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imprese made NOTIZIE PER CHI COSTRUISCE

EDITORIALE

di Claudio Troni, Direttore Marketing Gruppo Made

IN QUESTO NUMERO I CANTIERI Rinasce una locanda ultracentenaria

Multifunzionale e virtuoso

A Gorizia un Liceo in sicurezza

Intervento di restauro in una Villa a Solferino – Frazione Pozzo Catena (MN) con i prodotti Fassa Bortolo per ridare dignità alle facciate e risolvere i problemi di umidità. pag. 11

Isover e Gyproc sono state impegnate, a Torino, nella realizzazione di un complesso edilizio concepito come modello tecnologico di ecoedificio, in grado di ottimizzare i consumi. pag. 11

Un edificio destinato a istituto scolastico è stato messo in sicurezza applicando latecnologia FRP e il sistema Mapewrap Eq System di Mapei. pag. 13

La nuova Piazza Vittoria a Brescia

Da edificio rurale a casa vacanze

A Mirandola prestazioni acustiche e antisismiche

Rifatto il disegno, la pavimentazione e soprattutto l’impermeabilizzazione del grande parcheggio pluriplano.

Nei boschi dell’Appennino Tosco-Romagnolo un antico podere protagonista di un importante intervento di recupero con Porotherm BIO PLAN 38-25/19,9 T di Wienerberger. pag. 15

Una importante opera di ristrutturazione con interventi specialistici sulle pareti divisorie, le contropareti a secco e i controsoffitti che ha visto protagonista la tecnologia di due aziende del Gruppo Saint-Gobain. pag. 15

Formazione e in-formazione Dire che questi ultimi anni per l’edilizia non siano stati facili è un eufemismo. Sono stati anni duri e anche drammatici per molti soggetti della filiera. Il mercato è drasticamente calato. Ma ancora un mercato c‘è, consistente ma drasticamente cambiato. Cambiato perché il mercato è oggi fatto dalle ristrutturazioni, perché il cliente privato è diventato centrale per tutti i soggetti della filiera sia che si tratti di imprese e di artigiani, sia che si tratti di produttori e distributori. Dunque, è come se in pochi anni avessimo dovuto tutti imparare un’altra lingua, una nuova lingua. In più, sono subentrati nuovi fattori che hanno influenzato il mercato, il nostro come tanti altri. Fattori che hanno due angolazioni di lettura: quella etica globale e quella pratica individuale. Nel senso che quando, per esempio, parliamo di cambiamenti climatici, possiamo da un lato pensare al Protocollo di Kyoto oppure a come adeguare la nostra abitazione con misure che siano meno energivore (dunque meno inquinanti ma anche con minori costi di gestione). Negli ultimi dieci anni tanti fattori hanno accompagnato, facendo una strada propria, quella che all’inizio chiamavamo crisi e che poi abbiamo scoperto essere un cambiamento epocale. È cambiata la società, è cambiato il concetto di casa sia come modulo abitativo, sia come prospettiva di legame con essa. È cambiata la dimensione del nucleo familiare medio. È cambiata l’attenzione al contatto con le materie prime che si esprime in massima parte nel mercato del biologico alimentare, ma che è di grande interesse anche nell’ambito dei materiali della ristrutturazione. È cambiata la tecnologia, sia quella delle comunicazioni, sia quella elettronica in genere, che per la casa ha lanciato la domotica. Ma è cambiata, e di molto, anche le tecnologia dei sistemi per il risanamento delle abitazioni. È cambiato l’accesso all’informazione che il privato oggi può avere nei confronti di tutto ciò che riguarda, per esempio, la ristrutturazione della propria abitazione. Nel nostro mondo che cambia, nel nostro nuovo mercato che noi chiamiamo il mercato che c’è, perché è su questo che dobbiamo riorganizzarci e riprogrammarci se volgiamo rimanere competitivi, l’informazione o il suo parente più stretto ed evoluto, la formazione, sono strumenti fondamentali per poter coniugare la professionalità e dunque l’offerta di professionalità alla domanda del mercato. Il tabloid “Madeimprese” – quello che avete tra le mani è il primo numero – senza tante dichiarazioni d’intenti vuole essere semplicemente un ulteriore contributo che il network Made vuol dare alla propria clientela professionale quale spunto di informazione per approfondimenti che possono essere richiesti ai nostri punti vendita e che potranno essere sviluppati con i nostri partner della produzione. Buona lettura

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IN QUESTO NUMERO I AREA TECNICA Gres porcellanato sottile

I sistemi di posa tradizionali: problematiche e soluzioni

Gli isolanti vincono la battaglia contro il rumore

Conosciamo le caratteristiche di questo materiale e le potenzialità di una nuova superficie per l’architettura. pag. 17

Massetto impermeabilizzante e adesivo cementizio, sono ormai da decenni entrati nell’uso comune. L’offerta di Sika. pag. 17

Qual è il materiale isolante migliore di tutti? Non esistono prodotti adatti a tutte le occasioni, ma una serie di soluzioni specifiche. pag. 19

La muratura a vista negli interni

Consolidamento strutturale

Imprese Made” è il tabloid di Gruppo Made.

Un casolare in campagna, un appartamento in un centro storico, tipologie di abitazioni che si prestano perfettamente a lasciare scoperte aree più o meno consistenti di muratura negli interni. pag. 19

Nel restauro dei fabbricati la voce più importante, a livello di sicurezza e di spesa, è senz’altro il consolidamento strutturale.

per una nuova architettura

un utile vademecum



Grafica e impaginazione: Sillabario Srl - MI

pag. 21

Gruppo Made è un marchio di Made Italia Srl, con sede legale a Milano, Via della Moscova, 47/A - 20121 Milano (MI) Made Italia Srl – Sede di Bologna Via Piero Gobetti, 52/3 - 40129 Bologna Tel: +39 051.760041 - Fax: +39 051.6056789 Made Italia Srl – Sede di Pero (Mi) Via Amerigo Vespucci, 10 - 20016 Pero (MI) Tel: +39 02.93909301 - Fax: +39 02.93906184

marketing@gruppomade.com

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RASSEGNA PRODOTTI POLYGLASS

BILDEX

Adeso, il leader delle membrane autoadesive

Prima di isolare, rifletti

Le membrane autoadesive Adeso® sono il prodotto impermeabilizzante bituminoso più innovativo del settore. Rispondono alle necessità di sicurezza, velocità di realizzazione, versatilità d’uso tipiche delle tecno-

logie costruttive moderne. La facilità di posa su strutture delicate come il legno, l’applicazione sicura su pannelli isolanti sensibili alla fiamma o la semplicità di interventi di ripristino del manto impermeabile, costituiscono solo alcuni tra i vantaggi del sistema autoadesivo proposto da Polyglass®. Le membrane autoadesive con tecnologia Adeso® sono applicate senza uso di fiamma. L’applicazione dei prodotti con tecnologia Adeso® è facile e veloce. I film monosiliconati asportabili, e un allineamento preciso dei teli, rendono il lavoro sicuro, piacevole

ed esteticamente eccellente. Le membrane autoadesive Adeso ® rispettano l’ambiente. Durante l’applicazione non producono fumi, odori e rumori. Nella linea sono disponibili membrane di natura SBS e APP, barriere al vapore biadesive, sotto-tegola con finitura antiscivolo e membrane per applicazioni su muri contro terra, dotate di finitura in HDPE.

TYROLIT

Dischi abrasivi extrasottili, rapidità e precisione A tutte le domande di precisione, rapidità di esecuzione e risparmio nel consumo di macchine, attrezzature e utensili risponde la tecnologia Tyrolit con la sua gamma dei dischi abrasivi extrasottili, da sempre fiore all’occhiello della multinazionale austriaca. Tyrolit è stata la prima azienda al mondo a progettare e a produrre questa tipologia di dischi. La produzione Tyrolit, oltre ai prodotti top di gamma, permette di soddisfare ogni tipo di richiesta da parte degli utilizzatori. Le Linee PREMIUM***, STANDARD** e BASIC*, infatti, sono in grado di accontentare ogni specifica richiesta, sempre con il miglior rapporto qualità/ prezzo. I dischi abrasivi extrasottili di Tyrolit, oltre a consentire un taglio confortevole, permettono una riduzione delle polveri prodotte superiore al 30%, rispetto ai dischi abrasivi tradizionali. Dischi da taglio extrasottili Premium*** Con i dischi da taglio extrasottili PREMIUM*** per acciaio Inox”Next

Generation” si ottengono prestazioni maggiori, con un’usura dell’utensile nettamente ridotta. Sono disponibili con spessori da 0,75 a 1,6 mm, particolarmente adatti per lamiere, profili e tubi a pareti sottili, ma anche per ferro di armatura. Dischi da taglio extrasottile 2 in1 Premium*** Premium*** 2 in 1 l’ extrasottile Tyrolit nei diametri 115, 125, 150, 178 e 230 mm. L’utensile è costruito utilizzando le nuove scoperte nel campo degli abrasivi e dei leganti. Come risultato, si registra un aumento della durata e della capacità di taglio fino al 40% in più, rispet-

to ad utensili di pari qualità presenti attualmente sul mercato. La definizione “2 in1” sta a indicare la possibilità di utilizzo sia su acciaio comune che su acciaio inox. Inoltre, l’utilizzo con smerigliatrici angolari da 115 o 125 mm esalta le sue caratteristiche se utilizzato con potenze non inferiori ai 1200W. Dischi da taglio extrasottili Premium*** Long Life I dischi da taglio extrasottili Tyrolit Premium*** di ultima generazione offrono prestazioni maggiori rispetto ad altri dischi Premium, con un’usura dell’utensile nettamente ridotta. Gli spessori da 1,0 a 1,6 mm li rendono adatti a tutti i tipi di acciaio e convincono per gli risultati ottenuti.

FAKRO

La tenda parasole AMZ comandata a distanza Secondo player mondiale nel settore delle finestre da tetto, il Gruppo Fakro ha recentemente arricchito la sua ampia gamma di accessori con la nuova tenda parasole AMZ. Posizionata all’esterno del serramento, questa tenda è in grado di filtrare i raggi del sole e limitare il passaggio del caldo afoso estivo verso l’interno. Dotata di un comfort davvero innovativo, nella versione elettrica la tenda parasole esterna AMZ è equipaggiata con modulo Z-Wave, che ne consente l’azionamento attraverso l’uso di un comodo telecomando, oppure tramite un semplice interruttore a parete. Attualmente utilizzato a livello mondiale da molteplici produttori di componenti e sistemi per l’edilizia, il protocollo Z-Wave è integrato in moltissimi prodotti elettrici oggi sul mercato dedicati al comfort dell’abitazione, tra cui termostati, climatizzatori e persino allarmi. Tutti questi

prodotti, così come tanti altri, possono quindi essere comandati a distanza da un unico radiocomando e possono persino essere collegati in un’unica rete. Grazie al rivoluzionario sistema wireless a radiofrequenza Z-Wave, anche la tenda parasole esterna AMZ può quindi essere comodamente gestita a distanza e senza necessità di aprire la finestra. Pensata appositamente per mantenere la mansarda più fresca, questa tenda è capace di proteggere gli ambienti interni con un’efficacia fino a 8 volte superiore rispetto alle tende interne di qualsiasi tipo. Infatti, mentre le tendine oscuranti interne riducono

la luminosità in entrata senza però influire sulla quantità di calore in ingresso, la tenda esterna AMZ è in grado di schermare l’irraggiamento solare prima del vetro, trattenendo il calore all’esterno (in linea con la norma DIN 5034-1). Grazie alla sua efficacia, l’accessorio AMZ riduce tra l’altro l’uso di energia per gli impianti di condizionamento e, di conseguenza, l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Realizzata in tessuto con fibre vetrose in PVC durevoli resistenti agli agenti atmosferici, la tenda AMZ FAKRO riduce anche il riflesso del sole, assicura una distribuzione uniforme dell’intensità della luce e aumenta il comfort visivo, garantendo la visibilità interna durante il giorno e consentendo una buona visibilità verso l’esterno, “tutelando” allo stesso tempo l’esclusività domestica. Proposta in 8 diversi colori e idonea per le varie tipologie di finestra – dalla vasistas alla bilico, dalla panoramica alla combinata – AMZ è progettata per essere più ampia rispetto alla misura del vetro della finestra e consente perciò una migliore ombreggiatura dell’interno.

