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LA RIVISTA DEL

Bimestrale Nr.1 - Anno XXXII - Verde Network s.r.l. - 16121 Genova - Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 1, LO/MI

ITINERARI E VIAGGI NELLA NATURA

&OUTDOOR 294

ALTO ADIGE IL BUONO DELLA NATURA SICUREZZA SULLA NEVE COME SI ORGANIZZA UN TREKKING

NUOVO MESSICO LA TERRA DELL’INCANTO Euro 4,00 Febbraio / Marzo 2018

www.trekking.it

VERDE NETWORK


SOMMARIO

ARTICOLI

48 68 IN COPERTINA

18

Alto Adige: escursioni in malga

24

Maremma: uomo e natura

32

Il Sentiero delle Orobie

40

Pericolo valanghe

48

L’isola di Maggio

54

Incidenti: aspetti legali

62

Nesso: tra il lago e la montagna

68

L’organizzazione dell’escursione

76

Lanzo Torinese: trekking in città

82

Rischi da inquinamento

88

Piccola Cassia

96

New Mexico: terra dell’incanto

102

BIANCHI ORIZZONTI FOTO ARCHIVIO ALPE DI SIUSI MARKETING

enrico bottino

marino curnis

serafino ripamonti

massimo piacentino

massimo clementi

fabrizio scaraglino

enrico bottino

roberto bergamino

carlo rocca

marino curnis

carlo ferrari

Nomadi michele dalla palma

RUBRICHE

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8 10 12 14 16

Senza lasciare traccia Obiettivo Outdoor Emozioni di carta Federtrek Ambiente e dintorni Laboratori del Camminare


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32

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Ph Hannes Niederkofler

ESCURSIONI

alla scoperta delle malghe dell’Alto Adige. Scrivere in maniera adeguata dell’Alto Adige, delle sue montagne, dei suoi boschi e della sua gente richiederebbe pagine di inesauribili descrizioni. Per quanto preciso possa essere il racconto qualcosa resterebbe dimenticato o non trattato a dovere. Le alte cime, innevate, rosa al tramonto sarebbero idee vaghe anche se di roccia solida. I boschi fitti, incontaminati, ricchi di flora e di fauna assomiglierebbero ad un disegno a matita: per quanto dettagliato, comunque privo dei colori che ci offre la primavera. Le contadine nelle cucine dei masi, gli uomini nella stalla e le vecchie foto di famiglia con i costumi tipici delle valli, per quanto a lungo ne scrivessimo, sarebbero accenni a vite che non vi hanno mai sfiorato. “Il piacere di andare in montagna” è una 18 · TREKKING&Outdoor

frasetta di sei parole che nulla descrive e tutto lascia all’immaginazione, ma che risveglia nella testa le immagini giuste: i verdissimi prati, gli altopiani soleggiati, i panorami alpini maestosi, le erbe profumate tra i sassi, i masi dalle facciate rugose e i contadini dal volto scolpito nel legno, i tavoli in legno su cui fare la Merenda alla altoatesina: pane, formaggi, e Speck. Tutto quanto “Il piacere di andare in montagna” vi porta alla mente, tutti quei desideri che non vedete l’ora di soddisfare nella prossima vacanza tra i monti, l’Alto Adige ve lo porge. Nella quiete dei sentieri o nei vivaci paesi, accarezzati dal clima mite o viziati dalle prelibatezze della cucina regionale, adulti e bambini troveranno l’occasione per divertirsi, rilassarsi e ritemprarsi.


Lo spettacolo della primavera in Alto Adige è un’esperienza per tutti i sensi, le tante escursioni per tutta la famiglia e le accoglienti e operose malghe vi garantiranno il piacere di infinite piacevoli scoperte. A primavera la natura si risveglia dopo il lungo inverno: le maggiori ore di sole ci donano colorate e profumate fioriture, alberi frondosi e prati rigogliosi. Nei campi tornano i contadini. Seguiamo allora il tragitto del sole per scoprire il territorio altoatesino, partendo da est e procedendo verso ovest.

