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Editoriale

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ualche anno fa una famosa pubblicità recitava: “Potremmo stupirvi con effetti speciali, ma noi siamo scienza, non fantascienza!”...

Noi oggi, potremmo aggiungere tante altre parole e promesse che poi sistematicamente non sarebbero mantenute, tante frasi già dette centinaia di volte su come o cosa le istituzioni dovrebbero fare o non fare per promuovere e sostenere il turismo in tutto il massiccio del Matese…, invece, noi dell’Associazione Turistica Territoriale preferiamo dire a tutti con assoluta semplicità: “venite a passare il vostro tempo libero sulle nostre montagne”, troverete di sicuro tante cose da fare e da vedere, e una accoglienza che piano piano sta crescendo, in qualità dei servizi offerti ed in quantità delle alternative proposte. Venite sulle nostre montagne, rimarrete certamente affascinati e non vedrete l’ora di ritornarvi. Vi aspettiamo! Tutti noi dell’associazione, non riteniamo di aver trovato la soluzione alle mancanze che finora ci sono state, ma crediamo fermamente di apportare, con il nostro impegno, un piccolo contributo, sicuramente necessario per lo sviluppo turistico dell’intero massiccio del Matese. Certi di dover proseguire con questo progetto, invitiamo tutti i rappresentati delle diverse istituzioni pubbliche di tutto il territorio matesino a rendersi disponibili a sostenere la pubblicazione della terza edizione della Guida Turistica del Matese, prevista per la primavera 2009. Grazie! Associazione Turistica Territoriale

A questo proposito, vanno i nostri più sentiti ringraziamenti a tutte le aziende e a tutti coloro che credendo in questa iniziativa ci hanno dato sostegno ed incoraggiamento; in particolare a: Vincenzo Cappello sindaco di Piedimonte M. Benny Iannitti assessore al turismo del comune di Piedimonte M. Renato Ricca consigliere provinciale Caserta Assessorato Marketing Territoriale, Editoria Provincia di Caserta Salvatore Bucci sindaco di Sant’Angelo d’Alife Angiolo Conte sindaco di San Potito S. Roberto Vitelli sindaco di Alife Fernando Pezza sindaco di Valle Agricola Alfonso Leggieri sindaco di San Massimo Gino De Gregorio assessore al turismo del comune di San Massimo Del Riccio Michele sindaco di Roccamandolfi Fabrizio Pepe presidente della Comunità Montana del Matese Piedimonte M. Gianluigi Santillo presidente del Consorzio Ce/1 – San Potito Sannitico Mario Colalillo presidente del Consorzio Campitello Matese e Raffaele Messore, Liberato Loffreda, Sara Vetturini, Pierpaolo Muccilli, Silvio Perfetto.


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Santuario di Castelpetroso Comune di San Massimo Campitello Matese Comune di Roccamandolfi Canyoning Inoltre Campobasso-Isernia Il volo Comune di San Potito Sannitico Il Ruscello Club Alpino Italiano Bacco e Bivacco Avan MTB Comune di Piedimonte Matese Inoltre Caserta Messidoro Anfiteatro di Alife Alife Antica Fornace del Matese Pelatello nero Comune di Sant'Angelo d'Alife Comune di Valle Agricola La Giostra Il lago Matese Sci Club Fondo Matese Falode Village Il Ponte Annibale Speleologia La Vinicola del Titerno I tanti sport del Matese Paleolab Pietraroja Freestyle Matese Inoltre Benevento

La realizzazione grafica e la gestione degli spazi pubblicitari della Guida Turistica del Matese e del sito www.montidelmatese.com, sono a cura di: - Piedimonte Matese - Caserta Hanno collaborato: Natalino Russo, Sisto Bucci, Annalisa Golvelli, Yuri Bucci, Mario Capobianco, Eolo Bucci, Massimo Rega Foto di: Federico Recce, Natalino Russo, Ugo Iannitti, Donato Mellucci, Roberto Gaetano, Sisto Bucci, Matteo Bordini, Nicola Iannitti, Corrado Zizzo, Enzo Altieri Stampato da Arti Grafiche Grillo srl Piedimonte Matese Giugno 2008


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Guida Turistica del Matese 2008


Santuario di Castelpetroso Il Santuario diocesano della Madonna Addolorata, patrona del Molise, con la sua maestosa mole, sorge in frazione Guasto, nel comune di Castelpetroso, provincia di Isernia. Questa sua particolare posizione geografica lo rende meta di molti pellegrini che a piedi raggiungono il santuario da tutti i comuni molisani e dell’alto casertano. La chiesa, in stile neogotico, è un inno alla Vergine Addolorata di Castelpetroso. La pianta del tempio simboleggia un cuore, posto nella parte centrale, trafitto da sette spade, i sette dolori di Maria, rappresentati da sette cappelle. La facciata compresa tra i due campanili, con pinnacoli e bifore, è tricuspidata ed in alto presenta ampie finestre con rosone. Dal Santuario si snoda la Via Matris, un sentiero lungo la montagna che porta al luogo delle Apparizioni, diviso in sette tappe con sette edicole, presso le quali sono state poste da qualche anno dei gruppi scultorei in bronzo, raffiguranti i sette dolori di Maria. Al termine della Via Matris appare come di incanto, tra il verde dei pini, il

luogo delle Apparizioni dove è collocata una scultura in bronzo raffigurante la Vergine Addolorata e le veggenti Bibiana e Serfina con due pecorelle. La visita al santuario può essere accompagnata da una piacevole visita del Borgo Medioevale e del Castello di Castelpetroso. MIRACOLO DELL’IMMAGINE MADRE ADDOLORATA Nel 1889 un bambino sordomuto di 6 anni, Angelo Verna, di Fara San Martino nella Diocesi di Chieti, era stato portato da suo padre, Luigi, a Castelpetroso, per contentare la madre del piccolo, Annantonia Tavanti, nella speranza che in quel luogo il bimbo potesse riacquistare la favella. Nella piccola cappella del Santuario, presso la “Grotta delle apparizioni” dove c’è una sorgente d’acqua, la pia donna, che aveva tanta fede, prese dell’acqua con una brocca e la fece bere al bimbo. In quello stesso istante, il piccolo Angelo gridò: “mamma, mamma”, e da allora la parola “gli rimase chiara e sonora per tutta la vita”. Quell’evento è documentato nella dichiarazione del sacerdote Beniamino Orsatti, incaricato dal suo Arcivescovo di verificare la veridicità di quel miracolo.

Castelpetroso (IS) - www.santuarioaddolorata.it - Tel. 0865 936110


Aquila Reale in volo sul Matese foto Donato Mellucci


CAMPOBASSO | SAN MASSIMO

San Massimo Grazioso e piacevole comune che segna il confine della provincia di Campobasso con quella di Isernia La cartina completa a pagina 2

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R. Musa, Olio su tela, m 2,38 x 1,47 “1a Sagra del Matese 30 giugno 1929”

Posto a ridosso di un colle a quota 626 metri s.l.m., alle falde del massiccio del Matese, vicino al torrente Callora affluente del fiume Biferno. Ha origini medievali risalenti, secondo fonti documentarie, al secolo XI-XII. Nel periodo feudale era denominato ‘Castello’ in quanto dominato e difeso da una rocca fortificata, come testimoniano vecchie tavole iconografiche. Sono ancora visibili ruderi dell’antico maniero. Per una elementare forma di distinzione al ‘Castello’ venne attribuito il nome agiografico di San Massimo, protovescovo di Nola del III secolo d.C.. In suo onore fu edificata anche una chiesa. Il culto verso questo Santo, eletto patrono del paese , si sviluppò durante l’epoca dell'invasione longobarda dell'Italia meridionale. L’abitato conserva in parte la tipologia costruttiva originaria. L’intero territorio comunale di San Massimo è ritenuto di grande valore estetico, naturalistico e storico. Lungo il percorso tratturale Pescasseroli-Candela, in località ‘Noce di Massaro’, qualche anno fa fu rinvenuto un nucleo sepolcrale di notevole interessse appartenente ad un piccolo insediamento riconducibile ad una società agricolopastorale di età arcaica del VI-V secolo a.C.. La sua storia è in gran parte legata a quella della vicina Bojano, come quasi tutti i centri molisani è stata interessata da

carestie, da episodi di anarchia durante i moti del 1799, da atti di brigantaggio sia nel periodo preunitario che postunitario, e da devastazione in occasione del terremoto del 26 luglio 1805. Gli edifici religio-

si più importanti sono la chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, ubicata al centro del paese, riedificata agli inizi dell’800 sulle rovine della vetustissima chiesa omonima rasa al suolo dal quel sisma, e la chiesa di Santa Maria delle Fratte posta su un’altura a Nord-Ovest del paese anticamente appartenuta all’Ordine di Malta. Sulla sua porta d’ingresso, infatti, è murato uno scudo scolpito con la caratteristica Croce ottagona dell’Ordine. Numerose le costruzioni rurali con torri circolari. Punto d’interesse turistico di fondamentale importanza per l’economia del comune di San Massimo è la località Campitello Matese, una delle stazioni sciistiche più importanti dell’intero meridione d’Italia.

La località, esattamente il 29 giugno 1929, quando era solo un pianoro frequentato da pastori, ospitò una grande manifestazione organizzata dal comando della 133a Legione della Milizia fascista regionale: la Sagra del Matese. L’evento ebbe una vasta risonanza a livello nazionale e vide il coinvolgimento di 33 paesi dell’area Matesina, sia del versante molisano che campano. Quel giorno si stimò che sull’altopiano del Matese ci fossero circa 7.000 persone, tra cui, numerosissime autorità politiche, militari e religiose. Fu una grande festa del folklore, rimasta nella storia e ancora viva nei ricordi dei molti “nonnini” ancora in vita. Di quello storico evento, esiste un filmato dell’allora Istituto Nazionale L.U.C.E.. Il territorio di San Massimo è ricco di vegetazione e di luoghi incantevoli che offrono la possibilità di poter effettuare escursioni e passeggiate in un ambiente ancora intatto. Famosi sono i porcini e i gallinacci che si possono raccogliere nei periodi favorevoli nei suoi immensi e stupendi boschi. Sul suo territorio sono presenti sia il tartufo nero che quello bianco più pregiato. La gastronomia locale è rinomata per le diverse pietanze della cucina contadina, oltre agli ottimi formaggi e latticini freschi. Nel calendario degli appuntamenti locali più importanti spiccano: il Festival Internazionale del Folklore che si tiene verso la metà di luglio; i ‘Giochi senza quartieri’, sfida tra tutte le borgate del paese che si disputa a fine luglio; la festa della Madonna della Neve che si svolge sul pianoro di Campitello la prima domenica di agosto; la festa della Madonna delle Grazie, di San Giovanni Battista e di Santa Lucia che cade la seconda domenica di settembre; la ‘Sagra della castagnata’ che si svolge a fine ottobre. Guida Turistica del Matese 2008 | 7


Associazione Turistica Territoriale - Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 787300 - Fax 0823 783977 - Cell. 335 453487 info@montidelmatese.com - www.montidelmatese.com

L

’azienda agricola Il Grifone nasce nei primi anni ‘80 e da allora alleva allo stato semi-brado, maiali da salumi delle razze pesanti ed i famosi maiali neri “Casertani”. La razza Casertana, unica autoctona, recentemente è stata rivalutata per gli ottimi salumi che ne derivano. Oltre all’allevamento, l’azienda si occupa della produzione e stagionatura di ottimi formaggi: pecorini, caprini, caciocavalli… L’agriturismo Il Grifone, ricavato in un antico casale, ristrutturato da pochissimo, aperto dal 2006, è situato all’entrata del paese; è specializzato nella preparazione di piatti tipici nel rispetto della tradizione culinaria locale. Tutti i piatti proposti, sono conditi con l’olio D.O.P. prodotto negli uliveti di proprietà.

APERTO VENERDÌ, SABATO, DOMENICA E FESTIVI CONTRADA MENCARO – GUARDIAREGIA (CB) TEL. 0874 785352 - 328 2866592 - 320 6708282 www.agriturismoilgrifone.it


CAMPOBASSO | SAN MASSIMO | CAMPITELLO MATESE

Campitello Matese

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Campitello Matese “nacque” commercialmente negli anni sessanta grazie alla felice intuizione di alcuni imprenditori edili del nord Italia La stazione sciistica di Campitello Matese, località montana del comune di San Massimo (CB), nasce nella seconda metà degli anni sessanta, grazie alla felice intuizione di alcuni imprenditori edili del nord Italia, che nell’arco di pochi decenni, riescono non solo ad edificare innovati residence di montagna, ma anche a far conoscere Campitello in tutto il territorio nazionale, e non solo. Direttore e mentore della giovane stazione sciistica, fu il compianto Riccardo Plattner, decano dei professionisti della montagna, il quale nell’arco di

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pochi anni riuscì a tracciare piste spettacolari, intitolandole a quei campioni del circo bianco dell’epoca: Zeno Colò, Paride Miglianti e Celina Seghi. A memoria delle loro capacità, resta la storica tappa della Coppa del mondo di Free Style disputatasi nel lontano anno 1984 e le innumerevoli edizioni della Coppa Italia FIS che ogni anno la stazione si pregia di organizzare. Oggi Campitello Matese è conosciuta ed apprezzata come la stazione principe del Sud Italia, frequentata non solo dagli appassionati delle regioni limitrofe, quali Campania, Lazio, Puglia, Basilicata, Abruzzo, ma, anche da gruppi provenienti da più lontano. Ad accoglierli trovano una stazione sciistica moderna, sempre più votata al turismo, tre piste omologate FIS per le competizioni internazionali, sei impianti modernissimi: 3 seggiovie, 2 sciovie e un nastro trasportatore, che con la loro enorme portata, riescono a servire i 40 Km di piste e tre anelli (sempre battuti) per la pratica dello sci di fondo. Guida Turistica del Matese 2008 |11


