Issuu on Google+

4

QUADRIMESTRALE FILOSTRATA MAGGIO 2014

UNO SU MILLE CE LA FA a cura di Damiano Frasson Il fenomeno non è nuovo, ma sta venendo in luce di più ultimamente per effetto dei numerosi casi raccontati dai giornali e dai media. Esiste una grande difficoltà nell’orientare un bambino o un ragazzo in modo positivo ed educativamente corretto alla pratica sportiva. Gli esperti e gli operatori dello sport chiamano questo fenomeno: “campionismo”. I cosiddetti “-ismi” stanno di solito a indicare una degenerazione di comportamenti che invece di rientrare nei limiti sociali di accettabilità, degenerano in estremizzazioni dannose. Questo argomento è abbastanza complesso e investe molte sfaccettature dell’essere sportivi, dai genitori, ai ragazzi, agli educatori. Siamo tutti costantemente stimolati da vari fenomeni di massa creati da personaggi pubblici, che anche nello sport assumono i connotati di veri e propri “miti”, dei moderni “supereroi”. Questi atleti professionisti guadagnano spesso cifre importanti, mostrando però soltanto il lato bello e “ricco” dello status che si creano. I ragazzi, molto sensibili a questi fenomeni, ne vorrebbero emulare le gesta. Avere delle figure da seguire, degli idoli, è un aspetto molto utile che ha accompagnato positivamente la vita di tutti noi. Chi non ha avuto un qualche poster di un campione, di un

OPINIONI E TESTIMONIAZE sulla formazione GRUEMP Alcune tra le tantissime testimonianze ricevute dalle persone che hanno partecipato ai nostri corsi e percorsi di formazione. Esprimere benefici e risultati concreti aumenta la reputazione creando un valore aggiunto ad una efficace referenza nel web. Altre su: http://www.gruemp.it/opinioni-testimonianze K. Masucci - Imprenditrice - Padova Cliente dal: 1999 Corso: CORSA NELLA LUCE [...] Quando ho partecipato a questo corso, stavo affrontando uno dei periodi più brutti della mia vita, ma oggi dopo tanti anni posso affermare che è stata una delle più belle esperienze che la vita mi ha donato.

cantante, di un attore preferito in cameretta? Un aspetto del problema sta nel fatto che spesso questi personaggi sportivi sono idolatrati, a volte, più dai genitori che dagli stessi ragazzi. Genitori forse mai cresciuti veramente che rischiano di non capire i limiti di questo atteggiamento, quindi del vero e profondo significato educativo dello sport. Alcuni genitori da giovani ritengono di aver fallito nello sport o semplicemente non sono arrivati ai livelli sognati, e non avendo ancora superato questa frustrazione, tendono a caricare di eccessive aspettative il proprio figlio, che magari inizia ad essere un giovane atleta. Gli adulti, i propri disagi e problemi, dovrebbero imparare innanzitutto a riconoscerli e decidere di migliorarsi, gestendoli anche chiedendo aiuto agli esperti, per non scaricare ai propri figli le loro tensioni, spesso comprensibili e anche magari giustificate. Esprimendo comportamenti poco equilibrati, rissosi, eccessivamente stimolanti, fanaticamente orientati, nella speranza di avere un giorno un figlio campione, si rischia infatti di creare conseguenze negative e danni, spesso gravi alla maturazione psicofisica, emozionale e relazionale dei ragazzi. Servirebbe invece lasciar loro la libertà di divertirsi, la possibilità di vincere o perdere, lasciando inalterata quella grande valenza educativa al successo, alla sconfitta, allo spirito di gruppo, al merito che porta ai risultati proporzionali all’impegno messo, all’autodisciplina necessaria per raggiungere obbiettivi, e molto altro che lo sport può offrire ad un giovane come ad un adulto. Doping, cattive abitudini alimentari, scarsi rendimenti scolastici, eccesso nell’uso di tecnologie, cattiva gestione del tempo libero, sono altri campanelli d’allarme importanti, che un genitore dovrebbe saper gestire assieme al figlio in una partnership costruttiva. Un buon coach, come un buon genitore non pretende mai dal suo atleta l’impossibile o qualcosa che non sia nelle sue reali potenzialità o desideri. Un atleta, come un figlio, non può andare oltre il proprio limite inconsapevolmente solo per aderire alle aspettative del suo allenatore o dei suoi genitori. Campioni a volte si nasce, spesso lo si diventa, ma la vita, nel lavoro, in famiglia, nello studio, nello sport, ha bisogno soprattutto di “persone sane e consapevoli”. Servono uomini e donne, giovani o adulti equilibrati e competenti, innamorati della vita, non solo dei campioni che tra l’altro, a volte, sono di pessimo esempio. Morandi, Ruggeri, Tozzi, cantavano “Uno su Mille ce la fa” e nello sport diventano campionissimi forse anche uno su 10.000 o 1.000.000. Da tempo GRUEMP sta lavorando per rispondere alla crescente richiesta di formazione per educatori e genitori, che desiderano formarsi per riuscire ad affrontare meglio le difficoltà del loro ruolo nella relazione e gestione dei figli più giovani. Oggi in troppi casi le generazioni di adulti si rendono protagoniste di pessimi comportamenti che hanno anche un effetto diseducativo sui bambini e sugli adolescenti. Il fenomeno dilagante di diseducazione nell’ambito dello sport comprende anche il “Campionismo”, un fenomeno che anche GRUEMP, occupandosi di formazione e sport, sta studiando e approfondendo, per poter dare un suo contributo. Abbiamo infatti avviato un lavoro di ricerca su questo argomento assieme ad una giovane atleta, prossima Laureanda dell’Università di Padova in Scienze della Formazione. Questo studio coinvolgerà anche diverse società sportive della città e della provincia per poter avere un quadro della situazione sul territorio. Dopo l’estate potremmo comunicare quanto emerso a beneficio di genitori, operatori del settore e istituzioni sportive.

