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Edizione 2019

RICEZIONE TURISTICA RELAX ■ SPORT ECOTURISMO PRODOTTI TIPICI edizione edizione2019 2016

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Guida Turistica del Matese Edizione 2019 Anno XIII Numero 14 Periodico di Promozione Turistica

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GUIDA TURISTICA DEL MATESE

€ 4,00

primavera - estate

Appuntamenti

LE SAGRE DEL MATESE Itinerario Turistico

DISLIVELLO MILLEECINQUE


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GIOIELLERIA | ARGENTERIA | COMPLEMENTI D’ARREDO OGGETTISTICA | OROLOGERIA | BOMBONIERE | LISTA NOZZE

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Piedimonte Matese, via C. Battisti 14 - Tel. 0823 543106 Cell. 366 2474946 www.aurumargenti.com - Aurum & Complements


BENVENUTO

Rispetta l’ambiente, la cui pulizia e integrità è affidata esclusivamente alla tua educazione

foto di Luigi Rossi

turista

Rispetta il Matese in tutta la sua bellezza!

Invitiamo tutti i vacanzieri a non abbandonare rifiuti, ma a lasciarli negli appositi contenitori. Meglio ancora sarebbe portarli a casa propria, così da non gravare sui costi di smaltimento dei piccoli comuni.

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La Falanghina del Sannio conquista l’Europa

Editoriale

Quando un vino rappresenta un intero territorio

di Sisto Bucci

Il “Sannio Falanghina”, distretto produttivo vitivinicolo costituito dall’unione di cinque comuni, Torrecuso, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca, Guardia Sanframondi e Castelvenere, ha ottenuto il prestigioso titolo di Città Europea del Vino 2019; un autorevole riconoscimento per un territorio che rappresenta da sempre un punto di riferimento per l’enologia campana, dato che realizza circa il 40% dell’intera produzione viticola regionale, con tre denominazioni di origine e un’indicazione geografica che riguarda più di 60 tipologie di produzioni. La nomina è stata ufficializzata il 10 ottobre 2018 nella sede del Parlamento Europeo, attribuita da Recevin, la Rete Comunitaria delle 800 città del vino. Il Sannio, terra legata a importanti vini, ha così l’opportunità di raccontarsi in maniera

più incisiva a tutto il vecchio continente, insieme alla storia dei suoi borghi, al fascino dei paesaggi e alla genuinità delle numerose produzioni locali. Sono le eccellenze enogastronomiche, in particolare, a ricevere maggiori attenzioni quando si attuano politiche di promozione territoriale, soprattutto da quando il turismo è materia di competenza del Ministero dell’Agricoltura; un legame che permette un’interlocuzione agevole e diretta tra turismo ed enogastronomia. È questa la vera identità di un territorio che riesce a esprimere la sua essenza anche in un calice di vino e che, grazie all’ambito titolo ottenuto, può avvalersi di un ricco calendario eventi per celebrare la sua grande ricchezza.

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Tra le tante manifestazioni in programma sono previsti l’arrivo del treno storico “Sannio Express” e gite in vespa e mountain bike; momenti di approfondimenti e riflessioni con convegni, seminari e degustazioni con grandi personalità ed esperti del settore… complessivamente 120 appuntamenti (in 365 giorni) che porteranno i visitatori nel cuore dei comuni della Falanghina, un tempo terra dei popoli Sanniti e Longobardi. Nonostante sia sorto qualche dissapore legato al ritardo nella pubblicazione degli eventi e alla totale assenza di un’adeguata promozione degli stessi, è davvero facile farsi trasportare dall’orgoglio e dall’entusiasmo che un’occasione simile genera. Il ventaglio di opportunità che si apre è davvero grande, sia per i cinque comuni riconosciuti “Sannio Falanghina” che per il vasto territorio che li accoglie, Matese e Taburno. È il momento di mettere in campo tutte le competenze presenti, per costruire le fondamenta di un sistema di sviluppo turistico che sia continuo e

duraturo e non legato esclusivamente alle manifestazioni programmate per “Sannio European Wine City”. È necessaria una corretta pianificazione e organizzazione dei servizi turistici e dei professionisti del settore, in modo tale da poter garantire esperienze di visita e soggiorno che raggiungano standard qualitativi ben definiti; tutto questo è necessariamente subordinato alla creazione di una rete locale di relazioni, principalmente tra operatori turistici, enti e associazioni; dunque si parla di capacità di collaborazione tra pubblico e privato. Non sarà di certo un singolo evento o una sola persona a poter realizzare tutto ciò. L’Europa in questo momento ci sta rivolgendo la sua attenzione e noi abbiamo il compito di “conquistare e fidelizzare” i numerosi visitatori che giungono nella nostra terra, mostrando con vigore che il Sannio, con il Matese, è una destinazione turistica colma di tante e diversificate attrattive, che possono catturare i più variegati interessi, dato che tra le province di Benevento e Caserta si concentrano decine di produzioni enogastronomiche, unicità naturalistiche, paesaggistiche, artistiche, storiche, archeologiche, sportive… e si potrebbe continuare ancora a lungo. Ora è giunto il momento di agire! Rendersi conto del valore di questo immenso patrimonio è il punto di partenza per mettere finalmente in pratica le tante idee e proposte ampiamente discusse, negli ultimi anni, in numerosi incontri e convegni. Non è mai troppo tardi! Pensiamo al “Sannio European Wine City 2019” come il primo di una lunga serie di anni che mostreranno ai cugini europei la tempra che distingue da secoli gli abitanti e le grandi eccellenze del Sannio.

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il Massiccio del Matese

Molise ISERNIA

CAMPOBASSO

BENEVENTO CASERTA NAPOLI

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Campania

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Rivista Specializzata Turismo, Sport, Natura

sommario

Periodico di informazioni turistiche del Massiccio del Matese Registrazione Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce) n. 798 del 17/05/2012 Direttore Responsabile Lorenzo Applauso Editore Sisto Bucci Piedimonte Matese (Ce) Tel. 335 453487 sisto.bucci@gmail.com

Foto di Giulia Campagnacci

Impaginazione e Grafica Peppe Ranucci per BrainsAtWork.it Caserta

Sannita 12 Prata

Stampa Ikone srl Piedimonte Matese (Ce) Pubblicità GuideSlow srls Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 787300 Numero Verde 800 998609 www.guideslow.it info@guideslow.it Hanno collaborato Letizia De Crosta Fabiola Santoro Guglielmo Ruggiero Serena Parente Lucio Pietrangeli Mario L. Capobianco Roberto Fratta Pasquale Buonpane Pietro Iadicicco Antonio Antonuccio Fiorentino Di Biase Antonio Castellitto Mountain Bike I Sanniti Gruppo Archeologico di Prata S. Domenico Gaudio Slow Food Condotta Matese Le Notti dei Briganti Foto Alessio Verna Angelo Scarduzio Antonio Castellitto Antonio Ciampriello Sisto Bucci Domenico Del Russo Guglielmo Ruggiero Serena Parente Mario L. Capobianco Pasquale Buonpane Roberto Fratta Giuseppe Paolisso Sandro Furno Francesco Mazzarella Alessandro Santulli Ciro Schiavone Luigi Rossi

della pasta 22 Lafattatradizione in casa

di Alife 40 Lae ilCipolla Fagiolo Cera

alle origini 28 Undelviaggio Pallagrello

a 50 Andiamo San Pasquale

Finito di stampare Maggio 2019 TUTTE LE COLLABORAZIONI SONO A TITOLO GRATUITO

I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

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dei Taralli 66 Ladi SanTradizione Lorenzello

Bikers alla ricerca 62 100 di “Camaiola” 04/06/2019 00:13:17


Guida Turistica del Matese 2019 72 Luci d’Artista Regina dei boschi 76 Ladi Civitella

110 LedeiNotti Briganti 80 LedelSagre Matese

88 Dislivello Milleecinque

120 CicloLago del Matese

116 Ledelviole Matese

il Parco nazionale 142 Verso del Matese Guida Matese 2019 - 24.indd 7

Lang 150 Eddie Jazz Festival

“trend” 146 Idelnuoviviaggiatore

scalata al Miletto 130 Una in pieno inverno

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Pagine Utili

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Anima Antiqua RESORT . SPA . EVENTI

dove la semplicità è sinonimo di lusso ed eleganza Leggende e racconti di amori passati, essenze e profumi di erbe aromatiche e scorci naturali che si aprono allo sguardo regalano la piacevole sensazione di un’atmosfera dal fascino provenzale. Abbracciata da questo magico e incantevole scenario, Anima Antiqua si contraddistingue per un’accoglienza di tutta eccezione. 8 Guida Turistica del Matese 2019

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Un bellissimo viale di ulivi e cipressi dà il benvenuto al Resort, con la sua raffinata architettura turrita che si integra perfettamente col paesaggio naturale che la circonda. L’elegante portico d’ingresso invita a entrare e scoprire la romantica “Sala delle Volte”, arredata con un gusto tale da coniugare classe e semplicità. All’esterno, comode sedute a bordo piscina accolgono gli ospiti in un ampio e colorato giardino. Una splendida cornice che contribuisce a rendere memorabili gli eventi più importanti e ricercati ma anche i momenti da dedicare al relax. È questa la vera essenza di Anima Antiqua: fare dell’ospitalità la propria passione.

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A rendere unico il soggiorno nel Resort vi sono diversi tipi di camere, Classic, Prestige e Superior; ampie, luminose e confortevoli sono arredate secondo lo stile shabby chic, ispirato alle nobili residenze rurali inglesi. All’interno della struttura si riserva grande attenzione e cura al benessere fisico viziando gli ospiti con corsi di zumba, pilates, step e risveglio muscolare, organizzati da istruttori qualificati. La SPA “Anima Blu” prevede un bellissimo programma emozionale, con tutti i benefici che regalano il percorso Kneipp, la sauna, il bagno turco e la piscina interna riscaldata. Chi ama le passeggiate e le escursioni in natura, inoltre, ha la possibilità di raggiungere in pochi minuti il bellissimo castello normanno di Gioia Sannitica o il borgo di Cusano Mutri, con le forre di Lavello e le gole di Caccaviola, e ancora… avventurarsi lungo i sentieri di monte Monaco di Gioia che conducono alla chiesa rupestre di San Michele Arcangelo, un luogo dove arte e fede da secoli creano un effetto di grande suggestione.

A coronare la puntuale ed esclusiva ospitalità di Anima Antiqua è la sua ricercata cucina, il cui menù privilegia le produzioni d’eccellenza del territorio rendendole protagoniste nei piatti della tradizione, che lo chef rielabora con sapienza e genialità. Non resta che lasciarsi tentare dalle numerose proposte di Anima Antiqua Resort e scoprire le emozioni e la magia che renderanno indimenticabili i vostri momenti più speciali.

Anima Antiqua Resort Gioia Sannitica Strada Provinciale 69 km 9+500 Tel. 349 5713677 www.animaantiqua.it Anima Antiqua Resort Spa Eventi 11

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Prata Sannita

un luogo dal fascino senza tempo

È facile notarlo dalla Statale 158, arroccato ai piedi della montagna e immerso in una natura che regala in ogni stagione uno spettacolo diverso. Prata Sannita è un comune matesino che si lascia riconoscere per la presenza di due centri abitati: Prata Inferiore (di origine medievale) e Prata Superiore (il centro moderno), quest’ultimo animato da piccole attività commerciali che rendono piacevole e rilassante passeggiare tra le stradine, per scoprire la bellezza della sua storia e della sua natura.

Di questo splendido paesaggio ci si innamora a prima vista. Raggiungere il centro medievale significa scoprire la magia di un incantevole borgo dominato da un castello fiabesco, un edificio ricco di storie e misteri legati a gruppi di cavalieri Templari e Teutonici che soggiornarono in questi luoghi… e forse, tanto leggendari, questi racconti non sono.

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Nelle sue segrete, infatti, sono stati scoperti simboli e croci incise su pietra che rimandano proprio al ricordo dei famosi cavalieri che combatterono per liberare il Santo Sepolcro di Gerusalemme dai Turchi. Le stanze, che secoli fa ospitarono re e imperatori, oggi accolgono il Museo della Prima e Seconda Guerra Mondiale, il Museo della CiviltĂ Contadina e il Museo del Vasaio.

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Il Castello come il borgo, ha probabili origini longobarde, con un sistema difensivo potenziato in epoca normanna e angioina. Nel corso dei secoli, l’antica fortezza ha assunto l’aspetto di una nobile e grandiosa residenza. Tra le famiglie più importanti che ressero la Baronia, e furono proprietari del castello, ricordiamo i Sanframondo e i Pandone, oltre alla famiglia Scuncio che ne è proprietaria da più di 150 anni. Il castello, attualmente, si può visitare solo su prenotazione.

Le case protette da mura merlate e le torri di avvistamento invitano a fare una passeggiata tra vicoli, portici e stradine che corrono su e giù sul versante della collina ben esposto al sole del mattino. In particolari punti, le abitazioni si aprono e mostrano degli scorci sullo splen-

dido paesaggio naturale che abbraccia l’abitato; l’atmosfera è resa ancora più vivace grazie alla calorosa accoglienza delle persone che lo abitano, poche decine di famiglie che riempiono queste strade e regalano un caldo benvenuto ai suoi visitatori.

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A pochi passi dalle mura difensive, il fiume Lete crea uno scenario naturale spettacolare col suo dolce scorrere verso la valle; è una preziosa ricchezza che l’uomo ha saputo impiegare per la sua sussistenza. Nei secoli, infatti, queste acque sono state utilizzate dagli abitanti di Prata come fonte di energia per muovere i macchinari dei mulini presenti lungo il suo corso. Proprio uno di questi si trova all’ingresso inferiore del borgo medievale ed è stato recentemente recuperato e restaurato grazie a fondi europei. Tutt’intorno si può ancora osservare il sistema di condotte e canalette che inter-

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cettavano le acque del fiume per deviarle negli ambienti sotterranei, dove veniva attivato tutto l’impianto di macinazione. È straordinario poter osservare il grandioso sistema idraulico che, un tempo, metteva in funzione l’intero meccanismo. Tutta l’area antistante il mulino è stata attrezzata per regalare momenti di vera tranquillità e organizzare pic-nic con il piacevole sottofondo dello scorrere del fiume. Pochi passi ed è possibile raggiungere il bellissimo ponte medievale con la caratteristica forma detta “a schiena d’asino”, costruito molto probabilmente su un più antico ponte romano, che ancora oggi conserva intatto il suo fascino.

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Dalla sua sommità è possibile osservare la florida e rigogliosa natura che abbraccia questo luogo e ascoltare il canto degli uccelli e il suono delle acque che scorrono; distante solo pochi passi si trova un’enorme grotta naturale protagonista, ogni anno, del presepe vivente organizzato dalla Parrocchia di San Pancrazio Martire. Che Prata sia un paese ricco di sorprese è dimostrato dallo splendido spettacolo che si manifesta lungo il Lete; qui l’uomo e la natura hanno dato vita a uno scenario che lascia letteralmente stregati. Proprio accanto al mulino ha inizio un bellissimo percorso che, fiancheggiando il fiume, porta verso luoghi animati in passato dalle attività dei mugnai. Tra brevi sentieri, passerelle e ponticelli in legno si incontrano, quasi inaspettatamente, i ruderi di antichi mulini e di una cartiera, oggi completamente conquistati dalla vegetazione, mentre le acque cristalline del Lete creano bellissimi giochi di rivoli e cascatelle. Dopo circa un’ora di cammino si fa ritorno all’area del chioschetto, dove è possibile riposare qualche minuto prima di proseguire la visita verso Prata Superiore.

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Il Mulino In una delle sale prossime all’ingresso si può osservare la “tramoggia”, costituita da un grande contenitore a forma di grosso imbuto, utilizzata fino a pochi decenni fa per macinare grano e cereali. Nella sala in fondo, inoltre, ci sono tracce dell’antica macina in pietra, dalla forma circolare.

