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REGGIO EMILIA pocket guida alla cittĂ  e agli eventi

GRATIS


REGGIO EMILIA pocket Supplemento (già Poster Eventi) a Pocket Magazine autorizzazione del Tribunale di Reggio Emilia n. 1172 del 3/11/2006 Direttore responsabile: Luca Vecchi Tipografia: Nero Colore, via Mons. Bonacini, 3 Correggio (RE) Progetto a cura di Associazione Culturale “Pocket” www.guidapocket.it Testi: Max Cavassa Impaginazione: Luca Vecchi Hanno collaborato ai testi: Maria Rosaria Corchia, Francesca Papini, Agnese Spinelli, Caterina Tonon, Luca Vecchi Hanno collaborato: Paolo Bardelli, Sara Cilloni, Antonella Cipressini, Michela De Falco, Angela Falciano, Valentina Ferretti, Stefano Folegati, Elisa Geranzani, Aldo Gianolio, Marika Lusuardi, Dario Mussini, Flavia Piscitelli, Stefano Prati, Boris Pulvirenti, Daniela Tiberti

100% CARTALATTE riciclata d TM

100% CARTALATTE rici TM

Fonte storico-artistica ed enogastronomica: I.A.T. Reggio Emilia http://turismo.comune.re.it Icone basate sui font Heydings Icons di Heydon Pickering, ForButtons di SBA Factory, WC Sold Out A Bta di WC Fonts. Foto all’interno: Primo Pereira (dove non altrimenti specificato, escluse le foto degli eventi) L’utilizzo di immagini nei diversi contesti dipende da scelte editoriali e non rispecchia la visione degli autori delle foto. Nessuna parte di Reggio Emilia Pocket può essere riprodotta o rielaborata in qualsiasi forma senza il consenso dell’editore. Si declina ogni responsabilità per eventuali cambiamenti ed errori nelle date degli appuntamenti. Si raccomanda di verificare sempre telefonicamente l’effettivo svolgimento degli eventi segnalati.

In copertina foto di Claudio Cigarini, particolare dell’opera progettata da Sol LeWitt Wall Drawing #1126 Whirls and Twirls 1 (Reggio Emilia) Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia Collezione Musei Civici, Reggio Emilia Prima realizzazione luglio 2004: Francesca Dolci, Chiara Dossetti, Simone Fontanesi, Andrea Gualandri, Pietro Iori, José Demetrio Peña Sosa, Debora Romei, Anthony Sansotta, Ciro Scarpetta, Claudia Torricelli, Federico Vecchi, Angelo Volpe Colori acrilici cm 970 x 1960 / opera: cm 467 x 1330,25 Il progetto Invito a è stato realizzato con il contributo di Max Mara.

Reggio Emilia Pocket è stampato su riciclata da contenitori per bevande Tetra Pak.

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Sommario

Reggio Emilia. Municipio romano e poi via via longobarda, libero comune, estense, cispadana, austriaca... Oggi è una città di più di 170.000 abitanti. Reggio si muove ed evolve e noi abbiamo provato a sentirne l’umore lungo le sue strade, attraverso i tanti eventi che caratterizzano il suo territorio. Musei, teatri, festival di fotografia, cinema, musica, danza. Giornate dedicate al racconto, al fumetto, al riciclaggio creativo. Spesso gli eventi e i luoghi parlano da soli, ma abbiamo voluto farci raccontare la città anche da alcuni reggiani, per nascita o per scelta.

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eventi calendario eventi live club e teatri

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percorsi corso garibaldi lungo la via emilia di piazza in piazza tra musei e teatri hanging around l’oltrecirconvallazione dal po all’appennino

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meu reggio giovanni lindo ferretti, alfredo gianolio, caterina tonon, alberto melloni, piergiorgio paterlini, mauro grasselli, la papilla brilla, davide benati, isabelle roth, max collini, giuseppe camuncoli, asma ouhiya, martino pompili

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musei, spazi espositivi, gallerie biblioteche, librerie, negozi di dischi, cinema mangiare, bere e dormire do you speak ârzan? ...and do you eat ârzan? mappa del centro storico

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eventi 4

Fotografia Europea Mostre, incontri, eventi, conferenze per un festival di livello internazionale. Nel 2012 il tema è Vita Comune: immagini per la cittadinanza. Tra maggio e giugno - le tre giornate inaugurali dell’edizione 2012 vanno dal 11 al 13 maggio e le mostre proseguono fino al 24 giugno - Reggio si mobilita per la grande kermesse di Fotografia Europea, manifestazione a tema tra le più importanti a livello internazionale. Un occhio, o forse tutti e due, sulle nuove tendenze della fotografia contemporanea, senza dimenticare i grandi maestri del passato. Come Luigi Ghirri, nato nella vicina Scandiano, genio della

fotografia di architettura del territorio, scomparso prematuramente nel 1992, ma ancora assolutamente presente come ispiratore spirituale. Per un lungo weekend la città è percorsa da una corrente impetuosa di mostre, incontri, eventi, concerti, conferenze; tutto ciò letteralmente ovunque, a partire dai recuperati Chiostri di San Pietro, nelle piazze, nei musei, nelle biblioteche, nei locali. Il risultato è entusiasmante e richiama decine di migliaia di visitatori. Le mostre peraltro continuano oltre il weekend iniziale per più di un mese. Insomma, foto ovunque, incorniciate da una Reggio che in primavera si dà voluttuosa.

L’edizione 2012 ha come tema “Vita comune: immagini per la cittadinanza”, un titolo che spinge a chiedersi se la fotografia può ritornare a intervenire su temi così “concreti”, come quello della cittadinanza e della partecipazione, senza essere didascalica e illustrativa. Un tema che, inoltre, si pone idealmente nella continuità della riflessione sulla città e sull’italianità che ha caratterizzato l’edizione 2011. Fotografia Europea T da maggio a giugno Reggio E., luoghi vari 0522 456249 - www.comune.re.it www.fotografiaeuropea.it


Fotografia e stupore Fotografia Europea 2010 mostra di Maurizio Agostinetto alla Sinagoga foto di Fotosuperstudio

Fotografia Europea 2011 mostra di Davide Mosconi ai Chiostri di San Pietro foto di Sara Casna

Fotografia Europea 2011 in alto a sinistra mostra di Davide Mosconi ai Chiostri di San Pietro foto di Sara Casna

Nel ventennale della scomparsa, Fotografia Europea 2012 ricorda Luigi Ghirri con una mostra sulla sua attività curatoriale, oltre a quella di ideatore e organizzatore di iniziative, incontri e conferenze. Noi prendiamo spunto da questa sua frase: “Fotografare è soprattutto rinnovare lo stupore”. “Fotografare è soprattutto rinnovare lo stupore”: così ci parla ancora oggi Luigi Ghirri, nel ventennale della morte. Fin dall’infanzia l’immersione nel flusso incantato dell’esistenza: i rami ricoperti di brina della campagna emiliana, i decori marmorei della dimora che lo accolse sfollato dopo la guerra, il vociare dei bambini, i racconti degli adulti, tutto si compose come in un grande libro illustrato. Il mondo gli si proponeva come un album di famiglia, personale e intimo, ma anche come atlante geografico da sfogliare e condividere con gli altri. Sempre la realtà e l’immaginazione innestate l’una nell’altra, un linguaggio articolato sull’alfabeto del fantastico che meraviglia e inquieta, con misura: le immagini appaiono formalmente ineccepibili, dal sapore

classicheggiante, apparenti riproduzioni della realtà più banale, ma solo al primo sguardo. La scelta di Ghirri infatti rivela una volontà destabilizzante: il desiderio di svelare l’impoverimento del nostro sguardo che fatica ad andare oltre l’ovvio, ma lo fa proprio per consentirci di oltrepassarlo, ripulirlo dalla fretta e dalla stereotipia, dai gesti sclerotizzati, e condurlo in un altrove non codificato, mobile, aperto al possibile. Lo vediamo bene nei suoi paesaggi, percezioni attente di luoghi più che cartografie dettagliate, un trovarsi sulla soglia tra il conosciuto e l’ignoto, disposizione necessaria affinché l’impensato possa apparirci, possa rinnovare il nostro stupore, e ci permetta di abitare con consapevolezza maggiore il mondo.


eventi

Soli Deo Gloria

T da marzo a dicembre

foto www.quartettoitaliano.com

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Premio Borciani A giugno la città accoglie i migliori quartetti d’archi del mondo, in memoria di Paolo Borciani. Nella città che ha visto nascere il celebre Quartetto Italiano (nella foto) e il suo primo violino Paolo Borciani non poteva mancare una manifestazione che ne evocasse le gesta e predisponesse future generazioni alla grande musica da camera. Al Teatro Valli ogni tre anni, a giugno, si tiene il Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi Premio Paolo Borciani, uno dei concorsi più importanti al mondo. Per ogni edizione del Premio viene commissionato ad un famoso e sempre diverso compositore contemporaneo un quartetto inedito ed i nuovi pezzi vengono eseguiti dai concorrenti in prima mondiale. Il Concorso ha fama di grande severità: nell’edizione 2011, come era già accaduto, il Primo Premio non è stato assegnato perché la giuria non ha ritenuto all’altezza i quartetti partecipanti.

Nei due anni che separano dalla nuova edizione del Premio Borciani, sempre a giugno, viene invece organizzato il Festival del Quartetto d’Archi, che fa tornare i vincitori del Premio Borciani e dedica loro l’intero programma, per raccontarne l’evoluzione, gli incontri, le esperienze. A fianco delle serate in teatro, nelle giornate del Festival, si susseguono le masterclass per giovani quartetti, i workshop per musicisti amatoriali, gli incontri e i dibattiti, la mostra di liuteria, i concerti all’aperto nei cortili e nelle piazze di Reggio, i punti d’ascolto e di lettura. Direttore artistico del Premio Paolo Borciani e del Festival del Quartetto d’Archi è Mario Brunello, violoncellista tra i più apprezzati nel mondo. Premio Paolo Borciani / Festival del Quartetto d’Archi T giugno Reggio E., Teatro Valli ed altri luoghi 0522 458811 - www.premioborciani.org - www.festivalquartetto.org

Reggio E., Chiese 0522 456249 www.solideogloria.eu La stagione concertistica Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della città è diventata un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di musica classica che hanno una particolare predilezione per le composizione sacre. Con un importante impegno organizzativo, l’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia e la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, hanno raggiunto con successo l’intento di valorizzare i luoghi e i preziosi strumenti musicali presenti nelle chiese del centro storico della città e delle otto Circoscrizioni. La peculiarità dell’iniziativa sta proprio nella capacità di far riscoprire agli stessi reggiani luoghi rilevanti dal punto di vista artistico, architettonico e soprattutto simbolico, che si prestano come suggestivo scenario a coinvolgenti concerti, che riportano in vita pregiati organi antichi e restaurati. L’ingresso è gratuito.

Giornate della laicità T aprile

Reggio E., luoghi vari giornatedellalaicita.com Le Giornate della laicità (dal 20 al 22 aprile 2012 la terza edizione) propongono un ricco programma di incontri e dibattiti con personalità di rilievo della cultura italiana su


temi quali laicità, democrazia, principi costituzionali, bioetica, scienza libera e diritti civili. Tra i tanti ospiti dell’edizione 2011 Paolo Flores D’Arcais (responsabile scientifico della manifestazione), Valerio Onida, Piergiorgio Odifreddi, Gianni Vattimo, Margherità Hack, Massimo Gramellini.

Handmade Festival T 1 maggio

Guastalla [RE], The Cleb www.myspace.com/thecleb Non è più un segreto per pochi questo festival musicale che si tiene nella pianeggiante campagna guastallese il primo maggio. Nel 2011 si è svolta la quinta edizione e sul palco dello spazio The Cleb si sono alternati Altro, Movie Star Junkies, Be Forest, Young Wrists, Quakers & Mormons, A Classic Education, Welcome Back Sailors, Cut, Smart Cops, Casa del Mirto e Snailhouse. Insomma, chi è interessato a sapere cosa succede nella scena indie italiana il giorno dei lavoratori lo festeggia senza dubbio qui. I concerti iniziano al pomeriggio, l’ingresso è gratuito, l’atmosfera è rilassata, tutt’intorno i campi.

Festa della Resistenza a Casa Cervi T 25 aprile

Gattatico [RE], Casa Cervi 0522 678356 www.fratellicervi.it Casa Cervi è il classico luogo sacro dove festeggiare la ricor-

renza della Liberazione, con i partigiani, i tanti artisti presenti e tutti coloro che vedono in questa festa il seme della nostra democrazia ancora così giovane. Si parte alla mattina e si arriva fino a sera, con un ricco programma di parole, eventi e musica. All’edizione 2011 hanno preso parte, tra gli altri, Don Ciotti, fondatore di Libera, Paolo Nori, Loris Mazzetti, Antonio Cornacchione, la marchin’ band fiorentina Fiati Sprecati, i francesi Le Balluche de la Saugrenue e Cisco & Le Mondine di Novi. Una vera festa popolare, dove ci si incontra, si parla, si canta e si balla, esorcizzando antichi terribili dolori.

Mondinpiazza T maggio

Reggio E., centro città 0522 456737 Reggio Emilia - unica città indicata dal Consiglio d’Europa a rappresentare l’Italia nel Network delle città interculturali (Intercultural cities) per le politiche attuate a favore del dialogo fra le diverse culture e la coesione sociale - a maggio propone tre giorni di eventi, confronti ed happening dedicati alle culture dei cittadini migranti e allo scambio interculturale. Lo stesso Consiglio d’Europa propone Reggio Emilia come modello pratico di città europea nell’affrontare positivamente la sfida rappresentata dall’integrazione dei migranti, e in generale delle minoranze, nel tessuto sociale.

Remida Day

In mostra i prodotti del riutilizzo creativo dei materiali di recupero. Ed in piazza Europa la Fiera dell’usato domestico. Il Centro di Riciclaggio Creativo Remida nasce nel 1996 a Reggio Emilia. Da allora sostiene l’idea che i rifiuti siano risorse e - con la collaborazione dell’azienda che si occupa della loro raccolta seleziona, organizza e rende fruibili gli scarti della commercializzazione e della produzione industriale, portando avanti un progetto culturale che contiene un messaggio ecologico, etico, estetico, educativo ed economico e facendosi promotore della cultura del riuso creativo dei materiali di recupero. Durante il Remida Day, che si tiene a maggio, si festeggia e si espongono al Centro Loris Malaguzzi le produzioni creative realizzate durante l’anno. Inoltre, lo spazio di piazzale Europa ospita la Fiera dell’usato domestico, una sorta di vide grenier, molto amata dai privati che ne approfittano per “svuotare i solai” e mettere in vendita il soldatino di piombo o la vecchia cesta in vimini risparmiata dalle due guerre. Remida Day T maggio Reggio E., Centro Internazionale Loris Malaguzzi e piazzale Europa 0522 431750 http://remidaday.blogspot.com/


eventi

Reggionarra

T maggio o giugno

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Ori della terra reggiana Lambrusco, erbazzone, ciccioli, gnocco, salame, anguria, savurètt... Quando i cibi raccontano il territorio. Ventitre i comuni che hanno partecipato all’edizione 2011 de Gli Ori della terra reggiana, iniziativa che raccoglie le sagre dagli aspetti culturalmente e antropologicamente più significativi nel territorio reggiano: Albinea (Sagra del Lambrusco e degli spiriti divini, a giugno), Bagnolo in Piano (Sagra dei prodotti del contadino, a settembre), Bibbiano (Il Mercato delle terre di Matilde di Canossa, a giugno), Campagnola Emilia (Cicciolo d’oro, nella foto, a dicembre), Carpineti (Maratona del sapore: Savurètt, ad ottobre), Casalgrande (Festa dell’agricoltura e delle tradizioni autunnali, a novembre), Correggio (Fiera di San Luca, ad ottobre), Fabbrico (Palio del Nocino tradizionale, a giugno), Gualtieri (Festa del Lambrusco, a settembre), Guastalla (Mustum Ardens, a settembre), Luzzara (Ricette e an-

tichi segreti, a luglio), Montecchio (Pasta ripiena dolce e salata, ad ottobre), Novellara (Miss Anguria, a luglio), Quattro Castella (Sagra dal Scarpasoun, a giugno), Reggiolo (Fiera della Zucca, a settembre), Rio Saliceto (Riobue festa del bue in piazza, a luglio), Rolo (Riso & Riso, a giugno), Rubiera (Gnocco, salame e fantasia, a dicembre), San Martino in Rio (Pigiatura in piasa, ad ottobre), Scandiano (Boccali in Rocca, a settembre), Toano (Festa del Tartufo, a novembre), Vezzano (Festa dell’asparago selvatico, a maggio) e Viano (Festa del Tartufo, a novembre). L’esperienza del cibo buono è parte integrante ormai dell’esperienza intellettuale, prima ancora che materiale: capita sempre più spesso di avere bisogno di una parentesi alimentare densa di significati. Gli Ori della terra reggiana T da maggio a dicembre Comuni della provincia di Reggio E. 0522 444413 - www.provincia.re.it

Reggio E. e Castelnovo ne’ Monti [RE] 0522 456585 www.reggionarra.it Una manifestazione dedicata ai più piccoli. Nel 2011 oltre 200 eventi hanno animato le strade e i locali di Reggio Emilia e di Castelnovo ne’ Monti. La magia delle storie e l’incanto delle favole sono spesso la strada principe per attraversare la realtà e la fantasia, per incontrare vite, linguaggi e culture vicine e distanti. Collegata a Reggionarra, a febbraio, si tiene La notte dei racconti, l’occasione per le famiglie di vivere collettivamente il rituale del raccontare storie.

1,6,7 Contatto!

T giugno

Reggio E., zona Stazione 0522 456737 - www. comune.re.it/167contatto 1,6,7 Contatto! è un progetto che coinvolge attivamente i cittadini che vivono in zona stazione ferroviaria, uno dei quartieri chiave della trasformazione urbana. Non si tratta di un semplice festival poiché la sua preparazione comincia molti mesi prima dell’evento culturale conclusivo tramite l’attivazione di corsi aperti a tutti e attraverso la realizzazione di un tavolo di lavoro trasversale, in cui istituzioni, associazioni, realtà del territorio che operano nell’ambito del dialogo interculturale si incontrano per progettare insieme


l’evento. Il risultato vede la creazione di spettacoli, laboratori, musica, danza, mostre, teatro, incontri, progetti di convivenza e qualità urbana.

