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GREEN ECONOMY E SVILUPPO SOSTENIBILE Periodico indipendente di informazione Anno VII www.greenvoice.eu • GIUGNO 2012

PRIMO PIANO

COMPETITIVITÀ

SECOND LIFE

Mezzogiorno, smart grid e rinnovabili

Novamont lancia le bioraffinerie

Rifiuti organici, è l’ora delle strategie

PAGINE 2 e 3

PAGINA 5

PAGINA 20

EDITORIALE

A Merkel e Ozil: quando il rigore da solo non basta. Da Mario&Mario La notte tra il 28 e il 29 giugno si sono giocate due partite in contemporanea: la semifinale degli europei di calcio e il consiglio europeo di Bruxelles. Nella prima l’Italia ha battuto la Germania grazie alle reti di Mario Balotelli, nella seconda è risultata vincente la linea seguita dal premier Mario Monti. In tutti e due i casi la sentenza sembra la stessa: il rigore non basta, sia quello calciato da Ozil negli ultimi minuti che poteva riaprire il risultato; sia quello imposto dalla Merkel alla politica europea in questi mesi. Da tempo su queste colonne scriviamo della necessità di un rafforzamento in Europa dell’unione politica e gli eventi di questa notte ci sembrano, simbolicamente e politicamente, un punto di non ritorno. Molti hanno interpretato questi fatti come un allontanamento tra i due Paesi, al contrario a noi sembra un inizio nuovo nei rapporti italo-tedeschi che potrebbe dare buoni frutti a tutto il continente, come ai tempi di De Gasperi e Adenauer. Il tema di copertina di questo numero è la “questione meridionale” osservata da un nuovo punto di vista, quello dello sviluppo green del meridione d’Italia. La Germania in 20 anni è riuscita a rimettere a pari la Germania dell'Est, il suo Sud con il suo Nord. L'ha fatto mettendoci soldi e programmazione. In questo momento parlare di soldi, peraltro pubblici, è come parlare di corda a casa dell’impiccato ma qualcosa si muove soprattutto dal punto di vista degli investimenti. Quanto alla programmazione, la grande operazione di coesione economica e sociale tra ovest e est è avvenuta mettendo al tavolo il governo, gli imprenditori, le banche, le forze sociali su obiettivi e strategie. Su questo versante noi italiani dovremmo imparare molto e loro, d’altro canto, potrebbero affinare le capacità di mediazione in politica: l’eccesso di sicurezza è l’inizio di ogni sconfitta. Doctor J

Benvenuti al sud

Illegalità diffusa, servizi pubblici scarsi e inefficienti, giovani in fuga e poi la crisi, che ha accentuato il divario con il Nord. Eppure qualche ragione per sperare ancora c’è.

SPECIALE

CUSTOM, LA BELLEZZA FRA LE NUVOLE

Telecom Italia presenta una nuova piattaforma di servizi cloud

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Primopiano

L’ENEA ha realizzato uno studio su l’isola di Pantelleria, la prima delle isole siciliane per estensione territoriale e la quinta delle isole italiane. Il territorio presenta risorse idriche naturali particolarmente limitate e interessanti potenzialità di sfruttamento della risorsa solare, geotermica ed eolica. E poi i rifiuti.

SICILIA • RINNOVABILI

Pantelleria, dimostratore di rinnovabili e smart grid GERENZA EDITORIALE GREEN VOICE SRL P.IVA/CF 10955471007 REA 1267234 AMMINISTRATORE Antonio Assenso DIRETTORE RESPONSABILE Giovanni Assogna direzione@greenvoice.eu REDAZIONE via Machiavelli 50 - 00185 Roma Tel. 06 85304252 MARKETING E PUBBLICITÀ Francesca Iannone marketing@greenvoice.eu GRAFICA Massini/Del Borrello STAMPA Industrie Tipografiche Sarnub Cavaglià (BI) HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Francesco Andreani Stefano Cicerani Francesco Dragonetti Margherita Erricolo Francesca Iannone Guido Mattei Luca Tortora Bimestrale iscritto al n. 110/2011 del Registro della Stampa di Roma. Distribuzione gratuita in abbonamento postale e eventi. Questo periodico è aperto a quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana che così dispone: "Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero on la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione". La pubblicazione degli scritti è subordinata all'insindacabile giudizio della redazione, che può anche apporre modifiche ai testi per ragioni editoriali; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con la testata e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito. Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche se non pubblicati, non vengono restituiti.

Poca acqua, molto sole, vento intenso e frequente. L’isola è abitata da circa 7.000 persone che raddoppiano durante la stagione estiva. Il sistema elettrico a servizio dell’isola non è collegato al sistema elettrico nazionale: l’energia viene fornita da una centrale termoelettrica a gasolio. L’isola è energeticamente dipendente quasi in toto dall’esterno. Il suo fabbisogno energetico medio è dell’ordine dei 44 GWh annui, contro una produzione potenziale di 194 GWh. La maggior parte dei consumi energetici dell’isola (oltre il 50% del consumo complessivo) sono da imputare al settore trasporti, un terzo dei consumi elettrici è dovuto alle utenze residenziali, mentre un po’ più di un quarto è assorbito complessivamente dalla fornitura di servizi turistici, dall’attività agricola e da quella industriale. La metà del consumo annuo dei combustibili liquidi, sia quelli destinati ai trasporti sia quelli riservati alla centrale di produzione elettrica, avviene tra giugno e settembre. I picchi di assorbimento si registrano in agosto nelle ore serali, mentre il minimo carico si registra in gennaio nel primo pomeriggio. Il ciclo dell’acqua influisce sensibilmente sul sistema elettrico dell’isola per via dei dissalatori che impattano fortemente sui consumi. L’analisi condotta sulle potenzialità energetiche dell’isola in termini d’impiego di fonti rinnovabili ha reso possibile identificare, per ciascuna tipologia selezionata, la potenza massima installabile e la produzione annua di energia elettrica conseguente all’installazione. A riguardo, i principali interventi prevedibili sulla rete elettrica saranno finalizzati a una efficace integrazione e utilizzazione dei generatori basati su fonti di energia rinnovabile; al potenziamento dell’automazione della rete stessa; a misure per il metering dei flussi di energia immessi e/o prelevati dalla rete; all’impiego di tecnologie ICT per l’acquisizione, il controllo la comunicazione in tempo

reale dei dati e delle informazioni; alla creazione di nuove opzioni di gestione dei consumi energetici e dei costi per gli utilizzatori; ad altri obiettivi (compensazione reattiva, potenziamento collegamenti, peak shaving, riduzione dei costi di esercizio, miglioramento della power quality, dell’affidabilità e della continuità del servizio). Con riferimento al controllo della domanda il principale intervento riguarda l’installazione di impianti solari termici per la generazione di calore, utilizzando le superfici dei tetti Attualmente l’isola è energeticamente dipendente in toto dall’esterno. In tempi brevi potrebbe rendersi autonoma la 50%. piani delle abitazioni potenzialmente idonee, tanto ai fini della produzione di acqua calda sanitaria, quanto del riscaldamento degli ambienti. Un ulteriore auspicabile intervento, attiene all’implementazione di un sistema di mobilità sostenibile basato sull’utilizzo di veicoli elettrici (automobili, scooter e autobus per il trasporto urbano) plug-in che possono essere collegati alla rete elet-

trica non soltanto per garantire la ricarica delle batterie, ma anche per fornire servizi aggiuntivi al sistema elettrico. Inoltre, si è proceduto a effettuare una dettagliata analisi economica di progetto, considerando cioè costi e benefici connessi con la realizzazione degli interventi previsti. Gli altri benefici valutati, oltre a quelli ambientali, derivano dalla riduzione dell’energia prodotta dalla centrale termoelettrica esistente, dagli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, dalla diversa gestione dei rifiuti solidi urbani (RSU). Assumendo un valore unitario pari a 150 €/tonnellata, corrispondente al costo stimato per il trasporto e smaltimento dei rifiuti, e considerando una quantità di RSU da utilizzare per la produzione energetica pari a circa 1.500 tonnellate/anno, si ottiene un beneficio economico pari a 225.000 €/anno. Sembrano scenari di un futuro sostenibile lontano, ma non è così. D’altronde nel 1903 il Presidente della Michigan Savings Bank dichiarava: “le automobili non sono altro che una moda passeggera, il cavallo resterà il principale mezzo di locomozione”. A Pantelleria sono a un passo dal futuro.

SMART GRID • POTENZIALITÀ

Da un sistema con producer e consumer ad uno con prosumer Una smart grid è una rete elettrica in cui i flussi di energia non sono più solo unidirezionali come in passato, da poche grandi centrali di produzione a tanti utilizzatori passivi, ma bidirezionali cioè dagli utenti alla rete e viceversa, in quanto i terminali non sono più solo passivi ma anche attivi, prosumer. La smart grid deve inoltre poter gestire in real-time anche le informazioni per tenere in equilibrio dinamico un sistema così complesso e variabile per poter integrare in rete la produzione da

rinnovabili che è intermittente e non programmabile, anche se in buona parte prevedibile. Per raggiungere questo obiettivo sono fondamentali i sistemi di accumulo elettrico (ESS) da posizionare opportunamente lungo le reti di trasmissione e di distribuzione, oltre che presso le utenze. La smart grid è come internet, alla fine del processo si dovrà integrare in un'unica rete su scala europea aggregando pezzi di smart grid su scala ridotta. (da Gino Romiti, direttore Ricerca gruppo Loccioni)

giugno 2012

giugno 2012

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Primopiano

CAMPANIA

INTERVISTE • SMART GRID

La geotermia, una soluzione da valorizzare a breve

Reti intelligenti per lo sviluppo delle rinnovabili Da sfide tecnologiche a opportunità economiche

Letteralmente “il calore della terra”, la geotermia è utilizzata in modo diretto, come energia termica, o convertendola in energia elettrica. Una miriade di usi è già stata immaginata e sperimentata, molti altri sono possibili. Considerando che il 30% del consumo di energia in Italia è rappresentato da usi termici a medio-basse temperature, è facile immaginare come l’uso di acque geotermiche per processi di riscaldamento può essere esteso a molte applicazioni, rientrando nei meccanismi virtuosi di risparmio energetico e migliorando l’efficienza. Su questo tema l’esperienza svizzera rappresenta un esempio di riferimento. La capacità elettrica installata in Italia nel 2011 si avvicina a 1 GWe (GigaWatt elettrico) e il potenziale economico totale si stima che superi gli 8 GWe. Alla geotermia non è stato attribuito un ruolo sostan-

ziale nei piani energetici nazionali e regionali ma l‘interesse verso la geotermia è in aumento, come dimostrato dalle decine di richieste di permessi di ricerca presentate nell’ultimo anno. In Italia il CNR ha avviato due studi sulle Regioni in obiettivo convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia): con il progetto “Atlante geotermico per il Mezzogiorno” si sta predisponendo l’aggiornamento delle informazioni sui sistemi idrotermali e l’identificazione di risorse di nuova concezione nel Mezzogiorno d’Italia; con il progetto VIGOR, sono in fase di elaborazione sistematica tutti gli elementi di conoscenza necessari (fattibilità tecnica ed economica) ad effettuare progetti esecutivi di utilizzo delle risorse geotermiche. Tutto è quasi pronto, il Sud è pronto a distribuire tutto il suo calore.

@ Ilaria Bertini Che ruolo potrebbero avere le smart grid per uno sviluppo organico delle rinnovabili nel Mezzogiorno? L’attuale politica energetica europea con le Direttive 2009/28/CE, sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, e con la Direttiva 2004/8/CE, sulla cogenerazione ad alto rendimento, ha innescato un aumento tumultuoso di nuove piccole unità di generazione diffusa (<10 MW) sia termica che elettrica che ha impattato in particolar modo sulle reti di distribuzione media e bassa. Se da una parte la generazione distribuita contribuisce a sostenere gli obiettivi europei che prevedono uno sviluppo del 20% delle fonti rinnovabili entro il 2020, d’altra parte l’attuale rete elettrica di distribuzione, strutturata per veicolare ai consumatori la potenza erogata dai generatori di grande taglia connessi alla rete di trasporto, costituisce un potenziale ostacolo della generazione diffusa. Certamente le regioni del Sud e le Isole in particolare per le loro caratteristiche climatiche e territoriali si candidano ad ospitare una percentuale considerevole di fonti rinnovabili, con particole focalizzazione alla tecnologia del solare termodinamico. Immaginiamo che il Governo decida di concentrare le risorse per il Sud in poche opere strategiche. Quali potrebbero essere? È necessario promuovere e stimolare l’ evoluzione della rete verso una configurazione “attiva”, naturalmente non si può passare dalla fase dei progetti pilota al roll out, senza attraversare una fase intermedia che vede la realizzazione di dimostratori, cominciando dalla piccola scala. Il finanziamento degli 8 progetti pilota individuati con la delibera 39/10 dell’AEEG rappresenta proprio un primo passo di questa fase. Il finanziamento tramite i fondi del POI energia dell’ammodernamento della rete di media tensione nelle regioni meridionali, in accordo con Enel distribuzione, è un secondo passo. In questo contesto è altresì fondamentale integrare le scelte locali e nazionali con le scelte degli altri Paese Europei (standard e protocolli comuni). 2025: quale mix energetico vede per il nostro Paese a questa data? Secondo la Roadmap del marzo del 2011, entro il 2050 l'UE dovrebbe ridurre le emissioni dell'80% rispetto ai livelli del 1990 e per fare questo è necessario prevedere alcune tappe intermedie di riduzione: in particolare entro il 2030 le emissioni dei gas a effetto serra dovrebbero essere ridotte del 40% rispetto ai livelli del 1990 ed entro il 2040 del 60%. Per il futuro sono stati costruiti vari scenari che analizzano i vantaggi e svantaggi di diversi mix energetici, ma al di là delle diverse percentuali considerate emergono alcuni elementi comuni: la crescita delle energie rinnovabili, il ruolo di motore propulsore dell’ efficienza energetica, l’incremento del ruolo dell’elettricità. In cosa consiste la competitività di un Paese? La competitività di un Paese consiste nel saper trasformare le sfide tecnologiche in opportunità economiche, in tempi brevi e prima degli altri. Lo sviluppo ecosostenibile, la sicurezza dell’approvigionamento energetico e la modernizzazione della società sintetizzata dal paradigma delle smart city può costituire un elemento vincente soprattutto per le caratteristiche del tessuto produttivo del nostro Paese.

GRID PEOPLE Le abbiamo definite grid people, due donne che quotidianamente lavorano sulle smart grid da posizioni diverse. Ilaria Bertini, ricercatrice, responsabile del servizio Generazione Distribuita in ENEA; Claudia Guenzi, manager, responsabile Smart Grid Energy Automation Applications in Siemens Italia spa.

@ Claudia Guenzi Cos'è e come funziona una smart grid? Le Smart Grid costituiscono il passaggio obbligato per giungere a una completa ed efficiente integrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili all’interno delle reti e per gestire in modo affidabile ed efficiente le infrastrutture destinate alla trasmissione e alla distribuzione dell’energia. Obiettivo delle smart grid è rispondere contemporaneamente a sfide diverse che hanno come comune denominatore una maggiore sostenibilità economica e ambientale: il bilanciamento tra generazione dell’energia e consumo, tema sempre più attuale vista la crescente rilevanza a livello nazionale dell’energia prodotta da fonti rinnovabili non programmabili (in primis eolico e fotovoltaico); la gestione dei picchi di consumo energetico; l’affidabilità delle reti di trasmissione e distribuzione; la riduzione dei costi e delle emissioni legati alla generazione di energia attraverso un efficientamento delle reti. In questo contesto Siemens sta investendo risorse ingenti con l’obiettivo di creare un’infrastruttura smart che copra interamente la catena del valore dell’energia, dalla generazione (gestione di microgrid e Virtual Power Plant), alla trasmissione, alla distribuzione fino all’utilizzo dell’energia in ambito domestico, industriale e per la mobilità (soluzioni di rail electrification e mobilità elettrica). Le smart grid funzionano solo su piccola scala o è possibile immaginare una grande rete intelligente che possa governare un sistema di produzione distribuita di origine rinnovabile nel territorio del Sud? Le smart grid possono operare a livelli diversi. Dalla gestione di una piccola rete locale, come ad esempio un polo industriale o una comunità montana, alla creazione di infrastrutture più ampie. Le numerose fonti di generazione rinnovabili presenti nel Sud Italia potrebbero essere aggregate in Virtual Power Plant, con l’obiettivo di ridurre gli sbilanciamenti che possono creare alla rete di distribuzione e di trasmissione data la loro natura non programmabile. In Germania a fine maggio gli impianti solari tedeschi hanno prodotto 22 gigawatt di energia elettrica, pari a 20 centrali nucleari a pieno regime. Da noi? Da dati GSE la potenza fotovoltaica installata in Italia (aggiornata al 31/12/11) ammonta a 12,77 GW, mentre la potenza eolica installata (fonte AVEN aggiornata a Febbraio 2012) ammonta a circa 7 GW. Quali sono le proposte di Siemens in tema di smart cities? Le città sono responsabili a livello mondiale del 75 per cento dei consumi di energia e dell’80 per cento delle emissioni dei gas serra. Il nostro obiettivo è di sviluppare soluzioni in grado di rendere le città più sostenibili dal punto di vista energetico e ambientale, integrando soluzioni e competenze nell’ambito della mobilità sostenibile (trasporto pubblico locale e/o mobilità elettrica), della building automation, della distribuzione dell’energia e della gestione attiva della domanda di energia stessa. In questo contesto la nascente sinergia tra il settore dei trasporti e il settore elettrico caratterizzerà in maniera importante la rete elettrica delle nostre città. Siemens Italia sta lavorando al fianco di alcune città con il programma “Smart Cities” promosso dalla Commissione Europea.

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ILARIA BERTINI Responsabile del servizio Generazione Distribuita dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica in ENEA. Autrice di numerose pubblicazioni. Negli ultimi anni la sua attività scientifica si è focalizzata sullo studio di piattaforme software basate su algoritmi evolutivi e reti neurali ad apprendimento continuo, sperimentate nella riqualificazione energetica di edifici e nell’ottimizzazione delle risorse energetiche prodotte localmente.

CLAUDIA GUENZI Responsabile Smart Grid Energy Automation Applications – settore Infrastructure & Cities di Siemens spa. Accede nella filiale italiana dell’azienda tedesca nel 2000, dopo aver lavorato nel marketing di Motorola. Da allora si occupa, sempre in posizioni direttive, prima di relazioni commerciali per la telefonia mobile, poi del settore innovazioni, infine dell’energia con particolare riferimento al tema delle smart grid.


