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«L’altro turismo» in tempo di crisi Tempi duri ci stanno accompagnando già da qualche anno e gli esperti dicono che continueranno a farci compagnia ancora per un po’; è la crisi economica, che ormai ha colpito tutto il pianeta. A causa di questa crisi, i consumi si contraggono e la maggior parte delle persone è costretta a cambiare alcune delle proprie abitudini. In materia di turismo, che è l’argomento che ci interessa, stiamo vedendo chiaramente allontanarsi sempre di più le classiche vacanze che per molti duravano quindici giorni o anche oltre; quelle vacanze frenetiche, della discoteca o dei “vedo tutti gli Stati Uniti d’America in sette giorni”… Ma allo stesso tempo, per fortuna, aumenta l’interesse per le vacanze serene, in relax, tra la natura e i cibi genuini, nei borghi o nelle aree archeologiche. La voglia di aria pulita e di tradizioni e sapori antichi, che dà una nuova consapevolezza ai vacanzieri, sta generando nuove pratiche: il turismo lento, che ci permette di osservare tutto ciò che finora non abbiamo visto, anche passandogli accanto molte volte; e il turismo sportivo, che ci avvicina alle aree incontaminate e che ci permette di praticare tanti sport, quasi sempre all’aria aperta, a stretto contatto con la natura. Nel territorio matesino queste vacanze sono possibili. Non ci manca niente: abbiamo la natura che continua a regalarci il meglio delle sue espressioni, abbiamo le tradizioni che ci accompagnano da secoli, le ricette della nonna che sostengono la cucina tipica, abbiamo moltissime strutture di ricezione turistica (anche se alcune dovranno migliorarsi), le aziende agricole, i “cannavinari” e tanti altri produttori; tutti garantiscono la qualità assoluta, le produzioni a chilometri zero, le carni degli allevamenti locali, il latte dalle qualità invidiate, trasformato attraverso le generazioni di mastri casari in meravigliosi formaggi di tante varietà. Bene, per intercettare questo nuovo flusso di turisti, non dobbiamo fare altro che far sapere “all’esterno” tutto quello che il Matese ha “al proprio interno”. A questo scopo, è necessaria la collaborazione tra gli operatori del settore e le associazioni, affinché condividano questa visione, seguendo possibilmente un progetto comune, che porterà certamente vantaggi a tutto il territorio. Se poi, agli operatori turistici e alle associazioni, che sono numerose e tutte ben disponibili, si uniranno anche gli enti pubblici e le amministrazioni locali, questo non potrà che agevolare l’auspicato e tanto sospirato sviluppo turistico del Matese. Sisto Bucci

In copertina “In canoa sul lago del Matese” foto di Carlo Romano


Rivista Specializzata Turismo, Sport, Natura Periodico di informazioni turistiche del massiccio del Matese Registrazione Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce) n. 798 del 17/05/ 2012 Direttore Responsabile Lorenzo Applauso Editore Sisto Bucci Piedimonte Matese (Ce) Tel. 335 453487 sisto.bucci@gmail.com Impaginazione e Grafica Pepperanucci & Partners Caserta Stampa Ikone srl Piedimonte Matese (Ce) Pubblicità Service & Communication srl Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 787300 Numero Verde 800 998609 www.montidelmatese.com info@montidelmatese.com Hanno collaborato Sara De Balsi Manuela Rotunno Roberta Barra Mario L. Capobianco Lorenzo Applauso Antonella D’Avanzo Vincenzo D’Andrea Pietro Mastrobuono Michela Di Lemme Giovanni Capobianco Gianvittorio Martellino Claudia Orsino Pasquale Buonpane Riccardo Quaranta Yuri Bucci Pierpaolo Iannitelli Foto Mario L. Capobianco Alessandro Santulli Luca Farnerari Massimo Martusciello Sisto Bucci Aneta Rybaczuk (Elder Graphics)

Finito di stampare Ottobre 2012


Meglio essere “guidati” In ogni settore, particolarmente oggi, nell’era della comunicazione, si avverte la necessità sempre più forte di una guida. Anche il turismo, che è il settore forse meno colpito dalla crisi economica internazionale, ne ha comunque bisogno. A maggior ragione, il cosiddetto turismo di nicchia, quello meno noto ai molti, che interessa il nostro Matese dalle grandi potenzialità nascoste e quindi inespresse, deve necessariamente fornirsi di una guida. Quella che voi avete in mano ora, la Guida Turistica del Matese, diventa uno strumento sempre più necessario per navigare nel grande oceano del turismo nostrano. Il numero delle riviste, andate a ruba nei tantissimi punti vendita del nostro territorio, conferma la sua autorevolezza in questo delicato settore. Non a caso, la Guida è pensata proprio per orientare, come una bussola, i navigatori alla scoperta – o alla riscoperta – del paesaggio naturale e umano del Matese: nei nostri servizi e reportage cerchiamo di raccontarvi in parole e immagini i meravigliosi siti naturali e storici che in tanti non conoscono ancora, gli innumerevoli prodotti tipici che il Matese riesce ad esprimere, ma anche le esperienze vissute nella nostra terra da persone che sono venute a scoprirla. Allora, che siamo appassionati di natura, di storia, di sport o di buona cucina, che siamo matesini “doc” o turisti assetati di scoperte, prendiamoci il tempo di lasciarci guidare. Buona lettura... Lorenzo Applauso


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Viaggio nell’Oro del Matese L’Aquila reale, la regina del Matese Un giro in provincia: Benevento Pesca sportiva: Carpfishing Wine Tour, alla scoperta di un territorio In canoa come in Alaska Una carnivora di casa nostra Un giro in provincia: Campobasso Alla ricerca della precarietà Il profumato mondo del tartufo Campitello Matese Un giro in provincia: Caserta Le Mortine, uno scrigno tra gli Appennini Piedimonte Matese, il presepe vivente al rione Vicinato Viaggio nel Parco Regionale del Matese I cipollari di Alife e l’arte di “nzertare” E’ tempo di neve... Sci Club Fondo Matese San Potito Sannitico, il mercatino di Natale Un giro in provincia: Isernia Roccamandolfi, sci di fondo Una ciaspolata... di gusto Pagine utili


5 | GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2012 AUTUNNO INVERNO


Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

PRODOTTI TIPICI

di Lorenzo Applauso

VIAGGIO NELL’ORO del Matese Il miele amato anche dagli antichi Romani

Chi ha coniato il detto “il mattino ha l’oro in bocca”, quasi certamente aveva appena consumato una sostanziosa prima colazione a base di miele. Abbiamo preso spunto

da questo proverbio per offrire ai nostri lettori, che ci seguono sempre più numerosi, un viaggio alla scoperta di questo straordinario prodotto, che ha nel cuore del massiccio del Matese un habitat produttivo ideale, come molti esperti sostengono. “Innanzitutto – dice Giovanni Cornelio, un piccolo produttore di miele ad Alife – perché quasi tutte le aziende che si trovano nella zona del Matese lavorano sulla qualità e non certo sulla quantità. E poi non dimentichiamo che la salubrità dell’ambiente è necessariamente l’elemento più importante della produzione. Questo perché il prodotto non arriva sulla tavola da un laboratorio, dove potrebbe essere “aggiustato”, come avviene per altri prodotti, ma direttamente dalla natura, dai fiori e dalle piante dei nostri campi e dei nostri boschi ancora incontaminati e che anche noi che facciamo questo lavoro abbiamo l’interesse, oltre che il dovere, di difendere. Questo lo facciamo ogni giorno, proteggendo l’ambiente e scegliendo gli

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angoli più genuini e più incontaminati del nostro territorio dove depositiamo le arnie per la conseguente produzione di miele”. L’area del Matese a cui ci riferiamo in questa occasione è la zona delimitata istituzionalmente come Parco regiona-

le, che va da Capriati a Volturno a Letino, per poi finire in quello straordinario lembo di terra del beneventano, a Cerreto Sannita e a Pietraroja, dove il miele è tradizione, piccola economia ma soprattutto passione che si tramanda nei secoli. Per Matese intendiamo, inoltre, anche Alife, città romana, che conserva an-


Viaggio nell’Oro del Matese

LE PRINCIPALI VARIETÀ DI MIELE DEL MATESE

Anfiteatro Romano di Alife

L’Italia è il paese al mondo che produce il più alto numero di varietà di miele. La Campania e le province di Caserta e Benevento, dove la tradizione è radicata sul territorio già dal tempo dei Romani, sono un territorio estremamente competitivo. Il Matese, in fatto di miele, annovera prodotti tra i più ricercati. La produzione si muove principalmente su quattro varietà, che sono la profonda espressione della natura e di conseguenza del fiore che è specifico del territorio: si va dallo straordinario miele di Castagno al Millefiori. Particolarmente prelibate, ma forse un po’ meno conosciute, le varietà Melata di bosco e l’inconfondibile Acacia

cora oggi, forse in modo non proprio ideale, le testimonianze romane con le sue mura e le sue quattro porte. Infatti, il miele qui veniva prodotto già dai romani per la sua particolare predisposizione ambientale e soprattutto perché i romani, che non erano sprovveduti, avevano capito già allora che non si trovava, e ancora oggi non si trova in natura, un ingrediente più indicato per un piacevole risveglio; l’importanza del miele nella cultura dei romani era tale che la presenza del biondo nettare non si limitava al primo pasto della giornata, il che sarebbe stato riduttivo: “Non a caso, i romani, amanti del gusto dolce, mettevano il miele ovunque - come ci riferisce una signora alifana di 97 anni - abbinandolo dai funghi alle zucchine, dai tartufi alle pregiate

carni di pappagallo e al pesce pescato nel vicino fiume Volturno, all’epoca sicuramente dalle acque limpide. Esso era inoltre impiegato per insaporire molluschi e crostacei e poi nelle salse e nelle torte”. Come vedete, cambiano abitudini alimentari e popoli, passano i secoli, e il miele non solo non scompare, ma torna prepotentemente in auge sulle tavole di quasi tutto il mondo. Una bustina di miele, anche per un fugace cappuccino mattutino è facile da trovare sul banco e nelle zuccheriere di molti bar. Infine, quando parliamo di miele non possiamo tralasciare pappa reale e propoli, sostanze ricercatissime che sono il frutto che ci arriva comunque dai numerosi piccoli produttori ma innanzitutto da lei, quello straordinario insetto che si chiama ape.

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Viaggio nell’Oro del Matese

…E TUTTO È FINITO “A TARALLUCCI E VINO”

Nell’Evo Antico, il miele, oltre che nell’alimentazione, anche come MELLA, cioè acqua di favi e come MULSUM, cioè vino miscelato a miele, (N. Valerio) veniva usato in medicina (G. Penso). In più, come in altri territori pertinenti al Matese, pure nel Telesino, ancora rinomato per la viticultura e per il commercio di ottimo vino, si era soliti, a conclusione di certe occasioni, offrire CRUSTUM ET MULSUM, ossia BISCOTTO E VINO MIELATO; (CIL, vol. IX, n.ri 2226 e 2252, pag. e 208 e 210) dal che avrebbe tratto origine il modo di dire: “…e tutto è finito a tarallucci e vino” (R. Di Lello).

gli altri regali DELLE API Benedette api, è il caso di dirlo, perché da questi operosi insetti si ottengono prodotti benefici per la salute e utili per la vita dell’uomo.

Polline

POLLINE: È una sostanza che si forma nella parte terminale dello stame dei fiori. Ottimo ricostituente da consumarsi da solo o col miele, sciolto nell’acqua oppure nel latte. È indicato soprattutto per bambini e anziani. PrOPOLI: Sostanza resinosa che le api prendono dalla corteccia degli alberi, invece, è curativa delle infiammazioni della gola, bocca e gengive. Propoli

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PAPPA rEALE: È ottima, invece, come riequilibrante del sistema nervoso e va assunta a cicli la mattina, mettendola sotto la lingua per farla sciogliere. Soggetta a deperimento più del miele, va conservata al fresco e consumata nel giro di poche settimane. CErA: È un prodotto ancor oggi usato come base per diverse creme di bellezza. fu Claudio Galeno, medico dell’antica Grecia, a inventare la ricetta, che da lui ereditò il nome di Ceratum Galeni, per fare la cera d’api, l’olio vegetale e l’acqua di rose.

Pappa reale

Cera d’api


Viaggio nell’Oro del Matese

Valorizzare produzione e professionalità Christian Pilotti, presidente dell’Associazione Apicoltori Casertani, ci introduce in questo settore, per molti ancora misterioso, e ci parla dei programmi dei numerosi apicoltori del casertano.

“Sì, è vero, si tratta di un settore ancora non troppo conosciuto – dice il presidente Pilotti – infatti abbiamo in programma di organizzare il primo Concorso dei Mieli Campani e un corso di Analisi Sensoriale del Miele, entrambe iniziative riconosciute dall’Albo Nazionale di Analisi Sensoriale. Da una ricerca condotta qualche anno fa dall’Università di Napoli sui mieli della Campania, analizzando le zone di produzione, è emerso che i territori della regione dotati di ottime potenzialità produttive, sia in termini di abbondanza di specie mellifere che di salubrità (lontananza da centri abitati,

strade e zone ad agricoltura intensiva), presentano una qualità della produzione per lo più buona o ottima. Un percorso di valorizzazione delle produzioni non può tuttavia prescindere da un innalzamento della professionalità degli operatori del settore. Per questo, la nostra Associazione, aderente alla fAI-federazione Apicoltori Italiani, sta puntando all’attivazione di un servizio di assistenza tecnica, da parte di consulenti specializzati, in grado anche di formare nuove generazioni di apicoltori, al fine di garantire produzioni di qualità sempre più alta e rendere sempre più competitivo il prodotto miele. Dopo la recente iniziativa “Prima giornata del Miele Casertano” in collaborazione con Slow-food, abbiamo presentato un progetto alla regione Campania per la partecipazione a un bando di finanziamento. Il progetto che intendiamo realizzare il prossimo dicembre consiste in un “Meeting Internazionale di Apicoltura” avente come tema: Api, Biodiversità. Insieme si può fare. In questo meeting intendiamo allestire anche una fiera-mercato dedicata all’apicoltura, dove le aziende potranno esporre e fare degustare i loro prodotti”.

Il miele matesino... Oro da gustare! Il miele del M i dieci mieli p atese tra iù buoni d’It alia

di assaggio di oltre 200 mieli (valutazione dei caratter Tra i prim i dieci mie i di igiene, pu li re più buoni zza, colore d’Italia c’è , aroma e l’eccellenza l’ottimo m gusto) , la qualit ed una rigo iele casertaà, no prodotto rosa analis il va lore dei prodot i chimica dall’Aziend ti pr ca el im se a rt in “Codoani tra i pr are. A Mon ne Sofia” d imi posti d’Ital talcino son i Alife, soci state pres ia. Sono st o a dell’Assoentate un at ciazione A i be n 54 i campion 7 a miriade picoltori C d i inviati al i varietà d as er ta n l’Osser vato i. i miele pr Con ben rio Nazion ovenienti due “Gocce da tutta It ale Miele d’Oro”, il alia – tra per la tren miele prod ta cui acacia duesima ed otto da u ro bi , nia, aranci izione (201 n’Azienda Casertana o, agrumi, 2) del Concorso si è classi ti m gi o, ra G so ra le, eucalip ficato, nel ndi Mieli d’ le tre vari to, trifogli Italia – Tre Gocce età di mie o, tarassaco, ce d’oro a Cas le Acacia, ntaura e ro te Millefiori l San Pievo – a testitro Terme. e Melata, m on ia U n tr n za a gruppo di del lavoro i primi dieci mieli esperti svolto dag assaggiato più buoni, oltre 75.0 li ri, iscrit 00 apicolto pensate ti bene, d’Ital al ri italiani, l’Albo Nazionale, ia. Ancora ch e possiedon ha emesso una volta o 1,1 milio la propria sentenza d ni di alveari ed opo un’atte una popola nta prova zione di 55 miliard i di api.

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nATURA

L’AQUILA REALE

la regina del Matese testi e foto di Giovanni Capobianco

Apertura alare che sfiora i due metri e trenta, grande e massiccio becco con potenti artigli per afferrare meglio le prede. Alzando lo sguardo al cielo, è come se per un attimo vedessimo un’eclisse. È lei! Possente, con un volo elegante, l’Aquila reale solca i cieli del massiccio del Matese per scegliere al meglio una possibile preda, oppure scruta il sito adatto da cui controllare l’intero territorio. La regione Campania ospita tre coppie nidificanti di aquila reale: una è presente nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano, una nel Parco regionale dei Picentini ed una nel Parco regionale del Matese. Quella del Matese nidifica da tempi storici, ma solo negli anni ottanta si è cominciato a studiarla.

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Il territorio del Matese permette all’aquila di appostarsi sulle grandi rupi per poter così scrutare le sue prede: volpi, lepri, tassi, ovini e caprini di piccola taglia e soprattutto ghiridi. Nel periodo tardo invernale comincia la parata nuziale, con l’esemplare femmina – di stazza maggiore rispetto al maschio – che osserva il maschio volteggiare in alto e “puntarla”, per poi piombarle addosso. È affascinante la danza nuziale della coppia, con scambi di prede in volo e giri della morte: una volta formatasi, la coppia è fedele nel tempo e resta nel territorio prescelto per la nidificazione.


foto di Giancarlo Silveri

L’Aquila reale

Foto scattata con un telefonino attraverso l’oculare di un cannocchiale

Durante il corteggiamento e nel corso degli anni la coppia costruisce fino a dieci nidi, o sulle rupi a strapiombo, o su alberi ben celati ai possibili predatori, soprattutto l’uomo. La deposizione delle uova (di solito è da uno a quattro), avviene a fine marzo, con schiusa prevista per metà giugno. L’involo del piccolo (raramente si portano all’involo due pulli), avviene tra fine luglio inizio agosto. Il giovane dell’anno può rimanere insieme ai genitori di solito fino alla seguente copula, altrimenti viene scacciato prima, perché visto come potenziale competitore. La regina del Matese anche quest’anno ha portato all’involo un successore: già nel corso del progetto “Migrandata Matese”, che si è svolto ad agosto sulle sponde del lago Matese, durante il monitoraggio dei rapaci, è stato avvistato e fotografato un giovane dell’anno aggirarsi nel luogo di nidificazione storico della specie. Il giorno due settembre, invece, ho avuto il piacere e l’onore di fotografare ed osservare la coppia di aquile reali presente nel Matese insieme al giovane dell’anno. Pratica di volo, atteggiamento di caccia e di ricerca continua di cibo, caratterizzavano il nuovo principe del Matese, che presto potrà colonizzare altri territori ricordando sempre le sue origini matesine.

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affittacamere

La Casella

Una calorosa accoglienza che vi farà sentire subito a casa vostra

La nostra struttura è stata ricavata dalla recente ristrutturazione di un antico casolare completamente realizzato in pietra viva: un luogo

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ideale per trascorrere un soggiorno immersi nella natura. L’aria pulita è garantita dai circa 900 metri di quota del comune di Gallo

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Matese, dalla assoluta assenza di fattori inquinanti e dalla natura incontaminata, che regala profumi e paesaggi unici.


Offriamo sei camere da letto, che possono ospitare dalle due alle quattro persone, per un totale di quindici posti letto, tutte con ingresso e servizi indipendenti; una cucina completa di tutti gli accessori, con forno a legna di antica tradizione e camino, a disposizione degli ospiti, da impiegare principalmente per la preparazione della colazione e, per chi lo desidera, anche di qualche pranzetto.

Gli adulti possono comodamente godere del solarium, per indimenticabili momenti di relax.

Molto spesso veniamo scelti da gruppi di amici, anche con figli, che prenotano l’intera struttura per trascorrere qualche giorno di vacanza tutti insieme. La presenza di due ampi giardini assicura tanto spazio verde per i bambini che possono giocare serenamente, sempre sotto il controllo dei genitori. La bellezza del centro storico del piccolo borgo matesino invita a piacevoli passeggiate tra vicoli, viuzze, piazze e chiese; la presenza del lago consente di dedicarsi alla pesca sportiva, di fare escursioni in canoa, o di praticare nordic walking e mountain bike sulle sue rive. In tutta l’area circostante, ricca di boschi, ci sono numerosi sentieri, ben segnalati dal Club Alpino Italiano, meta abituale di tantissimi amanti del trekking.

