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Un unico grande mosaico...

per rafforzare le tante potenzialità del Matese Dallo sport estremo al folclore. Dalla speleologia al turismo culturale, passando per lo sci alpino, lo sci di fondo, lo snowboard. Il Matese non è una terra da poter definire con una sola parola. Ne occorrono molte perché molte sono le sue potenzialità. La fascia collinare e il versante più specificamente montuoso dispongono di una lunga rete di piccoli Comuni, ciascuno con una propria attrattiva ma, ed è questo il grande limite endemico, nessuno di questi Comuni ha fino ad oggi provato ad essere effettivamente il tassello di un unico grande mosaico. L’offerta turistica “made in Matese” è davvero eccezionale: l’itinerario dei castelli, ad esempio, lega alla perfezione realtà antropiche come Gioia Sannitica, Prata Sannita, Sant’Angelo d’Alife e Raviscanina, Letino, Castello del Matese. Così come l’itinerario del sacro, seguendo il percorso micaelico, presenta interessanti grotte affrescate, lì dove un tempo c’era la via Francigena ed oggi ancora resistono testimonianze preziose del culto religioso d’età longobarda legato alla figura di San Michele Arcangelo. E ancora: esiste un itinerario dei conventi, dalle grange cistercensi fino alle attuali sedi di noviziato dei frati francescani alcantarini. Senza parlare dello sport: che sia deltaplano, parapendio, escursionismo a piedi, a cavallo o in mountain bike, speleologia, orienteering, sci, fuoristrada, alpinismo, il Matese è terra ideale per tutti gli appassionati. E infine gli eventi di carattere culturale: La Giostra di Castello Matese, Le Notti dei Briganti di San Gregorio Matese, il Palio dei Normanni di Sant’Angelo d’Alife e Raviscanina, il FateFestival di San Potito Sannitico, IlluminArti a Piedimonte Matese, la Sagra degli antichi sapori a Gioia Sannitica, la Sagra dei funghi a Cusano Mutri, il Festival Luoghi fuori Luogo a Letino, RiTorno a Gallo a Gallo Matese, senza contare, sul piano scientifico e naturalistico, appuntamenti annuali come Migrandata. Cosa manca, dunque, al Matese per “fare sistema”? Fino ad oggi si è assistito ad una selva di proposte estemporanee e diversificate che non premiano il territorio visto in un’ottica comprensoriale, ma frammentano enormemente la domanda turistica perché manca un cartellone di eventi unico che segua il circuito promozionale delle agenzie di viaggio e, al tempo stesso, non esiste, ad esempio, un portale on line che unisca e coordini tutta la variegata gamma delle offerte legate al tempo libero, in maniera razionale e organizzata. Chi perde è ovviamente il territorio, ma anche la potenziale domanda destinata a lievitare anno dopo anno. Ecco perché l’auspicio di questa estate 2014, lanciato attraverso le colonne della Guida Turistica del Matese, non può che essere quello di guardare al futuro sognando la nascita di un soggetto “terzo”, che unendo professionalità, competenza e management, riesca a proporsi come effettivo mediatore fra l’offerta e la domanda, smistando le richieste ma coordinandone le proposte a monte. Solo in questo modo il Matese potrà passare dal suo atavico destino del turismo “mordi e fuggi” ad un futuro a medio termine fatto di brevi soggiorni e lunghi weekend. Allora sì che la montagna saprà svelarsi in tutta la sua straordinaria varietà. Gianfrancesco D’Andrea


SOMMARIO 6

Ritorno alla Terra

8

Comune di Letino

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Le Campanule del Matese

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Illuminarti

36

100 Km del Matese

44

L’agnello del Matese

50

CittĂ del tartufo

54

Comune di Gallo Matese

64

Salita al monte Mutria

74

Anfibi e rettili

82

Sci Club Fondo Matese

86

Traversata nella terra di mezzo


3 | GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2014


BENVENUTO

turista

Ricorda che sei tanto piĂš gradito, quanto piĂš contribuisci a mantenere il Matese pulito

Invitiamo tutti i vacanzieri a non abbandonare rifiuti nei prati o nei boschi, ma a lasciarli negli appositi contenitori. Meglio ancora sarebbe portarli a casa propria, cosĂŹ da non gravare sui costi di smaltimento dei piccoli comuni mate-


Rivista Specializzata Turismo, Sport, Natura Periodico di informazioni turistiche del massiccio del Matese Registrazione Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce) n. 798 del 17/05/2012 Direttore Responsabile Lorenzo Applauso Editore Sisto Bucci Piedimonte Matese (Ce) Tel. 335 453487 sisto.bucci@gmail.com Impaginazione e Grafica Peppe Ranucci per BrainsAtWork.it Caserta Stampa Ikone srl Piedimonte Matese (Ce) Pubblicità Service & Communication srl Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 787300 Numero Verde 800 998609 www.montidelmatese.com info@montidelmatese.com Hanno collaborato Antonella D’Avanzo Giovanna Campanella Lorenzo Applauso Pasquale Buonpane Vincenzo D’Andrea Guglielmo Ruggiero Giovanni Capobianco Gianfrancesco D’Andrea Mario L. Capobianco Foto Luigi Rossi Filippo Antonio Fortini Stefano Dati Pasquale Buonpane Marcello D’Andrea Mario L. Capobianco Giovanna Mastrati Sisto Bucci Antonella D’Avanzo Alessandro Santulli Lorella Palumbo Guglielmo Ruggiero Giovanni Capobianco Antonio Mancuso Rosario Balestrieri Giovanna Campanella Pietro Iamartino Finito di stampare Giugno 2014

Rafting nel fiume Biferno | www.moliseavventura.it


Guida Turistica del Matese 2014

Ritorno alla Terra NATURA

di Lorenzo Applauso foto di Luigi Rossi

Anche nel cuore del Matese, la tendenza lascia spazio all’esigenza. I tempi sono duri e difficili, i giovani cominciano a capire che bisogna dare il cambio agli anziani che per la stanchezza dovuta all’età hanno deciso di mollare. Certo, non è compito facile ma potrebbe essere una delle vie maestre che tornando al passato, potrebbe dare certezze al futuro. Così alcuni giovani, con queste prospettive, cominciano timidamente a muovere i primi passi proprio nel cuore del parco del Matese. Si riparte da Gallo Matese, dove le terre fertili non sono grandi distese ma dove investire in modo mirato e con prodotti

biologici, in quelle poche terre, attualmente incolte potrebbe davvero essere la partenza per una grande attività. E così che una coppia giovane, impegnata anche in un altro settore, diventa una piccola azienda e investe nella terra. Arrivano sul mercato i primi prodotti di questa piccola azienda. Si parte dai frutti di bosco con la coltivazione di lamponi, more e fragole, coltivazione che avviene in pieno campo senza trattamenti né concimi chimici. Ovviamente, la frutta raccolta viene venduta fresca oppure, quando non trova mercato immediato, viene trasformata in piccole confezioni di confetture e sciroppi.

I FAGIOLI BIANCHI DI GALLO MATESE Anche i fagioli coltivati a Gallo Matese vengono tramandati di generazione in generazione con una continua ricerca della loro originalità e da sempre fanno parte dei piatti della tradizione locale. Pensate, la tradizione dell’epoca ancora oggi trova già dalla piantagione i piccoli trucchi del mestiere. Ancora oggi infatti, i fagioli vengono piantati col mais che serve contemporaneamente per il sostegno dei fagioli e per la granella dalla quale si ricava poi la farina per la polenta. A quote decisamente più basse, vengono coltivati i fagioli rossi e quelli cosiddetti di “cera” (o cerati) che, secondo i nutrizionisti, rappresentano un alimento sano e importante per il nostro organismo. 6


DAL GRANO DI GALLO MATESE ESSICCATO AL SOLE ARRIVA LA FARINA DOPPIA

Da qui alla farina il passo è breve. Il famoso grano tenero di Gallo Matese fatto essiccare al sole in modo naturale viene pulito manualmente anche dai giovani coltivatori. Una preparazione particolare per la molitura che avviene, pensate, nel vecchio mulino con macina a pietra, gestito da un’anziana signora che se solo prende l’influenza subisce un rallentamento anche la produzione. Da qui, da questo mulino a pietra, si ottiene una farina tipo 2 o semi integrale, meno raffinata e quindi più ricca di vitamine, sali minerali e fibre che fanno benissimo al nostro organismo, abituato a cibi troppo raffinati che spesso rappresentano un aspetto nutrizionale negativo. Questa farina ha già trovato una fetta di mercato importante sia nell’ambito degli abitanti del Parco stesso sia fuori. Ovviamente non si tratta ancora di grossi quantitativi.

I FRUTTI DEL SOTTOBOSCO Il parco del Matese è ricco anche di prodotti, diciamo, del sottobosco che trova facile mercato grazie alla sua genuinità e alla sua non facile reperibilità. Così la piccola azienda matesina ha pensato di ampliare questo fronte produttivo con la produzione di origano, timo, finocchietto e funghi porcini che vengono raccolti in montagna e poi fatti essiccare rigorosamente all’ombra. Bene, questo breve viaggio alla ricerca dei prodotti della terra e del sottobosco può essere racchiuso, come abbiamo detto all’inizio del nostro pezzo, in due punti essenziali: la ricerca e il recupero della genuinità e del prodotto tipico, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto imprenditoriale: investire nella terra. Un settore dove già fioriscono un po’ ovunque meeting e convegni. Certo, se in questo ci fosse più imprenditoria e meno politica potrebbe essere un vantaggio per tutti, ma scindere le due cose è sempre possibile?

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IL CIELO È ARANCIONE SOPRA

Letino!

Dopo un complesso percorso di selezione, il Touring Club Italiano, ha assegnato la Bandiera Arancione, certificando che il comune di Letino si distingue per il contesto naturalistico di pregio e la posizione panoramica, per la presenza di diverse strutture turistiche integrate nel territorio, la buona promozione delle risorse locali, lo stato di manutenzione delle risorse storico-culturali e la alta percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata. Letino è stato il comune n. 200 in Italia (solo 4 in Campania) a ricevere questo prestigioso riconoscimento riservato alle piccole località dell’entroterra, capaci di distinguersi per le loro eccellenze e per la qualità dell’accoglienza. 8


Guida Turistica del Matese 2014

Il paese è raccolto su un lungo sperone di roccia del versante occidentale del Matese, in un contesto paesaggistico incontaminato e in posizione centrale e panoramica tra il lago di Gallo e il lago di Letino. Un documento del 1629 cita “Lo Tino”, mentre in altre stampe della stessa epoca, si legge già Letino, toponimo citato dallo storico Gianfrancesco Trutta. L’etimologia dell’originario Tino, a cui in seguito fu aggiunto l’articolo, è stata correlata ai Tini, popolo della Tracia meridionale, oppure Tinos, isola nel Mare Egeo o a Tina, regione posta ai confini tra Grecia e Turchia. Forse, durante i secoli dell’Alto Medioe-

vo, un gruppo di immigrati greco o turco, si stanziò sul Matese, alle falde del monte Miletto, poi, per le difficili condizioni climatiche si trasferirono prima sull’antica strada che conduce a Roccamandolfi in Molise e successivamente, intorno al 1000, nel sito dove ora si trova insediato l’agglomerato urbano di Letino. Nel Medioevo Letino appartenne a un Rainone di Prata che governò tra il 1118 e il 1154. Ultimo Signore fu il barone Marco Aurelio Carbonelli fino al 1806, quando con l’arrivo delle armi napoleoniche nel Regno di Napoli, furono soppresse le investiture baronali. Con la Restaurazione, Letino entrò a far parte del Mandamento di Capriati al Volturno fino al 1926. Tra le vicende più significative della storia letinese sono da ricordare il brigantaggio post-unitario e il Movimento Internazionalista Anarchico di Carlo Cafiero e Errico Malatesta, culminato con la creazione della Prima Repubblica Anarchica del Matese. 9


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Il Lago di Letino Prima che la Società Meridionale costruisse l’alta diga di sbarramento, che ha dato origine al lago artificiale, il fiume Lete si inabissava nel profondo e misterioso inghiottitoio del Caùto, per ricomparire sull’orrido precipizio sopra Prata Sannita. Durante la stagione invernale e nel corso del disgelo primaverile, le acque del Lete formavano un vasto bacino naturale per poi tracimare in cascata nella ripida Valle delle Ravi. Sorgente Acqua Fredda In tutto il territorio del comune, sono presenti centinaia di piccole sorgenti, tutte si contraddistinguono per la purezza delle acque e dal gusto che si prova facendone una bella bevuta; ma la sorgente Acqua Fredda ha una caratteristica particolare che la contraddistingue: l’acqua è proprio fredda! Tanto da non riuscire a tenere una mano immersa per non più di pochi secondi.

