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Il tempo libero all’aria aperta una scelta alternativa C’è poco da fare, chi più chi meno, stiamo tutti vivendo un periodo di difficoltà legata alla famigerata crisi economica che ci ha visto coinvolti nostro malgrado. Visto che la soluzione non sembra avvicinarsi, probabilmente è arrivato il momento di apportare grandi cambiamenti alle nostre abitudini; ognuno lo farà in funzione delle esigenze proprie e della sua famiglia, e delle tante situazioni in cui è quotidianamente coinvolto. C’è chi da qualche anno si sta dedicando alla coltivazione di un piccolo orticello (anche se qualche “mente eccelsa” sta pensando di vietarlo); c’è chi sta ritornando sui suoi passi, rendendosi finalmente conto che le “spese superflue” si chiamano così proprio perché servono a poco, e quindi si possono eliminare completamente; c’è chi, fortunato a vivere a poca distanza dal verde dei boschi, da luoghi tranquilli, si sta rendendo conto che è molto meglio trascorrere il tempo libero nella natura, insegnando ai propri figli a rispettarla e a viverla in modo consapevole, che lasciarsi facilmente attrarre dai grandi centri commerciali che promettono sogni impossibili, ipnotizzano con luci e suoni, costringono a spendere soldi quasi sempre proprio in “spese superflue”. C’è chi finalmente sta imparando a camminare… Camminare non per compiere lunghi tragitti, ma per conoscere meglio il luogo in cui si trova, camminare per divertimento, camminare per stare in forma e quindi per migliorare la propria salute (non c’è niente di più salutare di una passeggiata), camminare per socializzare, per conoscere nuove persone con le quali condividere nuove passioni… E allora?... E allora è arrivato il momento di uscire dagli schemi, di abbandonare le vecchie abitudini, di recarsi nel verde più vicino, nei numerosi boschi che si trovano “nel giardino di casa nostra”, per riscoprirli, per viverli, per imparare ad amarli. E non c’è solo la natura: ricordiamo che vicino a casa nostra ci sono tanti piccoli borghi - accoglienti, discreti, silenziosi - tante località da visitare, tanti sapori da gustare, tante bellezze da scoprire, che nessun mega-iper-super centro commerciale potrà mai proporre. Vivi il Matese!

Invita i tuoi amici che abitano più lontano a venire trascorrere anche solo un giorno qui da noi, ti saranno riconoscenti, perché grazie al tuo invito avranno avuto la possibilità di toccare con mano quello che da tanto tempo inconsciamente desideravano.

Sisto Bucci

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Un giro in provincia: Caserta Accademia re la secena La tua vacanza sportiva Il lupo del Matese Rovistando a San Potito Sci club fondo matese La sagra dello spiganardo Nozze d’argento con il Matese La patata di Letino Viaggio al centro della montagna Migrandata Matese Il castello di Gioia Sannitica La cipresseta di Fontegreca Un giro in provincia: Benevento Cusano Mutri: un borgo da scoprire La montagna emersa dal mare Le forre di Lavelle Un giro in provincia: Campobasso Ver sacrum: tra leggenda e storia Altilia: un viaggio nella storia Un giro in provincia: Isernia Non solo porcini! Fiori tra le rocce Sagre ed eventi Pagine utili

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Nel settore turistico

Caserta come il Trentino?

Rivista Specializzata Turismo, Sport, Natura

Sì! A quanto pare è l’unica città della Campania a far registrare dati positivi con uno +3,2% negli ultimi anni. Questo lo diciamo in base all’indagine campionaria sul turismo internazionale (ritenuta molto attendibile), commissionata dalla Banca d’Italia, eseguita sulla riduzione delle presenze negli alberghi o nelle case in affitto. Se vogliamo completare la notizia, l’”Hippocratica civitas”, o se preferite Salerno, è al primo posto nel dato negativo, con il 19,3% in meno di visitatori; poi Avellino con -14,9%; Benevento a -3,4%; quindi Napoli -2,2%. Nel 2012 la spesa dei turisti stranieri, spesso figli o nipoti di emigranti, ha rappresentato l’1,5% del Pil regionale (2% a livello nazionale). Insomma, a parte i numeri spesso noiosi, la nostra considerazione è che pur in un periodo di recessione cosi devastante per la nostra economia, la Regione Campania dovrebbe investire e credere di più in questa provincia, che ha nell’alto casertano un punto davvero solido sul quale poggiarsi. Ci sono spazi di turismo sui quali bisogna credere ed investire. A patto che la prima leva sia quella dei politici locali, che non hanno scuse per il loro scarso impegno e per le diatribe interne che troppo spesso frenano le iniziative. Bisogna poi imporre, se il caso, ai vertici regionali progetti seri e intelligenti, aderenti alle nostre realtà; ed investire su un territorio pulito come il Matese, dove esistono margini di miglioramento enormi. È un turismo, quello matesino, che registra tantissime presenze; per la disorganizzazione del settore non si riescono nemmeno a controllare numericamente i flussi. Insomma, non esiste uno sviluppo senza comunicazione, attenzione politica, proposte mirate. A costo di ripeterci ed autocelebrarci, diciamo ancora una volta che la Guida Turistica del Matese è l’unico vero strumento di comunicazione turistica del territorio, che sollecita e promuove il turismo come strumento di crescita della già traballante economia locale. Questo è ancora possibile grazie all’editore che continua a credere nel progetto. Ma fino a quando, per fare qualche piccolo passo avanti, un privato deve sostituirsi al pubblico, anche in quei campi che gli competono direttamente e per i quali dispone di molteplici fondi dalla comunità europea?

Periodico di informazioni turistiche del massiccio del Matese

Lorenzo Applauso

Registrazione Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce) n. 798 del 17/05/2012 Direttore Responsabile Lorenzo Applauso Editore Sisto Bucci Piedimonte Matese (Ce) Tel. 335 453487 sisto.bucci@gmail.com Impaginazione e Grafica Peppe Ranucci per BrainsAtWork.it Caserta Stampa Ikone srl Piedimonte Matese (Ce) Pubblicità Service & Communication srl Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 787300 Numero Verde 800 998609 www.montidelmatese.com info@montidelmatese.com Hanno collaborato Sara De Balsi Manuela Rotunno Mario L. Capobianco Lorenzo Applauso Antonella D’Avanzo Mina Cappussi Armando Del Toro Vincenzo D’Andrea Yuri Bucci Giovanni Capobianco Pasquale Buonpane Foto Mario L. Capobianco Alessandro Santulli Sisto Bucci Giovanni Capobianco Francesco Riccio Pietro Santucci Pasquale Loffreda

Finito di stampare Giugno 2013

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BEnVEnUTo

turista

Ricorda che sei tanto piĂš gradito, quanto piĂš contribuisci a mantenere il Matese pulito

Invitiamo tutti i vacanzieri a non abbandonare i propri rifiuti nei prati o nei boschi, ma di lasciarli negli appositi contenitori. Meglio ancora sarebbe portare i rifiuti a casa propria, cosĂŹ da non gravare sui costi di smaltimento dei piccoli comuni matesini.

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Visita il Matese! Scoprirai una gran varietà di piccole meraviglie.

A volte può essere molto emozionante trascorrere qualche ora del proprio tempo libero in luoghi che si visitano per la prima volta, non necessariamente per vedere spettacoli irripetibili o meraviglie della natura, ma semplicemente per scoprire nuovi scorci che appaiono, inaspettati, ai nostri occhi, e che meritano di essere conosciuti proprio per la loro semplicità. Molto spesso la bellezza è proprio lì, dietro l’angolo, e noi non ce ne rendiamo nemmeno conto.

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Un giro in Provincia! Anche in questo numero, vi proponiamo la rubrica che vi accompagnerà alla scoperta dei comuni, dei borghi, delle località e delle cittadine che sono il simbolo e la memoria storica del territorio matesino. Consapevoli che servirebbero molte più pagine, abbiamo scelto di presentarvi - quindi senza pretese di esaustività - degli spunti, che magari susciteranno in voi la curiosità di andare a visitare qualcuna delle località proposte, trascorrendo certamente una piacevolissima giornata. Troverete quindi, quattro “capitoli”: Caserta, Benevento, Campobasso e Isernia.

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

un giro in provincia RUBRICA DI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

CASERTA AILANO Piccolo centro dell’Alto Casertano dove è ancora possibile respirare aria pulita, rilassarsi lontano dal frastuono delle grandi città e rivivere la storia dei nostri avi, tra resti di epoca sannitica e di epoca romana.

Attraversando le stradine ricche di fascino del centro storico, ci si può imbattere nelle rovine di quello che fu un tempo il monastero femminile di Santa Maria in Cingla. Il monastero, fondato nel 748, di cui si possono riconoscere ancora i resti delle mura del recinto e dell’abside, accoglieva in origine le fanciulle nobili longobarde, ed è stata una delle fonti dirette dei primissimi documenti in lingua italiana giunti fino ai nostri giorni. risalendo il borgo medievale, dal quale è visibile la torre merlata risalente al 1500, è possibile visitare anche la Chiesa di San Giovanni Evangelista del ‘300 e la cappella di Santa Marta del XVIII secolo. Circondato da boschi e montagne, Ailano è un luogo ideale per rilassarsi grazie alla presenza di sentieri per gli amanti del trekking, che portano alla scoperta di luoghi di incomparabile bellezza naturalistica; ma anche di sorgenti di acqua sulfurea, un tempo località termali, oggi meta di visitatori per il caratteristico gusto dell’acqua e per i suoi benefici effetti dermatologici; e ancora: corsi d’acqua, come i fiumi Lete e Volturno, dove è possibile praticare la pesca sportiva o trascorrere semplicemente alcune ore a contatto con la natura.

Ailano è dunque un luogo da riscoprire, per conoscere le persone che lo popolano, le tradizioni ancora vive e i sapori del luogo sapientemente custoditi dagli abitanti; storia di un’identità conservata gelosamente come una ricchezza unica e inimitabile.

CAPRIATI A VOLTURNO Tipico paesino medioevale, al confine con il Molise, situato nella parte occidentale del Massiccio del Matese, gode di un ampio patrimonio naturalistico e architettonico. Sorto probabilmente lungo la via Minucia (che collegava l’Abruzzo con la Puglia) co-

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un giro in provincia

CASERTA

struita nel 445 a.C. per volontà del console Tiberio, pare in realtà che già i Sanniti l’avessero scelto come luogo di riposo e di sosta ponendovi i loro insediamenti. Al periodo sannitico risalgono infatti i resti di una cinta fortificata in località Sterpaia e alcune sepolture. Interessanti anche i ritrovamenti di antiche rovine romane come il Ponte Latrone, costruito per attraversare il Volturno, e che allora collegava le antiche città di Isernia e Alife. Il borgo medievale, circondato da una doppia cinta muraria, sorge ai piedi del castello e venne costruito in posizione strategica proprio con lo scopo di difesa dagli attacchi invasori. Al suo interno si possono vedere: la Chiesa di Santa Maria delle Grazie che risale ai primi anni del XVIII secolo. La chiesa, composta da una unica navata, a seguito della visita di Carlo III di Borbone, venne restaurata a spese dello stesso Re, il quale nel 1745 donò anche una bellissima tela del XVIII secolo, di scuola napoletana, che raffigura la Vergine delle Grazie circondata dagli angeli; il palazzo dei Pandone del XV secolo, con la sua porta gotica recante lo stemma della famiglia e con il portale con richiami gotico-catalani; i bei palazzi ottocenteschi della piazzetta; la Cappella di Santa Maria del Piano, costruita sulle rovine di un tempio romano, probabilmente un tempo antica cappella longobarda, con i suoi affreschi del XIV secolo, e la trecentesca Madonna col bambino. Per il resto, data la presenza di un territorio prevalentemente montuoso e ricoperto da ampi boschi, non si può non rimanere affascinati anche dalla natura incontaminata che circonda Capriati a Volturno, ideale per praticare le classiche attività di montagna, con una tappa immancabile all’Oasi WWF delle Mortine: un’insenatura fluviale artificiale con una estensione di 25 ettari, luogo prediletto da una molteplicità di uccelli acquatici che vi nidificano. Al suo interno, sentieri naturali, capanni per l’osservazione della fauna, uno stagno didattico, un giardino botanico e aree per la sosta dei visitatori. 9

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VALLE AGRICOLA

Il borgo di Valle Agricola, in una posizione centrale del Matese campano, affonda le sue antichissime origini in epoca sannitica, quando era di sicuro tappa obbligata per i pastori che provenivano dalla bassa valle del fiume Lete e si dirigevano verso i pascoli montani.

Addentrarsi tra i viottoli e le stradine del caratteristico borgo, dai quattro “pizzi” (rioni), permette di scorgere una bellissima torre di origine longobarda, la Torre Pandone, che sovrasta l’abitato e che fu eretta nel XV secolo dai conti Pandone, proprio come ricorda lo stemma in pietra situato all’esterno della struttura. Bellissime inoltre, la Chiesa della Santa Croce, in stile gotico, con una notevole pala d’altare seicentesca e un affresco col Creatore benedicente, risalente al 1400; la Chiesa di San Sebastiano, con la fonte battesimale del 1574 e l’Arco di San Giovanni di epoca medievale.

Grazie alla sua posizione geografica, Valle Agricola viene definita, nel sito amicideiborghi.it, “un villaggio alpino con un clima di tipo appenninico”, ideale per ogni tipo di turismo. Infatti la bellezza del paesaggio, il clima mite, la salubrità dell’aria di mezza montagna e la possibilità di emozionanti e suggestive escursioni a piedi, in mountain-bike o a cavallo, la rendono meta di tantissimi appassionati. Da qui si possono facilmente raggiungere: il Monte Cappello (m.1406) da dove è possibile ammirare il mar Tirreno con il golfo di Gaeta, il Monte Ianara (m.1565) che regala una vista a 360 gradi, e le località di Selvapiana e Petraia, grazie ai numerosi sentieri percorribili tra i bellissimi boschi di faggio. La posizione così particolare del suo territorio, che ai più potrebbe apparire come un limite, è

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proprio la vera ricchezza di Valle Agricola; il suo isolamento ha permesso infatti di conservare intatti molti aspetti del folclore locale che altrimenti sarebbero andati perduti. Il gruppo folkloristico “I quattu Pizzi”, da anni testimone degli usi, costumi e balli di altri tempi, girovagando in Italia e a volte anche all’estero, porta con sé il modo di essere dei “valligiani”, convinti che la storia di vita vissuta di un popolo sia un grande tesoro cui devono riferirsi le generazioni moderne. Indossando i loro tipici abiti del ‘700, i membri del gruppo si fanno portatori delle storie e dei canti delle feste, tipiche dei singoli quartieri del paese, cioè di quei “quattu pizzi” di cui si compone fin dal Medioevo l’antico centro matesino.

SAN GREGORIO MATESE

Un piccolo borgo montano in cui il tempo sembra essersi fermato. Chiunque viene a visitarlo, resta inevitabilmente attratto sia

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dalla naturalezza del territorio, che si alterna tra aspri sentieri montuosi e incantevoli pianori immersi nel verde, sia dalla particolare sensazione di essere stati catapultati nel passato che si percepisce attraversando le stradine del centro storico, scenario per decenni delle scorribande dei briganti che le popolavano: un piccolo scrigno di cultura, storia e leggende. Il paese, secondo alcuni storici, avrebbe preso il nome da un’antica chiesa benedettina, risalente al IX secolo, dedicata al culto di San Gregorio, definitivamente crollata agli inizi del Settecento insieme al suo monastero, di cui sono però ancora visibili i ruderi, conosciuti con il nome di “le mura”. Di particolare interesse storico-artistico, sono anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, del XVI secolo con annesso l’antico abside rettangolare oggi conosciuto come Cappella di San Michele e la Chiesa della Piana del Lago con le pitture murali del professor Tirrito. Situato a 765 metri s.l.m., a poca distanza dall’omonimo lago e dal passo di Miralago, San Gregorio Matese, con la sua particolare posizione geografica e il clima salubre, è collocato di diritto tra

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i paesi più belli dell’alto casertano ed è un ottimo punto di partenza per tutte le escursioni dirette verso i luoghi più attraenti del vasto territorio matesino. In ogni periodo dell’anno, San Gregorio è meta di tanti turisti, che però aumentano notevolmente da giugno a settembre, non solo per le ovvie ragioni legate al clima, ma soprattutto perché in quel periodo vengono organizzati un gran numero di eventi, primo fra tutti “Le Notti dei Briganti”. In occasione di questi eventi, i visitatori possono godere anche dei sapori unici dei prodotti migliori del territorio, tra i quali spiccano alcuni tipi di formaggi insaporiti con varie spezie e il famosissimo caciocavallo del Matese.