Ph Alex Filz

LA PRIMAVERA IN ALTO ADIGE: CIME INNEVATE E PROFUMATE FIORITURE.

inserzione promozionale

Ph Gitschberg Jochtal

Iniziamo con l’area vacanze sci & malghe Rio Pusteria, che si estende nei comuni di Rio di Pusteria, Rodengo e Vandoies. Già i tre paesi, prima ancora di andare alla scoperta del paesaggio spettacolare che li circonda, hanno delle attrazioni da non perdere: la bella costruzione fortificata nota come chiusa di Rio di Pusteria, che dal XII secolo presidia l’accesso alla valle, ci mostra come fosse questo un importante confine. Di Rodengo invece, oltre al Castello di Rodengo con la sua armeria, merita citare l’alpe omonima, tra le più grandi d’Europa. A Vandoies potrete conoscere la tradizione del Loden nel museo Mondo del Loden, oppure cimentarvi con il trekking sui monti di Fundres. Chi vuole cogliere lo spirito dell’area vacanze sci & malghe Rio Pusteria, respirarne i profumi, riempirsi gli occhi dei colori e gustare le prelibatezze che la tradizione contadina locale offre non si perda la bella escursione circolare nella Valle di Altafossa. Punto di partenza della gita è il parcheggio all’inizio della Valle di Altafossa a Maranza. Come prima baita nella Valle di Altafossa incontriamo la baita Großberghütte, il posto giusto tanto per gli amanti della selvaggina quanto per chi non può resistere – ma chi può

Ph Marco Santini

DA RIO PUSTERIA A VIPITENO - RACINES: NELL’ABBRACCIO DEI MONTI, TRA STORIA E NATURA.

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TOSCANA Testo e foto di Enrico Bottino La vasta Pineta Granducale nel Settecento, a seguito delle opere di bonifica, soppiantò le paludi che si estendevano dalla foce dell’Ombrone ai Monti dell’Uccellina.

MAREMMA NATURA E TRADIZIONI IN CORNICE

SE NEI VOSTRI VIAGGI AMATE IMMERGERVI NEL TERRITORIO CHE VI CIRCONDA, GUSTARNE I SAPORI, ASCOLTARNE I SUONI E LE MUSICHE, CONOSCERNE LE GENTI

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E LE TRADIZIONI, SIETE GLI OSPITI IDEALI DEL PARCO REGIONALE DELLA MAREMMA. QUESTO È UN LUOGO INCANTEVOLE CHE RASSERENA L’OSPITE E LO RIAVVICINA ALLA NATURA.


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LOMBARDIA Testo di Marino Curnis / Foto di Francesco Ludrini

IL SENTIERO

Diavolo di Tenda e Diavolino, punti di demarcazione tra la Val Brembana a sud-ovest, Valle Seriana a sud-est e Valtellina a nord (Shutterstock / Gherzak)

DELLE

OROBIE Camminando con le aquile

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"SE SMARRITOMI, ANDASSI CERCANDO POESIA, LA INCONTREREI LUNGO QUESTI SENTIERI, ALL’OMBRA DELLE VETTE DI QUESTI MONTI. SE STANCO E AFFRANTO, DESIDERASSI RIGENERARMI NELLA SOLITUDINE DELLA NATURA, TROVEREI LA PACE CAMMINANDO AL COSPETTO DI QUEST’ASPRA QUANTO DOLCE NATURA..."

L

e mie parole condurranno il lettore che abbia la bontà e la pazienza di seguirle, lungo un itinerario che assume in sé mille attrattive, compendio di percorsi ben più noti e acclamati. Non vi racconterò di un cammino mistico, seppure anch’esso sia scandito da superbe cattedrali naturali, tanto da far esclamare a coloro i quali riducono la spiritualità ad un metro umano, che questi sentieri “avvicinano a Dio”, avvicinandovi al cielo. Vi narrerò invece di un’alta via non molto nota che attraversa le meraviglie delle Alpi Orobie, in terra bergamasca, conducendo il vostro incedere attraverso il parco omonimo: il Sentiero delle Orobie.

