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Vivere Bene Walter Och

DIGIUNO A cosa serve? Come ci si prepara? Chi può praticarlo?

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Traduzione dall’inglese: Pierfrancesco Prosperi Stampa: ITL – (Roma) 2018 © Gremese International s.r.l.s. – Roma Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, registrata o trasmessa in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, senza il preventivo consenso formale dell’Editore. ISBN 978-88-6442-322-7

Benché rispondano a rigorosi criteri di ricerca e selezione, tutte le informazioni di questo volume hanno un semplice valore divulgativo e non sostituiscono diagnosi e pareri medici. L’Autore e l’Editore non si riterranno comunque responsabili per danni e pregiudizi in qualsiasi modo derivanti dalla messa in atto delle pratiche qui riportate.

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Indice Introduzione, 7 PARTE PRIMA ― TEORIA DEL DIGIUNO, 11 Capitolo 1 Digiuno, cos’è – Digiuno, perché, 13 Capitolo 2 Un po’ di storia, 18 Capitolo 3 Il digiuno negli animali, 27 Capitolo 4 Non c’è solo il digiuno, 31 L’uomo è davvero onnivoro?, 32 Il problema delle fibre, 33 Il mito delle calorie, 34 L’energia vitale, 39 Capitolo 5 La tossiemia, 43 Che succede durante il digiuno?, 49 Come ci si disintossica, 50

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Digiuno

L’escrezione, 53 Detossinazione e regime alimentare, 55 Ci si può disintossicare senza digiunare?, 56 Capitolo 6 Digiuno e cellule, 58 Capitolo 7 La rigenerazione cellulare, 63 Capitolo 8 La termogenesi, 66 PARTE SECONDA ― IL DIGIUNO IN PRATICA, 69 Capitolo 9 La preparazione, 71 L’importanza della quantità, 74 Le tappe del digiuno, 75 La dieta associata, 76 La dieta non cellulosica, 82 Capitolo 10 Durante il digiuno, 84 Capitolo 11 La ripresa dell’alimentazione, 86 Capitolo 12 I vari tipi di digiuno, 89 Il digiuno lampo, 89 Il vero digiuno, 90 I digiuni a intervallo, 92

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Indice

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Capitolo 13 Il digiuno statico…, 94 Capitolo 14 …e il digiuno dinamico, 96 Capitolo 15 Digiuno e tumori, 98 Capitolo 16 Effetti del digiuno, 101 L’alito, 102 Le sensazioni di dolore, 102 La perdita di peso, 103 L’aumento di temperatura, 104 L’eliminazione delle feci, 104 Il battito cardiaco, 106 Digiuno ed energia, 106 Capitolo 17 Inconvenienti e controindicazioni, 108 Conclusioni, 111 Glossario, 117 Bibliografia e siti, 123

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Introduzione

Il digiuno, una pratica mai del tutto abbandonata ma caduta nel dimenticatoio negli ultimi decenni, è tornato a essere un argomento di forte attualità in tempi in cui l’interesse per la salute e il benessere fisico ha conosciuto una nuova, promettente stagione. Ma è bene, prima di addentrarci nell’argomento, premettere che si tratta di un tema controverso. Secondo alcuni autorevoli critici, infatti, gli effetti terapeutici del digiuno sono sopravvalutati e i suoi pericoli sottovalutati. Vorremmo elencare qui di seguito alcune di queste critiche in modo che siano ben presenti quando si entrerà nello specifico. 1. Il digiuno non serve a dimagrire. Su questo si può concordare. Anche se alcuni lo intraprendono a questo fine, non dovrebbe essere quello lo scopo primario del digiuno. I chilogrammi che si perdono (e non sempre) si recuperano in pochissimo tempo, e c’è il rischio di ingrassare dopo la ripresa dell’alimentazione.

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Digiuno

2. La depurazione dalle scorie è una bufala. Molti medici sostengono che un organismo in buone condizioni si depura normalmente da sé attraverso l’azione del fegato e del sistema digerente; non ci sono particolari scorie né tossine da eliminare. 3. Un digiuno breve può essere salutare, se prolungato è pericoloso. Secondo i critici del digiuno, un’interruzione dell’alimentazione di due o tre giorni può servire, più che a depurare, a dare respiro – ovvero a fare riposare l’apparato digerente e il sistema immunitario, che l’alimentazione spesso scorretta della vita quotidiana sottopone a eccessivi ritmi di lavoro. Quindi può andare bene digiunare per due-tre giorni, magari a ogni cambio di stagione, mentre un digiuno più lungo offre più rischi che vantaggi. 4. I benefici del digiuno sono più mentali che fisici. È indubbiamente vero che il digiuno, in quanto interruzione volontaria di un’attività che ci appare importante, per non dire indispensabile, ha ripercussioni tutt’altro che trascurabili sulla sfera psicologica. È vero che il digiuno facilita l’introspezione e la riflessione, inducendo a tirare un bilancio del proprio stato fisico. È vero anche che il digiuno può avere aspetti sociali: il fatto di digiunare assieme può creare o rinsaldare rapporti di familiarità con i “compagni” di digiuno; si veda al riguardo il capitolo 14 sulla “digiuno-passeggiata”.