Fiore all’occhiello di Campitello Matese è il nuovo impianto di innevamento artificiale, che, con la sua capacità, permette di innevare in poche ore l’ottanta per cento delle piste. Gestore della stazione sciistica è un Consorzio a capitale pubblico che si occupa non solo della gestione degli impianti di risalita, ma anche della promozione e dello sviluppo dell’intera località. Prossimi obiettivi degli amministratori del Consorzio Campitello Matese S.c.p.A. sono quelli della imminente costruzione del nuovo impianto funiviario “Capo D’Acqua” e quello della realizzazione del “Comprensorio del Miletto”, un progetto altamente

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innovativo che permetterà non solo la realizzazione di nuovi impianti di risalita, punti di ristoro e solarium, ma soprattutto di innalzare le aree sciabili da quota 1870 m. a 2050 m., riuscendo così a far conoscere altre bellezze inesplorate del massiccio del Matese. Il turista che si reca in questa splendida località, trova ad accoglierlo la cordialità e la professionalità delle famiglie Muccilli e Martone che da decenni gestiscono quattro alberghi, tutti posizionati in prossimità delle piste e dotati di piscina interna, centro benessere e campi polivalenti per la pratica degli sport estivi, e due scuole di Sci. Inoltre sono a disposizione del turista, diverse attività commerciali dove è possibile


noleggiare ed acquistare qualsiasi tipo di attrezzatura sportiva, pub, discoteche, pizzerie e ristoranti tipici, dove poter gustare l’ottima cucina molisana, fatta anche di piatti poveri, a base prevalentemente di carni e formaggi provenienti dagli allevamenti del posto. Nel periodo estivo, la località cambia immagine; diventa un posto dove venirsi a riposare e ad ossigenarsi; infatti sempre più persone decidono di esplorare i sentieri pedemontani perfettamente tracciati e segnalati dagli esperti volontari del CAI (Club Alpino Italiano), percorsi, che spesso si snodano tra fitte faggete secolari e pianori di alta quota di incomparabile bellezza. Per i più intrepidi è possibile praticare diversi sport, dal volo libero in deltaplano o parapendio, arrampicare su roccia o allenarsi sulla parete artificiale, e tanti altri ancora. Per gli amanti degli animali è possibile fare delle lunghe passeggiate a cavallo, e per i più pigri rilassarsi al sole fra le mille varietà di fiori che si possono ammirare solo nelle nostre splendide montagne.

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Campitello Extreme Team Info: Carlo 339 1054315 Massimo 338 4342876 Gino 333 1830967 Satellitare 310 5202106 www.campitelloextremeteam.com

Quando arriva l’inverno e la soffice neve scende silenziosa, nuove avventure si propongono ai più dinamici, a coloro che amano vivere la montagna nelle più diverse condizioni… niente di eccessivo! adatto ai comuni mortali che hanno la voglia di trascorrere giornate insolite in un ambiente veramente incantevole. La società Campitello Extreme Team di San Massimo (Cb) dispone di circa 25 motoslitte, con le quali organizza gite guidate nel pianoro di Campitello Matese e nelle vallate circostanti; Le gite hanno una durata variabile, da pochi minuti ad alcune ore, sempre in assoluta sicurezza affidati alla grande esperienza delle guide che da anni svolgono questa attività. Tappa da non perdere è la caratteristica sosta al rifugio “Baita La Gallinola”, situato a 1.600 metri s.l.m. in un

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Baita La Gallinola notturne seguendo dei percorsi prestabiliti. Presso la “Baita La Gallinola” (che prende il nome proprio della montagna che la sovrasta), è possibile degustare uno piatto veramente speciale: “Taccozze e Orapi”. Gli Orapi sono una tipica verdura di montagna, molto simile agli spinaci che cresce solo a questa altitudine e viene raccolta nei mesi di maggio e giugno appena la neve si è sciolta. Nella

ambiente incontaminato, unico nel suo genere, che con la neve alta è raggiungibile solo in motoslitta o con il gatto delle nevi, messo sempre a disposizione dalla Campitello Extreme Team che riesce a portare circa 30 passeggeri da Campitello Matese alla Baita in poco più di mezz’ora. Qui, mentre fuori la temperature è di almeno -10°, all’interno, la simpatia dei gestori e la calda atmosfera del locale, realizzato interamente in legno, porta a degustare piatti veramente unici, che in uno scenario fiabesco acquistano un gusto che non ha paragoni. Durante la bella stagione, le gite continuano, cambia solo il mezzo di locomo-

zione: dalle motoslitte si passa ai quad! che sempre nel pianoro di Campitello Matese sono a disposizione di chi vuole noleggiarli per effettuare delle escursioni in un territorio tanto vasto quanto spettacolare, alla scoperta di nuovi e suggestivi angoli del massiccio del Matese. Inoltre, si organizzano escursioni di trekking e passeggiate a cavallo, con diversi gradi di difficoltà, diurne e

cucina del rifugio, vengono utilizzati solo prodotti tipici molisani: pecorino, caciocavallo, scamorze, prosciutto rigorosamente affettato a mano, il buonissimo capicollo e la salsiccia. La pasta e fagioli, le tagliatelle ai funghi porcini e tutte le altre prelibatezze, vengono preparate in modo casereccio, seguendo scrupolosamente le antiche ricette della nonna; inoltre, tutti gli arrosti vengono cotti sulla brace di legno di faggio che ne esalta il gusto. Il locale è aperto al pubblico tutti i giorni da giugno ad agosto e da dicembre ad aprile; nel resto dell’anno, apre durante tutte le festività o su prenotazione. La Baita è raggiungibile seguendo la strada provinciale che collega Campitello Matese a Bocca della Selva.

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ISERNIA | ROCCAMANDOLFI

Roccamandolfi

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L'abitato, posto a 850 metri s.l.m., ha avuto origine intorno all'anno mille, sul crinale di una montagna sulla cui sommitĂ  si erge l'antico castello medioevale, simbolo della millenaria storia, ormai rudere, le cui mura perimetrali si presentano ancora salde. Il territorio circostante, ricco di boschi di alto fusto e verdi pianori, si sviluppa sul versante Nord della catena del Matese che comprende il Monte Miletto (quota 2050 s.l.m.). Comprende, ancora, l'Area naturale del Torrente Callora, geograficamente situata a nord-ovest dell'abitato fra le gole del torrente Torrione. Il centro storico si sviluppa intorno all'antico palazzo ducale Pignatelli, la Chiesa San Giacomo Maggiore e la piazza pavimentata in pietra locale. Ai piedi del borgo antico si trovano diverse sorgenti. Il Parco "Trainara" con l'omonima sorgente, offre occasioni per salubri e amene passeggiate. Dal lato opposto, invece, sotto un arco rinascimentale, si trova una Croce Viaria in pietra lavorata.

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Il paese è rinomato per la cordiale accoglienza che i roccolani riservano a tutti gli ospiti, in modo particolare ai turisti che, specialmente nel periodo estivo, amano trascorrere il tempo libero in armonia con la natura. I prodotti tipici sono quelli di una volta: formaggi, salumi, funghi porcini, lenticchie... Nel periodo estivo la popolazione del centro matesino raddoppia, infatti, rientrano i numerosi residenti all'estero o nelle varie regioni italiane, arrivano villeggianti, gruppi di escursionisti, boy scout... A loro si indirizzano manifestazioni musicali, culturali, folcloristiche ed intrattenimenti serali. Le principali feste patronali sono quelle di San Liberato (prima domenica dì Giugno), San Giacomo (25 Luglio), San Donato (7 Agosto), mentre la penultima domenica di Luglio l'appuntamento è per la Giornata del Pastore che si svolge sul Pianoro di Campitello di Roccamandolfi ove si recano migliaia di persone per

vivere una giornata immersi nella natura a degustare i prodotti della gastronomia locale. La manifestazione, nata come rassegna zootecnica, è ormai alla sua 22 a edizione ed ha assunto tutte le caratteristiche di una grande "Festa della Montagna". Roccamandolfi vanta di avere uno dei costumi più belli del Molise che si può ammirare nelle varie manifestazioni estive, con le esibizioni del rinato gruppo folcloristico.

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www.matesefriendfestival.it

MATESE FRIEND FESTIVAL Bojano (Cb)

La piccola Woodstock del sud Italia, con 6 aree, 570 artisti, 50000 spettatori. Quattro giorni in compagnia delle star e dei nuovi talenti della musica nazionale ed internazionale tra eventi, spettacoli, incontri di arte contemporanea, fotografia, cinema d'autore e cortometraggi. A Bojano, nella prima settimana di agosto, non si partecipa solo ad un mega-evento ma si diventa prota-

gonisti di un fantastico atelier delle arti e delle culture contemporanee nella cornice incontaminata dei monti del Matese. Daniele Silvestri, Riserva Moac, Sud Sound System, Nidi D'Arac, Bandabardò, Simone Cristicchi, Elio e le storie tese, La Zurda (Argentina), Zoe (Germany) and Quintet For The End Of The Time (Usa) sono solo alcuni dei nomi presenti all'interno del ricco roster. Ai concerti, che sono gli eventi prinicpali della Kermesse,

fanno da contorno tutta una serie di eventi paralleli: Il Contest, concorso nazionale per gruppi emergenti dĂ  la possibilitĂ  alle band di avere spazio e watt a disposizione per proporre i propri progetti musicali. Esposizioni ed interventi d'arte contemporanea, campeggio gratuito, proiezioni cinematografiche e area relax hanno interessato un pubblico visibilmente entusiasta e turisti curiosi per un evento unico nel sud Italia.


Le Forre Il massiccio del Matese, custodisce al suo interno una grande varietà di meraviglie naturali; una delle più spettacolari è costituita dalle “Forre”: strette gole profondamente scavate nella roccia, nei millenni, dal continuo scorrere dell’acqua. Molti appassionati di canyoning (torrentismo) arrivano da tutta l’Europa, in quanto le forre matesine sono molto popolari ed apprezzate dai praticanti di questo fantastico sport.

Foto: Matteo Bordini, Corrado Zizzo – www.zorring.org


Ristorazione e pernottamento nell’area matesina delle province di CAMPOBASSO e ISERNIA CAMPOBASSO CAMPITELLO MATESE Kristall Tel. 0874 784127 Kristiania Tel. 0874 784107 Miletto Tel. 0874 784130 Lo Sciatore Tel. 0874 784236 La Pinetina Tel. 0874 784207 Rifugio Jezza Tel. 0874 784188 Baita La Gallinola Tel. 339 1054315 Rifugio Le Pianelle Tel. 335 8164458

Ristorante Risorta Locanda del Castello Tel. 0874 778623 VINCHIATURO Ristorante Da Netta Tel. 0874 34287 Agriturismo Casale Rosa Tel. 0874 34382

ISERNIA MACCHIAGODENA Agriturismo La Sorgente Tel. 0865 810199 Agriturismo Zampacorta Tel. 0865 814163 Agriturismo Villa Marcella Tel. 0865 810030

GUARDIAREGIA Agriturismo Il Grifone Tel. 0874 785352 Agriturismo Le Coccole Tel. 340 4954937 Agriturismo Casale del Vescovo Tel. 0874 785189 Agriturismo Il Rifugio del Massaro Tel. 0874 785231 Loc. Campitello di Sepino

SANT'AGAPITO Ristorante Lo Zodiaco Tel. 0865 234344 Ristorante Bar Pizzeria Piccadilly Tel. 0865 234694

SAN MASSIMO Agriturismo Il Campanaccio Tel. 0874 780339 Agriturismo La Romanella Tel. 0874 780137

CANTALUPO NEL SANNIO Ristorante Antica Trattoria Del Riccio Tel. 0865 814246

COLLE D’ANCHISE Dimora Rurale La Piana dei Mulini Tel. 0874 787330

PETTORANELLO DEL MOLISE Ristorante Le Ancore Tel. 0865 58150

BOJANO Hotel Mary Tel. 0874 778375 Hotel Pleiadi’s Tel. 0874 773088 Ristorante Lo Sfizio Tel. 0874 773131 Ristorante Borgo Antico Tel. 0874 773231

LONGANO Pizzeria Ristorante Principe Tel. 0865 234666

Il file .pdf della Guida Turistica del Matese è scaricabile sul sito www.montidelmatese.com

CASTELPETROSO Ristorante Ai Conventi Tel. 0865 937144


A piedi, in bici o a cavallo, dal versante molisano del massiccio del Matese si può passare al versante campano, grazie ad una fitta rete di sentieri che attraversano le montagne in lungo ed in largo, sorprendendo continuamente il visitatore, con paesaggi unici che appaiono ai suoi occhi. Tra i tanti modi, per passare da un versante all’altro, quello che, indiscutibilmente è ritenuto più affascinante è... Guida Turistica del Matese 2008 | 23


Foto: Gianni Antonucci


Grazie alla sua posizione geografica, il versante campano del massiccio del Matese, esponendo le sue pendici ai raggi del sole dall’alba al tramonto, favorisce la pratica del volo libero in deltaplano o parapendio, sport molto diffuso in questa zona

Vola con noi

Da oltre 30 anni i monti del Matese hanno mantenuto vivo l’antico sogno dell’uomo: VOLARE! Oggi, è praticamente impossibile non vedere, durante i week-end, qualcuno che vola, mentre 30/35 anni fa, volare era sicuramente uno sport per temerari. Oggi, grazie all’evoluzione tecnica, è diventato uno sport sicuro ed alla portata di molti. La regola principale per i piloti è quella di rispettare il “cono di sicurezza”: quando si è in volo bisogna sempre avere a portata di planata, un spazio libero di almeno 100 metri dove poter atterrare in caso di problemi. Su tutti i velivoli è presente il paracadute di emergenza che si apre in soli 7 decimi di secondo ed è

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azionabile già da 40 metri di altezza. Con l’utilizzo degli ultraleggeri a motore, negli ultimi 20 anni, nella nostra zona, sono stati effettuati circa 1.800 voli turistici in biposto e più di 25.000 ore di volo. Il Matese ha ospitato diversi raduni ed alcune gare nazionali, la prossima, si svolgerà nel mese di agosto 2008; sarà una prova della Coppa Italia di parapendio. (Vedi a pag. 33) L’età media dei piloti è di 39 anni per gli ultraleggeri a motore e 33

anni per il volo libero. Detto ciò non hai più scuse per non venire a volare con noi! Sempre che ti piacciano gli spazi infiniti, il mutare continuo dei

A chi non ha mai volato “senza motore”, mi piacerebbe trasmettere le sensazioni che ho provato in questi venti anni di attività di volo libero in deltaplano, effettuando ben 620 voli. …ma come fai a descrivere il brivido del volo, del primo passo verso il vuoto nel momento del decollo..., e poi la dimensione “aria” in cui i tuoi sensi vengono a trovarsi per tutto il tempo, sembra di sognare ad occhi aperti. All’improvviso ti trovi a galleggiare nell'aria, avvolto da un senso di pace e di libertà che solo questo sport ti può dare. Non è una attività riservata a pochi “pazzi”, al contrario! il mio auspicio è che qualcuno possa trarre spunto da queste mie considerazioni per avvicinarsi a questo splendido sport e, alla prima occasione librarsi in volo. Salvatore Rao

colori dei monti e del cielo, ammirare il nostro meraviglioso mondo da un'altra prospettiva e renderti conto che la maggior parte dei problemi che ci creiamo nella nostra testa non esistono. Naturalmente puoi anche venire solo a curiosare più da vicino, presso il campo “Centro Volo

Matese” sito nella pianura di Alife, e se ti viene voglia, saltare subito su un delta a motore o un aereo biposto in compagnia di piloti con oltre 5.000 ore di volo che ti faranno vedere da vicino quanto è facile, sicuro ed “umano” pilotarlo.