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A CURA DI FRANCESCO DRAGONETTI ● dragonetti.francesco@gmail.com

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A CURA DI FRANCESCO DRAGONETTI ● dragonetti.francesco@gmail.com

HERA • AMBIENTE CHIMICA VERDE • NOVAMONT

Un nuovo impianto per disidratare i fanghi e conferire meno in discarica

Nuove, completamente biodegradabili, conquistano il mercato L’ asso nella manica della società è il Mater-Bi, una nuova famiglia di bioplastiche che utilizza componenti vegetali e polimeri biodegradabili sia di materie prime rinnovabili sia di origine fossile Ricerca, innovazione, giovani. No, non stiamo parlando dei punti deboli del nostro Paese, bensì di una realtà che di questi tre fattori ne fa un punto di forza. Si tratta di Novamont, azienda leader nella green economy che da quasi un quarto di secolo sviluppa prodotti chimici a basso impatto ambientale. La ricerca è finalizzata a fare della chimica il motore dello sviluppo di nuovi materiali completamente biodegradabili, i quali si possano sostituire a quelli fossili in modo da diventare una vera e propria risorsa per tutti noi. Una filosofia che le ha permesso di raddoppiare il fatturato tra il 2010 (87.826.000 euro) e il 2011 (165.000.000 di euro). Tutto ciò di cui abbiamo scritto fin qui non si spiega se non andiamo a scovare il vero asso nella manica della società: il Mater-Bi, attraverso il quale Novamont si è fatta conoscere in tutto il mondo e prenderà parte – tra altri eventi – ai Giochi Olimpici di Londra al via il 27 luglio. In particolare il Mater-Bi è una famiglia di bioplastiche che utilizza componenti ve-

Aprendo il vostro sito balza all’occhio lo slogan “La visione di un nuovo modello di sviluppo”. Quali sono le caratteristiche di questo nuovo modello? Non esiste sviluppo prescindendo dalla cura dell’ambiente e dalla preservazione delle risorse naturali. Non c’è dubbio alcuno, quindi, che la sfida prioritaria del nostro millennio per l’innovazione sia nella ricerca di modelli di sviluppo in grado di conservare le risorse del pianeta preservando ed aumentando la qualità della vita dei suoi abitanti. Si tratta di favorire la transizione da un’economia di prodotto ad una economia di sistema, un salto culturale verso una sostenibilità economica ed ambientale che deve interessare l’intera società. Cosa intendete per “Chimica vivente per la qualità della vita”? È la chimica che non dissipa, ma riusa. E’ la chimica del nostro progetto di “bioraffinerie integrate nel territorio”. Si tratta dello sviluppo di prodotti da fonti rinnovabili, con minimizzazione dell’uso delle risorse, sfruttamento della biodiversità locale e applicazione delle tecnologie innovative sviluppate in più di 20 anni di ricerca, che possono permettere la rivitalizzazione di siti chimici deindustrializzati all’insegna della

getali (ad esempio l’amido di mais) e polimeri biodegradabili ottenuti sia da materie prime di origine rinnovabile che da materie prime di origine fossile. È quindi applicabile in diversi campi, agricoltura e industria su tutti. Uno dei maggiori vantaggi sta nel fatto che questo materiale innovativo è trasformabile con le classiche tecnologie che si utilizzano per lavorare la plastica tradizionale e, ovviamente, ha tutte le certificazioni principali nei maggiori Stati (Europa, USA, Giappone, Australia). Il Mater-Bi, insomma, si sta diffondendo sempre di più e con lui la filosofia vincente della Novamont, che dimostra come anche in Italia sia possibile pianificare e sviluppare progetti di eccellenza. Eccellenza testimoniata, come detto, dalla “partecipazione” alle Olimpiadi di Londra. E questo grazie alle stoviglie monouso da utilizzare durante i numerosi pasti che si consumeranno all’interno di uno degli eventi più importanti al mondo. Esposte alla fiera internazionale Plast di inizio maggio, esse

saranno fatte proprio con il Mater-Bi, grazie al quale saranno interamente riciclabili mediante il compostaggio. Un metodo efficace per inquinare il meno possibile e che al consumatore non porta alcun svantaggio o cambiamento di abitudini. È proprio questo un altro dei punti di forza del Mater-bi, ovvero la duttilità. La ricerca di Novamont ha portato ad un materiale identico a quello tradizionale sotto l’aspetto visivo non modificando le attuali tecnologie relative alla fase di trasformazione. In sintesi, il successo di un materiale tanto innovativo è immediatamente verificabile attraverso due fattori: il suo appeal internazionale, testimoniato sia dalla collaborazione con Goodyear, sia dalle partecipazioni a Sidney 2000 e Londra 2012; il fatturato, raddoppiato in due anni e destinato presumibilmente a crescere ancora, nonostante la crisi si avverta in ogni settore dell’economia. Pensare che tutto questo sia possibile e avvenga in Italia, non può che farci voltare pagina con un filo di ottimismo in più.

INTERVISTA • CATIA BASTIOLI

Da un’economia di prodotto a un’economia di sistema Catia Bastioli, laureata in chimica, nel 1993 entra in Novamont spa, azienda nata con il compito di sviluppare e commercializzare i prodotti realizzati da Fertec (Consorzio tra Montedison e Ferruzzi). Oggi è AD dell’azienda chimica che ha la direzione a Novara e la produzione a Terni.

CATIA BASTIOLI

qualità della vita e dell'ambiente. Come rispondono le istituzioni pubbliche alla vostra proposta? Abbiamo in essere collaborazioni di mutuo beneficio con moltissime amministrazioni locali su diversi ambiti, primo fra tutti quello relativo alla gestione dei rifiuti e alla raccolta della frazione organica. Come viene prodotto il Mater-Bi®? Il Mater-Bi® è una famiglia di bioplastiche prodotte con componenti vegetali, come l'amido di mais o gli oli vegetali, e complessanti biodegradabili. Si presenta in forma di granuli che possono essere lavorati secondo le più comuni tecnologie di trasformazione delle materie plastiche per realizzare prodotti dalle caratteristiche analoghe o migliori rispetto alle plastiche tradizionali, ma perfettamente biodegradabili e compostabili. Tutte le bioplastche MaterBi® sono conformi agli standard internazionali e pertanto completamente biodegradabili in ambienti diversi come,

per esempio, in compostaggio e in suolo. In quale settore viene utilizzato maggiormente? L'estrema flessibilità produttiva delle linee dello stabilimento di Terni e la provata esperienza nello sviluppo di applicazioni custom-made permette una produzione estremamente personalizzata del Mater-Bi®: dai notissimi bioshopper, ai teli per pacciamatura per il settore agricolo, dalle stoviglie per la ristorazione ai sistemi d’imballaggio per gli alimentari, dai prodotti per la cura e l’igiene della persona e della casa ai biofiller per il settore auto. Che tipologia di clientela avete? Molto variegata. Piccoli trasformatori locali, attivi soprattutto nella produzione dei bioshopper e aziende del calibro di Goodyear; grandi catene della distribuzione e trasformatori specializzati in prodotti ad alto valore aggiunto come la vicentina Ecozema, che ha vinto la gara per la fornitura di 17 milioni di pezzi di stoviglie in Mater-Bi® alle prossime Olimpiadi di Londra.

BIORAFFINERIE

L’approccio sistemico consente di coinvolgere gli agricoltori nella filiera industriale

Il concetto di bioraffineria integrata nel territorio che Novamont sta realizzando con determinazione è un elemento rilevante del suo modo di intendere l’ innovazione e può rappresentare anche un esempio di nuovo modello di impresa. Un progetto che leghi l'azienda al territorio e crei le basi forti per proiettarla sugli scenari internazionali. Considerando il tipo e la qualità del territorio italiano, se si vogliono utilizzare le materie prime rinnovabili locali occorre ripensare l'agricoltura, uno dei settori che dissipa più energia, con un approccio conservativo, il che significa puntare su colture specializzate per le tecnologie che l’azienda sta sviluppando. Nel caso della bioraffineria Novamont significa lavorare su colture oleaginose, decidendo come e dove coltivare, che tipo di sistema agronomico utilizzare, quali rotazioni, la quantità di acqua e di azoto, la logistica. L’approccio sistemico consente poi analizzare le opportunità offerte dalla produzione di energia dagli scarti ed a coinvolgere gli agricoltori direttamente nella filiera industriale, facendoli diventare essi stessi parte integrante dell'innovazione. Le bioplastiche e lo sviluppo di bioraffinerie, attraverso un approccio di sistema, possono favorire la crescita e aumentare le possibilità di impiego nelle zone rurali e in tutta la filiera produttiva. “Le tecnologie sono pronte e l'industria si impegna a fornire soluzioni competitive e sostenibili dal punto di vista economico e ambientale”, ha affermato Catia Bastioli. “In Sardegna, insieme a Polimeri Europa nella joint venture Matrica, stiamo lavorando alla più grande bioraffineria di terza generazione in Europa e collaboriamo con coltivatori, comunità locali e istituti di ricerca. Le bioraffinerie di terza generazione ci consentiranno di realizzare bio-prodotti da raccolti coltivati in terreni marginali e non irrigui, oltre a rifiuti e residui che saranno valorizzati e utilizzati per generare l'energia necessaria per la fase di trasformazione”.

150.000 tonnellate di “fanghi”. È questo il dato principale di Disidrat, il nuovo impianto sviluppato da Herambiente. Ubicato in Emilia Romagna, a pochi passi dalla Statale Romea, servirà ad ottenere del terreno riutilizzabile a partire dai fanghi, in modo da ridurre al minimo il conferimento in discarica. Quello emiliano non è un impianto totalmente di nuova concezione, ma ha il merito di raddoppiare la quantità di fanghi recuperati rispetto al precedente. Dal 25%, infatti, si è passati al 50% grazie ad un investimento di tredici milioni di euro e alla collaborazione con la tedesca Remondis, azienda leader nel settore dei servizi ambientali. Un’unione d’intenti che dà al nuovo Disidrat un respiro europeo ed internazionale. L’investimento comprende anche un sistema di sicurezza che comprende tutto l’ambiente circostante: innanzitutto è stata garantita la protezione della falda e del suolo su cui si trova l’impianto mediante impermeabilizzazione con telo in polietilene ad alta densità (HDPE) sotto l’intera area dell’impianto. Grazie alla realizzazione di tre impianti di aspirazione e trattamento aria, che consentono sei ricambi d’aria ogni ora, a servizio di altrettante fasi del processo, si è potuto garantire il contenimento degli odori e delle emissioni. Inoltre è stato realizzato un sistema fognario a tenuta in HDPE per la raccolta e l’invio delle acque delle aree di lavorazione all’adia-

Un impianto di questo tipo avvicina l’Italia alle migliori esperienze europee. Dimostra che è possibile investire per realizzare una diffusa dotazione impiantistica nel ciclo rifiuti, in grado di preservare l’ambiente e trattenere in Italia la ricchezza economica derivate dal recupero di energia cente impianto di trattamento chimico-fisico. La progettazione della struttura ha infine tenuto conto anche dell’impatto acustico che è stato minimizzato. Ora andiamo ad analizzare più approfonditamente l’impianto Disidrat, che può accogliere quattro tipologie di rifiuti: solidi non pericolosi (come fanghi derivanti da industria chimica e farmaceutica), solidi pericolosi (ad esempio fanghi derivanti da perforazione petrolifera), pompabili pericolosi (quali fanghi derivanti da perfora-

zione petrolifera contenenti olio) e pompabili non pericolosi (per esempio fanghi derivanti da pulizie di depuratori). Si parla di rifiuti trattabili attraverso un procedimento preciso, costituito da fasi che riguardano ogni tipologia di fango. Però per illustrare appieno le funzionalità di Disidrat non se ne può saltare nemmeno una. Partendo dalla certificazione, grazie alla quale “viene concesso” al rifiuto di entrare in Disidrat, si passa alla grigliatura, attraverso cui ognuno di essi viene separato dagli altri e fatto sedimentare. In seguito si ha l’omogeneizzazione o la frantumazione per poi assistere all’inertizzazione, fase attraverso cui i metalli vengono tra loro legati con agenti chimici in modo che non si possano disperdere nell’ambiente. Con la filtropressatura viene tolto il 90% dell’acqua presente nei fanghi, riducendo fino a dieci volte il loro

INTERVISTA • FILIPPO BRANDOLINI

FILIPPO BRANDOLINI

Disidrat, un pezzo del sistema e non una cattedrale nel deserto Quali sono le tecnologie innovative impiegate in Disidrat? L’innovazione di questo impianto è rappresentata principalmente dalla flessibilità, grazie alla quale possono essere efficacemente trattate diverse tipologie di fanghi, nonché dalla massima protezione delle matrici ambientali con cui è stato concepito. L’unicità di questo impianto è data dalle sue dimensioni e dal fatto che è integrato all’importante e variegato sistema impiantistico di cui Herambiente dispone a Ravenna. Tutto ciò è stato possibile attraverso l’utilizzo di tecnologie consolidate con macchinari all’avanguardia, quali ad esempio impianti di filtropressatura e di inertizzazione, che al termine del processo consentiranno di elevare in maniera rilevante le quantità di fanghi avviate a recupero. Quale sarà il ruolo della tedesca Remondis? Per Herambiente, Remondis rappresenta già da tempo un partner importante. La nostra azienda, infatti, avvia flussi di rifiuti a trattamento presso impianti di Remondis in Germania e ciò avverrà anche per parte dei fanghi sottoposti a trattamento al Disidrat. L’impianto è stato progettato prevedendo un ulteriore aumento

48 anni, presidente di Herambiente spa. Da ottobre 2004 è presidente del Consiglio di Amministrazione di Ecologia ambiente s.r.l., divenuta da luglio 2009 Herambiente S.r.l., trasformatasi in Società per azioni nell’ottobre 2010.

I NUMERI DI HERA

delle tonnellate di rifiuti trattabili? La realizzazione del Disidrat, oltre ad elevare le protezioni ambientali, ha una importante valenza urbanistica e paesaggistica, poiché consente di dismettere un vecchio impianto di trattamento fanghi sito in un’area che sarà sottoposta ad un progetto di recupero ambientale. Essendo stato concepito con criteri innovativi, abbiamo ritenuto opportuno progettare il Disidrat con una capacità tecnica maggiore di quella autorizzata, così da poter rispondere ad eventuali future necessità.

È possibile dire entro quanto tempo potremo vedere altri impianti simili in Emilia Romagna ed in Italia? Si tratta di una domanda a cui difficilmente possiamo dare una risposta fondata, essenzialmente per due ragioni. La prima, di carattere tecnico, discende dalle peculiarità di questo impianto, unico per dimensioni e perché inserito ed integrato con altri impianti presenti nel sito che agevolano, per esempio, il trattamento dei reflui o dei rifiuti che residuano dai processi. La seconda ra-

6484 dipendenti 7 impianti di termovalorizzazione 9.996 (Gwh) di energia elettrica venduta 296 (migliaia) punti luce di illuminazione pubblica 5.107 (migliaia ton) rifiuti trattati in impianti del gruppo 50,5% raccolta differenziata 254 (milioni mc) volumi d’acqua venduti 2.389 (milioni mc) gas distribuito 3.321 (milioni mc) gas venduto 499 (Gwh) volumi di calore distribuiti in teleriscaldamento 923 (migliaia ton) rifiuti trattati da impianti di termovalorizzazione

volume, mentre grazie alla maturazione vengono eliminati completamente i metalli pesanti. L’ultimo passo, infine, è la certificazione finale: prima dell’uscita verso il luogo di destinazione (recupero o smaltimento) il rifiuto trattato viene suddiviso in partite omogenee, pesato, analizzato e certificato. Quelle appena descritte sono tecnologie che hanno permesso a Disidrat di avere valenza internazionale, come sottolineato dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “Un impianto di questo tipo avvicina l’Italia alle migliori esperienze europee. Dimostra in particolare che è necessario e possibile investire per realizzare una diffusa dotazione impiantistica al servizio del ciclo rifiuti, in grado di preservare l’ambiente e trattenere in Italia la ricchezza economica che il recupero di energia e materia può fornire”.

gione è da ricondurre allo scenario di riferimento, che non è dei più favorevoli: i rifiuti speciali in Italia sono spesso ritenuti un tabù, ragion per cui nel corso degli anni sono aumentate le quantità di rifiuti trattate in maniera illecita o smaltite all’estero. Parallelamente non si è sviluppato un mercato, che tuttora vede la presenza di pochissimi grandi operatori del settore e diversi piccole realtà con impianti di piccola taglia. Difficile quindi immaginare, in un contesto di questo genere, quando e dove possano essere realizzati impianti paragonabili al Disidrat. In che cosa questo impianto eguaglia, o eventualmente supera, gli standard europei? Quelle unicità, flessibilità ed integrazione con altri impianti rappresentano senza dubbio una peculiarità anche in Europa dove, inseriti in contesti differenti, operano importanti e qualificate realtà aziendali dotate di impianti di assoluti valore ed efficacia. Quali altri progetti innovativi ha in serbo Herambiente? Il Gruppo Herambiente è impegnato a perseguire obbiettivi coerenti con gli indirizzi europei. In questo quadro possiamo citare importarti investimenti per lo sviluppo tecnologico degli impianti di selezione dei rifiuti da avviare a riciclo per ricavare biogas dai rifiuti organici, per trattare i fanghi da depurazione civile a fini agronomici o per il recupero delle scorie dei termovalorizzatori quale componente nella produzione di cemento.