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Introduzione

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Cosa pensare di queste critiche? Gli argomenti più seri tra quelli addotti a discapito del digiuno ci sembrano quelli dei punti due e tre. Che l’organismo di chi oggi vive nelle città e segue certe abitudini di vita consolidate (e spesso scorrette) sia inquinato da tossine e scorie di vario genere ci sembra difficilmente contestabile, come vedremo più avanti. Per quanto riguarda la durata del digiuno, si può concordare solo sul fatto che chiunque sia in buona salute può digiunare per due o tre giorni senza correre rischi; il digiuno di più lunga durata va svolto, questo sì, sotto stretto controllo medico, ma nei casi consentiti si riscontrerà che un digiuno correttamente preparato ed eseguito, protratto anche per varie settimane, non solo non danneggia l’organismo ma può essere davvero utile per recuperare una migliore condizione fisica e mentale. La trattazione dell’argomento è stata divisa in due parti; nella prima, oltre a ripercorrere una piccola storia del digiuno e a descrivere la situazione nel mondo animale, ne verranno esaminate le basi teoriche, sul piano medico, biologico e anatomico; nella seconda si passerà a studiare, su un livello pratico, l’attuazione del digiuno, comprese le fasi preparatorie e quelle successive. Senza esimerci, prima delle conclusioni, dall’accennare ai possibili inconvenienti e controindicazioni di questa pratica.

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Parte prima

TEORIA DEL DIGIUNO

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Capitolo 1

Digiuno, cos’è Digiuno, perché

L’uomo è capace di vivere senza subire danni anche se digiuna per un certo periodo. Per digiuno si intende l’interruzione completa dell’alimentazione, eccezione fatta per l’acqua e altri liquidi. Questa la definizione che ne dà l’Enciclopedia Treccani (2017): «Periodo di astensione totale o parziale dagli alimenti – sia volontaria sia in osservanza di una prescrizione medica o di un precetto ecclesiastico – durante il quale l’organismo consuma i materiali nutritivi accumulati in precedenza». Digiunare non significa morire di fame. O meglio, non deve significarlo. Il limite di ogni tipo di digiuno è l’inedia, e lo stato di inanizione che questa comporta; occorre avere ben presente il confine oltre il quale la privazione di cibo comporta danni seri o, peggio, irreversibili alla salute. Se si resta al di qua di questi limiti, il digiuno è una pratica salutare, che come vedremo, oltre che apportare benefici all’intero organismo, può risolvere determinate situazioni patologiche. Occorre tenere presente un dato molto semplice che spesso passa inosservato e sul quale torneremo più

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Digiuno

volte. Nelle attuali società occidentali una crescente fetta della popolazione è in sovrappeso, e una parte di questa è obesa (vedi il Cap. 4). In generale, però, a causa delle mutate condizioni di vita e di vari fattori socioeconomici e culturali, anche al di fuori di queste due condizioni (sovrappeso e obesità), tendiamo a mangiare più del necessario. La vecchia massima secondo cui bisognerebbe alzarsi da tavola “ancora con un po’ di appetito” è completamente disattesa. Il più delle volte non ci si alza fino a quando non si è più che sazi. Inoltre tendiamo a mangiare in fretta, ostacolando così l’azione della saliva (che contiene enzimi digestivi che aiutano ad assimilare i glucidi) e dell’ormone della sazietà (vedi Glossario in appendice), che inizia a operare circa venti minuti dopo l’inizio del pasto e che agisce sulla sensazione di fame evitando di incorrere in eccessi alimentari. Si aggiunga che lo stile di vita sedentario, lo stress indotto da certe attività lavorative, la scarsa propensione a camminare e a salire le scale, l’abitudine a lunghi pasti serali, la diffusione delle bevande gassate, l’usanza di consumare spesso pasti al fast food hanno peggiorato notevolmente la situazione facendo della maggior parte di noi dei soggetti dall’equilibrio alimentare compromesso. Il digiuno può rappresentare un toccasana per recuperare questo equilibrio e disintossicare l’organismo. Si tratta di invertire una tendenza: se guardiamo al passato vediamo che il digiuno, storicamente sempre praticato per motivi religiosi, propiziatori o semplicemente sanitari (come vedremo più avanti), nelle società moderne ha perduto ogni appeal, quasi come un retaggio di secoli bui, di epoche tramontate in cui non si aveva abbastanza