Per informazioni o per prenotare un volo turistico, basta telefonare al numero 0823 787170 in orari di ufficio oppure al 348 7609447 nei week-end.

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L’associazione Volo Sportivo San Potito Sannitico, raccoglie l’eredità di un gruppo di amici che, inseguendo da circa 30 anni il sogno di Icaro, hanno avuto lo spirito di costituirla nell’agosto del 2007, con la voglia di diffondere la cultura e la sicurezza del volo libero e del volo a motore. L’associazione, che non ha fini di lucro, nasce per favorire la conoscenza, la solidarietà e lo scambio di informazioni tra piloti, istruttori, allievi piloti. I soci fondatori, amici che da anni condividono la passione per l’aria, credendo fortemente in questo loro progetto intendono rendere fruibile a tutti gli appassionati l’esercizio di

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questa disciplina aviatoria, fino a consentire l’attività in piena sicurezza anche a piloti diversamente abili. L’associazione dispone di un rifugio attrezzato, in prossimità del decollo di San Pasquale, punto di riferimento per tutti i piloti. (foto rifugio) Il massiccio del Matese, offre condizioni metereologiche molto favorevoli alla pratica del volo libero, per questo, principalmente nel periodo estivo, richiama centinaia di piloti da diverse zone d’Italia, e spesso arriva anche qualche pilota straniero. I punti di decollo disponibili sono molti, quelli più frequentati sono:

per i venti da sud, sud/ovest e ovest: decollo Gallinola che si affaccia a picco sul lago Matese, a quota 1.650 metri slm con un dislivello di 650 metri e decollo di San Pasquale, monte Ariola che si affaccia sulla valle del Volturno; a quota 1.150 metri slm con un dislivello di 1.000 metri Per i venti da nord, decollo di Campochiaro (Bn) che si affaccia sull’omonimo paese e decollo Campitello Matese che si affaccia sul comune di San Massimo (Cb) Info: cell. 380 2926107 www.volosanpotito.it volosanpotito@gmail.com


Bar Mary

CIOCCOLATO DELLE MIGLIORI MARCHE

Bar Gelateria Enoteca Coloniali

La tua sosta rinfrancante prima di iniziare la salita verso il Matese Piazza A. Gaetani, 8 (Porta Vallata) Tel. 0823 911098 | Piedimonte Matese (Ce)


CASERTA | SAN POTITO SANNITICO Foto: Roberto Gaetano

San Potito Sannitico

La cartina completa a pagina 2

Dove l’ospitalità è di casa Circa duemila abitanti e vanta un primato unico nell’area Matesina: oltre 200 posti letto e 300 posti mensa, distribuiti tra agriturismo, bed & breakfast e country house. Il territorio comunale si estende per 2283 ettari di superficie, la maggior parte ricoperta da bosco, case sparse ed un centro abitato a 280 metri s.l.m. Sviluppatosi intorno ad alcune sorgenti pedemontane, San Potito Sannitico, piccola cittadina ai piedi del massiccio del Matese, è un delizioso comune che ospita sedi prestigiose quali quella dell’Ente Parco Regionale del Matese, del Consorzio Intercomunale CE/1 e dell’Ecomuseo dell’Alto Casertano.

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Inoltre, hanno sede: la sezione matesina del CAI (Club Alpino Italiano), il Gruppo Speleologico del Matese, il Telefono Azzurro e l’Associazione Volo San Potito. Nel corso dell’anno, i vicoli del grazioso centro storico, fanno da scenario alle numerose manifestazioni che si susseguono, organizzate grazie alla perfetta sinergia tra Amministrazione Comunale e Pro Loco Genius Loci. Grazie anche alle tante aziende di ricezione turistica presenti, San Potito Sannitico risulta essere la meta ideale per chi vuole trascorrere una piacevole giornata in campagna, lontano dal caos della città, magari accompagnata da una passeggiata nei vicoli del centro storico o da una visita al suggestivo Palazzo Filangieri. Guida Turistica del Matese 2008 | 31


Foto: Roberto Gaetano

Suggestive ed incontaminate, sono le montagne di San Potito, che nel Parco d’Amore nel monte Ariola e nel bosco Arito, manifestano esempi di un paesaggio boschivo di rara bellezza dove si muovono con disinvoltura cinghiali, lepri, volpi … La cultura a San Potito Sannitico si esprime principalmente attraverso due appuntamenti annuali: CINEMADAMARE È un festival itinerante che in sei settimane, tocca sei regioni del sud Italia. San Potito Sannitico è l’unica tappa campana, le altre tappe sono Bari, Matera, San Severino Lucano, Corigliano Calabro, Acireale, Marina di Nova Siri. L’obiettivo del festival è quello di ricreare l‘antica atmosfera del cinema italiano, radunando tanta bella gente, in piazza, attraverso una competizione di cortometraggi realizzati da giovani film-maker provenienti da

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tutto il mondo. Quest’anno, dal 18 al 24 luglio, per la terza volta, la piccola cittadina sarà invasa da un centinaio di giovani film-maker che, oltre a proiettare i propri corti, si diletteranno nella realizzazione di nuove scene e parteciperanno a seminari tenuti da attori, registi e scrittori. Tutte le serate, aperte al pubblico, saranno caratterizzate dalla proiezione dei cortometraggi in concorso e dall’intervista di Franco Rina, giornalista di La7 e Direttore del Festival, all’ospite famoso di turno. Uno dei corti proiettati a San Potito Sannitico nel 2007 è stato nel 2008 candidato al premio Oscar. Oltre ad essere un momento di spettacolo e di intrattenimento, Cinemadamare è senza dubbio una meravigliosa occasione per scambi interculturali e linguistici, tra i giovani del luogo ed i giovani cineasti presenti. Per tutte le informazioni consultare il sito internet

www.cinemadamare.it. FATE FESTIVAL È un contenitore di eventi che si susseguono per tutta l’estate. Questi hanno la loro battuta di inizio con CinemadaMare e proseguono poi con concerti, spettacoli teatrali e tanto altro. I diversi angoli del centro storico si trasformano in palcoscenico e ospitano esibizioni diverse. La vivace piazza Porta Agricola, cuore vivo del paese, ospita spettacoli di varietà e teatro napoletano. Piazza Roma e palazzo Pietrosimone ospitano invece momenti più ricercati ed intimi, come i concerti di musica classica. Il suggestivo villaggio Neagorà e le sue cupole di tufo ospitano invece momenti di musica etnica. Per il programma dettagliato è possibile consultare il sito www.prolocosanpotito.it.


www.parapendiolestreghe.it www.matesecup.it Leone Antonio Pascale 328 4380698 Ivan Martino 340 6680607 Antonio Orsini 335 7446826

MATESE CUP 2008

Campionato Italiano Parapendio Open 24-31 agosto 2008

Grazie alla sensibilità della Amministrazione Comunale di San Potito Sannitico, finalmente, dopo vent'anni dalla prima edizione, il Campionato Italiano Parapendio Open si terrà nel meridione d'Italia, tra i suggestivi paesaggi del Parco Regionale del Matese. In sei giorni, piloti provenienti da tutta Italia e da altre nazioni europee, si

misureranno in manche di velocità su percorso a boe, come in una "regata velica". La somma dei punteggi giornalieri decreterà infine il campione italiano assoluto. L'evento nasce dalla volontà del Club Parapendio "Le Streghe" di promuovere uno sport ancora poco praticato nelle nostre zone, ma d'intenso fascino. La scelta del luogo è

stata motivata principalmente dall'alto contenuto tecnico dei percorsi realizzabili, infatti il massiccio del Matese per le sue caratteristiche orografiche è da sempre luogo ideale per il volo libero nel centro-sud, che da circa trent'anni è banco di prova per i miglioramenti tecnologici, prima del deltaplano, mezzo di grande potenzialità ma poco pratico (a causa delle dimensioni e del peso), poi del parapendio, notevolmente più leggero e facilente trasportabile. Guida Turistica del Matese 2008 | 33


Foto: Enzo Altieri


MASSERIA DEI MONACI L'Agriturismo "Masseria dei Monaci" è circondato da un ampio spazio verde con area giochi per bambini, piscina e vasto parcheggio. Oltre al servizio di ristorazione, l’agriturismo offre la possibilità di pernottamento dato che dispone di 4 confortevoli camere con servizi. Masseria dei Monaci è anche azienda agricola, con allevamento di maiali neri Casertani e animali da cortile; inoltre si coltivano: orto, frutteto e oliveto. La cucina dell'agriturismo è un felice connubio tra tradizione e innovazione, i piatti proposti sono preparati secondo le antiche ricette locali, in base alla stagione, utilizzando principalmente prodotti dell'azienda. Alcuni piatti da non perdere sono: • Tacchino disossato e ripieno con formaggi, carni e castagne. • Gnocchi preparati con semola di grano duro e conditi con tracchiolelle e salsiccia di maiale nero. • Gnocchi con melanzane e ricotta infornata. • Filetto di maialino freddo su letto di verdure con salsa di arance e aceto balsamico. • Tortino di tagliolini con asparagi di rovo e marinata di pomodorini.

Venite a trovarci! Via Valle Chiarelle, 9 - San Potito Sannitico (Ce) Tel. 320 7122374 - 333 4093439 – masseriadeimonaci@libero.it


Il Ruscello

country house

La country house Il Ruscello, si trova nella verde campagna di San Potito Sannitico (Ce), immersa in un oasi di tranquillità, dove si possono ammirare meravigliosi colli, circondati da alte montagne. Qui si può fare del turismo rurale a stretto contatto con la natura, e ritrovare una dimensione umana quasi dimenticata, avvolti dai colori e dai sapori della tradizione e dai ritmi di una vita le cui radici risalgono alle origini dell’uomo. La nostra country house è una struttura costruita intorno al 1800, completamente ristrutturata nel 2006, in stile arte povera. Offre, inoltre, l’opportunità di trascorrere un soggiorno indimenticabile in una dimora esclusiva, circondata da una calda e intima atmosfera che splendidamente si coniuga con la serenità del luogo. Il Ruscello, dispone di un ampio parcheggio, un parco giochi per bambini con un vastissimo prato dove possono correre liberamente senza alcun rischio, e un’area destinata alla pratica del calcetto. E’ senza alcun dubbio, il luogo ideale per passare ore serene, all’aria aperta. La country house Il Ruscello è a conduzione familia-

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re, gestita con semplicitĂ  e genuinitĂ  da Alberto e Lucia, sempre attenti alle esigenze dei loro ospiti. La cucina propone piatti ricercati e piatti tipici del territorio come: i formag-

gi del Matese, pasta fresca e carni provenienti da allevamenti locali. Per il pernottamento, dispone di sei accoglienti camere letto, tutte con aria climatizzata e televisore.

Country House "Il Ruscello" Via Salette - San Potito Sannitico (CE) Tel. 0823 543129 Cell. 368 7151186 / 347 7475916 www.ilruscellodagostino.com info@ilruscellodagostino.com


Club Alpino Italiano Il C.A.I. Club Alpino Italiano, una delle associazioni più antiche d’Italia, nasce a Torino nel 1863 per volere di Quintino Sella, allora ministro delle Finanze, affiancato dal ns. conterraneo Beniamino Caso allora deputato al Parlamento Torinese. Quest’ultimo, volle l’istituzione della sezione C.A.I. a Napoli che avvenne nel 1871. Nei 1946 un gruppo C.A.I., emanazione della sezione napoletana, si costituì in Piedimonte d’Alife (successivamente Matese) né fu entusiasta fautore il conte Antonio Filangieri di Candida Gonzaga. Dopo circa 10 anni, l’associazione si sciolse e solo nel 1990, finalmente, tornò ad operare nel territorio matesino. Successivamente, grazie all’impegno di Carlo Pastore e Giulia D’Angerio nel 1999 diventa a tutti gli effetti sezione autonoma. Oggi, la sezione ha una sede operativa a San Potito Sannitico e ha tutto l’interesse di proseguire il suo programma che scaturisce dal 1° articolo dello statuto che prevede la conoscenza della montagne in tutte le sue eccezioni: escursionismo, alpinismo, arrampicata, sci… . IL SENTIERO ITALIA Proveniene dalle rive del Baltico, attraversa l’Europa centrale e quando entra in Italia prende il nome Sentiero Italia.