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Res Publica

CONTI PUBBLICI • RIGORE

Spending review, ovvero taglio selettivo della spesa pubblica La spending review, ossia l’analisi dei capitoli di spesa delle amministrazioni in vista di una razionalizzazione nell’uso delle risorse, è una parola che nelle ultime settimane, grazie alle dichiarazioni del Presidente del consiglio Mario Monti e del Ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi, ha conquistato le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali. Dunque la spending review potrebbe essere un’occasione per eliminare sprechi e inefficienze, garantire il controllo dei conti pubblici e liberare risorse da utilizzare per interventi di sviluppo funzionali alla ripresa strutturale del paese. In ogni caso qualsiasi operazione di spending review, per avere successo non può però prescindere dalla conoscenza dello stato dei fatti, dei numeri e dei dati concreti, provenienti dalle singole amministrazioni o da loro aggregati. Per agevolare la sua opera il governo ha pensato di consultare il

pubblico per ottenere indicazioni utili e suggerimenti: più di 130.000 cittadini e associazioni hanno scritto al Governo segnalando inefficienze e sprechi e proponendo soluzioni per razionalizzare la spesa pubblica. A fine maggio il commissario straordinario per la spending review Enrico Bondi, ha illustrato il lavoro condotto sino ad oggi e ha presentato il “Cronoprogramma” per la razionalizzazione della spesa dell’acquisto di beni e servizi. Più di 130.000 cittadini e associazioni hanno scritto al Governo segnalando inefficienze e sprechi Tra i compiti affidati al Commissario ci sono quello di coordinare l’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte di tutte le amministrazioni pubblche, centrali, regionali e locali, incluse le autorità indipendenti, gli organi, le agenzie o i soggetti pubblici ed assicurare una

INFRASTRUTTURE • COSTI/BENEFICI

ma con costi unitari del tutto paragonabili, e il miglioramento in asse della linea Salerno-Reggio Calabria. Il costo totale preventivato supera i 27 miliardi di euro. Una mole ingente di risorse destinate ad opere di dubbia utilità sociale. In molti invocano le grandi opere proprio per rilanciare la crescita. Ammesso che veramente ci sia un nesso forte tra opere pubbliche e crescita, appare difficile contestare che alla crescita servano di più opere socialmente utili e dal costo ragionevole che opere di utilità sociale molto dubbia ed estremamente costose.

riduzione della spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario inoltre, può segnalare al Consiglio dei Ministri le norme di legge o regolamento che determinano spese o voci di costo e che possono essere razionalizzate e proporre la sospensione o la revoca di singole procedure relative all’acquisto di beni e servizi. Le macro aree d’intervento individuate dal Commissario sono le seguenti: ottimizzazione dei prezzi/costi unitari; ottimizzazione delle quantità/consumi unitari; integrazione e razionalizzazione degli strumenti già esistenti

TERRITORI DIGITALI

Meglio tante medie opere piuttosto che poche grandi opere Mentre tutta l’attenzione mediatica è tutta concentrata sul tunnel della Val di Susa, un certo numero di grandi opere sono in attesa di una decisione del governo. Alcune di queste sono già state finanziate in parte, altre hanno passato la cruciale soglia dell’approvazione del Cipe. Vale la pena riflettere sulle maggiori. Si tratta del tunnel ferroviario del Brennero, del terzo valico della linea ferroviaria Milano-Genova (ce ne sono già due sottoutilizzati), la linea alta velocità Milano-Verona, le nuove linee ferroviarie NapoliBari e Palermo-Catania, tecnicamente non ad alta velocità,

FILIPPO PATRONI-GRIFFI

per raggiungere gli scopi sopra indicati. Obiettivo della spending review è un risparmio di 4,2 miliardi tra giugno e dicembre 2012, che diventano 7,2 a partire dal 2013. Il piano di tagli selettivi dovrebbe essere pronto per il 12 giugno e, secondo una fonte governativa sentita da Reuters, i risparmi programmati per il 2012 potrebbero aumentare a 5 miliardi anche per trovare risorse adeguate per l'emergenza terremoto. Il lavoro del governo è stato criticato da diverse parti. Secondo gli economisti Giavazzi e Alesina “la spending review parte dall’ipotesi che sia «rivedibile» solo la spesa che non riguarda i trasferimenti sociali: ma se non si rimette mano in qualche modo anche al nostro stato sociale, rendendolo più efficace nel contrastare la povertà, anziché disperdersi in sussidi alle classi medie non si fanno passi avanti”. Dal mondo sindacale invece il giudizio resta sospeso: "sapremo cosa sta succedendo – ha dichiarato il leader della CISL Bonanni – solo quando il governo stilerà un piano di ristrutturazione di istituzioni e amministrazioni, che purtroppo sono troppe. Non è detto che più istituzioni vogliono dire più democrazia, anzi troppe istituzioni a volte vogliono dire una democrazia meno efficiente".

Sarebbe raccomandabile un ripensamento finalizzato non necessariamente a spendere meno, ma a spendere meglio e con il traguardo di risultati più vicini nel tempo, per risolvere inefficienze localizzate che sul serio limitano la crescita: si pensi ai collegamenti tra i maggiori porti e interporti e la rete ferroviaria, ai grandi nodi metropolitani ferroviari e stradali.

Una nuova autostrada corre silenziosa e invisibile lungo la Val di Cecina. È’ lunga poco più di 50 chilometri e si snoda tra campagna e borghi storici nel centro della Toscana. Non è di asfalto, ma in fibra ottica per trasportare voce e dati ad alta velocità. È stata costruita a tempo di record, appena 11 mesi e oggi unisce la cittadina di Volterra con Cecina collegandosi anche con la rete che da Suvereto giunge fino a Poggio a Caiano, completando una grande “anello” per fornire servizi a 20 mila persone in piena area di digital divide. Il progetto è stato realizzato e portato recentemente a termine grazie all’investimento della Cassa di Risparmio di Volterra (CRV) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, con Wind in qualità di partner tecnologico e con il sostegno del Comune di Volterra e della Provincia di Pisa. L’opera, completata lo scorso 22 febbraio, costituisce un modello di riferimento per dotare di servizi innovativi e maggiori opportunità di sviluppo un territorio a rischio di isolamento. Inizialmente

interessata a incrementare l’efficienza dei servizi, la CRV ha colto nella fibra ottica un potenziale moltiplicatore a beneficio non solo dell’economia, ma anche dei servizi fruibili da imprese, scuole, enti pubblici, ospedali e cittadini. È noto che l’accesso ai servizi digitali crea nuove opportunità rivedendo gli indicatori sociali in senso positivo. Recenti studi hanno dimostrato che nei territori dotati di infrastrutture tecnologiche si è rilevato un aumento della presenza delle imprese pari al 22% e una riduzione del tasso di emigrazione pari al 35%. Inoltre nei Paesi sviluppati il tasso di penetrazione della banda larga ha portato a maggiori livelli di produttività, innovazione e occupazione.


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Approfondimenti

A CURA DI ESTER ZAZZERO

INNOVAZIONE • FORME

Progettare green cities: sostenibilità del progetto urbano Questa pubblicazione affronta un tema da qualche tempo all’ordine del giorno nel dibattito sulle città, oggi perfino eccessivamente alla moda, e tuttavia ancora quanto mai attuale. Tratta infatti della sostenibilità applicata al progetto urbano, un campo di ricerca ormai lungamente esplorato, ma che presenta ancora ampi margini di innovazione, sia sotto il profilo teorico che delle pratiche. In particolare, non sembra ancora dispiegato appieno l’importante contributo dell’urbanistica alle politiche della sostenibilità, né per la capacità di apporto specifico, e neanche per l’applicazione creativa degli obiettivi di riduzione generalizzata dei consumi di risorse non riproducibili e di miglioramento delle prestazioni ambientali della città, con riferimento alla produzione di energie rinnovabili e alle altre strategie che consentono di abbattere le emissioni inquinanti. L’obiettivo è di contribuire all’affermazione di una nuova cultura del progetto per la città, che assuma la sostenibilità come valore trasversale

CHI É ESTER ZAZZERO Architetto, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Urbanistica presso l’Università di Chieti-Pescara. S’interessa di progettazione degli insediamenti sostenibili e di pianificazione paesaggistica. Ha curato la presentazione della Regione Abruzzo all’Expo di Shanga e attualmente è coordinatore scientifico della ricerca “Ecoquartieri d’Abruzzo”. In questo numero di Green voice ospitiamo dei suoi contributi estratti dal libro Progettare Green Cities, LIST, Barcellona-Trento 2010.

rispetto a cui traguardare le diverse dimensioni del progetto urbano, dalla organizzazione della mobilità alla configurazione degli assetti fisici e funzionali, dalla programmazione delle reti di servizi alla predisposizione delle infrastrutture tecniche per l’energia, l’acqua, la comunicazione. I principali contesti d’intervento considerati dalla ricerca riguardano i temi della trasformazione della città esistente, distinguendo il caso della riconversione degli spazi interni dalla trasformazione urbana e i temi della progettazione dei nuovi insediamenti, con riferimento soprattutto alla scala del quartiere. Delegittimando le pratiche correnti, che affidano alle tecnologie di stampo ingegneristico il compito di mettere in sostenibilità forme disegnate secondo gli approcci più tradizionali, la ricerca induce a prendere atto del profondo mutamento che si sta delineando nell’ambito delle discipline progettuali, chiamate a incorporare la sostenibilità nel cuore iniziale dei processi di costruzione delle forme. Questo è probabilmente il punto di arrivo più rilevante del lavoro pubblicato, destinato ad inaugurare lo sviluppo di ulteriori ricerche che forse ci consentiranno di innovare davvero la cultura della progettazione per la città.

ECOQUARTIERI • CONTESTI

SSUD • SUSTAINABILITY SENSITIVE URBAN DESIGN

L’interpretazione del contesto nello sviluppo di nuovi insediamenti

Le reti per la sostenibilità come fattore determinante nel progetto urbano

Il tema della sostenibilità per gli insediamenti di nuovo impianto si pone soprattutto per i nuovi quartieri. La differenza sostanziale rispetto al recupero degli insediamenti esistenti nella città riguarda un problema di scala e di dimensione. Modeste quote di nuove urbanizzazioni, finalizzate eventualmente al recupero delle periferie esistenti, possono ancora essere trattate come tema di riconversione degli assetti discusso nel paragrafo precedente. Ma quando il nuovo intervento produce l’addizione di quartieri o insediamenti di dimensioni significative, allora è preferibile fare ricorso a specifiche linee guida che tematizzano i modelli della sostenibilità con riferimento alle tipologie e alle morfologie di nuovo impianto. Ancora una volta, è il contesto a far decidere nel merito, essendo con tutta evidenza ben diversi i problemi dei nuovi ecoquartieri dentro le grandi aree urbane da quelli delle piccole e medie città. Anche nell’impostazione del progetto dei nuovi insediamenti, l’interpretazione del contesto assume un ruolo determinante, pur riducendosi in linea di principio la sua complessità rispetto al tema

Le linee guida del progetto SSUD fanno riferimento alle strategie di riconversione urbana e progettazione di nuovi insediamenti mirate alla sostenibilità mediante la introduzione di reti nelle loro diverse articolazioni: reti verdi, ovvero le reti che danno continuità agli spazi aperti pubblici e privati destinati a verde, particolarmente vocati al mantenimento dei valori di biodiversità ma anche alla valorizzazione delle attività per il tempo libero e lo sport; reti blu, ovvero il sistema delle acque e degli spazi di pertinenza, che svolgono funzioni determinanti ai fini del funzionamento degli ecosistemi, ma che come abbiamo visto hanno un ruolo rilevante anche rispetto alle morfologie e ai valori identitari delle città; reti rosse, cioè le reti della mobilità sostenibile, che contribuiscono in modo decisivo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e dei consumi energetici; reti viola, ovvero le reti della produzione e distribuzione dell’energia, che devono condurre al progressivo ridimensionamento dei sistemi fuel oriented a favore delle energie pulite e rinnovabili; infine reti gialle, ovvero i tracciati di permanenza del passato che conferiscono identità e

della riconversione della città esistente. Non diversamente infatti da quanto è richiesto per la città esistente, si tratta di muovere dalla lettura e interpretazione dei caratteri identitari del contesto, individuando dapprima le qualità e i significati emergenti tanto nella situazione attuale che nelle stratificazioni della storia. Questo processo si conclude con la prefigurazione dei rischi e delle opportunità di mutamento dei caratteri identitari individuati, e finalmente con la definizione (progettuale) degli obiettivi di qualità da conseguire. Generalmente nelle aree da urbanizzare ex novo acquistano particolare rilevanza gli ecosistemi di appartenenza, spesso basati su equilibri ambientali già fragili.

senso agli spazi di una città che rappresenta l’esito visibile dei processi di stratificazione sedimentati nel tempo. In conclusione possiamo affermare che operare verso un progetto urbano sostenibile, anche nell'ottica di una globale sostenibilità ambientale, è oggi più che mai un obiettivo carico di nuove strategie flessibili e adattive, attraverso cui indirizzare la progettazione di nuovi insediamenti, il recupero e la riqualificazione dell'esistente. L'obiettivo ultimo di questo lavoro di ricerca è quello di legare ai caratteri di contesto la pianificazione urbanistica, e l'attuazione degli interventi di architettura volti all'innalzamento della qualità ed ecoefficienza dell'ambiente costruito.

ECOCITY

Verso la riconversione degli insediamenti esistenti all’interno delle città Un primo contesto di applicazione dei profili di sostenibilità nel progetto urbano riguarda la riconversione degli insediamenti esistenti all’interno delle città. Questo è per la verità il contesto che accade più frequentemente di incontrare, se è vero che le strategie urbane del nostro tempo e nel nostro Paese richiedono in primo luogo la riqualificazione dell’esistente, invece che la crescita ulteriore delle aree urbanizzate che hanno già raggiunto un livello abnorme di diffusione con evidenti sprechi e distorsioni delle risorse ambientali e territoriali. In questi casi la natura e la stessa portata della trasformazione di progetto è fortemente condizio-

nata dalla singolarità delle condizioni locali e dalla fattibilità degli interventi sul patrimonio edilizio e sugli spazi pubblici, aperti o edificati. Dunque i problemi vanno affrontati soprattutto alla scala interna all’area o al quartiere esistente, con strategie di contesto che favoriscono l’evoluzione verso livelli di sostenibilità localmente più elevati, secondo velocità di trasformazione che dipendono sostanzialmente dalle fattibilità sociali ed economico-finanziarie degli interventi. Nella prospettiva delineata, il progetto urbano S.S.U.D. applicato alla riconversione degli insediamenti esistenti dovrebbe quanto più possibile essere utilizzato non solo per risolvere localmente la riduzione dei consumi di risorse, ma anche per irradiare nel tempo e nello spazio i valori della sostenibilità, fungendo da attivatore di contesto. Di conseguenza le linee guida da assumere come riferimento riguarderanno in primo luogo il trattamento dei singoli profili di sostenibilità (energia, mobilità, acqua, suolo, biodiversità, spazio pubblico, eco costruzione) all’interno del quartiere, poi le loro combinazioni praticabili nella prospettiva della loro massima integrazione possibile, date le specifiche condizioni di contesto. Infine si dovrà porre attenzione agli effetti di trascinamento associati alle azioni di trasformazione dell’esistente, con l’obiettivo di propagare al meglio i processi della sostenibilità alle aree adiacenti, considerando alternative di sviluppo dei processi incrementali a velocità variabili.

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Eventi

INTERVISTA

Angelo D’Ottavio, assessore all’energia della Provincia di Pescara, racconta il lavoro di questi mesi. “L’adesione al Patto dei Sindaci dell’istituzione provinciale e poi dei Comuni del territorio, è stata un’occasione straordinaria per dimostrare come le politiche pubbliche possono rappresentare una modalità concreta per affermare un nuovo modello di sviluppo dal basso”

La via green si fonda su più efficienza e più rinnovabili

L’Abruzzo aspira a diventare regione green Prosegue l’iniziativa dell’Assessorato all’energia della Provincia di Pescara guidato da Angelo D’Ottavio sui temi dell’innovazione. Il 21 maggio 2012 dalle 9.30, presso il palazzo del governo in Piazza Italia 30, si è tenuto il terzo degli Innovation days, che ha avuto come tema centrale la green economy. L’evento è stato aperto dal Presidente della Provincia Guerino Testa che ha evidenziato il ruolo svolto dall’istituzione provinciale dal punto di vista strategico sulle questioni energetiche. L’Assessore D’Ottavio ha indicato le opportunità per il territorio derivanti dagli investimenti nell’ambito della green economy: a partire dal lavoro svolto sul territorio provinciale a seguito dell’adesione al Patto dei Sindaci, un’occasione straordinaria in cui le politiche pubbliche hanno rappresentato una modalità concreta per affermare un nuovo modello di sviluppo dal basso. Rocco Micucci Presidente di FIRA ha raccontato le azioni poste in essere dalla Finanziaria Regionale d’Abruzzo sui temi del green banking e ha spiegato il funzionamento del programma StartHope per finanziare start-up innovative impegnate ad affermare nuove tecnologie. Gianluca Sanzi, Direttore Generale di Area franceram ha presentato l’esperienza dell’azienda nata ad Anagni (FR) dall’acquisizione di un ex stabilimento Marazzi che poi ha sviluppato, oltre alla tradizionale produzione di ceramiche, anche l’industrializzazione e la commercializzazione della tegola solare, un og-

getto ceramico che integra un modulo fotovoltaico al suo interno. Un successo che ormai ha varcato le Alpi con l’acquisizione di due stabilimenti in Francia. Mauro Di Dalmazio, Assessore regionale all’energia ha raccontato la strategia della Regione Abruzzo sull’energia a partire dalle vocazioni del territorio e ha annunciato un momento di riflessioni pubblica sul tema da aprire ai massimi esperti internazionali da calendarizzare entro il 2012. Davide Angrilli, docente dell’Istituto Industriale A. Volta di Pescara, scuola di eccellenza nell’ambito dell’elettronica e dell’elettrotecnica, ha spiegato l’impegno dell’istituto verso la sperimentazione di prototipi: in questi anni in particolari i ragazzi hanno realizzato un risciò alimentato a pannelli fotovoltaici, una pala eolica con materie prime di facile reperibilità (legno, resina, magneti…) e altri prodotti dell’ingegno. Ester Zazzero, ricercatore del-

l’Università degli studi G. D’Annunzio e autrice del libro Progettare green cities, ha mostrato e spiegato alcune delle ricerche svolte all’interno della facoltà di architettura dell’ateneo abruzzese con particolare riferimento al tema degli ecoquartieri. Stefano Onofri, proprietario di Dealer Tecno è l’inventore di Xeolo, l’aerogeneratore ad asse verticale in grado di funzionare anche in condizione di vento speciali (poco vento, tantissimo vento) in cui le turbine tradizionali ad asse orizzontale non funzionano. Ha annunciato l’avvio, in collaborazione con Citroen, della prima stazione di ricarica gratuita di auto elettriche alimentata da Xeolo che sarà inaugurata il 30 giugno ad Aprilia (LT) alla presenza del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini. A concludere Carlo Mari, docente di Modelli matematici all’Università degli studi G. D’Annunzio che ha messo insieme un po’ di numeri sulle potenzialità della green economy nel territorio abruzzese da oggi al 2020: 8 miliardi di euro di investimenti per trasformare la regione verde d’Europa nella regione green d’Europa. All’evento hanno partecipato diversi amministratori e dirigenti dei Comuni del territorio, e professionisti impegnati nell’ambito dell’energy management. Il meeting pescarese, organizzato in collaborazione con il Forum Innovazione, ha mostrato una realtà viva, caratterizzata da istituzioni locali volitive e da ambienti universitari dinamici. Ora tocca alle imprese. Innovare per crescere.

IDEE PER LE AREE PROTETTE Le aree naturali protette hanno svolto un ruolo straordinario per la conservazione della biodiversità, la sperimentazione di attività economiche ecocompatibili, la valorizzazione identitaria di luoghi e comunità. Intorno a questa premessa, i primi di giugno su invito di Gianni Melilla di SEL si sono riuniti a Pescasseroli diversi cittadini e personalità per dialogare sul tema tra cui il prof Carlo Alberto Graziani, il Sindaco di Pescasseroli Anna Nanni, l'Assessore Regionale all'Ambiente Gianfranco Giuliante, il Presidente del Parco Giuseppe Rossi, il Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, la giornalista Grazia Francescato.

