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GUALDO GENNAIO 2017 ANNO 23 N.4

BIANCOROSSA

1917-2017

LEONI CENTO ANNI


18

4 ADOLFO LEONI

Il 13 gennaio 1917 nasceva a Gualdo Tadino un grande campione del ciclismo. Adolfo Leoni è stato uno dei “big” delle due ruote degli anni Trenta e Quaranta, vincendo un campionato del mondo, un campionato italiano, diverse tappe al Giro d’Italia e molte altre competizioni.

IL SUPERENDURO

A maggio arriverà per la prima volta a Gualdo Tadino la spettacolare gara del Superenduro di mountain bike. Cinque le tappe che caratterizzano questo circuito, di cui soltanto una in Umbria. Gli organizzatori si sono letteralmente innamorati della bellezza dei luoghi ove si terrà la gara.

06. Alessio Santini

12. Timpanella-Gramaccia

08. Luca Borghi

15. Gualdo Mia

Il ventenne portiere del Gualdo Casacstalda è diventato titolare da alcune partite.

Alla scoperta del vice di Guido Vicarelli nonchè allenatore della Juniores del Gualdo Casacastalda.

Faccia a faccia tra due ex difensori del Gualdo, oggi rivali in Prima Categoria.

E’ nata la squadra di basket composta da “vecchietti terribili” che sta dettando legge nei parquet umbri.

10. Il calcio al Germoglio

Il Gualdo Casacastalda ha fatto visita ai ragazzi del centro socio-riabilitativo.

GUALDO BIANCOROSSA

Periodico di informazione sportiva. Supplemento alla testata giornalistica Radio Tadino S.r.l. Reg. Tribunale di Perugia n. 540 del 17/7/79 Piazza San Francesco - Gualdo Tadino Tel.: 075 9142020 email: tadino@roccaflea.net

Tiratura: 1000 copie - Distribuzione gratuita Direttore Responsabile: Riccardo Serroni Redazione: Roberto Casaglia, Leonardo Bossi, Edoardo Ridolfi, Damiano Boccalini Fotografie: Edoardo Ridolfi, Diego Buratti, Daniele Amoni Pubblicità: Radio Tadino Srl - Stampa: Flyeralarm Srl


4 CICLISMO L’ANNIVERSARIO

100 anni

Nel gennaio di quest’anno cade il centenario della nascita di un grande campione del ciclismo quale ADOLFO LEONI. GUALDO TADINO gli diede i natali.

da leoni Il 13 gennaio 1917 nasceva a Gualdo Tadino Aldolfo Leoni, uno dei grandi campioni del ciclismo degli anni Trenta e Quaranta. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Gualdo Tadino, si sposta a Rieti (il padre era ferroviere) e comincia la sua carriera da ciclista che lo porterà ad essere uno dei più grandi e vincenti di sempre. Carriera che comincia quasi per caso: una sera suo padre, tornando dal lavoro, porta a casa la notizia che si sarebbe svolta una gara ciclistica per i figli dei ferrovieri. Adolfo non avrebbe potuto partecipare: ci volevano al-

meno 15 anni compiuti, mentre lui ne aveva 14. Alla fine, però, prende parte alla contesa e, ovviamente, vince. Il talento di Adolfo Leoni sboccia definitivamente: alla fine saranno più di cento le vittorie. Addirittura, durante una stagione, si aggiudica quattro gare in una settimana. Nel 1937, il primo grande trionfo: il Campionato del Mondo Dilettanti, che gli valse pure la Medaglia d’Oro al Valore Atletico. Si afferma come velocista, “e che velocista. Battezza sempre la ruota giusta, sa quando può vincere tanto

da invitare per l’occasione la moglie Maria Luisa a vederlo. Talento e fisico da campione, bello come il sole, Adolfo Leoni tra la fine dei Quaranta e i Cinquanta è una vera star. Tanto che il matrimonio nel 1947 causa problemi di ordine pubblico, nonostante sia celebrato nella piccola e decentrata Cremona” (Federico Meda). Nel 1942 trionfa alla Milano-Sanremo. Prende parte per ben nove volte al Giro d’Italia, conquistando 17 tappe. Nel 1949 indossa la maglia rosa per otto giorni consecutivi salvo poi perderla durante una tappa mitica. E’ la frazione numero 17 di quel Giro, passata alla storia: la Cuneo-Pinero-