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Qui, consigliamo una breve sosta in piazza per godere dell’atmosfera tranquilla tipica dei borghi di montagna, dove sono ancora presenti piccole botteghe di artigiani locali impegnati nelle tradizionali attività di lavorazione, come quella della ceramica. Le strade più ampie e gli edifici recenti lasciano facilmente intuire la differenza tra i due centri. Al ‘500 risale la vicina chiesa di San Pancrazio, situata nella piazza principale, con i suoi portali decorati con simboli templari; all’interno, grazie a un recente restauro, è stata ripristinata l’intera pavimentazione a opera dell’artista locale Martinelli. Ad alcune centinaia di metri di distanza, si incontra il convento di San Francesco, realizzato alla fine del ‘400 e ristrutturato nel corso del Settecento. Qui sono custodite tre mummie dei membri della famiglia Pandone e bellissimi affreschi di Santi. Prima di lasciare questa incantevole località, suggeriamo di gustare, e magari di portare a casa come goloso ricordo, i saporiti

formaggi pecorini e caprini locali. Dal primo sale ai più stagionati, il loro sapore conquista il palato per il gusto inconfondibile e genuino, risultato di una lavorazione che segue metodi e tecniche secolari, tramandate da generazioni di pastori e contadini che proprio nell’allevamento e nella terra hanno trovato per lungo tempo il proprio sostentamento.

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Prata Sannita è la destinazione ideale da raggiungere in ogni momento dell’anno; nel periodo primaverile, tuttavia, riesce a esprimere al massimo la sua bellezza. I bellissimi toni della vegetazione, l’abbondanza delle acque che alimentano il fiume Lete, la bontà e la genuinità dei suoi prodotti e degli abitanti offrono un’esperienza di visita unica; di quelle che si desiderano subito condividere e raccontare alle persone più care e, soprattutto, che si vogliono rivivere, ritornando a Prata per scoprire il fascino, i colori e i sapori che regala in ogni stagione.

Comune di Prata Sannita Tel. 0823 941069 Si ringraziano l’Amministrazione Comunale e il Gruppo Archeologico di Prata Sannita per il prezioso contributo nella realizzazione dei contenuti.

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Un angolo di Paradiso

Simbolo di riposo e ristoro, Masseria Mastrangelo è l’antica locanda della famiglia La Banca trasformata di recente in un accogliente e confortevole agriturismo, che rappresenta un punto di riferimento per coloro che raggiungono Prata Sannita e che si propongono di scoprire quanto la valle del Matese ha da offrire. La Masseria è situata in uno degli angoli più suggestivi del borgo, abbracciata dall’incantevole paesaggio dei monti matesini, a pochi passi dal borgo medievale, sovrastato dall’imponente castello Pandone e dalle cascatelle del fiume Lete, che creano uno scenario

davvero fiabesco, e avvolta in un uliveto secolare, da cui viene anche prodotto un olio EVO di particolare purezza. La bellezza del paesaggio si accompagna alle genuinità gastronomiche locali, ben rappresentate dalla cucina dell’agriturismo, che punta alla valorizzazione sostenibile del territorio ed esalta le eccellenze locali più autentiche. L’accoglienza esprime al meglio la filosofia della famiglia La Banca, conoscitori, amanti e promotori di un turismo lento e sostenibile, che tende alla valorizzazione del magnifico borgo del Matese.

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La struttura mette a disposizione dei suoi ospiti confortevoli camere (due suite e una stanza tripla) che invitano a trascorrere un rilassante fine settimana, e la possibilità di organizzare eventi privati, all’interno della struttura o in giardino, con la collaborazione di uno staff preparato e qualificato a soddisfare ogni esigenza.

L’amore della famiglia La Banca per il territorio e l’attenzione per l’ospite si manifestano in ogni assaggio, nel calore dell’ospitalità, nella soddisfazione di trascorrere il proprio tempo libero in un ambiente veramente unico e nella voglia di ritornare al più presto, per rivivere le stesse, profonde e autentiche emozioni.

Agriturismo Masseria Mastrangelo | Prata Sannita, via Portelle 17 Tel. 331 1379732 - masseriamastrangelo@gmail.com Masseria Mastrangelo

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La tradizione

della Pasta fatta in casa

La regina della dieta mediterranea, la protagonista delle nostre tavole, ha una lunghissima storia che si consolida circa cinquecento anni fa, quando dal Perù giunse in Italia il suo sposo perfetto: il pomodoro. Si compì così il matrimonio più gustoso della tradizione gastronomica italiana. Ancora oggi, camminando tra le strade di piccoli borghi, in special modo la domenica mattina, può capitare di sentire il profumo del ragù che la maggior parte delle “mamme” prepara per il pranzo. È facile immaginare, quindi, un bel piatto di pasta fumante, col sugo che ricopre la sua superficie porosa, in special modo quando è fresca e fatta a mano. A differenza di quella secca, che nasce da esigenze di tipo commerciale e di conservazione, la pasta fresca è da sempre legata fortemente alla tradizione casalinga. Tutti abbiamo ancora fissa nella mente l’immagine della nonna o della mamma intenta a preparare il pranzo “della festa”, partendo da due semplici ingredienti: farina e uova. La farina andava a formare una sorta di fontana con all’interno le uova; l’impasto ottenuto veniva modellato con il matterello fino a ottenere una sottile lavanella (sfoglia) 22

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che veniva, poi, tagliata a mano nella forma desiderata. Da qualche decennio la produzione della pasta fresca si è affermata anche fuori dall’ambiente domestico, determinando la nascita di pastifici artigianali che mostrano sempre più attenzione nella scelta delle materie prime (ricercate principalmente sul territorio), per realizzare un prodotto che conservi tutto il sapore della “pasta fatta in casa”. Negli anni, l’introduzione di moderni macchinari ha semplificato alcune fasi della lavorazione e alleggerito di molto la fatica del pastaio (visto che prima avveniva esclusivamente a mano) senza alterare in alcun modo il risultato finale.

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L’esempio perfetto di come questa lunga tradizione sa adattarsi alla modernità è ben rappresentato dal laboratorio di

PASTIFICIO

Martino Una gestione tutta al femminile che, con la propria produzione, ogni giorno racconta il territorio e l’alternarsi delle stagioni. La memoria gastronomica della pianura alifana è simbolo di genuinità e stagionalità e, grazie alla fertilità del terreno, ha sempre beneficiato di preziosi prodotti raccolti dai cannavinari in ogni periodo dell’anno. Pomodori, cipolle e una sorprendente varietà di verdure e ortaggi continuano a essere abbinati alla pasta fresca per creare i veri piatti “della nonna”, che non necessitano di eccessive manipolazioni o sofisticazioni. Tutto ciò rappresenta l’impegno e la scommessa della giovanissima Loredana che, dai suoi nonni e dai suoi genitori, in particolare la mamma, ha acquisito un grande bagaglio di valori e di passione legati al passato e alla terra. Con questa solida premessa nasce il Pastificio Martino, una coraggiosa e straordinaria avventura che Loredana condivide con Fortuna, la sua amica di sempre. È un luogo dove, letteralmente, si respira aria di casa. Gli ambienti sono arredati in uno stile semplice e domestico: vecchi allestimenti, nelle mani di Fortuna, trovano nuova

vita e vengono riutilizzati con molto gusto e fantasia; la sensazione che si prova, superato l’ingresso, è quella di sentirsi in un ambiente familiare, luminoso e accogliente. Il banco vetrina cattura subito l’attenzione grazie alla presenza di diverse varianti di pasta fresca: tagliolini, tagliatelle, gnocchi, ravioli e tanti altri formati, fanno provare ai clienti il vero imbarazzo della scelta.

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Per arricchire ulteriormente il ventaglio di prodotti offerti, Loredana e Fortuna hanno pensato bene di proporre piatti pronti “da infornare” che, grazie alla lunga esperienza della signora Rosa, insostituibile collaboratrice di laboratorio, conquistano fin da subito la fiducia di tantissimi consumatori. Il segreto di questo successo? Impiegare semplicemente tutto ciò che la natura mette a disposizione mese dopo mese e cucinarlo come si fa a casa… questa è la vera espressione della tradizione. L’ingrediente principale? Naturalmente la pasta fresca realizzata da Loredana, così come ha appreso dalla sua famiglia, utilizzando prodotti locali di alta qualità. Una grande passione che continua a spingerla a studiare e sperimentare quotidianamente nuovi sapori e accostamenti per regalare un’emozione che, a ogni forchettata, svela tutte le virtù della cultura, del gusto e dello stile di vita della terra alifana.

“L’accurata ricerca del sapore è il nostro modo di coccolare i clienti” Pastificio Martino, Alife via Caduti sul Lavoro 22 Tel. 0823 787012 Pastificio Martino 25

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Piscina Comunale di Piedimonte Matese

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UN VIAGGIO ALLE ORIGINI DEL

Pallagrello

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La storia enologica dell’Alto Casertano è legata a tre particolari e antichi vitigni, il Pallagrello Bianco, il Pallagrello Nero e il Casavecchia, oltre alle micro produzioni di Asprinio, Fiano e Coda di Pecora. Partendo dall’Alto Casertano, e precisamente da Piedimonte Matese, ritroviamo un pregiato vitigno presente sul territorio almeno dal 1750, da quando i Borbone ne fecero il loro vino preferito, al tempo denominato Piedimonte Rosso. Importanti documenti storici attestano il forte legame di questo vitigno con la casa dei Borbone o, per lo meno, ricordano quanto i Reali spagnoli tenessero a quest’uva. La testimonianza è data da una lapide che si trova ancora oggi a Piedimonte Matese e precisamente in località Monticello. Il Re pose, addirittura, un divieto di transito a tutti, perché nessuno calpestasse la proprietà dove veniva prodotto il vino destinato ai nobili borbonici… e pensare che questo vino veniva messo in tavola insieme a quelli più blasonati francesi dell’attuale Chateaux Mouton Rothshild, all’epoca Château Brane-Mouton; si può solo immaginare il valore attribuito a questo pregiato nettare.

La proprietà di Monticello, fino all’inizio del ‘900, fu dei Pertusio per poi passare alla famiglia Scorciarini Coppola. Successivamente, con l’abbandono della proprietà, si perse un primo pezzo di storia, forse il più romantico, del Pallagrello. Come in tutta Europa, la fillossera (insetto parassita che distrugge le radici delle viti) raggiunse anche il territorio casertano, decimando centinaia di ettari di vigneti… ma la vite, così come sa resistere ai territori più impervi e al meteo più turbolento, riesce a sopravvivere anche alla storia, dato che non tutte le piante andarono perdute.

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Infatti ci fu una ripresa della produzione nella zona di Ruviano, con ritrovamenti di bottiglie di inizio ‘900. Dopo questa piccola parentesi sembra non esserci traccia del Pallagrello imbottigliato fino agli anni Sessanta, quando di nuovo gli Scorciarini Coppola decisero di riprendere il vitigno e la storia del Piedimonte Rosso e si tornò a produrre il vino ricercato sulle tavole più importanti. Dopo un nuovo periodo di buio, per arrivare alla storia del Pallagrello moderno si deve attendere il 1997 quando gli avvocati Mancini e Barletta si unirono per dar vita a una cantina e riprendere questa preziosa produzione. Oggi, dopo circa 20 anni, le aziende vitivinicole sono aumentate e lavorano sempre meglio; si può addirittura parlare di una zonizzazione del Pallagrello sia Bianco che Nero. Ogni zona si esprime tramite questo fantastico vitigno in maniera differente: da Raviscanina, a 200 metri sul livello del mare, proviene un Pallagrello un po’ più grasso; quello di Piedimonte Matese è un Nero “di montagna” più sottile, elegante e profumato. Sulle colline caiatine, e più in generale nel Medio Volturno, si conoscono tante sfumature del Pallagrello: il Nero dalle linee elegantissime e possenti; il Bianco di grande spessore; la versione “spumantizzato” con metodo classico e il “rosato” che regala la piacevolezza dei classici rossi estivi.

Il Pallagrello bianco si dice soffra di acidità a differenza degli altri vitigni bianchi campani ma, come in tutte le regole, ci sono delle eccezioni. Se un bianco è ottenuto con un piccolo anticipo della vendemmia, riesce a dare freschezza e una grande beva; inoltre, quando è coltivato in quota e in posti più freddi (come nelle campagne di Liberi) si caratterizza per maggiori profumi e forte freschezza. Un’altra particolarità del Pallagrello Bianco è quella di regalare anche un grande vino passito.

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C’è tanta vera qualità nei vini prodotti nel territorio dell’Alto Casertano; ogni cantina ha una sua eccellenza che spicca ed evidenzia la ricchezza di un luogo il cui valore merita di essere conosciuto. Si ringrazia Pietro Iadicicco Delegato Caserta AIS Associazione Italiana Sommelier

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Si scrive Terre dell’Angelo e si legge “amore per il territorio”… è il motivo che ha spinto un gruppo di giovani professionisti matesini a unire conoscenze, esperienze e idee per valorizzare il territorio di appartenenza, partendo dal recupero di due simboli dell’agricoltura locale: l’olio e il vino.

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Dalla passione per l’agricoltura tradizionale nasce l’olio EVO Terre dell’Angelo, prodotto da una varietà autoctona di olivo (nota col nome di “Tonda del Matese”) seguendo con attenzione le singole fasi del processo di coltivazione e lavorazione, che ne esaltano il gusto e le numerose proprietà benefiche. Oggi l’azienda produce due linee di olio extravergine: Monocultivar e Blend. La prima si ottiene esclusivamente dalla lavorazione di olive di Tonda del Matese; la seconda è prodotta da un mix di Tonda del Matese, Leccino e Frantoio. Legato alla storia locale è “Il Tempo”, un eccellente Pallagrello Nero ottenuto dalla lavorazione delle bacche rosse del vitigno tanto amato dalla casa reale dei Borbone, che proprio a Piedimonte Matese possedevano estesi vigneti di Pallagrello. “Il Tempo” si lascia apprezzare per il suo bellissimo colore rubino ed è ottimo per accompagnare i piatti tipici della tradizione, che si caratterizzano con dei sapori consistenti e decisi.

Ad arricchire il progetto Terre dell’Angelo c’è la riscoperta di un secondo pregiato vitigno storico, il Casavecchia; una produzione che sarà possibile gustare nei prossimi anni. “Prendere dalla terra senza danneggiare l’ambiente e l’uomo” è il motto che da sempre guida il progetto che, anche attraverso servizi di consulenza, promuove con passione la conoscenza di colture legate storicamente al territorio e la diffusione di tecniche agrarie che rispettino il paesaggio e chi lo abita. Eccellenza, sostenibilità e gusto trovano, tra le colline matesine, la loro massima espressione nelle produzioni di Terre dell’Angelo.

Terre dell’Angelo Piedimonte Matese via Matese, 6 Tel. 340 9252445 335 7890864 www.terredellangelo.it Terre dell’Angelo

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Foto di Sisto Bucci

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CASEIFICIO

Mozzarella di bufala Formaggi tipici

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Quella del caseificio La Sovrana è una tradizione dalla storia secolare, nata nel 1892 insieme agli allevamenti di bufale e bovini di proprietà della famiglia Gentile. I verdeggianti pascoli del Parco nazionale del Matese regalano un latte di altissima qualità, che viene trasformato nei laboratori del caseificio in una grande scelta di forme e sapori. La mozzarella di bufala rappresenta una vera punta di eccellenza, perché segue diligentemente la tradizionale lavorazione dell’area de “I Mazzoni”, l’angolo della provincia di Caserta dove è nata la vera mozzarella di bufala. Nella sua vetrina il caseificio propone la ricer-

catissima “mozzarella figliata”, l’immancabile “treccione di bufala” (anche affumicato) e la famosa “zizzona”, oltre a una ricca varietà di formaggi freschi e stagionati, pecorini insaporiti al vino e il rinomato caciocavallo del Matese. Tutti prodotti ottimi da gustare anche nelle succulente colazioni che vengono preparate nel reparto salumeria. Una straordinaria lavorazione a chilometro zero, che permette di scoprire il gusto semplice e autentico di una produzione che unisce il sapere dalla tradizione casertana alla genuinità del territorio matesino.