Gli isolanti termo-acustici riflettenti sottili di BUR 2000 agiscono sulla riduzione dell’energia trasmessa per irraggiamento (radiazione) dei corpi caldi e del sole. Sono composti da più strati di film a bassa emissività e ad alta riflettenza, separati da uno o più lame d’aria. Consentono di isolare sia termicamente che acusticamente e con bassi spessori: (nel civile e nell’industriale) pareti, coperture, solai, terrazze, cantine, garage, pavimenti con costi di intervento ridotti, facilità di posa, velocità di esecuzione e con la possibilità di intervenire sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

Infatti, occupando pochissimo spazio (da 2 a 5 cm) e con performance che si possono equiparare a quelle che si ottengono con gli isolanti tradizionali con spessori fra i 20 e i 25 cm, consentono di riqualificare le abitazioni dall’interno senza costi di apertura cantiere, senza interventi costosi di allungamento delle soglie e/o davanzali, e così via, permettendo inoltre il recupero dell’incentivo fiscale del 65%. Nell’industriale, se paragonato ai metodi tradizionali, permettono interventi di riqualificazione (tetto,pareti,uffici..) economici e risolutivi. Per maggiori informazioni: info@bildex.it info@varex.it

FILA

FilaFuego, il nuovo rimuovi fuliggine Fuliggine e sporcizia possono accumularsi facilmente in stufe e caminetti diventando difficili da rimuovere: in particolare, il vetro del parafiamma col passare del tempo tende ad annerirsi. Da oggi, per rimuovere la fuliggine e pulire il vetro sporco o annerito c’è FilaFuego, la schiuma spray detergente specifica per la pulizia di vetri di stufe e camini, che rimuove anche lo sporco intenso di grassi di combustione su forni, griglie, fornelli, rivestimenti di barbecue in mattoni, cotto, pietre naturali e agglomerati, cemento, ceramica, gres e acciaio inox. FilaFuego ha una straordinaria azione pulente ed è in grado di rimuovere anche sporchi intensi e su diverse superfici. È facile da usare con un comodo spruzzatore ergonomico e grazie alla sua formula schiumosa non sgocciola perché

aderisce facilmente alle superfici verticali. Un’unica soluzione efficace in 3 semplici mosse 1) Spruzza FILAFUEGO direttamente sulla superficie a circa 15-20 cm dal punto di applicazione. 2) Lascia agire per 1 o 2 minuti, quindi risciacqua con panno o spugna umida, rimuovendo lo sporco. 3) Asciuga con panno pulito o carta assorbente. In caso di sporco tenace intervieni con una spugna abrasiva, ripetendo l’operazione. È possibile cercare il punto vendita più vicino su filasolutions. com o scaricando FILASOLUTIONS, la App per iOS e Android pensata per avere sempre a portata di mano la soluzione migliore per la manutenzione delle superfici.

PROTEK

Alla scoperta di Magic Box® Il primo e unico controtelaio brevettato da Protek® che accoglie nella propria struttura, su entrambe i lati, la predisposizione al cablaggio per gli impianti idro-termo-sanitari elettrici ed elettronici. Dove prima rinunciavi a uno scorrevole per il passaggio dei cablaggi elettrici o gli alloggiamenti per gli impianti idro-termo-sanitari, ora con la serie Magic Box® hai la soluzione: Magic Box® Elektro consente di alloggiare gli interruttori, le prese elettriche, il videocitofono, il termostato o qualsiasi altro dispositivo elettrico su tutta l’altezza del controtelaio, su entrambi i lati, fino a 20 punti per ogni lato! Con Magic Box ® Hydra gli alloggiamenti coibentati per gli impianti idro-

termo-sanitari sono già premontati sulla struttura del controtelaio. Magic Box® Domotika, infine, riassume la praticità e le funzionalità dei controtelai Magic Box ® Elektro e Hydra. I controtelai della serie Magic Box® sono disponibili nella versione singola e doppia, per intonaco e cartongesso e permettono lo scorrimento di un pannello porta in legno o vetro di spessore standard. Per maggiori info: www.protek-controtelai.com

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Le pareti in cartongesso testate per resistere a tutto. E a tutti. Le famiglie non sono tutte uguali. Come le lastre in cartongesso. Habito Forte è il sistema rivoluzionario di Saint-Gobain Gyproc che combina un elevato isolamento acustico con un’imbattibile capacità di carico e una resistenza agli urti senza precedenti. Habito Forte: pareti da vivere.

Elevata capacitĂ di carico Resistenza agli urti Isolamento acustico

www.habitoforte.it


RASSEGNA PRODOTTI LIGNOALP

ISOVER

RETROTIMBER, la migliore alternativa al legno antico

Saint-Gobain ISOVER PAR4+

La DAMIANI-HOLZ&KO S.p.A. offre un vasto assortimento di prodotti di qualità in legno da destinare all’edilizia, marchiati DL Damiani Legnami, da destinare all’edilizia su tutto il territorio nazionale. Da pochi mesi la DAMIANIHOLZ&KO S.p.A. è il rivenditore autorizzato del prodotto RETROTIMBER della Retrotimber srl dell’Austria. RETROTIMBER è un legno prevalentemente derivato da abete rosso/abete e larice, trattato in modo particolare, così da dare al legno un aspetto anticato, mantenendo però le caratteristiche statiche paragonabili al legno non trattato. L’idea di RETROTIMBER è nata da legno trattato al vapore, che principalmente viene usato già da molto tempo per applicazioni decorative. RETROTIMBER ha le stesse caratteristiche ottiche del legno trattato a vapore, senza trasformare però le sue caratteristiche statiche iniziali. Rispetto alla tradizionale piega a vapore, il trattamento RETRO è molto più complesso e richiede tanto tempo. Il legno viene trattato con molta cura, in modo da non

influenzare negativamente le sue caratteristiche. Solamente l’aspetto esteriore cambierà notevolmente dopo il trattamento, grazie ad un’ulteriore lavorazione della superficie (spazzolatura, spaccatura) RETROTIMBER è quasi indistinguibile dal legno antico. Poiché le caratteristiche statiche sono note dopo il trattamento, RETROTIMBER può essere calcolato staticamente ed è particolarmente adatto per applicazioni costruttive. A tale scopo è stato avviato un considerevole progetto di ricerca in collaborazione con l’Università di Innsbruck. Ecco alcuni vantaggi di RETROTIMBER: • Combinazione tra l’aspetto di legno vecchio con le caratteristiche statiche del legno appena tagliato. • Sfridi di produzione prevedibili – produzione del legname su misura • Statica calcolabile – adatto per applicazioni costruttive • Ecologicamente sicuro – senza additivi chimici • Lavorazione del legno CNC – adatto all’utilizzo nelle moderne costruzioni in legno.

Il Gruppo Saint-Gobain, con la sua esperienza nel campo dei materiali da costruzione, si è sempre distinto per la capacità di innovazione che gli ha permesso di adattarsi alle richieste del mercato per più di 350 anni. SaintGobain ISOVER è un ottimo esempio di questa capacità per tanti dei suoi prodotti, e uno di questi è ISOVER PAR 4+, specificamente concepito per l’isolamento dei sistemi a secco. “PAR” sta per Pannello Arrotolato: pratico, compatto, leggero e facile da posare. Morbido al tatto, è facilmente manipolabile per poterlo adattare agli spazi di applicazione. Non si spacca né si sbriciola, e il passaggio delle canaline per gli impianti è ancora più facile e veloce rispetto ai pannelli tradizionali. “4+” è la lana di vetro ideata e prodot-

ta da ISOVER che grazie allo speciale legante brevettato a base di materie prime organiche e rinnovabili, fornisce più benessere, più attenzione all’ambiente, più protezione degli spazi a livello termico ed acustico, e infine più comfort. La lana di vetro 4+ è prodotta in Italia, nello stabilimento Saint-Gobain ISOVER di Vidalengo di Caravaggio (BG), utilizzando un’elevata percentuale di materie prime naturali (sabbia), riciclate (vetro riciclato) e rinnovabili. Oltre al grande contributo che questo materiale fornisce alla qualità dell’aria interna, che la rende perfetta per le applicazioni nell’ambito residenziale, le performance di ISOVER PAR4+ a livello di isolamento acustico e di resistenza al fuoco ne fanno un prodotto spesso impiegato per la realizzazione di pareti a

secco nel settore terziario. La versione PAR GOLD, invece, è destinata alle contropareti perimetrali, in quanto assomma alle capacità di isolamento acustico anche performance termiche, sempre garantendo la resistenza al fuoco. Info: www.isover.it

FORNACE LATERIZI TREZZO

La malta idrofugata Linea Forte La Malta Idrofugata della linea “ FORTE” (classe M10) è un composto predosato confezionato in sacchi di polietilene a due scomparti da kg 25 ottenuto dalla sabbia silicea, cemento portland, calce idraulica e additivi specifici. È un prodotto studiato per la realizzazione della malta di allettamento nella posa di mattoni a vista con notevoli caratteristiche plastiche ed adesive. La classe M10 definisce la misura in N/mm2 di resistenza a compressione minima che il prodotto garantisce. La Malta Idrofugata della linea “ FORTE ” è idonea per la messa in opera dei mattoni a mano, definiti in pasta molle; dei mattoni estrusi e/o trafilati, definiti paramani; dei manufat-

ti in cemento e lapidei. Un’attenzione particolare è stata riservata nella scelta dell’inerte, ove si utilizzano solo sabbie silicee prive di residui terrosi, di composti organici e di cloruri, con una curva granulometrica controllata. Inoltre, la particolare formulazione consente all’operatore di utilizzare i mattoni asciutti onde evitare efflorescenze dovute all’impurità dell’acqua. La Malta Idrofugata della linea “ FORTE ” viene confezionata in sacchi da kg 25, si consiglia di versare l’intero contenuto del sacco (non parte) in una comune betoniera e miscelare inizialmente a secco per due minuti circa in modo da uniformare i prodotti e versare poi acqua con dosaggi

contenuti fino al raggiungimento della consistenza desiderata. La composizione della malta non deve essere alterata con l’aggiunta di composti estranei al prodotto originale e il contenuto del sacco deve essere impiegato interamente. La messa in opera deve completarsi entro 30/40 minuti dalla fine dell’impasto.

SAINT-GOBAIN GYPROC

WEBER.FLOOR DESIGN

Qualità dell’aria interna, una nuova sfida per l’edilizia italiana

Pavimentazioni decorative cementizie

Tutti noi passiamo circa il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi (scuola, casa, ufficio, palestra, ecc.), all’interno dei quali la qualità dell’aria lascia spesso a desiderare. Respiriamo quindi inconsapevolmente diverse sostanze inquinanti, prima fra tutte la formaldeide, presente in diversi materiali tipo colle o resine utilizzate per la realizzazione di mobili, vernici, detersivi, profumi o anche nel fumo rilasciato dalle sigarette. Queste sostanze nocive, invisibili ad occhio nudo, possono causare problemi per la nostra salute: mal di testa, irritazione agli occhi e senso di affaticamento. Per migliorare la qualità dell’aria degli ambienti in cui viviamo Saint-Gobain Gyproc ha sviluppato Activ’Air®, tecnologia brevettata svolge un ruolo eccezionale: assorbe e neutralizza sino al 70% della formaldeide (uno dei principali composti organici volatili VOC) contenuta nell’aria degli ambienti chiusi. Le soluzioni costruttive in cartongesso Saint-Gobain Gyproc con tecnologia Activ’Air ® sono utilizza-

La scelta di un pavimento decorativo cementizio è il frutto di una serie di valutazioni, di tipo progettuale e realizzativo ma soprattutto di carattere prestazionale ed estetico. La soluzione finale è unica e irripetibile, risponde perfettamente alle esigenze di personalizzazione del cliente, grazie alla varietà dei colori che nonostante siano monocromatici, forniscono un risultato sempre differente. Un pavimento decorativo rappresenta la superficie ideale da essere vissuta: assenza di fughe, facilità di pulizia e manutenzione, flessibilità, stabilità e resistenza. Dalla riconversione delle vecchie fabbriche in residenze di lusso trae ispirazione weber.floor design; la volontà del progettista di mantenere un legame tra la vecchia destinazione d’uso dell’edificio e la nuova, porta a conservare alcuni elementi architettonici tipici della fabbrica. Si conservano pilastri o travi , elementi in acciaio o pareti in calcestruzzo oppure i pavimenti in cemento. Il pavimento industriale diventa allora un

te sia nelle nuove costruzioni sia, soprattutto, nelle ristrutturazioni. Ad esempio Habito Activ’Air® è il primo sistema a secco in cartongesso pensato e dedicato alle ristruttura-

zioni domestiche, per la divisione tra appartamenti o per dividere, ad esempio, la cucina dalla zona giorno. Habito Activ’Air ® assicura un ottimo isolamento termo-acustico, resistenza ai carichi e finitura estetica. L’insieme delle prestazioni di Activ’Air ® è stato convalidato da test effettuati dal CSTB e da Eurofins, laboratori indipendenti nel settore delle bioanalisi ambientali, agroalimentari e farmaceutiche, particolarmente rinomati a livello internazionale. Bollette esagerate? I vicini fanno troppo rumore? Ecco due nuove soluzioni appena uscite sul mercato: Habito Clima Activ’Air® e Habito Silence Activ’Air®. La prima è una lastra in cartongesso accoppiata con un isolante in lana di vetro, ideale per il massimo comfort termico e per risparmiare sulle spese di riscaldamento e climatizzazione, la seconda soluzione è invece caratterizzata dall’accoppiaggio con una speciale gomma acustica in EPDM, adatta per chi cerca un elevato isolamento acustico.

elemento di design del nuovo edificio: offre la possibilità di avere una creazione unica, plasmata dalle mani dell’artigiano che realizza il pavimento, evidenzia il carattere materico tipico del cemento con il suo particolare effetto nuvolato, dona all’ambiente una continuità che solo questi materiali possono offrire. Al tempo stesso si realizzano pavimentazioni dalla elevata resistenza all’usura e di facile manutenzione nel tempo. Weber.floor design concepisce l’ambiente come un insieme armonico senza vincoli, in cui le atmosfere del design architettonico si associano alla decorazione d’interni per costruire nuovi tipi di relazione. Le tendenze più moderne di design vengono cosi interpretate con un materiale antico e moderno al tempo stesso e trovano così la loro finalità in ogni spazio, sia residenziale sia commerciale (hotel, ristoranti, negozi).