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Le Notti dei Briganti Una rievocazione storica del periodo del brigantaggio, a cavallo tra il 1800 ed il 1900, quando i briganti iniziarono a essere presenti nel Matese. Rievocazione di un periodo poco conosciuto nelle nostre zone, la “Notte dei Briganti” viene identificata come unica manifestazione a sfondo strettamente storico in tutto il panorama regionale. L’evento si svolge secondo un percorso itinerante, attraverso l’intero abitato, per le stradine del borgo. Durante tutto lo spettacolo è possibile degustare una cena d’altri tempi con un menù di vecchie ricette rinvenute nei meandri degli archivi storici. Veri e propri sapori antichi che gli abitanti di San Gregorio Matese sono riusciti a far rivivere sulle tavole moderne.

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FOLKLORe

accadEMia

rE La SEcEna Durante una serata in compagnia di amici, tra mille ricordi e tanti aneddoti del passato, racconti di storie personali, di giochi perduti, di leggende tramandate dai nonni nelle fredde serate invernali davanti al camino, dalla consapevolezza che tutto ciò non possa e non debba mai essere perduto, nasce l’idea, nasce il progetto della Accademia ré la Sécéna*. Per il comune di San Gregorio Matese, l’Accademia rappresenta senza dubbio una delle attività di promozione del territorio più incisive, proprio per la sua originalità; ed è una vera e propria testimonianza di come sia possibile, a volte, fare qualcosa di importante per il territorio con mezzi tutto sommato semplici ed immediati. L’idea generale è quella di archiviare e conservare la lingua locale, il dialetto Sarrocco (di San Gregorio Matese). Il progetto si traduce concretamente nell’attivazione di un sito internet con un formato molto particolare: quello di un vero e proprio archivio virtuale, al quale chiunque, depositario di quel dialetto ed in quanto tale “Accademico”, ha la possibilità di comunicare ogni informazione utile allo scopo; sono infatti le persone comuni, e non i letterati, a possedere la ricchezza che l’Accademia ricerca.

L’operazione non è tuttavia fine a se stessa: lanciata sul web dall’ottobre 2012, questa iniziativa ha già prodotto diverse collaborazioni, tra le quali, la più importante con la compaesana Associazione Pro Loco “Le Mura”, in un evento denominato “Giornata dell’Accademico”. Questo evento è collegato alla Giornata Nazionale dei Dialetti e delle Lingue locali promossa dall’UNPLI (Unione delle Pro Loco d’Italia), che ha ottenuto un importante riconoscimento dall’UNESCO. Ciò che l’Accademia mette in atto, nel trascrivere il dialetto (cosa molto più complessa rispetto a parlarlo), è davvero un’operazione storica di rilievo: infatti, attraverso la costituzione e la condivisione di un archivio dialettale, si porta alla luce non solo la fredda documentazione di un passato recente o remoto, ma anche la scoperta della propria identità di abitante del territorio e di parlante del dialetto. L’ambizioso fine ultimo dell’Accademia è quello di riunire in un unico luogo – anche se virtuale – chi vuol bene a questa terra. Come scrive il Presidente dell’UNPLI Claudio Nardocci: “Bisogno primario diventa quello di salvare il nostro dialetto. Le lingue locali sono il collante che ci unisce alle nostre radici, il tenue filo che ci tiene legati alla cultura popolare e alla storia del territorio a cui apparteniamo”.

*Sécéna: Segale

(cereale diffuso nelle zone temperate, nota anche come segala)

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Il luogo ideale per gli sportivi e gli amanti della natura, con decine di chilometri di percorsi adatti a tutti

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Il grande pianoro del lago Matese, grazie ai suoi 1.040 metri slm di altitudine media, e grazie a una strada secondaria che forma un anello lungo tutto il perimetro, per lunghi tratti anche asfaltata, è il luogo ideale per effettuare una sana e rilassante escursione in mountain bike. Lungo i 22 chilometri, percorribili anche in auto, si incontrano punti panoramici con vista lago, si attraversano brevi tratti di bosco e si transita nell’azienda agrituristica Falode Village, dove sono disponibili tutti i servizi di accoglienza. Proprio perché del tutto pianeggiante, l’itinerario A (vedi legenda) è adatto a tutti, bambini compresi, ed è anche possibile percorrerlo suddividendolo in più frazioni. L’itinerario B, invece, è consigliato agli esperti, in quanto nei suoi 12 chilometri di lunghezza, presenta alcune salite molto impegnative e tratti di strada sterrata più difficoltosi.

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La tua vacanza sportiva Con l’arrivo della bella stagione, in tutti noi si risveglia una certa voglia di muoversi, di rimettersi in attività, di fare dello sport. Se nella maggior parte delle persone questa voglia svanisce più velocemente di come era arrivata, quelli che avranno la forza di resistere alla pigrizia troveranno nel territorio del Matese il luogo ideale per praticare un gran numero di attività sportive, soprattutto a carattere amatoriale, ma anche a livello agonistico o specialistico, fino agli sport non proprio “per tutti”, come il volo libero, la speleologia e il canyoning. Ma cominciamo dalle cose semplici. Grazie alla presenza di decine e decine di sentieri, mulattiere e simili (molti dei quali ben segnalati dal Club Alpino Italiano), che come una fitta ragnatela collegano tra loro paesi, valli, boschi, fontane, rifugi e masserie, le due attività sportive più praticate sono il trekking e la mountain bike. Basta avere la voglia di farlo è nel Matese si avrà l’imbarazzo della scelta. Nei circa 50 comuni a ridosso del massiccio ci sono centinaia di chilometri di percorsi adatti a queste semplici e salutari attività sportive, per le quali si trova facilmente anche una guida disponibile ad accompagnare sportivi e neo-sportivi. Nella cartina che avete visto nelle due pagine precedenti, abbiamo evidenziato alcuni sentieri adatti al trekking e due itinerari per la mountain bike, con diversi gradi di difficoltà.

Di seguito alcune delle associazioni sportive presenti nel territorio matesino. Quelle qui elencate ci hanno inviato le informazioni sulle loro attività; invitiamo tutte le associazioni interessate ad essere inserite in questa lista a mettersi in contatto con la redazione: info@montidelmatese.com – Tel. 800 998609

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ASSOCIAZIONE TURISTICA MONTI DEL MATESE ALIFE (CE), Strada Provinciale 331 - Numero verde 800 998609 - Cell. 335 453487 www.montidelmatese.com - Facebook: Guida Turistica del Matese Informazioni turistiche, Visite guidate: Ambientali, Naturalistiche, Archeologiche, Folkloristiche, Gite Enogastronomiche in Fuoristrada Zona operativa: Tutto il territorio del massiccio del Matese VOLO SPORTIVO ALIMATESE ALIFE (CE), via Saetta - Tel. 0823 787170 Cell. 348 7609446 - www.alimatese.it Volo libero: Deltaplano, Parapendio e Aliante Volo a motore: Deltaplano e Aereo ultraleggero Area di volo modellini radiocomandati GU.PA.NÀ - Guide ai Parchi Naturali ed alle Aree Protette PIEDIMONTE MATESE (CE), via L. Ferritto n. 23 SAN POTITO SANNITICO (CE), Infopoint Parco Regionale del Matese Cell. 380 4217148 (Angelo) - 320 4760068 (Michela) Facebook: Gupanà Guide Parchi Naturali Escursionismo, Trekking, Visite guidate, Laboratori didattici Zona operativa: Parco Regionale del Matese SCI CLUB FONDO MATESE PIEDIMONTE MATESE (CE), via Pigna n. 32 Tel. e Fax 0823 911344 Cell. 368 7398441 - 333 6090588 - www.sciclubfondomatese.it - Fb: Fondo Matese Sede montana: Rifugio a Bocca della Selva Palestra: Via A.S. Coppola Piedimonte Matese Attività Sportiva promozionale e agonistica Sci di fondo - Attività Didattica singola e collettiva - Corso “Ambiente Fino in Fondo” riservato a tutti gli alunni di ogni ordine e grado di scuola. Attività estive e invernali in ambiente naturale riservate a persone diversamente abili. Sci escursionismo, Escursioni con ciaspole, Trekking, Nordic Walking, Orienteering, Pattinaggio, Ski-roll, Percorsi benessere in montagna, Ginnastica di base e di sviluppo generale, Ginnastica posturale, Laboratori ambientali. Zona operativa: Tutto il territorio del Massiccio del Matese Attività agonistica sci di fondo: partecipazione a gare sul territorio nazionale ARDEA - Associazione per la Ricerca, la Divulgazione e l’Educazione Ambientale NAPOLI, via Ventilabro n. 6 - www.ardeaonlus.it - info@ardeaonlus.it Birdwatching, Educazione ambientale, Ricerche naturalistiche Zona operativa: Centro e Sud Italia

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CLUB ALPINO ITALIANO - Sezione di Piedimonte Matese SAN POTITO SANNITICO (CE), via Sala - Edificio Ecomuseo dell’Alto Casertano Tel. 329 3728748 - www.caipiedimontematese.it - piedimontematese@cai.it Escursionismo, Tutela dell’ambiente montano, Arrampicata su roccia, Sci, Scialpinismo, Speleologia, Alpinismo, Attività culturali Zona operativa: Matese Casertano MOLISE AVVENTURA BOJANO (CB), corso Umberto n. 18 - www.moliseavventura.it Facebook: Moliseavventura Pietro 328 9325008, Erennio 329 7916558 Massimo 328 0907352 Canoa, Arrampicata sportiva, Rafting, Mountain bike, Birdwatching, Escursionismo, Fotografia naturalistica Zona operativa: Molise: fiume Biferno, monti del Matese, fiume Volturno, Laghi ORIZZONTI VERTICALI CAMPOBASSO - Cell. 339 4360362 www.orizzontiverticali.it - riccardoquaranta@orizzontiverticali.it Alpinismo, Arrampicata Zona operativa: Centro italia (Molise, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia) MOLISE EXPLORER ORATINO (CB), c.da Lammerti n. 29 - info@moliseexplorer.com Cell. 347 7305781 - 0874 418760 Servizio di guida ambientale per accompagnamento ed assistenza logistica ad escursioni a piedi, a cavallo, in mountain bike, in jeep. Organizzazione e gestione di lunghi cammini lungo i Tratturi della Transumanza Zona operativa: Tutto il Molise VIVI ROCCAMANDOLFI ROCCAMANDOLFI (IS) Località Campitello di Roccamandolfi, via Guado la Melfa viviroccamandolfi@gmail.com - Facebook: Vivi Roccamandolfi Trekking, Passeggiate a cavallo, Arrampicata sportiva, Torrentismo, Sci alpinismo, Ciaspolate, Sci nordico Zona operativa: Matese, Roccamandolfi CLUB ALPINO ITALIANO - Sezione di Campobasso CAMPOBASSO, Via Mazzini n. 38 c/o Terzo Spazio – Cell. 392 1147545 www.caicampobasso.it - campobasso@cai.it - presidente.cai.cb@gmail.com Escursionismo - Segnatura e manutenzione dei sentieri Tutela e salvaguardia della montagna. Zona operativa: Monti del Matese

CHE COSA METTERE NELLO ZAINO Quando in estate si fa un’escursione in montagna, per quanto semplice e breve, è sempre bene avere con se uno zaino con lo stretto necessario per “affrontare l’avventura”. Ecco quello che secondo noi non dovrebbe mai mancare nello zaino di un escursionista: ABBIGLIAMENTO Ormai è risaputo che in montagna ci si veste “a cipolla” ovvero con più strati di vestiti in modo tale da poter metterli e toglierli in base al clima che si trova (in montagna varia molto velocemente). Quindi: • Giacca a vento impermeabile • Pile o maglione

• Piccolo asciugamano • Cambio di biancheria intima • Berretto, bandana o scalda collo CIBO E’ consigliato fare più “pause di ristoro” durante il percorso, senza mai abbuffarsi; meglio continuare ad apportare sostanze nutrienti al nostro corpo senza appesantirlo troppo. • Barrette energizzanti • Una mela o una banana • Un po’ di cioccolata • Panini con marmellata, cioccolato o formaggio. Evitare gli insaccati se si fanno escursioni molto faticose. BEVANDE • una bella borraccia d’acqua e un thermos di the’, l’ideale per scaldarsi in caso di maltempo.

Meglio evitare bibite gassate. ATTREZZATURA Visto che per fare un’escursione in montagna basta avere buone gambe e delle calzature adatte, l’attrezzatura che consigliamo di portare nello zaino è di “pronto intervento” e di “piacere” • Cerotti, garze, un po’ di disinfettante e un medicinale antidolorifico • Un coltellino multiuso • Un telefono cellulare • Cartine dei sentieri • Occhiali da sole e crema solare protettiva (in montagna ci si abbronza più che al mare) • Binocolo • Macchina fotografica Buona Escursione!

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VERNELLE

COUNTRY RESORT Nella grande pianura alifana, ai piedi del massiccio del Matese, dove la natura è indiscussa protagonista, si trova il Vernelle Country Resort, splendida location sfiorata dalle acque del fiume Volturno, adeguata ad ogni tipo di clientela, dove è possibile trascorrere intere giornate in pieno relax usufruendo di numerose attività sportive, naturalistiche e culturali.

Dal recupero di un vecchio casale abbandonato, è nato un villaggio turistico, che si sposa perfettamente con il territorio, del quale ne valorizza la bellezza e la storia. Il Vernelle Country Resort è un tipo di struttura di ricezione turistica elegante e confortevole; gli accoglienti bungalow, circondati dagli odori e dai 22

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suoni della natura, sono il rifugio ideale e meta sicura per che sceglie di regalarsi un periodo di vacanze country. Due attività principali si collocano come fiore all’occhiello del resort - la ristorazione e l’ospitalità - che, in un connubio senza paragoni, costituiscono un magnifico biglietto da visita.

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Pietanze ricercate, cibi raffinati, una gastronomia fatta di prelibatezze ereditate dalla tradizione della cucina povera, accompagnano il visitatore in un viaggio tra gli incantevoli sapori di un tempo, elegantemente riproposti con proverbiale eleganza dagli chef che sanno magistralmente fondere storia e gusto in piatti che rappresentano delle vere e proprie opere d’arte culinaria. All’interno del Vernelle Country Resort è presente un attrezzatissimo maneggio che ospita degli stupendi cavalli, e il piccolo zoo della Fattoria Didattica, dedicata alle scolaresche e ai bambini in genere, da sempre i più sensibili nei confronti della natura che li circonda.

Qui l’indiscussa bravura del personale permette l’approccio con i quadrupedi a qualsiasi livello. Gli istruttori gestiscono il rapporto cavallo-cavaliere a partire dal corso base fino ad arrivare a quello per esperti, lasciando soddisfatti veramente tutti. Indistintamente.

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La struttura è presente nel circuito albergabici, come struttura amica della bicicletta, dove è disponibile un servizio di nolo bici, oltre a una piccola officina attrezzata per tutte le necessità dei cicloturisti di passaggio. Occorre non lasciarsi scappare le proposte che periodicamente il Vernelle Country Resort offre per una vacanza “rurale”, all’insegna del riposo, della cultura e della buona cucina con menù di stagione e incontri a tema. Molto spesso, infatti, l’azienda propone dei pacchetti week-end comprensivi di pernottamento, visite guidate agli scavi archeologici di Alife, colazione, pranzo, cena, piscina, divertimento e tanto relax presso i centri estetici convenzionati.

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La piscina, di recente realizzazione, completa il numeroso elenco di servizi che la struttura offre ai suoi ospiti. Posta al centro dell’intera area, in un luogo riservato, garantisce la privacy piÚ assoluta.

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La piscina, perfettamente integrata nel luogo in cui sorge, è dotata di area per i bambini, e angolo idromassaggio. All’interno dell’area piscina sono presenti tutti i servizi necessari, oltre

che un forno a legna per pizza e un bellissimo “american bar” dove poter sostare all’ombra e degustare le prelibatezze preparate quotidianamente. Particolarmente adatto per feste ed eventi esclusivi a bordo piscina in un’atmosfera sobria e raffinata.

