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Nr. 2 - Novembre 2013

PREVENZIONE Diagnosi precoce del tumore alla mammella Dott. Claudio D’ARCHIVIO

Come scoprire le intolleranze alimentari: il CITOTEST Dott. Massimo ZERBINI

Stomia e assistenza infermieristica: STOMA-CARE Dott.ssa Sara GALANTINI

Dieta, stile di vita e trattamento Oloproteico Dott.Corrado DI DONATO


IPPOCRATE & D I N TO R N I

Sommario

APPROFONDIMENTO MEDICO

3 paginatre L’ignoranza che conviene Dott. Gino CONSORTI

paginaquattro

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Odontoiatria sostenibile Dott. Elio D’ARCHIVIO

5 paginacinque Mystery Audit Franco GIANSANTE

paginasei

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Come scoprire le intolleranze alimentari: IL CITOTEST Dott. Massimo ZERBINI

7paginasette Stomia e assistenza infermieristica: STOMA-CARE Dott.ssa Sara GALANTINI

paginanove

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Diagnosi precoce del tumore alla mammella Dott. Claudio D’ARCHIVIO

11 paginaundici L’importanza delle unità sanitarie mobili nella Medicina del Lavoro del terzo millennio. Dott. Michele MAGGINI

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paginadodici

Incomprensibili incomprensioni Beatrice CORCELLI

13 paginatredici Dieta, stile di vita e trattamento Oloproteico Dott. Corrado DI DONATO

paginaquindici

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SONOGRAPHER: l’evoluzione del T.S.R.M. Dott.ssa Bianca Garofalo


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L’ IGNORANZA CHE CONVIENE... del popolo non esiste, i diritti sociali e le pari opportunità si trovano solo in qualche libro romantico e impolverato e dove a muovere i fili del teatrino politico ed economico sono sempre i soliti noti. E dove, ahinoi, quelli che si spacciano per nuovi e quindi rottamatori del vecchio, in realtà sono delle autentiche patacche rivestite da slogan insignificanti e battute penose... Ed ecco, allora, che la nostra amata Italia seguita a sprofondare nei bassifondi, rendendo ancora più marcata la forbice tra il Nord e il Sud. Non a caso, infatti, tra i paesi dell’Unione Europea il nostro paese, insieme alla Romania, è quello con la percentuale più bassa di laureati (13, 8% nel 2012) contro ad esempio il 23% della Grecia e il 17% della Slovacchia. E di pari passo calano anche le iscrizioni all’università: dal 2003/2004 al 2011/2012 si è registrata una diminuzione di 58.000 studenti pari a -17%... E a interrompere gli studi sono i ragazzi più poveri. Anche in questo caso i numeri sono impietosi: il calo del 17% delle iscrizioni si ridimensiona al 7,7% nelle regioni del nord, con Piemonte e Trentino che fanno addirittura registrare degli incrementi. Nell’Italia centrale, però, il calo già tocca il 19% mentre diventa allarmante nelle aree meridionali dove arriva a sfiorare il 27%. E così, mentre un ragazzo su quattro è costretto a rinunciare al proprio percorso universitario e quindi a un futuro più o meno inquietante a causa della ristrettezza economica famigliare, deputati, senatori e le centinaia di migliaia di eletti e di nominati in una pletora di circoscrizioni, comunità, enti di comuni, province e regioni continuano tranquillamente a rimpinguare i loro conti in banca lasciando sprofondare il paese sempre più nell’ingiustizia sociale e nell’ignoranza...

