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www.montidelmatese.com

Associazione Turistica Territoriale

info@montidelmatese.com - tel. 0823 78 73 00 - fax 0823 78 39 77

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In copertina Veduta del Lago Matese e del Monte Miletto

Si ringraziano: Giuseppe Falco, presidente del Parco Regionale del Matese

Maddalena Di Muccio, F.F. sindaco del Comune di Alife

Crescenzo Di Tommaso, sindaco del Comune di Sant’Angelo d’Alife

Ermanno Masiello, sindaco del Comune di Raviscanina

Vincenzo Cappello, sindaco del Comune di Piedimonte Matese

e i presidenti delle associazioni: Pro Loco Alifana Pro Loco Raiano Sci Club Fondo Matese Arcieri del Matese Nordic Walching Caserta Ippovie del Matese ed in particolare: Mario L. Capobianco, Giuseppe Ranucci, Sara De Balsi, Giovanni Capobianco, Giovanni Parisi

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SOMMARIO 4 Il bosco degli Zappini 8 Comune di Alife 20 Associazione Pro Loco Alifana 26 Comune di Sant’Angelo d’Alife 34 Pro Loco Raiano di Ruviano 40 Sci Club Fondo Matese 45 Matese Pulito 48 Comune di Piedimonte Matese 52 Associazione Arcieri del Matese 56 Parco Regionale del Matese 60 Itinerario dei Pianori 64 Avventura nel Parco del Matese 72 ASD Nordic Walking Caserta 76 Associazione Ippovie del Matese 78 Comune di Raviscanina 84 Birdwatching Il Matese mai osservato 92 Slow Food Matese 98 Lago del Matese

La realizzazione grafica e la gestione degli spazi pubblicitari della Guida Turistica del Matese e del sito www.montidelmatese.com, sono a cura di: - Piedimonte Matese - Caserta Hanno collaborato: Sara De Balsi, Stefania Moggio, Giovanni Capobianco, Giovanni Parisi, Yuri Bucci, Mario Capobianco, Ufficio Archeologico di Alife, Rosamaria Esposito, Sisto Bucci, Emilio De Biasio Foto di: Giovanni Capobianco, Antonietta Simeone, Sisto Bucci, Giovanni Parisi, Mario Capobianco, Emilio De Biasio, Fernando De Felice Finito di stampare Luglio 2010

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menica dì Giugno), San Giacomo (25 Luglio), San Donato (7 Agosto), mentre la penultima domenica di Luglio l’appuntamento è per la Giornata del Pastore che si svolge sul Pianoro di Campitello di Roccamandolfi ove si recano migliaia di persone per vivere una giornata immersi nella natura a degustare i prodotti della gastronomia locale. La manifestazione, nata come rassegna zootecnica, è ormai alla sua 22^ edizione ed ha assunto tutte le caratteristiche di una grande “Festa della Montagna”. Roccamandolfi vanta di avere uno dei costumi più belli del Molise che si può ammirare nelle varie manifestazioni estive, con le esibizioni del rinato gruppo folcloristico. L’abitato, posto a 850 metri s.l.m., ha avuto origine intorno all’anno mille, sul crinale di una montagna sulla cui sommità si erge l’antico castello medioevale, simbolo della millenaria storia, ormai rudere, le cui mura perimetrali si presentano ancora salde. Il territorio circostante, ricco di boschi di alto fusto e verdi pianori, si sviluppa sul versante Nord della catena del Matese che comprende il Monte Miletto (quota 2050 s.l.m.). Comprende, ancora, l’Area naturale del Torrente Callora, geograficamente situata a nord-ovest dell’abitato fra le gole del torrente Torrione. Il centro storico si sviluppa intorno all’antico palazzo ducale Pignatelli, la Chiesa San Giacomo Maggiore e la piazza pavimentata in pietra locale. Ai piedi del borgo antico si trovano diverse sorgenti. Il Parco “Trainara” con l’omonima sorgente, offre occasioni per salubri e amene passeggiate. Dal lato opposto, invece, sotto un arco rinascimentale, si trova una Croce Viaria in pietra lavorata. Il paese è rinomato per la sua cordiale accoglienza che i roccolani riservano a tutti gli ospiti, in modo particolare ai turisti che, specialmente nel periodo estivo, amano trascorrere il tempo libero in armonia con la natura. I prodotti tipici sono quelli di una volta: formaggi, salumi, funghi porcini, lenticchie... Nel periodo estivo la popolazione

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La manifestazione, nata come rassegna zootecnica, è ormai alla sua 22^ edizione ed ha assunto tutte le caratteristiche di una grande “Festa della Montagna”. Roccamandolfi vanta di avere uno dei costumi più belli del Molise che si può ammirare nelle varie manifestazioni estive, con le esibizioni del rinato gruppo folcloristico. L’abitato, posto a 850 metri s.l.m., ha avuto origine intorno all’anno mille, sul crinale di una montagna sulla cui sommità si erge l’antico castello medioevale, simbolo della millenaria storia, ormai rudere, le cui mura perimetrali si presentano ancora salde. Il territorio circostante, ricco di boschi di alto fusto e verdi pianori, si sviluppa sul versante Nord della catena del Matese che comprende il Monte Miletto (quota 2050 s.l.m.). Comprende, ancora, l’Area naturale del Torrente Callora, geograficamente situata a nord-ovest dell’abitato fra le gole del torrente Torrione. Il centro storico si sviluppa intorno all’antico palazzo ducale Pignatelli, la Chiesa San Giacomo Maggiore e la piazza pavimentata in pietra locale. Ai piedi del borgo antico si trovano diverse sorgenti. Il Parco “Trainara” con l’omonima sorgente, offre occasioni per salubri e amene passeggiate. Dal lato opposto, invece, sotto un arco rinascimentale, si trova una Croce Viaria in pietra lavorata. Il paese è rinomato per la sua cordiale accoglienza che i roccolani riservano a tutti gli ospiti, in modo particolare ai turisti che, specialmente nel periodo estivo, amano trascorrere il tempo libero in armonia con la natura. I prodotti tipici sono quelli di una volta: formaggi, salumi, funghi porcini, lenticchie... Nel periodo estivo la popolazione del centro matesino raddoppia, infatti, rientrano i numerosi residenti all’estero o nelle varie regioni italiane, arrivano villeggianti, gruppi di escursionisti, boy scout... A loro si indirizzano manifestazioni musicali, culturali, folcloristiche ed intrattenimenti serali. Le principali feste patronali sono quelle di San Liberato (prima do-

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L’abitato, posto a 850 metri s.l.m., ha avuto origine intorno all’anno mille, sul crinale di una montagna sulla cui sommità si erge l’antico castello medioevale, simbolo della millenaria storia, ormai rudere, le cui mura perimetrali si presentano ancora salde. Il territorio circostante, ricco di boschi di alto fusto e verdi pianori, si sviluppa sul versante Nord della catena del Matese che comprende il Monte Miletto (quota 2050 s.l.m.). Comprende, ancora, l’Area naturale del Torrente Callora, geograficamente situata a nord-ovest dell’abitato fra le gole del torrente Torrione. Il centro storico si sviluppa intorno all’antico palazzo ducale Pignatelli, la Chiesa San Giacomo Maggiore e la piazza pavimentata in pietra locale. Ai piedi del borgo antico si trovano diverse sorgenti. Il Parco “Trainara” con l’omonima sorgente, offre occasioni per salubri e amene passeggiate. Dal lato opposto, invece, sotto un arco rinascimentale, si trova una Croce Viaria in pietra lavorata. Il paese è rinomato per la sua cordiale accoglienza che i roccolani riservano a tutti gli ospiti, in modo particolare ai turisti che, specialmente nel periodo estivo, amano trascorrere il tempo libero in armonia con la natura. I prodotti tipici sono quelli di una volta: formaggi, salumi, funghi porcini, lenticchie... Nel periodo estivo la popolazione del centro matesino raddoppia, infatti, rientrano i numerosi residenti all’estero o nelle varie regioni italiane, arrivano villeggianti, gruppi di escursionisti, boy scout... A loro si indirizzano manifestazioni musicali, culturali, folcloristiche ed intrattenimenti serali. Le principali feste patronali sono quelle di San Liberato (prima domenica dì Giugno), San Giacomo (25 Luglio), San Donato (7 Agosto), mentre la penultima domenica di Luglio l’appuntamento è per la Giornata del Pastore che si svolge sul Pianoro di Campitello di Roccamandolfi ove si recano migliaia di persone per vivere una giornata immersi nella natura a degustare i prodotti della gastronomia locale.

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IL BOSCO DEGLI ZAPPINI

Caratterizza l’intero territorio

del piccolo comune matesino, ed è il suo principale attrattore turistico

Il bosco degli Zappini Il Bosco degli Zappini, più comunemente conosciuto come “la Cipresseta di Fontegreca”, caratterizza l’intero territorio del piccolo comune matesino, ed è il suo principale attrattore turistico; Infatti, in ogni periodo dell’anno, molti istituti scolastici vi si recano in visita, oltre per le evidenti bellezze, per le molteplici fonti di interesse naturalistico-scientifico. Già da molti anni, l’Istituto per la Pro-

tezione delle Piante del CNR si interessa di questo magnifico bosco, perché è l’unico in Italia ad avere una grande estensione (circa 40 ettari), ad avere oltre 500 anni di età, e soprattutto, perché è l’unica cipresseta a non avere alberi “malati”, di un cancro che in tutto il Mediterraneo, sta minacciando quasi il 50 % degli esemplari. Una piacevole visita al Bosco degli Zappini permette di trascorrere qual-

che ora immersi in una fitta vegetazione che tra giochi di ombre, di acqua, di piccole cascatelle e piscine naturali, mostra continuamente nuovi ed affascinanti scorci. Il Bosco degli Zappini, si trova sulla Montagna dei Cipressi, a ridosso del comune di Fontegreca; proprio all’ingresso del bosco si trova anche il Santuario della Madonna dei Cipressi; facilmente raggiungibile anche in auto.

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COMUNE DI ALIFE

La storia ci racconta come il glorioso centro sannitico venne fondato per il controllo della Valle del Volturno; Solo in epoca romana (I sec. a.C.) viene fondata la colonia nell’attuale posizione.

Porta Fiume

Comune di Alife Città ricca per l’agricoltura, la pastorizia e il commercio, Alife moderna conserva gran parte dello schema urbanistico dell’Allifae romana, con una caratteristica pianta rettangolare. Sono ancora abbastanza conservate le mura di cinta di epoca romana. LE MURA E LE PORTE Le mura hanno uno sviluppo complessivo di ca. 1,9 km. Il perimetro murario è rafforzato da torri, alternativamente circolari e quadrate (ai quattro angoli ottagonali), disposte ad intervalli regolari di 39 metri. Alle estremità degli assi principali si aprono le quattro porte che permettevano di accedere alla città (Porta Napoli ad Est, Porta Piedimonte a Nord, Porta Roma a Ovest e Porta Fiume a Sud). Le porte erano realizzate con grandi blocchi squadrati di calcare ed erano fiancheggiate da due torri. Della struttura originale delle porte si conserva solo la parte inferiore mentre la parte superiore è stata ricostruita nei secoli successivi. A breve di-

stanza è stato recentemente aperto al pubblico l’Anfiteatro con un interessante apparato didattico. Di particolare interesse, per il tipo architettonico, è il vasto Criptoportico.

IL CRIPTOPORTICO Situato nella zona nord-est della città di Alife, il criptoportico conserva integra la sua struttura monumentale, con una

Criptoportico

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planimetria a tre bracci disposti attorno ad un’area centrale, i laterali di m 27,50 il centrale di m 44,00. La pianta è a doppia navata suddivisa da una serie di pilastri con archi. Nelle navate interne si aprono 21 finestre rivolte verso l’area centrale che presentava, a livello superiore, un’area porticata (peristilio). Il criptoportico costituiva una parte secondaria di un importante complesso realizzato a livello superiore ove, nel corso degli scavi, sono stati riconosciuti resti di un ampio peristilio quadriportico a doppia navata ed ambienti pavimentati in mosaico con pareti rivestite con affreschi policromi (IV stile pompeiano) databili nella seconda metà del I secolo. La costruzione del complesso è databile ai primi decenni dell’età imperiale, in relazione con la fondazione della colonia di Allifae, e sembra riferibile ad una vasta residenza privata di una delle più importanti famiglie urbane di rango senatorio, forse gli Aedii o i Granii, cui potrebbe essere riferibile anche il vicino mausoleo cosiddetto “degli Acilii Glabriones”. L’ANFITEATRO L’anfiteatro, recentemente aperto al pubblico, è collocato all’esterno del circuito murario, subito al di fuori di porta Napoli. La struttura è visibile solo nella metà meridionale in quanto l’altra metà giace coperta da alcune palazzine e dalla Strada Provinciale. Costruito nei primi decenni del I secolo, venne totalmente riedificato dopo poco più di mezzo secolo, forse perché pesantemente lesionato da un devastante terremoto, con una serie di variazioni

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nella pianta e nell’alzato. L’edificio di prima fase si imponeva sul panorama extraurbano con una maggiore elevazione e presentava un’arena più ampia allo stesso livello del piano di campagna circostante. Nella seconda fase si decise di ridurre l’altezza del monumento, compensando tale situazione mediante la sottoscavazione dell’arena nel piano di campagna; inoltre si aggiunse una tribuna interna destinata ai cittadini più ragguardevoli, sottraendo lo spazio all’arena. Il monumento presentava dimensioni notevoli, tanto da inserirsi tra i più grandi del mondo romano: gli assi maggiori misurano infatti circa 107 metri per 84, e le gradinate per il pubblico dovevano elevarsi su due o tre piani di arcate, fino ad un’altezza di una ventina di metri; l’anfiteatro po-

teva ospitare circa 14.000 spettatori. IL MAUSOLEO DEGLI ACILII GLABRIONES Nella prima età imperiale gli esponenti dell’oligarchia municipale di Allifae fecero erigere lungo la viabilità principale grandi mausolei che, con la loro monumentalità, con le decorazioni e le iscrizioni, costituissero il simbolo dello stato sociale e del prestigio raggiunto dai proprietari. Il mausoleo più imponente è quello detto degli Acilii Glabriones, poi trasformato in chiesa, situato nella piazza presso il Municipio. L’edificio si distingue per la caratteristica volumetria dell’interno, concepito come un vasto vano coperto a cupola con diametro pari all’altezza -come se vi fosse inscritta una sfera nel quale il prospetto delle pareti viene sapientemente alleggerito dalle otto nicchie a volta, nelle quali erano posti i sarcofagi dei defunti.

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COMUNE DI ALIFE

ANTICHE GENTI ALIFANE Mostra permanente presso il Museo Archeologico dell’antica Allifae Il territorio alifano è stato abitato dall’uomo ininterrottamente fin dall’età più remota, con una serie di fasi di continuità intervallate da cambiamenti, spesso radicali, nelle culture materiali degli abitanti e, probabilmente, nella stessa composizione etnica delle popolazioni. Uno dei mutamenti più traumatici, documentati dalle fonti antiche ma anche, archeologicamente, nella cultura materiale e nell’assetto del territorio, è certamente quello corrispondente alla deduzione della colonia militare romana nel 42 a.C. e, certamente, un precedente momento di radicale

territorio alifano nello stato romano. Le fasi precedenti a tali significativi eventi storici, se pure hanno restituito fin dal secolo scorso importanti tracce archeologiche, sono rimaste sostanzialmente sconosciute e rappresentano un suggestivo e decisivo campo di indagine per la comprensione non solo degli eventi che formarono le popolazioni di tale specifico settore di territorio, ma anche delle vicende che sono alla base della formazione di popolazioni molto

cesura coincise con la definitiva conquista del territorio ad opera degli eserciti romani nel corso delle fasi finali delle “guerre sannitiche”, con l’incorporazione, presumibilmente nei primi decenni del I sec. a.C., del

più note, come quella dei Campani di Capua, o per la ricostruzione generale degli eventi storici che portarono alla formazione dell’Italia Romana. La mostra permanente presso il Museo Archeologico

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dell’antica Allifae, incentrata sulle popolazioni e le culture che interessarono il territorio alifano dalla preistoria alla romanizzazione, è stata allestita per offrire al pubblico una Alife: Bombardamento americano del 1943

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prima ricostruzione di tali fasi storiche, illustrate sia attraverso una importante selezione dei più recenti rinvenimenti effettuati nel territorio, che tramite il recupero, sia pure parziale, di quanto si è potuto rintracciare dei precedenti rinvenimenti, effettuati prevalentemente nel secolo scorso. I materiali provengono esclusivamente da contesti sepolcrali, in quanto ad oggi non sono stati ancora effettuati scavi scientificamente documentati su siti abitati o sacri del territorio. Oggetti e contesti sono presentati secondo criteri cronologici, topografici e tematici, tentando di valorizzare alcuni dei principali aspetti ad essi connessi, nel tentativo di illustrare i vari riferimenti alla vita quotidiana e le usanze funerarie delle comunità che popolavano in età preromana un territorio, come quello di Alife, caratterizzato dalla particolare

posizione di cerniera tra il Sannio, la Campania ed il Lazio. La mostra è a cura dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta, in collaborazione con il Comune di Alife. II percorso espositivo occupa l’intero salone museale ed è stato concepito secondo un’evoluzione cronologica che si può cogliere percorrendo il corridoio compreso tra le due ali di vetrine interessatedall’esposizione. All’interno di queste, i pannelli illustrano la tipologia delle sepolture e dei corredi, proponendo i relativi inquadramenti cronologici.

