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PRIMAL ENERGY

INTERNATIONAL ART PRIZE

2015


PRIMAL ENERGY INTERNATIONAL ART PRIZE

2015

A CURA DI ALESSANDRA BARBERINI

POLVERIERA GUZMAN 6-20 GIUGNO MUSEO ARCHEOLOGICO CITTÀ DI ORBETELLO 1


Ideazione, cura e coordinamento scientifico Alessandra Barberini Organizzazione e coordinamento generale Ass. GAD Art FActory Assistenza Tecnica Violante Santoro Ufficio Stampa e Comunicazione Greimas Media Agency di Monica Moretti e Giuseppe Orfino Contributi fotografici di Alessandra Barberini, Alberto Selvaggio e gli artisti Margherita Arrighi, Natascia Artico, Tania Bianchi, Etty Bruni, Natalia Cellini, Dalila Chessa, Emiliano Chiti Vertax, Nikolay Delyanev, Giuseppe Digiacomo, Giuseppe Facchinello, Giosuè Falcone, Roberta Faucci, Barbara Gatti Cocci, Roberto Gotta, Giuseppe Guanci, Adriano Innamorati, Nicola Ionico, Marco Marassi, Giampaolo Marchesi, Silvia Mineo, Angelo Petrucci, Serena Pucci, Giovanna Puggioni/Riri Murtas, Rossella Rispoli Segato, Benedetta Rocco, Rosalba Samvada Roncati, Eva Rorandelli, Francesca Sbalchiero, Dario Sgarzini, Paola Sguera, Sofia Sguerri, Emanuela Simoncini, Simone Tumiati e Sally Viganò.

Un ringraziamento speciale a Solidea Romagnoli, Eleonora De Lalla, Alberto Selvaggio, Antonio Santoro, Fiorella Baldi e Gianni Chelli. Media Partner Nessuna parte di questo catalogo può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico o altro, senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti. ©2015 GAD Art Factory - www.gadartfactory.it 2

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PRIMAL ENERGY è un evento consolidato nella proposta culturale del Comune di Orbetello. Grazie a questo progetto, ed in particolare al Premio, abbiamo avuto l'onore di accogliere nella nostra terra artisti provenienti da tutto il mondo. Quello tra il Comune e la manifestazione Primal Energy è un sodalizio fortunato, che nasce dalla volontà di portare l’arte contemporanea e la sperimentazione artistica di qualità in Laguna, come elemento di forte richiamo per far conoscere tutto ciò che il territorio ha da offrire, in termini di storia, ambiente, cultura, tradizioni e sapori. La nostra è una terra magica e affascinante: la città, la laguna e i suoi colori spesso sanno regalare brividi senza eguali anche allo spettatore più distratto. Una bellezza discreta ma potente che vogliamo raccontare attraverso l'arte. In questi primi 5 anni Primal Energy ha raggiunto risultati importanti, e sicuramente avrà ancor molto da dare al territorio portando la Maremma nel mondo attraverso la forza espressiva e comunicatrice dell’arte contemporanea. Monica Paffetti Sindaco di Orbetello

La costruzione di un distretto creativo internazionale, centro propulsore d’idee e tendenze che avesse come centro la Maremma, è sempre stato tra i miei progetti più cari, fin dal mio rientro in Toscana con l’inizio dell’avventura artistica e professionale che porta il nome di GAD. L’acronimo GAD sta per Glocal Art District ed il suo motto è “Agire locale e pensare globale”, una visione condivisa dai tanti artisti e curatori che, negli anni, si sono aggregati attorno a questo primo nucleo propulsivo. Ciò che GAD persegue - professionalmente ed artisticamente - è la ricerca di nuovi linguaggi espressivi, senza preoccuparsi di confini o steccati fra le varie discipline, sensibile ai nuovi fermenti creativi che germogliano inaspettatamente nei luoghi più insospettabili, sempre più spesso lontani dal clamore e dal fermento delle grandi città. Il suo nucleo pulsante è alla ricerca costante dell’Energia Primordiale, di una nuova via, un nuovo linguaggio. I successi di questo lavoro appassionato - in termini di numero di partecipanti e qualità artistica dei vincitori delle varie edizioni del premio - è una conferma di quanto la nostra splendida terra sia aperta e vocata all’arte contemporanea, al nuovo, alla sperimentazione; di quanto sia capace di attrarre competenze e dinamicità, in cui vivere e fare cultura. L’arte possiede una straordinaria potenzialità per la crescita sociale, culturale, ma non per ultima soprattutto economica di un territorio. E GAD è pronto a cogliere questa opportunità. Alessandra Barberini Art Director & Curator

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EMILIANO BALDI 6

FRAMMENTI DI MARE 7


Installazione Onda Bianca / Frammenti di Mare 8

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EMILIANO BALDI FRAMMENTI DI MARE a cura di A. Barberini Emiliano Baldi nasce in Maremma, affascinante angolo della Toscana, nel 1978. Dello spirito e della profonda essenza di questa terra speciale - selvaggia e primordiale, fatta di contrasti, senza confini apparenti - è profondamente intriso e radicato il suo universo creativo. Il mare, uno degli elementi dominanti del luogo, è anche uno dei temi più ricorrente dell’artista, fin dagli esordi: le sue marine sgualcite, graffiate, schizzate di colore, realizzate di getto - quasi si trovasse in una sorta di trans creativa liberatoria - ebbro per la velocità con cui deve assecondare l’input creativo, incarnano la sua inconsapevole essenza profonda, che proprio durante l’atto dello strappo emerge e prende forma. Il suo lavoro è un complesso mix di tradizione e avanguardia: attinge ai temi e alla perizia tecnica dei grandi artisti del passato, assimilati e metabolizzati, da cui trae stimolo per spingersi oltre, alla ricerca di un linguaggio ed una tecnica personale, capace di interpretare le emozioni del “vivere nel mondo” dell’uomo contemporaneo. Quello che si materializza sotto i nostri occhi è un concentrato di emozioni: il mare è qui un meraviglioso ed inatteso spettacolo a cui l’artista assiste rapito per la prima volta; dal Dna della sua pittura, con grande forza, affiora uno dei temi più cari alla pittura classica, la marina, qui restituita carica di energia e nuovi significati: uno straordinario strumento espressivo, catartico, fortemente innovativo, in cui la tecnica del collage viene spinta all’estremo,