Dott. Gino CONSORTI Giornalista professionista

Scientificamente si chiama analfabetismo funzionale e affliggerebbe una larga fetta della nostra popolazione. A lanciare l’allarme sono i risultati di una indagine dell’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che ha interessato sette paesi del nostro pianeta: Bermuda, Canada, Italia, Norvegia, Svizzera, Usa e Messico. Un piccolo sospiro di sollievo: la maglia nera in questa classifica particolare spetta al Messico, ma subito dopo ci siamo noi... Ma cosa s’intende per analfabetismo funzionale? L’incapacità di un individuo, spiegano gli esperti, di usare in modo efficiente le abilità di scrittura, lettura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. In parole ancora più “povere”, anzi in numeri, il 5% degli italiani tra i 14 e i 65 anni non è in grado di decifrare singole cifre o lettere. Il 33%, invece, fatica anche a leggere frasi semplici... Forse per meglio spiegare il quadro funesto dipinto dall’indagine Ocse facciamo prima a dare la percentuale di chi si “salva”... Bene, anzi male: solo il 30% degli italiani ha gli strumenti per orientarsi nel mondo attraverso lettura e scrittura. Il restante 70%, quindi, sempre stando alle risultanze dello studio, si troverebbe sotto il livello di comprensione di un testo scritto di media lunghezza. Stiamo parlando di individui tagliati fuori da ogni informazione veicolata in forma scritta. Ad esempio un manuale d’istruzione per il montaggio della sella di una bicicletta, oppure le indicazioni dei medicinali o ancora un avviso pubblico, la lettura di una mappa stradale o semplicemente giornali e libri. A questo punto, allora, la domanda nasce spontanea: Chi ci ha ridotti in questo stato? Lo Stato, appunto... O meglio, chi da troppi e lunghi anni ha deciso di non investire più nella cultura e nella scolarizzazione. Gente che ha sempre visto l’istruzione come una spesa e non, invece, come un investimento e una risorsa. Forse, come osserva qualcuno, ai nostri governanti tutto sommato potrebbe fare comodo avere dei “sudditi” non autonomi e autosufficienti... Sì, sudditi, visto che la tanto sbandierata democrazia assomiglia sempre più a un regime dove il governo 3


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Via San Gabriele, 255/a Isola Del Gran Sasso (TE) Tel/Fax 0861 975730 segreteria@isolaodontoiatrica.it www.isolaodontoiatrica.it

Dott. Elio D’ARCHIVIO Direttore Sanitario Isola Odontoioatrica Specialista in Odontoiatria

ODONTOIATRIA SOSTENIBILE Con questo articolo diamo il via alla nostra collaborazione con Ippocrate & Dintorni. Nelle prossime uscite cercheremo di affrontare diversi temi riguardanti la salute del cavo orale. Vi renderemo partecipi dell'impegno profuso ogni giorno nel nostro lavoro, per cercare di cambiare l'immagine dell'Odontoiatria ormai comune a molti, avvicinando la nostra professione piu' all'idea del benessere e della buona forma fisica, che a quella legata al dolore ed alla paura. Tale filosofia è racchiusa nello slogan che trovate in testa all'articolo: noi cerchiamo di operare all'interno di una Odontoiatria Sostenibile. Questo concetto riguarda certamente l’aspetto economico delle cure, punto di vista in questi ultimi anni estremamente importante e non affatto trascurabile. La Sostenibilità riguarda soprattutto la Clinica avendo come obiettivo principale quello di evitare il dolore, le emergenze e le estrazioni per tutta la vita del paziente. Le due figure principali del nostro team, l'Odontoiatra e l'Igienista Dentale, educano il paziente su come preservare la salute dei tessuti duri e molli della sua bocca. 4

Il nostro sforzo è incanalato sulla strada della Prevenzione: l’obiettivo è ridurre le lesioni cariose nei pazienti e quindi dolore e necessità di interventi urgenti, e, nel caso esse ci siano, intercettarle nella loro fase iniziale. Per fare questo mettiamo in campo tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione: Sistemi Ottici Ingrandenti e Laser Diagnostici capaci di scovare processi cariosi altrimenti invisibili, Laser per preparare la cavità e Materiali Adesivi per effettuare l'otturazione, al fine di conservare al massimo la parte sana del dente ed ottenere dei restauri invisibili che possano essere anche riparati. Tutto ciò si traduce in una migliore qualità della vita ed in minori spese per le cure odontoiatriche. E' auspicabile per il futuro che l'intera popolazione possa beneficiare dei vantaggi di una moderna odontoiatria sostenibile basata su prevenzione e minimo intervento, che questi concetti vengano insegnati e che le infrastrutture cliniche siano fornite degli strumenti necessari all'esercizio dell'odontoiatria microinvasiva.