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Itinerario sacro fra le chiese di Alife di Gianni Parisi

LA CHIESA DI SANTA CATERINA Risalgono al ‘400 le prime testimonianze relative alla Chiesa dedicata al culto di S. Caterina d’Alessandria, menzionata all’epoca come ospedale delle fratarie. Più volte distrutta anche per eventi calamitosi, fu sempre riedificata secondo lo stile dell’epoca, l’ultima totale distruzione, si ebbe nel 1943, allorchè la Città subì il bombardamento aereo americano. L’interno della Chiesa di S. Caterina presenta la stessa sobria semplicità che distingue l’esterno. Il pavimento è in mattonelle rettangolari in cotto. le pareti laterali in tufo a vista, presentano quattro arcate per lato; sono a sesto ribassato, sostenute da contrafforti sporgenti anch’essi in tufo. Le pareti laterali che si elevano al disopra degli archi sono in normale stucco bianco di rivestimento. LA CHIESA DI SAN SISTO FUORI LE MURA Fuori Porta Roma, si trova la chiesetta di San Sisto. Essa sorge nel luogo dove, secondo la tradizione, si fermò la mula che trasportava la cassa contenente le ossa di San Sisto, che il conte normanno Rainulfo De Quarrel Drengot aveva ricevuto nel 1132 dal Papa Anacleto. Si fa risalire alla prima metà del XII secolo la costruzione delle predetta chiesetta, della cui struttura originaria rimangono oggi pochissime tracce ri-

scontrabili in alcune parti laterali e nella sagrestia. La facciata, di estrema semplicità, risulta delimitata a destra e a sinistra da doppie lesene, sulle quali s’innalza il timpano triangolare spezzato alla base, che conclude a capanna la fronte. All’interno del timpano si trova un grande oculo strombato, dal quale entra la luce nella chiesetta. Sotto l’oculo, in uno spazio rettangolare incassato nella parete, è dipinta in affresco, l’immagine di San Sisto benedicente, presumibilmente opera dell’artista G. Mugnaj (XIX sec.). Un’unica porta, su gradinata decrescente, dà accesso alla chiesetta. La predetta porta agli inizi degli anni ’90 del XX secolo è stata abbellita con pannelli in bronzo, riproducesti storie di San Sisto realizzati dall’artista locale Giancarlo Offreda. LA CHIESA DELLA MADONNA DELLA GRAZIA Un mausoleo romano, risalente al I secolo d.C., che sorge sui primi declivi dei monti a nord-ovest della Città di Alife, distante poco meno di due chilometri dal centro abitato, fin dagli albori del cristianesimo fu trasformato dai fedeli quale luogo di culto. Dell’originaria struttura di epoca romana rimane un edificio cilindrico, al quale in epoche successive, furono addossate altre costruzioni mascherandone in parte la struttura. L’interno del piccolo mau-

soleo romano è particolarmente suggestivo, in quanto le perfette proporzioni ci fanno sentire in presenza di uno spazio che esalta la monumentale architettura dell’antichità romana. Un lungo e stretto corridoio, coperto con volta a botte, in leggera pendenza, conduce ad un ambiente circolare, coperto con una volta a cupola, nella quale si aprono tre “spiracula” (piccole finestre). L’attuale Chiesa della Madonna della Grazia, fu costruita nel 1938, inglobando i vecchi muri preesistenti, su progetto dell’ing. Francesco Gaetani dell’Aquila d’Aragona di Laurenzana. Nel 1968 la chiesetta, che apparteneva ai Gaetani, fu donata da questi ultimi alla Curia Vescovile.

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LA CATTEDRALE DI S. MARIA ASSUNTA

E’ sicuramente fra gli edifici sacri più maestosi della provincia di Caserta, la sua costruzione risale al XII secolo, benché scavi archeologici all’interno della Cripta abbiano messo in luce costruzioni precedenti di età romana e longobarda. Fu Rainulfo De Quarrel Drengot, tra il 1127 e il 1135, a volere la costruzione di un imponente edificio sacro per accogliere

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degnamente le spoglie di S. Sisto I, Papa e Martire, da lui portate in Alife e, da allora, santo protettore della Città. La facciata della Cattedrale è in stile neoclassico e si estende per una lunghezza di circa 20 m ed è alta ben 18 m. La cella campanaria ospita sette campane, di cui quella rivolta verso la facciata della Cattedrale è la più grande. La Cattedrale di Alife nel corso dei secoli ha subito numerosi rifacimenti soprattutto nel periodo compreso tra il XV e il XVIII secolo, in seguito a disastrosi terremoti e guerre che portarono molteplici devastazioni nella città. L’edificio è a croce latina con tre navate separate da quattordici pilastri cruciformi (sette per lato, compresi quelli addossati alle pareri e quelli che dividono la navata centrale dal transetto). L’interno, vasto e luminoso è caratterizzato da una suggestiva solennità spaziale, grazie alle notevoli dimensioni.

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RISTORANTE

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Foto di Roberto Gaetano

Via San Felice - Gioia Sannitica (Ce) Tel. 0823 915367- Cell. 338 1980994 www.ristorantelafortezza.net info@ristorantelafortezza.net CHIUSO IL MERCOLEDÌ

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La passione per la buona cucina e l’esperienza maturata in anni di lavoro nel campo della ristorazione, hanno creato le condizioni ideali per consentire a Donato Del Greco di realizzare il suo nuovissimo locale. Il ristorante La Fortezza è il luogo ideale per tutti i clienti che vogliono rilassarsi qualche ora e nello stesso tempo gustare una cucina di alta qualità che propone una vastissima varietà di piatti tipici a base di prodotti locali: funghi porcini, insaccati, formaggi, ortaggi di stagione e carni selezionate provenienti dagli allevamenti matesini. Tutti i piatti, preparati con questi splendidi

prodotti, sono da accompagnare con ottimi vini campani o dalle tante altre etichette presenti nella fornita “carta dei vini”. Da non perdere le specialità marinare che da sempre Donato continua con grande successo a proporre nel suo ristorante. Anche se di recente costruzione, il ristorante La Fortezza è finemente realizzato in stile antico, curando al meglio ogni piccolo dettaglio, al fine di creare un’atmosfera raffinata ed accogliente. Il ristorante La Fortezza può ospitare comodamente fino a 150 persone, rendendolo, di fatto, lo scenario perfetto per ogni tipo di occasione.

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ASSOCIAZIONE PRO LOCO ALIFANA

Un’associazione raggiunge il suo scopo

quando riesce a creare degli appuntamenti fissi, delle iniziative che si ripetono di anno in anno...

Associazione Pro Loco Alifana lato a incentivare l’uso quotidiano della bicicletta, che come tutti sanno regala tantissimi benefici fisici e psicologici, dall’altro, mira a promuovere la riscoperta delle

bellezze paesaggistiche della città e delle zone periferiche, avvicinando i partecipanti ad alcune aree a loro sconosciute. La manifestazione, a partecipazione gra-

Comune di Alife

... insomma, quando riesce a costruire una nuova tradizione che metta radici tra la popolazione locale. L’associazione Pro Loco Alifana si è mossa in questa direzione, creando negli ultimi anni due eventi di grande successo, che in tutte le edizioni ha visto sempre in crescendo il numero dei partecipanti e sopratutto dei simpatizzanti, con grande soddisfazione per gli organizzatori e per l’amministrazione comunale. La prima iniziativa è la Cicloturistica, “Passeggiata ecologica in bicicletta per le vie di Alife”. L’evento mira da un

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tuita, che quest’anno giunge alla VIII edizione, si svolge sempre la prima domenica del mese di luglio. Non è una gara e non c’è limite di età: unica condizione per i partecipanti, presen-

della serata, vari spettacoli musicali. La novità della scorsa edizione è stata la degustazione della pizza con i funghi, cotta in un grande forno a legna allestito per l’occasione nella piazza.

tarsi muniti di bicicletta. Gli organizzatori definiscono un percorso variabile di circa 10 chilometri che si articola sia nel centro che nella periferia di Alife, per terminare in una delle piazze della cittadina. All’arrivo, un rinfresco e simpatici gadget attendono i cicloturisti. La seconda iniziativa è la Festa dei Funghi, mostra micologica volta alla conoscenza e alla immancabile degustazione degli stessi, classico prodotto tipico del sottobosco matesino. La manifestazione, giunta nel 2010 alla sua quinta edizione, si svolge tra settembre e ottobre, per un periodo di quattro giorni (di solito dal giovedì alla domenica). Nella centralissima piazza XIX Ottobre, viene allestito uno stand che ospita la mostra fotografica ed un’esposizione di funghi appena raccolti sulle montagne del Matese; questo sempre con la presenza di esperti micologi che tengono vere e proprie lezioni didattiche. Inoltre, i visitatori possono anche partecipare ad escursioni programmate per la raccolta di funghi in collaborazione con l’Associazione Micologica del Matese del comune di Sant’Angelo d’Alife, partner della manifestazione. Tutte le sere, negli appositi stand gastronomici, tutti sono invitati per la degustazione di tanti piatti tipici, sempre a base di funghi. Sempre presenti, per l’accompagnamento

Associazione PRO LOCO ALIFANA Via Roma n. 105 – Alife (CE) telefono sede: 389.99.80.858 e-mail: info@prolocoalifana.it www.prolocoalifana.it

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CANTINE MATTEI

“…et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”

G. GALILEI

Cantine Mattei DAL 1965 Terra di Briganti e Cavalieri, di leggende e di magie, custodite nel verde di boschi secolari. Terra di battaglie e di lotte cruente che hanno segnato la nascita di civiltà millenarie. Terre che un giorno ospitavano la grande civiltà Sannita, con i suoi preziosi vini, elogiati anche dai grandi Plinio e Orazio in numerose loro opere letterarie.

gni, tra cui primeggiano per qualità e nobiltà, il Piedirosso, la Coda di Volpe, il Pallagrello e la Falanghina.

A Gioia Sannitica, suggestivo comune ricadente all’interno del Parco Regionale del Matese, ancora oggi, i verdeggianti filari si stagliano sulle dolci colline che sinuosamente attraversano quello che un tempo era il territorio dei Pentri, una delle 4 tribù che costituivano il popolo dei Sanniti. E’ qui che dal 1965 la famiglia Mattei coltiva una significativa varietà di viti-

Con una estensione territoriale di circa 8 ettari, l’azienda Mattei, organizza tutta la filiera produttiva che avviene all’interno di essa (coltivazione, produzione, affinamento e imbottigliamento) con metodi tradizionali, al fine di produrre un vino elegante, ricercato e genuino; Proprio come quello che bevevano gli antichi Sanniti.

L’azienda, fondata da Pasquale e Dora Mattei, viene oggi condotta dai figli che con profonda dedizione e tanta passione, cercano di trarre eccellenti vini dalle antiche vigne di famiglia.

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BANDO INCISO SU LAPIDE NEL 1775 Ferdinando IV di Borbone, per grazia di Dio re delle Due Sicilie… fa noto a tutte e qualsivoglia persone di qualunque grado e condizione sia, che da oggi… non ardiscano né presumano di passare né ripassare per dentro la masseria di moggia 27 circa vitata… sita nella città di Piedimonte nel luogo detto Monticello tanto di notte quanto di giorno con lume o senza, né a piedi né a cavallo né con carretti o some… sotto pena di ducati 50

Ecco primier già spillo Il dolce Pallagrello Che da’ suoi tralci stilla il Monticello Ecco n’empio il bicchiere, e mentre fuma e brille, e tremula e zampilla, questo di buon sapore spirito licore, a te, Idasio gentil, di questo monte, volgo la fronte. Non mi fan contento e lieto Il Clarotto, e ‘l vin di Orvieto, né il francese di Sciampagna, o il fumoso vin di Spagna… ma sol quello parmi bello, ch’offre a voglie accese e pronte il Signor di Piedimonte Nicolò Giovo, con lo pseudonimo di Eupidio Siriano, nel Brindisi di Eupidio (anno 1729) esalta il Pallagrello

della località Monticello (Piedimonte Matese)

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CANTINE MATTEI

IL PALLAGRELLO Il Pallagrello, avendo origini millenarie, è senza dubbio da considerarsi come “vitigno autoctono” delle pendici del Matese. La storia ci narra che faceva parte del menù della Corte Borbonica e che all’epoca era l’unico, vino amato da re Ferdinando IV di Borbone, che riusciva a competere con gli champagne francesi già in voga a quei tempi nelle case Reali.

La famiglia Mattei vanta una antichissima tenuta con un vigneto di solo Pallagrello, di circa 4 ettari, e non ha mai pensato di sostituire questo vitigno, anzi, con profondo orgoglio lo ha preservato dai cambiamenti, migliorandone la coltivazione ed esaltandone le qualità.

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Il locale ha le caratteristiche di un Kapuziner, dove si possono degustare birre selezionate, spirits di qualitĂ e piatti tipici

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bavaresi, dai salumi della Foresta Nera allo stinco di maiale fino a wurstel di ogni tipo; al tempo stesso la cucina propone

piatti tipici locali, il maialino nero casertano, formaggi e salumi della Valle Matesina, porcini e cinghiale.

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COMUNE DI SANT’ANGELO D’ALIFE

Le prime tracce di insediamento risalgono all’epoca del bronzo

Comune di Sant’Angelo d’Alife Recenti ricerche hanno permesso di far luce sulle origini e sulla storia del territorio di Sant’Angelo d’Alife. Le tracce iniziali di insediamento risalgono all’epoca del bronzo e, soprattutto, del ferro. Le necropoli del VII – V secolo, rinvenute nei pressi del fiume Volturno, sono già espressione di piccoli villaggi insistenti nell’area pianeggiante. Territorio dell’antica Alife sannitica, seguì le sorti della stessa alla conquista da parte dei Romani nel 326 a.C. soprattutto con la fondazione della colonia nel I secolo a. C. Con la centuriazione del territorio, di cui restano ancora oggi tracce, furono edificate numerose ville di cui restano alcuni criptoportici, ancora ben evidenti, ed opere idrauliche per l’approvvigionamento idrico delle stesse. Del periodo longobardo si conservano costruzioni, pertinenti ad un santuario rupestre,

all’interno della grotta di S. Michele, un inghiottitoio carsico posto ai piedi della collina. All’occupazione sparsa del territorio tra X e XI secolo si sostituì l’accentramento abitativo sulla collina con la fortificazione della stessa. Dal XII alla prima metà del XV secolo il

castello e l’abitato di Rabicanum, successivamente noto come Ravecanina, ebbe notevole importanza strategica per il controllo della viabilità del medio Volturno e fu più volte ristrutturato e potenziato. In epoca normanna fu l’estremo baluardo difensivo dei Quarrel

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Da Visitare

• Il Castello di Rupecanina • La Grotta di San Michele • La Cappella di Sant’Antonio Abate

Drengot, feudatari dell’Alifano, contro Ruggero II di Altavilla nelle lotte per l’annessione del territorio alla corona di Sicilia. Ai primi anni del XV secolo l’insediamento abitativo si sviluppò in aree più pianeggianti, disposto sui due versanti della collina. Con l’edificazione di edifici religiosi quali la Cappella di S. Antonio Abate, nota per un ciclo di affreschi tra i più importanti dei primi decenni del XV secolo, la chiesa di S. Maria di Porta Paradisi, dell’inizio del XVI, e quella di S. Maria della Valle si andò sviluppando l’attuale S. Angelo d’Alife. Con l’eversione feudale, nel XIX secolo, gli agglomerati urbani dei due versanti della collina diedero vita ai Comuni di Sant’Angelo d’Alife e Raviscanina. Abside della chiesa del Castello di Rupecanina

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Cappella di S.Antonio Abate

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Dove Dormire Situato alle pendici del massiccio del Matese, a 370 m. slm Sant’Angelo d’Alife si sviluppa su un vasto territorio che va dalla pianura, attraversata dal medio Volturno alla montagna di Selvapiana. In pianura sono presenti notevoli sorgenti d’acqua e terre coltivate a cereali e pascoli con attività economiche prevalentemente zootecniche quali gli allevamenti bovini e bufalini. Tra le attività artigianali la lavorazione di ceramiche artistiche e del ferro sono quelle che ancora si segnalano per la loro originalità. L’area collinare è interessata da estesi oliveti che fanno di Sant’Angelo una “Città dell’Olio” con col-

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tivazioni di olive pregiate quali la Caiatina e la Frantoiana. Nell’area montana, inoltre, la vegetazione è data, a bassa quota, da latifoglie decidue, quercete e qualche castagneto e, intorno ai 1000 m., da faggete. Le sorgenti e un vasto patrimonio boschivo di grande pregio favoriscono la presenza di tartufi, di funghi e frutti di bosco. Tra i funghi quelli più ricercati nell’annuale Manifestazione Micologica, che si svolge a settembre, sono i porcini, gli ovoli e i galletti. In fase di sviluppo è l’attività ricettiva con l’apertura di numerosi Bed & Breakfast, con proposte ai visitatori

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della gastronomia locale, del paesaggio incontaminato dell’area montana e della specificità di alcuni siti archeologici messi in luce da recenti scavi. Tra le manifestazioni si segnalano, oltre a quelle in onore di S. Michele, quelle musicali e sportive che si tengono nel mese di agosto per la festa di S. Bartolomeo e le sfide tra contrade in costumi medievali. Per i turisti è d’obbligo la visita di almeno quattro emergenze eccezionali dal punto di vista archeologico ed artistico: il criptoportico romano, la grotta di S. Michele, il castello di Rupecanina ed la Cappella di S. Antonio Abate. Per gli appassionati di escursioni, inoltre, si può salire a Selvapiana seguendo l’antico sentiero “Rena Bianca”, attraversando aree incontaminate caratterizzate da flora e fauna unica per la presenza di volpi, scoiattoli, tassi, cinghiali tra quercete e ginepri.

