche per l’economia locale, con alberghi e ristoranti che beneficeranno della presenza del folto pubblico.

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Una gara ciclistica che potrebbe tranquillamente rappresentare una tappa del Giro d’Italia grazie a un percorso molto impegnativo e con un panorama spettacolare. La manifestazione è giunta alla quinta edizione dopo aver ottenuto risultati brillanti negli anni passati. L’obiettivo prefissato, infatti, non è soltanto quello di promuovere uno sport che al giorno d’oggi può vantare tantissimi appassionati in tutta Italia e in particolar modo in Campania,

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ma anche quello di sviluppare dal punto di vista turistico delle zone che molti ci invidiano e che da qualcuno vengono indicate come la Svizzera casertana. A tal fine, ad affiancare la gara ciclistica, ci saranno una serie di manifestazioni organizzate con l’ausilio dell’amministrazione comunale di Piedimonte Matese, retta dal sindaco Vincenzo Cappello, che prevedono anche un convegno sulle numerose eccellenze del Matese, e per i tutti i bambini alcuni intrattenimenti, giochi in strada e tanti altri divertentissimi eventi.

www.granfondodelvolturno.it www.comune.piedimonte-matese.ce.it Tel. 0823 786410

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LA FATTORIA

del Professore Tradizionale nei processi, audace nelle sperimentazioni. Nel “minicaseificio” della fattoria, il Professore, dà sfogo alla sua creatività tenendo ben presente due priorità assolute: la genuinità dei prodotti e il gusto antico che caratterizza i suoi formaggi. Non mancano comunque nuovi e interessantissimi abbinamenti con sapori e profumi “insoliti” come: noci, uva, limone. Tutti i formaggi sono da considerarsi a chilometri zero, in quanto l’intero processo produttivo si svolge nella stessa azienda: la coltivazione del foraggio per le mucche, la mungitura e la trasformazione del latte in tante fantastiche fantasie, che solo recandovi alla Fattoria del Professore potrete assaggiare.

LA FATTORIA DIDATTICA A gruppi di ragazzi che arrivano prevalentemente dall’ambiente scolastico, viene offerta l’opportunità di conoscere e di partecipare attivamente ai processi agricoli che avvengono quotidianamente nell’azienda. Una visita alla Fattoria del Professore, magicamente farà fare a tutti i visitatori, un tuffo nella natura e nei ritmi di un tempo ormai dimenticato.

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di Yuri Bucci e Fabio Anzovino

A tanti di voi sarà sicuramente capitato almeno una volta di alzare lo sguardo al cielo e vedere un parapendio o un deltaplano in volo. Sul Matese, da diversi anni, nelle belle giornate assolate, è ormai una routine: alzi lo sguardo verso le montagne e li vedi, volano liberi lungo i costoni della pedemontana o sulle ripide pareti della Gallinola e del Miletto, o ancora nei cieli della valle di Cusano Mutri. Sì, perché il Matese è sicuramente uno dei migliori siti di volo dell’Appennino centro-meridionale, un importante punto di riferimento per tutti i piloti del centro-sud Italia. Ingiustamente classificati come sport estremi, in realtà parapendio e deltaplano sono mezzi dalla semplicità spiazzante, progettati per decollare da un pendio utilizzando la spinta delle gambe del pilota, e per volare utilizzando soltanto l’energia dell’aria e quella della gravità. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, per volare non c’è bisogno di vento, ma, essendo questo un fenomeno naturale sempre presente, la regola fondamenta-

le dei piloti di volo libero è volare lungo i pendii ben esposti ad esso. Qui entrano in gioco altre caratteristiche orografiche del Matese, la cui posizione geografica ed i numerosi decolli, consentono ai piloti di volare con venti provenienti sia dai quadranti meridionali che da quelli settentrionali, aumentando le possibilità di volo nella giornata. E’ possibile volare tutto l’anno, ma il Matese “da il meglio di se” nelle belle giornate primaverili ed estive, quando, sfruttando le generose correnti ascensionali, i piloti più