FIRA • GREEN BANK

SCUOLA • ESPERIMENTI

Canalizzare risorse, creare opportunità

Sapere e saper fare all’Istituto Volta

La FIRA è una società partecipata al 51% dalla Regione Abruzzo e al 49% dalle maggiori banche locali, gli attori principali dell’economia del territorio, e rappresenta il trait d’union con le imprese. Su intuizione del Presidente Rocco Micucci il cda dell’azienda ha fatto nascere un settore denominato FIRA Green Bank. Il nuovo approccio green si manifesta attraverso azioni ad impatto diretto: mezzi elettrici per i dipendenti, forniture improntate a risparmio ed efficienza; azioni ad impatto indi-

La scuola che funziona, sperimenta: didattica laboratoriale, problem solving, cooperative learning al fianco delle classiche lezioni frontali. Succede all’Istituto Volta di Pescara, dove gli studenti guidati dal docente Davide Angrilli e supportati dalla dirigente Fiorenza Papale progettano e realizzano prototipi green. Due mezzi a quattro ruote con propulsione elettrica alimentati a batterie mantenute in carica da pannelli fotovoltaici. Il primo è un veicolo da competizione in grado si sfrecciare a

retto, che saranno perseguite cercando di canalizzare tutti i finanziamenti che si possono reperire tra Regione, Stato e UE destinati alle energie rinnovabili per uso domestico o aziendale a partire dal Fondo Kyoto, un fondo rotativo destinato al finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas serra, attraverso l’erogazione di finanziamenti ad un tasso agevolato dello 0,50% annuo. Dal 16 marzo fino al 14 luglio 2012 sarà possibile presentare le domande per ottenere i benefici previsti.

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90 km/h provato nel circuito Ferrari di Fiorano e nelle piste dell'aereoporto di Pescara. Il secondo è un risciò a quattro ruote che permette di muoversi per le zone a transito limitato senza inquinare, in completo silenzio e senza consumare nulla grazie alla ricarica proveniente dal tetto fotovoltaico. Altro esperimento, la progettazione e la realizzazione di un aerogeneratore da 3 KW dal diametro di circa 3 metri costruito con pezzi di recupero: mozzi di automezzi e tavole di legno per le pale.

Carlo Mari, docente di Modelli matematici all’Università degli studi G. D’Annunzio, ci risponde sulle potenzialità della green economy in territorio abruzzese nei prossimi anni Cos'è il "burden sharing" regionale e che impatto reale può avere su imprese e cittadini? Con il Decreto 15 marzo 2012 il Governo ha definito gli impegni vincolanti delle Regioni ("burden sharing" regionale) per il raggiungimento dell'obiettivo nazionale al 2020 sulla produzione di energia da fonti rinnovabili (FER). Com'è noto la quota di FER nei consumi finali lordi di energia dovrà essere non inferiore al 17% (di almeno il 10% la quota di FER nei trasporti). Due le strategie previste dal Piano di Azione Nazionale, la riduzione dei consumi finali lordi di energia e l'aumento della penetrazione delle fonti rinnovabili. Come si può misurare il valore delle politiche a favore della green economy? Il primo elemento importante è quello di determinare l’entità della riduzione dei consumi finali e la quantità di energia da fonti rinnovabili che deve essere prodotta per centrare gli obiettivi della politica energetico-ambientale. Fondamentale è allora valutare l’ordine di grandezza degli investimenti necessari per ridurre i consumi finali attraverso interventi di efficienza energetica e per garantire la produzione da fonti rinnovabili coerente con gli obiettivi e ripartita per tecnologia. Quali potenzialità per il territorio abruzzese? I numeri dicono che l’Abruzzo al 2020 dovrà ridurre i consumi finali di circa il 13% rispetto ai consumi tendenziali e, nello stesso orizzonte temporale, dovrà aumentare la penetrazione delle fonti rinnovabili del 223% (+58% FER elettriche, +620% FER termiche). Una parte importante spetta al Governo che dovrà garantire un sistema di incentivazione adeguato, la Regione dovrà impegnarsi a minimizzare i rischi per gli investitori, principalmente legati alle incertezze di iter amministrativi poco fluidi e non ben definiti, e alla costruzione di un consenso sociale ampio sulle politiche energetico-ambientali. Che ruolo possono giocare le banche e gli istituti finanziari? Gli istituti di credito sono tenuti a svolgere un ruolo cruciale di sostegno allo sviluppo sostenibile. Green banking è proprio l’espressione più sintetica dell’operatività di un istituto finanziario a sostenere gli investimenti nella Green Economy con strumenti innovativi, progettati sulla base del sistema di incentivazione e per tipologia di intervento. È importante allora che le banche si dotino di strutture adeguate, con personale preparato sulle tematiche energetiche e in grado di offrire consulenze e servizi di elevato profilo tecnico.


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BENI CULTURALI E TURISMO

La bellezza fra le nuvole A ll’interno del programma di Liquidlab, nella suggestiva location delle Murate a Firenze, il maggio scorso si è tenuta la presentazione di Custom, Cultural Heritage & Tourism Store per il Management di servizi applicativi a valore aggiunto, un progetto risultato primo nella graduatoria del bando unico R&D di Regione Toscana e che ha come soggetti proponenti Telecom Italia Spa, Liberologico Srl, Centrica Srl con la collaborazione scientifica di Scuola Normale Superiore e il MICC - Media Integration and Communication Center dell’Università di Firenze. Custom intende fornire una risposta basata sull’innovazione tecnologica alle attuali debolezze del sistema della cultura e del turismo italiano e mira alla creazione di una piattaforma cloud in grado di erogare servizi applicativi per la promozione e la gestione dei beni culturali e dei servizi turistici annessi. A differenza di altri store globali, la principale peculiarità consisterà nel rendere disponibili all’intera filiera dei soggetti operanti nel settore (pubblica amministrazione, aziende di servizi museali, agenzie turistiche, tour operator, system integrator, web agency, ecc.) un ampio set di moduli semi lavorati per la gestione di tutti i servizi turistico-culturali. Di seguito un sintetico resoconto dell’evento. I lavori sono stati aperti dal professor Alberto Del Bimbo che ha introdotto la tematica del cloud computing, una tecnologia caratterizzata da facilità di accesso da qualsiasi strumento collegato al web e virtualizzazione delle risorse. Il docente fiorentino direttore del MICC si è poi soffermato sull’evoluzione del web: dalla versione 2.0 caratterizzata da due direttrici, accesso e contenuti da una parte, l’aspetto sociale e la capacità interattiva dall’altra, alla versione 3.0 in cui oltre la connettività sociale viene espressa la connettività dei sensori. Poi sono intervenuti Giovanni Gasparrone e Romeo Martocchia di Telecom Italia spa che hanno illustrato le potenzialità del cloud computing nel campo turistico e culturale. L’industria culturale rappresenta parte significativa della produzione di ricchezza e dell’occupazione in Italia: il 4,9% del PIL, 400.000 imprese coinvolte con un valore pari a 54 miliardi di euro. Telecom Italia con gli asset distintivi della Nuvola Italiana è attiva nella filiera turismo e beni culturali con un’offerta che com-

prende un insieme di infrastrutture di cloud computing e applicazioni che permettono anche alle imprese operanti nella filiera di svincolarsi dalla gestione degli aspetti informatici. Nella Nuvola sono e saranno sempre più disponibili le soluzioni software leader di mercato e anche gli ambienti e gli strumenti dove software house e system integrator specializzati possono sviluppare e proporre le proprie soluzioni applicative. A seguire Benedetto Benedetti, professore della Scuola Normale di Pisa e direttore di Liberologico, azienda ICT costituita nel 1999 da un gruppo di ricercatori provenienti dall’accademia pisana con un know how specifico nelle web applications e nelle mobile applications, ha presentato le potenzialità delle applicazioni di Custom per i servizi interni ad un’amministrazione (archivio storico, uffici tecnici,) e servizi esterni rivolti al pubblico, a studiosi e a scuole. Il professore ha esposto alcune case history rilevanti come Pompei e Cortona, evidenziando l’uso di nanotecnologie applicate alla prevenzione, conservazione e manutenzione. Laura Castellani, direttore del settore infrastrutture e tecnologie della Regione Toscana ha descritto il funzionamento della Rete Telematica Regionale Toscana una comunità distribuita sul territorio, governata da un meccanismo di governance normato per legge, che mette insieme tutta gli enti locali toscani per favorire lo sviluppo della società dell’informazione. Fabio Pistella, componente di DigitPA, ha manifestato l’importanza di vedere all’opera questo nuovo paradigma e ha indicato alcune linee guida per consentire alla Pubblica Amministrazione un interlocuzione semplificata e incisiva con cittadini e imprese attraverso una fruizione multicanale, con particolare attenzione a telefoni cellulari e smartphone e ha indicato l’interoperabilità delle base dati quale fattore determinante per l’affermazione di una corretta pratica digitale nella PA. A conclusione Oreste Giurlani, presidente di UNCEM Toscana ha evidenziato i possibili punti deboli e punti di forza della piattaforma dal punto di vista dei tanti piccoli comuni che insistono sul territorio toscano ed ha esortato gli ideatori di Custom ad immaginare uno strumento simile per altre applicazioni come scuola, telemedicina, efficienza amministrativa. E forse ha indicato una prospettiva. (L’articolo è stato realizzato con la preziosa collaborazione di Sara Cencini)

Custom è una piattaforma di hybrid-cloud, che si pone l'obiettivo di commercializzare prodotti di eccellenza nell'ambito dei beni culturali e del turismo. Telecom Italia, Liberologico, Centrica, Scuola Normale Superiore di Pisa e Università di Firenze - MICC si sono dati appuntamento a Firenze il 10 maggio 2012 per presentare l’applicazione


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BENI CULTURALI E TURISMO

BENI CULTURALI E TURISMO INTERVISTE

La Nuvola Italiana, ovvero l’offerta di servizi cloud di Telecom Italia

CUSTOM • BENI CULTURALI E TURISMO

Ancora una volta il sistema Toscana all’avanguardia sul tema dell’innovazione L’Italia è il Paese della bellezza. Roberto Benigni lo ha ribadito l’8 novembre 2011 dinanzi al Parlamento Europeo dove ha tenuto un intervento tutto centrato sull’esaltazione delle meraviglie d’Italia e dell’ingegno degli italiani, ampiamente dimostrato nella storia d’Europa. Chissà se la Regione Toscana e gli ideatori del progetto Custom sono stati ispirati dalle considerazioni del genio toscano o se si è trattato semplicemente di empatia. Una piattaforma che ospiti moduli-tipo per la gestione di servizi determinanti in ambito beni culturali e turismo Fatto sta che Telecom Italia, Liberologico, Centrica, Scuola Normale Superiore di Pisa e Università di Firenze hanno elaborato il progetto Custom per la creazione di un Culturale Heritage & Tourism Store e dei relativi strumenti di gestione, ovvero una piattaforma per servizi applicativi per la promozione e gestione dei beni culturali e dei servizi turistico annessi. E che la Regione Toscana lo abbia premiato con il primo posto nel bando sui progetti di ricerca e sviluppo. Ma veniamo al progetto. Custom è un tentativo di fornire una risposta basata sull’innovazione tecnologica alle attuali debolezze del sistema della cultura e del turismo italiano. In particolare, dal punto di vista tecnico, si tratta di una piattaforma di hybrid-cloud, che si pone l'obiettivo di commercializzare, in un web store in modalità SaaS (Software as a Service), prodotti di eccellenza nell'ambito della gestione e valorizzazione dei Beni Culturali e del Turismo, quali: MetaCMS (CMS, distri-

buito dal partner META), MetaKMS (Semantic Search Engine, distribuito dal partner META), MetaHarvester (Sistema di harvesting e indicizzazione, distribuito dal partner META), XLImage (Image Server, distribuito dal partner Centrica), XLStreamer (Audio/Video Streaming Server, distribuito dal partner Centrica), Fedora (noto software di Digital Library, a carico del partner Centrica), GeoServer (noto Geographic Map Server, a carico del partner GeoSolutions). I prodotti sono disponibili per l'acquisto sia singolarmente che in bundle. In questo secondo caso i prodotti vengono forniti perfettamente integrati: ciascun applicativo, infatti, può dialogare con gli altri utilizzando protocolli standard di comunicazione e invocando opportuni metodi JMX. Prima di procedere all'acquisto, l'utente può scegliere il livello di servizio (silver, gold, platinum, ecc.) e la durata dello stesso. I livelli di servizio corrispondono ad allocazioni di risorse (CPU, storage, banda, ecc.) associate ai contesti virtuali che saranno istanziati on-the-fly per il cliente (self-deploy). Una volta acquistato un bundle di applicazioni o un singolo prodotto, il cliente avrà a disposizione una console, nella quale potrà monitorare i contesti virtuali (insieme di macchine virtuali) a lui dedicati sul cloud (uso CPU, traffico di rete, uso storage, uso banda, ecc.) e gestirli in completa autonomia (esecuzione, programmazione, backup/restore, accesso al file-system, gestione credenziali e utenti, configurazione applicativi, ecc.). Il lavoro di ogni partner si è concentrato nel riprogettare, sul paradigma del cloud computing, i prodotti di propria pertinenza

e nel rendere ciascuno di essi pluggabile sulla piattaforma CUSTOM, oggi deployata sull'infrastruttura Nuvola Italiana di Telecom Italia, localizzata in Toscana ma scalabile anche su cloud pubbliche. In termini non tecnici l’idea della piattaforma CUSTOM è quindi quella di rendere disponibile a soggetti interessati (enti pubblici e system integrators) prodotti software semi-lavorati, certificati e standard, per la messa in produzione e la gestione Potremmo prevedere una “verticalizzazione” di CUSTOM in altri ambiti come sanità, logistica, mobilità dei servizi turistico-culturali. Una piattaforma, dunque, dove poter acquistare, ad esempio, un CMS-tipo per realizzare e gestire il portale web, uno strumento-tipo per la gestione dei servizi cartografici, strumenti-tipo per la gestione dell’incoming e per la gestione dei servizi di video-audioguida su mobile e tutti i moduli per le integrazioni richieste. Ma l’elemento di maggiore interesse rispetto a Custom è che rappresenta un modello vincente per rendere fruibili applicazioni avanzate a soggetti intermedi che non sarebbero in condizione di fare da sé per ragioni tecniche e economiche. Pensiamo solo per un attimo ad un Custom per gli enti locali o per la scuola quante applicazioni potrebbe veicolare senza che le istituzioni che ne fruiscono siano tenute a gestirne le difficoltà di natura tecnica o l’impatto di natura economica. E a guadagnarci in termini di efficacia, efficienza ed economicità dei servizi resi sarebbero le istituzioni e di conseguenza i cittadini.

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Di seguito l’intervista a Romeo Martocchia che ci spiega la nuvola italiana di Telecom Italia spa. Cos'è la nuvola italiana? La Nuvola Italiana è il brand che raccoglie l’insieme di offerte di servizi di Cloud Computing di Telecom Italia e rappresenta per il futuro uno dei pilastri sui quali si fonda la strategia di sviluppo delle soluzioni ICT dell’azienda che prevede una forte sinergia fra elementi di servizio che appartengono tipicamente al core business di un Telco Operator e le soluzioni Cloud che rappresentano la recente innovazione del mondo delle risorse informatiche. Quali sono le potenzialità di Custom? L'innovazione tecnologica di questa piattaforma consiste nella realizzazione di un hybrid-cloud, scalabile, dotata di meccanismi di self-deploy di web-application offerte ed erogate sia singolarmente che in bundle. Offerta ad oggi unica nel panorama global. La piattaforma è stata concepita per poter ospitare e commercializzare, web-application, realizzate anche da software vendor esterni al consorzio. Per intenderci, potremmo ad esempio prevedere una "verticalizzazione" di CUSTOM in ambito sanitario, logistica, mobilità, ecc. Quali saranno i prossimi passi di Telecom Italia nel cloud computing? Il business della Nuvola di Telecom Italia cresce a passi da gigante. Alla fine del 2011, cioè nel primo anno completo di vita dal lancio del servizio, l'utilizzo dei server si è moltiplicato di 3,5 volte e quello dei servizi di storage di 4,5 volte rispetto all'anno precedente e lo stesso prevediamo per il 2012. Si tratta di un risultato eccezionale, forse il migliore di sempre, considerando che la Nuvola di Telecom Italia cresce molto più di quelli che sono stati – e sono tuttora – i mercati più dinamici e redditizi di Telecom Italia. Tra l’altro Telecom Italia è l'unico operatore in grado di offrire servizi di elevato livello professionale e di garantire la qualità dei servizi di rete che rappresentano il vero elemento critico per l'affidabilità dell'offerta.