CASEIFICIO LA SOVRANA Alife - Strada Provinciale 330, n. 10 - Tel. 0823 783261 - 340 6836060 Azienda Agricola La Sovrana 39 Guida Turistica del Matese 2019

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La Cipolla di Alife e il Fagiolo Cera

Nel Matese l’agricoltura rappresenta da sempre una delle attività produttive principali, grazie alla fertilità della terra e all’abbondanza di acqua. La sua migliore espressione è data dalla coltivazione di straordinari prodotti, come la Cipolla di Alife e il Fagiolo Cera, due vere eccellenze che vogliamo raccontarvi in questo articolo.

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La prima prende il nome della florida pianura attraversata dal fiume Volturno; una cipolla unica nel suo genere, con una buccia di colore rosso vivace, col bulbo dalla forma leggermente schiacciata e la polpa bianca con sfumature che tendono al violaceo. Ha un’ottima consistenza, croccante e soda; il sapore è dolce, sapido, mai pungente e si distingue per la sua delicatezza. Dopo la raccolta (nei mesi di luglio e agosto) viene confezionata sotto forma di «‘nzerta»: una lunga treccia che raccoglie da 12 a 20 cipolle pronte per essere immesse sul mercato. Nei terreni argillosi dell’area alifana e soprattutto nelle sue “cannavine” (piccoli appezzamenti di terreni), questo ortaggio ha sempre trovato la sua collocazione ottimale. La coltivazione, secondo le fonti storiche, sarebbe iniziata addirittura nel periodo della dominazione romana. Nelle “cannavine” trova da secoli il suo spazio un altro pregiato prodotto locale: il Fagiolo Cera, la cui pianta di distingue per i bellissimi fiori dal colore viola chiaro. Viene coltivato con semina ad aprile (perché la pianta è molto sensibile alle gelate tardive, per via dell’apparato radi-

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cale molto superficiale) e raccolto a fine agosto. È diffuso soprattutto nella fascia pedemontana del massiccio del Matese, dove la combinazione di clima mite e terreno fertile determina un sapore tendenzialmente dolce, delicato e persistente; inoltre è facilmente digeribile e facile alla cottura. Fino a una decina di anni fa i produttori di queste vere eccellenze erano diminuiti in maniera considerevole e la produzione veniva portata avanti soltanto da pochissime piccole aziende a conduzione familiare, i cosiddetti “cannavinari”. Il lavoro dell’associazione Slow Food Condotta Matese ha permesso di non perdere questo valore aggiunto del territorio, coinvolgendo nuovi giovani agricoltori pronti a scommettere sulle qualità di questi prodotti e le loro potenzialità.

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I saperi legati alla Cipolla di Alife e al Fagiolo Cera sono oggetto di diverse manifestazioni di carattere culturale ed enogastronomico che da anni la Condotta Slow Food Matese propone sul territorio, come la Festa della Cipolla di Alife, o di carattere internazionale, come il Salone del Gusto Terra Madre che si svolge a Torino ogni due anni. A questo punto non resta che venire a visitare la splendida terra di Alife per toccare con mano questi prodotti unici e gustarli in uno dei piatti tipici locali come la “Cipollata Alifana”, di cui proponiamo la ricetta tradizionale.

Ingredienti (per 4 persone): • 300 gr di fagioli cera ) kg 1,5 ca ir (c e if Al di e ll po • 6 Ci ta • Peperoncino ro Ca • no da Se • . .O E.V io • Sale • Ol Preparazione: acqua e lasciarli in di li ir pr co a, ol ot ci a un in Mettere i fagioli l’acqua di ammollo e cuore ie gl To e. or 8 o en m al r pe ammollo sta di sedano e una co a un n co , ta la sa a qu ac te cere in abbondan carota, per circa due ore. in una casseruola con e, li el an ad e rl ia gl ta e, ll po Sbucciare le ci finché le cipolle o at er od m o oc fu a e er oc cu re olio evo, salare e fa ni minuti aggiungere cu al po Do . re lo co re de en pr sudino senza a finché le cipolle ur tt co la re ua in nt co e le ir acqua fino a copr non risulteranno morbide. rminare la cottura te e za en ed ec pr in i tt co i ol Aggiungere i fagi la fine con il peperoncino. al o nd re po sa in i ut in m 20 15/ per altri n fette di pane e un co re ni ar gu o, ld ca to ol m Servire il piatto filo d’olio evo. 42

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Condotta Matese Il fiduciario Domenico Gaudio mateseslowfood@gmail.com SlowFood Matese

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ANTICO FORNO DEL MATESE

Quando la passione di un giovane panettiere incontra il sapere e il sapore della tradizione, il gusto della produzione diventa unico e inconfondibile. CosÏ Antico Forno del Matese trasforma ogni assaggio in un tripudio di sapori che esaltano le eccellenti materie prime utilizzate, dalla farina all’olio, senza dimenticare la preziosa e purissima acqua del Matese.

Prelibate pizze, torte rustiche e calzoni ripieni sono una festa per gli occhi e una vera delizia per il palato; il pane e i caratteristici taralli conquistano con il loro profumo invitante e l’aspetto autentico e croccante.

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L’appetito è appagato e il gusto è assicurato dalla qualità della produzione guidata da Antonio Morra Piedimonte Matese, via Matese 159 | Tel. 328 1823660 E Antico forno del Matese 49

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“Andiamo a San Pasquale!” È così che i piedimontesi e gli abitanti dei paesi limitrofi si danno appuntamento il lunedì e, soprattutto, il martedì in Albis per la tradizionale scampagnata di Pasquetta. di Mario L. Capobianco

In questa occasione si registra anche la presenza di numerosi abitanti dell’isola di Ischia che vengono in pellegrinaggio perché concittadini di San Giovan Giuseppe della Croce, uno dei primi dodici frati che nel 1674 giunsero a Piedimonte Matese. San Pasquale, originariamente Chiesa di

Santa Maria Occorrevole, è il monastero francescano alle pendici del Monte Muto che sovrasta la cittadina di Piedimonte Matese e tutto il paesaggio della pianura Alifana. La costruzione della Chiesa risale al 1447. Per la sua storia vi rimandiamo a svariate pubblicazioni di storici locali.

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Noi vogliamo presentarvi questo luogo quale meta di una piacevole e facile escursione adatta a tutti. Partiamo da piazza De Benedictis, antistante l’ingresso della casa comunale di Piedimonte Matese dove possiamo ammirare l’ormai simbolo della città: la riproduzione della statua del “Corridore”, un importante reperto archeologico ritrovato sul Monte Cila, splendida testimonianza della civiltà sannita. Si imbocca via Federico Lupoli e dopo circa 300 metri, prima di inoltrarci nel centro storico per via San Rocco, possiamo ammirare i resti dell’antico lavatoio e la chiesetta di San Rocco del 1528 con l’attigua cappella dell’Addolorata che conserva una seicentesca statua in legno del Cristo Morto. Siamo a una quota di 187 metri. Percorrendo via Generale Petella, raggiungiamo piazza San Sebastiano (quota 210 m) dove ha inizio l’antica mulattiera che ci porterà a “San Pasquale”.

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Il piccolo slargo, uno dei due centri importanti dell’antica Piedimonte, ci offre la possibilità di ammirare la Chiesa di San Sebastiano costruita negli ultimi anni del ‘600. Dopo aver fatto scorta della fresca acqua del Torano alla bella fontana su un lato della piazza, ci avviamo verso i primi gradini dell’antico sentiero che, con una distanza di circa 2 chilometri e un dislivello in salita di circa 340 metri, ci porterà alla nostra meta. Costruita tra il 1698 e il 1700, intitolata poi a San Giovan Giuseppe della Croce, la strada attraversa numerose “cese” (antichi uliveti) e lungo il suo percorso incontriamo, alla fine dell’abitato, il rudere della chiesa di San Giacomo con l’antica croce in ferro e sei cappelle per la sosta dei pellegrini. Solamente una conserva ancora la volta. Soffermandoci ogni tanto possiamo ammirare il paesaggio che ci circonda con l’abitato di Piedimonte Matese che si estende

in pianura, il Vallone del Rivo con la terrazza di Castello del Matese e, più in lontananza verso la montagna, San Gregorio Matese e il Monte Cila. Dopo circa un’ora attraversiamo la strada asfaltata, costruita nel 1962, e ci incamminiamo nell’ultimo tratto a gradoni che finisce nel pianoro antistante il convento dove svetta imponente l’antica torre campanaria. Siamo a quota 544 metri. Alle spalle della torre ha inizio il viale che ci immette sull’ampia scala in pietra che porta al piazzale interno del convento dove c’è l’ingresso della Chiesa con la fontana circolare al cui centro è installata la statua di San Pasquale Baylon.

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Qui troviamo anche un primo cancello d’ingresso per il conventino-eremo della Solitudine. Da un secondo cancello, aperto a discrezione dei frati, parte un suggestivo sentiero tra alberi secolari e vegetazione tipica della macchia mediterranea che termina alla chiesetta di Santa Maria degli Angeli. Il viale è fiancheggiato dalle edicole della Via Crucis costruite alla fine del ‘700.

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Per il ritorno possiamo scegliere lo stesso itinerario dell’andata oppure percorrere la strada asfaltata che dopo circa quattro chilometri ci riporta a San Sebastiano attraversando il borgo dello Scorpeto dove si erge la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli edificata nel 1400. Da San Sebastiano consigliamo di scendere per via Pietà e soffer-

marsi alla Cappella della Pietà, alla Sorgente del Torano (torrente che ha origine nella omonima valle da cui parte l’Acquedotto Campano che porta l’acqua fino ad Ischia) e, passando per via Sorgente, con la preziosa cappella di San Biagio, ritornare al punto di partenza.

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Il cammino per “San Pasquale” è molto più di un percorso religioso; rappresenta, infatti, un bellissimo sentiero che permette di scoprire uno degli angoli tra i più suggestivi del Matese, che attraversa edifici storici, raggiunge aree di grande valore naturalistico e ripercorre antiche mulattiere. La meta di questa passeggiata regala la visione di un panorama straordinario, di quelli che invitano a ritornare nella meravigliosa terra del Matese per scoprire tutte le incantevoli bellezze che custodisce. 55 Guida Turistica del Matese 2019

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Non solo bar! Fin dalle prime ore del mattino ti proponiamo molte varianti per una golosa ed energizzante colazione, per continuare nella tarda mattinata con uno stuzzicante aperitivo. Giunti all’ora di pranzo, puoi comodamente sederti per gustare le pietanze preparate nella tavola calda: dalle leggere insalate ai piÚ corposi primi piatti, accompagnati da invitanti secondi e una variegata scelta di contorni. Ti aspettiamo! 56

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Bar / Caffetteria Rosticceria / Panineria Tavola calda Servizio catering Ricariche telefoniche Pagamento bollettini Ricevitoria Sisal Piedimonte Matese Strada Provinciale 331 km 2+700 Tel. 0823 784881 E Da Testa Q bar_da_testa 57

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Cusano Mutri | foto di Giuseppe Paolisso

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100 BIKERS alla ricerca di

“Camaiola” A cura di Antonio Castellitto

C’era una volta... così cominciano le favole più famose, e proprio una di queste oggi ci porta nel comune di Castelvenere, sulle tracce di Camaiola, una splendida nobildonna i cui segreti sono custoditi da secoli in questo territorio magico che è il Sannio. Il giorno 24 marzo 2019, un centinaio di valorosi bikers hanno attraversato il meraviglioso tappeto rosso dei vigneti di Castelvenere, pedalando alla ricerca della nostra dama. La giusta sinergia tra il Comune e il Forum dei Giovani, in collaborazione con l’associazione 62

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MTB I Sanniti ha portato all’organizzazione di un evento che ha visto la partecipazione di appassionati provenienti da molte regioni del Sud Italia.

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Uno splendido sole fa da sfondo alla giornata, con i bikers che si radunano nell’anfiteatro del centro storico per gli ultimi controlli alle bici, salutati dall’amministrazione locale che dà il via al “Camaiola Ciclo Tour 2019”. Immensi vigneti, raccolti su dolci colline, ospitano percorsi sterrati che ben si prestano al cicloturismo sportivo; consideriamo anche che il comune di Castelvenere si fregia di un record unico in Italia in quanto ha la più vasta superficie di terreni coltivati a vite. Tra una pedalata e l’altra, i nostri valorosi ciclisti si trovano al cospetto di Casino Brizio, un’imponente struttura con due torri (di fine ‘700) che offre una vista panoramica che spazia dalla vicina Guardia Sanframondi a tutto il Monte Camposauro. Proprio qui si tiene la prima tappa di degustazione della giornata con una gran varietà di vini e prelibatezze locali; una pausa ristoratrice colma di sorrisi, relax e condivisione che termina con la consueta foto di gruppo… per riprendere la marcia verso Camaiola.

Sempre guidati dal team degli organizzatori, i nostri 100 ammirano gli ampi orizzonti che regala questo magnifico territorio; pochi chilometri e a dare il nuovo benvenuto è il Casino Pelosi, un’incantevole struttura rurale, con una fontana riportante un mascherone (datato 1799) che fa da anfitrione a una elegante location che “rifocilla” nuovamente i nostri bikers al fresco di grandi alberi.

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Ripresa la marcia, finalmente si va alla conquista di lei... Camaiola! Custodita gelosamente nel borgo storico di Castelvenere, famoso per le sue cantine tufacee e un percorso di vicoletti che colpisce il visitatore in una lenta e gradevole passeggiata che ha il suo culmine su di una grande terrazza panoramica. Il vero genius loci è la Torre angioina che sorge su un antico luogo di culto dedicato alla dea Venere; chi altri avrebbe potuto abitare questo luogo se non Camaiola? Ed eccoci qui, laddove tutto è partito, che Camaiola è pronta per mostrarsi a chi l’ha rincorsa in questo affascinante tragitto di circa 20 chilometri. Ma chi è Camaiola?

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È una ricercata varietà di vino Barbera che ben si accompagna a ogni piatto della tradizione gastronomica sannita, grazie alle sue note di frutta rossa matura, frutta di sottobosco che la rendono un “must” per le grandi tavolate. La nostra Camaiola ha una fedele “comare”... la Scarpella: un gustoso piatto di pasta al forno, simbolo di ruralità, condita con salsiccia secca, formaggio e uova che, unite a un filo d’olio extravergine locale, lascia un tripudio di sapori al palato di ogni commensale. Ed è proprio con questo tripudio, unito alle emozioni vissute nella lunga giornata, che i nuovi amici salutano Castelvenere già con un pizzico di nostalgia... Camaiola è finalmente stata scoperta.

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Tutte le bellezze di questo splendido territorio sono pronte a essere meta di nuovi visitatori, magari accompagnati ancora da Luigi e Vincenzo, sempre disponibili a fare da guida in nuove avventure su due ruote.

Arrivederci nel Sannio‌ arrivederci a Castelvenere!