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esperti riescono a volare lungo tutto il massiccio, percorrendo molti chilometri, rimanendo in aria per diverse ore e raggiungendo quote molto alte, anche oltre i 3000 metri, godendo così di vedute incredibili e mozzafiato. A tanti verrebbe da pensare che volare sia difficile o riservato a pochi, ma non è affatto così, anzi per farlo basta veramente poco, non serve né un’apposita preparazione fisica né una specifica dote, ma solo il desiderio di scoprire una nuova dimensione: la verticalità! Il percorso da intraprendere per diventare un pilota di parapendio o deltaplano è molto simile a quello di una scuola guida: dopo un adeguato corso pratico e teorico, si è pronti a sostenere un esame necessario per il conseguimento del brevetto di volo. Tuttavia, per provare l’ebbrezza del volo non è necessario diventare piloti dal momento che i piaceri dell’aria possono essere assaporati effettuando un volo turistico in compagnia di un istruttore abilitato (tandem).

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La scuola di volo in parapendio che opera nel Matese è quella del Club “Parapendio Le Streghe”, il cui Presidente ed Istruttore abilitato è Leone Antonio Pascale, pilota di cross country di rilievo internazionale e detentore dei record di distanza dell’area appenninica in tutte le specialità (Distanza Libera, Triangolo e Triangolo FAI).

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Il Matese ospita manifestazioni sportive di volo libero dai primi anni ottanta, ma più di recente, questa zona appenninica è divenuta famosissima grazie al Club Parapendio Le Streghe che ha curato l’organizzazione dei Campionati Italiani di Parapendio 2008, della Pre-Coppa del Mondo nel 2009 e della Coppa del Mondo e dell’X-Camp nel 2010, portando per la prima volta sul Matese piloti professionisti provenienti da tutto il mondo, accendendo un grosso interesse attorno al parapendio e a tutte le incredibili emozioni che esso comporta. Se tutto questo ha suscitato anche in te un po’ di interesse, puoi prendere subito contatti con il Club, per prenotare un volo in biposto o semplicemente per andare ad ammirare più da vicino le bellissime evoluzioni dei “piloti dell’aria”, perché volare liberi è sicuramente una delle più belle emozioni che si possono provare nella vita! www.parapendiolestreghe.it

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di Sisto Bucci

GITA ENOGASTRONOMICA DEL MATESE IN FUORISTRADA Un evento da non perdere per gli amanti della natura e dei prodotti del territorio. Una tranquillissima e piacevole passeggiata in montagna, principalmente su strade sterrate e strade asfaltate secondarie, sempre immersi nel verde e nella splendida natura dei monti del Matese. La Gita Enogastronomica del Matese in Fuoristrada è riservata ai possessori di veicoli fuoristrada e SUV a quattro ruote motrici, utili non per “mostrare i muscoli” del proprio veicolo, ma per superare in modo agevole, all’occorrenza, i brevi tratti sconnessi che di tanto in tanto si trovano lungo percorso.

Un’intera giornata all’aria aperta, che inizia con la colazione e prosegue fino al tardo pomeriggio, percorrendo itinerari naturalistici ed enogastronomici, con tappe in alcune selezionate aziende agrituristiche, dove si potranno degustare piatti unici dai sapori antichi, accompagnati da vini di produzione locale.

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“Un’esperienza assolutamente da vivere!” I percorsi, sempre scelti con molta cura e assolutamente adatti ad ogni tipo di vettura a quattro ruote motrici, sono caratterizzati da un susseguirsi di tratti

asfaltati e sterrati, punti panoramici e suggestivi che sorprendono i partecipanti, lasciandoli senza fiato. Attraverso boschi e vallate, si raggiungono le aziende vinicole e gli agriturismo che ospitano la carovana nelle soste previ-

ste nell’arco della giornata. Qui, i gitanti possono assaporare tanti piatti, preparati secondo le “ricette della nonna” tramandate nel tempo, che sanno regalare profumi e aromi mai provati.