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strappando e ricomponendo i materiali con l’unico intento di esprimere e dare consistenza alle sue emozioni. Marine cupe, in movimento impetuoso, in cui cieli e acque burrascose si alternano ad altre, pacate e solari, in cui Baldi esprime il suo io più profondo: un animo inquieto, il suo, ed in costante movimento, come le marine che compone, strappa, crea dal nulla con qualsiasi materiale adatto ad assecondare l’urgente ispirazione. È l'istinto a scandire i tempi e a dettare le regole. Il suo è un “mare libero”, che non segue alcun canone codificato; è energica sperimentazione di materiali, colori e accostamenti audaci; è sostanza del suo animo più profondo. Come in un processo catartico di liberazione, i sentimenti e le emozioni emergono, risalgono in superficie dal profondo. Con grande enfasi creativa, con estrema urgenza, l’artista strappa, smembra, ricompone, incolla, colora frammenti di materiali usati, scartati, consumati dal tempo, abbandonati al loro destino... lo strappo come liberazione, come gesto deciso, piccolo atto di forza, manifestazione di potenza del mare e dell’artista stesso, che ricompone i frammenti, seguendo un impulso la cui origine sfugge a lui stesso; la carta ha preso il posto del ferro, delle lamiere e del colore materico, il lavoro si fa più lieve, ma ugualmente capace di esprimere forza, potenza ed al tempo stesso un insieme di pacata dolcezza, malinconia e pace, di tristezza e serenità, desolazione e speranza in un futuro migliore. Quegli strappi di materia, quei frammenti, brandelli di un’esistenza passata ed abbandonata, sono l’espressione più pura e diretta dell’animo dell’artista, che tenta di ricomporre e dare armonia simbolicamente agli strappi ed ai frammenti che la vita gli ha provocato nell’anima; cerca con urgenza di ricomporli, conferendo loro un nuovo ordine, alla ricerca un’armonia interiore, passando - come dice lui stesso - inevitabilmente e non insensibilmente fra gli strappi della vita. A.B. 11


FINALISTI 12

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Margherita ARRIGHI

Nasce a Castel del Piano nel 1972, si diploma presso l'Istituto Tecnico Commerciale di Grosseto e poi si dedica ad un lavoro tutt'altro che artistico, senza tralasciare mai la passione per il disegno e per la pittura. Qualche anno fa inizia un percorso con l'inserimento nelle sue tele, di bambine con grandi occhi e profondi significati introspettivi e di speranza.

Interconnection - Acrilico su tela - cm. 80x190 - anno 2014. La spensieratezza - mix media su tela - cm. 40x50 - anno 2014 La bambina dai grandi occhi cerca di ascoltare sia la natura che la circonda, sia la sua natura interiore. Il quadro realizzato ad acrilico con applicazioni materiche, cerca di dare un messaggio positivo e di speranza al fruitore, non dimenticando mai l'importanza di mantenere sempre vivo il lato bambino di ognuno di noi.

L’opera parla dell'uomo sempre alla ricerca, e spesso in conflitto con la sua vera natura. Il quadro vuole mostrarsi a individui spogliati dei loro pregiudizi, dei loro backgrounds culturali, delle loro paure. Vuole portarci all'essenza del tutto. Tutto è uno.

Natascia ARTICO

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Nasce a Portogruaro nel 1971. Coltiva la passione della pittura fin dalla giovane età e con gli anni affina le varie tecniche frequentando diversi corsi di disegno e pittura, utilizzando la teoria del colore e l'impiego di materiali di vario genere. Dal 1990 al 2002 vive a Berlino e dal 2005 al 2007 a Sydney (Australia) in contesti multiculturali ed è per questo che i suoi quadri hanno quel sapore etnico.

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Tania BIANCHI

La Traghettatrice - Scultura tecnica mista - cm 100x50x 80 - anno 2009

Magmatica Tecnica mista su tela cm. 100X100 - anno 2014

Etty BRUNI

Paesaggio lunare Tecnica mista su tela cm. 100X100 - anno 2012

Opera simbolica che si rifà al più antico dei culti, quello della Morte, intesa come Trasformazione matrice del processo alchemico della Vita. Rappresenta il Viaggio dello Spirito nella materia, l'archetipo che apre la visione sul binomio Vita/Morte come forza motrice di transitorietà, cambiamento e rinascita. La Traghettatrice su una barca che simboleggia il movimento fluido nelle acque primordiali dell'inconscio, attraversa i luoghi del “non conosciuto”, sperimentando i tempi di decantazione e purificazione. Un piccolo essere scheletrico l'accompagna nel suo lungo “sogno” cullandola con canti impercettibili all'orecchio dei vivi, mentre il magico vascello viaggia dondolando guidato dal Cuore che regola le maree emozionali. La Traghettatrice porta le anime attraverso i cicli di ogni fine/inizio, segna la rotta del “Qui e Ora”, dando ad ogni istante morte e vita sulla soglia della porta della Visione illimitata del Grande Mistero della Natura. L'opera è parte integrante del progetto Mundo Necropolitano . 16

Nata a Melissa (KR), vive e lavora a Roma. Per molti anni si è dedicata esclusivamente alla tecnica dell’acquerello partecipando a varie mostre collettive. La grande passione per la pittura l’ha spinta a frequentare l’Accademia di Belle Arti “Rome University of Fine Art”, dove, sotto la guida e supervisione di un artista riconosciuto, ha potuto sperimentare e conoscere tutte le tecniche pittoriche, migliorando la sua innata espressione artistica.

E' un'eclettica creativa, indaga e svela l'invisibile energia che crea e connette tutte le cose. Per lei l'Arte è l'espressione tangibile delle trame invisibili che costituiscono l'essenza dell'esistenza stessa. Sperimenta e crea giocando con la materia. Impasta linguaggi, sperimenta forme che diventano bozzoli onirici. Il linguaggio è ibrido, frutto di ricerca, tradizione e contemporaneità, si trasforma costantemente, come il nostro tempo...un linguaggio che affonda le sue radici in quell'inframondo che mentre si crea, mette in mostra tutte le nostre maschere e i travestimenti. Oggi è 'MundoNecropolitano' ma anche TaniaBia.

La pittura fa parte del mio essere, ne ho bisogno ed è il mezzo con cui percorro la mia ricerca esistenziale. Ho travalicato le forme attraverso il colore, la materia attraverso le sfumature, ora piano piano, sento che sto superando anche il colore stesso quasi alla ricerca della sua intima essenza. Non so dove arriverò con la mia ricerca, quello di cui sono certa è che cresce l'armonia in me e nelle mie opere. 17


Drangularia Dittico Assemblaggio su cera.Formella in cera, oggetti di recupero (serratura, diapositiva, ferro, rame, fili di cotone) cm. 19,5x22,5 - cm. 21,5x11,5 - anno 2014 Il suo lavoro indaga la provvisorietà della vita umana, nel tentativo di sottrarre al tempo ciò che, per sua natura, è destinato a scomparire. Le opere sono riflessioni sul vissuto interiore, esperienze che hanno bisogno di essere raccontate. Sono le risposte a delle “assenze”, ai momentanei vuoti dell’anima da colmare con decostruzioni, ricostruzioni, assemblaggi di materiali di scarto, oggetti personali, incollati al supporto, affogati nella cera. Un tentativo di protesta e di difesa da una conoscenza rapida, superficiale, scontata. I suoi lavori comunicano con lo spettatore scegliendo chi è disposto a farsi attrarre da un universo silenzioso, monocromo, antitetico al chiassoso e all’appariscente. I lavori fanno parte del progetto “WITH-IN” che include altre opere realizzate dall'artista nel 2014.

