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il Massiccio del Matese

Molise ISERNIA

CAMPOBASSO

BENEVENTO CASERTA NAPOLI

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Campania


5 | GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2015


Guida Turistica del Matese 2015

ARTE E STORIA

ITINERARIO URBANO IN UNA CITTA’ MATESINA di Maria Mastrangelo

La città di Piedimonte Matese si trova adagiata sulle pendici di tre monti appartenenti al versante occidentale del massiccio del Matese. Il centro cittadino conserva numerose testimonianze architettoniche e artistiche della sua storia iniziata nel X secolo. La Terra di Piedimonte fu feudo di nobili famiglie imparentate con le dinastie regnanti di Napoli e di Sicilia, ed era costituita dall’unione con i casali di San Gregorio, Castello e San Potito, in seguito diventati indipendenti. Soltanto il casale di Vallata le rimase legato diventandone rione. Il percorso di visita ha inizio nell’incantevole piazza Roma, luogo dello storico mercato cittadino: si prosegue su via Sorgente, dove si fronteggiano palazzi sette e ottocenteschi con portali a bugnato, tra i quali quello in cui vissero i genitori di Enrico Caruso. Nei pressi della piazza intitolata a Ercole D’Agnese, cittadino martire della rivoluzione partenopea, troviamo il complesso monumenta8

le dell’ex convento domenicano di San Tommaso d’Aquino con chiesa annessa, fondazioni medievali ma con rifacimenti successivi. La chiesa, al cui interno sono opere del Cavalier d’Arpino e di Fabrizio Santafede, conserva il portale gotico d’ingresso, mentre sulle volte ogivali del chiostro maggiore del convento sono affreschi meravigliosi con il motivo delle “grottesche”.


Foto di Luigi Rossi

AI PIEDI DEL MATESE

Nell’immagine a sinistra, il Complesso di San Tommaso d’Aquino. Al centro, il palazzo in cui vissero i genitori di Enrico Caruso. A destra, un esempio di portale a bugnato

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BAR GELATERIA ENOTECA COLONIALI

Il buon gelato artigianale dal fresco gusto estivo


Circa diecimila presenze. Quaranta eventi in una sola notte. IlluminArti si riconferma evento di punta della città di Piedimonte Matese e guarda già alla prossima edizione, quella del primo lustro. Artisti, poeti, musicisti. Ma anche fotografi, attori, videomaker. La spettacolarità della location, quella del quartiere San Domenico, quest’anno si è arricchita di un altro bellissimo quartiere, quello della Sorgente. Risultato: presenze da record e - secondo gli

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organizzatori - un livello di maturità organizzativa e artistica senza precedenti. La scommessa iniziata nel 2012, quindi, si riconferma vincente. Il quartiere San Domenico e quello di via e Largo Sorgente, la notte del 1 giugno, sono stati affollatissimi.


Concerti ed eventi d’arte in quaranta punti dislocati lungo l’itinerario. Dal parco urbano della Sorgente del Torano al Palazzo Ducale Gaetani d’Aragona, dalla Cappella di San Biagio alla Basilica di Santa Maria Maggiore, senza contare giardini, cortili, androni

di palazzi nobiliari. Piedimonte Matese dunque si riscopre città d’arte, dopo un lungo periodo di buio e di stasi organizzativa. E IlluminArti è oramai il grande evento di questa città che custodisce gioielli architettonici di immenso valore.

La sfida avviata quattro anni fa - raccontano gli organizzatori - ha unito energie e moltiplicato le collaborazioni. Avevamo come obiettivo quello della sostenibilità e ci siamo riusciti. Questo angolo di centro storico era rimasto nel silenzio e nel buio per troppi anni. Averlo riscoperto ha innescato una sfida di positiva competitività. Così non siamo più noi a cercare gli artisti, ma sono stati

soprattutto gli artisti della città a sposare in pieno questa iniziativa culturale. Così anche molte associazioni cittadine: ciascuno ha messo a disposizione il proprio know how. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: un evento low cost che non ha fatto lievitare le voci di spesa, che non dilapida denaro pubblico, ma si basa sul passaparola e sul principio della sostenibilità. Foto di Alessandro Santulli

ILLUMINARTI

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ILLUMINARTI

Foto di Alessandro Santulli

L’edizione del 2015 ha unito teatro di strada e musica, fotografia e spettacolo, reading teatrali e amarcord. E se l’edizione del 2014 è stata dedicata ad Aurora Sanseverino come personaggio culturale dell’anno, la poetessa arcadica che volle un bellissimo teatro nel suo Palazzo Ducale, quest’anno è stata dedicata a Enrico Caruso, il più famoso tenore di tutti i tempi. A bordo di una Fiat Balilla, un sosia di Caruso è stato accompagnato nel quartiere dove visse la famiglia del celebre tenore, prima del suo trasferimento a

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Napoli. E così molti degli artisti ospiti dell’edizione 2015 di IlluminArti hanno inserito in programma il proprio “Omaggio a Enrico Caruso”. Straordinaria, specialmente quest’anno, la partecipazione degli studenti: gli allievi del Professionale di Alife hanno confezionato abiti d’epoca e li hanno indossati; il Linguistico ha tradotto in quattro lingue la cartellonistica turistica; l’Artistico ha creato la coreografia di alcuni punti del percorso; il Classico si è occupato delle visite guidate; l’Industriale e l’Alberghiero hanno collaborato all’accoglienza, alle informazioni, alla logistica e alle degustazioni.


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L’ANTICO BORGO Le case addossate le une alle altre, realizzate in pietra, le viuzze e le stradine a gradoni rendono perfettamente l’immagine di un borgo di origine medievale, costruito in modo da pianificare bene il poco spazio all’interno delle mura difensive. Lungo le mura si aprono le porte di accesso al borgo, rafforzate da superbe torri cilindriche dove risiedeva la gendarmeria. Ai piedi del borgo, in località Porta di Lete, segnaliamo la presenza dell’antico 2 ponte romano, costruito “a schiena d’asino”, che permetteva di attraversare il fiume Lete e di raggiungere i paesi vicini. Nel pressi del ponte romano si trova un 3 antico mulino ad acqua, recentemente ristrutturato, dove fino agli anni cinquanta si macinava il grano e altri cereali prodotti in loco. A breve, questo mulino ospiterà il Museo di Archeologia Industriale.

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PRODOTTI LOCALI Gallo è terra di miele, come ricordato anche nel 1800 dal Giustiniani. Le api allevate per produrre il miele, antibiotico naturale per eccellenza e prodotto dalle molteplici e benefiche proprietà, trovano il loro habitat ideale proprio in questi territori incontaminati. I celebri fagioli di Gallo, protagonisti anche di sagre, hanno un sapore delicato e sono facilmente digeribili, nonché ingrediente principe del “frattaccio” (un tipo di polenta locale), di zuppe e di minestre. Le patate, altro saporito dono di questa terra, si presentano ben mature anche dopo mesi di conservazione, adatte alla preparazione de “l’frecul”, piatto a base di frattaccio, salsiccia e... le immancabili patate di Gallo. Prodotti semplici e genuini, unici come il sapore che li contraddistingue, che ben riflettono la tradizione culinaria di Gallo Matese!

