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SERENA...MENTE magazine SERENA numero 8 anno 2011

Serena Associazione Onlus &

Associazione Alzheimer Bari presentano

“Christmas in Joy� con la partecipazione di: Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari Mario Rosini Trio Marinella Milella

Basilica di San Nicola Bari 21 Dicembre ore 19.30

seguiteci su: www.assistenzaserena.eu/blog


Editoriale Cari lettori, torniamo con il nostro giornale dopo una importante pausa – solo editoriale - che ci ha visto, con non pochi sacrifici, gestire una serie di iniziative (davvero tante) volte alla valorizzazione del patrimonio che ci rappresenta nel giorno dopo giorno: i nostri anziani. Forse non sarebbe opportuno chiamarli sacrifici; e forse sarebbe anche improprio definirlo “mero lavoro”, soprattutto con riferimento a tutto lo Staff di struttura che risponde puntualmente ad ogni sollecitazione che arriva dall’esterno. I motivi che ci spingono a considerare il nostro lavoro una “mission” di vita sono davvero innumerevoli. Uno spettacolo dedicato al ballo della pizzica, una serata karaoke, una grigliata per gli ospiti di Villa Maria Martina, una bellissima gita a Ostuni in Masseria, la Festa di Ferragosto, la Festa di S. Rocco, il Torneo di Burraco, il torneo di Dama, le Feste di compleanno, la Messa per gli ammalati, la festa di Halloween, le Olimpiadi del Nonno: questo solo per ricordare alcuni dei momenti di questi mesi vissuti per davvero, senza pause con l’onestà intellettuale che da sempre ci contraddistingue. Abbiamo voluto assai fortemente moltiplicare le occasioni di incontro, le feste e i momenti conviviali rispetto allo scorso anno perchè questo ci ha dato l’opportunità di dimostrare ancora una volta – e anzitutto a noi stessi – di essere diversi da tutti gli altri. Ma essere diversi, per noi che con gli anziani ci lavoriamo quotidianamente, non significa necessariamente essere i “migliori”; significa solo lavorare bene nell’ottica del raggiungimento di un risultato eccellente, con grande passione e grande dedizione. Negli ultimi mesi, sulle testate giornalistiche più importanti, hanno fatto capolino noti-

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zie inquietanti con particolare riferimento al “nostro” ambito lavorativo: i Nas hanno effettuato controlli in oltre 400 strutture residenziali in tutta Italia, rilevando 188 violazioni di grave entità, deferendo alle Autorità Giudiziarie 125 persone. Il dato significativo – che da addetti ai lavori ci colpisce – riguarda il fatto che a fronte dei controlli effettuati, ci sarebbero in Italia oltre 700 strutture non censite e non denunciate regolarmente, formalmente “clandestine” e che si occupano di anziani. Insomma un problema “nel problema”: da un lato l’universo degli anziani, categoria debole e dall’altro chi di questa debolezza ne fa un punto di speculazione. Questo problema sociale che si acuisce sempre di più, oggi non riesce a trovare spazio nelle “aule del legislatore” troppo impegnate nel risolvere i problemi di una crisi economica imponente. Ci chiediamo spesso quale sia l’impatto sociale di questa categoria – gli anziani – in un paese in cui le aspettative di vita media superano i 70 anni; ci chiediamo spesso, come nel futuro, il nostro sistema previdenziale potrà garantire livelli di eccellenza in ambito assistenziale. Non dare ad un “anziano” la possibilità di scegliere, non offrirgli la chance di vivere gli “anni del riposo” è un’ingiustizia senza fine e questo rimane un tema attuale e a noi molto caro: e questo è un problema che riguarda tutti noi, nessuno escluso. Il Gruppo Serena Assistenza riesce sempre a trasformare le esigenze di questo “universo” in delle grandissime opportunità e in queste opportunità riusciamo a realizzare, coltivare e raccogliere successi. Il Santo Natale è ormai alle porte e il Gruppo Serena Assistenza presenta alla cittadinanza barese il rinnovato appuntamento del grande Concerto presso la Pontifi-

cia Basilica di San Nicola in Bari; il giorno 21 dicembre alle ore 20.00 vi aspettiamo per una serata da trascorrere in compagnia all’ insegna dell’ ottima musica suonata dalla Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari e cantata da Mario Rosini e dal suo trio jazz. L’importanza della puntualità di questo appuntamento ha per noi una valore sostanziale; “Christmas in Joy”, il nome dell’evento evoca la spiritualità di un momento religioso legato alla gioia di poterlo vivere con le persone care e amate. Il Concerto di Natale è per noi del Gruppo Serena Assistenza una opportunità di ringraziare la comunità barese e di comunicare il senso più profondo che anima il nostro lavoro nel giorno dopo giorno: condividere la gioia dello stare insieme e lavorare, consapevoli di donarsi al prossimo. Ci piace il nostro lavoro perchè ci mettiamo il cuore e perchè cerchiamo in tutti i modi di allontanare la degenerazione dei tempi moderni: regalare un sorriso, regalare un abbraccio, saper ascoltare. Gesti semplici e dimenticati, ma senza prezzo. A cura di Flavio Fornelli


Cultura Il global manager del Gruppo Serena interviene alla manifestazione “Libri nel borgo” “Vegliando oltre il cancello”, il libro rivelazione di quest’estate che tanti consensi sta riscuotendo, presto diventerà un’opera teatrale. Ad annunciarlo, durante la rassegna «Libri nel borgo», è stato lo stesso autore del libro, Gianpaolo Balsamo che, intervistato da Flavio Fornelli (giornalista di Lsd Magazine), si è soffermato a parlare delle tematiche affrontate nel suo libro (solitudine, anziani abbandonati e indifferenza) con Gerardo Cancellaro, global manager del Gruppo Serena Assistenza, una vera e propria associazione che riunisce sotto un “unico tetto” i volontari che si occupano, a livello nazionale, di assistenza alla persone anziane. E, proprio durante la presentazione del libro («Secop edizioni»), lo scrittore-giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno ha anticipato la novità della “piece” teatrale alla cui realizzazione è già impegnata Claudia Lerro, giovane attrice e regista pugliese che, dopo aver calcato la scena di prestigiosi teatri nazionali con vari spettacoli, è rimasta colpita dalle tematiche affrontate in “Vegliando oltre il cancello” e, per questo, avvalendosi della collaborazione di Simona Oppedisano (attrice e aiuto regia) si è impegnata a rileggere da un punto di vista drammaturgico il libro che (altra novità) diventerà presto anche una tesi di laurea. Ma la vetrina biscegliese di “Vegliando oltre il cancello” ha offerto l’occasione anche per approfondire i problemi del “pianeta anziani”:“Nella mia attività di imprenditore nel sociale – ha spiegato Gerardo Cancellaro – ho visto tanti fuochi di solitudine e indifferenza che, fortunatamente, non hanno mai provocato una tragedia simile a quella descritta nel libro per il provvidenziale intervento di esterni, spesso parenti, più raramente amici o vicini ma, mai, per un sistematico monitoraggio del disagio sociale. Probabilmente

la tragedia descritta nel libro con tanta sensibilità poteva essere evitata se, oltre ad affidarsi al volontario interessamento dei singoli, fosse intervenuta la comunità sotto forma di servizi sociali”. Nei prossimi giorni, “Vegliando oltre il cancello” sbarcherà in Basilicata, al prestigioso “Women’s fiction festival”.

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Cultura

Cultura

Kaunas: VIII edizione della Biennale tessile

Kaunas: VIII edizione della Biennale tessile

L’ottava Biennale tessile di Kaunas sarà rappresentata da 74 giorni di mostre d’arte contemporanea, conferenze, workshop, vari eventi nella città, spettacoli di danza e di tessile nella seconda città lituana e questa volta vedrà protagonista una folta schiera di pugliesi. A partire dal 22 settembre la Biennale di Kaunas ha invitato oltre 300 artisti, curatori, docenti da quasi 40 paesi di tutto il mondo in gallerie e spazi allestiti per l’occasione nella diverse città. Da quando nel 2005 le manifestazioni interdisciplinari (il cui contenuto cambia secondo le sfide di ogni anno) patrocinati da un team internazionale hanno preso il posto delle mostre competitive tradizionali tessili di Kaunas, la città è divenuta uno dei più importanti centri culturali del mondo tessile. I noti artisti e le loro opere eccezionali, i programmi di cooperazione, i laboratori aperti, le collezioni artistiche ben curate di diversi paesi, i programmi educativi, i momenti di discussione, di confronto e valutazione, le tecnologie innovative, concettualizzazione dei materiali e di tecnologia, un nuovo approccio e la interpretazione della storia. Tutto questo accade nella Biennale di Kaunas da dieci anni ed ha una parola chiave: tessile. Il programma di quest’anno così come anche il suo triplo nome RIPETI-VIA-AVANTI (REWINDPLAY-FORWARD), al pari dei comandi di un registratore, simboleggia le tre tendenze nell’arte: il passato, il presente e il futuro. La Biennale tessile di Kaunas quest’anno parla d’arte, della scienza e dell’industria: c’è un programma competitivo, le mostre di gruppo e personali, la più grande conferenza europea sul tessile, la mostra del tessile smart, i workshop degli studenti e dei professionisti, il programma interdisciplinare di danza contemporanea e arte visiva, la settimana Fluxus