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COUNTRY HOUSE IL RUSCELLO

Quattro sale da impiegare per le occasioni più belle, che garantiscono tutta la privacy desiderata

Country House Il Ruscello

Nel verde entroterra Campano, in un’oasi naturale di tranquillità ricadente nel Parco Regionale del Matese, potrete ancora ritrovare quel turismo rurale che consente di rimanere a stretto contatto con la natura, scoprendo una dimensione di vita più semplice, avvolti dai colori, dai profumi e dai sapori della tradizione. Partendo da un antico casolare costruito nel 1800, completamente ristrutturato nel 2006 in stile arte povera, oggi è una Country House in continua evoluzione, a cominciare

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dall’ampliamento delle sale del ristorante e dell’area verde, per arrivare alla rivisitazione del menù, sempre più ricco e sempre più appetitoso. Quattro sale da impiegare per le occasioni più diverse, che garantiscono tutta la privacy desiderata e che confermano la calda accoglienza che ha sempre contraddistinto i conduttori della struttura. Un nuovo menù, che esalta in maniera sapiente i sapori della cucina tipica del Matese.

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Nell’area verde del parco si trova un grande gazebo che nelle calde sere d’estate diventa il posto migliore per una cena all’aperto. La classica “arietta di montagna” che accompagna le serate matesine, regala agli ospiti una piacevole sensazione di frescura.

Country House “Il Ruscello” di Alberto D’Agostino Via Salette - San Potito Sannitico (Ce) Tel. 0823 543129 - Cell. 368 7151186 www.ilruscellodagostino.com | info@ilruscellodagostino.com

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Tutti i piatti sono realizzati con prodotti del territorio che Alberto e Lucia sono ben lieti di preparare ai propri ospiti, facendo assaporare le loro specialità, come le tagliatelle ai funghi porcini, i ravioli alla boscaiola, la trippa al sugo, la gustosissima carne alla brace e tante altre particolarità gastronomiche tipiche dell’area matesina. La Country House Il Ruscello offre l’opportunità di trascorrere un soggiorno indimenticabile in una dimora esclusiva, avvolti da una calda ed intima atmosfera che splendidamente si coniuga con la quiete e la serenità del luogo. Per il pernottamento, sono disponibili diverse camere, da 2 a 4 posti letto, tutte dotate di ogni comfort, compresi TV e climatizzatore. Arrivando nella tenuta, si trova subito un ampio e riservato parcheggio e un grandissimo parco giochi; sogno di tutti i bambini che al suo interno potranno divertirsi liberamente all’area aperta. Questo e tanto altro ancora, può offrirvi la Country House Il Ruscello, con semplicità e cortesia; a completa conduzione familiare.

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PRO LOCO RAIANO

Come tutte le pro loco d’Italia, ha come

obiettivo la promozione del proprio territorio, che in questo caso è particolarmente ricco di risorse agricole e di siti di notevole interesse storico-ambientale.

Pro Loco Raiano di Ruviano L’associazione, come da Statuto, mira a rendere, più accogliente il territorio e i suoi abitanti, più bello il Paese e in particolare il Centro Storico che è per tutti orgoglio di vita in quanto al suo interno viene custodita la vera memoria storica del Paese. I tanti soci della Pro Loco, lavorano al meglio delle loro capacità, per creare il giusto senso di appartenenza alla comunità e per rappresentare all’esterno quel sano spirito di aggregazione che contraddistingue i piccoli comuni dell’entroterra campano. In alcuni periodi dell’anno, l’associazione organizza moltissime manifestazioni con lo scopo di far conoscere il comune e per far degustare a tutti i visitatori i tanti prodotti tipici del territorio e, da non trascurare, per far trascorrere delle belle giornate anche ai residenti.

PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE ED ATTIVITÀ PREVISTE PER L’ANNUALITÀ 2010 Carnevale dei Bambini, a cura della Pro Loco (16 febbraio): Grande festa di Carnevale, organizzata coinvolgendo anche tutti i paesi vicini, grazie alle scuole del territorio e tutti i genitori che hanno partecipato alle varie rappresentazioni previste dal programma della festa.

di tutti i giovani appartenenti a vari comuni dell’Alto Casertano. Gli organizzatori, propongono a tutti i turisti convenuti, una giornata all’insegna della pace che si è svolto sinteticamente col seguente programma: pranzo in piazza, giochi per i bambini e musi-

Sagra della Pizza Fritta, a cura dell’Associazione A.R.C.I. (23, 24 e 25 aprile): La pizza fritta, prodotto tipico di Ruviano viene gustato da centinaia di turisti, tra musiche e balli nella piazza nuova. Momento di grande socializzazione tra giovani provenienti dai paesi della Valle del Medio Volturno, con i quali La Pro Loco Raiano collabora costantemente. Festa della Musica, a cura dell’Associazione A.R.C.I. (1 maggio): Tradizionale incontro

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ca non stop con vari gruppi che si alternano e si esibiscono in maniera professionale. Caccia all’Olio (13 giugno): Giornata turistico-ambientale con premi composti da confezioni di olio extra vergine prodotto dagli uliveti delle colline Caiatine. Gli amanti della “caccia al tesoro” di tutta la regione Campania si spostano a Ruviano, dove accolti dalla pro loco, iniziano un percorso lungo il quale vari commissari di gara li interrogano con quiz a risposta multipla onde stabilire il vincitore che porta a casa l’ambito premio: 30 litri di olio extravergine di oliva. A tu per tu con la Natura (27 giugno): La Pro Loco con l’accordo F.I.A.S.P. Federazione Italiana Amatori Sport per Tutti, realizza per la 22^ edizione, una corsa amatoriale nei boschi di Ruviano con la partecipazione di centinaia di persone,

amanti della natura che nelle vicinanze di Ruviano è ancora incontaminata. Festa della Cultura Contadina (16, 17 e 18 luglio): la manifestazione viene realizzata dalla Pro Loco con l’accordo formale dell’UNPLI, con la collaborazione del Comune di Ruviano ed il contributo della Regione Campania - Assessorato

al Turismo. La Festa della Cultura Contadina è una manifestazione che si tiene annualmente a Ruviano dal 1997 ed ha come finalità la promozione turistica del territorio della Valle del Medio e Alto Volturno nelle sue componenti ambientali, etniche, archeologiche, architettoniche e culturali. La struttura della festa si articola in tre filoni principali: MOSTRE – CONVE-

GNI - SPETTACOLI. I turisti che affluiscono a migliaia, sono sempre più innamorati delle aree interne e preferiscono le attrazioni che crescono dal recupero del meraviglioso passato. Sagra della Anguilla, a cura dell’Associazione Culturale “I Capi Verdi” (dal 28 luglio al 3 agosto).

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PRO LOCO RAIANO

La Festa dei Cornuti a cura della Associazione Cornuti Ruvianesi (11 Novembre) nella ricorrenza di San Martino che è il Santo Protettore dei Cornuti. Sin dagli anni ’50 un gruppo di amici buontemponi del paese si scambiava gli auguri in questa ricorrenza in quanto San Martino è considerato da sempre il Patrono di tutti i mariti traditi dalle proprie mogli, nella tradizione locale e soprattutto ruvianese. Dallo scambio di auguri si passò agli sfottò reciproci e divertenti, fino a quando si decise di festeggiare l’evento con una grossa cena accompagnata da vino in abbondanza. Ma il vero salto di qualità si ebbe quando, a metà degli anni ’70 si decise di rompere gli indugi ed uscire allo scoperto: fu così costituita una vera e propria associazione (A.C.R. appunto) i cui componenti, regolarmente tesserati, elessero tra di loro il Presidente che, per meriti personali, avrebbe dovuto rappresentare tutta la categoria e cominciarono ad organizzare una manifestazione in grande stile. La festa si articola nei seguenti punti:

Raduno dei soci, Processione, Riti tipici, Spettacoli folkloristici, Degustazione piatti e prodotti tipici locali. Il Raduno dei Soci avviene presso la Sede ufficiale (Tana dei Cornuti) in Piazza Roma dalle 17:00 alle 18:00. A questo punto inizia la vestizione dei Soci e delle varie “Personalità” dell’Associazione quali il Presidente, il Prete, il Chierichetto, San Martino. I Soci si dividono in: Nuovi adepti, Soci ordinari (meno di dieci anni di militanza) Soci Esperti (da dieci a venti anni di militanza) Vecchi Saggi (con oltre vent’anni di esperienza). La Processione parte dalla Tana con in testa le Personalità, il gonfalone dell’Associazione, la banda musicale e la varie categorie di appartenenza che si distinguono dalle diverse colorazioni dei sai, e si snoda per le viuzze ed i vicoli del centro storico, con varie soste durante le quali vengono offerti brindisi augurali, tra le quali spicca il rinfresco e la benedizione da parte del vero parroco di Ruviano. La processione è seguita dalla popolazio-

ne e dalla grande massa di turisti e curiosi provenienti non solo dai paesi limitrofi, ma anche da varie regioni italiane; si sono riscontrate finanche presenze di stranieri. Durante la processione regna un’atmosfera di allegra goliardia e sano divertimento, gli scherzi e gli sfottò sono la normale prassi e si canta tutti a gran voce l’Inno ufficiale dell’A.C.R., il cui testo e la musica sono frutto della fantasia e della creatività di due artisti locali. La processione termina in Piazza Nuova, dove prendono il via una serie di Riti tipici. L’incendio di un grande fantoccio “cornuto” imbottito di fuochi pirotecnici sulle note dell’immancabile inno. L’iniziazione dei nuovi adepti con giuramento davanti alle Personalità e alle ”Sacre Corna” e… rituale penitenza. Premi e riconoscimenti ai Soci che accedono a maggiore categoria. Il resto della serata è allietato da esibizioni in piazza di Gruppi folkloristici locali e degustazioni di prodotti dell’arte culinaria e dei vinificatori del Medio Volturno.

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PRO LOCO RAIANO

GRUPPO FOLK “ARIA NOVA” Il gruppo folk “ARIA NOVA” è nato a Ruviano nel 1999 ed ha come obiettivo la ricerca e lo studio delle tradizioni, usi e costumi del Medio Volturno. E’ stato battezzato col nome “Aria Nova” per ricordare una località di Ruviano detta Serole dove esiste ancora oggi un’aia ad uso comunitario, costruita nel 1829, dal nome “Aria Nova”. Animato da uno spirito che ha come base il divertimento, il Gruppo mette in pratica le ricerche effettuate, associandole alla creatività della danza spettacolo. Dai ricordi dei nostri nonni si è risalito ai canti popolari di un tempo ed ai rudimentali strumenti come il putipu’, tricch ballacch, scetavaiasse, tamburello, nacchere chiamate comunemente castagnette. Nei balli,

come ad esempio il “laccio d’amore”, la “tarantella”, la “quadriglia” ecc., l’organetto da’ forza alla musica insieme al ritmo effettuato dagli altri strumenti menzionati. I componenti, quasi tutti giovani, sono ballerini che sotto la guida del loro presidente Francesca Fasone continuano nel tempo il messaggio ideato 10 anni fa. Attualmente si registra la presenza nel gruppo ancora di alcuni soci fondatori: Filippo Coppola vice presidente; Luisa Di Matteo insegnante di ballo; Monica Santabarbara insegnante di ballo; Marino Di Meo organettista; inoltre Francesca Fasone sempre attenta e assidua presidente ha creato e scenografato i balli che vengono presentati nelle manifestazioni. I PERCORSI NEL VERDE Nelle vicinanze di Ruviano, abbiamo la fortuna di trovare una fitta vegetazione boschiva composta da molte varietà di alberi. All’interno di questi boschi, ci sono alcuni sentieri che invitano a effettuare lunghe e rilassanti passeggiate. Naturalmente si possono scegliere dei percorsi più lungi per effettuare una vera e propria escursione di trekking. Altre forme di “passatempo”: Pesca lungo le rive del fiume Volturno Pic-nic al “convento” di Alvignanello Degustazione di favolosi prodotti tipici Escursioni in mountain bike Passeggiate a cavallo I monumenti Chiesa di San Leone Magno, la cui facciata presenta ai lati due colonne risalenti all’epoca romana. Torre dell’Orologio Chiesa di Sant’Andrea Apostolo - Frazione Alvignanello L’Eremo di Santa Maria degli Angeli - Frazione Alvignanello Chiesa di San Domenico Loc. San Domenico

PRO LOCO RAIANO Via Nazionale, 83 - Ruviano (CE) Tel. 0823 860294 – 0823 860641 Cell. 347 4545661 info@prolocoraiano.net www.prolocoraiano.net

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SCI CLUB FONDO MATESE

Nasce nel 1998 con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e alla diffusione delle attività sportive

Sci Club Fondo Matese Lo Sci Club Fondo Matese nasce nel 1998 ed ha per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive agonistiche e promozionali intese come mezzo di formazione psico-fisica, morale e civica dei soci e di quanti condividono le attività proposte. L’Associazione rivolge, inoltre, particolare attenzione ed agevolazioni ai diversamente abili, alle persone in precarie situazioni socio-economiche ed agli alunni delle scuole primarie e secondarie che si avvicinano agli sport di montagna o che praticano attività sportiva scolastica di fondo. Palestra naturale per le attività sportive, è il Massiccio del Matese che offre incantevoli scenari per la pratica di tutti quegli sport assolutamente eco-compatibili ed ecosostenibili. Lo sci di fondo, ad esempio, è aperto a chiunque voglia provare sensazioni di libertà, spensieratezza, assuefazione fisica e tranquillità mentale; è uno sport che avvicina e allo stesso tempo fortifica il contatto con la natura, in quanto ci si im-

merge totalmente in essa. Le lunghe passeggiate tra le faggete cariche di quel candore che solo la neve può trasmettere, il silenzio interrotto solo dal cinguettio degli abitanti che sfidano le taglienti temperature, il rumore della neve che viene pressata dall’unico mezzo che permette di rimanere

a ”galla”: queste ed altre le emozioni dello sci di fondo. Il Matese d’inverno è anche ciaspolate: ebbene si, le ciaspole, meglio conosciute come racchette da neve, consentono agli amanti del trekking, di proseguire le loro escursioni anche nel periodo invernale. Le nostre montagne ospitano

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decine e decine di splendidi sentieri, che durante il periodo invernale assumono uno scenario sensibilmente diverso sia nella loro composizione vegetale che paesaggistica. Non è necessaria una preparazione atletica agonistica, basta avere un po’ di fiato e un pizzico di volontà. A primavera invece, con lo scioglimento delle nevi, inizia l’attività estiva: le piacevoli escursioni mostrano alcuni dei luoghi più incantevoli del matese come i pianori carsici Campo Braca e il Pianellone, i fantastici laghi di Matese, Letino e Gallo Matese, colmi per l’acqua recepita dallo scioglimento delle nevi.

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SCI CLUB FONDO MATESE

La nostra terra offre infinite possibilità, basta aprire gli occhi e viverle a pieno. Oltre al trekking, lo sci club propone un nuovo modo di vivere la montagna, provando la nuova disciplina sportiva che è il nordic walking: un’ attività dolce che tonifica la muscolatura, che è attenta a salvaguardare la corretta postura del nostro corpo, che non affatica le articolazioni e che può essere praticata da chiunque e a qualunque età.

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ATTIVITÀ INVERNALI

ATTIVITÀ SPORTIVA

Sci di fondo Sci escursionismo Escursioni con ciaspole Attività didattica: Corso Ambiente fino in Fondo riservato agli alunni della IV e V elementare, 1° e 2° grado – lezioni individuali e collettive di sci di fondo.