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Franco GIANSANTE Mystery Auditor

Consulente per la realizzazione, gestione e controllo di Strutture Sanitarie e Sociosanitarie

MYSTERY AUDIT Tale audit non sostituisce l’audit sui sistemi di gestione ma si focalizza sulle attività di interfaccia tra cliente e organizzazione ("servizi"). Il Mystery Audit mette quindi, l’azienda nella condizione di individuare i punti di forza e di debolezza dei propri prodotti/servizi, attraverso "l’occhio del Cliente/Utente" e di poter verificare il mantenimento degli standard indicati e previsti, con l’obiettivo finale di migliorare la soddisfazione del Cliente/Utente. Il Mystery Audit viene svolto solo dopo attenta, approfondita e scrupolosa progettazione e dopo che la stessa è stata approvata dagli stakeholder (Direzione Aziendale, Associazioni, Sindacati, ecc.) presenti ed individuati. La metodica del Mystery Auditor può trovare grande applicazione nel settore sanitario e socio-sanitario e può aiutare a migliorare di molto le prestazioni erogate. Auditor competenti e preparati interpretano il ruolo del paziente durante l’intero ciclo dell’erogazione della prestazione, dall’accettazione al pagamento della prestazione stessa, sottoponendo la struttura a stress e complicazioni contestuali, al fine di testarne la reazione e la risposta nelle diverse circostanze. L’organizzazione che intende conoscere il livello di “applicazione” delle proprie direttive e il grado di soddisfazione dell’utente/paziente trova in questa metodica tutte le risposte attese ed un'opportunità, per apprendere come fare al meglio l’attività. Le risultanze dell’audit in incognito vengono inserite in una relazione completa e riservata in cui sono evidenziati i punti di forza ed i limiti in ogni punto di contatto. Il rapporto descrive esattamente quello che è successo durante l'incontro, individua le ragioni che stanno dietro le valutazioni e raccomanda alcune modifiche volte a raggiungere ottimali livelli di servizio. In conclusione, l’intera organizzazione trae miglioramento dalle attività del mystery audit a tutto vantaggio delle prestazioni erogate e la soddisfazione del paziente/utente.

I Mystery Audit sono verifiche effettuate all’interno di un’organizzazione da personale “terzo”, appositamente formato e preparato, che garantisce una valutazione indipendente, imparziale ed obiettiva sull’efficacia ed efficienza di una prestazione/servizio erogato. I Mystery Audit vengono definiti dalla norma UNI 11312 come “audit in incognito” e hanno lo scopo di valutare la qualità dei servizi erogati. L’attività di audit è effettuata da uno o più auditor opportunamente addestrati a simulare il comportamento e le azioni di un cliente potenziale o reale di un’organizzazione, senza farsi riconoscere come tale dal personale della stessa. Ogni organizzazione dovrebbe focalizzare la propria attenzione sulla percezione che la clientela ha circa la qualità dei servizi fruiti, analizzandone a fondo le componenti (strutture, personale, processi, prodotti associati, livelli di prestazione definiti) al fine del raggiungimento della conformità ai livelli di qualità individuati e al miglioramento delle prestazioni. Mettere al centro di una qualunque organizzazione il cliente/utente è fondamentale per fornire correttamente servizi e prodotti, definiti attraverso specifici requisiti, che rispondano, soddisfino o addirittura superino specifiche esigenze e bisogni. L’audit rappresenta un metodo strutturato e pianificato avente lo scopo di individuare il tipo di percezione ed il grado di soddisfazione del fruitore di un servizio, valutando principalmente fattori di qualità oggettivi riferiti all’efficacia e all’efficienza di una prestazione, nel suo complesso, inclusiva dei prodotti eventualmente associati. I benefici legati a questo tipo di audit da una parte tutelano il cliente che può accordare una preferenza a un’organizzazione proprio perché sottoposta positivamente all’audit in incognito, dall’altra forniscono elementi per il miglioramento delle prestazioni dell’organizzazione stessa che diversamente andrebbero persi o non monitorati adeguatamente. 5


