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PRIMO PIANO | vivaismo

COLTIVATE IN AIR-POT

Selezionate le alberature per EXPO 2015, tutte schedate ed etichettate, in modo da avere un’opportuna tracciabilità. Preferite le piante autoctone e policormiche. Pronte per essere esposte colloquio con Benedetto Selleri di Matteo Ragni

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l motivo per il quale Benedetto Selleri mi ha colpito, la prima volta che l’ho incontrato a “Vestire il paesaggio” a Pistoia, è la sua pacatezza e chiarezza nel parlare, raccontare e descrivere il suo lavoro: Benedetto Selleri è il progettista del paesaggio di EXPO

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2015 e il direttore lavori di parte dei cantieri. Per intenderci, si occupa delle tematiche riguardanti il paesaggio e l’ambiente all’interno di Expo. Il mio interesse non è legato solo a Expo 2015, è legato soprattutto alla figura del professionista, nonché a come sta cambiando il

LE PIANTE DI EXPO • Autoctone • Grandi dimensioni • Portamento naturale

verde in città. Benedetto Selleri è nato a Milano, si è laureato in Scienze Forestali a Firenze e con il padre, il fratello e altri soci ha fondato PAN associati (www.panassociati. it), un’azienda che si occupa di ingegneria e architettura. La società nasce dall’intuizione di concepire il


lavoro in modo multidisciplinare; è infatti composta da architetti, ingegneri, agronomi e forestali. FERITE DA CURARE La società si occupa, in particolare, di progettazione ambientale con un occhio di riguardo alla Urban Forest concepita in modo diffuso e sistemico per il quale è appropriato riferirsi al concetto di “Green Infrastructure”, all’inserimento paesaggistico e naturalistico di grandi opere e alla conservazione e promozione della natura. Natura che l’ha colpito e se l’è preso a 15 anni, scendendo un sentiero di montagna con gli amici. Quel pomeriggio sulle Alpi, Benedetto Selleri, ha capito che da grande avrebbe voluto “curare” la natura e il territorio, troppo spesso feriti dall’attività dell’uomo. Da quel giorno in poi decide di approcciarsi alla natura in modo organico. Un albero piantato in viale Monza a Milano è ben più che un semplice elemento estetico, è la natura che avanza, un essere vivente caratterizzato da una grande forza intrinseca capace di trasformazione. Fa parte della vita di Benedetto Selleri anche la dedizione all’ambiente, che ha potuto concretizzare diventando coordinatore italiano di un progetto europeo per il monitoraggio delle

foreste urbane e periurbane. L’obiettivo del progetto è di proteggere le foreste urbane e periurbane e guidarle nella loro evoluzione futura. Per proteggere bisogna conoscere, da qui nel 2011 parte un’attività di monitoraggio in diversi siti regionali e in Slovenia che è un partner di progetto. “Grazie a questa iniziati-

CHE COS’È L’air-pot è un vaso di plastica riciclabile e riutilizzabile, che permette di accrescere in modo attivo la qualità dei sistemi radicali delle piante eliminando la spiralizzazione delle radici, riducendo i tempi di crescita in vivaio e assicurando una migliore reazione della pianta agli stress da trapianto, allo scopo di garantire un immediato attecchimento e migliori performance di accrescimento.

va abbiamo verificato come queste foreste siano in grado di fornire una serie di ‘servizi ecosistemici’, tra cui la riduzione del fenomeno della ‘isola di calore’, la riduzione degli inquinanti, l’aumento della biodiversità e più in generale l’incremento della qualità della vita”, sottolinea Selleri. DIMENSIONI ECCEZZIONALI È la città il luogo dove viviamo ed è alla città che guarda Selleri soprattutto per il suo lavoro in Expo. Si dice soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora, avendo trovato persone e aziende desiderose di mettersi in gioco per la realizzazione di un progetto unico. “È stato difficile trovare quello che cercavamo, sia perché si trattava di specie autoctone, sia perché dovevano avere in gran parte portamento naturaliforme ed essere principalmente policormiche” (cioè con i fusti che partono da un medesimo ceppo). La fase di scelta delle piante si è conclusa in estate, ora è in corso il periodo di coltivazione. Questa è la cosa unica di questa avventura: “Attraverso Expo – continua Selleri – e i contratti di coltivazione abbiamo dato la possiflortecnica e vivaismo

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Benedetto Selleri è laureato in Scienze Forestali e ha fondato lo studio PAN associati.

bilità agli appaltatori ed ai vivaisti di coltivare e preparare le piante secondo gli standard richiesti. Ciò ci consente inoltre di avere una scelta anticipata di tutta la fornitura del verde”. È una dinamica nuova in Italia almeno in questi termini, ma sicuramente ci sarà sempre più richiesta di piante autoctone e dalla forma libera, naturale. Le piante scelte sono state selezionate con il supporto delle imprese esecutrici, tra cui Peverelli, la società che realizzerà il lavoro di impianto; inoltre, sono state schedate ed etichettate, in modo da avere una opportuna tracciabilità sia in fase di coltivazione, che di impianto, oltre che di successivo riutilizzo una volta terminato l’evento. “La fase di coltivazione è importantissima. Abbiamo

predisposto dei grandi piazzali per effettuare la coltivazione in air-pot e stiamo formando le piante in modo che siano pronte per l’inizio dell’evento”. Molte piante presentano dimensioni davvero eccezionali con altezze che raggiungono i 12 metri, proprio per la necessità di avere un pronto effetto. PORTAMENTO “NATURALE” La mia domanda a Selleri su come giudica il vivaismo italiano, e in particolare quello dei grandi vivai da dove le piante di Expo sono state scelte, arriva alla fine della nostra

LE ISOLE DI CALORE Fenomeno che determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane cittadine rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali, a causa della diffusa cementificazione e delle superfici asfaltate che prevalgono nettamente rispetto alle aree verdi, oltre che delle emissioni degli autoveicoli, degli impianti industriali e dei sistemi di riscaldamento.

lunga chiacchierata e da buon professionista, abituato a fare i conti con politici e burocrati, la sua risposta è stata diplomatica: “I vivaisti che ho incontrato e che ho avuto modo di conoscere durante il mio lavoro hanno dimostrato grande professionalità e hanno una produzione di grande qualità”. Le produzioni prevalenti seguono ovviamente quanto richiesto dal mercato. Nel caso di EXPO le esigenze sono molto particolari: piante autoctone, di grandi dimensioni e a portamento “naturale”. Penso che l’utilizzo di specie autoctone e a portamento naturale sia una sfida per tutti. Vanno valorizzate a mio giudizio le potenzialità intrinseche e specifiche degli alberi e degli arbusti. Potenzialità in termini di risorse e di bellezza. “Queste scelte divengono anche motivo di sostenibilità ambientale, vista la maggiore capacità di adattamento e sviluppo e i minori interventi manutentivi necessari per questo tipo di alberi. Non è il mio campo, ma se fossi un vivaista oggi orienterei la mia produzione in tal senso”, conclude Selleri.

LA CURIOSITÀ

Presentata la mascotte che Disney Italia ha disegnato per l’Esposizione Universale del 2015, il cui tema è quello di nutrire il pianeta. Non un solo personaggio, ma un’intera famiglia composta da 11 alimenti. Ci sarà l’aglio, l’anguria, l’arancia e la banana; e poi il fico, il mais blu, il mango, la mela, il melograno, la pera e i ravanelli. Saranno loro, con volti allegri e simpatici, a comporsi e animarsi per raccontare e interpretare il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

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