Agonistica Partecipazione alle gare della Federazione Italiana Sport Invernali – Giochi Sportivi Studenteschi. Promozionale Coppa Città di Piedimonte Matese - Trofeo Comunità Montana del Matese

ATTIVITÀ ESTIVE Progetto MontabilmenteMare riservato a persone con disabilità, in collaborazione con Ambito C6 Piedimonte Matese, Ambito C7 Caserta, Ambito C9 Mondragone

Escursionismo Trekking Nordic Walking Orienteering Pattinaggio Ski-roll Mountain Bike

PROGETTO MONTABILMENTEMARE

www.sciclubfondomatese.it - fondomatese@virgilio.it Via Pigna, 32 - Piedimonte Matese tel. e fax 0823 911344 cell. 333 6090588 - 368 7398441 GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2010 |

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Parco di Turismo Rurale - Cucina Tipica Una vacanza nel Parco di Turismo Rurale Capo Le Mandre significa incontrare l’infinito patrimonio paesaggistico, storico ed artistico del Parco Regionale del Matese, dove, in una suggestiva cornice montana, e grazie a un clima particolarmente accogliente, vengono perfettamente coniugati la ricerca della natura e delle antiche tradizioni insieme al comfort in po’ “rustico” della stupenda struttura ricettiva.

Il ristorante situato all’interno del Parco, consente la degustazione di specialità gastronomiche tipiche, frutto di uno studio approfondito delle antiche usanze delle popolazioni locali. Preparati dalle sapienti mani di cuoche del posto, che utilizzano solo materie prime del territorio, potranno essere riscoperti antichi piatti contadini quali: “U frattac”, “L Frecul”, ”A past e fasuor”, “E’ sogn cotn e suchicchia”.

Il Parco di Turismo Rurale Capo Le Mandre, garantisce una vacanza nel verde con il massimo della soddisfazione e del comfort, e a breve, ci sarà anche la possibilità di rilassarsi in piscina e di praticare diverse attività sportive: Escursioni di trekking o in mountain bike, nei tanti sentieri che circondano il comune di Gallo Matese e il canottaggio, nelle limpide e sempre piatte acque dell’omonimo ell’omonimo lago.

GALLO MATESE Località Capo le Mandre Telefono 0823 286643 Cell. 327 8588279 - 393 5409268 www.capolemandre.it

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Benvenuto Turista!!! Ricorda che sei tanto più gradito quanto più contribuisci a mantenere il Matese Pulito. “Matese Pulito” è un comitato costituito da giovani volontari residenti nei comuni matesini che dopo le trascuratezze degli ultimi anni, hanno deciso di iniziare a ripulire il proprio territorio, cercando di ridare la giusta dignità ad una delle zone montuose più belle d’Italia. Il comitato invita tutti i vacanzieri a non abbandonare i propri rifiuti nei prati o nei boschi, ma di lasciarli negli appositi contenitori. Meglio ancora sarebbe portare i rifiuti a casa propria, così da non gravare sui costi di smaltimento dei piccoli comuni matesini. “Se ti ha fatto piacere trovare un prato pulito, non lasciarlo pieno di rifiuti, così, chi verrà dopo di te, potrà a sua volta esserne contento”.

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posti indescrivibili?

certo! sei sul Matese

scarica la versione digitale della guida su

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Nei primi anni ’80, nell’incontaminato territorio del SannioBeneventano, particolarmente votato alla coltivazione della vite, Franco Durante decide di fondare la sua azienda agricola che godendo di 10 ettari di terreno, ne destina 6 a vigneto e i 4 restanti ad uliveto. Il vigneto, tradizionalmente coltivato a “spalliera”, comprende le uve rosse : Aglianico, Sangiovese e Barbera del Sannio e le uve bianche: Falangina, Trebbiano Toscano e Malvasia di Candia. Tutte le coltivazioni vengono effettuate nell’assoluto rispetto della natura, senza artifizi o forzature, tanto da ottenere a discapito della quantità, meno prodotto ma di grande qualità. Nella nuova e modernissima cantina, migliorata nell’anno 2000, si effettua una vinificazione con metodi tradizionali, con uve esclusivamente di produzione propria che viene raccolta ancora manualmente per permettere una più attenta selezione dei grappoli. Il risultato di queste attenzioni portano ad ottenere dei vini di elevata qualità che si abbinano perfettamente ai piatti della tradizione culinaria campana.

L’AGLIANICO

Colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo intenso e caratterizzato da note di frutti rossi, d giustamente tannico g al gusto. 12.5 % a vvol. – da gustare a 16/18° di temperatura.

LA FALANGHINA

Colore giallo paglierino intenso, al naso presenta complessi aromi di frutta a polpa bianca, con evidenti sfumature floreali. Equilibrato e di buon corpo al gusto, eccellente per la sua freschezza inconfondibile. 12.5 % vol. – da gustare a 8/10° di temperatura

Via Dodici Angeli, 36 - CERRETO SANNITA (Bn) Tel. e fax 0824.861468 - Cell. 333.7014022

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Azienda Agricola

Durante

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SANTUARIO FRANCESCANO DI SANTA MARIA OCCORREVOLE

Molte attrazioni portano a Piedimonte Matese

una meta in particolare attira turismo religioso, storico, sportivo

SANTUARIO FRANCESCANO

di

Santa Maria Occorrevole

La costruzione originale della Chiesa, di tardo stile gotico, risale al XV secolo; gli affreschi dell’Abside, ben conservati, opera di Ferrante Maglione, sono fra i più belli del ‘400 in Campania, e il giglio angioino, riprodotto sulla tunica della vergine, da la data cronologica del dipinto:

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dominazione angioina. L’affresco con al centro la Madonna orante con le braccia aperte in segno di accoglienza, ispira il visitatore tanto spiritualmente che egli da turista diventa pellegrino. Il Santuario Francescano di Santa Maria Occorrevole, comunemente conosciuto come

“Il Convento di San Pasquale”, la cui grande torre campanaria è visibile da molti chilometri, anche dal lato opposto della valle del Volturno, fu costruito a seguito di un evento miracoloso accaduto nel 1436, ed è certamente uno dei luoghi religiosi più suggestivi del Matese.

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La Torre campanaria fu costruita una prima volta nel 1643 dalla Confraternita di Santa Maria Occorrevole nello spazio antistante la Chiesa, ma il campanile fu colpito da numerosi fulmini. Quindi decisero di ricostruirlo a distanza dal convento, per evitare gli inconvenienti dei fulmini che frequentemente si abbattevano sull’intero complesso monastico. Così il grande campanile fu visibile da tutti i punti della Valle del Medio Volturno, ai quali sarebbe dovuto arrivare il potente suono dei sacri bronzi, ottenuti dalla rifusione delle due campane del vecchio campanile distrutto dai fulmini. All’inizio del XX secolo fu posta davanti al campanile una croce di ferro. Avvicinandosi al convento sembra di entrare in un’oasi di pace, di silenzi e serenità, che offre al visitatore l’emozione di una atmosfera ricca di misticismo.

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Da ammirare l’abside della chiesa con affreschi di otto figure sacre al centro delle quali si trova l’immagine di Santa Maria Occorrevole. Lasciato il convento si giunge attraverso un lungo viale alberato, al sentiero che porta all’Eremo della Solitudine, costruito insieme al convento nel 1678 dai frati alcantarini. L’Eremo è costituito da una piccola chiesa e da un conventino, attorno al quale vi sono sette cappelle, sparse nel bosco, tutte facilmente raggiungibili attraverso sentieri.

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Partendo dal centro di Piedimonte Matese, esattamente da piazza San Sebastiano, il Santuario Francescano si può raggiungere anche a piedi attraverso il vecchio sentiero dei frati. Molti appassionati di trekking amano fare questa piccola escursione di circa 2 chilometri con un dislivello di circa 350 metri. Man mano che si sale lungo il sentiero, si inizia ad ammirare un panorama che diventa sempre piÚ bello. Dopo i primi metri si comincia a vedere il comune di Piedimonte, poi si vede tutta la valle del Volturno e giunti al santuario, si può godere di un panorama veramente particolare in quanto da quell’altezza si domina interamente la valle del medio Volturno. E a pochi metri, separati solo dalla valle del Torano, quasi si tocca, il comune di Castello del Matese.

Piedimonte Matese

Piedimonte Matese

Castello del Matese

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ARCIERI DEL MATESE

ASSOCIAZIONE

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Arcieri del Matese

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Accumunati dalla stessa passione, alcuni amici, hanno dato vita all’associazione Arcieri del Matese, che come finalità ha lo sviluppo e la diffusione di questo nobile sport, nelle sue diverse componenti: agonistiche, amatoriali, didattiche. L’associazione organizza nel campo da tiro di via Pesca, presso l’agriturismo Ventriglia, corsi di tiro con l’arco per ragazzi e per adulti. Lo scopo di questi corsi è quello di far apprendere la giusta tecnica per poi partecipare alle tante gare organizzate dalla Federazione Italiana Tiro Con Arco “FITARCO” alla quale l’associazione Arcieri del Matese è regolarmente affiliata.

INFO www.arcieridelmatese.it arcieridelmatese@libero.it Rodolfo Gambella cell. 338 4860211

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Ricavata dall’attento recupero di una vecchia masseria, è una costruzione di campagna al tempo stesso rustica ed elegante

Chi vuole godere della vita oggi non corre, rallenta. Deve ritornare a quando il tempo era scandito dai ritmi del sole con le meridiane. Vivere con lentezza capaci di godere delle piccole cose.Ammirare la natura con le trasformazioni delle stagioni. Gustare del buon cibo genuino per riscoprire sapori ed odori dimenticati.

Dare la giusta importanza al cibo, imparando a godere delle diversità delle ricette e dei sapori, riconoscendone la varietà ed i luoghi di produzione. Rispettare i ritmi della natura e del convivio. Far rinascere in noi il desiderio di stare in compagnia di amici in allegria. Circondarsi di cose belle, ascoltare buona musica, ammirare l’arte

e fare letture interessanti che ci facciano sognare. Da questi pensieri è venuta la scelta di creare un luogo, la MERIDIANA appunto, che inviti alla lentezza e alla gioia di vivere. Un luogo che ci allontani dallo stress, immerso nel verde dove poter gustare ottimo cibo e bere del buon vino della nostra terra.

Country House La Meridiana Ricavata dall’attento recupero di una vecchia masseria, è una costruzione di campagna al tempo stesso rustica ed elegante. L’intervento, di gusto contemporaneo, è stato effettuato nel rispetto della tradizione e utilizzando i materiali tipici del luogo. Gli arredi sono curati e hanno una particolare funzionalità che ben si presta ad un luogo di vacanza. Si dispone, inoltre, di quattro camere dotate dei più moderni comfort: Aria climatizzata, Personal computer, Connessione internet, Televisore e Servizi. Gli spazi sono ampi, luminosi e con vista panoramica. E’ il luogo ideale dove trascorrere momenti di assoluto relax a contatto con la natura e gustare prodotti tipici. La cucina è un omaggio alla ricchezza e alle varietà stagionali. La MERIDIANA è immersa nel verde e si estende su una superficie di due ettari con alberi di olivi e da frutta ed un giardino che si armonizza con il paesaggio e che offre scenari ideali per feste ed eventi, vi è un parco giochi attrezzato per i bambini, un ampio e sicuro parcheggio, un maneggio con pensione per cavalli, e presto una piscina.

SAN POTITO SANNITICO (CE) Via Starze, 4 www.meridianadelmatese.com | meridianadelmatese@alice.it Tel. 0823 785842 Cell. 349 6759646

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attimi indimenticabili?

sicuro! sei sul Matese

scarica la versione digitale della guida su

www.montidelmatese.com

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Attualmente comprende circa venti Comuni, di cui, quindici della Provincia di Caserta e cinque della Provincia di Benevento. Ricco di bellezze naturali e di tradizioni, il Parco Regionale del Matese rappresenta una delle mete campane preferite dai turisti di tutta Italia. La creazione del Parco, ente di diritto pubblico istituito con legge della Regione Campania, ha dato la possibilità a questo magnifico territorio di beneficiare di importanti finanziamenti dell’Unione Europea. Grazie a questi finanziamenti, sono stati realizzati numerosi progetti inerenti alla

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produzione di documenti informativi che riguardano i percorsi naturalistici, le erbe officinali, le bellezze storiche e architettoniche e le tipicità del territorio. Lavori di alta qualità e di grande successo, come anche i programmi di attività dei Centri di Educazione Ambientale.

Inoltre, sono state realizzate iniziative di qualificazione, come ad esempio il riconoscimento della certificazione di gruppo della gestione forestale secondo lo schema del Forest Stewardship Council (FSC) ottenuta nell’ambito del progetto “Prodotti di pregio e sviluppo dei sistemi

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locali – Intervento sui temi dell’olivicoltura e gestione forestale”, e la realizzazione di un “Piano di Interpretazione del Parco”, tra i primi in Italia. Il Parco è stato oggetto di interventi per la realizzazione di infrastrutture per la fruizione del territorio, come: Infopoint, Centri di Educazione e Didattica Ambientale, Laboratori della Memoria, Centri studio per il carsismo, per le Erbe Officinali e per la Biodiversità. Buona parte di queste strutture andranno in funzione a regime in breve tempo. Il lavoro più importante sarà quello di far passare l’idea della “cittadinanza del Parco” tra le popolazioni residenti, le quali hanno sempre visto l’Istituzione del Parco più come un elemento di privazioni e divieti e non di sviluppo e tutela. Bisogna precisare che il Matese è adatto ad un turismo di qualità, un turismo sostenibile, legato alle tematiche ambientali, al patrimonio della biodiversità. Negli ultimi anni si nota una presenza maggiore di eco-turismo, e, contemporaneamente una diminuzione del trend del turismo occasionale e consumistico. Si registra anche una crescita dell’offerta di buona ricettività extra-alberghiera, anche grazie ai fondi del Por Campania 2000/2006, con i quali è stata ammodernata l’edilizia privata realizzando ottime strutture ricettive con costi accessibili, così come si è valorizzata la gastronomia locale, con strutture che offrono piatti tipici locali di alta qualità.

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Le acque del Matese producono alcune delle principali acque minerali d’Italia (Acqua Lete, Acqua Prata, Acqua Castellina…). Inoltre sempre il Matese è il baci-

no idrico da cui si rifornisce l’acquedotto campano; pensate che la nostra acqua giunge fino a Napoli ed all’isola di Ischia. La natura carsica delle nostre montagne, produce una ulteriore ricchezza, molto nota agli speleologi. Il massiccio è ricco di grotte, forre e abissi, alcuni dei quali scendono oltre mille metri sotto la superficie, e sono tra i più profondi in Europa. L’aria del Matese Le caratteristiche orografiche del massiccio del Matese e la particolare posizione

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geografica dell’Appennino centro meridionale, hanno permesso lo svolgimento di un evento sportivo di risonanza mondiale: la World CUP di Parapendio, dal 3 al 10 luglio 2010. Unico appuntamento in Italia, delle otto competizioni che porteranno alla finale mondiale prevista per la fine di settembre in Turchia. La terra del Matese Le strategie che abbiamo intenzione di mettere in campo, per il prossimo futuro, sono quelle utili per costruire un “Sistema Matese”. Oggi siamo tutti in campo, Comuni, Comunità Montane, Provincie, Associazioni (che a vario titolo animano il territorio), il mondo dell’impresa e infine il mondo della cultura e della scuola; tutti insieme per attivare una strategia comune per realizzare il “SISTEMA MATESE”. Il Parco Regionale del Matese, nell’assolvere ai compiti istitutivi, deve attivare nuove possibilità per una maggiore condivisione delle capacità di interpretare una idea innovativa dello sviluppo, partendo dalla salvaguardia e dalla tutela del territorio. In quest’ottica, è naturale che siamo orientati verso scelte che premiano la qualità, l’eccellenza, le best practices. L’Ente, dovrà assolvere anche al ruolo di guida e di incentivazione, nel manifestare le potenzialità di cui il territorio ha come patrimonio, dovrà avere la capacità di essere capofila, punto di riferimento e di coordinamento, per tutti gli attori operanti. Le popolazioni residenti sono ancora ancorate a costumi e tradizioni che in altri posti non si ricorda la memoria.

La conservazione e il rinnovo costante degli usi e dei costumi di questa gente è la caratteristica di uno stile di vita improntato sul rispetto del prossimo e sui valori che provengono da antiche tradizioni. Se il turista vuole vivere l’esperienza dell’essere salutato in modo rispettoso, senza avere una conoscenza diretta delle persone, deve percorrere le strade del Matese, qui troverà gente accorta, rispettosa delle regole e pronta a rivol-

gere la propria attenzione a chiunque si incontri. Ovviamente chi intende vivere in uno stile di vita con queste caratteristiche, deve adeguarsi a questa cultura, la cultura del rispetto delle regole, del prossimo e di tutto quello che lo circonda, cioè il nostro unico e assoluto patrimonio: Il Matese. Giuseppe Falco Presidente del Parco Regionale del Matese

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LA FATTORIA DI BACCO

La Fattoria di Bacco La Fattoria di Bacco è una casa di campagna che ha a disposizione 4 camere da letto, un accogliente soggiorno con un grande camino ed un ampio salone per il pranzo. Viene preferita da gruppi di amici che amano trascorrere delle giornate in campagna in assoluta tranquillità ed autonomia, godendo di

quell’intimità che il piccolo casolare sa trasmettere. Alla Fattoria di Bacco si trova un piccolo allevamento di cinghiali ed una stalla con alcuni cavalli che all’occorrenza, chi ne è capace, potrà cavalcare. Inoltre, grazie alla splendida campagna circostante, si possono fare delle piacevoli e rilassanti passeggiate in bicicletta.