5 lo. Forse i 254 km più belli, intensi ed epici di tutta la storia del ciclismo, con delle salite mozzafiato una dietro l’altra (Colle della Maddalena, Izoard e Sestriere). Leoni, durante quel tappone alpino, abdica a favore di Fausto Coppi, che vince in solitaria dopo più di 9 ore, dando quasi 12 minuti a Bartali e addirittura mezz’ora al ciclista gualdese, che comunque arriva eroicamente quarto. Sarà anche il Giro della “beffa di Gualdo Tadino”. La città ospita un traguardo volante, tanti gualdesi attendono l’arrivo del “loro” campione che vuole ripagarli con un vittoria. Adolfo in effetti sfreccia per primo sotto lo striscione, solo che quell’insegna non è il traguardo ma l’indicazione dell’ultimo chilometro. Leoni, rabbioso per l’errore, perde concentrazione e si farà superare

allo sprint da Tonini. Il campione si rifarà 100 km. dopo vincendo la tappa di Pesaro. Il suo palmares conta tantissime altre vittorie: un Giro del Veneto nel ‘39, un Giro del Lazio nel ‘41, la Tre Valli Varesine nel ‘45, il Giro del Piemonte nel ‘49 ed il Giro dell’Emilia nel ‘42 e nel ‘46.

QUELLE MAGLIE PERSE DALLA CITTA’ Gualdo Tadino per alcuni anni ha conservato tre maglie prestigiose di Adolfo Leoni: rosa, di campione del mondo e della Bianchi. Questi importantissimi cimeli erano stati donati al Comune di Gualdo Tadino dal cavaliere Serafino Cecconi, grande amico di Leoni. Per un periodo sono state esposte in municipio in Sala Giunta, poi sono state spostate in un ufficio e quindi finite in soffitta. Giustamente la famiglia ne è tornata in possesso e la maglia rosa è stata donata al celebre Museo del Ciclismo del Ghisallo.

Si ritira nel 1951. Una volta appesa la bicicletta al chiodo, Leoni dapprima apre un negozio per ciclisti a Milano, poi continua a seguire il suo sport con molta riservatezza, diventando in seguito manager di sua moglie, Maria Luisa Cioni, soprano di fama internazionale. La sottovalutazione dell’importanza di quei cimeli da parte di varie amminiIl 19 ottobre 1970, a Massa, un infarto lo strazioni ha portato la città ad essere colpisce nella sala d’aspetto del celebre oggi priva di queste preziose rarità. Una cardiologo Azzolini in attesa di essere vi- pecca che potrebbe essere parzialmente colmata solo da un’adeguata celebrasitato. Adolfo Leoni muore a soli 53 anni. zione del campione.

Copertina de “Lo Sport Illustrato”, quindicinale della Gazzetta dello Sport: Leoni in testa al Giro del Piemonte del 1949

La signora Maria Luisa Cioni, moglie di Adolfo Leoni, dona la maglia rosa al Museo del Ciclismo del Ghisallo

Gualdo Tadino - Tel. 075 916172 avisgualdo@libero.it


06 CALCIO ALESSIO SANTINI

I RIGORI PARATI DA DIDA MI HANNO SPINTO A GIOCARE IN PORTA. E ALL’ESORDIO IN D NE HO PARATO UNO ANCH’IO!