e molti altri eventi. Nel programma RIPETI gli artisti esaminano il tema del narrativo personale. Una delle parti più interessanti della Biennale di Kaunas è la parte competitiva. In questa parte si rivelano le tendenze dell’arte contemporanea, i tratti caratteristici degli artisti dell’epoca. Il numero delle domande d’iscrizione per la partecipazione alla mostra “concorrenziale” rivela la sua popolarità tra gli artisti. “Il programma competitivo di questo anno ha ricevuto le domande provenienti da oltre 43 paesi in tutto il mondo, ma per la mostra sono stati selezionati 31 progetti” racconta il dirigente artistico della Biennale di Kaunas, la sig.ra Virginia Vitkiene, che insieme ad un comitato internazionale ha selezionato le opere per questo progetto. Tra gli invitati alla Biennale RIPETI di quest’anno ci sono ospiti speciali. Per la prima volta sono esposte in Lituania le opere di un famoso artista inglese Yinka Shonibare, opere video MBE e sono organizzate le mostre personali dei più importanti artisti di tessile Reiko Sudo (Giappone) e Lia Cook (USA). Il programma RIPETI presenterà i processi tessili smart. Gli artisti e scienziati uniscono la tecnologia moderna con il processo di tessitura per creare tessuti in grado di interagire con l’ambiente e con le sensazioni delle persone che li indossano. Nel programma VIA/PLAY è intrecciata la danza moderna e le contemporanee arti visive. Avviato dal Festival Internazionale di Danza AURA nella Biennale di Kaunas questo programma ha favorito le condizioni per la nascita di sei spettacoli. Appena creato, il programma è stato di grande interesse dei coreografi, dei tessitori e autori delle installazioni. Al programma partecipano gli artisti rilevanti nel loro campo, come la tessitrice finlandese Silja Puranen,

fratelli brasiliani artisti di strada Os Gemeos, coreografi Johannes Wieland (Germania), Kenneth Flak (Norvegia) e altri. La base della terza parte della Biennale di Kaunas AVANTI è la più grande conferenza tessile internazionale che per il 2011 ha scelto Kaunas. Venendo quest’anno celebrato il trentennio della rivista “Textile Forum”, l’organizzatrice della conferenza, Beatrijs Sterk, ha invitato a Kaunas, per leggere le relazioni nella conferenza, le più brillanti celebrità nel campo dell’arte contemporanea tessile. La maggior parte di questi ospiti è stata invitata ad organizzare le mostre personali a Kaunas. Alla conferenza parteciperanno circa 150 esponenti dell’arte tessile, design, professionisti dell’industria e del mondo accademico provenienti da tutto il globo. Altri eventi del programma AVANTI sono legati alla promozione dei giovani artisti, al loro sviluppo e creazione del loro network. Info: www.biennale.it A cura di Michele Traversa


L’intervista Ninni Cea, Consigliere comunale (PDL) e Coordinatore delle Opposizioni al Comune di Bari Avv. Cea quali sono le iniziative che il Comune di Bari nel corso degli ultimi anni ha attuato per sostenere il sistema delle politiche sociali? Purtroppo non sono stati posti in essere particolari processi innovativi, ma solo un’azione di mera continuità amministrativa. L’unica novità, se può definirsi tale, è rappresentata dal Piano Sociale di Zona, ma è uno strumento messo a disposizione dalla Regione e per il quale il Comune è solo Ente attuatore. Attraverso tale strumento i Comuni, associati in ambiti territoriali individuati dalle Regioni, d’intesa con le Asl e con il concorso di tutti i soggetti attivi nella programmazione, progettazione e realizzazione di interventi sociali sul territorio, sono chiamati a disegnare il sistema integrato di interventi e servizi sociali. Quindi il mio giudizio sull’operato in ambito sociale è non positivo. Voglio anche ricordare che all’operato non certo brillante da parte del Comune, si aggiungono fenomeni di degrado sociale verificatisi proprio in questi anni che evidenziano in modo ancor più importante tale conduzione delle cose. Inoltre vorrei “denunciare” il totale abbandono, dimostrato dall’amministrazione comunale, nei confronti dei soggetti colpiti da Alzheimer, quasi questi sfortunati lo fossero meno di altri tutti bisognosi di attenzione da parte di chi deve dar loro un aiuto concreto. Lei in passato ha ricoperto il delicato ruolo di Assessore Comunale al personale, mentre attualmente è Coordinatore delle Opposizioni al Comune di Bari. La sua attività politica la porta quotidianamente a confrontarsi con il tessuto sociale di questo territorio ma anche e soprattutto con la classe imprenditoriale che opera nell’ambito del sociale. Cosa

ne pensa a riguardo? Ritiene che ci possano essere margini di miglioramento soprattutto riguardo alla qualità dei servizi erogati e concessi? Penso che debba cambiare il modo di fare politica in questo settore. Mi spiego meglio: dalla fase meramente assistenzialista svolta dalle istituzioni pubbliche, fatta di concessioni di contributi che il più delle volte sono così bassi da non poter cambiare lo stato delle cose, bisognerebbe passare ad una fase più concreta. Gli enti cooperativistici devono essere più vicini all’Ente Comune; di contro il Comune deve diventare il “datore di lavoro” delle cooperative e delle strutture private che operano in tale ambito. A queste il Comune dovrebbe delegare la fase operativa e conservare per sè le fasi di indirizzo e controllo. La formula gestionale secondo la quale il Comune affida alle Circoscrizioni tale compito è una formula fallimentare. In una città come Bari che conta quasi 400mila abitanti gli assistenti sociali non superano le dieci unità. Bari e la sua Provincia rappresentano territori per certi versi complessi e in cui le politiche sociali a livello regionale e comunale hanno penalizzato- in passato- spesso l’utente finale; come giudica la possibilità da parte di un anziano o di un disabile o della sua famiglia di poter liberamente scegliere a quale struttura affidarsi, ricevendo magari direttamente dall’amministrazione un contributo? Come detto, bisognerebbe entrare nella logica di affidare alle strutture competenti l’operato. Ovviamente tale operato va monitorato e valutato. Altrimenti rischiamo come istituzione di restare sempre indietro non avendo mezzi e competenze interne. Bisognerebbe snellire il settore, diminuendo la

burocrazia e delegando di più. Il nostro Gruppo organizza da svariati anni un evento completamente gratuito e aperto alla cittadinanza che anche quest’anno si rinnoverà presso la Basilica di San Nicola: un concerto natalizio con ospiti d’eccellenza e che lo scorso anno ha riscosso un successo di pubblico non indifferente (circa 700 presenze). Le amministrazioni locali, tuttavia, non ci hanno mai supportato in termini economici e soprattutto in termini di presenza fisica. Non crede che la “partecipazione” istituzionale possa essere un segnale importante oltre che un’attribuzione di merito? Premesso che a mio parere gli inviti non possono essere disattesi, sostengo che è buona abitudine partecipare ad eventi come quello che il vostro gruppo organizza, dato che si tratta di una struttura che cerca di essere vicina a chi ha bisogno di aiuto. Gli enti pubblici devono assicurare la loro presenza, se non tramite i loro maggiori esponenti, almeno tramite lo strumento della delega. L’estrema ratio può anche essere rappresentata da una lettera di lode all’iniziativa, se proprio non si può assicurare la presenza fisica. Ma disattendere completamente l’invito proprio no! A cura di Flavio Fornelli

Ninni Cea

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L’intervista Un Web-film cortometrato; la parola all’artefice Eugenio Marrari

