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GUALDO MAGGIO 2017 ANNO 23 N.7

BIANCOROSSA

ALESSANDRA ABBATI


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4 ALESSANDRA ABBATI

Gualdo Tadino ha la sua arbitro donna. 21 anni, dirige le partite da quando ne aveva neanche 16. Recentemente è stata selezionata per partecipare ad uno stage nazionale a Coverciano insieme ad altre 39 ragazze provenienti da tutta Italia. La sezione di Gubbio, a cui appartiene, le ha dato un riconoscimento per questo.

MANUEL CODIGNONI

Da quest’anno il giornalista gualdese è entrato a far parte di Radio 1 Sport e della storica trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”. Manuel racconta la sua carriera professionale e come è arrivata la chiamata per entrare a far parte di uno dei programmi sportivi che sono entrati nella storia.

08. Smacchi-Favorini

10. Damiano Bianconi

12. Salus Gualdo

14. Basket e Solidarietà

I due ragazzi del settore giovanile del Gualdo Casacastalda sono stati tra i protagonisti al Torneo delle Regioni

Le ragazze gualdesi del basket hanno disputato un’altra stagione di livello, sfiorando la fase nazionale.

Il giovane difensore centrale del Gualdo Casacastalda si racconta dopo il suo rientro nella società in cui è cresciuto

Al palaLuzi si è tenuta un’amichevole tra Gualdo Mia e la Nazionale Diplomatici in favore delle popolazioni colpite dal sisma.

GUALDO BIANCOROSSA

Periodico di informazione sportiva. Supplemento alla testata giornalistica Radio Tadino S.r.l. Reg. Tribunale di Perugia n. 540 del 17/7/79 Piazza San Francesco - Gualdo Tadino Tel.: 075 9142020 email: tadino@roccaflea.net

Tiratura: 1000 copie - Distribuzione gratuita Direttore Responsabile: Riccardo Serroni Redazione: Roberto Casaglia, Leonardo Bossi, Edoardo Ridolfi, Damiano Boccalini Fotografie: Edoardo Ridolfi, Diego Buratti, Daniele Amoni Pubblicità: Radio Tadino Srl - Stampa: Flyeralarm Srl


4 ARBITRI ALESSANDRA ABBATI

photo by Sandro Cagliesi

FISCHIA LEI

Anche Gualdo Tadino ha anche la sua “arbitra”. Alessandra Abbati da sei anni la domenica mette il fischietto al collo per dirigere le partite e il suo operato sta avendo importanti riconoscimenti. di EDOARDO RIDOLFI


LA SCHEDA Ventidue anni, mora, aria sbarazzina. Alessandra Abbati è una ragazza di Gualdo Tadino come tante, è iscritta al corso di Chimica e tecnologie farmaceutiche presso l’Università di Urbino. Ogni fine settimana però, fischietto in mano, indossa la divisa da arbitro e si getta nella mischia tra gruppi di uomini sudaticci e urlanti che corrono per novanti minuti dietro a un pallone. L’avventura di Alessandra inizia nel 2011 all’età di sedici anni e dopo un trascorso tra Esordienti e Juniores, attualmente arbitra in Seconda Categoria, dove sta per dirigere la sua centesima. Come è stata la reazione a casa quando hai comunicato la tua scelta? «Inizialmente sono rimasti scioccati, anche perché ho sempre avuto un carattere calmo ed educato, in netta contrapposizione con un mondo in cui spesso bisogna dimostrarsi autorevoli. Tuttavia sono sempre stata un’appassionata di calcio ed ho pensato che arbitrare sarebbe potuta essere un’esperienza interessante». Come e dove è stato il tuo esordio? «Ho debuttato a Nocera nell’aprile 2011 categoria Esordienti, la partita in questione era Nocera contro Atletico Gubbio. Dopo quattro minuti ho fischiato un rigore per il Gubbio, ma nessuna protesta perché era netto». Perché una ragazza a 16 anni dovrebbe scegliere di fare l’arbitro? «Innanzitutto per mettersi alla prova, poi arbitrare è un’esperienza nuova che può aiutare a formare il carattere e a gestire meglio alcuni situazioni nella vita di tutti i giorni. Ad esempio io sono diventata più sicura delle mie capacità».