POESIA DEI MONTI OROBICI Qui è la montagna ad essere l’incontrastata signora, madre dolcissima e al contempo madamigella crudele e senz’anima. A lei si deve rispetto devoto, se non si vuole incorrere nell’ira cruenta della sua vendetta. Siate riverenti e prudenti nei vostri passi; godrete così delle ineffabili sorprese che, con dosata e accurata attenzione, ella saprà svelarvi, cullando i vostri sensi. Sarete sorpresi dall’eco del fischio delle marmotte, preludio alla loro visione, rimbalzante di parete in parete come i salti mozzafiato degli stambecchi TREKKING&Outdoor · 33


CONSIGLI DI TREKKING

CAMMINARE SULLA NEVE

Shutterstock/ Tobin Akehurst

PERICOLO VALANGHE E GESTIONE DEL RISCHIO

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Testo di Serafino Ripamonti

N

ell’articolo pubblicato sul numero precedente della rivista, abbiamo cominciato a trattare il tema delle valanghe, cercando di mettere in chiaro alcune nozioni essenziali in merito a cosa è il manto nevoso, quindi individuando quali siano i potenziali pericoli connessi all’ambiente montano innevato. In questo nuovo servizio passeremo, dalla considerazione dell’ambiente a sé stante, alla valutazione della sua relazione con l’uomo e, nello specifico, con l’escursionista, sia esso scialpinista o ciaspolatore. In sostanza, preso atto che i pericoli connessi alla caduta delle valanghe sono intrinseci all’ambiente montano innevato, si tratta ora di ragionare su come gestire consapevolmente l’esposizione a questi pericoli, cioè come gestire il rischio di essere coinvolti in un incidente da valanga durante un’escursione. Infatti, come abbiamo già argomentato a conclusione del precedente articolo, mentre i pericoli dipendono dalle condizioni climatiche e ambientali, il livello di esposizione ai pericoli stessi (cioè il rischio) dipende dal nostro comportamento, dalle decisioni che prendiamo. In una giornata con pericolo valanghe 3 posso, ad esempio, decidere di starmene a casa, non assumendomi alcun rischio, posso fare una gita su pendi con inclinazione al di sotto dei 30°, assumendomi rischi limitati, oppure affrontare pendii con inclinazioni di oltre 30°, con rischi decisamente maggiori. Ultima premessa prima di cominciare: nel seguito affronteremo tematiche connesse alla gestione preventiva del rischio valanghe, non esamineremo invece tutto ciò che riguarda la gestione dell’incidente da valanga una volta che questo è avvenuto.

Shutterstock/ Sanchik

QUALI FATTORI INFLUISCONO SULLA SICUREZZA DI UN’ESCURSIONE SULLA NEVE? COME INTERPRETARLI? DIAMO UNO SGUARDO AI METODI CHE POSSONO AFFIANCARCI NELLA SOLUZIONE DI QUESTO DIFFICILE REBUS.

Si tratta, infatti, di un capitolo molto ampio, che merita sicuramente una trattazione a parte. Qui ci limitiamo soltanto a indicare una raccomandazione condivisa da tutti coloro che si occupano di soccorso in montagna: l’unica strategia efficace in caso di coinvolgimento in un incidente da valanga è l’autosoccorso. L’intervento del Soccorso Alpino, per quanto rapido, il più delle volte non può avvenire entro 15 minuti dal seppellimento, tempo oltre il quale la curva della sopravvivenza crolla drasticamente. Il soccorso dei compagni, quindi, è essenziale per la salvezza del sepolto, ciò implica che tutti i partecipanti all’escursione devono avere con sé gli strumenti indispensabili per il soccorso: Artva (Apparecchio di ricerca sepolti da valanga), pala e sonda e, ovviamente, essere in grado di utilizzarli nel modo più efficace, anche in situazione di stress.