Parcheggio privato Connessione Wi-Fi

www.affittacamerelacasella.com facebook: Affittacamere la Casella affittacamerelacasella@gmail.com Cell. 340 5906442

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A volte può essere molto emozionante trascorrere qualche ora del proprio tempo libero in luoghi che si visitano per la prima volta, non necessariamente per vedere spettacoli irripetibili o meraviglie della natura, ma semplicemente per scoprire nuovi scorci che appaiono, inaspettati, ai nostri occhi, e che meritano di essere conosciuti proprio per la loro semplicità. Molto spesso la bellezza è proprio lì, dietro l’angolo, e noi non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Un giro in Provincia!

Visita il Matese! Scoprirai una gran varietà di piccole meraviglie. Foto di Luca Farnerari | Scorcio di Cusano Mutri (Bn)

A partire da questo numero, vi proponiamo una nuova rubrica che vi accompagnerà alla scoperta dei comuni, dei borghi, delle località e delle cittadine che sono il simbolo, la storia e la memoria del territorio matesino. Siamo consapevoli che per poter realmente approfondire le informazioni su ogni singola località, servirebbe una quantità ben più grande di pagine; per questo abbiamo scelto di presentarvi - senza pretese di esaustività - degli spunti, che magari susciteranno in voi la curiosità di andare a visitare qualcuna delle località proposte, trascorrendo certamente una piacevolissima giornata. Per semplificare la lettura, abbiamo suddiviso la rubrica secondo le province che ospitano i comuni del Matese. Troverete quindi, in ordine alfabetico, quattro “capitoli”: Benevento, Campobasso, Caserta e Isernia.


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un giro in provincia

RUBRICA dI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

PROVINCIA DI BENEVENTO

CUSANO MUTRI

sculture con colonne di ordine dorico-ionico, in parte dorato, in parte smaltato. L’opera, di notevoli dimensioni, raffigura in alto l’Eterno Padre e l’Epifania, in basso la Sacra famiglia contornata da Angeli; ai lati sono rappresentati due re Magi a cavallo. In una nicchia al centro si trova il busto di Santa Chiara, omaggio alla marchesa Chiara Origlia, che donò l’opera alla Chiesa. Nelle due nicchie laterali vi sono a destra San Paolo e a sinistra San Pietro, in grandezza superiore al naturale. L’opera venne eseguita dal mastro Domenico de Luca nel 1661. Due eventi, tipicamente autunnali, danno grande prestigio all’intera comunità cusanese: SAGRA DEI FUNGHI La prestigiosa manifestazione, giunta alla trentaquattresima edizione, continua a divertire e soddisfare le migliaia di visitatori che si presentano puntuali a questo appuntamento, divenuto ormai irrinunciabile per gli amanti della natura, dell’enogastronomia, della musica e delle tradizioni locali.

La città degli eventi. Diventata ormai famosissima grazie alle tante proposte turistiche che si articolano nel corso dell’anno, Cusano Mutri è un borgo montano incastonato nel versante sud-est del massiccio del Matese, dove il monte Mutria, con i suoi 1.823 metri di altezza, domina la vallata che ricorda una maestosa conca verde. Cusano Mutri, che fa parte del club “I borghi più belli d’Italia”, vanta un centro storico capace di soddisfare le aspettative del visitatore più esigente. tra i tanti monumenti di interesse storico-artistico si distingue la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. All’interno di questa chiesa, dietro l’altare maggiore, si trova un pregevole esemplare ligneo, testimonianza dell’influsso dell’arte barocco-bizantina sulla nostra arte religiosa. Conosciuta comunemente come “icona”, si tratta in realtà di una serie di immagini; è un complesso di

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SAGRA DELLE CASTAGNE Civitella Licinio, frazione di Cusano Mutri, ospita la Sagra della castagna, giunta alla ventottesima edizione. La castagna è un prodotto prelibato della zona di Cusano Mutri e più precisamente dei boschi della frazione Civitella Licinio. Il metodo più tradizionale di conservare le castagne, utilizzato prevalentemente in quest’area, è senz’altro rappresentato dalle “castagne del prete”, che si distingue per l’abilità necessaria durante tutte le fasi di preparazione: essiccazione, affumicatura, lessatura e infine tostatura al forno. Per ulteriori le informazioni sui tantissimi eventi che si svolgono nel comune, visitare il sito www.comunecusanomutri.it


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MORCONE Definito a ragione “Il Presepe nel Presepe”, Morcone offre da subito agli occhi del visitatore scorci di indubbia bellezza e una atmosfera pressoché incantevole. “Le casette del suo centro storico, arroccate sul pendio della montagna, le strade strette ed ancora lastricate con le pietre del posto, le donne ancora sedute sull’uscio di casa a ricamare, rendono questo paese un tesoro per l’umanità ed uno scrigno dove trovare un passato che qui è ancora fortemente presente”. (M. Scarinzi – Blog Morcone) L’antico borgo, i resti del castello di epoca normanna, la chiesa di San Salvatore, sorta su un tempio di epoca ellenistica, la chiesa della Madonna della Pace, il Convento dei frati Cappuccini nel quale tenne il suo noviziato San Pio da Pietrelcina, la piazzetta del pozzo con l’attigua chiesetta di San Giovanni, sono le mete obbligate per chi decide di sfruttare l’opportunità di trascorrere

BENEVENTO

un soggiorno all’insegna della tranquillità, della natura e degli odori e sapori del passato. Immerso com’è nel verde dei boschi, arroccato sulle ripide falde del monte Mucre, diramazione del Matese, e affacciato sulla valle del fiume Tammaro, che qui si chiude offrendo la visione di un ampio paesaggio collinare, Morcone è anche il punto di partenza ideale per gli appassionati di escursionismo e trekking. Sono innumerevoli, infatti, gli itinerari naturalistici che partono da qui: come il percorso che conduce alla “grotta della monaca” da cui sgorga acqua sorgiva, oppure il sentiero che conduce all’oasi WWf. Ma l’evento che riesce a far apprezzare Morcone in tutto il suo splendore è senza dubbio il Presepe Vivente, che si svolge ogni anno il 3 gennaio, e che qui presenta suggestioni e atmosfere davvero uniche. Per informazioni: www.turismomorcone.it

GUARDIA SANFRAMONDI

Caratteristico borgo medievale della provincia di Benevento, è certamente un grande contenitore di arte, storia e cultura. Abitato fin da tempi antichissimi, il centro storico, sviluppatosi attorno al Castello dei Sanframondo, edificato nel 1139, conserva ancora l’originario impianto urbanistico; con

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un giro in provincia

il suo intrecciarsi di viuzze erte e scalinate in pietra che si dipanano tra le quattro porte di accesso al paese fortificato, con le sue fontane ed i lavatoi edificati sin dal medioevo, lascia il visitatore incantato davanti a questi scorci di suggestiva bellezza. Diverse e pregevoli sono le chiese barocche presenti sul suo territorio, anche se l’abbandono del borgo negli anni passati ha recato qualche danno all’enorme patrimonio artistico del paese, che per il suo aspetto tipicamente medievale costituisce una traccia visibile della cultura feudale. Situato sul pendio di un’elevata collina, con la sua lussureggiante vegetazione in olivi, vigneti e alberi da frutto, grazie alle condizioni climatiche ottimali, Guardia Sanframondi è la patria di ottimi vini, prodotti qui sin da epoche antichissime, e di pregevole olio extra-vergine di oliva, prodotto ancora secondo antiche tradizioni con la spremitura a freddo. Due le manifestazioni di maggior rilievo: “Vinalia”, giunta quest’anno alla sua diciannovesima edizione, è un “viaggio” tra sapori, degustazioni e profumi delle migliori cantine vinicole del territorio che richiama ogni anno una moltitudine di visitatori e di appassionati di enoturismo; e la celebre festa dell’Assunta, la cui denominazione esatta è “riti Settennali di Penitenza in Onore dell’Assunta”, dalle caratteristiche rimaste immutate nei secoli, che con i suoi “battenti” dà vita a una manifestazione

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BENEVENTO

antropologica unica al mondo nel suo genere. Guardia Sanframondi è attraversata dalla via francigena del Sud, uno dei principali Itinerari Culturali Europei, che ripercorre la via Sacra dei Longobardi, che da roma passando per Benevento prosegue verso la Puglia; ed è anche meta degli amanti delle passeggiate nel verde e del trekking nei tanti sentieri che si snodano tra i boschi. I più frequentati sono il sentiero che porta all’Omo Morto, enorme massa rocciosa che rende riconoscibile la collina di Guardia da grandi distanze e l’Oasi faunistica di Monte Ciesco, istituita nel 1997 per la salvaguardia di un territorio estremamente caratteristico, la cui maggiore attrazione sono i cervi, che si possono ammirare grazie a un percorso studiato per non disturbare la quiete degli animali.

SAN LORENZELLO San Lorenzello è tradizione, arte e piacere dei sensi. Il borgo e il centro storico, con le caratteristiche stradine e i vicoli da visitare, invitano alla scoperta delle botteghe dove è possibile seguire la produzione delle famosissime ceramiche artistiche laurentine che, insieme a quelle di Cerreto Sannita, sono considerate la massima espressione e il più alto livello qualitativo dell’artigianato locale, conosciuto e diffuso in tutto il mondo. Questi elementi sembrano trovare il loro punto d’incontro proprio nella tradizionale fiera dell’antiquariato che si svolge nell’ultimo week-end di ogni mese: Il MercAntico. Durante


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un giro in provincia

BENEVENTO

la fiera, i numerosi visitatori possono curiosare tra monili, mobili e oggetti di arredamento alla ricerca di uno spiraglio di passato da conquistare e portare via con sé, percorrere le viuzze del centro storico, visitare le botteghe degli artisti artigiani e gustare i prodotti tipici.

“San Lorenzello è un borgo dove il silenzio parla, dove i rumori tacciono, per lasciare il posto al suono della natura, dove all’aria salubre incontaminata si aggiunge un’economia artigiana che bene si amalgama al rispetto del territorio. Un paese dove i cinque sensi si risvegliano e dove il gusto sembra essere enfatizzato dall’incontro con i numerosi prodotti tipici che riescono a conquistare qualsiasi palato, come i taralli, qui chiamati “m’scuott”: semplici, alla sugna, al pepe, allo zucchero, lisci o ritorti, e l’olio extra vergine di oliva, dal gusto leggero e squisito”. (M. Scarinzi – Blog San Lorenzello) Nel piccolo borgo matesino si possono visitare numerosi siti artistici, come la chiesa di Maria S.S. della Sanità, con le sue preziose maioliche del Settecento, o la Chiesa parrocchiale annessa all’ex Convento Carmelitano, con chiostro seicentesco, attualmente sede della Mostra

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un giro in provincia

permanente di ceramica antica e moderna; inoltre, ci si può rilassare passeggiando tra i boschi del monte Erbano, chiamato così perché ricco di erbe medicinali ed aromatiche, ingredienti principali del Nirvana, un superbo liquore tipicamente laurentino; si può fare un viaggio nel passato, alla scoperta della terra di cento milioni di anni fa, visitando il Parco di San Sebastiano che da diversi anni ospita la “Città dei dinosauri”. www.turismosanlorenzello.it

BENEVENTO

che vollero una città aperta, senza mura, svincolata dalla centralità del castello e della Chiesa, non ricostruita sul paese distrutto, ma su un sito diverso secondo un disegno chiaro e razionale: insomma, una “Città Pensata”. Oggi Cerreto Sannita, affacciata sulla verdissima valle del titerno, offre piazze e viali lungo i quali si incontrano facciate tardo-barocche, strutture architettoniche, veri gioielli del settecento napoletano, portali e decorazioni di elevato pregio. Le botteghe degli artisti ceramisti che un tempo ospitavano in quello che era chiamato “La fa-

CERRETO SANNITA “La Piccola torino”, come in molti amano chiamarla, è un concentrato d’arte, architettura e storia che la rendono un palcoscenico di grande fascino. Distrutta dal terremoto del 1688 che seppellì il centro medioevale con i suoi tesori sotto una coltre di macerie, oggi ha un impianto urbanistico che è il risultato di una ricostruzione durata soli otto anni, e di un progetto tanto ardito quanto semplice di uomini lungimiranti

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enzera”, il quartiere delle ceramiche, le vecchie fornaci oggi in parte tornate alla luce, fanno delle Ceramiche Cerretesi, in particolare le acquasantiere, i piatti da parata e le “riggiole”, la testimonianza viva di una cultura famosa in tutto il mondo. Nel cuore di Cerreto Sannita, spiccano senza dubbio la cattedrale di costruzione settecentesca, la chiesa di San Martino, il Museo Civico della Ceramica e la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Nei pressi dell’abitato è facile ammirare i ruderi dell’antica tintoria


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un giro in provincia

BENEVENTO

RISTORANTE

ANTICHI SAPORI

PANIFICIO - PASTICCERIA CAFFETTERIA - WINEBAR

ducale dei panni di lana, realizzata nel 1712, che rese Cerreto meta di sosta lungo l’antico regio tratturo, luogo principale di questa attività; troviamo inoltre il Ponte di Annibale, realizzato in epoca romana sul torrente titerno, legato al passaggio del condottiero cartaginese con i suoi elefanti, e la maestosa “Morgia Sant’Angelo”

momenti speciali in un antico casolare del ‘600 PIAZZA ORTICELLI, 1 CUSANO MUTRI (BN) TEL. 0824 862982 CELL. 349 560 5234

detta anche “la leonessa”, una struttura calcarea modellata dai fenomeni di erosione particolarmente ammirata per la sua straordinaria somiglianza al felino, che svetta in tutta la sua bellezza e domina l’intera valle telesina. Intorno, oliveti e vigneti trovano nell’argilloso terreno collinare l’ambiente naturale ideale per una produzione variegata e di grande qualità. Olio extra-vergine di oliva e vino vanno ad aggiungersi ai prodotti caseari, rinomati per il loro gusto particolare proveniente dagli aromi della “Parata”, il vasto pascolo d’altura (mille metri) dove pascolano ovini e bovini, liberi di nutrirsi delle erbe aromatiche appenniniche. Cerreto Sannita è un luogo ideale da visitare ma soprattutto da vivere.

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ATTIvITà e SPORT

Lago del Matese

CARPFIshING di Gianvittorio Martellino

Il lago, gioiello del massiccio del Matese, specchio di incantevoli paesaggi, espressione dei linguaggi silenziosi della natura, meta ambita da tanti turisti, è situato ai piedi del monte Miletto e del monte Gallinola. Lungo circa dieci chilometri e largo quasi due, con la sua ricca vegetazione di giunchi e canne, offre ospitalità – oltre che a un vasto numero di uccelli acquatici – anche a numerose specie ittiche. Nelle sue fresche e limpide acque sono presenti predatori come lucci e persici reali; non mancano anguille, tinche e una miriade di scardole, ma soprattutto magnifici esemplari di carpe come la “specchi” e la fully scaled. Quest’ultima è un pesce dall’aspetto meraviglioso, frutto dell’incrocio tra una “specchi” e una carpa comune (in gergo detta “regina”). Questa varietà di carpa è difficilissima da trovare in acque naturali; il lago del Matese, grazie alle sue straordinarie caratteristiche, riesce ancora oggi a soddisfare le esigenze di questo bellissimo pesce e a ospitarne un gran numero di esemplari. La carpa è un pesce a sangue freddo che cresce abbastanza velocemente se dispone di cibo a sufficienza per nutrirsi. Ogni giorno può ingeri-

re un quantitativo di alimento che varia dai 50 grammi ad un chilogrammo, a seconda della stagione e della temperatura dell’acqua, che è il fattore che più influisce sulla velocità con cui il cibo viene metabolizzato. In media, l’accrescimento annuo è di circa 1,5 chilogrammi di massa, quindi una carpa di 15 chili ha più di 10 anni. In condizioni ottimali questo pesce può raggiungere anche i 30-35 chili (anche se è molto difficile trovarne). Proprio per le grandi dimensioni che può raggiungere e anche per la notevole resistenza che oppone durante la cattura, risulta essere la specie d’acqua dolce più ricercata dagli esperti della pesca sportiva, che praticano varie tecniche, come lo spinning e il carpfishing. Il carpfishing è una tecnica di pesca a fondo di origine anglosassone che risale al 1978, quando si incominciò a sperimentare un tipo particolare di innesco che, lasciando completamente libero e scoperto l’amo, gli consentiva di agganciarsi più facilmente nella bocca del ciprinide, che aspira ed espelle il cibo ma non lo afferra.

Carpa “regina”

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Lago del Matese > Carpfishing

Boile

Anche l’esca è particolare, fin dal nome: boile. Si tratta di un’esca di forma sferica, ottenuta dall’impasto di uova con svariati tipi di farine predigerite di pesce, di mais, di latte e altre essenze. Di vario colore, molto dolci al gusto, possono avere un profumo gradevole, come quelle alla frutta (ananas, pesca, fragola…) oppure disgustoso per il nostro olfatto, come quelle al pesce, al gambero o al verme. Le boiles vengono bollite (da qui il termine) oppure, meglio ancora, cotte al vapore. Studiate appositamente per i ciprinidi, contengono vitamine, minerali e proteine che offrono alle carpe un nutrimento equilibrato e corretto che non

influisce minimamente sul loro metabolismo. Le attrezzature utilizzate sono specifiche per questo tipo di pesca. Quelle di ultima generazione sono molto sofisticate, oltre che costose, come il rod pod, che è un cavalletto su cui vengono poggiate le canne, i “segnalatori acustici” che emettono un suono più o meno prolungato per avvertire che la preda si è avvicinata all’esca o ha abboccato, e l’ecoscandaglio che serve a misurare la profondità dell’acqua e a rilevare gli ostacoli. Chi pratica il carpfishing sa che deve attenersi a delle regole ben precise e inderogabili. L’etica che riunisce tutti i carpisti in una grande famiglia di appassionati e corretti pescatori, identificati con il nome di carp anglers, è quella di rispettare la natura e gli animali. Il campo si attrezza con tende e accessori di colore mimetico, si limitano gli spazi da occupare al minimo necessario, si usano barche che non inquinano e pasture naturali, si evita di strappare erbe o vegetazione e di produrre rumori o schiamazzi di qualsiasi genere

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Lago del Matese > Carpfishing

d relese Catch anlla preda) e d cio ura e rilas

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Lago del Matese > Carpfishing

e – soprattutto – si lasciano i luoghi incontaminati da rifiuti o altre tracce della nostra permanenza. La regola fondamentale del carpfishing è il rilascio del pescato, o “catch and release” (“catturare e rilasciare”, una pratica di pesca per la quale non si uccide il pesce pescato, ma si rilascia in acqua). Subito dopo la cattura, la carpa viene adagiata su un materassino di slamatura (dove viene tolto l’amo), un’apposita struttura morbida che protegge il suo corpo da eventuali escoriazioni provocate dal contatto con il suolo e fa sì che non perda il muco che la ricopre. La ferita dovuta all’aggancio dell’amo viene disinfettata con cura e in genere, nel giro di pochi giorni, si rimarginerà, senza impedire la ripresa immediata delle normali abitudini alimentari. Dopo aver svolto queste procedure, si pesa la “bellissima”, senza dimenticare – prima di lasciarla andare – di immortalarla in una fotografia. Infine, dolcemente, delicatamente, con attenzione e carezze, con un pizzico di nostalgia e malinconia, viene accompagnata e incoraggiata a tornare nel suo habitat naturale seguendola con lo sguardo mentre guizza verso la riconquistata libertà.

Materassino di slamatura

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itinerari

WINE TOUR un diario di viaggio nel vino, alla scoperta di un territorio Questa non è la descrizione di una serie di tecniche di vinificazione, ma un viaggio nella storia di uomini, di luoghi, di persone appassionate, che mettono nelle loro mani tutto l’amore che hanno per questa terra.

Sono tante le emozioni che un buon vino può far scaturire: il vino rappresenta qualcosa di personale, che va oltre il semplice bere, emozioni che si legano ai ricordi di eventi passati, di persone conosciute e con le quali si sono condivisi momenti di vita speciali o quotidiani, sensazioni, percezioni.