Mundus

PICNIC!festival

T giugno

Reggio E., Parco delle Caprette picnicfestival.blogspot.com Un simpatico festival campestre di fumetto e illustrazione, una giornata da trascorrere al Parco Le Caprette in compagnia di disegnatori, autori ed editori di libri illustrati e a fumetti. Tra gli autori che hanno partecipato nel 2011: Nicola Alessandrini, Ausonia, Christian Cornia, Agnese Baruzzi, Gianluca Pagliarani, Michele Petrucci, Tuono Pettinato, Matteo Piana, Luca Genovese, Sonia Marialuce Possentini, Giorgio Santucci, Piero Ruggeri, Davide Gianfelice, Maurizio Quarello, Alessandro Sanna, Daniela Tieni, Daniela Kulot, Benjamin Chaud e Tijn Snodijk. Sul prato del parco, vero cuore del festival, ci sono la libreria, lo spazio dedicato ai bambini e quello per i workshop, la biblioteca, l’area picnic, il gelataio, una fontana, magliette e prodotti enogastronomici.

foto di Toni Nicolini

Una rassegna con artisti da tutto il mondo. Dalla musica popolare al jazz, dalla contemporanea all’etnica. Mundus è un festival che è già giunto alla sua 16° edizione e copre, oltre a Reggio Emilia, molti paesi della provincia reggiana, sconfinando sovente in quella modenese. L’edizione 2011 ha coinvolto i comuni di Boretto, Casalgrande, Carpi, Correggio, Scandiano e Soliera animando piazze, palazzi storici, cortili, rocche. La kermesse si svolge in piena estate, con concerti - la maggior parte dei quali gratuiti - che generalmente vanno da fine giugno o inizio luglio fino a metà agosto e presenta ogni anno una scelta molto eterogenea di artisti, provenienti da tutto il mondo (come suggerito dal titolo), a testimonianza di un’apertura ora più che mai necessaria verso le culture di paesi lontani, spesso anche molto diversi dal nostro. Si tratta, dunque, di un messaggio chiaro: la musica, proprio per le sue intrinseche caratteristiche di linguaggio

comprensibile a tutti, può aiutare ad abbattere i muri che troppo spesso vengono innalzati tra le razze e tra i paesi del mondo. Le anime che compongono Mundus vanno dalla musica popolare al jazz, dalla contemporanea all’etnica e nelle varie edizioni sono passati nomi di grandissima rilevanza. Qualche esempio? Danilo Rea, Enrico Rava, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Uri Caine, Radiodervish, Gil Evans Orchestra, Ambrogio Sparagna, Tinariwen (nella foto), Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Elio, Ludovico Einaudi, Sarah Jane Morris, Cristina Donà, Ballake Sissoko & Vincent Segal, Peppe Servillo, Vinicius Cantuaria, Fabrizio Bosso, Terakaf, Artale Afro Percussions. foto di Eric Mullet

Mundus T da giugno ad agosto Reggio E., e provincia e provincia modenese 059 340221 – http://ater.regione.emilia-romagna.it


eventi

I Concerti della Via Lattea e Suoni DiVini

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Tda giugno a ottobre

Restate Il ricco cartellone dell’estate reggiana. Tra musica, cinema, arte, teatro, danza, letteratura e sport. Anche a Reggio in estate c’è qualcuno che non parte per le vacanze, che resta. Per questa sempre più numerosa categoria di “volenti-nolenti” è stato creato il ricco cartellone di Restate, titolo che gioca evidentemente sul restare e sulla stagione calda e che è un invito a godersi la città e magari scoprirne lati che un viaggio in Mongolia o una vacanza a Follonica avrebbero impedito di notare. Una sera, ad esempio, capitammo in piazza della Vittoria, nello spiazzo dei Teatri, dove si stava giocando una partita di basket tra ragazzini, nell’ambito della rassegna Restate. Fu un momento di straordinaria poesia urbana e in più c’era un play maker della cui bravura ci innamorammo subito. Playground romantico e considerazioni tecniche a parte, l’edizione 2011 in 92 giorni ha visto susseguirsi circa 500

eventi, quasi tutti gratuiti, tra musica, cinema, arte, teatro, danza, letteratura e sport, in oltre sessanta luoghi, dalle piazze ai parchi, dallo Spazio Gerra alla Reggia di Rivalta, dalle biblioteche ai musei, dalle chiese al Lombroso, dai Chiostri di San Pietro ai cortili dei Palazzi storici, dalla Fonderia al cimitero monumentale. Insomma Reggio non chiude per ferie, anzi: da giugno a settembre inoltrato scattano una serie di manifestazioni quotidiane che movimentano la città e che accompagnano le giornate lungo la stagione del dolce far niente. A Reggio invece si fa, ma con una certa dolcezza. Nella foto un momento della rassegna Pellicole Ritrovate in piazza Prampolini, a cura del’Ufficio Cinema del Comune di Reggio Emilia

Restate T da giugno a settembre Reggio E., luoghi vari 0522 456249 - www.comune.re.it

Province di Reggio Emilia, Modena e Parma 0522 392137 La musica entra nei caseifici e nelle cantine con i Concerti della Via Lattea e Suoni DiVini, manifestazione che in dieci anni ha riscosso un successo sempre crescente. L’idea è mettere insieme mondi apparentemente distanti: quello della musica (da camera, folk, jazz), quello del ParmigianoReggiano e quello del vino. Universi che esprimono in realtà grandi valori di cultura, artistica e di tradizione. La musica si arricchisce della suggestione dei luoghi ed i concerti diventano occasioni di aggregazione culturale e sociale. L’edizione 2011 ha coinvolto 23 comuni, anche nel territorio parmense e modenese. L’ingresso è gratuito.

Econotte

T luglio

Luzzara [RE], Area golenale 0522 977612 Nel paese di Zavattini non può mancare una giornata dedicata al fiume Po, ai suoi ritmi, paesaggi ed emozioni. Econotte - Notte bianca ad emissioni zero - si svolge nella golena di Luzzara, a pochi passi dal


centro storico, e sulle rive del Grande Fiume ci si immerge in una natura rara, quasi interamente incontaminata. Una natura romantica e forte come è stata decisa dal Po con le sue piene e le sue ritirate e dove l’uomo ha agito sapientemente nel pieno rispetto del fiume. Di rara suggestione la posa di oltre 3000 candele, che aiutano nella notte a raggiungere i vari punti di emissione sonora, musicale o orale che sia. Il fuoco, la musica, la poesia e il contatto diretto con la natura permettono ad ognuno di sognare il proprio mondo. E al tempo stesso si crea una sinergia perfetta tra il centro animato del paese e l’insolito movimento sonoro all’interno della vegetazione golenale.

Montecchio Unplugged T luglio

Montecchio [RE], centro storico 0522 861861 Ad inizio luglio il centro storico di Montecchio Emilia si anima con Montecchio Unplugged, festival di musica di strada - giunto nel 2011 alla sua settima edizione - che richiama ogni volta migliaia di persone grazie alla presenza di musicisti e performer provenienti da tutta Italia. Insomma, è piena estate, la musica e la notte solleticano i sensi e Montecchio si lascia andare.

Festival Teatrale di Resistenza

T luglio

Gattatico [RE], Casa Cervi 0522 678356 www.fratellicervi.it Dieci edizioni, un compleanno importante per una rassegna nata come sperimentale, ma che ha sempre avuto lo scopo di indagare aspetti diversi della contemporaneità, aprendo spazi di riflessione non convenzionali sulla Resistenza e sulla memoria della Resistenza. Ma anche e soprattutto su nodi e contraddizioni del tempo presente, legati al lavoro, alle ‘altre resistenze’, ai diritti sociali e civili. Molto bello anche il finale del festival che, dopo diversi giorni di riflessione, s’immerge in una catartica “serata della pastasciutta”, con una splendida lunga tavolata.

AntWork

T luglio-agosto

Reggio E., Parma, Modena 0522 455716 www.spaziogerra.it Ant Work - Giovani produzioni in rete tra Modena, Reggio Emilia e Parma - è un progetto dedicato alla cre-

atività giovanile. L’obiettivo è quello di mettere in rete i numerosi talenti presenti sul territorio, valorizzandoli e creando produzioni originali legate al mondo di fotografia, illustrazione, musica, video, poesia e new media. I tre comuni coinvolti mettono a disposizione alcune location centrali per le attività culturali delle rispettive città: lo Spazio Gerra a Reggio Emilia, l’Hub Cafè e la Pilotta a Parma, il Giardino Ducale a Modena.

TraMonti

T luglio-agosto

Comuni dell’Appennino reggiano 059 340221 - http://ater. regione.emilia-romagna.it TraMonti - Incontri musicali nell’Appennino reggiano fra culture e tradizioni del mondo - propone concerti ambientati in contesti paesaggistici coinvolgenti e suggestivi. Musica, cultura, tradizioni, letteratura e paesaggio dialogano tra loro per dar vita a serate uniche sullo sfondo delle bellissime scenografie naturali che offre l’Appennino reggiano, come

il piazzale sotto la Pietra di Bismantova a Castelnovo ne’ Monti, la Centrale Enel a Ligonchio, il Lago Pranda a Collagna, il Borgo Frassinedolo a Busana. Tra gli artisti che hanno partecipato negli anni Stefano Bollani, Aterballetto, Giovanni Lindo Ferretti, Emir Kusturica, Tinariwen, Ludovico Einaudi, Ambrogio Sparagna, Discanto, Aquaragia Drom (foto) con Moni Ovadia. L’ingresso ai concerti è gratuito.

Meeting People Is Easy T agosto

Reggio E., Campo Volo youthlessfanzine.com A fine agosto - nel 2011 si è tenuto domenica 28 - FestaReggio al Campo Volo ospita il festival musicale Meeting People Is Easy, organizzato da Youthless che è fanzine, sito web ed etichetta discografica. La scorsa edizione, la quarta, ha avuto come headliner i Massimo Volume ed i Julie’s Haircut, preceduti sul palco da Young Wrists, Welcome Back Sailors, Cut e Micromouse. Meeting People Is Easy non è però solamente musica dal vivo: nell’area trovano infatti spazio banchetti di etichette indipendenti, t-shirt a tiratura limitata, abbigliamento e oggettistica vintage. I concerti iniziano al pomeriggio e sono ad ingresso gratuito. Un bel modo per esorcizzare insieme l’inizio della fine dell’estate.


eventi 12

Giornate Tondelli Correggio ogni anno saluta l’autore di Altri Libertini e lo celebra con approfondimenti e riletture. Tondelli è nato a Correggio il 14 settembre del 1955 ed è morto il 16 dicembre 1991. Nella sua breve vita ha pubblicato titoli indimenticabili come Altri libertini (1980), Pao Pao (1982), Rimini (1982), Biglietti agli amici (1986), Camere separate (1989), Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta (1990), e la pièce teatrale Dinner Party. Tondelli scriveva: “Non mi piacciono gli addii, ho imparato a scantonarli; non esiste nulla di definitivo figuriamoci gli addii e i fazzoletti e le strizzate di mano” (Pao Pao). Attraverso la letteratura Tondelli non ci ha quindi mai detto addio, lasciandoci il suo sguardo lucido e inossidabile sulla nostra società. Correggio ogni anno lo saluta e gli dedica approfondimenti e riletture, attraverso il meritorio lavoro del Centro di documentazione Tondelli, diretto da Viller Masoni. Giornate Tondelli

T dicembre

Correggio [RE], Palazzo dei Principi 0522 691806

Uguali_Diversi T settembre

Novellara [RE] 0522 655454 www.ugualidiversi.org Dibattiti, spettacoli e laboratori nel paese della bassa reggiana, con temi che ogni anno cambiano: la Terra, i Giovani, il Futuro. Nella scorsa edizione del festival, dedicato alla Terra, hanno partecipato il priore del Monastero di Bose Enzo Bianchi, il professor Paolo Branca, Alberto Melloni e Romano Prodi, il giornalista Maurizio Ciampa, il responsabile del settore internazionale di Libera Tonio dell’Olio, il geografo Franco Farinelli, il filosofo Salvatore Natoli e il conduttore di Gastronauta su Radio 24 Davide Paolini. L’edizione 2012 si tiene dal 21 al 23 settembre.

A cena con...

T da settembre a maggio

Taneto di Gattatico [RE], Circolo Arci Fuori Orario 0522 671970 www.arcifuori.it Quasi ogni mercoledì, il palco del Fuori Orario - che nel finesettimana propone concerti e djset - ospita scrittori, politici, magistrati, sociologi, filosofi, giornalisti, abbinando a questi succulenti incontri altrettanti succulenti menu legati molto spesso alla tradizione e alla politica del Chilometro Zero, ossia prodotti provenienti da zone limitrofe. Innumerevoli le personalità intervenute nel corso degli anni alle cene, da

Gianni Mura a Tito Boeri, da Jacopo Fo ad Antonio Ingroia. La voglia è sempre quella, di vederli tutti, di mangiare tutto.

Reggio Film Festival T novembre

Reggio E., luoghi vari 370 3037904 www.reggiofilmfestival.it Centinaia di cortometraggi in concorso da tutto il mondo, ospiti di grande rilievo, incontri di approfondimento, grande partecipazione del pubblico. Questi gli ingredienti di Reggio Film Festival, una formula che si rinnova da dieci anni. Il festival si caratterizza per la scelta di un tema, che viene affrontato attraverso linguaggi differenti, quindi non soltanto cinema, ma anche arte, cultura, parole, musica, spettacoli. Fra i numerosi ospiti che hanno presto parte al Reggio Film Festival segnaliamo Dario Fo, Pupi Avati, Alessandro Haber, Marco Bellocchio, Gianni Amelio, Matteo Garrone.

Scuola di Etica e Politica

T da novembre ad aprile

Reggio E., La Gabella 0522 430670 www.gabella.re.it La Gabella è un centro di aggregazione giovanile realizzato dal Comune con postazioni internet, un’emeroteca, un punto ristoro e una sala incontri attrezzata per dibattiti, proiezioni e mostre. Di particolare rilievo gli appuntamenti della Scuola di Etica e Politica


“Giacomo Ulivi”, incontri su tematiche quali l’economia, gli stranieri, la criminalità organizzata, il bene comune. Tra gli ospiti dell’edizione 2012, che prosegue fino ad aprile: Marco Iezzi, Francesco Daveri, Riccardo Petrella, Paolo Pinotti, Paolo Cento, Giorgio Prodi, Paolo Borgna, Gherardo Colombo, Francesco Delzio, Virginio Colmegna.

Torneo Scacchistico Internazionale di Capodanno T dicembre-gennaio

Reggio E., Hotel Mercure Astoria 0522 330569 È il più importante torneo di scacchi a livello nazionale, uno dei più importanti a livello internazionale, e prevede la partecipazione di sei Grandi Maestri. Nel 2011 è arrivato alla 54° edizione consecutiva (record mondiale per continuità ininterrotta). Nel corso degli anni il torneo ha assunto un’importanza via via crescente, attirando grandi maestri da tutto il mondo. Il torneo del 1991/92, ad esempio, venne classificato di Categoria 18, facendone allora il più importante a livello internazionale. Erano presenti anche il campione del mondo Garri Kasparov e l’ex campione Anatolij Karpov. Vinse sorprendentemente l’indiano Viswanathan Anand, che batté Kasparov. L’edizione 2011 ha visto vincitore il 17enne olandese Anish Giri, ben più di una promessa.

Teatro, spettacoli, danze, musiche, linguaggi, suoni, tecnologie si legano a riflessioni sulla cultura e la società. L’autunno reggiano si movimenta con il Festival Aperto, che quasi sempre occupa il mese di ottobre e parte di novembre. Tra gli autori che nel tempo hanno nobilitato la manifestazione citiamo in ordine sparso Paolo Fresu, Shen Wei, Vinicio Capossela, Royal Ballet of Flanders, Wayne Shorter Quartet, Alessandro Bergonzoni, Trisha Brown Dance Company, Uri Caine, Aterballetto, Peter Stein, Billy Collins, Ryuichi Sakamoto, Le Luci della Centrale Elettrica, Cristina Zavalloni, Ballet National de Marseille, Diamanda Galas, Fanny & Alexander, Societas Raffaello Sanzio. Il festival esordisce con questo nome nel 2009, mettendo assieme le due manifestazioni - REC e RED - che fino ad un anno prima proponevano, in separate

stagioni, le tendenze contemporanee della musica e della danza. Aperto, dunque. A cosa? A teatro, spettacoli, danze, musiche, linguaggi, suoni, tecnologie e ancora alla cultura, al dialogo, al divertimento, al pensiero, alla crescita, all’ascolto. Un festival che da sempre non si ferma alla ricerca nei linguaggi delle arti performative, ma si spinge alla riflessione sulle brucianti questioni della cultura, della società e del pensiero contemporanei. Le location in cui si tiene la kermesse sono i tre più importanti teatri cittadini, il Valli, l’Ariosto e la Cavallerizza, con qualche digressione on the road, tra la via Emilia e il futuro. Aperto Festival

T ottobre-novembre

Reggio E., Teatro Valli, Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza 0522 458811 - www.iteatri.re.it


gio eg cia a r ovin r ep

T

calendario eventi ricorrenti Prima di mettervi in macchina, prenotare treni o aerei vi raccomandiamo di verificare l’effettivo svolgimento degli eventi. Le segnalazioni sono state fatte considerando le edizioni 2011 e, quando già confermate, le date del 2012.