R. Barcella - Impiegata - Bergamo Cliente dal: 2002 Corso: A.MI.CO. T1 La mia partecipazione a questo corso la ritengo fondamentale per essere la persona che sono ora. [...] Senza stravolgimenti, ma piano piano, giorno dopo giorno, mi ha dato gli strumenti per continuare a forgiare il mio cambiamento, il mio modo di essere, di agire e relazionarmi. M. Berti - Insegnante - Verona Cliente dal: 2002 Corso: LA SCELTA Ho visto me stessa e la vita sotto una nuova prospettiva per viverla con più coraggio, gusto e creatività. Ho scoperto di possedere molti più talenti di quello che pensavo, ho acquisito autostima e sicurezza. P. Pedoni - Impiegata - Rimini Cliente dal: 2003 Corso: MOTIVATI PER MOTIVARE Corso molto dinamico al quale ho partecipato appena rimasta senza lavoro e in cerca di nuova occupazione. Mi è servito tanto, ho imparato ad essere più sicura, a farmi valere e capire, a riconoscere quanto valgo. [...] K. Scapinello - Infermiera - Venezia Cliente dal: 2006 Corso: FILOSTRATA Questo corso fa da cornice al percorso Avventura Vincente. Mi sento molto più serena e decisa ad affrontare le mie scelte. Riesco, o quanto meno mi impegno, a vedere le cose anche con un giusto distacco. Ad oggi posso dire di avere nelle mie mani tutti gli strumenti utili per gestire la mia vita. [...] C. Mazzoleni - Impiegata - Bergamo Cliente dal: 1999 Percorso: AVVENTURA VINCENTE Dopo aver frequentanto questo percorso la mia vita nel mondo del lavoro, famigliare e sociale è migliorata al 100%. Non subisco più le dinamiche con le altre persone, ma cerco di migliorare insieme agli altri, facendo capire, anche con il mio esempio, che i valori e i comportamenti più coerenti portano a risultati significativi. V. Pedaci - Commessa - Trani Cliente dal: 2012 Corso: CORSA NELLA LUCE Ho acquisito più controllo della mia vita, più sicurezza in me stessa, maggiore capacità di comprensione e getione dei rapporti con le persone. a cura di Andrea Frasson

EDITORIALE - ORA TUTTI DICONO: “ANDIAMO VERSO IL 2020” Da più parti si sente parlare del 2020 come momento di svolta, nel quale dovrebbero esserci grandi cambiamenti, dovrebbero esserci gli ultimi scossoni di assestamento, creati dalla globalizzazione. Dopo questa data molti economisti prospettano uno dei tempi più floridi che la nostra storia umana abbia mai vissuto. Può essere che sia così, almeno lo vogliamo sperare ma a dire la verità chi ha ancora l’idea che sia il marketing a dettare i tempi della sua agenda di vita e lavoro, rischia di “stare fresco” come è già capitato altre volte. C’è da dire però che nel momento in cui organi sovranazionali, sui quali poi ci sarebbe da discutere su modalità e fini, enti economici globali, grandi multinazionali e lobby più o meno “etiche”, quando tutti insieme questi soggetti iniziano ad orientarsi su di una determinata data, un motivo ci deve essere. É da capire a vantaggio di chi e cosa. Ma allora noi vogliamo dare un’altra interpretazione a questa data “cruciale” per far si che diventi anche un nostro obbiettivo, magari anche la meta di altri. Quest’anno scorrerà via come l’ultimo anno di crisi sul fondo del quale giacciono troppe persone e troppe aziende. Il 2015 sarà l’anno per l’Italia dell’Expo, vedremo se riusciremo a salvare la faccia, riagganciare economicamente la ripresa e provare a ripartire da ciò che sappiamo fare meglio: arte e cultura, cibo e alimentazione, cura della persona e benessere, progettazione e design, altre non meno importanti nicchie d’eccellenza produttiva. Poi mancheranno 5 anni al 2020, quindi se fosse vero l’antico motto dei nostri avi “7 anni di vacche magre e poi 7 di vacche grasse” dal 2007 / 8 al 2014 supereremo il settennato di vacche magre, poi fino al 2020 si torna a stare meglio, pronti però poi al prossimo giro di giostra dell’ennesima crisi. Noi la vediamo così: se si pensa di avere fatto fino ad oggi qualcosa di buono, è utile impegnarsi per salvaguardarlo e traghettarlo verso il futuro prossimo, nel frattempo cercare di perlustrare nuove vie possibili, che siano in parte o del tutto alternative o integrabili con ciò che già funziona; anche tirando fuori dal cassetto qualche idea impolverata che oggi potrebbe risultare valida o più conveniente. Infine servirà stare pronti, anche a dover fare dei cambiamenti ancora più repentini, in virtù del fatto che quando si rimettono in moto i grandi investitori la realtà di tutti poi, inevitabilmente, si deve adeguare. Quando si decide di darsi un obbiettivo serve avere ben chiaro anche il percorso da fare per raggiungerlo, oltre a verificare che sia stimolante, misurabile, ambizioso, raggiungibile, ricordiamoci che serve sia temporizzato, quindi parlare di “andare verso il 2020” può andare bene a patto che si arrivi, in buone condizioni, prima di tutto alla fine del 2014 e poi del 2015. Bauman, il noto filosofo e sociologo, ci mise da tempo in guardia sulle caratteristiche della realtà nella “società liquida”: caspita, come aveva ragione! Se nel frattempo noi e voi saremmo ancora qui nel 2020, noi a scrivere, formare e allenare, voi a leggerci o a partecipare ai nostri corsi, significherà che in un modo o nell’altro anche per “tutti noi” questa data avrà assunto un significato cruciale e positivo. a cura di Claudio e Damiano Frasson