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Vorrei anzitutto chiederle di illustrare ai lettori dove e quando sia nata l’idea di un web-film “cortometrato”. Perchè l’idea di un film raccontato con 6 “corti”? L’idea nasce dal mezzo scelto per distribuire il prodotto. Quando ho deciso di intraprendere questa avventura il pensiero di fare un film tradizionale, pur attraendomi molto, non rappresentava appieno quello che sentivo di voler fare. Nella mia vita lavorativa ho sempre avuto a che fare con i mezzi di comunicazione digitale come creativo. Il mio sogno era riuscire a mixare il formato cinematografico con i linguaggi della rete. Non sono certo il primo ad aver pensato in modo organico a questa soluzione, ma direi che l’esigenza di “spezzare” il film in corti viene proprio dalle modalità della rete. Dove la fruizione delle storie è molto più breve di quella del cinema. Ed ecco perchè il frazionamento in più parti. La sua originalissima idea di raccontare la “crisi” dentro la “crisi” è molto efficace. Le va di parlarcene? La scelta del soggetto “crisi”, più che mai attuale, è riconducibile a qualche motivo in particolare? La rete non si emoziona per i meccanismi, ma segue le buone cause. Questo incontrava la mia volontà di far tornare il cinema ad un ruolo sociale, di riflessione comune. Nel momento in cui ho pensato all’articolazione del soggetto, era il 2008 ed era appena scoppiata la crisi. La rete era piena di fotografie di famiglie che vivevano nelle macchine parcheggiate ai bordi delle strade, di lavoratori con gli scatoloni tra le mani, e di file ai bancomat. E sempre i giornali riportavano il titolo “da dove nasce la crisi”. Così ho solo deciso di chiedermelo anche io. Il concetto di “web-film” è solo il segno di un “nuovo corso”

cinematografico o rappresenta una linea proiettata verso il futuro? Quanto di sociale c’è nella scelta dei canali di distribuzione a supporto di questa iniziativa? E perchè? Il concetto di web-film è la sintesi che i centri di osservazione e ricerca sulla comunicazione utilizzano per descrivere i formati narrativi distribuiti sul web. Ancora non esiste una definizione univoca perchè le produzioni sono diverse e hanno caratteristiche differenti. Il mio punto di vista, ma è solo un parere, è che questa formula sarà qualcosa che si disseminerà velocemente divenendo uno standard. Questo perchè il web conferisce al cinema una potenzialità prima sconosciuta. Che è quella sicuramente dell’ascolto del tessuto sociale. Che naviga e si trova ogni giorno in rete. La dimensione sociale è forte nei canali scelti nella distribuzione. Sociale nell’ascolto tramite i social network quando attraverso la pagina facebook chiediamo di aiutarci ad approfondire le tematiche relative alla crisi; sociale nell’esposizione del making del nostro film sul nostro blog, in cui già oggi è possibile leggere, ascoltare, vedere i retroscena della pre-produzione (anche se ancora il film non esiste ancora e non sappiamo se arriveremo davvero in fondo all’avventura), sociale nella distribuzione nel momento in cui speriamo di poter innestare un meccanismo virale di diffusione utilizzando i blog personali, i portali e meccanismi come il pay per tweet. Lei “nasce” in un “laboratorio sociale” non virtuale (una zona di Milano densa di significati e “colori”). Quanto di quel laboratorio di vita esiste in Lato2? Cosa rappresenta esattamente Lato2? Lato2 è un laboratorio di indagine sulla creatività e i contenuti new media. Non ha un luogo fisico in

realtà, è costituito dall’unione di più professionisti che creano un tavolo di confronto nel momento in cui nasce spontaneamente un progetto dai membri stessi che lo sottopongono al resto della comunità che forma un team di lavoro liberamente. I progetti sono tutti a scopi di ricerca e vengono sviluppati con il diretto investimento dei soci che propongono il progetto e/o con uno scambio reciproco delle professionalità. Purtroppo Lato2 è ancora in ricerca di una vera formula sostenibile, cosa per niente facile. Quali sono i progetti per il suo futuro e cosa ha in programma per la crescita del suo laboratorio “culturale” itinerante? I miei progetti sono semplici. Personalmente spero di proseguire nel mio attuale percorso di autore cross-media che seguo come professionista. In parallelo spero, con Lato2, di costruire una realtà in grado di sviluppare un modello valido per fare ricerca, che possa essere replicabile in altri settori e non solo in quello delle arti e della cultura. Ma ripeto, siamo ancora troppo all’inizio. A cura di Flavio Fornelli


Medicina Alimentazione e malattia di Alzheimer La demenza, definita epidemia silente del terzo millennio, secondo la definizione del DSM - IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) è una sindrome caratterizzata dallo sviluppo di deficit cognitivi multipli che includono il deterioramento mnesico (deficit di memoria) ed almeno un altro dei seguenti disturbi cognitivi: aprassia (incapacità di eseguire attività motorie finalizzate), agnosia (incapacità di riconoscere o identificare oggetti comuni, volti, voci persone conosciute) afasia (disturbo della comprensione o della formulazione di un messaggio verbale). I deficit cognitivi devono essere sufficientemente severi da interferire gravemente con le attività sociali ed occupazionali e devono esprimere un declino rispetto al precedente livello funzionale. Tale definizione ha come modello di riferimento la malattia di Alzheimer. In molti casi le persone affette da malattia di Alzheimer perdono la capacità di cucinare e di provvedere alla propria alimentazione autonomamente; può accadere che il malato mangi più spesso perchè si dimentica di aver già mangiato o al contrario che non mangi del tutto e ciò può determinare gravi problemi se vive da solo. Può accadere che il malato possa essere turbato o frustrato dalla propria incapacità ad alimentarsi correttamente e pertanto mangiare e bere diventano un problema sia per il malato che per chi lo assiste. È importante mettere in sicurezza l’ambiente “cucina” eliminando i possibili fattori di rischio (fornelli, forno, coltelli, forbici, ecc.). Occorrerà attivarsi per affrontare le difficoltà dell’alimentazione garantendo una dieta sana e contribuendo ad assicurare un sufficiente livello di autonomia e indipendenza del malato. Consumare i pasti insieme al malato può essere di grande utilità: talvolta è sufficiente un

suggerimento, come invitarlo ad usare il cucchiaio invece della forchetta. Occorre rispettare i suoi tempi, senza essere troppo severi, stimolarlo, quindi, ad un’azione autonoma e gestire la quantità di cibo. I pasti rappresentano una opportunità ideale per consentire al malato di demenza la possibilità di rimanere attivo e sentirsi utile e rendendo pertanto l’alimentazione quotidiana un’esperienza piacevole. Numerosi studi hanno attribuito alla dieta mediterranea, caratterizzata da un elevato consumo di frutta, verdura, legumi, cerali, olio di oliva, pesce ed un ridotto apporto di grassi saturi (presenti in: formaggi grassi stagionati, latte intero, burro, carni, pelle e grasso di pollo e tacchino, lardo) un effetto protettivo nei confronti di diverse condizioni patologiche (ipertensione, coronaropatie, diabete, ecc.) e una riduzione della mortalità rispetto a coloro che seguono altri regimi dietetici. In particolare un gruppo di ricercatori della Columbia University Medical Center (USA) ha dimostrato come l’adesione ad uno stile alimentare “mediterraneo”, aiuti i soggetti sani a scongiurare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Inoltre un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Neurology e condotto dagli stessi studiosi della Columbia University Medical Center, la dieta mediterranea aiuterebbe gli individui colpiti dalla malattia di Alzheimer a vivere più a lungo. La dieta mediterranea è un modello alimentare a base di cereali, legumi, ortaggi, frutta e olio d’oliva. I cereali vantano un basso contenuto lipidico ed un relativamente alto tenore proteico (anche se sono carenti di alcuni aminoacidi essenziali come la lisina). La classe dei cereali non è e non deve essere rappresentata solo dagli alimenti pane-pasta-riso, ma deve coinvolgere altri cereali spesso poco considerati: mais,orzo, farro,

segale. I legumi spesso denominati “carne dei poveri” sono spesso sottovalutati, la loro funzione è duplice in quanto la loro composizione comprende una presenza di carboidrati a lento assorbimento (basso indice glicemico) e una importante presenza di proteine. Freschi, ma soprattutto secchi, i legumi sono ottime fonti di proteine all’incirca pari o anche superiore a quella della carne (anche se la qualità è inferiore) e doppia rispetto a quella dei cereali. Sebbene di origine vegetale queste proteine apportano alcuni aminoacidi essenziali (come lisina, treonina, valina e triptofano) in discreta quantità superiore a quella presente nelle proteine del frumento, mais e del riso. Queste ultime dall’altra parte, contengono buone dosi di aminoacidi solforati, che invece sono scarse nei legumi. Da tutto ciò deriva l’importante considerazione di ordine pratico che l’associazione di cereali o loro derivati (pasta, pane, riso, ecc.) con i semi di leguminose è molto razionale, in quanto i due patrimoni proteici, entrambi incompleti, si integrano e si riequilibrano vicendevolmente, fino a mettere a disposizione dell’organismo una miscela proteica il cui valore biologico è paragonabile a quello delle proteine animali. La frutta (arance, pere, mele, prugne, anguria) e le verdure (spinaci, asparagi, broccoli, lattuga, pomodori, peperoni, carote) hanno indubbi vantaggi: questi alimenti generano senso di sazietà a fronte di un ridotto apporto calorico e garantiscono una ingente quantità di acqua, caratteristica che dovrebbe consentire l’aumento di questi cibi soprattutto nelle calde giornate estive. Occorre privilegiare un maggior consumo di pesce magro (merluzzo, nasello, orata, sogliola, pesce persico, gallinella) e pesce azzurro (alici, tonno fresco, salmone), rispetto a quella della carne (da preferire:

