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RIFARECASA RISTRUTTURARE E COSTRUIRE CON SISTEMI INNOVATIVI

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CLAUDIO TRONI DIRETTORE MARKETING E COMUNICAZIONE GRUPPO MADE

La rivista RIFARE CASA CON MADE è strettamente imparentata a RIFARE CASA, il bimestrale della casa editrice EDIBRICO distribuito in edicola, con la quale condividiamo la stessa passione per le cose ben fatte. Questa affinità ha dato vita, quasi spontaneamente, a una convergenza d’intenti che ha prodotto un magazine che unisce le eccellenze: dal come si fa, al dove si compra. Se gli articoli all’interno della rivista saranno ti tuo gradimento ti suggeriamo di seguirci anche sul web all’indirizzo ristrutturaconmade.it, il portale che pubblica contenuti legati al ristrutturare ambienti in modo efficace, duraturo e se possibile sostenibile. Non mi resta che augurarti buona lettura. Ogni suggerimento, domanda o richiesta di approfondimento sarà apprezzata. Ci puoi contattare all’indirizzo marketing@gruppomade.com E ricorda da Made è meglio! RIFARE CASA con MADE 2017/3

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RIFARE CASA CON MADE

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08 RIFARE NEWS 12 I PAVIMENTI DA SOVRAPPORRE 20 QUELLI CHE COPIANO GLI ALTRI MATERIALI 26 ISOLARE DA DENTRO 32 CONTROTELAI FATTI PER IMPIANTI ELETTRICI 34 NUOVO BAGNO PER LA CASA IN LEGNO 38 L’EVOLUZIONE DELLA DOCCIA 43 ORA SÌ CHE È UN VERO BAGNO 44 MONOCOMANDO PRONTO USO 47 MODO NUOVO DI VIVERE IL BAGNO 48 MODULARE LUCE E CALDO 58 QUELLA STANZA CHE MANCAVA 70 A SPASSO TRA I TETTI 80 SILENZIO, C’È DIAMANT 82 IN PRINCIPIO ERA IL BUIO... 89 LATERIZI EVOLUTI 90 COME RISANARE I CAPPOTTI ISOLANTI 92 SE RISTRUTTURI CONSOLIDA I SOLAI 96 DAL MONDO EDILIZIA

il mondo del giardinaggio e del bricolage a 360°

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L’EVOLUZIONE DELLA DOCCIA

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Non più uno spazio stretto tra pareti di vetro sintetico, ma sempre “in continuità” con pareti e pavimento per veri momenti di piacere. Soluzioni tecnologiche innovative, non solo per la doccia, rendono lo spazio bagno sempre più funzionale e confortevole.

rifare casa con made è un magazine realizzato per gruPPo made. gruppo made è un network di punti vendita specialisti della ristruttrazione di interni ed esterni. Puoi seguirci su ristrutturaconmade.it livingmade.it - gruppomade.com e sui social network facebook twitter e vimeo. gruPPo made : 40129 bologna - via Piero gobetti, 52/3 - tel: 051.760041 marketing@gruppomade.com; 20016 Pero (mi) - via a.Vespucci, 10 tel: 02.93909301 acquisti@gruppomade.com. gruppomade è un marchio di proprietà di madeitalia spa.

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12 Pavimenti a basso spessore che si posano sopra l’esistente

direttore editoriale e responsabile nicla de Carolis

direttore esecutivo Carlo de benedetti

redattore capo laila de Carolis in redazione: mauro balbi, emanuele bottino, Claudia Cazzulo

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SILENZIO C’È DIAMANT

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RIFARE CASA CON MADE

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e


P

livellato che non richiede aggiustamenti, per cui la nuova posa è ancor più accelerata. Con un po’ di fortuna, lo spessore totale non rende neppure necessario intervenire sulle porte. l In molti casi non occorre fissare il pavimento con collanti: le piastrelle, anche quelle di medio formato, possono essere posate con biadesivo o sistemi ad incastro. Il nuovo pavimento può essere smontato, sostituito o riutilizzato e la vecchia superficie può tornare fruibile come in origine. Questi sistemi sono adatti anche per la posa fai da te, per cui il costo finale si riduce al solo acquisto dei materiali. l Più laboriosi dal punto di vista realizzativo, ma interessanti per la bellezza del risultato finale, sono i pavimenti monolitici a base di resine o materiali cementizi, ognuno dei quali garantisce un risultato unico e irripetibile, con infinite personalizzazioni. n

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KERLITE

I PAVIMENTI da sovrapporre

osare un nuovo pavimento senza dover affrontare la demolizione di quello esistente offre prima di tutto il vantaggio di non dover realizzare un cantiere in casa, gli altri ambienti rimangono fruibili e la vita domestica può continuare senza grossi disagi. l Fino a qualche anno fa le uniche possibilità per compiere questo intervento riguardavano moquette, linoleum o laminati che sapevano di “finto”, poco adatte ad ambienti residenziali di livello medio-alto; oggi si può contare su prodotti che concentrano in pochi millimetri di spessore sia la qualità, sia il pregio estetico dei pavimenti tradizionali, facendo risparmiare non poco sulla manodopera e limitando l’aumento di carico dei solai: un rivestimento di grès spesso 3 mm pesa poco più di 7 kg/mq. Sovrapponendo un pavimento ad uno già esistente si ha quasi sempre la certezza di disporre di un supporto perfettamente


Le grandI LaSTre

T

ra le piastrelle di formato tradizionale e i rivestimenti monolitici c’è un compromesso che offre interessanti possibilità per realizzare un pavimento sovrapposto ed è rappresentato dalle lastre di grès porcellanato di grande formato che vanno incollate al massetto o al pavimento esistente. Tra tinte uniche, superfici ad effetto spatolato, fedeli riproduzioni di marmi e legni, questi prodotti di dimensioni inusuali si prestano per diverse configurazioni di grande effetto. - Uniformità: utilizzando le lastre più grandi in una stessa colorazione si ottiene un pavimento quasi privo di fughe, ideale per grandi ambienti. - Variare i formati: si possono utilizzare diversi formati di uno stesso colore, in quanto le dimensioni sono modulari, ed ottenere una superficie più variegata giocando sul tipo di posa. - Alternare formati e colori: è forse il sistema più versatile perché permette di delimitare porzioni di pavimento con cornici di colore contrastante, far convivere legni e marmi, conferire un’identità alle zone che appartengono ad un unico ambiente (zona pranzo, angolo TV ecc). - Forme su misura: utilizzando le lastre più grandi si possono seguire forme complesse con un pezzo unico o con frazionamenti limitati, ad esempio pareti curve, colonne, pilastri, copiandone il profilo su una dima per effettuare i tagli. l Le lastre sono già levigate e lucidate, quindi, dopo la posa, il pavimento non necessita di alcun trattamento, se non un’accurata pulizia per eliminare tracce di stucco o di collante. Per movimentare le lastre di maggiori dimensioni occorrono ambienti spaziosi e privi di ostacoli e sono necessarie almeno due persone munite di n ventose da applicare saldamente alla lastra.

l Le lastre si tagliano con dischi diamantati continui e coltelli da vetro; si forano con punte al tungsteno o con frese a tazza, raffreddando con acqua. Per l’incollaggio si consiglia una doppia spalmatura, prima sul sottofondo e poi sul retro della lastra, in particolare lungo i bordi; la superficie va poi battuta con una spatola di gomma. Di norma va lasciato un certo distacco dalle pareti perimetrali per consentire le dilatazioni.

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PROFILI PER PAVIMENTI A BASSO SPESSORE

l Qualora fosse necessario raccordare un pavimento sovrapposto realizzato con lastre a basso spessore con uno preesistente, oppure delimitare superfici perpendicolari come alzate e pedate di scale rivestite, si possono utilizzare profili che proteggono i bordi da urti ed impatti meccanici. Si trovano in barre da 270 cm, sono di alluminio anodizzato argento o di acciaio inox lucido/spazzolato; il profilo a vista può essere stondato o squadrato e dispongono di un’ampia ala laterale da annegare nel collante, su cui viene poi appoggiata la lastra. Profiltec (www.profiltec.com)

DOMANDE E RISPOSTE Cos’è il grès porcellanato? è un materiale quasi completamente vetrificato; l’aggettivo porcellanato ne sottolinea l’eleganza dovuta all’utilizzo del caolino, un’argilla bianca utilizzata per produrre la porcellana. Cos’è la rettifica? è la squadratura delle piastrelle che permette di accostarle con una fuga minima o nulla. Quante piastrelle ordinare? Sempre un 10% in più rispetto alla superficie da rivestire per compensare perdite dovute ai tagli, a pezzi difettosi e per avere una scorta in caso di riparazioni. Cos’è la finitura strutturata? è una finitura superficiale che rende la piastrella antiscivolo, adatta per impieghi esterni o in presenza di acqua, come nei bagni. Cos’è la lappatura? è la finitura che esalta l’eleganza della superficie rendendola più brillante. Cosa vuol dire “a tutta massa”? Vuol dire che la piastrella manifesta lo stesso colore superficiale anche all’interno della sua struttura; in caso di scheggiatura, il danno è meno evidente. Cosa vuol dire “bordo naturale”? Vuol dire che il bordo è definito soltanto dalla pressatura del materiale. Cos’è la doppia pressatura? è un metodo produttivo con il quale i colori vengono miscelati nel corpo della piastrella con una prima pressatura, mentre una seconda compatta i colori delle applicazioni successive. Cos’è il tono? è la tonalità di colore che contraddistingue un lotto, ovvero piastrelle prodotte tra l’inizio e la fine di uno stesso ciclo produttivo.

Spessore 3 mm l Il formato da 3 mm è idoneo solo per rivestimenti a parete, mentre il formato da 6 mm è utilizzabile sia per pavimenti sia per pareti.

Spessore 6 mm

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I VInILICI

l Il “pavimento in scatola” è una soluzione innovativa proposta dall’azienda Tarkett: si tratta di una scatola che contiene una striscia di pavimento PVC autoadesiva 910x22 cm, spessore 2,6 mm, corrispondente a circa 2 mq di pavimento. La scatola funziona anche da srotolatore per facilitare la posa, il prodotto non si applica nei bagni. Dopo l’acquisto, il pavimento va conservato nel locale da rivestire per almeno 24 ore ad una temperatura intorno ai 20 °C. Prima di iniziare il lavoro, bisogna accertarsi che il fondo sia pulito, asciutto e livellato, quindi bisogna individuare il centro della parete di partenza e tracciare una linea fino alla parete opposta. Per eseguire il lavoro servono soltanto un metro a nastro, un cutter ed una spatola.

I

l materiale di base per questi rivestimenti è il PVC, dal quale si ottengono teli e mattonelle di formato e finiture differenti; fino a qualche anno fa venivano utilizzati solo per locali secondari o in ambito commerciale e sportivo, oggi la produzione è stata migliorata sia come qualità, sia come estetica grazie alla grafica computerizzata, per cui trovano largo impiego anche nel residenziale. La loro produzione può avvenire in tre modi: - pressatura: il PVC a pezzi viene messo in uno stampo riscaldato e pressato per ottenere le mattonelle. - spalmatura: si pongono più strati di PVC su una rete di fibra di vetro, fino allo spessore voluto, poi in forno si passa dallo stato liquido a quello gommoso (gelificazione). - calandratura: PVC e additivi coloranti passano tra cilindri riscaldati che li comprimono ottenendo teli a spessore costante che possono poi essere tagliati nei vari formati. l Teli, rotoli, quadrotte e formati simili a doghe sono prodotti per la posa incollata o autoadesiva ed hanno caratteristiche tecniche differenti a seconda dei requisiti richiesti nel luogo di applicazione (antistaticità, fonoassorbenti, antiscivolo ecc); i trattamenti superficiali migliorano la durata, rendono più semplici le operazioni di pulizia e possono conferire alle superfici caratteristiche antibatteriche. l Lo spessore complessivo, a seconda del tipo, è normalmente compreso tra 0,7 e 4 mm, mentre lo strato di usura è tra 0,12 e 0,40 mm; la possibilità di scelta è vastissima, dalle tinte unite all’imitazione di tutti i materiali, fino a texture n realizzate con la tecnologia digitale.

l Si utilizza la linea tracciata come guida per iniziare la posa: si estrae la striscia e si stacca una porzione di carta protettiva (1) dal lato adesivo, lunga circa 50 cm. La si fa aderire ben in linea con la parete e parallela alla linea di riferimento e si inizia a srotolare la striscia (2) fino alla parete opposta. Le dimensioni della scatola sono calibrate in modo che, appoggiandola contro la parete (3) e facendo combinare la striscia con la linea di taglio riportata sulla scatola, venga tagliata una porzione poco superiore al necessario, che va fatta aderire alla base del battiscopa (4), rifilata con il cutter e spinta sotto di esso con la spatola.

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l I migliori vinilici sono composti da diversi strati: il supporto, la rete di fibra di vetro che contrasta le dilatazioni, uno strato di PVC compatto per garantire stabilità anche senza incollaggio, lo strato di schiuma che dona calore e comfort, lo strato di usura, il disegno stampato ed il trattamento protettivo.

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UNA SCELTA SENZA LIMITI

TARKETT

l Formati, finiture e spessori non lasciano che l’imbarazzo della scelta: a seconda delle diverse linee si possono avere rotoli lunghi 25 metri e larghi 2-3-4 metri, più difficili da posare, ma con un maggior risultato di continuità; oppure mattonelle da 45,7x45,7 - 30,5x61 - 91,4x15,2 cm. Tutti i pavimenti vinilici si puliscono con l’aspirapolvere e con detersivo neutro disciolto in acqua, eventualmente strofinando con una spazzola morbida, i prodotti migliori beneficiano di una garanzia di 10 anni ed oltre.