di DAMIANO BOCCALINI “La vita è fatta di piccole solitudini, ma quella del portiere di più”. Basterebbero queste parole dell’ex portiere della Nazionale francese Fabien Barthez per spiegare cos’è il ruolo dell’estremo difensore. Scegliere di fare il portiere è una scelta impopolare fin da bambini, perché a differenza di tutti gli altri ruoli, tu rappresenti l’eccezione. Essere portiere non è un ruolo, ma una scelta di vita. La stessa scelta fatta da Alessio Santini, portiere classe 1997 del Gualdo Casacastalda, che non ha avuto paura di indossare i guanti per voltare le spalle alla porta. A quale giocatore ti ispiri? “Essendo di fede milanista sono cresciuto con il mito di Nelson Dida. È un portiere che ho sempre ammirato, anche perché è stato uno dei simboli del primo Milan di Ancelotti. Attualmente mi piace tantissimo Donnarumma, perché è giovane ed è praticamente quasi un mio coetaneo”.

aveva appena conquistato la Champions League contro la Juventus a Manchester. Dida era stato protagonista quella sera, perché aveva parato tre rigori su cinque, quindi io non ho avuto dubbi nello scegliere questo ruolo. Il primo giorno di allenamenti sono andato dal tecnico e gli ho detto: “Mister, io voglio fare il portiere!”. Come valuti questi tuoi primi anni nel calcio dei grandi? “Sicuramente il primo anno a Fossato in Promozione mi ha aiutato a crescere, anche se non ho avuto l’opportunità di giocare molto. Ho vissuto uno spogliatoio fatto di persone più grandi e per me è stato importante. In particolare ricordo con molto piacere Daniele Pecci, che da capitano mi ha aiutato a integrarmi al 100% nel gruppo. Tornare a Gualdo è stato bello, perché oltre ad essere il capitano della Juniores, ho anche avuto l’onore di “bagnare” il mio esordio con un calcio di rigore parato in Serie D”. Dal punto di vista tecnico, qual’è la tua qualità migliore e in cosa devi miglio-

FUN fOCUS Perché la scelta di diventare portiere? “Quando ho iniziato a 6 anni, il Milan

rare? “Devo perfezionare le uscite, però compenso con l’abilità tra i pali. Diciamo che quando non esco spero sempre di poterci mettere una pezza con il mio istinto e la mia agilità”. Sei un classe 1997 e nonostante questo sei comunque il portiere più esperto a disposizione di mister Vicarelli. Che effetto fa? “Effettivamente è strano essere il portiere più “anziano”, perché in fondo è il mio ultimo anno da fuoriquota. Questa cosa comunque non mi spaventa, ma anzi mi responsabilizza e mi spinge a fare sempre meglio”. Qual è il tuo momento più bello con la maglia del Gualdo Casacastalda? “Nessun dubbio: il calcio di rigore parato a Ponsacco al mio esordio in serie D”. Qual è il sogno nel cassetto di Alessio Santini? “La salvezza di quest’anno è la cosa più importante, anche se non nego che in futuro mi piacerebbe diventare protagonista con questa maglia addosso”.

01. 2 SQUADRE

02. PARARIGORI

03. L’ESPERTO

Cresciuto nel settore giovanile del Gualdo, nella stagione 2013/14 passa alla Vis Fossato in Promozione per la sua prima esperienza nel calcio dilettantistico. L’anno seguente torna alla base e ha fa il suo esordio nella gara persa dal Gualdo Casacastalda a Ponsacco. Una curiosità: nel giorno della sua prima gara in Serie D, para un calcio di rigore a Ferretti.

Sette le partite disputate in prima squadra tra la passata stagione in Serie D e quella attuale in Eccellenza. L’anno scorso è stato anche il capitano della Juniores guidata da Di Renzo e Angeletti. Curiosità: non ha parato solo il rigore al Ponsacco, perché con la Juniores del Gualdo Casacastalda ha neutralizzato ben 4 tiri dal dischetto su 6.

Nonostante abbia solo 20 anni,è il portiere più esperto a disposizione di Vicarelli. Essendo un classe 1997, è di ben due anni più “vecchio” di Morelli e Franceschini, gli altri due giovani estremi difensori classe 1999 che completano il parco portieri. Dopo una prima parte di stagione da numero 12, ha conquistato i gradi di titolare dopo la partenza di Lorenzo Riommi.