WIENERBERGER

Massime prestazioni in spazi minimi: Porotherm BIO PLAN 30 T-0,09 Con questo blocco da 30 cm di spessore nasce un nuovo componente della famiglia di laterizi rettificati Porotherm BIO PLAN T - 0,09. L’obiettivo di Wienerberger, nello sviluppare questa soluzione, è stato quello di andare incontro ancora di più alle esigenze di progettisti ed imprese edili. Progettisti, da un lato, interessati sempre più a materiali dall’elevata qualità che, accompagnati da certificazioni chiare e trasparenti, garantiscano le prestazioni dichiarate, affinché un “progetto in Classe A” diventi un “edificio in Classe A”. Dall’altro lato

le imprese, che sempre più apprezzano e utilizzano i laterizi rettificati ad incastro per la loro facilità (e velocità) di posa e per la pulizia di cantiere realizzabile con queste soluzioni innovative in laterizio. Il nuovo blocco da 30 cm, che segue nella famiglia BIO PLAN T - 0,09 i blocchi da 38 e 45 cm di spessore, pensati per realizzare Edifici ad Energia Quasi Zero con murature monostrato, nasce invece con l’intento di migliorare al massimo le prestazioni di involucri abbinati a sistemi a cappotto. A parità di spessore del cappotto, infat-

ti, realizzando la muratura con il nuovo blocco Porotherm BIO PLAN 30 T - 0,09 anziché con il classico blocco modulare montato con malta tradizionale, la prestazione termica migliora di oltre il 30%. A parità di prestazione termica, invece, è possibile ridurre sostanzialmente lo spessore del cappotto. Passando da un blocco modulare al Porotherm BIO PLAN 30 T - 0,09, ad esempio, per raggiungere una trasmittanza di 0,16 W/m²K, lo spessore di un comune cappotto in EPS (λ= 0,034 W/mK) passa da 18 a 10 cm

con una conseguente maggior facilità di posa ed un minor spessore totale del pacchetto murario. Riassumendo, gli obiettivi di questo nuovo blocco sono: garantire prestazioni certificate, assicurare la massima velocità e precisione di posa (sia della muratura che del cappotto) e ridurre lo spessore del sistema a cappotto abbinato alla muratura. Il tutto ovviamente accompagnato dall’elevata massa superficiale di questo laterizio (266 Kg/ m²), per il massimo comfort anche in regime estivo.

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Poster TRONO PAR4.indd 1

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RASSEGNA PRODOTTI ANTONIAZZI

MAPEI

Bianco Reflex

L’Idrosmalto Dursilite Gloss

Bianco Reflex è l’articolo che risponde all’esigenza dei progettisti di avere un prodotto che sposi le esigenze estetiche e l’esigenza di impiegare materiali eco-sostenibili. Il prodotto Antoniazzi Bianco Reflex. possiede delle caratteristiche essenziali al fine dell’ottenimento di un maggior punteggio relativo al LEED, presentando un alto valore ecologico per effetto dell’impiego di un’alta percentuale di materie prime riciclate e un valore di RSI tale da permettere una riduzione d’assorbenza del calore e quindi un risparmio energetico. L’intento è stato quello di creare un prodotto che possa essere impiegato con soddisfazione e successo nella realizzazione di edifici e spazi urbani progettati e costruiti in un’ottica di sostenibilità dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Disponibile nel formato 40x40 e 40x60.

Inoltre, il valore delle emissioni VOC in camera ambientale a 28 gg (ISO 16000) è inferiore a 0,2 mg/m³, tale da permetterne la classificazione A+, secondo la norma francese “ Grenelle Environnement”. Tutte le prestazioni tecniche sono comprovate da certificati e rapporti di prova realizzati presso laboratori indipendenti e accreditati, in linea con la filosofia Mapei volta a una comunicazione trasparente, verificabile e affidabile.

Antoniazzi la Linea Pietre La Linea Pietre è costituita da mattonelle in pietra ricostruita a base di inerti di porfidi e quarzi naturali accuratamente selezionati. Grazie al

sapiente dosaggio degli inerti e alla competente lavorazione, si ottiene un prodotto che per resa cromatica, forma e resistenza riproduce la pietra naturale. É davvero sorprendente vedere come questo prodotto riproduca le caratteristiche strutturali della pietra originale. Ideali per verande, patii, vialetti, cortili. Formato 40x60 cm.

È possibile proteggere gli ambienti con una finitura lavabile e antimacchia, e avere allo stesso tempo un effetto estetico di pregio, dai colori brillanti? La risposta è il nuovo smalto murale per interni Dursilite Gloss, ultimo nato nella gamma di idropitture della linea “Interni d’Autore” di Mapei. Dursilite Gloss è in grado di risolvere i problemi quotidiani di pulizia dalle macchie (alimenti, bevande, scritte accidentali, ecc.): la speciale formula a base di resine acriliche e poliuretaniche permette di ottenere una finitura resistente al lavaggio e all’ingiallimento, durevole e inodore, con un aspetto finale elegante e semilucido. Dursilite Gloss si applica su tutti i tipi di

supporto, opportunamente trattati; oltre all’utilizzo in abitazioni residenziali risulta particolarmente indicato per la protezione e la decorazione di ambienti pubblici molto frequentati quali scuole, uffici, alberghi. Dursilite Gloss ha una bassissima presa di sporco (UNI 10792, ∆L= 1,9) e risulta in classe 1 nel test di resistenza alla spazzolatura a umido (classificazione EN 13300); presenta infine un elevato grado di brillantezza (60°= 38, semilucido), mantenendo un buon potere coprente.

Ciclo Applicativo Dursilite Gloss si applica su tutti i tipi di murature, intonaci, rasature e su vecchie pitture purché non sfarinanti e aderenti. Diluire il prodotto con 3-10% di acqua, in funzione del metodo di applicazione e delle condizioni del supporto. Dursilite Gloss si applica con rullo a pelo corto, a pennello e a spruzzo, su primer Malech o Dursilite Base Coat asciutti. Il ciclo prevede l’applicazione di almeno due mani di Dursilite Gloss a distanza di 6-12 ore l’una dall’altra in condizioni normali di umidità e temperatura. È inoltre tinteggiabile con il sistema automatico di colorazione ColorMap® che permette di realizzare le tinte delle collezioni colore Mapei o eventuali colori personalizzati.

CAMINI WIERER

FONTANOT

Camino, sei Mitico

The Impossible Staircase

Qualità dei materiali e delle finiture, alta tecnologia produttiva, completezza di gamma: l’eccellenza Camini Wierer è oggi disponibile anche per i camini ad innesto tradizionale della serie MITICO. Una gamma completa di camini a innesto tradizionale: mono parete, doppia parete e coibentati aria. In ottemperanza alle normative vigenti, lo scarico dei prodotti della combustione per generatori di calore a uso civile e industriale deve sempre avvenire a tetto. Questo è possibile con la realizzazione di camini singoli, di canne collettive e il risanamento

The Impossible Staircase, la nuova scala di Fontanot realizzata dagli studenti del prestigioso corso “Master in Interior” dello IED di Milano e presentata al Bau 2017, è caratterizzata da una struttura a chiocciola con il classico tubolare centrale con una sequenza di gradini in plexiglass trasparente distanziati fra loro. Ma la particolarità del prodotto è all’esterno della scala, dove si sviluppano una serie di sottili elementi verticali in legno con strisce di metallo che creano un involucro cilindrico “abbracciando” l’intera scala. Le linee dall’alto raggiungono il gradino per poi raccordarsi con l’elemento centrale: gli elementi dell’involucro hanno anche una funzione strutturale oltre che estetica in quanto fungono da sostegno per il profilo esterno dello scalino. Il gradino realizzato in materiale trasparente permette di

di vecchie canne fumarie a mezzo di intubamento. La gamma Mitico monoparete di Camini Wierer è costituita da tutti gli elementi necessari per realizzare il tratto verticale e il canale da fumo (tratto orizzontale), è idonea per l’utilizzo con combustibili solidi, liquidi e gassosi, completa di tutti i dispositivi e gli accessori previsti dalle normative di riferimento. Tutta la gamma Mitico è ideale per l’inserimento in opere murarie preesistenti e per il risanamento di vecchi camini. A completamento della gamma, il sistema tradizionale Mitico comprende guarnizioni di tenuta e fascette di bloccaggio elementi. La gamma Mitico by Camini Wierer è in grado di soddisfare tutte le normali esigenze d’installazione. Per qualsiasi esigenza, Camini Wierer realizza in tempi brevi giunti ed accessori su misura. Il sistema Mitico si distingue sul mercato dei sistemi camino tradizionali per: Guarnizione: Guarnizione siliconica

con altezza maggiorata e profilo speciale a 3 gole ad alta tenuta. I test TÜV confermano l’affidabilità del profilo in fase di installazione e la durata nel tempo della designazione di tenuta in pressione P1; Saldatura: Saldatura Laser in atmosfera protetta, per offrire una qualità di finitura stabile nel tempo e inattaccabile dagli agenti corrosivi; Acciaio 316L: In qualsiasi spessore di utilizzo è l’acciaio ideale per assicurare massime performance in termini di resistenza alla corrosione e alle condense acide dei fumi. Guarda il video con gli highlights di prodotto della gamma Mitico di Camini Wierer. https://youtu.be/OsPlab_v-Rk

rendere la scala quasi invisibile e di far emergere solamente l’involucro all’interno del quale l’utilizzatore si immerge. Con una linea fluida e quel senso di leggerezza, la struttura, nel suo insieme, viene percepita come sospesa e fluttuante, un vero e proprio capolavoro. Una scala concepita cercando di creare un effetto sorprendente sia per la parte strutturale che per l’utilizzo dei materiali: questo il motivo che ha permesso all’azienda italiana di essere inserita all’interno dell’area “Innovation”, uno spazio che il BAU dedica alle aziende che sanno produrre innovazione esaltando valori progettuali e unicità dei materiali. Creare un qualcosa di unico e custom-made sono i punti di forza di Fontanot che si afferma specialmente nel settore del contract con progetti di fama internazionale.

FASSA

Pothos 003: la finitura pensata per il tuo benessere Pothos 003 rappresenta un’innovazione nell’ambito dei prodotti di finitura: infatti, è in grado di catturare e trasformare la formaldeide presente negli ambienti in composti stabili ed innocui. La nuova finitura può essere definita una pittura “intelligente” poiché caratterizzata da un elevato contenuto tecnologico, frutto della continua ricerca che si sviluppa nei laboratori Fassa, che va ben oltre la semplice protezione e la decorazione delle pareti. I test, eseguiti seguendo la Norma ISO 16000-23 presso il laboratorio internazionale Eurofins, dimostrano che nel caso in cui le superfici siano trattate con questo prodotto la formaldeide libera presente nell’ambiente si riduce fino al 70%. Nelle medesime condizioni create durante i test, la durata nel tempo di Pothos 003 si potrebbe quantificare addirittura in circa 10 anni: valore comunque fortemente influenzato dal livel-

lo di inquinante presente nell’ambiente, dall’areazione dei locali e dallo spessore della pittura. La formaldeide, ritenuta sostanza cancerogena, è tra i principali COV presenti all’interno delle abitazioni: abbatterne la concentrazione permette quindi di mi-

gliorare la qualità dell’aria, tutto a vantaggio del benessere abitativo. Per questo POTHOS 003 può essere definita un prodotto “mangia formaldeide”. Oltre che per il contenuto tecnologico, si distingue anche dal punto di vista estetico e di finitura, donando alle superfici trattate un effetto coprente “super matt” e un aspetto opaco e vellutato. La nuova pittura fa parte della famiglia GREEN VOCation, una Linea caratterizzata da prodotti “solvent free”: un idrosmalto all’acqua Evoc 001, un fondo fissativo Mikros 001, due idropitture Eos 001 e Ocean 001 ed infine un’idropittura Sphaera 001. Soluzioni innovative e dal ridotto impatto ambientale che testimoniano come da sempre Fassa Bortolo sia sempre sensibile nei confronti delle esigenze di eco-sostenibilità. Pothos 003: la formaldeide ha i giorni contati!

