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Ricerca e Teologia


Raimondo Marco Sorgia

IL RESTAURO DELL'ANIMA Il significato teologico del Purgatorio

Libreria Editrice Fiorentina


ISBN: 978-88-6500-049-6 © 2011 Libreria Editrice Fiorentina Via Giambologna, 5 – 50132 Firenze – Tel. 055 579921 www.lef.firenze.it – editrice@lef.firenze.it Impaginazione di Paolo Torracchi


Sommario Introduzione

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CAPITOLO 1 il Purgatorio nella Bibbia e agli inizi del cristianesimo

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CAPITOLO 2 Una occhiata ai “Novissimi”(Paradiso, Inferno, Purgatorio)

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CAPITOLO 3 Il Purgatorio dalla teologia scolastica al Concilio di Trento

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CAPITOLO 4 Il Purgatorio dantesco

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CAPITOLO 5 Le testimonianze di alcuni santi sul Purgatorio

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CAPITOLO 6 La dottrina della Chiesa sul Purgatorio

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CAPITOLO 7 Le pene e le gioie del Purgatorio

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CAPITOLO 8 Minuziosa contabilità

55

CAPITOLO 9 Risveglio doloroso

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CAPITOLO 10 Purgatorio anticipato

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CAPITOLO 11 L’ultima tratta

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In memoria del P. Reginaldo Mazzei O.P., recente ospite del “Laboratorio”, che aveva letto, approvandone i contenuti, queste pagine mentre erano in fase di preparazione. Dacci sotto!, caro Amico, e presto sarai alla “tratta” conclusiva. Arrivederci presto e ben restaurati.


Il restauro dell'anima

Introduzione Maria, la tua compassione vada in soccorso, presto di coloro che in Purgatorio stanno soffrendo, arsi da una vivissima passione (dalla liturgia) La parola “Purgatorio” non gode tra noi di grande simpatia forse per la radice che la lega al verbo “purgare”, che tanto in senso fisico che in quello figurato ingenera un non so che di disgusto e immagini spiacevoli. Meno violenti sono i termini “purificare” e “purificazione”, che suggeriscono l’idea di un bianco ritrovato. Meglio ancora, come scrissi nel romanzo su Adamo ed Eva (“Prima che quel cancello si richiuda”) sarebbe parlare di Purgatorio usando il moderno traslato di “Laboratorio di restauro”, giacché proprio di questo si tratta: la persona che vi giunge deformata da una vita stracolma di parole, opere e omissioni che violarono innumerevoli volte le leggi divine, viene a essere puntualmente restaurata, ricostruita secondo il modello originale che Dio si era aspettato. Errore per errore viene ripreso in esame, situazione per situazione viene a essere rivissuta ma stavolta in un clima di traboccante amore, di una dilaniante nostalgia di grazia e di un profondo adempimento dei supremi decreti. Dal greggio si passa alla raffinazione completa, tutto il sudicio morale che aveva accompagnato la vita (anno per anno,

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Raimondo Marco Sorgia

mese per mese, giorno per giorno, minuto per minuto di, poniamo, un settantenne), viene a essere accuratamente rimosso attraverso un lancinante rimpianto di amore che era stato negato all’Amore, o concesso a briciole e di malavoglia, che ben può paragonarsi a un “fuoco” figurato, a delle “fiamme” interiori che a poco a poco vanno consumando le scorie. Il credente che ogni tanto e a suo modo aveva dialogato con Dio e perfino l’ateo che lo aveva negato salvandosi miracolosamente in corner, riaprendo gli occhi dal sonno esistenziale o, se si vuole, sentendo cadere le cateratte che fin lì avevano condizionato e quasi tolto la vista dello spirito, adesso vedono con tutta chiarezza il bilancio negativo della propria esistenza terrena, e si ritrovano, per così dire, il cuore e le labbra colme di una parola adesso riscoperta e dolcissima, che è: “Ti amo!”, e l’andranno ripetendo con mille variazioni infinite volte, fino a che la restituzione e il restauro non avranno raggiunto il culmine che Dio avrà stabilito. A quel punto si è pronti a varcare la soglia del Paradiso, a quel punto il ripristino sarà totale, la pulizia dell’anima assoluta, poiché, come ricorda un simpatico proverbio: “In Cielo non si entra con le scarpe sporche”. Benedetto dunque questo poco e mal conosciuto Purgatorio, che invece è da considerarsi una vera e propria benedizione della divina misericordia. Se infatti dalla triade Paradiso, Purgatorio e Inferno eliminassimo la fase mediana, il Paradiso alla fine dei tempi risulterebbe vuoto di anime purificate, con un sovraffollamento dell’ergastolo finale. Anche i più grandi e celebrati Santi hanno bisogno di un’adeguata purificazione, la quale può aver luogo o quaggiù o post mortem, ma è

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comunque indispensabile per ogni creatura che abbia sperimentato le conseguenze del peccato d’ origine. Vedremo in seguito come sia possibile una purificazione terrena, ma di garantitito vi è soltanto quella che si compie adeguatamente nell’aldilà. P. Raimondo Marco Sorgia O.P.

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