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GUANTI DI SFIDA photography by

EDOARDO RIDOLFI


08 CALCIO IL PERSONAGGIO

Ha appena 28 annio l’allenatore in seconda del Gualdo Casacastalda e tecnico della Juniores, ma ha già una buone esperienza alle spalle. “L’importante è lavorare con persone competenti come ho trovato qui”.

LUCA BORGHI Luca Borghi è originario di Cannara. Classe 1988, da giocatore ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile della squadra della sua città senza però esordire in prima squadra. Dopo il Cannara è approdato alla Real Virtus, vincendo il campionato di Prima Categoria nella stagione 2007-2008. Poi, quattro stagioni con la Grifo Cannara tra Prima e Seconda Categoria. Quest’anno è arrivato al Gualdo Casacastalda insieme al tecnico Guido Vicarelli. La società gli ha affidato la guida della squadra Juniores, oltre ad essere allenatore in seconda della prima squadra.

luca

me stesso

di LEONARDO BOSSI Solitamente a 28 anni un giocatore è nel pieno della sua maturità ed è intorno a questa età che si esprime il massimo potenziale. In certi casi, però, a 28 anni qualcuno già ha deciso di cambiare mestiere, provando a fare l’allenatore. Uno di questi è Luca Borghi, vice di Guido Vicarelli nel Gualdo Casacastalda ed allenatore della Juniores gualdese. Come mai hai deciso di diventare allenatore nonostante la giovane età? “La decisione l’ho presa nella stagione in cui giocavo alla Grifo Cannara, in Seconda Categoria. Un istruttore del Cannara dovette lasciare per motivi di lavoro, quindi

la società chiamò me per sostituirlo ed io mi trovai subito a mio agio in quella veste. Così l’anno dopo decisi di smettere definitivamente con il calcio giocato per dedicarmi pienamente a questo nuovo ruolo.” Sei arrivato a Gualdo nello staff di Vicarelli. Che rapporto ti lega a lui? E’ una sorta di rapporto fraterno, che va anche al di là dell’aspetto calcistico. Già dall’esperienza di Cannara abbiamo subito trovato una intesa, una stima ed una fiducia reciproca che ci consente di lavorare al meglio. Devo tanto a lui, sia da un punto di vista calcistico che umano. C’è un allenatore al quale ti ispiri?

Il modo di pensare calcio che più mi piace è quello di Guardiola, è il modello che seguo con più interesse. Mi piace molto anche Antonio Conte. Sei sia il vice in prima squadra che l’allenatore della Juniores. Quale dei due mondi preferisci? In questo momento sono molto concentrato sulla stagione in corso. Per il futuro diciamo che non importa prima squadra o settore giovanile, l’importante per me è lavorare con ragazzi pieni di stimoli e con persone competenti ed appassionate come le ho trovate qui a Gualdo, sia sul campo che in società.”


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10 CALCIO L’INIZIATIVA

UN NATALE TRA AMICI

AL GERMOGLIO

Un Natale diverso per il Gualdo Casacastalda. La prima squadra, accompagnata da dirigenti e tecnici, ha fatto visita al centro socio-riabilitativo di Gualdo Tadino, trascorrendo con i ragazzi ospiti della struttura alcune ore di divertimento e spensieratezza.


LA SCHEDA Nel giorno della sua presentazione il direttore generale del Gualdo Casacastalda, Roberto Balducci, aveva parlato dell’obiettivo di diventare, come realtà calcistica, parte sempre più integrante della città. L’occasione si è presentata a ridosso del Natale, quando la prima squadra del Gualdo Casacastalda, accompagnata da dirigenti e tecnici, ha fatto visita al centro socio-riabilitativo “Il Germoglio” di Gualdo Tadino. Per un giorno sono stati messi da parte schemi, corse, palleggi e partitelle, classifica da rimettere a posto e nozioni tattiche e si è pensato soltanto a trascorrere alcune ore in serenità con chi nella vita è stato meno fortunato. E’ stato così un pomeriggio di festa e di spensieratezza per i ragazzi del centro e per i giocatori, che insieme hanno scam-

biato dei palleggi e si sono sfidati a biliardino.