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PRODOTTI TIPICI Tra i prodotti da degustare sul territorio ci sono certamente i formaggi come il pecorino, la ricotta di pecora, la scamorza e il caciocavallo. Regina, tra queste prelibatezze è, tuttavia, la patata: un prodotto dalle ottime proprietà organolettiche, ricca soprattutto di vitamina B1, sali minerali, fibre e potassio. La patata di Letino ha un sapore delicato, dovuto principalmente alla tipologia del suolo coltivato e al pedoclima particolarmente favorevole. Una grande riscoperta, infine, è la segala, coltivata nella piana delle Secine.

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IL FIUME LETE

A 1.000 metri s.l.m. nella Piana delle Secine, si trova la sorgente “più a monte” del fiume Lete. Sono ben 57 le sorgenti che lo alimentano. E’ proprio questa ricchezza d’acqua che dà il nome a Letino, da Tinum, ossia “conca di acque”! Numerose sono le leggende e i racconti che si raccolgono intorno al fiume Lete. Secondo una tradizione romantica, il Lete prende il nome da una principessa longobarda di nome Letizia, che, bagnandosi nel fiume, trovava ristoro nella “dimenticanza” delle sue pene

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d’amore. Nella tradizione letteraria, l’antico “Ete”, così lo definiva il poeta Virgilio, era il fiume in cui le anime si tuffavano per poi reincarnarsi. Per Dante, il Lete è il fiume dell’oblio, dove bevevano le anime del Purgatorio per dimenticare i loro peccati, prima di salire verso il Paradiso. Oggi, il fiume dell’oblio diventa un luogo di grande interesse naturalistico, incantevole e fantastico, dove lo stress non è contemplato, ma si vivono solo i silenzi e le bellezze del paesaggio.


BELVEDERE DI MIRALAGO Il Matese stupisce ancora i suoi ospiti: affacciandosi dal belvedere di Miralago si può ammirare il lago il tutto il suo splendore, incastonato tra le montagne. Profondo pochi metri, diventa uno specchio in cui si riflette maestosamente la vetta più alta del Massiccio del Matese, il Monte Miletto, con i suoi 2.050 metri di altitudine. 4

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AREE PIC-NIC

In prossimità del Lago Matese, esattamente in località Miralago, in località Le Fascetelle e presso La Falode, si trovano delle aree attrezzate con tavoli e panche, adatte a pic-nic e a laute grigliate. Si può approfittare dell’occasione per gustare gli ottimi prodotti locali (caciocavalli, formaggi e carni genuine), tutti acquistabili in loco.

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Da questo allevamento a “cinque stelle” viene fuori il vero fiore all’occhiello dell’azienda: il latte di bufala!

Da un latte di qualità, una mozzarella di qualità!

Chiaramente, tutto quanto descritto in precedenza, in merito a colture e allevamento, aveva un scopo ben preciso... produrre un tipo di mozzarella di bufala di qualità superiore. All’interno dell’azienda (dove gli standard di qualità, genuinità, igiene e tecnologia, perseguiti nell’ambito dell’azienda zootecnica, vengono proiettati nella realtà casearia), troviamo il Caseificio Punto Vitale - caseificio di Mozzarella di Bufala Campana DOP. Qui si associa, alla tradizione che caratterizza la

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produzione di mozzarella, l’innovazione rappresentata dall’offerta di prodotti di ricerca: yogurt e dessert; realizzati esclusivamente con latte di bufala. Insomma una realtà giovane e dinamica che persegue l’obiettivo di valorizzare a 360 gradi la materia prima di cui dispone: il latte di bufala dell’Azienda Agricola Vitale. I prossimi obiettivi aziendali sono: la produzione di mozzarella di Bufala Campana DOP delattosata e mozzarella di Bufala Campana DOP biologica.


Guida Turistica del Matese 2015

GASTRONOMIA E TRADIZIONI

Memoria e Tradizione a cura di Antonella D’Avanzo

Il Biscotto di San Michele

Una vita tranquilla, lontana dal caos e dalla frenesia metropolitana per un quotidiano fatto di aria buona. Natura, storia, arte, fede e tanta genuinità, soprattutto a tavola. Questo a Sant’Angelo d’Alife. Un piccolo centro matesino disposto a scacchiera sulle pendici di una collina dove, in cima, nel corso del X secolo fu costruito un insediamento fortificato: il castello Rupe Canina. Un abitato che, grazie alla presenza di grotte naturali particolarmente adatte ad accogliere insediamenti umani, è stato vissuto fin 60

dalla preistoria. Il centro storico è costituito da residenze a corte interna, del XVIII e del XIX secolo, da interessanti edifici religiosi e dalla Piazza Umberto I, sulla quale si affacciano il Palazzo del Comune ed il settecentesco Palazzo dei Serra di Gerace, ora Windisch-Graetz. Molto importante è la Cappella dedicata a S. Antonio Abate che conserva un ciclo di affreschi risalenti agli inizi del XV secolo di attribuzione incerta ma considerato uno dei più importanti della Campania.


È un luogo dove è sorprendente scoprire come la tradizione si sia tramandata fino ai giorni nostri. La tradizione di un pane rituale dotato di elevati significati simbolici e culturali che affonda le sue radici nella notte dei tempi, antica quasi quanto i volti scolpiti e rugosi degli anziani che ti guardano incuriositi dall’uscio di casa. È il Biscotto di San Michele, un “fossile gastronomico” entrato a far parte nel novero dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Campania con il Decreto 5 giugno 2014. Un traguardo tagliato grazie all’impegno e all’attività di ricerca della Pro loco “Santangiolese” che ne ha recuperato la storia e la ricetta.

Questo biscotto, con la sua storia millenaria, è un interessante esempio di sopravvivenza di un antichissimo culto offertuale-propiziatorio in favore della divinità protettrice locale. Sulle propaggini del Matese, nei pressi di Sant’Angelo d’Alife, vi è una piccola grotta dedicata all’Arcangelo Michele, dove da tempo immemorabile, il 29 settembre di ogni anno, si celebrano i riti in onore di San Michele Arcangelo. In questa occasione vengono prodotti i biscotti per essere donati o venduti in cambio di offerte ai partecipanti alla festa, che organizzano un locale pellegrinaggio al santuario annesso alla grotta. I pastori e i contadini usavano indossare i biscotti a mo’ di bracciali e portarli con sé per consumarli anche nei giorni di lavoro seguenti la festa. Era inoltre usanza farli indossare al collo o alle braccia dei bambini, in segno di protezione.

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La particolarità sta nella forma a “tarallo” gigante e nella doppia cottura: prima di essere cotto nel forno a legna, viene “scottato” per qualche minuto in acqua bollente, allo scopo di conferire in superficie un aspetto più levigato. La diffusione di questo pane rituale, di origine Longobarda, che lega la tradizione pagana e quella cristiana, è limitata alla comunità di Sant’Angelo d’Alife e alla “Festa di San Michele Arcangelo”. Gli ingredienti con cui è realizzato sono poveri e semplici, farina di grano tenero, acqua, semi di finocchio selvatico e “criscito”. Questo caratteristico procedimento avvicina molto questo prodotto al più noto brezel della cultura germanica, ottenuto

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mediante un processo del tutto simile, e ampiamente consumato durante la Oktoberfest, che cade nello stesso periodo dell’anno. A rafforzare questa ipotesi basta notare che, il nome brezel deriva dal latino braccellum, piccole braccia, ricordate dalla tipica forma ripiegata a croce che ne denota la sua origine-funzione rituale. InolIl “brezel” tedesco tre, esattamente come accade per il biscotto di Sant’Angelo, che viene infilato sulle braccia, anche il brezel viene indossato dai partecipanti al rito, tenuto appeso al collo.