VERNELLE COUNTRY RESORT Via Vicinale Vernelle, loc. Mulino Vernelle ALIFE (Ce) Tel. 0823 787091 - 348 4085565 | www.vernelle.it Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

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NATURA

Il LUPO DEL MATESE

“Uuuuuh… Uuuuuh…”

Ululati prolungati nelle calde razioni grigio-bruno e tonasere di fine estate spezzano lità nere e rossicce. Grande la melodia dei grilli che ancamminatore, in grado di cora imperterriti sfregano le percorrere anche decine di zampe attivamente. Staranchilometri in una notte; nella no preparando una battuta di Giovanni Capobianco nostra nazione il lupo, oggetdi caccia? Si richiameranno to di odio e persecuzione, ha tra di loro? Segnaleranno a possibivissuto sempre una vita molto travali visitatori il loro territorio? Stiamo gliata, che negli anni ’70 lo ha portato parlando di uno dei più misteriosi quasi alla sua estinzione. Fino alla fine carnivori presenti al mondo: il lupo. del ‘700, questo predatore era ampiaQuesto splendido canide, antenato e mente diffuso su tutta la penisola, ragprogenitore selvatico del più familiare giungendo anche le zone costiere. Poi “migliore amico” dell’uomo, il cane, pocon l’aumentare della popolazione e pola il nostro pianeta uno o due milioni dell’espansione dell’uomo, la consedi anni fa. Presente in tutti i continenti, guente bonifica e occupazione di habiha caratteristiche strutturali proprie per tat da lui utilizzati, lo hanno spinto su ogni paese nel quale vive. Ad esempio, nell’ambiente a lui più idoneo: i boschi. i lupi nordamericani hanno un corpo Dopo l’avvio delle prime ricerche da molto massiccio, possente, con coloraparte di esperti negli anni ’70 e il conzioni della pelliccia che variano dal nero seguente divieto di “sterminio” con al bianco. Alle nostre latitudini invece, bocconi avvelenati o caccia selettiva il lupo si presenta più snello, con colodella specie, sembra che il lupo stia pian

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Il Lupo del Matese

pianino rinfoltendo la sua famiglia. In Campania, il lupo appenninico trova le sue roccaforti nei Parchi regionali e lungo tutto l’arco appenninico, fino al Cilento. Le aree naturali protette dell’Appennino Campano sono collegate da vari corridoi biologici e costituiscono la Rete Ecologica Campana. Tracce della presenza del lupo sono state trovate sui monti del Matese, sui Picentini e sul monte Partenio. Il massiccio del Matese rappresenta il collegamento tra l’Appennino centrale e quello meridionale: infatti, essendo al confine con il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il territorio matesino è roccaforte di alcuni nuclei di lupi. Non è semplice incontrare il lupo. Il suo olfatto, ma soprattutto il suo udito

gli permettono di avvertire a lungo raggio la presenza di pericoli e dell’uomo. Senz’altro dobbiamo sfatare il mito che i lupi vadano in giro in branchi numerosi, infatti sul nostro territorio un nucleo può essere formato anche da una sola coppia di lupi, che possono riprodursi e allargare il nucleo con i propri cuccioli, ma soltanto per un paio d’anni, fin quando quest’ultimi non avranno raggiunto la capacità di cacciare e la maturità sessuale. Inoltre, il territorio medio di caccia di un nucleo va dai 100 ai 200 kmq, quindi il Matese, data la sua estensione, ne potrebbe ospitare diversi. Molte sono le tracce ritrovate nel tempo da escursionisti e amanti della montagna e sottoposte ad esperti del settore che, nonostante la persecuzione, affermano che il lupo sul Matese non si è mai estinto. Racconti suggestivi di incontri tra pastori e lupi sono all’ordine del giorno; il monte Mutria è uno dei palcoscenici più frequentati dai lupi, come le zone di Bocca della Selva e del monte Pastonico, nelle quali le foreste di faggio restano incontaminate e difficilmente raggiungibili, in maniera tale che i lupi possono sostare nei cosiddetti “rendez-vous site”, ovvero zone particolarmente protette individuate dal nucleo come luogo sicuro. È all’interno di questi siti

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Il Lupo del Matese

che la coppia alfa, l’unica che può riprodursi, costruisce la sua tana e dove la femmina dominante dà alla luce tra quattro e nove cuccioli, che andranno a rinfoltire il branco o a creare nuovi nuclei, colonizzando nuovi territori. Lo studio del lupo è un mix di tecniche molto appassionanti: la più affascinante è sicuramente il ritrovamento di tracce che siano impronta o escrementi o ritrovamenti di pelo. Nei periodi invernali è molto divertente “cercare le piste”, ovvero i camminamenti che spesso i lupi percorrono. Questo è possibile effettuando lo snow tracking con ciaspole (racchette da neve) oppure con gli sci di fondo, alla ricerca anche di escrementi o resti di predazioni. Ma la tecnica in asso-

luto più emozionante, nonostante i suoi limiti, è sicuramente il “wolf howling”, ovvero l’ascolto degli ululati dei lupi. Il ricercatore si cala proprio nei panni di un lupo, emettendo ululati o utilizzando registrazioni, per censire quanti lupi ci siano in quel territorio, se ci possono essere cuccioli, giovani oppure adulti ( le tonalità di ululato sono differenti), in maniera tale da fare una stima di popolazione e capire anche se il nucleo si sia espanso. Molte sono le dicerie e credenze affibbiate al lupo. Per ignoranza e pregiudizio il lupo per secoli è stato considerato nocivo e quindi attaccato dall’uomo con ogni mezzo. Eppure, chi non ha mai avuto a che fare con lui dovrebbe sapere che è uno degli animali con il più forte attaccamento ai compagni, con una dedizione assoluta ai cuccioli e alla prole, un’incredibile resistenza fisica e soprattutto fedeltà: infatti, una coppia di lupi rimane fedele fino alla morte.

E’ doveroso precisare che per mancanza di fotografie del lupo matesino, sono state utilizzate foto scattate nel Parco Nazionale d’Abruzzo. foto di Francesco Riccio www.flickr.com/photos/francescoriccio Pietro Santucci www.labetullaonline.com

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Mercatino dell’usato, del riciclo e dei prodotti a chilometro zero

Rovistando a San Potito

Pro Loco San Potito www.prolocosanpotito.org proloco.sanpotito@gmail.com Cell. 329 3483085 32

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La prima domenica di ogni mese Lungo il “Percorso delle Acque” nel comune di San Potito Sannitico (Ce) E’ un luogo in cui si offre a qualsiasi cittadino, l’opportunità di vendere tutto ciò che è ancora commerciabile a un pubblico numeroso invitato dall’attività di promozione e comunicazione della Pro Loco. E’ l’occasione per trascorrere una giornata di shopping alternativo a San Potito Sannitico, in un luogo immaginabile come una grande e bella piazza al centro del paese, dove è possibile trovare anche prodotti del territorio a chilometro zero. E’ l’opportunità per compiere un piccolo gesto, potenzialmente redditizio, a favore dell’ambiente, allungando la vita di oggetti destinati con molta probabilità alla discarica.

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Attività e SPORT

SCI CLUB FONDO MATESE un sicuro punto di riferimento per le attività sportive nel Matese

Nato nel 1998 per la promozione e la diffusione dello sci di fondo nel territorio matesino, lo Sci Club Fondo Matese in questi quindici anni di intensa attività ha allargato la sfera dei propri interventi anche in altri settori, prestando particolare attenzione alla valorizzazione del territorio, diventando uno dei più sicuri punti di riferimento per associazioni, gruppi di visitatori e singoli turisti.

Il notevole interesse mostrato da tutti i soci del sodalizio, verso le persone diversamente abili, è stato evidenziato in particolar modo nel 2009 durante lo svolgimento del Progetto MontabilmenteMare, organizzato dai Comuni di Piedimonte Matese, Caserta e Mondragone, che prevedeva la fruizione della montagna da parte di persone con diverse disabilità. Dopo il notevole successo del progetto, anche grazie alle attività proposte dallo Sci Club Fondo Matese, le Amministra-

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Sci Club Fondo Matese

zioni citate, hanno destinato parte dei finanziamenti del progetto stesso alla realizzazione di una struttura di accoglienza per disabili a Bocca della Selva nei pressi della pista di sci di fondo. E’ qui che durante la stagione invernale si svolgono le attività didattiche, le piccole gare promozionali, il corso Ambiente fino in Fondo, riservato agli alunni di tutte le scuole di ogni ordine

e grado, che prevede l’apprendimento dei fondamentali dello sci di fondo, il corretto utilizzo delle ciaspole e diversi laboratori ambientali. Qui si preparano i soci, grandi e piccoli, che partecipano a gare agonistiche anche a livello nazionale; quest’anno alcuni atleti del club hanno rappresentato il Matese e la Campania, con onorevoli piazzamenti, alla famosa Sgambeda di Livigno e alla Dobbiaco-Cortina, classiche gare internazionali di gran fondo.

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Convinti sostenitori del motto “l’unione fa la forza”, gli animatori dello Sci Club Fondo Matese, collaborano con altre associazioni e diversi gruppi operanti sul territorio. Particolarmente interessante, durante l’innevamento, la “Ciaspolata di Gusto”, evento organizzato insieme all’Associazione Turistica Territoriale, che richiama la partecipazione di moltissimi appassionati di montagna, di relax e di genuini sapori nostrani. Con la stessa Associazione, lo Sci Club, nell’ambito del suo programma di escursionismo estivo, organizza tre eventi di notevole interesse: le suggestive scalate in notturna del monte Miletto e del monte Gallinola, rispettivamente la notte di luna piena di luglio e di agosto, e il tramonto al monte Mutria nei primi giorni del mese di settembre, che si conclude con una incantevole cena sociale sotto le stelle. Sempre nel periodo della bella stagione, si organizzano, per soci e simpatizzanti, sedute di corsa in montagna, percorsi benessere in ambiente naturale, orienteering, pattinaggio e skiroll per la preparazione alle attività invernali.

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Sci Club Fondo Matese

Nella sede di Piedimonte Matese, lo Sci Club Fondo Matese dispone di una piccola palestra dove si pratica ginnastica generale e posturale. Accattivante per tutti coloro che sono alla ricerca di una corretta e energizzante attività fisica la proposta del Nordic Walking. Negli ultimi anni moltissime persone hanno capito l’importanza del camminare e molti lo fanno anche con l’ausilio dei bastoncini. L’obiettivo degli istruttori dello Sci Club è quello di insegnare il corretto utilizzo di questi supporti e soprattutto di far comprendere la differenza tra il semplice Trekking e il Nordic Walking come vera disciplina sportiva.

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www.sciclubfondomatese.it fondomatese@virgilio.it Tel. e fax 0823 911344 Cell. 368 7398441 Mario Cell. 333 6090588 Netta Via Pigna, 32 - Piedimonte Matese (Ce)

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fattoria professore

la del Una visita alla Fattoria del Professore permette di entrare a far parte di un meraviglioso mondo fatto di colori, suoni, odori e sapori; Significa avere la possibilità di ammirare il verde di una natura pressoché incontaminata, immersa nella meravigliosa cornice delle campagne di Gioia Sannitica.

dal la terra alla

I campi sani e incontaminati del territorio matesino, rappresentano il primo importante elemento che ci porterà ad ottenere prodotti di qualità. In questi

campi, si coltivano gli alimenti principali (fieno e cereali) che foraggiano tutte le mucche presenti nell’azienda, e dal loro latte, si ricavano tanti tipi di formaggi.

tavo la

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Migrandata Matese

Per fattoria didattica si intende un luogo nel quale vengono accolti e avvicinati alle attività agricole, gruppi di ragazzi, che arrivano prevalentemente dall’ambiente scolastico, ai quali viene offerta l’opportunità di conoscere e di partecipare attivamente ai processi agricoli che si svolgono quotidianamente nell’azienda. Iniziando dalle attività legate alla coltivazione della terra, passando poi per la cura degli animali, la mungitura delle mucche e la parte più affascinante che lascia stupiti tutti i partecipanti: la trasformazione del latte in formaggio. Tra i partecipanti a questa esperienza, i bambini delle scuole elementari, manifestano maggior coinvolgimento, vogliono scoprire il mistero

della cagliata e “sporcarsi le mani” nel fare la ricotta (che poi mangiano con gusto); mentre i ragazzi delle medie e delle superiori, si interessano maggiormente agli aspetti aziendali, commerciali e del mondo del lavoro. Una visita alla Fattoria Didattica del Professore, magicamente farà fare a tutti i visitatori un tuffo nella natura e nei ritmi di un tempo ormai dimenticato.

fat toria didat tica

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Migrandata Matese

mini casei ficio pro du zione

L’attenzione e l’amore per i prodotti freschi, genuini e sani hanno portato Salvatore e Nadia a pensare a un luogo dove realizzare tutto ciò, il risultato è stato: il Minicaseificio “Sciù Sciù”, dove la freschezza e la genuinità del latte giornaliero, diventano prodotti caseari realizzati con la passione e l’attenzione al rispetto dei tempi giusti.

Il Caciocavallo, realizzato con gli stessi ingredienti che da tanti anni lo hanno reso un’autentica specialità del territorio matesino. Lo Sfilatino. Si tratta di un tipo di formaggio molto simile al caciocavallo, ma di forma allungata e senza “testa”. La Caciotta fresca è un formaggio dolce e cremoso, ottenuto dalla pressatura della cagliata in appositi canestrini di forma cilindrica.

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Migrandata Matese

Le Scamorze sono un’altra leccornia che, parimenti alle altre, necessitano di ingredienti sani e genuini unitamente alle “procedure tradizionali”. Il Fiordilatte, è un prodotto agroalimentare tipico della Campania, il procedimento per ottenerlo è simile a quello della mozzarella.

la

fattoria del professore

Per assaggiare tutte le nostre specialità, non vi resta che venire a trascorrere qualche ora del vostro tempo libero nella nostra fattoria.

Vi aspettiamo!

Gioia Sannitica (Ce), Via Campagni - Tel. 348 7945135 - 349 3038144 www.fattoriadelprofessore.it - info@fattoriadelprofessore.it

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FOLKLORE

SAGRA DELLO SPIGANARDO LA

Giunta ormai alla sua quattordicesima edizione, la Sagra dello Spiganardo si svolge ogni anno il 2 luglio a Piedimonte Matese, a cura dell’Associazione Pro Loco Vallata. Si tratta della rievocazione di una vecchia tradizione locale, che associa la festa religiosa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli, presso l’antico e suggestivo borgo dello Scorpeto, alla tradizione del popolo piedimontese di celebrare le proprietà del fiore della lavanda che le nonne raccoglievano in questo luogo, per deporlo nel corredo nuziale destinato alle future spose. L’antico e ormai dimenticato “Corteo dei Canestri” era una vetusta tradizione che coinvolgeva tutta la popolazione e che aveva luogo appunto il 2 luglio. In questo giorno l’Università di Piedimonte, vale a dire l’antico Comune, concedeva una dote di 15 ducati, il cosiddetto “Maritaggio”, ad una ragazza povera del luogo. Sopraggiunta la sera, dai vari rioni

cittadini, partivano spontaneamente dei cortei popolari diretti alla borgata dello Scorpeto, trasportando in capienti canestri e cesti di vimini, piatti tradizionali, tra cui i gustosissimi fiori di zucca ripieni al formaggio e prosciutto, da consumare sui prati antistanti e circostanti la chiesa, alla luce di fiaccole e ceri. Era un suggestivo scenario di festosa coreografia, oggi stemperato nel tempo, che l’Associazione Pro Loco Vallata ha ripreso

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e riproposto all’attenzione di quanti non sono insensibili al richiamo delle antiche tradizioni popolari. Il “Corteo dei Canestri” e “la raccolta della lavanda” dal profumo intenso e delicato, vengono rispolverati e ripresentati proprio in occasione della Sagra dello Spiganardo, rievocando proprio questa antica consuetudine del passato praticata dalle ragazze “da marito”; con l’ulteriore intento di valorizzare l’incantevole scenario naturale che domina il comune di Piedimonte Matese e che fa da verde cornice al biancore della solitaria chiesa di Santa Maria di Costantinopoli: un angolo meraviglioso e dimenticato di incantevole bellezza, dove il passato ed il presente si fondono respirando l’agreste profumo dell’esile “Spiganardo”.

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FaLodE ViLLagE

Quando il caldo estivo si fa opprimente, rendendo la vita difficile a chi lo sopporta male, non c’è niente di meglio di un soggiorno in montagna, magari breve, ma sicuramente molto efficace. La nostra struttura si trova a oltre 1.000 metri s.l.m., in un vastissimo territorio pianeggiante, accogliente, comodo; ricco di boschi di faggio e sorgenti di acqua pura e freschissima che alimentano il lago Matese. Proprio grazie a queste caratteristiche, il Villaggio è meta di vacanzieri molto diversi tra loro; infatti, dopo circa 25 anni di attività, la nostra struttura è molto conosciuta in tutto il centro-sud d’Italia e possiamo vantare anche una discreta presenza di ospiti dal nord Italia e dall’estero. In questi ultimi tempi, conoscendo bene le tante potenzialità del territorio per gli appassionati di un numero incredibilmente alto di sport, stiamo concentrando la nostra attenzione sui visitatori provenienti dal mondo dello sport. Tutti potranno praticare il loro sport preferito in completa autonomia, ma all’occorrenza saremo disponibili con guide esperte, servizi navetta e tutto ciò che può servire per trascorrere la tanto sospirata “va46

canza perfetta”. Naturalmente, il meglio delle nostre capacità è garantito a tutti gli ospiti, non solo agli sportivi. Ricordiamo che i servizi offerti sono: ristorazione, soprattutto con prodotti aziendali e piatti del territorio; pernottamento, in camere da 2 a 4 posti, in miniappartamenti con angolo cottura e caminetto, in baita con piscina, in agri-campeggio per tende, roulotte e camper.