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Nasce nella campagna della Maremma Toscana, dove vive fino all’età di 18 anni. Figlia d’arte, cresce con gli occhi spalancati su un mondo altro dove la creatività è una condizione dell’essere, un istinto naturale, genetico. Si diploma al Liceo Artistico di Grosseto e si trasferisce a Firenze, dove si laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti. Si perfeziona con il corso di Fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni, alla Meridiana Ceramic School con lo Stage tenuto da Carolyn Genders e il corso per tornitore alla Scuola di Ceramica di Montelupo Fiorentino. Da sempre curiosa e affascinata dal mondo del fare, dalla manualità artigiana, si è dedicata per molti anni alla ceramica nell’attività di famiglia. Dopo alcune esperienze nel campo della scenografia, inizia a lavorare come decoratrice d’interni, pittrice e ceramista. Vive e lavora a Firenze.

Sezione Origini Tecnica mista con inserti di terracotta ingobbiata su tela cm. 140x180x4 - anno 2015 Tutto ciò che avviene nel sottosuolo è in continuo fermento, un fermento evolutivo che si muove e cambia forma trascinato dall’incessante scorrere del tempo. Ogni periodo storico ha una sua forma che si riversa in una massa compatta sotto il terreno; la storia si racconta attraverso le tracce indelebili delle vite passate. Si tratta di una sezione astratta del terreno dove i riconoscibili resti di pitture rupestri ci riportano alle origini dell'esistenza umana, a dimostrazione che la memoria dell’uomo e del suo operato permane nonostante il tempo. La pittura è materica, le tinte forti e decise. I materiali utilizzati in un unico assemblaggio (stucco, cemento, colla, bitume, gesso, argilla, acrilico, ossidi) alludono alla sedimentazione multimaterica che avviene nel sottosuolo. Il tempo è apparentemente fermo ma si muove, perché nelle profonde stratificazioni sotterranee il tempo non esiste, tutto inizia e finisce ma sempre con la stessa e unica matrice: la terra. L’ineluttabilità dello scorrere del tempo emerge tra i reperti, tra i resti di vita umana, lasciando un segno, una traccia destinata a durare nel tempo.

Dalila CHESSA

Natalia CELLINI

Nasce a Grosseto nel 1971, dove vive e lavora. Dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica frequenta a Roma una scuola privata di arti decorative e nel 1999 apre uno studio a Grosseto dedicandosi alla pittura e all’insegnamento.

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Emiliano CHITI VERTAX

KV.0 KV.03 Prototipo di borsa in vacchetta a concia vegetale. Tecnica a sbalzo, traforo, cucitura, coloritura cm. 32,5x24,5x9,00 anno 2014 In questo prototipo di borsa in pelle ha messo a frutto gli insegnamenti derivati da una precedente collaborazione con una giovane artigiana del cuoio, inserendo particolari ispirati a influssi più contemporanei. La forma è resa accattivante dalle superfici traforate e sbalzate. Le alette sono irrobustite da staffe a C in acciaio inox non a vista. La borsa è realizzata in vacchetta a concia vegetale lavorata nel distretto Conciario di Santa Croce sull'Arno. Tutte le fasi di lavorazione sono eseguite a mano: dal taglio, alle parti traforate a bisturi e fustelle o sbalzate a punzone, le cuciture, la colorazione con aniline. L'effetto è quello dei pieni vuoti. La borsa KV.03 fa parte di un progetto più ampio, in cui saranno presenti altri modelli realizzati in cuoio, con elementi in legno o in tessuto.

Nato in Bulgaria nel Comune di Sandansky il 29 ottobre 1973, ha iniziato a disegnare all’età di 4 anni, ha studiato Arte al Liceo artistico “SS. Kiril i Metodi” della città di Blagoevgrad. Attualmente vive e lavora a Roma. A Roma ha incontrato l’artista Wilmer Herrison con cui ha affrontato il discorso sull’arte cinetica venezuelana e dell’arte costruita.

Vibrafusion 008 Acrilico su tela - cm. 60x60x15 anno 2015

Nikolay DELYANEV

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Nasce nel 1973 a Pisa, dopo la maturità tecnica si iscrive al corso di Laurea in Scienze Geologiche presso l'università di Pisa non completando gli studi. Si dedica all’approfondimento della tecnica, in particolare la camera oscura per la fotografia in bianco e nero e la ceramica, ma prevalentemente il suo percorso artistico si svolge da autodidatta. Disegnatore da sempre, dopo un breve excursus nella scultura, dal 2010 si dedica in modo più assiduo alla progettazione di oggetti tra i quali una collezione di borse realizzate in collaborazione con Mila Kaslin Kamila. Attualmente risiede a Monterotondo M.mo (GR) dove si sta dedicando a un progetto di riscoperta dell'antica arte fabbrile legata al luogo, con particolare attenzione al tradizionale Coltello Maremmano di Monterotondo.

Questa composizione astratta si rivela come una sincronizzazione ritmica di linee e colori. Il suo linguaggio personale, pieno di colore, ritmo e movimento, è caratterizzato da gesti, astrazione lirica e materia. Il colore è l’elemento principale che trasmette allo spettatore questa energia pulita. Il movimento, un processo dove ogni linea provoca spostamenti sensoriali, vibrazioni e fusioni come se fossero molte energie diverse. Il contatto del corpo con il tutto.

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Giuseppe DIGIACOMO

People Argille varie, incise e dipinte, supporto in ferro Øcm.21xh.73 / Øcm.19x61

Rinascita Installazione - cm.50x50x25 - anno 2015 Nascere è un trauma, si passa dal grembo protetto della madre all’ambiente ostile. Rinascere unisce in se il trauma della nascita ma anche la gioia di una nuova vita. L’intrigo di fili rappresenta la sofferenza e le difficoltà, ma il colore è la gioia e le aspettative di una nuova vita.

Sei personaggi ed un autore, parafrasando Pirandello. Ognuno dei sei, con gli occhi spalancati sulla vita e sull'ambiente che li ospita, che al tocco si muovono sulla loro base. Ognuno ha la sua storia dipinta sul viso con un simbolismo palese: la chiave inglese il lavoro, le lettere, la parola, la doppia personalità, il superamento delle barriere. Ogni viso è caratterizzato da un cromatismo che ne esalta la personalità ed induce alla riflessione sull'essere e sulla spirale della vita... Grande lisca Argille smaltate - cm.40x150x71 - anno 2015

Giuseppe FACCHINELLO

Nasce a Manduria (TA) il 23\01\1990 e vive a Roma. Fin dall’adolescenza, ha la passione di modellare ed utilizzare materiali diversi, di facile reperibilità, che assembla e trasforma per esprimere le proprie emozioni. E’ un autodidatta dell’artigianato artistico e si avvicina in punta di piedi al mondo dell’arte con una forte carica emozionale e la voglia di farsi conoscere.