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Il percorso si snoda attraverso le verdi colline del Sannio, tra le province di Benevento e Caserta; territori coltivati a vigneto e uliveto, costellati da chiese, borghi e castelli medievali: una terra tutta da scoprire, scrigno di storia, tradizioni e sapori. Un invito ideale ad un viaggio attraverso una natura rispettata e responsabilmente fruibile. L’autunno è di sicuro la migliore stagione per visitare questo territorio, una stagione ricca di colori, di odori e sapori antichi; si possono rivivere le emozioni dei tradizionali riti della vendemmia e si riesce a sentire l’intenso odore degli acini d’uva pigiati e del mosto che ribolle nei tini. Si riesce a percepire la poesia della cantina, magari scavata nel tufo e con i pavimenti in pietra lavica. Qui il vino riposa nelle botti per affinarsi, donando delle sensazioni organolettiche che arricchiscono i sensi, e quei colori così intensi capaci di emozionare quanto un bel tramonto. Lungo i lati esposti a sud e a ovest della fondovalle Telesina, attraversando i comuni di Guardia Sanframondi, Castelvenere, Cerreto Sannita, Faicchio è possibile creare un percorso culturale ed insieme eno-gastronomico, in un paesaggio di suggestiva bellezza, che i vigneti esaltano in mille colori e sfumature. Un percorso per gli appassionati di enoturismo, tra cantine, centri storici, attrattive ambientali, culturali e naturalistiche.

di Manuela Rotunno


ASSAGGI SELVAGGI “Vini, Masserie e Massa”, manifestazione giunta alla quinta edizione, che si svolge a Massa di Faicchio (frazione del Comune di Faicchio - Bn) generalmente tra la seconda e terza settimana di giugno, coniugando il semplice e antico concetto di festa popolare e la valorizzazione delle tradizioni vinicole del territorio sannita. I piccoli produttori delle masserie locali offrono a tutti i visitatori i loro vini “grezzi”, in un percorso che permette di far conoscere la magia e i sapori dei vini del Sannio. Un appuntamento con le tradizioni gastronomiche e i sapori genuini della tranquilla e verde valle del Titerno e la presentazione di alcuni piatti tradizionali campani. Ricche e abbondanti le degustazioni di prodotti locali, che seguono un percorso culturale ed enogastronomico ben preciso.

Qui la Strada del Vino non è immaginaria, esiste già. Il Sannio è, infatti, la grande dispensa vitivinicola campana: qui si produce oltre la metà del vino campano tutelato, vini di altissimo spessore, rossi e bianchi DOC, come il Sannio, l’Aglianico del Taburno, il Solopaca, il Gaurdiolo, la Falangina del Sannio e altri vini DOCG e IGT. È un territorio a bassa densità di popolazione, ma ad altissima densità vitivinicola: circa dodicimila ettari, con diecimila aziende impegnate nella produzione di uva e poco meno di cento che vinificano

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Wine Tour > Un diario di viaggio nel vino, alla scoperta di un territorio

VINALIA

Se nei primi giorni di agosto vi trovate in Campania, se il vino è la vostra passione e se siete alla scoperta di territori densi di storia e suggestioni, ma ancora poco battuti dalle rotte turistiche tradizionali, vale la pena spendere almeno una serata a Guardia Sanframondi, dove è giunta alla sua diciassettesima edizione “Vinalia”, manifestazione di saperi e sapori che anno dopo anno diventa sempre più significativa. Cuore della rassegna, nel caratteristico centro storico del paese, all’ombra del Castel-

ed etichettano; insomma, qui il vino non fa semplicemente parte del paesaggio, ma lo caratterizza in maniera decisiva. Del resto, basta percorrere lentamente la strada che attraversa la valle telesina per incontrare un paesaggio impensabile nel resto della regione, con chilometri e

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lo medievale, è l’ampia vetrina delle aziende locali che espongono e propongono degustazioni del meglio delle loro produzioni. Ben venti le aziende e le associazioni presenti, con vino, formaggio, olio, salumi, funghi e tanta gastronomia, presentati nella caratteristica atmosfera del cuore antico guardiese, pronto a vivere per sette giorni i fasti di un tempo. Il tutto si svolge con un particolare rispetto dell’ambiente: da alcune edizioni, infatti, a “Vinalia” si utilizzano solo stoviglie lavabili o in Mater-bi (un prodotto biodegradabile costituito da amido di mais, di patate o di grano allo stato naturale); cui va aggiunta la continua attenzione sulla cultura del bere con moderazione, del gusto e della convivialità.

chilometri di vigneti, da Benevento sino al confine della provincia di Caserta ed oltre. Non a caso qui si svolgono le più antiche feste del vino del Sud Italia. A Castelvenere, il comune più “vitato” della Campania, ogni ultimo fine settimana del mese si svolge la manifestazione “Cantine Al Borgo”, mentre a Guardia Sanframondi, ogni anno si ripete l’importantissima “Vinalia” e a Massa di Faicchio la rinomata “Vini, Masserie e Massa”. In questi antichi borghi, la vite e la sua coltivazione sono i segni dell’identità culturale e sociale del territorio: il Sannio, con i suoi colori, odori e paesaggi emozionanti, è davvero, come molti amano definirlo, “una terra nata per far crescere l’uva”.

CANTINE AL BORGO L’ultimo fine settimana di ogni mese, a Castelvenere si propone una manifestazione dedicata al vino, in cui i produttori espongono i loro prodotti all’interno delle tipiche cantine tufacee di età medioevale, nel centro storico del paese. In questo modo, i turisti hanno la possibilità di ammirare i vecchi depositi di vino scavati in grotte di tufo dall’atmosfera antica, nonché di degustare i famosi vini, qui gelosamente custoditi dai produttori. Tante le iniziative collaterali, come degustazioni, spettacoli musicali e folkloristici, cabaret, mostre.


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Attività e SPORT

SUL LAGO MATESE

IN CANOA COME IN ALASKA di Michela Di Lemme e Pietro Mastrobuono foto di Carlo Romano e Agostino Scarselli

12 gennaio 2012 Da poco abbiamo disfatto alberi di Natale e presepi, l’atmosfera delle feste è finita, quella dimensione leggermente surreale legata all’infanzia e al suo ricordo ormai pian piano si affievolisce e torniamo alle nostre giornate scandite dagli impegni quotidiani. Quel giovedì mattina partiamo presto, fa freddo, ma quando si tratta di fare qualcosa di speciale non esistono sonno o basse temperature che ci trattengano. Il desiderio di riconciliarci con la natura è sempre forte e l’anelito alla sua soddisfazione quasi una droga. Dopo alcuni chilometri di curve, padrone di questi luoghi di montagna matesina, finalmente arriviamo, parcheggiamo le macchine, prendiamo il necessario, ognuno il suo zaino; per me è la prima volta, e come al solito in queste occasioni ci si affida a chi “ci ospita” e alla sua esperienza. Vedo che Pietro, Ciro, Carlo, Antonello e Camillo sono equipaggiati

a dovere e una volta che abbiamo scaricato tutto dalle macchine e dal carrello ci orientiamo verso quelle che saranno le nostre compagne di viaggio: le canoe. Sono lì che ci attendono silenziose, nella loro

silhouette armonica e capiente, accogliente quasi come un grembo materno. Carichiamo ciò che ci sarà utile per la nostra uscita e, armati di buona volontà, solleviamo le canoe e tracciamo solchi lungo il sentiero abbondantemente innevato che ci conduce al lago.

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È qui che si apre il sipario su uno spettacolo bellissimo e suggestivo, più unico che raro: il lago Matese è uno specchio, ma questa metafora non basta per descrivere l’immagine percepita dai nostri occhi, un’immagine che si trasforma in un’emozione, alla quale il silenzio sembra il miglior modo per rendere onore. La nostra navigazione è una carezza dolce sull’acqua, sembra che le pagaie a malapena la sfiorino, lasciando scie morbide fare eco ai nostri movimenti… E siamo lì, al centro di uno specchio d’acqua, circondati dagli alberi innevati

e da alcuni casolari tipici dell’ambiente rurale, protetti dal cielo azzurro; siamo anche noi lì, al centro del frammento di specchio contornato dal muschio che fa sognare i bambini, siamo anche noi lì, dentro il nostro presepe. Non esistono più gli orologi e i suoni artificiali dei telefonini, la velocità del tempo sembra essersi adattata a questa nuova dimensione, come se avesse rallentato, ritrovando un ritmo naturale, seguendo l’alternarsi del silenzio e del suono lento dell’acqua illuminati dal sole.


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In canoa come in Alaska

È arrivata l’ora della colazione, Antonello estrae dal vano della nostra ammiraglia una teglia con della buona pizza al pomodoro; anche il cibo ha un profumo diverso, un profumo che merita il tempo necessario per apprezzarlo. Le nostre voci rispettano il dipinto che stiamo abitando, i nostri occhi osservano ogni forma e colore, assaporiamo ogni attimo di questa mattinata con la totalità dei cinque sensi, sembra che il nostro corpo si sia messo all’ascolto di quest’esperienza con nuovi parametri, come se si fosse fermato un attimo per riordinare le sue percezioni. Riconciliarsi con la natura ha significato questo, quel 12 gennaio, e significa questo ogni giorno che noi decidiamo di spendere allontanandoci dalle sofisticazioni della città, dedicando a ogni piccola perfezione l’attenzione che merita; accogliendo con spontaneità ogni spunto che la natura di questi splendidi luoghi ci regala per emozionarci ancora, ritrovando il tempo per vivere il tempo. www.moliseavventura.it molise avventura

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foto di Massimo Martusciello

Valle Fondacone e i Campanarielli sullo sfondo Colle Tamburo

foto di Mario L. Capobianco

Valle Marianella, Castello del Matese (Ce)


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nATURA

UNA CARNIVORA di casa nostra Quando si parla di piante carnivore, la nostra mente ci porta d’istinto in isole misteriose o nel folto di inaccessibili foreste tropicali. In realtà, la flora italiana annovera un buon numero di specie di questi vegetali, che in milioni di anni di evoluzione hanno escogitato sistemi ingegnosi e spesso molto sofisticati per catturare piccole prede, riuscendo così ad integrare la loro “dieta” con una fonte alternativa di nutrimento in ambienti che spesso ne sono poveri. Le carnivore italiane, a differenza di molte delle loro “sorelle” esotiche, sono quasi sempre umili piantine poco appariscenti, poco visibili ad occhi poco attenti, specie al di fuori del periodo di fioritura. La loro presenza è quasi sempre legata alla vicinanza dell’acqua e ai luoghi umidi. Alcune, come le Utricularia, Utricularia sono delle vere e proprie piante acquatiche. In Campania, il lago Matese rappresenta una delle ultime roccaforti di una rarissima specie: l’Utricularia australis.. Questa specie risulta segnalata anche in altre località campane, come nel cratere degli Astroni nei pressi di Pozzuoli e nell’oasi WWf del lago di Campolattaro nel beneventano, ma la sua presenza in questi luoghi andrebbe riconfermata.

Il nome Utricularia deriva dalle particolarissime trappole dette otricoli (dal latino utriculum: piccolo otre, fiasco) che queste piante utilizzano per catturare le loro prede. Queste trappole, grandi pochi millimetri, sono munite di valvole che terminano in minuscole ciglia sensibili. Quando una preda (copepodi, ostracodi ed altri minuscoli organismi acquatici) sfiora le ciglia, le valvole si aprono a scatto e la differenza di pressione risucchia la preda all’interno dell’otricolo, dove, grazie agli enzimi proteolitici, questa viene lentamente digerita. In questo modo la pianta riesce a procurarsi una fonte alternativa di azoto.

di Pasquale Buonpane

Utricularia australis

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Il periodo migliore per osservare l’Utricularia australis sul Matese è il mese di agosto, quando i suoi vistosi fiori gialli si ergono sulla superficie del lago. Per tutto il resto dell’anno la pianta rimane costantemente sommersa, rendendo piuttosto difficile la sua individuazione ai meno esperti. Con l’approssimarsi della stagione invernale, le piante deperiscono e producono un particolare tipo di gemme dette turioni, che cadono sul fondo del lago; qui, al riparo dal gelo, aspettano la fine dell’inverno, pronte a dar vita a nuove piante quando in primavera i ghiacci si saranno sciolti. riuscire ad osservare queste piante in natura è un evento a cui va data la giusta considerazione: a causa della rarefazione delle zone umide, infatti, la loro presenza è in forte regresso su tutto il territorio nazionale e in molte regioni è limitata a poche “isole felici”. rispettare queste piante e l’ambiente in cui vivono è quindi di fondamentale importanza per consentire anche alle generazioni future di godere di queste meraviglie della natura. Info > http://floradelmatese.blogspot.it

I fiori in superficie

Le trappole (otricoli) a pelo d’acqua

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un giro in provincia

RUBRICA dI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

PROVINCIA DI CAMPOBASSO

Situato ai margini di un precipizio, su uno sperone roccioso, il borgo medievale di Guardiaregia offre al turista una natura incantevole e una varietà di gusti e profumi

praticare lunghe passeggiate, scoprendo spettacoli naturali dovuti prevalentemente a fenomeni carsici, come il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola, le grotte di Pozzo della Neve e Cul di Bove (che sono fra i più profondi abissi d’Europa); è possibile praticare escursioni sui monti circostanti per

che qui si concentrano in modo particolare. Guardiaregia ha di sicuro nella natura la sua attrattiva turistica più importante, circondato com’è da vaste distese boscose di querce, faggi e cerri. Il suo territorio è interamente situato, infatti, nell’oasi naturale WWf di Guardiaregia-Campochiaro; qui è possibile

ammirare le bellezze incontaminate del luogo e lo scorrere del fiume Quirino lungo gole profonde. Su un verde altopiano sorge la chiesetta di San Nicola, mentre sul fianco del Monte Capraro che sovrasta il paese, si trovano le Grotte rumita, quasi inaccessibili. Luogo molto

GUARDIAREGIA

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un giro in provincia

particolare da visitare è anche Campitello di Guardiaregia, località posta a circa 1500 metri di altitudine, dalla quale si gode una vista eccezionale sulle valli del Biferno e del tammaro. Ma Guardiaregia è anche un bellissimo borgo medievale, dove l’accoglienza delle genti e i prodotti del territorio hanno un ruolo predominante. Antica è la lavorazione dell’argilla: i tegami e le ciotole dei “pignatari” di Guardiaregia sono rinomati in tutta la regione; per gustare, invece, fragole piccole e profumate godendo di un paesaggio da sogno, il luogo ideale è il monte Mutria, la vetta più alta (1823 m) del Matese beneventano.

VINCHIATURO

CAMPOBASSO

La cittadina di Vinchiaturo, connubio eccellente tra tradizioni popolari, cultura e sapori, sorge presso l’omonima sella: il passo di Vinchiaturo, che separa l’Appennino Centrale da quello Meridionale, in una splendida posizione geografica. Le origini del suo insediamento sono molto antiche, come dimostrano numerosi ritrovamenti archeologici, che legano l’attuale centro con l’antica città sannita di Ruffirio, situata verosimilmente presso l’altura di Monteverde. La storia di Vinchiaturo e delle sue genti è infatti legata indissolubilmente alle vicende di questo luogo - il Monteverde - di sicuro abitato dagli antichi Sanniti; punto panoramico ideale per godere del meraviglioso panorama dei monti del Matese. Oggi Vinchiaturo è un centro artigianale e commerciale di prim’ordine. Il suo centro storico offre al visitatore piacevoli occasioni per andare alla scoperta dei vicoletti più nascosti, e il suo territorio si presta per diverse escursioni in natura. Bella la Chiesa di Santa Croce con la sua facciata neoclassica e la maestosa torre campanaria a quattro piani, e particolarmente attraente la chiesetta di Santa Maria di Monteverde che si erge a poca distanza dal centro abitato, costruita tra le rovine abbandonate di quella

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un giro in provincia

che un tempo fu la cittadella monastica dei benedettini; oggi, purtroppo, restano solo dei ruderi. Pur nella sua modestia, è una chiesetta che “ricorda un passato gravido di storia: rammenta alle nuove generazioni le antiche vicende di quella terra, la fede, il lavoro, le speranze fiorite li ove oggi regna un silenzio che invita a meditare” (da Blog). Al di sotto della Cappella di Santa Maria, si dice sorga un’acqua sulfurea, atta alla guarigione di molti mali. Il paese è molto legato alle sue tradizioni popolari, tant’è che ogni anno richiama una grande affluenza di turisti in occasione dei festeggiamenti del Carnevale con il tradizionale appuntamento “La Pezza de Casce” (La forma di cacio), antico gioco che si tramanda da generazioni e che vede contrapposte due squadre che si fronteggiano facendo rotolare per le strade del paese una grossa forma di formaggio stagionato, fino al traguardo.

SEPINO Adagiata su una collina affacciata sulla valle del tammaro, la città di Sepino è una fusione completa di storia, arte e natura, che qui si amalgamano perfettamente. La sua secolare storia emerge attraverso le numerose fonti d’archivio, sin dal primo stanziamento ad opera dei Sanniti della tribù dei Pentri, giunti dalla Sabina in seguito alla pratica del Ver Sacrum (la primavera sacra).

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CAMPOBASSO

Il suo centro storico è ancora strutturato secondo l’originaria cinta muraria, risalente al nono secolo, che oggi è in gran parte inglobata nelle abitazioni; l’impianto è caratterizzato dalla presenza di alcune porte di accesso, anche in questo caso poste nelle vicinanze di edifici religiosi. Del Cinquecento è la fontana della Canala, mentre in quella del Mascherone, che accoglie il visitatore all’entrata del paese, c’è la ricollocazione di un mascherone del secondo secolo dopo Cristo. È però la chiesa di Santa Cristina, posta in una piazza bella ed elegante, il monumento più prezioso della Sepino sopravvissuta al terremoto del 1805: al suo interno, due battenti in bronzo, che ricordano la dominazione normanna, due altari settecenteschi in marmo, un coro ligneo settecentesco e la cappella Carafa, detta “del tesoro” per le preziosità che contiene, rendono questa chiesa un vero scrigno di storia ed arte.


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CAMPOBASSO

A poca distanza sorge Altilia, la “città romana dissepolta”, luogo meraviglioso che merita di essere visitato per la sua importanza storica. Sorta a ridosso di un incrocio formato da un percorso che per secoli è stato utilizzato per la transumanza delle greggi, divenne scenario imponente di scambi commerciali. Perfettamente visibile è l’originario impianto urbanistico romano, e ben conservati il teatro, gli antichi mausolei, e le quattro porte, oggi restaurate, che prendono nome dai luoghi da cui partono le strade che lì giungono. Sul suo territorio è stata trovata una sorgente d’acqua termale dalle proprietà terapeutiche straordinarie che sgorga dalla falda rocciosa a pressione naturale con una temperatura di circa dieci gradi centigradi in tutte le stagioni. Relax, benessere, aria pura, incantevoli boschi, fauna di elevata importanza ecologica, acqua termale famosa sin dal tempo dei Sanniti, aree attrezzate, percorsi per il trekking, fanno di Sepino un luogo che rimane nel cuore di ogni visitatore.

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CAMPOBASSO

BOJANO Antica capitale della tribù sannita dei Pentri, dalle origini leggendarie, la città di Bojano ha radici che affondano nel tempo, anche se il suo splendore è stato offuscato dagli storici, velato dall’esaltazione della grandezza di roma. La particolarità del suo territorio, che si estende ai piedi del monte Gallinola (1.923 m), ricchissimo di sorgenti nonché coperto di vasti boschi prevalentemente di castagno (segnaliamo la presenza dell’albero di castagno più antico d’Italia), faggio, quercia e cerro, rende la città

di Bojano una meta ideale per innumerevoli escursioni sui monti del Matese e per gli amanti del canoismo e del rafting che possono essere facilmente praticati lungo il fiume Biferno.

