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Teresa Maria Berzoni Stefano Masci

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Come cercarlo: suggerimenti, indirizzi, strumenti,tecniche

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Teresa Maria Berzoni lavora presso la Cgil di Roma e del Lazio in qualità di formatrice. Collabora con diversi quotidiani e riviste specializzate, ed è stata una delle pioniere per la nascita dei Centri di Orientamento al lavoro in Italia. Stefano Masci da oltre vent’anni opera in diverse aziende come consulente. Organizza corsi di formazione e conferenze sulle dinamiche nei gruppi di lavoro e sulle tecniche di comunicazione efficace. È docente e consigliere scientifico di due corsi di Formazione Universitaria presso l’Università di Tor Vergata di Roma.

Si ringraziano Bruno d’Alfonso e Francesco Cascioli per i disegni.

Copertina: Patrizia Marrocco Fotocomposizione: Graphic Art 6 srl – Roma Stampa: C.S.R. – Roma L’Airone 2010© E.G.E. s.r.l. – Roma www.gremese.com Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, registrata o trasmessa, in qualsiasi modo o con qualsiasi mezzo, senza il preventivo consenso formale dell’Editore. ISBN 978-88-6442-047-9

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aibbas allus iIndice hcoiG O Trovare lavoro è un lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . La cultura che non c’è . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L’importanza dell’orientamento. . . . . . . . . . . . . Quattro regole per il lavoro dei vostri sogni. . . . . . Per prima cosa occorre imparare a sognare . . . . Poi comprendere le motivazioni . . . . . . . . . . . . Definire le proprie competenze . . . . . . . . . . . . . Per ultimo sconfiggere il lato oscuro della forza L’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro . . . Esiste un metodo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il mercato del lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Le discrepanze fra chi offre e chi cerca . . . . . . . La cultura del cambiamento . . . . . . . . . . . . . . . Chi ci offre lavoro irregolare . . . . . . . . . . . . . . . Dalla globalizzazione un sistema produttivo in cambiamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Un lavoro senza sicurezze e una massa di scoraggiati. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Le statistiche sull’occupazione e sulla disoccupazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La peculiarità italiana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Conoscere il sistema produttivo . . . . . . . . . . . . Le professioni più richieste . . . . . . . . . . . . . . . . Curriculum e contatti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il curriculum vitae . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La lettera di presentazione. . . . . . . . . . . . . . . . . Conoscere i propri diritti. . . . . . . . . . . . . . . . . . I centri per l’impiego . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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6 Il posto di lavoro Le agenzie per il lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I tirocini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il servizio civile nazionale volontario. . . . . . . . .

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Le varie tipologie del rapporto di lavoro . . . . . . . . Il contratto collettivo nazionale di lavoro . . . . . Rapporto di lavoro a tempo indeterminato . . . . Rapporto di lavoro a tempo determinato . . . . . Rapporto di lavoro in apprendistato . . . . . . . . . Il contratto di inserimento. . . . . . . . . . . . . . . . . Il contratto di somministrazione . . . . . . . . . . . . Il contratto di somministrazione a tempo indeterminato (Staff leasing) . . . . . . . . . . . . . Il lavoro ripartito (Job sharing) . . . . . . . . . . . . . Il lavoro a chiamata (Job on call) . . . . . . . . . . . Contratto di collaborazione coordinata continuativa a progetto . . . . . . . . . . . . . . . . . Collaborazioni coordinate e continuative occasionali (mini co.co.co) . . . . . . . . . . . . . . Contratto di collaborazione coordinata continuativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Prestatori d’opera e consulenti con partita Iva. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Prestazioni occasionali di tipo accessorio . . . . . Telelavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il lavoro stagionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Lavorare all’estero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Trovare lavoro in Europa e nel mondo . . . . . . . I tirocini all’estero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Lavorare in proprio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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L’importanza della formazione. . . . . . . . . . . . . . . . Long life learning . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I poli formativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Centri territoriali per l’educazione permanente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Il colloquio di lavoro: essere un po’ attori . . . . . . . Pre-colloquio: la preparazione. . . . . . . . . . . . . . Il colloquio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Attenzione al “non verbale” dell’altro. . . . . . Attenzione al proprio “non verbale” . . . . . . . Il rispecchiamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il post-colloquio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I saluti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La stretta di mano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . A casa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115 Indice dei siti di riferimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119

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Trovareailavoro bbas aèlluuns ilavoro hcoiG O LA CULTURA CHE NON C’È Per cercare un lavoro bisogna prima di tutto avere ben chiaro in mente quale professione si desidera svolgere: per vincere la battaglia contro la disoccupazione serve avere fiducia nelle proprie capacità, voglia di imparare qualcosa di nuovo, ma soprattutto metodo. Nella scelta del lavoro sono certamente determinanti gli studi che si sono effettuati, o le precedenti esperienze lavorative, ma non sempre la professione che si finisce per svolgere corrisponde a questi fattori: bisogna fare i conti con le concrete possibilità che offre il mercato, cercando il giusto compromesso fra i propri desideri e le opportunità. Il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal ministero del Lavoro, riserva la possibilità di conoscere ogni anno le previsioni che le imprese fanno rispetto ai futuri inserimenti lavorativi. Questa analisi, articolata a livello provinciale, permette di confrontare sogni e realtà. Altrettanto importante è la consultazione delle guide Alla scoperta delle professioni, redatte dall’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), e la navigazione nel suo portale web orientaonline, in cui sono raccolti i profili professionali più richiesti e l’andamento occupazionale nei diversi settori produttivi.