Tenere a bada ventidue giocatori e le rispettivi panchine non è di certo semplice. Essere donna aiuta? «Non so quanto possa realmente incidere, anche perché chi scende in campo sa che deve rispettare la figura dell’arbitro, indipendentemente dal sesso. Di certo è fondamentale dimostrarsi autorevoli sin dal momento del riconoscimento, poi nel corso dei novanta minuti bisogna cercare di rimanere concentrati e dare il meglio. Essere donna ti fa impegnare molto per cercare di abbattere ogni sorta di pregiudizio, infatti quando arrivano i complimenti dei giocatori, specialmente quelli della squadra che ha perso, ti rendono orgogliosissima». C’è un arbitro a cui ti ispiri? «Rizzoli per la sua personalità e per l’abilità di tenere le partite. Lo scorso 19 marzo ho avuto modo di partecipare a uno stage a Coverciano, riservato solo ad alcuni arbitri donna dopo un superamento di un test teorico-atletico. Dell’Umbria eravamo solamente quattro ragazze e durante lo stage abbiamo avuto modo di conoscere e parlare con Pierluigi Collina, un vero e proprio mostro sacro. Ci ha raccontato la sua storia, dagli esordi fino all’alopecia che lo ha colpito a ventiquattro anni, lui è la prova di chi ha trasformato la propria malattia un punto di forza. Un esempio sotto ogni punto di vista». Il 2017 ha visto l’arrivo di un importante riconoscimento.

«Sì, sono stata premiata dalla sezione di Gubbio, di cui faccio parte, per essere stata “promossa” in Seconda Categoria e per la convocazione dello scorso marzo allo stage di Coverciano».

SELEZIONATA PER UNO STAGE NAZIONALE A COVERCIANO

Alessandra Abbati fa parte della sezione arbitri di Gubbio. Recentemente è stata selezionata per prendere parte a un corso di formazione tenuto a Coverciano dall’AIA, con lezioni tenute da arbitri ed ex arbitri di fama nazionale e internazionale. Tra questi Pierluigi Collina (nella foto con Alessandra), il presidente Marcello Nicchi, Daniele Doveri, Alfredo Trentalange e Fabio Maresca. Della sezione di Gubbio fanno parte anche i gualdesi Enrico Guerra (Cai Scambi, preludio alla serie D), Alessandro Santarelli e Giovanni Fiordi (assistenti in Eccellenza).


6 LA STORIA MANUEL CODIGNONI

VIVERE

Manuel Codignoni è entrato a far parte della storica trasmissione sportiva “Tutto il calcio minuto per minuto”. Il radiocronista gualdese ci racconta come sta vivendo questo suo brillante momento professionale

UNA FAVOLA

di ROBERTO CASAGLIA

di

“Rock ’n’ roll will never die” cantava Neil Young esaltando l’immortalità del rock. Ugualmente “Tutto il calcio minuto per minuto” è leggenda vivente. Ci sono infatti trasmissioni, poi esistono i miti. Per decenni “Tutto il calcio” ha scandito la domenica degli italiani, ha creato modi di dire (i famosi “Scusa Ameri” o “Clamoroso al Cibali”, usati anche nel parlare quotidiano), ha consegnato alla storia maestri di giornalismo e mostri di bravura, da Enrico Ameri e Sandro Ciotti fino a Riccardo Cucchi. Manuel Codignoni dallo scorso anno è entrato a far parte di questo spazio EDOARDO RIDOLFI senza tempo.

