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Gruppo Editoriale L’Espresso Società per azioni

Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2010


| Gruppo Editoriale L’Espresso |

Indice Financial Highlights

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Relazione del Consiglio di Amministrazione al 31 dicembre 2010

Risultati economico-finanziari del Gruppo Espresso al 31 dicembre 2010 Andamento del mercato Andamento della gestione del Gruppo Espresso nell’esercizio 2010 Risultati per area di attività Principali eventi successivi alla chiusura dell’esercizio e prevedibile evoluzione della gestione Risultati economico-finanziari consolidati al 31 dicembre 2010 Risultati della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso SpA al 31 dicembre 2010 Prospetto di raccordo tra i dati del bilancio della Capogruppo e i dati del bilancio consolidato Principali rischi e incertezze cui Gruppo Editoriale L’Espresso SpA e il Gruppo Espresso sono esposti Attestazione ai sensi dell’art. 37 della Delibera Consob n. 16191/07 (Regolamento Mercati) Altre informazioni Proposta di destinazione dell’utile dell’esercizio 2010

13 13 13 15 19 20 27 30 30 32 33 34

Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971

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Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari

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Bilancio consolidato del Gruppo Espresso al 31 dicembre 2010

Situazione Patrimoniale-Finanziaria Conto Economico e Conto Economico Complessivo Rendiconto Finanziario Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto Note al bilancio consolidato del Gruppo Espresso Allegati Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell’art. 154 bis del D.Lgs 24 febbraio 1998 n. 58 Relazione della Società di Revisione sul bilancio consolidato

77 78 79 80 83 141 147 151

Bilancio di esercizio della Gruppo Editoriale L’Espresso SpA al 31 dicembre 2010

Situazione Patrimoniale-Finanziaria Conto Economico e Conto Economico Complessivo Rendiconto Finanziario Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto Note al bilancio di esercizio della Gruppo Editoriale L’Espresso SpA Attestazione del bilancio di esercizio ai sensi dell’art. 154 bis del D.Lgs 24 febbraio 1998 n. 58 Relazione del Collegio Sindacale Relazione della Società di Revisione Dati riclassificati essenziali dei bilanci delle società controllate

154 155 156 157 161 213 217 227 231

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| Gruppo Editoriale L’Espresso |

Denominazione Sociale

Gruppo Editoriale L’Espresso Società per Azioni

Capitale Sociale

Euro 61.463.308,20

Codice fiscale e Iscrizione Registro Imprese di Roma

n. 00488680588

Partita IVA

n. 00906801006

Sede Sociale Sede Secondaria

Roma, Via Cristoforo Colombo, 149 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90

Il Consiglio di Amministrazione: Presidente

Carlo De Benedetti

Amministratore delegato e Direttore Generale

Monica Mondardini

Consiglieri

Agar Brugiavini Rodolfo De Benedetti Giorgio Di Giorgio Francesco Dini Sergio Erede Mario Greco Maurizio Martinetti Tiziano Onesti Luca Paravicini Crespi

Il Collegio Sindacale: Presidente

Giovanni Barbara

Sindaci Effettivi

Enrico Laghi Luigi Macchiorlatti Vignat

I Revisori Contabili

Deloitte & Touche SpA

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Financial Highlights

Principali dati economici (milioni di euro) Ricavi Margine operativo lordo Risultato operativo Risultato ante imposte Risultato netto

2009 887 107 64 44 6

2010 885 147 109 95 50

31 - dic - 2009 704 495

31 - dic - 2010 678 543

486

539

Principali dati patrimoniali/finanziari (milioni di euro) Capitale investito netto Patrimonio netto di Gruppo e di terzi Patrimonio netto di Gruppo Patrimonio netto di terzi

Posizione finanziaria netta Dividendi distribuiti

10

4

(208) -

(135) -

2009 3.116 3.203

2010 2.789 2.894

2009 7,2% 9,1% 1,2%

2010 12,3% 16,1% 9,2%

Personale

Dipendenti alla fine del periodo Dipendenti medi

Principali indicatori

ROS (Risultato operativo/Fatturato) ROCE (Risultato operativo/Capitale Investito) ROE (Utile netto/Patrimonio netto)

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Relazione del Consiglio di Amministrazione


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Relazione del Consiglio di Amministrazione al 31 dicembre 2010 Risultati economico-finanziari del Gruppo Espresso al 31 dicembre 2010 Risultati consolidati (€mn)

Anno 2009

Anno 2010

Δ%

Fatturato, di cui: • diffusione • pubblicità • opzionali Margine operativo lordo Risultato operativo Risultato ante imposte Risultato netto

886,6 274,2 496,9 100,6 106,7 63,9 44,3 5,8

885,0 267,9 528,4 66,3 147,2 109,1 95,0 50,1

-0,2% -2,3% +6,3% -34,0% +38,0% +70,6% n.s. n.s.

(€mn)

31 dicembre 2009

31 dicembre 2010

(208,2) 495,4 485,6 9,8 3.116

(135,0) 543,3 539,4 3,9 2.789

Posizione finanziaria netta Patrimonio netto di Gruppo e di terzi • patrimonio netto di Gruppo • patrimonio netto di terzi Dipendenti

la dinamica migliore, con un +28,8% per la tv satellitare ed un +20,1% per internet (escluso search). Tra i mezzi tradizionali, radio e televisione hanno presentato comunque andamenti positivi: +7,7% e +4,5% rispettivamente. La stampa, invece, è risultata ancora in calo (-4,3%), sia sui quotidiani che sui periodici. La flessione dei quotidiani, in particolare, è dovuta principalmente all’andamento negativo della pubblicità locale e rubricata (-5,7%), direttamente riconducibile alle persistenti difficoltà economiche che hanno interessato il mondo delle piccole imprese e attività, mentre la pubblicità nazionale si è attestata su valori simili a quelli dell’esercizio precedente. Per quanto concerne le diffusioni, il quadro globale permane critico: i dati ADS (media mobile ultimi 12 mesi a novembre 2010, a perimetro omogeneo) mostrano una flessione delle vendite in edicola del 5,7% per i quotidiani, del 4% per i settimanali e del 10,3% per i mensili.

Andamento del mercato

Andamento della gestione del Gruppo Espresso nell’esercizio 2010

L’esercizio 2010 è stato caratterizzato da una ripresa debole dell’economia italiana (il PIL ha registrato un aumento dell’1,3% dopo il calo del 4,9% del 2009) e dal perdurare dell’incertezza sulle prospettive sia internazionali che nazionali. In tale contesto, anche gli investimenti pubblicitari hanno mostrato un’evoluzione moderatamente positiva, crescendo del 3,8% rispetto al 2009 e recuperando solo in misura modesta la contrazione del 15,2% del biennio 2008-2009 (dati Nielsen Media Research). L’andamento è risultato disomogeneo nei diversi settori economici: per alcuni di essi (in particolare Alimentari, Cosmetica, Moda e Commercio) la spesa pubblicitaria ha mostrato una significativa ripresa, mentre per altri (in particolare TLC, Finanza e Media) gli investimenti sono restati stazionari o addirittura in ulteriore contrazione. Quanto ai mezzi, quelli più innovativi hanno registrato

I ricavi netti consolidati ammontano a €885mn, in linea con l’esercizio precedente (€886,6mn). Al netto dei prodotti opzionali, il fatturato registra una crescita del 4,1%. I ricavi diffusionali sono pari a €267,9mn contro i €274,2mn dell’esercizio precedente (-2,3%); si sottolinea che gli stessi non hanno beneficiato di alcun incremento dei prezzi di vendita, né per i quotidiani né per i periodici. Tutte le principali testate del Gruppo hanno mostrato andamenti significativamente migliori di quelli dei rispettivi mercati di riferimento. La Repubblica, sulla base degli ultimi dati pubblicati da ADS ed Audipress, si conferma come primo quotidiano italiano d’informazione sia per numero di copie vendute in edicola che per numero di lettori. Le vendite in edicola hanno registrato una flessione dell’1,2% rispetto all’anno precedente, laddove il

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

mercato dei quotidiani (ADS a novembre) ha perso il 5,7%; inoltre, a fronte di un numero totale di lettori di quotidiani sostanzialmente stabile (-0,1%), i lettori medi giornalieri de la Repubblica sono risultati in crescita in corso d’anno (+2,5%), raggiungendo i 3,3 milioni (Audipress 2010/III) e portando il vantaggio sul secondo quotidiano a più del 10%. L’Espresso registra una diffusione in calo dell’2,8% rispetto all’esercizio precedente (ADS a novembre), mentre il mercato ha perso il 3,3%, e mantiene 2,5 milioni di lettori medi settimanali. Infine, la diffusione dei quotidiani locali mostra una flessione del 3% riconducibile al contesto di crisi economica; il calo risulta comunque significativamente più contenuto del mercato ed i risultati della rilevazione Audipress confermano un numero di lettori medi giornalieri pari ad oltre 3,3 milioni. I ricavi pubblicitari, €528,4mn, hanno registrato una crescita del 6,3% rispetto al 2009. Internet è il mezzo che ha mostrato l’evoluzione più positiva (+21,8%); tale dinamica è da attribuirsi, oltre che all’andamento del settore (+20,1%), allo sviluppo dei siti e della loro utenza. Si rafforza il successo del sito Repubblica.it che, con un numero medio di utenti unici giornalieri pari a 1,6 milioni, registra un ulteriore significativo incremento sull’anno precedente (+24,2%), consolidandosi come primo sito italiano di informazione. Promettente anche l’andamento dell’utenza dei siti dei quotidiani locali, completamente rinnovati in corso d’anno, nonché de L’Espresso e di National Geographic, lanciato nel 2010. La raccolta pubblicitaria sulle radio del Gruppo è cresciuta dell’8,4%, sostenuta sia dalla ripresa del mercato specifico (+7,7%), che dai buoni risultati delle emittenti del Gruppo, che vedono confermata la leadership di Radio Deejay e il buon esito degli interventi operati sul palinsesto di Radio Capital. Inoltre, DeejayTv, che ha sostituito a fine 2009 l’emittente All Music, ha conseguito una raccolta in netto aumento (+60%), confermando la validità dell’iniziativa. Infine, la raccolta pubblicitaria sulla stampa (-1,8%) ha riportato una flessione più contenuta di quella registrata dal comparto (-4,3%), con un andamento favorevole per i periodici, compresi i supplementi

de la Repubblica, che chiudono l’esercizio in crescita dell’1,8%. In tutti i settori (stampa, radio e internet), il Gruppo ha aumentato le proprie quote di mercato, frutto non solo della forza dei propri mezzi, ma anche del maggiore dinamismo commerciale della concessionaria. I ricavi dei prodotti opzionali ammontano a €66,3mn, in calo del 34% rispetto al 2009. In un contesto di mercato in forte contrazione, il Gruppo ha deciso di focalizzare l’attività su un numero più contenuto di iniziative, ottenendo comunque un’elevata redditività, in linea con quella degli esercizi precedenti. I costi totali sono stati ridotti del 6,7% rispetto al 2009 e quelli ricorrenti, al netto degli oneri straordinari, del 5,2%. Nel corso dell’ultimo biennio è stato realizzato un piano di riorganizzazione aziendale avente l’obiettivo di ottenere a regime (nel 2011) risparmi per €140mn, pari al 17% dei costi sostenuti nel 2008. I costi registrati nel 2010 risultano inferiori del 16,7% rispetto a quelli del 2008 e, pertanto, l’obiettivo di risparmi è stato già interamente conseguito e verrà superato con la piena entrata a regime delle azioni poste in essere. Ciò è avvenuto senza ridurre il perimetro ed il portafoglio prodotti del Gruppo e senza penalizzarne in alcun modo la qualità. Nei prossimi esercizi il Gruppo beneficerà, oltre che dell’entrata a regime dei risparmi del piano, anche dei risultati di ulteriori azioni di razionalizzazione già avviate, i cui oneri straordinari sono già interamente stanziati nel bilancio. Il margine operativo lordo consolidato è pari a €147,2mn, in aumento del 38% rispetto ai €106,7mn del 2009. Il risultato operativo consolidato è pari a €109,1mn in aumento del 70,6% rispetto ai €63,9mn del 2009, con una redditività in forte progressione rispetto al biennio precedente. Tutte le principali attività del Gruppo registrano un netto miglioramento della redditività da attribuirsi, per i quotidiani, alla drastica riduzione dei costi con-


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

seguente ai piani di riorganizzazione e, per radio ed internet, al significativo incremento dei ricavi. Il risultato netto consolidato registra un utile di €50,1mn, contro €5,8mn nell’esercizio 2009. La posizione finanziaria netta consolidata mostra un ulteriore importante miglioramento, passando dai -€208,2mn di fine 2009 ai -€135mn del 31 dicembre 2010, con un avanzo finanziario di €73,2mn.

Il mercato dei quotidiani La diffusione totale dei quotidiani a novembre 2010 (fonte ADS) mostra un calo del 6,6%; le copie vendute in edicola sono diminuite del 5,7%, mentre una flessione più significativa ha interessato gli altri canali, per effetto della riduzione da parte degli editori delle formule di distribuzione promozionali. Per quanto concerne la pubblicità, la raccolta sui quotidiani a pagamento è risultata ancora in flessione (-2%), con la pubblicità nazionale in leggera ripresa (+0,6%) e la locale e le altre tipologie in calo del 4,7%.

L’organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammonta a fine dicembre a 2.789 dipendenti, con una riduzione di 327 rispetto alla chiusura del 2009. Nell’ultimo triennio l’organico del Gruppo è sceso di 662 unità, pari a circa il 20%.

Principali dati economici della divisione*

Risultati per area di attività

(€mn)

Divisione Repubblica L’attività La “Divisione Repubblica” comprende l’attività di produzione, realizzazione e commercializzazione dei prodotti editoriali relativi alla testata la Repubblica (quotidiano nazionale, 9 edizioni locali, i supplementi settimanali Il Venerdì e D-la Repubblica delle Donne ed i mensili Velvet e XL). Nel 2010 le vendite del quotidiano si sono mantenute sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente (-1,2%); la diffusione totale mostra, invece, un calo pronunciato (-7,5% a 448,5 mila copie medie ad uscita) a causa della cancellazione di alcune iniziative promozionali. In base all’ultimo dato ADS disponibile (media mobile ultimi 12 mesi a novembre 2010), la Repubblica si conferma come il primo quotidiano italiano per vendite in edicola e mostra un’evoluzione decisamente migliore di quella del comparto. Inoltre, la Repubblica risulta essere, per l’undicesima volta consecutiva, il giornale di informazione più letto in Italia con una media di 3,3 milioni di lettori giornalieri ed una distanza dal secondo quotidiano di oltre il 10% (Indagine Audipress 2010/III).

Anno 2009

Anno 2010

Δ%

Fatturato 329,2 323,7 Costi operativi e per il personale (314,1) (280,4) Margine operativo lordo 15,1 43,4 Ammortamenti e svalutazioni (13,2) (11,5) Risultato operativo 2,0 31,9 * esclusi ricavi e margini dei prodotti opzionali

-1,7% -10,7% n.s. -12,9% n.s.

I ricavi complessivi della divisione sono pari a €323,7mn, in leggera flessione (-1,7%) rispetto ai €329,2mn del 2009. I costi operativi sono diminuiti del 10,7% rispetto a quelli del 2009, e ciò senza alcuna riduzione del perimetro editoriale e senza penalizzare la qualità dei prodotti. Il risultato operativo è stato di €31,9mn, con una redditività salita dallo 0,6% del 2009 al 9,9%, grazie alla drastica riduzione dei costi derivante dal piano di riorganizzazione, che ha riguardato tutte le funzioni e le aree operative. Si segnala, infine, che i prodotti opzionali commercializzati dalla divisione, non compresi nei dati di cui sopra, hanno registrato un fatturato di €48,6mn rispetto ai €73,6mn del 2009.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

dallo scorso esercizio, i cui effetti hanno continuato a svilupparsi anche nel 2010.

Divisione Quotidiani Locali L’attività La divisione comprende le 18 testate locali edite dal Gruppo, che raggiungono quotidianamente 3,3 milioni di lettori (Indagine Audipress 2010/III) in 10 diverse regioni italiane. Il mercato dei quotidiani locali La diffusione totale dei quotidiani locali a fine novembre (fonte ADS) ha registrato una flessione del 5,1% sull’anno precedente, mostrando una migliore tenuta rispetto a quella dell’intero comparto (-6,6%). La raccolta pubblicitaria del mercato dei quotidiani locali si è ridotta del 3,8% (fonte FCP), andamento peggiore di quello registrato dai quotidiani a pagamento nel complesso (-2%). Principali dati economici della divisione Anno 2009

Anno 2010

Δ%

Fatturato * 228,3 Costi operativi e per il personale (184,6) Margine operativo lordo 43,7 Ammortamenti e svalutazioni (9,5) Risultato operativo 34,1 * al netto dei ricavi intragruppo

223,0 (174,4) 48,6 (9,8) 38,8

-2,3% -5,5% +11,4% +3,0% +13,8%

(€mn)

I ricavi complessivi dei quotidiani locali del Gruppo ammontano a €223mn, in calo del 2,3% rispetto al 2009. Il contesto di crisi economica ha determinato un andamento diffusionale un po’ più critico rispetto al trend di sostanziale tenuta delle diffusioni registrato negli anni precedenti; la diffusione complessiva si è attestata a 441,8 mila copie medie ad uscita, con un calo (-3%) comunque più modesto di quello del mercato.

Divisione Periodici L’attività La “Divisione Periodici” include le testate L’Espresso, National Geographic, Limes, Micromega e le Guide de L’Espresso. La diffusione de L’Espresso nel 2010 si è attestata a 310 mila copie medie a numero ed, in base alle ultime rilevazioni Audipress (Indagine 2010/III), il settimanale conferma l’elevata penetrazione tra il pubblico, raggiungendo 2,5 milioni di lettori. Per quanto riguarda le altre testate periodiche della divisione, il mensile National Geographic ha diffuso 102,3 mila copie medie ad uscita e le riviste Limes e Micromega si sono attestate rispettivamente a 12,9 e 12,1 mila copie medie. Il mercato dei periodici I periodici costituiscono il settore editoriale maggiormente colpito dalla crisi, sia per quanto concerne le diffusioni che per gli investimenti pubblicitari. La raccolta pubblicitaria ha di nuovo registrato nel 2010 una flessione, pari al 5,4%. Le diffusioni, in base ai dati ADS (media mobile ultimi 12 mesi a novembre 2010) hanno segnato una contrazione del 5,3% a perimetro omogeneo, che ha riguardato soprattutto i mensili (-7%), ma anche i settimanali (-3,3%); andamento ancora più negativo hanno mostrato le vendite in edicola, con un -10,3% per i mensili ed un -4% per i settimanali. Principali dati economici della divisione* (€mn)

Anno 2010

Δ%

I costi operativi sono scesi del 5,5% rispetto al 2009.

Anno 2009

Il risultato operativo ammonta a €38,8mn, in crescita del 13,8% rispetto a quello del 2009; la redditività operativa sale al 17,4% del fatturato (15% nel 2009), grazie alle misure di contenimento dei costi e di recupero di efficienza adottate già

Fatturato 43,1 41,9 Costi operativi e per il personale (46,7) (45,2) Margine operativo lordo (3,6) (3,3) Ammortamenti e svalutazioni (0,9) (0,8) Risultato operativo (4,4) (4,1) * esclusi ricavi e margini dei prodotti opzionali

-3,0% -3,3% +7,1% -6,8% +7,0%


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

In un contesto di mercato particolarmente difficile, i ricavi complessivi della divisione, pari a €41,9mn (-3%), hanno mostrato una tenuta migliore del comparto di riferimento. I costi operativi sono scesi del 3,3% rispetto al 2009, riduzione inferiore a quella prevista a causa dell’inaspettato incremento dei costi di distribuzione degli abbonamenti a seguito dell’eliminazione delle agevolazioni postali. Come conseguenza, il risultato operativo della divisione resta negativo, registrando una perdita di €4,1mn, sostanzialmente in linea con quella del 2009 (-€4,4mn). Si segnala, infine, che i prodotti opzionali commercializzati dalla divisione, non compresi nei dati di cui sopra, hanno registrato un fatturato di €15,4mn rispetto ai €23,4mn del 2009.

Divisione Digitale L’attività La “Divisione Digitale”, costituita nel 2009, ha la missione di garantire ai grandi brand del Gruppo una declinazione digitale qualificata su tutte le piattaforme, affiancando all’attuale presenza sui PC quella su mobile, tablet e Net Tv. In particolare, la testata la Repubblica è declinata oggi in tre prodotti digitali: il sito Repubblica.it (accessibile su PC, mobile e tablet), il quotidiano digitale Repubblica+ (accessibile su PC e tablet) ed, infine, l’applicazione specifica per i-Phone, la Repubblica Mobile. Repubblica.it è il primo sito d’informazione in lingua italiana; nel corso della sua storia più che decennale ha sempre mantenuto e rafforzato la propria leadership, trend confermato nel 2010 quando il sito ha raggiunto 1,6 milioni di utenti unici medi giornalieri (dati Audiweb/Nielsen Site Census), il 24,2% in più rispetto all’anno precedente, consolidando il vantaggio sul secondo sito d’informazione. Nel corso del tempo il sito si è andato arricchendo di funzionalità e contenuti. In particolare, in

aprile 2010 è stata introdotta una nuova versione, che ha comportato un completo rinnovo della grafica ed una più semplice ed approfondita navigazione delle sue sezioni. Quanto ai contenuti, alle già consolidate aree tradizionali (quali la home page, la politica e la cronaca) si sono affiancati gli sviluppi delle sezioni dedicate allo sport, alla cronaca locale e al dibattito politico, nonché il generalizzato arricchimento della documentazione audio-visuale. Repubblica+, lanciato in maggio 2010 in concomitanza con l’introduzione dell’i-Pad in Italia, è la trasposizione digitale del quotidiano la Repubblica, di cui riprende l’integralità dei contenuti, pubblicità compresa, arricchendoli di documentazione audiovisuale. Repubblica+ è accessibile a pagamento su PC e tablet e costituisce il primo importante servizio premium del Gruppo. Infine, la Repubblica Mobile è la versione del sito ottimizzata per la fruizione sui dispositivi mobili. Introdotta nel 2009, l’applicazione è disponibile per i-Phone, a pagamento; la funzione è in corso di progressiva estensione a tutti gli altri sistemi operativi mobili. Anche il sito del settimanale L’Espresso è stato oggetto nel primo semestre del 2010 di un radicale restyling; conta, a dicembre 2010, su oltre 1,6 milioni di utenti unici mensili, collocandosi come il newsmagazine online più visitato. Per i quotidiani locali, la divisione ha sviluppato un nuovo modello di sito in corso di implementazione su tutte le 18 testate locali del Gruppo; il nuovo format, dove già totalmente a regime, registra incrementi di utenza dell’ordine del 50% rispetto all’anno precedente. Inoltre, le radio del Gruppo sono presenti sul web con siti dedicati, che rendono disponibili i propri contenuti in streaming e podcast; il sito Deejay, rinnovato ad aprile, ha anche dato vita alla comunità virtuale MyDeejay. Infine, la divisione gestisce il portale Kataweb.it per il quale è in corso un importante riposizionamento, con una nuova testata ed un nuovo logo, come sito verticale dedicato al mondo della tv, dello show business e del gossip. Il complesso dei servizi premium hanno dato luogo in corso d’anno ad uno sviluppo dell’attività

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

di abbonamento: alla chiusura dell’esercizio, la divisione conta su circa 20.000 abbonamenti attivi ai diversi prodotti disponibili.

Principali dati economici della divisione

(€mn) Fatturato Costi operativi e per il personale Margine operativo lordo Ammortamenti e svalutazioni Risultato operativo

Anno 2009

Anno 2010

Δ%

30,2 (20,4) 9,8 (0,6) 9,2

37,3 (26,8) 10,5 (0,5) 10,0

+23,6% +31,7% +7,0% -23,5% +9,0%

Il mercato delle radio L’ascolto delle radio continua ad evolvere positivamente: il numero di ascoltatori giornalieri nel 1° trimestre 2010 è stato di 41,8 milioni. La raccolta pubblicitaria su radio ha registrato una vigorosa ripresa, crescendo del 7,7% rispetto al 2009.

Principali dati economici della divisione

I ricavi complessivi della divisione, pari a €37,3mn, sono in crescita del 23,6% rispetto all’esercizio precedente, grazie al vigoroso aumento della raccolta pubblicitaria, in un contesto specifico di mercato favorevole, e ad un primo contributo fornito dai prodotti digitali a pagamento. I costi operativi sono aumentati significativamente (+31,7%) per consentire lo sviluppo e la promozione dei prodotti. Il risultato operativo è pari a €10mn, in aumento rispetto ai €9,2mn dell’esercizio precedente e con una redditività del 26,9%.

Anno 2009

Anno 2010

Δ%

(€mn) Fatturato Costi operativi e per il personale Margine operativo lordo Ammortamenti e svalutazioni Risultato operativo

66,1 (40,9) 25,2 (4,3) 20,9

71,0 (39,4) 31,5 (4,0) 27,6

+7,3% -3,7% +25,2% -7,2% +31,8%

Il fatturato delle radio del Gruppo ha registrato una crescita complessiva del 7,3%, con un aumento della raccolta pubblicitaria dell’8,4%. L’aumento del fatturato ed una gestione rigorosa dei costi operativi (-3,7%) hanno determinato un deciso miglioramento del risultato operativo che si è attestato a €27,6mn, con una redditività del 38,9%.

Divisione Televisione Divisione Radio L’attività Il “comparto Radio” del Gruppo comprende le tre emittenti nazionali Radio Deejay, Radio Capital e m2o. In base alle ultime rilevazioni Audiradio disponibili (1° trimestre 2010), Radio Deejay è la prima emittente privata italiana per ascolti, sia nei sette giorni (12,4 milioni di ascoltatori) che nel giorno medio (6,3 milioni di ascoltatori). Radio Capital ha registrato un’audience di 4,9 milioni nei sette giorni e di 2,3 milioni nel giorno medio ed m2o di 2,3 milioni nella settimana e di 1 milione nel giorno medio.

L’attività La divisione comprende l’attività svolta da Rete A quale operatore di rete, titolare di un canale analogico e di due multiplex digitali, e quella di editore televisivo di DeejayTv, che ha sostituito il brand All Music. Sul fronte della rete, è proseguito il processo di transizione al digitale terrestre con il completamento nel corso del 2010 dello switch-off in EmiliaRomagna, Lombardia, Piemonte Orientale, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Nel 2010, Rete A ha sviluppato le attività di commercializzazione della propria capacità trasmissiva, stipulando contratti per l’affitto di 4 canali in digitale ad operatori terzi.


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Per quanto concerne il canale del Gruppo, DeejayTv, nel 2010 è entrato a regime il nuovo palinsesto, che è stato realizzato avvalendosi principalmente della collaborazione degli artisti di Radio Deejay e, per la parte produttiva, di services esterni.

Principali dati economici della divisione

(€mn) Fatturato Costi operativi e per il personale Margine operativo lordo Ammortamenti e svalutazioni Risultato operativo

Anno 2009

Anno 2010

Δ%

8,6 (16,5) (7,9) (3,8) (11,7)

18,3 (22,4) (4,1) (3,7) (7,9)

+113,8% +36,2% +47,8% -1,2% +32,7%

I ricavi, €18,3mn, sono più che raddoppiati rispetto a quelli del 2009. La crescita è dovuta, oltre che all’avvio delle attività di affitto di banda digitale, alla significativa ripresa della raccolta pubblicitaria realizzata a seguito del lancio del nuovo canale DeejayTv. Il risultato operativo, pur restando ancora significativamente negativo (-€7,9mn), mostra un netto miglioramento rispetto al 2009.

Principali eventi successivi alla chiusura dell’esercizio e prevedibile evoluzione della gestione La situazione di debole crescita dell’economia e di scarsa visibilità sulle prospettive macro-economiche, che ha caratterizzato l’esercizio 2010, si sta protraendo anche nel 2011. Alla luce di quanto sopra, si prevede che l’esercizio riproponga le stesse dinamiche registrate dal settore editoriale nel corso del 2010. Per quanto concerne le diffusioni, la tendenza strutturale all’erosione sperimentata negli ultimi anni pare proseguire, anche se mitigata dal rinnovato interesse per la stampa suscitato dalla turbolenza politica. Per quanto concerne la raccolta pubblicitaria, le tendenze osservate nel primo bimestre sembrano

confermare un andamento moderatamente positivo. In questo contesto, il Gruppo sta continuando ad operare per contrastare le tendenze non favorevoli del settore di riferimento mediante interventi di miglioramento dei prodotti tradizionali, lo sviluppo dell’area digitale, la buona dinamica della concessionaria e la costante attenzione al contenimento dei costi. Nel corso del primo bimestre del 2011, è stata lanciata una versione totalmente rinnovata de L’Espresso, è stato avviato a partire dal Piccolo e dal Messaggero Veneto il vasto programma di ammodernamento dei 18 quotidiani locali del Gruppo, con interventi su formati, grafica ed uso del colore, ed infine è stata presentata la nuova edizione di Velvet. Lo sviluppo digitale riguarda sia il web classico che le nuove piattaforme; su web classico è in corso l’implementazione del nuovo sito di ciascuno dei 18 quotidiani locali, con primi risultati promettenti sia in termini di utenza che di raccolta pubblicitaria, ed il lancio di un nuovo sito femminile con brand “D”; sulle nuove piattaforme, dopo aver reso disponile su i-Pad tutte le testate del Gruppo nel corso del 2010, è stato lanciato il settimanale “R7” come supplemento esclusivamente online de la Repubblica ed è prevista la realizzazione di una versione reimpaginata ad hoc de L’Espresso e di Velvet. Per quanto riguarda la concessionaria, oltre al proseguimento dell’evoluzione positiva delle quote di mercato, spinto dalla validità e vivacità del portafoglio mezzi e dall’efficacia della gestione commerciale, continua la strategia di sviluppo delle concessioni terze in un’ottica di consolidamento della A. Manzoni&C. come primo operatore pubblicitario non televisivo. Quanto precede, unitamente alle azioni di contenimento dei costi previste, dovrebbe consentire al Gruppo, in assenza di evoluzioni del contesto marcatamente diverse da quelle ipotizzate, di conseguire un andamento positivo sia del fatturato che del risultato.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

Risultati economico-finanziari consolidati al 31 dicembre 2010 Conto Economico Di seguito viene esposto il Conto Economico Consolidato del Gruppo nel 2010, confrontato con l’esercizio precedente. Anno 2009

Anno 2010

886,6 (0,8) 19,8 (120,2) (340,8) (23,1) 1,0 (316,0) (42,7)

885,0 (1,4) 14,0 (90,8) (346,6) (25,4) 1,0 (288,7) (38,2)

Risultato operativo Proventi/(Oneri) finanziari netti

63,9 (19,6)

109,1 (14,1)

Risultato ante imposte Imposte

44,3 (38,8)

95,0 (44,8)

5,5 (0,3)

50,2 0,1

5,8

50,1

€mn Ricavi Variazione rimanenze prodotti Altri proventi operativi Costi per acquisti Costi per servizi Altri oneri operativi Valutaz. partecipazioni a patrimonio netto Costi per il personale Ammortamenti e svalutazioni

Risultato netto Quota dei terzi RISULTATO ATTRIBUIBILE AL GRUPPO

Dell’andamento dei ricavi e dei risultati della gestione si è già ampiamente trattato nella prima parte della relazione, cui si rimanda per maggiori approfondimenti.


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Situazione Patrimoniale-Finanziaria Viene di seguito presentata la Situazione Patrimoniale-Finanziaria Consolidata del Gruppo. ATTIVO €mn

31-dic 2009

31-dic 2010

Attività immateriali a vita indefinita Altre immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Partecipazioni valutate al patrimonio netto Altre partecipazioni Crediti non correnti Attività per imposte anticipate

656,4 3,1 659,5 203,6 28,3 2,5 1,3 48,6

656,4 2,2 658,6 181,7 28,6 2,5 1,3 33,9

ATTIVITA’ NON CORRENTI Rimanenze Crediti commerciali Titoli e altre attività finanziarie Crediti tributari Altri crediti Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

943,8 23,2 229,9 25,2 20,6 17,4 135,0

906,7 17,0 234,7 60,4 10,9 18,8 135,0

ATTIVITA’ CORRENTI

451,4

476,8

1.395,2

1.383,5

31-dic 2009

31-dic 2010

Capitale sociale Riserve Utili (perdite) a nuovo Utile (perdita) di esercizio

61,4 217,1 201,2 5,8

61,5 196,1 231,7 50,1

Patrimonio netto di Gruppo Patrimonio netto di terzi

485,6 9,8

539,4 3,9

PATRIMONIO NETTO Debiti finanziari Fondi per rischi ed oneri TFR e altri fondi per il personale Passività per imposte differite

495,4 348,6 40,4 83,9 111,0

543,3 313,3 40,1 72,0 114,4

PASSIVITA’ NON CORRENTI Debiti finanziari Fondi per rischi ed oneri Debiti commerciali Debiti tributari Altri debiti

583,9 19,8 48,8 147,6 12,7 86,9

539,8 17,0 35,6 143,9 22,1 81,9

PASSIVITA’ CORRENTI

315,9

300,4

TOTALE PASSIVITA’

899,8

840,2

1.395,2

1.383,5

TOTALE ATTIVO PASSIVO

€mn

TOTALE PASSIVITA’ E PATRIMONIO NETTO

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

Situazione Patrimoniale-Finanziaria Le immobilizzazioni immateriali, pari a €658,6mn, diminuiscono di €0,9mn rispetto al 31 dicembre 2009 (€659,5mn), per effetto degli ammortamenti dell’anno (€1,7mn) solo in parte compensati dai nuovi investimenti (€0,9mn). Le immobilizzazioni materiali ammontano a €181,7mn, in diminuzione di €21,9mn rispetto alla fine del 2009 (€203,6mn): gli investimenti netti del periodo, pari a €28,8mn, sono stati più che compensati da ammortamenti e svalutazioni per complessivi €36,4mn e dagli effetti del deconsolidamento, a seguito della cessione, della controllata Rotosud, il cui valore residuo delle immobilizzazioni al 31 dicembre 2009 (fabbricato industriale, rotative e altri impianti di stampa) era pari a €14,2mn. Le partecipazioni ammontano a complessivi €31,1mn, in aumento di €0,3mn rispetto al 31 dicembre 2009 (€30,8mn) per effetto sostanzialmente dell’utile conseguito dalla collegata Editoriale Libertà SpA solo parzialmente compensato dai dividendi distribuiti. I crediti non correnti, pari a €1,3mn, sono relativi a depositi cauzionali e a crediti verso l’Erario per anticipo TFR. La voce si è mantenuta invariata rispetto al 31 dicembre 2009. Le attività per imposte anticipate ammontano a €33,9mn ed includono le differenze temporanee tra i valori patrimoniali iscritti in bilancio ed i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali. La riduzione di €14,7mn rispetto ai €48,6mn del 31 dicembre 2009 è dovuta principalmente all’utilizzo delle imposte anticipate a seguito dell’effettiva liquidazione degli incentivi all’esodo, nell’ambito dei piani di riorganizzazione in atto, nonché all’utilizzo delle perdite pregresse da parte della controllata Elemedia. Le rimanenze, pari a €17mn, sono relative al valore della carta, dei materiali di stampa, delle pubblicazioni e dei prodotti collaterali presenti in magazzino. La diminuzione di €6,2mn rispetto al 31 dicembre 2009 è dovuta ad una attività mirata di razionalizzazione del magazzino, che ha comportato una significativa riduzione delle quantità di carta, materiali di stampa e pubblicazioni editoriali in giacenza. I crediti commerciali sono pari a €234,7mn, in aumento di €4,8mn rispetto al 31 dicembre 2009 (€229,9mn) per effetto sostanzialmente dell’aumento del fatturato pubblicitario. I titoli e altre attività finanziarie ammontano a €60,4mn, in aumento di €35,2mn rispetto alla fine del 2009, e si riferiscono essenzialmente a titoli di stato e obbligazioni acquistati nel periodo per diversificare gli investimenti finanziari delle disponibilità liquide. I crediti tributari ammontano a €10,9mn, in diminuzione di €9,7mn rispetto ai €20,6mn del 31 dicembre 2009 per effetto sostanzialmente dei minori acconti versati alla controllante CIR nell’ambito del consolidato fiscale, nonché dell’utilizzo dei crediti di imposta sugli investimenti (Legge n. 62/2001, “Legge Editoria”) a compensazione delle imposte dovute nel periodo. Gli altri crediti sono pari a €18,8mn, in aumento di €1,4mn rispetto al 31 dicembre 2009 (€17,4mn), ed includono, tra gli altri, gli anticipi a fornitori, agenti e collaboratori, nonché i risconti attivi per i canoni di locazione e per i diritti dei prodotti opzionali e dei programmi radiofonici che verranno realizzati nei primi mesi del 2011.


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Le disponibilità liquide si attestano a €135mn, pressoché invariate rispetto al 31 dicembre 2009. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2010 ammonta a €543,3mn (€495,4mn al 31 dicembre 2009), di cui €539,4mn di competenza del Gruppo (€485,6mn a fine esercizio 2009) e €3,9mn di spettanza dei terzi (€9,8mn al 31 dicembre 2009); la riduzione del patrimonio netto di terzi è dovuta all’acquisto di un’ulteriore quota del 5,41% della partecipazione detenuta in Editoriale FVG che passa, pertanto, dal 92,12% al 97,53%. Le azioni proprie detenute dalla Capogruppo al 31 dicembre 2010, la cui valorizzazione è portata in detrazione del patrimonio netto, erano n. 8.020.000 e rappresentavano l’1,96% del capitale sociale. I debiti finanziari non correnti ammontano a €313,3mn ed includono il prestito obbligazionario, emesso il 27 ottobre 2004, di originari €300mn (ora diminuiti a €272,6mn, a seguito di buy-back e relative cancellazioni) ed i finanziamenti agevolati decennali stipulati nell’ultimo trimestre del 2005. I fondi per rischi ed oneri correnti e non correnti ammontano complessivamente a €75,7mn, in diminuzione di €13,6mn rispetto al 31 dicembre 2009 per effetto, principalmente, degli utilizzi superiori ai nuovi accantonamenti realizzati nel periodo in relazione ai piani di riorganizzazione aziendale tuttora in corso. Il fondo di Trattamento di fine rapporto e gli altri fondi per il personale ammontano complessivamente a €72mn (€83,9mn al 31 dicembre 2009). La riduzione di €12mn è dovuta alle quote di TFR e Indennità Fissa liquidate nel periodo (€16mn), solo in parte compensate dall’effetto finanziario della valutazione dei fondi (interest cost) e dal valore attualizzato degli accantonamenti relativi all’Indennità Fissa (service cost) pari a complessivi €5,3mn. L’impatto sulla variazione del fondo TFR rispetto al 31 dicembre 2009 derivante dalla cessione della controllata Rotosud ammonta a €1,3mn. Le passività per imposte differite sono pari a €114,4mn (€111mn a fine 2009) e comprendono, tra gli altri, €36,6mn relativi all’effetto fiscale dell’iscrizione delle frequenze televisive. I debiti finanziari correnti, pari a €17mn, registrano rispetto al 31 dicembre 2009 una diminuzione di €2,8mn principalmente per effetto della cessione della controllata Rotosud che al 31 dicembre 2009 aveva in essere finanziamenti per €1,8mn. I debiti commerciali ammontano a €143,9mn con una diminuzione di €3,7mn legata sostanzialmente alla riduzione dei costi di produzione (carta e stampa) e distribuzione delle testate del Gruppo ed ai minori volumi di prodotti opzionali commercializzati. I debiti tributari, pari a €22,1mn, registrano rispetto al 31 dicembre 2009 un incremento di €9,3mn per effetto delle competenze fiscali di Ires e Irap del periodo (vedi anche commento sui crediti tributari). Gli altri debiti sono pari a €81,9mn, in diminuzione di €5mn rispetto a €86,9mn del 31 dicembre 2009 principalmente per effetto dei minori debiti maturati verso il personale per ferie, nonché del rilascio per competenza dei risconti passivi relativi ai finanziamenti agevolati ottenuti ex Legge n. 62/2001.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

Variazione della Posizione Finanziaria Netta

€mn FONTI DI FINANZIAMENTO Risultato di periodo, proprio e di terzi Ammortamenti e svalutazioni Fair value di stock option Variazione netta fondi del personale Variazione netta fondi rischi e oneri Minusvalenze (plus.) cessione immobilizzazioni Minusvalenze (plus.) cessione partecipazioni Svalutazioni (rivalutazioni) di partecipazioni Adeguamento partecipazioni valutate a patrimonio netto Autofinanziamento Decremento (Incremento) crediti non correnti Incremento passività/ Decremento attività imposte differite Incremento debiti/ Decremento crediti tributari Decremento (Incremento) rimanenze Decremento (Incremento) crediti commerciali e altri Incremento (Decremento) debiti commerciali e altri Variazione capitale circolante FLUSSO DELLA GESTIONE CORRENTE Deconsolidamento immobilizzazioni società cedute Disinvestimenti netti di partecipazioni Versamenti ad aumento capitale e riserve Altre variazioni

Anno 2009

Anno 2010

5,5 42,7 2,0 (7,0) 30,2 (0,3) 0,4 0,6 (0,6) 73,5 0,2 2,0 (6,3) 4,5 34,5 (10,7) 24,2 97,7 0,4 -

50,2 38,2 2,7 (12,0) (13,7) (2,2) (3,5) 0,0 (0,3) 59,5 (0,0) 18,0 19,1 6,2 (6,2) (11,0) 26,1 85,6 14,2 3,5 0,2 0,1

TOTALE FONTI IMPIEGHI Investimenti netti in immobilizzazioni Investimenti netti in partecipazioni Acquisto di azioni proprie Dividendi pagati Altre variazioni

98,1

103,6

(24,9) (0,7) (1,1) (0,7)

(25,1) (4,8) (0,1) (0,4)

TOTALE IMPIEGHI Avanzo (disavanzo) finanziario

(27,3) 70,8

(30,4) 73,2

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA INIZIALE

(278,9)

(208,2)

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA FINALE

(208,2)

(135,0)


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Flussi finanziari I flussi finanziari tra il 1° gennaio 2010 e il 31 dicembre 2010, confrontati con quelli tra gennaio e dicembre 2009, sono presentati nel seguente prospetto. €mn ATTIVITA’ OPERATIVA Risultato di periodo, proprio e di terzi Rettifiche: - Ammortamenti e svalutazioni - Fair value stock option - Variazione netta fondi del personale - Variazione netta fondi rischi e oneri - Minusvalenze (plus.) cessione immobilizzazioni - Minusvalenze (plus.) cessione partecipazioni e titoli - Rettifiche di valore di attività finanziarie - Adeguamento partecipazioni valutate a patrimonio netto - (Proventi) per dividendi Autofinanziamento Variazione del circolante e altri flussi

Anno 2009

Anno 2010

5,5

50,2

42,7 2,0 (7,0) 30,2 (0,3) (2,3) 0,6 (0,6) (0,0) 70,8 17,9

38,2 2,7 (10,7) (13,7) (2,2) (3,8) 0,0 (0,3) 60,5 29,8

FLUSSO DELL’ATTIVITA’ OPERATIVA di cui: Incassi (pagamenti) per interessi Incassi (pagamenti) per imposte sul reddito

88,7

90,3

(17,0) (33,0)

(14,0) (11,5)

ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO Esborsi per acquisto immobilizzazioni Esborsi per acquisto partecipazioni Incassi da cessioni Incassi di contributi pubblici (Acquisto) cessione titoli, attività disponibili alla vendita Dividendi incassati Altre variazioni

(26,9) (2,7) 2,3 5,2 (24,8) 0,0 1,8

(27,5) (4,8) 4,4 (35,7) -

FLUSSO DELL’ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO

(45,2)

(63,7)

ATTIVITA’ DI FINANZIAMENTO Versamenti ad aumento capitale e riserve (Acquisto) vendita di azioni proprie Accensione (rimborso) prestiti obbligazionari Accensione (estinzione) altri debiti finanziari (Dividendi pagati) Altre variazioni

0,4 (1,1) (12,1) (16,4) (0,7)

0,2 (0,1) (12,5) (14,1) -

FLUSSO DELL’ATTIVITA’ DI FINANZIAMENTO

(29,8)

(26,6)

Aumento/(Diminuzione) delle disponibilità liquide

13,7

0,1

Disponibilità liquide nette iniziali

120,7

134,4

DISPONIBILITA’ LIQUIDE NETTE FINALI

134,4

134,5

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

Il flusso dell’attività operativa del 2010, pari a €90,3mn, è risultato in leggero aumento (+€1,6mn) rispetto a quello realizzato nel 2009 (€88,7mn). I maggiori utili generati dalla gestione operativa sono stati assorbiti dalla variazione negativa dei fondi rischi e oneri e del personale (TFR e Indennità Fissa), per effetto dei pagamenti effettuati ai dipendenti in uscita nell’ambito dei piani di riorganizzazione in atto (nello scorso esercizio si era invece registrato un consistente incremento di tali fondi a copertura delle uscite di personale previste). Il capitale circolante registra un miglioramento di €11,9mn, sostanzialmente imputabile alle poste di natura tributaria avendo le società partecipanti al consolidato fiscale CIR beneficiato del mancato pagamento degli acconti IRES; tale effetto è stato solo parzialmente compensato dall’incremento dei crediti commerciali legati alla crescita del fatturato pubblicitario. I flussi dell’attività di investimento, negativi per €63,7mn, sono relativi principalmente ai pagamenti per investimenti in immobilizzazioni (€27,5mn) e all’acquisto sul mercato di titoli di stato e obbligazioni “disponibili alla vendita” (€35,7mn, al netto dei relativi incassi). Per quanto riguarda i nuovi investimenti, nel corso del 2010 sono stati realizzati interventi per lo sviluppo tecnologico delle rotative e degli altri macchinari di stampa de la Repubblica e dei quotidiani locali (€12,1mn), si è proseguito nel piano di switch-off al digitale degli impianti televisivi di Rete A (€11,8mn), sono state effettuate ristrutturazioni di uffici e redazioni (€2,2mn), sono stati aggiornati i sistemi informativi ed editoriali e migliorate le infrastrutture di rete (€2,7mn) ed, infine, sono stati potenziati gli impianti radiofonici in bassa ed alta frequenza (€1mn). Nell’esercizio, inoltre, sono state realizzate plusvalenze per €2,3mn, grazie principalmente alla vendita di immobili non strumentali alle attività del Gruppo. Per quanto riguarda l’acquisto di titoli, nell’esercizio 2010, al fine di diversificare gli investimenti finanziari delle disponibilità liquide, sono stati acquistati sul mercato titoli di stato e obbligazioni, che pagano un interesse sia fisso che variabile, per un importo complessivo di €55,2mn. Parallelamente sono stati incassati a scadenza obbligazioni per un valore totale di €19,5mn. Il flusso dell’attività di finanziamento ha assorbito risorse per €26,6mn. Nell’esercizio sono state rimborsate quote capitali di finanziamenti in essere per €14,1mn e acquistate piccole porzioni del prestito obbligazionario per un valore nominale complessivo di €12,9mn (€13mn di valore contabile) su cui è stata realizzata una plusvalenza di €0,5mn. Nella tabella che segue è esposta la composizione della posizione finanziaria netta del Gruppo.

€mn

31-dic 2009

31-dic 2010

Crediti finanziari vs imprese del Gruppo Debiti finanziari vs imprese del Gruppo Denaro e disponibilità di banca Debiti per conti correnti bancari Disponibilità liquide nette Titoli e altre attività finanziarie Prestito obbligazionario Altri debiti verso le banche Altri debiti finanziari Altre attività (passività) finanziarie

1,4 133,6 (0,6) 134,4 25,2 (291,7) (75,4) (0,6) (342,6)

0,2 134,8 (0,5) 134,5 60,4 (278,0) (51,6) (0,3) (269,5)

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

(208,2)

(135,0)


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Risultati della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso SpA al 31 dicembre 2010 In data 22 aprile 2010 si è perfezionata l’operazione di fusione per incorporazione della società Editoriale Metropoli SpA in Gruppo Editoriale L’Espresso SpA; gli effetti contabili e fiscali di tale fusione sono decorsi dal 1° gennaio 2010 e l’intera operazione ha generato un avanzo di fusione di €0,6mn. Al fine di rendere comparabili i valori dell’esercizio precedente, si è provveduto alla loro rideterminazione, simulando retroattivamente gli effetti della fusione, con separata esposizione in ciascun prospetto.

Conto Economico Anno 2009

Anno 2009 Proforma

Anno 2010

Ricavi Variazione rimanenze prodotti Altri proventi operativi Costi per acquisti Costi per servizi Altri oneri operativi Costi per il personale Ammortamenti e svalutazioni

494,2 (0,7) 10,0 (79,8) (248,3) (9,2) (129,9) (14,0)

494,3 (0,7) 10,5 (80,0) (243,2) (9,3) (133,2) (14,1)

462,7 (1,4) 5,4 (60,3) (213,4) (12,1) (120,2) (12,4)

Risultato operativo Proventi/(Oneri) finanziari netti Dividendi Risultato ante imposte Imposte

22,1 (12,8) 42,0 51,4 (21,0)

24,4 (12,8) 42,0 53,6 (21,8)

48,3 (2,5) 31,5 77,3 (19,0)

30,4

31,8

58,3

€mn

RISULTATO NETTO

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

Situazione Patrimoniale-Finanziaria ATTIVO €mn

31-dic 2009

31-dic-09 Proforma

31-dic 2010

Attività immateriali a vita indefinita Altre immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Partecipazioni Crediti non correnti Attività per imposte anticipate

220,7 1,8 222,4 51,0 408,4 0,4 21,5

220,7 1,8 222,4 51,1 407,2 0,4 21,7

220,7 1,4 222,0 38,1 408,1 0,5 15,4

ATTIVITA' NON CORRENTI Rimanenze Crediti commerciali Titoli e altre attività finanziarie Crediti tributari Altri crediti Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

703,8 19,2 101,3 25,1 14,7 9,8 182,4

702,9 19,2 100,7 25,1 14,5 10,4 182,5

684,0 13,9 100,9 60,3 9,5 9,9 176,6

ATTIVITA' CORRENTI

352,6

352,5

371,1

1.056,4

1.055,3

1.055,1

31-dic 2009

31-dic-09 Proforma

31-dic 2010

Capitale sociale Riserve Utili (perdite) a nuovo Utile (perdita) di esercizio

61,4 86,9 201,2 30,4

61,4 87,1 201,2 31,8

61,5 90,8 231,7 58,3

PATRIMONIO NETTO Debiti finanziari Fondi per rischi ed oneri TFR e altri fondi per il personale Passività per imposte differite

379,9 307,3 34,5 36,6 45,6

381,5 307,3 34,5 36,8 45,6

442,2 288,3 34,2 29,0 48,8

PASSIVITA' NON CORRENTI Debiti finanziari Fondi per rischi ed oneri Debiti commerciali Debiti tributari Altri debiti

424,0 86,1 26,0 91,5 7,3 41,5

424,1 85,1 26,0 88,9 7,4 42,2

400,2 72,5 11,7 78,8 10,7 38,9

PASSIVITA' CORRENTI

252,5

249,7

212,7

TOTALE ATTIVO PASSIVO €mn

TOTALE PASSIVITA' TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO

676,4

673,8

612,9

1.056,4

1.055,3

1.055,1


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Flussi finanziari I flussi finanziari tra il 1° gennaio 2010 e il 31 dicembre 2010, confrontati con quelli tra gennaio e dicembre 2009, sono presentati nel seguente prospetto.

€mn ATTIVITA' OPERATIVA Risultato di periodo Rettifiche: - Ammortamenti e svalutazioni - Fair value stock option - Variazione netta fondi del personale - Variazione netta fondi rischi e oneri - Minusvalenze (plus.) cessione immobilizzazioni - Minusvalenze (plus.) cessione partecipazioni e titoli - Rettifiche di valore di attività finanziarie - (Proventi) per dividendi Autofinanziamento Variazione del circolante e altri flussi

Anno 2009

Anno 2010

30,4

58,3

14,0 2,0 (4,0) 30,3 (0,0) (2,6) (0,1) (42,0) 28,0 (9,0)

12,4 2,7 (7,6) (14,6) (0,0) (10,2) 0,0 (31,5) 9,4 8,8

FLUSSO DELL'ATTIVITA' OPERATIVA di cui: Incassi (pagamenti) per interessi Incassi (pagamenti) per imposte sul reddito

18,9

18,2

(14,2) (14,2)

(11,5) (3,6)

ATTIVITA' DI INVESTIMENTO Esborsi per acquisto immobilizzazioni Esborsi per acquisto partecipazioni Incassi da cessioni Incassi di contributi pubblici (Acquisto) cessione titoli, attività disponibili alla vendita Dividendi incassati

(5,1) (10,6) 0,2 1,9 (24,8) 42,0

(3,3) (6,0) 19,2 (35,7) 31,5

3,6

5,7

ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO Versamenti ad aumento capitale e riserve (Acquisto) vendita di azioni proprie Accensione (rimborso) prestiti obbligazionari Accensione (estinzione) altri debiti finanziari (Dividendi pagati) Altre variazioni

0,4 (1,1) (12,1) (5,2) (0,0)

0,2 (0,1) (12,5) (5,3) 0,5

FLUSSO DELL'ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO

(18,0)

(17,2)

4,6 97,2 3,0

6,7 104,9 1,2

104,9

112,7

FLUSSO DELL'ATTIVITA' DI INVESTIMENTO

Aumento/(Diminuzione) delle disponibilità liquide Disponibilità liquide nette iniziali Apporti da fusione DISPONIBILITA' LIQUIDE NETTE FINALI

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Per l’analisi dei risultati operativi si rimanda al commento sulle singole divisioni; qui di seguito vengono esaminati i risultati della gestione finanziaria. Gli investimenti sostenuti dalla Capogruppo nell’esercizio 2010 ammontano a €3,3mn e si riferiscono principalmente agli interventi volti all’ottimizzazione del funzionamento delle rotative di stampa e al loro sviluppo tecnologico, all’evoluzione dei sistemi editoriali de la Repubblica e de L’Espresso, al potenziamento dei sistemi informativi e delle infrastrutture di rete e ai lavori di manutenzione delle sedi redazionali. Al 31 dicembre 2010 l’indebitamento finanziario netto della Capogruppo era di €123,9mn in miglioramento di €60,9mn rispetto ai €184,8mn del 31 dicembre 2009 pro-forma, grazie principalmente al positivo cash flow gestionale, pari a €49,6mn, e alla cessione della controllata Rotosud. A fine dicembre 2010 gli organici erano pari a 852 persone, in diminuzione di 119 unità rispetto ai 971 dipendenti, comprensivi dell’effetto fusioni, del 31 dicembre 2009.