L’IMPORTANZA DELL’ORIENTAMENTO Non si può fare a meno di sottolineare l’importanza che l’Unione Europea riconosce all’orientamento, visto come un processo continuo finalizzato a supportare il cittadi-

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10 Il posto di lavoro no nei momenti di scelta (transizione scuola/scuola, scuola/lavoro, lavoro/lavoro), al fine di facilitare l’analisi della propria situazione e individuare le azioni da intraprendere per l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro. In Italia non c’è una cultura di come si cerca lavoro. C’è il passaparola tra amici, genitori e conoscenti. Manca l’etica dello Stato che si occupa, come dice la Costituzione, «… di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana». L’obbligo imposto dall’Europa di offrire un colloquio di orientamento per aiutare chi cerca un lavoro è rimasto disatteso. Occorre, invece, seguire delle regole precise perché tale ricerca sia efficace, senza dispendio di tempo, denaro ed energie. Si tratta di tecniche attive diffuse in tutto il mondo da almeno quarant’anni. Ma non è sufficiente conoscere solo metodologie e strumenti: occorre essere profondamente coscienti del lavoro che si vuole fare e non limitarsi a cercare “un lavoro qualsiasi”. Un lavoro, quindi, che sia in sintonia con le proprie capacità e con il proprio talento, con le conoscenze acquisite e con le esperienze precedentemente accumulate. Un lavoro che non conceda solo il denaro necessario per sopravvivere, ma che faccia sentire soddisfatti di avere uno scopo nella vita.

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Quattro regole peraibil blavoro as adei lluvostri s ihcsogni oiG O C’è un gioco1 che facciamo spesso durante i corsi che teniamo per i ragazzi che si mettono alla ricerca del loro primo impiego, ed è questo: dopo aver detto loro di sedersi comodi e di chiudere gli occhi, gli raccontiamo una storia. Immagina che stai passeggiando in un bel prato; a un certo punto il tuo sguardo cade su di una vecchia lampada a olio. La raccogli, la soppesi, la osservi da tutti i lati e sul fondo leggi, a caratteri un po’ sbiaditi, un nome. Non c’è dubbio, hai trovato la lampada di Aladino! La sfreghi ed esce l’atteso genio che ti domanda quale desiderio vuoi che lui ti esaudisca. Non è proprio il classico genio delle favole, è quello dei nostri tempi di crisi, per cui, anche lui, deve tagliare sulle spese, e allora ti dice che non può concederti i tre desideri previsti dal contratto, bensì uno solo. Ci pensi un po’ sopra e poi chiedi… Credo che sia uno dei “giochi” più difficili e “cattivi” che si possano fare in aula. Non ci credete? Fate una prova. Prima di continuare a leggere, prendete un foglio e una penna e provate a buttar giù il primo desiderio che vi viene in mente, e poi fermatevi a riflettere. È proprio quello che voglio? C’è qualcos’altro che potrei invece chiedere e che forse mi soddisferebbe di più? Che implicazioni ci potrebbero essere una volta realizzato il desiderio? Prendetevi cinque minuti per riempire la tabella che segue. 1 Nella formazione per gli adulti i giochi si chiamano esperienziali, ma sempre di giochi si tratta.

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12 Il posto di lavoro TABELLA 1 – DEI DESIDERI

Desiderio

Quale bisogno va a soddisfare?

Quali implicazioni potrebbe avere sulla mia vita?

Fatto? Bene, allora potete andare avanti con la lettura. Avete chiesto del denaro (probabile, no?) e il genio vi ha riempito depositi in cui potete anche fare il bagno. Però… ora non avete “veri” amici con cui condividere questa ricchezza. O, potrebbe succedere, che a un certo punto perdete interesse nella vita perché, dopo aver avuto tutto, o meglio aver avuto la possibilità di possedere tutto, non avete più voglia di… desiderare altro. Avete perso la capacità di sognare e di lottare per avere ciò che desiderate. È un’ipotesi. Probabilmente dei sorrisi scettici sono comparsi sulle vo-

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Quattro regole per il lavoro dei vostri sogni 13 stre labbra, ma siete certi che non avreste potuto esprimere un desiderio migliore? No? Bene, riprendete la tabella 1 e provate a elencare cosa “realmente” desiderate. Non è facile esprimere i desideri, perché la maggior parte delle persone non sa bene quali siano i propri sogni. La frase che noi ripetiamo spesso è: «Fai attenzione a ciò che desideri, perché prima o poi si realizzerà». Ma lasciamo da parte le favole e i geni e ritorniamo alle cose concrete. Del resto l’obiettivo di questo libro è quello di essere un piccolo manuale pratico da leggere, sì, ma anche da consultare nel momento del bisogno. Abbiamo riportato di seguito quattro regole che possono essere utili per aiutarvi a capire cosa volete fare della vostra vita professionale: 1. imparare a sognare; 2. definire le proprie motivazioni; 3. specificare le proprie competenze; 4. sconfiggere il lato oscuro.