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Speciale Alzheimer vitello, coniglio, pollo, tacchino). I dati forniti dalla letteratura scientifica sono pertanto, incoraggianti e suggeriscono un approccio non solo terapeutico-neurologico, ma anche e soprattutto “nutrizionistico” verso il paziente affetto da malattia di Alzheimer, così come avviene già per il diabete, le malattie cardiovascolari, i tumori, il cui nesso con una dieta bilanciata ed un corretto stile di vita è ormai accettato dalla comunità scientifica. A cura del dott. Angelo Paoletta Medico chirurgo Continuità Assistenziale Capurso / ASL Bari

Alzheimer, le nuove frontiere della ricerca: si combatte a tavola

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Avreste mai immaginato che il caffè fosse un ottimo metodo per prevenire la comparsa della malattia di Alzheimer e fortificare la memoria? È questo il risultato di uno studio condotto da ricercatori finlandesi e svedesi che ha guadagnato le pagine del Journal of Alzheimer’s Disease: bere da tre a cinque tazze di caffè al giorno taglia il rischio di ammalarsi di ben due terzi. La ricerca è stata condotta su 1.500 persone adulte -uomini e donne- intervistate sulle loro abitudini di bere tè e caffè. Ventuno anni dopo i ricercatori hanno monitorato di nuovo il campione ed hanno potuto scoprire, a fronte di 61 casi di Alzheimer registrati nel gruppo di studio, che il rischio di ammalarsi era notevolmente inferiore tra i consumatori di caffè. Quando parliamo di Alzheimer e di dieta scopriamo che in aiuto giungono due spezie: la cannella e il curry. Anche qui l’asserzione è la conseguenza di uno studio pubblicato su Plos One da un gruppo

di ricercatori dell’Università di Tel Aviv (Israele) guidati da Michael Ovadia del Dipartimento di Zoologia, da cui emerge che un estratto ricavato dalla cannella contiene proprietà che possono inibire lo sviluppo della patologia. Lo studio è stato condotto su un gruppo di topi; i ricercatori hanno isolato l’estratto CEppt e hanno realizzato una soluzione acquosa a base della sostanza, l’hanno quindi introdotta nell’acqua data da bere ai topi che erano stati geneticamente modificati per sviluppare una forma aggressiva della malattia di Alzheimer. Dopo quattro mesi lo sviluppo della malattia era notevolmente rallentato, e la longevità dei topi malati era simile a quella dei topolini sani.“L’estratto- spiega Ovaia- è in grado di inibire la formazione degli aggregati della proteina beta amiloide e dei grovigli neurofibrillari che si trovano nel cervello dei malati di Alzheimer. Nei test in provetta la sostanza si è anche dimostrata in grado di spezzare le fibre amiloidi”. Questo significa che CEppt non solo previene lo sviluppo della malattia, ma potrebbe anche rappresentare un trattamento da somministrare a corso della malattia già iniziato. Lo stesso principio vale per una spezia indiana ingrediente del curry: il curcuma. Il professor Murali Doraiswamy, della Duke University in North Carolina (Usa), afferma che le persone che mangiano piatti a base di curry una o due volte a settimana hanno un rischio più basso di demenza; ora la sua èquipe sta studiando quale sia l’effetto dell’assunzione di dosi più alte, e non solo contro la demenza, ma anche per prevenire altre malattie, come artrite e cancro. La comunità scientifica non è completamente d’accordo con Doraiswamy. Rebecca Wood, dell’Alzheimer’s Research Trust britannico, fa notare che le ricerche del professore americano sono state

condotte solo su animali e che “occorrerebbe mangiare oltre 100 grammi di curcuma, per assumere una dose clinicamente rilevante di curcumina”. Tuttavia la dottoressa Susanne Sorensen, dell’Alzheimer’s Society britannica, ammette: “Le popolazioni indiane, che mangiano la curcuma regolarmente, hanno un’incidenza particolarmente bassa di Alzheimer e il motivo non ci è ancora noto. Siamo perciò interessati a esplorare i potenziali benefici della curcumina”. Infine dall’alimentazione si passa alla tecnologia e una ricerca sdogana le dannosissime onde elettromagnetiche emesse dai telefonini che proteggono il cervello dall’Alzheimer e addirittura possono far regredire la malattia degenerativa. Lo studio è firmato dalla University of South Florida e pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer Disease. I ricercatori, guidati dal professor Gary Arendas, hanno esposto 96 topi, molti dei quali geneticamente modificati per sviluppare l’Alzheimer, alle onde emesse dai cellulari. Nei topi più anziani affetti da Alzheimer l’esposizione a lungo termine ha fatto sparire i depositi nel cervello di betamiloide e ha fatto anche scomparire i sintomi della demenza, facendo regredire la malattia. Lo studio ha anche dimostrato che la memoria dei topi adulti sani, sottoposti allo stesso trattamento, è stata potenziata. Il più sorpreso dai risultati dello studio è stato proprio l’autore della ricerca che era convinto di poter dimostrare quanto fossero dannosi i campi elettromagnetici per la patologia. Presto l’Alzheimer sarà vittima dei suoi stessi effetti: diverrà un ricordo cancellato. Ci vogliono solo pazienza e fiducia nel futuro. A cura di Alessia Silecchia


Economia La manovra finanziaria bis è Legge: cosa ci aspetta? C’è voluto il voto di fiducia sia al Senato che alla Camera per dare un taglio all’interminabile scontro politico sugli emendamenti alla manovra bis e poter concludere l’iter di approvazione del Decreto Legge n.138 del 13/08/11, così come modificato dal Senato. In un momento in cui l’Europa ci chiedeva rigore e la crisi delle borse valori incalzava, l’incapacità della politica italiana di legiferare con convinzione, stava portando il famigerato spread tra BTP e BUND (che esprime la differenza di qualità tra il debito pubblico italiano e quello tedesco) ad un livello talmente alto che non saremmo più riusciti a tamponare le emorragie finanziarie degli interessi passivi con una semplice manovra finanziaria. Praticamente, rischiavamo che potesse succedere qualcosa di simile a ciò che è successo alla Grecia pochi mesi fa. Quindi, la necessità di approvare la manovra con urgenza prescindeva (purtroppo) dalla sua equità sociale ma era dettata dall’obbligo di dare risposte certe ai paesi comunitari che, in cambio, ci stavano sostenendo sui mercati finanziari acquistando il nostro debito pubblico. Andando, per un momento, al di là di quelli che sono i giudizi di merito e di opportunità politica, vediamo, comunque, quali sono le principali novità di questa manovra. Ideata, inizialmente, per anticipare al 2013 il pareggio di bilancio, la manovra finanziaria bis ha invece conglobato misure economiche per oltre 54 miliardi di euro, dei quali circa 2/3 provenienti da nuove entrate e circa 1/3 provenienti da tagli alla spesa pubblica. Relativamente alle nuove entrate, le principali misure riguardano l’aumento dell’IVA ordinaria dal 20 al 21%, l’aumento dell’imposta di trascrizione sull’acquisto delle auto (fino al triplo per le auto più grandi e potenti), il contributo di

solidarietà del 3% sui redditi superiori a 300.000 euro e l’aumento dal 6,5 al 10,5% della Robin Hood Tax (maggiorazione d’imposta che grava sulle imprese che speculano sui prezzi petroliferi ed energetici). A tutto ciò, andranno aggiunti gli aumenti alle addizionali IRPEF che Comuni (max 0,8%) e Regioni (max 1,4%) decideranno di applicare alle addizionali già in vigore. La stretta fiscale coinvolgerà anche le cooperative, che sopporteranno una maggior tassazione sugli utili e che subiranno una riduzione delle agevolazioni di cui hanno sempre beneficiato come categoria. Inoltre, maggiori entrate proverranno anche dalla lotta all’evasione, grazie all’incrocio dei dati bancari e finanziari con redditometro e spesometro. Passando, invece, alla riduzione della spesa pubblica, tra le misure principali, spiccano il taglio di 6 miliardi di euro alle spese dei ministeri ed i risparmi rivenienti dall’accorpamento dei piccoli comuni e degli uffici giudiziari. Altri risparmi arriveranno dalle auto blu e dal raddoppio del contributo di solidarietà a carico dei parlamentari. È abbastanza evidente che i conti della manovra hanno trovato la loro quadratura grazie, principalmente, all’aumento della pressione fiscale (le misure dell’IVA e delle addizionali IRPEF su tutte) e che ciò graverà maggiormente sul tenore di vita dei ceti mediobassi, dai quali non ci si potrà sicuramente attendere un aumento dei consumi nel prossimo futuro. È, perciò, altrettanto evidente che questa manovra assumerà sempre più le sembianze di un intervento tampone e non certo di una manovra di sviluppo e di crescita. Pertanto, è proprio il varo di una equa manovra di sviluppo e di crescita, l’improrogabile impegno che attende la nostra classe politica all’indomani di quest’ultima

finanziaria. Quindi, ora che la manovra bis è Legge, la politica ha l’occasione ed il tempo (non troppo) di valutare e criticare ciò che è stato deciso e possibilmente, proporre qualcosa di diverso, eventualmente anche con un nuovo governo (se si dovesse creare un ampio consenso politico alternativo), sperando che, nel frattempo, non si sia costretti … ad una terza manovra. A cura di Fabio Mura Consulente Finanziario per info: 328.0080903 e-mail: murafabio@interfree.it