Le foto che seguono sono state realizzate in occasione del convegno di apertura della “Festa del Biscotto di San Michele” e della presentazione dell’evento presso l’EPT di Caserta. Successivamente, venne realizzato un video promozionale dal titolo “Sant’Angelo il biscotto di San Michele - Memoria, Tradizioni e Sapori”.

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Guida Turistica del Matese 2015

NATURA

LA STAGIONE

delle Orchidee di Pasquale Buonpane

Nell’immaginario collettivo al termine “orchidea” è associata spesso l’immagine di fiori eleganti provenienti da paesi lontani, con forme appariscenti e colori sgargianti. Questa descrizione in effetti ben si addice a gran parte delle specie esotiche che ai giorni nostri sono tra le piante ornamentali più diffuse in coltivazione. Queste bellezze però cominciarono a giungere in Europa solo due secoli fa: nell’Ottocento il loro successo fu tale da scatenare una vera e propria mania tra gli aristocratici del tempo che finanziavano spedizioni nelle foreste di ogni parte del globo per scovare nuove specie. In realtà il termine “orchidea” ha origini ben più antiche: già nel 300 a.C. il filosofo greco Teofrasto descrisse l’attuale Orchis mascula. Queste piante estremamente evolute, sono in grado di adattarsi ad ogni tipologia di habitat, fatta eccezione per i ghiacciai e le zone artiche; di recente ne sono state trovate anche negli aridi deserti australiani. Degno di nota è il particolare tipo di simbiosi (micorriza) che le orchidee instaurano con certi tipi di fungo. Questo, avvolto con le sue ife intorno alle radici della pianta, assorbe dal terreno le sostanze semplici che, trasferite alla pianta, vengono da questa elaborate e poi in parte restituite al fungo. Anche i semi delle orchidee, piccoli e senza sostanze di riserva, non attecchirebbero senza la micorriza formata con il fungo. E’ intuitivo quindi che la germinazione e la crescita di nuove piante in una 66

determinata zona è subordinata alla presenza di questi particolari funghi nel substrato. Le specie segnalate nel Matese sono circa 50 ma si tratta di un territorio ancora poco studiato dal punto di vista floristico, quindi è probabile che vi siano presenti altre specie non ancora segnalate. LA FIORITURA Le prime a fiorire sono le orchidee del genere Ophrys che spuntano già a partire da metà marzo. Le Ophrys sono tipiche delle aree mediterranee e prediligono le zone asciutte e assolate dal piano alla fascia collinare. Sul Matese raramente si spingono oltre i 1000 metri.


La particolarità di queste piante consiste nel possedere un petalo, detto labello, nettamente diverso dagli altri per dimensioni e forma che spesso presenta disegni e macchie che imitano il torace di alcuni insetti.

Tra maggio e giugno fioriscono anche le rappresentanti del genere Neotinea dedicato al botanico siciliano Vincenzo Tineo: è estremamente facile incontrare nei prati Neotinea tridentata, meno diffuse invece sono N. ustulata e N. maculata.

Nel mese di aprile alle prime Ophrys si aggiungono le fioriture violette delle onnipresenti Anacamptis morio e delle gialle Orchis pauciflora, seguite a breve distanza da quelle di Orchis purpurea e O. Italica. Quest’ultima specie viene volgarmente detta “omini nudi” per la forma del labello che ricorda appunto la sagoma di un omino, cosa che accade anche in Aceras anthropophorum che inizia a fiorire nello stesso periodo.

Nello stesso periodo compaiono nel piano collinare e montano anche le orchidee del genere Cephalanthera. Tre sono le specie presenti nel nostro paese, tutte si rinvengono anche sul Matese: C. damasonium e C. longifolia fioriscono entrambe in bianco candido mentre C. rubra in rosa.

Al di sopra dei 1000 metri, le prime a spuntare sono le orchidee del genere Dactylorhiza che prendono il nome dalla caratteristica forma dei rizotuberi che ricordano le dita di una mano (dal greco daktylos= dito e rhiza= radice). In particolare la Dactylorhiza sambucina compare poco dopo la scomparsa della neve colorando i pascoli montani esposti al sole. Più amante dei luoghi freschi e almeno parzialmente ombrosi è invece Dactylorhiza maculata (da noi presente con la sottospecie saccifera), dalle caratteristiche foglie macchiate di porpora che compare qualche settimana più tardi, creando immense macchie di colore ai bordi delle strade e ai limiti delle faggete spesso in compagnia di altre orchidee come Gymnadenia conopsea.

Giugno e luglio sono i mesi in cui fioriscono le Epipactis: E. helleborine ed E.microphylla sono abbastanza comuni e prediligono l’ombra delle faggete; E. palustris al contrario predilige i terreni acquitrinosi ed è decisamente rara sulle nostre montagne. Nel mese di agosto, quando ormai quasi tutte le fioriture volgono al termine, sulle cime più alte del Matese è ancora possibile osservare orchidee in fiore: è il caso di Orchis pallens che talvolta si spinge anche al di sopra dei 1900 m. La stagione delle orchidee si conclude in settembre-ottobre con la fioritura della minuscola Spiranthes spiralis, l’unica orchidea nostrana a fioritura autunnale. 67


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Guida Turistica del Matese 2015

l’Arte DELLA

ARTIGIANATO

di Letizia De Crosta

CERAMICA

LAURENTINA e

CERRETESE

Quella di San Lorenzello e Cerreto Sannita è una realtà artigianale che custodisce ancora immutata la tradizione ceramografa locale, nonostante lo sviluppo dei processi di industrializzazione. Pochi chilometri separano questi due comuni, uniti da legami culturali ed economici plurisecolari.

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L’arte della ceramica laurentina e cerretese

L’interesse verso la ceramica cerretese, dopo un periodo di inattività, rinasce verso il 1950, quando cominciano a sorgere a Cerreto Sannita e a San Lorenzello le prime botteghe che, via via, si sono moltiplicate, producendo manufatti capaci di concorrere, per qualità e fattura, con le ceramiche più blasonate, anche nelle Mostre nazionali e internazionali. Ancora oggi, i maestri figulini, accolgono nei loro laboratori i giovani diplomati dello storico Istituto d’Arte Giustiniani, di Cerreto Sannita, che, con un percorso formativo dedicato esclusivamente alla produzione ceramica, manifesta il suo

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forte leg ame con la tradizione artistica locale. La produzione ceramica di Cerreto Sannita e di San Lorenzello, regolata da un comune disciplinare, dal 1997 è riconosciuta e tutelata dal marchio “Ceramica Artistica e Tradizionale”.