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CANTIERE

Rinasce una locanda ultracentenaria Intervento di restauro in una Villa a Solferino – Frazione Pozzo Catena (MN) con i prodotti Fassa Bortolo per ridare dignità alle facciate e risolvere i problemi di umidità

L’

edificio, di rilevante interesse artistico, è stato realizzato presumibilmente alla fine dell’800, e da inizio ‘900 si presume venisse utilizzato come locanda. L’umidità di risalita presente e l’acqua che nel tempo percolava dal primo piano, si sono infiltrate nello strato sottostante l’intonaco a base cementizia presente al piano terra. Questo intonaco, nel corso degli anni, si era distaccato dalla muratura originaria creando una vera e propria tasca che si presentava quasi sempre piena d’acqua. È stata evidenziata anche la presenza di una contro-parete in mattoni, realizzata sia per “delimitare” la mu-

ratura originaria fatta in ciottoli, che per “funzionare” da base d’ancoraggio per le decorazioni. Questa contro-parete è stata realizzata utilizzando una malta a base di calce area povera, che nel tempo ha iniziato a frantumarsi, generando dei piccoli corridoi attraverso i quali l’acqua ha potuto erodere il supporto sottostante. Inoltre, a causa del peso

le NHL 3,5 (EN 459-1), specifici per interventi di risanamento e restauro. In particolare, è stato applicato il ciclo specifico per il risanamento di murature umide: Rinzaffo 720, bio-rinzaffo macroporoso, applicato in un unico strato con macchina intonacatrice, con copertura totale della superficie, con il compito di favorire l’adesione tra il successivo intonaco e la muratura esistente; Intonaco Macroporoso 717, bio-intonaco di fondo idrofugato, macroporoso, con granulometria inferiore a 3 mm, applicato a mano con uno spessore compreso tra 2 e 4 cm e rifinito a frattazzo; Finitura Idrofugata 756, bio-intonaco di finitura idrofugato, con granulometria inferiore a 1 mm, applicato in due strati con spatola metallica e rifinito con spatola di plastica. Non presentandosi particolari problemi di umidità e tracce evidenti di sali nel terreno, la scelta di un ciclo caratterizzato da prodotti macroporosi, come Rinzaffo 720 e Intonaco Macroporoso 717, è stata fatta soprattutto per facilitare e permettere un’asciugatura delle pareti, con sezione anche superiore ai 60 cm, che si presentavano particolarmente imbevute d’acqua. In que-

proprio dei rappezzi realizzati nel corso degli anni, parte delle decorazioni originali aveva subito un distacco parziale. Dalle facciate è stato eliminato lo strato di intonaco a base cementizia, utilizzando anche un martellino elettrico per le parti più dure in conglomerato cementizio, e successivamente la superficie è stata pulita con acqua e spazzola me-

sto intervento è stato fatto un uso del prodotto Rinzaffo 720 particolarmente originale. Infatti, una volta consolidate le superfici tramite il rifacimento dell’intonaco, si è proceduto all’“incollaggio” degli elementi decorativi utilizzando questo materiale, in piccole quantità e con una consistenza piuttosto liquida. Durante questa lavorazione si sono utilizzati sistemi di spinta morbidi, idonei a riposizionare le parti distaccate verso la sede originaria: il risultato è stato ottimo, in quanto le decorazioni non si sono fratturate e si è raggiunta un soddisfacente complanarità della superficie. È stato possibile ricostruire le parti mancanti dei decori in maniera omogenea ed esteticamente gradevole. Una volta completata l’applicazione della Finitura Idrofugata 756, e passati i giorni necessari all’asciugatura della superficie, si è completato l’intervento con una pittura a base di silicati: sono stati scelti colori il più possibile in linea con quelli già esistenti, ma utilizzando tonalità più consone e compatibili con il periodo storico originario dell’edificio, ovvero il rosa antico e le terre chiare, colorazioni tipiche della zona morenica.

tallica. In prossimità delle decorazioni si è intervenuto a mano, con scalpello e mazzuola, facendo molta attenzione ai decori già parzialmente distaccati. Per l’intervento di rifacimento delle facciate sono stati utilizzati i prodotti della Linea Ex Novo Restauro Storico Fassa Bortolo, una gamma completa di materiali a base di calce idraulica natura-

Multifunzionale e virtuoso Isover e Gyproc sono state impegnate, a Torino, nella realizzazione di un complesso edilizio concepito come modello tecnologico di eco-edificio, in grado di ottimizzare il consumo di risorse e il risparmio energetico

E

nergy Center è una struttura d’eccellenza nel campo dell’innovazione energeticoambientale e nasce dalla riqualificazione e riconversione dell’Ex-Westinghouse, un’area situata a pochi passi dal Palazzo di Giustizia e dalla Stazione di Porta Susa, a Torino. Il principale obiettivo del complesso era la creazione di un’infrastruttura multifunzionale per la fornitura di servizi qualificati alle imprese, dedicata principalmente all’attività di ricerca e di sperimentazione tecnologica. Un esempio concreto di applicazione delle ambiziose strategie promosse da Torino Smart City, un progetto ad ampio raggio che mira a far diventare il capoluogo piemontese una vera e propria “smart city”, capace di produrre alta tecnologia, di ridurre i consumi energetici degli edifici e di migliorare in generale la qualità della vita dei suoi abitanti. Una struttura-laboratorio al servizio delle imprese e del territorio, in cui sviluppare tecnologie e soluzioni applicative innovative in ambito energetico, mediante la stretta collaborazione tra Politecnico di Torino, centri scientifici e tecnologici e attori sia pubblici che privati. Il complesso edilizio è stato concepito come un modello tecnologico di “ecoedificio”: le scelte progettuali hanno tenuto conto dell’intero ciclo di vita del sistema edificio, coerentemente con i principi di un centro di ricerca e di sperimentazione, pensato specificatamente per l’ottimizzazione del consumo di risorse e per il risparmio energetico in edilizia. La richiesta progettuale era di realizzare pareti e contropareti a secco in grado di assicurare flessibilità di utilizzo, prestazioni acustiche e resistenza al fuoco. Sono state utilizzate strutture me-

talliche Gyproc Gyprofile, ecologiche e anticorrosive; pannelli isolanti Isover Par 4+; lastre a elevate prestazioni Gyproc Aquaroc e Gyproc Duragyp Activ’Air®, abbinate diversamente tra loro a seconda delle varie esigenze degli spazi interni del complesso: le Aquaroc sono lastre a base di cemento alleggerito con polistirene espanso, contraddistinte da un’alta resistenza meccanica e ideali da utilizzare in ambienti che necessitano di elevata resistenza all’acqua e all’umidità, mentre le Duragyp Activ’Air® sono lastre di ultima generazione appositamente studiate per garantire una serie di vantaggi rispetto alle lastre tradizionali – da un maggiore grado di durezza

superficiale a un ridotto assorbimento d’acqua – dalle specifiche proprietà di resistenza al fuoco alla tecnologia Activ’Air®, un esclusivo brevetto internazionale di Saint-Gobain che permette di assorbire e neutralizzare la formaldeide presente nell’aria degli ambienti interni. Per tamponamenti perimetrali prestazionali a secco, leggeri, resistenti agli agenti atmosferici e con elevate prestazioni termo-acustiche, sono stati utilizzati (partendo dall’esterno): lastra in cemento alleggerito Gyproc Aquaroc da 12,5 mm di spessore; membrana impermeabile e traspirante tipo TYVEK; struttura metallica Gyproc Gyprofile da 150 mm con doppio pannello isolante Isover Par 4+; doppia lastra di gesso rivestito fibrato Gyproc Duragyp Activ’Air® da 12,5 mm di spessore; camera d’aria da 15 mm; struttura metallica Gyproc Gyprofile da 75 mm con un pannello isolante Isover Par 4+; freno al vapore da 5 mm e, infine, doppia lastra Duragyp Activ’Air® – per uno spessore totale di 300 mm.

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CANTIERE

A Gorizia un liceo in sicurezza Un edificio destinato a istituto scolastico è stato messo in sicurezza applicando latecnologia FRP e il sistema Mapewrap Eq System di Mapei

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n Italia i problemi connessi alla conservazione e alla prevenzione sismica del patrimonio edilizio ordinario e di pregio storico-monumentale (tra cui molti edifici scolastici ancora in funzione) sono oggetto di crescente attenzione e più che mai di attualità. Gli interventi di recupero e consolidamento, anche se limitati soltanto ad alcune parti della struttura architettonica complessiva, devono anche essere finalizzati al miglioramento sismico. Le necessità del restauro conservativo orientano la ricerca di materiali e tecnologie che siano compatibili con le caratteristiche meccaniche della muratura. Gli interventi inoltre devono prevedere tecniche di rinforzo non invasiva e compatibile con la conservazione e la salvaguardia dei manufatti storicomonumentali. In alternativa ai materiali e alle tecniche di rinforzo tradizionali esistono ora materiali polimerici fibrorinforzati (fibre reinforced polymer, conosciuti anche con l’acronimo FRP) per il consolidamento mediante placcaggio di elementi curvi come archi e volte, e il rinforzo a taglio e/o a flessione di pannelli murari. Con FRP si indica un’ampia gamma di materiali compositi sviluppati recentemente, costituiti da una matrice polimerica di natura organica con la quale viene impregnato un rinforzo in fibra continua con elevate proprietà meccaniche. Questi materiali offrono una serie di vantaggi: elevate prestazioni meccaniche, basso impatto architettonico, alta durabilità, facilità di applicazione e reversibilità degli interventi. I calcestruzzi rinforzati con FRP si ottengono associando alle strutture in calcestruzzo armato normale o precompresso tessuti, barre, lamine e nastri in materiale com-

posito fibrorinforzato. L’associazione dei due materiali è utilizzata sempre più di frequente per il recupero di strutture esistenti, evitando così la demolizione delle stesse. Tecniche all’avanguardia per un edificio scolastico Un esempio concreto di applicazione di FRP è costituito dall’intervento effettuato sulle strutture del Liceo Ginnasio Dante Alighieri di Gorizia. Il nucleo dell’edificio attuale risale al 1629 e negli anni ’90 la storica sede di Palazzo Formentini era già stata restaurata, per conservarne il pregio architettonico e garantire la funzionalità didattica. Quest’anno, nell’ottica di una riqualificazione rispettosa delle norme antisismiche, committente e progettista hanno interpellato l’Assistenza Tecnica Mapei per intervenire sulla parte dell’edificio realizzata in tempi più recenti, per un problema di sfondellamento dei solai. L’intervento consigliato ha previsto l’impiego di MAPEWRAP EQ SYSTEM, un sistema sviluppato per distribuire efficacemente i carichi dinamici su elementi non strutturali particolarmente fragili. Il sistema viene considerato come un “wallpaper” grazie alla sua capacità di adattarsi a qualsiasi forma geometrica. Nel caso specifico, il sistema aveva la funzione di connettere

efficacemente i vari pannelli in muratura (superficie totale 750 m2) con il telaio in calcestruzzo armato. Per evitare un eventuale ribaltamento in caso di sisma e aumentare il tempo di evacuazione della struttura in caso di terremoto, durante l’intervento si è proceduto ad assicurare tutto il tamponamento rispetto all’interfaccia fra la muratura e il telaio in calcestruzzo armato. Inizialmente dal solaio è stata rimossa la finitura superficiale sino a raggiungere l’intonaco, che doveva presentarsi meccanicamente

resistente e privo di parti danneggiate. Di seguito sulle superfici oggetto dell’intervento è stato applicato a rullo il primo strato di MAPEWRAP EQ ADHESIVE, adesivo monocomponente all’acqua a base di dispersione poliuretanica a bassissime emissioni di sostanze organiche volatili (VOC). Dopo questa operazione lungo ogni singola superficie è stata posizionata l’armatura bidirezionale in fibra di vetro apprettata MAPEWRAP EQ NET. È seguita una seconda applicazione a

rullo di MAPEWRAP EQ ADHESIVE in modo da impregnare completamente il tessuto di rinforzo. Dopo circa 24 ore, le superfici sono state livellate con rasatura con la malta cementizia monocomponente PLANITOP 210. Una volta rasate, le superficii sono state prime rizzate con il fondo a base di resine acriliche micronizzate in dispersione acquosa MALECH, e i giorni successivi è stata stesa l’idropittura lavabile a base di resine acriliche modificate DURSILITE.