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Le grotte di Caùto sono situate a ridosso della diga del Lago, su due piani paralleli distanti mediamente 90 metri l’uno dall’altro. La galleria superiore si incunea nella montagna e presenta folta vegetazione e molte piccole cascate del fiume che precipita verso la Valle del Volturno. Quella inferiore è scavata nella roccia dalle acque del Lete. Le grotte, da tempo, richiamano speleologi e studiosi che hanno decantato sia la bellezza sia le asperità dei paesaggi, rendendole molto interessanti e a tratti uniche, specie alla fine del percorso con lo sbocco sulla veduta della Valle di Prata Sannita.


Il fiume Lete - Sorgente Capo Lete Nella Piana delle Secine, a poco più di 1.000 m di quota, in una piccola polla d’acqua, si identifica la sorgente “più a monte” del fiume Lete, a cui via via lungo il primi metri di percorso si uniscono altre sorgenti che danno più vigore al corso d’acqua. Anticamente veniva chiamato Ete. Nell’Eneide di Virgilio, nel VI libro, le anime dei Campi Elisi vi si tuffano quando devono reincarnarsi, secondo la concezione pitagorica della metempsicosi; mentre Dante Alighieri, nel Purgatorio, immagina che in questo fiume, situato nel paradiso terrestre, sul monte del Purgatorio, si lavino le anime purificate prima di salire in Paradiso, per dimenticare le loro colpe terrene. Dante lo chiama però Letè, per la sua difficoltà nel riconoscere gli accenti nei nomi di derivazione greca. Accanto al Letè scorre il fiume del ricordo delle cose buone del proprio passato, l’Eunoè; i due fiumi potrebbero essere ricollegati ad antiche fonti di un sito oracolare della Beozia, dove scorrevano appunto Lete e Mnemosine, e dove bevevano i pellegrini (sul mito di due fonti di segno opposto sarebbero nati molti episodi di opere letterarie nelle letterature europee moderne, soprattutto nel Quattrocento).

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Festività di Santa Maria del Castello, Regina del Matese Ricorre la terza domenica di settembre; Per l’occasione le donne di Letino durante la processione indossano il costume tradizionale, che nel paese ancora oggi sopravvive, sfoggiato dalle donne in particolare durante le manifestazioni folcloristiche e religiose.

Museo del territorio Ubicato in piazza della Repubblica, nel palazzo adiacente al Municipio, ospita mostre ed esposizioni temporanee di vario genere, soprattutto nel periodo estivo. Per il resto dell’anno, è possibile visionare una mostra fotografica permanente dal titolo “Quota Mille”.

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Istituto storico del territorio Per dare maggiore risalto e informazioni sulle vicende storiche del territorio è stato costituito un museo storico, situato in via Roma, dove è esposta permanentemente una mostra riguardante i Moti rivoluzionari del Matese del 1877. La documentazione riguarda le testate giornalistiche dell’epoca che, a livello nazionale, hanno dato risalto all’accaduto.


Agriturismo

Le Fossate Da vent’anni, nel cuore del Parco regionale del Matese, offriamo piatti tipici a base di prodotti locali. Si tratta di un agriturismo in cui si possono trovare prodotti tipici genuini, dalle carni ai formaggi; i primi piatti sono tutti fatti a mano e il pane è quello tipico del posto, lievitato naturalmente e cotto nel forno a legna.

www.lefossateilchioschetto.it

Strada Provinciale loc. Licia - Letino (Ce) Tel. 0823 949595 Ab. 0823 945115

iL Chioschetto Un Lounge Bar-Ristorante, la cui gestione è la stessa dell’agriturismo Le Fossate. Un classico chiosco in legno che affaccia sul lago di Letino, con un panorama incantevole e suggestivo. Un luogo dove ci si può rilassare e degustare piatti locali, cocktail e dolci. Località Lago di Letino - Letino (Ce) www.lefossateilchioschetto.it facebook: il chioschetto info@lefossateilchioschetto.it Tel. 0823 949595 | Ab. 0823 945115


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Il Costume La bellezza e la sfarzosità unica del modo di vestire delle donne di Letino è una caratteristica che distingue un popolo intero che lo rende fiero e orgoglioso. Letino ha sempre avuto un gruppo folcloristico che ha portato in giro la bellezza e l’originalità sia del costume che delle tradizioni locali. E’ doveroso ricordare che nella sagra del Matese, svoltasi a Campitello Matese nel 1929, le donne di Letino parteciparono in massa, distinguendosi per la loro maestria e per la bellezza dei costumi; una giornale dell’epoca le definì le amazzoni del Matese perché si esibirono con un carosello a cavallo destando stupore e meraviglia ai presenti. Oggi grazie alla passione dei giovani di Letino, il gruppo folcloristico ripropone usi e tradizioni di un’epoca che non esiste più. R. Musa, Olio su tela - cm 198 x 192 “Prima Sagra del Matese, 30 gugno 1929” Convitto “Mario Pagano” Campobasso

Il Castello di Letino è situato su di un colle che domina l’abitato, a circa 1.200 metri sul livello del mare. Fondato nel III secolo, ospitava una guarnigione permanente destinata a sorvegliare la zona dell’alto Matese. Nel corso dei secoli il Castello ha subito numerose trasformazioni. La poderosa cinta muraria, di forma irregolare, è intervallata da cinque torri di avvistamento a pianta circolare. All’interno della cinta muraria venne edificato intorno al XVII secolo il Santuario di Santa Maria del Castello che assorbì buona parte dell’edificio. Attualmente non sono presenti altre costruzioni dentro le mura tanto è vero che lo spazio interno ospita il cimitero di Letino. 14

Foto di Filippo Antonio Fortini


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Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista Dedicata a San Giovanni Battista, Patrono e Protettore del paese, presenta una facciata in pietra, a cui è stato aggiunto il campanile, anch’esso in blocchi di pietra.

Al di sotto dei finestroni campanari, è stato murato in epoca recente, un grande mosaico a mattonelle, con l’immagine del titolare. L’interno è sobrio e modesto, con pregevoli paliotti d’altare di marmo, proveniente forse da cave locali, e dipinti di santi su supporti di rame.

Prodotti tipici Tra i prodotti tipici da degustare sul territorio, la patata di Letino, una varietà montana qui coltivata fin dal 1820, e gli ottimi formaggi del Matese, tra cui il pecorino, la ricotta di pecora, la scamorza e il caciocavallo. Una grande riscoperta, quella della segala coltivata nelle piana delle Secine.

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Eventi Festival del folclore Per incentivare la conoscenza e la riscoperta delle tradizioni locali, la Pro Loco, ormai da più di vent’anni, ha istituito il Festival del Folclore, che si svolge nella prima quindicina del mese di agosto. A questo festival partecipano i gruppi folcloristici dell’area matesina, sia campana che molisana e altre rappresentanze di gruppi folcloristici di varie parti d’Italia. Sagra del formaggio Essendo Letino un paese a vocazione silvo-pastorale, grande rinomanza hanno i formaggi prodotti in loco dai pastori, e questa sagra, che viene svolta il 14 agosto di ogni anno, vuole essere l’occasione per far degustare i vari tipi di formaggi e dare lustro ai produttori. Sagra della patata La patata di Letino è uno dei prodotti più conosciuti per le sue caratteristiche particolari. Questo tubero fino a pochi anni fa rappresentava un elemento essenziale per l’economia locale perché se ne coltivava una tale quantità che veniva usata come merce di scambio per barattare con altri prodotti agricoli dei paesi pedemontani. Per promuovere, far conoscere e degustare tale prodotto, alla fine di agosto si svolge la sagra della patata novella di Letino.

Trekking In tutto il Matese ci sono centinaia di chilometri di sentieri adatti al trekking, tutti ben segnalati dal Club Alpino Italiano. Alcuni dei sentieri più belli si trovano proprio nel comune di Letino e portano in luoghi che assolutamente tutti gli appassionati di trekking devono vedere. 16


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Arrampicata sportiva La Falesia di Pescopanni si trova in località Sava e comprende ben 15 vie di arrampicata, aperte nel 2012 e nel 2013 da Riccardo Quaranta e Stefano Dati. Gradi di difficoltà da 5b a 7c. La Falesia è posta in ombra e consente l’attività anche nelle giornate molto calde, dalla mattina sino al tardo pomeriggio.

Il 15/16/17 agosto 2014 si svolgerà la 3° edizione di Letino Vertical Climbing, presso la falesia di Pescopanni sita nel comune di Letino – loc. Sava. Attività di arrampicata sportiva per tutti e bouldering. Le attività saranno condotte dalla UISP lega montagna campania e UISP comitato territoriale di caserta. Patrocinio del Comune di Letino La chiodatura della falesia è stata a cura di Stefano Dati e Riccardo Quaranta con autorizzazione comunale di affidamento dei lavori all’associazione UISP “DAMO-TI-LING” che da anni cura la promozione territoriale turistica e sportiva della Campania.

Municipio di Letino Via Filippo Turati, 10 Tel. 0823 945004 http://www.letino.gov.it

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Visitiamo la Natura

Un giro intorno al Lago del Matese In auto, in moto... ma meglio in bici. Un percorso pianeggiante, adatto a tutti, a circa mille metri di altitudine, per complessivi 22 chilometri, che volendo si possono suddividere anche in piĂš tratti, alcuni panoramici e soleggiati, altri in cui si attraversano boschi di faggio tanto fitti che anche i raggi del sole faticano ad entrare.

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Cipresseta di Fontegreca Una piacevole visita al Bosco degli Zappini permette di trascorrere qualche ora immersi in una fitta vegetazione che tra giochi di ombre, acqua, piccole cascatelle e piscine naturali, mostra continuamente nuovi ed affascinanti scorci.

Oasi Le Mortine Nel territorio comunale di Capriati a Volturno, è situata in un’area attigua al fiume Volturno ed è parte di una più estesa zona umida caratterizzata da un bellissimo bosco fluviale, ricco di numerose specie di fauna e flora. Oasi WWF Campochiaro-Guardiaregia qui è possibile praticare lunghe passeggiate, scoprendo spettacoli naturali dovuti prevalentemente a fenomeni carsici, come il canyon del torrente Quirino. Forre di Lavelle Lungo il corso del torrente Titerno sulla strada provinciale che collega Cerreto Sannita a Cusano Mutri è possibile visitare le Forre di Lavelle, che rappresentano alcuni dei luoghi più suggestivi del Matese. 19


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NATURA

Le Campanule DEL MATESE

di Pasquale Buonpane

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Non è un caso che nei paesi anglosassoni le chiamino blue-bells, campane blu. Salvo rare eccezioni nei fiori delle Campanula a farla da padrone è il blu in tutte le sue possibili declinazioni. Il genere annovera oltre 200 specie di piante erbacee per lo più perenni, diffuse tra Europa, Asia, Africa ed America settentrionale; la flora italiana ne comprende almeno una cinquantina, il Matese ospita un buon numero di specie, tutte con il tipico fiore a campana. Cerchiamo allora di conoscerne qualcuna più da vicino.

Campanula trachelium

Campanula glomerata

È una delle specie più comuni, presente su tutto il territorio nazionale ad eccezione della Sardegna. Piuttosto variabile si incontra in un gran numero di ambienti dal piano fino a 1500 m di quota. Il nome specifico deriva dal greco trachelos, trachea, probabilmente perchè fin dall’antichità questa pianta era utilizzata per curare le tracheiti. Può raggiungere e talvolta superare il metro di altezza,fiorisce da giugno ad ottobre

Dal latino glomeratus (appressato), per via dei fiori che crescono stretti gli uni agli altri, predilige i prati tendenzialmente asciutti con suolo calcareo, dal piano fino a 1500 m secondo vari autori, in realtà sulla nostra Gallinola e sul monte Mutria raggiunge quote ben maggiori. E’ presente in tutte le regioni con l’esclusione di Sicilia e Sardegna, fiorisce anch’essa da giugno ad ottobre.


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Campanula rapunculus

Campanula foliosa Tipica dell’Italia centro-meridionale è presente lungo la dorsale appenninica dai 900 ai 1800 m di altitudine, dalle Marche alla Basilicata, manca in Puglia e Calabria. Sul Matese ha una diffusione discontinua risultando abbastanza comune sul versante molisano e al contrario piuttosto rara su quello campano. La fioritura di questa specie va da luglio ad ottobre.

Lungo le siepi o ai bordi delle strade è facile incontrare il noto raperonzolo (dal latino rapunculus= piccola rapa). Un tempo le radici e le foglie basali di questa pianta erano molto usate per la preparazione di insalate e minestre, un uso che ai giorni nostri va sempre più scomparendo. E’ una specie diffusa in tutte le regioni, dal piano fino ai 1500 m, assente nelle isole maggiori.

Campanula persicifolia È forse la specie più appariscente,si incontra con una certa frequenza ai limiti delle faggete o nelle radure all’interno dei boschi. Il nome deriva dalla somiglianza delle foglie con quelle del pesco (Prunus persica). E’ una specie diffusa in quasi tutte le regioni (manca solo in Calabria, Sicilia e Sardegna) dai 100 ai 1500 m di altitudine. Fiorisce da maggio ad ottobre. 21


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Campanula scheuchzeri Tipica delle vette più alte, è presente dai 1300 ai 2600 m di altitudine in tutte le regioni tranne che in Puglia e Sardegna. Da noi è abbastanza comune sull’area sommitale del monte Miletto dove è possibile ammirarla in fiore a partire dal mese di luglio. La Campanula scheuchzeri sulle nostre montagne è presente anche con la sua sottospecie pseudostenocodon che predilige quote meno elevate e si incontra a partire dai 300 m di quota.