L’arte della ceramica laurentina e cerretese

La storica rivalità tra questi due comuni, “uniti dalla storia, ma divisi dall’argilla del Titerno”, ha portato alla realizzazione di esemplari sempre più raffinati ed esclusivi, che ben valgono la smania che trascina i visitatori da una bottega all’altra, per ammirare o acquistare capolavori unici nel loro genere. Con grande merito, entrambi i comuni fanno parte dell’Associazione Italiana Città della Ceramica. Le acquasantiere, famose in tutto il mondo, i piatti da parata e le “riggiole”, rivelano la capacità e la grande vitalità artistica dei maestri, che offrono un vasto assortimento di pezzi moderni e “ad imitazione” di quelli antichi, dove prevalgono decorazioni con soggetti religiosi, naturalistici o paesaggistici: manufatti di elevata qualità artistica, la cui decorazione avviene solo attraverso processi di lavorazione manuale, come previsto dal disciplinare. A testimoniare ancor di più l’importanza della ceramica, per la storia e l’economia di questo territorio, ci sono opere di rara bellezza, appartenute ad antiche collezioni private, conservate nel Museo Civico della Ceramica Cerretese, inaugurato nel 1995. Il percorso espositivo del Museo si articola in due sezioni: in una è esposta la ceramica antica, che comprende oggetti risalenti all’epoca romana e una raccolta dall’età barocca al XIX secolo, l’altra sezione è dedicata alla ceramica contemporanea, nella quale sono in mostra le opere degli artisti intervenuti nelle diverse biennali d’arte che si svolgono a Cerreto Sannita.


L’arte della ceramica laurentina e cerretese

Un appuntamento imperdibile è offerto dalla Biennale d’Arte Ceramica contemporanea. La rassegna, giunta alla quarta edizione, richiama artisti provenienti da ogni regione d’Italia, i quali espongono le loro opere in uno scenario stimolante e prestigioso, accanto ai capolavori realizzati nelle botteghe locali. L’ultimo week-end di Maggio è dedicato, invece, a mostre, laboratori,

cene e apertivi d’arte ed estemporanee, organizzate dall’Associazione Italiana Città della Ceramica, nell’ambito della manifestazione “Buongiorno Ceramica”. Si tratta di una vera e propria festa della ceramica, durante la quale si potrà ascoltare musica, fare shopping d’arte, degustare prodotti tipici e ammirare gli artisti all’opera, in un clima di grande fervore!

CURIOSITÀ Che sia dei lucchetti incatenati ai ponti o delle proprie iniziali incise sui muri, da sempre gli amanti ricorrono a qualche rituale per augurarsi amore eterno! Così, la leggenda narra che a Cerreto Sannita, nel Settecento, gli amanti usavano regalarsi un oggetto d’arte ceramica, un’anfora o un piatto, con raffigurati due cuori legati da una catena o con la catena spezzata, in caso di litigio: metodo sembra più infallibile ed elegante per legarsi in eterno o per auspicare una riconciliazione. Chi si ama può perciò venire a Cerreto Sannita, ammirare le settecentesche anfore decorate con i cuori presso il Museo della Ceramica Cerretese, e poi acquistarne una copia presso le botteghe ceramiche.

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www.comune.cerretosannita.bn.it www.buongiornoceramica.it


itinerario turistico

Storia, tradizione e antichi sapori sono le attrattive principali di questo grazioso comune; adagiato in una conca verde di ginestre, frutteti e prati, alle falde del Monte Monaco di Gioia e del Monte Acero.

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itinerario turistico

IL MERCANTICO L’ultima domenica di ogni mese San Lorenzello ospita la Fiera dell’Antiquariato, delle Ceramiche e dell’Artigianato locale. Per l’occasione, le esposizioni sono allestite all’interno delle antiche e caratteristiche botteghe, situate lungo via Roma e via Sorripe, dove si possono ammirare oggetti rari e preziosi, frutto di un lavoro che vede passione e impegno. Camminando lungo le stradine ci si imbatte in estemporanee di pittura di giovani artisti. Grazie alla presenza di stand gastronomici, è possibile anche acquistare e degustare gli squisiti prodotti tipici locali, come olio, vino o taralli.

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AREA RELAX VALLE SANTA

Per gli amanti della natura, esperti camminatori e per chi apprezza paesaggi incontaminati e rilassanti, Valle Santa rappresenta un punto di sosta ideale. Vi si accede attraverso un percorso accuratamente segnalato, a piedi o in macchina, che conduce in una piazzetta. L’area è fornita di un punto d’acqua e panchine dove riposare e ammirare il magnifico panorama che abbraccia l’intera valle tra Cerreto Sannita, Faicchio e Guardia Sanframondi. Al calare del sole, la suggestiva bellezza del cielo notturno si rivela grazie allo scarso inquinamento luminoso e Valle Santa diventa il luogo adatto per praticare lo skywatching.

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itinerario turistico

MUSEO CIVICO E DELLA CERAMICA L’ampia offerta culturale del comune di Cerreto Sannita è rappresentata dal MArt, il sistema museale che comprende, oltre il Museo Civico e della Ceramica, i musei di Arte Contemporanea, Arte Sacra, Arte Rurale e Archeologico. Il Museo Civico e della Ceramica è una testimonianza della storia artistica cerretese, fiorita dopo il 1688, quando giunsero artisti napoletani che rielaborarono l’esperienza di Capodimonte, con un gusto Naïf. Inaugurato nel 1955, il MArt ha in dotazione ceramiche preziose, appartenute anche a collezioni private. Per la sua importante tradizione artistica, Cerreto Sannita è tra i soci fondatori dell’Associazione Italiana Città della Ceramica. 1

Per visitare il MArt: www.comune.cerretosannita.bn.it

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SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

La sua costruzione risale al 1584 e fu successivamente consacrata alla Madonna delle Grazie, protettrice di Cerreto. Ricostruito dopo il grande terremoto del 1688, ha un’unica navata che conserva sul fondo un dipinto raffigurante la Madonna in tutto il suo splendore. Oggetto di grande devozione è la statua della Madonna col Bambino, in legno; a lei si rivolge il pellegrinaggio annuale dei fedeli. Il santuario abbraccia, oltre la chiesa, il convento dei Cappuccini e la Casa del pellegrino.

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LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO Di grandissimo interesse storico è la chiesa consacrata agli Apostoli Pietro e Paolo, collocata nel punto più alto del borgo, presso i ruderi del castello. Risale al VI secolo d.C. ed è la chiesa più antica di Cusano Mutri. All’interno custodisce “l’icona”, una serie di immagini in legno, frutto dell’influsso dell’arte barocco-bizantina nella zona. La campana maggiore reca incisi i nomi di Gerardo e Luigi Mita da Vignola, che la fusero nello spiazzo antistante il castello nel 1786. La leggenda vuole che in quell’occasione ricche donne del luogo abbiano versato nel crogiuolo monili di oro per unirli al sacro bronzo.

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Giunti a 1.650 metri s.l.m., i visitatori sono accolti in un piccolo pianoro di alta quota, con un’eccezionale vista panoramica sul sottostante Lago Matese. Qui, gli allevatori praticano la mungitura estiva delle mucche che vivono allo stato brado.

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Guida Turistica del Matese 2015

TRADIZIONI

IL BISCOTTO

di Sisto Bucci

dell’Amicizia Quando si dice “è finito tutto a tarallucci e vino”... vale a dire “tutto è finito nel migliore dei modi”, è significativo che proprio il tarallo sia il protagonista di un detto così amichevole!