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I FInTI LegnI

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materiali che imitano il legno sono molti, ma quanto a bellezza e resistenza il grès porcellanato li batte tutti, per non parlare della qualità del materiale. L’aspetto è talmente realistico che bisogna toccarlo per rendersi conto che non si tratta di legno. alcune finiture superficiali riproducono le doghe antiche trattate con sgorbia, altre la lavorazione a “piano sega”, ci sono versioni antiscivolo per esterni che evidenziano una rigatura ad effetto marinaro. l Sembra proprio di camminare su un parquet, ma proviamo ad elencare i vantaggi di questa soluzione: non si avvertono rumori da calpestio e scricchiolii tipici del legno, che possono avere un loro fascino, ma non sempre sono graditi; se ci sono bambini o animali domestici non ci si deve preoccupare di rigature o scalfitture; non ci sono scelte obbligate in presenza di riscaldamento a pavimento; si possono rivestire senza problemi anche il bagno e la cucina; non bisogna mettere in conto levigature, verniciature, cerature a distanza di tempo per riportarli a nuovo. e che dire della facilità di pulizia e dell’impossibilità di variazioni cromatiche dovute al sole che insiste sulla zona pavimentata davanti alle vetrate? l Le tonalità proposte seguono le principali essenze legnose, dal rovere sbiancato all’ebano, mentre i formati sono simili a quelli delle doghe da parquet, con lunghezze ridotte a circa 90 cm e larghezze tra 11 e 22,5 cm; ci sono anche piastrelle da 60x60 cm con il tipico aspetto delle quadrotte, premontate su supporti per la posa ad incastro. n

QUELLI CHE COPIANO gli altri materiali 20 RIFARE CASA con MADE 2017/3

DOGHE E CASSETTONI l La gamma Etic propone doghe di grès porcellanato colorato in massa ad effetto legno nelle misure 11x90 - 15x90 - 22,5x90 cm, spessore 10 mm, con finitura matt o strutturata. La gamma è arricchita dalle varianti Cassettone 45x45 mm e Tatami (tipo rigatino) 22,5x90 cm. Atlas Concorde (www.atlasconcorde.com)

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Le FInTe PIeTre

S SFUMATURE DI ALABASTRO l Marvel è un grès porcellanato colorato in massa che riproduce l’aspetto di vari tipi di marmo, con finitura lappata o matt disponibile nei formati 75x75-45x90-60x60-30x60. Al pavimento può essere abbinato il rivestimento in ceramica a pasta bianca che riproduce lo stesso effetto. Atlas Concorde (www.atlasconcorde.com)

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olo un paio di decenni fa non era neppure pensabile imitare così fedelmente un rivestimento di elevato pregio utilizzando un materiale che, seppur robusto ed affidabile, ha un’identità completamente diversa e viene prodotto industrialmente. è grazie alla tecnologia digitale che si è potuti intervenire sull’aspetto dei materiali e fondere praticità, bellezza e robustezza: pietre originali e preziose destinate ad uso esclusivo di palazzi signorili ora possono entrare anche nelle nostre case, in fedeli riproduzioni meno costose e più facili da gestire. l Bisogna fare attenzione a non lasciarsi trascinare con eccessivo entusiasmo dal fascino di questi materiali: ogni riproduzione, pietra o marmo che sia, pone comunque vincoli estetici al pari dell’originale. Le sfumature dell’alabastro, per esempio, si apprezzano maggiormente nei grandi formati perché sono proprio le venature a disegnare una sorta di percorso sulle superfici, quindi richiedono grandi ambienti ed un arredo sobrio e minimalista, sarebbe una vera follia desiderare un pavimento di questo tipo e nasconderlo con mobili e tappeti. l Le imitazioni possibili, comunque, non riguardano solo le pietre preziose e i marmi, caratterizzate da finiture lucide, ma anche cotto, graniti, ardesie ed altre pietre che possono essere indicate per ambienti rustici. La cosiddetta “ceramica tecnica” non conosce limiti. n

100% M Made ade in Italy

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uello che la natura realizza nel corso di millenni viene ora portato a termine in poche ore grazie a processi tecnologici brevettati. niente più estrazione e lavorazione dei blocchi di marmo, le splendide sfumature vengono riprodotte su lastre di grandi formati che ne imitano l’aspetto alla perfezione; inoltre il grès porcellanato non ha la porosità del marmo, bensì risulta molto compatto e con un assorbimento quasi nullo. l Grazie alla tecnologia moderna è possibile riprodurre fedelmente anche marmi che possono considerarsi esauriti in natura da tempo: si parte da materie prime selezionate e minerali miscelati e pressati con elevata potenza, poi tutto viene sottoposto ad altissime temperature. n

maTeraSSIno ISoLanTe l Per il loro aspetto straordinariamente realistico, queste lastre vengono utilizzate anche negli edifici storici importanti e ad alta frequentazione, dove le qualità del grès porcellanato garantiscono robustezza e maggior facilità di manutenzione. Qui siamo a Palais Garnier, sede dell’Opéra di Parigi, tutelato dal Ministero della Cultura francese, dove è sono state utilizzate lastre rosso alicante.

l Nelle foto piccole è evidenziata la differenza tra la corrispondente lastra di marmo di cava e l’imitazione di grès porcellanato, qui nella versione Nero Marquinia Extra. Lo spessore scende a 9 mm, le lastre sono rettificate e squadrate, superficialmente possono essere levigate e lucidate oppure soltanto prelevigate.

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l IsolTile è un materassino in polipropilene di 2 mm di spessore da posare semiflottante o a doppio incollaggio al di sotto di pavimentazioni in ceramica o parquet, sia in caso di sostituzione del vecchio pavimento, sia nella posa sul pavimento esistente. è un materiale impermeabile, adatto quindi anche all’utilizzo nei bagni, non solo in orizzontale al di sotto della pavimentazione, ma anche in verticale al di sotto dei rivestimenti. l Nel caso di sovrapposizione sull’esistente, l’utilizzo di IsolTile tra vecchia e nuova pavimentazione evita di pretrattare le ceramiche per renderle adatte al ricevimento della colla, oltre a non richiedere di dover smantellare il pavimento in essere. La sua posa è facile e veloce e permette di ripristinare in seguito la pavimentazione originale in caso di necessità. l Se utilizzato tra il massetto e la pavimentazione evita l’uso di prodotti livellanti in presenza di massetti inconsistenti o che “spolverano”; la sua caratteristica di disaccoppiante evita la formazione di crepe alle ceramiche, soprattutto in presenza di solai in legno, acciaio o misti. l In entrambe le applicazioni funziona anche come “salva piastrella”: ottimizza la distribuzione del carico dalla piastrella al sottofondo, evitando concentrazioni localizzate di sforzi. Per questo motivo i pavimenti posati su IsolTile sono più resistenti in caso di urti; un altro aspetto da non sottovalutare è il miglioramento dell’isolamento acustico che si ottiene e che si traduce in un comfort maggiore. Isolmant (www.isolmant.it)

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ISOLARE da dentro Pareti, soffitti e anche massetti pavimentabili che si possono posare a secco: ci sono tante possibilità per migliorare l’isolamento termoacustico in residenze esistenti e già abitate

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on c’è dubbio che isolare un’edificio esistente dall’esterno sia il sistema migliore per garantire benessere all’interno, ma non sempre questo è fattibile. Basti pensare a complessi abitativi multipli dove spesso è impossibile mettere d’accordo tutti i proprietari, ai costi maggiori dovuti a ponteggi e cantieristica, agli edifici sottoposti a vincoli architettonici. l In base ai parametri che ci si prefigge di raggiungere rispetto alla situazione di partenza, ci sono diverse possibilità per migliorare le prestazioni energetiche, secondo metodologie più o meno invasive: tra queste, le lastre di calcestruzzo cellulare garantiscono risultati eccellenti, con un metodo di posa che è un ottimo compromesso tra un sistema a secco e un’opera muraria tradizionale. l La conformazione, il peso e la morfologia delle lastre, adattabili a misura anche con strumenti manuali, rendono il lavoro spedito e di facile esecuzione, sia a parete sia a soffitto, potendo scegliere lo spessore più idoneo per arrivare al risultato atteso con la posa di un solo strato di materiale. l Interessanti soluzioni esistono anche per la realizzazione dei massetti di sottofondo per la posa dei pavimenti: mentre per una gettata tradizionale bisogna attendere una stagionatura di circa 4 settimane prima di posare la pavimentazione, utilizzando sistemi a secco si può posare n la finitura addirittura il giorno dopo.

I VANTAGGI

QUANTA SUPERFICIE SI PERDE l La perdita di spazio fruibile è abbastanza trascurabile rispetto ai benefici che si possono trarre dall’isolamento delle pareti: considerando una stanza da 3x4 metri posta sull’angolo di un edificio, quindi con due pareti da isolare, si passerebbe da una superficie iniziale di 12 mq a 11,55 mq, utilizzando pannelli spessi 50 mm + max. 15 mm tra colla e rasatura, e a 11,34 mq se i pannelli fossero da 80 mm (riduzione del 3,75 - 5,5%).

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l Le micro bolle d’aria tipiche della struttura del calcestruzzo cellulare agiscono come barriera naturale contro gli sbalzi termici e i rumori, i blocchi sono traspiranti e regolano l’umidità; inoltre si tratta di un materiale incombustibile per natura, pertanto è classificato in Euroclasse A1 di reazione al fuoco: anche con 6 ore di esposizione a una temperatura superiore a 1200 °C una parete di 150 mm di spessore realizzata con questo materiale non subisce deformazioni.

DIMENSIONI DEI PANNELLI l Le lastre Multipor misurano tutte 600x390 mm e gli spessori variano da 50 a 200 mm per poter soddisfare differenti requisiti di resistenza termica. Xella Italia (www.ytong.it)

ESTATE l Anche in caso di forte insolazione, le prestazioni termiche sono tali da mantenere un clima confortevole e costante sia nelle ore del giorno sia durante la notte.

INVERNO l Il calcestruzzo cellulare ha un’inerzia termica che consente di mantenere più a lungo il calore all’interno degli edifici nella stagione invernale, anche con climi rigidi.

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PARETI

SOFFITTI

l Quando non è possibile modificare la facciata o in caso di ristrutturazione parziale di un edificio, l’isolamento dall’interno è l’unica strada percorribile: con isolanti tradizionali si deve prevedere una barriera al vapore per evitare possibili formazioni di muffe dovute a fenomeni di condensazione interstiziale, mentre l’elevata traspirabilità di Multipor evita questo strato intermedio. l I pannelli sono facilmente lavorabili anche con tagli manuali e l’applicazione alla muratura esistente si effettua con una malta specifica, senza bisogno di ulteriori fissaggi di stabilizzazione. La malta va stesa in uno strato uniforme su tutta la lastra con una manara dentata, formando uno strato spesso 8-10 mm, il che permette di livellare superfici con irregolarità fino a 3 mm. l Il pannello viene accostato a parete mantenendo una distanza di circa 2 cm da quelli adiacenti, quindi premuto con forza e fatto scorrere a contatto con gli altri. La superficie viene poi regolarizzata riempiendo le commessure con la medesima malta, per poi applicare uno strato di rasatura con spatola a denti quadrati. Si stende su questa la rete d’armatura in fibra di vetro e si passa un secondo strato di rasatura, oppure semplicemente si livella ottenendo uno spessore totale di 5 mm.

l L’isolamento a soffitto non presenta sostanziali differenze rispetto a quello delle pareti: la preparazione del collante prevede l’aggiunta di 8 litri di acqua pulita a 20 kg di malta in polvere, da miscelare accuratamente con una frusta montata sul trapano, fino a ottenere un impasto privo di grumi. L’applicazione della malta e il posizionamento delle lastre seguono lo stesso criterio, avendo cura di sfalsare le file: l’effetto ventosa della malta e la leggerezza delle lastre non richiedono l’utilizzo di fissaggi aggiuntivi. l Soltanto se la finitura successiva è a intonaco (o dev’essere piastrellata, nel caso delle pareti) è previsto un fissaggio meccanico, consistente nell’inserimento di un tassello a fungo per ciascuna lastra. Se non è necessaria la perfezione estetica, come nel caso dell’isolamento a soffitto di un locale di servizio non riscaldato sottostante uno spazio abitativo, è sufficiente stuccare i giunti e carteggiare per livellare le diseguaglianze, poi si può applicare un fissativo seguito da una pittura traspirante.

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SOTTOFONDO RAPIDO TUTTO A SECCO AQUAPANEL FLOOR l Si tratta di pannelli di cemento Portland che misurano 900x600x22 mm, provvisti di bordi scanalati per l’inserimento di piastrine di giunzione che velocizzano il lavoro e permettono il perfetto livellamento dell’insieme. Sono adatti per l’installazione di pavimenti radianti e sono disponibili anche nella versione MF, accoppiati a un pannello di lana minerale dello spessore di 10 mm. Knauf (www.knauf.it)

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l Specialmente nei locali umidi, preparare una superficie livellata per posare una pavimentazione comporta una dilatazione dei tempi di asciugatura e richiede, come passaggio intermedio, la predisposizione di uno strato isolante per contrastare l’umidità. Con il sistema Aquapanel Floor tutto questo si ottiene in un’unica posa, facile e rapida, che avviene per incastro, dopo aver spalmato sui bordi dei pannelli una striscia di adesivo poliuretanico. L’unico tempo di attesa prima di stendere il fissativo e posare il rivestimento è di 12 ore, necessario all’asciugatura dell’adesivo. l Grazie alla sua leggerezza, questo tipo di sottofondo può essere utilizzato nei casi di solette esistenti non in grado di sopportare il carico di una gettata, anche di materiale alleggerito, per esempio i vecchi solai di legno. Inoltre il massetto si realizza efficacemente con uno spessore decisamente ridotto.