“Un collega trentino, salutandomi, se ne uscì una frase che mi colpì molto. ‘Andando lì – disse - realizzi il sogno del bambino che è in tutti quelli della nostra generazione’. Ed è effettivamente così... Non è più il calcio di una volta, certo, ma i sogni si chiamano sogni proprio perché tali restano. Quando ho commentato il derby di Coppa Italia Lazio-Roma, trovarmi all’Olimpico – pieno - per un match così sentito è stata una scossa di adrenalina come poche altre nella mia vita. E’ stato pazzesco.” Come il valfabbrichese Antonello Brughini, che da anni fa parte dello staff

di “Tutto il Calcio”, Manuel ha iniziato come inviato di Radio Tadino, oltre che di altre emittenti locali. “Ho sempre voluto fare il giornalista. Quando ero piccolo, mio padre tornava a casa dal lavoro e appoggiava sul tavolo il giornale. Mentre lui pranzava io lo rubavo e lo leggevo avidamente, tutto. Dopo il liceo mi sono iscritto a Scienze della Comunicazione. Presa la laurea ho avuto qualche collaborazione con Trg, Radio Tadino e il Corriere dell’Umbria. Nel 2006 sono entrato alla scuola di Giornalismo Rai di Perugia e nel 2008 sono diventato professionista. Pochissimi mesi dopo è arrivata la chiamata: la Rai stava av-


LA STORIA 7

viando una nuova trasmissione e aveva bisogno di giovani per alcune sedi periferiche. Ti andrebbe di lavorare a Trento? Non ci ho pensato due volte. Ci sono rimasto 7 anni e mezzo, favolosi.” Come è arrivata la chiamata a Radio1 Sport? “A Trento c’è una delle squadre di volley più forti d’Italia, la Diatec Trentino. Tutte le domeniche ero al Palatrento per la sede regionale Rai. Come ‘vicina di banco’ nelle partite più importanti avevo Simonetta Martellini, figlia di Nando e voce storica della pallavolo alla radio. Un giorno mi disse: ti va di provare? Accettai. Era il 20 febbraio 2011, e andò bene. Ci fu una seconda volta, una terza, una quarta. Poi arrivò in serie A1 anche la squadra trentina di pallacanestro, l’Aquila Basket, e la collaborazione con Radio 1 si intensificò. Finché il responsabile della redazione sport, Riccardo Cucchi, che non finirò mai di ringraziare, mi disse che sarebbe stato contento di avermi fisso in squadra. Il sogno di una vita, per me.” Qual è stata la tua prima radiocronaca? E la prima per Tutto il Calcio Minuto per Minuto? “La prima radiocronaca in assoluto per la Rai fu Diatec Trentino – M Roma Volley nel 2011. Ho seguito molto volley e tanto basket. La prima assoluta nel calcio per Radio Rai è stata Lazio-Genoa di Coppa Italia, il 18 gennaio di quest’anno, con Massimo Barchiesi. Finì 4-2 per la Lazio. Un’emozione incredibile entrare all’Olimpico da addetto ai lavori. Ho an-

cora i brividi se ci penso.” Non nasci radiocronista. Quali difficoltà hai incontrato? “La radiocronaca è un osso davvero duro, e non esiste una scuola: si impara solo facendo e rifacendo. Non puoi

Repice, per l’enfasi che mette in tutto quello che racconta, e adoro Giovanni Scaramuzzino per l’arguzia e il disincanto, come a voler ricordare che si tratta pur sempre di un gioco, il più bello del mondo.”

fermarti, mai: in tv ti puoi permettere pause, se in radio stai zitto è come uno schermo nero. Poi devi saper seguire il ritmo di quello che racconti: accelerare quando accelera il gioco, rallentare nelle fasi di stanca. Non puoi mai distrarti: se perdi un’azione, con te la perdono tutti quelli che ti ascoltano. E non puoi trincerarti dietro il “tanto chi ascolta non vede”: al giorno d’oggi tutti vedono e rivedono tutto!”