MAPEWRAP SYSTEM Mapei ha messo a punto MAPEWRAP, un sistema completo per il rinforzo strutturale con FRP composto da un’ampia serie di prodotti da utilizzare da soli o in abbinamento con altri della linea. A questa famiglia appartengono anche MAPEWRAP EQ NET e l’adesivo monocomponente MAPEWRAP EQ ADHESIVE. MAPEWRAP EQ NET è una speciale armatura composta da fibre di vetro trattate con un appretto a base poliuretanica resistente agli alcali, in grado di conferire alla muratura rinforzata un’elevata duttilità poiché determina una ripartizione più uniforme delle sollecitazioni dinamiche. Il prodotto ha un’ottima resistenza a trazione, è inalterabile, resiste alle aggressioni chimiche del cemento e

agli agenti atmosferici, non arrugginisce, è leggero e facile da tagliare e adattare alla conformazione del supporto, rapido nell’applicazione e nella messa in opera.

Nuova pavimentazione per Piazza Vittoria A Brescia ritorna agli antichi splendori la piazza realizzata dall’architetto Piacentini. Rifatto il disegno, la pavimentazione e soprattutto l’impermeabilizzazione del grande parcheggio pluriplano. Oltre cinquemila metri quadrati di superficie targati Polyglass

È

una delle principali piazze di Brescia. Costruita dall’architetto Marcello Piacentini tra il 1927 e il 1932, Piazza Vittoria nasce a seguito di un progetto di razionalizzazione dello spazio urbano voluto dal regime che intendeva modificare la rete viaria urbana per velocizzare il traffico attraverso la creazione di due arterie perpendicolari. Progetto poi abbandonato e ridimensionato per mancanza di fondi. Oggi la piazza oltre a mantenere il fasto del passato con una serie di edifici storici tra i quale emerge il primo grattacielo costruito in Italia e tra i primi in Europa a essere realizzato in cemento armato è stata oggetto di un intervento di ristrutturazione generale connesso alla creazione della stazione della metropolitana. L’intervento nel sottosuolo ha offerto l’occasione di ripristinare l’impermeabilizzazione del parcheggio interrato costruito nel 1974 che aveva manifestato infiltrazioni di acqua attraverso i solai di copertura. L’impermeabilizzazione originaria aveva infatti mostrato i segni del tempo con perdite d’acqua in diverse aree, in alcuni casi molto evidenti al punto da compromettere l’uso degli spazi interrati.

abilizzazione utilizzando la membrana Polybond HP. Si tratta di una membrana elastoplastomerica prefabbricata che vanta particolari caratteristiche sul fronte della resistenza meccanica e al punzonamento, ottenuta grazie all’armatura in tessuto non tessuto di poliestere da filo continuo di elevatissima grammatura. La stratigrafia è stata completata con la successiva posa di un foglio di tessuto non tessuto accoppiato a un foglio di polietilene. Su quest’ultimo si è provveduto alla realizzazione mediante getto di una cappa armata di protezione del pacchetto impermeabile, sulla quale è stato eseguito il massetto per accogliere la pavimentazione in pietra.

Una stratigrafia abbastanza tradizionale che è stata concepita scegliendo dei materiali in funzione alla tipologia dell’opera sotterranea e all’utilizzo della parte fuori terra. Durante i lavori oltre a una verifica costante delle opere di posa e dei dettagli sono stati prelevati alcuni campioni per verificare in laboratorio la tenuta delle giunzioni tra le membrane attraverso test di trazione. Attualmente la piazza resa completamente pedonale, con una nuova pavimentazione e la costruzione di una nuova fontana sul lato ovest. (servizio tratto dalla rivista “Specializzata” – Bema Editrice)

meabilizzazione è stato posato a rullo un primer di adesione. In questo caso è stato scelto l’Idroprimer, un promotore bituminoso a base acqua e bitumi selezionati che presenta il vantaggio di essere inodore, atossico non infiammabile e a rapida essicazione. Su Idroprimer sono stati quindi posati successivamente a fiamma due strati di imperme-

L’intervento Considerata la vasta area dell’ intervento, oltre 5 mila metri quadrati di superficie, si è deciso di organizzare il cantiere in modo da procedere per lotti consecutivi programmando e coordinando le fasi così da avere una continuità dei lavori senza interrompere l’utilizzo del parcheggio. Rimossa la vecchia pavimentazione in pietra e la vecchia impermeabilizzazione si è provveduto a realizzare un nuovo massetto con le relative pendenze. Una volta asciugato il massetto prima di procedere all’imper-

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CANTIERE

Da edificio rurale a casa vacanze Nei boschi dell’Appennino Tosco-Romagnolo un antico podere protagonista di un importante intervento di recupero con Porotherm BIO PLAN 38-25/19,9 T di Wienerberger

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l “Podere del Tiglio”, edificio a uso abitativo/agricolo, situato nel territorio del comune di Palazzuolo sul Senio (FI), nel cuore dell’Appennino ToscoRomagnolo, è stato protagonista di un importante intervento di ristrutturazione e recupero. L’edificio, in stato di abbandono da molti anni durante i quali aveva subito crolli e danneggiamenti, originariamente si presentava come un corpo di fabbrica unico a due livelli, con il piano terra, parzialmente interrato, adibito a ricovero per gli animali. La struttura del “Podere del Tiglio” era stata realizzata con muratura portante in pietra arenaria, solai in struttura lignea e il manto di copertura costruito con lastre di pietra. Curato dagli architetti Nadia Angeli e Matteo Brucoli di Faenza (RA), con la collaborazione dello Studio DES, l’intervento di recupero ha avuto come obiettivo principale la sostenibilità e l’autosufficienza energetica dell’edificio. I progettisti hanno così mantenuto la volumetria, i materiali, la tipologia distributiva e la forma strutturale dell’edificio originale, eseguendo al contempo tutte le modifiche necessarie al raggiungimento di eccellenti risultati in termini energetici, funzionali e di comfort. Il ruolo di Wienerberger Per il rifacimento delle murature perimetrali era auspicabile realizzare un blocco unico che semplificasse la realizzazione del pacchetto murario e la gestione del cantiere: per questo i progettisti hanno scelto il blocco in laterizio rettificato Porotherm BIO PLAN 38-25/19,9 T di Wienerberger. Questo sistema costruttivo, grazie alla sua elevata resistenza meccanica e al fuoco, e grazie alle sue performance termiche, si è rivelato la

soluzione ideale per la realizzazione di una parete massiva a elevate prestazioni e per il raggiungimento di un eccellente isolamento termico senza stratigrafie aggiuntive. Sull’esterno delle pareti perimetrali è stato posto un paramento in pietra naturale recuperata dal vecchio edificio, solidale con il laterizio e fissato tramite zanche metalliche. Anche da questo punto di vista il laterizio Porotherm BIO PLAN ha offerto la massima garanzia di sicurezza per l’aggancio del rivestimento pesante: la finitura dal lato interno è stata effettuata con intonaci a base calce, ottenendo in questo modo una parete che abbina un eccellente potere isolante e di traspirazione a un’ottima inerzia termica assicurata dalla massa. Un sistema in laterizio, quello di Wienerberger, il cui successo è decretato dalla combinazione della tecnologia della rettifica a quella, oggetto di un approfondito lavoro di ricerca e sviluppo, dei setti sottili. Grazie alla rettifica è infatti possibile realizzare giunti di malta di appena 1 mm,

andando a eliminare completamente il ponte termico della malta e incrementando le performance energetiche, mentre i setti sottili permettono di aumentare le file dei fori e la percentuale di foratura, migliorando così le prestazioni energetiche rispetto a un normale laterizio. La tecnica della rettifica inoltre permette di ridurre i tempi di posa fino al 50% grazie al perfetto incastro dei blocchi e all’utilizzo della malta speciale

Porotherm BIO PLAN, facilmente mescolabile con acqua. Questa innovativa malta permette inoltre di ridurre al minimo l’uso di silos, gru o betoniere, fattore indispensabile in questo cantiere di montagna. Grazie ai giunti orizzontali di solo 1 mm, il consumo di malta si riduce del 90%, non ci sono sfridi e il cantiere risulta più pulito. «Pur essendo un materiale mai utilizzato prima dalle maestranze che hanno

lavorato a questo intervento – spiega l’arch. Matteo Brucoli – la tecnica di posa dei blocchi Porotherm BIO PLAN è stata rapidamente acquisita in cantiere in modo semplice ed efficace, per un intervento effettuato a regola d’arte in pochissimi giorni». Il solaio di copertura è stato invece realizzato con una struttura in legno di castagno di provenienza locale, tavelle in cotto, isolante in fibra di legno ad alta massa e manto di copertura in tegole di cemento, mentre la falda sud è stata interamente coperta da pannelli fotovoltaici che forniscono, nell’arco dell’anno, l’intero fabbisogno energetico della costruzione. L’inerzia termica delle pareti perimetrali assicura inoltre uno sfasamento termico sufficientemente confortevole nella stagione estiva, per cui l’edificio non necessita di un impianto di condizionamento. Infine va sottolineato come, grazie all’utilizzo della rete elettrica per l’accumulo di energia, l’intervento che ha visto protagonista “Il Podere del Tiglio” si è caratterizzato come un intervento a bilancio energetico nullo.

A Mirandola prestazioni acustiche e antisismiche Una importante opera di ristrutturazione con interventi specialistici sulle pareti divisorie, le contropareti a secco e i controsoffitti che ha visto protagonista la tecnologia di due aziende del Gruppo Saint-Gobain

L

ivaNova è un’azienda di Mirandola (MO) specializzata in Cardiochirurgia, Neuromodulazione e Gestione del ritmo cardiaco, creata per prolungare e migliorare la vita delle persone con tecnologie medicali all’avanguardia. A seguito dell’evento sismico del maggio 2012 che ha colpito gran parte del territorio dell’Emilia Romagna, l’edificio è stato pesantemente danneggiato e si è reso pertanto necessario un importante intervento di ristrutturazione, che ha riguardato: Le pareti divisorie interne: l’esigenza è stata quella di rispettare i criteri antisismici, fornendo contestualmente elevate prestazioni acustiche. A tale scopo, sono state utilizzate quattro lastre Wallboard 13 e un pannello isolante in lana di vetro Isover PAR 4+. Le contropareti a secco, da accostare ai tamponamenti perimetrali per aumentare l’isolamento termo-acustico e facilitare il passaggio degli impianti. Sono state utilizzati un pannello isolante in lana di vetro Isover PAR 4+, una lastra Gyproc Vapor e una Wallboard 13, quest’ultima sostituita da una lastra Hydro H1 nei servizi igienici, per garantire contemporaneamente un ottimo grado di resistenza alla diffusione del vapore acqueo, un elevato isolamento termo-acustico e una perfetta integrazione con i numerosi apparati impiantistici tipici di un nuovo e tecnologico complesso per uffici.

Controsoffitti per nascondere gli impianti, personalizzare i diversi spazi interni e assicurare ottimi livelli di assorbimento acustico. I controsoffitti sono stati realizzati con lastre Wallboard 13 nelle quali sono state inserite - quando necessario per garantire le adeguate ispezioni e aumentare l’assorbimento acustico - porzioni di controsoffitti in pannelli modulari Gyptone Activ’Air® Point 11 e controsoffitti in lastre Rigitone Activ’Air® 8/18,

entrambi contraddistinti da una foratura continua regolare rotonda. I sistemi Gyptone Activ’Air® e Rigitone Activ’Air® rappresentano la soluzione ideale per avere il massimo di prestazioni acustiche ed alta resa estetica. L’esclusiva tecnologia Activ’Air® consente di assorbire e neutralizzare la formaldeide contenuta nell’aria degli ambienti. I sistemi a secco Saint-Gobain Gyproc si adattano perfettamente a una progettazione di

tipo antisismico e hanno rivestito un ruolo di primaria importanza nella ricostruzione post-terremoto in Emilia Romagna. Tecnologia e innovazione, comfort abitativo e risparmio energetico, leggerezza ed elasticità sono caratteristiche tipiche delle soluzioni offerte da Saint-Gobain Gyproc, ba-

sate su di una progettualità avanzata in grado di rispondere all’esigenza di tecnici e operatori di assicurare interventi di qualità, nel rispetto delle normative antisismiche e soprattutto al fine di garantire la sicurezza degli occupanti gli edifici. Per maggiori informazioni, visita la sezione dedicata: www.gyproc.it/ sismica

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AREA TECNICA

Gres porcellanato sottile:

potenzialità di una nuova superficie per l’architettura

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ualsiasi approccio, pratico o teorico, all’architettura non può prescindere dagli elementi di vitalità e trasformazione che la caratterizzano intrinsecamente. In questa ottica i materiali per rivestimenti in gres porcellanato rappresentano un nuovo orizzonte di possibilità per un’idea di spazio architettonico in continua evoluzione. Il gres porcellanato è da sempre considerato un materiale privilegiato per pavimenti e rivestimenti di qualità, resistenti e durevoli. Grazie a queste caratteristiche e alla versatilità sia d’impiego che di personalizzazione estetica, il gres porcellanato ha visto negli anni una costante crescita di utilizzo e un aumento progressivo delle prestazioni. Questa ascesa sembra

voluzionare il settore dell’edilizia e, in particolare, delle ristrutturazioni. Caratteristiche tecniche e posa A caratterizzare il particolare tipo di ceramica denominato “gres porcellanato sottile” è una pasta argillosa di materie prime pregiate molto compatta, pressata con una forza di 15.000 tonnellate, cotta in forni innovativi ed ecologici e sottoposta a specifiche lavorazioni che la rendono non scivolosa, porosa e molto resistente. Questi aspetti si traducono concretamente in lastre dalle ampie dimensioni (fino 300 x 100 cm), con uno spessore di minimo 3mm e con un rinforzo in fibra di vetro (o altri materiali altamente resistenti a trazione) di circa 0,5 mm, che soddisfano esigenze tra le

Usi e applicazioni In aggiunta agli usi tradizionali che il gres porcellanato sottile può trovare nel campo dell’architettura per interni ed esterni, con risultati eccellenti, ne spiccano alcuni volti a migliorare notevolmente la resa energetica delle costruzioni. Si tratta, in particolare, dell’impiego di gres porcellanato sottile per sistemi a facciate ventilate e sistemi di isolamento termico a cappotto. Formato, leggerezza e resistenza delle lastre le rendono adatte inoltre a rivestimenti per piscine e a pavimenti sopraelevati.