Prospetto di raccordo tra i dati del bilancio della Capogruppo ed i dati del bilancio consolidato Utile netto (migliaia di euro) Saldo da bilancio della controllante Eliminazione dividendi controllate Rilevazione del patrimonio netto e del risultato di periodo delle partecipazioni controllate Eliminazione del valore di carico delle partecipazioni consolidate Avviamenti, testate, marchi e frequenze Effetto della valutazione delle collegate secondo il metodo del patrimonio netto Altre rettifiche di consolidamento Saldo da bilancio consolidato di Gruppo

Patrimonio netto al 31/12/2009 31/12/2010

2009

2010

30.387 (45.276)

58.266 (34.720)

379.925 -

442.203 -

19.954

32.890

333.109

436.598

326 (67)

(116) -

(465.894) 208.238

(578.036) 208.238

564 (63)

288 (6.485)

28.334 1.893

28.602 1.804

5.825

50.123

485.605

539.409

Principali rischi e incertezze cui Gruppo Editoriale L’Espresso SpA e il Gruppo Espresso sono esposti I principali fattori di rischio cui il Gruppo è esposto, dato il settore in cui opera, sono classificati nelle seguenti categorie: - rischi connessi alle condizioni generali dell’economia; - rischi operativi di gestione; - rischi finanziari.


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia La ripresa economica presenta un andamento ancora incerto ed altalenante, caratterizzato da elevati margini di incertezza e da una scarsa visibilità sulle prospettive macro-economiche di breve-medio termine. Tale contesto ha comportato una stagnazione della propensione e della capacità di spesa dei consumatori e ha impedito un netto e generalizzato recupero degli investimenti pubblicitari dopo la drastica contrazione del biennio 2008-2009. Per far fronte allo scenario di mercato, il Gruppo ha a suo tempo definito, ed in gran parte realizzato già a fine 2010, un piano di interventi focalizzato sulla riduzione dei costi (€140mn di risparmi) e sulla razionalizzazione della struttura organizzativa e produttiva. Il perdurare delle criticità del contesto macro-economico e, nello specifico, del mercato pubblicitario soprattutto per il comparto stampa, ha reso necessario per il Gruppo assumersi l’impegno di un ulteriore e costante contenimento dei costi, trasversale a tutte le aree di business, e ciò anche al fine di sempre meglio garantire la continuità e lo sviluppo dei propri mezzi. Rischi operativi di gestione Rischio di prezzo della carta

Il Gruppo, operando in maniera significativa nel settore della stampa, è un grande acquirente di carta ed è pertanto esposto al rischio di oscillazione del prezzo della stessa. Al fine di ottenere una più efficace pianificazione nell’attività della provvista della carta e soprattutto al fine di rafforzare il potere negoziale con le controparti, alimentando tra l’altro la concorrenza tra le stesse, la gestione degli acquisti per la fornitura della carta delle varie società del Gruppo viene effettuata in modo centralizzato. Il Gruppo nel passato ha stipulato contratti di “paper swap” per una percentuale del proprio fabbisogno annuale, ma, verificatane l’inefficienza nel medio periodo, ha deciso di non continuare nell’utilizzo di tali strumenti. Rischio di credito

L’esposizione al rischio di credito del Gruppo è riferibile ai crediti commerciali e a quelli finanziari. Il Gruppo, per i settori nei quali opera, non presenta aree di rischio di credito commerciale di particolare rilevanza; tuttavia, pur non presentandosi significative concentrazioni di esposizioni, il Gruppo adotta procedure operative che impediscono la vendita di pubblicazioni, spazi pubblicitari e altri servizi a clienti senza un adeguato profilo di credito o garanzie collaterali. Nonostante tali procedure, non è possibile escludere che nelle attuali condizioni di mercato una quota di clienti possa ritardare o non onorare i pagamenti e pertanto il Gruppo ha iscritto in bilancio un congruo fondo svalutazione crediti. Per quanto attiene ai crediti finanziari, le operazioni di investimento della liquidità e le eventuali transazioni in derivati sono effettuate unicamente con controparti bancarie di elevato standing creditizio. Rischi legali, di compliance e di regolamentazione del settore

Non si può escludere che il Gruppo possa essere tenuto a far fronte a passività conseguenti a vertenze legali e fiscali di varia natura. A fronte di tali rischi il Gruppo ha da sempre effettuato congrui accantonamenti in appositi fondi rischi ed oneri presenti tra le passività di bilancio (si vedano anche le relative note illustrative al bilancio). Il Gruppo si è dotato di un insieme di regole etico-comportamentali oggetto di continua divulgazione a tutto il personale aziendale e continuamente sottoposte a verifica per garantirne la

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

corretta applicazione. Con riferimento al D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, si evidenzia che tutte le società del Gruppo si sono dotate di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo continuamente aggiornato alle più recenti novità normative introdotte in materia. Infine, il Gruppo è soggetto a potenziali rischi derivanti dall’evoluzione del contesto normativo e regolatorio di riferimento, specie per quanto riguarda il settore radiotelevisivo, che potrebbero influenzare gli adempimenti tecnico-operativi richiesti. Al riguardo il Gruppo è impegnato in una continua attività di monitoraggio e dialogo costruttivo con le istituzioni al fine di recepire tempestivamente i cambiamenti intervenuti. Rischi finanziari L’attività di gestione dei rischi finanziari è regolata da una policy di Gruppo che delinea obiettivi, strategie, linee guida nonché modalità operative. Per la gestione della finanza/tesoreria, il Gruppo si è dotato di una procedura ispirata a criteri di prudenza e di rischio limitato nella scelta delle operazioni di finanziamento/investimento che prevede, tra l’altro, l’assoluto divieto di porre in essere operazioni di tipo speculativo, se non adeguatamente motivate ed approvate dal Consiglio di Amministrazione. La Capogruppo gestisce e coordina un conto corrente intragruppo centralizzato, cui partecipano tutte le società controllate, al fine di ottenere vantaggi di tipo economico nei rapporti con le controparti ed una maggiore efficienza operativa. La centralizzazione permette infatti una più efficace attività di pianificazione e controllo dei flussi finanziari, garantisce una maggiore omogeneità delle varie scelte di finanziamento/investimento, ottimizza il profilo di rischio del Gruppo nel suo complesso, ma soprattutto consente di rafforzare il potere contrattuale con il sistema bancario. Maggiori informazioni in merito ai rischi derivanti dagli strumenti finanziari, come richiesto dai principi IFRS, sono fornite nell’apposita sezione delle note illustrative al bilancio. **** Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, nella sua posizione di Capogruppo, è sostanzialmente esposta ai medesimi rischi di Gruppo sopra descritti. **** Sulla base dei risultati economici e della generazione di cassa conseguiti nel corso degli ultimi anni, oltreché delle disponibilità finanziarie risultanti al 31 dicembre 2010, la Società ritiene che non sussistano rilevanti incertezze tali da far sorgere dubbi significativi circa la capacità del Gruppo di proseguire la propria attività in continuità aziendale.

Attestazione ai sensi dell’art. 37 della Delibera Consob n. 16191/07 (Regolamento Mercati) In relazione agli obblighi richiamati dall’art. 2.6.2, comma 15, del Regolamento di Borsa Italiana, tenuto conto del disposto dell’art. 37 della Delibera Consob 16191/2007, si attesta che non sussistono condizioni tali da inibire la quotazione delle azioni di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA.


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Relazione del Consiglio di Amministrazione Gruppo Editoriale L’Espresso

A tale proposito si evidenzia che la società Gruppo Editoriale L’Espresso SpA ha adempiuto, relativamente alla soggezione all’attività di direzione e coordinamento della controllante CIR SpA (di seguito anche CIR), agli obblighi di pubblicità previsti dall’articolo 2497-bis del codice civile, ha una autonoma capacità negoziale nei rapporti con la clientela e i fornitori e non ha in essere con CIR un rapporto di tesoreria accentrata. Inoltre, come indicato nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, si segnala che gli amministratori indipendenti della Società sono per numero ed autorevolezza tali da garantire che il loro giudizio abbia un peso significativo nell’assunzione delle decisioni consiliari.

Altre informazioni Al 31 dicembre 2010 le azioni proprie detenute dalla Capogruppo erano n. 8.020.000 (valore nominale 0,15 euro) e rappresentavano l’1,96% del capitale sociale. **** Gruppo Editoriale L’Espresso SpA ha provveduto ad aggiornare il “Documento Programmatico sulla Sicurezza” entro i termini previsti dal decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, recante il “Codice in materia di protezione dei dati personali” e ha recepito, nei processi interni, le misure previste dal Garante per la protezione dei dati personali. La Società inoltre si impegna ad adottare le misure tecniche ed organizzative idonee a proteggere le informazioni attinenti ai dipendenti, ai collaboratori e ai soggetti terzi, acquisite all’interno dello svolgimento della propria attività e ad evitare ogni uso improprio. A tal fine, Gruppo Editoriale L’Espresso SpA attesta che il trattamento dei dati personali svolto all’interno delle proprie direzioni avviene nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone coinvolte. Gruppo Editoriale L’Espresso SpA si impegna ad adottare tutte le necessarie misure tecniche, organizzative e di sicurezza per tutte le banche dati nelle quali sono raccolti e custoditi i dati personali, al fine di evitare rischi di distruzione e perdite oppure accessi non autorizzati o trattamenti non consentiti. **** La Società fa riferimento al Documento di Valutazione dei Rischi previsto dalla legislazione in materia di sicurezza sul lavoro, che comporta l’individuazione dei pericoli e la valutazione dei rischi residui presenti in azienda, nonché la successiva definizione delle misure e delle tempistiche necessarie alla loro minimizzazione ed al mantenimento di un adeguato livello di sicurezza. Nel corso dell’anno è stata effettuata la formazione/informazione, secondo le priorità convenute, sui temi della gestione dell’emergenza, dei videoterminali e degli altri rischi residui, con il coinvolgimento delle figure aziendali preposte, nonché la formazione dei preposti e dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza. E’ stata altresì pianificata ed effettuata la sorveglianza sanitaria prevista dai protocolli in essere. Inoltre, si è provveduto a definire il programma di lavoro per la valutazione dello stress lavoro correlato come da indicazioni metodologiche fornite dall’apposita Linea Guida Ministeriale.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione del Consiglio di Amministrazione

Per quanto riguarda la tutela ambientale, oltre alla consueta attività di valutazione e gestione per il rispetto della normativa, l’Azienda ha svolto tutti gli adempimenti connessi all’introduzione del sistema SISTRI per la gestione dei rifiuti, per una pronta adesione all’avvio. **** Rapporti infragruppo e con parti correlate Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, sono presentate rispettivamente nella Nota 14.4 del Bilancio consolidato e nella Nota 11.4 del Bilancio d’esercizio. L’elenco delle società incluse nell’area di consolidamento è riportato nell’Allegato 1 delle “Note al bilancio consolidato del Gruppo Espresso”.

Proposta di destinazione dell’utile dell’esercizio 2010 Signori azionisti, il bilancio del Gruppo Editoriale L’Espresso SpA che sottoponiamo alla Vostra approvazione presenta un utile netto di €58.265.692,22. Vi proponiamo di distribuire un dividendo di €0,074 per ciascuna delle n. 401.735.388 azioni ordinarie attualmente in circolazione (tenuto conto delle azioni proprie in portafoglio, oggi pari a 8.020.000) con godimento 1° gennaio 2010 e di destinare la parte residua dell’utile di esercizio alla riserva utili a nuovo, avendo la riserva legale già raggiunto il 20% del capitale sociale. Pertanto vi proponiamo di destinare: - €29.728.418,71 a dividendo ordinario da assegnare agli azionisti in ragione di €0,074, al lordo delle ritenute di legge, per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione, che sarà messo in pagamento il giorno 26 maggio 2011 contro stacco della cedola n. 13, che avverrà in data 23 maggio 2011; - €28.537.273,51 a riserva utili a nuovo. La proposta di destinazione dell’utile dell’esercizio tiene conto del disposto di cui all’art. 2357 ter, 2° comma del codice civile, il quale sancisce che il diritto agli utili delle azioni proprie è attribuito proporzionalmente alle altre azioni. Vi ricordiamo inoltre che gli ammontari esatti da destinare a dividendo e a riserva utili a nuovo potranno variare in funzione delle azioni proprie in portafoglio alla data di stacco cedola, nonché in funzione della possibile emissione il giorno 31 marzo 2011 di massime 15.955.400 azioni ordinarie con godimento 1° gennaio 2010 in esecuzione di piani di stock option in essere.


Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971


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Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971 Gruppo Editoriale L’Espresso

Informativa sui piani d’incentivazione basati su strumenti finanziari Informazioni sui piani adottati Il Gruppo riconosce benefici addizionali a dirigenti della società e di società controllate che ricoprono posizioni di primo piano all’interno del Gruppo, attraverso piani di compensi basati su strumenti finanziari. In particolare i piani adottati dal Gruppo prevedono l’attribuzione di diritti di partecipazione al capitale (c.d. stock option). Nel passato sono stati adottati anche piani che prevedevano l’attribuzione di diritti che comportavano il riconoscimento a favore dei beneficiari di una eventuale corresponsione di carattere straordinario, basata sull’andamento del titolo azionario di riferimento (c.d. phantom stock option); tuttavia alla luce delle recenti modifiche intervenute nella normativa fiscale in termini di incentivazione a favore di dipendenti, l’assemblea dei soci di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, tenutasi il 22 aprile 2009, ha deliberato di cancellare gli esistenti Piani di Phantom Stock Option 2007 e 2008 (Piani Phantom) e di sostituirli con un piano di stock option “straordinario” (i) riservato in via esclusiva agli stessi soggetti già beneficiari dei Piani Phantom e ancora dipendenti del Gruppo Espresso e (ii) disciplinato, mutatis mutandis, dai medesimi termini e condizioni contenuti nei regolamenti dei Piani Phantom. Tutti i piani di stock option adottati dal Gruppo prevedono la facoltà per i beneficiari di esercitare, ad un determinato prezzo ed entro un arco temporale predefinito, un’opzione di sottoscrizione di nuove azioni della Società da emettersi in virtù di apposite delibere. I relativi regolamenti, tra le altre condizioni e termini, disciplinano anche la sorte delle opzioni in caso di cessazione, per qualunque motivo, del rapporto di lavoro subordinato. Piani di stock option in essere Attualmente sono in essere i seguenti piani di stock option: Piano di stock option “24 Aprile 2001”

Il Consiglio di Amministrazione del 24 aprile 2001, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 930.000 azioni ad un prezzo di euro 6,25 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 6,10 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “24 aprile 2001”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del 12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 30 settembre 2001 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2011; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 31 dicembre 2001-31 marzo 2005 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2011; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 30 giugno 2005 fino al termine ultimo del 30 settembre 2011. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 450.000, per cui ne residuano 480.000. Piano di stock option “24 Ottobre 2001”

Il Consiglio di Amministrazione del 24 ottobre 2001, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971

complessive 885.000 azioni ad un prezzo di euro 2,51 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 2,36 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “24 ottobre 2001”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del 12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 31 marzo 2002 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 marzo 2012; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 30 giugno 2002-30 settembre 2005 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 marzo 2012; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 31 dicembre 2005 fino al termine ultimo del 31 marzo 2012. Ad oggi risultano esercitate 728.100 opzioni, ne sono decadute, a termini di regolamento 56.300, per cui ne residuano 100.600. Piano di stock option “6 marzo 2002”

Il Consiglio di Amministrazione del 6 marzo 2002, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 1.330.000 azioni ad un prezzo di euro 3,30 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 3,15 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “6 marzo 2002”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del 12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 30 settembre 2002 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2012; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 31 dicembre 2002-31 marzo 2006 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2012; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 30 giugno 2006 fino al termine ultimo del 30 settembre 2012. Fino ad oggi risultano esercitate 902.375 opzioni, ne sono decadute, a termini di regolamento 169.425, per cui ne residuano 258.200. Piano di stock option “24 luglio 2002”

Il Consiglio di Amministrazione del 24 luglio 2002, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 1.322.500 azioni ad un prezzo di euro 3,36 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 3,21 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “24 luglio 2002”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del 12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 31 dicembre 2002 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 dicembre 2012; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 31 marzo 2003-30 giugno 2006 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 dicembre 2012; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 30 settembre 2006 fino al termine ultimo del 31 dicembre 2012.


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Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971 Gruppo Editoriale L’Espresso

Fino ad oggi risultano esercitate 831.250 opzioni ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 202.300, per cui ne residuano 288.950. Piano di stock option “26 febbraio 2003”

Il Consiglio di Amministrazione del 26 febbraio 2003, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 1.367.500 azioni ad un prezzo di euro 2,86 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 2,71 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “26 febbraio 2003”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del 12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 30 settembre 2003 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2013; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 31 dicembre 2003-31 marzo 2007 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2012; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 30 giugno 2007 fino al termine ultimo del 30 settembre 2013. Fino ad oggi risultano esercitate 784.775 opzioni ma, a termini di regolamento, ne sono decadute 190.225, per cui ne residuano 392.500. Piano di stock option “23 luglio 2003”

Il Consiglio di Amministrazione del 23 luglio 2003, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 1.332.500 azioni ad un prezzo di euro 3,54 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 3,39 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “23 luglio 2003”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del 12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 31 dicembre 2003 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 dicembre 2013; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 31 marzo 2004-30 giugno 2007 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 dicembre 2013; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 30 settembre 2007 fino al termine ultimo del 31 dicembre 2013. Fino ad oggi risultano esercitate 575.600 opzioni ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 255.350, per cui ne residuano 501.550. Piano di stock option “25 febbraio 2004”

Il Consiglio di Amministrazione del 25 febbraio 2004, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 1.485.000 azioni ad un prezzo di euro 4,95 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 4,80 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “25 febbraio 2004”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971

12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 30 settembre 2004 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2014; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 31 dicembre 2004-31 marzo 2008 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 30 settembre 2013; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 30 giugno 2008 fino al termine ultimo del 30 settembre 2014. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 457.500, per cui ne residuano 1.027.500. Piano di stock option “28 luglio 2004”

Il Consiglio di Amministrazione del 28 luglio 2004, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 1.450.000 azioni ad un prezzo di euro 4,80 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 4,65 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “28 luglio 2004”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) fino ad un massimo del 12% del totale delle opzioni assegnate a decorrere dal 31 dicembre 2004 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 dicembre 2014; b) fino ad un massimo, per ciascun trimestre, del 6% del totale delle opzioni assegnate nel periodo 31 marzo 2005-30 giugno 2008 e con successiva cadenza trimestrale fino al termine ultimo del 31 dicembre 2014; c) il residuo 4% del totale delle opzioni assegnate, a decorrere dal 30 settembre 2008 fino al termine ultimo del 31 dicembre 2014. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 412.500, per cui ne residuano 1.037.500. Piano di stock option “23 febbraio 2005”

Il Consiglio di Amministrazione del 23 febbraio 2005, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma, per complessive 1.485.000 azioni ad un prezzo di euro 4,75 di cui euro 0,15 di valore nominale e euro 4,60 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “23 febbraio 2005”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) alla fine del sesto mese di calendario dalla loro attribuzione, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al primo semestre dalla loro attribuzione, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al primo semestre dalla loro attribuzione, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 30 settembre 2015. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 422.500, per cui ne residuano 1.062.500. Piano di stock option “27 luglio 2005”

Il Consiglio di Amministrazione del 27 luglio 2005, avvalendosi della delega concessa dall’Assemblea del 6 aprile 2001, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441 ultimo comma,


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Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971 Gruppo Editoriale L’Espresso

per complessive 1.455.000 azioni ad un prezzo di euro 4,65 di cui euro 0,15 di valore nominale ed euro 4,50 di sovrapprezzo, determinato secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese, al servizio del piano di stock option “27 luglio 2005”. Il regolamento prevede che le opzioni possano essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) al 31 dicembre 2005, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al 31 dicembre 2005, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al 31 dicembre 2005, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 31 dicembre 2015. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 367.500, per cui ne residuano 1.087.500. Piano di stock option “2006”

Il Consiglio di Amministrazione del 26 aprile 2006, avvalendosi della delega conferitagli dall’Assemblea degli azionisti tenutasi in pari data, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441, ultimo comma, per complessive massime 2.900.00 azioni, di valore nominale pari a euro 0,15, da riservare in sottoscrizione a dipendenti della Capogruppo e di sue controllate, titolari delle opzioni di sottoscrizione ai sensi del “regolamento del piano di stock option 2006” il quale prevede l’assegnazione delle opzioni in due tranche. I prezzi di esercizio delle due tranche vengono determinati secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese che precede le relative date di assegnazione. 1° Tranche

Il 17 maggio 2006, al prezzo di euro 4,33, è stata assegnata la prima tranche di 1.450.000 opzioni le quali potranno essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) al 31 dicembre 2006, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al 31 dicembre 2006, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al 31 dicembre 2006, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 31 dicembre 2016. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 330.000, per cui ne residuano 1.120.000. 2° Tranche

Il 15 novembre 2006, al prezzo di euro 3,96, è stata assegnata, la seconda tranche di 1.430.000 opzioni le quali potranno essere esercitate da ciascun beneficiario nei seguenti periodi: a) al 30 giugno 2007, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al 30 giugno 2007, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al 30 giugno 2007, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 30 giugno 2017. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 310.000, per cui ne residuano 1.120.000.

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41


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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971

Piano di Stock Option Straordinario 2009

Il Consiglio di Amministrazione del 22 aprile 2009, avvalendosi della delega conferitagli dall’Assemblea degli azionisti del 26 aprile 2006, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441, ultimo comma, per complessive massime 6.790.000 azioni, di valore nominale pari a euro 0,15, da riservare in sottoscrizione a dipendenti della Capogruppo e di sue controllate, titolari delle opzioni di sottoscrizione ai sensi del “Regolamento del Piano di Stock Option Straordinario 2009” il quale prevede l’assegnazione delle opzioni in quattro tranche ad un prezzo di esercizio determinato in coerenza ai parametri di riferimento previsti dai già citati Piani Phantom: in particolare sono state assegnate per la Prima Tranche n. 1.520.000 opzione ad un prezzo di €3,84, per la Seconda Tranche n. 1.520.000 opzioni ad un prezzo di €3,60, per la Terza Tranche n. 1.790.000 opzioni ad un prezzo di €2,22 e per la Quarta Tranche n. 1.840.000 ad un prezzo di €1,37. Ai sensi del Regolamento le opzioni sono state attribuite a tutti gli effetti con decorrenza dalla data della deliberazione del Consiglio di Amministrazione. Le Opzioni così attribuite maturano, divenendo esercitabili, nei medesimi termini già stabiliti nei regolamenti dei Piani Phantom e precisamente: 1° Tranche

– quanto al 54% delle Opzioni di Prima Tranche a decorrere dal 30 giugno 2009; – fino ad un massimo del 6% delle Opzioni di Prima Tranche a decorrere dalla fine di ciascuno dei sette trimestri successivi al 30 giugno 2009; – il residuo 4% delle Opzioni di Prima Tranche a decorrere dal 30 giugno 2011. Tutte le Opzioni di Prima Tranche potranno essere esercitate sino al Termine Finale del 30 settembre 2017. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 65.000, per cui ne residuano 1.455.000. 2° Tranche

– quanto al 42% delle Opzioni di Seconda Tranche a decorrere dal 30 giugno 2009; – fino ad un massimo del 6% delle Opzioni di Seconda Tranche a decorrere dalla fine di ciascun dei nove trimestri successivi al 30 giugno 2009; – il residuo 4% delle Opzioni di Seconda Tranche a decorrere dal 30 dicembre 2011. Tutte le Opzioni di Seconda Tranche potranno essere esercitate sino al Termine Finale del 31 marzo 2018. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 65.000, per cui ne residuano 1.455.000. 3° Tranche

– quanto al 30% delle Opzioni di Terza Tranche a decorrere dal 30 giugno 2009; – fino ad un massimo del 6% delle Opzioni di Terza Tranche a decorrere dalla fine di ciascuno degli undici trimestri successivi al 30 giugno 2009: – il residuo 4% delle Opzioni di Terza Tranche a decorrere dal 30 giugno 2012. Tutte le Opzioni di Terza Tranche potranno essere esercitate sino al Termine Finale del 30 settembre 2018. Fino ad oggi non risulta esercitata nessuna opzione ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 65.000, per cui ne residuano 1.725.000. 4° Tranche

– quanto al 18% delle Opzioni di Quarta Tranche a decorrere dal 30 giugno 2009; – fino ad un massimo del 6% del totale delle Opzioni di Quarta Tranche a decorrere dalla fine di ciascuno dei tredici trimestri successivi al 30 giugno 2009: – il residuo 4% del totale delle Opzioni di Quarta Tranche a decorrere dal 31 dicembre 2012.


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Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971 Gruppo Editoriale L’Espresso

Tutte le Opzioni di Quarta Tranche potranno essere esercitate sino al Termine Finale del 31 marzo 2019. Fino ad oggi risultano esercitate 256.500 opzioni ma, a termine di regolamento, ne sono decadute 115.000, per cui ne residuano 1.468.500. Piano di Stock Option Ordinario 2009

Il Consiglio di Amministrazione del 22 aprile 2009, avvalendosi della delega conferitagli dall’Assemblea degli azionisti del 26 aprile 2006, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441, ultimo comma, per complessive massime 5.000.000 azioni, di valore nominale pari a euro 0,15, da riservare in sottoscrizione all’Amministratore Delegato e Direttore Generale della Società e a dipendenti della Capogruppo e di sue controllate, titolari delle opzioni di sottoscrizione ai sensi del “Regolamento del Piano di Stock Option Ordinario 2009” il quale prevede l’assegnazione delle opzioni in due tranche. I prezzi di esercizio delle due tranche vengono determinati secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese che precede le relative date di assegnazione. 1° Tranche

Il 14 maggio 2009, al prezzo di euro 1,00, è stata assegnata la Prima Tranche di 2.500.000 opzioni le quali maturano divenendo così esercitabili: a) al 30 settembre 2009, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al 30 settembre 2009, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al 30 settembre 2009, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 30 settembre 2019. Fino ad oggi risultano esercitate 260.800 opzioni e, a termine di regolamento, non risulta decaduta o annullata nessuna opzione, per cui ne residuano 2.239.200. 2° Tranche

Il 14 ottobre 2009, al prezzo di euro 1,86, è stata assegnata la Seconda Tranche di 2.500.000 opzioni le quali maturano divenendo così esercitabili: a) al 31 marzo 2010, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al 31 marzo 2010, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al 31 marzo 2010, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 31 marzo 2020. Fino ad oggi risultano esercitate 6.300 opzioni e, a termine di regolamento, non risulta decaduta o annullata nessuna opzione, per cui ne residuano 2.493.700. Piano di Stock Option 2010

Il Consiglio di Amministrazione del 21 aprile 2010, avvalendosi della delega conferitagli dall’Assemblea degli azionisti del 26 aprile 2006, ha deliberato un aumento di capitale ex art. 2441, ultimo comma, per complessive massime 6.000.000 azioni, di valore nominale pari a euro 0,15, da riservare in sottoscrizione all’Amministratore Delegato e Direttore Generale della Società e a dipendenti della Capogruppo e di sue controllate, titolari delle opzioni di sottoscrizione ai sensi del “Regolamento del Piano di Stock Option 2010” il quale prevede l’assegnazione delle opzioni in due tranche. I prezzi di esercizio delle due tranche vengono determinati secondo quanto previsto dal Testo Unico delle Imposte dirette all’art. 9, comma IV, facendo pertanto riferimento alla media aritmetica semplice dei prezzi ufficiali di Borsa delle azioni della società rilevati nell’ultimo mese che precede le relative date di assegnazione.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971

1° Tranche

Il 12 maggio 2010, al prezzo di euro 2,25, è stata assegnata la prima tranche di 2.795.000 opzioni le quali maturano divenendo così esercitabili: a) al 30 settembre 2010, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al 30 settembre 2010, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al 30 settembre 2010, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 30 settembre 2020. Fino ad oggi non risultano esercitate opzioni e, a termine di regolamento, non risulta decaduta o annullata nessuna opzione, per cui ne residuano 2.795.000. 2° Tranche

Il 13 ottobre 2010, al prezzo di euro 1,58 è stata assegnata la seconda tranche di 2.795.000 opzioni le quali maturano divenendo così esercitabili: a) al 31 marzo 2011, quanto al 12% delle opzioni attribuite; b) alla fine di ciascuno dei quattordici trimestri successivi al 31 marzo 2011, quanto ad un ulteriore 6% delle opzioni attribuite per ciascun trimestre; c) allo scadere del quindicesimo trimestre successivo al 31 marzo 2011, quanto al residuo 4% delle opzioni attribuite, sino al termine ultimo del 31 marzo 2021. Fino ad oggi non risultano esercitate opzioni e, a termine di regolamento, non risulta decaduta o annullata nessuna opzione, per cui ne residuano 2.795.000. **** Sulla base di quanto esposto, al 31 dicembre 2010, le opzioni di sottoscrizione di azioni della società ancora valide, ma non esercitate, ammontano a 24.903.200, pari al 6,08% sul totale delle azioni attualmente componenti il capitale sociale.


Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Carlo Ottino

(4) Nuda proprietà - Alpa Srl - Via San Pietro all’Orto n. 22 - Milano - Partita IVA 09866410153

(3) Nuda proprietà - Fiduciaria Biennebi SpA - Via San Pietro all’Orto n. 22 - Milano- Partita IVA 01694290154

(2) ROMED SpA - Via Valeggio n. 41 - Torino - Partita IVA 04934530017

(1) CIR - Compagnie Industriali Riunite SpA - Via Valeggio n. 41- Torino - Partita IVA 00519120018

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Corradi Corrado

di cui: tramite fiduciaria Biennebi SpA (3) tramite Alpa Srl (4)

Luca Paravicini Crespi

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Carlo De Benedetti

di cui: tramite CIR SpA (1) tramite Romed SpA (2)

Società partecipata

Cognome e nome

19.600

45.600

580.545 4.246.667

4.827.212

220.775.235 1.000

220.776.235

Numero azioni possedute al 31/12/2009

-

-

-

45.600

Numero azioni acquistate nell'esercizio

-

-

-

-

Numero azioni vendute nell'esercizio

PARTECIPAZIONI DEGLI AMMINISTRATORI, DEI SINDACI E DEI DIRETTORI GENERALI IN CARICA AL 31 DICEMBRE 2010

Informativa Consob - art. 79 - Regolamento n. 11971 - Schema n. 3

19.600

91.200

580.545 4.246.667

4.827.212

220.775.235 1.000

220.776.235

Numero azioni possedute al 31/12/2010

Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971 Gruppo Editoriale L’Espresso

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01/01/2010 - 31/12/2010

Presidente del Collegio sindacale

Sindaco effettivo

Giovanni Barbara (8)

Enrico Laghi (9) 01/01/2010 - 31/12/2010

Direttore generale con delega sulla div. "Periodici"

Direttore generale con delega sulla div. "Repubblica"

Carlo Ottino (10)

a revoca

a revoca

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

approv. bilancio. 2011

Scadenza della carica

D)

-

-

33.500

33.500

50.000

40.000

30.000

20.000

40.000

30.000

20.000

20.000

30.000

40.000

320.000

3.206

3.212

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

Benefici non monetari

Emolumenti per la carica nella società che redige il bilancio 430.000

(2)

(1)

-

120.000

120.000

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

500.000

Bonus e altri incentivi

(3)

-

271.050

227.322

-

-

10.000

-

-

523.468

-

-

-

-

-

-

703.843

Altri compensi

(4)

(1) I compensi comprendono emolumenti per le cariche di presidente (€400mila), consigliere (€20mila) e componente del comitato per la remunerazione (€10mila); tutti gli emolumenti sono erogati alla ROMED SpA. (2) I compensi comprendono emolumenti per le cariche di amministratore delegato (€300mila) e consigliere (€20mila); gli altri compensi comprendono gli importi erogati a titolo di bonus, relativo all'esercizio 2009, e alla retribuzione lorda da lavoro dipendente. (3) I compensi comprendono emolumenti per le cariche di consigliere (€20mila), di componente il comitato per la remunerazione (€10mila) e di componente il comitato per il controllo interno (€10mila). (4) I compensi comprendono emolumenti per le cariche di consigliere (€20mila) e di componente il comitato per la remunerazione (€10mila). (5) I compensi comprendono emolumenti per la carica di consigliere (€20mila). (6) I compensi comprendono emolumenti per la carica di consigliere (€20mila) e di componente il comitato per il controllo interno (€10mila). (7) I compensi comprendono emolumenti per la carica di consigliere (€20mila); gli altri compensi comprendono emolumenti per cariche di consigliere in società del Gruppo (€3mila) e compensi per prestazioni professionali (€520mila). (8) I compensi comprendono emolumenti per la carica di presidente del collegio sindacale (€50mila); gli altri compensi riguardano la carica di componente l'organismo di vigilanza (€10mila). (9) I compensi comprendono emolumenti per la carica di sindaco effettivo (€33,5mila). (10) Il bonus è relativo ai risultati raggiunti nell'esercizio 2009; gli altri compensi comprendono gli importi erogati a titolo di retribuzione lorda da lavoro dipendente.

01/01/2010 - 31/12/2010

01/01/2010 - 31/12/2010

Luigi Macchiorlatti Vignat (9) Sindaco effettivo

Corrado Corradi (10)

01/01/2010 - 31/12/2010

01/01/2010 - 31/12/2010

01/01/2010 - 31/12/2010

Consigliere

01/01/2010 - 31/12/2010

01/01/2010 - 31/12/2010

Consigliere

Consigliere

Maurizio Martinetti (7)

Luca Paravicini (3)

Consigliere

Mario Greco (3)

01/01/2010 - 31/12/2010

01/01/2010 - 31/12/2010

01/01/2010 - 31/12/2010

Tiziano Onesti (6)

Consigliere

Consigliere

Consigliere

Giorgio Di Giorgio (6)

Consigliere

Rodolfo De Benedetti (4)

Francesco Dini (5)

Sergio Erede (5)

01/01/2010 - 31/12/2010 01/01/2010 - 31/12/2010

Consigliere

01/01/2010 - 31/12/2010

Amministratore Delegato

Agar Brugiavini (3)

01/01/2010 - 31/12/2010

Periodo per cui è stata ricoperta la carica

Monica Mondardini (2)

Carica ricoperta

C)

Presidente

Cognome e Nome

B)

Carlo De Benedetti (1)

A)

COMPENSI CORRISPOSTI AGLI AMMINISTRATORI, AI SINDACI E AI DIRETTORI GENERALI NELL’ESERCIZIO 2010

Informativa Consob - art. 78 - del Regolamento di attuazione del D.lgs. N.58/98 - Schema n. 1

46

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971


Carica ricoperta

Nome e Cognome

2) 3)

1.308.200

Direttore Generale Div. Repubblica

Carlo Ottino

3,13

3,02

1,43

7,72

7,93

10,00

5)

6) 7)

8)

200.000

200.000

1.200.000

1,92

1,92

1,92

10,00

10,00

10,00

-

45.600

-

-

1,19

-

-

1,76

-

-

-

-

-

-

-

1.508.200

888.800

2.200.000

Numero opzioni

Prezzo Numero Prezzo medio di opzioni medio di esercizo mercato all’esercizio

10)

14)

2,97

2,87

1,69

7,17

7,48

9,55

Prezzo Scadenza medio di media esercizio (anni)

13)

Opzioni detenute alla fine dell’esercizio 12)

9)

Opzioni scadute nell’esercizio 11)

Opzioni esercitate nel corso dell’esercizio

Numero Prezzo Scadenza Numero Prezzo opzioni medio di media opzioni medio di esercizo (anni) esercizo

4)

Opzioni assegnate nel corso dell’esercizio

Nota: il calcolo delle scadenze medie è stato effettuato considerando esclusivamente le scadenze ultime per ciascun piano di stock option in essere, prescindendo dai periodi in cui è possibile l'esercizio delle opzioni (maggiori dettagli sono forniti nell'informativa che precede questa tabella).

734.400

Direttore Generale Div. Periodici

1.000.000

Numero Prezzo Scadenza opzioni medio di media esercizo (anni)

1)

Corrado Corradi

Monica Mondardini Amministratore Delegato

(B)

(A)

Opzioni detenute all’inizio dell’esercizio

STOCK OPTION ASSEGNATE AGLI AMMINISTRATORI E AI DIRETTORI GENERALI IN CARICA AL 31 DICEMBRE 2010

Informativa Consob - art. 78 - Regolamento n. 11971 - Schema n. 2

Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971 Gruppo Editoriale L’Espresso

| | 47


Deloitte & Touche SpA

Servizi di attestazione: verfiche ADS

Deloitte Financial Advisory Services SpA

Deloitte & Touche SpA Deloitte & Touche SpA

Revisione contabile

Servizi di attestazione: verfiche ADS

(*) I corrispettivi non includono l'IVA, le spese e l'eventuale rimborso del contributo di vigilanza Consob

Soggetto che ha erogato il servizio

Tipologia di servizi

Destinatario

Società controllate

Società controllate

Destinatario

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

PROSPETTO 2) CORRISPETTIVI (*) DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO 2010 PER SERVIZI FORNITI DA SOCIETÀ DI REVISIONE A SOCIETÀ CONTROLLATE

(*) I corrispettivi non includono l'IVA, le spese e l'eventuale rimborso del contributo di vigilanza Consob

Altri servizi: servizi di due-diligence

Studio Tributario e Societario

Deloitte & Touche SpA

Revisione contabile

Servizio di consulenza fiscale

Soggetto che ha erogato il servizio

Tipologia di servizi

94

460

Compensi (€000)

68

12

79

180

Compensi (€000)

PROSPETTO 1) CORRISPETTIVI (*) DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO 2010 PER SERVIZI FORNITI DALLA SOCIETÀ DI REVISIONE E DA ENTITÀ APPARTENENTI ALLA SUA RETE A GRUPPO EDITORIALE L'ESPRESSO SPA

Informativa Consob - art. 149-duodecies - Regolamento n. 11971

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Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari


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Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari Gruppo Editoriale L’Espresso

Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari Gruppo Editoriale L’Espresso SpA PREMESSA

Con la presente Relazione si intende illustrare il sistema di governo societario adottato da Gruppo Editoriale L’Espresso SpA (di seguito anche “società”). Tale sistema è sostanzialmente in linea con le raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate e promosso da Borsa Italiana SpA (di seguito anche il “Codice”). La Relazione, che nel rispetto degli obblighi normativi e regolamentari in materia contiene anche informazioni sugli assetti proprietari della società, dopo essere stata approvata dal Consiglio di Amministrazione nella sua riunione dell’8 marzo 2011, verrà messa a disposizione dei soci, insieme alla documentazione prevista per la convocanda assemblea, e contestualmente trasmessa alla Borsa Italiana, al fine di facilitarne la messa a disposizione del pubblico. La Relazione sarà inoltre disponibile sul sito istituzionale www.gruppoespresso.it, nella sezione “Governance”. 1. PROFILO DELL’EMITTENTE 1.1) Profilo sintetico del Gruppo Espresso

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA è una delle più importanti aziende italiane del settore media con attività nelle aree della stampa quotidiana e periodica, della radiofonia, della raccolta pubblicitaria, di internet e della televisione. Il Gruppo Espresso edita il quotidiano nazionale la Repubblica, il settimanale L’Espresso, diciassette quotidiani locali (più un trisettimanale), è proprietario di tre radio nazionali, tra le quali Radio Deejay (leader per ascolti tra le emittenti private in Italia), e di una televisione nazionale, DeejayTV. Il Gruppo Espresso si qualifica come una branded content company in grado di diffondere i propri contenuti originali di qualità ai propri lettori ed ascoltatori dovunque essi si trovino e in qualunque momento della giornata, grazie ad una strategia multipiattaforma. 1.2) Sistema di governo societario adottato

Come indicato in premessa, il sistema di governo societario di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA si basa sui principi e sui criteri espressi nel Codice, ai quali il Consiglio di Amministrazione ha aderito in data 21 febbraio 2007. In tale sede, tra le altre decisioni, sono state istituite le figure dell’amministratore esecutivo incaricato del sistema di controllo interno, del preposto al controllo interno e del lead independent director. L’assemblea straordinaria del 18 aprile 2007 ha modificato lo statuto per recepire le novità legislative in materia di diritto societario. Tra le varie modifiche è stato introdotto il voto di lista per la nomina del Consiglio di Amministrazione, sono state previste le soglie minime per la presentazione delle liste ed è stata prevista la figura del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Il Consiglio di Amministrazione del 20 ottobre 2010 ha modificato lo statuto al fine di adeguarlo alle norme inderogabili di legge introdotte in materia di diritti degli azionisti ed in materia di revisione legale dei conti. Da ultimo, il Consiglio di Amministrazione del 10 novembre 2010 ha approvato la procedura per le operazioni con parti correlate ed istituito il Comitato permanente per le operazioni con parti correlate. Per una più puntuale analisi del sistema di corporate governance, si rinvia all’esame dei singoli punti della Relazione.

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2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI (ex art. 123 bis, comma 1, TUF) a) Struttura del capitale sociale (ex art.123 bis, comma 1, lettera a), TUF)

Alla data odierna il capitale sociale sottoscritto e interamente versato della società è pari a Euro 61.463.308,20 composto da n.409.755.388 azioni ordinarie con diritto di voto. Il capitale sociale è così composto:

Azioni ordinarie

numero azioni

% rispetto al c.s.

Quotato

Diritti e obblighi

409.755.388

100%

MTA

-

La società non ha emesso azioni con diritto di voto limitato o prive dello stesso, così come non sono in circolazione obbligazioni convertibili, né warrant che diano il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione. La società ha adottato piani di stock option che comportano aumenti di capitale la cui descrizione è riportata nel fascicolo di bilancio alla sezione “Informativa ai sensi del Regolamento Consob n.11971”, disponibile sul sito istituzionale della società nella sezione “Informazioni Finanziarie”, nonché nei documenti informativi predisposti ai sensi dell’art. 84 bis del Regolamento Emittenti, anch’essi disponibili sul sito nella sezione “Informazioni al Mercato”. b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art.123 bis, comma 1, lettera b), TUF)

Non esistono restrizioni al trasferimento dei titoli. c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art.123 bis, comma 1, lettera c), TUF)

Si riporta di seguito l’elenco aggiornato degli azionisti come risulta dal libro soci al 31 dicembre 2010, integrato delle successive comunicazioni effettuate ai sensi dell’art.120 TUF nonché delle altre informazioni a disposizione della società.

Azionisti di ultima istanza Dichiarante Carlo De Benedetti Giacaranda Maria Caracciolo di Melito Falck Fond. Cassa di Risp. Di Trieste Giulia Maria Crespi Mozzoni

Quota % su capitale ordinario 53,880% 11,717% 2,650% 2,356%

Quota % su capitale votante 54,956% 11,951% 2,703% 2,403%

Quota % su capitale ordinario 53,880% 11,717% 2,650% 2,073%

Quota % su capitale votante 54,955% 11,951% 2,703% 2,114%

Azionisti che direttamente posseggono più del 2% Azionista diretto Cir SpA Giacaranda Maria Caracciolo di Melito Falck Fond. Cassa di Risp.di Trieste Alpa Srl


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d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art.123 bis, comma 1, lettera d), TUF)

Non esistono titoli che conferiscono diritti speciali di controllo. e) Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art.123 bis, comma 1, lettera e), TUF)

Non è previsto alcun meccanismo specifico di esercizio dei diritti di voto in caso di partecipazione azionaria dei dipendenti. f) Restrizioni al diritto di voto (ex art.123 bis, comma 1, lettera f), TUF)

Non esistono restrizioni al diritto di voto. g) Accordi tra gli azionisti (ex art.123 bis, comma 1, lettera g), TUF)

Non sono noti accordi tra azionisti ai sensi dell’art.122 del TUF. h) Clausole di change of control (ex art.123 bis, comma 1, lettera h), TUF)

La società non ha stipulato accordi che prevedano la cosiddetta clausola di “change of control” ovvero clausole che acquistano efficacia in caso di cambiamento di controllo azionario di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA. i) Indennità degli amministratori in caso di dimissioni, licenziamento senza giusta causa o cessazione del rapporto a seguito di un’offerta pubblica di acquisto (ex art. 123 bis, comma 1, lettera i), TUF)

Non sono previste specifiche indennità nei confronti degli amministratori in caso di dimissioni, licenziamento senza giusta causa o cessazione del rapporto a seguito di un’offerta pubblica di acquisto. Esclusivamente in favore dell’Amministratore Delegato è prevista una indennità pari a due anni di compenso fisso qualora dovesse lasciare l’incarico per decisione della società. l) Nomina e sostituzione degli amministratori; modifiche statutarie (ex art.123 bis, comma 1, lettera l), TUF)

Non sono previsti piani strutturati per la successione degli amministratori esecutivi. Per la nomina e la sostituzione degli amministratori si rinvia a quanto illustrato al punto 4 della Relazione, dedicato alla nomina degli amministratori. Per le modifiche allo statuto si applicano le norme di legge. m) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie (ex art.123 bis, comma 1, lettera m), TUF) m.1) Deleghe ad aumentare il capitale

L’assemblea straordinaria degli azionisti del 26 aprile 2006 ha conferito al Consiglio di Amministrazione per un periodo di cinque anni una delega ad aumentare il capitale sociale: (i) per un ammontare massimo di Euro 300 milioni di valore nominale, con emissione di azioni con o senza sovrapprezzo, anche di categorie particolari, da offrire in sottoscrizione ed anche al servizio di warrant o della conversione di prestiti obbligazionari anche emessi da terzi, ovvero da assegnare gratuitamente agli aventi diritto, mediante imputazione a capitale della parte disponibile delle riserve e dei fondi risultanti dall’ultimo bilancio approvato; (ii) per un ammontare massimo di Euro 10.000.000 di valore nominale con emissione di azioni ordinarie da riservare in sottoscrizione a dipendenti della società e di sue controllate e controllanti ai sensi dell’articolo 2441 ottavo comma del codice civile, con facoltà per il

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Consiglio stesso di stabilire il prezzo di emissione che non dovrà essere inferiore al valore nominale, i requisiti di sottoscrizione e i limiti della disponibilità delle azioni stesse, nonché in generale, modalità e termini di detta sottoscrizione. La prima delega non è stata utilizzata, mentre la seconda, alla data odierna, risulta utilizzata per Euro 3.103.500 mediante emissione di massime 20.690.000 azioni di nominali Euro 0,15 da riservare in sottoscrizione a dipendenti della società e di sue controllate ai fini dell’esecuzione dei Piani di Stock Option del 2006, del 2009 e del 2010. Per una più analitica descrizione dei “Piani di Stock Option” e degli aumenti di capitale deliberati negli anni al loro servizio si rimanda a quanto indicato nel fascicolo di bilancio nella sezione “Informativa ai sensi del Regolamento Consob n.11971”, nonché sul sito internet della società nella sezione “Informazioni Finanziarie”. m.2) Autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie

L’assemblea ordinaria dei soci del 21 aprile 2010, preso atto che il buy back, anche in considerazione della struttura patrimoniale del Gruppo, potrebbe essere una leva utilizzabile per creare valore per gli azionisti, ha revocato per il periodo ancora mancante e per la parte non ancora esercitata la precedente delega ad acquistare azioni proprie e, contestualmente, ne ha conferita una nuova con le seguenti caratteristiche: a) durata: 18 mesi; b) numero massimo di azioni ordinarie acquistabili: 20.000.000 pari a circa il 4,9% del capitale sociale allora esistente; c) il prezzo di ogni acquisto di azioni dovrà essere non superiore del 10% e non inferiore del 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni ordinarie nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione. Nel rispetto di tale delega nonché di quelle conferite negli anni precedenti, ed in considerazione dell’annullamento di 25.215.000 azioni proprie in portafoglio perfezionato nel 2009, la società al 31 dicembre 2010 deteneva complessivamente n.8.020.000 azioni proprie, pari all’1,96% delle azioni componenti il capitale sociale di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA. n) Attività di direzione e coordinamento (ex art.2497 e ss. c.c.)

La società è soggetta all’attività di direzione e coordinamento da parte della controllante Cir SpA. Le società controllate direttamente e indirettamente da Gruppo Editoriale L’Espresso SpA hanno indicato la stessa come soggetto che esercita l’attività di direzione e coordinamento.

3. COMPLIANCE (ex art.123 bis, comma 2, lettera a), TUF)

Come già indicato, il Consiglio di Amministrazione del 21 febbraio 2007 ha aderito alle raccomandazioni contenute nel Codice, disponibile sul sito www.borsaitaliana.it. Né la società né le società controllate (di seguito anche “il Gruppo”) è soggetta a disposizioni di legge non italiane che influenzano la struttura di corporate governance della società.

4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 4.1) Nomina e sostituzione degli amministratori (ex art.123 bis, comma 1, lettera l), TUF)

L’articolo 15 dello statuto prevede che: a) i componenti del Consiglio di Amministrazione siano eletti sulla base di liste di candidati; in caso venga presentata o venga ammessa al voto solo una lista, tutti i consiglieri saranno eletti da tale lista;


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b) la quota minima richiesta per la presentazione delle liste sia pari al 2,5% del capitale con diritto di voto nelle assemblee ordinarie o quella diversa percentuale che venisse determinata ai sensi di legge o di regolamento; c) gli azionisti che, da soli o insieme ad altri, rappresentino complessivamente meno del 20% del capitale avente diritto di voto nell’assemblea ordinaria, possano presentare liste contenenti non più di tre candidati; d) nel caso in cui non sia stata presentata o ammessa al voto alcuna lista oppure risultino eletti un numero di amministratori inferiore al numero determinato dall’assemblea, la stessa dovrà essere riconvocata; e) le liste presentate, per poter partecipare alla nomina degli amministratori, debbano ottenere una percentuale di voti almeno pari alla metà di quella richiesta per la presentazione delle liste e i candidati debbano possedere i requisiti di onorabilità previsti dal TUF per i sindaci; f) dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti siano eletti tanti consiglieri che rappresentino la totalità di quelli da eleggere meno uno; g) dalla seconda lista che abbia ottenuto più voti, e che non sia in alcun modo collegata con i soci che hanno presentato la lista risultata prima, sia eletto un amministratore; h) almeno uno dei componenti del Consiglio di Amministrazione, ovvero almeno due, se il Consiglio è composto da più di sette componenti, debbano possedere il requisito di indipendenza stabilito per i sindaci dal TUF; i) nel caso sia stata presentata o ammessa al voto una sola lista, tutti i consiglieri siano tratti da tale lista; j) qualora per dimissioni o per altre cause vengano a mancare uno o più amministratori, si provvederà alla loro sostituzione ai sensi dell’art.2386 c.c., assicurando il rispetto dei requisiti applicabili. Le liste dei candidati alla carica di amministratore sono depositate nei termini e con le modalità previste dalla normativa applicabile e contengono per ciascun candidato un profilo professionale, una dichiarazione dell’esistenza dei requisiti di onorabilità e di inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità secondo quanto previsto dalla legge, nonché l’indicazione dell’eventuale idoneità a qualificarsi come indipendenti. Con delibera Consob del 26 gennaio 2011 n.17633, ai sensi dell’articolo 147 ter del TUF, la quota di partecipazione minima richiesta per presentare una lista di candidati alla carica di amministratore di Gruppo Editoriale l’Espresso SpA è stata confermata nel 2,5%. 4.2) Composizione (ex art.123 bis, comma 1, lettera d), TUF)

Lo statuto dispone che il Consiglio di Amministrazione sia composto da sette a diciannove membri. L’assemblea ordinaria del 22 aprile 2009 ha nominato per un triennio, fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2011, un Consiglio di Amministrazione composto da undici componenti. Per la composizione del Consiglio di Amministrazione in carica e le ulteriori informazioni ad esso relative, si rinvia alla Tabella 2, riportata in allegato. Gli amministratori non esecutivi e indipendenti sono per numero e autorevolezza tali da garantire che il loro giudizio possa avere un peso significativo nell’assunzione delle decisioni consiliari, contribuendo alla formazione di decisioni equilibrate in particolar modo nel caso sussistano potenziali conflitti di interesse. Si precisa che i criteri utilizzati per qualificare come indipendenti i consiglieri non sono stati integrati o modificati rispetto a quelli previsti dal Codice.