Cucina Tipica Spaccio Aziendale Caseificio Macelleria Camere Mini appartamenti Ostello della gioventù Agricampeggio Camper service Campi scout Area pic-nic attrezzata Fattoria didattica Maneggio Parco giochi Noleggio Quad e Mountain bike Escursioni a cavallo

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Disponiamo di una vastissima area picnic attrezzata che può ospitare centinaia di persone, con panche, barbecue e tutti i servizi; infine, abbiamo uno spaccio aziendale dove sono in vendita prodotti che derivano dai nostri allevamenti: carni bovine, suine, ovine; latte fresco, yogurt, formaggi prodotti con latte vaccino e caciotte prodotte con latte ovino e caprino. Quando verrete a trascorrere le vacanze al nostro villaggio, una volta arrivati, non avrete bisogno d’altro! Troverete tutto quello che vi potrà servire, e se dovesse mancare qualcosa, faremo il possibile per procurarvelo.

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Vivi La Falode Intorno alla metà di luglio, ogni anno si svolge una manifestazione che abbraccia gli aspetti più suggestivi del territorio matesino: Sport, Natura, Gastronomia e relax. Grazie all’esperienza maturata nelle varie edizioni, la manifestazione viene riproposta con qualche innovazione che sicuramente aumenta il piacere della permanenza in uno dei luoghi più belli e meglio organizzati del Matese. Il grande protagonista è lo sport. Quelli che si possono praticare, ai quali si può anche scegliere di assistere solo come spettatori, sono: trekking, mountain bike, volo libero in parapendio e deltaplano, canoismo, escursioni a cavallo, 4×4 soft (partecipando con fuoristrada e Suv propri) una passeggiata alla scoperta dei luoghi più belli e remoti del Matese. Da non perdere poi la parte gastronomica della manifestazione, “Gustando La Falode”, momento di degustazione dei prodotti aziendali: formaggi freschi e stagionati, latte, yogurt, carni arrostite etc. Una vera esplosione di odori e sensazioni: impossibile non assaggiare i tanti piatti proposti. Per il relax, è a portata di mano una vastissima area destinata ad agricampeggio e pic-nic, con enormi alberi secolari che offrono una sorprendente frescura.

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Matese Trail Riders organizza escursioni a cavallo lungo i sentieri del Matese, di diversi livelli di difficoltà, della durata di 2/3 ore fino a 2 giorni. Possono partecipare solo cavalieri esperti con cavalli propri o noleggiati presso la scuderia Matese Ranch.

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Matese Western Days

Le atmosfere del West Americano anche nei monti del Matese. Un’altra manifestazione di particolare rilievo si tiene al Falode Village il fine settimana prima di Ferragosto. Si tratta di una nuova attività sportiva legata strettamente al mondo dei cavalli, che sono il fiore all’occhiello dell’allevamento Matese Ranch. Durante la due giorni, vengono svolte gare e dimostrazioni di Team Penning e Cutting che consiste nel gestire capi di bestiame mediante l’utilizzo del cavallo. Per la maggior parte dei matesini, questo sport (nato in America) è ancora sconosciuto, ma in molte zone d’Italia è praticato da migliaia di appassionati. Ovviamente anche nel corso di questo evento verranno proposte tutte le specialità gastronomiche che sono il vero biglietto da visita della struttura. Se ciò che avete letto ha solleticato la vostra immaginazione, scegliete il Falode Village per le prossime vacanze: il nostro impegno, ed è una promessa, è quello di accogliervi sempre al meglio delle nostre possibilità. Venite a passare qualche giorno al Matese... vi accompagneremo

“Alla scoperta del paradiso che ci circonda” Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

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Falode Village Castello del Matese (Ce) Loc. Acqua di Santa Maria (Lago Matese) Tel. +39 0823 919233 Fax +39 0823 919265 www.falode.it direzione@falode.it 49

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AMARCORD

NOZZE D’ARGENTO con il Matese

Roma. Mese di Agosto. Tarda mattinata, la roulotte è carica, l’olio controllato, il pieno fatto, i pneumatici a posto, la maschera e le pinne sotto la panca, la cartina dei camping nel cruscotto, pronti a partire… Calabria, stiamo arrivando! Ma che c’entra la meravigliosa Calabria, con il Matese? Ancora un po’ di pazienza e lo saprete. Prendiamo il raccordo da Montesacro, direzione Roma-Napoli, la giornata è splendida e calda. La macchina macina i primi chilometri lungo l’autostrada. “Dobbiamo fare una sosta a Caserta”, dice Elisabetta, “Cricca (la nostra amica Cristina) ci aspetta, non dobbiamo deluderla.” “Va bene”, rispondo; la Calabria tanto non scappa. Dopo quasi tre ore di viaggio siamo sotto

casa di Cricca: tante risate e ricordi di gioventù davanti ad un bel gatò gustato in roulotte. Si è fatto tardi per viaggiare, decidiamo di fermarci a Caserta per la notte. La mattina dopo, ci sveglia il profumo di caffè. I nostri amici ci vogliono portare a fare una gita, ma noi siamo incerti: la roulotte dove la lasciamo? Non possiamo andare al mare lungo la costiera amalfitana con la roulotte appresso, ma non abbiamo nessuna intenzione di lasciarla parcheggiata a Caserta; ed ecco, arriva il compromesso: “Andiamo sul Matese”, dice Cricca, “è ab-

bastanza vicino per portarsi la roulotte.” Incomincia il vero viaggio, perché le tre ore in autostrada del giorno prima non si possono considerare “esperienza di traino”. Tre macchine, più la nostra con la roulotte, una bella carovana che mi ricorda quasi il selvaggio West; si comincia a salire e la strada diventa sempre più stretta, io sudo come un dannato, guardo avanti, poi negli specchietti laterali… Non si arriva mai. Dopo più di mezz’ora di salita, dopo aver superato Castello e San Gregorio, ci fermiamo a Miralago e scendiamo per un caffè. Che freddo! Vado a prendermi una felpa in roulotte. Il monte Gallinola ha un fascino inaspettato, quasi da Dolomiti. La nostra avventura dura tutta la giornata, continuiamo a salire in località Campetelle, ci sembra quasi di vivere una favola. Avete presente i boschi di Biancaneve? L’aria frizzantina, il profumo della carne alla brace, il tutto condito con del buon vino… Che vogliamo di più dalla vita?

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Verso la fine della giornata si avvicina una donna. È Netta, che con passo “militare” ci chiede se rimaniamo; noi rispondiamo “No, dopo andiamo via…”, e lei con un pizzico di delusione si allontana dicendo: “Peccato!…” A quel punto, incuriositi da questa esclamazione inaspettata, ci avviciniamo chiedendole il perché, e lei

ci risponde: “Sono accampata con la mia roulotte al lago, a me piace questo posto e cercavo compagnia, però da sola con i bambini non mi va di restare…” Neanche finisce il discorso, che rispondiamo: “Eravamo venuti in gita, ma non ci dispiacerebbe rimanere qualche giorno, o magari qualche settimana, il posto è molto bello!”

Bene: quello che vi abbiamo raccontato non è successo la scorsa estate, ma ben 25 anni fa… e da 25 anni ritorniamo al Matese con immenso piacere per trascorrere le nostre vacanze del mese di agosto. Così incominciò la nostra avventura sul Matese, le prime camminate nel Parco d’Amore, il raspato, decine e decine di passeggiate, poi escursioni più impegnative come il monte Miletto e la Gallinola. Adesso, guardando indietro ripensiamo a Gallo, alla luna che si specchia nel lago, al rito dell’acqua e della legna, alla doccia all’aperto, alla chitarra, ai dolci inventati come i popcorn con la nutella,

al caciocavallo in padella (chissà perché i migliori momenti sono sempre davanti ad una bella tavola imbandita?), alle notti delle stelle cadenti... Ripensiamo a tutte le persone che abbiamo conosciuto e agli amici incontrati nel tempo, e sopratutto a Netta e Mario, con i quali abbiamo condiviso tante belle giornate e serate davanti al fuoco, l’amore ed il rispetto per queste montagne così belle e così sconosciute, rigorosamente vissute in roulotte. Ne è passata di acqua sotto i ponti, infatti, quest’anno festeggiamo le nozze d’argento col Matese. Cara Calabria, la maschera e le pinne sono sempre ben custodite sotto la panca della roulotte, chissà, magari per le nozze d’oro... ! Nuovamente grazie ai nostri amici che ci hanno fatto conoscere ed amare le montagne del Matese. Elisabetta e Raimondo

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

PRODOTTI TIPICI

La patata di Letino una specialità di altri tempi

Per esplorare la terra e conoscere la gente e le tradizioni, alla scoperta dei luoghi meno battuti, siamo andati a Letino, un luogo meraviglioso, dove fin dall’arrivo ci si trova di fronte ad un morbido paesaggio incontaminato, spettacolare e sorprendente. Qui, all’improvviso, crolla ogni dubbio: per fortuna le cose vere ed autentiche esistono! Meta di un turismo silenzioso, per gli amanti di passeggiate e paesaggi, Letino vede boschi alternarsi ai numerosi corsi d’acqua, il cui rumore ti richiama alla freschezza della neve sciolta, e ad immense vallate verdi, dove si possono incontrare pastori e bovari con i loro animali al pascolo. Una piccolissima cittadina montana che sorge su un declivio del massiccio del Matese, in posizione baricentrica fra il lago di Letino e il lago di Gallo; una località abitata da persone con la passione e la tenacia di continuare il proprio lavoro, quello agricolo, resistente, contadino, con la visione positiva, quasi utopistica di un futuro che può essere modificato attraverso un ritorno alle cose quotidianamente semplici; gente di grande ospitalità, vitalità, sempre pronta al sorriso, di immensa gentilezza ed infinita accoglienza. I profumi della montagna accarezzano le narici, mentre rumori e suoni che richiamano la natura accompagnano il nostro passaggio. Un luogo affascinante, straripante di vallate, paesaggi montani di rara

bellezza, boschi di faggio, sapori sopraffini dove tutto s’intreccia: natura, cultura ed enogastronomia si amalgamano, regalando emozioni sempre nuove. Per parlare della gastronomia come l’espressione culturale più autentica ed immediatamente comprensibile di un territorio, abbiamo appuntamento con Lina, in contrada Secine, che ci mostra un pezzo di paradiso sulla terra: il suo campo di patate a circa 1200 metri di altitudine. Che spettacolo! Con lei conosciamo la tipica di Letino, una specialità di altri tempi da non perdere.

di Antonella D’Avanzo

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Lina ci spiega che si tratta di un prodotto coltivato prevalentemente nella parte alta del territorio, in terreni posti tra i 500 ed i 1400 metri. La coltivazione di montagna, senza irrigazione, permette livelli di sostanza secca molto più elevati. Il periodo in cui si raccoglie il tubero è il mese di settembre; in entrambe le sue qualità, bianca e rossa, questa patata si presta ad ogni tipo di preparazione in cucina ed è particolarmente adatta per gnocchi e crocché. Ha una buccia compatta di colore intenso, non è sempre perfetta nella forma; si presenta bene, matura con pasta solida anche dopo diversi mesi di conservazione naturale (le patate si conservano a terra, poste in mucchio, in luoghi asciutti e privi di luce). Ogni famiglia coltiva il suo campo di patate, per il proprio fabbisogno e per venderne una parte. Un lavoro che viene ripagato con margini bassissimi, ma la cui ricompensa viene da qualcosa che non ha prezzo: la bellezza dei luoghi ed il contatto

con la natura. Il sapore di questa patata è caratteristico, delicato, esaltato dalla tipologia dei suoli di coltivazione ricchi di microelementi e dall’ambiente pedoclimatico particolarmente favorevole. Le ottime qualità organolettiche rendono il tubero particolarmente adatto al consumo fresco. La patata ha qualità nutrizionali straordinarie, è ricca di glucidi complessi sotto forma di amido e, come i legumi, porta fibre, vitamine (B1, B2, B3, B6, EC) e sali minerali; il potassio è l’elemento minerale di cui è più ricca (564mg/100g) e contiene grandi quantità di vitamina B1.

Provate a salire quassù a Letino e scoprirete la magia del silenzio e della natura, una bellezza montanara di altri tempi, che non smette mai di riservare sorprese a chi ha occhi, anima e cuore. 53

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Qui le massaie con la leggiadria dei loro gesti riescono ad offrirci una cucina della memoria, semplice, fortemente legata alle antiche origini, lascito di madri e nonne; ecco due ricette contadine basate soprattutto su ingredienti locali.

Patata ammaccata Ingredienti Patate di Letino (quantità secondo gradimento) fagioli rossi (quantità secondo gradimento) strutto o olio extra vergine di oliva ½ cipolla sale Preparazione Lavare, sbucciare, tagliare grossolanamente le patate e far cuocere in abbondante acqua salata, riducendole in un composto cremoso. A parte, cuocere i fagioli ed eliminare l’acqua di cottura. In una padella, far soffriggere la cipolla tagliata a rondelle con lo strutto o l’olio (secondo preferenza), versare le patate e i fagioli girando energicamente ed “ammaccando” con un cucchiaio di legno fino a che il tutto non diventi omogeneo. Aggiustare di sale. Servire caldo con fette di pane fritte.

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gnocchi di PaTaTE aL ragU’ di TracchiE E SaLSiccia di MaiaLE Ingredienti per 6 persone Per il ragù: Tracchie o puntine di maiale, un chilo, Salsiccia, un chilo, Passata di pomodoro, 3 litri, Una cipolla, Olio extra vergine di oliva, Una manciata di finocchietti selvatici, Un bicchiere di vino rosso, Uno spicchio d’aglio in camicia, Sale, Formaggio pecorino grattugiato Preparazione In una pentola mettere a rosolare insieme all’olio, alla cipolla e ad uno spicchio d’aglio in camicia, i finocchietti, la salsiccia e le tracchie, aggiungendo poca acqua. Evaporata l’acqua, sfumare con un bicchiere di vino rosso, salare, eliminare l’aglio e aggiungere la passata di pomodoro; far cuocere per circa 2 ore. Per gli gnocchi: Patate di Letino 1.200 grammi, Farina “tipo 00” 600 grammi, Sale Preparazione Lavare le patate senza sbucciarle, metterle in una pentola con dell’acqua salata e lasciar bollire. Ancora calde, pelare, schiacciare e porle su un piano di lavoro ben infarinato. Aggiungere altra farina e il sale e impastare bene; dividere l’impasto in tanti filoni dello spessore di 2-3 centimetri e iniziare a tagliare gli gnocchi riponendoli su una superficie o un vassoio infarinato. Per finire, praticare le caratteristiche rigature degli gnocchi facendo scivolare ogni gnocco, schiacciando un po’, sulla forchetta. Lasciare riposare per 15 minuti, dopodiché cuocere in una pentola abbastanza grande con l’acqua salata e scolarli quando saliranno a galla. Far saltare gli gnocchi con il sugo e comporre il piatto, versandoci un mestolo di sugo e una spolverata di formaggio pecorino grattugiato.

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Guida Turistica del Matese 2013 - Primavera Estate

itinerari

Viaggio al centro della montagna

Da Valle Orsara alle Pintime Jonte

gu. pa. nà. “Una montagna è come una biblioteca. Il suo inizio si perde nei meandri del tempo, e non ha mai fine. Ci si può viaggiare dentro, ed è una scoperta continua, di valle in valle, di cima in cima. Giunti sulla vetta più alta, si resta con in bocca il sapore della libertà. E non si vorrebbe smettere mai: viene voglia di tornare a valle e camminare per i boschi, cercare e scoprire, e poi ancora salire. È come un libro da leggere e rileggere: tra le sue pagine, pieghe di roccia, anfratti e campi che narrano vicende umane, naturali, antiche”. (da www.parcoregionaledelmatese.it) di Manuela Rotunno

Associazione Gu.Pa.Nà - Guide ai Parchi Naturali ed alle Aree Protette. Il trekking naturalistico è occasione per sviluppare le capacità percettive e le interazioni sociali, è scambio di idee e sensazioni, è un viaggio nel tempo, in un racconto che si tramanda da generazioni in generazioni. Sono sufficienti uno zainetto, una mappa e una macchina fotografica: il ritmo dei pas-

si seguirà poi quello del respiro e anche la mente potrà finalmente rilassarsi lasciando che nella memoria si fissino ricordi unici. Siamo nel cuore del massiccio del Matese, dove si trovano alcuni tra i fenomeni carsici più eclatanti dell’intero Appennino; da ovest a est, sul suo profilo è scolpita la storia geologica di questa parte della penisola: profonde grotte fatte di pozzi e meandri in cui scorrono fiumi vorticosi, che formano

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Viaggio al centro della montagna

cascate e laghi, solo in parte esplorati. Nei millenni l’acqua ha scavato, arrotondato, modellato; come uno scalpellino lento e paziente, ha disegnato nel calcare del Matese morfologie uniche nel loro genere. Ed è proprio qui che vogliamo portarvi, in una montagna antica dalla storia affascinante. L’itinerario è particolarmente suggestivo, immerso in un luogo selvaggio, lungo un impressionante canyon racchiuso da pareti verticali che sembrano quasi toccarsi: da Valle Orsara (circa 400 metri s.l.m.) nel comune di Castello del Matese, l’escursione conduce in uno dei luoghi più selvaggi: la Valle dell’Inferno (775 metri s.l.m.). Il percorso inizia leggermente in salita; intorno, in piena estate, una vasta distesa di more e una fitta vegetazione; proseguendo per tutta la Valle Orsara, fino all’ingresso della Valle dell’Inferno, dove il sentiero si divide in due, per ricongiungersi subito dopo; si raggiunge così, percorrendo una serie di

tornanti, un ampio pianoro ai cui bordi si estende un fitta faggeta: è il pianoro delle Grassete (630 metri s.l.m.), campo carsico che prende il nome dal Monte Grassete, e località in cui sono ancora presenti i ruderi di un villaggio rurale abbandonato. In fondo ad esso il sentiero si divide, qui tre possibilità: a destra per Valle Fontanelle si sale sul monte Muto e a Bocca delle Fosse con discesa a Santa Maria Occorrevole; al centro, attraverso il colle Stingone, si raggiungono l’Aritello e l’Arito, piccole pianure montane da dove si può procedere per Bocca delle Fosse o per Piscina dell’Ariola e scendere a San Potito Sannitico; a sinistra invece si entra nella Valle dell’Inferno, strettissima e in penombra, una profonda insenatura nella roccia che solo in alcuni punti è raggiunta dalla luce diretta del sole. Il percorso si dirama proprio sul letto di un torrente, si supera una seconda briglia e proseguendo, mentre la luce comincia a filtrare con difficoltà nella fenditura tra le rocce, dove è già possibile vedere la grandiosità del canyon naturale, si raggiunge il punto più suggestivo della Valle dell’Inferno, le cosiddette “Pinteme Jonte”, località così chiamata poiché le alte rocce strapiombanti dei due lati della valle si restringono fin quasi a toccarsi: nel dialetto locale infatti il toponimo significa letteralmente “rocce scoscese unite, congiunte”.