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Ma Bojano è anche arte e cultura: piacevoli passeggiate lasciano scoprire le innumerevoli chiese presenti; tra le tante, vanno ricordate l’antichissima chiesa di Sant’Erasmo, inserita nel cuore del paese, la Cattedrale di San Bartolomeo, il cui edificio abbraccia un periodo di storia di oltre duemila anni, la chiesa di Santa Maria dei rivoli costruita sui ruderi di un tempio romano dedicato a Venere. Interessanti da vedere sono anche Palazzo Colagrosso, che custodisce al suo interno il Museo Civico con due sezioni principali: una archeologica e una di paleontologia, una raccolta di fossili ed una collezione del Pinto con oltre duecento reperti storici. A pochi chilometri da Bojano vale la pena di visitare il borgo di Civita, dove vi sono ruderi dell’antico castello longobardo, attualmente ben conservato: sono presenti angoli incantevoli e vicoli altrettanto ricchi di suggestione che si inseriscono tra gli edifici. A testimonianza del suo passato glorioso, ogni


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un giro in provincia

CAMPOBASSO

anno qui si inscena la rappresentazione del Ver Sacrum: la festa della “Primavera sacra” dei Sanniti. La rievocazione scenica itinerante in costumi d’epoca riproduce il rito sannitico che consisteva nella consacrazione di gruppi di giovani che, al seguito di buoi sacri, si distaccavano dalla patria di origine per andare alla ricerca di nuove terre e fondare nuove civiltà. Bojano è sicuramente una città da vivere: il binomio di acqua e natura, le bellezze di arte ed architettura che racchiude al suo interno, il sapore delle sue mozzarelle conosciute ed apprezzate non solo nel Molise, la rendono una città unica. www.comune.bojano.cb.it

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ATTIvITà e SPORT

Alla ricerca della

PRECARIETà Arrampicata mista sul Matese “Sai, tutta questa attrezzatura serve soprattutto per impressionare. La vera sicurezza viene dal non cadere.” Jeff Lowe, dopo aver aperto una nuova via in Colorado

Parlare di scalata su ghiaccio sui monti del Matese a molti potrà suonare strano, anzi, stranissimo. Parlare di arrampicata mista potrebbe esserlo ancora di più. Intendiamo con questo termine le salite effettuate in inverno su percorsi che presentano sia roccia che ghiaccio. Eppure la nostra catena montuosa riserva tante sorprese che gli occhi di un alpinista-esploratore non possono trascurare. I primi ad esserne attratti sono stati degli abruzzesi, veri e propri precursori di un filone - quello dell’arrampicata mista - che sembra essere il futuro delle salite invernali, alla continua ricerca dell’effimero e del… precario. Gli abruzzesi Cristiano Iurisci e Giorgio ferretti sono infatti i padri delle prime linee di misto (tradizionale e moderno) nate su monte Miletto, sul monte Gallinola e alla Grotta delle Ciaole, tutti luoghi ormai diventati dei “must” per gli alpinisti del centro Italia che vogliono confrontarsi con salite di stampo “scozzese”. Le condizioni che si riscontrano in inverno sulla catena del Matese, infatti, ricordano molto quelle del Ben Nevis, luogo mitologico dell’arrampicata mista. Questo gioco non poteva non attrarre anche me, sempre curioso e desideroso di vivere intensamente i luoghi e le pareti della mia terra; così alcune linee recenti

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portano anche il mio nome e quello di due “vecchi” e fedeli compagni di corda, renato Palmiero e Dario D’Alessio. tra i nostri discorsi e i nostri progetti quello della salita della Cascata del falco, presso il lago del Matese, circolava da anni. Da lungo tempo renato aveva notato che quel flusso, con particolari condizioni di freddo rigido, in inverno solidificava trasformandosi in ghiaccio. Anche dalla strada che collega il lago al paese di Letino, tale muro di ghiaccio, se formato, è ben visibile. tuttavia la quota ridotta, l’esposizione a sud e le temperature non sempre sufficientemente basse degli ultimi anni, avevano sempre portato al crollo repentino della struttura. I tanti sopralluoghi fatti si concludevano sempre con musi lunghi e tristezza. La cascata non c’era più. Durante l’ultimo tentativo, renato e Dario erano giunti ai piedi del flusso ghiacciato, che però stava crollando a pezzi e li aveva costretti a desistere. Le condizioni climatiche dell’inverno 2011-2012 le ricordiamo tutti, ovviamente; diverse case e fattorie ai piedi del Matese sono rimaste isolate a causa della neve per più di una settimana, tanto da richiedere l’intervento dell’esercito. E mentre tutta l’Italia – o quasi – era sommersa da neve e gelo, in me non poteva non riaffacciarsi il problema irrisolto della salita di quella cascata. Decisi di partire, nonostante i metri di neve caduti, il sei febbraio 2012, in compagnia di Claudio Di rienzo, che si era reso disponibile per l’avventura. I progetti, tuttavia, si fermarono con il muso del mio Defender che, all’altezza della diga di Arcichiaro,

di Riccardo Quaranta


Alla ricerca della precarietà

si ritrovò davanti un muro di un metro e mezzo di neve: i mezzi spazzaneve si erano fermati lì. La frustrazione fu grande, quelle condizioni di freddo costante sarebbero durate poco e avevo quasi la certezza che le condizioni della cascata fossero buone per la salita. Il tredici febbraio, di ritorno da una ricognizione sul lago, mandai un sms al mio fratello adottivo Dario: il contenuto era né più né meno di una richiesta di affiancarmi in una delle nostre esperienze da “fognatura”, che nel nostro gergo significa andarsi a cercare guai, grattacapi e palpitazioni. Il giorno seguente la destinazione sarebbe stata la Gola del falco. Dario in seguito mi confessò che quella notte dormì poco e niente, consapevole di quello che ci aspettava. La mia non fu una notte più tranquilla della sua. La mattina del quattordici febbraio alla cinque eravamo in fuoristrada lungo i tornanti che da Guardiaregia si inerpicano verso Bocca della Selva. taciturni, in compagnia della radio che dava le prime notizie del giorno,

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Alla ricerca della precarietà

costeggiammo il lago, fermandoci in corrispondenza dell’imbocco della Gola. Messo in spalla il materiale, meticolosamente preparato, ci avviammo in un paesaggio di un bianco surreale. Lo stupore, dopo circa un’ora di avvicinamento, che ci colse quando il flusso ghiacciato ci si parò dinanzi, fu unico; quasi presi dalla smania, in dieci minuti eravamo pronti. La linea di salita era evidente: un primo tiro diagonale a destra e poi il tiro lungo finale di sessanta metri, praticamente dritto. Già dai primi metri di piccozzate e ramponate intuii che l’impresa non sarebbe stata facile. Infatti il secondo tiro, il più difficile, non smentì il mio presagio; sistemai la sosta al riparo da possibili scariche e partii. Iniziai prima un lungo traverso per posizionarmi in linea e poi dritto. Il problema, lungo tutto quel tiro, è stato il ghiaccio: sottile e staccato dalla parete. Delle viti messe probabilmente nessuna avrebbe tenuto un volo. Ce n’era a sufficienza solo per passare, nella maniera più delicata e tecnica possibile. Il resto era solo effimero e aleatorio. Dario mi dirà poi in sosta: “Non ti ho mai visto passare tanto tempo su un tiro”. Calibrare, dosare, ragionare, racimolare le risorse mentali ed andare avanti, perché sai che è l’unica maniera per portare a casa la pelle. Beh, il tiro lo finii, con un urlo liberatorio quando finalmente ebbi sotto i ramponi e le

Ultima protezione utile


picche qualche centimetro in più di acqua gelata. Recuperai Dario facendo sosta su un albero e l’abbraccio lungo e forte – con lui che aveva dovuto seguire tutt’altra linea perché dove ero passato io non era possibile più passare – chiuse un giornata che porterò sempre nel cuore.

Tutte le foto sono dell’archivio personale di Dario D’Alessio e Riccardo Quaranta che ne conservano i diritti.

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Alla ricerca della precarietà

Riccardo Quaranta, campobassano, classe ’79, biologo, istruttore di arrampicata CAI, FASI e UISP Lega Montagna. Arrampica dall’età di 19 anni, istruttore dal 2002; tra i primi molisani ad attrezzare vie di arrampicata sportiva in Molise, padre di numerose falesie in provincia di Campobasso e Iernia, più di 600 le vie aperte. Dalla roccia i suoi interessi si sono spostati al mondo dell’alpinismo in generale: sci alpinista e ghiacciatore, ha all’attivo numerose salite di roccia, ghiaccio e misto in tutto l’arco Alpino, prime salite nel gruppo del Matese, decine di cascate di ghiaccio e numerosi 4000.

riccardoquaranta@orizzontiverticali.it www.orizzontiverticali.it

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Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

PRODOTTI TIPICI

il profumato mondo del TARTUFO

Quando a metà del XIX secolo il medico micologo Carlo Vittadini cominciò ad interessarsi ed a descrivere il mondo dei “Funghi ipogei”, nessuno immaginava che un giorno questo settore della micologia avrebbe raggiunto l’interesse di cui gode oggi. Il tartufo è un fungo ipogeo, immerso nel suolo a profondità variabili, da pochi centimetri fino a un metro, da dove propaga il suo profumo, che diffondendosi nell’ambiente assicurerà la sua riproduzione. Già da alcuni decenni ha un’importanza particolare nelle preparazioni gastronomiche perché possiede una costellazione di aromi in grado di dare alle pietanze un interesse diverso. Tuttavia, pochi sanno che il Matese possiede questa ricchezza del sottosuolo, in tutte le sue specie

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e varietà. Dalle valli ai boschi più in altura troviamo numerosi tartufi: il lato molisano ha una particolare ricchezza (tra le più proficue d’Italia) del Re dei tartufi, il tartufo bianco pregiato, mentre il rivalutato tartufo nero ordinario (noto anche come tartufo di Bagnoli), abbondante tra le faggete del Massiccio. Ma diamo qualche informazione in più su “Sua Maestà il Tartufo”. Come abbiamo detto, è un fungo che vive nel sottosuolo (ipogeo) ed è rappresentato da sette specie appartenenti al genere Tuber; a queste specie si affiancano due varietà che arricchiscono il gruppo dei tartufi commestibili. Infatti, non tutti i funghi ipogei sono commestibili, ma quelli che non lo sono hanno solo odori sgradevoli e non sono tossici (proprio come accade con i funghi epigei, ovvero quelli che emergono dal suolo).

di Vincenzo D’Andrea


Il profumato mondo del tartufo

Tartufo bianco, “il Signore”

Tartufo bianchetto

I tartufi sono distinti in due gruppi: i bianchi ed i neri. Il tartufo più noto e gradito è il tartufo bianco pregiato (nome scientifico Tuber magnatum Pico), il “Signore” dei tartufi (da cui il nome magnatum: dei magnati). Ha un aroma imponente, penetrante, gradevolissimo, determinato da un insieme di molecole odorose (di queste almeno cinquanta sono note) che miscelandosi sapientemente tra loro sanno accattivare le prede che se ne ciberanno per diffonderlo e, non ultimo, l’uomo che lo ha sapientemente utilizzato per dare ricchezza alle sue preparazioni in gastronomia. Al confine tra il “bianco” ed il gruppo dei neri, c’è il tartufo bianchetto (Tuber borchii Vittadini), un altro gradevole tartufo, ben presente sul versante campano del Matese, spesso con esemplari di grandi dimensioni che ritroviamo nelle tante pinete collinari o frammiste a querceti e lecceti. Infine il gruppo dei “neri”, molto ben rappresentato

sui due versanti del Matese: il più nobile è il tartufo nero pregiato (o di Norcia), il Tuber melanosporum Vittadini, con interessanti areali di ritrovamento sul versante campano, tanto da essere stato oggetto di ricerca da parte di tartufai del Centro Italia che venivano a prelevarlo senza che gli indigeni sapessero cosa fosse... Storie di altri tempi! Ben presente è anche il noto “scorzone” o tartufo estivo (Tuber aestivum Vittadini) che la fa da padrone sull’intera area collinare/montana del Matese, su entrambi i versanti, con cospicua produttività. Molto interessante e di gradevolissimo aroma è la sua varietà invernale (Tuber aestivum var.uncinatum Chatin) che si ritrova ad altitudini più elevate alla fine della stagione autunnale. Non ultimo è il tartufo nero ordinario Tartufo nero estivo (Tuber mesentericum Vittadini), ben noto come tartufo di Bagnoli, sapientemente valorizzato dagli irpini ma molto presente sull’intera area appenninica centro-meridionale. Oggi questo tartufo afferma la sua identità territoriale come “nero del Matese” per la sua diffusione nelle faggete dell’area montana. Sta conquistando progressivamente valore, grazie al suo forte aroma dolciastro, inizialmente fenolico, ma persistente in

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Il profumato mondo del tartufo

modo giusto in alcune preparazioni, tanto da essere ricercato dall’industria di trasformazione del tartufo del Centro Italia. Una delle sfide che i tartufai del Matese stanno preparando consiste proprio nel far entrare prepotentemente questo tuber tra le produzioni caratteristiche dell’area, visti i risultati che molti ottimi chef matesini stanno ottenendo dal suo impiego con le pietanze locali. Il tartufo, insomma, è una delle molte ricchezze di

quest’area di Appennino, nei due versanti del Massiccio del Matese: dal pregiatissimo tartufo bianco all’emergente tartufo nero del Matese. Sarà questo prezioso tesoro della selvaggia natura a dare nuova linfa al territorio matesino? Noi ne siamo convinti! Ma attenzione: nulla è infinito e ciò è vero soprattutto quando si tratta di “prodotti selvatici”! La salvaguardia dei territori di produzione e ancor più la tutela della biodiversità delle nostre aree si impongono per permettere di preservare anche questo tesoro negli anni e per poter dare nel tempo garanzia di produttività. Vincenzo D’Andrea | responsabile Sezione Tartufi dell’Associazione Micologica del Matese Sede: Casa del Parco del Matese | Sant’Angelo d’Alife (CE) Tel. 329 6139049 - amm.tartufi@gmail.com


Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

itinerari

CAMPITELLO MATESE

Nel versante molisano del massiccio del Matese si trova il comune di San Massimo, che nella sua parte più alta, a 1429 metri di altezza, ospita la stazione sciistica di Campitello Matese. Il comprensorio, frequentato da appassionati provenienti da gran parte del sud Italia, offre uno spettacolo naturale di incomparabile bellezza, che si arricchisce di scenari disegnati da estesi boschi di faggio, intervallati ai numerosi e caratteristici pianori di alta quota. Dal piccolo paese si sale per circa 12 chilometri lungo una strada ampia e panoramica, che conduce al pianoro di Campitello. Il comprensorio sciistico dispone di circa 40 chilometri di piste e di 7 impianti di risalita (3 seggiovie, 3 skilift, 1 tapis roulant). Le piste, ben collegate tra loro, partono a pochi metri dalla piazza principale e raggiungono i 1890 metri di altitudine foto di Massimo Martusciello

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(punto di arrivo della seggiovia Del Caprio), da cui oltre al piacere di iniziare la discesa, si gode di una vista meravigliosa a 360 gradi. Poco più in là, la vetta più alta del massiccio del Matese: il monte Miletto, 2050 metri. Due delle piste maggiormente frequentate, la Del Caprio e la Cristallo, hanno ricevuto l’omologazione della federazione internazionale di sci (F.I.S.) e possono essere utilizzate per disputare gare di qualsiasi livello. Grazie a questa rete di impianti e alla particolare morfologia del versante nord del monte Miletto, Campitello Matese è in grado di offrire tracciati e pendenze per tutti i livelli e per tutti i gusti, capaci di accontentare sia lo sciatore esperto che il principiante. Per gli amanti dello sci di fondo ci sono tre “anelli”, collocati nel meraviglioso pianoro che ospita la stazione sciistica.


Campitello Matese

Campitello Matese www.campitello.com www.campitellomatese.org

• Bar - Ristoranti - Paninoteche • Alberghi - Residence • Scuole di Sci - Nolo • Innevamento Artificiale • Intrattenimenti 55


FALODE VILLAGE

Dopo circa 25 anni di attività, la nostra struttura è molto conosciuta in tutto il centro-sud Italia e possiamo vantare anche una discreta presenza di ospiti dal nord Italia e dall’estero; ma quello che vogliamo ottenere entro la prossima estate è un concreto consolidamento del rapporto con i visitatori provenienti dal mondo dello sport. Conosciamo bene le tante potenzialità del nostro territorio per gli appassionati di un numero incredibilmente alto di sport, tutti praticabili nelle migliori condizioni: trekking, mountain bike, escursioni a cavallo, canoismo, pesca sportiva, nordic walking, volo libero in deltaplano e parapendio, tiro con l’arco, speleologia, birdwatching… e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Bene, è nostra intenzione rendere disponibili tutti i servizi al meglio delle nostre possibilità e a condizioni vantaggiose per tutti gli sportivi, privilegiando coloro i quali sceglieranno una permanenza di più giorni, rispetto al classico fine settimana. Tutti potranno praticare il loro sport preferito in completa autonomia, ma 56

all’occorrenza saremo disponibili con guide esperte del territorio, servizi navetta e tutto ciò che potrà servire per farvi trascorrere la tanto sospirata “vacanza perfetta”. Naturalmente, il meglio delle nostre capacità è garantito a tutti i nostri ospiti, non solo agli sportivi. Ricordiamo che i servizi offerti sono: ristorazione, soprattutto con prodotti aziendali e piatti del territorio; pernottamento in camere da 2 a 4 posti; in miniappartamenti con cucina e caminetto; in baita con piscina; in agri-campeggio per tende, roulotte e camper. Disponiamo di una vastissima area pic-nic attrezzata che può ospitare centinaia di persone, con panche, barbecue e servizi vari; infine, abbiamo uno spaccio aziendale dove sono in vendita tutti prodotti che derivano dai nostri allevamenti: carni bovine, suine, ovine; latte fresco, yogurt, formaggi prodotti con latte vaccino e caciotte prodotte con latte ovino e caprino. Quando verrete a trascorrere le vacanze al nostro villaggio, una volta arrivati, non avrete bisogno d’altro! Troverete tutto quello che vi potrà servire, e se dovesse mancare qualcosa, faremo il possibile per procurarvelo. Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

Falode Village Castello del Matese (Ce) Loc. Acqua di Santa Maria (Lago Matese) Tel. +39 0823 919233 Fax +39 0823 919265 www.falode.it direzione@falode.it


L’estate 2012 alla Falode è ancora impressa nella memoria di molte persone, grazie allo svolgimento di due eventi che hanno sorpreso il grande pubblico: Vivi la Falode e Matese Western Days

Vivi La Falode 2012

Sei attività sportive che nei tre giorni sono state praticate gratuitamente, anche con l’ausilio di guide esperte: Trekking, Mountain Bike, Volo Libero, Canoismo, Escursioni a Cavallo, Fuoristrada 4×4 soft.

Tre giorni di Sport, Natura, Gastronomia e Relax il 6, 7 e 8 luglio 2012 Grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni, la manifestazione è stata riproposta con alcune novità, che sicuramente hanno aumentato il piacere di una permanenza in uno dei luoghi più belli e meglio organizzati del territorio matesino. Ingresso area camping gratuito (tenda, roulotte e camper) per tutti i partecipanti alle attività sportive + sconto del 10 % sull’acquisto di qualsiasi prodotto presso lo Spaccio Aziendale Falode.

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Il sabato dalle ore 19 e la domenica dalle ore 11 si è svolta “Gustando La falode”, degustazione di prodotti aziendali: formaggi freschi e stagionati, latte, yogurt, carni arrostite e piatti tipici. Il sabato alle ore 17 ci sono stati dei momenti di puro divertimento grazie ai “giochi popolari” che hanno conquistato l’attenzione di tutti i presenti. Sei squadre si sono confrontate con: il palo della cuccagna, cattura il cinghialino, tiro alla fune, cattura lo zebù e con il “ballone roteante”. Ai vincitori, in premio, un enorme cesto con tutte le prelibatezze prodotte dall’azienda falode.

Matese Trail Riders organizza escursioni a cavallo lungo i sentieri del Matese, di diversi livelli di difficoltà, della durata di 2/3 ore fino a 2 giorni. Possono partecipare solo cavalieri esperti con cavalli propri o noleggiati presso la scuderia Matese Ranch.