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4.2.1) Cumulo massimo agli incarichi ricoperti in altre società

I consiglieri, che agiscono con cognizione di causa e in autonomia, accettano la carica quando ritengono di poter dedicare allo svolgimento diligente dei loro compiti il tempo necessario, anche tenendo conto del numero di cariche di amministratore o sindaco da essi ricoperte in altre società quotate in mercati regolamentati, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Sono inoltre tenuti ad informare il Consiglio di eventuali attività in concorrenza con la società e di ogni modifica rilevante. Il Consiglio non ha ritenuto di fissare un numero massimo di incarichi cumulabili da parte di ciascun amministratore, preferendo attendere indicazioni da parte della Consob e, in ogni caso, riservandosi la facoltà di decidere su singoli casi. 4.3) Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art.123 bis, comma 2, lettera d), TUF) 4.3.1) Funzionamento del Consiglio di Amministrazione

Lo statuto prevede che il Consiglio di Amministrazione si riunisca di norma trimestralmente su convocazione del Presidente e comunque ogni volta che le esigenze societarie lo esigano. Le riunioni consiliari sono convocabili anche su richiesta di almeno due amministratori, ovvero dal collegio sindacale o da almeno uno dei suoi componenti, previa comunicazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione viene convocato dal Presidente o da chi ne fa le veci con lettera, lettera raccomandata, telegramma, fax, posta elettronica o mezzo equivalente e dovrà pervenire almeno cinque giorni prima di quello della riunione. In caso di urgenza i termini della convocazione sono ridotti a un giorno. È anche previsto che il Presidente trasmetta ai consiglieri, secondo modalità concordate con l’Amministratore Delegato e con ragionevole anticipo rispetto alla data della riunione - fatte salve eventuali deroghe in considerazione della natura delle delibere da assumere per esigenze di riservatezza e/o di urgenza - la documentazione e le informazioni necessarie per permettere al Consiglio di Amministrazione di esprimersi con piena consapevolezza sulle materie sottoposte al suo esame ed approvazione. Il Consiglio di Amministrazione ha regolamentato i flussi informativi da parte del Presidente e dell’Amministratore Delegato al Consiglio di Amministrazione, prevedendo che gli stessi riferiscano circa l’esercizio delle proprie deleghe in relazione all’attività svolta e comunque con periodicità non inferiore al trimestre. Lo statuto disciplina anche i flussi informativi per il collegio sindacale. È, infatti, previsto che gli amministratori riferiscano tempestivamente, con periodicità almeno trimestrale al collegio sindacale sull’attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale, effettuate dalla società, con particolare riferimento alle operazioni in potenziale conflitto di interesse. È altresì previsto che l’informativa possa essere data anche in via diretta, in forma scritta o verbalmente e/o telefonicamente, qualora particolari esigenze di tempestività rendano preferibile tali modalità. 4.3.2) Attività svolta nel 2010 e prevista per il 2011

Nel corso dell’esercizio 2010 il Consiglio di Amministrazione della società si è riunito 7 volte. Le riunioni hanno avuto una durata media di un’ora e trenta minuti circa. Per il 2011 sono state programmate 5 riunioni del Consiglio di Amministrazione, di cui una tenutesi in data 19 gennaio ed una in data 8 marzo. In data 19 gennaio 2011, in particolare, si è tenuta una riunione non contemplata nel calendario ordinario degli incontri del Consiglio.


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4.3.3) Ruolo del Consiglio di Amministrazione

Lo statuto prevede che il Consiglio di Amministrazione sia investito dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, con facoltà di compiere tutti gli atti che ritenga necessari ed opportuni per il raggiungimento dello scopo sociale, con esclusione di quelli che sono riservati dalla legge e/o dallo statuto alla assemblea dei soci. In particolare il Consiglio si è riservato la facoltà di esaminare le linee guida strategiche sugli obiettivi del Gruppo, nonché i principali dati quantitativi del budget annuale e/o, se predisposti, dei piani pluriennali, tutte le operazioni di acquisizione o di cessione di partecipazioni, nonché, più in generale, si è riservato l’attività di valutare ed approvare preventivamente le operazioni di significativo rilievo effettuate dalla Capogruppo e dalle società controllate; intendendo per significativo rilievo quelle di particolare rilevanza strategica per il Gruppo, in considerazione dei loro effetti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria consolidata e/o degli impegni a medio o lungo termine che ne derivano. Il Consiglio non ha quindi proceduto a fissare degli indicatori quantitativi specifici, preferendo valutare di volta in volta le singole operazioni, anche in considerazione della natura del business di riferimento. Il Consiglio inoltre aveva riservato alla propria competenza i poteri di decisione sulle operazioni con parti correlate aventi particolari caratteristiche, fino all’approvazione, in data 10 novembre 2010, della procedura per le operazioni con parti correlate prevista dal Regolamento Consob adottato con Delibera n.17221 del 12 marzo 2010 e successive modificazioni e integrazione. Si rinvia in merito a quanto meglio specificato al successivo punto 12 della Relazione. Gli amministratori e i principali dirigenti, inoltre, devono dare notizia agli altri amministratori della Capogruppo e al collegio sindacale di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbiano in una determinata operazione, non solo effettuata dalla Capogruppo, ma anche da una delle società controllate. I consiglieri, coerentemente con l’obiettivo di creare valore per gli stakeholders, nello svolgimento dell’incarico considerano anche le linee strategiche definite per il Gruppo di cui l’emittente è parte, nonché dei benefici derivanti dall’appartenenza al Gruppo medesimo. Tutte le decisioni in materia di corporate governance vengono sottoposte all’approvazione del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio valuta periodicamente l’adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo e contabile, con particolare riferimento al sistema di controllo interno ed ai potenziali conflitti di interesse nella società e nelle società del Gruppo, avvalendosi anche dell’attività del preposto al controllo interno nonché recependo le eventuali istanze del collegio sindacale, del comitato per il controllo interno e della società di revisione. Analoghi controlli e verifiche sono effettuati, a campione, su tutte le società controllate. Il Consiglio, su proposta del comitato per la remunerazione, e sentito il collegio sindacale, determina le remunerazioni del Presidente e dell’Amministratore Delegato, mentre la ripartizione del compenso globale spettante ai membri del Consiglio è effettuata direttamente dall’assemblea. Durante tutte le riunioni del Consiglio il Presidente e l’Amministratore Delegato forniscono un’ampia relazione sull’andamento della gestione e forniscono previsioni sull’andamento dei mesi successivi. Il Consiglio, almeno una volta l’anno, effettua una valutazione sulla dimensione, sulla composizione e sul funzionamento del Consiglio stesso e dei suoi comitati. Il Consiglio oggi giudica positivo il proprio lavoro e la propria composizione, non ritenendo opportuna la presenza di altre professionalità. L’assemblea non ha autorizzato in via generale e preventiva deroghe al divieto di concorrenza previsto dall’art.2390 c.c.

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4.4) Organi delegati

Il Consiglio di Amministrazione del 22 aprile 2009 ha conferito: – al Presidente del Consiglio di Amministrazione Carlo De Benedetti la legale rappresentanza della società e, con essa, il potere di rappresentare la società nei confronti di terzi. Il Consiglio ha altresì attribuito al Presidente il ruolo proprio dell’editore di sovrintendere alla linea editoriale del Gruppo Editoriale L’Espresso SpA formulando proposte in merito alla nomina, revoca e/o trasferimento dei direttori di testata; – all’Amministratore Delegato Monica Mondardini tutte le più ampie deleghe di rappresentanza e di ordinaria amministrazione, con l’eccezione della nomina di direttori di testata e di direttori generali, che rimane nella sfera di competenza del Consiglio di Amministrazione. Non sono stati previsti limiti di spesa ad eccezione: 1) degli acquisti di macchinari superiori a Euro 10 milioni; 2) della stipula di finanziamenti, contratti di leasing o apertura di crediti anche assistiti da garanzie reali superiori a Euro 5 milioni; 3) della concessione di garanzie, pegni, ipoteche, privilegi e fidejussioni superiori a Euro 5 milioni; 4) dell’acquisto, vendita e permuta di partecipazioni e beni immobili superiori a Euro 5 milioni. 4.4.1) Presidente del Consiglio di Amministrazione

Il Presidente della società Carlo De Benedetti è azionista di controllo dell’emittente mentre il principale responsabile della gestione dell’impresa (chief executive officer) è l’Amministratore Delegato Monica Mondardini. 4.4.2) Informativa al Consiglio

Il Presidente e l’Amministratore Delegato, in occasione di tutte le riunioni e comunque almeno trimestralmente, hanno informato regolarmente il Consiglio in merito alle attività svolte nell’esercizio delle deleghe loro conferite ed hanno aggiornato altresì i consiglieri sugli eventi societari di maggior rilievo, sui provvedimenti adottati e sulle operazioni effettuate, incluse quelle con parti correlate o in potenziale conflitto d’interesse. 4.5) Altri consiglieri esecutivi

Oltre al Presidente e all’Amministratore Delegato non vi sono altri amministratori esecutivi. 4.6) Amministratori indipendenti

Il Codice prevede che il Consiglio di Amministrazione sia composto da un numero adeguato di amministratori indipendenti. Attualmente cinque amministratori non esecutivi della società hanno dimostrato di possedere la qualifica di amministratori indipendenti. Sulla base dei criteri applicativi di cui al paragrafo 3.C.1 del Codice, sono considerati amministratori indipendenti coloro che: a) direttamente o indirettamente, anche attraverso società controllate, fiduciari o interposta persona, non controllano l’emittente o sono in grado di esercitare su di esso un’influenza notevole, o partecipano a un patto parasociale attraverso il quale uno o più soggetti possono esercitare il controllo o un’influenza notevole dell’emittente; b) non sono, o non sono stati nei precedenti tre esercizi, esponenti di rilievo dell’emittente, di una sua controllata avente rilevanza strategica o di una società sottoposta a comune controllo con l’emittente, ovvero di una società o di un ente che, anche insieme con altri attraverso un patto parasociale, controlla l’emittente o è in grado di esercitare sullo stesso un’influenza notevole;


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c) direttamente o indirettamente (ad esempio attraverso società controllate o delle quali sia esponente di rilievo, ovvero in qualità di partner di uno studio professionale o di una società di consulenza), non hanno, o non hanno avuto nell’esercizio precedente, una significativa relazione commerciale, finanziaria o professionale: – con l’emittente, una sua controllata, o con alcuno dei relativi esponenti di rilievo; – con un soggetto che, anche insieme con altri attraverso un patto parasociale, controlla l’emittente, ovvero – trattandosi di società o ente – con i relativi esponenti di rilievo; ovvero non sono, o non sono stati nei precedenti tre esercizi, lavoratori dipendenti di uno dei predetti soggetti; d) non ricevono, o non hanno ricevuto nei precedenti tre esercizi, dall’emittente o da una società controllata o controllante una significativa remunerazione aggiuntiva rispetto all’emolumento “fisso” di amministratore non esecutivo dell’emittente, ivi inclusa la partecipazione a piani di incentivazione legati alla performance aziendale, anche a base azionaria; e) non sono stati amministratori dell’emittente per più di nove anni negli ultimi dodici anni; f) non rivestono la carica di amministratore esecutivo in un’altra società nella quale un amministratore esecutivo dell’emittente abbia un incarico di amministratore; g) non sono soci o amministratori di società o di un’entità appartenente alla rete della società incaricata della revisione contabile dell’emittente; h) non sono stretti familiari di una persona che si trova in una delle situazioni di cui ai precedenti punti. Qualora ricorressero alcune delle suddette ipotesi previste dal Codice, quali condizioni di non indipendenza degli amministratori non esecutivi, il Consiglio di Amministrazione dovrà valutare, con riferimento al singolo caso, se sussistano o meno i requisiti necessari per l’attribuzione della qualifica di amministratore indipendente. Sulla base di quanto prescritto al comma 4, art. 147 ter del TUF, almeno uno dei componenti del Consiglio di Amministrazione, ovvero due se il Consiglio di Amministrazione sia composto da più di sette componenti, devono possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci al comma 3, art. 148 del TUF, che non considera indipendenti: a) il coniuge i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società, gli amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo; b) coloro che sono legati alla società od alle società da questa controllate od alle società che la controllano od a quelle sottoposte a comune controllo ovvero agli amministratori della società ed ai soggetti di cui al punto precedente da rapporti di lavoro autonomo o subordinato ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale o professionale che ne compromettano l’indipendenza. Nel corso dell’esercizio il Consiglio ha verificato, applicando criteri condivisi, con esito positivo, la sussistenza dei requisiti di indipendenza dei consiglieri Brugiavini, Di Giorgio, Greco, Onesti e Paravicini Crespi e ne ha dato notizia al mercato. Il collegio sindacale ha preso atto dei criteri adottati senza formulare osservazioni. I consiglieri indipendenti si sono riuniti nel corso dell’anno in sede di comitato per il controllo interno (si rinvia a quanto indicato al successivo punto 10). 4.7) Lead indipendent director

In data 21 aprile 2010 il prof. Tiziano Onesti è stato nominato quale lead indipendent director, a cui fanno riferimento gli amministratori non esecutivi (ed in particolare gli indipendenti) per

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consentire un miglior contributo all’attività e al funzionamento del Consiglio stesso. Il lead independent director collabora con il Presidente al fine di garantire che gli amministratori siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi. Al lead independent director è attribuita, tra l’altro, la facoltà di convocare, autonomamente, o su richiesta di altri consiglieri, apposite riunioni di soli amministratori indipendenti per la discussione dei temi giudicati di interesse rispetto al funzionamento del Consiglio o alla gestione sociale. Il lead independent director ha svolto la sua attività prevalentemente partecipando alle riunioni periodiche del comitato per il controllo interno, che nel corso dell’esercizio ha organizzato incontri con il collegio sindacale, l’Organismo di vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 e la società di revisione. La conoscenza della società, del suo sistema organizzativo e di controllo, nonché informazioni sull’andamento dei risultati sono state acquisite attraverso numerosi incontri o conference call con la funzione di internal auditing della società e con il management.

5. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE

La società ha adottato una procedura per la gestione e la comunicazione al pubblico di documenti e notizie riservate, con particolare riferimento alle informazioni c.d. privilegiate: tale procedura è disponibile sul sito istituzionale www.gruppoespresso.it nella sezione “Governance”. La gestione delle informazioni privilegiate è stata delegata al Presidente e/o all’Amministratore Delegato il quale si avvale per la diffusione dei comunicati stampa della “direzione centrale relazioni esterne” e per le comunicazioni agli investitori istituzionali della funzione “Investor Relations”. Tutti gli amministratori, fermi restando gli obblighi di riservatezza previsti dalla disciplina vigente, sono tenuti a mantenere riservati i documenti e le informazioni acquisiti nello svolgimento dei loro compiti e a rispettare la procedura interna. Con l’adozione del nuovo codice di comportamento in materia di internal dealing, pubblicato sul sito istituzionale www.gruppoespresso.it nella sezione “Governance”, sono stati individuati i soggetti rilevanti secondo quanto stabilito dal TUF e dalla Consob, identificandoli: 1) nei componenti degli organi di amministrazione e di controllo della Capogruppo quotata nonché nei componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società controllate il cui valore di carico rappresenta più del 50% dell’attivo patrimoniale della Capogruppo; 2) nei dirigenti sia della Capogruppo, sia delle società controllate che svolgono funzioni di direzione e detengono il potere di adottare decisioni di gestione che possono incidere sull’evoluzione e sulle prospettive future; 3) nel dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari previsto al comma 4 dell’art. 154 bis del Testo Unico (di seguito anche il “Dirigente 154 bis”) della Capogruppo. Le operazioni di acquisto, vendita, sottoscrizione o scambio di azioni o di strumenti finanziari collegati alle azioni devono essere comunicate entro la fine dell’anno, secondo i termini e le modalità che seguono. I soggetti rilevanti devono comunicare le operazioni effettuate alla Consob e alla società entro cinque giorni di mercato aperto dalla data della loro effettuazione. La società pubblica tali informazioni entro il giorno successivo al loro ricevimento. È altresì previsto che la società possa sostituirsi alle persone rilevanti nell’effettuare le comunicazioni, sempre nel rispetto dei termini di cui sopra. Chiunque altro detenga una partecipazione pari almeno al 10% del capitale sociale della società, rappresentato da azioni con diritto di voto, nonché ogni altro soggetto che la controlla,


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deve a sua volta comunicare le operazioni effettuate entro il quindicesimo giorno successivo a quello in cui è stata effettuata l’operazione e, anche in questo caso, è possibile che la società stessa si possa sostituire, previo accordo specifico, per l’invio della comunicazione. La società ha inoltre istituito e reso operativo il Registro delle persone che hanno accesso a informazioni privilegiate (“Registro”), nel quale sono iscritte le persone che, in ragione dell’attività lavorativa o professionale, ovvero in ragione delle funzioni svolte, hanno accesso a informazioni privilegiate. Il Registro, tenuto con modalità che ne assicurano un’agevole consultazione ed estrazione di dati, contiene l’identità del soggetto (persone fisica o giuridica) che può avere accesso su base regolare o occasionale a informazioni privilegiate, la ragione per cui il soggetto è iscritto e la data di ogni aggiornamento delle informazioni riferite alla persona. La società ha esplicitato i criteri adottati per la tenuta del Registro e le modalità di gestione e di ricerca dei dati in esso contenuti. La società ha altresì nominato il dott. Massimo Segre quale preposto alla tenuta del Registro e al ricevimento, gestione e diffusione al mercato delle informazioni.

6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (ex art.123 bis, comma 2, lettera d), TUF)

Il Consiglio di Amministrazione del 22 aprile 2009 ha nominato il comitato per il controllo interno e il comitato per la remunerazione, mentre non ha ritenuto necessario procedere all’istituzione del comitato per le nomine degli amministratori. Ai consiglieri che compongono i comitati è stato attribuito un compenso di Euro 10.000 annui per ogni carica ricoperta, in aggiunta a quello di consigliere. Il Consiglio ha altresì previsto che i comitati nello svolgimento della loro attività si attengano alle raccomandazioni contenute nel Codice. I comitati sono composti da tre o più componenti, in maggioranza indipendenti e le riunioni sono verbalizzate. Nel corso dello svolgimento della loro attività i comitati hanno la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei loro compiti e possono invitare a partecipare alle riunioni soggetti che non ne siano membri. Il comitato per la remunerazione e il comitato per il controllo interno non hanno un budget assegnato, ma hanno facoltà di spesa nel caso ciò fosse richiesto dalle attività svolte. Il Consiglio di Amministrazione del 10 novembre 2010 ha, infine, nominato i consiglieri indipendenti Agar Brugiavini, Giorgio di Giorgio, Mario Greco e Tiziano Onesti quali componenti del Comitato permanente per le operazioni con Parti Correlate, attribuendo agli stessi ogni funzione, compito e potere assegnati dalla disciplina legislativa e regolamentare vigente nonché dalla Procedura per le Parti Correlate della società, designando altresì come coordinatore di tale comitato il consigliere Tiziano Onesti.

7. COMITATO PER LE NOMIME

Come detto al punto precedente, la società ha deciso di non costituire un comitato per le nomine.

8. COMITATO PER LA REMUNERAZIONE

Il comitato per la remunerazione è composto dal Presidente Carlo De Benedetti, dal consigliere Rodolfo De Benedetti e dai tre consiglieri indipendenti Agar Brugiavini, Mario Greco e Luca Paravicini Crespi. Il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di non variare la composizione

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del comitato per la remunerazione di cui pertanto continua a far parte il Presidente, tenuto conto delle ampie competenze e della sua approfondita conoscenza della realtà aziendale. È previsto che gli amministratori lascino la sala della riunione quando viene effettuata la proposta di emolumento per gli stessi, oppure, se la maggioranza degli altri consiglieri lo richiede, rimangono nella sala, ma si astengono dalla votazione. È frequente il caso che ad assistere alle riunioni sia invitato anche l’Amministratore Delegato, specie quando si deve valutare il piano di remunerazione dei principali dirigenti della società e di società controllate. Nel corso dell’anno il comitato per la remunerazione si è riunito per determinare l’emolumento da corrispondere al Presidente ed i compensi per l’Amministratore Delegato nonché per proporre all’esame del Consiglio di Amministrazione di approvare un nuovo piano di stock option per l’anno 2010. I dettagli del suddetto piano di stock option sono esposti nel fascicolo di bilancio alla sezione “Informativa ai sensi del Regolamento Consob n.11971”, disponibile sul sito istituzionale della società nella sezione “Informazioni Finanziarie”. Come detto al punto 6, il comitato per la remunerazione non ha un budget di spesa assegnato, ma qualora ne ravvisasse la necessità può autorizzare spese per consulenze, ricerche o quant’altro utile o opportuno per la sua attività e tutte le sue riunioni sono verbalizzate. Nell’anno il comitato per la remunerazione si è riunito 2 volte e la durata media delle riunioni è stata di trenta minuti. Ad una delle riunioni è stata invitata a partecipare l’Amministratore Delegato. Per l’anno 2011 sono state programmate due riunioni, una delle quale già tenutasi.

9. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

Il Presidente Carlo De Benedetti percepisce un emolumento fisso ma non ha una remunerazione variabile legata al raggiungimento di determinati obiettivi economico-finanziari, non ricoprendo la carica di chief executive officier. Il Presidente, coerentemente con il comportamento tenuto da sempre nelle sue esperienze imprenditoriali e manageriali, non è neppure beneficiario dei piani di stock option. Per l’Amministratore Delegato, invece, nella sua qualità di CEO, è previsto oltre ad un emolumento fisso anche un emolumento variabile in funzione del raggiungimento di specifici obiettivi predeterminati. È altresì prevista l’attribuzione di opzioni nell’ambito dei piani di incentivazione e di fidelizzazione del management del Gruppo. Non sono previste remunerazioni, oltre all’emolumento annuo, per gli amministratori non esecutivi ed indipendenti, né piani di incentivazione. È invece previsto, come detto più sopra, un emolumento aggiuntivo per gli amministratori che partecipano ai comitati per il controllo interno e per la remunerazione. I principali dirigenti della società e delle società controllate hanno una significativa componente della loro remunerazione legata al raggiungimento di determinati obiettivi economico-finanziari e sono altresì tra i beneficiari dei piani di stock option. Per la quantificazione degli emolumenti percepiti dai consiglieri di amministrazione e dai direttori generali nel corso del 2010 si rimanda al fascicolo di bilancio alla sezione “Informativa ai sensi del Regolamento Consob n.11971”.


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10. COMITATO PER IL CONTROLLO INTERNO 10.1) Composizione e funzionamento del comitato per il controllo interno.

Il Consiglio di Amministrazione del 22 aprile 2009, in occasione del rinnovo delle cariche sociali, ha ampliato da tre a cinque il numero dei componenti il comitato per il controllo interno. Il comitato per il controllo interno risulta attualmente composto dagli amministratori indipendenti Agar Brugiavini, Giorgio Di Giorgio, Mario Greco, Tiziano Onesti e Luca Paravicini Crespi. Tre dei suoi componenti possiedono una significativa esperienza in materia contabile e finanziaria. Alle riunioni del comitato sono sempre invitati a partecipare il presidente del collegio sindacale, ovvero altro sindaco da questi designato, il preposto al controllo interno ed il dirigente preposto. Inoltre vengono periodicamente invitati alle riunioni anche altri dirigenti della società e di società controllate, per relazionare il comitato su specifiche tematiche. Il comitato per il controllo interno, che nel 2010 si è riunito 5 volte, attraverso incontri periodici con i responsabili delle varie funzioni aziendali, con il collegio sindacale, l’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/01 e con la società di revisione, ha verificato l’efficacia e l’efficienza nella conduzione delle operazioni aziendali, l’affidabilità dell’informazione finanziaria e il rispetto della normativa applicabile. La durata media delle riunioni è stata di un’ora e trenta minuti circa. Per il 2011 sono programmate 5 riunioni, una delle quali già tenutasi il 21 febbraio 2011. 10.2) Funzioni attribuite al comitato per il controllo interno.

Al comitato per il controllo interno, coerentemente con quanto raccomandato dal Codice è affidato il compito di: – assistere il Consiglio di Amministrazione nell’espletamento dei compiti relativi al controllo interno, eventualmente esprimendo pareri su determinate tematiche; – valutare il piano di lavoro preparato dal preposto al controllo interno e ricevere le relazioni periodiche dello stesso; – valutare il piano di lavoro predisposto per la revisione e analizzare le eventuali lettere di suggerimenti rilasciate dalla società di revisione; – valutare, unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili della società e ai revisori, il corretto utilizzo dei principi contabili applicati e la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato; – esaminare, congiuntamente al collegio sindacale, le proposte formulate dalla società di revisione; – riferire al Consiglio almeno semestralmente, in occasione dell’approvazione del bilancio e della relazione semestrale, sull’attività svolta e sull’adeguatezza del sistema di controllo interno. Come già detto, al comitato per il controllo interno è stata data facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, tutte le riunioni sono state verbalizzate e nonostante non abbia un budget di spesa assegnato, qualora ne ravvisi la necessità può autorizzare spese per acquisizioni di informazioni, consulenze, collaborazioni, perizie o quant’altro.

11. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO Premessa

Il sistema di controllo interno di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA è l’insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato

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processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, il raggiungimento delle seguenti finalità: – supportare il raggiungimento degli obiettivi strategici e operativi (ovvero di efficacia ed efficienza delle attività e di salvaguardia del patrimonio aziendale); – prevenire o limitare le conseguenze di eventi inattesi tramite opportune strategie di individuazione e gestione dei rischi/opportunità; – verificare che i livelli di rischio definiti in sede programmatica non siano superati; – assicurare la conformità alle leggi e ai regolamenti applicabili; – garantire l’attendibilità, l’accuratezza, l’affidabilità e la tempestività dell’informativa finanziaria; – assicurare il controllo della corretta e trasparente informativa interna e verso i terzi. Il sistema di controllo interno è unitario e organico in tutto il Gruppo ed è realizzato con modalità omogenee di identificazione, misurazione e di valutazione dei rischi. La società negli ultimi anni ha definito, anche al fine di recepire le disposizioni introdotte nella normativa di riferimento, le linee di indirizzo del proprio sistema di controllo interno. Tali linee di indirizzo sono volte a razionalizzare il complessivo sistema di controllo interno attraverso: i) la mappatura e la classificazione dei soggetti interessati e dei principali rischi rilevanti ai fini del controllo interno; ii) la schematizzazione dei principali flussi di report all’interno del Gruppo e iii) la descrizione delle responsabilità ed ambiti delle attività in essere. La società ha individuato gli obiettivi del proprio sistema di controllo interno coerentemente con le best practices nazionali e internazionali ed ha in corso il processo di relative implementazioni dello stesso. Descrizione delle principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria. 1) Fasi del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria.

La società, nella definizione del proprio sistema di controllo interno segue, nel rispetto della normativa vigente e coerentemente con le best practices di riferimento, il processo di seguito sintetizzato: a) identificazione e valutazione dei rischi applicabili all’informativa finanziaria; b) identificazione dei controlli a fronte dei rischi individuati a livello di processo; c) valutazione dei controlli e gestione del processo di monitoraggio, in termini sia di completezza sia di operatività ed efficacia, al fine di ridurre i rischi ad un livello considerato “accettabile” (flussi informativi, gestione dei gap, piani di rimedio, sistema di reporting, etc.). Si evidenzia che il suddetto processo viene gestito dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari (di seguito anche “dirigente preposto”), che per prassi interna sovrintende a tutte le procedure di natura amministrativo-contabile, mappando e omogeneizzando quelle in vigore e definendo interventi a livello di processo, sistemi informativi o procedure per sanare eventuali carenze di controllo. Si riporta di seguito una descrizione delle singole fasi del processo: a) Identificazione e valutazione dei rischi applicabili all’informativa finanziaria. L’attività di risk assessment viene svolta annualmente ed ha lo scopo di individuare, sulla base di un’analisi quantitativa e secondo valutazioni e parametri di natura qualitativa:


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1. le società del perimetro di consolidamento del Gruppo da includere nell’analisi; 2. i rischi a livello di Gruppo/società operativa relativi al contesto generale aziendale del sistema di controllo interno; 3. l’individuazione dei rischi generali dei sistemi informativi aziendali a supporto dei processi rilevanti; 4. i processi che alimentano i conti di bilancio consolidato ritenuti rilevanti per il proprio rischio inerente, per ciascuna società operativa individuata; 5. l’identificazione, per ciascun processo rilevante, dei rischi specifici relativi all’informativa finanziaria. Il processo di risk assessment condotto a livello di bilancio consolidato di Gruppo per la determinazione del perimetro rilevante dell’analisi, si basa sull’applicazione combinata di due parametri di analisi, uno prettamente quantitativo (determinazione di valori soglia numerici con cui confrontare i dati relativi al bilancio consolidato ed ai bilanci delle società che lo compongono) ed uno qualitativo (valutazione da parte del management, sulla base della propria conoscenza della realtà aziendale, di aspetti non numerici di potenziale rischio tali da ritenere necessaria o non necessaria l’inclusione di una determinata società/conto/processo nel perimetro di analisi). b) Identificazione dei controlli. Una volta identificati i principali rischi e associati gli stessi a processi rilevanti, vengono rilevati i relativi controlli in essere. Tale mappatura costituisce lo strumento con cui: – vengono rappresentati i principali rischi connessi ai processi rilevanti ed ai controlli che sono previsti per la gestione di tali rischi; – vengono analizzati i controlli esistenti per accertare la loro capacità di gestire e mitigare il rischio individuato e, in particolare, la corretta rilevazione delle relative voci di bilancio. L’identificazione dei rischi e dei relativi controlli è condotta rispetto ad obiettivi di controllo nell’ambito dell’informativa finanziaria, ivi comprese le rilevazioni di bilancio. Le mappature generate costituiscono altresì l’elemento di base per l’attività di testing volta a valutare e monitorare sia il disegno sia l’efficacia dei controlli in essere. c) Valutazione dei controlli e processo di monitoraggio. In ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge e coerentemente con le best practices citate, al fine di valutare l’efficacia operativa dei controlli, viene predisposto annualmente un piano delle attività di monitoraggio (ed anche di affinamento ed ottimizzazione, ove necessario), in cui vengono definite le strategie ed i tempi per l’esecuzione dei test di monitoraggio. L’attività di monitoraggio dei processi e dei controlli facenti parte del modello prevede, oltre all’attività di test e reporting dei risultati di tale attività, che anche eventuali gap rilevati vengano adeguatamente gestiti e corretti. 2) Ruoli e funzioni coinvolte.

La struttura organizzativa del Gruppo Editoriale L’Espresso SpA prevede la seguente suddivisione delle attività relativamente all’implementazione, alla manutenzione e allo sviluppo del modello di controllo ai fini dell’informativa finanziaria: Personale operativo

Svolge i controlli necessari a presidiare le attività di cui è responsabile ed esegue in particolare i controlli rilevanti atti a garantire una corretta rappresentazione dell’informativa finanziaria.

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Dirigente preposto

Il dirigente preposto, congiuntamente all’amministrato delegato, ha il principale compito di implementare le procedure amministrativo-contabili che regolano il processo di formazione dell’informazione finanziaria societaria periodica, monitorare l’applicazione delle procedure amministrativo-contabili indicate e rilasciare al mercato la propria attestazione relativamente all’adempimento di quanto sopra e alla “affidabilità” della documentazione finanziaria stessa. Ai fini di cui sopra, il dirigente preposto aggiorna periodicamente il perimetro di intervento, definisce il piano annuale delle attività di intervento e comunica a tutti i referenti interessati il piano delle attività, le relative tempistiche ed i risultati attesi. Per maggiori informazioni relativamente al dirigente preposto si rinvia al punto 11.5). Funzione Internal Audit

Assiste il dirigente preposto nell’esecuzione delle attività previste con particolare riferimento alle attività di testing dei controlli e comunica al dirigente preposto i risultati delle attività svolte mediante specifici report. I ruoli operativi svolti dalle funzioni sopra elencate si inseriscono nell’ambito più ampio della governance aziendale, strutturata secondo il modello tradizionale che vede la presenza di organi sociali con diverse funzioni di controllo, quali il Consiglio di Amministrazione, al quale fa capo la responsabilità del sistema di controllo interno, il comitato per il controllo interno, l’amministratore esecutivo incaricato di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno, il preposto al controllo interno, il collegio sindacale e l’Organismo di Vigilanza ex D.lgs.231/01. Il Consiglio, avvalendosi dell’attività del comitato per il controllo interno, ha, nel corso dell’esercizio, valutato con esito positivo l’adeguatezza, l’efficacia e l’effettivo funzionamento del sistema del controllo interno, attraverso una serie di incontri con il management aziendale e scambi di informazioni, visite alle sedi operative, esame delle procedure emanate dalla funzione aziendale ed esame dei report dalla stessa predisposti, incontri con il collegio sindacale e la società di revisione, nonché con l’Organismo di Vigilanza ex D.lgs 231/2001, la cui attività è rivolta anch’essa (seppure con differenti finalità) alla verifica del funzionamento del sistema di controllo interno. 11.1) Amministratore esecutivo incaricato del sistema di controllo interno

Il Consiglio di Amministrazione, nel riconoscere estrema importanza alla funzionalità del sistema di controllo interno, ha deliberato che a ricoprire la carica di amministratore esecutivo incaricato fosse l’Amministratore Delegato della società. L’amministratore esecutivo incaricato, con l’ausilio del preposto al controllo interno e la collaborazione delle strutture aziendali, ha curato l’identificazione dei principali rischi aziendali ed ha verificato e, dove necessario modificato, l’insieme delle procedure che compongono il sistema di controllo interno. 11.2) Preposto al controllo interno

Il preposto al controllo interno (di seguito “il preposto”) è stato identificato nella persona di Giuseppe Gianoglio, direttore internal audit della controllante CIR SpA, la cui remunerazione per il ruolo è già ricompresa nella retribuzione che percepisce dalla controllante. La società, in considerazione dello specifico ruolo ricoperto dal preposto nella controllante CIR SpA, si è dotata di una propria struttura di internal audit che riporta funzionalmente allo stesso. Il preposto non è responsabile di alcuna area operativa e non dipende gerarchicamente da alcun responsabile di aree operative, ivi inclusa l’area amministrazione e finanza ed ha avuto accesso


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diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico ed ha riferito periodicamente al comitato per il controllo interno, al collegio sindacale e all’amministratore esecutivo incaricato. Il preposto non ha un budget assegnato, ma ha la facoltà di spesa se le circostanze lo richiedono. Nel corso dell’esercizio il preposto ha supervisionato lo stato di avanzamento del piano di lavoro messo a punto dalla funzione di internal auditing della società e ha collaborato con il comitato per il controllo interno e con l’Organismo di Vigilanza nello svolgimento delle proprie attività. 11.3) Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001

La società e le sue controllate hanno adottato il “Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo” (anche il “Modello”) ex d.lgs. 231/01 al fine soprattutto di prevenire reati legati ai rapporti con la pubblica amministrazione quali corruzione, concussione e frode, ma anche i c.d. reati societari, ovvero, tra gli altri, le false comunicazioni sociali e il falso in bilancio, i reati connessi alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro, i c.d. reati informatici nonché le fattispecie di reato in materia di delitti di criminalità organizzata, delitti contro l’industria ed il commercio, violazione del diritto d’autore e induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria. Tale documento è costituito da una “Parte Generale” e da una “Parte Speciale”. Nella parte generale, dopo un richiamo ai principi del D.Lgs. 231/01 e alle linee guida emanate dalla Confindustria, vengono illustrati i contenuti essenziali del Modello e le modalità di formazione del personale e diffusione dello stesso nel contesto aziendale. Nella parte speciale, vengono riportati: (i) la mappa delle aree sensibili; (ii) il Codice Etico; (iii) le linee guida di comportamento; (iv) i principi generali del sistema di controllo interno; (v) i protocolli di controllo elaborati per tutti i processi aziendali a rischio. In particolare, nei protocolli vengono evidenziati i reati che possono essere commessi in relazione ai singoli processi, le indicazioni comportamentali e le specifiche attività di controllo per prevenire ragionevolmente i relativi rischi di reato. Sulla applicazione e sulla adeguatezza del Modello è operante l’Organismo di Vigilanza che, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, ha il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello, verificandone periodicamente l’efficacia e proponendone l’aggiornamento agli organi competenti. L’Organismo di Vigilanza della società è composto dal responsabile della funzione di internal auditing del Gruppo CIR, dr. Giuseppe Gianoglio, dal presidente del collegio sindacale avv. Giovanni Barbara e dall’avv. Andrea Russo, esperto in materia. L’Organismo ha informato periodicamente il Consiglio di Amministrazione sulle proprie attività. Dall’attività svolta non sono emerse fattispecie censurabili. 11.4) Società di revisione

L’assemblea dei soci del 18 aprile 2007 ha deliberato di conferire alla società Deloitte & Touche SpA l’incarico per la revisione contabile del bilancio di esercizio e consolidato per il periodo 2007 – 2015 nonché per la revisione contabile limitata della situazione semestrale ai sensi del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n.58. 11.5)

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il Consiglio di Amministrazione della società ha nominato il dottor Alessandro Alacevich, Direttore Centrale Amministrazione e Finanza della società, quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA.

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Lo statuto prevede, quali requisiti professionali del dirigente preposto, una adeguata esperienza in materia contabile e finanziaria e che lo stesso venga nominato dal Consiglio di Amministrazione su proposta dell’Amministratore Delegato e previo parere del collegio sindacale. Alessandro Alacevich è stato dotato di poteri e mezzi idonei a svolgere tale incarico. In particolare egli può: a) accedere ad ogni informazione ritenuta rilevante ai fini dell’assolvimento dei propri compiti; b) dialogare con gli organi amministrativi e di controllo e coordinare con gli stessi le attività da svolgere; c) valutare e monitorare l’adeguatezza delle procedure adottate all’interno della società che hanno impatto sul bilancio d’esercizio, sul bilancio consolidato, sulla relazione semestrale e sui documenti soggetti ad attestazioni; d) partecipare al disegno dei sistemi informativi che hanno impatto sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria; e) organizzare una adeguata struttura utilizzando risorse disponibili internamente, quali quelle relative ai sistemi informativi, al controllo di gestione e alla funzione di internal audit, ovvero, laddove necessario, in outsourcing; f) coordinarsi con gli organi amministrativi e di controllo ovvero con il management delle società controllate, individuando specifiche procedure ai fini del corretto svolgimento di tutti i compiti e le attività previste dalla legge.

12. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

In data 10 novembre 2010 la società ha adottato la procedura per le operazioni con parti correlate prevista dal Regolamento Consob, emanato con Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 così come successivamente modificata e integrata dalla Delibera n. 17389 del 23 giugno 2010. Tale procedura è reperibile sul sito Internet: www.gruppoespresso.it, nella sezione “Governance”. La procedura ha la finalità di stabilire i principi di comportamento che la società è tenuta ad adottare per garantire una corretta gestione delle operazioni con parti correlate e a tal fine: 1. determina i criteri e le modalità per l’identificazione delle parti correlate della società; 2. detta i principi per l’individuazione delle operazioni con parti correlate; 3. disciplina le procedure per l’effettuazione delle operazioni con parti correlate; 4. stabilisce le modalità di adempimento dei relativi obblighi informativi; Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato il Comitato permanente per le operazioni con parti correlate composto dai consiglieri indipendenti Agar Brugiavini, Giorgio di Giorgio, Mario Greco e Tiziano Onesti . Il prof. Tiziano Onesti è stato identificato quale coordinatore di tale Comitato. La procedura per le operazioni con parti correlate è stata inoltre resa operativa attraverso l’adozione di un opportuno sistema informativo e la realizzazione del data base delle parti correlate con la capogruppo CIR SpA.

13. NOMINA DEI SINDACI

La nomina del collegio sindacale avviene sulla base di liste presentate dagli azionisti nelle quali i candidati sono elencati mediante un numero progressivo. Hanno diritto a presentare le liste gli azionisti che, da soli o insieme ad altri azionisti, siano complessivamente titolari di azioni con il diritto di voto almeno pari al 2,5% del capitale con diritto di voto.


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Le liste di candidati devono essere depositate nei termini e con le modalità previste dalla normativa applicabile. Unitamente a ciascuna lista, nei termini previsti dallo statuto, sono depositate le dichiarazioni con le quali i singoli candidati accettano la candidatura e attestano, sotto la propria responsabilità, l’inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, nonché la sussistenza dei requisiti normativamente e statutariamente prescritti per le rispettive cariche. Le liste per le quali non sono osservate le statuizioni di cui sopra sono considerate come non presentate. In caso venga presentata una sola lista, tutti i sindaci sono tratti dalla stessa. Dalla lista che ha ottenuto la seconda posizione in termini di numero di voti è riservata l’elezione di un sindaco effettivo, al quale andrà la presidenza del collegio, il quale tuttavia non dovrà essere collegato neppure indirettamente con i soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti. In caso di sostituzione di un sindaco subentra il supplente appartenente alla medesima lista di quello cessato. La quota di partecipazione minima richiesta per presentare le liste è stata confermata nel 2,5% con delibera Consob del 26 gennaio 2011 n. 17633.

14. SINDACI

Lo statuto sociale prevede che il collegio sindacale sia composto da tre sindaci effettivi e da tre sindaci supplenti che durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili. Il collegio sindacale della società è stato nominato in data 22 aprile 2009 e rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio 2011. Per la composizione del collegio sindacale e per le ulteriori informazioni ad esso relative, si rinvia a quanto indicato nella Tabella 3 riportata in allegato. Nel corso dell’esercizio 2010 il collegio sindacale si è riunito 7 volte. La durata media delle riunioni è stata di circa 2 ore. Per l’anno 2011 sono state programmate 6 riunioni, una delle quali già tenutasi il 10 febbraio 2011. È stata verificata con esito positivo la sussistenza dei requisiti di indipendenza e onorabilità dei sindaci, utilizzando i criteri previsti dal Codice. Il collegio sindacale, inoltre, applicando tutti i criteri previsti dal Codice con riferimento all’indipendenza degli amministratori, ha verificato l’indipendenza dei propri membri sia nella prima occasione utile dopo la loro nomina, sia nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2010. I sindaci che hanno un interesse in una determinata operazione della società devono informare tempestivamente gli altri sindaci e il Presidente del Consiglio di Amministrazione circa la natura, i termini e la portata del proprio interesse. Il collegio sindacale ha altresì vigilato sull’indipendenza della società di revisione verificando il rispetto delle disposizioni normative in materia. Il collegio sindacale ha svolto la propria attività in modo da affiancare alle tradizionali funzioni di vigilanza un ruolo propositivo e catalizzatore con riferimento alle tematiche del controllo interno e a quelle di propria competenza attribuite dalla legge e dai regolamenti. In tale ottica il collegio sindacale ha posto al centro della propria attività lo scambio di informazioni con gli organi di amministrazione del Gruppo, con le figure apicali della struttura operativa, nonché con gli altri organi di controllo. In particolare, il collegio sindacale ha coordinato la propria attività, attraverso la partecipazione alle riunioni e la richiesta di chiarimenti e/o di informazioni, con la funzione internal audit, con il comitato per il controllo interno, con l’Organismo di Vigilanza e con la società di revisione.

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15. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI

La società ha istituito un’ampia sezione del proprio sito istituzionale www.gruppoespresso.it, facilmente accessibile, nella quale sono riportate le informazioni rilevanti per gli azionisti. Responsabile della funzione “Investor Relations” è il Direttore Centrale Amministrazione e Finanza Alessandro Alacevich che gestisce il flusso delle informazioni dirette ai soci, agli analisti finanziari e agli investitori istituzionali, nel rispetto delle regole stabilite per la comunicazione di informazioni e documenti della società. La società si è sempre attivamente adoperata per instaurare e mantenere un dialogo efficace con i propri azionisti e con il mercato, utilizzando varie forme di comunicazione quali per esempio: presentazione dei risultati della società e del Gruppo nel corso delle riunioni assembleari tramite la proiezione di slides, incontri con analisti finanziari e investitori istituzionali in Italia ed all’estero, diffusione al pubblico mediante la messa a disposizione sul sito web della società dei comunicati stampa e delle presentazioni.

16. ASSEMBLEE

L’assemblea è convocata, mediante pubblicazione di avviso sul sito internet della società nonché sul quotidiano “la Repubblica” secondo i termini e le modalità previste dalla normativa vigente. Nello stesso avviso può essere fissato il giorno per la seconda convocazione. Il diritto di intervento in assemblea e di delega sono regolati dalla normativa applicabile. La delega può essere notificata alla società a mezzo di posta elettronica certificata entro l’inizio dei lavori assembleari all’indirizzo indicato nell’avviso di convocazione. Per la regolarità della costituzione e per la validità delle deliberazioni dell’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, sia in prima che nelle successive convocazioni, valgono le norme di legge. La società si è dotata di un Regolamento che, pur non costituendo parte integrante dello statuto, disciplina l’ordinato e funzionale svolgimento dell’assemblea ordinaria e straordinaria della società. Tale Regolamento garantisce a ciascun socio il diritto di prendere la parola sugli argomenti in discussione. La società, inoltre, è impegnata per recepire, nei termini previsti, le nuove disposizioni in materia di diritti degli azionisti delle società quotate, dettate, in attuazione della Direttiva 2007/36/CE, al fine di agevolare la partecipazione degli azionisti alle assemblee ed, in particolare, il loro esercizio di voto. Il Consiglio ha riferito in assemblea sull’attività svolta e si è adoperato per assicurare agli azionisti un’adeguata informativa circa gli elementi necessari perché essi potessero assumere, con cognizione di causa, le decisioni di competenza assembleare. Le variazioni nella capitalizzazione delle azioni della società avvenute nel corso dell’anno sono state generalmente in linea con quelle di mercato e del settore di riferimento.

17. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO DI RIFERIMENTO

Non vi sono stati fino a oggi cambiamenti nella struttura di corporate governance dalla chiusura dell’esercizio 2010.


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Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari Gruppo Editoriale L’Espresso

Tabella 1 Elenco delle cariche ricoperte da amministratori di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA in altre società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Consiglio di Amministrazione Componenti

Altri incarichi

Carlo De Benedetti

Presidente Onorario di Cofide SpA e CIR SpA; Presidente onorario di Sogefi SpA (gruppo CIR); Presidente Onorario di M&C Management & Capitali SpA; Membre du Conseil de Surveillance de La Compagnie Financière Edmond de Rothschild.

Rodolfo De Benedetti

Presidente di Sogefi SpA (gruppo CIR) e Sorgenia SpA (non quotata, gruppo CIR); Amministratore Delegato di Cofide SpA e CIR SpA; Amministratore di Allianz SpA e di Banque Syz S.A. (non quotata).

Giorgio Di Giorgio

Presidente di P&G SGR SpA; Amministratore di Arepo BP SpA, di Epsilon SGR SpA, di Eurizon Capital SGR SpA, e di Ver Capital SGR SpA (non quotate); Amministratore di Banca Profilo SpA.

Francesco Dini

Amministratore di Sorgenia SpA (non quotata, gruppo CIR).

Sergio Erede

Presidente di AON Italia SpA e di Bolton Group International SA (non quotate); Vice Presidente di Banca Nazionale del Lavoro SpA (non quotata); Amministratore di Interpump Group SpA, di Luxottica Group SpA e di Prysmian SpA; Amministratore di Manuli Rubber Industries SpA, di Società Italo Britannica L.Manetti - H. Roberts SpA e di Gruppo IPG Holding Srl (non quotate); Componente Comitato di Sorveglianza di Foncière des Régions (soc. estera quotata).

Mario Greco

Amministratore Delegato General Insurance di Zurich Financial Services; Amministratore di Saras SpA e Indesit Company SpA (non quotate).

Maurizio Martinetti

Presidente di 3C SpA e di Eurosanità SpA (non quotate); Amministratore di Oxygen SpA e di CD Investments S.r.l. con socio unico (non quotate); Amministratore di Refondation SA (società estera non quotata); Membro del consiglio di sorveglianza di SAIP- Societe Anonyme Investissements Presse (società estera non quotata).

Monica Mondardini

Amministratore di Crédit Agricole S.A. e SCOR SE (soc. estere quotate).

Tiziano Onesti

Sindaco effettivo di ENI SpA; Presidente del Collegio Sindacale di Risanamento SpA.

Luca Paravicini

Amministratore di CIR SpA, di Piaggio & C. SpA; Amministratore di Consilium Sgr SpA, di Scala Group SpA, di Education.it SpA e di Simplicissimus books farm Srl (non quotate).

N.B. Dove non indicato la società deve intendersi “quotata”.

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"

"

"

"

"

"

"

Agar Brugiavini

Rodolfo De Benedetti

Giorgio Di Giorgio

Francesco Dini

Sergio Erede

Mario Greco

Maurizio Martinetti

Tiziano Onesti

Luca Paravicini

Amministratore

Amministratore

Amministratore

Amministratore

Amministratore

Amministratore

Amministratore

Amministratore

Amministratore

"

"

M

M

m

M

M

M

M

M

M

M

M x

x

Lista (M/m) Esec. *

x

x

x

x

Non esec.

x

x

x

x

x

86%

100%

86%

86%

86%

100%

100%

86%

100%

100%

100%

% **

6

2

6

3

10

1

6

6

-

2

5

Numero altri incarichi ***

x

x

x

x

x

****

80%

100%

40%

80%

100%

**

x

x

x

x

x

****

100%

50%

100%

100%

100%

**

Comitato Remunerazione

CDA: 7

CCI: 5

CR: 2

****

CN:

**

Eventuale Comitato Nomine ****

CE:

**

Eventuale Comitato Esecutivo

x

x

x

x

CPC:0

****

**

Comitato operazioni Parti Correlate

NOTE * In questa colonna è indicato M/m a seconda che il componente sia stato eletto dalla lista votata dalla maggioranza (M) o da una minoranza (m). ** In questa colonna è indicata la percentuale di partecipazione degli amminsitratori alle riunioni rispettivamente del C.d.A. e dei comitati (n. di predenze/n. di riunioni svolte durante l'effettivo periodo di carica del soggetto interessato). *** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Si allega alla Relazione l'elenco di tali società con riferimento a ciascun consigliere, precisando se la società in cui è ricoperto l'incarico fa parte o meno del gruppo che fa capo o di cui è parte l'Emittente. ****In questa colonna è indica con una “X” l’appartenenza del membro del C.d.A. al comitato.

L'assemblea ordinaria del 22 aprile 2009 ha nominato per un triennio, fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2011, un Consiglio di Amministrazione composto da undici componenti. Per la nomina del Consiglio di Amministrazione sono state presentate le seguenti due liste: Lista presentata dalla società CIR SpA, socio di maggioranza, e Lista presentata dalla Eredità Carlo Caracciolo di Melito, socio di minoranza. In conformità alle disposizioni statutarie, dieci consiglieri sono stati eletti dalla lista di maggioranza e uno dalla lista di minoranza. Per ogni altra informazione inerente le liste presentate ovvero le caratteristiche personali e professionali degli amministratori, si rinvia alla documentazione disponibile sul sito www.gruppoespresso.it.

Numero riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento

x

x

x

x

x

Indip. Indip. da da Codice TUF

Comitato Controllo Interno

---------------------------- AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO -------------------------------

"

"

"

"

"

"

"

"

"

"

approv.ne bil. esercizio 2011

In carica fino a

Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste in occasione dell'ultima nomina: 2,5%

Cognome Nome

"

Monica Mondardini

Ammnistratore Delegato

22 aprile 2009

Carlo De Benedetti

Presidente

In carica dal

Componenti

Carica

Consiglio di Amministrazione

Tabella 2 Struttura del Consiglio di Amministrazione e dei comitati

72

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari


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Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari Gruppo Editoriale L’Espresso

Tabella 3 Struttura del Collegio Sindacale Collegio sindacale Carica

Componenti

In carica dal

Lista Indip. In carica fino a (M/m) * da Codice

% **

Numero altri incarichi ***

Presidente

Giovanni Barbara

22 aprile 2009

approv.ne bil. esercizio 2011

m

x

100%

11

Sindaco Effettivo

Enrico Laghi

"

"

M

x

86%

7

Sindaco Effettivo

Luigi Macchiorlatti Vignat

"

"

M

x

86%

21

Sindaco Supplente

Mauro Ianiro

"

"

m

-

-

-

Sindaco Supplente

Riccardo Zingales

"

"

M

-

-

-

Sindaco Supplente

Silvano Cipolla

"

"

M

-

-

-

---------------------------- SINDACI CESSATI DURANTE L'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO ------------------------------Cognome Nome Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste in occasione dell'ultima nomina: 2,5% Numero riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento: 7 L'assemblea ordinaria del 22 aprile 2009 ha nominato per un triennio, fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2011, il collegio sindacale sopra descritto. Per la nomina del collegio sindacale sono state presentate le seguenti due liste: Lista presentata dalla società CIR SpA., socio di maggioranza, e Lista presentata dalla Eredità Carlo Caracciolo di Melito, socio di minoranza. In conformità alle disposizioni statutarie, il presidente del collegio sindacale è stato eletto dalla lista di minoranza, risultata seconda per numero di voti. Per ogni altra informazione inerente le liste presentate ovvero le caratteristiche personali e professionali dei sindaci, si rinvia alla documentazione disponibile sul sito www.gruppoespresso.it.

NOTE * In questa colonna è indicato M/m a seconda che il componente sia stato eletto dalla lista votata dalla maggioranza (M) o da una minoranza (m). ** In questa colonna è indicata la percentuale di partecipazione dei sindaci alle riunioni del C.S. (n. di predenze/n. di riunioni svolte durante l'effettivo periodo di carica del soggetto interessato). *** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato rilevanti ai sensi dell'art.148 bis del TUF. L'elenco completo degli incarichi è reso disponibile dalla Consob, ai sensi dell'art.144 quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.

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73


Bilancio consolidato del Gruppo Espresso al 31 dicembre 2010 Situazione economico-patrimoniale-finanziaria


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Prospetti del bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Situazione Patrimoniale-Finanziaria Consolidata ATTIVO (migliaia di euro)

Note

31 dicembre 2009

31 dicembre 2010

656.419 3.119

656.419 2.230

(1) (2) (3) (4) (5) (6)

659.538 203.617 28.334 2.486 1.272 48.561

658.649 181.730 28.602 2.530 1.286 33.884

(7) (8) (9) (10) (11) (12)

943.808 23.243 229.945 25.179 20.630 17.368 135.012

906.681 17.044 234.738 60.390 10.898 18.771 134.957

451.377

476.798

1.395.185

1.383.479

Attività immateriali a vita indefinita Altre immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Partecipazioni valutate al patrimonio netto Altre partecipazioni Crediti non correnti Attività per imposte anticipate ATTIVITA' NON CORRENTI Rimanenze Crediti commerciali Titoli e altre attività finanziarie Crediti tributari Altri crediti Disponibilità liquide e mezzi equivalenti ATTIVITA' CORRENTI TOTALE ATTIVO PASSIVO (migliaia di euro)

Note

31 dicembre 2009

31 dicembre 2010

Capitale sociale Riserve Utili (perdite) a nuovo Utile (perdita) di esercizio

(13) (14) (14)

61.439 217.096 201.245 5.825

61.463 196.118 231.705 50.123

Patrimonio netto di Gruppo Patrimonio netto di terzi

(15)

485.605 9.824

539.409 3.906

PATRIMONIO NETTO Debiti finanziari Fondi per rischi ed oneri TFR e altri fondi per il personale Passività per imposte differite

(16) (17) (18) (6)

495.429 348.582 40.407 83.907 110.999

543.315 313.339 40.117 71.957 114.362

PASSIVITA' NON CORRENTI Debiti finanziari Fondi per rischi ed oneri Debiti commerciali Debiti tributari Altri debiti

(16) (17) (19) (20) (21)

583.895 19.804 48.844 147.553 12.735 86.925

539.775 17.013 35.555 143.856 22.058 81.907

PASSIVITA' CORRENTI

315.861

300.389

TOTALE PASSIVITA'

899.756

840.164

1.395.185

1.383.479

TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO Le note da pagina 83 a pagina 138 costituiscono parte integrante del presente bilancio consolidato.