Queste sono solo alcune delle Campanula osservabili sul massiccio del Matese, quando avremo la fortuna di incontrarle ricordiamo sempre che molte specie sono protette da leggi regionali e nazionali. Limitiamoci quindi ad osservarle e magari fotografarle evitandone sempre la raccolta.

floradelmatese.blogspot.it 22


foto Luigi Rossi

1515 se avvisti un incendio non esitare, chiama subito il numero telefonico nazionale del Corpo Forestale dello Stato

NUMERI UTILI

Emergenza Incendi Corpo Forestale dello Stato 1515 San Gregorio Matese 0823 919116 Piedimonte Matese 0823 911510

Carabinieri 112 Piedimonte Matese 0823 545400 - 0823 786050 San Gregorio Matese 0823 919187 Capriati a Volturno 0823 948024 Cerreto Sannita 0824 861160 – 861130 Guardiaregia 0874 785132

Emergenza Sanitaria 118 Ospedale di Piedimonte Matese 0823 544111


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curiosità

Enrico Caruso Nacque a Napoli, nel quartiere di San Carlo all’Arena, in via Santi Giovanni e Paolo 7, il 25 febbraio del 1873 da genitori originari di Piedimonte d’Alife. Il padre, Marcellino Caruso (1840–1908), era un operaio metalmeccanico; la madre, Anna Baldini (1838–1888), faceva la donna delle pulizie. Studiò con G. Vergine e V. Lombardi. Esordì al Teatro Nuovo di Napoli nel 1894 e cantò poi nei principali teatri del mondo, soprattutto negli USA, dove fu per diciassette anni l’idolo del Metropolitan di New York. La sua voce ebbe affascinante dolcezza di timbro, vibrazioni energiche e intense e perfino toni baritonaleggianti.

fonogeniche la voce di Caruso fu diffusa con le incisioni in dischi, contribuendo ad affermare la sua fama in tutto il mondo.

Il suo repertorio si fondava particolarmente sulla produzione italiana e su quella francese. Fu cantante verista superiore agli altri tenori dell’epoca anche per l’ottima scuola; per le sue qualità

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La curiosità sta nel fatto che quando i suoi genitori si trasferirono da Piedimonte d’Alife (dal 1974 Piedimonte Matese) la madre era al sesto mese di gravidanza, infatti dopo circa tre mesi nacque il piccolo Enrico. Oggi una lapide affissa sulle mura della casa che li ospitò, ricorda questo particolare episodio piedimontese. Chissà, magari un giorno, quella casa potrebbe ospitare un piccolo museo dedicato al grande tenore.


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EVENTI

Foto di: Marcello D’Andrea, Mario L. Capobianco, Giovanna Mastrati, Luigi Rossi, Sisto Bucci

Nato da una intuizione di due sodalizi, l’associazione culturale Byblos e il Comitato festeggiamenti di San Marcellino, IlluminArti è ormai l’evento più importante della tarda primavera: nella splendida cornice del quartiere di San Domenico, a Piedimonte Matese, il ricco patrimonio d’arte della città antica torna davvero al suo antico splendore, ogni anno, solitamente nel periodo ricompreso fra l’ultima domenica di maggio e la prima settimana di giugno.

L’idea punta alla trasformazione della festa del patrono in chiave prettamente culturale ed ha unito, strada facendo, molte altre realtà associative della città. «Il format – spiegano gli organizzatori – è quello di un comunissimo evento noto in altre realtà come “Monumenti porte aperte”, ma noi giochiamo moltissimo sulla suggestione che riescono a dare i nostri siti monumentali se arricchiti dalla presenza di concerti, mostre, reading e illuminazione artistica». Il percorso si snoda da piazza Roma, all’altezza del Palazzo Merolla, fino a Largo Santa Maria La Vecchia e racchiude circa venti punti di interesse. La città, per una notte, si presenta in tutto il suo splendore.

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IlluminArti

sulla città; la trecentesca cappella di San Biagio, dagli stupendi affreschi tardogotici; la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Palazzo ducale Gaetani d’Aragona. Cortili, giardini, antichi androni di palazzi d’epoca presenti lungo il percorso vengono aperti dai residenti e ovunque viene ospitato un concerto, un reading teatrale, una mostra d’arte.

Una ricchezza di siti storico culturali d’eccezione: è possibile visitare il Complesso monumentale di San Domenico, con il Museo civico, la Cappella del Rosario, il chiostro quattrocentesco, la Chiesa di San Tommaso d’Aquino; la Chiesa seicentesca del S.S. Salvatore, progettata da Cosimo Fanzago con la bellissima altana da cui si gode una vista a 360 gradi

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IlluminArti

Piedimonte riscopre così la sua antica natura: ogni vicolo risplende di luce propria, in ogni angolo risuona la melodia di un violino, di un’arpa, di un flauto, musica, danza, teatro; insieme in una notte per raccontare la città e il suo nucleo più antico, dove gentili balconi colmi di gerani e terrazze soleggiate si aprono alla magia della notte svelando un sogno, dischiudendo la propria poesia più intima. Un percorso “sottovoce” fatto di eleganza, di armonia, di bellezza. Installazioni d’arte concettuale e mostre fotografiche o di pittura raccontano la città.

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Molte associazioni del territorio prendono parte all’evento con il proprio contributo artistico. La corale Regesta Cantorum, il Centro musicale Pro Arte, gli artisti della città che contribuiscono all’evento con una propria performance. E ancora, la Pro Loco Vallata, l’Associazione Amici del Catuozzo, il Laboratorio Terraquea, le scuole cittadine. E così, anche il Palazzo ducale Gaetani d’Aragona, dove è vissuta la bella poetessa arcadica Aurora Sanseverino, ritorna ad essere cenacolo di musicisti, poeti, filosofi: il porticato cinquecentesco riapre il suo portale durazzesco, il giardino con il Cortile delle Aquile si ristora nuovamente con le dolci note di un’arpa o di antichi strumenti musicali. I cortili di antichi conventi, come quello di San Benedetto, poi appartenuto all’Ordine delle Canossiane, ospitano ulteriori momenti d’arte: spazi restituiti per una notte alla città. E’ il trionfo dell’emozione e dell’amore per i propri luoghi. Dai giardini, dagli orti, riaffiorano i profumi dei fiori d’arancio, delle rose, dei gelsomini, delle acacie, dei pitosfori.

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IlluminArti

Rivive anche la gastronomia tipica, con le botteghe o gli stand in cui si ripropongono lumache al sugo, arrosticini di pecora, il profumato pane fatto in casa, pizzelle fritte, pasta e fagioli, pasta e patate.

Si rianimano i vicoli e le viuzze, gli angoli che fanno da belvedere sulla città; risplendono le facciate, i supportici, i cortili, le navate delle chiese. IlluminArti è come un soffio magico che alita sulla città: c’è l’incredibile energia degli artisti di strada, con i giocolieri, i trampolieri, i

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mangiafuoco; ci sono i laboratori estemporanei di ceramica o le animazioni da strada per bambini, dove i più piccoli possono scrivere, disegnare, colorare, curiosare. Lo spettacolo delle “statue viventi” accompagna all’interno di una fiaba, fra le bianche mura del Vicolo Stretto, o sul magico effetto prospettico delle Scalelle, o ancora fra le arcate affrescate del chiostro di San Domenico.


Centinaia di studenti delle scuole superiori affollano il quartiere, a testimonianza dello spirito giovane che ama questa solare cittĂ . E rispuntano, per una notte, le vere lavorazioni artigianali di un tempo, quelle che animavano il ricco quartiere di San Domenico: legno, rame, pietra, stoffe. Il vicino Torano, con la sua valle, porta frescura e profumi di bosco lungo le strette strade del quartiere e le note e i colori di IlluminArti riecheggiano come in un vecchio film, fra le magiche atmosfere della notte.

Comitato San Marcellino


I Castelli Il rudere del castello di Roccamandolfi si trova a 1.080 metri di altitudine e rappresenta uno dei piĂš importanti manufatti fortificati del Molise di epoca medievale.

Il castello di Gioia Sannitica, si trova a un’altezza di circa 250 metri sul livello del mare, in una posizione panoramica eccellente che si apre sulla pianura del Volturno. 34


Il borgo medievale di Prata Sannita, chiamato comunemente Prata Vecchia, è un complesso di memorie storiche, di antiche tradizioni e di regali passaggi, dall’imperatore Federico II di Svevia ad Alfonso I d’Aragona. Il borgo è arroccato intorno al castello fortificato di epoca normanna e poggia su un costone di roccia che si affaccia a dominare la valle dove scorre il fiume Lete.

Il castello di Rupecanina Un villaggio fortificato dell’epoca tardo-medievale. La particolarità della sua posizione geografica, posta su una collina a cavallo tra i comuni di Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife, strategica tanto per la difesa quanto per l’avvistamento dei nemici, e la presenza di caratteristiche grotte, resero il sito di Rupecanina la fortificazione di epoca normanna più grande della valle del medio Volturno.

A dominare il borgo antico di Faicchio troviamo l’imponente Castello Ducale, costruito nel XII secolo per volere dei conti Sanframondo e posto in una posizione strategica, elevata rispetto al corso del fiume Titerno. L’edificio ha la forma di poligono irregolare, con i lati raccordati tra loro da tre torrioni e la struttura che richiama il celebre “fratello maggiore” di Napoli, ossia il Maschio Angioino.

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Guida Turistica del Matese 2014

EVENTI

100 CHILOMETRI del Matese

Raduno di veicoli d’epoca con giro turistico del territorio

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28/29 GIUGNO 2014


100 chilometri del Matese

Tutto è iniziato il sabato pomeriggio, quando un numeroso gruppo di partecipanti, accolti presso il Country Resort Vernelle di Alife, tra visite guidate e degustazioni di prodotti locali ha iniziato ad assaporare quello che poi sarà il clima conviviale che li ha accompagnerà fino alla domenica sera. Puntuali, alle ore 10.30 della domenica mattina, poco meno di 100, tra auto e moto, completano la procedura dell’iscrizione e si preparano alla partenza.

Lo staff e il servizio d’ordine, composto da circa 20 elementi, ha accompagnato il lungo “serpentone”, assicurando un corretto e tranquillo passaggio tra i tanti piccoli comuni che sono stati attraversati, tra i saluti e gli applausi del folto pubblico.

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100 chilometri del Matese

Le autovetture partecipanti, hanno rappresentato un periodo compreso fra il 1935 e la fine degli anni ‘70, mentre la moto più “anziana” era del 1956. Cento chilometri a bordo di auto e moto d’epoca, lungo strade panoramiche, antichi borghi e le bellezze naturali del Matese. Immancabili, durante il tragitto, due soste di degustazione prodotti locali, a Pratella e a Letino, che si concludono con una terza e più corposa sosta ristoro nei pressi del lago del Matese. Luogo in cui ai circa 200 partecipanti si sono aggiunti altri amici e simpatizzanti, e tutti insieme hanno trovato accoglienza in una area pic-nic attrezzata che gli ha regalato alcune ore di autentico relax.

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100 chilometri del Matese

Riferiscono gli organizzatori qualche giorno dopo l'evento: «Ancora viva e presente l'emozione del raduno, desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, sostenuto e collaborato per la buona riuscita della manifestazione. Avevamo preannunciato un viaggio speciale, ove la passione per i motori di "una certa età" avrebbe sposato la passione per il territorio matesino, con i suoi panorami, gusti e colori, con i suoi sapori e profumi. Sembra che tantissimi abbiano gradito e siglato anche un patto di replica. Innamorati del felice connubio natura e motori, palese negli sguardi meravigliati, di chi per la prima volta ammirava i paesaggi e godeva dell'aria fresca che sui monti rendeva gradevole il caldo estivo a bordo delle loro care auto e moto 'old stile'. Appuntamento al raduno di marca dedicato all’Alfa Romeo, il 28 settembre 2014».

Club Auto e Moto

ANTICHI SANNITI Iscrizione veicoli nei registri storici Piazza Roma, 31 - palazzo Rubino Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 913460 Cell. 347 3920464 | 340 3449643 raffaelepiazza8@gmail.com www.camaspiedimonte.it Camas Piedimonte Matese


Archeologia Con un grande patrimonio archeologico, la Città di Alife è senza dubbio un luogo che merita di essere visitato. Da non perdere: le Mura, le Porte, l’Anfiteatro Romano, il Criptoportico e il Mausoleo degli Acilii Glabriones

A pochi chilometri dal comune di Sepino troviamo Altilia, una città romana conservata nei secoli. Anche se non si veri appassionati di archeologia, visitando per qualche ora l’intera zona archeologica di Altilia, si possono provare sensazioni molto particolari che portano a “sentire” tutti i secoli che in quelle maestose mura, in quelle silenziose stradine, in quelle imponenti colonne, sono trascorsi.