IL “GERMOGLIO”, DA OLTRE 20 ANNI A

Il Gualdo Casacastalda ha regalato un pallone con le firme dei calciatori, a ricordo di una giornata speciale per tutti coloro che l’hanno vissuta.

SOSTEGNO DI CHI E’ PIU’ FRAGILE

Una iniziativa di carattere sociale che sarà utile agli stessi calciatori e agli accompagnatori come momento di crescita, anche in considerazione della giovanissima età della squadra. “E’ nostra intenzione proseguire in questo tipo di iniziative - ha affermato il direttore generale Roberto Balducci che, da calciatore e capitano del Gualdo, aveva preso parte all’inaugurazione dell’attuale sede del “Germoglio - E’ stata una giornata molto bella, dalla quale siamo tornati arricchiti e con un legame ancora più intenso con dei tifosi veramente speciali”.

“Il Germoglio” è una struttura per disabili adulti, attiva sul territorio daI 1995, che con la sua opera fornisce risposte adeguate ad una fascia di popolazione tra le più svantaggiate, poiché attraverso i suoi programmi di riabilitazione, che mirano all’autonomia, alla socializzazione e all’integrazione, offre un notevole supporto ai ragazzi e alle loro famiglie. E’ presente anche un’associazione di sostegno alla struttura, “Amici del Germoglio”, che ha recentemente aperto una sede/laboratorio nei locali della ex farmacia comunale, in Piazza Martiri.

GUALDONEWS.IT UNA LUCE SULLE NOTIZIE


12 CALCIO MARCO TIMPANELLA - ANDREA GRAMACCIA

I MINIST DELLA photo by SANDRO CAGLIESI

Cresciuti entrambi nel Gualdo, Marco Timpanella e Andrea Gramaccia sono oggi i perni difensivi di Cerqueto e Atletico Gualdo. Una intervista a 360 gradi e due quintetti ideali da valutare... di EDOARDO RIDOLFI

Sono l’ultima difesa della propria porta prima del portiere stesso. Alcuni anni fa al difensore, stopper e libero, si chiedeva solo di non far segnare il pericolo numero uno degli avversari, in generale il centravanti. Oggi quel ruolo ha subìto profondi mutamenti, la figura s’è arricchita di compiti, doveri e nuove specializzazioni. Marcare è diventata solo una delle attitudini che il centrale di difesa deve possedere. Gli si chiede anche di impostare e, con l’avvento della tattica di reparto, saper collaborare con i compagni di linea. Andrea Gramaccia “il Capitano” e Marco Timpanella “il Timpa” sono i signori della difesa di Atletico Gualdo e Cerqueto. Provenienti dalla scuola Gualdo, hanno uno stile diverso: Andrea più lineare e preciso, Marco tutto grinta e corsa.

Quale è il ricordo migliore della vostra esperienza a Gualdo? Andrea: «Sicuramente il giorno della partita da titolare in coppa Italia contro il Cannara al Carlo Angelo Luzi. Ero molto più emozionato dell’esordio. Una menzione speciale anche per la finale dei playoff di ritorno a Trestina che andai in panchina proprio per la squalifica di un certo Timpanella!». Marco: «La prima partita in prima squadra, anche se in amichevole, contro la Pontevecchio. Il Gualdo era allenato da Beruatto e quell’anno mi è rimasto nel cuore». Cosa dite all’arbitro dopo un intervento irruento se sta per estrarre il cartellino? A:«No signore, ma dai si butta sempre!». M:«Di cartellini ne prendo alcuni duran-