Simbolo di unione, di benevolenza e di allegria, associato da sempre a momenti piacevoli: vi era l’usanza, fino agli anni ’70, quando si festeggiavano i matrimoni nelle grandi aie di campagna, di offrire accanto ai confetti e alle “pastette”, una gran quantità di taralli, anche nelle varianti con le uova o con il “naspro”. 128


Il biscotto... dell’amicizia

Un prodotto tanto semplice quanto gustoso, che nei suoi ingredienti raccoglie alcuni tra i frutti caratteristici della terra matesina: olive e grano!

In tutti i comuni del Matese troviamo un’importante tradizione nella produzione di prodotti da forno, che trae origini dalla storia, dalla cultura e soprattutto dalla ricchezza degli ingredienti disponibili. Non sappiamo bene da dove derivi la parola “tarallo”; probabilmente dal latino torrere, abbrustolire, o dal francese toral, essiccatoio o da danal, pane rotondo. Sappiamo, però, che questa deliziosa specialità ha origini tutte meridionali ed era già diffusa nel corso del ‘400; quando tra i ceti più poveri imperava la fame, il tarallo era l’unico alimento in grado di soddisfarla.


Il biscotto... dell’amicizia

La maestria e l’inventiva degli artigiani matesini hanno portato all’elaborazione di tante forme, grandi e piccole, dai gusti più disparati, dal tipico “sugna e pepe” a quelli aromatizzati al finocchietto, alla cipolla, al sesamo e al peperoncino o anche dolci, e certo non poteva mancare quello al gusto di pizza! Intrecciati, semplicemente lisci e chiusi ad anello o a forma di bastoncelli, oggi l’unico limite alla produzione di taralli è posto dalla fantasia…per la gioia dei consumatori e del loro palato!

La parola d’ordine, tuttavia, è artigianalità! Per i produttori è ancora importante che la lavorazione dell’impasto e la realizzazione del tarallo sia compiuta a mano, e la cottura venga fatta come facevano i nostri avi! La tradizione è rispettata, ma le peculiarità e il gusto unico di questi prodotti sono così largamente apprezzati che si è reso necessario accrescerne la produzione. Sono state quindi introdotte tecniche moderne di lavorazione, pur garantendo l’autenticità e la genuinità del prodotto. Ogni fase della lavorazione è accuratamente controllata, dalla preparazione della pasta alla modellazione degli “anelli”. Questi ultimi, vengono sottoposti a due tipi di cottura: la prima in acqua bollente e la seconda nel forno, dove diventano friabili e croccanti. Da qui il termine ‘bis-cotti’.

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Il prodotto principale del laboratorio è il tarallo. Ogni tarallo è fatto solo ed esclusivamente a mano. Gli ingredienti sono tanto semplici quanto essenziali: farina, olio, lievito madre, sale e acqua. Indispensabile è la sapienza. Chi lo desidera può richiedere l’aggiunta dei semi di finocchietto. La lavorazione del tarallo ha tre momenti: l’impasto, le porzioni, la forma. Quindi, dopo una prima bollitura, i taralli vengono sistemati nelle teglie ed infornati per la seconda cottura e così biscottati, cioè cotti due volte. La produzione è limitata sia per la classica lavorazione “a mano” sia per la costante ricerca della qualità che è garantita in tutti i prodotti.

ORARIO DI APERTURA

dal lunedì al sabato ore 8,30/12,30 - 14,00/20,30 CHIUSO IL GIOVEDÌ POMERIGGIO

Via San Tommaso, 36 - Castelvenere (Bn) Tel. 0824 900007 - Cell. 346 1291422 www.lamatarca.it - La Matarca CA 133


Campitello Matese Senza dubbio è la stazione turistica più bella e ben attrezzata del comprensorio matesino. Il centro, situato nel comune di San Massimo a 1.450 metri s.l.m., è famoso soprattutto per gli sport invernali. Qui a Campitello sono presenti, infatti, 40 km di piste per lo sci alpino, 3 seggiovie, 3 sciovie ed un impianto di innevamento artificiale. Inoltre troviamo anche una pista per lo sci di fondo, uno Snowpark, ideale per gli amanti dello snowboard, e un simpatico Fun Park per il divertimento dei bambini. Lo splendido paesaggio campitellese è una meta ideale tutto l’anno: equitazione, trekking, minigolf, tennis, tiro con l’arco e gite in mountain bike possono allietare un rilassante soggiorno durante la stagione estiva. Un’accogliente rete di alberghi permette di intrattenersi in questa meravigliosa località e ammirare uno dei luoghi più incontaminati e misteriosi della terra molisana… boschi, grotte, verdi pianori regalano un bagno di benessere, quiete ed esperienze indimenticabili.

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Viaggio nell’antica Saepinum Saepinum nasce come punto di sosta, all’incrocio di due importanti strade utilizzate per la transumanza, lungo il tratturo compreso tra Boiano e Benevento, nella valle del fiume Tammaro. La città di epoca romana è preceduta dall’insediamento sannitico vero e proprio, in località Torrevecchia: l’antica Saipinom, della quale si possono ancora ammirare le magnifiche mura di cinta in opera poligonale e le tre porte urbiche. Saipinom viene espugnata dai romani nel 293 a.C. e la popolazione si trasferisce a valle, nel luogo dove poi sorgerà Saepinum o Altilia, così denominata a partire dal XII secolo. Superando una delle quattro porte urbiche e camminando lungo le strade principali, appassionati o meno di storia o archeologia possono provare sensazioni particolari

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nell’ammirare le maestose testimonianze di un passato che vide un piccolo insediamento indigeno trasformarsi in un importantissimo centro romano. A partire dal I secolo a.C. l’area urbana viene fortificata con le bellissime mura in opera reticolata, intervallate da un sistema di torri. Intono al foro, la piazza principale in origine destinata al commercio, si possono ancora ammirare la basilica, la curia e il tempio, di epoca imperiale. Non lontano sono situate le terme e il teatro. E ancora... edifici più recenti, come le case rurali costruite sui resti della cavea e della scena del teatro, dove è stato istallato il Museo dedicato alla città e al territorio. Chi desidera trascorrere una giornata in questo rilassante sito archeologico, può contattare la Pro Loco Sepino e ricevere tutte le informazioni necessarie.


Santuario di Castelpetroso Eretto nel settembre 1890, su progetto di Francesco Gualanti, dopo che sempre più numerosi, i fedeli di tutto il Molise giungevano qui in pellegrinaggio per godere dell’apparizione della Madonna. Si racconta infatti che, nel marzo del 1888, l’immagine della Madonna Addolorata apparve a due contadine molisane. Da allora si segnalarono sempre più apparizioni e si verificarono, inoltre, guarigioni miracolose. L’edificio fu completato nel 1975 e si presenta come una magnifica cattedrale in stile neogotico, composta da sette cappelle, simboleggianti i Sette Dolori di Maria. Al centro, il cupolone raggiunge la vertiginosa altezza di 54 metri. Un percorso di circa 800 metri, detto Via Matris, collega la chiesa al luogo delle apparizioni mariane. Oggi il santuario rappresenta non solo una meta religiosa, ma anche culturale, proprio per il magistrale simposio di arte e fede che offre. 139


Roccamandolfi L’area naturale del Torrente Callora è situata ai piedi del Monte Miletto, sul versante settentrionale del Massiccio del Matese. E’ una realtà ambientale definita «un habitat assolutamente naturale e ritenuto di pregio, che si presenta con una bellezza intatta fatta di luoghi selvaggi», dominata dal maestoso castello medievale. La mirabile rocca, edificata dal longobardo Maginulfo, è un luogo di indiscusso fascino, circondato da un’aura di mistero per le vicende che ebbe a vivere. L’area naturalistica, dichiarata “protetta” dal Ministero dell’Ambiente, comprende le Gole del Callora, un canyon con ripide pareti, dove il torrente scorre creando cascate anche di notevole altezza. Le condizioni microclimatiche, in questo luogo, sono tali da assicurare una grande varietà di flora e fauna. Chi vuole vivere da vicino lo spettacolo suggestivo delle gole può percorrere “il Sentiero dei Fringuelli”. Il “Sentiero del Castello”, invece, collega l’abitato alla famosa rocca medievale, tramite un piacevole percorso non troppo lungo o faticoso.