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oggi aver trovato il suo culmine grazie a nuove ricerche e sperimentazioni che hanno saputo accogliere un’istanza in particolare, proveniente dall’esigenza di gestire in modo più efficace i delicati passaggi di ristrutturazione degli ambienti. Ovvero, proprio quelle trasformazioni ed evoluzioni che rappresentano un fondamentale aspetto vitale dell’architettura. Così, il gres porcellanato sottile è destinato a ri-

più attuali della moderna progettazione, sia di interni che di esterni, per l’elevato grado di maneggevolezza e leggerezza. Per cogliere a quali principi si ispiri la tecnologia che sottende questo il “gres laminato” è necessario rifarsi alle stesse regole che determinano le performance di una soletta o trave in calcestruzzo armato. A uno strato di “conglomerato superiore” con elevata

resistenza a “compressione” (la parte alta della soletta-trave in c.a.) viene contrapposto un materiale con grande resistenza a trazione (come il ferro nella parte inferiore della soletta-trave in c.a.); questi due materiali con proprietà meccaniche sinergiche interagendo tra di loro conferiscono alla lastra “stabilita” (distribuzione delle tensioni) e flessibilità ovvero resistenza meccanica a flessione e taglio.

Tali qualità facilitano sopratutto le tecniche di posa, sia su pavimentazioni o rivestimenti già esistenti che per il rivestimento di massetti. Il sottofondo deve essere pulito, stabile e planare. La colla è stesa a doppio strato e a letto pieno in maniera uniforme, con spatole dentellate in modo che non vi siano vuoti. Tale modalità applicativa deve essere rigorosa. Infatti, considerati gli spessori ridotti, là dove elevati carichi puntiformi (ed esempio il piede di un divano) siano concentrati dove la colla non sia stesa a regola d’arte, si rischia di superare i limiti di “resistenza a taglio e flessione” causando la rottura del rivestimento stesso. Una volta appoggiate, le piastrelle dovranno quindi aderire perfettamente al fondo, aiutate da leggere pressioni da esercitare con spatole di gomma per evitare bolle d’aria. Una volta completate queste operazioni basterà rimuovere gli eccessi di collante tra le piastrelle.

Vantaggi ed ecosostenibilità Il gres porcellanato sottile offre numerosi vantaggi. Innanzitutto la possibilità di ristrutturare senza demolire il preesistente, con tutti i disagi che questo comporterebbe in termini di detriti, polvere e rumore. Inoltre, nonostante il piccolo spessore, le lastre mantengono tutte le caratteristiche tipiche del gres: resistenza all’abrasione, al calpestio, all’usura, agli agenti atmosferici e agli sbalzi di temperatura. La leggerezza e la maneggevolezza garantiscono poi un facile trasporto e un risparmio consistente nei costi di smaltimento del preesistente. Vi è anche un altro importante aspetto da prendere in considerazione: l’ecosostenibilità del gres porcellanato sottile e il suo ridotto impatto ambientale. L’uso del 65% di materiali riciclati, la ridotta presenza di rifiuti in cantiere, il ciclo produttivo certificato nel massimo rispetto ambientale fanno di questo materiale innovativo una vera e propria avanguardia per progetti architettonici green ecosostenibili.

I sistemi di posa tradizionali: problematiche e soluzioni

L

e trasformazioni del mercato dell’edilizia degli ultimi anni – periodo dopo crisi, dal 2008 in poi - hanno fatto sì che la realizzazione di nuove costruzioni sia diminuita sempre più e quello delle ristruttura-

loro esigenze. Prodotti monocomponenti, facili da utilizzare e applicare, che facilitino la gestione del magazzino e riducano drasticamente i tempi di posa, magari semplificando anche i sistemi tradizionali, sono sicuramente

zioni sia cresciuta in maniera proporzionale: ormai quasi il 75% dei sistemi di posa sono destinati a questa tipologia di lavoro. È facile intuire che i volumi dei prodotti in gioco e le metrature medie sono drasticamente diminuiti e che al contrario siano aumentati il numero degli interventi di piccole dimensioni. Questa frammentazione ha portato a richieste da parte degli utilizzatori finali con particolare attenzione alla qualità del lavoro, alla riduzione dei tempi di esecuzione e alla disponibilità immediata dei prodotti e della manodopera. In un quadro come quello descritto, tutti gli attori della filiera si stanno adeguando: sempre più imprese di piccole dimensioni – piccoli artigiani – trovano spazio per inserirsi nel mercato, la rete distributiva deve pensare a una diversa gestione del magazzino, della disponibilità immediata dei prodotti e della completezza del servizio offerto, i produttori di materiali per l’edilizia devono innovare, proponendo ai propri clienti nuovi prodotti che soddisfino al meglio le

la soluzione migliore per supportare le richieste. Problematica: come ottimizzare le scorte a magazzino, risparmiando spazio e semplificando la logistica SikaCeram®-500 Ceralastic è utilizzabile come adesivo per piastrelle, impermeabilizzante rapido, o come prodotto polivalente per impermeabilizzare e posare ceramiche di diverso formato. Grazie alla sua versatilità, è possibile ridurre lo spazio di stoccaggio di almeno la metà se paragonato all’uso di almeno due prodotti tradizionali per garantire l’impermeabilizzazione e la posa. Questo permette di risparmiare circa il 45% di materiale a magazzino, sia per il rivenditore ma soprattutto per l’applicatore. Inoltre, l’uso di un solo prodotto per più fasi di lavorazione facilita sia la vendita ma anche l’applicazione in cantiere, dove spesso le condizioni di stoccaggio e movimentazione dei prodotti da usare non è di semplice gestione.

Problematica: come ridurre i costi di applicazione Grazie all’uso della speciale spatola, specificatamente creata per l’applicazione di SikaCeram®-500 Ceralastic, si possono dimezzare i costi di appli-

te di evitare l’uso della rete di rinforzo nello spessore del prodotto applicato, contribuendo ad abbassare i costi di applicazione. È solo richiesta una preliminare fase di regolarizzazione dei supporti e posa di bandelle im-

cazione unendo in una sola mano di posa l’impermeabilizzazione dei supporti e l’incollaggio delle ceramiche. La spatola, usata correttamente, garantirà uno spessore minimo di prodotto al di sotto delle piastrelle, per costituire una barriera all’acqua continua e di spessore uniforme su tutta la superficie di posa. L’estrema flessibilità e l’alta resistenza meccanica di SikaCeram®-500 Ceralastic permet-

permeabilizzanti nelle zone critiche e di giunto, operazione che è normalmente fatta dagli applicatori più attenti come preparazione del cantiere prima di ogni intervento di questo genere.

esempio solo come impermeabilizzante, può essere calpestato dopo circa tre ore dalla posa. Se, invece, grazie all’utilizzo della speciale spatola si impiega il prodotto per impermeabilizzare il supporto e posare le ceramiche su balconi, terrazzi, in ambienti umidi interni quali cucine o bagni, la successiva fase di stuccatura può avvenire già dopo circa tre, quattro ore. Con SikaCeram®-500 Ceralastic è possibile consegnare, ad esempio, un balcone di media metratura di una nuova costruzione realizzando l’impermeabilizzazione e la posa di ceramiche in un solo pomeriggio. L’intervento su vecchie strutture che hanno perso l’impermeabilità risulta ancora più vantaggioso, se si considera che SikaCeram®-500 Ceralastic può essere tranquillamente applicato in sovrapposizione su vecchi rivestimenti, senza demolizioni e costi per lo smaltimento in discarica dei vecchi sottofondi… tutto questo sempre in tempi rapidissimi.

Problematica: riduzione dei tempi di consegna del cantiere e velocità di posa. SikaCeram®-500 Ceralastic è un prodotto rapido. Se utilizzato ad

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AREA TECNICA

Gli isolanti vincono la battaglia contro il rumore

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on esiste in assoluto un materiale migliore degli altri per realizzare un isolamento a regola d’arte. Come è logico immaginare, per ogni applicazione si possono ipotizzare molteplici soluzioni che garantiscono la stessa prestazione: il miglior isolante per ogni applicazione è quello che ha le caratteristiche adeguate al risultato che ci si è preposti. Ne consegue che, oggi più che mai, è importante che il progettista sappia governare le scelte legate alle tecniche di isolamento dell’involucro edilizio, scelte che si addentrano nello specifico della stratigrafia da adottare. Conviene quindi schematizzare la tre principali famiglie di stratigrafie degli involucri edilizi valutando di volta in volta i pregi e i difetti di ciascun caso. ISOLAMENTO A CAPPOTTO In questo tipo di parete lo strato isolante viene posizionato nella parte esterna della struttura; è il sistema migliore per proteggere la casa dai ponti termici (le fughe di calore generate dalle discontinuità costruttive e dall’accostamento di diversi materiali). Nella stagione invernale il calore interno rimane intrappolato nella massa della parete e anche quando il riscaldamento è spento gli ambienti rimangono confortevoli a lungo in quanto le pareti “calde” proteggono dal freddo esterno. Vantaggi e svantaggi: è adatto agli ambienti che vengono riscaldati in modo continuativo, meglio in quelli dotati di impianti radianti, ma non per le seconde case in quanto la massa della parete fredda impiega alcuni giorni per riscaldarsi. è adatto quando si vogliono affrontare lavori di efficientamento sull’involucro di edifici già esistenti senza intervenire sugli impianti all’interno del fabbricato.

Va protetto molto bene con uno strato che sia impermeabile all’acqua piovana che resistente dal danneggiamento da urti. ISOLAMENTO INTERNO Tra i sistemi isolanti quello posizionato subito sotto l’intonaco della parete interna è il più adatto agli spazi che vengono riscaldati in modo discontinuo. Dato che il calore non penetra nello spessore della parete, già dopo pochi minuti dall’accensione del riscaldamento si noterà un cambiamento della temperatura. Vantaggi e svantaggi: è adatto alle seconde case, che hanno bisogno di venire riscaldate velocemente in brevi periodi dell’anno, o agli uffici, che durante la notte hanno gli impianti di riscaldamento spenti. È adatto negli edifici dalle facciate sottoposte a vincoli dovuti alla valenza storica od estetica dove non si può intervenire con opere di efficientamento all’interno della massa della parete né tantomeno all’esterno. È un intervento che richiede molta attenzione nello studio della probabile formazione di condense interne. Tra i sistemi isolanti è quello dai costi più contenuti.   ISOLANTE NELL’INTERCAPEDINE Questo metodo rappresenta una via di mezzo tra i sistemi isolanti interno ed esterno e trae i vantaggi dell’uno e dell’altro. La massa della parete è riscaldata per metà, quindi mantiene il calore quando il sistema di riscaldamento è spento ma l’abitazione arriva ad una temperatura di comfort in tempi abbastanza contenuti. Porre un’intercapedine vuota di per sé è una buona strategia per migliorare la trasmittanza di una parete, riempirla con materiale isolante non può che aumentarne le prestazioni.