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Economia Taranto, sanità “lacrime e sangue” La sanità privata accreditata a Taranto è al collasso, martoriata dai tagli previsti dal Piano di Rientro Nazionale e da dispute sulle quote relative al Fondo Unico; uno scenario già di per sè grave vista la notevole riduzione in qualità e quantità del servizio pubblico erogabile, ma che assume toni ancora più cupi se si analizzano le ripercussioni a livello occupazionale in un momento di profonda crisi per il nostro Paese, ma anche per altri. Come viene rilevato dalle associazioni di categoria, nei relativi documenti inoltrati al Presidente Vendola e all’assessore Fiore, i fondi destinati al capoluogo ionico, già storicamente inferiori rispetto al resto del territorio pugliese, hanno subito un’ulteriore penalizzazione che assume i contorni di un accanimento politico, se si pensa che dei 15 milioni di euro “risparmiati” dalla Regione con i nuovi provvedimenti ben 12 provengono dalle strutture tarantine. Il 7 settembre scorso, ad un tavolo di mediazione convocato a Bari sull’argomento, l’assessore regionale al bilancio Michele Pelillo ha tenuto a precisare che i tagli sono stati determinati in maniera equa sul territorio e che i calcoli relativi ai fondi ospedalieri saranno nuovamente approfonditi in concertazione con i rappresentati delle strutture coinvolte. Quindi ai pazienti “sempre meno pazienti” tarantini non resta che attendere gli sviluppi di questa vicenda e sperare che si trovi un’intesa che permetta di non allungare i tempi di fruizione di un servizio pubblico che è già fin troppo in ritardo rispetto alle urgenze di chi soffre. A cura di Antonio Rizzo

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Attualità Terza età: la nuova golden age Quante volte abbiamo detto, o ci siamo sentiti dire, “sei un nonno” per definire una persona pigra, stanca, povera di iniziativa? Tante. Il tempo passa, il mondo si evolve, ma i modi di dire rimangono radicati e diventano asincroni rispetto alla realtà. Basta osservare ciò che accade ai “nonni” del XXI secolo. Arriva l’età della pensione e, salute permettendo, per queste persone inizia una nuova vita: pare quasi si nutrano di una voglia di riscatto nei confronti di un passato fatto di privazioni. Certo, la colpa non è solo negli anni precedenti, la colpa è nel futuro che è arrivato troppo presto, dei computer che per loro sono arrivati troppo tardi, dell’evoluzione che ha preso in braccio i giovani, lasciando chi era già attempato un passo indietro. E allora che fare? Loro decidono di rimettersi in gioco: viaggi, università della terza età, corsi di computer, nuovi amori, amici, vecchie passioni tornate in auge e nuove passioni coltivate. Gli anziani (che brutta parola) non demordono, d’altronde la vita gli ha insegnato questo: molti hanno vissuto il periodo delle guerre, il periodo di un regime fatto di restrizioni, hanno visto un Paese sgretolarsi, poi riunirsi, il boom economico, il’68, le crisi petrolifere, hanno assaporato il benessere dopo anni di rinunce e sacrifici. Per loro è assurdo pensare che con due stipendi non si riesca a mandare avanti una famiglia, loro che sono sempre stati abituati a vedere le donne a casa e gli uomini al lavoro. È difficile comprendere le crisi dei giovani, perchè per loro le crisi sono state una costante della vita. Da ciò che la vita gli ha insegnato cercano di prendere il buono, decidono che la loro esistenza non si spegne al termine della carriera lavorativa, decidono che la terza età non è l’età del declino, ma quella della rinascita, del riscatto, delle gioie mai provate o solo sognate.

Capiscono che per comunicare con i nipotini o con i figli lontani non basta più il telefono fisso e allora imparano ad usare il cellulare, inviare sms, imparano la parola Skype e a navigare su internet per capire di più di questo mondo che va sempre più veloce. Impegnano la propria giornata con mille attività, perchè nonostante la stanchezza degli anni non conoscono la parola riposo. Decidono che le tradizioni, gli anni e la storia non vanno dimenticati e insegnano ai giovani che se oggi il mondo è andato così avanti il merito è anche loro. Parliamo di persone che hanno l’intelligenza (affilata nel più frequente dei casi con l’esperienza e non con gli studi) di mettersi al passo con il presente, di “adeguarsi”, ma non dimenticano di dire “ai miei tempi” quando vedono la sofferenza dei figli in un momento di crisi che non sanno come affrontare perchè quando sono nati loro non c’era la guerra, non c’era lo spread ad angosciarli, non c’era la Standard & Poor’s ad assegnare le A e le B e a togliere o aggiungere segni positivi. C’erano uomini politici che cercavano di dare un’identità al Paese e al mondo intero mentre qualcuno metteva loro- eufemisticamente- i bastoni tra le ruote, c’erano le novità che venivano da continenti lontani, c’era molto da prendere e da imparare; ora invece pare ci sia solo da fermarsi e da dare. Allora com’è possibile parlare di queste persone con un’accezione negativa? Loro che rappresentano un porto sicuro, che sono fonte di sapere e di ricchezza per chi li frequenta, loro che sanno come affrontare un periodo nero senza bisogno di proiezioni economiche. Secondo un rapporto sull’invecchiamento della popolazione mondiale realizzato negli Stati Uniti, all’Italia spetta il primato per la più alta percentuale di popolazione anziana (18,1%), e per la durata media

della vita (79 anni), seconda soltanto a quella svedese. Dunque, l’Italia è in testa alla classifica delle nazioni più “vecchie” con il maggior numero di cittadini sopra i 65 anni e questo nonostante sia ormai tra i Paesi a minor tasso d’incremento del numero di anziani. Se l’andamento continuasse così, nel 2030 gli anziani saranno quasi il trenta per cento della popolazione. Cosa aspettiamo, dunque, ad incrementare il loro potenziale e a fare in modo che queste persone siano avvalorate, stimolate e non dimenticate dalle Istituzioni ma anche dai comuni cittadini? A noi del Gruppo Serena Assistenza, piace definirli i nuovi giovani; come potremmo lasciare questi “pargoli” in balia di un avvenire che ha bisogno di una memoria storica forte e salda per poter percorrere la salita a testa alta? A cura di Alessia Silecchia

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Gastronomia La cucina di Serena: le ricette del Natale Il cenone della Vigilia come da tradizione in molte regioni italiane è a base di pesce, ecco un’idea gustosa e facile da preparare per la sera del 24 dicembre: gli Spaghetti alle Vongole.

pochi istanti. Condite gli spaghetti, o i vermicelli, che nel frattempo avrete cotto al dente con questo delizioso sughetto di vongole, aggiungendo per ultimo il restante prezzemolo e il pepe a volontà.

Ingredienti

Consiglio

Aglio 3/4 spicchi Olio extra-vergine d’oliva 1 bicchiere Pepe secondo i gusti Prezzemolo 1 mazzetto Spaghetti 400 gr Vongole 1 kg

Le vongole per antonomasia da utilizzare nella ricetta degli spaghetti con le vongole sono le vongole veraci. Attenzione però, perchè le vongole veraci nostrane sono pressochè sparite soppiantate da quelle asiatiche dal gusto meno deciso. Per riconoscerle bisogna controllare i sifoni retrattili che escono dal guscio: uniti nelle asiatiche e separati nelle nostrane. Se invece non volete “impressionare” i vostri ospiti con la grandezza delle vongole veraci, e soprattutto avete molto più tempo a disposizione, il consiglio è di preparare gli spaghetti con le vongole usando le vongole più piccole chiamate in alcune zone d’Italia Telline oppure Venus; impiegherete molto più tempo ad assaporarne una ad una ma il risultato sarà decisamente memorabile.

Procedimento La preparazione degli spaghetti con le vongole inizia qualche ora prima: bisogna infatti lasciare le vongole qualche ora, meglio una nottata intera, in ammollo con abbondante acqua salata per permettere lo spurgo di eventuali impurità. Un trucchetto per eliminare subito le vongole che contengono sabbia è quello di picchiettarle una ad una su un tagliere dalla parte dell’apertura. Se uscirà della sabbia scura significa che la vongola sarà piena zeppa di sabbia e sarà quindi da buttare. Preparate una pentola capiente dove fare aprire le vongole a fuoco vivace; le vongole vanno tolte dal fuoco immediatamente dopo la completa apertura, niente è più dannoso per il sapore delle vongole che una cottura prolungata.