Il 17 ottobre 2003 la conferenza generale dell’UNESCO adottava la carta sulla conservazione del patrimonio digitale. Da allora molte iniziative in diversi Paesi hanno tracciato un solco importante verso l’obiettivo di costituire e gestire il patrimonio digitale culturale. Ma anche valorizzarlo, nell’ambito della promozione turistica del territorio. In quest’ottica anche in Italia alcune istituzioni pubbliche hanno cominciato a progettare e realizzare interventi in questa direzione. Ad esempio la Regione Piemonte che ha investito sulla Biblioteca Digitale Piemontese (BDP). Si tratta di un importante progetto, realizzato dal CSI-Piemonte, attraverso il quale è possibile disporre di un unico accesso alle risorse digitali di atenei, biblioteche, archivi, musei e istituti culturali piemontesi che hanno promosso progetti di digitalizzazione. In un percorso che dalle basi dati catalografiche approda al documento digitale. Inizialmente la Biblioteca Digitale si componeva di tre nuclei. La Teca Digitale, che racchiude progetti di digitalizzazione di monografie, periodici e quotidiani e che contiene, ad esempio, i manoscritti di Cesare Pavese, i periodici della Fondazione Gramsci e della Fondazione L. Einaudi, alcune collezioni del

CSI • SEMANTIC WEB

Un patrimonio culturale enorme da digitalizzare e rendere fruibile Biblioteca Digitale Piemontese, un progetto di CSI-Piemonte per disporre di un unico accesso alle risorse culturali Museo Nazionale del Cinema. Il Guarini, nel quale si trova il materiale documentale appartenente a una selezione di Biblioteche, Archivi, Centri di Documentazione, Comuni, Fondazioni, Istituti culturali. Il sistema di catalogazione del patrimonio librario delle biblioteche regionali aderenti al polo SBN. A questi è stato affiancato recentemente il progetto di digitalizzazione dell’archivio storico del quotidiano La Stampa. Sono infatti on line tutte le pubblicazioni dell’Editrice La Stampa, dal primo numero della Gazzetta Piemontese del 9 febbraio 1867 fino alle più recenti edizioni. Ora si sta lavorando per realizzare un progetto che consolidi ed estenda i risultati sinora raggiunti. Sia per funzionalità e processi, sia per tipologia di contenuti resi fruibili (da immagini a contenuti multimediali). La Regione Piemonte

negli anni ha pubblicato enormi quantità di informazioni che sono in larga misura documenti, ovvero unità informative spesso complesse e composte di testo più che di dati strutturati. E le ha rese disponibili al cittadino attraverso differenti sistemi di ricerca. Per fornire una search experience più semplice, efficace e di valore, i sistemi di ricerca devono però evolvere secondo due linee guida principali: la federazione e la semplicità. Bisogna infatti creare sistemi di ricerca che consentano di accedere con semplicità a basi dati distinte ma interoperabili, da una parte, e realizzare sistemi di ricerca che consentano al cittadino una ricerca in linguaggio naturale, e non secondo le classificazioni della pubblica amministrazione, dall'altra. I sistemi di search dell’ambito Cultura della Regione Piemonte

LIBEROLOGICO • POMPEI

CENTRICA • UFFIZI TOUCH

Un archivio di immagini e testi dal XVIII al XIX secolo

Oltre 1.100 opere in un tocco sul computer e sul telefono

Più di un secolo di documenti: è questa la portata dell'archivio online che raccoglie immagini e testi dedicati ad uno dei più importanti tesori archeologici italiani, Pompei nel portale del progetto La fortuna visiva di Pompei. Archivio di immagini e testi dal XVIII al XIX secolo, promosso dalla Scuola Normale Superiore di Pisa. Il restyling appena concluso da Liberologico si è sviluppato in quattro fasi: migrazione dei dati dell'Archivio digitale da database proprietario a database Open Source (MySQL); implementazione di dbSite, CMS - Content Management System di Liberolo-

Centrica è un’azienda high tech che ha acquisito una grande esperienza nella digitalizzazione ad alta risoluzione di collezioni d’arte e museali, archivi cartacei e fotografici, e ha sviluppato tecnologie hardware e software evolute per la visualizzazione delle immagini su Internet, la loro catalogazione e commercializzazione. Emblematica in tal senso la digitalizzazione ad altissima risoluzione delle opere degli Uffizi valorizzata anche attraverso Uffizi Touch®, presentata all'EXPO di Shanghai 2010. Con Uffizi Touch® Centrica offre una nuova esperienza con l’arte della Galleria

gico, con il risultato di una gestione più semplice del back office e una migliore usabilità; integrazione di dbSite con il framework Prado che ha consentito di interfacciare direttamente il DLMS - Digital Library Management System Fedora per la creazione in tempo reale e lo storage di datastream in vari formati di metadati; integrazione del sistema con un repository OAI che consente di esporre i metadati de La fortuna visiva Pompei verso Europeana e altri portali; restyling grafico. Il progetto nato nel 2002 ha subito conquistato la partnership della Soprintendenza Archeologica di Pompei, del

Deutsches Archäologisches Institut di Roma e della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Il portale, rinnovato e ricco di contenuti, è una guida alla scoperta della percezione dell'antica Pompei e uno strumento prezioso per la ricostruzione critica della sua identità culturale odierna. Da vedere su pompei.sns.it.

vanno proprio in queste direzioni. Avendo come fondamento le tecnologie semantiche e di analisi del linguaggio naturale. La proposta evolutiva a cui si sta lavorando prevede infatti di passare da un insieme eterogeneo (ancorché coordinato e spesso basato su tecnologie compatibili) di strumenti di ricerca ad una piattaforma di ricerca che fornisca al cittadino un unico punto di accesso all’informazione. Da un punto di vista tecnologico, si tratta in pratica di adottare una soluzione che incorpori una infrastruttura di ricerca semantica, in modo da sfruttare le rappresentazioni ontologiche dell'ambito cultura che forniscano elevata interoperabilità e permettano lo sviluppo di un sistema di ricerca di più facile utilizzo da parte degli utenti. E come rendere questa conoscenza accessibile sia alle persone sia agli applicativi software che ne vogliano fare utilizzo? Adottando tecnologie semantiche e utilizzando ontologie sviluppate secondo gli standard del Semantic Web. La biblioteca digitale piemontese ha scelto questa strada e si appresta così a diventare una tra le prime biblioteche digitali 3.0. (di Andrea Muraca responsabile centro di competenza cultura e turismo – CSI Piemonte)

degli Uffizi: all’interno di un “quadro” digitale interattivo è fruibile l’intero patrimonio artistico della Galleria degli Uffizi (oltre 1.100 opere) fissato in immagini ad altissima risoluzione. Le opere d’arte, ricercabili per artista, titolo, epoca storica e sala del museo, visualizzabili in ogni minimo dettaglio grazie a XLimage®, confrontabili, misurabili, grazie alla nuova versione con XLknowledge® si presentano anche attraverso temi specifici e suggeriscono altre opere, nella loro interezza o attraverso i loro dettagli. Uffizi Touch® è disponibile come installazione (wall, stu-

dio, kiosk), e come app per iPad/iPhone/iPod touch. Le tecnologie alla base di Uffizi Touch® sono state utilizzate anche per altre realizzazioni: dalle installazioni per Palazzo Fava e San Colombano a Bologna, allo Zocchi Touch, alle installazioni interattive per il negozio di Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella.


14 A CURA DI FRANCESCA IANNONE

giugno 2012

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Way of life

giugno 2012

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Ricerca e innovazione

15 PAGINA A CURA DI

CASA • TETTI VERDI

Qualità dell’abitare, vantaggi ambientali e risparmio energetico Grigio. È il colore prevalente delle nostre città. Verde è il colore di alcuni tetti che iniziano a vedersi nelle nostre città. I tetti verdi sono prati, se non giardini veri e propri completi di alberi, che si possono realizzare sulle sommità degli edifici, soprattutto in ambito urbano. Al contrario di quanto si potrebbe pensare il verde pensile non ha solo un ruolo estetico e di miglioramento dell’inserimento paesaggistico dell’edificio ma può svolgere importanti funzioni di utilità diretta, con ricadute economiche quantificabili. I tetti pensili sono un valido strumento per raggiungere obiettivi di compensazione, mitigazione e miglioramento ambientale. Ecco di seguito alcuni di questi vantaggi: influsso positivo sul clima degli ambienti interni, nuovi spazi fruibili per gli uomini, ritenzione idrica fino al 70-90% e conseguente alleggerimento del carico sulla rete di canalizzazione dell'acque bianche, possibile recupero dell’acqua piovana per usi irrigui, protezione dal rumore attraverso minore riflessione ed insono-

AGRITURISMO SOSTENIBILE Fino al 30 agosto gli agriturismi italiani possono mettere in evidenza la loro vocazione green grazie ad un concorso dedicato alle buone pratiche di sostenibilità ambientale promosso dal sito agriturismo.it e dalla rete WWF delle Fattorie del Panda. Il concorso nazionale Agriturismo&Sostenibilità è rivolto a tutte le aziende agrituristiche nazionali che attraverso un questionario on-line potranno segnalare tutte le iniziative adottate in tema di biodiversità, risorse idriche e cambiamenti climatici.

rizzazione delle superfici sommitali, filtraggio delle polveri (10-20% in meno). Inoltre, se è vero che un tetto verde comporta dei costi iniziali, è altrettanto vero che vengono ammortizzati in virtù dei risparmi conseguenti. L’edificio ottiene un migliore isolamento dai raggi solari e in un immobile con una sommità molta estesa, questo risparmio arriva a diverse centinaia di euro: d’estate lavorano meno i climatizzatori, d’inverno lavorano meno i riscaldamenti. In più aumenta la protezione dagli agenti atmosferici per una maggiore durata delle coperture, cresce il valore dell’immobile e in alcuni Comuni è possibile usufruire di incentivi economici. Dal punto di vista costruttivo questi interventi costituiscono parte integrante della copertura e non delle semplici “megafioriere” installate sui tetti. Pertanto molto importanti saranno la verifica dei carichi e le impermeabilizzazione delle solette, oltre all’uso di substrati idonei alla crescita delle piante e il grado conseguente di manutenzione necessaria. Peraltro dal 2007 le regole di progettazione di queste coperture sono state ora raccolte e messe “nero su bianco” in un’unica norma nazionale, la UNI 11235. Questo vuol dire no al fai da te e a operatori improvvisati.

BIOEDILIZIA • RISCHIO SISMICO

ESTATE • ZANZARE

La case in legno si distinguono per qualità e sicurezza

Rimedi naturali per un’estate senza punture e senza pruriti

Prima il terremoto a L’Aquila del 2009, poi quello in Emilia di questi giorni rilanciano il tema della qualità e della sicurezza dell’abitare. Le violente scosse di terremoto che si stanno registrando in questi giorni in Emilia hanno distrutto centinaia di edifici realizzati in muratura e cemento: non sono state risparmiate le abitazioni civili, più o meno recenti, né i tanti capannoni industriali. I motivi sono sempre gli stessi: un patrimonio edilizio obsoleto, non a norma per quello che riguarda le norme anti-sismiche, e spesso costruito con materiali di bassa qualità oppure con procedure costruttive non sempre “irreprensibili”. L’occasione è servita agli operatori del settore edile per ritornare su un vecchio argomento. Visto l’elevato rischio sismico della nostra penisola, non sarebbe meglio promuovere la diffusione di soluzioni eco-compatibili, come le architetture in legno? In molti ancora rispondono nascondendosi dietro la classica frase: “manca la mentalità”. Eppure le applicazioni pratiche evidenziano come le qualità e la sicurezza delle case in legno sia elevata: leggere, resistenti, veloci da costruire, risparmiose sia in termini di manteni-

Con l’arrivo dei primi caldi arrivano anche le solite zanzare. Se una volta erano solo una fastidiosa compagnia serale, da alcuni anni a questa parte la loro presenza riempie tutta la giornata. E questo a causa anche della famigerata zanzara tigre, introdotta in Italia nel 1990 a causa del commercio di copertoni usati, e ormai diffusa in tutta la penisola. Per quanto riguarda i rimedi, quelli di natura chimica hanno dimostrato la loro tossicità. Dunque occorre individuare un metodo diverso per combattere la guerra contro le zanzare. Sicuramente un’efficace rete di monitoraggio e la lotta larvicida sono i due elementi principali di questo approccio. Ecco alcuni rimedi totalmente naturali che possiamo utilizzare per contrastare questi fastidiosi insetti. Innanzitutto le ovitrappole, vasi di plastica nera di medie dimensioni (12×8 cm), riempiti d’acqua in cui è immersa una listella di masonite/faesite che viene usata dalla zanzare tigre per deporre le uova. La particolare conformazione delle ovitrappole fa sì che le larve che nasceranno resteranno imprigionate in un compartimento ben chiuso contribuendo a interrompere il

mento che di costruzione. Con l’aggiunta di materiale isolante e senza aumentare lo spessore delle pareti, sono anche più compatte. Un esempio in tal senso viene dalla casa passiva costruita nel 2000 in Germania, all’Energie und Umweltzentrum di Springe. I vantaggi, peraltro, si possono tradurre anche in opportunità di business. Le case in legno e in materiali bio-compatibili rappresentano uno dei pochi comparti nel settore edile non colpito dalla crisi, pur essendo purtroppo ancora un settore di nicchia. Da questo punto di vista, la ricostruzione dell’Emilia potrebbe essere un punto di svolta per cambiare la mentalità.

START-UP

Dagli impianti solari termodinamici casalinghi acqua, luce e climatizzazione Ohikia, una start-up italiana lancia sul mercato un nuovo sistema casalingo per la cattura dell’energia solare e la successiva conversione in acqua, luce e climatizzazione. L’idea nasce da un’ingegnere, Francesco Negrisolo, da sempre impegnato nella realizzazione di strumenti avanzati per la trasmissione dei segnali, e infine progettista di impianti di energia. Queste importanti esperienze lavorative sono stati utili quando l’ingegnere ha ideato il nuovo sistema che trasforma un pannello simile a quelli tradizionali termici, in un piccolo impianto di solare termodinamico. Il pannello cattura l’energia solare e può raggiungere temperature molto più alte di quelle dei normali pannelli per la produzione di acqua calda senza però i complicati sistemi di cui hanno bisogno gli impianti del solare termodinamico tradizionale. Il liquido che circola nel pannello può raggiungere una temperatura

La reale innovazione di questa foglia artificiale risiede nell’utilizzo di catalizzatori a basso costo. Il materiale usato in precedenza era il platino (Pt), scarsamente presente in natura e di difficile estrazione, dunque molto costoso. La realizzazione invece con elementi presenti in abbondanza sulla crosta terrestre ne permetterebbe una ingegnerizzazione ed una produzione low-cost.

ciclo di vita degli insetti. Anche i tombini sono fonte d’infestazione e possono essere resi sicuri tramite delle zanzariere basculanti a maglie molto fini, studiate per lasciare defluire le acque meteoriche ma impedire l’accesso alle zanzare, che così non possono accedere ai ristagni. Anche introdurre pesci rossi, che si cibano di larve di zanzara, nelle vasche dei giardini è un buon metodo per sterminare questi insetti “pungenti”. Infine una soluzione omeopatica per non essere punti dalle zanzare è il ledum palustre. L’assunzione orale di granuli omeopatici dovrebbe cambiare l’odore del nostro sudore, rendendolo sgradevole solo per le zanzare.

Chimico e dottore di ricerca in scienze e tecnologie chimiche. Docente del corso di chimica presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica di ROMA TRE. Si occupa di sintesi organiche ed analisi di superfici mediante spettrometria di massa.

Coltivare foglie artificiali per ottenere l’idrogeno Da sempre l’uomo ha cercato di riprodurre in laboratorio processi complessi che avvengono in natura. Lo studio della fotosintesi rimane senza dubbio, ancora oggi, tra i più allettanti. L’enorme interesse è dovuto alla possibilità di produrre idrogeno ed ossigeno a partire dall’acqua, così come fanno le piante, mediante l’utilizzo di foglie artificiali. Nel 1912 un chimico italiano, Giacomo Cimician, pubblicava sulla rivista Science una sfida al mondo scientifico volta a “fissare l'energia solare attraverso opportune reazioni fotochimiche con nuovi composti che controllino i processi fotochimici che finora sono stati il segreto custodito delle piante”. A distanza di un secolo il chimico Daniel G. Nocera del Massa-

LA CATALISI

fino a 250 °C mentre negli impianti tradizionali la temperatura non supera i 100 °C. Tutto ciò avviene grazie a un sofisticato impianto, basato sull’utilizzo di materiali a cambiamento di fase fisica, con collettori solari a concentrazione che sfruttano principi ottici brevettati di multi-rifrazione, i quali “raddrizzano” la luce, permettendo di catturarla ovunque essa sia, anche al calar del sole o durante giorni nuvolosi. Il calore assorbito dal pannello potrà poi facilmente trasformarsi in acqua calda per lavarsi, o in riscaldamento per le abitazioni, così come in freddo per gli impianti di climatizzazione, e in energia elettrica. Inoltre avrà un sistema di immagazzinamento, la cosiddetta “batteria termica”, che renderà ogni impianto completamente autonomo. In pratica, la casa sarà totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico e non avrà neanche bisogno di allacciarsi alla rete elettrica. La batteria, che si adatta facilmente a diverse temperature di utilizzo, è grande come un frigorifero e può essere adeguata secondo le diverse esigenze. Infine il chiler, un apparecchio che trasforma il caldo in freddo, che può rifornire climatizzatori e frigoriferi. Ora parte la fase di sviluppo del prodotto del sistema di trigenerazione casalinga made in Italy.

LUCA TORTORA

Il catalizzatore è una sostanza che modifica la velocità di una reazione chimica, accelerandola. In alcuni casi è in grado di far avvenire reazioni chimiche che in natura non avverrebbero. Agisce anche in concentrazioni minime ed in genere è specifico per una determinata reazione. Esistono catalizzatori per processi biologici (enzimi) e per processi inorganici (es. ferro, platino, argento, rutenio, rodio).

BIOFUEL CELLS Le biofuell cells sono dispositivi capaci di trasformare energia chimica in energia elettrica, mediante reazioni elettrochimiche normalmente coinvolte in processi biologici. Esse consentono di ottenere, grazie alla presenza di enzimi come catalizzatori, energia partendo da carburanti semplici, come idrogeno o metanolo, con produzione di acqua e nel caso del metanolo, di anidride carbonica

chusetts Institute of Technology pubblica sulla rivista Account of Chemical Research un nuovo concetto di foglia artificiale. Le foglie presenti in natura catturano l’energia del sole e con l’aiuto di alcuni enzimi la convertono in energia chimica attraverso un processo fotosintetico che separa l’acqua in ossigeno molecolare e idrogeno, che si presenta in forma di protoni ed elettroni. Questi sistemi enzimatici sono ancora oggi oggetto di studio ma si sa che sono costituiti da una serie di molecole complesse, alcune delle quali (Oxygen Evolving Complex of Photosystem II) ossidano l’acqua in ossigeno mentre altre (ferrodoxinNADP) sfruttano gli elettroni e l’idrogeno prodotto.