PERIODI VARI Soli Deo Gloria, Reggio E. (da marzo a dicembre) [rassegna musica sacra] 0522 456249 p. 6 Primavera Donna, Reggio E. (marzo, aprile, maggio) [incontri, teatro, convegni] 0522 456660 RiutilizzaRE, l’usato domestico in Polveriera, Reggio E. (marzo, giugno, settembre, dicembre) [mercatino dell’usato] 3343302854 Fotografia Europea, Reggio E. (da maggio a giugno, nel 2012 mostre dal 11/5 al 24/6) [festival fotografico] 0522 456249 p.4

Di Reggio in Reggia, Reggio E. (da maggio a settembre) [appuntamenti culturali, sportivi ed enogastronomici] 0522 456111 I venerdì del planisfero alla Biblioteca Panizzi, Reggio E. (da gennaio a marzo) [incontri su fotografia letteratura attualità] 0522 456084 Gli Ori della terra reggiana, Provincia di Reggio E. (da maggio a dicembre) [sagre] 0522 444413 p. 8 Tacadancer, Provincia di Reggio E., Parma, Modena, Bologna e città limitrofe (da maggio a dicembre) [sfida tra orchestre di liscio] 0522 383527

Mundus, Reggio E. e province di Reggio E. e Modena (da giugno ad agosto) [rassegna jazz etnica] 059 340221 p. 9 Restate, Reggio E. (da giugno a settembre) [rassegna estiva di eventi vari] 0522 456249 p. 10 I Concerti della Via Lattea + Suoni DiVini, Provincia di Reggio E., Modena e Parma (da giugno a ottobre) [rassegna musica classica jazz folk] 0522 392137 p. 10 TraMonti, Appenino reggiano (luglio-agosto) [rassegna musicale] 059 340221 p. 11 Ant Work. Giovani produzioni in rete, Reggio E., Modena, Parma (luglioagosto) [mostre, concerti, eventi] 0522 455716 p. 11 FestaReggio, Reggio E. (agosto-settembre) [incontri, eventi, concerti] 0522 500311 A cena con... al Fuori Orario, Taneto [RE] (da settembre a maggio) [incontri] 0522 671970 p. 12 Aperto Festival, Reggio E. (ottobre-novembre) [musica, danza, teatro] 0522 458811 p. 13 Finalmente domenica al Ridotto del Teatro Valli, Reggio E. (da ottobre a maggio) [incontri] 0522 458811 Scuola di etica e politica “Giacomo Ulivi” alla Gabella, Reggio E. (da novembre ad aprile) [incontri] 0522 430670 p. 12

Stagione concertistica Famiglia Artistica Reggiana, Reggio E. (da novembre ad aprile) [rassegna musica classica] 0522 580362 Torneo scacchistico internazionale di Capodanno, Reggio E. (dicembre-gennaio) 0522 330569 p. 13 Il mondo tra i fornelli, Reggio E. (da dicembre a marzo) [cucine dal mondo] 0522 456108 Mappe Narranti, segni e sogni del paesaggio reggiano, Provincia di Reggio E. (tutto l’anno) [incontri, teatro, concerti, mostre] 0522 444111 Bao’bab, Reggio E. e provincia (tutto l’anno) [letture, mostre, laboratori] 0522 456249 Libri ad alta voce, Reggio E. (tutto l’anno) [letture, mostre, laboratori] 0522 558766 Musica intorno al fiume, Provincia di Reggio E., Mantova, Cremona, Parma, Modena (tutto l’anno) [rassegna musica sacra] www.serassi.it Mercato Bio Bettola alla Casa Cantoniera Autogestita, Reggio E. (tutti i mercoledì) www.casabettola.org Mercato del Contadino di piazza Fontanesi, Reggio E. (tutti i sabati) 0522 456660 Viaromantiquaria, Reggio E. (un sabato al mese) [mercato antiquariato] 0522 455161


GENNAIO

Festa del Tricolore, Reggio E. (7 gennaio) 0522 456111

FEBBRAIO

Carnevale, Castelnovo di Sotto [RE] (nel 2012 il 5, 12, 19 e 26) 0522 485711 Eco Casa, Reggio E. (nel 2012 dal 16 al 19) [fiera] 0522 503511 Mongolfiere Innamorate, Carpineti [RE] (nel 2012 dal 10 al 14) [raduno] 3491454182 Nomadincontro, Novellara (nel 2012 il 25 e 26) [festival] 0522 934890

MARZO

Asian Film Festival, Reggio E. (nel 2012 dal 16 al 24) [festival cinematografico] 0522 454437 C.A.M.E.R., Mostra scambio di Reggio Emilia, Reggio E. (nel 2012 il 31/3 e 1/4) [fiera] 0522 703531 Fiera del bue grasso, Cavriago [RE] 0522 373429 Fiera di San Giuseppe “La Centenaria”, Scandiano [RE] 0522 857436 Giornata mondiale contro il razzismo, Reggio E. (21 marzo) 0522 456737 Mostra Internazionale Canina, Reggio E. (nel 2012 il 24 e 25) [fiera] 0522 282932 Roccaciocc, Reggiolo [RE] [sagra] 0522 213700 La Quattro Porte, Reggio E. [manifestazione podistica] 0522 456504

APRILE

Cittadini del Mondo. Mostra convegno sulla migrazione, Reggio E. (nel 2012 dal 13 al 15) 051 501346 Festa della Resistenza a Casa Cervi, Gattatico [RE] (25 aprile) 0522 671970 p. 7 Free. Salone del freestyle, Reggio E. (nel 2012 dal 20 al 22) [fiera] 0522 503511 Giornate della laicità, Reggio E. (nel 2012 dal 20 al 22 aprile) [incontri] giornatedellalaicita.com p. 6 Gran Premio della Liberazione, Reggio E. (25 aprile) [gara ciclistica] 0522 267212 Idea Verde, Fabbrico [RE] [mostra mercato] 0522 751911 International Kayak Enza, Vetto [RE] [competizione] www.vettodenza.it Vivicittà, Reggio E. [manifestazione podistica] 0522 267211

MAGGIO

Cappelletti antifascisti, Reggio E. [cena] 0522 454832 Correggio Jazz, Correggio [RE] 0522 637813 Corteo Storico Matildico, Quattro Castella [RE] 0522 249211 Festival Internazionale delle Abilità Differenti, Correggio [RE], Carpi [MO], Modena e Bologna (maggio) [spettacoli, laboratori, convegni] 059 664774

Fiera di San Cassiano, Novellara [RE] 0522 655417 Gnoccata, Guastalla [RE] [sagra] 0522 835446 Gran Fondo “La due passi Matildica”, Reggio E. [gara ciclistica] 0522 1751253 Handmade Festival, Guastalla [RE] (1 maggio) [indie rock] 3395345232 p. 6 Magnalonga, Rolo [RE] 0522 658011 Mercatino del riuso, Fabbrico [RE] 0522 751923 Mostra mercato del fumetto, Reggio E. (nel 2012 il 26) 0522 332336 MondinPiazza, Reggio E. [festival interculturale] 0522 456737 p. 7 Natura Bio, festival stili di vita sostenibili, Correggio [RE] 0522 682977 Pollicino in Fiera, Reggio E. (1 maggio) 0522 454832 Primo Maggio Aiolese, Sagra di San Giuseppe, Villa Aiola di Montecchio [RE] (1 maggio) 0522 871271 Re di Fiori, Reggio E. (nel 2012 il 20) [mostra mercato florovivaismo] 0522 494148 Reggio Narra, Reggio E. e Castelnovo ne’ Monti (maggio o giugno) [letture per bambini] 0522 456585 p. 7 Remida Day, Reggio E. [mostra riciclaggio creativo / fiera usato domestico] 0522 431750 p. 7 Salone del cavallo americano, Reggio E. (nel 2012 dal 17 al 20) 0421 280235

Wow, Scandiano [RE] [notte bianca] 0522 830902

GIUGNO

1,6,7 Contatto!, Reggio E. [laboratori e spettacoli] 0522 456737 p. 8 Diecimila metri sui Ponti di Calatrava, Reggio E. [manifestazione podistica] 0522 267223 Dinamico festival. Festival internazionale circo contemporaneo, Reggio E. 3480053142 L’Emilia e una notte, Rubiera [RE] (giugno o luglio) [festival teatrale] 0522 621133 Festival del Cinema, Brescello [RE] 0522 482511 Fiera di San Quirino, Correggio [RE] 0522 630711 Giornata mondiale del rifugiato, Reggio E. (20 giugno) 0522 456737 Hangover Fest, Cadè [RE] [festival rock] myspace.com/ hangoverfest KFX R.E.volution, Canossa [RE] [snowboard, enduro, live, djset] 335277674 Buonanotte Correggio, Correggio [RE] [notte bianca] 0522 631770 Novellara Blues Festival, Novellara [RE] 3292127648 PICNIC!festival, Reggio E. [festival fumetto] www.picnicfestival.it p. 8 Premio Paolo Borciani / Festival del Quartetto d’Archi, Reggio E. 0522 458811 p. 6


Reggio Narra, Reggio E. e Castelnovo ne’ Monti [RE] (maggio o giugno) [letture per bambini] 0522 456585 p. 7 Ruttosound, Reggiolo [RE] [gara di rutti] 3286928282 Sagra del Po, Boretto [RE] 0522 965601

LUGLIO

Agrinotte, Puianello di Quattro Castella [RE] [mercato prodotti tipici] 0522 249211 Albinea Jazz, Albinea [RE] 0522 590211 Casalgrande Jazz Festival, Casalgrande [RE] 0522 1880040 Econotte, Notte Bianca ad emissioni zero, Luzzara [RE] 0522 977612 p. 10 L’Emilia e una notte, Rubiera [RE] (giugno o luglio) [festival teatrale] 0522 621133 Festa della Canapa, Felina di Castelnovo ne’ Monti [RE] www.festadellacanapa.com Festival Teatrale di Resistenza, Gattatico [RE] [festival teatrale] 0522 678356 p. 11 Fiera del Parmigiano Reggiano, Casina [RE] (fine luglio / inizio agosto) 0522 604711 Montecchio Unplugged, Montecchio [RE] [festival buskers] 0522 861861 p. 11 Praticio Rock, Gattatico [RE] [festival indie rock] 3408103613 Piccolo Festival di Teatro, Montecchio [RE] 0522 861864

Roadie Rock Festival, Casina [RE] [indie rock] www.effettonotte.it Rock in Rolo, Rolo [RE] [festival indie rock] 3277384870 Lo Scarpazzone in forma, Carpineti [RE] [sagra] 3356655624 Show Festival, Felina di Castelnovo ne’ Monti [RE] [festival enogastronomico] 0522 610249

AGOSTO

Meeting People Is Easy, Reggio E. [festival indie rock] youthlessfanzine.com p. 11

SETTEMBRE

Antica Fiera dei Tori, Cavriago [RE] 0522 373474 Big Bang festival. Rassegna di prosa per compagnie reggiane, Reggio E. 0522 383178 Casa & Tavola, Reggio E. (nel 2012 dal 29/9 al 7/10) [fiera] 0522 503511 Castelnovo Favolare, Castelnovo Sotto [RE] [racconti, spettacoli. mezza maratona fotografica] 0522 485736 Fiera di San Michele, Castelnovo ne’ Monti [RE] 0522 610111 Fricandò, Correggio [festival buskers] 0522 641817 Notte Bianca, Guastalla [RE] 0522 219812 Palio dell’Angelica, Scandiano [RE] 0522 764273

Piante e animali perduti, Guastalla [RE] [fiera] 0522 219812 Portobello’s, Coreggio [RE] [mercato usato domestico] 641817 Re di Fiori, Reggio E. (nel 2012 il 16) [mostra mercato florovivaismo] 0522 494148 Reggio Air Festival, Reggio E. [festival electro] www.myspace.com/ reggioairfestival Rievocazione Storica Canossana, Canossa [RE] 0522 248411 Sagra della Giareda, Reggio E. 0522 451152 Uguali_Diversi, Novellara [RE] (nel 2012 dal 21 al 23) [festival, incontri, conferenze] 0522 655454 p. 12

OTTOBRE

BiblioDays, Reggio E. e provincia [letture e incontri nelle biblioteche] 0522 456084 Festa della Castagna e della Nocciola, Roncaglio di Canossa [RE] 0522 248423 Festa del Marrone, Casina [RE] 0522 607419 Festa della castagna e del cinghiale, Collagna [RE] 0522 897120 Festa della Castagna a Marola, Carpineti [RE] 0522 810430 Immagina, Reggio E. (nel 2012 dal 19 al 22) [mostra mercato gallerie d’arte moderna e contemporanea] 0522 503511 Mercatino del riuso, Fabbrico [RE] 0522 751923

Rassegna Antiquariato, Montecchio [RE] (fine ottobre / inizio novembre) 0522 861858 Regium Antiquaria (nel 2012 dal 27/10 al 4/11) [fiera antiquariato] 0522 503511

NOVEMBRE

Esposizione ornitologica internazionale, Reggio E. (nel 2012 il 24 e 25) 0522 515118 Festa d’Autunno “Ciccioli Balsamici”, Albinea [RE] 0522 590211 Fiera di Santa Caterina, Guastalla [RE] 0522 839744 Fiera Fotovoltaico, Eolico, Idroelettrico, Energie Alternative e Fonti Rinnovabili, Scandiano [RE] (biennale, 25 novembre e 1-2 dicembre 2012) 0522 857153 Reggio Film Festival, Reggio E. 3703037904 p. 12 Regustibus, Scandiano [RE] 0522 764302 Sagra del Patrono San Prospero, Reggio E. (24 novembre) 0522 456316

DICEMBRE

Cambi & Scambi, Reggio E. (nel 2012 l’1 e il 2) [fiera] 0545 27548 Festa del cicciolo, Cadelbosco Sopra [RE] 3358251588 Giornata del migrante, Reggio E. 0522 456737 Giornate Tondelli, Correggio [RE] [incontri] 0522 691806 p. 12 Maratona di Reggio Emilia, Reggio E. 0522 451152


gio eg cia a r ovin r ep

P live club e teatri

LIVE CLUB A REGGIO EMILIA Circolo Arci Tunnel [rock, elettronica, indie] via del Chionso 20/g 3397017191 Circolo Jack [pop, rock, blues, tributi] via dei Pratonieri, 20 3401195429 Centro Sociale Lab AQ16 [reggae, hip hop, elettronica, folk, rock] via F.lli Manfredi, 14 www.autistici.org/ labaq16/ LIVE CLUB IN PROVINCIA Circolo Arci Bainait [rock, folk, cantautorato] piazza Repubblica, 13 Montecchio www.bainait.it Barricada Cafè [rock, folk, blues, tributi] Via G.Falcone, 11 Dinazzano di Casalgrande www.barricadacafe.com

Circolo Arci Calamita [indie] Via Guardanavona, 11 Cavriago 3381222640 Osteria Cantina Garibaldi [jazz, folk, cantautorato] piazza Garibaldi Cavriago 0522 372065 Corallo [rock, hard-rock, folk, indie, tributi] viale della Rocca, 4/e Scandiano 0522 857222 Circolo Arci Fuori Orario [folk, rock, pop, indie, cantautorato, tributi] via Don Minzoni 96/b Taneto di Gattatico 0522 671970 Circolo Arci Marasma 51 [reggae, afro-funky, indie] via Nazionale, 87 Codisotto di Luzzara 3806898028

La Salumeria del Rock [rock, folk, blues, indie] via per Rubiera, 36/a Arceto di Scandiano 0522 989989 Teatro dei Tamburi (birreria) [blues, rock, folk, tributi] via San Bernardino, 51 San Bernardino di Novellara 0522 668149 Tempo Rock [punk, rock, metal] via Ss 63 Gualtieri 3288288485 Circolo Arci I Vizi del Pellicano [indie] via Ronchi Fosdondo, 11 Fosdondo di Correggio 338 5450243 TEATRI A REGGIO EMILIA Teatro Municipale Valli piazza Martiri del 7 luglio 0522 458811 Teatro Ariosto corso Cairoli, 1 0522 458845 Teatro Cavallerizza viale Antonio Allegri 0522 458970 Teatro Piccolo Orologio via J. E. Massenet, 23 0522 383178 Teatro San Prospero via Guidelli, 5 0522 439346 Teatro Regiò via Agosti, 6 0522 920144 Piccolo Teatro San Francesco da Paola via Emilia Ospizio, 62 0522 555392 TEATRI IN PROVINCIA Teatro Comunale Gonzaga Ilva Ligabue di Bagnolo 0522 952885

Cinema Teatro Metropolis di Bibbiano 0522 882769 Teatro Comunale di Boretto 0522 965287 Teatro Comunale Gino Cervi di Brescello 0522 482511 L’Altro Teatro di Cadelbosco Sopra 0522 919339 Teatro De André di Casalgrande 0522 1880040 Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti 0522 614078 Cinema Teatro Multisala Novecento di Cavriago 0522 372015 Teatro Comunale Bonifazio Asioli di Correggio 0522 637813 Nuovo Teatro Pedrazzoli di Fabbrico 0522 665656 Teatro Comunale di Gualtieri 0522 221829 Teatro Comunale Ruggero Ruggeri di Guastalla 0522 839757 Cinema Teatro Zacconi di Montecchio 0522 864179 Teatro della Rocca di Novellara 0522 655407 Cinema Teatro Eden di Puianello 0522 887290 Teatro Comunale Giovanni Rinaldi di Reggiolo 0522 213713 Teatro Comunale di Rio Saliceto 0522 649465, Teatro Herberia di Rubiera 0522 621133 Cinema Teatro Excelsior di Rubiera 0522 626888, Cinema Teatro Forum di Sant’Ilario 0522 674748 Cinema Teatro Boiardo di Scandiano 0522 854355 Teatro Manzoni di Vezzano s/C 0522 601361


percorsi

quello più denso di costruzioni importanti e nobiliari, come la Prefettura e Palazzo Allende (ex Ducale), sede della Provincia. Vicino alla via Emilia il corso si allarga in piazza Gioberti, dove s’innalza l’Obelisco dedicato ai primi martiri per la libertà.

centro 18

Di fronte alle citate Prefettura e Provincia si staglia la massa imponente della Basilica della Beata Vergine della Ghiara (foto a destra), la cui costruzione (iniziata nel 1597) è legata al miracolo avvenuto il 29 aprile 1596 allorché il giovane Marchino, sordomuto dalla nascita, ottenne miracolosamente parola ed udito mentre pregava davanti a un’immagine della Madonna dipinta dal Bertone. All’interno, tra le altre, opere di Ludovico Carracci, Gianfrancesco Barbieri (il Guercino), Lionello Spada, Alessandro Tiarini, Carlo Bonomi e Luca Ferrari.

Corso Garibaldi Lungo il vecchio corso del torrente Crostolo c’è un viale un po’ parigino, tra tigli, palazzi, palazzetti, chiese, piazze e antiche mura. Nel centro di Reggio fatto ad Esagono una piccola Francia - corso Garibaldi si dipana nella parte sud-ovest, seguendo il vecchio corso del torrente Crostolo, deviato fuori dalle antiche mura già in tempi medievali. Caratteristica principale di questa strada elegante, incorniciata da magnifici tigli, è proprio l’andamento fluviale, che disegna una morbida curva simile ad un’ansa. Ed in effetti tutto pare un po’ morbido e accogliente in questo tratto di città, che collega piazza Roversi, ad est, fino alla Basilica della Ghiara, al capo opposto.