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77


78

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Prospetti del bilancio consolidato

Conto Economico Consolidato (migliaia di euro)

Note

Anno 2009

Anno 2010

Ricavi Variazione rimanenze prodotti Altri proventi operativi Costi per acquisti Costi per servizi Altri oneri operativi Valutaz. partecipazioni a patrimonio netto Costi per il personale Ammortamenti e svalutazioni

(22) (7) (23) (24) (25) (26) (3) (27) (28)

886.649 (771) 19.829 (120.165) (340.818) (23.056) 1.013 (316.018) (42.728)

885.036 (1.351) 14.000 (90.758) (346.572) (25.406) 1.027 (288.731) (38.158)

Risultato operativo Proventi/(Oneri) finanziari netti

(29)

63.935 (19.621)

109.087 (14.054)

Risultato ante imposte Imposte

(30)

44.314 (38.826)

95.033 (44.794)

Risultato netto Quota dei terzi

(31)

5.488 337

50.239 (116)

RISULTATO ATTRIBUIBILE AL GRUPPO Utile per azione, base Utile per azione, diluito

(32) (32)

5.825 0,015 0,014

50.123 0,125 0,117

Note

Anno 2009

Anno 2010

5.488

50.239

(21) 6

(582) 160

Conto Economico Complessivo Consolidato (migliaia di euro) RISULTATO NETTO Altre componenti del conto economico complessivo: Utili/(perdite) dalla rideterminazione di attivitĂ finanziarie disponibili per la cessione Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) Altre componenti del conto economico complessivo, al netto degli effetti fiscali

(9)

(15)

(422)

TOTALE CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

5.473

49.817

Totale conto economico complessivo attribuibile a: Soci della controllante Interessenze di pertinenza dei terzi

5.810 (337)

49.701 116

Le note da pagina 83 a pagina 138 costituiscono parte integrante del presente bilancio consolidato.


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Prospetti del bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Rendiconto Finanziario Consolidato (migliaia di euro) ATTIVITA' OPERATIVA Risultato di periodo, proprio e di terzi Rettifiche: - Ammortamenti e svalutazioni - Fair value stock option - Variazione netta fondi del personale - Variazione netta fondi rischi e oneri - Minusvalenze (plus.) cessione immobilizzazioni - Minusvalenze (plus.) cessione partecipazioni e titoli - Rettifiche di valore di attività finanziarie - Adeguamento partecipazioni valutate a patrimonio netto - (Proventi) per dividendi Autofinanziamento Variazione del circolante e altri flussi

Note

(28) (27) (18) (17)

FLUSSO DELL'ATTIVITA' OPERATIVA

Anno 2009

Anno 2010

5.488

50.239

42.728 1.998 (7.039) 30.188 (325) (2.278) 629 (564) (24) 70.801 17.912

38.158 2.720 (10.683) (13.678) (2.200) (3.764) 6 (288) 60.510 29.767

88.713

90.277

di cui: Incassi (pagamenti) per interessi Incassi (pagamenti) per imposte sul reddito

(16.995) (32.997)

(13.972) (11.527)

ATTIVITA' DI INVESTIMENTO Esborsi per acquisto immobilizzazioni Esborsi per acquisto partecipazioni Incassi da cessioni Incassi di contributi pubblici (Acquisto) cessione titoli, attività disponibili alla vendita Dividendi incassati Altre variazioni

(26.934) (2.708) 2.273 5.188 (24.835) 24 1.777

(27.549) (4.793) 4.413 (35.724) -

FLUSSO DELL'ATTIVITA' DI INVESTIMENTO

(45.215)

(63.653)

ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO Versamenti ad aumento capitale e riserve (Acquisto) vendita di azioni proprie Accensione (rimborso) prestiti obbligazionari Accensione (estinzione) altri debiti finanziari (Dividendi pagati) Altre variazioni

434 (1.086) (12.060) (16.393) (663)

189 (91) (12.524) (14.148) -

FLUSSO DELL'ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO Aumento/(Diminuzione) delle disponibilità liquide Disponibilità liquide nette iniziali

(29.768) 13.730 120.670

(26.574) 50 134.400

DISPONIBILITA' LIQUIDE NETTE FINALI

134.400

134.450

(33)

Le note da pagina 83 a pagina 138 costituiscono parte integrante del presente bilancio consolidato.

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79


-

Movimentazioni tra riserve

Altre variazioni

Utile /(perdita) di periodo

-

Altre variazioni

Utile /(perdita) di periodo 61.463

-

-

Movimentazioni tra riserve

Situazione al 31 dicembre 2010

-

-

Operazioni su azioni proprie

545

-

-

-

-

165

24

-

-

Valutazione di opzioni su azioni

-

Dividendi

380

-

-

-

-

-

380

-

-

-

Azioni

Sovrappr.

Aumenti capitale, versam. da soci

-

Movimentazione del risultato

61.439

-

Operazioni su azioni proprie

Situazione al 31 dicembre 2009

-

Valutazione di opzioni su azioni

54

Dividendi

Aumenti capitale, versam. da soci

-

61.385

Situazione al 31 dicembre 2008

Movimentazione del risultato

Sociale

(migliaia di euro)

Capitale

(21.380)

-

-

-

(91)

-

-

-

-

(21.289)

-

-

-

(1.086)

-

-

-

-

(20.203)

Proprie

Azioni

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto Riserva

(437)

(422)

-

-

-

-

-

-

-

(15)

(15)

-

-

-

-

-

-

-

-

Fair value

50.819

-

-

(64)

-

-

-

-

-

50.883

-

-

202

-

-

-

-

-

50.681

IFRS

14.297

-

-

-

-

2.720

-

-

-

11.577

-

-

(1.195)

-

1.998

-

-

-

10.774

Option

Riserva Ris. Stock

Riserve di

152.274

-

1.274

(24.560)

-

-

-

-

-

175.560

-

4

(29.045)

-

-

-

-

-

204.601

Patrimonio

Utili

231.705

-

11

24.624

-

-

-

-

5.825

201.245

-

-

30.038

-

-

-

-

20.624

150.583

a nuovo

Risultato

50.123

50.123

-

-

-

-

-

-

(5.825)

5.825

5.825

-

-

-

-

-

-

(20.624)

20.624

di periodo

P.Netto

539.409

49.701

1.285

-

(91)

2.720

189

-

-

485.605

5.810

4

-

(1.086)

1.998

434

-

-

478.445

proprio

3.906

116

(6.034)

-

-

-

-

-

-

9.824

(337)

-

-

-

-

-

(652)

-

10.813

terzi

P.Netto

543.315

49.817

(4.749)

-

(91)

2.720

189

-

-

495.429

5.473

4

-

(1.086)

1.998

434

(652)

-

489.258

totale

P.Netto

80

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Prospetti del bilancio consolidato


Note al bilancio consolidato del Gruppo Espresso


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Note al bilancio consolidato 1. Informazioni generali Gruppo Editoriale L’Espresso SpA (di seguito anche la “Società” o la “Capogruppo”) e le società da questa direttamente e indirettamente partecipate (di seguito congiuntamente il “Gruppo Espresso” o semplicemente il “Gruppo”) ha per oggetto principale l’attività nel settore dell’editoria e più specificatamente nelle aree della stampa quotidiana e periodica, della radiofonia, della raccolta pubblicitaria, della editoria on-line e della tv analogica, digitale terrestre e satellitare. Gruppo Editoriale L’Espresso SpA ha la sede legale in Via Cristoforo Colombo n. 149, Roma, Italia. CIR Compagnie Industriali Riunite SpA detiene il controllo della Società e ne esercita il coordinamento e la direzione ai sensi dell’art. 2497 del Codice Civile. Il titolo Gruppo Editoriale L’Espresso è quotato sul Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa Italiana SpA (cod. Reuters ESPI.MI, cod. Bloomberg ES IM). Il progetto di bilancio consolidato è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 8 marzo 2011.

2. Forma, contenuto e principi contabili Il presente bilancio consolidato è stato redatto in conformità ai principi contabili internazionali (International Accounting Standards - IAS e International Financial Reporting Standards IFRS), integrati dalle relative interpretazioni (Standing Interpretations Commettee - SIC e International Financial Reporting Interpretations Commettee - IFRIC) emesse dall’International Accounting Standards Boards (IASB) e omologati dall’Unione Europea. Il principio generale adottato nella predisposizione del bilancio è quello del costo per tutte le attività e passività ad eccezione degli strumenti derivati e di talune attività/passività finanziarie per le quali potrebbe essere applicato il principio del fair value. Si precisa che la classificazione, la forma, l’ordine e la natura delle voci di bilancio, così come i principi contabili adottati (ad eccezione di quanto indicato nel successivo paragrafo 8), non sono cambiati rispetto al bilancio approvato al 31 dicembre 2009. La classificazione adottata per la Situazione Patrimoniale - Finanziaria, sia per l’attivo sia per il passivo, è quella di “corrente” e “non corrente”, poiché, a differenza di quella per grado di liquidità, si ritiene che tale criterio meglio rappresenti la realtà del Gruppo. La forma del prospetto è a sezioni divise e contrapposte. L’ordine è attività, patrimonio netto, passività a liquidità crescente (da non corrente a corrente). Per non appesantire la struttura e per utilizzare i medesimi schemi anche per le situazioni periodiche, si è prevista l’indicazione nel prospetto unicamente delle macrovoci: tutte le sub-classificazioni (natura del debitore/creditore, scadenze, ecc.) sono invece riportate nelle note. Il contenuto della Situazione Patrimoniale Finanziaria adottato è quello minimo previsto dallo IAS 1 poiché, ad esclusione delle testate giornalistiche, delle frequenze radiotelevisive e dei marchi, classificati nella voce “Attività immateriali a vita indefinita”, non sono state individuate poste rilevanti o particolari tali da richiedere indicazione separata. La classificazione adottata per il Conto Economico è per natura poiché, considerata l’attività del Gruppo, non si ritiene che la classificazione per destinazione riesca a rappresentare meglio la situazione economica. Nella redazione del Rendiconto

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Finanziario, predisposto secondo il “metodo indiretto”, è riportata la separata indicazione dei flussi di cassa derivanti da attività operative, di investimento, di finanziamento e da attività cessate. Il prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto riporta i proventi e oneri del periodo e le altre movimentazioni delle riserve. Tutti i prospetti e i dati inclusi nelle presenti Note, salvo diversa indicazione, sono presentati in migliaia di euro, senza cifre decimali.

3. Principi di consolidamento L’area di consolidamento include il bilancio della Capogruppo, delle sue controllate e delle sue collegate. Per società controllate si intendono quelle nelle quali la Capogruppo detiene il potere decisionale sulle politiche finanziarie e operative. L’esistenza del controllo è presunta quando è detenuta, direttamente o indirettamente, più della metà dei diritti di voto effettivi o potenzialmente esercitabili in assemblea alla data di rendicontazione. Per società collegate si intendono le società nelle quali la Capogruppo esercita un’influenza significativa. Tale influenza è presunta quando è detenuto più del 20% dei diritti di voto effettivi o potenzialmente esercitabili alla data di rendicontazione. Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il Gruppo ne acquisisce il controllo e deconsolidate a partire dalla data in cui tale controllo viene meno. L’acquisizione delle società controllate e collegate è contabilizzata in base al metodo dell’acquisto. Il costo di acquisizione corrisponde al valore corrente delle attività acquisite, azioni emesse o passività assunte alla data di acquisizione, più i costi direttamente attribuibili. L’eccesso del costo di acquisizione rispetto alla quota di pertinenza del Gruppo del valore corrente delle attività nette della acquisita è contabilizzato come avviamento per le società controllate mentre è incluso nel valore della partecipazione per le società collegate. Il trattamento contabile dell’avviamento è illustrato alla Nota 4.1. Ai fini del consolidamento delle società controllate è applicato il metodo dell’integrazione globale, assumendo cioè l’intero importo delle attività e passività patrimoniali e tutti i costi e ricavi a prescindere dalla percentuale effettiva di partecipazione. Il valore contabile delle partecipazioni consolidate è quindi eliminato a fronte del relativo patrimonio netto. Le operazioni, i saldi nonché gli utili e le perdite non realizzati sulle transazioni infragruppo sono elisi. Le quote di patrimonio netto e di risultato di competenza dei soci di minoranza sono evidenziate rispettivamente in un’apposita posta del patrimonio netto ed in una linea separata del conto economico complessivo consolidato. Dopo l’acquisizione, le partecipazioni in società collegate sono rilevate con il metodo del patrimonio netto ossia rilevando la quota di pertinenza del Gruppo nel risultato e nei movimenti delle riserve rispettivamente a conto economico e a patrimonio netto. Gli utili e le perdite non realizzati sulle operazioni infragruppo sono elisi per la quota di interessenza. Quando la quota di pertinenza del Gruppo nelle perdite di una società collegata risulta pari o superiore al valore della partecipazione, il Gruppo non riconosce ulteriori perdite a meno che non abbia obblighi di ripianamento perdite o abbia effettuato pagamenti per conto della società collegata. Non sono incluse nel bilancio consolidato le controllate inattive o in liquidazione. La loro influenza sul totale delle attività e delle passività, sulla posizione finanziaria e sul risultato netto attribuibile ai soci della controllante non è rilevante. Ai fini del consolidamento, tutti i bilanci delle società del Gruppo sono predisposti alla stessa data, con i medesimi principi contabili e sono riferiti ad un esercizio di uguale durata.


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4. Criteri di valutazione 4.1 Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali sono inizialmente iscritte al costo di acquisizione o di produzione. Il costo di acquisizione è rappresentato dal fair value dei mezzi di pagamento utilizzati per acquisire l’attività e ogni costo diretto sostenuto per predisporre l’attività al suo utilizzo. Il costo di acquisizione è l’equivalente prezzo per contanti alla data di rilevazione e pertanto, qualora il pagamento del prezzo sia differito oltre i normali termini di dilazione del credito, la differenza rispetto all’equivalente prezzo per contanti è rilevata come interesse lungo il periodo di dilazione. Per le immobilizzazioni immateriali generate internamente, il processo di formazione dell’attività è distinto nelle due fasi della ricerca (non capitalizzata) e quella successiva dello sviluppo (capitalizzata). Qualora le due fasi non siano distinguibili l’intero progetto è considerato ricerca. Il valore contabile delle immobilizzazioni immateriali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi è evidenza che tale valore potrà essere recuperato tramite l’uso o l’alienazione. Almeno una volta all’anno e comunque qualora si rilevino sintomi che facciano prevedere difficoltà di recupero del valore netto contabile, viene svolta la procedura di impairment test descritta alla Nota 4.6. Testate, marchi e frequenze

Le testate e i marchi sono considerati attività a vita utile indefinita. Sono altresì considerate attività a vita utile indefinita le frequenze radiotelevisive in quanto il loro utilizzo viene effettuato o sulla base di concessioni la cui durata è a tempo indeterminato oppure di specifiche licenze limitate nel tempo ma soggette a rinnovo in presenza degli stessi requisiti oggettivi e soggettivi previsti per il rilascio e il mantenimento delle stesse. Tali attività non sono ammortizzate ma sottoposte con cadenza almeno annuale, o ogni volta vi sia un’indicazione che l’attività possa avere subito una perdita di valore, ad impairment test. L’eventuale perdita di valore viene contabilizzata a conto economico nella voce “Ammortamenti e svalutazioni”. Avviamento

L’avviamento rappresenta l’eccedenza del costo di un’acquisizione rispetto al fair value delle attività e passività, anche potenziali, identificabili alla data di acquisizione. L’avviamento originatosi all’acquisizione di collegate è compreso nel valore delle relative partecipazioni. L’avviamento acquisito a titolo oneroso non è sottoposto ad ammortamento ma assoggettato, con cadenza almeno annuale, ad impairment test. A tal fine l’avviamento è allocato, sin dalla data di acquisizione, a una o più unità generatrici di flussi finanziari indipendenti (cash generating unit - CGU). Le eventuali riduzioni di valore che emergono dall’impairment test sono contabilizzate a conto economico nella voce “Ammortamenti e svalutazioni” e non sono ripristinate nei periodi successivi. Altre immobilizzazioni immateriali

Le altre immobilizzazioni immateriali, rappresentate da diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere d’ingegno, concessioni, licenze e diritti simili e dai software, sono valutate al costo al netto degli ammortamenti cumulati, determinati in base al criterio a quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso, e delle eventuali perdite di valore. Considerata l’omogeneità dei beni compresi nelle singole categorie di bilancio si ritiene che, a meno di casi specifici rilevanti, la vita utile di tali attività sia di 3/6 anni. I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni periodo amministrativo per tener conto di eventuali variazioni significative.

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4.2 Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali sono rilevate inizialmente al costo di acquisto o di produzione. Nel costo sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti sostenuti per predisporre l’attività al suo utilizzo. La capitalizzazione dei costi inerenti l’ampliamento, ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi, è effettuata esclusivamente nei limiti in cui gli stessi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di una attività. I costi di manutenzione ordinaria sono addebitati a conto economico. Dopo la rilevazione iniziale, le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo, al netto degli ammortamenti accumulati (ad eccezione dei terreni) e delle eventuali perdite di valore. Il valore ammortizzabile di ciascun componente significativo di un’immobilizzazione materiale, avente differente vita utile, è ripartito in quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso. I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni periodo amministrativo per tener conto di eventuali variazioni significative. I costi capitalizzabili per migliorie su beni di terzi sono ammortizzati per il periodo più breve tra la durata residua del contratto d’affitto e la vita utile residua del cespite cui si riferiscono. Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi sia evidenza che tale valore potrà essere recuperato tramite l’uso. Qualora si rilevino sintomi che facciano prevedere difficoltà di recupero del valore netto contabile è svolto l’impairment test descritto alla Nota 4.6. Il ripristino di valore è effettuato qualora vengano meno le ragioni alla base della svalutazione. 4.3 Leasing I contratti di leasing relativi ad attività in cui il Gruppo assume sostanzialmente tutti i rischi e i benefici derivanti dal loro utilizzo sono classificati come leasing finanziari. In presenza di leasing finanziari l’attività viene rilevata al minore tra il valore corrente del bene oggetto del contratto di leasing e il valore attuale dei canoni minimi contrattualmente stabiliti. L’ammontare totale dei canoni è ripartito tra componente finanziaria e restituzione di capitale in modo da ottenere un tasso d’interesse costante sul debito residuo. I canoni di locazione residui, al netto dei costi finanziari, sono classificati come debiti finanziari. L’onere finanziario è imputato a conto economico lungo la durata del contratto. Le attività acquisite con contratti di leasing finanziario sono ammortizzate in modo coerente con la natura del bene. I contratti di leasing in cui il locatore mantiene una quota significativa dei rischi e benefici derivanti dalla proprietà sono classificati come leasing operativi, i relativi canoni sono rilevati a conto economico a quote costanti lungo la durata del contratto. Nel caso di operazioni di vendita con patto di retrolocazione di leasing finanziari l’eventuale differenza tra il prezzo di vendita dei beni e il valore contabile non è rilevata salvo il caso di minusvalenze identificative di perdita di valore dei beni. 4.4 Contributi I contributi sono rilevati qualora esista, indipendentemente dalla presenza di una formale delibera di concessione, una ragionevole certezza che la società rispetterà le condizioni previste per la concessione e che i contributi saranno ricevuti. I contributi in conto capitale sono rilevati nella Situazione Patrimoniale - Finanziaria iscrivendo il contributo come ricavo differito. Il contributo è iscritto a conto economico in base alla vita utile del bene per il quale è concesso, mediante la tecnica dei risconti, in modo da rettificare in diminuzione le quote di ammortamento rilevate.


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Un contributo ottenibile come rimborso di spese e costi già sostenuti o con lo scopo di dare un immediato aiuto finanziario all’entità destinataria senza che vi siano costi futuri a esso correlati è rilevato come provento nell’esercizio nel quale diventa esigibile. 4.5 Oneri finanziari Eventuali oneri finanziari sostenuti a fronte di investimenti in attività per le quali normalmente trascorre un determinato periodo di tempo per rendere l’attività pronta per l’uso o per la vendita sono capitalizzati ed ammortizzati lungo la vita utile del bene cui si riferisce. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati a conto economico nel corso dell’esercizio nel quale sono sostenuti. 4.6 Perdita di valore di attività Una perdita di valore si origina ogniqualvolta il valore contabile di un’attività sia superiore al suo valore recuperabile. Ad ogni data di rendicontazione viene accertata l’eventuale presenza di indicatori che facciano supporre l’esistenza di perdite di valore. In presenza di tali indicatori si procede alla stima del valore recuperabile dell’attività (impairment test) e alla contabilizzazione dell’eventuale svalutazione. Per le attività non ancora disponibili per l’uso, le attività rilevate nell’esercizio in corso, le attività immateriali a vita indefinita e l’avviamento, l’impairment test viene condotto con cadenza almeno annuale indipendentemente dalla presenza di tali indicatori. Il valore recuperabile di un’attività è il maggior valore tra il suo fair value al netto dei costi di vendita e il suo valore d’uso. Il valore recuperabile è calcolato con riferimento a una singola attività, a meno che la stessa non sia in grado di generare flussi finanziari in entrata derivanti dall’uso continuativo ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività, nel qual caso il test è svolto a livello della più piccola unità generatrice di flussi indipendenti che comprende l’attività in oggetto (cash generating unit). Ripristini di valore sono effettuati qualora vengano meno le ragioni delle svalutazioni effettuate, ad eccezione di quelli relativi ad avviamenti. 4.7 Partecipazioni valutate al patrimonio netto Le partecipazioni in società collegate, ovvero quelle nelle quali la Capogruppo esercita influenza significativa, sono rilevate secondo il metodo del patrimonio netto. Ai fini di una più completa trattazione dei principi riguardanti le attività finanziarie, si rimanda alla Nota 4.12. 4.8 Altre partecipazioni Le partecipazioni dove la Capogruppo non esercita influenza significativa sono valutate al fair value ovvero al costo, ridotto di perdite di valore, nel caso in cui il valore corrente non possa essere determinato in modo affidabile. Ai fini di una più completa trattazione dei principi riguardanti le attività finanziarie, si rimanda alla Nota 4.12. 4.9 Rimanenze Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione, determinato secondo il metodo del costo medio ponderato, ed il valore di presunto realizzo. Il costo è rappresentato dal prezzo pagato (fair value) e ogni altro costo direttamente attribuibile. Il valore di realizzo è il prezzo di vendita stimato nella normale attività al netto dei costi di completamento e delle spese di vendita. L’eventuale svalutazione viene eliminata negli esercizi successivi se ne vengono meno i motivi.

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4.10 Crediti commerciali I crediti commerciali sono rilevati al fair value dei flussi di cassa futuri, ridotto da eventuali perdite di valore. 4.11 Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono rappresentate, oltre che dal denaro in cassa, da investimenti a breve termine ad alta liquidità, facilmente convertibili in ammontari noti di denaro e soggetti ad un rischio non rilevante di cambiamenti di valore, e da operazioni connesse al servizio di tesoreria accentrato. Ai fini del rendiconto finanziario, le disponibilità liquide sono costituite da cassa, depositi a vista o a termine presso le banche, altre attività finanziarie, ad alta liquidità, con scadenza originaria generalmente non superiore a 3 mesi, e scoperti di conto corrente. Questi ultimi, ai fini della redazione della Situazione Patrimoniale - Finanziaria, sono inclusi nei debiti finanziari del passivo corrente. 4.12 Attività finanziarie Le attività finanziarie sono classificate nelle seguenti categorie: • attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico; • attività finanziarie detenute sino a scadenza; • prestiti e altri crediti finanziari; • attività finanziarie disponibili per la cessione. Il Gruppo determina la classificazione delle attività finanziarie all’atto dell’acquisizione. Sono classificate come: • attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico, le attività finanziarie acquisite principalmente con l’intento di realizzare un profitto dalle fluttuazioni di prezzo a breve termine (periodo non superiore a 3 mesi) o designate come tali sin dall’origine; • attività finanziarie detenute sino a scadenza, gli investimenti in attività finanziarie a scadenza prefissata con pagamenti fissi o determinabili che il Gruppo ha intenzione e capacità di mantenere fino alla scadenza; • prestiti e altri crediti finanziari, le attività finanziarie con pagamenti fissi o determinabili, non quotate su un mercato attivo e diverse da quelle classificate sin dall’origine come attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico o attività finanziarie disponibili per la cessione; • attività finanziarie disponibili per la cessione, le attività finanziarie diverse da quelle di cui ai precedenti comparti o quelle designate come tali sin dall’origine. Gli acquisti e le cessioni di attività finanziarie sono contabilizzati alla data di regolamento. La rilevazione iniziale è effettuata al fair value della data di acquisizione tenuto conto dei costi di transazione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico e le attività disponibili per la cessione sono valutate al fair value; le attività finanziarie detenute fino alla scadenza nonché i prestiti e gli altri crediti finanziari sono valutati al costo ammortizzato. Gli utili e le perdite realizzati e non realizzati derivanti da variazioni di fair value delle attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico sono rilevati a conto economico nell’esercizio in cui si verificano. Gli utili e le perdite non realizzati derivanti da variazioni di fair value delle attività classificate come attività disponibili per la cessione sono rilevati a patrimonio


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netto, mentre gli utili e le perdite realizzate sono rilevati a conto economico nell’esercizio in cui si verificano unitamente a quelli precedentemente contabilizzati a patrimonio netto. I fair value delle attività finanziarie sono determinati sulla base dei prezzi di offerta quotati o mediante l’utilizzo di modelli finanziari. I fair value delle attività finanziarie non quotate sono stimati utilizzando apposite tecniche di valutazione adattate alla situazione specifica dell’emittente. Le attività finanziarie per le quali il valore corrente non può essere determinato in modo affidabile sono rilevate al costo ridotto per perdite di valore. A ciascuna data di rendicontazione, è verificata la presenza di indicatori di perdita di valore e la svalutazione è rilevata a conto economico. La perdita di valore precedentemente contabilizzata è ripristinata nel caso in cui vengano meno le circostanze che ne avevano comportato la rilevazione, eccetto nel caso di attività valutate al costo. 4.13 Capitale sociale Il capitale sociale è rappresentato dal capitale sottoscritto e versato. I costi strettamente correlati all’emissione delle azioni sono classificati a riduzione delle riserve di patrimonio se direttamente attribuibili all’operazione di capitale. 4.14 Azioni proprie Le azioni proprie sono rilevate in apposita riserva a riduzione del patrimonio netto. Nessun utile/(perdita) è rilevato a conto economico per l’acquisto, vendita, emissione o cancellazione delle azioni proprie. 4.15 Riserve di fair value Le riserve di fair value accolgono le variazioni di fair value, al netto dell’effetto imposte, delle partite contabilizzate a fair value con contropartita patrimonio netto. 4.16 Altre riserve Le altre riserve sono costituite da riserve a destinazione specifica. 4.17 Utili (perdite) a nuovo La posta “Utili (perdite) a nuovo” include i risultati economici degli esercizi precedenti per la parte non distribuita né accantonata a riserva obbligatoria (in caso di utili) o ripianata (in caso di perdite). La posta accoglie inoltre i trasferimenti da altre riserve di patrimonio quando si libera il vincolo al quale erano sottoposte, nonché gli effetti della rilevazione di cambiamenti di principi contabili e di errori rilevanti. 4.18 Benefici ai dipendenti Benefici a breve termine

I benefici ai dipendenti a breve termine sono contabilizzati a conto economico nel periodo in cui viene prestata l’attività lavorativa. Benefici successivi al rapporto di lavoro

Dal 1° gennaio 2007 la Legge 296/2006 (c.d. legge Finanziaria 2007) ed i relativi decreti attuativi hanno introdotto rilevanti modifiche nella disciplina del Trattamento di Fine Rapporto (c.d. TFR), tra cui la scelta da parte del lavoratore in merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, le nuove disposizioni hanno imposto di versare i nuovi flussi di TFR

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a forme pensionistiche prescelte dal lavoratore oppure, nel caso lo stesso lavoratore abbia optato per il mantenimento in azienda di tali flussi e l’azienda non abbia meno di 50 dipendenti, ad un conto di tesoreria istituito presso l’INPS. Tali modifiche normative hanno comportato un nuovo inquadramento contabile del fondo TFR. Prima della riforma introdotta dalla Legge 296/2006, i principi contabili internazionali collocavano infatti il fondo TFR tra i “piani a benefici definiti”; ora, invece, per le aziende con più di 50 dipendenti, solo il TFR maturato al 31 dicembre 2006 continua a rientrare tra i “piani a benefici definiti”, mentre quello maturato successivamente a tale data viene configurato come un “piano a contribuzione definita” e ciò in quanto tutte le obbligazioni in capo alla società si esauriscono con il versamento periodico di un contributo a terze entità. Pertanto a conto economico non vengono più accantonate le quote attualizzate, ma sono rilevati tra i costi del personale gli esborsi effettuati alle diverse forme pensionistiche scelte dal dipendente o al servizio di tesoreria separata istituito presso l’INPS, calcolati in base all’art. 2120 cc. Piani a benefici definiti

I fondi TFR (limitatamente alla quota maturata al 31 dicembre 2006 per le aziende con più di 50 dipendenti) e Indennità Fissa per i dirigenti di giornali quotidiani, sono determinati da un attuario indipendente utilizzando il metodo della proiezione unitaria del debito. Tutti gli eventuali effetti attuariali sono rilevati a conto economico. Piani a contribuzione definita

Il Gruppo partecipa a piani pensionistici a contribuzione definita a gestione pubblica o privata su base obbligatoria, contrattuale o volontaria. In tale categoria, come già precisato, rientrano gli accantonamenti TFR per le aziende con più di 50 dipendenti i quali, calcolati in base all’art. 2120 cc., vengono versati alle diverse forme pensionistiche scelte dal dipendente o al servizio di tesoreria separata istituito presso l’INPS. Il versamento dei contributi esaurisce l’obbligazione del Gruppo nei confronti dei propri dipendenti. I contributi costituiscono pertanto costi del periodo in cui sono dovuti. Benefici basati su strumenti finanziari

Il Gruppo riconosce benefici addizionali ad alcuni componenti dell’alta dirigenza attraverso piani di compensi basati su strumenti finanziari. In particolare nel corso degli anni il Gruppo ha adottato piani che prevedono l’attribuzione di diritti di partecipazione al capitale (c.d. “stock option”) oppure l’attribuzione di diritti che comportano il riconoscimento a favore dei beneficiari di una eventuale corresponsione di carattere straordinario, basata sull’andamento del titolo azionario di riferimento (c.d. “phantom stock option”). Stock Option

Il costo di tali operazioni, rilevato a conto economico tra i costi del personale, è determinato con riferimento al fair value delle opzioni alla data di assegnazione e rilevato nel periodo intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione, con contropartita patrimonio netto. Alla fine di ogni periodo il fair value precedentemente determinato non viene sottoposto ad aggiornamento né revisione. Alla scadenza delle opzioni, qualora le stesse siano esercitate, la quota parte dell’importo iscritto a patrimonio netto viene riclassificata a “Riserva da sovrapprezzo azioni”; in caso di mancato esercizio, la quota viene riclassificata ad “Utili (perdite) a nuovo”.


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In fase di passaggio agli IFRS, il Gruppo, avvalendosi di una specifica esenzione, non ha applicato i suddetti principi ai piani di stock option assegnati prima del 7 novembre 2002. Phantom Stock Option

Il costo di tali operazioni, iscritto a conto economico, è determinato con riferimento al fair value delle opzioni alla data di assegnazione e rilevato nel periodo intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione, con contropartita la relativa passività. Fino a quando tale passività non viene estinta, il fair value viene ricalcolato a ciascuna data di chiusura di bilancio e alla data di effettivo esborso, rilevando tutte le variazioni di fair value a conto economico. 4.19 Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali I fondi per rischi ed oneri rappresentano passività probabili di ammontare e/o scadenza incerta derivanti da eventi passati il cui accadimento comporterà un esborso finanziario. Gli accantonamenti sono stanziati esclusivamente in presenza di un’obbligazione attuale, legale o implicita, nei confronti di terzi, che rende necessario l’impiego di risorse economiche, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile dell’obbligazione stessa. L’importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima dell’onere necessario per l’adempimento dell’obbligazione alla data di rendicontazione. I fondi accantonati sono riesaminati ad ogni data di rendicontazione e rettificati in modo da rappresentare la migliore stima corrente. Laddove è previsto che l’esborso finanziario relativo all’obbligazione avvenga oltre i normali termini di pagamento e l’effetto dell’attualizzazione è rilevante, l’importo dell’accantonamento è rappresentato dal valore attuale dei pagamenti futuri attesi per l’estinzione dell’obbligazione. Le attività e passività potenziali non sono contabilizzate; è fornita tuttavia adeguata informativa a riguardo. 4.20 Passività finanziarie Le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al fair value delle somme incassate, al netto dei costi di transazione sostenuti, e successivamente valutate al costo ammortizzato. 4.21 Strumenti derivati I contratti derivati sono rilevati nella Situazione Patrimoniale - Finanziaria al fair value. La rilevazione delle variazioni di fair value è differente a seconda della designazione degli strumenti derivati (speculativi o di copertura) e della natura del rischio coperto (Fair Value Hedge o Cash Flow Hedge). Nel caso di contratti designati come speculativi, le variazioni di fair value sono rilevate direttamente a conto economico. Nel caso di contratti designati come di copertura, il Gruppo documenta tale relazione alla data di costituzione della copertura. Tale documentazione include l’identificazione dello strumento di copertura, dell’elemento o operazione coperta, della natura del rischio coperto, dei criteri con i quali verrà valutata l’efficacia dello strumento di copertura, così come il rischio. L’efficacia della copertura è misurata ponendo a confronto le variazioni di fair value o dei flussi di cassa dello strumento coperto con le variazioni di fair value o dei flussi di cassa dello strumento di copertura. L’efficacia della copertura è testata sia all’inizio della copertura sia regolarmente durante tutta

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la durata della copertura stessa; in ogni caso, il test di efficacia “on going” è effettuato almeno ad ogni data di rendicontazione. Più in dettaglio, la copertura è considerata efficace quando la variazione del fair value o dei flussi finanziari dello strumento coperto è compensata “quasi completamente” dalla variazione del fair value o dei flussi finanziari dello strumento di copertura e i risultati a consuntivo rientrano in un intervallo compreso tra l’80 e il 125 per cento. La Fair Value Hedge è contabilizzata rilevando a conto economico le variazioni di fair value dello strumento di copertura e dello strumento coperto indipendentemente dal criterio di valutazione adottato per quest’ultimo. In particolare la rettifica del valore contabile di strumenti finanziari coperti fruttiferi di interessi è ammortizzata a conto economico lungo la vita contrattuale residua dell’elemento attivo/passivo coperto mediante la metodologia dell’interesse effettivo. La Cash Flow Hedge è contabilizzata sospendendo a patrimonio netto la porzione di variazione del fair value dello strumento di copertura che è riconosciuta come copertura efficace, e rilevando a conto economico la porzione inefficace. Le variazioni rilevate direttamente a patrimonio netto sono rilasciate a conto economico nello stesso esercizio o negli esercizi in cui l’attività o la passività coperta influenza il conto economico. Gli effetti contabili della cessazione del rapporto di copertura sono contabilizzati differentemente nel caso di Fair Value Hedge rispetto al caso di Cash Flow Hedge. Relativamente al Fair Value Hedge, l’elemento sottostante rimasto in bilancio cessa di essere coperto a decorrere dalla data di chiusura del contratto di copertura o dalla data in cui diviene inefficace e ad esso vengono applicate le regole di valutazione originarie previste in assenza di copertura; in particolare, nel caso di strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato, la differenza tra il valore adeguato al fair value relativo al rischio coperto ed il costo ammortizzato alla data di cessazione dell’hedge accounting è ammortizzata lungo la vita residua dello strumento finanziario, in base alle regole previste per il calcolo dell’interesse effettivo. Relativamente al Cash Flow Hedge, l’utile o la perdita sospesi a patrimonio netto restano tali fino a quando la transazione futura non avrà luogo, quando la transazione futura non è più altamente probabile ovvero non ne è più prevista l’effettuazione, o fino a quando i flussi originariamente coperti non si manifesteranno a conto economico. 4.22 Riconoscimento dei ricavi e dei costi I ricavi derivanti dalla cessione di beni sono valutati al corrispettivo ricevuto o spettante (fair value) tenuto conto del valore di eventuali sconti. I ricavi derivanti dalla prestazione di servizi sono determinati in base alla percentuale di completamento, definita come rapporto tra ammontare dei servizi svolti alla data di riferimento e valore totale dei servizi previsti. In particolare i criteri sulla base dei quali avviene la rilevazione dei ricavi sono i seguenti: • i ricavi relativi alla vendita delle pubblicazioni sono rilevati al momento della spedizione, al netto delle rese di competenza; • i ricavi relativi alla vendita di spazi pubblicitari sono rilevati al momento della pubblicazione. I costi sono imputati secondo criteri analoghi a quelli di riconoscimento dei ricavi e comunque secondo il principio della competenza temporale. Gli interessi attivi e passivi sono rilevati in base al criterio della competenza temporale, tenuto conto del tasso effettivo applicabile. I dividendi sono contabilizzati nel periodo in cui viene deliberata la distribuzione.


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4.23 Imposte Le imposte dell’esercizio sono determinate sulla base del presumibile onere da assolvere in applicazione della normativa fiscale vigente. Vengono inoltre rilevate le imposte differite e anticipate sulle differenze temporanee tra i valori patrimoniali iscritti in bilancio ed i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali, riporto a nuovo di perdite fiscali o crediti di imposta non utilizzati, sempre che sia probabile che il recupero (estinzione) riduca (aumenti) i pagamenti futuri di imposte rispetto a quelli che si sarebbero verificati se tale recupero (estinzione) non avesse avuto effetti fiscali. Gli effetti fiscali delle operazioni sono rilevati, a conto economico o direttamente a patrimonio netto, con le medesime modalità delle operazioni o fatti che danno origine alla imposizione fiscale e sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore alla data di bilancio. In caso di modifica delle predette aliquote, il valore contabile delle attività e passività fiscali differite viene adeguato con imputazione a conto economico o patrimonio netto in coerenza con la passata registrazione. 4.24 Valuta Le poste di bilancio sono valutate utilizzando la valuta dell’ambiente economico primario in cui opera l’entità (“moneta funzionale”). Il bilancio consolidato è redatto in euro, che coincide con la valuta funzionale della Capogruppo. Le operazioni in valuta sono convertite nella moneta di presentazione al cambio della data dell’operazione. Gli utili e perdite su cambi derivanti dalla liquidazione di tali operazioni e dalla conversione di attività e passività monetarie in valuta sono rilevati a conto economico.

5. Informativa di settore L’individuazione dei settori operativi del Gruppo e la presentazione delle relative informazioni è stata effettuata sulla base della reportistica periodica interna utilizzata dalla Direzione del Gruppo ai fini dell’allocazione delle risorse e delle analisi dei risultati. La struttura della reportistica direzionale interna è basata sui diversi prodotti e servizi resi. Relativamente alla base della suddivisione settoriale si rileva che rispetto all’ultimo bilancio annuale, l’informativa di settore dell’esercizio riporta separatamente i dati della divisione “Digitale”, costituita nella seconda metà del 2009. Per omogeneità, si è proceduto a rideterminare con i medesimi criteri le corrispondenti voci delle informazioni di settore per l’esercizio 2009, che includeva nel settore “Internet” una parte delle attività del digitale del Gruppo. Il Gruppo valuta l’andamento dei propri settori operativi sulla base dell’Utile/(Perdita) operativa. I ricavi dei settori presentati sono quelli direttamente conseguiti o attribuibili al settore e derivanti dalla sua attività caratteristica; includono sia i ricavi derivanti da transazioni con i terzi, sia quelli derivanti da transazioni con altri settori, queste ultime effettuate a valori remunerativi ed in linea con le condizioni di mercato. In particolare, nei settori di natura editoriale (quotidiani nazionali, periodici, opzionali e quotidiani locali) i fatturati includono principalmente i ricavi per la vendita delle testate e/o dei prodotti collaterali (in edicola, in abbonamento e attraverso altri canali minori) ed i ricavi pubblicitari; nel settore radio i fatturati sono rappresentati dai passaggi pubblicitari sulle tre emittenti del Gruppo nonché dalla vendita di programmi e servizi a terzi; nel settore digitale trovano iscrizione i ricavi pubblicitari di tutti i siti internet del Gruppo nonché i ricavi da vendita di abbonamenti e servizi sulle diverse piattaforme digitali (web, tablet e mobile); nel

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settore televisivo sono presenti i ricavi pubblicitari del canale DeejayTv nonché i ricavi da affitto di banda digitale; nel settore raccolta pubblicitaria si dà conto dei ricavi realizzati dalla concessionaria A.Manzoni&C. sia sui mezzi del Gruppo che nei confronti di terzi editori; infine, nelle attività diverse vengono ricompresi sostanzialmente i ricavi intersettoriali delle attività di stampa, di gestione degli abbonamenti nonché delle attività di servizio svolte dalla Capogruppo a favore degli altri settori. Le informazioni riguardanti la sfera fiscale e la gestione finanziaria sono rappresentate indistintamente nella colonna dei risultati consolidati, in linea con la struttura della reportistica interna ed anche perché non risulterebbe significativa un’eventuale allocazione. Per le attività non specificatamente attribuibili ai singoli settori, sono stati individuati specifici parametri di attribuzione. Le attività dei settori “Quotidiani nazionali-Periodici” e “RadioInternet” sono tra loro accorpate in quanto le caratteristiche dei settori, soprattutto in riferimento alla commercializzazione dei prodotti editoriali, non permettono una oggettiva ripartizione di tali valori. Le attività non attribuibili attraverso parametri specifici sono indicate separatamente nello schema. I principi contabili con cui i dati di settore sono esposti nelle note sono coerenti con quelli adottati nella predisposizione del bilancio consolidato.


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Informativa di settore CONSUNTIVO 2010 Quotidiani nazionali (milioni di euro) Ricavi da pubblicazioni 127,8 Ricavi da pubblicità 193,0

Periodici Opzionali 24,2 62,1 17,1 1,0

Quotidiani locali 121,4 98,9

Raccolta Radio Digitale Televisione pubblicità 0,3 0,0 68,5 31,7 10,7 495,9

Attività diverse 0,0

Elisioni e rettifiche (1,5) (388,3)

TOTALE 334,2 528,4

Ricavi diversi

3,0

0,6

1,0

2,8

2,2

5,5

7,6

2,1

32,6

(34,9)

22,4

Totale Ricavi

323,7

41,9

64,1

223,0

71,0

37,3

18,3

497,9

32,6

(424,7)

885,0

(193,6)

(17,0)

(1,2)

(99,4)

(68,7)

-

(11,1)

(1,6)

(32,2)

424,7

-

130,2

24,9

62,9

123,7

2,3

37,3

7,2

496,3

0,4

-

885,0

31,9

(4,1)

17,4

38,8

27,6

10,0

(8,0)

(3,8)

(1,1)

0,3

109,1 (14,1)

Ricavi da altri settori Ricavi netti Risultato operativo Proventi (oneri) finanziari Imposte e quota terzi

(44,9)

Risultato del Gruppo

50,1

CONSUNTIVO 2009 (milioni di euro)

Quotidiani nazionali

Ricavi da pubblicazioni Ricavi da pubblicità Ricavi diversi Totale Ricavi Ricavi da altri settori Ricavi netti Risultato operativo

Periodici Opzionali

Quotidiani locali

Raccolta Radio Digitale Televisione pubblicità

TOTALE

24,1 18,3 0,8

94,8 0,5 1,6

126,1 98,9 3,3

0,6 63,6 1,9

0,0 25,4 4,7

6,9 1,7

0,2 470,1 1,8

1,1 54,5

(2,3) (384,3) (56,8)

374,8 496,9 15,0

329,2 (197,2)

43,1 (18,3)

97,0 (1,3)

228,3 (99,9)

66,1 (63,5)

30,2 -

8,6 (7,6)

472,1 (2,5)

55,6 (53,1)

(443,5) 443,5

886,6 886,6

132,0

24,8

95,6

128,3

2,6

30,2

1,0

469,6

2,5

-

2,0

(4,4)

24,3

34,1

20,9

9,2

(11,8)

(10,8)

0,1

0,3

63,9 (19,6) (38,5)

Risultato del Gruppo

CONSUNTIVO 2009 (milioni di euro) Investimenti netti Attività Attività fiscali Totale Attività

Elisioni e rettifiche

131,3 196,3 1,6

Proventi (oneri) finanziari Imposte e quota terzi

CONSUNTIVO 2010 (milioni di euro) Investimenti netti Attività Attività fiscali Totale Attività

Attività diverse

5,8 Quotidiani nazionali e Quotidiani Periodici locali (1,0) 15,6 1.030,2 394,7

Radio e Raccolta Internet Televisione pubblicità 1,6 11,9 0,3 121,9 206,2 220,5

Attività diverse 1,2 45,6

Elisioni e rettifiche (680,4)

Quotidiani nazionali e Quotidiani Periodici locali 4,1 18,8 1.020,1 392,9

Radio e Raccolta Internet Televisione pubblicità 3,0 3,7 (0,7) 116,7 194,2 215,2

Attività diverse (4,6) 85,6

Elisioni e rettifiche (698,7)

TOTALE 29,7 1.338,7 44,8 1.383,5

TOTALE 24,5 1.326,0 69,2 1.395,2

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6. Cambiamenti di principi contabili, errori e cambiamenti di stima I principi contabili adottati sono modificati da un esercizio all’altro solo se il cambiamento è richiesto da un Principio o se contribuisce a fornire informazioni maggiormente attendibili e rilevanti degli effetti delle operazioni compiute sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico o sui flussi finanziari dell’entità. I cambiamenti di principi contabili sono contabilizzati retrospetticamente con imputazione dell’effetto a patrimonio netto del primo degli esercizi presentati; l’informazione comparativa è adattata conformemente. L’approccio prospettico è effettuato solo quando risulti impraticabile ricostruire l’informazione comparativa. L’applicazione di un principio contabile nuovo o modificato è contabilizzata come richiesto dal principio stesso. Se il principio non disciplina le modalità di transizione, il cambiamento è contabilizzato secondo il metodo retrospettivo, o se impraticabile, prospettico. Nel caso di errori rilevanti si applica lo stesso trattamento previsto per i cambiamenti nei principi contabili illustrato al paragrafo precedente. Nel caso di errori non rilevanti la contabilizzazione è effettuata a conto economico nel periodo in cui l’errore è rilevato. I cambiamenti di stima sono contabilizzati prospetticamente a conto economico nell’esercizio in cui avviene il cambiamento se influisce solo su quest’ultimo o nell’esercizio in cui è avvenuto il cambiamento e negli esercizi successivi se il cambiamento influisce anche su questi ultimi.

7. Eventi successivi la data di riferimento del bilancio Sono eventi successivi quei fatti che si verificano dopo la data di riferimento del bilancio sino alla data in cui viene autorizzata la pubblicazione. Per data in cui il bilancio è autorizzato per la pubblicazione si intende la data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione. Tale data è indicata nella Nota 1. Gli eventi successivi possono riferirsi a fatti che forniscono evidenza circa situazioni esistenti alla data di riferimento del bilancio (eventi successivi rettificativi) ovvero fatti indicativi di situazioni sorte dopo la data di riferimento del bilancio (eventi successivi non rettificativi). Per i primi vengono riflessi in bilancio gli effetti relativi ed aggiornata l’informativa fornita, per i secondi, se rilevanti, è unicamente fornita informativa adeguata nelle Note.

8. Nuovi IFRS e interpretazioni dell’IFRIC Principi contabili, emendamenti ed intepretazioni applicati dal 1° gennaio 2010 La seguente modifica al principio contabile IAS 27 è stata applicata per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2010: IAS 27 (2008) - Bilancio consolidato e separato Le modifiche allo IAS 27 riguardano principalmente il trattamento contabile di transazioni o eventi che modificano le quote di interessenza in società controllate e l’attribuzione delle perdite della controllata alle interessenze di pertinenza di terzi. Lo IAS 27 (2008) stabilisce che, una volta ottenuto il controllo di un’impresa, le transazioni in cui la controllante acquisisce o cede ulteriori quote di minoranza senza modificare il controllo esercitato sulla controllata sono delle transazioni con i soci e pertanto devono essere riconosciute a patrimonio netto. Ne consegue che il valore contabile della partecipazione di controllo e delle interessenze di pertinenza di terzi devono essere rettificati per riflettere la variazione di


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interessenza nella controllata e ogni differenza tra l’ammontare della rettifica apportata alle interessenze di pertinenza di terzi ed il fair value del prezzo pagato o ricevuto a fronte di tale transazione è rilevata direttamente nel patrimonio netto ed è attribuita ai soci della controllante. Non vi saranno rettifiche al valore dell’avviamento ed utili o perdite rilevati nel conto economico. Gli oneri accessori derivanti da tali operazioni devono, inoltre, essere iscritti a patrimonio netto in accordo con quanto richiesto dallo IAS 32 al paragrafo 35. In accordo con le regole di transizione del principio, il Gruppo ha adottato tali modifiche allo IAS 27 in modo prospettico, rilevando l’effetto sul trattamento contabile dell’acquisizione di quote di minoranza di una società controllata. Infatti, a seguito dell’adozione della modifica sopra descritta, nel 2010 il Gruppo ha rilevato un incremento del patrimonio netto di 1.274 migliaia di euro a fronte dell’acquisto dell’ulteriore quota del 5,4% della controllata Editoriale FVG. L’adozione del principio non ha comportato effetti sul Conto economico e sul Risultato base e diluito per azione.

Emendamenti ed interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2010 non rilevanti per il Gruppo I seguenti emendamenti, revisioni ed interpretazioni, applicabili dal 1° gennaio 2010, disciplinano fattispecie e casistiche non presenti all’interno del Gruppo alla data del presente bilancio: Documento

Titolo del documento

IFRS 3 (Rivisto nel 2008)

Aggregazioni aziendali

Modifiche a IAS 39

Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione, elementi qualificabili per la copertura

IFRS 1 (rivisto nel 2008)

Prima adozione degli International Financial Reporting Standards

IFRIC 12

Accordi per servizi in concessione

IFRIC 15

Accordi per la costruzione di immobili

IFRIC 16

Coperture di un investimento netto in una gestione estera

IFRIC 17

Distribuzione ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide

IFRIC 18

Cessioni di attività da parte della clientela

Miglioramenti agli IFRS (2008)

Modifiche all’IFRS 5

Modifiche allo IFRS 1

Esenzioni aggiuntive per le entità che adottano per la prima volta gli IFRS

Miglioramenti agli IFRS (2009) Modifiche all’IFRS 2

Operazioni con pagamento basato su azioni tra entità di un gruppo

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Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dal Gruppo Il Gruppo non ha optato per l’adozione anticipata dei seguenti principi, emendamenti ed interpretazioni di principi già pubblicati e omologati dall’UE, obbligatori per un periodo successivo il 1° gennaio 2010 e per i quali il Gruppo sta valutando gli eventuali effetti che potrebbero derivare dall’adozione degli stessi: Documento

Titolo del documento

Data di entrata in vigore

Modifica allo IAS 32

Classificazione dell’emissione di diritti

1° febbraio 2010

Modifiche all’IFRIC 14

Pagamenti anticipati relativi a una previsione di contribuzione minima

1° gennaio 2011

IFRIC 19

Estinzione di passività finanziarie con strumenti rappresentativi di capitale

1° luglio 2010

Modifiche allo IFRS 1 ed IFRS 7 Esenzione limitata dall’informativa comparativa prevista dall’IFRS 7 per neo-utilizzatori IAS 24 (rivisto nel 2009)

Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate

1° luglio 2010 1° gennaio 2011

Inoltre il Gruppo sta valutando gli eventuali effetti che potrebbero derivare dall’applicazione dei seguenti principi, per i quali, alla data di approvazione del presente bilancio consolidato, gli organi competenti dell’UE non hanno ancora concluso il processo di omologazione: Documento

Titolo del documento

Amendements to IFRS 7

Financial Instruments: Disclosures - Transfers of financial assets

Improvements to IFRSs (2010)

Data di entrata in vigore del documento IASB 1° luglio 2011 1° luglio 2010 - 1° gennaio 2011

9. Principali cause di incertezze nelle stime Le stime sono utilizzate principalmente per verificare l’esistenza e se del caso rilevare perdite di valore su attività iscritte, per determinare rese, accantonamenti per rischi su crediti, benefici ai dipendenti, imposte e altri accantonamenti e fondi. Le stime e le assunzioni sono riesaminate periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico. In particolare, l’attuale situazione d’incertezza sullo scenario di breve e medio periodo, che sta determinando il negativo andamento del fatturato pubblicitario per il comparto stampa, ha reso più difficile la stima delle assunzioni riguardanti l’andamento futuro e le previsioni dei flussi di cassa utilizzati per la determinazione del valore d’uso delle cash generating units ai fini della verifica della recuperabilità dei valori delle immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita e delle partecipazioni. Pertanto, non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo futuro, di risultati diversi da quanto stimato. Le circostanze e gli eventi che potrebbero incidere sui risultati previsti saranno monitorati attentamente dalla Direzione del Gruppo, che provvederà alla costante verifica dell’esistenza di perdite di valore e, ove necessario, a rettificare il valore contabile delle relative voci. Per quanto riguarda la stima delle rese dei prodotti editoriali e dei relativi prodotti opzionali, questa viene effettuata mensilmente attraverso tecniche statistiche, aggiornate in base al pervenire dei primi dati consuntivi. La stima dei rischi legali tiene conto della natura del contenzioso (pendente civile e penale). Per rischi di tipo omogeneo, la previsione dell’esito finale è ponderata sulla base delle risultanze del triennio precedente. L’esperienza storica mostra un trend sostanzialmente lineare.