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Civita Superiore A quattro chilometri dal centro di Bojano, si trova la piccola frazione di Civita Superiore, posizionata su un colle, dominato dai ruderi del Castello Pandone. Il paesaggio urbano, insieme a quello naturale, delinea una cornice incantevole e rilassante. Dal borgo di Civita Superiore, non a caso, si snodano diversi sentieri praticabili in mountain bike o semplicemente a piedi, tracciati in collaborazione della sottosezione CAI di Bojano, grazie ai quali è possibile partire alla scoperta di scorci e paesaggi che sanno regalare al visitatore 142

emozioni uniche. Imboccando questi percorsi, con differenti livelli di difficoltà, è possibile raggiungere la statua della Madonna delle Nevi, collocata in una nicchia scavata nella roccia; spingersi fino all’Eremo di sant’Egidio attraversando castagneti, aggirando il Monte Crocella e superando la Fontana dei Lontri o raggiungere il comune di San Polo Matese, fiancheggiando Monte la Costa, dove si ha la possibilità di visitare il famoso sito noto per ritrovamenti fossili di eccezionale valore scientifico.


Caseificio Artigianale

Antonio Di RE Tutte le nostre specialità vengono prodotte con latte proveniente da allevamenti del Matese, più precisamente dai comuni di Cantalupo, Macchiagodena e Roccamandolfi.

Dalla genuinità del latte locale e dalla lavorazione interamente fatta a mano, derivano prodotti prelibati che stuzzicano l’appetito. Trecce, fiordilatte, caciocavalli stagionati da 1 a 4 mesi, caciotte, scamorze, formaggio primo sale, ricotta…

Tel. 0865 813026 – 339 8080263 Via Taverna, 36 - Cantalupo nel Sannio (Is)


Il fiume Biferno Nasce nel comune di Bojano, in località Pietrecadute, a circa 500 metri di altitudine. E’ l’unico fiume del Molise che scorre interamente in territorio regionale. Lungo 84 chilometri, attraversa valli di calanchi e falesie. Grazie alla presenza delle dighe delle centrali idroelettriche, si formano delle anse molto amate dalle lontre, che sempre più spesso vengono avvistate sui muraglioni. La sua autenticità però è stata riscoperta anche dagli appassionati di sport. Sono stati individuati diversi tratti, percorribili in canoa, adatti ad adulti e bambini, così da poter scoprire gli angoli nascosti di questi luoghi, combinando tranquillità e divertimento! Chi ama le esperienze adrenaliniche, può “passeggiare” sul Biferno praticando il rafting! Si tratta di una discesa fluviale, su gommone, da provare nel periodo primaverile, con l’aumento della portata d’acqua del fiume. La gestione del calendario delle escursioni sul Biferno è a cura dell’Associazione Molise Avventura, la quale si occupa anche di fornire tutte le attrezzature necessarie.

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Santa Maria del Molise Borgo medievale di pregio, riserva tantissime sorprese al visitatore. Il borgo deve il suo antico nome, “Capo d’Acqua”, alla copiosa presenza di acque che scorrono nel suo territorio e alimentano il fiume Rio. L’intero abitato è percorso da canali che servivano, in passato, i numerosi mulini sparsi sul territorio, alcuni dei quali sono stati recentemente restaurati e rappresentano una bellissima e interessante testimonianza della storia del luogo. Spostandosi verso la frazione di Sant’Angelo è immancabile la visita alla Chiesa di San Pietro in Vincolis. L’intero complesso è stato restaurato secondo i canoni architettonici settecenteschi; la cripta invece è impreziosita da un bellissimo ciclo di affreschi del XIV secolo. Uno spettacolo per la vista è offerto dal belvedere adiacente al campanile della chiesa: da qui sembra di poter toccare con mano la vetta del Monte Miletto! A questo punto, pochi passi separano il visitatore da uno dei santuari rupestri più interessanti d’Europa, consacrato a San Michele Arcangelo: una magnifica grotta fornita da una sorgente d’acqua che stilla dalla roccia. Qui è visibile anche un passaggio che, secondo la leggenda, collega il santuario micaelico di Santa Maria a quello del Gargano.

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Frosolone Di origine molto antica, Frosolone è un centro di montagna che si trova presso le sorgenti del torrente Durone, non lontano dalla Montagnola. Il centro, iscritto al club “I Borghi più belli d’Italia”, è attivo soprattutto nella produzione artigianale: rinomata è la lavorazione di lame, secondo regole e forme immutate nei secoli. Al tempo del dominio spagnolo, le lame di Frosolone gareggiavano in rinomanza con quelle di Toledo. A celebrare quest’antica tradizione ogni anno, si svolge la “Mostra Mercato Nazionale delle Forbici e dei Coltelli”. Per l’occasione vengono aperte al pubblico le botteghe artigiane collocate lungo un percorso che si snoda

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nel cuore del centro storico della cittadina. La mostra è la valida testimonianza di una tradizione artigianale ancora viva, che perpetua un’arte antica, messa a dura prova dalla concorrenza industriale. Frosolone è nota sul piano nazionale anche perché è terra di funghi e di tartufi, in particolare del pregiatissimo tartufo bianco! Nel corso della “Mostra Mercato Tartufi e Molise”, nel centro storico, artigiani e produttori accolgono i visitatori lungo un percorso cittadino dove sono esposti tutti i prodotti gastronomici tipici locali e non solo… Durante la manifestazione è allestita anche un’interessante mostra micologica.


La mia via è stata di scoperte e di luoghi conosciuti, di freddo e di caldo, di sole, di vento, di fame, di sete, di orizzonti sconfinati, di albe e di tramonti. Quarantatre chilometri di sentieri, con un dislivello complessivo di millenovecento metri, tra Faggi, rocce, muschi, Salamandre pezzate, Poiane e Allodole, pianori carsici, creste, cime, canali, colli, percorsi in 22 ore in movimento. Salita al monte Mutria (1.823 m). Alcuni raggi di sole filtrano tra i rami dei Faggi, atmosfera magica e surreale; arrivato in cima, le raffiche di vento non mi consentono di trattenermi a lungo, quindi decido di scendere subito e dal versante opposto: da Serra Macchia Strinata fino alla Casella di Sella del Perrone.