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COME SCOPRIRE LE INTOLLERANZE ALIMENTARI:

IL CITOTEST Dott. Massimo ZERBINI Direttore Responsabile del Laboratorio Analisi IGEA

Le intolleranze alimentari rappresentano l’incapacità di digerire appropriatamente o trasformare completamente alcuni cibi, condizione che può produrre sintomi cronici tossici, fino all’insorgenza di gravi malattie, tra cui anemia, asma, affaticamento cronico, depressione, dermatite, ipertiroidismo, impotenza, infertilità, obesità, osteoporosi, artrite reumatoide, sinusite, infezioni dell’apparato respiratorio e genito-urinario, vasculiti. Il Citotest evidenzia le variazioni morfofunzionali di preparazioni leucocitarie (principalmente neutrofili) separate per centrifugazione (buffy coat) di campioni ematici del paziente e messe a contatto con estratti alimentari. Il metodo, pur non identificando la presenza di reazioni allergiche immunitarie (presenza di IgE contro allergeni), può non di meno facilitare la diagnosi di reazioni di sensibiliz-

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zazione a particolari alimenti ed indicare idonee procedure di restrizione ed eliminazione dietetica, allo scopo di attenuare o eliminare le sintomatologie di intolleranza. Dopo un opportuno periodo di contatto con l’alimento, si può rilevare al microscopio ottico una modificazione, progressivamente rilevante, dell’aspetto morfologico delle cellule, che permette di indicare se un determinato alimento non è tollerato dal paziente. Secondo il minore o maggiore grado di reazione (da 1 a 3) si consiglia un regime dietetico per l’eliminazione temporanea dell’alimento o del gruppo di alimenti intollerogeni. Insieme ai test su base immunitaria (determinazione delle IgG e dosaggio delle IgE alimentari) il test citotossico permette una più chiara individuazione delle prescrizioni dietetiche necessarie.


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Dott.ssa Sara GALANTINI Infermiera Professionale

STOMIA E ASSISTENZA INFERMIERISTICA: STOMA-CARE La parola stomia deriva dal greco e significa “apertura, bocca”, nel nostro caso specifico intendiamo, con questo termine, il risultato di un intervento con il quale si crea un’apertura sulla parete addominale per poter mettere in comunicazione l’apparato intestinale o urinario con l’esterno. La stomia è priva di uno sfintere, cioè di un muscolo ad anello che ne permette la chiusura, e quindi feci e urine non possono essere trattenute e fuoriescono senza controllo. Le principali stomie sono la colostomia e l’ileostomia per le feci e l’urostomia per l’urina che possono essere confezionate in maniera temporanea o permanente in casi di cancro colorettale, malattie infiammatorie, cancro della vescica e in altri cancri e condizioni come occlusioni, perforazioni e traumi. La fornitura di cure specializzate per le stomie inizia nella fase pre-operatoria continuando attraverso la fase postoperatoria e nel periodo di riabilitazione. Nella fase pre-operatoria è compito dell’infermiere valutare dubbi o domande inespresse da parte del paziente. In alcuni casi infatti il paziente non porge domande al medico per imbarazzo, per ignoranza o solo per dimenticanza. Qui l’infermiere interviene colmando eventuali lacune. Oltre alla normale assistenza infermieristica nella fase post-operatoria devono essere monitorati segni e sintomi di complicanze specifiche legate al confezionamento di uno stoma quali: edema, emorragia, infezione, prolasso. Per il paziente e la famiglia, dopo l’intervento chirurgico, è raccomandata la valutazione e il follow-up da parte di un infermiere specializzato al fine di ridurre lo stress psicologico, promuovere la qualità della vita e prevenire le complicanze. L’addestramento alla gestione della stomia (STOMACARE) è fondamentale per favorire il ritorno della persona in comunità. L’apprendimento delle abilità pratiche per la cura della stomia migliora l’indipendenza della persona assistita e questa enfasi sull’acquisizione delle capacità pratiche riflette il desiderio di autonomia della