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Viaggio al centro della montagna

è qui che termina il nostro itinerario, ed è qui che, prima di tornare alle nostre auto, alzando per un attimo gli occhi al cielo, pervasi da un senso di disorientamento e perdita di equilibrio di fronte a tanta maestosità e alla forza di una natura così dirompente, la sensazione che si ha è proprio quella di aver fatto “un viaggio al centro della terra”.

Scheda Tecnica: Lunghezza : 6 Km Sentiero CAI: 142 – 14B Tempo necessario: 3 ore e 30 min circa Difficoltà: E - difficile, possibilità di zone scivolose e scarsità di luce prima del tramonto Quota massima: 704 m s.l.m. Cartografia: Carta topografica IGM Foglio 161 II S.E. scala 1:25.000; Sentieri del Matese scala 1:50.000; Matese Campano tav. 1 scala 1:25.000

Equipaggiamento: scarponi, caschetto protettivo e giacca a vento. Consigli utili: Particolare attenzione alla caduta di pietre dall’alto dei dirupi Emergenze naturalistiche: Salamandrine, uccelli rapaci, possibilità di avvistare l’Aquila reale, fenomeni carsici unici e di indiscussa bellezza.

Per info e prenotazioni visite guidate: Associazione Gu.Pa.Nà (Guide ai Parchi Naturali ed alle Aree Protette) gupana@libero.it Tel 380 4217148 - 320 4760068 Facebook : Gupanà Guide Parchi Naturali www.gupana.blogspot.com

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NATURA

MIGRANDATA MATESE Sebbene le rondini indichino l’avanzare della primavera e non solo, rigogoli, culbianchi e tortore selvatiche ci segnalano che la migrazione è davvero nel pieno del suo flusso. Con l’arrivo di giornate dalle temperature più gradevoli, molti uccelli migratori si affannano per ritornare dall’Africa nei loro “quartieri” di nidificazione, dove l’anno precedente hanno dato alla luce la prole che probabilmente seguirà le loro rotte per colonizzare nuovi luoghi. Portato a termine il loro compito biologico, saranno pronti per ripartire verso le zone calde da dove sono arrivati. Dall’estate del 2010, ogni anno, intorno alla fine agosto, sulle sponde del lago Matese in località Scennerato, si svolge il campo di inanellamento a scopo scientifico, denominato MIGRANDATA MATESE, che ha il compito di monitorare il flusso migratorio dell’avifauna in transito sul Massiccio del Matese. Il campo, organizzato dal CEdA Matese della

Legambiente e dall’associazione Ardea, con il contributo della Regione Campania, rappresenta uno dei fiori all’occhiello del Parco Regionale del Matese. Infatti, interessanti risultati scientifici del progetto Migrandata sono testimoniati dalla mole di dati raccolti, che è stata al di sopra delle aspettative: nei 27 giorni di monitoraggio effettivo distribuiti in tre anni, sono stati inanellati 6728 individui di

di Giovanni Capobianco

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Migrandata Matese

Cell. 349 6752761 Gio.cap@hotmail.it

48 specie diverse, censite oltre 90 specie e rilevate 3 specie nuove per il Parco (Cannaiola verdognola, Canapino maggiore e Schiribilla). Inoltre, l’elevata presenza di individui di rondini ha confermato l’importanza dei canneti del lago Matese come dormitorio per la specie, risultando nel 2010 e nel 2011 tra i siti di sosta con il maggior numero di individui presenti a livello nazionale, stimato in 80/100 mila individui per tramonto. La forza del campo è sicuramente la presenza di numerosi volontari, naturalisti e ornitologi provenienti anche da fuori regione. Nei dieci giorni di campo si svolgono - oltre alle attività di censimento dei passeriformi transahariani e delle rondini - anche monitoraggi specifici, come quelli inerenti l’erpetofauna, quindi rettili ed anfibi del Parco regionale del Matese; il censimento del Piviere Tortolino in alta quota e degli uccelli acquatici. Sono inoltre previste attività di disegno naturalistico e workshop di fotografia na-

turalistica. Turisti e appassionati di natura possono visitare il campo e nelle ore serali assistere al suggestivo spettacolo della “rondinata”. Questo quarto campo di inanellamento costituirà una preziosa occasione per raccogliere nuovi dati sulla biodiversità e sensibilizzare le popolazioni locali ed i turisti ad una migliore salvaguardia dell’ambiente del Parco Regionale del Matese.

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Migrandata Matese

Vari momenti del Campo di Inanellamento

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ITINeRARI

iL caSTELLo di gioia SanniTica Gioia Sannitica, tipico comune del Matese, situato a un’altezza di circa 250 metri sul livello del mare, in una posizione panoramica eccellente che si apre sulla pianura del Volturno, tra le diverse peculiarità presenta i ruderi di un castello, posto su un’altura a circa 560 metri.

Il castello di Gioia, risalente all’età normanna (X-XI secolo), fu edificato in località Caselle su un colle che domina la valle. Il borgo fortificato è tra i meglio conservati in Campania, grazie al fatto che dopo il suo abbandono - avvenuto presumibilmente verso la fine del XIV secolo - non fu più rioccupato. Il borgo è difeso sul lato nord da una cortina muraria molto semplice, mentre sugli altri lati si sfruttarono al massimo le difese naturali. La cinta è costituita da pietre calcaree legate con malta e presenta soltanto una torre semicircolare a nord-ovest, una a puntone ad est, seguita subito da un’altra più piccola semicircolare. Le mura non presentano merlature sulla sommità e sono munite di strette feritoie. All’interno del borgo, verso est, c’è un ampio spiazzo privo di costruzi64

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oni, dominato dalla torre centrale, che aveva funzioni difensive. Il castello signorile si trova sulla sinistra rispetto all’ingresso ed è raggiungibile da uno stretto passaggio tra il mastio ed il dirupo meridionale. La residenza consta di un edificio a pianta trapezoidale, con cortile centrale su cui si aprono sei ambienti di diverse dimensioni, e di una poderosa torre cilindrica su base quadrangolare. Il palazzo si sviluppava su più livelli, come testimoniano i resti delle scalinate e le tracce di un grande camino al piano superiore. Ad est del palazzo vi sono i resti di alcuni edifici, forse abitazioni o magazzini. Il grosso dell’abitato si estendeva però ad ovest dell’ingresso, dove si conservano numerosi piccoli ambienti rettangolari, addossati gli uni agli altri e separati da strade strette.

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LA LEGGENDA DI ERBANINA Il castello e i suoi ruderi hanno fornito lo scenario ideale per la nascita di leggende di dame e cavalieri. Una di queste, che si è tramandata fino a noi, è la leggenda del conte Ugo Villalumo, feudatario del castello, e della sua sposa, la bella Erbanina. La vita degli sposi nel castello si svolgeva tranquilla, fino a una notte di luna piena. Poiché non riusciva a dormire, il conte Ugo pensò di andare a far visita alla torre più alta, che era la stanza di Erbanina. Quando entrò, Erbanina era intenta a cospargersi il corpo di uno strano unguento profumato e non si accorse di lui. Incuriosito, il conte continuò a spiarla senza farsi scoprire e vide, con grande sorpresa, che Erbanina si lanciava dalla finestra della torre e prendeva il volo, in direzione di Benevento. Erbanina, che in segreto confezionava filtri e pozioni magiche, era diretta sotto il noce di Benevento, dove si svolgeva il sabba delle streghe: ma il conte, accecato dalla gelosia, pensò che andasse ad incontrare un amante. Furioso di gelosia, Ugo mise in atto la sua vendetta: prese l’ampolla che conteneva l’unguento magico, la svuotò e la sostituì con della comune sugna. Dopo circa un mese, la luna piena ritornò. Il conte Ugo si nascose nuovamente per spiare la sua sposa. Ma questa volta, quando si lanciò dalla torre, non riuscì a volare. Si schiantò a terra con un grido agghiacciante, che risuonò in tutta la contrada per oltre un mese. La strega Erbanina lasciò il suo nome al molte vicino al castello, che da allora si chiama Erbano.

per informazioni Alessandra Artuso 347 4406724 Carmine Porto 329 8112628 www.gioiasannitica.com www.prolocogioiese.it Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

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itinerari

La cipresseta di fontegreca

Il Bosco degli Zappini, più comunemente conosciuto come “la Cipresseta di Fontegreca”, caratterizza l’intero territorio del piccolo comune matesino, ed è il suo principale attrattore turistico; Infatti, in ogni periodo dell’anno, molti istituti scolastici vi si recano in visita, oltre per le evidenti bellezze, per le molteplici fonti di interesse naturalistico-scientifico. Già da molti anni, l’Istituto per la Protezione delle Piante del CNR si interessa di questo magnifico bosco, perché è l’unico in Italia ad avere una grande estensione (circa 40 ettari), ad avere oltre 500 anni di età, e soprattutto, perché è l’unica cipresseta a non avere alberi “malati” , 68

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di un cancro che in tutto il Mediterraneo, sta minacciando quasi il 50 % degli esemplari. Una piacevole visita al Bosco degli Zappini permette di trascorrere qualche ora immersi in una fitta vegetazione che tra giochi di ombre, di acqua, di piccole cascatelle e piscine naturali, mostra continuamente nuovi ed affascinanti scorci. Il Bosco degli Zappini, si trova sulla Montagna dei Cipressi, a ridosso del comune di Fontegreca; proprio all’ingresso del bosco si trova anche il Santuario della Madonna dei Cipressi; facilmente raggiungibile anche in auto.

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un giro in provincia RUBRICA DI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

BENEVENTO FAICCHIO Identificato da alcuni studiosi con l’antica città sannita di Faefola, Faicchio è un grazioso paesino adagiato alle falde del Monte Monaco di Gioia e del Monte Acero.

Situato com’è in una conca verde di elci, ginestre, filari di viti, frutteti e prati, per la vicinanza del massiccio del Matese, gode di un clima di bassa montagna, che lo rende particolarmente indicato nella climatoterapia per la purezza dell’aria, per la bellezza del paesaggio, per la quiete e la rigogliosa vegetazione. Di probabile origine sannitica, fu in epoca successiva sede di un insediamento romano, come testimoniano i resti di un acquedotto nella frazione Fontanavecchia, unico esempio di acquedotto dell’epoca ancora funzionante, di un criptoportico e di un ponte, il “Fabio Massimo”, risalente al III sec a.C., sul quale, secondo la tradizione, passò il dittatore romano Quinto Fabio Massimo per arrestare l’avanzata di Annibale durante la seconda guerra punica. A dominare il borgo antico di Faicchio è però l’imponente Castello Ducale, costruito nel XII secolo per volere dei conti Sanframondo e posto in una posizione strategica, elevata rispetto al corso del fiume Titerno.

Il Castello fu rinnovato alla fine del Quattrocento, e successivamente restaurato e in parte trasformato nelle attuali proporzioni ad opera dei De Martino, nel 1612; l’edificio ha la forma di poligono irregolare, con i lati raccordati tra loro da tre torrioni e la struttura che richiama il celebre “fratello maggiore” di Napoli, ossia il Maschio Angioino.

Tra le architetture religiose di maggior rilievo c’è poi il Convento di San Pasquale, situato ai piedi di Monte Erbano su una collina panoramica che domina il centro storico e l’annessa Chiesa del SS. Salvatore, tipicamente barocca, con affreschi settecenteschi incorniciati da stucchi dorati.

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un giro in provincia

BENEVENTO

PONTELANDOLFO

Data la sua invidiabile posizione, Faicchio è anche punto di partenza per numerose escursioni naturalistiche in tutta l’area del Parco Regionale del Matese, in particolare verso la vetta del monte Acero, dove sono ben visibili i tre chilometri di mura megalitiche di età osco-sannita (VI secolo a.C.), annoverate tra i maggiori esempi di architettura militare dei Sanniti; o verso il vicino monte Monaco di Gioia, dove è invece visitabile una delle grotte più belle e meglio conservate dedicate al culto di San Michele. Questa grotta di origine longobarda, posta a circa 500 metri di altitudine, presenta un’apertura semicircolare dell’altezza di sei metri e dei bellissimi affreschi di scene sacre risalenti al XII secolo, di chiaro influsso bizantino. Paese di tradizioni, culti e sagre, Faicchio è nota anche per la bellissima Festa Medievale, a cui fa da sfondo l’imponente Palazzo Ducale, e per la Festa del Grano: riscoperta delle tradizioni e dei valori della cultura contadina dell’entroterra sannita degli anni ‘50. Un luogo magico da visitare, in cui si fondono impeccabilmente storia, natura, tradizioni ed antichi sapori.

Nel cuore del Sannio antico c’è un posto dove l’atmosfera è impregnata di tradizione, amore per la terra, orgoglio dei mestieri tradizionali, attaccamento genuino ai valori di un tempo. Questo posto è Pontelandolfo. Piccolo borgo medievale situato sulle colline a sud-est del massiccio del Matese, su cui domina l’antica torre baronale alta oltre venti metri risalente al XII secolo, che faceva parte di un complesso architettonico molto più ampio (un castello, distrutto a seguito del terremoto 1688, ed altre torri, collegate alla struttura portante mediante ponti levatoi). L’abitato è situato in un paesaggio naturale fatto di oliveti e boschi. Diversi ritrovamenti archeologici testimoniano che l’intera area era già abitata in età sannitico-romana e che nel periodo longobardo divenne possesso di un Landolfo principe di Benevento, dal quale prese il nome. Da visitare la bellissima Chiesa Parrocchiale del SS. Salvatore, caratterizzata dalla facciata in pietra locale, che risale al XVII secolo, ma è stata oggetto di diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. L’interno, a tre navate, conserva pregevoli altari settecenteschi. Raccomandiamo anche la Cappella Santa Maria degli Angeli (XIX secolo); il Tempio dell’Annunziata, edificato nel XV secolo sulle mura di cinta del Castello, caratterizzato da un campanile sormontato da una edicola barocca; e la Cappella San Rocco, costruita “fuori le mura” dopo la peste del 1656, con un porticato dal quale si accede al luogo sacro che custodisce interessanti sculture lignee.

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un giro in provincia

Più volte nei secoli, colpito da sventure e da calamità naturali, che hanno messo a dura prova gli abitanti del luogo, la pagina più drammatica della storia ultramillenaria di Pontelandolfo viene scritta il 14 agosto 1861, quando il paese paga con il sangue versato di migliaia di vittime civili innocenti, la tanto agognata Unità d’Italia. Le tracce di una storia millenaria e di un popolo attaccato indissolubilmente alle proprie tradizioni si ritrovano tutte in un rituale che, nel periodo del carnevale, qui si ripete ogni anno: l’antico gioco della Ruzzola, iniziato - si dice - da una sfida che un barone lanciò ad un uomo del popolo con il quale aveva perso dei terreni a carte. Il gioco consiste nel lancio di una forma di cacio con uno spago, detto zagaglia, arrotolato tanto da girarvi tre volte intorno; vince chi arriva al traguardo con un numero minore di lanci.

CASTELVENERE

BENEVENTO

di Castelvenere conserva varie emergenze che ne attestano la continuità di vita nel corso dei secoli: il centro antico e i resti del castello, la bellissima chiesa di San Nicola e la chiesa antichissima di Santa Maria della Foresta.