Tel. 0823 910669 - Cell. 349 6759646 Via Stracciagalli, 2 - SAN POTITO SANNITICO

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ITINERARIO DEI PIANORI

La condizione ideale per chi ha la passione del trekking e ama trascorrere giornate all’aria aperta.

Itinerario dei Pianori Nel vastissimo territorio matesino sono presenti un numero imprecisato di sentieri che come in una fitta ragnatela, collegano

tra di loro le tantissime località montane: paesi, valli, boschi, pianori, fontane, rifugi e masserie; Questa è la condizione ideale

per chi ha la passione del trekking e ama trascorrere giornate all’aria aperta in assoluta armonia con la natura.

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L’itinerario dei Pianori di alta quota, è un percorso ad anello lungo 9.180 metri,

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facilmente percorribile da tutti, in quanto non presenta alcuna difficoltĂ particola-

re, e si percorre senza nessuno sforzo in circa 3 ore di cammino (soste escluse).

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Valle Marianella

Le Tre Sogliette

Vallatari Pianellone

Valle Santa Maria

La partenza avviene da loc. Valle Santa Maria (1.380 m slm) che si trova sulla strada provinciale che porta da Sella del Perrone a Campitello Matese. Il primo pianoro che si incontra si chiama Le Tre Sogliette, poi di seguito Valle Marianella e

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Vallatari; Attraversata la strada asfaltata, si prosegue alla volta della Costa di Cirio, punto panoramico sul lago del Matese, adatto per la meritata sosta rifocillante. Dopo aver ripreso il cammino, si raggiunge il Pianellone che si percorre intera-

mente in compagnia dei tanti cavalli che lÏ vivono allo stato brado; Ultima tappa è il rifugio vecchio di Pozzacchio. Dopo solo 650 metri l’escursione si conclude raggiungendo nuovamente Valle Santa Maria.

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PARCO REGIONALE DEL MATESE

C’è stato un tempo, ormai lontano, in cui l’uomo

considerava la natura selvaggia come la sua casa. Un momento, un periodo in cui gli alberi erano le nostre scale...

Avventura nel Parco del Matese “... ed i rami e le foglie le nostre pareti. Tempi in cui le rocce erano appigli e le giornate passavano cercando cibo ed acqua. Sfamare le proprie famiglie senza distruggere ciò che si pensava avessimo di più sacro: la natura. Così importante era la natura che per ogni albero, pianta, animale c’era una storia, una splendida leggenda che raccontava la sua nascita ed il perché della sua forma, racconti così intensi da rendere qualsiasi nostra storia nulla più che un pettegolezzo. Tutto questo, la ricerca di quel tempo, la voglia di provare solo per un attimo ad immaginare i nostri antenati che avevano fatto dei boschi le proprie case, la voglia di abbandonare per un momento tutto quello di cui non abbiamo bisogno, questo mi ha portato fino quassù, sui monti del Matese”. Diario di viaggio di Angelo Calianno, 6 settembre 2009

Non ero nuovo a esperienze di immersione profonda nella natura. Avevo attraversato parte della Jungla Guineana e i canyon ai confini tra la Bolivia e l’Argentina. Avevo respirato la sabbia del deserto del Sahara da tre punti diversi ed osservato gli animali nascondersi tra le steppe del deserto del Kalahari in Botswana. Quanti chilometri, quanto bisogna viaggiare per trovare quello che una volta era ovunque? La pace, la natura, la voglia di risentire la nostra provenienza… Quando abbiamo dimenticato tutto questo? Avevo sentito nominare il parco del Matese per caso, in un documentario, al ritorno da un viaggio in Medio Oriente. Le immagini del lago circondato dai picchi di montagna, il panorama dei boschi, mi spinsero a fare una ricerca approfondita su internet di quei luoghi, così vicini a me eppure non ancora attraversati. Ma, come per molti luoghi da me visitati,

non mi bastava attraversarli. Dovevo viverli, respirarli, conoscerli e, cosa più importante, volevo che loro conoscessero me. Perché, a differenza di quanto crediamo, spesso sono i luoghi che vengono a cercare noi. L’idea di accamparmi con tenda e provviste per qualche settimana tra quelle montagne non è certo quella di un comune escursionista. Dopo un contatto e-mail con Sisto Bucci della Guida Turistica del Matese ed i suoi preziosi suggerimenti, il viaggio, almeno idealmente, prese forma. Il mio pensiero era diventato un’ossessione: dovevo arrivare lassù, godere della splendida compagnia della natura e sentire l’odore ormai dimenticato della terra non calpestata. Dopo qualche settimana di preparazione fisica arrivai a Piedimonte Matese, dove incontrai Sisto per ricevere una mappa del parco e molti altri utili consigli. “Nel dubbio, continua a salire” mi disse, e

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di certo è la cosa che feci più di tutte. Attraversando le vecchie mulattiere mi misi in cammino; un cammino faticoso, appesantito dalle provviste di cibo per tre settimane. Attraversai a piedi gli splendidi borghi di Castello del Matese e San Gregorio Matese; durante i minuti di riposo scambiai due chiacchiere con i passanti incuriositi da quel ragazzo con un grosso zaino. A San Gregorio Matese, in un bosco appena fuori dal paese, piazzai esausto la tenda giusto in tempo per il tramonto. La tentazione di fermarmi prima era stata forte, ma la voglia di arrivare il più presto possibile in mezzo alla natura mi aveva spinto in quella salita durata un giorno intero. La mattina successiva ripartii, su per le vecchie mulattiere. Salivo, salivo apprezzando l’ingegno di chi cento anni prima le aveva così sapientemente sistemate per far passare le proprie greggi…, ingegno di cui gli uomini di oggi hanno deciso di fare a meno. Trovai la mia base a 1200 metri vicino al vico di monte Raspalo, mi nascosi e mi sistemai in uno splendido bosco di faggi. Quelle foglie e quegli enormi alberi sarebbero stati la mia casa per le seguenti tre settimane: da lì ogni giorno sarebbe partita la mia esplorazione. In Italia ormai sono davvero pochi i boschi di faggi; in antichità la nostra penisola ne era disseminata. Tante sono le leggende su quello che dai greci veniva chiamato l’“Albero di Giove”; nella Lorena si pensava che il faggio non potesse mai essere colpito da un fulmine; nella Roma antica il faggio era l’albero che più si avvicinava al cielo. Alfredo Cattabiani scrisse: “Inoltrarsi in una foresta di faggi è come penetrare in una gigantesca moschea dai tronchi simili

a colonne”. Quelle faggete furono il miglior posto che potessi trovare. Una domanda della gente mi ha sempre colpito: “Come facevi di notte?”, “Non avevi paura?”. Paura. Quando abbiamo cominciato ad avere paura della natura?

Forse quando abbiamo cominciato a distruggerla; forse la nostra paura è un antico senso di colpa per quello che le stiamo facendo. Poco più di cinquant’anni fa i nostri nonni dormivano all’aperto con i loro pascoli durante la transumanza, solo qualche secolo fa intere comunità vivevano tra i boschi e le montagne italiane, considerando protezione e riparo quello che oggi la gente chiama paura. La paura vera la provano gli animali, animali come lupi ed orsi, ormai quasi scomparsi da queste vette per la mancanza di cibo causata da spazi di caccia sempre più ristretti. C’è un istante sempre uguale quando si è immersi nella natura, un momento che richiama ogni viaggiatore che decide di abbracciare questa scelta. C’è un istante in cui, mentre si monta la tenda, mentre si picchetta con il martelletto poco prima del tramonto, si ascolta il suono del vento tra gli alberi, si sentono alcuni rami cadere e gli uccelli volare al

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PARCO REGIONALE DEL MATESE

riparo per la notte. In quel momento poco prima che il sole cali, quei suoni che farebbero venire i brividi ai comuni cittadini, terrorizzati all’idea di passare una notte in un bosco lontano chilometri da qualsiasi città, quegli stessi suoni diventano familiari e ci si accorge di aver finalmente ritrovato un equilibrio con l’aria aperta. E con un sorriso, salutiamo la natura che ridà il benvenuto al genere umano. Cominciai ad esplorare in lungo e in largo i monti del Matese, seguendo i sentieri tracciati e quelli di cui rimangono solo i ciottoli lungo le discese. Fotografavo, scrivevo, mi sedevo ad ascoltare il suono degli animali: ascoltavo il richiamo del Nibbio, cercavo le orme di Tasso, le cacche di Volpe. Semplicemente condividevo quei giorni

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con gli altri abitanti silenziosi e rumorosi di quello splendido posto. Molti mi hanno chiesto come facessi a mangiare e a bere lassù. Razionando il cibo e con piccoli trucchetti (per cui devo essere grato ad alcuni miei splendidi amici), come portarsi dei legumi

da far germogliare nell’acqua, il problema cibo si risolve facilmente, e i frutti di bosco, che si trovano ovunque sul Matese, rappresentano un ottimo dessert. Per quanto riguarda l’acqua, la mia gratitudine va a chi per primo ha attraversato quei monti molti anni fa, costruendo abbeveratoi per animali e nevere che diventarono in quei giorni la mia fonte, da ringraziare ad ogni rabbocco di borraccia. La mia esplorazione si fece più intensa

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guardando lo splendido lago del Matese dall’alto. Scesi lungo il sentiero di corsa, avevo voglia di girare intorno a quel grande ovale blu, avevo bisogno di fermarmi a fotografare con i piedi immersi nel fango quella incredibile porzione di cielo trasferita sulla terra. Tornai molti giorni sulle rive del lago del Matese: sedendomi su di una pietra mi rendevo conto di quanto poco spazio abbiamo lasciato a questi splendidi luoghi, di come asfalto e cemento qui ancora per fortuna lontani, ci stiano strangolando. Alzando lo sguardo dal lago, guardando i monti opposti a quelli in cui mi ero accampato, decisi che finalmente era arrivato il momento di attraversarli, di scalare quelle

rocce carsiche e calcaree aggrappandosi agli arbusti, di vedere finalmente tutta quella meraviglia dalla cima più alta.

Arrivai in cima al Monte Miletto a 2050 metri il giorno dopo. Dopo quattro ore di cammino tra sentieri e salite scoscese, sentii il vento pungermi il viso e raffreddare la mia fatica. Seduto in cima mangiai qualcosa, godendomi la soddisfazione di quel picco. Salire le montagne. Molti sono gli uomini e gli esploratori che ogni giorno nel mondo si spingono alla conquista delle vette, tutti accomunati da un’unica grande forma di rispetto per la Montagna, che ci accoglie ed in qualsiasi momento potrebbe distruggerci. Quella notte non tornai indietro. Scendendo su un colle qualche centinaio di metri più un basso, preparai il giaciglio per la mia notte sotto le stelle. Non dormii tanto, un po’ per il freddo, ma per lo più perché non riuscivo a staccare GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2010 |

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PARCO REGIONALE DEL MATESE

lo sguardo da quello spettacolo notturno, di cui qualsiasi regista sarebbe stato invidioso. Il cielo notturno di montagna, inafferrabile per i fotografi che si cimentano con inutili tentativi di immortalarlo; quel tipo di cielo che a volte, nei caldi letti delle nostre case, rimpiangiamo sentendo un’irrefrenabile voglia di tornare là fuori, in quella che è stata la nostra vera casa. Parlando della montagna, l’alpinista George Leigh Mallory scrisse: “Che senso ha scalare una montagna? Ciò che conta è sapere di aver compiuto qualcosa. Bisogna esser convinti di poter resistere fino alla fine, sappiamo anche che non esistono sogni che non valgano la pena di essere sognati... Abbiamo sconfitto un nemico? No, abbiamo vinto noi stessi. Abbiamo conseguito qualcosa di pienamente soddisfacente... Lottare e capire - una cosa non è possibile senza l’altra; questa è la vita”. Nei giorni successivi continuai a cammi-

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Angelo e la sua tenda

nare, salire, scendere, osservare, disegnare, scrivere, sentendomi un po’ come se avessi sempre vissuto in quel posto. Non avevo deciso il giorno esatto della mia discesa. Le mie scorte di cibo si rivelarono più abbondanti del previsto; decisi di cominciare la mia discesa quando la natura cominciò a segnalarmi l’arrivo del brutto tempo: incredibile come vivendo a contatto con gli elementi, con gli animali, si impara a leggerne i segni. Smontai la tenda, guardai il viale naturale che il bosco di Faggi aveva naturalmente in mezzo ai suoi alberi e feci un inchino. Mi inchinai ringraziando quegli alberi che mi avevano protetto dal vento, dal freddo notturno, ringraziai quel tempio di legno, un posto che mi aveva accolto come nessun’altra casa o appartamento ha mai fatto.

Dal diario di viaggio: “Che ci siano ancora luoghi come questi è una benedizione, che la natura sia a poche ore di cammino dal caldo delle nostre case, è una fortuna di cui molti di noi non si rendono conto, una lezione che più volte, con uno zaino leggero e scarpe robuste, dovremmo andare ad imparare. La notte guardo le luci dei paesi che sembrano lontanissime da questi boschi, le guardo immaginandomi la vita al loro interno, i letti caldi, l’acqua corrente. Mi chiedo se i suoi abitanti si domandano mai se c’è qualcuno che ha deciso di vivere quassù per qualche tempo. La gente perde continuamente occasioni di imparare e rispettare; questo luogo ci offre una seconda possibilità ogni giorno”. Angelo Calianno parco del Matese, 12 settembre 2009

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FRANTOIO OLEARIO SANNITA OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

La Leonessa PREMIO

Stiamo parlando di un olio prodotto nel Sannio, corrispondente all’antica Magna Grecia, cioè il luogo scelto dagli antichi Greci come il punto migliore in tutto il Mediterraneo per produrre olio. A confermare la scelta degli antichi Greci, alla nostra terra è stato assegnato per la seconda volta, il famoso premio “Ercole Olivario”, gara di qualità a cui partecipano ogni anno tutte le regioni d’Italia.

Le nostre olive sono raccolte a mano, evitando qualsiasi danno al frutto, e vengono trasportate e lavorate nel nostro frantoio entro le successive 24 ore; Questo per evitare qualsiasi fermentazione del frutto. L’estrazione dell’olio extravergine, viene eseguita con impianti tecnologicamente avanzati che permettono di ottenere un prodotto completamente naturale, conservandone tutti i principi nutritivi ed uno speciale e gradevole gusto pulito che sposa armoniosamente tutti i piatti. In modo particolare, esalta il gusto dei piatti della cucina tipica del matese e della cucina

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mediterranea. Consigliato anche per condire piatti a base di pesce e a base di legumi, gra[ JF BM M B TVB BDJEJUd TFNQSF JOGFSJPSF B VO profumo fruttato intenso, tendente all’erbaceo e con particolari profumi di mela, di pomodoro ed una sottile nota di amaro piccante, che insieme creano un gradevole gusto armonico, ottenuto solo da varietà di olive selezionate e da un clima sempre mite delle colline del Sannio, zona designata e tuttora al vaglio dalle autorità competenti, ad usufruire della “D.O.P. SANNIO BENEVENTANO” di cui sicuramente quest’olio farà parte.

Frantoio Oleario Sannita Via Cesine di Sopra Cerreto Sannita (Bn) Tel. e Fax 0824.861178 Cell. 333.7014022

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BACCO E BIVACCO

Un punto fermo della ricezione turistica nel territorio matesino

Country House Bacco e Bivacco Anno dopo anno, si conferma essere la struttura preferita da tantissime persone che recandosi nel Matese per i motivi più diversi e non solo per turismo, scelgono la Country House Bacco e Bivacco come luogo di incontro e di permanenza. Questo risultato, confortato dal numero sempre maggiore

di ospiti, è stato raggiunto grazie alla professionale, sincera ed amichevole accoglienza che l’intero staff offre a tutti i clienti. Quindi possiamo affermare che l’ospitalità, la genuinità dei prodotti, il rispetto delle tradizioni e la cura nella preparazione dei piatti proposti nel ristorante, sono il punto

Via Starze SAN POTITO SANNITICO info e prenotazioni: Tel. 0823 910669 - Cell. 349 6759646 www.baccoebivacco.it CHIUSO IL MARTEDÌ

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di forza di Bacco e Bivacco. Particolare attenzione si riserva alle cose semplici ma nel contempo affascinanti ed intramontabili, come il contatto con la natura, i profumi delle stagioni, il semplice relax in un ambiente sano, amichevole e soprattutto confortevole. Per gli amanti dello sport, si organizzano escursioni guidate per molte attività: Canyoning, Free-climbing, Down Hill, Speleologia, Parapendio, Snowboard, Canoa e tanti altri ancora. Nel vastissimo prato che circonda la country house, si trova un parco giochi attrezzato, dove tutti i bambini possono dare sfogo al loro entusiasmo ed alla loro dinami-

cità. La grande passione per la cucina, regala la possibilità di gustare tantissimi piatti prelibati. Da non perdere, il profumatissimo sformatino, nel quale si fondono le fragranze del formaggio fresco di mucca assieme a quelle dei funghi porcini; oppure i gustosissimi gnocchi, preparati a mano come impone la tradizione, e conditi con sughi succulenti; I piatti di stagione a base di tartufi e funghi raccolti nei meravigliosi boschi del massiccio del Matese e l’intramontabile tagliere di formaggi ed insaccati locali. Ulteriore evidenza và alla bistecca fiorentina e a tutte le altre carni preparate alla brace.