persona. È solo mediante un intervento educativo mirato e ben programmato, rivolto sia alla persona con stomia che alla sua famiglia, che l’infermiere specializzato (STOMATERAPISTA) riuscirà a facilitare l’acquisizione di abilità nell’adattamento e nell’autogestione della stomia, con il fine di migliorare la qualità di vita della persona stomizzata e della sua famiglia. Tutto questo sarà possibile: • Insegnando la gestione della stomia (stoma care) • Definendo il piano terapeutico e prescrivendo i presidi protesici • Scegliendo i dispositivi di raccolta adeguati; • Valutando la capacità self-care e l’acquisizione delle conoscenze specifiche • Valutando gli effetti dei farmaci e della dieta sul funzionamento della stomia • Curando la cute peristomale • Controllando l’odore • Monitorare le complicanze • Gestire la sessualita’. Solitamente, quindi, alla persona stomizzata viene insegnato come e quando svuotare la sacca, le procedure per la sua rimozione e nuova applicazione, la cura peristomale, gli effetti della dieta sulla stomia, l’automonitoraggio per le complicazioni stomali e peristomali e vengono forniti consigli relativi all'abbigliamento. L’indipendenza nell’auto-cura della stomia è l'obiettivo principe per la maggior parte degli adulti. L'autocura della stomia determina una migliore qualità della vita. E’ bene che venga scelto il sistema più indicato per la stomia in risposta ai bisogni specifici e alle preferenze della persona ed e’ importante che la persona stessa sia coinvolta nel processo decisionale per la scelta. Nel caso in cui il self-care non sia possibile, è necessario coinvolgere il care giver e/o il supporto territoriale. Il portatore di stomia possiede, quindi, una situazione anatomica diversa, ma comunque gestibile, che non gli impedisce di condurre una normale vita sociale. É opportuno ribadire con forza questo concetto: la stomia non è sinonimo di invalidità. 7


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Dott. Claudio D’ARCHIVIO Fondatore del GRUPPO MEDICO D’ARCHIVIO Specialista in Radiodiagnostica e Scienze delle Immagini

DIAGNOSI PRECOCE DEL TUMORE ALLA MAMMELLA Dopo aver illustrato nel numero precedente il ruolo fondamentale della Prevenzione, soprattutto quella Primaria, e dopo aver ribadito che l’unica Prevenzione oggi possibile sul territorio a nostra disposizione è la Prevenzione Secondaria (Diagnosi Precoce); ci addentriamo, nel corso di questo e dei prossimi numeri di Ippocrate & Dintorni, nel valutare le possibilità e l’importanza della Diagnostica Precoce nella patologia tumorale a cominciare dai tumori del seno. L’esame della mammella, che possa essere ecografico, mammografico, di risonanza magnetica, o la semplice autopalpazione, è senza dubbio l’indagine che suscita le maggiori apprensioni per le donne, nel timore di sentirsi dire che potrebbe esserci qualcosa. Ed è con grande gioia e sospiro di sollievo che si liberano dell’ansia quando si sentono dire: “Signora è tutto a posto!”. Nonostante il timore di scovare qualcosa che non va, solo una minima percentuale (circa il 20%) delle donne si sottopongono routinariamente ad uno screening senologico. Le ultime statistiche riportano un generale aumento dell’incidenza di tumore alla mammella. In Italia siamo arrivati a diagnosticare più di 30.000 nuovi casi di tumore alla mammella ogni anno: la principale causa di morte per la donna di età compresa tra 45 e 65 anni. Il picco di maggior incidenza di tumore della mammella è il periodo menopausale post-menopausale. Tra i fattori