CALCIO 13

TRI DIFESA photo by EDOARDO RIDOLFI

te il corso della stagione, ma mai per proteste!». Chi è il più “cattivo” tra voi due A:«Senza dubbio Marco, saremmo una coppia affiatata: lui cattivo e io preciso». M: «Penso siamo complementari, il più cattivo è ovvio che sia io». Qual è il vostro colpo migliore A:«Lancio a incrociare col destro e senso della posizione». M:«Penso siano l’anticipo e il colpo di testa, anche perché se non sono altissimo riesco a prendere bene il tempo». Il gol più importante che avete segnato nella vostra carriera. A:«L’anno scorso contro il Carbonesca, mia ex squadra, siglai il gol del

momentaneo pareggio». M:«La rete contro l’Agello di due anni fa nello spareggio dell’annata per la Promozione». Negli ultimi anni il ruolo del difensore è cambiato molto. A:«Penso che ormai il difensore centrale debba avere caratteristiche anche da centrocampista perchè è importante iniziare l’azione da dietro quando gli avversari marcano i centrocampisti e non ci sono spazi». M: Nel calcio moderno il ruolo del terzino non è più sottovalutato come qualche anno fa». Cosa ci fai con il sinistro? A:«Ultimamente ho fatto qualche miglioramento, ma ancora rientro nella categoria del “ci cammino”».

M:«Non posso lamentarmi, anche perché ho quasi sempre giocato contromano». Meglio avere in squadra un buon portiere o un buon attaccante? A:«Di sicuro un buon portiere, se gli altri non segnano finisce 0-0 e si porta un punto a casa». M:«Un buon portiere assolutamente». Se poteste scegliere una squadra di calcio a 5, chi sarebbero i vostri uomini? A:«Antonio Kola, Marco Campese, Jari Gaggioli e Paolo Ragugini e ovviamente io. Paura di nessuno» (se la ride ndr). M:«Emanuele Astolfi, Angelo Pecci, Paolo Bellucci, Marco Gaggiotti e io. Facile eh!?»


BASKET 15

OLDIES BUT GOODIES C’è una nuova realtà nel basket gualdese che sta dettando legge nel campionato CSI. “Gualdo Mia” è un mix di vecchie glorie e di ex ragazzi delle giovanili. Galeotta fu la “24 Ore di Basket”... di LEONARDO BOSSI Ritrovarsi tra amici, qualche anno dopo, con qualche anno in più ma con la solita maledetta voglia di volere gonfiare quella retina, di mettere una “bomba” dall’arco, di appoggiare a canestro, di prendere un rimbalzo o di fare un tagliafuori. Il basket a Gualdo è stato sempre uno degli sport di punta: sono stati sempre tanti i ragazzini che, a tutte le età, si sono sfidati sotto le plance di un canestro. Magari sul parquet del Carlo Angelo Luzi, magari sul catrame del campo dei Salesiani, ma la superficie non importava. Importava soltanto giocare con la palla a spicchi assieme ai propri amici. Proprio con questo spirito, ad ottobre a Gualdo Tadino è nata una nuova squadra di basket, che si è iscritta al campionato provinciale CSI di Perugia. Il nome della neonata compagine è Gualdo Mia, segno tangibile del le-

game profondo che questi ragazzi hanno con il proprio paese natio. Il presidente è Emanuele Angeletti, che veste anche i panni di giocatore in un doppio ruolo tanto insolito quanto intrigante e stimolante. Al suo fianco nell’organigramma come vice-presidente c’è Gabriele Capoccia e come segretario Pasquale Di Pilla. L’allenatore, o per meglio dire il coach, è Massimiliano Biagioli. Una scelta non casuale, visto che Biagioli è stato il coach di tutti i ragazzi che fanno parte del roster. Ma come è nata l’idea di formare questa squadra? Tutto nasce con l’evento della 24 Ore di basket. Una iniziativa storica che debuttò nell’estate gualdese degli anni Ottanta, un evento che grazie alla dedizione dei tanti appassionati negli ultimi anni ha ripreso a vivere. Proprio due estati