Nel futuro ti vedi sempre in radio o ti piacerebbe anche tornare al video? “Vivo in un sogno e l’obiettivo è crescere ma soprattutto non svegliarmi. Da ragazzino andavo allo stadio, la domenica, a vedere il Gualdo e con la radiolina all’orecchio per sapere come stava andando la serie A. E ora sono dall’altra parte. La tv? Più avanti chissà. Al momento –e per molto altro tempo, spero- mi vedo con una cuffia e un microfono, ovunque ci sia una bella partita da raccontare. Sperando che chi mi ascolta si senta – almeno un po’- a fianco a me!”

C’è un radiocronista a cui ti ispiri? “Ho la fortuna di lavorare a fianco dei migliori d’Italia, cerco di carpire un po’ da ciascuno. Senza voler citare i maestri del passato, ora mi piace molto Francesco


08 CALCIO-SETTORE GIOVANILE

QUEI BRAVI

RAGAZZI

Al Torneo delle Regioni che si è svolto in Trentino Alto Adige si sono particolarmente messi in evidenza due calciatori del Gualdo Casacastalda: Michelangelo Smacchi e Leonardo Favorini (nella foto). Smacchi ha realizzato una doppietta con la maglia della Rappresentativa Umbra nella vittoria per 3-1 contro la Lombardia, diventando il “man of the match”. Il giovane attaccante ha così confermato anche in Rappresentativa le sue doti, messe in mostra sia nel campionato di competenza che in prima squadra: il 25 gennaio, scorso infatti, era andato a segno contro il Fontanelle Branca, realizzando la sua prima rete in Eccellenza. Smacchi aveva poi replicato la domenica successiva con il gol che è valso tre punti importantissimi contro il Torgiano. Inoltre, grazie a queste reti, Smacchi è stato il primo giocatore nato negli anni 2000 a segnare nel massimo campionato regionale.

Le buone prestazioni di Michelangelo Smacchi, sia in prima squadra che con il settore giovanile, non sono passate inosservate lontato dal “Carlo Angelo Luzi”, tanto che la Ternana ha chiamato il ragazzo per un provino e anche la Fiorentina, alla quale il Gualdo Casacastalda è legato da un accordo di partnership, ha chiesto informazioni sul giovane attaccante ed è molto probabile che nella sede di Largo Angelo Barberini arrivi a breve dalla società viola una richiesta di convocazione per vedere da vicino le qualità del ragazzo. Buone anche la prove in Trentino di Leonardo Favorini, centrocampista “figlio d’arte”, in quanto suo padre Sario è attualmente allenatore del Cerqueto e in passato è stato attaccante del Gualdo e, tra le altre, anche della Pontevecchio. Il direttore tecnico del Gualdo Casacastalda Marco Campese, evidenzia le caratteristiche di questi due giocatori che nel corso

della stagione hanno ruotato intorno alla prima squadra. “Smacchi è un ragazzo serio e disciplinato ed è molto attaccato alla maglia- sottolinea Campese - E’ un attaccante moderno capace di quindi di sfruttare sia le caratteristiche tecnice che le doti fisiche, avendo una buona prestanza e un’ottima corsa. E’ anche dotato di un buon tiro. Favorini è un centrocampista dalle ottime doti fisiche e caratteriali. E’ un ragazzo che non molla mai e, sul campo, è bravo nelle verticalizzazioni. Mentalmente è pronoto per stare in gruppo con la prima squadra.”