Vantaggi e svantaggi: l’isolante può essere inserito per insufflaggio nell’intercapedine non isolata di una struttura esistente. Praticando un foro in uno dei due strati di laterizio si possono inserire fiocchi di isolante, in grado di abbassare sensibilmente la trasmittanza termica della parete. L’isolante viene protetto dalla condensa interna ed esterna dalla stessa parete, il che ne garantisce le prestazioni e lo mantiene a lungo in buone condizioni. Se posto per insufflaggio in una parete esistente permette di migliorare la trasmittanza mantenendo inalterato lo spessore del pacchetto murario. ISOLANTI SUL MERCATO Il mercato edile degli isolanti offre oggi moltissimi prodotti sia di origine naturale biologica (cellulosa, lana di pecora, fibra di legno, sughero…) che minerale (lana di roccia o di vetro, grafite, perlite, vermiculite…) che, non ultimo, di origine chimica (polistirene, polistirolo, polietilene, aerogel, e così via). Da segnalare, dal punto di vista produttivo, la grande sfida sulla ricerca di isolanti termici con elevate prestazioni coibenti, caratterizzati da spessori sempre più ridotti. La sperimentazione più recente nel campo dei pacchetti tecnologici vede l’applicazione di materiali isolanti multistrato di spessore estremamente contenuto che sfruttano, per esempio, lo sfasamento termico e la termoriflettenza. Fra i materiali più innovativi attualmente in produzione, seppur ancora poco diffusi, si collocano i materiali a cambiamento di fase, quelli trasparenti, come l’aerogel, i pannelli sottovuoto, che permettono di ottenere, in spessori molto contenuti, elevati valori di coibenza nelle soluzioni di involucro. Si sottolinea che questi isolanti di nuova generazione non sono paragonabili ai

Isolante sughero

Polietilene espanso

Aerogel Polistirene espanso

Fibra di legno

Perlite espansa materiali isolanti tradizionali, perché di fatto sono dei veri e propri sistemi tecnologici costituiti dall’accoppiamento di più componenti; pur tuttavia meritano tutta l’attenzione perché aprono la strada a sperimentazioni interessanti, ormai confortate anche dalle prime realizzazioni. In ogni caso la ricerca si sta spingendo verso la definizione di un “sistema isolante” che sfruttando la composizione di più materiali con singole caratteristiche peculiari, isolanti e costruttive porterà a realizzare, soprattutto sulle nuove costruzioni, un complesso stratigrafico unico corrispondente a tutti i requisiti prestazionali richiesti: l’isolamento in inverno, in estate, le prestazioni termoigrometriche, quelle acustiche, la resistenza al fuoco e la sostenibilità.

Lana di pecora

Lana di roccia

Lana di vetro Vermiculite

La muratura a vista negli interni so modo, bisogna comportarsi con la muratura a vista: prediligere geometrie regolari che partano da terra e arrivino a tetto, così da non generare caos negli spazi interni e valorizzare al meglio la qualità della trama muraria. Interni rustici: un nuovo classico contemporaneo La muratura a vista negli interni viene spesso associata ai tradizionali interni rustici: pietra, legno, mobilio dal sapore retrò. Questa tendenza, che tutt’ora permane, sta però iniziando ad scemare: il gusto contemporaneo contamina gli interni rustici con risultati quanto mai sorprendenti. Se la muratura a vista resta legata agli interni rustici, accostarla a mobili semplici, essenziali e dalle

Muratura a vista, le pareti in pietra a vista come elemento strutturale e decorativo Operando nel settore del restauro ci si trova frequentemente a contatto con murature di pregio: basta scrostare lo strato di intonaco e compaiono trame e tessiture murarie che costituiscono la struttura portante del fabbricato e che si distinguono per eleganza e fattura. È questo il caso della muratura a vista nelle case di campagna, negli appartamenti nei centri storici e anche in case di più recente costruzione che spesso lasciano intravedere porzioni di mattoni, caldi come la terra che li ha generati. A questo punto, verificata la qualità della trama muraria, si può pensare di lasciare la muratura a vista, valorizzando la pelle originaria dell’edificio. Lasciare la mura-

tura a vista richiede un’accurata pulitura della muratura stessa e un suo successivo trattamento con protettivi che ne rispettino la consistenza e lascino traspirare la parete. La muratura a vista si trova spesso nelle facciate esterne degli edifici, questo non esclude però che anche la parte interna di alcune porzioni murarie presenti geometrie strutturali ben definite e piacevoli. Anche in questo caso, si può pensare di lasciare la muratura a vista e di integrarla all’arredo degli interni. In ogni caso, sia che la muratura  a vista si trovi in interno, sia che si trovi in esterno, vale sempre una regola di composizione elementare: cercare di distribuire le porzioni a vista in maniera ordinata, pensando, se ci si trova in interno, a un’integrazione con i sistemi di arredo. Per semplificare il concetto,

si consideri la muratura a vista come una porzione di colore, a nessuno verrebbe mai in mente di colorare una stanza con chiazze di colore sparse, no? Allo stes-

linee rigorose crea una composizione elegante e sobria. A questo si può poi aggiungere una sapiente scelta cromatica: lasciamo da parte per un momento lo stereotipo dell’interno rustico che vuole le pareti lavorate a velatura e in colori caldi come il giallo e l’arancio, e iniziamo ad immaginare di usare, per esempio, un elegante grigio caldo, che riprenda i toni della muratura a vista, oppure, per i più audaci, mettere in risalto al qualità della muratura a vista con tinte più intense come un verde inglese o un blu royal. Un intervento di questo tipo trasforma gli interni rustici in ambienti classici, cioè senza tempo, in grado di mantenere inalterato il loro fascino e la loro personalità per lungo tempo. Le pareti in pietra per interni: dalla trama muraria portante ai rivestimenti in pietra ricostruita Le pareti in pietra per interni sono una soluzione di arredo che, da sempre, imprime carattere a un ambiente. Che le pareti in pietra per interni siano belle ce lo conferma il mercato che ha un settore dedicato alla pietra ricostruita che consente di creare pareti in pietra anche dove la struttura originale non ne presenta. Le pareti in pietra per interni sono una scelta diffusa sia per case che per locali come bar e negozi. Le pareti in pietra per interni sono disponibili in numerosissime varianti, dai semplici mattoncini in stile newyorkese fino a trame con listellature sottili in infinite varianti di colore. Le pareti in pietra per interni vengono poi, proprio in virtù della loro trama, valorizzate in maniera ottimale dal luci radenti che le illuminino dall’alto o dal basso, in un gioco di luci e ombre piacevole e che movimenta lo spazio circostante.

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AREA TECNICA

Consolidamento strutturale

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un vademecum per i casi più frequenti

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el restauro dei fabbricati la voce più importante, a livello di sicurezza e di spesa, è senz’altro il consolidamento strutturale. Lesioni, disassamenti, cedimenti del terreno sono fenomeni più frequenti di quanto si pensi e per ognuno di loro c’è una specifica soluzione. Ristrutturazioni edilizie e consolidamento strutturale, i casi più comuni. Quando si mette mano alle ristrutturazioni edilizie uno degli aspetti che più preoccupano gli operatori,siano essi professionisti o amatoriali, è il consolidamento strutturale. Per consolidamento strutturale, però, non si intende solo quello riferito a elementi portanti dell’edificio, ma anche a porzioni semplicemente soggette a lesioni. Tra i casi di consolidamento strutturale più frequenti troviamo, infatti, lesioni alle partizioni interne, spesso riconducibili a problemi di risalita di umidità con conseguente distacco dell’ intonaco che, però, non intacca la resistenza statica delle muratura poiché non interessa elementi portanti. Altro caso frequente è la lesione strutturale dovuta al cedimento delle fondazioni, qui la lesione viene riparata mediante un intervento di consolidamento delle fondazioni e un contestuale recupero della muratura sul piano estetico e funzionale. Il recupero delle murature In molti casi di ristrutturazioni edilizie, per risanare la muratura è sufficiente sostituire l’intonaco vecchio con uno nuovo a prova di umidità e che lasci traspirare la parete, senza passare al consolidamento delle fondazioni. Queste lesioni delle murature, infatti, riguardano solamente la super-

ficie della partizione e non intaccano la struttura muraria, non necessitando, quindi, di interventi più complessi. Ciò è facilmente verificabile, basta scrostare l’intonaco nei pressi della lesione per constatare la condizione della muratura sottostante. Lesioni di questo tipo si presentano come crepe verticali, rigonfiamenti e distacchi di intonaco. Crepe orizzontali, magari a ridosso dell’attacco tra parete divisoria e travatura portante, mostrano una scarsa capacità della finitura di assorbire gli urti e i naturali micro-assestamenti della struttura, in questo caso si può ricorrere a una stuccatura con legate elastico che consenta una minore rigidezza e aumenti la capacità elastica del giunto di finitura.

delle fondazioni. Molto spesso, infatti, lesioni alla muratura sono sintomo del cedimento di qualche porzione di fondazione. In questo caso l’intervento è più consistente e necessita l’impianto di un cantiere di dimensioni più soste-

nute e, per sicurezza, la supervisione di un tecnico che saprà individuare la causa del problema e studiare la soluzione più adatta. I casi più frequenti prevedono il consolidamento delle fondazioni in segui-

Il consolidamento delle fondazioni Se le lesioni alla muratura sono invece di natura strutturale e attraversano più profondamente il tessuto murario, allora è il caso di verificare la solidità

to a un cedimento del terreno. Causa di questi cedimenti possono essere abbassamenti del terreno dovuti all’impianto di un cantiere nelle vicinanze, la rilevazione di una falda acquifera, lo scavo di pozzi e quant’altro possa contribuire a una variazione di quota del terreno di fondazione. La soluzione che meglio si presta di solito al consolidamento delle fondazioni in presenza di ribassamento del terreno è l’intervento con micropali che, costipando il terreno e consolidandolo con materiale apposito, ristabiliscono la quota originaria riassestando il danno. In alcuni casi, ad esempio in edifici scarsamente fondati come i casolari di campagna del secolo scorso, si procede a un consolidamento detto cuci-scuci, cioè la creazione di fondazioni in cemento armato che creano una cordolatura che rende la struttura staticamente isoreagente, cosicché possa assorbire urti di natura sismica o lievi dissesti senza intaccare la validità strutturale.

Lana di roccia: cos’è e come si realizza

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ra i più diffusi isolanti termici troviamo la lana di roccia, un materiale versatile che si presta a molteplici campi di impiego. Conoscere meglio le sue caratteristiche è importante per poter scegliere in maniera ottimale il tipo di isolante da usare nei lavori di restauro. Una rapida panoramica per conoscere meglio uno dei sistemi di coibentazione più diffusi.

posti a un trattamento impermeabilizzante con dalle sostanze idrofobizzanti a basa di silicone o di oli minerali (al massimo 1 %). Come isolante termico per pareti la lana di roccia è uno strumento dalle ottime capacità prestazionali purché si abbia la cura di utilizzarlo su pareti non direttamente a contatto con la terra.

Composizione di una delle più diffuse tipologie di isolante termico La lana di roccia è un diffusissimo isolante termico che viene utilizzato ormai da molto tempo in edilizia. Inoltre,

po, di isolare dalle variazioni di temperatura. Per sua stessa natura, la lana di roccia ha un’ottima resistenza la fuoco, caratteristica che la rende uno dei materiali di eccellenza nel panorama edilizio. La lana di roccia si trova principalmen-

composto viene filato in fibre minerali artificiali. Per coadiuvare la fusione viene impiegato dal solfato di sodio. Una delle caratteristiche prestazionali imprescindibili per un isolante termico per pareti e affini è la stabilità: questa viene ottenuta addizionando al com-

è un isolante termico di origine naturale poiché è un silicato amorfo derivato dalla roccia. I materiali isolanti composti da lane di vetro e di roccia sono prodotti molto simili e vengono definiti anche con il termine collettivo di isolante termico e acustico a base di fibre minerali. La lana di roccia è composta per il 97% da diabase, basalto e dolomite. La caratteristica principale della lana di roccia è la sua struttura macroscopica lanuginosa, una conformazione che permette di incamerare molta aria e di attutire i suoni e, allo stesso tem-

te sotto forma di pannellature ad alta densità, soluzione che la rende adatta come isolante termico per pareti anche di scarso spessore così come a soluzioni di più ampio respiro. La lana di roccia è venduta come isolante termico anche in forma di rotoli che appoggiano su fogli di carta kraft. Come si produce e si lavora la lana di roccia Come abbiamo visto poco sopra, la lana di roccia  è composta per il 97% da diabase, basalto e dolomite. Questi elementi vengono fusi a temperature che si attestano sui 1400° e il

posto minerale la bakelite con funzione di legante. La percentuale di bakelite varia in funzione del grado di stabilità richiesta al prodotto, si va dal 1% al 3%. Nonostante la bakelite sia una resina fenolo-formaldeide, quindi potenzialmente dannosa per il nostro benessere, il contenuto di formaldeide a prodotto finito è ampiamente sotto la soglia massima consentita. La bakelite solidifica se sottoposta a flussi di aria calda. Se si producono isolanti termici per pareti in forma di pannello, essi vengono inoltre sotto-

Un isolante permico per pareti e non solo Si tende a pensare la lana di roccia come un isolante termico per pareti: in realtà, la gamma di impiego della lana di roccia è molto più vasta. La lana di roccia è particolarmente indi-

cata non solo come isolante termico per pareti, ma anche nei casi difficili, nelle progettazioni con contenuti tecnologici importanti o con richieste di prestazioni a controllo energetico elevato come le Case Passive. La lana di roccia è un isolante termico diffuso e consigliato nei casi di isolamento a cappotto, di facciate ventilate, di coperture in legno; situazioni in cui l’isolante deve assolvere a innumerevoli e specifiche caratteristiche. La funzione di isolante termico per pareti è, dunque, solo uno dei molteplici utilizzi: basti pensare che si usa la lana di roccia anche per la coibentazione di navi e, recentemente, nell’idroponica.