2

QUADRIMESTRALE FILOSTRATA MAGGIO 2014

QUADRIMESTRALE FILOSTRATA MAGGIO 2014

LIFELONG & WIDE LEARNING CON AVVENTURA VINCENTE

IMPRENDITORIALITÁ OGGI A cura di Claudio Frasson

A cura di Damiano Frasson

Quando nell’ormai lontano 1995 iniziò la prima esperienza di Corsa Nella Luce, il nostro corso Top di formazione esperienziale per adulti, io e mio fratello Claudio pensavamo che saremmo arrivati molto lontano, ma non pensavamo così tanto. Il percorso Avventura Vincente, che si è sviluppato con altri corsi e servizi dall’esperienza di base CNL, infatti si pone, oggi come ieri, come una grande metafora della vita e, con tutte le proposte formative che abbiamo messo a punto, aiuta adulti a migliorare le loro competenze trasversali mirando ad un ampio sviluppo della qualità personale a 360°. Siamo giunti alla 200^ edizione del Corso e da vent’anni abbiamo dato seguito ad una logica di percorso con un mix di Attività volte al MIglioramento COntinuo e con l’occasione abbiamo progettato e messo a punto una sorpresa veramente al passo con i tempi per tutti i nostri clienti-amico. Comenio nel XVII secolo diceva “l’uomo dovrebbe imparare dalla culla alla tomba”. Questa visione filosofica dell’uomo e del suo apprendere dalla vita, nella vita, con la vita, sembrava un‘esagerazione, fino a quando nei primi anni ’90, periodo in cui anche GRUEMP nasceva, arrivarono gli anni del libro Bianco di Delors e delle varie conferenze internazionali sulla formazione e l’apprendimento che ripresero a dibattere, a scrivere e parlare di LifeLong Learning – traducendo in Inglese l’input di Comenio e ripercorrendone il suo sentiero – ed erano quindi gli anni che preparavano il cambiamento di secolo. Dopo i primi anni 2000 la globalizzazione con i suoi vantaggi e i suoi problemi ha generato un disorientamento generale che inizialmente favorì una crescente domanda di formazione delle persone, di conoscenza e di un migliore utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione. Arriviamo così ai giorni nostri con una sempre più elevata esigenza di formazione, ma anche con una aumentata “pigrizia formativa” di persone e aziende, di fronte alle molteplici e diversificate opportunità. Almeno da un ventennio si parla, si dibatte e si scrive della nuova frontiera della Formazione a distanza, e dell’E-Learning, del fatto che si arriverà ad un punto in cui le persone, grazie alle nuove tecnologie, potranno fare formazione non solo per tutto l’arco della vita (LifeLong Learning), ma anche in ogni momento ed in ogni luogo (LifeWide Learning). Oggi questo è un sogno che è già diventato realtà per alcune grandi organizzazioni aziendali, per la punta più sviluppata del mondo scolastico

dell’istruzione in generale, e anche per GRUEMP. I più qualificati studi internazionali sull’educazione e la formazione concordano ormai sul fatto che un più elevato grado di qualità di apprendimento si possa ottenere non seguendo soltanto una via, scegliendo tra la diretta orale in aula o la multimedialità a distanza via web, bensì formulando, progettando e proponendo una formazione che viene chiamata di tipo Blended (un mix di attività in presenza e altre a distanza). Certo che coniugare questi aspetti e le particolarità tecnologiche con l’esigenza di una umanizzazione della formazione, tenendo vivi valori, contenuti, proposte esperienziali coinvolgenti, dinamiche e interattive, è una sfida molto impegnativa. GRUEMP ha deciso di provarci e di mettersi alla prova. Così come abbiamo sempre fatto vogliamo ancor una volta cercare di avvicinarci ai cambiamenti che le persone vivono. Stiamo lavorando da due anni per cercare di integrare e ampliare sempre più i nostri servizi, partendo dal cuore pulsante delle nostre proposte formative, cioè il percorso Avventura Vincente. Le moderne tecnologie, negli ultimi anni, ci hanno aiutato a rendere più attive e coinvolte le persone della nostra comunità di adulti in formazione, e quanti sono interessati alla nostra formazione, attraverso i social media. Da un anno abbiamo attivato anche un blog Formazioneamica.it - con tanti contenuti che settimanalmente esprimono concetti e riflessioni concrete, interessanti, test utili per chi vuole un piccolo assaggio dal mondo della formazione. Entro l’estate daremo il via ufficiale ad una nuova piattaforma per la Formazione A Distanza in modalità E-learning che abbiamo chiamato GRUEMP MEDIAFORM. Per la verità un marchio che già da molti anni abbiamo riservato alla nostra attività editoriale, sfornando in proprio ogni materiale, esercizio, slide, brochure per i nostri corsi. Siamo stati fiduciosi e lungimiranti nel poter dare concretezza a quest’idea. A breve GRUEMP MEDIAFORM, che diventerà una vera e propria “Community”, sarà dunque un nuovo ambiente di apprendimento attraverso il quale i corsisti, per ora, tutti quelli del percorso Avventura Vincente, potranno approfondire i temi dei corsi, fare dei questionari di autovalutazione del proprio apprendimento, visionare altri contenuti collegati, fare esercitazioni pratiche da portare nel proprio quotidiano, partecipare con altri corsisti a Forum aperti da GRUEMP, interagire sui contenuti con Formatori e Tutor, e molto altro. Chiariamo, a scanso di equivoci, che noi crediamo ancora molto nell’azione trasformatrice di un’esperienza d’aula che rimane luogo e contesto privilegiato per un certo di tipo di apprendimento. Infatti i nostri corsi sono strutturati come veri e propri momenti catalizzatori di conoscenze, esperienze, coinvolgimento che rendono veramente protagonisti, del proprio momento formativo i partecipanti

FORMAZIONE SVILUPPO PERSONALE

Per motivare chiunque volesse fare imprenditoria, in questo momento storico, si potrebbe adottare qualche slogan di sicuro effetto, tranne poi aggiungere che ogni eventuale stimolo sarebbe valido solo in riferimento ad alcune specifiche realtà. Per esempio, se volessimo citare la frase “salviamo il salvabile” potremmo riferirci senz’altro a quelle aziende che sono ormai sull’orlo del declino, ma anche a quelle che hanno ancora una possibilità di rilancio. Potrebbe essere il caso di farlo per chiudere i battenti, come per raccogliere tutto il buono che c’è, capitali, collaboratori, tecnologie, sistemi, prodotti e servizi, al fine di riaprirsi al mercato sulla base di nuovi presupposti imprenditoriali. Cambiando stimolo potremmo utilizzare il classico “calma e gesso”: in questo caso il valore motivazionale si sposterebbe di sicuro a beneficio di quegli imprenditori o manager che, alla guida di aziende che si trovano in grosse difficoltà, prendendo decisioni affrettate corrono il rischio di fare scelte sbagliate peggiorando la situazione. Ma lo stesso spunto, è valido, anche per coloro che, avendo buoni progetti imprenditoriali in mano, devono gestire tutte le risorse a disposizione per non vanificare gli sforzi imprenditoriali in corso. E cosa dire del messaggio più usato “pensa sempre in modo positivo”? In questo caso le iniziative di START UP sembrerebbero beneficiare a piene mani di questo energizzante input, ma vogliamo forse dimenticare quanto sia importante mettersi di tanto in tanto il cosiddetto “cappello nero” per immaginare anche gli scenari peggiori? Al giorno d’oggi ogni stimolo positivo è più difficile da trasmettere a chi fa dell’imprenditorialità un “must” nella propria vita. Lo è soprattutto per quelli che si trovano a navigare in brutte acque. Ma comunque vadano le cose, seppur a fatica, è bene che mantengano una visione positiva, se non del proprio lavoro, almeno della vita in generale e di sè stessi. Ma questo stimolo positivo è difficile FORMAZIONE trasmetterlo anche a quelli che lo vivono con PROFESSIONALE eccesso. Alcuni rischiano di rifugiarsi MANAGERIALE nell’illusione, perdono il contatto con la realtà, quindi con la consapevolezza del tipo di ostacoli che incontrano sul loro cammino imprenditoriale e magari credono che questo