di rischio ci sono la famigliarità, il menarca precoce, la menopausa tardiva, la nulliparità e la gravidanza tardiva. C’è da dire però che, a fronte di un aumento dell’incidenza di tumore della mammella, la mortalità a causa di esso è in netta diminuzione (-30/50%) grazie alla maggior efficacia dei percorsi terapeutici, ma sicuramente grazie anche alla Diagnosi Precoce, mediante la quale è possibile arrivare a scoprire forme tumorali in fase iniziale, permettendo un iter terapeutico ancora più efficace. La vera Diagnosi Precoce nel tumore della mammella è quella che individua lesioni nodulari non palpabili mediante le metodiche diagnostiche a disposizione. Una metodica sicuramente importante nello scoprire lesioni tumorali di minime dimensioni e, soprattutto, nell’individuare un tumore del seno giovanile, oggi in forte aumento, è l’Esame Ecografico. Esso, fondamentale nella valutazione del seno giovane, risulta molto importante come integrazione dell’Esame Mammografico nel seno denso in età superiore a 35-40 anni. Il Gold Standard nella Diagnostica Precoce del tumore della mammella è sicuramente l’Esame Mammografico, soprattutto nelle donne in cui il processo di involuzione fibroadiposa del seno è ormai ben avviato; ed è proprio in quella fascia di età che si ha la massima incidenza della patologia tumorale. L’Esame Mammografico è ormai 9


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universalmente svolto con la tecnica digitale diretta, che permette una significativa riduzione della dose radiante necessaria per l’effettuazione dell’esame. Dato, questo, non trascurabile; anzi fondamentale, visto il gran numero di esami mammografici che ogni donna deve sostenere nel corso della vita. E’ importante inoltre che l’esame venga effettuato da personale specializzato al fine di ottenere un risultato tecnicamente eccellente, vista anche la difficoltà della tecnica di esecuzione e soprattutto la necessità di una compliance della paziente. Da ultimo, come esame di secondo livello, c’è la Risonanza Magnetica, metodica da utilizzare nei casi dubbi o di routine nelle mammelle molto dense. Il lasso di tempo che deve intercorrere tra un esame ecomammografico ed il successivo controllo potrebbe oscillare tra 1 e 2 anni. In definitiva, il tumore della mammella potrebbe non essere più la principale causa di morte nella donna se solo si eseguissero in modo routinario esami di Prevenzione. Ed è in questo verso che il Gruppo Medico D’Archivio ha avviato una serie di campagne di sensibilizzazione per poter arrivare “prima” alla scoperta delle patologie tumorali in quei distretti corporei ove questo sia possibile

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L’IMPORTANZA DELLE UNITÀ SANITARIE MOBILI NELLA MEDICINA DEL LAVORO DEL TERZO MILLENNIO. Dott. Michele MAGGINI Medico Chirurgo Specialista in Medicina del Lavoro

Alla luce dei recenti decreti legislativi che regolamentano la Medicina del Lavoro e l’attività del Medico Competente in azienda e il suo rapporto con il Datore di Lavoro (Dlgs. 81/08 così come modificato dalla legge 106/09 e successive modifiche) è evidente la sempre maggiore importanza rivestita dalla figura del Medico Competente stesso, sempre più collaboratore attivo del datore di lavoro, sia per quanto riguarda la valutazione dei rischi aziendali, sia per tutto ciò che concerne l’attività di Sorveglianza Sanitaria, e non più semplice “medico adibito alle visite mediche periodiche”. Analizzando il Dlgs 81/2008 così come modificato dalla legge 106 del 3 agosto 2009, l’articolo 25 infatti, che regolamenta gli obblighi del Medico Competente, recita: Il medico competente: a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria. b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati. i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all'articolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effetuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risulati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori; l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi; m) partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria.