IL METODO DEL 3X3 Fatta la dovuta premessa, focalizziamoci sulle strategie di prevenzione dell’incidente da valanga. La gestione del rischio valanghe si articola in diversi momenti, nei quali siamo chiamati a prendere decisioni destreggiandoci in un ginepraio indizi che è necessario riconoscere e interpretare correttamente. Un compito decisamente arduo, nel quale conoscenze teoriche, pratica sul campo e prudenza sono gli elementi fondamentali per fare la scelta giusta al momento giusto, ma, anche per un esperto, muoversi in un campo così vasto di variabili è cosa tutt’altro che semplice! Prendendo le mosse da questo genere di difficoltà lo svizzero Werner Munter, riconosciuto a livello internazionale come uno dei “guru” della nivologia, ha elaborato, a partire dagli Anni ’90, un metodo TREKKING&Outdoor · 41


GRAN BRETAGNA Testo e foto di Massimo Piacentino

L’ISOLA DI

MAGGIO Se il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri, sei nel posto giusto.

UN NATURALISTA RELEGATO VOLONTARIAMENTE IN QUESTO “SCOGLIO” SCOZZESE COMPLETAMENTE DISABITATO E DALL’IMPATTO INVEROSIMILE PER LA PRESENZA DI UN’INCREDIBILE BIODIVERSITÀ. UNA SETTIMANA IN UN FARO CON LA SOLA COMPAGNIA DI SE STESSO, DEGLI UCCELLI MARINI E DEL VENTO DEL NORD. 48 · TREKKING&Outdoor


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CONSIGLI DI TREKKING

ASPETTI LEGALI

INCIDENTI DURANTE IL TREKKING CHI È IL RESPONSABILE? Shutterstock / Drepicter

54 · TREKKING&Outdoor


Shutterstock / praszkiewicz

Shutterstock.com / michelangeloop

Testo di Massimo Clementi

F

ino a qualche decennio fa il trekking, l’alpinismo e i grandi viaggi a piedi erano questioni per pochi, per appassionati, una nicchia di persone piuttosto esperte che amava frequentare montagne e ambienti naturali vicini e lontani. La tendenza nel tempo è cambiata, il trekking e il viaggio lento si sono diffusi a macchia d’olio, schierando nelle proprie fila ogni anno migliaia di nuovi appassionati, che decidono di passare il proprio tempo libero e le proprie vacanze con uno zaino in spalla per montagne e sentieri. La crescita di questo movimento è un’ottima notizia, la nostra rivista non può che esserne felice ed orgogliosa, con quel pizzico di presunzione che si può perdonare a chi ha fatto della diffusione del viaggio lento una ragione di vita. Questa crescita esponenziale del numero dei praticanti ha portato con se molti benefici, una maggiore consapevolezza per l’ambiente e la sua tutela, la crescita economica di località montane e rurali fino a pochi anni fa tagliate fuori dal turismo e una maggiore attenzione per uno stile di vita più sano. Di pari passo all’interesse e ai partecipanti sono cresciute anche le associazioni, le agenzie di viaggio, i tour operator e semplicemente i gruppi di amici che si dedicano ad organizzare trekking in giornata o veri e propri viaggi outdoor. Sempre più persone decidono di indossare “per la prima volta” scarponi e zaino per affrontare un cammino e, proprio perchè alle prime armi, preferiscono muoversi in gruppo, lasciando ad altri gli aspetti organizzativi. Questa crescente diffusione del turismo outdoor ha portato anche qualche effetto spiacevole, infatti, sono aumentati gli incidenti che coinvolgono trekker ed

escursionisti, ecco perché abbiamo deciso di affrontare il tema tanto delicato della responsabilità per questi incidenti. Quando qualcuno si fa male durante un trekking le prime cose a cui pensare sono certamente il soccorso e le prime cure, immediatamente dopo, però, la vicenda passa inevitabilmente sul versante delle responsabilità e di questo vogliamo occuparci.