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10. Variazioni area di consolidamento Si evidenzia che, rispetto all’esercizio 2009, sono uscite dal perimetro di consolidamento la società Rotosud SpA (ceduta a terzi a marzo 2010). Si segnala che, relativamente alla menzionata cessione di Rotosud SpA, che non costituiva un ramo di attività rilevante, la vendita ha determinato una plusvalenza di 3,5 milioni di euro che, stante la continuità del servizio prestato, ora in outsourcing, costituisce il principale effetto sul risultato dell’esercizio 2010. Infatti, il risultato netto apportato al consolidato da quest’ultima fino alla data di cessione è stato negativo per 102 migliaia di euro mentre l’apporto al risultato annuale 2009 era stato positivo per 315 migliaia di euro. Infine, ha modificato la composizione dell’area di consolidamento rispetto all’esercizio 2009 il perfezionamento di un’operazione di fusione per incorporazione, avvenuta in data 22 aprile 2010, della società Editoriale Metropoli SpA, già consolidata con il metodo dell’integrazione globale, in Gruppo Editoriale L’Espresso SpA.

11. Informazioni relative a strumenti finanziari In data 8 aprile 2010 la Capogruppo ha stipulato un contratto di IRS (per un valore nozionale di 50 milioni di euro) volto a convertire il tasso fisso in variabile su quota parte del prestito obbligazionario. Tale operazione è stata classificata come fair value hedge (copertura del valore di mercato) e come tale sia gli utili/(perdite) derivanti dalla determinazione del valore di mercato dello strumento derivato sia gli utili/(perdite) derivanti dalle variazioni del fair value dello strumento oggetto di coperta (prestito obbligazionario) attribuibili al rischio coperto, vengono imputati a conto economico: al 31 dicembre 2010 si è pertanto provveduto a registrare un utile di 105 migliaia di euro a seguito della valutazione al fair value dello strumento derivato che risulta controbilanciata dalla perdita di pari importo rilevata sul prestito obbligazionario. La conversione del tasso fisso in variabile ha comportato un utile di 448 migliaia di euro. Al fine di verificare l’efficacia della copertura sono stati effettuati i test prospettici e retrospettivi. I test prospettici prevedono che all’inizio della copertura e per l’intera durata ogni copertura debba dimostrarsi altamente efficace, ossia che le variazioni del fair value della voce coperta compensino quasi completamente le variazioni del fair value dello strumento coperto. I test retrospettivi prevedono che la copertura si dimostri altamente efficace quando i suoi risultati rientrano in un intervallo compreso tra l’80% e il 125%. Le metodologie utilizzate dalla Capogruppo per la verifica dell’efficacia sono, con riferimento al test retrospettivo, il Dollar Offset Method e, con riferimento al test prospettico, il Relative Risk Reduction (RRR). I test di efficacia della copertura hanno dato esito positivo sia alla data di stipula del derivato sia al 31 dicembre 2010.

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12. Note relative alla Situazione Patrimoniale - Finanziaria Attivo Immobilizzazioni immateriali (1) Si riporta il dettaglio della presente categoria:

Testate e marchi Frequenze Avviamenti Diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere d’ingegno Concessioni e licenze Immobilizzazioni immateriali in corso Altre immobilizzazioni immateriali TOTALE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI di cui: Immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita Immobilizzazioni immateriali a vita utile definita

31/12/2009 400.245 218.901 37.273 93 2.880 106 40 659.538

31/12/2010 400.245 218.901 37.273 1.925 305 658.649

656.419 3.119

656.419 2.230

Non sono capitalizzati costi di ricerca e sviluppo e non sono stati effettuati ripristini di valore. La composizione e la movimentazione delle immobilizzazioni immateriali sono esposte nelle successive tabelle.


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AttivitĂ immateriali a vita utile indefinita Testate e marchi 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Riclassifiche Situazione finale Costo originario Svalutazioni Saldo finale

400.245 400.245 400.245 400.245

Frequenze 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Riclassifiche Situazione finale Costo originario Svalutazioni Saldo finale

218.901 218.901 218.901 218.901

Avviamenti 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Riclassifiche Situazione finale Costo originario Svalutazioni Saldo finale

37.273 37.273 37.273 37.273

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L’elenco dettagliato delle attività valutate come aventi vita utile indefinita, nonché i rispettivi valori contabili sia dell’esercizio in corso sia di quello precedente, sono riportati nella tabella sottostante: Cash Generating Unit Valore contabile o Gruppi di CGU 31/12/2009 229.952 1. La Repubblica 2. La Nuova Sardegna 6.113 3. Testate Finegil Editoriale (Div. Nord-Ovest, Padova, Livorno, Centro-Sud) 49.989 4. Testate Editoriale FVG - Messaggero Veneto 62.742 5. Testate Editoriale FVG – Il Piccolo 41.785 6. Alto Adige 5.120 7. Free Press 3.372 8. Frequenze radiofoniche (Radio Deejay, Radio Capital e m2o) 80.618 9. Frequenze televisive (Rete A) 138.283 10. Marchio Deejay 1.171 11. Avviamento Rete A 34.840 Avviamento altre attività 2.434 TOTALE 656.419

Valore contabile 31/12/2010 229.952 6.113 49.989 62.358 42.169 5.120 3.372 80.618 138.283 1.171 34.840 2.434 656.419

L’impairment test effettuato alla data di chiusura dell’esercizio 2010 sulle testate, le frequenze radiofoniche e televisive, i marchi e gli avviamenti, considerati beni a vita utile indefinita, ha accertato che non sussistono perdite di valore da iscrivere in bilancio. Per la stima del valore recuperabile di ciascun bene si è fatto riferimento al maggiore tra il fair value less costs to sell e il valore d’uso. Si riportano nella successiva tabella le principali informazioni utilizzate per la predisposizione dell’impairment test per ogni unità o gruppo di unità generatrici di flussi finanziari il cui valore sia significativo: Cash Generating Unit Criterio o Gruppi di CGU utilizzato 1. La Repubblica Valore d’uso 2. La Nuova Sardegna Valore d’uso 3. Testate Finegil Editoriale (Div. Nord-Ovest, Padova, Livorno, Centro-Sud) Valore d’uso 4. Testate Editoriale FVG - Messaggero Veneto Valore d’uso 5. Testate Editoriale FVG – Il Piccolo Valore d’uso 6. Alto Adige Valore d’uso 7. Free Press Valore d’uso 8. Radio: frequenze e marchio Deejay Fair value/Valore d’uso 9. Televisione: frequenze e avviamento Fair value

Settore Quotidiani nazionali Quotidiani locali Quotidiani locali Quotidiani locali Quotidiani locali Quotidiani locali Quotidiani locali Radio Televisione

Impairment loss -


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La determinazione del valore d’uso delle Cash Generating Unit Sulla determinazione del valore d’uso delle cash generating unit (CGU), si è proceduto all’attualizzazione – ad un appropriato tasso di sconto – dei flussi finanziari futuri, in entrata e in uscita, generati dall’unità nella fase produttiva e al momento della sua dismissione finale. In altri termini, il value in use è stato stimato applicando il modello Discounted Cash Flow, nella variante unlevered (o asset side), con la formula che comprende l’attualizzazione dei flussi analiticamente attesi nell’orizzonte di durata dei piani previsionali (2011-2015) e la determinazione del terminal value. Per stimare correttamente il valore d’uso di una cash generating unit, è stato necessario valutare l’entità dei flussi di cassa attesi dall’unità, le attese riguardanti le possibili variazioni in ordine all’ammontare e ai tempi di manifestazione dei flussi, il tasso di attualizzazione da impiegare ed altri eventuali fattori di rischiosità riconducibili alla specifica unità. Sulle caratteristiche dei flussi da scontare, i principi contabili internazionali richiedono esplicitamente che, ai fini della verifica del valore, non si tenga conto dei flussi, in entrata e in uscita, generati dalla gestione finanziaria e dei flussi monetari connessi alla gestione fiscale. I flussi da scontare, pertanto, sono flussi di cassa operativi, unlevered, differenziali (perché riferiti alla singola unità), lordi di imposte. Come tasso di attualizzazione è stato adottato il costo medio del capitale investito (wacc pretax) del Gruppo Espresso pari al 10%. La determinazione del fair value less costs to sell delle Cash Generating Unit Lo IAS 36 stabilisce che il fair value less costs to sell di un’attività o di un gruppo di attività (ad esempio una cash generating unit) trovi la migliore espressione nel prezzo “fatto” in un accordo vincolante di vendita tra controparti indipendenti, al netto dei costi diretti di dismissione del bene. Se non esiste questa evidenza, il fair value al netto dei costi di cessione può essere determinato facendo riferimento, in ordine di importanza, ai seguenti valori di scambio: il prezzo corrente negoziato in un mercato attivo; il prezzo relativo a precedenti transazioni similari; il prezzo stimato sulla base di altre informazioni attinte dall’azienda. Nel caso di specie, il fair value less costs to sell è stato determinato seguendo un approccio metodologico differenziato tra attività editoriali, per le quali, tenuto conto della carenza di un mercato attivo di trasferimento, si è fatto riferimento a moltiplicatori diretti di valutazione (Enterprise value/Sales, Entreprise value/EBITDA, Enterprise value/EBIT), e attività radiotelevisive per le quali è stato determinato un multiplo del tipo price/users (Enterprise value/popolazione raggiungibile dal segnale), osservando i prezzi di trasferimento di frequenze similari in rapporto alla popolazione potenzialmente raggiungibile dal relativo segnale. Allo scopo di determinare il possibile “prezzo” della cash generating unit di natura editoriale, sono stati impiegati multipli del tipo “entity side”, nella versione trailing (o multipli storici/puntuali) e nella versione leading (o multipli attesi/medi). La stima del fair value less cost to sell delle unità operative di natura radio-televisiva è stata effettuata partendo dall’osservazione dei prezzi di trasferimento di frequenze similari a quelle oggetto di verifica in rapporto alla popolazione potenzialmente raggiungibile dal segnale. L’impiego di questo approccio valutativo permette di stimare il fair value delle frequenze radiofoniche e televisive correlando il prezzo che il mercato è disposto a pagare per l’acquisizione della frequenza al numero di abitanti raggiunti dal segnale.

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Principali ipotesi sottostanti i piani previsionali 2011-2015 ed analisi di sensitività Per la determinazione dei risultati economici e dei flussi di cassa operativi delle singole CGU del Gruppo, si è fatto riferimento ai piani previsionali 2011-2015 redatti dal management sulla base di ipotesi ragionevoli e coerenti con le evidenze passate; tali piani rappresentano la miglior stima circa le condizioni economiche che esisteranno nel periodo di riferimento considerato. Il primo anno dei piani previsionali corrisponde al budget predisposto con riferimento al 2011, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 19 gennaio 2011. Come già segnalato nel precedente paragrafo 9, l’attuale situazione di incertezza dello scenario di breve e medio periodo ha indotto il management a riconsiderare attentamente i tassi di sviluppo attesi dei ricavi e della marginalità. Per quanto riguarda, in particolare, i ricavi pubblicitari dei quotidiani è stata ipotizzata nel 2011 una sostanziale stabilità della raccolta, in un mercato della stampa che i principali operatori stimano ancora in sofferenza, grazie ad iniziative publi-redazionali, azioni di rilancio/manutenzione dei prodotti e al recupero di efficienza della rete di vendita della pubblicità locale. Per quanto riguarda le radio ed internet si assume una crescita del 3% e del 15% rispettivamente, in linea con l’evoluzione prevista per gli specifici segmenti di mercato. Per i restanti anni di piano, si considera ragionevole assumere il sostanziale mantenimento delle quote di mercato, con l’eccezione dei quotidiani locali, spinti dalle azioni sia sul prodotto che sulla rete, nonché delle due radio minori (Capital e m2o) che, dopo un 2011 di consolidamento, dovrebbero avere una crescita più significativa grazie allo sviluppo del piano editoriale. Per quanto attiene i ricavi diffusionali il piano 2011-2015 assume un andamento delle vendite delle diverse testate in linea con il trend registrato nell’ultimo triennio, tenendo presente le specifiche condizioni di mercato in cui ciascun quotidiano, soprattutto a livello locale, si trova ad operare. Si segnala altresì che per la determinazione del terminal value è stato adottato prudenzialmente un tasso di crescita pari a zero. Per quelle cash generating unit che presentano un valore delle testate e/o delle frequenze e/o dell’avviamento rilevante ai fini del bilancio consolidato del Gruppo e per le quali le risultanze dell’impairment test indichino una differenza positiva del maggiore tra il fair value less cost to sell e il valore d’uso rispetto al valore contabile inferiore alla soglia del 50% del valore contabile stesso, si è altresì provveduto ad effettuare un’analisi di sensitività dei risultati rispetto alle variazioni degli assunti di base, indicando quale combinazione di variabili rende il valore recuperabile delle CGU pari al loro valore contabile. In particolare, per le CGU di natura editoriale tale analisi ha condotto per le CGU Messaggero Veneto e Il Piccolo ai seguenti risultati: • per la CGU Messaggero Veneto, il valore d’uso risulterebbe uguale al valore contabile ipotizzando una flessione anno su anno della raccolta pubblicitaria del 4% ed un calo del 6% delle copie vendute. In alternativa, assumendo come valide le ipotesi di andamento dei ricavi diffusionali e pubblicitari previste nel piano 2011-2015, il valore d’uso risulterebbe uguale al valore contabile ipotizzando un tasso di attualizzazione dei flussi previsti (wacc pre-tax) pari al 14,2% anziché al 10% attualmente utilizzato; • per la CGU Il Piccolo, il valore d’uso risulterebbe uguale al valore contabile ipotizzando una flessione anno su anno dell’1% della pubblicità e del 4,5% delle copie vendute. In alternativa, assumendo come valide le ipotesi di andamento dei ricavi diffusionali e pubblicitari previste nel piano 2011-2015, il valore d’uso risulterebbe uguale al valore contabile ipotizzando un tasso di attualizzazione dei flussi previsti (wacc pre-tax) par al 12,5% anziché al 10% attualmente utilizzato.


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Inoltre, per le cash generating unit di natura radio-televisiva si segnala che nella determinazione del fair value less cost to sell è stata utilizzata per le frequenze radiofoniche una forbice di prezzo che oscilla tra 1,5 e 3 volte il numero di abitanti raggiungibili dalle postazioni FM delle CGU Radio Deejay, Radio Capital e m2o, mentre per quelle televisive è stata ipotizzata una forbice di prezzo che varia tra 3,4 e 3,8 volte. In quest’ultimo caso il fair value della CGU Rete A risulterebbe uguale al valore contabile ipotizzando un moltiplicatore di prezzo medio pari a 2,11 volte il numero di abitanti raggiungibili dal segnale digitale. Data la scarsità di transazioni recenti aventi ad oggetto frequenze televisive in Italia, è stato anche calcolato, a conferma della recuperabilità dei valori iscritti in bilancio, il valore d’uso delle frequenze televisive ipotizzando uno sviluppo dei ricavi da affitto di banda digitale basato su un’evoluzione della copertura della popolazione raggiunta dai due multiplex in possesso di Rete A in linea con quanto previsto dal piano di “switch-off” nazionale.

Altre immobilizzazioni immateriali Si riporta nella successiva tabella l’evidenza della vita utile e della relativa aliquota d’ammortamento per le varie classi di immobilizzazioni immateriali a vita utile definita:

Diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere d’ingegno Concessioni e licenze Altre immobilizzazioni immateriali

Vita utile 3 anni 3-5 anni 3-6 anni

Aliquota 33,33% 20,00%-33,33% 16,67%-33,33%

La movimentazione per singola voce di bilancio è la seguente: Diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere d’ingegno 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Riclassifiche MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

4.594 (4.501) 93 (1) (2.525) 1 2.432 2.068 (2.068) -

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Concessioni e licenze 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

40.534 (37.654) 2.880 626 (477) (78) 2.814 (1.727) 470 56 (2.639) 43.419 (41.494) 1.925

Immobilizzazioni immateriali in corso 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Riclassifiche Situazione finale Costo originario Saldo finale

106 106 308 (4) (105) 305 305


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Altre immobilizzazioni immateriali 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

4.669 (4.629) 40 (40) (207) 207 4.422 (4.422) -

Immobilizzazioni materiali (2) Si riporta il dettaglio della presente categoria: Terreni Fabbricati ed edifici Migliorie su beni di terzi Impianti e macchinari Attrezzature industriali e commerciali Mobili, dotazioni, automezzi Immobilizzazioni materiali in corso Altri beni TOTALE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

31/12/2009 8.812 52.394 13.245 117.772 204 8.127 2.536 527 203.617

31/12/2010 8.042 43.174 9.723 109.676 205 6.459 4.206 245 181.730

Al 31 dicembre 2010 le immobilizzazioni materiali ammontano a 181.730 migliaia di euro, in diminuzione di 21.887 migliaia di euro rispetto alla fine del 2009: gli investimenti netti del periodo, pari a 28.764 migliaia di euro, sono stati piĂš che compensati da ammortamenti e svalutazioni per complessivi 36.431 migliaia di euro e dagli effetti del deconsolidamento, a seguito della cessione, della controllata Rotosud il cui valore residuo delle immobilizzazioni al 31 dicembre 2009 (fabbricato industriale, rotative e altri impianti di stampa) era pari a 14.220 migliaia di euro.

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Considerata l’omogeneità dei beni compresi nelle singole categorie di bilancio, si ritiene che le vite utili per categoria di beni e le rispettive aliquote d’ammortamento siano le seguenti:

Terreni Fabbricati ed edifici Impianti tipografici Impianti generici Altri impianti Rotative Rotative full color Attrezzature industriali Automezzi Mobili, arredi, macchine ordinarie Macchine elettroniche Sistemi editoriali Migliorie su beni di terzi

Vita utile

Aliquota

33 anni 7 anni 10 anni 5 anni 5 anni 10 anni 4 anni 4 anni 8 anni 3 anni 4 anni da contratto

3% 15,5% 10% 20% 20% 10% 25% 25% 12,5% 33% 25% da contratto

La composizione e la movimentazione delle immobilizzazioni materiali di proprietà e dei beni in leasing sono esposte nei prospetti seguenti.

Terreni 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Situazione finale Costo originario Saldo finale di cui: Leasing costo storico Restrizioni per garanzie e impegni

8.812 8.812 (770) 8.042 8.042 129 1.039


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Fabbricati ed edifici 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale di cui: Leasing costo storico Leasing fondo ammortamento Restrizioni per garanzie e impegni

86.698 (34.304) 52.394 317 (352) (14.789) 659 (2.334) 192 7.136 (49) 72.533 (29.359) 43.174 796 (247) 6.707

Il bene in locazione finanziaria è l’immobile di Rimini della controllata A.Manzoni&C. SpA, adibito ad uso ufficio. Il contratto è stato stipulato in data 11 dicembre 2000 con la società UBI Leasing SpA di Brescia e ha una durata di 144 mesi. Il prezzo imponibile del bene, oggetto di valutazione peritale, su cui sono stati calcolati i canoni è di 644 migliaia di euro ed è risultato in linea con i valori di mercato. Il valore esposto in bilancio include oneri accessori al contratto di leasing per 97 migliaia di euro e costi relativi a migliorie apportate all’immobile per 184 migliaia di euro. Gli interessi sono calcolati ad un tasso fisso contrattuale; il valore complessivo dei canoni è di 876 migliaia di euro ed è comprensivo della quota capitale, interessi e valore d’opzione d’acquisto pari a 6 migliaia di euro.

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Migliorie su beni di terzi 31/12//2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

47.882 (34.637) 13.245 1.185 (1.191) (2.105) (4.801) 1.252 2.105 33 45.771 (36.048) 9.723

Impianti e macchinari 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale di cui: Restrizioni per garanzie e impegni

433.416 (315.644) 117.772 11.240 (35.213) (48.758) 11.396 (25.616) 35.218 43.049 588 372.081 (262.405) 109.676 162.442

I privilegi sulla categoria “Impianti e macchinari” si riferiscono alle garanzie reali poste a favore degli istituti bancari che hanno concesso nel 2005 il finanziamento agevolato sulle rotative, impianti tipografici e simili.


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Attrezzature industriali e commerciali 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale di cui: Restrizioni per garanzie e impegni

3.386 (3.182) 204 94 (201) (218) (415) (118) 234 217 408 2.646 (2.441) 205 183

Mobili, dotazioni, automezzi 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale di cui: Restrizioni per garanzie e impegni

82.501 (74.374) 8.127 1.759 (1.462) (152) 2.261 (3.469) 1.396 127 (2.128) 84.907 (78.448) 6.459 90

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Immobilizzazioni materiali in corso 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche Situazione finale Costo originario Saldo finale

2.536 2.536 14.343 (10) (12.663) 4.206 4.206

Altri beni 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale

5.729 (5.202) 527

MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche

31 (147) (167) (1.215)

MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Decrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Riclassifiche

(93) 46 115 1.148

Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale di cui: Leasing costo storico Leasing fondo ammortamento

4.231 (3.986) 245 849 (775)

I beni in leasing finanziario si riferiscono principalmente alla controllata A.Manzoni&C. SpA per contratti di locazione di macchine elettroniche (hardware). Tali contratti sono stati stipulati con la società ECS International Italia SpA in data 13 novembre 2006, 26 febbraio 2007, 1° giugno 2008, 1° maggio 2009, 1° novembre 2009 e 1° dicembre 2009 e hanno tutti durata di 48 mesi. Il valore complessivo dei beni oggetto di leasing è di 849 migliaia di euro; gli interessi sono calcolati ad un tasso fisso ed il valore complessivo dei canoni è di 920 migliaia euro, comprensivo della quota capitale e interessi.


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Partecipazioni valutate al patrimonio netto (3) Nella successiva tabella viene riportato l’elenco delle partecipazioni valutate al Patrimonio Netto, nonché l’evoluzione della percentuale di possesso. Percentuale di possesso Le Scienze SpA Editoriale Corriere Romagna Srl Editoriale Libertà SpA Altrimedia SpA Premium Publisher Network Consorzio

31/12/2009

31/12/2010

50% 49% 35% 35% 29,63%

50% 49% 35% 35% -

Al 31 dicembre 2010 la partecipazione detenuta nel Consorzio Premium Publisher Network è stata valutata con il metodo del costo anziché a patrimonio netto (sia a seguito della diluizione della percentuale di partecipazione al capitale sociale sia in quanto non sono presenti le condizioni che realizzano il concetto di influenza notevole ai sensi dello IAS 28) e pertanto viene inclusa nella voce “Altre partecipazioni”. Nelle tabelle successive vengono riportate le movimentazioni del valore delle partecipazioni valutate col metodo del Patrimonio Netto:

Le Scienze SpA Editoriale Corriere Romagna Srl Editoriale Libertà SpA Altrimedia SpA Premium Publisher Network Consorzio

31/12/2009

Increm.

Decrem.

Dividendi

Risultato

31/12/2010

358 2.992 24.207 757 20

-

(20)

(284) (350) (105) -

273 (3) 631 126 -

347 2.989 24.488 778 -

28.334

-

(20)

(739)

1.027

28.602

TOTALE PARTECIPAZIONI VALUTATE AL PATRIMONIO NETTO

L’impairment test effettuato alla data di chiusura dell’esercizio 2010 sulle partecipazioni in Editoriale Libertà ed Editoriale Corriere Romagna ha confermato i valori iscritti in bilancio. Il valore recuperabile delle partecipazioni in Editoriale Libertà ed Editoriale Corriere Romagna è stato determinato, secondo le indicazioni dello IAS 36, nel maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d’uso, stimati utilizzando le stesse metodologie, nonché assunzioni analoghe a quelle descritte nella Nota 12.1; nel caso specifico il valore recuperabile è risultato il valore d’uso per entrambe le partecipazioni. In particolare, dall’analisi di sensitività riferita alla partecipazione in Editoriale Libertà, il valore d’uso risulterebbe uguale al valore contabile, ipotizzando una crescita anno su anno della raccolta pubblicitaria del 2,5% a partire dal 2011 ed una flessione dell’1% delle copie vendute. In alternativa, assumendo come valide le ipotesi di andamento dei ricavi diffusionali e pubblicitari previste nel piano 2011-2015, il valore d’uso risulterebbe uguale al valore contabile ipotizzando un tasso di attualizzazione dei flussi previsti (wacc pre-tax) pari all’11,2% anziché al 10% attualmente utilizzato.

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Viene riportata infine la sintesi dei principali dati di bilancio delle suddette Partecipazioni: Attività Le Scienze SpA Editoriale Corriere Romagna Srl Editoriale Libertà SpA Altrimedia SpA

31/12/2009

31/12/2010

31/12/2009

Passività 31/12/2010

4.170 3.741 25.102 4.195

3.677 3.791 25.366 4.433

3.456 518 6.460 2.534

2.983 575 5.920 2.714

2009

2010

2009

2010

4.237 170 14.751 9.453

4.411 160 15.047 9.790

568 (86) 1.849 362

546 (7) 1.804 359

Ricavi Le Scienze SpA Editoriale Corriere Romagna Srl Editoriale Libertà SpA Altrimedia SpA

Utili/(perdite)

La data di chiusura contabile delle menzionate società coincide con quella di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA. Altre partecipazioni (4) Valore di carico al 31 dicembre 2009 Acquisizioni e incrementi Cessioni e decrementi

2.486 44 -

Valore di carico al 31 dicembre 2010

2.530

Gli incrementi si riferiscono alle partecipazioni detenute nel Consorzio Premium Publisher Network e in Club Dab Italia Soc. Consortile p.A. Nella successiva tabella viene riportato l’elenco delle partecipazioni inserite in questa categoria, l’evoluzione della percentuale di possesso nonché il valore di carico: Percentuale di possesso 31/12/2009 31/12/2010 Telelibertà SpA ANSA Soc. Coop.a r.l. Trento Press Service Srl Audiradio Srl Club Dab Italia Soc. Consortile p.A. Premium Publisher Network Consorzio Altre partecipazioni TOTALE ALTRE PARTECIPAZIONI

19% 18,48% 14,40% 3,6% 16,67% -

19% 18,48% 14,40% 3,6% 27,50% 24,49% -

Valore di carico 31/12/2009 31/12/2010 190 2.209 37 26 3 21

190 2.209 37 26 33 14 21

2.486

2.530

La data di chiusura contabile delle menzionate società coincide con quella di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA.


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Crediti non correnti (5) Crediti verso l’Erario per anticipo TFR Depositi cauzionali oltre 1 anno Altri crediti non correnti TOTALE CREDITI NON CORRENTI

31/12/2009

31/12/2010

217 1.053 2 1.272

208 1.076 2 1.286

Attività per imposte anticipate e passività per imposte differite (6) Si riporta nello schema successivo la composizione della fiscalità anticipata/differita:

Imposte Anticipate

Da fondi del personale Da fondi rischi Da svalutazione delle attività correnti Da svalutazione delle attività immobilizzate Da svalutazione strumenti finanziari Da perdite fiscali di esercizi precedenti TOTALE

31/12/2009 10.083 53.223 43.523 9.037 7.874 49.686 173.426

Da fondi del personale Da fondi rischi Da svalutazione delle attività correnti Da svalutazione delle attività immobilizzate Da svalutazione strumenti finanziari Da perdite fiscali di esercizi precedenti TOTALE

31/12/2009 2.773 15.165 12.065 2.724 2.165 13.669 48.561

Imponibili per imposte anticipate 31/12/2010 12.240 34.687 36.127 7.933 4.195 24.587 119.769 Attività per imposte anticipate 31/12/2010 3.366 10.198 9.986 2.417 1.154 6.763 33.884

Imposte Differite Imponibili per imposte differite Da minore valutazione dei fondi del personale Da minore valutazione dei fondi rischi Da maggiore valutazione delle attività correnti Da maggiore valutazione delle attività immobilizzate Da rivalutazione strumenti finanziari TOTALE

31/12/2009 14.069 179 111 339.151 3.606 357.116

31/12/2010 11.197 570 107 357.042 368.916

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Passività per imposte differite Da minore valutazione dei fondi del personale Da minore valutazione dei fondi rischi Da maggiore valutazione delle attività correnti Da maggiore valutazione delle attività immobilizzate Da rivalutazione strumenti finanziari TOTALE

31/12/2009 3.869 56 31 105.911 1.132 110.999

31/12/2010 3.079 164 30 111.089 114.362

Imposte differite accreditate a patrimonio netto TOTALE RILEVAZIONE DIRETTA A PATRIMONIO NETTO

31/12/2009 6 6

31/12/2010 160 160

Rimanenze (7)

Rimanenze lorde Carta (materie prime) 20.387 Materiali di stampa (materie prime) 2.912 Pubblicazioni testate (prodotti finiti) 974 Pubblicazioni opzionali (prodotti finiti) 507 Rese su vendite (prodotti finiti) 8.853 Altre merci 464 TOTALE RIMANENZE 34.097

31/12/2009 Svalutazioni (2.134) (270) (8.054) (396) (10.854)

Rimanenze nette 18.253 2.642 974 507 799 68 23.243

Rimanenze lorde 14.860 2.285 209 385 4.359 338 22.436

31/12/2010 Svalutazioni (764) (284) (33) (3.989) (322) (5.392)

Rimanenze nette 14.096 2.001 209 352 370 16 17.044

Al 31 dicembre 2010 la variazione delle rimanenze iscritta a conto economico è negativa per 5.739 migliaia di euro (al 31 dicembre 2009 era negativa per 4.460 migliaia di euro), di cui 1.351 migliaia di euro relativi alla variazione negativa delle rimanenze di prodotti inclusa nella voce “Variazione rimanenze prodotti” (al 31 dicembre 2009 tale variazione era negativa per 771 migliaia di euro) e 4.388 migliaia di euro relativi alla variazione negativa delle rimanenze di carta, materie prime e merci inclusa nella voce “Costi per acquisti” (a fine esercizio 2009 era negativa per 3.689 migliaia di euro).


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Crediti commerciali (8)

Clienti edicole e distributori Crediti verso clienti pubblicità e cambi merce Crediti verso clienti vari Crediti verso imprese del Gruppo TOTALE CREDITI COMMERCIALI

31/12/2009 15.623 201.640 11.687 995 229.945

31/12/2010 13.461 207.022 13.246 1.009 234.738

Il fondo svalutazione crediti al 31 dicembre 2010 ammonta a 16.575 migliaia di euro (18.029 migliaia di euro al 31 dicembre 2009). La movimentazione è la seguente: 31/12/2010 18.029 4.632 (6.086) 16.575

Saldo iniziale Svalutazioni Utilizzi Saldo finale

I crediti verso imprese del Gruppo si riferiscono a crediti commerciali verso le società consolidate con il metodo del Patrimonio Netto (Le Scienze, Editoriale Libertà, Altrimedia). Per il dettaglio si rimanda alla tabella riportata in nota 14.4.

Titoli e altre attività finanziarie (9)

Titoli di stato o similari Obbligazioni Interessi maturati Crediti finanziari per derivati TITOLI E ALTRE ATTIVITA’ FINANZIARIE

31/12/2009 13.261 11.624 294 25.179

31/12/2010 54.615 5.166 416 193 60.390

Nel corso dell’esercizio sono stati ulteriormente acquistati titoli obbligazionari con un esborso complessivo di 55.701 migliaia di euro (di cui 476 migliaia di euro a fronte dei dietimi di interesse maturati) al fine di diversificare gli investimenti finanziari delle disponibilità liquide. I titoli di stato sono quasi interamente costituiti da titoli italiani (BTPS e CCTS) e tedeschi (BUND), mentre le obbligazioni riguardano titoli emessi da primari Istituti Bancari. Inoltre nel 2010 sono stati incassati 19.500 migliaia di euro di titoli giunti a naturale scadenza. I titoli, che pagano un interesse sia fisso che variabile mediamente del 2,99%, hanno una scadenza compresa tra il 31 luglio 2011 e il 15 dicembre 2015 e sono stati classificati come “attività finanziarie disponibili per la cessione” e, pertanto, valutati al fair value. L’effetto negativo a Patrimonio Netto di tale valutazione è pari a 437 migliaia di euro, al netto dei relativi effetti fiscali (di cui 422 migliaia di euro maturati nel corso del 2010). La voce crediti finanziari per derivati si riferisce alla valutazione a fair value del contratto di interest rate swap di copertura interessi del Prestito Obbligazionario per 105 migliaia di euro, nonché al relativo rateo netto sugli interessi maturati (88 migliaia di euro).

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Crediti tributari (10)

Crediti verso l’Erario per Ires/Irap Crediti Ires verso controllanti Crediti verso l’Erario per Ires/Irap chiesti a rimborso Crediti verso l’Erario per IVA Crediti per contributi editoria Legge 62/2001 Altri crediti verso l’Erario TOTALE CREDITI TRIBUTARI

31/12/2009 3.741 4.139 4.637 736 2.429 4.948 20.630

31/12/2010 764 4.624 603 1.153 3.754 10.898

I crediti per contributi si riferiscono ai crediti d’imposta sugli investimenti relativi alla Legge n. 62/2001 (Legge Editoria), la quale prevede che sugli investimenti agevolabili venga corrisposto un credito di imposta pari al 3% all’anno per cinque anni. I benefici non di competenza del periodo sono stati riscontati e vengono utilizzati di anno in anno in base all’ammortamento dei cespiti cui si riferiscono. Altri crediti (11) Crediti per contributi e sovvenzioni Crediti verso istituti previdenziali e assistenziali Depositi cauzionali Anticipi a fornitori e agenti Crediti verso dipendenti e collaboratori Altri crediti TOTALE ALTRI CREDITI

31/12/2009 310 397 440 1.361 1.319 13.541 17.368

31/12/2010 440 163 1.358 869 15.941 18.771

Gli altri crediti si riferiscono principalmente ai diritti dei prodotti opzionali e dei programmi radiofonici che verranno realizzati nei primi mesi del 2011.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (12)

Crediti finanziari verso imprese del Gruppo Depositi su c/c presso banche e poste Denaro e valori in cassa Assegni Ratei attivi su depositi bancari e postali TOTALE DISPONIBILITA’ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI

31/12/2009 1.438 133.280 129 83 82 135.012

31/12/2010 153 134.379 142 39 244 134.957

I depositi su c/c presso banche e poste rappresentano investimenti finanziari a breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e sono soggetti ad un rischio irrilevante di variazione del loro valore. Tali depositi sono effettuati in relazione alle esigenze finanziarie del Gruppo, coprono un orizzonte temporale di 3 mesi e sono remunerati ad un tasso fisso (mediamente pari all’1%) preventivamente concordato e parametrato all’Euribor di periodo.


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Passivo Capitale sociale (13) Al 31 dicembre 2010 il capitale sociale ammonta a euro 61.463.308,20 ed è costituito da n. 409.755.388 azioni da nominali 0,15 euro. Rispetto al 31 dicembre 2009 si è incrementato di 24.570 euro a seguito della sottoscrizione di n. 163.800 azioni in esecuzione dei piani di stock options.

N° azioni deliberate N° azioni emesse di cui: N° azioni proprie

31/12/2009 435.297.188 409.591.588

31/12/2010 439.142.188 409.755.388

7.980.000

8.020.000

Tutte le azioni ordinarie sono emesse a fronte di versamenti interamente effettuati. Non esistono azioni gravate da vincoli nella distribuzione di dividendi, ad eccezione di quanto previsto dall’art. 2357 del Codice Civile per le azioni proprie. Riserve (14) La composizione e la movimentazione delle riserve sono dettagliate nel “Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto”. Nel rispetto delle delibere assembleari che hanno autorizzato il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ad effettuare acquisti di azioni ordinarie Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, nel corso dell’esercizio sono state acquistate n. 40.000 azioni per complessivi 90 migliaia di euro e, considerando le azioni proprie acquisite negli anni precedenti, la Società ha in portafoglio al 31 dicembre 2010 n. 8.020.000 azioni proprie che rappresentano l’1,96% del capitale sociale. Benefici basati su strumenti finanziari

Il Gruppo riconosce benefici addizionali ad alcuni dipendenti della Capogruppo e di società controllate che ricoprono posizioni di primo piano all’interno del Gruppo, attraverso piani di compensi basati su strumenti finanziari. In particolare i piani adottati dal Gruppo prevedono l’attribuzione di diritti di partecipazione al capitale (c.d. “stock option”). Nel passato sono stati adottati anche piani che prevedevano l’attribuzione di diritti che comportavano il riconoscimento a favore dei beneficiari di una eventuale corresponsione di carattere straordinario, basata sull’andamento del titolo azionario di riferimento (c.d. “phantom stock option”); tuttavia alla luce delle recenti modifiche intervenute nella normativa fiscale in termini di incentivazione a favore di dipendenti, l’assemblea dei soci di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, tenutasi il 22 aprile 2009, ha deliberato di cancellare gli esistenti Piani di Phantom Stock Option 2007 e 2008 (Piani Phantom) e di sostituirli con il Piano di Stock Option Straordinario 2009 disciplinato, mutatis mutandis, dai medesimi termini e condizioni contenuti nei regolamenti dei Piani Phantom. L’assemblea dei soci tenutasi il 21 aprile 2010 ha deliberato un’ulteriore attribuzione a favore di dipendenti del Gruppo di un Piano di Stock Option Ordinario 2010. Tutti i piani di stock option adottati dal Gruppo (2000 – 2010) prevedono la facoltà per i beneficiari di esercitare, ad un determinato prezzo ed entro un arco temporale predefinito,

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

un’opzione di sottoscrizione di nuove azioni della Società da emettersi in virtù di apposite delibere. I relativi regolamenti, tra le altre condizioni e termini, disciplinano anche la sorte delle opzioni in caso di cessazione, per qualunque motivo, del rapporto di lavoro subordinato. Per la descrizione dei piani di stock option si rimanda alla sezione “Informativa ai sensi del Regolamento Consob n. 11971”. Nell’allegato 2) vengono riepilogate tutte le informazioni relative a ciascun piano in essere al 31 dicembre 2010. In particolare si evidenzia che ad oggi le opzioni di sottoscrizione di azioni della Società ancora valide, ma non esercitate, ammontano a 24.903.200 pari al 6,08% del totale delle azioni attualmente componenti il capitale sociale. ***** Ai fini della valutazione delle opzioni assegnate con i piani adottati dal Gruppo é stata utilizzata la procedura numerica degli alberi binomiali. Tale metodologia, largamente in uso per valutare le opzioni finanziarie secondo l’approccio stocastico, fa riferimento ai modelli discreti “binomiali”, elaborati a partire dal 1979 da Cox, Rubinstein e Ross, con l’intento di fornire una generalizzazione del modello di Black e Scholes. Le principali ipotesi relative alla determinazione del fair value dei piani di stock option (2003- 2006) sono riassunte nel prospetto seguente:

Prezzo medio di esercizio Volatilità attesa Tasso free risk Fair value

Piano 26-feb-03 2,86 40,83% 4,08%

Piano 23-lug-03 3,54 27,23% 4,17%

Piano 25-feb-04 4,95 24,19% 4,31%

0,4292

0,5533

1,1173

Piano Piano 28-lug-04 23-feb-05 4,80 4,75 25,86% 20,84% 4,49% 3,79% 0,9070

0,6650

Piano 27-lug-05 4,65 18,41% 3,42% 0,6960

Piano 2006 I tranche II tranche 4,33 3,96 17,51% 16,56% 4,35% 4,10% 0,8016

0,6938

mentre le principali ipotesi relative alla determinazione del fair value dei piani di stock option 2009 e 2010 sono riassunte nel prospetto seguente:

Prezzo medio di esercizio Volatilità attesa Tasso free risk Fair value

Piano Straordinario 2009 I tranche II tranche III tranche IV tranche 3,84 3,60 2,22 1,37 38,98% 38,98% 38,98% 38,98% 2,90% 2,90% 2,90% 2,90% 0,1596

0,1699

0,2404

0,3195

Piano Ordinario 2009 I tranche II tranche 1,00 1,86 38,98% 38,98% 2,90% 2,90% 0,5431

0,8927

Piano Ordinario 2010 I tranche 2,25 33,23% 3,19% 0,5361

L’ipotesi sulla volatilità attesa è stata assunta con riferimento alla stima ufficiale della Borsa Italiana sulla volatilità implicita a tre mesi rilevata nel mercato delle call option relative alle azioni Gruppo Espresso. Al 31 dicembre 2010, il costo complessivo rilevato in bilancio derivante dai piani di opzioni ammonta a 2.621 migliaia di euro (907 migliaia di euro al 31 dicembre 2009).


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Patrimonio netto di terzi (15) 31/12/2009 8.783 1.041 9.824

Editoriale FVG SpA Seta SpA TOTALE PATRIMONIO NETTO DI TERZI

31/12/2010 2.808 1.098 3.906

Debiti finanziari (16) Debiti finanziari non correnti

Obbligazioni Debiti verso le banche Debiti verso società di leasing TOTALE DEBITI FINANZIARI NON CORRENTI

31/12/2009

31/12/2010

288.430 59.823 329 348.582

274.737 38.482 120 313.339

scadenza 1-5 anni 274.737 38.482 120 313.339

scadenza oltre 5 anni -

Debiti finanziari correnti Obbligazioni Debiti in c/c verso le banche Debiti verso le banche per finanziamenti Debiti verso società di leasing e altri finanziatori TOTALE DEBITI FINANZIARI CORRENTI

31/12/2009 3.290 612 15.608 294 19.804

31/12/2010 3.278 507 13.095 133 17.013

Al 31 dicembre 2010 il valore del prestito obbligazionario ammonta complessivamente a 275.422 migliaia di euro, di cui 685 migliaia di euro a breve e 274.737 migliaia di euro oltre i 12 mesi. Il prestito obbligazionario, originariamente di valore nominale di 300 milioni di euro (ora diminuiti a 272,6 milioni di euro) e collocato nell’ottobre 2004, ha durata decennale e paga un interesse fisso del 5,125%; il tasso d’interesse effettivo è del 4,824%. Nel corso dell’esercizio 2010 è stato effettuato un acquisto sul mercato di piccole porzioni del prestito obbligazionario per un valore nominale complessivo di 12.876 migliaia di euro (13.035 migliaia di euro di valore contabile) a fronte di un corrispettivo versato di 12.524 migliaia di euro oltre al pagamento dei dietimi di interesse per 201 migliaia di euro. Con tali operazioni è stata realizzata una plusvalenza di 511 migliaia di euro. Nel rispetto dei termini e delle condizioni che regolano il prestito obbligazionario, si è proceduto alla cancellazione della parte acquistata. In applicazione di quanto previsto dallo IAS 39, tale prestito viene valutato adottando la tecnica del costo ammortizzato utilizzando il tasso di interesse effettivo. In base a tale disposizione sono stati contabilizzati sul prestito sia i costi direttamente attribuibili (originariamente pari a 1.995 migliaia di euro e ridotti al 31 dicembre 2010 a 795 migliaia di euro) sia i proventi derivanti dalla chiusura anticipata, avvenuta nel marzo 2005, di un contratto di interest rate swap volto a convertire il tasso fisso in tasso variabile (originariamente tali proventi ammontavano a 9.020 migliaia di euro ridotti a 3.592 migliaia di euro al 31 dicembre 2010, di cui 204 migliaia di euro per effetto del riacquisto). Nel corso dell’esercizio è stato stipulato un contratto derivato di swap a parziale copertura del

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

suddetto prestito (valore nozionale 50 milioni di euro) che, contabilizzato secondo la metodologia dell’“Hedge Accounting” ha comportato la valutazione a fair value della quota parte coperta, determinando una perdita pari a 105 migliaia di euro che risulta controbilanciata dall’utile rilevato a seguito della valutazione al fair value degli strumenti derivati di copertura. Al fine di verificare l’efficacia della copertura sono stati effettuati i test prospettici e retrospettivi, sia alla data di stipula del contratto sia al 31 dicembre 2010, che ne hanno confermato l’efficacia. Nelle obbligazioni a breve termine sono classificati, oltre alla quota entro l’anno del prestito obbligazionario, pari a 685 migliaia di euro, i relativi ratei degli interessi maturati al 31 dicembre 2010, pari a 2.488 migliaia di euro, nonché la menzionata valutazione di 105 migliaia di euro. I debiti verso le banche per finanziamenti sono così composti: 31/12/2009 58.384 1.439 59.823 14.209 1.399 15.608 75.431

Finanziamenti con garanzia reale non correnti Finanziamenti senza garanzia reale non correnti Totale finanziamenti non correnti Finanziamenti con garanzia reale correnti Finanziamenti senza garanzia reale correnti Totale finanziamenti correnti TOTALE DEBITI VERSO LE BANCHE PER FINANZIAMENTI

31/12/2010 38.482 38.482 11.656 1.439 13.095 51.577

Per ulteriori dettagli sulle scadenze si rinvia al paragrafo 14.5 “Gestione dei rischi”. L’ammontare dei debiti relativi ai beni in leasing è dettagliato nel seguente prospetto: Valore al 31/12/2009 Scadenti entro 12 mesi Scadenti da 1 a 5 anni Scadenti oltre 5 anni TOTALE

294 329 623

Incrementi e variazioni scadenza 209 (209) -

Rimborsi e risoluz. di quote capitale (370) (370)

Riscatti

Valore al 31/12/2010

-

133 120 253

Fondi per rischi e oneri (17) Si riporta nella tabella successiva la movimentazione complessiva dei fondi, nonché la movimentazione suddivisa tra quota corrente e non corrente:

Saldo iniziale Utilizzi Giroconti corrente/non corrente Accantonamenti/(rilasci) Variazione per attualizzazione Saldo finale

Vertenze legali

Vertenze previdenziali

Incentivi all’esodo

Rischi vari

Totale fondi

di cui corrente

di cui non corrente

10.284 (3.452) 6.912 294 14.038

5.142 (1.153) (955) 34 3.068

33.603 (29.084) 12.290 16.809

40.222 (3.260) 4.790 5 41.757

89.251 (36.949) 23.037 333 75.672

48.844 (35.481) 3.837 18.355 35.555

40.407 (1.468) (3.837) 4.682 333 40.117


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Parte non corrente

Saldo iniziale Utilizzi Giroconti corrente/non corrente Accantonamenti/(rilasci) Variazione per attualizzazione Saldo finale

Vertenze legali

Vertenze previdenziali

Incentivi all’esodo

Rischi vari

Totale fondi

6.402 (969) (3.505) 5.401 294 7.623

2.874 (358) (57) (683) 34 1.810

33 33

31.131 (141) (275) (69) 5 30.651

40.407 (1.468) (3.837) 4.682 333 40.117

Vertenze legali

Vertenze previdenziali

Incentivi all’esodo

Rischi vari

Totale fondi

3.882 (2.483) 3.505 1.511 6.415

2.268 (795) 57 (272) 1.258

33.603 (29.084) 12.257 16.776

9.091 (3.119) 275 4.859 11.106

48.844 (35.481) 3.837 18.355 35.555

Parte corrente

Saldo iniziale Utilizzi Giroconti corrente/non corrente Accantonamenti/(rilasci) Saldo finale

Le componenti di lungo termine dei fondi, con esclusione di quelle relative alle vertenze previdenziali e fiscali (che maturano interessi pari al tasso legale), sono state attualizzate ad un tasso pari al 5% al lordo delle imposte (invariato rispetto al 31 dicembre 2009). I fondi rischi vertenze legali e previdenziali includono, oltre alle cause per diffamazione, comuni per tutte le società editrici, i rischi legati a vertenze di natura commerciale, cause di lavoro ed il rischio legato agli accertamenti previdenziali. Il fondo per incentivi all’esodo si riferisce all’accantonamento per i piani di riorganizzazione aziendale avviati in alcune società del Gruppo. Il fondo rischi vari è costituito da accantonamenti per oneri fiscali di esercizi precedenti, da vertenze fiscali per operazioni a premio e da altri rischi. Con riferimento agli accantonamenti per oneri fiscali di esercizi precedenti, si ricorda che una sentenza emessa nel dicembre 2008 da parte della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, chiamata a decidere su questioni attinenti operazioni di usufrutto azionario con soggetti esteri riferite ad altre società, aveva indotto la Società ad accantonare al 31 dicembre 2008 un importo pari a 13.342 migliaia di euro, ritenendo quale rischio probabile per i contenziosi ancora pendenti solo quello relativo al credito d’imposta sui dividendi e delle relative ritenute subite, oltre agli interessi maturati. Successivamente, nel corso del 2009, alla luce di una più recente giurisprudenza in materia, gli amministratori hanno ritenuto di effettuare un ulteriore accantonamento di 14.680 migliaia di euro, valutando come probabile anche il rischio di ripresa a tassazione dell’ammortamento del costo sostenuto per l’acquisto dell’usufrutto, oltre gli interessi maturati. Con l’ulteriore accantonamento di 637 migliaia di euro per gli interessi maturati nel 2010, il relativo fondo rischi al 31 dicembre 2010 ammonta a 28.659 migliaia di euro, pari all’intero importo accertato ad esclusione delle sanzioni, in quanto il relativo rischio è stato qualificato solo come possibile.

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Ai soli fini di completezza, si segnala che la massima passività, al lordo dell’effetto fiscale e comprese le citate sanzioni, sarebbe pari a circa 44,7 milioni di euro. Si precisa inoltre che il fondo, salvo l’aggiornamento degli interessi, è invariato rispetto all’esercizio precedente anche in attesa della decisione da parte della Corte di Giustizia Europea in merito alla compatibilità con le norme comunitarie delle agevolazioni previste dalla Legge n. 73/2010 a cui la Società ha aderito per l’annualità 1992.

TFR e altri fondi per il personale (18) Piani a benefici definiti

Il fondo Trattamento Fine Rapporto maturato al 31 dicembre 2006 per le aziende con più di 50 dipendenti e maturato al 31 dicembre 2010 per le altre, nonché il fondo Indennità fissa per i dirigenti di giornali quotidiani rientrano nei piani a benefici definiti e pertanto sono stati determinati applicando la metodologia attuariale. Entrambi i fondi rappresentano il valore attuale dell’obbligazione legale futura. Le ipotesi relative alla determinazione dei Piani sono riassunte nel prospetto che segue:

Tasso annuo tecnico di attualizzazione Tasso annuo di inflazione Tasso annuo aumento retribuzioni

TFR 4,75% 2,0% 3,0%

ALTRI FONDI 4,75% 2,0% 3,0%

Gli importi iscritti nella Situazione Patrimoniale - Finanziaria sono stati così determinati: Fondo Trattamento Fine Rapporto Saldo iniziale Aggregazioni/(Disaggregazioni) Accantonamento per prestazioni di lavoro di periodo (service cost) Costi/(Ricavi) attuariali (actuarial gain/loss) Incremento per interessi finanziari (interest cost) Benefici pagati Saldo finale

31/12/2010 76.083 (1.267) 57 238 3.739 (15.046) 63.804

Altri fondi per il personale Saldo iniziale Accantonamento per prestazioni di lavoro di periodo (service cost) Costi/(Ricavi) attuariali (actuarial gain/loss) Incremento per interessi finanziari (interest cost) Benefici pagati Saldo finale

31/12/2010 7.824 634 311 353 (969) 8.153


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Il numero medio e il numero a fine esercizio del personale dipendente è riepilogato di seguito:

Giornalisti Operai Impiegati Dirigenti Contratti a termine Totale

Numero medio dipendenti 2009 2010 1.215 1.175 462 347 1.347 1.226 114 97 65 49 3.203 2.894

Numero dipendenti fine esercizio 31/12/2009 31/12/2010 1.211 1.128 453 337 1.304 1.188 103 92 45 44 3.116 2.789

Debiti commerciali (19)

Debiti verso fornitori: • carta • stampa • trasporti e distribuzione • investimenti • promozioni • prodotti opzionali • collaboratori • diversi redazionali • utenze e manutenzioni • altri fornitori Debiti per acconti Debiti verso imprese del Gruppo TOTALE DEBITI COMMERCIALI

31/12/2009

31/12/2010

27.872 10.071 4.755 10.433 7.586 18.500 5.456 4.439 6.627 50.886 40 888

18.642 9.371 3.752 12.738 7.099 16.327 6.064 4.484 4.064 59.189 872 1.254

147.553

143.856

I debiti verso imprese del Gruppo si riferiscono a debiti commerciali verso le società consolidate con il metodo del Patrimonio Netto (Le Scienze, Altrimedia). Per il dettaglio si rimanda alla tabella in nota 14.4. I debiti commerciali sono normalmente regolati a 60/90 giorni.