Appare un controsenso quindi dover visitare i lavoratori con gli indirizzi scientifici più avanzati (in quanto a strumentazione medica utilizzata e strutture sanitarie dove visitare) e contemporaneamente dover pianificare un sopralluogo in ambiente di lavoro, collaborare con il datore di lavoro alla valutazione dei rischi, effettuare riunioni periodiche, protocolli sanitari, consegnare documentazione al datore di lavoro, tutto all’interno dell’azienda stessa. Ecco dunque evidente vantaggio per il Medico Competente dotarsi di una moderna unità sanitaria mobile certificata che da un lato fornisce un ambulatorio a tutti gli effetti, dotato di lettino, scrivania, ambiente microclimatico confortevole, cabina audiometrica silente, punto prelievi, frigorifero, armadietto, lavandino, bagno, e dall’altro permette di poter effettuare il tutto a stretto contatto con i lavoratori e l’ambiente di lavoro (sopralluogo, eventuali riunioni, problematiche che emergono durante la sorveglianza sanitaria da dover evidenziare subito al datore di lavoro) il giorno stesso in cui sono state programmate le visite mediche. Inoltre non costringe l’azienda a dover trovare un ambiente “idoneo” a far visitare i propri lavoratori al suo interno (a volte vetusti “antibagni”, “spogliatoi” o semplici uffici, non certo ambulatori, vista la sempre più frequente assenza di camere di medicazione), o a dover mandare gli stessi nell’ambulatorio del Medico Competente, con perdita di risorse temporali ed economiche per l’azienda. Bisogna poi sottolineare l’importanza di eseguire un esame audiometrico tonale in ambiente “libero silenzioso” o, ancora meglio in “cabina silente”: Un’audiometria effettuata in ambiente “non silente” (come ad esempio l’ambiente di lavoro) non ha alcuna valenza né scientifica né medicolegale, ai fini di un’eventuale denuncia di malattia professionale. 11


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[ ] di Beatrice Corcelli

INCOMPRENSIBILI INCOMPRENSIONI

IL POLIPO...

E LA ROTELLA 12


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Dott. Corrado DI DONATO Biologo Nutrizionista Esperto in diete personalizzate ed attacco delle adiposità.

DIETA, STILE DI VITA E TRATTAMENTO OLOPROTEICO. E’ di uso comune utilizzare la frase “mettersi a dieta” per esprimere il desiderio di dimagrire. Non tutti sanno che la parola dieta deriva dal greco “daita”, stile di vita, che comprende una sana alimentazione unita ad una costante attività fisica. Nel momento in cui si decida di dimagrire le strade da poter seguire sono molteplici, specialmente al giorno d’oggi, in cui consigli sono dispensati un po’ ovunque: tv, riviste, siti internet di vario tipo. Di certo, seguire una dieta dettata da uno specialista è la strada migliore da percorrere, in quanto, per perdere peso in maniera corretta, bisogna seguire delle linee guida che solo una persona esperta può consigliare. Con una dieta personalizzata restrittiva si ha la possibilità di perdere peso gradualmente, (dai 2 ai 4 kg al mese) seguendo un’alimentazione che rispetti le proprie esigenze di vita e nello stesso tempo ci insegni a mangiare in modo giusto e sano. La dieta personalizzata proposta dalla nostra equipe tiene conto in primis delle esigenze del paziente cercando di fargli conservare le sue buone abitudini e di migliorare quelle errate. Naturalmente all’inizio del trattamento il calo ponderale sarà più evidente per poi andare a stabilirsi sui 2 kg circa al mese. Per proseguire con la perdita di peso, dato che la restrizione calorica non è netta, si può integrare il deficit calorico attraverso una moderata attività fisica come può essere una semplice camminata a passo spedito. L’unione tra sana alimentazione e movimento fisico vi permetterà di raggiungere il vostro obiettivo! Oltre alla dieta, è possibile perder peso attraverso un’aggressione specifica: il trattamento oloproteico. Questa metodica alternativa di dimagrimento prevede l'introduzione di proteine disciolte in acqua durante il giorno, ed una cena a base di proteine e verdura, coadiuvata dall'azione di diversi integratori. La quantità proteica di sintesi alimentare verrà calcolata scrupolosamente, e secondo le giuste linee guida, dallo specialista, in base ad un algoritmo da lui studiato.