Nasce nel 1986. Fin da bambino gioca con l’argilla nella fabbrica di famiglia a Nove (VI), questo lo porterà a frequentare l’istituto Statale d'Arte di Nove dove si diploma in maturità artistica nel 2006. La passione che lo lega a questa antica e nobile arte lo ha portato poi ad intraprendere un percorso di sperimentazione artistica ancora in pieno divenire. La sua principale produzione consiste in ciotole, pannelli e bottiglie nei quali ama disegnare tramite un'incisione che delimita i vari colori. Il materiale che egli predilige è la terracotta decorata utilizzando smalti di forte impatto visivo. La ceramica per Giuseppe più che un' espressione plastica è un'arte dove il linguaggio grafico è predominante. Negli ultimi anni ha partecipato a numerose mostre e simposi internazionali fra le quali la 54° esposizione internazionale d'arte della biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi.

Il trascorrere del tempo modifica luoghi e cose e l'uomo fa la sua parte violando la natura, ma l'essenziale resta, un'ossatura, una base di partenza per una nuova vita, ricreate dall'artista che trasfigura e nobilita anche il rifiuto trascurando il denaro, che resta confinato in fondo al mare, tra gli scogli. 22

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Giosué FALCONE

Achille e Atena Tecnica mista su legno - cm.110x80 anno 2015 La pittura di Giosuè Falcone va guardata e pensata. Va guardata, fruita con lo sguardo, ma va pensata, e soprattutto in termini storico-mitici. L’impressione del tutto, che si coglie sempre nei suoi lavori, è frutto di una sapiente delimitazione di campo, non deborda mai né inserisce elementi superflui rispetto all’idea generale, ma non impedisce la profondità, la complessità, l’articolazione sintetica degli elementi.

Autoritratto con gatti Tecnica mista su tela (acrilico, olio, gessi, resina, plastica, nastro di acciaio, rete metallica) cm. 100x150x4 - anno 2015

Roberta FAUCCI

Nato a Salerno nel 1964, si è diplomato in pianoforte, dimostrando sempre interesse anche per le arti figurative. La ricerca sui materiali del nostro tempo e la collaborazione con importanti artisti gli hanno permesso di crescere. Con i pigmenti crea nuovi effetti. Le sue opere affrontano le problematiche del nostro tempo.

Nata a Gavorrano, nel 1967, il suo percorso artistico inizia frequentando la bottega di un noto Maestro d’Arte, a Torino, dove ha vissuto i suoi primi 18 anni di vita. Inizia con la pittura, corsi di storia dell’arte, scenografia e scultura. La sua passione è poi rimasta chiusa per tanto tempo dentro un cassetto, da qualche anno però ha ripreso a dipingere, a sperimentare, nuove tecniche e materiali.

Autoritratto con gatti è una rappresentazione di ciò che sono, una sorta di Alice nel paese delle meraviglie, con i miei Stregatti... Ho usato un supporto di tela, utilizzando acrilico e olio, con gessi, colate di resina, per intrappolare la finestra, per i gatti ho utilizzato plastica e nastro di acciaio, rete metallica, il mio lavoro è una sorta di viaggio, un welcome to my world... 24

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Barbara GATTI COCCI

Ibrido.Tecnica mista su tela grezza (olio, argento e monili) - cm.100x60 - anno 2014

Nato a Parigi, artigiano e musicista, ha sempre vissuto a Milano. Da qualche anno si divide tra la sua città e la Maremma. Proprio dalla sua esperienza di restauratore ha appreso le possibilità espressive del legno e dei materiali. Si richiamano all’arte del riciclo le sue prime opere, in cui ha usato oggetti di ogni tipo, dai vecchi giocattoli agli scarti della vita quotidiana. Ultimamente, ha rarefatto la sua ricerca, puntando sull’uso quasi esclusivo del legno e del colore.

Mare Nostrum Tempera su legno, inserto - cm.160x55x20 - anno 2014 L’opera è stata realizzata utilizzando un pannello di legno, recuperato dallo schienale di un armadio, su cui è stato inserito un resto ligneo restituito dal mare.

Roberto GOTTA

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Nata ad Arezzo il 4 Gennaio 1955, diplomata al Liceo artistico e Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1977 è dedita costantemente alla pittura e alla fotografia partecipando a numerosi concorsi e iniziando l’attività espositiva nel 1983. Ha insegnato Figura Disegnata e Ornato Disegnato e attualmente vive e lavora tra Genova e Rimbocchi (Chiusi della Verna, Arezzo).

Occidente / Oriente, elementi diametralmente diversi si armonizzano nella fusione

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Giuseppe GUANCI

Nato a Perugia nel 1947, si diploma all’Istituto d’Arte Bernardino di Betto, nella sez. marmo e pietra e al Liceo Artistico Statale di Firenze. Dopo la laurea in architettura, dal 1976 inizia ad esercitare la professione di architetto a Perugia. Da sempre rimane legato alla scultura, suo primo interesse artistico. In questi ultimi anni ha ripreso con grande passione la sperimentazione di percorsi tematici e tecniche nuove. Nei suoi lavori massimo è il rispetto per la natura, che considera “la prima artista fantastica ed insuperabile con cui l’uomo da sempre si misura”.

Nike Scultura in filo di bronzo intrecciato - cm. 1150x160x150 - anno 2014 Nike fa parte di una serie di opere frutto di una sperimentazione sul vuoto e ciò che esso "contiene", nel tentativo di circoscriverlo con un sottilissimo filo metallico, con il quale vengono “disegnate” le figure nello spazio. Un richiamo al concetto di vuoto del pensiero orientale. La tessitura superficiale che l'artista chiama “Tessoforme” è una ripetizione d'intrecci che dà luogo alla forma, evocandone contemporaneamente l'immaterialità, non sono vere superfici. La forma è solo suggerita dal reticolo di linee, tuttavia la mente le restituisce come figurazioni compiute. Lo sguardo può attraversare queste forme e l’attenzione può depositarsi su ciò che si trova oltre, in una nuova inconsueta creazione che varia al variare del punto di vista o delle condizioni di luce. Se investite da una luce diretta, queste divengono estremamente materiche. In controluce si assiste alla loro dematerializzazione. Una metafora della vacuità della forma e della nostra illusoria esperienza sensoriale, a cui fa riferimento anche il Sutra del Cuore della Perfezione della Saggezza, scritto oltre duemila anni fa. Oggi la fisica quantistica sta dimostrando come tutto ciò sia attuale e si avvicini incredibilmente alla descrizione di quello che noi chiamiamo realtà.