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Un’occasione speciale per trascorrere una giornata tra le bellezze naturali del Matese, in compagnia della propria famiglia e dei tanti nuovi amici che si incontreranno. Per poter partecipare, non servono particolari conoscenze o capacità di guida, l’importante è avere una vettura in buono stato e ovviamente le quattro ruote motrici. Si consigliano carburante per almeno 200 km ed abbigliamento da montagna. Sicuramente utili anche macchine fotografiche, telecamere e binocoli.

Per informazioni e prenotazioni www.montidelmatese.com info@montidelmatese.com Numero Verde 800 998609 cell. 335 453487 cell. 393 9726507

Quest’anno, da aprile a settembre, la gita si svolgerà ogni ultima domenica del mese.

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RISTORANTE

Finito di costruire da alcuni anni, il ristorante La Fortezza, è stato sapientemente realizzato in stile antico, utilizzando materiali che fanno parte della storia dei borghi matesini (pietra, tufo, legno), grazie ai quali si è riusciti a creare un ambiente caldo ed accogliente, luogo ideale per cerimonie fino a circa 150 invitati, in cui tutti gli ospiti possono serenamente rilassarsi e nello stesso tempo gustare una cucina di alta qualità, che comprende una vastissima varietà di piatti tipici a base di prodotti locali, ortaggi di stagione e carni selezionate provenienti da allevamenti matesini; tutti da accompagnare con ottimi vini campani e da tante altre etichette presenti nella fornita carta dei vini. Oltre alle prelibatezze “di terra”, da non perdere le delicate specialità marinare che da sempre Donato Del Greco continua con grande successo a proporre nel suo ristorante. Circondato da meravigliosi ed ampi spazi verdi, dall’alto del terrazzo è possibile ammirare stupendi scorci paesaggistici e rimanere a contatto diretto con la natura.

Via San Felice Gioia Sannitica (Ce) | Tel. 0823 915367 - Cell. 338 1980994 www.ristorantelafortezza.net | info@ristorantelafortezza.net Chiuso il mercoledì

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L’azienda agrituristica Falode è in grado di offrire diverse soluzioni di ospitalità. Offerte che si articolano per grado di indipendenza, con pernottamenti in: camere, mini-appartamenti, ostello della gioventù, camping e area camper. Agriturismo Falode Castello del Matese (Ce) Loc. Acqua di Santa Maria (Lago Matese) Tel. +39 0823 919233 - Fax +39 0823 919265 www.falode.it - direzione@falode.it

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Le attività proposte sono veramente tante, e adatte a tutti: ricreative, dedicate alle famiglie, didattiche e sportive. Troverete tutto ciò che vi potrà servire per organizzare una indimenticabile giornata all’aria aperta, alla scoperta del paradiso che ci circonda.

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La filiera produttiva dell’azienda trova il suo culmine nel Punto Vendita. Qui potrete trovare tutto ciò che viene prodotto dagli allevamenti aziendali, dai latticini più prelibati alle carni più rinomate. Gli addetti al banco saranno a vostra disposizione nel consigliarvi ed informarvi sulle qualità dei nostri prodotti; inoltre, è disponibile anche una selezione dei migliori prodotti tipici della zona. Collocato poco prima dell’entrata principale dell’azienda, presso il nostro Punto Vendita è possibile acquistare tutto il necessario per un pic nic o per rifornirvi di cibarie tipiche da portare a casa.

L’attività zootecnica è stata l’incipit per la creazione dell’azienda. Essa infatti nasce dall’esigenza di interrompere l’attività della transumanza*, trasferendosi stabilmente in montagna e provvedendo alla stabulazione del bestiame. *Pratica della pastorizia, che prevedeva lo spostamento delle greggi da un pascolo estivo a uno invernale.

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IL MILETTO la scalata in notturna di Mario L. Capobianco

Il monte Miletto, la vetta più alta del massiccio del Matese (2.050 m), è la meta ambita di molti escursionisti; godere all’alba del meraviglioso spettacolo del sorgere del sole – dopo essere saliti durante la notte – è sicuramente il modo migliore di concludere quella che, per molti, è una vera impresa.