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La Tradizione dei Taralli di San Lorenzello Il sapore della semplicità! a cura di Lucio Pietrangeli - foto di Alessio Verna

Uno dei biscotti più famosi del Sud Italia è sicuramente il tarallo, lo spuntino tra i più ricercati e presente in ogni negozio di alimentari e nelle dispense di tutte le case. Oggi possiamo definirlo un perfetto “sfizio salato”, ma in realtà il tarallo nasce con uno scopo molto nobile: far fronte alla fame che affliggeva le famiglie più povere nel ‘400. 66 Guida Turistica del Matese 2019

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Ai fornai dell’epoca, infatti, venne l’intuizione di “riciclare” gli avanzi della pasta utilizzata nella preparazione del pane per fare delle saporite ciambelline salate di “pane secco” pratiche da trasportare e, soprattutto, ottime da mangiare; un prodotto da poter conservare in dispensa anche per molto tempo, conservando comunque intatti il sapore e la consistenza. Col passare degli anni i fornai di tutto il Meridione hanno creato numerose varianti di

questo pregevole prodotto, riproponendolo in forme e gusti sempre nuovi. Nel territorio del Matese la lavorazione del tarallo ha conosciuto un particolare sviluppo nel comune di San Lorenzello. Qui, tra antiche stradine e radicate tradizioni, la produzione del m’scuott è ormai diventata un’arte che vede protagonisti generazioni di fornai che si tramandano da secoli i segreti e le tecniche per produrre questa grande eccellenza gastronomica. 67

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Il tarallo di San Lorenzello nasce nell’800 quando i panettieri pensarono bene di insaporire l’impasto avanzato dalla quotidiana produzione di pane, aggiungendo una buona dose di strutto. Le striscioline ricavate dall’impasto, una volta intrecciate o attorcigliate su sé stesse, prima venivano semplicemente passate in acqua bollente e poi cotte una seconda volta nel forno… da qui il nome bis-cotti. Pur nel rispetto dei moderni processi di produzione e dei regolamenti igienico sanitari, tutti i produttori continuano a mostrare sempre grande attenzione verso la storia e la tradizione: ciò permette ai taralli di San Lorenzello di conservare quel particolare profumo e l’intensa bontà delle proprie origini, tanto da essere alimento simbolo della cultura e delle usanze locali, riconosciuto anche dalla Regione Campania come Prodotto Agroalimentare Tradizionale. L’elevato pregio di questa produzione è determinata sicuramente dalla qualità delle materie prime utilizzate che, come tradizione vuole, vengono tutte reperite nel territorio. I mastri fornai dei laboratori laurentini selezionano le migliori farine macinate a

pietra di tipo “1”, ottenute dalla molitura dei grani antichi del Sannio, che conservano molto della parte più grezza. Alla farina viene aggiunta acqua tiepida, sale e lievito madre, che rende l’impasto più leggero. Ingrediente principe è anche l’olio extravergine d’oliva del territorio sannita che, oltre a donare un particolare sapore, rende il tarallo gradevolmente friabile. Il tocco finale della lavorazione è rappresentato dal finocchietto selvatico, anche questo rigorosamente raccolto in zona. Se queste materie prime sono peculiari del territorio matesino, anche l’aspetto esteriore contribuisce a distinguere i taralli laurentini dalle altre produzioni e a renderli ancora più esclusivi. Nella seconda metà dell’800, dopo la nascita degli stabilimenti termali di Telese, i mastri fornai di San Lorenzello allestivano il proprio mercatino proprio all’interno delle terme, che, grazie alle proprietà benefiche dell’acqua sulfurea, hanno sempre visto una grande affluenza di persone provenienti da tutta la regione (e non solo) che dopo “i bagni” attenuavano il loro appetito con una buona dose di taralli. Abitudine che continua piacevolmente ancora oggi.

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Al tempo, i biscotti venivano raccolti con un filo di spago per formare una fragrante e invitante “collana” (‘nzerta), ricercata oggi come allora dagli estimatori per il piacevole gusto e per portare a casa un pratico souvenir. Alcuni biscottifici di San Lorenzello continuano a confezionare i taralli sotto forma di ‘nzerta, in ricordo di questa simpatica usanza. A tavola è un gustoso aperitivo che rallegra la compagnia. Intrecciati o lisci, rotondi o a bastoncino, i taralli riescono a compiacere tutti i palati, diventando uno spuntino gradito in ogni occasione… per questo motivo sono anche simbolo di amicizia e convivialità. Il tarallo laurentino si può consumare come uno stuzzicante aperitivo oppure

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come un appetitoso pasto, come suggerisce un’antica ricetta. È sufficiente “rompere” grossolanamente i taralli in una ciotola, condirli con una buona manciata di pomodori a cubetti, un filo di olio EVO e qualche fogliolina di basilico o origano, salare a piacere… et voilà, il piatto è pronto! Una ricetta estiva, semplice, veloce e fresca, da consumare possibilmente senza

dimenticare di abbinarlo con un bicchiere di vino Aglianico o perché no, per chi preferisce il bianco, con la Falanghina. Approfittate del vostro tempo libero per trascorrere qualche ora in questo splendido borgo matesino e gustare le tante eccellenti produzioni locali; San Lorenzello vi farà scoprire tutto il gusto dei veri sapori di un tempo.

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Viticoltori da tre generazioni

DONNA ROSMUNDA Un bianco equilibrato, fresco e fruttato, dal colore giallo paglierino DUCA ZOTTONE Un rosso corposo dal colore rubino con venature purpuree e dal sapore forte con aromi di frutti di bosco

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A cura di Antonio Castellitto - foto di Alessio Verna

LUCI D’ARTISTA Inserito nel circuito dei “Borghi Autentici d’Italia”, San Lorenzello è uno di quei piccoli comuni dell’entroterra campano la cui straordinaria essenza si svela nelle pieghe del suo paesaggio, della cultura, dell’artigianato e della gastronomia.

Abbracciato dal corso del fiume Titerno, gode di una invidiabile posizione geografica che regala un clima particolarmente mite e la visione di un bellissimo paesaggio naturale che invita a visitare il borgo e a partecipare ai numerosi eventi organizzati nel corso dell’anno, come Luci d’Artista. È la manifestazione più “giovane” nel comune di San Lorenzello; nata nel 2015 e promossa dal comitato civico “Illumina il tuo paese” insieme all’Amministrazione

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Comunale e ai commercianti locali che, per tutto il periodo natalizio, colora di magia le strade, i vicoli e i palazzi del centro antico e dà luce a eccellenze del territorio e regionali, dall’artigianato alle tipicità culinarie. Così, tra un tarallo e un bicchiere di vino, si può passeggiare tra spettacoli musicali, mercatini, mostre d’arte e giochi di luce creati lungo le stradine, con suggestioni visive che riportano anche la persona più seriosa a ricordare con il sorriso la propria infanzia; infatti tra una ballerina che danza in una sfera e un albero di Natale gigante,

parte la passeggiata tra le luminarie che, in men che non si dica, porta a palazzo Massone, il più importante di San Lorenzello, che dà il benvenuto ai visitatori con la magnificenza del suo portale… un’apripista a scenari tutti da scoprire. La visita a un’esposizione artistica di ceramica è una tappa da compiere durante il percorso, per ammirare le pregiate opere di artigianato locale, una tradizione che si tramanda nei tempi da maestri ad allievi che, tra forni, pennelli e sapienza, modellano opere che assicurano bellezza da regalarsi e regalare a chi si vuole bene.

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In questo fantastico passeggiare, con la musica che accompagna il cammino, si attraversano i caratteristici supportici medievali, costellati da ornamenti che garantiscono una totale immersione nelle atmosfere tipiche natalizie.

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LA REGINA DEI BOSCHI DI CIVITELLA a cura di Antonio Antonuccio e Fiorentino Di Biase

All’estremità meridionale del Matese, alle pendici di Monte Erbano, in un’amena località naturalistica, si trovano i famosi castagneti che fanno da corona all’antico abitato di Civitella Licinio, piccola frazione di Cusano Mutri. La fascia pedemontana coltivata a castagneto da frutto è compresa tra i 400 e i 700 metri di altitudine; qui il castagno ha trovato il suo naturale e spontaneo habitat di sviluppo, dove nel corso dei secoli, con sapienza e costante lavoro, l’uomo ha selezionato varietà di altissima qualità.

Da “pane del popolo”, per le sue peculiarità, la castagna si è trasformata in cibo d’élite; infatti, anche se molto calorica (in quanto ricca di amido e zuccheri) è poverissima di lipidi e quindi non fa ingrassare e, non contenendo glutine, può essere consumata anche dai celiaci. Nel tempo, l’uso e il consumo della castagna è molto variato, secondo le conoscenze di tipo nutrizionale, produttivo ed economico. Le varietà che a Civitella Licinio hanno avuto più fortuna sono: la Jonna (o Giallanella) denominata “la regina del bosco”, che viene

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impiegata nella produzione della “castagna del prete”; la Nzerta, di colore marrone scuro, è indicata maggiormente per le caldarroste; la Linzeta, di colore chiaro e più appuntita, è utilizzata per la bollitura e per produrre la farina di castagna; i Murron’, adatta per la curatura e la conservazione. Poi ci sono le castagne denominate Napoletana e Peschera, simili alle Jonne, alla base dei Marrons glacés. Sin dai tempi antichi, per il piccolo borgo di Civitella, la castagna ha rappresentato un importante alimento. Visto che è un frutto facilmente deperibile, quando ancora non esisteva la “catena del freddo”, era necessario escogitare dei metodi per la sua conservazione. Una delle soluzioni più efficaci è la “biscottatura” che è alla base della preparazione della “castagna del prete”, un metodo tradizionale molto diffuso e studiato non solo per soddisfare il fabbisogno familiare ma anche per pagare la cosiddetta “decima” (imposta del dieci per cento) alla Chiesa.

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Alla preparazione del prodotto finale si giunge attraverso diverse fasi: dapprima le castagne (sole e soltanto Jonne) vengono accuratamente selezionate e calibrate, facendo attenzione che siano completamente integre, poi vengono sistemate su grate di vimini o virgulti (ramoscelli) di castagno e fatte affumicare o scamosciare al sole per circa due settimane, girandole spesso per evitare problemi di condensa e muffe. Dopo questa prima fase, quasi tutta all’aperto, le castagne vengono bollite e subito dopo infornate nel forno a legna alla stessa temperatura della panificazione, dove vengono rigirate per ottenere una cottura uniforme. Col tempo induriscono, ma è sufficiente riscaldarle perché ritornino di nuovo morbide e facilmente masticabili. All’assaggio si resta letteralmente estasiati.

Venite a gustarle nell’annuale Sagra della Castagna, organizzata dalla Pro Loco Civitella Licinio, insieme a tante altre gustose prelibatezze realizzate grazie a questo meraviglioso frutto del Matese, uno dei territori più incontaminati d’Italia. Pro Loco Civitella Licinio 78 Guida Turistica del Matese 2019

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Scopri di piĂš sul sito web

visita

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GLI APPUNTAMENTI

con il Buon Vivere Foto di Francesco Mazzarella

LE SAGRE DEL MATESE

Le sagre e gli eventi enogastronomici sono le occasioni ideali per scoprire e apprezzare al meglio le vere eccellenze di un territorio, tra sano divertimento, buona musica e gioia di vivere. Se siete alla ricerca di tutto ciò, vi segnaliamo alcuni degli appuntamenti più significativi nei quali potrete gustare i migliori prodotti locali: da pregiati vini a birre artigianali, dalla pasta fresca agli arrosti, castagne e funghi… venite a scoprire il Matese, la terra del buon vivere. Per ogni evento riportiamo il sito web dove trovare informazioni dettagliate e aggiornate su date e programmi, così avrete anche la “buona scusa” per organizzare il vostro fine settimana in una delle terre più belle e accoglienti della Campania. 80 Guida Turistica del Matese 2019

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Vinalia Una delle più grandi manifestazioni del Sud Italia dedicate all’enologia; l’evento che accende i riflettori sul comune di Guardia Sanframondi dove, da 25 anni, si dedicano le prime settimane di agosto ai vini principi del Sannio beneventano: l’Aglianico e la Falanghina. Un appuntamento culturale che, attraverso il vino, vuole raccontare il grande patrimonio paesaggistico e produttivo del Sannio. Il ricco programma vede percorsi di avvicinamento al vino, con la guida di esperti enologi, e spazi dedicati allo show cooking, aperti a coloro che desiderano imparare ad abbinare le varie tipologie di vino alle specialità culinarie del territorio. La splendida cornice del centro storico e del castello normanno accoglie l’evento insieme a esposizioni artistiche e gruppi musicali che intrattengono gli ospiti che giungono qui da ogni dove. www.vinalia.it

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Festa del Vino Il 2019 segna la 39^ edizione della Festa del Vino, organizzata nel comune di Castelvenere, la cittadina sannita che celebra nel mese di agosto le produzioni locali vitivinicole. Gli enoturisti sono accolti nel Teatro Comunale, in Piazza dei Caduti e Piazza San Barbato, nel cuore del comune, dove sono in programma spettacoli musicali, laboratori e attività ricreative per i più piccoli. Accanto al vino, protagonista dell’evento è la gastronomia locale, con l’offerta di piatti a base di prodotti a chilometro zero. Sono previste, inoltre, visite guidate nelle spettacolari cantine tufacee e mostre mercato delle migliori produzioni agroalimentari e di artigianato artistico. E Pro Loco Castelvenere

Sagra degli Antichi Sapori La centrale Piazza San Giovanni del borgo di Gioia Sannitica festeggia, quest’anno, la 22^ edizione della Sagra degli Antichi Sapori, quelli tramandati da secoli da una generazione all’altra. Pasta fresca, trippa, spezzatino e peperoni ripieni, arrosti, pizze fritte e salumi locali sono solo alcuni dei piatti della tradizione da scoprire in questa occasione. Ad arricchire ogni assaggio c’è il pregiato olio delle colline gioiesi, vini locali, distillati e birre che fanno la gioia dei numerosi appassionati che partecipano all’evento. Guida Turistica del Matese 2019

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Ogni anno, nel mese di agosto, la calorosa accoglienza della Pro Loco, il fascino delle rovine del castello medievale e il folclore locale coronano le serate gioiesi dedicate ai veri sapori di un tempo. www.prolocogioiese.it

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Sagra Enogastronomica

I piatti della tradizione locale impegnano le cuoche di Massa di Faicchio in occasione della Sagra Enogastronomica che, a settembre, chiude la stagione estiva del piccolo borgo matesino. Le specialità proposte sono le storiche ricette massesi: peperoni ripieni, carne di maiale con peperoni, tagliolini e ceci e ancora “pallottl” (un impasto a base di patate) e “scarrafun” (pasta rustica con Falanghina). Ad accompagnare questi prelibati piatti c’è l’ottimo vino, che può essere degustato nelle caratteristiche cantine di tufo. Una delle attrazioni dell’evento, infine, è la mitica “Fontana delle tre botti” dalla quale sgorga il meglio della produzione vinicola sannita, messa a disposizione gratuitamente di tutti gli ospiti. E Pro Loco Massa Di Faicchio

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Sagra della Castagna Ogni anno, da oltre un trentennio, la Pro Loco Civitella Licinio organizza la Sagra della Castagna. Ebbene, sarà perché l’ambiente naturale che abbraccia il borgo è incantevole; sarà che coincide con l’ultimo weekend di fine ottobre e si può godere del caldo tepore dei raggi del sole d’autunno; sarà perché qui si vive in piena tranquillità circondati

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da un’aria di festa e dall’affabilità dei cittadini e, soprattutto, perché i prodotti proposti nei vari stand sono di ottima qualità, ad ogni edizione il numero dei partecipanti è sempre più numeroso ed entusiasta, segno che questa sagra è la giusta meta per trascorrere qualche ora felice in compagnia di amici.

tradizionali a base di prodotti del territorio. L’appuntamento annuale è nei weekend di fine settembre e inizio ottobre. E Sagra dei Funghi di Cusano Mutri

E ProLoco Civitella Licinio

Sagra dei Funghi La Sagra dei Funghi di Cusano Mutri inaugura la stagione autunnale del Matese, riempiendo strade, vicoli e piazze di stand allestiti con le più gustose eccellenze del territorio, dai prodotti della terra (o meglio, del sottobosco) ai piatti pronti. Si comincia con caciocavalli, ricotte e formaggi vari, per continuare con ceste piene di profumati funghi porcini e ovuli, e ancora vasetti di marmellate e confetture, mieli e sottoli artigianali, non solo locali. Le numerose locande e ristoranti presenti si aprono alle migliaia di visitatori che giungono qui ogni anno, per proporre ricette

Scopri di più

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IAQUILAT il vero sapore delle eccellenze sannite

Racchiudere tutto il gusto della tradizione e della genuinità sannita in un assaggio: questo è alla base della produzione casearia Iaquilat, una straordinaria azienda fondata dalla famiglia Iaquinto nel lontano 1935

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Il viaggio tra i sapori delle eccellenze del Sannio comincia nei suoi laboratori, dove il latte raccolto quotidianamente nel territorio matesino, in allevamenti certificati, viene trasformato con maestria e arte in deliziosi fior di latte, bocconcini e provole affumicate; nelle rinomate provolette “Baby Dolce”, dal sapore molto delicato, e in gustosi caciocavalli aromatizzati al

tartufo e al peperoncino, da assaporare freschi o da impiegare in fantasiose ricette. Il forte attaccamento della famiglia Iaquinto alla propria terra è impresso anche nelle cremose caciotte “Antiche Mura”, un nome che richiama le suggestive rovine dell’antica città di Telesia. La punta di diamante della produzione è il famoso Grottone, una vera delizia per i sensi: si presenta come uno squisito formaggio a pasta filata che appaga la vista col suo aspetto “occhiato” o sfogliato; inebria l’olfatto con il profumo di nocciole tostate ed esalta il palato con la nota dolce del suo sapore, data dalla stagionatura naturale in grotte di tufo. Una recente novità nel panorama della produzione casearia del Sud Italia è la crema spalmabile di Grottone. Con una consistenza soffice e un intenso sapore avvolgente, è ideale per un perfetto antipasto o aperitivo, magari accompagnato da un calice di vino Falanghina del Sannio. Queste sono le prelibatezze che Iaquilat porta nelle vostre case; eccellenze che non possono mancare sulle tavole degli intenditori e degli appassionati della buona gastronomia.