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Il sentiero è lungo oltre 6.000 Km ed attraversa praticamente tutta l’Italia; la parte che riguarda il massiccio del Matese è di ben 60 Km, suddiviso in 4 tappe tutte molto interessanti e ricche di paesaggi veramente unici. Da evidenziare la quarta tappa (13A e 13D) che dal comune di San Gregorio Matese supera il passo di Santa Croce, prosegue per la via mulattiera del XVII secolo che conduce al valico di monte Raspalo e dopo la faggeta Parco d’Amore, il lago Matese, la chiesetta di san Michele, la valle di San Massimo, raggiunge il valico di monte Crocetta a 1570 metri slm che segna il confine con il Molise. Un secondo tratto del Sentiero Italia è identificato con la sigla 8B. Parte dal comune di Letino e, attraverso campo Figliolo e fontana dei Palombi, raggiunge il comune di Roccamandolfi (IS) fino al santuario di San Liberato. Oggi, come nei secoli passati, questo sentiero rappresenta un tra-

dizionale percorso religioso per i tanti pellegrini devoti. Durante tutto l’anno vengono organizzate moltissime escursioni, con diversi gradi di difficoltà. Tutti gli interessati possono contattare il C.A.I., sezione di Piedimonte Matese (Ce), attraverso il sito www.caipiedimontematese.it


Bacco e Bivacco

country house

SAN POTITO SANNITICO (CE) Tel. 0823 910669 - Cell. 349 6759646 www.baccoebivacco.it Giorno di chiusura: MARTEDÌ

La country house, sapientemente condotta da Sara, Marco ed il loro staff, continua a raccogliere consensi, scaturiti dall’alta qualità del loro operato 40 | Guida Turistica del Matese 2008


contempo affascinanti e intramontabili, come il contatto con la natura, i profumi delle stagioni, il semplice relax in un ambiente sano, amichevole e soprattutto confortevole. La counry house “Bacco e Bivacco” sorge ai piedi del Parco Regionale del Matese. La capienza delle sale per la ristorazione è di circa 80 posti; per il pernottamento sono disponibili fino a 20 posti letto. Ospitalità, genuinità dei prodotti ed il rispetto delle tradizioni sono il loro punto di forza; pasta fresca fatta in casa e prodotti tipici matesini si sposano in modo originale ed eccellente con le selezionate specialità trentine. Il turismo eco-compatibile e non invasivo è prevalente nelle proprie offerte; particolare attenzione si riserva alle cose semplici ma nel

Da quest’anno, una bella novità! nasce la Fattoria di Bacco, una nuova country house con 4 camere da letto, un accogliente soggiorno ed un ampio salone per i pranzi. Fattoria di Bacco, viene preferita da gruppi di amici che amano trascorrere intere giornate in campagna in assoluta tranquillità ed autonomia. Si evidenzia un piccolo allevamento di cinghiali e la presenza di alcuni cavalli.

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Oltre alla conduzione delle due country house, Marco e Sara si occupano anche della gestione del rifugio Il Cristallo e dei vicini impianti scioviari in località Bocca della Selva (1.450 metri slm) Il rifugio si trova ai piedi delle piste da sci, quindi, frequentatissimo da tutti gli appassionati che trovano al suo interno tutto il calore e l’accoglienza che contraddistingue lo spirito “Bacco e Bivacco”. A Bocca della Selva si possono praticare molti sport invernali, come lo sci alpino ed in particolare lo snowboard, visto che la località è sede dell’associazione Freestyle Matese Snowboard che, grazie alla sinergia con Bacco e Bivacco, sta diventando sempre più un punto di riferimento per gli appassionati di tutto il Centro-Sud. Il Rifugio è aperto tutti i giorni da Dicembre ad Aprile e tutto il mese di Agosto. Negli altri periodi dell’anno è aperto solo la domenica o, nell’arco della settimana su prenotazione.


L’idea di fondare l’associazione AVAN MTB emerse nel 2005 durante il secondo Bike Tour svoltosi nel Parco Nazionale d’Abruzzo; fu così che nell’anno successivo l’associazione prende vita, impegnandosi nella promozione e salvaguardia del territorio matesino dedicando sul sito web dell’associazione un’intera sezione: “Il Matese, una catena che vive”. Il Matese offre percorsi mozzafiato a cui i biker posso accedere senza alcun costo, rimanendo a stretto contatto con la natura e carpendone i segreti che solo chi esplora gli angoli

Avan MTB

più remoti può notare. Durante l'anno associativo, vengono organizzate escursioni di uno o più giorni, in mountain bike, trekking, racchette da neve e sci nordico, in territorio regionale ed extra-regionale. Le attività sono organizzate in calendari trimestrali scaricabili dal sito dell'associazione. Ogni anno, inoltre, l'associazione organizza tra agosto e settembre un Bike Tour (viaggio in bici a tappe, minimo 6 giorni) sia in territorio europeo che extra-europeo. I Bike Tour permettono al cicloturista di apprezzare con tutta calma il paesaggio che scorre ai suoi occhi con un mezzo di locomozione ad impatto negativo nullo: la Bici. Michele Minotti 338 8869997-329 4948935 Fabio Pisaturo 340 6701589 www.avanmtb.org | segreteria@avanmtb.org

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CASERTA | PIEDIMONTE MATESE

Piedimonte Matese

La cartina completa a pagina 2

Adagiata alle pendici del Matese, è rintracciata documentalmente già prima dell’anno 1000 44 | Guida Turistica del Matese 2008


Foto: Federico Recce | Ugo Iannitti | Nicola Iannitti | Sisto Bucci

Piedimonte Matese è una attraente ed antica città di circa dodicimila abitanti. La denominazione, evidentemente legata alla sua collocazione geografica, adagiata alle pendici del Matese, è rintracciata documentalmente già prima dell’anno 1000. Piedimonte Matese è la porta naturale per l’ingresso al Matese. Compresa nel Parco Regionale del Matese ne è il centro di maggior importanza; è anche il centro geografico del Parco e luogo privilegiato quale punto di avvio per la scoperta delle pregevoli varietà floreali e faunistiche del territorio; Il centro abitato è articolato alle falde di tre monti, monte Cila, Castello e Monte Muto, allo sbocco di tre valli, Valle Paterno, Valle del Rivo e Valle del Torano (meglio conosciuta come Valle dell’Inferno), ed è attraversato da tre corsi d’acqua, il Torano, il Rivo ed il Maretto. Centro di produzione culturale di antico ed attuale prestigio annovera numerose e pregevoli testimonianze artistiche che vanno dalle Mura Megalitiche del Monte Cila alle chiese e palazzi innalzati in vari periodi storici, testimonianza

della continuità di produzione artistica. Interessante notare come Piedimonte Matese sia uno dei pochi luoghi in cui si possono trovare due centri storici, entrambi con carichi importanti di storia e di emergenze artistiche e monumentali; la Vallata e Piedimonte (oggi identificabile in particolare con la zona di S.

Sebastiano), con caratteristiche parzialmente differenti, entrambi comodamente visitabili. Per meglio rendere visibile e vivibile il genius loci si propongono, nelle prossime pagine, alcuni itinerari, culturali e naturalistici, che sembrano rendere al meglio le specificità ed il carattere del centro matesino.

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ITINERARIO BAROCCO Un itinerario Barocco a Piedimonte Matese deve necessariamente partire dalla Chiesa dell’ Annunziata o Ave Gratia Plena, santuario del rione Vallata. La Chiesa fu ampliata e restaurata in stile Barocco nel 1640 dal Vescovo P. Paolo de Medici; un pilastro oggi visibile sulla navata destra riporta ad una struttura romanica preesistente. Il portale con colon-

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ne e capitelli già ci introduce nello stile della Chiesa, mentre il campanile conserva lo stile romanico. Essa è a tre navate. La navata centrale con volta a botte è ricca di copiosi stucchi che riproducono fiori e putti mentre, sull’arco maggiore, l’Annunciazione. Le navate laterali sono arricchite da Cappelle le cui tele sono inserite in cornici riccamente lavorate. Alcuni dipinti sono del ‘600 come l’Annunciazione, il Trittico

Madonna in Trono e Santi e i Figli di Zebedeo di Giovanni Balducci; la Cappella del Crocifisso di autore ignoto; la Natività di Girolamo Imparato. Molti preziosi dipinti arricchiscono il Santuario che dovrebbe essere visitato con guida; sono almeno da mettere in evidenza gli affreschi di Gaetano Bocchetti, pittore napoletano del ‘900 che ornano la navata centrale e la grandiosa tela raffigurante le “Nozze di Cana ” di Nicola Maria Rossi. Il quadro, datato 1732, su una superficie di m. 5x9, presenta 62 personaggi a grandezza naturale. Molto bella la statua dell’Imma-


colata, copatrona di Piedimonte, scultura in legno, opera di Gennaro Amore. Poiché Piedimonte ha avuto il suo

massimo splendore nel 600-700, opere barocche sono sparse un po’ ovunque come nella chiesa annessa al Monastero di S. Benedetto dove si può ammirare un dipinto ad olio del fiammingo Teodoro d’Errico, raffigurante la Madonna della Purità e un olio su tela: la Madonna in Gloria , datato 1674, di Michele Regolia. Splendido esempio di architettura seicentesca è la Chiesa di S. Filippo Neri, costruzione datata 1661 a via Annunziata. Un gioiello di barocco piuttosto contenuto la Chiesa del Salvatore, in via Ercole d’Agnese, costruita nel 1654 su progetto di Cosimo Fanzago; restaurata da pochi anni ma non adibita alle funzioni sacre. Nella Chiesa di S. Rocco, sulla via omonima, si può ammirare un Cristo morto, statua in legno, a grandezza naturale, scolpito nel ‘600 da autore ignoto. La Basilica di S. Maria Maggiore, in cui si venera S. Marcellino,

patrono della Città, meriterebbe, come l’Annunziata, una guida per le tante opere d’arte che l’arricchiscono: l’altare maggiore con dorsale Barocca, un quadro seicentesco di Luca Giordano raffigurante il martirio di S. Marcellino; tre tavole rinascimentali attribuite a Francesco Licinio da Caiazzo, tre pannelli, opera di Riccardo Quartarano, l’organo e il pavimento di stile neoclassico. Il complesso di S. Domenico ci porta alla stile gotico ma Cecilia Acquaviva, nel ‘600, fece fare ritocchi, rifacimenti fra cui il coro ligneo con testine intagliate raffiguranti putti, leoni, angeli. E per finire questo rapido excursus sul Barocco a Piedimonte Matese, uno sguardo a Palazzo Ducale. Il palazzo, in stile gotico, subì nel ‘600 grandi trasformazioni: furono creati ampi terrazzi, le finestre divennero balconi e molte furono le decorazioni interne. Il palazzo, al momento, non è visitabile.


ITINERARIO GOTICO Se per iniziare un percorso barocco bisogna partire dall’Ave Gratia Plena, per uno Gotico è necessario partire dalla Cappella di S. Biagio, in via Ercole d’Agnese: monumento nazionale, un gioiello gotico nello stile come negli affreschi di scuola giottesca che rappresentano scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Tardo Gotico è tutto il complesso di S. Domenico, dal bel Chiostro ricco di affreschi alla chiesa annessa. La stessa, pur rifatta nel ‘600, conserva il

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portale gotico con lunetta raffigurante S. Tommaso. L’interno è impreziosito da cappelle: la Cappella del Rosario e quella di S. Domenico da Guzman, e da tavole pregevoli, incorniciate da fastose cornici. Il Chiostro viene utilizzato, soprattutto nella bella stagione, per manifestazioni culturali e musicali. Proseguendo e iniziando la salita verso S. Giovanni, la zona più alta di Piedimonte, attraverso il quartiere medioevale con le sue strette stradine che non si sa se separano o uniscono le case, zona certo fra le più caratteristiche della Città, si incontra Palazzo De Forma e Palazzo Ducale. Il primo si fa ammirare per le belle finestre bifore, 4 finestre, l’una diversa dall’altra, simili


ma non uguali, tutte del XIV secolo. La costruzione del Palazzo Ducale risale all’anno Mille; ricostruito, dopo alcune vicissitudini, ha subito notevoli trasformazioni nel ‘600. Conserva poco dello stile gotico. La Chiesa di S. Giovanni, raggiungibile solo a piedi, si erge su uno degli angoli più suggestivi della città; conserva all’ingresso l’arco gotico.

Per concludere un pur rapido itinerario attraverso il Gotico a Piedimonte non si può ignorare S. Maria Occorrevole e, in essa, l’Abside dichiarata monumento nazionale. La costruzione originale della Chiesa, di tardo stile gotico, risale al XV secolo; gli affreschi dell’Abside, ben conservati, opera di Ferrante Maglione, sono fra i più belli del ‘400 in Campania, e il giglio angioino, riprodotto sulla tunica della vergine, da la data cronologica del dipinto: dominazione angioina.

L’affresco con al centro la Madonna orante con le braccia aperte in segno di accoglienza, ispira il visitatore tanto spiritualmente che egli da turista diventa pellegrino. Ma tutta l’oasi francescana, dalla Chiesa al Convento, all’eremo della Solitudine, alle Cappelle sparse nel bosco meritano una visita. I due itinerari proposti iniziano entrambi nello stesso luogo: Piazza Roma, la piazza principale di Piedimonte, vetrina del paese con la Casa Comunale, i vivaci caffè all’aperto e la sua storica cassa armonica, attorniata dalle grandi palme piantate nel lontano 1899.