Non vi resta che venire a passare qualche giorno da noi… Vi aspettiamo !!!

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NORDIC WALKING CASERTA

È un nuovo modo di praticare sport e iniziare uno stile di vita sano e attivo.

Scuola Italiana

Nordic

Walking

ASD Nordic Walking Caserta SCUOLA ITALIANA NORDIC WALKING

CHE COSA È IL NORDIC WALKING Si pratica all’aria aperta, fa bene al cuore e alla circolazione, rafforza braccia e spalle, migliora la postura della schiena e tonifica glutei e addominali. A prima vista sembrerebbe una cura miracolosa. E’ invece il Nordic Walking, un nuovo modo di praticare sport che si sta affermando in tutto il mondo. Sport per tutti e per tutto l’anno che offre un modo facile, poco costoso e divertente per condurre uno stile di vita sano e attivo. Il nordic walking non è altro che una camminata naturale alla quale viene aggiunto l’utilizzo funzionale di due bastoncini per coinvolgere gran parte della muscolatura del corpo ed ottenere, con la giusta tecnica, innumerevoli benefici. 1. Fa perdere peso, si stima che faccia bruciare circa il 45% in più di una normale camminata (400 Kcal/h rispetto alle 240 280 del semplice camminare);

2. è un movimento veramente completo, si muove fino al 90% della nostra muscolatura, è quindi un allenamento per tutto il corpo; 3. migliora la flessibilità e la mobilità delle articolazioni e della colonna vertebrale; 4. migliora la postura e ottimizza il meta-

bolismo dei dischi intervertebrali prevenendo, riducendo o eliminando i dolori alla schiena; 5. migliora la capacità aerobica; 6. grazie all’uso dei bastoncini si riducono le sollecitazioni sulle articolazioni in particolare su ginocchia, caviglie e schiena:

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è per questo, particolarmente adatto a persone in sovrappeso o con problemi alle articolazioni. 7. aiuta a stimolare e migliorare la coordinazione motoria; 8. è un ottimo allenamento cardiocircolatorio e riduce i fattori di stress e depressione. Per migliaia di italiani il nordic walking è diventato oramai anche uno stile di vita per tenersi in forma a contatto con la natura cogliendone i continui segnali che essa ci manda, ma soprattutto è diventato un viaggio dentro se stessi per ritrovarsi lasciando da parte i problemi quotidiani e vivere l’attività fisica con piacere e spensieratezza.

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ATTIVITÀ • Approccio al nordic walking • Corsi base e avanzati di nordic walking • Escursioni in gruppo e per singoli • Corsi di preparazione per aspiranti • istruttori Scuola Italiana Nordic Walking • Organizzazione corsi ed uscite • di nordic walking per: • • centri fitness e benessere, palestre, • • agriturismo, hotel, scuole, ecc.. • Organizzazione eventi per la • diffusione del nordic walking • e la valorizzazione del territorio in • collaborazione con associazioni sportive • e pro-loco. INFO www.nordicwalkingcaserta.it info@nordicwalkingcaserta.it Istruttori ASD Nordic Walking Caserta Emilio De Biasio - Ida Iadevaia Tel. 329 6551490

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FACILE E ALLA PORTATA DI TUTTI Il Nordic Walking può essere a ragione considerato una delle attività sportive più complete in assoluto e alla portata di tutti. L’Italia rappresenta una grande palestra all’aperto per il nordic walking, infatti lo si può praticare in montagna, al mare, nelle città e nei parchi. Lo si può fare durante tutto l’anno e, grazie alle sue caratteristiche, è consigliato a persone di tutte le età sia per benessere e fitness ma anche per sport. Bastano un abbigliamento sportivo e due bastoncini, appositamente studiati per ottenere il massimo dei benefici.

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I nostri istruttori Per apprendere il Nordic Walking potete rivolgervi agli istruttori certificati dalla Scuola Italiana Nordic Walking che sono garanzia di professionalità e competenza. Le emozioni che ti regala il nordic walking sono vere e profonde e i nostri istruttori, con la loro preparazione, non solo vi insegneranno la tecnica ma soprattutto vi faranno ritornare a casa con il sorriso. L’ASD Nordic Walking Caserta, nasce con l’intento di diffondere il nordic walking con tutti i suoi benefici nel territorio casertano e campano. Alla scoperta delle meraviglie del nostro territorio, con percorsi che abbracciano natura, storia, cultura e benessere, il divertimento è garantito in compagnia dei bastoncini da nordic walking.

Passaggiate che attraversano il tempo in contatto con la natura, tra borghi medioevali, siti archeologici e meravigliosi paesaggi naturali che riempiono gli occhi ed il cuore di stupore. Dalla montagna dell’Appennino Centro Meridionale del parco regionale del Matese fino al litorale tirrenico, passando per il parco regionale di Roccamonfina e la valle del Volturno. Dalla maestosa Reggia di Caserta al bellissimo borgo di Casertavecchia, da San Leucio alle colline caiatine fino a raggiungere il massiccio montuoso di Monte Maggiore. Meravigliose escursioni alla scoperta delle risorse che arricchiscono tutto il territorio casertano senza dimenticare eventi e manifestazioni che esaltano bellezza e tradizioni di questi luoghi unici.

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RIFUGIO IL CRISTALLO Grazie all’esperienza consolidata in tanti anni di attività nella ricezione turistica, lo staff di Bacco e Bivacco si occupa anche della gestione del rifugio “Il Cristallo” e dei vicini impianti scioviari in località Bocca della Selva (1.450 metri slm). Il rifugio si trova alla fine delle piste di sci, vicinissimo all’anello di sci di fondo e all’unico snowpark della Campania “Pork Park” coordinato insieme ai ragazzi dell’associazione Freestylematese. Il locale è diventato il punto di ritrovo dei tanti appassionati degli sport invernali, che trovano al suo interno tutto il calore e l’accoglienza desiderati. La sala ristorante e lo snack-bar, soddisfano le esigenze degli sportivi che non vogliono perdere tempo a tavola ed i desideri di chi, invece, preferisce gustare a fondo ed in pieno relax i piaceri della buona cucina; l’offerta spazia dai veloci e succulenti panini, alle classiche specialità di montagna ricche di sapori nostrani. Da evidenziare il fascino dell’illuminazione notturna dello snowpark che tutti i sabato sera consente di surfare fino a notte fonda. Per chi non è in possesso dell’attrezzatura necessaria per praticare queste discipline, è a disposizione un fornito punto di noleggio. Per le scuole e non solo, vengono proposti i pacchetti “giornate bianche” che comprendono: trasporto in autobus, noleggio attrezzature, assistenza di istruttori, skipass e pranzo a prezzi particolarmente vantaggiosi. Anche nel periodo estivo, il rifugio offre sempre i servizi di bar e di ristorazione; In più nelle vaste aree verdi circostanti, oppure all’interno del bosco, si possono organizzare splendidi pic-nic che invitano ad un sempre più rispettoso rapporto con la natura. Il Rifugio è aperto tutti i giorni da dicembre ad aprile e tutto il mese di agosto. Negli altri periodi dell’anno è aperto solo la domenica o nell’arco della settimana su prenotazione. Località Bocca della Selva - Tel. 0823 910669 - Cell. 349 6759646

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IPPOVIE DEL MATESE

Voluta da un gruppo di escursionisti

equestri della zona e dal presidente, Fernando De Felice, opera con

il patrocinio dell’ente nazionale per l’equiturismo E.N.G.E.A. - Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali.

Associazione A.C.S.C. L’associazione ha precise finalità turisticoambientali che mirano alla valorizzazione di tutto il territorio matesino. In pochi anni è diventata il punto di riferimento di tutti gli appassionati di turismo equestre ed è il risultato associativo di persone con obiettivi comuni che, pur mantenendo una propria identità, hanno deciso di investire su progetti ad ampio raggio unendo le esperienze dei singoli come massima espressione di sicurezza, qualità e preparazione. E’ la creazione di nuovi orizzonti ecoturistici dove, attraverso una rete di itinerari, posti tappa, guide equestri, appoggi logistici, cartografie, si possono scoprire i territori visitati unendo storia, cultura e natura. E’ l’espressione di un turismo non di massa, rispettoso e responsabile. E’ la progettazione comune di tutte le attività di turismo, studio, promozione del

Ippovie del Matese

territorio, formazione dei propri operatori: Guide equestri ambientali e Accompagnatore equituristico. Essendo, il Matese, un territorio prettamente montano, si è deciso di sviluppare una tipologia di equitazione atta alla pratica di escursionismo equestre in ambiente di altura dando una collocazione ben precisa, con regole dettate da una tecnica mirata, frutto dell’addizione di caratteristiche particolari volte alla sicurezza di cavalli e cavalieri che possono arrampicarsi anche ed oltre i 2000 mt - attraverso mulattiere, valichi e valli…anche bardati a basto. L’associazione, si pone come Entità Specializzata per la Formazione di Cavalieri, Quadri Tecnici e relative cavalcature per collocare professionalmente Centri e Guide attraverso una specializzazione che, oltre all’equitazione di base, prevede nozioni di mascalcia applicata, esercitazioni di tecnica equestre con cavallo a mano

su forti pendenze, di recupero feriti in alta montagna, nozioni di organizzazione logistica approfondita in assenza di risorse locali, di topografia ed orientamento applicati in montagna. Per coloro che già operano o lavorano nell’ambiente degli ippotrekking organizzati ed accompagnamento guidato è l’opportunità giusta per approfondire enormemente le conoscenze in condizioni particolari di alta montagna. I soci più esperti dell’Associazione propongono e organizzano attività ed iniziative, cercando di privilegiare e di evidenziare un modo di vivere lo sport ed il tempo libero nella natura, soprattutto nel rispetto dell’ambiente. In un territorio ricco di storia, di tradizioni e di riserve naturali, gli itinerari si estendono i tutto il Massiccio del Matese, dove i tanti Agriturismi, Ostelli e Rifugi diventano posti tappa per le escursioni guidate a piedi, a cavallo e in bicicletta.

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“IN SELLA” AL MILETTO

CORSI DI SPECIALIZZAZIONE Per accedere ai corsi di specializzazione è necessario possedere i seguenti requisiti: • avere nozioni di equitazione di base • essere buoni escursionisti a piedi • avere entusiasmo e spirito di avventura L’acquisizione dell’attestato di specialità può essere conseguito attraverso corsi specifici di Equitazione di montagna che ogni anno vengono programmati dall’Associazione. acsc@ippoviedelmatese.it www.ippoviedelmatese.it

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Due giorni a cavallo per scalare la vetta più alta del massiccio del Matese: monte Miletto, 2.050 metri slm. Un’ esperienza suggestiva, unica ed indimenticabile; una vera e propria avventura ricca di emozioni, in grado di esaltare il piacere dello stare in sella “sul tetto del nostro territorio”. “Il cavallo ci trasmette una sensazione indescrivibile facendoci apprezzare ancor meglio i paesaggi, i luoghi e la natura che ci circonda. Le incommensurabili risorse naturalistiche, la bellezza di un territorio dai paesaggi suggestivi” - ha ribadito il presidente dell’associazione - “ci hanno convinto che questo territorio vanta una naturale vocazione per lo sviluppo di tutte le iniziative collegate alla riscoperta e alla valorizzazione del nostro passato, anche attraverso la passione per il cavallo. Il mio invito è quello di trascorrere una giornata a cavallo per vivere la montagna! Galoppando lungo i sentieri dove vivevano e agirono i briganti”. Dopo la prima edizione del 2009, l’evento “In Sella” al Miletto diventa un appuntamento annuale, che si svolge sempre l’ultima domenica del mese di luglio.

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COMUNE DI RAVISCANINA

Cittadina che si estende alle pendici del monte

Serra delle Mele, monte appartenente al massiccio del Matese, scendendo gradatamente verso la pianura del fiume Volturno.

Comune di Raviscanina L’origine del nome Raviscanina è incerta, potrebbe derivare da rubus caninus, ossia “rovo di cani”, ma anche, essendo il villaggio in passato menzionato come Rupecanina, dal nome della famiglia romana Canina o Caninio che pare era presente nel territorio. Studi recenti ipotizzano una nascita illustre nel territorio di questo piccolo comune, quella del papa Celestino V, che pare sia avvenuta nel castello di Rupecanina. Grazie alla sua posizione geografica è un posto ideale dove trascorrere una vacanza rilassante, immersi nella natura, ma anche culturale per la presenza nel territorio di molte evidenze archeologiche, piccoli tesori nascosti e per la vicinanza alle altre cittadine della provincia di Caserta ricche di monumenti. Il clima è mite per quasi tutto l’anno. Il territorio che si estende dalla montagna alla pianura, presenta una

diversità di paesaggi, caratterizzati da una flora varia e vivace. Infatti nella parte montuosa del territorio si trovano querce, faggi, farnie, aceri ed una grande varietà di fiori spontanei tra cui spiccano alcune tipi di orchidee e di ciclamini. La collina

invece è stata terrazzata dal lavoro dell’uomo per poter coltivare alberi da frutto, viti ed olivi, che producono, grazie al tipo di terreno, un olio eccellente con bassissimo grado di acidità. Non si deve dimenticare l’asparago selvatico, particolarmen-

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te gustoso, che si può raccogliere da marzo a maggio nelle siepi e nei luoghi non coltivati. Dal paese una comoda passeggiata, illuminata di sera, porta alla “Pallaraâ€?, collina rimboschita con una pineta da dove la vista spazia sulla valle del Volturno. Suggestivi sentieri, da percorrere a piedi, i mountain bike, dal centro del paese, snodandosi attraverso gole ombrose o nella macchia mediterranea,

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Tante le tradizioni culinarie che si sono conservate e tramandate per generazioni e vengono riproposte durante le numerose sagre estive organizzate dalla pro-loco e dalle altre associazioni attive sul territorio: “ciciri e tagliarielli” (pasta fatta in casa con ceci), trippa e soffritto (interiora di agnello cucinate in bianco o al sugo), taralli e crespelle, “spezzatini” (biscottini con cacao e nocciole) e “pastette” presenti in ogni banchetto che si rispetti e soprattutto nelle cerimonie nuziali. Prodotti tipici sono ancora formaggi pecorino e caciocavallo, salsicce e agnello. Non mancano le tradizioni artigianali quali la lavorazione dei vimini, i ricami ad intaglio e la produzione delle “cucchiarelle” (mestoli e forchettoni in legno da utilizzare in cucina) Numerose le feste e le sagre organizzate soprattutto nel periodo estivo, in particolare da segnalare, oltre la festa del Patrono San Michele (il 29 settembre), la festa dell’agricoltura la prima domenica dopo ferragosto, La festa di Sant’Antonio la quarta domenica di Giugno e le varie sagre che riportano in auge gli antichi giochi o gli antichi sapori. Raviscanina, conserva un centro storico caratterizzato da un dedalo di viuzze che dalla piazza centrale, cuore della vita cittadina, portano alla parte più antica ed alta dell’abitato denominato “trone”, nucleo fondato nel XV

consentono di raggiungere i boschi di faggi, gli altopiani o attraverso l’antica mulattiera il paese di Valle Agricola. Caratteristica del paese è la Via Crucis, con le sue stazioni decorate in terracotta, che si snoda lungo il vecchio sentiero che porta a Sant’Angelo d’Alife e al Castello e termina in una Cappella detta del “Calvario” risalente ai secoli XVII-XVIII, dove si conserva un bell’affresco del Cristo morto e dove si trova una statua della Madonna Addolorata, venerata da tutta la popolazione.

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sec. quando la popolazione del castello che domina il paese, non avendo più necessità di vivere arroccata, scese lungo i clivi della rocca e si divise nei due borghi di Raviscanina e Sant’Angelo. Della sua antica storia restano tracce visibili: le antiche mura sannite sulla collina dove fu poi edificata la rocca fortifica-

ta, una bella epigrafe romana e l’affresco di San Cristoforo, sulla facciata laterale della Chiesa del Sacro Cuore, la longobarda grotta di San Michele Arcangelo, il castello di Rupecanina e il suo borgo di origine normanna, le cave di manganese, sparse sulle colline, utilizzate nella lavorazione del ferro.