3

sia un bene. Altri, mantengono sempre lo stesso modo di fare e pensano che, in fondo in fondo, finora è andata bene lo stesso e così non si predispongono al cambiamento. In quest’ultimo caso non si raccolgono oggi le opportunità utili a ristrutturare il modo di fare impresa, rischiando di perdere i benefici da raccogliere domani. Quest’ultima considerazione è più riscontrabile in tutte quelle aziende che non approfittando di questi “momenti particolari”, evitano di affrontare dei significativi progetti di “Ricambio Generazionale o Manageriale”. In azienda, un adeguato MANTENIMENTO e rinforzo di ciò che funziona al meglio è senz’altro utile, senza però tralasciare le attività di miglioramento continuo (KAIZEN) e valutando attentamente quali sono le possibilità di fare alcune forti innovazioni (KAIRYO). Ma la sfida è ancora più grande quando si tratta di generare dei veri e propri CAMBI DI PARADIGMA a livello commerciale, produttivo o finanziario, in pratica quando per tutta un’organizzazione il cambiamento potrebbe assumere il significato di una svolta radicale o addirittura epocale.

COSTRUIRE I “SI” ALLE REGOLE FORMAZIONE GENITORI EDUCATORI ai corsi. Però è anche vero che oggi le persone possono sfruttare al meglio anche la possibilità di accedere a molte altre risorse per il loro apprendimento, diversamente formative, ma non meno utili e importanti. Oggi è possibile utilizzare altri momenti nei quali possiamo continuare liberamente e autonomamente, a dedicarci alla nostra autoformazione, anche in base a dove ci troviamo, allo strumento tecnologico che abbiamo a disposizione (Smartphone, Tablet, Pc). Con questo passaggio, GRUEMP completa una proposta formativa che continua a dare grandissimi risultati alle persone che vi partecipano, giungendo a compiere quell’importante mix che unisce tradizione e innovazione. Nel tempo ovviamente lo miglioreremo, lo perfezioneremo, lo renderemo più attivo crescendo anche noi di esperienza e competenza assieme ai nostri formandi, come abbiamo sempre fatto. Lo faremo con la soddisfazione di sapere che, in Italia, continuiamo nel dare il nostro contributo concreto a creare una nuova cultura della formazione per lo sviluppo personale.

Quando si parla di educazione l’argomento regole è da sempre uno dei temi centrali, anzi per molto tempo tutta l’attività educativa veniva ridotta alla sola azione di far acquisire al minore quell’insieme di regole che gli permettessero di comportarsi secondo le aspettative del contesto in cui era A cura di Fabio Bonaldo inserito (famiglia, scuola, lavoro). Ora le cose sono cambiate e le regole si inseriscono in una dinamica relazionale fra adulto e minore molto più complessa. É probabilmente per questo motivo che oggi ci sembra così difficile far rispettare le regole. Le nuove generazioni ci appaiono spesso prive di criterio e di rispetto. La differenza fra ieri e oggi sta probabilmente nel diverso rapporto fra genitore e figlio. Fino a qualche generazione fa’, ai tempi delle grandi famiglie patriarcali, ancora presenti fino alla fine degli anni ‘60 -’70, l’adulto si dava come compito quello di trasferire alle nuove generazioni quell’insieme di valori che costituiscono l’edificio della cultura famigliare, ebbene le pareti portanti di questa casa erano le regole, che davano per l’appunto concretezza ai valori. Dunque educare alle regole equivaleva a costruire muri che separavano il giusto dallo sbagliato. Non era richiesta l’opinione del minore, questo poteva solo scegliere se accettare l’esistenza del muro oppure provare a buttarlo giù. Oggi, invece, i giovani letteralmente non danno nessuna importanza a quel muro e si limitano a saltarlo, oppure a scriverci sopra con una bomboletta spray. La nostra è l’epoca della famiglia relazionale composta generalmente da padre, madre e figlio, dove il bene più importante non è più la cultura famigliare, la tradizione, ma le buone relazioni fra le persone che la compongono, perché sono poche, fragili e caratterizzate da un equilibrio spesso precario. Qui le dinamiche sono molto diverse, e prima di rischiare il contrasto per difendere una regola ed il valore ad essa collegata, magari mettendo a repentaglio una buona relazione, un genitore (o spesso un figlio) ci pensa più di una volta. Ecco perché le regole vengono sacrificate sull’altare delle buone relazioni. Non è certo il caso, di voler tentare un ritorno al passato, del resto impossibile, si tratta piuttosto di comprendere che, se un tempo il minore doveva semplicemente seguire le regole che gli venivano date, così da interiorizzare i valori, oggi il processo è diverso. I ragazzi per far proprio un valore, e seguirne le regole conseguenti, hanno bisogno di comprenderlo ed assimilarlo all’interno di una relazione importante, se manca questa, per loro la regola non ha senso. Per questo non basta più dare delle regole, ma diventa necessario un buon percorso relazionale insieme al minore perché questo possa poi dire sì alla regola. Perciò agli adulti, che vogliano avere un ruolo educativo, non resta che rinunciare ad alzare muri per difendere i propri valori e le proprie regole e costruire invece strade fatte di relazioni da percorrere insieme a figli, allievi, apprendisti verso valori e regole da vivere insieme. Noi di GRUEMP stiamo progettando un nuovo corso che prossimamente promuoveremo a genitori ed educatori per aiutarli a comprendere l’importanza di questo argomento e per riuscire ad essere più efficaci con i figli e i ragazzi nell’educarli alle regole.