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ITINERARIO STORICO NATURALISTICO Mura megalitiche di monte Cila Lunghezza: 3 Km Tempo di percorrenza: due ore Difficoltà: molto facile Da piazza Roma iniziamo a camminare verso piazza Ercole D’Agnese, con il busto dedicato all’eroe della Rivoluzione Napoletana del 1799, quindi a sinistra verso il chiostro di San Domenico; inerpichiamoci su per le Scalelle fino alla sovrastante via Cila. Ora a destra verso l’antica chiesetta di San Giovanni fino al vico I Cila, suggestiva strettoia che costeggia l’antica Villa Berner, ed arriviamo in via Madonna delle Grazie. Pochi passi ed arriviamo al sentiero, attrezzato e sistemato di recente, che con ampi zig zag e comodi gradini ci porta verso i primi massi delle imponenti mura, ed all’uscita dall’ultima rampa ecco iniziare l’antico sentiero sannita. Pochi minuti di piacevole passeggiata nel verde dirigendoci verso sinistra ed iniziano ad apparire in tutta la loro grandezza le mura perimetrali dell’antico villaggio sannita, situato probabilmente nella spianata posta sulla cima del Monte Cila (Dante Marrocco, Piedimonte Matese, A.S.M.V ed.1999). Camminiamo su quella che era probabilmente la seconda cinta muraria, fatta di possenti e grandiosi resti di opera fortificatoria a sistema poligonale (A. Maiuri), costeggiando i blocchi squadrati di roccia che in alcuni casi raggiungono 7/8 metri di altezza. Costeggiamo le mura per circa 1 km fino al ponte sul Rio Paterno, quindi il sentiero gira bruscamente indietro passando sotto il ponte e riconducendoci all’abitato di Piedimonte; per la via della Madonna delle Grazie ritorniamo al vico I Cila e di qui al nostro punto di partenza. Sulla via della Madonna delle Grazie si può scendere, raggiunta la metà circa del sentiero, con una deviazione verso il basso che ci riporta alle spalle del convento ed appena al di sopra della centrale elettrica.


ITINERARIO NATURALISTICO Valle del Torano Lunghezza: 6 Km Tempo necessario: quattro ore Difficoltà: difficile, possibilità di zone scivolose e scarsità di luce prima del tramonto Da piazza Roma dirigiamoci verso via Sorgente fino all’ingresso dell’Acquedotto del Torano, le cui sorgenti di captazione sono visitabili su richiesta, e prendiamo il sentiero a sinistra: sono qui ancora visibili i resti dell’antico acquedotto romano dell’età imperiale. Continuiamo sul fondovalle sotto le alte e strapiombanti rupi che si ergono a sinistra fino al punto in cui la valle gira verso sinistra ed entriamo nella Conca, il cui stretto ingresso è stato causato da un enorme masso caduto dall’alto, dove iniziamo a camminare tra le rocce del rivo d’acqua. In alto a destra vediamo l’antico bosco della Solitudine, mentre la luce comincia a filtrare con difficoltà nella fenditura tra le rocce ed è già possibile vedere la grandiosità del canyon naturale. Giungiamo alla cascata, da aggirare salendo a destra per il Malopasso, attrezzato dal CAI con corde metalliche infisse nelle rocce (attenzione, rocce scivolose!) e ci troviamo nelle Pinteme Jonte (anche se il toponimo è dibattuto), caratteristico passaggio dove i due costoni di roccia in alto sembrano congiungersi. Superato il passaggio la valle si


riapre proprio sotto la Terrazza di Castello, da cui scende lungo la parete di roccia verticale una suggestiva cascata ricoperta di muschio e di vegetazione. Il percorso ora si snoda sul fondovalle per un’ora circa fino all’ingresso della Valle Orsara sotto i resti dell’antico monastero dei Cistercensi del ‘200, di cui è visibile la Torre Piccionaia. Ci dirigiamo a

sinistra verso la S.S. 158 per arrivare a Castello del Matese, da cui è possibile tornare con i mezzi pubblici o lungo l’antica mulattiera che ci riporta alla Via Sorgente con venti minuti di panoramica discesa. A Piedimonte Matese, molte e variegate sono le strutture sportive che consentono di praticare tante attività, sia quelle più ordinarie sia gli sport d’avventura: dalla arrampicata, al volo libero alla speleolo-

gia, con guide esperte che affiancano gli appassionati. Per i cultori del relax e del tempo lento si consigliano riposanti passeggiate all’ombreggio o anche solo il dolce far niente, nel silenzio della natura o nelle magnifiche piazze e vicoli. Vi aspettano insieme, la città e la sua gente, sempre con il tratto gentile ed ospitale che renderà piacevole il vostro soggiorno. Per informazioni: Proloco Vallata www.prololocovallatapiedimontematese.it

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Alle pendici dei monti del Matese, nel comune di Piedimonte Matese

Solo farine italiane per la fragranza del nostro pane. Prodotti altamente controllati per la genuinitĂ  della nostra gastronomia.

Ne facciamo di tutti i sapori! Dallo spuntino al pasto completo. Ricevimenti e festeggiamenti ... passaparola!

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Piedimonte Matese - piazza Carmine, 6 - Tel. e fax 0823 911281


Ristorazione e pernottamento nell’area matesina della provincia di CASERTA VALLE AGRICOLA Ristorante l’Edera Tel. 0823 942165 SAN POTITO SANNITICO Agriturismo Antica Quercia Tel. 0823 912430 Agriturismo Il Ruscello Tel. 0823 543129 Agriturismo San Cassiano Tel. 0823 912583 Country House Bacco e Bivacco Tel. 0823 910669 Country House Masseria dei Monaci Tel. 333 4093439 CASTELLO DEL MATESE Ristorante Villa Torre degli Aironi Tel. 0823 910669 Agriturismo Le Pastene Tel. 0823 784397 GIOIA SANNITICA Ristorante Il Borgo Antico Tel. 0823 915039 FONTEGRECA Agriturismo Colle Bralle Tel. 0823 944916 Ristorante Le Fontanelle Tel. 340 6234401 PRATA SANNITA Ristorante Le Trote Tel. 0823 941646

Ristorante Giardino degli Ulivi Tel. 0823 911208 Ristorante Lo Scialatiello Tel. 0823 784038 Ristorante Pizzeria Ai Seponi Tel. 0823 911610 Hotel Al Sole Tel. 199 756175 Albergo Penza Tel. 0823 543181 SANT’ANGELO D’ALIFE Ristorante La Masseria Tel. 0823 916034 DRAGONI Ristorante Le Clocher Tel. 0823 866210 LOCALITA’ MIRALAGO Ristorante Hotel Miralago Tel. 919315 Falode Village Tel. 0823 919233 Ristorante Welcome Bar Tel. 919209 BOCCA DELLA SELVA Ristorante Albergo Rifugio Tre Faggi Tel. 0824 862222 Ristorante Rifugio Il Cristallo Tel. 0823 910669 RAVISCANINA Bed & Brekfast La Casina Tel. 0823 914508

LETINO Le Fossate Tel. 949595 Villaggio Serramonte Tel. 0823 949621 Masseria Margherita Tel. 333 1841502

CAIAZZO Agriturismo Le Guadanelle Tel. 0823 862016 Agriturismo Sangiovanni Tel. 0823 862437

PIEDIMONTE MATESE Ristorante Joyland Tel. 0823 785937

BAIA E LATINA Ristorante Gasthaus Tel. 0823 980246

Il file .pdf della Guida Turistica del Matese è scaricabile sul sito www.montidelmatese.com


Bocca della Selva, Formaggi tipici


Ampio giardino Parco giochi per bimbi Sala fumatori Cerimonie Banchetti Compleanni Cene aziendali Eventi Cene e Corsi di degustazione Cucina tipica Ampia selezione di vini

info e prenotazioni tel. 0823 911208 – 347 1470395 Chiuso il lunedÏ Piedimonte Matese (Ce) | Via Matese


COOPERATIVA APICOLTURA MESSIDORO

Azienda cooperativa che dal 1986 è specializzata nella produzione e trasformazione di miele, polline, propolis, pappa reale e dei prodotti derivati quali: caramelle, candele in pura cera d'api, prodotti per la depilazione oltre ad una linea di cosmesi naturale

Apicoltura Messidoro Via Vergini - Alife (Ce) Tel. 0823.78.33.95 - Fax 0823.78.70.32 messidoro@alice.it

60 | Guida Turistica del Matese 2008


Miele di Acacia Si presenta di colore molto chiaro, quasi bianco, di consistenza liquida, infatti non cristallizza grazie al suo alto contenuto di fruttosio, con aroma molto tenue. Siccome l’assimilazione del levulosio (fruttosio) non richiede l’intervento dell’insulina, il miele di acacia, che ne è ricco, è tollerato a piccole dosi dai diabetici. A causa del suo aroma molto tenue è particolarmente indicato per i bambini.

In base al periodo dell'anno ed all'area di raccolta, vengono prodotti molti tipi di miele, tra i tanti: Acacia, Tiglio, Arancio, Eucalipto, Borragine, Sulla, Castagno, Trifoglio, Erba medica, Girasole, Melata, Millefiori … Il miele proviene dalla trasformazione del nettare dei fiori che trasportato dalle api fin dentro le arnie, dopo una lunga serie di processi viene reso dall'uomo pronto per essere gustato. E' dotato di azione tonificante ma allo stesso tempo sedativa e riequilibrante del sistema nervoso; non dà acidosi e non provoca squilibrio metabolico. E' un prodotto che non ha con-

troindicazioni, si consuma direttamente, spalmato sul pane, sciolto nel latte ed in genere per dolcificare bevande e tisane; si usa in ricette di cucina e nella preparazione di dolci; ha un alto valore nutritivo e salutare. Il miele è fortemente consigliato per curare raffreddori e catarri, sciolto nel latte caldo. E' ottimo anche per il mal di gola, facendo gargarismi con acqua e miele, e per la digestione, insieme a limone e acqua. I prodotti della Coop. Messidoro si trovano nelle migliori Erboristerie, nelle Farmacie e nei centri di Alimentazione Naturale e Macrobiotica.

Miele di Castagno Si presenta di colore bruno con cristallizzazione assente o irregolare, è di aroma forte, con forte retrogusto amaro. Ricco di principi minerali è indicato nelle affezioni dell’apparato circolatorio e raccomandabile alle persone anemiche, affaticate e asteniche. Miele di Arancio In forma liquida si presenta di colore leggermente ambrato, quando è cristallizzato, di colore bianco ambrato. Presenta una consistenza pastosa ed una cristallizzazione regolare; di profumo delicato e di sapore gradevole. E’ un antispasmodico ed un sedativo; da utilizzare per i nervosi, gli ansiosi, nei casi di insonnia, di emicrania e di palpitazioni. Miele Millefiori Di colore variabile a seconda delle annate e dei pascoli. Ha proprietà diverse a seconda che contenga il nettare di fiori primaverili, estivi o di montagna.

Guida Turistica del Matese 2008 | 61


Alife|Anfiteatro Romano a cura dell’ Arch. Gabriele Venditti

I monumenti archeologici rappresentano la memoria storica della civiltà, e per la città di Alife, rappresentano anche una riserva per lo sviluppo turistico. L’Anfiteatro Romano è un monumento che in virtù del suo simbolismo è stato riconosciuto meritevole di essere valorizzato e finanziato dalla Comunità Europea. Difatti, il PIT ha consentito di attuare un progetto di risanamento ambientale mediante la riqualificazione del centro storico e la valorizzazione delle risorse turistiche, attraverso il recupero e la valorizzazione dei monumenti archeologici. Nel Maggio del 2007, nell’ambito del P.O.R. Campania, Direttrice Monti Trebulani-Matese, è stato avviato il cantiere per le operazioni di scavo dell’anfiteatro romano. Il monumento sorge in un’area in cui la precedente urbanizzazione aveva già occupato ampi settori, pertanto i lavori hanno interessato la sola metà meridionale dello stesso. La struttura, che si colloca nell’immediato suburbio orientale della città, era già nota a partire dal 1976 quando venne individuata, in alcune foto aeree, grazie a delle tracce visibili evidenziate dalla crescita della vegetazione di diverso colore.

Nonostante i lavori finora svolti abbiano consentito la messa in evidenza dell’intera struttura dell’anfiteatro, ulteriori scavi potrebbero permettere l’arricchimento dei dati ad ora acquisiti nonché la messa in luce di nuove evidenze archeologiche.


Assessorato al Patrimonio Storico - Archeologico | Città di Alife

EL CUORE DI UA PICCOLA CITTA’: ALIFE E I SUOI SEGRETI a cura di Emilia Parisi

Le primavere sacre Duemilasettecento anni fa: lungo i tratturi della dorsale appenninica un singolare gruppo di pastori marciava energicamente per raggiungere un’oasi di sorgenti e pascoli d’altura. Un possente toro capeggiava la spedizione dei giovani bovari verso le terre del sud. A ben guardare, però, non si trattava semplicemente di un curioso corteo di mandriani: erano, in realtà, i guerrieri umbro-sabelli, gli antichissimi Saphineis (sabini) o Sanniti, pervenuti dall’alta Sabella (Rieti) a seguito delle trasmigrazioni, narrate da STRABONE, consacrate al loro Dio guerriero MAMERTE e precedute dall’animale totem sacro alla divinità. Il territorio alifano, prodigiosamente circondato dai monti, da selve, da fiumi e

torrenti, quasi a creare un naturale avamposto agli attacchi dei nemici, rappresentò la sede ideale per l’insediamento della gioventù (vereias) umbro-sabella, gli ALLIBANOS, appartenenti alla tribù dei Pentri attestati all’origine sul massiccio matesino (Pentria), ove fondarono la loro nuova patria in ‘Bovianum’ (boviaria); nella pianura alifana dunque e sulle colline i giovani pentri fondarono ALIQHA (Alife) a difesa del Matese. Le altre tre tribù dei pastori-guerrieri stanziati altrove si denominarono ‘Caudini’ (oltre il Volturno); ‘Irpini’ (area beneventana) e ‘Frentani’ quelli insediati nel versante adriatico. Le quattro tribù ebbero come centro ancestrale Bovianum Vetus (attuale Pietrabbondante), ove si riunivano in caso di guerra.

corridore del Cila (bronzo); Napoli, museo archeologico nazionale

didramma argenteo di Alife, Fine V secolo inizi IV secolo a. C.

necropoli sannitica alifana VII secolo a. C. Località cimitero

Alipha: anima dello scambio e della cultura Nella valle del Volturno, ove s’insediarono i Pentri ‘Allibanos’, crebbero floridi rapporti commerciali e culturali con i popoli etruschi, greci e campani, da cui Alipha alla fine del V sec. a.C. ricevette l’uso della monetazione, i didrammi e gli oboli in argento. In virtù della locazione strategica la città fu in più di una occasione inserita nella sfera d’influenza dei campani (‘Kappanon’) e fu contesa dai rudi sanniti montani che l’avevano fondata. L’assessore al Patrimonio Archeologico di Alife, prof. Alessandro Parisi, c’illumina in

tal senso: «I reperti sannitici della necropoli di Conca d’Oro presso Alife esaminati da Dressel, Momsen e dal Minervini alla fine dell’Ottocento e soprattutto quelli scavati nel 2006 mostrano elementi culturali mutuati dai campani, dagli etruschi e dai greci». «A. Sambon – continua Parisi – dirà che la città fu molto sensibile ai lussi dei greci e aperta ugualmente ai commerci con gli etruschi e i campani. Tutto ciò era certamente stato dato per ricevere in cambio i prodotti della terra di Alife».