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1: i pannelli vanno distanziati dalle pareti con l’inserimento di cunei: la posa si effettua in modo sfalsato e i tagli rettilinei si eseguono con dischi diamantati e sega circolare. 2-3: le piastrine Aquapanel Biscuit sono in confezioni da 100 e 200 pezzi, mediamente ne occorrono 7 per mq; sono di plastica infrangibile e hanno la superficie zigrinata. Essendo la posa sfalsata, la piastrina che si trova al centro del lato lungo deve corrispondere agli spigoli dei due pannelli consecutivi nella fila successiva.

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4: Trascorse 12 ore dalla posa si può rimuovere l’eccesso di adesivo con l’aiuto di una spatola per rifilare la superficie. 5: lo spazio tra pavimento e pareti viene colmato con l’inserimento della striscia isolante che forma un cuscinetto, impedendo la trasmissione dei rumori da calpestio alle pareti. 6: la stesura di un fissativo (Knauf Tiefengrund) favorisce l’adesione del successivo rivestimento di finitura.

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CONTROTELAI fatti per impianti elettrici Le porte scorrevoli che scompaiono in un telaio murato nella parete non sono tutte uguali: solo alcune permettono di progettare in piena libertà gli impianti elettrici o di appendere arredi alla parete in tutta solidità

VANTAGGI applicazione di impianti elettrici del tutto convenzionali; nessun costo extra per la predisposizione degli impianti; nessuna limitazione ai punti luce sulla parete; possibilità di scegliere tra versione con stipiti o senza stipiti; dimensioni extralarge fino a 2600 mm in altezza per ECLISSE LUCE e 2700 mm per ECLISSE SYNTESIS LUCE; per intonaco o cartongesso, ad anta singola oppure doppia.

ECLISSE LUCE CONTROTELAIO PER PORTE SCORREVOLI CON STIPITI l ECLISSE LUCE è stato il primo modello (brevetto esclusivo) di sistema scorrevole a scomparsa a permettere l’inserimento di cablaggi elettrici: una rivoluzione per una maggiore libertà di arredo. Dimensioni 800x2100 mm per pareti in cartongesso.

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n passato installando una porta scorrevole a scomparsa si dovevano accettare alcune limitazioni, dovute in particolare alla presenza del cassonetto che impediva la sospensione di carichi e il passaggio di impianti nella porzione di parete da esso occupata. oggi questi vincoli sono solo un ricordo e delle porte a scomparsa restano da apprezzare solo i pregi, primo fra tutti l’assenza di ingombro in apertura che privilegia la disposizione degli arredi anche in piccoli spazi. l non tutte le porte scorrevoli a scomparsa, però, sono corredate di un controtelaio che permetta l’installazione di punti luce o scatole elettriche: ecco perché è importante scegliere un controtelaio predisposto per questo scopo e che consenta l’inserimento di termostati, prese e scatole elettriche sulla parete dove è installato. l eclisse ha progettato due modelli di controtelai pensati per questo scopo. Si tratta di strutture apposita-

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mente pensate per permettere la collocazione di scatole elettriche, quindi non si tratta di soluzioni di ripiego comer gli interruttori adesivi in radiofrequenza che richiedono di essere alimentati tramite batterie. l Il controtelaio è concepito con una speciale struttura interna che permette di disporre dello spazio necessario al passaggio dei cavi elettrici senza interferire con lo scorrimento della porta, che si tratti di una parete in muratura o in cartongesso. l nel primo caso, quando cioè la parete è in muratura, sono presenti diversi tagli pretracciati sulla lamiera che ne facilitano la rimozione solo nei punti in cui si vuole posizionare le scatole portafrutti. nel caso di pareti a secco, invece, è stata studiata una speciale intercapedine. In entrambi i casi è possibile applicare fino a 10 scatole elettriche (5 da un lato e 5 dall’altro) per ciascuna anta. n

ECLISSE SYNTESIS LUCE CONTROTELAIO PER PORTE SCORREVOLI SENZA STIPITI l Per gli amanti delle linee minimal e pulite, Eclisse ha studiato anche la versione con le stesse caratteristiche, ma priva di finiture esterne. L’effetto filomuro è garantito da speciali profili a struttura integrata che consentono assoluta omogeneità con la parete, nascondendo completamente la porta. Il tutto senza rinunciare alla comodità di avere l’illuminazione a portata di mano. Dimensioni 800 x 2100 mm per pareti in cartongesso. Eclisse (www.eclisse.it)

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NUOVO BAGNO per la casa in legno Cambia completamente la disposizione dei sanitari, sotto il vecchio rivestimento di piastrelle ricompaiono le pareti di legno originali: con i sistemi a secco vengono realizzate le contropareti dentro le quali passano i nuovi impianti

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bbiamo seguito la ristrutturazione di un bagno in una casa prefabbricata di legno degli anni ‘80: si è trattato di un intervento radicale, ma la complessità del lavoro è stata notevolmente agevolata dall’utilizzo di sistemi moderni. l La superficie del bagno era tale da giustificare la sottile riduzione di spazio dovuta alla realizzazione delle contropareti, compensata dall’installazione di una doccia al posto della vecchia vasca, migliore anche dal punto di vista funzionale. Le contropareti a secco hanno inoltre permesso di inserire materiale isolante nell’intercapedine costituita dalla struttura metallica a supporto dei pannelli di cartongesso, specifico per locali umidi; nello

stesso spazio sono state realizzate la linea di adduzione, sfruttando la versatilità dei tubi multistrato, e quella per gli scarichi dei sanitari, che hanno seguito una disposizione più consona alla nuova configurazione del locale. l Sul pavimento, anch’esso totalmente di legno e ricoperto con uno spesso rivestimento di linoleum, è stato realizzato un massetto alleggerito per livellare completamente le tavole senza caricare eccessivo peso su di esse, prima di procedere con la piastrellatura. Le pareti, invece, sono state soltanto smaltate per non appesantire esteticamente la stanza, restringendo la piastrellatura solo n al rivestimento della doccia.

PRIMA


l Da un piccolo disimpegno, al quale si poteva accedere da un’ala della zona giorno e da una stanza da letto, si entrava nel bagno vero e proprio: bagno ed antibagno erano separati da una porta. L’eliminazione della vasca e del divisorio ha permesso di ottenere un’unica stanza da bagno più grande, con un unico accesso: una semiparete costituisce il terzo lato della doccia, installata nell’angolo in precedenza occupato dalla vasca. l Per le contropareti sono state utilizzate le lastre di cemento rinforzato del sistema Aquapanel Indoor di Knauf, particolarmente indicate per impieghi in ambienti umidi, montate su orditure metalliche rivestite di alluminio e zinco; la parte alta delle pareti è rimasta quella originale di legno, come pure il soffitto. Nella zona del lavabo, la controparete arriva solo ad una certa altezza ed il rivestimento termina con il fissaggio delle lastre direttamente alla parete di legno. Il ripiano che risulta può essere utilizzato come portaoggetti, tal quale o applicando una mensola di finitura.

primA

dopo

l Per l’installazione dei nuovi sanitari si è fatto ricorso a moduli premontati che incorporano già gli attacchi per lo scarico, per l’adduzione calda e fredda e, per la tazza, la vaschetta di risciaquo. Nell’intercapedine vengono anche fatti correre i prolungamenti delle tubazioni: per quelle degli scarichi si utilizzano i tubi di PVC ad innesto forzato, senza filettature o saldature; per quelle di mandata si ricorre ai tubi multistrato, costituiti da un’anima di alluminio rivestita da due strati di materiale plastico, sagomabili anche a mano e da giuntare con una pinza crimpatrice. Si tagliano con un seghetto da ferro per poi eliminare la bava e lo schiacciamento con una punta conica prima di inserire i giunti metallici.

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rare box doccia

L’EVOLUZIONE della doccia

La doccia di oggi non è più un vano stretto tra pareti di vetro sintetico, legato alle dimensioni dei piatti: è uno spazio più ampio in continuità con pareti e pavimenti che invita a veri momenti di piacere, più che alla semplice igiene personale, grazie alle soluzioni tecnologiche utilizzate per i dispositivi idraulici (e non solo) che ne fanno parte

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ra soffioni di grandi dimensioni, bocche a cascata, getti laterali, luci multicolori, diffusori musicali, superfici senza confini e funzioni gestibili tramite pannelli di comando, la doccia moderna è diventata uno spazio tecnologico che distribuisce benessere, ma l’elemento base che la contraddistingue rimane sempre e comunque lo stesso: l’acqua. è l’approccio ed il rapporto con questo elemento che ne ha determinato la trasformazione d’uso, ampliandone le possibilità. l Sono due gli aspetti da considerare affinché una doccia multigetto possa effettivamente essere un momento di relax: la portata d’acqua e la sua temperatura. il primo punto è strettamente tecnico e comporta calcoli e verifiche da parte dell’idraulico per realizzare una distribuzione ottimale dell’acqua. Questa, nel punto in cui passa dalla rete all’utenza privata, ha una pressione di 3,5-4 atmosfere: è la sua ripartizione che richiede un dimensionamento adeguato del diametro delle diramazioni in base al numero di punti di prelievo e del loro utilizzo, tenendo conto delle perdite di carico lungo il percorso e della velocità dell’acqua, che va mantenuta entro determinati valori per evitare vibrazioni e, soprattutto, colpi d’ariete che possono a lungo andare danneggiare i componenti. l L’aspetto della temperatura dell’acqua va valutato su due fronti. da un lato è necessaria una quantità di acqua calda sufficiente a una doccia prolungata, tenendo conto che contemporaneamente possono attivarsi altri punti di prelievo, quindi occorre un accumulo adeguato; dall’altro non dev’essere necessario aprire il rubinetto e far correre litri d’acqua prima che questa arrivi ad una temperatura gradevole. oltre ad isolare correttamente i tubi, l’acqua calda deve compiere un percorso breve tra caldaia e/o accumulo ed erogatori, oppure bisogna prevedere tubazioni di andata e ritorno alla caldaia nelle quali l’acqua calda viene tenuta costantemente in circolazione ed è immediatamente disponibile all’apertura del rubinetto. Si tratta però di un sistema che comporta costi aggiuntivi di realizzazione e di mantenimento. l Alcune statistiche evidenziano che le docce multigetto hanno innalzato i consumi d’acqua, tanto da far pensare che sia tornata più parsimoniosa la vasca. i dati vanno interpretati in modo diverso: anche una bocca a cascata di grandi dimensioni, su consiglio delle case produttrici, va utilizzata con una portata inferiore a 15 litri/minuto (non dev’essere un “gavettone”!), pur avendo capacità di erogazione superiori. Quanto ai grandi soffioni, adottano sistemi di miscelazione acqua-aria per produrre getti più voluminosi e contenere i consumi; il fatto è che, con queste apparecchiature piacevoli, si è soggetti a dilatare i tempi di utilizzo ed è questo che comporta un maggior consumo di acqua, ma anche di metri cubi n di metano per riscaldarla.

l Nella scelta di una doccia multigetto è molto importante accertarsi di quale sia la portata minima consigliata dal produttore per alimentare i diversi erogatori, in modo da far dimensionare le sezioni dei tubi di adduzione in base alle esigenze.

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SCARICHI FILO PAVIMENTO Filo pavimento con piatto doccia incassato: l’installazione in un bagno funzionante presenta qualche difficoltà e non sempre è possibile in quanto bisogna rompere il massetto in modo da avere una pendenza sufficiente all’evacuazione dell’acqua. Per le nuove installazioni esistono elementi di schiuma preformata, impermeabilizzata e con la corretta pendenza, già provviste di scarico.

Griglia centrale: la soluzione a deflusso centrale vincola a far convergere verso la griglia tutti e quattro i lati del piatto: è la soluzione meno utilizzata, sia per questo motivo, sia perché lo scarico rimane distanziato dalle pareti e la griglia interrompe la continuità del pavimento e, se la doccia non è racchiusa in un box, interferisce con il passaggio quando non risulta in uso.

Griglia laterale: tra le soluzioni a pavimento è la migliore, in quanto rimane vicino alla parete e minimizza l’interferenza con il rivestimento. Nelle soluzioni ad angolo è possibile installare una doppia caditoia alla base delle due pareti: in questo caso la più ampia capienza richiede un canale di evacuazione di minor ingombro superficiale e si può fare a meno della griglia.

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TIPI DIVERSI DI APERTURA

l Per i box di forma quadrata o rettangolare ci sono diverse opzioni: l’apertura può essere su uno o su due lati, ad anta unica o doppia, a battente, scorrevole su un lato, doppia scorrevole o con movimento a soffietto. Nel caso di porte doppie, queste possono essere su uno stesso lato o su due lati adiacenti, con chiusura ad angolo. Nei box a quarto di cerchio ci possono essere 1-2 porte a battente al centro e due cristalli fissi più stretti ai lati; l’apertura a scorrimento avviene invece su guide semicircolari sulle quali le sezioni di anta scorrono lateralmente. Ma il box può avere anche forma pentagonale, nel qual caso l’apertura può essere a battente doppio o singolo o a soffietto. In ogni caso, la scelta dipende anche dalle dimensioni del box; inoltre, al momento della scelta, bisogna specificare il senso di apertura per le chiusure ad anta unica a battente e per quelle a soffietto.