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10 CALCIO DAMIANO BIANCONI

di LEONARDO BOSSI

I difensori centrali sono di due tipi. Ci sono quelli ruvidi, tosti, che badano poco allo stile e molto alla sostanza, che preferiscono un pallone sparato fuori dall’impianto sportivo e magari anche una classica “randellata” all’avversario, che sono molto avvezzi ai cartellini sia gialli che rossi. E poi ci sono quelli più eleganti e raffinati, ai quali piace impostare il gioco, meno fallosi ma non per questo meno efficaci poi in campo. Damiano Bianconi può essere inserito in questa seconda categoria: bravo in copertura e nell’uno contro uno, ha anche un bello stile che lo porta a lanciare il pallone in maniera mirata quando bisogna impostare il gioco da dietro. Come la maggior parte della rosa di quest’anno, anche Damiano è cresciuto nel settore giovanile del Gualdo ed è ovviamente gualdese.

la trafila fino ad esordire in prima squadra nel 2012 a 16 anni. Nella stagione 2013-14, la prima della fusione con il Casacastalda, ho fatto parte del gruppo che vinse il campionato Juniores Nazionale, poi nell’estate 2014 sono andato a Nocera dove sono rimasto per due stagioni. Lì sono cresciuto molto, sia sotto il profilo umano che calcistico, e per questo voglio ringraziare tutta la società, dal custode al mister dello scorso anno, Mario Mingarelli. Infine, l’estate scorsa sono tornato alla base. Hai sempre fatto il difensore? Ho iniziato subito da difensore centrale. In alcune partite, poi, mi sono adattato a terzino.

innamorato di questo ruolo nel vederli all’opera. All’interno dello spogliatoio chi sono il più vivace, il più “serio” e quello a cui piace di più fare gli scherzi? Siamo un gruppo molto unito perché ci conosciamo quasi tutti da circa 8-9 anni. Il più vivace e scherzoso della squadra, pur essendo il più esperto, è Mancini, e lo dico perché il mio posto nello spogliatoio è vicino a lui: una vera e propria “rottura”.. Per quanto riguarda la serietà non credo ci sia qualcuno migliore degli altri, perché quando ci alleniamo andiamo sempre al massimo e siamo tutti concentrati. Comunque sia, se devo fare un nome, di sicuro dico il capitano Matarazzi.

Essendo un difensore, il tuo idolo come giocatore è del tuo stesso ruolo?

Come si è sviluppata la tua carriera? Ho iniziato a giocare a calcio a 10 anni. Ho mosso i primi passi nel settore giovanile del Gualdo Calcio, facendo tutta

Sono milanista e sono cresciuto ammirando le gesta di due tra i centrali più forti al mondo come Maldini e Nesta. I miei due idoli sono stati loro, mi sono

fOCUS 01. ESORDIO A 16 ANNI

02. CAPITANO JUNIORES

03. UN GOL IN STAGIONE

Damiano Bianconi è nato a Gualdo Tadino il 15 novembre 1995. Ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile del Gualdo Calcio, fino ad approdare in prima squadra. Nel 2012, a soli 16 anni, fa il suo esordio nel campionato di Eccellenza ed è anche titolare nell’ultima partita del vecchio Gualdo Calcio, il 28 aprile 2013 al Luzi contro il San Venanzo.

Nella stagione 2013-14, sotto la guida di Cristiano Silveri, ha vinto il campionato con la Juniores Nazionale del Gualdo Casacastalda, squadra di cui ha indossato la fascia di capitano.

Essendo un difensore, i gol deve cercare di evitare più che di farli. Ma Damiano Bianconi ha una certa confindenza con la rete avversaria, essendo andato a segno più volte anche con il Nocera. Contro il Fontanelle Branca, il 25 gennaio 2017, ha segnato il suo primo gol in Eccellenza con la maglia del Gualdo Casacastalda, dando il via a quella spettacolare rimonta.

In questa stagione, sotto la guida prima di Guido Vicarelli e attualmente di Roberto Balducci, ha disputato 21 partite, di cui 16 da titolare.


011

Damiano Bianconi, pur in una stagione particolarmente sofferta, è stato uno degli elementi di maggior affidabilità della squadra.