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Separate le vongole dal liquido che si sarà formato, e filtratelo. A parte mettete a imbiondire gli spicchi d’aglio schiacciato o intero nell’olio e, non appena l’aglio sarà pronto, versate il liquido di cottura e fatelo addensare un pò. Tritate il prezzemolo e aggiungetene una parte alla preparazione. Per ultimo aggiungete le vongole che a seconda dei gusti saranno state in parte sgusciate, e fate cuocere per

Curiosità La tradizione degli spaghetti alle vongole ha anche delle varianti, in particolare a Napoli ci sono due modi per prepararli con o senza pomodoro. In ogni famiglia, poi, ci sono i sostenitori di una o l’altra ricetta, in ogni caso in entrambi i casi è un peccato non assaggiarli.


Gastronomia La cucina di Serena: le ricette del Natale A Natale, è cosa nota, i dolci la fanno da padrona. E allora ecco una ricetta che arriva dall’America, ma che non deluderà i palati “mediterranei”: gli Omini di Pan di Zenzero. Ingredienti per 16 omini di pan di zenzero 400 gr di farina 2 cucchiaino di zenzero 1 cucchiaino di cannella 1/4 di cucchiaino di noce moscata 1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano 1/2 cucchiaino di bicarbonato 1 pizzico di sale 130 gr di burro 150 gr di zucchero 150 gr di melassa o miele 1 uovo Ingredienti per la Glassa 1 albume 200 gr di zucchero a velo coloranti alimentari oppure 80 gr di zucchero a velo 3 cucchiai d’acqua

dello spessore di 4 mm circa Con il tagliapasta a forma di omino ricavare i biscotti che poi andrete a posizionare su una leccarda rivestita di carta forno avendo cura di lasciare un pò di distanza tra gli omini di pan di zenzero Infornate gli omini di pan di zenzero in forno caldo a 180° e cuocere per circa 12 minuti o fino a che saranno dorati. Lasciarli raffreddare completamente prima di sollevarli dalla teglia perchè sono molto delicati. Nel frattempo preparate la glassa montando a neve ferma l’albume e incorporando sempre sbattendo, lo zucchero al velo oppure in alternativa preparate la glassa di zucchero sciogliendo lo zucchero a velo con 2 cucchiai d’acqua Ponete la glassa in varie ciotoline e aggiungete in ognuna il colorante alimentare Ponete la glassa in una tasca da pasticcere con la bocchetta piccola e liscia e e divertitevi a decorare i vostri biscotti di pan di zenzero.

Procedimento In una ciotola mescolare la farina, le spezie, il sale e il bicarbonato. In un’altra ciotola lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Aggiungere quindi l’uovo e il miele. Lavorare l’impasto aggiungendo man mano la farina con le spezie e continuando a mescolare. Lavorare fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido e ben amalgamato Formare una palla con l’impasto, avvolgerla nella pellicola trasparente e porlo in frigorifero per 1 ora. Poggiare il pan di zenzero su una spianatoia infarinata e con un mattarello stendere una sfoglia

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Noi del Gruppo Serena I nostri servizi

le nostre sedi

• Ausilio e assistenza • Accompagnamento • Assistenza infermieristica • Assistenza medica generica e specialistica • Supporto psicologico e consulenza familiare • Cure parasanitarie podologo, fisioterapista, odontotecnico • Sportello informativo su tutte le istituzioni e i servizi del territorio • Esami diagnostici a domicilio • Gestione e appalti di strutture assistenziali, sanitarie e case di riposo

Foggia via Dante 14 tel. 0881.724437 foggia.serena.cuore@gmail.com Andria viale Istria 24 tel. 0883.597159 bat.serena.cuore@gmail.com Trani piazza della Repubblica 35 tel. 0883.954083 trani.serena.cuore@gmail.com Busano (To) via Valperga 15 tel. 011.9251737 torino.serena.cuore@gmail.com

Vicenza via Maganza 91 tel. 0444.291725 vicenza.serena.cuore@gmail.com Napoli via Nicolò Garzilli 44 tel. 081.7672727 napoli.serena.cuore@gmail.com Caserta via Ferrara 26 tel. 0823.441400 caserta.serena.cuore@gmail.com Taranto via Regina Margherita 51 tel. 099.4707993 fax. 099.4540254 taranto.serena.cuore@gmail.com

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Noi di Villa Maria Martina Servizi Offerti • Assistenza medica polispecialistica • Assistenza infermieristica • Programmi individualizzati di riabilitazione fisica e cognitiva • Assistenza e cura quotidiana dell’Ospite, assicurata da personale qualificato • Alimentazione personalizzata • Servizio di assistenza psicologica e sociale

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Vita di Villa Maria Martina

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Vita di Villa Maria Martina La parola alla Direttrice “Carissima dottoressa Anna, le porgo i miei cari auguri per il suo onomastico donandole questo piccolo pensiero. Faccia conto che siano le mani di mia madre a porglierlo perchè lei senza dubbio se fosse stata risparmiata da quella malattia cosi sconvolgente e devastante l’avrebbe ringraziata personalmente per la tanta dolcezza, comprensione, pazienza, e umanità che lei ha nei confronti degli ospiti di Villa Maria Martina…Personalmente la devo ringraziare immensamente per aver presentato e risolto il mio problema economico … Grazie a lei mia madre è potuta restare a Villa Maria Martina e se cosi non fosse stato non so oggi in quale tunnel disperato sarei precipitata non potendo contare nè su affetti nè su aiuti essendo unica figlia e parente … auguri e ancora mille grazie di cuore!” Conservo gelosamente questo bigliettino di auguri nel mio portafoglio come fosse una reliquia, perchè semmai mi dovessi stancare di avere tanta energia o tanta voglia di fare o dare basterebbe rileggerlo, e la mia motivazione ritornerebbe ad essere sempre la stessa. Non credo si possa comprendere appieno il significato di determinate situazioni se non le si vive in prima persona. Ieri in occasione della XXI giornata mondiale dell’Alzheimer ho partecipato alla presentazione del libro “Una sciarpa di seta bianca” di Francesco Correra, evento organizzato dai miei carissimi amici Catia e Pietro Schino, rispettivamente vice presidente e presidente dell’ Associazione Alzheimer Italia di Bari. Un libro che ho letto immediatamente. Il grave dramma di questa malattia non risparmia davvero nessuno e leggerne le esperienze ha contribuito a farmi comprendere ancora meglio quali tragitti dolorosi percorrono i familiari.

Alla presentazione del libro tra altri sono intervenuti il Presidente della Provincia, il prof. Schittulli, e l’Assessore al Welfare del Comune di Bari, il dott. Abbaticchio, tanti bei discorsi, tante belle parole, con alla fine però sempre lo stesso risultato: “è un problema sociale, non ci sono soldi, chi stava prima ha sperperato”etc etc…una disperazione ascoltare tante parole che non servono a nulla, io non ho un familiare che soffre di Alzheimer ma vivo quotidianamente la vita di 25 ospiti affetti da Alzheimer a Villa Maria Martina e penso a come possano sentirsi i familiari degli stessi ospiti o penso a come possano sentirsi i figli di genitori con Alzheimer che non possono nemmeno pagarla una retta in una R.S.S.A. o ancora penso a come possano sentirsi i figli di pazienti affetti da Alzheimer ad ascoltare “il nulla” ??? Cosa può fare la povera gente, la gente comune, la “tantissima gente” che ha il problema del familiare con l’Alzheimer??? Perchè il familiare con Alzheimer diventa un “problema” e come si legge nel libro il comune denominatore diventa: “ la solitudine nello stato di necessità “ si è soli a combattere contro la malattia, si è soli a combattere contro la gente ignorante e menefreghista, si è soli a combattere contro la burocrazia lunga e inutile, si è soli a combattere contro le difficoltà economiche e allora noi tutti abbiamo il dovere di fare qualcosa perchè non possiamo aspettare soluzioni che non si trovano, soldi che non ci sono e aiuti che tardano ad arrivare… e non si può nemmeno fingere di essere interessati al problema o dispiacerci senza fare nulla per chi ha bisogno. Ho avuto la fortuna di far parte di un Gruppo Direzionale che crede nei valori, che usa il cuore e che predilige la qualità di vita degli ospiti a tutto il resto, abbiamo potuto in piccolissima parte aiutare

la signora di cui sopra e, anche se poco, basterebbe un piccolo aiuto da parte di ognuno di noi per raggiungere dei risultati perchè come dice Madre Teresa di Calcutta: quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano ma se non ci fosse quella goccia, all’oceano mancherebbe!!!! E allora un piccolo sacrificio, un piccolo contributo non costa davvero nulla …..anche acquistare il libro “Una sciarpa di seta bianca “ diventa un altra goccia nell’oceano!!! Per info: rivolgersi all’Associazione Serena o all’Associazione Alzheimer Bari. A cura di Anna Ragone