E noi seguiamo decisamente questa direzione, incamminandoci sulla destra di piazza Roversi (foto in alto) e ammirando subito il signorile Palazzo PanciroliTrivelli (eretto nel XV secolo) all’angolo a sinistra della pedonale via Farini e il grande Palazzo Rangone in quello a destra. Incuriosisce, al numero 25/a, il Granata Club, storica sede del tifo calcistico reggiano, che sembra la bottega di un barbiere. Poco più in là si fa largo la sagoma elegante della sede espositiva di Palazzo Magnani. Il lato destro è certamente

Uscendo dalla basilica, dall’attiguo portico sulla sinistra, sentiamo le voci di quattro vecchietti impegnati in una briscola all’ultimo sangue, con relativi improperi: anche la Beata Vergine ormai si è abituata. Risalendo il corso verso piazza Roversi passiamo davanti al civico 32, dove è cominciata la storia del Quartetto Italiano, e poco più in là il supermercato Coop 1. Ritorniamo in piazza Roversi, illuminata dal sole che cala: una donna passa in bicicletta, un’altra s’infila silenziosa nella Chiesa del Cristo, due adolescenti aspettano il bus, o forse solo di crescere in fretta, chissà. C’è armonia in questo luogo ed è quanto basta.


ALLETTANTI DIGRESSIONI Tutte sul lato destro, da piazza Gioberti a piazza Roversi. Via Guasco: per gli amanti dello sport (del basket in particolare) ecco il Palazzetto dello Sport, struttura che non brilla per stile, ma che poi le si vuole bene proprio per quello. Via della Racchetta: in fondo, vicino al viale della circonvallazione, Villa Zironi, progettata e costruita nel 1925 dall’architetto Tirelli, con un giardino splendido e un’aria d’abbandono che rendono la costruzione misteriosa e un po’ hitchcockiana.

Via Bardi: una bella strada contornata da altrettanto bei palazzi che conduce in via Gazzata, dove troviamo l’importante Chiesa di Sant’Agostino, nominata già nel 1183 in una bolla papale e in seguito più volte distrutta e ricostruita. Voltando a destra in via Reverberi e camminando verso la circonvallazione c’imbattiamo nel rinnovato Parco Tocci, con il suo civettuolo e sghembo campo da basket e dall’altra parte del parco il mitico centro anziani Catomes Tot. Piazza XXIV Maggio: tornando su via Gazzata, direzione via Ariosto (prosieguo di corso Garibaldi) incrociamo l’accogliente piazzetta, già piazza della Legna, ristrutturata recentemente con una pavimentazione in legno ad omaggiare la vecchia toponomastica. Viale Monte Grappa: al numero 40, la Casa del Baluardo di Porta Castello, che reca ancora tracce dell’antica porta e delle mura di Reggio (XV secolo), unico avanzo superstite in tutta la città.

foto di Paolo da Reggio (it.wikipedia.org) a cui è stata applicato il filtro Earlybird

PALAZZO MAGNANI corso Garibaldi, 29/31 Costruito nella seconda metà del XVI secolo, Palazzo Magnani è una delle principali sedi espositive della città. Nel 2011 ha ospitato le mostre di De Chirico, Kubrick fotografo e la prima grande antologica dedicata in Italia a Shozo Shimamoto. Dal 5 febbraio al 29 aprile 2012 è in programma Incanti di terre lontane. Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra Otto e Novecento. COOP 1 corso Garibaldi, 26 Il marchio Coop fu disegnato da Albe Steiner appositamente per questo negozio, il primo supermercato Coop a livello nazionale, aperto al pubblico dal 19 ottobre 1963. Allora c’erano le scale mobili e sembrava di entrare in un’astronave. All’interno del negozio e sulle vetrine sono esposte le fotografie in bianco e nero scattate all’epoca dell’inaugurazione e che ritraggono volti stupiti e spaesati. Oggi la Coop 1 è un piccolo e comodo supermercato per il centro storico. CENTRO SOCIALE CATOMES TOT via G. Panciroli, 12 Sono 26 i centri sociali convenzionati con il Comune di Reggio Emilia. Il Catomes tot (“incontriamoci tutti”, in dialetto reggiano) porta uno dei nomi più evocativi (se la gioca con il Buco Magico in zona Buco del Signore). Il centro viene autogestito dai soci ed organizza attività ricreative, culturali e sportive come giochi di carte, cene sociali, gite e feste. Poi naturalmente si balla: giovedì, sabato e domenica.


percorsi centro

foto di Fotostudio Tredici

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Lungo la via Emilia La via Emilia. É passato qualche anno dall’inaugurazione di questa grande opera, ma tutto continua a girarle attorno. Per i Romani era Regium Lepidi. Quel grande costruttore del console Marco Emilio Lepido, oltre a disegnare una perfetta linea retta tra Rimini e Piacenza - la via Emilia - ci costruì anche una città intorno. Reggio appunto. È passato qualche annetto da allora, ma la via Emilia è sempre lì, a tagliare la città da est ad ovest (o viceversa...), sempre importante logisticamente, nonostante tangenziali, autostrade e ferrovie. Il tratto che percorre la città all’interno della circonvallazione è come diviso in due dal crocevia di piazza del Monte, da dove si raggiunge anche la piazza principale (piazza Prampolini) e quella dei Teatri (piazza della Vittoria). Andando da piazza del Monte verso est è denominata via Emilia San

Pietro, mentre via Emilia Santo Stefano porta in direzione Parma. Scegliamo d’incamminarci verso quest’ultima. Al numero 3 troviamo Casa Venturi, dove il fisico e matematico Giambattista Venturi aveva raccolto tra Sette e Ottocento la sua collezione di dipinti, mentre sulla sinistra, oltrepassata via Guido da Castello, al numero 6, Casa Camellini, con all’interno le tempere decorative realizzate dal giovane Antonio Fontanesi, destinato a diventare un protagonista del paesaggio europeo. Al numero 30 ecco il portico bianco, un po’ defilato, della Chiesa di Santo Stefano, nota già nel 1130, passata dai Templari ai Cavalieri di Malta fino ai Carmelitani Scalzi.

Torniamo verso piazza del Monte per proseguire verso via Emilia San Pietro, delimitata da palazzi tra i più rappresentativi della città ed il cui lato destro è caratterizzato dalla presenza di portici, abbastanza rari a Reggio. Al civico 5 notiamo l’ottocentesco Palazzo Corbelli, mentre sul lato opposto si segnala Palazzo Guicciardi, in angolo con via San Nicolò. Sulla destra, all’angolo con via Boiardi, Casa Fiordibelli-Boiardi (XV secolo), ai numeri civici 27-29 Palazzo Fontanelli Sacrati, con il bel cortile dove troneggia un antico pozzo in marmo. E ancora, Palazzo Cassoli e l’elegante Palazzo Ruini, di fronte alla Chiesa di San Pietro. Superata la chiesa da rilevare, sulla sinistra, l’Arco del Follo, inneggiante alle vittorie di Napoleone. Infine, arrivando su piazza del Tricolore, sulla destra si può vedere l’unica superstite delle due caselle del dazio progettate nel 1877 dall’architetto Achille Grimaldi, mentre a sinistra si staglia il Grattacielo di Reggio (foto a destra), edificio anni ‘50 di 13 piani non certo aggraziati che si è guadagnato questo affettuoso appellativo newyorchese dagli abitanti molto protettivi, come ogni mamma, verso il figlio meno fortunato. Tornando verso il centro, al numero 44, troviamo i suggestivi Chiostri di San Pietro (foto in alto), in origine appartenenti ai Monaci Benedettini. Poco oltre ci imbattiamo nell’antico Mercato Coperto, luogo di grande fascino, in fase di ristrutturazione e di ripensamento nella fruizione


degli spazi. Il nuovo Mercato Coperto svolgerà infatti anche il ruolo di piazza coperta e luogo di incontro e collegamento.

CHIESA DI SANTO STEFANO via Emilia Santo Stefano, 30 Situata presso una piccola piazzetta sulla via Emilia, spicca con il suo gentile e aggraziato portico bianco. Nota fin dal 1130, divenne dopo una trentina di anni possesso dei Templari. Nel 1208 fu inglobata nella nuova cerchia muraria cittadina e con la soppressione dei Cavalieri del Tempio passò ad altri Cavalieri, quelli di Malta, che la tennero fino al 1696, quando l’acquisirono i Frati di San Francesco da Paola che, un secolo più tardi (1794) la cedettero ai Carmelitani Scalzi. Una storia ricca di colpi di scena e di passaggi di mano, con il comune denominatore di essere sempre stato un luogo molto vivo nella storia cittadina.

Appena superata via Roma una targa dorata sul selciato della via Emilia segnala il locus gromae, punto di fondazione della Reggio romana ed intersezione tra il decumano massimo (la via Emilia) ed il cardo (che da via Roma proseguiva nelle attuali via Resti e via Galgana). ALLETTANTI DIGRESSIONI

CHIOSTRI BENEDETTINI DI SAN PIETRO via Emilia San Pietro, 44 Il Chiostro piccolo (di impianto rinascimentale) fu realizzato nel 1524 da Bartolomeo Spani e da Leonardo Pacchioni. Il Chiostro grande fu edificato nel 1584 da Prospero e Francesco Pacchioni, imponente con la sua alta loggia. Di recente recuperati, soprattutto in primavera ed estate i Chiostri si animano, grazie alle mostre organizzate all’interno, che ne aumentano la straordinaria suggestione monumentale.

Via dell’Aquila: laterale destra via Emilia Santo Stefano, direzione Parma, al numero 3 sorge la Sinagoga ebraica, costruita fra il 1857 e il 1858 dall’architetto Pietro Marchelli, sul luogo dove dal 1672 era già in funzione una precedente sinagoga. Per decenni in stato di degrado, nel 2008 è stata riaperta dopo un restauro che ha restituito la bellezza dell’interno neo-classico, ora sede di mostre temporanee. Via San Nicolò: laterale sinistra di via Emilia San Pietro, direzione Modena, ci piace la semplicità della Chiesa di San Nicolò, angolo via Sessi, e soprattutto il suo suggestivo chiostro quattrocentesco. Via San Girolamo: da non perdere l’omonima chiesa, aperta a richiesta, vero gioiello dell’architettura barocca.

foto di Giorgio Galeotti (panoramio.com)

TOSI DISCHI 2.0 via Emilia San Pietro, 57/c Lo storico negozio di dischi si è trasferito in una nuova sede - sempre in centro storico - con giardino interno, palco e connessione wi-fi. Capita che i Verdena siano in città, al pomeriggio passino in negozio, una breve intervista sul divanetto, poi due chiacchiere con il pubblico e magari ci scappi un pezzo in acustico. Al sabato pomeriggio può andare così, o magari c’è la presentazione di un disco, sempre in acustico, o di un libro. Tosi Dischi 2.0 ospita inoltre eventi collegati a Fotografia Europea e al programma di Restate.


percorsi

dei Canonici; il Palazzo del Comune (la cui costruzione inizia nel 1414, per poi concludersi entro il secolo, compresa l’erezione della torre su via Toschi, comunemente nota come Torre del Bordello, dal nome di un edificio attiguo un tempo adibito a postribolo); il Palazzo del Podestà (quattrocentesco); il Palazzo delle Notarie (sede fino alla metà del Quattrocento del Collegio dei Notai che avevano i loro banchi sotto il portico, poi ristrutturata nel Settecento) ed il fronte principale del Palazzo del Monte di Pietà.

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Andiamo ora verso, anzi dentro, il Palazzo del Comune: al suo interno troviamo infatti il Museo del Tricolore, che consente di approfondire le vicende storiche legate alla nascita della bandiera italiana, nata proprio a Reggio il 7 gennaio 1797.

Di piazza in piazza Piazza del Monte come il “via” del Monopoli. Si riparte sempre da lì, anche per arrivare in Piàsa Granda, in Piàsa Céca e poi fermarsi in piazza Fontanesi. Partiamo da piazza del Monte, dall’edificio più prestigioso che vi si affaccia, il Palazzo del Monte di Pietà, il cui nucleo primitivo risale al 1188 e dove, fino ai primi decenni del ‘400, ebbe la sua sede l’antico Comune della città. Davvero rilevante la torre, eretta nel 1216, la quale, duecento anni dopo, venne dotata di un orologio meccanico con statue lignee. Sul lato nord notiamo Palazzo Bussetti (1657), mentre su quello est trionfa l’antico Palazzo del Capitano del Popolo che risale al 1280: l’aspetto attuale è frutto

dei restauri effettuati negli anni Venti del Novecento, basati su tracce dei prospetti originali. Facciamo due passi verso sud e arriviamo nella piazza principale della città, piazza Prampolini, sulla quale si affacciano, da sinistra a destra, il Battistero (ufficialmente del tardo ‘400, probabilmente di origine ben più antica); il Palazzo Vescovile; la Cattedrale, fondata nel 857, con all’interno la famosa tela de L’Assunzione di Maria Vergine con San Pietro in cattedra e San Girolamo del Guercino; il Palazzo

Di nuovo all’aria aperta, proprio sull’altro lato della piazza, è collocata la statua raffigurante il Crostolo (torrente cittadino che scorre ora leggermente periferico al centro storico), proveniente dalla Villa Ducale di Rivalta. Percorriamo ora un interessante percorso porticato (il Broletto) che collega piazza Prampolini (Piàsa Granda) con un’altra bella piazza cittadina, piazza San Prospero, nota anche come Piàsa Céca, cioè “piazza piccola”. Il portico fu realizzato nel 1488 con l’apertura al pubblico del passaggio sotto la loggia. Superato il Broletto si apre la suggestiva visione della Basilica di San Prospero, dedicata al patrono della


città, con l’imponente torre campanaria a pianta ottagonale sulla destra e gli orgogliosi leoni (foto in basso) stazionanti sul sagrato, come a difesa della chiesa. Le due piazze sono il vero fulcro della vita cittadina. Attraverso via Prevostura arriviamo in via Toschi, per poi giungere in via San Carlo: sulla destra, sotto il porticato, ecco l’oratorio dei Santi Carlo e Agata, di recente restaurato e sede di mostre di arte contemporanea. Un po’ più avanti sulla sinistra, al numero 10, ecco il Palazzo dei Mercanti del Panno che risale alla fine del ‘400 (completato nel 1541) sede della corporazione fino al ‘700. L’imponente porticato a quattro arcate, di cui una

cieca, è magnifico e dona alla via un andamento inusuale. Un tempo qui scorreva il ramo principale del canale di Secchia, da cui si traeva l’acqua necessaria per il lavaggio delle lane. Il percorso delle piazze si conclude in piazza Fontanesi (foto a sinistra), vasta e alberata. Anche qui esisteva un canale, quello del Guazzatoio, essenziale per la lavorazione della seta e per la concia delle pelli. La piazza ha un fascino incredibile e magnetico, vagamente transalpino. Non è un caso che il percorso termini qua, visto che da qui non abbiamo molta intenzione di spostarci...

MUSEO DEL TRICOLORE piazza Prampolini, 1 La bandiera nazionale italiana nacque a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. I rappresentanti delle quattro città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara proclamarono il tricolore bianco, rosso e verde come vessillo della Repubblica Cispadana, il nuovo Stato sorto sotto la protezione delle armi francesi. La storica seduta si svolse all’interno del Palazzo Comunale, denominata Sala del Tricolore ed ora sede del Consiglio Comunale. Nei locali adiacenti è stato allestito il Museo del Tricolore, formato da due sezioni: periodo napoleonico e Risorgimento nazionale, ambedue molto belle e ricche di cimeli e documenti.

CIRCOLO GODOT vicolo Casalecchi (vicino piazza San Prospero) Trovare il Godot non è semplice. Nascosto da una serranda poco ospitale, farà desistere i meno avventurosi. Vale invece la pena di varcare la soglia (attenti all’infido gradino!) per scoprire un locale per cospiratori, scacchisti e maudit, dove si respira un’atmosfera da riunione carbonara e si incontra parte della nutrita schiera di intellettuali e artisti reggiani. Interessante la selezione di opere in mostra nel locale, che ogni mese accoglie la personale di un artista. Periodicamente il Godot ospita anche concerti, djset e performance. Una menzione d’onore la merita Rey, il premuroso gestore, uomo d’altri tempi nascosto dietro una folta barba scura.


percorsi

Nell’area dei Giardini Pubblici è presente la scuola d’infanzia Diana, che nel 1991 ricevette l’appellativo di “asilo migliore del mondo” dalla rivista statunitense Newsweek. Reggio in effetti è da anni all’avanguardia sui temi dell’educazione e dei progetti per l’infanzia. “From the cradle to the grave”, tanto per stare sul welfare così amato da queste parti: ecco sempre dentro ai Giardini spuntare la Tomba dei Concordii, monumento funerario del I secolo d.C., tra i più importanti nel suo genere nell’Italia settentrionale.

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Tra musei e teatri Tre teatri nel raggio di qualche metro. I Giardini accanto all’Università. Le importanti collezioni dei Musei Civici e la contemporaneità allo Spazio Gerra. Eccoci di nuovo in piazza del Monte, dove ormai conosciamo i vigili urbani e gli “umarells” che stazionano sotto il Palazzo omonimo. Ripartiamo, stavolta verso nord e imbocchiamo via Crispi dove al civico 6 spicca la storica Libreria del Teatro. In breve arriviamo nell’ampia piazza Martiri del 7 luglio (dedicata ai ragazzi uccisi dalla polizia agli ordini del governo Tambroni nel 1960), dominata sul lato opposto dall’imponente mole del principale teatro cittadino, il Teatro Municipale Romolo Valli, costruito nel 1857, e che ospita le stagioni d’opera, concerti, danza, musical e operetta ed alcuni titoli di prosa. Nel

ridotto del Valli si tengono invece esposizioni, conferenze, convegni ed incontri con gli artisti. Sulla destra di piazza Martiri si trova l’edificio in stile antico che ospita la Banca d’Italia, costruito nel 1924 dopo la demolizione dell’antichissima Chiesa di San Giacomo. Sulla sinistra non può sfuggire la massiccia presenza dell’Isolato San Rocco, costruzione del 1953-54, prodotto esemplare delle idee urbanistiche e dell’ansia di ricostruzione del Dopoguerra. Sulla sinistra del Teatro Valli si trovano i Giardini Pubblici, principale polmone verde del centro storico cittadino.

Su viale Allegri si trova anche l’Antico Foro Boario, noto come ex-caserma Zucchi, recentemente resturato ed ora sede dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Nell’Aula Magna “Manodori” si tengono incontri e conferenze aperti al pubblico e dall’edificio accanto trasmette la radio universitaria Rumore Web. Su viale Allegri si affacciano poi il secondo teatro cittadino, l’Ariosto (1740), che ospita prosa e danza, e il Teatro della Cavallerizza - Cesare Zavattini, spazio polivalente ricavato da un vecchio maneggio coperto. Su corso Cairoli ecco spuntare le bizzarre forme gotico-rinascimentali del palazzo della Galleria Parmeggiani, fatto costruire da Luigi Parmeggiani (commerciante d’arte dalla vita avventurosa) tra gli anni ‘20 e ‘30, caratterizzato dalla singolare guglia dorata, quasi un minareto, che si staglia nel panorama cittadino. La Galleria ospita collezioni ottocentesche di dipinti, mobili, tessuti, armi.