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Albergati, 184/A, Medicina (BO) Sicep Pinazzi, Via Polizzi, 6, Parma (PR) LAZIO Edilizia Mastracci, Via Casilina, 554 - Km 32.400, San Cesareo (RM) Ised, Via Appia - Fossa degli Ulivi, Formia (LT) Maccari, Via Pontina, 722, Roma (RM) Nello di Paola,Via del Monte, 15, Fiuggi (FR) Nicoli, Via Latina, 113 - Km 4, Colleferro (RM) Officine di Casa, Via Silvio Pellico, 50, Lariano (RM) LIGURIA Alge Collection, Via Aurelia, 160, Loano (SV); Via Bartoli, 17/R, Savona (SV); Via Cornigliano, 127/R, Genova (GE) Bogliolo Edilizia, Via Torino, 16, Albenga (SV) Bono Delia Località Guadi Carri, Borghetto di Vara (SP) Bossero,Via Delle Trexende, 17, Loano (SV) Centro Edile Imperiese Via Nazionale, 364 Imperia (IM); Via Dolcedo, 9, Imperia (IM) Cerruti Antonio, Via Pero, 1, Varazze (SV) De Martini, Via Moggia, 101, Lavagna (GE) Edil Sabema, Via Marconi, 55, Bogliasco (GE) Edilerre, Via Pradonne, 51, Carcare (SV) Edilia, Via F. Casoni 1 R, Genova (GE) F.lli Rivera P.zza Marconi, 33/R, Campomorone (GE); Via B. Parodi 84/86 R Ceraseni (GE) F.lli Trotta,Via Calice, 22/B - Zona Industriale, Finale Ligure (SV) Ferrando, Via Vallecalda, 67/71, Campo Ligure (GE); Via Vallerone, 9, Arenzano (GE) Il Giardino dell’Edilizia, Via Rue Belle, 2-4, Diano Castello (IM); Via dei Gumbi, San Bartolomeo al Mare (IM) Parolini Materiali Edili, Via Dante, 75, Alassio (SV) Trucchi Efisio, Via Roma, 70/R, Ventimiglia (IM); C.so Genova, 74, Ventimiglia (IM); Via Roma, 80/A, Ventimiglia (IM) LOMBARDIA Alge Collection, Via Sempione, 32, Sesto Calende (VA); Via Napoli, 7,Cornaredo (MI) Barbieri Giacomo, Via IV Novembre, 15, Arcisate (VA) Bizzo,Via Libertà, 116, Lazzate (MB) Bordogna, Via Crotto, 1, Pellio Intelvi (CO); Via Madonnina, Pellio Intelvi (CO) Centro Edile Antonini, Via Scalarini, 7, Milano (MI); Via Marsala, 15/19, Buccinasco (MI) Centro Edilizia, Via Cimnago, 2, Novedrate (CO) Commerciale Edile, Via Sammartini Giovanni Battista, 63, Milano (MI); Via Litta Modignani, 80, Milano (MI) CMV, Via Matteotti, 146, Lissone (MB) Croci,Via S.G.Bosco, 60, Caronno Pertusella (VA) Digiesse, Via Brambilla Francesco, 9, Milano (MI) Dipred, Via Figino, 37, Pero (MI) Edil Vico, Viale Monza, 88, Milano (MI) Edilmarket di Condarcuri Gaetano, Via San Dionigi, 111, Milano (MI) Edil Vedani, Via Trieste, 106, Besozzo (VA); Via Matteotti, 16, Brebbia (VA) Edil Viganò, Via Ugo Foscolo, 13, Uggiate Trevano (CO) Edilbassi, Via Leopardi, 1, Esine (BS) Edilcomm, Via Cavour, 36, Novate Milanese (MI) Edilizia 80, Viale Valzella, 31/A, Ardesio (BG) Edilizia Palo, Via Regina, 47, Gravedona ed Uniti (CO) Edilmarket di Nobili Luigi, Via dei Gaggioli, 14, Carate Brianza (MB) F.lli Martini, Via del Gaggio, 23/C, Varese (VA) F.lli Pezzotta, Via Tonale, 46/E, Albano S. Alessandro (BG) Ferrari Carlo & Figlio, Via Trieste, 114, Limbiate (MB) Forniture Edili Capitanio, Via XXV Aprile, 13, Cene (BG) Galperti F.lli, Via Diaz, 87, Dervio (LC) Gemini Puntoedile, Via Rasia,1013, Livigno (SO) Gini, Via G. R. Carli, 9, Milano (MI) GMG Centro Edile, Via S. Michele, 6, Bottanuco (BG) Gromo Edilcom, Via F.lli Crespi, 1, Gromo (BG) Ma.e.da., Via della Chiesa Rossa, 175/1, Milano (MI) Garavaglia Via Giuseppe di Vittorio, 3, Casorezzo (MI) Materiali Edili Varese, Via Caracciolo, 50, Varese (VA) Pasini Angelo E Pier Luigi, Viale Industria, 8, Gambolò (PV) Pennati, Via Industrie, 2, Basiano (MI) Piastrellificio Del Nord, Via Legnano, 128, Abbiategrasso (MI) Poretti Edilizia, Via Monte Grappa, 1, Castiglione Olona (VA) S.I.C.M.E., Via Caduti Angeresi, 29, Angera (VA) Sari, Via Verdi, 81, Germignaga (VA); Via Gallarate, 31, Besnate (VA); Via Baraggia, 2/A, Marchirolo (VA) Scaramellini, Via Spluga, 70, San Cassiano di Prata Camportaccio (SO) Solai Villa, Via alle Cave, 2, Turbigo (MI) Tr.Edil, Via Piandelvino, 18, Valdidentro (SO) Valsecchi Emilio, Via Lecco, 12 Ballabio (LC) Vanedile, Via Carlo Dolci, 36, Milano (MI) Vavassori, Via E. Fermi, 13, Scanzorosciate (BG) Vidori Habitas ,Via Cimnago, 2, Novedrate (CO) Zanga Angelo, Via Card. Gustavo Testa, 24, Boltiere (BG); Via Provinciale, 30/A Dalmine (BG) MARCHE Cisaf Montemarciano, Via dell’industria, 13 - Loc. Gabella, Montemarciano (AN) Edilizia Casciaroli, Via Salare snc, Roccafluvione (AP) MOLISE Flemi 2, Via Colle dell’orso, 19, Frosolone (IS); Contrada Pesco Farese, 91, Ripalimosani (CB) PIEMONTE Abitare, Via Rondò Bernardo, 22, Borgaretto (TO); Via Sommariva, 14, Carmagnola (TO); Via Malpotremo, Ceva (CN); Via Torre Acceglio, 24/A, Cuneo (CN); S.S. 28 Nord, 11/A, Mondovì (CN); Via Saluzzo, 165, Pinerolo (TO); Strada San Giorgio, 41, Settimo Torinese (TO); Via I Maggio, Vignolo (CN); Alge Collection, Via Cuneo, 92/A, Borgo San Dalmazzo (CN); Via Torino, 14, Fossano (CN); Via delle Industrie, 6, Vigliano Biellese (BI); Viale Industria, 9, Alba (CN); Strada Valenza, 7/Z, Casale Monferrato (AL); Via Malpotremo 3 - Uscita casello autostrada TO-SV Ceva (TO); Strada Sommariva, 14, Carmagnola (TO); Via Bertola, 55, Torino (TO); Via Saluzzo, 165, Pinerolo (TO); S.S. 28 nord, 13, Mondovì (CN); Via XXV Aprile, 8, Chieri (TO); Via Biella, 32, Rivoli (TO); Via Santa Cristina, 30, Settimo Torinese (TO); Corso Stati Uniti, 89, Susa (TO); Corso Torino, 483, Asti (AT); Corso Milano, 185, Gravellona Toce (VB); Via Cagnola, 5, Gozzano (NO); Via Walter Manzone, 107, Vercelli (VC); Caranzano, Corso Industria, 5, Dusino San Michele (AT); Catto, Via Marconi, 24, Cossato (BI) Cerutti Soluzioni Casa, Via Gozzano, 101, Borgomanero (NO) Civera Edilizia, Strada Valle Pasano, 3, Chieri (TO) Comed, Via Col Del Rosso, 20, Vercelli (VC) Conti Mario, Via Isola di Sotto, 60/62 Borgosesia (VC) Cosso Gian Eugenio, Via Brione, 30 Pianezza (TO) Edilbru, Via Pariani, 35, Gravellona Toce (VB); Corso Sempione, 20/1, Mergozzo - Loc. Campone (VB) Edilforniture F.lli Garbaccio, Via Regione Fornace, 21/B, Loc. Crocemosso di Vallemosso (BI) G.B. Blanchet, Via Roma, 2, Cesana Torinese (TO) Giampiero Pedretti, Viale San Giuseppe, 35, Verbania Intra (VB); Via IV Novembre, 19, Omegna (VB); Via per Binda, 26, Stresa (VB) N.T., Via Alpi Graie, 1, Rivoli (TO) Ravizza Fratelli, Via Ala di Stura, 63, Torino (TO) Rebuffo, Strada dell’infermiera, 8/A, Cevia (CN) S.I.C.M.E., Via SS Sempione, 199 - 28053 Castelletto Sopra Ticino (NO) Settepiu’, Corso Savona, 196, Moncalieri (TO) Vigliano Edilizia, Via Vercelli, 15, Cigliano (VC) PUGLIA D’aprile Edilizia Group, Loc. Coppacardillo s.n., Vieste (FG) Di Coste, Via per Grottaglie km 0,300, Francavilla Fontana (BR) Edilvitale, S.P. per Andria km 2,00 C.P. 398, Trani (BT) Paldera, Vico III Lepore, 2, Palese (BA) Polyedil, Via per Chiatona III - Zona Orto della Corte, Massafra (TA) Progetto Casa, Via Soccorso, 380, San Severo (FG) Style Bagno, Via Pio XII, 35/37, Taranto (TA) SARDEGNA Alge Collection, Zona Industriale Settore 3, Via Libia, Olbia (OT) Brundu Edili, Via Mannironi, 92, Nuoro (NU); Corso Garibaldi, 152, Orani (NU) Edilor, Via Sernagiotto, 14 - Zona Aeroporto, Elmas (CA) Iter di Ruggeri, Via Gramsci, 149, Guspini (VS) TOSCANA Alge Collection, Viale Luporini, 1030, Lucca (LU); Località Frascone, Frazione Fornaci, Barga (LU) Commedil, Via Copernico, 3 - Zona Industriale Malacoda, Castelfiorentino (FI) Edilchecchi, V.le Europa, 81, Terranuova Bracciolini (AR) Edilcomes, Via Emilia, 349/A - Km 43, Loc. Ospedaletto (PI) F.lli Zampagni, Via Gramsci, 139/C, Camucia di Cortona (AR) Materiali Edili Baldacci, Via G. Galilei, 9, Vinci - Loc. Sovigliana (FI) Pierli & Martinuzzi, Via Piave, 73, Sinalunga (SI) TRENTINO ALTO ADIGE Ediloil Millennium, Via Marconi, 45, Comano Terme (TN); Via Pineta, 15/17, Giustino (TN) UMBRIA Ed+, Via Europa, 63, Gubbio-Loc. Cipolletto (PG) Guerri, Via Algeria, 1, Città di Castello (PG) Il Cantiere, Via F. Bettini, 15, Foligno (PG) R.I.M.E., Via delle Acacie, 30, Orvieto (TR) VENETO Edil Feltre, Via Martiri della Libertà, 1, Feltre (BL) Zoppelletto, Via Levada, 67 Concordia Sagittaria (VE); Via Cordovado, 41, Gruaro (VE) SVIZZERA Bordogna, Via C. Maraini 21, Lugano (Ti)

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