Associazione Alzheimer Bari Viale Unità D’italia 67 Bari tel. 080.5563647 www.alzheimerbari.com alzheimerbari@libero.it

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L’arte in versi La pubblicazione da “I nettini di Roma” della nostra cara assistita Lucia Moro. Quante sfaccettature ha l’amore! E per ognuna di esse viviamo sensazioni sempre diverse: struggenti e appaganti in maniera mai uguale. L’amore per i figli e la famiglia, l’amore per la mamma, l’amore per “l’altro”, quello per i nipoti (chi è nonno lo può capire) e tanti altri ancora. Non si tratta di amare di più uno dei destinatari anzichè un altro, ma di amarlo in maniera diversa. Lucia Moro, ci ha fatto pervenire due sue poesie di un toccante lirismo, rese ancor più dolci per i soggetti trattati: la mamma e la nipotina che parte. La mamma, il cui ruolo, i cui sacrifici, il cui amore- come quello del padre- si apprezzano appieno quando da grandi anche noi assumiamo quel ruolo. I nipotini, poi,riverberano l’amore per i figli non potuto godere a suo tempo, per l’inflessibilità del ruolo genitore. Dolce ricordo

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Mia madre, pupilla di sole gemma di mare sorriso di cielo. Recitava il rosario Con voce sommessa Quando l’Angelus invitava mesto alla preghiera. Il mare sereno La pallida aurora Il tramonto dal riflesso rosso, rispecchiano il tuo volto dipinto nel mio cuore con tremula mano. Le sue parole echeggian Nell’animo mio Come una cantilena. Scaccian via Ogni mia pena Come una tenera illusione. Il tuo ricordo, o madre, allevia ogni mio dolore. Tu, sola al mondo sai consolar Il mio tormento. Quando l’ombra avvolge la sera, ascolto ancora

il canto di una capinera. Gocce di luce i tuoi occhi Il tuo sguardo una preghiera. Bari, febbraio’99 Piccola bambina Nel mio cuore sei il mio sogno l’aurora dei miei giorni Sorriso della vita rosso del tramonto profumo di primavera. Ora, non voglio lasciarti partire Ti tengo stretta con le mie mani tenaci. È giunta la sera, voli verso le stelle creatura meravigliosa dell’ Infinito. Intreccio fiori di luce seguo il tuo sogno innocente possan Renderti felice per i miei baci. Se ti dicessi il mio pensiero la mia anima Si scioglierebbe in pianto. Bari, settembre’98 A cura di Lucia Moro

U Tezzue de Gesù Gesù Bammìne mì, come ogne ìanne, Tu viìne mmènz’a nu mbra suène e cande, cu addòre de marànge e mandar’nè, che le cose bbòne iìnde a le vetrìne, ca luscende com’au sole a manzadì percè st’a nàsce Tu, Bamm’ne mì! Tu viìne au core nèste a tezzunà, pe disce au munne. “Mbasce avìta sta”! A cura di Franca Fabris Angelillo


Vita del Gruppo Serena Il Gruppo Serena Assistenza s’insedia a Taranto, la città dei due mari Il Gruppo Serena Assistenza amplia la sua presenza nel territorio pugliese con una nuova sede, quella di Taranto, che, affiancandosi a quella centrale di Bari e alle sedi distaccate di Foggia, Andria, Trani, Napoli, Caserta, Vicenza e Torino rappresenta un segnale forte di continua crescita del gruppo. A Taranto, Serena, ha sede in Via Regina Margherita 51, un punto strategico di collegamento tra la parte e nuova e quella vecchia della città, quasi- con un pizzico di ambizione- a voler rappresentare la metafora di una città che vive un momento di passaggio tra il passato industriale e le sue prospettive future. La Mission di Serena è quella di fornire una risposta adeguata alle crescenti necessità di assistenza che scaturiscono dai cambiamenti demografici e sociali che il nostro paese vive; l’intensificarsi dei ritmi lavorativi, la percentuale sempre maggiore di donne lavoratrici e l’invecchiamento della popolazione rendono ormai obsoleto ed impraticabile il modello di assistenza familiare e questa realtà è ancora più evidente in una città, come la nostra, nella quale la fuga di intere generazioni in cerca di occupazione ha spesso costretto la fascia over 65 a non poter più contare su un appoggio familiare per le proprie esigenze. Se a questo aggiungiamo che Taranto è, in Europa, tra le città maggiormente colpite da patologie a carattere oncologico si comprende come l’integrazione dei servizi di assistenza territoriali sia un elemento indispensabile e non semplicemente un’opzione. Colgo l’occasione, in qualità di responsabile della sede ionica, per lanciare alle istituzioni politiche e sociali, nonchè alle altre realtà che si occupano di queste problematiche un segnale forte da parte nostra di collaborazione, di progettualità nella creazione di siner-

gie che mirino ad incidere positivamente sulla qualità della vita dei nostri concittadini. In quest’ottica garantisco l’impegno da parte mia e dell’intero gruppo ad ascoltare i feedback provenienti dai nostri associati e non solo, al fine di implementare uno dei punti fermi della politica Serena: il continuo miglioramento del nostro contributo. A cura di Antonio Rizzo

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Vita del Gruppo Serena Dalla nostra sede di Foggia: Daniela racconta Ormai sono più di tre anni che lavoro per il Gruppo Serena Assistenza e mi sembra doveroso spendere due righe di ringraziamento per il mio capo e la mia direttrice (nonchè amica) per la Daniela che sono oggi. Il loro entusiasmo, la fiducia e la perseveranza che ripongono continuamente nel lavoro accendono ed alimentano un desiderio di condivisione. Ed è una malattia contagiosa l’entusiasmo, non lo sapevate? Giorni fa una cliente mi ha detto una cosa bellissima: che il mio sorriso le aveva illuminato il cuore. E non è tanto il cosa abbia detto, ma il come. È stato come se avessi visto il mio sorriso riflesso nel suo e mi è parso quasi come se il tutto fosse avvolto da un alone di magia e d’un tratto mi sono resa conto di come si possa fare qualcosa di veramente importante per qualcun’altro anche solo con un sorriso. Mamma mia, ho dentro tante di quelle emozioni che potrei scoppiare. Mi sento finalmente bene: tutta la tranquillità che mi sono creata, che mi sono - alla fine - imposta come conditio sine qua non e non solo per la buona riuscita del lavoro - è risultata essere una carta vincente. Penso che non potrei chiedere di meglio di quello che ho ora, per quello che c’è stato fino adesso e per quello che, spero, ci sarà in futuro; nessuna enorme felicità, nessuna utopia, ma solo una tranquilla serenità, una sicurezza bassa, come se avessi costruito un marciapiede: quando farò arrivare il sole sul marciapiede avrò la garanzia che se poi avrò freddo ai piedi - e se li metterò lì - essi si potranno scaldare e potrò così ricominciare a camminare. A cura di Daniela Melchionna

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Vita del Gruppo Serena La nostra sede di Vicenza racconta: la festa dei nonni e nipoti! Lo scorso 26 Giugno presso il Centro Anziani di Altavilla Vicentina, l’Associazione Serena ha organizzato una divertente festa per nonni e nipoti. Un’occasione per passare un pomeriggio in allegria, per far giocare anziani e bambini come si faceva una volta. Sembrava davvero di assistere ad una simpatica gara tra nonni e nipoti che, riuniti attorno allo stesso tavolo, si contendevano, a colpi di numeri fortunati, i premi messi in palio per i primi classificati. Finite le premiazioni dei vari giochi di società, il pomeriggio si è concluso con un buffet ricco di leccornie dolci e salate durante il quale grandi e piccini hanno potuto condividere un altro momento felice insieme. E per concludere ci teniamo a ricordare a tutti i lettori che i nonni sono persone insostituibili nell’infanzia di ogni bambino, che diventando adulto ne ricorderà per sempre le coccole, le storie raccontate, i giochi e i tanti momenti spensierati. A cura di “Serena” sede di Vicenza

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Speciale Natale “Christmas in Joy�: il concerto di Natale della nostra sede di Bari

Serena Associazione Onlus &

Associazione Alzheimer Bari presentano

"Christmas in Joy" con la partecipazione di:

Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari Mario Rosini Trio Marinella Milella

Basilica di San Nicola - Bari 21 Dicembre ore 19.30

ingresso libero www.assistenzaserena.eu www.assistenzaserena.eu/blog

BARI la forza di non essere soli

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Speciale Natale “Christmas in Joy”: il concerto di Natale della nostra sede di Bari