Matese Western Days

Le atmosfere del West Americano sul Matese il 27, 28, 29 luglio 2012

A poche settimane dal primo evento, al falode Village si affaccia una nuova attività sportiva, legata strettamente al mondo dei cavalli, che sono il fiore all’occhiello dell’allevamento Matese ranch: il team penning, che sommariamente consiste nell’indirizzare in un recinto alcuni vitelli scelti in una piccola mandria, nel minor tempo possibile. Per la maggior parte dei matesini, questo sport (nato in America) è ancora sconosciuto, ma in molte zone d’Italia è 58

Guida turistica del Matese 2012 Autunno Inverno


praticato da migliaia di appassionati. Nel bellissimo scenario del Matese Ranch, centro aggregato Fitetrec-Ante, si è svolto il Matese Western Days, tre giorni di full immersion tra natura, enogastronomia e sport di altissima qualità. Tanti e bravi, infatti, i penner che hanno accettato l’invito della Federazione a partecipare a una Coppa Italia di team penning 2012 all’insegna della sportività e dello spirito

agonistico con l’obiettivo, condiviso dalla dirigenza e dai tecnici, di diffondere la cultura della monta western. L’organizzazione logistica, coordinata da Liberato Loffreda e Alessandro Meola, ha avuto il consenso del numerosissimo pubblico che ha gremito gli spalti a tutte le ore per non perdere neppure un attimo della manifestazione, svoltasi senza la minima sbavatura sia sotto l’aspetto tecnico sia per quanto riguarda lo spettacolo, sotto la regia di Andrea Fioravanti. Un plauso va anche a tutto lo staff, dall’impeccabile segreteria alla giuria, che ha dato prova di professionalità e competenza proprie della Federazione.

Se ciò che avete letto ha solleticato la vostra immaginazione, scegliete il Falode Village per le vostre prossime vacanze: il nostro impegno, è quello di migliorare di molto tutti i nostri servizi, per accogliervi sempre al meglio delle nostre possibilità.

Venite a passare qualche giorno al Matese... vi accompagneremo

“Alla scoperta del paradiso che ci circonda” Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

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foto di Sisto Bucci


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un giro in provincia

RUBRICA dI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

PROVINCIA DI CASERTA

RAVISCANINA Il Comune di raviscanina, situato in una conca naturale, è un luogo ideale per chi cerca un’atmosfera rilassante e paesaggi unici per la loro incantevole bellezza.

Il territorio si caratterizza per una grande varietà di rilievi: montagne si alternano a colline, e terrazzamenti creati dall’uomo rendono gradevole il paesaggio regalando, grazie a condizioni climatiche ideali tutto l’anno, prodotti del territorio, come l’olio ed il vino, notevoli per gusto e genuinità.

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Lunghe passeggiante nel centro storico, lasciano al visitatore la piacevole scoperta di nobili testimonianze storiche e di siti artistici: la chiesa di Santa Croce, eretta nel decimo secolo, nella quale domina un affresco di notevole pregio del Bocchetti, posizionato dietro l’altare maggiore, raffigurante l’Esaltazione della Croce; il Monastero e la Chiesa benedettina di Santo Stefano, di cui oggi rimangono solo gli antichissimi muri maestri, che si ritiene appartenuta al periodo del primo cristianesimo; la fontana pubblica costruita sull’acquedotto romano e ricostruita dopo l’alluvione del 1857; ed il cippo sacrificale, risalente addirittura ad epoca precristiana.

A catturare l’attenzione dei visitatori è senza dubbio l’area di rupecanina: caso esemplare e notevolmente spettacolare di villaggio fortificato dell’epoca tardo-medievale. La particolarità della sua posizione geografica, posta su una collina a cavallo tra raviscanina ed il comune vicino,


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Sant’Angelo d’Alife, strategica tanto per la difesa quanto per l’avvistamento dei nemici, e la presenza di caratteristiche grotte, resero il sito di Rupecanina la fortificazione di epoca normanna più grande della valle del medio Volturno. Proprio in questo castello, secondo gli storici, e secondo quanto emerso dal ritrovamento della sua bolla di canonizzazione, nel 1219 ebbe i natali Celestino V; le sue spoglie sono state esposte nel 2011 nella chiesa di Santa Croce. La bellissima grotta di San Michele Arcangelo, situata alle falde meridionali della collina del castello ed esplorata soltanto pochi anni fa, è chiara testimonianza di un luogo che all’epoca era particolarmente prediletto dai normanni. La leggenda secondo la quale proprio qui l’Arcangelo Michele lottò contro il Demonio lascia un’aurea di arcano che avvolge tutta la grotta: la bellezza degli affreschi al suo interno catturano il visitatore, ma è l’imprevedibile “foro nella roccia” che lascia in ognuno il piacevole gusto del mistero.

PRATA SANNITA

Prata Sannita è un paesino collinare, situato a quasi 400 metri di altezza, ai piedi del versante

CASERTA

che affaccia a ovest del Massiccio del Matese, al confine con il Molise. Il borgo medievale, chiamato comunemente Prata Vecchia, è un complesso di memorie storiche, di antiche tradizioni e di regali passaggi, dall’imperatore federico II di Svevia ad Alfonso I d’Aragona. Il borgo è arroccato intorno al castello fortificato di epoca normanna e poggia su un costone di roccia che si affaccia a dominare la valle dove scorre il fiume Lete. Lungo le stradine, con gradini scavati nella roccia che permettono di percorrere il borgo a piedi in lungo e in largo, le abitazioni sono addossate le une alle altre, per assecondare la conformazione del suolo e per adottare una miglior difesa. tra le case basse e piccole, spiccano case più alte, dette “case torri”, simbolo della potenza delle famiglie più ricche. Nella cinta muraria, di origine longobarda, intervallata da torri cilindriche, si aprono le quattro porte di accesso all’abitato: “Le Portelle”, che partono dal castello ed immettono nel cuore del borgo, dove è ubicata la Chiesa di Santa Maria delle Grazie; la“Porta Santi Ianni”; la “Porta di rotta Cupa”; e la “Porta di Lete”, che giunge alle pendici del costone di roccia e conduce lungo il letto del fiume Lete. Intorno si può ammirare lo splendido ponte sul fiume Lete, di epoca romana, che collegava

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CASERTA

il borgo ai paesi vicini, e che possiamo ammirare per la sua bellezza ancora oggi dato che è rimasto praticamente intatto. Nei suoi pressi, in località Porta di Lete, si trova un mulino ad acqua ristrutturato di recente. Il castello, con mura fortificate e torri cilindriche, conservate quasi intatte, ha l’impianto originario trecentesco tipico dell’architettura angioina, ed una storia millenaria fatta di uomini illustri: qui venne in visita l’imperatore federico II di Svevia e, insieme a lui, si racconta vi giunsero i templari, cavalieri del Santo Sepolcro. Nelle segrete, le incisioni sulla pietra di croci e simboli, suggeriscono che i racconti tramandati potrebbero non essere una leggenda.

FONTEGRECA Celebre per i suoi oliveti e vigneti, per i prodotti tipici e per una specie rara di cipresso, fontegreca è una piccola e graziosa cittadina, che sorge sulle pendici rocciose del monte La Rocca. La presenza del fiume Sava, che attraversa il comune per cinque chilometri, rende il suo terreno fertile e favorevole per molti tipi di coltura. La nascita di fontegreca non è molto antica: anche se in epoche remote la zona fu popolata dagli Osci che si fusero poi con i Sanniti Pentri, il nucleo originario di fossaceca (antica denominazione del paese), sorse intorno al

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Mille, grazie ai pastori di Gallo e di Letino che d’inverno scendevano verso valle per pascolare i loro greggi. Di notevole interesse paesaggistico è la Cipresseta o bosco degli Zappini, raro esempio di intatta biodiversità. Divenuta meta di tantissimi turisti per la sua aria salubre e lo scenario paesaggistico incantevole, la Cipresseta è soprattutto sito di ricercatori botanici che giungono qui da tutta Europa per studiare la rarità del tipo di cipresso che qui vive, immune da una malattia che da anni tormenta le cipressete di tutta Europa sterminando migliaia di esemplari. La Cappella della Madonna dei Cipressi fu costruita al suo interno da un gruppo di monaci verso la fine dell’ottavo secolo, perché all’interno della grotta era stata rinvenuta da una pastorella, l’immagine della Madonna.


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CASERTA

GALLO MATESE Sorto fra l’840 e l’870 d.C. ad opera di una tribù di pastori bulgari, che si erano stabiliti nei pressi di Isernia, Gallo Matese, dal nome longobardo Wuald, che significa bosco, è arroccato su di un colle che sovrasta il suggestivo lago, in uno scenario reso incantevole anche dalla presenza del fiume Sava. Il territorio, montuoso e particolarmente ricco di acque, è di straordinaria bellezza grazie alla presenza di estesi boschi di faggio, quercia, acero e frassino. Interessanti sono le grotte carsiche della zona e la forra di Pesco rosso in località Vallelunga: una bellissima ed incontaminata oasi naturale, rimasta selvaggia perché impervia ed inaccessibile, un posto ideale per esperti torrentisti.

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Particolarmente adatto, invece, a coloro che vogliono fare pesca, canoa o altri sport acquatici, in tutta tranquillità, lontano dai rumori ed immersi nel verde, è il lago di Gallo.

Il Monte Pietrauta, con la varietà dei suoi paesaggi, offre, inoltre, un escursionismo piacevole e rilassante, con possibilità di ritrovamenti fossili risalenti a 150 milioni di anni fa. Suggestivo anche il centro storico con le antiche case in pietra locale, il Palazzo dei Signori di Bojano del diciottesimo secolo che si raggiunge tramite una via che parte dalla piazzetta, sul fianco della fontana, e la Chiesa dell’Ave Gratia Plena, che ha una bella facciata con un portale di gusto tardo barocco. Di alto pregio i prodotti tipici del territorio: formaggi pecorini e caprini, salumi, legumi ed il tipico pane locale; oltre anche tutti i frutti del ricchissimo sottobosco quali more, lamponi, fragole, funghi e origano. frutto di una tradizione centenaria, la pregiata lavorazione a tombolo di Gallo Matese produce un tipo di pizzo particolarmente elaborato e davvero unico nel suo genere.

LETINO Il territorio di Letino, paesino montano del Massiccio del Matese, accarezzato dal sole che

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CASERTA

mitiga l’aria tagliente dei suoi 961 metri di altitudine (il comune più alto della Campania), presenta un paesaggio molto vario e suggestivo, che offre, tra prati verdi, pareti rocciose e fitti boschi dalle grandi estensioni, una risposta interessante ad ogni tipo di esigenza turistica e naturalistica. È il luogo ideale per praticare trekking, canoismo, pesca sportiva, ed è un sito di notevole interesse per gli appassionati della speleologia. Non ci sono notizie certe sulla nascita del suo agglomerato urbano, forse fondato da pastori romani e abruzzesi che portavano le greggi al pascolo estivo sul monte Prece, e che vi sarebbero rimasti anche nei periodi invernali. Oggi, infatti, l’attività dei pastori è l’economia trainante di

questo paesino capace di offrire prodotti dal gusto straordinario, come formaggi ovini e caprini. Eccellenze naturalistiche e paesaggistiche sono di sicuro le faggete, il lago, le cui acque ospitano trote, tinche e persici e rappresentano un luogo di sosta, soprattutto nel periodo estivo, per numerosi uccelli acquatici, come marzaiole, germani reali e aironi; il fiume Lete, che sbocca a quota 1028 metri ad una temperatura di 8 gradi e che, oltre a bonificare la campagna, è anche meta preferita dei pescatori proprio per la presenza di molte trote. Seguendo una mulattiera che parte dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie è poi possibile raggiungere le Grotte del Lete, o anche dette Grotte di Caùto, di indescrivibile bellezza.


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CASERTA

ALVIGNANO Le origini di Alvignano sono da ricercare a Cubulteria, antica città dei Sanniti Caudini, che fu presa e in parte distrutta da Quinto fabio Massimo durante la seconda guerra punica (terzo secolo prima di Cristo). Da tale distruzione ebbe origine Alvignano, poiché la popolazione di Cubulteria, per sfuggire alle feroci incursioni, si rifugiò sui Colli Caprensi, dando origine a numerosi casali. Il territorio di Alvignano può essere suddiviso in tre parti ben distinte: quella costituita dai colli Caprensi, con numerose cime; quella segnata dalle basse colline sulle quali si collocano i due boschi principali, Selva Spinosa, da cui si gode una vista stupenda, e Selvapiana con i suoi bellissimi boschi di latifoglie che digrada dolcemente dalle colline alla riva sinistra del Volturno in un’oasi naturale; infine quella caratterizzata dall’ampia pianura, che si conclude con il fiume Volturno. Il Castello Aragonese, situato in posizione strategica, domina tutta la valle del medio Volturno: composto da quattro torri angolari e mura ben fortificate, è ancora ben conservato e mostra, ben visibili, le sue caratteristiche interne, i due cortili, le cucine, i depositi, le cisterne, le stanze adibite a residenza e un’antica cappella chiamata Santa Maria al Castello. Inizialmente dotato di un ponte levatoio, sostituito poi da un grosso portone di legno, protetto da una grata, azionata da un sistema di carrucole, il castello fu definitivamente abbandonato nel quindicesimo secolo in seguito ad un rovinoso terremoto che lo rese inagibile.

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un giro in provincia

CASERTA

San Mauro e Marcianofreddo sono i due “borghi” di Alvignano mantenuti quasi intatti nel corso dei secoli con l’originario impianto medievale. tra i monumenti di maggior rilievo è da segnalare l’antica Chiesa di Santa Maria di Compulteria, sorta su una precedente struttura romana: uno dei più pregevoli monumenti di età longobarda, Posta in una posizione panoramica eccellente, Gioia Sannitica è un delizioso paesino, dominato da un irto dirupo, su cui sono situati i ruderi di un antico castello di origine normanna. Attraversato dall’antica strada Sannitica che collega telese terme con Piedimonte Matese, il territorio comunale di Gioia può essere suddiviso in una zona montuosa a nord, ed in una zona piuttosto pianeggiante a sud, attraversata dal fiume Volturno.

in cui sono rintracciabili apporti di architettura bizantina. La Basilica di San ferdinando, splendido esempio di architettura longobardobizantina costruita a cavallo tra l’ottavo e il nono secolo, e la Cappella di Santa Maria della Natività, situata nel borgo di San Mauro che conserva affreschi rinascimentali e una pregevole statua lignea del Settecento, raffigurante una Madonna col bambino: una leggenda narra che la statua fu trovata in un pozzo che esisteva fino a qualche anno fa nei pressi del borgo.

GIOIA SANNITICA

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La parte più antica di Gioia è caratterizzata da stradine strette e tortuose, da uno slargo antistante il palazzo ducale dei conti Laurenzana Gaetani d’Aragona e dalla chiesa di San felice, che fu costruita nei primi decenni del Cinquecento. Non mancano presenze di resti antichi nel territorio, quali il Ponte Degli Anici, che fu teatro d’importanti battaglie nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, ed i resti di tombe antiche ritrovate presso la Chiesa di San Mandato: durante i lavori di sistemazione dell’area antistante la chiesa sono state scoperte circa dodici sepolture. Su un colle isolato, presso la frazione di Caselle, si ergono i resti del castello normanno. Il castello segue la struttura architettonica più antica.


Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

un giro in provincia

CASERTA

Il poderoso torrione, cioè la torre rotonda, serviva come estremo e più sicuro rifugio; innanzi al torrione appaiono invece i resti di un piccolo villaggio. Passeggiate alla scoperta di una natura incontaminata portano alla Piana delle Pesche, itinerario panoramico attraverso una vegetazione ad alto fusto, e un sottobosco ricco di funghi e fragole; il muro di cinta che conduce alla grotta di San Michele Arcangelo anche qui testimonia la presenza dei Longobardi ed il loro profondo culto per il “dio guerriero”. Profondamente legata alle proprie tradizioni ed ai prodotti della sua terra, Gioia Sannitica esalta ogni anno, intorno alla metà di agosto, questo suo legame con “La Sagra degli Antichi Sapori”. Giunta alla quindicesima edizione, la manifestazione attira una moltitudine di turisti che giungono fin qui per assaggiare i piatti cucinati secondo antiche ricette dalle massaie del luogo: pasta rigorosamente fatta a mano e piatti tipici come la carne di maiale con peperoni, funghi porcini arrostiti, pizze fritte, salumi e formaggi; il tutto condito con il premiato olio delle colline gioiesi. Particolare cura ed attenzione anche nella scelta dei vini, con l’introduzione di produzioni derivate da antiche tecniche di vinificazione dei contadini locali oltre ai classici e selezionati Falanghina e Piedirosso.

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Lago del Matese


Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

NATURA

LE MORTINE

un prezioso scrigno incastonato tra gli Appennini Il fiume Volturno, con il suo corso e le sue rive, le sue acque ed i suoi affluenti, costituisce una delle principali risorse naturali dell’Italia Meridionale, in particolar modo di due regioni: il Molise e la Campania. Questo fiume, il più lungo del Meridione con i suoi 175 chilometri, segna infatti il confine tra Campania e Molise, in quella che è chiamata la piana di Venafro, nascendo alle falde del complesso Mainarde-Monte Meta in quel di Rocchetta al Volturno (IS) per sfociare poi nel Tirreno presso Castel Volturno (CE). Le chiare e limpide acque, la forma sinusoidale che il fiume Volturno assume durante il suo corso, ma soprattutto la lontananza dai centri abitati, almeno per il primo tratto, fanno sì che il fiume costituisca ecosistemi importantissimi per la sopravvivenza e il riparo di molte specie animali e vegetali. Si narra che nel corso degli anni il mutare del corso d’acqua ed i cosiddetti “salti di meandro” (taglio dell’ansa che forma il fiume), abbiano costituito numerosi acquitrini e zone umide. Pertanto nel 1987 il WWF aveva individuato l’area della località “Mortine”, nei pressi della zona denominata “Presa Volturno Enel”, nel territorio di Capriati a Volturno e Venafro, come un’area ad elevato interesse naturalistico. A seguito della costruzione della presa, la formazione di uno sbarramento del fiume Volturno costituì quello che oggi rappresenta l’invaso di circa 7 ettari, del tutto artificiale; con il conseguente rafforzamento della parte abbandonata del fiume, si è costituito un ecosistema

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davvero particolare, che ospita fauna e flora tipica degli ambienti fluviali. L’Oasi de Le Mortine trova dunque la sua istituzione nel lontano 1987, quando il WWF Molise, con la sezione locale di Venafro, individuò un’area sulla quale puntare per la realizzazione di un’Oasi WWF. L’accordo tra le due regioni non fu subito sancito. Dopo circa un decennio di tribolazioni, nel 2001, grazie ad un accordo tra ENEL e WWF, è stata istituita ed inaugurata l’Oasi WWF de

“Le Mortine”, divenuta poi parte integrante del Parco Regionale del Matese nel 2005 ed individuata come Zona di Protezione Speciale (ZPS) dalla Unione Europea.

di Giovanni Capobianco


Oasi Le Mortine

imbattendosi nella risata del germano reale che indisturbato nuota nell’invaso. È facile osservare anche coppie di svasso maggiore, che nel periodo primaverile, come su di un palcoscenico, danno mostra dei loro sgargianti piumaggi intraprendendo la parata nuziale, costituita da una coreografia davvero appassionante. Il folto pioppeto che borda il bacino ospita colonie di cormorano che come razzi partono dagli alberi, sorvolando il pelo dell’acqua per poi ritornare nelle loro postazioni iniziali. pioppeto codibugnolo

foto di Francesco Riccio

airone cenerino

upupa

L’Oasi cela percorsi naturali immersi nel bosco igrofilo, costituito da pioppi, ontani, salici, adiacenti alla sponde del Volturno. Le quattro stagioni vedono l’alternarsi di colori e abitanti variopinti. Durante il periodo tardo invernale, percorrendo i sentieri natura, è possibile udire il tamburellare del picchio rosso maggiore e del picchio rosso minore che imperterriti intraprendono le loro “gesta amorose” nella costruzione del nido più adatto. Passo passo, i chiassi della ghiandaia coprono il sibilo del fiorrancino, spettacolare passeriforme che pesa solo cinque grammi. Lungo il percorso è possibile effettuare birdwatching, usufruendo dei capanni per l’avvistamento degli uccelli acquatici ed