La mostra di William Kentridge allo Spazio Gerra (allestimento LASCIAlaSCIA)

Proseguendo lungo corso Cairoli, poco più avanti sulla destra si apre una piazzetta (piazza XXV Aprile) dove spicca lo Spazio Gerra. Tornando sull’ampia piazza della Vittoria (dove al civico 5 ha sede la Biblioteca delle Arti), notiamo l’imponente Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, opera del parmigiano Alberto Bazzoni (1927), calibrato sul lato opposto dall’antimonumentale Monumento alla Resistenza del milanese Romeo Brioschi (1958). Chiude la piazza verso oriente il Palazzo dei Musei Civici. Attigua al Palazzo dei Musei svetta la bella Chiesa di San Francesco. Inoltrandoci lungo via Secchi, punto di raccordo tra i luoghi della cultura cittadina arriviamo in via Roma: deviando verso destra, al civico 11, ammiriamo l’insolita facciata di Palazzo Cassoli,

realizzata probabilmente nell’ultimo decennio del Seicento, con l’applicazione a rilievo di motivi floreali. Tornando su via Dante, all’incrocio con via Mari, segnaliamo il Palazzo da Mosto, di origini quattrocentesche e, al civico 11, i Chiostri di San Domenico dove hanno sede l’Istoreco, Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea, e l’Istituto Superiore di Studi Musicali Achille Peri. All’interno dei chiostri, che sono sede espositiva per mostre temporanee, si può ammirare (e ascoltare...) l’opera di Robert Morris Less than, scultura in bronzo che emette suoni industriali nel momento del crepuscolo. A p. 24 un’immagine dell’installazione L’Amore ci dividerà. Prove Generali di un Museo (2010), curata dall’architetto Italo Rota per i Musei Civici. Foto di Marcello Grassi

PALAZZO DEI MUSEI CIVICI via Spallanzani, 1 I Musei Civici sono uno straordinario contenitore di raccolte e collezioni riferibili ad Archeologia (come il Museo Chierici), Etnografia, Storia dell’Arte (tra queste la Galleria Fontanesi), Storia della città e Storia Naturale. Celebre la Collezione Spallanzani che - realizzata tra tra il 1771 e il 1799 - costituisce un raro e prezioso documento nella storia del collezionismo naturalistico. Si segnalano, inoltre, l’Atrio con mosaici di epoca romana e medioevale ed il Portico dei Marmi in cui dal 1775 sono esposti materiali romani, medioevali e rinascimentali, più recentemente collocati anche nei suggestivi Chiostri. Nel Palazzo dei Musei si tengono regolarmente anche mostre temporanee, presentazioni di libri ed incontri su arte, archeologia, scienza, ambiente e - da giugno a settembre - diversi eventi del cartellone di Restate.

SPAZIO GERRA piazza XXV Aprile, 2 Donato al Comune di Reggio Emilia dalla signora Anna Maria Ternelli Gerra con lo scopo di creare un nuovo luogo culturale della città dedicato al marito, l’artista Marco Gerra, l’ex-albergo Cairoli è stato recuperato con un innovativo progetto dell’architetto Christian Gasparini. Lo Spazio Gerra, come la sua architettura, è aperto a tutte le espressioni della contemporaneità quali arte, fotografia, pubblicità, televisione, cinema, grafica, video, illustrazione. All’interno e nel cortile estivo ospita mostre, incontri, workshop, concerti, djset e video proiezioni.

LIBRERIA DEL TEATRO via Crispi, 6 Nata nel 1906 è l’unica libreria reggiana di interesse storico e protetta da vincolo ministeriale. Da più di 50 anni la gestione è nelle mani di Nino Nasi (esattamente dal 1 luglio del 1960), editore, correttore di bozze di fiducia di Pier Vittorio Tondelli, amico di tanti intellettuali reggiani tra cui l’avvocato Corrado Costa del Gruppo 63, e mentore di numerosi giovani scrittori: fatale che la libreria diventasse progressivamente un punto d’incontro per studenti, scrittori, artisti e intellettuali.


percorsi

museo. Proseguiamo fino ad incrociare via Roma, dove Reggio si fa davvero meticcia come una grande metropoli (ancora New York?). All’incrocio, a sinistra vediamo l’antica Porta di piazza Duca degli Abruzzi, da dove Garibaldi entrò in città nel 1859. Svoltando a destra, poco più avanti, ecco la Chiesa di San Giacomo e Filippo (XIII sec. circa). Nel quadrilatero compreso tra via Roma, via Dante Alighieri, via Gabbi e la via Emilia scopriamo una parte di Reggio molto quieta e affascinante, sublimata dall’angolo senza tempo formato da piazza San Domenico e relativa chiesa, di cui nel 1233 si pose la prima pietra. Via Mari, via Cambiatori, via del Pozzo, tutte stradine medievali da non perdere.

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foto di Fabrizio Fontanelli

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Hanging around Le stradine medievali, la Biblioteca Panizzi, gli antiquari e le botteghe silenziose, gli atelier, le vie del vintage. Alcune idee per bighellonare con metodo. Dopo quattro percorsi in centro storico, pianificati a tavolino (spesso quello di un bar), ci sentiamo ora nella stessa condizione di quando suona la campanella a scuola per la ricreazione: abbiamo voglia di giocare, di andare un po’ a casaccio, ma con quella serietà che contraddistingue i bimbi quando giocano. È tempo di bighellonare, di lasciarsi un po’ portare dalla corrente. Unica concessione all’organizzazione è la divisione del centro in parte nord e sud, una specie di Rive Gauche e Rive Droite con il “fiume” via Emi-

lia in mezzo. E allora, se i fiumi vanno al mare, il nord sarà Gauche e il sud Droite. Cominciamo dalla prima dunque, dirigendoci dalla solita piazza del Monte verso i Teatri e i Giardini Pubblici proprio dietro al Valli, che come ricordano alcuni abitanti, in proporzione sono più grandi del Central Park a New York. Insomma, i numeri non mentono. Attraversiamo viale Nobili e imbocchiamo via Ferrari Bonini, dove troviamo il complesso dei Cappuccini, con chiesa, biblioteca e

Ritornati sulla via Emilia, passiamo alla Rive Droite, dal punto cardine di piazza del Monte e torniamo verso piazza Prampolini, tenendo la destra e infilandoci nella pedonalmente trafficata via Farini, uno dei punti dello struscio cittadino e sede della Biblioteca Panizzi, importante fulcro culturale della città. All’interno della biblioteca, nella sala di lettura, troviamo Wall Drawing #1126 Whirls and Twirls 1, un’opera di pittura progettata da Sol LeWitt (foto a destra) e realizzata da assistenti dell’artista insieme a nove giovani reggiani. È un’opera di importanti dimensioni, che occupa quasi per intero la superficie della volta settecentesca. Usciti dalla Biblioteca Panizzi, di fronte ad essa, si staglia la facciata seicentesca di San Giorgio, edificata a partire dal 1638, che ricalca il modello della Chiesa dei Gesuiti.


prima o poi lo rimandano alla bellezza sublime e insieme umile della vicina piazza Fontanesi. Da non mancare inoltre una sbirciata dentro il suggestivo cortile del palazzo di via dei Due Gobbi 3 (foto a p. 26), sede di molti atelier di artisti che, in occasioni quali le giornate inaugurali di Fotografia Europea, vengono aperti al pubblico. Riattraversando via Farini, facciamo rotta verso via Guido da Castello, via Migliorati, via San Pietro Martire, tutte strade che negli ultimi tempi hanno visto la nascita discreta di diversi negozi dell’usato, soprattutto abbigliamento, tanto che da un po’ si parla della zona come “distretto del vintage”.

foto di Carlo Vannini

Tra via Fiordibelli e via Guido da Castello scopriamo la piccola e aggraziata piazza San Lorenzo, dominata da Palazzo Calcagni. Continuando su via Fiordibelli, all’angolo con via San Pietro Martire, incontriamo la casa di Antonio Casotti, architetto reggiano della seconda metà del Quattrocento, da lui stesso progettata. Di rilievo il campanile e soprattutto la cupola (realizzata fra il 1737 e il 1743 da Alfonso Torregiani, con alto tamburo e finestroni), forti caratterizzazioni nella skyline reggiana. Piegando a sinistra verso via Squadroni ci si immette nella zona degli antiquari, delle botteghe silenziose e dei palazzi signorili. Via Fornaciari, la stessa via Squadroni, via San Carlo, via Campo Marzio, piazza Casotti appena dietro piazza Prampolini, sono luoghi suggestivi che solleticano il viandante al piacere dell’esplorazione e che

Da via San Pietro Martire si accede poi alla piazzetta di San Giovanni dove si trova, con una severa facciata in cotto non terminata, l’omonima chiesa, più comunemente nota come San Giovannino. Ritornando sui nostri passi verso via Guido da Castello, ammiriamo la casa al numero 21 realizzata agli inizi dell’Ottocento dall’architetto-scenografo Giovanni Paglia e più avanti (al numero 25) Casa Rossi dove sopravvive il tipico “collo” che era frequente nelle abitazioni cittadine del Trecento.

DISTRETTO DEL VINTAGE zona di via Guido da Castello, via Migliorati, via San Pietro Martire, via Palazzolo Un cappotto anni ’50, un collo di volpe o magari un paio di stivali di cavallino. Se siete alla ricerca di un capo di abbigliamento originale ad un prezzo accessibile a Reggio basta intrufolarsi in una delle viuzze del centro (côté via Emilia Santo Stefano) ormai note come “distretto del vintage”. Il viaggio nel tempo è garantito ed anche qualche sorpresa, come quella di entrare in un negozio di jeans usati ed uscirne con due libri sotto braccio.

OSTERIA VINERIA GUERRINA via Migliorati, 2 Un’osteria ruspante e calorosa, arredata con belle gigantografie d’epoca. Certe sere, specie nel fine settimana, tra i tavoli di legno il passato si coniuga alla contemporaneità con dj set, proiezioni e performance, curate solitamente da alcuni artisti della città, in un clima allo stesso tempo casalingo e d’avanguardia.

PIATTO UNICO via Campo Marzio, 17/b Il Piatto Unico è un locale dall’ambiente ricercato e accogliente. “Musicucina” si legge all’ingresso ed infatti, oltre all’attività di ristorazione, il Piatto Unico propone una programmazione musicale con esibizioni dal vivo e dj set. Il piatto è dunque anche quello del giradischi che, in occasione delle serate Dj in Cucina, conquista spazi solitamente inviolabili.


percorsi

si candidano a raccontare la Reggio Emilia del XXI secolo. Inaugurati il 20 ottobre 2007, svettano nei pressi del casello autostradale di Reggio. Li vedi stagliarsi all’orizzonte, arrivando da Milano o da Bologna, formare un grande effetto scenico e agendo da mirabile biglietto da visita per la città che si va a scoprire. La prossima, grande, sfida sarà quella di unire la modernità dei ponti al nucleo storico cittadino.

foto di Davide Del Monte (flickr.com)

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L’Oltrecirconvallazione I Ponti di Calatrava, la Collezione Maramotti, il Centro Loris Malaguzzi, la Reggia di Rivalta, la casa del giovane Ariosto. C’è vita, eccome, al di là dei viali. Come tutte le città medievali, anche Reggio disponeva di una cinta muraria difensiva. Il progresso fece abbattere le mura, per lasciare il posto nel loro lato esterno alle famose (o famigerate) circonvallazioni, spazi dove le auto paiono girare intorno alla preda come i Sioux col generale Custer. Per oltrepassare l’assedio in realtà basta attraversare qualche semaforo pedonale: dal Medioevo alla contemporaneità in una decina di metri, il progresso prende, il progresso dà. Eh sì, l’Oltrecirconvallazione è una delle centinaia di esempi di come in Italia, dal Dopoguerra ai giorni nostri, sia fiorita una straordinaria e sovente disordinata selva di costruzioni: si calcola infatti che in territorio italiano, quasi il 90% delle case che vediamo in piedi sia stato costruito negli

ultimi 60 anni. Insomma, la maggioranza di noi è figlia di qualche periferia e la Periferia in quanto sostantivo femminile è fatalmente mamma (al contrario del Centro, padre severo e per giunta poco presente) e dunque si sa come va con le mamme! Abbracciamo dunque con calore e affetto questa periferia di Reggio Emilia, partendo dalla Collezione Maramotti, luogo dove si celebra l’arte contemporanea, situata nella bellissima vecchia sede della Max Mara, in via Fratelli Cervi 66, lungo la via Emilia direzione Parma. E, a proposito di contemporaneità, come non segnalare i celebri Ponti di Calatrava, (foto in alto) tre grandi archi bianchi che, con le loro forme sinuose e leggere,

Dall’autostrada ci dirigiamo nuovamente verso il centro città e prima d’imbattersi nella stazione ferroviaria facciamo sosta e omaggio all’archeologia industriale delle vecchie Officine Reggiane (materiale ferroviario e bellico), per molto tempo una delle fabbriche più importanti e produttive della città. Ai nostri giorni gli interni delle Reggiane sono utilizzati per eventi temporanei. L’artista Blu vi ha anche realizzato due murales esterni. Poco più lontano, in via Bligny 1, sorge la Fondazione Reggio Children - Centro Internazionale Loris Malaguzzi, uno dei fiori all’occhiello della città. Ripartiamo in direzione stazione ferroviaria dove in piazza Domenica Secchi, non lontano dalla via Emilia direzione Modena, nel quartiere meticcio che dà su via Turri, troviamo Cafè Reggio, bar analcolico, nato per iniziativa del Comune con lo scopo di favorire l’integrazione tra gli abitanti della zona: la solita, e forse sempre un po’ sottovalutata, funzione sociale del bar. Proseguendo verso est lungo la SS9, denominata per un tratto via Amendola, c’imbattiamo sulla sinistra nel


complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro. Al suo interno è stato riqualificato il Padiglione Lombroso, luogo di antiche sofferenze e nuove suggestioni, dove avrà sede il Museo di Storia della Psichiatria. Ancora più verso est la via Emilia cambia di nuovo nome in via Pasteur, dove al civico 11 si accede attraverso un lungo viale fiancheggiato da pioppi al Palazzo del Mauriziano (ora sede di mostre temporanee e concerti), noto per essere stato abitazione di Ludovico Ariosto negli anni della sua giovinezza. Dalla campagna del Mauriziano a quella della Reggia di Rivalta, passando dalla circonvallazione, dove presso la rotonda di Porta Santo Stefano, s’innalza una scultura di Marco Gerra, chiamata da molti reggiani “Mazinga”, per evidenti richiami estetici ad una fantascienza giapponese rimasta nell’immaginario. Non lontano da Mazinga, in via della Costituzione 39, ha sede Aterballetto presso i bellissimi spazi della Fonderia, esempio mirabile di archeologia industriale recuperata. Aterballetto è una delle compagnie di danza più apprezzate a livello internazionale. Dopo qualche chilometro verso sud giungiamo nella località Rivalta, dove troviamo l’omonima Reggia, residenza ducale settecentesca ispirata a quella di Versailles, distrutta per tre quarti alla fine di quello stesso secolo. Solo nel 2005 i resti della villa e del giardino sono stati acquisiti dal Comune di Reggio Emilia, che ha avviato per essi un percorso volto a recuperarli e valorizzarli. Finiamo il nostro tour facendo rotta di nuovo verso la città, fermandoci in via Martiri della Bettola 6, dove nella vecchia Casa Cantoniera nel 2009 è nata Casa Bettola. Chiusura in relax, con passeggiata lungo il torrente Crostolo nel Parco Le Caprette, proprio vicino a Casa Bettola.

REGGIO CHILDREN CENTRO INTERNAZIONALE LORIS MALAGUZZI via Bligny, 1/a Nata nel 1994 e diventata Fondazione nel 2011, Reggio Children ha lo scopo di diffondere educazione di qualità a Reggio Emilia e nel mondo scegliendo linee guida quali ricerca, internazionalità, solidarietà e qualità educativa. Ispiratore della grande esperienza reggiana con i bambini dai 0 ai 6 anni fu il pedagogista correggese Loris Malaguzzi, fondatore di Reggio Children. Ci piace segnalare questo suo pensiero, tra i tanti e brillanti che ci ha lasciato: “L’obiettivo principale è quindi quello di fare una scuola amabile dove stiano bene bambini, famiglie ed insegnanti, dove lo scopo dell’insegnamento non è produrre apprendimento ma produrre condizioni di apprendimento”. CINEMA ROSEBUD via Medaglie d’Oro della Resistenza, 6 Se avete voglia di vedere un vecchio western di John Ford, una personale su François Truffaut o un approfondimento sul cinema russo, il Rosebud fa al caso vostro. Un cinema che non smette di puntare sul concetto d’essai, che in francese significa “provare”. Bisogna provare, per capire. COLLEZIONE MARAMOTTI via Fratelli Cervi, 66 Già trent’anni fa Achille Maramotti aveva il proposito di costituire una raccolta d’arte contemporanea che diventasse poi un luogo esemplare di fruizione estetica e intellettuale. Proposito mantenuto, visto che l’edificio, ex sede di Max Mara (foto), è ora sede permanente di una prestigiosa collezione d’arte e di diverse temporanee.