PER PRIMA COSA OCCORRE IMPARARE A SOGNARE Un altro esperienziale2 che facciamo durante i corsi ad apprendisti e giovani che si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro, si chiama “Utopialand”. È molto stimolante poiché evidenzia un atteggiamento mentale diffuso. E non solo tra i giovani. Il gioco è questo: il trainer dice ai partecipanti di riunirsi in piccoli gruppi; di immaginare di essere una rappresentanza sindacale di un’azienda di Utopialand (a seconda 2 S. Masci, Giochi e role playing per la formazione e la conduzione dei gruppi, F. Angeli, Milano, 2009, pag.81.

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14 Il posto di lavoro del lavoro degli apprendisti o della tipologia di lavoratori, l’azienda può essere di trasporti pubblici, una multinazionale di prodotti elettronici, o anche una piccola società di call center); di dover preparare delle richieste per un incontro con la direzione. L’amministratore delegato è un “illuminato” ben disposto ad ascoltarli con l’interesse dovuto, dato che comprende che le richieste saranno finalizzate al benessere del personale e quindi della sua azienda. I miglioramenti che essi proporranno si tradurranno sicuramente in vantaggi per tutti. Non ci sono né limiti né vincoli, dato che la società è florida e dispone di risorse economiche ingenti che possono essere destinate a investimenti, oltretutto opera in una nicchia di mercato protetta e… (qui ogni tanto ci sbizzarriamo a immaginare aziende di tutti i tipi con bilanci stellari, fortemente impegnate sul sociale, ecologiche…). Detto questo possono riunirsi e pensare a cosa chiedere nella trattativa. Da ricordare: non ci sono limiti… nemmeno alla fantasia! Beh, certamente potete immaginare che tipo di richieste vengano espresse. Sono certo che ognuno di voi scommetterebbe una giornata di ferie, sicuro di poter indovinare almeno i primi tre punti delle richieste. E con molta probabilità… perderebbe! È successo solo una volta con un gruppo di apprendisti di una grande catena di elettronica di sentire richiedere stipendi da sceicco e benfit alla… James Bond. Le altre centinaia di richieste di altrettanti giovani erano del tipo: orario di sei ore, riverniciare e pulire la sala mensa, macchinette del caffè a ogni piano, un centro di ascolto per i dipendenti stressati da clienti nervosi, un prato e degli alberi fuori dall’edificio, essere trattati con cordialità dai capi, avere il rispetto della professionalità, e così via.

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Quattro regole per il lavoro dei vostri sogni 15 Altre richieste avevano la caratteristica delle idee scaturite da un atteggiamento mentale del tipo problem solving oriented, orientato cioè alla soluzione di problemi complessi, e cioè: sistemi per ottimizzare la ricerca di materiale in una società che si occupava di logistica, o miglioramenti del processo produttivo che avrebbero portato alla riduzione dello stress tra il personale e dell’orario di lavoro. Ma, a prescindere dall’applicabilità o meno delle proposte, volevamo richiamare la vostra attenzione sul fatto che più del 70% delle idee scaturite da queste simulazioni attiene a un atteggiamento fortemente pragmatico, e non all’esercizio di una fantasia o di una creatività sfrenata – che era invece proprio quello che chiedevamo loro di esprimere. «Tirate fuori i sogni e non la realtà di ogni giorno!», urliamo. «Chiedete di trasferire il negozio su un’isola tropicale dei Caraibi così da risparmiare sul riscaldamento. Chiedete di poter svolgere il lavoro che vi piace, dove vi piace, con la retribuzione che vi motiverebbe. Chiedete che costruiscano una linea della metro che arriva direttamente in fabbrica (alla sede centrale delle Poste a Roma è così) e se non è possibile che almeno vi diano un autista con limousine!». Quando facciamo notare questo, i ragazzi e le ragazze ci guardano con la mascella pendente e l’aria stupita: «Ma non avevamo capito che si poteva…». Sognare? Sì! Quando vi trovate soli a casa (sul divano con il telecomando in mano, indecisi se telefonare a un amico, o accendere la tv, o cercare nello scaffale della libreria il libro che non avete ancora letto) e capite che non vi va di fare niente di tutto questo, allora iniziate a vagare con la fantasia. Così sognate di andare al mare. Ma perché su una

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Come cercarlo: suggerimenti, indirizzi, strumenti, tecniche.

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