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DISLI VEL

ITINERARIO TURISTICO

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Nelle pagine che seguono vi presentiamo uno dei percorsi più rappresentativi del Matese, capace di svelarvi la vera natura di questo territorio, le sue ricchezze naturali, la sua storia e le sue eccellenze.

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È un viaggio che vi porta alla scoperta delle bellezze più nascoste, da quelle più moderne a quelle di passate ere geologiche, attraverso siti preistorici, castelli e magiche superstizioni; vi guida nelle piccole botteghe di paese dove operano, da generazioni, artigiani impegnati nella produzione di capolavori d’arte di grande pregio; vi fa vivere l’atmosfera di luoghi ancora fortemente legati alle antiche tradizioni. Per questi motivi abbiamo pensato di riproporvi l’itinerario “Dislivello Milleecinque” con gli ultimi aggiornamenti, rispetto a quello già pubblicato nell’edizione 2015. Tutto ciò per farvi vivere le emozioni che suscita un angolo di Campania racchiuso in circa 45 chilometri e ben 1.500 metri di dislivello. 89

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Faicchio

Il vostro viaggio alla scoperta del Matese parte da FAICCHIO, un piccolo centro dove il passato ha lasciato affascinanti testimonianze storiche da scoprire insieme all’invitante produzione gastronomica locale. Il centro storico e il Castello ducale La visita può cominciare con una bella colazione in uno dei tanti bar del centro… o dei centri, dato che Faicchio si sviluppa intorno a due piazze che si trovano su altrettante terrazze panoramiche naturali: la prima ha un bell’affaccio sul fiume Titerno; la seconda è legata allo splendido castello normanno, realizzato dai nobili Sanframundo nel XII secolo. 90

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condottiero romano. È stato ricostruito più volte nel corso dei secoli, senza che però la struttura perdesse mai il suo aspetto solido e robusto. La chiesetta rupestre di San Michele Se siete appassionati escursionisti vi consigliamo uno dei sentieri che portano nel cuore di monte Monaco di Gioia dove, a circa 500 metri di altitudine, si trova una bellissima grotta naturale consacrata al Santo Arcangelo Michele, affrescata nel XII secolo da mani che hanno lasciato in questo luogo un’incredibile testimonianza di arte e di fede.

L’antica rocca conserva tre delle quattro torri difensive e, in seguito a numerosi rimaneggiamenti, è stata trasformata in un’elegante dimora signorile. Ancora oggi conquista lo sguardo del visitatore con la sua architettura e la sua magnificenza, degna dei fantastici castelli descritti nelle favole.

Il Ponte del Diavolo Appena fuori Faicchio, sulla strada che porta alla frazione Massa, si può passeggiare su un antico ponte del III secolo a.C. - conosciuto come Ponte del Diavolo o Ponte dell’Occhio - noto ai più col nome di Ponte Fabio Massimo, in ricordo del grande

Vi sono due sentieri principali che conducono alla chiesetta e presentano tratti molto ripidi rendendo l’escursione abbastanza impegnativa. Ogni singolo sforzo è ripagato dagli splendidi scorci panoramici e dal paesaggio che accompagna l’intero cammino verso la grotta. 91

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Contrada Fontanavecchia Il piccolo borgo di Fontanavecchia è a soli due chilometri dal centro di Faicchio e, come si può intuire dal nome, ricorda la presenza di un’antica fonte d’acqua che riforniva gli abitanti. Ancora oggi, proprio in questa contrada, sono visibili alcuni tratti di un antico acquedotto romano del III secolo a.C. Molto attiva nell’arco dell’anno, l’Associa-

zione Fontanavecchia organizza manifestazioni culturali e concerti di musica classica all’aperto, accompagnati da degustazioni di prodotti tipici. Vi suggeriamo di contattare l’associazione per essere aggiornati sui prossimi eventi e per organizzare la vostra visita guidata nel borgo o alla grotta di San Michele e scoprire, così, Faicchio in tutta la sua bellezza.

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San Lorenzello

Proseguendo lungo la Strada Provinciale 34, si raggiunge la seconda tappa dell’itinerario che vi porta nella terra dell’enogastronomia e dell’artigianato artistico: SAN LORENZELLO Visita al borgo Vicoli, stradine e angiporti invitano a passeggiare nel centro antico per scoprire diverse botteghe artigianali, dove si realizzano raffinati capolavori in Ceramica di Cerreto 94

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Sannita e San Lorenzello, oltre ai profumati laboratori dove vengono prodotti i famosi Taralli di San Lorenzello. Insieme al vicino comune di Cerreto Sannita, è noto per una lunga e prestigiosa tradizione ceramografa. Nel cuore del centro storico, la Congrega della Sanità conserva ancora l’antico pavimento in maioliche cerretesi; quelle che decorano il portale d’ingresso sono state realizzate da Antonio Giustiniani, artista e padre del famoso Nicola, uno dei più importanti ceramisti campani del ‘700.

si svolge la Fiera dell’artigianato e dell’antiquariato. È il momento ideale per scoprire il fascino di San Lorenzello e ammirare numerosi capolavori d’arte, frutto di passione e professionalità, mentre qualche artista si intrattiene in estemporanee di pittura ai bordi delle stradine. Grazie alla presenza di stand gastronomici è possibile anche degustare e acquistare gli squisiti prodotti tipici locali come l’olio EVO, il vino e i famosi taralli, che rappresentano un gustoso e perfetto souvenir da portare a casa o da regalare agli amici.

Il MercAntico e la Mostra della ceramica Ogni seconda e ultima domenica del mese

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Ricordate di visitare anche la Mostra permanente della Ceramica Antica e Moderna. Realizzata nel 1994, l’esposizione ospita due preziosissime collezioni di opere ceramiche. La prima è dedicata ai bellissimi esemplari di ceramiche artistiche del Settecento, Ottocento e Novecento; la seconda, più vasta, custodisce una selezione di pregiate produzioni d’arte provenienti da città rinomate proprio per la realizzazione di ceramiche. L’ingresso alla mostra è gratuito. Per informazioni 329 1085133

Il Parco dei Dinosauri Il Parco regala un vero viaggio nel passato alla scoperta delle mastodontiche creature che hanno popolato il nostro pianeta milioni di anni fa. A stupire di più i visitatori, soprattutto i bambini, è la possibilità di trovarsi all’improvviso accerchiati da enormi dinosauri... a grandezza naturale. Ad arricchire la visita ci sono anche filmati e animazioni che, in maniera giocosa, raccontano la storia e tante curiosità sulla vita dei dinosauri. Per completare in bellezza la gita all’interno del parco, inoltre, c’è la possibilità di sostare in un’area pic-nic attrezzata.

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La passione per la cucina e il buon cibo, unito al piacere dell’accoglienza, ha spinto i coniugi Battista e Anita a rilevare quello che era “Casale Cantelmo” per trasformarlo in “Babalù - Il Casale”. Il cambiamento non ha riFolaghe guardato solo il nome del locale, ma c’è stata una trasformazione del modo di intendere la cucina e l’ospitalità. I piatti proposti, così come la pizza, sono connotati da un tratto di semplicità unito a materie prime a “km 0”, il cui approvvigionamento avviene ogni giorno presso fidati fornitori della zona, che hanno fatto della qualità e del rispetto per il consumatore il loro principio cardine. Tutti i piatti vengono realizzati al momento, fatta eccezione per pietanze che richiedono lunghe cotture. Ricordando sempre che la tavola, oltre che appagare i sensi, è anche motivo per stare insieme e trascorrere delle ore piacevoli sorseggiando un buon vino! Non vi resta che provare! Vairano Patenora Via Patenara Tel. 388 8805232

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LA LEONESSA

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PONTE ANNIBALE

Cerreto Sannita

A poche centinaia di metri da San Lorenzello si trova CERRETO SANNITA, famosa per le eleganti ceramiche artistiche che hanno portato la città a essere tra i soci fondatori dell’Associazione Italiana Città della Ceramica. Cerreto è “una città aperta”, interamente ricostruita dopo il tremendo terremoto del 1688, con vicoli e strade sulle quali sfoggiano le magnifiche facciate dei palazzi signorili. Una passeggiata in centro Passeggiando lungo il corso principale, corso Marzio Carafa, si incontrano una serie di grandi e belle piazze che diventano frequentemente luogo di ritrovo e di festa. È facile imbattersi in qualche evento che celebra le grandi tipicità locali, sia artistiche che gastronomiche, come l’olio, che ha permesso a Cerreto di ottenere anche il titolo di Città

dell’Olio. Numerosi ristoranti e bar rappresentano un ottimo punto di sosta per pranzare o, semplicemente, fare una pausa prima di proseguire la visita tra botteghe artigianali e antichi edifici, come il meraviglioso Duomo che domina Piazza Luigi Sodo o la splendida chiesa di San Martino, riconoscibile per l’effetto scenografico che crea la scala d’ingresso settecentesca.

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Il MARC Tra piazze e campanili non perdete l’offerta museale del MARC, che comprende i Musei di Arte Contemporanea, Arte Sacra, Arte Rurale e Archeologico e il Museo Civico e della Ceramica. Quest’ultimo è una testimonianza della storia artistica cerretese fiorita dopo il 1688, quando giunsero artisti napoletani che rielaborarono l’esperienza di Capodimonte con un gusto più naïf. Inaugurato nel 1995, il MARC ha in esposizione preziose ceramiche appartenute anche a collezioni private. Cell. 347 8548468 MARC Musei Arte Cerreto

Il Santuario della Madonna delle Grazie Situato in una spettacolare posizione panoramica, il Santuario consacrato alla Madonna delle Grazie fu realizzato nel 1584. Quello visibile oggi è l’edifico ricostruito dai monaci, dopo il grande terremoto, sullo stesso luogo dove sorgeva il complesso più antico. Successivamente, ai frati cappuccini fu donata la bella statua lignea della Madonna che, dal 1837, spinge i fedeli a compiere il pellegrinaggio annuale in segno di devozione.

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Terminata la visita a Cerreto Sannita, si può proseguire l’itinerario per raggiungere Cusano Mutri. Lungo la stretta gola che collega questi due caratteristici centri si trova il maestoso Ponte di Annibale È il ponte che, secondo la leggenda, Annibale attraversò alla fine del III a.C. diretto verso il vicino monte Cigno, dove nascose uno dei suoi bottini di guerra. Nel tempo è stato oggetto di diverse ristrutturazioni, nonostante ciò ha conservato il suo fascino originario: ancora oggi sovrasta il fiume Titerno con un solo ampio arco, detto a schiena d’asino, completamente in pietra. Strette tra monte Monaco di Gioia e monte Cigno, potete osservare uno spettacolo naturale tra i più belli e selvaggi della Campania:

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Le Forre di Lavello Le forre rappresentano uno dei luoghi piÚ suggestivi del Matese: una serie di gole e canyon scavati nel tempo dalle acque del Titerno, che in alcuni punti raggiungono anche una profondità che sfiora i 30 metri. Il fiume è costeggiato da una vecchia mulattiera che incrocia numerose deviazioni che permettono di raggiungere siti di notevole bellezza come la Grotta delle Fate, la Caverna dell’Elefante, la Grotta dei Briganti o il Belvedere sulla Forra.

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Cusano Mutri Protetto dalle forre e incastonato in una valle ai piedi del monte Mutria, da cui prende il nome, si trova CUSANO MUTRI, a circa 475 metri sul livello del mare. Un centro che si lascia ammirare per la ricchezza del paesaggio naturale, il fascino del suo borgo e la bontà delle sue eccellenze gastronomiche.

castello, a strapiombo sulla valle circostante, con strette stradine, vicoli e lunghe scalinate in pietra. Le case, i campanili e le cupole delle chiese sono abbracciati da montagne e boschi di castagno e di faggio. A renderlo particolarmente noto ai buongustai è l’annuale Sagra dei Funghi; una manifestazione che attira migliaia di curiosi A passeggio nel borgo Il borgo di Cusano Mutri è uno dei più ca- e appassionati da diverse regioni che raggiungono Cusano Mutri per gustare i funghi ratteristici dei monti del Matese. La sua origine medievale è testimoniata dalla porcini e altre succulente eccellenze gastropresenza di case arroccate intorno all’antico nomiche. 102

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Nel centro antico e nel territorio circostante ci sono tantissimi agriturismi e ristoranti dove poter gustare le specialità della tradizione locale. Se si desidera rimanere qualche

giorno in più, è possibile soggiornare presso uno dei tanti B&B e affittacamere qui presenti. Si può così scoprire uno de “I Borghi più belli d’Italia”.

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La chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo Di grande importanza è la chiesa consacrata agli Apostoli Pietro e Paolo, collocata nella parte alta del centro storico, presso i ruderi del castello. Risale al VI secolo d.C. ed è la chiesa più antica di Cusano Mutri. La campana maggiore reca ancora i nomi di coloro che la realizzarono nel 1786 proprio nello spiazzo antistante il castello. La leggenda vuole che in quell’occasione le donne più ricche abbiano donato i propri monili d’oro per unirli al sacro bronzo.

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Il Museo Il Palazzo comunale ospita il “Museo Civico del Territorio”, diviso nelle due sezioni dedicate alla Civiltà contadina e alla Geopaleontologia. La prima custodisce circa 300 oggetti che documentano la tradizione rurale cusanese, mentre nella seconda sono esposti fossili e rocce tra i più rappresentativi della storia geologica del territorio. All’interno del museo si conserva anche il cucchiaio di legno più grande del mondo, entrato di diritto nel Guinness dei primati: 5,32 metri di lunghezza per 111 chili di peso. Il Museo è visitabile su prenotazione. 0824 862690

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Pietraroja

Il Belvedere di Civita di Pietraroja Pietraroja è guardata dall’alto da una panoramica terrazza naturale che affaccia su tutta la valle, abbracciando Cusano Mutri, il Pianoro delle Regie Piane (dove si trovano le miniere di bauxite) e la vetta del monte Mutria (1.823 m). Circa 100 milioni di anni fa, quest’area era un’immensa laguna poco profonda che ha lasciato bellissime e preziose testimonianze fossili in ottimo stato di conservazione (pesci, anfibi e rettili) creando un patrimonio scientifico di inestimabile valore.