RUBANDO 1M2 ALLA STANZA CONFINANTE l Senza sacrificare spazio alla mobilità, nei bagni piccoli si può installare una comoda vasca, utilizzabile anche come doccia, sottraendo meno di 1 mq di spazio alla stanza attigua, se le condizioni lo permettono. Si ottengono così due nicchie: quella dal lato bagno permette di incassarvi in parte la vasca, mentre quella nella stanza vicina può contenere una libreria, una scaffalatura o essere chiusa con due ante per ottenere un armadio a muro.

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Il WC installabile ovunque è ora proposto in una nuova veste per adeguarsi alle moderne esigenze dell’abitare senza incorrere in pesanti ristrutturazioni

ORA SÌ CHE È un vero bagno! p

oter installare un WC, anche lontano dalla colonna di scarico, tramite un trituratore, era già un’alternativa interessante rispetto ad una predisposizione in piena regola di ulteriori impianti, ma costringeva a qualche rinuncia sul piano estetico. La novità che risolve anche questo aspetto si chiama Sanidesign ed è una struttura rivestita posta dietro il WC dalla quale emerge solo la placca di comando della vaschetta di risciacquo, come nelle situazioni più ricorrenti nei bagni moderni. l All’interno della struttura si può installare uno dei 3 trituratori della gamma (Sanitrit, Sanitop, Saniplus) a seconda delle esigenze, arrivando a poter collegare più utenze fino a gestire non solo il WC, ma un bagno completo. Ampia libertà anche per la scelta della cassetta di risciacquo, Sanidesign è compatibile con la maggior parte delle cassette in commercio. l L’installazione è come sempre semplice, non necessita di ulteriori interventi oltre quelli previsti per un qualsiasi trituratore; questo e la cassetta rimangono ispezionabili dopo l’inn stallazione. Sfa Italia (www.sfa.it)

l Il telaio che racchiude lo sciacquone ed il trituratore è d’acciaio, mentre i pannelli laterali e frontali sono di laminato ad alto spessore disponibili nelle finiture wengé, rovere sbiancato, rovere laccato bianco e, solo per i laterali, nero opaco e acciaio satinato.

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MONOCOMANDO pronto uso

RESISTE ALLE PENDENZE ESTREME.

In presenza di acque particolarmente “dure” è bene tenere sotto controllo cartucce e guarnizioni prima che si manifestino problemi di erogazione o perdite

MANOPOLA ROTANTE

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CARTUCCIA DI CERAMICA

EROGATORE CON ROMPIGETTO

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a manutenzione del rubinetto a monocomando consiste nella pulizia accurata di tutte le parti che vengono a contatto con l’acqua, per eliminare ogni particella di calcare o di sabbia. l prima di qualsiasi intervento di manutenzione o sostituzione bisogna interrompere l’afflusso dell’acqua all’utenza interessata: se non ci sono valvole intermedie bisogna chiudere la valvola principale, con il risultato che fino al termine del lavoro nessuno dei rubinetti di casa potrà erogare acqua. Se si sta sostituendo completamente un rubinetto, l’occasione è buona per montare, tra i tubi di mandata di acqua calda e fredda e i flessibili collegati a esso, una piccola valvola che permetta di interrompere il flusso d’acqua alla singola utenza, lasciando piena fruibilità degli altri erogatori. l La manopola si smonta allentando la vite a brugola posta sotto l’impugnatura o sul retro; si estrae la “cartuccia” e si pulisce l’interno con uno straccio. Se vi sono tracce di calcare si versa un liquido anticalcare e lo si lascia agire per un’ora. Se il rubinetto gocciolava o non rispondeva con precisione all’azione della manopola si deve cambiare la cartuccia semplicemente n sostituendola con un’altra dello stesso tipo.

Le imitazioni scivolano, ADESO ® no: anche nelle situazioni più estreme. L’originale, la prima, la più affidabile membrana bituminosa autoadesiva garantisce un’impermeabilizzazione assoluta unita ad una totale stabilità. Merito del doppio compound con mescola APP o SBS e ad una mescola altamente autoadesiva nel lato inferiore. Al centro, l’armatura di rinforzo. L’unica cosa di cui farete a meno è il fuoco. Il resto sono solo vantaggi e prestazioni superiori.

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1: i miscelatori sono ormai la norma in tutte le case di nuova costruzione, ma non è raro che nelle abitazioni meno recenti sussistano ancora rubinetti con il doppio comando. 2: nella dotazione sono compresi anche il nuovo scarico con il salterello e gli altri elementi. 3: dopo aver tolto le manopole inserite sui comandi degli erogatori, si svita il corpo dei vitoni asportandoli dal lavabo. 4: si allenta la ghiera di fissaggio posta sotto il lavabo, si asporta il corpo del rubinetto estraendolo verso l’alto. 5: il rubinetto a monocomando va assemblato inserendo la cartuccia di ceramica e il corpo della valvola nella sua sede. 6: quando tutti i componenti interni del monocomando sono correttamente posizionati si può applicare la leva del cappuccio.

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MODO NUOVO di vivere il bagno E

LA MANUTENZIONE 1: per rimuovere la manopola si allenta la vite posta sotto la leva di comando (che può essere di tipo a mascherina). 2: la cartuccia miscelatrice è fissata con viti al corpo del rubinetto. Per liberarla si allentano e si tolgono le viti. 3: a questo punto si estrae la cartuccia, completa dell’asta, e si verifica lo stato di usura dei dischi superiore e inferiore. 4: spesso basta pulire con un anticalcare e rimontare la cartuccia, in caso contrario se ne installa una nuova.

Avere più comfort in bagno e migliorare il deflusso dell’acqua oggi è semplice e immediato

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cco un nuovo sistema di riscaldamento che dona calore agli ambienti in pochi minuti, riducendo i costi d’installazione e le dispersioni di calore, e fa dire addio alle piastrelle fredde! l prodeso Heat è un sistema elettrico a cavi scaldanti che si installa in un solo giorno anche su pavimenti pre-esistenti; la speciale membrana prodeso Heat Grip assicura un aggrappaggio migliore, i cavi scaldanti si incastrano nello spessore della membrana e la posa dei rivestimenti è più semplice e veloce;inoltre, il cavo riscaldante può essere collocato solo dove necessario, senza dislivelli tra zone scaldate e non. il calore si controlla e programma anche da fuori casa, differenziando le aree dell’abitazione, senza sprechi ed evitando movimenti di polvere, oltre a beneficiare di un ambiente meno umido e meglio isolato. l invece, per chi ama personalizzare al massimo il bagno con un tocco di design, ecco proshower System, una canalina di raccolta d’acqua modulare. ideale per la doccia, ma anche per i lavabi, si può montare in sequenza ottenendo qualsiasi misura. l Le sei diverse griglie di finitura, tutte in acciaio e inattaccabili da qualsiasi corrosione, sono caratterizzate da forme lineari e pure. All’eleganza e alla leggerezza visiva il sistema unisce anche la praticità e la facilità di pulizia e manutenzione del sifone, dal momento che la particolare pendenza della canalina fa defluire l’acqua verso lo scarico n evitando così ristagni maleodoranti.

Progress Profiles (www.progressprofiles.com)

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na buona illuminazione naturale in casa è indispensabile per le attività domestiche quotidiane, ma è altrettanto vero che in alcune ore della giornata può essere fastidiosa, causare abbagliamento e influenzare la temperatura interna. Le superfici vetrate non vanno viste unicamente come fonte di possibili dispersioni: a seconda delle ore della giornata e delle stagioni l’insolazione può fornire un apporto energetico, per cui non si tratta semplicemente di “oscurare”, ma di “modulare” la quantità e l’intensità della luce e del calore che entrano attraverso di esse per trarne non solo comfort, ma anche un risparmio. l La scelta del dispositivo migliore tra quelli in commercio dipende da alcuni fattori, oltre al gusto personale: primi fra tutti l’architettura dell’edificio e il contesto in cui si trova, che può limitare la scelta, e l’esposizione dei diversi ambienti rispetto al ciclo solare. Antoni e persiane sono i sistemi storicamente più utilizzati, ma, rispetto ai loro antenati, vengono oggi concepiti con una maggiore versatilità in fatto di schermatura dei raggi solari e di integrazione architettonica, complici i diversi materiali alternativi al legno. l Lo stesso accade per le tapparelle, di più recente introduzione, ma pur sempre ultracentenarie: oggi hanno un ingombro ridotto, sono più robuste, ma più leggere, e possono essere inserite all’interno della vetrocamera e funzionare elettricamente, fino a essere interfacciate con un sistema domotico. Veneziane e frangisole sono più recenti e, grazie alla possibilità di orientare le lamelle a seconda dell’incidenza dei raggi solari, sono anche i sistemi più versatili, al passo con le nuove esigenze, sia in campo architettonico sia in quello del risparmio energetico: le veneziane sono integrabili nella vetrocamera e lo sviluppo dei serramenti ad alta efficienza ha incrementato la diffusione di superfici a tutto vetro in sostituzione di quelle cieche, per cui questi sistemi si rivelano i più indicati per vetrate di grandi dimensioni, svolgendo la loro funzione in modo discreto senza interferire con n l’architettura o, addirittura, valorizzandola.

MODULARE luce e caldo 48 RIFARE CASA con MADE 2017/3

Schermare i raggi solari è un’esigenza dettata non solo dall’effetto serra che generano le superfici vetrate: l’esposizione prolungata ai raggi UV causa il degrado di molti materiali e lo sbiadimento dei colori. E poi c’è bisogno di privacy... RIFARE CASA con MADE 2017/3

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TIPI DI AZIONAMENTO

A cinghia: è il sistema manuale più comune, ma è anche quello che espone a maggiori rischi l’avvolgibile in caso di rilascio eccessivamente rapido o a strappi energici in fase di avvolgimento.

A manovella: al posto della cinghia avvolta sulla puleggia del rullo è presente un argano collegato a essa; l’azionamento avviene con il movimento orario o antiorario di una manovella, in modo più costante e regolare.

A motore: richiede un allacciamento elettrico, l’avvolgibile viene comandato da un pulsante a parete o tramite un telecomando che permette, anche, la movimentazione simultanea di tutti quelli installati.

FUNZIONAMENTO ELETTRICO SENZA RETE

Tende a rullo: trovano spazio nel residenziale moderno, vasta gamma di tessuti e colori, possibiulità di oscurare o solo filtrare la luce. Tende a pannelli: schermano e direzionano la luce, hanno movimentazione a strappo, a cordone, a motore; ideali per grandi superfici vetrate. Tende alla veneziana: costituite da lamelle che possono essere variamente inclinate tramite un’asta di comando; lo scorrimento e il blocco all’altezza desiderata avviene tramite cordini.

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l L’installazione delle finestre da tetto avviene con frequenza ad altezze difficoltose da raggiungere per azionarne manualmente l’apertura e la schermatura: se non sono stati predisposti i necessari collegamenti elettrici, motorizzarle può essere un ulteriore disagio. Il kit KSX 100 aiuta a risolvere il problema: si tratta di un motore a catena alimentato da un piccolo pannello fotovoltaico e controllato da un telecomando. La finestra è già predisposta per essere comandata via radio: basta montare il pannello fotovoltaico sulla parte esterna tramite la staffa in dotazione e collegarlo al motore, l’energia raccolta dal pannello viene immagazzinata in un piccolo accumulatore. Il kit può gestire fino a 300 operazioni complete di apertura/chiusura senza ricarica, può essere abbinato a una persiana solare SSL senza opere murarie ed è installabile su tutte le finestre Velux con altezza minima di 78 cm. Velux Italia (www.velux.it)


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persiAne e Antoni

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PERSIANE CON CORNICE

APERTURA A LIBRO

l Sono stati i primi sistemi utilizzati per filtrare la luce e proteggere le finestre da pioggia e vento: nelle moderne persiane le lamelle inclinate e distanziate, un tempo fisse, sono regolabili fino a oscurare completamente come nelle veneziane. l Rispetto agli antoni, ciechi, le persiane possono disporre di sportelli apribili a ribalta verso l’esterno, nella parte inferiore per le finestre o nella parte superiore per le portefinestre. Il sistema di fissaggio di antoni e persiane può avvenire in due modi: quello tradizionale consiste nell’installare i cardini di articolazione direttamente nella muratura, a filo esterno della spallina, e su di essi incernierare l’anta; nell’altro sistema i cardini sono fissati a una cornice supplementare che contorna la finestra su tre lati. Si tratta di un meccanismo migliore sotto il profilo estetico, in quanto in posizione di chiusura rimane completamente invisibile, mentre nel primo caso i cardini rimangono al di fuori delle spalline.

l Nel caso di finestre molto larghe non è possibile ridurre la schermatura a due antoni, sia per lo sbandieramento verso l’esterno (con difficoltà di apertura e sollecitazione dei perni di articolazione), sia per lo spazio che occuperebbero in facciata. Le soluzioni possibili in questi casi possono essere diverse: o entrambi gli antoni sono divisi a metà e ripiegabili a libro, dimezzandone l’ingombro in apertura oppure la luce della finestra viene divisa in tre e si installa un’anta semplice da un lato e un’anta a libro dall’altro. l Oltre al sistema principale di apertura e di battuta delle ante, occorre predisporne uno in più in corrispondenza dell’articolazione a libro; in base alle dimensioni del foro finestra e al peso degli antoni è bene che sia previsto un cardine in più in posizione centrale. Il montaggio può essere effettuato con tassello chimico, utilizzando una calza nel caso di muratura forata, tenendo conto che sia la posizione dei cardini sia quella del bloccaggio in apertura, dal lato a libro, devono assecondare l’impacchettamento dell’anta.