Alife

La cittadella fortificata Ancora oggi l’antica Alipha conserva inalterata la poderosa cinta muraria che avvolge la città in un abbraccio singolare ed eterno: i celebri Castra (città fortificate) edificati dai Romani dopo la conquista, le repressioni antisannitiche (83 a.C.) e il bellum sociale. Tuttavia, come osserva l’assessore Parisi: «Sebbene la realizzazione della città sia fatta risalire ad età triunvirale (42 a.C.), per la tipologia muraria in opus incertum di età sillana e per il forzato inse-

rimento del complesso urbano nella precedente maglia centuriale territoriale la città sembra essere derivata da un accampamento castramentato precedente alla centuriazione e posto a guardia dei nuovi territori conquistati». Dopo oltre due millenni, è possibile ancora percorrere gli stessi luoghi calpestati dai pesanti sandali in legno dei cittadini romani, le strade e stradine che hanno attraversato la storia di questa nostra preziosa

città: l’originario impianto urbanistico romano con strade ortogonali, il Decumanus e il Cardo maximus, ha resistito alla furia delle devastazioni suddividendo ancora oggi la città in quattro quadranti. E’ possibile avventurarsi per i vicoletti distorti, i decumani e cardini minori, ed avere la netta sensazione di essere piombati in una sorta di scacchiera gigante che regge le sorti e i destini degli abitanti della città.

foto Alessandro Parisi | grafica Francesco Parisi

Un millennio di devastazioni Come per un infausto destino, lo splendore di Allifae romana cessò di colpo con la caduta dell’impero devastato dalle orde vandaliche. Seguirono poi le pesanti invasioni di Goti, Vandali, Eruli e Ostrogoti. Nel 537 Alife fu devastata dal sanguinoso conflitto GrecoGotico e intorno al 590 patì le devastazioni delle orde longobarde non ancora cristianizzate guidate dall’empio Zotone. Nel 758 Alife fu elevata al rango di contea longobarda, non potette però sottrarsi alle tremende devastazioni scatenate dai Saraceni (chiamati sulla penisola dagli stessi duchi longobardi in disaccordo) nell’847; nell’865 essi saccheggiarono e

distrussero l’antica basilica d’età costantiniana di S. Pietro; altre devastazioni nell’876 e 943, sui monasteri del suo vasto territorio (S. Maria in Cingla) presso Ailano. A partire dal 1065, i Normanni dominarono la città e posero un forte castello (le ‘torri’) all’angolo di nord-est. La contea di Alife fu il centro decisivo nelle lotte per il potere tra i due principali casati normanni (Drengot e Altavilla): al casato Drengot appartenne il Conte Rainulfo III, Duca di Puglia e Conte di Aversa, che edificò la Cattedrale, predisponendola per accogliere le spoglie del Papa Martire Patrono di Alife S. Sisto I. Re Ruggero II d’ Altavilla, invece, saccheggiò e incendiò Alife nel 1138.

Con le dinastie di Svevi e Angioini fu contea del reame di Napoli fino al 1805. La serie delle numerose e terribili devastazioni di Alife si consuma nel 1943 con i tragici bombardamenti aerei degli alleati del 9 e 13 ottobre. Alife oggi è sede di un Museo Archeologico Nazionale e sono in fase di completamento gli scavi (fondi strutturali europei) del grandioso anfiteatro e del suggestivo criptoportico romani. “Sempre tenacemente ricostruita per le alterne vicende di devastazioni e splendori, Alife evoca con le sue vestigia i Segni luminosi della Storia”.


Antica fornace del Matese

Distinguendosi per la unicità dei prodotti, dovuta alla rigida osservanza delle antiche tecniche di lavorazioni del cotto fatto a mano, e dallo studio filologico delle antiche decorazioni, offre una vasta gamma di articoli. La nostra produzione si suddivide in diverse categorie. • Pavimenti e rivestimenti in cotto antico. • Decori e pennellati realizzati su biscotto in terra cotta. • Riproduzioni di antichi decori e maiolicati per il restauro. • Pannelli decorati. • Oggettistica e Acquasantiere. L’AZIENDA Antica Fornace del Matese è una azienda che grazie alla qualità dei propri articoli è riuscita ad affermarsi nel settore della produzione del cotto fatto a mano.

66 | Guida Turistica del Matese 2008

Tutti i nostri prodotti sono realizzati rigorosamente a mano, dal semplice quadro in cotto, alle decorazioni, secondo le antiche tradizioni e tecniche di lavorazione.


LA NOSTRA STORIA Antica Fornace del Matese nasce da un sogno di Renato Rossolino che trasmette a tutta la sua famiglia la passione per questo particolare ed antico mestiere. Costituisce così un’azienda artigiana a conduzione familiare che produce pavimenti di cotto e decori maiolicati, avvalendosi di tecniche di cui custodisce gelosamente gli antichi segreti. Dalla lavorazione dell’argilla vengono ricavati i singoli pezzi che dopo essersi asciugati saranno cotti in fornace alla temperatura di 960° C. In azienda la “Sezione Artistica” compie ricerca storico-filologica riguardante le tradizione ceramiche e le sue sperimentazioni. Soltanto così potranno nascere “i pezzi unici” di notevole pregio artistico. L’Antica Fornace del Matese è rappresentata dai fratelli Rossolino. Angelo e Teo, architetti impegnati direttamente sia nella parte organizzativa aziendale che nella produzione e nella progettazione, Maria Sista diplomata presso

l’Accademia delle Belle Arti di Napoli che si dedica esclusivamente alle decorazioni e Maria Pia, laureata in Conservazioni dei Beni Culturali, che effettua ricerche storiche inerenti alle antiche tradizioni ceramiche.

asciugati completamente sono pronti per essere “caricati in fornace” dove avverrà la cottura.

“Sin dall’inizio dell’attività lavorativa abbiamo scelto di mantenere il nostro carattere prettamente artigianale nel consapevole rifiuto della anonima produzione di serie. Soltanto così ci siamo guadagnati un posto nel tempo…” LA LAVORAZIONE Il processo di lavorazione ha origine dall’accurata selezione delle terre che generano l’impasto. L’argilla mescolata prenderà forma nei telai di legno. Successivamente i singoli pezzi vengono lasciati ad asciugare all’aria secondo l’antica tecnica. Solo dopo che i singoli pezzi sono

Strada Provinciale 246, Torrione - Puglianello 81011 ALIFE (Ce) Tel. e fax 0823 787139 www.anticafornacedelmatese.it

Guida Turistica del Matese 2008 |67


Il Pelatello Nero Nel pieno rispetto delle antichissime tradizioni di famiglia, tramandate dai nonni ai suoi nonni e poi a lui, Raffaele Messore alleva, per pura passione, il Maiale Nero del territorio Alifano. Volgarmente definito “pelatello nero”, per la sua cute priva di setole, di colore variabile che va dal grigio ardesia al nero violaceo. Il profilo del capo lievemente concavo, il collo lungo e le cosce depresse, caratterizzano questa particolare specie suina. La maggior parte degli esemplari, presentano, nella regione della gola, due penduli escrescenze grasse,

dette “tettole” o “scioccaglie”. Il Maiale Nero del territorio Alifano è una razza autoctona, con spiccata attitudine all’ingrasso da cui si ricava un tipo di carne marezzata, tenera, compatta e molto saporita. Questo tipo di carne, è indicata sia per il consumo immediato, sia per la produzione di insaccati e stagionati. Questa antichissima razza è difficilmente allevabile intensivamente, in quanto, per la sua rusticità, frugalità ed adattabilità al pascolo, necessita di ampi spazi dove poter grufolare liberamente.

Raffaele Messore Via Ponte di Cervo – Alife (Ce) Info: Alfonso 320 6884618


CASERTA | SANT’ANGELO D’ALIFE

Sant’Angelo d’Alife

La cartina completa a pagina 2

Le origini e la storia di questo paese non sono molto note. Gli studi in proposito rilevano che Sant’Angelo, come Raviscanina, nasce dall'antica Rufrium 70 | Guida Turistica del Matese 2008


abitato, gli abitanti di Rufrium stanziarono nella parte più alta dei monti vicini, diventando uno dei villaggi di Alife. Successivamente alla caduta dell’Impero Romano, nella zona si stanziarono gli Ostrogoti, anche se la presenza maggiore fu dei Longobardi. Quando nel 570 d.c. fu fondato il Ducato di Benevento, Raviscanina e Sant'Angelo erano semplici villaggi apparteneti ad Alife che, nel frattempo, era divenuta uno dei gastaldi beneventani, e che si trasformò in contea quando Benevento diventò principato.

Durante il periodo Aragonese Sant'Angelo e Raviscanina furono feudi del conte di Alife Giovanni Antonio Marzano. Nel 1516, il feudo di Raviscanina fu assegnato dall’imperatore Carlo V, re di Spagna, a Ferrante Diaz Garlon, conte di Alife, che nel 1546 passò a Ferrante II Diaz Garlon, insieme alla contea di Alife. Nel 1806 ci fu l’eversione del feudalesimo e il comune di Rupecanina si divise nei due comuni di Raviscanina e Sant’Angelo.

Situato alle pendici del Matese, a 370 metri sul livello del mare, Sant'Angelo d'Alife si sviluppa su un territorio che va dalla piana del Volturno fino alla montagna di Selvapiana. Le origini e la storia di questo paese non sono molto note. Gli studi in proposito rilevano che Sant’Angelo, come Raviscanina, nasce dall'antica Rufrium, città sorta sul territorio dei Sanniti Pentri. Infatti, dopo la seconda migrazione indoeuropea, i Sanniti stanziarono nel territorio di Rupecanina, essendosi dovuti accontentare della dorsale appenninica, dato che le pianure erano già state occupate dal popolo dei Latini. Nel 326 a.C., Rufrium, insieme ai centri sanniti di Alifae e Callifae, furono occupati dai Romani. In seguito alla distruzione del centro Guida Turistica del Matese 2008 | 71


ECONOMIA E PRODOTTI TIPICI L’economia del comune di Sant’Angelo d’Alife è legata essenzialmente all’agricoltura, alla pastorizia, all’artigianato e, come ovvio, al turismo. L’olivicoltura occupa un ruolo di primo piano grazie alla qualità del prodotto ricavato da cultivar pregiate come la Caiatina, detta anche Caiazzana, la Frantoiana, la Leccina, la Canina e la Maurina. Di qui il riconoscimento a Sant’Angelo d’Alife di Città dell’Olio. Anche la viticoltura ha un ruolo importante nell’economia del paese come testimoniano antichi documenti storici o letterari relativi a questa vasta e rigogliosa area collinare che si estende da Sessa Aurunca e dalle falde del vulcano

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spento di Roccamonfina, fino al monte Massico, e quindi ai confini con il Lazio. Una lapide del 1775, ad esempio, già testimonia che alla corte di Ferdinando IV di Borbone era conosciuta la coltivazione del Pallagrello. Fra i prodotti tipici del comprensorio di Sant’Angelo d’Alife vanno anche annoverati gli ortaggi: quest’ampia gamma di prodotti tipici, fa un po’ da cerniera fra le colture tradizionali, la storia e l’ambiente del comune casertano. La presenza di numerosi corsi d’acqua, ma anche di un patrimonio boschivo di grande pregio, favorisce anche la presenza di mela Annurca e tartufi, nella duplice variante, bianca o nera, oltre a frutti di bosco e ottime qualità di miele.


In autunno, poi, le montagne sono dominio incontrastato delle più pregiate specie di funghi, dai più conosciuti Porcini ai Galletti, fino agli Ovoli. L’Associazione Micologica del Matese, in collaborazione con la Pro Loco Alifana, ha anche creato uno slogan “ Impariamo a conoscerli” per mettere in guar-

dia da pericolose raccolte avventate di funghi non commestibili. La stessa associazione è protagonista ed organizzatrice, ogni anno, di una Mostra Micologica che consiste in una vera e propria full immersion con escursioni “ a caccia” dei pregiati funghi del Matese.

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onore de la nascita della nova Contea de Rupecanica, se svolgeranno tornei sotti el novo padrone Riccardo Drengotto, et el Conte d’Aliphe Rainulfo, di lui fratello, in una pecia de Terra nel loco dicto Sarracina. Li Repartimenti di Sant’Angelo e de Raviscanina, se moveranno con el corteo et li armigeri per fare festa. per tre giorni continovi nelle terre de lo castello se disputeranno a singolar tenzone li soldati della corte de Aliphe per prendere lo Comando delle militie dello Castello. Alli sudditi tutti et alli viandanti et pellegrini se avvisa che vi sarà grande spettacolo, et per li voti stomaci e per loro conforto se poteno confortare con le cibarie de le taberne. per le vie troveranno bancarelle et le poteche de tutte le arti et li mestieri. Se faranno musiche et giochi ed spettaculi assai che daranno grane gioia, et lo cibo et bivande se danno allegria all’anima et allo corpo. Lo Conte et la corte augurano a tutti buon divertimento” .