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bar SERVIZIO

PIZZERIA

DA ASPORTO

Piedimonte Matese (Ce) Via L. Ferritto, 2 (Porta Vallata) Tel. 333 8917337


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GASTRONOMIA

Dai pascoli del Matese una carne pregiata

L’AGNELLO

Il Matese offre una grande varietà di tipicità alcune molto famose, altre meno note, ma di eccezionale bontà: l’olio di oliva, la patata, i legumi con particolare riguardo alla lenticchia ed al fagiolo, l’aglio, la cipolla, il miele per non parlare dei prodotti spontanei del bosco quali i funghi, il profumatissimo tartufo nero e tartufo bianco, i frutti di bosco, l’origano, la maggiorana. Particolare attenzione va data ai prodotti

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che derivano direttamente dal mondo agropastorale quali il caciocavallo del Matese, i formaggi pecorini e caprini, la ricotta di pecora, l’agnello. Ed è proprio all’agnello che vogliamo dedicare le pagine che seguono. I pascoli di alta qualità presenti in tutta l’area consentono l’esercizio di un’attività antica quanto l’uomo: la pastorizia. Qui antiche famiglie di pastori si tramandano, da padre in figlio questa

di Antonella D’Avanzo


Gregge al pascolo in riva al lago del Matese

passione, un lavoro duro che viene ripagato con margini bassissimi. In un recente rapporto dal titolo “Studio sul ruolo dei sistemi pastorali nelle aree a rischio siccità e il cambiamento climatico” la FAO sostiene che il settore agropastorale e l’allevamento giocano un ruolo importante nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nel sostenere l’adattamento e la riduzione della vulnerabilità. I sistemi di alimentazione al pascolo sono un vero e proprio servizio ambientale che gli animali possono offrire alla società in relazione al sequestro di carbonio con l’accumulo della sostanza organica nel terreno ed alla lotta all’erosione dei suoli. In tutta l’area del Matese le razze di pecora che prevalgono sono la laticauda, la massese e la comisana, con una moltitudine di incroci. La razza laticauda con molta probabilità fu originata, da un incrocio del-

la pecora appenninica con la pecora Nord-Africana, Berbera o Barbaresca, importata in Campania dai Borbone ai tempi di Carlo III. Deve il suo nome alla caratteristica fisica più evidente di questa pecora, la grande coda, una sorta di sacca che accumula grasso durante la stagione di abbondanza di pascoli. Per questa caratteristica, di accumulare il grasso nella coda, le sue carni risultano più magre e povere di colesterolo. In quest’antica terra di pastori, la carne ovina è un elemento dominante. L’agnello del Matese per la buona qualità dei pascoli in cui vive e si alimenta ha una carne pregiata, poco grassa e molto saporita, ottima verso i cinque sei mesi di vita, ricca di calcio, ferro, vitamine del gruppo B, contiene più proteine del vitello, pur essendo scarsa di calorie. Esperti in nutrizione umana sostengono che per una corretta alimentazione

Guida Turistica del Matese 2014

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L’AGNELLO

bisognerebbe ingerire molti acidi grassi insaturi, soprattutto quelli essenziali della serie omega-3, presenti nel pesce, nei crostacei, negli oli vegetali, e limitare gli acidi grassi saturi. Le carni ed i prodotti dei ruminanti (bovini, ovini e caprini) contengono generalmente omega-3 in bassi quantitativi. Ma recenti studi hanno dimostrato in maniera inequivocabile che la loro concentrazione è fortemente e positivamente correlata con il pascolamento degli animali, ovvero, più tempo gli animali passano al pascolo più alta è la concentrazione di omega-3. L’ottimo contenuto in omega-3 è dovuto al fatto che l’erba verde è una ricchissima fonte di acido linolenico che costituisce circa il 70% di tutti gli acidi grassi presenti nell’erba ed è il precursore di tutti gli acidi grassi della serie omega-3. Fra gli acidi grassi benefici vi è l’acido linoleico coniugato, correntemente detto CLA; è stato dimostrato che questo acido grasso possiede spiccate proprietà anticarcinogeniche e antidiabetiche. Il CLA si forma nel rumine proprio nel corso dei fenomeni di bioidrogenazione

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Pastore del Matese

ruminale. Sempre la ricerca ha dimostrato che le carni ed il latte di ruminanti alimentati al pascolo contengono in media il doppio di CLA rispetto ai prodotti di animali alimentati in stalla con mangimi. In altre parole, questi animali che si sono evoluti per essere erbivori, producono ottime carni se alimentati come la natura richiede. Sempre più spesso, a ragione, il consumatore è attento alla provenienza locale del prodotto, del cosiddetto chilometro zero, alla tracciabilità che

deve indicare in etichetta la provenienza delle carni, il paese di nascita dell’animale, il paese di allevamento ed il paese di macellazione. Esistono vari tagli di carne di agnello, ed è importante fare una scelta tenendo conto del tipo di piatto che si vuole preparare e del metodo di cottura che si intende utilizzare. Il contatto con persone del posto può essere utile per essere indirizzati verso macellerie aziendali dove acquistare questo straordinario prodotto.

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ATTIVITÀ E SPORT

ECOCAMPUS MONTE ORSO

Immerso in un paesaggio naturale di rara bellezza e caratterizzato da verdi valli e boschi di faggio, l’Ecocampus Monte Orso è situato lungo la linea immaginaria che collega le più alte vette del Parco Regionale del Matese. È nato dall’idea di una giovane cooperativa con l’intento di realizzare non solo una struttura turistico-ricettiva improntata sulla valorizzazione delle peculiarità naturalistiche del territorio, ma anche un campo base per ciclisti ed escursionisti che possono sostare, utilizzare i servizi del rifugio, rifocillarsi e ripartire. Familiarità, accoglienza, informalità e convivialità

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sono i valori che contraddistinguono questo luogo incantevole, lontano da luci artificiali e da rumori urbani, adagiato sotto un mare di stelle. Situato a circa 1500 m di altitudine, nel territorio di Castello del Matese, a ridosso del confine con il Molise, è facilmente raggiungibile anche d’inverno grazie a un efficiente servizio spazzaneve. Durante la stagione invernale funziona come stazione sciistica per lo sci di fondo dove è possibile noleggiare sci e slittini, partecipare ad escursioni con le ciaspole, anche sotto la luce della luna piena, e utilizzare il servizio motoslitta per fare un tour e ammirare il paesaggio innevato oppure per raggiungere la vicina località sciistica di Campitello Matese. D’estate, invece, l’Ecocampus Monte Orso riesce a soddisfare molteplici richieste: è ideale per chi vuole fuggire dallo stress e godersi la frescura delle passeggiate nel bosco, trascorrere una domenica con la famiglia, divertirsi sul parco avventura o fare un’escursione in mountain bike.


Grazie alla presenza di una rete sentieristica ben segnalata è possibile fare escursioni di diversi livelli di difficoltà e tempi di percorrenza. La struttura offre un servizio di ristorazione basato su piatti tradizionali e prodotti a chilometri 0, un angolo bar con vasta scelta di tisane e un ambiente raccolto davanti al camino per rilassarsi, strimpellare la chitarra o connettersi ad internet grazie al wi-fi free. L’Ecocampus collabora con le associazioni culturali locali per l’organizzazione di eventi: ne è un esempio “Felona e Sonora” che concilia gastronomia, escursionismo e musica nel bosco e, giunta alla V edizione, registra ogni anno un numero crescente di presenze. Conoscere e vivere questo luogo rappresenta una valida risorsa per chiunque ami gli sport di montagna, la natura e la buona cucina, favorendo un rapporto intimo e diretto con l’ambiente, il paesaggio e il territorio del Matese.

Servizi offerti • pernottamento in rifugio • ristorante/bar • telefono/wi-fi free • nolo sci, ciaspole, slittini, mountain bike • area picnic/camping • escursioni guidate • supporto nell’organizzazione di eventi e convegni

Orari di apertura sabato e domenica tutto l’anno, giorni feriali su prenotazione. Contatti Tel. 0823 1765283 Cell. 320 4151264 ecocampus monte orso coopmonteorso@gmail.com www.ecocampusmonteorso.com

Come raggiungerci da loc. Miralago proseguire in direzione Campobasso/Bocca della Selva per 8 Km, al quadrivio di Sella del Perrone, svoltare a sinistra per immettersi sulla SP 319 in direzione Campitello Matese e proseguire per 2,5 Km. 49


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TERRITORIO

IL PARCO REGIONALE DEL MATESE È

Città del tartufo Matese e Tartufi... un connubio di milioni di anni che solo di recente ha avuto l’evidenza che merita. La conoscenza attuale e l’entusiasmo degli appassionati (micologi e tartufai) della “Associazione Micologica del Matese” ha permesso di avere coscienza di ciò che il mondo ipogeo matesino ci riserva.

L’evoluzione è stata tale da condurre da una superficiale cognizione di pochi tartufai, spesso ipogei più del tartufo, a rendere noto alla ribalta tartuficola nazionale il mondo dei Tartufi del Matese. Con l’attività decennale dell’Associazione Micologica del Matese (...10 anni orsono!), si è passati da una cognizione molto empirica a sviluppi più scientifici ed approfonditi. Le ricerche dei funghi ipogei e l’individuazione scientifica hanno permesso di determinare che il Matese, sia nel suo versante campano che nel versante molisano, sia nella quantità che nella qualità, è foriero di tutte le specie di Tartufo.

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Guida Turistica del Matese 2014

L’area montana e l’intero versante del Matese campano fanno la parte da leone con i suoi “Tartufi Neri”: di ogni specie considerata in gastronomia ed in ogni stagione dell’anno! Questa peculiarità ha portato l’Associazione Micologica del Matese a voler rendere evidente a tutti e non solo ai “cercatori di tartufo” questa ulteriore peculiarità dei monti del Matese. Con ripetuti incontri, con la consapevolezza di alcuni amministratori (... non tutti, purtroppo!) si è riusciti in uno degli intenti che da anni si sta cercando di ottenere: far riconoscere questa parte di Appennino nel “gotha” del settore tartuficolo del Bel Paese. Così Maggio 2014 ha rappresentato l’inizio di un importante percorso che ha voluto che il “Parco Regionale del Matese” diventasse il primo Ente Parco d’Italia ad entrare nel sodalizio delle realtà tartuficole, rappresentato dalla “Associazione Nazionale Città del Tartufo”. Con esso le 20 Comunità (15 della provincia casertana e 5 di quella beneventana) che afferiscono all’Ente Parco del Matese, a pieno titolo e con pieno merito, potranno fregiarsi di essere “Città del Tartufo”. Alla pari di realtà ben più note quali Alba, Norcia, Acqualagna, San Miniato, San Pietro Avellana, Bagnoli Irpino e le altre 53 realtà d’Italia che hanno fatto di questo prezioso tesoro di “Madre Natura” il volàno di notorietà delle proprie produzioni rurali. 51


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L’orografia, la natura geologica, la variegata flora arborea del Matese lo rendono di particolare interesse tartuficolo. Lo sforzo delle Associazioni e del Parco del Matese che ha realizzato questa importanza di questo settore, dovrà essere costantemente alimentato dall’entusiasmo di chi potrà fare del prezioso Tuber un modo per dare forza a una delle economie più importanti di questo territorio dell’Appennino Centro-Meridionale: la naturalità. La necessità di dare protezione alle aree di produzione è un punto fermo da sostenere ed intensificare. Un male che costantemente si sta evidenziando è il prelievo di questi frutti del sottobosco in modo abusivo: da vero e proprio “bracconaggio”. I danni arrecati al patrimonio produttivo di aree ancora selvagge potrebbero diventare seriamente compromettenti per la conservazione nel tempo di questi tesori spontanei. La necessità di ampliare le aree di protezione dovrà essere una priorità per questo e per tanti altri beni spontanei di questo territorio. Oggi il Matese limita la sua area protetta ad una frastagliata area del versante campano. Ma la sua identità è unica: la divisione amministrativa è solo una necessaria convenzione! La speranza di un prossimo riconoscimento di un Parco Nazionale, unico, senza distinzione di confine, condurrà ad un riconoscimento di un unico territorio, di “Città del Tartufo”, che coinvolgerà ancor più Comunità, ancor più importanti realtà produttive.

Associazione Micologica del Matese Sede: Casa del Parco del Matese Sant’Angelo d’Alife (CE) Tel. 329 6139049 amm.tartufi@gmail.com

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di Vincenzo D’Andrea


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Foto di Alessandro Santulli


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Gallo Matese

Se il Matese è “Una gran varietà di piccole meraviglie”, tra di esse certo c’è anche il comune di Gallo Matese.