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VeneziAnA integrAtA

l Nella configurazione a scorrimento e impacchettamento verticale sono abbastanza simili alle veneziane: le lamelle devono però presentare una rigidità strutturale e una resistenza al vento superiore in quanto vengono utilizzate per fornire una schermatura esterna continua a superfici vetrate di grandi dimensioni. In alcuni modelli il meccanismo che comanda il sollevamento e l’orientamento delle lamelle è nascosto all’interno delle guide laterali: a esso ciascuna lamella è assicurata da solidi supporti alle estremità senza nastri intermedi. Questa soluzione garantisce un’estetica migliore, perché in posizione abbassata si vedono soltanto elementi orizzontali senza frammentazioni verticali e, in caso di danneggiamento, è possibile sostituire anche una singola lamella con facilità. Oltre a questa tipologia a impacchettamento e scorrimento verticale, esistono frangisole che rivestono un ruolo architettonico nell’edificio essendo pannelli scorrevoli lateralmente in binari e sono parte integrante della facciata.

Hella

l Questa soluzione è indubbiamente la più interessante per utilizzare la veneziana come sistema di schermatura: viene inserita nell’intercapedine tra i vetri già in fabbrica e non necessita di alcun cassonetto, è protetta dalle intemperie e dallo sporco e si ha un significativo aumento della superficie vetrata, dato che il minor ingombro delle parti opache del serramento si traduce in una maggiore quantità di luce negli ambienti. La posa in opera dell’insieme è rapida, si può scegliere tra l’azionamento manuale a catenella a giro continuo oppure motorizzato. Un ulteriore vantaggio, rispetto a una veneziana installata all’esterno della finestra, sul lato interno della stanza, è che si beneficia di una migliore schermatura termica: la veneziana esterna, infatti, funziona come barriera alla luce e antiabbagliamento, ma è meno efficace nei confronti del calore fornito dall’energia solare, essendo già questa penetrata nel locale attraverso la superficie vetrata della finestra. Isolcasa (www.isolcasa.it)

frAngisoLe

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pergole: CI VUole Il perMeSSo? l Consultare il proprio Comune prima di installare pergolati, pensiline e strutture simili è consigliabile, perché le discriminanti sull’argomento sono diverse. Infatti, le pergole dovrebbero rientrare tra le strutture “precarie”, ossia facilmente amovibili ed esenti da permessi, ma in alcuni casi (rari) è sufficiente il fissaggio al suolo, anche se con staffe o simili, a far decadere la precarietà della struttura. Se poi l’abitazione interessata può essere soggetta a vincoli architettonici, consultare il Comune diventa d’obbligo.

l Normalmente una pergola di legno o metallo, se non presenta una copertura rigida (nel qual caso si parla di tettoia), è ritenuta un semplice sistema ombreggiante: se ridossata deve essere priva di chiusure rigide sugli altri 3 lati e, se priva di fondazioni, ovvero soltanto tassellata, risulta una struttura “facilmente amovibile” che permette una migliore, ma temporanea, fruizione dello spazio esterno; può invece essere interpretata in altro modo se richiede plinti o se può costituire un aumento della superficie abitabile.

ADDOSSATA O AUTOPORTANTE l Addossata: è la situazione più frequente e può avere un’inclinazione verso l’esterno più o meno accentuata, dipende molto dalla profondità dello spazio da ombreggiare e dall’architettura della facciata. Per esempio, costruzioni monopiano non mettono a disposizione molta muratura sopra l’accesso, oppure può essere presente un terrazzo che vincola nel posizionamento della trave a muro. Anteriormente poggia su due gambe fissate a terra. l Addossata senza piantane: nessun ingombro a ter-

Inclinata

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Piana

ra, quindi l’area ombreggiata rimane completamente fruibile, ma occorre una valutazione attenta del supporto per il fissaggio (soprattutto in presenza di rivestimenti a cappotto) in quanto il sostegno è affidato completamente alla parete l Autoportante: è la soluzione a isola, versione moderna del gazebo, permette di avere una zona relax distaccata dall’abitazione che, se ricoperta con telo retraibile, può essere utilizzata come solarium o come salotto, avvolgendo o distendendo la copertura.

Senza piantane

Autoportante

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QUELLA STANZA che mancava Un corpo aggiunto anni prima alla palazzina, utilizzato a lungo come garage e ripostiglio, è stato trasformato in uno spazio abitabile adibito a soggiorno e reso molto luminoso con l’aggiunta di ampie superfici vetrate e grazie alla finitura chiara delle superfici

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a trasformazione di questo locale da secondario a spazio abitabile è stata possibile grazie ad alcuni accorgimenti attuati in fase costruttiva, in primis per le pareti e la copertura che, rispetto alla zona climatica, erano in grado di garantire un discreto isolamento termico di base. l in seguito ad altre modifiche apportate ai volumi della palazzina e alle nuove esigenze dei proprietari, uno spazio di oltre 33 mq adibito a garage e locale di sgombero non aveva ragione di essere, per cui sono state eseguite le opere necessarie a trasformarlo in un ambiente polivalente dal punto di vista abitativo: ora può essere utilizzato come locale indipendente per ricevere gli ospiti, luogo di studio, zona relax in cui ritirarsi e godere di una piacevole vista sul verde circostante. l in primo luogo è stato necessario incrementare le superfici vetrate del locale, aprendo una grande finestratura al centro di una parete e aggiungendo una porta a vetri, comunicante con il cortile interno, in aggiunta a quella esistente per l’accesso pedonale, anch’essa vetrata e posta a lato del portoncino d’ingresso dell’abitazione. La porta basculante che permetteva il passaggio delle vetture non è stata rimossa, ma semplicemente rivestita sia esternamente sia internamente, in modo da poterne ripristinare l’utilizzo senza particolari opere. l travi e tavolato del soffitto, a vista, hanno suggerito il rivestimento con perline di legno maschiate da 20 mm; ma, per rendere più luminoso e moderno il nuovo ambiente, soffitto e pareti sono stati verniciati di bianco; tonalità chiara anche per il pavimento di pastina di cemento protetto con resina trasparente, realizzato sulla piastrellatura esistente. Una coppia di fancoil collegati a una pompa di calore con tecnologia inverter garantisce un clima ottimale sia in estate sia in inverno e solo quando serve utilizzare il locale, in quanto già dopo 20 minuti dall’accensione si può beneficiare di un clima confortevole. n


LA GAMMA SISTEMA CASA l Malta Unica è una speciale malta leggera multiuso a base di inerte selezionato, sabbie alluvionali non macinate esenti da limo, calce idrata, legante idraulico, additivi specifici e perlite; è estremamente leggera e di facile utilizzo per l’esecuzione di murature, di intonaci a mano, per la chiusura di tracce e fessure, per la protezione degli impianti, per lavori di bricolage in interno ed esterno. L’impasto si prepara dosando circa 18 litri di acqua per 100 kg di malta; agitare in betoniera ed eventualmente aggiungere acqua fino a raggiungere la consistenza ottimale (per la fornitura in sacchi) oppure regolare il flussimetro del mescolatore fino al raggiungimento della consistenza ottimale (con impianto silo); provvedere al montaggio dopo aver posizionato allineamento e piombi, allettamento correttamente ogni singolo elemento.

LE NUOVE APERTURE l Dove prima si trovava una delle piccole finestre, la luce è stata ampliata per inserire una grande porta a vetri che comunica con il cortiletto interno. Al centro della parete adiacente è stata invece prevista una grande vetrata fissa che permette di godere il verde della pineta. l In base alle dimensioni della vetrata (2550x1450 finita), si traccia un rettangolo ben centrato sulla parete, aumentando le misure quanto basta a murare il telaio all’interno della luce: indispensabile, per sveltire il lavoro, un potente scalpellatore elettrico. Prima di iniziare occorre sostenere esternamente la trave di colmo per evitare cedimenti, tramite un puntello registrabile che appoggi a pavimento e spinga contro la parte inferiore della trave. l L’apertura deve avere un’altezza superiore a quanto effettivamente necessario per poter murare un architrave di rinforzo, costituito da due putrelle di ferro con sezione a H rovesciata, rientranti quanto basta rispetto al filo interno ed esterno del muro da permetterne l’intonacatura. In alto, lateralmente, lo scasso risulta più largo per poterle inserire e appoggiare sullo spessore della muratura; lo spazio tra le due putrelle viene colmato con una fila di mattoni forati.

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l Intonaco Pratico è uno speciale intonaco leggero a base di inerte selezionato, legante idraulico, calce idrata, fibre sintetiche, additivi specifici e perlite, utilizzabile per intonacature traspiranti di superfici interne ed esterne. è applicabile su supporti tipo laterizio, calcestruzzo ruvido, blocchi e rete portaintonaco; strutture in calcestruzzo liscio devono essere preventivamente rinzaffate con l’intonaco aggrappante RG 12. Non è applicabile su supporti in gesso, verniciati o inconsistenti e friabili; per blocchi termoisolanti è consigliabile utilizzare l’intonaco di fondo alleggerito FG 99.

l Rasante Biancogesso è un prodotto di finitura premiscelato a secco a base di gesso, calce idrata, speciali inerti calcarei extra bianchi a elevata purezza e additivi specifici. Può essere utilizzato come lisciatura di superfici intonacate a gesso o come finitura di intonaci calcelegante idraulico ben stagionati, purché liberi da polveri, efflorescenze, oli e grassi. Non è applicabile su calcestruzzo e su intonaci da risanamento e in locali e ambienti in cui persista un tasso di umidità elevata; evitare in ogni caso l’impiego in esterni. L’impasto si prepara dosando circa 50-60 litri d’acqua per 100 kg di prodotto secco, miscelando fino alla scomparsa di grumi e lasciando riposare per circa 15 minuti; il prodotto può poi essere utilizzato nell’ora successiva con spatola metallica. Per esaltare l’effetto specchio si può ripassare il prodotto indurito con la spatola metallica inumidita.

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GYPSPO LIGNUM

IMPIANTI E PERLINE

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l è una lastra di cartongesso che si distingue per l’alta densità, la bassissima permeabilità al vapore, l’elevata resistenza all’impatto, le notevoli prestazioni antincendio e una resistenza alla flessione superiore di 1/3 rispetto alle lastre tradizionali. Consiste in uno strato di gesso che incorpora speciali additivi come farina di legno, vermiculite, vetro e idrofuganti, racchiuso tra due strati di uno speciale cartone ad alta resistenza; il suo utilizzo garantisce un incremento delle prestazioni acustiche per quanto attiene l’abbattimento di rumori aerei e da calpestio.

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1: la necessità di stendere nuovi impianti e di incrementare l’isolamento termico, peraltro già accettabile, ha fatto propendere per un rivestimento totale delle superfici verticali con perline di abete spesse 20 mm, montate su una sottostruttura di listelli e disposte orizzontalmente, ottenendo anche una perfetta integrazione con il soffitto esistente di legno. 2-3: questa scelta ha permesso di tracciare sui muri il percorso delle linee e installare le scatole elettriche per derivazioni, prese e interruttori scanalando i muri solo negli angoli e per il collegamento dei fancoil all’unità esterna: i tubi corrugati rimangono nell’intercapedine tra muratura e rivestimento e le scatole elettriche possono essere fissate direttamente ai muri esistenti con tasselli e viti. 4: per non lasciare fissaggi a vista, le perline si fissano ai listelli inserendo le viti inclinate in basso attraverso i denti dell’incastro. L’estremità delle perline deve ricadere al centro di un listello, che condivide il fissaggio di due perline consecutive. 5: le perline vanno fissate in bolla: la pendenza del pavimento verso il vecchio accesso si corregge in basso con una striscia di perlina tagliata a triangolo.

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ECO-LIGHT

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l Prodotto fibrorinforzato alleggerito a base di calce idraulica naturale NHL 3,5 per sistema a cappotto Fassatherm Plus e Fassatherm Eco; può essere utilizzato per incollare e rasare panelli in lana di roccia, sughero, silicato di calcio idrato e fibra di legno, oltre che per annegare le reti d’armatura. Contiene fibre di vetro, inerti leggeri di vetro espanso, sabbie selezionate e additivi specifici. Il peso specifico molto basso (950 kg/m3) incrementa la lavorabilità del prodotto e migliora la conducibilità termica, riuscendo perciò a garantire un isolamento termico superiore.

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l è una pittura per interni ed esterni composta da copolimeri acrilici, inerti selezionati, biossido di titanio, pigmenti e additivi specifici per migliorare l’applicabilità; i pigmenti che compongono i colori garantiscono una cromaticità stabile nel tempo. Viene usata come pittura protettiva e decorativa su intonaci di finitura a calce, calce-cemento e cartongesso; è applicabile a rullo di lana (preferibilmente a pelo corto) con diluizione al 25%, a pennello o airless con diluizione 30-35%.

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LA VETRATA FISSA 1: il fissaggio del telaio zincato nel foro finestra deve avvenire con questo perfettamente in bolla e a piombo: allo scopo vengono inseriti tacchi di legno o cunei alla base e di lato per mantenere la corretta quota.

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ro per la porta sono abbastanza simili, a parte le registrazioni finali per una corretta articolazione: una volta completato il rivestimento interno e la finitura della luce è il momento di fissare il controtelaio con i cardini premontati.