Una foglia artificiale deve, prima di tutto, essere in grado quindi di catturare inizialmente la radiazione luminosa come una cella solare. La luce verrà trasformata in corrente e quest’ultima sarà convogliata ad un catalizzatore che assolverà alla funzione svolta in natura dalle macromolecole biologiche. Il catalizzatore scinderà i legami chimici dell’acqua. Su ispirazione delle attuali celle fotovoltaiche la luce sarà catturata da un triplo strato di silicio amorfo mentre i catalizzatori saranno costituiti da una lega ternaria di nichel, molibdeno e zinco (NiMoZn) e da una struttura di cobalto,ossigeno e fosfato (Co-OEC). La reale innovazione di questa foglia artificiale risiede nell’utilizzo di catalizzatori a basso costo. I cata-

lizzatori utilizzati in precedenza erano costruiti in platino (Pt), il che ne avrebbe limitato la produzione su vasta scala, vista la scarsa abbondanza in natura di questo metallo ed i relativi costi elevati di estrazione. La realizzazione invece con elementi presenti in abbondanza sulla crosta terrestre ne permetterebbe una ingegnerizzazione ed una produzione low-cost. Nocera sottolinea inoltre: “A differenza di qualsiasi altro catalizzatore per la scissione dell’acqua presente sul mercato, il Co-OEC può operare con differenti tipologie di acqua e con consumi più bassi.” La sua affermazione si basa infatti sul raffronto tra la sovratensione richiesta per far avvenire l’elettrolisi (scissione dei legami chimici della molecola di acqua) dal

ENERGIA • BIOCOMBUSTIBILE

La riscossa delle lumache da pietanza a sorgente di energia La riscossa delle lumache è in arrivo e passa attraverso le mani del Prof. Evgeny Katz. Studi recenti effettuati presso i laboratori del Dipartimento di Chimica e Biologia della Clarkson University di Potsdam a New York hanno dimostrato che le piccole creature che popolano il vostro giardino potrebbero rivelarsi fonte di energia a costo zero o meglio al costo di una carota. In un articolo pubblicato sulla rivista ufficiale della Società Chimica Americana (JACS) il gruppo del Prof. Katz spiega come sfruttare il glucoSfruttare il glucosio e l’ossigeno presenti nel sangue delle lumache per ottenere energia elettrica sio e l’ossigeno presente nel sangue delle lumache per ottenere energia elettrica. Il procedimento prevede l’impianto di una cella a biocombustibile composta da due elettrodi a catalisi enzimatica. Gli enzimi responsabili delle reazioni chimiche che sfruttano il glucosio e l’ossigeno sono stati immobilizzati sugli elettrodi e collegati ad un circuito esterno. Viste le ridotte dimensioni di questi “inusuali generatori di corrente” gli elettrodi sono stati otte-

nuti partendo da nanotubi di carbonio con un’area di 0.25 cm2 ed applicati sul corpo dei gastropodi terrestri. Queste lumache (Neohelix albolabris) infatti possiedono un corpo costituito da numerose cavità all’interno delle quali il sangue (emolinfa) viene pompato dal cuore. I ricercatori americani sono così riusciti a raggiungere una potenza massima iniziale di 7.45 microwatt che è diminuita nel tempo del 80 per cento. Modificando invece la resistenza di carico è stato possibile avere una corrente continua di 0.4 microampere per 1 ora con una perdita di efficienza di meno del 10 per cento. Anche il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti sarebbe interes-

sato alla ricerca, con lo scopo di ottenere animali atti a portare con sé rivelatori per monitoraggi ambientali o militari. Tutti gli esperimenti precedenti sono stati condotti in vitro simulando l’applicazione su riproduzioni in laboratorio di sangue animale e descrivendo le relative celle realizzate come “potenzialmente impiantabili”. Fino ad oggi pochi sono stati gli esempi di celle a biocombustibile enzimatico che operano su animali in vivo. Nel 2010 il gruppo del Prof. Cosnier dell'Università Joseph Fourier di Grenoble in Francia ha impiantato celle biocompatibili nello spazio retroperitoneale dei ratti, mentre nel 2011 Matsuhiko Nishi-

suo catalizzatore e quella richiesta da un comune catalizzatore di nichel. Il raffronto mostra che il catalizzatore di Nocera richiede una corrente di lavoro minore e risulta più stabile nel tempo rispetto ad un catalizzatore di nichel che con il tempo tende a perdere efficienza. “Non dimentichiamo- conclude Nocera- che la foglia naturale non utilizza l’idrogeno prodotto ma lo trasforma in combustibile solido, per esempio, carboidrati. Nel caso della foglia artificiale invece l’idrogeno può essere utilizzato in maniera differente”. Questo significa che un giorno potremo “coltivare” campi di foglie artificiali ed innaffiandole riuscire ad ottenere il combustibile del futuro, l’idrogeno.

zawa del laboratorio di bioingegneria dell’ Università Tohoku, in Giappone, le ha applicate all’interno di un vaso sanguigno dell’orecchio di un coniglio. La vera innovazione delle lumache elettrificate, che è valsa al gruppo di ricerca un’ulteriore pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale Nature, consiste nell’ aver dimostrato che questa tecnologia può fornire una corrente continua per lunghi periodi di tempo, il che lascerebbe ipotizzare, in un futuro non troppo lontano, anche una eventuale applicazione in campo biomedico. È estremamente allettante pensare ad un peacemaker alimentato con lo stesso sangue che circola nel nostro corpo, similmente a come succede all’emolinfa per le lumache. Per ora la tecnologia è stata sperimentata anche su altri tipi di animali Fino ad oggi pochi sono stati gli esempi di celle a biocombustibile enzimatico che operano su animali in vivo quali: blatte, coleotteri ed altri ospiti del nostro giardino. In ogni caso, il Professore ed il suo staff hanno tranquillizzato gli ambientalisti assicurando che le lumache in questione durante gli esperimenti godevano di ottima salute, erano libere di muoversi e di mangiare carote. Senza dubbio questa nuova tecnologia affida alle piccole creature un ruolo ben più dignitoso dell’essere protagoniste di una specialità culinaria francese. Le lumache e l’ambiente ringraziano.


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Green opportunities

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giugno 2012

Next, architettura e città

PAGINA A CURA DI

CDP lancia il Fondo Kyoto: più finanziamenti per tutti Il panorama delle azioni a livello governativo che possono e devono essere intraprese nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, si arricchisce di un nuovo strumento da poco entrato in fase operativa. Si chiama Fondo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas serra, ed è stato istituito dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dello Sviluppo Economico, in cooperazione con la Cassa Depositi e Prestiti CDP, che ne garantisce il livello attuativo e il flusso finanziario. Il Fondo è stato istituito allo scopo di sostenere finanziariamente gli investimenti che, proposti da imprese o enti pubblici, devono essere preventivati, programmati, stanziati ed implementati, per incrementare la produzione di energia attraverso le fonti rinnovabili o ridurre i consumi con interventi di efficienza energetica, nell’ottica della riduzione delle emissioni climaalteranti. Tecnicamente si tratta di un fondo rotativo, creato con provvista statale, con una dotazione finanziaria complessiva di circa 600 milioni, che si andrà ad autoalimentare grazie alle rate di rimborso dei finanziamenti concessi, i quali avranno un tasso di interesse dello 0,50%. Il tasso di interesse agevolato concorre a determinare l’entità di aiuto "de minimis". Ciò che risulta immediatamente molto rilevante è l’ampiezza della gamma degli interventi finanziabili tra cui rientrano investimenti di microcogenerazione diffusa, in

Presso la Cassa Depositi e Prestiti è stato istituito un fondo rotativo, dell'ammontare di circa 600 mln di euro, per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, finalizzate all'attuazione del Protocollo di Kyoto cui possono accedere cittadini,enti pubblici e imprese rinnovabili di piccola taglia, in motori elettrici, in risparmio energetico, ma anche in protossido di azoto ed in ricerca e gestione forestale sostenibile. Ma non è solo la dimensione settoriale che colpisce positivamente. In un contesto, come quello del sostegno pubblico alla spesa, il quale di solito vede una geopardizzazione degli strumenti a seconda del target e del tipo di soggetto che ne può beneficiare, con il Fondo di Kyoto si assiste finalmente all’unificazione in un solo strumento finanziario di più strumenti di supporto. A questo strumento possono accedere privati cittadini, condomini, imprese (tra cui anche le ESCo – Energy Service Company), persone giuridiche private ed infine soggetti pubblici. Ciò si traduce in una

Il lavoro dell’architettura non coincide con formule e soluzioni che nel breve periodo sembrano obbligate dalla tecnologia, ma unisce in un insieme sempre diverso le innovazioni e le tradizioni di validità, nelle modalità di costruzione, nelle qualità strutturali che il tempo modifica, nelle qualità energetiche che da sempre fanno parte di questo mestiere.

GUIDO MATTEI guido.mattei@ecbrussels.com

NUOVO SLANCIO ALLA COOPERAZIONE “La cooperazione non è solo questione di solidarietà ma è anche di interesse nazionale” queste le parole pronunciate durante l’incontro con il Commissario europeo Andris Piebalgs, con cui il Ministro Riccardi vuole rilanciare la Cooperazione italiana. Uno strumento per uscire dalla crisi ed un’opportunità per l’Italia per ritornare protagonista nell’agenda europea, attraverso interventi organici superando la frammentazione degli interventi. Come ha riconosciuto lo stesso Commissario EU, oltre a Libano e Libia, sono infatti molti i Paesi in cui la presenza italiana ha raggiunto livelli di eccellenza.

UE • PROJECT BOND

UE • ARTEMIS

UE • RICERCA

Project bond: le nuove infrastrutture di interesse comunitario

Imprese ed enti pubblici per lo sviluppo tecnologico

Eureka! le PMI finalmente protagoniste nella ricerca

Il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno trovato un accordo per progetti-pilota innovativi e per la condivisione del rischio, riservando 230 milioni di euro a garanzie e prestiti per l'emissione di obbligazioni destinati ad infrastrutture di interesse europeo. Il programma di 18 mesi, dovrebbe mobilizzare 4,6 miliardi di investimenti privati nei settori: trasporti, energia e tecnologie dell'informazione. L’UE sfrut-

È arrivato alla quinta edizione, l’invito a presentare proposte per il bando europeo Artemis. L’iniziativa nasce nel contesto di fornire uno strumento finanziario per favorire la collaborazione tra enti pubblici e privati. Il programma con un budget di circa 138 milioni di euro, mira a rafforzare lo sviluppo tecnologico orientato all’industria europea, supportando nuovi progetti di ricerca e sviluppo, per la promozione di nuove tecnologie da applicare a prodotti, processi o servizi. Per l’Italia, al bando in scadenza il 6 settembre prossimo, sono ammesse a partecipare: imprese artigiane, imprese per la produzione di beni/servizi, e del settore dei trasporti, oltre a centri di ricerca promossi da imprese, parchi scientifici e tecnologici; università e i centri pubblici di ricerca.

Nel panorama degli interventi a favore della ricerca, costellato da strumenti di varia natura quasi sempre destinati, se non formalmente almeno nella fattibilità pratica, alle grandi imprese; le PMI che svolgono al proprio interno attività di ricerca non hanno avuto vita facile. È su questa logica che si fonda il programma Eurostar Eureka, iniziativa intergovernativa volta a cofinanziare progetti di ricerca, indipen-

terà il 2012 e il 2013 per introdurre questi strumenti, per poi spianare la strada all’iniziativa Connecting Europa Facility, sotto il nuovo quadro finanziario 2014-2020. Dall'UE arrivano anche promesse per le Pmi: il Commissario alla Politica regionale garantisce la creazione di "una dotazione economica specifica per le piccole e medie imprese" per facilitare l’accesso ai fondi comunitari. L’inizio di una svolta all’interno dell’UE?

PAGINA A CURA DI

Ingegnere ambientale e dottore di ricerca in Energetica. Esperto per l’UE e per l’ONU nell’ambito della green economy. Consulente di imprese multinazionali ed enti pubblici, per programmi di finanziamento nazionali, europei e internazionali. È AD di European Consulting Brussels.

tanto attesa semplificazione del sistema di incentivazione agli investimenti. Altra caratteristica rilevante che il Fondo presenta è la sua perfetta cumulabilità rispetto ad altre iniziative che il richiedente possa già aver intrapreso o di cui già beneficia, siano essi i certificati verdi, gli incentivi del conto energia, gli incentivi per la produzione di energia rinnovabile, o per efficientamento energetico. Per le imprese si tratta a ben vedere di un’ottima opportunità per investire in un settore che promette di svilupparsi ogni anno di più, sfruttando anche le vaste superfici dei capannoni industriali, il calore generato in eccesso dagli impanti di produzione, o la possibilità di rendere più efficiente dal punto di vista energetico il ciclo di produzione.

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dentemente dal settore industriale, implementati da PMI in collaborazione con centri di ricerca, sia privati che universitari. La logica fondamentale sottostante è basata sulla necessità di fornire alle PMI virtuose che svolgono ricerca anche su piccola scala, gli strumenti idonei a fare un vero e proprio salto di qualità, attraverso il supporto ad attività di ricerca e sviluppo di prodotti e processi industriali.

Nuove storie di involucri, vecchie storie di muri Tra gli argomenti dell’innovazione quello dell’involucro degli edifici è forse il più insistente e trattato: rappresenta il tentativo di ridurre al massimo la capacità di trasmissione del calore tra interno ed esterno dell’edificio e di conseguenza il fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffreddamento dell’edificio. Anche se le modalità di calcolo delle prestazioni non sembrano adeguate, in ambito termico come in ambito strutturale, le murature tradizionali sono inevitabilmente superate dalle nuove storie del muro con miglioramenti della resistenza ai flussi di calore quasi cinque volte superiori. Se il muro ordinario degli anni ’80, la tamponatura in laterizio ben fatta degli edifici in calcestruzzo armato, riportava un valore di 1,1, lo stesso dispositivo raggiunge oggi, con una tecnologia che segue e a volte precede la normativa, valori fino ad un quarto, fino allo 0,30 dei nuovi blocchi termici rettificati e alleggeriti. La gara tecnologica per la trasmittanza si è scatenata con la scesa in campo delle tecnologie del legno, che riescono in un obiettivo ancora più ambizioso quasi dimezzando i valori del laterizio fino al primato della categoria, 0,18 W/mqK, quasi un decimo della muratura tradizionale. Sorprendente e ancor più recente la tecnologia del vetro che con le nuove pareti vetrate a tre

strati con gas bassi emissivi, al netto del calcolo di irraggiamento, raggiunge in tutto i valori della tamponatura in laterizio ordinaria. Quella del muro in legno e in vetro è ancora però una storia elitaria e marginale, per costi, modi di produzione e consolidamento delle soluzioni, così come non solo per il campo più vasto dell’architettura ma anche per la scena del risparmio energetico è incompleta e parziale la gara per il primato della trasmittanza. Accanto infatti a questa misura c’è un altro valore “termico” dell’involucro, genericamente definito anche dalle normative, ma altrettanto efficace e importante, ovvero l’inerzia del materiale, la capacità di raccogliere calore e rilasciarlo nel tempo, identità del materiale che interagisce con i cicli climatici, quotidiani e stagionali. Nel clima mediterraneo temperato ci sono lunghi periodi in cui l’inerzia termica delle murature agisce con efficacia sulla qualità climatica degli edifici. Nelle stagioni di passaggio gli edifici conservano calore e lo rilasciano influendo effettivamente sul fabbisogno energetico degli edifici, case ancora fresche ad aprile e maggio, oppure ancora tiepide in ottobre e novembre. Nei climi più estremi invece l’inerzia termica assume valori diversi. Nei freddi è più debole e influisce marginalmente ed esclusivamente sul fab-

bisogno energetico calcolato nel ciclo quotidiano. Nei climi caldi rappresenta un fattore di protezione prevalente e reale dall’irraggiamento immediato e violento, e si misura nel ciclo quotidiano di rilascio notturno del calore solare accumulato e nella moderazione della temperatura complessiva della casa. Le pareti leggere, in vetro, in legno, anche nelle nuove edizioni

GLOSSARIO DECRESCITA

Parola semplice che ha a che fare con una realtà complicata come l’economia. Diversi significati e declinazioni tra cui l’interessante sfiducia nel primato del consumo. “La diminuzione della produzione dei beni di consumo non costituisca riduzione dei livelli di civiltà”, “liberarsi dalla tirannia del Pil (prodotto interno lordo) e sorridere alla vita”. Generica ambizione di ridurre a ragione la complicata realtà dell’economia. Ripetuta e periodica tentazione di ricavarne la felicità personale. Chi segue la decrescita non crede nello sviluppo sostenibile ma nella sostenibilità. Su http://decrescitafelice.it e su www.decrescita.it

performanti, sono adatte, nell’obiettivo della riduzione del fabbisogno energetico di un edificio, a contesti climatici freddi ed continentali, in cui l’inerzia termica è marginale e relativa. Gli schemi astratti dell’architettura “sostenibile” quindi, spesso uguali per tutte le latitudini, con stratigrafie di pareti intercambiabili tra Berlino e Catania, non corrispondono alla pluralità e alla ricchezza di quello che la sostenibilità chiama involucro e l’architettura muro. Il lavoro dell’architettura è più ampio e non coincide con formule e soluzioni che nel breve periodo sembrano obbligate dalla tecnologia di settore, ma unisce in un insieme sempre diverso le innovazioni e le tradizioni di validità, nelle modalità di costruzione, nelle qualità strutturali che ogni evento anche sismico nel tempo modifica e aggiorna, nelle qualità energetiche che da sempre fanno parte di questo mestiere. Così le differenze e le qualità, nel fabbisogno energetico degli edifici come nella mitigazione del rischio sismico e della sicurezza strutturale, spesso ritrovano le qualità durature dell’architettura e della sua storia. Continentale, mediterranea e meridionale. Nuovi appunti per le identità plurali della sostenibilità in architettura, nuove storie del muro su www.anit.it, www.alveolater.com, www.ciriaf.it, www.bautiz.it

PALERMO • LA ZISA

ACCADEMIA SAN LUCA • DIDATTICA

Un esempio di architettura solare passiva

L’etica del paesaggio

La Zisa di Palermo è un edificio rettangolare, con influssi islamici e normanni, di dimensioni moderate, dai lati corti e gli affacci prevalenti lungo le pareti principali a sud, secondo una disposizione simile alle architetture contemporanee. I dispositivi principali dell’architettura solare passiva per il raffrescamento estivo, le torri di ventilazione, il raffrescamento delle correnti d’aria interne con acqua attraverso il “salsabil”, splendida superficie decorata e increspata, sono combinati con una attenzione

L’Accademia Nazionale di San Luca è tornata all’esercizio della didattica con il corso laboratorio “Segnare il paesaggio” a cura di Portoghesi e con singolari contributi teorici e politici da parte di Purini, Citati, Settis, Bertinotti, Pallante. Due osservazioni ad una rassegna di idee unica nel dibattito attuale. La prima è che l’etica del paesaggio segnato dall’uomo non può essere solo quella della resistenza ad una perdita. Quando l’uomo abita, e lo fa in modo anche “popolare” cioè possibile,

particolare anche all’esposizione invernale. Questo sembra essere il senso di due singolarità dell’edificio: l’affaccio unico verso sud, verso il mare e l’assenza meditata di una corte interna aperta. Le grandi aperture che d’estate raccolgono la ventilazione esterna da indirizzare nell’edificio, d’inverno trattengono invece il calore destinato a riscaldare il singolare perimetro abitabile, particolare involucro di stanze che circonda il cuore dell’edificio. Su www.palermonelmedioevo.com

c’è la realtà di gente che abita, di nuove famiglie, di nuove imprese, una realtà viva e positiva, una bellezza non solo estetica ma civile da considerare. La seconda osservazione è un elogio agli architetti che si occupano del paesaggio, oggi attraversato da una quantità inedita e spesso confusa di declinazioni e significati. Tra la negazione della realtà e l’accettazione senza riserve del nuovo il loro può essere un contributo reale per nuove soluzioni di bellezza. Su http://nam.accademiasanluca.eu

FRANCESCO ANDREANI francescoandreaniarchitetto@gmail.com

Architetto e dottore di ricerca in progettazione architettonica. Ha pubblicato numerosi studi teorici e storici sull’arte della città. Si occupa di urbanistica: per i suoi studi sugli insediamenti residenziali e sociali ha ricevuto riconoscimenti internazionali (Premio Lincei 2005).