Alle Macchietelle un primo vero contatto con la montagna, e in alto la cima maestosa illuminata dagli ultimi raggi di sole; una sistemazione definitiva degli zaini, un controllo di tutti gli accessori, i consigli sull’andatura e il modo migliore di affrontare la fatica, la rituale foto di gruppo con lo sfondo della vetta e, finalmente, la partenza.

I sentieri che portano alla cima sono diversi, dai vari versanti e di diverse difficoltà; io preferisco quello che ho percorso la prima volta da giovane guidato dall’indimenticabile amico Giuliano Palumbo, al quale devo la mia passione per la montagna e la fotografia. Non sempre le condizioni meteo sono favorevoli, ma l’escursione organizzata lo scorso anno con “Sci Club Fondo Matese” e “Associazione Turistica Territoriale” vale la pena di essere raccontata. L’appuntamento fissato alla luna piena di luglio, raduno a Miralago alle 18.00. Dopo il benvenuto dei rappresentanti delle due associazioni a tutti partecipanti, tappa alle Tre Fontane per il rifornimento di acqua e trasferimento al punto di partenza.

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Percorso un primo tratto pianeggiante per il riscaldamento, inizia la salita. Davanti, la prima meta: il valico di Campo del Puledro. A sinistra: un sole meraviglioso che si avvia al tramonto e con i suoi ultimi rossi e caldi raggi dà al paesaggio ombre e colori intensi, rendendolo particolarmente suggestivo. Alle spalle: il Lago Matese e qualche gregge che si avvia verso l’ovile.

Indescrivibile la suggestione e l’emozione che si prova scendendo alla Sorgente della Pila, dove si sente solamente l’acqua che scorre e nel buio della gola retrostante si è affascinati dal lento volare di una miriade di lucciole. Il bivacco di questa notte si può descrivere con due parole: Giuseppe e Maria. Si, gli amici di Faicchio che a sorpresa tirano fuori dallo zaino una caciotta di formaggio stagionato in foglie di noci che catalizza l’attenzione di tutto il gruppo. Immaginate voi il sapore!

All’uscita del bosco, puntuale all’appuntamento, fa capolino all’orizzonte una meravigliosa luna piena che piano piano illumina tutto.

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Intanto, la luna sempre più splendente è salita ancora e i suoi raggi imbiancano le rocce sovrastanti la sorgente. Attraverso la spaccatura del vallone della Cannella, un ultimo sguardo al lago con le sue piccole luci delle abitazioni dei pastori o di qualche bivacco e si riprende il cammino. Un breve passaggio nel bosco buio con l’ausilio delle torce frontali, perché il rigoglioso fogliame dei faggi non permette ai raggi lunari di entrare e ci appare l’immensa distesa di Campo dell’Arco, uno dei più evidenti fenomeni di carsismo, caratteristico del nostro territorio. Qui è obbligatoria la foto ricordo nell’arco di pietra naturale, da dove una volta sfociavano le acque che, in seguito, con l’erosione del tempo, crearono l’inghiottitoio che sbocca nella sorgente della Pila.

Emozionante l’attraversamento di questa pianura con una nebbiolina dovuta all’umidità, lo scampanellio dei campanacci delle mucche che riposano e il galoppo di un piccolo branco di cavalli che si allontana, disturbato dal nostro passaggio.