L

a Pro Loco Archangelus organizza dal 14 al 16 Agosto, la rievocazione storica del “PALIO DE LI NORMANNI”. La manifestazione, che si svolge nei due comuni: Sant’Angelo d’Alife e Raviscanina, consentirà a tutti i presenti di immergersi nell’atmosfera medievale intorno all’anno mille, con cortei, mercatini, spettacoli di sbandieratori, trampolieri, giullari e sputa fuoco; per rendere l’evento più entusiasmante, si svolgeranno molte sfide tra arcieri, balestrieri e cavalieri. Così recita, il comunicato inviato dalle Contee (organizzazioni promotrici dell’evento): “A tutto il popolo de l’Università de Sant’Angelo ed Raviscanina…et a tutti li viandanti, in

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SENTIERI NATURALISTICI Il recupero del sentiero “Rena Bianca” è parte integrante di un progetto ben più ampio che ha come obiettivo la valorizzazione del Matese da un punto di vista naturalistico, ma anche del patrimonio storico ed architettonico, con particolare attenzione alla promozione delle aree interne rurali che insistono su Sant’Angelo d’Alife e che potrebbero aprirsi ad un discorso turistico di qualità. Questo grazie a panorami mozzafiato, ad uno scenario selvaggio ed incontaminato e ad un paniere di prodotti tipici assolutamente unico. Il progetto relativo ai sentieri rurali prevede in futuro anche la creazione di bretelle di raccordo, quasi a costituire una sorta di ragnatela naturale: infatti dal sentiero di Rena Bianca ne partono altri che attraversano località bellissime come Neviere, Camporuccio, Campo-

rotondo, Campo braca, e raggiungono lo splendido Lago Matese. Qui il patrimonio di fauna e flora è sicuramente unico per la presenza di scoiattoli, volpi, tassi, cinghiali e faine. Il sentiero, anticamente, era percorso dagli abitanti di Sant’Angelo a piedi o con i muli fino a raggiungere la località di Selvapiana a 1100 metri sul livello del mare. La località presenta una grane varietà di colture ortive, ma anche di piante officinali o aromatiche. Ancora oggi molti pastori portano qui il proprio gregge e qui si dedicano alla produzione di formaggi e altri derivati del latte. Grazie alla lunghezza del sentiero, circa 12000 metri e alle dimensioni, da 1 a 2 metri di larghezza, gli interventi di recupero, hanno reso il sentiero percorribile a piedi, ma anche particolarmente adatto ad escursioni a cavallo o in mountan bike.

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CASERTA | VALLE AGRICOLA

Valle Agricola

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LA LENTICCHIA DI VALLE AGRICOLA

Viene coltivata manualmente, in modo tradizionale e senza l’uso di prodotti chimici 76 | Guida Turistica del Matese 2008


Il territorio del comune di Valle Agricola si estende nell’alto Casertano, nel cuore del massiccio del Matese tra valle IANARA e monte CAUTO; immerso nei verdi e lussureggianti boschi di querce e faggi, dove con l’arrivo della bella stagione, il fungo porcino regna incontrastato tra le tante specie che si possono trovare. Nel percorrere i tortuosi e caratteristici sentieri (tratturi) si può ammirare una flora tipica della macchia mediterranea, secolare ed incontaminata; fare incontri magici con specie animali quali lepri, faine, donnole, volpi, cinghiali e numerose specie ornitologiche. Il piccolo centro matesino, con le sue tre chiese e la torre medioevale dei Pandone, è famoso in tutta la zona per la calorosa

accoglienza che tutti i residenti riservano agli ospiti, e fa di Valle Agricola il paese preferito da quei turisti che amano trascorrere il proprio tempo libero in assoluto relax, in armonia con la natura. Il ristoro offerto dalle varie attività presenti (bar, ristoranti, agriturismi, ecc...), costituito principalmente di prodotti tipici quali: lenticchie, cicerchie, formaggi e salumi di ogni tipo, che rendono più gradevole e saporito il soggiorno. Nel periodo, fine Luglio metà Agosto, il paese si riempie di suoni e colori in occasione del Ferragosto Valligiano, che le diverse associazioni locali organizzano in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Il folklore, orgoglio dell’intera comunità, è caratterizzato dai colorati e minuziosamente ricamati costumi, da canti e balli (le tarantelle), messi in scena dal gruppo folk sostenuto dall’associazione “I Quattu Pizzi”.

La Lenticchia di Valle Agricola viene coltivata da tempi remoti. Ci sono tracce che portano fino ai primi insediamenti umani sul territorio. Questo sicuramente in quanto le condizioni ambientali sono particolarmente indicate per questa coltura per le sue caratteristiche specifiche: altezza s.l.m. 700 metri, terreno calcareo e non molto fertile. Viene coltivata ancora oggi manualmente, in modo tradizionale e senza l’uso di prodotti chimici. La nostra è una pianta a seme piccolo (microsperma), alta 40/50 cm con stelo eretto, con fiori biancastri alla fioritura, i cui baccelli racchiudono 1-2 semi di colore marrone, marrone-bruno, marrone-violaceo. La semina avviene manualmente a spaglio a circa 4-5 cm di profondità, nel periodo tra la terza decade di ottobre e la terza decade di novembre. Anticamente era solito seminarla insieme al grano. La raccolta si effettua nel mese di luglio quando le piante sono totalmente gialle ed il seme è resistente alla scalfittura dell’unghia. Successivamente alla raccolta, la lenticchia, viene pulita e conservata in sacchi di tela, in luoghi asciutti e senza luce. L’attuale coltivazione, a Valle Agricola, riguarda piccole quantità per consumo familiare, ma grazie ai meriti riconosciuti, si stanno organizzando diverse aree, anche sperimentali, sulle quali preparare dei campi di coltivazione grandi da consentire una produzione capace di soddisfare richieste di mercato sempre più esigenti. La sagra della lenticchia, si tiene durante il Ferragosto Valligiano. Guida Turistica del Matese 2008 | 77


La Giostra

È senza dubbio uno degli eventi più conosciuti e più belli del Parco Regionale del Matese. Si svolge a Castello del Matese (Ce) il primo week-end di agosto e vede coinvolta tutta la popolazione della piccola cittadina addobbata per l’occasione con fiaccole, bandiere e stemmi. L’evento si ispira ad un fatto realmente accaduto, quando il comune costituiva per la città di Piedimonte la rocca sulla quale rifugiarsi. La serata del venerdì è dedicata alla musica ed agli spettacoli, il sabato, invece, è la serata del Banchetto delle Contrade, uno in ogni rione del comune, animato da canti e balli, ove è possibile degustare prodotti tipici matesini e castellani. La Giostra si svolge invece il pomeriggio della domenica, nella quale tre giovani rappresentanti delle tre contrade, contrada Torre, contrada Cavallo e contrada Platani si sfidano a cavallo, armati di anelli e lancia. La giostra è preceduta dal corteo storico, dagli sbandieratori e dalla riconsegna dello stendardo da parte della contrada vincitrice dell’anno precedente. Intorno all’evento centrale ruotano altre iniziative, come ad esempio il Giardino degli Artisti, una mostra degli artisti locali, nella suggestiva villa comunale, o la visita della Torre. Inoltre, per tutti i tre giorni dell’evento, i vicoli si riempiono di stand ove è possibile ammirare, degustare ed acquistare prodotti dell’artigianato e dell’enogastronomia locale. Castello del Matese (Ce) www.la-giostra.it


Foto Federico Recce

Il Lago Matese

La cartina completa a pagina 2

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Foto: Sisto Bucci

Il lago, è uno specchio d’acqua d’origine carsica, incastonato tra le montagne, in cui si riflette monte Miletto, la vetta più alta del massiccio del Matese, raggiunge i 2.050 metri slm . La cinta di monti che corona la vallata, le faggete che li ricoprono, le fonti che ne scaturiscono, le fantasiose figure disegnate dalle nuvole che giocano nel cielo, rendono questo un luogo unico nel suo genere. A queste quote, non c’è niente di meglio di una salutare passeggiata, soprattutto se fatta in riva al lago, a contatto diretto con tutte le meraviglie del posto. Di spazio verde c’è ne veramente tanto e la passeggiata può anche diventare una mini escursione, pur non allontanandosi troppo dal punto di partenza. Per chi invece vuole fare “sul serio”, le montagne che circondano il lago, sono tracciate da numerosi sentieri (ben segnalati dal Club Alpino Italiano) che invitano a più impegnative pratiche di trekking; ovviamente è consigliabile essere accompagnati da una guida oppure da persone esperte. Guida Turistica del Matese 2008 | 81


Sci Club Fondo Matese Lo Sci Club Fondo Matese nasce nel 1998, ha per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive agonistiche e promozionali intese come mezzo di formazione psico-fisica, morale e civica dei soci e di quanti condividono le attività proposte. L'Associazione rivolge, inoltre, particolare attenzione ed agevolazioni ai diversamente abili, alle persone in precarie situazioni socioeconomiche ed agli alunni delle scuole primarie e secondarie che si avvicinano agli sport di montagna o che praticano attività sportiva scolastica di fondo. Palestra naturale per le attività è il Parco Regionale del Matese. L'attività federale e promozionale si svolge a monte Orso, Pozzacchio, Castello del Matese, su pista omologa-

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ta FISI e a Bocca della Selva su un anello di 2500 metri recentemente tracciato. Negli ultimi quattro anni, dopo aver vinto le fasi regionali dei Giochi Sportivi Studenteschi, gli atleti dello Sci Club Fondo Matese hanno rappresentato la Campania nella fase nazionale di Roccaraso nel 2003, di Falcade nel 2004, di Sappada nel 2005, di Roccaraso nel 2006. Oltre alle gare organizzate sul Matese, lo Sci Club Fondo Matese è presente in quelle di Capracotta, Pescocostanzo e Campitello Matese. Nel 2005 tre allievi hanno conseguito la Coppa Cam, ambìto e importante Trofeo regionale per categoria, della Federazione Italiana Sport Invernali. Appuntamento annuale importante è il tradizionale "Trofeo Comunità Montana del Matese" gara promozionale aperta a tutti. A primavera con lo scioglimento delle nevi, inizia l'attività estiva con escursioni, trekking, nordic walking, corsa in montagna, orienteering, ski-roll, mountain bike. Guida Turistica del Matese 2008 | 83


Dal semplice pic-nic nel prato alla degustazione di particolari piatti tipici locali

L’azienda Falode Village è situata nel massiccio del Matese, al centro del Parco Regionale del Matese, nei pressi dell’omonimo lago, a circa 1000 metri slm, e si estende su una superficie complessiva di circa 500 ettari dislocati a diversa altitudine. Il nostro non è un semplice agriturismo, ma un luogo ideale per vivere una vacanza in montagna senza eguali. Dal semplice pic-nic nel prato alla degustazione di particolari piatti tipici locali; dal pernottamento in tenda alla possibilità di usufruire di uno dei tanti miniappartamenti disponibili; dalla classica passeggiata a piedi nei boschi o in riva al lago, alla più suggestiva escursione a cavallo… e potremmo ancora a lungo elencare tutti i servizi offerti dalla nostra struttura e tutte le attività ricreative e sportive praticabili, ma preferiamo invitarvi a venire a trovarci anche solo per una giornata, meglio se per un fine settimana. Vi accompagneremo

alla scoperta del paradiso che ci circonda 86 | Guida Turistica del Matese 2008


Agriturismo Agricampeggio Fattorie didattiche Parco giochi Ostello Area pic-nic Vendita prodotti Sport natura: Trekking quad birdwatching mountain bike tiro con l’arco

Scuderia con doma e pensione Scuola di equitazione Passeggiate a cavallo

Allevamenti di: Cavalli Qaurter e Paint Horse Vacche marchigiane Maiale nero casertano Sperimentali alternativi

Miniappartamenti

Guida Turistica del Matese 2008 | 87


Visita il sito www.montidelmatese.com iscrivendoti alla newsletter sarai sempre aggiornato sugli eventi che si svolgeranno nel nostro territorio


SPLEOLOGIA

La fama del Matese attira ogni anno decine di speleologi, impegnati ad esplorare e documentare il mondo sotterraneo, e a portare alla luce mondi che altrimenti resterebbero nel buio. Qui si conoscono quasi duecento grotte: tra le più note c’è quella di Campo Braca. Si apre nella conca omonima, nel settore centrale del massiccio, a sud-est del Lago Matese: l’acqua entra nel sottosuolo tramite un inghiottitoio naturale, poi defluisce attraverso meandri e sale, talvolta riccamente concrezionati. La grotta è stata esplorata per oltre 3 km ed è profonda circa 130 metri. Il fondo si trova quasi in corrispondenza della risorgenza di Rifreddo: qui sgorga un torrente che va ad alimentare il Lago Matese e poi si infiltra nuovamente nel sottosuolo, passa alla falda sotterranea e affiora in corrispondenza delle sorgenti di Torano e Maretto. Il carsismo è per questa montagna un valore aggiunto: l’acqua del sottosuolo matesino è un patrimonio per tutta la regione, che viene dissetata mediante l’Acquedotto Campano. L’acqua delle grotte è il petrolio del futuro. Gli speleologi frequentano il Matese da quasi un secolo. Nel tempo, metro dopo metro, hanno esplorato grotte importanti, come Pozzo della Neve e Cul di Bove, veri e propri abissi che si aprono nel settore nord-orientale del massiccio. Questi giganti sotterranei raggiungono la profondità di mille metri e si estendono per chilometri. Ma tante altre sono le grotte importanti del Matese, come la grotta del Cavuto di Letino, il Concone delle Rose, la grotta del Lupo, l’inghiottitoio di Campo Rotondo, e tante altre. Infine l’inghiottitoio della Pincera, che drena le acque della piana sovrastante l’abitato di Castello del Matese convogliandole direttamente verso la sorgente del Maretto: questa connessione sotterranea è molto importante, e il suo studio potrebbe spiegare i frequenti episodi di inquinamento organico delle acque di Piedimonte Matese.

92 | Guida Turistica del Matese 2008

Grotte e abissi

Un mondoda Esplorare


Gruppo Speleologico del Matese www.gsmatese.it Federazione Speleologica Campana www.fscampania.it Associazione Campobase Matese www.campobasematese.it testo e foto di Natalino Russo www.natalinorusso.it

foto Matteo Bordini

L’istituzione del Parco Regionale del Matese è un segnale positivo anche in questo senso.