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Parte prima – Teoria del digiuno

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da mangiare o in cui tabù religiosi imponevano sacrifici accettati obtorto collo. Recentemente, d’altra parte, si è avuta una riscoperta dei benefici del digiuno, parallelamente al diffondersi delle teorie salutiste e vegetariane che hanno interessato fasce crescenti della popolazione. Per offrire validi elementi che consentano di impostare forme di digiuno utili e adeguate, dobbiamo per prima cosa chiederci quali sono i confini tra un digiuno salutare e un’inedia dannosa. Per fare questo è necessario apprendere le nozioni fondamentali riguardanti il nostro organismo e il suo funzionamento. In questo volume tratteremo essenzialmente di quello che viene chiamato abitualmente “digiuno terapeutico”; ovvero, non il digiuno eseguito al solo scopo di dimagrire o di ritrovare la linea, ma il digiuno tendente a migliorare le condizioni generali del nostro organismo e a rinnovarne la funzionalità. In questo senso, quali sono i principali effetti benefici del digiuno? Sostanzialmente tre: • La rigenerazione delle cellule. Normalmente l’organismo impiega sette anni per rinnovare tutte le sue cellule, ma le abitudini di vita sedentaria e mal regolata tendono a fare aumentare questo lasso di tempo. • L’eliminazione delle tossine che l’organismo accumula assorbendole da varie fonti: l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, gli additivi alimentari, i trattamenti agricoli, lo stress, le malattie che compromettono il funzionamento degli organi, l’intossicazione da farmaci, ecc.

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• La stimolazione e il rafforzamento delle difese immunitarie: basta un digiuno di pochi giorni per indurre le cellule staminali a rinnovare rapidamente il sistema immunitario. Passiamo adesso in rassegna alcune domande che possono nascere nei neofiti. Le stagioni. Esiste una stagione più adatta delle altre per il digiuno? L’età. Il digiuno è più utile da giovani o in età avanzata? E può essere controindicato in certe fasi della vita? E poi: è più conveniente alle persone sovrappeso rispetto a quelle di taglia normale? È controindicato per le persone magre? La risposta è semplice. Il digiuno fa bene a tutti, giovani e vecchi, magri e grassi, in tutte le stagioni dell’anno (anche se, a detta di alcuni, la stagione migliore sarebbe l’autunno, il periodo cioè in cui molti animali si preparano al letargo). Per l’età, esclusi i giovanissimi (sotto i quattordici anni) non ci sono preclusioni; gli anziani in buona salute possono tranquillamente digiunare, ovviamente rifuggendo dagli eccessi. Anzi, secondo alcuni studiosi, le persone in età avanzata sarebbero in grado di sopportare meglio il digiuno. Non solo: stando a una ricerca condotta recentemente in Malesia su un campione di uomini di età compresa tra i cinquanta e i settant’anni, la riduzione calorica e il digiuno intermittente possono ritardare e migliorare l’invecchiamento nei soggetti che godono di buona salute. Il campione era stato diviso in due gruppi: il primo aveva ridotto l’alimentazione di 300-500 kcal/giorno rispetto al fabbisogno; il se-

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condo, invece, continuava la sua dieta abituale. Al termine della ricerca (durata all’incirca dodici settimane) si è riscontrato che il primo gruppo mostrava livelli di MDA (un prodotto della perossidazione lipidica che influisce sullo sviluppo dell’arteriosclerosi e dell’Alzheimer) sensibilmente inferiori rispetto all’altro gruppo, oltre a una riduzione dei danni al DNA normalmente prodotti dall’avanzare dell’età. L’importante è digiunare bene, e per questo sono indispensabili come già detto le nozioni basilari sul nostro corpo. I punti fondamentali da tenere presenti qualora si decida di eseguire il digiuno, come vedremo meglio in seguito, sono: • rinunciare ai cibi solidi e sostentarsi unicamente con liquidi, eventualmente non solo acqua ma anche tisane e magari integratori; • rinunciare del tutto a caffè, alcol, fumo (e ovviamente a consumi ancora più pericolosi oltre che illegali); • ridurre l’attività lavorativa o comunque portarla (a seconda dei casi) a livelli più rilassati e meno stressanti; • privilegiare il riposo fisico e mentale e soprattutto il sonno (almeno otto-nove ore per notte); • attivare una serie di esercizi come, ad esempio, la respirazione profonda, tali da facilitare l’azione di ripulitura e rinnovo degli organi.

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