2: dopo aver ripiegato e murato le zanche, si bloccano alla muratura, con spezzoni di tondino di ferro curvati a mo’ di morsetti, le tavole di riscontro per rifinire lo spessore del muro all’interno della luce; lo stesso si fa poi per la rasatura del muro sui due lati, con le tavole bloccate all’interno della luce della vetrata.

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3: sul telaio zincato, dopo aver rivestito la parete, si monta il controtelaio di alluminio verniciato, completo di profilo di battuta per il doppio vetro. Prima di inserire quest’ultimo, sul profilo di base si montano alcuni distanziali calibrati per impedire l’appoggio del doppio vetro al telaio e ottenere una fessura a larghezza costante per la guarnizione di tenuta. 4-5: la lastra di vetro viene mantenuta in posizione da segmenti di alluminio inseriti a scatto lungo il perimetro: si preme la guarnizione in sede e si sigillano le fessure tra controtelaio e muratura, all’interno e all’esterno.

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LA NUOVA PORTA Scritte 1: le fasi che riguardano la sistemazione del fodisegni

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2: si realizzano i fori nel telaio facendo passare la punta del trapano attraverso quelli già presenti nel profilo interno del controtelaio, per poi inserire le viti e, a fine lavoro, nasconderle con tappi di gomma. 3-4: si fissa il controtelaio senza tirare a fondo le viti, poi si calza la porta sui cardini per testarne il movimento e la chiusura. Nei punti dove occorre intervenire per correggere l’inquadramento si inseriscono cunei di plastica, disponibili di vario spessore: vanno incastrati tra il profilo esterno del controtelaio e la muratura, nella fessura che va successivamente sigillata. Quando si ottiene un movimento della porta senza attriti e una chiusura senza impuntamenti della serratura si possono tirare a fondo le viti.

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BASCULANTE DA FUORI...

... E DA DENTRO

1: la basculante del garage non è stata rimossa (non si sa mai...), ma la sua presenza è stata nascosta da un pannello di listelli 25x40 mm realizzato sullo stile dei moderni frangisole, ben integrato con la facciata.

1: da dentro è stato necessario smontare la maniglia di apertura, sporgente, per poi rivestire la porta con pannelli isolanti, colmando così una parte della profondità del vano porta; successivamente si è predisposto un telaio di listelli che rimanesse sotto il filo della muratura di una misura pari allo spessore di una lastra di cartongesso sottile.

2: nei lati orizzontali del vano porta sono stati fissati due listelli a filo muro che fanno da supporto ad altri listelli posti in verticale, sporgenti un poco in altezza e incastrati a mezzo legno alle estremità di essi, allo scopo di diminuire la distanza tra schermatura e muro.

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3: sul telaio ottenuto si avvitano i listelli in orizzontale, preventivamente smaltati, distanziandoli di 15 mm l’uno dall’altro e mantenendoli per quanto possibile allineati lateralmente. 4: terminato il pannello, utilizzando una lunga staggia fissata a piombo come riscontro, si traccia una linea verticale a entrambe le estremità e si rifiniscono i bordi con la circolare per eliminare i minimi disallineamenti laterali: le teste dei listelli vanno nuovamente smaltate.

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2: il fissaggio delle lastre di cartongesso ai listelli porta la chiusura del vano a filo della muratura esistente, offrendo una superficie uniforme per il successivo rivestimento e completando l’isolamento dall’esterno. 3-4: pur rimanendo nascosta, la pannellatura non è esente dalla stuccatura dei giunti, sui quali vengono preventivamente applicate strisce di nastro in fibra in grado di supportare lo stucco, steso correttamente con una manara, ma senza necessità di ottenere un livello di finitura impeccabile.

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LIVELLANTE COLORATO l La nuova pavimentazione viene realizzata sovrapponendo alla piastrellatura esistente una malta livellante colorata (Colorliv) composta da fini granulati di marmo, cemento additivato con cellulose vegetali e ossidi coloranti. Questo prodotto in polvere, da miscelare in acqua secondo precise proporzioni, è solitamente utilizzato su massetti cementizi grezzi, proprio in virtù delle sue capacita livellanti, ma può essere utilizzato anche su superfici già rivestite, come in questo caso; più il supporto è regolare, meno prodotto occorre per completare il rivestimento, per il quale può essere sufficiente uno strato di 3 mm. l Il risultato finale può essere influenzato da diversi fattori che vanno tenuti sotto controllo, in quanto possono accelerare l’assorbimento in alcune zone rispetto ad altre: il sole che batte in prossimità di porte e finestre, le correnti d’aria, le fonti di riscaldamento presenti nel locale. Un’asciugatura accelerata comporta uno schiarimento della tonalità di colore e altera il regolare processo di indurimento del prodotto, che risulta più

debole e meno consistente. l L’impasto preparato con acqua va utilizzato entro due ore e quando si inizia la stesura bisogna completarla senza interruzioni, altrimenti il congiungimento di applicazioni effettuate in tempi diversi rimane in evidenza. Normalmente vengono stesi 2-3 strati di malta, intercalati da carteggiatura e spolvero, per poi procedere al trattamento con resine protettive trasparenti che rendono il pavimento durevole e impermeabile. Turra (www.turramalte.it) 1: sul pavimento ripulito viene steso uno speciale lattice monocomponente a base di resine in dispersione acquosa che ha la funzione di consolidare la superficie, rendere il supporto impermeabile e favorire l’adesione della successiva copertura. Dopo aver applicato una striscia di primer abbastanza larga vi si sovrappone la rete di fibra di vetro e la si ripassa con altro primer steso a rullo. Si procede in questo modo fino a completamento della superficie.

2: il prodotto in polvere che costituisce la base del pavimento vero e proprio è un livellante colorato (qui grigio perla) che va impastato solo con acqua pulita nella misura di 7 litri per 25 kg per ottenere una consistenza giustamente cremosa. Un eccesso di acqua riduce la consistenza e la capacità di aggrappo; lo si stende con ampie passate di manara liscia, ben uniformate. 3: a prodotto asciutto si esegue la carteggiatura con macchine levigatrici a spazzole rotanti, si aspira e si stende la seconda mano di pastina. Si lascia asciugare e si ripetono la carteggiatura e l’aspirazione della polvere. 4: devono trascorrere almeno 48 ore prima di concludere il lavoro proteggendo il pavimento con resina epossidica trasparente stesa a rullo, meglio in due mani, che rende la superficie impermeabile e facilmente pulibile.


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e coperture di laterizio, tegole o coppi, sono indubbiamente le più diffuse nel nostro Paese, la pendenza dei tetti a falde normalmente compresa tra il 30% e il 45% e la cultura edilizia fanno prediligere questo tipo di manto ad altri. Per questo motivo si sono sviluppati sistemi e tecnologie che permettono di far svolgere alla copertura compiti accessori e non meno importanti di quello di proteggere dal vento e dalle precipitazioni, come nel caso dell’autoproduzione di energia o della purificazione dell’aria. l Ciò non toglie che ci siano casi in cui si prendono in considerazione coperture con altri materiali per motivi architettonici, fisici o semplicemente per ottenere un miglior risultato estetico. Ci sono infatti case, specialmente nelle zone montane, dove il tetto ha una forte pendenza per evitare il ristagno di carichi nevosi eccessivi, caratteristica non idonea ad una copertura di laterizi, perciò vengono preferite scandole di alluminio o similari. Altro aspetto di queste costruzioni è che il tetto diventa di fatto una porzione di facciata, di conseguenza assume un ruolo architettonico ed estetico fondamentale e la possibilità di scegliere il colore più appropriato per la copertura ed i suoi componenti accessori (comignoli, scossaline, canali), favorisce l’ottenimento di un risultato migliore. l Il rivestimento con lastre di ardesia o pietra è un’ulteriore possibilità, anche se si tratta di una scelta ristretta n e condizionata da architetture territoriali.

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TIPI DI COPERTURE IN ARDESIA 1

l Tipica della Riviera Ligure, la copertura con lastre di ardesia passa dal nero al grigio satinato sotto l’azione dei raggi UV. Esistono due tipi di posa:  a ganci (moderna e di facile manutenzione) e a calce (sistema tradizionale più costoso in quanto meno rapido). Si utilizza la copertura “tripla” , sovrapponendo le lastre 3 volte (13 lastre/mq), se il tetto ha una pendenza inferiore al 42%, “doppia” se maggiore, con un minor numero di lastre (10/mq).

tetto triplo copertura doppia copertura a squame tripla scantonata o alla piemontese copertura alla francese tripla Abbadini alla Genovese

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Tegole polifunzionali, coperture di pietra o lastre metalliche? Indubbiamente la scelta è imprescindibile dalla pendenza delle falde e dal contesto architettonico dell’edificio, ma anche dal peso e dai requisiti che vengono richiesti alla copertura

A SPASSO

LASTRE DI ARDESIA

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Letto di malta

tra i tetti 70 RIFARE CASA con MADE 2017/3

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TEGOLE VOLNAY, PROFILO MODERNO

l L’ultima nata in casa SanMarco, nella linea delle Tegole Nordiche, Volnay, elegante e performante, dotata di un design rigoroso, si presenta subito come prodotto di riferimento tra le tegole piatte di grande formato. Con le dimensioni maggiorate (49x29,3 cm), la forma piana e i profili netti e slanciati, regala al tetto una bellezza essenziale e moderna; grazie all’ampio passo variabile, si adatta facilmente alle dimensioni della falda semplificando e velocizzando la posa a giunti sfalsati. L’incastro superiore, appositamente progettato, permette uno sgocciolamento perfetto, offrendo massima tenuta all’acqua; le nervature di irrigidimento nell’intradosso della tegola assicurano solidità e resistenza. È ideale per tetti di nuova concezione e anche coperture antiche, in armonia con le tradizioni del territorio; le particolari colorazioni, che van-

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no dal bruno fino all’ardesia e al grigio, arricchiscono le scelte di chi voglia esplorare combinazioni ed effetti cromatici originali. La selezione accurata delle argille e le elevate prestazioni delle tegole migliorano la resistenza della copertura anche nei climi più rigidi, rendendo Tegola Volnay adatta ad ogni area geografica. Inoltre le dimensioni maggiorate, per le quali si realizza un metro quadrato di copertura con soli 10 pezzi, costituiscono un risparmio sia di prodotto, sia di posa in opera. Tegola Volnay è corredata da accessori in laterizio e funzionali: colmo, finale per colmo, finale con colonna per colmo, frontone per colmo, elementi di raccordo a tre vie, aeratore con griglia, mezza tegola, laterale destro e sinistro, camino completo, fermaneve. Garanzia 30 anni. Terreal San Marco (www.sanmarco.it)

COPPO EVO: EVOLUZIONE DEL COPPO SANMARCO l Grazie alle dimensioni di 44x28,8 cm sono necessari soltanto 12 pz per metro quadrato di copertura; gli elementi si presentano con bordi rialzati, spessori maggiorati, canale di ruscellamento ingrandito e coppatura più accentuata. Un sistema di nervature appositamente studiato per l’intradosso assicura robustezza alla tegola rendendola più resistente, mentre doppi incastri e dentelli di aggancio garantiscono alla copertura allineamento, stabilità e tenuta all’acqua. Le numerose colorazioni disponibili permettono di realizzare coperture di grande personalità; inoltre le nuovissime colorazioni ADIGE e DOLOMITE conferiscono al tetto qualsiasi effetto si desideri ottenere. Garanzia 30 anni.

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IL TETTO ANTI SMOG l Tra le funzioni accessorie che può svolgere una copertura di tegole esiste anche quella di abbattere i principali inquinanti presenti nell’aria. Auranox® è una tegola di cemento nel cui impasto è aggiunto biossido di titanio (TiO2). Le caratteristiche fotocatalizzatrici di questa sostanza sono ormai note: se esposta alla luce solare, è in grado di attivare un processo di autodegradazione degli agenti inquinanti, in particolare degli ossidi d’azoto prodotti dalla combustione dei derivati del petrolio. Queste tegole sono in grado di trasformare le sostanze derivanti dagli scarichi delle caldaie, degli impianti industriali, degli automezzi in sali inerti che vengono poi dilavati dalle piogge, abbattendo fino al 90% la concentrazione degli agenti inquinanti nell’aria. I test hanno dimostrato che una copertura di 200 mq realizzata con tegole Auranox® può eliminare in un’anno l’inquinamento prodotto da un’autovettura Euro 4 stimando una percorrenza di 18.000 km. Wierer (www.wierer.it)

COPERTURA DI RAME

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TEGOLA ONDULATA FIBROBITUMINOSA

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TITOLO TITOLO

mazzonetto

l Sono lastre che misurano 106x40 cm, con 6 onde da 4 cm di altezza intercalate da 5 parti piane, colorate superficialmente in 3 toni per avere strisce con un’intensità di colore variabile che dona alla copertura un aspetto molto naturale. Sono indicate per la copertura di tetti a falda, con pendenza minima del 15%, di edifici residenziali e strutture minori (garage, gazebo, tettoie); rispetto a materiali simili che richiedono un tavolato di legno, le tegole Onduvilla si possono applicare anche su una struttura discontinua di listelli. Il peso è di 4 kg/mq. Onduline (www.onduline.it)

l In passato il rame era molto più utilizzato nelle coperture degli edifici di prestigio, oggi viene utilizzato più raramente visto il suo prezzo elevato (non a caso è conosciuto come “oro rosso”). Le lastre o le scandole sono molto leggere e, in un intervallo di tempo variabile da pochi anni fino a 50, a seconda delle zone geografiche, perdono la loro lucentezza e cambiano colore, opacizzandosi ed assumendo una colorazione bruna fino a raggiungere il caratteristico colore verde-azzurro. Si tratta di un processo grazie al quale il materiale, al contatto con gli agenti atmosferici, si autoprotegge formando una patina composta da sali resistenti, che non possono dilavarsi e non intaccano la robustezza e la malleabilità del rame. La sua durata è illimitata e può superare quella della casa stessa, si può abbinare a qualsiasi materiale (l’alluminio dev’essere di tipo anodizzato), ma non allo zinco, in quanto le particelle di rame che la pioggia può depositare sullo zinco causano la corrosione di quest’ultimo. Per limitare i problemi che possono sorgere a causa della dilatazione termica, si utilizzano lastre non superiori a 200x50 cm.