Un mondo di avventure Ma una montagna come il Matese non ha soltanto grotte. Qui il carsismo ha scavato grandi campi, karren e doline. Lo scorrimento superficiale ha inciso valli, canyon, forre. Le più note sono quella di Pesco Rosso, le gole del Quirino e di San Nicola, la forra dell’Inferno, le Gole di Caccaviola. Scavate dal torrente Titerno, queste gole sono conosciute dai torrentisti di tutta Italia e vengono utilizzate spesso come palestra per i corsi internazionali di canyoning. Da qualche anno offrono a tutti la possibilità di vivere un’insolita avventura: grazie a particolari tecniche si può percorrere questo canyon all’asciutto, facendo la conoscenza di un ambiente unico nel suo genere, in assoluta sicurezza. Basta un minimo di allenamento e di curiosità, e la voglia di affidarsi a guide esperte.

foto Matteo Bordini

Documentare per tutelare Il mondo carsico del Matese non è soltanto un serbatoio d’acqua, ma un vero e proprio ecosistema: grazie alle sue caratteristiche climatiche e chimico-fisiche, qui vivono innumerevoli organismi adattati al buio, tra cui i pipistrelli. Sono animaletti innocui e assumono un enorme valore ambientale, al punto che paesi ben più avanzati del nostro hanno avviato da tempo campagne di ricerca atte a conoscerli meglio. A livello locale è molto attivo il Gruppo Speleologico del Matese, nato nel 1985 e tra i fondatori della Federazione Speleologica Campana.

Guida Turistica del Matese 2008 | 93


Una tradizione di famiglia per venticinque anni di successi sulle tavole di tutta Italia. Ora si punta anche all¹estero

La Vinicola del Titerno Punta ai mercati d’Oltreoceano

“Nelle varie fasi, nessun tocco umano per non alterare il prodotto” 98 | Guida Turistica del Matese

Premi e riconoscimenti per una produzione che va dal vino da tavola a quello di qualità Nasce nel cuore del Sannio Beneventano, dove i discendenti dei Sanniti custodiscono e tramandano da generazioni un'arte vinicola che conserva intatta il fascino di un gusto antico, nobile e generoso. Nella frazione di Faicchio, adagiato tra le falde orientali del monte Acero ed il fiume Titerno, grazie ad un clima di bassa montagna, indicato nella climatoterapia per la purezza dell'aria e per la bellezza del paesaggio, e alla ricchezza di vestigia storiche è sicuramente uno dei luoghi più adatti per quanti vogliono trascorrere un week-end riposante a base di cultura, prodotti tipici e vino a volontà.


In questo territorio da venticinque anni l'azienda vinicola del Titerno, dei fratelli Talio e Alfredo Di Leone, produce i suoi vini nella piena tradizione testimonianza della qualità offerta i premi ed i riconoscimenti che ogni anno vengono riconosciuti ai vini del vitigno. Da settembre l'azienda si è trasferita in una nuova sede costruita proprio per venire incontro alle esigenze della ditta così come spiegano gli stessiamministratori: "Ora siamo in un edificio di seimila metri quadrati dei quali gran parte al coperto. Abbiamo anche una nuova linea e capace di produrre circa seimila bottiglie l’ora". La nuova struttura nasce proprio per poter meglio dividere i l lavoro nelle varie zone. Quattrocento i metri quadrati nei quali sarà effettuata la vinificazione delle uve, ottocento per lo stoccaggio dei vini in botte di acciaio inossidabile con temperatura controllata. In più circa duecento metri quadrati di bottaia scavata sotto terra, a circa tre metri e mezzo di profondità, dove saranno ospitati i vini ad invecchiare. “Nelle varie fasi della produzione non c'è alcun tocco umano. Il prodotto arriva finito senza interventi manuali che lo potrebbero inquinare" spieganoi fratelli Di Leone. Un progetto studiato in grande e con lungimiranza visto che l'intero impianto "è dotato di un sistema di videosorveglianza ad infrarossi e di una sala per le riunioni e le degustazioni di alcuni prodotti. Sarà possibile, già dalla prossima primavera, ospitare i pullman di persone in v i s i ta che potranno così acquistare direttamente di per-

sona i prodotti e potranno assistere a proiezioni di videofilmati che illustrano i nostri prodotti". Ma il progetto che guarda lontano non si limita a questo e vuole uscire fuori dai confini regionali e nazionali. L'intento, dichiarato dagli stessi proprietari, è arrivare a raggiungere contatti tali per l'ingresso in un mercato internazionale: "Siamo già presenti nel mercato del nord Italia - continuano i fratelli Di Leone - ma ora ci stiamo muovendo per raggiungere i mercati del Nord America ed il Canada in particolare, ma non lasciamo perdere neanche la Cina ed il mercato europeo". Per quanto riguarda i vini oltre al Piedirosso c'è anche il Novello, prodotto con uve a bacca rossa tra le quali Barbera, Sangiovese e Aglianicorigorosamente del Beneventano, ma c'è anche una grande produzione di bianchi. L'azienda di via Iacovelli, nella zona Pip a Massa di Faicchio, ha una produzione annuadi circa 1milione e 200mila bottiglie. A lato, due bottiglie di Coda di Volpe e Pedirosso, considerati i prodotti di punta dell’Azienda

LA VINICOLA DEL TITERNO MASSA DI FAICCHIO (BN) - ITALIA Tel. 0824.814380 - Fax 0824.814060 - www.lavinicoladeltiterno.it

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ti accompagna nell’avventura

www.pianetamoto.com | Tel. 0823 787170 | ALIFE (Ce)


A tutte le associazione aventi sede nei comuni matesini: inviateci informazioni relative a qualsiasi evento (musicale, sportivo, culturale) da voi organizzato nell’arco dell’anno e noi lo inseriremo sul sito montidelmatese.com nella sezione “eventi”


Museo Geopaleontologico di Pietraroja

Il PaleoLab è il museo del Parco Geo-paleontologico di Pietraroja, situato nella parte alta del territorio matesino, accanto al giacimento fossilifero ove nel 1979 è stato rinvenuto lo Scipionyx samniticus, più conosciuto come “Ciro”, il primo dinosauro italiano nonché un fossile di dinosauro senza precedenti, poiché conserva, ben visibili, parti del tessuto muscolare alla base della coda, tracce della trachea, l’intestino ed un’impronta del fegato. Il calco del piccolo Ciro, lungo solo qualche decina di centimetri è conservato nell’atrio del museo, in una teca ben visibile al visitatore. Seguendo le orme del piccolo dinosau-

ro le sale del Paleo-Lab si snodano fornendo la possibilità ai visitatori, soprattutto ai più piccoli, di vivere incredibili esperienze interattive in prima persona: in pochi minuti, per esempio, è possibile, nell’ascensore del tempo, ripercorrere a ritroso attraverso un simbolico teletrasporto, le diverse epoche geologiche.

Diversi exhibit interattivi illustrano poi i meccanismi geodinamici della Terra e le dinamiche che hanno portato a formarsi la laguna che una volta era il Matese. Non mancano: la sala del “campo scavi”, il laboratorio didattico, la sala multimediale; Insomma, il Paleo-lab non è un semplice museo ma un’esperienza che tutti i bambini, e non solo, devono vivere. Apertura: nei festivi e prefestivi dalle 10 alle 18 nei giorni feriali su prenotazione telefonando al municipio di Pietra-roja (Bn) Tel. 0824 868000. Costo del biglietto: intero 4 euro, ridotto 2 euro. www.prolocopietraroja.it


Freestyle Matese

Lo snowboard è uno stile di vita L'Associazione Sportiva Dilettantistica Freestyle Matese Snowboard, attiva dal 2004 ed affiliata alla F.S.I. Federazione Snowboard Italia, promuove la disciplina dello snowboard nell’area del Parco Regionale del Matese. Lo snowboard, e soprattutto lo stile di vita che esprime (lo stare insieme in allegria, l'amore per la montagna, il rispetto per la natura...), si sta diffondendo sempre più e l’associazione ne è un esempio, visto che è diventata un punto di riferimento per lo snowboard del Sud Italia con i suoi numerosi iscritti provenienti non solo dalla provincia di Caserta ma anche dalle province limitrofe.

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In evidenza il grande successo della la seconda edizione di “Monte Miletto in Notturna”, organizzata il 14 luglio 2007

Durante la stagione invernale, presso la stazione sciistica di Bocca della Selva, l'associazione organizza numerosi eventi come: snowparty, rail contest, jump contest, manifestazioni musicali, camp invernali, music party, stand promozionali, demo e proiezioni di filmati. Nei mesi di febbraio e marzo, Freestyle Matese cura l'organizzazione di una importante gara di Slope-Style, appartenente al circuito federale nazionale. Dallo scorso inverno, l'associazio-

ne ha aderito al World Snowboard Day, giornata mondiale di promozione dello snowboard, organizzando, tra le altre cose, lezioni gratuite per tutti gli appassionati. La maggior parte delle attività proposte si svolgono all'interno del Parco Regionale del Matese, nel pieno rispetto della natura e con l'intento di far conoscere le infinite bellezze e potenzialità che questa zona offre. L'associazione è attiva anche nel periodo estivo, promuovendo attività collettive come escursioni a cavallo, passeggiate in mountain bike, trekking, mountainboard, camp estivi in ghiacciaio e tanti altri sport, quasi tutti legati alla montagna. Per informazioni: Gianmaria 328 1318718 www.freestylematese.it

Intorno alle ore 23.00, arrivano gli ultimi ritardatari, consueta foto di gruppo e controllo attrezzatura; Ben 51 partecipanti, provenienti da diversi comuni, sono pronti per la conquista del Monte Miletto 2050 metri s.l.m. Ore 24,00 si parte! In macchina fino all’imbocco del sentiero… e inizia la scalata! Dopo circa 2 ore, alla fontana dell’Esule effettuiamo la prima sosta presso l’omonimo rifugio. Da questo momento in poi, le guide, chiedono a tutti i partecipanti di stare più uniti e di tenere a portata di mano una giacca a vento da indossare dopo aver scollinato verso il pianoro di Campo dell’Arco, zona particolarmente ventosa del Massiccio del Matese. Nel buio della notte, lo spettacolo di luci è unico! decine e decine di torce, portate a mano o indossate sulla fronte, innumerevoli stelle cadenti, e in lontananza, le luci delle città della costiera campana che dalla nostra posizione si potevano ammirare. Superata la “capannella del pastoGuida Turistica del Matese 2008 | 107


re” ci attende l’ultimo tratto. Qualcuno, già stanco (principalmente gli over 45), si ferma per una nuova sosta. Alle 4,30 si arriva in vetta. I primi arrivati già sostavano nelle buche costruite, negli anni, per ripararsi dal vento, o infilati nei sacchi a pelo, mentre altri volti, stanchi ma felici, raggiungevano la vetta sfruttando le ultime energie rimaste, prima di godersi lo spettacolo dell’alba. Ore 5,15 telecamere e macchine digitali puntate. L’Alba! Ogni anno un’emozione diversa, assolutamente da vivere perché è ineguagliabile, e ti lascia senza fiato, tanto che non si può raccon-

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tare; il sole che sembra emergere dal mar Adriatico, con la sua luce, trasforma i colori e crea sfumature mai viste. Al lato opposto, il cono d’ombra del monte Miletto, arriva fino al mar Tirreno. Circa un’ora di pausa per riacquistate le forze e scambiare 4 chiacchiere tra amici… e si riparte. La discesa è piacevole, sicu-

ramente meno faticosa della salita; con la luce del giorno, un nuovo spettacolo di presenta ai nostri occhi. Le montagne, il lago Matese, il colore dell’acqua la stupenda vegetazione incontaminata fa si che tutto sembri un quadro, una cartolina. Poi in lontananza, il Vesuvio... Siamo felici! anche quest’anno il Miletto ci ha regalato uno spettacolo unico.


L’Associazione Freestyle Matese e l’Associazione Turistica Territoriale, invitano tutti gli appassionati, alla terza edizione della “Miletto in notturna” prevista per il 19 luglio 2008 Info e prenotazione: Gianmaria 328 1318718 | Yuri 328 1420605 www.freestylematese.it | www.montidelmatese.com Guida Turistica del Matese 2008 | 109


Cusano Mutri (Bn) artigianato tipico


Ercole, pastore del Caucaso, 3 anni


Associazione Turistica Territoriale - Piedimonte Matese (Ce) Tel. 0823 787300 - Fax 0823 783977 - Cell. 335 453487 info@montidelmatese.com - www.montidelmatese.com

Ristorazione e pernottamento nell’area matesina della provincia di BENEVENTO SAN SALVATORE TELESINO Ristorante La Corte Grande Tel. 0824 948519 FAICCHIO Ristorante Hotel La Fiaccola Tel. 0824 863290 Ristorante Castello Ducale Tel. 0824 863026 Ristorante La Lucciola sul Titerno Tel. 0824 819061 Agriturismo Torre Nuova di Marafi Tel. 0824 819005 Agriturismo Torre Vecchia di Marafi Tel. 0824 819063

SAN LORENZELLO Agriturismo Giardino dei Ciliegi Tel. 0824 860074 CUSANO MUTRI La Roccia Tel. 349 6020922 Loc. Civitella Licinio Antichi Sapori Tel. 348 7503116 Ristorante Il Guardiano del Matese Tel. 0824 818449 Loc. Civitella Licinio Villaggio Turistico Calvarusio Tel. 328 8268536 Ristorante Taverna dei Briganti Tel. 0824 818079

Agriturismo Arenella Tel. 0824 815384 Agriturismo Marchese Tel. 0824 814102 Agriturismo L’Antico Frantoio Tel. 0824 815183 MASSA DI FAICCHIO B&B La Locanda delle Fate Tel. 0824 814080 Country House Resort La Canapina Tel. 0824 814412 Ristorante Il Monticello Tel. 0824 814045

Il file .pdf della Guida Turistica del Matese è scaricabile sul sito www.montidelmatese.com

PONTELANDOLFO Agriturismo La Ruzzola Tel. 0824 851541 Ristorante e B&B La Pignata Tel. 0824 851635 MORCONE Albergo Ristorante Belvedere Tel. 0824 957646 Ristorante Antica Torre Tel. 0824 957249 Ristorante e Pizzeria Alle 4 Ruote Tel. 0824 956257



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