A pochi chilometri da Cusano Mutri c’è un piccolo comune famoso in tutto il mondo per l’importante ritrovamento di un fossile di dinosauro. Incastonata tra le montagne, a 800 metri slm, si trova PIETRAROJA, una meta molto ricercata per la sua atmosfera rilassante e l’aria pura. Museo Geopaleontologico Per coloro che raggiungono Pietraroja la visita al Paleolab è da non perdere. Inaugurato nel 2005 è nato per accogliere una grande star matesina: il fossile di dinosauro famoso in tutto il mondo col nome di Ciro, per gli scienziati Scipyonix Samniticus. È un ritrovamento di straordinaria importanza dato che il cucciolo di dinosauro conserva ancora parte del suo scheletro e tracce di organi. Il percorso all’interno delle sale del Paleolab è facilitato da proiezioni in 3D e ricostruzioni grafiche che permettono di scoprire la magnifica storia evolutiva che ha caratterizzato il comprensorio matesino, così come si presentava milioni di anni fa. Per informazioni 0824 868253 - 327 6212722 106

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Bocca della Selva La tappa successiva del nostro itinerario porta a 1.395 metri slm, dove, immersa tra boschi di faggio e caratteristici rifugi di montagna, c’è BOCCA DELLA SELVA, un tempo uno dei più importanti centri sciistici della Campania.

Porco (1.605 m), monte Pastronico (1.640 m) e monte Mutria (1.823 m) lungo i quali si può scoprire la flora e la fauna che abitano questo luogo. Non mancano occasioni per organizzare un bel pic-nic per gustare anche i magnifici prodotti locali.

I sentieri delle faggete A caratterizzare fortemente la piccola località turistica, ci sono i secolari boschi di faggio con il suggestivo sottobosco dove è possibile, nei periodi più caldi dell’anno, fare indimenticabili escursioni protetti dalla frescura di questi enormi alberi. Da qui partono bellissimi sentieri che conducono verso monte

Una destinazione da vivere tutto l’anno Bocca della Selva è una località da scoprire tutto l’anno; nella stagione invernale è sempre ricoperta di neve, periodo ideale per trascorre qualche giornata o fine settimana in piena armonia con la natura, facendo magari una bella escursione con le ciaspole, noleggiabili facilmente sul posto.

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Piano della Corte La nostra “scalata” del Dislivello Milleecinque ci porta verso l’ultima tappa dell’itinerario: PIANO DELLA CORTE Superato il quadrivio Sella del Perrone si raggiunge la località, a circa 1.650 metri di altitudine, uno straordinario pianoro d’alta quota con un’eccezionale vista panoramica sul sottostante Lago del Matese. Nel periodo estivo è facile vedere ancora gli allevatori mentre praticano la mungitura delle mucche che vivono in questi luoghi allo stato semibrado. Escursione a Monte La Gallinola Da Piano della Corte parte uno dei sentieri più belli della Campania: quello che conduce, in circa 90 minuti, verso la cima più alta della regione, La Gallinola (1.923 m). La sua vetta è uno dei pochi punti del Matese da dove, quando ci sono giornate senza foschia, è possibile osservare in lontananza contemporaneamente, da un lato, il Mar Tirreno e, dall’altro, il Mar Adriatico.

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Affaccio sul Lago del Matese Non rimane che abbandonarsi al meraviglioso linguaggio del paesaggio circostante. Sentire la brezza che accarezza il volto, il canto degli uccelli, i campanacci delle mucche al

pascolo e osservare cavalli e pecore che brucano l’erba fresca. Lo sguardo si perde verso occidente e… oltre i monti, il golfo di Napoli e di Gaeta.

Punto di decollo Per gli appassionati del volo libero, Piano della Corte ospita uno dei più conosciuti punti di decollo del Centro Sud per deltaplani e parapendio. Nella bella stagione, infatti, giungono qui numerosissimi appassionati, anche dall’estero, che trovano nel Matese le condizioni ideali (tra le migliori in Italia) per praticare questo affascinante quanto adrenalinico sport.

In questo meraviglioso pianoro si conclude l’itinerario che vi ha condotto nel cuore del Parco nazionale del Matese. Il nostro suggerimento, come sempre, è quello di vivere ogni momento della vostra visita senza fretta e di completare il percorso un po’ alla

volta; sarà un ottimo motivo per ritornare nel Matese in tante altre occasioni.

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LE NOTTI DELLA MUSICA DELL’ALLEGRIA E DELLA GASTRONOMIA

San Gregorio Matese è il paese dei briganti e dei senatori... un luogo dove storia, miti e leggende si intrecciano. Famoso per aver dato le origini a personaggi illustri come il senatore Achille Del Giudice, il governatore di Capitanata Gaetano Del Giudice e l’onorevole Beniamino Caso, fondatore della garibaldina Legione del Matese e del Club Alpino Italiano. a cura dell’Associazione “I Briganti del Matese” - foto di Antonio Ciampriello

San Gregorio Matese è anche patria della brigantessa Maria Maddalena De Lellis, detta Padovella, amante di Andrea Santaniello, l’ex soldato dell’esercito borbonico

che, dopo essere stato il braccio destro di Cosimo Giordano (capo di tutti i capobriganti del Matese), diede vita a una propria banda.

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Da qui nasce “Le Notti dei Briganti”, una rievocazione del periodo del brigantaggio con racconti di fatti e personaggi, che hanno segnato l’800 e il ‘900, spesso poco presenti o del tutto ignorati dai testi di storia.

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La manifestazione ospita ogni anno giornalisti e storici di spessore allo scopo di raccontare le vicende dei briganti del Matese. Nei vicoli del centro storico si trovano diversi stand gastronomici che propongono i migliori prodotti tipici e piatti del territorio; mentre la piazza principale ospita mostre d’arte, spettacoli musicali e di intrattenimento. Tutta la rappresentazione si svolge in modo itinerante nelle stradine di San Gregorio Matese, che ha dimostrato di essere la cornice ideale per ospitare eventi folcloristici nelle fresche serate estive. La prossima scorribanda, giunta alla 14^ edizione, ci sarà i giorni 26, 27 e 28 Luglio 2019. Mercatino espositivo 327 2805583 Info e organizzazione 327 7344963 329 4359183 - 327 7394379 Le Notti dei Briganti Briganti del Matese lenottideibriganti 112

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FORMAGGI TIPICI DEL MATESE Parlare del Matese significa anche raccontare di paesaggi incontaminati, boschi di faggio, acque sorgive e verdi campi. In questa splendida cornice naturalistica, robuste e mansuete mucche pascolano liberamente, producendo un latte di altissima qualità, lo stesso che la famiglia Stocchetti utilizza da

anni nel piccolo caseificio di proprietà. La passione per la produzione casearia di Paola e Alfonso si trasforma in una festa di sapori che invita a scoprire e gustare una grande varietà di formaggi freschi e stagionati, alcuni aromatizzati con le erbe spontanee che nascono sui pianori d’alta quota del Matese.

I formaggi Stocchetti sono una vera eccellenza del territorio e un’autentica prelibatezza per il palato. PUNTO VENDITA MOBILE

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LocalitĂ Chianello San Gregorio Matese Tel. 329 5888888 - 347 7534909 stocchettialfonso@gmail.com

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A cura di Pasquale Buonpane

LeViole del Matese Insieme alle primule sono l’emblema della primavera, qualcuna compare già in febbraio ma è soprattutto nel mese di marzo che danno il meglio di sé creando macchie di colore nei prati o ai bordi delle siepi e riempiendo l’aria con il loro inconfondibile profumo.

Sono le Viole, piccole piante che con i loro fiori annunciano la fine dell’inverno. Non è un caso che un colore porti il loro nome: nella stragrande maggioranza delle specie quando sono in fiore è proprio il

viola in tutte le possibili declinazioni a farla da padrone, tuttavia non mancano Viole a fiore bianco, giallo o con questi due colori variamente combinati con il viola. Il genere Viola (Famiglia Violaceae) comprende circa 400 specie di erbacee e suffruticose, annuali o perenni, diffuse soprattutto nelle zone temperate dell’emisfero boreale anche se non mancano specie in aree disgiunte come le Hawai, l’Australasia e le catene montuose dell’America meridionale. La flora italiana annovera circa un centinaio di entità; il massiccio del Matese ne ospita una decina.

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VIOLA ALBA

VIOLA ARVENSIS

VIOLA ODORATA

VIOLA CANINA

VIOLA PSEUDOGRACILIS

VIOLA EUGENIAE

Viola alba Besser Tra le specie più diffuse dal piano ai 1.000 m di quota ed è anche una delle prime a fiorire, talvolta già alla fine di gennaio. Sul Matese è presente la subsp. dehnhardtii , che non ha fiori bianchi come suggerito dal nome (albus = bianco) ma viola, spesso più o meno soffusi di bianco. Viola arvensis Murray Conosciuta come “violetta dei campi” è una specie annuale ampiamente diffusa in tutte le regioni. Di solito è presente nelle aree di pianura ma può spingersi fino ai 1.400 m di quota. Fiorisce tra aprile e luglio. Viola canina L. Questa specie non risulta ancora ufficialmente segnalata in Campania tuttavia una piccola popolazione è stata da noi individuata nel 2014 sulle pendici del Monte Erbano. Ulteriori ricerche sarebbero opportune per verificare l’effettiva distribuzione della specie sul Matese. Viola canina è diffusa in tutte le regioni settentrionali e centrali e fiorisce tra aprile e luglio.

Viola eugeniae Parl. La viola di Eugenia è una specie tipica del piano montano e delle praterie d’alta quota. Fu descritta dal botanico dell’800 Filippo Parlatore che dedicò il nome di questa viola a sua moglie Eugenia. E’ una specie endemica del nostro paese, presente lungo la dorsale appenninica dall’Emilia Romagna alla Basilicata, manca in Puglia e Calabria. Fiorisce tra aprile e giugno. Viola odorata L. La violetta odorosa, o viola mammola, è una delle viole più note, spesso utilizzata nei giardini per i fiori, di un tipico viola scuro che emana un intenso profumo. Allo stato spontaneo è presente in tutte le regioni ed è naturalizzata in Sardegna. Cresce soprattutto in prossimità degli abitati, ai margini di boschetti e siepi, dal piano ai 1.200 m di quota. La fioritura si concentra tra febbraio e aprile. Viola pseudogracilis Strobl La viola salernitana è un’altra specie endemica del nostro paese dove è presente con due sottospecie. Il Matese ospita la subsp. pseudogracilis diffusa nel Lazio, in Molise, Campania e Basilicata.

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I fiori, a un occhio poco attento, potrebbero essere confusi con quelli di V. eugeniae, tuttavia presentano uno sperone molto più lungo e sono sempre di colore viola sul Matese. Si incontra tra i 700 e i 1.400 m di quota e fiorisce tra aprile e giugno. Viola reichenbachiana Jord. ex Boreau La violetta silvestre, o violetta di Reichenbach, è una specie a vasta distribuzione eurosiberiana presente in tutte le regioni d’Italia. Cresce nei boschi di latifoglie dal piano ai 1.700 m. È simile a Viola riviniana (che ha però generalmente sperone bianco e fiori di maggiori dimensioni) con la quale condivide spesso gli stessi ambienti e può talvolta ibridarsi. Fiorisce tra marzo e luglio. Viola riviniana Rchb. La viola di Rivinius è presente in tutte le regioni (ad oggi non segnalata solo per il Molise). Si incontra sia in pianura che in montagna dove può spingersi oltre i 2.000 m di quota. Fiorisce tra aprile e giugno.

Viola tricolor L. Viola tricolor è una delle specie da cui derivano le note “viole del pensiero” tanto diffuse come piante ornamentali. Sul Matese risulta segnalata la subsp. saxatilis che in Campania ha il suo limite meridionale di diffusione in Italia. Il nome specifico fa riferimento alla corolla spesso variegata di giallo, violetto e bianco. Tra le specie presenti sul Matese è una delle viole con fioritura più tardiva, fiorisce infatti da maggio a luglio. Risultano inoltre segnalate per il Matese: Viola aethnensis Parl. subsp. splendida (W. Becker) Merxm & Lippert Viola hirta L. (probabilmente segnalata per errore) Viola suavis M. Bieb. Quando le incontriamo guardiamole con rispetto e ammirazione, evitiamo quindi di raccoglierle o danneggiarle. È l’unico modo per garantire alle future generazioni di continuare a godere di queste incredibili meraviglie della natura.

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CICLOLAGO DEL MATESE

Quando la neve si scioglie e il freddo lascia il posto a giornate miti e soleggiate, messi da parte scarponi, tute e sci, preparatevi a ritornare di nuovo in montagna perché, proprio nella stagione primaverile-estiva, è una perfetta destinazione per chi ama respirare aria pura, gustare ottimi piatti e praticare qualche attività sportiva… magari non troppo impegnativa. La meta ideale, per chi è alla ricerca di tutto questo, è sicuramente il Parco Nazionale del Matese, dove è possibile vivere l’esperienza di una pedalata

in bicicletta in un pianoro d’alta quota, intorno al lago carsico più alto d’Italia, tra meravigliosi boschi di faggio e vette maestose. Nello specifico vogliamo suggerirvi un itinerario particolarmente adatto a principianti, amatori e a famiglie con bambini che, nella sua unicità, ha la caratteristica di essere una delle rarissime ciclovie di quota con un percorso perfettamente pianeggiante, a una altitudine di circa 1.020 metri, con una lunghezza complessiva di circa 20 chilometri.

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foto di Yuri Bucci

un itinerario adatto a tutti per una giornata in mountain bike in alta quota

La Ciclolago del Matese è il percorso ideale per scoprire il vero cuore naturalistico del Parco. Una pista ciclabile ben segnalata, con fondo asfaltato e per lunghi tratti sterrato, che attraversa boschi e praterie, costeggia ruscelli e pianori e, per almeno la metà del suo tragitto, è panoramico sul Lago del Matese. Così vi troverete a pedalare felici, con un bel venticello che accarezza il viso, ammirando un paesaggio unico e incontrando i tanti “abitanti” del lago: aironi, folaghe, anatre, falchi e tanti altri meravigliosi uccelli… e ancora pecore,

cavalli e mucche che qui vivono allo stato semibrado. Il percorso nel suo complesso è molto semplice e ci si orienta facilmente, come è possibile notare dalla cartina. Quindi scegliete in completa autonomia quale tratto fare e da dove cominciare. Per garantirvi tutti i servizi utili, non ultimo il noleggio delle bici, vi suggeriamo di iniziare la vostra pedalata partendo dall’azienda agrituristica Falode. Superata la sorgente d’acqua freschissima in località Acqua di Santa Maria, 121

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AGRITURISMO ADDO’ ZI LUIGINO

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il percorso vi porta verso Monterone, un curioso isolotto che emerge dalla superficie del Lago Matese. La sua particolare forma ricorda il dorso di una gigantesca creatura marina che affiora dalle acque; in diverse occasioni viene definito, da qualche fantasioso vacanziere, come la Nessie del Matese (in ricordo di quella scozzese). Poco più avanti si trova la piccola chiesetta di San Michele, da cui parte il sentiero che gli appassionati escursionisti intraprendono abitualmente a piedi per raggiungere Campo dell’Arco e, chi ha più resistenza e allenamento, la cima di monte Miletto. Proseguendo ancora si raggiunge la strada provinciale; la si segue per

circa un chilometro, per poi riprendere il tratto sterrato che passando per Scennerato, Rena Rossa e il suo bosco, completa la parte più lunga della CicloLago, ripassando per la Falode. È un tratto che lascia apprezzare benissimo la splendida immagine del lago e della fauna che, con la bella stagione, comincia a farsi sentire e soprattutto vedere. Proprio questo Massiccio, infatti, è una tappa preferita da migliaia di uccelli che si muovono, nel corso dell’anno, tra l’Africa e il Nord Europa nei loro lunghi viaggi migratori e permettono agli abituali frequentatori del Matese di osservare bellissime oltre che rare specie. A sorvegliare questo straordinario paesaggio, da milioni di anni, vi sono due giganti rocciosi: il monte Miletto e monte La Gallinola. Giunti in prossimità della Falode, si può scegliere se fare una pausa oppure continuare verso la parte finale della CicloLago, interamente su fondo sterrato, che porta in direzione di Capo di Campo, le Fascetelle, zona “impiccato”, la vicina Fonte del Corvo.