2

QUADRIMESTRALE FILOSTRATA MAGGIO 2014

QUADRIMESTRALE FILOSTRATA MAGGIO 2014

LIFELONG & WIDE LEARNING CON AVVENTURA VINCENTE

IMPRENDITORIALITÁ OGGI A cura di Claudio Frasson

A cura di Damiano Frasson

Quando nell’ormai lontano 1995 iniziò la prima esperienza di Corsa Nella Luce, il nostro corso Top di formazione esperienziale per adulti, io e mio fratello Claudio pensavamo che saremmo arrivati molto lontano, ma non pensavamo così tanto. Il percorso Avventura Vincente, che si è sviluppato con altri corsi e servizi dall’esperienza di base CNL, infatti si pone, oggi come ieri, come una grande metafora della vita e, con tutte le proposte formative che abbiamo messo a punto, aiuta adulti a migliorare le loro competenze trasversali mirando ad un ampio sviluppo della qualità personale a 360°. Siamo giunti alla 200^ edizione del Corso e da vent’anni abbiamo dato seguito ad una logica di percorso con un mix di Attività volte al MIglioramento COntinuo e con l’occasione abbiamo progettato e messo a punto una sorpresa veramente al passo con i tempi per tutti i nostri clienti-amico. Comenio nel XVII secolo diceva “l’uomo dovrebbe imparare dalla culla alla tomba”. Questa visione filosofica dell’uomo e del suo apprendere dalla vita, nella vita, con la vita, sembrava un‘esagerazione, fino a quando nei primi anni ’90, periodo in cui anche GRUEMP nasceva, arrivarono gli anni del libro Bianco di Delors e delle varie conferenze internazionali sulla formazione e l’apprendimento che ripresero a dibattere, a scrivere e parlare di LifeLong Learning – traducendo in Inglese l’input di Comenio e ripercorrendone il suo sentiero – ed erano quindi gli anni che preparavano il cambiamento di secolo. Dopo i primi anni 2000 la globalizzazione con i suoi vantaggi e i suoi problemi ha generato un disorientamento generale che inizialmente favorì una crescente domanda di formazione delle persone, di conoscenza e di un migliore utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione. Arriviamo così ai giorni nostri con una sempre più elevata esigenza di formazione, ma anche con una aumentata “pigrizia formativa” di persone e aziende, di fronte alle molteplici e diversificate opportunità. Almeno da un ventennio si parla, si dibatte e si scrive della nuova frontiera della Formazione a distanza, e dell’E-Learning, del fatto che si arriverà ad un punto in cui le persone, grazie alle nuove tecnologie, potranno fare formazione non solo per tutto l’arco della vita (LifeLong Learning), ma anche in ogni momento ed in ogni luogo (LifeWide Learning). Oggi questo è un sogno che è già diventato realtà per alcune grandi organizzazioni aziendali, per la punta più sviluppata del mondo scolastico

dell’istruzione in generale, e anche per GRUEMP. I più qualificati studi internazionali sull’educazione e la formazione concordano ormai sul fatto che un più elevato grado di qualità di apprendimento si possa ottenere non seguendo soltanto una via, scegliendo tra la diretta orale in aula o la multimedialità a distanza via web, bensì formulando, progettando e proponendo una formazione che viene chiamata di tipo Blended (un mix di attività in presenza e altre a distanza). Certo che coniugare questi aspetti e le particolarità tecnologiche con l’esigenza di una umanizzazione della formazione, tenendo vivi valori, contenuti, proposte esperienziali coinvolgenti, dinamiche e interattive, è una sfida molto impegnativa. GRUEMP ha deciso di provarci e di mettersi alla prova. Così come abbiamo sempre fatto vogliamo ancor una volta cercare di avvicinarci ai cambiamenti che le persone vivono. Stiamo lavorando da due anni per cercare di integrare e ampliare sempre più i nostri servizi, partendo dal cuore pulsante delle nostre proposte formative, cioè il percorso Avventura Vincente. Le moderne tecnologie, negli ultimi anni, ci hanno aiutato a rendere più attive e coinvolte le persone della nostra comunità di adulti in formazione, e quanti sono interessati alla nostra formazione, attraverso i social media. Da un anno abbiamo attivato anche un blog Formazioneamica.it - con tanti contenuti che settimanalmente esprimono concetti e riflessioni concrete, interessanti, test utili per chi vuole un piccolo assaggio dal mondo della formazione. Entro l’estate daremo il via ufficiale ad una nuova piattaforma per la Formazione A Distanza in modalità E-learning che abbiamo chiamato GRUEMP MEDIAFORM. Per la verità un marchio che già da molti anni abbiamo riservato alla nostra attività editoriale, sfornando in proprio ogni materiale, esercizio, slide, brochure per i nostri corsi. Siamo stati fiduciosi e lungimiranti nel poter dare concretezza a quest’idea. A breve GRUEMP MEDIAFORM, che diventerà una vera e propria “Community”, sarà dunque un nuovo ambiente di apprendimento attraverso il quale i corsisti, per ora, tutti quelli del percorso Avventura Vincente, potranno approfondire i temi dei corsi, fare dei questionari di autovalutazione del proprio apprendimento, visionare altri contenuti collegati, fare esercitazioni pratiche da portare nel proprio quotidiano, partecipare con altri corsisti a Forum aperti da GRUEMP, interagire sui contenuti con Formatori e Tutor, e molto altro. Chiariamo, a scanso di equivoci, che noi crediamo ancora molto nell’azione trasformatrice di un’esperienza d’aula che rimane luogo e contesto privilegiato per un certo di tipo di apprendimento. Infatti i nostri corsi sono strutturati come veri e propri momenti catalizzatori di conoscenze, esperienze, coinvolgimento che rendono veramente protagonisti, del proprio momento formativo i partecipanti