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BIRDWATCHING

È un’attività ricreativa

per chi vuole provare un’esperienza di vita naturale in diretta.

Cosniste nell’osservare, all’aria aperta e a contatto con la natura ...

foto Carlo Fracasso: Nibbio Reale

Birdwatching Il Matese mai osservato ...., il comportamento degli uccelli e, insieme a questo, partecipare in punta di piedi allo svolgimento della storia naturale. Molti potrebbero pensare che possa essere un’attività banale ed incomprensibile, ma questo non lo è. Infatti si parla di osservazione, e per osservare c’è bisogno di minime conoscenze e competenze ornitologiche, una minima maturità cognitiva in grado di farci formulare ed esprimere giudizi sul “target” della nostra attività. È una pratica abbastanza recente, ma che in tutta Italia ha riscosso grande successo. Siamo agli albori rispetto alla patria del Bird-watching, ovvero l’Inghilterra, ma la passione aumenta. Gli uccelli sono senza dubbio tra le più affascinanti manifestazioni della natura. Il loro volo, le loro migrazioni, il loro piumaggio, i loro colori ed il loro canto, hanno sempre colpito l’attenzione dell’uomo. Non esiste praticamente ambiente, con le sole eccezioni dell’Artide e dei deserti più desolati, privo in assoluto della presenza di uccelli. L’osservazione degli uccelli è sempre stata insita nelle nostre coscienze in quanto il

centro delle nostre città, i nostri paesi, le nostre campagne sono popolate da numerose specie, molte delle quali appaiono e scompaiono all’alternarsi delle stagioni. Abbiamo tutti assistito almeno una volta ad un documentario in tv, bene, fare osservazione, praticare il Birdwatching, consiste proprio nel vivere quelle emozioni in prima persona, aspettando quell’attimo in cui possa accadere qualcosa di davvero emozionante. Siamo spettatori di un spettacolo che si sta svolgendo in diretta per noi senza intermediari. Questo non é poco. Dove e come si può praticare il Birdwatching? Beh!, sicuramente in questa epoca di grandi e quasi sempre negativi mutamenti ambientali praticare Cinciarella questa attività consente di imparare a conoscere i nostri compagni di viaggio, il loro ruolo di indicatori ambientali, le loro esigenze ambientali che

anticipano spesso le nostre. L’osservazione avviene a 360°, dal giardino di casa, ai viali alberati che ornano le nostre città, dai boschi collinari, alle zone umide presenti sul territorio. Il Massiccio del Matese offre, per la sua eterogeneità ambientale, ma sopratutto par la sua collocazione geografica, un punto di sosta per molte specie migratrici provenienti da sud, durante la migrazione primaverile e da nord durante quella autunnale, oltre a rappresentare l’ambiente idoneo di nidificazione per le specie residenti o migratrici. Ogni stagione è ideale per fare Birdwatching, ma le più affascinanti, sia per la

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quantità di specie avvistabili, sia per i colori e l’aspetto che assumono gli ambienti, sono senza dubbio la primavera e l’autunno. Il luogo dove più spesso è facile portarsi per fare osservazione è sicuramente il lago del Matese, il più alto lago di natura carsica di tutta Italia, il quale ospita una comunità ornitica davvero notevole. La possibilità di maggiore avvistamento è concentrata nelle prime ore del giorno e all’imbrunire, quando l’avifauna acquatica è particolarmente attiva ed esce allo scoperto per procurarsi il cibo. Di facile avvistamento, sicuramente per le loro notevoli dimensioni, spiccano tra l’avifauna di ambienti lacustri i rappresentanti della famiglia degli ardeidi ovvero i più conosciuti aironi cenerini, bianchi maggiori o più raramente quelli rossi. Soffermandoci poi sulle sponde del Lago sarà possibile osservare le meno diffidenti folaghe, anatidi facilmente riconoscibili dal loro piumaggio nero e dalla tipica macchia bianca sulla fronte. Come anatidi nidificanti inoltre è possibile osservare, germani reali, moriglioni, fischioni e le più ben interessanti e rare morette tabaccate. Molto frequenti anche gli svassi maggiori, dal piumaggio elegante specialmente in abito nuziale. I canneti sono poi un ottimo rifugio per specie appartenenti alla famiglia dei passeriformi: Lui, piccoli e grossi, cannaiole, cannareccioni, codibugnoli. Tutto intorno al lago, troviamo splendide faggete, dove spesso l’identificazione è molto più difficile in quanto la luminosità scarseggia, ma il canto delle cinciallegre e dei fringuelli è inconfondibile. Le ballerine bianche corrono a più non possono sui prati, gli storni in massa addobbano gli alberi ed i culbianchi, eretti sui posatoi e sulle pietraie controllano il territorio, mentre le cornacchie grigie osservano curiose dall’alto dei fili della corrente. Tra un verso ed un canto sarà possibile ammirare, una volta raggiunte le radure, i grandi rapaci che alti planano con testa china e sguardo rivolto verso il basso alla ricerca della loro preda.

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Saltimpalo Airone Rosso

I rapaci più rappresentativi e frequenti sono sicuramente le poiane che con il loro verso inconfondibile attirano subito l’attenzione e lo sguardo verso il cielo. Imponenti ed eleganti invece sono i nibbi reali e bruni che Moretta Tabaccata termicano sulle praterie attigue ai laghi in cerca del loro pasto quotidiano. Nei prati e nei terreni agricoli, di facile avvistamento sono i piccoli gheppi che assumono la tipica forma in volo dello “spirito santo“ restando immobili in un punto fisso, sfruttando le correnti contro vento per avvistare le loro prede. Tra i falconi è doveroso citare la presenza di falchi pellegrini e del più ben raro lanario. Particolare attenzione va rivolta alla regina del Matese ovvero l’aquila reale, la quale essendo una specie bandiera è anche simbolo del Parco Regionale del Matese. La presenza della nidificazione di una coppia di aquila reale non fa altro che innalzare il livello di attenzione per un territorio dall’alto valore naturalistico. Il Birdwatching è un’attività alla portata di chiunque voglia avvicinarsi al mondo naturale che ci circonda: basta un binocolo o

un cannocchiale, alcune semplici regole da rispettare e tanta voglia di immergersi all’avventura. Molti sono i percorsi ed i luoghi dove potersi soffermare e poter volgere lo sguardo negli oculari o prestare orecchio alle voci dei nostri amici. Il Matese offre davvero molto, basta solo che venga vissuto e soprattutto rispettato. testi e foto Giovanni Capobianco Cell. 349 6752761 gio.cap@hotmail.it www.flickr.com/photos/giomatese

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foto Salvatore Pace

Poiana

Aquila Reale

foto Carlo Fracasso: Poiana

Codirosso Spazzacamino

EQUIPAGGIAMENTO L’abbigliamento è il primo passo da fare: comodo e correlato alla stagione in cui si vuole fare avvistamento. Vestirsi con colori poco appariscenti, preferibilmente mimetici, scarpe da trekking o comunque chiuse, giacca a vento o pile. Basta il buon senso per capire che bisogna essere ben coperti d’inverno e protetti dal sole d’estate, ma più di un birdwatcher si lascia ancora trarre in inganno dalle mezze stagioni o sottovaluta le condizioni climatiche in località poco conosciute. - Il binocolo, per ingrandire le immagini e consentire l’identificazione di uccelli lontani. Si tratta di uno strumento fondamentale, ne esistono di varie dimensioni e soprattutto di prezzo, ma per iniziare andrà bene un 7x42 di fascia economica. I più appassionati utilizzano il cannocchiale il quale permette una visione più dettagliata. - la guida da campo: ne esistono molte, ma le più gettonate sono “La nuova guida del Birdwatcher” oppure il Collins Bird Guide. L’importante è che non siano troppo pesanti ed ingombranti per una facile consultazione. - Zainetto con acqua viveri e materiale di soccorso. Sempre importante e fondamentale portarlo con se.

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LUOGHI D’INTERESSE Nel Massiccio del Matese, i luoghi più interessanti sono sicuramente il Lago del Matese, ove è possibile fare osservazione in qualunque punto attorno ad esso; vi sono presenti sulle sponde anche dei capanni per il birdwatching. Il laghi di Letino e di Gallo. Molto interessante è il passeggio sul fiume Lete, ove è possibile avvistare il merlo acquaiolo. Inoltre, altro luogo ricco di biodiversità è l’oasi delle Mortine che si trova al confine con il Molise, nel comune di Capriati a Volturno.

ESTRATTO DEL CODICE ETICO DEL BIRDWATCHER 1) Avere sempre presente che l’incolumità degli uccelli viene prima di tutto 2) Rispettare e proteggere l’ambiente naturale 3) Evitare di disturbare gli uccelli 4) Non interferire con attività riproduttiva 5) Riflettere su come e a chi riferire gli avvistamenti

6) Denunciare azioni illegali compiute da chicchessia 7) Osservare le leggi vigenti 8) Rispettare i diritti dei proprietari e delle persone che fruiscono del territorio 9) Mantenere un atteggiamento onesto e leale 10) Comportarsi fuori di casa come nel proprio giardino

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EVENTO STRAORDINARIO Il 6 giugno 2010 è stato effettuato sul Matese il primo avvistamento di Grifone (Gyps fulvus) sul Matese. Ben tre grifoni che hanno sostato e perlustrato tutta la zona meridionale del Massiccio. La specie in Italia è presente con una popolazione in Sardegna nord-occidentale (nel territorio tra Bosa e Alghero) con 120 individui stimati nel 1996 e circa 15 coppie censite nel 2000, in Friuli Venezia Giulia 3-4 coppie nel 1993-1996 (presenti a seguito di rilasci) e in Abruzzo con 8 coppie nel 2000 (anche queste presenti a seguito di rilasci). (Brichetti P. & Fracasso G., 2003). Per la Campania si tratta del 3° avvistamento per la specie.

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SLOW FOOD

È un’associazione internazionale

no-profit nata in Italia nel 1986. Nasce per contrastare

il fast food e la vita veloce, la scomparsa delle tradizioni alimentari locali...

Slow Food Matese ... e la diminuzione dell’interesse per il cibo che mangiamo, la sua provenienza e il suo sapore. Per fare questo, Slow Food riunisce il piacere e la responsabilità, e li rende inseparabili. Fondata da Carlo Petrini nel 1986, Slow Food è diventata nel 1989 una associazione internazionale. Nata a Bra (Cn), oggi conta 100.000 iscritti, con sedi in Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Giappone, Regno Unito (in ordine di costituzione) e aderenti in 130 Paesi. Slow Food significa dare la giusta importanza al piacere legato al cibo, imparando a godere della diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio.

Slow Food afferma la necessità dell’educazione del gusto come migliore difesa contro la cattiva qualità; opera per la salvaguardia delle cucine locali, delle produzioni tradizionali, delle specie vegetali e animali a rischio di estin92 | GUIDA TURISTICA DEL MATESE 2010

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zione; sostiene un nuovo modello di agricoltura, meno intensivo e più pulito e lo fa con una serie di “strumenti” creati ad hoc: progetti (Presìdi), pubblicazioni (Slow Food Editore), eventi (Terra Madre) e manifestazioni (Salone del Gusto, Cheese, Slow Fish), difende la biodiversità e i diritti dei popoli alla sovranità alimentare. La rete dei 100.000 associati di Slow Food è suddivisa in sedi locali, dette Condotte in Italia e Convivium nel mondo, coordinate da Convivium leader che si occupano di organizzare corsi, degustazioni, cene, viaggi, di promuovere a livello locale le campagne lanciate dall’associazione, di attivare progetti diffusi come gli orti scolastici e di partecipare ai grandi eventi organizzati a livello internazionale. La condotta Slow Food Matese nata nell’ottobre del 2009, ha appena iniziato ad affacciarsi sul mondo di opportunità che Slow Food rende disponibili come associazione ai suoi

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iscritti e a tutte le persone sensibili alla filosofia del buono, del pulito e del giusto. Da un punto di vista territoriale la condotta fa riferimento, indicativamente, al territorio dei monti del Matese; Quest’ultimo è uno dei più grandi ed importanti massicci di natura calcarea e dolomitica presenti nella nostra regione e costituisce una delle zone di maggiore interesse naturalistico e ambientale dell’Appennino centromeridionale. I comuni che fanno parte della Condotta del Matese sono: Ailano, Alife, Capriati a Volturno, Castello del Matese, Ciorlano, Fontegreca, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Piedimonte Matese, Prata Sannita, Pratella, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo d’Alife, Valle Agricola. Mangiare bene non significa solo prendersi cura dei propri bisogni e della propria salute, prestando meno attenzione ai richiami della gola, ma anche soddisfare la propria mente nutrendola di storie, emozioni e ricordi. Parte importante di questo percorso sono le comunità del cibo di Terra Madre che entrano nella rete mondiale delle comunità di tutto il mondo contribuendo a formare quel lento fiume che scorre e che porterà alla terza rivoluzione industriale, quella dell’agricoltura.

Le comunità del cibo del Matese, attualmente sono quattro: La comunità della Cipolla di Alife Il territorio di Alife ha da sempre coltivato la cipolla gialla detta Mondragone; bulbo di colore giallo paglierino per le varietà precoci, e giallo dorato per quelle tardive, le tuniche interne sono di colore bianco paglierino con forma rotondeggiante o globosa, di pezzatura medio-grossa.

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SLOW FOOD

Al gusto è riscontrabile un sapore dolce per le cipolle precoci o pungente per quelle tardive. Nota da sempre in tutto l’agro alifano, la particolare tecnica di “n’sertare le cipolle” utilizzata per la conservazione delle stesse, intrecciate insieme, a mano, e appese a lunghe pertiche orizzontali nei magazzini delle diverse aziende agricole. La comunità del Fagiolo Cerato di Alife. I fertili terreni dell’agro alifano producono un fagiolo particolarmente tenero: il fagiolo cerato di Alife. Di media pezzatura, irregolare, di colore marrone fango, ha una buccia molto sottile che lo rende facile alla cottura ed è ancora oggi il prodotto di una coltivazione completamente a mano. Seminato ad aprile e raccolto ad agosto, i contadini lo lasciano essiccare fino a settembre quando, si rompono i baccelli e si eliminano le impurità e i residui.

La comunità della Lenticchia di Valle Agricola. Coltivata e lavorata nella fascia pedemontana del massiccio del Matese, invero, la Lenticchia di Valle Agricola rientra da alcuni anni nella mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali del Se.S.I.R.C.A. (Sperimentazione, informazione, ricerca e consulenza in agricoltura) regionale, che la descrive di medie dimensioni, di colore piuttosto scuro, dalla buccia (tegumento) sottile, di facile cottura, con sapore caratteristico e intenso e dalle pregiate caratteristiche organolettiche. Seminate a novembre insieme al grano, e raccolte a luglio, le len-

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ticchie crescono su piante alte circa 40 centimetri (due semi per baccello) senza alcun ricorso a irrigazione, concimi e antiparassitari. Una volta tagliate, le piante sono messe a essiccare in pieno sole per una settimana, battute a mano con un bastone di legno per liberare dal baccello i semi che vengono puliti e lavati e ancora essiccati per due o tre giorni per poi essere conservati in contenitori di vetro. La buccia sottile favorisce la cottura ed esalta

il sapore intenso, caratteristico e pregiato. Le regole di coltivazione rispecchiano la tradizione colturale dell’area: infatti i campi non sono molto estesi, continuano ad essere familiari e la lenticchia viene utilizzata soprattutto per il mercato locale. La comunità del Cibo dell’Alto Matese È caratterizzata dalla patata, dai formaggi, dal fagiolo e dai frutti di sottobosco.

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www.slowfood.it www.slowfoodcampania.com facebook: SlowFood Matese slowfoodmatese@libero.it Punti per il tesseramento: Versaci Assicurazioni via Roma, 115 Alife (Ce) tel. +39 0823 78 73 94

Giardino degli ulivi via Matese Piedimonte Matese (Ce) tel. +39 0823 911208

Hotel al Sole SP 331 direzione nord 81016 Piedimonte M. (Ce) tel. +39 0823 543028

La Casina Bed & Breakfast via Torre,11 Raviscanina (Ce) tel +39 0823 914508

La patata è un tubero prodotto prevalentemente nella parte più elevata del territorio del Parco Regionale del Matese. I terreni di coltivazione sono posti tra i 500 ed i 1.400 metri s.l.m.. La coltivazione di montagna, senza irrigazione, permette livelli di sostanza secca molto più elevati. Ha una buccia compatta di colore intenso, non è sempre perfetta nella forma e si presenta ben matura con pasta solida anche dopo diversi mesi di conservazione naturale. I formaggi matesini sono tipici perché non sono formaggi di invenzione recente ma hanno una loro storia, una loro memoria, e sono presenti sulle nostre tavole così come lo sono stati sulle tavole dei nostri nonni e bisnonni. Sono prodotti secondo tecniche di produzione ancora antiche, con materie prime di eccellente qualità. I formaggi del Matese sono prodotti con latte di pecora, di capra e di mucca.