CASA BETTOLA via Martiri della Bettola, 6 Casa Bettola è uno spazio funzionante grazie all’autogestione e alla cooperazione tra cittadini, gruppi ed associazioni. Tra i progetti attivi segnaliamo lo spazio-incontro per bambini e adulti, la scuola di italiano, lo sportello diritto alla casa, lo sportello scuola, il mercato bio del mercoledì e l’osteria biologica e solidale. Periodicamente l’ex Casa Cantoniera ospita concerti di artisti della scena indipendente.


percorsi

foto di Federico Sassi (flickr.com)

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Dal Po all’Appennino Da Luzzara a Ligonchio sono quasi 100 chilometri. Un viaggio vero, passando magari dal paese del Correggio o da quello di Zavattini, salendo - come Dante sulla Pietra di Bismantova o - se dovete farvi perdonare - andando a Canossa. La provincia di Reggio Emilia va dal Po all’Appennino, dal confine acquatico con il mondo “lumbard” a quello che segue la spina dorsale della Penisola e che determina il clima di tipo continentale della Pianura Padana, escludendola dalle mollezze mediterranee che già i nostri simpatici amici toscani cominciano a godersi. Da Luzzara a Ligonchio fanno quasi 100 chilometri, due ore di macchina lungo la SS63, un viaggio vero. E mondi e linguaggi e cibi diversi, le barche e gli asini, i pesci siluro e i porcini. Il territorio provinciale fu abitato fin dalla preistoria. Nel periodo pre-romano nacquero diversi centri abitati, fondati dalle popolazioni di origine

ligure. Poi arrivò Marco Emilio Lepido con la riga e la squadra e la storia svoltò tirando sempre dritto, da Piacenza a Rimini. Noi andiamo un po’ a zigzagare tra parte nord e sud della vecchia e trafficata via consolare, per raggiungere alcuni centri abitati che in questo territorio si sono distinti nei secoli dei secoli. Brescello sorge a ridosso del Grande Fiume, è il paese di Don Camillo e Peppone, capitale del “mondo piccolo” descritto dallo scrittore Giovanni Guareschi, altro uomo di Po, parmense di Roccabianca. Dici Canossa e pensi a Matilde e poi ad “andare a Canossa”. Qui regnò una donna potentissima, nel lontano secolo XII,

sovraintendendo terre che andavano dal Lazio al lago di Garda. Matilde era una lady di ferro, avrebbe messo la Thatcher a intarsiare arazzi. Insieme al Papa Gregorio VII fece aspettare fuori dal castello un imperatore, Enrico IV salico, in ginocchio, tre giorni e tre notti col capo cosparso di cenere, sotto la neve: perché? Per farsi togliere una scomunica dal Papa. Del Castello di Canossa, dove si sono svolti quegli avvenimenti, oggi non è rimasto moltissimo, ma i ruderi sono comunque visitabili. Poco distante si trova invece il Castello di Rossena, il meglio conservato dell’intera area matildica. Nei comuni della zona si tengono due rievocazioni storiche molto sentite legate alla figura di Matilde di Canossa, a fine maggio a Quattro Castella e la prima domenica di settembre a Ciano d’Enza. Casalgrande. Polo dell’industria della ceramica (dall’altra parte del Secchia c’è l’amica-nemica Sassuolo), il paese conserva la sua parte storica a sud della strada Statale. Interessante su un colle lì vicino la torre di Dinazzano (sec. XIV), unico resto di un importante complesso fortificato, da cui si gode una bella vista sulla pianura reggiana e modenese. Castelnovo ne’ Monti. Oltre al piacevole centro medievale, Castelnovo è il luogo della Pietra di Bismantova (foto a destra), la quale venne addirittura scalata da Dante che la cita nella Divina Commedia, e probabilmente lo ispirò nella descrizione del Monte del Purgatorio. Un’enorme roccia che sa di mistero.


s’incaricò di bonificare una fetta grossa di pianura reggiana e che diede il via alla costruzione dell’omonimo splendido palazzo, che ammiriamo nella bella piazza dell’Argenta. All’interno di Palazzo Bentivoglio troviamo il Centro studi Antonio Ligabue, sentito e affettuoso omaggio al grande pittore naïf che dalla Svizzera venne a vivere, isolato, nel paese della Bassa.

Gattatico. Qui si trova il Museo Cervi, allestito nella casa colonica in cui vissero e furono arrestati nel novembre del 1943 i Sette Fratelli Cervi, poi fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943. Il Museo è un polo culturale molto vivace della campagna reggiana.

Guastalla. La cittadina conserva ancora, nelle sue strade, nei suoi palazzi, nelle sue chiese, nei suoi monumenti, il fascino discreto di un’antica capitale, essendo stata per ben due secoli Ducato sotto i Gonzaga. Da non mancare.

Gualtieri. Un altro gioiellino lungo il Po, feudo dei Bentivoglio, la cui famiglia

Ligonchio. È il più alto comune reggiano (1000 metri) ed è sede di una nota Cen-

trale Idroelettrica, capolavoro in stile Art Nouveau del 1922. Dal 2009 l’edificio ospita l’Atelier dell’acqua e dell’energia, iniziativa pedagogico-scientifica a cura del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e Reggio Children. Luzzara. È il paese di Cesare Zavattini, sceneggiatore, giornalista, commediografo, narratore, poeta e pittore, noto nel mondo per essere stato uno dei maggiori esponenti del neorealismo cinematografico. Proprio ispirandosi al grande conterraneo, nel 2002 il Comune promosse la nascita della Fondazione Un Paese, alla quale affidò il proprio patrimonio artistico: la collezione si compone di fotografie di diversi autori, da un cospicuo fondo librario donato da Cesare Zavattini tra gli anni ’50

e la seconda metà degli anni ’80 e da una vasta raccolta di opere che documentano la ricca stagione naïf italiana. Novellara. La vecchia Nubilaria ha un fascino discreto, stilisticamente in debito con Lelio Orsi, pittore, disegnatore, scenografo, architetto al servizio dei Gonzaga, tra le maggiori personalità artistiche del ‘500 emiliano. Al Museo Gonzaga si può ammirare un suo straordinario ciclo di affreschi ed il dipinto l’Annunciazione. Scandiano. La Regina della Pedecollina reggiana, città del naturalista Lazzaro Spallanzani e del poeta rinascimentale Matteo Maria Boiardo. Da visitare Rocca dei Boiardo, risalente al XII secolo, prima cellula edilizia del paese e, per otto secoli, simbolo del suo potere politico.

foto di Paolo da Reggio it.wikipedia.org

Correggio. È una cittadina bellissima e ancora ricca del suo passato glorioso. La corte dei signori locali, i Da Correggio appunto, fu meta di poeti e letterati, quali l’Ariosto, il Bembo, l’Aretino. Fu anche paese natale di Antonio Allegri detto Il Correggio, che si impose in terra padana come il più moderno e ardito portatore degli ideali del Rinascimento.


b meu reggio

1. Caetano Veloso scrisse una meravigliosa Meu Rio. Ci racconti la tua Meu Reggio? 2. C’è un punto della città che senti come Punto Cardinale, Punto Magnetico, Punto del Cuore? 3. Una cosa che manca e una che è di troppo.


«La rossa cittadina, “la più filosovietica tra le province dell’Impero Americano”, ideologica e pragmatica, affamata di cultura moderna» vietati, la Scala Santa e la riproduzione del Santo Sepolcro, il San Girolamo, raccomandati anche se vi si poteva accedere solo a Pasqua; il mercato in piazza San Prospero e Porta Castello con il suo viavai di montanari, permesso con giudizio ma dovevo promettere di fare molta attenzione.

Giovanni Lindo Ferretti Non conosco Caetano Veloso né la sua canzone e non conosco Reggio Emilia di questi ultimi anni. Sono arrivato in città nel 1959 scendendo da un borgo di crinale, lo stavano facendo, lo avrebbero fatto, centinaia, migliaia di famiglie, ma il mio cuore è rimasto inchiodato sui monti. La testa, le gambe, la razionalità e la crescita, le aspettative e la loro verifica; il ritrovarmi inappagato, il senso di inutilità e vuoto, la decisione di tornare a casa, in alto, dove nessuno vuole più vivere: questa è la città per me. Un ricco e sonnolento paesone di pianura, visceralmente legato all’agricoltura delle fertili campagne circostanti; la rossa cittadina, “la più filosovietica tra le province dell’Impero Americano”, ideologica e pragmatica, affamata di cultura moderna: asili nido

e biblioteche, Basaglia e Jervis, Corrado Costa e Marisa Bonazzi, il Living e il Teatro Municipale Occupato, Franceschini e Ognibene… Non esiste più quel quadrilatero urbano d’architettura secentesca in cui sono cresciuto cittadino: un cortile, una chiesa, una sequela di case, un giardino-frutteto cintato da un alto muro con villetta liberty. Al suo posto il parcheggio San Girolamo (il parcheggio prima CAAM poi exCAAM) e lo sbocco di via Fontanelli, che allora terminava in via San Filippo, ora su viale Montegrappa. Per me, bambino, era il centro di uno spazio magico, luogo di pericolo e avventura a portata delle mie gambe: le due strade della prostituzione e il palazzo sede del PCI mi erano rigorosamente

Adesso mi avvio a essere un vecchio montanaro scontroso e insopportabile che trova già invivibile Castelnovo ne’ Monti; Reggio s’è fatta città, International style oltre la cerchia dei viali, spazzolata liftata anche recuperata con ottimi interventi nel centro storico. Ha una giovane università, un avveniristico, incompiuto e già datato, Progetto Archistar, un antico Duomo restaurato, e me la raccontano più e meglio di un corposo saggio interdisciplinare, ma non so e non posso giudicarla. La penso con affetto quando mi capita di guardare giù, oltre la pietra, verso la pianura. Giovanni Lindo Ferretti nasce in Appennino, a Cerreto Alpi. Nel 1982 assieme a Massimo Zamboni fonda i CCCP Fedeli alla linea. Nel 1992 il gruppo, come la nazione, diventa CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti). Dieci anni dopo ecco i PGR (Per Grazia Ricevuta). È anche scrittore e collabora con la Comunità Montana e le associazioni culturali locali.


foto di Alberto Mandredini

L’accentramento è un fenomeno generale, che si verifica un po’ ovunque, specie in montagna, dove si ingrossano i maggiori centri abitati a prezzo dello svuotamento e dell’abbandono di aree ove deperiscono le coltivazioni agricole e non si vedono più pecore e pastori.

Alfredo Gianolio «A Reggio, come nelle altre città, dovrebbero ritornare i vespasiani, che esistevano fin dai tempi dell’antica Roma» 1. Contrariamente a quanto si legge sui giornali, non è affatto vero che Reggio sia una città dalle piazze e dalle vie poco frequentate, semidesertiche. Ritengo che anzi vi sia un eccessivo affollamento, non parliamo dei giorni festivi e di mercato, quando si fa fatica a inoltrarsi fra la gente che si assiepa attorno a banchi e banchetti. La situazione dovrebbe riequilibrarsi creando delle attrazioni in periferia e nelle frazioni.

2. Reggio era famosa in Italia e in Europa per l’Istituto psichiatrico di San Lazzaro. È stata per circa due secoli il centro della psichiatria. Ora dovrebbe diventare il centro dell’antipsichiatria, utilizzando a scopo di studio i suoi archivi, libri, cartelle cliniche, reperti, documentazioni e strumenti vari per istituire un Museo di interesse nazionale. È attraverso l’analisi storica, la conoscenza del passato che si può rilanciare l’antipsichiatra per l’applicazione in modo corretto della legge Basaglia ed evitare il ritorno a sistemi oppressivi che toglievano, in nome della scienza, la dignità dell’ammalato privandolo dei suoi diritti. 3. A Reggio, come nelle altre città, dovrebbero ritornare i vespasiani, che esistevano fin dai tempi dell’antica Roma. Attraverso il loro impiego si potrebbe misurare l’incivilimento dei cittadini, il loro grado di rispetto verso il pubblico, con possibilità di esercitare, anche con sanzioni, un’importante funzione educativa. I vespasiani dovrebbero essere eleganti. Come quello in stile liberty, che esisteva nei pressi del Palazzo di Giustizia di Bologna, ma che, per falso pudore, è stato eliminato. Alfredo Gianolio è nato a Suzzara e vive a Reggio Emilia. è avvocato, critico d’arte, giornalista e scrittore. Ha pubblicato saggi di ricerca storica e una serie di Storie Popolari. Nel 2004 è uscito Pedinando Zavattini. La pubblicazione più recente è Vite sbobinate e altre vite.

Caterina Tonon

«Le botteghe resistenti. La fila per il sacchetto del gnocco al centro sociale. La musica onnipresente. Le migliaia di bici. L’acqua d’orcio. La vitalità del quartiere della stazione» 1. La mia Reggio Emilia sono due piazze e tre bar. È il centro storico con le sue botteghe resistenti. Sono le migliaia di bici, emblema di libertà. È la musica onnipresente, suonata, ascoltata, mitizzata. È la fila per il sacchetto del gnocco al centro sociale. È l’acqua d’orcio, la cui formula è più segreta di quella della coca-cola. Sono i frutti antichi comprati al mercato del sabato in piazza Fontanesi. È


la vitalità del quartiere della stazione. È il berlinismo wannabe di Fotografia Europea. È il 7 luglio, sangue del nostro sangue. Sono i libri letti d’un fiato su una panchina in piazza Casotti. È il cinema all’aperto, rifugio sicuro nelle sere d’estate. Sono i locali in cui a tarda ora puoi fumare dentro. È la pizza calda alle cinque del mattino sui gradini di San Pietro. È il deserto del centro da percorrere a passo lento nelle notti invernali. È la nebbia, che quando avvolge tutto, tutto perdona. 2. Sicuramente via San Domenico, con la chiesa omonima ad aspettare paziente in fondo alla strada. Amo fermarmi a sedere davanti al sagrato verso l’ora di pranzo, quando il sole colpisce il portale della chiesa, e concedermi una pausa dal lavoro nella piazzetta silenziosa. E poi l’ex Polveriera, uno spazio bellissimo a due passi dal centro storico, che la città sembra aver dimenticato e che oggi chiede una nuova narrazione. 3. È sempre un errore credere che nulla possa cambiare, che in città e per la città non si possa fare niente. Vorrei che Reggio Emilia avesse più fiducia nelle idee. Penso a uno spazio, anche fisico, dove costruire relazioni, condividere conoscenze e progettualità, sviluppare idee creative e innovative, promuovere eventi e attività culturali. Un laboratorio che offra occasioni per fare rete in un momento storico in cui chi si isola è perduto. Caterina Tonon, editor di origini friulane, dopo lunghe peregrinazioni in terra padana ha messo radici a Reggio Emilia. Ha lavorato come responsabile di redazione in una casa editrice ed è la cofondatrice di Helmut, studio di comunicazione specializzato in editoria.

Alberto Melloni

«In termini di patrimonio culturale, qui ci sono veri e propri tesori» 1. Reggio Emilia, come molte altre città italiane, ha grandi tesori nascosti. Ci hanno abituati all’idea commerciale di città d’arte, in cui un intero spazio urbano si espone (e si sottomette) al consumo di massa. I luoghi d’arte però spesso risultano poco fruibili proprio per questo motivo, perché soggetti a un consumo devastante. La nostra città invece possiede elementi particolari molto belli, in linea con la definizione di “patrimonio culturale” data dall’Unesco di “singoli beni culturali (…) che siano nello stesso tempo sia tradizionali sia viventi: le tradizioni orali, le lingue, le arti performative, le pratiche sociali e rituali, le conoscenze e le pratiche che riguardano la natura e l’universo, le conoscenze e le abilità artigiane e gli spazi a essi associati”. In termini di patrimonio culturale, qui ci sono veri e propri tesori. 2. Pochi sanno che Reggio Emilia ha il suo Santo Sepolcro, riprodotto fedel-

mente nella cripta della chiesa di San Girolamo, una vera “fotografia muraria” realizzata dal grande architetto barocco Gaspare Vigarani. Altri due luoghi simbolici per la città sono la Sala del Tricolore, dove il 7 gennaio 1797 nacque la nostra bandiera, e la Sinagoga, dismessa e conservata così com’era dopo la distruzione a opera dei fascisti, a memoria di una ferita insanabile. Per i miei colleghi di altre università, Reggio è un simpatico luogo per i convegni. Una città dove ancora si passeggia, meglio se accompagnati da uno sherpa indigeno capace di scovare i dettagli nascosti, come l’enorme opera di Sol LeWitt realizzata sulla volta della Biblioteca Panizzi, gli affreschi della chiesa di San Prospero, indispensabili per comprendere il barocco lombardo, e la straordinaria raccolta di arte contemporanea della Collezione Maramotti. 3. Reggio Emilia non aveva bisogno del megacinema annesso allo stadio Giglio: se ci si sbaglia nel fare uno stadio, la soluzione migliore è demolirlo, non costruirci un centro commerciale attorno. Quello che manca alla città, invece, è un diverso atteggiamento nei confronti della produzione culturale. La fiducia storica verso il solidarismo, che per Reggio è sempre stata un fiore all’occhiello, andrebbe sviluppata anche nel confronti della cultura. La nostra è una città di origini contadine che oggi conta oltre centomila abitanti e avrebbe un estremo bisogno di aumentare la sua popolazione dedicata alla ricerca in ogni settore, dalla biomedica alla filosofia. Alberto Melloni è ordinario di storia del cristianesimo all’Università di Modena-Reggio Emilia, titolare della cattedra Unesco sul pluralismo religioso e la pace dell’Università di Bologna, dirige la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna.


Piergiorgio Paterlini «Ridono scherzano parlano di sesso e della Reggiana e di cosa fare il pomeriggio, parlano reggiano, e sono bianchi neri gialli» 1. Calatrava o non Calatrava (i suoi ponti vanno visti da lontano, o passando in autostrada, non sono la porta della città, sono i nastri che collegano la città alla Grande Pianura che porta al fiume), bisognerebbe sempre arrivare a Reggio Emilia in treno. E girarla a piedi. Parlo di quelli capitati qui per caso o per necessità. Le biciclette vanno benissimo. Per gli abitanti. Dunque, in treno poi a piedi. Chiudere gli occhi sull’orribile stazione, poi arrivare velocemente all’imbocco di via Emilia San Pietro, e percorrerla, la via Emilia, fino a Santo Stefano. Tornando, si è

pronti per le piazze. Bisogna arrivarci in un giorno feriale. Bisogna arrivarci più o meno all’ora di pranzo, non per la cucina emiliana, ma per vedere la città letteralmente invasa da migliaia di ragazzi che escono dalle scuole e ce ne mettono prima di tornare a casa o semplicemente aspettano i tram o vanno verso gli autobus per la Bassa e per la Montagna. Ridono scherzano parlano di sesso e della Reggiana e di cosa fare il pomeriggio, parlano reggiano, e sono bianchi neri gialli e parlano con l’accento reggiano e si sentono perfettamente uguali. In quella mezzora Reggio è la città che vorrei, il mondo a portata di mano che vorrei. 2. Ce ne sono tre. La parte popolare di via Roma, vicino a Porta Santa Croce, alla Gabella. Il luogo più intimo e più internazionale della città. piazza Fontanesi, dove se chiudi gli occhi puoi essere a Parigi o a Venezia. La Biblioteca di via Farini dove i libri man mano invecchiano e ringiovaniscono invece, anno dopo anno, i frequentatori. Una vera magia. 3. Mancano molte cose e ce ne sono tante anche di troppo. Manca un fiume che attraversi la città. E a questo non si può fare nulla. Mancano le librerie (ci si può credere?). E a questo si potrebbe e si dovrebbe invece porre rimedio. Di troppo c’è il troppo di tutto. Ma se potessi levare con un sortilegio una cosa, una e una sola, leverei… l’umidità. Piergiorgio Paterlini è nato a Castelnovo di Sotto (RE). È scrittore, autore teatrale, radiofonico, televisivo e sceneggiatore. Tra i suoi libri, tradotti in varie lingue, Ragazzi che amano ragazzi, Matrimoni gay e Non Essere Dio. Autobiografia a quattro mani, con Gianni Vattimo.