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moretta comune

Tra le folte canne trovano rifugio il tarabusino, l’airone rosso e la cannaiola. Nel periodo migratorio è possibile osservare la balia nera, il pettazzurro e il canapino maggiore. Di elevato pregio naturalistico è la costante presenza della moretta tabaccata, specie in declino mondiale e inserita in carospo tegorie di tutela comune internazionali. Singolare è anche l’incontro con l’erpetofauna (anfibi e rettili): il laghetto igrofilo ospita numerosi anfibi tra i quali rane verdi, rospi comuni, raganelle e natrici dal collare. Entusiasmante è osservare le tecniche di predazione delle natrici nei confronti delle raganelle, che aspettano il momento propizio per poter catturare la preda individuata. Addentran-

orbettino

nibbio bruno

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dosi nel fitto del sentiero, è possibile imbattersi nell’orbettino, sauro che spesso viene confuso con un serpente; non di rado è possibile osservare la sempre più rara tartaruga palustre europea che percorre i fondali fangosi del bacino appostandosi sui rami galleggianti arginati sulle moriglione

sponde. La presenza di molte anatre all’interno dell’Oasi attrae l’attenzione di predatori come il falco di palude o il nibbio bruno, rapaci che ispezionando le aree, approfittano del momento giusto per attaccare la loro preda.


raganella

cormorano

Tra i più spettacolari predatori presenti nell’Oasi ricordiamo il falco pellegrino, che nidifica proprio nelle zone limitrofe all’area protetta e che spesso è presente in area incutendo terrore tra le anatre presenti. Spettacoli affascinanti sono osservabili non solo con gli occhi al cielo: volpi, faine e tassi sono rilevabili anche lungo il corso dei sentieri oppure nei campi che circondano l’Oasi. Farfalle ed insetti caratterizzano l’area, arricchendola di colori sgargianti e di un microcosmo inesplorato. Nel 2005 infatti all’interno dell’Oasi è stata rinvenuta una nuova specie per l’Italia, la Cilix hispanica, che ha destato un particolare interesse negli esperti entomologi, ospitati nel centro visite dell’Oasi per numerosi giorni. L’Oasi de Le Mortine, con le sue peculiarità, è la porta d’ingresso nord-occidentale del Parco Regionale del Matese, uno scrigno di infinità biodiversità incastonata tra gli Appennini, riparo e casa per molte specie di elevato pregio naturalistico, che incrementano la diversità animale e floristica del Matese. Per informazioni:

Mario Caniglia Cell. 335 7447271 - Tel. e fax 0865 904673 mario.caniglia@tiscali.it | Venafro (IS) Giovanni Capobianco Cell. 349 6752761 | gio.cap@hotmail.it Piedimonte Matese (CE)

natrice dal collare

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foto di Luca Farnerari

foto di Carla Visone

Monte Acero, Faicchio (Bn)

Infiorata, Cusano Mutri (Bn)


Comune di

PIEDIMONTE MATEsE

IL PREsEPE VIVENTE

Giunto alla sua tredicesima edizione, l’impianto scenico del Presepe Vivente prende vita, nel Comune di Piedimonte Matese, nei giorni 27, 28 e 29 dicembre, nell’intrico dei misteriosi vicoli del borgo antico del rione “Vicinato”. Grazie all’impegno costante dell’Associazione Pro Loco Vallata e alla collaborazione di altre associazioni presenti ed operanti nella città di Piedimonte Matese, la rappresentazione si snoda lungo un itinerario ben preciso e non privo di un esotico fascino cinquecentesco, dove molte abitazioni con-

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servano ancora intatto il sapore di antico. Allestito con la partecipazione di centinaia di comparse, dislocate lungo tutto il percorso, il Presepe Vivente è un evento che richiama ogni anno migliaia di visitatori che si alternano nelle strette vie, in uno scenario di straordinaria bellezza. Il passaggio alternato delle Guide, in un percorso illuminato dalla luce delle fiaccole, accoglie i gruppi di visitatori tra gli attori della scenografia presepiale, veri e propri personaggi parlanti, tutti rigorosamente in abiti d’epoca biblica, ricostruita

foto di Daniela Mastrolorenzo


Il Presepe Vivente al rione “Vicinato”

nello stile del settecento napoletano. L’elegante scena dei Re Magi, sfarzosamente addobbati in attesa di recarsi a Betlemme, l’accampamento dei pastori in sosta nel deserto, le venditrici di spezie che diffondono nell’aria i loro profumi orientali di incenso e altre essenze odorose, sono intervallati dalla presenza di una serie di quadri legati ad antiche attività artigianali e commerciali del territorio: la cardatrice di lana, i boscaioli, il falegname, i carbonai, il vasaio e l’accogliente e rustica taverna, che lasciano nel visitatore il senso profondo del legame tra un luogo familiare ed una storia di migliaia di anni. Proseguendo la scena, poi, tra un intenso

odore di frittelle, qui chiamate “torcinelli”, le sagge donne offrono, con sincera ospitalità, quanto di buono continuano a cucinare. Nella penombra delle cantine i vinai offrono vini locali, osti indaffarati servono salcicce e fette di pane, pastori a guardia di pecore e capre preparano caldarroste ed assaggi di formaggio pecorino. Tra canti e soavi melodie, la grotta di Largo Sorgente presta la sua collocazione naturale alla regina delle scene, la Natività: tutto suggerisce entusiasmo e commozione lasciando rivivere, ancora una volta, una storia d’amore che dura da più di duemila anni. 79


foto di Massimo Martusciello


perchè dopo aver raggiunto la vetta... puoi goderti il panorama!

Foto di Roberta Ferraris


La tua dolce sosta prima di iniziare la salita verso il Matese

Piazza A. Gaetani, 8 (Porta Vallata) Tel. 0823 911098 | Piedimonte Matese (Ce)


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itinerari

gu. pa. nà.

viaggio nel Parco Regionale del Matese

di Claudia Orsino

La montagna non è solo la conquista della vetta; la montagna è camminare in punta di piedi ascoltando sé stessi; è percorrere lo stesso sentiero mille volte ma con compagni diversi; è imparare che ogni passo ha la sua importanza e che la strada non è una sola. Nelle montagne del Matese ci sono le radici della nostra storia, l’origine delle no-

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stre abitudini, il colore dei nostri pensieri; in questa idea c’è la ragione della nostra associazione. Gu.Pa.Nà., ovvero Guide ai Parchi Naturali ed alle aree protette, nasce nel febbraio 2010 al termine di un lungo corso di formazione volto alla costituzione di figure professionali esperte nel campo dell’escursionismo, del trekking e del turismo.


L’Associazione, collaborando anche attivamente con le altre realtà associative presenti sul territorio e con gli Enti locali, opera nel Parco Regionale del Matese attraverso iniziative di sensibilizzazione ed avvicinamento alla natura, laboratori di educazione ambientale e civica, visite guidate nei Comuni del Parco rivolte soprattutto a scolaresche ma anche a gruppi di turisti e comitive organizzate provenienti dalla Campania e dalle regioni limitrofe; passeggiate e trekking lungo sentieri di montagna di differenti livelli di difficoltà e percorsi enogastronomici, storico-artistici, formato famiglia. La passione per la natura ed il rispetto per ciò che essa custodisce, rappresentano il principio da cui generiamo le idee che danno vita alle nostre attività. ”Passeggiando a Piedimonte”, ad esempio, rappresenta una delle nostre più importanti manifestazioni: ogni anno, centinaia di persone si ritrovano per condurre insieme una “passeggiata” tra i vicoli del centro storico del comune di Piedimonte Matese, tra ricchezze artistiche e bellezze paesaggistiche, tradizioni popolari e sapori antichi, guardando con occhi diversi gli stessi luoghi del vivere quotidiano. Altre proposte per gli appassionati sono le escursioni in notturna lungo gli antichi tratturi che collegano Piedimonte Matese con i comuni di Castello del Matese ed il Monastero di Santa Maria Occorrevole,

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Gu. Pa. Nà. - viaggio nel Parco Regionale del Matese

come la “Salita a Monte Muto” e la “Salita alla Rocca”; queste consentono, invece, di rivivere adagio l’esperienza degli avi e di condividere lo spazio-natura con amici, familiari, colleghi e compaesani, ogni volta immersi in un’atmosfera diversa. Ai turisti ed agli amanti della montagna, Gu.Pa.Nà, dedica un vasto “menù” di percorsi ed escursioni guidate che presentano il Matese attraverso le sue tante peculiarità che garantiscono sempre mille emozioni. PRIMA TAPPA: IL “SENTIERO DELLE FATE”

Nel nostro primo viaggio ci immergeremo nei riflessi della natura, lungo un percorso con una storia centenaria, dove il tempo è intrappolato tra le rocce e i muschi, custodi silenti della memoria di questi luoghi. Giunti nel comune di Gallo Matese, percorrendo la strada che cinge l’omonimo Lago, si

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arriva all’accesso del percorso F-10 identificato dal Club Alpino Italiano; un tempo era un’importante via di scambi commerciali tra la Campania e il Molise. Incanto ed ammirazione, leggerezza e abbandono, si avvicendano in colui che si incammina lungo questo percorso rinominato il “Sentiero delle Fate”. Ciò che si svela allo sguardo, dopo i primi passi che regalano una vista incantevole sul Lago di Gallo, è un’esplosione di verde, d’intense sfumature che qui assumono un colore fantastico, quasi magico. Un gusto antico impregna l’aria rifinendo la trama segreta di un racconto fiabesco o di un viaggio nel sogno. Di tanto in tanto nocciole, lamponi e piccole mele selvatiche illuminano di rosso e d’arancio l’ombra bruna dei grandi faggi, mentre vivaci cespugli di muschio ridestano le rocce che dominano il passaggio. Il passo dal verde del bosco al giallo del sole ci indica che la vetta è vicina; inerpicandosi lungo il tratturo serpeggiante che risale il Monte Pietrauta,


Gu. Pa. Nà. - viaggio nel Parco Regionale del Matese

iNFoRmaZioNi teCNiCHe Del seNtieRo Comune di Gallo Matese Sentiero CAI F-10 rif 7D “La Pescheta/Campo Figliolo” Quota max 1219 metri s.l.m Da Fontana del Colle 800 metri Dislivello 419 metri - Tempo Medio di percorrenza ore 2:00/2:30 Ambiente Naturale: bosco misto e faggete - sorgenti: Fontana del Colle, Acqua dei Palombi

affacciato sul lago di Gallo, si scorge il vasto pianoro di “Campo figliuolo”. Al di là della grande prateria di montagna, attraverso i pascoli, si giunge alla fontana dei Palombi, una sorgente di acqua freddissima e cristallina, raccolta in un’antichissima vasca di pietra, un tempo abbeveratoio per le greggi. Qui, la natura e l’uomo hanno convissuto in equilibrio, nella misura in cui l’ingegno dell’uno ha emulato la bellezza e la forza dell’altra.

Gu.pa.Nà. Guide ai Parchi Naturali ed alle Aree Protette Escursioni e trekking visite guidate - laboratori didattici Informazioni: gupana@libero.it Tel. 380 4217148 gupanà guide parchi naturali


foto di Massimo Martusciello

foto di Massimo Martusciello


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PRODOTTI TIPICI

la cipolla di Alife i Cipollari e l’arte di “nzertAre” Non tutti sanno che tra la Città di Alife e le cipolle c’è un legame antico, tanto che gli abitanti nel circondario sono conosciuti come un popolo di “cipollari”; nella definizione è connaturato il duplice significato di un omaggio alla cipolla ed un riconoscimento agli alifani per il carattere mite, ma con temperamento forte.

Nel territorio di Alife, area di pregiata bellezza, di ricchezza naturalistica e umana, con uno dei siti archeologici più belli della provincia, anche se non adeguatamente valorizzato, da sempre si è coltivata la cipolla gialla detta Mondragone; bulbo di colore giallo paglierino per le varietà precoci, e giallo dorato per quelle tardive, le tuniche interne sono di colore bianco paglierino con forma rotondeggiante o globosa, di pezzatura medio-grossa. Al gusto è riscontrabile un sapore dolce per le cipolle precoci o piacevolmente pungente per quelle tardive. Cipolle di Alife e fili di ‘oglie

Treccia di Cipolle (nzerta) e Fagioli Cerati di Alife

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testi e foto di Antonella D’Avanzo


La cipolla di Alife: i Cipollari e l’arte di “nzertare”

Luigi e il suo campo di cipolle alifane

È un prodotto tipico, poco conosciuto e poco apprezzato dalle nuove generazioni, anche se l’attività di promozione dei prodotti con forte connotazione territoriale sta rilanciando la cipolla per le sue eccellenti qualità organolettiche. La passione e il lavoro di un piccolo gruppo di agricoltori che credono nella loro terra, ha permesso di salvaguardare questo prelibato prodotto recuperando un gusto e un sapore autentico ormai perduto. Circa la sua coltivazione, va rilevato che i giovani non si avvicinano a questa coltura, mentre andrebbe promossa, come ci racconta Luigi, un agricoltore di antiche tradizioni: “la cipolla di Alife finisce col finire dell’anziano; in passato c’era una consistente produzione e una rilevante commercializzazione; oggi si assiste ad una sempre minore piantagione e ad un uso quasi esclusivamente familiare”.

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La cipolla di Alife: i Cipollari e l’arte di “nzertare”

La piantagione della cipolla si pratica in terreni molto leggeri e con l’impiego di concimi organici naturali: ciò consente di ottenere un prodotto genuino, dalla consistenza tenera e dal sapore tipico. La coltura si pratica nel periodo invernale e si raccoglie dagli inizi di giugno alla fine di agosto. Nota da sempre in tutto l’agro alifano, la particolare tecnica di “nzertare le cipolle” utilizzata per la conservazione delle stesse, intrecciate insieme, a mano, con fili di ‘oglie, una graminacea alta fino a due metri con uno stelo di circa un centimetro di diametro, raccolta nelle zone paludose, che viene fatta essiccare al sole. Una treccia è composta da 12-13 cipolle, dove il peso ideale è di 250/300 grammi cadauna. I vecchi agricoltori consigliano di non far “scampaniare” (dondolare) le cipolle per evitare che si rovinino; queste poi vengono

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appese a lunghe pertiche orizzontali nei magazzini delle diverse aziende agricole. Ortaggio principe della gastronomia italiana, la cipolla, generalmente considerata la regina della cucina, è uno degli ingredienti principali di alcuni piatti alifani, in particolare: la Cipollata, le Frittate di cipolle, le Pennette alla San Sisto, le Cipolle alla Contadina. Per il suo sapore delicato e dolce si può consumare anche cruda. Qui, proponiamo un piatto della tradizione, raccontato da Santina, coltivatrice di cipolle, la “Cipollata”: una deliziosa zuppa di cipolle e fagioli cerati alifani, altro prodotto tipico di questa area, un piatto povero negli ingredienti, ricco di gusto, salutare, che se mangiato nelle fredde giornate invernali, regala un magico e caldo ritorno a qualcosa di antico, autentico, genuino.


La cipolla di Alife: i Cipollari e l’arte di “nzertare”

Cipollata Ingredienti • cipolle alifane 6 • fagioli cerati alifani 250 g • una costa di sedano • olio extra vergine di oliva • sale q.b. • qualche fetta di pane contadino raffermo cotto a legna • peperoncino a piacere PREPARAZIONE

Cuocere i fagioli in abbondante acqua, con una costa di sedano e salare alla fine. Mondare 5 cipolle e tagliarle ad anelli, trasferirle in un tegame, salare, cuocere a fuoco moderato finché le cipolle sudino senza prendere colore; a fine cottura colare l’acqua fuoriuscita e mettere a riposare. A parte far soffriggere l’altra cipolla mondata e tagliata con olio extra vergine di oliva. Alla fine versare il tutto in un tegame e lasciar sobbollire, aggiustando di sale. Servire il piatto molto caldo, guarnire con fette di pane e un filo d’olio extra vergine di oliva.

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E L L E T R N O R S E E R V Y R T N U O C

E’ il caso del Vernelle Country resort, ai piedi dei monti del Matese, immerso nella ruralità della piana di Alife, letteralmente accarezzato dalle acque del fiume Volturno.

Così troviamo il Parsifal Team Horse, un complesso che ospita sia un maneggio con cavalli meravigliosi che un piccolo zoo, parte integrante di una fattoria Didattica dedicata alle scolaresche ed ai bambini in genere, nata per cercare di dare qualche risposta alle tante domande e curiosità dei bambini sul miracolo del creato.

Una struttura che coniuga ingegnosamente il passato ed il presente, dov’è possibile da un lato vivere la natura in un rapporto simbiotico, dall’altro godere del comfort e dell’eleganza che il Vernelle Country resort dedica a tutti i suoi ospiti.

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In quella terra considerata “felix” dalle popolazioni antiche, ancora oggi si scorge qua e là il frutto di una fertilità originata da persone che, lavorando con costanza e passione, hanno generato opere di indubbia levatura

Guida turistica del Matese 2012 Autunno Inverno


Ma la convivialità si accentua essenzialmente nell’ambito dell’ospitalità: le ricercate pietanze del Vernelle Country Resort conducono i commensali in un viaggio attraverso i sapori dell’antica cucina tradizionale, rielaborata con eleganza e raffinatezza.

va al di là di formalità e preamboli. Un posto in cui trascorrere momenti indimenticabili, istanti che resteranno fissati in modo indelebile nel cuore e nei ricordi. Per questo motivo molte coppie scelgono il Vernelle Country Resort

Dentro lo stupendo scenario costituito dalle sale del Vernelle Country Resort, ogni particolare è curato con attenzione e gusto, per concedere all’ospite il giusto riguardo e rendere accogliente la permanenza in un’atmosfera che

come location per il loro banchetto di matrimonio, perché la cura e la passione, la ricercatezza e la familiarità, l’attenzione e il garbo, tingono di eccezionalità uno dei giorni più belli della propria esistenza.

Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

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Ad ogni modo, che sia una festa di compleanno o di battesimo, un evento particolare, una prima comunione o un matrimonio, il Vernelle Country Resort saprà affascinarvi non solo con l’eleganza dei luoghi, ma anche con le sue pietanze raffinate che sanno fondere la tradizione culinaria della nostra terra con il gusto e la delicatezza delle prelibatezze più ricercate. Occorre davvero fare esperienza della doppia anima, quella natural-gastronomica e quella rural-rilassante, del Vernelle Country Resort, per capire che certe emozioni non possono trovare riscontro attraverso parole narrate. È necessario toccare con mano, magari approfittando anche di un pernottamento in uno dei tanti caratteristici bungalow presenti nella struttura.

VERNELLE COUNTRY RESORT Via Vicinale Vernelle, loc. Mulino Vernelle ALIFE (Ce) Tel. 0823 787091 - 348 4085565 | www.vernelle.it 96

Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno


Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

Attività e SPORT

. . . e v e n i d o p è tem è tempo di SCI CLUB

FONDO MATESE

Il desiderio di vivere in un ambiente naturale, lontano dallo stress dei centri cittadini, è in continua crescita; si sente sempre più l’esigenza di avvicinarsi alla natura, per conoscere e percepire le sensazioni e le emozioni che è in grado di trasmettere. Il Matese è il luogo adatto per trovare tutto questo ed è qui che arrivano sempre più numerosi i visitatori in cerca di un turismo di qualità. Ad accoglierli, tra gli altri, c’è lo Sci Club Fondo Matese, associazione la cui presenza è decisa e significativa a Bocca della Selva e Monte Orso. L’Associazione Sportiva Dilettantistica, con attività anche ambientali e di volontariato, continua la promozione dello sci di fondo sul territorio matesino, conquistando ogni anno

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nuovi soci e simpatizzanti. Numerose e varie le proposte: l’apprendimento delle tecniche fondamentali della disciplina, gare amatoriali per piccoli e grandi, corsi riservati agli alunni delle scuole elementari e medie di primo e secondo grado, assistenza in pista, fornitura e preparazione dei materiali, attività agonistica con la partecipazione dei propri atleti alle gare di Capracotta, Opi, Pescocostanzo ecc., organizzazione dei Campionati Studenteschi.


E’ tempo di neve... è tempo di Sci Club Fondo Matese

Da qualche anno si va diffondendo sempre più l’interesse per le ciaspole: lo Sci Club Fondo Matese organizza, oltre al tradizionale sci escursionismo, passeggiate con le racchette da neve su vari percorsi innevati delle montagne del Matese, attraverso paesaggi suggestivi e panorami mozzafiato. Particolarmente interessante la “Ciaspolata di Gusto” (vedi a pag. 116) organizzata in collaborazione con l’Associazione Turistica Territoriale - Monti del Matese. Custode del Rifugio Montabil-

menteMare a Bocca della Selva, lo Sci Club è diventato un punto di riferimento per i numerosi frequentatori della stazione sciistica, a cui dà informazioni e suggerimenti sulle varie opportunità che il territorio offre, come strutture di accoglienza, eventi organizzati, indicazione dei sentieri da percorrere in escursione, mettendo a loro disposizione i propri volontari per l’accompagnamento.