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IL SOTTOTETTO l Quando un sottotetto non è abitabile, provvedere all’isolamento delle falde non è conveniente, in quanto si otterrebbe soltanto un inutile riscaldamento del volume non utilizzabile incrementato, inoltre, dalla temperatura dei locali sottostanti che migra attraverso il solaio. Occorre comunque predisporre una barriera che contrasti questa migrazione durante l’inverno e che eviti il surriscaldamento dei locali dovuta all’irraggiamento estivo, ma lo si può fare rivestendo il pavimento del sottotetto con materiale isolante. Trattandosi di uno spazio non fruibile, si possono utilizzare materassini isolanti di spessore consistente, stesi a terra e affiancati senza particolari fissaggi; se occorre mantenere un corridoio centrale calpestabile si possono utilizzare in questo tratto pannelli dello stesso tipo, ma di maggiore densità e strutturati allo scopo. Nei sottotetti di altezza molto ridotta si può riempire l’intero volume insufflando fibra di cellulosa o simili.

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PREPARARE LA COLLA E POSARE LE LASTRE

SILENZIO,

c’è Diamant Una sola lastra di gesso rivestito da 12,5 mm soddisfa tutte le prestazioni richieste; qualità abitativa al top senza significative riduzioni di spazio

N

egli ambiti in cui, oltre all’isolamento acustico, occorrono requisiti elevati di resistenza alle sollecitazioni, progetti flessibili, protezione antincendio, il sistema Knauf Diamant è quello preferito per qualità e versatilità. l Lo spessore ridotto salvaguarda lo spazio abitativo: chi risiede in edifici plurifamiliari si aspetta, più di altri, una maggiore protezione della propria privacy dai vicini senza riduzione dello spazio fruibile. Stabilità e flessibilità delle lastre sono fondamentali per realizzare le più svariate strutture, pareti di tamponamento o divisorie; i rivestimenti dei sottotetti ottengono requisiti superiori a quelli minimi stabiliti dalla legge. l La superficie, rivestita con un cartone speciale anche sui bordi, è particon larmente liscia e pronta per ricevere qualsiasi rivestimento.

l Le lastre in gesso rivestito Diamant possono supportare carichi (come i pensili) in qualsiasi punto; sono disponibili anche nelle versioni XD-Energy (accoppiate a 30 mm di polistirolo estruso al carbonio), FPE (accoppiate a 20/40 mm di fibra tessile) e nella nuova versione Diamant X, certificata per l’impiego come irrigidimento delle pareti portanti di edifici in legno.

1: le lastre Diamant-FPE sono costituite da una lastra di gesso rivestito da 12,5 mm accoppiata a uno strato di fibra tessile (poliestere) di spessore 20-40 mm e sono particolarmente indicate per isolare acusticamente gli ambienti. Il taglio a misura della lastra va iniziato dal lato dell’isolante, passando più volte il cutter fino a incidere il nucleo di gesso. Si solleva quindi la lastra in piedi, se ne forza la piegatura in corrispondenza della linea di taglio per attuare la frattura e, lasciandola piegata quasi a 90°, si completa facendo l’incisione sulla faccia a vista. 2-3: in un secchio contenente acqua pulita si rovescia il collante in polvere Knauf Perlfix, un adesivo con leganti a base gesso, e si miscela con frusta, aggiungendo acqua o polvere a seconda della densità. La frusta va immediatamente sciacquata dopo l’uso. 4: la colla si distribuisce sull’isolante, a strisce parallele ai lati corti del pannello con l’americana e senza spessore: bisogna premere bene per far penetrare il collante tra le fibre. 5: sopra le strisce la colla va depositata a plotti, due vicino ai bordi e due più interni; per un incollaggio corretto sono necessari 5 kg di colla per ogni mq di pannello. È consigliabile effettuare la distribuzione del collante con la lastra a terra e vicino alla zona da rivestire, dato che il collante aggiunge peso alla lastra. 6: la lastra va collocata con il lato inferiore adiacente alla parete e sollevata dal lato opposto; quando aderisce alla parete si verifica con una staggia provvista di fiala con bolla d’aria che risulti a piombo e in piano, posizionandola in verticale lungo i lati, in orizzontale e in diagonale; battendo sulla lastra con il palmo della mano si apportano le correzioni necessarie. 7: la quantità di colla che sborda di lato si recupera passando la spatola radente al bordo della lastra; se si agisce in tempi ragionevoli è possibile riutilizzarla per la lastra successiva, il tempo di lavorabilità è di circa un’ora. 8: nel posizionamento della lastra successiva, si controlli che lo strato isolante risulti bene a contatto con quello della lastra già posata. 9: oltre a verificare che anche questa lastra risulti a piombo e in piano, la staggia va posizionata a sormonto delle lastre per accertarsi che risultino livellate reciprocamente. 10: al termine della posa si procede alla stuccatura dei giunti come per qualsiasi controparete a secco. knauf (www.knauf.it)

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IN PRINCIPIO era il buio...

Alla base di questo intervento c’è una lettura spaziale completamente nuova che, attraverso una più fluida interpretazione delle partizioni interne, permette agli ambienti di intersecarsi uno nell’altro, senza perdere la propria identità

PRIMA

L

a ripartizione di questo appartamento di 115 mq situato al primo piano era quella comune a molte unità immobiliari del passato: la zona giorno, costituita da una cucina e un soggiorno, separati nettamente da pareti chiuse, e tre camere disimpegnate in modo tradizionale da un lungo corridoio centrale cieco. l La finitura degli ambienti non contribuiva sicuramente a incrementare una luminosità già carente, soprattutto nelle zone più interne, e le frammentazioni degli spazi erano rese ancor più nette dalle tre tipologie di pavimentazioni presenti: piastrelle, legno e linoleum. l La nuova configurazione, opera dell’architetto Antonio Perrone (www.archperrone.it), offre uno scenario completamente diverso rispetto alla situazione di partenza, pur mantenendo invariata nella sostanza la disposizione degli ambienti: sono le modifiche apportate per favorire una migliore distribuzione della luce a fare la differenza, grazie alla sostituzione di gran parte della muratura con arredi fissi che delimitano i percorsi e forniscono al tempo stesso zone di passaggio, riprendendo la pelle architettonica degli ambienti o manifestandosi con accenti di colore che interrompono la monocromia n degli spazi e li caratterizzano.

RIVOLUZIONE ED EVOLUZIONE l Quello che non si evince dalla foto del “prima” è che l’elemento sbieco della zona giorno era in realtà una sorta di penisola che separava la cucina dall’ingresso: il taglio che l’ha trasformato in isola incrementa il passaggio della luce in direzione del corridoio, reso ancor più luminoso dalla demolizione di un’altra parete, al cui posto c’è uno scaffale centrale con passaggio ai lati (rosso).

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PARTICOLARI DA METTERE... IN CHIARO l Nonostante la presenza di molte finestre, il centro della casa risultava essere piuttosto buio: l’esigenza primaria era pertanto quella far penetrare la luce naturale in profondità negli spazi. l Le superfici vetrate accompagnano il perimetro dell’abitazione, ma quelle sul lato del soggiorno beneficiano di una migliore esposizione rispetto a quelle sul lato opposto, affacciato sul cortile interno, particolare di cui si è dovuto tenere conto nella ridistribuzione degli spazi. In base a questo aspetto si è attuata la parziale demolizione delle tramezze costruite circa dieci anni prima durante un intervento di lottizzazione che ha interessato l’intero isolato. In sostituzione della muratura divisoria sono

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state utilizzate armadiature e alcune porte scorrevoli integrate nelle partizioni interne. l Il sistema di riscaldamento è rimasto invariato, tramite termosifoni inseriti nei vani sotto finestra e nascosti da nuove tende a lamelle che arrivano fino a pavimento, con l’aggiunta di termosifoni d’arredo a sviluppo verticale nei bagni e di un caminetto a pellet nel soggiorno come elemento integrativo. l L’illuminazione artificiale non è mai ostentata, se non nei due lampadari del soggiorno e della cucina,bensì viene distribuita con discrezione in tutto l’appartamento tramite corpi incassati nei muri o accenti puntuali, la cui luce emessa è fortemente e strategicamente amplificata da superfici laccate opache e lucide.

IL CORRIDOIO CONDIVIDE LA LUCE CON LE STANZE l Pur mantenendo la stessa funzione di percorso di collegamento tra zona giorno e zona notte, il corridoio è stato trasformato in una sorta di affaccio sugli ambienti. Mentre la parete di destra è rimasta pressocché invariata, quella di sinistra e quella di fondo sono state interamente demolite per ridisegnare gli spazi. l Al posto della parete laterale è stato inserito un ampio divisorio, collocato in posizione centrale rispetto alla lunghezza per ottenere due zone di passaggio ai lati, riuscendo in questo modo a far penetrare la luce naturale dalla facciata meglio esposta della casa. Si tratta di un parallelepipedo alto 250 cm e profondo 120 cm che ha una doppia

valenza: dal lato del corridoio è un armadiatura chiusa da ante cieche, mentre dal lato dello studio presenta una lunga nicchia orizzontale al centro per riporvi oggetti e suppellettili. l Il top a sbalzo incorpora i faretti che illuminano il percorso dal lato corridoio, senza arrivare a contatto con le pareti, mentre nella parte superiore è stata installata un’illuminazione diffusa per il soggiorno. l Una soluzione divisoria analoga è stata adottata per la parete di fondo, ma questa volta si tratta di un’autentica tramezza in muratura che lateralmente è chiusa a tutt’altezza da pannelli di tamburato laccato, scorrevoli per accedere alle stanze.


Applicabile sia con modalità semi-flottante che con doppio incollaggio

IsolTile, l’alleato ideale per ristrutturare

Rivestimenti in ceramica

ACCESSO ALLA ZONA NOTTE l In fondo al corridoio, a destra, attraverso un piccolo disimpegno, si accede alla camera da letto e al bagno principale: a sinistra della nuova tramezza rifinita con carta da parati si ha accesso alla cameretta. Nella foto in basso si nota già in opera il ribassamento del soffitto al di sotto del quale deve ancora essere installato il divisorio che delimita il corridoio. L’intera superficie calpestabile dell’appartamento è stata realizzata con una resina cementizia chiara: sulla parte piastrellata il rivestimento è stato sovrapposto, mentre per la superficie restante si è dovuto prima uniformare il livello del massetto alla piastrellatura e attenderne l’asciugatura.

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Rivestimenti in legno

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Sistemi con riscaldamento a pavimento

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LA VASCA-DOCCIA IN MURATURA l Il rivestimento continuo, ottenuto con la resina cementizia, nel bagno penetra all’interno della vasca-doccia e la trasforma in un prezioso scrigno color turchese. La forma a L del bagno ha permesso un’intelligente quanto inconsueta soluzione: accedendo al bagno, il pannello scorrevole di accesso si sposta di lato e va a chiudere la zona del WC, lasciando a vista solo la vasca-doccia.

LATERIZI evoluti L’aria inclusa nel laterizio porizzato fa da isolante senza bisogno di pannellature ausiliarie

Per un complesso residenziale di 360 mq di nuova costruzione sono stati utilizzati laterizi porizzati, ottenendo murature portanti già di per sé isolate. Wienerberger (www.wienerberger.it) l Il laterizio porizzato è caratterizzato da alveoli non comunicanti tra loro: l’aria fa da isolante, collaborando con le note caratteristiche dell’argilla. Le microcavità sono generate dall’utilizzo di farine di legno vergini; esistono in varie misure e nelle versioni portante sismico e per tamponamento. Il sistema rettificato assicura il perfetto incastro, riduce i tempi di posa fino al 50% e assicura un notevole risparmio energetico nel tempo. l Questo complesso di nuova costruzione si trova sulle colline del Basso Monferrato: il progetto doveva risultare in perfetta sintonia con il territorio, ma anche rispondere alle moderne esigenze dell’abitare utilizzando le più avanzate tecnologie per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. l Con i blocchi sismici Porotherm Bio Plan 45-25/19,9 è stato possibile realizzare murature portanti perfettamente isolate impiegando un unico materiale, facile da posare e con corsi legati da malta stesa a strato sottile per minimizzare i ponti termici. L’edificio si presenta con due piani fuori terra, rivestimento in mattoni faccia a vista per il corpo principale e mattoni a vista, intonaco e lamelle di larice per i corpi laterali, struttura del tetto in legno e copertura in coppi. Riscaldamento radiante, impianto geotermico e pannelli fotovoltaici rendono il complesso autonomo dal punto di vista energetico.

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COME RISANARE i cappotti isolanti I sistemi di isolamento a cappotto, a distanza di tempo, possono presentare segni di degrado di varia entità; se si interviene in tempo è possibile ripristinarli efficacemente e in modo accurato

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SUL VECCHIO CAPPOTTO FESSURATO l Verificato che l’isolante sia ben aderente al supporto, asciutto e ripulito da grassi ed eventuali parti in distacco, si applica il fondo Malech e dopo 12-24 ore la prima mano di Mapetherm Flex RP in spessore uniforme, utilizzando una spatola inox.