Mauro Grasselli

«Tondelli alla Libreria del Teatro e De Andrè al Valli. Ludovico Ariosto e la Candida a braccetto in piazza del Monte» 1. Un paesone seduto su una striscia d’asfalto al confine tra il blu che illumina i monti e il bianco felliniano che sale dal Po. Il profilo barocco su un fondale nero, disegnato di notte, lassù, dalla luce calda della Basilica di San Prospero. L’esagono-salotto, nonostante tutto. Il tabarro che strizza l’occhio alla meccatronica. La passione, la ferocia, le mani aperte. Il “contadino strovitto” Mingone da Bibbiano e l’eleganza di Silvio D’Arzo.


La luce sospesa del crepuscolo appoggiata sulle prime colline. Pier Vittorio Tondelli alla Libreria del Teatro e De Andrè al Valli. Ludovico Ariosto e la Candida a braccetto in piazza del Monte. Il profumo dell’erba tagliata e le pm 10 dell’aria immobile. Il Delmo vin a ca’ di Zucchero e il cielo padano plumbeo dei Csi. Il personale stradario dell’amore (sinistra al semaforo, poi destra e, in fondo, ancora a sinistra. Oppure dritto alla rotonda…). 2. La fontana del teatro Valli, nonostante le polemiche per la sostituzione della vecchia vasca circolare. Soprattutto in estate, regala uno spettacolo magico e ipnotico. Ad ogni ora del giorno e della notte, c’è sempre qualcuno che la guarda; che danza con lei; che ne viene attratto, come in un gorgo di luce e colori. Un teatro davanti al teatro. 3. Manca l’orgoglio dei reggiani, carenti per senso d’appartenenza, propensi al lamento e al vedogrigismo, a differenza di quanto accade altrove. Di troppo, in questa microfase storica, c’è il topo dello spot del Parmareggio. Il rotacismo (erre moscia) di quella pantegana albina e della sua famigliola snob è gradevole quanto la psoriasi scrotale. Inoltre, decentra irragionevolmente il baricentro dell’area di produzione del formaggio, induce all’acquisto dell’emmenthal, attira frotte di logopedisti e istiga alla violenza efferata. Mauro Grasselli è un giornalista. Lavora alla Gazzetta di Reggio e collabora con giornali e riviste. Vive a Quattro Castella e fa parte di un’associazione di musici e sbandieratori che si rifà al periodo di Matilde di Canossa realizzando spettacoli in Italia e all’estero.

La Papilla Brilla «Il mercato il venerdì mattina in piazza San Prospero, due caldarroste a 5 euro, il vin brulé il 24 novembre, l’onda verde che è rossa, la 1. La pizzetta della Piola, il mercato il nebbia nella bassa, le pasvenerdì mattina in piazza San Prospero, “torsione clavicolare”, il nocino dopo seggiate alle Caprette» cena, il profumo di tiglio in piazza Fontanesi a primavera, i brunch della domenica, due caldarroste a 5 euro, il vin brulé il 24 novembre, le passeggiate alle Caprette, l’onda verde che è rossa, i grilli alla domenica dietro al Valli, la nebbia nella bassa e incontrare un siciliano che ti parla dei tramonti di San Martino in Rio. 2. La nostra taverna in via Costituzione numero 5, il nostro hub dove tutto è iniziato. Tra le nutrie e il west. 3. Manca l’avocado a km 0. Di troppo c’è la pasta fredda servita agli aperitivi.

La Papilla Brilla è un’associazione culturale, creata cinque anni fa, che si occupa di “createring”, ovvero catering creativo. Le fondatrici (Angelica Cagossi, Francesca Campani, Lucia Catellani, Giulia Losi, Valentina Siliprandi, Daniela Tiberti) cercano da sempre di creare una connessione tra ciò che preparano con le loro mani e l’idea, il concetto, il progetto o la fantasia che animano l’evento al quale partecipano, sia esso una mostra, un’inaugurazione, un festival o una lettura.


Isabelle Roth «Arrivai a Reggio per uno stage presso il Teatro sperimentale di burattini di Otello Sarzi. Uno stage di sei mesi che si prolungò per tutta una vita»

Davide Benati «Io la mattina mi svegliavo col profumo del pane del forno di mio padre. Il pane dei forni di Reggio era diverso, era pane cittadino» 1. Meu Reggio era, vista da Masone, la città che si raggiungeva in corriera, il primo orizzonte oltre il confine dell’adolescenza. Si andava a Reggio per frequentare le medie, per cominciare a crescere. La città e poi la campagna. La distinzione era così netta, così fisica e la via Emilia così silenziosa. Porta San Pietro e il grattacielo. Una volta tornai a piedi da Reggio: mi ero attardato a scoprire il centro camminando dopo la scuola e l’ultima corriera se n’era andata senza di me. Io la mattina mi svegliavo col profumo del pane del forno di mio padre. Il pane dei forni di Reggio era diverso, era pane cittadino. 2. Oggi cammino molto volentieri in corso Garibaldi. Sembra un piccolo boulevard parigino, ha la stessa dolcezza e la stessa quieta eleganza e poi,

naturalmente, piazza Fontanesi che mi riporta ancora a Parigi in Place Des Vosges: è davvero il luogo più bello della città. Lo frequento la domenica mattina presto e a quell’ora puoi sentirlo pulsare lieve, dolce. 3. Manca sempre qualcosa ad ognuno di noi, ma soprattutto non ho la presunzione di sapere quel che manca alla città perché sarebbe come dire quel che manca al mondo e di troppo non c’è mai nulla. Davide Benati è pittore ed insegnante. A partire dagli anni ‘70 ha tenuto numerose personali e partecipato a rassegne di gruppo in Italia e all’estero. Attualmente lavora con la Galleria Marlborough Monaco ed insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

1. Sono reggiana acquisita. Quando giunsi a Reggio Emilia da Zurigo nel lontano 1977 avevo 19 anni, venni per uno stage presso il Teatro sperimentale di burattini di Otello Sarzi, uno stage di sei mesi che si prolungò per tutta una vita. A Zurigo facevo parte di un gruppo “rosso” e là si cantavano le canzoni della resistenza italiana come Bella Ciao e Morti di Reggio Emilia. Numerosi viaggi in Italia mi confermarono la bellezza della gente di questo paese, accogliente, fantasiosa e più libera… in realtà non lo era, ma forse era molto forte il desiderio di essere liberi. Arrivare a Reggio Emilia era dunque entrare in una città che desideravo da tanto. Mi sembrava piccola, mi salutavano tutti, forse ero conosciuta perché sposata con il celebre Otello Sarzi… fui accolta bene. In questo paesone non mancarono pettegolezzi, ma ero difesa, venivo da una grande città. Negli anni ’80 e ’90 il teatro era fiorente, l’arte veniva esposta in mostre collettive, spuntavano le cooperative come funghi, c’era un grande “credo” nella collettività, gli spazi per creare arte erano aperti a tutti. come per esempio Palazzo Ruini ed altre asso-


foto di Francesco Ianett (flickr.com)

Max Collini «La mia via Gluck è stata via Compagnoni, allora brulicante di vita, popolo, bambini, famiglie e disagi sociali»

3. Cosa manca? Mancano dei luoghi autogestiti da artisti reggiani. Cosa c’è di troppo? Durante l’estate preferirei eventi più modesti, ma con un’identità più definita.

1. Sono nato a Reggio nel 1967 e ho sempre vissuto qui. Vengo da un quartiere popolare edificato negli anni Sessanta, all’inizio dell’espansione edilizia della città. Quella che “una volta era tutta campagna” e che nella mia infanzia era ancora estrema periferia dell’impero. La mia via Gluck è stata via Compagnoni, allora brulicante di vita, popolo, bambini, famiglie e disagi sociali di varia natura, ordine e a volte degrado. Quel quartiere ora è in fase di demolizione e risistemazione, ma sono rimasti solo gli anziani e la nostalgia di un quartiere operaio e povero in cui la solidarietà e il senso di appartenenza alla stessa classe sociale era inversamente proporzionale al reddito disponibile. Nel frattempo la città storica, i nuovi quartieri e il miglioramento delle condizioni medie degli abitanti di Reggio hanno reso la “Meu Reggio” un luogo decisamente più attraente rispetto ad allora, ma forse anche meno affascinante dal punto di vista antropologico e culturale. Può darsi anche che io stia invecchiando e che abbia solo una banale voglia di certezze riferita a tempi ideologicamente non sospetti.

Isabelle Roth ha lavorato per 25 anni con il maestro burattinaio Otello Sarzi. Si è dedicata al teatro e al cinema e ha aperto un laboratorio di pittura e scultura per bambini. Recentemente ha ripreso a lavorare in Italia e all’estero per il teatro di burattini e marionette.

2. l mio punto del cuore è Palazzo Masdoni, un palazzo del settecento tra i più significativi del centro storico (si trova in via Toschi) che ha ospitato per più di quarant’anni la federazione Provinciale del PCI di Reggio Emilia, oltre al Circolo Gramsci e agli uffici dei par-

ciazioni create dai giovani artisti locali. In quegli anni ero spesso in tournée e tornare a casa significava tornare in una città a misura d’uomo. Lo spettacolo che porto in tournée quest’anno Oh com’è bella Panama parla proprio di questo tema. 2. Un punto del cuore? Sicuramente i teatri. Quando entro al Valli sento un’energia bella, enigmatica, antica e modernissima.

lamentari reggiani del Partito. è il luogo della mia adolescenza militante, della mia conoscenza della storia della città, del mio comprenderne le sue peculiari caratteristiche sociali e politiche. Vederlo abbandonato e chiuso da anni dopo la sua vendita a un privato fa molta tristezza e spero che prima o poi torni a nuova vita, anche se probabilmente rischia di essere meno evocativa di quella precedente. 3. A Reggio Emilia manca un po’ di slancio verso il futuro, un nuovo modello di città che prenda atto che l’espansione economica che l’ha resa ricca per quarant’anni è alle corde e che va ripensata in fretta. I ponti di Calatrava e soprattutto la stazione dell’alta velocità sono novità interessanti e avveniristiche, ma non basteranno certo da soli a fare di Reggio una città futuribile. C’è troppo cemento e troppo conformismo. Ci siamo condannati al nostro quieto vivere, ma nessuno può garantircelo in eterno. Max Collini è voce ed autore dei testi degli Offlaga Disco Pax, “collettivo neosensibilista contrario alla democrazia dei sentimenti” con base a Reggio Emilia. Dopo Socialismo tascabile (2005) e Bachelite (2008) a marzo del 2012 esce il loro terzo album.


foto di Cristiana Valentini

soprattutto a misura mia. Ho viaggiato tanto sia in Italia che all’estero, e tutto sommato credo che non vorrei vivere da nessun’altra parte.

Giuseppe Camuncoli «Adoro quando d’estate inizia a calare il sole, e le pietre degli edifici assumono un colore arancione» 1. La mia Reggio è una città che sento appartenermi solamente da cinque anni, da quando cioè mi sono trasferito da Cavriago (paese amato che rimane comunque sempre nel mio cuore) dopo il matrimonio con Jessica. Prima di allora, Reggio Emilia, oltre che la “grande città”, era un luogo solamente sfiorato frequentando le scuole superiori, poi in qualche modo accantonato nel momento in cui mi sono trasferito a Bologna per l’università (a 19 anni scalpitavo moltissimo, e la piccola, sonnacchiosa Reggio Emilia mi andava veramente tanto stretta). Ora invece che sono da poco diventato papà, ma in realtà già da molto prima, quando nel 2003 ho aperto il mio studio e ho iniziato a rifrequentarla, la trovo magnifica. A misura d’uomo e

2. Sicuramente piazza San Prospero. Un po’ perché (insieme a piazza Fontanesi) è una delle piazze che più mi piacciono, un po’ perché ci passo tutti i giorni andando e tornando dal lavoro, un po’ perché sono medaglia d’oro di aperitivo e quindi è molto facile trovarmi là. Quello che amo della piazza e di Reggio Emilia è proprio la facilità con cui si incontrano casualmente gli amici, e piazza San Prospero, oltre ad essere bellissima con la sua Chiesa, il suo retro Chiesa e i suoi Leoni, è un punto nevralgico del passaggio cittadino. Adoro soprattutto il momento in cui d’estate inizia a calare il sole, e le pietre degli edifici assumono un colore arancione, che si intona alla perfezione con il Negroni che di solito accompagna i miei aperitivi. 3. Vorrei ci fossero più locali: ristoranti, bar, pub, luoghi pubblici che favoriscano il ritrovo e soprattutto che tengano aperti fino a tardi, e che quindi possano garantire luce e punti di passaggio nei posti meno illuminati e frequentati della città. Come dicevamo quando cantavo nei Giardini Di Mirò, “Reggio Emilia non è New York”, ma sicuramente si può fare di più, quindi mi auguro che tutto questo cambi, in modo che alla prossima intervista mi possa lamentare che di troppo ci siano proprio i locali. Giuseppe Camuncoli è un fumettista reggiano. Attualmente è il disegnatore regolare delle due serie americane Hellblazer e Amazing Spider-Man. È fondatore e direttore artistico della sede reggiana della Scuola Internazionale di Comics.

Asma Ouhiya «Ricordo quando ho visitato per la prima volta il Duomo, quando mi sono seduta per la prima volta sui gradini della chiesa di San Prospero e quando ho preso il primo autobus in piazza della Vittoria» 1. Reggio. La mia Reggio è fatta di pedalate in bicicletta, di saluti gridati mentre si vira o si tira dritto. La mia Reggio è fatta di centro, tanto centro. Ecco la mia Reggio è centro-storica. Ricordo quando ho visitato per la prima volta il Duomo, quando mi sono seduta per la prima volta sui gradini della chiesa di San Prospero e quando ho preso il primo autobus in piazza della Vittoria. Sembrerà strano, sono passati molti anni, ma la magia è ancora lì, ogni volta.


La mia Reggio è anche via Farini, alla Biblioteca Panizzi, a preparare esami vari con l’ausilio di una lampada vestita di verde. In una sala storica, solenne, dove non volava una mosca e dove un colpo di tosse aveva il suono dell’accusa per chi lo emetteva e della mortificazione per chi lo subiva. Un periodo impegnativo ma bellissimo. La mia Reggio è fatta dalla mia associazione Infinito che organizza cene etniche ed incontri di integrazione tra i ragazzi nelle scuole. La mia Reggio mi ha regalato tanti momenti bellissimi condivisi con gli amici, e le mie fantastiche sorelle. Reggio è casa. 2. Il cuore della città, per me, è piazza San Prospero e nello specifico vicolo Scaletta. Perché? Semplicemente perché è la strada della mia adorata nonna, lì vi risiede da anni e lì da anni vado a ridere, piangere, raccontare e spiegare tutta me. È lì che insieme alla nonna curiosiamo dalle finestre le vetrine, guardiamo la gente che passeggia o esce dalla chiesa. È la zona dove facciamo spesa: Sergio il salumiere, Gianni il “verduraio”, Esmeralda la fornaia... 3. A Reggio c’è l’integrazione. C’è una reale mescolanza, molto di più che in altre città nel resto dell’Italia. E poi c’è la Reggio che vorrei. La vorrei con più punti saldi di aggregazione, dove i giovani possano incontrarsi, stare insieme, condividere. Asma Ouhiya è laureata in scienze della comunicazione con una specializzazione in cinema sperimentale alla Sorbona di Parigi. Si occupa del sito www.promusicstore.it e con Fontegrafica sta preparando un corso sulla stampa allo IED di Milano.

Martino Pompili «Reggio è molto umida, ma gli inverni possono essere meravigliosamente rigidi e secchi. Le estati calde e afose. La primavera è stupenda, come nel resto del mondo» 1. Reggio è una città dove si può vivere piuttosto bene... a condizione che si possegga un buon equilibrio interiore. È molto umida, ma gli inverni possono essere meravigliosamente rigidi e secchi. Le estati calde e afose. La primavera è stupenda, come nel resto del mondo. Il fatto che sia una piccola città consente di raggiungere velocemente la campagna e le vicine colline; trovo che questo sia un aspetto molto prezioso. 2. Piazza Fontanesi è un luogo meraviglioso, intimo, protettivo, a tratti malinconico. Credo che conservi una dimensione a misura d’uomo, un buon compromesso tra una città storica e una società in divenire, in cambiamento.

3. Sono sicuramente pochi i luoghi ludici, di confronto, di coesione sociale. Troppi i pregiudizi e l’attaccamento al noto, ai formalismi... ma forse queste sono peculiarità italiane, se non umane.

Martino Pompili è architetto, designer ceramista, videomaker e musicista. Ha realizzato, tra gli altri, i videoclip di Mauve, Mquestionmark, Johnny La Rosa e Dadamatto. Ha fatto parte degli Slugs e del collettivo video-musicale La Grande Orquestra de la Muerte.