Riprendo un po’ quota fino a “Sogliette degli Abeti” che è un ottimo sito per trascorrere la notte. Un tè caldo è proprio quello che ci vuole. Al mattino verso Piano della Corte e ancora su per creste verso la cima del Monte La Gallinola (1.923 m) da cui posso godere di un paesaggio mozzafiato; all’orizzonte, verso sud, il Monte Vesuvio. E’ arrivato il momento di proseguire, giù verso il pianoro di Campitello Matese, tra i numerosissimi canali e piccoli pianori della Gallinola. Le nuvole basse impongono la massima attenzione e un passo sicuro. Per allestire il campo 2 decido di mantenermi più in basso, per evitare temperature troppo proibitive per trascorrere la notte.


Guida Turistica del Matese 2015

PAGINE UTILI

TROVA L’ATTIVITÀ CHE CERCHI PROVINCIA DI CASERTA AILANO Panificio IL FORNAIO DEL PRESEPE Via Maestri del lavoro, 5/7 Tel. 320 8541676 - 392 6420204

CAIANELLO Pasticceria MILLE VOGLIE Via Montano Tel. 327 0319633 Panificio PANE AMORE E FANTASIA Via Ceraselle Tel. 0823 922045 CAPRIATI A VOLTURNO Panificio BARONE Pane di Capriati - Forno a legna Strada Provinciale Pontereale, 26 Tel. 0823 944872 - 340 7305627

ALIFE Ristorante ZENZERO Via Caduti sul Lavoro Tel. 0823 787302 Concessionaria KTM e BETA MOTO PIANETA MOTO S.P. 331 Tel. 0823 787170

IL FORNO DELLE TRADIZIONI Via Cascina, 6 www.ilfornodelletradizioni.it Tel. 0823 944899 - 347 6941022 FONTEGRECA

Grand Restaurant LA TOUR D’ARGENT Via Capone - frazione Calvisi Tel. 0823 789091 - 910050 LETINO Panificio BERTOLLA Via G. Marconi, 41 - Tel. 335 1549330 IL CHIOSCHETTO Loc. Lago di letino Tel. 0823 949595 - 945115 LE FOSSATE Strada Provinciale, località Licia Tel. 0823 949595 - 945115

Ristorante Pizzeria Bar LA SORGENTE Via Restaurazione, 105 Tel. 0823 948206 – 338 6377766

Calzature – Borse – Valigie 4 PASSI Strada Provinciale 331 km 1+200 Tel. 0823 787028 Ristorante Pernottamento Maneggio COUNTRY RESORT VERNELLE Loc. Mulino Vernelle Tel. 0823 787091 Cell. 348 4085565

Caseificio e Macelleria FRATELLI ROMANO Via Campagni, 17 Tel. 0823 789784 - 340 8276768

PIEDIMONTE MATESE

GALLO MATESE

BISCOTTIFICIO DEL MATESE di Patrizia Firenze Via Casino del Duca, 21 Tel. 339 2306292

Bar Rosticceria CAFFE’ DEL COLLE Via Roma, 96 Tel. 320 8350755 - 328 5556519

Supermarket D’ABBRACCIO GIACOMO Via C. Battisti, p.co Futura Tel. 0823 912058

Bar CENTO PASSI Via Lago, 25 - fraz. Vallelunga Tel. 0823 945399

STYLMODA ROSSI Via Dante Alighieri, 4 Tel. 0823 913177

Ristorante Bar Pizzeria LA MAISON DE CAMPAGNE 3^ Traversa Corso Umberto I° n. 50 Tel. 0823 869362 - 349 7931149

Bed and Breakfast IL GECO Via Pietramarozza, 2 Tel. 347 9047568

Bar Pizzeria Ristorante STOP & GO S.P. 331 km 2+700 - Tel. 0823 784881

BAIA E LATINA

GIOIA SANNITICA

L’eccellenza del miele APICOLTURA LANDOLFI Via San Vito Tel. 340 9017181 – 329 5319132

Ristorante Pizzeria ANEMA & CORE Pizza senza glutine Loc. Curti - chiuso il martedi Tel. 327 5780698 - 347 6413340 FB: Anema e core

ALVIGNANO Agriturismo e Fattoria Didattica VERDEOLIVA Via Pratillo, 4 - Tel. 0823 865199 Cell. 347 5434312 - 347 7610230

Caseificio SAN SAVERIO di Luigi Esposito - Via Bonifica Tel. 0823 980419 - 329 0379340 389 1426040 – 338 3430720

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Pasticceria Artigianale THE JOY CAKE Piazza Giovanni Paolo II Tel. 338 4263058

Alta Moda SORELLE DE BIASI via Carmine Tel. 0823 784721 – 785646 www.sorelledebiasi.it Bar Gelateria Enoteca BAR MARY Piazza A. Gaetani, 8 - Tel. 0823 911098 Gioielleria Fashion Argenteria Orologeria e Complementi di Arredo AURUM ARGENTI & COMPLEMENT Via C. Battisti, 14 - Tel. 0823 543106


Guida Turistica del Matese 2015

PAGINE UTILI Calzature e Abbigliamento per lo Sport TUTTO SPORT Via L. Ferritto, 10 Tel. 0823 787028 AMPLIFON Via C. Battisti, p.co Futura Tel. 0823 786001 PIETRAVAIRANO Antica Dimora Rurale CASALE DEL SESTO Via Sei Tomoli, 2 Tel. 345 5279052 – 333 4557411

Ristorante Pizzeria NAVAJO S.S. 85 Venafrana km 2,400 Tel. 0823 1607380 – 333 6592980 VAIRANO SCALO Panetteria IL FORNAIO DEL PRESEPE Via Risorgimento (angolo via Napoli) Tel. 334 9935512 Panetteria ANTICHE BONTA’ Via Risorgimento, 59 (zona mercato) Tel. 388 9910685 PROVINCIA DI BENEVENTO AMOROSI Panificio SANTORO Via Telese, 57 - Tel. 0824 970259

PRATA SANNITA Pizzeria “da VINCIO” Via Nazionale, 2 - Tel. 388 9742979

L’Arte del Rame PIETROPAOLO Oggettistica e Restauri di rame, ottone e casalinghi Via Calore, 15 - Tel. 0824 970970 CASTELVENERE

Ristorante Pizzeria LETE Bar - Tabacchi - Piscine C.da Calonica, 5 Tel. 0823 941288 - 339 4552640

Taralli Gastronomia Prodotti da forno LA MATARCA Via San Tommaso, 36 Tel. 0824 900007 - 346 1291422

PRATELLA

Ristorante Pizzeria LA CASA BIANCA Via Foresta, 25 Tel. 0824 940360 Cell. 330 446668

Macelleria - Norcineria Enoteca - Prodotti Tipici PASQUALE ROBBIO Via Nazionale, 76 - Tel. 0823 941051 PRESENZANO Caseificio Bar Ristoro PUNTO VITALE S.S. 85 Venafrana km 8+590 Tel. 0823 989446 - 989481 RUVIANO Ristorante LA COLOMBAIA Via Nazionale Tel. 0823 615009

CERRETO SANNITA Hotel Ristorante Pizzeria LA VECCHIA QUERCIA Via Cerquelle, 25 - Tel. 0824 861263 Trattoria I FRUNGIGL’ Via Madonna della Libera, 105 Tel. 340 6855831 Osteria SAPORI DEL TITERNO C.so Carafa, 12 - Tel. 333 8071338