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Del piccolo borgo si è sempre detto che, per la sorpresa che riserva, quando si appare alla fine della lunga salita dopo “r Zappin” (bosco di Fontegreca), è improprio definirlo paese di montagna. Infatti, si estende in un’ampia valle con un antico e piccolo Centro Storico a ridosso di una vecchia torre di origine normanna di sapore militare, di cui ben poco rimane. La valle è apparsa come la nota più caratteristica del territorio montano anche al gruppo di Bulgari, forse qui trasferitosi per motivi militari alla fine del VII secolo, tanto da determinare il nome stesso di Gallo (da “wuald”, termine di origine longobarda, trasformatosi poi in Gualdo, e da cui viene anche guado, territorio disboscato per attraversare o coltivare). L’origine bulgara di Gallo rimane da dimostrare e si scontra con un’altra forte ipotesi che vuole Gallo di origine sannitica.

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RiTorno a Gallo Matese foto di Lorella Palumbo

www.ritornoagallomatese.it

Sono stati in migliaia i fortunati che hanno assistito alla prima edizione di questo evento, che quest’anno si svolgerà nuovamente il 21/22/23 Agosto, e vedrà le performances di numerosi artisti che si esibiranno in

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tanti e diversi spettacoli, in più angoli del piccolo borgo matesino. Il progetto, promosso dall’Amministrazione Comunale con PSR Campania 2007 2013 - PIRAP (Progetti Integrati per le Aree Protette) - Mis. 313, continua in seconda edizione e “ha l’ambizione di crescere negli anni, rinforzando la convinzione che attraverso la circolazione di idee, la diversificazione degli eventi e la singolarità dei luoghi si possano definire meglio le differenze e le peculiarità che costituiscono l’unitarietà e l’identità di un territorio” - (come afferma il Sindaco, Giovanni Antonio Palumbo).


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Il 2 di agosto vi sarà anche la prima edizione de “La notte del Teatro” per la felicità del popolo di Gallo, da sempre appassionato di teatro, oltre che degli ospiti, che, si prevede, numerosi. La speranza dell’Amministrazione comunale e della Proloco è quella di far seguire a questa prima edizione tante altre, favorendo la nascita di un vero appuntamento annuale. 58


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La produzione di patate e di fagioli è notevole, perciò riservata al piccolo commercio oltre che alle necessità familiari. Menzione speciale merita il miele già ricordato dal Giustiniani nel 1800.

Quest’anno ricade il Centenario della Fontana dei Palombi, costruita per un atto di generosità da Angelo Palumbo detto “Mentfinia”, personaggio mitico anche per la sua sensibilità al bene comune, che per poche lire costruì tale opera nel 1914; utilissima perché indispensabile

per chi, allora come ora, pratica l’alpeggio estivo con i suoi animali, vacche e pecore. Il 2 di Agosto, nella località dove sorge la Fontana (Campo Figliolo), è prevista una grande festa di incontro tra le popolazioni confinanti: Gallo Matese, Letino, Roccamandolfi e Longano.

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Forra del “Pesco rosso”


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Nel territorio della frazione di Vallelunga vi è “Pesco rosso”, un contrafforte calcareo notevole per la mole e per il colore determinato dalla presenza di ferrite, che segna il confine col territorio molisano, a ridosso della Piana di Roccaravindola. Esso è attraversato da un’antica “p’data” che, segnata da due solchi, attraversando il Matese in prossimità del Miletto, la punta più alta, porta dalla Valle del Volturno all’antico Territorio Alifano. In questo territorio montano vi è ancora chi alleva mucche, pecore e capre, nella Frazione come nel Capoluogo, per cui si possono acquistare prodotti tipici di notevole qualità e gusto. Quest’anno parte la prima e dizione della “Passeggiata in Alta Montagna” tra le valli bellissime sui confini di Gallo, Letino, Roccamandolfi e Longano: con i suoi numerosi appassionati, la mountain bike sarà la protagonista assoluta. Gallo, poi, offre una possibilità in più a chi voglia percorrere il suo territorio in bici, perché è un alternarsi continuo di piccole discese e salite per più di 30 chilometri di strade asfaltate.

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Nel comune di Gallo Matese c’è un Lago di compensazione dell’Enel, colore cangiante verde/azzurro, di ben 19 milioni di metri cubi d’acqua, meta soprattutto di appassionati del carpfishing, tipo di pesca sportiva molto praticata negli ultimi anni. La regola fondamentale del carpfishing è il rilascio del pescato, o “catch and release” (“catturare e rilasciare”, una pratica di pesca per la quale non si uccide il pesce pescato, ma si rilascia in acqua). Subito dopo la cattura, la carpa viene adagiata su un materassino di slamatura (dove viene tolto l’amo), un’apposita struttura morbida che protegge il suo corpo da eventuali escoriazioni provocate dal contatto con il suolo e fa sì che non perda il muco che la ricopre. La ferita dovuta all’aggancio dell’amo viene disinfettata con cura e in genere, nel

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giro di pochi giorni, si rimarginerà, senza impedire la ripresa immediata delle normali abitudini alimentari. Dopo aver svolto queste procedure, si pesa la “bellissima”, senza dimenticare – prima di lasciarla andare – di immortalarla in una fotografia. Sempre a proposito del lago, la cui realizzazione ha aggravato le numerose cause dell’emigrazione che ha decimato, negli ultimi decenni, la popolazione di Gallo, però messo al centro delle numerose attenzioni che stanno risvegliando questi bellissimi luoghi, potrebbe fare la differenza per tutte le attività che si potrebbero legare alla sua presenza. Non a caso qualcuno, per i tre laghi (di Gallo Matese, di Letino e di San Gregorio), comincia a chiamare questo territorio “la Piccola Svizzera Matesina”.


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Il costume è molto bello e qualcuno lo ritiene unico per le sue origini religiose: in realtà ricalca la forma di un saio francescano, forse perché ricorda un popolo che si affidò al Santo dei Miracoli, probabilmente in occasione di qualche antica peste.

Municipio di Gallo Matese Via Roma, 2 | Tel. 0823 945490 www.comune.gallomatese.ce.it

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di Guglielmo Ruggiero

NATURA

Salita al monte Mutria

UNA ESCURSIONE DAL SAPORE UNICO E SUGGESTIVO...

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Le ultime stelle stanno spegnendosi in cielo e i primi raggi del sole colorano di rosa le più alte vette innevate. La notte delle stelle cede il posto ad un giorno di sole ed io, curvo sotto il peso del mio zaino, mi accingo a iniziare il cammino. Si, camminare e salire. Lascio la valle e prendo a salire in direzione dei pascoli alti. Cammino con passo lento e cadenzato. È il passo caratteristico di chi va per monti. Oltrepasso un torrente e poi riprendo a salire in direzione nord-est, passando la lunga costiera che muore ai piedi del versante sud della montagna. Seguo alcune tenui tracce di sentiero, coperto dalle foglie ingiallite del Faggio. Il loro profumo è intenso, quasi mi pervade. Ormai il sole è già alto e così, dopo diverse ore di cammino, approdo ai primi pascoli e più su, ai pascoli alti. Faccio una sosta. Improvvisamente davanti a me appare la meta che mi prefiggo di raggiungere: 700 metri di dislivello fino a giungere, finalmente, ai piedi del canalino che mi condurrà in vetta. Mi soffermo a pensare: quante idee, quanta strada, quanta bella gente ho incontrato su questi monti.

Riprendo il cammino. Il cammino procede senza fretta. Il progetto mi è ben chiaro: giungere in vetta si, ma godere soprattutto del magnifico ambiente naturale che questa montagna, ricca di biodiversità, mi offre. Osservo con attenzione, mi muovo con prudenza, ogni passo lo valuto e lo decido, utilizzando in maniera intenzionale il mio camminare, ogni strumento, ogni attrezzo, con la mia forza, le mie capacità. Adesso, qui, nei pressi di un Ginepro, contemplo questo meraviglioso paesaggio. Un paesaggio ricco di verde, di boschi e di rocce. Il Matese. Mi trovo ora su una piccola cresta aperta che mi condurrà, gradualmente, su una delle cime più belle di questa catena montuosa. Il monte Mutria (1823 s.l.m.). Intorno a me faggete imponenti, rocce, muschi e torrenti d’acqua limpida. Attraverso un torrente dal nome suggestivo: “Acqua Fredda“ e tra le sue cascate e le rocce ricoperte dal muschio, intravedo una splendida Salamandra dagli occhiali. Guadagno quota e percorro le sette “pianelle” distribuite sulla cresta che

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Veduta del lago Matese

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inizia alla Serra Macchia Strinata e che si allunga sino a il Palumbaro, cima che sovrasta il comune di Pietraroja. Il paesaggio è meraviglioso e godo dei profumi e dei colori primaverili che risvegliano in me la voglia di andare, di camminare, di scoprire. Sul mio cammino, tra i 600 e i 700 metri, incontro Roveri, Cerri, Carpini Neri

e salendo a 1000 metri mi soffermo ad ammirare il Faggio, padrone indiscusso della dorsale fino ai 1600 – 1700 metri. Crocus e Ane- moni, Ranuncoli Gialli e Orchidee selvatiche, mi accompagnano con i loro colori vivaci e splendidi e con i loro profumi intensi. La via per la vetta, ormai, è vicina. Ripenso alle fatiche, alle delusioni, qualche volta alla necessità di dover rinunciare. In vetta la sensazione è grande: ognuno


ha un modo tutto suo di vivere la conquista di un obiettivo e la progettazione per il suo raggiungimento. La giornata è limpida e serena e qui in cima lo sguardo spazia, fino a scorgere nitidamente in lontananza la sagoma del Vesuvio. Ancora pochi istanti e prenderò la strada del ritorno. Vorrei restare ancora, ma il cammino è lungo e presto il sole cederà il passo al tramonto. Ritorno sui miei passi e il sentiero percorso al mattino mi sembra, ora, più familiare, più breve. Ormai è l’imbrunire e le ombre, lentamente, si impadroniscono del paesaggio. La natura, di notte, non mostra i dettagli e i particolari, ma lascia intravedere solo i profili. I profili delle montagne e degli alberi. E il silenzio conquista anche i miei pensieri. E il mio cammino volge quasi a conclusione.

Salamandra dagli occhiali esemplare matesino


Sento solo il rumore dei miei passi sul sentiero. E mentre mi compiaccio della giornata trascorsa, ripenso al mio camminare. Camminare vuol dire passione, competenza, coraggio, saper essere, saper fare. Camminare è avere l’urgenza di scoprire nuovi spazi, sperimentare nuovi limiti. È credere che la propria vita sia molto meno attraente se non si indossano un paio di scarponi. È credere che la propria vita sia molto meno affascinante, se non si sente il peso di uno zaino sulle spalle. A te, che hai percorso con me questo sentiero, questa mia storia, l’invito e con esso, chissà, la decisione di partire per una escursione, fatta di scoperte, esperienze, intuizioni, per giungere al fine in vetta. Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche

Guglielmo Ruggiero Guida Ambientale Escursionistica FERRAZZANO (Cb) guglielmogae@gmail.com Tel. 0874 98053 | Cell. 349 6728602 www.cimentiamoci.it


VERNELLE

COUNTRY RESORT Una struttura di ricezione turistica elegante e confortevole; gli accoglienti bungalow, circondati dagli odori e dai suoni della natura, sono il rifugio ideale e meta sicura per chi sceglie di regalarsi un periodo di vacanze country.

Una gastronomia fatta di prelibatezze ereditate dalla tradizione della cucina povera, accompagnano il visitatore in un viaggio tra gli incantevoli sapori di un tempo, elegantemente riproposti con proverbiale eleganza dagli chef che sanno magistralmente fondere storia e gusto in piatti che rappresentano delle vere e proprie opere d’arte culinaria. Per i tantissimi appassionati che non riescono a rinunciarvi, cotta nel forno a legna, si può gustare una ottima pizza napoletana.

Guida Turistica del Matese 2014


Il resort è presente nel circuito albergabici, come struttura amica della bicicletta, dove è disponibile un servizio di nolo bici, oltre a una piccola officina attrezzata per tutte le necessità dei cicloturisti di passaggio.

VERNELLE COUNTRY RESORT Via Vicinale Vernelle, ALIFE (Ce) Tel. 0823 787091 Cell. 348 4085565 www.vernelle.it

Periodicamente il Vernelle Country Resort offre per una vacanza “rurale”, all’insegna del riposo, della cultura e della buona cucina con menù di stagione e incontri a tema. Molto spesso, infatti, l’azienda propone dei pacchetti week-end comprensivi di pernottamento, visite guidate agli scavi archeologici di Alife, colazione, pranzo, cena, piscina, divertimento e tanto relax presso i centri estetici convenzionati. La piscina, di recente realizzazione, completa il numeroso elenco di servizi che la struttura offre ai suoi ospiti.

Posta al centro dell’intera area, in un luogo riservato, garantisce la privacy più assoluta; Perfettamente integrata nel luogo in cui sorge, è dotata di area per i bambini, e angolo idromassaggio. All’interno dell’area piscina sono presenti tutti i servizi necessari e un bellissimo “american bar” dove poter sostare all’ombra e degustare le prelibatezze preparate quotidianamente. Particolarmente adatto per feste ed eventi esclusivi a bordo piscina in un’atmosfera sobria e raffinata.