CUCINELLA

Quando il lavoro è silenzioso e persuasivo Tra gli architetti italiani Mariop Cucinella possiede diverse buone qualità. È il primo della nuova generazione che ha conquistato la ribalta europea con un lavoro silenzioso e persuasivo ed è anche quello che ha messo a tema la ricerca intorno alla sostenibilità energetica ed ambientale. Se le torri di captazione dei progetti per uffici a Catania e per L’Arpa in Emilia sono una bella Dopo Thomas Erzog e Michael Hopkins, Cucinella è il terzo degli architetti “ecosostenibili” da suggerire prova di capacità e qualità, la sua ricerca però sembra seguire ancora forme e dispositivi di un’architettura convenzionale e non discutibile, di una sostenibilità che coincide con una modernità convenzionale fatta di solo vetro e lamelle solari. Rispetto alle ragionate e meditate differenze di materiali di Herzog e di Hopkins, gli involucri degli edifici di Cucinella sono ancora ottimisti e disinvolti, segnati da una declinazione univoca e non condizionata dal luogo e dal clima. Forse ad una diversa identità dell’architettura sostenibile, ragionata e mediterranea, l’autore si sta avvicinando con il progetto Green School for Gaza in Palestina, promosso dal Ministero degli Esteri e da Building Green Futures di cui è coraggioso fondatore e promotore. Ma gli uffici comunali di Bologna e soprattutto il progetto della casa da 100.000 euro, con molti dubbi sull’efficacia dei dispositivi energetici e pochi contributi ad una ricerca architettonica ormai diffusa e popolare sul tema, sembrano ancora i modelli di un’architettura moderna aggiornata e disinvolta, troppo incline alla comunicazione a dispetto della solidità e della sostanza delle soluzioni. Mario Cucinella su www.mcarchitects.it e su www.buildingreenfutures.org


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giugno 2012

Marketing & co

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La svolta green di Renault una scelta di marketing Una delle principali sfide a cui è chiamato a rispondere il mondo dell’automotive è quella di fornire una risposta al problema del riscaldamento climatico. Tra i pionieri della mobilità sostenibile per tutti figura Renault, che dietro l’ormai noto pay off «Drive the Change» cela un costante lavoro nel contenere l’impatto ambientale e la riduzione delle emissioni di CO2 dei suoi modelli durante l’intero ciclo di vita (progettazione, produzione, utilizzo e fine vita). Nell’ambito della sua politica ambientale, attualmente, Renault sta portando avanti il programma Eco² con l’intento di introdurre nuove tecnologie sulle motorizzazioni termiche e le trasmissioni e si è impegnata attivamente nei veicoli al 100% elettrici. Dal 2007 oltre la metà della popolazione mondiale vive in agglomerati urbani e secondo le stime dell’azienda francese l’auto elettrica diverrà la seconda auto di famiglie multi-motorizzate, che entro il 2020 rappresenteranno il 10% del mercato mondiale. Su quest’ultimo segmento l’azienda francese propone una gamma composta da 4 veicoli: Kangoo Z.E., ZOE, da fine 2012, Twizy e Fluence Z.E. Ma l’introduzione dell’elettrico rappresenta un cambiamento culturale che Renault cerca di sostenere

Dal 2007 oltre la metà della popolazione mondiale vive in agglomerati urbani e secondo le stime dell’azienda francese l’auto elettrica diverrà la seconda auto di famiglie multi motorizzate. Entro il 2020 questo tipo di automobili rappresenteranno il 10% del mercato mondiale.

anche attraverso la comunicazione, le cui azioni principali sono rivolte sia all’attività d’informazione che di sensibilizzazione dei soggetti destinatari. La scelta è stata quella di rivolgersi a diversi target: innanzitutto alla stampa, agli stakeholder nel mondo energetico e delle istituzioni e, non ultimi, ai consumatori. Perché l’auto elettrica possa affermarsi è necessario che si rendano facili tutte le attività collegate all’utilizzo della stessa, ricarica e manutenzione in particolare. Perciò è stato ed è determinante il lavoro di collaborazione sviluppato con Enel e con le istituzioni con l’intento di favorire la creazione di una rete di infrastrutture, un sistema distribuito e

RINNOVABILI • ARGON

Puntare sulla sport per affermare il marchio: un caso locale Le aziende del settore energetico sono sempre più attive nel cercare nuovi modi di coinvolgere e interessare il proprio pubblico. Argon Energia, azienda abruzzese nata nel 2009 su intuizione di Giacomo Ortolano, e che in pochi anni è riuscita a costruirsi una fetta di mercato notevole nel settore della green economy, è senza dubbio protagonista di

questa tendenza. Il fatturato di Argon è composto perlopiù dalla realizzazione di impianti fotovoltaici chiavi in mano sia per il mondo industriale che per quello residenziale e ultimamente sta assumendo un ruolo di rilievo anche nel settore delle biomasse e dell’eolico. Nell’ambito della Corporate Social Responsibility dell’azienda, un passo impor-

tante avviene con l’ingresso nel mondo dello sport locale: prima sostenendo l’attività del pilota di rally Pino De Dominicis, poi contribuendo

MARGHERITA ERRICOLO erricolo@yahoo.it

diffuso di colonnine di ricarica in grado di sostenere lo sviluppo dell’elettrico, al fianco di politiche premianti in termini di accesso e circolazione per i veicoli elettrici nella ZTL, lo studio di progetti di car sharing e van sharing da effettuarsi con veicoli a batterie e l’impegno a promuovere l’adozione di veicoli elettrici nelle flotte di aziende sia private che pubbliche. Ascoltando la testimonianza di Gabriella Favuzza, corporate communication manager di Renault Italia spa, si capisce che la strategia di comunicazione dell’azienda si è diramata attraverso diversi media, tra i quali il web certamente ha avuto un ruolo fondamentale, ma molti sono stati gli eventi diretti, i road show e le partecipazioni a manifestazioni sul tema della mobilità elettrica. Un esempio di quanto Renault si adoperi in tal senso sono i numerosi eventi istituzionali all’insegna della sostenibilità di cui l’azienda è stata protagonista. Tra gli ultimi si segnalano: la conferenza stampa in cui, a sette mesi dalla sigla del protocollo d’intesa, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi e il Presidente di Renault Italia Jacques Bousquet hanno presentato il percorso sinergico compiuto per promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica nel capoluogo toscano; la partecipa-

alla competizione velica “Be Wind” infine nel 2011, quando Ortolano diventa azionista del Pescara Calcio con la convinzione che lo sport possa essere un volano di sviluppo e permetta, allo stesso tempo, di raggiungere un più ampio pubblico. Argon Energia abbraccia la maglia del Pescara, la sua città, e le affida il compito di trasmettere l’impegno e la volontà dell’azienda di diventare protagonista attiva nella green economy e di veicolare il messaggio di uno stile di vita più sano che passa anche attraverso le scelte del singolo in campo energetico

Laurea in lettere e filosofia e master in comunicazione d'impresa presso la Luiss Business School. Esperta in comunicazione e marketing, in particolare nei settori: energia, ambiente, healthcare e sociale. Consulente per prestigiose aziende nazionali e multinazionali.

zione in qualità di sponsor ufficiale al Green Social Festival 2012 a Bologna; i “Perugia Green Days”, manifestazione organizzata dal Comune di Perugia con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente; la partecipazione a Mobilitytech l’11 e il 12 giugno a Napoli dove il Comune presenterà con Renault i piani per l’elettrico; il Festival dell’energia di Perugia dal 15 al 17 giugno. Un lavoro capillare per trasmettere un cambiamento culturale, partito all’interno dell’azienda, che sta raggiungendo le persone e le istituzioni con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il ruolo di leader nel mercato delle auto elettriche, un segmento che promette numeri importanti.

È L’ORA DEL GREEN HOSTING Il sito web è uno degli strumenti fondamentali di comunicazione dei nostri tempi, sono poche le aziende e gli enti che possono permettersi di non avere almeno una “vetrina” on line. Certamente le attività di web marketing legate a siti, blog, pagine social, forum on line e simili sono ormai una parte fondamentale dei piani di marketing e del budget ad essi destinato. Ma l’esplosione del web, è però responsabile di tantissime emissioni di anidride carbonica causate dal consumo dei server su cui sono hostati milioni di siti. Nato negli Stati uniti con l’obiettivo di ridurre queste emissioni senza rinunciare alle prestazioni, il green hosting consente di rispettare l’ambiente poiché le sever farm sono completamente alimentato da energia proveniente da fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico).


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Second Life

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Il mondo in breve

A CURA DI FRANCESCA IANNONE ● marketing@greenovoice.eu

PAGINA A CURA DI

GERMANIA

Rifiuti organici: è il momento delle strategie

STEFANO CICERANI Consulente in gestione dei rifiuti stefanocicerani@gmail.com

Ingegnere ambientale, da oltre dieci anni si occupa di gestione di rifiuti. Ha collaborato con importanti imprese italiane nella realizzazione di impianti di recupero in rapporto stretto con gli enti locali. È autore di pubblicazioni scientifiche e collabora in ambito accademico.

È un peccato gettare via dei materiali che, con le avanzate tecnologie di trattamento, possono produrre energia rinnovabile, ammendanti per l’agricoltura, calore a costi bassissimi oltre che ricchezza e posti di lavoro, nel rispetto delle norme igienico sanitarie e della salute pubblica Quando si parla di iniziative volte al recupero dei rifiuti organici, due sono gli atteggiamenti più frequenti nell’interlocutore: l’interesse e il timore. L’interesse nasce in coloro che per il ruolo che ricoprono comprendono o hanno sentito parlare della possibilità di creare valore ed impresa dalla gestione di questo tipo di rifiuti. Mi riferisco ad amministratori pubblici alle prese con i problemi della raccolta differenziata, i cui conti non quadrano mai, ma anche ad imprenditori alla ricerca di un mercato ancora non saturo, com’è ormai ad esempio quello del recupero degli imballaggi. Il timore nasce nei cittadini residenti in un determinato territorio

che vedono calarsi dall’alto un progetto e un’impiantistica che non conoscono e che temono possa nuocere alla propria salute. Al timore comprensibile dei cittadini, che dopo le tristi vicende campane, leggono quotidianamente sulla stampa nazionale e locale un mare di parole, spesso volutamente esasperate, su discariche abusive e traffici illeciti di rifiuti, si aggiunge l’azione demagogica di alcune classi politiche locali che invece di coinvolgere le persone, individuare il reale interesse per la collettività e scegliere per il meglio, preferiscono cavalcare il malumore ed esacerbare gli animi, con l’obiettivo personale di acquisire consensi e il risultato di vedere materiali riciclabili avviarsi

sistematicamente verso le discariche. Eppure diciamocelo chiaramente: è veramente un peccato. È un peccato gettare via dei materiali che, con le avanzate tecnologie di trattamento che abbiamo, possono produrre energia rinnovabile, ammendanti per l’agricoltura, calore a costi bassissimi oltre che ricchezza e posti di lavoro, potendo garantire il pieno rispetto delle norme igienico sanitarie e della salute pubblica. Prendiamo ad esempio un digestore anaerobico, che può accogliere rifiuti organici da raccolta differenziata (FORSU), sottoprodotti agricoli e fanghi da depurazione di reflui civili. In uscita avremo metano (energia rinnovabile), compost (di-

PINEROLO • RIFIUTI ORGANICI

Quando i rifiuti diventano un’opportunità per il territorio Se vi trovate nei dintorni di Torino e avete voglia di riconciliarvi con il complicato tema della gestione dei rifiuti, il consiglio è di andare a visitare l’impianto di Pinerolo gestito da Acea Pinerolese. Qui il rifiuto organico è recuperato per produrre energia rinnovabile, compost e calore. Il polo tecnologico consiste in un sistema integrato composto da un depuratore per

75.000 abitanti, un digestore anaerobico per 50.000 ton/anno, un impianto di compostaggio da 20.000 ton/anno e una discarica di servizio. Tutto il biogas prodotto dal depuratore, dal digestore e della discarica viene convertito in energia immessa in rete e il calore prodotto viene in parte ceduto in cogenerazione per scaldare gli edifici circostanti. Dal trattamento di dige-

Il record dell’energia fotovoltaica

stione anaerobica viene prodotto un terriccio (digestato) che viene miscelato con le potature per produrre compost di qualità. È possibile acquistare sul posto i sacchetti di compost a prezzi modesti. Chiunque voglia visitare l’impianto può andare sul sito web, prenotarsi scaricando un

Se vuoi promuovere la tua attività su Green Voice contattaci ai seguenti recapiti: e-mail marketing@greenvoice.eu

gestato) e calore, che se incanalato verso un impianto di cogenerazione, può produrre caldo e freddo per interi quartieri ed edifici pubblici a basso costo. In alternativa si può ricorrere al classico impianto di compostaggio aerobico a biocelle o a biotunnel, meno costoso nella realizzazione e meno complesso nella gestione, ma penalizzato dagli scarsi introiti del compost in uscita dal processo. Nonostante, infatti, i mille proclami sugli ‘acquisti verdi’, resta un’utopia l’attuazione di veri programmi di incentivazione alla promozione del mercato dei prodotti di riciclo. Di cosa abbiamo bisogno, allora, affinché questo sistema parta e si consolidi come un vero comparto

modulo e andare a vedere come vengono gestiti i rifiuti. La prova che quando le cose sono ben gestite, non c’è nulla da temere da un impianto di recupero dei rifiuti anche di notevoli dimensioni come questo. Acea pinerolese organizza corsi di compostaggio domestico gratuiti aperti a tutti i cittadini. Qualcuno potrebbe chiedersi se ciò non sia in autoconcorrenza con il servizio svolto di ritiro dei rifiuti organici. Qui sanno che un’azienda che investe in cultura e consapevolezza, investe sul proprio futuro e sul territorio che è la sua stessa vita.

industriale stabile ed avanzato? Molto spesso manca proprio la volontà e il coraggio della politica di prendere decisioni chiare e forti, sedersi al tavolo con i cittadini, spiegare loro come stanno le cose e trovare le misure compensative per gli eventuali disagi che dovessero esserci. Spiegare che gli impianti di compostaggio della frazione umida non sono ‘discariche’ e nemmeno industrie insalubri, che sono indispensabili e costituiscono una ricchezza per la comunità locale che li ospita. È il momento di scegliere, quindi, perché in molte Regioni del Paese il mercato del trattamento dei rifiuti organici sta per partire e per le imprese interessate si apriranno spazi difficilmente ripetibili.

TELERISCALDAMENTO DA RSU AD ESTE Un esempio di sfruttamento efficiente della risorsa rifiuto è a Este, dove SESA spa gestisce un importante impianto di trattamento della frazione organica dei RSU. L’impianto di digestione anaerobica e la discarica producono biogas e l’energia termica prodotta dalle centrali di cogenerazione. invece di esser dispersa. viene riutilizzata nelle pompe di calore ad assorbimento che consentono di refrigerare edifici con l’acqua calda della rete di teleriscaldamento. Questa distribuisce nella città di Este ed Ospedaletto Euganeo, tramite condotti di acqua calda, il calore recuperato dai gruppi di cogenerazione. Sono in corso nuovi allacciamenti di edifici pubblici e privati alla rete di teleriscaldamento e il successo riscontrato ha convinto l’azienda ad espanderla ulteriormente.

megawatt alla fine di gennaio 2012, di cui circa 190 megawatt solo nel 2011. Con una potenza fotovoltaica cumulata installata di 535 megawatt alla fine del primo trimestre 2012, il segmento degli impianti su tetto rappresenta circa il 20% della potenza totale greca. Sul fotovoltaico la Grecia cresce e va veloce

di Varna, in provincia di Bolzano e di Vicchio, (FI). Per l’esattezza 183 saranno le scuole interessate al progetto, solo su alcune di esse la Sovrintendenza ha posto un veto per ragioni storico-artistiche. Chissà che la Tegola Solare prodotta dalle fabbriche di Franceram non possa risolvere anche quest’ultimo empasse!

EUROPA

Più produttività meno Co2

BRASILE ITALIA

In Germania l'energia "pulita" dal sole segna un record mondiale: a fine maggio gli impianti solari tedeschi hanno prodotto 22 gigawatt di energia elettrica, pari a 20 centrali nucleari a pieno regime. La potenza solare immessa nella rete nazionale sarebbe riuscita a soddisfare un terzo del fabbisogno energetico del Paese durante il venerdì e il 50% il sabato, quando le fabbriche e gli uffici sono stati chiusi. Nessun paese nel mondo finora aveva prodotto tanta energia elettrica fotovoltaica, tanto più che la Germania era stata vicina al traguardo dei 20 gigawatt un paio di volte nelle ultime settimane. Un esempio da seguire.

ITALIA

Stop al condizionatore Lo sapevate che ….. Bruxelles guarda i nostri condizionatori con aria sospetta? Pare proprio che sia vero, e la ragione sta nei gas fluorurati (HFC) che essi emettono. Questi ultimi insieme alle polveri ultrafini del 'black carbon' e del metano, non solo aggravano l'inquinamento ambientale, ma sarebbero responsabili di oltre 2,5 milioni di morti premature e di milioni di tonnellate di perdite di raccolti in agricoltura, insomma fanno più danni del CO2. E così siccome l’Italia è entrata a far parte della “Coalizione globale per il clima e l’aria pulita”, adesso, dopo la dichiarazione di Camp David siglata dall’ultimo G8, il nemico pubblico numero uno è l’HFC dei nostri condizionatori.

GRECIA

Anche in Grecia il fotovoltaico va veloce Secondo l’operatore greco Hedno il programma ellenico di incentivi per il fotovoltaico residenziale ha raggiunto la potenza installata e allacciata alla rete degli impianti su tetto di 98,3 megawatt alla fine di gennaio 2012. Le richieste complessive di connessione hanno totalizzato 248,9

A San Paolo tecnologie made in Italy per i biocarburanti Il primo impianto industriale brasiliano di biocarburanti di seconda generazione, derivati cioè dagli scarti agricoli, sarà italiano, in virtù dell'accordo tra la brasiliana GraalBio Investimentos S.A. e il gruppo italiano Mossi & Ghisolfi, tramite la sua controllata Beta Renewables. Quando entrerà in funzione, entro il 2013, l'impianto avrà una capacità produttiva di 65.000 tonnellate l'anno di bioetanolo e utilizzerà scarti della lavorazione della canna da zucchero. Il Gruppo Mossi & Ghisolfi è la seconda realtà chimica italiana con sede a Tortona, in Piemonte, con un fatturato annuo di 3 miliardi di dollari, 2.300 dipendenti e oltre 120 ricercatori.

ITALIA

15 articoli da 5mila euro La commissione Trasporti e Attività Produttive della camera ha pronto il testo unificato sull’auto elettrica: 15 articoli che prevedono uno stanziamento di 420 milioni in 3 anni a partire dall’anno prossimo. L’intento è di portare ad un “sviluppo della mobilità sostenibile”, incentivando l’uso delle auto elettriche attraverso un bonus che arriva fino a 5 mila euro per chi acquista un’auto elettrica che produca emissioni inquinanti non superiori a 50 grammi a chilometro di anidride carbonica, ma che chiaramente rottami una vecchia auto. Gli incentivi diminuiscono coll’aumentare dell’inquinamento che l’auto produce, quindi 1.200 euro per un'emissione tra i 50 e i 95 grammi, e col passare del tempo: nel 2014 l’incentivo massimo passerà a 4 mila euro e nel 2015 a 3 mila. Vi è più che la norma prevede la creazione di una rete infrastrutturale per la ricarica dei veicoli ad energia elettrica per garantire su tutto il territorio livelli minimi di accessibilità al servizio, e tariffe 'promozionali' per l’energia elettrica nella fase di start up del mercato per i primi 5 anni.