Jazz one Scultura in legno, bassorilievo - cm.70x110 - anno 2015 Come musica Jazz, in questo mio pentagramma, le forme si muovono liberamente senza un apparente ordine precostituito. Quest’opera fa parte di un progetto, ancora in fase di studio e costruzione, a cui sto lavorando con un ingegnere elettronico e che ha come finalità il recupero ed il riuso di materiali ormai destinati ad essere dei rifiuti. Sto cercando di ridare a questi oggetti una nuova intelligenza, unendo tecnologia e forma, favorendo l’interazione fra opera e spettatore attraverso l’attivazione di sensori luminosi ed acustici che saranno parte integrante dell’opera e si attiveranno al passaggio degli spettatori.

adriano innamorati

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Dopo aver frequentato, da giovanissimo, la Scuola d'Arte e Mestieri "Leonardo da Vinci" di Prato, nel 1978 si diploma Liceo Artistico di Firenze. Nel 1981, in seguito alla partecipazione a varie collettive, tiene la sua prima personale di acquerelli e disegni, presso il Centro Studi Arti Visive di Prato. A metà anni Ottanta inizia lo studio di opere tridimensionali che parteciperanno ad importanti manifestazioni, ricevendo numerosi premi. Nel 2002 si laurea in Architettura a Firenze, cominciando ad occuparsi anche di design, abbandonando momentaneamente l’attività artistica, poi ripresa nel 2009 e mai più interrotta. Attualmente vive e lavora a Prato, occupandosi di progettazione architettonica, pubblicazione di libri sull'archeologia industriale e realizzando opere tridimensionali.

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Nicola IONICO

L’opera rappresenta la vita degli adulti ed il loro modo di interagire visto con gli occhi di un bambino. Ogni diverso elemento della scultura ha un suo significato intrinseco. Una sfera che brilla di luce propria, un insieme di rettangoli imbrigliati in una ragnatela che non lascia scampo, una base sferica in ferro grezzo. E’ presto detto: le persone sono rappresentate dai rettangoli, forme chiuse, c’è chi ascolta ma non parla, chi osserva senza proferire opinione, chi parla ma senza ascoltare... Tutti i soggetti sono inconsciamente imbrigliati in una rete rappresentata dalla costante presenza del web che crea un mondo parallelo, un mondo fittizio che pur avendo origini nel reale deteriora il rapporto delle persone ed il loro modo di comunicare ed interagire. Un bimbo, con la sua innocenza, guarda dalla sua prospettiva l’atteggiamento dei grandi. Esso è rappresentato da una sfera, dotata di luce cioè di verità, che come significato intrinseco simboleggia l'apertura mentale senza condizionamenti come invece succede per gli adulti, chiusi in una forma imposta. Il suo pensiero è quindi vero e non conosce ipocrisia. Interazioni, dall'alto al basso un percorso nel presente.

Classe 1975, nasce come fotografo autodidatta, per poi perfezionarsi presso la “Scuola di Arti e Mestieri Ettore Rolli” di Roma, studiando Fotografia. Fino al 2011 si occupa di street photography per poi dedicarsi alla fotografia concettuale abbandonando l'uomo come tramite per la sua ricerca artistica.

Vaganze #4 Fotografia digitale - cm.45x30 - anno 2014 Lo scatto fa parte di una serie denominata VAGANZE. Costruzioni artificiali che interagiscono con l'orizzonte naturale. Le fotografie che compongono la serie ritraggono orizzonti negati, mascherati, sottolineati, resi significanti dalle superfetazioni umane. Partendo dalla definizione Düreriana di perspectiva (ovvero) vedere attraverso, l'intero progetto si trasforma in una finestra, attraverso la quale noi intravediamo l'orizzonte, conferendogli, ipso facto, una forma. Nei paesaggi marini, formati da strutture geometriche essenziali, predomina il vuoto e l'assenza di ogni forma di vita. Sono luoghi d'approdo o di partenza, proiezioni di mondi interiori in cui confluiscono stati d'animo, sogni, illusioni, realtà. Un mondo profondamente umano in cui l'uomo non lascia che tracce.

Marco MARASSI

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Nasce a Udine nel 1981 e consegue la maturità nel 2000 diplomandosi nel ramo dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Inizia il suo percorso lavorativo nel settore del legno e del design del mobile. Prosegue il suo percorso nel settore dei tendaggi e dei tessuti come progettista d’ambiente unendo tecniche di lavorazione manuali ad elaborazioni grafiche digitali. Questo approccio poliedrico gli permette di stimolare il suo movimento creativo e la volontà di dare espressione ai suoi pensieri. Appassionato ricercatore dell’anima del prodotto e di ciò che esso vuol comunicare si cimenta nella realizzazione di oggetti di arredo e di design utilizzando il legno, il ferro e la plastica. Realizza mobili ed oggettistica anche mediante l’utilizzo di materiali di riciclo per dare un’impronta ecocompatibile alle sue creazioni. Trova una forte identità nella manipolazione del ferro, elemento che sente suo e che gli permette di esprimere al meglio le sue abilità creative. Non trascura però altri elementi e va sempre alla ricerca di stimoli nuovi e nuove sfide per fondere ed integrare elementi diversi. Le sue opere, mai scontate, racchiudono un'intrinseca voglia di rivincita degli elementi primari. La sua personale espressione creativa ed artistica si concentra per questo su temi che gli permettono di riflettere i suoi pensieri sull’ambiente che ci circonda. La sua evoluzione personale è continuamente in atto. Interazioni Scultura in ferro - cm.80x205x100 - anno 2015

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Nata a Grosseto nel 1982, Silvia Mineo coltiva fin da piccola la passione per le arti visive e la danza, attraverso le quali approfondisce la conoscenza del corpo. Frequenta scuole d' arte private per le tecniche miste e lo studio della pittura. Finalista del Primal Energy International Art Prize 2012. Partecipa al Primal Energy 2013.

I colori della biodiversità Fotografia digitale su tela - cm. 130x100x3 - anno 2015

Ombrabianca Tecnica mista su tela - cm.50x100 anno 2014

La passione dell'artista per le piante ha fatto nascere questo progetto. Tutto è iniziato alcuni anni fa, in concomitanza dell'inaugurazione del decennio della Biodiversità (2011-2020), da una ricerca sul recupero e la valorizzazione delle varietà di frutta antica, mediante lo studio e l'applicazione di diverse tecniche di innesto. Lo scopo della ricerca era quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema della progressiva perdita delle biodiversità. Inizialmente il progetto era rappresentato da opere di pittura realizzate con la tecnica dell'affresco. Ora la sua attenzione si è soffermata sulla fotografia digitale e in particolare sulla proiezione di fasci di luce colorata. Le opere, ottenute da una fotocamera digitale, sono prive di qualsiasi ritocco e manipolazione e rappresentano le ombre di piante ornamentali. Pertanto gli effetti visivi ottenuti sono esclusivamente realizzati da una attenta e meticolosa preparazione della scena. Un progetto innovativo sulla fotografia concettuale.