Debiti tributari (20)

Debiti per Ires/Irap Debiti Ires verso controllanti Debiti per ritenute e IRPEF Debiti verso l’Erario per IVA Altri debiti tributari TOTALE DEBITI TRIBUTARI

31/12/2009

31/12/2010

22 10.656 2.024 33 12.735

1.760 6.465 11.442 1.915 476 22.058

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Altri debiti (21) 31/12/2009

31/12/2010

Debiti vs istituti previdenziali e sicurezza sociale Debiti vs il personale per ferie Debiti vs il personale diversi Debiti vs amministratori e sindaci Ratei passivi Debiti per abbonamenti Debiti per contributi Legge 62/2001 Debiti per contributi su interessi Altri debiti

23.480 15.177 16.938 441 2.836 9.379 7.454 5.593 5.627

23.931 11.599 18.816 363 3.202 9.312 4.775 3.843 6.066

TOTALE ALTRI DEBITI

86.925

81.907

13. Note relative al Conto Economico Complessivo Ricavi (22) 2009

2010

Ricavi da pubblicazioni

374.780

334.213

Ricavi da pubblicitĂ

496.856

528.391

Lavorazioni c/terzi per stampa

817

587

Ricavi da vendita scarti e rese

1.347

3.154

Ricavi da vendita servizi internet e mobile

3.453

3.694

Ricavi conferenze, seminari e formazione

135

-

Ricavi cessione diritti e marchi

718

610

Ricavi da vendita contenuti Ricavi da vendita altri servizi Ricavi da vendita altri prodotti e merci TOTALE RICAVI

411

1.522

7.304

12.572

828

293

886.649

885.036

Altri proventi operativi (23)

Contributi Plusvalenze cessioni cespiti Sopravvenienze attive Fitti attivi Altri proventi TOTALE ALTRI PROVENTI OPERATIVI

2009

2010

4.549

2.888

395

2.336

6.123

3.680

57

7

8.705

5.089

19.829

14.000


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Costi per acquisti (24) 2009

2010

Carta testate, promozioni e pubbl. opzionali

83.653

63.458

Materiali per la stampa

15.999

11.533

Acquisto pubblicazioni opzionali

12.518

7.736

3.710

3.277

Materiali di consumo Altre merci Variazione rimanenze materie prime e merci TOTALE COSTI PER ACQUISTI

596

366

3.689

4.388

120.165

90.758

Costi per servizi (25) 2009

2010

Stampa e altre lavorazioni presso terzi

50.197

55.774

Distribuzione

28.259

26.812

Diritti di riproduzione, SIAE e altri

28.349

20.952

Promozioni

22.166

16.618

Canoni editore

10.478

28.074

Provvigioni agenti e agenzie

34.229

36.515

Costi redazionali

56.265

54.084

Produzioni radio e Tv

1.681

5.402

12.866

13.379

Spese viaggi e soggiorni

9.934

10.041

Telefoniche e trasmissione dati

6.661

6.213

24.508

20.679

4.715

6.920

22.914

21.169

5.395

4.672

Consulenze

Manutenzioni e utenze Gestione impianti e tecnologie Fitti passivi Vigilanza, pulizia e smaltimento rifiuti Altri costi per servizi TOTALE COSTI PER SERVIZI

22.201

19.268

340.818

346.572

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

Altri oneri operativi (26) 2009

2010

Accantonamento fondi rischi e oneri

9.132

10.814

Imposte e tasse accessorie

2.274

2.306

Spese di rappresentanza e omaggi Quote associative Transazioni e risarcimenti

690

639

2.227

2.264

618

969

Sopravvenienze passive

2.487

2.138

Svalutazioni e perdite su crediti

4.626

4.456

Altri oneri operativi

1.002

1.820

23.056

25.406

2009 265.502 14.975 1.038 (4.187) 907 31.441 6.342 316.018

2010 250.391 14.206 945 (237) 2.621 16.003 4.802 288.731

TOTALE ALTRI ONERI OPERATIVI

Costi per il personale (27)

Salari e stipendi Accantonamento per TFR Accantonamento trattamento di quiescenza e simili Accantonamento per ferie Stock option Incentivi all’esodo Altri costi del personale TOTALE COSTI PER IL PERSONALE

Il valore complessivo sostenuto nel corso dell’esercizio per i compensi spettanti al personale direttivo è pari a 3,7 milioni di euro ed include 0,3 milioni di euro per trattamento di fine rapporto ed altre indennità simili e 0,8 milioni di euro per stock options.

Ammortamenti e svalutazioni (28) 2009 Ammortamento immobilizzazioni immateriali Ammortamento immobilizzazioni materiali Svalutazione immobilizzazioni immateriali

2010

2.161

1.691

39.110

35.153

312

36

Svalutazione immobilizzazioni materiali

1.145

1.278

TOTALE AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI

42.728

38.158


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Proventi/(oneri) finanziari netti (29)

Dividendi Proventi finanziari su titoli e derivati Interessi attivi su c/c bancari e depositi a breve Utile su cambi Altri proventi finanziari Proventi finanziari Interessi passivi su c/c bancari Spese bancarie accessorie Interessi passivi su prestiti obbligazionari Interessi su mutui e finanziamenti Perdite su cambi Canoni leasing Oneri finanziari da applicazione IAS Altri oneri finanziari Oneri finanziari Proventi/(Oneri) da negoziazione titoli Proventi/(Oneri) da negoziazione partecipazioni Svalutazioni e perdite su partecipazioni TOTALE PROVENTI/(ONERI) FINANZIARI NETTI

2009

2010

24

-

346

2.053

1.632

985

88

110

297

279

2.363

3.427

(16)

(12)

(458)

(487)

(14.396)

(13.398)

(3.725)

(2.645)

(108)

(106)

(27)

(23)

(4.760)

(4.425)

(167)

(143)

(23.657)

(21.239)

2.278

265

-

3.499

(629)

(6)

(19.621)

(14.054)

Nell’esercizio 2010 i proventi/(oneri) da negoziazione partecipazioni si riferiscono alla plusvalenza realizzata con la vendita della controllata Rotosud SpA (3.499 migliaia di euro, al lordo dell’effetto fiscale di 136 migliaia di euro). Imposte (30) Le imposte sul reddito ammontano a 44.794 migliaia di euro e sono così composte:

Imposte correnti Imposte differite e anticipate

2009

2010

22.110

22.145

5.361

19.609

Oneri fiscali esercizi precedenti

11.355

3.040

TOTALE IMPOSTE

38.826

44.794

Le imposte sul reddito dell’esercizio 2010 ammontano complessivamente a 44.794 migliaia di euro ed includono 3.040 migliaia euro di accantonamenti straordinari di natura tributaria di cui 637 migliaia di euro relativi agli interessi maturati sull’operazione di usufrutto azionario.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

Si riporta nella tabella successiva la riconciliazione tra l’onere fiscale teorico, determinato con Ires al 27,5% e Irap al 3,9%, e l’onere fiscale effettivo.

1) Utile ante imposte risultante da bilancio 2) a. Imposte sul reddito (IRES) teoriche (ad aliquota nazionale) b. Effetto fiscale relativo a costi non deducibili c. Imposte (antic.)/diff. non accantonate negli anni precedenti d. Dividendi e. Proventi/contributi non tassabili 3) Imposte sul reddito (IRES) 4) IRAP 5) Oneri fiscali di esercizi precedenti 6) Totale imposte da bilancio Aliquota media effettiva Aliquota teorica

2009 44.314 12.186 2.352 (33) (6) (1.431) 13.068 14.403 11.355 38.826 87,62% 31,40%

2010 95.033 26.134 3.568 3 (3.163) 26.542 15.212 3.040 44.794 47,14% 31,40%

Quota dei terzi (31) Si riferisce alla quota di utile di spettanza delle società Editoriale FVG e Seta.

Utile base per azione (32) L’utile base per azione è calcolato dividendo l’utile netto del periodo attribuibile al Gruppo per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo (escludendo le azioni proprie). L’utile per azione diluito è calcolato dividendo l’utile netto del periodo attribuibile agli azionisti ordinari per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo, rettificato per gli effetti diluitivi delle opzioni. Di seguito sono esposti il reddito e le informazioni sulle azioni ai fini del calcolo dell’utile per azione base e diluito: 2009 Risultato netto

2010

5.825

50.123

401.512

401.611

Utile base per azione

0,015

0,125

2009

2010

Risultato netto

5.825

50.123

401.512

401.611

20.832

28.070

0,014

0,117

N° medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione (.000)

N° medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione (.000) N° opzioni (.000) Utile diluito per azione


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Dividendi pagati (33) Nell’esercizio 2010 ai sensi di quanto deliberato dall’Assemblea dei Soci del 10 aprile 2010 non è stato distribuito alcun dividendo relativamente all’esercizio 2009.

14. Altre informazioni 14.1 Posizione finanziaria netta Nella tabella che segue è esposta la composizione della posizione finanziaria netta del Gruppo.

Crediti finanziari vs imprese del Gruppo Debiti finanziari vs imprese del Gruppo Denaro e disponibilità di banca Debiti per conti correnti bancari Disponibilità liquide nette Titoli e altre attività finanziarie Prestito obbligazionario Altri debiti verso le banche Altri debiti finanziari Altre attività (passività) finanziarie POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

31/12/2009 1.438 133.574 (612) 134.400 25.179 (291.720) (75.431) (623) (342.595) (208.195)

31/12/2010 153 134.804 (507) 134.450 60.390 (278.015) (51.577) (253) (269.455) (135.005)

14.2 Eventi ed operazioni significative non ricorrenti Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso dell’esercizio il Gruppo non ha posto in essere operazioni significative non ricorrenti così come definite dalla Comunicazione stessa. 14.3 Transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso dell’esercizio il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa. 14.4 Rapporti con parti correlate Le operazioni poste in essere dalla Società, ivi incluse le operazioni con parti correlate, rientrano nella gestione ordinaria e sono regolate a condizioni di mercato. In particolare si segnala che la conclusione di operazioni con parti correlate è disciplinata da una apposita procedura approvata dal Consiglio di Amministrazione e descritta nella relazione annuale sul Governo Societario riportata in una apposita sezione del presente bilancio e disponibile sia sul sito della Società sia presso Borsa Italiana SpA. In particolare il Gruppo Editoriale L’Espresso SpA riceve dalla società controllante CIR SpA prestazioni di servizi e consulenze varie in materia strategica, amministrativa, finanziaria e fiscale. Si sottolinea che lo svolgimento dei suddetti servizi da parte della controllante è ritenuto preferibile rispetto ai servizi resi da terzi grazie, tra l’altro, all’ampia conoscenza acquisita nel tempo della realtà aziendale e di mercato in cui Gruppo Editoriale L’Espresso SpA opera. Inoltre, dall’esercizio 2004 il Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, così come la maggior parte delle società da essa

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

controllate, ha aderito al “Consolidato Fiscale” CIR. Nell’aprile 2010 è stata rinnovata l’adesione al consolidato fiscale per il triennio 2010-2012: con il rinnovo dell’azione si è provveduto ad approvare un nuovo Regolamento Generale a seguito di un parziale cambiamento della normativa di riferimento. Si riportano di seguito i dati (espressi in migliaia di euro) relativi ai rapporti economici, patrimoniali e finanziari tra Gruppo Editoriale L’Espresso SpA e le relative imprese correlate.

Rapporti di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA con società correlate

Costi SOCIETA' CONTROLLATE Ksolutions SpA (in liquidazione) SOCIETÀ COLLEGATE Le Scienze SpA 360 Editoriale Libertà SpA Altrimedia SpA 1.406 Ed. Corriere di Romagna SpA SOCIETÀ CONTROLLANTI CIR SpA 2.300 Cofide SpA 17 ALTRE SOCIETÀ CORRELATE Sorgenia SpA 6.801 Sorgenia Power SpA Tirreno Power SpA Sogefi SpA -

Ricavi

Oneri Proventi Oneri Proventi Crediti trib.ri trib.ri finanz.ri finanz.ri* finanz.ri trib.ri comm.li

Debiti finanz.ri trib.ri comm.li

Garanzie prestate

2

-

-

-

17

153

-

1

-

-

15

-

1.665 76 365 -

-

-

-

284 350 105 -

-

-

894 6 109 -

-

-

1.054 185 -

-

32 -

6.795 -

-

-

-

-

-

5 -

- 6.465 -

-

-

534 6 1 24

-

-

-

-

-

-

152 5 3

671 -

-

* In tale voce sono inclusi i dividendi percepiti dalle società controllate

-

-


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

14.5 Gestione dei rischi Rischi finanziari

L’attività di gestione dei rischi finanziari è regolata da una policy di Gruppo che delinea obiettivi, strategie, linee guida nonché modalità operative. Per la gestione della finanza/tesoreria, il Gruppo si è dotato di una procedura ispirata a criteri di prudenza e di rischio limitato nella scelta delle operazioni di finanziamento/ investimento e che prevede l’assoluto divieto di porre in essere operazioni di tipo speculativo, se non adeguatamente motivate ed approvate dal Consiglio di Amministrazione. La Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso SpA gestisce e coordina un conto corrente intragruppo centralizzato, cui partecipano tutte le società controllate, al fine di ottenere vantaggi di tipo economico nei rapporti con le controparti ed una maggiore efficienza operativa. La centralizzazione permette infatti una più efficace attività di pianificazione e controllo dei flussi finanziari, garantisce una maggiore omogeneità delle varie scelte di finanziamento/investimento, ottimizza il profilo di rischio del Gruppo nel suo complesso, ma soprattutto consente di rafforzare il potere contrattuale con il sistema bancario. Il Gruppo, il cui rating, emesso da Standard&Poors, è BB con outlook stabile, utilizza prevalentemente due canali per la provvista di mezzi finanziari: il mercato obbligazionario internazionale e i finanziamenti bancari pluriennali, stipulati a fronte di investimenti produttivi agevolabili dalla legislazione per l’editoria, che prevede l’abbattimento del costo del finanziamento di alcuni punti percentuali. In quest’ottica ed in considerazione anche del favorevole andamento della liquidità di mercato e dei tassi d’interesse, è stato collocato sul mercato nell’ottobre del 2004 un prestito obbligazionario di 300 milioni di euro al tasso fisso del 5,125%, con durata decennale, finalizzato al rimborso dell’esistente prestito obbligazionario di 200 milioni di euro scaduto il 1° agosto 2005 e a fornire la liquidità necessaria per acquisizioni ed investimenti. Il prestito obbligazionario di 300 milioni di euro ed il relativo pagamento degli interessi non sono assistiti da garanzie specifiche né sono previsti covenant o clausole che ne comportino il rimborso anticipato. Oltre all’emissione obbligazionaria di cui sopra, nel mese di novembre 2005 sono stati perfezionati dalla Società contratti di finanziamento decennali stipulati ex lege dell’editoria per un importo complessivo di 33,8 milioni di euro ad un costo, al netto del contributo statale, di circa il 2,35%. Con tali operazioni il Gruppo si è assicurato abbondanti risorse finanziarie a lungo termine tali da prevenire eventuali rischi di liquidità: qualora, tuttavia, fosse necessario il reperimento di ulteriori risorse non coperte dal cash flow gestionale, il Gruppo potrà attingere ad una serie di linee bancarie “uncommitted” non utilizzate. Nel rispetto delle politiche di gestione del rischio finanziario la Capogruppo ha stipulato un contratto di IRS (per un valore nozionale di 50 milioni di euro) volto a convertire il tasso fisso in variabile sul prestito obbligazionario. Tale operazione è stata classificata come fair value hedge (copertura del valore di mercato) e come tale sia gli utili/(perdite) derivanti dalla determinazione del valore di mercato dello strumento derivato sia gli utili/(perdite) derivanti dall’adeguamento al fair value della parte coperta del prestito obbligazionario, vengono imputati a conto economico. Periodicamente viene valutato il livello di efficacia della copertura: in particolare, la copertura è considerata efficace quando la variazione del fair value dello strumento coperto è compensata “quasi completamente” dalla variazione del fair value dello strumento di copertura ed i risultati a consuntivo rientrano in un intervallo tra l’80% ed il 125%.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

Inoltre, sempre nel rispetto delle politiche di gestione del rischio finanziario il Gruppo, al fine di diversificare gli investimenti finanziari, ha continuato ad investire parte della propria liquidità in titoli di stato (quasi esclusivamente titoli italiani e tedeschi) e, in minor parte, in obbligazioni (in particolare è stato acquistato un titolo obbligazionario di un primario istituto bancario il cui raiting è A-). Attualmente, ad eccezione della summenzionata operazione di copertura, il Gruppo non è esposto ad alcun rischio finanziario connesso con la variazione dei tassi d’interesse o con la fluttuazione dei cambi. Rischio di prezzo

Il Gruppo, operando nel settore della stampa, è un grande acquirente di carta. Al fine di ottenere una più efficace pianificazione nell’attività della provvista della carta e soprattutto al fine di rafforzare il potere negoziale con le controparti, alimentando tra l’altro una concorrenza tra le stesse, la gestione degli acquisti per la fornitura della carta delle varie società del Gruppo viene effettuata in modo centralizzato. Il Gruppo nel passato ha stipulato contratti di “paper swap” in una percentuale del fabbisogno annuale ma, verificatane l’inefficienza nel medio periodo, ha deciso di non continuare nell’utilizzo di tali strumenti. Rischio di credito

L’esposizione al rischio di credito del Gruppo è riferibile a crediti commerciali e finanziari. Il Gruppo, per i settori nei quali opera, non presenta aree di rischio di credito commerciale di particolare rilevanza; tuttavia, pur non presentandosi significative concentrazioni di tale rischio, il Gruppo adotta procedure operative che impediscono la vendita di prodotti o servizi a clienti senza un adeguato profilo di credito o garanzie collaterali. Per quanto attiene ai crediti finanziari, le operazioni di investimento della liquidità e le eventuali transazioni in derivati sono effettuate unicamente con controparti bancarie di elevato standing creditizio.

**** Nel rispetto di quanto richiesto dal principio contabile IFRS 7, si riportano di seguito le tabelle nelle quali (i) le attività e passività finanziarie vengono suddivise per classi/categorie, (ii) viene riportato l’ageing delle attività finanziarie e (iii) vengono indicate le scadenze contrattuali delle passività finanziarie. Inoltre, in relazione agli strumenti finanziari rilevati nella Situazione Patrimoniale Finanziaria al fair value, viene indicato il livello gerarchico di valutazione del fair value.


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Categorie di attivita e passività finanziarie esposte in bilancio

ESERCIZIO 2009 ATTIVITÀ FINANZIARIE Attivo non corrente Altre partecipazioni Altri crediti * Attivo corrente Crediti commerciali Altri crediti * Titoli ** Disponibilità liquide

Voci di bilancio

Valore a bilancio

Attività al FV rilevato a CE alla iniziale rilevazione

(4) (5)

2.486 1.055

-

-

1.055

(8) (11) (9) (12)

229.945 7.410 25.179 135.012

52 -

-

Valore a Passività al FV Passività al FV bilancio rilevato a CE rilevato a CE alla iniziale detenute per rilevazione negoziazione

Voci di bilancio

ESERCIZIO 2009 PASSIVITÀ FINANZIARIE Passivo non corrente Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Passivo corrente Banche c/c passivi Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Debiti commerciali

Attività al FV Finanziamenti Investimenti rilevato a CE e crediti posseduti detenute per fino a negoziazione scadenza

Attività disponibili per la cessione

Fair value

-

2.486 -

2.486 1.055

56 9

-

229.945 7.410 135.012

-

25.127 -

229.945 7.410 25.179 135.012

(4.036) (100) 346 1.682

(21) -

Passività al costo ammortizzato

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

(16) (288.430) (16) (60.152)

-

-

(288.430) (60.152)

(265.545) (56.561)

-

-

(16) (612) (16) (3.290) (16) (15.902) (19) (147.553)

-

-

(612) (3.290) (15.902) (147.553)

(612) (3.290) (18.381) (147.553)

(16) (14.396) (3.752) -

-

Effetto a Effetto a CE + / (-) PN + / (-)

* La voce non include i risconti attivi, né i crediti tributari ** Il fair value dei titoli è determinato facendo diretto riferimento alle quotazioni del prezzo pubblicato in un mercato attivo ("livello 1" secondo la classificazione dell'IFRS 7 par. 27A).

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

Voci di bilancio

Valore a bilancio

ESERCIZIO 2010 ATTIVITÀ FINANZIARIE Attivo non corrente (4) 2.530 Altre partecipazioni Altri crediti * (5) 1.078 Attivo corrente Crediti commerciali (8) 234.738 Altri crediti * (11) 7.173 Crediti finanziari (per derivati)** (9) 193 Titoli ** (9) 60.197 Disponibilità liquide (12) 134.957

Voci di bilancio

ESERCIZIO 2010 PASSIVITÀ FINANZIARIE Passivo non corrente Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Passivo corrente Banche c/c passivi Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Debiti commerciali

Attività al FV Attività al FV Finanziamenti Investimenti Attività Fair value rilevato a CE rilevato a CE e crediti posseduti disponibili alla iniziale detenute per fino a per la rilevazione negoziazione scadenza cessione

Effetto a Effetto a CE + / (-) PN + / (-)

-

-

1.078

-

2.530 -

2.530 1.078

(6) 10

-

193 -

-

234.738 7.173 134.957

-

60.197 -

234.738 7.173 193 60.197 134.957

(4.632) 193 1.359 1.003

(582) -

Valore a Passività al FV Passività al FV bilancio rilevato a CE rilevato a CE alla iniziale detenute per rilevazione negoziazione

Passività al costo ammortizzato

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

(16) (274.737) (16) (38.602)

-

-

(274.737) (38.602)

(273.302) (36.339)

-

-

(16) (507) (16) (3.278) (16) (13.228) (19) (143.856)

-

-

(507) (3.278) (13.228) (143.856)

(507) (3.278) (14.883) (143.856)

(12) (12.439) (2.672) -

-

* La voce non include i risconti attivi, né i crediti tributari ** Il fair value dei titoli è determinato facendo diretto riferimento alle quotazioni del prezzo pubblicato in un mercato attivo ("livello 1" secondo la classificazione dell'IFRS 7 par. 27A), mentre il fair value dei crediti finanziari per derivati è calssificato nel “livello 2” IFRS 7 par. 27A.


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Note al bilancio consolidato Gruppo Editoriale L’Espresso

Ageing delle attività finanziarie

ESERCIZIO 2009

Attivo non corrente Altri crediti* Attivo corrente Crediti commerciali

Esposizione in bilancio

Totale credito

A scadere

Scaduto da >

0 - 30 gg

31 - 60 gg

61 - 90 gg

oltre 90 gg

Scaduto negoziato

Svalutazioni

(5)

1.055

1.055

-

-

-

-

-

-

-

(8)

-

229.945

165.227

64.718

31.073

9.414

5.170

19.061

-

Credito lordo

247.974

174.810

73.164

32.112

9.675

5.418

25.959

-

-

Fondo svalutazione

(18.029)

(9.583)

(8.446)

(1.039)

(261)

(248)

(6.898)

-

(4.036)

-

Altri crediti *

7.410

7.410

-

-

-

-

-

-

Credito lordo

(11)

7.894

7.894

-

-

-

-

-

-

-

Fondo svalutazione

(484)

(484)

-

-

-

-

-

-

(100)

238.410

173.692

64.718

31.073

9.414

5.170

19.061

-

(4.136)

TOTALE

* Gli altri crediti non includono i risconti attivi, né i crediti tributari

Esposizione in bilancio

Totale credito

A scadere

Scaduto da >

0 - 30 gg

31 - 60 gg

61 - 90 gg

oltre 90 gg

Scaduto negoziato

Svalutazioni

(5)

1.078

1.078

-

-

-

-

-

-

-

(8)

234.738

175.303

59.435

30.626

8.735

5.579

14.495

-

-

Credito lordo

251.313

185.169

66.144

31.483

8.995

5.742

19.924

-

-

Fondo svalutazione

(16.575)

(9.866)

(6.709)

(857)

(260)

(163)

(5.429)

-

(4.632)

-

ESERCIZIO 2010

Attivo non corrente Altri crediti Attivo corrente Crediti commerciali

Altri crediti *

7.173

7.173

-

-

-

-

-

-

Credito lordo

7.590

7.590

-

-

-

-

-

-

-

Fondo svalutazione

(417)

(417)

-

-

-

-

-

-

-

242.989

183.554

59.435

30.626

8.735

5.579

14.495

-

(4.632)

TOTALE

(11)

* Gli altri crediti non includono i risconti attivi, né i crediti tributari

|

137


138

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio consolidato

Scadenze contrattuali delle passività finanziarie ESERCIZIO 2009

<6 mesi

> 0,5 < 1

>1<2

>2<3

>3<4

>4<5

>5

TOTALE

Prestito obbligazionario Altri debiti finanziari:

9.545

14.632 9.448

14.632 17.519

14.632 14.701

14.632 14.117

300.132 13.589

6.611

358.660 85.530

- Debiti verso banche per finanziamenti

9.387

9.288

17.347

14.564

14.072

13.589

6.611

84.858

158

160

172

137

45

-

-

672

Banche c/c passivi Debiti commerciali

612 147.553

-

-

-

-

-

-

612 147.553

TOTALE

157.710

24.080

32.151

29.333

28.749

313.721

6.611

592.355

ESERCIZIO 2010

<6 mesi

> 0,5 <1

> 1 <2

> 2 <3

> 3 <4

> 4 <5

>5

TOTALE

Prestito obbligazionario Altri debiti finanziari:

8.142

13.972 8.100

13.972 12.580

13.972 12.079

284.098 11.655

5.675

-

326.014 58.231

- Debiti verso banche per finanziamenti

8.070

8.028

12.470

12.059

11.655

5.675

-

57.957

- Debiti verso società di leasing

- Debiti verso società di leasing

72

72

110

20

-

-

-

274

Banche c/c passivi Debiti commerciali

507 143.856

-

-

-

-

-

-

507 143.856

TOTALE

152.505

22.072

26.552

26.051

295.753

5.675

-

528.608

14.6 Impegni Oltre ai privilegi sugli impianti tipografici e sulle rotative concessi agli istituti bancari in virtù dei mutui stipulati nel corso del 2005 (per il commento si rinvia alla Nota 2), al 31 dicembre 2010 il Gruppo ha impegni in essere per 4.615 migliaia di euro relativi a contratti di acquisto di impianti ed altre attrezzature di stampa (529 migliaia di euro) principalmente per le divisioni di Padova e Livorno della Finegil Editoriale e l’Editoriale Nuova Sardegna nell’ambito del progetto full color. Le garanzie prestate ammontano a 4.086 migliaia di euro e si riferiscono principalmente alle fidejussioni della Capogruppo e delle controllate Elemedia e A. Manzoni&C. per la locazione delle rispettive sedi, nonché all’obbligazione di pagamento della Capogruppo concessa all’Agenzia delle Entrate a garanzia delle eccedenze creditorie realizzate nell’ultimo triennio.


Allegati


|

Allegati Gruppo Editoriale L’Espresso

Prospetto riassuntivo delle società del Gruppo ALLEGATO N. 1 Ragione sociale e attività SOCIETA' CAPOGRUPPO - Gruppo Editoriale L’Espresso SpA - editoriale

Sede

Capitale sociale

Roma

61.463

%

CIR SpA

SOCIETA' CONTROLLATE CONSOLIDATE CON IL METODO DELL’INTEGRAZIONE GLOBALE - A. Manzoni & C. SpA Milano 15.000 100 concessionaria di pubblicità - All Music SpA fornitore di contenuti

Quote possedute dalla società

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA

Milano

6.500

100

Udine

87.960

97,53

Finegil Editoriale SpA

Sassari

776

100

Finegil Editoriale SpA

- Elemedia SpA radio, internet e tv satellitare

Roma

25.000

100

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA

- Finegil Editoriale SpA editoriale

Roma

128.512

100

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA

Milano

13.198

100

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA

Roma

23.000

100

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA

- S.E.T.A. SpA editoriale

Bolzano

775

71

- Somedia SpA servizi

Milano

500

100

- Editoriale FVG SpA editoriale - Editoriale La Nuova Sardegna SpA editoriale

- Rete A SpA operatore di rete - Rotocolor SpA tipografica

SOCIETA' COLLEGATE CONSOLIDATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO - Altrimedia SpA Piacenza 517 concessionaria di pubblicità - Editoriale Corriere Romagna Srl editoriale - Editoriale Libertà SpA editoriale - Le Scienze SpA editoriale

Rete A SpA

Finegil Editoriale SpA Gruppo Editoriale L’Espresso SpA

35

Finegil Editoriale SpA

Forlì

2.856

49

Finegil Editoriale SpA

Piacenza

1.000

35

Finegil Editoriale SpA

Roma

103

50

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

N.B. Dati in migliaia di euro ove non indicato diversamente

|

141


142

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Allegati

Ragione sociale e attività

Sede

Capitale sociale

%

Quote possedute dalla società

255

35

Finegil Editoriale SpA

Roma

10

100

Elemedia SpA

Milano

120

27,50

Elemedia SpA

Roma

78

70

Elemedia SpA

Massa

1.000

100

Elemedia SpA

Milano

58

24,49

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Roma

11.921

Capodistria (Slovenia) Roma

13

3,81 5,69 3,17 3,28 2,53 19

Gruppo Editoriale L’Espresso SpA Finegil Editoriale SpA Editoriale La Nuova Sardegna SpA Editoriale FVG SpA S.E.T.A. SpA Editoriale FVG SpA

30

10

Milano

258

3,63

A. Manzoni & C. SpA

Bologna

178

6,67

Rete A SpA

Torino

62

4,17

Rete A SpA

Milano

20

Roma

830

Cambridge (USA - MA) Piacenza

7.664 (.000) $ USA

6,64 4,39 0,62 0,49 0,47 0,17 0,12 7,83

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA Finegil Editoriale SpA Editoriale La Nuova Sardegna SpA S.E.T.A. SpA Editoriale FVG SpA S.E.T.A. SpA Editoriale La Nuova Sardegna SpA Elemedia SpA

500

19

Gardolo di Trento (TN)

260

14,4

SOCIETA' CONTROLLATE E COLLEGATE VALUTATE CON IL METODO DEL COSTO - Benedettine Srl (in liquidazione) Piacenza immobiliare - Cellularmania.com Srl (in liquidazione) servizi internet - Club DAB Italia - Società Consortile p.A. servizi di radiodiffusione - Enotrya Srl (in liquidazione) e-commerce - Ksolutions SpA (in liquidazione) servizi internet - Premium Publisher Network consorzio servizi internet ALTRE SOCIETA' VALUTATE CON IL METODO DEL COSTO - Agenzia ANSA Soc. Coop. a r.l. agenzia di stampa

- Agenzia Informativa Adriatica d.o.o. produzione e trasmissione informazioni - A.G.F. Srl agenzia fotografica - Audiradio Srl ricerche di mercato - Consorzio Emittenti Radio Televisive - CERT servizi di radiodiffusione - Consorzio Colle Maddalena servizi di radiodiffusione - Consuledit Società Consortile a r.l. ricerche di mercato

- Immobiliare Editori Giornali Srl immobiliare - Presto Technologies Inc. (non operativa) servizi internet - Telelibertà SpA servizi di telediffusione - Trento Press Service Srl distribuzione giornali

N.B. Dati in migliaia di euro ove non indicato diversamente

Gruppo Editoriale L'Espresso SpA

Finegil EditorialeSpA S.E.T.A. SpA


Piano di Stock Option 23 febbraio 2000 Piano di Stock Option 24 aprile 2001 Piano di Stock Option 24 ottobre 2001 Piano di Stock Option 6 marzo 2002 Piano di Stock Option 24 luglio 2002 Piano di Stock Option 26 febbraio 2003 Piano di Stock Option 23 luglio 2003 Piano di Stock Option 25 febbraio 2004 Piano di Stock Option 28 luglio 2004 Piano di Stock Option 23 febbraio 2005 Piano di Stock Option 27 luglio 2005 Piano di Stock Option 2006 - I tranche Piano di Stock Option 2006 - II tranche Piano di Stock Option straord. 2009 - I tranche Piano di Stock Option straord. 2009 - II tranche Piano di Stock Option straord. 2009 - III tranche Piano di Stock Option straord. 2009 - IV tranche Piano di Stock Option ord. 2009 - I tranche Piano di Stock Option ord. 2009 - II tranche Piano di Stock option ord. 2010 - I tranche Piano di Stock option ord. 2010 - II tranche Totale

ALLEGATO N. 2

Prezzo medio ponderato di esercizio

25,60 6,25 2,51 3,30 3,36 2,86 3,54 4,95 4,80 4,75 4,65 4,33 3,96 3,84 3,60 2,22 1,37 1,00 1,86 4,38

Numero opzioni

1.145.000 480.000 100.600 258.200 288.950 392.500 501.550 1.047.500 1.057.500 1.132.100 1.154.900 1.179.800 1.171.400 1.495.600 1.489.000 1.752.400 1.553.500 2.341.500 2.500.000 21.042.000 2.795.000 2.795.000 5.590.000

Numero opzioni

2,25 1,58 1,92

Prezzo medio ponderato di esercizio

Opzioni in circolazione Opzioni assegnate all'inizio del periodo nel corso del periodo

Piani di stock option per i dipendenti al 31 dicembre 2010

1.145.000 20.000 20.000 69.600 67.400 59.800 51.400 40.600 34.000 27.400 29.800 1.565.000

Numero opzioni

25,60 4,95 4,80 4,75 4,65 4,33 3,96 3,84 3,60 2,22 1,37 19,80

Prezzo medio ponderato di esercizio

Opzioni annullate nel corso del periodo

55.200 102.300 6.300 163.800

Numero opzioni

1,37 1,00 1,86 1,16

Prezzo medio ponderato di esercizio

Opzioni esercitate nel corso del periodo

480.000 100.600 258.200 288.950 392.500 501.550 1.027.500 1.037.500 1.062.500 1.087.500 1.120.000 1.120.000 1.455.000 1.455.000 1.725.000 1.468.500 2.239.200 2.493.700 2.795.000 2.795.000 24.903.200

Numero opzioni

6,25 2,51 3,30 3,36 2,86 3,54 4,95 4,80 4,75 4,65 4,33 3,96 3,84 3,60 2,22 1,37 1,00 1,86 2,25 1,58 2,88

0,75 1,25 1,75 2,00 2,75 3,00 3,75 4,00 4,75 5,00 6,00 6,50 6,75 7,25 7,75 8,25 8,75 9,25 9,75 10,25 7,27

Prezzo medio Scadenza media ponderato (anni) di esercizio

Opzioni in circolazione a fine periodo

480.000 100.600 258.200 288.950 392.500 501.550 1.027.500 1.037.500 1.062.500 1.087.500 1.120.000 1.075.200 1.309.500 1.134.900 1.138.500 675.000 789.200 743.700 503.100 14.725.900

Numero opzioni

6,25 2,51 3,30 3,36 2,86 3,54 4,95 4,80 4,75 4,65 4,33 3,96 3,84 3,60 2,22 1,37 1,00 1,86 2,25 3,61

Prezzo medio ponderato di esercizio

Opzioni esercitabili a fine periodo

Allegati Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso

| | 143


Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 154 bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58


| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso |

147


Relazione della SocietĂ di Revisione


|

Relazione della SocietĂ di Revisione Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso

|

151


152

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso | Relazione della SocietĂ di Revisione


Bilancio di esercizio della Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso SpA al 31 dicembre 2010 Situazione economico-patrimoniale-finanziaria


154

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Prospetti del bilancio di esercizio della Capogruppo

Situazione Patrimoniale - Finanziaria ATTIVO (euro)

Note

31 dicembre 2009

Proforma 2009

31 dicembre 2010

220.660.859 1.761.570 222.422.429 51.084.121 407.213.054 425.136 21.712.013

220.660.859 1.354.831 222.015.690 38.052.531 408.102.945 456.431 15.370.013 683.997.610 13.876.665 100.852.606

Attività immateriali a vita indefinita Altre immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Partecipazioni Crediti non correnti Attività per imposte anticipate

(1) (2) (3) (4) (5)

220.660.859 1.760.161 222.421.020 50.965.059 408.443.617 425.136 21.515.014

ATTIVITÀ NON CORRENTI Rimanenze Crediti commerciali

(6) (7)

703.769.845 19.226.237 101.319.094

702.856.753 19.226.237 100.746.982

25.127.285 14.700.529

25.127.285 14.453.996

9.775.554 182.438.739

10.393.255 182.529.628

352.587.438

352.477.382

371.082.089

1.056.357.284 1.055.334.135

1.055.079.699

di cui verso società correlate

Titoli e altre attività finanziarie Crediti tributari

85.336.758 (84,2%)

(8) (9)

di cui verso società correlate

Altri crediti Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

3.614.891 (24,6%)

(10) (11)

di cui verso società correlate

TOTALE ATTIVO

PATRIMONIO NETTO Debiti finanziari Fondi per rischi ed oneri TFR e altri fondi per il personale Passività per imposte differite PASSIVITA' NON CORRENTI Debiti finanziari

Note (12) (13)

(14) (15) (16) (5) (14)

di cui verso società correlate

Fondi per rischi ed oneri Debiti commerciali di cui verso società correlate

Debiti tributari Altri debiti

Proforma 2009 61.438.738 87.072.794 201.243.666 31.771.240

31 dicembre 2010 61.463.308 90.769.262 231.704.927 58.265.692

379.924.221 307.331.958 34.452.040 36.592.580 45.600.769 423.977.347 86.139.303

381.526.438 307.331.958 34.452.040 36.752.075 45.609.826 424.145.899 85.075.000

442.203.189 288.319.312 34.152.921 28.965.988 48.766.432 400.204.653 72.498.918 63.394.465 (87,4%)

25.993.927 91.486.395

25.993.927 88.945.247

7.317.326

7.446.501

16.751.585 (18,3%)

11.720.967 78.842.926 13.922.634 (17,7%)

2.303.261 (31,5%)

10.714.366 3.359.932 (31,4%)

41.518.764

42.201.123

38.894.679

PASSIVITA' CORRENTI

252.455.716

249.661.798

212.671.857

TOTALE PASSIVITA'

676.433.062

673.807.697

612.876.510

1.056.357.284 1.055.334.135

1.055.079.699

TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO

(19)

9.888.814 176.606.397

31 dicembre 2009 61.438.738 86.854.917 201.243.666 30.386.900

(18)

di cui verso società correlate

(9,0%)

70.160.916 (39,7%)

76.956.902 (89,3%)

(15) (17)

60.338.972 9.518.635 852.720

80.612.487 (44,2%)

ATTIVITA' CORRENTI

PASSIVO (euro) Capitale sociale Riserve Utili (perdite) a nuovo Utile (perdita) d'esercizio

88.536.753 (87,8%)

Le note da pag 161 a pagina 209 costituiscono parte integrante del presente bilancio.


|

Prospetti del bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Conto Economico ATTIVO (euro)

Note

Ricavi

(20)

di cui verso società correlate

Variazione rimanenze prodotti Altri proventi operativi

(6) (21) 204.442 2.638.609

(1.586)

(0,0%)

(384.876)

(0,3%)

(25)

di cui verso società correlate

Anno 2010 462.711.477 242.862.354

(651.934) 9.952.982

(651.934) 10.456.170

(79.772.239)

(79.957.409)

(248.335.709)

(243.204.205)

(9.248.086)

(9.288.288)

(89.949.825) (36,2%)

(24)

di cui verso società correlate

Costi per il personale

494.266.905

(-)

(23)

di cui verso società correlate

Altri oneri operativi

494.150.812

(2,1%)

(22)

di cui verso società correlate

Costi per servizi

Proforma 2009

239.395.751 (48,4%)

di cui verso società correlate

Costi per acquisti

Anno 2009

(129.927.169)

(52,5%)

(1.352.074) 5.441.362 429.837

(7,9%)

3.307.623

(-)

(60.330.420) (213.429.134) (56.703.237)

(26,6%)

(4.749)

(0,0%)

(4.452.994)

(3,7%)

(12.127.468)

(133.189.688)

(120.244.253)

Ammortamenti e svalutazioni

(26)

(14.027.059)

(14.078.726)

(12.356.933)

RISULTATO OPERATIVO Proventi/(Oneri) finanziari netti

(27)

22.141.598 (12.772.311)

24.352.825 (12.783.248)

48.312.557 (2.517.075)

41.982.641

41.982.641

di cui verso società correlate

Dividendi

552.230

di cui verso società correlate

RISULTATO ANTE IMPOSTE Imposte

(-)

(28) 41.982.641 (100,0%)

31.513.962

(100,0%)

31.513.962

53.552.218 (21.780.978)

30.386.900

31.771.240

58.265.692

0,076 0,072

0,079 0,075

0,145 0,136

Note

Anno 2009 30.386.900

Proforma 2009 31.771.240

Anno 2010 58.265.692

(8)

(20.725) 5.699

(20.725) 5.699

(582.022) 160.056

(15.026)

(15.026)

(421.966)

30.371.874

31.756.214

57.843.727

(4.567.991) (21,8%)

RISULTATO NETTO Utile per azione, base Utile per azione, diluito

(-)

51.351.928 (20.965.029)

(29)

di cui verso società correlate

858.167

(30) (30)

77.309.443 (19.043.751) (1.998.186)

(10,5%)

Conto Economico Complessivo (euro) RISULTATO NETTO Altre componenti del conto economico complessivo Utili/(perdite) dalla rideterminazione di attività finanziarie disponibili per la cessione Effetto fiscale relativo agli Altri utili/(perdite) Altre componenti del conto economico complessivo, al netto degli effetti fiscali TOTALE CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

Le note da pag 161 a pagina 209 costituiscono parte integrante del presente bilancio.

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Rendiconto Finanziario Note (migliaia di euro) ATTIVITÀ OPERATIVA Risultato di periodo Rettifiche: - Ammortamenti e svalutazioni - Fair value stock option - Variazione netta fondi del personale

(26) (25) (16)

di cui verso società correlate

- Variazione netta fondi rischi e oneri - Minusvalenze (plus.) cessione immobilizzazioni - Minusvalenze (plus.) cessione partecip. e titoli - Rettifiche di valore di attività finanziarie - (Proventi) per dividendi Autofinanziamento Variazione del circolante e altri flussi

546

(8.824)

14.027 1.998 (4.031)

12.357 2.720 (7.626) (295)

(3,9%)

(14.572) (28) (10.161) 6 (31.514) 9.448 8.767 475

(5,4%)

18.930

18.215

(14.182) 536

(-)

Incassi (pagamenti) per imposte sul reddito

(11.544) 872

(-)

1.396

(-)

(14.240) (8.446)

(59,3%)

ATTIVITA' DI INVESTIMENTO Esborsi per acquisto immobilizzazioni Esborsi per acquisto partecipazioni Incassi da cessione Incassi di contributi pubblici (Acquisto) cessione titoli, attività disponibili alla vendita Dividendi incassati (28) di cui verso società correlate

58.266

(97,7%)

di cui: Incassi (pagamenti) per interessi

di cui verso società correlate *

30.387

30.268 (6) (2.638) (56) (41.983) 27.966 (9.036)

FLUSSO DELL'ATTIVITÀ OPERATIVA

di cui verso società correlate

Anno 2010

(-)

(15)

di cui verso società correlate

Anno 2009

(3.576)

(5.054) (10.578) 209 1.904 (24.833) 41.983 41.983

(100,0%)

FLUSSO DELL'ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO

(3.269) (6.000) 19.191 (35.725) 31.514 31.514

(100,0%)

3.631

5.711

ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO Versamenti ad aumento capitale e riserve (Acquisto) vendita di azioni proprie Accensione (rimborso) prestiti obbligazionari Accensione (estinzione) altri debiti finanziari (Dividendi pagati) Altre variazioni

434 (1.086) (12.060) (5.243) (15)

189 (91) (12.524) (5.281) 461

FLUSSO DELL'ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO

(17.970)

(17.246)

Aumento/(Diminuzione) delle disponibilità liquide Disponibilità liquide nette iniziali Apporti da fusione Disponibilità liquide nette iniziali complessive DISPONIBILITÀ LIQUIDE NETTE FINALI di cui verso società correlate

4.591

6.680

97.238 3.040 100.278

104.869 1.155 106.024

104.869 3.655

(3,5%)

* Gli importi si riferiscono alle imposte correnti pagate a seguito dell'adesione al consolidato fiscale. Le note da pag 161 a pagina 209 costituiscono parte integrante del presente bilancio.

112.704 6.767

(6,0%)


Situazione al 31 dicembre 2010

Movimentazione del risultato Dividendi Aumenti capitale, versam. da soci Valutazione di opzioni su azioni Operazioni su azioni proprie Movimentazioni tra riserve Avanzo di fusione Altre variazioni Utile /(perdita) di periodo complessivo

Situazione al 31 dicembre 2009

61.463

24 -

61.439

54 -

61.385

Situazione al 31 dicembre 2008

Movimentazione del risultato Dividendi Aumenti capitale, versam. da soci Valutazione di opzioni su azioni Operazioni su azioni proprie Movimentazioni tra riserve Avanzo di fusione Altre variazioni Utile /(perdita) di periodo complessivo

Capitale Sociale

(migliaia di euro)

545

165 -

380

380 -

-

Sovrappr. Azioni

(21.380)

(90) -

(21.290)

(1.087) -

(20.203)

Azioni Proprie

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto

(437)

(422)

(15)

(15)

-

Riserva Fair Value

50.820

(63) -

50.883

202 -

50.681

Riserva IFRS

14.297

2.720 -

11.577

1.998 (1.195) -

10.774

Ris. Stock Option

46.923

563 1.042 -

45.318

1.523 (1.035) -

44.830

Riserve di Patrimonio

231.706

30.387 63 11 -

201.245

49.669 993 -

150.583

Utili a nuovo

58.266

(30.387) 58.266

30.387

(49.669) 30.387

49.669

Risultato di periodo

442.203

189 2.720 (90) 563 1.053 57.844

379.924

434 1.998 (1.087) 1.523 (1.035) 30.372

347.719

P.Netto proprio

Prospetti del bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso

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Note al bilancio di esercizio della Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso SpA


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Note al bilancio di esercizio della Capogruppo 1. Informazioni generali Gruppo Editoriale L’Espresso SpA (di seguito anche la “Società”) ha per oggetto principale l’attività nel settore dell’editoria e più specificatamente nelle aree della stampa quotidiana e periodica e della editoria on line. Gruppo Editoriale L’Espresso SpA ha la sede legale in Via Cristoforo Colombo n.149, Roma, Italia. CIR Compagnie Industriali Riunite SpA, detiene il controllo della Società e ne esercita il coordinamento e la direzione ai sensi della art. 2497 del Codice Civile. Il titolo Gruppo Editoriale L’Espresso è quotato sul Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa Italiana SpA (cod. Reuters ESPI.MI, cod. Bloomberg ES IM). Il progetto di bilancio di esercizio è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 8 marzo 2011. 2. Forma, contenuto e principi contabili Il presente bilancio è stato redatto in conformità ai principi contabili internazionali (International Accounting Standards - IAS e International Financial Reporting Standards - IFRS), integrati dalle relative interpretazioni (Standing Interpretations Commettee - SIC e International Financial Reporting Interpretations Commettee - IFRIC) emesse dall’International Accounting Standards Boards (IASB) e omologati dall’Unione Europea. Il principio generale adottato nella predisposizione del bilancio è quello del costo per tutte le attività e passività ad eccezione degli strumenti derivati e di talune attività/passività finanziarie per le quali potrebbe essere applicato il principio del fair value. Si precisa che la classificazione, la forma, l’ordine e la natura delle voci di bilancio, così come i principi contabili adottati (ad eccezione di quanto indicato nel successivo paragrafo 6), non sono cambiati rispetto al bilancio approvato al 31 dicembre 2009. La classificazione adottata per la Situazione Patrimoniale - Finanziaria, sia per l’attivo sia per il passivo, è quella di “corrente” e “non corrente”, poichè, a differenza di quella per grado di liquidità, si ritiene che tale criterio meglio rappresenti la realtà della Società. La forma del prospetto è a sezioni divise e contrapposte. L’ordine è attività, patrimonio netto, passività a liquidità crescente (da non corrente a corrente). Per non appesantire la struttura e per utilizzare i medesimi schemi anche per le situazioni periodiche, si è prevista l’indicazione nel prospetto unicamente delle macrovoci: tutte le sub-classificazioni (natura del debitore/creditore, scadenze, ecc.) sono invece riportate nelle note. Il contenuto della Situazione Patrimoniale Finanziaria adottato è quello minimo previsto dallo IAS 1 poiché, ad esclusione delle testate giornalistiche, non sono state individuate poste rilevanti o particolari tali da richiedere indicazione separata. La classificazione adottata per il Conto Economico è per natura poichè, considerata l’attività della Società, non si ritiene che la classificazione per destinazione riesca a rappresentare meglio la situazione economica. Nella redazione del Rendiconto Finanziario, predisposto secondo il “metodo indiretto”, è riportata la separata indicazione dei flussi di cassa derivanti da attività operative, di investimento, di finanziamento e da attività cessate. Il prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto riporta i proventi e oneri del periodo e le altre movimentazioni delle riserve. Tutti i prospetti e i dati inclusi nelle presenti Note, salvo diversa indicazione, sono presentati in migliaia di euro, senza cifre decimali.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

Dati 2009 Proforma Il 22 aprile 2010 è stata perfezionata la fusione per incorporazione della società controllata Editoriale Metropoli SpA in Gruppo Editoriale L’Espresso SpA. Gli effetti contabili e fiscali sono decorsi dal 1° gennaio 2010 e l’intera operazione ha generato un avanzo di fusione di 563 migliaia di euro. Al fine di rendere maggiormente comparabili i dati 2010 con i valori dell’esercizio precedente, nei prospetti di bilancio è stata riportata, a fianco dei dati non modificati dell’incorporante relativi al 2009, un’ulteriore colonna (proforma 2009) che espone i medesimi dati simulando retroattivamente gli effetti della fusione. Tali valori sono stati predisposti con i seguenti criteri: - le situazioni patrimoniali-finanziarie e i conti economici delle società sono stati aggregati voce per voce; - i saldi intercompany sono stati eliminati; - il valore di carico della partecipazione detenuta dall’incorporante è stato eliminato contro la corrispondente voce di patrimonio netto contabile, iscrivendo la differenza nella voce “Avanzo di fusione”.

3. Criteri di valutazione 3.1 Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali sono inizialmente iscritte al costo di acquisizione o di produzione. Il costo di acquisizione è rappresentato dal fair value dei mezzi di pagamento utilizzati per acquisire l’attività e ogni costo diretto sostenuto per predisporre l’attività al suo utilizzo. Il costo di acquisizione è l’equivalente prezzo per contanti alla data di rilevazione e pertanto, qualora il pagamento del prezzo sia differito oltre i normali termini di dilazione del credito, la differenza rispetto all’equivalente prezzo per contanti è rilevata come interesse lungo il periodo di dilazione. Per le immobilizzazioni immateriali generate internamente, il processo di formazione dell’attività è distinto nelle due fasi della ricerca (non capitalizzata) e quella successiva dello sviluppo (capitalizzata). Qualora le due fasi non siano distinguibili l’intero progetto è considerato ricerca. Il valore contabile delle immobilizzazioni immateriali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi è evidenza che tale valore potrà essere recuperato tramite l’uso o l’alienazione. Almeno una volta all’anno e comunque qualora si rilevino sintomi che facciano prevedere difficoltà di recupero del valore netto contabile, viene svolta la procedura di impairment test descritta alla Nota 3.6. Testate e marchi

Le testate e i marchi sono considerati attività a vita utile indefinita. Tali attività non sono ammortizzate ma sottoposte con cadenza almeno annuale, o ogni volta vi sia un’indicazione che l’attività possa avere subito una perdita di valore, ad impairment test. L’eventuale perdita di valore viene contabilizzata a conto economico nella voce “Ammortamenti e svalutazioni”. Avviamento

L’avviamento rappresenta l’eccedenza del costo di un’acquisizione rispetto al fair value delle attività e passività, anche potenziali, identificabili alla data di acquisizione. L’avviamento originatosi all’acquisizione di collegate è compreso nel valore delle relative partecipazioni. L’avviamento acquisito a titolo oneroso non è sottoposto ad ammortamento ma assoggettato, con cadenza almeno annuale, ad impairment test. A tal fine l’avviamento è allocato, sin dalla data di acquisizione, a una o più unità generatrici di flussi finanziari indipendenti (cash generating unit - CGU). Le eventuali riduzioni di valore che emergono dall’impairment test sono


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

contabilizzate a conto economico nella voce “Ammortamenti e svalutazioni” e non sono ripristinate nei periodi successivi. Altre immobilizzazioni immateriali

Le altre immobilizzazioni immateriali, rappresentate da diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere d’ingegno, concessioni, licenze e diritti simili e dai software, sono valutate al costo al netto degli ammortamenti cumulati, determinati in base al criterio a quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso, e delle eventuali perdite di valore. Considerata l’omogeneità dei beni compresi nelle singole categorie di bilancio si ritiene che, a meno di casi specifici rilevanti, la vita utile di tali attività sia di 3/6 anni. I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni periodo amministrativo per tener conto di eventuali variazioni significative. 3.2 Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali sono rilevate inizialmente al costo di acquisto o di produzione. Nel costo sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti sostenuti per predisporre l’attività al suo utilizzo. La capitalizzazione dei costi inerenti l’ampliamento, ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi, è effettuata esclusivamente nei limiti in cui gli stessi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di una attività. I costi di manutenzione ordinaria sono addebitati a conto economico. Dopo la rilevazione iniziale, le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo, al netto degli ammortamenti accumulati (ad eccezione dei terreni) e delle eventuali perdite di valore. Il valore ammortizzabile di ciascun componente significativo di un’immobilizzazione materiale, avente differente vita utile, è ripartito in quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso. I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni periodo amministrativo per tener conto di eventuali variazioni significative. I costi capitalizzabili per migliorie su beni di terzi sono ammortizzati per il periodo più breve tra la durata residua del contratto d’affitto e la vita utile residua del cespite cui si riferiscono. Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi sia evidenza che tale valore potrà essere recuperato tramite l’uso. Qualora si rilevino sintomi che facciano prevedere difficoltà di recupero del valore netto contabile è svolto l’impairment test descritto alla Nota 3.6. Il ripristino di valore è effettuato qualora vengano meno le ragioni alla base della svalutazione. 3.3 Leasing I contratti di leasing relativi ad attività in cui la Società assume sostanzialmente tutti i rischi e i benefici derivanti dal loro utilizzo sono classificati come leasing finanziari. In presenza di leasing finanziari l’attività viene rilevata al minore tra il valore corrente del bene oggetto del contratto di leasing e il valore attuale dei canoni minimi contrattualmente stabiliti. L’ammontare totale dei canoni è ripartito tra componente finanziaria e restituzione di capitale in modo da ottenere un tasso d’interesse costante sul debito residuo. I canoni di locazione residui, al netto dei costi finanziari, sono classificati come debiti finanziari. L’onere finanziario è imputato a conto economico lungo la durata del contratto. Le attività acquisite con contratti di leasing finanziario sono ammortizzate in modo coerente con la natura del bene. I contratti di leasing in cui il locatore mantiene una quota significativa dei rischi e benefici derivanti dalla proprietà sono classificati come leasing operativi, i relativi canoni sono rilevati a conto economico a quote costanti lungo la durata del contratto.