Diseconomia dell’aqcua

Mezzi pubblici elettrici nelle città tedesche Bombardier lancia Primove city C’è una pubblicità televisiva interpretata da un famoso attore americano che dice: “immagina… puoi”. Applicata alla mobilità cittadina potrebbe assumere questa forma: “immagina un nuovo sistema che consenta a tram e bus elettrici di ricaricare le batterie senza ricorrere a cavi o a lunghe soste. Con 'Primove', la tecnologia di e-mobility (anche italiana) sviluppata da Bombardier, puoi”. Infatti con 'PrimoveCity' le batterie si ricaricano automaticamente grazie ad appositi trasmettitori fino a 400 kilowatt, collocati sotto l'asfalto in punti chiave della rete viaria. La tecnologia è già stata testata con successo ad Augsburg, in Bavaria, ed ora la Germania ha deciso di partire decisa con la rete di Braunschweig in Bassa Sassonia, investendo ben 2,9 milioni di euro attraverso il Ministero dei trasporti. Da giugno 2012 Bombardier collaborerà con la città di Braunschweig per convertire una parte delle rete degli autobus in mobilità elettrica senza fili e senza binari. L'obiettivo è attivare due bus articolati lunghi 18 metri per il trasporto pubblico lungo un percorso di 12 chilometri, con 7 stazioni di ricarica nascoste sotto all'asfalto, in modo da dare corrente elettrica indotta alle batterie a bordo dei bus. Si prevede che i primi due bus elettrici di Braunschweig entreranno in servizio dal 2013. Entusiasta il presidente di Bombardier Transportation Italia, Roberto Tazzioli, tra i più strenui sostenitori del progetto, tanto da prevedere un forte sviluppo della soluzione basata sulla tecnologia Primove in Italia, territorio perfetto dove applicare il sistema Bombardier per preservare il patrimonio architettonico e paesaggistico dei centri storici del nostro Paese.proprio dire.

ITALIA

Roma, la sfida del solare La Provincia di Roma ha accettato la sfida delle energie pulite. Entro il 2012 tutte le scuole della Provincia saranno dotate di pannelli solari. L’intervento permetterà di produrre energia pari al fabbisogno medio di 1.450 famiglie e di risparmiare per i prossimi 30 anni circa 55.350 tonnellate di CO2, pari alle emissioni di circa 1.400 automobili. “Non basta il rigore, servono anche politiche innovative che permettano di mi-

gliorare la spesa pubblica e di avere un effetto positivo sull’ambiente”, ha detto il Presidente della Provincia Zingaretti ritirando il premio nazionale di Legambiente “Comuni rinnovabili 2012 consegnato anche ai comuni

La rete idrica italiana perde in media il 32 percento delle sue risorse. E’ un dato istat derivato dal rapporto annuale Pillole dal quale si evince che, però, nell'arco di un decennio è diminuita l'insoddisfazione dei cittadini rispetto ai disservizi nella fornitura idrica. 120 litri procapiti d’acqua al giorno che non raggiungono i nostri rubinetti. Le maggiori inefficienze di rete sono in Puglia e Sardegna (dispersioni oltre 40%). Città più virtuosa, secondo l’ISTAT: Torino che con responsabilità e contenimento dei costi ha ridotto il consumo pro-capite negli ultimi 10 anni di 96 litri a fronte di un consumo medio nazionale per ciascun abitante di 183 litri giornalieri.

“Crescita e riduzione delle emissioni di CO2 sono due cose che possono andare di pari passo'' è quello che sostiene Connie Hedegaard, commissario europeo per il clima, annunciando che l'anno scorso 12mila centrali e impianti di produzione dell'Ue, in Norvegia e Liechtenstein, hanno diminuito le emissioni di CO2 (Ets) di oltre il 2% nonostante la ripresa economica. ''Le quote inutilizzate sono in aumento - ha detto Hedegaard - e la Commissione Europea sta riesaminando le scadenze temporali delle aste della terza fase del mercato Ets (2013-2020), per mettere a punto un piano di riduzione del numero di quote messo a disposizione''.

BRASILE ITALIA

Obiettivo valorizzazione Se c’è una cosa che l’Italia non deve dimenticare è il proprio valore artistico-paesaggistico, che negli anni a venire potrebbe rimanere una delle poche fonti di reddito del paese. Tra i beni demaniali e patrimoniali dello Stato, trasferiti alla Regione Sardegna, spiccano torri costiere, fortificazioni ed infrastrutture di segnalazione alla navigazione. Alcuni di questi immobili sono stati distrutti mentre altri hanno cambiato il loro uso nel corso della storia. La maggior parte si trova oggi in una condizione di degrado pur mantenendo integro il suo valore storico-architettonico e culturale. Saranno 15 i siti dove sono presenti immobili e infrastrutture di proprietà regionale, che sono stati affidati alla Conservatoria delle Coste al fine di provvedere all’elaborazione di un programma dettagliato per la loro valorizzazione, oltre che per assicurare la loro gestione curando anche eventuali procedimenti pubblici per l’affidamento in concessione degli immobili. L’approccio è quello della valorizzazione” intesa come “messa in valore” delle qualità proprie del bene.

Chiude Jardim Gramacho la più grande discarica del mondo

Jardim Gramacho, simbolo di degrado, ma anche risorsa per migliaia di catadores (raccoglitori di rifiuti) è stata chiusa. Era la discarica più grande del mondo, alla periferia di Rio de Janeiro, operativa da 36 anni, riceveva ogni giorno duemila tonnellate di rifiuti. Ed è proprio grazie a questi che circa 1.800 catadores riuscivano a campare attraverso la separazione manuale del materiale riciclabile. Un'operazione definita disumana anche dalle principali organizzazioni umanitarie mondiali: turni di lavoro massacranti per racimolare quello che costituiva l'unica fonte di sopravvivenza. Intanto, per risolvere l'emergenza catadores, il Comune di Rio ha concesso loro un ausilio di 270 euro/ mese per 15 anni.


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EUROPA

Grace: verso la fabbrica del futuro

Il mondo in breve

freddamento e 45% per un anello di teleriscaldamento in tutto il campus). La sede di BSkyB riceve ogni giorno 32 tonnellate di biomassa legnosa proveniente da un raggio massimo di 25 miglia che vengono bruciate a temperature superiori ai 1.000°C facendo così riscaldare l'olio diatermico che permette di far funzionare la turbina ORC da 1MW. Il calore a temperature inferiori viene poi recuperato per produrre acqua per il raffreddamento, mentre il rimanente calore verrà utilizzato per produrre acqua calda.

ITALIA

A Roma Leroy Merlin mette a nuovo il parco

Grace è un progetto di ricerca europeo coordinato da Politecnico delle Marche (Dipartimento di Ingegneria industriale) in collaborazione con AEA - Gruppo Loccioni (Italia), Siemens (Germania), Whirlpool Europe (Italia), Sintef (Norvegia) e Politecnico di Braganca (Portogallo). L'obiettivo consiste in una nuova frontiera per l'integrazione del controllo di processo con il controllo di qualità in linea di produzione mediante l'uso di un sistema multi-agente. Il progetto vuole dimostrare un significativo miglioramento della qualità del prodotto finito e dell'efficienza del processo attraverso l'auto adattamento e l'auto ottimizzazione del sistema produttivo nel suo complesso.

Esemplare collaborazione tra pubblico (Municipio Roma XII) e privato (Leroy Merlin) nel progetto per la valorizzazione del Parco di Pontecorvo a Fonte Laurentina. L’opera, che ha previsto la verniciatura e la messa in sicurezza delle panchine e degli sportelli per contatori e l'installazione di una fontanella di acqua potabile, è stata possibile grazie al punto vendita di Laurentina che ha fornito tutti i materiali necessari e ha offerto il supporto concreto dei suoi collaboratori, che hanno messo a disposizione, in maniera volontaria, tempo e competenze.

REGNO UNITO

ITALIA

Turboden porta energia elettrica e calore a Londra

Il valore della plastica di provenienza industriale

Turboden è un'azienda italiana di Pratt & Whitney Power Systems (UTC Group) che progetta, costruisce, installa e provvede alla manutenzione di turbogeneratori ORC (Organic Rankine Cycle), per la generazione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili (biomassa, geotermia, solare) e dal recupero di calore da processi industriali, da motori o da turbine elettriche. Turboden a dicembre ha fornito un modulo ORC da 1MW a BSkyB (British Broadcasting Group) nella sede aziendale nel West London. L'impianto produce 1MW elettrico e 4MW termici (5% per il riscaldamento dell'edificio, il 50% per il raf-

giugno 2012

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Quando si pensa al riciclo della plastica, la maggior parte delle persone pensa esclusivamente ai rifiuti urbani, ossia quelli provenienti dalle nostre case. In realtà, buona parte sono di provenienza industriale, più facilmente individuabili e per questo riciclabili all'interno di un sistema produttivo a basso impatto ambientale, che può contribuire anche alla crescita economica del Paese. Sono questi alcuni dei temi affrontati nel corso del convegno "La storia, il valore e le opportunità del riciclo della plastica in Italia", promosso dal Consorzio CARPI (Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia) e tenutosi lo scorso 25 maggio a Firenze in occasione di Terra Futura, la mostra convegno internazionale sulla sostenibilità.

ITALIA

A Bari universitari in bicicletta Agli studenti del Politecnico di Bari il 2 maggio sono state consegnate 217 biciclette: 207 pieghevoli destinate a ragazzi e ragazze in sede, studenti fuori sede ed Erasmus; 10, modello city bike, verranno usate dal personale dipendente del Politecnico per gli spostamenti tra le varie sedi. "La distribuzione delle biciclette a tutti quelli che ne avevano fatto richiesta è un segnale forte che sottolinea l'impegno del Politecnico verso la sostenibilità - ha spiegato il rettore, Nicola Costantino -. Queste bici sono un simbolo di come i nostri giovani pongano attenzione verso i temi ambientali".

STATI UNITI

Shale gas: microscosse da "fracking"? Le autorità dell'Arkansas, Ohio, Oklahoma, e nel Regno Unito hanno richiesto la chiusura di alcune delle attività di estrazione di gas naturale che operano con la tecnica del fracking. I geofisici sono sempre più certi che il diffondersi del metodo "fracking" nella produzione di "shale gas" (Gas da depositi scistosi), sia responsabile della ondata di terremoti minori che hanno colpito alcune comunità di questi paesi. I dubbi sul tema però sono molti e restano aperti: in primis la decisione di ridimensionare o abbandonare l'uso di questo metodo estrattivo. Resta inoltre il dubbio se terremoti minori possano avere il potenziale per innescarne di veramente distruttivi o meno. L'estrazione dello "shale gas" può generare microsismicità in due modi. Uno è la frattu-

razione idraulica, (fracking) eseguita con iniezioni sotterranee di acqua ad alta pressione, sabbia e sostanze chimiche, per rilasciare il gas intrappolato all'interno di depositi scistosi. Una seconda fonte di scosse da estrazione di shale gas è lo smaltimento nel sottosuolo delle acque reflue che vengono in superficie con il gas.

ITALIA ITALIA

Guerriglia pallet, per abbattere la Co2 È nato sabato 31 marzo 2012 il Guerriglia Pallet, il movimento che vuole coinvolgere tutti gli attori della filiera del legno a cui ha aderito anche EPAL. L'obiettivo è creare una filiera pallet made in Italy per favorire una gestione attiva della risorsa legno locale e creare posti di lavoro. Ogni singolo pallet, sottrae all'atmosfera una quantità totale di 18,4 kg di anidride carbonica equivalente. Solo nel 2010 sono stati sottratti all'atmosfera -1.229.432 tonnellate di anidride carbonica equivalente, di cui -108.893 tonnellate in Italia. Il che significa che annualmente, grazie al Sistema di Interscambio EPAL, in Europa vengono compensate le emissioni di gas climalteranti equivalenti al fabbisogno energetico del parco residenziale della città di Roma.

EUROPA

Il progetto Links punta sull'eco-restauro Secondo il progetto Urbact denominato Links, nell'attuale crisi economica il settore dell'eco-restauro può dare un nuovo slancio all'occupazione e incoraggiare l'economia nel suo complesso. Guidato dalla città di Bayonne, il progetto Links si propone di stabilire un rapporto positivo tra il vivere in centri urbani storici, promuovere un modello di sviluppo urbano sostenibile e tutelare l'identità architettonica e il valore del patrimonio culturale. In seguito ai seminari in Almeria e Veria dedicati agli aspetti tecnici dell'eco-restauro, i partner di Links si sono incontrati a Bayonne per analizzare le implicazioni economiche dell'eco-restauro

Tegolasolare nel nuovo catalogo innovazioni del Gestore Servizi Energetici Tegolasolare non poteva certo mancare fra gli impianti più innovativi nel nuovo catalogo del Gestore dei Servizi Energetici, GSE. A pagina 21 del catalogo GSE compare proprio Area Tegolasolare, "raccontata" nel dettaglio visto che in questo documento. all'interno di ogni categoria sono presenti le schede per produttore del modulo fotovoltaico. Ciascuna scheda riporta le immagini, l'ubicazione e la potenza degli impianti unitamente a note relative ai criteri da utilizzare in fase di progettazione e installazione degli stessi; sono inoltre riportati i dati caratteristici dei prodotti (moduli e sistemi di montaggio, ove presenti). Così , ad esempio, è più chiaro capire come migliorare l'indice di prestazione energetica di ogni abitazione.

ITALIA

Frappa edilizia punta sulle centrali a biogas Frappa edilizia, azienda friulana di Camino al Tagliamento (Udine), negli ultimi anni è diventata punto di riferimento per la costruzione delle centrali a biogas e partner di alcune delle aziende leader del settore, come la Schmack. Sono già stati realizzati 12 impianti da 1 MW in tutto il nord Italia, 5 nel solo 2011. Con le nuove centrali il fatturato di Frappa di quest'ambito è cresciuto del 50% nel giro di due anni. Nel 2011 il business del biogas ha rappresentato il 25% del volume d'affari complessivo di Frappa Edilizia, circa 4 milioni di euro, contro il 20% del 2010.

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giugno 2012

Il mondo in breve

MONDO

EUROPA

World Wide Web: risparmi tempo ma consumi energia

Reti energetiche efficienti la massima priorità per il futuro

A UCLA, in California batteri al lavoro Producono biocombustibile dal sole e dal vento

I dati di una recente ricerca commissionata da ABA-Invest in Austria, l'agenzia per la promozione degli investimenti esteri facente capo al Ministero Federale dell'Economia austriaco, indicano l'energia quale fattore chiave d'insediamento per il futuro. La ricerca "Il futuro dell'Europa come business location economica" vede il 73% dei top manager europei (su un totale di 300 intervistati) attribuire alle "reti energetiche efficienti" la massima priorità per il breve termine, mentre il 64% indica le "reti dati e di comunicazione ben sviluppate" l'altro fattore determinante della competitività in ambito europeo.

L'energia del sole e del vento, una volta trasformata in elettricità, va consumata subito, perché non c'è ancora un modo efficace di stoccarla. I biocarburanti dirottano risorse alimentari dalla tavola ai motori, ed entrano in una sgradevole competizione con il cibo. A conti fatti, sono le due le maggiori critiche che piovono sulle energie rinnovabili da parte dei loro detrattori. E se una sola scoperta scientifica risolvesse d'un colpo tutti e due i problemi? James Liao, uno scienziato dell'Ucla ritiene che sia possibile. In un paper pubblicato su Science, insieme ad altri nove colleghi, suggerisce una soluzione interessante: far produrre ai batteri il biofuel di domani. C'è bisogno di batteri geneticamente modificati, di un pizzico di elettricità e di anidride carbonica: la stessa anidride carbonica che l'umanità deve smettere di aggiungere all'atmosfera bruciando i combustibili fossili. Così, l'idea è questa: usare l'elettricità prodotta da pannelli solari e turbine eoliche, che per definizione funzionano solo durante il giorno. Invece di rivenderla alla rete quando è sovrabbondante, si potrà usarla per accendere il processo batterico che - proprio come la fotosintesi sfrutta l’anidride carbonica per creare energia chimica. Ma con una bella differenza: i batteri non hanno bisogno del sole, e quindi non occorre occupare vasti spazi all'aperto per coltivare i biocarburanti. Dunque potrebbe rivelarsi un sistema perfetto per convertire l'energia solare in un combustibile liquido e trasportabile come la benzina. Ma il guaio è che in America la benzina costa quattro dollari al gallone.

L'energia consumata da tutte le applicazioni della rete web nel 2020 sarà pari al consumo totale di Francia, Germania, Canada e Brasile messi insieme. Le emissioni totali da allocare a tutto ciò che ruota attorno al web (siti web, posta elettronica, social network) sono più del 2% delle emissioni globali annuali di gas ad effetto serra. È quello che sostiene in un recente studio ADEME (l'Agenzia per l'ambiente francese). Le tecnologie su cui si basano la comunicazione e l'economia moderna non sono infatti così leggere verso il pianeta come si potrebbe pensare: la rete, in particolare, è caratterizzata da un'impronta ecologica consistente, dato che è legata al consumo di energia elettrica, da cui gas ad effetto serra, responsabili del cambiamento climatico, per non parlare del led rosso degli apparecchi elettronici. La soluzione non è non usare il web, ma stare attenti agli sprechi, scegliere strumenti che a parità di potenza risparmino energia. E assolutamente no allo stand-by di computer e

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ITALIA

MONDO

In Lombardia le imprese collaborano per crescere

Quando i nostri stili di vita comportano effetti collaterali

A fine maggio è stato presentato alla LIUC - Università Cattaneo il progetto Lombardy Energy 2012 che nasce dall'incontro tra LIUC, Euroimpresa e Energy Cluster, una rete di 98 imprese che con un indotto di quasi 9 miliardi di euro fornisce prodotti e servizi per la generazione e distribuzione di energia elettrica. Il progetto consentirà di sostenere l'internazionalizzazione di 27 imprese lombarde del settore dell'energia, presidiando i mercati esteri, favorendo sinergie ed alleanze di lungo periodo e lo scambio di competenze con altri cluster a livello europeo e mondiale. Quando l'unione fa la forza.

Il petrolio è vitale per l'occidente, specie per nazioni come l'Italia, che ha scelto a suo tempo di uscire dal nucleare e che ha anche un numero di autoveicoli privati e da trasporto fra i più alti del mondo. In media per produrre una caloria alimentare, ad esempio quella della pastasciutta, ce ne vogliono circa 10 fossili. Le nostre auto, furgoni e camion sono alimentati in gran parte a benzina e gasolio senza i quali saremmo bloccati, perduti. Più del 46% dell'energia che alimenta le nostre case e le nostre industrie viene prodotta bruciando combustibili fossili. Per questa ragione, assieme a tante altre nazioni, partecipammo ad una guerra poco ricordata e studiata, che fu la prima guerra mondiale per il petrolio. Si tratta della guerra che contrappose l'Iran all'Iraq fra il 1980 ed il 1988. Il tema sta tornando purtroppo di grande attualità e occorre che noi occidentali prendiamo coscienza di quanto costa mantenere il nostro stile di vita.



GreenVoice 02/12 - giugno 2012