Si apre una porta alla luce per ascoltare una storia. Un percorso sospeso tra notte e giorno, tra riverbero e ombra, tra emozioni e indifferenza, nell’assoluta esitazione che rende il corpo materia; è un corpo che rifiuta il nome, un corpo sul quale tutto è ricondotto all’essenza, dove pensante e pensato sono presenti al pensiero come la medesima realtà. Il colore è nucleo.

SILVIA MINEO

GIANPAOLO MARCHESI

Nasce nel 1954 a Castelnovo né Monti (RE) dove vive e svolge la professione di ingegnere ed insegnante. La sua passione per l'arte è plurale ed eclettica, spazia dalla pittura alla fotografia fino alla musica.

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Simulacrum Olio e oro su listelli di legno cm.80x200 anno 2015

Nata a Firenze nel 1961, vive ad Arezzo ed ha alle spalle un’esperienza lavorativa ventennale nel settore orafo come operaia specializzata al banco e alla finitura. Grande la passione per l’arte e la creatività, che, assieme alle abilità professionali acquisite nel settore orafo le hanno permesso di dar vita a FantArtcreazioni, laboratorio di “gioielli” alternativi e complementi di arredo, che nascono dal riciclo della plastica Pet ritagliata, riscaldata e modellata. Tutto completamente a mano.

Spregiudicata Scultura in tecnica mista plastica e materiali di riciclo cm.57x36x20 - anno 2015

SERENA PUCCI

ANGELO PETRUCCI

Pittore, nato a Genova il 5 Agosto 1954, vive e lavora tra Genova e Rimbocchi, Chiusi della Verna (Arezzo). Ha frequentato il Liceo Artistico Statale di Genova, la scuola di Pittura dell'Accademia di Belle Arti di Firenze e la scuola di Scultura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Inizia l'attività pittorica analizzando la figura classica che reinterpreta con spirito contemporaneo. Non casualmente i suoi lavori, di grandi dimensioni, risentono anche di un'impostazione espressionistica.

L’uso prevalente di materiali di riciclo per i gioielli e le opere di arredo nasce dalla mia convinzione che sia necessario diminuire gli sprechi e rispettare l’ambiente e che nel nostro tempo chi riesce a creare opere artistiche con materiali di riciclo può divenire anche portavoce di un cambiamento culturale. Il riuso, infatti, non deve essere soltanto una moda del momento o una necessità legata alla crisi economica ma un sano e giusto atteggiamento per un’educazione ecologica e ambientale. Riuscire a trasformare materiali di scarto in gioielli da indossare e opere artistiche che suscitano emozioni, stupore e meraviglia in coloro che le osservano, mi riempie sempre di orgoglio e di soddisfazione, unico intento di un vero artista.

L’opera si presenta dipinta su listelli di legno fissati su un telaio sostenuto da una base, la quale, consente la visione fronte e retro di una figura, identica nella posa, ma tecnicamente e cromaticamente differente. 34

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Gianna PUGGIONI e Riri MURTAS

Rossella Rispoli nasce e vive ad Orbetello (GR). Appassionata d’arte da sempre, nel corso degli anni si affianca inizialmente a vari maestri, acquisendo completa padronanza delle varie tecniche pittoriche, finchè nel 2005 decide di approfondire la sua ricerca artistica iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Un percorso artistico che non si è mai fermato e che da marzo 2015 l’Artista porta avanti nello studio privato di Orbetello.

Arcobaleno di Mare Gioiello scultura in tecnica mista cm. 30x40 - anno 2013 Me and me Fotografia su cartoncino - cm. 50x50 - 2015 Essenze di ricci... fresche fragranze di salsedine che inebriano la mente e accarezzano lo spirito: collana composta da ricci di mare, abbandonati negli scogli, ripuliti dal lavoro incessante della risacca. Dalla materia consumata dalla forza della natura e dal tempo, prende vita una nuova forma e ritorna alla luce ciò che era celato nelle profondità . Il “gioiello- scultura” levigato e scolpito attraverso legami e scomposizioni come le tessere di un antico mosaico, viene rifinito con preziosi broccati che richiamano la cultura e la tradizione, ma diventa interprete di una nuova estetica contemporanea. Comunica l’energia vitale degli elementi naturali, icone rubate al mare che hanno trovato una nuova identità nel divenire un prezioso accessorio artistico.

L’opera intende esplicitare la dualità dell’animo umano ed in particolare del complesso universo femminile, in cui l'armonizzazione e fusione di lati opposti ma complementari converge e apre una nuova via di conoscenza personale. Questo progetto fa parte di un lavoro pluriennale che riguarda l’indagine dell’animo femminile, di quel mondo di Sacralità perduta nel tempo. Un lavoro di approfondimento che punta a ridare il giusto peso e valore alle tappe della vita della donna, l’adolescenza, l’amore, la gravidanza, il parto, la maturità. Un percorso complesso e spesso doloroso, tappe di un cammino da scoprire e valorizzare, in un mondo di troppa comunicazione, dove si trascura di approfondire i grandi temi naturali della vita della Donna.

Rossella RISPOLI SEGATO

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Gianna Puggioni e Riri Murtas dall’anno 2000, creano gioielli con il nome di Jeanri gioielli artistici e sculture, partendo dall’osservazione di ciò che il territorio e la natura propongono nei molteplici aspetti. Sperimentano il piacere di inventare creazioni che assumono un valore estetico e culturale. Le artiste utilizzano i vetri del mare, consumati e sagomati dalla sabbia e dal vento, conchiglie, alghe, foglie del fico d’India ripulite e plasmate dal lavoro incessante del mare che mette in luce delicati pizzi vegetali, ricci di mare e tutto ciò che l’uomo abbandona. La ricerca delle artiste si ispira a valorizzare il "vecchio" dando nuova vita e nuova forma a materiali abbandonati. Tra gli obiettivi sensibilizzare al recupero delle risorse e al rispetto dell'ambiente per una migliore qualità della vita. La loro impresa “Jeanrigioielli” nasce dall’intuito e dalla forza di voler esprimere il proprio talento in modo innovativo, interpretando la cultura e l’arte in Sardegna, attraverso messaggi simbolici che riportano l’attenzione verso una creatività al servizio della natura. Non è un caso che abbiano scelto come marchio il fenicottero rosa.