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Nel caso di operazioni di vendita con patto di retrolocazione di leasing finanziari l’eventuale differenza tra il prezzo di vendita dei beni e il valore contabile non è rilevata salvo il caso di minusvalenze identificative di perdita di valore dei beni. 3.4 Contributi I contributi sono rilevati qualora esista, indipendentemente dalla presenza di una formale delibera di concessione, una ragionevole certezza che la società rispetterà le condizioni previste per la concessione e che i contributi saranno ricevuti. I contributi in conto capitale sono rilevati nella Situazione Patrimoniale - Finanziaria iscrivendo il contributo come ricavo differito. Il contributo è iscritto a conto economico in base alla vita utile del bene per il quale è concesso, mediante la tecnica dei risconti, in modo da rettificare in diminuzione le quote di ammortamento rilevate. Un contributo ottenibile come rimborso di spese e costi già sostenuti o con lo scopo di dare un immediato aiuto finanziario all’entità destinataria senza che vi siano costi futuri a esso correlati è rilevato come provento nell’esercizio nel quale diventa esigibile. 3.5 Oneri finanziari Eventuali oneri finanziari sostenuti a fronte di investimenti in attività per le quali normalmente trascorre un determinato periodo di tempo per rendere l’attività pronta per l’uso o per la vendita sono capitalizzati ed ammortizzati lungo la vita utile del bene cui si riferisce. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati a conto economico nel corso dell’esercizio nel quale sono sostenuti. 3.6 Perdita di valore di attività Una perdita di valore si origina ogniqualvolta il valore contabile di un’attività sia superiore al suo valore recuperabile. Ad ogni data di rendicontazione viene accertata l’eventuale presenza di indicatori che facciano supporre l’esistenza di perdite di valore. In presenza di tali indicatori si procede alla stima del valore recuperabile dell’attività (impairment test) e alla contabilizzazione dell’eventuale svalutazione. Per le attività non ancora disponibili per l’uso, le attività rilevate nell’esercizio in corso, le attività immateriali a vita indefinita e l’avviamento, l’impairment test viene condotto con cadenza almeno annuale indipendente-mente dalla presenza di tali indicatori. Il valore recuperabile di un’attività è il maggior valore tra il suo fair value al netto dei costi di vendita e il suo valore d’uso. Il valore recuperabile è calcolato con riferimento a una singola attività, a meno che la stessa non sia in grado di generare flussi finanziari in entrata derivanti dall’uso continuativo ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività, nel qual caso il test è svolto a livello della più piccola unità generatrice di flussi indipendenti che comprende l’attività in oggetto (cash generating unit). Ripristini di valore sono effettuati qualora vengano meno le ragioni delle svalutazioni effettuate, ad eccezione di quelli relativi ad avviamenti. 3.7 Partecipazioni Le partecipazioni sono rilevate al costo ridotto per perdite di valore. Ai fini di una più completa trattazione dei principi riguardanti le attività finanziarie, si rimanda alla Nota 3.11. 3.8 Rimanenze Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione, determinato secondo il metodo del costo medio ponderato, ed il valore di presunto realizzo. Il costo è rap-


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presentato dal prezzo pagato (fair value) e ogni altro costo direttamente attribuibile eccetto gli oneri finanziari. Il valore di realizzo è il prezzo di vendita stimato nella normale attività al netto dei costi di completamento e delle spese di vendita. L’eventuale svalutazione viene eliminata negli esercizi successivi se ne vengono meno i motivi. 3.9 Crediti commerciali I crediti commerciali sono rilevati al fair value dei flussi di cassa futuri, ridotto da eventuali perdite di valore. 3.10 Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono rappresentate, oltre che dal denaro in cassa, da investimenti a breve termine ad alta liquidità, facilmente convertibili in ammontari noti di denaro e soggetti ad un rischio non rilevante di cambiamenti di valore, e da operazioni connesse al servizio di tesoreria accentrato. Ai fini del rendiconto finanziario, le disponibilità liquide sono costituite da cassa, depositi a vista o a termine presso le banche, altre attività finanziarie, ad alta liquidità, con scadenza originaria generalmente non superiore a 3 mesi, e scoperti di conto corrente. Questi ultimi, ai fini della redazione della Situazione Patrimoniale - Finanziaria, sono inclusi nei debiti finanziari del passivo corrente. 3.11 Attività finanziarie Le attività finanziarie sono classificate nelle seguenti categorie: • attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico; • attività finanziarie detenute sino a scadenza; • prestiti e altri crediti finanziari; • attività finanziarie disponibili per la cessione. La Società determina la classificazione delle attività finanziarie all’atto dell’acquisizione. Sono classificate come: • attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico, le attività finanziarie acquisite principalmente con l’intento di realizzare un profitto dalle fluttuazioni di prezzo a breve termine (periodo non superiore a 3 mesi) o designate come tali sin dall’origine; • attività finanziarie detenute sino a scadenza, gli investimenti in attività finanziarie a scadenza prefissata con pagamenti fissi o determinabili che la Società ha intenzione e capacità di mantenere fino alla scadenza; • prestiti e altri crediti finanziari, le attività finanziarie con pagamenti fissi o determinabili, non quotate su un mercato attivo e diverse da quelle classificate sin dall’origine come attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico o attività finanziarie disponibili per la cessione; • attività finanziarie disponibili per la cessione, le attività finanziarie diverse da quelle di cui ai precedenti comparti o quelle designate come tali sin dall’origine. Gli acquisti e le cessioni di attività finanziarie sono contabilizzati alla data di regolamento. La rilevazione iniziale è effettuata al fair value della data di acquisizione tenuto conto dei costi di transazione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico e le attività disponibili per la cessione sono valutate al fair value; le attività finanziarie detenute fino alla scadenza nonché i prestiti e gli altri crediti finanziari sono valutati al costo ammortizzato. Gli utili e le perdite realizzati e non realizzati derivanti da variazioni di fair value delle attività finanziarie al fair value con contropartita conto economico sono rilevati a conto economico nell’esercizio in cui si verificano.

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

Gli utili e le perdite non realizzati derivanti da variazioni di fair value delle attività classificate come attività disponibili per la cessione sono rilevati a patrimonio netto, mentre gli utili e le perdite realizzate sono rilevati a conto economico nell’esercizio in cui si verificano unitamente a quelli precedentemente contabilizzati a patrimonio netto. I fair value delle attività finanziarie sono determinati sulla base dei prezzi di offerta quotati o mediante l’utilizzo di modelli finanziari. I fair value delle attività finanziarie non quotate sono stimati utilizzando apposite tecniche di valutazione adattate alla situazione specifica dell’emittente. Le attività finanziarie per le quali il valore corrente non può essere determinato in modo affidabile sono rilevate al costo ridotto per perdite di valore. A ciascuna data di rendicontazione, è verificata la presenza di indicatori di perdita di valore e la svalutazione è rilevata a conto economico. La perdita di valore precedentemente contabilizzata è ripristinata nel caso in cui vengano meno le circostanze che ne avevano comportato la rilevazione, eccetto nel caso di attività valutate al costo. 3.12 Capitale sociale Il capitale sociale è rappresentato dal capitale sottoscritto e versato. I costi strettamente correlati all’emissione delle azioni sono classificati a riduzione delle riserve di patrimonio se direttamente attribuibili all’operazione di capitale. 3.13 Azioni proprie Le azioni proprie sono rilevate in apposita riserva a riduzione del patrimonio netto. Nessun utile/(perdita) è rilevato a conto economico per l’acquisto, vendita, emissione o cancellazione delle azioni proprie. 3.14 Riserve di fair value Le riserve di fair value accolgono le variazioni di fair value, al netto dell’effetto imposte, delle partite contabilizzate a fair value con contropartita patrimonio netto. 3.15 Altre riserve Le altre riserve sono costituite da riserve a destinazione specifica. 3.16 Utili (perdite) a nuovo La posta “Utili (perdite) a nuovo” include i risultati economici degli esercizi precedenti per la parte non distribuita né accantonata a riserva obbligatoria (in caso di utili) o ripianata (in caso di perdite). La posta accoglie inoltre i trasferimenti da altre riserve di patrimonio quando si libera il vincolo al quale erano sottoposte, nonché gli effetti della rilevazione di cambiamenti di principi contabili e di errori rilevanti. 3.17 Benefici ai dipendenti Benefici a breve termine

I benefici ai dipendenti a breve termine sono contabilizzati a conto economico nel periodo in cui viene prestata l’attività lavorativa. Benefici successivi al rapporto di lavoro

Dal 1° gennaio 2007 la Legge 296/2006 (c.d. legge Finanziaria 2007) ed i relativi decreti attuativi hanno introdotto rilevanti modifiche nella disciplina del Trattamento di Fine Rapporto


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

(c.d. TFR), tra cui la scelta da parte del lavoratore in merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, le nuove disposizioni hanno imposto di versare i nuovi flussi di TFR a forme pensionistiche prescelte dal lavoratore oppure, nel caso lo stesso lavoratore abbia optato per il mantenimento in azienda di tali flussi e l’azienda non abbia meno di 50 dipendenti, ad un conto di tesoreria istituito presso l’INPS. Tali modifiche normative hanno comportato un nuovo inquadramento contabile del fondo TFR. Prima della riforma introdotta dalla Legge 296/2006, i principi contabili internazionali collocavano infatti il fondo TFR tra i “piani a benefici definiti”; ora, invece, per le aziende con più di 50 dipendenti, solo il TFR maturato al 31 dicembre 2006 continua a rientrare tra i “piani a benefici definiti”, mentre quello maturato successivamente a tale data viene configurato come un “piano a contribuzione definita” e ciò in quanto tutte le obbligazioni in capo alla società si esauriscono con il versamento periodico di un contributo a terze entità. Pertanto a conto economico non vengono più accantonate le quote attualizzate, ma sono rilevati tra i costi del personale gli esborsi effettuati alle diverse forme pensionistiche scelte dal dipendente o al servizio di tesoreria separata istituito presso l’INPS, calcolati in base all’art. 2120 cc. Piani a benefici definiti

I fondi TFR (limitatamente alla quota maturata al 31 dicembre 2006) e Indennità Fissa per i dirigenti di giornali quotidiani, sono determinati da un attuario indipendente utilizzando il metodo della proiezione unitaria del debito. Tutti gli eventuali effetti attuariali sono rilevati a conto economico. Piani a contribuzione definita

La Società partecipa a piani pensionistici a contribuzione definita a gestione pubblica o privata su base obbligatoria, contrattuale o volontaria. In tale categoria, come già precisato, rientrano gli accantonamenti TFR i quali, calcolati in base all’art. 2120 cc., vengono versati alle diverse forme pensionistiche scelte dal dipendente o al servizio di tesoreria separata istituito presso l’INPS. Il versamento dei contributi esaurisce l’obbligazione della Società nei confronti dei propri dipendenti. I contributi costituiscono pertanto costi del periodo in cui sono dovuti. Benefici basati su strumenti finanziari

La Società riconosce benefici addizionali ad alcuni componenti dell’alta dirigenza attraverso piani di compensi basati su strumenti finanziari. In particolare nel corso degli anni la Società ha adottato piani che prevedono l’attribuzione di diritti di partecipazione al capitale (c.d. “stock option”) oppure l’attribuzione di diritti che comportano il riconoscimento a favore dei beneficiari di una eventuale corresponsione di carattere straordinario, basata sull’andamento del titolo azionario di riferimento (c.d. “phantom stock option”). Stock Option

Il costo di tali operazioni, rilevato a conto economico tra i costi del personale, è determinato con riferimento al fair value delle opzioni alla data di assegnazione e rilevato nel periodo intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione, con contropartita patrimonio netto. Alla fine di ogni periodo il fair value precedentemente determinato non viene sottoposto ad aggiornamento né revisione. Alla scadenza delle opzioni, qualora le stesse siano esercitate, la quota parte dell’importo iscritto a patrimonio netto viene riclassificata a “Riserva da sovrapprezzo azioni”; in caso di mancato esercizio, la quota viene riclassificata ad “Utili (perdite) a nuovo”.

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In fase di passaggio agli IFRS, la Società, avvalendosi di una specifica esenzione, non ha applicato i suddetti principi ai piani di stock option assegnati prima del 7 novembre 2002. Phantom Stock Option

Il costo di tali operazioni, iscritto a conto economico, è determinato con riferimento al fair value delle opzioni alla data di assegnazione e rilevato nel periodo intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione, con contropartita la relativa passività. Fino a quando tale passività non viene estinta, il fair value viene ricalcolato a ciascuna data di chiusura di bilancio e alla data di effettivo esborso, rilevando tutte le variazioni di fair value a conto economico. 3.18 Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali I fondi per rischi ed oneri rappresentano passività probabili di ammontare e/o scadenza incerta derivanti da eventi passati il cui accadimento comporterà un esborso finanziario. Gli accantonamenti sono stanziati esclusivamente in presenza di un’obbligazione attuale, legale o implicita, nei confronti di terzi, che rende necessario l’impiego di risorse economiche, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile dell’obbligazione stessa. L’importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima dell’onere necessario per l’adempimento dell’obbligazione alla data di rendicontazione. I fondi accantonati sono riesaminati ad ogni data di rendicontazione e rettificati in modo da rappresentare la migliore stima corrente. Laddove è previsto che l’esborso finanziario relativo all’obbligazione avvenga oltre i normali termini di pagamento e l’effetto dell’attualizzazione è rilevante, l’importo dell’accantonamento è rappresentato dal valore attuale dei pagamenti futuri attesi per l’estinzione dell’obbligazione. Le attività e passività potenziali non sono contabilizzate; è fornita tuttavia adeguata informativa a riguardo. 3.19 Passività finanziarie Le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al fair value delle somme incassate, al netto dei costi di transazione sostenuti, e successivamente valutate al costo ammortizzato. 3.20 Strumenti derivati I contratti derivati sono rilevati nella Situazione Patrimoniale - Finanziaria al fair value. La rilevazione delle variazioni di fair value è differente a seconda della designazione degli strumenti derivati (speculativi o di copertura) e della natura del rischio coperto (Fair Value Hedge o Cash Flow Hedge). Nel caso di contratti designati come speculativi, le variazioni di fair value sono rilevate direttamente a conto economico. Nel caso di contratti designati come di copertura, la Società documenta tale relazione alla data di costituzione della copertura. Tale documentazione include l’identificazione dello strumento di copertura, dell’elemento o operazione coperta, della natura del rischio coperto, dei criteri con i quali verrà valutata l’efficacia dello strumento di copertura, così come il rischio. L’efficacia della copertura è misurata ponendo a confronto le variazioni di fair value o dei flussi di cassa dello strumento coperto con le variazioni di fair value o dei flussi di cassa dello strumento di copertura. L’efficacia della copertura è testata sia all’inizio della copertura sia regolarmente durante tutta la durata della copertura stessa; in ogni caso, il test di efficacia “on going” è effettuato almeno ad ogni data di rendicontazione. Più in dettaglio, la copertura è considerata efficace quando la variazione del fair value o dei flussi finanziari dello strumento


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coperto è compensata “quasi completamente” dalla variazione del fair value o dei flussi finanziari dello strumento di copertura e i risultati a consuntivo rientrano in un intervallo compreso tra l’80 e il 125 per cento. La Fair Value Hedge è contabilizzata rilevando a conto economico le variazioni di fair value dello strumento di copertura e dello strumento coperto indipendentemente dal criterio di valutazione adottato per quest’ultimo. In particolare la rettifica del valore contabile di strumenti finanziari coperti fruttiferi di interessi è ammortizzata a conto economico lungo la vita contrattuale residua dell’elemento attivo/passivo coperto mediante la metodologia dell’interesse effettivo. La Cash Flow Hedge è contabilizzata sospendendo a patrimonio netto la porzione di variazione del fair value dello strumento di copertura che è riconosciuta come copertura efficace, e rilevando a conto economico la porzione inefficace. Le variazioni rilevate direttamente a patrimonio netto sono rilasciate a conto economico nello stesso esercizio o negli esercizi in cui l’attività o la passività coperta influenza il conto economico. Gli effetti contabili della cessazione del rapporto di copertura sono contabilizzati differentemente nel caso di Fair Value Hedge rispetto al caso di Cash Flow Hedge. Relativamente al Fair Value Hedge, l’elemento sottostante rimasto in bilancio cessa di essere coperto a decorrere dalla data di chiusura del contratto di copertura o dalla data in cui diviene inefficace e ad esso vengono applicate le regole di valutazione originarie previste in assenza di copertura; in particolare, nel caso di strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato, la differenza tra il valore adeguato al fair value relativo al rischio coperto ed il costo ammortizzato alla data di cessazione dell’hedge accounting è ammortizzata lungo la vita residua dello strumento finanziario, in base alle regole previste per il calcolo dell’interesse effettivo. Relativamente al Cash Flow Hedge, l’utile o la perdita sospesi a patrimonio netto restano tali fino a quando la transazione futura non avrà luogo, quando la transazione futura non è più altamente probabile ovvero non ne è più prevista l’effettuazione, o fino a quando i flussi originariamente coperti non si manifesteranno a conto economico. 3.21 Riconoscimento dei ricavi e dei costi I ricavi derivanti dalla cessione di beni sono valutati al corrispettivo ricevuto o spettante (fair value) tenuto conto del valore di eventuali sconti. I ricavi derivanti dalla prestazione di servizi sono determinati in base alla percentuale di completamento, definita come rapporto tra ammontare dei servizi svolti alla data di riferimento e valore totale dei servizi previsti. In particolare i criteri sulla base dei quali avviene la rilevazione dei ricavi sono i seguenti: • i ricavi relativi alla vendita delle pubblicazioni sono rilevati al momento della spedizione, al netto delle rese di competenza; • i ricavi relativi alla vendita di spazi pubblicitari sono rilevati al momento della pubblicazione. I costi sono imputati secondo criteri analoghi a quelli di riconoscimento dei ricavi e comunque secondo il principio della competenza temporale. Gli interessi attivi e passivi sono rilevati in base al criterio della competenza temporale, tenuto conto del tasso effettivo applicabile. I dividendi sono contabilizzati nel periodo in cui viene deliberata la distribuzione.

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3.22 Imposte Le imposte dell’esercizio sono determinate sulla base del presumibile onere da assolvere in applicazione della normativa fiscale vigente. Vengono inoltre rilevate le imposte differite e anticipate sulle differenze temporanee tra i valori patrimoniali iscritti in bilancio ed i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali, riporto a nuovo di perdite fiscali o crediti di imposta non utilizzati, sempre che sia probabile che il recupero (estinzione) riduca (aumenti) i pagamenti futuri di imposte rispetto a quelli che si sarebbero verificati se tale recupero (estinzione) non avesse avuto effetti fiscali. Gli effetti fiscali delle operazioni sono rilevati, a conto economico o direttamente a patrimonio netto, con le medesime modalità delle operazioni o fatti che danno origine alla imposizione fiscale e sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore alla data di bilancio. In caso di modifica delle predette aliquote, il valore contabile delle attività e passività fiscali differite viene adeguato con imputazione a conto economico o patrimonio netto in coerenza con la passata registrazione. 3.23 Valuta Le poste di bilancio sono valutate utilizzando la valuta dell’ambiente economico primario in cui opera l’entità (“moneta funzionale”). Il bilancio è redatto in euro. Le operazioni in valuta sono convertite nella moneta di presentazione al cambio della data dell’operazione. Gli utili e perdite su cambi derivanti dalla liquidazione di tali operazioni e dalla conversione di attività e passività monetarie in valuta sono rilevati a conto economico.

4. Cambiamenti di principi contabili, errori e cambiamenti di stima I principi contabili adottati sono modificati da un esercizio all’altro solo se il cambiamento è richiesto da un Principio o se contribuisce a fornire informazioni maggiormente attendibili e rilevanti degli effetti delle operazioni compiute sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico o sui flussi finanziari dell’entità. I cambiamenti di principi contabili sono contabilizzati retrospetticamente con imputazione dell’effetto a patrimonio netto del primo degli esercizi presentati; l’informazione comparativa è adattata conformemente. L’approccio prospettico è effettuato solo quando risulti impraticabile ricostruire l’informazione comparativa. L’applicazione di un principio contabile nuovo o modificato è contabilizzata come richiesto dal principio stesso. Se il principio non disciplina le modalità di transizione, il cambiamento è contabilizzato secondo il metodo retrospettivo, o se impraticabile, prospettico. Nel caso di errori rilevanti si applica lo stesso trattamento previsto per i cambiamenti nei principi contabili illustrato al paragrafo precedente. Nel caso di errori non rilevanti la contabilizzazione è effettuata a conto economico nel periodo in cui l’errore è rilevato. I cambiamenti di stima sono contabilizzati prospetticamente a conto economico nell’esercizio in cui avviene il cambiamento se influisce solo su quest’ultimo o nell’esercizio in cui è avvenuto il cambiamento e negli esercizi successivi se il cambiamento influisce anche su questi ultimi. 5. Eventi successivi la data di riferimento del bilancio Sono eventi successivi quei fatti che si verificano dopo la data di riferimento del bilancio sino alla data in cui viene autorizzata la pubblicazione. Per data in cui il bilancio è autorizzato per la pubblicazione si intende la data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione. Tale data è indicata nella Nota 1.


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Gli eventi successivi possono riferirsi a fatti che forniscono evidenza circa situazioni esistenti alla data di riferimento del bilancio (eventi successivi rettificativi) ovvero fatti indicativi di situazioni sorte dopo la data di riferimento del bilancio (eventi successivi non rettificativi). Per i primi vengono riflessi in bilancio gli effetti relativi ed aggiornata l’informativa fornita, per i secondi, se rilevanti, è unicamente fornita informativa adeguata nelle Note.

6. Nuovi IFRS e interpretazioni dell’IFRIC Emendamenti ed interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2010 non rilevanti per la Società I seguenti emendamenti, revisioni ed interpretazioni, applicabili dal 1° gennaio 2010, disciplinano fattispecie e casistiche non presenti alla data del presente bilancio: Documento

Titolo del documento

IFRS 3 (Rivisto nel 2008)

Aggregazioni aziendali

Modifiche a IAS 27

Bilancio consolidato e separato

Modifiche a IAS 39

Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione, elementi qualificabili per la copertura

IFRS 1 (rivisto nel 2008)

Prima adozione degli International Financial Reporting Standards

IFRIC 12

Accordi per servizi in concessione

IFRIC 15

Accordi per la costruzione di immobili

IFRIC 16

Coperture di un investimento netto in una gestione estera

IFRIC 17

Distribuzione ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide

IFRIC 18

Cessioni di attività da parte della clientela

Miglioramenti agli IFRS (2008)

Modifiche all’IFRS 5

Modifiche allo IFRS 1

Esenzioni aggiuntive per le entità che adottano per la prima volta gli IFRS

Miglioramenti agli IFRS (2009) Modifiche all’IFRS 2

Operazioni con pagamento basato su azioni tra entità di un gruppo

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dalla Società La Società non ha optato per l’adozione anticipata dei seguenti principi, emendamenti ed interpretazioni di principi già pubblicati e omologati dall’UE, obbligatori per un periodo successivo il 1° gennaio 2010 e per i quali sta valutando gli eventuali effetti che potrebbero derivare dall’adozione degli stessi: Documento

Titolo del documento

Data di entrata in vigore

Modifica allo IAS 32

Classificazione dell’emissione di diritti

1° febbraio 2010

Modifiche all’IFRIC 14

Pagamenti anticipati relativi a una previsione di contribuzione minima

1° gennaio 2011

IFRIC 19

Estinzione di passività finanziarie con strumenti rappresentativi di capitale

Modifiche allo IFRS 1 ed IFRS 7 Esenzione limitata dall’informativa comparativa prevista dall’IFRS 7 per neo-utilizzatori IAS 24 (rivisto nel 2009)

Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate

1° luglio 2010 1° luglio 2010 1° gennaio 2011

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Inoltre la Società sta valutando gli eventuali effetti che potrebbero derivare dall’applicazione dei seguenti principi, per i quali, alla data di approvazione del presente bilancio, gli organi competenti dell’UE non hanno ancora concluso il processo di omologazione: Documento

Titolo del documento

Amendements to IFRS 7

Financial Instruments: Disclosures - Transfers of financial assets

Improvements to IFRSs (2010)

Data di entrata in vigore del documento IASB 1° luglio 2011 1° luglio 2010 - 1° gennaio 2011

7. Principali cause di incertezze nelle stime Le stime sono utilizzate principalmente per verificare l’esistenza e se del caso rilevare perdite di valore su attività iscritte, per determinare rese, accantonamenti per rischi su crediti, benefici ai dipendenti, imposte e altri accantonamenti e fondi. Le stime e le assunzioni sono riesaminate periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico. In particolare, l’attuale situazione d’incertezza sullo scenario di breve e medio periodo, che sta determinando il negativo andamento del fatturato pubblicitario per il comparto stampa, ha reso più difficile la stima delle assunzioni riguardanti l’andamento futuro e le previsioni dei flussi di cassa utilizzati per la determinazione del valore d’uso delle cash generating units ai fini della verifica della recuperabilità dei valori delle immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita e delle partecipazioni. Pertanto, non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo futuro, di risultati diversi da quanto stimato. Le circostanze e gli eventi che potrebbero incidere sui risultati previsti saranno monitorati attentamente dalla Direzione della Società, che provvederà alla costante verifica dell’esistenza di perdite di valore e, ove necessario, a rettificare il valore contabile delle relative voci. Per quanto riguarda la stima delle rese dei prodotti editoriali e dei relativi prodotti opzionali, questa viene effettuata mensilmente attraverso tecniche statistiche, aggiornate in base al pervenire dei primi dati consuntivi. La stima dei rischi legali tiene conto della natura del contenzioso (pendente civile e penale). Per rischi di tipo omogeneo, la previsione dell’esito finale è ponderata sulla base delle risultanze del triennio precedente. L’esperienza storica mostra un trend sostanzialmente lineare. 8. Informazioni relative a strumenti finanziari In data 8 aprile 2010 la Società ha stipulato un contratto di IRS (per un valore nozionale di 50 milioni di euro) volto a convertire il tasso fisso in variabile su quota parte del prestito obbligazionario. Tale operazione è stata classificata come fair value hedge (copertura del valore di mercato) e come tale sia gli utili/(perdite) derivanti dalla determinazione del valore di mercato dello strumento derivato sia gli utili/(perdite) derivanti dalle variazioni del fair value dello strumento oggetto di copertura (prestito obbligazionario) attribuibili al rischio coperto, vengono imputati a conto economico: al 31 dicembre 2010 si è pertanto provveduto a registrare un utile di 105 migliaia di euro a seguito della valutazione al fair value dello strumento derivato che risulta controbilanciata dalla perdita di pari importo rilevata sul prestito obbligazionario. La conversione del tasso fisso in variabile ha comportato un utile di 448 migliaia di euro. Al fine di verificare l’efficacia della copertura sono stati effettuati i test prospettici e retrospettici. I test prospettici prevedono che all’inizio della copertura e per l’intera durata ogni copertura debba dimostrarsi altamente efficace, ossia che le variazioni del fair value della voce coperta


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compensino quasi completamente le variazioni del fair value dello strumento coperto. I test retrospettivi prevedono che la copertura si dimostri altamente efficace quando i suoi risultati rientrano in un intervallo compreso tra l’80% e il 125%. Le metodologie utilizzate dalla Società per la verifica dell’efficacia sono, con riferimento al test retrospettivo, il Dollar Offset Method e, con riferimento al test prospettico, il Relative Risk Reduction (RRR). I test di efficacia della copertura hanno dato esito positivo sia alla data di stipula del derivato sia al 31 dicembre 2010.

9. Note relative alla Situazione Patrimoniale - Finanziaria

Attivo Immobilizzazioni immateriali (1) Si riporta il dettaglio della presente categoria:

Testate Concessioni e licenze Immobilizzazioni immateriali in corso TOTALE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI di cui: Immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita Immobilizzazioni immateriali a vita utile definita

31/12/2009 220.661 1.734 26 222.421

Proforma 2009 220.661 1.736 26 222.423

31/12/2010 220.661 1.062 293 222.016

220.661 1.760

220.661 1.762

220.661 1.355

Non sono presenti immobilizzazioni immateriali generate internamente. Non sono capitalizzati costi di ricerca e sviluppo e non sono stati effettuati ripristini di valore. La composizione e la movimentazione delle immobilizzazioni immateriali sono esposte nelle successive tabelle. Attività immateriali a vita utile indefinita Testate 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Situazione finale Costo originario Svalutazioni Saldo finale

220.661 220.661 220.661 220.661

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Nelle attività valutate come aventi vita utile indefinita è presente la testata la Repubblica, il cui valore contabile, pari a 220.527 migliaia di euro, è rimasto invariato rispetto al 31 dicembre 2009. L’impairment test effettuato sulla testata, che rappresenta una cash generating unit, ha accertato che non sussistono perdite di valore da iscrivere in bilancio. Per la stima del valore recuperabile si è fatto riferimento al maggiore tra il fair value less costs to sell e il valore d’uso. Nel caso specifico è il valore d’uso. La determinazione del valore d’uso della Cash Generating Unit

Sulla determinazione del valore d’uso della cash generating unit, si è proceduto all’attualizzazione – ad un appropriato tasso di sconto – dei flussi finanziari futuri, in entrata e in uscita, generati dall’unità nella fase produttiva e al momento della sua dismissione finale. In altri termini, il value in use è stato stimato applicando il modello Discounted Cash Flow, nella variante unlevered (o asset side), con la formula che comprende l’attualizzazione dei flussi analiticamente attesi nell’orizzonte di durata dei piani previsionali (2011-2015) e la determinazione del terminal value. Per stimare correttamente il valore d’uso di una cash generating unit, è stato necessario valutare l’entità dei flussi di cassa attesi dall’unità; le attese riguardanti le possibili variazioni in ordine all’ammontare e ai tempi di manifestazione dei flussi; il tasso di attualizzazione da impiegare; eventuali fattori di rischiosità riconducibili alle condizioni di immobilizzo dell’investimento nella specifica unità. Sulle caratteristiche dei flussi da scontare, i principi contabili internazionali richiedono esplicitamente che, ai fini della verifica del valore, non si tenga conto dei flussi, in entrata e in uscita, generati dalla gestione finanziaria e dei flussi monetari connessi alla gestione fiscale. I flussi da scontare, pertanto, sono flussi di cassa operativi, unlevered, differenziali (perché riferiti alla singola unità), lordi di imposte. Come tasso di attualizzazione è stato adottato il costo medio del capitale investito (wacc) del Gruppo Espresso pari al 10%. La determinazione del fair value less costs to sell della Cash Generating Unit

Lo IAS 36 stabilisce che il fair value less costs to sell di un’attività o di un gruppo di attività (ad esempio una cash generating unit) trovi la migliore espressione nel prezzo “fatto” in un accordo vincolante di vendita tra controparti indipendenti, al netto dei costi diretti di dismissione del bene. Se non esiste questa evidenza, il fair value al netto dei costi di cessione può essere determinato facendo riferimento, in ordine di importanza, ai seguenti valori di scambio: il prezzo corrente negoziato in un mercato attivo; il prezzo relativo a precedenti transazioni similari; il prezzo stimato sulla base di altre informazioni attinte dall’azienda. Nel caso di specie, il fair value less costs to sell è stato determinato facendo riferimento a moltiplicatori diretti di valutazione. Detta assunzione è resa necessaria dalla carenza di un mercato attivo di trasferimento di simili cash generating unit, nonché dalla difficile comparabilità delle transazioni rilevate sul mercato per unità assimilabili a quelle oggetto di verifica. Allo scopo di determinare il possibile “prezzo” della cash generating unit, sono stati impiegati multipli del tipo “entity side”, nella versione trailing (o multipli storici/puntuali) e nella versione leading (o multipli attesi/medi). Principali ipotesi sottostanti i piani previsionali 2011-2015 ed analisi di sensitività

Per la determinazione dei risultati economici e dei flussi di cassa operativi della CGU, si è fatto riferimento al piano previsionale 2011-2015 redatto dal management sulla base di ipotesi ragionevoli e coerenti con le evidenze passate; tale piano rappresenta la miglior stima circa le condizioni


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economiche che esisteranno nel periodo di riferimento considerato. Il primo anno del piano previsionale corrisponde al budget predisposto con riferimento al 2011, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 19 gennaio 2011. Come già segnalato nel precedente paragrafo 7, l’attuale situazione di incertezza dello scenario di breve e medio periodo ha indotto il management a riconsiderare attentamente i tassi di sviluppo attesi dei ricavi e della marginalità. Per quanto riguarda, in particolare, i ricavi pubblicitari è stata ipotizzata nel 2011 una sostanziale stabilità della raccolta, in un mercato della stampa che i principali operatori del settore prevedono ancora in sofferenza, grazie ad iniziative publi-redazionali e ad azioni di rilancio/manutenzione dei prodotti. Per i restanti anni del piano si considera ragionevole assumere il sostanziale mantenimento delle quote di mercato. Per quanto attiene i ricavi diffusionali, il piano previsionale 2011-2015 assume un andamento delle vendite in linea con il trend registrato nell’ultimo triennio. Si segnala altresì che per la determinazione del terminal value è stato adottato prudenzialmente un tasso di crescita pari a zero. Per la cash generating unit “la Repubblica” non si è provveduto ad effettuare un’analisi di sensitività dei risultati dell’impairment test rispetto alle variazioni degli assunti di base dal momento che le risultanze dell’impairment test indicano una differenza positiva del maggiore tra il fair value less costs to sell e il valore d’uso rispetto al valore contabile ampiamente superiore alla soglia del 50% del valore contabile stesso. Altre immobilizzazioni immateriali

La categoria “Concessioni e licenze” è stata sottoposta ad ammortamento del 33,3%, dato che si stima una vita utile di 3 anni. La movimentazione per singola voce di bilancio è la seguente: Concessioni e licenze 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Decrementi MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Aggregazioni/(cessioni) di imprese Decrementi Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

21.033 (19.299) 1.734 314 20 (988) (18) 21.367 (20.305) 1.062

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Immobilizzazioni immateriali in corso 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Riclassifiche Situazione finale Costo originario Saldo finale

26 26 268 293 293

Immobilizzazioni materiali (2)

Terreni Fabbricati ed edifici Migliorie su beni di terzi Impianti e macchinari Mobili, dotazioni, automezzi Immobilizzazioni materiali in corso Altri beni TOTALE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

31/12/2009 1.064 4.952 8.179 33.899 2.704 100 67 50.965

Proforma 2009 1.064 4.952 8.179 33.920 2.801 100 68 51.084

31/12/2010 1.064 4.450 5.242 24.789 2.134 334 40 38.053

Considerata l’omogeneità dei beni compresi nelle singole categorie di bilancio si ritiene che, a meno di casi specifici rilevanti, le vite utili per categoria di beni siano le seguenti:

Terreni Fabbricati Impianti tipografici Impianti generici Altri impianti Rotative Rotative full color Attrezzature industriali Automezzi Mobili, arredi, macchine ordinarie Macchine elettroniche Sistemi editoriali Migliorie su beni di terzi

Vita utile 33 anni 7 anni 10 anni 5 anni 5 anni 10 anni 4 anni 4 anni 8 anni 3 anni 4 anni da contratto

Aliquota 3% 15,5% 10% 20% 20% 10% 25% 25% 12% 33% 25% da contratto


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La composizione e la movimentazione delle immobilizzazioni materiali di proprietĂ sono esposte nei prospetti seguenti. Terreni 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi Situazione finale Costo originario Saldo finale

1.064 1.064 1.064 1.064

Fabbricati 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale

9.967 (5.015) 4.952

MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi

-

Decrementi

-

MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi

(502)

Decrementi

-

Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

9.967 (5.517) 4.450

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Migliorie su beni di terzi 31/12/2010 Situazione iniziale Costo originario

32.063 (23.884)

Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale

8.179

MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi

340

Decrementi

-

MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi

(3.277)

Decrementi

-

Situazione finale Costo originario

32.403 (27.161)

Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

5.242

Impianti e macchinari

Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Apporti da fusione Decrementi MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Apporti da fusione Decrementi Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale di cui: Restrizioni per garanzie e impegni

31/12/2005

31/12/2010

153.973 (99.290) 54.683

121.600 (87.701) 33.899

754 (954)

1.365 104 (5.290)

(7.362) 945 153.773 (106.646) 47.127 (106.646) 47.127

(6.164) (83) 958 117.779 (92.990) 24.789 61.121


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Mobili, dotazioni e automezzi

Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Apporti da fusione Decrementi MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Apporti da fusione Decrementi Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

31/12/2005

31/12/2010

35.278 (25.805) 9.473

42.615 (39.911) 2.704

2.873

678 168 (150)

(199) (3.265) 212 37.952

(1.300) (69) 103

9.094

43.311 (41.177) 2.134

31/12/2005

31/12/2010

Immobilizzazione materiali in corso

Situazione iniziale Costo originario

100

Saldo iniziale

100

MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi

12

Riclassifiche

1.658 (1.424)

Situazione finale Costo originario

12

334

Saldo finale

12

334

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Altri beni 31/12/2005

31/12/2010

Situazione iniziale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo iniziale

1.517

1.795

(1.441)

(1.728)

76

67

70

3

MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi Decrementi

-

MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi

(38)

Decrementi

(30) -

Situazione finale Costo originario Fondi ammortamento, svalutazioni Saldo finale

1.587

1.798

(1.479)

(1.758)

108

40

Gli investimenti avvenuti nel corso dell’esercizio nelle immobilizzazioni materiali ammontano a 3.202 migliaia di euro e sono stati sostenuti principalmente per l’attività di ripristino della rotativa del centro stampa di Bologna (categoria “Impianti e macchinari”) per 1.226 migliaia di euro, per la ristrutturazione della sede di Roma per un importo pari a 305 migliaia di euro (categoria “Migliorie su beni di terzi”) e per lo sviluppo e la sicurezza della rete informatica per 587 migliaia di euro (nella categoria “Mobili dotazioni e automezzi”). Sulla categoria “Impianti e macchinari” gravano ancora dei privilegi dovuti principalmente alle garanzie reali poste a favore degli istituti bancari che hanno concesso, nel corso del 2005, il finanziamento agevolato sulle rotative, impianti tipografici e simili.


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Partecipazioni (3)

Si riporta il dettaglio della movimentazione di tale voce:

Situazione iniziale Costo originario Svalutazioni Saldo iniziale MOVIMENTI SUL COSTO ORIGINARIO Incrementi per aumento capitale Finegil Editoriale Incrementi altri Fusione Editorale Metropoli Decrementi per conferimenti S.E.T.A. ed Editoriale Fvg Decrementi altri MOVIMENTI SUI FONDI Incrementi Ripristini Decrementi Situazione finale Costo originario Svalutazioni Saldo finale

31/12/2005

31/12/2010

309.317 (53.297) 256.020

461.741 (53.297) 408.444

123.532

110.351 6.000 (1.231) (110.351) (5.110)

123.532

432.848 (53.296) 379.552

461.400 (53.297) 408.103

Il valore delle partecipazioni al 31 dicembre 2010 ammonta a 408.103 migliaia di euro (al 31 dicembre 2009 il valore delle partecipazioni ammontava a 408.444 migliaia di euro). Oltre al versamento di 6 milioni di euro effettuato a favore di Manzoni & C. SpA (per complessivi 5 milioni di euro) e di Rete A SpA (per 1 milione di euro), nel corso dell’esercizio è stata ceduta la totalità della partecipazione di Rotosud SpA (iscritta in bilancio ad un valore di 5,1 milioni di euro) alla ILTE Industrie Libraria Tipografica Editrice SpA a fronte di un corrispettivo di 15 milioni di euro, generando pertanto una plusvalenza di 9,9 milioni di euro. In data 22 aprile 2010 si è perfezionato il processo di fusione di Editoriale Metropoli SpA. Tale operazione ha generato una riduzione del valore delle partecipazioni di 1.231 migliaia di euro. In data 15 settembre 2010, inoltre, è stato sottoscritto integralmente l’aumento di capitale sociale deliberato dall’Assemblea della Finegil Editoriale SpA per 110,3 milioni di euro realizzato interamente tramite il conferimento delle azioni possedute in S.E.T.A. SpA e in Editoriale FVG SpA al loro valore di carico, rispettivamente pari a 8,6 milioni di euro e 101,7 milioni di euro.

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Nella successiva tabella viene riportato l’elenco delle partecipazioni inserite in questa categoria, l’evoluzione della percentuale di possesso nonché il valore di carico:

Percentuale di possesso 31/12/2009 Proforma 2009 31/12/2010 Partecipazioni in società controllate Finegil Editoriale SpA Manzoni & C. SpA Elemedia SpA Rotosud SpA Rotocolor SpA Somedia SpA Editoriale Metropoli SpA Editoriale FVG SpA Rete A SpA S.E.T.A. SpA Totale imprese controllate Partecipazioni in società collegate Le Scienze SpA Totale imprese collegate Altre partecipazioni A.G.F. Srl Ag. ANSA Società Coop. a r.l. Consuledit Soc. consortile a r.l. Premium Publisher Network Consorzio Totale altre partecipazioni

Valore di carico 31/12/2009 Proforma 2009

31/12/2010

100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 92,12% 100,00% 71,00%

100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 92,12% 100,00% 71,00%

100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% -

66.413 17.931 36.098 5.104 24.049 428 1.231 101.711 145.000 8.640 406.605

66.413 17.931 36.098 5.104 24.049 428 101.711 145.000 8.640 405.374

176.764 22.931 36.098 24.049 428 146.000 406.270

50,00%

50,00%

50,00%

1.361 1.361

1.361 1.361

1.361 1.361

10,00% 3,21% 6,62% 29,63%

10,00% 3,21% 6,62% 29,63%

10,00% 3,21% 6,62% 24,49%

3 454 1 20 478

3 454 1 20 478

3 454 1 14 472

408.444

407.213

408.103

TOTALE PARTECIPAZIONI

I dati di bilancio di sintesi delle partecipazioni in società collegate e controllate vengono riportati nel paragrafo 11.4 “Rapporti con parti correlate”. La data di chiusura contabile delle menzionate società coincide con quella di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA.

Crediti non correnti (4) Si riporta il dettaglio della voce: 31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

Depositi cauzionali oltre 1 anno

425

425

456

TOTALE CREDITI NON CORRENTI

425

425

456


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Attività per imposte anticipate e Passività per imposte differite (5) Si riporta nello schema successivo la composizione della fiscalità anticipata/differita. Le variazioni di tali voci sono commentate nella nota delle imposte di conto economico (29).

Imposte Anticipate Imponibili per imposte anticipate Da fondi del personale

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

4.484

4.484

4.074

Da fondi rischi

31.756

31.756

16.252

Da svalutazioni delle attività correnti

29.329

30.010

25.364

Da svalutazioni delle attività immobilizzate

3.884

3.884

4.481

Da svalutazione strumenti finanziari

7.875

7.875

4.195

77.328

78.009

54.366

TOTALE

Attività per imposte anticipate 31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

Da fondi del personale

1.233

1.233

1.120

Da fondi rischi

8.922

8.922

4.810

Da svalutazioni delle attività correnti

8.075

8.272

6.924

Da svalutazioni delle attività immobilizzate

1.119

1.119

1.362

Da svalutazione strumenti finanziari TOTALE

2.166

2.166

1.154

21.515

21.712

15.370

Imposte Differite Imponibili per imposte differite Da minore valutazione dei fondi del personale Da maggiore valutazione delle attività immobilizzate Da rivalutazione strumenti finanziari TOTALE

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

6.245

6.278

5.120

141.047

141.047

152.942

111

111

101

147.403

147.436

158.163

Passività per imposte differite 31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

1.717

1.726

1.408

43.853

43.853

47.330

31

31

28

TOTALE

45.601

45.610

48.766

Imposte differite accreditate a patrimonio netto TOTALE RILEVAZIONE DIRETTA A PATRIMONIO NETTO

31/12/2009 6 6

Da minore valutazione dei fondi del personale Da maggiore valutazione delle attività immobilizzate Da rivalutazione strumenti finanziari

31/12/2010 160 160

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

Rimanenze (6) Le rimanenze al 31 dicembre 2010 ammontano complessivamente a 13.877 migliaia di euro e sono in diminuzione di 5.349 migliaia di euro rispetto allo scorso anno (di cui 3.997 migliaia di euro relativi a merci e 1.352 migliaia di euro a prodotti) a seguito del processo di razionalizzazione delle scorte di magazzino. Al 31 dicembre 2009 la diminuzione era stata di 3.440 migliaia di euro. Il dettaglio è riportato nella tabella sottostante:

31/12/2009 Carta (materie prime) Pubblicazioni (prodotti finiti) Pubblicazioni opzionali e multimediali (prodotti finiti) Materiali di stampa (materie prime) Altre merci TOTALE RIMANENZE FINALI

31/12/2010 Carta (materie prime) Pubblicazioni (prodotti finiti) Pubblicazioni opzionali e multimediali (prodotti finiti) Materiali di stampa (materie prime) Altre merci TOTALE RIMANENZE FINALI

Rimanenze lorde

Svalutazioni

Rimanenze nette

18.957

(2.098)

16.859

975

-

975

9.357

(8.054)

1.303

321

(243)

78

286

(275)

11

29.896

(10.670)

19.226

Rimanenze lorde

Svalutazioni

Rimanenze nette

13.715

(764)

12.951

209

-

209

4.706

(3.989)

717

243

(243)

-

275

(275)

-

19.148

(5.271)

13.877

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

13.706

13.706

8.989

Crediti commerciali (7)

Clienti edicole e distributori Crediti verso clienti vari

4.773

4.773

5.450

Crediti verso imprese del Gruppo

82.840

82.268

86.414

TOTALE CREDITI COMMERCIALI

101.319

100.747

100.853

I crediti commerciali, che a fine anno ammontano a 100.853 migliaia di euro, si incrementano di 106 migliaia di euro rispetto al 2009 proforma: la riduzione dei clienti edicole (per 4.717 migliaia di euro) è parzialmente compensata dall’incremento dei crediti verso società del Gruppo (4.146 migliaia di euro) principalmente a causa dell’esposizione verso la controllata Manzoni SpA. Per maggiori dettagli dei crediti verso imprese del Gruppo e per l’analisi delle scadenze si rinvia al paragrafo 11.4 “Rapporti con parti correlate” e al paragrafo 11.5 “Gestione dei rischi”. Il fondo svalutazione crediti al 31 dicembre 2010 ammonta a 6.010 migliaia di euro (5.969 migliaia di euro al 31 dicembre 2009).


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

La movimentazione è la seguente: 31/12/2010 5.969 79 1.302 (1.340) 6.010

Saldo iniziale Apporti da fusione Svalutazioni Utilizzi / rilasci Saldo finale

Titoli ed altre attività finanziarie (8)

Titoli di stato o similari Obbligazioni Ratei attivi Crediti finanziari per derivati TOTALE TITOLI ED ALTRE ATTIVITA’ FINANZIARIE

31/12/2009 13.208 11.624 295 25.127

Proforma 2009 13.208 11.624 295 25.127

31/12/2010 54.564 5.166 416 193 60.339

Nel corso dell’esercizio sono stati ulteriormente acquistati titoli obbligazionari con un esborso complessivo di 55.701 migliaia di euro (di cui 476 migliaia di euro a fronte dei dietimi di interesse maturati) al fine di diversificare gli investimenti finanziari delle disponibilità liquide. I titoli di stato sono quasi interamente costituiti da titoli italiani (BTPS e CCTS) e tedeschi (BUND), mentre le obbligazioni riguardano titoli emessi da primari Istituti Bancari. Inoltre nel 2010 sono stati incassati 19.500 migliaia di euro di titoli giunti a naturale scadenza. I titoli, che pagano un interesse sia fisso che variabile mediamente del 2,99%, hanno una scadenza compresa tra il 31 luglio 2011 e il 15 dicembre 2015 e sono stati classificati come “attività finanziarie disponibili per la cessione” e, pertanto, valutati al fair value. L’effetto negativo a Patrimonio Netto di tale valutazione è pari a 437 migliaia di euro al netto dei relativi effetti fiscali (di cui 422 migliaia di euro maturati nel corso del 2010). La voce crediti finanziari per derivati ammonta a 193 migliaia di euro e si riferisce alla valutazione a fair value del contratto di interest rate swap di copertura interessi del Prestito Obbligazionario per 105 migliaia di euro, nonché al relativo rateo netto sugli interessi maturati (88 migliaia di euro).

Crediti tributari (9)

Crediti verso l’Erario per Irap Crediti IRES vs controllanti Crediti verso l’Erario per Ires/Irap chiesti a rimborso Crediti verso l’Erario per IVA Crediti IVA di Gruppo Crediti per contributi editoria Legge 62/2001 Altri crediti verso l’Erario TOTALE CREDITI TRIBUTARI

31/12/2009 794 535 4.584 594 3.080 297 4.816 14.700

Proforma 2009 813 494 4.584 594 2.853 297 4.819 14.454

31/12/2010 4.580 382 853 3.704 9.519

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Complessivamente i crediti tributari, che a fine anno ammontano a 9.519 migliaia di euro, diminuiscono di 4.935 migliaia di euro per l’effetto del decremento dei crediti verso l’erario per l’IVA di Gruppo per euro 2.000 migliaia di euro e dei minori acconti versati alla controllante CIR SpA nell’ambito del consolidato fiscale.

Altri crediti (10)

Crediti verso istituti previdenziali e assistenziali

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

316

316

335

Depositi cauzionali

83

83

57

Anticipi a fornitori

254

259

111

Crediti verso dipendenti e collaboratori

616

645

388

Altri crediti

231

271

857

Risconti attivi

8.276

8.819

8.141

TOTALE ALTRI CREDITI

9.776

10.393

9.889

Nelle voci altri crediti e riscontri attivi sono classificate le voci relative ai diritti di competenza degli esercizi futuri e ai canoni delle locazioni passive pagate anticipatamente.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (11)

Denaro e valori in cassa Depositi su c/c presso banche e poste Ratei attivi su depositi bancari e postali Crediti e ratei finanziari verso imprese del Gruppo TOTALE DISPONIBILITA’ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

43

51

45

101.725

101.808

106.202

59

59

198

80.612

80.612

70.161

182.439

182.530

176.606

I depositi su c/c presso banche e poste rappresentano investimenti finanziari a breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e sono soggetti ad un rischio irrilevante di variazione del loro valore. Tali investimenti coprono in media un orizzonte temporale di 3 mesi e sono remunerati ad un tasso fisso (mediamente pari all’1%), preventivamente concordato e parametrato all’Euribor. Le disponibilità liquide diminuiscono di 5.924 migliaia di euro rispetto all’esercizio precedente proforma a seguito degli investimenti in titoli di stato e obbligazioni effettuati nel periodo per diversificare gli investimenti finanziari. Tra i crediti finanziari verso le società del Gruppo si segnala il completo rimborso effettuato da Elemedia SpA per 12,3 milioni di euro, il rimborso parziale di Manzoni SpA per 9,2 milioni di euro e l’incremento del credito verso Rete A SpA per 7,5 milioni di euro. I crediti e ratei finanziari verso società del Gruppo sono analiticamente riepiloganti nel prospetto riportato nel paragrafo 11.4. “Rapporti con parti correlate” e sono costituiti da operazioni connesse al servizio di tesoreria accentrato.


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Passivo Patrimonio Netto L’analisi della composizione del patrimonio netto con riferimento alla disponibilità e distribuibilità è evidenziata di seguito: Natura/Descrizione

CAPITALE SOCIALE RISERVE DI CAPITALE: Riserva da sovrapprezzo azioni Riserva per contributi conto capitale Riserva conguaglio dividendi Riserva di rivalutazione L. 413/91 RISERVE DI CAPITALE RISERVE DI UTILI: Riserva legale Riserva legale Riserva facoltativa Riserva facoltativa Riserva facoltativa Utili a nuovo Riserva L. 675/1977 Riserva plusvalenze art. 54 Avanzo di fusioni RISERVE DI UTILI RISERVA IFRS: Variazioni positive Variazioni negative Utili a nuovo RISERVA DA PASSAGGIO IFRS ALTRE RISERVE: Riserva per azioni proprie Riserva per stock options Riserva valutazione Fair Value ALTRE RISERVE TOTALE CAPITALE E RISERVE Legenda:

Importo complessivo

Possibilità di utilizzazione

61.463 545 17.857 3.868 786 23.056

Quota disponibile -

Utilizzazioni compiute negli ultimi 3 esercizi copertura perdite altre 3.782

17.857 3.868 786 22.511

-

80.570 80.570

12.287 746 1.008 209.309 12 490 344 9.956 234.152

-

10.974 10.974

51.953 (566) (1.008) 50.379

2.465 2.465

-

-

(21.380) 14.297 (437) (7.520) 383.937

259.128

-

(95.326) (95.326) -

12.287 746 21.817 1.008 209.309 12 490 934 9.956 256.559

ABC ABC ABC

B ABC B ABC ABC ABC ABC ABC

A – per aumento di capitale B – per copertura perdite C – per distribuzione ai soci

Al 31 dicembre 2010 le riserve disponibili ammontano a 259.128 migliaia di euro di cui 245.832 migliaia di euro distribuibili.