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Inoltre, lo Sci Club assicura l’accoglienza per le persone diversamente abili che vogliono provare l’emozione del contatto con la neve. Altrettanta disponibilità e collaborazione viene offerta a tutte le altre associazioni gemellate, come Gruppi Scout e Soci CAI per le loro attività estive ed invernali. Notevole è l’impegno di tutti i soci nella sensibilizzazione al rispetto del territorio con azioni dirette sui turisti, come l’invito a riportare i rifiuti dei picnic a casa propria, non accendere i fuochi sotto i gli alberi, non andare sui prati con le auto. Tutto questo in stretta collaborazione con le amministrazioni locali e gli enti territoriali. Ogni anno, nel periodo che precede la stagione dell’innevamento, esclusivamente per i propri soci, l’Associazione organizza attività di preparazione fisica, mediante sedute di ginnastica presciistica, nordic walking, corsa in montagna su percorsi misti con ginnastica di potenziamento generale a corpo libero e con l’ausilio di piccoli attrezzi catalogati ma anche occasionali.

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E’ tempo di neve... è tempo di Sci Club Fondo Matese

Da quest’anno, l’Associazione offre ai propri iscritti anche la possibilità di partecipare a corsi di ginnastica posturale che si svolgono nella propria sede in Piedimonte Matese. La ginnastica posturale ha lo scopo di sensibilizzare e tonificare la muscolatura dell’intero apparato muscolare del corpo, con l’obiettivo di mantenere tutti i segmenti scheletrici ben allineati, in modo da evitare atteggiamenti asimmetrici (dismorfismi) che a lungo andare porterebbe-

ro a un cattivo funzionamento degli organi vitali. Abbinata a quest’attività al coperto, al fine di migliorare la preparazione fisica per gli impegni invernali e di mantenere una situazione costante di fitness generale, vengono organizzate delle semplici passeggiate su circuiti cittadini, le cui mappe, con tracce, distanze, altimetrie e tempi possono essere consultate sul sito dell’Associazione.

www.sciclubfondomatese.it fondomatese@virgilio.it Tel. e fax 0823 911344 Cell. 368 7398441 Mario Cell. 333 6090588 Netta Via Pigna, 32 - Piedimonte Matese (Ce) 101


Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

evenTI

MERCATINO

IL

COMUNE dI SAN POTITO SANNITICO

Il Mercatino di Natale 2012, analogamente alle edizioni precedenti, sarà l’evento per eccellenza nel periodo invernale nel territorio di San Potito Sannitico. Come da tradizione, la manifestazione si svolgerà il primo week-end di dicembre, sabato 1 e domenica 2. Per tutta la durata della manifestazione, i vicoli del centro storico, le piazzette, le scalinate 102

di Natale

in pietra, i portoni e i palazzi storici saranno inebriati dalla magia del Natale. Nei portoni dei palazzi e delle abitazioni del centro storico verranno collocati stand espositivi dei prodotti di eccellenza dell’enogastronomia e dell’artigianato matesino, casertano e regionale; nelle sale di Palazzo filangieri e di Palazzo Pietrosimone verranno allestite mo-

stre fotografiche e di scultura e pittoriche di artisti locali e non solo; inoltre, sarà allestita una mostra di presepi della tradizione napoletana. Durante tutta la durata della manifestazione e lungo il percorso del mercatino si alterneranno eventi musicali di vario genere. La chiesa di Santa Caterina e di Sant’Antonio saranno lo scenario di concerti di musi-


ca classica e cori natalizi. Gruppi folkloristici, saltimbanchi, artisti di strada allieteranno tutto il percorso con spettacoli itineranti. Il Mercatino si propone di far

conoscere, valorizzare e promuovere il territorio di San Potito e dell’Alto Casertano, valorizzando le tradizioni storico-culturali e la produzione enogastronomica locale.

Il programma, fitto di eventi, è pensato per far incontrare e dialogare i palati più fini e le menti più creative e sarà così articolato:

romanticismo, retorica filosofica e religione di Giovanni Palmiero. Interveranno: Maestro Raffaele Tuosto, Tenore Giovanni Palmiero, Tenore Alfonso Palmiero, Baritono Giovanni Palmiero. Presentazione della dott.ssa Marisa Stabile. > Ragazzi in Musica

saBato 1 DiCemBRe > Il Centro Storico si anima di luci e colori. Il Sindaco inaugura l’apertura del Mercatino > Musica Itinerante, Artisti di Strada e Degustazioni di prodotti tipici > Concorso “Un Dolce per il mercatino”: tutti sono invitati a partecipare con l’elaborazione di un dolce di propria creazione che verrà giudicato da una giuria di esperti > Parole e musica Napoli, realtà,

DomeNiCa 2 DiCemBRe > Apertura Mercatino Piazza della Vittoria: Stand dei prodotti di Campagna Amica a Km 0 ed inoltre “Zucche in mostra” a cura della ProLoco di Dragoni. > Artisti di strada e musicaitinerante > Chiesa dell’Ascensione: Concerto di musica classica a cura della Teen Orchestra del Conservatorio di Musica di Benevento ‘Nicola Sala’

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Comune di San Potito Sannitico > Mercatino di Natale

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Comune di San Potito Sannitico > Mercatino di Natale

Inoltre saranno allestiti in entrambe le giornate: • Magia di Natale con i “Giochi di Luci”; • Chiesa dell’Ascensione: mostra arte presepiale; • Palazzo Filangeri: mostre; • Piazza Pasquale Ciliberti: “Il Baratto” a cura dei bambini di San Potito

La ProLoco “Genius Loci” ha già iniziato i preparativi per l’estate 2013 con un progetto sui briganti, in cui sarà messo in scena un evento accaduto nel periodo storico dell’Unità d’Italia. Rispolverando i vecchi archivi sono stati ritrovati nomi, personaggi e vicende che possono spiegarci da dove veniamo e cosa stiamo vivendo oggi. Quella dei nostri avi era una storia silenziosa, senza televisioni, senza cronisti, lontana dai grandi centri di potere, eppure viva e capace di generare passioni estreme. La rappresentazione teatrale sarà itinerante e ad esso parteciperanno duecento figuranti. Regia e interpretazione di Pierluigi Tortora, musica di Fausto Mesolella, sceneggiatura di Angelo Callipo.

Pro Loco ‘Genius Loci’ di San Potito Sannitico Tel. 0823 786201 – 329 3483085 proloco.sanpotito@gmail.com www.prolocosanpotito.org facebook: ProLoco San Potito Sannitico 105


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un giro in provincia

RUBRICA dI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

PROVINCIA DI ISERNIA

MONTERODUNI

tra i borghi più incantevoli da visitare, alle pendici del massiccio del Matese, c’è di sicuro il borgo di Monteroduni, con il suo centro storico di origine medievale che conserva tutt’oggi l’originario tipico impianto urbanistico, circondato da bellezze naturali. Qui ci si può immergere tra le stradine concentriche intorno al castello, seguire i vicoli stretti e tortuosi degradanti verso la cinta di mura che un tempo proteggeva il suo borgo, scorgere dai suoi tanti piccoli belvedere squarci del panorama circostante, fatto di agri alti e boschivi, di vallate e pascoli, per giungere infine alla pianura; si può assaporare la cucina di una volta: la “zucca e fagioli”, le ”tenne e checucce” (tipico piatto locale a base di fiori e parti tenere della pianta delle zucchine) e gli innumerevoli tipi di pasta fresca fatta a mano. A Monteroduni ogni cosa traspira del suo passato: si sente il profumo della sua

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storia, delle sue origini di epoca longobarda, di cui è sicura testimonianza il culto di San Michele Arcangelo, considerato, all’epoca, il protettore delle fortificazioni a difesa dei territori; si sentono riecheggiare le guerre sanguinose tra romani e sanniti; qui, come ha detto Jim Hall (musicista jazz), “sembra di essere in un altro secolo…; il castello, la gentilezza delle persone, il cibo… E’ tutto così incredibilmente affascinante”. Ed è proprio così: a Monteroduni si può avere davvero la sensazione di immergersi “in un altro secolo”. Basta varcare l’ingresso del Castello Pignatelli, che oggi è il simbolo eminente del borgo, e sembra di compiere un salto all’indietro nel tempo. Il Castello Pignatelli è un luogo da visitare: aperto al pubblico, è uno dei castelli più belli del Molise, sia per la struttura architettonica, sia per lo stato di conservazione e la posizione. La storia del borgo di Monteroduni, del resto, è andata di pari passo con le vicende del suo castello: dalle origini di fortezza longobarda, agli adattamenti e restauri che ha subito nel corso dei secoli, fino all’abbandono definitivo della funzione difensiva e all’adattamento a residenza dei Pignatelli della Leonessa, ultimi feudatari del castello. Oggi il castello, scrigno naturale ricavato tra la chiesa di San Michele Arcangelo ed il municipio, è una lussuosa residenza di proprietà comunale, attualmente in fase di restauro, che ospita manifestazioni culturali di rilievo internazionale come l’Eddie Lang Jazz festival, che si tiene tutti gli anni ad agosto. Vale la pena di visitare anche la chiesa di San Michele Arcangelo e l’antichissima chiesa di Santa Maria in Altissimis, costruita tra XI e XII secolo.


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un giro in provincia

ROCCAMANDOLFI In un’incantevole cornice di boschi e di pianori, immersa nella tranquillità dei monti, si trova Roccamandolfi: un pittoresco centro montano matesino. Di chiara origine Longobarda, “la rocca”, che prese il nome dal suo Principe Maginulfo, è una località rinomata soprattutto per l’allevamento del bestiame e la produzione del latte, ma non riesce a celare il suo passato medievale fatto di gesta di guerrieri e di donne dal coraggio virile. Basta visitare il suo incantevole borgo, con le sue vecchie case arroccate intorno alla chiesa, i caratteristici portici, le fontane ed i vicoletti ancora con il selciato; la chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, al cui esterno catturano l’attenzione le quattro “misure” circolari in pietra viva levigata, la bellissima Croce Viaria posta sotto un arco rinascimentale, o quello che fu un tempo il suo castello fortificato, che conserva ancora

ISERNIA

parte della sua cinta muraria e delle caratteristiche torrette cilindriche, per sentire e respirare “aria di Medioevo”. Ma Roccamandolfi è anche il luogo ideale per gli amanti dello sport: vi si possono praticare trekking, torrentismo e sci nordico. Dalla riserva naturale del torrente Callora, di recente dichiarata “protetta” dal Ministero dell’Ambiente, situata sul versante a nord del massiccio del Matese, ai piedi del Monte Miletto, parte una gran quantità di sentieri: il sentiero del castello, il sentiero dei pastori ed il sentiero dei fringuelli. Tutto questo fa di Roccamandolfi un luogo incantevole da visitare: spettacolo suggestivo di un ambiente naturale ancora intatto.

MACCHIA D’ISERNIA

Adagiato su una collina, dalla quale si può scorgere chiaramente anche la catena delle Mainarde (le Dolomiti del Sud), il comune di Macchia d’Isernia appare come una macchia bianca che emerge dal verde sottostante ed incanta l’osservatore per questa particolarità: un territorio bagnato da numerosi corsi d’acqua, con tratti molto importanti ai fini naturalistici e paesaggistici, come la gola meandriforme di nome “fossetella”. Il suo nome, per alcuni di origine medievale (“Macchia Saracena”), per altri riconducibile

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all’epoca sannitica (“Maccla Saracina”), racconta del suo passato e della sua storia. Due studiosi originari di Macchia d’Isernia, don Antonio Lemme e raffaele tullio, hanno sostenuto, dopo un’attenta indagine sulla Bolla di Canonizzazione di Clemente V, che il borgo diede i natali al papa Celestino V. Il bassorilievo detto di Calidio Erotico, oggi conservato al museo del Louvre a Parigi, che era l’insegna di una osteria unica nel suo genere è testimonianza preziosa dell’accoglienza ed ospitalità delle sue genti, che già in epoca romana resero Macchia d’Isernia, con le sue tante tavernae, un luogo ideale di sosta e di ristoro per viandanti. Ad attirare l’occhio attento del visitatore è senza dubbio il castello, di epoca normanna, attualmente di proprietà della famiglia De Jorio-frisari, che detiene il titolo di Conte di Bisceglie e Patrizio di San Vincenzo al Volturno: affascinante per la bella scalinata rinascimentale nel cortile interno che porta al piano nobile dell’edificio e alla cappella patronale, nella quale sono conservate reliquie di santi e documenti di notevole valore storico.

ISERNIA

del rio, che in piccoli canali d’acqua percorrono tutto il centro abitato, e le antiche abitazioni con tetti in pietra, denominate “le lisce”. La sua ricchezza di acque, da cui deriverebbe anche l’antica denominazione del paese come “Capo d’Acqua”, è la motivazione principale della presenza di innumerevoli e suggestivi mulini, oggi completamente restaurati, che segnano i tratti della sua storia. Superando il centro di Santa Maria del Molise, risalendo lungo la montagna, è facile raggiungere la frazione di Sant’Angelo in Grotte: un luogo affascinante con il suo piccolo

SANTA MARIA DEL MOLISE Santa Maria del Molise è un piccolo borgo reso unico da alcune caratteristiche: le acque

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borgo medievale ed il suggestivo belvedere, con la chiesa di San Pietro in Vincolis ricostruita sulla base di un antico disegno del ‘700, la cripta rinvenuta nei primi anni ‘50 del secolo scorso e gli affreschi della fine del XIV secolo. Scendendo invece lungo la scalinata adiacente il campanile del Santuario di San Michele Arcangelo, si apre uno spettacolo per la vista, un belvedere da cui sembra di toccare con mano la vetta del monte Miletto. Attraversando preziosi portali di bronzo,


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ISERNIA

si accede alla bellissima grotta di San Michele; una sorgente con acqua che stilla dalla roccia, ed un foro che la leggenda vuole sia stato l’ingresso del percorso di San Michele per una via sotterranea che portava al Gargano, avvolgono questa grotta di un’aura suggestiva e la rendono uno dei più interessanti santuari d’Europa legati al culto micaelico.

MACCHIAGODENA fondata probabilmente nel X secolo con il nome di “Maccla de Godino”, Macchiagodena conserva ancora oggi i suoi caratteri medievali,

con le sue case arroccate intorno al castello; il borgo rappresenta un vero paradiso da un punto di vista naturalistico per il suo territorio dalle molteplici varietà geomorfologiche ed il paesaggio dominato dal massiccio del Matese, che gli conferisce l’appellativo di “terrazza sul Matese”.

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un giro in provincia

foto di Sascha Frank Messere

Il castello, attrattiva storico-culturale di notevole rilievo, costituisce invece la principale testimonianza del passato della comunità: costruito su uno sperone di roccia calcarea e affacciato su un burrone, regala al visitatore un paesaggio che toglie il fiato; la fondazione, che risale al secolo XVI, ricalca il tipo angioino-aragonese, ed è tra le fortificazioni meglio conservate nella regione Molise. Meritevoli di nota sono, inoltre, la chiesa di San Nicola di Bari e quella dello Spirito Santo, entrambe del 1600, e la bellissima fontana settecentesca con un leone in pietra risalente all’epoca romana nella piazza antistante il castello. Il territorio che circonda il bel borgo di Macchiagodena offre al turista paesaggi unici che si aprono sui monti del Matese e lungo la valle del Biferno.

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ISERNIA

In parte coperto di boschi ricchi di funghi e tartufi, in gran predominanza tartufo bianco e lo scorzone nero, di fragole e di una gran varietà di prodotti del sottobosco, presenta diversi habitat: ripide pareti rocciose e dolci declivi a prato pascolo sui versanti dei colli, divenuti oggi il regno delle farfalle. Un vero paradiso, tanto che la LIPU, intorno al selvaggio vallone Vallefredda, inserito nella zona Sic “La Montagnola”, lo ha riconosciuto come una vera e propria riserva.

CASTELPETROSO il Santuario Si narra che era il marzo del 1888 quando due contadine molisane, Serafina e Bibiana, in località “Cesa tra Santi”, goderono dell’apparizione della Madonna Addolorata. Questa si mostrò loro come una luminosa immagine di Maria, semi-china sul figlio Gesù morto, in un gesto di accettazione della Divina Volontà. Nei mesi e negli anni successivi, vi furono numerose altre a p p a r i zioni della Madonna; si verificarono, inoltre, miracolose guarigioni e prodigiosi salvataggi, tanto che in breve tempo, in tutto il


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un giro in provincia

Molise, i fedeli si moltiplicarono e cominciarono spontanei pellegrinaggi presso il luogo delle apparizioni. fu così che, nel settembre del 1890, sulle pendici del Monte Patalecchia, proprio a ridosso di una massiccia rupe, iniziò su progetto di francesco Gualanti la costruzione di un santuario dedicato alla Madonna, resa possibile anche grazie alle cospicue offerte che giungevano dagli emigrati oltreoceano. La costruzione del maestoso edificio si protrasse per quasi un secolo e fu completata solo nel 1975. Il santuario si presenta oggi come una magnifica cattedrale in stile neogotico, composta da sette cappelle, che rappresentano i Sette Dolori di Maria, con al centro una cupola alta 54 metri. All’interno, sia nella navata centrale che nelle cappelle, è possibile ammirare notevoli dipinti di Amedeo trivisonno. Attiguo al santuario vi è un percorso di circa 800 metri, che

ISERNIA

collega la chiesa al luogo delle apparizioni, detto Via Matris, lungo il quale sorgono sette edicole, raffiguranti appunto i Sette Dolori della Madonna. tra le numerose manifestazioni pubbliche che nei decenni sono ricorse presso Castelpetroso, va ricordata la visita di Papa Giovanni Paolo II, che il 19 marzo 1995 vi celebrò la Santa Messa, alla presenza di migliaia di devoti e pellegrini giunti da ogni dove. Oggi il santuario di Castelpetroso rappresenta una importante meta del turismo religioso e culturale, proprio per il magistrale simposio di arte e fede che offre ai visitatori.

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Attività e SPORT

ROCCAMANDOLFI

DI FONDO SCI in un territorio incontaminato

L’Associazione “Vivi Roccamandolfi”, nata alla fine dell’anno 2011, subito concretizza i suoi obiettivi nel mese di gennaio 2012, in occasione dell’inaugurazione delle piste di sci di fondo del comune di Roccamandolfi. Il fine è quello di promuovere il territorio, con particolare attenzione alle aree montane, valorizzando la natura incontaminata e le sue tante altre peculiarità.

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La nuova pista denominata “Centro del Fondo Valle Piana” si trova nella località “Guado la Melfa”, nei pressi della valle di Campitello di Roccamandolfi, a circa otto chilometri dal paese (quindici minuti). Nel periodo invernale è a disposizione un servizio navetta che accompagna i visitatori da località Valle Piana fino al rifugio, nell’ultimo tratto di strada prima di raggiungere le piste.