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Benedetta ROCCO

Semiamare Tecnica mista, collage su tela - cm. 80x90 - anno 2015 Un paesaggio mentale visto dall’alto, dove le materie naturali, quali acqua e semi residuano contenute in ciò che rimane del loro consumo industriale, circoscritti in rifiuti di tappi di bottiglia. Un cubo di Rubik esploso come contraddizioni internazionali che non riescono a rispondere alle necessità di tutela degli ecosistemi terrestri. 38

Nasce a Riva del Garda nel 1969, vive ad Arco in provincia di Trento. Il suo approccio con l’arte ha inizio otto anni fa, insieme ad un percorso personale di crescita spirituale. Nell'arte trova un canale per esprimere il proprio mondo interiore e di meditazione con la pittura di Mandala. Attualmente si cimenta in libere sperimentazioni astratte con varie tecniche ed inserimenti, che spaziano da colori acrilici, a spatola, stucchi, sabbie, argilla, inserimenti di oggetti di scarto industriale. Autodidatta, sperimentatrice, non ama progettare le sue opere con la mente, piuttosto lascia che tutto accada, come in una danza, libero di fluire quel qualcosa di superiore alla personalità, ricerca le energie primordiali, il divino. L'artista predilige il colore nero, a cui attribuisce la qualità di rappresentare con eleganza la profondità e la Radici profonde possibilità. Dal vuoto infinito tutto può Tecnica mista su tela (acrilico, sabbia, pasta modellante, divenire. Oro, argento e colori foglia argento e oro, stucco) metallizzati rappresentano la preziosità che è dentro ognuno di noi, cm. 70x70 - anno 2014 il valore dell’Essere. L'opera è realizzata con la sabbia. Il nero rende un effetto “terra vulcanica”. Come nella profondità di un vulcano, al centro della terra, troviamo la nostra vera natura interiore. E’ importante connettersi con le nostre radici profonde, perché è un valore essenziale nel riconoscimento di sé, per offrire poi agli altri qualcosa di noi veramente autentico e non idealizzato.

Samvada Rosalba RONCATI

Nata a Legnano (MI) nel 1988, di origine campana, attualmente vive tra Milano e Roma. Dopo il diploma in ragioneria, è laurenda in giurisprudenza. Fin dall’adolescenza ha iniziato a dipingere e creare da autodidatta e ha coltivato una spiccata passione per le arti visive, orientandosi in particolar modo verso la pittura informale e l’utilizzo di materiali di riciclo. Il suo tempo libero è dedicato spesso alla ricerca e alla sperimentazione di nuove tecniche e materiali. La ricerca artistica le permette di isolarsi e di concentrarsi in uno spazio mentale privato, in cui la mente logica si annulla e si raggiunge uno stato creativo di benessere. Si esprime utilizzando supporti rigidi come tavole o tele su tavola, colori acrilici per dare spessore ai tratti.. Le sue opere sono a metà fra la pittura e la scultura/installazione, sovrappone varie superfici e inserisce oggetti estranei che interagiscono con gli sfondi e le sovrapposizioni.

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Eva RORANDELLI

Steps Away Installazione fotografica, documentazione performance -cm.200x31 - anno 2014 Lavoro di design di moda, performance e istallazione fotografica. È da un lato una riflessione sul mio stato fisico degli ultimi due anni, che ha reso difficile per me camminare e svolgere normali attività e dall’altro, fa parte di un concetto più ampio che accomuna i miei lavori video e le performance più recenti. In uno scenario fantastico, il paesaggio e la baia diventano luogo dove si intrecciano il sogno e la realtà e dove l’acqua e il paesaggio diventano elemento di metafora del distacco tra il mondo esteriore ed interiore, naturale ed artificiale. Le tecnologie contemporanee hanno integrato ed esteso la biologia e la scienza con nuove realtà di “natura artificiale”, stressando i limiti tra corpo e natura e abolendo ogni senso di armonia tra aspirazione umana e il mondo fisico. In quest’ambientazione postumana, l’appagamento dell’individuo diventa così ossessione edonistica trovando come unica soddisfazione la creazione di realtà virtuali e immaginarie.

Attimo fuggente Tecnica mista su tela (olio, cannucce di carta realizzate a mano) cm.106x102x6

L’intento è immortalare l’emozione nostalgica di un “attimo fuggente”. La dinamica trova il suo fulcro in un profondo sguardo femminile, nelle cui pupille emerge un sentimento raro e malinconico, consapevole che l’emozione che fino a poco fa si manifestava come un’armoniosa e travolgente sinfonia dell’anima, non tornerà più. Lo sguardo è rivolto verso l’osservatore, proprio come se il complice dell’attimo fuggente si stesse allontanando in quell’istante; ma anche per cercare di catturare la sua attenzione per coinvolgerlo in un profondo incontro emozionale.

Francesca SBALCHIERO

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Eva Rorandelli, artista italo-americana vive e lavora tra San Francisco in California e Firenze, la sua città natale. Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e a New York alla New York Academy of Arts. I suoi dipinti e lavori video sono stati esposti in numerose mostre, gallerie e musei internazionali. I video, le performance e i design di moda di Rorandelli sono stati definiti come esempi emblematici, evocativi ed inquietanti dell’arte postumana.

In arte “Rancy”, nasce ad Asola, in provincia di Mantova nel 1988. Fin da piccola viene affascinata da tutto ciò che richiede manualità e fantasia, nel 2007 il diploma di Tecnico dell’Abbigliamento e Moda, percorso creativo ricco di stimoli. Terminati gli studi intraprende il lavoro di grafica per lo sviluppo di packaging e materiale.

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Ero Io Acrilico su polistirolo - cm.52x63x3 anno 2011 Amedeo è un gatto nero che vive e si muove in una città bidimensionale, priva di prospettiva, una città che è pura scenografia, città fantasma ricreata ad uso di sprovveduti turisti. Amedeo altri non è se non l'autore stesso. Volo di notte Acrilico su polistirolo cm.67x62x3 anno 2012 Sarà l'amica Luna che aiuterà il gatto Amedeo a prendere le distanze da una realtà dolorosa. Ogni illustrazione suggerisce un percorso che si fonde con un sotto testo appena accennato ma che costringe il lettore a tornare sulle immagini per dargli un ulteriore strato di significato.

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Nasce a Roma nel 1958, è sposata e madre di tre figli ormai lontani da casa. Le tiene compagnia il fido “Otto”. E’ docente di Educazione Fisica, nel 2008 si laurea in Agraria grazie alla sua passione per la botanica. Da allora raccoglie semi di alberi che riesce a far germinare e crescere. Ama lavorare diversi materiali, legno, tessuti, pelle, pietra, con cui crea oggetti da cui si separa con fatica. Il lavoro manuale rappresenta il suo continuo desiderio di movimento e i materiali di cui si circonda sono legati a momenti, ricordi ed emozioni che le donano un certo equilibrio interiore.

Il Ba-Gatto Acrilico su polistirolo cm.45x77x3 anno 2012 Amedeo osservatore, testimone destinato ad aprirci gli occhi, rimanendo però, per sua sfortuna, intrappolato in questa realtà piatta ed incolore. Quando Amedeo si veste di colore è pronto ad affrontare il cambiamento. Ballerina Scultura in legno - cm.25x45x35 anno 2014

Paola SGUERA

Dario SGARZINI

Nato a Pavia nel 1961, “Maestro d'Arte”, nel 2008 ha avuto l'ispirazione per disegnare prima, e dipingere poi, la storia di Amedeo gatto iniziatico, un gatto nero metropolitano alla ricerca della vera natura della realtà e di se stesso. Dal giugno del 2014 espone in vari contesti con il nome di Settima Vita Tour, una serie di 55 tavole di polistirolo dipinte in acrilico.

