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“Esistono nomi che per la loro storia restano indissolubilmente legati ad un’esperienza e che finiscono per diventare inseparabile icona di un luogo, di un prodotto, di un’intera cultura.”


Questa è una storia che inizia da lontano e precisamente nel 1779, a Bassano del Grappa, nel cuore del Veneto, alle porte del Ponte Vecchio disegnato da Palladio. La città all’epoca è un sito commerciale strategico allo sbocco della Valsugana verso Venezia, un passaggio obbligato per le vie commerciali che mettono in comunicazione la Serenissima Repubblica di Venezia con il Trentino e l’Austria. Più a nord, in Val di Cembra, è diffusa da secoli l’arte della distillazione. Da qui proviene Bortolo Nardini, capostipite di quella che sarà la più antica e longeva famiglia di distillatori italiani. Parte con una precisa visione e con la tenace volontà di trasformarla in realtà; nel 1779 acquista l’ “Osteria al Ponte”, destinata a diventare la sede della Distilleria Nardini. Un edificio medioevale che sorge sulla riva orientale del fiume Brenta e che beneficia di una collocazione commerciale unica. Qui Bortolo Nardini distilla la sua grappa, è l’inizio della storia della Distilleria Nardini. Le colline della pedemontana veneta, che circondano Bassano, assicurano alla distilleria di anno in anno grande disponibilità di vinaccia, la materia prima per la produzione della grappa, raccolta tra settembre ed ottobre dopo la vendemmia e la pigiatura degli acini d’uva. Tra la fine del Settecento e il primo Ottocento la distillazione avviene con tradizionali alambicchi ed il distillato è conservato in giare di rame. Bortolo Nardini chiama la sua grappa “Aquavite di vinaccia”, alla maniera latina senza la “c”, giocando sull’etimologia che la vuole a volte “aqua di vita” altre “aqua della vite”.

Mappa della città di Bassano del Grappa nel 1760-1767. (Concessione della Direzione del Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa).


Con le generazioni successive l’attività della distilleria si espande fino ad accrescere la sua notorietà oltre i confini locali. Ben presto il profilo della Distilleria Nardini si configura come quello tipico delle attività commerciali ed imprenditoriali del tempo, dedite a salvaguardare il proprio saper fare trasmettendolo di generazione in generazione. I traguardi che nel corso degli anni verranno raggiunti, anche introducendo elementi di innovazione nel metodo di distillazione, sono frutto di un patrimonio di valori maturati nella storia della famiglia Nardini. Valori ispirati all’etica del lavoro, di ricerca dell’eccellenza e di impegno sociale ancora oggi propri dell’azienda. Nella tradizione dei prodotti Nardini permane l’antica cultura del territorio, di cui sono espressione, tanto da diventare simboli della propria terra e testimoni della migliore cultura artigiana che trova fondamenta in oltre due secoli di storia e in milioni di bottiglie di grappa esportati dall’azienda in tutto il mondo.

Albero genealogico della famiglia Nardini dal 1779.


“Oggi, 16 Aprile 1879, con i miei figli Antonio, Valerio e Giuseppe faccio festa per i 100 anni della nostra ditta� Nardini Bortolo


La Grapperia al Ponte fin da subito diventa luogo di mescita e vendita; le zattere commerciali dirette a Venezia, che trasportano merci e legname, affollano le rive del fiume Brenta: l’ “Aquavite Nardini” si diffonde in ogni angolo della Serenissima. Nella seconda metà dell’Ottocento viene introdotto il metodo della distillazione a vapore, anziché a fuoco diretto. L’utilizzo del vapore garantisce un maggior controllo della temperatura di distillazione e quindi una migliore qualità e costanza del prodotto. Contemporaneamente la Distilleria Nardini allarga l’assortimento dei suoi prodotti fino ad includere la produzione di molti liquori fra i quali la Tagliatella, l’Acqua di Cedro, il Mistrà e il Fernet. All’inizio del XX secolo, la Ditta Bortolo Nardini è la più famosa distilleria d’Italia. Con lo scoppiare della Grande Guerra e lo spostamento della linea del fronte sul Monte Grappa ed il Piave la Nardini vede scorrere davanti a sé le drammatiche vicende del conflitto mondiale. Negli anni della guerra la grappa diventa bene di conforto: i soldati la portano al fronte, li riscalda nelle lunghe notti in trincea, li aiuta a non perdere le speranze quando tutto sembra perduto. La grappa acquista popolarità e diventa il distillato nazionale.