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Percorrendo l’ultimo tratto vi sentirete veramente a stretto contatto con la natura… anche qui boschi, ruscelli e panorami vi accompagneranno silenziosi a concludere, senza grandi sforzi, questa bellissima esperienza. Per i veri appassionati di MTB, con l’anima più sportiva, quindi ben preparati fisicamente, suggeriamo una lunga “aggiunta” al nostro percorso (B nella cartina) che porta a misurarsi con un tratto impegnativo che, partendo da località La Spina, conduce a Campo Braca, le Campetelle e, in prossimità di monte Maio, passa vicino all’agriturismo Addò Zi Luigino (ovviamente vi suggeriamo una gustosa pausa ristoro) per continuare verso boschi, pianori e panorami e completarsi, dopo

aver percorso i complessivi dodici chilometri, in località Miralago. Attraversare questi luoghi in bicicletta regala emozioni diverse e nuove, perché permette al visitatore di osservare tutto con più attenzione, senza fretta, senza distrazioni... dunque non perdete l’occasione di vivere questa esperienza unica che il Matese vi offre. Cominciate a preparare la vostra mountain bike e a organizzare il fine settimana nella meravigliosa natura incontaminata del Parco nazionale del Matese. Vi daranno il benvenuto una lunga serie di condizioni ideali che vi faranno trascorrere momenti fuori dall’ordinario da raccontare con orgoglio ai vostri amici. Vi aspettiamo!

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AGRITURISMO

L’Agriturismo Addò Zi Luigino vi aspetta nel Parco nazionale del Matese per vivere la bellezza autentica di luoghi unici e incontaminati, percorrere incantevoli sentieri naturalistici e ammirare meravigliosi scorci paesaggistici, dove poter osservare mandrie di

cavalli e bovini, allevati allo stato brado, che pascolano in assoluta libertà. Qui è possibile vivere la vera atmosfera di una meravigliosa terra, grazie a una cucina che ripropone gli straordinari piatti della tradizione, gli ineguagliabili

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Agriturismo Addò Zi Luigino San Gregorio Matese Località Raspato (Campo Braca) Tel. 0823 1608016 Cell. 338 9110443 338 8997117 www.addoziluigino.it E Agriturismo Addò Zi Luigino Q ziluiginoagriturismo

NOI SIAMO QUI

taglieri di formaggi e salumi locali, accompagnati da eccellenti vini del Sannio. Le confortevoli camere, arredate con gusto e semplicità, vanno incontro a ogni esigenza per regalarvi un indimenticabile soggiorno. Come ulteriore scelta, “Zi Luigino” offre anche la possibilità di alloggiare in mini appartamenti che, recente-

mente ristrutturati, conservano ancora l’aspetto tipico delle piccole abitazioni di montagna. Lasciatevi viziare dalla straordinaria accoglienza dall’Agriturismo che sa raccontare quanto di meglio il Matese sa esprimere con la sua incomparabile natura, la storia millenaria e la sua genuina gastronomia. 127

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Vent’anni di Sci Club Fondo Matese Un’intensa attività di sci di fondo mostrata attraverso innumerevoli partecipazioni a gare nazionali, in rappresentanza della Regione Campania, ma soprattutto attraverso l’organizzazione di manifestazioni sportive svolte sulla pista omologata FISI di Monte Orso (Castello del Matese) e successivamente sull’anello didattico di Bocca della Selva. Gare Fisi, Giochi Sportivi Studenteschi, Coppa Città di Piedimonte Matese, Trofeo Comunità Montana del Matese e numerose iniziative rivolte alle persone di-

versamente abili hanno contrassegnato la più che onorevole dedizione di tutti i soci verso questa meravigliosa disciplina sportiva. Con la sopravvenuta chiusura delle due piste matesine, l’attività è stata trasferita in località sciistiche del Molise e dell’Abruzzo. Nel comprensorio del Matese, l’Associazione, in collaborazione con Guida Turistica del Matese e APT Matese, ha continuato l’attività di promozione organizzando bellissime ciaspolate, escursioni estive, trekking notturni e mettendosi a disposizione per accogliere i visitatori delle nostre montagne.

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Sci Club Fondo Matese

Un sicuro punto di riferimento per le attivitĂ sportive nel Matese Telefono 0823 911344 | Mario 368 7398441- Netta 333 6090588 www.sciclubfondomatese.it | s.c.fondomatese@gmail.com | sci club fondo matese 129 Guida Turistica del Matese 2019

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Una scalata al Miletto in pieno inverno

Il Monte Miletto è senza preso il sopravvento creando dubbio la mia cima preferita uno scenario unico, quasi ludell’Appennino matesino, e nare. Sveglia alle 6:00, un’oca cura di salire fino alla sua vetta ormai chiata all’attrezzatura e via, si rappresenta una “classica”, Roberto Fratta parte. La giornata è perfetta, una tradizione irrinunciabile, la mia le previsioni meteo sono favorevotradizione. In qualsiasi stagione lo li, meglio approfittarne. È presto, spettacolo è sempre assicurato. ancora buio, ho tutto il tempo per Siamo in febbraio, il Matese riposa, raggiungere Miralago con calma; è “in letargo” e veste interamente un caffè a San Gregorio Matese e si di bianco. Ghiaccio e neve hanno prosegue. 130 Guida Turistica del Matese 2019

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Oltre i mille metri l’aria è decisamente fredda, il lago è coperto dal solito manto di nuvole pronto però a elevarsi nel giro di poche ore grazie all’opera infaticabile del Sole. Oltrepassato il lago mi porto alla partenza, direzione Valle dell’Esule. Il sentiero scelto, forse tra i più noti per la salita al monte Miletto, prevede circa 8 chilometri di cammino (sola andata) per 1.040 metri di dislivello complessivo. La montagna d’inverno assume un aspetto molto differente rispetto a quello che normalmente osservo durante il resto dell’anno, la neve trasforma qualsiasi riferimento senza fare distinzione alcuna. In questo caso i sentieri risultano completamente ricoperti, non sono più visibili, quindi si prosegue a intuito affidandosi all’esperienza e alla conoscenza del territorio. L’abbigliamento è quello tipico invernale e queste condizioni impongono l’uso dei ramponi e della piccozza da ghiaccio.

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Ore 8:00 - il Sole inizia a riscaldare e lo farà per l’intera giornata, non resta che andare, il cammino ha inizio. La neve è ghiacciata fin da subito, meraviglioso! Prima tappa da raggiungere è la valle dell’Esule a 1.360 m, un pianoro situato tra il monte Crocetta (1.730 m), e il Lago del Matese. In passato questa valle ha rappresentato il fulcro della pastorizia locale; oggi, ahimè, vissuta solo

in parte dagli allevatori che usufruiscono della sorgente per abbeverare il loro bestiame nel periodo estivo e tappa fondamentale anche per tutti gli amanti della montagna. Ritorniamo a noi… l’Esule è raggiunto. Un metro abbondante di neve rende la vallata più spettacolare del solito, l’abbeveratoio è quasi

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sommerso e timidamente cerca di farsi spazio tra la morsa del ghiaccio, ascolto il getto d’acqua che è ancora “vivo”, l’acqua scorre. Sono solo a un terzo del percorso, una breve sosta e si riparte in direzione di campo dei Grilli, proseguendo lungo il torrente alimentato dalla sorgente. Con l’Esule alle spalle riprendo l’ampia salita tra i faggi ove si inizia a intravedere uno spicchio di lago; eccoci al campo. Da qui lo scenario cambia, il vento proveniente da N/E si fa sentire, meglio coprirsi. Davanti, oltre la cresta, c’è Campo dell’Arco (arco naturale scavato nella roccia dall’erosione dell’acqua nel corso degli anni); si prosegue senza sosta con lo sguardo diretto alla cima. Da lontano spicca la croce in vetta completamente ghiacciata e la voglia di raggiungerla cresce. Il silenzio regna sovrano... non incontro nessuno, ma le tracce evidenti degli animali

selvatici impresse nella neve danno la netta conferma di non essere solo... d’altronde, l’ospite sono io! Per un breve tratto il percorso torna pianeggiante per poi riprendere in salita lungo la cresta sottostante la cima, quota 1.700 metri. Un piccolissimo stazzo del pastore, ormai abbandonato, spunta dalla neve che lo nasconde. Da un lato c’è il valico di Capo D’Acqua (Campitello Matese) dall’altro il Campo dell’Arco. Le pareti del monte Miletto si presentano ghiacciate e molto scoscese. 133

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Voglio raggiungere la cima riducendo al minimo i pericoli, quindi decido di lasciare definitivamente il sentiero per fare una deviazione a destra e raggiungere la più sicura cresta Sud o, forse, solo meno pericolosa. La salita si fa più impegnativa e la fatica inizia a farsi sentire; raggiungo con passo sicuro la cresta alle pendici della cima e finalmente scorgo il rifugio Colle Del Caprio, a monte della stazione sciistica di Campitello Matese... ci sono quasi. Proseguo tra le rocce ricoperte di ghiaccio ormai sculture naturali modellate dal vento, e infine la croce che annuncia la vetta, eccola! Per l’ennesima volta, ma con condizione veramente insolite, ho raggiunto l’amata cima del massiccio del Matese… a 2.050 metri sul livello del mare. Condizioni meteo ideali, panorama mozzafiato come al solito, mai avuto dubbi in merito! Molise-Campania, Mar Tirreno, Mar Adriatico. Il Vesuvio, Ischia e le altre isole maggiori da un lato, dall’altra le catene montuose circostanti: Mainarde, Majella, monti

Marsicani e nei momenti più fortunati si scorge perfino il Corno Grande del Gran Sasso. Dai borghi di Letino e Gallo Matese con i suoi laghi fino al beneventano, il panorama è a 360 gradi. Abbassando lo sguardo ecco le altre due cime del massiccio Matesino: il monte La Gallinola e il monte Mutria; infine, il Lago del Matese in tutto il suo splendore. Nonostante la bellissima giornata soleggiata, la temperatura è bassa e il vento inizia a essere sostenuto, quindi, qualche foto ricordo, un rispettoso saluto alla vetta e via… verso il ritorno. Per gli amanti della montagna è una bellissima escursione invernale; per me, ormai, una “classica”. Ricordate bene che va fatta sempre in compagnia, mai da soli. Anche se in questo mio racconto non l’ho citato, è giusto che vi confidi che con me c’era il mio amico Angelo, che ha condiviso questa meravigliosa esperienza e anche la fresca, rigenerante e meritata birra di fine escursione.

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La vacanza in montagna è sinonimo di riposo, sano divertimento, buona cucina e natura. Significa trascorrere il proprio tempo libero a passeggio nei boschi, lungo sentieri

panorami e territori incontaminati; osservare la bellissima varietĂ di forme e colori che la natura regala in primavera e provare, in inverno, tutte le emozioni che i paesaggi innevati

che spesso costeggiano laghi, fiumi e

sanno regalare. Chi ama la montagna e

torrenti; riscoprire, di notte, la naturale

sogna di viverla appieno deve affidarsi

bellezza del limpido cielo stellato e farsi

a chi la conosce bene‌ come l’azienda

conquistare, di giorno, da splendidi

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agrituristica Falode.

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A circa 1.000 metri di altitudine nel Parco nazionale del Matese, a pochi metri dal lago carsico più alto d’Italia, l’Agriturismo Falode è il luogo di partenza di numerose attività che rendono indimenticabile la permanenza. Organizzate il vostro fine settimana scegliendo di soggiornare in una delle romantiche camere de “Il Rifugio”, il vicino “Chalet del Principe” o “La Vecchia Dimora”; calde e accoglienti, sono immerse in un’area naturale protetta veramente spettacolare. “L’Ostello”, invece, annesso a “La Vecchia Dimora”, è pensato per gruppi di sportivi o scout; oltre a 20 posti letto è attrezzato con refettorio e servizi idonei anche per diversamente abili.

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A qualche chilometro di distanza, ci sono i miniappartamenti “Country House La Baita”: monolocali, bilocali e trilocali ideali per gruppi di amici e famiglie che vogliono trascorrere il proprio tempo libero godendo di maggiore autonomia, senza rinunciare alle comodità di un ambiente familiare. Per una permanenza a stretto contatto con la natura è presente anche una grande area camping, circondata da una faggeta secolare, ideale per il proprio soggiorno “sotto le stelle”… un’esperienza assolutamente da provare.

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La cucina dell’agriturismo è meta privilegiata per chi vuole scoprire i piatti della tradizione locale. Gli ingredienti principali sono a “metro zero”, come i salumi e le carni di pregiati suini e bovini selezionati e allevati in azienda, i prelibati formaggi vaccini, caprini e pecorini, dai più freschi a quelli più stagionati, senza dimenticare altre gustose specialità: sottoli, mieli, marmellate e distillati. Questi stessi prodotti si possono anche acquistare nello spaccio aziendale per consumarli nella vasta e attrezzata area pic-nic e, naturalmente, per portarli a casa per riassaporare il gusto e il profumo delle genuine produzioni del Matese.

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Non resta che scoprire lo splendido territorio circostante. Come farlo? A voi la scelta tra escursioni a piedi, in bike o in quad. I sentieri sono veramente alla portata di tutti e attraversano luoghi molto suggestivi. Potete percorrerli da soli in totale sicurezza, seguendo i suggerimenti dati dai responsabili della struttura, o essere affiancati da una guida locale. All’interno dell’azienda si organizzano, inoltre, simpatici tour in caravan in stile western. Di grande fascino sono le “amatoriali� passeggiate a cavallo lungo gli itinerari che conducono al Lago del Matese, che vi faranno vivere momenti entusiasmanti, avvicinandovi emotivamente alla grande bellezza naturale che vi circonda. 140 Guida Turistica del Matese 2019

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Infine, l’attività che più appassiona i bambini (e anche i grandi) è la visita guidata in Fattoria, dove si può osservare l’intera filiera produttiva aziendale, dagli allevamenti alla trasformazione del prodotto finale. È un percorso molto richiesto dalle scolaresche e dai ricercatori universitari, che qui trovano le condizioni ideali per studiare anche l’ambiente naturale.

AGRITURISMO FALODE Località Acqua di Santa Maria (Lago del Matese) Castello del Matese Tel. 0823 919233 - 919265 www.falode.it E Q Agriturismo Falode 141 Guida Turistica del Matese 2019

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VERSO IL

Parco nazionale del Matese GuideSlow incontra il presidente Girfatti a cura di Sisto Bucci

È trascorso quasi un anno da quando il Parco regionale del Matese ha visto il fortunato arrivo di una nuova dirigenza, quella guidata dall’avvocato Vincenzo Girfatti, un giovane presidente che in pochi mesi ha suscitato grande entusiasmo nell’intero territorio matesino.

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foto di Ciro Schiavone

A undici mesi dalla sua nomina lo incontro presso la nuova sede del Parco e, senza troppi indugi, passiamo subito ad approfondire alcuni dei temi che sono più a cuore ai cittadini del Parco. Presidente, ci avviciniamo sempre di più all’istituzionalizzazione del Parco Nazionale del Matese; in che modo sta accompagnando il nostro Parco in questa delicata fase? Il Parco regionale ha assunto il ruolo di facilitatore e mediatore tra Regione Campania ed Enti locali, per chiarire quelli che sono i compiti e la mission di un Ente Parco. Sono stati immediatamente organizzati numerosi incontri istituzionali; personalmente mi sono impegnato soprattutto a spiegare il ruolo e il senso delle attività del Parco, insieme a tutti i benefici connessi. È stato necessario sviluppare l’idea di “comunità del parco”, non tanto in termini giuridici e amministrativi, quanto in riferimento alla partecipazione alle iniziative locali; questo riconoscendo la centralità del ruolo degli amministratori nel coinvolgere l’intera cittadinanza. Un sostanziale aiuto è stato dato anche dalle numerose associazioni, che rientrano nella Consulta del Matese e non, che mi hanno accompagnato in questo percorso.