Ramo di olivo dell’Argentario scolpito e levigato su sasso di Porto Novo.

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Sofia SGUERRI

Oobe Tecnica mista su legno restaurato (fotografia con elaborazioni digitali, collage, pittura ad olio, acrilico, vernici su anta di finestra) - cm. 110x30 - anno 2014 Momento di transizione. OOBE – Out Of Body Experience sta a indicare tutte quelle esperienze nelle quali una persona percepisce di “uscire” dal proprio corpo fisico, di proiettare la propria coscienza oltre i confini corporei. Fluttuare all’esterno percependo però la presenza del proprio corpo da un punto esterno ad esso. Sensazione riferita spesso alle fasi che precedono immediatamente l’addormentamento o il risveglio.

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Genesi/Apocalisse Tecnica mista su tela (pittura ad olio e ricamo a mano) - cm. 50x35 - anno 2013

Emanuela SIMONCINI

Si avvicina fin da piccola al mondo dell’arte scenica e visuale: la costante passione per la danza e le arti visive la stimola a portare avanti una ricerca basata sul corpo e sul movimento associato alla materia. Frequenta l’istituto d’arte ad Arezzo, si laurea presso la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze – “Dipartimento di Arti visive e discipline dello spettacolo”. I suoi lavori sono una miscela di stili differenti non solo attraverso la contaminazione di tecniche fotografiche e pittoriche, ma grazie anche all’utilizzo di supporti differenti che solitamente sono materiali di recupero. Nel 2015 crea insieme a Sandra Gomez (Colombia) il Colectivo Frenesia, collettivo di creazione scenica e insegnamento ed insieme a Carlos Castello (Messico) La Falena, gruppo di illustrazione ed arte visiva.

Emanuela Simoncini, nasce a Poggibonsi (SI) ed è la gemella di Daniela Simoncini, insieme crescono a Badia a Cerreto, vicino a Certaldo la patria di Giovanni Boccaccio, nasce da qui nell’artista la vocazione per la scrittura come forma di arte primigenia, come espressione innata della sua creatività. Compie gli studi insieme alla gemella. Frequentano l’Istituto d’Arte Duccio di Boninsegna, e l’Accademia di Belle Arti a Firenze dove riceve il diploma di pittura nel 1996. L’artista si dedica alla pittura di stampe per guadagnare qualcosa sino da 16 anni e più tardi farà sorveglianza a Palazzo Vecchio a Firenze. Si stabilisce a Borselli, nel comune di Pelago nel 1998. Continua a crescere la sua vena artistica come ricerca di vita.

Pittura, scrittura, fotografia e ricamo, la creatività si estende in una parabola articolata nei linguaggi quanto nelle espressioni narrative, filosofiche e visive. Tele dipinte e ricamate, dove al colore sgargiante del fondo si sovrappongono segni tessuti col filo che creano nella frontalità dell’opera composizioni astratte ma ordinate, come impreziosite da decorazioni orientaleggianti, mentre sul rovescio della tela formano grovigli multicolore ma “disordinati” : il volto della “creazione” contrapposto a quello della “distruzione”, il simbolico e il suo contrario, la Genesi e l’Apocalisse. 45


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Olivine basalt Tecnica mista su tela (pietre dure, bitume, torba, pomice, sabbia, ossidi) cm. 30x60x2 anno 2014 L'artista parte da ciò che conosce meglio: le rocce, per esprimere un’altra prospettiva rispetto alla freddezza del discorso scientifico. Mediante un’operazione di decostruzione e ricomposizione a partire dalle componenti base, i minerali e i fossili, crea tensione con l’utilizzo di materiali "poveri" (sabbia, torba, polistirolo, abrasivi) e di materiali preziosi (gemme, fossili, pietre dure). Ricerca il reale della vita umana che si nasconde dietro qualsiasi oggetto, soprattutto naturale, che interagendo con la nostra mente, meraviglia e turba per il suo rimando continuo verso l’infinito. Le rocce, con la loro storia di milioni e a volte miliardi di anni, sembrano immutabili ma sono in realtà in continua trasformazione, rappresentano, per l'artista, l’archetipo della proiezione della Natura verso l’infinito. L'opera proposta prende origine dalla rappresentazione di una roccia lavica, un basalto a olivina, completamente decostruita e ricostruita con materiali organici e inorganici. L'idea di roccia viene completamente trasfigurata e digerita, diventa umana.

Distillato Installazione - Pannelli sospesi stampa digitale su carta, su plexiglass, su vetro soffiato Scultura a terra in vetro sommerso di Murano Pannelli cm.100x70 Scultura cm. 30x20x10 per singolo pezzo anno 2014

Sally VIGANO’

Simone TUMIATI

Nato il 7 giugno 1978 a Bolzano, è ricercatore in geologia presso l’Università degli Studi di Milano. La sua ricerca è focalizzata sulla sintesi in laboratorio di rocce che non sono accessibili all’osservazione diretta in natura. Ha studiato pittura a olio e acrilica da autodidatta. Ha seguito corsi di pittura giapponese tradizionale e di calligrafia artistica cinese presso l’Instituto Confucio di Milano.

Si laurea con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Brera nel marzo 2014 specializzandosi in incisione e stampa d’arte. Ha frequentato la scuola professionale Vetroricerca Glass&Modern per approfondire le tecniche di lavorazione del vetro. La sua ricerca artistica si snoda tra la calcografia e la scultura in vetro, ma l'artista è curiosa e aperta alla commistione. Anatomia comparata e istologia sono le due discipline alle quali si ispira per parlare di un corpo che diventa oggettivo, rivela una struttura fragile, "ridotta all'osso", che raggiunge una concentrazione forte e essenziale soltanto quando è sul limite della sparizione.

La distillazione è un processo fisico di separazione che permette di disperdere le parti inutili e conservare la struttura essenziale. Il distillato è ciò che rimane di un soggetto, il derivato della sua fragilità e della sua perdita di equilibrio. L’opera è composta di un pannello di carta da incisione, plexiglass e una scultura in vetro sommerso di Murano. L’insieme rimane sospeso nello spazio e trova una sua risoluzione soltanto a terra, solidificato in un volume pieno che è come il prodotto di una secrezione. La solidità dell’osso cranico quale emblema di una integrità razionale, resa inquietante dalle sue dimensioni ingigantite, si svuota e perde consistenza trasferendosi dalla carta al supporto trasparente del plexiglass, ma arriva all’essenza del soggetto e a esprimere la sua energia atavica nella pienezza trasparente del vetro. 47


finito di stampare il 5 giugno 2015 presso CTP 2000 - Grosseto 48


Primal Energy 2015 catalogo  

34 artisti italiani e stranieri in esposizione alla Polveriera Guzman di Orbetello fino al 20 giugno 2015

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