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Veneto: exports and local Veneto: export e territorio il binomio vincente development, the key to success

di Elisa Signorini

For our special focus on Vicenza, one of Italy’s major textile districts, Showcase asked the opinion of Michele Bocchese, the managing director of Gruppo Miles, a knitwear factory since 1962, and President of Confindustria Vicenza’s Fashion and Textile division, who has been active in the world of associations for many years. What path would you recommend to someone interested in working in the textile industry? My path is a bit reversed: I began working at my family’s company at a young age, but once I completed my studies, I decided to find a job outside of the family business, at a consulting firm in Milan. But today I would suggest that young people undertake a working experience somewhere else, preferably abroad, before joining the family business. Even going to college away from home is a formative experience. And, of course, it is important to learn a foreign language, in particular, Oriental languages (Arab, Chinese, Russian). As President, how would you describe the state of health of your industry and district? Here, as in the whole of Italy, we’ve seen a slowdown in the last three-month period of 2018, which extended into 2019. However, in Vicenza there are some leading companies which are still very competitive at the international level and act as a driving force. Another of the district’s strengths is diversification: from weaving (for instance, Marzotto, Italy’s major group) to downstream companies (brands such as Diesel or Dainese for technical clothing), but we also have leading companies in the tanning industry (Bottega Veneta). Therefore, the city does not identify with a specific sector, but this can prove to be an advantage in difficult times. What are the key features of the Vicenza district and how has it changed over the past few years? Diversification has always been a common practice here. In the past few years, however, we’ve seen some serious “shake up”, with no one losing their job though. On the contrary, we currently have trouble finding skilled labor, also due to the government’s crazy “Quota 100” early retirement

Per fare un focus su Vicenza, uno dei maggiori distretti italiani del tessile, Showcase si è rivolto a Michele Bocchese, amministratore delegato del Gruppo Miles, maglificio dal 1962, presidente della sezione Moda e Tessile di Confindustria Vicenza, da molti anni impegnato nell’associazionismo. Quale percorso consiglierebbe a chi si avvicina al settore tessile di oggi? Il mio percorso è un po’ a rovescio: ho sempre dato una mano nell’azienda di famiglia, ma dopo gli studi ho deciso di fare un’esperienza al di fuori, una società di consulenza a Milano. Per le nuove generazioni delle imprese familiari consiglio un’esperienza fuori, oggi meglio se internazionale. Già frequentare l’università lontano da casa è un’esperienza formativa. E poi ovviamente le lingue: oggi il plus è dato dalle lingue orientali (arabo, cinese, russo). Da presidente cosa può dirci della salute del suo settore e del distretto? Com’è avvenuto a livello nazionale c’è stato un rallentamento nell’ultimo trimestre 2018, confermato all’inizio del 2019. Però Vicenza ha la fortuna di avere alcune aziende capofila che restano competitive sul piano internazionale e fanno da volano. Altro punto a favore del distretto è la grande diversificazione: dalla tessitura (penso a Marzotto, il maggior gruppo italiano) fino alla valle (penso a marchi come Diesel o Dainese per i capi più tecnici) ma abbiamo eccellenze anche nella concia (Bottega Veneta per esempio). Alla luce di tutto questo non è facile identificare la città con un settore specifico, ma questo può essere un vantaggio nei momenti di difficoltà. Quali sono le caratteristiche del distretto vicentino e come l’ha visto evolvere in questi anni? La diversificazione di cui parlavamo c’è sempre stata. Gli ultimi anni hanno però visto un forte rimescolamento, soprattutto sul fronte degli addetti, spostamenti, però, che per fortuna non si sono tradotti in disoccupazione. Al contrario oggi c’è difficoltà a trovare manodopera specializzata, anche a causa del delirio di quota 100 che convincerà molti addetti a lasciare. Proprio per garantire una formazione adeguata collaboriamo con le scuole: questo è uno dei

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Showcase n.166  

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