FORMAZIONE SVILUPPO PERSONALE

Per motivare chiunque volesse fare imprenditoria, in questo momento storico, si potrebbe adottare qualche slogan di sicuro effetto, tranne poi aggiungere che ogni eventuale stimolo sarebbe valido solo in riferimento ad alcune specifiche realtà. Per esempio, se volessimo citare la frase “salviamo il salvabile” potremmo riferirci senz’altro a quelle aziende che sono ormai sull’orlo del declino, ma anche a quelle che hanno ancora una possibilità di rilancio. Potrebbe essere il caso di farlo per chiudere i battenti, come per raccogliere tutto il buono che c’è, capitali, collaboratori, tecnologie, sistemi, prodotti e servizi, al fine di riaprirsi al mercato sulla base di nuovi presupposti imprenditoriali. Cambiando stimolo potremmo utilizzare il classico “calma e gesso”: in questo caso il valore motivazionale si sposterebbe di sicuro a beneficio di quegli imprenditori o manager che, alla guida di aziende che si trovano in grosse difficoltà, prendendo decisioni affrettate corrono il rischio di fare scelte sbagliate peggiorando la situazione. Ma lo stesso spunto, è valido, anche per coloro che, avendo buoni progetti imprenditoriali in mano, devono gestire tutte le risorse a disposizione per non vanificare gli sforzi imprenditoriali in corso. E cosa dire del messaggio più usato “pensa sempre in modo positivo”? In questo caso le iniziative di START UP sembrerebbero beneficiare a piene mani di questo energizzante input, ma vogliamo forse dimenticare quanto sia importante mettersi di tanto in tanto il cosiddetto “cappello nero” per immaginare anche gli scenari peggiori? Al giorno d’oggi ogni stimolo positivo è più difficile da trasmettere a chi fa dell’imprenditorialità un “must” nella propria vita. Lo è soprattutto per quelli che si trovano a navigare in brutte acque. Ma comunque vadano le cose, seppur a fatica, è bene che mantengano una visione positiva, se non del proprio lavoro, almeno della vita in generale e di sè stessi. Ma questo stimolo positivo è difficile FORMAZIONE trasmetterlo anche a quelli che lo vivono con PROFESSIONALE eccesso. Alcuni rischiano di rifugiarsi MANAGERIALE nell’illusione, perdono il contatto con la realtà, quindi con la consapevolezza del tipo di ostacoli che incontrano sul loro cammino imprenditoriale e magari credono che questo

3

sia un bene. Altri, mantengono sempre lo stesso modo di fare e pensano che, in fondo in fondo, finora è andata bene lo stesso e così non si predispongono al cambiamento. In quest’ultimo caso non si raccolgono oggi le opportunità utili a ristrutturare il modo di fare impresa, rischiando di perdere i benefici da raccogliere domani. Quest’ultima considerazione è più riscontrabile in tutte quelle aziende che non approfittando di questi “momenti particolari”, evitano di affrontare dei significativi progetti di “Ricambio Generazionale o Manageriale”. In azienda, un adeguato MANTENIMENTO e rinforzo di ciò che funziona al meglio è senz’altro utile, senza però tralasciare le attività di miglioramento continuo (KAIZEN) e valutando attentamente quali sono le possibilità di fare alcune forti innovazioni (KAIRYO). Ma la sfida è ancora più grande quando si tratta di generare dei veri e propri CAMBI DI PARADIGMA a livello commerciale, produttivo o finanziario, in pratica quando per tutta un’organizzazione il cambiamento potrebbe assumere il significato di una svolta radicale o addirittura epocale.

COSTRUIRE I “SI” ALLE REGOLE FORMAZIONE GENITORI EDUCATORI ai corsi. Però è anche vero che oggi le persone possono sfruttare al meglio anche la possibilità di accedere a molte altre risorse per il loro apprendimento, diversamente formative, ma non meno utili e importanti. Oggi è possibile utilizzare altri momenti nei quali possiamo continuare liberamente e autonomamente, a dedicarci alla nostra autoformazione, anche in base a dove ci troviamo, allo strumento tecnologico che abbiamo a disposizione (Smartphone, Tablet, Pc). Con questo passaggio, GRUEMP completa una proposta formativa che continua a dare grandissimi risultati alle persone che vi partecipano, giungendo a compiere quell’importante mix che unisce tradizione e innovazione. Nel tempo ovviamente lo miglioreremo, lo perfezioneremo, lo renderemo più attivo crescendo anche noi di esperienza e competenza assieme ai nostri formandi, come abbiamo sempre fatto. Lo faremo con la soddisfazione di sapere che, in Italia, continuiamo nel dare il nostro contributo concreto a creare una nuova cultura della formazione per lo sviluppo personale.

Quando si parla di educazione l’argomento regole è da sempre uno dei temi centrali, anzi per molto tempo tutta l’attività educativa veniva ridotta alla sola azione di far acquisire al minore quell’insieme di regole che gli permettessero di comportarsi secondo le aspettative del contesto in cui era A cura di Fabio Bonaldo inserito (famiglia, scuola, lavoro). Ora le cose sono cambiate e le regole si inseriscono in una dinamica relazionale fra adulto e minore molto più complessa. É probabilmente per questo motivo che oggi ci sembra così difficile far rispettare le regole. Le nuove generazioni ci appaiono spesso prive di criterio e di rispetto. La differenza fra ieri e oggi sta probabilmente nel diverso rapporto fra genitore e figlio. Fino a qualche generazione fa’, ai tempi delle grandi famiglie patriarcali, ancora presenti fino alla fine degli anni ‘60 -’70, l’adulto si dava come compito quello di trasferire alle nuove generazioni quell’insieme di valori che costituiscono l’edificio della cultura famigliare, ebbene le pareti portanti di questa casa erano le regole, che davano per l’appunto concretezza ai valori. Dunque educare alle regole equivaleva a costruire muri che separavano il giusto dallo sbagliato. Non era richiesta l’opinione del minore, questo poteva solo scegliere se accettare l’esistenza del muro oppure provare a buttarlo giù. Oggi, invece, i giovani letteralmente non danno nessuna importanza a quel muro e si limitano a saltarlo, oppure a scriverci sopra con una bomboletta spray. La nostra è l’epoca della famiglia relazionale composta generalmente da padre, madre e figlio, dove il bene più importante non è più la cultura famigliare, la tradizione, ma le buone relazioni fra le persone che la compongono, perché sono poche, fragili e caratterizzate da un equilibrio spesso precario. Qui le dinamiche sono molto diverse, e prima di rischiare il contrasto per difendere una regola ed il valore ad essa collegata, magari mettendo a repentaglio una buona relazione, un genitore (o spesso un figlio) ci pensa più di una volta. Ecco perché le regole vengono sacrificate sull’altare delle buone relazioni. Non è certo il caso, di voler tentare un ritorno al passato, del resto impossibile, si tratta piuttosto di comprendere che, se un tempo il minore doveva semplicemente seguire le regole che gli venivano date, così da interiorizzare i valori, oggi il processo è diverso. I ragazzi per far proprio un valore, e seguirne le regole conseguenti, hanno bisogno di comprenderlo ed assimilarlo all’interno di una relazione importante, se manca questa, per loro la regola non ha senso. Per questo non basta più dare delle regole, ma diventa necessario un buon percorso relazionale insieme al minore perché questo possa poi dire sì alla regola. Perciò agli adulti, che vogliano avere un ruolo educativo, non resta che rinunciare ad alzare muri per difendere i propri valori e le proprie regole e costruire invece strade fatte di relazioni da percorrere insieme a figli, allievi, apprendisti verso valori e regole da vivere insieme. Noi di GRUEMP stiamo progettando un nuovo corso che prossimamente promuoveremo a genitori ed educatori per aiutarli a comprendere l’importanza di questo argomento e per riuscire ad essere più efficaci con i figli e i ragazzi nell’educarli alle regole.