SAN POTITO SANNITICO Agriturismo e Pernottamento L’ANTICA QUERCIA Via Provinciale, 20 Tel. 0823 912430 - 328 0218174 www.antica-quercia.it Azienda Agricola VALLE CHIARELLE Via Valle Chiarelle, 20 Tel. 333 4604029 - 320 9547065 SAN GREGORIO MATESE Formaggi Tipici del Matese ALFONSO STOCCHETTI Tel. 347 7534909 - 329 5888888 VAIRANO PATENORA Ristorante VAIRO DEL VOLTURNO Via IV Novembre, 60 Tel. 0823 643018

Osteria e Pizzeria LA TAVERNA DEI BRIGANTI C.da San Giuseppe Tel. 380 4745660 OSTERIA GIZZI - Cucina casereccia C.da Ariella - Tel. 0824 862018 Panificio CASSELLA Prodotti da forno tipici Pane, Pizza e Taralli Via Triterno - Tel. 0824 862233 Panificio I FRUTTI DEL GRANO Via Orticelli, 8 - Tel. 335 5345198 Macelleria e Norcineria da TATONE Carni e Salumi del Matese C.da Triterno - Tel. 339 4047646 Macelleria LE GENUINITÀ DEL MATESE Via Triterno, 53 - Tel. 0824 818350 Sapori dell’Arte Piazza Orticelli, 2 Tel. 334 3052525 Bed & Breakfast PIANA LA GATTA C.da San Felice, 84 Tel. 0824 862337 - 392 5105232 Bed & Breakfast ANTICO PODESTA’ Via Roma, 7 Tel. 338 6091295 - 340 7683712 Bed & Breakfast CASALE SAN FELICE C.da Caiazzano, 291 Tel. 348 2646965 Bed & Breakfast PALAZZO GIACCIO Centro storico - Piazza Lago, 14 Tel. 348 2759042 Trattoria e Affittacamere LA GROTTA DELLE API C.da Ariella, 134 - Tel. 0824 862175 Cell. 334 7040871 - 338 4115099 Oggettistica per la casa IL MONDO DI SOPHIE Piazza Orticelli - Tel. 366 3387530 Noleggio Auto - Officina AMBROSONE VITTORIO Via Tiratore, 14 Tel. 0824 862061 – 339 8138130

CUSANO MUTRI Osteria DA MARCELLINO C.da San Felice, 267 Tel. 0824 862323 Ristorante tipico e Pizzeria LA TAVERNA DEL CONTE Via Roma, 10 Tel. 389 6086925 - 338 9631624 Ristorante Pizzeria Cucina Tipica Area Pic nic Bungalow LO SVAGO Via Cerracchito, 12 Tel. 0824 862963 - 328 7048947

Lavorazione Artigianale Ferro, Grondaie e Lamiere PAOLO ANTONIO MATURO C.da Caiazzano, 122 Tel. 338 5690156 Falegname Artigiano RAFFAELE CIVITILLO C.da Caiazzano, 275 Tel. 0824 862448 - 380 1561888 CIVITELLA LICINIO Frazione di Cusano Mutri Ristorante tipico con camere IL GUARDIANO DEL MATESE Via Ariella, 164 Tel. 0824 818449 – 320 3574103

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Guida Turistica del Matese 2015

PAGINE UTILI Hair Dresser EMILIA Via Noce Cupa, 32 - Tel. 0824 818439

MORCONE Ristorante Pizzeria Albergo BELVEDERE Via Degli Irpini Tel. 0824 957646 – 338 5852149

Gastronomia MARAJÀ di Rosa Romano Via G. Falcone, 9 - Tel. 338 8777700 FB: Gastronomia Marajà RomanoRosa

Salumi e carni tipiche del Matese FATTORIA RINALDI Via Degli Italici Tel. 0824 957328 - 347 3432043 FAICCHIO Ristorante Pizzeria IL SAURO Via Cortesano - Tel. 0824 863691 Azienda Agrituristica ARENELLA Via Arenella - Tel. 328 7338261 Azienda Agrituristica Fattoria Didattica OASI BLU C.da Marafi, 156 Tel. 0824 819048 - 333 6424327 Agriturismo BORGO DEGLI AMICI Via Visanti, 35 - Tel. 339 1043177 borgodegliamici@gmail.com FB: Borgo degli Amici

Macelleria Agricola TRONTO LUIGI C.da Piana, 451 Tel. 339 6974267 - 348 1622791 PIETRAROJA Degustazioni Tipiche - Bar ARIA CORTE BAR ITALIA Piazza Vittoria 11 Tel. 0824 862250 - 340 6028270 PUGLIANELLO Ristorante e Pizzeria LA FOGLIA D’ORO Via Marafi - Tel. 0824 946585

Agriturismo MARCHESE Via Sciardi, 52 - Tel. 0824 814102 Cell. 388 1866272 - 333 8453630 Azienda Agrituristica TORRE VECCHIA DI MARAFI Via Marafi - Tel. 0824 819063 Cell. 347 7712663 – 349 3217745 www.torrevecchiadimarafi.it Ristorante Pizzeria IL RISTORO DEL BORGO Piazza L. Palmieri, 34 Tel. 347 3608120 Ristorante Pizzeria LA LUCCIOLA SUL TITERNO Via Marafi - Tel. 349 4088818 Casa per vacanze L’ANTICO CASALE Via Amati - Tel. 328 7384971 Macelleria MARENNA Via Marafi, 261 - Tel. 0824 819000 MASSA DI FAICCHIO Azienda Vitivinicola LA VINICOLA DEL TITERNO Via Iacovelli - Tel. 0824 814380 Ristorante Pizzeria IL MONTICELLO Tel. 0824 814045 - 347 2389402 Trattoria Pizzeria LA CAMPAGNOLA Via San Nicola, 22 Tel. 0824 814081 - 320 4640073 Affittacamere DON ORAZIO Via Iacovelli - Tel. 328 7837945 Azienda e Macelleria Agricola BORRELLI Produzione propria Via Sciardi, 2 Tel. 389 0525899 – 380 3037494

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TELESE TERME Restaurant & Pizza CAMPUTARO’S Via Nazionale Sannitica, 22 Tel. 0824 941380 Ristorante Pizzeria Bar IL CIGNO Via Panoramica del lago, 2 Tel. 0824 941462 - 320 3469853 NON SOLO… STRUPPOLERIA Via Lagni, 26 - Tel. 0824 903472 Azienda Vinicola ABATE Via San Giovanni, 23 Tel. 0824 976470 - 901112 Pane Biscotti Pizza Dolci PANIFICIO EUROPA Viale Europa, 55 Tel. 0824 976949

SAN LORENZELLO Biscottificio BARBIERI Via P. Sasso, 24 - Tel. 0824 815158

Tavola calda Pane Pizza Dolci I SAPORI DI NONNA LUISA Di fronte alle Terme Vecchie Tel. 0824 941462

OLIVICOLA TITERNO Olio extravergine d’oliva Via Napoli, 27 - Tel. 320 2605777

Moto & Cicli NAVARRA via Roma, 232 Tel. 0824 976612 Fax 0824 976612

Azienda Agricola Antica Masseria ‘A CANC’LLERA Via Tratturo Regio, 20 Tel. 0824 814268

Caffè in cialde e capsule Macchine da caffè in comodato CAFFÈ NEAPOLIS Via Vallo Rotondo, 6 Tel. 349 3174120 - 347 6594589

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