Ma ad attirare il visitatore e soprattutto gli enoturisti, in questi luoghi dalla tradizione vinicola millenaria, è di sicuro la manifestazione che si svolge l’ultimo weekend di ogni mese: “Cantine al Borgo”, durante la quale i locali produttori di vino espongono i loro prodotti all’interno delle tipiche cantine tufacee nel centro storico del paese. I turisti hanno modo così di ammirare i vecchi depositi scavati in grotte di tufo, che creano un’atmosfera suggestiva e agreste, nonché di degustare i famosi vini, qui gelosamente custoditi dai produttori.

In un verdeggiante paesaggio collinare, solcato da rettilinei filari di uva che si susseguono l’uno all’altro a perdita d’occhio, costituendo un paesaggio di rara bellezza, è ubicato Castelvenere. Abitato sin dall’era preistorica, il borgo 72

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un giro in provincia

BENEVENTO

PIETRAROJA è un piccolo paesino montano sito sulle pendici della parte orientale della catena del massiccio del Matese, ben noto, non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed internazionale, per il ritrovamento, nel suo sito geopaleontologico, del primo fossile di dinosauro scoperto in Italia, noto a tutto il mondo con il nome di “Ciro”.

Ma Pietraroja è prima di tutto una bellissima località di montagna, circondata da boschi ricchi di sorgenti; un luogo ideale per un soggiorno riposante e rigenerante grazie al suo clima fresco, alla purezza dell’aria e dell’acqua dalle proprietà diuretiche e disintossicanti, all’ambiente naturale che lo circonda e alla genuinità dei suoi prodotti. 73

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un giro in provincia

Gli amanti del trekking e dell’escursionismo possono qui godere di spettacolari vedute sulla Campania e sul Molise, lungo i sentieri incantevoli del Monte Mutria o dal valico di Santa Crocella, possono visitare la bocca del profondo inghiottitoio carsico chiamato il Trabbucco, risalire il torrente Tor-

BENEVENTO

bido o percorrere il letto torrentizio del Titerno, fino a restare senza fiato alla vista dell’impressionante forra scavata dall’acqua per milioni anni, situata in località Rave, e raggiungere poi quella che viene chiamata la “Grotta delle Fate”, rifugio ideale utilizzato per anni da bande di briganti. Il borgo antico, di origine sannita, ha come punti di forza opere architettoniche di gran pregio, come la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta con il suo portale romanico (XI secolo) sorretto ai due lati da una leonessa e un’orsa che allatta i due cuccioli, ma anche e soprattutto l’accoglienza della gente che popola questi luoghi, in un misto di cultura, storia, tradizione e sapori unici. All’inizio del mese di agosto, si rinnova l’appuntamento con una manifestazione capace di attirare centinaia di turisti: la Sagra degli Antichi Sapori, il cui protagonista indiscusso è il prosciutto di Pietraroja, prodotto unico e rinomato per il suo sapore equilibrato e dal profumo inconfondibile, che acquista grazie alla lavorazione eseguita con antichi rituali, al clima caratteristico e la finezza dell’aria che si trova solo a queste altitudini. Un evento che valorizza sempre più le preziosissime risorse locali.

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ITINeRARI

cUSano MUTri

Un borgo da scoprire

Il Comune di Cusano Mutri rappresenta senza dubbio una punta di eccellenza tra le tante bellezze che il territorio matesino offre ai suoi visitatori. Incastonato in un’angusta valle sovrastata dal monte Mutria, il magnifico borgo beneventano si lascia ammirare per la ricchezza del paesaggio naturale, la bellezza del centro storico, la magia di tradizioni che resistono allo scorrere del tempo. Grazie a un’attenta amministrazione locale, Cusano Mutri fa parte del club “I borghi più belli d’Italia”, e vanta un centro storico capace di soddisfare le aspettative del visitatore più esigente.

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Tra i tanti monumenti di interesse storico-artistico si distingue la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. edificata nel 550. All’interno della chiesa, dietro l’altare maggiore, si trova un pregevole esemplare ligneo, testimonianza dell’influsso dell’arte barocco-bizantina sulla nostra arte religiosa.

Ogni anno, dal quarto fine settimana di settembre al primo fine settimana di ottobre, si svolge nel comune di Cusano Mutri la conosciutissima Sagra dei Funghi. L’evento celebra il protagonista assoluto della cucina cusanese: il Boletus Edulis, comunemente conosciuto come fungo porcino. Durante lo svolgimento della sagra, il visitatore ha la possibilità di degustare una lunga serie di pietanze tradizionali, preparate con sapienza dai ristoratori locali, tutte a base del delizioso fungo. Per acquisire informazioni sui numerosi eventi che vengono organizzati nel corso dell’anno, visitare il sito del comune. www.comunecusanomutri.it

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Attività e CULTURA

La MONTAGNA EMERSA DAL MARE Il Matese è emerso dal mare circa cento milioni di anni fa! Questa affermazione è supportata da molte certezze scientifiche, frutto di lunghi studi effettuati nei numerosi e ricchi giacimenti di fossili presenti nel territorio, tra i quali ha svolto un ruolo importantissimo il sito geopaleontologico di Pietraroja. Per capire meglio cosa sia accaduto in quell’era basta organizzarsi per fare una bella gita: alla scoperta del Matese 100 milioni di anni fa. Nel comune di Pietraroja, uno dei borghi situati più in alto del massiccio del Matese, si trova il PaleoLab, museo del Parco Geopaleontologico di Pietraroja. Inaugurato nel 2005, il museo nasconde al suo interno un’esperienza unica ed emozionante: una magica macchina del tempo capace di trasportare i visitatori in un passato lontano centinaia di milioni di anni, quando il Matese era una laguna tropicale popolata da pesci e rettili. Tra questi, la star matesina: lo Scypionix Samniticus, per gli amici “Ciro”. Ciro è il primo dinosauro rinvenuto in Italia (per essere esatti, si tratta di un cucciolo di dinosauro). Lungo poche decine di centimetri, Ciro costituisce un caso senza precedenti tra i fossili di dinosauro, in quanto presenta ancora ben visibili parti di muscoli nelle spalle e alla base della coda, nonché tracce dell’intestino e del fegato. Dopo una serie di strane vicissitudini che accompagnano quasi sempre le fasi iniziali di un grande evento (si narra che nel 1979 un ragazzi-

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no rinvenne il reperto e lo consegnò ad un paleontologo dilettante, che lo custodì per alcuni anni prima di mostrarlo al mondo), la notizia della sua scoperta fece rapidamente il giro del pianeta, destando grande interesse tra tutti gli scienziati e studiosi della materia. Attraverso l’uso della tecnologia più avanzata, la visita al PaleoLab permette di avere una visione sintetica e gradevole di un percorso evolutivo complesso e affascinante, popolato da testimoni silenziosi, i fossili, e da una serie colorata e dinamica di pannelli, ricostruzioni 3D, filmati e plastici di grande effetto. Il museo, destinato prevalentemente a un’utenza scolastica, riceve anche molte visite di gruppi, di famiglie e di ecoturisti che decidono di destinare alcune ore della loro permanenza nel Matese alla visita di questa struttura unica nel suo genere.

Apertura: Sabato, domenica e festivi ore 10.00 - 12.30 | ore 14.30 - 17.30 Da martedì a venerdì, su prenotazione Ingresso: € 4,00 Intero - € 2,00 Ridotto Pietraroja (Bn) Tel. 0824 868253 - Cell. 327 6212722

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La montagna emersa dal mare

e la gita continua… A pochi chilometri da Pietraroja, esattamente nel comune di San Lorenzello, si trova il Parco Naturalistico Didattico “Città dei Dinosauri” che ospita al suo interno alcune ricostruzioni dei più famosi dinosauri della Preistoria, realizzati a grandezza naturale. Una passeggiata tra gli antichi giganti regala un’esperienza unica; sembra di avvicinarsi realmente ai dinosauri in un ambiente naturale, rigoglioso e molto simile al mondo del Mesozoico. L’attrazione principale è l’enorme e ferocissimo Tyrannosaurus rex, il dinosauro più famoso e amato, uno dei più grandi predatori mai esistiti, che qui è possibile ammirare in tutta la sua maestosità. Tanto interesse viene suscitato anche dal piccolo ma terribile Velociraptor mongoliensis, che deve la sua fama al celebre film Jurassic Park, e dal gigantesco Apatosaurus alle prese con due letali allosauri: una delle scene più straordinarie che il mondo della Preistoria abbia mai offerto, visibile nel Parco all’interno di un bosco di conifere che riproduce perfettamente il possibile habitat di questi straordinari giganti. Nell’accogliente sala video viene proiettato un filmato amatissimo dai bambini di ogni età, in cui dettagliate informazioni riguardanti la vita e l’epoca dei dinosauri sono inserite in una divertente cornice narrativa. Nello spazio antistante la sala di proiezione è possibile ammirare pannelli descrittivi di ultima generazione e fedeli miniature di decine di specie di dinosauri di ogni epoca e dimensione, che rendono questo spazio quasi un piccolo “Museo della Preistoria”. Disponibile a tutti i visitatori, anche una vasta area verde, munita di panche e tavoli, che consente di effettuare una piacevole pausa di relax.

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La montagna emersa dal mare

Ingresso: â‚Ź 4,00 Intero - â‚Ź 2,00 Ridotto www.jurassicpark.it lacittadeidinosauri.gs3@gmail.com San Lorenzello (BN) Tel. e Fax 0824 814170 | Cell. 339 6776894 81

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itinerari

LE FORRE di LAVELLE

Lungo il corso del torrente Titerno sulla strada provinciale che collega Cerreto Sannita a Cusano Mutri è possibile visitare le Forre di Lavelle, che rappresentano uno dei luoghi piÚ suggestivi del Matese. Le Forre sono dei veri e propri canyon, scavati dall’azione erosiva delle acqua, nel corso di milioni di anni. Il sentiero che costeggia il torrente ripercorre una antichissima strada mulattiera di epoca sannitica che risultava essere di notevole importanza per tutti gli abitanti della valle che si recavano verso la montagna. Percorrendo questo suggestivo sentiero, si incontrano alcune deviazioni che porta-

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no a visitare la Grotta delle Fate, il Ponte del Mulino, il Muraglione, il Ponte di Pesco Appeso, la Caverna dell’Elefante, la Grotta dei Briganti, La Grotta delle Streghe e alcuni punti panoramici come il Belvedere sulla Forra; Tutti di notevole bellezza. Il percorso, di circa 2 chilometri, è adatto a tutti e si completa in circa 2 ore. Si consigliano: scarpe da trekking, zainetto con acqua, piccola colazione, macchina fotografica e per chi volesse entrare nelle grotte, suggeriamo di portare anche una torcia.

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

un giro in provincia RUBRICA DI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

CAMPOBASSO CAMPOCHIARO Il piccolo borgo di Campochiaro è probabilmente uno degli esempi più belli di terrazzo orografico dal quale si ammira uno splendido panorama che si apre verso nord-est. L’abitato, le cui origini risalgono al VII secolo d.C., è sovrastato da una torre angioina che testimonia un passato medievale, insieme a resti di mura e torri, oggi inglobate in parte in successive

abitazioni. Notevole è sicuramente l’aspetto paesaggistico del territorio, da qualche anno totalmente protetto dall’Oasi WWF “Guardiaregia-Campochiaro”, meta ideale per gli appassionati della natura, che qui possono godere delle sue migliori espressioni. L’Oasi WWF, condivisa con il comune di Guardiaregia, contiene moltissime peculiarità, tra cui il Canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola, dal salto di circa 100 metri, le grotte di Pozzo della Neve e Cul di Bove, che sono tra gli

abissi più conosciuti e profondi d’Europa. Da visitare, inoltre, l’area archeologica in località Civitelle, dove, ad una quota di 800 metri, sono stati rinvenuti i resti di un santuario italico, risalente al IV secolo a.C, dedicato al famoso eroe mitologico Ercole. Segnaliamo infine la necropoli di epoca longobarda in contrada Vicenne e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che contiene un altare ligneo di stile barocco, classificato come uno dei più belli del Molise. Da segnalare il Gruppo Folkloristico “I Matesini”, composto da circa 40 elementi, che con passione e tanto impegno rappresentano le tradizioni popolari con canti e balli tipici.

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un giro in provincia

CAMPOBASSO

SAN POLO MATESE Le prime notizie attendibili riguardo questo paese risalgono all’XI secolo, quando perse il carattere di feudo laico per diventare un feudo ecclesiastico. L’abitato, di origine medievale, ha mantenuto le sue caratteristiche originarie di borgo dominato dal castello, del quale oggi rimane soltanto una torre ben restaurata che sovrasta l’impianto urbanistico ed il cui pian terreno viene utilizzato come passaggio. Strette stradine portano alla chiesa di San Pietro in Vincoli, la più bella ed importante di San Polo, risalente al XII secolo, posta nella zona più elevata del paese, un luogo sacro dove è possibile ammirare ancora tracce dell’impianto medievale. La chiesa conserva al suo interno un’acquasantiera del 1600 e una statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino, opera del maestro scultore Paolo Saverio Di Zinno. San Polo Matese, circondato com’è da una natura

incantevole e ricca di vegetazione, si presta non solo a piacevoli gite turistiche e a escursioni verso tutto il Matese, ma riesce anche ad accogliere il visitatore in un’atmosfera di tradizioni mantenute intatte nel corso dei secoli; è infatti il paese degli zampognari, suonatori di zampogne, atavico strumento musicale della civiltà pastorale appenninica, che ogni anno, tra il 10 e il 15 agosto viene festeggiato nel corso della popolarissima “Festa della Zampogna”.

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un giro in provincia

CAMPOBASSO

SAN MASSIMO San Massimo è un piccolo comune molisano posto su un colle alle falde settentrionali del Matese, nell’alta valle del Biferno, sulla quale offre una vista favolosa grazie alla sua posizione geografica. L’insediamento urbano risale all’XI o XII secolo. Come altri centri matesini, anche San Massimo è ubicato su un’altura, a controllo sia della valle sottostante con il tratturo che la attraversa, sia di una delle strade provenienti dal Matese; in prossimità di quest’ultima si trovava un eremo di origine benedettina, dedicato a San Nicola, di cui ancora oggi è possibile osservare i ruderi. La conferma che l’insediamento, fin dalle origini, avesse rivestito caratteri di difesa, è data dalla sua denominazione antica di “castellum” e “castrum Sancii Maximi”, come riportano documenti di epoca angioina. Il centro abitato è dominato dalla chiesa parrocchiale intitolata a San Salvatore,

edificata all’inizio del XIX secolo. Percorrendo le stradine del centro è possibile scorgere la chiesa di Santa Maria delle Fratte (che pare sia stata fondata dai Cavalieri dell’Ordine di Malta) e le tipiche dimore rurali, molte delle quali dotate di torri circolari, adibite a colombaie, che nel periodo medievale avevano una funzione difensiva. La parte predominante del territorio di San Massimo è però costituita dalle sue notevoli bellezze naturalistiche e paesaggistiche; il clima e la natura incontaminata che circonda il paese, la vegetazione ancora intatta, le sorgenti purissime costituiscono un vero è proprio patrimonio naturale dai notevoli benefici per la salute e per lo spirito.

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CAMPITELLO MATESE Nella parte alta del territorio del comune di San Massimo, a 1430 metri sul livello del mare, troviamo Campitello Matese, una delle più moderne ed attrezzate stazioni di soggiorno estivo ed invernale dell’Italia centro-meridionale. Apprezzata località sciistica, sicuramente tra le più importanti del mezzogiorno con i suoi 40 chilometri di piste, Campitello Matese è un condensato di meraviglie che lo rendono capace di attrarre turisti in ogni periodo dell’anno. Circondata da catene montuose che, come nel

caso del Matese, guardano contemporaneamente a due mari, l’Adriatico e il Tirreno, in una delle posizioni più vantaggiose della penisola italiana, immersa in boschi di un verde bellissimo in zone di assoluto valore naturalistico, Campitello Matese è la meta ideale per chi ama la natura e la tranquillità, ma anche per chi vuole dedicarsi a lunghe escursioni o a semplici passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike. In quest’oasi tra il verde dei boschi e l’azzurro del cielo, ogni stagione offre un’armonia di colori ed il fascino di un piccolo mondo che si rinnova: in primavera, con le mille fioriture, in estate, con la frescura delle foreste, in autunno, con i suoi classici colori, e in inverno, con il candore della neve. Consigliamo la visita del “Bosco di pietra” di Campitello, raccolto in un fazzoletto di terreno dallo spettacolo unico e accattivante. Faggi di alto fusto nati fra le rocce creano un angolo riservato e discreto, circondando un’area in cui sono facilmente individuabili giacimenti fossili risalenti al Mesozoico, quando il Matese emerse dal mare.