4

QUADRIMESTRALE FILOSTRATA MAGGIO 2014

UNO SU MILLE CE LA FA a cura di Damiano Frasson Il fenomeno non è nuovo, ma sta venendo in luce di più ultimamente per effetto dei numerosi casi raccontati dai giornali e dai media. Esiste una grande difficoltà nell’orientare un bambino o un ragazzo in modo positivo ed educativamente corretto alla pratica sportiva. Gli esperti e gli operatori dello sport chiamano questo fenomeno: “campionismo”. I cosiddetti “-ismi” stanno di solito a indicare una degenerazione di comportamenti che invece di rientrare nei limiti sociali di accettabilità, degenerano in estremizzazioni dannose. Questo argomento è abbastanza complesso e investe molte sfaccettature dell’essere sportivi, dai genitori, ai ragazzi, agli educatori. Siamo tutti costantemente stimolati da vari fenomeni di massa creati da personaggi pubblici, che anche nello sport assumono i connotati di veri e propri “miti”, dei moderni “supereroi”. Questi atleti professionisti guadagnano spesso cifre importanti, mostrando però soltanto il lato bello e “ricco” dello status che si creano. I ragazzi, molto sensibili a questi fenomeni, ne vorrebbero emulare le gesta. Avere delle figure da seguire, degli idoli, è un aspetto molto utile che ha accompagnato positivamente la vita di tutti noi. Chi non ha avuto un qualche poster di un campione, di un

OPINIONI E TESTIMONIAZE sulla formazione GRUEMP Alcune tra le tantissime testimonianze ricevute dalle persone che hanno partecipato ai nostri corsi e percorsi di formazione. Esprimere benefici e risultati concreti aumenta la reputazione creando un valore aggiunto ad una efficace referenza nel web. Altre su: http://www.gruemp.it/opinioni-testimonianze K. Masucci - Imprenditrice - Padova Cliente dal: 1999 Corso: CORSA NELLA LUCE [...] Quando ho partecipato a questo corso, stavo affrontando uno dei periodi più brutti della mia vita, ma oggi dopo tanti anni posso affermare che è stata una delle più belle esperienze che la vita mi ha donato.

cantante, di un attore preferito in cameretta? Un aspetto del problema sta nel fatto che spesso questi personaggi sportivi sono idolatrati, a volte, più dai genitori che dagli stessi ragazzi. Genitori forse mai cresciuti veramente che rischiano di non capire i limiti di questo atteggiamento, quindi del vero e profondo significato educativo dello sport. Alcuni genitori da giovani ritengono di aver fallito nello sport o semplicemente non sono arrivati ai livelli sognati, e non avendo ancora superato questa frustrazione, tendono a caricare di eccessive aspettative il proprio figlio, che magari inizia ad essere un giovane atleta. Gli adulti, i propri disagi e problemi, dovrebbero imparare innanzitutto a riconoscerli e decidere di migliorarsi, gestendoli anche chiedendo aiuto agli esperti, per non scaricare ai propri figli le loro tensioni, spesso comprensibili e anche magari giustificate. Esprimendo comportamenti poco equilibrati, rissosi, eccessivamente stimolanti, fanaticamente orientati, nella speranza di avere un giorno un figlio campione, si rischia infatti di creare conseguenze negative e danni, spesso gravi alla maturazione psicofisica, emozionale e relazionale dei ragazzi. Servirebbe invece lasciar loro la libertà di divertirsi, la possibilità di vincere o perdere, lasciando inalterata quella grande valenza educativa al successo, alla sconfitta, allo spirito di gruppo, al merito che porta ai risultati proporzionali all’impegno messo, all’autodisciplina necessaria per raggiungere obbiettivi, e molto altro che lo sport può offrire ad un giovane come ad un adulto. Doping, cattive abitudini alimentari, scarsi rendimenti scolastici, eccesso nell’uso di tecnologie, cattiva gestione del tempo libero, sono altri campanelli d’allarme importanti, che un genitore dovrebbe saper gestire assieme al figlio in una partnership costruttiva. Un buon coach, come un buon genitore non pretende mai dal suo atleta l’impossibile o qualcosa che non sia nelle sue reali potenzialità o desideri. Un atleta, come un figlio, non può andare oltre il proprio limite inconsapevolmente solo per aderire alle aspettative del suo allenatore o dei suoi genitori. Campioni a volte si nasce, spesso lo si diventa, ma la vita, nel lavoro, in famiglia, nello studio, nello sport, ha bisogno soprattutto di “persone sane e consapevoli”. Servono uomini e donne, giovani o adulti equilibrati e competenti, innamorati della vita, non solo dei campioni che tra l’altro, a volte, sono di pessimo esempio. Morandi, Ruggeri, Tozzi, cantavano “Uno su Mille ce la fa” e nello sport diventano campionissimi forse anche uno su 10.000 o 1.000.000. Da tempo GRUEMP sta lavorando per rispondere alla crescente richiesta di formazione per educatori e genitori, che desiderano formarsi per riuscire ad affrontare meglio le difficoltà del loro ruolo nella relazione e gestione dei figli più giovani. Oggi in troppi casi le generazioni di adulti si rendono protagoniste di pessimi comportamenti che hanno anche un effetto diseducativo sui bambini e sugli adolescenti. Il fenomeno dilagante di diseducazione nell’ambito dello sport comprende anche il “Campionismo”, un fenomeno che anche GRUEMP, occupandosi di formazione e sport, sta studiando e approfondendo, per poter dare un suo contributo. Abbiamo infatti avviato un lavoro di ricerca su questo argomento assieme ad una giovane atleta, prossima Laureanda dell’Università di Padova in Scienze della Formazione. Questo studio coinvolgerà anche diverse società sportive della città e della provincia per poter avere un quadro della situazione sul territorio. Dopo l’estate potremmo comunicare quanto emerso a beneficio di genitori, operatori del settore e istituzioni sportive.