Alla fine del campo una breve ma impegnativa salita ci porta sul Colle del Monaco, dove si imbocca il sentiero che porta alla Forca del Cane; qui inizia l’aggiramento della cima, che raggiungiamo ai primi albori. Immediata la ricerca di un fosso-rifugio per proteggerci dal freddo e dal vento, e assaporare distesi tra le pietre il meritato riposo. Per descrivere l’alba e il sorgere del sole a cui abbiamo assistito ci vorrebbe un poeta. Spaziare con lo sguardo verso oriente con i radiosi colori dell’alba e voltarsi a occidente per assistere al tramonto della luna in un cielo ancora buio è uno spettacolo indimenticabile. Di fronte a questa meraviglia ci si sente più modesti, più disponibili; è bello individuare in lontananza le luci della città di Napoli, i fari di Ischia, Gaeta, Punta Campanella, Letino e i paesini del Molise. Poi tutti pronti per accogliere lui, il grande protagonista; il mio GPS dice che spunterà all’orizzonte sul mare Adriatico alle ore 05.56; arriva puntualissimo il primo spicchio arancione, si mettono in azione le digitali, qualcuno non ha retto alla fatica e si è addormentato nel sacco a pelo… peccato per lui! Mano a mano che il cerchio di fuoco si completa e comincia a salire, tutto il paesaggio ci appare sempre

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più chiaro, si staglia netto il profilo del monte Gallinola di fronte a noi e in basso nei campi di alta quota si mettono in movimento mucche e cavalli allo stato brado per il loro pascolo quotidiano. Qualcuno mi fa notare l’ombra stessa del Miletto che si distende alle nostre spalle verso la piana del Medio Volturno, sul Monte Maggiore e sui Lattani, i monti di Roccamonfina. Più a nord-ovest si impongono Le Mainarde e più lontano, a nord, si intravedono La Meta, la Maiella, il Gran Sasso.

Dagli zaini vengono fuori thermos con caffe e latte caldo, potenza della nuova tecnologia, ci si scambia qualche barretta di cioccolato, addirittura Gino e Teresa di Napoli offrono una torta delizia al limone e, magicamente, appare anche una borraccetta di grappa. Tradizionale foto di gruppo vicino alla croce, mentre il quasi onnipresente vento forte e gelido invita a intraprendere la discesa. Coloro che hanno partecipato per la prima volta, rivedendo il percorso alla luce del sole, si rendono conto, con grande soddisfazione, dell’impresa compiuta (foto a pag. 110). Ultima tappa, la fresca e rigenerante fontana dell’Esule, popolatissima di mucche e cavalli che scendono qui per abbeverarsi. Poi giù lungo l’Esuligliu, così i pastori del luogo chiamano la comoda sterrata che ci riporta al livello del lago. Qui, il gruppo si scioglie: si recuperano le macchine, alcuni si salutano, altri decidono di completare l’avventura intorno a un tavolo di prodotti tipici e bevande dissetanti. Appuntamento alla luna piena d’agosto per la notturna alla Gallinola … Ma questa è un’altra storia, la racconteremo nella prossima edizione della Guida Turistica del Matese.

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A voi appassionati della montagna, delle escursioni, dello sport, delle visite turistiche e della buona cucina… l’Associazione Turistica Territoriale e lo Sci Club Fondo Matese, mettono a disposizione tutte le loro conoscenze e competenze, per accompagnarvi…

alla scoperta del paradiso che ci circonda.

o l o s o n a Bast ” i d e i p i “buon

Per informazioni: info@montidelmatese.com - fondomatese@virgilio.it Tel. 0823 787300

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• Trekking • Nordic Walking • Visite Naturalistiche • Volo libero • Visite Archeologiche • Gite Enogastronomiche • Sagre e Feste folkloristiche • Ciaspolate

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AREA DEL LAGO MATESE SCOPRI LE LOCALITà MENO CONOSCIUTE

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foto di Gino Franco - Discesa da monte Miletto 006 guida 2012 - 08.indd 111

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La redazione della Guida Turistica del Matese vi dĂ appuntamento alla prossima edizione, Autunno Inverno 2012, in distribuzione da ottobre.

Il mio ringraziamento personale va all’amico Mario L. Capobianco per la sua preziosa e insostituibile collaborazione per la realizzazione di questa edizione Sisto Bucci

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Profile for sisto bucci

Guida Turistica del Matese 2012  

Guida Turistica del Matese edizione Primavera/Estate 2012

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