Roccamandolfi > Sci di fondo in un territorio incontaminato


Roccamandolfi > Sci di fondo in un territorio incontaminato

La pista è lunga circa 3.500 metri, con percorsi che si alternano tra valli e bosco, in un tragitto quasi completamente turistico e adatto a tutti; è presente qualche piccola variante di media difficoltà per gli sciatori più esperti. Presso il rifugio, è possibile anche noleggiare tutta l’attrezzatura necessaria per lo sci. Oltre alla pista da sci di fondo, c’è anche la possibilità di fare escursioni guidate, sia con le ciaspole che con gli sci d’alpinismo; per i più piccoli c’è un’area adibita per l’utilizzo dei bob. Chi non sa sciare, troverà a disposizione un istruttore qualificato per le prime lezioni di avvicinamento a questo magnifico sport. Come punto di riferimento per tutte queste attività, l’Associazione “Vivi Roccamandolfi” cura la gestione del rifugio (si trova praticamente sulle piste), che è un punto di accoglienza sia per chi vuole passare una giornata in tranquillità che per i numerosi escursionisti, che, organizzando autonomamente le loro uscite in montagna, per il loro ristoro possono usufruire dei servizi offerti. Il rifugio resta aperto il sabato e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 17.30 www.comune.roccamandolfi.is.it viviroccamandolfi@gmail.com facebook: Vivi Roccamandolfi Cell. 347 8860554 – 340 5934036 348 7954358 – 345 2608730 testi di Pierpaolo Iannitelli foto di Massimo Martusciello e Vivi Roccamandolfi 114


Torre campanaria del Santuario Francescano di Santa Maria Occorrevole - Piedimonte Matese (Ce) foto di Vincenzo Bencivenga


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Attività e SPORT

UNA

CIASPOLATA o t s u g di testi e foto di Mario L. Capobianco

Quando si mettono insieme una moderata attività motoria sulla neve, l’utilizzo di un piccolo attrezzo, la ciaspola, un itinerario di pochi chilometri attraverso suggestivi paesaggi tra le faggete e i pianori del Matese, una meta con un panorama unico, l’assistenza di guide esperte, una degustazione dei classici prodotti veramente tipici, in un ambiente accogliente con personale cortese e qualificato, si può parlare di “una Ciaspolata… di Gusto!” Questo evento appassionante, definito da una simpatica partecipante “energizzante”, è organizzato dall’Associazione

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Turistica Territoriale Monti del Matese e dallo Sci Club Fondo Matese. Lo scorso inverno le ciaspolate di gusto sono state cinque, con la partecipazione di oltre 250 appassionati di montagna e di buona cucina. Gli itinerari di tre, sei e otto chilometri con moderato dislivello, sapientemente individuati nelle zone di Monte Orso-Pianellone, Miralago-Monte Maio, Bocca della Selva-Piano d’Arvaneto-Monte Pastonico, grazie allo loro semplicità, hanno consentito la partecipazione anche a bambini e anziani. A Monte Orso, partendo dal rifugio di Valle Santa Maria, si pos-


foto di Alessandro Santulli

sono distinguere a occhio nudo i profili di Ischia e Capri. Quando poi, a tutto questo, si aggiunge la fortuna di fare un emozionante incontro con un’intera famiglia di cinghiali, allora non si può fare a meno di invitare tutti a partecipare. A Bocca della Selva, l’itinerario scelto prevede la partenza dal rifugio La Torre, da dove parte la traccia che porta al piano di Arvaneto, un campo che rappresenta il fondo Valle tra il monte Porco e il monte Pastonico. Qui la traccia delle ciaspole taglia continuamente quella lasciata dai lupi.

foto di Sisto Bucci

sono prendere varie direzioni; la traccia scelta per la ciaspolata è quella della pista di sci di fondo che scendendo verso il rifugio vecchio di Pozzacchio porta poi al Pianellone. Trovandosi di fronte a questa immensa distesa bianca si avverte la voglia irresistibile di attraversarla anche senza sapere che, una volta percorso fino in fondo il pianoro, salendo su una piccola collina, appare una straordinaria vista sul Lago Matese e, quando si ha la fortuna di avere una splendida e limpida giornata di sole, lo sguardo arriva addirittura sul golfo di Napoli e si pos-

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Una ciaspolata di gusto

La meta di questa ciaspolata è una delle cime del monte Pastonico, dove ci si affaccia sul territorio beneventano. È il Matese a 360 gradi quello che si ammira dalla cima del monte Maio, il punto di arrivo della ciaspolata che parte da Miralago. Da qui, facendo un giro completo su se stessi, con lo sguardo si spazia a nord sulle cime più alte, Miletto e Gallinola, a est il Mutria, a sud il Taburno, a ovest il mare fino al golfo di Gaeta. Abbassando lo sguardo si definisce facilmente tutto il percorso della Valle dell’Inferno e Valle Orsara dove, se si ha fortuna, si può anche vedere volteggiare

foto di Alessandro Santulli

Le ciaspole sono uno strumento che consente di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca, poiché aumentano la superficie calpestata e quindi anche il “galleggiamento”; tipicamente usate in attività di escursionismo su ambiente innevato, inizialmente erano fatte di corda intrecciata e legno, oggi sono per lo più di plastica o di materiale simile. Si indossano direttamente e con facilità sulle scarpe e permettono di muoversi sul manto nevoso senza sprofondare e senza scivolare.

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l’incontro con i cinghiali

... e finalmente la gustosa conclusione della giornata

la coppia di aquile reali che nidifica sul Matese. Non è facile descrivere la sensazione che si prova camminando su più di un metro e mezzo di neve senza affondare e senza sentire quella fatica che, sprovvisto di ciaspole, ti bloccherebbe dopo pochi passi… Così come non è facile descrivere quella profonda sensazione di appagatezza che si ha quando, alla fine della ciaspolata, tutti i partecipanti si ritrovano intorno alle tavole imbandite, ricche di sapori e profumi tipicamente matesini.

Proprio perché non è facile descrivere queste sensazioni, l’Associazione turistica territoriale Monti del Matese e lo Sci Club fondo Matese invitano tutti a venire a provare di persona questa magnifica esperienza. Appena l’inverno ci regalerà le prime nevicate, si organizzeranno le prime ciaspolate, a voi solo il compito di tenervi informati sulle date. Numero Verde 800 998609 info@montidelmatese.com

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AREA DEL LAGO MATESE SCOPRI LE LOCALITà MENO CONOSCIUTE

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PAGINE UTILI

trova l’attività che cerchi PROVINCIA DI CASERTA ALIFE

Ottica Ruggiero Via Caduti sul Lavoro, 57 Tel. 0823 787533 Ristorante L’Antico Casale Via S. Maria Ab. Angelis, 2 Tel. 0823 918088 Cell. 348 7651230 - 340 2266193

FONTEGRECA Ristorante Le Fontanelle Contrada Cupola - Via degli Olmeti Tel. 339 3600414 - 389 0112562 366 9538772

GALLO MATESE

Caseificio e Prodotti Tipici La Perla Via Roma, 4 - Tel. 329 2091184 Affittacamere Il Posto al Sole Via San Francesco, 30 Tel. 0823 783459 - 0823 789565 Hair Studio Pino Via Roma, 206 Tel. 0823 783257 - Cell. 329 6510166 Case e Tetti in Legno Lo Scoiattolo Via Defenze, 10 - Tel. 0823 783310 Ristorante Pernottamento Maneggio Country Resort Vernelle Loc. Mulino Vernelle Tel. 0823 787091 - Cell. 348 4085565 Centro Estetico Oasi del Benessere Via Trutta, 61 Tel. 0823 787259 - Cell. 380 9064632 Apicoltura Sofia Codone Via Prov.le Piedimonte-Sant’Angelo, 7 Tel. 0823 789629 - Cell. 347 1780913

ALVIGNANO Caseificio Il Casolare Via Olivella, 12 Tel. e fax 0823 610906 Cell. 360 753110 - 320 6139036 Gastronomia esclusiva e Relax Il Casolare diVino Via Regina - Tel. 0823 869932 Cell. 333 6133023

CAIAZZO Agriturismo Sangiovanni Via Monte Milo, 3 Tel. 0823 862437

Caseificio Giusti S.P. 331 km 1+990 – Tel. 0823 784681 Bar Mocorito Cafè Via A. De Gasperi – Tel. 0823 787327

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Pizzeria Bar Matese Via Ponte, 6 – Tel. 0823 945117 Cell. 327 8626723 Affittacamere La Casella Via Ponte Tel. 340 5906442

GIOIA SANNITICA

Ristorante Pizzeria Area Pic-nic Rio delle Tavole Via Cerretelle – Tel. 0823 862371

CASTELLO DEL MATESE Formaggi Tipici La Fattoria del Professore Via Campagni Tel. 348 7945135 - 349 3038144

Alimentari e Prodotti da Forno Alessio Vitale Via Caduti sul Lavoro Tel. 340 4042259 Ricevitoria Bar Cin Cin Via Mura Romane, 82 Tel. 0823 918879

Bed and Breakfast Il Geco Via Pietramarozza, 2 Tel. 347 9047568

Azienda Agrituristica Falode Village Loc. Acqua di Santa Maria Tel. 0823 919233 - 0823 919265 Maneggio e Pensione Cavalli Matese Ranch Loc. Acqua di Santa Maria Tel. 0823 919233 - 0823 919265

Vendita e Noleggio Auto Top Car Via Quercia Marcozzo Tel. 0823 910096 - Cell. 335 6987351 Infissi e Arredi su misura Falegnameria Fabio Riccio Via Madonna della Libera Tel. 0823 784308 Cell. 347 8683854


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PAGINE UTILI Ristorante La Fortezza Via San Felice Tel. 0823 915367 - Cell. 338 1980994 Aechmea Eventi Via Roma, 7 Tel. 0823 915674 Cell. 349 4208488 Ristorante Pizzeria La Selva Via dell’Eremo Tel. 339 4602188 - 348 6718874 Casa Vacanze La Casa delle Rondini Via Traverse Cese - Tel. 0823 789079 www.lacasadellerondini.tk

Supermercato Giacomo D’Abbraccio Via Cesare Battisti, 83 - Parco Futura Tel. 0823 912058

Laboratorio di Analisi IGEA Via Epitaffio, snc Tel. 0823 912229 Fax 0823 785425

Gioielleria Fashion Argenteria Orologeria e Complementi di Arredo Aurum Argenti & Complement Via C. Battisti, 14 - Tel. 0823 543106

Cornetteria Paninoteca Napoli Ciok Piazza Carmine, 33 Tel. 339 4811072

Pizzeria Ai Seponi Via Cila - Tel. 0823 911610

Ristorante Pizzeria La Lanterna Via Matese Tel. 0823 913898 Cell. 328 6649674

Ristorante Pizzeria Giardino degli Ulivi Via Matese - Tel. 0823 911208

Bed and Breakfast Le Volpi Via Rignanello 1/a Tel. 0823 915213 Cell. 333 1856756

Prodotti da Forno Briciole di Tradizione Via C. Battisti, 3 Tel. 0823 915213 - 333 1856756

Ristorante Il Borgo Antico Via San Felice, 2 Tel. 0823 915039 - Cell. 338 6274429

Bar Caffetteria Il Baretto Via Ponte Sant’Antonio Tel. 0823 913352

LETINO

Panificio Bertolla Via G. Marconi, 41 Tel. 335 1549330 - 328 5407310 Ristorante Bed and Breakfast Masseria Margherita Contrada Fenaide - Tel. 0823 949547 Cell. 333 1841502 - 339 2902909 Villaggio Turistico Serramonte Bar Ristorante Via Turati Tel. 0823 949621

PIEDIMONTE MATESE

Prodotti Tipici A Tutta Bontà Via V. Caso, 28 – Tel. 329 1025351 Macelleria La Bottega delle Carni Piazza G. Caso, 21 - Tel. 331 9395337 Bar Caffetteria di Camputaro Anna Maria Loc. Santa Maria Occorrevole Tel. 377 4147725 Pizzeria e Rosticceria Cherry’s Pizza… da Cirasella Piazza Roma, 58 Tel. 329 6246858 Albergo Penza Piazza Roma, 82 - Tel. 0823 543181 www.albergopenza.it Noleggio Vele Pubblicitarie e Piattaforme Aeree Public Tour Via Matese, Tel. 392 2197063 - 345 2429145

Bar Gelateria Enoteca Bar Mary Piazza A. Gaetani, 8 Tel. 0823 911098

PRATA SANNITA

Prodotti Tipici del Matese Mini Market Granitto Via L. Ferritto, 1 – Tel. 339 8724466 Laboratorio di Ceramica Artistica Bottega Terraquea Via San Rocco, 20 – Tel. 328 4074858

Bed and Breakfast Il Colle Via Raffaello Sanzio, 12 Tel. 339 6618748

Bar Pizzeria Tavola Calda Stop & Go S.P. 331 km 2+700 Tel. 0823 784881

Fast Food Bar Mordi e Fuggi Via Vincenzo Caso Tel. 0823 785050

Ristorante Pizzeria Bar Lete Via Calonica, 5 - Tel. 0823 941288 www.ristorantepiscinalete.it Trattoria Pizzeria Le Trote Via Calonica,1 – Tel. 0823 941646

PRATELLA Panificio e Prodotti da Forno Cacciola Mauro Via Nazionale, 58 Tel. 0823 941849 Cell. 320 4690214

RAVISCANINA Gastronomia – Enoteca - Wine Bar Vino e Vivande C.da Quattroventi, 24 Tel. 0823 914362 Cell. 348 8820952 Bed and Breakfast Quercelli Via Quercelli, 5 Tel. 0823 914541 – Cell. 338 4222828

RUVIANO Ristorante La Colombaia Via Nazionale, 92 Tel. 0823 615009 – Cell. 330 813002 www.ristorantelacolombaia.it

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Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

PAGINE UTILI SAN GREGORIO MATESE Biscottificio Il Fornaio di Montagna Via Circumvallazione, 57 Tel. 0823 919010

Ristorante Bar Bed and Breakfast Emmanuel Via Atinense, 23 - Tel. 0865 925494

ROCCAMANDOLFI

Formaggi Tipici del Matese Alfonso Stocchetti Tel. 347 7534909 - 329 5888888

CAMBOBASSO Prodotti da forno Panificio Priolo Via Romagnoli, 10 - Tel. 0874 91195 Impianti Termoidraulici Termotecnica Matese di S. D’Alessandro C.da Feudo, 42 Tel. 0874 441775 Cell. 328 3769516

GUARDIAREGIA

SAN POTITO SANNITICO Agriturismo La Curea Contrada Curea Tel. 340 0868596 – 320 0811248 Bar Gli Archi C.so Umberto, 14 Lounge Bar High Life Via Provinciale per Piedimonte Tel. 393 9795335 – 338 3696174 Country House La Vigna Via Aulecine, 15 - Tel. 0823 912699 Casa Vacanze Di Franco Via Torello, 5 - Tel. 320 9299468 Agriturismo - Bed and Breakfast Country House Il Ruscello Via Salette Tel. 368 7151186 - 347 7475916 Agriturismo Antica Quercia Strada Provinciale Tel. 0823 912430

SANTA MARIA DEL MOLISE Panificio e Prodotti da forno Panificio Delizie S.S. 17 – Tel. 0865 814248

VENAFRO Prodotti Tipici Molisani I Sapori di una Volta Viale San Nicandro, 72 Tel. 333 3319740 - 333 2524768

PROVINCIA DI CAMPOBASSO BOJANO

Azienda Agrituristica Il Grifone Contrada Mencaro Tel. 0874 785352 - Cell. 328 2866592 Cell. 320 6708282 Formaggi e Salumi Tipici Il Rifugio del Massaro Piazza degli Eroi, 1 Tel. 0874 785231 - Cell. 339 6934698

SAN MASSIMO Caseificio Il Caciocavallo del Matese Via Messina, 15 - Tel. 349 3462464

CAMPITELLO MATESE

Agriturismo Masseria dei Monaci Strada vicinale Cerque dei Monaci Tel. 320 7122374

PROVINCIA DI ISERNIA MACCHIAGODENA Azienda Agrituristica La Sorgente Via Arattiera Tel. 0865 810199 Cell. 338 3134022

POZZILLI Caseificio e Prodotti Tipici La Molisana Formaggi S.S. 85 Venafrana Tel. 0865 925230 Hotel Dora S.S. 85 Venafrana Tel. 0865 908006

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Prodotti da forno Panificio Priolo Via Colonno, 42/48 - Tel. 0874 781019 Corso Amatuzio, 30 - Tel. 0874 781296 Bar Pasticceria Dolcezze del Matese S.S. 17 km 204 Wine Bar Vicolo stretto Via Porto di Visco Gran Caffè Gentili Via Molise, 42 Tel. 0874 781133 Trattoria Bar Borgo Antico Civita di Bojano Tel. 348 8220215

Albergo Lo Sciatore Tel. 0874 784137 - 0874 784236 VR Sport - Attrezzature per lo Sci VR Bar - Punto di Ristoro Tel. 0874 784119 Chalet La Tana del Lupo Tel. 0874 784282 Bar Pizzeria Rosticceria Snow Food Bar 2000

SAN POLO MATESE Ristorante Steak House Why Not ? Zona industriale Tel. 340 5024476 - 340 9451547


Guida Turistica del Matese 2012 Autunno Inverno

PAGIne UTILI VINCHIATURO Prodotti tipici Sapori di Bosco Molisani C.da Monteverde – Tel. 0874 348109

PROVINCIA DI BENEVENTO CASTELVENERE Ristorante Pizzeria La Casa Bianca C.da Foresta Tel. 0824 940360 – Cell. 330 446668

CERRETO SANNITA

Ristorante Pasticceria Bar Antichi Sapori Piazza Orticelli - Tel. 0824 862982 Cell. 349 5605234 - 340 0663113 Bar Caffetteria Las Vegas Piazza Orticelli Tel. 0824 862465 Agri & Tour La Roccia C.da Fontanelle - fraz. Civitella Licinio Tel. 331 4891243 Ristorante Il Guardiano del Matese Via Ariella,164 - fraz. Civitella Licinio Tel. 0824 818449 - Cell. 320 3574103

Agriturismo Francemili Via Ponte Colonna, 72 Tel. 340 3471577

Ristorante Pizzeria Braceria Il Belvedere C.da San Felice – Tel. 340 6476171 www.ilbelvedere-cusanomutri.it

FAICCHIO

Frantoio Oleario Sannita La Leonessa Via Cesine di Sopra Tel. 0824 861178 - Cell. 333 7014022 Azienda Vitivinicola Durante Via Dodici Angeli, 36 Tel. 0824 861468 - Cell. 333 7014022

CUSANO MUTRI

MORCONE Azienda Agrituristica Di Fiore C.da Coste, 199 - fraz. Galli Tel. 0824 951281 – 0824 957364 Cell. 347 8037954

SAN LORENZELLO

Macelleria Norcineria da Tatone C.da Triterno Tel. 339 4047646 Ristorante Cucina Casereccia Osteria Gizzi C.da Ariella Tel. 0824 862018 Cell. 338 5866617

Caseificio La Mozzarella d’Oro Via Nicotera, 41 Tel. 0824 860336

Azienda Agricola Terre Stregate Punto Vendita Vino e Olio Sala degustazione Via Municipio, 105 - Tel 0824 817857

Bed and Breakfast La Locanda delle fate Via Collecchio - fraz. Massa di Faicchio Tel. 0824 814080 Cell. 338 7066549

Parco Naturalistico Didattico La Città dei Dinosauri Tel. 0824 814170 - Cell. 339 6776894 Biscottificio La Matarca Via San Salvatore Tel. 0824 814113

SAN SALVATORE TELESINO Agriturismo Ristorazione Pernottamento La Corte Grande Via Pugliano, 16 Tel. 0824 948519 Cell. 328 7630848 Ristorante per Cerimonie Villa Alta Domus Via Vigne vecchie, 28 Tel. 0824 947082 - Cell. 328 6836003

Bed and Breakfast Del Duca Via Collegiata, 17 Tel. 380 3900035

Bar Ristorante Pernottamento Rifugio di Montagna La Torre Loc. Bocca della Selva Tel. 0824 868248 - Cell. 340 7036965 Cell. 349 0717112

Bar - Tabacchi - Distributore di Carburante Carpe Diem Strada Statale Telesina

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Bed and Breakfast Piana La Gatta C.da San Felice Tel. 0824 862337 Cell. 392 5105232 Birrificio Pentra C.da Caiazzano, 278 Tel. 348 7005337

Ristorante La Meridiana Piazza Mercato Tel. 333 5946179

Service & Communication srl Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 787300 info@montidelmatese.com

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Foto di Massimo Martusciello | Escursione CAI sottosezione di Bojano | Campo delle Ortiche, monte Gallinola


La redazione della Guida Turistica del Matese vi dĂ appuntamento alla prossima edizione Primavera Estate 2013, in distribuzione da Aprile.

Personalmente trovo il risultato raggiunto da questa settima edizione di gran lunga superiore alle mie migliori aspettative. Questo è stato possibile soprattutto grazie all’esemplare lavoro svolto da Manuela, Sara e Peppe che con pazienza e dedizione hanno condiviso con me tutte le fatiche che sono necessitate per il raggiungimento di un risultato di questo livello. Oltre alla profonda stima, a loro tre va tutta la mia sincera amicizia. Grazie infinite. Sisto Bucci


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Via San Felice Gioia Sannitica (Ce) | Tel. 0823 915367 - Cell. 338 1980994 www.ristorantelafortezza.net | info@ristorantelafortezza.net Chiuso il mercoledĂŹ

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Guida Turistica del Matese edizione autunno inverno 2012  

Guida Turistica del Matese Autunno/Inverno 2012

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