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musei, spazi espositivi, gallerie MUSEI E SPAZI ESPOSITIVI Collezione Maramotti – Arte Contemporanea via Fratelli Cervi, 66 0522 382484

Museo del Tricolore piazza Prampolini, 1 0522 456477

Chiostri di San Domenico via Dante Alighieri, 11 0522 456810

Museo del Santuario della Beata Vergine della Ghiara corso Garibaldi, 44 0522 439707

Galleria Parmeggiani corso Cairoli, 2 0522 451054 Mauriziano via Pasteur, 11 0522 456527 Palazzo dei Musei Civici via Spallanzani, 1 0522 456477 Museo dei Cappuccini via Ferrari Bonini, 6 0522 580720

Museo Diocesano di Reggio Emilia – Guastalla via Vittorio Veneto, 6 0522 432654 Museo Sala Storica dell’Arma di Cavalleria via Emilia San Pietro, 46 0522 431613 Officina delle Arti via Brigata Reggio, 29 0522 703317

Palazzo Casotti piazza Casotti, 1 0522 456249

Galleria Ariostea viale Monte San Michele, 6/a 0522 452298

Palazzo Magnani corso Garibaldi, 29/31 0522 454437

Galleria d’arte contemporanea Il Cavallino piazza Fontanesi, 4/a 0522 439498

Sinagoga via dell’Aquila, 3/a 0522 456477 Spazio Gerra piazza XXV Aprile, 2 0522 455716

Galleria d’arte I portolani via della Torre, 2/b 0522 580648

GALLERIE D’ARTE

Galleria d’arte Metamorfosi piazza Fontanesi, 5/a 0522 1530876

2000 & Novecento via Emilia San Pietro, 21 0522 580143

Galleria Il Voltone via Don Minzoni, 10/a 0522 434266

1.1 Zenonecontemporanea via San Zenone, 11 3358034053

Galleria Laboratorio Arté via Pasteur, 6/c 0522 554120

8,75 artecontemporanea corso Garibaldi, 4 3403545183

Galleria San Francesco via dei Bardi, 4/b 0522 440458

Amarillo Art via Sani, 9/a-b 0522 082620

Galleria Saletta Galaverni via dell’Aquila, 6/c 0522 434878

Bonioni Arte corso Garibaldi, 43 0522 435765

Galleria Torno Subito piazza XXIV Maggio, 1/h 3478231189

CSArt Vetrina via San Pietro Martire, 16/A 0522 1970864

Studio de’ Bonis via Emilia San Pietro, 30 0522 580178

Dispari&Dispari via V.Monti, 25 3356097304

VV8 Artecontemporanea via Emilia Santo Stefano,14 0522 432103


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biblioteche, librerie, negozi di dischi, cinema BIBLIOTECHE Panizzi via Farini, 3 0522 456084 San Pellegrino via Rivoluzione d’Ottobre, 29 0522 585616 Rosta Nuova via Wibicky, 27 0522 585636 Ospizio via Emilia Ospizio, 30/b 0522 585639 Santa Croce via Adua, 57 0522 585600 Biblioteca delle Arti piazza della Vittoria, 5 0522 456801 LIBRERIE Libreria Concept Store Interno 3 via dei Due Gobbi, 3 0522 451459

Libreria all’Arco via Emilia Santo Stefano, 3/d 0522 440065 Libreria all’Arco via Farini, 1/l 0522 454171 Edicolè piazzale Azzurri d’Italia, 1 0522 272455 Feltrinelli Village via J.F. Kennedy, 29/h 0522 792020 Libreria Infoshop Mag 6 via Sante Vincenzi, 13/a 0522 430307 Libri & Libri via Roma, 38 0522 455419 Libreria del Teatro via Crispi, 6 0522 438865 Notorius Cinelibreria vicolo Trivelli 2/e 0522 441044 Libreria UVER viale Simonazzi, 27 0522 284301

Librerie Paoline via Emilia Santo Stefano, 3/b 0522 437620 Fumetterie Games Academy via Filippo Re, 21/b 0522 451502 Reggio Comics 1 via Emilia San Pietro 50/a 0522 445079 Reggio Comics 2 corso Garibaldi 19/a 0522 580607 Librerie antiquarie, fuori catalogo, prime edizioni, usato, remainder Libreria Antiquaria Prandi viale Timavo, 75 0522 434973 Emporium via Squadroni, 3/b 0522 432461 Libreria Incanto via Guido da Castello, 5 0522 1710080 L’Orlando Curioso piazza San Domenico, 1 3356084445 Libreria Talami via Gabbi, 1 34708991138 Tempo Libro via Emilia San Pietro, 7 0522 451910 Il Voltone via Don Luigi Minzoni, 10/c 0522 434266 NEGOZI DI DISCHI Domeniconi [pop, rock, elettronica] via Porta Brennone, 1/c 0522 1713372

Discoland [classica, jazz, pop] via Migliorati, 6 0522 433785 Maggie’s Farm [cd e vinili, anche usati] via Emilia San Pietro, 54/b 0522 434340 Metal Box [cd e vinili, anche usati] vicolo del Folletto, 2/c 0522 580154 Planet Music - La vendetta del disco nero [vinili e cd usati] via Vivaldi, 10 0522 382252 Tosi Dischi 2.0 [pop, rock, indie] via Emilia San Pietro, 56/c 0522 442248 CINEMA AlCorso corso Garibaldi, 14 0522 437721 Arena Estiva Stalloni via Campo Samarotto, 10/e 0522 332336 Cristallo via Ferrari Bonini, 4 0522 431697 Jolly via Vico, 68 0522 944006 Olimpia via Tassoni, 4 0522 292694 Rosebud via Medaglie d’oro della Resistenza, 6 0522 555113 UCI Cinemas piazzale Azzurri d’Italia, 1 892960


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P mangiare e bere

i nostri umili consigli CAFFÈ E PASTICCERIE Accademia Fiorani via Fornaciari, 13/a 0522 454855 Antica Pasticceria Izzo via Fratelli Manfredi, 13 0522 517167 Antica Pasticceria Poli via Guidelli, 8 0522 435778 Bar della LIbreria all’Arco via Farini, 1/l 0522 454171 Bar Pietranera via Emilia San Pietro, 29 Cafè Reggio piazza Secchi La Gabella via Roma, 68 e 76 0522 430670 Kaffè via Fornaciari, 1/b Pasticceria Ligabue via Emilia San Pietro, 45 0522 439947

Pasticceria Boni via Roma, 28 0522 437367 Pasticceria Ghiara corso Garibaldi, 44/a 0522 451902 Pasticceria Torinese via Fornaciari, 13 0522 541729 Pasticceria Tre fontane via Martiri della Bettola, 20 0522 1975500 Torrefazione La Messicana via Farini, 12/a 0522 432766 RISTORANTI, TRATTORIE, OSTERIE, PUB, APERITIVI A Mangiare [cucina tradizionale, vini] viale Montegrappa, 3/a 0522 433600 Alòisius Pub [pub, birre, cucina] via Mafalda di Savoia Assia, 4 0522 518811

Agriturismo La Razza [cucina tradizionale] via Monterampino, 7 (loc. Villa Canali) 0522 599342 Amici del Rifugio Crucolo [cucina trentina] via Gattalupa sud, 88 (Loc. Gavasseto) 0522 552103 Antica Trattoria Toschi [cucina tradizionale] via Enzo Bagnoli, 4 0522 343324 Bassamarea [pesce] via Gorizia, 2/d 0522 176373 La Bottega dei Briganti [cucina creativa] viale Simonazzi, 23/a 0522 436643 Brasserie des amis [pub, birre] via Toschi, 42 0522 451131 Caffè Arti e Mestieri [cucina creativa] via Emilia San Pietro, 14 0522 432202 Cafè Europa [aperitivi] piazza Prampolini, 1 0522 435744 Caffetteria dei Leoni [aperitivi] piazza San Prospero, 3 0522 439912 Canale Maestro [cucina creativa, vini] via del Guazzatoio 5/b 0522 438813 Canossa [cucina tradizionale, bolliti] via Roma, 37 0522 454196

La Casseruola [carne e pesce alla brace] via Vezzani 1/d 0522 453837 Chez Jean [caffetteria, vini, aperitivi] corso Garibaldi, 38/a 3490056785 Churrasco Chacarero [cucina argentina] via Aeronautica, 24 0522 232496 Ciao Ciao [cucina cinese] via Giovanni Vecchi, 16 0522 453187 Circolo Godot [birre, liquori, scacchi] vicolo Casalecchi 3358393722 Circolo Jack [pub, birre, calcio balilla] via dei Pratonieri, 20 3401195429 Cristallo [carne e pesce] viale Regina Margherita, 28 0522 515274 Delle Notarie [cucina tradizionale] via Aschieri, 4 0522 453700 Dimmelotu [aperitivi] piazza Fontanesi, 6/d Giustospirito [pub, birre, pizza] via F.lli Cervi, 312 0522.301115 Italo [cucina tradizionale, pesce] via Sessi, 14 0522 439389 Lord Nelson [pub, birre] via San Martino, 5 3403377297


I Malavoglia [cucina siciliana] via del Carbone, 4/d 0522 452074 Navona Degustazioni [cucina e gastronomia trentina] via Resti, 1/a Ristorante l’Opposto [primi, aperitivi] corso Garibaldi, 31 0522 1729174 Osteria Doppio Litro [gnocco fritto, carne] via Ghiarda, 79 (Loc. Castelbaldo) 0522 560422 Osteria Focacceria Il Nicchio [insalate, focacce] via Paolo Davoli, 6/a 0522 454252 Osteria La Cirenaica [pesce, rane] via W.A.Mozart, 41 0522 511412 Osteria Vineria Guerrina [cucina tradizionale, aperitivi] via Migliorati, 2 0522 431785 Oktoberfest [pub, birre] via Pizzetti, 2/d 0522 702034 Paguro [tè, panini, birre] via Monzermone, 3/a 0522 454837 Piatto Unico [cucina creativa, aperitivi] via Campo Marzio, 17/b 0522 454210 La Pignatta [cucina tradizionale, pizza] via Premuda, 40 0522 307915

Il Pozzo [cucina tradizionale, vini] viale Allegri, 7 0522 451300 Ristorante Prospero [primi, aperitivi, cocktail] piazza San Prospero, 4 0522 541543 Republic [pub, birre, aperitivi] piazza XXIV maggio, 1/a 0522 451293 Salumeria San Prospero [taglieri di salumi, formaggi] piazza Fontanesi, 1/b 3334898606 Salumoteca Da Fornaciari [carne alla brace, salumi] via Amendola, 11 0522 337378 Shibuya [cucina giapponese] via Pasteur, 123 0522 337717 Terra del Fuego [cucina argentina e fusion] piazza San Francesco, 2/a 0522 440719 Tex Mex Hot Chili [cucina messicana, aperitivi] via Caggiati, 8/b 0522 455274 Trattoria del Buon Tempone [cucina tradizionale, pizza] viale Regina Margherita, 53 0522 515178 Trattoria del Carbone [cucina emiliana e appenninica] galleria Santa Maria, 1 3898339874 Trattoria della Ghiara [cucina tradizionale] vicolo Folletto, 1/C 0522 435755

Trattoria La Morina [cucina tradizionale] corso Garibaldi, 24/d 0522 431140 Trattoria Tirabussòn [cucina tradizionale] piazza Scapinelli, 3/c 3922985736 Dal Vinaio [cucina mediterranea, vini] via Manfredi 1/g (centro storico) 0522 406063 La Zucca Antica Trattoria [cucina tradizionale, bolliti] via Nicolaj Gogol, 1/a 0522 351589 RISTORANTI PIZZERIE Anima e Core viale Risorgimento, 48 0522 445102 Buco della Signora via Martiri di Cervarolo, 51 0522 337389 Condor via Spallanzani, 3 0522 437937 Faccio [aperto fino alle 3; sabato e domenica fino alle 4] via Emilia all’Angelo, 20 0522 301383 Il Fortino di Don Peppe via Amendola, 51 0522 330350 Jolly via Gramsci, 104 0522 278018 Mister Pizza viale Monte Grappa 25/c 0522 455385 Nuova Piedigrotta 2 via Emilia Ospizio, 50 0522 439814

Orchidea da Olindo via Soglia, 4 0522 309199 Paprika Pazzi di Pizza via Antonio Cugini, 5 0522 558562 Pegaso via Squadroni 3/a 0522 454821 Piccola Piedigrotta piazza XXV Aprile 0522 434922 Piccolo Paradiso via San Marco, 10 (loc.Villa Canali) 0522 361030 Piedigrotta 3 via Emilia Ospizio, 65/c 0522 554026

P dormire Per informazioni su alberghi, agriturismi, bed & breakfast, room & breakfast, ostelli, affittacamere, locande, residence, case e appartamenti per vacanze, aree di sosta camper a Reggio Emilia: IAT Informazione e Accoglienza Turistica via Farini 1/a tel. 0522 451152 fax 0522 436739 http://turismo.comune.re.it


l do you speak ârzan?

Reggiano for dummies, frasario di sopravvivenza In dó vêt? Dove vai? An dîr dal cojunêdi! Non dire stupidate! C’sa vot? ‘Sa vot? Cosa vuoi? Stâm só d’adôs! Stammi su d’addosso, lasciami stare. Tîn bôta Tieni botta, resisti. Dégh mó ch’ a ‘gh dâga un tâj Digli di smetterla. L’é vilân cme ‘n olem È villano come un olmo. L’é ‘n pioc È un avaro.

Al gh’à al cûl ch’ al fa pìo-pìo Ha paura. L’é un pô imbrusiê È un po’ arrabiato Fà a moten! Fai a modo, comportati bene! Al vîn da cà dal diêvel Viene da casa del diavolo, da molto lontano. Al sèmbra la lûna pîna Sembra la luna piena, è molto grasso. Am bâla la vésta Non ci credo. Al sòpia cûtra vèint Soffia contro vento, sta facendo un lavoro inutile.

Let’s talk about the weather A lósna Lampeggia. L’âcva la fà i caplèt L’acqua fa i cappelletti, piove forte. La goccia d’acqua che raggiunge velocemente il suolo già bagnato crea una forma simile a quella del cappelletto. A flósca Cade qualche fiocco di neve. A sgiâvra Cade nevischio gelato. La vîn zò a palôt Viene giù a palate. Fêr la trîda, fêr la ròta Spalare la neve.

Se stûmpa la bòca ai sâch mó a la gînta no Si può chiudere la bocca ai sacchi, ma non alla gente. L’é dmèi avèir avû, che avèir ‘d avèir È meglio avere avuto che essere ancora in credito. Per fêr un fôs a ‘gh vôl do rîvi Per fare un fosso ci vogliono due rive. A tirêr trôp, la côrda la se s’ciânca A tirare troppo, la corda si spezza. A lèt tót a se scôrda A letto tutto si dimentica. Ed còl ch’ àn gh’é a ‘s fà sèinsa Di ciò che non c’è si fa senza.

Al fà la blisgarola Scivola sul ghiaccio.

A la carlòuna In fretta e furia, senza un ordine preciso, alla carlona.

Proverbi e modi di dire

Paghêr e murîr a ‘s é sèimper in tèimp A pagare e morire si è sempre in tempo.

Scâmpa cavâl che l’êrba la crès Campa cavallo che l’erba cresce. Fêr ‘d ‘na mòsca un cavâl Fare di una mosca un cavallo, ingigantire le cose. Rôba dunêda l’é sèimper gustêda A caval donato non si gurda in bocca.

Frasi, proverbi e modi di dire tratti da: www.dialettoreggiano.net


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Erbazzone È una torta salata di pasta sfoglia farcita con un ripieno molto saporito: spinaci, cipolla, aglio, pangrattato e formaggio ParmigianoReggiano in abbondanza. Sopra alla pasta, che copre il ripieno, vengono disposti alcuni pezzetti di lardo e di strutto di maiale. È un prodotto tipico di Reggio e provincia, la cui ricetta è rimasta invariata nel tempo.

Parmigiano-Reggiano È un formaggio a pasta dura e a lunga stagionatura, ricco di proteine, vitamine e minerali, ma, soprattutto, è molto buono. L’origine risale a nove secoli fa, nei monasteri di Reggio e Parma, e ancora oggi viene prodotto con la stessa tecnica. Nel mondo è conosciuto come parmesan, ma non sarebbe più facile chiamarlo semplicemente ârzan?

Chizze Le chizze sono una specialità tipica reggiana, probabilmente derivata dall’influsso della comunità ebraica. Fatte con la pasta del gnocco fritto, ripiegata a tortello, vengono farcite e guarnite con scaglie di ParmigianoReggiano. La cottura avviene in abbondante strutto o olio bollente.

Gnocco fritto Difficile spiegare cos’è il (sì, qui si usa dire il) gnocco fritto. Perché a Reggio è una sorta di elemento primario, presente in natura fin dalla creazione delle padelle. Tecnicamente è un impasto di farina di frumento, sale, strutto e lievito. Dopo la lievitazione l’impasto viene ridotto ad una sfoglia di pochi millimetri e poi fritto fino ad ottenere la forma panciuta che lo contraddistingue. Accompagnarlo ai salumi è un’esperienza caldamente consigliata. C’è anche chi, la mattina dopo, lo inzuppa nel caffellatte.

Pan de Re È un pane prodotto all’interno di una filiera tutta reggiana, garantita dal marchio QC, a partire dal chicco di grano seminato nel campo fino al pane sfornato e venduto nei forni della città e della provincia.

Ciccioli Ottenuti dalla lavorazione del grasso del maiale, sono un alimento ipercalorico che nella tradizione contadina rappresentava un ottimo pasto, insieme alla polenta. Ora si utilizzano soprattutto per accompagnare aperitivi ed antipasti.

Lambrusco Il Lambrusco è un vino frizzante che si sposa perfettamente con i primi ed i secondi della cucina tradizionale reggiana. Va servito fresco (16 °C) e stappato al momento, tenendo la bottiglia leggermente inclinata in avanti.

and... do you eat ârzan?

A seguire concerti, spettacoli teatrali, mostre e festival viene una certa fame. Ecco quindi uno sguardo, rapido e sicuramente non esaustivo, sulla ricca cucina reggiana. Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Si ottiene grazie al lunghissimo invecchiamento (minimo dodici anni) di mosto cotto di uve locali, in una batteria di botticelle di legni differenti a grandezza scalare, con travasi annuali e periodici rabbocchi. Il risultato è un liquido sciropposo, bruno scuro, dal profumo penetrante e dal gusto agrodolce. Cappelletti (Caplét) Il piatto di cui i reggiani vanno più fieri. Il segreto è nel ripieno. Che contiene carne, cipolla, aglio, burro, noce moscata e pane grat-

tugiato, ma varia a seconda della zona e addirittura della famiglia. Con la panna o il ragù sono buoni, in brodo sono imbattibili.

Salumi Prosciutto crudo, prosciutto cotto, mortadella, coppa, salame, cotechino e la sua variante “cappello del prete”. Se i salumi vi piacciono siete nel posto giusto. Tortelli di zucca e verdi La versione locale di due classici della cucina del territorio. A Reggio nei tortelli di zucca a mostarda e noce moscata viene preferito il Parmigiano-Reggiano stravecchio. Nei tortelli verdi l’impasto è composto da spinaci o bietole verdi in abbinamento con condimento, formaggio e ricotta. Spettacolo.


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In questa guida si passeggia, VI cercando AL E qualcosa di bello; si fanno domande per decifrare la città; si segnalano momenti in cui le cose accadono.

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È con discrezione dunque che ci siamo mossi, senza la pretesa di raccontare con pignola precisione una città che domani è già cambiata.

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P.ZZA DUCA DEGLI ABRUZZI

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PIAZZALE LANCIERI DI AOSTA

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V CL E MI C. DEL EN T E

E AL V I

Cupole, campanili, statue. Cerchi la Moldava, non c’è. C’era, se non avessero deviato il Crostolo. Ma se hanno deviato il corso del Crostolo ci sarà poi stato un perché. Perché i Reggiani sono pratici, non deviano il corso I S di un fiume, così... O

V I A L E

AL LE GR I

Reggio pretende un po’ di tempo. È discreta. Passi davanti alla Chiesa del Cristo mille volte e poi un giorno alzi gli occhi e pensi alla piazza dei Crociati ZO a Praga. ON S I

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