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Santuari

Santuario della Madonna Addolorata di Castelpetroso Visto che anche Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco vi hanno fatto tappa, e un motivo ci sarà, suggeriamo a tutti, credenti e non, di farvi visita. E’ un luogo dove regna una serenità tangibile, da provare.

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Santuario di Santa Maria Occorrevole Nel comune di Piedimonte Matese troviamo il Santuario Francescano di Santa Maria Occorrevole, comunemente conosciuto come “Il Convento di San Pasquale”, con una grande torre campanaria visibile da grandi distanze. Si può raggiungere anche a piedi attraverso il vecchio sentiero dei frati.


CALZATURE - BORSE - VALIGIE 4PASSI Strada Provinciale 331 km 1+200 - Alife (Ce) Tel. 0823 787028 www.4passicalzature.com

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Guida Turistica del Matese 2014

NATURA

Anfibi e Rettili AMORI DIFFICOLTOSI

di Giovanni Capobianco foto di Antonio Mancuso Rosario Balestrieri Giovanni Capobianco

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Cervone

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Il rapporto tra l’uomo e alcune specie animali è stato sempre condizionato dalle credenze e dalle tradizioni culturali e soprattutto da luoghi comuni. Alcuni animali grazie a queste “credenze” hanno avuto la fortuna di essere considerati positivi e quindi più facilmente tutelati. Per altri, i pregiudizi nati dall’ignoranza o da errate interpretazioni dei comportamenti animali, hanno spinto nel tempo le persone ad accanirsi contro di essi, causando loro seri problemi di sopravvivenza a livello locale. In particolare, il ruolo negativo dei serpenti è stato sottolineato più volte dalla tradizione e dall’iconografia religiosa occidentale, nonostante nei nostri paesi non esistano specie particolarmente pericolose.


I rettili e gli anfibi sono due classi tra gli animali che destano più timore. Spesso ci è capitato di dover saltare in aria per un rospo comune incontrato per strada dopo una pioggia; un nero biacco che attraversa da un ciglio ad un altro la strada davanti noi, una lucertola che con la sua lingua biforcuta “gusta” l’aria su un tronco o su un muretto. Eppure gli anfibi ed i rettili sono degli ottimi bio-indicatori, in grado di constatare l’integrità di un territorio e il suo stato di salute. Dagli anni ’80 gli Anfibi sono considerati il gruppo tra i Vertebrati più a rischio d’estinzione, questo perché sempre più zone a loro idonee vengono distrutte. Grazie alle istituzione di leggi Internazionali e alle Aree Protette, come il Parco Regionale del Matese e Oasi di protezione, è stato possibile rallentare questa perdita di Biodiversità. Il Matese in generale, presenta una roccaforte per moltissimi Anfibi e Rettili italiani. Acque limpide per gli anfibi (legati soprattutto a queste per la loro riproduzione) e habitat incontaminati per i rettili, consentono la conservazione di ben 25 specie: 13 per i rettili e 12 per gli anfibi. Dove è più facile incontrare rettili e anfibi? Beh ovunque! Di solito gli anfibi, che si dividono in Anuri (senza coda - rane, rospi, raganelle), Urodeli (con coda - salamandre, tritoni) e Apodi; Salamandra pezzata

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ANFIBI E RETTILI

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ANFIBI E RETTILI

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Natrice dal collare

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è possibile incontrarli ove presenti ambienti umidi o bacini lacustri, abbeveratoi, pozze d’acqua. Gli Anuri presentano una pelle fine, umida e nuda: costituisce infatti un importante organo respiratorio, forse più importante dei polmoni che non riescono a dilatarsi o restringersi come i nostri e quindi non riuscendo ad immagazzinare l’ossigeno necessario per la respirazione. Lungo fossi e canali è facile durante il periodo primaverile ascoltare il gracidare delle Rane verdi; mentre durante le sere, dopo un temporale primaverile lungo le strade, s’incontrano decine e decine di Rospi comuni che il più delle volte vengono schiacciati sulle carreggiate. I Rettili invece sono differenti dagli Anfibi non solo per differenze strutturali, ma soprattutto perché per la riproduzione non depongono uova in acqua. Ai rettili appartengono i Cheloni (tartarughe), i Sauri (lucertole e gechi), gli Ofidi (serpenti) e i Loricati (alligatori e coccodrilli). I rettili presentano una particolarità molto importante ovvero la presenza di squame sull’intero corpo che consente di trattenere acqua e quindi di non disidratarsi a differenza degli anfibi.

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Rospo comune


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ANFIBI E RETTILI

Una precisazione importantissima va fatta: non siamo noi a dover temere loro, ma sicuramente loro temono la nostra presenza. In generale gli animali non “attaccano” se non per difendersi in quanto sicuramente c’è stato disturbo o perché evidentemente hanno qualcosa da proteggere. Salamandrina dagli occhiali

con leggi speciali di conservazione. Proprio come l’Ululone appenninico, altro endemismo dell’Appennino. La “Bombina” è un piccolo rospetto con colorazione delle parti inferiori giallo brillante, con gli occhi a forma di cuore è la parte dorsale di colore grigiastra con frequenti verruchette che corrispondono alle ghiandole sierose ove riposte sostanze urticanti. Caratteristico è il suo “uhh-uhh-uhh” udibile nei pressi dei siti ove presenti e che appunto caratterizza il suo nome: “Ululone”. AM

I siti più interessanti per poter osservare questi animali? Ogni sentiero, strada, bosco, torrente, muretto può celare un palcoscenico per questi animali. Ogni luogo è quello giusto per poter osservare un animale. Per le rane verdi, le raganelle ed i tritoni gli ambienti dove più facilmente è possibile rinvenirli sono sicuramente i bacini lacustri: Lago Matese, lago di Gallo e Letino. Inoltre anche i torrenti ed i fiumi spesso riservano sorprese: il Volturno il Sava, il Maretto, il Titerno spesso custodiscono popolazioni lungo il loro corso. Ogni specie poi ha le sue esigenze: le rane preferiscono acque ferme e tranquille; le Salamandre torrenti con formazione di pozze; le raganelle prediligono bacini o acquitrini con presenza di Cannucce dove potersi “incollare” allo stelo. I tritoni preferiscono sia zone paludose che abbeveratoi: spesso negli abbeveratoi matesini è possibile rinvenire le larve o gli adulti (gli anfibi effettuano la metamorfosi, ovvero lo stadio iniziale non corrisponde con quello finale – uova, girino, larva, adulto) di Tritone crestato oppure di Tritone italico. Tra forre e sentieri impervi, spesso inaccessibili, svolgono la loro vita Specie di pregiato interesse naturalistico. La Salamandrina dagli occhiali è una di queste. Specie endemica d’Italia, trova rifugio presso torrenti incastonati tra pareti rocciose subverticali di natura calcarea: qui svolge lentamente il suo ciclo vitale. La Salamandrina dagli occhiali è un anfibio ritenuto importantissimo dalla comunità scientifica tanto da essere tutelato

Ululone appenninico

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ANFIBI E RETTILI

Natrice dal collare

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Vipera aspis

Non manca ovviamente la possibilità d’incontrare anche serpenti come la Natrice dal collare, innocua e per nulla velenosa (in Italia solo 4 specie appartenenti alla famiglia delle Vipere sono pericolose per l’uomo), lungo le sponde o sui massi dei torrenti, immobili al sole, in cerca di tepore per la termoregolazione. Nelle zone più antropizzate o nelle campagne subito fuori paese, spesso si possono incontrare i Biacchi, lunghi serpenti neri, innocui, ma spettacolari. Spettacolari perché? Quando? Durante il periodo tardo primaverile il Biacco effettua un complesso rituale di corteggiamento che precede l’accoppiamento, caratterizzato da una danza passionale, vigorosa, intrecciata! È affascinante vedere tanta passionalità, tanto ardore... anche se il più delle volte finisce con una “bastonata” per uno dei due, in quanto purtroppo spesso scambiati per vipere e quindi “mortali” per l’uomo (ma non è così). Lungo i sentieri, al fresco degli arbusti o nei pressi dei cigli delle strade, è possibile incontrare anche il Cervone, uno dei serpenti più lunghi e duraturi in Europa. Raggiunge anche i 2,60 mt e può vivere anche fino a 20 anni. È protagonista di molte credenze popolari: è infatti chiamato Pasturavacche, in quanto la credenza popolare voleva che fosse attirato dal latte delle vacche e delle capre al pascolo, e che per procurarselo si attaccasse alle mammelle degli animali, o addirittura lo leccasse dalle labbra sporche dei lattanti. Lungo i sentieri dei Monti del Matese, all’ombra di arbusti, nella macchia mediterranea, raramente ci si può imbattere

nella famigerata Vipera aspis. Raramente perché è sempre più difficile trovare una Vipera! È l’unico serpente velenoso della Campania e quindi del Parco Regionale del Matese: se non viene disturbata non attacca mai l’uomo; è costretta a mordere per difendersi solamente quando si sente minacciata. Il morso di una vipera non è quasi mai mortale per un adulto o per i bambini di età superiore ai 7 anni. La prima misura di prevenzione alla quale fare affidamento è l’indossare un abbigliamento adeguato alle passeggiate in luoghi impervi (scarponcini da trekking o da montagna, calze, pantaloni lunghi) che mantengano coperte e protette zone del corpo a rischio di morso. La seconda misura preventiva consiste nel porre la massima attenzione a dove si mettono le mani senza protezione (ad esempio durante la ricerca di funghi e asparagi). La mancata conoscenza della fauna cosiddetta minore, porta a temere anche animali del tutto innocui. Gli anziani specialmente hanno sempre perseguitato gli animali “striscianti”, sottraendo spesso loro la vita, anche per il solo gusto di poter sferrare un colpo. Negli ultimi anni però, una massiccia presa di coscienza nei confronti della sensibilità ambientale, unita ad una consapevolezza di tutela territoriale, hanno fatto in modo da apportare un’inversione di tendenza: la continua sensibilizzazione e il risveglio atto alla riscoperta del patrimonio ambientale e naturale, ha reso più audaci sia i turisti che gli “indigeni” a convivere e superare le proprie paure.

La civiltà di un popolo si misura anche da come tratta gli Animali e la Natura. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel Mondo.

(Mohandas K. Gandhi).

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Biacco

archivio foto: www.antoniomancuso.it


Delle 9 edizioni pubblicate in questi anni, sono state stampate 170.000 copie, superando abbondantemente il milione di lettori molti dei quali sono diventati abituali frequentatori del territorio matesino e fruitori dei servizi offerti dalle tante strutture di ricezione turistica presenti.


Da non trascurare alcuni dei numerosi riconoscimenti conferiti ad aziende e comuni del Matese. 1° CONCORSO DEI FORMAGGI A LATTE CRUDO E DEL FIENO DELLA REGIONE CAMPANIA - ANNO 2014

Miglior formaggio di latte vaccino stagionato della Campania Miglior formaggio pecorino della Campania Entrambi prodotti da aziende di San Gregorio Matese

PREMIO 2 GOCCE D’ORO per il miele prodotto da un apicoltore di Alife considerato tra i 10 mieli più buoni d’Italia nel CONCORSO GRANDI MIELI D’ITALIA

CUSANO MUTRI - i borghi più belli d’Italia SEPINO - i borghi più belli d’Italia LETINO – Bandiera Arancione Touring Club Italiano CERRETO SANNITA – Bandiera Arancione Touring Club Italiano SAN POTITO SANNITICO – Città Slow CERRETO SANNITA – Città Slow CERRETO SANNITA – Città della Ceramica SAN LORENZELLO – Città della Ceramica CERRETO SANNITA – Città dell’Olio – PREMIO NAZIONALE ERCOLE OLIVARIO 2004 SAN LORENZELLO – Città dell’Olio SANT’ANGELO D’ALIFE – Città dell’Olio PARCO REGIONALE DEL MATESE primo Ente Parco d’Italia entrato nell’Associazione Nazionale Città del Tartufo PRIMATI NATURALISTICI DEL TERRITORIO LAGO MATESE il lago di natura carsica più alto d’Italia. 1.011 m slm MONTE MILETTO vetta più alta del Molise. 2.050 m slm MONTE GALLINOLA vetta più alta della Campania. 1.923 m slm LETINO il comune più alto della Campania. 1.071 m slm CUL DI BOVE e POZZO DELLA NEVE, con 913 e 1.050 metri, risultano essere tra i 15 abissi più profondi d’Europa CIRO, Scypionix Samniticus il primo dinosauro rinvenuto in Italia.

... e potremmo continuare ancora a lungo... Visita il Matese! Scoprirai una gran varietà di piccole e grandi meraviglie. Ci scusiamo per eventuali errori e/o dimenticanze.