R. Barcella - Impiegata - Bergamo Cliente dal: 2002 Corso: A.MI.CO. T1 La mia partecipazione a questo corso la ritengo fondamentale per essere la persona che sono ora. [...] Senza stravolgimenti, ma piano piano, giorno dopo giorno, mi ha dato gli strumenti per continuare a forgiare il mio cambiamento, il mio modo di essere, di agire e relazionarmi. M. Berti - Insegnante - Verona Cliente dal: 2002 Corso: LA SCELTA Ho visto me stessa e la vita sotto una nuova prospettiva per viverla con più coraggio, gusto e creatività. Ho scoperto di possedere molti più talenti di quello che pensavo, ho acquisito autostima e sicurezza. P. Pedoni - Impiegata - Rimini Cliente dal: 2003 Corso: MOTIVATI PER MOTIVARE Corso molto dinamico al quale ho partecipato appena rimasta senza lavoro e in cerca di nuova occupazione. Mi è servito tanto, ho imparato ad essere più sicura, a farmi valere e capire, a riconoscere quanto valgo. [...] K. Scapinello - Infermiera - Venezia Cliente dal: 2006 Corso: FILOSTRATA Questo corso fa da cornice al percorso Avventura Vincente. Mi sento molto più serena e decisa ad affrontare le mie scelte. Riesco, o quanto meno mi impegno, a vedere le cose anche con un giusto distacco. Ad oggi posso dire di avere nelle mie mani tutti gli strumenti utili per gestire la mia vita. [...] C. Mazzoleni - Impiegata - Bergamo Cliente dal: 1999 Percorso: AVVENTURA VINCENTE Dopo aver frequentanto questo percorso la mia vita nel mondo del lavoro, famigliare e sociale è migliorata al 100%. Non subisco più le dinamiche con le altre persone, ma cerco di migliorare insieme agli altri, facendo capire, anche con il mio esempio, che i valori e i comportamenti più coerenti portano a risultati significativi. V. Pedaci - Commessa - Trani Cliente dal: 2012 Corso: CORSA NELLA LUCE Ho acquisito più controllo della mia vita, più sicurezza in me stessa, maggiore capacità di comprensione e getione dei rapporti con le persone. a cura di Andrea Frasson

EDITORIALE - ORA TUTTI DICONO: “ANDIAMO VERSO IL 2020” Da più parti si sente parlare del 2020 come momento di svolta, nel quale dovrebbero esserci grandi cambiamenti, dovrebbero esserci gli ultimi scossoni di assestamento, creati dalla globalizzazione. Dopo questa data molti economisti prospettano uno dei tempi più floridi che la nostra storia umana abbia mai vissuto. Può essere che sia così, almeno lo vogliamo sperare ma a dire la verità chi ha ancora l’idea che sia il marketing a dettare i tempi della sua agenda di vita e lavoro, rischia di “stare fresco” come è già capitato altre volte. C’è da dire però che nel momento in cui organi sovranazionali, sui quali poi ci sarebbe da discutere su modalità e fini, enti economici globali, grandi multinazionali e lobby più o meno “etiche”, quando tutti insieme questi soggetti iniziano ad orientarsi su di una determinata data, un motivo ci deve essere. É da capire a vantaggio di chi e cosa. Ma allora noi vogliamo dare un’altra interpretazione a questa data “cruciale” per far si che diventi anche un nostro obbiettivo, magari anche la meta di altri. Quest’anno scorrerà via come l’ultimo anno di crisi sul fondo del quale giacciono troppe persone e troppe aziende. Il 2015 sarà l’anno per l’Italia dell’Expo, vedremo se riusciremo a salvare la faccia, riagganciare economicamente la ripresa e provare a ripartire da ciò che sappiamo fare meglio: arte e cultura, cibo e alimentazione, cura della persona e benessere, progettazione e design, altre non meno importanti nicchie d’eccellenza produttiva. Poi mancheranno 5 anni al 2020, quindi se fosse vero l’antico motto dei nostri avi “7 anni di vacche magre e poi 7 di vacche grasse” dal 2007 / 8 al 2014 supereremo il settennato di vacche magre, poi fino al 2020 si torna a stare meglio, pronti però poi al prossimo giro di giostra dell’ennesima crisi. Noi la vediamo così: se si pensa di avere fatto fino ad oggi qualcosa di buono, è utile impegnarsi per salvaguardarlo e traghettarlo verso il futuro prossimo, nel frattempo cercare di perlustrare nuove vie possibili, che siano in parte o del tutto alternative o integrabili con ciò che già funziona; anche tirando fuori dal cassetto qualche idea impolverata che oggi potrebbe risultare valida o più conveniente. Infine servirà stare pronti, anche a dover fare dei cambiamenti ancora più repentini, in virtù del fatto che quando si rimettono in moto i grandi investitori la realtà di tutti poi, inevitabilmente, si deve adeguare. Quando si decide di darsi un obbiettivo serve avere ben chiaro anche il percorso da fare per raggiungerlo, oltre a verificare che sia stimolante, misurabile, ambizioso, raggiungibile, ricordiamoci che serve sia temporizzato, quindi parlare di “andare verso il 2020” può andare bene a patto che si arrivi, in buone condizioni, prima di tutto alla fine del 2014 e poi del 2015. Bauman, il noto filosofo e sociologo, ci mise da tempo in guardia sulle caratteristiche della realtà nella “società liquida”: caspita, come aveva ragione! Se nel frattempo noi e voi saremmo ancora qui nel 2020, noi a scrivere, formare e allenare, voi a leggerci o a partecipare ai nostri corsi, significherà che in un modo o nell’altro anche per “tutti noi” questa data avrà assunto un significato cruciale e positivo. a cura di Claudio e Damiano Frasson


Gruemp rivista filostrata n° 2 maggio 2014