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Capitale sociale (12) Al 31 dicembre 2010 il capitale sociale ammonta a euro 61.463.308,20 ed è costituito da n. 409.755.388 azioni da nominali 0,15 euro. Rispetto al 31 dicembre 2009 si è incrementato di euro 24.570,00 a seguito della sottoscrizione di n. 163.800 azioni in esecuzione dei piani di stock options. 31/12/2009

31/12/2010

N° azioni deliberate

435.297.188

439.142.188

N° azioni emesse

409.591.588

409.755.388

7.980.000

8.020.000

di cui: N° azioni proprie

Tutte le azioni ordinarie sono emesse a fronte di versamenti interamente effettuati. Non esistono azioni gravate da vincoli nella distribuzione di dividendi, ad eccezione di quanto previsto dall’art. 2357 del Codice Civile per le azioni proprie. Riserve (13) La composizione e la movimentazione delle riserve sono dettagliate nel “Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto”. Nel rispetto delle delibere assembleari che hanno autorizzato il Consiglio di Amministrazione ad effettuare acquisti di azioni ordinarie Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, nel corso dell’anno sono state acquistate n. 40.000 azioni per complessivi 90 migliaia di euro e, considerando le azioni proprie acquisite negli anni precedenti, la Società ha in portafoglio al 31 dicembre 2010 n. 8.020.000 azioni proprie che rappresentano l’1,96% del capitale sociale. Benefici basati su strumenti finanziari

La Società riconosce benefici addizionali ad alcuni dipendenti che ricoprono posizioni di primo piano, attraverso piani di compensi basati su strumenti finanziari. I piani di stock option in essere alla data del 31 dicembre 2010, nonché le relative caratteristiche, sono descritte nella nota di commento al bilancio consolidato. Al 31 dicembre 2010, il costo complessivo derivante dai piani di stock option ammonta a 2.720 migliaia di euro, di cui 1.157 migliaia di euro riaddebitato alle società del Gruppo per le stock option assegnate ai rispettivi dipendenti.


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Debiti finanziari (14) Debiti finanziari non correnti

31/12/2009 Proforma 2009 Obbligazioni

scadenza 1-2 anni

scadenza 2-5 anni

scadenza oltre 5 anni

288.430

288.430

274.737

718

274.019

-

18.902

18.902

13.582

3.881

9.701

-

307.332

307.332

288.319

4.599

283.720

-

Debiti verso le banche TOTALE DEBITI FINANZIARI NON CORRENTI

31/12/2010

Debiti finanziari correnti 31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

Obbligazioni

3.290

3.290

3.278

Debiti verso le banche in c/c e per finanziamenti

5.892

5.892

5.826

Debiti finanziari verso imprese del Gruppo

76.957

75.893

63.395

TOTALE DEBITI FINANZIARI CORRENTI

86.139

85.075

72.499

Al 31 dicembre 2010 il valore del prestito obbligazionario ammonta complessivamente a 275.422 migliaia di euro, di cui 685 migliaia di euro a breve e 274.737 migliaia di euro oltre i 12 mesi. Al 31 dicembre 2009 l’ammontare complessivo del debito era pari a 289.114 migliaia di euro. Il prestito obbligazionario, di valore nominale originario di 300 milioni di euro (ora diminuiti a 272,6 milioni di euro) e collocato nell’ottobre 2004, ha durata decennale e paga un interesse fisso del 5,125%; il tasso d’interesse effettivo è del 4,824%. Nel corso dell’esercizio la Società ha effettuato un acquisto sul mercato di piccole porzioni del prestito obbligazionario per nominali 12.876 migliaia di euro a fronte di un corrispettivo versato di 12.524 migliaia di euro oltre al pagamento dei dietimi di interesse per 201 migliaia di euro. Le operazioni hanno generato una plusvalenza di 511 migliaia di euro in quanto il relativo valore contabile era di 13.035 migliaia di euro. Nel rispetto dei termini e delle condizioni che regolano il prestito obbligazionario, si è proceduto alla cancellazione della parte acquistata. In applicazione di quanto previsto dallo IAS 39, il prestito obbligazionario viene valutato adottando la tecnica del costo ammortizzato utilizzando il tasso di interesse effettivo. In base a tale disposizione sono stati contabilizzati sul prestito sia i costi direttamente attribuibili (originariamente pari a 1.995 migliaia di euro e ridotti al 31 dicembre 2010 a 795 migliaia di euro anche per effetto del riacquisto che ha contribuito con un rilascio di 45 migliaia di euro) sia i proventi derivanti dalla chiusura anticipata, avvenuta nel marzo 2005, di un contratto di interest rate swap volto a convertire il tasso fisso in tasso variabile (originariamente tali proventi ammontavano a 9.020 migliaia di euro ridotti a 3.592 migliaia di euro al 31 dicembre 2010 di cui 204 migliaia di euro per effetto del riacquisto). Nel corso dell’eserizio è stato stipulato un contratto derivato di swap a parziale copertura del suddetto prestito (valore nozionale 50 milioni di euro) che, contabilizzato secondo la metodologia

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dell’ “Hedge Accounting” ha comportato la valutazione a fair value della quota parte coperta determinando una perdita pari a 105 migliaia di euro che risulta controbilanciata dall’utile rilevato a seguito della valutazione al fair value degli strumenti derivati di copertura. Al fine di verificare l’efficacia della copertura vengono effettuati i test prospettici e retrospettivi (vedi “titoli e altre attività finanziarie”, punto 8). I test prospettici prevedono che all’inizio della copertura e per l’intera durata, ogni copertura debba dimostrarsi altamente efficace, ossia che le variazioni del fair value della voce coperta compensino quasi completamente le variazioni del fair value dello strumento coperto. I test retrospettici prevedono che la copertura si dimostra altamente efficace quando i suoi risultati rientrano in un intervallo compreso tra l’80% e il 125%. Le metodologie utilizzate dal Gruppo per la verifica dell’efficacia sono il Dollar Offset Method e il Relative Risk Reduction (RRR). Nelle obbligazioni a breve termine sono classificati, oltre alla quota entro l’anno del prestito obbligazionario, pari a 685 migliaia di euro, i relativi ratei degli interessi maturati al 31 dicembre 2010 pari a 2.488 migliaia di euro, nonché la menzionata valutazione di 105 migliaia di euro. Il decremento di 12.498 migliaia di euro dei debiti finanziari verso imprese del Gruppo è principalmente dovuto al deconsolidamento, a seguito della cessione, della controllata Rotosud, il cui valore del debito ammontava al 31 dicembre 2009 a 12.769 migliaia di euro, al decremento del debito verso Somedia per 2.231 migliaia di euro e all’incremento del debito verso FVG ed Elemedia rispettivamente per 4.302 migliaia di euro e 3.558 migliaia di euro. I debiti finanziari verso imprese del Gruppo sono analiticamente riepilogati nel prospetto riportato nel paragrafo 11.4. “Rapporti con parti correlate” e sono costituiti da operazioni connesse al servizio di tesoreria accentrato. I debiti verso banche per finanziamenti sono così composti:

Finanziamenti con garanzia reale non correnti Finanziamenti senza garanzia reale non correnti Finanziamenti non correnti Finanziamenti con garanzia reale correnti Finanziamenti senza garanzia reale correnti Finanziamenti correnti TOTALE DEBITI VERSO BANCHE PER FINANZIAMENTI

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

17.463

17.463

13.582

1.439

1.439

-

18.902

18.902

13.582

3.882

3.882

3.882

1.399

1.399

1.439

5.281 24.183

5.281 24.183

5.321 18.903


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Fondi per rischi e oneri (15) Si riporta nella tabella successiva la movimentazione complessiva dei fondi, nonché la movimentazione suddivisa tra quota corrente e non corrente:

Saldo iniziale Utilizzi Giroconti corrente/non corrente Accantonamenti/(rilasci) Oneri finanziari Saldo finale

Vertenze legali 4.813 (1.961) 4.992 163 8.007

Vertenze previdenziali 1.856 (729) (984) 28 171

Incentivi all’esodo 21.721 (21.046) 3.821 4.496

Rischi vari

Vertenze legali 3.267 (734) (2.217) 4.104 163 4.583

Vertenze previdenziali 1.101 (246) (57) (712) 28 114

Incentivi all’esodo -

Rischi vari

Vertenze legali 1.546 (1.227) 2.217 888 3.424

Vertenze previdenziali 755 (483) 57 (272) 57

Incentivi all’esodo 21.721 (21.046) 3.821 4.496

Rischi vari

32.056 (819) 1.962 1 33.200

Totale fondi 60.446 (24.555) 9.791 192 45.874

Parte non corrente

Saldo iniziale Utilizzi Giroconti corrente/non corrente Accantonamenti/(rilasci) Oneri finanziari Saldo finale

30.084 (8) (621) 1 29.456

Totale fondi 34.452 (980) (2.282) 2.771 192 34.153

Parte corrente

Saldo iniziale Utilizzi Giroconti corrente/non corrente Accantonamenti/(rilasci) Oneri finanziari Saldo finale

1.972 (819) 8 2.583 3.744

Totale fondi 25.994 (23.575) 2.282 7.020 11.721

Le componenti di lungo termine dei fondi, con esclusione di quelle relative alle vertenze previdenziali (che maturano interessi pari al tasso legale), sono state attualizzate ad un tasso pari al 5% al lordo delle imposte. I fondi rischi vertenze legali e previdenziali includono, oltre alle cause per diffamazione, comuni per tutte le società editrici, i rischi legati a vertenze di natura commerciale, cause di lavoro ed il rischio legato agli accertamenti previdenziali. Il fondo rischi vari è costituito da accantonamenti per oneri fiscali di esercizi precedenti, da vertenze fiscali per operazioni a premio e da altri rischi. Con riferimento agli accantonamenti

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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

per oneri fiscali di esercizi precedenti, si ricorda che una sentenza emessa nel dicembre 2008 da parte della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, chiamata a decidere su questioni attinenti operazioni di usufrutto azionario con soggetti esteri riferite ad altre società, aveva indotto la Società ad accantonare al 31 dicembre 2008 un importo pari a 13.342 migliaia di euro, ritenendo quale rischio probabile per i contenziosi ancora pendenti solo quello relativo al credito d’imposta sui dividendi e delle relative ritenute subite, oltre agli interessi maturati. Successivamente, nel corso del 2009, alla luce di una più recente giurisprudenza in materia, gli amministratori hanno ritenuto di effettuare un ulteriore accantonamento di 14.680 migliaia di euro, valutando come probabile anche il rischio di ripresa a tassazione dell’ammortamento del costo sostenuto per l’acquisto dell’usufrutto, oltre gli interessi maturati. Con l’ulteriore accantonamento di 637 migliaia di euro per gli interessi maturati nel 2010, il relativo fondo rischi al 31 dicembre 2010 ammonta a 28.659 migliaia di euro, pari all’intero importo accertato ad esclusione delle sanzioni, in quanto il relativo rischio è stato qualificato solo come possibile. Ai soli fini di completezza, si segnala che la massima passività, al lordo dell’effetto fiscale e comprese le citate sanzioni, sarebbe pari a circa 44,7 milioni di euro. Si precisa inoltre che il fondo, salvo l’aggiornamento degli interessi, è invariato rispetto all’esercizio precedente anche in attesa della decisione da parte della Corte di Giustizia Europea in merito alla compatibilità con le norme comunitarie delle agevolazioni previste dalla Legge n. 73/2010 a cui la Società ha aderito per l’annualità 1992.

TFR e altri fondi per il personale (16) Piani a benefici definiti

Il fondo Trattamento Fine Rapporto maturato al 31 dicembre 2006 nonché il fondo Indennità Fissa per i dirigenti di giornali quotidiani rientrano nei piani a benefici definiti e pertanto sono stati determinati applicando la metodologia attuariale. Entrambi i fondi rappresentano il valore attuale dell’obbligazione legale futura. Le ipotesi relative alla determinazione dei Piani sono riassunte nel prospetto che segue:

Tasso annuo tecnico di attualizzazione Tasso annuo di inflazione Tasso annuo aumento retribuzioni Tasso annuo rivalutazione TFR Probabilità di anticipazione annua* * in base all’anzianità lavorativa

TFR

ALTRI FONDI

4,75%

4,75%

2,0%

2,0%

3,0%

3,0%

1,5%+0,75% Istat

-

3% - 7%

-


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso

Gli importi iscritti nella Situazione Patrimoniale-Finanziaria, che ammontano complessivamente a 28.966 migliaia di euro (in decremento di 7.626 migliaia di euro rispetto al 2009), sono stati cosĂŹ determinati:

Fondo Trattamento di Fine Rapporto Saldo iniziale Apporti da fusione Accantonamento per prestazioni di lavoro di periodo (service cost) Incremento per interessi finanziari (interest cost) Costi/(ricavi) attuariali (actuarial gain/loss) Benefici pagati Altre variazioni Saldo finale

(3.670) 146 40.839

31/12/2010 31.759 160 3 1.596 (19) (9.671) 295 24.123

3.569 406 178 1.191 (627) 4.717

31/12/2010 4.833 350 204 174 (718) 4.843

38.211 4.377 1.775

Altri Fondi per il Personale Saldo iniziale Accantonamento per prestazioni di lavoro di periodo (service cost) Incremento per interessi finanziari (interest cost) Costi/(ricavi) attuariali (actuarial gain/loss) Benefici pagati Saldo finale

Il numero medio e il numero a fine esercizio del personale dipendente è riepilogato di seguito: Numero medio dipendenti 2009 Proforma 2009

Numero dipendenti fine esercizio

2010

31/12/2009 Proforma 2009

31/12/2010

Giornalisti

543

567

535

539

562

488

Operai e impiegati

387

391

355

376

380

338

Dirigenti Totale

34

34

29

29

29

26

964

992

919

944

971

852

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Debiti commerciali (17) 31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

Debiti verso fornitori:

·· ·· ·· ·· ··

carta

23.164

23.164

15.541

stampa

6.212

6.212

6.688

trasporti e distribuzione

4.107

4.107

3.139

utenze e telefoniche

1.490

1.493

1.207

investimenti

1.651

1.651

1.585

promozioni prodotti opzionali

5.540

5.540

4.474

17.588

17.588

15.131

collaboratori

3.327

3.637

4.149

redazionali (foto, indagini e agenzie)

2.821

3.716

3.650

8.995

9.170

9.476

Debiti commerciali verso società del Gruppo

altri fornitori

16.591

12.667

13.803

TOTALE DEBITI COMMERCIALI

91.486

88.945

78.843

I debiti commerciali, normalmente regolati a 60/90 giorni, diminuiscono complessivamente di 10.102 migliaia di euro rispetto al dato proforma 2009. I debiti commerciali verso società del Gruppo sono analiticamente riepilogati nel paragrafo 11.4 “Rapporti con parti correlate”.

Debiti tributari (18) Debiti Ires verso controllanti Debiti Irap Debiti per ritenute e IRPEF Debiti verso l’Erario per IVA

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

-

-

1.711

-

-

997

4.071

4.200

5.335

925

925

956

Debiti IVA di Gruppo

2.303

2.303

1.649

Altri debiti tributari

18

18

66

7.317

7.446

10.714

31/12/2009

Proforma 2009

31/12/2010

10.176

10.437

11.256

Debiti verso il personale per ferie

9.553

9.741

7.025

Debiti verso il personale diversi

6.702

6.707

7.190

TOTALE DEBITI TRIBUTARI

Altri debiti (19) Debiti verso istituti previdenziali e sicurezza sociale

Debiti verso amministratori, sindaci e altri soci

30

30

20

Debiti per abbonamenti

7.376

7.376

7.386

Debiti contributi Legge 62/2001

2.197

2.197

1.693

Debiti per contributi su interessi

1.754

1.754

1.402

Altri debiti TOTALE ALTRI DEBITI

3.731

3.959

2.923

41.519

42.201

38.895


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

10. Note relative al Conto Economico Ricavi (20) Ricavi da pubblicazioni Ricavi da pubblicità Fee distribuzione prodotti di terzi Ricavi conferenze, seminari e formazioni Ricavi cessione diritti e marchi Ricavi da vendita altri servizi Ricavi da vendita servizi internet Ricavi da vendita altri prodotti Ricavi da vendita scarti e rese TOTALE RICAVI

2009 250.215 233.182 145 36 562 6.801 1.295 891 1.024 494.151

Proforma 2009 250.215 233.182 145 36 589 6.734 1.295 1.047 1.024 494.267

2010 213.967 234.905 150 402 8.691 1.755 337 2.505 462.712

I ricavi complessivi della Società evidenziano un decremento del 6,4% rispetto ai dati proforma dell’esercizio precedente. I ricavi da pubblicazioni si sono ridotti del 14,5% principalmente a causa del minor apporto dei prodotti opzionali; al netto di tale effetto il fatturato diffusionale diminuisce del 2,2%, confermando la sostanziale tenuta delle vendite in edicola ed in abbonamento de La Repubblica, de L’Espresso e delle altre testate periodiche. I ricavi da pubblicità sono aumentati di 1,7 milioni di euro (+0,7%), grazie in particolare allo sviluppo della raccolta sui siti internet che ha compensato il calo, comunque inferiore a quello registrato dal mercato, sulle testate cartacee. Altri proventi operativi (21) Contributi Fitti attivi Plusvalenze cessioni cespiti Sopravvenienze attive Altri proventi TOTALE ALTRI PROVENTI OPERATIVI

2009 2.253 45 10 3.092 4.553 9.953

Proforma 2009 2.253 45 10 3.119 5.029 10.456

2010 857 21 93 847 3.623 5.441

2009

Proforma 2009

2010

59.564

59.564

47.188

Costi per acquisti (22)

Carta quotidiani e periodici Carta per opzionali e promozioni Acquisto beni e merci Acquisto materiali per stampa Materiali di consumo Variazione rimanenze materie prime e merci TOTALE COSTI PER ACQUISTI

7.474

7.474

5.187

10.595

10.724

5.943

534

534

207

1.587

1.643

1.716

19

19

89

79.773

79.958

60.330

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| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

Costi per servizi (23) 2009

Proforma 2009

2010

Stampa e altre lavorazioni presso terzi

96.381

96.381

81.355

Costi redazionali

34.614

26.882

28.663

Distribuzione

22.165

22.178

20.588

Diritti di riproduzione, SIAE e altri

23.853

23.853

16.038

Promozioni

16.906

16.906

12.113

Consulenze

8.519

8.526

8.358

Telefoniche e trasmissione dati

2.784

2.806

2.638

Manutenzioni e utenze

4.262

4.262

4.509

Fitti passivi ed altri costi per godimento beni di terzi Altri servizi TOTALE COSTI PER SERVIZI

8.952

9.300

10.881

29.899

32.110

28.286

248.335

243.204

213.429

2009

Proforma 2009

2010

4.233

4.233

6.904

595

597

740

Altri oneri operativi (24)

Accantonamento fondo rischi e oneri Imposte e tasse accessorie Spese di rappresentanza e omaggi Quote associative Transazioni e risarcimenti

308

312

265

1.189

1.189

1.085

26

26

253

Sopravvenienze passive

1.441

1.476

1.070

Svalutazione crediti

1.148

1.148

1.303

Altri oneri operativi

308

308

507

9.248

9.289

12.127

2009 76.266 25.050 6.062 417 18.925 562 2.645 129.927

Proforma 2009 78.505 25.637 6.233 385 18.925 563 2.942 133.190

2010 75.812 24.046 5.924 524 5.669 1.563 6.706 120.244

TOTALE ALTRI ONERI OPERATIVI

Costi per il personale (25)

Salari e stipendi Oneri sociali Accantonamento per TFR Accantonamento trattamento di quiescenza e simili Oneri per la riorganizzazione aziendale in atto Stock option Altri costi del personale TOTALE COSTI PER IL PERSONALE

Il costo per il personale è diminuito di 12.946 migliaia di euro per effetto dei piani di riorganizzazione avviati nei precedenti esercizi.


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Il valore complessivo sostenuto nel corso dell’esercizio per i compensi spettanti al personale direttivo è pari a 3,7 milioni di euro ed include 0,3 milioni di euro per trattamento di fine rapporto ed altre indennità simili e 0,8 milioni di euro per stock options.

Ammortamenti e svalutazioni (26) 2009 1.203

Proforma 2009 1.208

2010 988

Ammortamento immobilizzazioni materiali

11.890

11.937

10.347

Svalutazioni immobilizzazioni immateriali

312

312

-

Svalutazioni immobilizzazioni materiali

622

622

1.022

14.027

14.079

12.357

Ammortamento immobilizzazioni immateriali

TOTALE AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI

Proventi/(oneri) finanziari netti (27) 2009

Proforma 2009

2010

1.383

1.384

829

71

74

110

-

-

448

Altri proventi finanziari

1.913

1.913

2.868

Proventi finanziari

3.367

3.371

4.255

Interessi attivi su c/c bancari e depositi a breve Utile su cambi Proventi finanziari su derivati

Interessi passivi su c/c bancari Spese bancarie accessorie Interessi su mutui e finanziamenti Interessi passivi su prestiti obbligazionari Perdite su cambi Oneri finanziari da applicazione IAS Altri oneri finanziari Oneri finanziari Rivalutazioni su partecipazioni Proventi/(oneri) da negoziazione titoli e partecipazioni Svalutazioni e perdite su partecipazioni TOTALE PROVENTI/(ONERI) FINANZIARI NETTI

(1)

(1)

(5)

(60)

(63)

(89)

(1.177)

(1.177)

(967)

(14.397)

(14.397)

(13.398)

(79)

(87)

(96)

(2.166)

(2.173)

(1.992)

(953)

(950)

(380)

(18.833)

(18.848)

(16.927)

64

64

-

2.638

2.638

10.161

(8)

(8)

(6)

(12.772)

(12.783)

(2.517)

Gli oneri finanziari netti ammontano a 2.517 migliaia di euro e si riducono di 10.266 migliaia di euro rispetto all’esercizio precedente proforma soprattutto per l’effetto della cessione della società Rotosud SpA che ha generato una plusvalenza di 9.896 migliaia di euro, al lordo dell’effetto fiscale pari a 136 migliaia di euro.

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Dividendi (28) - da imprese controllate Finegil Editoriale SpA Editoriale FVG SpA Elemedia SpA Rotosud SpA Rotocolor SpA Somedia SpA Saire Srl - da imprese collegate Le Scienze SpA TOTALE DIVIDENDI

2009

Proforma 2009

2010

19.069 5.591 15.500 74 964 400 76

19.069 5.591 15.500 74 964 400 76

17.001 13.500 729 -

309 41.983

309 41.983

284 31.514

I dividendi incassati nel 2010, che ammontano a 31.514 migliaia di euro, diminuiscono di 10.469 migliaia di euro rispetto all’esercizio 2009. Imposte (29) Imposte correnti Imposte differite e anticipate Oneri fiscali esercizi precedenti TOTALE IMPOSTE

2009 10.316 (706) 11.355 20.965

Proforma 2009 10.839 (3.738) 14.680 21.781

2010 8.172 9.659 1.213 19.044

Le imposte sul reddito 2010 ammontano complessivamente a 19.044 migliaia di euro ed includono 1.213 migliaia di euro di accantonamenti straordinari di natura tributaria di cui 637 migliaia di euro relativi agli interessi maturati sull’operazione di usufrutto azionario. Le imposte correnti diminuiscono di 2.667 migliaia di euro rispetto all’esercizio 2009 proforma a causa dei costi di ristrutturazione aziendale la cui deducibilità fiscale è maturata nel corso dell’esercizio; per contro il rilascio delle imposte anticipate accantonate negli esercizi precedenti e l’incremento delle imposte differite hanno impattato per complessivi 13.397 migliaia di euro. Il tax rate è diminuito dal 40,7% del 2009 al 24,6% del 2010 sia a seguito dalla minor incidenza degli oneri fiscali di esercizi precedenti sia per la parziale tassazione applicata sulla plusvalenza realizzata dalla cessione di Rotosud SpA (vedi punto 27). Si riporta nella tabella successiva la riconciliazione tra onere fiscale teorico, determinato con Ires al 27,5% e Irap al 3,9%, e onere fiscale effettivo. 1) Utile ante imposte risultante da bilancio 2) a. Imposte sul reddito (Ires) teoriche (ad aliquota nazionale) b. Effetto fiscale relativo a costi non deducibili c. Dividendi d. Proventi/contributi non tassabili e. Imposte (antic.)/diff. non accantonate negli anni precedenti 3) Imposte sul reddito (Ires) 4) IRAP 5) Oneri fiscali esercizi precedenti 6) Totale imposte da bilancio Aliquota media effettiva Aliquota teorica

2009 51.352 14.122 579 (10.968) (184) 3.549 6.061 11.355 20.965 40,83% 31,40%

Proforma 2009 53.552 14.727 594 (10.968) (184) (15) 4.154 6.272 11.355 21.781 40,67% 31,40%

2010 77.309 21.260 909 (8.233) (3.165) 88 10.859 6.972 1.213 19.044 24,63% 31,40%


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Utile base per azione (30) L’utile base per azione è calcolato dividendo l’utile netto del periodo attribuibile per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo (escludendo le azioni proprie). L’utile per azione diluito è calcolato dividendo l’utile netto del periodo attribuibile agli azionisti ordinari per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo, rettificato per gli effetti diluitivi delle opzioni. Di seguito sono esposti il reddito e le informazioni sulle azioni ai fini del calcolo dell’utile per azione base e diluito:

Risultato netto N° medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione (.000) Utile base per azione

2009 30.387 401.512 0,076

Proforma 2009 31.772 401.512 0,079

2010 58.266 401.611 0,145

Risultato netto N° medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione (.000) N° opzioni (.000) Utile diluito per azione

2009 30.387 401.512 20.832 0,072

Proforma 2009 31.772 401.512 20.832 0,075

2010 58.266 401.611 28.070 0,136

11. Altre informazioni 11.1 Posizione finanziaria netta Nella tabella che segue è esposta la composizione della posizione finanziaria netta della Capogruppo:

Crediti finanziari verso imprese del Gruppo Debiti finanziari verso imprese del Gruppo Denaro e disponibilità di banca Disponibilità liquide nette Titoli ed altre attività finanziarie Prestito obbligazionario Altri debiti verso le banche Altre attività (passività) finanziarie POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

31/12/2009 80.612 (76.957) 101.214 104.869 25.127 (291.720) (24.183) (290.776) (185.907)

Proforma 2009 80.612 (75.893) 101.305 106.024 25.127 (291.720) (24.183) (290.776) (184.752)

31/12/2010 70.161 (63.394) 105.937 112.704 60.339 (278.015) (18.902) (236.578) (123.874)

11.2 Eventi ed operazioni significative non ricorrenti Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso dell’esercizio la Società non ha posto in essere operazioni significative non ricorrenti così come definite dalla Comunicazione stessa.

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199


200

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

11.3 Transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso dell’esercizio la Società non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa. 11.4 Rapporti con parti correlate Le operazioni poste in essere dalla Società, ivi incluse le operazioni con parti correlate, rientrano nella gestione ordinaria e sono regolate a condizioni di mercato. In particolare si segnala che la conclusione di operazioni con parti correlate è disciplinata da una apposita procedura approvata dal Consiglio di Amministrazione e descritta nella relazione annuale sul Governo Societario riportata in una apposita sezione del presente bilancio e disponibile sia sul sito della Società sia presso Borsa Italiana SpA. In particolare il Gruppo Editoriale L’Espresso SpA intrattiene con le società controllate e collegate sia rapporti commerciali sia rapporti di prestazioni di servizi e di consulenza operativa e finanziaria. Tra i rapporti commerciali più rilevanti si ricordano quelli con le controllate A. Manzoni&C. SpA, concessionaria per la vendita degli spazi pubblicitari, con Elemedia SpA per la gestione tecnica dei siti, Rotocolor SpA e Finegil Editoriale SpA per l’attività di composizione e stampa. Inoltre, la Società gestisce un servizio accentrato di tesoreria cui partecipano tutte le società controllate. Gruppo Editoriale L’Espresso SpA riceve, a sua volta, dalla Società controllante CIR SpA prestazioni di servizi e consulenze varie in materia strategica, amministrativa, finanziaria e fiscale. Si sottolinea che lo svolgimento dei suddetti servizi da parte della controllante è ritenuto preferibile rispetto ai servizi resi da terzi grazie, tra l’altro, all’ampia conoscenza acquisita nel tempo della realtà aziendale e di mercato in cui Gruppo Editoriale L’Espresso SpA opera. Dall’esercizio 2004 il Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, così come la maggior parte delle società da essa controllate, ha aderito al “Consolidato Fiscale” CIR. Nell’aprile 2010 è stata rinnovata l’adesione al consolidato fiscale per il triennio 2010-2012: con il rinnovo dell’azione si è provveduto ad approvare un nuovo Regolamento Generale a seguito di un parziale cambiamento della normativa di riferimento. Gruppo Editoriale L’Espresso SpA e la maggior parte delle società controllate hanno continuato ad avvalersi della particolare disciplina dell’ “IVA di Gruppo”.


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Si riportano di seguito i dati (espressi in migliaia di euro) relativi ai rapporti economici, patrimoniali e finanziari tra Gruppo Editoriale L’Espresso SpA e le relative imprese correlate. Rapporti di Gruppo Editoriale L’Espresso SpA con società correlate Costi SOCIETA' CONTROLLATE Finegil Editoriale SpA 15.563 Ed. La Nuova Sardegna SpA 1.714 S.E.T.A. SpA 1 Editoriale FVG SpA 2 Elemedia SpA 14.495 Rete A SpA 2.114 All Music SpA 328 A. Manzoni & C. SpA. 2.729 Rotocolor SpA 23.065 Somedia SpA 4.686 Ksolutions SpA SOCIETA' COLLEGATE Le Scienze SpA 73 SOCIETA' CONTROLLANTI Cofide SpA 17 CIR SpA** 4.298 ALTRE SOCIETA' CORRELATE Sorgenia SpA 866

Ricavi

Oneri Proventi Crediti finanziari finanziari* comm.li finanz.ri

Debiti trib.ri comm.li finanz.ri

Garanzie trib.ri prestate

6.591 560 301 496 4.582 259 259 237.796 680 283 -

14 2 153 1 1 19 108 4 -

17.194 13.598 334 516 729 17

2.760 311 150 290 4.416 98 121 78.229 155 1.222 -

9.099 34.001 26.907 153

572 112 52 116 -

2.333 108 4.763 32 327 1.228 2.876 1.421 9

474 1.894 33.419 3.560 412 4.849 18.494 292 -

- 33.052 - 6.262 - 1.192 48 1.080 458 6.820 122 278 545 7.048 446 9.672 31 200 -

1.153

-

284

785

-

-

706

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

1.711

-

-

-

-

-

-

-

62

-

-

-

* In tale voce sono inclusi i dividendi percepiti dalle società controllate ** Nella voce dei costi sono inclusi gli oneri/proventi per adesione al consolidato fiscale

11.5 Gestione dei rischi Rischi finanziari

L’attività di gestione dei rischi finanziari è regolata da una policy di Gruppo che delinea obiettivi, strategie, linee guida nonché modalità operative. Per la gestione della finanza/tesoreria, la Società si è dotata di una procedura ispirata a criteri di prudenza e di rischio limitato nella scelta delle operazioni di finanziamento/investimento e che prevede l’assoluto divieto di porre in essere operazioni di tipo speculativo, se non adeguatamente motivate ed approvate dal Consiglio di Amministrazione. La Gruppo Editoriale L’Espresso SpA gestisce e coordina un conto corrente intragruppo centralizzato, cui partecipano tutte le società controllate, al fine di ottenere vantaggi di tipo economico nei rapporti con le controparti ed una maggiore efficienza operativa. La centralizzazione permette infatti una più efficace attività di pianificazione e controllo dei flussi finanziari, garantisce una maggiore omogeneità delle varie scelte di finanziamento/investimento, ottimizza il profilo di rischio del Gruppo nel suo complesso, ma soprattutto consente di rafforzare il potere contrattuale con il sistema bancario. La Società, il cui rating, emesso da Standard&Poors, è BB con outlook stabile, utilizza prevalentemente due canali per la provvista di mezzi finanziari: il mercato obbligazionario internazionale e i finanziamenti bancari pluriennali, stipulati a fronte di investimenti produttivi agevolabili dalla legislazione

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201


202

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

per l’editoria, che prevede l’abbattimento del costo del finanziamento di alcuni punti percentuali. In quest’ottica ed in considerazione anche del favorevole andamento della liquidità di mercato e dei tassi d’interesse, è stato collocato sul mercato nell’ottobre del 2004 un prestito obbligazionario di 300 milioni di euro al tasso fisso del 5,125%, con durata decennale, finalizzato al rimborso dell’esistente prestito obbligazionario di 200 milioni di euro scaduto il 1° agosto 2005 e a fornire la liquidità necessaria per acquisizioni ed investimenti. Il prestito obbligazionario di 300 milioni di euro ed il relativo pagamento degli interessi non sono assistiti da garanzie specifiche né sono previsti covenant o clausole che ne comportino il rimborso anticipato. Oltre all’emissione obbligazionaria di cui sopra, nel mese di novembre 2005 sono stati perfezionati dalla Società contratti di finanziamento decennali stipulati ex lege dell’editoria per un importo complessivo di 33,8 milioni di euro ad un costo, al netto del contributo statale, di circa il 2,35%. Con tali operazioni la Società si è assicurata abbondanti risorse finanziarie a lungo termine tali da prevenire eventuali rischi di liquidità: qualora, tuttavia, fosse necessario il reperimento di ulteriori risorse non coperte dal cash flow gestionale, potrà attingere ad una serie di linee bancarie “uncommitted” non utilizzate. Nel rispetto delle politiche di gestione del rischio finanziario la Società ha stipulato un contratto di IRS (per un valore nozionale di 50 milioni di euro) volto a convertire il tasso fisso in variabile sul prestito obbligazionario. Tale operazione è stata classificata come fair value hedge (copertura del valore di mercato) e come tale sia gli utili/(perdite) derivanti dalla determinazione del valore di mercato dello strumento derivato sia gli utili/(perdite) derivanti dall’adeguamento al fair value della parte coperta del prestito obbligazionario, vengono imputati a conto economico. Periodicamente viene valutato il livello di efficacia della copertura: in particolare, la copertura è considerata efficace quando la variazione del fair value dello strumento coperto è compensata “quasi completamente” dalla variazione del fair value dello strumento di copertura ed i risultati a consuntivo rientrano in un intervallo tra l’80% ed il 125%. Inoltre, sempre nel rispetto delle politiche di gestione del rischio finanziario la Società, al fine di diversificare gli investimenti finanziari, ha continuato ad investire parte della propria liquidità in titoli di stato (quasi esclusivamente titoli italiani e tedeschi) e, in minor parte, in obbligazioni (in particolare è stato acquistato un titolo obbligazionario di un primario istituto bancario il cui rating è A-). Attualmente, ad eccezione della summenzionata operazione di copertura, la Società non è esposta ad alcun rischio finanziario connesso con la variazione dei tassi d’interesse o con la fluttuazione dei cambi. Rischio di prezzo

La Società, operando nel settore della stampa, è una grande acquirente di carta. Al fine di ottenere una più efficace pianificazione nell’attività della provvista della carta e soprattutto al fine di rafforzare il potere negoziale con le controparti, alimentando tra l’altro una concorrenza tra le stesse, la gestione degli acquisti per la fornitura della carta delle varie società del Gruppo viene effettuata in modo centralizzato. La Società nel passato ha stipulato contratti di “paper swap” in una percentuale del fabbisogno annuale, ma, verificatane l’inefficienza nel medio periodo, ha deciso di non continuare nell’utilizzo di tali strumenti. Rischio di credito

L’esposizione al rischio di credito della Società è riferibile a crediti commerciali e finanziari. La Società, per i settori nei quali opera, non presenta aree di rischio di credito commerciale di par-


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

ticolare rilevanza; tuttavia, pur non presentandosi significative concentrazioni di tale rischio, sono adottate procedure operative che impediscono la vendita di prodotti o servizi a clienti senza un adeguato profilo di credito o garanzie collaterali. Per quanto attiene ai crediti finanziari le operazioni di investimento della liquidità e le eventuali transazioni in derivati sono effettuate unicamente con controparti bancarie di elevato standing creditizio. **** Nel rispetto di quanto richiesto dal principio contabile IFRS 7, si riportano di seguito le tabelle nelle quali (i) le attività e passività finanziarie vengono suddivise per classi/categorie, (ii) viene riportato l’ageing delle attività finanziarie e (iii) vengono indicate le scadenze contrattuali delle passività finanziarie. Inoltre, in relazione agli strumenti finanziari rilevati nella Situazione Patrimoniale-Finanziaria al fair value, viene indicato il livello gerarchico di valutazione del fair value.

Categorie di attività e passività finanziarie esposte in bilancio

Voci di Valore a bilancio bilancio ESERCIZIO 2009 ATTIVITA’ FINANZIARIE Attivo non corrente Altre partecipazioni (3) 458 Altri crediti (4) 425 Attivo corrente Crediti commerciali (7) 101.319 Titoli ** (8) 25.127 Altri crediti * (10) 1.499 Disponibilità liquide (11) 182.439

Voci di Valore a bilancio bilancio PROFORMA 2009 ATTIVITA’ FINANZIARIE Attivo non corrente Altre partecipazioni (3) 458 Altri crediti (4) 425 Attivo corrente Crediti commerciali (7) 100.747 Titoli ** (8) 25.127 Altri crediti * (10) 1.573 Disponibilità liquide (11) 182.530

Attività al Attività al Finanziamenti Investimenti Attività FV rilevato FV rilevato e crediti posseduti disponibili a CE a CE fino per la alla iniziale detenute per a scadenza cessione rilevazione negoziazione -

-

425

-

-

-

101.319 1.499 182.439

-

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

458 425

56 4

-

- 101.319 (1.283) 25.127 25.127 346 1.499 - 182.439 2.807

(21) -

458 -

Attività al Attività al Finanziamenti Investimenti Attività FV rilevato FV rilevato e crediti posseduti disponibili a CE a CE fino per la alla iniziale detenute per a scadenza cessione rilevazione negoziazione -

-

425

-

-

-

100.747

-

1.573 182.530

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

458 425

56 4

-

- 100.747 (1.283) 25.127 25.127 346 1.573 - 182.530 2.808

(21) -

458 -

* La voce non include i risconti attivi ed i crediti verso l'Erario ** Il fair value dei titoli è determinato facendo diretto riferimento alle quotazioni del prezzo pubblicato in un mercato attivo (“Livello 1” classificazione IFRS 7 par. 27A), mentre il fair value dei crediti finanziari per derivati è classificato nel “Livello 2” IFRS 7 par. 27A

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203


204

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

Voci di Valore a bilancio bilancio ESERCIZIO 2010 ATTIVITA’ FINANZIARIE Attivo non corrente Altre partecipazioni (3) 472 Altri crediti (4) 456 Attivo corrente Crediti commerciali (7) 100.853 Crediti finanziari (derivati)** (8) 193 Titoli ** (8) 60.146 Altri crediti * (10) 1.747 Disponibilità liquide (11) 176.606

Attività al Attività al Finanziamenti Investimenti Attività FV rilevato FV rilevato e crediti posseduti disponibili a CE a CE fino per la alla iniziale detenute per a scadenza cessione rilevazione negoziazione -

-

456

-

-

-

100.853

-

193 -

-

1.747 176.606

-

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

472 456

(6) 2

-

- 100.853 (1.303)

-

472 -

193 60.146 60.146 1.747 - 176.606

193 1.359 1.989

(582) -

* La voce non include i risconti attivi ed i crediti verso l'Erario ** Il fair value dei titoli è determinato facendo diretto riferimento alle quotazioni del prezzo pubblicato in un mercato attivo (“Livello 1” classificazione IFRS 7 par. 27A), mentre il fair value dei crediti finanziari per derivati è classificato nel “Livello 2” IFRS 7 par. 27A

ESERCIZIO 2009 PASSIVITA’ FINANZIARIE Passivo non corrente Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Passivo corrente Banche c/c passivi Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Debiti commerciali

PROFORMA 2009 PASSIVITA’ FINANZIARIE Passivo non corrente Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Passivo corrente Banche c/c passivi Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Debiti commerciali

Voci di bilancio

Valore a bilancio

Passività al FV rilevato a CE alla iniziale rilevazione

Passività al FV rilevato a CE detenute per negoziazione

Passività al costo ammortizzato

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

(14) (14)

(288.430) (18.902)

-

-

(288.430) (265.545) (18.902) (17.918)

-

-

(14) (14) (14) (17)

(612) (3.290) (82.238) (91.486)

-

-

(612) (3.290) (82.238) (91.486)

(612) (3.290) (83.018) (91.486)

(1) (11.758) (2.048) -

-

Voci di bilancio

Valore a bilancio

Passività al FV rilevato a CE alla iniziale rilevazione

Passività al FV rilevato a CE detenute per negoziazione

Passività al costo ammortizzato

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

(14) (14)

(288.430) (18.902)

-

-

(288.430) (265.545) (18.902) (17.918)

-

-

(14) (14) (14) (17)

(612) (3.290) (81.173) (88.945)

-

-

(1) (11.758) (2.041) -

-

(612) (3.290) (81.173) (88.945)

(612) (3.290) (81.173) (88.945)


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

Voci di bilancio

Valore a bilancio

Passività al FV rilevato a CE alla iniziale rilevazione

Passività al FV rilevato a CE detenute per negoziazione

(14) (14)

(274.737) (13.582)

-

-

(14) (14) (14) (17)

(506) (3.278) (68.714) (78.843)

-

-

ESERCIZIO 2010 PASSIVITA’ FINANZIARIE Passivo non corrente Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Passivo corrente Banche c/c passivi Prestiti obbligazionari Altri debiti finanziari Debiti commerciali

Passività al costo ammortizzato

Fair value

Effetto a CE + / (-)

Effetto a PN + / (-)

(274.737) (273.302) (13.582) (12.837)

-

-

(5) (12.544) (1.274) -

-

(506) (3.278) (68.714) (78.843)

(506) (3.278) (69.307) (78.843)

Ageing delle attività finanziarie Esposizione in bilancio

Totale credito

A scadere

Scaduto da >

0 - 30 gg

31 - 60 gg

61 - 90 gg

(4)

425

425

-

-

-

-

-

-

(7)

101.319

96.809

4.510

1.359

176

235

2.740

-

107.289

100.355

6.934

1.359

176

235

5.164

-

(5.970)

(3.546)

(2.424)

-

-

-

(2.424)

(1.148)

1.499

1.499

-

-

-

-

-

-

- Credito lordo

1.792

1.499

293

-

-

-

293

-

- Fondo svalutazione

(293)

-

(293)

-

-

-

(293)

-

103.243

98.733

4.510

1.359

176

235

2.740

(1.148)

ESERCIZIO 2009 Attivo non corrente Altri crediti * Attivo corrente Crediti commerciali - Credito lordo - Fondo svalutazione

Altri crediti *

(9)

TOTALE

oltre 90 Svalutazioni gg

* Gli altri crediti non includono i risconti attivi, né i crediti tributari Esposizione in bilancio

Totale credito

A scadere

Scaduto da >

0 - 30 gg

31 - 60 gg

61 - 90 gg

(4)

425

425

-

-

-

-

-

-

(7)

100.747

96.237

4.510

1.359

176

235

2.740

-

106.795

99.782

7.013

1.359

176

235

5.243

-

(6.048)

(3.545)

(2.503)

-

-

-

(2.503)

(1.148)

1.574

1.573

-

-

-

-

-

-

- Credito lordo

1.867

1.573

293

-

-

-

293

-

- Fondo svalutazione

(293)

-

(293)

-

-

-

(293)

-

102.746

98.235

4.510

1.359

176

235

2.740

(1.148)

PROFORMA 2009 Attivo non corrente Altri crediti * Attivo corrente Crediti commerciali - Credito lordo - Fondo svalutazione

Altri crediti *

TOTALE

(9)

* Gli altri crediti non includono i risconti attivi, né i crediti tributari

oltre 90 Svalutazioni gg

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205


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| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

Esposizione in bilancio

Totale credito

A scadere

Scaduto da >

0 - 30 gg

31 - 60 gg

61 - 90 gg

(4)

456

456

-

-

-

-

(7)

100.853

98.495

2.358

524

579

106.863

101.228

5.635

524

579

(6.010)

(2.733)

(3.277)

-

1.747

1.747

-

-

- Credito lordo

2.040

1.747

293

-

-

-

293

-

- Fondo svalutazione

(293)

-

(293)

-

-

-

(293)

-

103.056

100.698

2.358

524

579

299

956

(1.303)

ESERCIZIO 2010 Attivo non corrente Altri crediti Attivo corrente Crediti commerciali - Credito lordo - Fondo svalutazione

Altri crediti *

(9)

TOTALE

oltre 90 Svalutazioni gg -

-

299

956

-

299

4.233

-

-

-

(3.277)

(1.303)

-

-

-

-

* Gli altri crediti non includono i risconti attivi, né i crediti tributari

Scadenze contrattuali delle passività finanziarie ESERCIZIO 2009 Prestito obbligazionario Altri debiti finanziari: - Debiti verso banche per finanziamenti - Debiti finanziari verso imprese del Gruppo

<6 mesi > 0,5 < 1

>1<2

>2<3

>3<4

>4<5

>5

TOTALE

-

14.632

14.632

14.632

14.632

300.132

-

358.660

80.099

3.106

6.077

4.438

4.265

4.094

1.983

104.062

3.142

3.106

6.077

4.438

4.265

4.094

1.983

27.105

76.957

-

-

-

-

-

-

76.957

Banche c/c passivi

612

-

-

-

-

-

-

612

Debiti commerciali

91.486

-

-

-

-

-

-

91.486

TOTALE

172.197

17.738

20.709

19.070

18.897

304.226

1.983

554.820

PROFORMA 2009

<6 mesi > 0,5 <1

> 1 <2

> 2 <3

> 3 <4

> 4 <5

>5

TOTALE

Prestito obbligazionario Altri debiti finanziari: - Debiti verso banche per finanziamenti - Debiti finanziari verso imprese del Gruppo

Banche c/c passivi Debiti commerciali

-

14.632

14.632

14.632

14.632

300.132

-

358.660

80.099

3.106

6.077

4.438

4.265

4.094

1.983

104.062

3.142

3.106

6.077

4.438

4.265

4.094

1.983

27.105

76.957

-

-

-

-

-

-

76.957

612

-

-

-

-

-

-

612

88.945

-

-

-

-

-

-

88.945

TOTALE

169.656

17.738

20.709

19.070

18.897

304.226

1.983

552.279

ESERCIZIO 2010

<6 mesi > 0,5 <1

> 1 <2

> 2 <3

> 3 <4

> 4 <5

>5

TOTALE

Prestito obbligazionario Altri debiti finanziari: - Debiti verso banche per finanziamenti - Debiti finanziari verso imprese del Gruppo

-

13.972

13.972

13.972

284.098

-

-

326.014

66.452

3.020

4.438

4.265

4.094

1.983

-

84.252

3.057

3.020

4.438

4.265

4.094

1.983

-

20.857

63.395

-

-

-

-

-

-

63.395

Banche c/c passivi

506

-

-

-

-

-

-

506

Debiti commerciali TOTALE

78.843 145.801

16.992

18.410

18.237

288.192

1.983

-

78.843 489.615


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

11.6 Impegni Oltre ai privilegi sugli impianti tipografici e sulle rotative concessi agli istituti bancari in virtù dei mutui stipulati e trattati nella relativa sezione della nota al bilancio, al 31 dicembre 2010 la Società ha in essere degli impegni di acquisto per 5 migliaia di euro (ammontavano a 191 migliaia di euro nel 2009). Le garanzie prestate ammontano a 50.100 migliaia di euro (76.574 migliaia di euro nel 2009) e si riferiscono alle fideiussioni delle controllate Finegil Editoriale SpA, Editoriale La Nuova Sardegna SpA, SETA SpA, Editoriale FVG SpA, All Music SpA, Somedia SpA, Manzoni SpA e Rotocolor SpA principalmente per l’ottenimento di finanziamenti (per 48.948 migliaia di euro), alle fideiussioni per locazioni passive (per 800 migliaia di euro) ed a altre garanzie (per 352 migliaia euro). I finanziamenti ottenuti dalle società controllate e garantiti da Gruppo Editoriale l’Espresso SpA per complessivi 48.948 migliaia di euro, prevedono un piano di ammortamento che si conclude entro il 30 giugno 2015 e un rimborso annuo medio di circa 10 milioni di euro con l’eccezione dell’esercizio 2011 nel quale il rimborso previsto ammonta a 24,2 milioni di euro. L’obbligazione di pagamento concessa all’Agenzia delle Entrate a garanzia delle eccedenze creditorie realizzate nell’ultimo triennio da alcune società facenti parte del “pool IVA” ammonta a 18.060 migliaia di euro (17.493 migliaia nel 2009). 11.7 Prospetto dei dati essenziali della controllante CIR SpA (art. 2497-bis comma 4 Cod. Civ.) La società è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di CIR SpA, come risulta dagli atti e dalla corrispondenza aziendale. A norma dell’articolo 2497-bis comma 4 del Codice Civile, viene di seguito evidenziato un prospetto riepilogativo con i dati essenziali dell’ultimo bilancio d’esercizio approvato. Per una corretta e completa comprensione della situazione patrimoniale e finanziaria di CIR SpA al 31 dicembre 2009, nonché del risultato economico complessivo conseguito, si rinvia alla lettura del bilancio che, corredato della relazione della società di revisione Deloitte & Touche SpA, è disponibile presso la sede e presso la Borsa Italiana.

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207


208

| Gruppo Editoriale L’Espresso | Note al bilancio di esercizio della Capogruppo

CIR Compagnie Industriali Riunite SpA - Bilancio al 31 dicembre 2009 Situazione Patrimoniale - Finanziaria ATTIVO (migliaia di euro) Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Investimenti immobiliari Partecipazioni Crediti diversi di cui verso società correlate

31 dicembre 2008 191 3.177 18.686 1.017.991 24 -

Imposte differite ATTIVITA' NON CORRENTI Crediti diversi di cui verso società correlate

7.828

PASSIVO (migliaia di euro) Capitale sociale Riserve Utili (perdite) a nuovo Utile (perdita) d'esercizio PATRIMONIO NETTO Prestiti obbligazionari Fondi per il personale PASSIVITA' NON CORRENTI Altri debiti di cui verso società correlate

133.273

1.083 1.041.152 54.470

Titoli Crediti finanziari Disponibilità liquide ATTIVITA' CORRENTI TOTALE ATTIVO

Fondi per rischi e oneri PASSIVITA' CORRENTI TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO

31 dicembre 2009 214 3.018 18.115 856.680 133.297 767 1.012.091 31.587 1.156

226.548 12.317 293.335 1.334.487

101.584 1.418 172.613 307.202 1.319.293

31 dicembre 2008 374.101 345.985 221.164 33.251 974.501 295.982 2.650 298.632 11.307

31 dicembre 2009 374.522 352.032 254.341 (1.990) 978.905 296.169 1.565 297.734 28.513

5.457

12.961

50.047 61.354 1.334.487

14.141 42.654 1.319.293


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Note al bilancio di esercizio della Capogruppo Gruppo Editoriale L’Espresso

CIR Compagnie Industriali Riunite SpA - Bilancio al 31 dicembre 2009 Conto Economico Complessivo

(migliaia di euro)

Anno 2008

Anno 2009

Ricavi e proventi diversi

7.053

7.139

di cui verso società correlate

5.916

Costi per servizi di cui verso società correlate

(2.280)

Costi per il personale Altri costi operativi Ammortamenti e svalutazioni RISULTATO OPERATIVO Proventi finanziari di cui verso società correlate

di cui verso società correlate

Oneri da negoziazione titoli

-

(9.202)

(37.921)

(2.138)

(867)

(866)

(47.857)

(19.838)

9.252

10.208 3.302

(17.872) (209)

Dividendi Proventi da negoziazione titoli

(14.771)

(5.086)

266

Oneri finanziari di cui verso società correlate

5.729

(11.036)

(17.534) -

138.738 138.690

11.392 11.362

253

6.910

(2.396)

(942)

(54.721)

2.528

25.397

(7.276)

7.854

5.286

RISULTATO NETTO

33.251

(1.990)

Risultato Netto

33.251

(1.990)

Rettifiche di valore di attività finanziarie RISULTATO ANTE IMPOSTE Imposte

Altre componenti del conto economico complessivo TOTALE CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

-

-

33.251

(1.990)

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209


Attestazione del bilancio di esercizio ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 154 bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58


| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso |

213


Relazione del Collegio Sindacale


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Relazione del Collegio Sindacale Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso

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218

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso | Relazione del Collegio Sindacale


Relazione del Collegio Sindacale

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso |

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220

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso | Relazione del Collegio Sindacale


Relazione del Collegio Sindacale

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso |

221


222

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso | Relazione del Collegio Sindacale


Relazione del Collegio Sindacale

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso |

223


224

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso | Relazione del Collegio Sindacale


Relazione della SocietĂ di Revisione


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Relazione della SocietĂ di Revisione Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso

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227


228

| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso | Relazione della SocietĂ di Revisione


Dati riclassificati essenziali delle societĂ controllate


| Gruppo Editoriale Lâ&#x20AC;&#x2122;Espresso |

Dati riclassificati essenziali dei bilanci delle societĂ controllate al 31 dicembre 2010

Patrimonio Netto

Posizione finanziaria

Capitale investito netto

Ricavi

Margine operativo lordo

Risultato operativo

Risultato Netto

164.285 19.963 3.785 113.828 80.298 9.261 7.163 11.351 26.146 518

(25.627) 10.674 2.416 35.111 3.973 (33.282) 4.929 (24.001) 11.819 2.857

189.912 9.289 1.369 78.717 76.325 42.543 2.234 35.352 14.327 (2.339)

150.586 31.747 17.434 44.339 90.965 12.808 11.369 529.026 23.979 2.634

35.635 9.604 1.447 6.048 32.853 1.705 (3.700) (2.467) 5.075 (640)

24.938 7.479 1.046 5.094 28.305 (1.806) (3.931) (2.672) 2.136 (689)

16.871 3.313 197 2.382 18.357 (2.027) (3.093) (3.744) 1.181 (547)

(migliaia di euro) Finegil Editoriale SpA Editoriale La Nuova Sardegna SpA S.E.T.A. SpA Editoriale FVG SpA Elemedia SpA Rete A SpA All Music SpA A. Manzoni & C. SpA Rotocolor SpA Somedia SpA

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Bilancio al 31.12.2010  

Bilancio di esercizio al 31.12.2010 dui Gruppo Editoriale L'Espresso

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