Guida Turistica del Matese 2014

ATTIVITÀ E SPORT

SCI CLUB FONDO MATESE un sicuro punto di riferimento per le attività sportive nel Matese

Lo Sci Club Fondo Matese nasce nel 1998, ha per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive agonistiche e promozionali intese come mezzo di formazione psico-fisica, morale e civica dei soci e di quanti condividono le attività proposte. L’Associazione rivolge, inoltre, particolare attenzione e agevolazioni ai diversamente abili, alle persone in precarie situazioni socio-economiche e agli alunni delle scuole primarie e secondarie che si avvicinano agli sport di montagna o 82

che praticano attività sportiva scolastica di base. Negli ultimi anni ha ampliato la sfera dei propri interventi in altri settori prestando particolare attenzione alla valorizzazione del territorio matesino, diventando uno dei più sicuri punti di riferimenti per associazioni, gruppi di visitatori, singoli turisti che desiderano essere accompagnati alla scoperta del territorio. Palestra naturale per le attività è il Parco Regionale del Matese. L’attività federale e promozionale si svolge a Monte Orso Pozzacchio Castello del Matese e a Bocca della Selva. Tra le varie attività, molto interessante è il progetto “Ambiente fino in Fondo” riservato agli alunni delle scuole di 1° e 2° grado con obiettivo l’apprendimento della tecnica di base dello sci di fondo e dell’utilizzo delle racchette da neve. Il progetto prevede anche sedute di Educazione Ambientale per sensibilizzare nei giovani la conoscenza e il rispetto della biodiversità.


Negli ultimi anni si è intensificato l’escursionismo in ambiente innevato con le ciaspole (racchette da neve). Lo Sci Club è in grado di mettere a disposizione dei propri soci e simpatizzanti oltre 50 paia di ciaspole. A primavera con lo scioglimento delle nevi, inizia l’attività estiva con escursioni, trekking, nordic walking, corsa in montagna, orienteering, ski-roll. Nella sede di Piedimonte Matese, si trova una piccola palestra dove si può praticare ginnastica generale e posturale.

NOTTURNA ALLA GALLINOLA Lo Sci Club Fondo Matese è anche un’associazione di trekking. Sono tre gli appuntamenti estivi sulle vette più alte del massiccio del Matese per assistere allo straordinario spettacolo dell’alternarsi del sole e della luna. Nei giorni del plenilunio di luglio, monte Miletto, agosto la Gallinola, settembre monte Mutria. Il monte Miletto (m 2050), è un’escursione riservata ai più esperti e allenati, la Gallinola (m 1923) e il Mutria (m 1823)

sono programmate con itinerari alla portata di tutti, dando maggiore importanza al bivacco nella prima e alla cena nella seconda. “La magia, l’incanto, lo stupore…. Tutti i particolari stati d’animo che solo chi riesce ad apprezzare le meraviglie offerte dal Creato (o chi per esso) può comprendere! La perfetta combinazione di un gruppo di amici affiatatissimi e consapevoli... la maestria di chi ha guidato nel buio con gli occhi del cuore e della 83


SCI CLUB FONDO MATESE

mente... giocare ad acchiappare (o contare) le stelle cadenti in una notte di mezza estate... trovar riparo dal freddo nel bivacco in pietre dei pastori transumanti... giocare a rincorrere le proprie ombre lungo profili di creste baciate dalle prime luci dell’aurora... credeteci, non ha proprio alcun prezzo e nulla al mondo che valga... più.” E’ così che Andrea Perciato, (autore, giornalista free-lance per la rivista TREKKING&Outdoor, walking coach e guida GAE professionista), descrive le emozioni provate durante la notturna alla Gallinola 2013, organizzata da Sci Club Fondo Matese e dall’Associazione Turistica Territoriale. L’appuntamento per il raduno dei partecipanti è come al solito a Miralago, saluti di benvenuto da parte dei presidenti delle associazioni organizzatrici e trasferimento in auto a Piano della Corte (m 1630). Mentre a ponente mano a mano si spengono gli ultimi chiarori del tramonto del sole e a oriente si alza placidamente la

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luna, tutti i partecipanti prendono posto intorno al falò evitando l’umidità che comincia a scendere e attendendo la formazione della brace. Ancora Andrea Perciato: Una veglia alle stelle? Una “Cantata dei Pastori”? Un “cammino” penitenziale?... No! Semplicemente momenti di forte amicizia, condivisione, accoglienza e convivialità. Intanto viene fuori anche una chitarra, dagli zaini appaiono magicamente caciocavalli, arrosticini, bistecche, taralli… Arrivano altri amici, serve un’altra postazione per arrostire… salsiccia, pancetta, fette di pane per la bruschetta con olio extravergine delle nostre colline; la luna comincia a specchiarsi nelle “bordolesi” di aglianico e in quelle del Rosso speciale di San Pietro. Salgono i profumi dell’arrosto e i cori che accompagnano le voci di Raimondo con gli stornelli romani e di Andrea con il Folk partenopeo. Ogni tanto parte il lampo di un flash per la foto ricordo, qualcuno preferisce affacciarsi nella notte al belvedere sul lago Matese. Si diffonde su tutti una gradevole soddisfazione, un giro di grappa speciale venuta fuori da qualche zaino conclude la piacevole degustazione. Verso la mezzanotte, le voci cominciano a calare e il falò viene alimentato, abbiamo tre ore per il riposo e la digestione. Ci si sistema alla meglio, qualcuno ha il sacco a pelo, qualche altro il piccolo igloo, la macchina. Alle due e quarantacinque la sveglia, Netta è pronta con il caffè caldo per tutti.


Alle tre si parte, giro largo nel pianoro per un minimo di riscaldamento e via sul sentiero che va verso la montagna. Già dopo 15/20 minuti appare il panorama del Lago e le luci della pianura fino al forte chiarore di Napoli. Nelle serate limpide si distinguono a occhio nudo i fasci dei fari di Punta Campanella, Ischia, Capo Miseno e altri fino a Gaeta. La traccia che sale a zig-zag diventa una linea luminosa con le frontali dei partecipanti che scompare al primo pianoro. Tutte le luci spente, 5 minuti di silenzio assoluto e sguardo verso il cielo ad ammirare lo spettacolo che solamente i poeti sanno descrivere nel modo giusto. Si riprende il cammino attraversando il pianoro, nella notte qualche campanaccio delle mucche e cavalli al pascolo, ancora una piccola salita e un piccolo pianoro fino al crinale che porta alla cima dove immancabilmente ci accoglie il vento freddo. Breve sosta per attrezzarsi con le giacche a vento e via verso la cima dove ci appare sempre di più il territorio molisano con i suoi borghi.

Sono le cinque, siamo in vetta, a oriente si comincia a vedere il primo chiarore. Passa ogni tanto qualcuno che offre qualche cioccolatino, una frutta secca e ancora qualche “goccino”. Il chiarore diventa sempre più forte, il cielo comincia a dipingersi di colori straordinari. Alle nostre spalle la luna scompare nel Tirreno. Sono le sei, sta per arrivare. Puntuale, non ci ha mai tradito, spunta il primo spicchio arancione, comincia a salire prendendo la sua forma e facendo partire i suoi raggi in tutte le direzioni. Le macchine fotografiche lavorano a pieno ritmo, tutti attenti, ci godiamo meritatamente il grande spettacolo della natura e della vita. Alle otto, giro panoramico sulla cima con belvedere su Campitello Matese, il Miletto di fronte e su tutto il Lago, quasi sempre coperto dalla nebbia mattutina. Si riprende il sentiero percorso la notte per il ritorno al punto di bivacco. Ancora un caffè e... provare per credere.

www.sciclubfondomatese.it fondomatese@virgilio.it Tel. e fax 0823 911344 Cell. 368 7398441 Mario Cell. 333 6090588 Netta Via Pigna, 32 Piedimonte Matese (Ce)

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Guida Turistica del Matese 2014

traversata nella terra di mezzo ATTIVITÀ E SPORT

LA “COMPAGNIADEL MATESE”

(5-8 AGOSTO 2013)-Migrandata Matese

Quando le mie sorelle mi hanno chiesto di partecipare alla traversata del Matese, non ci ho pensato due volte a dire di si. Scelta, forse, un po’ azzardata, considerando che di solito ad agosto la meta prediletta dalla maggior parte dei comuni mortali è il mare. Ciò nonostante mi accingo a fare i preparativi per la grande partenza, impresa ben più complicata di quanto pensassi.

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Uno zaino giornaliero e un altro da caricare sul mitico furgoncino di appoggio. A sentire il peso di quello che avrei dovuto portare sulle spalle mi è sorta qualche perplessità, ma il pensiero che mi attendevano solo tre giorni di cammino, invece dei sette previsti, mi ha un po’ risollevato. E così, dopo il panico iniziale, è arrivato il momento fatidico.

di Giovanna Campanella


TRAVERSATA NELLA TERRA DI MEZZO

La “Leonessa”

Il primo giorno della traversata. Appuntamento ore 7:30, stazione di Piedimonte Matese. Incontriamo alcuni membri del gruppo con il quale avremmo condiviso paesaggi mozzafiato, risate, banchetti appetitosi, ma anche molta fatica. Finalmente pronti, ci dirigiamo verso la meta da cui avrebbe avuto inizio il nostro viaggio: Valle Santa di San Lorenzello.

Dall’auto intravediamo la famosa “leonessa”, una montagna la cui forma ricorda quella di una leonessa seduta di profilo, che in realtà dovrebbe essere un leone, data la criniera, ma al femminile infonde tutto un altro fascino! Accompagnati da due guide alpine di prim’ordine, Sandro e Alessandro, alle 9:45 ci mettiamo in marcia e, appena qualche minuto dopo, si alza una voce dal fondo: “Propongo una sosta”. E scoppia una sonora risata collettiva! Non sembra proprio l’atteggiamento giusto per affrontare una traversata appena cominciata, ma non manca una buona dose di ironia che non può che far bene. Sandro ci introduce nello spirito dell’avventura incitandoci a lasciare dietro di noi uno zaino pieno di ansie e metterne in spalla uno carico di entusiasmo e voglia di scoprire; per poi avvisarci delle tre tipologie di caduta preferibilmente da evitare, ovvero: il “solletrone”, scivolata all’indietro, stile buccia di banana; lo “spontapere”, inciampo in avanti, tipico del malefico gradino passato inosservato; e l’“accoppammusso”, caduta rovinosa che non dà il tempo di mettere le mani avanti! E intanto tutti ci siamo augurati di non sperimentarne qualcuna nuova.

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Monte Cigno

Il tragitto della prima tappa è Valle Santa, Civitella Licinio, Forre di Lavello, Cusano Mutri. Il totale dei chilometri resta un mistero, probabilmente per non spegnere il nostro entusiasmo. Sandro ci descrive il paesaggio nel quale ci saremmo addentrati, un paesaggio variabile a seconda delle diverse aree del Parco regionale del Matese. Siamo nella zona di Cusano Mutri - Cerreto Sannita, dove si può ammirare “la Dormiente del Sannio”, il Massiccio del Taburno-Camposauro dalle vaghe sembianze di una donna distesa (ci vuole un bel po’ di fantasia per scorgerla), il Monte Cigno (da cui il nome Civitella Licinio, dal dialetto “de lu cigno”), il Monte Mutria, al confine tra Molise e Campania, la terza cima più alta del Matese (dopo la Gallinola, in Campania, e il Miletto, in Molise) e la Civita di Pietraroja, dove è stato ritrovato Ciro, il piccolo dinosauro diventato la mascotte del Parco, ricca di miniere di bauxite, minerale rosso da cui prende il nome la località. In questa zona, i briganti trovarono rifugio in luoghi ideali come la “grotta delle fate” e la “grotta chiusa” o “dei briganti”.

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Ponte Annibale

In lontananza, si nasconde il noto ponte di Annibale, sul fiume Titerno, dove secondo la leggenda sarebbe passato il condottiero con i suoi elefanti. Nella parte molisana, si può scorgere anche la Morgia, una grossa roccia (ideale per le arrampicate) che dà il nome alla località tra Sant’Angelo del Pesco e Pescopennataro, così chiamato per la vasta presenza di peschi. Proseguiamo fino a Civitella, dove ci imbattiamo nella Chiesa di Santa Maria della Neve, dove ci è stato offerto il pane benedetto in occasione della ricorrente festività. Da lì, scendiamo verso le meravigliose Forre di Lavello, canyon naturali scavati dal fiume Titerno, posto ideale per consumare la colazione a sacForre di Lavelle


Ponte “Specamugliera”

co e rifocillare nelle fresche acque i piedi stanchi e costretti in pesanti scarponi. Notiamo il ponte “sprecamugliera”, il cui nome deriva dalla “simpatica” credenza secondo la quale qualche esasperato marito si liberava della propria moglie lanciandola nel vuoto.