Cari lettori, è con gioia ed orgoglio che siamo anche quest’anno a presentare un evento che per noi ricopre una grande importanza. La nostra realtà si occupa prevalentemente di terza età e malati, di tutti coloro i quali per i casi della vita o per l’inesorabile scorrere del tempo si trovano ad essere un passo indietro rispetto ad una quotidianità costituita per lo più da impegni, problemi da risolvere, corse affannose, il tutto con la speranza di poter godere di brevi, ma determinanti istanti di pace e serenità all’interno delle nostre case, con gli affetti più cari, davanti ad una buona cena. Noi, nel nostro piccolo, vorremmo fermare questa olimpiade dai mille traguardi, fare il modo che per due ore grandi e piccini, anziani e malati non siano più distanziati dalle linee del tempo, ma riuniti dalla spensieratezza, avvolti nell’atmosfera natalizia, cullati dalla musica affinchè anche i pensieri di una vita frenetica trovino riposo. Ecco perchè vi invitiamo a prendere parte al tradizionale concerto di Natale che quest’anno organizziamo con la preziosa collaborazione dell’Associazione Alzheimer Bari. Abbiamo voluto chiamarlo “Christmas in Joy” perchè fossero queste tre parole a spiegare ciò che vorrà rappresentare una serata durante la quale l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari e Mario Rosini insieme al suo gruppo musicale riempiranno di note natalizie una location suggestiva, ricca di storia e significati non solo per i baresi: la Basilica di San Nicola. È il nostro modo per ringraziare quanti durante l’anno sostengono il nostro lavoro e per scambiarci gli auguri per l’imminente ricorrenza del Natale, poichè, in un periodo storico difficile per tutto il Paese è giusto ritornare a dare importanza ai piccoli gesti. Vi aspettiamo...

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Speciale Natale “Christmas in Joy”: il concerto di Natale della nostra sede di Bari Location Basilica di San Nicola - Bari. Costruita in stile romanico tra il 1089 e il 1197, durante la dominazione normanna, l’edificazione della Basilica è legata alle reliquie di San Nicola, traslate da sessantadue marinai baresi dalla città di Myra, in Licia, e giunte a Bari il 9 maggio 1087. Le reliquie vennero ospitate provvisoriamente presso il monastero di san Benedetto retto dall’abate Elia, il quale promosse subito l’edificazione di una nuova grande chiesa per ospitarle. Fu scelta l’area che sino a pochi anni prima aveva ospitato il palazzo del catapano (governatore) bizantino, distrutto durante la ribellione per le libertà comunali e che Roberto il Guiscardo aveva donato l’anno prima all’arcivescovo Ursone; i lavori furono avviati a luglio dello stesso anno. Il 1º ottobre 1089 le reliquie furono trasferite nella cripta della basilica da papa Urbano II giunto appositamente a Bari. Ad ottobre del 1098 nella cripta della basilica ancora in costruzione si tenne il II Concilio di Bari, convocato dallo stesso Urbano II, al quale presero parte circa 185 arcivescovi, vescovi ed abati, oltre ad ecclesiastici di grado inferiore. La costruzione della Basilica, frutto di almeno tre fasi successive, si concluse nel 1197.

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Gli artisti Mario Rosini. Nasce a Gioia del Colle (Ba) il 6 novembre 1963. Inizia la sua attività come docente di Canto Jazz presso il Conservatorio Paisiello di Taranto e di pianoforte principale presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Nel 1990 è ad Umbria Jazz per il corso di tastiere e music computer tenuto da Joe Zawinul e Dan Mash per la Berklee College of Music, nel 2004 si classifica al secondo posto del 54° Festival di Sanremo con la canzone “Sei la vita mia” e conquista la medaglia di bronzo per il premio della critica “Mia Martini” e tra il 2008 e il 2010 ricopre l’importante carica di Presidente della Commissione Artistica del prestigioso Premio Mia Martini. È un artista musicalmente estroso passa con facilità e bravura dal Pop al Funk, dall’ Hip Hop al Jazz alla New Age e alla Musica Sacra. Mario vanta numerose lavori e collaborazioni per e con artisti del calibro di Pino Daniele, Billy Cobham, Rossana Casale, Mick Goodrick, Edoardo De Crescenzo, Iva Zanicchi e Simona Bencini. È supporter, tra gli altri, di Michael Bublè, Al Jarreau e Dionne Warwick

Riconoscimenti: 2° posto al 54° Festival della canzone Italiana di Sanremo; 3° Premio della critica Mia Martini; Premio Mediterraneo della musica Gospel; Margherita d’oro - Premio A. Baroni; Premio “La Lampara”; Premio “Mia Martini”; Premio Le Veneri 2006.

Mario Rosini


Speciale Natale “Christmas in Joy”: il concerto di Natale della nostra sede di Bari Orchestra Sinfonica della Provincia. Sorta nel 1968, l’Orchestra inaugura la sua attività con la direzione artistica del M. Gabriele Ferro, allora giovane docente del Conservatorio barese diretto da Nino Rota. Tre anni dopo l’Orchestra, riconosciuta dal Ministero dello Spettacolo come “formazione d’interesse nazionale”, inizia il suo cammino di Istituzione Concertistica Orchestrale (ICO). Sin dalla nascita svolge un’intensa attività collaborando anche a più riprese col Teatro Petruzzelli in occasione delle stagioni liriche tradizionali e partecipando a prestigiose trasferte: Spoleto (1984), Bergen (1985) e Charleston (1985). Attualmente affidata al maestro Angelo Cavallaro, la direzione artistica dell’orchestra è stata, in passato, dopo Gabriele Ferro, di Pietro Argento, Bruno Campanella, Rino Marrone, Nino Lepore, Michele Marvulli, Paolo Lepore, Roberto De Simone e Marco Renzi. Sul podio si sono avvicendati come direttori ospiti, personalità del calibro di Nino Rota, Piero Bellugi, Alberto Rossi, Luciano Berio, Roberto Duarte, Mario Gusella, Jay Friedmann, Stefano Martinotti, Donato Renzetti, Ennio Morricone e molti altri ancora. Nel 2000, l’orchestra – direttore artistico Roberto De Simone e direttore stabile Walter Proost – ha presentato in “prima mondiale” la cantata “Populorum Progressio” dello stesso De Simone, per voce recitante dell’attore Michele Placido. Diverse sono state le partecipazioni al Festival dei Due Mondi di Spoleto, a cui sono seguite esibizioni in Olanda ed in Belgio con il patrocinio del Presidente della Commissione europea. Nel maggio 2003, in occasione del conferimento a Sua Santità, Papa Giovanni Paolo II, della laurea honoris causa in Giurisprudenza, l’orchestra ha

tenuto a Roma due concerti: uno alla presenza del Papa nella sala “ Paolo VI “ e l’altro nella Basilica di S. Maria Maggiore. Nel 2005 esecuzione del “Mysterium” di Nino Rota in memoria di Papa Giovanni Paolo II (Bari, Cattedrale) e del “Misa Tango” di Luis Bacalov, in diretta televisiva, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, direttore lo stesso Luis Bacalov. Nel 2007 a Roma, presso l’ Auditorium Parco della musica, l’Orchestra si è esibita nel “Concerto della Solidarietà”, facente parte delle iniziative promosse dal Ministero dei Beni Culturali con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di questi ultimi anni sono anche le prestigiose collaborazioni con grandi solisti e direttori d’orchestra provenienti da ogni parte del mondo.

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Speciale Natale La Festa di Natale della nostra sede di Taranto

www.assistenzaserena.eu

Serena Associazione Onlus

Comune di Taranto

organizza

www.studioteatrodanza.it

"Festa di Natale" in collaborazione con L'A.S.D. Studio Teatro Danza e Accademia dell'hip-hop

18 Dicembre

dalle ore 16.30 alle 18.30 Casa di Riposo Beato Nunzio Sulprizio Taranto

per info: 099.4707993 Serena Associazione Onlus Via Regina Margherita 51 - Taranto taranto.serena.cuore@gmail.com ingresso libero

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Speciale Natale Il Concerto di Natale della nostra sede di Vicenza

Associazione Serena Onlus presenta

"Coro la Rocca"

con la partecipazione del Baritono Andrea Castello e del Tenore Enrico Pertile

Concerto di Natale con

Omaggio a Verdi

in occasione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia Musiche di: Rossini, De Marzi, Verdi

ORATORIO SANTA CHIARA Contrà S. Chiara - Vicenza Domenica 11 Dicembre 2011 ore 18.00

La cittadinanza è invitata ingresso libero

Associazione Serena Onlus

Via Maganza 91 - Vicenza vicenza.serena.cuore@gmail.com per info: 0444.291725 - 392.9582402

seguiteci su: Coro “La Rocca” Altavilla Vicentina

Comune di Vicenza

Provincia di Vicenza

www.assistenzaserena.eu/blog

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Serena - Cuore Gruppo Assistenza

080.5423300 Assistenza Domiciliare 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno

SERENA...MENTE le nostre sedi Bari tel. 080.5423300 assistenza domiciliare 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno

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magazine SERENA | numero 8| anno 2011

la presente pubblicazione non ha periodicità regolare

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