In effetti, in questi mesi ho notato che il Parco ha dimostrato grande apertura verso la cultura e il territorio. Quali, secondo lei, sono state le attività più significative? Abbiamo avuto il piacere di ospitare autori che hanno presentato i loro libri e sono stati organizzati convegni per far conoscere le risorse e le potenzialità naturalistiche e storiche del Matese. Ricordo, inoltre, l’attività di censimento delle produzioni locali, affinché si giunga a una maggiore valorizzazione del marchio d’area. Ringrazio, a tal proposito, la parlamentare Margherita Del Sesto, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati

È stato motivo di grande orgoglio, per me e l’intero Matese, anche accogliere una delegazione proveniente dalla città giapponese di Ichikawa, giunta a Caserta per siglare un protocollo d’intesa con il Comune e la Camera di Commercio, con l’intento di definire un rapporto di scambio commerciale.

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È la prima volta che il Matese ha l’occasione di promuovere il suo straordinario patrimonio a una delegazione straniera di questo tipo. Ricordiamo anche la campagna di sensibilizzazione “Benvenuto turista”. L’iniziativa ha avuto un impatto molto positivo, soprattutto perché abbiamo visto la partecipazione di numerosi volontari e associazioni. Chiaramente un evento spot di due giorni non può risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti, quindi, sarà sicuramente riorganizzata per continuare a sensibilizzare residenti e visitatori su questo annoso problema. Stiamo per definire un protocollo d’intesa con le

Guardie ambientali e altre organizzazioni che si occupano di tutela dell’ambiente e, infine, abbiamo ripristinato anche il drappello di Polizia provinciale che sicuramente ci sosterrà in queste azioni. Quali le prossime attività? Non appena avremo comunicazione dal Ministero, ho intenzione di lanciare una serie di incontri istituzionali per spiegare quale sarà la nuova perimetrazione del Parco; coinvolgeremo prima i venti comuni che già fanno parte dell’Ente e, chiaramente, rimarremo a disposizione dei comuni che ancora non ne fanno parte, ma che saranno inseriti nella bozza di perimetrazione.

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L’occupazione giovanile è un altro tema che stiamo seguendo con attenzione. Ho inviato comunicazione a tutti i comuni per sapere quanti giovani, di età compresa tra i 17 e i 35 anni, sono presenti sul territorio. Grazie al sostegno e alla vicinanza dell’assessore regionale Sonia Palmeri riusciremo ad aprire, ciclicamente, uno sportello presso la sede del Parco, per informare su opportunità e agevolazioni finanziarie, incentivi alle nuove imprese, offerte formative e di lavoro. Il Parco sarà, quindi, anche strumento per creare opportunità e occasioni lavorative. Concludiamo con un ultimo importante tema che mi vede coinvolto in prima persona: lo sviluppo del turismo nel Matese. In questo anno mi sono reso conto che i comuni non hanno un feedback chiaro o dati certi sulle presenze turistiche. Ciò fa capire quanto sia necessario creare una struttura di

coordinamento che sappia comunicare con pubblico e privato e che sia di raccordo tra territorio e istituzioni, per definire le basi di strategie e logiche necessarie a migliorare il sistema di accoglienza e favorire l’incremento di persone che vengono a visitare il nostro meraviglioso Matese. Anche la nostra presenza alla Fiera Agricola di Caserta, alla ITB di Berlino e a Itinerando, il multisalone del turismo in movimento di Padova, dimostra quanto abbiamo a cuore la promozione delle nostre eccellenze al di fuori del territorio. Insomma, molto è stato fatto e tanto altro c’è da fare… ma come dimostrato dall’impegno profuso dal Presidente in questi mesi, possiamo essere ottimisti riguardo al futuro del Matese. Il cammino verso il Parco Nazionale prosegue #conilventoafavore

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ECOTURISMO E TURISMO CULTURALE

I nuovi “trend” del viaggiatore A cura di Guglielmo Ruggiero

Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito a un profondo cambiamento nel panorama turistico, ambientale e culturale italiano. Fattori sociali ed economici, politiche nazionali e internazionali hanno portato turisti e visitatori a interessarsi di argomenti, valori, aspetti e località nuovi, più “vicini” alla vita quotidiana del cittadino, più tradizionali e più legati al “sentire comune”. La natura, l’ambiente e la cultura sono diventati la colonna portante di un “nuovo” tipo di turismo: l’ecoturismo e il turismo culturale.  146 Guida Turistica del Matese 2019

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La prova di tutto ciò è testimoniata dallo sviluppo di numerose strutture e professioni legate all’ambiente e soprattutto dagli innovativi connubi tra turismo e cultura, ambiente e didattica. Non si spiegherebbe diversamente la nascita di un gran numero di agriturismi, il diffondersi di eco-musei, di testate editoriali legate all’ambiente, alla cultura e al turismo più in generale; la costituzione di associazioni supportate da migliaia di professionisti della divulgazione e dell’educazione ambientale… come AIGAE. AIGAE nasce come prima e unica associazione nazionale di categoria, presente in tutta Italia, inserita nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico tra le associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci. Oggi l’associazione conta oltre 3.000 soci in tutta Italia. Da anni organizza corsi di formazione e aggiornamento, convegni, dibattiti nazionali e internazionali ambientandoli in aree protette distribuite in tutte le regioni, avendo come partner ministeri, parchi, università, riviste specializzate ecc… AIGAE è certamente un riferimento importante per chi si occupa di educazione ambientale ed ecoturismo.

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foto di Serena Parente

È membro dell’Osservatorio Nazionale Turismo Verde, del COLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali), di Federparchi, di Interpet Europe e membro di IUCN l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. La guida AIGAE è una Guida Ambientale Escursionistica; una vera e propria figura professionale. Accompagna in sicurezza persone singole o gruppi in

ambienti naturali (assicurando anche la necessaria assistenza tecnica) e svolge attività di didattica, educazione e divulgazione ambientale, programmazione, progettazione ed educazione alla sostenibilità, anche attraverso laboratori didattici e affiancando il corpo insegnante. Nel territorio matesino, le Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE esercitano con competenza e passione la professione dell’accompagnamento,

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facendo scoprire le innumerevoli e straordinarie bellezze che il Matese cela, quale scrigno di una grande biodiversità . Infatti, nelle due regioni che condividono il comprensorio del Massiccio del Matese, Molise e Campania, operano ben 124 Guide‌ 124 professionisti, ai quali rivolgersi con fiducia, che narrano, interpretano, vivono e fanno vivere questo meraviglioso territorio finalmente dichiarato Parco Nazionale.

Guglielmo Ruggiero Vicepresidente Nazionale AIGAE Ferrazzano (CB), vico Maiella 12 Tel. 349 6728602 vicepresidente@aigae.org www.aigae.org 149

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... comincia così la leggenda che narra le origini di uno dei generi musicali più ascoltati e praticati al mondo, con un fondo di verità: nessuno potrà mai raccontare quale sia stato il suono del primo jazz. Possiamo solo immaginare questo

giovane che, in un luogo imprecisato della lontana New Orleans, “soffia” la musica nata dai canti degli schiavi africani deportati negli Stati Uniti e diventata, poi, simbolo di riscatto e di libertà. Solo grazie agli spettacoli delle prime band,

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a cura di Letizia De Crosta

“In un posto lontano, tanti anni fa, un giovane alzò la sua tromba al cielo e soffiò le prime note mai ascoltate del jazz. Lui non aveva più catene attorno alle caviglie ed era un uomo pieno di speranza e fiducia…”

nel corso degli anni Venti e Trenta del ‘900, questo genere esplode e comincia a diffondersi in tutto il mondo. Il jazz è una musica colta, ritenuta spesso di nicchia o per pochi intenditori, essendo principalmente frutto della capacità di

improvvisare. Ma è proprio questo che rende le sue melodie uniche e magiche. Le note dello spartito sono solo il La d’avvio; il brano prende forma sotto le dita del musicista, nello stesso istante in cui viene pensato ed eseguito. 151

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Le armonie infiammano e catturano lo spirito al punto che tutti gli appassionati attendono con frenesia gli eventi che si organizzano in tutto il mondo per ascoltare e vedere i grandi del jazz. Uno degli appuntamenti più importanti del nostro continente si svolge proprio in Italia, più precisamente nel comune di Monteroduni (Isernia) dove dal 1991 si organizza l’Eddie Lang Jazz Festival. Eddie Lang, nome d’arte di Salvatore Massaro, è stato un famoso jazzista americano originario di Monteroduni, la cui eredità artistica è stata accolta dalle associazioni e dalle amministrazioni locali che hanno trasformato il comune in una Mecca per gli amanti di questo genere musicale. Le “prime” 28 edizioni hanno ospitato sul palco i nomi più importanti del settore, da Benny Golson a Marcus Miller e Fabrizio Bosso e, non ultimi, Michel Petrucciani e Toquinho, solo per citarne alcuni. È una grande occasione per chi ascolta il jazz ma anche una grande opportunità per chi ama suonarlo. Il Festival di Monteroduni, infatti, vede anche un concorso per giovani jazzisti emergenti che hanno la possibilità di esibirsi in una cornice di altissimo livello e, addirittura, seguire un corso di perfezionamento organizzato da grandi maestri. Il programma annuale si svolge generalmente nelle prime due settimane d’agosto; è l’occasione giusta per trascorrere un weekend unico e diverso, capace di tradurre la musica in forti emozioni, complice anche lo splendido sfondo dei giardini del Castello Pignatelli che, ogni anno, accoglie gli ospiti del Festival che giungono qui da tutta Europa. È un’esperienza tra le più intense che si possano vivere nel Matese e che suggeriamo anche a chi non è un profondo conoscitore o appassionato del jazz. www.monteroduni.eu Eddie Lang Jazz Festival

Foto di Domenico Del Russo e Angelo Scarduzio

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Pronti, partenza... via!!!

La voglia di aria pulita e di tradizioni e sapori antichi, che dà una nuova consapevolezza ai vacanzieri, negli ultimi anni sta dando origine a nuove pratiche, tra le quali il turismo lento, che nella sua filosofia slow permette di osservare tutto ciò che finora non si è visto, anche passandogli accanto molte volte.

l’App che ti aiuterà a conoscere le tante piccole e preziose bellezze della nostra terra.

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PROVINCIA DI BENEVENTO

PAGINE UTILI

Via Petrara, 10 Tel. 0824 940447 Cell. 328 8146731 - 328 4618811 329 7327168 - grillo.wine@live.it

Farine macinate a pietra MOLINO PARENTE srl Via Foresta, 29 Tel. 0824 940560 E MOLINO PARENTE srl

CERRETO SANNITA Agriturismo FRANCEMILI

Via Pontecolonna, 72 Tel. 340 3471577 E Agriturismo Francemili www.agriturismofrancemili.it

Trattoria B&B Azienda agricola MASSERIE MASELLA Via Pezzalonga, 42d Tel. 3288726313 - 3498688158 E Masserie Masella www.masseriemasella.it

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CUSANO MUTRI Agriturismo rurale Affittacamere LA GROTTA DELLE API

CASTELVENERE Azienda vitivinicola GRILLO PASQUALE

C.da Ariella, 134 Tel. 0824 862175 Cell. 338 4115099 - 334 7040871 E La Grotta Delle Api www.grottadelleapi.it

FAICCHIO Ristorante Pizzeria IL POZZO DEI MONACI

Via Provinciale per Piedimonte Tel. 345 8005112

MASSA DI FAICCHIO Azienda vitivinicola LA VINICOLA DEL TITERNO

Via Iacovelli - Zona P.I.P Tel. 0824 814380 E La Vinicola del Titerno www.lavinicoladeltiterno.it

Ristorante Pizzeria IL MONTICELLO Via Monticello Tel. 0824 814045 E Il Monticello Ristorante Pizzeria

CASTELVENERE - CERRETO S. - CUSANO M. - FAICCHIO - MASSA DI F. 04/06/2019 01:00:20


GUARDIA SANFRAMONDI Azienda oli-vitivinicola TERRE STREGATE

Località Santa Lucia Tel. 0824 817857 E Terre Stregate Q terrestregate www.terrestregate.it

Società cooperativa agricola LA GUARDIENSE Loc. Santa Lucia, 104/105 Tel. 0824 864034 E Q Vini La Guardiense www.laguardiense.it

SAN LORENZELLO Tarallificio BISCOTTIFICIO BARBIERI

Via Pasquale Sasso, 36 Tel. 0824 815158 - 338 3958581 E Biscottificio Barbieri www.biscottificiobarbieri.it

SAN SALVATORE TELESINO Caseificio Formaggi artigianali IAQUILAT

Tel. 0824 947017 E Caseificio Iaquilat Q caseificioiaquilat www.iaquilat.it

Pub OLD HOUSE PUB Piazza Salvatore Pacelli, 1 Tel. 388 8193259 E Old House Pub sas oldhousepubsas@gmail.com PROVINCIA DI CASERTA

ALIFE Caseificio CASEIFICIO GIUSTI

Strada Prov.le 331 km 1+990 Tel. 0823 784681 E Caseificio Giusti Srl www.caseificiogiusti.it

Caseificio LA SOVRANA Strada Provinciale 330, 10 Tel. 0823 783261 - 389 9317428 E Azienda Agricola La Sovrana

Pastificio PASTIFICIO MARTINO Via Caduti sul Lavoro Tel. 0823 787012 E Pastificio Martino

Pescheria LA SIRENA Via Fabbrica Tel. 0823 787544 E Pescheria La Sirena SRL

GUARDIA S. - SAN LORENZELLO - SAN SALVATORE T. - ALIFE Guida Matese 2019 - 24.indd 155

PAGINE UTILI

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ALIFE Ristorante e Camere COUNTRY RESORT VERNELLE

PAGINE UTILI

Loc. Mulino Vernelle Tel. 0823 787091 – 348 4085565 www.vernelle.it

Corso Umberto I° Tel. 0823 614102 E Macelleria Zullo

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Maddaloni, Caianello Isernia, Teano, Vairano Scalo Tel. 0823 405306 E Lanzano Shoes Bags Accessories www.lanzanoshop.com

CAPRIATI A VOLTURNO Panificio artigianale Prodotti da forno IL FORNO DELLE TRADIZIONI

Via Cascina, 6 Tel. 0823 944899 - 347 6941022 www.ilfornodelletradizioni.it

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CASTELLO DEL MATESE Azienda agrituristica FALODE

Loc. Acqua di Santa Maria Tel. 0823 919233 - 919265 E Agriturismo Falode - www.falode.it

ALVIGNANO Macelleria Salumi Prodotti tipici ZULLO GIOVANNI

GALLO MATESE Bar Paninoteca Pub CENTO PASSI

Via Lago, 25 - Fraz. Vallelunga Tel. 388 4786954 - 320 3468076 E Bar Cento Passi

GIOIA SANNITICA Birrificio artigianale ERBANINA

Via Curti - Tel. 0823 1877060 E Birrificio artigianale Erbanina Q birrificio_erbanina www.birrificioerbanina.com

Caseificio FATTORIA DEL PROFESSORE Via Campagni, 15 Cell. 348 7945135 - 349 3038144 E Minicaseificio SCIU SCIU’ & Fattoria Didattica “Il Professore” www.fattoriadelprofessore.it

Resort SPA Eventi ANIMA ANTIQUA Strada Provinciale 69 km 9+500 Tel. 0823 1444000 - 349 6319633 E Anima Antiqua Resort Spa Eventi Q anima_antiqua_spa_resort www.animaantiqua.it

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Via S. Felice Tel. 0823 915367 - 338 1980994 E Ristorante La Fortezza www.ristorantelafortezza.net

LETINO

Gioielleria Complementi di arredo AURUM & COMPLEMENTS

Pizzeria Ristorante I BRIGANTI Via G. Marconi, 205 Tel. 380 2451333 - 388 9742979 E I Briganti

Via G. G. D’Amore, 45 Cell. 328 4098843 E B&B Piccolo Mondo Antico

PIEDIMONTE MATESE Azienda vitivinicola e olivicola TERRE DELL’ANGELO

Via Matese, 6 Tel. 340 9252445 - 335 7890864 E Terre dell’Angelo www.terredellangelo.it

Bar Tavola calda ... DA TESTA Strada Prov.le 331 km 2+700 Tel. 0823 784881 E Da Testa

Bar Gelateria Enoteca BAR MARY Piazza, A. Gaetani, 8 Tel. 0823 911098

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