Associati!

Partecipa alle attività della nostra associazione. Entra a far parte di una piccola comunità, che si chiama Condotta Matese e organizza cene, degustazioni, convegni ed eventi a pochi chilometri da casa tua per farti riconoscere i cibi buoni, puliti, giusti e a scegliere ciò che è meglio per te e per la tua famiglia. Dai un sostegno alla nostra agricoltura locale, rispettosa dell’ambiente, dell’uomo, del gusto e alle Comunità del cibo di Terra Madre. Diventa esperto in vino, formaggi, spezie o in cosa vuoi tu, partecipando ai Master of Food organizzati da Slow Food e della Condotta Matese (23 materie a disposizione). Se sei un produttore, uno chef, o uno studioso scopri le possibilità che la nostra associazione mette a disposizione per aumentare la tua professionalità ed aiutarti con il tuo prodotto e il tuo lavoro. Partecipa ai grandi eventi internazionali di Slow Food come il Salone del Gusto, Terra Madre, Cheese e Slow Fish per dare spazio al tuo prodotto e far conoscere al mondo il tuo lavoro.

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Baita La Gallinola

Chi vuole trascorrere anche solo una giornata, in luoghi insoliti e veramente lontani dallo stress quotidiano delle nostre città, non può mancare di visitare il rifugio Baita La Gallinola. A circa 6 km dal pianoro di Campitello Matese e a 10 km dal valico Sella del Perrone, a 1.600 m slm “è tutta un’altra aria”.

Nessun rumore, aria pura, ambiente incontaminato, queste sono le caratteristiche principali che contraddistinguono l’intera area del rifugio. Durante il periodo estivo, per occupare le giornate di vacanze, Campitello Estreme Team propone una serie di attività, che vanno dalla semplice passeggiata di trek-

king ad una più affascinante e coinvolgente escursione con i Quad. Da quest’anno, una nuova proposta, trekking a cavallo e area camping completa di tenda per chi vuole provare l’esperienza di una “notte sotto le stelle”, infatti, nel bosco accanto al rifugio, è stata allestita un’area di campeggio con tutti i servizi necessari.

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Campitello Extreme Team Nel periodo invernale, si può scegliere tra una indimenticabile gita guidata in motoslitta, oppure una traversata del Matese con il gatto delle nevi. Ma la più particolare, riteniamo che sia fare una bella passeggiata nei boschi con le ciaspole, mentre la più divertente è sicuramente fare delle discese in “snowtubing”. Dopo tutte queste bellissime attività sportive, tutti avranno “una fame da lupi”, quindi, non resta che entrare nel rifugio e dare sfogo a tutte le proprie voglie, degustando le tante prelibatezze proposte. Presso la Baita La Gallinola (che prende il nome proprio della montagna che la sovrasta), è possibile degustare uno piatto veramente speciale: “Taccozze e Orapi”. Gli orapi sono una tipica verdura di montagna, molto simile agli spinaci, che cresce solo a questa altitudine e viene raccolta nei mesi di maggio e giugno appena la neve si è sciolta. Nella cucina del rifugio, vengono utilizzati solo prodotti tipici molisani: pecorino, caciocavallo, scamorze, prosciutto rigorosamente affettato a mano, il buonissimo capicollo e la salsiccia. La pasta e fagioli, le tagliatelle ai funghi porcini e tutte le altre specialità, vengono preparate in modo casereccio, seguendo scrupolosamente le antiche ricette della nonna; inoltre, tutti gli arrosti vengono cotti sulla brace di legno di faggio che ne esalta il gusto. Il locale è aperto al pubblico tutti i giorni da giugno ad agosto e da dicembre ad aprile; nel resto dell’anno, apre durante tutte le festività o su prenotazione.

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La Baita è raggiungibile seguendo la strada provinciale che collega Campitello Matese a Bocca della Selva.

Carlo 339 1054315 Massimo 338 4342876 Gino 333 1830967 campitelloextremeteam.com

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LAGO DEL MATESE

Uno specchio d’acqua dalla forma irregolare incastonato tra le montagne

Lago del Matese Molti pensano che andare in montagna sia noioso, che sia più divertente ed entusiasmante il mare. Se per noia si intende tranquillità, contatto con la natura, panorami che riempiono occhi e spirito, allora è vero... È assolutamente noioso! Ma se sono queste le cose che si cercando quando si parte per una gita domenicale o per una vacanza più lunga, allora il lago Matese è davvero un luogo da scoprire. Nel lago, uno specchio d’acqua dalla forma irregolare incastonato tra le montagne, si riflette il monte Miletto, la vetta più alta del massiccio del Matese. La cinta di monti che corona la vallata, le faggete che li ricoprono, le fonti che ne scaturiscono, le fantasiose

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figure disegnate dalle nuvole che giocano nel cielo, rendono questo luogo unico nel suo genere. Per chi ama questo tipo di paesaggio, non c’è niente di meglio di una salutare passeggiata sulle sponde del lago, a contatto diretto con le sue meraviglie. Di spazio verde ce n’è veramente tanto, e la passeggiata può anche

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diventare una mini-escursione, anche senza allontanarsi troppo dal punto di partenza. Per chi ama l’avventura, le montagne che circondano il lago sono tracciate da numerosi sentieri (ben segnalati dal Club Alpino Italiano) che invitano a più impegnative pratiche di trekking. Ovviamente è consigliabile farsi accompagnare da una guida oppure da persone esperte.

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LAGO DEL MATESE

IL LAGO IN QUATTRO PAROLE Il lago è antico: si tratta di una conca carsica, la più ampia del Matese, dove si raccolgono varie masse d’acqua dovute allo scioglimento delle nevi del Miletto, della Gallinola e degli altri monti, a cui si aggiungono acque provenienti dalle numerose sorgenti del Matese, alcune delle quali sono perenni. Dal 1923 i vari inghiottitoi carsici sono stati chiusi con delle dighe in terra che hanno isolato le voragini e permesso la sopraelevazione del livello del lago di alcuni metri, in modo da poter immagazzinare un volume d’acqua superiore; a quest’acqua è stato dato uno scarico.

lago viene portata a centinaia di chilometri di distanza e dà energia a industrie, fornisce l’illuminazione a numerosi centri abitati, viene utilizzata per la trazione su linee ferroviarie. Il lago è vario: d’inverno la sua temperatura raggiunge anche i 20° sotto lo zero e la sua superficie si ricopre di una spessa lastra di ghiaccio. In estate, invece, il paesaggio cambia radicalmente. La temperatura dell’acqua raggiunge i 20°. Vegetazione e fauna si adeguano ai cambiamenti climatici. La superficie varia tra i cinque e i sei chilometri quadrati. La profondità rag-

giunge in alcuni punti i 4/5 metri. Il lago è ricco: tra le specie ittiche che lo popolano si segnalano tinche, carpe, lucci, persici. La vegetazione palustre che in parte lo invade ospita marzaiole, folaghe, germani reali, aironi cenerini e tanti altri uccelli acquatici. Tutto intorno, prosperano faggi, tassi, lecci, ginepri, agrifogli. Guardando il cielo si possono scorgere nibbi, falchi pellegrini, aquile reali. Per visitarlo meglio è possibile servirsi del lontro, tipica imbarcazioni di uso locale, oppure noleggiare una canoa. Meglio ancora essere accompagnati da una guida.

Il lago è utile: due gallerie attraversano la sponda meridionale del lago per circa due chilometri e mezzo e il monte Cila; all’estremo delle gallerie si è innestata una condotta forzata che dà vita alle centrali elettriche di Val Paterno e di Piedimonte Matese. L’energia prodotta dallo svuotamento del

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sensazioni irripetibili?

ovvio! sei sul Matese

scarica la versione digitale della guida su

www.mont www montidelmatese tidelmattese.com c

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Ercole, pastore del caucaso, cinque anni

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matese extra ALIFE Ristorante Pizzeria Zenzero via Caduti sul lavoro, 65 - Tel. 0823 787302 Pizzeria L’Alberone via Provinciale per Piedimonte Tel. 329 4044724 Country Resort Vernelle loc Mulino Vernelle Tel. 0823 787091 | 348 4085565 ALVIGNANO Agriturismo Genovesi via Genovesi,12 Tel. 0823 869220 - 865432 | 339 5401502 Il Casolare diVino via Regina - Tel. 0823 869932 | 333 6133023 Agriturismo La Sagliutella c.da Sagliutella Tel. 0823 865007 | 393 8167353 Agriturismo Le Torri Aragonesi via Terminiello - Tel. 0823 865056 Country House La Cascina via Olivella Regina Tel. 0823 610999 | 347 3865065 BAIA E LATINA Ristorante Pizzeria Gasthaus via Roma - Tel. 0823 980246 CAIAZZO Agriturismo Le Guadanelle via Guadanelle Tel. 0823 862016 | 340 8522472 Agriturismo Sangiovanni via Monte Milo, 3 Tel. 0823 862437 | 339 3275628 Country House Pegaso via Scafa 15, loc. Cesarano - Tel. 0823 615026 CASTELLO DEL MATESE Agriturismo La Falode loc. Acqua di Santa Maria - Tel 0823 919233

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Hotel Miralago loc Miralago - Tel. 0823 919315 Rifugio le Janare loc. Miralago Tel. 0823 919209 | 366 4939345 Agriturismo Le Pastene loc. Le Pastene - Tel. 0823 784397 FONTEGRECA Agriturismo Colle bralle c.da Colle Bralle - Tel. 0823 944916 Ristorante La Sorgente via della Restaurazione - Tel. 0823 944907 Ristorante Le fontanelle c.da Cupola - Tel. 340 6234401 GALLO MATESE Turismo Rurale Capo le Mandre Tel. 0823 296643 | 327 8588279 | 393 1843459 GIOIA SANNITICA Ristorante La Fortezza via San Felice - Tel. 338 1980994 Azienda Vitivinicola Cantine Mattei loc. Madonna del Bagno Tel. 0823 910548 | 328 8269967 La Taverna dell’Oca Verde via Nocito - Tel. 0823 914590 Ristorante Il Borgo Antico via San Felice, 2 - Tel. 0823 915039 | 338 6274429 Ristorante Il Boschetto - via Tora, 34 Tel. 327 7815183 | 320 9309283 PIEDIMONTE MATESE Pizzeria Ai Seponi via Cila, 23 - Tel. 0823 911610 Stop & Go Lunch Cafè SP 331 - Tel. 0823 784881 Ristorante Pizzeria Il Giardino degli Ulivi via Matese - Tel. 0823 911208 Hotel al Sole - S.S. 158 Tel. 0823 543028

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e e xtra s e t a m RUVIANO CERRETO SANNITA Agriturismo Le Coste via Coste, 16 - Tel. 0823 860401 Agriturismo Masseria dei Trianielli via Forgioni, 3 - Tel. 0823 860091 | 338 8127365 Ristorante La Colombaia via Nazionale, 12 - Tel. 0823 615009 SAN GREGORIO MATESE Biscottificio Il Fornaio di Montagna via Circumvallazione, 57 - 0823 919010 Ristorante Da Carmela loc. Lago Matese Tel. 0823 919215 SAN POTITO SANNITICO Agriturismo Antica Quercia via Provinciale, 20 - Tel. 0823 912430 | 328 028174 Country House Bacco e Bivacco via Starze, 3 - Tel. 0823 910669 | 349 6759646 Country House La Meridiana via Starze, 4 - Tel. 0823 785842 | 349 6759646 Country House Il Ruscello via Salette - Tel. 0823 543129 | 368 7151186 Bed and Breakfast La Crocevia del Borgo via delle Sale, 1 - Tel. 0823 784441 | 0823 912801 Affitta Camere Il Palazzo via Ascensione, 10 - Tel. 0823 911457 | 328 0526375 Bed and Breakfast La tana del Riccio via Pozzo Campagna, 13 - Tel. 329 1856463 Bed and Breakfast Le Tre Fontane via Roma, 2 - Tel. 0823 785870 | 347 7935339 SANT’ANGELO D’ALIFE Country House Il Rifugio del Cinghiale via Vallenetta - Tel. 339 4172707 | 347 0552210 Ristorante La Masseria via Nazionale - Tel. 0823 916034 CASTELVENERE Ristorante Il Ritrovo via Roma – Tel. 340 6341287 | 345 4103621

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Agriturismo Francemili via Pontecolonna, 72 - Tel. 0824 861934 Albergo Maracaibo via Vescovo Angelo Massarelli, 83 Tel. 0824 861063 | 0824 816229 Albergo La Vecchia Quercia via Cerquelle, 25 - Tel. 0824 861263 | 0824 860814 CUSANO MUTRI Ristorante Pizzeria Mastrillo c.da Giocagni – Tel. 0824 862205 Agriturismo Casale Vitelli - c.da Caiazzano Tel. 328 814 6657 | 3291474642 | 0824 818065 Bed and Breakfast Piana la Gatta c.da San Felice, 84 Tel. 392 5105232 | 0824 862337 Agriturismo La Roccia fraz. Civitella Licinio Tel. 331 4891243 | 349 6020922 Ristorante Pizzeria Lo Svago Fontana Stritto – c.da Cerracchito Tel. 0824 862963 | 328 7048947 Albergo Ristorante Il Guardiano del Matese fraz. Civitella Licinio Tel. 0824 818449 | 320 3574103 FAICCHIO Agriturismo L’Arenella via Arenella, 43 - Tel. 0824 815384 Ristorante La Lucciola sul Titerno via Marafi – Tel. 0824 819061 Agriturismo Marchese via Sciardi – Tel. 0824 814102 Albergo Ristorante Castello Ducale piazza Roma, 10 – Tel. 0824 863026 Albergo Ristorante La Fiaccola c.da Selva – Tel. 0824 863290 Bed and Breakfast La Locanda delle Fate via Colle Vecchio Tel. 0824 819061 | 338 1980994

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e e xtra s e t a m MASSA DI FAICCHIO Country House La Canapina via Sciardi, 24 – Tel. 0824 814412 Ristorante Il Monticello loc. Monticello – Tel. 0824 814045 MORCONE Agriturismo Bochicchio c.da Canepino – loc. Piccone - Tel. 0824 953007 Agriturismo Di Fiore c.da Coste Galli - Tel. 0824 951281 Agriturismo L’Antica Fontana c.da Cuffiano - Tel. 0824 951047 Agriturismo La Bottega del Norcino via degli Italici, 31 - Tel. 0824 956007 Agriturismo La Fattoria di Nonno Pietro c.da Montagna - Tel. 0824 957014 Agriturismo Il Paiolo via Piana - Tel. 0824 956218

Ristorante Pizzeria Il Paiolo S.P. Campitello Matese - Tel. 0874 780001 GUARDIAREGIA Agriturismo Il Grifone loc. Mencaro - Tel. 0874 785352 | 320 6708282 Agriturismo Le Coccole via Riello, 2 - Tel. 0824 830290 Casa Vacanza Casale del Vescovo c.da Santa Maria - Tel. 0874 785189 MACCHIAGODENA Agriturismo La Sorgente c.da Arattiera, 1 - Tel. 334 6269187 Agriturismo Villa Marcella c.da S. Ianni Paoliello - Tel. 0865 810030‎ Agriturismo Zampacorta c.da Gauta - Tel. 0865 813839 Bed and Breakfast L’ Antica Dimora via Marcelli, 191 - Tel. 0865 410 547‎

BOJANO ROCCAMANDOLFI Albergo Hotel H.R. via Crace, 19 - Tel. 0874 783000 Albergo Hotel Mary via Barcellona, 7 - Tel. 0874 778375 Albergo Ristorante Pleiadi’s Hotel via Molise, 40 - Tel. 0874 773088

Agriturismo Zia Concetta c.da Rio - Tel. 0865 836149‎ Agriturismo Campo di Ciello c.da Campo di Ciello - Tel. 0865 814506 Albergo Ristorante Casale Maginulfo Strada Provinciale, 45 - Tel. 0865 816199

SAN MASSIMO SEPINO Baita La Gallinola S.P. Campitello - Sella del Perrone Tel. 333 1830967 | 338 4342876 Albergo Hotel Miletto loc. Campitello Matese - 0874 784130 Albergo Lo Sciatore loc. Campitello Matese - 0874 784137 | 0874 784236 Agriturismo Il Campanaccio via Petrera Loc. Ainieri - Tel. 0874 780339 Agriturismo La Romanella c.da Cerreto - Tel. 0874 4780137 | 339 6981976

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Agriturismo La Loggia c.da Rio Verdaro, 4 - Tel. 0874 790373 Agriturismo La Taverna c.da Piana d’Olmo, 6 - Tel. 0874 791135 Agriturismo Locanda di Bernardo c.da Cantoni, 37 - Tel. 333 4548490 Albergo Terme di Sepino loc. Tre Fontane - Tel. 0874 790023 Bed and Breakfast Domus al Colle via Colle - Tel. 0874 790570

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Guida Turistica del Matese 2010  

Guida Turistica del Matese, edizione 2010

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