DIFENSORI SI NASCE


12 BASKET FEMMINILE Il team di coach Marini ha vinto la regular season, venendo sconfitto non senza polemiche nella finale playoff regionale da Perugia. Resta la soddisfazione di un’altra ottima stagione costruita con tutte ragazze del proprio vivaio. Si è conclusa il 2 aprile la stagione della Salus Gualdo, che ha visto infrangersi i propri sogni di disputare gli spareggi per l’A2 nella finalissima regionale contro il Basket Club Perugia. Le gualdesi hanno giocato una regular season da applausi, conquistando 14 vittorie e incassando soltanto due sconfitte: in casa del Basket Club Perugia alla terza giornata e al PalaLuzi contro Orvieto nel girone di ritorno. Questo ottimo score ha permesso alle ragazze allenate da coach Marini di terminare al primo posto il campionato e quindi di presentarsi da favorite ai playoff. In semifinale l’ostacolo Blubasket Spoleto è stato superato senza particolari patemi in due partite, vinte entrambe con un ampio scarto. In finale, invece, il Basket Club Perugia ha prima violato il Luzi in gara1, poi ha vinto al fotofinish (e non senza polemiche) in gara2 di un solo punto. E’ rimasto quindi un po’ di amaro in bocca per la Salus Gualdo, che in caso di vittoria sarebbe andata a giocare gli spareggi nazionali per l’accesso alla Serie A2. Allo stesso tempo, però, ci può es-

SALUS, GIOIA AMARA di LEONARDO BOSSI

sere soddisfazione in casa biancorossa per un campionato di alto livello chiuso al primo posto, puntando sempre su quel settore giovanile che può essere consi-

derato il migliore dell’Umbria: non è un caso, infatti, che diverse atlete gualdesi come Ercoli, Baldelli e Ridolfi siano protagoniste nelle massime serie nazionali.


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14 BASKET

SPORT E

SOLIDARIETA’ di EDOARDO RIDOLFI

Amichevole a scopo benefico tra Gualdo Mia e Nazionale Diplomatici in favore del Comune di Cascia.

Importante giornata di sport e soprattutto di beneficenza, quella che si è tenuta sabato 8 aprile a Gualdo Tadino. Al palazzetto Carlo Angelo Luzi si è disputata un’amichevole di basket tra la squadra Gualdo Mia, che partecipa al campionato organizzato dal CSI, e la Nazionale Italiana Diplomatici. Prima della gara la Nazionale è stata ricevuta in municipio dal sindaco Massimiliano Presciutti che ha voluto salutare la squadra nella quale figura tra gli altri il Ministro Plenipotenziario Luigi Maria Vignali ed il gualdese Segretario di Legazione, Damiano Rampini. “Per la nostra città – ha sottolineato il primo cittadino- è un vero onore poter ospitare la Nazionale Italiana Diplomatici per questo event che ha lo scopo di aiutare la popolazione di Cascia. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile l’evento ed in particolare il nostro concittadino Damiano Rampini che ha proposto questa bella iniziativa”. Soddisfatto anche il Ministro Plenipotenziario Luigi Maria Vignali che ha dichiarato: “Grazie per averci consentito di essere presenti qui a Gualdo Tadino a que-

sta iniziativa di solidarietà. C’è una combinazione eccezionale che ci ha portato qui. In primis avere un collega di Gualdo come Damiano Rampini che è stato il pivot dell’operazione, poi il fatto che si tratti di un’iniziativa di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma. Noi infatti giriamo l’Italia facendo questo tipo di eventi”. La partita giocata nel pomeriggio, alla quale

era presente anche il sindaco di Cascia Gino Emili, è terminata con la vittoria di Gualdo Mia per 67-56. Il ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza al Comune di Cascia, gravemente colpito sia dal terremoto di agosto che da quello di ottobre. L’incasso è stato destinato all’acquisto di varie attrezzature sportive per la palestra comunale di Cascia attualmente in ristrutturazione.


Gualdo Biancorossa - Maggio 2017  
Gualdo Biancorossa - Maggio 2017  
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