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l cappotto termico è tra le soluzioni più efficaci nella riqualificazione energetica degli edifici: tramite l’applicazione di pannelli isolanti con appositi collanti e successiva rasatura armata le murature esterne beneficiano di uno strato protettivo che forma una barriera alle dispersioni termiche e le salvaguarda dagli agenti atmosferici. l I primi interventi di questo tipo risalgono a qualche decennio fa e, inevitabilmente, presentano i segni del tempo: nei casi estremi occorre rifare integralmente il rivestimento, ma se ci si accorge per tempo del degrado, segnalato da microfessurazioni o distacchi dello strato superficiale di modesta entità, è possibile attuare un ripristino che garantisca ulteriore durabilità al sistema, con un notevole risparmio. l Mapetherm Flex RP è un fondo rasante in pasta risolutivo per il recupero dei sistemi a cappotto degradati, ma utilizzabile anche come rasatura armata per nuovi interventi di riqualificazione; è composto da resine acriliche in dispersione acquosa, cariche selezionate, microsfere di vetro e fibre polipropileniche, oltre ad additivi che lo rendono resistente alle aggressioni biologiche. Grazie alla sua composizione offre elevate prestazioni di resistenza agli urti, che lo rendono particolarmente indicato per la protezione di zone critiche quali zoccolature o parti comuni di condomini. l Non essendo a base cementizia, non occorre attendere alcuna stagionatura e neppure applicare un primer prima della finitura, con notevole riduzione dei tempi d’intervento. Può essere utilizzato come rasatura di pannelli isolanti, come rasatura armata o di ripristino e, nella versione a granulometria fine, anche per la rasan tura di pareti interne.

L’ARMATURA DEL RASANTE l Nella prima mano ancora fresca si annega la rete in fibra di vetro Mapetherm Net resistente agli alcali aiutandosi con la spatola liscia; è necessario sovrapporre i teli adiacenti per 5-10 cm.Trascorse 24-48 ore si applica una seconda mano di rasante da rifinire a frattazzo; nel caso di finitura a civile è meglio utilizzare come seconda mano il prodotto a granulometria 0,5 mm per avere un risultato estetico più liscio.

LA FINITURA l Mapetherm Flex RP va colorato in tinta con la finitura applicabile dopo 24-48 ore. Nella versione a granulometria 1,5 mm la finitura prevede l’applicazione a spatola inox di Elastocolor Tonachino Plus, un rivestimento elastomerico fibrorinforzato resistente ad alghe e muffe, idrorepellente. Sul prodotto a granulometria 0,5 mm si stende a rullo Silancolor Pittura Plus.

GRANULOMETRIE E IMPIEGHI l La versione 1,5 mm si usa in abbinamento con la rete Mapetherm Net per la rasatura armata di pareti e pannelli isolanti o per il ripristino di cappotti degradati; quella da 0,5 mm, in abbinamentoa finiture lisce, è eccellente per rasare pareti interne che presentino fessure o imperfezioni; all’occorrenza si può inserire la rete Elastocolor Net per contenere fessurazioni molto estese. Mapei (www.mapei.it)

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SE RISTRUTTURI consolida i solai Ristrutturare la propria abitazione può rappresentare anche un’occasione per migliorarne le prestazioni e non solo l'estetica. Come? per esempio consolidandone i solai grazie al nuovo sistema di consolidamento leggero Leca-CentroStorico. Una soluzione certificata che unisce leggerezza, resistenza, isolamento termoacustico e facilità di posa in opera

L

a riqualificazione degli edifici esistenti è oggi un tema tecnico particolarmente attuale e un'esigenza sentita da molti proprietari di immobili. Ristrutturare un'abitazione, tuttavia, non significa solo riportarla al meglio delle condizioni estetiche, ma può anche offrire l'occasione per rivederne alcuni elementi funzionali in vista di un miglioramento complessivo delle sue prestazioni. l Tra questi spiccano i solai che, soprattutto negli edifici costruiti prima degli anni ’70, mostrano il peso dell'età in diversi modi: trasmettendo vibrazioni e rumori, creando fessurazioni nelle pavimentazioni a seguito di un’eccessiva deformabilità, limitando la portata utile e la possibilità di variare i carichi e le destinazioni d’uso degli appartamenti. D'altra parte il loro rinforzo e consolidamento rappresenta uno degli interventi più importanti nel recupero edilizio, in quanto offre l’opportunità per migliorarne la sicurezza, quindi la sicurezza antisismica nelle zone dove richiesto per legge, e garantisce uno stile di vita più confortevole e conveniente, do-

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vuto all'isolamento acustico e al risparmio energetico, senza dimenticare i vantaggi economici offerti dalle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni. Tutto questo grazie a un sistema di intervento semplice ed efficace, facile e veloce da eseguire in tutte le situazioni abitative, anche le più particolari o inusuali. l Forte dell’esperienza maturata nel campo delle soluzioni leggere e isolanti da oltre 50 anni, Laterlite ha sviluppato il “Sistema di consolidamento leggero dei solai Leca-CentroStorico” utilizzabile in tutti i più comuni sistemi costruttivi presenti in Italia: solai in legno, calcestruzzo, acciaio e laterizio armato (tipo SAP). Il sistema si basa sulla formazione di una nuova soletta in calcestruzzo rinforzato dello spessore di soli 5 cm, perfettamente collegata al solaio esistente grazie all’impiego di specifici elementi, i Connettori CentroStorico appunto, in grado di aumentare la resistenza e rigidezza del solaio esistente incrementandone anche la portata. l Il “cuore" del sistema per il consolidamento dei solai Laterlite è la nuova gamma Connettore CentroStorico, realizzato in quattro differenti versioni (Legno Acciaio - Calcestruzzo - Chimico) per adattarsi al meglio a tutte le diverse tipologie di solaio presenti negli edifici.

I CALCESTRUZZI LEGGERI E RESISTENTI l I calcestruzzi della gamma LecaCLS e CentroStorico, grazie a un peso sino al 40% inferiore rispetto a un calcestruzzo tradizionale, in abbinamento a una resistenza meccanica molto elevata (sino a 45 N/mm2), sono la soluzione ideale in tutti gli interventi di ristrutturazione su edifici esistenti.

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l Per completare il rinforzo del solaio, Laterlite si affida alla gamma di calcestruzzi leggeri strutturali Leca e CentroStorico, prodotti premiscelati in sacco in grado di coniugare la massima sicurezza strutturale (elevata resistenza) e la leggerezza necessaria negli interventi di ristrutturazione di edifici esistenti: queste caratteristiche ne fanno una soluzione ideale in tutti gli interventi in cui è necessario contenere i carichi gravanti sulle strutture esistenti garantendo la massima affidabilità strutturale. l Il sistema si affida a una soluzione certificata e industrializzata, con prove di laboratorio dell’Università di Trieste e del Politecnico di Milano su solai in legno-acciaio-calcestruzzo, supportati da uno specifico software di calcolo. La sicurezza del sistema deriva anche dalla qualità e affidabilità della gamma di calcestruzzi leggeri in argilla espansa Leca: il prodotto “più leggero”, Leca CLS 1400; il prodotto “più pratico”, Leca CLS 1600; infine il prodotto “più resistente”,

Leca CLS 1800. Ma contribuiscono anche tre nuovi calcestruzzi della gamma CentroStorico, sempre a base di argilla espansa Leca: Calcestruzzo CentroStorico, l’unico specifico per la posa diretta del pavimento; Calcestruzzo Rapido, per interventi dove la rapidità nei lavori è fondamentale; Calcestruzzo Fluido, per una finitura faccia-vista di ottima qualità. l Laterlite è da sempre sinonimo di isolamento e leggerezza, tutti i suoi sistemi e prodotti garantiscono ottimi risultati anche sotto altri due aspetti oggi molto importanti: l’isolamento termico, grazie ai calcestruzzi leggeri Leca, e l'isolamento acustico, grazie ai sistemi certificati con il Materassino CentroStorico (soli 3 mm di spessore, posizionabile sotto piastrella). In più i calcestruzzi strutturali LecaCLS rappresentano una soluzione vantaggiosa anche in cantiere, grazie alla loro leggerezza, semplicità di posa, praticità d'uso dei prodotti n e delle confezioni premiscelate.

CALCESTRUZZI LECA CLS l Negli interventi di recupero dei solai esistenti, i calcestruzzi strutturali leggeri Leca sono la soluzione ideale in tutti quei casi dove sia necessario realizzare il consolidamento strutturale senza sovraccaricare ulteriormente la struttura esistente.

CALCESTRUZZI CENTROSTORICO

l Per tutte le esigenze di consolidamento dei solai si può contare sugli strumenti messi a disposizione da Laterlite sul suo sito web quali guide tecniche, manuali di progettazione, video di posa e tutorial, oltre all’efficiente servizio di assistenza tecnica (progetto e relazione tecnica in 48 h, sopralluogo di cantiere prima e durante i lavori). Scopri come consolidare il tuo solaio in modo efficiente, rapido e vantaggioso su Leca-Laterlite (www.leca.it)

l Calcestruzzo CentroStorico è l’unico calcestruzzo leggero strutturale premiscelato fibrorinforzato a ritiro compensato e asciugatura controllata adatto anche alla posa diretta della pavimentazione. Il vantaggio è quindi di realizzare, in un unico strato di soli 5 cm, sia il rinforzo del solaio sia il supporto per la posa diretta di qualsiasi pavimentazione (parquet, ceramica, etc.). Pronto all’uso, è un calcestruzzo a norma di legge ideale sia per interventi in interni sia in esterni. La gamma di calcestruzzi CentroStorico si completa con Rapido, a presa e indurimento rapido, e Fluido, per getti di particolare bellezza tipo faccia-vista.

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DAL MONDO EDILIZIA

MI FIDO DI SIKA

PRODUTTRICE DI SCALE CERTIFICATE Fontanot produce e commercializza scale con attestate e comprovate caratteristiche di sicurezza, resistenza, durabilità e funzionalità, secondo requisiti essenziali per l’utilizzo di un prodotto nell’Unione Europea: è per questo una delle poche aziende produttrici di scale ad aver voluto e ottenuto il marchio CE. Fontanot progetta le sue scale tenendo conto dell’intero ciclo di vita del prodotto (ideazione, produzione, fruizione, smaltimento). In fase di produzione la percentuale di materiale inutilizzabile è minima per ridurre i rifiuti e risparmiare energia; non si usa legno tagliato illegalmente e la certificazione FSC® assicura che proviene da foreste gestite in modo responsabile. Fontanot utilizza materiali ecocompatibili e privi di sostanze pericolose (quali, ad esempio, speciali vernici all’acqua del tutto prive di sostanze tossiche). Fontanot (www.fontanot.it)

KNAUF, FUTURO E FUTURISMO FuturDome-Liberty Palace è uno fra gli edifici più raffinati del distretto di Loreto a Milano: edificato nel 1913, punto di riferimento e di incontro per gli artisti milanesi che aderirono al Futurismo, è stato appena riqualificato con servizi e residenze nell’originale spirito futurista, mettendo in contatto diretto spazi domestici, lavorativi e creativi. Aree comuni, uffici personalizzabili, ampie terrazze e appartamenti convivono qui in stretta relazione con le opere d’arte appositamente create per questi spazi. Il progetto di riqualificazione, sviluppato sulle linee guida di un’edilizia sostenibile e integrata con le più innovative tecniche costruttive, è frutto della collaborazione tra il progettista Atto Belloli Ardessi, direttore artistico di Isisuf, Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo, e Knauf Italia che ha messo a disposizione materiali e tecnologie innovative per creare l'involucro  che oggi avvolge internamente ed esternamente la struttura dell’edificio, rendendolo termicamente isolato ed energeticamente efficiente. Le soluzioni Knauf hanno permesso di ottenere risultati eccezionali sul fronte del benessere abitativo e lavorativo, del comfort,  del risparmio energetico, della sicurezza e della preservazione dell’identità storica del palazzo. Knauf (www.knauf.it)

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Sika Comfortfloor® SISTEMI EPOSSIDICI PER PAVIMENTAZIONI IN STRUTTURE RESIDENZIALI E PUBBLICHE Soluzioni per pavimentazioni continue, a basse emissioni di VOC, durevoli e sostenibili. Ideali per aree in cui è richiesto un elevato livello di comfort, riduzione di rumore da calpestio ed elevati standard di igiene.

www.sika.it


LIVINGMADE SHOWROOM NETWORK

CERAMICHE | PARQUET | SANITARI | RUBINETTERIA | BOX DOCCIA | ARREDOBAGNO

Livingmade è il network di showroom di Gruppo Made in grado di soddisfare ogni esigenza nell’ambito delle finiture. Nelle showroom Livingmade troverete pavimenti, rivestimenti, sanitari, box doccia, arredo bagno e tutto ciò che serve per ristrutturare bagno o altri ambienti interni come porte, scale ed infissi. Competenza, concretezza ed esperienza sono le caratteristiche più apprezzate del nostro network dalla clientela. Nelle showroom del circuito Livingmade sarai il benvenuto e troverai il tuo stesso amore per la casa. Contatta o visita la showroom Livingmade a te più vicina su livingmade.it

LIVINGMADE SHOWROOM NETWORK, AMORE E COMPETENZA FANNO LA DIFFERENZA livingmade.it ristrutturaconmade.it

Rifare Casa con Made - Aprile 2017  
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