Grazie a questo trattamento si ha la possibilità di perdere peso velocemente, in maniera del tutto sana e detossificante. Ciò è dimostrabile semplicemente facendo le analisi di routine prima e dopo la terapia. Le adiposità localizzate vengono attaccate efficacemente, in quanto si attiva la lipolisi, che, grazie alla chetogenesi e ad una moderata attività fisica, aiuta il chiamo massivo di grasso, sia addominale che sottocutaneo. Oltre a favorire il dimagrimento, questo metodo influisce positivamente sulla sindrome metabolica (abbassando sensibilmente l’emoglobina glicosilata in pazienti affetti da diabete), riduce i valori di trigliceridi e colesterolo nel sangue, regolarizza la pressione in paziente con ipertensione e riduce la steatosi epatica. A livello estetico, abbinando al trattamento un’attività fisica moderata ma costante, è in grado di attaccare le adiposità localizzate, soprattutto nelle donne, a livello dei glutei e cosce e, non meno importante, riesce ad attaccare la cellulite. Al termine del trattamento sarà di fondamentale importanza seguire un’alimentazione corretta al fine di mantenere gli obiettivi raggiunti.

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Dott.ssa Bianca GAROFALO Tecnico Sanitario di Radiologia Medica

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SONOGRAPHER: l’evoluzione del T.S.R.M. La figura del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) si è evoluta negli ultimi 20 anni in maniera considerevole, passando da una fase iniziale dedita alla diagnostica radiologica, medicina nucleare e radioterapia ad una attuale in cui, l’operatività del TSRM si esplica nelle più innovative tecnologie sanitarie. Tale processo ha determinato dei cambiamenti, contribuendo alla formazione di nuove figure professionali. Tra queste troviamo quella del SONOGRAPHER (presente già da molti anni nei paesi anglosassoni) dove, il tecnico di radiologia medica in seguito alla formazione e ad una preparazione tecnico-pratica, data dal diploma del Master di I livello in Tecniche in

Ecocardiografia, e’ in grado di eseguire in assoluta autonomia, un esame ecografico cardiaco di base e portarlo fino alla refertazione, che verrà effettuata dal cardiologo . La sottoscritta che e’ in possesso di questa figura professionale, durante la formazione al master in Tecniche Ecocardiografiche al Centro Diagnostico D’Archivio, ha potuto affiancare il Cardiologo P. Iacobitti, e contribuire ad uno screening preventivo per attività sportiva non agonistica (Scuola Calcio), al quale sono stati sottoposti per valutazione cardiologica ed ecocardiogramma trans toracico 185 bambini. Grazie ai controlli sono stati riscontrati vari casi di cardiopatie congenite semplici, quali Pervietà del Forame Ovale (PFO) o Valvola Aortica Bicuspide (BAV): sostanzialmente ininfluente al momento della diagnosi, è invece di fondamentale importanza per il futuro, in quanto esami ecocardiografici seriati saranno in grado di documentare la comparsa di eventuali disfunzioni valvolari. In un solo caso è stato riscontrato un Difetto Interatriale (DIA) tipo ostium secundum di grado emodinamicamente significativo. Dopo 4 mesi dalla diagnosi, il paziente è stato sottoposto a chiusura percutanea. Questa metodica, poco invasiva, viene effettuata in anestesia locale, viene introdotto in vena femorale un catetere e fatto percorrere fino al difetto, sotto guida angiografica ed esame ecocardiogramma transesofageo. Intorno al catetere viene avvitato il device (ombrellino), di dimensioni adeguate, atto a riparare il DIA. La figura del SONOGRAPHER può essere considerata una prosecuzione a tutti gli effetti specialistica, nel percorso formativo del TSRM abilitante all’uso delle energie ultrasoniche.

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Ippocrate&dintorni 2  

Ippocrate & Dintorni, n° 2 - Novembre 2013 Mensile di approfondimento medico del Gruppo Medico D'Archivio

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