GIAMPAOLO MORRONI A CANESTRO

photography by Edoardo Ridolfi

madeingualdo


16 BASKET

A sinistra: Fabio Fioriti in azione Sopra: La squadra “Gualdo Mia” 2016/17 Sotto: Lorenzo Salvia in palleggio fa, un gruppo di amici amanti del basket si è ritrovato in Piazza Martiri a giocare e, tra una partita e l’altra, è nata la voglia di formare una squadra e di tornare a giocare tutti insieme come ai tempi delle giovanili del Basket Gualdo. Il seme piantato in una torrida serata estiva piano piano ha germogliato, la cosa è andata avanti nel tempo e, dopo alcuni incontri, si è deciso di creare questa squadra con il nome di Gualdo Mia. Nonostante le problematiche di varia natura che possono venirsi a creare quando si plasma una società da zero e nonostante le spese da affrontare, la volontà di tutti è stata più forte di qualsiasi altra cosa e grazie a dei piccoli sforzi economici fatti degli stessi cestisti si è riusciti a creare questa squadra. L’Asd Gualdo Mia Basket, quindi, partecipa al campionato CSI provinciale di Perugia e gioca i propri match casalinghi il giovedì sera presso il Palazzetto Carlo Angelo Luzi.

I risultati sono ottimi in questi primi mesi: la compagine gualdese all’esordio assoluto sta macinando record su record, vincendo tutte le partite del girone d’andata. Tanti i tifosi che sostengono al Luzi questi ragazzi, che a fine partita offrono a tutti un terzo tempo stile rugby. Inoltre, all’inizio e alla fine di ogni partite risuonano nel Palazzetto le note della storica “Tiritera Gualdese”, rivisitata per l’occasione dai “The Time Machine”. Insomma, un inno alla gualdesità sia in campo che fuori. ROSTER: Emanuele Angeletti, Mattia Pasquarelli, Andrea Farneti, Andrea Tamagnini, Carlo Vecchiarelli, Daniele Bazzucchi, Daniele Fazi, Fabrizio Paciotti, Filippo Vecchiarelli, Gabriele Garofoli, Gabriele Capoccia, Giampaolo Morroni, Lorenzo Salvia, Luca Tantari, Ludovico Amadori, Massimo Natalini, Mattia Minelli, Stefano Cippiciani, Tiziano Fioriti e Fabio Fioriti.

photography by Edoardo Ridolfi


18 MOUNTAIN BIKE

ARRIVA IL SUPERENDURO Gualdo Tadino aprirà le cinque tappe che caratterizzano questa spettacolare competizione di mountain bike che per la prima volta tocca l’Umbria.

Avis el G.S. no d i z z a terre i rag ieme a apprezzare il uesto s s a e q to f ch trail di a potu lo staf dino h aratterizza i lla Italia.” 6, a 1 T 0 o 2 l ld e c e n Gua ostra b to” che ritorno izierà il ttiva, il “gus ngolo della n so del s in d e e c e c ik a sele u b a . n s o li o e in in ip d id a d c n t d a dis gra ello in oun o T splen è una rcorso ad an trate Dopo il nduro di m 17 a Guald assano r u d 0 e 2 er pe e, p ome eren il Sup ndario gare o Adig magna e e in un iscese cron edalaIl Sup lt t A e p o m le in d co e to p suo ca ria, al Trent , l’Emilia-Ro 7 vedrà ove si tecnich trasferimen bilistico, e a b 1 t e s 0 m h o 2 g n tomo Dall’U e d’A duro ocui lun cedute da u ally au o. la Vall ito Superen ppe dal sap r r e n e r u p p in ta ot do re ircu sono come o in m cinque e candidatu ria il c in salita, i endur lt in d la Ligu impegnati in . o e a o r m r t guida a a le d g ti tra icor ica di , una n o c li e t g gli atle selezionate erienza da r e la m o, sp il 21 ivilegia re unic e a tutti un’e rso pr Tadino ver o c o r e ld ir p r anazei a 
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Gualdo Biancorossa - Gennaio 2017  
Gualdo Biancorossa - Gennaio 2017  
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