CHI È RESPONSABILE PER L’INCIDENTE SUL CAMMINO? Chi si fa male mentre cammina nella natura è tendenzialmente l’unico responsabile e, pertanto, lui solo ne sopporta le conseguenze. Questo articolo è dedicato a quel particolare tipo di escursioni in cui un gruppo organizzato di persone si trova a condividere un itinerario, in questo caso le cose potrebbero essere diverse. Le ragioni per cui si creano dei gruppi per fare trekking sono molte e vanno dall’amicizia, allo spirito associativo fino al vero e proprio professionismo. Potremmo quindi avere trekking: • Organizzati e condotti da una guida alpina. • Organizzati da una sezione CAI. • Organizzati da un’associazione. • Organizzati da un gruppo di amici. In questo articolo vogliamo parlare di tutte quelle situazioni in cui potrebbe esserci una persona del gruppo che, a vario titolo, assume il ruolo di “accompagnatore” ovvero di colui che accetta di “accompagnare” il gruppo in una gita, assumendosi i relativi oneri. Il perno di tutta la disciplina e delle relative interpretazioni sta qui, per una ragione semplice: un gruppo di persone che cammina seguendo le TREKKING&Outdoor · 55


LOMBARDIA Testo e foto di Fabrizio Scaraglino

NESSO

TRA IL LAGO E LA MONTAGNA

Shutterstock / Federica Violin

FRA I DUE RAMI DEL LAGO DI COMO, SULLE SPONDE DI QUELLO SPICCHIO DI TERRA LOMBARDA CONOSCIUTO COME IL TRIANGOLO LARIANO, SORGE IL PITTORESCO BORGO DI NESSO, CIRCONDATO DA UN PAESAGGIO SUGGESTIVO E ANCORA INALTERATO.

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N

esso si trova a metà strada tra Como e la perla del Lario, Bellagio. Il distretto del pittoresco borgo sale dalla sponda orientale del ramo comasco verso Pian del Tivano, unico altopiano del Triangolo Lariano, dove vi si trova anche il suo punto più alto, il monte San Primo (m 1682). Careno, frazione di Nesso che si trova a un chilometro e mezzo dal centro, è un agglomerato di case in pietra, disposte come un triangolo rovesciato. È preferibile visitarlo a piedi per goderne l’architettura e il paesaggio circostante.


Shutterstock / Irene Lehmann

Quasi in riva al lago si può ammirare la chiesa di San Martino, del X – XI secolo, in stile romanico, forse la più antica del Lario (accessibile su richiesta al personale della trattoria vicina, aperta da aprile a ottobre) e a ridosso della strada principale, quella di Santa Maria Assunta, più recente, il cui campanile si può osservare anche dalla strada. Vi è una carrozzabile che porta ai Monti di Careno, borgo alle pendici del monte Preaola. Case e cascine conservano il loro antico splendore. Prima dei Monti di Careno, non ben visibile per gli arbusti e le rocce, è situata la grotta Masera: lunga 400 metri, la

spelonca conserva impronte di ammoniti e laghetti e cascate all’interno. Si può visitare solo la parte iniziale dell’antro. Per addentrarsi all’interno servono esperienza e attrezzatura da speleologi. A Castello, altra frazione di Careno, ci sono due ponti: quello di Riva, visibile solo raggiungendolo a piedi o dal lago, e il vecchio ponte romano della Civera, che si può notare anche dalla strada provinciale. Qui si trova l’orrido di Nesso, dove i torrenti Nosè e Tuf s’incontrano e formano la spettacolare cascata di 200 metri che entra nel lago. Durante i secoli la forza dell’acqua che attraversa la profonda

L’orrido di Nesso (foto sopra) è visibile dal ponte medioevale detto anche della Civera (nella foto a sinistra). L’Orrido aveva attirato anche l’attenzione di Leonardo da Vinci, possiamo trovare una citazione: “Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte”. Tratto dal: Codice Atlantico.

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CONSIGLI DI TREKKING

ORGANIZZAZIONE

L’ESCURSIONE MIGLIORE LA SCEGLI TU

Il Lac Nègre, siamo nel Parco Nazionale del Mercantour, Francia. Pagina a lato: la segnaletica orizzontale e verticale è fondamentale per gli escursionisti, sia per l’orientamento che per i tempi di percorrenza.