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

FOLKLORe

A Bojano, dove fu coniata la moneta che riportava la scritta “Italia”, da alcuni anni si rivive l’epopea dei Sanniti - fiero popolo che tenne testa all’avanzata dell’esercito romano e che diede il nome Italia alla nostra nazione grazie al rito della Primavera Sacra organizzato dalla FIDAPA Business Professional Women (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) di Bojano.

ver sacrum

di Mina Cappussi

tra leggenda e storia Guerrieri muniti dei loro armamenti, fanciulle in vesti candide, il Meddix Tuticus (magistrato-console), i sacerdoti, Comio Castronio (il condottiero), Kerres (la dea greca Demetra), le donne adornate con mille gioielli, e il popolo che segue il bue sacro, rivivono ogni anno, a partire dal 1997, in un evento che ripropone quella che ormai è considerata la manifestazione di carattere culturale di maggiore rilievo nella regione Molise. Una rappresentazione scenica itinerante in costumi d’epoca, con ricostruzione dei rituali basata sulle notizie tramandate da scrittori greci e latini, da ritrovamenti archeologici e dagli studi di filologia.

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Ver Sacrum

Il Ver Sacrum è la riproposizione della fondazione della città osca Bovaianom da parte del condottiero Comio Castronio guidato dal bue, ripercorre in definitiva la storia del Sannio e dei Sanniti Pentri che, provenienti dalla Sabina, fondarono nella terra degli Opici alle sorgenti del Tifernus (oggi Biferno) la loro antica e gloriosa capitale.

Il Ver Sacrum è proprio questo, una Primavera Sacra, in cui i nuovi nati di ogni specie animale, assieme a fanciulle e giovani guerrieri, seguendo gli auspici dei riti sacri, si allontanano dal ceppo originario alla ricerca di nuove terre da colonizzare. Un rito che si ripete fedelmente ogni anno nella ridente cittadina ai piedi del Matese, celebrata per le acque freschissime delle sorgenti del Biferno, e nota un po’ ovunque per un prodotto caseario tipico: la mozzarella. Per assistere alla spettacolare rappresentazione scenica, che coinvolge giovani e adulti, vecchi e bambini di tutta la vallata matesina, fino a Campodipietra e Sepino, basta raggiungere la città il giorno 11 agosto 2013.

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Ver Sacrum

Si inizia all’imbrunire, quando il sole rosseggia e l’azzurro cede il posto alla notte, per approfittare dell’atmosfera carica di suspance del vespero che colora i profili montani. Lo storico latino Tito Livio, descrive Bovianum (nome latino di Bojano, in osco Bovaianom) come la capitale dei Sanniti Pentri, di gran lunga la più forte e ricca per uomini e mezzi. “Caput Pentrorum Samnitium, longe ditissimum, atque opulentissimum armis, virisque”. Proprio i popoli italici diedero il nome “Italia”, “Viteliu” in osco, alla nazione. Monete con la scritta “Italia” sono state rinvenute proprio qui.

Il Ver Sacrum potrebbe essere l’occasione giusta per visitare la capitale dei sanniti, conosciuta come la capitale molisana della mozzarella, perché vi assicuro, che assaggiarla “sul posto”, in una città che trasuda storia, affacciati al belvedere della Civita dalla quale si gode uno spettacolare panorama… è tutta un’altra cosa!

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ITINeRARI

Altilia

Una ciTTà roMana conSErVaTa nEi SEcoLi

Un

viaggio nella

storia

Saepinum, attraversata dal famosissimo tratturo Pescasseroli-Candela veniva utilizzata già in epoca sannitica come punto d’incontro e di scambio dei prodotti agricoli con quelli pastorali in occasione delle migrazioni stagionali delle greggi, quindi scalo e porto di mercato. La città romana, quella che noi oggi vediamo, fu preceduta da una di epoca sannitica, che sorgeva sulla montagna retrostante, detta di “Terravecchia”. Di quell’antico insediamento sono attualmente riconoscibili i resti di una splendida cinta muraria. Fu dopo la sconfitta subita dai Sanniti ad

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opera dei Romani, che la popolazione abbandona il sito di altura per riversarsi nella pianura, iniziando così a costruire il nuovo nucleo urbano. Lungo il circuito murario, realizzato in opera reticolata, si aprono le quattro porte monumentali in asse con le principali arterie viarie, mentre una serie di torri a pianta circolare sono dislocate lungo l’intero perimetro ad una distanza di circa 100 piedi l’una d’altra. Il teatro, situato nel settore settentrionale, è l’edificio più monumentale; di esso si conservano l’orchestra e i primi due ordini di gradinate della cavea destinati al pubblico, a questi settori si accede attraverso i due ingressi monumentali detti “tetrapili”. La parte superiore di essa è stata parzialmente inglobata in costruzioni rurali sorte sul suo emiciclo, dal XVIII secolo in poi, conservandone l’andamento semicircolare e attualmente accolgono la sezione museale dedicata alla città e al territorio. (tratto da www.comune.sepino.cb.it) Anche se non si veri appassionati di archeologia, visitando per qualche ora l’intera zona archeologica di Altilia, si possono provare sensazioni molto particolari che portano a “sentire” tutti i secoli che in quelle maestose mura, in quelle silenziose stradine, in quelle imponenti colonne, sono trascorsi.

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

un giro in provincia RUBRICA DI SUGGERIMENTI E INVITO ALLA VISITA

ISERNIA CANTALUPO DEL SANNIO Questo piccolo borgo, che per le bellezze naturalistiche non ha niente da invidiare agli altri comuni del territorio e non solo, adagiato com’è su un piccolo rilievo alle spalle del massiccio del Matese, rappresenta la porta d’ingresso verso una natura pittoresca e incontaminata e offre al visitatore splendide escursioni e incantevoli scorci.

Per quanto riguarda l’origine etimologica del nome, sono molte le interpretazioni fornite dagli storiografi. Secondo alcuni deriverebbe dal greco “Katà-Lucon” (in mezzo al bosco): questa interpretazione è desunta dall’ubicazione del centro abitato, circondato da querceti e frutteti, i quali anticamente dovevano essere molto più estesi e più folti di quanto lo siano ora. Secondo altri, il nome deriverebbe invece dal bulgaro “Kan Teleped”, che significa “Capo residenza”, ovvero residenza del capo. Questa ipotesi è convalidata dall’effettiva permanenza dei Bulgari nel Sannio, la cui usanza era quella di assegnare ai “Capi” le posizioni mili-

tarmente più sicure e climaticamente più salubri, e di concedere ai “gastaldi” le terre più esposte alle incursioni nemiche e al clima peggiore. Il centro storico conserva caratteristiche prettamente medioevali, anche se i numerosi even-

ti sismici che hanno segnato la storia della comunità hanno contribuito a determinarne la trasformazione architettonica ed urbanistica; la cronaca locale ricorda inoltre il saccheggio operato il 13 agosto 1861 dalla banda del brigante Cecchino di roccamandolfi. Il monumento di maggior rilievo è sicuramente la chiesa parrocchiale di San Salvatore, risalente al XVIII secolo, al cui interno si possono ammirare gli altari di Santa Teresa e di San Rocco; la chiesa è affiancata da un’incantevole piazza che precede il centro storico che con i suoi edifici ottocenteschi ben ristrutturati si presenta come un buon salotto borghese.

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un giro in provincia

ISERNIA

PETTORANELLO DEL MOLISE

CASTELPIZZUTO Il nome di questo comune è dovuto probabilmente alla forma a punta del monte su cui si erge. Si tratta di un piccolo centro di origini tardo-medievali, il più piccolo e isolato della provincia di Isernia. La collocazione del paese in mezzo alle montagne, immerso nel verde, e l’atmosfera particolarmente suggestiva del borgo medievale con le sue case in pietra e le strette stradine, suggerisce un senso di incalcolabile “fuori tempo” che è il vero fascino di Castelpizzuto. L’architettura contribuisce al senso di immobile bellezza che emana dal paese. Il castello, che si erge imponente e che richiama alle origini del periodo di dominazione angioina, ha la struttura tipica delle fortezze militari medievali, con una torre angolare di forma cilindrica e mozza inserita nell’edificio. In epoca rinascimentale subì le prime trasformazioni da fortezza ad abitazione residenziale, trasformazioni che sono durate fino allo scorso secolo, quando il castello è stato diviso tra i nuovi proprietari, subendo ulteriori modifiche e divisioni interne. Da visitare anche la chiesa di Sant’Agata ed il Palazzo Baronale. Il paesaggio che circonda Castelpizzuto è davvero suggestivo: nel suo territorio hanno origine numerosi sorgenti di acqua oligominerale, che hanno permesso l’insediamento di uno stabilimento di imbottigliamento della stessa. Particolarmente interessante è inoltre la festa tradizionale in onore di San Domenico che si svolge l’ultima domenica di maggio e che ha le stesse caratteristiche di quella più famosa che si svolge a Cocullo (Aq), con i famosi “serpari” che sfilano al seguito della processione.

Immerso in una cornice naturale di rilievi che superano i mille metri di altezza, Pettoranello del Molise è un piccolo borgo che, pur non vantando un rilevante passato storico, richiama alla mente trame medievali. Dal nome latino Castrum Pectorani (Accampamento di Pettorano), poi divenuto nel corso dei secoli Pettoranello, il territorio era in origine sede di un accampamento militare romano; i recenti scavi archeologici hanno evidenziato la presenza di insediamenti umani riconducibili addirittura al periodo sannitico. Il borgo conserva pochi resti dell’antica cinta muraria, che si sviluppa dall’altra parte del colle che ospita l’attuale centro abitato, oggi tutto raccolto attorno alla grande mole della chiesa dell’Assunta con la sua caratteristica pianta centrale a croce greca. Il territorio è quello tipico delle zone interne dell’appennino centrale, con tutte le sue caratteristiche dominanti. Ci sono molte possibilità di effettuare escursioni nel circondario, soprattutto per gli amanti del bosco: è possibile percorrere i numerosi sentieri che sono scenari incantevoli del patrimonio naturalistico dei boschi del Matese; attraversare il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, che con i suoi 211 km è il terzo tratturo per ordine di lunghezza dell’Italia Meridionale. L’ubicazione specifica del suo abitato, l’altimetria e la sua tranquillità di paesino pedemontano, costituiscono dei validi motivi per presentare Pettoranello come un rifugio ideale per chi è in cerca di pause rilassanti, più o meno durature, che consentano di rigenerarsi dallo stress del vivere moderno.

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un giro in provincia

SANT’AGAPITO Situato sulle propaggini nord-occidentali del massiccio del Matese, il comune di Sant’Agapito prende il nome da una chiesa che formò il nucleo primitivo dell’abitato, dedicata a Sant’Agapito, martire del III secolo cristiano. Il paese attuale è tutto raccolto all’interno del perimetro di un’antica fortificazione longobarda: con il suo suggestivo borgo medievale, con le sue stradine e i vicoli a ridosso dell’antico castello, oggi il centro

storico ha i tratti di una residenza signorile. Nel cuore del borgo antico, nella sua parte più suggestiva, inglobata nel tessuto urbano, è possibile inoltre visitare la chiesa madre di San Nicola, che colpisce per le dimensioni e per il campanile imponente;

ISERNIA

la chiesa di San Leonardo di Limoges, risalente al XII secolo, che conserva all’interno due tele ascrivibili alla scuola napoletana, rispettivamente del Cinquecento e del Settecento; il vecchio frantoio e la chiesa della Madonna dell’Olmeto. I dintorni del paese, invece, ricchi di vegetazione, immersi nell’Area Naturale del Torrente Lorda, offrono la possibilità di affascinanti escursioni naturalistiche con un buon numero di itinerari. Lo spettacolo che si presenta è quello di un ambiente intatto ed emozionante, con il fiume che scorre a tratti fra ripide pareti a strapiombo di roccia grigia o rossastra. Un ambiente vario, a tratti selvaggio, e un corso d’acqua dalle caratteristiche peculiari, con salti, scivoli e tratti in cui le limpide acque si placano soffermandosi in profonde pozze nelle rocce. Il comune di Sant’Agapito, nella sua unicità, è un borgo davvero accogliente; passeggiando tra le viuzze ed i vicoli del paese, si può ancora ascoltare il suono ritmico prodotto dal roteare dei cosiddetti “piombini”, guidati dalle abili mani di esperte signore intente alla lavorazione del merletto a tombolo, oggi molto apprezzato non solo in zona ma anche nel resto d’Italia.

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NATURA

Non solo porcini!

Dopo il riposo invernale, con il risveglio della natura, si ridestano anche i tanto amati e ricercati funghi Ebbene sì, non dobbiamo reda un odore molto intenso ma legare questo piacere al breve gradevole, di farina bagnata o periodo autunnale che va da pasta di pane lievitata. Lo ansettembre ad inizio novemdremo a cercare sotto le pianbre, tempo permettendo. Bite in fiore della famiglia delle sogna sapere che ci sono otrosacee come il biancospino, timi funghi commestibili che il prugnolo, la rosa canina o ci permettono di andare alla di Armando Del Toro il rovo, oppure sui prati di loro ricerca dai primi di marzo fino ai alta montagna dove cresce nei classiprimi di dicembre, escludendo quindi ci cerchi delle streghe, caratteristiche solo i più rigidi mesi invernali e gli formazioni concentriche di erba più aridi mesi estivi. Il Matese poi con i verde e rigogliosa, visibili anche da suoi svariati habitat, dalla macchia diverse decine di metri. Ed è proprio mediterranea alla pura faggeta di alta lì che andremo a scovare, tastando montagna, ci offre i funghi primavecon le dita il manto erboso, il nostro rili ambiti dai raccoglitori più esperti. fungo di San Giorgio che si presenta Accompagna la fioritura delle piante di piccole e medie dimensioni, molto il “fungo di San Giorgio” (Calocybe tozzo e carnoso, di un bel colore da bruno-nocciola a bianco crema. Cappello globoso-emisferico, orlo ripiegato verso il basso e lamelle strette e molto fitte. Il gambo è anch’esso molto carnoso e corto. Attenzione a non confonderci con funghi simili ma velenosi, le Clitocybi bianche, che si differenziano per la forma più esile e spesso imbutiforme, odore di farina rancida ed estrema elasticità della carne. Al medesimo periodo o a quello immediatamente successivo, aprile-maggio, appartengono dei funghi molto apprezzati soprattutto nel nord gambosa), chiamato così perché credell’Italia e in Francia, le famose sce principalmente nel mese di aprile “spugnole”, nome scientifico Mor(San Giorgio si festeggia il 23 aprile), chella. Sono funghi di medie ma ananche conosciuto come “prugnolo, che grosse dimensioni, dalla inconspinaruolo o virno”. È caratterizzato fondibile forma a spugna o meglio

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Non solo porcini!

ad alveare del cappello, che in questo caso si chiama “mitra”, di forma rotondeggiante o piramidale e colore da giallo crema a grigio bruno, a seconda della specie. Il gambo è tozzo, scanalato e di colore biancastro. Una caratteristica importantissima è che tutto il fungo è cavo all’interno, come fosse scavato. La carne è fragile, di consistenza cartilaginea e caratterizzata da un odore leggero di muffa o in alcuni casi fungino gradevole. Vanno cercate, dopo le prime piogge, lungo le sponde sabbiose dei fiumi sotto pioppo per poi risalire, con l’aumento delle temperature, in montagna dove prediligono la presenza del frassino o anche d’olmo e carpino. Importante sapere che sono tutti funghi commestibili dopo cottura perché tossici da crudi; quindi è sempre consigliabile effettuare una sbollentata prima di cucinarlo. Possono essere confuse solo con funghi del genere Gyromitra, che però si distinguono per forma cerebriforme del cappello, ricordanti un cervello, e non a nido d’ape. Altro ottimo fungo che può essere raccolto in questi mesi dell’anno è il profumato “pioppino” (Agrocybe aegerita), fungo molto comune che cre-

sce durante quasi tutto l’arco dell’anno. Lo andremo a cercare nei boschi di pioppo e salice lungo gli argini di fiumi, torrenti e fossi. È caratterizzato da un odore, molto forte e caratteristico, simile al mosto, che pervade tutto il bosco segnalandoci la sua presenza. Cresce cespitoso sul legno di numerose piante, tra cui le più comuni sono il pioppo, il salice ed il sambuco. Presenta una colorazione bruno-cacao del cappello, quando è giovane, che poi tende a schiarirsi con la crescita. Le lamelle sono fitte di colore grigio-brunastro e poi tabacco. Il gambo è cespitoso, lungo, fibroso e di colore biancastro. È tra i migliori funghi commestibili. Da non confondere con il tossico “falso chiodino”, Hypholoma fasciculare, che ha colorazione giallastra su tutto il fungo e odore acido. In seguito, con l’avvento dei mesi estivi, giugno e luglio, cominciano a spuntare i più noti ed apprezzati tra i funghi mangerecci: “porcini” (Boletus sp. Sezione edules) e “galletti o finferli” (Cantharellus sp.), per i quali il Matese si riempie di speranzosi raccoglitori.