L’ingresso della Grapperia al Ponte a Bassano del Grappa.


La calda atmosfera, gli arredi perfettamente conservati, cosÏ come gli alambicchi centenari e le vecchie giare di rame dei tempi passati: chi mette piede nella storica Grapperia si ritrova immerso in una storia affascinante, iniziata oltre due secoli fa. Oggi questo locale continua ad essere un vivace luogo d’incontro per l’aperitivo e la degustazione di grappe e liquori.


Al termine del secondo periodo bellico il Ponte distrutto viene ricostruito e la famiglia Nardini, con entusiasmo, riorganizza la propria attività: per la prima volta viene introdotta la grappa “Riserva”, invecchiata in botti di rovere di Slavonia, che affianca la tradizionale grappa “Bianca”. Per perfezionare il metodo di produzione di questa grappa pregiata i Nardini adottano la tradizione dei distillati ambrati ed affinano i segreti dell’invecchiamento in botte. Nello stesso tempo si afferma la produzione dei liquori, fra essi in particolare la “Tagliatella”, liquore dalle origini curiose, nata dalla miscelazione, chiamata “taglio”, dei vari prodotti Nardini conservati nelle giare di rame. Negli anni della ripresa economica, il consumo di grappa si diffonde fuori casa con un pubblico di intenditori destinato a crescere sempre più. La Ditta Bortolo Nardini da un lato continua a svilupparsi investendo costantemente nel migliorare ed innovare gli alambicchi delle sue distillerie, dall’altro tramanda di padre in figlio i segreti di un mestiere che viene custodito gelosamente.

Le botti in legno di una delle cantine di invecchiamento nella distilleria di Bassano del Grappa.


La perfetta conservazione delle vinacce è il primo grande segreto del distillatore. La famiglia Nardini da sempre seleziona e raccoglie vinacce nella fascia collinare e pedemontana del Veneto e Friuli dove l’esposizione climatica e la composizione dei terreni consentono la coltivazione dei migliori vitigni.


La Ditta Bortolo Nardini è guidata attualmente da Giuseppe affiancato dalla settima generazione: la figlia Cristina e i cugini Angelo, Antonio e Leonardo Nardini si occupano dei settori chiave dell’attività. Negli anni più recenti, grazie all’attività delle generazioni che si sono succedute, viene premiata la storia Nardini: l’azienda entra a far parte dell’associazione internazionale “Les Hénokiens” che raccoglie in tutto il mondo imprese familiari bicentenarie. La Grapperia, immutata dal 1779, è annoverata tra i Locali Storici d’Italia. Nel 2004 la Ditta Bortolo Nardini celebra il suo 225° anniversario dalla fondazione con l’inaugurazione di Bolle e la presentazione di un prodotto d’eccellenza: l’ “Aquavite di Vinaccia Riserva 15 Anni”. Bolle è un’avveniristica opera architettonica fortemente voluta dalla famiglia e commissionata all’architetto Massimiliano Fuksas. La moderna struttura polifunzionale funge anche da auditorium per accogliere i sempre più numerosi turisti ed appassionati della grappa. Presso Bolle si tengono numerosi eventi culturali a respiro internazionale promossi dall’azienda. La Ditta Bortolo Nardini rientra nel novero delle imprese sostenitrici della Peggy Guggenheim Collection di Venezia, consolidando così il proprio legame con l’arte e la cultura. Sostiene inoltre i diversi linguaggi dell’arte contemporanea tra i quali i progetti di danza del CSC, Centro per la Scena Contemporanea, e di Infart, il festival dedicato alla “Urban Culture e Street Art”, nella convinzione che l’impresa debba contribuire alla valorizzazione del territorio e delle sue espressioni più significative.


DITTA BORTOLO NARDINI S.P.A. Ponte Vecchio, 2 Bassano del Grappa (VI) - Italia Tel. +39 0424 227741 nardini@nardini.it - www.nardini.it Foto F. Zonta, A. Parise, A. Piovesan G. Chemello, A. Boscato, A. Crowley Concept e Art Direction Hangar Design Group


Distilleria B.lo Nardini - monografia