68 · TREKKING&Outdoor


Testi e foto di Enrico Bottino

COSA FARE E PERCHÉ FARLO GIÀ LO SAPPIAMO: CAMMINARE PER PASSIONE. COME ORGANIZZARLO AL MEGLIO VE LO RACCONTIAMO IN QUESTE PAGINE.

A

llenamento, equipaggiamento ed esperienza sono elementi importanti nella scelta della nostra meta, ma non sufficienti: conoscere i propri limiti non basta se l’organizzazione dell’escursione implica la partecipazione di un gruppo di persone. In questo caso bisogna verificare anche l’età, le capacità e l’allenamento dei compagni di gita. Altro aspetto fondamentale dell’escursione è la conoscenza e la consapevolezza di quello che osserveremo lungo il sentiero.

PRIMA DI TUTTO: ESSERE ESCURSIONISTI Passo veloce, nessuna sosta, cronometro alla mano e “Avanti march!”, della serie “Chi si ferma è perduto!” sono regole che non fanno parte della nostra filosofia del camminare. Il rispetto delle tabelle e il calcolo delle calorie bruciate durante una escursione (attenzione: contesto diverso dall’allenamento settimanale) non rientrano tra i nostri concetti base. Se questa è la vostra ragione per camminare, avete sbagliato articolo, passate oltre. Se invece per voi camminare vuol dire guardarsi attorno ed esplorare un mondo diverso, pieno di cose da scoprire, invisibili a chi correndo non le nota, ebbene, siete capitati nelle pagine giuste! A noi ancora prima di spostarci a piedi piace usare la testa. “Camminare con la testa” è sempre stato uno dei nostri slogan preferiti, breve e incisivo, per descrivere un’azione tanto scontata quanto profonda, un semplice gesto che, se fatto nell’ambiente naturale può riuscire a suscitare in ciascuno di noi un grande senso di libertà e di scoperta. Camminare è sicuramente una delle

azioni più comuni della nostra vita e che impariamo fin da piccoli, ma va affrontata con giudizio nel momento che vogliamo muoverci in un ambiente che non è quello solito che ci circonda tutti i giorni. Se desideriamo percorrere un sentiero nella natura è necessario sapere che tipo di gita si prospetta, quindi verificare a tavolino il grado di difficoltà – tipo di percorso, lunghezza e dislivello – e confrontarlo con la nostra esperienza e lo stato di preparazione fisica e di salute del momento.

NON FACCIAMO IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBA Ulisse, grazie alla curiosità e alla fame di conoscenza, si spingeva oltre il mondo conosciuto; anche noi, nel nostro piccolo, seguiamo i sentieri per scoprire nuovi paesaggi e nuovi orizzonti… Ma la nostra audacia e il nostro fisico sono al pari del nostro eroe omerico? Nel trekking è importante valutare con oggettività le proprie caratteristiche, quindi, se il nostro livello di allenamento non è ottimale, meglio dirottare su escursioni più brevi e con dislivelli non eccessivi (giusto 400 metri a salire, non di più). La prima regola da seguire è non sopravvalutarsi: rischiate di farvi male se subentra la perdita di concentrazione dovuta all’affaticamento. Anche l’equipaggiamento personale è fondamentale, quindi, se non possediamo l’abbigliamento adeguato e l’attrezzatura giusta, le strade da seguire sono due: quella che porta alla prima rivendita specializzata per acquistare l’armamentario necessario, oppure dirottare su una gita più soft, priva di vie ferrate e non riservata solo agli aspiranti Rambo. Oppure affidatevi ad una persona più esperta che però non farà altro che additarvi le TREKKING&Outdoor · 69


PIEMONTE Testo e foto di Roberto Bergamino

LANZO TORINESE dove passeggiare è una poesia

QUALUNQUE SIA LA VOSTRA ATTIVITÀ OUTDOOR PREFERITA, AVRETE MODO DI DIVERTIRVI NELLE VALLI DI LANZO DOVE L’ELEMENTO DOMINANTE È LA NATURA. OGGI PERÒ VOGLIAMO SUGGERIRVI UN ITINERARIO DIVERSO, INSOLITO, CHE PASSO DOPO PASSO CI ACCOMPAGNA ALLA SCOPERTA DELL’ARTE E DELL’AMBIENTE CITTADINO DI LANZO TORINESE, SEMPRE RICCO DI SORPRESE.