UNA RACCOMANDAZIONE MOLTO IMPORTANTE

Raccogliete solo i funghi conosciuti alla perfezione e rivolgetevi all’ispettorato micologico dell’ASL più vicino nel caso ci siano dubbi nella determinazione dell’esemplare raccolto. Fare una bella passeggiata in montagna alla ricerca di prelibati funghi è un piacere per tutti… ma ricordiamo che la salute viene prima di tutto!

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Non solo porcini!

... e non solo funghi epigei La fine della primavera e l’ile aree produttive, tra quernizio dell’estate segnano ance (cerro, roverella, leccio), che la stagione di alcuni tarcarpino, noccioleti selvatici, tufi (funghi, sì… ma ipogei, senza disdegnare le pinete di cioè che crescono sottoterra). collina fino ai faggi (nell’eDall’inizio di maggio si può state più avanzata), a godersi raccogliere il famoso “scoril fresco delle prime ore del zone” o “tartufo estivo” di Vincenzo D’Andrea mattino: è questo l’orario da (Tuber aestivum Vittadini), preferire per la ricerca. ottimo e ben presente sull’intera area Ancor più bello è quando si ritorna matesina fino a novembre. a casa con un bel “bottino” di tartuLo “scorzone”, tartufo con aspetto fi: anche perché lo “scorzone”, nelle coriaceo e rugoso (nomen omen), buone stagioni di raccolta, si concede arricchirà le pietanze tipiche del teranche in generosa taglia, giungendo ritorio con il suo aroma fungino-nocad esemplari del peso di un chilo o ciolato, molto gradevole, intenso ma anche più! non troppo. La sua ricerca (come per Durante la raccolta, quando il cane tutti i tartufi!) prevede necessariaconcede momenti di tregua, si posmente l’utilizzo di cani addestrati, sono ammirare le bellezze che ci cirche saranno intensamente impecondano o anche raccogliere qualche gnati, naso a terra, a cercare con altro frutto del sottobosco. accanimento questo prezioso La generosità del nostro Matese si fungo ipogeo. apprezza anche così… Saperlo salvaÈ bello e gradevole recarsi sulguardare premierà sempre! Associazione Micologica del Matese Sede: Casa del Parco del Matese Sant’Angelo d’Alife (CE) Tel. 329 6139049 amm.tartufi@gmail.com

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NATURA

Fiori tra le rocce di Pasquale Buonpane

Sembrano vivere di niente. Crescono sulla nuda roccia sfidando il vento ed il gelo dei mesi invernali, la siccità e la fortissima insolazione di quelli estivi. Sono le sassifraghe (dal latino saxum, pietra e frango, rompere, per la loro capacità di crescere nelle fenditure delle rocce), piante estremamente interessanti presenti sul Matese con diverse specie, in alcuni casi anche piuttosto rare. Spesso si tratta di relitti glaciali, cioè piante provenienti dalle zone artiche che durante le glaciazioni del quaternario si sono spinte a sud fino a colonizzare anche la nostra penisola; poi, quando circa 18.000 anni fa le temperature medie terrestri ricominciarono a salire, gran parte delle popolazioni di queste specie presenti in Italia si estinsero o rimasero confinate alle cime più alte delle Alpi e degli Appennini. È il caso delle saxifraga con crescita “a cuscino”, che cercheremo di conoscere meglio in

questo articolo. Amanti dell’aria fresca (raramente si incontrano al di sotto dei mille metri di altitudine), queste piante hanno sviluppato degli adattamenti per contrastare la perdita di acqua: in alta montagna il prezioso liquido per gran parte dell’anno si trova sotto forma di neve o ghiaccio e quindi non può essere assimilato dalle piante, mentre nei mesi estivi la forte insolazione ed il vento pressoché costante sulle vette lo fa evaporare rapidamente. In molti casi, le Saxifraga hanno foglie raccolte in strette rosette e inquesto modo possono farsi ombra a vicenda; alcune specie hanno sviluppato foglie semi-succulente in grado di fungere da riserva d’acqua, un po’ come accade per le cosiddette “piante grasse”. La crescita a cuscino, inoltre, consente loro di sopportare senza danni il peso della neve, che spezzerebbe facilmente rami lunghi ed eretti.

Sassifraga meridionale [Saxifraga callosa Sm. subsp. callosa]

È la specie che raggiunge dimensioni maggiori; diffusa su tutto l’Appennino, dalla Liguria alla Calabria, è presente anche nelle due isole maggiori, mentre manca in Emilia Romagna ed in Puglia. Sul Matese si incontra con una certa facilità a partire dai 1000 m di altitudine. La fioritura avviene in maggio-giugno.

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Sassifraga del Gran Sasso

[Saxifraga exarata subsp. ampullacea (Ten.) D.A.Webb]

È senza dubbio una delle specie più preziose della flora matesina, presente con piccole popolazioni limitate alle vette più alte del massiccio. Si tratta di una specie endemica dell’appennino centro-meridionale – ovvero, si trova esclusivamente in questo luogo – ed è presente solo nelle regioni Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania; nel Matese, quindi, si trova al suo limite meridionale. Si incontra a partire dai 1800 m di altitudine, la fioritura avviene in luglio-agosto.

Sassifraga alpina

Sassifraga porosa

Presente su tutte le Alpi e gli Appennini in tutte le regioni, è assente solo in Puglia e nelle isole maggiori. Secondo alcuni autori le popolazioni appenniniche sarebbero da ascrivere alla sottospecie stabiana. Si incontra con una certa frequenza, sebbene in altre zone dello stivale possa vivere anche a quote decisamente inferiori; sul Matese chi scrive non l’ha mai incontrata al di sotto dei 1200 m. Fiorisce tra giugno e luglio, in base all’altitudine.

Un altro endemismo dell’Appennino centro-meridionale, presente dalle Marche alla Sicilia, manca in Puglia e Sardegna. Abbastanza comune sul Matese sia sul versante campano che su quello molisano a partire dai 1000 m di quota, ma può spingersi fino ai 2000 m. Fiorisce in giugno.

[Saxifraga paniculata Miller]

[Saxifraga porophylla Bertol]

Tutte le piante qui illustrate sono da considerarsi specie di “flora endemica e rara” (tutelata dalla Legge Regionale 25/11/1994): quando ci capita di incontrarle in natura evitiamo di danneggiarle, limitiamoci ad osservarle e magari fotografarle: queste piante vivono sulle nostre montagne da millenni, hanno visto il Matese molto prima che i nostri antenati cominciassero a modificarne l’aspetto, ed è anche per questo che meritano tutto il nostro rispetto.

floradelmatese.blogspot.it 105

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SAGRE ed EVENTI 6 luglio

inizio agosto

PERCORSO GASTRONOMICO

SAGRA DEI PRODOTTI TIPICI E DEL PROSCIUTTO DI PIETRAROJA

SAN MASSIMO (CB)

Lungo le vie e i vicoli del paese si potranno gustare pietanze e sapori d’altri tempi Associazione Turistica Pro-San Massimo Tel. 380 2008132 prosanmassimo@hotmail.it ---------------------------------------------------------------------------------------------

PIETRAROJA (BN)

Salvaguardia delle tradizioni storiche, culturali, artistiche e delle risorse enogastronomiche e ambientali Proloco Pietraroja 0824 868251 Presidente 328 2859677 Municipio 0824 868000 www.prolocopietraroja.it

La prima domenica di ogni mese

26-27-28 luglio

SAN POTITO SANNITICO (CE)

SAN GREGORIO MATESE (CE)

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ROVISTANDO A SAN POTITO

LE NOTTI DEI BRIGANTI

11 agosto

Mercatino dell’usato, del riciclo e dei prodotti a chilometro zero Pro Loco San Potito Tel. 329 3483085 www.prolocosanpotito.org proloco.sanpotito@gmail.com ---------------------------------------------------------------------------------------------

Rievocazione del periodo del Brigantaggio Evento culturale, storico ed enogastronomico Associazione culturale I Briganti del Matese Tel. 329 9354404 – 320 4156646 335 7176330 - 338 9239990 www.lenottideibriganti.it

L’ultima domenica di ogni mese

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IL MERCANTICO

2-3-4 agosto CASTELLO DEL MATESE (CE)

SAN LORENZELLO (BN)

Fiera dell’antiquariato, delle ceramiche artistiche e dei prodotti tipici locali Tel. 0824 815134 - 0824 815263 www.comunesanlorenzello.it

LA GIOSTRA

Festa medievale Musica, banchetti, danze e giochi - Torneo delle contrade Associazione culturale Cluvia Tel. Municipio 0823 784684 www.la-giostra.it lagiostracluvia@libero.it

BOJANO (CB)

VER SACRUM

Rievocazione storica di alcuni rituali del glorioso popolo italico -----------------------------------------------

9-10-11 agosto

VAIRANO PATENORA (CE)

FESTA MEDIEVALE

Rassegna di cultura medievale in Terra di Lavoro Pro loco Vairano Patenora Tel. 346 9433954 - 340 6230771 info@prolocovairanopatenora.it www.vairanomedievale.it

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Dal 24 agosto al 8 settembre

PIEDIMONTE MATESE (CE)

FESTA DEL CATUOZZO

Rievocazione dell’antica tradizione dei “carbonai” Associazione “Gli Amici del Catuozzo” www.lafestadelcatuozzo.it ---------------------------------------------------------------------------------------------

Quarto fine settimana di settembre CUSANO MUTRI (BN)

SAGRA DEI FUNGHI

Cucina tipica locale a base di funghi porcini e altri prodotti del territorio www.comunedicusanomutri.it

26 ottobre

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Degustazione di castagne arrosto, lesse e alla paesana Associazione Turistica Pro-San Massimo Tel. 380 2008132 prosanmassimo@hotmail.it

18-19-20 ottobre

CIVITELLA LICINIO CUSANO MUTRI (BN)

SAGRA DELLE CASTAGNE

SAN MASSIMO (CB)

SAGRA DELLA CASTAGNA

Cucina tipica locale a base di prodotti del bosco Tel. 0824 862003 329 3856896 - 334 2949696 www.comunedicusanomutri.it

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

PAGINE UTILI

trova l’attività che cerchi PROVINCIA DI CASERTA ALIFE

ALVIGNANO Caseificio Il Casolare Via Olivella, 12 Tel. e fax 0823 610906 Cell. 360 753110 - 320 6139036 Gastronomia esclusiva e Relax Il Casolare diVino Via Regina - Tel. 0823 869932 Cell. 333 6133023

Affittacamere Il Posto al Sole Via San Francesco, 30 Tel. 0823 783459 - 0823 789565 Hair Studio Pino Via Roma, 206 Tel. 0823 783257 - Cell. 329 6510166 Case e Tetti in Legno Lo Scoiattolo Via Defenze, 10 - Tel. 0823 783310

GALLO MATESE

CAIAZZO

Bed and Breakfast Il Geco Via Pietramarozza, 2 Tel. 347 9047568

Agriturismo Sangiovanni Via Monte Milo, 3 Tel. 0823 862437

Pizzeria Bar Matese Via Ponte, 6 - Tel. 0823 945117 Cell. 327 8626723

Ristorante Pizzeria Area Pic-nic Rio delle Tavole Via Cerretelle – Tel. 0823 862371

Affittacamere La Casella Via Ponte Tel. 340 5906442

CASTELLO DEL MATESE

GIOIA SANNITICA

Ristorante Pernottamento Maneggio Country Resort Vernelle Loc. Mulino Vernelle Tel. 0823 787091 - Cell. 348 4085565 Centro Estetico Oasi del Benessere Via Trutta, 61 Tel. 0823 787259 Cell. 380 9064632

Azienda Agrituristica Falode Village Loc. Acqua di Santa Maria Tel. 0823 919233 - 0823 919265

Apicoltura Sofia Codone Via Prov.le Piedimonte-Sant’Angelo, 7 Tel. 0823 789629 Cell. 347 1780913

Maneggio e Pensione Cavalli Matese Ranch Loc. Acqua di Santa Maria Tel. 0823 919233 - 0823 919265

Alimentari e Prodotti da Forno Alessio Vitale Via Caduti sul Lavoro Tel. 340 4042259

Agriturismo Le Pastene Via Matese, loc. Pastene Tel. 0823 784000 Cell. 330 505271 - 388 6435898 Chiuso il martedi

Ricevitoria Bar Cin Cin Via Mura Romane, 82 Tel. 0823 918879 Caseificio Giusti S.P. 331 km 1+990 Tel. 0823 784681

FONTEGRECA Ristorante Le Fontanelle Contrada Cupola - Via degli Olmeti Tel. 339 3600414 - 389 0112562 366 9538772

Formaggi Tipici La Fattoria del Professore Via Campagni Cell. 348 7945135 - 349 3038144 Vendita e Noleggio Auto Top Car Via Quercia Marcozzo Tel. 0823 910096 Cell. 335 6987351 Ristorante La Fortezza Via San Felice Tel. 0823 915367 Cell. 338 1980994 Casa Vacanze Il Casale delle Rondini Via Cese Cell 333 1860297 - 333 9172887 Facebook: La casa delle rondini

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

PAGINE UTILI LETINO

Fast Food Bar Mordi e Fuggi Via Vincenzo Caso Tel. 0823 785050 Cornetteria Paninoteca Napoli Ciok Piazza Carmine, 33 Tel. 339 4811072

Bed and Breakfast Il Colle Via Raffaello Sanzio, 12 Tel. 339 6618748 Panificio Bertolla Via G. Marconi, 41 Tel. 335 1549330 - 328 5407310

PIEDIMONTE MATESE

Bar Gelateria Enoteca Bar Mary Piazza A. Gaetani, 8 Tel. 0823 911098

Ristorante Pizzeria La Lanterna Via Matese Tel. 0823 913898 Cell. 328 6649674 Chiuso il giovedi Market - Alimentari - Prodotti tipici La Bottega del Gusto Azienda Agricola Giovanni Crispino Via Matese, 7 - Tel. 389 9895596 Aperto la domenica mattina

Pizzeria Ai Seponi Via Cila - Tel. 0823 911610 Prodotti Tipici del Matese Mini Market Granitto Via L. Ferritto, 1 Tel. 339 8724466 Bar Caffetteria di Camputaro Anna Maria Loc. Santa Maria Occorrevole Tel. 377 4147725 Pizzeria e Rosticceria Cherry’s Pizza… da Cirasella Piazza Roma, 58 Tel. 329 6246858 Noleggio Vele Pubblicitarie e Piattaforme Aeree Public Tour Via Matese, Tel. 392 2197063 - 345 2429145

Ristorante La Colombaia Via Nazionale, 92 Tel. 0823 615009 - Cell. 330 813002 www.ristorantelacolombaia.it

SAN GREGORIO MATESE Biscottificio Il Fornaio di Montagna Via Circumvallazione, 57 Tel. 0823 919010 Formaggi Tipici del Matese Alfonso Stocchetti Tel. 347 7534909 - 329 5888888

SAN POTITO SANNITICO

Auto Moto Club Antichi Sanniti Piazza Roma Tel. 0823 913460 Cell. 328 8343128 - 347 3920464

PRATA SANNITA

Supermercato Giacomo D’Abbraccio Via Cesare Battisti, 83 - Parco Futura Tel. 0823 912058 Gioielleria Fashion Argenteria Orologeria e Complementi di Arredo Aurum Argenti & Complement Via C. Battisti, 14 Tel. 0823 543106

RUVIANO

Lounge Bar High Life Via Provinciale per Piedimonte Tel. 393 9795335 – 338 3696174 Country House La Vigna Via Aulecine, 15 - Tel. 0823 912699 Casa Vacanze Di Franco Via Torello, 5 - Tel. 320 9299468

Ristorante Pizzeria Bar Lete Via Calonica, 5 - Tel. 0823 941288 www.ristorantepiscinalete.it Trattoria Pizzeria Le Trote Via Calonica,1 – Tel. 0823 941646

PRATELLA Panificio e Prodotti da Forno Cacciola Mauro Via Nazionale, 58 Tel. 0823 941849 Cell. 320 4690214

RAVISCANINA Gastronomia Enoteca - Wine Bar Vino e Vivande C.da Quattroventi, 24 Tel. 0823 914362 Cell. 348 8820952 Bed and Breakfast Quercelli - Via Quercelli, 5 Tel. 0823 914541 Cell. 338 4222828

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

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Guida Turistica del Matese 2013 Primavera Estate

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SAN SALVATORE TELESINO Agriturismo Ristorazione Pernottamento La Corte Grande Via Pugliano, 16 Tel. 0824 948519 Cell. 328 7630848 Ristorante per Cerimonie Villa Alta Domus Via Vigne vecchie, 28 Tel. 0824 947082 Cell. 328 6836003

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Pensavo che dopo il primo lungo tratto di cammino, tutto sarebbe diventato via via meno faticoso… mi sbagliavo completamente!

La redazione della Guida Turistica del Matese vi dà appuntamento alla prossima edizione

Ercole, Pastore del Caucaso, 8 anni

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Guida Turistica del Matese edizione Primavera Estate 2013  

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