Dopo la sosta rifocillante, arriviamo a Cusano nel tardo pomeriggio. Ci sistemiamo in tre diversi B&B e poi cena al ristorante, dove “i musicanti del Matese” sono riusciti a coinvolgerci nelle danze, nonostante le gambe scongiurassero pietà, ancora inconsapevoli di ciò che le attendeva la mattina seguente. Partenza da Calvarusio, sosta sul monte Ariola (San Potito) e arrivo a Reale. Facile a dirsi ma un po’ meno a farsi! Dopo l’immancabile foto di gruppo, al grido di “Adelaide Adelaide!”, ha il via la seconda giornata di cammino. Lungo il tragitto, lasciamo i castagni ed entriamo nell’habitat dei faggi a 1000 m di altitudine. Giunti sul monte Ariola (zona ricca di cardi), che offre una vista stupenda sulla pianura Alifana, sostiamo in un piccolo rifugio dove ci gustiamo i panini preparati dal B&B e molti si lasciano andare a un meritato riposo (sembrava più un dormitorio che un rifugio!). Dopo un’oretta ci rimettiamo in marcia e quando la stanchezza stava ormai prendendo il sopravvento, mi risuona in testa la battuta di Aragorn ne “Il signore degli anelli”, (del resto ci troviamo nella Serra di Mezzo!), suggerita dal lungo e scuro impermeabile che abbiamo dovuto indossare per una breve pioggia improvvisa (il momento più bello e suggestivo della giornata): “Sei risoluto piccolo hobbit ma questo non ti salverà”. Io mi sentivo proprio quel piccolo hobbit!

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TRAVERSATA NELLA TERRA DI MEZZO

E intanto il paesaggio cambia di nuovo: non solo faggi, ma anche castagni, aceri e quadrifogli, e nel momento in cui inizia a scendere la pioggia, l’abbondante felce che ci circonda ci dà l’impressione di essere immersi in una giungla selvaggia. Ci riposiamo qualche minuto all’antica masseria “Il Tassitello” ma ci rimettiamo subito in cammino per arrivare a destinazione prima del buio: è il momento di riversare le ultime energie nello sprint finale. Al tramonto, arriviamo finalmente alla masseria “D’Abbraccio” di Reale, dove qualcuno esclama “Altro che rifugio, qua ci vuole un policlinico”! Stavolta infatti i chilometri sono stati 18 e non 10 come il primo giorno, ma recuperiamo presto le forze con un’abbondante cena all’aperto, sotto un fantastico cielo stellato.

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Una strimpellata di chitarra e poi dritti a nanna, i più fortunati sui pochi letti disponibili, gli altri nei sacchi a pelo. La mattina dopo, la gentilissima ospite della masseria ci ha mostrato come preparare la cagliata di pecora, nome derivante dal caglio, elemento essenziale per la preparazione del formaggio, insieme al procedimento per ottenere la ricotta, ricuocendo una seconda volta il siero usato precedentemente, per poi servircela bella calda su una fetta di pane.


TRAVERSATA NELLA TERRA DI MEZZO

Verso le 11:00 ci rimettiamo in cammino, questa volta in direzione di Monte Orso, la terza tappa della traversata. Con pochissima fatica, arriviamo al vivaio forestale delle “Carboniere” di Castello del Matese, dove ci fermiamo per il pranzo e dopo un breve riposo continuiamo il nostro percorso passando per le “Fascetelle”, un’area attrezzata dove sono soliti accamparsi gruppi di boyscout.

Arriviamo alla “fontana del corvo”, dove i cavalli danno anche a noi la possibilità di sorseggiare quella preziosa acqua gelata! Oltrepassiamo la Sella del Perrone, valico che separa la Campania dal Molise, e ci addentriamo nell’Oasi WWF di Campochiaro-Guardiaregia, un bosco di faggi ad alto fusto che ha reso ancora più piacevole il nostro percorso di 9 km. Nel pomeriggio arriviamo al rifugio di monte Orso, dove ci accampiamo nei sacchi a pelo o nelle tende. La sera, alcuni produttori locali, ci hanno presentato vino e olio che abbiamo potuto degustare insieme alla cena. Prima di abbandonarci al giusto riposo, ci siamo divertiti a giocare a una caccia al tesoro molto particolare ma il buio totale, nonostante le deboli torce, ci ha fatto rinunciare (meglio così!) al gioco successivo: il lancio del coltello!

La mattina dopo, il mio percorso si concludeva. Ultima foto di gruppo come da rito, e poi a bordo del furgoncino del presidente. Per la strada, si alternavano in me sentimenti contrastanti sulle esperienze fatte (risate, begli incontri, paesaggi stupendi, fatica e buona cucina) e su quelle che avrei potuto fare e alla ricorrente domanda “Lo rifaresti?”, beh! … lascio a voi la risposta!

Fontana del Corvo

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Cusano Mutri


Foto di Pietro Iamartino

Sicuramente tra le comunità matesine meglio organizzate ed efficienti nella ricezione turistica. Il borgo ideale per trascorrervi un delizioso fine settimana in qualsiasi periodo dell’anno. www.comunecusanomutri.it


Guida Turistica del Matese 2014

PAGINE UTILI

TROVA L’ATTIVITÀ CHE CERCHI PROVINCIA DI CASERTA

GALLO MATESE Affittacamere La Casella Via Ponte Tel. 340 5906442 Bed and Breakfast Il Geco Via Pietramarozza, 2 Tel. 347 9047568

ALIFE Ristorante Pernottamento Maneggio Country Resort Vernelle Loc. Mulino Vernelle Tel. 0823 787091 - Cell. 348 4085565 Calzature – Borse – Valigie 4Passi Strada Provinciale 331 km 1+200 Tel. 0823 787028 www.4passicalzature.com Affittacamere Il Posto al Sole Via San Francesco, 30 Tel. 0823 783459 - 0823 789565 Centro Estetico Oasi del Benessere Via Trutta, 61 Tel. 0823 787259 Cell. 380 9064632

ALVIGNANO

Pizzeria Bar Matese Via Ponte, 6 - Tel. 0823 945117 Cell. 327 8626723

Ecocampus Monte Orso Loc. Valle di Santa Maria Tel. 0823 1765283 – 320 4151264 facebook: ecocampus monte orso coopmonteorso@gmail.com www.ecocampusmonteorso.com

Ristorante La Fortezza Via San Felice Tel. 0823 915367 Cell. 338 1980994 Formaggi Tipici La Fattoria del Professore Via Campagni Cell. 348 7945135 - 349 3038144 Vendita e Noleggio Auto Top Car Via Quercia Marcozzo Tel. 0823 910096 Cell. 335 6987351

PIEDIMONTE MATESE Alta Moda - Sorelle De Biasi via Carmine Tel. 0823 784721 – 785646 www.sorelledebiasi.it Bar Gelateria Enoteca Bar Mary Piazza A. Gaetani, 8 Tel. 0823 911098 Studio Fotografico Marcello D’Andrea Via L. Ferritto, 25 - Tel. 0823 911009 www.mdaweddings.it Bar Caffetteria Camputaro Anna Maria Loc. Santa Maria Occorrevole Tel. 377 4147725

LETINO Wine Bar - Pizzeria PROSIT CAFE Via G. Marconi, 205 www.facebook.com/PrositConvivium Telefono 0823 1765513

FONTEGRECA

B&B - Relax - Benessere ALTO PROSIT Simposyum c/o Country House San Biagio, loc. Secine Telefono 0823 1765513

Ristorante Le Fontanelle Contrada Cupola - Via degli Olmeti Tel. 339 3600414 - 389 0112562 366 9538772

Agriturismo Le Fossate Strada Provinciale, loc. Licia Tel. 0823 949595 | Ab. 0823 945115 www.lefossateilchiaschetto.it

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Panificio Bertolla Via G. Marconi, 41 Tel. 335 1549330 - 328 5407310

GIOIA SANNITICA

CAIAZZO

CASTELLO DEL MATESE

Bed and Breakfast Il Colle Via Raffaello Sanzio, 12 Tel. 339 6618748

Caffè del Colle Via Roma, 96 Tel. 320 8350755

Caseificio Il Casolare Via Olivella, 12 Tel. e fax 0823 610906 Cell. 360 753110 - 320 6139036

Agriturismo Sangiovanni Via Monte Milo, 3 Tel. 0823 862437

Lounge Bar-Ristorante Il Chioschetto Località Lago di Letino facebook: il chioschetto email. info@lefossateilchioschetto.it Tel. 0823 949595 | Ab. 0823 945115

Auto Moto Club Antichi Sanniti - Piazza Roma Tel. 0823 913460 Cell. 328 8343128 - 347 3920464 Gioielleria Fashion Argenteria Orologeria e Complementi di Arredo Aurum Argenti & Complement Via C. Battisti, 14 - Tel. 0823 543106 Tutto Sport Calzature e Abbigliamento per lo Sport Via L. Ferritto, 10 - Tel. 0823 787028 Bar On the Road Cafe Servizio pizzeria da asporto Via L. Ferritto, 2 (Porta vallata) Tel. 333 8917337


Guida Turistica del Matese 2014

PAGINE UTILI Amplifon Via C. Battisti, p.co Futura Tel. 0823 786001

PRATELLA Panificio e Prodotti da Forno Cacciola Mauro - Via Nazionale, 58 Tel. 0823 941849 Cell. 320 4690214

RAVISCANINA Bed and Breakfast Quercelli - Via Quercelli, 5 Tel. 0823 914541 Cell. 338 4222828

Bar Pasticceria - Dolcezze del Matese S.S. 17 km 204

GUARDIAREGIA Azienda Agrituristica Il Grifone Contrada Mencaro Tel. 0874 785352 - Cell. 328 2866592 Cell. 320 6708282 Il Rifugio del Massaro Piazza degli Eroi, 1 Tel. 0874 785231 - Cell. 339 6934698

Formaggi Tipici del Matese Alfonso Stocchetti Tel. 347 7534909 - 329 5888888 Biscottificio Il Fornaio di Montagna Via Circumvallazione, 57 Tel. 0823 919010

SAN POTITO SANNITICO Casa Vacanze Di Franco Via Torello, 5 - Tel. 320 9299468 Agriturismo Masseria dei Monaci Strada vicinale Cerque dei Monaci Tel. 320 7122374 World Bike Store Via Provinciale per Piedimonte Tel. 0823 785910 - Cell. 340 1819432 www.agriferr.com PROVINCIA DI ISERNIA

CASTELPETROSO Caseificio La Roccolana Via Santuario, 10/A Tel. 0865 936308 - Cell. 349 1419268

SAN MASSIMO Birreria con Cucina Ciapin C.da Canonica - Tel. 328 2239849

CAMPITELLO MATESE Galeassi Sport Noleggio e vendita articoli sportivi Tel. 0874 784224 Struttura Turistico Ricettiva La Pinetina Tel. 0874 784207 Fax 0874 773546 www.lapinetina.org Hotel Miletto Tel. 0874 784130 Fax 0874 784160 www.hotelmiletto.it

CASTELVENERE

BOJANO Prodotti da forno Panificio Priolo Via Colonno, 42/48 - Tel. 0874 781019 Corso Amatuzio, 30 Tel. 0874 781296

Ristorante Pizzeria Alla Corte dei Signori c.da Titerno - Tel. 0824 862042 Cell. 333 2535994 - 389 9855431 chiuso il mercoledi Lounge e Wine Bar La Corte di Bacco Via Corte dei Signori, 2 Tel. 0824 862542 339 4252598

FAICCHIO Bed and Breakfast Del Duca Via Collegiata, 17 - Tel. 380 3900035

Ristorante Steak House Why Not ? - Zona industriale Tel. 340 5024476 - 340 9451547

Hotel Dora S.S. 85 Venafrana - km 24,600 Tel. 0865 908006 - 0865 911100 Fax 0865 927215 - www.hoteldora.it

PROVINCIA DI CAMPOBASSO

Bar Caffetteria Las Vegas Piazza Orticelli - Tel. 0824 862465

SAN POLO MATESE

PROVINCIA DI BENEVENTO

Agriturismo La Curea Contrada Curea Tel. 340 0868596 – 320 0811248

Ristorante Pasticceria Bar Antichi Sapori Piazza Orticelli - Tel. 0824 862982 Cell. 349 5605234 - 340 0663113

Hotel Lo Sciatore Tel. 0874 784137 - 784236 Fax 0824 773546 www.hotellosciatore.eu

POZZILLI

ROCCAMANDOLFI

Bar Ristorante Pernottamento Rifugio di Montagna La Torre Loc. Bocca della Selva Tel. 0824 868248 - Cell. 340 7036965 Cell. 349 0717112 Bed and Breakfast Piana La Gatta - C.da San Felice Tel. 0824 862337 - Cell. 392 5105232

Macelleria Alimentari Surgelati Luigi Pascale Via Casabotta, 9/11 - Tel. 328 6639918

SAN GREGORIO MATESE

CUSANO MUTRI

Ristorante Pizzeria La Casa Bianca C.da Foresta Tel. 0824 940360 – Cell. 330 446668

CERRETO SANNITA Agriturismo Francemili Via Ponte Colonna, 72 Tel. 340 3471577 Frantoio Oleario Sannita La Leonessa Via Cesine di Sopra Tel. 0824 861178 - Cell. 333 7014022 Azienda Vitivinicola Durante Via Dodici Angeli, 36 Tel. 0824 861468 - Cell. 333 7014022

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