76 · TREKKING&Outdoor


C

hissà quante volte gli escursionisti e gli alpinisti, diretti a una delle oltre sessanta cime superiori ai 3000 metri di quota, oppure a uno degli oltre cento laghi alpini delle Valli di Lanzo, hanno dato una distratta occhiata, passando, all’abitato di Lanzo Torinese. Sicuramente molte. Altrettanto sicuramente è un vero peccato limitarsi ad osservare dal finestrino dell’auto questa cittadina pedemontana che da nome alle Valli di Lanzo,

posta nella fascia prealpina delle Alpi Graie Meridionali, a una trentina di chilometri a nord-ovest di Torino. Lanzo Torinese è, infatti, un antico centro abitato con oltre mille anni di storia, poiché il primo documento in cui si cita la zona di Lanzo risale al 1029, anche se pare certo che già in epoca romana l’area dove sorge l’attuale abitato fosse utilizzata per la pastorizia, come del resto tutte le valli circostanti. Come si può capire Lanzo Torinese ha molto da offrire e quindi, questa volta, non proseguiremo verso le valli ma ci

TREKKING&Outdoor · 77


CONSIGLI DI TREKKING

SALUTE E BENESSERE

RISCHI DA INQUINAMENTO? COMBATTIAMOLI CAMMINANDO

Shutterstock / Jose AS Reyes

82 · TREKKING&Outdoor


Testo di Carlo Rocca

Q

uando camminiamo in città sorge inevitabile il dubbio di mettere a rischio la nostra salute. Sappiamo degli effetti negativi dell’inquinamento e basta fare due passi in centro per averne anche la percezione olfattiva. Ma è proprio cosi? Quando ci muoviamo a piedi siamo più esposti alle tristemente famose polveri sottili? Davvero l’abitacolo dell’auto è un riparo sicuro dai fumi dei tubi di scarico? Numerose ricerche ribaltano questa visione e mostrano che camminare, anche dove l’aria è inquinata, riduce i rischi per la salute derivanti dall’esposizione a sostanze nocive.

L’INQUINAMENTO URBANO E I PERICOLI PER LA SALUTE Si calcola che ogni anno l’inquinamento dell’aria uccida nel mondo circa 3 milioni di persone, più di influenza, malaria e AIDS messe insieme. Il killer silenzioso assume la forma delle invisibili polveri sottili PM10 e soprattutto delle ancor più piccole PM2.5. A partire dal 2008 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha monitorato sistematicamente l’aria dei principali centri urbani del pianeta raccogliendo i dati relativi a 3000 città in 103 Paesi. Il quadro che ne esce è abbastanza desolante. L’80% delle città monitorate ha un livello medio di particolati superiore al limite massimo indicato come soglia di allarme. Non solo. Il 98% per cento delle città di Paesi in via di sviluppo con più di 100 mila abitanti non adotta le misure consigliate per ridurre l’inquinamento, percentuale che scende al 56% nel caso dei Paesi sviluppati. Ogni anno nuovi studi confermano

Shutterstock / LanaElcova

ANCHE NELLE CITTÀ PIÙ INQUINATE ANDARE A PIEDI O IN BICICLETTA FA BENE ALLA SALUTE: UN MOTIVO IN PIÙ PER LASCIARE L’AUTO IN PARCHEGGIO.

gli effetti nefasti dell’inquinamento industriale e da traffico di veicoli a motore. In alcune aree del mondo, India e in Cina in particolare, moltissime città sono ai primi posti nelle poco ambite classifiche delle città più inquinate del pianeta. I particolati non sono gli unici agenti a rischio di salute in città. A Ryad, capitale dell’Arabia Saudita, il nemico ha un nome, un cognome e anche un odore che nei giorni peggiori gli abitanti hanno imparato a riconoscere: l’anidride solforosa. A Zabol invece, in Iran, con livelli medi annuali di PM2.5 superiori di 20 volte alla soglia massima indicata dall’OMS, le scuole non chiudono se fa troppo caldo o freddo ma se l’aria è troppo inquinata. Per il nostro Paese non ci sono buone notizie. In una classifica stilata dall’OMS riguardo le 50 città europee più inquinate per concentrazione di PM2.5, l’Italia è l’unico paese occidentale presente con tre comuni - Soresina, Settimo Torinese e Brescia - risultando il quarto Paese più inquinato dell’Unione Europea dopo Polonia, Bulgaria e Repubblica Ceca, con concentrazioni complessive in pianura padana simili a quelle dei più inquinati Paesi dell’Est. Qualche anno fa uno studio del King’s College di Londra calcolava che una settimana trascorsa nella capitale londinese equivale a perdere circa 6 ore di aspettativa di vita. Ora, per farci una idea più vicina alla nostra realtà, in base all’ultimo report disponibile dell’OMS i livelli medi di PM2.5 nel 2016 a Roma erano analoghi a quelli di Londra, mentre a Milano sono stati circa il doppio. Ne possiamo dedurre che una settimana trascorsa nel capoluogo lombardo comporti una perdita di aspettativa di vita di circa 12 ore. TREKKING&Outdoor · 83


EMILIA ROMAGNA Testo di Marino Curnis / Foto di Gianluca Aldrovandi Panorama su Monteveglio (Shutterstock / Giovanni G)

PICCOLA Cassia LA VIA DI MEZZO

88 · TREKKING&Outdoor


QUATTRO PASSI TRA FUTURO E PASSATO LUNGO LA VIA DI MEZZO CHE ATTRAVERSA GLI APPENNINI. UN PICCOLO CAMMINO DAL FASCINO SUGGESTIVO, DAL SENTORE DI STORIA, FEDE, ARTE, NATURA, CULTURA E GASTRONOMIA. UN PICCOLO ASSAGGIO D’ESPERIENZE CHE PERSINO I CAMMINI PIÙ FAMOSI E CALPESTATI, AVENDONE FACOLTÀ, POTREBBERO INVIDIARE.

TREKKING&Outdoor · 89


STATI UNITI D’AMERICA Testo di Carlo Ferrari / Foto di Carlo Ferrari e Giuliana Repetto Scendendo in mtb alla Ski Apache, Area di Ruidoso. In vetta al Mount Wheeler Peak (4011 m) e sul Rio Grande Rim Trail, Area di Taos.

NEW MEXICO

TERRA DELL’INCANTO DEGLI

STATI UNITI

96 · TREKKING&Outdoor


DURANTE LA CONQUISTA DEL WEST C’ERA UNO STATO, UNO DEGLI ULTIMI CHE SAREBBERO DIVENTATI PARTE DELL’UNIONE, DOVE NON ESISTEVA LEGGE E DOVE SI NASCONDEVANO I PEGGIORI SOGGETTI: È IL NEW MESSICO! TERRA DI MANDRIANI, DI AVVENTURIERI E DI CHI, DALLE PIÙ MODERNE CITTÀ DELLA COSTA EST, FUGGIVA DAI GHETTI DELLE PRIME IMMIGRAZIONI DI MASSA IN CERCA DI VITE MENO UMILIANTI E PIÙ REMUNERATIVE.

TREKKING&Outdoor · 97


KIRGHIZISTAN

Nomadi Testo e foto di Michele Dalla Palma

102 · TREKKING&Outdoor


www.trekking.it

La testata online dedicata al viaggio lento e al turismo outdoor. Tutti i giorni nuovi reportage, escursioni, focus, materiali e spunti di viaggio. Tieniti aggiornato sulle novità dal mondo dell’outdoor.

TREKKING&Outdoor 294  

La presentazione del numero di Febbraio - Marzo 2018

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